Fabio Pammolli, Massimo Riccaboni, Laura Magazzini, Mark Supekar

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Fabio Pammolli, Massimo Riccaboni, Laura Magazzini, Mark Supekar

mesotelioma maligno.

Il mesotelioma pleurico maligno, di cui la rete collaborativa a livello internazionale è

disponibile in figura 6, cresce all’interno della cavità toracica e talora coinvolge anche i

polmoni. Il processo di metastatizzazione può interessare molti organi, compreso il

cervello, e localizzazioni metastatiche sono già presenti al momento della diagnosi in

un’elevata percentuale di casi. La crescita del tumore, prima della comparsa dei

sintomi, è generalmente lenta e le prime manifestazioni della sua presenza sono

alquanto aspecifiche. Il sintomo più comune del mesotelioma pleurico maligno è

rappresentato da dolore persistente riferibile a livello toracico. Spesso il MPM è

associato a patologie derivanti dalla respirazione di polveri di amianto e nei pazienti

affetti da mesotelioma pleurico maligno il tempo di sopravvivenza medio è di 17 mesi a

partire dalla comparsa dei sintomi. La sopravvivenza a 3 anni è di circa il 10%, quella a 5

anni è pari al 5% (se si osservano 100 pazienti cui è stato diagnosticato un mesotelioma

pleurico in un dato momento, a distanza di 5 anni solo 10 di essi saranno ancora vivi, e

tale numero è destinato a scendere a 5 dopo un periodo di 5 anni.

L'ARENEGYR (NGR-TNFα) è un agente mirato ai vasi tumorali (Vascular Targeting Agent,

VTA) per il trattamento dei tumori solidi con proprietà uniche di attività sui vasi

sanguigni tumorali di nuova formazione. Il farmaco ricade fra quelli di natura biologica

in quanto ARENEGYR è una proteina ricombinante di fusione che sfrutta le proprietà di

indirizzamento ai vasi tumorali di un peptide (NGR) che lega selettivamente il recettore

CD13 aminopeptidasi N(CD13/APN), presente solamente sulel cellule endoteliali dei vasi

sanguigni tumorali neoformati. La combinazione di questo peptide con la citochina

umana TNFα genera una nuova molecola con proprietà uniche, poiché il farmaco si

localizzerà solamente nelle zone colpite da tumore e specificatamente da nuovi vasi

sanguigni a differenza di trattamenti radioterapici e chemioterapici ove tutto il sistema

è colpito indifferentemente con notevoli controindicazioni di varia natura talvolta anche

mortali (insufficienza renale e respiratoria).

Un meccanismo di azione simile è stato ideato per lo stesso tumore da Philogen 137 ,

società di biotecnologie situata a Siena e con un forte legame con il centro di ricerca del

ETH di Zurigo nel quale uno dei fondatori, Dario Neri, insegna come professore di

Scienze farmaceutiche. Philogen ha ideato un anticorpo monoclonale umano L19

specifico per il dominio EDB della fibronectina, un marker dell'angiogenesi. E' stato

dimostrato che l'anticorpo L19 è altamente efficiente nel colpire le strutture neo-

137 www.philogen.com

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