“Populismo”, di Gianfranco Pagliarulo - Anpi

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“Populismo”, di Gianfranco Pagliarulo - Anpi

Le parole-chiavePopulismodi Gianfranco PagliaruloParola scivolosa e complicata,perché ad essa noncorrisponde un corpus coerentedi idee di carattere filosoficoe politico. I “populismi” di cui siparla hanno connotazioni diversissime,come diversissimi sono itempi e i luoghi dove essi si presentano.Il populismo russo dellaseconda metàdell’800, peresempio, fu ispiratoin particolareda intellettualie studenti cheavevano l’obiettivorivoluzionariodi emancipare lemasse contadinee di sradicarel’autocrazia zarista.Alcuni studiosiravvedonoelementi di populismonel pensieropolitico diNasser, di FidelCastro, di Ghandi.Si parla piùfrequentementedi populismo perdefinire il regimeargentino di Perone di Evita. Sitratta di vicende,contesti e personaggi che hannoben poco a che vedere con ciò chesi intende oggi con questo termine¹.Conviene quindi fissare l’attenzionesull’Europa contemporanea,ove il fenomenoha presentato e presenta uninsieme eclettico ma più o menocostante di punti di vista e piùancora di comportamenti comuni.Ricorrono infatti, in tali populismi,alcune questioni ricorrenti: 1)un’idea di popolo come comunitàchiusa, omogenea e virtuosa a cuisi contrappone una qualche entità(un “non” popolo) che attenta perdefinizione ai suoi valori, ai suoibeni, ai suoi diritti, alla sua identità,alla sua libertà. L’“altro” diventaperciò un nemico che, nellaTotò nel suo “Vota Antonio La Trippa!”misura del suo continuo minacciarei “fondamenti” del popolo, è“diverso” dal popolo. Va da sé, inciò, la base pseudosociologica deivari razzismi: l’“altro”, a secondadelle epoche e delle circostanze,è l’ebreo, il “negro”, il “terrone”,l’islamico, lo “zingaro”, lo slavo, il“frocio”, e così via; 2) un linguaggioparticolare, “violento”, dissacrante,che contrasta la retoricadel comune lessico politico conuna retorica speculare di segnoopposto, e che si presenta nelle piùvarie forme: oggi è Roma ladronae padroni a casa nostra, toghe rossee cancro da estirpare, teatrinodella politica e più bella che intelligente.Ieri era demoplutocraziagiudaico-massonica, spezzeremole reni alla Grecia, vincere e vinceremo,e viafarneticando.Gli anni di ferroe di fuocodella politicanazista e fascistapresentanosegni moltomarcati di populismo(“sanguee terra”)come esasperazioneperversae sciovinistadei concettidi “popolo” e“nazione” propridel secoloprecedente, eda questi fannoderivare siauna culturadell’aggressioneimperialista(il “posto alsole” mussolinianoe lo “spazio vitale” – Lebensraum– di Hitler) sia una “ideologia”razzistica: nel Mein Kampfun capitolo è intitolato “Il popoloe la razza”², mentre nel nostrano“Manifesto della razza” si affermache “è tempo che gli italiani si proclaminofrancamente razzisti”³;si tratta di un populismo iscrittoin una visione dittatoriale del governoe totalitaria dello Stato: ènota l’affermazione di MussoliniPatria luglio 201236


Le parole-chiave(discorso alla Scala del 28 ottobre1925) “Tutto nello Stato, niente aldi fuori dello Stato, nulla controlo Stato”. Il populismo del temposi incarna specificamente in fascismoe nazismo in particolareper la visione della guerra e delloStato, oltre che della violenza, anchegrazie alla intima connessionecon alcune specifiche tendenzeculturali ed artistiche.IpopulismiCetto La Qualunque alias Antonio Albaneseoggi più diffusi,quanto meno nel nostro Paese,non sono portatori dellastessa visione né della violenza,né della guerra, né dello Stato. Rimaneperò sullo sfondo quell’idea“corporativa” che ispirò specificamenteil fascismo: un “popolo”astratto e senza conflitti internifra ceti sociali e classi, unito contro“l’altro da sé”.Il movimento poujadista, che sipuò propriamente definire populista,conquistò in Francia 52 deputatialle elezioni del 1956; essolottava contro le tasse ai commerciantie contro l’indipendenzadell’Algeria, e faceva propri iconsueti luoghi comuni dell’uomodella strada contro gli intellettuali(ha fatto scuola il noto aforismadel criminale di guerra nazistaBaldur Benedikt von Schirach,erroneamente attribuito a JosephGoebbels: “Quando sento laparola cultura, metto mano allapistola”). Il movimento era fortementeantiparlamentare e razzista,e tale era l’eloquio, appunto,violento e demagogico, del suoleader Pierre Poujade. Non a casouno dei deputati poujadisti elettinel 1956 si chiamava Jean-MarieLe Pen.Nel 1981 l’attore franceseColuche si candidò allepresidenziali per poi ritirarsi.Grintoso, capopopolo, esibizionista,è stato recentementeparagonato da Carlo Freccero aBeppe Grillo.Oggi il tocco della medusa del populismopermea la scena politicaManifesti elettorali a Romadi tutto l’occidente; basti pensareal personalismo, all’attenzionequasi perversa di tanti leader politicialla loro immagine attraversoi media, ai ricorrenti appelli (finoa qualche anno fa) alla “guerradi civiltà”, che evocano immediatamentela “diversità” dell’altrocome un pericolo. Più in generalegermi di populismo si manifestanograzie alla manipolazione tecnologica,a causa della quale nonvediamo più la realtà, ma una suarappresentazione spesso illusoria:“Nella modernità fra lo spettatoree l’oggetto della visione si èfrapposto – in modo prima limitato,poi sempre più infiltrante – unelemento ulteriore: la prepotentemediazione tecnologica. Moltecose che stanno di fronte a noi peressere viste non si mostrano direttamente,ma solo tramite avatar,cioè apparendo su di un display(…). Non vediamo più solo cose,ma loro raffigurazioni elettroniche;in alcuni casi le cose mancano,sono completamente assenti,ma i loro avatar elettronici sonoinsistentemente presenti” 5 .Ma di populismo in sensostretto si può parlare peril nostro Paese, per cosìdire, in base a una cartina di tornasole:l’art. 1 della Costituzionedella Repubblica, che recita nelsuo secondo comma, com’è noto,37Patria luglio 2012


Le parole-chiave“La sovranità appartiene al popolo,che la esercita nelle formee nei limiti della Costituzione”,riprendendo così la straordinariaaffermazione contenuta nel primodei “Principi fondamentali” dellaCostituzione della RepubblicaRomana del 1849: “La sovranitàè per diritto eterno nel popolo. Ilpopolo dello Stato Romano è costituitoin repubblica democratica”.Ma la Costituzione italianaprevede una specificazione, unamodalità, cioè un insiemedi proceduree di regole, in basea cui si esercita talesovranità, e così lapreserva da chiunque,in base allo scudodella sovranità,dichiari di esserneunico interprete peril voto, per i sondaggio per altre ragioni.La forma principaleattraverso cui siesercita tale sovranitàè la repubblicaparlamentare e piùin generale, i complessimeccanismicostituzionali cheattengono sia alladelega che alla partecipazione.Non è un mistero chealcuni di tali meccanismi, comela seconda parte dell’art. 3 dellaCostituzione sull’eguaglianza e lapartecipazione 6 , non sono ancorapienamente attuati, mentre altri,come quelli previsti all’art. 49 7e relativi alla natura dei partitiNote:legge che vale per le persone comuni,e chi ne è sopra e vive cosìfelice della legge fatta per le personespeciali” 8 .Da ciò una considerazione finale:in Italia il populismo si è manifestatoe si manifesta nella presunzionedell’“unto del Signore”, nelmito della secessione territoriale,nell’invettiva contro tutto e tutti;oggi alcune delle forze che avevanoincarnato nel recente passatoculture e politiche populiste sonoin forte crisi esi è aperto unvuoto. Ma in politica– si sa – ilvuoto è effimero,perché in brevetempo esso vieneriempito. Ladomanda è: dachi? Questa è laresponsabilitàpiù grande dellaPolitica oggi:tornare ad essereconsonantecol respiro dellavita, far sì chei cittadini possanoriprenderepolitici, sono in profonda crisi.parte va da sé cheil messaggio populista èD’altratanto più efficace quantopiù si manifestano incertezze edifficoltà nei meccanismi codificatidi delega e di partecipazione. L’attualelegge elettorale, la corruzionein vari partiti, l’assenza di unapartecipazione reale dei cittadinisono il terreno su cui sono cresciuteed ancora possono crescere formedi populismo in Italia. Ma an-a riconoscerenella politicaBeppe Grillo, il comico - politico dell’antipoliticail modo più degno,equo e conveniente per vicordi più il populismo germogliaquando la democrazia è devastata vere meglio, far trionfare i fattidal trionfo della diseguaglianza: sulle rappresentazioni, far prevalereil popolo, con i suoi con-“Senza leggi uguali – pensiamoalle leggi ad personam, fatte dai trasti, i conflitti, gli interessipotenti per favorire se medesimi in competizione, sulla grottescaed i propri accoliti – la società si caricatura di una politica popolare:il divide in caste, fra chi è sotto la populismo.1) Per una più ampia panoramica confrontare la voce “populismo” in Il Dizionario di Politica, Bobbio, Matteucci, Pasquino,Utet 2004. Sul fenomeno dell’Uomo Qualunque si tornerà prossimamente in questa rubrica.2) Vedi pag. 36 e seg., paragrafo “Il razzismo nel Mein Kampf ”, in Il nazionalsocialismo e lo sterminio degli ebrei - Lezioni,documenti, bibliografia, Feltri, Giuntina, 19953) Vedi pag. 200, “Testo del Manifesto della razza”, in I dieci - Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il manifesto dellarazza, L’Unità - Baldini Castoldi Dalai Editore Spa, 20084) “La guerra è bella perché riunisce in una sinfonia il fuoco dei fucili, le cannonate, la pause fra gli spari, i profumi e gli odoridella decomposizione”. Dal Manifesto di Marinetti per la guerra coloniale di Etiopia cit. da La Stampa di Torino in “L’operad’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, Benjamin, Einaudi, 20115) Vedi pag. 131 de Il Mostro Mite, Simone, Garzanti, 20086) “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà el’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratoriall’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.7) “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare lapolitica nazionale”.8) Vedi pag. 24 paragrafo “Lo spirito dell’eguaglianza” in Imparare democrazia, Zagrebelsky, Einaudi, 2005Patria luglio 201238

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