in dialogo con - Tagliuno

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EDITORIALE di Don Pietro Natali13 FEBBRAIOMercoledì delle ceneri :dalla polvere ....alla VitaIl Calendario liturgico, puntualmente,ogni anno, ci invita a preparare,celebrare e vivere il misterodella nostra rinascita attraverso laPasqua. Ci chiede 40 giorni perprepararci alla nostra risurrezionecon Cristo, 3 giorni per celebrare ilCristo crocifisso, sepolto e risortoe poi ci offre 50 giorni per goderequesta Vita nuova che avrà la suapienezza nella Pentecoste.2La nostra tradizione liturgica,purtroppo, nella sua attuazionepratica, è ancora molto schematicae riduttiva nel farci vivere tutto ilmistero della Salvezza. Essa èancora centrata su due “ tempiforti” : Avvento - Natale eQuaresima-Pasqua, e uno “mezzoforte”: la Pentecoste. In tutto uncentinaio di giorni . E gli altri 265giorni? E’ tutto tempo “ordinario”che nel nostro linguaggio significa:di poco valore? Prendiamo adesempio il tempo che separa laPasqua dalla Pentecoste, sono 50giorni, 7 settimane. Il calendarioliturgico lo chiama “tempopasquale” e le domeniche“domeniche di Pasqua”, quinditempo in cui il cristiano dovrebbericordare, vivere e godere i beneficiprodotti dalla Pasqua di Cristo.In concreto però, questa chedovrebbe essere una lunga “festapasquale” si sente e si vive poco;tutto finisce la sera del giorno diPasqua. Succede allora che, nonvivendo in pienezza questo tempopasquale fino alla Pentecoste, ci siaffida alle “devozioni” del mese dimaggio, rispettabilissime, ma nonparagonabili al valore del perdono,della liberazione e della rinascitache Cristo ci ha portato con laPasqua. Allora anche la Quaresimanon va vissuta come un tempo fortee isolato, in preparazione allaPasqua, ma come il periodo inizialedi una “stagione” che parte dalmercoledì delle ceneri e arriva finoalla Pentecoste.Dopo questa precisazione generale,torniamo al periodo che sta periniziare il prossimo 13 febbraio: laQuaresima.Tintoretto - Sepoltura (1592-94)PERCHE’ TU SEI POLVERE…“Ti procurerai il pane con il sudoredel tuo volto, finché tornerai allaterra dalla quale sei stato tratto:perché tu sei polvere e alla polveretornerai”. ( Genesi 3,19 ). Nel ritodi ingresso in Quaresima c’è il gestodi presentarsi in processionedavanti al celebrante, chinare ilcapo e ricevere una spruzzata dicenere. La cenere, è facilmentecomprensibile, è simbolo di ciò cheè perituro e che perciò viene ridottoin polvere perché privo di vita equindi di valore.In Dialogo N. 161


EditorialeNella Bibbia, coprirsi la testa di cenere,vestirsi di sacco e digiunaresono i segni di penitenza ed esprimonoil pentimento dell’uomo peccatoreche implora la misericordiadi Dio e la decisione che ha presodi convertirsi all’amore di Dio e delprossimo. Perciò ricevere le ceneriall’inizio della Quaresima vuol direriconoscere la propria debolezza,fragilità, incapacità a vivere gli impegnicristiani, in una parola riconoscersipeccatori, invocare il perdonodi Dio e manifestare un desideriosincero di conversione.Questo gesto di ricevere le cenerisul proprio capo, è sempre accompagnatoda una formula che nellaliturgia è lasciata alla scelta delcelebrante. Fino a non molti annifa la formula usata praticamente datutti era: “ Ricordati che sei polveree in polvere ritornerai”.Era una formula massacrante!C’erano già le ceneri, molto chiaree molto cariche di significato, cimancava solo quel “ricordati…” dettoin faccia a ciascuno, perché il Cristianouscendo di chiesa, si sentissedistrutto da un pessimismo, dauna paura e da una incapacità dipoter far qualcosa di buono.La Quaresima allora, anziché untempo di comunione e di solidarietàcon il sacrificio di Cristo per laconquista della liberazione, dellasalvezza e della vita di ogni uomo,diventava un periodo di paura e diautodistruzione.…E CREDETE AL VANGELO.Oggi, nella liturgia dell’inizio di Quaresima,c’è sempre il gesto dell’imposizionedelle ceneri. L’uomo nondeve mai dimenticare la propriaprecarietà fisica e la propria fragilitàspirituale. Sa che il suo corpoè destinato a ritornare alla terra eche il suo spirito ha estremamentebisogno della presenza, del perdonoe della vita di Dio per avere unosbocco positivo per un eternità viva.Ma ora il gesto delle ceneri è “quasi”sempre accompagnato da unafrase del Vangelo di Marco che dàsperanza e giustifica il sacrificioquaresimale: “convertitevi ecredete al Vangelo” (Marco1,15). La debolezza espressa dalleceneri deve renderci più realisti epiù decisi a non farci condizionaredalle cose che sono destinate a diventarecenere, mentre l’invito a“credere al Vangelo”, cioè affidarcidella Buona Notizia annunciata e testimoniatada Cristo, deve darci laforza e la speranza sicura nella vitavera e senza fine che Lui ci ha donato.Allora, quando abbasserò il capoper ricevere le ceneri e il celebrantemi dirà di convertirmi e di fidarmidel Vangelo, io uscirò di chiesacosciente che avrò ancora bisognodi cambiare qualcosa della mia vitama tornerò a casa convinto che losforzo che farò, grazie alla promessae al sacrificio di Cristo, mi daràun futuro, non mi farà sentire soloe misero ma mi farà vivere nellacertezza che Qualcuno mi saràcompagno per una vita senza fine.Potrò anch’io ripetere con Giobbe:“ io so che il mio Redentore è vivoe che, ultimo, si ergerà sulla polvere!Dopo che questa mia pellesarà distrutta, senza la mia carne,vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, ei miei occhi lo contempleranno nonda straniero”. (Giobbe 19,25-27).Jacopo Tintoretto, L’Ultima Cena, 1570 circaVenezia, Chiesa di San Paolo Apostolo, vulgo San Polo3In Dialogo N. 161


BIBBIAdi Don Massimo PeracchiNei sei numeri di “ In dialogo” del 2002pubblicheremo il riassunto dei sei incontridi catechesi per adulti vissuti con DonGiacomo Facchinetti, il quale ci ha fatto ricomprendereil Vangelo a partire dai testidi Matteo.4Premessa: leggere il resocontoscritto dell’incontro di catechesi eVIVERE L’INCONTRO DI CATECHESInon sono la stessa cosa per il seguentemotivo: “Dove due o tresono riuniti nel mio nome io sonoin mezzo a loro” dice Gesù.Il radunarsi come comunità (chevuole dare FIDUCIA alla sua Parola)ottiene la Presenza stessa diGesù. Certamente la pubblicazionedi queste parole è fatto nellostile del rendere partecipi coloroche non hanno potuto esserepresenti e dare eco alla Parola diGesù.Catechesi per adulti condon Giacomo Facchinetti1° INCONTRO“COSA CERCATE? CHI CERCHI?9 ottobre 2001Ognuno assomiglia aciò che desidera1) La Bibbia, la Sacra Scrittura,che tipo di libro è?E’ principalmente il libro dei raccontidegli avvenimenti?E’ soprattutto il libro che contiene icomandamenti e le leggi di Dio?E’ la storia di un popolo?COSA CERCATE NELLA BIBBIANoi spesso cerchiamo le rispostealle nostre domande, mentre laSacra Scrittura ci invita prima ditutto ad ASCOLTARE LE DOMANDE.Può essere interessante , nel nostropercorso di fede, lasciarci guidaredalla Parola di Dio che ponedelle domande come ad esempiole seguenti:- Genesi 3,9 : … il Signore chiamòl’uomo (Adamo) e gli disse :«DOVE SEI?»La sua intenzione è quella di far sìche l’uomo si accorga del punto incui si trova; nè fisicamente nè geograficamente;ma nel camminodella sua vita. Siccome “ADAMO”vuole dire “UOMO”, “OGNI UOMO”,questa domanda, quando la si legge,è opportuno sentirla rivolta ase stessi da parte di Dio.A te che leggi Dio domanda: “DOVESEI? A CHE PUNTO SEI DELLA TUAVITA? CHE TIPO DI PERSONA SEI?”Sei come Adamo che risponde: “Misono nascosto, perché ho avutopaura” (si definisce cioè come l’uomoche fugge dalla realtà perchéha paura di guardarla in faccia)oppure hai il coraggio di accettarela domanda come una provocazione?- Genesi 4,9 : Allora il Signore dissea Caino:« DOV’E’ ABELE, TUO FRATEL-LO? »Dopo averti fatto una domanda riguardoa te stesso, Dio ti domandariguardo agli altri: “IN CHE RAPPOR-TO STAI CON L’ALTRO ?”In entrambi i casi l’interlocutore diDio tenta di svincolarsi dalla domandaperché rispondere è impegnativo.Evitare le domande radicali(scaricando la colpa sugli altri o allontanandola responsabilità) è latentazione non solo nostra, ma anchequella dell’uomo fin dalle origini.Anche la nostra cultura è caratterizzatada una mole immensa dirisposte preconfezionate (ogni problemaha il suo prodotto come soluzione);questo impedisce che cifacciamo domande serie.- Vangelo di Giovanni 1,38 : GesùIn Dialogo N. 161


Bibbiaallora si voltò e, vedendo che loseguivano, disse:« CHE CERCATE? »Se provassi a sentire rivolta a tequesta domanda da parte del Signore:- Cosa stai cercando veramente?- Quale è il tuo desiderio?- Quale è il tuo sogno?E accettassi di dare una risposta,tu daresti una “fotografia” reale dite stesso, di quello che sei.- Vangelo di Matteo 16,13-15 :« LA GENTE, CHI DICE CHE SIAIL FIGLIO DELL’UOMO? …VOI,CHI DITE CHE IO SIA? »Le opinioni su Gesù possono esserele più varie. Ma i discepoli sonointerpellati in prima persona. Anchequesta è una domanda la cuirisposta non è delegabile. Devi risponderetu; se non lo fai, nessunopuò farlo al tuo posto.- Vangelo di Giovanni 21,15 :« PIETRO, MI AMI TU PIÙ DI CO-STORO? »A una domanda così o rispondi subitoperché hai già in cuore la risposta,oppure prendi tempo rinviandolae dicendo: “Devo pensarci,ho bisogno di tempo per chiarirele idee... ”.Dopo questa breve ricognizionenelle pagine della Bibbia comprendiamoche l’atteggiamento di Dio edi Gesù è quello di SAPER FAREDOMANDE e avere la pazienza diASPETTARE LA RISPOSTA.Si nota che le domande non sonocasuali e che la Bibbia quindi, primadi essere libro delle risposte, èil libro delle DOMANDE serie, urgenti,non delegabili.Rinviare la risposta vuol dire condannarsida soli a pagare il prezzodel lasciarsi vivere, del non essereprotagonisti delle proprie scelte, masuccubi e ripetitori di risposte giàdate da altri.2) All’interno della Bibbia, qualisono le cose più importanti epiù interessanti ?- gli insegnamenti di Gesù?- i miracoli di Gesù?- l’organizzazione della comunità?- i sacramenti?- le cose da sapere?- i riti da compiere?Da una lettura completa del vangelosi comprende che la cosa piùimportante è la persona di Gesù.Tutto è importante delle cose elencate,ma in riferimento a quel Centroche è l’Essenza del Cristianesimo:GESÙ CRISTO IN SE STESSO. Senzadi Lui tutto il resto è solo unacostruzione esteriore.Non c’è solo la domanda: “COSACERCATE?” ma anche: “CHI CER-CATE?”Non ci sono primariamente cose dasapere, da fare, riti da effettuarema principalmente c’è bisogno dell’INCONTROCON UNA PERSONA…CON LUI!Gesù chiama gli apostoli perché –dice il vangelo di Marco – “… STES-SERO CON LUI…” .Chiede al giovane ricco di lasciaretutto per SEGUIRLO … Sembra unospreco.Al centro di una richiesta come questanon ci sta evidentemente il calcolodi un’utilità sociale ma LA PER-SONA STESSA DI GESU’...Gesù chiede di STARE CON LUI.Prima del fare ci deve essere l’incontrocon Lui altrimenti tutto ciòche di buono faccio per Lui mi portain realtà lontano da Lui. Egli invecevuole, VIVERE CON ME E INME, prima che io faccia qualcosaper Lui.Perdo il centro della mia storia, lasorgente delle mie azioni, l’amoreche mi scalda il cuore se perdo Lui.3) Che cosa è la cosa più importanteche Gesù ha volutodire con le sue parole, i suoigesti, la sua vita?Vangelo di Marco 1,14-15: Dopoche Giovanni fu arrestato, Gesù sirecò nella Galilea predicando il Vangelodi Dio e diceva: “il tempo ècompiuto e il Regno di Dio è vicino,convertitevi e credete al Vangelo”.La cosa più importante per Gesù èPARLARE DI DIO.La cosa strana è che parla di Dionon a degli atei, ma a gente credente,che ha sempre sentito parlaredi Dio (ogni buon ebreo facevadue volte al giorno la professionedi fede), la quale poteva reagiredicendo: “Noi Dio lo conosciamogià”.Gesù è consapevole e non ignoraquesto, ma dice : “DIO STA AGEN-DO ADESSO”.Ecco la questione fondamentale:DIO, CHE IO CREDO DI CONOSCE-RE, È PROPRIO COME LO PENSOIO?Non sono sempre soggetto al rischiodi costruirmi un mia idea di Dio?Non basta dire: “Io credo in Dio”.Occorre rispondere alla domanda:“In quale Dio credi? Come è Luidavvero?” .Tutto ciò che Gesù dice, fa, e vive,non ha altro scopo che questo: FARCONOSCERE DIO COME È REAL-MENTE. Al termine della sua vita ilsuo bilancio sarà questo: “PADRE,HO FATTO CONOSCERE IL TUONOME AGLI UOMINI”. Essere cristianivuol dire essere persone che sipongono sempre da capo la questionedel Dio vero. L’atteggiamentopiù pericoloso per la fede è dareper scontato di conoscerlo già abbastanzae ridurlo ad un’opinioneprivata.5In Dialogo N. 161


LITURGIAdi Ezio MariniAmbone ...e chi è ?Ce lo vediamo davanti tutte le settimane,se andiamo a messa. Loabbiamo fissato ed ascoltato percentinaia di ore della nostra vita. Emagari non sappiamo neppurecome si chiama. Non è il caso diavvicinarci un po’?Se ne sta ritto e misterioso ad unpaio di metri dall’altare. Il suo nomepreciso è ambone. Non è una vincitaal lotto più consistente del solito.E’ quel posto che genericamenteviene indicato come pulpito, quelpunto là in chiesa, dove un uomopredica. Invece è il posto da cui Dioparla. Questa piccola differenza cistimola ad avvicinarci ulteriormente.TEGGIANO - Cattedrale: Ambone(Melchiorre di Montalbano - 1271)6Ecco, questo è uno spazio di pochimetri entro il quale Cristo in persona(ipse nobis adloquitur, tanto perfar bella figura con un tocco di latino),in un determinato momentodella prima parte della messa chiamataliturgia della parola, viene giùa dirci: “ adesso parliamo un po’”.E noi, che forse pensavamo di trovarcidavanti ad un sacerdote o adun lettore che ci leggono un librotanto per non scomodare noi tuttia leggercelo privatamente per contonostro, ebbene noi cominciamoa realizzare che quell’uomo in piedial pulpito (scusate, volevo direall’ambone) non ci sta affatto leggendola stessa storia degli anniscorsi, la solita storia insomma; no,quell’uomo in quello spazio sta piuttostodando la sua voce alla vocedel Signore. E’ lì non tanto a ‘rappresentare’, quanto a ‘presentare’il Signore, nel senso di “renderepresente” il Signore, che intendecosì mettersi in relazione, in dialogocon noi.Questo dialogo, infatti, avviene puntualmentee ordinatamente fra ledue parti. Dio inizia a parlarci comeparlava agli ebrei nell’antico testamento,tanto che noi subito dopogli rispondiamo col salmo, cioè conla stessa identica preghiera cheusciva dalla bocca del pio ebreomigliaia di anni fa; poi Dio riprendela parola per riproporre a noi lestesse lettere che erano indirizzatealle primissime comunità cristiane,e noi insieme a loro rispondiamousando addirittura la loro lingua:“alelu-jahwè”, “lodate-Dio”nell’abbreviazione ebraica originale“alelu-jah”; e finalmente nel dialogoarriva il momento più importante,tanto importante che ascoltiamotutti in piedi.Dio ci parla della Buona Notizia, ilVangelo di Gesù Cristo, in rispostaal quale noi cosa diremo? C’è daprendere posizione, rispondere sìo no …è meglio riflettere qualcheminuto, con l’aiuto dell’omelia, epoi, dopo aver deciso per il sì con ilIn Dialogo N. 161


Ambone ... e chi è ?nostro “credo, credo, credo”, concludiamola replica della nostra fiduciaaffidandoci al Signore con lapreghiera universale: siamo partitirispondendo a Dio come antichiebrei, ora gli parliamo dei nostriproblemi di oggi: “ascoltaci, o Signore!”.E, attenzione, non diciamosolo “Signore”, diciamo “o Signore”– esclameremmo noi forse “oRiccardo” se Riccardo non fosse lìpresente? Quella piccola ma decisiva“o” significa proprio che noi cistiamo rivolgendo al Signore presente!Questo nostro Signore non sarebbepresente, non sarebbe lì a parlarci,se non fosse risorto quel giorno.Ecco perché l’ambone è ancheconsiderato come la tomba vuotadel Santo Sepolcro: nessuna paroladel Signore potrebbe raggiungercioggi dall’ambone, se l’angelo,quel giorno, non avesse proclamatola prima delle Buone Notizie: “èrisorto!”.Noi non c’eravamo, in quel momentomeraviglioso di Terra Santa, eper viverlo non possiamo mica diventarevisionari a buon mercato ofare un viaggio di duemila anni conla macchina del tempo che nessunoha mai inventato. Siamo uomini,abbiamo bisogno di cose concrete,di un tempo concreto, di unospazio concreto: quel momento,quel posto.Il Signore lo sa bene, ci viene incontro.Il Risorto sta in piedi sullosfondo dell’ambone, che noi alloranon chiameremo più pulpito, perchéda un pulpito risuonano soltantoparole umane, e che percepiremoancora meglio come spazio sacrose sarà rispettata la dimensione tipicadel sacro, cioè il separato, ildiverso, l’esclusivo: se cioèall’ambone sarà riservata la paroladi Dio contenuta nella Sacra Scrittura,usando un’altra postazioneper le varie parole umane, comeAmbone con Tetramorfo su telamonigli avvisi, le introduzioni, i ringraziamenti,le indicazioni e intonazioniper il canto, i saluti, gli appelli, idiscorsi.Lo percepiremo meglio come spaziosacro se per di più non sarà(come raccomanda la Chiesa dopola straordinaria valutazione dellaliturgia della Parola voluta dal ConcilioVaticano secondo) un “sempliceleggio mobile, ma una nobile,stabile ed elevata tribuna”.E allora forse, guardandolo anchequando è vuoto e silenzioso, inun’ora buia della nostra vita, conun sorriso attenderemo cheall’ambone torni a parlarci luminosala voce del Signore.7In Dialogo N. 161


CONSUMOC R I T I COdi Sergio LochisConsumare in modoconsapevoleCHI DECIDE SIAMO NOI !Ogni volta che andiamo a fare laspesa ricordiamoci che siamo potentie che le imprese sono in unaposizione di profonda dipendenzadal nostro comportamento di consumatori.Noi infatti, con i nostriacquisti, abbiamo la possibilità difar salire o scendere i loro profitti.8Proprio perché le imprese hannotanta paura di noi, esse tentano didominare la nostra volontà spendendomiliardi in pubblicità.Dobbiamo sforzarci di riappropriarcidella nostra volontà decisionale edobbiamo rivalutare il potere cheabbiamo fra le mani.Un potere che, preso singolarmente,è certamente piccolo, ma che,moltiplicato per milioni di persone,può condizionare le più grossemultinazionali e, al limite, l’interosistema.DUE STRUMENTI DI PROTESTAGli strumenti a disposizione del consumatoreper condizionare le impresesono due: il boicottaggio e ilconsumo critico.Il boicottaggio è un’azione straordinariae consiste nell’interruzioneorganizzata e temporanea dell’acquistodi uno o più prodotti perobbligare le Società produttrici adabbandonare certi comportamenti.Fra i boicottaggi in corso, i più importantisono quelli contro NESTLE’e contro MITSUBISHI.NESTLE’ è boicottata perché promuovenel Sud del mondo l’uso dellatte in polvere, benché sia noto chein quei paesi l’allattamento artificialeuccide, tutti gli anni, un milionee mezzo di bambini (quasi tre alminuto).MITSUBISHI è boicottata perché èla più grande compagnia commercialegiapponese che abbatte ecommercia legno tropicale provenientedalle foreste asiatiche esudamericane.Le operazioni di disboscamento diMITSUBISHI procedono ininterrottamente24 ore su 24 e, solo inMalesia, distruggono 300.000 ettaridi foresta all’anno.Mentre il boicottaggio è un’iniziativaeccezionale che si concentra suun’impresa o su un prodotto, il consumocritico è un atteggiamentodi scelta costante che si attua sututto ciò che compriamo ogni voltache andiamo a fare la spesa.In concreto, il consumo critico consistenella scelta dei prodotti nonsolo in base al prezzo e alla qualità,ma anche in base alla storia deiprodotti stessi e al comportamentodelle imprese che ce li offrono.Il consumo critico punta a far cambiarele imprese attraverso le lorostesse regole economiche fondatesul gioco della domanda e dell’offerta.Infatti, scegliendo cosa compraree cosa scartare, non solo segnaliamoalle imprese i comportamentiche approviamo e quelli checondanniamo, ma sosteniamo leforze produttive corrette mentreostacoliamo le altre.DOMANDE FONDAMENTALIIl consumo critico poggia su duepilastri:- esame dei singoli prodotti- esame delle imprese.L’esame del singolo prodotto deveprendere in considerazione dueaspetti:l’impatto ambientaleQuanta energia è stata impiegataper la produzione? Quanti e qualiveleni sono stati prodotti durantela sua fabbricazione? Quanti ne pro-In Dialogo N. 161


REDAZIONEdi Sergio LochisDialogareè camminareinsieme“In Dialogo” nasce nel gennaio 1985presentandosi alla comunità diTagliuno come mensile dell’Oratorioe per tanti anni ne è stata lavoce nel paese.Il nome scelto esprimeva il bisognoe la volontà, da parte dei giovanidell’Oratorio, di rendere partecipetutta la Comunità delle proprieesperienze e dei propri desideri.Oggi “In Dialogo” è la testata di tuttala comunità e continua ad averel’opportunità di esprimere, informare,avvisare.E’ un’occasione per stabilire unacomunicazione costante per eliminareo ridurre gli elementi d’ostacoloallo sviluppo di un clima di comprensionereciproca, senza dimenticareche dialogare non significaappiattirsi sui punti di convergenzama confrontarsi e discutere nelladiversità.Il dialogo non è utopia ma è unarealtà e se la nostra Società è progreditalo dobbiamo a quelle personeche con coraggio hanno sceltod’incontrarsi, confrontarsi, discambiarsi idee, scoperte scientifichee tecnologiche.La parola ci consente di entrare incomunicazione con le persone elavorare insieme a loro.Le conseguenze della mancata volontàdi dialogare sono sotto gli occhidi tutti: l’incapacità a comprenderel’altro, la freddezza, l’indifferenza,l’allontanamento e il rifiuto.Quando l’uomo, nella storia, non haavuto il coraggio della volontà didialogare, la violenza ha avuto ilsopravvento sulla ragione, il silenzioha fermato il cammino della civiltà.Nel cristianesimo il dialogo ha unsignificato ancor più vasto e profondo.La preghiera è dialogo conDio, un Dio che ascolta le nostreemozioni, le nostre richieste, lenostre suppliche e un Dio che ciparla.Nella Chiesa la socievolezza, che sisviluppa anche dal dialogo, superail concetto basato sulla ragione e sipoggia sulla Grazia: questo stabiliscetra i credenti una comunanzadi vita, d’intenti, di amore talmenteintensa da fare di essi un solo “Corpo”.“In Dialogo” vuole trasformare l’indifferenzain attenzione ed interessecominciando proprio dal nostropaese.Questa intenzione è anche un invitoa tutti i gruppi e associazioni chelavorano in modo disinteressato,donando tempo e risorse alla comunità,a collaborare con noi perfar conoscere il loro lavoro, le loromotivazioni e anche le loro esigenze.La conoscenza deve abbattere l’indifferenzae far rinascere la volontàdi lavorare insieme.Buon dialogo a tutti10Il dialogo ci mette in condizione diconoscere gli altri, di apprezzare laloro presenza, di riconoscere l’importanzadell’incontro.Il primo ostacolo da vincere perpromuovere e costruire il dialogo,che è strumento indispensabile d’integrazione,è l’indifferenza.In Dialogo N. 161


DIARIO DELLACOMUNITA’di Don Pietro NataliDomenica 11 novembreS. Messa delle ore 9,30Presentazione alla Comunitàdei ragazzi che si preparanoai Sacramenti della Riconciliazione,della 1° Comunione edella Confermazione.Tutti presenti i ragazzi, accompagnatidai propri familiari e dai lorocatechisti. Con una certa emozionema anche con tanta sicurezza,hanno risposto il loro “eccomi!”, unoalla volta, all’appello nominale delparroco.Hanno lasciato il loro posto nei banchie sono saliti sull’altare per esprimereil loro impegno di preparazione.Sabato 24 novembreGiornata mondiale del“non acquisto”Una società di tanti acquisti e di altrettantisprechi come la nostra, èstata invitata, di sabato, a limitaregli acquisti allo stretto necessario.E’ stata presentata anche come unagiornata di commemorazione dellevittime dei consumi: dalle popolazionidel Sud del mondo di frontealla globalizzazione dei mercati, all’ambientedeturpato da rifiuti e inquinamento,alla colonizzazionedell’immaginario a opera di pubblicitariche propongono modelli divita irrealizzabili per la maggiorparte della popolazione del mondo.Domenica 25 novembreFesta di S. CeciliaMartire romana del terzo secolo,patrona dei musicisti. Il Corpo MusicaleCittadino di Castelli Calepioha onorato, come ogni anno, la propriaPatrona con l’animazione musicaledella Messa delle 11.00.Domenica 9 dicembreIl “Gruppo Missionario” proponealla nostra Comunità dei cesti natalizidel “Commercio equo-solida-le”. Dopo il grande interesse suscitatocon un “mercatino” dei prodottidei paesi del Terzo Mondo durantela Festa dell’Oratorio, si è pensatodi continuare l’esperienza con deicesti da regalare in occasione delNatale. Le persone che hanno operatoper questo progetto ci hannomesso parecchio lavoro, hanno coraggiosamentepreso parecchiofreddo ma sono state ricompensatecon un buon successo.Domenica 23 dicembreMessa delle ore 18.00 pergiovani e animata dai giovani.Numerosa la partecipazione dellagente e non tutta giovane.Applausi spontanei e calorosi al terminedella cerimonia da parte ditutti presenti di tutte le età. Musicae canti apprezzati anche se un po’troppo aggressivi nel tono.Comunque è una esperienza chemolti si augurano venga ripetuta.Alle ore 20.00 i bambini dellaScuola Materna hanno rappresentatol’avvenimento del Natale ehanno mandato il messaggio diamore e di pace del Bambino ad(Foto Vezzoli)una folla di persone presenti. LeSuore e le insegnanti hanno curatocon tanto gusto e fantasia i vestiti,la coreografia e i canti. Un bambinoin carne ed ossa in braccio asua madre e accanto a suo padre,messi in mezzo al presbiterio, èstato buono per (quasi) tutta la celebrazione.I personaggi, gli avvenimentie i messaggi detti e cantatidai bambini sono stati veramentebelli, peccato che per qualcuno erapiù importante la preoccupazionedi riuscire a fotografare o a filmare.Festività natalizieIl Natale di Gesù Cristo è ancoraun appuntamento importante per lenostre Comunità cristiane. La preparazioneattraverso il sacramentodella Riconciliazione ha visto lapartecipazione della quasi totalitàdei ragazzi delle elementari e dellemedie. Molto meno quella degliadolescenti, dei giovani e degliadulti. Numerosa la partecipazionealle Messe di Natale specie quelladi mezzanotte animata dalla nostra“Schola Cantorum” e quella delle9.30 animata dal Coro dei giovani.11In Dialogo N. 161


Diario della ComunitàDomenica 30 dicembreAlle 15.30 dopo un breve incontrodi presentazione, le coppie difidanzati che si sono iscritte per ilCorso di preparazione al matrimonio,si sono ritrovane in “chiesina”con i propri genitori per una brevepreghiera di benedizione prima diiniziare questo cammino importante.Lunedì 31 dicembreLa sera, dopo la Messa prefestiva,abbiamo cantato il “Te Deumlaudamus” per dire grazie a Dio,come singole persone e come Comunità,per tutto il bene che abbiamoricevuto da Dio e dai fratellidurante il 2001. Ci esce così raramentela parola “grazie” che sarebbebene imporcela un po’ di piùdurante il 2002 sia verso Dio cheverso le persone che ci stanno accantoe ci vogliono bene. La gratitudinenon è mai troppa e va manifestata.Domenica 6 gennaioE’ entrato in vigore il decreto di limitarenel numero e nel tempo ilsuono delle campane nonché lasoppressione del battito delle oredurante la notte. Dopo tanti secoliche le campane sono state la “voce”della vita religiosa e sociale deinostri paesi e hanno ritmato il tempodel giorno e della notte, del lavoroe del riposo, della vita e dellamorte, della festa e del dolore, inquesti ultimi anni sono divenute “improvvisamente”causa di “inquinamentoacustico” senz’altro più “pericoloso”di quello delle macchine,degli autotreni e degli scooter, vistoche questi possono correre liberamente24 ore su 24.Questo “decreto” il vescovo ha dovutoemetterlo perché “la RegioneLombardia ha varato la legge 10agosto 2001 n. 13 per la disciplinadell’inquinamento acustico, in attuazionedella vigente normativastatale (legge 26 ottobre 1995, n.447)”.Noi abbiamo tenuto conto di questodecreto spostando l’ora del suonodell’Ave Maria del mattino dalleore 7.00 alle 7.30 e sopprimendo ilbreve suono della campana delquarto d’ora prima delle cerimonie.Offerta NataliziaNella ricorrenza delle festività natalizie, occasione per esprimereaffetto e riconoscenza alle persone care con dei regali e peresprimere una sensibilità più concreta di solidarietà verso i bambinidei paesi poveri, anche la Parrocchia ha fatto pervenire allefamiglie che compongono la nostra Comunità una busta con gliauguri e la domanda di una offerta per alcune spese straordinarieche presto si dovranno affrontare: la sistemazione del tettodella Chiesa e la tinteggiatura della facciata, la messa a normadella sala del Teatro, la ristrutturazione delle ex-abitazioni deicurati dietro la chiesa, per non parlare dell’Oratorio che saràl’opera più impegnativa.Abbiamo distribuito 1.400 buste ad altrettante famiglie.Ne sono rientrate a tutt’oggi 272 pari al 19,5%.La somma raccolta è stata di € 7.362,81 pari a £.14.256.388.Un grazie riconoscente a tutti coloro che si sono ricordati dellapropria Parrocchia e hanno donato quanto hanno potuto.12In Dialogo N. 161


ANAGRAFEPARROCCHIALEdi Don Pietro NataliBattesimi“I bambini vengono battezzati nella fededella Chiesa, professata dai genitori edai padrini, che si fanno carico della loroeducazione cristiana e si impegnano adaccompagnarli e a sostenerli fino allamaturità”. Dal catechismo“La verità vi farà liberi”.Domenica 09/12/2001Berzi Vivianadi Santino e di Sala Claudiavia Madonna delle Vigne 24 TagliunoDomenica 23/12/2001Nembrini Nicoladi Gian Battista e di Marini Marinavia S. Rocco 24 TagliunoBelotti Robertodi Sergio e di Pagani Lucianavia Navezzo 25 - TagliunoLe Coppie delCorso dei fidanzatiIl Signore disse:“La attirerò a me, la condurrò neldeserto e parlerò al suo cuore.Là canterà come nei giorni della sua giovinezza,come quandouscì dal paese d’Egitto.E avverrà in quel giorno- oracolo del Signore -Bettoni ChristianGiorgi RominaTagliunoTagliunoCazzoletti Cristiano Mairano (BS)Liotta Maria Grazia TagliunoCorrado FulvioFratus AnnalisaBelotti AntonioVinati PaolaSoldini AndreaFacchinetti ElenaTagliunoTagliunoTagliunoTagliunoVilla di SerioTagliunoDefunti“Non vogliamo lasciarvinell’ignoranza, fratelli, circa quelli chesono morti, perché noncontinuiate ad affliggervi come gli altriche non hanno speranza.Noi crediamo infatti che Gesù è morto erisuscitato; così anche quelli che sonomorti, Dio liradunerà per mezzo di Gesùinsieme con Lui”.1a Tessalonicesi 4,13-1424/11/2001Pagani Luigina di anni 92Ricovero di Boldesico – Grumello del M.25/11/2001Casa Patrick di anni 33via dei Mille 4b – Tagliuno16/12/2001Manfredi Luigina di anni 80via A. de Gasperi 3 – Tagliuno12/01/2002Izzia Concetta di anni 73via A. Moro 9 – Tagliuno17/01/2002Donati Annamaria di anni 92via Roma 43/a18/01/2002Camotti Angelina di anni 60via Dante 422/01/2002Vinati Angiolina di anni 91Clinica S. Giuseppe – Brescia23/01/2002Radici Teresa (Gina) di anni 90Vicolo Mozart 4 - Tagliunomi chiamerai: Marito mio,e non mi chiamerai più:Mio padrone.Ti farò mia sposa per sempre,ti farò mia sposa nellagiustizia e nel diritto,nella benevolenza e nell’amore,ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conosceraiil Signore.E avverrà in quel giorno- oracolo del Signore –io risponderò al cielo ed essorisponderà alla terra”.(Osea 2, 16.17b-18.21-23)Vella Giuseppe TagliunoMinnella Paola TagliunoPerletti SimoneBelotti SimonaTagliunoTagliunoPedullà Domenico TagliunoTengattini Lauretta ParaticoMatrimonio della VergineGiotto (1266-1337)Chigioni MarcoDonati GiovannaRonzoni OsvaldoRadici DanielaSoldini LorenzoBonanno LauraPeia MarcoModina FedericaGiovanelli MarcoBonafé ElenaBettoni GiovanniPische CaterinaBerto StefanoCamotti AriannaDalmineTagliunoBrembo di DalmineTagliunoVilla di SerioTagliunoCividinoTagliunoTagliunoTagliunoTagliunoTagliunoMeda (MI)Tagliuno13In Dialogo N. 161


MICROCREDITOdi Sergio LochisIl tuo risparmio solidale per daredignità e giustiziaalle donne e agli uominiservizi che comprende studi difattibilità, formazione di operatorie assistenza tecnica sullemetodologie organizzative egestionali di un’istituzione dimicrofinanza. .I partner di Etimos nel Sud delmondo lavorano per promuovere leeconomie sociali e solidali in Bolivia,Benin, Brasile, Costa d’Avorio,Ecuador, El Salvador, Guatemala,Nicaragua, Perù, RepubblicaDominicana e Uruguay.14L’’iniziativa “Unmicrocredito per l’Avvento” èandata in porto grazie a quantoraccolto dai ragazzi dell’Oratorio,al ricavato dalla vendita dei cestinatalizi di prodotti equo solidali edal contributo del GruppoMissionario.L’importo raggiunto ci hapermesso di aderire al FondoMicrocredito di Etimosacquistando 1 cedola del valoredi 1000 euro per un anno.Chi è Etimos?E’ un consorzio non profitdi microfinanza composto dacooperative del Commercio Equo eSolidale, Ong, Associazioni,Fondazioni ed Enti Religiosi.Etimos raccoglie risparmio solidaleche, attraverso i propri partner neiSud del mondo, investe inprogrammi di microcredito.L’obiettivo è di dare concreta fiduciae non assistenza passiva a donnee uomini che vogliono crearemicroimprese, cooperative, perassicurare un futuro sostenibile alleloro famiglie.Negli ultimi dieci anni sonostati concessi oltre 50 miliardi dicrediti per sostenere la retedell’economia sociale e solidale inItalia e nei paesi del Sud del mondo.I finanziamenti erogati aipropri partner (Istituzioni dimicrofinanza, banche popolari e divillaggio, gruppi di risparmio e credito)raggiungono per il 56% donnee per il 46% persone che vivonosotto la soglia di povertà (con menodi un dollaro al giorno). Il consorzio,inoltre, fornisce un insieme diCos’è il FondoMicrocredito?Etimos con lacollaborazione di Banca Etica hacreato il “Fondo Microcredito” cheserve ad effettuare prestiti ai paesidei Sud del Mondo a tassi equi.Il certificato di deposito èun titolo nominativo e si tratta diuna forma di investimento chevincola per 12 o 24 mesi, senzanessuna spesa.L’ importo minimo per l’adesione èdi 1000 Euro, il tasso di interesse èdell’1% e alla scadenza del termineil capitale viene interamenterimborsato.In Dialogo N. 161


IN DIALOGO CON :Gruppo Adolescenti di Valeria CancelliVeglia di NataleQuando, all’inizio di novembre,i nostri cari animatori ci disserosenza mezzi termini che noi ragazzidell’ 85 avremmo dovuto organizzarela veglia per la notte diNatale, rimanemmo tutti un po’ meravigliati.Da un lato naturalmente ciinorgogliva molto il fatto che DonMassimo e gli animatori avesseropensato di affidare proprio a noi uncompito così importante, dall’altrosapevamo perfettamente che nonsarebbe stata “un’impresa facile”.Così animati da una gran vogliadi dimostrare il nostro valore eripagare la fiducia che ci era statadata iniziammo subito a lavorareanche se la partenza si rivelò subitopiuttosto ardua.Conciliare le idee di una decinadi giovani menti non è certoun compito facile e la pazienza diLaura, Francesco e Giò cominciòsubito a scricchiolare.Il primo incontro di programmazione,infatti, non diede esattamentei risultati sperati, in pocheparole finì con un nulla di fatto ele nostre idee erano molto moltoconfuse. Ma già il lunedì successivoil nostro progetto iniziò a prendereforma: stabilimmo subito divoler preparare una veglia diversadal solito puntando su provocazioniche spingessero la gente a riflettere;decidemmo di prenderespunto anche dalle recenti vicendeinternazionali e dal significato diuna guerra nel giorno di Natale.Tutto ciò rappresentava pernoi il buio, l’insicurezza, la paurache non dà scampo a nessuno, mail simbolico arrivo della luce da noichiaramente interpretata come lavenuta di Gesù, quasi come un ventoimprovviso riportava la speranza,senza la quale la nostra vita nonavrebbe senso: questo era il messaggioessenziale che dovevamoriuscire a trasmettere.La veglia si articolava in diversimomenti, scanditi da alcunecanzoni per noi simboliche come lasplendida “Immagine” di JohnLennon, sulla quale scorrevano immaginimolto toccanti ed alcune diapositivealtrettanto significative.Alla fine arrivava la luce conl’accensione di candele distribuiteai presenti.Dopo diverse “ revisioni “ laveglia era finalmente pronta!!Ora, un conto è scrivere unbel testo, aggiungerci qualche preghieraed una canzone, un altro èfar in modo che appaiano una cosasola e non tanti pezzi staccati gliuni dagli altri. Anche qui la presenzae l’aiuto per la buona riuscitadel nostro progetto (da parte deglianimatori) è stata fondamentale.Il momento della “messa inscena” è stato per noi molto emozionante,nonostante alcuni “intoppi”di carattere tecnico che hannoin parte rovinato il nostro lavoro.Tuttavia crediamo che il nostroimpegno abbia dato i suoi frutti,speriamo di essere riusciti a trasmetterealla gente ciò che sentivamo,anche se il tempo per prepararlonon è stato moltissimo.Ringraziamo ancora Laura,Francesco e Giò per ll prezioso aiuto;Dodo, Gigi e Lorenzo per la collaborazionetecnica, Don Massimoper la solita grande fiducia dimostratacie…tutti noi ragazzi dell’85per l’entusiasmo con il quale l’abbiamorealizzato.Presepio - Natale 2001 - presso la sala parrocchiale di TagliunoVivi ringraziamenti a quanti hanno lavorato all’allestimentoIn Dialogo N. 16115


IN DIALOGO CON :I Ragazzi di Seconda Mediadi Gianluca Marchetti e Renato BertoliRitiro di AvventoMercoledì 19 dicembre noiragazzi delle classi seconde, cisiamo trovati in oratorio pertrascorrere un pomeriggioall’insegna del gioco e dellapreghiera in preparazione alNatale.16La prima ora è trascorsa inriferimento al primo obiettivo.Infatti, divisi in ragazzi e ragazze,con don Massimo ci siamo divertitia scontrarci in una partita di calcio.A questo punto il nostroritiro, ha assunto il suo scopofondamentale.Guidati dal “don”, ci siamodiretti in aula magna dove abbiamofatto un ulteriore gioco il cui scopoaveva come riferimento lavideocassetta che più tardisaremmo andati a vedere.Questo gioco ci poneva unadomanda a cui noi dovevamorispondere entrando con forza inun cerchio formato dai nostricompagni, questo significavaessere accettati dal gruppo perchéappunto la domanda diceva:“Ti senti accettatodal gruppo?”Successivamente ci siamorecati in casa del “don” per vederela cassetta che era il “nocciolo” delnostro ritiro.Prima però abbiamo fatto unbreve momento di preghiera conla lettura del Vangelo.La cassetta parlava della vita di unragazzo come noi, che affrontavail problema di avere un amico chefrequenta brutte compagnieNicola, riuscì a far rientrareDario, questo era il nome delragazzo, nella giusta via, lo fecefacendogli capire quanto siaimportante l’amicizia, masoprattutto a spiegargli il verosenso del Natale.Finito il video, siamo ritornatiin aula magna. Qui abbiamo svoltoun piccolo test riguardante lavideocassetta comprendentedomande di vario tipo, una fratutte, quella dove ci venivachiesto di elencare i sentimentiche provava Nicola verso Dario.Subito dopo abbiamo fatto lamerenda a base di tè preparato daigenitori del “don” con deibuonissimi biscotti.Dopo questo breve momentodi rilassamento abbiamo svolto laparte riflessiva e conclusiva diquesta giornata di ritiro.Infatti don Massimo ci halasciato l’ultima mezz’ora di silenzionella quale noi ragazzi abbiamoespresso in una preghiera le nostreriflessioni su questa giornata e sulNatale.Ringraziamo don Massimoper la bella giornata trascorsainsieme……e i suoi genitori per averciospitato nella loro casa.Invitiamo infine tutti iragazzi delle classi seconde apartecipare al prossimo ritiro diQuaresima.In Dialogo N. 161


IN DIALOGO CON :Il Coro Giovanidi Jacopo PaganiCantiamo InsiemeDa più di dieci anni a Tagliuno èstato creato il coro dei giovani dell’oratorioche durante le festività piùimportanti (Natale, Pasqua, Comunioni,Cresime, Madonna delle Vigne)interviene nelle celebrazioniper regalare sempre nuovi canti,frutto di domeniche mattine passatea fare le prove.Io sono da poco entrato a far partedel coro dei giovani e se devo esseresincero mi piace molto, mi entusiasmal’idea di poter dare il miocontributo per rendere la celebrazionepiù piacevole.Tanti si chiederanno che senso hail coro dei giovani visto che aTagliuno abbiamo già una corale?Il senso del nostro coro è quello diimparare nuove canzoni che poisaranno introdotte nelle celebrazionidomenicali, alcune di queste canzoniperò non sono comprensibiliper i più piccoli visto che vengonocantate in lingua straniera (spagnolo,inglese, latino).Il coro è costituito per lo più da ragazzee non abbiamo tanti tipi divoci diverse infatti ci suddividiamoin soprani e contralti; abbiamo unpianista e un chitarrista, che ci accompagnanocon la loro musica neinostri canti e una ragazza che ciinsegna i canti e ci dirige durantel’esecuzione degli stessi.Siamo un gruppo unito e ci divertiamotantissimo insieme.Ora io vorrei lanciare un appello:“S.O.S. coro giovani” il coro ha bisognodi persone nuove; mancanovoci maschili soprattutto, che dianovigore ai canti.Noi speriamo che qualcuno accolgal’invito.Chi lo accettasse è invitato a riunirsicon noi per le prove settimanali ognidomenica mattina dopo la S. Messadelle 9,30.Vi aspetto numerosi un cordiale salutoTU SEI PER METu sei per me, Padre e MadreTu sei per me, fratello e amicoTu sei per me, servo e SignoreTu sei il mio tutto e tutto è inme.Tu sei il vivente ed io vivo in Te,nulla può esistere fuori di Te,anche voi, fratelli anche voirifugiatevi solo, solo in Lui.Noi ti ringraziam e ti lodiamoTi chiediamo quello che tu haipromessoAnche se soli uomini noi siamo,amiamo Te e solo TeRIT.TU SEI PER ME PADREE MADRETU SEI PER ME FRATELLOE AMICOTU SEI PER ME SERVOE SIGNORETU SEI IL MIO TUTTOE TUTTO E’ IN ME.17In Dialogo N. 161


IN DIALOGO CON :Associazione San Vincenzodi Alba Ravasio18La Sig.ra Donati Piera premiata dall’amministrazione comunale( Giornata del volontariato anno 2001)L’AssociazioneS.Vincenzo De’Paoli, che fa capoalla Nostra ComunitàParrocchiale,esprime riconoscenzae gratitudinea tutti i Benefattoriper la solidarietàe la sensibilitàsempre dimostrataalla sua attività, ringraziae porge sincerie cristiani auguri.E’ un augurio chel’Associazione rivolgea Tutti affinchél’anno appena iniziatosia sempre piùproficuo di bene,serenità, pace, mache rivolge anche ase stessa perché sia messaggerodelle finalità Statutarie che già furonodel Suo Fondatore e possaportare all’interno della Conferenzaforze sempre più nuove che consincera sensibilità verso i deboli, ibisognosi, gli emarginati, abbianoad attivarsi nel tentativo di alleviareloro i disagi e le sofferenze chequotidianamente devono sopportare.Una famiglia sempre più unita e numerosapuò meglio organizzare gliimpulsi generosi di ciascuno, renderepiù efficaci i personali contributidi carità ed essere testimonianzadella propria fede.Anche quest’anno l’Associazione,nella persona delle consorelle,ha visitato anziani, ammalati, disagiatied emarginati della NostraComunità in occasione del Natale eha portato Loro un piccolo segnoaugurale testimoniando così il particolarericordo di tutta la ComunitàParrocchiale.Sintonizzando l’operato Associativocon quello dei vari gruppi giàesistenti in Parrocchia e superandoogni individualismo personale,ha attuato anche interventi a favoredei più bisognosi, purtropposempre insufficienti alle reali necessità,ma portati con semplicità egrande sincerità evitando iniziativestrumentali o di gruppo che nonfossero mirate, nell’unità al benecomune, promuovendo la partecipazionealla Vita della Chiesa, cercandodi dare a questi nostri fratellimeno fortunati di noi spazio evalore, non disgiunto dall’aiuto materialeed economico, nel limitedelle possibilità concessedall’autofinanziamento, elargito conattenzione per i casi di indigenza enel rispetto prioritario della dignitàpersonale di chi lo ricevevaNella realtà di queste azioni operativesi ricorda che le Consorelle siincontrano mensilmente ogni primomercoledì del mese presso la CasaParrocchiale alle ore 15,30 per unmomento di preghiera, di riflessionee di programmazione degli interventi.A stimolo di tutto questo si proponela preghiera che ogniVincenziano deve fare propria.In Dialogo N. 161


ASSOCIAZIONE SAN VINCENZO TAGLIUNOPREGHIERA“- Signore, fammi buon amico di tutti.Fà che la mia persona ispiri fiducia:a chi soffre e si lamenta,a chi cerca luce lontano da Te,a chi vorrebbe cominciare e non sa come,a chi vorrebbe confidarsi e non se ne sente capace.- Signore, aiutami,perché non passi accanto a nessunocon il volto indifferente,con il cuore chiuso,con il passo affrettato.- Signore, aiutami ad accorgermi subito:di quelli che mi stanno accanto,di quelli che sono preoccupati e disorientati,di quelli che soffrono senza mostrarlo,di quelli che si sentono isolati senza volerlo.- Signore, dammi una sensibilità che sappiaandare incontro ai cuori.- Signore, liberami dall’egoismo,perché Ti possa servire,perché Ti possa amare,perché Ti possa ascoltarein ogni fratello che mi fai incontrare.AmenSan VincenzoResoconto Finanziario 2001ENTRATEIn memoria dei defuntiBaldelli Palmiro e Giuseppina £. 100.000Banca Credito Bergamasco £. 500.000Amadigi Natalina £. 50.000Famiglia Zerbini £. 300.000Facchinetti A. £. 120.000Facchinetti E. £. 90.000Famiglia Baldelli Belotti L. £. 100.000Famiglia Belotti Ninì £. 50.000Famiglia Boffelli F. £. 150.000Famiglia G.ma Belotti Zerbini £. 120.000Famiglie Marchetti £. 1.000.000in memoria defunta Luigina £. 200.000In memoria defuntaMorandini Rosa £. 100.000In memoria di Donati Natale £. 200.000In memoria di Fr. Carlo Bertoli £. 250.000Natali E. £. 15.000Offerte benefattori £. 710.000Offerte Consorelle £. 1.265.000Sorelle Pagani £. 100.000Pansa M. £. 30.000Sorelle Gambarini £. 100.000Zerbini Maria £. 50.000TOTALE £. 5.600.000USCITEPer le visite alle case di riposo: BOLDESICO e PREDOREagli ammalati, alle persone sole, agli anziani della nostra comunitàin occasione del Santo Natale £. 2.400.000Alle famiglie degli extracomunitari e alle famiglie bisognose £. 2.500.000Per l’Opera Bonomelli Bergamo £. 200.000Per San Vincenzo Bergamo (Direzione Centrale) £. 500.000TOTALE £ 5.600.00019In Dialogo N. 161


IN DIALOGO CON :Gruppo Sportivo OratorioAl giro di BoaGIOVANISSIMIE’ giunto il momento di fare il puntodella situazione. Siamo a metàcampionato! Risultato: nella parteinferiore della classifica. Ma cosace ne importa se non brilliamo nelpunteggio ufficiale. A noi piaceguardare ai risultati ottenuti nellaclassifica Vera, quella dell’impegnoe dell’amicizia. I nostri ragazzi sonovolenterosi, quasi sempre presenti,allegri, solleciti e sempre piùaffiatati. Per questo assegniamoalla nostra squadra un 8+.Dopo il riposo natalizio entreremonella seconda metà del campionatoche ci sentiamo di affrontare confiducia ed entusiasmo. Ci aspettanogiorni di primavera e di gioiaautentica e intensa: i nostri ragazzicontinueranno a volare su un pratoverde verso il cielo della loro giovinezzae a far sentire più giovanianche noi che li accompagniamo inquesta bellissima avventura.Maurizio, Daniele, Aronne, ErmannoSQUADRA - GIOVANISSIMI(Foto Vezzoli)ALLIEVI20Carichi di entusiasmo, verso i primidi settembre, abbiamo cominciatoil cammino per la preparazioneal nuovo campionato 2001/2002raggiungendo un buon gruppo digiocatori, ben venti.Abbiamo cominciato la nostra avventuradisputando il trofeo Zanini,superando il primo turno ai calci dirigore contro il Paratico, ed ora siamonell’attesa di sapere i giorni incui si disputerà il secondo turno.Dopo una buona preparazioneabbiamo iniziato a fine settembreil campionato C.S.I., ottenendo: 3vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte, eposizionandoci a circa metà classifica.SQUADRA - ALLIEVI(Foto Vezzoli)Noi allenatori, siamo soddisfati deirisultati sin qui ottenuti dai nostriragazzi, sia perché abbiamo vistoche nonostante il buon numero, ilgruppo si è unito e nessuno si èperso per strada, mantenendo l’impegnoda loro preso ad inizio stagione,sia perché sono riusciti conimpegno a risolvere i piccoli problemilegati alle differenze caratteriali,aiutandosi vicendevolmente.Iniziamo così il girone di ritorno piùmotivati e convinti, consapevoli delfatto che il gruppo c’è e confidandoanche in un pizzico in più di fortuna,che non guasta mai.Paolo,Piero,MarcoIn Dialogo N. 161


ESORDIENTIApprofittando della pausa invernaleche coincide con il termine delgirone d’andata, colgo l’occasioneper tracciare un primo bilancio dicome si stia comportando la squadra,ed io nella mia prima esperienzad’allenatore.Ho intrapreso quest’avventura congrande impegno ed entusiasmo efortunatamente i ragazzi mi stannoripagando con la stessa moneta.Approfitto dunque di questo spazioper ringraziarli e per chiedergli dicontinuare così.Il girone in cui siamo inseriti è abbastanzacompetitivo, di conseguenza,occupare la seconda posizionein classifica mi gratifica, purnon essendo il mio primo obiettivoquello di vincere.Credo che a quest’età sia più importantetrasmettere sportività espirito di sacrificio, valori che anchepiù avanti nel tempo servirannoa questi ragazzi.Una nota di merito a tre giocatoriche non sono mai mancati agli allenamenti,Michele e NicolòMalighetti e Stefano Pinessi.PaoloPULCINISQUADRA - ESORDIENTI(Foto Vezzoli)A metà campionato si può cominciarea fare un’analisi dell’andamentodella squadra e soprattuttodegli obiettivi stabiliti all’inizio delcampionato. L’obiettivo principale è:PORRE ATTENZIONE ALLE QUALITA’DI CIASCUN BAMBINO E CERCAREDI SVILUPPARLE FIN DOVE E’ POS-SIBILE NELLE DIMENSIONI 1)COGNITIVE 2) EMOTIVO – AFFET-TIVE 3) SOCIALI – RELAZIONALI4) MOTORIE.Tenendo conto del numero degliatleti che sono 28, non si può cheessere soddisfatti.Tutti i bambini hanno fatto dei progressinotevoli e visibili sottol’aspetto motorio: saper fare movimentidel corpo, esercizi, giochiin modo corretto e cordinato.Riguardo la dimensione sociorelazionale(SAPER ESSERE IN RAP-PORTO CON GLI ALTRI) mi sento didire BRAVI a tutti i “pulcini” perchésia negli spogliatoi che negli allenamentiche in partita, si comportanoin modo educato e rispettosoverso i compagni e gli adulti.Alcuni aspetti delle dimensionicognitive ed emotivo-affettive incerti bambini sono da migliorare inparticolare l’attenzione, l’eserciziodella memoria, la padronanza di sé,la fiducia in se stessi, la disponibilitàall’impegno e la tolleranza allafatica.SQUADRA - PULCINI(Foto Vezzoli)Durante l’Avvento, accogliendo unamia proposta la squdra si è impegnataper alcune domeniche a realizzareun presepio che poi è statoesposto in oratorio.Anche durante questa bella esperienzai bambini con tutta la lorovivacità, e molto entusiasmo e partecipazionehanno svolto il lavoroproposto con attenzione e spirito disquadra.Auguro a loro e a tutti i bambiniche il significato del nostro presepiosi realizzi.Claudio21In Dialogo N. 161


GRUPPO SPORTIVO ORATORIOBilancio Complessivo - SPORT 2001ENTRATEUSCITEENTRATE CALCIO 28.294.500 USCITE CALCIO 22.875.300ENTRATE PALLAVOLO 7.200.000 USCITE PALLAVOLO 7.677.500TOTALE ENTRATE 35.494.500 TOTALE USCITE 30.552.800UTILE£ 4.941.700(Alla cifra finale vanno detratte le spese per l’illuminazione e il gasolio)‘In Mea Bucca Florescit Tua Veritas’seconda edizione – 200222Sono ancora io Maria de’ Hoy,la segretaria del Dr. Peter Von Heidenche deve essersi perso nel paese delFuturo Anteriore. Purtroppo ‘il nostro’è partito senza lasciare disposizionee io non posso fare altro cherelazionare, con le stesse regole usateper la prima edizione di Novembre2001.La seconda fioritura di verità raccoltenella ‘Mea Bucca’ nel periodo da Novembre2001 a Gennaio 2002 consistedi 18 schede.· Sei non sono d’accordo conl’iniziativa, o meglio non gliene importaniente. Le risposte alla domanda -Cosa ne pensi della Bocca della Verità?- sono: è una cavolata, fa schifo,non mi importa e altri termini di ugualesignificato ma molto più coloriti esimpatici, assolutamente in sintoniacon il linguaggio della cultura contemporanea!Ci dispiace; il motto ‘me ne frego’ el’atteggiamento di strafottenza eranoin uso in un periodo molto tristee tragico della nostra storia italiana.Noi preferiamo ‘I care’ che vuol dire:mi prendo cura, mi interessa, mi staa cuore. Questo era il motto espostoa caratteri cubitali nella scuola diDon Lorenzo Milani a Barbiana. Ci piacedi più questa parola, non perchéè in Inglese ed oggi l’inglese è dimoda, ma perché esprime molto beneil modo di fare dell’Oratorio; perchéla faccia di chi ‘si prende cura’ è moltopiù allegra di quella di chi ‘se nefrega’.· Due sono state utilizzate perfare gli auguri di Buon Natale.Grazie!· Due danno consigli pratici:sedie nuove per il bar (firmata da unTedesco o Olandese. Non so bene….ilcognome comincia per K!); chiavi peri bagni da tenere al bar e consegnaresolo in caso di necessità dietrocauzione di 0,50 Euro..· Altre danno risposte che “simpaticamente”scherzano sull’iniziativa.· Una scheda, firmata da alcunidel gruppo sportivo, dice chel’inziativa può essere una cosa utile,dipende da come si usa e che tuttigli argomenti possono essere trattati,ma dipende da come vengonotrattati. Suggerisce che venganolette e analizzate tutte lettere, proe contro ogni opinione, sia nel beneche nel male.A proposito di ‘I care’ riportiamo unafrase delle scheda, che si spiega dasola:“Oggi siamo in otto a tagliare le piante,ma all’oratorio siamo in 350, compresii ragazzi”.· Nessuna scheda è stata compilatasul retro, salvo una. Riporto integralmenteil testoArgomento:- IL NUOVO ORATORIODescrizione/suggerimenti:Cara bocca della verità….L’altra voltati avevo scritto in tono un po’ provocatorio,volevo essere sicura che nientevenisse censurato, ora che so chetutto ciò che viene scritto, viene riportato,potrò essere più sincera.Tagliuno, c’è bisogno di un nuovo oratorio,che funzioni in modo efficacee per tutti, si per tutti, per noi ragazziche lo viviamo e per voi adultiche potete contribuire ($)Perciò non siate tirchi e date unamano.UN GRAZIE da parte dei vostri figli,mia e anche da parte dei figli cheforse, un giorno, avrò anch’io!.Anche per questa edizione ho moltoriassunto ma senza minimamente alterarei vostri messaggi. I testi in corsivoriportano integralmente gli originali..Nessuno ha preso in considerazione imie suggerimenti di compilazione della‘prima edizione’. Pazienza. Li riportoancora qui sotto. Speriamo che qualcunodia una risposta alle mie domandeo almeno ad alcune di esse.- sarebbe bello che si parlasseanche di cosa piace dell’oratorio,esempio: è bello avere un posto doveritrovarsi tutti? All’oratorio si imparal’Amicizia? Si capisce l’importanza diessere parte di una comunità? Ci sidiverte? Quale contributo può dareognuno? Tu che contributo vuoidare?- Perché vai all’oratorio?- Cosa ti piacerebbe miglioraredell’aspetto ‘Religioso’ dell’oratorio?- E’ questa un’istituzione chedobbiamo difendere e migliorare?- Quale alternativa c’è o potrebbeesserci nel nostro paese?- Vi piacerebbe che la cerchiadi persone che frequentano l’oratoriosi allargasse(ragazzi di altri paesi – persone diverse)?Vi siamo grati già fin d’ora per le vostreopinioni che, in verità, scriveretenella Bocca.In Dialogo N. 161


IN DIALOGO CON :Gruppo Missionariodi Sandro PatelliAnche il Gruppo Missionariosi appresta ad iniziare il nuovo annocon spirito rinnovato , infatti a sostegnodei “vecchi”, sono entratialcuni “giovani “ con nuove idee enuove proposte: speriamo che cene siano altri , c’è posto per tuttele persone di buona volontà!Alla fine del 2001, in preparazioneal S. Natale , abbiamo datola possibilità ai nostri concittadinidi fare doni natalizi con cesti contenentiprodotti del CommercioEquo e Solidale.La sera del 15 dicembre abbiamoavuto come ospite PadreMario Belotti (missionariomonfortano ) che ci ha approfonditoulteriormente sulle disparità trail nord ed il sud del mondo.Serata molto intensa e avvincentema seguita purtroppo solo da unaquindicina di persone.Venerdì 11 gennaio, abbiamoiniziato un corso dal titolo: daconsumatore a consum-ATTORE,frequentato da oltre una ventina dipersone di Tagliuno e dei paesi limitrofi, che ci vedrà impegnati per5 venerdì consecutivi.Il corso ci farà viaggiare attraversoi meccanismi che regolanoil commercio mondiale: dallaglobalizzazione al concetto di “paesiin via di sviluppo”, dai meccanismistorici e politici che hanno determinatol’odierno impoverimento,al consistente problema dello sfruttamentoinfantile.Questi ed altri temi sono all’ordinedel giorno per chiunquevoglia vivere e pensare con più consapevolezza.Un percorso che possa servire daspunto ad una riflessione più approfondita,che tocchi questi temiin modo semplice ed efficace, e cheintroduca i concetti base e le motivazionidel Commercio Equo e Solidale.Il 14 marzo prossimo ospiteremonella nostra Parrocchia l’incontrodei gruppi missionari delnostro Vicariato con una riflessionesul tema:GIUSTIZIA E PACENELLA MISSIONARIETA’(aula magna dell’Oratorioore 20,30)L’incontro è aperto a tutti.Vi aspettiamo numerosi !E per concludere ecco il bilanciodel Gruppo Missionario coninserito la“ Catena della Solidarietà ”riguardante l’anno 2.001:ENTRATEQuote Anelli n° 2.812 x £ 5.000 mensili £ 14.060.000Offerte extra £ 1.855.000Offerte cassetta in Chiesa £ 2.123.000Bancarella Equo Solidale £ 872.000Cesti natalizi Equo Solidali £ 1.070.000_____________TOTALE £ 19.980.000USCITEEmergenza per il terremoto in India £ 2.390.000Padre Santino ( Perù ) £ 4.000.000Suor Giacomina ( Brasile ) £ 3.000.000Giorgio Corini ( Equador ) £ 2.000.000Indumenti per Equador £ 872.000______________TOTALE £ 12.262.000Pertanto rimangono ancora da destinare £ 7.718.000Per aderire alla “Catena della Solidarietà” per l’anno 2.002,versando 3 Euro mensili a sostegno di iniziative in terra di missionecontattare:Sandro Patelli tel. 035 848335 Claudio Sora tel. 035 848285Marino Donati tel. 035 848173 Luisa Valota tel. 035 848040Maria Camotti tel. 035 848096 Sr. Vincenza / Sr. SilviaAnna Bonomelli tel. 035 848046 tel. 035 84718123In Dialogo N. 161


AVVISI DALLAPARROCCHIAdi Don Pietro NataliLe Parrocchie di Tagliuno eCividino-Quintanoorganizzano unaGita-Pellegrinaggio8 Giorni in POLONIAda lunedì 10 giugnoa lunedì 17 giugno 2002Programma :2410 GIUGNORitrovo dei Signori partecipanti epartenza in pullman riservatoGranturismo via autostrada perMestre - valico del Tarvisio -Klagenfurt: pranzo in ristorante.Nel pomeriggio breve visita delSantuario di Maria Saal e proseguimentoper Vienna: sistemazionein hotel per la cena ed il pernottamento.11 GIUGNOPrima colazione in hotel e partenzaper la Repubblica Ceca.Seconda colazione ad Olomouc.Nel pomeriggio si prosegue per laPolonia - passaggio di confine -Wadowice: breve sosta per la visitaalla casa natale di Papa GiovanniPaolo II, (se c’è tempo brevevisita a Kalwaria Zebrzydowska2° santuario polacco dopoCzestochowa) quindi si prosegueper CRACOVIA: sistemazione inhotel per la cena ed il pernottamento.12 GIUGNOPensione completa in hotel.Intera giornata guidata dedicata:- al mattino all’escursione adAUSCHWITZ-BIRKENAU per la visitadel tristemente famoso campodi concentramento.- Nel pomeriggio escursione aWIELICZKA per la visita dellespettacolari miniere di sale.13 GIUGNOPrima e seconda colazione in hotel.Mattino dedicato alla visita guidatadella città di CRACOVIA ritenutaa ragione la più bella dellaPolonia grazie alla ricchezza dimonumenti ed opere d’arte: castelloreale di Wawel, Cattedrale, Piazzadel Mercato Vecchio, Università,ecc.Nel pomeriggio partenza perVARSAVIA: arrivo in serata perla cena ed il pernottamento.14 GIUGNOPensione completa in hotel aVarsavia. Intera giornata con guidadedicata alla visita della capitalepolacca. Nel pomeriggio escursionea VILANOW per la visita delcastello reale.Immagine delle Madonna nera(venerata a Czestochowa)15 GIUGNOPrima colazione in hotel e partenzaper Czestochowa: sistemazionein hotel per il pranzo.Pomeriggio dedicato alla visita conguida di CZESTOCHOWA ed in particolaredel Monastero di JasnaGora, dove si venera l’immaginedella Madonna Nera.Cena e pernottamento in hotel.16 GIUGNOPrima colazione in hotel e partenzaper la Repubblica Ceca.Pranzo in ristorante ad Olomouc.Nel pomeriggio si riprende perVienna: sistemazione in hotel perla cena ed il pernottamento.17 GIUGNOPrima colazione in hotel e partenzaper strada di rientro in Italia.Seconda colazione lungo il percorso.Pomeriggio: si riprende per autostrada- Tarvisio - Udine - Mestrecon arrivo in serata per le ore 20.30circa.In Dialogo N. 161


AVVISI DALLA PARROCCHIASi tratta di un viaggiomolto interessante:E’ un po’ lungo e faticoso, ma se sivuol visitare i luoghi più importantidi un paese bisogna prendere iltempo necessario anche perchéforse è l’unica volta nella vita chesi ha l’opportunità di andare in Polonia.E’ un po’ costoso, ma se si ha appenala possibilità, ne vale la pena.E’ interessante per conoscere lavita di un paese dell’Est.E’ interessante culturalmente per lebelle città di Cracovia e di Varsavia.E’ importante storicamente (purtroppo)perché si potrà vedere coni propri occhi il campo di sterminiodi Auschwitz e i crematori diBirkenau.E’ importante religiosamente perchési scoprirà la fede e devozionedei polacchi a KalwariaZebrzydowska e a Czestochowa.QUOTA INDIVIDUALE DIPARTECIPAZIONE:- con minimo 50 partecipanti€ 700,00- con minimo 45 partecipanti€ 710,00- con minimo 40 partecipanti€ 723,00- con minimo 35 partecipanti€ 740,00LA QUOTA DI PARTECIPAZIONECOMPRENDE:- viaggio in pullman riservatoGRANTURISMO;- autostrade, autista, pedaggi;- vitto e alloggio con trattamento dipensione completa dal pranzo delprimo giorno al pranzo dell’ultimogiorno con sistemazione in alberghidi ottima categoria turistica superiorecon noi convenzionati intutte camere a 2 letti con serviziprivati;- guida accompagnatore parlanteitaliano a disposizione per l’interocircuito in Polonia;- visite guidate di: Cracovia,Auschwitz, Wadowice, Varsavia,Czestochowa;- ingressi in Polonia: Cracovia(Chiesa di S. Maria e Cattedrale)Varsavia (Castello di Wilanow)Wieliczka (ingresso, ascensore,guida locale);- assicurazione sanitaria in caso diincidente o malattia durante il viaggio;- polizza di assicurazione annullamentodel viaggio per motivi gravi.LA QUOTA DI PARTECIPAZIONENON COMPRENDE:- parcheggi e/o permessi pullman;- mance, bevande, extra di caratterepersonale;- ingressi non espressamente menzionati;- tutto quanto non indicato nel“COMPRENDE”.SUPPLEMENTI:Supplemento camera singola €26,00 per notte a persona;DOCUMENTI NECESSARI- passaporto in corso divalidità.ISCRIZIONI ENTRO E NONOLTRE DOMENICA10 MARZO 2002.- Le iscrizioni si effettuanopresso il parroco don Pietro.- Acconto di € 200,00 al momentodell’iscrizione.- Saldo entro il 10 maggio 2002.NB. Se entro il 10 marzo p.v.,tra le due parrocchie, non si arrivaa un numero sufficiente diiscritti, la gita viene annullata.Le persone interessate sonoinvitate a iscriversi il più prestopossibile.25In Dialogo N. 161


IN DIALOGO CON :A.I.A.M.O. ITALIA di Emanuele Rossi“ Un’esperienza diversa e......senza dubbio unica ”VIAGGIO A TAMBOV (FED. RUSSA)“Ma perché?....”questa è la domanda che in manieraincessante mi assilla da quandosono tornato dal viaggio aTambov, in Russia, presso l’Istitutoper Orfani n.7, durato dal 31/12 al08/01.Ma perché ... esistono ancora bambiniche non sanno quale sia il valoredi una famiglia?Ma perché ... esistono ancora bambiniche non sanno quale sia il significatodi un abbraccio o di unacarezza?Ma perché ... accanto al “nostromondo” fatto di spreco, ricchezzae di superfluo esiste “un altro mondo”fatto solo di solitudine, povertàe tristezza?Tambov - L’abbraccio dei bambini all’arrivo in Orfantrofio26Prima di partire per questa stravolgente“avventura” mi sono più voltechiesto se fosse giusto far conoscerea dei bambini orfani una realtàcome la nostra solo per tremesi all’anno e poi, dopo averglifatto vedere “il paese delle favole”,farli ritornare nuovamente al loro“mondo”.Adesso che sono tornato, caricodelle esperienze vissute, sono certoche l’unica risposta possibile sia“sì”.Durante la mia seppur breve permanenzaall’Istituto n.7, guardandonegli occhi i piccoli orfani chesono stati ospitati in Italia, ho potutoscorgere la brillantezza dellaluce della speranza e della certezzache anche per loro esiste un futuro,qualcuno che li ama e che lipensa.Ogni attimo viene vissuto attornoal ricordo delle esperienze e dellefotografie scattate insieme con le“loro famiglie” italiane.Ogni giorno c’è la speranza chedall’Italia possa arrivare una telefonatache, seppur breve, può riempirei loro piccoli cuori.Una luce che invece non ho potutotrovare guardando negli occhi alcunidegli altri piccoli amici orfaniche in Italia non sono mai stati.Per loro, purtroppo, non esiste lasperanza e l’amore nei confronti diqualcuno che – seppur a più di 4000km di distanza – li pensa e gli vuolebene.Passeggiando tra le ghiacciate stradedella città di Tambov (a –25°C)più volte mi è capitato di vederne ilsuo simbolo: il lupo della steppa.Altro simbolo credo che meglio noncalzerebbe al fine di poter descriverela realtà che in essa pervade.Guardandolo dritto negli occhi èpossibile scorgere la fierezza tipicadel popolo russo ma, nello stessotempo, non si può nasconderedi vedere il senso di tristezza e dimalinconia simile a quello che unpo’ dappertutto pervade nell’aria.Durante gli indimenticabili giorni disoggiorno è stato possibile toccarecon mano situazioni di disagio epovertà che appaiono quasi inverosimilia chi è abituato a vivere inIn Dialogo N. 161


A.I.A.M.O. ITALIAcittà e paesi come i nostri doveanche il superfluo è diventato essenziale.Per i nostri piccoli amici dell’Istituton.7 il problema quotidiano non èquello di decidere se giocare con iPokemon piuttosto che con ActionMan ma quello di poter appoggiarela loro guancia sul palmo di unamano amica per un semplice gestodi affetto.Mi è capitato di essere più volte travoltoda gruppi di bambini di un’etàcompresa tra i 3 e gli 8 anni chevolevano solamente potermi chiamare“brat” (fratello) ed essere unpoco coccolati sulle mie ginocchia.E’ particolarmente difficile poterdescrivere quello che io ed i mieicompagni di viaggio abbiamo provatodurante la nostra permanenzanell’Orfanotrofio e soprattuttoquello che si ha nel cuore quandoarriva il momento di partire.Tambov - Zina Resp.Educatrice dell’ OrfanotrofioFamiglia Scarabelli Massimo e Francesca (035/442.54.03)Famiglia Pominelli Daniela (035/848.166)Famiglia Vigani Battista e Luciana (035/847.239)Famiglia Bonetti Enrico e Carla (035/442.51.48)Famiglia Zinesi Walter e Giovanna (035/847.255)Famiglia Rossi Franco e Bruna (035/847.488)Tambov - L’Augurio di Buon Natale !Augurandovi un sereno e feliceanno, voglio semplicemente concluderecon le parole di uno dei piùgrandi poeti della letteratura russaottocentesca, A. K. Tolstoj, “... ètriste ed allegro insieme il mio cuore,in silenzio io riscaldo e stringole tue manine, guardandoti negliocchi, in silenzio verso lacrime, nonso esprimere come io ti ami ...”.PS: Di bambini soli e bisognosi diaiuto ne abbiamo incontrati veramentemolti.Ho promesso ad alcuni di loro cheil “Grande Cuore degli Amici Italiani”non li avrebbe abbandonati. Percontinuare a CAMMINARE CON NOIo solo per avere informazioni sull’operatodell’A.I.A.M.O. potete -senza nessun impegno - contattarei soci di Tagliuno.27In Dialogo N. 161


IN DIALOGO CON :La Scuola Maternadi Filly Berzi e Ilaria PandiniIl Dono di Natale“ Andiamo avanti consperanza! Un nuovomillennio si è apertodavanti alla Chiesa comeoceano vasto in cuiavventurarsi, contandosull’aiuto di Cristo. IlFiglio di Dio, che si èincarnato duemila annior sono per amoredell’uomo, compie ancheoggi la sua opera:dobbiamo aver occhipenetranti per vederla, esoprattutto un cuoregrande per diventarnenoi stessi strumenti “.( N.M.I. )28Auguro un Santo Natale eun Anno Nuovo nel SignoreUn sentito ringraziamentoper tutti quei bambini e genitori chehanno permesso di essere vicinialle persone che vivono in stradacon i loro doni ma soprattutto conla vostra sensibilità e con il vostropensiero. Auguro a tutti Voi unAnno di Bene.Don Fausto ResminiIl natale dei bambini nella nostra Parrocchia(Foto Vezzoli)E’ questo il pensiero che ci èstato affettuosamente rivolto daDon Fausto Resmini, come ringraziamentoe segno di riconoscenzaper il gesto di solidarietà che abbiamoportato a termine in occasionedel Santo Natale.Difatti, in una ricorrenza cosìimportante non si potevano dimenticarele persone meno fortunate,proprio quelle che vivono ai marginidella società, non lontano danoi, destinate, oltretutto, ad essereoggetto di sgradevoli giudizi. Perquesto abbiamo pensato di compiereun gesto nei loro confronti,raccogliendo indumenti nuovi e usatida regalare loro la Notte di Natale,tramite gli operatori e i volontaridella Comunità di Don Fausto cheha la sede a Sorisole.Suddetta Associazione si impegnaa sostenere tutte le personeche vivono sulla strada, che dormonoper terra o sulle panchine, enon hanno modo di procurarsi ciboin quanto non riescono a guadagnarenulla che consenta loro di recuperaree condurre una vita decentee dignitosa.Quindi gli operatori intervengonosul posto (alla stazione delleAutolinee di Bergamo), offrendoloro l’opportunità di consumare unpasto caldo, di essere ascoltate eaccolte con disponibilità e affetto,ritrovando un po’ di serenità e speranza.Noi insegnanti, nel periodo diAvvento, abbiamo parlato ai bambinidi queste persone e delle difficoltàche incontrano quotidianamente:ci siamo un po’ paragonatiai Re Magi che offrono i loro doni aGesù Bambino.Così anche noi, con le loro famiglie,con questo piccolo gesto,fatto con semplicità e amore, abbiamovoluto rendere un po’ piùfelici, queste persone, in una ricorrenzaspeciale, facendogli dimenticareper una notte i loro problemie le loro difficoltà.Domenica 23 Dicembre nellaChiesa Parrocchiale di Tagliuno,tutti i bambini della scuola materna,100 in tutto, hanno celebrato ilNatale, insieme alle loro famiglie.Il momento di preghiera, “Nataleè Gesù luce del mondo”, è statomolto significativo , per la partecipazionee l’impegno dei bambini.Il messaggio che ci hanno lasciatoè la volontà di voler costruire lapace, dono di Gesù Bambino contutto il mondo.In Dialogo N. 161


IN DIALOGO CON :Spazio Giovanidi Laura Danesi e Operatori Cooperativa “L’Impronta”Progetto extrascuolaVenerdì 18 Gennaio è iniziata, in viasperimentale, il progettoextrascuola, un servizio a disposizionedei preadolescenti del comuneaperto dalle 14,30 alle 17,30 circapresso l’oratorio di Tagliuno.Il progetto nasce grazie alla collaborazionetra l’amministrazione Comunale,l’oratorio e la parrocchiadi Tagliuno, gli operatori dello SpazioGiovani della cooperativa sociale“L’Impronta” e alcuni giovani volontaridel territorio.Perché un servizio per ipreadolescenti?I motivi che ci hanno spinto a rivolgercia questa fascia d’età sonomolteplici:è questo un periodo (tra i dieci e iquattordici anni) poco consideratodal mondo adulto, poca l’attenzioneche vi dedichiamo (molto piùoccupati ad osservare gli adolescentiche a volte ci preoccupanodi più). Eppure il periodopreadolescenziale è un momentocruciale: il ragazzo e la ragazza attraversanograndi trasformazioni eprofondi squilibri, non è solo il corpoa cambiare, ma anche i rapporticon l’altro sesso, quelli con i genitorie gli adulti in generale, lostesso modo di pensare e la percezionedi sé.E’ questo il momento in cui inizianole scoperte di luoghi diversi da quellifamiliari e frequentati abitualmente,dove ci si spinge verso il“non conosciuto” che può a voltespaventare, confondere o esserevissuto come avventuroso.E’ fondamentale lavorare con questafascia d’età che costituisce unodei momenti più delicati per la formazionedell’adolescente di domani,è il momento in cui più che maiè importante fare prevenzione,aiutare i più giovani ad un modo distare ed essere nel proprio paeseattivo e propositivo. Non è facilecapire l’adolescente di domani senon ci “prendiamo cura” delpreadolescente di oggi.Cosa faremo il venerdì pomeriggio?All’interno dell’oratorio a partiredalle 14,30 i ragazzi troveranno glieducatori dello Spazio Giovani affiancatida giovani animatori con iquali potranno organizzare varie attività.Le attività saranno proposte e condivisecon i ragazzi stessi e sarannoconcordate ed organizzate in collaborazionecon l’oratorio.Ci teniamo a sottolineare che leattività o i laboratori che verrannoproposti ai ragazzi sono degli strumentidi crescita sociale, oltre cheindividuale, un modo di stare e fareinsieme, l’obiettivo è stare beneinsieme non diventare bravi a farequalcosa.Nella nostra esperienza abbiamoosservato che frequentemente inquesta fase i ragazzi e le ragazzeportano una richiesta esplicita dipresenza dell’educatore soprattuttonelle attività ludiche, mezzo peravvicinarsi sia all’adulto, sia ai giovanipiù grandi. Vorremmo inoltresottolineare che spesso i ragazzi diquest’età sono poco interessati al“fare” che non all’instaurare relazionisignificative con il gruppo deipari e con gli adulti, le chiacchiere,lo stare insieme, il confidarsi, leprime simpatie per i rappresentantidell’altro sesso, sono tappefondamentali per l’avvio alla “transizione”adolescenziale che porteràpiù tardi all’età adulta.Inoltre per i ragazzi che lo desideranoci sarà la possibilità di utilizzaredegli spazi per svolgere i compiticon i compagni. Alle 16,30 circasi farà merenda tutti insieme (lamerenda è offerta dall’oratorio).Dopo la merenda i ragazzi potrannoorganizzarsi liberamente finoalle 17,30 ora di chiusura delle attività.Con la bella stagione è possibilevengano organizzate uscite opasseggiate su richiesta dei ragazzi.Come fare per parteciparealle attività?L’iscrizione è gratuita, basta consegnareil modulo di adesione firmatodai genitori e ci si può iscriverein qualsiasi momento.La frequenza è libera, in caso diassenza non sono richiestegiustifiche basta avvertire glieducatori o Don Massimo, lo stessoper ritardi o uscite anticipate.Visto le modalità di frequenza èimportante che i genitori mantenganorapporti frequenti con glieducatori che sono, su richiesta,disponibili ad incontri e chiarimenti.Per chi fosse interessato ad aiutarciin questa iniziativa ed abbia delleprofessionalità o abilità particolaricome, ad esempio: estetista,maestri d’arte, o altro può rivolgersia Don Massimo o direttamente aglieducatori il Venerdì pomeriggiodalle 14,30 alle 17,30.29In Dialogo N. 161


zio barba di Ezio MariniLe cordedel BeppeEri venuto a trovarmi con altri amiciin valle Imagna, finalmente: laprima volta dopo tanti anni. Ne erofelice, anche se il cielo buio di quelladomenica d’ottobre era caduto giùtanto basso da annullare ogni panorama.Pazienza, ti dissi facendotipromettere che saresti ritornato inuna splendida giornata di sole.E tu: sì, certo, faremo un bel giro,vedrai. Così ci siamo accontentatidel grande camino caldo di vita, poidi un ombrello che ti tenevo soprale spalle nel cortile scrosciante dellacasa vecchia, e infine di una brevesosta nella chiesa del paesino, dovele campane suonano ancora soltantocon le corde.30E adesso, Beppe, mi viene ilmagone a riparlarti di corde, quelleche scorrevano nel cuore delcampanile di Tagliuno. Sono semprestate le corde del tuo cuore,anche quando le campane hannocominciato a funzionare con laregolazione elettronica, e tu sedevidavanti ai tasti ripensando aicambi d’epoca di cui sei stato vicinissimotestimone, dai buoni esempidi tuo padre sagrestano, aglisconvolgimenti degli anni settanta,fino alle sofferenze della nostraparrocchia nell’ultimo scorcio disecolo.Ma tu sei sempre rimasto fedelmenteattaccato a quelle corde. Equando minacciavano di sfilacciarsie spezzarsi, la tua passione diventavarabbia che era amore, purdentro in quel tuo caratteristico usodel linguaggio, disinvolto e a volteduro (tutto ciò che non era belloera per te uno straccetto), dietroal quale i tuoi veri amici sapevanoriconoscere l’affetto per il nostromondo.Infatti, caro Beppe, la tua naturastava nel sorriso, nella saggezza,nel passetto diritto e veloce, nellacordiale confidenza che ti raccoglievaintorno i ‘hoci’ nel ritrovo mensiledalla Luisa o i ragazzi nelle letiziedello sport. Eh, Beppe, lo so:noi scapoloni non ci stiamo nellostretto di una famigliola, e allora cioccorre uno spazio più grande – èil paese la nostra famiglia. Per te,in particolare, la parrocchia: ognidrappo, ogni anta di sagrestia, ognisegreto, ogni gioia e ogni dispiacere,nelle lunghe sere, nei brevi anni.Così brevi, Beppe: e chi ci pensavaalla brevità della vita, quel mattinoche siamo andati insieme a Zognoper ritirare la veste della Madonnadelle vigne in ganzo d’oro, restauratadalle suore di clausura? Si pensavasolamente all’onore di riportaretanta bellezza nel nostro paese.E tu, guidando nel sole, ognitanto lanciavi un’occhiata furtivanello specchietto retrovisore comeper controllare che sul sedile posterioreil prezioso carico non soffrisseneppure le minime scosse delviaggio: e raccontavi e raccontavi,sulle corde del cuore.In Dialogo N. 161


n’dialetdi Ezio Mariniol SignarölMi piacerebbe sapere quale percentualedi tagliunesi conosce laparola ‘signaröl’. Qualcuno dirà subito:“maginàh, al haaró mìa!” (“figuriamocise non lo so!”).Ma per tutti i giovani che penseranno“boh!” sveliamo il segreto, econ esso un mondo ormai quasisvanito (o no?),‘Signaröl’ viene da‘sègn’, il segno della croce.E’ una mensolina appesa ai lati delletto, nelle camere dei nostri nonni,una minuscola vaschetta riempitadi acqua santa, nella quale lepie mani di quei cristianis’intingevano per santificare le lorogiornate con un gocciolante segnodi croce la sera e la mattina.Un’acquasantiera domestica, versionefamigliare dei conchiglionidisposti agli ingressi della chiesaparrocchiale.Un tempo, infatti, le famiglie ci tenevanomolto a ricreare in casapropria il senso della piccola chiesadomestica: ed ecco, allora, l’angolodell’altarino, ecco, in camera,le acquasantiere, l’inginocchiatoio.Si ricostituiva così in certo qualmodo il concetto originario di chiesadei primissimi tempi del Cristianesimo:i più antichi fedeli non avevanoancora delle chiese come leintendiamo noi oggi, ma si riunivanopresso famiglie, in una ‘domusecclesiae’, una ‘casa dell’assemblea’,la casa-chiesa.E chi, oggi, compie ancora questogesto, ‘ol hègn de la cruh co l’èguahanta del signaröl’? Per molti di noiquel segno è diventato un …sogno,nel senso che ‘an ha nhogna gnàde hegnah ‘, neppure ci sogniamodi segnarci.E pensare che sarebbe così belloracchiudere una notte tra il segnodi croce della sera e il segno di crocedella mattina. Come dire: racchiuderei sogni tra due segni.31In Dialogo N. 161


Auguri 2002Belotti Anna il 16 Novembre compie 8 anniPezzotta Alessandro il 6 Dicembre compie 13 anniRuggeri Michele il 21 Dicembre compie 32 anniBelotti Sergio il 29 Dicembre compie 42 anniRuggeri Mario il 1 Gennaio compie 42 anniToti Elisabetta il 2 Gennaio compie 4 anniMorotti Luigino il 4 Gennaio compie 64 anniRuggeri Luigina il 4 Gennaio compie 75 anniManenti Daniela il 5 Gennaio compie 24 anniBelotti Chiara il 7 Gennaio compie 5 anniRuggeri Gianluca il 10 Gennaio compie 8 anniCalissi Giuseppe il 11 Gennaio compie 37 anniBelotti Ernesto il 12 Gennaio compie 29 anniValota Luca il 13 Gennaio compie 8 anniPagani Pierangelo il 13 Gennaio compie 40 anniBertoli Renata il 13 Gennaio compie 56 anniFratus Eleonora il 15 Gennaio compie 11 anniFacchinetti Pierina il 16 Gennaio compie 13 anniMalighetti Carolina il 16 Gennaio compie 81 anniRuggeri Stefania il 17 Gennaio compie 13 anniZerbini Daniele il 18 Gennaio compie 7 anniBelotti Marianna il 18 Gennaio compie 20 anniToti Alessandro il 22 Gennaio compie 11 anniBelotti Luigina il 22 Gennaio compie 89 anniFenaroli Cristian il 24 Gennaio compie 22 anniFratus Andrea il 27 Gennaio compie 2 anniSalanti Massimo il 31 Gennaio compie 23 anniZanardi Ida il 31 Gennaio compie 50 anniRuggeri Paolo il 2 Febbraio compie 34 anniUberti Elisa il 4 Febbraio compie 43 anniZerbini Michela il 6 Febbraio compie 7 anniRossi Giampiero il 11 Febbraio compie 64 anniToniazzo Simone il 14 Febbraio compie 16 anniUberti Martina il 18 Febbraio compie 12 anniZerbini Francesco il 19 Febbraio compie 34 anniPezzotta Alice il 20 Febbraio compie 8 anniPlebani Chiara il 21 Febbraio compie 19 anniBertoli Renato il 23 Febbraio compie 13 anniToti Maurizio e Bellini Emanuelail 15 Gennaio Festeggiano 19 anni di matrimonio32In Dialogo N. 161

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