del cinema - Viveur

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della suadente Carmen di Bizet odell’eclettico ed ermetico Ravel. Unaserata di locanda in locanda con lacompagnia dell’energia mediterraneadi Kledi e della grazia elegante diEmanuela Bianchini. Lo spettacolo didanza del coreografo italo-africanoMvula Sungani, molto noto per la raffinatezzae l'innovazione dei suoi lavori,che coniuga la danza classica ejazz con i ritmi afro, andrà scena mercoledì24 novembre, alle 20.30, al TeatroItalia di San Nicandro Garganico(come anteprima fuori abbonamento).Lei è diplomato alla prestigiosa AccademiaNazionale di Danza del Teatrodell’Opera di Tirana. Da molti annilavora in Italia, ha ricevuto anche lanazionalità italiana, ha collaboratocon ballerini di tutto il mondo masoprattutto italiani. Quali sono le differenzeche ha notato tra la formazionedelle accademie del nostro paesee quella delle scuole albanesi?Parliamo di due culture diverse. Èrisaputo che i paesi dell’Europadell’Est abbiano sempre investitomolto nell’arte e nello sport. La danzaè parte fondamentale della vitaquotidiana e le accademie nazionalimettono a disposizione i migliorimaestri per forgiare ottimi ballerini.Crede che in Italia ci siano i mezzi ele strutture per esaltare le qualità diun giovane danzatore?In Italia non c’è stata mai stata unavera e propria cultura dell’arte coreutica.Non è una critica, ma un dato difatto. È vero che grazie alle trasmissionitelevisive è diventata di moda,in linea con quella concezione, chenon condivido affatto, secondo la qualetutto ciò che c’è in tv ha valore.Purtroppo in Italia, non si respiraun’aria sana e positiva: i tagli allacultura sono stati molto forti e la danzaè la disciplina che ne ha risentitodi più. Eppure la materia prima c’è, eci sono grandi talenti che però sonocostretti a emigrare.È in scena con “Non solo Bolero”, unapièce stilisticamente diversa da quelleche ha interpretato precedentemente.Le coreografie di Mvula Sungani, conil quale sono entrato subito in sintonia,raccontano in maniera cinematograficala vita e le storie di personecomuni, ispirate da grandi opere musicalie letterarie. Giochi di luci cherestituiscono quadri di grande bellezza.Il coreografo ha avuto la capacitàdi unire la classica con la modern jazze la danza afro: sono coreografie moltofisiche in cui è richiesta forza, resistenzaed energia. Il Bolero, poi, èun’arma irresistibile di seduzione.Lei ha fatto tv, teatro, fiction, cinema,e anche un calendario, progetti sempreapprezzati dal pubblico. Qualeaspetto del suo carattere crede abbiaconquistato gli italiani?Non dovrei dirlo io... Una caratteristicache mi riconosco è quella di essereLA VITA DEL BALLERINO È UNO STUDIO CONTINUO.C’È CHI VA IN UFFICIO O IN FABBRICA, NOI CI ALLENIAMO PER ORE E ORE

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