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VDR n.43 - Rotary Club Cagliari Nord

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Periodicodel Distretto2080 R.I.del ROTARYVOCE<strong>n.43</strong>Ottobre 2006La professionalità eticapresupposto delservizio del <strong>Rotary</strong>vocedelrotary@rotary2080.org50° CongressoDistretto 2080Forte Village (CA)28 sett - 1° ott 2006Anno XXV - Numero 43 - Ottobre 2006 - Poste Italiane SpA Spediaione in Abbonamento PostaleD.L. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 1 - DCB - Roma


SOMMARIOIl Seminario<strong>Rotary</strong>FoundationRoberto Ivaldi,Tony Lico,Antonio Arcese4GSE72006-2007Pier Giorgio Poddighe50° Congresso9Distretto 2080Lettera del Governatore 3Agenda del Governatore 6Il Congresso 9• La storiaAntonio De Majo• RitrattoAlberto Aime• Introduzione al temaRoberto Ivaldi• Interventi e lavori• Considerazioni finaliRoberto IvaldiDal Mondo <strong>Rotary</strong> International 43• L’InstituteAntonio Arcese• Missione professionaleed etica nel <strong>Rotary</strong> Raffaele Pallotta d’Acquapendente• Il Distretto 2010Vito MancusiNotizie dai <strong>Club</strong> 53Verità e Giornalismo Pier Luigi Zanata 56Quadro50attivitàdei <strong>Club</strong>Le professioni nel mondoaeronautico Salvatore Scicchitano 59Er monno cambia Peppino Gallian 60Good News Agency 61Pensieri63eImmaginiClaudio Marcello RossiVoce del <strong>Rotary</strong>Periodico del Distretto 2080 R.I.www.rotary2080.orgAnno XXV n. 42Agosto-Settembre 2006Poste Italiane S.p.A.Spedizione in abbonamento postale D.L.353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)art. 1 comma 1 - DCB - RomaProprietàSocietà Cooperativa Edizioni Rotariane del Distretto2080 R.I. - Via Salaria, 332 - 00199 RomaDirezione e redazionePiazza Cola di Rienzo, 69 - 00192 RomaTel. 063242271 - Fax 0645437281e-mail: vocedelrotary@rotary2080.orgAssociato all’USPI100 anni di Nobel Giuseppe Bordignon 66Milionesima PHF 68Direttore editoriale esecutivoClaudio Marcello RossiComitato di redazioneAlberto Aime - Antonio Arcese - Antonio Cogliandro(segretario) - Fabrizio Petrosino - Orlando Ranieri -Renato Spizzichino - Pier Luigi ZanataDirettore responsabileBruno BenelliArt directorClaudio Marcello RossiLe firmeArnaldo Acquarelli - Alberto Aime - Ettore Angioni - LuigiApuzzo - Antonio Arcese - Franco Arzano - Giuseppe Bordignon- Alberto Cecchini - Mario Compagnoni - Carmelo Cosentino -Antonio De Majo - Giuseppe Gallian - Gianni Gasbarrini Fortuna- Roberto Ivaldi - Tony Lico - Vito Mancusi - Raffaele Pallottad’Acquapendente - Adriana Pannitteri - Luciano Pierini - PierGiorgio Poddighe - Claudio Marcello Rossi - Daniela Russo -Carlo Sarasso - Salvatore Scicchitano - Pier Luigi ZanataLe foto del Congresso sono di SALVATORE MEREUStampaBorgia srl Industrie Grafiche Editoriali AssociateRoma 00152 - Via di Monteverde n. 28-38Tel 06536557 - Fax 0658200728Progetto graficosoc. Mad-advvia Pinto, 21/23 - 00149 RomaQuesto numero di “Voce del <strong>Rotary</strong>” è stato chiusoin tipografia il giorno 19 ottobre 2006Registrata al Tribunale di Roma n. 191/82Registro Nazionale della stampa n. 619 del 12/12/82La proprietà e l’editore declinano ogni responsabilitàper le opinioni espresse dagli autori.Gli articoli con il corredo di foto vanno inviati perposta elettronica. La rivista si riserva, a insindacabilegiudizio, la pubblicazione del materiale che, in ognicaso, non verrà restituito.1


VOCE del ROTARYOttobre 2006La lettera del GovernatoreROBERTO IVALDINel nostro Manuale c’è scritto:“… informareai principi della più alta rettitudinel’attività professionalee imprenditoriale”Ci guardiamo intornoe nella nostra società,comunque opulenta di paese ricco,difficilmente troviamo applicatiquesti principi.”R. IvaldiMese di OttobreCari Amici Rotariani,siamo arrivati ad ottobre ed anche alla chiusura delnostro 50° Congresso. Ottobre è il mese della “Azioneprofessionale” e la cosa si coniuga dunque proprio colCongresso, che abbiamo dedicato alla “Professionalitàetica, presupposto del servizio del <strong>Rotary</strong>”. Abbiamosentito tante cose sull’etica, durante il Congresso:considerazioni, ammonimenti, ricerca, realizzazioni. Enon c’era da andare molto lontano, perché il nostroManuale di Procedura, come sempre riferimento concretodella nostra attività, ci prescrive sempre di “informareai principi della più alta rettitudine l’attivitàprofessionale e imprenditoriale” (Obiettivo n. 2 del RI),per essere di esempio nella nostra collettività. Per ribadiree sottolineare questo principio generale, il RInel 1989 ha adottato la “Dichiarazione degli operatorieconomici e dei professionisti rotariani”: anche diquesta abbiamo risentito parlare tanto al recente Congressodi Forte Village. Questa dichiarazione è talmenteimportante che ancora nel 2004 il RI ci sollecitava adindividuare i nuovi Soci tra professionisti con questecaratteristiche di moralità.Sto rileggendo le lettere di ottobre di alcuni miei predecessori,sia del nostro che di altri Distretti, come facciosempre prima di scrivere la mia lettera mensile.Non trovo che la ripetizione continua, quasi ossessiva,delle cose che ho appena detto.Ebbene? Ci guardiamo intorno, nella nostra società comunqueopulenta di paese ricco, e difficilmente troviamoapplicati questi principi.Certe volte, quando parlo di questi argomenti durantele visite del Governatore o durante le riunioni cuisono invitato, mi sembra di essere quel viaggiatoreche, per spiegare la grandiosità delle piramidi, tira fuoridal taschino una scatolina piena di sabbia e la rovesciasul tavolo, di fronte a sè.Credo che questo “Vocational Service”, termine inglesemolto più esatto del nostro “Azione Professionale”non sia esprimibile con le parole. Non si può spiegareconcretamente una forma di sentimento che dovevaessere già dentro di noi nel momento in cui siamo statichiamati ad essere Rotariani. E allora, come facciospesso, mi riferisco a quel senso intimo di solidarietàumana che c’è in ognuno di noi, ricordando che, comeper le altre attività rotariane, l’Azione Professionale comevia per il raggiungimento degli obiettivi del <strong>Rotary</strong>è un’opportunità che ci è concessa. Se sapremo sfruttarla,riusciremo a sentirci più vivi e più lieti, certi diavere operato bene nella direzione di uno dei nostridoveri umani.Sul “come” farlo, lascio naturalmente parlare il vostrocuore. I Rotariani possono usare eticamente la propriaesperienza in ogni ramo in cui sono versati. I <strong>Club</strong> potrannousare l’esperienza dei Soci per guidare i giovani,promuovendo la loro preparazione professionale,sponsorizzando la nascita di nuove aziende, facilitandol’inserimento nel mondo del lavoro dei propri ragazzi.Ma, soprattutto, ai Rotariani è richiesto di rappresentaredegnamente la propria professione all’interno del<strong>Club</strong> e la propria etica rotariana all’interno del postodi lavoro: questo fa la differenza!La prova delle 4 domande, che non mi sento qui di ricordareancora una volta nello specifico, potrà guidaregli affari di un Rotariano, fargli guadagnare la stimadel suo mercato e permettergli di dimostrare comeil <strong>Rotary</strong> si può distinguere dalle moltissime altreorganizzazioni di servizio e di volontariato esistenti.Credo che anche questo sia un modo di aprire la viaad un mondo migliore.Andiamo avanti!23


VOCE del ROTARY Ottobre 2006Il Seminario<strong>Rotary</strong> Foundation29 settembre, Forte Village (CA)Discorso di apertura del GovernatoreROBERTO IVALDI“ I Rotariani hanno donato il lorotempo ed i loro soldi per vaccinarecirca 2 miliardi di bambini, arrivandonelle steppe e nei deserti…Questa è la RF che amiamo ”Mi è molto gradito dare a tutti il benvenutoa questo seminario della RF,dedicato come sempre ai membri distaff della RF dei vari <strong>Club</strong>, ai nuoviSoci, ai Soci più giovani ed a tuttiquelli che, intervenendo qui, hannodimostrato di essere desiderosi diconoscere le novità della RF e tuttoquanto alla RF pertiene.Tra poco entrerete appieno in questomondo particolare, che è quelloche dà al <strong>Rotary</strong> quanto esso ha diinternazionale e di legato all’obiettivon. 4 della nostra associazione:promuovere la comprensione tra ipopoli e la pace.A volo d’uccello vi ricordo che il <strong>Rotary</strong>è lo sponsor internazionale dellapiù grande catena di borse di studiodel mondo: dall’inizio, abbiamopagato ben 37.000 borse ad altrettantistudenti di 110 nazioni diverseche si sono spostati in un paeselontano dal loro, riportando in patrianuovi strumenti per aiutare le propriecomunità.Il <strong>Rotary</strong> alimenta con i propri borsistiper la pace e la risoluzione deiconflitti i corsi di sette Università nelmondo, da dove escono i futuri leaderdelle comunità internazionali,esperti in questi settori specifici.I nostri <strong>Club</strong> ogni anno danno inizioad alcune migliaia di progetti umanitari(lo scorso anno sonostati 3200) finanziati al 40%direttamente dalla RF (coni soldi versati da tutti i Rotarianidel mondo).La polio. Che cosa dire diquesto argomento che nonsia stato già detto?All’inizio, negli anni ’80, eranomille i nuovi casi di malattiaogni giorno.Oggi parliamo di 1000 nuovicasi l’anno.All’inizio, erano 126 i paesidove il poliovirus era endemico.Oggi sono soltanto 3.Il costo per vaccinare unbimbo è di 0,6 centesimi di$: ma il problema è portareil vaccino dove serve. IRotariani hanno donato illoro tempo ed i loro soldiper vaccinare circa 2 miliardidi bambini, arrivandonelle steppe e nei desertisu LandRover, a piedi,a cavallo, in moto, a dorsodi mulo e di cammello,perfino a dorso di elefante.Questa è la RF che amiamo.A questa ci siamo legati diventandoRotariani e questa fondazionenon ha concorrenti al mondo, perchécol programma every rotarianevery year si legaa 1.229.000donatori che lafanno diventare ilpiù importante, ripetoil più importante,Fondo didestinazione umanitaria,assoluta-(immagini tratte da pubblicazioni <strong>Rotary</strong>)mente privato, autogestito, trasparente:ogni singolo cent messo nellaRF ha una sua destinazione chepossiamo conoscere e seguire nellasua vicenda, dalle nostre tasche finoallo scopo benefico cui viene destinato.* * *Sono seguiti gli interventi del PDGFilippo Maria Pirisi, in rappresentanzadi Tony Lico assente per breve indisposizionee del PDG Carlo Sarasso(D. 2040).Struttura portantePDG TONY LICOIl seminario della <strong>Rotary</strong>Foundation è l’appuntamentoannuale dimaggior rilievo al qualeogni rotariano devepartecipare per conoscere,approfondire, farsicoinvolgere in quelloche, a ragion veduta,viene considerato ilcore business del <strong>Rotary</strong>International.Mi è molto spiaciuto non poter esserepresente e salutare di personagli intervenuti cosa che faccioora dalle pagine della nostra rivista;al saluto aggiungo il ringraziamentoper quella che è stata la partecipazionedei singoli e dei <strong>Club</strong> all’attivitàdella Fondazione nel decorsoanno rotariano. Come senzameno avete avuto modo di constatarela <strong>Rotary</strong> Foundation, comed’altro canto il <strong>Rotary</strong> International,sono due organismi che si evolvonodi continuo per essere sempreal passo con i tempi e spero abbiateavuto la possibilità di coglieretutte le novità del caso.La prima grande innovazione è chea seguito dell’introduzione del PianoStrategico la RF trova finalmenteuna sua collocazione ben definita, è una delle strutture importantise non LA struttura portante pereccellenza sganciandosi definitivamenteda quella scomoda posizioneche la vedeva inserita nell’ambitodell’azione internazionale.Mi auguro che nei prossimiorganigrammi vengaripreso questo grandissimocambiamentoperché, lo dico con unpo’ di amarezza, nonostanteda anni si stiadivulgando questa informazionemi capitaancora molto spesso di vedere cheesistono sacche di resistenza che miauguro dovute più alla noncuranzache ad altro.Nella elaborazione del programmasi è cercato innanzitutto di dare unarisposta ad una domanda che vienefatta piuttosto spesso che è: ma chefine fanno i nostri soldi.Credo che ormai dovrebbe esserechiara la differenza fra Fondo Annuale(Ogni rotariano ogni anno) edil Fondo Permanente che da quest’annodiventa uno dei punti di forzadel nostro lavoro.Stiamo parlando della raccolta.Ciò che confluisce nel fondo annualeriguarda la spesa di oggi (con ladinamica dei tre anni): il Fondo permanenterappresenta il volano peril domani.Nell’illustrazione del Fondo Permanenteavete potuto prendere notadei gestori, delle quote loro assegnatee di come vengono impiegatele disponibilità.I bilanci annuali certificati e comparatiche sono ormai da diversi annidisponibili in cartaceo e scaricabilieventualmente anche da internet dovrebberoesser in grado di soddisfarele residue perplessità.Siamo comunque a disposizione perqualsiasi ulteriore chiarimento si dovesserendere necessario.Dagli interventi sui programmi umanitarie quelli culturali avete potutorendervi conto, concretamente, delladestinazione dei nostri soldi.Spendo due parole sulle SovvenzioniDistrettuali Semplificate che è quelprogramma che ci consente di finanziarein parte i progetti locali dei<strong>Club</strong> con fondi derivanti dal Fondo diDisponibilità Distrettuale.Bene quando mi reco nei <strong>Club</strong> e consegnomaterialmente le banconotedei dollari i soci non credono ai loroocchi.Si toccano con mano i frutti della generositàdei rotariani del distretto.Si è anche parlato del Post Tsunami.Finalmente dopo tanto tempo di intensolavoro siamo riusciti ad individuare,con la collaborazione del Distretto2060 e del <strong>Club</strong> di Bangkok(D 3050), un progetto per la ricostituzione,nella città maggiormentecolpita dallo Tsunami, di un centroper la formazione del personaleche deve svolgere poi sul territoriol’attività di educazione per la lottacontro l’HIV.L’ammontare complessivo del progettoè di circa US$ 161,500.Il nostro Distretto interviene con100.000 dollari circa derivanti dallafamosa raccolta del Teatro dell’Operae per la differenza intervengonogli altri sponsor e la <strong>Rotary</strong> FoundationSta per essere impostato un MG delquale daremo ovviamente conto nelprosieguo del tempo.Concludo questo mio intervento rinnovandol’invito a credere nella missionedella Fondazione, a supportarei suoi programmi e condividere lesue azioni.Ci ritroveremo il prossimo mese diNovembre per solennizzare, comeogni anno, la <strong>Rotary</strong> Foundation.4 5


VOCE del ROTARYOttobre 2006Un argomento che ha polarizzato l’attenzionedei presenti è risultato quellodel Past Director del R.I. e attualeVice Presidente del Consiglio d’Amministrazione della <strong>Rotary</strong> Foundation,Mark D. Maloney, il quale, conil titolo “Novità da parte della Fondazione<strong>Rotary</strong>, incluso PolioPlus”, haindicato la strada che il <strong>Rotary</strong> intendeperseguire nell’immediato futuro.Alberto Cecchini, presente allasessione, ha così sintetizzato le enunciazionipiù interessanti espresse daMark il quale, dopo aver premessoche, al momento, si sta riconsiderandoa fondo ogni aspetto della Fondazioneper scegliere gli indirizzi futurie che la sua personale visione èche la Fondazione <strong>Rotary</strong> non deveessere la più estesa al mondo o lapiù famosa, ma deve diventare quellapiù efficace nella realizzazione deiprogrammi, ha annunciato che:– è diminuito il numero dei progetti,ma è aumentato il costo di ciascunodi essi;– sono diminuiti i programmi educativi(es.: le borse di studio), masono aumentati i programmi umanitari;OttobreMercoledì 4 RC Roma CassiaGiovedì 12 RC Cerveteri LadispoliLunedì 23 RC Roma PalatinoMartedì 24 RC RomaGiovedì 26 RC Roma OlgiataVenerdì 27 RC Roma EURNovembreGiovedì 2 RC Viterbo CiminiaLunedì 6 RC Roma Foro ItalicoMartedì 7 RC Roma CentenarioMercoledì 8 RC Aeroporto Leonardo da VinciGiovedì 9 RC TerracinaObiettivi ed indirizzi– verrà ulteriormente ridotto a$23.000 l’importo di ciascuna borsadi studio.Infine, Mark Maloney ha fissato gliobiettivi per l’anno 2006-2007 dellaFondazione come segue:– Eradicazione della polio;– Pace e risoluzione dei conflitti;– Contribuzione di ogni socio pari a$100;– Miglioramento dell’immagine dellaFondazione;– Incremento della consapevolezzadei soci verso la missione dellaFondazione:– Organizzare la Fondazione per ilsecondo Centenario;mill/US$L’agenda del GovernatoreOttobre/Novembre 2006ANTONIO ARCESE– Velocizzare e semplificare le procedureNel riquadro a lato sono pubblicati irisultati finanziari della R.F. per il2005-2006, peraltro non ancora certificati.Venerdì 10 RC FormiaLunedì 13 RC ViterboMartedì 14 RC Roma <strong>Nord</strong>Mercoledì 15 RC Latina Monti LepiniGiovedì 16 RC Roma ColosseoVenerdì 17 RC CassinoLunedì 20 RC Porto TorresMartedì 21 RC Sassari <strong>Nord</strong>Mercoledì 22 RC Sassari SilkiGiovedì 23 RC SassariVenerdì 24 RC AlgheroMartedì 28 RC Roma ParioliMercoledì 29 RC PomeziaGiovedì 30 RC Roma SudGSEGroup StudyExchangeScambio Gruppo di Studio 2006-2007Distretto 4610 Brasile - Distretto 2080 ItaliaPIER GIORGIO PODDIGHEAnche quest’anno il nostro didature dei membri del team e del team leader sponsorizzatida un club del distretto.Distretto è impegnato nell’ambitodei programmiStemma della Cittàdi San Paoloeducativi della <strong>Rotary</strong> Foundationcon il programma dello Scambiodei Gruppi di Studio. Lo scambio2006-07 avviene con il Distretto4610 del Brasile che comprende i<strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> della città di SanPaulo e del suoi dintorni. Il teamNOTA per i <strong>Club</strong>.Come selezionare un candidato: allertare i mediamandando loro un comunicato stampa dove dite chesiete alla ricerca di un candidato ideale che soddisfi irequisiti richiesti dalla RF; contattate le associazioniprofessionali, le università. Anche grazie al programmaGSE possiamo far conoscere meglio all’estermoBrasiliano ha già visitato il <strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> di Carbonia, ha che cosa fa la Fondazione ed il <strong>Rotary</strong> International.partecipato al 50° Congresso del nostro Consentitemi anche, dalle pagine di Voce del <strong>Rotary</strong>, diDistretto,accolto dai <strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> di <strong>Cagliari</strong> e quindi di accomiatarmi da questo incarico, avendo maturatoSanluri, Nuoro e Sassariprima di attraversare ilmare e proseguire il programmaI comoponenti del GSE brasiliano, assieme a PG Poddighedi scambio aLatina, Guidonia, Tivoli edinfine Roma presso i RCRoma Sud, Roma Sud Est,Aeroporto di RomaLeonardo Da Vinci , RomaCentenario e Roma Ovest.Il Team Leader rotariano èClaudio Sarno, medicopediatra di 62 anni di origininapoletane. Gli altri componentidel gruppo:Celeste Toledo (30) laureatain pubbliche relazioni,lavora per la Corn productsBrasil , una fra le più grandiaziende che raffina il mais.Juliana Winkel (28 ) giornalista.È laureata in Scienzedella Comunicazione.Paulo Marco Ferriera Lima (42 anni) un sostituto procuratoredella Repubblica dello Stato di San Paolo,insegna diritto penale all’università di San Paolo.Odilo Siqueira (26 )che è laureato in Giurisprudenzacon specializzazione in diritto civile. Lavora presso unodei più prestigiosi studi legali di San Paolo ( BertaccoAvvocati).Il nostro team 2080 andrà in Brasile, nel DistrettoD.4110 (Sao Paulo) dal 18 marzo al 24 di aprile 2007ed al riguardo ricordo che inderogabilmente entro il 10novembre dovranno pervenirmi i moduli con le can-l’anzianità dei tre anni di servizio e dovendo assumereil prossimo anno la presidenza del mio club, di ringraziarei componenti della Commissione DistrettualeGSE per il loro supporto senza il quale, da solo, nonsarei riuscito a mettere su nessun programma di soggiornoe di visite professionali. Permettetemi pertantodi citare Ciro Dolci, Orsola Altea, Lia Puggioni, LuigiUlissi, Luisa Saintjust, Anna Cervini, Gerald Kelton,Claudia Conversi, Gianluca Cassoni, Luigi Gallucci,Maria Beatrice Caldani, Sandro Manico e per l’apportonegli scorsi anni Piero Pintore, Carlo Conversi,67


VOCE del ROTARYOttobre 2006Dal DistrettoMaurizio Di Muzio. Ovviamente un grazie a chi mi proposeper questo incarico: Filippo Pirisi e alCoordinatore della Commissione RF Tony Lico ed ai treGovernatori Lucio Artizzu, Giorgio Di Raimondo eRoberto Ivaldi che succedendosi e credendo nella validitàdi questo programma, mi hanno confermato inquesto incarico che mi ha consentito di conosceredelle culture diverse dalla nostra e di conoscere tantirotariani e tanti <strong>Club</strong> del nostro Distretto ai quali vainfine il mio più sincero ringraziamento per essersiproposti e per aver ospitato i team che in questi annisi sono succeduti (Korea, USA, Brasile).IL CONGRESSOLa StoriaPerché cinquantesimo CongressoANTONIO DE MAJOSopra: il Gruppo GSE assieme alGovernatore, al RID e vari rotariani.Accanto: due immagini che hanno fattoparte della bella illustrazione e delleprincipali caratteristiche della loro Città e delloro grande Paese.Al Congresso di Rapallo del 1954Omero Ranelletti (che all’epocaaveva 69 anni) fu acclamato Governatoredell’allora Distretto unico d’Italiaper l’annata 1954-1955.Affrontò, su sollecitazioni del ConsiglioCentrale del R.I., la divisione del<strong>Rotary</strong> italiano in quattro distretti,essendo notevolmente aumentato ilnumero dei <strong>Club</strong>.Fu un’operazione che mise a duraprova l’entusiasmo di Ranelletti. Sidisse che, proprio negli anni in cuisi sarebbe celebrato il centenario dell’Unitàd’Italia, il <strong>Rotary</strong> avrebbe divisol’Italia. Ranelletti riuscì gradualmentea smussare gli angoli, aconvincere e, quindi, a costituire iquattro Distretti italiani, che iniziaronola loro attività separata nell’annorotariano 1955-56.Il nostro Distretto assunse il n. 92(divenendo, poi, 188, 208 e 2080)e tenne il suo primo Congresso e lasua prima Assemblea nell’anno 1957.Con l’occasione a Taormina, nell’aprile1955, si riunì nuovamente unCongresso Nazionale italiano unico,che, su proposta di Ranelletti, deciseche la stampa rotariana (ROTARYe REALTÀ NUOVA) restasse immutata,come espressione del pensiero rotarianounico dei rotariani italiani.Rieletto Governatore per il 1955-56del Distretto 188 (Italia Centrale) edel Distretto 184 (Italia <strong>Nord</strong>-Occidentale),Omero Ranelletti nel 1957-58 resse per la terza volta il Governatoratodel Distretto 188.“… inderogabilmente entro il10 novembre 2006devono pervenirmi i modulicon le candidature deiMembri del Team e delTeam Leadersponsorizzati da un<strong>Club</strong> del Distretto”.Il Gruppo GSE D. 2080 si recherà in Brasilepresso il D. 4610 dal 10 marzo al 14 aprile2007, partecipando al CongressoDistrettuale paulista del 29-3/1-4 2007.Misteri di un’isolaIl fuori stagione (settembre) si èdimostrato indovinato; il tema dibase (etica) era di quelli intriganti;la Sardegna (meridionale) era in unpieno splendore di fine estate, piùche di inizio d’autunno. Il Governatoreera (si è proclamato) soddisfatto(cosa rara, invero). Il cinquantesimocongresso del Distretto 2080, inquel di Pula, presso <strong>Cagliari</strong>, ha confermato– se pur ve ne era bisognoIl Ritratto– la vitalità del <strong>Rotary</strong> con una partecipazionemassiccia di iscritti e conla consueta vivacità dei dibattiti.L’anticipo della data da maggio a settembreha trasformato una riunione,di solito dedicata all’esame di bilanciconsuntivi, in una formulazionedi piano d’azione del Distretto e,naturalmente, dei <strong>Club</strong>. I quali si sonodovuti dimostrare pronti all’azione(anzi alle azioni) ben prima del-ALBERTO AIMEla consueta visita del Governatore(che seguirà a verifica). Le proposte– già impacchettate e pronte all’uso– sono piovute (fuori splendevail sole) fitte e copiose nella sala deilavori, naturalmente soffuse da un’auradi soddisfatto autocompiacimentoper la capacità inventiva di chi leformulava. C’era di tutto sulla sciadi quanto il <strong>Rotary</strong> richiede: progettidi ricerca e fornitura d’acqua per89


VOCE del ROTARY Ottobre 2006chi soffre la sete (soprattutto i Paesiafricani); piani per la realizzazionedi scuole dove queste non vi sono(o sono rare) per combattere ilfenomeno dell’analfabetismo; programmidi invio di soccorso medicofarmaceuticoper nazioni in via disviluppo dove medici e medicine sonomerce rarissima (se non introvabile)mentre infuriano le pestilenzedel Terzo Millennio. Il progetto PolioPlus non è stato dimenticato e da quiai programmi di finanziamento della<strong>Rotary</strong> Foundation il passo è statobreve. Non sono state ignorateneppure le iniziative a favore di città,paesi, borghi e quant’altro dellaBella Italia, tanto ricca di una naturafascinosa e patrimoni artistici,quanto povera di mezzi per proteggerel’una e gli altri.Se entusiasmo sostenuto da una volontàferrea era richiesto, entusiasmoe volontà, fantasia e capacitàpropositiva hanno dato un’immaginedel <strong>Rotary</strong> a dir poco consolatoria:per il presente e per un futuroche – ormai da un po’ di tempo – siprospettava circonfuso di nubi. Battezzatedi volta in volta scarsa frequenza,anticipazione degli interessiprivati (dalle pantofole serali almestiere assorbente, all’indifferenza)a quelli generali di un’associazioneche ha come fondatore un “benemeritodell’umanità” e vanta, unicaal mondo, un osservatore alle NazioniUnite in virtù di quanto ha fattoe dei principi sui quali si fonda.La carica è venuta dal tema congressuale(“La professionalità etica,presupposto del servizio del <strong>Rotary</strong>”)destinato a far vibrare le corde piùprofonde della coscienza e a far riemergereenergie riposte, forse inattesa di tempi migliori. Il “la” è venutodal governatore Ivaldi che èstato tanto lapidario quanto incisivoenunciando che se si riesce a rinunciaread orgoglio ed egoismo, allorasi è etici e di conseguenza rotarianiperché appunto questo richiede il<strong>Rotary</strong>.L’ “illustrazione del tema” è stata affidataal rappresentante del Presidenteinternazionale, Raffaele PallottaD’Acquapendente, il quale, ricordandoche l’”aprire la via”, il “servire”,il “progredire” del <strong>Rotary</strong> miranoad un per ora utopico mondoin pace per raggiungere il quale i rotarianidevono operare col loro impegno,seguendo questo modello divita. Le professioni, a volte viste comeobbiettivo di arricchimento, sonoinvece indispensabili per conseguirequel giusto guadagno che servead aiutare gli altri e a far sì chetolleranza, buona volontà, amicizia,scambio di esperienze ed infine libertà,atti dello spirito dell’uomo chenasce libero, diventino prassi normalee quotidiana.Con le “variazioni” dei relatori, il tema“etica” è stato al tempo stessoapprofondito ed ampliato. Da un latol’etica come concetto universaleche porta ad un equilibrio interno;dall’altro i vari codici deontologici chein ogni professione impongono comportamenti,limitazioni ed obblighi,derivanti dal principio generale. I casipresentati riguardavano: “Etica eMagistratura” (Dott. Ettore Angioni,Procuratore generale della Corte d’appellodi <strong>Cagliari</strong>); “Etica e Avvocatura”(Prof. Avv. Carlo Sarasso); “Ilcaso della professione di imprenditore”(Ing. Carmelo Cosentino); “L’eticalitàbiomedica nella trasposizionerotariana” (Prof. Gianni GasbariniFortuna”); “Etica come valore aggiuntonelle imprese” (Dott. ArnaldoAcquarelli); “Il caso del <strong>Rotary</strong>,la prova delle 4 domande” (Ing. MarcoClaudio Randone”); “Dall’eticaprofessionale all’etica rotariana” (Ing.Mario Compagnoni).Casi, professioni tutti diversi per iproblemi quotidiani da affrontare esuperare, per i codici deontologici aiquali attenersi. Ma, in sintesi, viteaccomunate da un unico afflato chefa da legante comune e che affondanelle coscienze. Che hanno messol’accento su tentazioni quotidiane,quali la voglia di protagonismo o ilcomune desiderio di emergere, diessere i primi, di essere i più amati,i più ricercati, i più ricchi. L’indifferenzaper chi ha bisogno di aiutooppure soffre. L’egoismo che invitaall’indifferenza, al ripudio dell’altroe all’attenzione maniacale di se stessi.Intrecci scabrosi, quali quelli conuna politica che, troppo spesso machiavellica(nel senso etimologicodella parola), crea un proprio codicedeontologico che col principio universaledell’etica ha poco a che spartire.Ma anche tentativi, ricerche, ricette,sforzi comunque effettuati pernon tradire il “demone” che ciascunosente, volente o no, agitarsi dentrodi sé. In questo fermento spiritualeil <strong>Rotary</strong> si propone come comunitàtrasversale alle “tradizionali”ormai percorse da una fitta retedi regole che, dettate dalla necessità,si fanno sempre più fitte e stringenticon conseguenti (e non sempresolo apparenti) contrasti. Basatosu quattro principi deontologici,il <strong>Rotary</strong> fissa come primo, logicamente,l’etica professionale perchéconcepire amicizia senza “servizio”è pura teorizzazione: l’essere disponibilinei confronti degli altri (pertradurre più chiaramente il “to serve”)è dunque principio etico cardineche diventa con l’azione strumentodi sviluppo. Il che consenteal <strong>Rotary</strong> di attraversare tempi, stagioni,condizioni di vita senza esserecostretto in una ragnatela di normedeontologiche spesso contingenti.Date le premesse il dibattito non potevaessere che appassionato ed appassionanteaffrontando e percorrendostrade e sentieri esplorati eda esplorare, sempre con intenti propositiviper un <strong>Rotary</strong> (e quindi deirotariani) migliore e più efficiente. Ené il sole, né il mare splendente, néle piscine luccicanti, né tutte le altreseduzioni di un “resort” di lussohanno affascinato i congressisti a talpunto da indurli ad abbandonare inmassa la severa sala dei lavori.Che la Sardegna fosse un’isola “…couverteen tous tems de fleurs, ou deverdure, de forte qu’on y laisse paìtrele Bétail méme pendant l’Hiver”lo scrive, già nel 1725 un certo JeanRousset de Missy (calvinista francese)in una memoria (che reca unlunghissimo titolo) sospetta di partigianeriain quanto l’isola, nonostantefosse stata presa in formale possessodai Savoia cinque anni prima, figuravaancora come mercedi scambio in quel ribolliredi trattative seguitealla pace di Utrechtche, nel 1713, pose finealle guerre per la successionedi Carlo II diBorbone, imperatore diSpagna. Del resto un secoloprima (1612), essendola Sardegna inmano agli spagnoli, il“visitatore generale” MartinCarrillo in una “Relacional rey Don PhilipeNuestro Segnor” aveva a lungotrattato anche della “fertilidad” del“Renyo de Sardena”. Non molte altrerighe furono spese, per almenoun altro secolo su quest’argomento.E, in ogni caso, furono destinate adalimentare il mito dell’isola felice edil mistero nei nuraghi che imponevanorispetto e meraviglia anche aipochi avventurosi viaggiatori cheosavano varcare il mare per affrontarel’ignoto.I villaggi turistici devono essere facilmenteraggiungibili, non avere misterida proporre (la vita è preregolataaccuratamente), offrire svaghii più variati, essere incastonati in unambiente da favola (come recitanoi dépliants). Il verde, folto, curatissimofa parte irrinunciabile dell’arredo,così come la pietra od il manufattolocale devono pavimentareviali e vialetti; l’edilizia deve conformarsialle tradizioni locali. Sonoregole fissate per avere successo intutto il mondo.Se per caso il “genius loci” ha naturae temperamento diversi dalle regole,vincono queste ultime e segueun’operazione di “maquillage”. I risultatipossono essere sorprendenti,ma anche gradevoli. Così i rotarianidel cinquantesimo congressosi sono trovati ospiti di una Sardegna(ormai non più misteriosa) chesfoggiava boschetti ameni, prati all’inglese,piante esotiche, tutta mercerara per un’isola che soffre di siccitàperiodiche e che per secoli è stataspogliata di tutta la vegetazione.Intorno vedevano e il mare(che tutto il mondo definiscesemplicemente incantevole)e le alte collinepopolate di macchia mediterranea,una vegetazioneadatta a resistere alla scarsitàdi precipitazioni. La Sardegnareale, insomma, eraoltre i confini dell’elegantee ospitale villaggio turisticoil quale sopperiva ancheai non più misteriosi nuraghicon qualche infantile riproduzione.10 11


VOCE del ROTARYDal Distretto12Sommario del 50° Congresso D.2080I datiLuogo: Forte Village, Pula (<strong>Cagliari</strong>)Durata: 3 giorni (28 settembre – 1° Ottobre 2006)Presenze iscritte: n° 563Oratori intervenuti: 40Relazioni presentate: 12<strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> rappresentati: 75Manifesti programmatici elaborati dai <strong>Club</strong>: 50Il tema: LA PROFESSIONALITÀ ETICA, PRESUPPOSTO DEL SERVIZIO DEL ROTARY(in ordine di sequenza ):I salutiPresidente del Comitato Organizzatore del 50° Congresso, Avv.P.G.PoddighePresidente del RC <strong>Cagliari</strong>, Avv.Rita DedolaGovernatore D.2090, a nome dei Governatori Distretti italiani, Luciano PieriniLa presentazionedel Rappresentante del Presidente del R.I., RID Raffaele Pallotta D’Acquapendente,da parte Governatore Roberto Ivaldi,Gli InterventiIntroduzione del Gov. Ing. Roberto Ivaldi1° Intervento del RID Raffaele Pallotta d’Acquapendente“Etica e Avvocatura” di RRFC-PDG 2040, Prof. Avv. Carlo Sarasso“Etica e Magistratura”, Procuratore Generale, Dr. Ettore Angioni“Il caso della professione di imprenditore”, Ing. Carmelo Cosentino“Eticalità biomedica nella trasposizione rotariana”, PDG prof. G. Gasbarrini Fortuna“Etica come valore aggiunto nelle imprese”, Dr. Arnaldo Acquarelli“Il caso del <strong>Rotary</strong>: la prova delle 4 domande”, PDG Marco Claudio Randone“Dall’etica professionale all’etica rotariana”Riflessioni e commenti: Adriana Pannitteri, giornalista TG1I lavoriAnalisi dei programmi dei <strong>Club</strong>Presentazione di tre casi di studio: Effettivo (Gov. D. A. Cecchini); <strong>Club</strong> efficienti eTesoreria (L. Apuzzo)2° intervento del RID Raffaele Pallotta d’AcquapendenteIl GSEPresentazione del Gruppo GSE-Gruppo Scambio giovani con D. 4610 (Brasile)Le conclusioniPresentazione e dibattito sui lavori congressualiOsservazioni finali del RID Raffaele Pallotta d’AcquapendenteSaluti: del Governatore Eletto Ing. Franco Arzano, del Governatore Nominato ing.Alberto Cecchini; del RD Rotaract Avv. Daniela RussoConsiderazioni finaliGovernatore Ing. Roberto IvaldiSignor Rappresentante del PresidenteInternazionale e Board Director Prof.Raffaele Pallotta D’Acquapendente egentile signora MariolinaSignori Governatori dei Distretti 2050Iandolo e del Distretto 2090 Pierinie gentili signoreSignor RRFC e PDG Prof. Avv. CarloSarassoSignori Past Governor del Distretto2080Signor Governatore Eletto Dott. FrancoArzanoSignor Governatore Designato IngAlberto CecchiniSignor Claudio Sarno Team Leadere signori componenti il Team GSEdel Distretto brasiliano 4610Signori Presidenti dei <strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong>del Distretto 2080Autorità CiviliCari Amici ed Amiche Rotariani, Signoree SignoriCarissimi Roberto e Carla,Benvenuti!!Sono veramente onorato di aprire il50° Congresso del nostro Distretto2080, fortemente voluto dal GovernatoreIvaldi in Sardegna ed in particolarein questo meraviglioso resorte in un periodo diverso rispettoad una tradizione che vedeva celebrareil Congresso alla chiusuradell’anno rotariano.Tanti e qualificati saranno i relatoriche si succederanno per dibatteresul tema “La Professionalità eticapresupposto del Servizio del <strong>Rotary</strong>”.Questo tema costituisce a mio avvisoun occasione importante per affermarei principi che stanno alla basedel nostro sodalizio e del viverequotidiano, e si propone quindi qualemomento di riflessione su un temadi rilevante importanza ed attualità.Avete aderito a questo congressocontro ogni più rosea previsione,in tantissimi, così tanti ad oggi563 da mettere in fibrillazione lamacchina organizzativa. Vi chiedofin da ora scusa se ci saranno degliinconvenienti, spero pochi.Dal punto di vista organizzativo abbiamodovuto far fronte, come conseguenzadel ritardo delle adesionidei rotariani e del summenzionatoeccezionale numero di adesioni, ancheall’utilizzo di un’altra strutturaalberghiera, seppure soltanto per lanotte del 29 settembre.Se tutto filerà liscio tutto è ovviamentemerito di un comitato organizzatoreda me semplicemente coordinato,che devo ringraziare peravermi supportato e sopportato.Ringrazio quindi per il supporto i Presidentidei <strong>Club</strong> di <strong>Cagliari</strong>, <strong>Cagliari</strong>Anfiteatro, <strong>Cagliari</strong> Est, <strong>Cagliari</strong> <strong>Nord</strong>,<strong>Cagliari</strong> Sud, Carbonia, Iglesias, QuartuSant’Elena, Sanluri Medio Campidano,Senorbì Trexenta l’assistentedel Governatore Salvatore Fozzi.Un grazie a Valentina Porcheddu borsistadella Fondazione, e a ClaudioMalvagna e Pier Luigi Zanata quest’ultimocordinatore dell’ufficio stampadel congresso. In giro vedrete unBenvenuti!Il saluto dell’organizzazionePier Giorgio Poddighegruppo di volontari che si sono offertidi servire e servirvi, vi prego ditenere presente questo aspetto nonsono professionisti ma volontari cheda tre giorni lavorano per voi dalle8 del mattino alle due di notte, ringrazioquindi anche a vostro nomele ragazze ed i ragazzi del Rotaractcon in testa la Rappresentante DistrettualeDaniela Russo, Claudia Musu,Francesco Danero, Amerigo Cianti,Giuseppina Salaris,Fabio Bargellini,Marcella Vargiu e Federico Savasta.Un fraterno e grato ringraziamentoper l’aiuto prestato al PrefettoDistrettuale per l’area SardegnaGabriele Andria, a MassimilianoDoglio e a Roberto Boiano quest’ultimoal suo primo congresso distrettuale,un grazie di cuore alle insostituibiliPaola Anaclerio e MonicaPrinzis. Ci sono poi delle persone chenon conoscete e che non appaionoal quale va comunque il mio ringraziamentoe permettetemi di citarli:Fabio De Marco e Antonio Cicerelli etutto lo staff del Forte Village con ildirettore generale Giannuzzi dei qualiho avuto modo di apprezzare laprofessionalità e che spero che inquesti giorni mantengano le aspettative,con loro ho fatto una scommessache vi anticipo vorrei che lacena di gala durasse non più di unora e mezza, vedremo se saranno diOttobre 2006Dal Distretto13


VOCE del ROTARYDal DistrettoOttobre 2006Il Governatore del D.2090, dopo isaluti rivolti alle autorità presenti,l’aver ricordato amici comuni e ringraziatoper l’invito al Congresso ilGov. Roberto Ivaldi, ha in particolaresottolineato alcuni punti, qui diseguito ripresi con le sue parole.(NdR)* * *“Desidero parlarvi, brevemente, delprogetto che è stato concordato frai dieci Distretti, nell’ambito della priorità“Salute”, progetto che porta ilnome “Un Cuore per l’Albania”…..paese che conosco molto bene peraver seguito la sua crescita rotariana(È del 12 maggio 1992 a Tiranala consegna della Carta). Da allora,altri due <strong>Club</strong> nelle città di Durazzoe Korca sono operativi e sono tornatodalle visite proprio due giorni fa.parola. Un grazie anche ad AntonioScianitti e Roberta Francavilla dellaBell Production che hanno curato lascenografia e ai tecnici audio, alladitta Murgia Trasporti, all’Hotel RoccaDorada. Questo congresso è statorealizzato anche grazie al supportodi istituzioni ed aziende, consentitemiquindi di ringraziare la Provinciadi <strong>Cagliari</strong>, il Comune di Pula,il Comune di <strong>Cagliari</strong>, la Camera diCommercio di <strong>Cagliari</strong>, il Consigliodell’Ordine Forense di <strong>Cagliari</strong>, laHonda Italia e la concessionaria TEAMcon il particolare impegno di GiuseppeMele, Lavazza, MESA, VisuraS.p.A., Rahimi Tappeti licenziatario<strong>Rotary</strong>, Argiolas, Saschi GolosamenteSardegna, Edizione della Torre, Faticoni,Alb s.r.l. Acqua Smeraldina,Azienda Agricola Saverio Marras,Cantina di Santadi, Fondiaria SaiAgenzia Generale di Sassari Orio Terrosu,un particolare ringraziamentoa Meridiana ed in particolare ad AntonelloStefanopoli e Stefano Busi.Un ringraziamento agli amici componentila Commissione Distrettualeper il GSE ed in particolare a quelliche sono presenti in questi giorniin sede congressuale che si prenderannocura in questi giorni del teambrasiliano: Gerald Kelton, ClaudiaConversi, Luisa Sainjust, Anna Cervini,Orsola Altea, Ciro Dolci, Lia Puggioni,Gianluca Cassoni.Consentitemi due ultimi ringraziamenti:uno a Roberto Ivaldi per l’onoree privilegio che mi ha concessoe per la fiducia spero ripagata, ea Rossella, mia moglie.Signore e Signori, nuovamente benvenutiin Sardegna, godetevi i suoiprofumi, i suoi sapori, buon 50° Congressoe Buon <strong>Rotary</strong>.A nome dei Distretti italianiIl saluto del Governatore del D. 2090Luciano Pierini“….Tutti i dieci Distretti Italiani ….sitrovarono in perfetta sintonia oltre10 anni fa per realizzare un grandeprogetto 3H, il cui titolo fu “Vita perl’Albania”.Diverse centinaia di migliaiadi bambini e ragazzi furonovaccinati contro l’epatite B da questabellissima e coesa azione e dopol’intervento del <strong>Rotary</strong>, il GovernoAlbanese legiferò l’obbligatorietàdi tale vaccinazione, tuttora vigenteed operativa. Ancora oggi nell’IstitutoSuperiore di Epidemiologia,vi è una targa in bronzo con il nostrologo ed un testo di riconoscenzain albanese ed in inglese.Quindi,con quello stesso spirito e debbo direanche con qualche residuo economicoda quella grande operazione,si è progettato “Un Cuore perl’Albania”.Fu creata, alla fine delle vaccinazioni,la Fondazione Zarri, in nome delcompianto Past Governor Franco Zarridel Distretto 2080 e con il residuocontabile ed il contributo convenutoper questo anno fra tutti noi dieciGovernatori, si vedrà esaurito erealizzato l’impegno della Fondazionee la spesa prevista assommerà acirca 160.000.I bambini o meglio i neonati concardiopatie congenite saranno operatiin numero di dieci e gli interventisaranno effettuati dalla nuovaEquipe di Cardiochirurgia Pediatricadi Ancona , diretta dal Dr. MarcoPozzi , cardiochirurgo pediatradi fama mondiale ed in assoluto unodei migliori in Europa. Il Dott. MarcoPozzi, da Maggio 2006 si è distaccatodall’Ospedale Halder Hey diLiverpool , dove rivestiva la qualificadi Primario, per divenire il Direttoredella Cardiochirurgia Pediatricadegli O.R. di Ancona. È inoltreun esperto di progetti di cooperazionee di partenariato chirurgicoall’estero , avendo avuto molte esperienzeal riguardo, in Paesi senzacapacità di cardiochirurgia Pediatricaautonoma.L’Albania, non possiede attualmentela possibilità di operare bambinidi peso inferiore ai 10 Kg con interventicosiddetti “radicali”, in quantorisolutivi , che impiegano macchinee circuiti di circolazione extracorporea.Tale tecnologia , applicata a bimbimolto piccoli , può essere infattieffettuata solo in Centri dotati di attrezzaturepiù sofisticate, con maggioresperienza e maggiori supportiintra e post-operatori .La commissione, per selezionare i casiche si potrebbero avvantaggiaremaggiormente dall’intervento, è compostada tre medici Albanesi e treItaliani. Saranno scelti quindi coloroche potranno diventare in seguito, liberida cardiopatie di rilievo e quindiin grado di condurre una vita connormali aspettative e priva della necessitàdi dipendere da farmaci o apparecchiaturenon reperibili in Albania.Questo è ritenuto importante :a) per far ritornare a casa i bambini,che in caso di interventi non risolutiviper cardiopatie risolvibili soloparzialmente dovrebbero restarein Italia o tornarvi spesso per controllie reinterventi ; b) per ottenereil risultato migliore a parità di spesa, ottimizzando così, anche in terminedi vite umane, un investimentoeconomico sulla salute diuna popolazione.Il costo per intervento “radicale”in circolazione extracorporea, effettuato inetà pediatrica presso gliO.R. di Ancona è attualmentecirca 15.000 Eurose per soggetti della RegioneMarche. Si stannovalutando possibili miglioramentisui costi peraumentare eventualmenteil numero degli interventi.Gli Ospedali Riuniti di Anconaaccolgono al loro internoil Presidio Lancisi,dove si allocano la Cardiologiae CardiochirurgiaPediatrica , già attive dallafine degli anni ’70 e trale prime in Italia.La Cardiologia Pediatrica,, di cui è responsabile la Dr.ssa MariaGrazia Bettuzzi, moglie dell’attualePresidente del <strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> diAncona Ing. Giovanni Molinari, disponeattualmente di 10 posti-lettoautorizzati dalla Regione Marche siaper la cardiologia che per il pre-postoperatorioCardiochirurgico Pediatrico, intensivi e semi-intensivi, dovevengono accolti i bambini .All’interno della Cardiologia Pediatricaopera una Associazione di Volontariatosanitario, ONLUS, nonprofit,l’Associazione Marchigiana peril Bambino Cardiopatico-AMBAC, laquale provvede dal 1992 ad offrirealle Famiglie dei bimbi ricoverati unsupporto morale e materiale .L’Associazione,di cui è Presidente e Fondatricela Dr.ssa Bettuzzi , ha giàconvocato una riunione straordinariadel Direttivo che ha approvatoquesto importante progetto, dandosidisponibile alla collaborazione piùcalorosa ed ovviamente gratuita ditutti i volontari , offrendo:- disponibilità ad accogliere gratuitamente,per tutta la durata del ricovero, un altro genitore o strettomembro della Famiglia nella Casa diaccoglienza autogestita “Il Cuoricino”sita nelle vicinanze dell’Ospedale,a Torrette di Ancona ;- disponibilità ad offrire , oltre all’alloggio,anche il vitto a tale persona(mediante viveri distribuiti daconsumare in casa di Accoglienza) ;- disponibilità al conforto morale dellaFamiglia, provvedendo inoltre , incaso di importante necessità , anchead ulteriori supporti materiali(vestiti , materiale igienico-sanitario, giuochi, vestiti e pigiamini peril bambino etc ).I membri dell’Associazione , in precedentiesperienze con Pazienti giuntitramite cooperazione caritatevole(Bosnia, Slovenia , Croazia , Zambia,Tanzania, Senegal, Palestina),hanno aderito con entusiasmo ricordandoancora quei casi con grandeaffetto e spirito di fratellanza :proprio per tale motivo si ritiene almomento appropriato iniziare il progettocon un caso al mese , essendoin genere queste Famiglie bisognosedi supporti.Prima di concludere, vorrei dire graziea tutti ed anche all’Ambasciatad’Italia a Tirana, che ha coordinatola stipula della convenzione del 31luglio scorso che, pur a mio nomedice che siamo i rotariani d’Italia, Albania,S. Marino e Malta, a sostenerequesto progetto.Il mio Distretto, sosterrà a parte, manell’ambito di questo nostro comuneprogetto, quattro Borse di Studioannuali per quattro medici cardiochirurghialbanesi, nonchè una Borsaper cinque anni per chirurgia toracica.Un grazie ancora a Voi per l’attenzionee l’auspicio che progetti cosìimportanti e sentiti, anche dal ViceMinistro della Sanità d’Albania ArbenIvanaj che stima moltissimo il<strong>Rotary</strong> e che ha inviato una bellissimalettera da considerare rivolta anoi tutti, possano crescere, continuaree portare aiuto a chi ha più bisognodi noi nello spirito di “Aprirela Via” al futuro ed al cambiamento,nell’immutabile motto “Servire al disopra di ogni interesse personale”.1415


VOCE del ROTARYDal DistrettoOttobre 2006Introduzioneal tema del CongressoIntervento del Governatore Roberto Ivaldimo meglio perché, proprio come Rotariani,dobbiamo essere sempre attentialla morale professionale.Domani passeremo dalla teoria allapratica, analizzando i programmi dei<strong>Club</strong>. Vedremo come ogni club hacercato di interpretare proprio questaeticità del “servire” rotariano,traducendo in italiano il termine tantoabusato di “service”, diremmo dello“essere ognuno di noi utile”, impegnandosiin programmi e progettidi utilità sociale, di supporto alleclassi più deboli dell’umanità. Credoche siate d’accordo con me nelriconoscere che questo è e deve essereil <strong>Rotary</strong>.Io non ho altro da dire, ché gli interventisono tantissimi e del massimospessore.Presentazione delRappresentante del Presidente Internazionale,Raffaele Pallotta D’AcquapendenteCari amici,Albert Schweitzer, il medico, teologo,musicista alsaziano, Nobel perla pace, che ha finito i suoi giorni curandoi malati di lebbra a Lambarenéin Gabon, diceva: “il primo passodell’etica è un senso di solidarietàcon gli altri esseri umani”.Abbiamo intitolato il nostro congresso“La professionalità etica, presuppostodel servizio del <strong>Rotary</strong>”, che certamenteè un tema impegnativo sottodiversi punti di vista.Io non sono particolarmente espertodi etica, a parte l’evidente atteggiamentopersonale, e per questaintroduzione ho cercato di documentarmiin modo elementare, sevolete.Sono andato a cercare su Interneted ho scoperto che ci sono 29 milionidi occorrenze.Certo in tutto il mondo e in tutte lelingue, ma mi è sembrato davverotroppo.Ho provato a rispolverare Aristotele,Hume e Kant, ma mi sono sentitotroppo lontano dai banchi del liceoper fare un discorso decente. Eallora mi sono risolto a parlarvi sullabase della mia esperienza, da uomodella strada.Di etica e di morale si sente parlarein continuazione: ne parlano i nostripolitici, i nostri giudici, gli insegnanti,i professionisti dell’etica: avvocati esacerdoti, nel <strong>Rotary</strong> spesso e volentierisi è sentito il bisogno di approfondirel’argomento e anche oggine parleremo.Ma quello che io so, per certo, è chesolo quando io stesso riesco a sentirmidisposto a rinunciare a qualcosaper qualcuno il comportamentorelativo risulterà etico.E qui torniamo a Schweitzer e allasolidarietà umana. Siamo etici inquanto, rinunciando all’egoismo edall’orgoglio, dimostriamo solidarietàverso gli altri. È per questo che ètanto difficile. E sì, non ce lo nascondiamo:è la cosa più difficile checi viene richiesta come uomini e comeRotariani.Lascio agli specialisti l’approfondimento- ognuno per il proprio settoreprofessionale - e forse capire-Prima di passare la parola al Rappresentante del Presidente Internazionale,prof. Raffaele Pallotta D’Acquapendente, Direttore neonominatodel RI, lasciate che ve lo presenti.Medico, Capo della Scuola medica iperbarica, molto apprezzato inambienti medici, scientifici e accademici internazionali. Nella suaattività di studioso, sperimentatore e terapeuta ha messo più voltea repentaglio la propria vita per salvare quella degli altri.È stato decorato con medaglia d’oro al merito della sanità pubblica,medaglia d’oro “missione del medico”, medaglia d’oro della fondazioneCarnegie, medaglia d’oro per atti di eccezionale coraggio delRegno di Grecia.Presidente dell’Ente Morale “Biennale del Mare”. Presidente dell’AccademiaInternazionale delle Scienze e delle tecniche Subacquee,collegata con l’UNESCO, membro dell’Accademia di Francia per leScienze.Rotariano dal 1969, Presidente del <strong>Club</strong> di Napoli, Governatore del Distretto 2100, Presidente dell’Istituto CulturaleRotariano, Direttore della rivista “<strong>Rotary</strong>”, Direttore della rivista “Realtà Nuova”, Rappresentante delRI presso l’UNESCO a Parigi e la FAO a Roma, Direttore del RI.È insignito di molte decorazioni importanti e cittadino onorario di diverse città italiane e straniere.16 17


VOCE del ROTARYDal DistrettoOttobre 2006scuna “parte”.re e assume valenza (anche) giuri-che “l’avvocato deve svolgere laSotteso al patrocinio dell’avvocatodica 6 un insieme di regole etiche,propria attività professionale consta, invero, l’interesse pubblico adprescrizioni comportamentali inde-lealtà e correttezza” (art. 6 C.d.f.):L’intervento del RID e Board Director del RI, Raffaele Pallotta d’Acquapendente, si compone di treparti, secondo la prassi degli interventi del Rappresentante RI ai Congressi.La vastità del messaggio, le indicazioni ed i richiami contenuti nell’esposizione complessiva del RID intermini di obiettivi e di indirizzi dell’Azione Rotariana dei singoli e nel mondo, supportata dalla proiezionedi immagini e slides, meritano una pubblicazione articolata. In questo numero della Rivista,nella sezione “Dal Mondo <strong>Rotary</strong> International” (proprio per la valenza del messaggio e dell’autore)viene ripresa la parte che più si richiama concettualmente al tema del Congresso.Nel Prossimo numero di Novembre della Rivista sarà riportato, in un capitolo apposito, l’interezzadelle altre due parti.un corretto svolgimento del processo,alla “legalità procedurale”, qualeper lo più 5 sarebbe assai problematicorealizzare in mancanza, tra leparti e il giudice, della intermediazionetecnico-giuridica dei difensori.E v’è, d’altro canto e basilare, anchel’interesse pubblico alla “legalità sostanziale”:legalità, alla cui affermazionee attuazione anche il ministerodell’avvocato è proteso, sia purerogabili e da ottemperarsi dall’avvocato.Sono queste, specificamente,le “norme deontologiche” attinentialla professione forense: norme,che imprimono ad essa i doverosiconnotati di professione eticamenteorientata.Di tale normativa, per l’Italia, è espressionedi sintesi il Codice deontologicoforense (c.d.f.), approvato dalC.N.F. con delibera del 17 aprile 1997di talché (ad esempio) può esserecensurato l’“uso distorto” di mezziprocessuali;• doveri rigorosi dell’avvocato sono,inoltre, lo svolgere con “fedeltà” lapropria attività professionale (art.7 C.d.f.) e, nell’esercitare detta attività,il “conservare la propria indipendenzae difendere la proprialibertà da pressioni o condizionamenti”(art. 10 C.d.f.).in una dinamica di parte e nel dia-e oggetto di successive modifichePrincipio, questo, cui si annoda il ri-lettico confronto con parte avversa.apportate dal. C.N.F. il 16 ottobreconoscimento all’avvocato del dirit-Gli interventiEtica e AvvocaturaCarlo SarassoIl terreno del processo sin qui menzionatonon è il solo ad impegnarel’avvocato.La sua opera si dispiega anche sulpiano stragiudiziale e si snoda in prestazionidi “consulenza” giuridica –in un vario spettro di ambiti e si-1999, il 26 ottobre 2002 e il 27 gennaio2006.Significativo, altresì, è il Codice deontologicoeuropeo, approvato il 28 ottobre1998 dal C.C.B.E., organo rappresentativodell’avvocatura in sedeeuropea (Council of the Bars andto-dovere di controllo del fondamentogiuridico della controversia (sicchésuo diritto-dovere è anche il rifiutodi prestare la sua consulenza e il suopatrocinio “quando dagli elementiconosciuti possa ragionevolmentedesumere che essa sia finalizzata al-tuazioni – e in contributi alla cono-Law Societies of the European Union)la realizzazione di un’operazione il-scenza del sistema normativo, pere successivamente modificato il 28lecita”) (art. 36 C.l.p.).una sua “giusta” applicazione.novembre 1998 e il 6 dicembre 2002 7 .Principio, al quale, parimenti, si con-I fantasiosi ritratti di Arcimboldo, leva, tributaria, avanti Autorità giuri-Il che si traduce – ed ha vieppiù ri-Non è dato qui di condurre una com-nette la regola, per cui l’avvocato haimpertinenti e imparruccate figuresdizionali o arbitrali; “difesa” da ga-levanza in un quadro socio-econo-piuta analisi del contenuto di detti“diritto di rinunciare al mandato” (e,di Hogarth, le grottesche maschererantirsi anche ai “non abbienti”; “di-mico-politico complesso e dall’acce-Codici: un discorso in materia, cheprim’ancora, di non assumerlo) indi Daumier riflettono e focalizzano,fesa” da concretarsi con il patroci-lerata evoluzione – anche in pre-mirasse ad una qualche organicitàpresenza di “giusta causa” o “giustonell’immaginazione di molti, l’avvo-nio tecnico dell’avvocato.venzione (per quanto possibile) di li-trascenderebbe i limiti anche tem-motivo” 9 : l’una e/o l’altro legittimanticato e il suo mondo 1 . E una lettera-È questo il suo “ministero” profes-ti e di illegalità patologiche.porali della relazione di chi Vi parla.– ad avviso di chi Vi parla – anchetura ampia e variegata, ora ironicasionale: prestare qualificata “assi-Tale, dunque, essendo la morfologiaMa alcuni riferimenti vanno pur fat-un’eventuale dismessione (o non ac-e beffarda ora greve e biliosa, ten-stenza” a chi è “parte” di un proce-dell’avvocato, colto nelle sue prima-ti, per additarne almeno i principi dicettazione) dell’incarico professio-de a privilegiarne e fissarne una rap-dimento giudiziale (o assimilato), inrie proiezioni funzionali e nel suo ruo-maggiore e più evidente importan-nale per “obiezione di coscienza” del-presentazione negativa, modulatadialettico contradditorio con chi (dilo tecnico-culturale di giurista, benza.l’avvocato, correlata alla fattispeciesull’archetipo manzoniano dell’Az-volta in volta, P.M., P.C., “convenu-di comprende come si polarizzi sul-Trattasi di principi, che involgonodi causa e/o alla specifica normati-Libero docente in Istituzioni di Dirittoprovato, Carlo insegna DirittoCommerciale nella Facoltà di Economiazeccagarbugli ed alimentata da riferimenticasistici non marginali.Una iconografia siffatta, peraltro, nonpuò dirsi correttamente evocativato” o “resistente”, “attore” o “ricorrente”)ne è “controparte” e intermediarne,appropriatamente, la posizione(gli assunti, le istanze, le ec-l’avvocatura un’ampia e stratificatadisciplina.A comporla sono, per un verso, disposizionilegislative, contenute in testil’avvocato nella piena latitudine dellasua attività e ne considerano (tral’altro) i rapporti con la parte assistitao cliente, con la controparte,va ivi applicanda 10 ;• doveroso per l’ “avvocato” è, altresì,il fondare sulla “fiducia” ilrapporto con la parte assistita (art.dell’Università di Torino. Avvocato, espli-dell’essenza e della fisiologica iden-cezioni) avanti al giudice.di legge ordinaria (codici penale e dicon i colleghi, con i magistrati.35 C.d.f.), l’astenersi dal prestareca attività di consulenza e patrocinio pre-tità dell’avvocatura, nel tempo e nel-Nel contesto “trilatero” del proces-procedura penale, codici civile e diIn particolare:attività professionale in “conflittocipuamente nel campo del Diritto Privato.Autore di molte pubblicazioni, membro diimportanti associazioni internazionali incampo giuridico, presidente di alcuni consiglidi amministrazione e collegi sindacalidi società bancari ed industriali.Rotariano dal 1965, Presidente del <strong>Club</strong>di Milano Ovest, Governatore delDistretto 2040, più volte Rappresentantedel Presidente Internazionale, oggi è quicome Regional <strong>Rotary</strong> FoundationCoordinator per le Zone 12 (Italia) e 10B(Spagna e Portogallo).lo spazio.Per coglierne i tratti autentici occorre,piuttosto, considerarne il ruolo ele funzioni, quali ad essa assegnatee svolte nel quadro giuridico-ordinamentale,oltre che il suo praticorilievo politico-sociale e culturale.A delineare ruolo e funzioni dell’avvocatura– e, così, di ogni avvocato– è, intanto, il riconoscimento – sancitoanche a livello costituzionale 2 esovranazionale 3 – della “difesa” comeun “diritto inviolabile”: “difesa”nel processo in ogni stato e grado,so – strutturato qual’è, fondamentalmente,su due “parti” in causa esulla presenza di un organo giudicante,chiamato a pronunciarsi sulcontenzioso in essere e comporre,con una decisione a sensi di legge,l’insorto e vagliato conflitto 4 – compete,dunque, a ciascun avvocato dioperare in ausilio giuridico del proprioassistito, di perseguirne la tuteladelle ragioni dedotte in giudizio.Ma la istituzionalizzazione d’un siffattoausilio non risponde soltantoad una positiva considerazione del-procedura civile eco.), costituzionale(v., in Italia, i cit. artt. 47 e 111della Costituzione), sovranazionale(v. per l’Europa, la Carta di Nizza,art. 47) e volte, principalmente, aregolare l’assetto e i compiti degliOrdini forensi (il c.d. “sistema ordinistico”),l’accesso alla professionelegale, i rapporti di mandato professionale,il processo nelle varie sueconformazioni (quale processo penale,civile, amministrativo, costituzionale,comunitario ecc.).Per altro verso – ad integrare il mo-• v’è, intanto, da richiamare, qualefondamentale, il principio che l’avvocatoha da “ispirare la propriacondotta all’osservanza dei doveridi probità, dignità, e decoro”:doveri, che afferiscono anche allasua sfera privata, potendo l’avvocatoessere soggetto a procedimentodisciplinare per fatti non riguardantil’attività forense “quandosi riflettano sulla sua reputazioneprofessionale o compromettanol’immagine della classe forense”(art. 5 C.d.f.);di interessi” (art. 37 C.d.f.) e ilmantenerne “segretezza” e “riservatezza”sull’opera svolta e sulleinformazioni avute a seguito delmandato;• dovere per l’avvocato è, ancora, “ilmantenere sempre nei confrontidei colleghi un comportamento ispiratoa lealtà” (art. 22 C.p.f.) e improntare“i rapporti con i magistratialla dignità e al rispetto quali siconvengono alle reciproche funzioni”(art. 53 C.p.f.).Da ultimo – sempre avuto riguardoin sede penale, civile, amministrati-l’interesse singolo (privato) di cia-saico normativo in esame – concor-• altro principio da sottolineare 8 èal Codice deontologico forense ita-1819


VOCE del ROTARY20liano 11 - vi è un ulteriore enunciatoda ricordare. È il suo “preambolo”:un testo solo apparentemente nonprecettivo.Vi sta scritto che l’avvocato “esercitala propria attività in piena libertà,autonomia e indipendenza, pertutelare i diritti e gli interessi dellapersona, assicurando la conoscenzadelle leggi e contribuendo in tal modoall’attuazione dell’ordinamentoper i fini della giustizia”. E viene specificatoche “nell’esercizio della suafunzione, l’avvocato vigila sulla conformitàdelle leggi ai principi dellaCostituzione, nel rispetto della Convenzioneper la salvaguardia dei dirittiumani e dell’ordinamento comunitario;garantisce il diritto allalibertà e sicurezza e l’inviolabilità delladifesa; assicura la regolarità delgiudizio e del contradditorio”.Si stagliano e consolidano così – nelprisma della normativa deontologicaforense – i lineamenti essenzialidella figura dell’avvocato. E si palesano,ad un tempo, infungibili e dispecifico rilievo pubblicistico il ruoloe le funzioni affidategli.Ruolo e funzioni, che ancora di recente– con risoluzione del 23 marzo2006 – il Parlamento europeo hadefinito “cruciali in una società democraticae per la tutela dei dirittiumani” e che lo stesso Parlamento– nel sottolinearne le peculiari connotazioniistituzionali ed etiche – haqualificato non a pieno equiparabiliex lege a ruoli e attività privatisticoimprenditoriali12 .Si è, con ciò, riespressa la consapevolezzadella specificità dell’avvocaturae si è rinnovata l’attestazionedella non caducata né disconoscibile“nobiltà” d’una professione, che èstata e continuerà ad essere investitadi delicati compiti e responsabilitàsociali e, nel contempo, portatricee garanted’un additivo patrimonioetico 13 .Vero è che nonsempre, nel fluiredella quotidianità,è datodi riscontrare limpideed ineccepibilitestimonianzedi alta econcreta fedeltàai principi regolatoridell’avvocatura.Sicché vengono qui allamente le parole – ad un tempo, candidee realistiche – di chi 14 , volgendolo sguardo al ceto forense, ha rilevatoche di fatto vi si trovano – oltrea personalità “illustri” e “galantuomini”– anche “mediocri” e, talora,“birbanti”.Ma è parimenti innegabile che nonsono questi a poter sostanziare l’autenticovolto dell’avvocatura e intaccarnela diffusa meritevolezza ela positiva eticità dell’operato.Su tutto ciò, di certo, non può nonsoffermare la propria attenzione il<strong>Rotary</strong>, che dal mondo forense hacooptato e trae non pochi dei proprimembri 15 .Per il <strong>Rotary</strong> – ben lo sappiamo – havalenza ogni professione o attivitàlavorativa atta a concorrere al progressomateriale o spirituale dellasocietà. Per il <strong>Rotary</strong> è, d’altro canto,necessario 16 che ogni occupazionesia svolta nella maniera “più degna”e che la pratica delle professionisia “informataai più elevati principietici” e si traduca,così, in lodevole“servizio”.“Servizio” al prossimo;“servizio” allasocietà.È quanto è dato diriscontrare, nei confinidel mondo forense,là ove l’avvocato– lungi dall’immiserirsiin disinvoltefurberie e anomale condotte– vuole e sa operare in coerenzacon i principi ideali della propria professione,con lucido tecnicismo eumana, generosa disponibilità.Chi vi parla ha, intensamente, amato,ama e vive l’avvocatura.Con pari intensità e sentimento sionora di essere rotariano.Di qui – gli sia consentito – un augurioconclusivo: abbia l’avvocatura,anche in futuro, ad assicurarel’attivazione di feconde competenzeprofessionali in un orizzonte di irrinunciabilivalori etici.E sia questo anche un obiettivo rotariano,per vincere le sfide del domani.1Così G. ALPA, attuale Presidente del Consiglio Nazionale Forense italiano, ne L’Avvocato. I nuovi volti della professione forense nell’età della globalizzazione,Bologna, 2005, p. 9.2In Italia (con l’art. 24, comma 2 della Costituzione) e in molti altri Paesi.3Vedasi, ad esempio, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (art, 47) e la stessa Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (artt. 7e 12).4Cfr. art. 111 Cost. it., comma 2 (“Ogni processo si svolge nel contradditorio tra le parti in condizioni di parità avanti ad un Giudice terzo e imparziale”).5È appena il caso di ricordare che il legislatore (per quello italiano, v. artt. 82, 417 e 442 c.p.c.), solo in via eccezionale, in detcrminate ipotesi, consentealla parte di stare in giudizio personalmente.6V., al riguardo, DANOVI, II codice deontologico forense, Milano, 2006 3 , p. 9 e segg. e PERFETTI, Codice deontologico forense e natura delle normedeontologiche, in C.N.F., Codici deontologici ed autonomia privata a cura di ALPA e ZATTI, Milano, 2006, p. 7 e segg. V., altresì, ALPA, L’avvocato, cit.,spec. p. 139 e segg.7V. DANOVI, op. cit., p. 96 e segg., 129 e seg.8Principio, che si ritrova enunciato anche nella formula del giuramento prestato dall’avvocato ex art. 12 l.p.f., oltre che nell’art. 88 c.p.c. (v. ancheart. 105 c.p.p.).9II che è previsto anche dall’art. 2237 c.c., dall’art. 85 c.p.c. e dall’art. 107 c.p.p. E v. anche l’art. 11 della l.p.f.10Valga, al riguardo, la citazione dell’intervento di Giovanni Paolo II nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario alla Rota Romana (28 febbraio2002) e al dibattito, che ne è seguito, con riferimento all’istituto del divorzio e alla sua applicazione in sede giudiziale.11Quanto al Codice deontologico europeo v. art. 112V., al proposito, ALPA, La professione forense fra diritto patrimoniale e diritti fondamentali, in Il XXVII Congresso Nazionale dell’Avvocatura. I contributidel Consiglio Nazionale Forense, 2005 2 , p. 3 e segg. e L’avvocatura, cit., p. 51 e segg. Ma v. ora il d.l. 4 luglio 2006, n. 223 e la l. di conversione4 agosto 2006 n. 248 e la presa di posizione del C.N.F. formalizzata con “osservazioni” del 4 settembre 2006.13Cfr. ALPA, La mobilità della professione forense. Tradizione ordinistica, mercato dei servizi legali, “funzioni pubbliche” nel diritto interno e nel dirittocomunitario. Bari, 2004, passim. Dello stesso ALPA v., altresì, la Relazione di apertura del XXVIII Congresso Nazionale Forense (2005), ove sisottolinea che “l’avvocato non è chiamato solo ad occuparsi di cose mercantili: il suo ruolo sociale, la sua responsabilità sociale, ne fanno un protagonistadei diritti civili. E l’emersione dei nuovi diritti fondamentali rinnova la nobiltà della professione forense, che ad essi presta il suo ingegnoe la sua spada.14CAVAGUARI e CALDARA, voce Avvocati e Procuratori in Digesto italiano, IV, 2, Torino, 1893-1899, riedizioni a cura di ALPA, Bologna, 2004.15Come non rammentare, del resto, che lo stesso Paul Harris era avvocato?16Cfr., al riguardo, anche la “Dichiarazione degli operatori economici e dei professionisti rotariani” approvata dal Consiglio di Legislazione nel 1989.Il caso della professione di imprenditoreCarmelo CosentinoRingraziando il Comitato organizzatore,il suo Presidente Avv. Poddighe,ma soprattutto il GovernatoreRoberto Ivaldi, la cui amicizia mi onora,per avermi invitato a parteciparecon una mia personale testimonianzaa questo importante congressorotariano, inizio il mio intervento“Il caso della professione diimprenditore” con una prima contraddizione: non sono un imprenditore!O almeno non lo sono in senso stretto.Potrei infatti meglio definirmi “unmanager” o forse “un manager distato” avendo svolto quasi tutta lamia carriera professionale all’internodi un grande gruppo pubblico comeFinmeccanica. Gruppo che semprepiù rappresenta l’Italia nel mondo.Ho accettato però volentieri il suggerimentodegli amici organizzatoriperché ritengo che essere manager,svolgendo il proprio ruolo con la necessariaetica professionale (e quista proprio il nostro tema congressuale)sottintenda una deontologiae richieda una serie di comportamenticomuni a quelli che dovrebbeavere anche un vero imprenditore.Imprenditore di se stesso, soggettoche con le sue azioni indirizza l’interessedei suoi azionisti, dei suoi dipendenti,della realtà economica esociale di cui la sua azienda fa parte.Che risponde in prima personadelle scelte fatte e che rischia nonsolo i propri incentivi legati ai risultati(parte variabile della remunerazioneche oggi è spesso diventatauguale o superiore a quella fissa) masoprattutto la propria immagine dimanager e dunque la propria carriera.Dico spesso ai miei collaboratori : ladifferenza tra il successo ed il fallimentoè una sottile linea.È un filo di rasoio su cui bisogna camminarese si vogliono perseguireobiettivi ambiziosi. E questo è tantopiù vero quanto più si occupanoposizioni di comando.Dunque top manager per certi versimolto simile all’imprenditore. Managerialitàed imprenditorialità: duemondi con notevoli analogie e congli stessi doveri.Ma come l’etica professionale puòispirare l’azione di chi, per mestiere,deve ogni giorno guidare la realtàin cui opera in un mondo di accesacompetizione internazionale?Un mondo fatto di grandi sfide suimercati mondiali dove si giocano partiteimportanti di alta tecnologia, fortiinteressi economici, spesso fortipressioni politiche.Un mondo dove certo non vi è spazioper mammolette ma che al contrariorichiede non solo capacità professionali,ma soprattutto determinazionee grinta, comunque senzaperdere di vista l’aspetto etico. Auspicabileper chiunque, assoluto mustper un vero rotariano.Prendiamo ad esempio il mondo dell’industriaaerospaziale che conoscomeglio perché vi opero oramai daqualche decennio.È un business i cui confini sono quelliplanetari, in cui tutti i mercati internazionalisono intercomunicanti,dove la competizione è globale e dovesi giocano spesso aspirazioni edazioni dei Paesi più industrializzatisul terreno della politica economica,della politica estera e talvolta dellapolitica militare. Ma è un mondo costituitoda un numero piccolo di attori.Pochi, grandi gruppi industriali.Uno o due per ciascun paese di maggiorerilevanza, quattro, cinque nelcaso degli Stati Uniti. Con gruppi comeEADS o Lockheed Martin, Boeingo British Aerospace siamo infatti talvoltapartner e talvolta competitori.Con gli stessi uomini, rappresentantidi grandi aziende, è normale trovarsi,magari a poche ore di distanza,a difendere di temi e interessi diversisedendo talvolta dallo stessolato del tavolo negoziale e talvoltada parti contrapposte sempre difendendol’interesse del proprio Gruppo,del proprio Paese. Ecco che anchequi l’etica gioca un ruolo determinantenella guida dei comportamenti.Ma entriamo nel vivo di questo mondo,l’industria aerospaziale, il cui nomeevoca spesso suggestioni fanta-Ottobre 2006Dal Distretto21


VOCE del ROTARY Ottobre 2006scientifiche e romantiche ad un tempo.Dal 17 dicembre 1903, quando ilFlyer 1 si alzò in volo per 12 secondi,percorrendo 37 metri, sono passatipoco più di cento anni.Oggi l’aviazione civile è una realtàdi cui il mondo non potrebbe fare ameno. Basti pensare che ogni giornovolano nel mondo oltre 10 milionidi passeggeri ed in ogni momento1.000.000 di essere umani si trovain volo.I budget per la difesa rappresentanouna parte consistente dei PIL nazionali:oltre 700 Mld$ negli USA,250 Mld$ in Europa, 20 Mld$ in Italia.Qualche dato industriale riferito allasola aeronautica: in USA 600.000diretti per un fatturato di 200 Mld$,in Europa 100 Mld$ di fatturato dannolavoro a circa 450.000 addetti (includendoanche l’indotto di primo livello).In Italia la sola Finmeccanica, primogruppo nazionale dell’alta tecnologia(peraltro secondo gruppo in U.K.e terzo in Europa) sviluppa con oltre65.000 addetti un giro d’affari dicirca 11,5 Mld$.Ma i numeri sono spesso aridi enon ci danno una rappresentazionefisica della realtà. Un AirbusA380 vale quanto da 13 a 15.000automobili di media cilindrata, unalinea finale di Eurofighter (a Torinopresso Alenia) che produca “solo”12 velivoli l’anno uguaglia infatturato una catena di montaggioautomobilistica che “sforna” ben120.000 auto.Passiamo a qualche notazione tecnologicae prendiamo ad esempiol’M346, l’addestratore avanzato cheAermacchi sta sviluppando e che tuttoil mondo ci invidia (e non sto esagerandoperché si tratta dell’aziendache io guido). Tre informazioniche fanno riflettere:Immagini di vita congressualeil velivolo è governato da 4 maincomputer, oltre ad altri 14 computerminori, o locali. Veri sistemi diintelligenza artificiale che, in caso didiscordanza dei dati provenienti dauno di essi, decidono da soli la disconnessione,temporanea o definitiva,del computer “anomalo”;durante le prove di volo dei prototipi,ben 5.000 parametri diversi vengonocontemporaneamente inviatialla stazione di terra dove decine diingegneri e tecnici monitorizzano tuttii dati di volo, compreso le condizionifisiche del pilota;i comandi vocali e il puntamento deibersagli attraverso gli occhi del pilota,rappresentano ormai tecnologiesufficientemente mature da essereda noi ritenute applicabili suivelivoli di serie.Ma per tornare ad un aspetto menotecnologico, più vicino al tema delnostro congresso, cioè l’etica, vorreiadesso brevemente accennare allastrategia di posizionamento dell’industrianazionale nel dilemma politicotra il consolidamento continentaleeuropeo e lo sviluppo di businesscon gli Stati Uniti d’America.Tema questo che spesso è stato oggettodi grande attualità nel nostroPaese.Si pensi per esempio alla vicendadell’uscita dell’Italia dal programmaA400M o al tema del perché il nostroPaese non sia mai entrato in ma-Immagini di vita congressualeniera strutturale nella compagine diAirbus, oggi secondo produttore mondialedi aeroplani civili.Il sistema industriale italiano che,come già accennato, ha saputo esprimeresin dagli albori del volo unapresenza importante nel panoramamondiale, è stato artefice di rilevantitraguardi tecnologici, sia conla progettazione di prodotti di grandesuccesso e di ottime prestazioni,sia con l’ottenimento di record,alcuni dei quali ancora imbattuti,soprattutto nel periodo tra le dueguerre mondiali.Negli anni della ricostruzione industrialepost bellica, l’apparato nazionalesi è certamente trasformatoma è riuscito di nuovo ad imporreidee di successo e prodotti originali,basti pensare all’aereo G-91 prodottoprima da FIAT e poi da Aeritaliao, ancora di più, agli oltre duemilaaerei da addestramento che Aermacchi,non ancora appartenente adun grande gruppo come Finmeccanica,è riuscita a vendere sui mercatimondiali negli ultimi quarant’anni.Ma l’agganciamento alle attivitàaeronautiche e civili di grandeproduzione è ripartito attraverso primiesempi di offset industriali ottenutidagli Stati Uniti a seguito deigrandi ordini effettuati da Alitalia,per esempio per la flotta DC-9 McDonnellDouglas.A partire da allora la nostra industriaha sempre più sviluppato una elevatavocazione alle collaborazioni in-dustriali. Collaborazioni che hannosaputo darci ottimi risultati, non soltantoin termini di avanzamento tecnologicoo beneficio economico, maanche in termini di formazione di unaclasse di management acculturataalle pratiche internazionali e dunquesprovincializzata.Mi piace ricordare che io stesso hoavuto la fortuna di operare, agli inizidella mia carriera professionale,in un contesto internazionale pressola Boeing, ad uno dei programmicollaborativi di maggior successo, ilB-767.Lo sviluppo di programmi in comunecon le realtà americane è via viaaumentato in volume e si è progressivamentearricchito di contenutidi maggior livello nella scala delvalore. Questo sviluppo dell’industrianazionale non ha però impedito lanascita di forti collaborazioni europee,soprattutto in campo militareove l’Italia ha ricoperto posizioni diprimo piano, basti pensare al programmaTornado o, in tempi più attuali,alla intrapresa dell’Eurofighter.Un posizionamento dunque quellonazionale, di sostanziale equidistanzafra le due sponde dell’Atlantico, convinticome siamo che il consolidamentoeuropeo sia un destino ineludibileed eticamente auspicabile,mentre la collaborazione con gli americanirappresenti una forte opportunitàdi business e di acquisizionedi know-how.Questa attitudine bipartisan, che caratterizzaoramai stabilmente il nostroposizionamento strategico, èstata in passato talvolta vista consospetto da alcuni nostri omologhieuropei. Per esempio in Francia o inGermania chi, all’insegna del “chinon è con noi su tutte le nostre scelteè contro di noi” auspicava nei fattila costituzione di una “fortezza Europa”da contrapporre ad una presupposta“fortezza America”.Il mutare degli scenari industriali haperò dato ragione a questa sceltaante-litteram dell’Italia, proponendocome questione centrale l’assolutanecessità dell’Europa di attuareuna forte politica di cooperazionecon gli USA. L’elemento che ha causatoquesto radicale mutamento ècostituito dall’intenso processo diconcentrazione e consolidamento cheha interessato le industrie dei paesioccidentali dall’inizio degli anni ’90.Il processo è partito dapprima negliUSA a seguito della necessità di ottimizzarele attività industriali pressateda progressivi ridimensionamentidei budget della difesa e dallievitare dei costi necessari per svilupparetecnologie sempre più sofisticate.Per fare un paragone unosquadrone di F-22 (cioè 18/20 velivoli)ha un valore che è all’ordine digrandezza del Prodotto NazionaleLordo annuo di una piccola nazioneafricana di quasi 7 milioni di abitanticome il Rwanda.Presto il fenomeno ha investito anchel’Europa segnando però direttricidiverse. Acquisizioni in America,fusioni in Europa.Questa andata di mergers & aquisitionsha fortemente ridotto il numerodi competitori, già di per se nonelevato a causa delle forti barriereall’ingresso.Ma se il numero di players è più piccolo,la trama delle collaborazioni,cooperazioni, joint venture, consorzi,subsidiaries e partecipazioni societarieè aumentato a dismisura.Ed ecco dunque che lo skill più ricercatoe pagante è via via passatoda quello dell’ingegnere (non dimentichiamociche in Russia Presidentidelle Aziende sono ancora i ProgettistiCapi) a quello del societarista/imprenditore.Una vera rivoluzione. Dopo l’esempiodi Jurgen Schremp, il mio amicoAlan Mulally, con cui a Seattle condividevoil tavolo di lavoro alla finedegli anni ’70, ha lasciato il posto diCapo della Boeing Commercial Airplaneper diventare AmministratoreDelegato del gruppo Ford.Ed ecco che si ritorna alla tesi propostain apertura del mio intervento:top manager come imprenditore.Top manager come soggetto checon i propri comportamenti indirizzae governa i contesti in cui opera:industriali, economici e sociali e cometale soggetto di spicco e visibilitàla cui azione, se ispirata a giustiprincipi etici, dovrà risultare di esempioe di stimolo a tutti coloro che costituisconoi suoi pubblici di riferimento.Capacità professionali dunquedevono essere accompagnateda principi ispiratori e disponibilitàcomportamentali a favore degli “altri”,in senso lato : il proprio Paese,il proprio territorio, i propri lavoratori.Insomma in ultima analisi sempreal servizio della comunità in cuiegli opera.22 23


VOCE del ROTARYOttobre 2006Dal DistrettoEticalità biomedicanella trasposizione rotarianaGianni Gasbarrini FortunaUno sguardo rapido alle radici delproblema.Il termine etica deriva dal greco costumee dal latino ethica.Introdotto da Aristotele, lievementedistinto e spesso identificato conquello di “morale”, designa ogni dottrina,che si occupi del comportamentopratico dell’uomo e della societàumana, immaginata come normadi vita concernente i costumi el’assetto morali, e che di per sé haun’essenza morale.Di tutt’altro significato il termine etico,nel senso di abituale, continuo:viene utilizzato in farmacoterapia perindicare un farmaco di uso abituale,spesso definito da banco; si dice anchedi febbre continua, tipico esempiola febbre etica, paradigm: febbretisica.La disposizione costante della volontàa uniformarsi alla legge morale,cioè l’abitudine connaturata a fareil bene, viene da Aristotele definitavirtù etica (virtù morale per ipensatori latini), la quale si configuranella realtà come un insieme divirtù, definite etico-morali o della volontà,in seguito conosciute comevirtù cardinali.Allo stato attuale, la seguente appareessere una definizione accettabile:“l’etica costituisce lo studiodei valori umani, del carattere umanoideale, dei costumi, delle azionie dei fini, in termini in gran partestorici ma, soprattutto, l’etica comportal’agire secondo norme morali”.(Van Renssenlaern Potter – “Bioethics,the Science of Survival. Perspectivesin Biology and Medicine”.John Hopkins University Press, 1970).Secondo Immanuel Kant, nell’uomoè connaturata una legge morale,che si manifesta come imperativocategorico, ossia come legge eticaassoluta. Essa determina “a priori”la volontà, prescrivendo il modoe il merito di ogni azione umana, secondorazionalità: “agire secondovolontà e ragione è lafondamentale normamorale per l’uomo”Un salto concettuale perparlare subito di Bioeticamedica, definita come“lo studio sistematicodella condotta umananell’ambito delle scienzedella vita e della cura dellasalute, quando tale condottavenga esaminataalla luce dei valori e dei principi morali”(W.J.Reich. Encyclopedia of Bioethics,1978/1998). Secondo AnzaniA. (Card Sci, 4, 3, 107:112. 2006),la bioetica medica va intesa come“riflessione scientifica e sapienzale(capacità di discernimento con fortidoti morali e perfetto grado di conoscenzadelle cose), che considerale più diverse questioni della vitain riferimento ai valori e alle esigenzepiù radicali dell’uomo, nella sua specificadignità di persona e nell’ambitodel suo proprio comportamento;l’uomo come persona è dunqueil criterio fondamentale di eticità.Persona è l’essere umano nella suatotalità unificata, cioè in tutte le suecomponenti e dimensioni, integrateindivisibilmente nell’io personale”Si legge, tuttavia, di vari tipi di bioetiche:– bioetica medica– bioetica ecologica o della natura(emancipazione umana in pienasolidarietà con l’integrità della natura):etica della terra, della popolazione,del consumo delle risorse,urbana, geriatrica, planetaria– bioetica globale, cioè medica edecologica (Van Renssenlaer Potter,“Global Bioethic”, 1988)– bioetica delle circostanze o utilitaristicao consequenziale– bioetica equalitaria e bioetica distributiva– bioetica della prossimità.Esistono davvero, o trattasi piuttostodi un tentativo di miniaturizzareil problema, per un uso specifico disettori interessati?La moralità: non esiste una moralitàprivata e soggettiva. La moralitàè una delle istituzioni normative,insieme al diritto e al costume, cheha come scopo la coordinazione dellavita umana; la moralità assumedimensione sociale.Esiste tuttavia una moralità giuridica(Internal Morality of Law) che rappresentail corpo costitutivo dellamoralità intrinseca alle leggi, validoanche in un contesto biomedico; essorichiede che esistano regole certe,che vengano promulgate, che nonsiano retroattive, che risultino chiaree non causa di contraddittorio,che non richiedano“l’impossibile”,che siano aderenti ai tempi, che venganorecepite dalle amministrazioni(Paola F.A., Walker R.-Intern EmergMed, 1, 1, 5:14. 2006).Per entrare nel contesto biomedico,“la moralità propria della medicina(Internal Morality of Medicine), è costruitadal complesso obiettivi-mezzibiomedici, mentre è l’integrità professionaledei sanitari la garanziadella fedele aderenza alla moralitàstessa; emergono, dunque, nuovivalori, in linea con nuove condizionistoriche per via dei progressi medici,e per un’accentuata necessitàdi libera autonomia personale”(FullerL.L., Ladd A., Brody H., Miller F.G.- 1998).Secondo B. Gert (Int Emerg Med,1,1, 5:14.2006), la moralità propriabiomedica “è un sistema pubblico in-formale, applicato ad ogni personarazionale, che eserciti attività nelcampo della medicina, e che governicomportamenti con effetti suglialtri. Il sistema include ideali, regolee virtù morali, ed ha comescopo l’abolizione e/o la riduzionedei torti e danni ad altrui”.Gli ideali morali: prevent, preveniregli eventi fatali, la perdita dellasalute e della speranza, il dolore ele disabilità, la privazione della libertàe del benessere, il disingannoe la sfiducia, la negligenza delle promesse,l’inosservanza delle leggi edei doveri, la disumanizzazione delrapporto medico-paziente.Le regole morali: do not, non provocareeventi fatali, essere causa didolori né di disabilità, ingannare nédeludere, privare della libertà e delbenessere, tradire la fiducia, ma restituirela salute e la speranza, osservarele leggi, mantenere le promesse,aderire ai doveri.Le virtù morali: attendibilità, imparzialitàed equità, correttezza, onestàd’intenti, lealtà, affidabilità, sincerità,affabilità e benevolenza.Il compianto Prof. Luigi Condorelli,Direttore per molti anni dell’Istitutodi Clinica Medica dell’Università “LaSapienza” in Roma, aveva già, a suotempo, stilato le caratteristiche delmedico sapiente e virtuoso, precedendodunque di molti anni quantogli eticisti hanno ora evidenziato:“…Le qualità morali indispensabili adun buon medico sono saggezza, sensodi giustizia, di generosità, di affabilitàe spirito di sacrificio. Tuttequeste sono qualità che, per svilupparsinello studioso, richiedono unafondamentale bontà d’animo e d’amore……la generosità, una qualità necessariaad un medico, può dimoraresolo in cuori generosi, in quelli cioécapaci di immaginare l’universale benesocratico, reso sublime dalla caritàcristiana.…l’affabilità è la chiave magica cheapre il forziere con i pensieri caratterizzantila personalità di un uomo,pensieri che il medico deve conoscerese desidera alleviare le sofferenzedei suoi pazienti, infondendoloro fede e speranza….Io credo che il vero medico è coluiche sa come penetrare e scrutarel’anima dei suoi pazienti”(Luigi Condorelli, 1980).Entriamo più nello specifico campobiomedico, per interessarci di quelconcetto che è chiamato eticalità(ethicality, neologismo anglosassone):nell’ambito delle scienze biomedichesi definisce “eticalità il gradodi conformità delle pratiche clinichea precisi standard etici, la cuiesatta definizione è indispensabileper la misura della stessa” (Fox E.,Arnold R.M., 1996- Morreim E.H.,Pellegrino E.D., 2002). Ovviamente,devono esistere adatti indicatorietici dei processi, base della moralitàintrinseca alle scienze biomediche,e sono:– l’eticalità medesima– il grado di soddisfazione del paziente– la risoluzione dei conflitti bioetici– l’educazione permanente, cioè l’acquisizionedelle novità e l’incrementodelle capacità tecniche, attraversospecifica istruzione e/oesperienza generale.Nel perseguire gli obiettivi della moralitàbiomedica, gli specialisti bioeticimedici (ethicians) e non medici(ethicists) devono tenere presentitre grandi categorie di problemi, legati:– al rispetto delle leggi– al dovere professionale– alla moralità generale.E si perviene nel contesto deontologico.Deontologia è un termine filosofico(deontology), derivante dal significatogreco “dovere”, introdottodal filosofo inglese J.Bentham(1748-1832), per illustrarela propria dottrina utilitaristicadei doveri, e dallo stesso usatocome sinonimo di etica professionaleo morale/etica deontologica:è un “complesso di determinatidoveri (riferiti a particolaristrati sociali), che disciplinal’esercizio di una professione,e si occupa di quello chedeve essere e di quello che èlecito fare”.Nello specifico campo medico,si parla di deontologia medica.Il Codice Italiano di DeontologiaMedica (CIDM) è il paradigma inmateria di apparati deontologici; l’attualeedizione, composta da 6 Titoliper uno sviluppo di 79 articoli, èdel 1998 ed è stata preceduta dalleedizioni del 1953-1978-1989-1995,a dimostrazione di quanto complessae in continuo divenire sia la materiadisciplinante l’esercizio dellaprofessione medica. È in corso l’edizione2006.ETICA del o nel ROTARY? Una solapossibilità: etica nel <strong>Rotary</strong>. Ela trasposizione rotariana? Rammentiamocidella “Dichiarazione deglioperatori economici e dei professionistirotariani” (CoL. 89-148).Il Consiglio di Legislazione (04-290)ha ulteriormente ribadito i terminidella Dichiarazione “con l’invito a tuttii rotariani ad improntare la loro vitaprivata e professionale al rispettodei valori universali, e a conformareil proprio comportamento aiprincipi dell’etica”. Dunque, etica nel<strong>Rotary</strong> e non del <strong>Rotary</strong>, i principietici generali spalmati nel contestorotariano.Più precisamente, l’etica nel <strong>Rotary</strong>intende le norme generali di comportamentopratico dell’uomo e dellasocietà, le quali concernono i costumie l’agire morale, le quali sonoapplicate nel <strong>Rotary</strong> al mondo produttivoe a tutte le attività tipichedell’azione rotariana. Le succitate attivitàsi correlano al preciso doveredei rotariani di recuperare e rafforzareuna responsabilità morale,una responsabilità:– che nasca dal cuore dell’uomo,24 25


VOCE del ROTARYDal DistrettoOttobre 2006all’osservanza dei principi etici, chesono alla base della loro azione quotidiananei confronti dei pazienti. Numerosii problemi, eccone alcuni:– Etica equalitaria, etica distributiva,etica utilitaristica– Accanimento diagnostico e terapeutico– Testamento biologico ed eutanasia– Uso delle cellule staminali embrionali– Fecondazione assistita– Consenso informato insufficiente– Diritto all’informazione e alla documentazione– Inosservanza della privatezza– Atteggiamento paternalistico, senzacondivisioneA good of person, il benessere dellapersona, è l’obiettivo dell’azionesanitaria, tenendo presenti i seguentiprincipi fondamentali, già in parteelencati in precedenza:– Principio di autonomia (principleof respect of autonomy, respect offreedom)– Principio di beneficialità (principleof beneficence: prevent or removeevil and to promote good, nonmaleficence, do not inflict evil)– Principio di giustizia (principle ofjustice, no person should be treatedinequally)– Integrità etica degli operatori (ethi-– che si traduca nell’abitudine costantea fare il bene,– che lo renda, insieme, attore e testimonenella propria comunità.Quali sono questi principi eticali?La promozione della legalità, mediantei propri comportamentila sobrietà negli incarichi internie pubblici, senza ostentazioni supponentidi poterela tolleranza e liberalità, che sitraducano in apprezzamento e rispetto,senza cedimento, per le opinionialtruila difesa della propria identità,senza negazione di quella altruila pienezza della ragione unicanelle sue differenti dimensioni.Ed ancora, recupero di un ritrovatoumanesimo, uno spirito nuovocommisto di cultura, civiltà,educazione, mediante la consapevolezzadella posizione privilegiatadell’uomo nel mondo e, quindi, la ricercadella misura più alta delle capacitàe della dignità dell’uomo attraversouna ricognizione dei valoriprimigéni, cioè quegli ideali, aiquali gli esseri umani aspirano.In questo ambito si sviluppano i principidella cosiddetta eticalità biomedica,nel senso che gli operatori sanitari,già consapevoli della leggemorale insita nelle loro coscienze,trovano nel <strong>Rotary</strong> ulteriore spintaSe è vero che quello dell’etica, intesacome presupposto spirituale dellacondotta dell’uomo, è un concetto,per così dire universale, non èmen vero che esso, quando lo si associa talune attivitàprofessionali e, in particolare,a quella delMagistrato, finisca perassumere un valore ancorpiù pregnante edun significato del tuttoparticolare.“Il Giudice infatti – comediceva il grande PieroCALAMANDREI – ha, come il magodella favola, il sovrumano poteredi operare nel mondo del dirittole più mostruose metamorfosi e didare alle ombre parvenza eterna dical integrity of health care professionals).Un problema, fra tutti, forse il piùsevero, eutanasia o testamento biologico:testamento biologico o testamentodi vita o carta dell’autodeterminazioneo Biocard (ConsultaNazionale di Bioetica, 1990)Living will (Stato della California,1976- “Natural Death Act”)– rigth to die– dignity into death– letting to dieL’opera del medico si dibatte in continuotra ciò che è lecito fare e ciòche non va fatto: le norme giuridiche,finché possono e se esistenti,vengono in suo aiuto, ma è la suacoscienza che, infine, gli impone ladecisione: in quei momenti il medicoè solo di fronte a se stesso e allalegge morale, che sente esseredentro di sé.“Est modus in rebus:sunt certi dénique fines,quos ultracitaquenequit consistere rectum”(Orazio Flacco -Sermones, 1, 1, 106)––––“C’è una misura nelle cose:esistono determinati confini,e non è retto oltrepassarli,né rimanere indietro”Etica e magistraturaEttore AngioniProcuratore Generale della Repubblica, <strong>Cagliari</strong>verità …”, di talché “in esso non contatanto l’intelligenza, la quale bastache sia normale per poter arrivarea capire … ma conta sopratuttola superiorità morale, la qualedeve essere tanta da far sì che eglipossa perdonare all’Avvocato di esserepiù intelligente di lui”.Da queste parole, semplici nella lorograndezza, un insegnamento: peressere un buon Giudice non è necessarioessere un genio del diritto,mentre è indispensabile esseredotato di buon senso e di equilibrio,nonché di qualità morali che lorendano esente da critiche per ilsuo comportamento, anche nellavita privata.Si tratta, del resto, di principi cheaffondano le radici nel tempo, solche si consideri che già PLATONE,nella “Repubblica”, esaltava la figuradel Giudice, anche e soprattuttodal punto di vista morale, accomunandolaa quella del Medico!“Anche i Giudici, come i Medici – affermavail grande filosofo – non vedonointorno a sé che storpi e lebbrosi,anche i Giudici, come i Medici,respirano per tutta la vita l’ariaviziata delle corsie, in quei grigi ospedalidi tutte le umane corruzioni chesono i Tribunali”.Ecco perché da essi si pretendee si deve pretendere qualcosa dipiù anche sotto il profilo comportamentale,deontologico edetico.E qui consentitemi ancora di richiamarele parole di quel grande Maestrodel giornalismo che fu IndroMONTANELLI, il quale in uno dei suoicelebri “corsivi”, pubblicato sul “Corrieredella Sera” del 15 Ottobre 1995,aveva testualmente scritto: “Un Magistrato,si capisce, deve conoscerebene gli ingranaggi della macchina,il suo linguaggio, i suoi inevitabili enecessari formalismi. Ma … ben altroesigo io da un Giudice. Esigol’equilibrio, la discrezione e quell’altosenso della propria missioneche si manifesta anche inun certo modo di comportarsi edi apparire.Il Giudice sbracato, che in aula nonmisura i propri gesti e parole e se nelascia trasportare senza un minimodi autocontrollo m’insospettisce edisgusta anche se è un pozzo di scienzaprocedurale.Ecco perché sempre più mi convincoche un esame di concorso non bastaa qualificare una persona al postodi una veste pesante come la toga,di cui ho, come vedete, una concezionemolto alta, quasi sacerdotale.Io, cittadino, voglio credere nelmio Giudice. Ed è per poterci credereche esigo da lui un certo contegno,non soltanto in aula, ma anchefuori dall’aula”.Debbo a questo punto aprire una parentesie lo faccio dopo aver rilevatocome negli interventi che ho finqui richiamato si usino indifferentementei termini di “Magistrato” e diGiudice, quasi a voler rimarcare esottolineare, con un concetto a meparticolarmente caro, come anche ilpubblico ministero, che è Magistratoma non Giudice, debba essere necessariamenteimpregnato di quellacultura della giurisdizione, che ègaranzia di imparzialità, di autonomiae di indipendenza.E ciò, del resto, in piena sintonia conla lettera dell’articolo 13 del codiceetico per i Magistrati, adottato dalComitato Direttivo dell’AssociazioneNazionale Magistrati, che ci ricordatestualmente che “il pubblico ministerosi comporta con imparzialitànello svolgimento del suo ruolo … indirizzandola sua indagine alla ricercadella verità, acquisendo anchegli elementi di prova a favore dell’indagato… evitando di esprimerevalutazione sulle persone delle partie dei testi, che non siano conferentirispetto alla decisione del Giudicee senza mai chiedere a quest’ultimoanticipazione delle sue decisioni…”.Questo ho voluto precisare, giacchénel mio intimo, pur avendo quasisempre operato nel corso della miaormai ultraquarantennale attività nelsettore del pubblico ministero, misono sempre sentito e continuo asentirmi Giudice, con tutte le implicanze,d’ordine morale ed etico, chequesto ruolo comporta. È inevitabilea questo punto incardinare il discorsocirca i rapporti fra il Giudice ela politica, proprio perché si tratta diun discorso che rientra nell’alveo deicomportamenti e dello stile di vitadel Giudice stesso.Diceva Oscar WILDE che “a tutto sipuò resistere, tranne che alle tentazioni”e queste, sovente, sono fatteper soccombervi. E fra le tentazionida vincere per il Magistrato c’è quelladella mancanza di sobrietà e dellasmania di protagonismo, dettatail più delle volte proprio dal desideriodi calcare il palcoscenico della politica,specie dopo avere acquisitonotorietà in virtù di qualche clamorosainchiesta giudiziaria.Il che è deleterio, proprio sotto il profilodeontologico, etico e morale!MONTANELLI, come abbiam visto,era fondamentalmente convinto cheil Giudice serio ed onesto debba, nonsolo essere, ma anche apparire autonomoed imparziale e tale non potràmai essere, per motivi facilmenteintuibili, quel Giudice che dovessetuffarsi nell’agone politico, entrandoa far parte di uno schieramentopartitico, venendo eletto inuno dei due rami del Parlamento oentrando addirittura a far parte dell’esecutivo,per poi tornare, una voltacessato il mandato, a rivestire latoga.Leonardo SCIASCIA, nella sua introduzionealla “Storia della colonnainfame” di Alessandro MANZONI,andò ancora oltre, ricordando i Giudicimilanesi MONTI e VISCONTI, che26 27


VOCE del ROTARYOttobre 2006Dal Distrettodefinì burocrati del Male e sapendodi farlo ….Si trattava di “uomini di cui tutta Milanovenerava l’integrità, l’illibatezza,l’ingegno, l’amore pel bene pubblico,lo spirito di sacrificio e il grandecoraggio civile”. Eppure si prestaronoa mandare a morte degli innocentidopo averli a lungo torturati… Erano giudici politici in quantodirettamente designati dal Senato diMilano, la massima autorità politicache aveva tutto l’interesse a sostenerela tesi dell’esistenza degli untori.MONTI e VISCONTI si comportaronocome si comporteranno in seguitoi giudici fascisti, i giudici nazisti,i giudici bolscevichi e … aggiungereiio … i tanti Giudici che, senzaaver prima dismesso la toga, fannooggi parte di una delle AssembleeParlamentari, nazionali o regionali …Tutti credettero di agire in nome delbene pubblico”.Sia ben chiaro, lungi da me l’ideache anche il Giudice, al pari di ogniuomo raziocinante, non debba averele sue idee e le sue convinzionipolitiche, ma, proprio perché Giudice,deve sempre tenersele per sé,senza mai lasciar trasparire all’esternoa quale parte politica si sentapiù vicino.E far ciò, credetemi, non è difficilese si è integri moralmente e pulitidentro!L’esempio più fulgido ci giunge daquell’autentico martire della Giustiziae della Magistratura Italiana, cheè Piero BORSELLINO.Solo “post mortem” apprendemmoinfatti quali fossero le idee politichedi questo grande Uomo, ma da comeagì da Magistrato non si potè certodesumere l’idea politica alla qualecredeva.Questo quindi è importante: non lafede politica del Magistrato, ma chequella fede politica non stinga maisull’esercizio della giustizia!Sempre CALAMANDREI, nel suo celeberrimo“Elogio dei Giudici scrittoda un Avvocato”, asseriva in propositotestualmente che “l’opinione pubblicaè convinta (e forse non a torto)che prender parte nella politicavoglia dire, per i Giudici, rinunciarealla imparzialità della giustizia”.Ed è, questa, una sacrosanta verità!Molti si domandano d’altronde perchéi politici scelgano sempre più frequentementeoggigiorno come collaboratorimagistrati in servizio attivo,anziché esperti di altro tipo, ingenerandoil sospetto che così facendoessi cerchino una forma di tutela,aspirando magari a mettersi alriparo da eventuali, future inchiestegiudiziarie.A mio avviso si tratta di un sospettopiù che legittimo che il Magistratoserio ed onesto dovrebbe semprefugare, tenendo bene a mente chela nostra Costituzione stabilisce ilprincipio della separazione dei poterie, quindi, una rigida separazionefra sfera politica e sfera giudiziaria.Ed è evidente che, se i confini fra ledue sfere vengono sempre più frequentementeattraversati e i Magistrati,in numero crescente, vannoad occupare ruoli di particolare rilievoaddirittura nell’esecutivo, quelprincipio viene negato nella praticae, alla fine, travolto.Credo che in questi concetti e nellacritica di alcuni atteggiamenti, cheho assemblato, in maniera forse unpò disordinata, sia racchiusa l’essenzadell’alta funzione del giudice,che esige – lo ripeto – certamentecultura giuridica, ma anche e soprattuttogrande tensione morale ela necessità assoluta di trovarsi, propriosul piano etico e comportamentale,un gradino più su dei suoisimili.Probabilmente ho ecceduto in citazioni,ma ritengo che nessuno piùdei grandi personaggi che ho richiamatosarebbe stato in grado difar comprendere in maniera sempliceed austera nel contempo comedebba essere interpretato il binomio“etica e giustizia”.Mi piace a questo punto concludere,rileggendo la splendida “Preghieradel Magistrato”, dettata da NicolòTOMMASEO, che racchiusa in corniceda sempre tengo affissa dietro ilmio tavolo da lavoro! In essa trovereteuna mirabile sintesi di ciò chefin qui ho tentato di dire.Recita testualmente: “Fate, o Dio,che fra le contraddizioni e le ireloquaci degli uomini io possa discernereil vero; che nella severitàio non passi i limiti della legge;che neppure i colpevoli sianoda me maltrattati più di quelche bisogna a farli migliori.Fate, o Dio, che, quando la coscienzami avvisa che non possopunire, io abbia il coraggio didire: “Non trovo male alcuno inquest’uomo”.Fate, o Dio, che la mia vita siserbi irreprensibile e non somiglia parete imbiancata e fradiciadentro”.Etica come valore aggiunto nelle impreseArnaldo AcquarelliPresidente dell’Ordine Commercialisti di Roma e del LazioLa visione classica liberale dell’economiaha da sempre affermato lanecessità di una netta separazionetra la gestione dell’impresa, intesacome definizione degli obiettivi, individuazionedelle strategie e delleattività operative di realizzazione, ela dimensione etica e solidaristicadell’uomo. Ai più attenti, oggi, questavisione appare più che superatadall’evoluzione che ha interessatol’intero sistema economico, che hamostrato inequivocabilmente la necessitàdi uno stretto connubio tralo sviluppo economico ed il rispettodi principi etici.Lo stesso processo di globalizzazioneha rafforzato la consapevolezzache le imprese sono attori di un processodi sviluppo nuovo ed inarrestabile,che pur conservando la logicadi mercato, possono trarre effettieconomici positivi dall’adozionedi comportamenti non egoistici,generando in sé una funzione etica,che contribuisca alla trasformazionedel modello in evoluzione, rinunciandoagli esasperanti tentativi direstare ancorati a strutture e formeproduttive classiche e superate.La funzione etica dell’impresa nondeve, dunque, essere interpretatacome un esercizio filantropico dettatodalla sensibilità dell’uomo perriequilibrare la propria coscienza, marappresenta il nuovo valore aggiunto,il punto di forza per garantire l’efficienza,il successo e lo sviluppo dell’impresa.Il punto centrale del cambiamentoè l’adozione di una cultura aziendaleche deve cercare in sé una propriacoerenza, un proprio stile e proprivalori volti a soddisfare i bisognie le esigenze manifestati dai diversisoggetti interessati al processoproduttivo, siano essi interni (azionisti,lavoratori, managers), che esterni(consumatori, fornitori, clienti).Ciò si riflette in un maggiore benesseresociale del quale l’impresa godee contemporaneamente contribuiscea creare, che le consente diottenere un doppio vantaggio: economico,in termini di efficienza produttiva;sociale, in termini di impattopositivo sull’immagine aziendale.Il consumatore, cioè colui che fa l’impresa,nell’effettuare le proprie sceltenon si limita più alla valutazionedel rapporto costo-beneficio del prodottoo del servizio offerto, ma si basasu criteri ben più ampi, e tra i fattorideterminanti rientra la valutazionedi aspetti o atteggiamenti chesconfinano in ambito morale.Infatti, il consumatore risulta semprepiù sensibile alle scelte dell’impresae mira a premiare quelle aziendecon cui si identifica in base ad unsenso di appartenenza dettata dauna identità di valori, boicottandoquelle che investono i propri profittiin attività eticamente contrari aipropri principi.A tal fine molte imprese hanno adottatoal loro interno un Codice Etico,una “carta” che definisce i diritti, idoveri morali, le responsabilità diogni partecipante alla struttura organizzativa,e consente in manieraefficace di prevenire comportamentiirresponsabili ed illeciti garantendouna gestione equa e trasparentedelle transazioni e relazioni umane.Uno strumento la cui diffusione negliultimi anni si è andata accrescendo,e che ha favorito la realizzazionedi un Bilancio Sociale, unnuovo modello di rendiconto quantitativoe qualitativo al cui interno sievidenziano poste contabili opportunamentecreate (costi per asili nido,attività di svago per i dipendenti),che esprime le relazioni tra impresae collettività, fornendo un quadropuntuale, completo e chiaro dell’interdipendenzaesistente tra i fattorieconomici e quelli sociali che sonoalla base delle scelte d’impresa.In un’ottica globale, lo sviluppo eticodell’Economia è una condizioneineludibile, se si vuole evitare la suaimplosione.I sacrifici di oggi, servono in una logicadi lungo periodo per un riequilibriodell’attuale divario tra zone ricchee zone povere, attraverso l’individuazionedelle idonee prioritàd’intervento.Se da un lato c’è il rischio di una sclerotizzazionedel sistema avanzato,dall’altro si evidenzia la possibilitàche immense potenzialità in terminidi risorse umane vadano sprecate.Per evitare ciò bisogna convincersidella necessità di promuovere nellearee sottosviluppate strutture produttiveed infrastrutture, creandoeconomia, al fine di arrestare queiflussi migratori, inevitabilmente semprepiù ampi, che nel tempo porterebberoad un collasso dei Paesi piùevoluti.Parte del mondo imprenditoriale, ancoraoggi, si interroga se il perseguimentodi finalità sociali, comportandoun aumento dei costi, è daconsiderarsi un fattore di “svantaggio”competitivo o se, per contro, ilraggiungimento di un ottimale livellodi efficienza e di rendimento economiconon possa più prescinderedalla programmazione ed attuazione,all’interno dell’impresa stessa,anche di pratiche che sottolineino lapropria “funzione sociale”, tra le qualila valorizzazione, la protezione elo sviluppo delle risorse umane inessa impiegate, la previsione e il ri-2829


VOCE del ROTARY Ottobre 2006spetto di solidi principi a tutela dellasalute e della sicurezza dei consumatori,la salvaguardia dell’ambienteesterno, l’integrazione dell’impresanella comunità locale, garantendouno sviluppo, socialmentevalido, del progresso economico.Un dubbio che appare non tener contodei radicali cambiamenti che stannocaratterizzano il nuovo scenarioeconomico mondiale e dei risultatiparticolarmente positivi, in terminieconomici e d’immagine, ottenuti daimprese che per prime hanno intrapresola via di uno sviluppo sostenibile.L’Ikne, l’Olivetti, la Semco, la GrameenBank, la Corporative Bank, laModatex, rappresentano solo alcuniesempi di imprese che, nel tempo,hanno saputo interpretare con successoobiettivi economici e sociali,dimostrandosi particolarmente attentenell’adozione di tutte le soluzionipiù avanzate di strategia, tecnologiae organizzazione e, nel contempo,anticipatrici nella cura delleproprie risorse umane, del territorio,della cultura con pratiche e politichegestionali identificabili comeveri modelli innovativi.Una ricerca della società Dow Jonesha evidenziato i significativi incrementidel rendimento dei titoli di questesocietà, che hanno raggiunto livellidi eccellenza e mediamente superioririspetto ai concorrenti.Altrettanto numerosi sono gli esempidi imprese che tralasciando di considerarel’importanza che gli aspettietici e morali rivestono nel giudiziodel consumatore, hanno dovutofar fronte a sensibili cali di immagine,perdite di quote di mercato e divolumi delle vendite. Casi eclatantipossono ricondursi ai fenomeni qualiNike, Reebok, Adidas, Fila, Umbro,Cirio, Parmalat, Enron, WorldCom.Il giudizio del consumatore, oggi, infatti,va ben oltre il rapporto costibeneficiorientando le scelte versoquelle imprese di cui condivide valorie principi e che sul piano concretorealizzano prodotti e processirispettosi dell’ambiente e dell’elevataqualità; non discriminano i dipendentiin base al sesso, razza, religionee appartenenza politica; nontesta prodotti sugli animali; hannoa cuore diritti umani e l’equa distribuzionedella ricchezza nel mondo;si impegnano nella riduzione di problemisociali, quali la criminalità, l’analfabetismo,la povertà.Numerose ricerche, infatti, mostranoche i consumatori tendono a premiarele imprese che si manifestanoparticolarmente attente a fattoriquali il commercio equo-solidale,la razionalizzazione delle risorse primarie,il rispetto dell’ambiente e dellapersona.Se per i managers, dunque, l’eticad’impresa, rappresenta un importantestrumento di governo dell’impresa,per migliorarne le performancesfinanziarie, i processi di aggregazioneinterni e la gestione operativa,per i cittadini e per i consumatoriè la nuova rappresentazionedel valore aggiunto dell’impresa: lareputazione.La reputazione dell’impresa, fondale sue radici su principi e regole dicomportamento preventivo che rafforzanola fiducia e la cooperazionedei suoi stakeholders, favorendo nuovirapporti commerciali, transazionicontinue, riduzioni dei costi di controllo,gestione e di contrattazione,incrementi dell’efficienza aziendalee dei profitti.La coscienza etica è divenuta il primarioelemento di qualità dell’impresa,ma affinché rappresenti uneffettivo punto di forza, è doverosoche divenga parte integrante dellastrategia di base dell’azienda, interagentecon tutti i campi della gestioneaziendale: finanza, produzione,marketing, risorse umane.Fondamentale in tale ottica è il coinvolgimentodi tutte le parti interessatenella condivisione della missionaziendale e nella individuazionedei bisogni e delle esigenze di tuttigli stakeholders: clienti, fornitori,dipendenti, soci, finanziatori, EntiPubblici, comunità e ambiente, garantendoun elevato grado di coesione,basato sulla correttezza etrasparenza delle relazioni e sul rispettoreciproco.La puntualità negli ordinativi, il rispettodei termini di pagamenti, l’abbandonodi pratiche di autofinanziamentosono misure che fidelizzanoil fornitore, rafforzandone fiducia econsiderazione, e favoriscono prezzivantaggiosi.Il cliente, per restare tale a lungo,deve ricordare nel tempo, l’azienda,per la professionalità dimostrata, lacortesia, la disponibilità e l’assenzadi mediocrità in tutte le fasi del processoproduttivo.La sua soddisfazione richiede la fornituradi servizi efficienti ed aggiun-tivi, quali l’assistenza, la consulenza,la manutenzione, lo scambio informativo,da attuarsi in maniera impeccabile,nel pieno rispetto dell’ambientecircostante.Il miglior rapporto con i clienti, i fornitorie le istituzioni pone l’aziendain una posizione di vantaggio competitivo,in termini di riduzione di costi,tempi di approvvigionamento,qualità dei prodotti, sistemi di controlloe sicurezza del prodotto e dimaggiori volumi dei ricavi.Il massimo coinvolgimento dei lavoratori,accresce l’orgoglio aziendalee l’impegno personale, crea un ambientedi lavoro migliore, sereno epiù sicuro.Una organizzazione che favoriscastabilmente la delega, la cooperazione,la partecipazione porta allosviluppo di un contesto lavorativo incui l’autonomia e la collaborazioneprevalgono sulla strutturazione, laformalizzazione, il controllo gerarchicoe in cui riduce l’assenteismo,la conflittualità e l’incomprensione,aumenta la produttività e la correlataqualità produttiva.In tale contesto, appaiono funzionalimisure volte alla valorizzazione delpersonale quali, incontri periodici mirantiad illustrare gli obiettivi posti,i risultati ottenuti e gli indirizzi futuri;l’adozione di strumenti di comunicazioneinterna, di attività formativee di specializzazione; di strutturedi assistenza sanitaria integrativa;di attività di svago connesse altempo libero, di servizi essenziali,nidi aziendali, luoghi di culto, mense.Un ambiente attento alla sicurezzae alla professionalizzazione dellavoro, che tiene conto dei bisogni,delle differenze, della vita privata,della socialità dei singoli, stimolandoliin un clima di generale entusiasmoprofessionale.Una modalità di lavoro piacevole, checonsente di mantenere alto il livellodi attivazione e motivazione, caratterizzatada rapporti interpersonalicordiali e motivanti, dove cresce l’importanzae la responsabilità dell’individuoe aumenta la sua influenzasul risultato complessivo.I vantaggi competitivi di un ambienteentusiasta, rappresentano una caricacontagiosa, che produce più efficienza,apertura comunicativa, maggiorecreatività, attaccamento al lavoroe soddisfazione personale, sviluppanei lavoratori un orientamento“al lavoro di gruppo”, aiutandosireciprocamente nei momenti di criticitàe ponendo il proprio know-howal servizio di tutti, fornendo serenamenteil proprio contributo svincolatidal timore di esporsi o di esularedai propri compiti.Il profitto realizzato nel rispetto divalori etici, contribuisce in modo determinanteallo sviluppo economicoe sociale dell’intera comunità di riferimento.Investimenti in aziende moralmenteresponsabili, in pubblicità con messaggidi natura sociale, in campagnedi marketing abbinate ad una causasociale generano benessere edoccupazione. Donazioni e sponsorizzazionia favore di enti ed istituzionisocialmente impegnati, il finanziamentodi opere di promozionesociale, culturale, intellettuale,della ricerca e tecnologia avanzatagarantiscono un incontestabile vantaggiocompetitivo in termini di ritornid’immagine e benefici fiscali.Il ricorso a strumenti e a istituti difinanza etica, facilita la raccolta dellerisorse necessarie tra gli investitoricomuni, che pur non rinunciandoalle performances economiche,si mostrano sempre più sensibili alleragioni di fondo che generano laredditività aziendale, alle caratteristichedei beni prodotti e al modo incui vengono condotti gli affari.In un ottica più globale un comportamentosocialmente responsabiledell’impresa la pone al riparo da azionidi boicottaggio, facilita l’accessoal credito, riduce il rischio d’impresa,permette di usufruire di vantaggifiscali e semplificazioni amministrative,contribuisce ad aumentareil valore di rating per gli azionisti.La realtà, dunque, dimostra ormaicome l’etica e il profitto, in una visionedi lungo periodo, siano elementifondamentali per il successodell’azienda, due concetti legati indissolubilmenteda un’unica complessavalenza civile ed economica.Legame, il cui rafforzamento, rappresental’obiettivo prioritario dellaFondazione Etica ed Economia(www.unieticaroma.it - e-mail unietica@unieticaroma.it),ente culturaleed educativo, istituita in Campidoglioa Roma, il 24/11/2004, con ilpatrocinio del Comune, della Provinciae della Regione Lazio, che vedetra i diversi fondatori, il C.N.D.C.,l’O.D.C. di Roma e il C. N. e il Collegiodei Ragionieri di Roma, il centroStudi L. Pacioli.30 31


VOCE del ROTARYDal Distretto32Frutto delle sinergie tra il mondo economico,finanziario, del lavoro, dell’artee della cultura, si ispira a principidi solidarietà e sussidiarietà, ponequale scopo primario della propriaattività l’affermazione, la diffusionedi valori culturali e sociali, lasalvaguardia dell’integralità dell’uomo,favorendo ogni azione volta almiglioramento dei meccanismi di produzionee distribuzione della ricchezza.Indirizzando l’attività economicasu criteri etici, sostiene e stimolal’imprenditorialità solidale edSenso di responsabilità e azione progettualeAdriana Pannitteri - Giornalista TG1, moderatrice degli interventi al CongressoUn giovane avvocato, un commerciantedi carbone, un ingegnere minerario,un sarto. Si incontraronouna sera di febbraio del 1905 negliStati Uniti. Erano di differenti nazionalitàe religione, protestante, cattolicaed ebraica, ma concepironoun’idea che andava oltre le singoleappartenenze ancorandosi a valoriuniversali. Una associazione di uominiunita dal principio del rispettodell’etica, dallo spirito umanitario delservizio per gli altri e dall’utopica maquanto mai necessaria fiducia neivincoli di amicizia per costruire lapace.Ora nel 2006 ricordare come nacqueil <strong>Rotary</strong> e perché può apparire superfluo.Ma non si tratta di spolveraredalle pieghe del tempo dettagliche potrebbero persino avere il saporedi leggenda. Il tentativo è dicapire, invece, tornando alle originila strada tracciata da quel tale PaulHarris che diede vita a uno dei clubpiù “rivoluzionari “ della storia. E, suquella scia, arrivare a comprendereil senso più profondo di una esperienzadi socialità che agli esterni èsembrata a tratti soltanto un appuntamentoelitario, di professionistilontani dai problemi del vivere,di riti e di simboli tramandati.La grande portata rivoluzionaria diHarris fu – a mio parere – quella diricondurre i rapporti tra le personeefficiente, promuovendo seminarie convegni, sostenendo le attivitàformative e collaborative, loscambio delle capacità imprenditorialie la divulgazione dei principietici.Particolarmente impegnata nell’attivitàdi studio e ricerca di nuovi modellieconometici, riconoscendo l’importanzae il ruolo fondamentale dellegenerazioni future nelle cui azioniè riposta la ferma convinzione diun progresso equo e condiviso, miraa favorire l’inserimento e la diffusione,nelle scuole di ogni ordinee grado, della disciplina dell’etica dell’economia.Con l’adozione di criteri di trasparenzaed efficienza, la Fondazionemira a contribuire alla costruzionedi una società migliore attraversol’impegno e la sensibilizzazione ditutte le sue componenti, con la pienaconsapevolezza dell’importanzache l’etica riveste quale doverososervizio da rendere alla società nelsuo complesso a favore di uno svilupposostenibile e duraturo, in cuivede al centro l’uomo con la sua individualitàe diversità.a una democrazia dei valori. Soltantointerrogandosi su quanto siamo ingrado di fare per gli altri possiamofar sì che anche gli altri stiano meglio.E ancora, soltanto chiedendosise i nostri gesti possono nuocere aglialtri, siamo in grado di dare svolgimentoa un principio fondamentaleche è a mio parere “ il senso di responsabilità“. Il grande filosofo RemoBodei – che ho avuto modo dicitare proprio nel corso del dibattitosull’etica - ne esplicita al megliola portata quando osserva che permolto tempo si è ritenuto che ogniindividuo fosse responsabile per séo al massimo per la sua famiglia,senza rendersi conto che ogni sceltache noi facciamo può avere effettidisastrosi sulla specie umana, sull’ambiente,sul nostro futuro. Sonoi grandi interrogativi ai quali le societàmoderne sono chiamate a risponderee che investono la nascita– non più in balìa della natura – maanche la morte – anch’essa accompagnatadalle scoperte della scienza.A un rinnovato senso di responsabilitàsembrano averci richiamato cosìi rotariani nella tre giorni di lavoricongressuali che si sono svolti inSardegna. Nel dibattito che – comericordavo prima – ha toccato il grandetema dell’etica ciascun relatoresi è soffermato sui principi e sulleregole di ogni professione ( dell’avvocato,del magistrato, del medico,del giornalista ), capisaldi che finisconoper somigliarsi se intesi comerispetto di chi ci sta accanto affinchèdalla nostra azione non debbamai ricevere un danno.Mi auguro che i rotariani non abbandoninoquesto sentiero che ormaiattraversa decine di paesi differentioggi più che mai per lingua,tradizioni, fedi. E sono certa che valgala pena far conoscere in modo piùcapillare le mille attività dei club nelcampo dell’istruzione, della medicina,del sapere.Progetti che uniscono i popoli e dannosostanza a quello spirito democraticoal quale aveva pensato il fondatoredel <strong>Rotary</strong>, Paul Harris.Dall’etica professionale all’etica rotarianaMario Compagnoni - Assistente del GovernatoreIn quale clima etico stiamo vivendo?Una grande testata nazionale, sabatoscorso, titolava in prima pagina:“Decreto antintercettazioni: vietatequelle illegali”. Questo fa il paio conil comunicato di una TV nazionaleche, in occasione dei mondiali di calcio,annunciava di aver aggiunto aipropri commentatori un arbitro, precisandoperò trattarsi di un”arbitrosuper partes”,una figura,direi, eticamentemolto creativa. C’è da esseresconfortati, se ha ragione Wittgenstein,che poneva il “ linguaggio”come “limite invalicabile della conoscenza”.Lo stesso Wittgenstein ci dàuna speranza definendo infine “l’etica”come “ l’avventarsi contro i limitidel linguaggio”. Proviamo alloraa percorrere il cammino dall’eticaprofessionale all’etica rotariana.Va precisato che il <strong>Rotary</strong> è una comunitàtrasversale,trasversale allecomunità preesistenti,di cui travalicale mura. A parte i confini, tutte lecomunità sono caratterizzate da regole,riti, codice di comunicazione,durata. Visto l’argomento di oggi,parliamo di regole.Le regole delle comunità si fannosempre più stringenti man mano chesi scende nella “scala ideale delle regole”,che parte da principi etici pressochéuniversali, per scendere alleleggi dello Stato,alle regole deontologiche,alleregole aziendali,ai regolamentidi associazioni; possiamoproseguire la scala sino alle regolebanali di un incontro di tennis o dicalcio. Tutto questo con la singolareapplicazione di una specie di principiodi sussidiarietà,perché il rispettodelle regole più stringenti,scendendola scala ideale, è ulteriore al rispettodelle regole più generali. Questoè il segreto del funzionamentodelle comunità tradizionali, questo èil problema delle comunità trasversali.Il pragmatismo anglosassone,con il suo”common law”, rende piùsemplice il rapporto tra regole e principietici. Anche in quell’ambito è comunquestupefacente il successo del<strong>Rotary</strong>, nato come sottocomunità aChicago con i suoi quattro principietici. Paul Harris applica quindi alcontrario il principio di sussidiarietàdella scala ideale delle regole! Rendeimmanenti al <strong>Rotary</strong> valori chenon solo non sono più stringenti rispettoalle regole più generali ma sirifanno direttamente a principi eticipressoché universali.Questa è l’anomaliae la genialità di Paul Harris.D’altra parte la creatività consisteproprio nel trovare nessi nuovi tracose note.La diffusione del <strong>Rotary</strong> aldi fuori dell’originario mondo di eticariformista avviene con un vero eproprio colpo d’ala con la creazionedella <strong>Rotary</strong> Foundation, formidabilestrumento operativo per la definitivaaffermazione internazionaledel <strong>Rotary</strong>, con una trasversalità finalmentecompleta. La forza vitaledi gruppi con comportamenti altruisticimise in crisi Darwin che, infine,elaborò il concetto di “selezione digruppo”, secondo il quale i gruppicon comportamenti altruistici, apparentementeperdenti sotto il profiloevoluzionistico, in realtà sono piùforti degli altri. Questa forza, che,per essere conservata, ha uno strettobisogno di continuità, è messa adura prova nel <strong>Rotary</strong> dal turnoverannuale delle cariche ( peraltro moltopositiva per altri versi). In questadirezione vanno le note riforme strutturalie di piano direttivo del 2007.Il <strong>Rotary</strong>, che ha compiuto 101 anni,non deve correre il pericolo di essereuna pianta perenne coltivatacome annuale. Sarebbe davvero unpeccato!L’etica professionale è il primo deiquattro principi del <strong>Rotary</strong>, è un valorecomune, una specie di “and logico”di tutte le deontologie, ma trascendentecome il servire. È presuppostodell’azione rotariana, condizionenecessaria ma non sufficiente,mutuandoil concetto dalla logicaformale. Per il delicato, osmoticoequilibrio dei quattro principi eticirotariani ci viene in soccorso ungrande scienziato, Justus von Liebig(per la verità più famoso come industriale)che, per quanto riguardai fattori di crescita delle piante (tantoper rimanere nella metafora botanica)ebbe l’intuizione della “leggedel minimo”: ”Se anche uno solodei fattori di crescita va sotto ilminimo, l’organismo deperisce”. Iquattro principi etici del <strong>Rotary</strong> sonocontemporaneamente necessariuno all’altro, nessuno è autosufficiente.Immaginiamoci, ad esempio,l’amicizia rotariana senza il servizio:porterebbe alla surreale situazionecosì bene definita da Edgar Lee Masters:”Ioho amici, la mia solitudineno”.Oppure,una malintesa internazionalizzazione,privata degli altri valori,renderebbe verosimile l’ultimodisco di Vecchioni dal titolo “<strong>Rotary</strong><strong>Club</strong> of Malindi”, dove il <strong>Rotary</strong> è ridottoad una benemerita associazionekeniana di beneficenza che faopere di carità internazionali nei confrontidei bianchi, depressi e vittimedella civiltà occidentale.Per capire come possa l’etica rotarianaessere uno strumento non solodi sopravvivenza, ma di incisivitàdel ruolo, dobbiamo provare avedere le cose da un altro punto divista. Il filosofo parigino Henry Levyè stato il creatore di una nuova definizionedi etica che il nostro PierLuigi Marconi sta brillantemente approfondendo:l’”etica”come “ intelligenzadi gruppo”. Il gruppo deveprodurre un sistema di conoscenzeche gli permetta di sopravvivere nelOttobre 2006Dal Distretto33


VOCE del ROTARYDal DistrettoOttobre 2006Dal Distrettosunzione di vedere le cose con piu’chiarezza di chi mi ha preceduto. Ilritmo del cambiamento e’ un incederelento (altrimenti si chiama rivoluzione),lento ma inarrestabile.Non dobbiamo pensare di cambiareil <strong>Rotary</strong>, dobbiamo aprire gli occhi,guardarci intorno, renderci conto cheè già cambiato, il <strong>Rotary</strong> cambia continuamenteogni giorno perche’ e’fatto di uomini e donne e fintantoche noi rotariani avremo la capacita’di cooptare nuovi soci e sceglieredirigenti che sono l’espressionedella nostra societa’ avremo un <strong>Rotary</strong>che sara’ in grado di incidereall’interno di questa societa’.E’ al momento della scelta dei socipero’ che noi possiamo e dobbiamofare la differenza. L’eccellenza deinostri soci ed il loro essere leaderSignor Rappresentante del PresidenteInternazionale,Signor Governatore,Carissimi Rotariani del Distretto2080,quest’oggi, in qualità diRappresentante Distrettualedel Distretto Rotaract2080, ho l’onore ed il piaceredi portarvi il saluto del Distretto Rotaracte di esprimervi tutta la miacalorosa accoglienza in questa “mia”bellissima terra che ospita questoimportantissimo Congresso del Distretto<strong>Rotary</strong> 2080, poiché è il 50°.Spero con tutto il cuore, ma ne sonocerta, che abbiate trascorso deigiorni e dei momenti indimenticabili,di quei momenti indimenticabiliche rimangono indelebili nella valigiadei ricordi.Il Rotaract, quale Programma del <strong>Rotary</strong>per le Nuove Generazioni, è sicuramenteuno dei pilastri del Distretto<strong>Rotary</strong> 2080. E Lei, signorGovernatore, sta dimostrando neinostri confronti una speciale e calorosaattenzione, una grande sensibilità,e per questo la ringrazio dideve permetterci di fare di piu’: esserein grado di anticipare i fabbisognidella nostra comunita’ globaleper avere chiara la missione dellanostra associazione.Dal prossimo anno entrera’ definitivamentein vigore l’obbligo di adottareil piano direttivo. Questo potra’sicuramente rappresentare uno strumentoimportantissimo perche’ imponeai club di costruire continuita’attraverso l’uso di strumenti specificidi programmazione, lo ha ricordatoieri anche il nostro Board DirectorRaffaele Pallotta d’Acquapendente.Ma non bisogna confondereprogrammazione e gestione con burocrazia.L’efficienza dei club generaqualita’, questo e’ quello di cui abbiamobisogno. Pertanto non sarò ioad indicarvi la ricetta del cambiamento,ma vi chiederò, questo si, dicambiare il modo in cui guardare al<strong>Rotary</strong>, vi chiedero’ di guardare il <strong>Rotary</strong>con occhi nuovi e soprattutto divivere il <strong>Rotary</strong> con un rinnovato entusiasmoe con la disponibilita’ a confrontarcisenza pregiudizi per cambiarenoi “ogni opportunita’ di cambiarese stesso e’ un’opportunita’ dicambiare il mondo” (sono parole diPaolo Coelho) facciamo uno sforzoal di là dei personalismi per raggiungerequesto obiettivo, forse troppoambizioso, il nostro governatoreIvaldi ha detto utopico, ma e’ quelloche ha scelto Paul Harris cento annifa ed il presidente internazionaleBill Boyd ha rinnovato nel presenteanno sociale.Voliamo in alto perche’ solo cosi’ potremovedere piu’ lontano.Voglia di crescereIl saluto del rappresentante distrettuale RotaractDaniela Russocuore a nome di tutti noi rotaractiani.Colgo anche l’occasione per ringraziareSilvio Piccioni, Coordinatoredei progetti per i giovani, LuigiApuzzo, Presidente della Commissione<strong>Rotary</strong> per il Rotaract, e tuttii Responsabili di area per essercisempre vicini e per sostenere i nostriProgetti.Devo dire che ho trovato il mio Distrettoin buona salute, attento allavoro che ci attende per tutto l’annosociale, ed è in forza di questoche rinnovo tutto l’impegno e tuttala disponibilità a nome di tutti noirotaractiani del Distretto.Il Distretto Rotaract 2080 ha vogliadi crescere, lavorando seriamentecon la dedizione e la passione cheha contraddistinto questo 50° Congresso,sempre all’insegna dello spiritodel servire rotariano e di quellafellowship intesa come amicizia nellacondivisione di ideali, obiettivi,progetti per cambiare il mondo.Permettetemi di ringraziare PiergiorgioPoddighe per avere permessoa me ed ai miei collaboratori diessere parte attiva di questo Congressoe per averci fatto vivere deibellissimi momenti. E permettetemianche di ringraziare tutti i ragazziche si sono impegnati in questi giorni,dando un contributo fondamentaleper la realizzazione dei programmicongressuali.Chiudo, Signor Governatore, ringraziandolaancora e promettendoLeche il Rotaract quest’anno la accompagnerànel Suo cammino, l’accompagneràcon affetto ed impegnonel suo sogno…..all’insegna del motto“Apriamo la Via”!Grazie.I lavoriParliamo di MembershipLo stato del nostro DistrettoAlberto Cecchini - Governatore NominatoParlando di effettivo sia nel corso deiSIPE che dell’Assemblea abbiamo vistocome il logo che rappresenta lamembership nasce dall’intersezionedi tre cerchi concentrici che rappresentanole tre componenti che determinanolo sviluppo dell’effettivo:ammissione nuovi soci, conservazione,creazione nuovi club.Proviamo oggi a scomporre questocerchio e vedere come entrare nelvivo delle singole problematiche cheriguardano il nostro distretto.Guardando i dati al 30 giugno 2006si evidenzia un decremento complessivodel numero dei soci determinatodalla differenza tra ammissionie cessazioni.A fronte di un obiettivo distrettualedi 81 soci (1 socio per ogni club) sonostati ammessi nel distretto 261soci, cosa che evidenzia come nonci sia una difficoltà a reperire nuovisoci, ma allo stesso tempo sono usciti292 soci. Il problema vero comegià più volte evidenziato è perciò nellacapacità di conservare l’effettivo.Le analisi condotte fino ad oggi suidati disponibili non hanno consentitodi dare risposte a due interrogativiche a mio giudiziosono necessari per capiremeglio il fenomeno e quindiproporre delle misure diazione idonee:Quali sono le motivazioni percui i soci lasciano i club?Qual è l’anzianità rotarianadei soci che lasciano i club?Poter rispondere a queste domandeconsentirebbe di elaborare dei pianidi azione per la conservazioneagendo sulle cause che inducono isoci a lasciare il nostro sodalizio, inoltresapere se questo fenomeno, comeio credo, sia maggiormente specificodei soci di più recente ammissione,significherebbe avere la consapevolezzadi dover lavorare in modopiù efficace sulla formazione e lamotivazione dei nuovi soci. Dare rispostaa questi interrogativi è la sfidache attende la nostra commissionedistrettuale per il presente annosociale e naturalmente sarei particolarmentegrato ai club che ci aiutasseroa raccogliere questi dati, eproprio a questo proposito ritengoimportante evidenziare un altro aspettomaggiormente legato alla comunicazionetra club e distretto.Circa un 30% dei club non fornisceregolarmente i dati richiesti dal distrettoo li fornisce in maniera incompleta,cercheremo di lavorareper ridurre tale percentuale.Qualche nota positiva, abbiamo dettoche l’ammissione nuovi soci di fattonon costituisce un problema, vediamoquali sono state nello scorsoanno sociale le migliori performancesia in senso assoluto che percentuale(sulla base dei dati ricavati dairapporti trimestrali forniti al distretto):– Roma Campidoglio: 16 nuovi soci,incremento pari a 51,6%– Roma Foro Italico: 13 nuovi soci,incremento pari a 39,4%– Zagarolo Palestrina: 8 nuovi soci,incremento pari a 32,0%– Nuoro: 7 nuovi soci, incrementopari a 14,0%– Olbia: 5 nuovi soci, incremento paria 17,9%Per concludere una fotografia sinteticadel nostro distretto, come potetevedere dal grafico circa il 40%dei soci del nostro distretto è statocooptato negli ultimi 5 anni per cuila formazione e motivazione dei nuovisoci credo che dovrà rappresentareun aspetto cardine delle attivitàdei prossimi anni.Per quanto riguarda la suddivisionedei sessi nel nostro distretto abbia-3637


VOCE del ROTARYDal DistrettoOttobre 2006<strong>Club</strong> efficientiLuigi ApuzzoUn <strong>Club</strong> è efficiente, in massima sintesi,se è in grado di operare con risultatipositivi nelle 4 vie di azione:– conservare e/o espandere l’effettivo– formulare adeguati progetti ed intraprendereiniziative atte a favorirelo sviluppo della propria comunitàe di quella degli altri Paesi– sostenere la <strong>Rotary</strong> Foundation siafinanziariamente che mediante lapartecipazione ai suoi programmi– formare dirigenti capaci di prestareil loro servizio a livello distrettualeed internazionale.mo l’8% di donne ed il 92% di uomini,valore non allineato con quelliinternazionali.Come è già stato evidenziato nell’ultimonumero di the Rotarian poiripreso dalla rivista <strong>Rotary</strong> l’età mediaprevalente dei soci rotariani ètra i 50 ed i 59 anni con una per-Questi argomenti formano oggettodei moduli sulla pianificazione dei<strong>Club</strong> efficienti che i Presidenti hannocompilato all’inizio del loro mandato,con lo scopo di meglio conoscereil proprio <strong>Club</strong>, per poter predisporretempestivamente i progettied i programmi per l’anno che iniziae per mettere il Distretto in condizionedi fornire una migliore assistenzaai <strong>Club</strong>.Il modulo è articolato su sei aree:una per ciascuna delle suddette 4 viedi azione, una dedicata all’amministrazionedel <strong>Club</strong>, ed una dedicataagli argomenti che i Presidenti desideranodiscutere con il Governatoreed i suoi assistenti. Per quanto riguardal’effettivo il Governatore designatoCecchini vi ha già illustratocentuale del 29% nel mondo, percentualeche aumento al 31% se siconsidera la sola europa. Nel nostrodistretto non abbiamo dati alivello centrale che ci consentonodi confrontare l’età media dei nostrirotariani con questi dati globali.Sarà sicuramente interessantecercare di acquisire anche questoelemento che potrà risultare utileai fini di una migliore comprensionedella configurazione dell’insiemedei nostri soci e delle loro aspettative.Tali brevi note non hanno la pretesadi essere esaustive sul tema dellamembership ma spero possanocostituire degli input, degli spunti diriflessione per un approfondimentosuccessivo nel corso del presente annosociale.lo stato attuale, le variazioni intervenutenegli scorsi anni e le tendenze.Quindi vorrei, ricollegandomi aquanto già detto, soffermarmi su alcuniaspetti ancora non esaminati.I 4.032 soci costituenti l’effettivo nelDistretto al 30 giugno 2006 registranouna scarsa presenza femminile,che con l’8% è più bassa dellamedia <strong>Rotary</strong> e sono così raggruppati:a Roma il 50%, nel Lazio il 26%ed in Sardegna il 24%.I soci con anzianità superiore ai diecianni rappresentano il 41% del totale.I nuovi soci ammessi (ultimi treanni) raggiungono il 27% dell’effettivodel Distretto.Il maggiore numero di club (circa il67%) ha meno di 50 soci. Anche seciò rispecchia la realtà locale, alcuni<strong>Club</strong> dovranno pensare all’inserimentodi nuovi soci, specialmente quelli conun effettivo di età media elevata ocon effettivo molto ridotto.Numerosi sono anche i <strong>Club</strong> che contanofra i 50 e 80 Soci, costituendoil 18% del totale dei club del distretto.La maggior parte dei <strong>Club</strong> ritengonoche le principali cause di perditadei soci sia ravvisabili in possibili contrastiinterni, mancanza di affiatamento,scarsa conoscenza del <strong>Rotary</strong>,eccessivo impegno richiesto enella mancanza di progettualità.Recenti esperienze di club hanno confermatoulteriormente l’importanzae la necessità di un clima cordiale edi amicizia, non di semplice conoscenza.I maggiori ostacoli all’ingresso dinuovi soci emergono da fattori quali:la disinformazione, l’ errata immagineall’esterno del <strong>Rotary</strong>, ancoraritenuto troppo elitario (confondendola sua caratteristica di essereportatore di elevati valori moralie professionali e non certo dicenso o economici), un possibile egravoso impegno richiesto, la concorrenzadi altre associazioni di volontariato.Per rimuovere le suddette difficoltài <strong>Club</strong> hanno intenzione di avviareprogrammi che per la maggior partesi concentrano sul tema particolarmentesentito di una maggiore epiù incisiva formazione e informazionerotariana, nonché programmia favore della/e comunità, con l’organizzazionedi convegni e manifestazionidi alto contenuto sociale.Per quanto riguarda la seconda viadi azione (i progetti) l’attività dei<strong>Club</strong> è maggiormente concentratasulle comunità locali nel proprio territorio(circa il 64%), con progettisoprattutto a favore della popolazionecarceraria, dell’assistenza agliextra comunitari, ai poveri ed ai disabili,dell’alfabetizzazione degli extracomunitari, del recupero dell’ambiente,anche con convegni, celebrazionie concorsi.Per quanto riguarda i progetti rivoltialle Comunità di altri Paesi il maggiornumero dei progetti è parimentiindirizzato verso i temi richiamatidal R.I.: le risorse idriche, la fame,l’alfabetizzazione e la costruzione diospedali e scuole, anche con la partecipazioneagli APIM e MatchingGrants.Bisogna riconoscere che tutti i progettiavviati o in corso di avviamentohanno sicuramente elevato valoresociale; però non tutti hanno lecaratteristiche proprie che dovrebberoavere i progetti rotariani. In talsenso, è opportuno ricordare che il<strong>Rotary</strong> non è una semplice associazionecaritatevole che elargisce beneficenza,ma una associazione diservizio composta da persone qualificate,impegnate a studiare e proporresoluzioni per il benessere dellacomunità, coinvolgendo rotarianidella propria comunità, Paese o dialtri Paesi.La terza via di azione, riguarda il sostegnodella Fondazione <strong>Rotary</strong>. Secondoquanto è stato preventivatodai singoli <strong>Club</strong> la raccolta quest’annodovrebbe superare i 270.000 dollaricon una contribuzione pro-capitedi 67 dollari, inferiore ancora all’obiettivoposto dal <strong>Rotary</strong> International.Si tenga conto, tuttavia, dellatradizionale prudenza dei <strong>Club</strong> nell’assumereimpegni, formulando budgetminori di quelli che poi, positivamente,saranno superati dai fatti.In ogni caso rispetto agli anni precedenti,si nota una maggiore sensibilizzazionedei singoli <strong>Club</strong>. Infattiil 39% degli stessi ha già annunciatouna contribuzione pari o superioreai 100 dollari ed alcuni <strong>Club</strong> chein passato avevano ritenuto di nonaderire alla richiesta del R.I. hannopreannunciato un loro contributo.I programmi della Fondazione <strong>Rotary</strong>che sono stati presi maggiormentein considerazione da parte dei<strong>Club</strong> sono quelli rivolti ai giovani, comegli scambi di gruppi di studio,l’accoglienza e sovvenzione dei borsisti,nonché la Polio Plus. Per quest’ultimoprogramma che ancora nonè terminato, non vi è più l’obbligodei versamenti e pertanto si trattadi contributi volontari.Anche per sensibilizzare i propri sociai programmi della Fondazione <strong>Rotary</strong>l’attività che risulta più sentitae che rappresenta più del 50% delleattività decise dai <strong>Club</strong> è quellaformativa ed informativa. Le iniziativerivolte alla formazione dei dirigentitrovano una bilanciata ripartizionenelle attività di formazione enella partecipazione agli eventi rotariani.Attività tutte che sono sicuramentedi grande importanza perla crescita rotariana.La parte del modulo relativa all’amministrazionedei <strong>Club</strong> è prettamentetecnica e non presenta particolariaspetti da commentare.Gli argomenti sui quali i <strong>Club</strong> desideranoavere consigli e discutere conil Governatore ed i propri assistentisono vari. Quelli più qualificanti, riguardanosoprattutto il futuro del<strong>Rotary</strong> e la figura del rotariano in unmondo che cambia; i programmi delGovernatore; la migliore organizzazionedei <strong>Club</strong>, degli interclub e deglieventi; progetti internazionali;quelli relativi alle nuove generazioni,nonché il miglioramento dei rapportie della collaborazione con il Distretto.38 39


VOCE del ROTARYDal DistrettoProgettualità e PosterTutti i <strong>Club</strong> erano stati invitati dal Governatore a portare al Congresso un poster da loro immaginato ecreato, per rappresentare la progettualità del proprio <strong>Club</strong>, nell’anno 2006-07. Un premio sarebbe stato datoai poster “più belli”, così giudicati da un comitato incaricato della valutazione.Tanti i lavori presentati: cinquanta. Composizioni, colori, messaggi, simbologie, grafica, elencazioni di progettied azioni. Una risposta concreta ed anche allegra al richiamo a testimoniare l’attività, il sentire dei <strong>Club</strong>.I manifesti sono stati collocati, anche con accorgimenti di fortuna, nella zona antistante la sala delCongresso, riscuotendo interesse e dedicata attenzione da parte dei partecipanti alle assise.Sono risultati vincitori: 1° RC Tivoli; 2° RC Oristano; 3° RC Porto Torres (prime tre foto sotto).Nelle foto alcuni manifesti e scorci dell’insieme dell’esposzione.Considerazioni finaliRoberto IvaldiOttobre 2006Dal Distretto“La luna saliva davanti a lui, e le vocidella sera avvertivano l’uomo chela sua giornata era finita. Era il gridocadenzato del cuculo, il zirlio deigrilli precoci, qualche gemito d’uccello;era il sospiro delle canne e lavoce sempre più chiara del fiume:ma era soprattutto un soffio, un ansitomisterioso che pareva uscire dallaterra stessa; sì, la giornata dell’uomolavoratore era finita, ma cominciavala vita fantastica dei folletti,delle fate, degli spiriti erranti.I fantasmi degli antichi Baroni scendevanodalle rovine del castello epercorrevano le sponde del fiume allacaccia dei cinghiali e delle volpi:le loro armi scintillavano in mezzo aibassi ontani della riva, e l’abbaiarfioco dei cani in lontananza indicavail loro passaggio.”Avete sicuramente riconosciuto “Canneal vento” di Grazia Deledda. Ed èproprio da questa grande donna diSardegna che voglio prendere il viaper le considerazioni finali del nostroCongresso, che non a caso si è svoltoin Sardegna, dove, secondo me,risiede l’anima più rotariana del nostroDistretto.Così, aiutati dal sospiro del vento trale canne e le erbe profumate, checredo si sia avvertito in modo specificoqui a Forte Village, abbiamoparlato di etica in senso rotariano,abbiamo calato l’etica nei nostri programmi,vi abbiamo inserito lo spiritocreativo della nostra fantasia esiamo arrivati a definire un programmadenso di attività per tuttol’anno rotariano appena cominciato.Ho ascoltato con attenzione i programmidei vostri <strong>Club</strong>, ho guardatoed ammirato i vostri poster, hoapprezzato lo spirito creativo che eradietro ad ognuno di essi, ho sentitoche ci avete messo l’anima. Ed è proprioquesto cuore che ognuno di noipone nel suo <strong>Rotary</strong> che vorrei facesseda faro che illumina la via chevogliamo aprire, nuova, non percorsaprima e proprio per questo densa dinuove importanti realizzazioni. Il <strong>Rotary</strong>,ci ha detto il RPI Lello Pallotta,sta cambiando, in qualche modo ègià cambiato, per essere adeguatoal mondo esterno, che cambia cosìin fretta.Ci viene richiesto un grosso sforzo,molto più grande di quanto è statofinora il nostro impegno, perché civiene richiesto di “cambiare il mondo”.B. Boyd ci ha detto proprio questo:non di leader ha bisogno il mondo,ma di eroi, che sappiano assumeresu se stessi l’impegno più grandeche abbiano mai avuto: cambiareil mondo appunto. Ho già dettoche tutto ciò è utopico ed enfatico:ma il ruolo di lucida follia dell’utopia,lo sappiamo, certe volte portaa risultati mai immaginati prima.Certo, dopo l’11 settembre è cambiatotutto. Ciò che prima ci sembravapossibile ora è diventato lontanoe forse irraggiungibile. Ciò cheprima facevamo con una certa leggerezza,ora è diventato pesantissimo.Il colloquio con in paesi terzi,che prima ci dava la possibilitàdi immaginare progetti MatchingGrant di ampio respiro, ora va vagliatocon estrema maggiore attenzione.Tutto è più difficile. Manon per questo ci dobbiamo scoraggiare.E allora andiamo avanti,apriamo la via, cerchiamo di recuperaresui fronti dove ci sembra cheabbiamo perduto, saldi sui nostriprincipi etici, forti delle nostre regole,sicuri di essere nel giusto e dipoter vincere: sempre.Ad maiora!4041


Ottobre 2006Dal Mondo <strong>Rotary</strong> InternationalInstituteAntonio Arcese, Istruttore DistrettualeMalgrado qualche carenza di ordinelogistico, ancora una volta è valsala pena di affrontare un viaggio nonproprio agevole per partecipare all’Instituteche, quest’anno, si è svoltoad Amburgo. E’ stata una buonaoccasione per partecipare a riunionid’ approfondimento dei temi rotarianidi più spiccata attualità, pergiunta presentati da dirigenti con la“d” maiuscola. Da questa è scaturitaanche l’ insperata opportunità divedere all’opera da vicino il PresidenteInternazionale William B.Boyd,chiamato Bill dagli amici e dai rotariani.Nella tre giorni di Amburgo,infatti, il numero uno del <strong>Rotary</strong> nonsi è fatto pregare più di tanto per ricordareai presenti le tematiche fondamentalidel suo anno. Inoltre, aconferma del suo sentito impegnoper il servizio e di uno sconfinatoamore per l’umanità, egli ha fattopiovere su una platea in religioso silenzio,diecine di messaggi, tutti conil sottinteso invito ad impegnarsi dipiù in aiuto di chi ha bisogno. Eccoalcuni esempi dei suoi “messaggi”.“Se una calamità naturale dovesseuccidere in una sola giornata seimilabambini – ha detto - i giornalidi tutto il mondo ne parlerebberoin prima pagina per molto tempo.Eppure ogni giorno seimila bambinimuoiono per effetto di malattie causatedall’acqua inquinata”. “ I demografici dicono che da oggi al 2040la popolazione mondiale aumenteràdi due miliardi, di cui l’80 per centoandrà a situarsi nel sud del pianeta.Eppure ogni anno si spendononel mondo mille miliardi di dollari inarmamenti contro appena 80 miliardispesi in aiuto dello sviluppo.Ed ancora: “Nel 1996 il Piano Mondialeper l’Alimentazione, redatto conl’accordo di 186 Capi di Stato, prevedevadi dimezzare la fame nel mondoentro il 2015. Ma ancora oggi 852milioni di persone vanno a letto conlo stomaco vuoto: di questo passooccorreranno ancora 120 anni primadi raggiungere l’obiettivo”.”Dovremocontinuare a….dedicarci aiprogetti in difesa della salute e controla fame che hanno reso noto il<strong>Rotary</strong> in tutto il mondo”.”Vivono sullaterra due miliardi di analfabeti….e anche in Italia gli analfabeti di ritornodalla scuola dell’obbligo sonocirca cinque milioni”. L’istruzione elementareè indispensabile ai fini dellademocrazia, della stabilità e dellaprosperità di una nazione….”.”….”E’importante dedicare il nostro tempoa tutti gli individui che fanno partedi questa nostra grande famiglia.I programmi per i giovani, come gliscambi, l’Interact e il Rotaract sonovitali non solo per il <strong>Rotary</strong>, ma ancheper il suo futuro…”.In conclusione,le enfasi presidenziali costituiscono“l’ossatura concreta sulla qualecostruiremo il nostro programmadi club” e vengono pertanto compendiateda Mr. Boyd in una sola frase:”Conla disponibilità di acqua potabilee con l’istruzione elementare(literacy), il mondo sarà in grado dicombattere la fame, la povertà ed ildisagio delle malattie!!”.Ecco, dunque, che ad Amburgo, ilPresidente Boyd non si è limitatoad offrire un quadro di quello che saràil suo anno di presidenza,ma, con insospettatoardore e misurataenfasi ha lasciatocapire anche ilsuo modo di essere rotarianoe di come egliintenda la missione del<strong>Rotary</strong>. Ecco spiegatoanche perché egli moltosi adopera, come,peraltro, sentirete fra poco, per lacontinua espansione nel mondo delnostro sodalizio.Nell’ultimo giorno di riunione, terminatii discorsi in programma, ilPresidente Internazionale si è sottopostoal fuoco di fila delle domandenel corso di un’apposita sessione“Question time”.Il nostro Leonardo Cacioppo Maccagnonecome di consueto è stato bravissimonel prendere appunti moltoaccurati e nel consentire a chi scrivequeste note di… attingere poi apiene mani. Ecco alcune delle domandeposte dai rotariani e le relativerisposte fornite dal Presidente..Domanda: Nel nostro club abbiamocercato di sviluppare dei progettiumanitari basati sulla tipologia 3-H,ma non siamo riusciti ad ottenernel’approvazione da Evanston. Comemai?Risposta: I programmi 3-H sono didifficile gestione, per cui viene richiestauna specializzazione che difficilmenteè possibile reperire sulcampo. Inoltre viene richiesto che idue o più club che intendono sviluppareun programma 3-H abbianogià presentato con successo un progettoMatching Grant. Tale pre-requisitogarantisce la fattibilità delprogetto 3-H.Domanda: Vado spesso in Vietname vorrei sapere quando potrà esserecostituito il primo Distretto <strong>Rotary</strong>in quel Paese.Risposta: In Vietnam vi è un gruppodi rotariani attivo. Esistono clubanche nel Laos ed è stata presentataad Evanston una proposta in talsenso. Presumo, pertanto,che entro il prossimoanno sarà costituitoun Distretto inVietnam.Domanda: Con riferimentoal Piano Direttivodi <strong>Club</strong> ed alla suaadozione, ho notatoche molti club non sisono ancora adeguati.Come si può risolvere il problema? E’ il Governatore che deve intervenireo riceveremo istruzioni daEvanston ?Risposta: E’ il Governatore che deveintervenire. E’ una sua precisaresponsabilità; ma per aiutare i clubegli può avvalersi del suo Staff ( Assistenti,Presidenti di CommissioniDistrettuali, etc,).Domanda: La domanda si riferisce43


VOCE del ROTARYOttobre 2006Dal Mondo <strong>Rotary</strong> International44alla mancata crescita di soci nel <strong>Rotary</strong>:apertura e spirito di servizio perché<strong>Rotary</strong>, farsi conoscere, mostrareRisposta: Al momento stiamo registrandouna perdita di associati e sitiva. Anche se in misura limitata,gli altri ne traggano un’opinione po-siamo fermi intorno al milione e duecentomilarotariani. Chiediamo, co-alla crescita del numero dei nostrioggi l’Europa orientale contribuisceme obiettivo dell’anno, l’incrementonetto di un socio per club, ma ostacoli perché il rapporto tra quo-associati, ma anche lì si incontranodobbiamo associare veri rotariani. ta da pagare e reddito rende difficilel’adesione al <strong>Rotary</strong>. In quale areaDomanda: Ma chi siamo noi oggi?Qual è la nostra identità? Siamo rappresentantidi una classe di alto ran-un’area in crescita, ma abbiamo laè possibile una crescita ? L’Asia ègo ? Dove vogliamo andare? necessità di costruire club forti. InRisposta:Bisogna privilegiare la qualitàrispetto alla quantità. Ma come alcuni club lavorano bene ed i Rota-Africa lo sviluppo è limitato anche sesi definisce la qualità ? La qualità è ractiani si pongono come catalizzatori.Avremo certamente effetti po-lo spirito di servizio al di sopra diogni interesse personale. Il Rotaract sitivi se i Governatori faranno cresceregli organici dei loro club.deve essere considerato un importanteserbatoio di potenziali soci perchéessi posseggono questa qualità. crescita molto importante perché ri-Le donne costituiscono un fattore diFra le varie associazioni di servizio coprono ruoli determinanti in settoristrategici della vita pubblica co-noi abbiamo i soci migliori, però pernon lasciare scomparire il <strong>Rotary</strong>, è me, ad esempio, la salute, il sistemabancario, e così via. Dal cantonecessario affiancarsi ad altri partenariati.Occorre quindi invitare i lororappresentanti agli incontri del maldello per il futuro. Ma cosaloro i giovani sono un importante gri-vuolChe cos’è un istituto <strong>Rotary</strong>?L’istituto del <strong>Rotary</strong> è la scuola dei Governatori, ma ha anche lo scopo di riunire ex funzionarie quelli in carica al fine di informarli circa le ultime novità sul <strong>Rotary</strong>, sui nuoviprogrammi e delibere. La riunione è un occasione di discussione sui programmi del <strong>Rotary</strong>e su vari argomenti e permette di mettere in risalto i programmi di successo di ciascunazona. Gli istituti forniscono ai partecipanti informazioni aggiornate sui programmidel <strong>Rotary</strong> e l’opportunità di apprezzare lo spirito d’amicizia e camerateria con altridirigenti Rotariani. I partecipanti alle riunioni hanno l’opportunità di acquisire nuoveidee per migliorare e rafforzare le attività del <strong>Rotary</strong>.Gli istituti programmati all’interno di 32 zone per l’anno Rotariano 2006-07 tra le qualiquello di Amburgo, Germania, che ha ospitato il 15-17 settembre scorso.dire giovani ? A che età si è professionalmentevalidi ? Oggigiorno, specienel settore delle nuove tecnologievi sono persone al di sotto deitrent’anni che hanno raggiunto elevateposizioni nella società ed alti livellifinanziari. Però noi dobbiamocontinuare a giudicare in base allesingole caratteristiche. Non si puòscrivere una regola generale e bisognaconsiderare,infine, anche altrifattori come famiglia, cultura e tradizioniperché ogni paese ha la suastoria, le sue leggi e, direi anche lesue abitudini visto che, in molte partidel mondo, i giovani si sposano piùtardi che altrove.Domanda: In Africa il Rotaract stalavorando molto bene lottando control’analfabetismo, grazie all’attivitàmolto progredita di giovani donne.E noi ? Possiamo anche noi farequalcosa per l’Africa?Risposta: Il Rotaract sta lavorandoper l’alfabetizzazione e in altri campi.A nostra volta noi stiamo cercandodi risolvere altri problemi. Adesempio, se non lottiamo direttamentecontro l’AIDS, cerchiamo dicreare almeno posti di lavoro.Domanda: Ormai le donne, come èstato detto, occupano posizioni moltoimportanti nelle vita sociale moderna.Ciononostante, vi sono ancoraalcuni club che ne rifiutano l’affiliazione.I Governatori dovrebberoincoraggiare meglio e di più l’ingressodelle donne nel <strong>Rotary</strong>. Forse la loroammissione dovrebbe essere resaaddirittura obbligatoria..Risposta: Bisognerebbe creare nuoviclub per ovviare a questa situazione.Alcuni club di soci invecchiaticooptano un numero insufficientedi giovani. Occorre, invece, fare inmodo che i club non invecchino mai. <strong>Club</strong> con soci che hanno in media70 anni di età dovrebbero esserechiusi se non hanno la capacità o lavolontà di coinvolgere soci giovaniappartenenti ad entrambi i sessi.Domanda: Vorrei notizie circa l’ampliamentodi club rotariani in Cina.Risposta:I cinesi hanno avuto paura!In Cina poche persone possonodiventare membri di un’Associazionecome la nostra. Noi, però, speriamougualmente di andare avanti.Domanda: Perché non iniziare, dopola polioplus, un programma simile? Nel mondo muoiono ogni annodi parto circa 530 mila donne.Perché non adottiamo adeguate iniziativeper diminuire questa strage?Risposta: Pensiamo che non sia il casodi promuovere altri progetti sinoalla completa eradicazione della poliomielite.Sussistono ancora molticasi nei Paesi dove il poliovirus è ancoraendemico: India, Afganistan,Pakistan, Nigeria. Aggiungo che, perdecisione del Consiglio di Legislazione,il prossimo progetto avrà inizioquando il programma polioplussarà stato definitivamente dichiaratochiuso.Nello stesso Centro Congressi di Amburgosi erano svolti, nei due giorniimmediatamente precedenti, il GETS(Governors Elect Training Seminar)ed un Seminario a tema dedicato all’approfondimentodi svariati argomentirotariani, comprese le “novità”sulla <strong>Rotary</strong> Foundation. Per raccontarvitutto non sarebbe stato sufficientenemmeno il doppio dello spazioriservato all’ avvenimento , peraltromolto importante, mentre facendoricorso al riassunto del riassuntosi sarebbe corso il rischio dinon essere compresi. Abbiamo sceltoallora di presentarvi il PresidenteInternazionale attraverso le sue stesseparole e le sue azioni. Pubblicando,poi, molta parte delle domandee risposte intervenute nel corso delQuestion time, pensiamo di averaperto una finestra attraverso la qualei lettori possono vedere il <strong>Rotary</strong>reale, i suoi problemi, il suo mododi “aprire la via” verso un futuro densod’ incertezze, il suo bisogno dicrescere per sopravvivere. Il tutto,con un primo attore d’eccezione: WilliamB,Boyd, nei discorsi del qualeabbiamo colto “i messaggi” – propriocome tanti bigliettini distribuitiuno per uno – con cui ci ha lanciatole sue idee, i suoi programmi, le coseda fare per il progresso e per ilbene dell’umanità.E’ soprattutto sotto questo profiloche, a nostro modo di vedere, quellodi Amburgo è risultato un viaggiospeso bene. Ci vediamo allora il prossimoanno a Sorrento ove, finalmente,saranno i Distretti italiani adorganizzare l’Institute e lo faranno,da par loro, nel posto più bello delmondo..Missione professionale ed etica nel <strong>Rotary</strong>Raffaele Pallotta d’Acquapendente, Rappresentante del Presidente Internazionale RIIl <strong>Rotary</strong> è un mondo particolare incui il piacere dell’amicizia provienedalla volontà di adoperarsi per gli altri.E’ un mondo ove, accanto a utopicigrandi ideali, esistono concretepossibilità di aiutare singoli e comunitàa cercare di progredire verso unmigliore modello di società. Il servizioè il cammino da noi scelto peravvicinarci al nostro mondo utopicoideale di un mondo in pace.Quando Antonio Gramsci, l’ideologocomunista, scrisse di ritenere che ilprogramma del <strong>Rotary</strong> potesse costituire:“la pericolosa diffusioned’un nuovo spirito capitalistico,che tentava di spacciareil concetto che l’industria,il commercio e le professioni,prima d’essere un affare,potessero essere un serviziosociale”, Paul Harris rispondevache Il <strong>Rotary</strong> è unmodello di vita che cerca diconciliare l’eterno conflitto esistentetra il legittimo desideriodel proprio guadagno ed ildovere di usarlo a servizio dellacomunità.Il Mondo avanza e noi dobbiamoavanzare con lui. Tut-Prima parteNOTA di redazione. L’intervento di Pallotta è stato un lungo discorso, applaudito più volte, accompagnato dallaproiezione di slides appositamente confezionate, con citazioni, foto ed immagini che hanno stimolato attenzioneed aperta condivisione del pubblico. Nelle righe che seguono vengono riportati alcuni dei principali passaggidella prima parte dell’intervento, quella maggiormente legata al dibattito sull’Etica. Nel prossimo numerodella Rivista, sarà ripresa la citazione degli altri passaggi e le conclusioni.“… garantire ilprimatodell’uomo edella suadignità oltre econtro esigenzedi mercato nonaccettabili.”ti noi scrutiamo attentamente ilpresente per cercare d’anticipareil futuro. Ciò è normale, altrimentinon vi sarebbe progresso; il futuropuò essere, però, validamenteaffrontato solo se non si dimenticanole proprie origini e leproprie tradizioni.45


VOCE del ROTARYDal Mondo <strong>Rotary</strong> InternationalOttobre 2006Il distretto 2100del <strong>Rotary</strong> InternationalVITO MANCUSIGovernatore Distretto 2100Il Distretto 2100 si origina daquello che fu il 190° Distretto,poi 210° Distretto ed infine Distretto2100, composto dalle quattroregioni del Sud dell’Italia Peninsulare,l’antica Magna Grecia, questanostra terra sfortunata ma nobilissimaed a noi cara come la stessamadre.Fu il Segretario generale del R.I.,Herbert A. Pigman a comunicare, indata 11 novembre 1994, che a partiredal 1° luglio 1995 i <strong>Club</strong> del Distretto2100 sarebbero stati “raggruppati”in due Distretti: il distretto“tirrenico”, formato dai <strong>Club</strong> campani,calabresi e da Lauria avrebbeconservato il numero 2100; a quello“ionico - adriatico”, formato dai<strong>Club</strong> pugliesi e lucani (eccetto Lauria),sarebbe stato attribuito il numero2120.Si concludeva, così, un cammino dimolti anni, faticoso, sofferto, lungoil quale le esigenze della ragione (organizzazione,gestione, sviluppo,ecc.) si erano intrecciate e spessoscontrate con le ragioni dei sentimenti,inondati di ricordi, nutriti diantiche amicizie e di ricorrenti adunanze,consolidati dal senso profondodella comune appartenenza, intristitidall’ansia per il futuro, immaginatopiù povero, più chiuso, piùdebole.I <strong>Club</strong> reagirono mostrando il voltosereno, come di fronte ad un eventoprevisto, fisiologico, legato allastessa vitalità del <strong>Rotary</strong> e alla suaforza di espansione, consentendo alledolci venature di malinconia di inturgidirsie a pulsare di nuovi progetti.La struttura amministrativa del <strong>Rotary</strong>,con il suo “nuovo” Distretto2100 aveva , quindi, separato le regionimeridionali senza infrangerne,però, l’unità socioculturale.E, d’altra parte, le più belle paginedella loro grande storia civile, politicaculturale, queste nostre regioninon l’hanno scritte nei secoli in cuisono state unite come entità alle dipendenzedi questa o quella potenza,ma quando hanno potuto esprimerein piena libertà – e spesso inantagonismo – le loro capacità creative,varie e geniali nelle loro forme,pur se omogenee nello spirito e negliobiettivi ultimi.Penso alle “ poleis italiote”, ma nonsolo a quelle.Anche in questo quadro, il <strong>Rotary</strong>, Il<strong>Rotary</strong>-Idea, si propose come puntodi riferimento fondamentale.Questa magnifica idea di un organismoche si prefigge di aggregare leenergie più sane, moltiplicandone laoperosità, e rivolgendola al bene comune.Oggi il Distretto 2100 raggruppa tremilaottocentoSoci spalmati su settanta<strong>Club</strong> attivi ed impegnati nelcomune senso di servizio rotarianointeso nella promozione del bene pergli altri. Come accade, penso, in tuttii Distretti, l’attività comune si estrinsecaattraverso la duplice anima dell’affermazionedei principi e dei valorirotariani con tutta la loro imponenzae importanza e della realizzazionedi azioni umanitarie ed educativesotto l’egida della <strong>Rotary</strong> Foundation.I valori rotariani sono rispettati edaffermati sul Territorio grazie ad unavasta programmazione distrettualeche mira a raccogliere e svilupparele azioni e le idee dei <strong>Club</strong> sintetizzandonei risultati in Forum e Manifestazionidove quest’anno verrannoaffrontati i temi della Leadership,delle Opportunità di Servizio edel ruolo dei giovani e delle donnenella società e nel <strong>Rotary</strong>. Quest’ultimotema verrà dibattuto e approfonditoa conclusione del RYLA, quindicon il pieno coinvolgimento deigiovani partecipanti a tale programma.Il Congresso di aprile sarà, infine,dedicato a fare il punto sulle attivitàsvolte nei <strong>Club</strong> e nel Distrettoper lasciare al Governatore eletto glielementi dai quali attingere per lapromozione delle attività del prossimoanno rotariano.Tra le attività trainanti mi piace ricordareanzitutto il RYLA, tradizionalepunto di incontro e di formazioneche di solito vede una largapartecipazione di giovani da tutto ilDistretto. E poi le attività dei Volontariche hanno avviato dei programmitanto coinvolgenti da guadagnarsi ilrispetto e la partecipazione di tutti iSodalizi del Distretto.Né manca il contributo di Leader alleattività internazionali. Quest’annoil nostro Past Governor RaffaelePallotta di Acquapendente siede nelprestigioso Board mentre il Past GovernorVito Rosano, che coordineràla tavola rotonda sul ruolo del PastGovernor all’Institute di Amburgo, èstato nominato Coordinatore dellaZona 12 per la Espansione ed il mantenimentodell’Effettivo.Come pure il Distretto si prepara asostenere l’onere particolarmenteimpegnativo di ospitare l’Institutedell’ottobre 2007 a Sorrento.Al pari numerose e impegnative sonole attività svolte in seno alla <strong>Rotary</strong>Foundation, che da qualche an-no vedono il Distretto 2100 seguireuna strategia mirante a promuoverel’unione e la fratellanza tra i <strong>Club</strong>attraverso il loro coinvolgimento inprogetti umanitari comuni di elevatospessore. Ogni anno infatti, nelmese di settembre, la CommissioneDistrettuale <strong>Rotary</strong> Foundation invitai Presidenti dei <strong>Club</strong> a presentarei loro progetti in forma preliminarealla Sottocommissione Sovvenzionidella CDRF. Ad ogni progettoviene assegnatoun membro dellaSottocommissione comereferee, con il compitodi valutarne lafattibilità e, se finanziabile,aiutare i proponentia renderlo inuna forma accettabiledalla RF e a riempirei relativi moduli.Con questo sistemafinora tutti i progettipresentati sonostati approvati. Al momentonell’anno rotariano2005-06 sonostati portati a termineundici progettilocali e sono in corsootto complessi e polivalentiprogetti internazionaliper unvalore totale di 246.300US$ con un finanziamento dai fondiFODD e dalla TRF di 141.025 US$.Di questi, cinque mirano a realizzarepozzi e mulini, sei riguardano lasalute e la realizzazione di strutturesanitarie, sei portano sostegnoalimentare alle popolazioni affamate,e cinque si occupano di lotta all’analfabetismo.I più ambiziosi affrontanole conseguenze della Poliomielitesui bambini non ancora raggiuntidal programma PolioPlus, il riscattosocio-economico di una interacomunità contadina, il riscatto dallafame e l’emancipazione femminileattraverso la creazione di infrastruttureproduttive, e la realizzazionedi strutture scolastiche per settecentoquarantabambini. In questeazioni sono coinvolti trentaquattro<strong>Club</strong> su settanta, e sono state avviatecollaborazioni con la FondazioneRita Levi Montalcini e la FerrarelleS.p.A..Particolarmente significativa è statainoltre la partecipazione a questi progettidi ben dieci <strong>Club</strong> Rotaract sutrenta. Un progetto in particolare èstato proposto da un <strong>Club</strong> Rotaracte ha visto la partecipazione successivadi un <strong>Club</strong> <strong>Rotary</strong>. Significativaè anche la partecipazione alla realizzazionedei progetti dei Volontaridel <strong>Rotary</strong> che ormai sono più di venti,tra cui alcuni non rotariani. Da notareinfine che nella realizzazione diazioni umanitarie si sta prendendocoscienza sempre di più della validitàdei Progetti APIM.Per le altre attività della Fondazione,è nostra tradizione assegnareogni anno almeno due Borse Ambasciatoriannuali e organizzare unoScambio Gruppi di Studio. Personalmenteho avuto il privilegio di guidare,come Team Leader, il Gruppoche nell’a. r. 2004-05 si è recato nelDistretto di New York, per cui conoscobene e di persona quanto sia importantee formativa questa esperienzae come cementi quei rapportiinternazionali che sono alla basedella fratellanza tra i popoli e dellaPace nel mondo. È stata inoltre creatae resa operativa l’Associazione Ex-Borsisti della Fondazione, dalla qualeci si aspetta un forte impulso allaintegrazione delle giovani leve nel<strong>Rotary</strong> e nel Rotaract.L’attività della <strong>Rotary</strong> Foundation nelnostro Distretto ha addirittura raggiuntol’onore di un titolo accademico.Una studentessa della Facoltà diScienze delle Comunicazioni dellaUniversità “Suor Orsola Benincasa”,la Dott.ssa Barbara Risceglie, guidatadai relatori Carlo Nardello, PastPresident del RC RomaCentenario, e dalPresidente della CommissioneDistrettuale<strong>Rotary</strong> Foundatotion,Michelangelo Ambrosio,ha svolto unatesi dal titolo :”L’importanzadel marketingper aiutare le organizzazioninon profite sostenere le lorocause sociali : Ilcaso della <strong>Rotary</strong> Foundation.”D’altra parte l’interazionetra la CommissioneDistrettuale RFe il mondo accademicoè abbastanzasolida, ed i bandi deiconcorsi per l’assegnazionedelle BorseAmbasciatori vengonopubblicizzati sui siti accademiciper cui ogni anno le domande di partecipazionedi neo-laureati sono moltonumerose.Per l’anno rotariano 2006-07 il Distretto2100 ha aderito al progetto“Un cuore per l’Albania” che vede,ancora una volta uniti i dieci governatoriitaliani impegnati in una garadi solidarietà tesa a salvare la vitadi bambini albanesi altrimenti destinatialla morte. I contatti sono statiintrapresi con gli Ospedali Riunitidi Ancona che accolgono, nel loro internoil “presidio Lancisi” dove è attivoil reparto di cardiologia e cardiochirurgiapediatrica. A latere operal’associazione per il bambino cardiopatico– AMBAC – che provvedead offrire alle famiglie dei bimbi ricoveratiidoneo supporto morale emateriale4849


VOCE del ROTARYDai <strong>Club</strong>Invito ai <strong>Club</strong>:Contribuite con informazioneed aggiornamenti.Il quadro è di tutti!!!<strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong>(in ordine di datanella trasmissione dati)SiniscolaRoma EstGuidonia Montecelio50QUADRODELL’ATTIVITÀPROGETTUALE DEI CLUBLeggendaColore s/ Iniziativa e/o attività del <strong>Club</strong>Color Giallo: Contributo finanziario (solo) Acqua Sanità Povertà Alfab.ne Culturale Civico Totalie altroDenominazione Progetto-IniziativaAnno 2006 -07Lo schema sintetitizza il lavoro concreto portato avanti dai <strong>Club</strong> attraverso varie modalità diservizio (progettualità, iniziative, contributi e sostegno) nei vari campi della loro attività, quiconglobati nei capitoli RISORSE IDRICHE (Acqua); SANITÀ, POVERTÀ e FAME, ALFABETIZ-ZAZIONE, CIVICO-CULTURALE, ALTRO così da configurare via via che lo schema si va riempendo,l’insieme di attività sviluppata complessivamente nel Distretto in un anno rotariano.L’informazione qui riportata si avvale sia dal materiale presentato dai <strong>Club</strong> in occasione delle visite del Governatore,sia di quanto esposto dai <strong>Club</strong> in sede del 50° Congresso (manifesti), sia infine di quella direttamentetrasmessa dai <strong>Club</strong> a VOCE del ROTARY o ritrasmessa alla rivista dai responsabili funzionali (Aree) del Distretto.Lo scopo di questa analisi e sua pubblicazione è duplice:A) Rendere merito ai <strong>Club</strong> che si impegnano nell’allestimento di opere ed attività significative sul piano rotarianoe che possono costituire esempio e spunto per altri <strong>Club</strong> anche in termini di co-partecipazione.B) Raffigurare il quadro complessivo (nel Distretto) dei principali obiettivi di lavoro e la loro concretizzazione intermini di numero, specie, modalità.È in allestimento l’analisi di tale attività anche dal punto di vista del rapporto con RF: ovvero, quanto eventualmentericevuto dai <strong>Club</strong> attraverso contributi RF, a sostegno delle iniziative di ciascun <strong>Club</strong>. Ne risulterà – neltempo – un quadro prezioso per la lettura dell’attività svolta e per trarne ogni anno conclusioni e nuove idee dimiglioramento ed indirizzo. Non ultimo il dovere, come richiamato dal nostro ordinamento, di divulgare l’operatodel <strong>Rotary</strong>, specie quando si esprime in termini di progetti, opere, iniziative utili e sostegno ed attività di servizioalle collettività bisognose.Non poche saranno, specie all’inizio di questo nostro lavoro, le inesattezze, le mancanze, le imprecisioni: ce nescusiamo in anticipo e rivolgiamo l’invito ai singoli <strong>Club</strong> a collaborare sia segnalando gli eventuali, accennati errori(di cui sarà presa immediata nota), sia nel fornirci materiale (testi, dati, immagini) relativi alla loro attivitàprogettuale e di servizio.PROGETTI PER SETTOREContinuazione Progetto «Viniscola»Ristrutturazione artistica del molo della calettaProgetto Parco GiochiProgetto Vela per diversamente abiliProgetto interclub «Sistema approv.to idrico Akrur, Eritrea»Progetto Acqua Marocco (partecip. con Dorgali)Progetto Intolleranze alimentari infantili (Africa)Progetto Acqua Marocco (partecip. con Dorgali)Progetti interclub (in appoggio)Continuazione Progetto con Municipio «Sportello del cittadino»Continuazione Progetto «Una goccia nel mare»Progetto Sovvenzioni docenti per PVSRiqualificazione Basilica S. SinforosaRiqualificazione Pineta S. Angelo RomanoOratorio Parrocchia S. Maria del Popolo VillalbaPremio Lapis TiburtinumPiazza Francesco BaraccaAlfabetizzazioneAnnullo postale 30 anni Guidonia MontecelioArredo Urbano - parcamento AereoSettoriTOTALE (ad oggi) 6 6 7 5 12 23 5911111 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 1<strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong>(in ordine di datanella trasmissione dati)NuoroLatinaPomezia LaviniumOgliastraDorgaliMacomerRoma CassiaRoma Appia AnticaRoma Castelli RomaniRoma Sud OvestRoma Sud EstRomaLeggendaOttobre 2006Colore s/ Iniziativa e/o attività del <strong>Club</strong>Color Giallo: Contributo finanziario (solo) Acqua Sanità Povertà Alfab.ne Culturale Civico Totalie altroDenominazione Progetto-IniziativaFedeltà al lavoroProgetto sanità «Ada» (Oculistica e Obesità)Progetto acqua Marocco (partecipazione con Dorgali)Progetto Planetario Ist. Tec. Com. Salvatore SattaProgetto acquisto mezzo trasporto per portatori handicapProgetto contributo a Comboniani in AfricaProgetto contributo Adozioni a distanza (Africa)Progetto Forum su Ricerca FarmaceuticaProgetto Forum Sviluppo Area PontinaProgetto Protocollo d'Intesa con Comuni Pomezia e Ardea (umanit.- cult.-servizi)Progetto Task force ( medico/legale/ amm.va)ad immigrati, con Comune e Caritas.Progetto costituzione COIN PontinoContatti con RC ValenciaNuovo Gemellaggio esteroStudio iniziative assieme a RC DorgaliProgetto interclub «Sistema approv.to idrico Akrur, Eritrea»Progetto Acqua Marocco (partecip. con Dorgali)Progetto «Premio Orgoglio professionale»Progetto Acqua MaroccoProgetto triennale scolastico su prevenzioneProgetto Acqua Marocco (partecip. con Dorgali)Progetto Acqua Villaggio Togba, Benin (partecip)Progetto DREAM HIV Malawi S.Egidio (contributo)Premio Veio (continuazione)Progetto «Mentore» - borse studio a scuola del Municipio RomaOrfani Caduti FFOO - Borse di studioProgetto Studio Inquinamento IndoorProgetto Premio Salute e Ambienteprogetto Pozzo acqua in BeninScuola restauro rebibbiaProgetto Sedificio scolastico Cordoba (Argentina)restauro S.Anselmo (Aventino)Medical center Assaf H. GerusalemmePremio «Una vita per…»Banca Consulenze professionali PCMalati AIDS Casa PinoMonitoraggio igiene territorio localeProgetto idrico AfricaProgetto AlfabetizzazioneProgetti in Burchina FasoProgetto Conservazione Mura Aurelianeprogetto Mosaici Foro ItalicoProgetto recupero aereo Fiat G50 (Serbia)Centro orientamento scolastico (Ist. Raffaello)progetto festa del varo (attività marinare e pesca del litorale; coll. con Munic. XIII)Laboratorio didattico: Tutela e Salvaguardia della naturaProgetto Salvamamme S. CamilloOrientamento professionale: Incontri con StudentiProgetto Tanzania (Nyumba Yetu): Cucina e farmaci per Casa acc.za orfani (AIDS)Progetto Huruma (Nairobi)Corsi di italiano per immigratiinaugurazione e avvio Casa Anziano («Nosso Brasil»/Morros)Adozioni scolastiche a distanza (Nosso Brasil/Edu)Costruzione abitazione per indigenti (Nosso Brasil/Morro tres)Progetto 3h Bahia (Nosso Brasil e RC D.2090 - 2040 - 2080)Il prossimo aggiornamento del QUADRO(novembre) terrà conto anche di tutti i datiprogettuali riportati nei posters presentati alCongressoSettoriTOTALE (ad oggi) 6 6 7 5 12 23 591 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 1 1 31 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 1 1 3TOTALE 5 7 7 7 12 23 6151


Ottobre 2006Notizie dai <strong>Club</strong>Questa rubrica intende riprendere senso ed aspetti di ciò che anche in passato veniva pubblicato nella Rivistain merito a Programmi e attività dei <strong>Club</strong>. Saranno selettivamente ospitati eventi, conviviali e progetti dei <strong>Club</strong>(realizzati o pianificati) che siano dai <strong>Club</strong> stessi giudicati di particolare, rilevante interesse per l’apprezzamentodei lettori della Rivista o per l’aggiornamento del QUADRO DELL’ATTIVITÀ PROGETTUALE DEI CLUB.R.C. Roma CassiaRelazione del nostro Past President e Presidente della Commissione Formazionenel Mediterraneo, Franz Martinelli, sull’omonimo progetto avanzato dal nostro <strong>Club</strong>con il <strong>Club</strong> gemello RC Reggio Calabria Sud Parallelo 38. Il progetto è presentatodal RC Cassia al Congresso e in occasione della visita del Governatore.“Formazione nel Mediterraneo”Sempre nell’ambito delle attività connesse con lo sviluppo del piano d’azione a sostegno della <strong>Rotary</strong> Foundation, il nostro<strong>Club</strong> sta portando avanti l’obiettivo di creare le condizioni perché i giovani di tutti paesi che si affacciano sul Mediterraneo abbiamola opportunità di frequentare un Centro di Formazione Professionale a Reggio Calabria, che ci vede impegnati a farlodecollare unitamente al <strong>Club</strong> di Reggio Calabria Sud Parallelo 38, notizia che è anche stata riportata così : “Un centro di formazioneriservato ai giovani dei paesi del Mediterraneo, dove i ragazzi possano trovare una preparazione adeguata per potersiaffacciare sul mondo del lavoro dell’intera regione. Questa l’iniziativa cui sta lavorando il <strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> e che potrebbe vederela luce all’inizio del prossimo anno a Reggio Calabria. Il progetto, cui stanno lavorando concretamente due sezioni del<strong>Rotary</strong> (Roma Cassia e Reggio Calabria sud), è quello di realizzare un Centro di formazione professionale per i giovani di tuttii paesi che si affacciano sul bacino, come ha spiegato il coordinatore del progetto l’ingegner Francesco Martinelli, a marginedel seminario dell’Unione Industriali di Roma ‘Piattaforma Roma. Una macroregione per il Mediterraneo. La sede del Centrosarà Reggio Calabria, “città che si trova esattamente in posizione baricentrica tra il resto d’Italia e i paesi del Mediterraneo”,ha precisato Martinelli, aggiungendo che il centro potrebbe vedere la luce all’inizio dell’anno prossimo. (ANSAmed).”Sono già stati avviati contatti con Università Primarie per verificare la possibilità di costituire nel loro ambito il Centro di Formazionecon il monitoraggio da parte del <strong>Rotary</strong> che è istituzionalmente idoneo a poter fornire attività di servizio e di formazionealtamente qualificate. Il primario obiettivo da raggiungere è quello di promuovere una progressiva integrazione dellerelazioni euro-mediterranee, facilitando il dialogo tra i giovani dei paesi del Mediterraneo e superando le difficoltà connessea culture e religioni diverse. La necessità di un dialogo interculturale euro-mediterraneo, infatti emerge prepotentemente daun’analisi del contesto attuale, in quanto ben necessaria per una concreta cooperazione tra i diversi Paesi dell’Area, attualmentedivisi e frammentati sotto più profili. Per far ciò occorre anche perfezionare l’istituzionalizzazione dell’impegno delleorganizzazioni non governative, conferendo loro un ruolo di supporto a sostegno alle macro-azioni avviate tra interlocutoriistituzionali al fine di renderle più incisive e più prossime ai destinatari finali. Il coinvolgimento attivo del <strong>Rotary</strong> è determinanteper il suo secolare patrimonio di esperienza nel campo della cooperazione e del dialogo tra popoli con culture e religionidiverse.Franz MartinelliFiero di essere rotarianoHotel Movenpich, il 4 ottobreIl Governatore Roberto Ivaldi, in visita nel nostro <strong>Club</strong>, ha trovato ungruppo vivo e giovane, che non si ferma, capace di credere nella utopiadi contribuire a cambiare il mondo, capace di aprire la via verso un mondomigliorabile, capace di avere il coraggio dei cambiamenti pur rimanendouguali in tutto il mondo. Si è detto, poi, fiero di essere rotariano perchéesiste la <strong>Rotary</strong> Foundation e,qui, si è soffermato sui giovani borsisti edin particolare sui fruitori delle borse degli Ambasciatori , che partendo da7 università nel mondo, già in 110 Paesi, sono nostri ambasciatori “per lapace e la risoluzione dei conflitti”, all’ONU, alla NATO, ecc. 4 di essi sonoora a Roma. Un cenno, in chiusura, alla fase finale del programma Polioplus, fiore all’occhiello del R.I.A.C.53


VOCE del ROTARYNotizie dai <strong>Club</strong>La realizzazione di un sognoin sede, il 20 settembreIn interclub con i R.C. Roma Tevere e Roma Sud Est e il Presidente delRoma EstIncontro dedicato alla conoscenza del “ Programma Dream” illustratodai Portavoce della Comunità di Sant’Egidio Dott. Michelangelo Bartoloe Dott. Fulvio Erba, presente l’Assistente del Governatore Arch. CorradoPerrone e il responsabile distrettuale ( e presidente del Sud Est)per lo scambio giovani Paola Santini, che ha presentato una interactianadel liceo di Istambul. Nessuno crede nella volontà che trasformaun sogno in un miracolo, tutti i numerosi presenti hanno però potutoconstatare che ciò è possibile. La Comunità di Sant’Egidio nasce a Roma nel 1968 e, con grande determinazione, rivolge lasua azione ai bambini e anziani abbandonati di diverse parti del mondo per , poi, prediligere l’Africa e focalizzare l’azione nellalotta e prevenzione dell’AIDS. Il R.C. della Tanzania ne ha oggi fatto un programma della <strong>Rotary</strong> Foundation. La Comunitàdi S.E. è una organizzazione laica che vive il “sogno” (Dream) di curare i malati poveri di AIDS di tutto il mondo con terapiaantiretrovirale al fine di cronicizzarla, impedirne la trasmissione da madre a nascituro e quindi portare questi malati al ripristinodi una vita vivibile. In Africa c’era una maggiore incidenza che in altri Paesi, con una percentuale di malati che raggiungevail 35% ;anche il solo matrimonio rappresentava uno strumento di trasmissione della malattia: la Comunità di S.E.ha iniziato in Africa dal Monzambico (2002), espandendo in seguito la sua azione in altri Paesi del continente, anche attraversocollegamenti informatici, realizzando corsi di formazionee trasferimento analoghe cure che si hanno nello Spallanzanidi Roma. Il lavoro si svolge secondo due linee: trattamentoe prevenzione della malattia (dalle madri in gravidanzaalla 25° settimana ai bambini nati, alle madri in allattamento,ecc.). Le persone in trattamento sono oggi 25.000.In Tanzania il <strong>Rotary</strong> locale aiuta in misura del 5% e la R.F.ha promesso l’aiuto per un centro di biologia molecolare: sequesto non è la realizzazione di un sogno, cos’è ? un miracolodi buona volontà. Si mira a colpire la carica virale, a misurarei bersagli, a estendere i test, tutto con personale locale,preparato e istruito dalla Comunità di S.E. Si lavora alivello diplomatico e … il sogno continua nella sua meravigliosarealtà di semplici persone di buona volontà; partendoda quei due medici ha hanno voluto cominciare e da quantili hanno seguiti.Anna Cabras54Convegno su AstrofisicaIl Dott. Walter Pecorella - Vice Presidente dell’INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica, ha trattato nella conviviale del nostro<strong>Club</strong> del 13 settembre 2006, il tema "I programmi ed i progetti per la ripresa delle esplorazioni lunari". Il tutto nella suggestivacornice della sede storica dell’INAF, in Roma, Via Parco Mellini, meglio nota come sede dell’Osservatorio Astronomico.Le notizie (anche buone) non sono certo mancate, a partire proprio dall’annuncio che i progetti di andare su Marte e di esplorazionedi quel pianeta, che avevano in certa misura monopolizzato gli investimenti nel settore spaziale, si sono in parte convertitio addirittura sono in corso di abbandono a favore del “ritorno sulla Luna” e ciò anche a seguito della frase del PresidenteBush “tornare sulla Luna per starci”, che ha messo in moto, con un primo finanziamento di 104 miliardi di dollari in 10anni, la comunità scientifica non solo americana. In realtà il progetto è ambizioso; si prevede infatti di impiantare una baselunare autosufficiente entro il 2020 (non molto diversa da come la immaginava l’autore di 2001 odissea nello spazio), al finedi produrre in loco e poi installare i macchinari che dovranno assicurare la possibilità di vivere sul nostro satellite e di inviareenergia ed altre cose sulla terra. Si può quindi dire, a buon titolo, che è cominciata l’era della colonizzazione spaziale afini di sfruttamento energetico. I problemi da risolvere ovviamente sono moltissimi (per esempio temperature da -270 a +70), ma ciò che stupisce il profano è che la tecnologia per avere successo in questa iniziativa già esiste (robot in grado dimangiare il terreno e produrre cellule voltaiche) ed in parte è Italiana (nanocavi e strutture inflatable isolanti e autoriparantiin grado di contenere serre, camere etc.). L’Italia quindi ha tutte le carte in regola per poter avere un peso importante inquesta nuova sfida, sapendo che attualmente può anche contare, tra l’altro, su di un comparto scientifico valutato, in competenzae capacità, tra i primi 5 al mondo.Per ulteriori e più puntuali notizie si può visitare il sito www.moonbase-italia.orgR.C. ViterboI gioielli d’arte di “Bulgari”R.C. Sabina-TevereOttobre 2006Notizie dai <strong>Club</strong>Giuseppe BordignonQuali e quanti gli interessi del <strong>Rotary</strong> per la Società civile? Moltissimi,dovremmo dire, dall’impegno per la lotta contro la poliomielitenel mondo, per tutto ciò che riguarda il miglioramento della vita dell’Umanità,non ultimo il raggiungimento della pace tra i popoli. Ma purimpegnato in questi nobili obiettivi, il <strong>Rotary</strong> dedica uno sguardo allecose belle create dall’uomo. A questo sentimento si sono ispirati irotariani del <strong>Club</strong> di Viterbo nell’organizzare un interessante incontroper vedere e per parlare di alcuni prodotti d’arte nel campo della gioielleria,scegliendo un grande nome del settore, quello di “Bulgari”.“Da oltre un secolo Bulgari definisce lo stile italiano in gioielleria, traendoispirazione dalla bellezza senza tempo della tradizione figurativagreca e romana e traducendola in linguaggiocontemporaneo grazie all’avanguardiadelle sue scelte estetiche,greca come il fondatore, SotirioBulgari, e romana come la sua culturad’adozione”.Interessante l’iniziativa alla quale sonointervenuti i Signori : Dott.AlessandroGiacchetti Prefetto e il Dott.Giancarlo Gabbianelli Sindaco di Viterbocon la grande partecipazionedi quasi duecento intervenuti, rotarianie non rotariani. Presenti oltre al<strong>Club</strong> organizzatore, quello di Viterbo,i <strong>Club</strong> di Viterbo Ciminia, di BolsenaDucato di Castro, di Roma Flaminio,di Roma Monte Mario, e di ZagaroloPalestrina e Colli Prenestini.L’incontro si è svolto il 22 settembrea Viterbo, nello straordinario ambientedelle bellezze archeologichedel XIII secolo di via Santa Maria in Gradi, che è oggi la Sede dell’Università degli Studi della Tuscia. Il Presidente ClaudioMaria Ernesti porge il saluto alle Autorità intervenute e ringrazia il Socio Francesco Menichelli per il grande aiuto prestato perla realizzazione dell’incontro.Il R.C. Sabina-Tevere ha dato vita lo scorso 15 settembre ad una iniziativa di solidarietà a favore della Comunità di San Patrignano,che si occupa del reinserimento nella società di giovani in difficoltà.È stata nell’occasione rappresentata, nel Teatro Comunale di Collevecchio, una commedia in vernacolo dal titolo “Lu fantasmade lu poru Piero”.Della iniziativa è stata data ampia notizia nella cronaca di Rieti de IL TEMPO”.55


VOCE del ROTARY Ottobre 2006ScrittiVerità egiornalismo(seconda parte)PIER LUIGI ZANATAOgni volta che, nel mondo contemporaneo,viene approntato un massmedia – che sia radio, televisione ocomputer – quest’ ultimo procedeautonomamente e invia dei messaggicome se esso stesso ne fosse il mittente.Al giorno d’ oggi il grande problemaconsiste nel saper stabilireuna relazione tra il medium, il messaggioe il destinatario del messaggio.Si tratta di un punto particolarmentedelicato, perche’ l’ autonomiadel mezzo di comunicazione e’ unaquestione centrale della nostra eta’della tecnica.Marshall Mc Luhan – un profeta e ungrande esprto della societa’ globaledell’ informazione – vedeva in tuttoquesto un fatto positivo, poiche’ imezzi di comunicazione fornisconola possibilita’ di creare il ‘’villaggioglobale’’ e permettono all’ umanita’di comunicare come mai e’ accadutoin passato. In tal modo si potrebbericostituire la cultura dell’ oralita’ edel dialogo presente nei tempi antichie superare l’ isolamento della primaeta’ moderna, simboleggiata dall’individuo che legge un libro in completoisolamento. Attualmente, pero’,l’ ottimismo di Mc Luhan non apparepiu’ cosi’ fondato: al contrario,risulta sempre piu’ evidente come l’autonomia del mezzo di comunicazionepossa creare dei serissimi problemi.Dal punto di vista etico e politico cideve ‘’riappropriare’’ del mezzo dicomunicazione in modo da ottenerela liberta’ sia del destinatario, siadell’ utente.Si deve perseguire un ideale di comunicazionetentando di liberare ilpiu’ possibile il nostro linguaggio daelementi strumentali e di dominio:inseguendo questo scopo, pero’, bisognasempre essere consci del fattoche esso non potra’ mai essereraggiunto fino in fondo e che vi sussisterannodegli elementi di condizionamento,a volte inconsapevoli.La strumentalizzazione di qualsiasitipo di comunicazione puo’ esseresuperato soltanto considerando ilprocesso di comunicazione come unprocesso graduale di emancipazionedagli elementistrumentali.La nostra comunicazionedeve essere improntataall’ universalismo della differenzae non un universalismodell’ omologazione:in cio’ consiste la nuovafrontiera dell’ etica dellacomunicazione nell’ eta’della scienza e della tecnica.Nell’ affermare che l’ obiettivodell’ etica della comunicazionee’ quello diliberare la comunicazionestessa dai condizionamentistrumentali si indicaesclusivamente una lineadi tendenza. Non si potra’ maiarrivare ad una comunicazione ‘’angelica’’,anche perche’ gli angeli nonhanno bisogno di parlare tra di loro.Proprio per il fatto che non siamoangeli, abbiamo bisogno di comunicareattraverso le parole o le immagini– ovvero i mezzi e le tecniche dicomunicazione – e in tal modo siamosempre esposti al rischio di condizionarcie sopraffarci. In ogni parolae in ogni immagine e’ simbolicamenteincapsulato un elemento dipotere: la consapevolezza di questofatto e’ il fattore in grado di liberarci,per lo meno tendenzialmente.Maggiore diventa la nostra consapevolezza,maggiore sara’ la crescitaculturale e cognitiva, e maggioresara’ la tendenza alla ricerca dellaverita’ dei fatti da raccontare neimezzi di informazione.Nell’ era delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione,la mancanza di questa consapevolezza,ci fa diventare sempre piu’‘’persone elettroniche’’ e forse nonsi riesce a mettere a fuoco con sufficientechiarezza i problemi etici.Si deve stare attenti perche’ noi operatoridell’ informazione possiamonon essere in grado di avvertire i pericolia cui possono andare incontroi giovani, che sono i piu’ attratti e ipiu’ entusiasti utilizzatori della tv edi internet, ma anche i piu’ espostialla videocrazia e alla internetmania.Importante e’ comprendere i risvoltietici delle trasformazioni profondedi un’ intera societa’, dovuta alladiffusione delle nuove tecnologie multimedialiche stanno radicalmenteinfluenzando il modo individuale ecollettivo di concepire la realta’, ilsenso della convivenza civile e lastessa organizzazione politica.La rivoluzione multimediale, in tuttele sue ramificazioni, sta producendoun mutamento epocale che vaben oltre la novita’ dei diversi strumentidi comunicazione (tv, computer,internet, ecc.): essa sta generandoun nuovo uomo e una nuovasocieta’. In questo senso essa chiamain causa direttamente la responsabilita’dei professionisti dellacomunicazione come mediatori inuna societa’ che si trasforma radicalmente.Quella telematica e multimediale none’ una rivoluzione soltanto tecnologica:e’ un fenomeno che ha conseguenzesulla nostra vita e investeanche il sistema dei valori.Nella cultura del cambiamento la dimensioneetica delle nuove tecnologiee’ un terreno accidentato e inesplorato,sul quale forse non si e’ ancorasufficientemente riflettuto daparte di chi opera dentro il mondodei media.Le nuove modalita’ di accesso all’ informazionerese possibili da semprepiu’ potenti mezzi telematici pongonodomande di tipo etico: tutto quelloche e’ tecnologicamente possibilee’ eticamente buono, legittimo,condivisibile?È la dimensione dell’etica tecnologica(con tutta una serie di risvolti sociali,antropologici, giuridici, religiosie economici) che nasce da un nuovorapporto tra scienza e etica e impegnaa cercare le dimensioni etichedella ricerca tecnico-scientifica,cioe’ a cogliere l’ intreccio tra la conoscenzae i valori, nel senso che lascienza applicata e la tecnologia sonosempre piu’ connesse ai problemimorali.L’ accesso alle reti mondiali della comunicazionee le sfide dell’ immaterialespingono a una presa di coscienzadei problemi legati alle nuovecomunicazioni affinche’ quelli chepotrebbero essere straordinari strumentidi democrazia non si convertanoin mezzi di controllo sociale edi oppressione, materiale e simbolica.La capacità di saper cogliere la necessita’di sviluppare una cultura mediaticacritica, un’ educazione ai mediainterrogandosi su questa nuovacondizione mondiale, è un fenomenoda accogliere o da respingere? Disemplici strumenti tecnologici o diuna rivoluzione culturale globale?Dell’ opportunita’ di un nuovo businesso della prospettiva di miglioramentodella società? Il personal computere’ una macchina della liberta’individuale e collettiva o produce sradicamentoe omologazione? Internetsara’ l’ arma della nuova emancipazioneo del nuovo controllo comeimperialismo culturale? Quali leconseguenze sugli individui e suigruppi umani? Ottimismo ingenuo ocupo pessimismo.Sono le domande del nostro prossimoavvenire, che, a partire da oggi,esigono una risposta. Sicuramentequeste risposte non possono veniresolo dal mondo dell’ informazione.Tutti devono essere consapevoli checi troviamo di fronte a una svoltaepocale nella storia della civilta’. Qualcosadi simile avvenne con la diffusionedella scrittura nell’ eta’ neoliticae, agli albori dell’ eta’ moderna,con l’ invenzione della stampa.La ricerca di una dimensione eticanell’ impatto dei grandi mezzi di informazionee, in particolare, nel sistemainformatico-telematico rimandaall’ analisi della loro evoluzione storica,e del loro ruolo nella societa’industriale del novecento, che consentedi intrecciare la storia dellatecnologia con la storia della societa’e della cultura.Oggi viviamo, in un modo semprepiu’ marcato, il passaggio dalla societa’industriale a quella postindustriale,connotata come societa’ dell’informazione, in cui i mezzi di comunicazionecostituiscono l’ ambientecomplessivo della vita sociale.Negli ultimi decenni il progresso tecnologicoe’ entrato nell’ eta’ ciberneticao multimediale, in cui, appunto,i media sono molti e la televisionenon ha piu’ il ruolo di regina,perche’ spodestata dal computere dalla sua tecnologia digitale,che non solo unifica parola, suono,immagine, ma introduce nei visibilirealta’ simulate, realta’ virtuali.Il collegamento in rete tra i computerattraverso un linguaggio comuneha dato origine alla rete delle reti,l’ autostrada dell’ informazione.Internet si e’ trasformata da strumentodi lavoro tra scienziati, comeera l’ idea originaria, in uno spaziosopranazionale e planetario, accessibilea tutti, nel quale e’ possibileviaggiare, trovare notizie, fare affari,scambiare merci.La parola d’ ordine oggi e’ interconnetterea tutti i livelli.Le possibilita’ e i rischi in un mondointerconnesso sono al centro di undibattito tra gli intellettuali in cui siconfrontano gli entusiastici sostenitoridelle profezie esaltanti del cyberspazioe i suoi detrattori, esponentidel gran rifiuto: gli apocalittici, chenegano il valore culturale e formativodella telematica e gli integrati,alla Negroponte, artefici di una esaltazioneottimistica e acritica.Dobbiamo accettare la sfida del progressotecnologico che nella societa’postmoderna ci sospinge versoun tipo di essere umano che non sie’ ancora in grado di delineare conprecisione.Il potenziamento della comunicazione,comunque, dilata i confini dellepossibilita’ umane rendendo disponibilimondi virtuali e creando varchiper nuove forme e modalita’ dicomunicazione.In questo senso, se correttamenteinteso e utilizzato il potenziamentodell’ informazione puo’ creare unaintegrazione nel tempo e il consolidamentodi relazioni tra soggetti, individualee collettivi, e sistemi, anchelontani nello spazio, finalizzateal conseguimento di risultati il cuivalore sia congiuntamente riconosciutoda tutti gli attori coinvolti.Finora i conflitti del cyberspazio hannoriguardato prevalentemente leminacce alla privacy e alla liberta’ diespressione.Oggi, dopo che internet e’ diventataveicolo di comunicazione non soloculturale, ma anche commerciale,il nome della rete e’ sempre piu’frequentemente associato a fatti diviolenza nei confronti dei bambini,di scandali, di pornografia, di corruzione,di immagini violente di guerra,ecc.Piu’ volte e’ stato ribadito che la liberta’che ha caratterizzato internetsin dalla nascita, non puo’ garantirela sicurezza di cui necessitano imass media e che, pertanto, in conseguenzadiretta della sua massicciadiffusione, occorre definire limiti,o meglio istituire dei filtri per sal-56 57


VOCE del ROTARYOttobre 2006Scrittivaguardare la purezza dell’ informazione.Al di la’ della diffusone di materialepornografico e della propagandaviolenta il problema vero relativoallo status giuridico dellarete mondiale di comunicazionee’ quello del rischio dimanipolazione dell’ informazione.Il fatto che chiunque possa immetteredati su internet comportaun triplice rischio:– la diffusione di notizie fasulleper i piu’ vari scopi– il rischio che notizie rilevanti finiscanocon il passare inosservatenella massa disordinata di informazionicircolanti sulla rete– la possibilita’ di scatenare campagnepersecutorie o diffamatorie, inquesto internet non si differenziada altri mezzi di informazione se“Nella culturadel cambiamentola dimensioneetica delle nuovetecnologie è unterrenoaccidentato einesplorato…”non per la maggiore difficolta’ dicontrollo.Ecco perche’ resta da risolvere il problemadi una legislazione modernadi tutela dei diritti umani delle violazionielettroniche o telematiche.Sulla base di una maggiore sensibilita’collettiva, finora, anche in Italia,sono state prodotte norme e istitutidi controllo per garantire la riservatezzapersonale, o privacy.E’ evidente che la disciplina dei dirittidel cyberspazio per essere efficaceva posta sul piano sopranazionale,da cui far derivare una legislazioneflessibile capace di recepirei cambiamenti indotti dalla dialetticatra comportamenti sociali esviluppo tecnologico, cioe’ una cornicenormativa in grado di tener contodei conflitti che la frontiera elettronicaesprime in relazione al dirittodi informazione come uno dei dirittifondamentali dell’ uomo, che vareso praticabile su scala mondiale daparte di tutti i cittadini, i quali sonosempre piu’ cittadini del mondo anchegrazie a internet e alle reti telematiche.Ma e’ importante, comunque, chesia garantita la liberta’ di manifestazionedel pensiero. La quale tuttavianon puo’ prescindere da unaformalizzazione legislativa essenzialesulla base del principio per cui ‘’cio’che e’ illegale fuori della rete rimaneillegale anche sulla rete’’, comepropone il garante per la privacy,Stefano Rodota’ richiamandosi allacomunicazione della CommissioneEuropea, dell’ ottobre 1996, sulle‘’Informazioni di contenuto illegalee dannoso su internet’’.Il peso di tutto questo non puo’ esseresopportato solo dai giornalisti,dai mezzi di comunicazione, daglieditori.Per gli operatori della comunicazione,dell’ informazione, si pone. Comunque,la necessita’ di legare lostraordinario progresso della tecnologiaai principi dell’ etica della responsabilità,come impegno della conoscenzacritica, cosi’ come ci ammonivaMontanelli, vissuto in un’ eraantecedente alla societa’ multimediale,ma cosi’ come ha affermatoanche il Consiglio d’ Europa che nellasua risoluzione n. 1003 del primoluglio 1993 sostiene che l’ eserciziodel giornalismo comporta dirittie doveri, liberta’ e responsabilita’,che le opinionisotto forma di commento suavvenimenti o azioni riguardantipersone o istituzioninon devono tenderea negare o nascondere larealta’ dei fatti e dei dati, eche l’ espressione di opinionisia effettuata in base a esposizionileali e corrette dal puntodi vista etico.In questo ambito e’ necessario ribadireche l’ informazione, la comunicazione,funzioni svolte dal giornalismoattraverso i mezzi di comunicazionee con il supporto formidabiledelle nuove tecnologie multimediali,hanno una importanza decisivanello sviluppo indivuale e sociale.Esse, come gia’ detto, sono indispensabilialla vita democratica.Ruolo ribadito dall’ allora presidentedella Repubblica Carlo AzeglioCiampi, che invio’ al Parlamento unmessaggio, nel luglio del 2002, sottolineandola necessita’ di una informazionea piu’ voci, forte economicamente,affidata a professionistivalidi.Per garantire la ‘’verita’’’ dell’ informazionegli organismi o i meccanismidi autodisciplina come leassociazioni di utenti dei mezzi dicomunicazione e i componenti istitutiuniversitari potrebbero pubblicareannualmente le ricerche effettuatea posteriori sulla veridicita’delle informazioni diffuse dai mezzidi comunicazione, anche multimediali,rispetto alla realta’ dei fatti.In tale modo si avrebbe un barometrodella credibilita’ che informera’i cittadini sul valore etico diogni mezzo di comunicazione o diogni servizio, o di un giornalista inparticolare.I correttivi conseguentemente adottatipotrebbero cosi’ consentire alcittadino, titolare del diritto alla informazione,a formarsi una opinionecritica sul lavoro dei giornalisti esulla loro credibilita’, e allo stessotempo di migliorare l’ esercizio dellaprofessione giornalistica.Convegno RYLA del 26 giugno 2006Le professioninel mondo aeronauticoSALVATORE SCIACCHITANO<strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong> Roma Appia AnticaIl giorno 6 Giugno, presso la Casadell’Aviatore di Roma (il CircoloUfficiali dell’Aeronautica Militare,nei pressi dell’Università “LaSapienza”) ha avuto luogo il RYLAintitolato “Le professioni del mondoaeronautico”, organizzato dal <strong>Rotary</strong><strong>Club</strong> Roma Appia Antica.Questo evento è stato il secondo ditale natura organizzato nell’arco diun mese dal <strong>Club</strong> dopo la manifestazione,tenutasi nella stessa sedeil 6 Maggio e dal titolo “La comunicazione:personale, professionale ed’impresa”.L’iniziativa si colloca a chiusura di unanno rotariano che per il <strong>Club</strong> RomaAppia Antica ha avuto una caratterizzazione“aeronautica”.Infatti la composizione del ConsiglioDirettivo del <strong>Club</strong>, a partire dal suoPresidente, è stata di soci con backgroundprofessionale aeronautico:professionisti di aziende del settore,di istituzioni governative, piloti. Grazieanche al contributo di numerosialtri soci anch’essi operanti nel settoreaeronautico, sono state presenumerose iniziative volte a far meglioconoscere il mondo dell’aviazioneattraverso le testimonianze deirelativi attori.Anno “aeronautico” quindi per il <strong>Club</strong>Roma Appia Antica che ha avuto inizioproprio nella Casa dell’Aviatorein occasione della cerimonia del cambiodella campana nel luglio 2005.Finalità del Ryla è stata quella di evidenziareche parallelamente alla evoluzionetecnologica che si è avutonei cento e più anni di storia aeronautica(il primo volo fu quello deifratelli Wright il 17 dicembre 1903)si è avuta una ovvia evoluzione delleprofessioni nel mondo aeronautico.Dal pilota di ieri, che era anchetecnico ma che aveva soprattuttouna caratura semi-eroica, al pilotadi oggi, che è un gestore di sistemicomplessi computerizzati; dall’ingegnereche era il progettista solitariodell’aereo al professionista che oggideve gestire le molteplici competenzedi specialisti.Un Ryla, quindi, che aveva lo scopodi avvicinare il mondo del lavoro nelsettore aeronautico ai giovani, tipicamenteuniversitari, per far loro conosceretutte le sfaccettature professionalidi questo particolare settore.La risposta è stata decisamente sorprendente:non solo sono intervenutipiù di 100 giovani che sono rimasticoinvolti dall’iniziativa in manieraparticolarmente partecipativa,ma addirittura sono stati presentivertici del mondo accademico.L’apertura della manifestazione havisto la presentazione del convegnoe i saluti da parte del <strong>Rotary</strong> <strong>Club</strong>Roma Appia Antica, condotti dal VicePresidente Avv. Roberto Scambelluri,nelle veci del Presidente Avv.Pier Paolo Cotone mentre i soci Ing.Salvatore Sciacchitano (Vice DirettoreGenerale dell’Ente nazionale perl’aviazione civile - ENAC) e Ing. VincenzoPennetta (Responsabile Dipartimentoinchieste tecniche dell’Agenzianazionale per la sicurezzadel volo – ANSV), che hanno curatola organizzazione del RYLA, hannosvolto le relazioni introduttive.La fase introduttiva ha avuto un’importanzaparticolare perché i parte-5859


VOCE del ROTARYOttobre 2006tinenti, come il latte nel Lazio e nel Mali, il riso in Piemonte e Burkina Faso". Traduzione simultanea inglese/francese/italiano.Si prega di confermare la partecipazione all'incontro per permettere la predisposizione dei passi entro il 17 ottobre.www.europafrica.infoFesteggiamenti in tutto il mondo per il World Food DayRoma ospita il nuovo evento sportivo “Run for Food”Roma, 19 settembre – Tra le manifestazioni che si terranno in oltre 150 Paesi per festeggiare la Giornata Mondialedell’Alimentazione (World Food Day) del 16 ottobre 2006, spicca una gara podistica di cinque chilometri chiamata “Run forFood” attraverso il centro storico di Roma. La corsa partirà dallo stadio situato accanto alla sede della FAO domenica 15 ottobree passerà per il Circo Massimo, piazza Venezia ed il Colosseo; si stima che prenderanno parte alla corsa tra duemila ecinquemila, che avranno l’opportunità di partecipare anche ad una fiera internazionale sull’alimentazione e ad una presentazioneculturale che coinvolge alcuni gruppi folkloristici.http://www.fao.org/newsroom/en/news/2006/1000397/index.htmlCoperte: un qualcosa in più per i vulnerabili nel Chaddi Thibault Mayaud, Secadev (Caritas Chad)Città del Vaticano, 29 Settembre – Il termine “Vulnerabili”, nel gergo umanitario, si riferisce agli anziani, bambini rimastiorfani o separati dai loro genitori, e portatori di handicap fisici o mentali. In mezzo ad una popolazione il cui destino è giàpoco invidiable, sono queste le persone che hanno ancora maggior bisogno di cure e attenzione speciali.“Quando procediamo alla distribuzione del cibo, li aiutiamo ad accedere ai corridoi di distribuzione, oppure andiamo direttamentea prendere le razioni per loro” dice Marie Funda, capo del settore socio-umanitario nel campo di Kounoungou perle persone sfollate, gestito da Secadev, la Caritas nazionale nel Chad. In tal modo, I più vulnerabili non devono sottoporsia questo esercizio mensile, necessario ma penoso. (…)Questa volta i vulnerabili ricevono delle coperte, fornite dall’UNHCR, l’agenzia per i profughi delle NU, che sono distribuitein diverse aree del campo per cinque o sei giorni, poiché spesso i gruppi vulnerabili hanno una mobilità limitata. In altreoccasioni, il dono è una distribuzione di pezzi di sapone, o di veli colorati nei quali si drappeggiano sempre le donne sudanesi,secondo ciò che arriva dagli enti partner della Secadev. Ma durante l’attuale stagione delle piogge, quando le notti sonofredde e anche di giorno la temperatura può improvvisamente abbassarsi, non c’è niente di più necessario di una caldacoperta. La Caritas Internationalis è una confederazione di 162 organizzazioni cattoliche per il soccorso, lo sviluppo e i servizisociali, presente in più di 200 paesi e territori.http://www.caritas.org/jumpNews.asp?idLang=ENG&idChannel=35&idUser=0&idNews=4467Mentre la ricostruzione del Libano prosegue, le agenzie umanitarie iniziano il ritiro gradualeNew York, 28 settembre – Il Libano sta facendo rapidi progressi nella ricostruzione successiva al grave conflitto tra Israelee Hezbollah di questa estate, come si può notare dal passaggio di consegne organizzato per domani sul ruolo di coordinatoredelle attività internazionali nel sud del Libano dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Aiuti Umanitari(OCHA) al Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP). In vista della fine ufficiale delle operazioni umanitarie,prevista per il 24 ottobre 2006, le Agenzie delle Nazioni Unite si preparano al ritiro o al passaggio delle loro attività ad autoritàgovernative o ad agenzie di sviluppo. Il Programma Alimentare Mondiale (WFP), che in veste di guida logistica ha organizzatolo spostamento delle merci all’interno del Paese, terminerà le sue funzioni il 15 ottobre. (…)Per quanto riguarda il sistema idrico e fognario, l’attività si concentra ora sul supporto alle autorità municipali e governativecompetenti per la ricostruzione di cisterne, tubature e stazioni di pompaggio. (…) Il coordinamento delle attività di sminamentonel Libano meridionale continuerà grazie al Centro di Coordinamento delle Nazioni Unite di Azione contro le Mine(UNMACC). Ad oggi sono stati identificati 592 luoghi colpiti da bombe a grappolo, mentre 40?000 cariche da bombe a grappoloed altri ordigni inesplosi sono stati bonificati. (…) Il 30 settembre è previsto l’arrivo di una squadra di dieci esperti delProgramma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) per condurre una missione ambientale post bellica che riguarderàpericoli ambientali rilevanti come l’accumulo di macerie, i rifiuti medici ed industriali, l’inquinamento delle acque costiere,l’amianto e la contaminazione delle falde acquifere.(…)http://ochaonline.un.org/DocView.asp?DocID=5090Il comportamento eticoè un’intima orazione.Fatta di spontaneitào di convincimento,o di sofferenza.Nel lavoro quotidiano produceequità, giustizia, efficienza,elidendo i cmr conflitti.Le parole di un grande pensatore,guida di popolo, politico e religioso,attraverso l’immagine dell’uomo difronte al suo operare, indicanoil senso missionario dell’Etica.Pensieried immaginiSe immergi la manoin un catino d’acqua,se accendi il fuoco,se adoperi i numeri,se sotto il sole,immerso nella melmadella risaia,se davanti al fornonon si realizzala stessa vita religiosacome in preghiera,il mondonon sarà mai salvo.a cura diClaudio Marcello RossiA.I.D.D. - Progetto SalvagenteIl progetto della Associazione Italiana contro la Diffusione della Droga è rivolto alla scuola primaria in un'ottica di “promozionedel benessere” che coinvolge gli alunni, le insegnanti e i genitori. La struttura è predisposta dalle esperte AIDD dottoresseRaimonda Minervino e Patrizia Ricco. Le finalità del progetto sono: accompagnare i fanciulli nel passaggio alle nuoveesperienze scolastiche; affiancare gli alunni nel percorso di conoscenza di sé e nella costruzione della autostima; favorire lacrescita emotivo-affettiva e la consapevolezza della propria posizione in un contesto comunicativo-relazionale; costruirerelazioni positive all'interno del gruppo per “star bene” a scuola nel rispetto delle diversità; scoprire risorse e modalità peraffrontare nuove esperienze.http://www.aidd.it62Mahtma Gandhi63


VOCE del ROTARY Ottobre 2006Altre immaginidai giorni del Congresso


VOCE del ROTARYScrittiOttobre 2006Ricorre il 110° anniversario della morte (a San Remo)del grande Alfred Bernhard NobelHa 100 anni ilPremio NOBEL17 gliitalianipremiatiL’ingegno italiano in cima al mondo: 6volte per la letteratura, 5 per la fisica,4 per la medicina e la fisiologia, 1 perla chimica, 1 per la pace. Il primo premionel 1906, l’ultimo nel 2002.GIUSEPPE BORDIGNON<strong>Rotary</strong> club ViterboAlfred Nobel1926 - LETTERATURAGRAZIA DELEDDA:Nuoro 1871 - Roma 1936.Scrittrice di romanzi e raccontisoprattutto sulla vita del popolosardo. Genuina interprete deisentimenti e della filosofia di questosilenzioso e positivo popolomediterraneo. Verismo e decadentismo traspaiono daisuoi scritti sempre ispirati alla fede cristiana.1934 - LETTERATURALUIGI PIRANDELLO:Agrigento 1867 - Roma 1936.Scrittore e drammaturgo. Autoredi racconti e romanzi del mondopiccolo borghese. Particolarmentegrande come drammaturgo,forse il più importante del Teatroeuropeo del 1900. I suoi lavorisono sempre ispirati al contrastotra l’essere e l’apparire, un gioco tra la finzionee la realtà. Accademico d’Italia.1938 - FISICAENRICO FERMI:Roma 1901 - Chicago 1954.Studiò a Roma e in Germania.Docente all’Universitàdi Roma. Nel 1938 si trasferìnegli Stati Uniti a seguitodelle leggi antisemite (la moglieera di religione ebraica),dove continuò gli studiper l’ottenimento dell’energianucleare, partendo da materiale radioattivo. Nel1942 realizzò il primo reattore nucleare (Pila di Fermi).1963 - CHIMICAGIULIO NATTA: Imperia 1903 - Bergamo 1979.Chimico, studioso e ricercatore nel campo della strutturae della tecnologia degli alti polimeri, che aprironole via di molte materie plastiche.1975 - MEDICINARENATO DULBECCO: Catanzaro 1914.Biologo statunitense di origine italiana.Studi sulle cellule tumorali. Vivein Italia ed è uno dei promotoridel progetto di ricerca sul genomaumano.1975 - LETTERATURAEUGENIO MONTALE: Genova 1896 - Milano 1981.Poeta e scrittore. Grandissima la sua produzione poetica.Fu anche giornalista e collaborò col Corriere dellasera. Effettuò importanti traduzioni di opere di Shakespearee Cervantes.1984 - FISICACARLO RUBBIA: Gorizia 1934.Fisico. Effettuò ricerche nel campo della chimica nucleare,sull’accelerazione delle particelle elementari. Direttoredel CERN (Conseil Européen pour la RechercheNucléaire).1986 -MEDICINA-FISIOLOGIARITA LEVI MONTALCINI:Torino 1909.Biologa, ricercatrice sui meccanismiche regolano la crescitadelle cellule con particolareriguardo a quelle del sistemanervoso.Quale spazio occupano gli italiani nel più importantepremio mondiale? Senza dubbio uno spaziomolto prestigioso con 17 premi Nobel assegnatidal 1906 ad oggi: 6 per la letteratura, 5 per la fisica,4 per la medicina e fisiologia, 1 per la chimica e 1per la pace. Ecco di seguito la citazione dei premi Nobelitaliani con un breve accenno alle materie scientifiche,culturali e umanitarie che sono state il motivo dell’assegnazionedi tale importante riconoscimento:1906 – MEDICINACAMILLO GOLGI: Corteno (BS) 1844 - Pavia 1926.Biologo, patologo, istologo. Rettore dell’Università diPavia. Studiò il ciclo biologico della malaria, la strutturacellulare umana con particolare riguardo a quella delsistema nervoso.1906 - LETTERATURAGIOSUÈ CARDUCCI: Lucca 1835 - Bologna 1907.Poeta e critico letterario. Antiromantico, fu repubblicanomazziniano. Poeta della natura e della storia. Inetà matura si avvicinò alla monarchia e la sua operaletteraria esaltò l’Italia guerriera. Fu nominato Senatorea vita. Docente di letteratura italiana all’Universitàdi Bologna.1907 - PACEERNESTO TEODORO MONETA: Milano 1833 - 1918.Giornalista politico. Patriota, Garibaldino. Per trent’annidiresse “Il Secolo”. Fondatore dell’Unione Lombardaper la Pace.1909 - FISICAGUGLIELMO MARCONI:Bologna 1874 - Roma 1937.Scienziato, industriale inventorein radiotelegrafia. È il padredella odierna radiofonia.Nominato Senatore e Presidentedell’Accademia d’Italia.1957 - FISIOLOGIADANIEL BOVET: Neuchatel 1907 - Roma 1992.Chimico farmacologo. Eseguì studi particolari sui sulfamidicie sugli antistaminici e derivati.1959 - FISICAEMILIO SEGRE: Tivoli 1905 - La Favette (USA) 1989.Fisico. Nel 1938 emigrò negli Stati Uniti ove, con Fermi,si dedicò agli studi di fisica nucleare. Scoprì l’antiprotone.Dal 1974 insegnante di fisica nucleare all’Universitàdi Roma.1959 - LETTERATURASALVATORE QUASIMODO: Modica 1901 - Napoli 1968.Poeta. Importante esponente dell’ermetismo. I suoi versi,che risentono del dramma dell’occupazione tedesca,evidenziano soprattutto la sofferenza dell’uomo. Nellaseconda metà del ‘900, si avverte un graduale distaccodall’ermetismo. Fu anche un importante traduttoredi testi classici.1997 - LETTERATURADARIO FO: Sangiano (VA) 1926.Autore, attore e regista. Noto per le sue satire in temasociale e politico. Notevole lavoro letterario la rielaborazionedell’opera di Ruzzante.2002 – FISICARICCARDO GIACCONI:Genova 1931.Laureato all’Università di Milano.Trasferitosi negli StatiUniti nel 1956. Ricercatoreastrofisico. Professore di fisicae astronomia alla JohnsHopkins University. Insignitodel Premio Nobel per il suocontributo pionieristico all’astrofisicache ha portato allascoperta delle sorgenti cosmichedei raggi X.6667


VOCE del ROTARYMilionesima PHFLa milionesima Paul Harris è stata data contemporaneamentea 20 Rotariani delle 20 Zone in cui è diviso il mondo.Per la Zona 12, che comprende tutti i Distretti italiani, è stataassegnata aCarla Cecchettidel RC Roma CampidoglioDistretto 208068Complimenti e proficua vita rotariana !

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