Guida per lo studente - La Sapienza
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Roma, 7 Luglio 2012Siamo lieti di pubblicare una versione aggiornata del volume contenentele informazioni relative all’attività scientifica e didattica del Dipartimentodi Fisica.Tale libretto ha <strong>lo</strong> scopo di illustrare agli studenti la struttura dei diversicicli degli studi in Fisica alla <strong>Sapienza</strong> (<strong>La</strong>urea, <strong>La</strong>urea Magistrale eDottorati) e di fornire informazioni e notizie pratiche sull’attività didattica.Il libretto descrive inoltre brevemente l’ampio spettro delle attivitàdi ricerca presenti nel nostro Dipartimento al<strong>lo</strong> scopo di <strong>per</strong>mettere aglistudenti di orientarsi nella scelta dell’indirizzo e del settore scientifico nelquale intendono cimentarsi.1Riteniamo che tali informazioni siano utili alle matricole e a tuttile <strong>studente</strong>sse e gli studenti che studiano e lavorano nel nostroDipartimento come strumento di mutua conoscenza.Ulteriori informazioni e aggiornamenti sulle attività del Dipartimento diFisica possono essere trovate all’indirizzo web:www.phys.uniroma1.it/ (alla voce Future Matricole)dove è anche possibile scaricare il presente volume in formato PDF.Giancar<strong>lo</strong> RuoccoDirettore del Dipartimento di Fisica
A cura del Dipartimento di Fisica della <strong>Sapienza</strong>Hanno collaborato alla realizzazione:2Maria Grazia Ianniel<strong>lo</strong>Egidio LongoAntonio PolimeniSonia RiosaSi ringrazia inoltre:Pao<strong>lo</strong> Mata<strong>lo</strong>niProgetto grafico:Fulvio Medici
Indice5Le ricerche in Fisica alla <strong>Sapienza</strong>35Principali Istituzioni e <strong>La</strong>boratori Nazionali e Internazionali36<strong>La</strong> nostra Storia - I protagonisti4649Il Museo di FisicaLettera alle matricole351Informazioni <strong>per</strong> gli studenti53I nuovi Corsi di studio universitari54Attività di Orientamento55Il Corso di <strong>La</strong>urea in Fisica71Il Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica86Il Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronimia e Astrofisica99I Dottorati di Ricerca103Informazioni generali110Fisica e mercato del lavoro
Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>I fisici del nostro Dipartimento sono attivi in tutte le aree di ricerca riportatenella figura. Nonostante le diverse aree differiscano talvolta anche inmaniera rilevante <strong>per</strong> quanto riguarda metodi di indagine, dimensioni delleattrezzature s<strong>per</strong>imentali, strumenti di calco<strong>lo</strong> o ampiezza delle ricaduteapplicative, spesso la linea di demarcazione tra settori di diversa denominazionetradizionale non può essere tracciata in maniera netta.È il caso, <strong>per</strong> esempio, di due campi abbastanza <strong>lo</strong>ntani tra <strong>lo</strong>ro fino a tempirelativamente recenti come l’astrofisica e la fisica delle particelle elementari,che si trovano oggi sotto molti aspetti a confrontarsi con gli stessi problemi.Si parla anche di “fisica astroparticellare”: rispondere a domande sul “semprepiù picco<strong>lo</strong>” equivale oggi a rispondere a domande sul “sempre piùvicino alla nascita dell’universo”.Al<strong>lo</strong> stesso modo, ricerche originate come speculazioni relativamenteastratte e <strong>lo</strong>ntane dalle applicazioni in meccanica statistica si rivelanofondamentali <strong>per</strong> rispondere ad interrogativi sul funzionamento di sistemibio<strong>lo</strong>gici complessi (è il caso della ricerca sulle reti neuronali, un settorefertilissimo che si situa all’intersezione tra fisica statistica, biofisica, ciberneticae fisica della materia).Nel seguito troverete, senza alcuna pretesa di completezza, brevi indicazionisu alcune delle grandi questioni intorno a cui si lavora in Dipartimento,sui più stimolanti problemi a<strong>per</strong>ti e sulle prospettive della ricerca avanzatain questi settori.5
Fisica delle particelle6<strong>La</strong> fisica delle particelle studia i costituenti fondamentali della materia e le<strong>lo</strong>ro interazioni, le relazioni tra energia, materia, spazio e tempo, le simmetriee le leggi che governano l’Universo e la sua evoluzione.Qual è la struttura ultima della materia? Oggi sappiamo che la materia èorganizzata in famiglie di particelle, repliche più pesanti ed instabili dellafamiglia con cui è fatta tutta la materia ordinaria, costituita dall’elettronecol suo neutrino e dai due quark, up e down, che formano il protone e ilneutrone.Ci sono motivazioni profonde <strong>per</strong> questa struttura a “repliche”?A questa intrigante domanda non c’è ancora una risposta.Le forze fondamentali che conosciamo sono quattro: l’interazione gravitazionale,l’interazione debole, l’interazione elettromagnetica e l’interazioneforte. Queste interazioni agiscono tra le particelle di “materia”, elettroni,neutrini e quark, e sono “mediate” dalle particelle di “forza”, gravitoni, bosoniW e Z, fotoni e gluoni.Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong><strong>La</strong> forza debole è alla base della combustione dell’idrogeno nelle stelle
Queste sono le domande fondamentali che si pongono oggi i fisicidelle particelle:• Quali sono le Simmetrie dell’Universo?• Qual è l’origine della massa delle particelle?• Perché l’Universo è fatto di materia?• Ci sono tracce di antimateria?• Qual è la natura della massa mancante dell’Universo?<strong>La</strong> risposta a queste domande può venire da diversi es<strong>per</strong>imenti.Presso il CERN di Ginevra è possibile riprodurre le altissime energiedell’universo primordiale e conoscere la natura ultima della materia.<strong>La</strong> composizione dei raggi cosmici viene studiata da es<strong>per</strong>imenti che raccolgonoparticelle al di fuori dell’atmosfera, come sulle stazioni orbitanti osulle sonde spaziali (AMS).Nei <strong>La</strong>boratori Nazionali del Gran Sasso si studia la trasmutazione dineutrini prodotti al CERN di Ginevra e rivelati al Gran Sasso dopo un viaggiodi tre millesimi di secondo (es<strong>per</strong>imento OPERA).7L’es<strong>per</strong>imentoAMSRivelatoredell’es<strong>per</strong>imentoOPERA presso i<strong>La</strong>boratori Nazionalidel Gran Sasso
Gli es<strong>per</strong>imenti di “Alte Energie”<strong>La</strong> collisione tra particelle dotate di energie molto elevate <strong>per</strong>mette diricreare in laboratorio i costituenti fondamentali presenti nei primi istantidell’Universo e di studiarne le <strong>lo</strong>ro interazioni.Per accelerare le particelle alle energie necessarie si devono costruire macchinetroppo grandi e costose <strong>per</strong> una Università o anche <strong>per</strong> un singo<strong>lo</strong> Paese.Molti degli es<strong>per</strong>imenti dei fisici del Dipartimento si svolgono al CERN diGinevra, al FERMILAB di Chicago, a SLAC in California.8Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>Il CERN di Ginevra
L’es<strong>per</strong>imento ATLAS al CERN9In un tipico es<strong>per</strong>imento di alte energie due fasci di particellevengono fatti collidere (in questo caso elettroni contro positroni).<strong>La</strong> <strong>lo</strong>ro massa si converte in energia, generando varie particelleosservate nei diversi “rilevatori”.Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
L’antimateria10Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>Molti pensano che l’antimateria sia un’invenzione dei libri di fantascienza:non è così. L’antimateria viene prodotta dai raggi cosmici che colpisconol’atmosfera terrestre e negli acceleratori di particelle con la stessa probabilitàcon cui viene prodotta la materia. Come predetto da P.A.M. Dirac nel 1927e dimostrato da C.D. Anderson nel 1932 con la sco<strong>per</strong>ta del positrone,l’antiparticella dell’elettrone, ad ogni particella corrisponde un’antiparticellacon le stesse proprietà ma carica elettrica opposta.Le leggi della fisica devono essere le stesse <strong>per</strong> materia ed antimateria, <strong>per</strong>cui ci dovremmo aspettare un Universo pieno di antimateria. Quando materiaed antimateria si incontrano, si disintegrano, producendo una grandissimaquantità di energia sotto forma di fotoni: il secondo passo di Armstrongsulla Luna dimostra che non ci sono apprezzabili quantità di antimateria sudistanze planetarie. L’assenza di vistose esp<strong>lo</strong>sioni nel nostro Universo portaad escludere apprezzabiliquantità di antimateriafino a 20Megaparsec, (cioèmilioni di parsec, unaunità di misura cherappresenta la distanzadi un oggetto cheha una parallasse diun arco di secondoed equivale a 3.26anni luce).<strong>La</strong> ricerca nel<strong>lo</strong> spaziodelle più deboli traccedi antimateria e laformulazione dellepossibili spiegazionidella sua scomparsasono un tema affascinanteche promettedi svelare i segretifondamentali dellaprimigenia evoluzionedell’Universo in cuiviviamo.
<strong>La</strong> Materia OscuraUn altro dei misteri dell’Universo riguarda la quantità di materia che essodeve contenere: in base a molte delle caratteristiche che osserviamo (<strong>per</strong>esempio la ve<strong>lo</strong>cità di rotazione delle Galassie, che dipende dalla massatotale in esse contenuta e può essere misurata tramite l’effetto Doppler dellaluce che arriva fino a noi) essa risulta molto maggiore della materia visibileidentificata.Sulla natura di questa Materia Oscura sono state formulate diverse ipotesi,molte delle quali coinvolgono particelle dai nomi esotici (WIMP, neutralini,ecc.) non ancora osservate e accanitamente ricercate dai nostri es<strong>per</strong>imenti.Le più recenti misure dell’espansione dell’Universo suggeriscono un aumentodella ve<strong>lo</strong>cità di espansione: una possibile spiegazione potrebbe essereche il “vuoto cosmico” sia in realtà riempito da una forma di “energiaoscura”, ricollegabile alla presenza della “costante cosmo<strong>lo</strong>gica”, previstada Einstein.11Antimateria, materia oscura, energia oscura: alcuni dei pezzi mancanti delpuzzle del nostro Universo.Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
Dalle frontiere della fisica alle frontiere della tecno<strong>lo</strong>giaLe tecniche necessarie <strong>per</strong> la realizzazione degli es<strong>per</strong>imenti della fisica dipunta sono quasi sempre ai limiti delle possibilità della tecno<strong>lo</strong>gia modernae spingono continuamente verso nuovi traguardi alla frontiere della tecno<strong>lo</strong>gia,con applicazioni in campi spesso molto <strong>lo</strong>ntani da quelli di origine. Idati trasmessi in un secondo di funzionamento di un es<strong>per</strong>imento di LHC, ilcollider del CERN, equivalgono all’informazione media scambiata con 100milioni di telefonate: da questa immensa mole di informazioni, sofisticatialgoritmi devono filtrare ed estrarre le rarissime informazioni corrispondentiai segnali delle nuove particelle.12Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>Ogni 25 miliardesimi di secondo, il rivelatore centrale dell’es<strong>per</strong>imento CMSproduce un’immagine come quella di sinistra. Da questa immensa mole diinformazioni, il software dell’es<strong>per</strong>imento è in grado di filtrare in tempo reale letracce degli eventi rari ed interessanti (a destra).
Dal WWW alla GRIDIl World Wide Web è stato inventato nel 1989 dal Dr. T. Berners Lee, chelavorava al CERN di Ginevra: originariamente il sistema era stato concepito<strong>per</strong> <strong>lo</strong> scambio istantaneo di informazioni tra ricercatori impegnati negli stessiprogetti scientifici, ma che lavoravano in <strong>La</strong>boratori e Università sparsi <strong>per</strong>il mondo. Oggi ha milioni di utilizzatori scientifici e commerciali in tutto ilmondo.Se il WWW dà un accesso semplice ed immediato all’informazione distribuitasulla rete, la nuova frontiera è l’accesso altrettanto immediato allapotenza di calco<strong>lo</strong> distribuita sulla rete: i ricercatori del nostro Dipartimentopartecipano ad un ambizioso progetto, detto GRID (griglia) che nasce dauna vastissima collaborazione internazionale tra l’Unione Europea, il CERN,l’INFN, la NASA, il Department of Energy degli Stati Uniti, l’MIT ed altreprestigiose istituzioni.13Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
Astrofisica14L’Astrofisica, anzichè un settore della Fisica, è da intendere come quelladisciplina che applica le conoscenze di tutti i settori della fisica alla comprensionedella fenomeno<strong>lo</strong>gia legata ai corpi celesti e alla distribuzionedella materia e dell’energia nell’Universo.Da un lato essa si basa su osservazioni dei fenomeni cosmici, sui qualinon si puo’ avere un control<strong>lo</strong> diretto, diversamente da quanto accade neglies<strong>per</strong>imenti di laboratorio. D’altro canto gli astri e il cosmo rappresentanoproprio dei “laboratori” in cui si possono realizzare naturalmente situazioniestreme non s<strong>per</strong>imentabili a terra. Talvolta, infatti, le teorie fisiche possonoavere un diretto riscontro so<strong>lo</strong> in fenomeni astronomici come esp<strong>lo</strong>sioni disu<strong>per</strong>novae, buchi neri, lenti gravitazionali, stelle di neutroni, ecc..Le osservazioni coinvolgono l’intero spettro elettromagnetico e, di conseguenza,le tecno<strong>lo</strong>gie piu’ diverse: dai rediotelescopi e interferometri didimensione planetaria, agli osservatori spaziali <strong>per</strong> la radiazione infrarossa,ultravioletta e visibile e <strong>per</strong> i raggi X e gamma, ai grandi telescopi ottici aterra. Anche “finestre non elettromagnetiche” sono a<strong>per</strong>te sul cosmo: neutrini,raggi cosmici di altissima energia ( molto maggiore di quella ottenibilenei grandi acceleratori di particelle) e, potenzialmente, la radiazione gravitazionaleprevista dalla teoria della relativita’ generale.Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>I quattro telescopi da 8.2 m del Very <strong>La</strong>rge Telescope dell ESO(European Southern Observatory), utilizzabili come interferometro(VLTI). Cerro Paranal (Cile)
15Il telescopio XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea, <strong>per</strong> l’osservazionedelle sorgenti cosmiche di radiazione XLe attività di ricerca teoriche e osservative del nostro Dipartimentoriguardano alcune delle domande fondamentali dell’astrofisica:• Qual e’ la geometria e quale la dinamica g<strong>lo</strong>bale dell’Universo ?• Quali sono le distribuzioni di galassie e di materia oscuranell’Universo e il <strong>lo</strong>ro legame con la dinamica cosmica complessiva ?• Come sono nati e come evolvono galassie e nuclei galattici attivi ?• Come si alimenta il “motore centrale” di un nucleo galattico attivo, equal e’ la sua relazione con la dinamica della galassie che <strong>lo</strong> ospita ?• Quali sono i meccanismi che spiegano la distribuzione spettrale, dalradio ai raggi gamma, delle sorgenti cosmiche di alta energia ?Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
<strong>La</strong> radiazione di fondo dell’UniversoIl problema della “<strong>lo</strong>calizzazione” dell’antimateria nell’Universo, o quel<strong>lo</strong>della massa mancante (della “materia oscura”) sono due buoni esempi delmodo in cui si intrecciano domande tradizionalmente associate ai campidella fisica delle particelle e dell’astrofisica. Un altro esempio in propositoè fornito dalle ricerche che hanno portato recentemente alla realizzazionedell’es<strong>per</strong>imento Boomerang, condotto in prima fila da ricercatori del nostroDipartimento.16Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>Un lancio di BoomerangI dati raccolti dall’es<strong>per</strong>imento, il cui obiettivo è la misura delle anisotropiedella radiazione elettromagnetica di fondo, hanno <strong>per</strong>messo di ricostruire una“fotografia” dell’universo in una fase primordiale, quando era 50000 voltepiù giovane, mille volte più caldo e un miliardo di volte più denso di adesso;grazie a queste indicazioni si è in grado di ottenere informazioni sui primissimiistanti di vita dell’universo, immediatamente dopo il Big Bang, e insieme diconoscerne meglio la distribuzione della massa e della densità.Un’immagine delle strutturedell’universo primordialeosservate da Boomerang.Per dare un’idea della scala, ilpicco<strong>lo</strong> tondo nero in basso adestra corrisponde alledimensioni apparenti della Luna.
Esistono le onde gravitazionali?Previste dalla teoria della relatività generale, le onde gravitazionali hannoresistito finora ad ogni tentativo di captarne la presenza attraverso la realizzazionedi apposite antenne (le “antenne gravitazionali”).È questa una linea di ricerca che vanta una lunga tradizione nel nostroDipartimento, con la realizzazione di sbarre risonanti criogeniche, e chevede attualmente la partecipazione di un nostro gruppo di ricerca alla collaborazioneinternazionale che sta costruendo Virgo, un gigantesco interferometro(<strong>lo</strong>calizzato nella pianura a ridosso di Pisa) che dovrebbe esserein grado di rilevare segnali anche di debolissima intensità e dare quindiindicazioni empiriche definitive in favore dell’esistenza di questi elusivioggetti previsti dalla relatività generale.17
Fisica,Complessità eDisordine18Secondo voi questodisegno è complesso o no ?Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>Dopo enormi successi la fisica ha scelto una nuova, formidabile sfida. <strong>La</strong> naturadelle scienze fisiche è quella di fornire dettagliate previsioni quantitative suifenomeni naturali. Questo ha portato alla elaborazione di un quadro teoricoche consente una comprensione profonda dei grandi fenomeni fondamentali(le particelle elementari, i quark, la frontiera del piccolissimo): anche se in questicampi rimane ancora molto da fare, i grandi successi conseguiti hanno stimolatol’a<strong>per</strong>tura di una nuova, caldissima frontiera, quella della Complessità.<strong>La</strong> fisica oggi cerca di spiegare in modo quantitativo e di prevedere ilcomportamento di sistemi in cui il disordine che ne caratterizza i componentielementari o la complessità intrinseca delle <strong>lo</strong>ro interazioni ha un ruo<strong>lo</strong>importante, che arriva finoa modificare crucialmentela natura stessa del sistema,consentendogli comportamentidi enorme interesse. Ilfatto che l’analisi di semplicistrutture matematiche portiRappresentazione grafica disistemi bio<strong>lo</strong>gici ad altacomplessità che la fisica cercadi aiutare a capire. Si vede ilprocesso di mitosi in una salamandra,una macro-cellula delfegato di un topo, un ribosoma.
alla creazione di strutture affascinanti è stato molto importante. Guardate lafigura di questa pagina: non si direbbe proprio che nasca da una fredda esemplice equazione, vero?Eppure si tratta del risultato di una elementare regola di iterazione.Questi metodi hanno una valenza straordinaria: ad esempio, possono suggerircicome provare ad aiutare la struttura delle connessioni di Internet acrescere in modo intelligente. Provate invece a fare un vero es<strong>per</strong>imento,ed aprite a metà il rubinetto del bagno: vedete una complicata struttura difilamenti che si intersecano e si modificano nel tempo. Cos’è che generauna struttura così “artistica”?Da un lato queste teorie stanno dando grandi contributi alla comprensionedi materiali fisici di grande interesse (<strong>per</strong> esempio la struttura dei semplicivetri delle finestre è ancora un mistero, che si sta forse chiarificando graziea queste idee). Dall’altro lato il campo in cui questi metodi cercano di aiutarela nostra capacità di comprensione si allarga: adesso i fisici cercanodi comprendere complessi sistemi bio<strong>lo</strong>gici, sistemi di agenti in interazione,come modelli di mercati economici, ed aggregati di esseri complessi cheinteragiscono socialmente (insomma, noi...).Si tratta certamente di una frontiera pionieristica piena di promesse.19Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
Informazione quantistica con i fotoni20Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>L’informazione quantistica studia come impiegare le leggi fondamentali dellafisica <strong>per</strong> migliorare la trasmissione e l’elaborazione di segnali. E’ unascienza relativamente giovane, la cui origine risale all’inizio degli anni ’80,grazie alla proposta di Richard Feynman di usare in modo congiunto lateoria classica dell’informazione e le leggi della meccanica quantistica <strong>per</strong>realizzare un computer quantistico. L’unione di queste due scienze <strong>per</strong>metteo<strong>per</strong>azioni altrimenti impossibili, quali la creazione di codici crittograficiindecifrabili, il teletrasporto di una particella (come ad esempio un fotone)e la soluzione di problemi computazionali complessi a una ve<strong>lo</strong>cità moltomaggiore di un qualsiasi computer classico.Per il suo carattere intrinsecamente multidisciplinare, l’informazionequantistica abbraccia diversi campi, dalla fisica alla matematica, dallacomputazione all’ingegneria. Gli es<strong>per</strong>imenti di informazione quantistica siavvalgono di tecniche di fisica atomica, ottica quantistica e fisica del laser,nonché di fisica del<strong>lo</strong> stato solido e dispositivi a su<strong>per</strong>conduttore.Il rapido sviluppo degli ultimi 20 anni dimostra le grandi potenzialità diquesta disciplina di rivoluzionare molte aree della scienza e della tecno<strong>lo</strong>gia.In questa prospettiva è ragionevole aspettarsi che schemi sempre piùefficienti di codifica, decodifica e trasferimento dell’informazione venganoelaborati nel prossimo futuro. Al tempo stesso, la crescente miniaturizzazionedei circuiti <strong>lo</strong>gici <strong>per</strong>metterà di sviluppare nuovi metodi <strong>per</strong> il trattamentodell’informazione basati sulla meccanica quantistica.L’elemento fondamentale dell’informazione quantistica è il quantum bit,(qubit) che, a differenza del bit dell’informazione classica, che può assumeredi volta in volta uno dei due va<strong>lo</strong>ri, 0 o 1, viene espresso come lasovrapposizione coerente di due stati quantistici antitetici. Un qubit può essererealizzato in molti modi, ad esempio sfruttando la polarizzazione di unfotone, oppure usando ioni intrappolati, atomi neutri interagenti con cavitàottiche, impurezze in solidi etc.Nel processo di emissioneparametrica spontanea un cristal<strong>lo</strong>irradiato da un laser, di lunghezzad’onda appartenente alla regionedell’ultravioletto, genera coppie difotoni entangled su tutto <strong>lo</strong> spettro delvisibile. L’immagine in figura derivadalla sovrapposizione di un grandenumero di eventi di emissionedi coppie di fotoni.
L’altro concetto chiave dell’informazione quantistica è dato dall’entanglement(letteralmente groviglio, intreccio) che, usando le parole di Erwin Schroedinger,rappresenta “il tratto caratteristico della meccanica quantistica”. Uno statoentangled di due o più particelle è una risorsa essenziale <strong>per</strong> il teletrasporto,la crittografia e la computazione quantistica.Oggi è possibile generare e rivelare stati quantistici di singoli fotoni o statientangled di fotoni prodotti da cristalli non lineari mediante il processo dellaemissione parametrica spontanea. Stati entangled di due o più fotoni vengonoutilizzati nella crittografia quantistica su grandi distanze (fino a 200Km), sia attraverso una fibra ottica che nel<strong>lo</strong> spazio libero, e nel teletrasportoquantistico che rappresenta, a oggi, una delle più spettacolari dimostrazionidell’entanglement.Nel nostro Dipartimento, dove nel 1997 è stato effettuato il primo teletrasportodi un fotone, vengono studiati stati entangled di fotoni ad altonumero di qubit. Codificando l’informazione su vari gradi di libertà delfotone, come la polarizzazione, l’energia, la direzione e il momento angolareorbitale, vengono realizzati circuiti <strong>lo</strong>gici finalizzati alla computazionequantistica, si effettuano misure con risoluzione o sensibilità ben al di là diquelle <strong>per</strong>messe dalla fisica classica e vengono studiate le proprietà di statiquantistici fotonici macroscopici.21Rappresentazione schematica del teletrasporto quantistico. Il fotone (qubit) che sivuole teletrasportare, |ψ>1, è misurato dall’osservatore A (Alice) insieme al fotone(qubit) 2 appartenente a una coppia di fotoni entangled, |φ+ >23. Il risultato dellamisura viene comunicato all’osservatore B (Bob) che effettua una particolareo<strong>per</strong>azione sul fotone 3. Il risultato è il trasferimento istantaneo (teletrasporto) del<strong>lo</strong>stato del fotone 1 sul fotone 3. <strong>La</strong> comunicazione classica tra Alice e Bob garantisceche <strong>lo</strong> scambio di informazione avvenga rispettando il principio di causalità.Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
Fisica della materiaSi indica generalmente come “fisica della materia” quella parte della fisicache studia, anziché le proprietà dei costituenti “elementari” nella <strong>lo</strong>ro individualitàe le caratteristiche ancora sconosciute delle interazioni che si esercitanotra di essi, i comportamenti e le proprietà tipici di aggregati di numerosissimicostituenti di cui sono ben note le proprietà individuali e quelle delleforze che li legano (si tratta in sostanza di interazioni elettromagnetiche), mache presentano talvolta comportamenti nuovi e inediti dovuti al gran numerodi componenti dei sistemi in esame. Le domande che si pongono in questosettore sono le più disparate, e spaziano da questioni di immediato interesseapplicativo a quesiti di carattere assolutamente fondamentale.22Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong><strong>La</strong> su<strong>per</strong>conduttivitàAd esempio, uno dei problemi di fisica della materia più dibattuti negli ultimidecenni è l’origine della su<strong>per</strong>conduttività ad alta tem<strong>per</strong>atura in certi materialiceramici. I su<strong>per</strong>conduttori sono noti fin dall’epoca della Prima guerramondiale e il <strong>lo</strong>ro funzionamento è stato compreso negli anni Cinquanta delNovecento. Sono metalli che al di sotto di una tem<strong>per</strong>atura molto vicina al<strong>lo</strong>zero assoluto (-273 °C) offrono una resistenza assolutamente nulla al passaggiodella corrente. A causa di ciò, ad esempio, in un semplice fi<strong>lo</strong> su<strong>per</strong>conduttorechiuso su se stesso, e senza che vi sia inserito alcun generatore,la corrente può scorrere <strong>per</strong> un tempo infinito. I su<strong>per</strong>conduttori oggi sonousati soprattutto <strong>per</strong> ottenere alti campi magnetici, come quelli che tengonosollevati i treni a levitazione magnetica (vedi foto) e che incurvano la traiettoriadelle particelle che viaggiano quasi alla ve<strong>lo</strong>cità della luce nei grandiacceleratori. Tuttavia le bassissime tem<strong>per</strong>ature necessarie al <strong>lo</strong>ro funzionamentorichiedono l’uso di refrigeranti costosi e complicati da maneggiare,come l’elio liquido che bolle a -269 °C.Un treno a levitazione magnetica come questo, grazie ai suoimagneti su<strong>per</strong>conduttori, trasporta i passeggeri a 550 km/h trala città di Shanghai e il suo aeroporto.
Se si riuscisse a far funzionare un su<strong>per</strong>conduttore alla tem<strong>per</strong>aturadell’ambiente si potrebbe trasmettere l’elettricità dalla centrale alle nostrecase senza <strong>per</strong>dite, con grande risparmio energetico; si potrebbero costruirecalcolatori molto più ve<strong>lo</strong>ci degli attuali; oppure fabbricare potentimagneti a costi molto più bassi.Nel 1986 sono stati sco<strong>per</strong>ti dei nuovi materiali ceramici su<strong>per</strong>conduttoriche funzionano a circa 100 gradi dal<strong>lo</strong> zero assoluto, e quindi possonoessere raffreddati anziché dall’elio liquido dall’aria liquida, con grandi vantaggi.Tuttavia, sia <strong>per</strong> migliorare questi materiali che <strong>per</strong> trovarne di nuovicon tem<strong>per</strong>ature di lavoro ancora più alte, bisogna intanto capire come siinnesca la su<strong>per</strong>conduttività in queste ceramiche.I fisici ancora non <strong>lo</strong> sanno, nonostante un grande sforzo di ricerca che continuatuttora anche nel nostro dipartimento. Qui lavorano da molti anni, sullasu<strong>per</strong>conduttività ad alta tem<strong>per</strong>atura, due gruppi teorici e quattro gruppis<strong>per</strong>imentali con diverse tecniche.23Le nanotecno<strong>lo</strong>gieUn altro affascinante campo in cui il nostro Dipartimento è attivo è quel<strong>lo</strong>delle nanotecno<strong>lo</strong>gie. Negli ultimi anni gli scienziati della materia hannoimparato a costruire nuove architetture atomiche e molecolari e a controllaredimensioni, forma e funzioni di una grande varietà di materiali su scalaatomica scoprendo proprietà elettriche, meccaniche, ottiche e magnetichespesso inattese. L’interesse scientifico <strong>per</strong> <strong>lo</strong> studio delle proprietà di questenuove strutture ha fatto sorgere gli ormai diffusi neo<strong>lo</strong>gismi di nanoscienzae nanotecno<strong>lo</strong>gia <strong>per</strong> indicare il fi<strong>lo</strong>ne scientifico/tecno<strong>lo</strong>gico che si occupadi architettura/ingegneria di nuove strutture atomiche e molecolari conspecifiche proprietà e funzionalità.Nano-fili unidimensionali ordinatidi molecole pentacene allineatesui gradini monoatomici di unasu<strong>per</strong>ficie di rame. I nanofili sonolarghi circa 1 nanometro e lunghicentinaia di nanometriLe ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
Immagine di punti quanticisemiconduttori ottenutamediante un microscopioa scansione tunnel; ognipunto e’ in realtà costituitoda circa 10000 atomi24Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong><strong>La</strong> novità sta soprattutto nel<strong>lo</strong> studio di nuove metodo<strong>lo</strong>gie <strong>per</strong> assemblarele architetture atomiche e molecolari e nella capacità di finalizzare le nuovestrutture a una precisa funzione, progettando, controllando e verificandole proprietà microscopiche ottiche, magnetiche ed elettriche desiderate.Se atomi e/o molecole si aggregano in strutture su scalananometrica (1 nanometro=un miliardesimo di metro) possonoavere proprietà diverse rispetto ai materiali solidi su scalamacroscopica (si vedano gli esempi nella pagina precedente).Una catena unidimensionale di atomi di ferro è magnetica e conduttrice ?Possono esistere metalli in una dimensione ?Come variano le proprietà ottiche di un nano-cristal<strong>lo</strong> semiconduttore alvariare del numero di atomi che <strong>lo</strong> costituiscono ?Possiamo quindi considerare queste nano-particelle come uno statodella materia le cui proprietà non dipendono so<strong>lo</strong> dalla composizionechimica ma anche dalla forma e dalla dimensione. <strong>La</strong> grande promessadella nanotecno<strong>lo</strong>gia è di proporre un’alternativa in cui si assemblano icomponenti più semplici (le molecole e/o altre nanostrutture) <strong>per</strong>costruire dispositivi con funzioni specifiche ed altamente flessibili. Inoltre,dall’unione della su<strong>per</strong>conduttività con le nanotecno<strong>lo</strong>gie nascono nuovidispositivi, che a <strong>lo</strong>ro volta possono essere utilizzati <strong>per</strong> incrementaresensibilmente la sensibilità e la raffinatezza di strumentazione utile in altrisettori di ricerca (bo<strong>lo</strong>metri e microrefrigeratori, <strong>per</strong> misurare la radiazionecosmica, o gli SQUID, che misurano campi magnetici e sono usati dairicercatori del Dipartimento <strong>per</strong> studiare le leggi fondamentali della meccanicaquantistica), e trovare poi anche un gran numero di impieghi pratici.
Un ulteriore campo di applicazione delle nanotecno<strong>lo</strong>gie e’ quel<strong>lo</strong> relativoall’immagazzinamento a stato solido dell’idrogeno quale vettoreenergetico ed eco<strong>lo</strong>gico. L’interesse verso l’uso dell’idrogeno come vettoreenergetico ha avuto recentemente un notevole rilancio motivato dallanecessità di re<strong>per</strong>ire mezzi energetici alternativi ai combustibili fossilie al fine di diminuire l’inquinamento ambientale da essi causato. L’avviodi una tecno<strong>lo</strong>gia a idrogeno comporta molteplici problemi tecnici connessicon la sua produzione, l’immagazzinamento e l’utilizzazione. Inparticolare, <strong>lo</strong> scopo di immagazzinare l’idrogeno è quel<strong>lo</strong> di renderedisponibile il fabbisogno di energia al momento della sua utilizzazione.Dei possibili modi di immagazzinare l’idrogeno, quel<strong>lo</strong> in forma di composti neisolidi è il più efficace in termini di densità di energia accumulabile e sicurezza.In genere, l’idrogeno entra come idruro interstiziale all’interno di reticolimetallici o forma dei complessi molecolari con altri elementi.Una via di frontiera seguita nel Dipartimento è quella di usare nanopolveri(<strong>per</strong>ché la su<strong>per</strong>ficie volumica, sulla quale avvengono le reazionidi rilascio, è elevata) e dis<strong>per</strong>derle in materiali nanoporosi, <strong>per</strong>chéla dimensionalità degli strati di assorbitore ottenuti è più bassa.Le aspettative sono il cambiamento dei meccanismi termodinamici in questistrati sottili rispetto alle proprietà di volume con possibile abbassamento delletem<strong>per</strong>ature di rilascio dell’idrogeno e una maggiore resistenza al de<strong>per</strong>imentocon l’avanzare del numero di cicli di idrogenazione/deidrogenazione.25Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
26Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong><strong>La</strong> materia sofficeNell’ambito del<strong>lo</strong> studio della “struttura della materia”, un campo di indagineimportante nel corso del XX seco<strong>lo</strong> e’ stato quel<strong>lo</strong> di determinare il comportamentodi un grande numero di componenti elementari (atomi, molecole, …)a partire dal <strong>lo</strong>ro potenziale di interazione.Pensate come sarebbe interessante, ma anche quante applicazioni avrebbe,se fosse possibile “inventare” la forma funzionale con cui i mattoni elementariche costituiscono la materia interagiscono tra <strong>lo</strong>ro. Che succederebbese, <strong>per</strong> esempio, le particelle interagissero attraverso un potenziale sofficepuramente repulsivo, se le particelle potessero interpenetrarsi, se il raggiodella interazione attrattiva fosse molto picco<strong>lo</strong> rispetto alle dimensioni dellaparticella stessa ? Pensate anche quante possibilita’ si aprirebbero se le strutturemacroscopiche fossero costituite da particelle il cui movimento non e’controllato dalle equazioni di Newton, ma piuttosto (a causa della presenzadi un mezzo in cui queste sono immerse) dalle equazioni che determinano ilmoto Browniano, oppure se la dinamica non fosse controllata dal moto termico,ma da moto proprio (particelle autopropellenti). Quali nuovi materialisi potrebbero “disegnare”, e quali comportamenti collettivi risulterebbero daqueste nuove forme di interazione tra i costituenti elementari ?<strong>La</strong> materia soffice - quella branca della fisica della materia condensata chestudia il comportamento di sistemi fisici facilmente deformabili se soggetti asollecitazioni esterne (termiche, meccaniche, elettriche, …) - tenta di rispondereproprio a queste domande. Studiare la materia soffice vuol dire studiareaggregati atomici e/o molecolari di dimensioni nano- e micro-metriche inun solvente, polimeri, schiume, gel, materiali granulari, e svariati tipi di materialibio<strong>lo</strong>gici. In numerosi casi, le particelle costituenti possono essereconsiderate come su<strong>per</strong>-atomi interagenti attraverso potenziali efficaci di cuipredire <strong>lo</strong> stato di aggregazione mediante tecniche di meccanica statistica.Rispetto ai sistemi atomici e/o molecolari e’ oggi possibile disegnare nuoveforme di interazione e, di conseguenza, nuove fasi della materia. I materialisoffici infatti mostrano strutture autoorganizzate su scale mesoscopiche (cioe’intermedie tra micro e macroscopiche) che originano dal gran numero diinterno gradi di libertà, di interazioni deboli tra gli elementi strutturali, e daldelicato bilancio termodinamico che vi si instaura.<strong>La</strong> ricerca in materia soffice (con le sue forti connessioni con la ricerca inmateria bio<strong>lo</strong>gica) e’ sviluppata nel Dipartimento di Fisica attraverso unaazione sinergica tra ricercatori teorici, numerici e s<strong>per</strong>imentali. e si sviluppain collaborazione con il centro “Soft” (INFM-CNR).Immagine di un polimero a stella. Il potenzialedi interazione tra i centri di massa diquesti polimeri e’ ben rappresentato da undecadimento <strong>lo</strong>garitmico (da cui il nome dipotenziale ultra-soffice).
Fisica dei biosistemi<strong>La</strong> complessità intrinseca dei sistemi bio<strong>lo</strong>gici rende <strong>lo</strong> studio della fisica diquesti sistemi una sfida difficile ed affascinante. L’approccio “fisico” e quantitativoal<strong>lo</strong> studio dei sistemi viventi, la bio-fisica, o fisica dei biosistemi, èun campo di ricerca che <strong>per</strong> le sue molte sovrapposizioni con la biochimica,la bio<strong>lo</strong>gia molecolare, le nanoscienze, la bioingegneria, la bio<strong>lo</strong>gia deisistemi, ecc. è connotato da una forte “vocazione” interdisciplinare.Una delle sfide importanti nella fisica dei biosistemi è la caratterizzazionedei comportamenti “di singola molecola”. Ad esempio: quali sono le interazioniche determinano il “ripiegarsi” (“folding”) di una proteina in unpreciso modo, fino ad assumere quella conformazione che le rende possibileattuare la sua funzione? e attraverso quale <strong>per</strong>corso di “conformazioniintermedie” avviene questo processo?Viceversa, altro tema di grandissima attualità è quel<strong>lo</strong> del<strong>lo</strong> studio dei processicollettivi di aggregazione spontanea (self-assembly) di molecole, cheportano alla formazione delle complesse strutture bio<strong>lo</strong>giche (come quelleriportate in figura). Ad esempio, è <strong>per</strong> aggregazione spontanea di numerosissimemolecole assai più piccole delle proteine, i lipidi, che si formala struttura principale delle membrane cellulari, la “matrice lipidica”. E’ inquesta matrice che si inseriscono proteine ed altre macromolecole, fino aformare quelle strutture flessibili e dalle complesse proprietà funzionali chesono le membrane.27Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
28Anche i “motori molecolari” sono formati da proteine che si aggregano formandodelle “macchine” nanoscopiche, capaci di convertire energia chimicain energia meccanica. Ad esempio, la proteina kinesina, è in grado di muoversisui filamenti proteici (microtubuli) che costituiscono <strong>lo</strong> “scheletro” dellacellula, trasportando “carichi” da un punto all’altro della cellula in manieramolto più efficiente di quanto avverrebbe <strong>per</strong> diffusione. L’osservazione dellestraordinarie strutture generate dall’organizzazione spontanea di molecolerelativamente semplici, spinge la ricerca verso <strong>lo</strong> studio dei meccanismi di“self-assembly” anche <strong>per</strong> ottenere materiali e “nanomacchine” artificiali <strong>per</strong>applicazioni innovative. Le straordinarie caratteristiche di certi materiali naturaliderivano infatti dalla <strong>lo</strong>ro struttura su scala molecolare: ad esempio, lasorprendente resistenza meccanica delle conchiglie, composte di calcare,duro ma fragile, e di flessibili fibre proteiche.Ana<strong>lo</strong>gamente, gli efficienti motori molecolari ispirano la ricerca versola progettazione di efficienti “nanomacchine” artificiali <strong>per</strong> il trasporto disostanze in “microlaboratori” di analisi realizzati su singoli “chip” elettronici,o l’organizzazione delle membrane cellulari mostra la strada verso la progettazionedi “nanovettori” (sorta di “nanopil<strong>lo</strong>le”) <strong>per</strong> il trasporto mirato disostanze bio<strong>lo</strong>gicamente attive a cellule e tessuti all’interno dell’organismo. Ecosì via, in un continuo scambio tra ricerca fondamentale e applicata.Dinamica molecolareLe ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>Anche antiche domande sui fondamenti si ripropongono in termini nuovi.Come si spiega l’apparente paradosso <strong>per</strong> cui degli oggetti come le molecoledi un gas, che obbediscono alle leggi della meccanica classica (eche dovrebbero quindi muoversi secondo una dinamica reversibile, cioècomportarsi in un modo indifferente al<strong>lo</strong> scorrere della freccia del tempo),esibiscono invece, se osservati in grande numero a livel<strong>lo</strong> macroscopico, ilcomportamento tipicamente irreversibile sancito dal secondo principio dellatermodinamica? Posto oltre un seco<strong>lo</strong> fa nei lavori dei padri fondatori dellameccanica statistica, il problema si ripropone ancora vivo all’attenzione deiricercatori di oggi, che hanno <strong>per</strong>ò ora a disposizione un poderoso strumento<strong>per</strong> studiar<strong>lo</strong>, fornito dalla incredibile potenza di calco<strong>lo</strong> dei modernicalcolatori, che sono in grado di “inseguire” la dinamica di un gran numerodi particelle in interazione e simularne il comportamento reale.<strong>La</strong> dinamica molecolare <strong>per</strong>mette così, attraverso questi “es<strong>per</strong>imenti teorici”in cui il calcolatore svolge una essenziale funzione di simulazione di comportamenticollettivi che non sarebbero altrimenti calcolabili analiticamente,di porre e analizzare in termini nuovi una antica domanda fondamentaleche sta a fondamento della meccanica statistica.
Su<strong>per</strong>calcolatoriLo sviluppo di strumenti di calco<strong>lo</strong> sempre più ve<strong>lo</strong>ci, flessibili e potenti èuna linea di ricerca da sempre <strong>per</strong>seguita con eccellenti risultati nel nostroDipartimento, nella tradizione che trae origine da un suggerimento di EnricoFermi.In particolare dall’idea che diede origine ad APE, il primo calcolatore paralle<strong>lo</strong>specificamente progettato <strong>per</strong> eseguire simulazioni di CromodinamicaQuantistica su retico<strong>lo</strong>, i ricercatori del nostro Dipartimento hanno realizzato,nell’ambito di una collaborazione europea, il calcolatore paralle<strong>lo</strong>apeNEXT caratterizzato da una potenza di calco<strong>lo</strong> dell’ordine del Teraf<strong>lo</strong>ps(10 12 o<strong>per</strong>azioni f<strong>lo</strong>ating point al secondo).Nel seminterrato dell’Edificio E. Fermi del nostro Dipartimento è ospitato unodei maggiori laboratori di calco<strong>lo</strong> scientifico europei, con 14 unità apeNEXT,<strong>per</strong> una potenza complessiva di circa 10 Teraf<strong>lo</strong>ps e una memoria di 1.8TeraBytes.E’ attualmente in fase di progettazione un processore di calco<strong>lo</strong> multi-core,caratterizzato da alte prestazioni e bassi consumi, che sarà alla base dellaprossima generazione di calcolatori APE con potenze di calco<strong>lo</strong> dell’ordinedel Petaf<strong>lo</strong>ps (10 15 o<strong>per</strong>azioni f<strong>lo</strong>ating point al secondo).29Simulazione del moto di un fluido riscaldatoLe ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
Sistemi fisici nonlineari e ordinati: Teoria dei solitoni<strong>La</strong> nostra comprensione di moltissimi fenomeni naturali si basa sulla nostracapacita’di risolvere le equazioni del moto di sistemi sia discreti (insiemi diparticelle, reticoli, automi cellulari) che continui (fluidi, campi elettromagnetici,campi gravitazionali). Queste equazioni sono generalmente non linearied, a fronte della enorme difficolta’ di escogitare metodi analitici di indagine, la<strong>lo</strong>ro non linearita’ da’ luogo a fenomeni estremamente interessanti e complessi.L’approssimazione lineare semplifica i calcoli ma e’ molto spesso inadeguataa comprendere la fisica di quanto si osserva.30Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>Negli ultimi quarant’anni sono stati sco<strong>per</strong>ti sistemi model<strong>lo</strong> che descrivonocomportamenti dinamici non lineari, universali ed ordinati tali da essere trattabiliin modo esatto con tecniche di analisi ed algebra.<strong>La</strong> generalità di questi metodi di indagine <strong>per</strong>mette la <strong>lo</strong>ro applicazioneai fenomeni piu’ vari: onde nei fluidi come negli oceani e nell’atmosfera,propagazione di energia nelle catene molecolari come nel DNA, ondeelettromagnetiche come fasci LASER in mezzi non lineari, onde gravitazionalicome da esp<strong>lo</strong>sione di su<strong>per</strong>novae, onde nella materia condensata come insolidi e plasmi. In particolare, nel<strong>lo</strong> studio della propagazione di onde nonlineari, e’ emerso un nuovo paradigma capace di unificare diversi comportamenti:quel<strong>lo</strong> di SOLITONE.Generalmente questo designa un’ onda capace di propagarsi in un mezzodis<strong>per</strong>sivo senza dis<strong>per</strong>dersi (!) grazie ad un bilanciamento tra l’effetto dis<strong>per</strong>sivoe quel<strong>lo</strong> non lineare. Questa sco<strong>per</strong>ta ha avviato una ricerca esp<strong>lo</strong>sivasulla teoria dei solitoni e sulle <strong>lo</strong>ro applicazioni. Le piu’ recenti riguardanola trasmissione di impulsi ottici sia in fibra su grandissime distanze sia incomponenti <strong>lo</strong>giche <strong>per</strong> calcolatori ottici. Questi solitoni ottici si comportanocome robuste “particelle di luce” (nella Fig 1 si vede l’urto di due solitonistabili mentre nella Fig. 2 l’urto e’ tra due solitoni instabili e la Fig. 3 mostradue solitoni legati). <strong>La</strong> non linearita’ delle equazioni del moto comporta unaricca fenomeno<strong>lo</strong>gia come urti tra onde, fusione di onde, creazione ed annichilazionedi coppie, decadimenti, formazione di strutture estese coerenti,ed oggi la teoria sottostante porta ad un control<strong>lo</strong> matematico di questifenomeni ed a fare previsioni dei dati s<strong>per</strong>imentali.Recentemente si e’ cominciato a vedere anche una via analitica <strong>per</strong> trattareprocessi di onde d’urto e <strong>per</strong> descrivere analiticamente la transizione daimoti ordinati a quelli caotici.
GeofisicaNel vasto ambito della geofisica, nel nostro Dipartimento si svolgono varieattività tra cui <strong>lo</strong> studio della radiazione UV, e di vari aspetti del clima e dellecause che <strong>lo</strong> modificano.<strong>La</strong> radiazione solare ultravioletta al suo<strong>lo</strong> è un importante parametro ambientale.Il suo studio <strong>per</strong>mette di quantificare quanta radiazione arriva alla su<strong>per</strong>ficieterrestre in funzione della posizione del sole e della composizionedell’atmosfera. Questo tipo di indagine è anche importante <strong>per</strong> valutarequanta radiazione viene intercettata dagli individui durante le <strong>lo</strong>ro attivitàall’a<strong>per</strong>to.Per quanto riguarda <strong>lo</strong> studio del clima esso ha aspetti di caratterefondamentale, come <strong>lo</strong> studio della circolazione generale dell’atmosfera,della tropopausa atmosferica, del ruo<strong>lo</strong> dell’oceano nelle variazioni paleoclimatiche.Un obiettivo è quel<strong>lo</strong> di descrivere l’origine delle zone climatichedella Terra. Oggi esistono basi razionali da cui far derivare una completaspiegazione dell’origine delle zone climatiche e della <strong>lo</strong>ro dipendenza dalleforze che si esercitano sul sistema. Tuttavia le difficoltà insite nella natura nonlineare dei processi fisici coinvolti fa si che queste spiegazioni appaionoancora elusive ed insoddisfacenti.31<strong>La</strong> circolazione generale dell’atmosfera: schemaLe ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
Il ruo<strong>lo</strong> dell’oceano nelle variazioni paleoclimatiche è un altro tema fondamentale.Le circolazioni oceaniche su scala planetaria dipendono anchedalla distribuzione di salinità e la differenza di densità associata guida dellecircolazioni profonde che hanno scale dei tempi anche millenarie. Interruzioniimprovvise di tali circolazioni possono indurre variazioni climatiche,incluse le glaciazioni.32Satellite <strong>per</strong> osservazione della Terra.Di ovvia importanza pratica è <strong>lo</strong> studio del cic<strong>lo</strong> idro<strong>lo</strong>gico e della siccità,degli eventi estremi e l’uso di satelliti <strong>per</strong> la raccolta di dati su scala g<strong>lo</strong>bale.I satelliti sembrano essere le piattaforme ideali da cui eseguire con continuitàtali misure. Attualmente, un gruppo del Dipartimento si è impegnato nell’usodi dati GPS (‘G<strong>lo</strong>bal Position System’) <strong>per</strong> la determinazione dell’altezzadella tropopausa e del contenuto di vapore acqueo dell’atmosfera.Per quanto riguarda la siccità e il cic<strong>lo</strong> idro<strong>lo</strong>gico, come riportato dalla stampa,le risorse idriche del pianeta saranno presto sottoposte ad uno sforzo allimite della sostenibilità. In particolare, il bacino del Mediterraneo, un’areasoggetta ad episodi siccitosi frequenti, pone il problema dell’uso razionaledelle risorse <strong>per</strong> prevenire e mitigare gli effetti avversi di questi eventi.In questo ambito nel Dipartimento si è studiato il cic<strong>lo</strong> idro<strong>lo</strong>gico dell’acquanel bacino del Mediterraneo, sviluppando una metodo<strong>lo</strong>gia <strong>per</strong> il monitoraggiodella siccità.Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>Indice di siccità SPI sulla scalatemporale di 3 mesi <strong>per</strong> Aprile2007. Dati NCEP/NCAR.Lo studio della statistica degli eventi estremi è uno dei capitoli fondamentali<strong>per</strong> monitorare e prevenire gli effetti di disastri naturali quali la siccità e leinondazioni. Nel Dipartimento si sviluppano metodi non tradizionali <strong>per</strong> laclassificazione di tali eventi.
Fisica e Beni CulturaliI Beni Culturali fisicamente tangibili comprendono un enorme numero dimanufatti - libri, sculture, affreschi, mosaici, vasi, edifici - realizzati con imateriali più diversi come, <strong>per</strong> citarne so<strong>lo</strong> alcuni, pigmenti pittorici, carta olegno che, in un certo senso, sono inconsueti <strong>per</strong> un fisico. Nella maggiorparte dei casi questi materiali hanno strutture microscopiche molto complesseed eterogenee, spesso contaminate da miriadi di impurezze legateall’ambiente da cui sono prelevati. L’ambiente di provenienza ed il lavoroumano lasciano quindi molte tracce nelle strutture microscopiche dei manufatti,tracce che possono essere fatte emergere con tecniche opportune <strong>per</strong>arricchire con dati oggettivi il bagaglio di conoscenze intorno ad un’o<strong>per</strong>a econtribuire così alla sua corretta col<strong>lo</strong>cazione storica o preistorica, oltre che<strong>per</strong> agevolare la sua conservazione ed eventualmente il restauro.<strong>La</strong> fisica, specialmente la fisica della materia e quella delle particelle elementari,negli ultimi anni ha imparato ad utilizzare su questi materiali il patrimoniodi metodo<strong>lo</strong>gie s<strong>per</strong>imentali che <strong>per</strong> decenni ha utilizzato nel<strong>lo</strong> studiodi atomi, molecole e cristalli. Tecniche basate sull’uso di neutroni, elettroni,luce, onde radio, radiazione infrarossa o a raggi x, sono state spesso reinterpretate<strong>per</strong> poter essere utilizzate con bassa invasività nel<strong>lo</strong> studio delleo<strong>per</strong>e d’arte. Attualmente si possono ottenere informazioni sulla natura deipigmenti di un dipinto senza asportare parte della pellicola pittorica, si possonoricavare informazioni sulla similarità di ceramiche interrogando l’acquaintrappolata nei <strong>lo</strong>ro pori, oppureottenere informazioni suicambiamenti o<strong>per</strong>ati da unpittore - i pentimenti - o sullescritte in un papiro completamenteannerito utilizzandoradiazione infrarossa o raggiX, ottenere informazioni dellacomposizione mineraledi un manufatto tramiteelettroni e neutroni.Nella figura la Pietà diSebastiano del Piombo èstudiata con una sonda arisonanza magnetica: inquesto caso una tecnica nata<strong>per</strong> <strong>lo</strong> studio delle strutturemolecolari ed utilizzataanche in medicina è stataadattata <strong>per</strong> misure noninvasive e in situ su BeniCulturali.33Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>
Si può datare un’o<strong>per</strong>a attraverso la concentrazione di certi isotopi usandotecniche molto più sensibili della datazione al carbonio 14 tradizionale e,<strong>per</strong> materiali inerti, liberando con il ca<strong>lo</strong>re elettroni intrappolati nelle suestrutture cristalline. E’ un mondo affascinante, tra arte e scienza, in continuaevoluzione <strong>per</strong>ché molte delle tecniche ado<strong>per</strong>ate normalmente in altriambiti della ricerca scientifica, sono recepite e riadattate <strong>per</strong> il mondo deiBeni Culturali. Il Dipartimento di Fisica della <strong>Sapienza</strong> possiede e sviluppaun’intensa attività di ricerca in quest’ambito, e molte delle tecniche citatesopra sono utilizzate e tuttora <strong>per</strong>fezionate nei suoi laboratori.34Le ricerche in fisica alla <strong>Sapienza</strong>Le ricerche in storia della fisicaCome sono nate e cresciute queste idee, come sono state confrontatecon il duro banco di prova che è l’es<strong>per</strong>imento, quale è la storia delleistituzioni di ricerca al cui interno si sono formati i fisici che le hannoconcepite e sviluppate?Sono le domande di chi si occupa di storia della fisica, attività particolarmentecoltivata nel nostro Dipartimento, dove i ricercatori possono avvalersidella ricca collezione di strumenti del Museo di Fisica (una preziosa testimonianzadel passato della disciplina) e dei consistenti fondi archivistici, in cuiè custodita gran parte della memoria storica della fisica italiana.Una lunga tradizione scientifica si trasmette grazie al passaggio di competenzetra successive generazioni di fisici che si realizza nell’insegnamento.Studiare le modalità di trasmissione e di apprendimento del particolare linguaggioe dei contenuti conoscitivi specifici della fisica è il compito deiricercatori in didattica della fisica.
Principali Istituzioni e <strong>La</strong>boratoriNazionali e Internazionalicollaborazioni35
<strong>La</strong> nostra StoriaLA FISICA A ROMA ALLA SAPIENZA:LE TAPPE PRINCIPALI, DALLE ORIGINI AL 1960361303 Viene fondato da Bonifacio VIII <strong>lo</strong> Studium Urbis; la prima universitàpubblica di Roma verrà denominata, a partire dalla seconda metà delCinquecento, “<strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong>”, da una scritta posta all’ingresso del palazzodove ha sede, “Initium sapientiae timor Domini”1701 Viene istituita alla <strong>Sapienza</strong> la prima cattedra di Fisica s<strong>per</strong>imentale.I docenti che insegnano fisica sono tutti appartenenti agli ordini religiosi1748 Si inaugura il Teatro Fisico, dove si eseguono “pubblici es<strong>per</strong>imenti”1817 Viene fondata la Scuola di applicazione <strong>per</strong> gli ingegneri, oggi aSan Pietro in Vincoli1819 Ricopre la cattedra di Fisica s<strong>per</strong>imentale Saverio Bar<strong>lo</strong>cci, primodocente laico di fisica1872 L’Università di Roma, passata ormai dal<strong>lo</strong> Stato Pontificio al Regnod’Italia, viene equiparata alle altre università del regno.Viene chiamato a ricoprire la cattedra di Fisica s<strong>per</strong>imentale e a dirigere ilRegio Istituto Fisico, Pietro Blaserna1881 L’Istituto Fisico si trasferisce dal Palazzo della <strong>Sapienza</strong> al nuovoedificio di via Panis<strong>per</strong>na. Nella Scuola Pratica fondata da Blaserna glistudenti del primo biennio fanno <strong>per</strong> la prima volta, nell’università romana,es<strong>per</strong>imenti1896 Il Circo<strong>lo</strong> fisico di Roma, fondato da Blaserna, promuove un cic<strong>lo</strong>di conferenze pubbliche <strong>per</strong> diffondere la cultura fisica.Soprattutto le conferenze sul radio, subito dopo la sco<strong>per</strong>ta dellaradioattività naturale (H. Becquerel, 1896) e del radio e del po<strong>lo</strong>nio(Marie e Pierre Curie, 1898) appassioneranno l’uditorio1918 Orso Mario Corbino diventa direttore del Regio Istituto Fisico.Il ruo<strong>lo</strong> di Corbino sarà fondamentale <strong>per</strong> il decol<strong>lo</strong> della Scuola diFisica di Roma1825 Enrico Fermi formula una nuova statistica <strong>per</strong> le particelle a spinsemintero (elettroni, protoni, neutroni, oggi detti fermioni)1926 Fermi vince a Roma la prima cattedra di Fisica teorica fatta istituireda Corbino. Intorno a Fermi si raccolgono i giovani Edoardo Amaldi, EmilioSegrè, Ettore Majorana. Nel 1927 si unisce al gruppo Franco Rasetti, al<strong>lo</strong>raassistente di A. Garbasso a Firenze ed es<strong>per</strong>to di spettroscopia
1933 Fermi formula la teoria del decadimento beta1934 I ragazzi di via Panis<strong>per</strong>na, Rasetti, Segrè, Amaldi e il chimicoOscar D’Agostino, guidati da Fermi, scoprono la radioattività indotta daineutroni1934-36 I ragazzi di via Panis<strong>per</strong>na, ai quali si è aggiunto Bruno Pontecorvoappena laureato, studiano le proprietà dei neutroni lenti1936 L’Istituto Fisico si trasferisce alla Città universitaria, nella attuale sededel Dipartimento di Fisica (Edificio Marconi). Amaldi, Fermi e Rasettirealizzano il prototipo di un picco<strong>lo</strong> acceleratore elettrostatico da 200 keV<strong>per</strong> deutoni1937 Corbino muore e alla direzione dell’Istituto di Fisica G. Marconigli succede Antonino Lo Surdo1938 Fermi vince il premio Nobel <strong>per</strong> la fisica. Anche a causa delle leggirazziali che colpiscono sua moglie, lascia l’Italia <strong>per</strong> gli Stati Uniti.<strong>La</strong> fuga dei cervelli prosegue e anche Segrè, Pontecorvo, Rasetti abbandonanol’Italia. A tenere le fila della ricerca rimane so<strong>lo</strong> Edoardo Amaldie con lui Gilberto Bernardini, Mario Ageno, i giovani neolaureatiOreste Piccioni e Marcel<strong>lo</strong> Conversi, Giancar<strong>lo</strong> Wick e pochi altri1939 Amaldi e Rasetti in collaborazione con G. C. Trabacchi e DariaBocciarelli dell’Istituto di Sanità realizzano un acceleratore elettrostaticoCockcroft-Walton da 1 MV da impiegare nella ricerca e nella produzionedi sostanze radioattive artificiali <strong>per</strong> uso medico1945 Conversi, Ettore Pancini e Piccioni conducono a Roma unes<strong>per</strong>imento che dimostra che le particelle penetranti dei raggi cosmici(note all’epoca con il nome di “mesotroni” e oggi dette “muoni”)non sono le particelle di Yukawa ma appartengono alla famiglia deileptoni: l’es<strong>per</strong>imento segna l’inizio della fisica delle alte energie1951 Viene fondato l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN),fortemente voluto da Amaldi; primo presidente Gilberto Bernardini1954 Nasce a Ginevra il CERN, il Centro europeo <strong>per</strong> la ricercanucleare; primo segretario generale, Edoardo Amaldi1959 Viene completato a Frascati, sotto la direzione di Giorgio Salvini,un elettrosincrotrone da 1100 MeV1960 Viene realizzato a Frascati AdA, il primo anel<strong>lo</strong> di accumulazionea fasci collidenti <strong>per</strong> elettroni e positroni ideato da Bruno Touschek,docente dell’Istituto di Fisica di Roma: da questo prototipo derivano tutti igrandi “collider” usati oggi37
I protagonistiI due edifici in cui è diviso il Dipartimento (Marconi e Fermi), alcune aule(Amaldi, Cabibbo Conversi, Corbino, Majorana), aulette (Persico, Touschek)e laboratori (Pontecorvo, Segrè) sono intitolati a importanti protagonisti dellastoria della fisica italiana che sono stati attivi come docenti e ricercatorinell’Istituto di Fisica romano. Di seguito trovate alcune brevi note biografichesu questi <strong>per</strong>sonaggi, e su Pietro Blaserna, primo direttore del nuovo Istitutodi Fisica di via Panis<strong>per</strong>na, da lui fondato dopo che Roma divenne capitaledel<strong>lo</strong> Stato italiano nel 1870.38chi eranoI protagonistiAmaldi, Edoardo(Carpaneto Piacentino 1908 - Roma 1989)<strong>La</strong>ureatosi nel 1929 a Roma nel gruppo Fermi, collaborò alle fondamentaliricerche sulla fisica del neutrone (radioattività indotta, neutroni lenti).Passò vari soggiorni all’estero: nel 1931, a Lipsiada Peter Debye a studiare la diffrazione dei raggiX nei liquidi; nel 1934 al Cavendish <strong>La</strong>boratory diCambridge, e nel 1936, alla Columbia Universitya New York e presso il Dipartimento di Magnetismoterrestre della Carnegie Institution, a WashingtonD.C. Dal 1937 ricoprì la cattedra di Fisica S<strong>per</strong>imentalea Roma. Nel dopoguerra ha svolto un ruo<strong>lo</strong>determinante nella costituzione in Italia dell’IstitutoNazionale di Fisica Nucleare (INFN, del qualesarà presidente dal 1960 al 1965) e in Europa, aGinevra, del Conseil Européen pour la RechercheNucléaire (CERN, 1952). Figura chiave nella politica della ricerca in Italia,è stato uno dei principali protagonisti nella nascita dei <strong>La</strong>boratori nazionalidi Frascati, nei progetti spaziali ESRO (organizzazione nata nel 1962 <strong>per</strong>dare poi vita all’ ESA), nella politica energetica.Ha dato notevoli contributi anche al<strong>lo</strong> studio delle particelle elementari(nei raggi cosmici e con l’impiego di macchine acceleratrici) e ha infinepromosso, dal 1971, la ricerca delle onde gravitazionali.Il suo impegno <strong>per</strong> il disarmo fu costante e attivo: aderì al movimento pacifistaPugwash dall’anno della sua costituzione, nel 1957.Dal 1966 fu presidente della International School on Disarmament andResearch on Conflicts (ISODARCO).
Blaserna, Pietro(Fiumicel<strong>lo</strong> in Aquileja,1836 - Roma 1918)Completati gli studi di matematica e di fisica presso l’università di Vienna,fu assistente di Andreas von Ettingshausen(dal 1856 al 1859), direttoredell’Istitutodi Fisica di Vienna. Perfezionò quindi la sua formazione di fisicas<strong>per</strong>imentale alla Sorbonne di Parigi, nel laboratorio di Regnault.Tornato in Italia, nel 1862 ottenne un incarico presso l’Istituto Su<strong>per</strong>ioredi Firenze e un anno dopo fu chiamato a ricoprire la cattedra di Fisicanell’Università di Palermo. Nel 1872 venne trasferito a Roma, all’Università<strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong>, sulla cattedra di Fisica S<strong>per</strong>imentale e l’anno dopo vennenominato direttore dell’Istituto Fisico, carica che manterrà fino al 1918.In pochi anni Blaserna modificò alle radici gli insegnamenti di matematica efisica, riuniti nella Facoltà Fisico-Matematica (denominata dal 1874 Facoltàdi Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali).Il contributo maggiore dato da Blaserna allacreazione della scuola di fisica di Roma fu laprogettazione dell’Istituto Fisico di via Panis<strong>per</strong>na,dove l’Istituto si trasferì nel 1881. Gli interessiscientifici di Blaserna spaziavano dalla geofisicaall’elettrotecnica, dall’acustica alla “fisica musicale”.Su incarico del Ministero partecipò alla spedizione<strong>per</strong> studiare l’eruzione dell’Etna del 1879; dal<strong>lo</strong>stesso anno, fu presidente del Consiglio Direttivo diMeteoro<strong>lo</strong>gia. Dopo il terremoto di Casamicciola,nel 1883, fu presidente della Commissione Governativa; è stato uno deifondatori del Servizio Geodinamico in Italia <strong>per</strong> la rilevazione degli eventisismici.Dal1887 al 1907 fu Presidente del Consiglio di Meteoro<strong>lo</strong>gia e Geodinamica.Socio della Reale Accademia dei Lincei dal 1873, ne divennesegretario nel 1879 e Presidente nel 1904.Fu socio fondatore della Società degli Spettroscopisti Italiani.Fu nominato senatore del Regno nel 1890, vicepresidente del Senato nel1904, vicepresidente dell’Ordine Civile di Savoia. Oltre alla musica coltivòla passione <strong>per</strong> la montagna (fu tra i 50 soci fondatori della Sezione Romanadel Club Alpino Italiano, istituita nel 1873).39I protagonisti
40Conversi, Marcel<strong>lo</strong>(Tivoli 1919 – Roma1988)<strong>La</strong>ureatosi in fisica a Roma nel 1940, ha insegnatoFisica su<strong>per</strong>iore presso le Università di Pisa e diRoma. Tra il 1950 e il 1958 diresse l’Istituto Fisicodell’Università di Pisa, tra il 1960 e il 1966 quel<strong>lo</strong>dell’Università di Roma. Durante gli anni di guerra,insieme a E. Pancinie O. Piccioni, condusse pressol’Istituto di Fisica G. Marconi di Roma una serie difondamentali es<strong>per</strong>imenti, che dimostravano che ilmesotrone non era la particella prevista da Yukawama un leptone pesante, denominato poi muone. Nel 1955, a Pisa, insiemead A. Gozzini, realizzò il primo rivelatore “a camera a scintilla”.Sempre a Pisa diresse il progetto <strong>per</strong> la realizzazione di un avanzato centrodi calco<strong>lo</strong> elettronico.I protagonistiCorbino, Orso Mario(Augusta, 1876 – Roma1937)Nato ad Augusta, in provincia di Siracusa, da unamodesta famiglia di artigiani pastai, si laureò in fisicaa soli 20 anni presso l’Università di Palermo,dove divenne in seguito assistente di Damiano Macaluso.Nel 1904 vinse la cattedra di Fisica s<strong>per</strong>imentaleall’Università di Messina. Nel 1908 si trasferìa Roma, chiamato da Blaserna <strong>per</strong> succederead Alfonso Sella sulla cattedra di Fisica complementare.Morto Blaserna, nel1918 gli succedette alladirezione dell’Istituto Fisico e alla cattedra di Fisicas<strong>per</strong>imentale. Ricoprì importanti cariche amministrative e politiche: nel 1917venne nominato Presidente del Consiglio Su<strong>per</strong>iore delle acque e dei <strong>La</strong>voriPubblici, senatore del Regno su proposta di Giovanni Giolitti nel 1920,ministro della Pubblica Istruzione nel 1921 nel governo Bonomi, ministrodell’Economia Nazionale nel 1923-24. Fu anche Presidente della CompagniaGenerale di Elettricità, della Società Meridionale di Elettricità e dellaCommissione <strong>per</strong> le direttive artistiche e la vigilanza tecnica delle radiodiffusioni.In ambito accademico, fu socio nazionale dei Lincei, Presidente dellaSocietà Italiana delle Scienze, detta dei XL (1914- 1919), Presidente dellaSocietà Italiana di Fisica. Fece istituire a Roma la prima cattedra di Fisicateorica, sulla quale chiamò Fermi nel1926, e la cattedra di Spettroscopiasulla quale chiamò Franco Rasetti nel 1930. Scoprì l’“effetto Corbino”(1918-22), una variante dell’effetto Hall. Studiò in modo approfondito edefinitivo la teoria della pila elettrica (1927). Diede numerosi contributi inelettrotecnica e nella nascente elettronica. In fotoelasticità, verificò la teoriadi Volterra delle distorsioni elastiche e fu un pioniere nelle applicazionipratiche dell’analisi degli stress nei materiali. Nel 1936 fondò l’Istituto diElettroacustica del CNR a via Panis<strong>per</strong>na.
Fermi, Enrico(Roma 1901 - Chicago 1954).Praticamente autodidatta, nel 1918 entrò alla Scuolanormale su<strong>per</strong>iore di Pisa <strong>per</strong> frequentare il corso difisica. Anche durante il <strong>per</strong>iodo universitario studiòin modo autonomo la fisica relativistica e la fisicaquantistica, divenendo ben presto un’autorità nel settorenon so<strong>lo</strong> nell’ateneo pisano ma anche nel restod’Italia dove le resistenze verso la “nuova fisica” eranoforti. <strong>La</strong>ureatosi nel luglio del 1922, trascorsealcuni <strong>per</strong>iodi di studio nel 1923 in Germania, aGottinga presso M.Born, e nel 1924 in Olanda, a Leida presso P. Ehrenfest.Alla fine del 1925 formulò una nuova statistica (oggi detta di Fermi-Dirac) <strong>per</strong>le particelle a spin semintero (elettroni, protoni, neutroni, oggi dette fermioni).Ha rico<strong>per</strong>to nel 1926 la prima cattedra di Fisica teorica in Italia, fatta istituireappositamente <strong>per</strong> Fermi da Corbino all’Università <strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong>. Trasferitosinell’autunno del 1926, a Roma nell’Istituto di Via Panis<strong>per</strong>na, creò intornoa sé un gruppo di collaboratori: il primo fu Rasetti, al quale si aggiunsero E.Segré, E. Amaldi, B. Pontecorvo. Saltuariamente, e so<strong>lo</strong> <strong>per</strong> quanto riguardavai problemi teorici, partecipava ai lavori del gruppo anche E. Majorana. Hadato numerosi contributi di primissimo ordine alla fisica teorica, tra i quali ilpiù importante è la teoria del decadimento beta, formulata alla fine del 1933e da considerare l’atto di nascita della moderna fisica teorica delle particelleelementari. Dopo che, nel gennaio del 1934, I. Curie e F. Joliot annunciaronoa Parigi di aver osservato la radioattività artificiale provocata da particellealfa in elementi leggeri (boro, alluminio e magnesio), Fermi pensò che il modomigliore <strong>per</strong> produrla dovesse consistere nell’impiegare come proiettili i neutroni(sco<strong>per</strong>ti so<strong>lo</strong> due anni prima da J. Chadwick) che essendo elettricamenteneutri non subiscono la repulsione cou<strong>lo</strong>mbiana del nucleo. In breve tempoFermi, in collaborazione con Rasetti, Segré, Amaldi, il chimico O. D’Agostino,ai quali si era aggiunto il neolaureato Pontecorvo, ne iniziò uno studio sistematicocon esiti positivi. Fermi e collaboratori scoprirono inoltre che <strong>per</strong> urti successivicontro i nuclei dell’idrogeno di un materiale idrogenato i neutroni vengononotevolmente rallentati e che i neutroni lenti così prodotti sono fino a centovolte più efficaci dei neutroni ve<strong>lo</strong>ci nel produrre le reazioni nucleari con emissionegamma. Fermi formulò in questo <strong>per</strong>iodo la teoria del rallentamento deineutroni che conteneva molte delle idee che saranno alla base della teoriadei reattori nucleari. Per le ricerche sulla fisica nucleare del gruppo diretto daFermi all’Istituto di fisica di via Panis<strong>per</strong>na negli anni Trenta gli venne conferitonel 1938 il premio Nobel <strong>per</strong> la fisica. Alla fine del<strong>lo</strong> stesso anno, poco dopola promulgazione in Italia delle leggi razziali (sua moglie, <strong>La</strong>ura Capon, eraebrea), emigrò negli USA. A Chicago ha realizzato il primo reattore nuclearea fissione, che iniziò a funzionare il 2 dicembre del 1942. Fermi è stato unodei principali protagonisti del lavoro scientifico che ha portato a Los Alamosalla realizzazione della bomba a fissione.Dopo la guerra è stato professore all’Università di Chicago, occupandosi divari problemi di fisica fondamentale, e svolgendo attività di consulenza scientifica<strong>per</strong> il governo degli Stati Uniti.41I protagonisti
42Majorana, Ettore(Catania 1906 – scomparso nel 1938).Dopo essersi iscritto a Ingegneria a Roma nel 1923,passò a Fisica nel 1928, dove si laureò nel lugliodell’anno successivo sotto la guida di Fermi, conuna tesi su “<strong>La</strong> teoria quantistica dei nuclei radioattivi”.Negli anni seguenti pubblicò alcuni contributidi fisica atomica e molecolare e conseguì la liberadocenza in fisica teorica nel novembre del 1932.Si dedicò poi a una serie di lavori fondamentali chesegnano la nascita della fisica teorica dei nuclei edelle particelle elementari. Nel 1937, a più di dieci anni di distanza dalprimo concorso di Fisica teorica del 1926, venne bandito un altro concorsorichiesto dall’università di Palermo. Majorana concorse tra altri candidati madi fronte alla sua evidente su<strong>per</strong>iorità la commissione, presieduta da Fermi,non essendo in grado di applicare nel suo caso la procedura normale deiconcorsi universitari, chiese al ministro dell’Educazione Nazionale GiuseppeBottai, di ricorrere a una legge, già invocata <strong>per</strong> Guglielmo Marconi, cheattribuisse al giovane fisico teorico una cattedra fuoriconcorso. Majoranavincerà “<strong>per</strong> chiara fama”, nel novembre del1937, la cattedra di Fisicateorica all’Università di Napoli.Dopo avere preso servizio nella nuova sede e avere iniziato le lezioni scomparvemisteriosamente il 26 marzo del 1938, dopo un viaggio in naveche da Napoli <strong>lo</strong> portava a Palermo. Nonostante le molte ricerche e lemolte congetture sulla sua fine, nulla si è riuscito a sa<strong>per</strong>e di certo. Uncommento sulla <strong>per</strong>sonalità scientifica di Ettore, fatto da Fermi a GiuseppeCocconi subito dopo la notizia della sua scomparsa, e da questi raccontatoin una lettera a E. Amaldi del 1965, riassume la figura di questo “geniosenza buonsenso”: <strong>per</strong> Fermi ci sono varie categorie di scienziati, di primo,secondo e terzo rango, “ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton.Ebbene, Ettore era uno di quelli. Majorana aveva quel che nessun altro almondo ha; sfortunatamente gli mancava quel che invece è comune trovarenegli altri uomini, il buon senso”.I protagonistiMarconi, Guglielmo(Bo<strong>lo</strong>gna 1874 – Roma1937).Dopo il celebre “es<strong>per</strong>imento della collina ”(Pontecchio,1895), in cui Marconi riuscì a realizzare unsistema di trasmissione e ricezione di onde elettromagnetichea grande distanza, si trasferì in Inghilterra<strong>per</strong>ché convinto che la sua invenzione potessetrovare in quel paese un terreno più favorevole.
Nel 1897 ottenne il suo primo brevetto sui “Perfezionamenti nella trasmissionedegli impulsi e degli apparecchi relativi” e nel<strong>lo</strong> stesso anno vennecostituita la Wireless Telegraph and Signal Co. Ltd.(dal 1900, Marconi’sWireless Telegraph Co. Ltd) con la facoltà di impiegare i brevetti in tutto ilmondo. Nel dicembre 1901 Marconi riuscì a effettuare il primo collegamentointeroceanico tra Poldhu, in Cornovaglia, e St. John’s in Terranova.Nel 1909, primo italiano insignito dell’alto riconoscimento, condivise conK. F. Braun il premio Nobel <strong>per</strong> la fisica.Nel 1914 fu nominato Senatore del Regno d’Italia. Nel 1928 divennepresidente del CNR; nel 1930, presidente della Reale Accademia d’Italia.Nel<strong>lo</strong> stesso anno iniziò la progettazione della Radio Vaticana a onde corte,inaugurata da papa Pio XI nel 1931.Per l’occasione, Marconi fu nominato Accademico Pontificio e gli fu conferitala Gran Croce dell’Ordine di Pio IX. Nel 1932 gli venne assegnataa Londra, da Lord Rutherford, la Kelvin Medal e venne eletto membro dellaNational Academy of Sciences di Washington. Socio nazionale dei Linceinel 1931 e presidente dell’Istituto della Encic<strong>lo</strong>pedia Italiana nel 1933.Nominato professore di Onde elettromagnetiche nella Regia Università diRoma nel 1935, Marconi non insegnò mai nell’Istituto di Fisica romano chedopo la sua morte si chiamerà Istituto di Fisica “Guglielmo Marconi”.43Persico, Enrico(Roma 1900-1969).Amico e compagno di studi di Fermi, si laureò infisica a Roma nel 1921 <strong>per</strong> poi divenire assistentedi Corbino dal 1922 al 1927. Nel 1926 vinse lacattedra di Fisica teorica presso l’Istituto di Fisica diArcetri a Firenze, dove contribuì alla formazione diun gruppo di giovani fisici, tra i quali Bruno Rossi,Gilberto Bernardini, Giuseppe Occhialini, GiulioRacah. Nel 1930 passò a insegnare a Torino.Nel 1947 si trasferì all’università <strong>La</strong>val a Québec, in Canada, <strong>per</strong> ricoprireil posto lasciato vacante da Rasetti, <strong>per</strong> tornare a Roma nel 1950 a ricoprirela cattedra di Fisica su<strong>per</strong>iore. Dal 1953 ha diretto la sezione teoricadell’INFN lavorando alla progettazione di componenti di acceleratori, e inparticolare ai sistemi di iniezione di particelle cariche. Nel 1958, sempre aRoma, passò a insegnare Fisica teorica. Oltre ai contributi rilevanti dati allafisica teorica rivestì, insieme a Fermi, un ruo<strong>lo</strong> fondamentale nella diffusionedi questo settore di ricerca in Italia.I protagonisti
44Pontecorvo, Bruno(Pisa 1913 – Dubna 1993)<strong>La</strong>ureatosi nel 1934 con E. Fermi, collaborò alle fondamentaliricerche sulle proprietà dei neutroni lenti.Si trasferì poco dopo a Parigi da F. Joliot all’Institut duradium, ottenendo notevoli risultati nel campo dellafisica nucleare,e quindi (1940) negli Stati Uniti dovemise a punto un metodo di carotaggio neutronico.Nel 1943 partecipò alla realizzazione del primoreattore nucleare canadese; nel 1948 assunse unadelle direzioni tecniche dei <strong>La</strong>boratori atomici inglesi di Harwell; nel 1950si trasferì in URSS presso l’Istituto nucleare di Dubna (Mosca). Fondamentalifurono i suoi contributi alla fisica dei neutrini: ipotizzò l’esistenza di duetipi di neutrini (neutrino-e e neutrino-m) suggerendo il modo di evidenziarlis<strong>per</strong>imentalmente; ideò il metodo c<strong>lo</strong>ro-argon <strong>per</strong> rivelare i neutrini; svolseimportanti studi sulla massa dei neutrini e sulle <strong>lo</strong>ro “oscillazioni”.Segrè, Emilio(Tivoli 1905 – <strong>La</strong>fayette, California,1989).<strong>La</strong>ureatosi a Roma nel gruppo Fermi, collaborò allefondamentali ricerche sulla fisica del neutrone (radioattivitàindotta, neutroni lenti). Dal 1936 al 1938 fuprofessore presso l’Universitàdi Palermo, dove isolòil tecnezio, il primo elemento artificiale.Rifugiatosi a causa delle leggi razziali negli Stati Uniti(dove prese la cittadinanza nel 1944), partecipòal progetto Manhattan <strong>per</strong> la realizzazione delleprime armi nucleari. Nel dopoguerra le sue ricercheriguardarono problemi di fisica nucleare e di fisica delle particelle elementari.Nel 1955, con O. Chamberlain, scoprì l’antiprotone tra i prodottidell’interazione protone-nucleone ad altissima energia; <strong>per</strong> questa sco<strong>per</strong>tagli fu conferito il premio Nobel <strong>per</strong> la fisica.I protagonistiTouschek, Bruno(Vienna 1921 – Innsbruck1978).Costretto ad abbandonare l’Austria <strong>per</strong>ché ebreo,nel 1940 si trasferì in Germania dove nel 1943 fucatturato dalla Gestapo. Fuggito nel 1945, riuscì aconseguire la laurea in fisica a Gottinga nel 1946, esuccessivamente (1949) il PhD a Glasgow.Nel 1954 si trasferìa Roma dove insegnò, pressol’Istituto di Fisica, Metodi matematici della fisica.
A lui si deve l’ideazione e la realizzazione, presso i <strong>La</strong>boratori nazionali diFrascati, del primo anel<strong>lo</strong> di accumulazione a fasci collidenti <strong>per</strong> elettronie positroni, ADA. Presso ADA furono osservate le prime collisioni elettronepositronead alta energia nel riferimento del centro di massa e dimostratala possibilità direalizzare anelli più potenti. Socio straniero dei Lincei dal1972.I protagonisti oggichi siamo<strong>La</strong> tradizione di eccellenza scientifica, legata a nomi prestigiosi quali quelliche vi abbiamo presentato, è stata tenuta in vita dai <strong>lo</strong>ro successori e continuatutt’oggi nella presenza e nella attività dei ricercatori del Dipartimento.45Molti tra i nostri docenti hanno dato contributi significativi alla disciplina egodono di reputazione internazionale, e hanno inoltre rico<strong>per</strong>to importanticariche istituzionali nel mondo della ricerca. Tra questi Giorgio Salvini, cheè stato il primo direttore dei <strong>La</strong>boratori Nazionali di Frascati, presidentedell’INFN dal 1966 al 1970, e ministro dell’Università e della RicercaScientifica nel governo Dini, Nicola Cabibbo, presidente dell’INFN dal1983 al 1993 e successivamente presidente dell’ENEA, Luciano Maiani,presidente dell’INFN dal 1993 al 1997, Direttore Generale del CERN dal1997 al 2003 ed attuale Presidente del CNR, Giorgio Parisi, uno dei piùgiovani chiamati a far parte della Accademia Nazionale dei Lincei,Giorgio Fiocco, presidente della Agenzia Spaziale Italiana, dal 1994al 1995, Miguel A. Virasoro, direttore del Centro Internazionale di FisicaTeorica di Trieste dal 1995 al 2002.In tempi più recenti, a docenti del nostro Dipartimento sono stati assegnatialcuni importantissimi premi: nel 2007 la Medaglia Dirac a Luciano Maiani,e la Medaglia Boltzmann a Giovanni Gallavotti (quest’ultima era stata assegnatain precedenza anche a Giorgio Parisi). Assegnato dalla SocietàItaliana di Fisica il premio Enrico Fermi rispettivamente a Luciano Pietronero<strong>per</strong> il 2008 e a Miguel Angel Virasoro <strong>per</strong> il 2009. Nel 2011 sono statiassegnati dalla Società di Fisica Europea il Premio <strong>per</strong> la Fisica delle AlteEnergie a Luciano Maiani e il Premio Cocconi a Pao<strong>lo</strong> de Bernardis. Semprenel 2011, Giorgio Parisi ha ricevuto la prestigiosissima Medaglia MaxPlanck. Nel 2012 il Prix des 3 Physiciens a Giorgio Parisi e il premio MessoriRoncaglia assegnato dall’Accademia dei Lincei a Giovanni AmelinoCamelia.I protagonisti
Il Museo del Dipartimento di fisica46Al primo e al terzo piano del Nuovo Edificio Fermi, si trova il Museo delDipartimento di Fisica che documenta la storia di questa istituzione, delladidattica e della ricerca che in essa venivano svolte dai tempi dell’anticopalazzo della <strong>Sapienza</strong> a via Panis<strong>per</strong>na e, infine, alla Città universitaria.Negli anni Novanta, con la diffusione di Internet, è stato realizzato“Museoinrete”, consultabile all’indirizzo:www.phys.uniroma1.it/DipWeb/museo/home.htm<strong>La</strong> rete ha dato così maggiore visibilità alle collezioni di strumenti.Il Museo infatti funziona principalmente <strong>per</strong> lezioni mirate e come laboratoriodi ricerca <strong>per</strong> gli storici: la comunicazione con il grande pubblico èaffidata completamente alla rete.Le collezioni vanno dal Settecento agli anni delle ricerche del gruppo dei“ragazzi di via Panis<strong>per</strong>na”. Gli strumenti non vanno visti staticamente comeoggetti del passato ma osservati cercando <strong>per</strong> esempio di confrontare rispettoa oggi come venivano fatte le misurazioni, o talune es<strong>per</strong>ienze dimostrative,e di riflettere su come la tecno<strong>lo</strong>gia ne ha modificato radicalmente lastruttura.Dietro l’aspetto oggi insolito di tanti strumenti antichi, i principi fisici sono incompenso spesso più evidenti di quanto non appaia con ana<strong>lo</strong>ghi strumentimoderni, soprattutto se asserviti al computer.
47Il Museo è diviso in varie sezioni, Meccanica, Pompe, Acustica, Elettricitàe Magnetismo, Ottica e Spettroscopia e la Collezione Fermi.In quest’ultima sono conservati vari materiali originali utilizzati dal gruppodei ragazzi di via Panis<strong>per</strong>na, nella ricerca che portò alla sco<strong>per</strong>ta dellaradioattività artificiale indotta dai neutroni: campioni da irradiare, cameredi ionizzazione, camere di Wilson, sorgenti radioattive, contatori Geiger-Muller di metal<strong>lo</strong> e di vetro.Il Museo conserva in particolare un esemplare di camera a ionizzazionecon i vari accessori, chiamato in gergo “Segno Romano”.<strong>La</strong> caratteristica che più colpisce nella strumentazione del gruppo Fermi èla sua estrema semplicità, tanto più straordinaria se posta in relazione allaenorme portata dei risultati con essa conseguiti che costituiscono una pietramiliare nella nascita della fisica del neutrone e nel<strong>lo</strong> sviluppo della fisicadel nucleo. Semplicità che non equivaleva a rinunciare alla strumentazioned’avanguardia, come dimostra la realizzazione nel 1936 da parte di Amaldi,Fermi e Rasetti di un picco<strong>lo</strong> acceleratore elettrostatico (la prima macchinaacceleratrice italiana) <strong>per</strong> deutoni da 200 keV (del quale il Museoconserva una delle valvole raddrizzatrici e parte dell’alimentazione) al finedi ottenere una sorgente di neutroni più intensa di quelle impieganti preparatiradioattivi.
STUDIARE FISICA ALLA SAPIENZA48 INFORMAZIONIAGLI STUDENTI
Lettera alle matricoleBenvenuti nel Dipartimento di Fisica dell’Università <strong>Sapienza</strong>. Da noivengono condotte avanzate ricerche, teoriche e s<strong>per</strong>imentali, in settori difrontiera della Fisica, ed è possibile lavorare a contatto con <strong>per</strong>sonalitàscientifiche di grande rinomanza internazionale.Avete la possibilità di trarre il massimo profitto dal contatto con i membridell’intero staff del Dipartimento, sempre disponibili, in linea con la nostratradizione, a parlare con gli studenti, in aula e fuori, <strong>per</strong> trasmetterecultura, stimolare la curiosità scientifica e insegnare un metodo di studioe di lavoro.Il metodo è un aspetto essenziale della scienza, in particolare di metododi studio. Può essere difficile imparare a studiare a vent’anni, soprattuttose la scuola non assolve pienamente il suo compito di insegnare astudiare. E al<strong>lo</strong>ra, una volta all’università, si ha l’illusione di poter andareavanti prendendosela calma, ascoltando magari, più o meno distrattamente,qualche lezione e rimandando <strong>lo</strong> studio effettivo al momento incui si dovrà, prima o poi, affrontare l’esame. Forse <strong>per</strong>ché nessuno si erapreoccupato fino ad ora di aiutare gli studenti nella difficile transizionedalle scuole su<strong>per</strong>iori all’università.I questionari sui corsi di studio compilati <strong>per</strong> ogni esame dagli studentimostrano che una <strong>per</strong>centuale ancora troppo alta degli studentifrequentanti non studia la materia contestualmente, con l’obiettivo di darel’esame a breve, ma aspetta invece di sostener<strong>lo</strong> in seguito.Ma quando?Così passa tempo prezioso, in una sorta di parcheggio, prima di comprendereche occorre un approccio diverso e ci si devono rimboccare lemaniche se si vuole arrivare in fondo.Ed è proprio questo che vorremmo raccomandarvi. Il mio augurio <strong>per</strong>voi, quindi, è che comprendiate subito, sin dall’inizio e senza <strong>per</strong>deretempo, il metodo <strong>per</strong> procedere speditamente negli studi.Ma come?49segue >
50• Innanzitutto frequentando le lezioni, che non è obbligatorio a norma dilegge, ma fortemente da noi consigliato a vostro vantaggio.• Poi cercando di trarre il massimo profitto dalle lezioni e dalleesercitazioni, cioè sforzandosi di capire di cosa si parla, ancheintervenendo attivamente con richieste di chiarimento, senza timoredi parlare davanti ai colleghi o al professore (capita spesso chedomande di chiarimento, che sarebbero utilissime a tutta la classe,vengano poste più tardi, in separata sede). Sicchè è assai utiledare una prima ve<strong>lo</strong>ce lettura del materiale che sarà trattato alezione prima della lezione stessa (prestudio).• Ma è anche importantissimo dedicare, dopo la lezione, un po’ ditempo a riguardare gli appunti (poststudio) <strong>per</strong> fissare le idee suipunti essenziali, in modo che poi, al momento dell’esame, possabastare un buon ripasso <strong>per</strong> affrontar<strong>lo</strong> convenientemente (e non sidebba invece ricominciare tutto da capo).Tutto ciò d’altra parte s’inquadra nella didattica che con grandi sforziabbiamo attuato da alcuni anni, nel quadro della riforma del 3+2 cheha avuto inizio nel 2001. Con classi più piccole, in modo che la lezionepossa essere veramente interattiva. Con esercitazioni che <strong>per</strong>mettono diverificare <strong>lo</strong> stato delle conoscenze acquisite. E sopratutto con prove diverifica distribuite lungo il corso <strong>per</strong> sdrammatizzare l’impatto dell’esamefinale, rovesciando la prassi precedente, in modo che di norma si su<strong>per</strong>il’esame subito dopo il corso. Che questo sia possibile <strong>lo</strong> dimostrano i risultati:la <strong>per</strong>centuale di studenti che su<strong>per</strong>ano subito gli esami dei vari corsi,rispetto ai frequentanti, arriva a essere oggi fino al 70-80%.Tornando alla Fisica, dovete essere ben consci che vi aspettaun’es<strong>per</strong>ienza impegnativa e affascinante. Di cultura e di vita. Con il gustodi far parte di una comunità vera e viva, di gente giovane e adulta accomunatada uno scopo e da una passione. E dopo? Forse diventerete degliscienziati, forse no, potreste anche trovarvi a fare gli astronauti, come ilnostro Guidoni, i dirigenti d’azienda, gli analisti finanziari, i giornalistiscientifici, ........Perchè doti essenziali del fisico sono la flessibilità e la capacità di affrontaree risolvere i problemi più diversi, senza mai paura del nuovo, anziproprio a caccia del nuovo.Auguri dunque e buon lavoro.Prof. Pao<strong>lo</strong> Mata<strong>lo</strong>niPresidente del Consiglio di Area Didatticain Scienze e Tecno<strong>lo</strong>gie Fisiche, Scienze Fisiche e Scienze dell’Universo
Informazioni <strong>per</strong> gli studentiInformazioni di carattere generale sulla didattica, sui corsi di studio infisica, sono re<strong>per</strong>ibili sul sito del Dipartimento di Fisica :www.phys.uniroma1.ito possono essere richieste presso i seguenti uffici del Dipartimento:SEGRETERIA DIDATTICAGli uffici sono situati al piano terra dell’edificio Marconi.<strong>La</strong> Segreteria osserva il seguente orario:lunedì, mercoledì e venerdì 10.30 - 12.30sig.ra Liliana Ciccioli - stanza 005 - tel. 06 49914517e-mail: liliana.ciccioli@phys.uniroma1.itmartedì e giovedì ore 15.00 - 19.00(preferibilmente dalle ore 17 in poi su appuntamento)mercoledì ore 10.30 - 12.30dott.ssa Daria Varone - stanza 019 - tel. 06 49914233e-mail: seg.didattica@phys.uniroma1.it - info.didattica@phys.uniroma1.itSPORTELLO SORT presso la Segreteria Didatticamercoledì 10.30 - 12.30 / giovedì 15.00 - 17.00presso l’ufficio CADlunedì e mercoledì 10.30 - 12.30 / martedì e giovedì 15.30 - 18.3051UFFICIO DEL CONSIGLIO DI AREA DIDATTICAL’ufficio è situato al piano terra dell’edificio Marconi.L’ufficio osserva il seguente orario:lunedì e mercoledì 10.30 - 12.30 - martedì e giovedì 15.30 - 18.30dott.ssa Sonia Riosa - stanza 007 - tel. 06 49914232e-mail: sonia.riosa@uniroma1.itInformazioni di carattere amministrativo (formalità di iscrizione,tasse, borse di studio) sono invece re<strong>per</strong>ibili sul sitodell’Università <strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong> : www.uniroma1.it/studentie presso la Segreteria Amministrativa Studenti della Facoltà di ScienzeMatematiche, Fisiche e Naturalitelefono : 06 49912753 - fax 49912693Informazioni sui servizi generali diretti a tutti (es. la ristorazione) e servizia concorso (borse di studio, al<strong>lo</strong>ggi, corsi e progetti, ecc.) possono essererichiesti a :ADISU Ente pubblico <strong>per</strong> il diritto agli studi universitari.Via Cesare de Lollis 24/b tel. 06 4970239 fax 06 4970201http://www.laziodisu.it/
I nuovi Corsi di studio universitari<strong>La</strong> struttura dell’insegnamento in fisica, in accordo con la riformauniversitaria (DM 270/04) si articola in vari cicli:LAUREEIl Dipartimento di Fisica dell’Università <strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong> di Roma offre due corsidi laurea (di durata triennale): Fisica. Il corso è articolato in due curricula,Fisica e Astrofisica.Le lauree forniscono una preparazione di base che consente:• il proseguimento degli studi nelle <strong>La</strong>uree Magistrali, nei master e nella<strong>La</strong>urea Magistrale <strong>per</strong> l’insegnamento di Matematica e Scienze nellascuola secondaria di primo grado• l’inserimento nel mondo del lavoro (<strong>per</strong> es. nei campi di Fisicae Ambiente, Elettronica, Calcolatori, Innovazione tecno<strong>lo</strong>gica,Astronomia, Astrofisica e Ricerca spaziale).53LAUREE MAGISTRALIIl Dipartimento di Fisica dell’Università <strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong> di Roma offre due corsidi laurea magistrale (di durata biennale):Fisica, Astronomia e Astrofisica.Consentono il proseguimento degli Studi, l’accesso al dottorato di ricerca,l’inserimento nella ricerca fondamentale o applicata, la promozione e <strong>lo</strong>sviluppo tecno<strong>lo</strong>gico, le attività professionali e di progetto correlate allediscipline fisiche (Industria, Ambiente, Sanità, Beni culturali e Pubblica amministrazione,Astronomia, Astrofisica e Ricerca spaziale), l’accesso ai TFA:tirocini formativi attivi <strong>per</strong> l’insegnamento nella scuola secondaria di primoe secondo grado.DOTTORATIRappresentano il completamento della formazione del ricercatore;costituiscono un tito<strong>lo</strong> indispensabile <strong>per</strong> l’accesso ai concorsi di Ricercatorenelle Università e negli Enti di Ricerca. Per ulteriori informazioni vedi oltre.
Attività di OrientamentoL’attività di orientamento si rivolge ai maturandi delle scuole su<strong>per</strong>iori <strong>per</strong> iquali sono organizzati degli incontri presso le scuole stesse nel corso del<strong>lo</strong>ro ultimo anno di studi su<strong>per</strong>iori.Per informazioni e prenotazione contattareProf. Antonio Polimeni - tel. 0649914770Indirizzo di posta elettronica:antonio.polimeni@roma1.infn.it54Altre attività di orientamento ed informazione <strong>per</strong> le future matricole si svolgonopresso il Dipartimento nell’ambito del Piano <strong>La</strong>uree Scientifiche.In particolare, il <strong>La</strong>boratorio Es<strong>per</strong>ienze Didattiche (LED) del Dipartimentoorganizza degli incontri articolati in una serie di dimostrazioni classiche diFisica Generale seguite da una presentazione, di circa 30 minuti, su un aspettodella fisica moderna riconducibile agli argomenti delle dimostrazioni.Maggiori informazioni sono re<strong>per</strong>ibili sul sito del dipartimento, nella pagina“Progetto <strong>La</strong>uree Scientifiche”, raggiungibile dalla pagina “Future matricole”.I docenti interessati a partecipare al progetto possono inviare una mail aegidio.<strong>lo</strong>ngo@roma1.infn.it
Corso di <strong>La</strong>urea in FisicaObiettivi formativi e descrizione del <strong>per</strong>corso formativoGli obiettivi formativi specifici del corso di laurea in Fisica sono strettamentecorrelati alle discipline fondamentali, che forniscono una preparazione dibase sia <strong>per</strong> l’inserimento nel mondo del lavoro che <strong>per</strong> la prosecuzionedegli studi <strong>per</strong> il conseguimento della <strong>La</strong>urea Magistrale e del Dottorato diRicerca o attraverso corsi di Master.<strong>La</strong> laurea in Fisica viene conferita agli studenti che abbiano conseguito i risultatidi apprendimento descritti nel seguito secondo i “descrittori di Dublino”.Questi risultati vengono conseguiti attraverso la frequenza a corsi e laboratori.I corsi sono suddivisi di norma in una parte teorica ed una parte costituita daesercitazioni volte alla soluzione di problemi; la verifica dell’apprendimentosi basa su prove scritte (che possono essere svolte in itinere e alla fine delcorso) ed esami orali. I corsi di laboratorio prevedono una parte introduttivaex-cathedra ed una parte svolta in laboratorio dagli studenti, suddivisiin piccoli gruppi, sotto la guida dei docenti; la verifica dell’apprendimentosi basa su relazioni di laboratorio, di gruppo e/o individuali, elaborate dinorma durante il corso, ed esami orali.I corsi di laboratorio comprendono anche attività di tirocinio formativo, allequali possono aggiungersi altre attività specifiche di orientamento al mondodel lavoro.<strong>La</strong> quota dell’impegno orario complessivo a disposizione del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> <strong>per</strong><strong>lo</strong> studio <strong>per</strong>sonale o <strong>per</strong> altra attività formativa di tipo individuale è pari adalmeno il 60% del<strong>lo</strong> stesso.55Sbocchi occupazionali e professionali<strong>La</strong> formazione metodo<strong>lo</strong>gica, <strong>lo</strong> spettro di conoscenze e la flessibilitào<strong>per</strong>ativa acquisiti consentono al laureato in Fisica, qua<strong>lo</strong>ra non intendaproseguire gli studi nel secondo livel<strong>lo</strong>, di trovare col<strong>lo</strong>cazione in una ampiagamma di aree professionali, che richiedono conoscenze specifiche relativea sistemi naturali ed artificiali, e in genere in tutte le attività ad alto grado diinnovazione tecno<strong>lo</strong>gica nel settore sia pubblico che privato.Gli ambiti di riferimento comprendono l’industria, con particolare riguardoa quella elettronica, spaziale e dei semiconduttori e dell’energia, le attivitàdi valutazione di qualità dei prodotti, i laboratori di ricerca e sviluppo, ilmonitoraggio e la valutazione ambientale, il terziario relativo all’impiegoCorso di <strong>La</strong>urea in Fisica
dei calcolatori (<strong>per</strong> es. sistemi di acquisizione ed elaborazione di dati), ilsettore commerciale scientifico (<strong>per</strong> es. tecnico commerciale/tecnico di assistenza)e il settore finanziario.Per ciò che concerne il curriculum di Astrofisica, negli Osservatori Astronomiciè ormai consolidata l’esigenza di un’interfaccia tra l’astronomo proponentele osservazioni e la strumentazione. Diventa quindi indispensabile la presenzadi una figura professionale che sappia da un lato gestire il telescopioe dall’altro ottimizzare il programma osservativo in funzione dell’obiettivoscientifico;<strong>La</strong> laurea in Fisica prepara specialisti in Scienze Matematiche Fisiche eNaturali (Categoria ISTAT 2.1.1, e più specificamente Fisici e Astronomi,cat. 2.1.1.1) la cui formazione potrà essere completata attraverso un corsodi <strong>La</strong>urea di secondo livel<strong>lo</strong>.56Corso di <strong>La</strong>urea in Fisica
ANNOSEMESTRECURRICULUM FISICAInsegnamenti obbligatori CFU SSD Attività formativePRIMOSECONDOTERZOGEOMETRIA 9 MAT/03 di baseIANALISI 9 MAT/05 di baseLABORATORIO DI CALCOLO 6 FIS/01 affini o integrativeMECCANICA 12 FIS/01 di baseIICHIMICA 6 CHIM/03 di baseLABORATORIO DI MECCANICA 12 FIS/01 caratterizzanteTOTALE CREDITI OBBLIGATORI 54 <strong>per</strong> il primo annoANALISI VETTORIALE 9 MAT/05 di baseTERMODINAMICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzanteIII MECCANICA ANLITICA E RELATIVISTICA 6 FIS/02 affini o integrativeLABORATORIO DI FISICA6 INF/01 caratterizzanteCOMPUTAZIONALE IELETTROMAGNETISMO 12 FIS/01 di baseVILABORATORIO DI6 FIS/01 caratterizzanteELETTROMAGNETISMO E CIRCUITIMODELLI E METODI12 FIS/02 caratterizzanteMATEMATICI DELLA FISICATOTALE CREDITI OBBLIGATORI 60 <strong>per</strong> il secondo annoMECCANICA QUANTISTICA 9 FIS/02 caratterizzanteVMECCANICA STATISTICA 6 FIS/02 caratterizzanteLABORATORIO DI SEGNALI E SISTEMI 9 FIS/01 caratterizzanteCORSO A SCELTA 6 a scelta del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>OTTICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzanteVISTRUTTURA DELLA MATERIA 6 FIS/03 caratterizzanteFISICA NUCLEARE E SUBNUCLEARE I 6 FIS/04 caratterizzanteCORSO A SCELTA 6 a scelta del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 57 <strong>per</strong> il terzo annoUlteriori conoscenze di lingua inglese 3 ulteriori attività formativeConoscenza della lingua inglese 3 <strong>per</strong> la prova finale e la lingua stranieraProva finale: dissertazione 3 <strong>per</strong> la prova finale e la lingua straniera57Corso di <strong>La</strong>urea in Fisica
58Ai fini del raggiungimento dei 12 crediti a scelta <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> puòscegliere uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offertaformativa relativa a tutti i corsi di laurea della <strong>Sapienza</strong>, purchécoerenti con il <strong>per</strong>corso formativo.Tali crediti sono indicati come due esami separati al primo e alsecondo semestre del terzo anno ma possono essere acquisiti inun qualsiasi semestre del triennio, sia attraverso 2 esami da 6CFU che attraverso un unico esame da 12 CFU. Ai fini del conteggiodel numero massimo di 20 esami (D.M. 16/3/2007,Art. 4 c. 2), i corsi a scelta contano comunque come un unicoesame (D.M. 22/7/2007, Allegato 1 c. 2). Ai sensi del Manifestogenerale degli Studi della <strong>Sapienza</strong>, “in nessun caso èammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami di profittodegli insegnamenti dei corsi di laurea magistrale da parte distudenti iscritti a Corsi di laurea”.Insegnamenti non curriculariL’offerta formativa del corso di laurea è ulteriormente arricchita mediantel’erogazione dei seguenti insegnamenti non curriculari:Corso di <strong>La</strong>urea in FisicaINSEGNAMENTI CFU SSDIntroduzione all’astrofisica 6 FIS/05Introduzione alla fisica dell’atmosfera 6 FIS/06Complementi di modelli e metodi matematici6 FIS/02della fisicaTutor di riferimentoDott. Ugo AGLIETTIDott. Fabio BELLINIDott. Filippo CESIDott. Roberto CONTINODott. Daniele DEL REUlteriori informazioni nella sezione “Norme generali”.Estratto dal Regolamento Didattico <strong>per</strong> l’A.A. 2012/13 del Corso dilaurea in FISICAClasse L-30 (Scienze e tecno<strong>lo</strong>gie fisiche) ex D.M. 270/04Il testo integrale del Regolamento è consultabile all’indirizzo:www.phys.uniroma1.it/DipWeb/didattica/ccl/2012-13/Progr_Did_270.html
ANNOSEMESTRECURRICULUM ASTROFISICAInsegnamenti obbligatori CFU SSD Attività formativeIGEOMETRIA 9 MAT/03 di baseANALISI 9 MAT/05 di basePRIMOIILABORATORIO DI CALCOLO 6 FIS/01 affini o integrativeMECCANICA 12 FIS/01 di baseCHIMICA 6 CHIM/03 di baseLABORATORIO DI MECCANICA 12 FIS/01 caratterizzanteTOTALE CREDITI OBBLIGATORI 54 <strong>per</strong> il primo annoANALISI VETTORIALE 9 MAT/05 di baseTERMODINAMICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzante59IIIMECCANICA ANALITICAE RELATIVISTICA6 FIS/02 affini o integrativeSECONDOVICORSO A SCELTA 6 a scelta del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>ELETTROMAGNETISMO 12 FIS/01 di baseLABORATORIO DI6 FIS/01 caratterizzanteELETTROMAGNETISMO E CIRCUITIMODELLI E METODI MATEMATICIDELLA FISICA9 FIS/02 caratterizzanteULTERIORI CONOSCENZE DILINGUA INGLESE3 ulteriori attivitàformativeTOTALE CREDITI OBBLIGATORI 60 <strong>per</strong> il secondo annoTERZOVVIMECCANICA QUANTISTICA (6CFU) 12 FIS/02 caratterizzantee MECCANICA STATISTICA (6CFU)FLUIDINAMICA PER L’ASTROFISICA 6 FIS/05 affini o integrativeASTROFISICA 6 FIS/05 caratterizzanteASTRONOMIA 6 FIS/05 caratterizzanteLABORATORIO DI ASTROFISICA 9 FIS/05 caratterizzanteSTRUTTURA DELLA MATERIA 6 FIS/03 caratterizzanteOTTICA E LABORATORIO 9 FIS/01 caratterizzanteCORSO A SCELTA 6 a scelta del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>TOTALE CREDITI OBBLIGATORI 60 <strong>per</strong> il terzo annoConoscenza della lingua inglese 3 <strong>per</strong> la prova finale e la lingua stranieraCorso di <strong>La</strong>urea in FisicaProva finale: dissertazione 3 <strong>per</strong> la prova finale
60Ai fini del raggiungimento dei 12 crediti a scelta <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> puòscegliere uno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offertaformativa relativa a tutti i corsi di laurea della <strong>Sapienza</strong>, purchécoerenti con il <strong>per</strong>corso formativo.Tali crediti sono indicati come due esami separati al primo e alsecondo semestre del terzo anno ma possono essere acquisiti inun qualsiasi semestre del triennio, sia attraverso 2 esami da 6CFU che attraverso un unico esame da 12 CFU. Ai fini del conteggiodel numero massimo di 20 esami (D.M. 16/3/2007,Art. 4 c. 2), i corsi a scelta contano comunque come un unicoesame (D.M. 22/7/2007, Allegato 1 c. 2). Ai sensi del Manifestogenerale degli Studi della <strong>Sapienza</strong>, “in nessun caso èammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami di profittodegli insegnamenti dei corsi di laurea magistrale da parte distudenti iscritti a Corsi di laurea”.Insegnamenti non curriculariL’offerta formativa del corso di laurea è ulteriormente arricchita mediantel’erogazione dei seguenti insegnamenti non curriculari:INSEGNAMENTI CFU SSDComplementi di modelli e metodi matematici della fisica 6 FIS/02Tutor di riferimentoCorso di <strong>La</strong>urea in FisicaProf. Shahram RAHATLOUProf. Marco DE PETRISProf. Filippo CESIUlteriori informazioni nella sezione “Norme generali”.Estratto dal Regolamento Didattico <strong>per</strong> l’A.A. 2012/13 del Corso dilaurea in FISICAClasse L-30 (Scienze e tecno<strong>lo</strong>gie fisiche) ex D.M. 270/04Il testo integrale del Regolamento è consultabile all’indirizzo:www.phys.uniroma1.it/DipWeb/didattica/ccl/2012-13/Progr_Did_270.html
Norme generaliRequisiti di ammissioneDip<strong>lo</strong>ma di scuola secondaria su<strong>per</strong>iore o di altro tito<strong>lo</strong> conseguito all’estero,riconosciuto idoneo. Conoscenze elementari acquisite nelle scuole mediesu<strong>per</strong>iori (in particolare di Fisica classica, Matematica, Chimica e Scienzenaturali).Modalità di verifica delle conoscenze in ingressoAi fini dell’immatricolazione, gli studenti devono sostenere una prova, obbligatoriama non selettiva, <strong>per</strong> la verifica delle conoscenze in ingresso.Le modalità di iscrizione, di svolgimento e di valutazione della provasono definite dal bando annuale pubblicato dalla <strong>Sapienza</strong>, consultabileall’indirizzo:http://www.uniroma1.it/didattica/offerta-formativaAgli studenti che non su<strong>per</strong>ano la prova viene assegnato un obbligo formativoaggiuntivo. Questi studenti saranno affidati ad uno dei Tutor, il qualeprogrammerà insieme al<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> le attività di recu<strong>per</strong>o e seguirà <strong>per</strong>iodicamenteil suo <strong>per</strong>corso didattico ed il profitto relativamente alla frequenza acorsi, esercitazioni, prove in itinere ed esami. Al termine di ciascun semestreil Tutor potrà valutare l’avvenuto recu<strong>per</strong>o o l’esigenza del proseguimentodell’attività di supporto, segnalando l’esito al CAD.L’obbligo formativo aggiuntivo si considera assolto con il su<strong>per</strong>amentodell’esame dell’insegnamento di “Analisi”, che deve avvenire entro il terminedell’anno accademico di iscrizione (31 ottobre). In assenza di taleassolvimento, gli studenti portatori di obbligo formativo aggiuntivo dovrannoiscriversi nuovamente al primo anno come ripetenti, ai sensi del Manifestodegli studi di Ateneo.Non sono tenuti a sostenere la prova i dip<strong>lo</strong>mati di scuola media su<strong>per</strong>ioreche abbiano su<strong>per</strong>ato le prove di valutazione presso la struttura <strong>per</strong>l’orientamento dell’Istituto ITIS Galileo Galilei di Roma .Co<strong>lo</strong>ro che sono in possesso di altra laurea o dip<strong>lo</strong>ma universitario devonofar riferimento al bando relativo alle modalità di ammissione al corso di laureain Fisica, pubblicato dalla <strong>Sapienza</strong> e consultabile all’indirizzo:http://www.uniroma1.it/didattica/offerta-formativaPer informazioni su queste prove consultare il sito della Facoltà di ScienzeM.F.N all’indirizzo:http://www.scienzemfn.uniroma1.it/61Norme generali
62Passaggi e trasferimentiLe domande di passaggio di studenti provenienti da altri corsi di laurea della<strong>Sapienza</strong> e le domande di trasferimento di studenti provenienti da altre Università,da Accademie militari o da altri istituti militari d’istruzione su<strong>per</strong>ioresono subordinate ad approvazione da parte del CAD che:• valuta la possibilità di riconoscimento totale o parziale della carriera distudio fino a quel momento seguita, con la convalida di parte o di tuttigli esami sostenuti e degli eventuali crediti acquisiti, la relativa votazione;nel caso di passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa classe vannoriconosciuti almeno il 50% dei crediti acquisiti in ciascun SSD (art. 3comma 9 del D.M. delle classi di laurea);• indica l’anno di corso al quale <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> viene iscritto;• stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;• formula il piano di completamento <strong>per</strong> il conseguimento del tito<strong>lo</strong> distudio.Qua<strong>lo</strong>ra <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, sulla base della carriera riconosciuta, possa essereammesso ad un anno di corso successivo a tutti quelli attivati nel vigenteordinamento, è concessa al<strong>lo</strong> stesso la facoltà di scelta tra l’iscrizione alcorrispondente anno di corso del previgente ordinamento oppure all’anno dicorso più avanzato in quel momento attivo dell’ordinamento vigente (artico<strong>lo</strong>33, comma 5 del regolamento didattico di Ateneo).Le richieste di trasferimento al corso di laurea in Fisica devono essere presentateentro le scadenze e con le modalità specificate nel manifesto deglistudi di Ateneo.Norme generaliAbbreviazioni di corsoChi è già in possesso del tito<strong>lo</strong> di laurea triennale, specialistica o altra laureaacquisita secondo un ordinamento previgente, oppure di laurea o laureamagistrale acquisita secondo un ordinamento vigente e intenda conseguireun ulteriore tito<strong>lo</strong> di studio può chiedere al CAD l’iscrizione ad un anno dicorso successivo al primo.Le domande sono valutate dal CAD, che in proposito:• valuta la possibilità di riconoscimento totale o parziale della carrieradi studio fino a quel momento seguita, con la convalida di parte odi tutti gli esami sostenuti e degli eventuali crediti acquisiti, la relativavotazione; nel caso di passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessaclasse vanno riconosciuti almeno il 50% dei crediti acquisiti in ciascunSSD (art. 3 comma 9 del D.M. delle classi di laurea);• indica l’anno di corso al quale <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> viene iscritto;
• stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;• formula il piano di completamento <strong>per</strong> il conseguimento del tito<strong>lo</strong> distudio.Qua<strong>lo</strong>ra <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, sulla base della carriera riconosciuta, possa essereammesso ad un anno di corso successivo a tutti quelli attivati nel vigenteordinamento, è concessa al<strong>lo</strong> stesso la facoltà di scelta tra l’iscrizione alcorrispondente anno di corso del previgente ordinamento oppure all’anno dicorso più avanzato in quel momento attivo dell’ordinamento vigente (artico<strong>lo</strong>33, comma 5 del regolamento didattico di Ateneo).Uno <strong>studente</strong> non può immatricolarsi o iscriversi ad un corso di laurea appartenentealla medesima classe nella quale ha già conseguito il dip<strong>lo</strong>madi laurea.Le richieste devono essere presentate entro le scadenze e con le modalitàspecificate nel manifesto degli studi di Ateneo.Criteri <strong>per</strong> il riconoscimento creditiPossono essere riconosciuti tutti i crediti formativi universitari (CFU) già acquisitise relativi ad insegnamenti che abbiano contenuti, documentati attraversoi programmi degli insegnamenti, coerenti con uno dei <strong>per</strong>corsi formativiprevisti dal corso di laurea. Per i passaggi da corsi di studio dellastessa classe è garantito il riconoscimento di un minimo del 50% dei creditidi ciascun settore scientifico disciplinare.Il CAD può deliberare l’equivalenza tra Settori scientifico disciplinari (SSD)<strong>per</strong> l’attribuzione dei CFU sulla base del contenuto degli insegnamenti ed inaccordo con l’ordinamento del corso di laurea.I CFU già acquisiti relativi agli insegnamenti <strong>per</strong> i quali, anche con diversadenominazione, esista una manifesta equivalenza di contenuto congli insegnamenti offerti dal corso di laurea possono essere riconosciuti comerelativi agli insegnamenti con le denominazioni proprie del corso di laureaa cui si chiede l’iscrizione. In questo caso, il CAD delibera il riconoscimentocon le seguenti modalità:63• se i CFU corrispondenti all’insegnamento di cui si chiede il riconoscimentocoincidono con quel<strong>lo</strong> dell’insegnamento <strong>per</strong> cui esso vienericonosciuto, l’attribuzione avviene direttamente;• se i CFU corrispondenti all’insegnamento di cui si chiede il riconoscimentosono in numero diverso rispetto all’insegnamento <strong>per</strong> cui essoviene riconosciuto, il CAD attribuirà i crediti sulla base del curriculumdel<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, anche <strong>per</strong> gruppi di esami di uno stesso SSD, eventualmentedopo col<strong>lo</strong>qui integrativi;Il CAD può riconoscere come crediti le conoscenze e abilità professionalicertificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenzee abilità maturate in attività formative di livel<strong>lo</strong> post-secondario allaNorme generali
cui progettazione e realizzazione l’Università abbia concorso. Tali creditivanno a valere di norma sui 12 CFU relativi agli insegnamenti a scelta del<strong>lo</strong><strong>studente</strong>. In ogni caso, il numero massimo di crediti riconoscibili in tali ambitinon può essere su<strong>per</strong>iore a 12.Le attività già riconosciute ai fini dell’attribuzione di CFU nell’ambito delcorso di laurea non possono essere nuovamente riconosciute nell’ambito dicorsi di laurea magistrale.64Piani di completamento e piani di studio individualiOgni <strong>studente</strong> deve ottenere l’approvazione ufficiale del proprio completo<strong>per</strong>corso formativo da parte del CAD (con procedura on-line, sia <strong>per</strong> l’inoltroda parte del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> sia <strong>per</strong> la notifica della relativa approvazione) primadi poter verbalizzare esami relativi ad insegnamenti che non siano obbligatori<strong>per</strong> tutti gli studenti.Lo <strong>studente</strong> può ottenere tale approvazione con due procedimenti diversi:1. aderendo ad uno dei piani di completamento del <strong>per</strong>corso formativopredisposti annualmente dal CAD2. presentando un piano di studio individuale che deve essere valutato dalCAD <strong>per</strong> l’approvazione.Norme generaliPiani di completamentoUn piano di completamento contiene la lista di tutti gli insegnamenti previsti nelcorrispondente <strong>per</strong>corso formativo ed un apposito spazio <strong>per</strong> l’indicazionedegli insegnamenti relativi ai 12 CFU a scelta del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>. Questi ultimipossono essere scelti fra tutti quelli presenti nell’ambito dell’intera offertaformativa della <strong>Sapienza</strong>.Il modu<strong>lo</strong> di adesione si presenta on-line, secondo la nuova procedura informaticadi compilazione prevista dall’Università “<strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong>”; ulterioriindicazioni presso la Segreteria didattica.Il modu<strong>lo</strong> di adesione al piano di completamento va presentato on-line dal1 ottobre al 31 gennaio di ogni anno. Il modu<strong>lo</strong> viene inoltrato dalla SegreteriaDidattica al Presidente del CAD e al responsabile dell’approvazione<strong>per</strong> la verifica che gli insegnamenti a scelta indicati siano effettivamentecongruenti col <strong>per</strong>corso formativo. In caso affermativo, il piano di completamentoviene approvato. In caso negativo, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> viene convocato dallaSegreteria Didattica a modificare l’elenco degli insegnamenti relativi ai 12CFU a scelta.A partire dal giorno successivo a quel<strong>lo</strong> della delibera del CAD <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>è autorizzato a sostenere e verbalizzare, oltre agli esami obbligatori <strong>per</strong>tutti gli studenti, anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatorielencati nel piano di studio cui ha aderito.L’adesione ad un piano di completamento può essere effettuata una solavolta <strong>per</strong> ogni anno accademico, a partire dal secondo anno di corso.Gli studenti del curriculum di Astrofisica che intendano frequentare il <strong>La</strong>boratoriodi Fisica computazionale I come corso a scelta debbono presentare ilpiano di studio fin dal I anno.
Piani di studio individualiQua<strong>lo</strong>ra <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> provenga da passaggio o trasferimento o da abbreviazionedi corso deve presentare un piano di studio individuale utilizzandoun apposito modu<strong>lo</strong> on-line; ulteriori indicazioni sono disponibili presso laSegreteria didattica.Il modu<strong>lo</strong> di proposta del piano di studio individuale va presentato on-linedal 1 ottobre al 31 gennaio di ogni anno. Il modu<strong>lo</strong> viene inoltrato dalla SegreteriaDidattica al Presidente del CAD e al responsabile dell’approvazione<strong>per</strong> la verifica. In caso affermativo, il piano di studio viene approvato. Incaso negativo, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> viene convocato dalla Segreteria Didattica <strong>per</strong>la rettifica del<strong>lo</strong> stesso.A partire dal giorno successivo a quel<strong>lo</strong> della delibera del CAD <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>è autorizzato a sostenere e verbalizzare, oltre agli esami obbligatori <strong>per</strong>tutti gli studenti, anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatorielencati nel piano di studio approvato.Il piano di studio individuale può essere presentato una sola volta <strong>per</strong> ognianno accademico, a partire dal secondo anno di corso.Gli studenti del curriculum di Astrofisica che intendano frequentare il <strong>La</strong>boratoriodi Fisica computazionale I come corso a scelta debbono presentareil piano di studio fin dal I anno.65Modifica dei piani di completamentoe dei piani di studio individualiLo <strong>studente</strong> che abbia già aderito ad un piano di completamento può, in unsuccessivo anno accademico, aderire ad un differente piano di completamentooppure proporre un piano di studio individuale. Parimenti, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>al quale sia già stato approvato un piano di studio individuale può, in unsuccessivo anno accademico, optare <strong>per</strong> l’adesione ad un piano di completamentooppure proporre un differente piano di studio individuale.In ogni modo, gli esami già verbalizzati non possono essere sostituiti e gliesami del piano di studio individuale eventualmente gia’ sostenuti devonoessere in linea con il piano di completamento gia’ presentato.Modalità didatticheLe attività didattiche sono di tipo convenzionale e distribuite su base semestrale.Gli insegnamenti sono impartiti attraverso lezioni ed esercitazioniin aula e attività in laboratorio, organizzando l’orario delle attività in mododa consentire al<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> un congruo tempo da dedicare al<strong>lo</strong> studio<strong>per</strong>sonale.<strong>La</strong> durata nominale del corso di laurea è di 6 semestri, pari a tre anni.Norme generali
66Crediti formativi universitariIl credito formativo universitario (CFU) misura la quantità di lavoro svolto dauno <strong>studente</strong> <strong>per</strong> raggiungere un obiettivo formativo. I CFU sono acquisitidal<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> con il su<strong>per</strong>amento degli esami o con l’ottenimento delle idoneità,ove previste.Il sistema di crediti adottato nelle università italiane ed europee prevedeche ad un CFU corrispondano 25 ore di impegno da parte del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>,distribuite tra le attività formative collettive istituzionalmente previste (ad es.lezioni, esercitazioni, attività di laboratorio) e <strong>lo</strong> studio individuale.Nei corsi di laurea in Fisica e Fisica e astrofisica, in accordo coll’artico<strong>lo</strong> 23del regolamento didattico di Ateneo, un CFU corrisponde a 8 ore di lezione,oppure a 12 ore di laboratorio o esercitazione guidata.Le schede individuali di ciascun insegnamento, consultabili sul sito web delcorso di laurea, riportano la ripartizione dei CFU e delle ore di insegnamentonelle diverse attività, insieme ai prerequisiti, agli obiettivi formativi e aiprogrammi di massima.Il carico di lavoro totale <strong>per</strong> il conseguimento della laurea è di 180 CFU,corrispondenti a 4500 ore di impegno da parte del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>.Nell’ambito dei corsi di laurea in Fisica e Fisica e astrofisica la quota a disposizionedel<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> <strong>per</strong> <strong>lo</strong> studio <strong>per</strong>sonale o <strong>per</strong> altre attività formative ditipo individuale è almeno il 60% dell’impegno orario complessivo.Norme generaliCalendario didatticoDi norma, la scansione temporale è la seguente:• primo semestre: da fine settembre a gennaio;• prima sessione d’esami: febbraio;• secondo semestre: da marzo a giugno;• seconda sessione d’esami: luglio;• terza sessione d’esami: settembre.Il dettaglio delle date di inizio e fine delle lezioni di ciascun semestre e diinizio e fine di ciascuna sessione d’esami è pubblicato sul sito web del Corsodi laurea.I <strong>per</strong>iodi dedicati alle lezioni e agli esami non possono sovrapporsi. In derogaa tale norma, <strong>per</strong> <strong>per</strong>mettere agli studenti prossimi alla laurea di completaregli esami mancanti, saranno previsti due appelli straordinari, di normanel mesi di maggio e di novembre, al<strong>lo</strong> scopo di <strong>per</strong>mettere <strong>lo</strong>ro di laurearsinelle sessioni di luglio e di dicembre riservate ai soli studenti che abbianogià acquisito almeno 155 CFU.A tito<strong>lo</strong> di esempio, l’orario settimanale del primo anno prevede tipicamente:• 3 o 4 ore di lezione al giorno dal lunedì al venerdì;• 4 ore di laboratorio a settimana.I corsi prevedono di norma l’assegnazione di attività da svolgere in autonomiae prove in itinere, che possono valere ai fini dell’esame finale.
Prove d’esame<strong>La</strong> verifica delle conoscenze acquisite avviene mediante prove di esameorale, alle quali si accede di norma su<strong>per</strong>ando una prova scritta o unaprova individuale di laboratorio, oppure sostenendo con esito positivo leprove “in itinere”. <strong>La</strong> valutazione del profitto individuale del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, <strong>per</strong>ciascun insegnamento, viene espressa mediante l’attribuzione di un votoin trentesimi, nel qual caso il voto minimo <strong>per</strong> il su<strong>per</strong>amento dell’esame è18/30, oppure di una idoneità.Verifica delle conoscenze linguisticheL’acquisizione dei 6 crediti <strong>per</strong> la conoscenza della lingua inglese avvieneattraverso il su<strong>per</strong>amento di una idoneità (3 CFU) durante il <strong>per</strong>corso formativoe di un’altra idoneità (3 CFU) consistente in una lettura e traduzione daeffettuarsi nel <strong>per</strong>iodo intercorrente tra i 60 e i 30 gg dalla data di discussionedella tesi, previa presentazione della domanda di laurea.<strong>La</strong> prova di idoneità da 3 CFU può essere sostenuta in ciascuna delle tresessioni d’esame. <strong>La</strong> facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali organizzain entrambi i semestri dei corsi di preparazione alla suddetta prova.<strong>La</strong> facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali offre agli studentidell’ultimo anno delle scuole su<strong>per</strong>iori del <strong>La</strong>zio la possibilità di sostenerel’esame di inglese scientifico. Il su<strong>per</strong>amento dell’esame dà dirittoall’acquisizione dei 3 CFU relativi alle “ulteriori conoscenze di lingua inglese”.L’iscrizione deve essere effettuata compilando l’apposito modu<strong>lo</strong> disponibilesul sito http://bigbang.uniroma1.it/, dove sono indicati orari edaule della prova ed ulteriori informazioni sulle sue modalità.L’esito positivo della prova di valutazione della conoscenza della linguainglese verrà registrato automaticamente nella carriera del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>.Lo <strong>studente</strong> che ha su<strong>per</strong>ato la prova e intende farsi riconoscere i 3 CFUdeve comunque consegnare in Segreteria Didattica, dopo l’iscrizione e nonoltre il primo anno, il certificato attestante il su<strong>per</strong>amento.67Modalità di frequenza, propedeuticità,passaggio ad anni successiviI corsi obbligatori si svolgono in più canali paralleli, ai quali gli studenti devonoiscriversi nel mese di settembre di ogni anno di corso, utilizzando unaapposita procedura informatica.<strong>La</strong> frequenza assidua di tutti i corsi è una condizione essenziale <strong>per</strong> un proficuoinserimento del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> nell’organizzazione del corso di laurea edè <strong>per</strong>tanto vivamente consigliata. Per i corsi che prevedono esercitazioni dilaboratorio la frequenza è obbligatoria.Nel corso di laurea in Fisica non sono previste propedeuticità formali. Tuttavia,la col<strong>lo</strong>cazione degli insegnamenti nel precorso formativo è una chiaraindicazione dell’ordine ottimale col quale seguirli e sostenerne gli esami.Nel caso in cui <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> non su<strong>per</strong>i un esame non avrà sbarramentiamministrativi al su<strong>per</strong>amento degli esami successivi; egli dovrà programmareil recu<strong>per</strong>o dell’esame non su<strong>per</strong>ato in modo da non produrre unosfasamento tra corsi seguiti ed esami da preparare.Norme generali
Regime a tempo parzialeI termini e le modalità <strong>per</strong> la richiesta del regime a tempo parziale nonchéle relative norme sono stabilite nel Manifesto di Ateneo e sono consultabilisul sito web della <strong>Sapienza</strong>.68Studenti fuori corso e validità dei crediti acquisitiAi sensi del Manifesto degli studi di Ateneo <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> si considera fuoricorso quando, avendo frequentato tutte le attività formative previste dalpresente regolamento didattico, non abbia su<strong>per</strong>ato tutti gli esami e nonabbia acquisito il numero di crediti necessario al conseguimento del tito<strong>lo</strong>entro 3 anni.Ai sensi del medesimo Manifesto degli studi di Ateneo:• <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> a tempo pieno che sia fuori corso deve su<strong>per</strong>are le provemancanti al completamento della propria carriera universitaria entro iltermine di 9 anni dall’immatricolazione;• <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> a tempo parziale che sia fuori corso deve su<strong>per</strong>are le provemancanti al completamento della propria carriera universitaria entro untermine di anni pari al doppio della durata concordata <strong>per</strong> il regime atempo parziale.Indipendentemente dai termini sopra riportati, il CAD può richiedere al<strong>lo</strong><strong>studente</strong> un col<strong>lo</strong>quio di verifica delle conoscenze relative ai CFU acquisitiin una data che preceda di 9 anni quella prevista <strong>per</strong> la laurea.TutoratoGli studenti del corso di laurea in Fisica possono usufruire dell’attività ditutorato svolta dai docenti indicati dal CAD, presentando alla segreteriadidattica una apposita richiesta, in qualunque momento <strong>lo</strong> ritengano necessario.Gli eventuali ulteriori docenti disponibili come tutor e le modalità ditutorato verranno pubblicizzate <strong>per</strong> ciascun anno accademico medianteaffissione presso la Segreteria didattica e sul sito web del corso di laurea.Norme generaliPercorsi di eccellenzaIl Consiglio di Area Didattica in Scienze e Tecno<strong>lo</strong>gie Fisiche, ScienzeFisiche e Scienze dell’Universo istituisce un Percorso di eccellenza <strong>per</strong> ilcorso di laurea in Fisica, al<strong>lo</strong> scopo di va<strong>lo</strong>rizzare la formazione deglistudenti iscritti, meritevoli e interessati ad attività di approfondimento e diintegrazione culturale.Il <strong>per</strong>corso offre attività formative aggiuntive a quelle del corso di studio alquale è iscritto <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, costituite da approfondimenti disciplinari e interdisciplinari,attività seminariali e di tirocinio secondo un programma cheverrà <strong>per</strong>sonalizzato e concordato con ogni singo<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>. Lo <strong>studente</strong>che abbia ottenuto l’accesso al Percorso di eccellenza viene affidato ad un
docente o tutor che ne segue il <strong>per</strong>corso e collabora alla organizzazionedelle attività, concordate con <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, <strong>per</strong> un impegno massimo di 200ore annue.L’accesso al Percorso di eccellenza avviene su domanda dell’interessato,con istanza presentata entro il 31 ottobre al Consiglio di Area Didattica, altermine del primo anno di frequenza del Corso di <strong>La</strong>urea. I requisiti richiestisono:• acquisizione entro il 31 ottobre di tutti i Crediti Formativi Universitari(CFU) previsti nel primo anno;• conseguimento di una media pesata dei voti d’esame non inferiore aventisette/trentesimi (27/30).Per poter proseguire nel Percorso di eccellenza <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> deve acquisiretutti i crediti previsti <strong>per</strong> l’anno di frequenza entro il 31 ottobre con unavotazione media pesata non inferiore a ventisette/trentesimi (27/30). <strong>La</strong>verifica dei requisiti predetti viene effettuata, al termine di ogni anno accademico,dal Consiglio di Area Didattica su relazione del docente di riferimento.Contestualmente al conseguimento del tito<strong>lo</strong> di laurea, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> cheha concluso un Percorso di eccellenza riceve un’attestazione del <strong>per</strong>corsosvolto, rilasciata dalla Presidenza della Facoltà, con le modalità previste <strong>per</strong>gli altri tipi di certificazione, che andrà registrata sulla carriera del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>stesso. Unitamente a tale certificazione, l’Università conferisce al<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>un premio pari all’importo delle tasse versate nell’ultimo anno di corso.I termini e le modalità <strong>per</strong> la richiesta di partecipazione al <strong>per</strong>corso di eccellenzasono indicati sul sito web del corso di laurea, dove si può ancheprendere visione del bando di concorso e scaricare il facsimile della domandadi ammissione.69Prova finalePer essere ammesso alla prova finale <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> deve aver conseguito tuttii CFU previsti dall’ordinamento didattico <strong>per</strong> le attività diverse dalla provafinale e deve aver adempiuto alle formalità amministrative previste dal Regolamentodidattico di Ateneo.<strong>La</strong> prova finale consiste nell’elaborazione di una dissertazione, assegnata dinorma al termine del primo semestre del III anno di corso, che viene redattasotto la su<strong>per</strong>visione di un relatore e viene presentata e discussa dal candidatodavanti a una apposita Commissione di <strong>La</strong>urea. Il calendario dellesedute di <strong>La</strong>urea è stabilito all’inizio di ogni anno accademico e riportatosul sito web del Corso di laurea. <strong>La</strong> dissertazione, a cui corrispondono 3crediti, deve consistere in un elaborato di non più di 20 pagine su un argomentonon originale, tipicamente una compilazione approfondita di argomentitrattati nei corsi seguiti dal candidato oppure una relazione di attivitàNorme generali
di laboratorio. L’argomento deve in ogni modo poter essere affrontato dal<strong>lo</strong><strong>studente</strong> con gli strumenti acquisiti nel corso della laurea. Un elenco di argomentidisponibili <strong>per</strong> le dissertazioni, con l’indicazione dei relativi relatori, èdisponibile sul sito web del corso di laurea. E’ ammessa la redazione delladissertazione in lingua inglese.<strong>La</strong> votazione finale si basa sulla valutazione del curriculum degli studi, delladissertazione e della prova finale, e su ulteriori elementi rivolti ad incentivareil su<strong>per</strong>amento degli esami nei tempi stabiliti dall’ordinamento didattico.<strong>La</strong> Commissione di <strong>La</strong>urea esprime la votazione in centodecimi e può,all’unanimità, concedere al candidato il massimo dei voti con <strong>lo</strong>de.70Applicazione dell’art. 6 del regolamento studenti(R.D. 4.6.1938, N. 1269)Gli studenti iscritti al corso di laurea in Fisica, onde arricchire il propriocurriculum degli studi, possono presentare domanda <strong>per</strong> frequentare e sostenereogni anno due esami di insegnamenti di altra’ Facolta’, secondoquanto previsto dall’Art. 6 del R.D. N.1239 del 4/6/1938, mediantedomanda con autocerficazione degli esami gia’ sostenuti da indirizzarealla Segreteria Didattica che la sottoporra’ al CAD. <strong>La</strong> stessa domandapotra’ poi essere presentata alla Segreteria Studenti della Facoltà di ScienzeM.F.N. entro il mese di gennaio di ogni anno. Tali esami non devono essereinseriti nel piano di studio.Visto il significato scientifico e culturale di tale norma, il CAD ha deliberatoche tale richiesta possa essere avanzata soltanto da studenti che abbianoottenuto almeno 39 crediti del corso di laurea in Fisica.Si consiglia di consultare il Manifesto degli Studi 2012/13, <strong>per</strong> verificarela possibilità di usare questi esami al<strong>lo</strong> scopo di raggiungere, prima del conseguimentodella laurea, i requisiti minimi <strong>per</strong> l’ammissione ad una laureamagistrale che richieda l’acquisizione di ulteriori crediti in specifici settoriscientifico-disciplinari.Norme generaliLe versioni integrali dei Regolamenti delle due <strong>La</strong>uree sono consultabili inrete all’indirizzo:www.phys.uniroma1.it/DipWeb/didattica/ccl/2012-13/Progr_Did_270.html
Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in FisicaObiettivi formativi e descrizione del <strong>per</strong>corso formativoObiettivo formativo del corso di laurea è la formazione di un fisico consolida preparazione di base ed adeguate conoscenze specialistiche in unodei settori della fisica moderna corrispondenti al curriculum prescelto.A tal fine, il <strong>per</strong>corso formativo prevede il completamento della formazionedi base attraverso corsi di fisica teorica, di fisica matematica e di laboratorios<strong>per</strong>imentale comuni ai vari indirizzi e l’approfondimento specialisticorelativo al curriculum prescelto tra quelli che si intendono attivare e che trovanouna precisa definizione nel regolamento didattico del corso di studio.Sono tutti fortemente collegati alle attività di ricerca scientifica attive nel Dipartimento,che coprono i settori della fisica della materia, della fisica delleparticelle elementari, della fisica teorica, della biofisica, della fisica medica,della didattica e dei fondamenti storici ed epistemo<strong>lo</strong>gici della fisica e delleapplicazioni dell’elettronica e dell’informatica alle ricerche di fisica.71<strong>La</strong> laurea magistrale in Fisica viene conferita agli studenti che abbiano conseguitoi risultati di apprendimento descritti nel seguito secondo i “descrittoridi Dublino”. Questi risultati vengono conseguiti attraverso la frequenza acorsi e laboratori. <strong>La</strong> verifica dell’apprendimento <strong>per</strong> i corsi si basa di normasu esami orali, che possono anche prevedere la discussione di elaboratipreparati dagli studenti. I laboratori prevedono una parte introduttiva excathedraed una parte svolta in laboratorio, nella quale gli studenti sonosuddivisi in piccoli gruppi, ciascuno dei quali deve sviluppare una specificatematica s<strong>per</strong>imentale sotto la guida diretta di un docente es<strong>per</strong>to dellatematica stessa; la verifica dell’apprendimento si basa su relazioni di laboratoriodi gruppo da cui deve emergere il contributo individuale di ognisingo<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> e su esami orali. <strong>La</strong> quota di tempo riservata al lavoroindividuale è definita nel regolamento didattico.Le attività di tirocinio, che potranno essere svolte presso uno dei gruppi diricerca del Dipartimento di Fisica o di altri laboratori esterni, hanno finalitàdi orientamento occupazionale e <strong>per</strong> la scelta della tesi.Il lavoro di tesi, che occupa una frazione rilevante del secondo anno delcorso, fornisce al<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> l’opportunità di essere inserito nell’attività di ungruppo di ricerca e completa la preparazione anche ai fini dell’inserimentopost-laurea nel mondo del lavoro, in particolare nei settori della ricercapubblica e privata.Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica
72Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in FisicaSbocchi occupazionali e professionali<strong>La</strong> formazione metodo<strong>lo</strong>gica, <strong>lo</strong> spettro di conoscenze e la flessibilitào<strong>per</strong>ativa acquisiti consentono al laureato magistrale in Fisica (oltre allapossibilità di proseguire gli studi attraverso il Dottorato di Ricerca o i masterdi secondo livel<strong>lo</strong> o scuole di specializzazione, tra le quali la S.S.I.S. <strong>per</strong>la preparazione di insegnanti <strong>per</strong> la scuola secondaria) di trovare col<strong>lo</strong>cazionein una ampia gamma di aree professionali, che richiedonoconoscenze specialistiche relative a sistemi naturali ed artificiali, e ingenere in tutte le attività ad alto grado di innovazione tecno<strong>lo</strong>gica nelsettore sia pubblico che privato. Gli ambiti di riferimento comprendonol’industria, con particolare riguardo a quella elettronica, spaziale, deisemiconduttori e dell’energia, le attività di valutazione di qualità dei prodotti,i laboratori di ricerca e sviluppo, il monitoraggio e la valutazioneambientale, il terziario relativo all’impiego dei calcolatori (<strong>per</strong> es. sistemidi acquisizione ed elaborazione di dati), il settore finanziario.<strong>La</strong> laurea magistrale in Fisica prepara specialisti in Scienze MatematicheFisiche e Naturali, in particolare Fisici e astronomi (ISTAT 2.1.1.1) e piùspecificamente Fisici (ISTAT 2.1.1.1.1), Ricercatori e tecnici laureati nellescienze fisiche (ISTAT 2.6.2.0.1) e Professori di scienze matematiche e fisiche(ISTAT 2.6.3.2.1) <strong>per</strong> i quali è richiesta l’acquisizione dell’abilitazione eil su<strong>per</strong>amento di prove concorsuali secondo la normativa vigente.Il corso prepara alle professioni di:• Fisici e astronomi• FisiciPercorso formativo<strong>La</strong> laurea magistrale in Fisica e’ articolata nei seguenti curricula:• Biosistemi• Fisica della materia• Fisica nucleare e subnucleare• Teorico generaleAi sensi del Manifesto generale degli Studi della <strong>Sapienza</strong>, in nessun casoè ammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami di profitto degliinsegnamenti dei corsi di <strong>La</strong>urea Magistrale da parte di studenti iscritti aCorsi di laurea, come è altresì vietata la frequenza ed il sostenimento degliesami di profitto degli insegnamenti dei corsi di laurea da parte di studentiiscritti a Corsi di <strong>La</strong>urea Magistrale se non preventivamente autorizzati dallecompetenti strutture didattiche.
Quadro dettagliato del <strong>per</strong>corso formativoI corsi dei diversi curricula si svolgono nei primi 3 semestri del biennio, mentreil 4 è dedicato alla preparazione della tesi.Tutti i curricula della classe LM-17 condividono 30 CFU comuni, corrispondentiai seguenti corsi, obbligatori <strong>per</strong> tutti:• <strong>La</strong>boratorio di fisica (FIS/01, caratterizzante, 12 CFU) che si svolge subasa annuale• Meccanica quantistica relativistica (FIS/02, caratterizzante, 6 CFU)• Materia condensata (FIS/03, caratterizzante, 6 CFU)• Meccanica razionale (MAT/07, affine/integrativo, 6CFU)In alcuni curricula, i CFU riservati alle attività affini/integrative sono innalzatida 12 a 18, <strong>per</strong> <strong>per</strong>mettere di integrare le conoscenze in altri SSD, oltreai 12 CFU riservati ai settori CHIM/*, INF/01 e MAT/* previsti in tutti icurricula.Ai fini del raggiungimento dei 12 crediti a scelta, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> può scegliereuno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta formativa relativa atutti i corsi di laurea magistrale della <strong>Sapienza</strong>, purchè coerenti con il <strong>per</strong>corsoformativo.Tali crediti sono indicati nei <strong>per</strong>corsi didattici dettagliati come due esamidistinti, ma possono essere acquisiti sia attraverso 2 esami da 6 CFU cheattraverso un unico esame da 12 CFU. Ai fini del conteggio del numeromassimo di 12 esami (D.M. 16/3/2007, Art. 4 c. 2), i corsi a sceltacontano comunque come un unico esame (D.M. 22/7/2007, Allegato 1c. 2). Ai sensi del Manifesto generale degli Studi della <strong>Sapienza</strong>, in nessuncaso è ammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami di profittodegli insegnamenti dei corsi di laurea da parte di studenti iscritti a Corsi dilaurea magistrale se non preventivamente autorizzati dalle competenti strutturedidattiche.Nel seguito si riportano i <strong>per</strong>corsi formativi dettagliati dei curricula attivati:• Biosistemi• Fisica della materia• Fisica nucleare e subnucleare• Teorico generale73Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica
74Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in FisicaCurriculum BIOSISTEMIanno semestre tito<strong>lo</strong> CFU SSD ambitoI 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzanteI 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzanteI 1 Biofisica computazionale 6 FIS/03 caratterizzanteI 1 Corso a scelta nell’elenco degli 6 affine/integrativoaffini/integrativi*I 2 Corso curriculare B* 6 FIS/02 caratterizzanteI 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affine/integrativoI 2 Corso scelto nell’elenco degli 6 affine/integrativoaffini/integrativi*I annuale <strong>La</strong>boratorio di fisica 12 FIS/01 caratterizzanteI 2 Corso a scelta libera6 a scelta(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*II 3 Corso curriculare A* 6 FIS/03 caratterizzanteII 3 Corso a scelta libera6 a scelta(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*II 3 Corso monografico di fisica avanzata 9 FIS/01 caratterizzanteII 3 Tirocinio di preparazione 3 altre attivitàalla tesi di laureaII 4 Svolgimento della tesi di laurea 36 esama finaleA norma di ordinamento, il piano di studio individuale deve contenere necessariamentealmeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*, BIO/*:di questi 6 CFU vengono acquisiti con il corso obbligatorio di Meccanica razionaleed i rimanenti 6 CFU possono essere acquisiti come corso affine integrativooppure come corso a scelta libera.* Poiché il semestre di erogazione dei corsi è fissato nel piano didattico consultabilenel sito del Dipartimento all’indirizzo:http://www.phys.uniroma1.it/DipWeb/didattica/ccl/2012-13/LM1213.htmi crediti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestridiversi da quelli indicati in tabella.
BIOSISTEMICorsi affini/integrativiBiochimica 6 BIO/10Biofisica teorica 6 FIS/02Bio<strong>lo</strong>gia molecolare 6 BIO/11Fisica computazionale della materia 6 INF/01Fisica dei solidi I 6 FIS/03Fisica dei liquidi 6 FIS/03Fisica del laser ad elettroni liberi 6 FIS/04Fisica medica 6 FIS/07Fisica dei sistemi complessi 6 FIS/03Fisica sanitaria 6 FIS/07Genetica ed evoluzione 6 FIS/07Meccanica statistica dei sistemi disordinati 6 FIS/02Metodi fisici <strong>per</strong> la biomedicina 6 FIS/01Metodi numerici <strong>per</strong> la fisica 6 INF/01Modelli di reti neurali 6 MAT/07Spettroscopia a radio frequenze 6 FIS/03Simulazione atomistica 6 FIS/03Corsi curriculari ABiofisica II 6 FIS/03Fisica dei sistemi a molti corpi 6 FIS/03Metodi spettroscopici della materia 6 FIS/03condensataSimulazione atomistica 6 FIS/03Corsi curriculari BFisica dei sistemi dinamici 6 FIS/02Meccanica statistica dei sistemi disordinati 6 FIS/0275Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica
76Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in FisicaCurriculum FISICA DELLA MATERIAanno semestre tito<strong>lo</strong> CFU SSD ambitoI 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzanteI 1 Materia condensata 9 FIS/03 caratterizzanteI 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affine/integrativoaffini/integrativi*I 1 Meccanica statistica e fenomeni critici 9 FIS/02 caratterizzanteI 2 Fisica dei solidi I 6 FIS/03 caratterizzanteI 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affine/integrativoI 2 Corso a scelta libera6 a scelta(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*I annuale <strong>La</strong>boratorio di fisica 12 FIS/01 caratterizzanteII 3 Corso curriculare* 6 FIS/01 affine/integrativoFIS/02FIS/03INF/01II 3 Corso a scelta libera6 a scelta(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*II 3 Corso monografico di fisica avanzata 9 FIS/01 caratterizzanteII 3 Tirocinio di preparazione 3 altre attivitàalla tesi di laureaII 4 Svolgimento della tesi di laurea 36 esama finaleA norma di ordinamento, il piano di studio individuale deve contenere necessariamentealmeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*: di questi 6CFU vengono acquisiti con il corso obbligatorio di Meccanica razionale ed irimanenti 6 CFU possono essere acquisiti come corso affine integrativo oppurecome corso a scelta libera.* Poiché il semestre di erogazione dei corsi è fissato nel piano didattico consultabilenel sito del Dipartimento all’indirizzo:http://www.phys.uniroma1.it/DipWeb/didattica/ccl/2012-13/LM1213.htmi crediti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestridiversi da quelli indicati in tabella.
FISICA DELLA MATERIACorsi affini/integrativiFisica dei sistemi complessi 6 FIS/03Fisica delle su<strong>per</strong>fici e delle nanostrutture 6 FIS/03Instabilità idrodinamiche 6 FIS/03Metodi numerici <strong>per</strong> la fisica 6 INF/01Metodi spettroscopici della materia 6 FIS/03condensataSu<strong>per</strong>conduttività e su<strong>per</strong>fluidità 6 FIS/03Simulazione atomistica 6 FIS/03Transizione di fase e fenomeni critici 6 FIS/0277Corsi curriculariFisica dei sistemi a molti corpi 6 FIS/03Fisica dei sistemi dinamici 6 FIS/02Meccanica statistica dei sistemi disordinati 6 FIS/02Ottica non lineare e quantistica 6 FIS/01Informazione e computazione quantistica 6 FIS/03Fisica computazionale della materia 6 INF/01Fisica dei liquidi 6 FIS/03Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica
78Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in FisicaCurriculum FISICA NUCLEARE E SUBNUCLEAREanno semestre tito<strong>lo</strong> CFU SSD ambitoI 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzanteI 1 Interazioni elettrodeboli 6 FIS/02 caratterizzanteI 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzanteI 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affine/integrativoaffini/integrativi*I 2 Fisica nucleare e subnucleare II 9 FIS/01 caratterizzanteI 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affine/integrativoI 2 Corso a scelta libera6 a scelta(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*I annuale <strong>La</strong>boratorio di fisica 12 FIS/01 caratterizzanteII 3 Corso curriculare A* 6 FIS/01 affine/integrativoFiS/04II 3 Corso a scelta libera6 a scelta(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*II 3 Corso monografico di fisica 12 FIS/04 caratterizzanteavanzata nucleare e subnucleareII 3 Tirocinio di preparazione 3 altre attivitàalla tesi di laureaII 4 Svolgimento della tesi di laurea 36 esama finaleA norma di ordinamento, il piano di studio individuale deve contenerenecessariamente almeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*: diquesti 6 cfu vengono acquisiti con il corso obbligatorio di Meccanica razionaleed i rimanenti 6 cfu possono essere acquisiti come corso affine integrativo oppurecome corso a scelta libera* Poiché il semestre di erogazione dei corsi è fissato nel piano didattico consultabilenel sito del Dipartimento all’indirizzo:http://www.phys.uniroma1.it/DipWeb/didattica/ccl/2012-13/LM1213.htmi crediti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche insemestri diversi da quelli indicati in tabella.
FISICA NUCLEARE E SUBNUCLEARECorsi affini/integrativiMetodi informatici <strong>per</strong> la fisica 6 INF/01Elettronica generale 6 FIS/01Fisica astro-particellare 6 FIS/01Fisica dei sistemi complessi 6 FIS/03Fisica del laser ad elettroni liberi 6 FIS/04Fisica delle su<strong>per</strong>fici e delle nanostrutture 6 FIS/03Cibernetica generale 6 INF/01Informazione e computazione quantistica 6 FIS/03Interazioni deboli nel model<strong>lo</strong> standard e sue estensioni 6 FIS/04Introduzione alla gravità quantistica 6 FIS/02Simmetrie ed interazioni fondamentali 6 FIS/0279Corso curriculare AElettronica digitale 6 FIS/01Fisica astro-particellare 6 FIS/01Fisica nucleare 6 FIS/04Fisica delle particelle elementari 6 FIS/01Fisica s<strong>per</strong>imentale delle particelle elementari 6 FIS/01Gravitazione s<strong>per</strong>imentale 6 FIS/01Metodi s<strong>per</strong>imentali <strong>per</strong> le particelle elementari 6 FIS/01Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica
80Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in FisicaCurriculum TEORICO GENERALEanno semestre tito<strong>lo</strong> CFU SSD ambitoI 1 Meccanica quantistica relativistica 6 FIS/02 caratterizzanteI 1 Materia condensata 6 FIS/03 caratterizzanteI 1 Corso scelto nella lista AA* 6 FIS/02 caratterizzanteI 1 Corso scelto nell’elenco degli 6 affine/integrativoaffini/integrativi*I 2 Meccanica razionale 6 MAT/07 affine/integrativoI 2 Corso curriculare B* 6 FIS/01 affine/integrativoFIS/02FIS/03I 2 Corso a scelta libera6 a scelta(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*I annuale <strong>La</strong>boratorio di fisica 12 FIS/01 caratterizzanteII 3 Corso curriculare A1* 6 FIS/02 caratterizzanteII 3 Corso curriculare A* 6 FIS/02 caratterizzanteFIS/08II 3 Corso a scelta libera6 a scelta(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)*II 3 Corso monografico di fisica 9 FIS/01 caratterizzanteavanzataII 3 Tirocinio di preparazione 3 altre attivitàalla tesi di laureaII 4 Svolgimento della tesi di laurea 36 esama finaleA norma di ordinamento, il piano di studio individuale deve contenere necessariamentealmeno 12 CFU scelti tra i settori MAT/*, INF/*, CHIM/*: di questi 6 cfuvengono acquisiti con il corso obbligatorio di Meccanica razionale ed i rimanenti6 cfu possono essere acquisiti come corso affine integrativo oppure come corso ascelta libera* Poiché il semestre di erogazione dei corsi è fissato nel piano didattico consultabilenel sito del Dipartimento all’indirizzo:http://www.phys.uniroma1.it/DipWeb/didattica/ccl/2012-13/LM1213.htmi crediti relativi agli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestridiversi da quelli indicati in tabella.
Corsi curriculari del curriculum Teorico Generale:Corsi curriculari AAInterazioni elettrodeboli 6 FIS/02Meccanica statistica e fenomeni critici 6 FIS/02Relativita’ generale 6 FIS/02Corsi curriculari A1Fisica dei sistemi dinamici 6 FIS/02Meccanica statistica dei sistemi disordinati 6 FIS/02Onde non lineari e solitoni 6 FIS/02Interazioni elettrodeboli 6 FIS/02Meccanica statistica e fenomeni critici 6 FIS/02Relatività generale 6 FIS/0281Corsi curriculari AFisica dei sistemi dinamici 6 FIS/02Onde nonlineari e solitoni 6 FIS/02Meccanica statistica dei sistemi disordinati 6 FIS/02Meccanica statistica e fenomeni critici 6 FIS/02Relatività generale 6 FIS/02Storia della fisica 6 FIS/08Elettrodinamica quantistica 6 FIS/02Teoria dei campi 6 FIS/02Corsi curriculari BFisica dei sistemi a molti corpi 6 FIS/03Fisica dei solidi I 6 FIS/03Fisica nucleare e subnucleare II 6 FIS/01Interazioni elettrodeboli 6 FIS/02Meccanica statistica dei sistemi disordinati 6 FIS/02Meccanica statistica e fenomeni critici 6 FIS/02Ottica non lineare e quantistica 6 FIS/01Relatività generale 6 FIS/02Teoria dei campi 6 FIS/02segue >Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica
TEORICO GENERALECorsi curriculari BReti neurali 6 FIS/02Onde gravitazionali, stelle e buchi neri 6 FIS/02Elettrodinamica quantistica 6 FIS/02Su<strong>per</strong>conduttività e su<strong>per</strong>fluidità 6 FIS/03Corsi affini/integrativi82Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in FisicaBiofisica teorica 6 FIS/02Interazioni deboli nel model<strong>lo</strong> standard e sue estensioni 6 FIS/04Introduzione alla gravità quantistica 6 FIS/02Metodi numerici <strong>per</strong> la fisica 6 FIS/01Simmetrie ed interazioni fondamentali 6 FIS/02Storia della fisica 6 FIS/08Gravitazione s<strong>per</strong>imentale 6 FIS/01Informazione e computazione quantistica 6 FIS/03Su<strong>per</strong>conduttività e su<strong>per</strong>fluidità 6 FIS/03Insegnamenti non curriculariL’offerta formativa del corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica è ulteriormentearricchita mediante l’erogazione dei seguenti insegnamenti non curriculari:Insegnamento CFU SSDElettrodinamica del plasma 6 FIS/01Introduzione alla teoria6 FIS/02dei processi stocastici ed applicazioni alla fisicaTutor di riferimentoProf. Daniele del ReProf. Antonio Di DomenicoProf. Riccardo FacciniProf. Marco GrilliProf. Fabio Sciarrino
Norme generaliRequisiti di ammissionePer l’accesso alla <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica è richiesto il possesso dellalaurea o del dip<strong>lo</strong>ma universitario di durata triennale, ovvero di altro tito<strong>lo</strong>di studio conseguito all’estero, ritenuto idoneo. E’ richiesta una buona conoscenzadella fisica classica e moderna, delle basi della chimica, dei necessaristrumenti matematici e informatici. In ogni caso <strong>per</strong> accedere alla <strong>La</strong>ureaMagistrale in Fisica è necessario che i laureati abbiano acquisito almeno:• 20 crediti complessivi nelle discipline matematiche e/o informatiche(MAT/01-MAT/08, INF/01, ING-INF/05)• 5 crediti nelle discipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),• 65 crediti complessivi nelle discipline fisiche (FIS/01-FIS/08), di cui almeno• 40 crediti nella fisica s<strong>per</strong>imentale (FIS/01),• 12 crediti nella fisica teorica, modelli e metodi matematici (FIS/02),• 5 crediti complessivi nella fisica della materia e/o nella fisica nuclearee subnucleare (FIS/03,FIS/04).Gli studenti che non sono in possesso di tali requisiti curriculari possonoiscriversi a corsi singoli, come previsto dal Manifesto degli studi di Ateneo,e sostenere i relativi esami prima dell’iscrizione alla <strong>La</strong>urea Magistrale.Potranno presentare domanda <strong>per</strong> l’immatricolazione al Corso di <strong>La</strong>ureaMagistrale anche gli studenti della <strong>Sapienza</strong> e provenienti da altri Ateneiche non abbiano ancora conseguito la laurea, fermo restando l’obbligo diconseguirla entro le date di scadenza indicate nel Manifesto degli Studi diAteno. Tali studenti, oltre ad effettuare le procedure descritte precedentemente,dovranno anche presentare alla Segreteria studenti, entro le date di scadenzaindicate nel Manifesto degli Studi, domanda <strong>per</strong> poter essere immatricolatidopo l’ottenimento della laurea.Modalità di verifica delle conoscenze in ingressoIl possesso delle conoscenze sarà verificato da una apposita commissione,che approverà automaticamente (o valutando eventuali affinità tra settoriscientifico-disciplinari) l’ammissione alla <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica deglistudenti che abbiano acquisito almeno:• 25 crediti nelle discipline matematiche (MAT/01-MAT/08),• 12 crediti nelle discipline informatiche (INF/01),• 5 crediti nelle discipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),• 65 crediti nella fisica s<strong>per</strong>imentale (FIS/01),• 30 crediti nella fisica teorica, modelli e metodi matematici (FIS/02),• 6 crediti nella fisica della materia (FIS/03), 6 crediti nella fisica nuclearee subnucleare (FIS/04)e sottoporrà gli altri studenti a col<strong>lo</strong>qui di verifica del possesso delle conoscenzerichieste.83Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica
TutoratoGli studenti del corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica possono usufruiredell’attività di tutorato svolta dai docenti indicati dal CAD, presentandoalla segreteria didattica una apposita richiesta, in qualunque momento <strong>lo</strong>ritengano necessario. Gli eventuali ulteriori docenti disponibili come tutor ele modalità di tutorato verranno pubblicizzate <strong>per</strong> ciascun anno accademicomediante affissione presso la Segreteria didattica e sul sito web del corsodi laurea.84Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in FisicaPercorsi di eccellenzaIl Consiglio di Area Didattica in Scienze e Tecno<strong>lo</strong>gie Fisiche, Scienze Fisichee Scienze dell’Universo istituisce un Percorso di eccellenza <strong>per</strong> il corsodi <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica, al<strong>lo</strong> scopo di va<strong>lo</strong>rizzare la formazione deglistudenti iscritti, meritevoli e interessati ad attività di approfondimento e diintegrazione culturale.Il <strong>per</strong>corso offre attività formative aggiuntive a quelle del corso di studio alquale è iscritto <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, costituite da approfondimenti disciplinari e interdisciplinari,attività seminariali e di tirocinio secondo un programma cheverrà <strong>per</strong>sonalizzato e concordato con ogni singo<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>. Lo <strong>studente</strong>che abbia ottenuto l’accesso al Percorso di eccellenza viene affidato ad undocente o tutor che ne segue il <strong>per</strong>corso e collabora alla organizzazionedelle attività, concordate con <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, <strong>per</strong> un impegno massimo di 200ore annue.L’accesso al Percorso di eccellenza avviene su domanda dell’interessato,con istanza presentata entro il 31 ottobre al Consiglio di Area Didattica, altermine del primo anno di frequenza del Corso di laurea. I requisiti richiestisono:• acquisizione entro il 31 ottobre di tutti i Crediti Formativi Universitari(CFU) previsti nel primo anno• conseguimento di una media pesata dei voti d’esame non inferiore aventisette/trentesimi (27/30)Per poter proseguire nel Percorso di eccellenza <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> deve acquisire tuttii crediti previsti <strong>per</strong> l’anno di frequenza entro il 31 ottobre con una votazionemedia pesata non inferiore a ventisette/trentesimi (27/30). <strong>La</strong> verificadei requisiti predetti viene effettuata, al termine di ogni anno accademico,dal Consiglio di Area Didattica su relazione del docente di riferimento. Contestualmenteal conseguimento del tito<strong>lo</strong> di laurea triennale, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> cheha concluso un Percorso di eccellenza riceve un’attestazione del <strong>per</strong>corsosvolto, rilasciata dalla Presidenza della Facoltà, con le modalità previste <strong>per</strong>gli altri tipi di certificazione, che andrà registrata sulla carriera del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>stesso.
Unitamente a tale certificazione, l’Università conferisce al<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> un premiopari all’importo delle tasse versate nell’ultimo anno di corso.I termini e le modalità <strong>per</strong> la richiesta di partecipazione al <strong>per</strong>corso dieccellenza sono indicati sul sito web del corso di laurea, dove si puòanche prendere visione del bando di concorso e scaricare il facsimile delladomanda di ammissione.Prova finalePer essere ammesso alla prova finale <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> deve aver conseguito tuttii CFU previsti dall’ordinamento didattico <strong>per</strong> le attività diverse dalla provafinale e deve aver adempiuto alle formalità amministrative previste dal Regolamentodidattico di Ateneo.<strong>La</strong> prova finale consiste nella discussione di una tesi, costituita da un documentoscritto, eventualmente in lingua inglese, che presenta i risultati di unostudio originale, teorico o s<strong>per</strong>imentale, su un argomento di ricerca.<strong>La</strong> preparazione della tesi si svolge sotto la direzione di un relatore (chepuò essere un docente del Corso di laurea o di altri corsi di laurea italiani ostranieri, un ricercatore di un ente di ricerca italiano o straniero, un Dottoredi Ricerca o un cultore della materia con anzianità di almeno tre anni dalla<strong>La</strong>urea specialistica o dalla <strong>La</strong>urea secondo il previgente ordinamento) e sisvolge di norma nel secondo anno del corso, occupandone circa i tre quartidel tempo complessivo.<strong>La</strong> votazione finale si basa sulla valutazione del curriculum degli studi, dellatesi e della prova finale, e su ulteriori elementi rivolti ad incentivare il su<strong>per</strong>amentodegli esami nei tempi stabiliti dall’ordinamento didattico. <strong>La</strong> Commissionedi <strong>La</strong>urea esprime la votazione in centodecimi e può, all’unanimità,concedere al candidato il massimo dei voti con <strong>lo</strong>de.Ulteriori informazioni nella Sezione“Norme generali comuni ai corsi di <strong>La</strong>urea Magistrale”Il testo integrale del Regolamento è consultabile all’indirizzo:www.phys.uniroma1.it/DipWeb/didattica/ccl/2012-13/Progr_Did_270.html85Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica
Corso di <strong>La</strong>urea Magistralein Astronomia e Astrofisica86Corso <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e AstrofisicaObiettivi formativi e descrizione del <strong>per</strong>corso formativoGli obiettivi formativi della <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisica sonocoerenti con quelli qualificanti della Classe LM-58 (Scienze dell’Universo).Più precisamente, i laureati del Corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomiae Astrofisica si caratterizzano <strong>per</strong> il raggiungimento dei seguenti obiettiviformativi:• raggiungimento di una sicura padronanza del metodo scientifico diindagine, basata su una solida cultura di base nella fisica classica emoderna e la necessaria e approfondita conoscenza ed es<strong>per</strong>ienzadi utilizzazione di metodo<strong>lo</strong>gie matematiche e strumenti informatici disupporto;• approfondita conoscenza dell’astronomia e astrofisica moderne, conampie capacità scientifiche e o<strong>per</strong>ative, osservative e teoriche, nelletematiche caratterizzanti la Classe;• competenza avanzata nelle moderne strumentazioni e tecniche osservative,nonché nelle relative procedure di raccolta e di analisi dati e dielaborazione di modelli; il raggiungimento di questi requisiti li mettein grado di o<strong>per</strong>are con grande autonomia, anche assumendo pienaresponsabilità di progetti e di strutture scientifici e tecno<strong>lo</strong>gici a livel<strong>lo</strong>nazionale e internazionale;• la conoscenza del lessico scientifico-tecnico specifico.<strong>La</strong> <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisica viene conferita agli studentiche abbiano conseguito i risultati di apprendimento di cui sopra e identificabilitramite i “Descrittori di Dublino”, elencati in seguito, Il raggiungimentodi tali risultati avviene mediante la frequenza a corsi, laboratori, tirocini elavoro individuale. <strong>La</strong> verifica dell’apprendimento si basa principalmente suesami orali, spesso integrati da elaborazioni scritte e relazioni sull’attivitàsvolta. I corsi di laboratorio prevedono una parte introduttiva ex-cathedraed una parte più strettamente applicativa, svolta nei laboratori; in questaseconda parte di attività, gli studenti, divisi in piccoli gruppi, sviluppano unargomento s<strong>per</strong>imentale e/o di calco<strong>lo</strong> numerico che richiede mezzi informatici.<strong>La</strong> verifica dell’apprendimento avviene attraverso la discussione deirisultati ottenuti e delle modalità di ottenimento, presentati in una relazioneindividuale scritta dal candidato.Buona parte del secondo anno di studi è occupato dalla preparazionedella Tesi, che coinvolge un lavoro di studio preparatorio e poi il lavorospecifico (che può prevedere attività di tirocinio) mirante a un lavoro dallecaratteristiche di originalità.
Il relatore, oltre a seguire costantemente il laureando durante la preparazionedella Tesi, garantisce la congruità degli obiettivi di Tesi con iltempo disponibile.Questi studi devono <strong>per</strong>mettere al laureato specialista di avere una preparazioneadeguata <strong>per</strong> un eventuale proseguimento degli studi in Dottoratidi Ricerca o presso corsi di Master e di Scuole di Specializzazione <strong>per</strong>l’insegnamento (secondo la normativa che sarà posta in essere).Il <strong>per</strong>corso formativo prevede il completamento della formazione di base difisica, matematica e di laboratorio nel primo anno. Nel secondo il <strong>per</strong>corsoformativo si articola su corsi atti a completare la preparazione oltreché <strong>per</strong>svolgere (<strong>per</strong> più del 50% del tempo) il lavoro originale di Tesi.Sbocchi occupazionali e professionali<strong>La</strong> preparazione acquisita dal laureato magistrale in Astronomia e Astrofisicaha solide basi metodo<strong>lo</strong>giche, tali da aprirgli campi di lavoro ampli, intutto l’interval<strong>lo</strong> delle applicazioni di alto livel<strong>lo</strong> tecno<strong>lo</strong>gico, con particolareriferimento alla progettazione e gestione di sistemi complessi.<strong>La</strong> <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisica indirizza quindi al lavoro diricerca e di gestione di strutture e progetti tecnico-scientifici nelle Università,negli Istituti del CNR, negli Osservatori Astronomici, negli enti e istituzionispaziali, nelle aziende pubbliche e private o<strong>per</strong>anti in settori tecno<strong>lo</strong>giciavanzati.<strong>La</strong> <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisica prepara specialisti inScienze Matematiche Fisiche e Naturali, in particolare Fisici e astronomi(ISTAT 2.1.1.1), Ricercatori (ISTAT 2.6.2.0) e Professori di scuolasecondaria su<strong>per</strong>iore (ISTAT 2.6.3.2) <strong>per</strong> i quali e’ richiesta comunquel’acquisizione dell’abilitazione e il su<strong>per</strong>amento di prove concorsualisecondo la normativa vigente.Il corso prepara alle professioni di:Fisici e astronomiAstronomi ed astrofisici87Corso <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisica
88Corso <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e AstrofisicaQuadro dettagliato del <strong>per</strong>corso formativoI corsi si svolgono nei primi tre semestri del biennio, mentre il quarto èdedicato alla preparazione della tesi.Nel seguito si riporta il <strong>per</strong>corso formativo dettagliato:<strong>La</strong>urea Magistrale in ASTRONOMIA e ASTROFISICAanno semestre tito<strong>lo</strong> CFU SSD ambitoI 1 Processi e plasmi astrofisici 6 FIS/05 affine/integrativoI 1 Relatività generale 6 FIS/02 caratterizzanteATeI 1 Fisica su<strong>per</strong>iore 6 FIS/02 caratterizzante ATeI 2 Cosmo<strong>lo</strong>gia fisica 6 FIS/05 caratterizzante ATeI 2 Astrofisica stellare 6 FIS/05 caratterizzanteAOSI 2 Corso scelto nell’elenco degli 6 FIS/05 affine/integrativoaffini/integrativi *I annuale <strong>La</strong>boratorio di astrofisica 12 FIS/05 caratterizzante ATI 2 Corso a scelta libera(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)6 a sceltaII 3 Metodi dell’astrofisica spazialeoppure Sistemi autogravitantiII 3 Corso a scelta nell’ambito delgruppotecno<strong>lo</strong>gico-computazionale*6 FIS/05 caratterizzanteAOS6 INF/01 caratterizzante ATFIS/05II 3 Astrofisica su<strong>per</strong>iore 6 FIS/05 caratterizzante ATeII 3 Corso a scelta libera6 a scelta(DM 270, art. 10, comma 5, lettera a)II 3 Tirocinio di preparazione 3 altre attivitàalla tesi di laureaII 4 Svolgimento della tesi di laurea 39 esama finaleAi fini del raggiungimento dei 12 crediti a scelta <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> può scegliereuno o più insegnamenti presenti all’interno dell’offerta formativa relativaa tutti i corsi di <strong>La</strong>urea Magistrale della <strong>Sapienza</strong>, purchè coerenti con il<strong>per</strong>corso formativo. Tali crediti sono indicati tra i corsi del secondo annoma possono essere acquisiti in un qualsiasi semestre del biennio.*Poiché il semestre di erogazione dei corsi è fissato nel piano didatticoconsultabile nel sito del Dipartimento all’indirizzo http://www.phys.uniroma1.it/DipWeb/didattica/ccl/2012-13/LM1213.htmi crediti relativiagli insegnamenti prescelti possono essere acquisiti anche in semestri diversida quelli indicati in tabella.
Ai sensi del Manifesto generale degli Studi della <strong>Sapienza</strong>, in nessun caso èammessa la frequenza ed il sostenimento degli esami di profitto degli insegnamentidei corsi di <strong>La</strong>urea Magistrale da parte di studenti iscritti a Corsi dilaurea, come è altresì vietata la frequenza ed il sostenimento degli esamidi profitto degli insegnamenti dei corsi di laurea da parte di studenti iscritti aCorsi di <strong>La</strong>urea Magistrale se non preventivamente autorizzati dalle competentistrutture didattiche.Gruppo tecno<strong>lo</strong>gico-computazionaleInsegnamento CFU SSD<strong>La</strong>boratorio di calco<strong>lo</strong> avanzato (consigliato) 6 INF/01Ottica astronomica 6 FIS/05Dinamica dei sistemi stellari 6 FIS/05Insegnamenti affini/integrativiL’offerta formativa del corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisicaè ulteriormente arricchita mediante l’erogazione dei seguenti insegnamenti:Insegnamento CFU SSDAstrofisica extragalattica 6 FIS/05Cosmo<strong>lo</strong>gia teorica 6 FIS/05Dinamica dei sistemi stellari 6 FIS/05Ottica astronomica 6 FIS/05Insegnamenti non curriculariL’offerta formativa del corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisicaè ulteriormente arricchita mediante l’erogazione dei seguenti insegnamentinon curriculari:Insegnamento CFU SSDAstrofisica delle alte energie 6 FIS/05Cosmo<strong>lo</strong>gia osservativa 6 FIS/05Fisica delle galassie 6 FIS/05Cosmo<strong>lo</strong>gia primordiale 6 FIS/02Tutor di riferimentoI nominativi dei tutor di riferimento <strong>per</strong> gli studenti del corso di <strong>La</strong>ureaMagistrale in Astronomia e Astrofisica sono i seguenti:Prof. Roberto MAOLIProf. Marco DE PETRIS89Corso <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisica
90Corso <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e AstrofisicaNorme generaliRequisiti di ammissionePer l’accesso alla <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisica è richiesto ilpossesso della laurea o del dip<strong>lo</strong>ma universitario di durata triennale, ovverodi altro tito<strong>lo</strong> di studio conseguito all’estero, ritenuto idoneo. E’ richiestauna buona conoscenza della fisica classica e moderna, delle basi dellachimica, dei necessari strumenti matematici e informatici. In ogni caso <strong>per</strong>accedere alla <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e astrofisica è necessarioche i laureati abbiano acquisito almeno:• 20 crediti complessivi nelle discipline matematiche e/o informatiche(MAT/01-MAT/08, INF/01, ING-INF/05)• 5 crediti nelle discipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),• 65 crediti complessivi nelle discipline fisiche (FIS/01-FIS/08), di cui almeno• 40 crediti nella fisica s<strong>per</strong>imentale (FIS/01),• 12 crediti nella fisica teorica, modelli e metodi matematici (FIS/02),• 5 crediti complessivi nella fisica della materia e/o nella fisica nuclearee subnucleare (FIS/03,FIS/04).Gli studenti che non sono in possesso di tali requisiti curriculari possonoiscriversi a corsi singoli, come previsto dal Manifesto degli studi di Ateneo,e sostenere i relativi esami prima dell’iscrizione alla <strong>La</strong>urea Magistrale.Potranno presentare domanda <strong>per</strong> l’immatricolazione al Corso di <strong>La</strong>ureaMagistrale anche gli studenti della <strong>Sapienza</strong> e provenienti da altri Ateneiche non abbiano ancora conseguito la <strong>La</strong>urea, fermo restando l’obbligo diconseguirla entro le date di scadenza indicate nel Manifesto degli Studi diAteneo. Tali studenti, oltre ad effettuare le procedure descritte precedentemente,dovranno anche presentare alla Segreteria studenti, entro le datedi scadenza indicate nel Manifesto degli Studi, domanda <strong>per</strong> poter essereimmatricolati dopo l’ottenimento della laurea.Modalità di verifica delle conoscenze in ingressoIl possesso delle conoscenze sarà verificato da una apposita commissione,che approverà automaticamente (o valutando eventuali affinità tra settoriscientifico-disciplinari) l’ammissione alla <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia eastrofisica degli studenti che abbiano acquisito almeno:• 25 crediti nelle discipline matematiche (MAT/01-MAT/08),• 6 crediti nelle discipline informatiche (INF/01),• 5 crediti nelle discipline chimiche (CHIM/01-03 e CHIM/06),• 50 crediti nella fisica s<strong>per</strong>imentale (FIS/01),• 20 crediti nella fisica teorica, modelli e metodi matematici (FIS/02),• 5 crediti nella fisica della materia o fisica nucleare e subnucleare(FIS/03 o FIS/04),• 18 crediti nell’astronomia e astrofisica (FIS/05).e sottoporrà gli altri studenti a col<strong>lo</strong>qui di verifica del possesso delle conoscenzerichieste.
TutoratoGli studenti del corso di <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e astrofisica possonousufruire dell’attività di tutorato svolta dai docenti indicati dal CAD,presentando alla segreteria didattica una apposita richiesta, in qualunquemomento <strong>lo</strong> ritengano necessario. Gli eventuali ulteriori docenti disponibilicome tutor e le modalità di tutorato verranno pubblicizzate <strong>per</strong> ciascun annoaccademico mediante affissione presso la Segreteria didattica e sul sito webdel corso di laurea.Percorsi di eccellenzaIl Consiglio di Area Didattica in Scienze e Tecno<strong>lo</strong>gie Fisiche, Scienze Fisichee Scienze dell’Universo istituisce un Percorso di eccellenza <strong>per</strong> il corsodi <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisica, al<strong>lo</strong> scopo di va<strong>lo</strong>rizzarela formazione degli studenti iscritti, meritevoli e interessati ad attività di approfondimentoe di integrazione culturale.Il <strong>per</strong>corso offre attività formative aggiuntive a quelle del corso di studio alquale è iscritto <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, costituite da approfondimenti disciplinari e interdisciplinari,attività seminariali e di tirocinio secondo un programma cheverrà <strong>per</strong>sonalizzato e concordato con ogni singo<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>. Lo <strong>studente</strong>che abbia ottenuto l’accesso al Percorso di eccellenza viene affidato ad undocente o tutor che ne segue il <strong>per</strong>corso e collabora alla organizzazionedelle attività, concordate con <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, <strong>per</strong> un impegno massimo di 200ore annue.L’accesso al Percorso di eccellenza avviene su domanda dell’interessato, conistanza presentata entro il 31 ottobre al Consiglio di Area Didattica, al terminedel primo anno di frequenza del Corso di laurea. I requisiti richiesti sono:• acquisizione entro il 31 ottobre di tutti i Crediti Formativi Universitari(CFU) previsti nel primo anno;• conseguimento di una media pesata dei voti d’esame non inferiore aventisette/trentesimi (27/30).Per poter proseguire nel Percorso di eccellenza <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> deve acquisiretutti i crediti previsti <strong>per</strong> l’anno di frequenza entro il 31 ottobre con una votazionemedia pesata non inferiore a ventisette/trentesimi (27/30). <strong>La</strong> verificadei requisiti predetti viene effettuata, al termine di ogni anno accademico,dal Consiglio di Area Didattica su relazione del docente di riferimento.Contestualmente al conseguimento del tito<strong>lo</strong> di laurea triennale, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>che ha concluso un Percorso di eccellenza riceve un’attestazione del <strong>per</strong>corsosvolto, rilasciata dalla Presidenza della Facoltà, con le modalità previste <strong>per</strong>gli altri tipi di certificazione, che andrà registrata sulla carriera del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>stesso. Unitamente a tale certificazione, l’Università conferisce al<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>un premio pari all’importo delle tasse versate nell’ultimo anno di corso.91Corso <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e Astrofisica
I termini e le modalità <strong>per</strong> la richiesta di partecipazione al <strong>per</strong>corso di eccellenzasono indicati sul sito web del corso di laurea, dove si può ancheprendere visione del bando di concorso e scaricare il facsimile della domandadi ammissione.92Corso <strong>La</strong>urea Magistrale in Astronomia e AstrofisicaProva finalePer essere ammesso alla prova finale <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> deve aver conseguito tuttii CFU previsti dall’ordinamento didattico <strong>per</strong> le attività diverse dalla provafinale e deve aver adempiuto alle formalità amministrative previste dal Regolamentodidattico di Ateneo.<strong>La</strong> prova finale consiste nella preparazione e nella discussione di una Tesidi <strong>La</strong>urea Magistrale, di carattere teorico o s<strong>per</strong>imentale, presentata allaCommissione di <strong>La</strong>urea sotto forma di un documento scritto, eventualmenteredatto in lingua inglese. Essa viene assegnata all’inizio del II anno delcorso di studi, viene svolta sotto la guida di un relatore qualificato (docentedel corso di laurea o di altri corsi di laurea italiani o esteri o ricercatore diun ente di ricerca italiano o estero) e viene presentata dal candidato allaCommissione di <strong>La</strong>urea Magistrale alla conclusione del corso di studi.<strong>La</strong> votazione finale si basa sulla valutazione del curriculum degli studi, dellatesi e della prova finale, e su ulteriori elementi rivolti ad incentivare il su<strong>per</strong>amentodegli esami nei tempi stabiliti dall’ordinamento didattico. <strong>La</strong> Commissionedi <strong>La</strong>urea esprime la votazione in centodecimi e può, all’unanimità,concedere al candidato il massimo dei voti con <strong>lo</strong>de.
Norme generali comuniai Corsi di laurea Magistrale in Fisicaed in Astronomia e AstrofisicaPassaggi e trasferimentiLe domande di passaggio di studenti provenienti da altri corsi di <strong>La</strong>ureaMagistrale o specialistica della <strong>Sapienza</strong> e le domande di trasferimentodi studenti provenienti da altre Università, da Accademie militari o da altriistituti militari d’istruzione su<strong>per</strong>iore sono subordinate ad approvazione daparte del CAD che:• valuta la possibilità di riconoscimento totale o parziale della carriera distudio fino a quel momento seguita, con la convalida di parte o di tuttigli esami sostenuti e degli eventuali crediti acquisiti, la relativa votazione;nel caso di passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa classe vannoriconosciuti almeno il 50% dei crediti acquisiti in ciascun SSD (art. 3comma 9 del D.M. delle classi di <strong>La</strong>urea Magistrale);• indica l’anno di corso al quale <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> viene iscritto;• stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;• formula il piano di completamento <strong>per</strong> il conseguimento del tito<strong>lo</strong> distudio.Qua<strong>lo</strong>ra <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, sulla base della carriera riconosciuta, possa essereammesso ad un anno di corso successivo a tutti quelli attivati nel vigenteordinamento, è concessa al<strong>lo</strong> stesso la facoltà di scelta tra l’iscrizione alcorrispondente anno di corso del previgente ordinamento oppure all’anno dicorso più avanzato in quel momento attivo dell’ordinamento vigente (artico<strong>lo</strong>33, comma 5 del regolamento didattico di Ateneo).Le richieste di trasferimento ai corsi di laurea magistrale in Fisica e in Astronomiae Astrofisica devono essere presentate entro le scadenze e con lemodalità specificate nel manifesto degli studi di Ateneo.Abbreviazioni di corsoChi è già in possesso del tito<strong>lo</strong> di laurea quadriennale, quinquennale ospecialistica acquisita secondo un ordinamento previgente, o di <strong>La</strong>urea Magistraleacquisita secondo un ordinamento vigente e intenda conseguire unulteriore tito<strong>lo</strong> di studio può chiedere al CAD l’iscrizione ad un anno di corsosuccessivo al primo.Le domande sono valutate dal CAD, che in proposito:1. valuta la possibilità di riconoscimento totale o parziale della carriera distudio fino a quel momento seguita, con la convalida di parte o di tutti gliesami sostenuti e degli eventuali crediti acquisiti, la relativa votazione; nelcaso di passaggio fra corsi ex D.M. 270 della stessa classe vanno riconosciutialmeno il 50% dei crediti acquisiti in ciascun SSD (art. 3 comma 9 delD.M. delle classi di <strong>La</strong>urea Magistrale);93Norme generali
942. indica l’anno di corso al quale <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> viene iscritto;3. stabilisce l’eventuale obbligo formativo aggiuntivo da assolvere;4. formula il piano di di completamento <strong>per</strong> il conseguimento del tito<strong>lo</strong> distudio.Qua<strong>lo</strong>ra <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, sulla base della carriera riconosciuta, possa essereammesso ad un anno di corso successivo a tutti quelli attivati nel vigenteordinamento, è concessa al<strong>lo</strong> stesso la facoltà di scelta tra l’iscrizione alcorrispondente anno di corso del previgente ordinamento oppure all’anno dicorso più avanzato in quel momento attivo dell’ordinamento vigente (artico<strong>lo</strong>33, comma 5 del regolamento didattico di Ateneo).Uno <strong>studente</strong> non può immatricolarsi o iscriversi ad un corso di <strong>La</strong>urea Magistraleappartenente alla medesima classe nella quale ha già conseguito ildip<strong>lo</strong>ma di <strong>La</strong>urea Magistrale.Le richieste devono essere presentate entro le scadenze e con le modalitàspecificate nel manifesto degli studi di Ateneo.Criteri <strong>per</strong> il riconoscimento creditiPossono essere riconosciuti tutti i crediti formativi universitari (CFU) giàacquisiti se relativi ad insegnamenti che abbiano contenuti, documentatiattraverso i programmi degli insegnamenti, coerenti con uno dei <strong>per</strong>corsiformativi previsti dal corso di laurea magistrale. Per i passaggi da corsi distudio della stessa classe è garantito il riconoscimento di un minimo del 50%dei crediti di ciascun settore scientifico disciplinare.Il CAD può deliberare l’equivalenza tra Settori scientifico disciplinari (SSD)<strong>per</strong> l’attribuzione dei CFU sulla base del contenuto degli insegnamenti ed inaccordo con l’ordinamento del corso di laurea magistrale.I CFU già acquisiti relativi agli insegnamenti <strong>per</strong> i quali, anche con diversadenominazione, esista una manifesta equivalenza di contenuto congli insegnamenti offerti dal corso di laurea possono essere riconosciuti comerelativi agli insegnamenti con le denominazioni proprie del corso di laureaa cui si chiede l’iscrizione. In questo caso, il CAD delibera il riconoscimentocon le seguenti modalità:Norme generali• se i CFU corrispondenti all’insegnamento di cui si chiede il riconoscimentocoincidono con quel<strong>lo</strong> dell’insegnamento <strong>per</strong> cui viene essoriconosciuto, l’attribuzione avviene direttamente;• se i CFU corrispondenti all’insegnamento di cui si chiede il riconoscimentosono in numero diverso rispetto all’insegnamento <strong>per</strong> cui essoviene riconosciuto, il CAD attribuirà i crediti sulla base del curriculumdel<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, anche <strong>per</strong> gruppi di esami di uno stesso SSD, eventualmentedopo col<strong>lo</strong>qui integrativi;Il CAD può riconoscere come crediti le conoscenze e abilità professionali certificateai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e
abilità maturate in attività formative di livel<strong>lo</strong> post-secondario alla cui progettazionee realizzazione l’Università abbia concorso. Tali crediti vanno a valeredi norma sui 12 CFU relativi agli insegnamenti a scelta del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>.In ogni caso, il numero massimo di crediti riconoscibili in tali ambiti non puòessere su<strong>per</strong>iore a 12.Le attività già riconosciute ai fini dell’attribuzione di CFU nell’ambito di corsodi laurea non possono essere nuovamente riconosciute nell’ambito del corsodi laurea magistrale.Piani di completamento e piani di studio individualiOgni <strong>studente</strong> deve ottenere l’approvazione ufficiale del proprio <strong>per</strong>corsoformativo da parte del CAD (con procedura on-line, sia <strong>per</strong> l’inoltro da partedel<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> sia <strong>per</strong> la notifica della relativa approvazione) prima di poterverbalizzare esami relativi ad insegnamenti che non siano obbligatori <strong>per</strong>tutti gli studenti.Lo <strong>studente</strong> può ottenere tale approvazione con due procedimenti diversi:con due procedimenti diversi:1. aderendo ad uno dei piani di completamento del <strong>per</strong>corso formativorelativo al curriculum prescelto, predisposti annualmente dal CAD2. presentando un piano di studio individuale che deve essere valutato dalCAD <strong>per</strong> l’approvazione95Piani di completamentoUn piano di completamento contiene la lista di tutti gli insegnamenti previstinel <strong>per</strong>corso formativo del curriculum prescelto, con la lista degli esamiopzionali (tra i quali <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> indicherà quelli che intende seguire) ed unapposito spazio <strong>per</strong> l’indicazione degli insegnamenti relativi ai 12 CFU ascelta del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>. Questi ultimi possono essere scelti fra tutti quelli presentinell’ambito dell’intera offerta formativa della <strong>Sapienza</strong>.Il modu<strong>lo</strong> di adesione si presenta on line, secondo la nuova procedurainformatica di compilazione prevista dall’Università “<strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong>”; ulterioriindicazioni sono disponibili presso la Segreteria didattica.Il modu<strong>lo</strong> di adesione al piano di completamento va presentato on-line dal 1ottobre al 31 gennaio di ogni anno. Il modu<strong>lo</strong> viene inoltrato dalla SegreteriaDidattica al Presidente del CAD e al responsabile dell’approvazione<strong>per</strong> la verifica che gli insegnamenti a scelta indicati siano effettivamentecongruenti col <strong>per</strong>corso formativo. In caso affermativo, il piano di completamentoviene approvato. In caso negativo, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> viene convocatodalla Segreteria Didattica <strong>per</strong> modificare l’elenco degli insegnamenti relativiai 12 CFU a scelta.A partire dal giorno successivo a quel<strong>lo</strong> della delibera del CAD <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>è autorizzato a sostenere e a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori <strong>per</strong>tutti gli studenti, anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatoriNorme generali
elencati nel piano di completamento cui ha aderito.L’adesione ad un piano di completamento può essere effettuata una solavolta <strong>per</strong> ogni anno accademico, a partire dal primo anno di corso.96Piani di studio individualiQua<strong>lo</strong>ra <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> non intenda aderire ad alcuno dei piani di completamentoproposti deve presentare un piano di studio individuale utilizzandoun apposito modu<strong>lo</strong> on-line; ulteriori indicazioni sono disponibili presso laSegreteria didattica.Il modu<strong>lo</strong> di proposta del piano di studio individuale va presentato onlinedal 1 ottobre al 31 gennaio di ogni anno. Il modu<strong>lo</strong> viene inoltratodalla Segreteria Didattica al Presidente del CAD e al responsabiledell’approvazione. In caso affermativo, il piano di studio viene approvato.In caso negativo, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> viene convocato dalla Segreteria Didattica<strong>per</strong> la rettifica del<strong>lo</strong> stesso.A partire dal giorno successivo a quel<strong>lo</strong> della delibera del CAD <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>è autorizzato a verbalizzare, oltre agli esami obbligatori <strong>per</strong> tutti gli studenti,anche quelli relativi a tutti gli insegnamenti non obbligatori elencati nel pianodi studio approvato.Il piano di studio individuale può essere presentato una sola volta <strong>per</strong> ognianno accademico, a partire dal primo anno di corso.Modifica dei piani di completamento edei piani di studio individualiLo <strong>studente</strong> che abbia già aderito ad un piano di completamento può, in unsuccessivo anno accademico, aderire ad un differente piano di completamentooppure proporre un piano di studio individuale. Parimenti, <strong>lo</strong> <strong>studente</strong>al quale sia già stato approvato un piano di studio individuale può, in unsuccessivo anno accademico, optare <strong>per</strong> l’adesione ad un piano di completamentooppure proporre un differente piano di studio individuale.In ogni modo, gli esami già verbalizzati non possono essere sostituiti e gliesami del piano di studio individuale eventualmente gia’ sostenuti devonoessere in linea con il piano di completamento gia’ presentato.Norme generaliModalità didatticheLe attività didattiche sono di tipo convenzionale e distribuite su base semestrale.Gli insegnamenti sono impartiti attraverso lezioni ed esercitazioniin aula e attività in laboratorio, organizzando l’orario delle attività in mododa consentire al<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> un congruo tempo da dedicare al<strong>lo</strong> studio <strong>per</strong>sonale.<strong>La</strong> durata nominale del corso di <strong>La</strong>urea Magistrale è di 4 semestri,pari a due anni.
Crediti formativi universitariIl credito formativo universitario (CFU) misura la quantità di lavoro svolto dauno <strong>studente</strong> <strong>per</strong> raggiungere un obiettivo formativo. I CFU sono acquisitidal<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> con il su<strong>per</strong>amento degli esami o con l’ottenimento delle idoneità,ove previste.Il sistema di crediti adottato nelle università italiane ed europee prevedeche ad un CFU corrispondano 25 ore di impegno da parte del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>,distribuite tra le attività formative collettive istituzionalmente previste (ad es.lezioni, esercitazioni, attività di laboratorio) e <strong>lo</strong> studio individuale.Nei corsi di laurea magistrale in Fisica e in Astronomia e Astrofisica, inaccordo coll’artico<strong>lo</strong> 23 del regolamento didattico di Ateneo, un CFU corrispondea 8 ore di lezione, oppure a 12 ore di laboratorio o esercitazioneguidata.Le schede individuali di ciascun insegnamento, consultabili sul sito web delcorso di laurea, riportano la ripartizione dei CFU e delle ore di insegnamentonelle diverse attività, insieme ai prerequisiti, agli obiettivi formativi eai programmi di massima.Il carico di lavoro totale <strong>per</strong> il conseguimento della <strong>La</strong>urea è di 120 CFU.Nell’ambito dei corsi di <strong>La</strong>urea Magistrale in Fisica e in Astronomia e Astrofisicala quota dell’impegno orario complessivo riservata a disposizionedel<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> <strong>per</strong> <strong>lo</strong> studio <strong>per</strong>sonale o <strong>per</strong> altre attività formative di tipoindividuale è almeno il 50% dell’impegno orario complessivo.97Calendario didatticoDi norma, la scansione temporale è la seguente:• primo semestre: da fine settembre a gennaio;• prima sessione d’esami: febbraio;• secondo semestre: da marzo a giugno;• seconda sessione d’esami: luglio;• terza sessione d’esami: settembre.Il dettaglio delle date di inizio e fine delle lezioni di ciascun semestre edi inizio e fine di ciascuna sessione d’esami è pubblicato sul sito web delCorso di laurea. I <strong>per</strong>iodi dedicati alle lezioni e agli esami non possonosovrapporsi.Prove d’esame<strong>La</strong> verifica delle conoscenze acquisite avviene mediante prove di esameorale, eventualmente precedute da una prova scritta o una prova individualedi laboratorio. <strong>La</strong> valutazione del profitto individuale del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong>, <strong>per</strong>ciascun insegnamento, viene espressa mediante l’attribuzione di un voto intrentesimi; il voto minimo <strong>per</strong> il su<strong>per</strong>amento dell’esame è 18/30.Norme generali
98Norme generaliModalità di frequenza, propedeuticità,passaggio ad anni successivi<strong>La</strong> frequenza assidua di tutti i corsi è una condizione essenziale <strong>per</strong> un proficuoinserimento del<strong>lo</strong> <strong>studente</strong> nell’organizzazione del corso di laurea edè <strong>per</strong>tanto vivamente consigliata. Per i corsi che prevedono esercitazioni dilaboratorio la frequenza è obbligatoria.Eventuali propedeuticità tra i corsi sono indicate nelle schede individuali diciascun insegnamento, consultabili sul sito web del corso di laurea.Regime a tempo parzialeI termini e le modalità <strong>per</strong> la richiesta del regime a tempo parziale nonchéle relative norme sono stabilite nel manifesto di Ateneo e sono consultabilisul sito web della <strong>Sapienza</strong>.Studenti fuori corso e validità dei crediti acquisitiAi sensi del manifesto degli studi di Ateneo <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> si considera fuori corsoquando, avendo frequentato tutte le attività formative previste dal presenteregolamento didattico, non abbia su<strong>per</strong>ato tutti gli esami e non abbia acquisitoil numero di crediti necessario al conseguimento del tito<strong>lo</strong> entro 2anni.Ai sensi del medesimo manifesto degli studi di Ateneo:• <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> a tempo pieno che sia fuori corso deve su<strong>per</strong>are le provemancanti al completamento della propria carriera universitaria entro iltermine di 6 anni dall’immatricolazione;• <strong>lo</strong> <strong>studente</strong> a tempo parziale che sia fuori corso deve su<strong>per</strong>are le provemancanti al completamento della propria carriera universitaria entro untermine di anni pari al doppio della durata concordata <strong>per</strong> il regime atempo parziale.Indipendentemente dai termini sopra riportati, il CAD può richiedere al<strong>lo</strong><strong>studente</strong> un col<strong>lo</strong>quio di verifica delle conoscenze relative ai CFU acquisitiin una data che preceda di 9 anni quella prevista <strong>per</strong> la laurea.Applicazione dell’art. 6 del regolamento studenti(R.D. 4.6.1938, N. 1269)Gli studenti iscritti al corso di laurea magistrale in Fisica e in Astronomia e Astrofisica,onde arricchire il proprio curriculum degli studi, possono presentaredomanda <strong>per</strong> frequentare e sostenere ogni anno due esami di insegnamentidi altra’ Facolta’, secondo quanto previsto dall’Art. 6 del R.D. N.1239 del4/6/1938, mediante domanda con autocertificazione degli esami gia’ sostenutida indirizzare alla Segreteria Didattica che la sottoporra’ al CAD. <strong>La</strong>stessa domanda potra’ poi essere presentata alla Segreteria Studenti dellaFacoltà di Scienze M.F.N. entro il mese di gennaio di ogni anno. Tali esaminon devono essere inseriti nel piano di studio.Visto il significato scientifico e culturale di tale norma, il CAD ha deliberatoche tale richiesta possa essere avanzata soltanto da studenti che abbianoottenuto almeno 39 crediti del corso di laurea magistrale in Fisica o in Astronomiae Astrofisica.
I Dottorati di ricercaDopo il conseguimento di una laurea specialistica è possibile proseguire nelcurriculum di studi universitari <strong>per</strong> ottenere il Dottorato di ricerca. Presso ilDipartimento sono attivati corsi che portano al conseguimento di tre possibilititoli di Dottorato:Struttura dei DottoratiIl Dottorato di ricerca si articola su tre anni.L’inizio delle lezioni specialistiche di dottorato è in genere a febbraio. Oltrealle lezioni previste nei vari anni, i dottorandi sono tenuti a seguire i seminarigenerali che vengono tenuti nel Dipartimento nei tre anni di corso.Dottorato di Ricerca in AstronomiaAstronomy; Astrophysicis and Space scienceIl dottorato in ASTRONOMIA - Astronomy, Astrophysics and Space Science*(Scuola di dottorato “Vito Volterra” in Scienze astronomiche, chimiche, fisiche,matematiche e della terra) è stato modificato e potenziato a partire dalprossimo cic<strong>lo</strong> (XXVIII). Si tratta infatti della prima attivazione di dottoratoin lingua inglese in convenzione tra <strong>Sapienza</strong> e Università di Roma TorVergata. Al termine del cic<strong>lo</strong> dottorale verrà rilasciato tito<strong>lo</strong> congiunto dalledue Università.Per il prossimo cic<strong>lo</strong> questo dottorato dispone di 8 borse universitarie (4di <strong>Sapienza</strong> e 4 di Roma Tor vergata) e di 2 borse messe a disposizionedall’INAF tramite l’Osservatorio Astronomico di Roma e dall’Istituto di Astrofisicae Planeto<strong>lo</strong>gia Spaziali.Sia la prova scritta che orale saranno in inglese, come anche l’attività didatticadel dottorato. Suddivisione in anni:Primo AnnoDurante il primo anno i dottorandi svolgono attività didattica (principalmentein lingua inglese), seguendo i corsi messi a <strong>lo</strong>ro disposizione dal dottoratopresso le sedi convenzionate, secondo il programma formativo approvatodal collegio docenti.Durante l’anno viene assegnato a ogni dottorando un relatore di tesi chefunge anche da riferimento scientifico <strong>per</strong> il dottorando <strong>per</strong> tutto <strong>lo</strong> svolgimentodel dottorato.Se il relatore è esterno alle due sedi convenzionate è possibile la nomina daparte del collegio docenti di un referente interno che si affianca al relatore.Entro fine anno il candidato presenta al collegio dei docenti il progetto ditesi, concordato con il relatore.Entro fine anno i dottorandi presentano, sotto forma di seminario, l’attivitàscientifica svolta. Il collegio docenti valuta attività scientifica e didattica deicandidati al fine dell’ammissione dei candidati al secondo anno.99Dottorati di ricerca
100Secondo AnnoI dottorandi proseguono l’attività didattica, più leggera rispetto al primoanno e, principalmente, svolgono il lavoro scientifico secondo il programmadi tesi. Durante l’anno possono essere chiamati a tenere unaz lezione/seminarioin lingua inglese su argomenti scelti dal collegio docenti. Entro fineanno i dottorandi presentano, sotto forma di seminario, l’attività scientificasvolta. Il collegio docenti valuta attività scientifica e didattica dei candidatial fine dell’ammissione dei candidati al secondo anno.Terzo AnnoNel terzo anno di dottorato i dottorandi completano il lavoro scientifico cheporterà alla stesura della tesi, in lingua inglese.Entro fine anno i dottorandi presentano, sotto forma di seminario, l’attivitàscientifica inerente la tesi. Il collegio docenti valuta l’attività complessiva deicandidati e stende un giudizio individuale che verrà comunicato alla commissioneche proporrà l’assegnazione del tito<strong>lo</strong> di dottorato.Durante il secondo e terzo anno di dottorato gli studenti potranno svolgereuna limitata attività didattica attiva integrativa, so<strong>lo</strong> se tale da non mettere adiscapito <strong>lo</strong> svolgimento della <strong>lo</strong>ro attività formativa e scientifica.Gli studenti di dottorato potranno svolgere <strong>per</strong>iodi di ricerca all’estero. Per<strong>per</strong>iodi fino a sei mesi è richiesto il consenso del coordinatore del corso;<strong>per</strong> <strong>per</strong>iodi su<strong>per</strong>iori la motivata deliberazione del Collegio dei Docenti. Innessun caso la <strong>per</strong>manenza in università o istituti di ricerca italiani o stranieridiversi da quelli nei quali è attivato il dottorato di ricerca può ec cedere lametà del <strong>per</strong>iodo previsto <strong>per</strong> il conseguimento del Dottorato. Tale limite nonsi applica in presenza di convenzioni.Dottorato di Ricerca in FisicaIl programma di Dottorato di Ricerca in Fisica ha come scopo principalequel<strong>lo</strong> di aiutare gli studenti a sviluppare una autonoma capacità di ricercascientifica, accentuando l’originalità creativa e il rigore metodo<strong>lo</strong>gico, eacquisendo al tempo stesso una formazione avanzata nell’ambito di unaspecifica professionalita’ di alto livel<strong>lo</strong>.Dottorati di ricercaDottorato di Ricerca in Scienza dei Materiali(Curriculum del dottorato in Matematica <strong>per</strong> l’Ingegneria,Elettromagnetismo e Nanoscienze)L’obiettivo di questo Corso di Dottorato è quel<strong>lo</strong> di formare dottori di ricercaes<strong>per</strong>ti nel campo dei materiali. Oggigiorno vi è un’enorme richiesta di materialispeciali con caratteristiche peculiari e adatti alle più svariate applicazioni.E’ importante quindi formare dei ricercatori che presentino il giustoequilibrio tra conoscenza di base e <strong>per</strong>cezione degli orientamenti applicativiin una prospettiva di continua innovazione.
Per i Dottorati di Ricerca in Fisica e Scienza dei Materiali, la suddivisione inanni è la seguente:Primo AnnoIl Collegio dei Docenti decide il piano didattico <strong>per</strong> il primo anno di corso,che e’ quel<strong>lo</strong> in cui l’attività didattica è maggiore.I dottorandi devono seguire diversi corsi, da <strong>lo</strong>ro scelti sulla base di un’offertapredisposta dal coordinatore, sentito il collegio dei docenti.<strong>La</strong> scelta avviene su una rosa di corsi tenuti ad hoc <strong>per</strong> il dottorato da docentide <strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong> e di altre università e centri di ricerca. Oltre ai corsi,cui segue esame di profitto, i dottorandi possono partecipare a una Scuolanazionale o internazionale di dottorato valida ai fini dell’attività didattica.Per il passaggio al 2° anno i dottorandi devono aver su<strong>per</strong>ato tutti gli esamiprevisti con buon profitto.Secondo AnnoL’attività didattica del secondo anno e’ basata su seminari specialisticisia organizzati dal Collegio dei Docenti, che organizzati a livel<strong>lo</strong> dipartimentale.I dottorandi sono anche invitati a svolgere una limitata didattica attiva, incollaborazione con docenti del Dipartimento.Ci sono anche seminari organizzati e tenuti dagli stessi dottorandi, dettiSeminari del “Journal Club” (dal Mese di Marzo al mese di Maggio).Entro Maggio si deve consegnare al Collegio dei Docenti il progetto di tesi,la cui adeguatezza viene valutata dal Collegio. Entro fine Ottobre il dottorandodovrà tenere un seminario, alla presenza del Collegio dei Docenti edel Dipartimento. Dalla valutazione del<strong>lo</strong> stato di avanzamento del progettodi tesi dipende l’ammissione al terzo anno di corso.Terzo AnnoIl terzo anno viene dedicato esclusivamente alla tesi che, a fine anno, puòessere inviata ad un referee esterno deciso dal Collegio dei Docenti.Entro fine anno, i dottorandi tengono il seminario di presentazione del lavorodi tesi al Collegio dei docenti, in sessione pubblica, In seguito, il Collegiodei Docenti, raccolti i pareri scritti dei relatori ed eventuali referenti, dopo ladiscussione sul lavoro di tesi e sul curriculum complessivo del candidato, alfine del conseguimento stila un giudizio articolato sul candidato al tito<strong>lo</strong> didottore di ricerca.Nei tempi previsti dal regolamento di dottorato, il Rettore forma la Commissione,composta di tre membri scelti fra co<strong>lo</strong>ro che hanno le competenzespecifiche. I candidati dovranno provvedere ad inviare le Tesi, firmate dalCoordinatore, corredate dei giudizi del relatore e della relazione del Collegiodei Docenti.Gli esami finali dovranno concludersi entro quattro mesi dalla nomina deicommissari.101Dottorati di ricerca
Per tutti i dottorati102Formazione presso altri istitutiGli iscritti al dottorato di ricerca possono svolgere <strong>per</strong>iodi di formazionepresso università e istituti di ricerca italiani o stranieri.Per <strong>per</strong>iodi fino a sei mesi è richiesto il consenso del coordinatore delcorso; <strong>per</strong> <strong>per</strong>iodi su<strong>per</strong>iori la motivata deliberazione del Collegio deiDocenti.In nessun caso la <strong>per</strong>manenza in università o istituti di ricerca italiani ostranieri diversi da quelli nei quali è attivato il dottorato di ricerca può eccederela metà del <strong>per</strong>iodo previsto <strong>per</strong> il conseguimento del Dottorato.Tale limite non si applica in presenza di convenzioni.Attività didatticaI dottorandi del 2° e 3° anno possono svolgere una limitata attività didatticasussidiaria o integrativa che non deve in ogni caso comprometterel’attività di formazione alla ricerca, presso il Dipartimento di Fisica, pressoaltri Dipartimenti dell’Università “<strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong>” o presso Dipartimenti dellealtre Università di Roma.Tale attività deve essere autorizzata dal Collegio dei Docenti che ne stabiliscele modalità, indicando il tito<strong>lo</strong> del corso e il tutor del corso.Il dottorando si impegna a coordinare l’orario del predetto corso di lezionicon l’insieme delle attività che si svolgono nell’ambito del Dipartimento.Il corrispettivo dovuto al dottorando viene quantificato, in termini onnicomprensivie forfettari, commisurati alle ore di lezione svolte, ed è subordinatoall’acquisizione agli atti della dichiarazione resa dal titolaredell’insegnamento.Dottorati di ricerca
Informazioni generaliIl DIPARTIMENTO DI FISICA della <strong>Sapienza</strong> è sede di attività didattica e diricerca, è ubicato all’interno della Città Universitaria “<strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong>”, nei dueedifici denominati rispettivamente Marconi e Fermi e nella sede distaccatadi via Tiburtina.103Informazioni
Trasporti pubbliciLINEE BUS492 71 3 649310 93 163 443 448104LINEE TRAM19LINEE METROPOLOLITANEMetro Bfermate: CASTRO PRETORIO - POLICLINICOSTAZIONI FERROVIARIETERMINI - TIBURTINAdalla stazione Termini bus 310 o 492dalla stazione Tiburtina bus 492 o 71dalla stazione Termini a piedi 15 minutidalla stazione Tiburtina a piedi 20 minutiInformazioniAEROPORTOL’aeroporto di Fiumicino “Leonardo da Vinci è collegato daun servizio ferroviario su due possibili itinerari:Fiumicino Aeroporto - Roma Termini no-stopFiumicino Aeroporto - Roma Tiburtina (treno proveniente daFara Sabina con fermate a Roma Trastevere e Roma Ostiense)
Mappa della città universitaria105Locazione degli edifici Marconi e Fermi all’interno della città universitariaMensa UniversitariaVia Cesare de Lollis 22.Offre pasti <strong>per</strong> gli studenti a costi differenziati <strong>per</strong> fasce retributive.Informazioni
Strutture106BIBLIOTECAInformazioni<strong>La</strong> Biblioteca del Dipartimento di Fisica ha avviato negli ultimi anni un processodi trasformazione sia dal punto di vista strutturale e <strong>lo</strong>gistico che dalpunto di vista della modernizzazione dei servizi.Nel 2005 è stata inaugurata la nuova sede, che con spazi razionalmentedistribuiti, ha <strong>per</strong>messo di rendere visibili e fruibili i nuovi servizi automatizzati.Tutto è stato reso possibile grazie all’aiuto ed alla collaborazione del<strong>per</strong>sonale bibliotecario e grazie alla progettualità ed all’innovazione fortementevoluta dal prof. Guido Martinelli, all’epoca direttore del Dipartimentoe dal professore Giovanni Ciccotti, delegato del direttore <strong>per</strong> la biblioteca:da raccolta tradizionale di volumi cartacei la biblioteca oggi è diventataanche il luogo dove si può accedere alla rete <strong>per</strong> leggere documenti digitaliin linea.<strong>La</strong> nostra biblioteca è online all’indirizzo:http://minosse.phys.uniroma1.it/web/home.htmlDal portale si accede a tutti i servizi informativi e documentali messi a disposizione,ma è importante anche venire a trovarci!Accesso e orari<strong>La</strong> biblioteca del Dipartimento di Fisica si trova al piano terra dell’EdificioMarconi, presso la Città Universitaria, sede della <strong>Sapienza</strong>, in p.le AldoMoro, 5. è a<strong>per</strong>ta dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle 8.30alle 18.30 ed è accessibile a chi è diversamente abile.Informazioni
ServiziAi servizi della biblioteca si può accedere sia in maniera tradizionale chein modalità online. Presso la zona di accoglienza è possibile iscriversi <strong>per</strong>consultare libri e riviste presso le due sale lettura con complessivi 82 posti(tutti dotati di prese di alimentazione elettrica <strong>per</strong> PC portatili), richiederelibri in prestito a casa, ottenere articoli di riviste non possedute dalla nostrabiblioteca.<strong>La</strong> biblioteca si avvale della tecno<strong>lo</strong>gia a radiofrequenza (RFID) che consenteil control<strong>lo</strong> di tutta la movimentazione dei volumi compresa l’autoregistrazionedel prestito. Agli studenti di Fisica al momento dell’iscrizione viene rilasciatala tessera, utile <strong>per</strong> le o<strong>per</strong>azioni di auto prestito.Tutti i volumi posseduti dalla biblioteca (monografie e <strong>per</strong>iodici) sono presentinel cata<strong>lo</strong>go elettronico consultabile al seguente indirizzo:http://opac.uniroma1.it/SebinaOpacRMS/Opac?sysb=RMSFIInsieme ai servizi di base, presso la nostra biblioteca si possono prenotareed usare 8 computer disponibili <strong>per</strong> la navigazione in Internet e si può accederealla rete wireless <strong>lo</strong>cale. <strong>La</strong> prenotazione dei computer e della wirelesssi effettua collegandosi al cata<strong>lo</strong>go e utilizzando il bottone “servizi”.Per l’identificazione al portale si utilizza il codice utente rilasciato al momentodell’iscrizione e stampato sulla tessera <strong>per</strong>sonale.107I fondi archivisticiÈ quasi su<strong>per</strong>fluo sottolineare la grande importanza, <strong>per</strong> la ricerca storicoscientifica,della documentazione archivistica costituita dalle carte degliscienziati, <strong>per</strong> ricostruire le <strong>lo</strong>ro vicende e il <strong>lo</strong>ro pensiero.L’attività di raccolta, conservazione, riordinamento e inventariazione diquesti documenti riveste inoltre un intrinseco significato culturale, anche inconsiderazione del ruo<strong>lo</strong> sempre più importante svolto dalla scienza nellasocietà moderna.Da alcuni anni il gruppo di Storia della fisica del Dipartimento sta lavorandoalla costituzione e organizzazione di vari fondi archivistici.Al momento sono custoditi nel nostro dipartimento gli archivi <strong>per</strong>sonali diMario Ageno, Edoardo Amaldi, Car<strong>lo</strong> Ballario, Giogio Careri, Marcel<strong>lo</strong>Conversi, Giovanni Gentile jr, Enrico Persico, Car<strong>lo</strong> Salvetti, Giorgio Salvini,Vittorio Somenzi, Bruno Touschek e Claudio Villi. I documenti custoditi ammontanoad un totale di poco meno di mille scatole d’archivio, e costituiscononel <strong>lo</strong>ro complesso la più rilevante fonte esistente in Italia <strong>per</strong> <strong>lo</strong> studiodella storia della fisica italiana nel secondo dopoguerra.In particolare, essendo stata estremamente rilevante la figura di EdoardoAmaldi nelle vicende scientifiche e istituzionali della fisica italiana ed europea,grandissima è l’importanza storica della documentazione costituitaInformazioni
dalle carte che sono confluite nel Fondo Amaldi dopo la sua scomparsanel dicembre 1989.Queste carte, in virtù del metodico stile di lavoro e della sensibilità <strong>per</strong> laconservazione della memoria propri di Edoardo Amaldi, costituiscono unatestimonianza pressoché completa di tutti gli aspetti delle sue moltepliciattività. Non è eccessivo affermare che nell’Archivio Amaldi è raccolta lamemoria delle vicende della fisica italiana e di buona parte della collaborazionescientifica europea nella seconda metà del Novecento.L’archivio contiene inoltre sporadiche testimonianze degli anni tra il 1928e il 1938 che videro la collaborazione di Amaldi con Fermi, all’interno delgruppo dei ragazzi di via Panis<strong>per</strong>na, e una ricca documentazione relativaagli anni della guerra e a quelli immediatamente successivi.108InformazioniAULE e LABORATORI• Aula Nicola Cabibbo edificio Fermi piano terra• Aula 2 edificio Fermi piano secondo• Aula 3 edificio Fermi piano secondo• Aula 4 edificio Fermi piano secondo• Aula 5 edificio Fermi piano secondo• Aula Corbino edificio Fermi piano secondo• Aula 6 edificio Fermi piano quarto• Aula 7 edificio Fermi piano quarto• Aula 8 edificio Fermi piano quarto• <strong>La</strong>boratorio di Calco<strong>lo</strong> edificio Fermi piano interrato• Aula Ettore Majorana edificio Marconi piano terra• Aula Edoardo Amaldi edificio Marconi primo piano• Aula Marcel<strong>lo</strong> Conversi edificio Marconi primo piano• Aula Giorgio Careri edificio Marconi primo piano• Aula Franco Rasetti edificio Marconi secondo piano• <strong>La</strong>boratori III e IV anno edificio Marconi primo piano• <strong>La</strong>boratori I e II anno Via Tiburtina 205 piano terraInformazioni sulla <strong>lo</strong>cazione delle strutture sono re<strong>per</strong>ibili in rete sul sitoweb del Dipartimento.
Quanto costa iscriversi a FisicaPer informazioni sulle tasse di immatricolazione consultare il sito :http://www.uniroma1.it/didattica/tasseBorse di studioSono previste borse di studio dell’Istituto del diritto al<strong>lo</strong> studio (ADISU).Per informazioni si veda il sitowww.laziodisu.italla voce ADISU ROMA UNO109Ci sono inoltre borse di privati, associazioni, ecc.I requisiti <strong>per</strong> avere le borse sono: condizioni economiche dellafamiglia e merito (voto di maturità).Si suggerisce inoltre di verificare sul sito della Società Italiana di Fisica laeventuale disponibilità di borse di studio nell’ambito del progetto laureescientifiche:http://www.sif.it/attivita/lauree_scientificheInformazioni
Fisica e mercato del lavoroIndagine sulle attività dei laureati in Fisica alla <strong>Sapienza</strong>110Cosa fanno effettivamente questi laureati?In quali tipi di aziende lavorano?Come giudicano il corso di laurea che hanno seguito a suo tempo?Per avere risposta a queste domande, e altre ancora, ci si può collegare alsito di Alma<strong>La</strong>urea (http://www.almalaurea.it/, un servizio gestitoda un consorzio di atenei italiani con il sostegno del Ministero dell’Istruzione,dell’Università e della Ricerca). In particolare, si trovano i risultati diun’indagine svolta nell’anno 2011 relativi ai laureati della specialistica delcorso di <strong>La</strong>urea in Fisica e in Astronomia e Astrofisica presso l’Università diRoma <strong>La</strong> <strong>Sapienza</strong>, indagine condotta a tre anni dalla laurea.<strong>La</strong> figura riportata in seguito mostra i vari settori in cui i laureati in Fisica e inAstronomia e Astrofisica svolgono la propria attività lavorativa.30%istruzione e ricerca20%informaticaindustriafinanza econsulenzaaltro10%telecomunicazioni0%InformazioniPer ulteriori informazioni consultare il sito web del Dipartimento:www.phys.uniroma1.italla voce FUTURE MATRICOLE
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