progettare il paesaggio per sistemi di relazioni - Sardegna Territorio
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0.L’Osservatorio <strong>per</strong>chè
IntroduzioneIl conceo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>, nell’interpretazione dell’Osservatorio, assume un significato che va oltre quello <strong>di</strong>semplice contenitore, scenografia o sfondo, entro <strong>il</strong> quale o<strong>per</strong>are processi in<strong>di</strong>fferenzia <strong>di</strong> trasformazione,<strong>per</strong> poterlo restuire alla sua identà, quale combinazione caraerisca <strong>di</strong> eco<strong>sistemi</strong> naturali ed antropici che siaggregano fra loro in modo <strong>di</strong>namico e a<strong>per</strong>to nel tempo.L’avità <strong>di</strong> ricerca, svolta dal Diparmento <strong>di</strong> Urbanisca e Pianificazione del <strong>Territorio</strong> dell’Università degli Stu<strong>di</strong><strong>di</strong> Firenze, è stata coor<strong>di</strong>nata soo la responsab<strong>il</strong>ità scienfica del professore Giulio G. Rizzo. Il gruppo <strong>di</strong> lavoro(Enrica Campus, Michele Ercolini, Emanuela Morelli, Antonella Valenni), araverso una leura <strong>sistemi</strong>ca del<strong>paesaggio</strong>, ha elaborato un sistema <strong>di</strong> linee guida o<strong>per</strong>ave <strong>per</strong> <strong>il</strong> buon governo del territorio.Tra i possib<strong>il</strong>i scenari che struurano un <strong>paesaggio</strong> ne sono sta in<strong>di</strong>vidua, in via s<strong>per</strong>imentale, tre: i paesaggidelle (altre) acque, i paesaggi dei margini urbani e i paesaggi delle infrastruure.Il processo decisionale si compone <strong>di</strong> tre fasi metodologiche, descrie in questa pubblicazione in due par: nellaprima (Ragionare <strong>per</strong> Scenari), partendo da alcuni conce chiave, sono elabora criteri guida <strong>per</strong> la risco<strong>per</strong>ta,<strong>il</strong> recu<strong>per</strong>o e la valorizzazione dell’identà paesisca nei tre scenari stu<strong>di</strong>a; nella seconda parte (Progeare <strong>per</strong>Sistemi <strong>di</strong> Relazioni), sono definite le due fasi metodologico-o<strong>per</strong>ave (gli strumen e l’applicazione sul territorio)e vengono in<strong>di</strong>viduate le possib<strong>il</strong>i <strong>relazioni</strong> tra i tre <strong>di</strong>versi scenari, ragionando sul conceo <strong>di</strong> “sistema” e sullaquesone complessa del progeare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> <strong>per</strong> <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong>.L’apparato metodologico è poi calato entro un’area campione ricompresa in uno degli Ambi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> delPiano Paesaggisco Regionale. Il <strong>per</strong>corso <strong>di</strong> ricerca, pur nella <strong>di</strong>versità dei temi, ha cercato <strong>di</strong> promuovere e<strong>di</strong>n<strong>di</strong>care azioni con<strong>di</strong>vise in grado <strong>di</strong> evidenziare ed interpretare adeguatamente i caraeri peculiari, i valorimolteplici <strong>di</strong> ciascun scenario e <strong>di</strong> definire gli approcci che ogni sistema relazionale richiede ai fini <strong>di</strong> una suarisco<strong>per</strong>ta e valorizzazione in termini <strong>di</strong> identà e <strong>di</strong> qualità paesaggisca.13
L’Osservatorio: principi, obiettivi, scenari[Michele Ercolini, Enrica Campus]Approccio e principiLa Convenzione Europea del Paesaggio, rivolgendosi ai governi locali, invita ad intraprendere ricerche e stu<strong>di</strong>in<strong>di</strong>rizza all’in<strong>di</strong>viduazione dei propri paesaggi, ad analizzarne le caraerische, le <strong>di</strong>namiche e le pressioni cheli mo<strong>di</strong>ficano, a seguirne le trasformazioni, a valutare i paesaggi tenendo conto dei valori specifici che sono loroaribui dai sogge e dalle popolazioni interessate.La Regione Autonoma della <strong>Sardegna</strong> con la Legge Regionale n.8/2004 (art. 2) ha istuito l’Osservatorio dellaPianificazione Urbanisca e Qualità del Paesaggio (<strong>di</strong> seguito Osservatorio del Paesaggio): “Allo scopo <strong>di</strong><strong>per</strong>venire -si afferma- ad una più incisiva adeguatezza e omogeneità degli strumen urbanisci a tu i livelli,debba procedersi ad un sistemaco monitoraggio e comparazione dell’avità <strong>di</strong> pianificazione urbanisca, siagenerale che auava […]”.Un Osservatorio del Paesaggio deve lavorare <strong>per</strong> “Ampliare la conoscenza che la società […] ha del proprio<strong>paesaggio</strong> e funzionare allo stesso tempo da supporto <strong>per</strong> l’applicazione della Convenzione Europea delPaesaggio, proponendosi come punto <strong>di</strong> riferimento <strong>per</strong> la ricerca scienfica, tecnica, <strong>per</strong> gli en pubblici egli aori polici che definiscono i cambiamen in materia <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>. Lo scopo dell’Osservatorio è quello <strong>di</strong>stab<strong>il</strong>ire dei criteri <strong>per</strong> la protezione, la gesone e l’idenficazione del <strong>paesaggio</strong>, araverso uno stu<strong>di</strong>o integratoe inter<strong>di</strong>sciplinare, elaborando proposte e impulsi <strong>per</strong> lo sv<strong>il</strong>uppo sostenib<strong>il</strong>e e programmato”1. Con questeparole Joan Noguè, Direore dell’Osservatorio del <strong>paesaggio</strong> della Catalogna2, in<strong>di</strong>ca gli obievi chiave <strong>per</strong> unOsservatorio del Paesaggio. In sostanza, secondo Noguè, araverso lo strumento Osservatorio si vuole renderericonoscib<strong>il</strong>e la risorsa <strong>paesaggio</strong> -anche in termini economici e socioculturali- <strong>per</strong> arrivare all’elaborazione <strong>di</strong> unprocesso conoscivo fondamentale in fase <strong>di</strong> progeazione e pianificazione territoriale, ule ad in<strong>di</strong>viduare <strong>il</strong>senso e l’identà dei luoghi in cui si o<strong>per</strong>a, fornendo l’incipit <strong>per</strong> gli in<strong>di</strong>rizzi <strong>di</strong> pianificazione paesaggisca, nellaprospeva <strong>di</strong> una salvaguar<strong>di</strong>a ava e <strong>di</strong> una progeazione consapevole e sostenib<strong>il</strong>e. Al fine <strong>di</strong> soolineare<strong>il</strong> valore culturale del <strong>paesaggio</strong>, in quanto processo <strong>di</strong> significazione, nonché <strong>per</strong> rispondere al processo <strong>di</strong>idenficazione richiesto dalla stessa Convenzione Europea, risulta quin<strong>di</strong> in<strong>di</strong>spensab<strong>il</strong>e l’avvio <strong>di</strong> poliche <strong>di</strong>governo del <strong>paesaggio</strong> fondate sulla conoscenza dell’intero “Sistema <strong>di</strong> risorse” che esso rappresenta (“si vedequello che si sa”).L’Osservatorio del Paesaggio è stato istuito e definito in sintonia con quanto richiesto, a livello nazionale, dalCo<strong>di</strong>ce dei Beni culturali e del <strong>paesaggio</strong> (2004), che prevede l’istuzione dell’Osservatorio nazionale <strong>per</strong> la qualitàdel <strong>paesaggio</strong>, al fine <strong>di</strong> suggerire poliche <strong>di</strong> tutela e valorizzazione araverso stu<strong>di</strong>, analisi e proposte e inauazione <strong>di</strong> quanto soolineato dal Piano Paesaggisco della Regione <strong>Sardegna</strong>, che interpretando <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>14
«quale intreccio tra natura e storia, tra luoghi e popoli, principale risorsa della <strong>Sardegna</strong>», allo stesso tempo r<strong>il</strong>eva<strong>il</strong> rischio, sempre più crescente, <strong>di</strong> ridurlo a semplice “contenitore” dal quale estrarre «pezzi pregia sra<strong>di</strong>candolidal contesto».Per avviare le avità dell’Osservatorio la Regione Autonoma della <strong>Sardegna</strong> ha istuito, in collaborazione con leUniversità degli Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Firenze (prof. Guido Ferrara, prof. Giulio G. Rizzo3) e Sassari (prof. Giovanni Maciocco), duegruppi <strong>di</strong> ricerca, al fine <strong>di</strong> promuovere stu<strong>di</strong>, sv<strong>il</strong>uppare analisi e formulare proposte, uli a fornire strumen agliEn Locali <strong>per</strong> l’auazione degli interven <strong>di</strong> trasformazione territoriale in armonia con <strong>il</strong> contesto paesaggisco<strong>di</strong> riferimento.In parcolare, le avità assegnate a tale organismo risultano volte a:- documentare le es<strong>per</strong>ienze in corso <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o, <strong>di</strong> protezione, <strong>di</strong> gesone, <strong>di</strong> pianificazione del <strong>paesaggio</strong> e<strong>di</strong> pianificazione urbanisca, presen in <strong>Sardegna</strong>;- elaborare atlan, cataloghi, archivi in merito all’idenficazione, classificazione e qualificazione dei paesaggiinsulari;- coo<strong>per</strong>are a livello scienfico con le iniziave <strong>di</strong> ricerca, <strong>di</strong> pianificazione e <strong>di</strong> programmazione a scalaeuropea, nazionale e locale, con riferimento alla formulazione e auazione <strong>di</strong> proge p<strong>il</strong>ota <strong>per</strong> aree conparcolare cricità e urgenze d’intervento;- elaborare metodologie <strong>di</strong> valutazione, <strong>di</strong> adozione <strong>di</strong> parametri e obievi <strong>di</strong> qualità <strong>per</strong> <strong>il</strong> territorioregionale;- promuovere e organizzare avità <strong>di</strong> sensib<strong>il</strong>izzazione, culturali, scienfiche, <strong>di</strong> formazione e <strong>di</strong> educazione,araverso seminari, corsi, mostre, conferenze, pubblicazioni, o<strong>per</strong>e mulme<strong>di</strong>ali, specifici programmi <strong>di</strong>informazione e formazione sulle poliche paesaggische ed urbanische;- elaborare rappor e linee guida su esempi significavi <strong>di</strong> interven possib<strong>il</strong>i ed efficaci sul <strong>paesaggio</strong>;- segnalare azioni <strong>di</strong> parcolare r<strong>il</strong>evanza nel seore della tutela, riqualificazione e gesone parcolarmenteinnovave dei paesaggi regionali, anche da proporre <strong>per</strong> l’assegnazione del “Premio europeo del <strong>paesaggio</strong>”;- istuire e gesre pagine web informave sull’o<strong>per</strong>ato dell’Osservatorio;- elaborare un rapporto <strong>per</strong>io<strong>di</strong>co sullo stato della pianificazione urbanisca e territoriale e sullo stato dellepoliche <strong>per</strong> <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>;- proporre metodologie <strong>di</strong> in<strong>di</strong>viduazione delle o<strong>per</strong>e incongrue e <strong>di</strong> qualità […] 4 .L’Osservatorio a chi si rivolgeOltre a proporre una serie <strong>di</strong> riflessioni criche, in<strong>di</strong>rizzi e suppor metodologici da offrire agli o<strong>per</strong>atori del seore(Province, Comuni, En locali), tecnici, professionis, l’Osservatorio si rivolge alle popolazioni riconoscendol’importanza <strong>di</strong> una loro ava e <strong>di</strong>rea partecipazione alle scelte <strong>di</strong> trasformazione del territorio e del <strong>paesaggio</strong>.Così come soolineato dal Documento <strong>di</strong> programma, infa, al <strong>di</strong> là delle formulazioni quadro che costuisconola strategia complessiva delle poliche regionali, le popolazioni della <strong>Sardegna</strong> (così come altrove) risultanoancora troppo <strong>di</strong>stan dall’assunzione <strong>di</strong> specifiche responsab<strong>il</strong>ità <strong>di</strong> governance del territorio, ovvero strategieentro cui <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> è assunto quale risorsa decisiva <strong>per</strong> l’orientamento del proprio futuro anziché come vincolocalato dall’alto.15
Finalità chiave dell’OsservatorioL’Osservatorio del Paesaggio come strumento <strong>per</strong> conseguire l’aggiornamento <strong>per</strong>io<strong>di</strong>co e l’implementazionedel Piano Paesaggisco Regionale, come struura specialisca con funzioni <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o e <strong>di</strong> ricerca in materia <strong>di</strong>pianificazione territoriale, nonché sede <strong>di</strong> convergenza e <strong>di</strong> confronto delle problemache in tema <strong>di</strong> azioni <strong>di</strong>trasformazione, tutela e valorizzazione dei caraeri connotavi del <strong>paesaggio</strong> sardo.La finalità chiave è <strong>per</strong>seguita me<strong>di</strong>ante <strong>il</strong> monitoraggio della qualità e delle trasformazioni, auato secondoobievi specifici, applicab<strong>il</strong>i negli scenari che definiscono, in funzione delle caraerische prevalen, undeterminato <strong>paesaggio</strong>.L’Osservatorio come laboratorio <strong>di</strong> idee e proge ule alla formazione e allo sv<strong>il</strong>uppo della cultura del <strong>paesaggio</strong>,al fine <strong>di</strong> salvaguardare e valorizzare l’identà del mosaico paesisco-culturale del territorio sardo. L’Osservatorio,infine, come <strong>di</strong>sposivo <strong>per</strong> <strong>il</strong> controllo-progeo delle trasformazioni e della qualità paesisca araverso l’analisicomparava sui cambiamen in ao, nonché la determinazione <strong>di</strong> in<strong>di</strong>ci quantavi e qualitavi <strong>per</strong> la valutazionedelle risorse, delle potenzialità e frag<strong>il</strong>ità territoriali e la definizione <strong>di</strong> parametri che consentano <strong>di</strong> valutare <strong>il</strong>grado <strong>di</strong> applicazione e l’efficacia della pianificazione a livello locale.figura 0.1_ Finalità, obievidell’Osservatorio e metodo dellaricerca16
Un metodo possib<strong>il</strong>e <strong>per</strong> <strong>il</strong> progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>Il <strong>per</strong>corso metodologico, promosso dall’Unità <strong>di</strong> Ricerca dell’Università degli Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Firenze, ha preso in esametre <strong>di</strong>versi Scenari <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o (i “paesaggi delle (altre) acque” 5 ; i “paesaggi dei margini urbani”; i “paesaggi delleinfrastruure”):1.- Prima fase - “Ragionare <strong>per</strong> Scenari”, con la definizione <strong>di</strong> criteri guida <strong>per</strong> la risco<strong>per</strong>ta, <strong>il</strong> recu<strong>per</strong>o e lavalorizzazione dell’identà dei paesaggi sar<strong>di</strong>.2.- Seconda fase - “Progeare <strong>per</strong> Sistemi <strong>di</strong> Relazioni”, con definizione <strong>di</strong> un Abaco <strong>di</strong> idenficazione delle <strong>relazioni</strong>tra scenari ed elaborazione <strong>di</strong> una Matrice metaprogeuale <strong>per</strong> la qualità paesisca dei <strong>sistemi</strong> relazionali.3.- Terza fase - “Applicare/S<strong>per</strong>imentare”, con riferimento ad un’area campione in<strong>di</strong>viduata entro un “Ambito <strong>di</strong><strong>paesaggio</strong>” del PPR.La ricerca, pur affrontando temi <strong>di</strong>fferen (acque, margini urbani, strade), mira a promuovere azioni in grado <strong>di</strong>massimizzare <strong>il</strong> <strong>di</strong>alogo con <strong>il</strong> territorio, l’ambiente e <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>. Il tema del “<strong>di</strong>alogo” costuisce una quesoneassai complessa da inquadrare all’interno del più vasto <strong>di</strong>bato sull’identà e salvaguar<strong>di</strong>a ava del <strong>paesaggio</strong>(prima fase), sulla sempre più r<strong>il</strong>evante domanda <strong>di</strong> qualità paesisca (seconda fase), nonché sulla pianificazioneurbanisca e del <strong>paesaggio</strong> alla scala <strong>di</strong> area vasta (terza fase).figura 0.2_ Struura delle tre fasio<strong>per</strong>ave del metodo1Intervista a cura <strong>di</strong> Maria Rosa Russo, in F Z, Questo è Paesaggio. 48 definizioni,Gruppo Mancosu E<strong>di</strong>tore, Roma 2006, pagg. 221-231.2“L’Osservatorio del <strong>paesaggio</strong> della Catalogna è forse l’istuzione pubblica più avanzatain Europa sul r<strong>il</strong>evamento in un determinato contesto dello stato dell’arte delle con<strong>di</strong>zioniche danno luogo all’esistenza <strong>di</strong> un <strong>paesaggio</strong>, ne comprendono le ragioni <strong>di</strong> evoluzione einvoluzione, le <strong>relazioni</strong> con le forze in gioco, culturali, sociali, economiche. Strumentazionisofiscate sono messe fra loro in relazione e rese accessib<strong>il</strong>i alla comunità. È questo che rendel’Osservatorio un momento ideale <strong>di</strong> auazione della Convenzione Europea del Paesaggio,ponendosi <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> in primo luogo come un valore ra<strong>di</strong>cato nella consapevolezza <strong>di</strong> unacomunità che lo vive”. F Z, Questo è Paesaggio. 48 definizioni, Gruppo MancosuE<strong>di</strong>tore, Roma 2006, pag. 221.3Università degli Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Firenze - Facoltà <strong>di</strong> Architeura - Diparmento <strong>di</strong> Urbaniscae Pianificazione del <strong>Territorio</strong>. Responsab<strong>il</strong>e scienfico: prof. Giulio G. Rizzo. Gruppo <strong>di</strong>ricerca: do. arch. Michele Ercolini (Coor<strong>di</strong>namento), do. arch. Enrica Campus, do. arch.Emanuela Morelli, do. arch. Antonella Valenni.4Da Delibera Regionale n. 50/22 del 5.12.2006, “Adempimen finalizza alla pre<strong>di</strong>sposizionedell’Osservatorio della pianificazione urbanisca e qualità del <strong>paesaggio</strong>”.5L’ambito <strong>di</strong> ricerca de<strong>di</strong>cato ai “Paesaggi delle (altre) acque” si compone <strong>di</strong> due scenari <strong>di</strong>stu<strong>di</strong>o: <strong>il</strong> primo si occupa dei paesaggi fluviali ed è curato da Michele Ercolini; <strong>il</strong> secondo, suipaesaggi d’acqua areali (stagni e aree umide), è curato da Enrica Campus.17
1.Ragionare <strong>per</strong> scenari
Ragionare <strong>per</strong> Scenari: i conce chiave[Michele Ercolini]Il Piano Paesaggisco della Regione <strong>Sardegna</strong>, un moderno quadro normavo che guida e coor<strong>di</strong>na lapianificazione, che <strong>di</strong>fende l’ambiente e <strong>il</strong> territorio, interpreta <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> «quale intreccio tra natura e storia,tra luoghi e popoli, principale risorsa della <strong>Sardegna</strong>». Un <strong>paesaggio</strong>, come deo, ridoo sempre più spesso asemplice “contenitore” dal quale estrarre «pezzi pregia sra<strong>di</strong>candoli dal contesto». Una definizione e una presad’ao <strong>per</strong>feamente in linea con le temache/problemache riconducib<strong>il</strong>i ai tre Scenari <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>viduadall’Osservatorio, paesaggi delle (altre) acque, paesaggi dei margini urbani, “aesaggi delle infrastruure,sv<strong>il</strong>uppa con riferimento ai seguen conce chiave:- la “risorsa <strong>paesaggio</strong>”, tra risco<strong>per</strong>ta, valorizzazione e trasformazione;- cultura, identà e qualità del <strong>paesaggio</strong>;- principi guida <strong>per</strong> una trasformazione consapevole del <strong>paesaggio</strong>.La risorsa Paesaggio tra risco<strong>per</strong>ta, valorizzazione e trasformazioneL’esigenza <strong>di</strong> considerare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> come risorsa delle risorse, sì rinnovab<strong>il</strong>e ma esaurib<strong>il</strong>e nelle specificheconfigurazioni eco<strong>sistemi</strong>che e storiche che la qualificano, non può non smolare e <strong>di</strong>ffondere maggioraenzione a questa entà. In questo senso, appare evidente che gli scenari <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o in<strong>di</strong>vidua (acque, marginiurbani, infrastruure) non si prestano ad essere le da singoli pun <strong>di</strong> vista, se non in un processo <strong>di</strong>agnosco eprogeuale <strong>di</strong> po <strong>di</strong>aleco e <strong>sistemi</strong>co.La prima fase della ricerca si contrad<strong>di</strong>sngue <strong>per</strong> due obievi: ritrovare <strong>il</strong> gusto e <strong>il</strong> tempo <strong>per</strong> guardare <strong>il</strong><strong>paesaggio</strong> come evento naturale, come risorsa primaria, come sistema complesso <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong> visive, ecologiche,funzionali, storiche e culturali in grado <strong>di</strong> interferire-interagire con tue le avità <strong>di</strong> pianificazione; recu<strong>per</strong>are <strong>il</strong>piacere (ma anche <strong>il</strong> “dovere”) <strong>di</strong> esprimere giu<strong>di</strong>zi, <strong>di</strong> esercitare le comunità a leggere e valutare i segni, quelli daconservare e quelli da eliminare (<strong>per</strong>ché detraori), a stab<strong>il</strong>ire i contes rispeo ai quali misurare le trasformazioni.In proposito, ci vengono in aiuto le parole <strong>di</strong> Eugenio Turri: “<strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> va inteso quale interfaccia fra <strong>il</strong> fare e <strong>il</strong>vedere quello che si fa, tra <strong>il</strong> guardare-rappresentare e l’agire, tra l’agire e <strong>il</strong> ri-guardare […]. Soltanto in quantospeatore, [l’essere umano] può trovare la misura del suo o<strong>per</strong>are, del suo recitare, del suo essere aore chetrasforma e ava nuovi scenari, cioè <strong>il</strong> rispecchiamento <strong>di</strong> sé, la coscienza del proprio agire” 1 . La conoscenza,non va mai <strong>di</strong>mencato, rappresenta la base fondamentale e necessaria <strong>di</strong> ogni polica <strong>per</strong> <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> (“si vedequello che si sa”). Non si traa <strong>per</strong>ò, aenzione, <strong>di</strong> una leura pe<strong>di</strong>ssequa, <strong>per</strong> costruire una semplice gerarchia <strong>di</strong>valori, bensì <strong>di</strong> evidenziare ed interpretare adeguatamente i caraeri peculiari, i valori molteplici <strong>di</strong> ogni luogo e<strong>di</strong> definire le azioni (criteri guida, appunto) che ogni scenario specificamente richiede ai fini <strong>di</strong> una sua risco<strong>per</strong>tae valorizzazione in termini <strong>di</strong> identà e <strong>di</strong> qualità paesaggisca.21
Cultura, identà e qualità del <strong>paesaggio</strong>Nel corso degli ulmi anni si è fao sempre più marcato, evolvendosi rapidamente, <strong>il</strong> bisogno delle popolazioni<strong>di</strong> riappropriarsi del proprio ambiente <strong>di</strong> vita, anche araverso la <strong>per</strong>cezione sensoriale degli elemen naturalie culturali che lo contrad<strong>di</strong>snguono. Di fronte a processi <strong>di</strong> degrado ambientale, territoriale e paesisco cheminacciano gli equ<strong>il</strong>ibri sociali ed in<strong>di</strong>viduali, la qualità del <strong>paesaggio</strong> ha iniziato così ad essere lea, in un numerocrescente <strong>di</strong> <strong>per</strong>sone, quale opportunità <strong>per</strong> riaffermare le proprie identà, accrescere le occasioni <strong>di</strong> benesserepsico-fisico e, contemporaneamente, favorire uno sv<strong>il</strong>uppo economico sostenib<strong>il</strong>e. Non a caso, la stessaConvenzione europea prevede e promuove la formazione <strong>di</strong> strumen mul<strong>di</strong>sciplinari nella consapevolezza che“tutelare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> significa - anzituo - conservare l’identà <strong>di</strong> chi lo abita”. “La <strong>di</strong>s<strong>per</strong>ata ricerca <strong>di</strong> identàe senso dei luoghi - afferma in proposito Roberto Gambino - che si riflee nella domanda <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>, è laspia <strong>di</strong> un malessere più profondo, che ha certamente a che vedere con i processi <strong>di</strong> globalizzazione e con <strong>il</strong>oro contrad<strong>di</strong>ori effe <strong>di</strong> omologazione e modernizzazione da un lato, <strong>di</strong> squ<strong>il</strong>ibri e <strong>di</strong>suguaglianze dall’altro”.Malessere in grado <strong>di</strong> “recidere i legami della gente coi luoghi, <strong>di</strong> minare alla ra<strong>di</strong>ce <strong>il</strong> ra<strong>di</strong>camento territoriale delleformazioni sociali, <strong>di</strong> accelerare i processi <strong>di</strong> de-territorializzazione” 2 . Massimo Giovannini riprende efficacemente<strong>il</strong> tema quando sosene che “guardando <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> si capisce molto dell’uomo che lo vive. Guardando l’uomo sicapisce molto del <strong>paesaggio</strong> in cui vive [...]. La qualità del <strong>paesaggio</strong> è fondamento della sua identà e viceversa” 3 .Proseguendo in questa riflessione, viene spontaneo pensare “che se non è offerta ad un territorio l’occasione<strong>di</strong> dar vita ad un <strong>paesaggio</strong>, non si <strong>per</strong>mee a coloro che lo abitano <strong>di</strong> avere un’identà come corpo sociale”.Tanto più elevata ed estesa sarà la coscienza paesaggisca “tanto più ambiziose potranno essere le aspirazionidei sogge interessa <strong>per</strong> quanto riguarda la <strong>di</strong>mensione paesaggisca del loro ambiente <strong>di</strong> vita. Sulla base <strong>di</strong>aspirazioni elevate, sarà possib<strong>il</strong>e formulare obievi <strong>di</strong> qualità paesaggisca su<strong>per</strong>iore” 4 .Una scelta sulla trasformazione del nostro <strong>paesaggio</strong>, <strong>per</strong>tanto, richiede sempre “una capacità <strong>di</strong> ascolto e unacompetenza <strong>di</strong> giu<strong>di</strong>zio sulla realtà storica economica, tecnica e sociale nella quale interviene. Ma richiede anche[…] una consapevolezza della cultura del proprio tempo, riferimento polare <strong>per</strong> sa<strong>per</strong> tramandare la nostraere<strong>di</strong>tà storica in o<strong>per</strong>osa <strong>di</strong>aleca con una competenza creava. Quando parliamo <strong>di</strong> progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>pensiamo […] a un principio <strong>di</strong> appartenenza alla cultura <strong>di</strong> una comunità che si esprime nella ricerca <strong>di</strong> valoriprimari <strong>di</strong> identà, al proporsi non solo come un sofiscato s<strong>per</strong>o <strong>di</strong>agnosco, ma come <strong>il</strong> corpo <strong>di</strong> un’o<strong>per</strong>a conun suo mondo tecnico e scienfico del tuo originale” 5 .È evidente allora <strong>il</strong> rischio, oggi sempre più r<strong>il</strong>evante, che la qualità e l’identà dei paesaggi possano essereulteriormente compromesse. Ragion <strong>per</strong> cui, ampliare l’aenzione all’intero territorio è la scelta obbligata <strong>per</strong>cogliere le <strong>di</strong>fferenze, <strong>di</strong>versificare l’azione <strong>di</strong> tutela, rispondere <strong>di</strong>versamente, nelle <strong>di</strong>fferen situazioni (Scenari),alla domanda <strong>di</strong> qualità. La ricerca <strong>di</strong> identà e qualità, rivelata dalla crescente domanda <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> cui si èdeo, costuisce un’esigenza da cui è <strong>di</strong>ffic<strong>il</strong>e prescindere.E in questa <strong>di</strong>rezione la ricerca si è mossa.22
“Ragionare <strong>per</strong> Scenari”: principi guida <strong>per</strong> una trasformazione consapevole del <strong>paesaggio</strong>“Ragionare <strong>per</strong> scenari” richiede la definizione <strong>di</strong> una serie <strong>di</strong> principi guida che si possono così sintezzare:1.- Incenvare, anzituo, nel me<strong>di</strong>o-lungo <strong>per</strong>iodo, l’accrescimento della conoscenza paesaggisca che, se<strong>per</strong>corsa con le dovute aenzioni, può <strong>per</strong>meere ad una comunità <strong>di</strong> stab<strong>il</strong>ire un <strong>di</strong>alogo più armonioso con <strong>il</strong>uoghi (Scenari) del proprio abitare ed agire.2.- Avere capacità <strong>di</strong> <strong>di</strong>agnosi, ovvero essere in grado <strong>di</strong> riconoscere, in un parcolare contesto (scenario), quelsistema <strong>di</strong> valori nei quali si fissa la qualità, coglierne <strong>il</strong> significato storico e culturale, capirne gli equ<strong>il</strong>ibri, le leggievoluve, le proiezioni <strong>di</strong> futuro.3.- Salvaguardare, valorizzare o favorire l’emergenza dei caraeri identari che costuiscono <strong>il</strong> valore <strong>di</strong> un<strong>paesaggio</strong>, consentendone la sostenib<strong>il</strong>ità ecologica, ambientale e culturale nonché uno sv<strong>il</strong>uppo più equ<strong>il</strong>ibrato,vivo e <strong>di</strong>namico.4.- Sostenere un progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> che abbia come primo obievo la qualità e non soltanto la tutela <strong>di</strong> singolielemen materiali della natura o del patrimonio culturale.5.- Movare e giusficare <strong>il</strong> sistema delle scelte, valutarne gli effe, in<strong>di</strong>viduarne i valori non negoziab<strong>il</strong>i e i campi<strong>di</strong> negoziab<strong>il</strong>ità. Sa<strong>per</strong>si, cioè, proieare in avan <strong>per</strong> ipozzare quali possib<strong>il</strong>i strade sono <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>i e quali ipresumib<strong>il</strong>i risulta.6.- Assistere le autorità poliche e/o amministrave competen nel lavoro <strong>di</strong> traduzione delle aspirazioni dellepopolazioni in obievi <strong>di</strong> qualità ed avità <strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a, conservazione, valorizzazione, governo, restauro e/ocreazione della <strong>di</strong>mensione paesaggisca negli Scenari considera.1E T, Il <strong>paesaggio</strong> come teatro, Mars<strong>il</strong>io, Venezia 2005.2R G, I paesaggi dell’identà europea, Prolusione all’Anno Accademico, 2003-04, Politecnico <strong>di</strong> Torino.3M G, Due circostanze, in R P, “Convenzione europea del<strong>paesaggio</strong>, <strong>il</strong> testo tradoo e commentato”, Csda E<strong>di</strong>tore, Reggio Calabria 2006.4R P, Convenzione europea del <strong>paesaggio</strong>, <strong>il</strong> testo tradoo e commentato, CsdaE<strong>di</strong>tore, Reggio Calabria 2006.5F Z, Questo è Paesaggio. 48 definizioni, Gruppo Mancosu E<strong>di</strong>tore, Roma 2006.23
Lo scenario delle “altre acque”[Michele Ercolini]Parlare <strong>di</strong> acque in <strong>Sardegna</strong> (imme<strong>di</strong>atamente e comprensib<strong>il</strong>mente) collega <strong>il</strong> pensiero all’acqua che lacirconda, al mare, visto <strong>il</strong> più delle volte come unica “vera” risorsa. Tale approccio, logico e naturale vistol’entà <strong>di</strong> quest’ulma, ha portato a trascurare, o meglio, ad omeere quel sistema <strong>di</strong> (altre) acque (dai fiumi, allearee umide, ai canali <strong>di</strong> bonifica, eccetera), che ha contribuito e contribuisce ancora oggi, in maniera altreantodeterminante, alla ricchezza, alla complessità e alla qualità storica, ambientale ed ecologica del <strong>paesaggio</strong>sardo. “Altre acque”, quin<strong>di</strong>, <strong>per</strong>ché riferite a quei territori che <strong>per</strong> vocazione (imposta) o <strong>per</strong> loro desno sipossono leggere come realtà dall’incerta e debole struura, resi mutevoli dallo scorrere del tempo, paesaggidove si confondono, sempre più spesso, margini urbani recen e segni anchi, macroinfrastruure e <strong>per</strong>manenzestorico-culturali, risorse ecologico-ambientali <strong>di</strong> pregio e detraori. “Altre acque” <strong>per</strong>ché segnate da un’identàmulpla, complessa, riconducib<strong>il</strong>e a paesaggi <strong>per</strong> lo più nascos, <strong>di</strong>ffic<strong>il</strong>mente visib<strong>il</strong>i e comprensib<strong>il</strong>i, “paesaggis<strong>il</strong>enziosi” 1 che ci sono ma che nessuno vuole o può vedere, che chiedono riconoscib<strong>il</strong>ità e valorizzazione, chenecessitano <strong>di</strong> una chiave interpretava e <strong>di</strong> una <strong>di</strong>versa e nuova accessib<strong>il</strong>ità (sia fisica che culturale).A <strong>di</strong>fferenza degli altri Scenari indaga, l’ambito <strong>di</strong> ricerca de<strong>di</strong>cato ai “paesaggi delle (altre) acque” si compone <strong>di</strong>due soo-scenari: <strong>il</strong> primo è rivolto ai paesaggi fluviali, <strong>il</strong> secondo ai paesaggi d’acqua areali (stagni e aree umide).In entrambi, l’obievo chiave risulta <strong>il</strong> medesimo: contribuire a soolineare <strong>il</strong> ruolo avo che potrebbero/dovrebbero assumere gli Scenari delle “altre acque” nelle poliche territoriali e ancora <strong>di</strong> più nella cultura delquo<strong>di</strong>ano, al fine del raggiungimento <strong>di</strong> una qualità paesaggisca <strong>di</strong>ffusa del territorio sardo.1M E, Cultura dell’acqua e progeazione paesisca, Gangemi, Roma 2010,pag. 39.25
(altre) acque: i paesaggi fluviali[Michele Ercolini]La vita <strong>di</strong> mol popoli è legata alla presenza o meno <strong>di</strong> un corso d’acqua. La carta degli inse<strong>di</strong>amen umanicorrisponde, in praca, a quella dei fiumi nel mondo. “All’origine <strong>di</strong> tuo” c’è sempre e comunque l’acqua,un fiume, un affluente, un estuario. Il bisogno d’acqua ha riparto sul territorio paesi, cià, industrie. Dallapotenza <strong>di</strong> un fiume, dal more <strong>di</strong> possib<strong>il</strong>i alluvioni <strong>di</strong>pendeva la potenza delle cià e la loro organizzazione.I fiumi hanno struurato nei secoli <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>. Hanno rappresentato importan vie <strong>di</strong> comunicazione e allostesso tempo ostacoli. Hanno determinato l’orientamento dei <strong>per</strong>corsi stradali e la loro struura. Scriori e poehanno descrio i fiumi, gli hanno ama e fa amare, rivelandone le forme agli sguar<strong>di</strong>. L’interesse legato al“Sistema fiume” (sistema acquaco, ecologico, paesisco, morfologico <strong>per</strong> “eccellenza”) è davvero eccezionale.Si accompagna ad una ricchezza <strong>di</strong> paesaggi come in un “caleidoscopio” in cui si succedono e si mischiano <strong>di</strong>versimovi visuali in<strong>di</strong>vidualmente <strong>per</strong>cepib<strong>il</strong>i <strong>per</strong> <strong>il</strong> colore, la materia, la capacità <strong>di</strong> cambiare e <strong>di</strong> evolversi nel corsodelle stagioni e del tempo.Acque, fiumi e paesaggi, nonostante tuo“Aspe visuali”, “funzione ricreava”, “valori esteci” sono termini <strong>il</strong> più delle volte ulizza (erroneamente)come sinonimo, o meglio, “in alternava” alla parola “<strong>paesaggio</strong> fluviale”. Sembra, infa, che in ques ulmidecenni si sia <strong>di</strong>ffusa, soprauo in Italia, una sorta <strong>di</strong> “allergia” al conceo <strong>di</strong> “<strong>paesaggio</strong> fluviale”. Tuo ciò,nonostante <strong>il</strong> fiume: sia spesso l’elemento unificatore, vera chiave <strong>di</strong> leura delle vicende storiche, economiche,arsche, tecnologiche, delle vocazioni e dei con<strong>di</strong>zionamen dei territori e dei paesaggi che araversa, dallesorgen fino al mare; sia legato ad ogni storia dei popoli, e “<strong>il</strong> futuro <strong>di</strong> ogni comunità non avrebbe senso senzala salvaguar<strong>di</strong>a del proprio corso d’acqua, […] impreve<strong>di</strong>b<strong>il</strong>e elemento del <strong>paesaggio</strong> mai eguale a se stesso,baricentro culturale <strong>di</strong> un <strong>di</strong>verso e più sano modo <strong>di</strong> intendere <strong>il</strong> rapporto tra l’uomo e <strong>il</strong> suo ambiente” 1 ; sia,da sempre, oggeo <strong>di</strong> grande aenzione da parte degli storici e dei geografi, nonché presenza connuamenteriproposta nell’iconografia fino al XX secolo.Interpretazioni e riflessioniPaesaggio fluviale significa, anzituo, “<strong>paesaggio</strong> d’acqua”, acqua che assume le forme più svariate, acqua come“struura del <strong>paesaggio</strong>”. Dai laghi gran<strong>di</strong> e piccoli racchiusi in un <strong>per</strong>imetro neo e regolare alle zone lacustri e<strong>di</strong> palude (cui è de<strong>di</strong>cato lo scrio <strong>di</strong> Enrica Campus) ove non esiste un vero confine fra acqua e terra, ma in tu26
i casi è sempre l’acqua l’elemento predominante della scena paesaggisca.Tra le interpretazioni, molte volte ulizzate in modo contrapposto, che appaiono più correlate al temasoffermiamoci sulle seguen 2 .Segno <strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa/rischio: <strong>il</strong> fiume come “<strong>di</strong>fesa” <strong>di</strong> castelli, cià, territori, ma anche “rischio” da cui <strong>di</strong>fendersiimbrigliandolo, canalizzandolo, reficandolo <strong>per</strong> evitare alluvioni. Poi, <strong>di</strong> recente, realtà da <strong>di</strong>fendere dacemenficazioni, prelievi, inquinamen che ne minacciano la sopravvivenza.figura 1.1_ Diagramma <strong>di</strong>flusso descrivo dell’approcciometodologico e <strong>di</strong>sciplinare27
Elemento <strong>di</strong> confluenza/separazione: nel territorio <strong>il</strong> fiume è <strong>per</strong> lunga tra<strong>di</strong>zione più elemento <strong>di</strong> separazione che<strong>di</strong> confluenza, tra Sta, regioni, comunità, proprietà. Nelle cià i fiumi che le araversano o le costeggiano erano,fino al XIX secolo, luogo <strong>di</strong> affaccio <strong>di</strong> e<strong>di</strong>fici, or e giar<strong>di</strong>ni e <strong>di</strong> convergenza <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi e avità. Successivamente,con la regolarizzazione del corso, costruzione <strong>di</strong> arginature, banchine sopraelevate, strade, <strong>il</strong> fiume si riduce aruolo <strong>di</strong> barriera fisica e visiva.Risorsa/degrado: <strong>il</strong> fiume come preziosa riserva d’acqua fuori ma soprauo dentro la cià e dopo, con <strong>il</strong>progressivo inquinamento, la sua trasformazione in una sgra<strong>di</strong>ta presenza che <strong>per</strong> essere resa acceab<strong>il</strong>e efruib<strong>il</strong>e richiede imponen o<strong>per</strong>azioni <strong>di</strong> risanamento.Luogo <strong>di</strong> avità produve: <strong>il</strong> corso d’acqua come linea <strong>di</strong> comunicazione e commerci. Tale aributo si manenetuora dove <strong>il</strong> sistema fluviale si è integrato con <strong>il</strong> sistema dei canali che, a parre dal XVIII secolo, connotano <strong>il</strong>territorio come gran<strong>di</strong> o<strong>per</strong>e <strong>di</strong> architeura idraulica e architeura del <strong>paesaggio</strong>.Luogo <strong>di</strong> svago e tempo libero: <strong>il</strong> fiume sì come luogo <strong>di</strong> svago e del tempo libero, ma anche scenario <strong>per</strong>“promenades”, parchi, giar<strong>di</strong>ni, palazzi e come cornice <strong>per</strong> speacoli (la sco<strong>per</strong>ta dei riverfront ha rafforzato inques ulmi anni tale funzione).Fiumi, dunque, ma anche e soprauo territori e paesaggi d’acqua. L’acqua è, non a caso, “un elementoassolutamente intrinseco a tu i paesaggi, sia quelli reali che occupano quo<strong>di</strong>anamente <strong>il</strong> nostro orizzontevisivo, sia quelli assai più <strong>per</strong>vasivi e s<strong>il</strong>enziosi, che vivono nella nostra <strong>per</strong>cezione, in quella sfera dei sensi che halatu<strong>di</strong>ni estese ancorché poco riconosciute, interrogate, considerate” 3 .Criteri guida <strong>per</strong> la progeazione paesisca dei corsi d’acqua 4L’in<strong>di</strong>viduazione <strong>di</strong> criteri guida <strong>per</strong> una progeazione consapevole dei paesaggi fluviali pone sul tavolo tre parolechiave: conoscere, governare, valorizzare. Nessuna delle tre, <strong>per</strong> quanto usata e abusata, risulta banale o casualesoprauo nello scenario qui affrontato. Ve<strong>di</strong>amo <strong>per</strong>ché. Dagli anni Novanta, a seguito dell’affermazionee <strong>di</strong>ffusione del conceo <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo sostenib<strong>il</strong>e, sono sta elabora in<strong>di</strong>rizzi e approntate linee guida <strong>per</strong>raggiungere e mantenere un valido asseo eco<strong>sistemi</strong>co del territorio e allo stesso tempo conservare, recu<strong>per</strong>aree potenziare le qualità del <strong>paesaggio</strong>.È da notare, <strong>per</strong>ò, come su ques r<strong>il</strong>evan aspe, la pianificazione paesisca dei territori fluviali rientri ancora,e inspiegab<strong>il</strong>mente, nel lungo elenco <strong>di</strong> priorità non sufficientemente affrontate nei processi <strong>di</strong> governo delterritorio e del <strong>paesaggio</strong> del nostro Paese (in <strong>Sardegna</strong>, così come altrove).Tuo ciò nonostante l’urgenza determinata dal progressivo degrado ambientale, territoriale e paesisco dei<strong>sistemi</strong> fluviali conseguente, nella maggior parte dei casi: ad un errato approccio, progeuale e culturale, entro cui<strong>il</strong> fiume, concepito oramai come un grande canale, si è trovato improvvisamente ed arbitrariamente determinatonella forma, regolato nei processi, costreo ad un comportamento del tuo anomalo; al prevalere <strong>di</strong> una “visioneinfrastruuralista” del territorio, del <strong>paesaggio</strong> e dei <strong>sistemi</strong> fluviali in parcolare.Tuo ciò implica una serie <strong>di</strong> rischi, ovvero:1. La mancata assim<strong>il</strong>azione <strong>di</strong> un aspeo <strong>di</strong> natura strategica: riconoscere come l’obievo <strong>di</strong> riportare<strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> fluviale a livelli omali su base durevole implichi, necessariamente, <strong>il</strong> su<strong>per</strong>amento <strong>di</strong> unapproccio mono-obievo (solo <strong>di</strong>fesa del suolo, solo ecologia, solo biologia, eccetera), <strong>per</strong> <strong>di</strong>rigerci versoun sistema <strong>di</strong> qualità capace <strong>di</strong> ulizzare tue le risorse esisten, ivi compresi gli elemen appositamentericostrui, e <strong>di</strong> promuovere la collaborazione tra i <strong>di</strong>versi aori coinvol.2. La pre<strong>di</strong>sposizione a relegare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> fluviale a semplice “sfondo”, “retro”, entro <strong>il</strong> quale o<strong>per</strong>are28
processi in<strong>di</strong>fferenzia <strong>di</strong> trasformazione della sua natura.3. La tendenza a ridurre l’Architeura del <strong>paesaggio</strong> a ruolo <strong>di</strong> “sussi<strong>di</strong>o estezzante”, al fine <strong>di</strong> “mascherare”errate poliche <strong>di</strong> pianificazione a scala <strong>di</strong> bacino.Ecco <strong>per</strong>ché, allora, <strong>il</strong> Sistema fiume è considerato sempre più <strong>di</strong> frequente come “qualcosa d’altro”, “altro”rispeo all’ambiente, al territorio, al <strong>paesaggio</strong>, risorsa (solo) da sfruare, elemento marginale e irr<strong>il</strong>evante,ridoo a semplice problema idraulico, ad “accidente da sopportare” le cui componen portatrici <strong>di</strong> <strong>di</strong>versità efigura 1.2_Paesaggio fluvialenaturale e arficiale a confronto29
<strong>di</strong>namicità tendono sempre più ad essere semplificate se non ad<strong>di</strong>riura eliminate.Ecco <strong>per</strong>ché oggi, e lo si può fac<strong>il</strong>mente constatare, i paesaggi fluviali (in <strong>Sardegna</strong>, come altrove) risultano <strong>per</strong> lagran parte scomparsi dalla memoria colleva e completamente <strong>di</strong>menca, <strong>per</strong>sino negli inse<strong>di</strong>amen limitrofi.Ecco <strong>per</strong>ché, dunque, <strong>il</strong> sistema dei criteri guida qui proposto si muove secondo tre assi strategici: leggere,conoscere ed interpretare i valori, le <strong>di</strong>fferenze e le specificità che contrad<strong>di</strong>snguono i paesaggi fluviali,soolineandone problemache, potenzialità, cricità (primo criterio guida); elaborare e proporre riferimenconoscivi e opzioni strategiche, affinché la qualità paesaggisca dei paesaggi fluviali possa <strong>di</strong>ventare una prioritànei processi <strong>di</strong> trasformazione del territorio e del <strong>paesaggio</strong> (secondo criterio guida); far sì che la risorsa acqua e<strong>il</strong> “sistema fiume” siano assun come faori guida nei piani urbanisci e paesisci, e più in generale, in ogni po<strong>di</strong> progeo o piano in cui siano presen aspe ambientali (terzo criterio guida).Primo criterio guida: conoscere <strong>per</strong> riscoprireConoscere significa scegliereRichiamando la raccomandazione della Convenzione europea ad “approfon<strong>di</strong>re la conoscenza dei propri paesaggicon lavori <strong>di</strong> idenficazione e <strong>di</strong> valutazione” (art. 6 C), <strong>il</strong> primo criterio guida mira a fornire strumen crici<strong>per</strong> “vedere meglio”, <strong>per</strong> riscoprire la realtà dei luoghi d’acqua, realtà (come soolineato in a<strong>per</strong>tura) spessoignota o trascurata, ma ancora ricca <strong>di</strong> valori e <strong>di</strong> identà, <strong>di</strong> <strong>per</strong>manenze storico-culturali, <strong>di</strong> risorse ecologicoambientali,realtà in connuo movimento, in connua trasformazione, estremamente <strong>di</strong>namica proprio come <strong>il</strong><strong>paesaggio</strong>. Il <strong>per</strong>corso <strong>di</strong> ricerca soolinea, fin da subito, l’opportunità/necessità <strong>di</strong> adoare poliche d’interventoin grado <strong>di</strong> incidere sui processi <strong>di</strong> conoscenza e <strong>di</strong> risco<strong>per</strong>ta, nonché sulle strategie adae a favorire l’ascolto ela partecipazione dei cia<strong>di</strong>ni. Questo nuovo approccio “può determinare la maturazione <strong>di</strong> una nuova domandasociale, basata sulla consapevolezza dei <strong>di</strong>ri ambientali e sulla conoscenza dei rischi, delle cause e degli effedei processi in corso, capace <strong>di</strong> sostenere un reale e duraturo cambiamento nei comportamen collevi cheinfluiscono sui processi ambientali e sulle stesse con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> rischio” 5 . “Conoscere <strong>per</strong> riscoprire” ule <strong>per</strong> non<strong>di</strong>mencare che “ogni descrizione conene già, implicitamente, un progeo, così come un progeo presupponeuna descrizione e ad<strong>di</strong>riura può prenderne la forma. Descrivere vuol <strong>di</strong>re scegliere e la scelta deve far riferimentoa cer obievi. […] ‘Chi vuol comprendere un testo compie sempre un progeo’. Chi vuol descrivere un territorio,fa qualcosa <strong>di</strong> analogo” 6 .Per far fronte a queste finalità, la ricerca mee in primo piano la restuzione al fiume della sua complessitàquale elemento generatore <strong>di</strong> territorialità negli ambi paesisci araversa. Il fiume leo non come semplicestriscia d’acqua ma come “Sistema” che conserva, dal punto <strong>di</strong> vista ambientale e territoriale, una forte presenzastruurante <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>, patrimonio <strong>di</strong> una forma identaria conseguente alla relazione con i <strong>sistemi</strong> urbani eculturali. Il tuo <strong>per</strong> riappropriarsi <strong>di</strong> quel sistema <strong>di</strong> sa<strong>per</strong>i e conoscenze in assenza del quale non sarebbe piùpossib<strong>il</strong>e né un correo governo né un’efficace tutela delle realtà territoriali e paesische caraerizzan i corsid’acqua.Conoscere <strong>per</strong> riscoprire: “<strong>di</strong>mensioni <strong>di</strong> leura”Il primo criterio guida (così come i successivi) è sv<strong>il</strong>uppato araverso un approccio “<strong>di</strong>mensionale”. Nel caso inoggeo, tale approccio non si è limitato ad <strong>il</strong>lustrare e descrivere, pe<strong>di</strong>ssequamente, le peculiarità <strong>di</strong> ciascuna<strong>di</strong>mensione ma, al contrario, ha cercato <strong>di</strong> in<strong>di</strong>viduare gli elemen chiave più influen nella configurazione del<strong>paesaggio</strong> fluviale e nella definizione della struura del territorio.30
Sono state definite quaro <strong>di</strong>fferen “<strong>di</strong>mensioni <strong>di</strong> leura”: geomorfologica, ecologica, vegetazionale, storicoculturale.Paesaggio fluviale e “<strong>di</strong>mensione geomorfologica”. Tale <strong>di</strong>mensione ha lo scopo <strong>di</strong> fornire, in modo semplificatoe sinteco, un quadro <strong>di</strong> riferimento <strong>per</strong> evidenziare alcuni degli aspe <strong>di</strong> questa complessa materia che più <strong>di</strong>altri possono essere ricondo ad elemen chiave <strong>di</strong> natura paesaggisca. Una leura deagliata del recoloidrografico, infa, può dare uli in<strong>di</strong>cazioni sulla struura morfologica del territorio e del <strong>paesaggio</strong>.Paesaggio fluviale e “<strong>di</strong>mensione ecologica”. Racchiudere in poche righe tu gli aspe dell’ecologica fluvialeè un compito assai arduo. Tale <strong>di</strong>mensione, quin<strong>di</strong>, ha solo <strong>il</strong> fine <strong>di</strong> fac<strong>il</strong>itare la leura e l’interpretazione delsignificato struurale dei segni ecologici <strong>di</strong> un <strong>paesaggio</strong> fluviale. Non a caso, la rete idrografica costuiscel’elemento primario (forse <strong>il</strong> più importante) <strong>di</strong> connessione ecologica <strong>di</strong> un territorio.Paesaggio fluviale e “<strong>di</strong>mensione vegetazionale”. Dinamicità è certamente la parola che meglio sintezza laprincipale caraerisca della vegetazione riparia. Tue le specie che vivono lungo le sponde fluviali, infa,risultano soggee, in misura maggiore rispeo ad altre componen naturali, a con<strong>di</strong>zioni ambientali estremamentemutevoli derivan dalla portata del corso d’acqua, dalla frequenza e dalla durata dei <strong>per</strong>io<strong>di</strong> <strong>di</strong> sommersione,dalla litologia del substrato, eccetera. In parcolare, le fluuazioni giornaliere e stagionali della portata, nonchéle piene eccezionali, contribuiscono a caraerizzare significavamente la <strong>di</strong>namicità dei paesaggi fluviali.Paesaggio fluviale e “<strong>di</strong>mensione storico-culturale”. La finalità prima <strong>di</strong> una leura basata sulla <strong>di</strong>mensionestorico-culturale consiste nel realizzare una serie <strong>di</strong> riflessioni che, come dei fotogrammi, rappresentanoquell’immaginario “f<strong>il</strong>m” narrante dell’evoluzione del <strong>paesaggio</strong> fluviale, delle mo<strong>di</strong>ficazioni via via introdoedalla società. Leura del <strong>paesaggio</strong> araverso la <strong>di</strong>mensione storica come metodo, tra i migliori e più comple,<strong>per</strong> coglierne i significa rivelatori, soprauo quando questo viene a racchiudere e riassumere <strong>il</strong> senso dellegame fra comunità ed ambiente, legame che ha saputo trascriversi <strong>di</strong>reamente sul territorio.figura 1.3_Paesaggio fluviale e “<strong>di</strong>mensione geomorfologica”. Esempi <strong>di</strong> paerns idrografici: meandriforme,ansatomizzato e angolato.meandriforme anastomizzato angolato31
figura 1.4_Paesaggio fluvialee “<strong>di</strong>mensione ecologica”: <strong>il</strong>sistema fiume come elemento <strong>di</strong>connessione ecologica all’internodella frammentazione territorialefigura 1.5_ Paesaggio fluvialee “<strong>di</strong>mensione vegetazionale”:<strong>di</strong>stribuzione delle principaliformazioni vegetali ripariali.figura 1.6_Paesaggio fluviale e“<strong>di</strong>mensione storico-culturale”:evoluzione storica dei corsid’acqua32
Secondo criterio guida: governare-progeare le trasformazioniSul conceo <strong>di</strong> GovernoLa risco<strong>per</strong>ta dei paesaggi fluviali è necessaria non solo <strong>per</strong> favorire la conoscenza dei loro significa, delle lororegole formave, del loro co<strong>di</strong>ce geneco (come soolineato nel primo criterio guida), ma anche <strong>per</strong> porrel’accento sulla loro rispondenza-rapporto con <strong>il</strong> Sistema delle esigenze, presupposto in<strong>di</strong>spensab<strong>il</strong>e <strong>per</strong> una sceltaconsapevole in termini <strong>di</strong> governo, trasformazione e progeo. Questo richiede <strong>di</strong> inquadrare <strong>il</strong> Governo del<strong>paesaggio</strong> tra un “Sistema <strong>di</strong> risorse” e un “Sistema <strong>di</strong> esigenze”.Il “Sistema delle risorse” è stato affrontato nel primo criterio guida, parlando <strong>di</strong> <strong>di</strong>mensione morfologica,ecologica, vegetazionale, storico-culturale.Per “Sistema <strong>di</strong> esigenze”, invece, che cosa si intende? Si traa, in sostanza, <strong>di</strong> quel complesso <strong>di</strong> necessità(ambientali, sociali, economiche) con cui oggi, sempre più <strong>di</strong> frequente, abbiamo a che fare. Esigenze tra lepiù <strong>di</strong>verse: in termini <strong>di</strong> infrastruure (stradali, <strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa idraulica, eoliche); <strong>di</strong> recu<strong>per</strong>o <strong>di</strong> aree <strong>di</strong>messe; <strong>di</strong>salvaguar<strong>di</strong>a ambientale (aree protee, SIC, eccetera); <strong>di</strong> progeazione-riqualificazione <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong> (parchifluviali, parchi urbani, riverfront, eccetera).Preso ao <strong>di</strong> tuo ciò, proviamo a dare un’interpretazione del conceo <strong>di</strong> “Governo”, struurata aorno a treobievi fra loro interconnessi.Governare significa (primo obievo) rispondere posivamente e concretamente al Sistema delle esigenze,cercando <strong>di</strong> in<strong>di</strong>rizzare (secondo obievo) <strong>il</strong> processo <strong>di</strong> trasformazione che ne consegue, e a cui <strong>il</strong> territorio e <strong>il</strong><strong>paesaggio</strong> (e dunque <strong>il</strong> Sistema delle risorse) devono “soostare”, verso lo sv<strong>il</strong>uppo sostenib<strong>il</strong>e, la salvaguar<strong>di</strong>aava, la valorizzazione, e provando (terzo obievo), ove possib<strong>il</strong>e, ad interpretare tale processo <strong>di</strong> trasformazionein termini <strong>di</strong> opportunità, <strong>di</strong> “valore aggiunto” <strong>per</strong> la progeazione <strong>di</strong> nuovi scenari paesisci.Come si può intuire, rispondere concretamente ai tre obievi non è cosa fac<strong>il</strong>e.Pertanto, appare opportuno domandarsi: cosa accade se, come sempre più <strong>di</strong> frequente avviene, non si vuole, omeglio, non si è in grado <strong>di</strong> gesre <strong>il</strong> processo <strong>di</strong> trasformazione del territorio e del <strong>paesaggio</strong> sod<strong>di</strong>sfando i treobievi?figura 1.7_Ingegneria naturalisca: sistema degli interven.L’ingegneria naturalisca è intesa non tanto quale tecnica al servizio <strong>di</strong> teorie <strong>per</strong> lo più su<strong>per</strong>ate o controproducen(ve<strong>di</strong> l’uso <strong>di</strong>storto che porta all’effeo “cosmesi”), ma come strumento ule <strong>per</strong> riportare unsufficiente grado <strong>di</strong> naturalità al sistema fluviale, nonché <strong>per</strong> ridurre le alterazioni conseguen al processo<strong>di</strong> trasformazione del territorio e del <strong>paesaggio</strong>, necessario <strong>per</strong> sod<strong>di</strong>sfare una specifica esigenza (<strong>di</strong> <strong>di</strong>fesaidraulica, eccetera).33
Le ipotesi, o sarebbe meglio <strong>di</strong>re, i possib<strong>il</strong>i risulta sono due: <strong>il</strong> modello “Monumento” e <strong>il</strong> modello “Paesaggioaltro”.L’origine del modello “Monumento”, così come affermato da Guido Ferrara, risiede nel fao che si dà <strong>per</strong> scontatoche <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> non è <strong>di</strong>sponib<strong>il</strong>e <strong>per</strong> sua natura ad una trasformazione, o almeno che questa – se proprio deveesserci – deve in<strong>di</strong>rizzarsi verso obievi <strong>di</strong> minima in modo che tuo sembri <strong>il</strong> più vicino possib<strong>il</strong>e a com’erasempre stato, oppure – come in mol casi purtroppo è possib<strong>il</strong>e – con le stesse patologie (<strong>per</strong>ceve, ecologiche,funzionali) che aveva prima. Il rischio <strong>di</strong> questo aeggiamento “da speatori”, dell’affermarsi <strong>di</strong> una vera e propria“sindrome della contemplazione” (Enrico Montanari, 2006), ha come grave conseguenza la rinuncia al progeo,la rinuncia alla possib<strong>il</strong>ità <strong>di</strong> riconoscere e creare nuovi paesaggi contemporanei.Il processo <strong>di</strong> trasformazione che determina, altresì, <strong>il</strong> “Paesaggio altro” (Michele Ercolini, 2006 7 ) è riconducib<strong>il</strong>e,sostanzialmente, alla tendenza (oggi sempre più <strong>di</strong>ffusa) a priv<strong>il</strong>egiare gli approcci <strong>di</strong> natura “cosmeca” (<strong>paesaggio</strong>come “belleo”), ovvero a confondere <strong>il</strong> “landscape” con <strong>il</strong> “landscaping”, <strong>il</strong> “<strong>paesaggio</strong>” con la “paesaggiatura”.In altre parole, ridurre la <strong>di</strong>sciplina dell’Architeura del <strong>paesaggio</strong> a semplice azione <strong>di</strong> rinver<strong>di</strong>mento, a decorosu<strong>per</strong>ficiale da eseguire “a posteriori”, <strong>per</strong> coprire e correggere le “malformazioni” e gli errori-orrori prodo.figura 1.8_ Governo del territorio,governo dei corsi d’acqua.34
Governare le trasformazioni: la “<strong>di</strong>mensione virtuosa”La Relazione paesaggisca (2005) precisa come “i processi <strong>di</strong> trasformazione devono essere interpreta comeproge <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>”. Ogni intervento - si legge - deve essere finalizzato ad un miglioramento della qualitàpaesaggisca dei luoghi, o, quanto meno, deve garanre che non vi sia una <strong>di</strong>minuzione delle sue qualità, purnelle trasformazioni. La “quesone” dunque è molto complessa: si traa, in sostanza, <strong>di</strong> impegnarsi a passare daun “circolo vizioso”, in cui chi deve sod<strong>di</strong>sfare <strong>il</strong> “Sistema delle esigenze” progea senza verificare né tanto meno<strong>di</strong>chiarare le conseguen trasformazioni-alterazioni sul <strong>paesaggio</strong>, ad una “<strong>di</strong>mensione virtuosa”, in cui la risorsa<strong>paesaggio</strong> non è più un “ripensamento”, un qualcosa “a posteriori” ma, al contrario, uno dei principi guida nellagesone dei processi <strong>di</strong> trasformazione del territorio. Non solo prevenzione, dunque, non solo aeggiamen<strong>di</strong> semplice sovrapposizione in<strong>di</strong>fferen alle specificità e identà dei paesaggi, ma indagine sui possib<strong>il</strong>i neoeco<strong>sistemi</strong>che possono scaturire dalla natura delle trasformazioni.Ragion <strong>per</strong> cui, <strong>per</strong> risolvere posivamente e concretamente la quesone del governo delle trasformazioni inambito fluviale, secondo una “<strong>di</strong>mensione virtuosa”, si propongono tre passaggi strategici:figura 1.9_Best pracce. Sostuzione <strong>di</strong> argini con r<strong>il</strong>ievi arginalia nastro: schema planimetrico e sezioni.35
1. R<strong>il</strong>evare come ogni trasformazione del territorio (conseguente ad una specifica esigenza) compor sempre ecomunque delle ricadute sul <strong>paesaggio</strong>, che possono avere effe sia nell’intorno imme<strong>di</strong>ato che a lunga <strong>di</strong>stanza,sia nel breve che nel lungo <strong>per</strong>iodo.2. Essere consapevoli che le trasformazioni territoriali e paesaggische devono essere affrontate da idoneeprofessionalità, necessariamente non coinciden con quelle richieste dalla progeazione e dalla specificatecnologia riconducib<strong>il</strong>e all’esigenza da cui queste scaturiscono.3. Sv<strong>il</strong>uppare le seguen azioni chiave: sostenere un approccio olisco, mul<strong>di</strong>sciplinare ed integrato; promuoverela pianificazione partecipata (“Contra <strong>di</strong> fiume”) e azioni “best pracce”; ragionare sulla polifunzionalità delleo<strong>per</strong>e idrauliche.In sintesi, governare le trasformazioni dei paesaggi fluviali secondo una “<strong>di</strong>mensione virtuosa” è possib<strong>il</strong>e soloaraverso l’affermazione <strong>di</strong> un quadro metaprogeuale al cui interno si intrecciano, <strong>di</strong>alogano, coesistono leesigenze, le opportunità <strong>per</strong> sv<strong>il</strong>uppi tecnologici (progresso), ma anche e soprauo occasioni <strong>per</strong> “nuovespazialità composite”, <strong>per</strong> “nuovi luoghi”, <strong>per</strong> “nuove creavità”, <strong>per</strong> valori ambientali e paesaggisci ritrova.figura 1.10_ Best pracce. Modalità<strong>di</strong> ampliamento dell’alveonon correa (B) e correa (C eD). A: prof<strong>il</strong>o trasversale originale.B: l’appiamento dell’alveoinduce notevoli riduzioni dellaprofon<strong>di</strong>tà, della velocità dellacorrente, della granulometriadel substrato, della <strong>di</strong>versitàambientale, della funzionalitàecologica. C: l’ampliamentotende ad aumentare la capacitàidraulica e a consenre <strong>il</strong>ristab<strong>il</strong>irsi <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibri biologicisim<strong>il</strong>i a quelli della situazione <strong>di</strong>partenza. D: l’ampliamento vieneeffeuato su una sola spondaal fine <strong>di</strong> lasciare in<strong>di</strong>sturbatol’alveo e <strong>di</strong> minimizzare l’impaoambientale.”figura 1.11_Best pracce.Soluzione dell’alveo a due sta<strong>di</strong>:pianta e sezioni.36
Terzo criterio guida: valorizzare l’identà del <strong>paesaggio</strong> fluvialeL’obievo del terzo criterio guida si può così sintezzare: costruire una piaaforma comune <strong>di</strong> riferimenculturali-<strong>di</strong>sciplinari e <strong>di</strong> scenari strategici <strong>per</strong> favorire l’emergenza dei caraeri identari riconducib<strong>il</strong>i ai paesaggifluviali, consentendone la risco<strong>per</strong>ta, <strong>il</strong> recu<strong>per</strong>o, la valorizzazione nonché la sostenib<strong>il</strong>ità ecologica e funzionale.Il terzo criterio guida si struura aorno a tre “<strong>di</strong>mensioni”: “culturale”, “<strong>di</strong>sciplinare” e “metaprogeuale”.Dimensione culturaleQuello che, a nostro avviso, ancora sfugge nella pianificazione dei <strong>sistemi</strong> fluviali sono le regole e, soprauo,le movazioni che collegano la risorsa acqua agli equ<strong>il</strong>ibri ambientali, ai risvol socio-economici, alle scelteinse<strong>di</strong>ave e, infine, alla progeazione <strong>di</strong> nuovi paesaggi. Il tuo può ricondursi ad una “quesone culturale”.Manca, riprendendo <strong>il</strong> pensiero <strong>di</strong> Vioria Calzolari, “una Cultura dell’acqua, ossia la capacità da parte <strong>di</strong> unasocietà, o <strong>di</strong> una comunità, <strong>di</strong> dare risposta alle <strong>di</strong>verse esigenze umane che in qualche modo <strong>di</strong>pendono dall’acqua,ulizzando le qualità e le potenzialità del bene in modo intelligente, lungimirante ed economico soo <strong>il</strong> prof<strong>il</strong>oambientale. […] Sappiamo, o cre<strong>di</strong>amo <strong>di</strong> sa<strong>per</strong>e - prosegue Vioria Calzolari - qualcosa della Cultura dell’acqua<strong>di</strong> epoche passate, ma cosa possiamo <strong>di</strong>re <strong>di</strong> una cultura auale e futura, <strong>di</strong> come definirla e sollecitarla? Esistee si può ricostuire una Cultura dell’acqua in sé, con un suo valore intrinseco basato su un rinnovato rapportouomo-territorio, sul ‘non spreco’, sulla cura delle risorse naturali e umane?” 8 .A ques interrogavi <strong>il</strong> terzo criterio guida cerca <strong>di</strong> rispondere tenendo sempre presente <strong>il</strong> duplice ruolo che laCultura dell’acqua ha (dovrebbe avere) nella costruzione del <strong>paesaggio</strong> fluviale, ovvero: elemento integratore trasa<strong>per</strong>e, azioni e progeo.La risorsa acqua interpretata come faore costuvo dell’identà fiume, identà in sé, ma anche nel suo rapportocon <strong>il</strong> contesto territoriale e paesisco; possib<strong>il</strong>e faore <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo del territorio, araverso la valorizzazione delle<strong>di</strong>verse componen e del valore identario e memoriale della risorsa <strong>paesaggio</strong>. In altre parole, <strong>il</strong> patrimonioculturale del corso d’acqua deve, nuovamente, entrare a far parte <strong>di</strong> proge territoriali e paesaggisci, al finedella sua messa in valore quale risorsa ava, capace <strong>di</strong> rispondere alle aese delle comunità locali (esigenze), instrea connessione con i principi della sostenib<strong>il</strong>ità e dello sv<strong>il</strong>uppo.Dimensione <strong>di</strong>sciplinareLa <strong>di</strong>mensione <strong>di</strong> natura “<strong>di</strong>sciplinare” si richiama, in primis, ad alcuni in<strong>di</strong>rizzi contenu nella “Carta <strong>di</strong> Napoli”(Napoli, Oobre 1999), documento car<strong>di</strong>ne <strong>per</strong> le poliche <strong>di</strong> tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggisco,nonché tra i più sensib<strong>il</strong>i alle temache ineren la pianificazione del <strong>paesaggio</strong> in contes fluviali. Dalla Cartaemergono numerose e r<strong>il</strong>evan connessioni con i criteri guida fin qui espos: ad esempio, si parla <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>come <strong>di</strong> “un sistema vivente in connua evoluzione” (definizione mai così <strong>per</strong>nente <strong>per</strong> descrivere <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>fluviale), <strong>di</strong> “controllo <strong>di</strong>namico delle trasformazioni” (importanza del valore della “<strong>di</strong>namicità” nel processo <strong>di</strong>trasformazione), <strong>di</strong> “strategie <strong>di</strong> intervento <strong>di</strong> lungo <strong>per</strong>iodo <strong>di</strong> caraere integrato” (importanza <strong>di</strong> un approccioolisco), <strong>di</strong> una “mancata considerazione degli aspe <strong>di</strong> tutela del <strong>paesaggio</strong>” (caraerizzante soprauo gliinterven sui <strong>sistemi</strong> fluviali).Anche la definizione <strong>di</strong> Architeura del <strong>paesaggio</strong> elaborata dal Consiglio Europeo delle Scuole <strong>di</strong> Architeuradel Paesaggio ci aiuta a comprendere meglio <strong>il</strong> ruolo che tale <strong>di</strong>sciplina potrebbe-dovrebbe assumere nellapianificazione dei corsi d’acqua. “L’architeura del <strong>paesaggio</strong> - si legge - è la <strong>di</strong>sciplina che si occupa dellariconnotazione consapevole o<strong>per</strong>ata dall’uomo del suo ambiente esterno.Riguarda la pianificazione, <strong>il</strong> progeo e la gesone del <strong>paesaggio</strong>, <strong>per</strong> creare, mantenere, proteggere e migliorare37
i luoghi in modo da renderli al tempo stesso funzionali, belli e sostenib<strong>il</strong>i (in tu i significa del termine), nonchéappropria alle <strong>di</strong>verse necessità umane ed ecologiche” 9 .Dimensione metaprogeuale: scenariEssendo <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>, ed in parcolar modo <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> fluviale, un “sistema complesso” non riconducib<strong>il</strong>ealla semplice sommatoria delle par, le in<strong>di</strong>cazioni <strong>per</strong> recu<strong>per</strong>arne e valorizzarne l’identà devono muoversistu<strong>di</strong>ando, in primis, i caraeri dominan e a seguire le singole componen che lo costuiscono. Ciò ha richiestola definizione <strong>di</strong> quaro <strong>di</strong>fferen scenari metaprogeuali.1. Scenario “<strong>di</strong>namico”a) Approccio. “Dinamicità come priorità”. Dinamicità in termini <strong>di</strong> recu<strong>per</strong>o della “naturalità” dellavalle fluviale. Dinamicità idromorfologica e paesisca da oenere, ad esempio, araverso l’o<strong>per</strong>a <strong>di</strong>rimeandrizzazione, <strong>di</strong>fferenziando i livelli d’acqua nei territori (formazione <strong>di</strong> acquitrini, aree umide,eccetera), mo<strong>di</strong>ficando la vegetazione, la forma delle arginature, eccetera.b) Obievi e azioni. Riportare <strong>il</strong> fiume al suo “naturale” andamento, recu<strong>per</strong>ando <strong>il</strong> tracciato (e dunque <strong>il</strong><strong>paesaggio</strong> fluviale) “originario”. Rimuovere, ove consento, i vecchi argini in modo da <strong>per</strong>meere al fiume<strong>di</strong> inondare, in maniera controllata, le aree circostan.c) Risulta. Paesaggio mob<strong>il</strong>e, in “connuo movimento”. Un nuovo <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evante valore <strong>per</strong> l’altofigura 1.12_Dimensione <strong>di</strong>sciplinare.Esempio schemaco <strong>di</strong>come un fiume riportato in con<strong>di</strong>zioni<strong>di</strong> elevata naturalità, possafornire un contributo anche alraggiungimento <strong>di</strong> altri obievi(nello specifico quello della riduzionedel rischio idraulico). Asinistra un <strong>paesaggio</strong> fluviale “ar-ficializzato” a destra “naturale”.1) magra; 2) morbida; 3) piena;4) Andamento del picco <strong>di</strong> pienain con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> alveo arficializzatoe naturale.38
livello <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità raggiunta. Un nuovo <strong>paesaggio</strong> che <strong>per</strong>mee alla flora e alla fauna <strong>di</strong> ristab<strong>il</strong>irsi e <strong>di</strong>ritrovare un equ<strong>il</strong>ibrio naturale.2. Scenario “spaziale”a) Approccio. In Italia deve ancora maturare <strong>il</strong> pieno riconoscimento <strong>di</strong> azioni ed interven in grado <strong>di</strong>sostenere un’inversione <strong>di</strong> tendenza, inversione finalizzata a restuire al fiume <strong>il</strong> suo spazio, migliorandoal contempo la sua con<strong>di</strong>zione e la sicurezza delle popolazioni.b) Obievi e azioni. Disegnare nuovi spazi non solo <strong>per</strong> esigenze specifiche (esempio: aree dove faresondare liberamente <strong>il</strong> fiume), ma come opportunità <strong>per</strong> una progeazione paesisca <strong>di</strong> ques luoghi,<strong>per</strong> rafforzare l’identà del <strong>paesaggio</strong> fluviale, <strong>per</strong> recu<strong>per</strong>are la coerenza ecologica e paesisca <strong>per</strong>duta.c) Risulta. Nuovi spazi=nuovi paesaggi, ovvero: progeazione paesisca dello “spazio (idraulico) fluviale”,che <strong>di</strong>venta (anche) “spazio paesisco”.3. Scenario “ecologico”a) Approccio. Il corso d’acqua è inquadrato in chiave ecologica con riferimento alle quaro <strong>di</strong>mensionidel “sistema fiume”: da monte a valle, da sponda a sponda, dalla su<strong>per</strong>ficie al fondo e nella <strong>di</strong>mensionetemporale.b) Obievi e azioni. Riprisno delle connessioni ecologiche storiche. Demolizione, ove possib<strong>il</strong>e, dellevecchie infrastruure idrauliche. Recu<strong>per</strong>o delle su<strong>per</strong>fici ed estensione dell’alveo fluviale. Recu<strong>per</strong>o dellavegetazione ripariale.figura 1.13_ Dimensione metaprogeuale: sistema <strong>di</strong> classificazione <strong>per</strong> la riqualificazione dei fiumi.Tipo 1: “Rehab<strong>il</strong>itaon of watercourse reaches”(riab<strong>il</strong>itazione <strong>di</strong> tra fluviali). È un po che comprendeproge la cui finalità è in<strong>di</strong>rizzata ad unmiglioramento “locale” <strong>di</strong> brevi tra fluviali. Tra gliinterven previs sono da segnalare: <strong>il</strong> recu<strong>per</strong>o <strong>di</strong>tra prosciuga; la collocazione <strong>di</strong> pietre e tronchinel leo; l’impianto, o se necessario, la rimozione<strong>di</strong> alberi e arbus; la rimozione <strong>di</strong> par arficiali,come argini, briglie eccetera. Interven dunque <strong>di</strong>natura puntuale (ve<strong>di</strong> “Scenario P<strong>il</strong>ota”).Tipo 2: “Restoraon of connuity between watercoursereaches” (recu<strong>per</strong>o della connuità fluviale).Questo po comprende proge <strong>il</strong> cui fine è quello<strong>di</strong> assicurare un “tracciato” libero da ostacoli lungol’intero sistema fluviale. Tra i meto<strong>di</strong> previs: creazione<strong>di</strong> nuovi <strong>per</strong>corsi meandrizza; recu<strong>per</strong>o <strong>di</strong> trafluviali prosciuga; recu<strong>per</strong>o delle connessioni ecologichetra gli affluen e <strong>il</strong> corso principale; maggiorprofon<strong>di</strong>tà del leo fluviale; rimozione <strong>di</strong> elemenarficiali lungo <strong>il</strong> corso. In una parola, recu<strong>per</strong>o dellaconnuità ecologica e paesisca del sistema fluviale(ve<strong>di</strong> “Scenario Ecologico”).TIpo 3: “Rehab<strong>il</strong>itaon of river valleys” (riab<strong>il</strong>itazione dellevalli fluviali). Questo intervento comprende proge che interessanosia <strong>il</strong> corso d’acqua che l’intera vallata fluviale. I meto<strong>di</strong>del po tre assicurano <strong>il</strong> funzionamento del fiume e dellavalle fluviale come un’unica “entà” idrologica, ambientale epaesisca. Tra le azioni previste: regolare <strong>il</strong> livello dell’acquae le frequenze delle inondazioni araverso misure <strong>di</strong> rimeandrizzazione;innalzare <strong>il</strong> leo fluviale; sv<strong>il</strong>uppare una maggior<strong>di</strong>namicità idromorfologica, ecologica e paesisca; recu<strong>per</strong>arepiccole palu<strong>di</strong>; definire un sistema <strong>di</strong> manutenzione e gesonedella vegetazione ripariale (ve<strong>di</strong> “Scenario Spaziale” e“Scenario Dinamico”).39
figura 1.14_Dimensione metaprogeuale: l’approccio “Space for the river in coherence with LandscapePlanning” (“Scenari”, “Interven”, “Performance Criteria”).figura 1.15_Dimensione metaprogeuale:gli scenari.40
c) Risulta. Recu<strong>per</strong>o del ruolo ecologico del corso d’acqua. Il fiume leo ed interpretato come: unicoed insostuib<strong>il</strong>e corridoio ecologico <strong>di</strong> collegamento tra le zone boschive montane e collinari, i paesaggirurali, le aree protee, eccetera; struura portante <strong>per</strong> la creazione <strong>di</strong> re ecologiche a scala territoriale;“elemento <strong>di</strong> ricucitura” <strong>di</strong> eco<strong>sistemi</strong> frammenta e, più in generale, “elemento <strong>di</strong> ricomposizioneterritoriale”.4. Scenario “p<strong>il</strong>ota”a) Approccio-Obievi-Risulta. S<strong>per</strong>imentare un nuovo approccio (olisco, inter<strong>di</strong>sciplinare) sv<strong>il</strong>uppandoes<strong>per</strong>ienze progeuali, dalla piccola alla grande scala, <strong>per</strong> dare vita a casi praci da “imitare”, ovunquevi siano corsi d’acqua <strong>il</strong> cui ambiente e le cui funzionalità - idraulica, ecologica e paesaggisca - possanoessere ancora recu<strong>per</strong>ate e valorizzate.1Franco Tassi in G S, P L G, Il Magra, analisi, tecniche eproposte <strong>per</strong> la tutela del fiume e del suo bacino idrografico, WWF Italia Sezione Lunigiana,1993, pag. 7.2Trao e parzialmente rielaborato da: V C, Natura, sito, o<strong>per</strong>a: <strong>il</strong> caso delparco fluviale, Casabella, 575-576, 1991, pagg. 58-59.3R F, La <strong>per</strong>cezione delle acque nell’immaginario collevo contemporaneo.Documento trao dal sito web del “Centro Internazionale Civ<strong>il</strong>tà dell’Acqua” hp://www.provincia.venezia.it/cica/itcica/home.htm4Trao e parzialmente rielaborato da: M E, Dalle esigenze alle opportunità. La<strong>di</strong>fesa idraulica fluviale occasione <strong>per</strong> un progeo <strong>di</strong> “<strong>paesaggio</strong> terzo”, Firenze UniversityPress, Firenze 2006.5Roberto Gambino in M E (a cura <strong>di</strong>), Fiume, <strong>paesaggio</strong>, <strong>di</strong>fesa del suolo.Su<strong>per</strong>are le emergenze cogliere le opportunità, Firenze University Press, Firenze 2007.6G D M, Descrizioni geografiche come proge, in A L, MQ, “Il geografo alla ricerca dell’ombra <strong>per</strong>duta”, E<strong>di</strong>zioni Dell’Orso, Alessandria 1999,pag. 167.7M E, Dalle esigenze alle opportunità. La <strong>di</strong>fesa idraulica fluviale occasione<strong>per</strong> un progeo <strong>di</strong> “<strong>paesaggio</strong> terzo”, Firenze University Press, Firenze 2006.8V C, Rinaturalizzazione dei fiumi e cultura dell’acqua nella pianificazioneurbanisca e paesisca, A del Seminario IAED “Rinaturalizzazione fluviale. Pianificazione,Progeo, Esecuzione”, Quaderno 4, Roma 1° Marzo 1996.9LE NOTRE - Landscape Educaon: New Opportunies for Teaching and Research in Europe- European Counc<strong>il</strong> of Landscape Architecture Schools, www.le-notre.org.41
(altre) acque: i paesaggi delle zone umide[Enrica Campus]“Gettate sempre <strong>il</strong> vostro amo:nello stagno in cui meno ve lo aspettatetroverete un pesce”.Ovi<strong>di</strong>oLa zona umida rappresenta un’area naturale o artificiale caratterizzata dalla presenza <strong>per</strong>manente o temporanea<strong>di</strong> acqua stagnante o <strong>di</strong> un suolo impregnato <strong>di</strong> acqua 1 , e dove l’acqua è <strong>il</strong> fattore principale che ne determinal’ambiente, le piante e la vita animale associata.La definizione <strong>di</strong> zona umida è necessariamente generica, comprendendo in realtà aree naturali e artificiali dallecaratteristiche specifiche assai <strong>di</strong>verse, spesso localizzate in zone <strong>di</strong> transizione tra eco<strong>sistemi</strong> <strong>per</strong>manentementeasciutti ed eco<strong>sistemi</strong> acquatici <strong>per</strong>manenti e profon<strong>di</strong> (laghi, fiumi, mari).Le zone umide sono considerate tra i luoghi più produttivi al mondo, sono <strong>il</strong> principale contenitore della <strong>di</strong>versitàbiologia e forniscono e la produttività primaria ad un numero incalcolab<strong>il</strong>e <strong>di</strong> habitat, <strong>di</strong> piante e animali <strong>per</strong> la lorosopravvivenza.Le zone umide rappresentano un <strong>paesaggio</strong> la cui importanza è riconosciuta a livello mon<strong>di</strong>ale attraverso unarticolato sistema <strong>di</strong> tutela e conservazione, ad iniziare dalla Convenzione <strong>di</strong> Ramsar (1971) sino ad arrivare aglistrumenti <strong>di</strong> conservazione della Rete Natura 2000. Nella maggior parte delle aree umide sono istituite Aree Protetteo riconosciuti Siti <strong>di</strong> Interesse Comunitario (SIC) o Zone <strong>di</strong> Protezione Speciale (ZPS).Questi strumenti assumono principalmente <strong>il</strong> significato <strong>di</strong> tutela dell’Ambiente delle aree umide al quale èstrettamente legato <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> nel quale queste si inseriscono e si strutturano.Nella Convenzione <strong>di</strong> Ramsar “si intendono <strong>per</strong> zone umide le palu<strong>di</strong> e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini naturalio artificiali, <strong>per</strong>manenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente dolce, salmastra o salata, ivi comprese le<strong>di</strong>stese <strong>di</strong> acqua marina la cui profon<strong>di</strong>tà, durante la bassa marea, non su<strong>per</strong>a i 6 metri”. 2Si riconoscono in generale cinque pi principali <strong>di</strong> zone umide:• marine: zone umide cosere che comprendono le lagune cosere, le coste rocciose e le barriere coralline• estuarie: comprendono le aree delzie, le palu<strong>di</strong> retrodunali e palu<strong>di</strong> a mangrovie• lacustri: zone umide associate ai laghi• rivierasche: zone umide lungo i fiumi e i corsi d’acqua• palustri: le palu<strong>di</strong> propriamente intese, gli stagni e le torbiere.Ci sono, inoltre, le zone umide artificiali come quelle degli stagni <strong>per</strong> l’acquacoltura, gli stagni propri <strong>per</strong> l’agricoltura,le aree agricole irrigue, le risaie, i bacini <strong>per</strong> la raccolta dell’acqua, i bacini <strong>di</strong> decantazione delle cave e le vasche <strong>per</strong>la fitodepurazione.La Convenzione <strong>di</strong> Ramsar ha adottato una classificazione dei tipi <strong>di</strong> zone umide sud<strong>di</strong>visi in tre categorie: le zoneumide marine e costiere, le zone umide continentali e le zone umide artificiali.43
Sono generalmente ambiti <strong>di</strong> transizione con funzioni “tampone” fra terra e mare (es. le lagune) tra terra e fiume(es. le palu<strong>di</strong> <strong>per</strong>ifluviali) o tra terra e ghiacciai (torbiere alpine) e sono caratterizzate da significative variazioni dellivello d’acqua sia giornaliera (es. ambienti sotto l’influsso delle maree) che stagionali e da una ricca vegetazioneacquatica e da un’alta produttività ecologica.Le aree umide costiere e marine sono quelle che maggiormente interessano la Regione <strong>Sardegna</strong> e si sv<strong>il</strong>uppanolungo gli oltre 1800 ch<strong>il</strong>ometri <strong>di</strong> costa dell’isola.In questa fase della ricerca l’attenzione sarà rivolta a questo tipo <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> che caratterizzano <strong>il</strong> nostro contestonaturale <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o, trascurando le aree umide lacustri e quelle artificiali interne determinate, ad esempio, dainterventi <strong>di</strong> sbarramento dei fiumi.Infatti pur trattandosi in una prima definizione <strong>di</strong> aree umide, i laghi o i baci artificiali, costituiscono da un punto <strong>di</strong>vista paesistico un sistema assestante dello scenario “altre acque”.Di seguito verranno considerate in particolare le aree umide costiere, riconducib<strong>il</strong>e alle seguenti tipologie e derivateda <strong>di</strong>fferenti modelli genetico-evolutivi 3 :1) zone umide marine e cosere: <strong>sistemi</strong> delzi ed estuari, stagni e lagune salmastre e salate2) zone umide cosere interne: laghi e stagni <strong>di</strong> acqua dolce, stagni temporanei salmastri e sala3) zone umide arficiali: saline e invasi <strong>per</strong> la piscicoltura.Le zone umide costuiscono un sistema ambientale complesso determinato dalla interrelazione <strong>di</strong> tre faoriprincipali: l’acqua, la vegetazione e la fauna e dalle loro <strong>relazioni</strong>.Il faore principale come abbiamo deo è l’acqua, ma dalle sue caraerische -dolce, salata o debolmente salina-<strong>di</strong>pendono l’esistenza <strong>di</strong> determinate comunità vegetali, che influenzano a loro volta la presenza delle speciefaunische.figura 1.16_Le tre <strong>di</strong>verse pologie <strong>di</strong> zone umidea) zone umide marine e costiere b) zone umide costiere interne c) zone umide artificiali44
All’acqua, in parcolare alla quantà <strong>di</strong> acqua presente e alla sua <strong>di</strong>sposizione, è relazionata la morfologia dellerive e dei fondali. Gli specchi d’acqua <strong>di</strong> maggiore su<strong>per</strong>ficie hanno solitamente profon<strong>di</strong>tà maggiori, così daospitare alcune specie iche, piuosto che altre, o determinate specie vegetali; alla morfologia <strong>di</strong> riva arcolatae complessa corrisponde un altreanto complessa organizzazione della comunità vegetale.Alla morfologia dell’area umida si lega anche la presenza o meno <strong>di</strong> isolo all’interno dello specchio d’acqua,che, come vedremo successivamente, sono dei luoghi nevralgici <strong>per</strong> la ni<strong>di</strong>ficazione e la presenza dell’avifauna.Il mantenimento della complessità della zona umida è legata principalmente alla gesone dei livelli idrici e dellavegetazione.L’importanza ecologicaPer la loro collocazione geografica ed ecologica, interme<strong>di</strong>a tra gli ambien terrestri e quelli preamente acquaci,le zone umide rivestono una importanza fondamentale negli equ<strong>il</strong>ibri idrologici del territorio e <strong>per</strong> la bio<strong>di</strong>versitàdelle forme viven. Le zone umide intervengono nel contenimento delle piene <strong>di</strong> laghi e fiumi, tamponandogli effe più gravi delle esondazioni; traenendo le acque, ne <strong>per</strong>meono la decantazione dei detri organiciin eccesso, migliorandone la qualità prima che vengano immesse nel corso d’acqua; sono coinvolte nei cicli delcarbonio, dello zolfo e dell’azoto, intervenendo in tal modo nei principali cicli della materia. La notevole presenzavegetale determina una intensa avità <strong>di</strong> fotosintesi che, se da un lato <strong>per</strong>mee l’ulizzo <strong>di</strong> anidride carbonicae quin<strong>di</strong> contribuisce a ridurne l’eccesso in atmosfera, dall’altro determina una elevata produzione <strong>di</strong> materiaorganica, favorendo l’inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> una comunità <strong>di</strong> organismi assai <strong>di</strong>versificata.La ricchezza <strong>di</strong> specie è parcolarmente importante soprauo considerando le caraerische ecotonali dellezone umide; la presenza <strong>di</strong> zone a salinità <strong>di</strong>fferente e <strong>di</strong> variab<strong>il</strong>i con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> ossigenazione e tem<strong>per</strong>atura delleacque, instaura un mosaico <strong>di</strong> microambien nei quali ciascuna specie può trovare le migliori con<strong>di</strong>zioni <strong>per</strong> lasua sopravvivenza.figura 1.17_Schema delle“<strong>relazioni</strong> <strong>di</strong> complessità” dellezone umide.45
Le zone umide costuiscono anche un sicuro rifugio <strong>per</strong> l’avifauna migratoria: mol uccelli <strong>di</strong> passo ulizzanoqueste aree come pun <strong>di</strong> sosta durante le migrazioni e altri vi giungono <strong>per</strong> ni<strong>di</strong>ficare. In tal senso, le zone umidehanno una funzione insostuib<strong>il</strong>e, <strong>per</strong>ché gli ambien circostan, spesso bonifica e fortemente antropizza, nonoffrono adeguate risorse nutrive e interferiscono con la possib<strong>il</strong>ità <strong>di</strong> trovare si <strong>di</strong> ni<strong>di</strong>ficazione e riproduzione.L’importanza storico culturale ed economicaOltre all’interesse naturalisco ed ecologico, in quanto habitat <strong>di</strong> parcolari specie vegetali e animali, le zoneumide presentano r<strong>il</strong>evante interesse storico ambientale e culturale.L’importanza delle zone umide la si legge nella storia delle “economie d’acqua”, ossia in quel complesso <strong>di</strong>avità umane nelle quali l’acqua è al centro della vita produva e costuisce la con<strong>di</strong>zione imprescin<strong>di</strong>b<strong>il</strong>edel suo svolgimento e della sua stessa esistenza4. In ques casi l’acqua non si limita ad una presenza spora<strong>di</strong>cae occasionale, ma o<strong>per</strong>a quale elemento connotante <strong>di</strong> un ambito territoriale, componente insostuib<strong>il</strong>e e<strong>per</strong>manente <strong>di</strong> un sistema che su <strong>di</strong> essa fonda la propria peculiarità e <strong>il</strong> proprio funzionamento. Le “economied’acqua” si generano quando l’acqua crea con la sua presenza e <strong>il</strong> suo ulizzo un sistema <strong>di</strong> alterazioni ambientalie nuove forme <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>.Nella storia del <strong>paesaggio</strong> ve<strong>di</strong>amo come spesso nelle zone cosere si trovavano sparsi stagni e acquitrini, cheformavano un habitat alquanto omogeneo, nel quale l’acqua assumeva un ruolo preponderante. In ques luogh<strong>il</strong>a presenza stab<strong>il</strong>e dell’acqua era determinata dall’azione <strong>di</strong> fiumi e torren alla foce, e dalla presenza del maree dei ven marini, che favoriscono la formazione <strong>di</strong> dune sabbiose <strong>di</strong> sbarramento, che intrappolando i deflussideterminano nuovi ambien e nuovi paesaggi.figura 1.18_ Transeo della vegetazionepica nell’area umida.figura 1.19_ Schema dellacomplessità della vegetazionein relazione alla pologia e allamorfologia dell’area umida.46
In prossimità delle zone umide cosere si sono sv<strong>il</strong>uppate popolazioni e gran<strong>di</strong> civ<strong>il</strong>tà, proprio <strong>per</strong> le risorse chequeste offrivano.Viste nella storia le zone umide rappresentano un immenso e gratuito deposito <strong>di</strong> risorse, sfruate senza alcuncriterio e alcun limite che non fosse quello del proprio ristreo ed esclusivo interesse. L’uso non controllato <strong>di</strong>queste aree ha determinato la produzione <strong>di</strong> luoghi malsani, dai quali stare lontano, con <strong>il</strong> progressivo abbandono,oppure dai quali <strong>di</strong>fendersi, cercando <strong>di</strong> ridurle ed eliminarle araverso gli interven <strong>di</strong> bonifica che nel corso <strong>di</strong>secoli si sono succedute, <strong>per</strong> fornire nuove terre all’agricoltura.La risorsa non era data solo dall’abbondanza <strong>di</strong> pesce che nelle aree umide si trovava, ma anche da una riccacultura materiale legata allo sfruamento della vegetazione palustre, come l’uso dei canne, oppure con l’uso deifanghi, parcolarmente idonei alla produzione <strong>di</strong> ogge <strong>di</strong> terra sia cruda che coa.Da un punto <strong>di</strong> vista archeologico rivestono un’importanza non solo <strong>per</strong>ché aree nelle quali i re<strong>per</strong> affiorano, maanche <strong>per</strong>ché le aree umide sono i luoghi omali <strong>per</strong> la conservazione delle stragrafie polliniche e se<strong>di</strong>mentarie,archivio fondamentale <strong>per</strong> la ricostruzione della co<strong>per</strong>tura vegetale e più in generale dell’ambiente; nontrascurando che in molte culture, le zone umide, considera luoghi interme<strong>di</strong>, e porte <strong>di</strong> scambio tra <strong>il</strong> mondo deiviven e quello dei mor, avevano assunto un parcolare valore magico-sacrale.L’importanza economica <strong>di</strong> ques ambien la si legge sin dall’epoca preistorica, quando furono sfrua dallepopolazioni <strong>di</strong> raccoglitori-cacciatori e pescatori e ancora oggi molte delle zone umide cosere rivestonoun’importanza economica legata principalmente alla pescicoltura, con la presenza <strong>di</strong> peschiere e impian.Luoghi minaccia: <strong>il</strong> rischio <strong>di</strong> <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> un <strong>paesaggio</strong>Nonostante l’importanza, <strong>il</strong> valore e le caraerische siano riconosciute e co<strong>di</strong>ficate, gli eco<strong>sistemi</strong> delle zoneumide sono i più minaccia da una serie <strong>di</strong> azioni <strong>di</strong>ree e in<strong>di</strong>ree che conducono alla loro progressiva riduzione,<strong>per</strong><strong>di</strong>ta e frammentazione.Metà delle zone umide del mondo sono state <strong>per</strong>se e la maggior parte delle <strong>di</strong>struzioni sono avvenute negli ulmi50 anni. La loro <strong>per</strong><strong>di</strong>ta ha contribuito <strong>di</strong>reamente all’erosione della bio<strong>di</strong>versità e alla <strong>per</strong><strong>di</strong>ta delle specie che lepopolano, e conseguentemente alla <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> un <strong>paesaggio</strong>.Nel corso dell’ulmo secolo nel territorio del nostro paese, ed in parcolare con le gran<strong>di</strong> o<strong>per</strong>e <strong>di</strong> trasformazionedel ventennio fascista, sono state prosciugate la quasi totalità delle zone umide; l’azione <strong>di</strong> prosciugamento è stataauata da una parte con la canalizzazione dei corsi d’acqua su<strong>per</strong>ficiali che impe<strong>di</strong>va l’esondazione delle acquee quin<strong>di</strong> eliminando quella mob<strong>il</strong>ità del sistema alla quale era connessa la creazione delle aree umide; dall’altrocon la bonifica delle palu<strong>di</strong> e degli acquitrini (fino alle pozze ed ai fossi) <strong>per</strong> creare aree agricole produve. Larisultante in termini biologici è stata la riduzione della ricchezza delle specie e della loro <strong>di</strong>stribuzione nel territorioed in termini fisici <strong>il</strong> cambiamento del tasso <strong>di</strong> umi<strong>di</strong>tà: <strong>il</strong> territorio è stato inari<strong>di</strong>to dalla mancanza <strong>di</strong> presenzadelle acque con effe sulla <strong>per</strong>cezione dello spazio ambiente e della sua tem<strong>per</strong>atura.5In Italia sono più <strong>di</strong> seanta le zone umide <strong>di</strong> interesse naturale, ben misera cosa se si pensa che in epocapreromana le aree allagate <strong>per</strong>io<strong>di</strong>camente o <strong>per</strong>manentemente dovevano occupare una su<strong>per</strong>ficie smata parial 10% dell’intero territorio della penisola (circa 3 m<strong>il</strong>ioni <strong>di</strong> eari). Con l’unità d’Italia l’estensione delle areeumide si riduce a circa un m<strong>il</strong>ione <strong>di</strong> eari. La fame <strong>di</strong> nuove terre, la malaria ormai endemica spinse i governi <strong>di</strong>allora ad intraprendere una loa senza tregua contro <strong>il</strong> “<strong>il</strong> palu<strong>di</strong>smo”. L’o<strong>per</strong>a <strong>di</strong> bonifica è connuata anche neglianni ‘70 senza una reale valutazione dei benefici che essa avrebbe portato.Oggi dell’originario patrimonio sono rimas circa 200.000 eari; <strong>di</strong> ques ben 50.000 sono rappresenta da aree<strong>di</strong> interesse internazionale.47
La necessità <strong>di</strong> una conoscenza più propria delle zone umide finalizzata alla loro tutela e conservazione venivagià soolineata da Valerio Giacomini, che anche se riferita alle aree umide della Pianura Padana, può esseregeneralizzata a tue le zone umide.“(...) Esistono nel nostro paese ambien <strong>di</strong> notevole interesse fitogeografico che vanno rapidamente scomparendo(...) E’ tuavia possib<strong>il</strong>e, anzi doveroso, fare qualche sforzo <strong>per</strong>ché ne rimangano nei documen ad uso deglistu<strong>di</strong>osi <strong>di</strong> oggi e <strong>di</strong> domani (...) Sussistono ancora qua e là nella penisola importan reli <strong>di</strong> vegetazione palustre(...) i quali meriterebbero documentazione. Ci sono soprauo qui preziosi archivi della storia della vegetazione(…) che già ridossime <strong>di</strong> numero, volgono a rapido e totale esaurimento, <strong>per</strong> la loro escavazione intensiva. Manoi vorremmo qui richiamare in parcolar modo l’aenzione sulla nostra pianura padana. Le estesissime selve chela ricoprivano un tempo oggi sono solo un ricordo; pur tuavia è possib<strong>il</strong>e ancora raccogliere qualche nozia <strong>per</strong>ricostruire quei paesaggi scomparsi, risalgano essi alla preistoria o a <strong>per</strong>io<strong>di</strong> più o meno recen. (...)” 6Le principali cause <strong>di</strong> <strong>per</strong><strong>di</strong>ta dei paesaggi delle zone umide 7• la <strong>di</strong>struzione <strong>di</strong>reaAualmente <strong>il</strong> rischio posto dalle gran<strong>di</strong> “bonifiche” pracamente non sussiste più in Italia ed in Europa, anche seques proge connuano ad essere porta avan in mol altri paesi. Vi sono <strong>per</strong>ò numerose azioni che tendonoa compromeere le ulme aree naturali rimaste. In parcolare molte o<strong>per</strong>e infrastruurali hanno coinvolto ointeressano zone umide; la canalizzazione e cemenficazione dei fiumi ha determinato la scomparsa <strong>di</strong> numerosepalu<strong>di</strong> <strong>per</strong>ifluviali; l’inquinamento delle acque ha compromesso interi habitat; la captazione in<strong>di</strong>scriminata hatrasformato zone umide in lande semiaride e molte altre avità, spesso assolutamente incontrollate hannocontribuito all’auale povertà <strong>di</strong> ques ambien.• l’agricolturaLe avità agricole sono, tra le tante o<strong>per</strong>e <strong>di</strong> trasformazione, quelle che storicamente hanno maggiormentedeterminato la scomparsa <strong>di</strong> zone umide, considerate da sempre ambien “osli e malsani”. La bonifica delle zoneumide ha segnato <strong>per</strong>io<strong>di</strong> storici caraerizza anche da sconvolgimen sociali, e ha determinato la trasformazione<strong>di</strong> queste aree in terreni agricoli. Aualmente, grazie anche al su<strong>per</strong>amento dei gravi problemi sanitari (es.malaria) causa dalla presenza <strong>di</strong> palu<strong>di</strong> e alla rivalutazione <strong>di</strong> valori ecologici (es. bio<strong>di</strong>versità), l’aeggiamentoè cambiato. La tutela <strong>di</strong> ques ambien è stata accompagnata anche da regolamen comunitari che neincenvano la protezione da parte degli agricoltori che in <strong>di</strong>verse occasioni hanno potuto usufruire <strong>di</strong> contribu<strong>per</strong> manca red<strong>di</strong> (regolamen CE) a favore del mantenimento e riprisno <strong>di</strong> zone umide. Per tale movo deveessere rafforzato <strong>il</strong> p<strong>il</strong>astro della Polica Agraria Comunitaria (PAC), che favorisce le misure più compab<strong>il</strong>i conl’ambiente, in parcolare le misure agroambientali. Tra queste ve ne sono <strong>di</strong>verse che consenrebbero unosv<strong>il</strong>uppo <strong>di</strong> avità agricole più compab<strong>il</strong>i, rispeo alle auali, <strong>per</strong> la gesone degli eco<strong>sistemi</strong> acquaci. Visono, ad esempio, l’arboricoltura da legno o <strong>per</strong> la produzione <strong>di</strong> biomasse o <strong>il</strong> riro dei colvi <strong>per</strong> ricreare areenaturali come zone umide. Anche in questo modo si possono creare opportunità <strong>per</strong> offrire red<strong>di</strong> alternavi agliagricoltori, rafforzandone una funzione legata alla manutenzione e gesone del <strong>paesaggio</strong>.• la cacciaLa scomparsa delle specie che vivono nelle zone umide è parcolarmente legata all’avità venatoria, quandoquesta viene pracata con incuria e mancanza <strong>di</strong> rispeo delle regole. La caccia in<strong>di</strong>reamente influenza laproduvità degli habitat e ne mo<strong>di</strong>fica la struura, mo<strong>di</strong>ficando conseguentemente le comunità animali. Tra48
gli uccelli minaccia <strong>di</strong> esnzione a livello mon<strong>di</strong>ale, ad esempio, 146 specie <strong>di</strong>pendono dalle zone umide, cherappresentano <strong>il</strong> terzo gruppo <strong>di</strong> ambien <strong>per</strong> numero <strong>di</strong> specie minacciate (dopo le foreste e le praterie/savane).• l’inquinamento naturaliscoUn altro notevole problema che riguarda le zone umide e in generale le acque interne è l’introduzione, più omeno connua, <strong>di</strong> specie esoche. Questo problema è specialmente grave negli ambien acquaci in cui risultaquasi impossib<strong>il</strong>e contrastare la <strong>di</strong>ffusione <strong>di</strong> specie invasive. Mol animali e piante esoci sono entra in <strong>di</strong>reacompezione con le specie autoctone facendone scomparire molte altre.• <strong>il</strong> rischio industrialeUno dei faori <strong>di</strong> degrado che minaccia le zone umide è l’inquinamento industriale. Questo fenomeno raggiungeproporzioni estremamente allarman in quelle aree che si trovano nelle imme<strong>di</strong>ate vicinanze <strong>di</strong> grossi impianindustriali ad alto rischio come ad esempio i poli petrolchimici. Le sostanze inquinan, in parcolar modo i metallipesan e gli organoclorura, entrano rapidamente nelle catene alimentari acquache, concentrandosi via via chesi sale <strong>di</strong> livello trofico.Il processo <strong>di</strong> bioaccumulazione porta ad una molplicazione delle concentrazioni nei tessu degli organismifigura 1.20_ Schema <strong>di</strong> sintesi ealcune immagini delle principalicause <strong>di</strong> minaccia <strong>di</strong> <strong>per</strong><strong>di</strong>ta dellezone umide.49
Strumen <strong>di</strong> pianificazione e in<strong>di</strong>rizzi <strong>per</strong> <strong>il</strong> progeo delle zone umideNon esiste un vero e proprio strumento <strong>di</strong> pianificazione delle zone umide, ma concorrono ad una pianificazione<strong>di</strong> queste aree un insieme <strong>di</strong> strumen legislavi e <strong>di</strong> piani ad esse streamente correlate.Come già precedentemente deo <strong>il</strong> primo strumento che ha avuto come oggeo principale la tutela delle zoneumide è <strong>il</strong> traato internazionale noto come Convenzione <strong>di</strong> Ramsar, sancito nel 1971 e sooscrio dallo statoItaliano con <strong>il</strong> D.P.R. n. 448 del 13 marzo 1976 Esecuzione della convenzione relava alle zone umide d’importanzainternazionale, soprauo come habitat degli uccelli acquaci, firmata a Ramsar <strong>il</strong> 2 febbraio 1971.Obievo principale della Convenzione <strong>di</strong> Ramsar è “la conservazione e l’uso saggio delle aree umide da partedegli aori locali, regionali e nazionali e da parte delle coo<strong>per</strong>azioni internazionali, che devono contribuire allarealizzazione dello sv<strong>il</strong>uppo durevole del mondo intero”, al quale è streamente connessa la conservazione dellabio<strong>di</strong>versità e della fauna che popola tali aree. Il termine “uso saggio” auspicato dalla Convenzione oggi verrebbesostuito con <strong>il</strong> termine “durevole” o “sostenib<strong>il</strong>e”8. La convenzione si inquadra non all’interno degli strumenlegislavi, ma più all’interno <strong>di</strong> una quadro conceuale, che stab<strong>il</strong>isce <strong>il</strong> legame tra i sogge in<strong>di</strong>re e quelli <strong>di</strong>redel cambiamento da una parte della bio<strong>di</strong>versità e dall’altra dell’ecosistema. In questo quadro “l’uso razionale”della risorsa zona umida, previsto da Ramsar, è equivalente alla conservazione degli eco<strong>sistemi</strong>, araverso azioniae alla tutela e allo sv<strong>il</strong>uppo anche del benessere umano. Accanto alla Convenzione <strong>di</strong> Ramsar lo strumento cheha una ri<strong>per</strong>cussione normava e pianificatoria sulle aree umide è quello derivante dalle Direve Europee, inparcolare dalla Direva Uccelli 79/409/CEE che istuisce le Zone <strong>di</strong> Protezione Speciale (ZPS), che pone ancorale aree umide in una visione “ornitocentrica”, sino all’emanazione della Direva Habitat 92/43/CEE che in<strong>di</strong>viduainvece i Si <strong>di</strong> Interesse comunitario (SIC), con la quale cominciano a sv<strong>il</strong>upparsi concezioni più olische cheapprofon<strong>di</strong>scono la natura plurima delle funzioni ecologiche svolte dalle zone umide, sintecamente riconducib<strong>il</strong>ialle seguen:• riduzione degli effe dannosi delle alluvioni, araverso l’immagazzinamento delle acque piovane ed <strong>il</strong>loro graduale r<strong>il</strong>ascio• consolidamento del litorale con riduzione dell’impao delle onde e delle corren• miglioramento della qualità delle acque, <strong>per</strong> deposito delle sostanze tossiche e regolazione del r<strong>il</strong>ascio<strong>di</strong> nutrien, in parcolare azoto e fosforo• immagazzinamento <strong>di</strong> ingen quantà <strong>di</strong> carbonio• incremento della bio<strong>di</strong>versità in quanto habitat <strong>di</strong> una vasta gamma <strong>di</strong> specie animali e vegetali, alcunedelle quali esclusive.Queste due <strong>di</strong>reve, benché non abbiamo come unico oggeo le zone umide, vedono in queste alcuni deiprincipali si che contribuiscono alla definizione <strong>di</strong> Rete Natura 2000, rete ecologica che a livello europeo ècostuita da SIC e ZPS che insieme alle aree protee <strong>di</strong>ventano le core area e le key areas <strong>per</strong> la definizione dellarete. La Direva Habitat prevede <strong>per</strong> ciascun sito la redazione <strong>di</strong> specifici Piani <strong>di</strong> Gesone, che <strong>per</strong>meono<strong>di</strong> valutare <strong>il</strong> patrimonio ecologico del sito, valutarne lo stato e prevedere una serie <strong>di</strong> azioni finalizzate allaconservazione e alla tutela degli habitat e della fauna e dell’avifauna. Per limitare l’alterazione degli habitat la<strong>di</strong>reva prevede specifici strumen <strong>di</strong> valutazione (valutazione <strong>di</strong> Incidenza) degli interven <strong>di</strong> trasformazione,siano essi piani o proge, previs all’interno e in prossimità del sito.Altro strumento correlato alla pianificazione delle zone umide è <strong>il</strong> Piano <strong>di</strong> Tutela delle Acque, secondo quantoprevisto dal D. Lgs 152/1999 “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della<strong>di</strong>reva 91/271/CEE concernente <strong>il</strong> traamento delle acque reflue urbane e della <strong>di</strong>reva 91/676/CEE relavaalla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitra provenien da fon agricole” e dalla Direva50
60/2000/CE (Direva Quadro sulle Acque), araverso le quali viene stab<strong>il</strong>ito un quadro con<strong>di</strong>viso <strong>per</strong> l’auazione<strong>di</strong> una polica sostenib<strong>il</strong>e a lungo termine <strong>di</strong> uso e protezione <strong>di</strong> tue le acque interne, <strong>per</strong> le acque <strong>di</strong> transizionee <strong>per</strong> le acque marino cosere.Il <strong>paesaggio</strong> delle zone umide: un sistema <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong>L’importanza ecologica e ambientale delle zone umide, unitamente alla storia e alla cultura che intorno a questezone si è sv<strong>il</strong>uppata, ne determinano l’importanza paesaggisca.In alcuni casi le aree umide assumo un significato identario in un determinato luogo, in relazione anche allastoria ad esse legata e alla riconoscib<strong>il</strong>ità delle tra<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> una popolazione. Sono spesso streamente legate acredenze religiose e cosmologiche, sono fonte <strong>di</strong> ispirazione esteca, dei santuari nelle aree selvagge o deserche,e sono alla base <strong>di</strong> importan tra<strong>di</strong>zioni popolari.Questa funzione, valore e caraerisca peculiare possono <strong>per</strong>petuarsi ed essere conservate solo se le zone umidevengono tutelate e valorizzate non solo da un punto <strong>di</strong> vista ecologico ma anche paesaggisco.Nel corso della storia le aree umide hanno spesso assunto una connotazione negava, soprauo <strong>per</strong>ché paesaggimalsani, contenitori <strong>di</strong> malae endemiche (come la malaria), e <strong>per</strong> questo sede <strong>di</strong> processi <strong>di</strong> trasformazione e <strong>di</strong>bonifica, araverso la quale oltre a debellare le malae si è definito anche un rior<strong>di</strong>no fon<strong>di</strong>ario con la conquista<strong>di</strong> nuovi terreni da desnare all’agricoltura. Interven ques che hanno alterato <strong>il</strong> frag<strong>il</strong>e equ<strong>il</strong>ibrio <strong>di</strong> moltezone umide, accelerando <strong>il</strong> naturale processo verso l’interramento, mo<strong>di</strong>ficando gli equ<strong>il</strong>ibri nella <strong>di</strong>namica degliscambi idrici in modo anche irreversib<strong>il</strong>e.Ques gran<strong>di</strong> interven <strong>di</strong> trasformazione hanno in alcuni casi determinato la <strong>per</strong>manenza <strong>di</strong> alcune aree umideche costuiscono la tesmonianza dell’evoluzione del <strong>paesaggio</strong> antropico accanto al quale <strong>per</strong>mangono in forma<strong>di</strong> “paesaggi residui” gli elemen naturali che lo struuravano in origine.Ma la relazione tra l’uomo e le zone umide è molto anca, lo tesmoniano spesso anche le sco<strong>per</strong>te archeologichefae in prossimità <strong>di</strong> queste aree, la presenza <strong>di</strong> emergenze architeoniche <strong>di</strong> parcolare valore; ancora oggimolte comunità locali hanno uno streo legame e le loro avità quo<strong>di</strong>ane sono come ritmate dal ciclo dellezone umide.La relazione tra le zone umide e l’uomo non si esaurisce nel valore delle risorse naturali, ma comprende <strong>il</strong>ricco patrimonio culturale e tecnico che si è sv<strong>il</strong>uppato nel tempo. Così entrano a far parte dei paesaggi dellezone umide non solo i valori ambientali (l’ambiente acquaco, la vegetazione, la fauna) ma anche tue le azionifigura 1.21_ Il <strong>paesaggio</strong> dellezone umide è inteso come“sistema <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong>”, determinatoda <strong>relazioni</strong> profonde con icontes nei quali si sv<strong>il</strong>uppano.51
antropiche (i manufa, le prache tra<strong>di</strong>zionali gesonali dell’acqua e delle avità produve correlate), chehanno contribuito a determinare paesaggi unici 9.Le popolazioni urbane hanno, <strong>per</strong> lo più, <strong>per</strong>duto <strong>il</strong> senso delle relazione strea e imme<strong>di</strong>ata con le zone umide,ma questo patrimonio culturale rappresenta in alcuni casi <strong>il</strong> senmento intangib<strong>il</strong>e dell’appartenenza a queldeterminato luogo.In altri casi le zone umide <strong>di</strong>ventano la prima fonte <strong>di</strong> approvvigionamento delle materie prime edell’approvvigionamento alimentare, ad esempio le zone ulizzate <strong>per</strong> i pascoli e le risaie, <strong>per</strong> la raccolta dellecanne come materiale <strong>per</strong> l’ed<strong>il</strong>izia o <strong>per</strong> la creazione <strong>di</strong> ogge, <strong>per</strong> la lavorazione <strong>di</strong> terra e fanghi, <strong>per</strong> arrivarenelle aree <strong>di</strong> maggiori <strong>di</strong>mensioni alla pesca e alla caccia.Il <strong>paesaggio</strong> delle zone umide può essere scomposto in alcuni livelli <strong>di</strong> conoscenza e interpretazione lega aglielemen e alle caraerische principali.La leura della <strong>di</strong>mensione ecologica è <strong>di</strong>reamente legata alle caraerische naturali ed ecologiche delle zoneumide, universalmente riconosciute, in relazione alla bio<strong>di</strong>versità, alla regolazione dell’equ<strong>il</strong>ibrio idrico e alcontrollo delle inondazioni, al miglioramento della qualità dell’acqua, alla ricostuzione delle acque <strong>di</strong> falda,nonché alla protezione dei litorali dall’erosione e alla fissazione del carbonio.La <strong>di</strong>mensione storico-culturale <strong>di</strong>scende <strong>di</strong>reamente dal ruolo e delle <strong>relazioni</strong> che si sono instaurate tral’uomo e l’acqua, che hanno fao delle zone umide da una parte “luoghi pred<strong>il</strong>e”, se interpreta come risorsa,e dall’altra “luoghi malede”, quando interoreta invece, come ambien malsani dai quali <strong>di</strong>fendersi.Infine, la <strong>di</strong>mensione socio-economica è legata all’importanza che le zone umide rivestono nella f<strong>il</strong>iera produva.L’l’importanza economica delle zone umide come fon <strong>di</strong> risorse rinnovab<strong>il</strong>i, quali pascoli, serbatoi d’acqua eluoghi <strong>di</strong> riproduzione <strong>di</strong> molte specie commercialmente sfruab<strong>il</strong>i.Oltre alle <strong>di</strong>mensioni reali nella zona umida può essere in<strong>di</strong>viduata una <strong>di</strong>mensione potenziale, la <strong>di</strong>mensione<strong>di</strong>daco-ricretava, che assume un valore reale quando associata alle altre <strong>di</strong>mensioni <strong>di</strong> conoscenza. In tal sensorivestono un ruolo importante nelle avità <strong>di</strong> fruizione ed educazione non solo <strong>per</strong> la ricchezza <strong>di</strong> informazioniche possono contenere ma anche <strong>per</strong>ché, <strong>per</strong> loro natura, araverso interven minimi, sono accessib<strong>il</strong>i adun’utenza allargata e varia.Contes e <strong>relazioni</strong> nelle aree umide cosereNel parlare <strong>di</strong> zone umide non si può prescindere dal contesto e dall’ambito nelle quali queste si sv<strong>il</strong>uppano.È infa proprio dalla relazione che si instaura tra la zona umida e <strong>il</strong> suo contesto ambientale che si determina<strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> delle zone umide, fao non solo del singolo specchio d’acqua e dalla vegetazione idrofita che locirconda, ma da un più complessa relazione eco<strong>sistemi</strong>ca. In una visione <strong>di</strong> sistema acquista maggiore r<strong>il</strong>evanza <strong>il</strong>ruolo e l’importanza delle zone umide nella costruzione <strong>di</strong> un sistema a rete, intesa non solo come rete ecologica,ma come rete anche <strong>di</strong> storia e cultura, legata principalmente al segno dell’acqua nel <strong>paesaggio</strong>. Nell’analisivengono in<strong>di</strong>vidua i contes del <strong>paesaggio</strong> cosero (le spiagge, le dune e le pinete cosere), del <strong>paesaggio</strong>agrario e del <strong>paesaggio</strong> urbano in relazione alle zone umide11 11 .52
CONTESTO 01: <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> coseroPer <strong>paesaggio</strong> cosero si intende qui quello propriamente definito dalla linea <strong>di</strong> costa, dai litorali sabbiosi, con ledune, quando ancora presen, le pinete litoranee e i <strong>sistemi</strong> delzi dei fiumi che si riversano nel mare.relazione 01.uno:stagni retrodunali <strong>per</strong>manen. quando le aree umide sisv<strong>il</strong>uppano subito oltre <strong>il</strong> cordone dunale la relazione con lafascia cosera è <strong>di</strong>rea. Gli elemen caraerizzan sono: laduna, e i salicornie.relazione 01.due:stagni retrodunali stagionali: in alcuni casi la costa sabbiosaè separata dalla stagno dalla formazione <strong>di</strong> piccoli boschi(ad esempio Tamarici o Ginepri). La fascia boscata <strong>di</strong>vental’elemento <strong>di</strong> f<strong>il</strong>tro da i due <strong>sistemi</strong>.relazione 01. tre:stagni coseri mo<strong>di</strong>fica: <strong>relazioni</strong> <strong>di</strong> po <strong>di</strong>fferente siinstaurano quando la fascia cosera è separata da Pinete<strong>di</strong> origine antropica, la separazione tra i due <strong>sistemi</strong> è piùmarcata.53
CONTESTO 02: <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> agrarioIl <strong>paesaggio</strong> agrario in prossimità delle aree umide è <strong>per</strong> sua natura un <strong>paesaggio</strong> caraerizzato da colture irrigue,tra cui anche i <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> risaie, che d<strong>il</strong>atano in un certo qual modo <strong>il</strong> sistema dell’area umida.relazione 02.uno:stagni e canali irrigui o <strong>di</strong> bonifica: l’area umida in alcunicasi è separa dalle aree agricole araverso la rete deicanali <strong>di</strong> irrigazione. In ques casi i canali alimentano odovrebbero alimentare le aree umide, con l’apporto <strong>di</strong>acqua dolce, ed assumono anche la funzione <strong>di</strong> f<strong>il</strong>tro delleacque <strong>di</strong> origine agricola.relazione 02 .due:stagno e strada campestre: spesso le strade campestricosteggiano gli specchi d’acqua e le fasce <strong>di</strong> f<strong>il</strong>tro tra i due<strong>sistemi</strong> sono limitate in larghezza.relazione 02 .tre:stagno e pra/pascoli: quando i pra e i pascoli nonsono separa da una fascia f<strong>il</strong>tro la relazione tra i dueambien è molto strea e gli stagni <strong>di</strong>ventano le zone <strong>di</strong>approvvigionamento idrico <strong>per</strong> gli animali al pascolo.54
CONTESTO 03: <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> urbanoNella relazione con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> urbano entrano in gioco anche gli elemen propri della cià come: le strade e learee industriali. E’ in relazione con la struura del <strong>paesaggio</strong> urbano che le aree umide sono quelle proprie dellearee arficiali come le saline.relazione 03 .uno:stagno come waterfront: quando le aree urbane sorgonoai limi delle aree umide queste <strong>di</strong>ventano <strong>il</strong> margine dellacià che assume <strong>il</strong> ruolo <strong>di</strong> waterfront quando lo spazioacquista una funzione pubblica.relazione 03 .uno:stagno come waterfront: quando le aree urbane sorgonoai limi delle aree umide queste <strong>di</strong>ventano <strong>il</strong> margine dellacià che assume <strong>il</strong> ruolo <strong>di</strong> waterfront quando lo spazioacquista una funzione pubblica.relazione 03 .tre:stagno e area industriale: considerate aree marginali del<strong>paesaggio</strong> urbano le zone umide <strong>di</strong>ventano i luoghi <strong>di</strong>sv<strong>il</strong>uppo delle <strong>per</strong>iferie industriali e considerate spessocome i baci <strong>di</strong> raccolta dei rifiu prodo.relazione 03 .quaro:stagno e coste urbane: quando le fasce cosere sono costeurbane le zone umide <strong>di</strong>ventano <strong>il</strong> retro della cià e larelazione anche <strong>per</strong>ceva risulta totalmente assente.55
Criteri guida <strong>per</strong> <strong>il</strong> progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>Il progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> delle zone umide è prima <strong>di</strong> tuo un progeo <strong>di</strong> natura e <strong>di</strong> ambiente, dove “la naturaha forme proprie e processi autonomi: l’uomo ha eliminato gran parte delle prime e mo<strong>di</strong>ficato gran parte deisecon<strong>di</strong>. Oggi l’uomo nonostante non gli abbia progea è richiamato a ricostruire <strong>di</strong> nuovo quegli elemenche egli stesso destruurò con un’azione <strong>di</strong> ricostruzione successiva all’azione costuva della natura.”12 Glielemen principali del progeo sono da proprio dalla definizione e creazione <strong>di</strong> habitat, ma è anche un progeo<strong>di</strong> storia,cultura materiale ed economia territoriale. Le aree umide si pongono come elemen <strong>di</strong> “fronera” e<strong>di</strong> “transizione” tra le aree <strong>di</strong> trasformazione antropica e l’ambiente naturale. L’obievo progeuale è quin<strong>di</strong>quello della ricostruzione <strong>di</strong> un ambito <strong>di</strong> margine, che pone necessariamente la rivisitazione del conceo <strong>di</strong>tutela dell’ambientale, che deve condurre ad una praca in cui si concrezzi la volontà <strong>di</strong> un miglioramentocomplessivo delle con<strong>di</strong>zioni del contesto, e quin<strong>di</strong> gli obievi <strong>di</strong> migliorare le con<strong>di</strong>zioni si auano non soloaraverso la verifica puntuale degli effe che le singole o<strong>per</strong>e comportano nell’ambiente, ma principalmentearaverso l’elaborazione <strong>di</strong> una modalità <strong>di</strong> intervento complessiva finalizzata al raggiungimento <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>itàdello sv<strong>il</strong>uppo.13 Spesso accade, come emerge dalle <strong>relazioni</strong> <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> precedentemente <strong>il</strong>lustrate, che trale zone umide ed i contes con i quali si relazionano si creino delle forme <strong>di</strong> separazione e frammentazione odelle <strong>relazioni</strong> che possiamo definire incongrue. In alcuni casi non ne viene riconosciuto <strong>il</strong> valore e vengonoabbandonate, proprio quando sono ai margini delle aree urbane o dei paesaggi agrari, così da <strong>di</strong>ventare areedegradate. In altri casi non ne vengono riconosciute le potenzialità <strong>per</strong> lo sv<strong>il</strong>uppo <strong>di</strong> nuove avità economichecompab<strong>il</strong>i, come ad esempio lo sv<strong>il</strong>uppo delle avità <strong>di</strong> pesca o come la fruizione ricreavo-turisca, legatanon solo al valore naturalisco delle zone umide ma anche a quel forte valore culturale, spesso <strong>di</strong>ffic<strong>il</strong>mentericonoscib<strong>il</strong>e.Anche nel caso delle zone umide “<strong>il</strong> contrasto non è tra immagine e uso del territorio, territorio-museo o territorioproduzione,ma tra un modo <strong>di</strong> conservare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>, anche senza soffocare le esigenze del progresso civ<strong>il</strong>e,e un modo <strong>di</strong> ricostruire una nuova crosta tecnica, che ricostruisce tensione ed equ<strong>il</strong>ibrio al rapporto societàambiente<strong>per</strong> una salvaguar<strong>di</strong>a ava dell’ambiente naturale, che riguarda appunto le modalità <strong>di</strong> idenficazione<strong>di</strong> questa crosta tecnica”14.Il progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>, in relazione ai rischi <strong>di</strong> scomparsa delle zone umide, <strong>di</strong>venta importante soo <strong>di</strong>versipun <strong>di</strong> vista e in relazione alle varie <strong>di</strong>mensioni:• idrogeologico, le aree umide ricoprono un’importante funzione nell’aenuazione e regolazione deifenomeni naturali come le piene dei fiumi. Le palu<strong>di</strong> lungo i corsi d’acqua, ad esempio, hanno un effeo“spugna”: raccolgono le acque durante le piene, d<strong>il</strong>uendo inquinan e rallentando <strong>il</strong> deflusso delle acquee riducendo <strong>il</strong> rischio <strong>di</strong> alluvioni, restuiscono, poi, al fiume ,durante i <strong>per</strong>io<strong>di</strong> <strong>di</strong> magra, parte delle acqueaccumulate. Sono, inoltre, importan serbatoi <strong>per</strong> le falde acquifere.• chimico – fisico, le aree umide sono “trappole <strong>per</strong> nutrien”. La ricca e <strong>di</strong>versificata vegetazione delleconferisce a ques ambien la capacità <strong>di</strong> assim<strong>il</strong>are nutrien e la possib<strong>il</strong>ità <strong>di</strong> creare con<strong>di</strong>zioni favorevoli<strong>per</strong> la decomposizione microbica della sostanza organica. Sono dei “depuratori naturali”.• biologico, le aree umide sono serbatoi <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità. Palu<strong>di</strong>, delta dei fiumi, torbiere e, comunque, tue lezone umide sono tra gli ambien con la più elevata <strong>di</strong>versità biologica. Rappresentano, a livello mon<strong>di</strong>ale, unadelle pologie <strong>di</strong> habitat più importan <strong>per</strong> la conservazione della bio<strong>di</strong>versità. Ques primi tre parametririguardano la <strong>di</strong>mensione ecologica dell’area umida, dalla quale <strong>di</strong>pendono tue le altre <strong>di</strong>mensioni d<strong>il</strong>eura e conoscenza; “la <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> <strong>di</strong>versità è <strong>il</strong> processo più importante che accompagna le trasformazioniambientali, anche <strong>per</strong>ché è l’unico processo assolutamente irreversib<strong>il</strong>e” 15 .56
Il progeo delle aree umide tende proprio al recu<strong>per</strong>o e all’incremento della <strong>di</strong>versità, che caraerizza <strong>il</strong> sistemadelle aree umide.Per le altre <strong>di</strong>mensioni la r<strong>il</strong>evanza strategica è legata all’aspeo:• Culturale e/o scienfico. L’importanza scienfica legata alla conoscenza della vegetazione, della fauna,degli habitat che le compongono e delle loro evoluzioni, ma anche culturale <strong>per</strong>ché si <strong>di</strong> importanzaarcheologica e culturale.• produvo. Molte zone umide, soprauo cosere, sono estremamente importan <strong>per</strong> la riproduzionedei pesci e <strong>di</strong> conseguenza <strong>per</strong> la pesca. Lagune e laghi coseri, inoltre, ricoprono grande importanza <strong>per</strong>l’iocoltura o la molluscocoltura.• Fruivo e/o educavo. Le zone umide sono ulizzate <strong>per</strong> svariate avità tra cui <strong>il</strong> birdwatching è <strong>di</strong>venutasimbolica grazie al cambiamento <strong>di</strong> approccio verso ques ambien. Sono luoghi elevi <strong>per</strong> l’osservazionedell’avifauna acquaca.Alla base <strong>di</strong> qualsiasi azione <strong>di</strong> pianificazione e progeazione delle zone umide deve far riferimento <strong>il</strong> conceo <strong>di</strong>“wise use”, ossia <strong>di</strong> uso razionale della risorsa zona umida, inteso come l’uso da parte dell’uomo che consente <strong>di</strong>ricavare i massimi benefici <strong>per</strong> le generazioni presen e allo stesso tempo <strong>di</strong> conservare la capacità potenziale <strong>di</strong>sod<strong>di</strong>sfare le necessità e le aspirazioni delle generazioni future.Le <strong>di</strong>fferen azioni devono essere sv<strong>il</strong>uppate in maniera compab<strong>il</strong>e con la conservazione delle componen fisiche,biologiche e chimiche, quali <strong>il</strong> suolo, I’acqua, le piante, gli animali e le sostanze nutrien, nonché le interazionitra <strong>di</strong> essi 16 e secondo questo principio in<strong>di</strong>rizzare i criteri guida progeuali <strong>di</strong> conservazione, recu<strong>per</strong>o, sv<strong>il</strong>uppoe valorizzazione.figura 1.22_ Schema della“strategia” <strong>per</strong> <strong>il</strong> progeo <strong>di</strong><strong>paesaggio</strong> delle zone umide.57
Ciascuno <strong>di</strong> ques obievi è streamente connesso alla <strong>di</strong>mensione <strong>di</strong> importanza delle zone umide, al quale poifanno seguito azioni strategiche <strong>di</strong> in<strong>di</strong>rizzo progeuale.Nel loro insieme i criteri guida tendono alla definizione del <strong>paesaggio</strong> delle zone umide, inteso come progeo <strong>di</strong>sistema legato alla definizione <strong>di</strong> un <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> qualità ambientale, storico culturale ed economica, nell’oca<strong>di</strong> una gesone delle trasformazioni indoe verso le zone umide in <strong>relazioni</strong> alle azioni esterne che su <strong>di</strong> questericadono.La progeazione delle aree umide è quin<strong>di</strong> principalmente un progeo <strong>di</strong> gesone, dove <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> ècontemporaneamente oggeo e in<strong>di</strong>catore <strong>di</strong> qualità progeuale.Primo criterio guida: “conservare” come azione puntaleL’obievo strategico della conservazione <strong>di</strong>scende <strong>di</strong>reamente dal valore ambientale e dall’importanza degliequ<strong>il</strong>ibri ecologici delle zone umide. La conservazione deve essere garanta araverso specifici in<strong>di</strong>rizzi <strong>di</strong>pianificazione e <strong>di</strong> gesone. Accanto alla conservazione viene sv<strong>il</strong>uppata contemporaneamente la tutela dellezone umide che viene garanta araverso in<strong>di</strong>rizzi normavi e regolamentari nell’uso e gesone delle risorse.Il criterio della conservazione è un criterio che si sv<strong>il</strong>uppa in un’azione puntuale <strong>per</strong>ché streamente riferita allazona umida, e ad un suo limitato intorno, in quanto tende ad agire sul sistema zona umida in sé, trascurando le<strong>relazioni</strong> che si instaurano con i <strong>sistemi</strong> circostan.Pur traandosi <strong>di</strong> una azione rivolta al mantenimento della zona umida la conservazione deve essere intesafigura 1.23_ Schema del <strong>di</strong>segno degli isolo <strong>per</strong> favorire lapresenza <strong>di</strong> avifauna.58
come una azione <strong>di</strong>namica, rivolta alla comprensione e gesone delle trasformazioni che nella zona umida possoavvenire, anche in risposta ad adaamen, rispeo ad azioni esterne, e miglioramen lega alla <strong>di</strong>mensioneecologica.La zona umida svolge un importante ruolo <strong>di</strong> transizione tra <strong>il</strong> sistema delle acque e <strong>il</strong> sistema del <strong>paesaggio</strong>agrario o urbano, in relazione al contesto nelle quali si sv<strong>il</strong>uppano.Le azioni strategiche progeuali legate alla conservazione, alle quali corrispondono interven specifici e puntuali,sono correlate ad interven <strong>di</strong> definizione <strong>di</strong> nuovi asse ambientali, tra cui:• interven <strong>di</strong> miglioramento paesisco ed ambientale (creazione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> f<strong>il</strong>ari e/o siepi, ri<strong>di</strong>segno dellearee arbustate o delle aree a prato ecc.)• interven <strong>di</strong> <strong>di</strong>versificazione degli habitat (ampliamento delle piaaforme fangose, delimitazione delle areea canneto ecc,)• interven <strong>per</strong> la tutela della fauna (creazione <strong>di</strong> isolo, creazione <strong>di</strong> aree <strong>per</strong> la ni<strong>di</strong>ficazione, eliminazione<strong>di</strong> elemen <strong>di</strong> frammentazione, creazione <strong>di</strong> elemen <strong>di</strong> rete <strong>per</strong> lo spostamento della fauna ecc.)• interven sul sistema delle acque (rinaturalizzazione <strong>di</strong> corsi d’acqua immissari delle aree umide,miglioramento dello stato trofico delle acque, creazione <strong>di</strong> aree <strong>di</strong> fitodepurazione delle acque <strong>di</strong> origineagricola, riduzione <strong>di</strong> emungimen ecc.)• interven <strong>per</strong> la tutela dei suoli (riduzione dell’apporto <strong>di</strong> nitra nei suoli, interven <strong>per</strong> la limitazionedell’interrimento delle aree umide, creazione <strong>di</strong> fasce tampone ed aree f<strong>il</strong>tro ecc)• interven <strong>per</strong> la creazione e definizione della “rete ecologica”.Conservare un’area umida implica un’azione umana in quanto tali aree sono in costante evoluzione. L’interventopuò mirare alla conservazione delle caraerische così come riscontrate al momento della tutela, o a migliorarele con<strong>di</strong>zioni ecologiche dell’area, o a definire una gesone e manutenzione dell’area stessa.Oltre a questa azione progeuale ed auava collegata alla conservazione vi è un’altra azione che è volta allafigura 1.24_. Sezione <strong>di</strong> pologia <strong>di</strong> intervento <strong>di</strong> gesone dei livelli idrici: la gesone dei livelli dell’acqua all’interno delle aree umide<strong>per</strong>mee <strong>di</strong> <strong>di</strong>versificare gli habitat, aumentando la bio<strong>di</strong>versità anche della fauna. La creazione <strong>di</strong> piccoli isolo all’interno degli stagnifavorisce le esigenze dell’avifauna acquaca. All’interno dell’area umida possono essere pianta alberi (tamarici, salici...) <strong>per</strong> favorire unincremento <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità, e <strong>per</strong> migliorare la fruizione delle aree.59
icostruzione del patrimonio <strong>di</strong> aree umide nel territorio. Riportare le acque in piccole par <strong>di</strong> terreni <strong>di</strong> bonifica,ricostruire le foci dei fiumi, ristruurare i fossi nelle loro configurazioni naturali, sono tue azioni che possonoessere auate con contribu nazionali e comunitari 17 .Secondo criterio guida: “recu<strong>per</strong>are” come azione trasversale• L’acqua ha sempre rivesto nello sv<strong>il</strong>uppo delle società e nella storia dell’uomo un ruolo fondamentale, ed èstato tramandato secondo modelli culturali <strong>di</strong>fferen. Il rapporto tra uomo e zona umida, <strong>per</strong> molto tempo,è stato caraerizzato posivamente, come mirab<strong>il</strong>e esempio <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibrata capacità, da parte dell’uomo, <strong>di</strong>“fruire” della risorsa della natura; <strong>per</strong> poi passare ad un visione in cui l’acqua era concepita come risorsa da“sfruare” quando questa era necessaria oppure risorsa da mo<strong>di</strong>ficare e “trasformare” quando in questanon veniva più trovato nessun beneficio, e anzi nel caso specifico delle aree umide, quando la presenzadell’acqua era una limitazione all’uso della terra ed era generatrice <strong>di</strong> problemi sociali e sanitari.• Le zone umide sono <strong>di</strong>venta quin<strong>di</strong> i luoghi delle gran<strong>di</strong> trasformazioni e s<strong>per</strong>imentazioni che hannocaraerizzato <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> agrario.• Ma sino a quando l’acqua e l’area umida hanno conservato un ruolo posivo nell’interfaccia uomo-natura,si sono create <strong>relazioni</strong>, culture e avità quo<strong>di</strong>ane che hanno profondamente caraerizzato e in<strong>di</strong>rizzatol’identà <strong>di</strong> quei luoghi e <strong>di</strong> quei paesaggi.• Il cambio <strong>di</strong> visione ha portato ad un progressivo allontanamento ed abbandono delle zone umide, <strong>per</strong>dendoquell’identà culturale e quell’identà <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>, che ora si cerca <strong>di</strong> riscoprire e valorizzare.• Il criterio della <strong>di</strong>mensione storico-culturale dei paesaggi delle zone umide è quin<strong>di</strong> <strong>il</strong> recu<strong>per</strong>o <strong>di</strong> questaidentà <strong>per</strong>duta, identà faa <strong>di</strong> abitu<strong>di</strong>ni e tra<strong>di</strong>zioni materiali.• Recu<strong>per</strong>o che passa araverso la “risco<strong>per</strong>ta” anche le tra<strong>di</strong>zioni costruve dei centri storici che sirelazionano alle aree umide, in parcolare con l’uso <strong>di</strong> canne, giunchi o la praca della terra cruda.• Il criterio guida del recu<strong>per</strong>o si configura come un’azione trasversale deata dalle <strong>relazioni</strong> che si instauranotra l’agire antropico e l’area umida, inteso nel senso biunivoco <strong>di</strong> “prendere” dall’area umida e “dare” all’areaumida araverso una gesone inconsapevolmente aenta, tal da farla rientrare nel patrimonio culturaledell’umanità.• La <strong>di</strong>mensione storico-culturale si lega inoltre alla definizione <strong>di</strong> una “nuova cultura dell’acqua”18 che si basasul conceo della sostenib<strong>il</strong>ità ambientale, sociale ed economica nell’uso delle risorse e sul riconoscimentodel valore degli eco<strong>sistemi</strong> acquaci, in contrapposizione con le vecchie modalità <strong>di</strong> gesone, basate sullosfruamento in<strong>di</strong>scriminato e su gran<strong>di</strong> infrastruure idrauliche.• Le azioni strategiche progeuali legate al recu<strong>per</strong>o, alle quali corrispondono interven specifici e puntuali,sono <strong>di</strong>ree quin<strong>di</strong> alla risco<strong>per</strong>ta dell’identà della cultura dell’acqua e alla creazione <strong>di</strong> una nuova qualitàdel <strong>paesaggio</strong>, tra cui:• interven <strong>di</strong> recu<strong>per</strong>o dei segni tra<strong>di</strong>zionali del <strong>paesaggio</strong>• interven <strong>di</strong> recu<strong>per</strong>o dell’identà storica (araverso la riqualificazione anche dei centri urbani)• recu<strong>per</strong>o delle culture materiali• recu<strong>per</strong>o delle emergenze architeoniche e dei si archeologici delle società dell’acquacreazione <strong>di</strong> una retedella “cultura dell’acqua” con la definizione <strong>di</strong> poli culturali.60
Terzo criterio guida: “sv<strong>il</strong>uppare” come azione <strong>di</strong>ffusaL’acqua è una risorsa che nella <strong>di</strong>mensione socio-economica delle zone umide può essere considerata “<strong>di</strong>rea”,<strong>per</strong> la ulizzazione, o “in<strong>di</strong>rea” quando questa rappresenta <strong>il</strong> luogo che genera e accoglie altri elemen ed altrerisorse che possono essere ulizzate nello sv<strong>il</strong>uppo <strong>di</strong> altre economie. Assumono così un ruolo fondamentale neiconfron dell’uso razionale della risorsa zona umida tue le avità <strong>di</strong> pesca (l’area umida è <strong>il</strong> luogo <strong>di</strong> produzione<strong>di</strong> molte specie commerciali <strong>di</strong> pesci, crostacei e m<strong>il</strong>i) e le avità pastorali (<strong>per</strong> la presenza dei pascoli umi<strong>di</strong>)che aorno ad essa si sv<strong>il</strong>uppano.Il criterio progeuale legato a questa <strong>di</strong>mensione è quin<strong>di</strong> lo sv<strong>il</strong>uppo <strong>di</strong> queste avità economiche, che sein<strong>di</strong>rizzate nello sv<strong>il</strong>uppo compab<strong>il</strong>e con la <strong>di</strong>mensione ecologica, <strong>di</strong>ventano anche le reali garan <strong>di</strong> una correafigura 1.25_ La gestione del canneto in un’area umida è fondamentale<strong>per</strong> favorire una <strong>di</strong>namica naturale dell’habitat; <strong>il</strong> taglio ha inoltrericadute sulle attività pastorali e in termini economici. La puliziadei canali e <strong>il</strong> taglio <strong>per</strong>io<strong>di</strong>co della vegetazione sono necessari <strong>per</strong><strong>il</strong> corretto scorrimento delle acque e favorisce inoltre lo sv<strong>il</strong>uppo <strong>di</strong>habitat <strong>di</strong>fferenti.figura 1.26_ Esempio <strong>di</strong> mo<strong>di</strong>fica della morfologia della rivearaverso <strong>il</strong> taglio del canneto.61
conservazione e tutela delle aree umide stesse.Lo sv<strong>il</strong>uppo sostenib<strong>il</strong>i si manifesta come un’azione <strong>di</strong>ffusa poiché <strong>il</strong> valore dell’area umida ha ricadute e beneficiad ampio raggio rispeo a quelle nelle quali <strong>di</strong>reamente si sv<strong>il</strong>uppa la risorsa.Le azioni strategiche progeuali <strong>per</strong> lo sv<strong>il</strong>uppo delle avità econoimiche-produve, alle quali corrispondonointerven specifici e puntuali, si esplicano araverso la creazione <strong>di</strong> nuove avità e la valorizzazione <strong>di</strong> quelleesisten, tra cui:• valorizzazione ed incenvazione <strong>di</strong> avità <strong>di</strong> pesca compab<strong>il</strong>i• sv<strong>il</strong>uppo <strong>di</strong> prache agricole compab<strong>il</strong>i• gesone delle avità <strong>di</strong> pascolo, come strumento <strong>per</strong> <strong>il</strong> mantenimento degli habitat (ad esempionellagesone dei canne)• gesone dei canali irrigui che si riversano e alimentano l’area umida.Quarto criterio guida: “valorizzare” come azione <strong>di</strong> reteAccanto alle avità produve <strong>di</strong> uso della risorsa si sv<strong>il</strong>uppano avità che contribuiscono allo sv<strong>il</strong>uppo socialedelle popolazioni, araverso tue le avità <strong>di</strong> fruizione, educazione e turismo ecologico, che possono esseresvolte nelle aree umide. Ruolo fondamentale nella valorizzazione delle zone umide è svolta proprio dalle avità<strong>di</strong>dache e ricreave che possono essere avate nelle aree, non solo <strong>per</strong> la ricchezza naturalisca, ma anche <strong>per</strong>la fac<strong>il</strong>ità dell’accessib<strong>il</strong>ità, che può essere garanta araverso interven minimi.Le aree umide sono infa i luoghi migliori <strong>per</strong> la creazione delle aree naturalische accessib<strong>il</strong>i ai <strong>di</strong>versamenteab<strong>il</strong>i, all’interno del programma “natura <strong>per</strong> tu”. Le aree umide <strong>di</strong>ventano veri e propri luoghi <strong>di</strong> s<strong>per</strong>imentazione,dei laboratori a cielo a<strong>per</strong>to <strong>per</strong> l’educazione ambientale, fondamentali <strong>per</strong> <strong>di</strong>ffondere <strong>il</strong> sistema <strong>di</strong> conoscenzee sensib<strong>il</strong>izzare al tema della tutela della natura in senso lato, unico vero strumento <strong>per</strong> una reale e concretaprotezione e conservazione delle zone umide.La fruizione dell’area umide innesca contemporaneamente la creazione <strong>di</strong> un sistema <strong>di</strong> accessib<strong>il</strong>ità e fruizionepiù ampia che collega l’area umida al <strong>paesaggio</strong> circostante (sia asse agrario che urbano), determinandoun processo <strong>di</strong> riqualificazione degli spazi a<strong>per</strong>. Proprio <strong>per</strong> questa capacità araverso <strong>il</strong> sistema <strong>di</strong> seneri,figura 1.27_ Tipologia <strong>di</strong> progeo <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi accessib<strong>il</strong>i in area umida:a) <strong>per</strong>corsi in legno e b) <strong>per</strong>corsi in terra.a) b)62
pedonali, ciclab<strong>il</strong>i o equestri, <strong>il</strong> criterio della valorizzazione <strong>di</strong>venta un’azione <strong>di</strong> rete, araverso la quale collegarei <strong>di</strong>versi <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> della zona umida. Allo stesso tempo la valorizzazione della zona umida innescaun processo <strong>di</strong> valorizzazione più ampia che sfocia in un progeo <strong>di</strong> markeng-territoriale, dove viene sempretenuto al centro la “ricostruzione” del <strong>paesaggio</strong> delle zone umide.Le azioni strategiche progeuali <strong>per</strong> lo sv<strong>il</strong>uppo, alle quali corrispondono interven specifici e puntuali, siesplicano araverso la creazione <strong>di</strong> nuove avità e la valorizzazione <strong>di</strong> quelle esisten, tra cui:• valorizzazione e miglioramento dei <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> fruizione e accessib<strong>il</strong>ità (creazione <strong>di</strong> aree a<strong>per</strong>te a tu)• realizzazione <strong>di</strong> rete <strong>di</strong> seneri pedonali, ciclab<strong>il</strong>i o equesteri• interven <strong>per</strong> la fruizione e la ricreazione naturalisca (tra cui l’avità <strong>di</strong> bird-watching)• interven <strong>per</strong> lo sv<strong>il</strong>uppo <strong>di</strong> avità <strong>di</strong> educazione ambientale con la promozione <strong>di</strong> una cultura ecologica• incenvazione delle avità <strong>di</strong> ricerca e monitoraggio• creazione <strong>di</strong> elemen <strong>di</strong> segnaleca e interpretazione territoriale.Progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> come progeo <strong>di</strong> sistemaIl progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> delle zone umide non si conclude nell’ambito ristreo <strong>di</strong> influenza della singola area edel singolo specchio d’acqua, ma si pone come progeo <strong>di</strong> scala più vasta. In questo ambito progeuale <strong>di</strong>ventaprioritaria la necessità <strong>di</strong> integrare la strategia in materia <strong>di</strong> zone umide nella strategia generale <strong>di</strong> asseoterritoriale (“spaal development”) <strong>per</strong> poterla inserire pienamente nelle altre poliche che determinanol’ulizzazione delle terre e la configurazione dello spazio e del <strong>paesaggio</strong> ed evitare le contrad<strong>di</strong>zioni, che siverificano <strong>di</strong> frequente, tra le varie iniziave <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo e gli obievi in materia <strong>di</strong> ambiente 19 .Le zone umide, <strong>per</strong> la loro importanza naturalisca, <strong>di</strong>ventano <strong>il</strong> mezzo <strong>di</strong> realizzazione della rete “Natura 2000”,garantendone la coerenza araverso l’uso razionale e le azioni <strong>di</strong> tutela e conservazione.In relazione agli obievi strategici e ai criteri progeuali in<strong>di</strong>vidua <strong>il</strong> progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> delle zone umide siconfigura come un progeo <strong>di</strong> tutela e un progeo <strong>di</strong> gesone in<strong>di</strong>rizzato alla “ricostruzione” della natura.1“Zona umida,” in Microso® Encarta® Enciclope<strong>di</strong>a Online 2008 hp://it.encarta.msn.com© 1997-2008 Microso Corporaon.2Arcolo 1 , D.P.R. n. 448 del 13 marzo 1976 Esecuzione della convenzione relava alle zoneumide d’importanza internazionale, soprauo come habitat degli uccelli acquaci, firmataa Ramsar <strong>il</strong> 2 febbraio 1971.3AA.VV, Inventario delle zone umide della <strong>Sardegna</strong>, Assoc. Per <strong>il</strong> parco <strong>di</strong> MolentargiusSaline Poeo, Veligraf, Roma 1995.4P B, Tra natura e storia: ambiente, economia, risorse in Italia, Donzelli, Roma1996, pag. 29.5A P (a cura <strong>di</strong>), Le forme dell’ambiente: tecniche <strong>di</strong> intervento <strong>per</strong> laricostruzione morfologica, Luigi Pellegrini E<strong>di</strong>tore, Cosenza 1997, pag. 34.6V G, Aspe scomparsi e reli della vegetazione Padana, A Ist. Bot. e Lab.Cri. Univ. <strong>di</strong> Pavia, 1946.7Servizio Conservazione della Natura (a cura <strong>di</strong>), Zone umide: un ruolo vitale, E<strong>di</strong>trice LeBalze, Montepulciano (SI), 2003.8Secrétariat de la Convenon de Ramsar, 2007 Ulisaon raonnelle des zones humides:Cadre conceptuel pour l’ulisaon raonnelle des zones humides, 3e é<strong>di</strong>on, vol. 1., RamsarConvenon Bureau, Gland 2007.9AA.VV., Le zone humides et le patrimoine culturel, in “ The cultural informaon pack”,Ramsar Convenon Bureau, Gland 2002.10Ad esempio quando lo specchio d’acqua comunica <strong>di</strong>reamente con <strong>il</strong> mare, me<strong>di</strong>antenumerose e ampie bocche <strong>di</strong> collegamento si hanno le lagune, mentre quando lo specchiod’acqua ferma non è in contao con <strong>il</strong> mare si ha lo stagno, che si <strong>di</strong>sngue dal lago <strong>per</strong> le<strong>di</strong>mensioni e <strong>per</strong> le acque poco profonde.11Parte <strong>di</strong> questo contributo è contenuto in Enrica Campus, Paesaggi residui: proposta <strong>di</strong>valorizzazione e tutela del sistema delle zone umide nel comune <strong>di</strong> Arborea, 2005 tesi delMaster in Paesaggisca ine<strong>di</strong>ta.12A P, op. cit., Cosenza 1997, pag. 18.13A P, op. cit., Cosenza 1997, pag. 2014A P, op. cit., Cosenza 1997, pag. 27. Nel testo <strong>il</strong> termine crosta tecnica vieneusato nel senso <strong>di</strong> intervento antropico, così come definito da Eugenio Turri già negli anniSeanta.15E O. W, La <strong>di</strong>versità della vita, Rizzoli, M<strong>il</strong>ano 1993.16C M, La Comunità Europea <strong>per</strong> la tutela delle zone umide, in “Parchi”, n.19,1996 pagg. 43-46.17A P, op. cit., Cosenza 1997, pag. 49.18Dichiarazione Europea <strong>per</strong> una Nuova cultura dell’acqua, Madrid 18 febbraio 2005.19Risoluzione sulla comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeosull’uso razionale e la conservazione delle zone umide, Processo verbale del 12/12/1996basato sul documento A4-0238/96 - E<strong>di</strong>zione definiva hp://www.europarl.europa.eu63
I Paesaggi delle strade[Emanuela Morelli]Paesaggio come bene culturale, <strong>paesaggio</strong> come identà profonda e ra<strong>di</strong>cata dei singoli territori relazionataalle popolazioni che in quei territori vivono ed o<strong>per</strong>ano, <strong>paesaggio</strong> come risorsa trasformab<strong>il</strong>e, ma nonrinnovab<strong>il</strong>e e quin<strong>di</strong> da proteggere nella sua evoluzione. Ques sono i conce che stanno alla base <strong>di</strong> una correaazione pubblica che si occupa non solo delle porzioni <strong>di</strong> territorio che appaiono parcolarmente pregiate e chesono dunque da tutelare e tramandare nella loro struurale connotazione, ma anche e soprauo dei paesaggiantropizza, vivi e vitali, da conservare, gesre e pianificare, secondo obievi e requisi <strong>di</strong> qualità in relazionealla loro evoluzione sociale ed economica” 1 .La Convenzione Europea del Paesaggio <strong>di</strong>chiarando che “<strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> deve essere giuri<strong>di</strong>camente riconosciuto etutelato in<strong>di</strong>pendentemente dal valore aribuitogli” 2 , ha esteso a livello polico <strong>il</strong> conceo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> a tuo <strong>il</strong>territorio. Essa inoltre riconosce che è un bene immateriale della collevità, a prescindere dal valore assegnato,sia che esso venga considerato eccezionale o dell’eccellenza, della vita quo<strong>di</strong>ana o degradato. Ecco quin<strong>di</strong> che<strong>paesaggio</strong> non è più qualcosa che appare “lontano”, porzioni residuali <strong>di</strong> paesaggi agrari tra<strong>di</strong>zionali assim<strong>il</strong>ab<strong>il</strong>iad o<strong>per</strong>e d’arte o paesaggi naturali <strong>di</strong> alto valore scenografico da “imbalsamare”, ma entra a far parte dei luoghidella vita quo<strong>di</strong>ana, dove la popolazione vive, lavora, abita: cià, <strong>per</strong>iferie e pianure industrializzate comprese.Tra i principali obievi della Convenzione non vi è <strong>per</strong>tanto solo quello <strong>di</strong> conservare i nostri paesaggi del passatoma <strong>di</strong> costruirne <strong>di</strong> nuovi, contemporanei e <strong>di</strong> qualità.Conservare, progeare, creare, trasformare in base alle esigenze, alle richieste così come alle problemache dellasocietà contemporanea (nuove infrastruure, nuove aree produve, nuovi spazi a<strong>per</strong>, <strong>per</strong>manenza dei caraeriidentari, sostenib<strong>il</strong>ità ambientale, eccetera) è certamente un’o<strong>per</strong>azione molto complessa e arcolata. A primavista sembrerebbe più semplice e “comodo” l’approccio “realizzare qualcosa e poi lavorare <strong>per</strong> nasconderlo”.Perché <strong>di</strong> questo si traa, una sorta <strong>di</strong> pigrizia, <strong>di</strong> rassegnazione <strong>di</strong>nanzi ai nuovi proge che inevitab<strong>il</strong>mentedevono essere realizza e inevitab<strong>il</strong>mente creeranno delle alterazioni, <strong>di</strong>struggeranno e così via <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>. Inaltre parole, un approccio che va a sommare “<strong>il</strong> peggio” al peggio: costruiamo là le nostre nuove brue strade<strong>per</strong>ché tanto là non c’è niente da salvare.La Convenzione sembra finalmente ribellarsi a tuo ciò conferendo pari <strong>di</strong>gnità a tu i paesaggi, ivi compresiquelli degrada 3 : la strada responsab<strong>il</strong>e <strong>di</strong> scempi e <strong>di</strong>struzione può <strong>di</strong>venire oggi un’occasione <strong>per</strong> riqualificareun <strong>paesaggio</strong> o <strong>per</strong> creare nuovi valori paesaggisci. Non è un’utopia, la strada non è sempre stata una causa<strong>di</strong> degrado, alterazione, destruurazione del <strong>paesaggio</strong>, ma piuosto un efficace strumento <strong>di</strong> costruzione del<strong>paesaggio</strong> antropico.Certo si traa <strong>di</strong> capire la natura della strada, come trasforma <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> e dove può passare e ciò è possib<strong>il</strong>esolo se viene elaborata una fase analico-<strong>di</strong>agnosca ule ad in<strong>di</strong>viduare, quegli elemen e quei funzionamen65
che determinano i <strong>di</strong>versi livelli <strong>di</strong> valore che a loro volta contribuiscono ad idenficare le priorità e le sceltedecisionali della società coinvolta 4 .Araverso la chiave “<strong>paesaggio</strong>” possono essere aua interven sostenib<strong>il</strong>i territoriali e ambientali 5 in quanto <strong>il</strong>suo stu<strong>di</strong>o <strong>per</strong>mee <strong>di</strong> in<strong>di</strong>viduare non solo le <strong>per</strong>manenze, ciò che deve essere sooposto a tutela, ma anche ciòche è compromesso e degradato, da riqualificare, quali le risorse, le componen da ulizzare nei relavi proge<strong>di</strong> riqualificazione e trasformazione.Fruire e araversare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>Autostrade, <strong>per</strong>corsi, vie, seneri e cammini, su cui si sono mosse e tu’oggi si muovono, e non solo fisicamente,intere generazioni inducono a rifleere sul legame che esse hanno con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>. Dalla metà del Novecento, leinfrastruure viarie si sono presentate come una delle principali cause <strong>di</strong> alterazione dell’asseo paesisco. Tuociò è avvenuto in ragione <strong>di</strong> una visione seoriale e miope, che ha usato la strada solo <strong>per</strong> risolvere problemi <strong>di</strong>mob<strong>il</strong>ità. La strada, trasformata in infrastruura viaria, termine più tecnico e freddo, ed estraniata dal suo storicolegame con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>, si è così ridoa ad un singolo tracciato impassib<strong>il</strong>e ed invasivo verso <strong>il</strong> suo contesto,trovando da una parte l’arroganza <strong>di</strong> un progeo infrastruurale basato sull’esclusivo conceo <strong>di</strong> velocità cheha inteso <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> che lo accoglieva solo come un “peso”, un insieme <strong>di</strong> ogge da scansare e/o da forzare, lospazio a<strong>per</strong>to un vuoto privo <strong>di</strong> peculiarità fac<strong>il</strong>mente colmab<strong>il</strong>e, dall’altra un <strong>paesaggio</strong> soomesso e oppressosia dai nuovi processi <strong>di</strong> trasformazione contemporanei che lo omeevano in quanto componente progeuale,sia da posizioni estreme <strong>di</strong> conservazione che lo hanno recepito, quando <strong>di</strong> natura “eccezionale”, in un regimevincolisco, come sola “veduta”, come bene immutab<strong>il</strong>e, immob<strong>il</strong>e e staco.figura 1.28_ “Dal corridoio alla strada” <strong>di</strong> Francine Houbenrappresenta l’auale tendenza <strong>di</strong> considerare non più la linea in sédell’infrastruura ma anche ciò che le sta aorno, allargando così <strong>il</strong>tema della progeazione non solo alla longitu<strong>di</strong>nalità ma anche allatrasversalità.66
Ma <strong>per</strong> quanto <strong>per</strong>ò <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> possa essere stato <strong>di</strong>mencato all’interno dei proge dalla seconda metà delNovecento e che in qualche modo i proge stessi hanno cercato <strong>di</strong> nascondersi con banali barriere <strong>di</strong> vegetazioneentro <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>, questo si è mo<strong>di</strong>ficato pesantemente e rapidamente soo i nostri occhi. Ecco, quin<strong>di</strong>, unulteriore passo in avan <strong>per</strong> una correa progeazione delle strade nel <strong>paesaggio</strong>: riconferire alla strada i suoimolteplici ruoli, non solo quello funzionale e ingegnerisco, relavo ad un problema <strong>di</strong> mob<strong>il</strong>ità, ma anche quelliche la concepiscono come strumento <strong>di</strong> costruzione del <strong>paesaggio</strong> antropico e come uno strumento, forse più“poeco”, <strong>di</strong> conoscenza e <strong>di</strong> leura del contesto paesaggisco araversato. Pertanto:• <strong>paesaggio</strong> inteso come soggeo vivo, <strong>di</strong> natura <strong>sistemi</strong>ca, in connua trasformazione, costuito da unamolteplicità <strong>di</strong> elemen relaziona tra loro, spazi a<strong>per</strong> e spazi costrui, vuo che non sono su<strong>per</strong>ficipiae da colmare ma “contenitori” <strong>di</strong> risorse;• strada, intesa non solo come o<strong>per</strong>a ule a fac<strong>il</strong>itare <strong>il</strong> transito <strong>di</strong> <strong>per</strong>sone, animali e merci, ma anchecome cammino, inerario, struura organizzatrice dello spazio, matrice, come componente struurantedel <strong>paesaggio</strong> antropico 6 ;• <strong>il</strong> rapporto “strada–<strong>paesaggio</strong>” ha generato nei secoli, prima del Novecento, un’o<strong>per</strong>a complessiva, qualeprodoo della e <strong>per</strong> la collevità.Non è quin<strong>di</strong> un caso se osservando una foto aerea in<strong>di</strong>viduiamo subito le gran<strong>di</strong> strade, gran<strong>di</strong> <strong>di</strong>rerici, cheinfluenzano tra <strong>di</strong> loro popoli e culture e <strong>di</strong>verse, che rendono accessib<strong>il</strong>i interi territori, instaurano <strong>relazioni</strong> tra <strong>il</strong>locale e <strong>il</strong> sovralocale, che si trasformano in inerari, <strong>per</strong>corsi e viaggi, essendo costui dal susseguirsi <strong>di</strong> luoghi,che mostrano la <strong>di</strong>versità delle varie regioni araversate.Ma se si osserva ancora più aentamente ve<strong>di</strong>amo anche un sistema più minuto e vario, costuito da viab<strong>il</strong>itàor<strong>di</strong>naria, strade bianche, poderali, vicinali, seneri e trauri, al quale corrisponde un <strong>di</strong>segno complessivo chedeene un’importante capacità organizzava <strong>per</strong> l’inse<strong>di</strong>amento umano (in confronto, ad esempio, alle gran<strong>di</strong>figura 1.29_ Equipaggiamento. Modellamento dei margini stradali. I margini stradali devono esseremodella secondo le linee morbide della natura e non devono quin<strong>di</strong> mostrare tagli rigi<strong>di</strong> e geometrici,che inoltre aumentano i processi <strong>di</strong> erosione del suolo e marcano la strada come elemento aggiunto. (S<strong>il</strong>viaCrowe, The landscape of the road)67
infrastruure) in quanto porta a fruire e a costruire, <strong>di</strong>reamente, <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> cui <strong>il</strong> sistema stesso apparene: lamaglia viaria regolare e geometrica delle terre bonificate, le strade e i viali della cià, l’organizzazione razionale edefficiente della maglia agraria collinare, faa da numerose pologie <strong>di</strong> strade, eccetera 7 . E se guar<strong>di</strong>amo ancorapiù aentamente strade gran<strong>di</strong> e “piccole”, sempre se <strong>di</strong> matrice storica, non sono mai sole, non galleggiano, nonsono separate, ma fortemente ancorate a tua la struura territoriale, alla morfologia, al sistema inse<strong>di</strong>avo,dotate <strong>di</strong> un proprio equipaggiamento (spazi, f<strong>il</strong>ari albera, vegetazione arbusva), <strong>di</strong>segnando <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>dell’uomo <strong>di</strong>ventano esse stesse dei luoghi. Più fac<strong>il</strong>mente riconoscib<strong>il</strong>i sono invece le o<strong>per</strong>e infrastruuralipiù recen, “calate dall’alto”, che presentano traccia, manufa, rotatorie, scarpate rinver<strong>di</strong>te, muri <strong>di</strong> ripa <strong>di</strong>cemento ulizza a prescindere dal ruolo territoriale che la stessa infrastruura possiede 8 e con modalità noncuran dei connota del contesto paesaggisco araversato, tendendo così a banalizzare, omologare o ad<strong>di</strong>riura<strong>di</strong>struggere i luoghi che incontrano.Le risorse paesaggische della stradaQuanto finora sostenuto ci fa comprendere che la strada non è costuita soltanto da una linea più o meno<strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>e, ma è qualcosa <strong>di</strong> più. In<strong>di</strong>scub<strong>il</strong>mente sono fondamentali la posizione del manufao rispeo allamorfologia del territorio, che può essere <strong>di</strong> crinale, a mezza costa, <strong>di</strong> pianura o arrampicarsi sui versan, e lasua sezione, a raso, in trincea, in r<strong>il</strong>evato, su viadoo, in galleria. Ma <strong>il</strong> progeo paesisco <strong>di</strong> una strada si devespingere oltre e interessare quello spazio ad essa relazionato fisicamente, in parcolare <strong>il</strong> suo “margine stradale”che non necessariamente si idenfica nella sola es<strong>il</strong>e fascia streamente a<strong>di</strong>acente alla strada. Il <strong>paesaggio</strong> risultacostuito da un insieme <strong>di</strong> o<strong>per</strong>e e numerosi deagli gran<strong>di</strong> e piccoli, relaziona tra loro.figura 1.30_ Equipaggiamento. La sistemazione della vegetazione lungo i bor<strong>di</strong> stradali: a) Piantarealberature in modo allineato lungo i margini stradali non sempre risulta una soluzione efficace.L’allineamento parallelo alla strada <strong>di</strong>fa può creare confusione nella composizione del <strong>paesaggio</strong>. b)L’in<strong>di</strong>cazione migliore è quin<strong>di</strong> quella <strong>di</strong> seguire nel progeo <strong>il</strong> <strong>di</strong>segno della vegetazione esistente. (S<strong>il</strong>viaCrowe, The landscape of the road)68
Pertanto la strada, affinché possa essere concepita come componente <strong>di</strong> qualità, dotata anche <strong>di</strong> una propria“bellezza”, necessita <strong>di</strong> una progeazione che valu contemporaneamente la scala vasta e quella locale, <strong>il</strong>grande tracciato come segno territoriale e <strong>il</strong> suo più piccolo deaglio: le o<strong>per</strong>e d’arte del manufao, gli spaziad esso relazionato, <strong>il</strong> suo equipaggiamento che, contrariamente a quanto oggi viene inteso, non è una sorta<strong>di</strong> “belleo” con cui nascondere/isolare la strada, ma uno “strumento” strategico <strong>per</strong> un <strong>di</strong>segno unitario chericuce la “fraura”, la trama interroa del <strong>paesaggio</strong>, inglobando automacamente al suo interno <strong>il</strong> manufaoe garantendo così la connuità dei luoghi. Il tema dell’equipaggiamento si è evidenziato come problemaca inepoca contemporanea, ovvero solo conseguentemente alla <strong>di</strong>ffusione dei veicoli a motore e quin<strong>di</strong> alla necessità<strong>di</strong> realizzare manufa maggiormente invasivi: <strong>per</strong>ò se da una parte si è manifestata l’esigenza <strong>di</strong> progearecon più aenzione <strong>il</strong> suo “corredo”, dall’altra la risposta ha contemplato una progeazione esclusivamenteingegnerisca privando così la strada <strong>di</strong> qualsiasi opportunità in quanto oggeo d’arte, dotato <strong>di</strong> senso, che puòlegarsi al suo <strong>paesaggio</strong>. Guardando al passato, ma a quel passato che non è nostalgia ma che ancora è presentee vivo nella struura fisica dei nostri paesaggi, ve<strong>di</strong>amo che la strada è dotata <strong>di</strong> una serie <strong>di</strong> componen (fisici,spaziali) che nella loro reinterpretazione contemporanea hanno tuo <strong>il</strong> <strong>di</strong>rio <strong>di</strong> essere riconsidera in quantorisorse progeuali: spazi <strong>di</strong> uso pubblico e <strong>di</strong> aggregazione quali pievi, spedali, piazze, parchi, aree <strong>di</strong> sosta e <strong>di</strong>servizi; le o<strong>per</strong>e d’arte del manufao, quali viado, gallerie, pon; l’equipaggiamento: muri <strong>di</strong> delimitazione,separatori <strong>di</strong> carreggiate, struure vegetali arbusve e arboree, segnaleca e cartellonisca.figura 1.31_ Equipaggiamento. Jim McCluskey, Road form andtownscape. Stu<strong>di</strong> <strong>per</strong> la sistemazione della vegetazione lungo unastrada in relazione alla <strong>per</strong>cezione del <strong>paesaggio</strong>.69
Criteri guida <strong>per</strong> la progeazione paesisca delle strade 9La <strong>Sardegna</strong>, in quanto isola, si trova in una posizione parcolare riguardo alla viab<strong>il</strong>ità. Essa <strong>di</strong>fa, <strong>per</strong> la suacollocazione, ha svolto e svolge un ruolo importante all’interno dei traffici marimi del Me<strong>di</strong>terraneo, ma allostesso tempo, non essendo legata alla terra ferma, non si pone come nodo fondamentale (come altre regioniitaliane quali ad esempio la Liguria, la Lombar<strong>di</strong>a e la Toscana) all’interno della viab<strong>il</strong>ità nazionale ed europea. Laviab<strong>il</strong>ità sarda ha <strong>per</strong>tanto “la fortuna” <strong>di</strong> essere completamente de<strong>di</strong>cata alla regione stessa, alla sua costruzione,fruizione, e sco<strong>per</strong>ta. È anche vero che ad una prima leura le strade seppur importan hanno svolto un compitodecisamente secondario nella costruzione del <strong>paesaggio</strong> antropico: queste andavano a circoscrivere i paesaggiagrari domina dalla monocoltura cerealicola e quin<strong>di</strong> nei campi a<strong>per</strong> (Trexenta e Campidani), mentre neglialtopiani, verso la montagna, spesso erano i recin dei campi chiusi a delimitare i <strong>per</strong>corsi 10 .figura 1.32_Criteri guida <strong>per</strong> la progeazione paesisca dellestrade: <strong>il</strong> sistema <strong>di</strong> azioni, rischi e obievi.70
Osservando invece <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> contemporaneo riconosciamo subito le nuovi gran<strong>di</strong> infrastruure viarierappresentate da recen autostrade che legano, con traccia interni, i capoluoghi l’uno all’altro, e da altre straderegionali, assim<strong>il</strong>ab<strong>il</strong>i a su<strong>per</strong>strade, che <strong>per</strong>corrono sia la costa che l’interno dell’isola. La viab<strong>il</strong>ità minore,streamente legata alla viab<strong>il</strong>ità principale, tende a <strong>per</strong>dere la sua capacità organizzava così come l’inse<strong>di</strong>amentotende a <strong>di</strong>s<strong>per</strong>dersi via via che ci si allontana dai centri abita consolida. Le problemache presen <strong>per</strong>tantoriguardano prevalentemente:• l’introduzione <strong>di</strong> aspe progeuali che si ispirano ai gran<strong>di</strong> traccia europei, già abbastanza <strong>di</strong>scub<strong>il</strong>i<strong>di</strong> <strong>per</strong> sé dal punto <strong>di</strong> vista paesaggisco, in quanto basa sull’unico obievo <strong>di</strong> <strong>di</strong>segnare una linea cheraggiunga due pun <strong>il</strong> più velocemente possib<strong>il</strong>e;• l’inserimento <strong>di</strong> nuovi manufa stradali, in parcolare nelle aree turische e maggiormente congesonatedal punto <strong>di</strong> vista inse<strong>di</strong>avo (così come ai margini delle cià), che non tengono conto degli aspepaesaggisci presen;• la <strong>di</strong>ffusione incontrollata dei processi <strong>di</strong> urbanizzazione indo da nuove viab<strong>il</strong>ità;• <strong>il</strong> contao della viab<strong>il</strong>ità, e quin<strong>di</strong> <strong>di</strong> una fruizione antropica potenzialmente invasiva, con le aree <strong>di</strong> altovalore naturalisco;• la <strong>per</strong><strong>di</strong>ta dei caraeri storico-culturali della viab<strong>il</strong>ità sarda, così come alcuni seneri interni.figura 1.33_ Raccontare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>. Nel primo schema la vista scorre fluida su entrambii la. Nel secondo la vista del viaggiatore si concentra sull’elemento <strong>di</strong> barriera posto<strong>di</strong>nanzi e trasversalmente alla strada (ponte, portale, eccetera). Una volta su<strong>per</strong>atol’ostacolo la vista si può aprire nuovamente sul <strong>paesaggio</strong> che si presenta come unarivelazione. Kevin Lynch, et al., A view from the road.71
72figura 1.34_Distanze <strong>di</strong> influenzadegli effe stradali <strong>per</strong> <strong>di</strong>versifaori ecologici (lo schemariassume stu<strong>di</strong> provenien da<strong>di</strong>versi autori). R.T.T. Forman, Roadecology.
Costruire un rapporto strada/<strong>paesaggio</strong> <strong>per</strong> riscoprire e <strong>per</strong> creare nuovi paesaggiSe alla strada è riconosciuto <strong>il</strong> suo ruolo <strong>di</strong> “costrurice del <strong>paesaggio</strong>” o <strong>di</strong> possib<strong>il</strong>e “promotrice <strong>di</strong> proge <strong>di</strong>riqualificazione” risulta evidente che la cosiddea visione “monobievo” (collegare due pun <strong>il</strong> più velocementepossib<strong>il</strong>e) non è più sufficiente. Occorre <strong>per</strong>tanto ribaltare tale criterio includendo <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> nel progeo:solo così è possib<strong>il</strong>e su<strong>per</strong>are l’approccio passivo e i limi della VIA 11 . Il <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong>viene così una piaaforma<strong>di</strong> riferimento fondamentale all’interno del processo progeuale, un sistema vivo e avo, <strong>di</strong>namico, che graziealla sua leura, fornisce quel insieme <strong>di</strong> obievi da <strong>per</strong>seguire, ai quali la strada <strong>per</strong> sua stessa natura puòconcorrere. Prendendo come punto <strong>di</strong> riferimento <strong>il</strong> Piano Paesaggisco Regionale e costruendo su <strong>di</strong> essoapprofon<strong>di</strong>men via via sempre più a scala locale, possono essere in<strong>di</strong>viduate tre gran<strong>di</strong> famiglie <strong>di</strong> criteri guida<strong>per</strong> la progeazione delle strade nel <strong>paesaggio</strong>:1. criterio “conceuale”: <strong>paesaggio</strong> come bene della collevità e strade come o<strong>per</strong>e <strong>per</strong>/della collevità<strong>per</strong> la risco<strong>per</strong>ta dei luoghi, <strong>per</strong> conservare, riqualificare e creare nuovi paesaggi;2. criterio “metodologico”: progeare nel <strong>paesaggio</strong>, progeare con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> <strong>per</strong> governare letrasformazioni;3. criterio “conoscivo”: in<strong>di</strong>viduare e riconoscere le varie specificità del rapporto strade/paesaggi <strong>per</strong>salvaguardare le <strong>di</strong>versità e l’identà del <strong>paesaggio</strong> e dei luoghi.figura 1.35_Le alterazioni provocate alle con<strong>di</strong>zioni ecologiche<strong>di</strong>pendono non solo dalla quantà ma anche dal <strong>di</strong>segno del sistemastradale. Gli schemi qui rappresenta hanno la medesima densitàstradale ma effe molto <strong>di</strong>versi tra loro in ragione della loro<strong>di</strong>sposizione. R.T.T. Forman, Road ecology.73
Il criterio “conceuale”: <strong>paesaggio</strong> come bene della collevità e strade come o<strong>per</strong>e <strong>per</strong>/della collevità <strong>per</strong> larisco<strong>per</strong>ta dei luoghi e <strong>per</strong> conservare, riqualificare e creare nuovi paesaggiLa Convenzione Europea riconosce <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> come bene delle collevità. Ogni popolazione quin<strong>di</strong> deve porsitra i principali obievi <strong>il</strong> mantenimento, la salvaguar<strong>di</strong>a, la creazione <strong>di</strong> paesaggi <strong>di</strong> qualità sia nell’imme<strong>di</strong>atoche nel futuro in modo da trasmeere i propri valori alle generazioni <strong>di</strong> domani. Per questo movo ogni scelta <strong>di</strong>trasformare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> deve essere aentamente valutata.Ogni comunità è responsab<strong>il</strong>e del proprio <strong>paesaggio</strong> e, in quanto tale, deve avere la facoltà e la capacità <strong>di</strong> sceglieree decidere dove sia più idoneo far passare una determinata infrastruura viaria in un determinato <strong>paesaggio</strong>.Questa scelta non può che <strong>di</strong>pendere dalla volontà <strong>di</strong> preservare e valorizzare i valori paesisci presen e - <strong>per</strong>chéno - <strong>di</strong> crearne <strong>di</strong> nuovi.Conseguentemente, la strada dovrebbe passare solo in quei paesaggi capaci <strong>di</strong> “contenerla” e <strong>di</strong> supportarele trasformazioni da questa messa in ao. Ma la strada non è solo da intendersi quale strumento ule allospostamento. Le popolazioni proprio araverso le strade si incontrano, osservano, scambiano e si influenzanol’une con le altre. Ecco <strong>per</strong>ché devono essere concepite come o<strong>per</strong>e <strong>per</strong> e della collevità, come luoghi pubbliciche <strong>per</strong>meono la fruizione del <strong>paesaggio</strong>.figura 1.36_ Francia. Autoroutedell¹Arbre A77. Araversamentodell¹Autoroute dell¹Arbre inprossimità <strong>di</strong> zone umide nellaVallée du Loing.74
Il criterio “metodologico”: progeare nel <strong>paesaggio</strong>, progeare con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> <strong>per</strong> governare le trasformazioniLe strade generano processi <strong>di</strong> “relazione” con <strong>il</strong> loro contesto sia soo l’aspeo ecologico-ambientale, storicoculturaleche <strong>per</strong>cevo-visivo. Per questo movo vi è la necessità <strong>di</strong> gesre i numerosi processi <strong>di</strong> trasformazioneche esse possono innescare, come <strong>il</strong> controllo dell’urbanizzazione, la <strong>per</strong>meab<strong>il</strong>ità e la connuità trasversaledel tracciato, che non deve porsi come barriera, così come la costuzione <strong>di</strong> “pun” strategici, ovvero luoghiappartenen alla strada che si relazionano visivamente con l’intorno, creando un rapporto strada/<strong>per</strong>corso cheaiuta a leggere <strong>il</strong> racconto del <strong>paesaggio</strong> 12 .Come ogni progeo anche quello infrastruurale è costuito da un insieme <strong>di</strong> azioni alle quali possonocorrispondere dei rischi. La costuzione <strong>di</strong> un insieme <strong>di</strong> obievi, e non <strong>di</strong> un unico obievo riferito al problemadella mob<strong>il</strong>ità, può porsi in contrasto ai rischi in<strong>di</strong>vidua. I binomi rischi-obievi in genere sono riferib<strong>il</strong>i alleseguen categorie:• la decisione <strong>di</strong> passare e non passare può comportare la <strong>di</strong>struzione irreversib<strong>il</strong>e dei valori paesaggisci;l’obievo prioritario è quin<strong>di</strong> decidere dove passare <strong>per</strong> proteggere e valorizzare, ovvero anche <strong>per</strong>innescare proge <strong>di</strong> rior<strong>di</strong>no e <strong>di</strong> riqualificazione.• la necessità <strong>di</strong> <strong>di</strong>segnare la strada: <strong>il</strong> suo segno, rappresentato generalmente da una linea, può essere incontrasto o in armonia con la struura del <strong>paesaggio</strong>. L’obievo quin<strong>di</strong> è quello <strong>di</strong> poter giungere ad unfigura 1.37_ Svizzera. Realizzazionedell¹Espace August Picard: ledue linee bianche corrispondonoalle due carreggiate soerraneedell¹autostrada A9 (progeo <strong>di</strong>Paolo L. Bürgi).75
<strong>di</strong>segno unico <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> in cui <strong>il</strong> segno dell’infrastruura è parte a tu gli effe del <strong>paesaggio</strong>. O<strong>per</strong>arein connuità con la matrice paesaggisca araverso la forma e <strong>di</strong>segno della strada e/o del sistema viario(linea o insieme <strong>di</strong> linee, come queste si rapportano alla struura e conseguentemente alle linee dominan),comporta, oltre al contenimento dei cos <strong>di</strong> realizzazione, una connuità tra passato, presente e futuro.• <strong>il</strong> progeo infrastruurale crea inevitab<strong>il</strong>mente un nuovo <strong>paesaggio</strong>. Il suo potere <strong>di</strong> trasformazione è taleche comporta comunque delle mo<strong>di</strong>fiche agli asse paesaggisci. Il rischio è quin<strong>di</strong> quello <strong>di</strong> alterare <strong>il</strong>funzionamento in ao, innescando processi <strong>di</strong> degrado (frammentazione). L’obievo in questo caso si muovesu due livelli <strong>di</strong>versi ma streamente connessi. A livello <strong>di</strong> pianificazione, <strong>il</strong> progeo dell’infrastruura devepromuovere azioni <strong>di</strong> promozione, valorizzazione e/o riqualificazione degli asse paesaggisci. A livelloprogeuale, <strong>il</strong> tracciato non deve essere concepito come una barriera che <strong>di</strong>vide ma piuosto deve garanre<strong>il</strong> passaggio dei flussi trasversali siano essi <strong>di</strong> natura funzionale, ecologico-ambientale, storico-culturale edesteco-<strong>per</strong>ceva.• la strada non è solo uno strumento ule <strong>per</strong> risolvere un problema <strong>di</strong> mob<strong>il</strong>ità, essa infa introduce allasco<strong>per</strong>ta del mondo. Il <strong>paesaggio</strong> racconta, così come Eugenio Turri ha scrio, e questo racconto ci parladei connui processi <strong>di</strong> trasformazione presen, della loro storia, del modo <strong>di</strong> essere <strong>di</strong> una popolazione,delle loro memorie e tra<strong>di</strong>zioni, valori, eccetera. E la strada ha sempre raccolto questo racconto, benchéoggi tenda ad esserne privata. L’obievo quin<strong>di</strong> è quello <strong>di</strong> riconferire alla strada <strong>il</strong> suo ruolo <strong>di</strong> sco<strong>per</strong>ta del<strong>paesaggio</strong> 13 .Il criterio “conoscivo”: in<strong>di</strong>viduare e riconoscere le varie specificità del rapporto strade e paesaggi <strong>per</strong>salvaguardare le <strong>di</strong>versità e l’identà del <strong>paesaggio</strong> e dei luoghiLe strade, così come i paesaggi, non sono ovunque uguali: esse instaurano <strong>relazioni</strong> <strong>di</strong> volta in volta <strong>di</strong>verse,hanno velocità <strong>di</strong>fferen e la modalità <strong>di</strong> <strong>per</strong>correnza non è deo che sia un’esclusività dell’automob<strong>il</strong>e (dalleauto ai ciclomotori, alle biciclee, al cavallo sino a pie<strong>di</strong>), e che abbiano un unico scopo all’origine. Ci sonoautostrade, strade regionali e provinciali, comunali, vicinali, poderali, rurali, mulaere, trauri, strade urbane estrade campestri, o abbandonate e possono trovarsi in paesaggi fortemente antropizza e urbanizza, paesaggiagrari e talvolta anche in paesaggi r<strong>il</strong>evan <strong>per</strong> la loro naturalità.Gli in<strong>di</strong>rizzi <strong>per</strong>tanto <strong>per</strong> la progeazione paesaggisca delle strada possono essere orienta alle seguentemache:• al sistema viario a scala regionale e in parcolare a quella <strong>di</strong> grande comunicazione <strong>per</strong> l’in<strong>di</strong>viduazionedelle principali problemache e potenzialità, ovvero alla definizione <strong>di</strong> strategie progeuali riconosciutee con<strong>di</strong>vise, che in<strong>di</strong>viduano <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> come componente fondamentale, esprimendo <strong>il</strong> senso dellacollevità dell’o<strong>per</strong>a, comprendendo <strong>il</strong> grado e la natura delle trasformazioni, ovvero la loro reversib<strong>il</strong>itàirreversib<strong>il</strong>ità;• al mantenimento e alla valorizzazione della viab<strong>il</strong>ità minore intesa come struura portante/matrice del<strong>paesaggio</strong>, strumento <strong>di</strong> fruizione e forma <strong>di</strong> presi<strong>di</strong>o <strong>per</strong> la <strong>di</strong>versità paesisca così come dei <strong>di</strong>versi mo<strong>di</strong><strong>di</strong> abitare delle popolazioni;• alla fruizione del <strong>paesaggio</strong> (alle <strong>di</strong>verse scale e con <strong>di</strong>verse modalità) <strong>per</strong> la promozione turisca dei luoghi(ivi compresi gli inerari turisco-culturali);• alla progeazione della nuova viab<strong>il</strong>ità, che in genere riguarda ambi urbani e <strong>per</strong>iurbani, aree industriali,nuove aree residenziali e commerciali, che ha <strong>il</strong> compito <strong>di</strong> costruire nuovi luoghi e quin<strong>di</strong> nuovi paesaggi.76
ConclusioniNon si traa <strong>di</strong> meere in <strong>di</strong>scussione la sicurezza del tracciato, ma neanche <strong>di</strong> <strong>di</strong>segnare in modo astraouna linea su una carta, una linea che cerca <strong>di</strong> scansare, forzare la morfologia, i centri urbani e <strong>il</strong> complesso <strong>di</strong>caraerische presen, bensì <strong>di</strong> riconoscere le varie <strong>di</strong>versità, <strong>di</strong> costuire un insieme <strong>di</strong> obievi a cui la stradapuò rispondere contemporaneamente e <strong>per</strong> propria natura efficacemente, arricchendo così <strong>il</strong> progeo <strong>di</strong> quelaspeo creavo che dovrebbe caraerizzare ogni o<strong>per</strong>a dell’uomo.La densa straficazione storica dei paesaggi me<strong>di</strong>terranei, fortemente con<strong>di</strong>zionata dalla presenza dell’uomoe quin<strong>di</strong> anche dalle vie <strong>di</strong> comunicazione, così come la ricchezza data dalla presenza <strong>di</strong> aree naturali <strong>di</strong>r<strong>il</strong>evante importanza, suggeriscono che ogni nostra trasformazione necessita <strong>di</strong> un approccio paesaggisco.Ciò che possiamo fare <strong>per</strong> poter guidare le trasformazioni future in modo innovavo è seguire senza copiarecoerentemente <strong>il</strong> <strong>per</strong>corso della storia, conoscere in modo appropriato i connota paesaggisci e le leggi cheli regolano, determinare in modo chiaro e responsab<strong>il</strong>e gli obievi che si intendono raggiungere, le priorità da<strong>per</strong>seguire, le modalità con cui oenerle. Pertanto <strong>per</strong> fare <strong>paesaggio</strong> si deve o<strong>per</strong>are in esso, ovvero si deveprogeare con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> stesso.1M Z, Poliche del Paesaggio, E<strong>di</strong>toriale, “Culturae”, 10, autunno 2005.2R P, Verso l’applicazione della Convenzione europea del <strong>paesaggio</strong> in Italia,“Aedon, Rivista <strong>di</strong> ar e <strong>di</strong>rio on line”, 3, 2005.3Un <strong>paesaggio</strong> degradato, più fac<strong>il</strong>mente descrivib<strong>il</strong>e rispeo a quello <strong>di</strong> qualità, è dove lospazio a<strong>per</strong>to è considerato come un “vuoto”, privo <strong>di</strong> peculiarità da colmare e da riempire,dove i processi <strong>di</strong> trasformazione comportano la scomparsa delle funzioni ecologiche,l’omologazione e la banalizzazione e conseguentemente la <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> <strong>di</strong>versità, riconoscib<strong>il</strong>itàe identà storica del <strong>paesaggio</strong>, ovvero la roura delle fondamentali <strong>relazioni</strong> del sistemapaesisco.4L’aribuzione dei valori <strong>di</strong>pende da faori <strong>di</strong> varia natura, ma sono <strong>per</strong> lo più afferen alcontesto ambientale temporale e culturale. Non a caso, nei secoli si è mo<strong>di</strong>ficato non solo<strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> in sé, ma anche <strong>il</strong> modo con cui le popolazioni lo <strong>per</strong>cepiscono e si rapportanoad esso. Generalmente <strong>il</strong> valore è determinato in relazione all’importanza che rivestequel determinato soggeo all’interno <strong>di</strong> una comunità <strong>di</strong> riferimento (<strong>il</strong> valore può esserearibuito dalla comunità locale, in altri casi <strong>il</strong> soggeo può avere importanza sovralocalee sfuggire a quella stanziale), anche se unicità e rarità sembrano presuppos fondamentali<strong>per</strong> la loro idenficazione. È comunque un’idonea analisi paesaggisca, auata da un’equipe<strong>di</strong> figure <strong>di</strong>sciplinari <strong>di</strong>verse, che dovrebbe <strong>per</strong>meere <strong>di</strong> in<strong>di</strong>viduare i valori necessari alsostentamento <strong>di</strong> quel determinato <strong>paesaggio</strong>, araverso l’ulizzo <strong>di</strong> parametri e in<strong>di</strong>catoricon<strong>di</strong>visi e riconosciu, contemplando <strong>il</strong> suo effevo ruolo a tue le scale.5R P, La convenzione Europea del Paesaggio: matrici polico-culturali e inerariapplicavi, Relazione alla giornata inaugurale del Master in paesaggisca e del Doorato inProgeazione Paesisca, Università degli Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Firenze, 11 gennaio 2007.6Innumerevoli gli esempi che vedono la strada come strumento <strong>di</strong> costruzione del <strong>paesaggio</strong>:Strade e paesaggi della Toscana. Il <strong>paesaggio</strong> dalla strada, La strada come <strong>paesaggio</strong>, Alinea,Firenze 2007.7In questo caso, la funzione non è quella <strong>di</strong> collegare pun <strong>di</strong>stan fra loro ma <strong>di</strong> fornireuna fruizione cap<strong>il</strong>lare all’interno <strong>di</strong> un territorio, rendendolo così accessib<strong>il</strong>e in “ogni suopunto”.8Cambiano, infa, solo le <strong>di</strong>mensioni dei componen del manufao e le caraerischegeometriche del tracciato.9Trao e parzialmente rielaborato da: E M, Disegnare linee nel <strong>paesaggio</strong>.Metodologie <strong>di</strong> progeazione paesisca delle gran<strong>di</strong> infrastruure viarie, Firenze UniversityPress, Firenze 2005.10A S, Paesaggi, in G A, A S, “<strong>Sardegna</strong>”, E<strong>di</strong>toreLaterza, Bari 1988.11Così come applicata in Italia, la VIA (Valutazione d’Impao Ambientale) si pone comestrumento <strong>di</strong> controllo a posteriori del processo progeuale, prevedendo molto raramenteveri proge <strong>di</strong> migazione e compensazione. Più spesso siamo <strong>di</strong> fronte a falsi abbellimenche fanno finta <strong>di</strong> “nascondere” l’infrastruura, o ad<strong>di</strong>riura misure <strong>di</strong> “risarcimento” allepopolazioni interessate dagli impa negavi.12La strada, <strong>per</strong> quanto possa essere ben progeata, è comunque fonte <strong>di</strong> rumore e<strong>di</strong> inquinamento. Generalmente, le problemache relave alla realizzazione (o ancheall’adeguamento) riguardano i seguen aspe: esteci, <strong>per</strong>cevi e visivi; culturali e <strong>di</strong>identà locali; integrazione e confliualità; funzionali e relazionali; marginalizzazionee abbandono; frammentazione; alterazioni ecologiche e ambientali, nonché mo<strong>di</strong>ficae <strong>di</strong>struzione degli ambien presen (tu temi che sono prioritari in tu i contespaesaggisci, da quelli ad alta r<strong>il</strong>evanza naturalisca a quelli degrada e fortementeurbanizza); <strong>di</strong>sturbo, interferenza e confliualità; aumento <strong>di</strong> urbanizzazione a scalapuntale e regionale; consumo <strong>di</strong> suolo; problemache generali riferite alla fase <strong>di</strong> canere,eccetera.13Ad esempio, la risco<strong>per</strong>ta <strong>di</strong> anchi <strong>per</strong>corsi può comportare la rivitalizzazione, araversola fruizione, <strong>di</strong> paesaggi <strong>di</strong>menca e abbandona.77
I Paesaggi <strong>di</strong> margine[Antonella Valentini]Quello <strong>per</strong>iurbano è un <strong>paesaggio</strong> mulforme, eterogeneo, generalmente confuso, cui <strong>per</strong>ò devono esserericonosciu caraeri peculiari, né cià, né campagna. Un <strong>paesaggio</strong> che riven<strong>di</strong>ca la propria autonomia - e<strong>di</strong>dentà - che non può essere spiegata con le classiche categorie interpretave <strong>di</strong>cotomiche (cià-campagna) ele tra<strong>di</strong>zionali classificazioni funzionali (urbano-agricolo). Esso costuisce l’avamposto figurale della cià: è unazona <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione visiva che si inserisce tra due realtà che sì in passato potevano essere neamente idenficab<strong>il</strong>iin “cià” e “campagna”, ma che adesso non lo sono più. Come Despina <strong>di</strong> Calvino, cià <strong>di</strong> confine tra due deserche non apparene né a l’uno né all’altro ma riceve la forma dall’opposizione ad entrambi 1 , quello <strong>per</strong>iurbanosi configura come spazio <strong>di</strong> limite tra la cià e <strong>il</strong> territorio che la accoglie, presentando contemporaneamentecaraeri che appartengono al lessico urbano e a quello rurale-seminaturale 2 .Quali sono dunque gli elemen che definiscono l’identà dei paesaggi <strong>per</strong>iurbani?I territori <strong>per</strong>iurbani sono fondamentalmente paesaggi <strong>di</strong> transizione e <strong>di</strong> tensione in cui si manifestano lemaggiori contrad<strong>di</strong>zioni legate alle <strong>di</strong>verse, talvolta incontrollate, modalità <strong>di</strong> crescita delle cià. Non essendo“più” <strong>paesaggio</strong> chiaramente urbano e non “ancora” <strong>paesaggio</strong> palesemente rurale, si contrad<strong>di</strong>snguono <strong>per</strong>un alto grado <strong>di</strong> indeterminatezza pologica e funzionale, con eviden riduzioni <strong>di</strong> qualità. Le recen modalità<strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo inse<strong>di</strong>avo e infrastruurale hanno infa prodoo profonde e <strong>di</strong>ffuse con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> incertezzae <strong>di</strong> instab<strong>il</strong>ità dei caraeri struurali che connotano i margini urbani. Ques <strong>per</strong>ò, soprauo in contesmetropolitani, pur essendo contrad<strong>di</strong>sn da una notevole pressione antropica, sono anche caraerizza, datala loro localizzazione, da una evidente valenza strategica.Il <strong>paesaggio</strong> <strong>per</strong>iurbano è uno spazio <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione, adao, come “qualsiasi zona <strong>di</strong> transizione [...] alle sostee alle conversazioni. Ci si sente in due territori contemporaneamente, con la possib<strong>il</strong>ità <strong>di</strong> entrare nell’uno onell’altro a scelta” 3 . È una fascia <strong>di</strong> transizione che separa e mee in relazione accogliendo le “proprietà” <strong>di</strong>entrambe le situazioni che si fronteggiano 4 . È lo spazio del “fra”, spazio me<strong>di</strong>ano molteplice, sia soo <strong>il</strong> prof<strong>il</strong>oecologico-ambientale, sia polico-sociale, sia funzionale che <strong>per</strong>cevo.Le aree <strong>di</strong> margine urbano, infa, rivestono ruoli fondamentali <strong>di</strong> compensazione e salvaguar<strong>di</strong>a ambientale,in<strong>di</strong>spensab<strong>il</strong>i <strong>per</strong> <strong>il</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio eco<strong>sistemi</strong>co generale, oltre assolvere funzioni educave e ricreave.La <strong>di</strong>ssoluzione dei margini della cià ha indubbiamente prodoo for cricità, ma <strong>il</strong> potenziale <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione<strong>per</strong> la compenetrazione urbano-agraria è un faore che necessita <strong>di</strong> essere adeguatamente equ<strong>il</strong>ibrato araverso<strong>il</strong> progeo paesisco. La sfida che si deve affrontare ai margini delle cià non è infa quella <strong>di</strong> fermarne lacrescita, ma <strong>di</strong> gesre le trasformazioni, <strong>di</strong>segnando un <strong>paesaggio</strong> contemporaneo e sostenib<strong>il</strong>e. Il progeo deipaesaggi <strong>di</strong> margine, dunque, non riguarda la ricostruzione dei confini della cià, ma si propone come strumento<strong>di</strong> connotazione, riequ<strong>il</strong>ibrio e rigenerazione del <strong>paesaggio</strong> non più urbano e non ancora agrario che sta fra la cià79
consolidata e la campagna ancora tale.Date le caraerische <strong>di</strong> indeterminatezza, instab<strong>il</strong>ità pologica e <strong>di</strong>ffusa riduzione della qualità dei paesaggi<strong>per</strong>iurbani, è proposta una nuova categoria, del tuo contemporanea – quella del <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite (Valenni,2005) - <strong>per</strong> un approccio progeuale alla conservazione, valorizzazione, trasformazione e creazione <strong>di</strong> nuovipaesaggi, in linea con quanto espresso dalla Convenzione Europea del Paesaggio. Nella realtà o<strong>di</strong>erna si r<strong>il</strong>evainfa prioritaria la necessità <strong>di</strong> definire azioni volte a in<strong>di</strong>rizzare le trasformazioni che avvengono nei territori <strong>di</strong>margine, <strong>per</strong> altro inevitab<strong>il</strong>i, verso modalità sostenib<strong>il</strong>i - la trasformazione come valore, qualora questa sia connessaall’opportunità <strong>di</strong> costruire e valorizzare i segni della memoria culturale locale - araverso la conservazione avadei caraeri struurali del <strong>paesaggio</strong> e la valorizzazione delle risorse esisten, al fine <strong>di</strong> garanre <strong>il</strong> mantenimentodell’identà del “<strong>paesaggio</strong> or<strong>di</strong>nario” e la valorizzazione degli elemen <strong>di</strong> “straor<strong>di</strong>narietà” presen.Il <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite come categoria progeualeSi assume <strong>il</strong> “limite” quel luogo <strong>di</strong> interfaccia tra <strong>paesaggio</strong> urbano e <strong>paesaggio</strong> rurale e naturale quale elemento<strong>di</strong> relazione, su<strong>per</strong>andone <strong>il</strong> tra<strong>di</strong>zionale significato che evoca conce come separazione/conclusione/contenimento <strong>per</strong> aprirsi a contenu semanci laten come me<strong>di</strong>azione/connessione/opportunità. Il <strong>paesaggio</strong><strong>di</strong> limite si colloca nella linea <strong>di</strong> azione che la Convenzione Europea riferisce alla progeazione dei nuovi paesaggi;dalla sua capacità <strong>di</strong> interporsi con una nuova identà tra cià e campagna <strong>di</strong>pende la stessa salvaguar<strong>di</strong>a delleidentà <strong>di</strong> quest’ulme.Il <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite è CONFINE FIGURALEpossiede la capacità <strong>di</strong> provocare una suggesone (figurab<strong>il</strong>ità) in coloro che si avvicinano/allontananodalla cià e dunque <strong>di</strong> ra<strong>di</strong>carsi nella memoria, offre una identà, si frappone tra due entà (leanche categorie <strong>di</strong> cià e campagna) non appartenendo né all’una né all’altra, ma ricevendo la formadall’opposizione ad entrambe e <strong>di</strong> entrambe mostra le caraerischeIl <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite è LUOGO DINAMICOè frammento e totalità, è elemento or<strong>di</strong>natore e innovatore, è uno spazio <strong>di</strong>namicopoiché vive nell’aesa del cambiamento, ma anche <strong>per</strong>ché è generalmente <strong>per</strong>cepito in movimentoIl <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite è SPAZIO DI MEDIAZIONEè un luogo <strong>di</strong> transizione molteplice sia dal punto <strong>di</strong> vista ecologico-ambientale, sia funzionale e<strong>per</strong>cevo, sia sociale, è un elemento <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione spaziale e temporale,è spazio <strong>di</strong> sutura, non una barriera impenetrab<strong>il</strong>e, è lo spazio del “fra”, lo spazio dell’aesa, non ancoraorganizzato che vive nella <strong>per</strong>cezione e nel comportamentoIl <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite è AMBITO DEL CONFLITTO/DEL MALINTESO/DELLA PACIFICAZIONEè <strong>il</strong> luogo degli scambi, dell’intrecciarsi e del costruirsi <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong>, del manifestarsi delle <strong>di</strong>versità, èl’ambito in cui si verificano tensioni, ma anche dove queste possono trovare forme <strong>di</strong> pacificazione, èun territorio in cui è possib<strong>il</strong>e struurare uno spazio comune in cui vigono regole con<strong>di</strong>viseIl <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite è PAESAGGIO MENTALEè spazio <strong>di</strong> sogno e <strong>di</strong> libero vagabondaggio (Julien Gracq)è luogo dove l’immagine, reinventandone gli spazi, precede la funzione (Marc Augè)80
Il progeo del <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite risponde a quaro primarie domande progeuali che contengono alcuni temicruciali <strong>per</strong> la definizione <strong>di</strong> modalità tecniche <strong>di</strong> intervento nei paesaggi <strong>di</strong> margine inse<strong>di</strong>avo.1. come realizzare?In quanto confine figurale, <strong>il</strong> progeo del <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite richiede <strong>di</strong> dare unitarietà alla complessitàdei territori <strong>di</strong> margine urbano araverso un <strong>di</strong>segno fortemente visib<strong>il</strong>e in grado <strong>di</strong> costuire elementoor<strong>di</strong>natore della complessità dei luoghi.TEMA/PROBLEMA Regime <strong>di</strong> proprietà principalmente privato2. come proteggere/gesre?In quanto luogo <strong>di</strong>namico, <strong>il</strong> progeo del <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite deve trovare forme <strong>di</strong> protezione idonee atutelare i valori or<strong>di</strong>nari dei territori <strong>per</strong>iurbani e in<strong>di</strong>viduare modalità <strong>di</strong> gesone capaci <strong>di</strong> assecondarela <strong>di</strong>namicità, ponendosi come obievo la conservazione ava dei caraeri struurali del <strong>paesaggio</strong>.Il progeo dei paesaggi <strong>di</strong> limite è fondato sulla capacità <strong>di</strong> guidare le trasformazioni che avvengononei territori <strong>di</strong> margine urbano, <strong>di</strong>sn non tanto <strong>per</strong> una elevata qualità, ma <strong>per</strong> un alto valore <strong>di</strong>posizione.TEMA/PROBLEMA Forma <strong>di</strong> protezione dei paesaggi or<strong>di</strong>nari/Modalità <strong>di</strong> gesone3. come garanre equ<strong>il</strong>ibrio?In quanto spazio <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione, <strong>il</strong> progeo del <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite si fonda sulla capacità <strong>di</strong> assecondarela molteplicità <strong>di</strong> usi del suolo, <strong>di</strong> ruoli e finalità che caraerizza i paesaggi <strong>di</strong> margine, garantendol’equ<strong>il</strong>ibrio tra le <strong>di</strong>versità presen e assicurando la mulfunzionalità. Il <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite è un luogo<strong>di</strong> riflessione, che deve essere in grado <strong>di</strong> <strong>di</strong>ventare pausa struurante nel tessuto più o meno <strong>di</strong>ffusodella cià contemporanea.TEMA/PROBLEMA Mantenimento della mulfunzionalità4. come presi<strong>di</strong>are/valorizzare?In quanto ambito del conflio, <strong>il</strong> progeo del <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite ha la finalità <strong>di</strong> riequ<strong>il</strong>ibrare le tensioni(pacificazione), esaltando le <strong>di</strong>fferenze e le peculiarità. Progeualmente ciò si traduce in un rapportoequ<strong>il</strong>ibrato tra conservazione e innovazione: tra la tutela del <strong>paesaggio</strong> agrario, mantenendo gli usiesisten araverso <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> incenvi e l’introduzione <strong>di</strong> finalità creando nuovi paesaggi a presi<strong>di</strong>o deinuclei <strong>di</strong> naturalità o del sistema semanco storico e valorizzando gli usi ricreavi.TEMA/PROBLEMA Conservazione usi del suolo esisten (agricoltura)/Introduzione nuovi usi (ricreazione)Al progeo dei paesaggi <strong>di</strong> limite è richiesto <strong>di</strong>:• dare unitarietà alla complessità araverso un <strong>di</strong>segno fortemente visib<strong>il</strong>e;• definire una strategia <strong>di</strong> lunga durata, da auarsi con interven d<strong>il</strong>aziona nel tempo;• orientare le trasformazioni;• riequ<strong>il</strong>ibrare i confli;• salvaguardare la mulfunzionalità;• mantenere l’agricoltura <strong>per</strong>iurbana quale servizio;• stab<strong>il</strong>ire un rapporto equ<strong>il</strong>ibrato tra conservazione e innovazione.81
Criteri guida <strong>per</strong> la progeazione paesisca dei margini urbani 5Le profonde mutazioni dei paesaggi <strong>per</strong>iurbani contemporanei danno luogo a inevitab<strong>il</strong>i domande <strong>di</strong> connotazionee riequ<strong>il</strong>ibrio struurale e funzionale. Laddove la cià si presenta con un limitato grado <strong>di</strong> <strong>di</strong>s<strong>per</strong>sione nel <strong>paesaggio</strong>.l’esistenza <strong>di</strong> un margine neo comporta con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> cricità <strong>per</strong> l’assenza <strong>di</strong> adeguate forme <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azioneurbano-agraria, sia soo <strong>il</strong> prof<strong>il</strong>o visivo che ecologico. Laddove la cià presenta situazioni <strong>di</strong> frangiatura deipropri margini si verificano, <strong>per</strong> la marginalizzazione agraria, la pressione fon<strong>di</strong>aria o la parcellizzazione delleproprietà, processi <strong>di</strong> alterazione delle <strong>per</strong>manenze del <strong>paesaggio</strong> rurale e con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> indeterminatezza deitessu e delle <strong>relazioni</strong> funzionali urbane, sebbene proprio la geometria della <strong>di</strong>stribuzione degli inse<strong>di</strong>amenconsenta la presenza <strong>di</strong> importanssimi spazi <strong>di</strong> transizione tra <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> urbano e quello rurale che possonoessere ri-le e re-interpreta in chiave proposiva. Questo potenziale <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione <strong>per</strong> la compenetrazioneurbano-agraria è infa un faore che necessita <strong>di</strong> essere adeguatamente gesto araverso <strong>il</strong> progeo paesisco.Il progeo dei paesaggi <strong>di</strong> limite può comporsi <strong>di</strong> tre moduli-base finalizza in un pensiero unitario <strong>di</strong>figura 1.38_I paesaggi caraerizza da tessu urbani con margini compa possono presentarecon<strong>di</strong>zioni criche <strong>per</strong> mancanza <strong>di</strong> opportune forme <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione urbano-rurale, soprauo incon<strong>di</strong>zioni morfologiche pianeggian (a sinistra) dove la semplificazione della tessitura agraria generarappor <strong>di</strong> visib<strong>il</strong>ità <strong>di</strong>rea tra <strong>paesaggio</strong> urbano e rurale con alterazioni nelle <strong>per</strong>cezioni <strong>di</strong> scala;situazioni morfologiche collinari sono invece generalmente associate a una maggiore ricchezza earcolazione del <strong>paesaggio</strong> agroforestale che consente spesso rappor <strong>di</strong> visib<strong>il</strong>ità equ<strong>il</strong>ibra (al centro).Nei paesaggi <strong>per</strong>iurbani <strong>di</strong> frangia (a destra) la compenetrazione tra tessu urbani e i rurali provocacricità <strong>per</strong> indeterminatezza e scarsa connotazione del primo e elevate alterazioni del secondo, chenecessitano <strong>di</strong> essere riequ<strong>il</strong>ibrate araverso <strong>il</strong> progeo.82
complementarietà, definendo alcuni obievi prestazionali uli all’in<strong>di</strong>viduazione <strong>di</strong> obievi <strong>di</strong> qualitàpaesaggisca, così come richiedono la Convenzione Europea e <strong>il</strong> Co<strong>di</strong>ce dei beni culturali e del <strong>paesaggio</strong>.Proprio dalla correa e efficace declinazione degli obievi <strong>di</strong> qualità paesaggisca nelle procedure conoscive eprogeuali <strong>di</strong>pende l’effeva valenza paesisca degli strumen <strong>di</strong> governo del territorio.I tre moduli-base del progeo dei paesaggi <strong>di</strong> margine sono in<strong>di</strong>vidua in: cinture ver<strong>di</strong>, cunei ver<strong>di</strong> e greenway.Gli obievi <strong>di</strong> qualità paesaggisca del progeo dei paesaggi <strong>di</strong> margine possono essere defini in funzione <strong>di</strong>sei priorità, secondo una prima generale idenficazione che necessita <strong>di</strong> essere declinata in relazione ai contesterritoriali locali <strong>di</strong> applicazione:1. Separazione: cioè conservazione e struurazione <strong>di</strong> <strong>di</strong>sconnuità tra gli inse<strong>di</strong>amen;2. Unione: cioè conservazione e struurazione <strong>di</strong> connuità tra <strong>sistemi</strong> ver<strong>di</strong> urbani ed extraurbani;3. Connotazione: risoluzione dell’indeterminatezza dei tessu e delle <strong>relazioni</strong> urbane e <strong>di</strong> interfaccia;4. Protezione: sia del sistema <strong>di</strong> si <strong>di</strong> parcolare interesse, sia della matrice del <strong>paesaggio</strong>;5. Inserimento: migazione degli impa delle trasformazioni;6. Valorizzazione: delle risorse culturali e naturali del <strong>paesaggio</strong>.Alla necessità <strong>di</strong> far corrispondere al <strong>paesaggio</strong> <strong>per</strong>iurbano una polica organica estranea ad approcci urbanocentriciquanto a ideologiche visioni <strong>di</strong> conservazione <strong>di</strong> una ruralità spesso scomparsa, la cintura verde rispondeconfigurandosi come “quadro strategico” all’interno del quale orientare la progeazione paesisca. La cinturaverde – secondo una rivisitazione moderna del conceo che porta ad interessare non solamente le aree <strong>per</strong>iurbane“esterne”, ma anche gli ambi interclusi - si caraerizza <strong>per</strong> la complessità struurale, entrando in relazionenon solamente con le risorse ma anche con i faori <strong>di</strong> conflio. All’arcolazione geometrica del modello sonoconnaturate specifiche caraerische <strong>di</strong> <strong>di</strong>ffusione spaziale nei paesaggi <strong>di</strong> margine urbano che conferiscono allacintura verde un potenziale significavo <strong>di</strong> miglioramento delle <strong>relazioni</strong> tra <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> urbano e quello rurale.figura 1.39_Ideogramma delleprincipali funzioni paesischedelle cinture ver<strong>di</strong> nell’ambitodel progeo del <strong>paesaggio</strong> d<strong>il</strong>imite rispeo alle aree urbaneo metropolitane policentriche.L’obievo <strong>di</strong> tale polica non è<strong>il</strong> contenimento dell’espansionedegli inse<strong>di</strong>amen quanto lari-generazione dei paesaggi <strong>di</strong>margine urbano-rurale.83
In parcolare, la cintura verde può <strong>di</strong>venire garante <strong>di</strong> forme <strong>di</strong> rigenerazione del <strong>paesaggio</strong> araverso lo sv<strong>il</strong>uppoe la conservazione dei relavi potenziali paesisci 6 .Di peculiare importanza si rivela <strong>il</strong> compito che essa è in grado <strong>di</strong> assolvere in merito alla protezione, sia dellamatrice che delle emergenze del <strong>paesaggio</strong>. Le poliche <strong>di</strong> cintura concorrono inoltre alla salvaguar<strong>di</strong>a delle areeurbane e agrarie connotate dalla <strong>per</strong>manenza <strong>di</strong> or<strong>di</strong>namen storici, araverso la <strong>di</strong>snzione <strong>di</strong> queste situazioni<strong>per</strong> effeo <strong>di</strong> misure <strong>di</strong> separazione e connotazione.I cunei ver<strong>di</strong>, invece, rispondono in modo omale alle esigenze <strong>di</strong> pianificare la conservazione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> lineari<strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong> con <strong>relazioni</strong> spaziali “penetran”, cioè <strong>di</strong> collegamento tra <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> urbano e quello ruralenaturale,o “passan” cioè <strong>di</strong> separazione dei tessu inse<strong>di</strong>avi. La geometria del modello definisce caraerische<strong>di</strong> penetrazione spaziale trasversale rispeo ai margini inse<strong>di</strong>avi determinan in situazioni <strong>per</strong>iurbane dove lefrange inse<strong>di</strong>ave producono aree marginali e intersziali <strong>per</strong> le quali la stessa conduzione agricola necessita <strong>di</strong>specifiche modalità <strong>di</strong> pianificazione territoriale <strong>per</strong> poter sussistere soo forme <strong>di</strong>verse da quella originaria.La salvaguar<strong>di</strong>a, la conservazione e la costuzione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> lineari <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong> <strong>per</strong>mee <strong>di</strong> incrementarefigura 1.40_Schemi <strong>di</strong> cuneo penetrante e <strong>di</strong> cuneo passante: nel primo caso i cunei ver<strong>di</strong> esplicanouna funzione <strong>di</strong> unione collegando paesaggi pologicamente <strong>di</strong>versi, come le aree urbanizzate con<strong>il</strong> territorio rurale; nel secondo caso <strong>il</strong> cuneo verde interrompe la connuità fisica dei tessu e<strong>di</strong>ficarivestendo principalmente una funzione <strong>di</strong> separazione. Entrambe le situazioni richiedono <strong>il</strong> prioritarioriconoscimento del potenziale strategico degli spazi in essi compresi come parte integrante <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong>con valenze complessive su<strong>per</strong>iori, non conservab<strong>il</strong>i nel caso <strong>di</strong> localizzazioni improprie che causanol’interruzione. Alla categoria del cuneo verde nella sua accezione <strong>di</strong> scala vasta corrispondono finalità<strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a, ricostuzione e incremento delle con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> connuità bioca. La <strong>di</strong>ffusione e la<strong>di</strong>fferenziazione territoriale <strong>per</strong>meono <strong>di</strong> concepire un insieme unitario complementare a quello dellacintura verde.84
la capacità <strong>di</strong> penetrazione nei tessu urbani, contribuendo al riequ<strong>il</strong>ibrio ambientale dei <strong>sistemi</strong> inse<strong>di</strong>avi eal complementare miglioramento delle <strong>relazioni</strong> con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> a matrice rurale sv<strong>il</strong>uppato dal modello dellacintura verde. A <strong>di</strong>fferenza <strong>di</strong> questa, i cunei ver<strong>di</strong> sono caraerizza da un maggiore grado <strong>di</strong> selevità dellapianificazione poiché si aribuiscono ruoli <strong>di</strong>fferen a specifici complessi lineari <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong> riconosciu comeprioritari nella struura generale, ai quali affidare istanze <strong>di</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio e connotazione del <strong>paesaggio</strong> <strong>per</strong>iurbano.In quanto <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong> caraerizza da un prevalente sv<strong>il</strong>uppo longitu<strong>di</strong>nale, i cunei ver<strong>di</strong> sono chiamain via prioritaria ad assumere ruoli <strong>di</strong> separazione e unione, ma anche <strong>di</strong> inserimento e secondariamente <strong>di</strong>connotazione.Il ruolo <strong>di</strong> separazione relavo alla conservazione e alla struurazione delle <strong>di</strong>sconnuità degli inse<strong>di</strong>amen hauna duplice valenza: da un lato la <strong>di</strong>snzione <strong>per</strong>mee <strong>di</strong> concorrere alla conservazione dell’identà inse<strong>di</strong>ava,dall’altra essa garansce forme essenziali <strong>di</strong> presi<strong>di</strong>o territoriale a cui corrispondono istanze generali <strong>di</strong> connuitàpaesisca che coinvolgono temache complesse fra cui quella della recolarità ecologica.Le greenway, infine, intervengono nella definizione <strong>di</strong> poliche <strong>di</strong> valorizzazione socio/economica delle risorsenaturali e culturali nell’ambito <strong>di</strong> avità ricreave e turische improntate a forme <strong>di</strong> uso durevole e sostenib<strong>il</strong>edelle risorse. Esse si arcolano aorno una ossatura funzionale costuita da elemen lineari <strong>di</strong> connessione,con una estensione longitu<strong>di</strong>nale dominante rispeo a quella trasversale, esprimendo una elevata capacitàrelazionale. La scala e le finalità specifiche portano a fac<strong>il</strong>itare le connessioni tra i paesaggi urbani e quelli rurali.Per le greenway possono essere riconosciu come primari i ruoli <strong>di</strong> unione, in quanto struure funzionali allamob<strong>il</strong>ità alternava, e <strong>di</strong> valorizzazione ricreava e turisca delle risorse territoriali secondo le peculiari oche<strong>sistemi</strong>che afferen a questa categoria progeuale.Le azioni relave alla auazione delle poliche <strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a, gesone e progeazione del <strong>paesaggio</strong> (CEP2000) sono concepite in funzione <strong>di</strong> obievi <strong>di</strong> qualità paesaggisca definib<strong>il</strong>i secondo procedure analico<strong>di</strong>agnoschees<strong>per</strong>te e partecipave.figura 1.41_ Idoneità specifichee gerarchizzazione dei ruolidei tre moduli <strong>di</strong> base dellacintura verde, dei cunei ver<strong>di</strong> edelle greenway nell’ambito delquadro progeuale unitario del<strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> limite.85
- La salvaguar<strong>di</strong>a del <strong>paesaggio</strong> riguarda <strong>il</strong> complesso <strong>di</strong> azioni che hanno come fine la protezione dell’integritàstruurale e funzionale in ragione del preminente valore patrimoniale del <strong>paesaggio</strong>;- la gesone del <strong>paesaggio</strong> riguarda <strong>il</strong> complesso <strong>di</strong> azioni che hanno come fine la coerenza delle trasformazioniindoe dai processi territoriali <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo sociale ed economico con regole costuve e evoluve del <strong>paesaggio</strong>,in una prospeva <strong>di</strong> conservazione <strong>di</strong>namica e <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo sostenib<strong>il</strong>e;- la progeazione del <strong>paesaggio</strong> riguarda <strong>il</strong> complesso <strong>di</strong> azioni che hanno come fine <strong>il</strong> recu<strong>per</strong>o dei paesaggidegrada, la creazione e la valorizzazione <strong>di</strong> nuove conformazioni paesaggische.Nel progeo dei paesaggi <strong>di</strong> margine urbano possono essere considera sei obievi <strong>di</strong> qualità che <strong>di</strong>ventanocriteri-guida finalizza a:• Comprendere - riscoprire l’identà;• Governare – gesre l’or<strong>di</strong>narietà;• Riconquistare - valorizzare gli elemen <strong>di</strong> straor<strong>di</strong>narietà.I sei criteri-guida sono <strong>per</strong>tanto funzionali ad una progeazione consapevole dei territori <strong>per</strong>iurbani.Primo criterio-guida: separazioneIn merito all’obievo <strong>di</strong> separazione occorre, alla scala minuta del tessuto degli spazi a<strong>per</strong>, riconquistare unefficace controllo delle con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> conflio tra usi del suolo. Ciò può avvenire sia araverso poliche <strong>di</strong> cinturaverde, <strong>per</strong> quanto concerne la definizione <strong>di</strong> quadri normavi organici <strong>per</strong> <strong>il</strong> traamento degli spazi <strong>di</strong> margine,che <strong>di</strong> cunei ver<strong>di</strong> con prioritarie funzioni <strong>di</strong> riduzione e prevenzione dei confli <strong>di</strong> interfaccia. È inoltre importanteoenere un governo dei <strong>sistemi</strong> inse<strong>di</strong>avi urbani e metropolitani policentrici che preveda la preservazione e unaadeguata dotazione <strong>di</strong> aree intercluse non urbanizzate in grado, <strong>per</strong> <strong>di</strong>mensioni e configurazioni, <strong>di</strong> svolgerein modo efficace funzioni <strong>di</strong> compensazione e riequ<strong>il</strong>ibrio del b<strong>il</strong>ancio complessivo della <strong>di</strong>versità paesisca.Risulta infine essenziale raggiungere, ove possib<strong>il</strong>e, la conservazione e la struurazione <strong>di</strong> soluzioni <strong>di</strong> connuitàsignificave dei tessu urbani consolida, priv<strong>il</strong>egiando lo sv<strong>il</strong>uppo dal margine verso <strong>il</strong> centro al fine <strong>di</strong> configurare<strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> relazione e compenetrazione urbano-rurale. È evidente in questo caso <strong>il</strong> ruolo primario della categoriadei cunei ver<strong>di</strong>, sia <strong>per</strong> quanto concerne gli obievi <strong>di</strong> conservazione della <strong>di</strong>sconnuità dei tessu inse<strong>di</strong>avi,che <strong>per</strong> quelli <strong>di</strong> connessione funzionale <strong>di</strong> aree urbane in posizioni anche molto interne alle aggregazionifigura 1.42_ Primo criterio-guida: separazione.Possib<strong>il</strong>i azioni progeuali1. Riservare spazi da escludere dai processi <strong>di</strong> urbanizzazionedelle aree agricole <strong>per</strong>iurbane.2. Realizzare parchi e giar<strong>di</strong>ni con adegua servizi qualiparcheggi e idoneo equipaggiamento arboreo.3. Formare boschi <strong>di</strong> pianura a valenza naturalisca,ambientale e ricreava.4. Costuire piantagioni <strong>di</strong> arboricoltura da legno5. Equipaggiamento vegetale <strong>di</strong> fon<strong>di</strong> agricoli a conduzionee proprietà privata.6. Equipaggiamento vegetale <strong>di</strong> spazi <strong>di</strong> <strong>per</strong>nenza <strong>di</strong>struure viarie e corsi d’acqua.86
urbane con aree a matrice agraria esterne o comprese nei cunei stessi. In questa visione integrata, le greenwaypossono indurre effe significavi <strong>di</strong> separazione degli spazi a<strong>per</strong> interessa dalla loro presenza, ma non sono<strong>di</strong>reamente riferib<strong>il</strong>i a tale obievo progeuale in quanto, <strong>per</strong> caraeri intrinseci propri del modello, risultanolegate alla <strong>di</strong>stribuzione delle risorse e dei <strong>per</strong>corsi e <strong>per</strong>tanto non idonee da sole a priorità <strong>di</strong> configurazionespaziale <strong>di</strong>verse da quelle loro peculiari.Secondo criterio-guida: unioneAlla scala degli spazi a<strong>per</strong> occorre tendere all’unione degli spazi ver<strong>di</strong> pubblici e/o <strong>di</strong> uso pubblico in <strong>sistemi</strong>gerarchizza e <strong>di</strong>fferenzia che acquisiscano, in virtù del cambiamento <strong>di</strong> scala complessiva, r<strong>il</strong>evanza paesiscanella scena urbana, sul piano sociale, ecologico e morfologico. Nelle aree <strong>per</strong>iurbane risultano assai efficaci icunei ver<strong>di</strong> i quali, proprio dalla messa a sistema degli spazi a<strong>per</strong> pubblici, possono reciprocamente rivelaresignificave capacità <strong>di</strong> penetrazione e <strong>per</strong>meazione dei tessu inse<strong>di</strong>avi. Il ruolo primario che assumono legreenway in questo contesto è legato alla con<strong>di</strong>zione sostanziale che gli spazi ver<strong>di</strong> pubblici possano farne o menoparte. A scala <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>, i tessu inse<strong>di</strong>avi della <strong>di</strong>ffusione urbana richiedono un incremento delle capacitàdella matrice agraria <strong>di</strong> completare e equ<strong>il</strong>ibrare le configurazioni paesische a cui essi concorrono a dare luogo.Da tale punto <strong>di</strong> vista emerge evidentemente <strong>il</strong> ruolo importante delle cinture ver<strong>di</strong> come unica categoria <strong>di</strong>pianificazione che abbia significavi potenziali <strong>di</strong> incidenza sulla qualità e quantà delle matrici del <strong>paesaggio</strong>. Ilfigura 1.43_ Secondo criterio-guida: unione.Possib<strong>il</strong>i azioni progeuali:1. Riservare e desnare spazi strategici <strong>per</strong> localizzazione checonsentono una omale connessione e <strong>di</strong>fferenziazionenel complesso degli spazi ver<strong>di</strong> pubblici.2. Riservare e desnare spazi strategici <strong>per</strong> una migliorerelazione tra <strong>paesaggio</strong> a matrice preamente agraria e<strong>paesaggio</strong> urbano consolidato.3. Formare una matrice paesisca <strong>di</strong> sutura <strong>per</strong> <strong>il</strong> riequ<strong>il</strong>ibriodelle aree <strong>di</strong> interfaccia urbano-agrarie.4. Forestazione naturalisca, produva e <strong>di</strong>equipaggiamento vegetale funzionale a stab<strong>il</strong>ire connessionitra spazi a elevata valenza ecologica e ambientale.5. Equipaggiamento arboreo e ricostuzione <strong>di</strong> formazioniripariali della rete dei corsi d’acqua ulizzab<strong>il</strong>e comesistema <strong>di</strong> connessioni alternave.6. Conservare la funzionalità e le caraerische della reteviaria pubblica.7. Recu<strong>per</strong>are i tra viari in <strong>di</strong>suso o degrada conpotenziali culturali valorizzab<strong>il</strong>i anche in termini economici.8. Riavare la rete stradale privata <strong>di</strong> uso pubblico.87
uolo primario aribuito ai cunei ver<strong>di</strong> si riferisce al loro potenziale rispeo all’obievo considerato. Una terzaazione riferita all’obievo progeuale è relava all’unione <strong>di</strong> si e luoghi <strong>di</strong> interesse naturalisco e/o storico in<strong>sistemi</strong> estesi e arcola che ne può aumentare la r<strong>il</strong>evanza territoriale e la resistenza alle pressioni <strong>di</strong> alterazionedel <strong>paesaggio</strong>, concorrendo talvolta anche all’innesco e all’alimentazione <strong>di</strong> processi <strong>di</strong> recu<strong>per</strong>o e conservazionedei beni stessi. Si traa <strong>di</strong> aspe nell’ambito dei quali assumono <strong>per</strong> definizione ruoli primari le greenway, le cuicaraerische intrinseche rispondono pienamente e prioritariamente a tali obievi. Anche i cunei ver<strong>di</strong> come<strong>sistemi</strong> a prevalente sv<strong>il</strong>uppo lineare e le cinture ver<strong>di</strong> come <strong>sistemi</strong> areali, possono assumere ruoli significavi,sebbene non abbiano espressamente queste finalità prioritarie.Terzo criterio-guida: connotazioneLa connotazione del sistema degli spazi a<strong>per</strong> urbani e <strong>per</strong>iurbani può conferire alle <strong>di</strong>snte configurazioni che locompongono caraeri <strong>di</strong> architeura del <strong>paesaggio</strong>, anche araverso la nuova costuzione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> portan,dove se ne riscontri una significava carenza. Le poliche <strong>di</strong> cintura verde araverso la definizione <strong>di</strong> quadrinormavi organici relavi al traamento degli spazi a<strong>per</strong> urbani <strong>di</strong> margine e <strong>di</strong> frangia possono contribuire atali obievi. Il ruolo primario aribuito ai cunei ver<strong>di</strong> è riferito alla loro specifica vocazione <strong>di</strong> localizzazione incontes urbani e alla conseguente efficacia potenziale <strong>di</strong> connotazione <strong>di</strong> tali paesaggi. Anche <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> agrarionelle aree <strong>di</strong> interfaccia con i tessu urbani richiede idonee forme <strong>di</strong> connotazione <strong>per</strong> assumere le funzioni <strong>di</strong>me<strong>di</strong>azione spaziale e riequ<strong>il</strong>ibrio della scala dell’immagine che lo caraerizzano come potenziali inespressi. Datale punto <strong>di</strong> vista le cinture ver<strong>di</strong> mostrano senza dubbio i potenziali più importan <strong>per</strong> la capacità <strong>di</strong> agire sullamatrice del <strong>paesaggio</strong> e le relave possib<strong>il</strong>i ricadute in termini <strong>di</strong> connotazione dello stesso. Il ruolo primarioaribuito ai cunei ver<strong>di</strong> si riferisce, anche in questo caso, al loro potenziale rispeo all’obievo considerato. Laconnotazione del <strong>paesaggio</strong> può contribuire alla composizione dei confli <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione urbano-rurale araversofigura 1.44_ Terzo criterio-guida: connotazione.Possib<strong>il</strong>i azioni progeuali:1. Realizzare interven <strong>di</strong> architeura del <strong>paesaggio</strong>a forte e equ<strong>il</strong>ibrata connotazione spaziale nelle qualialla <strong>per</strong>manenza dei segni della straficazione storica èassociata l’innovazione morfologica.2. Potenziare <strong>il</strong> ruolo dell’architeura della vegetazione in<strong>sistemi</strong> lineari connui al fine della me<strong>di</strong>azione spaziale eriequ<strong>il</strong>ibrio <strong>di</strong> scala dell’immagine.3. Formare nuclei <strong>di</strong> bosco ai margini delle aree urbane confunzioni <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione e riequ<strong>il</strong>ibrio spaziale, ulizzab<strong>il</strong>ianche <strong>per</strong> avità ricreave.4. Equipaggiamento vegetale del <strong>paesaggio</strong> urbanocaraerizzato da elevata infrastruurazione e del <strong>paesaggio</strong>agricolo affeo da fenomeni <strong>di</strong> semplificazione.5. Equipaggiamento vegetale delle re paesische dellestrade e dei corsi d’acqua.6. Realizzare una serie <strong>di</strong> elemen riconoscib<strong>il</strong>i,architeonici e vegetazionali, che <strong>di</strong>ano visib<strong>il</strong>ità agliinterven effeua.88
le due principali re paesische delle strade e dei corsi d’acqua. Assumono ruoli importan le greenway, conriferimento alle re della viab<strong>il</strong>ità rurale e agli spazi fluviali, ma le cinture ver<strong>di</strong> possono risultare determinanrelavamente all’estensione delle misure <strong>di</strong> connotazione paesisca a tua la rete viaria e idrografica, compresele strade a comune o elevato carico <strong>di</strong> traffico e i corsi d’acqua in aree <strong>di</strong> ridoo interesse naturalisco e/o storico.Quarto criterio-guida: protezioneIn merito all’obievo <strong>di</strong> protezione è necessario <strong>per</strong>venire in via prioritaria ad una idonea ed efficace tuteladei si, degli ambi e dei <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> risorse <strong>di</strong> preminente interesse naturalisco e/o storico, anche araverso laloro unione. La valenza statutaria necessaria alle poliche che <strong>per</strong>seguono tali obievi trova nelle cinture verd<strong>il</strong>a categoria idonea a garanre la massima <strong>di</strong>ffusione territoriale. Il ruolo secondario aribuito alle greenway siriferisce specificamente agli effe <strong>di</strong> protezione che esse possono produrre rispeo ai si che interessano. Latutela dei singoli si <strong>di</strong>pende sostanzialmente anche dalla protezione della matrice paesisca a cui appartengonole entà emergen. Può accadere che le con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> stato del <strong>paesaggio</strong> facciano sì che la sola protezione dellamatrice non determini forme <strong>di</strong> tutela efficaci, suggerendo la ri-generazione in una nuova matrice paesisca. Sipensi, ad esempio, alla zone umide <strong>di</strong> pianura e alla matrice delle monocolture erbacee prive <strong>di</strong> equipaggiamentoarboreo. Soo questo punto <strong>di</strong> vista le cinture ver<strong>di</strong>, <strong>per</strong> le capacità <strong>di</strong> incidenza a livello <strong>di</strong> matrice già citate,assumono ruoli primari. È inoltre essenziale proteggere i <strong>sistemi</strong> spaziali con funzioni reali o laten <strong>di</strong> relazionetra aree <strong>di</strong> r<strong>il</strong>ievo paesisco struurale a scala <strong>di</strong> contesto.Se le cinture ver<strong>di</strong> risultano significave poliche collaboran, sono in questo caso i cunei ver<strong>di</strong> ad assumerein un’oca <strong>di</strong> scala vasta <strong>il</strong> ruolo <strong>di</strong> polica primaria, sia <strong>per</strong> la capacità peculiare <strong>di</strong> interporsi fra pressioniinse<strong>di</strong>ave con al potenziali <strong>di</strong> frammentazione, sia <strong>per</strong> quella <strong>di</strong> mantenere le principali connessioni fra le aree<strong>di</strong> r<strong>il</strong>ievo paesisco dovuta essenzialmente al loro sv<strong>il</strong>uppo lineare dominante.figura 1.45_ Quarto criterio-guida: protezione.Possib<strong>il</strong>i azioni progeuali:1. In<strong>di</strong>viduare idonee e efficaci forme <strong>di</strong> protezione <strong>di</strong> luoghi<strong>di</strong> parcolare interesse naturale o culturale in con<strong>di</strong>zioni<strong>di</strong> marginalità e isolamento all’interno <strong>di</strong> una matricepaesisca che ha subito <strong>di</strong>ffuse trasformazioni.2. In<strong>di</strong>viduare idonee e efficaci forme <strong>di</strong> protezione dei<strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> risorse <strong>di</strong> preminente interesse naturalisco estorico.3. Tutelare la matrice rurale soprauo in ambi connotada situazioni <strong>di</strong> marginalità.4. Creare aree <strong>di</strong> presi<strong>di</strong>o paesisco dove le pressioniinse<strong>di</strong>ave o la tendenza alle trasformazioni sonoparcolarmente for o in situazioni <strong>di</strong> degrado e marginalità.89
Quinto criterio-guida: inserimentoLa progeazione dei singoli interven sugli spazi a<strong>per</strong> può giungere progressivamente all’adozione <strong>di</strong> efficaci eidonee misure <strong>di</strong> inserimento paesisco, concorrendo alla formazione <strong>di</strong> configurazioni equ<strong>il</strong>ibrate. Si pensi, adesempio, ai tessu degli spazi a<strong>per</strong> delle lozzazioni <strong>per</strong> e<strong>di</strong>fici produvi e/o abitavi. Le cinture ver<strong>di</strong>, comei cunei ver<strong>di</strong>, contribuiscono alla regolamentazione e alla progeazione generale specificamente finalizzata allagesone delle deficienze <strong>di</strong> scala delle configurazioni paesische dei tessu inse<strong>di</strong>avi <strong>di</strong> margine e <strong>di</strong> frangia,che possono sv<strong>il</strong>uppare una significava incidenza su queste problemache nei casi <strong>di</strong> nuova urbanizzazione. Ascala <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> occorre limitare, con idonee forme <strong>di</strong> inserimento, gli impa <strong>di</strong> infrastruure, struure, si <strong>di</strong>produzione, stoccaggio o smalmento, quali cave, deposi, <strong>di</strong>scariche, pre<strong>di</strong>sponendo le migliori localizzazionie prevenendo l’insorgenza <strong>di</strong> confli. Tali azioni sono parcolarmente urgen e <strong>di</strong>fficoltose rispeo agliimpa in essere in relazione agli effe <strong>di</strong> squ<strong>il</strong>ibrio aggravato che essi inducono negli scenari paesisci frag<strong>il</strong>i econgesona delle aree urbane e <strong>per</strong>iurbane. I corridoi urbani e <strong>per</strong>iurbani delle maggiori infrastruure esistenpossono assumere come cunei ver<strong>di</strong> ruoli <strong>di</strong> poliche <strong>di</strong> inserimento, spesso le uniche possib<strong>il</strong>i nelle situazionipiù consolidate o congesonate.figura 1.46_ Quinto criterio-guida: inserimento.Possib<strong>il</strong>i azioni progeuali:1. Equipaggiamento vegetale dei tessu inse<strong>di</strong>avi <strong>di</strong>recente formazione quali aree <strong>di</strong> lozzazione residenzialeo compar produvi.2. Equipaggiamento vegetale <strong>per</strong> la migazione <strong>di</strong>infrastruure e arezzature.3. Equipaggiamento vegetale e rinaturazione <strong>di</strong> corsid’acqua canalizza all’interno dei tessu urbani.figura 1.47_ Sesto criterio-guida: valorizzazione.Possib<strong>il</strong>i azioni progeuali:1. Realizzare interven <strong>di</strong> architeura del <strong>paesaggio</strong> <strong>per</strong> lafruizione del sistema <strong>di</strong> risorse paesische al fine <strong>di</strong> un lorouso durevole.2. Forestazione in zone a<strong>di</strong>acen alle aree urbane concaraeri consoni alle esigenze ricreave della popolazione.3. Equipaggiamento vegetale <strong>di</strong> strade e altre areepubbliche all’interno dei tessu urbanizza densi.4. Recu<strong>per</strong>are la rete viaria extraurbana secondaria come<strong>per</strong>corsi <strong>di</strong> fruizione delle risorse e <strong>di</strong> collegamento aitessu urbani.90
Ancora i cunei ver<strong>di</strong> come poliche seleve prioritarie, ma anche le cinture ver<strong>di</strong> come poliche <strong>di</strong> matrice,possono concorrere con grande efficacia a significavi effe <strong>di</strong> inserimento paesisco, portando le infrastruureal giusto contenuto <strong>di</strong> progeo necessario <strong>di</strong> architeura del <strong>paesaggio</strong> qualora le misure <strong>di</strong> inserimento sianoconcepite ex ante, nell’ambito del <strong>di</strong>segno progeuale complessivo, e non ex post come migazione.Sesto criterio-guida: valorizzazioneEfficaci poliche <strong>di</strong> miglioramento delle dotazioni ricreave delle aree a elevata pressione inse<strong>di</strong>ava,compab<strong>il</strong>mente con la limitazione del consumo <strong>di</strong> suolo, possono essere sv<strong>il</strong>uppate araverso la valorizzazionedelle risorse naturali e storico-culturali esisten, oenib<strong>il</strong>e araverso la loro progressiva messa a sistemame<strong>di</strong>ante interven mira e araverso un’organica pianificazione e programmazione generale. Tale pianificazionedeve essere volta alla connessione in un sistema integrato <strong>di</strong> elemen eccellen e elemen or<strong>di</strong>nari al finedella valorizzazione del <strong>paesaggio</strong>. La valorizzazione può avvenire anche con <strong>il</strong> recu<strong>per</strong>o <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi in <strong>di</strong>susoo sooulizza e degrada <strong>per</strong>seguendone la migliore connessione ai no<strong>di</strong> funzionali dei tessu urbani. Perdefinizione le greenway assumono ruoli primari rispeo entrambi gli obievi, mentre i cunei ver<strong>di</strong> risultanostrategici nella connessione ai no<strong>di</strong> funzionali. I ruoli secondari aribui alle cinture ver<strong>di</strong> si riferiscono aipotenziali che esse esprimono rispeo agli obievi considera in forza della capacità intrinseca <strong>di</strong> <strong>di</strong>ffusionedelle poliche che auano.La cintura verde è <strong>per</strong>tanto <strong>il</strong> principale mezzo <strong>di</strong> rigenerazione del <strong>paesaggio</strong> <strong>per</strong>iurbano; i cunei ver<strong>di</strong> costuiscono<strong>il</strong> riferimento primario <strong>per</strong> <strong>il</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio del sistema degli spazi ver<strong>di</strong> urbani e <strong>il</strong> conferimento a questo <strong>di</strong> ruolistruurali; le greenway rispondono all’istanza, complementare alle preceden, <strong>di</strong> potenziamento delle risorseculturali e naturali del <strong>paesaggio</strong>. In tale quadro, un progeo complesso e integrato che riguarda <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong><strong>di</strong> margine urbano <strong>di</strong>stribuisce in modo sinergico su tre assi temaci a<strong>per</strong> e complementari la definizione <strong>di</strong>poliche territoriali. La possib<strong>il</strong>ità <strong>di</strong> tradurre tecnicamente negli strumen della pianificazione tale concezionedel progeo dei paesaggi <strong>di</strong> limite, non è ostacolata né dalla loro stessa competenza, né dai loro stessi contenuche le recen riforme (ve<strong>di</strong> Convenzione Europa del Paesaggio e Co<strong>di</strong>ce italiano) stanno rendendo sempre piùidonei e sensib<strong>il</strong>i nel conferire alle quesoni paesaggische un ruolo determinante. Il <strong>paesaggio</strong>, infa, è unamatrice essenziale <strong>di</strong> progeazione della sostenib<strong>il</strong>ità delle azioni <strong>di</strong> conservazione e <strong>di</strong> trasformazione prodoeo promosse dalle poliche territoriali.1Cfr. I C, (1972), Le cià invisib<strong>il</strong>i, Oscar Mondadori, M<strong>il</strong>ano 1993.2D’altronde questa co-esistenza <strong>di</strong> caraeri è insita nello stesso conceo matemaco d<strong>il</strong>imite come insieme <strong>di</strong> pun <strong>di</strong> confine. “[…] un punto <strong>di</strong> confine tra due regioni, del pianoo dello spazio, è un punto ‘vicino’ al quale si trovano ‘sempre’ elemen della prima edelemen della seconda regione […]”. F G, Matemaca e confini. Alcune suggesonidella geometria delle figure fraali, in G P (a cura <strong>di</strong>), La cià e <strong>il</strong> limite, La CasaUsher, Firenze 1990, pag. 63.3K L, Progeare la cià. La qualità della forma urbana, (1981), Etaslibri, M<strong>il</strong>ano1990, pag. 166. Qui Lynch parla dei margini architeonici ma <strong>il</strong> conceo può esserevalidamente esteso ai margini urbani.4Come ricorda la stessa definizione matemaca: “[…] un punto <strong>di</strong> confine tra due regioni, delpiano o dello spazio, è un punto «vicino» al quale si trovano «sempre» elemen della primaed elemen della seconda regione”. F G, Matemaca e confini. Alcune suggesonidella geometria delle figure fraali, in G P (a cura <strong>di</strong>), La cià e <strong>il</strong> limite, La CasaUsher, Firenze 1990, pag. 63.5Tratto e parzialmente rielaborato da: Antonella Valentini, Progettare paesaggi <strong>di</strong> limite,Firenze University Press, Firenze 2005.6Sul concetto <strong>di</strong> potenziale paesistico, si veda Mario Di Fi<strong>di</strong>o, Architettura del <strong>paesaggio</strong>,Pirola, M<strong>il</strong>ano 1990, pagg. 35-38.91
2.Progettare <strong>per</strong> <strong>sistemi</strong>
Progettare <strong>per</strong> <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong>: approccio,concetti chiave, strumenti[Michele Ercolini]caraerisca fondamentale <strong>di</strong> un qualsiasi sistema costuire un “tu’uno” in cui le varie par non solo trovanoÈ significato nella reciproca relazione, ma formano un qualcosa <strong>il</strong> cui valore complessivo è su<strong>per</strong>iore al valore dellesingole componen. Questo costuisce, almeno a livello scienfico, un fao in<strong>di</strong>scub<strong>il</strong>e. Nella praca, altresì, <strong>il</strong><strong>paesaggio</strong> è governato e gesto esaamente secondo <strong>il</strong> principio opposto, vale a <strong>di</strong>re stu<strong>di</strong>ando e <strong>di</strong>sciplinandole <strong>di</strong>verse componen in modo separato e, spesso, contrad<strong>di</strong>orio. D’altronde questo po <strong>di</strong> anomalia sembraormai prassi inevitab<strong>il</strong>e nel governo <strong>di</strong> qualsiasi problema ambientale, quesoni che avrebbero bisogno, <strong>per</strong> loroimplicita natura, <strong>di</strong> essere affronta globalmente, e quin<strong>di</strong> alla scala spazio-temporale <strong>per</strong>nente, mentre invecevengono indaga intervenendo separatamente sulle <strong>di</strong>verse componen trascurandone le reciproche <strong>relazioni</strong> (i“Sistemi relazionali”).Tenendo conto <strong>di</strong> tuo ciò, si è deciso <strong>di</strong> impostare la seconda fase della ricerca partendo dal seguente quesito:cosa accade se gli Scenari analizza (acque, margini urbani, strade) entrano in relazione, o meglio iniziano a“<strong>di</strong>alogare” (sovrapponendosi, intrecciandosi, ignorandosi, eccetera)?La risposta pone sul tavolo tre quesoni: l’idea <strong>di</strong> “Sistema”, <strong>il</strong> Governo dei processi <strong>di</strong> trasformazione, la necessità<strong>di</strong> una risposta in termini progeuali.L’idea <strong>di</strong> “Sistema” in sintesiUn Sistema è caraerizzato dalla molteplicità e varietà delle componen presen, dalla loro inter<strong>di</strong>pendenzae complementarità, dalla connuità nello spazio e nel tempo, ma anche dalla non stacità e dalla tendenza aconseguire un equ<strong>il</strong>ibrio. L’idea <strong>di</strong> “Sistema” ha in sé - così come afferma Vioria Calzolari 1 - dei requisi molto uliad un progeo <strong>per</strong> <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>. Il punto <strong>di</strong> vista del progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>, infa, o<strong>per</strong>a proprio con la parcolarecapacità <strong>di</strong> cogliere o stab<strong>il</strong>ire delle “<strong>relazioni</strong>” fra i <strong>di</strong>versi elemen (Scenari), piuosto che fra “ogge” defini insé. Il Sistema è poi con<strong>di</strong>zionato dall’interrelazione tra gli stessi Scenari, dal loro “<strong>di</strong>alogare” (Sistemi <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong>),da cui deriva l’identà del Sistema nel suo insieme e <strong>per</strong> le sue singole componen.Scenari e <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong> nei processi <strong>di</strong> trasformazioneLa seconda quesone sui cui rifleere è <strong>il</strong> cambiamento, la trasformazione, la necessità <strong>di</strong> imparare a trasformare,a gesre i processi <strong>di</strong> trasformazione conseguen, nel caso in oggeo, ai <strong>sistemi</strong> relazionali verificab<strong>il</strong>i tra i <strong>di</strong>versi“scenari” (acque, margini urbani, strade). La stessa “Carta <strong>di</strong> Napoli” (Napoli, Oobre 1999), documento chemeriterebbe una maggiore aenzione e una migliore conoscenza 2 , affrontando <strong>il</strong> tema del controllo <strong>di</strong>namicodelle trasformazioni, evidenzia un aspeo chiave: la necessità <strong>di</strong> concepire la pianificazione paesisca quale95
strumento avo in grado <strong>di</strong> coinvolgere una molteplicità <strong>di</strong> forze istuzionali, tecniche economiche e sociali, e <strong>di</strong>mob<strong>il</strong>itare adegua invesmen, cogliendo in posivo le occasioni <strong>di</strong> trasformazione del territorio. In praca, lapianificazione paesisca ci “insegna” che <strong>il</strong> processo <strong>di</strong> trasformazione del territorio e del <strong>paesaggio</strong>, conseguentead un determinato “sistema <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong>”, non solo è <strong>di</strong>chiarato acceab<strong>il</strong>e ma talvolta <strong>per</strong>sino tramutab<strong>il</strong>e inopportunità, purché sia ovviamente parametrato ai limi <strong>di</strong> natura ambientale del contesto paesisco.Prendendo ao <strong>di</strong> tuo ciò, <strong>per</strong> risolvere posivamente e concretamente la quesone del governo delletrasformazioni del/nel <strong>paesaggio</strong>, gli aspe chiave da cui parre si possono così sintezzare:1.- Il <strong>paesaggio</strong>, come più volte riba<strong>di</strong>to, è <strong>per</strong> sua natura <strong>di</strong>sponib<strong>il</strong>e alla trasformazione.2.- Ciò significa, in praca, riconoscere come anche in breve tempo un qualsiasi sistema, <strong>per</strong> interventoantropico o non, possa e in qualche caso debba mutare. “Ovvero che insieme e accanto ad alcune‘invarian’ e <strong>per</strong>manenze più o meno for, esso possegga nella propria struura intrinseca anchealtreante significave variab<strong>il</strong>i, ovvero gra<strong>di</strong> <strong>di</strong> libertà e - insieme a ques - elemen <strong>di</strong> frag<strong>il</strong>ità e <strong>di</strong>debolezza” 3 .3.- Ogni azione sul territorio deve essere lea come intervento sul <strong>paesaggio</strong> e, viceversa, ogni interventosul <strong>paesaggio</strong> va misurato <strong>per</strong> le sue conseguenze nei processi <strong>di</strong> trasformazione del territorio.Progeare <strong>per</strong> Sistemi <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong>Or<strong>di</strong>ne e complessità 4Ragionare secondo un’idea <strong>di</strong> “sistema” incide sul processo progeuale non meno <strong>di</strong> quanto incida sul processo <strong>di</strong>analisi e conoscenza: né, d’altra parte, è possib<strong>il</strong>e né auspicab<strong>il</strong>e separare <strong>il</strong> momento della conoscenza da quellodell’ideazione e del progeo e viceversa. Il processo è ciclico e procede con fasi interrelate <strong>di</strong> nuove sco<strong>per</strong>te,nuove possib<strong>il</strong>i soluzioni, nuove curiosità, e via <strong>di</strong> seguito. Tra i requisi <strong>di</strong> un “sistema” primeggiano l’or<strong>di</strong>ne- ossia “<strong>il</strong> grado e po <strong>di</strong> normazione che governa i rappor tra le varie par <strong>di</strong> un insieme” e la complessità -ossia “la molteplicità <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong> tra le varie par <strong>di</strong> un insieme” (R. Arnheim, 1966). “Or<strong>di</strong>ne” e “complessità”,anche se spesso considera tra loro antagonis (in quanto la complessità costringe ad uno sforzo <strong>di</strong> ulterioreor<strong>di</strong>ne) sono, a guardar bene, complementari: assenza <strong>di</strong> complessità comporta monotonia e noia, mancanza<strong>di</strong> or<strong>di</strong>ne confusione e caos. Ed è proprio l’assenza <strong>di</strong> or<strong>di</strong>ne che oggi contrad<strong>di</strong>sngue maggiormente i <strong>sistemi</strong>relazionali tra i tre scenari considera (acque, margini urbani, strade): sovrapposizione <strong>di</strong> segni, presenze casualied improprie, spazi <strong>di</strong> risulta, “vuo a <strong>per</strong>dere”, rumori e segni <strong>di</strong>scordan, eccetera. Tuo ciò rappresenta nonun elemento <strong>di</strong> complessità ma esclusivamente <strong>di</strong> confusione e caos.Il rischio della f<strong>il</strong>osofia del “laissez faire”La logica vorrebbe che prima <strong>di</strong> definire le scelte <strong>per</strong> trasformare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> si sapesse in ancipo cosacomportano in praca, araverso opportuni piani e proge. Infa, l’assunzione <strong>di</strong> responsab<strong>il</strong>ità, <strong>di</strong> conoscerein ancipo che cosa accadrà al <strong>paesaggio</strong> grazie alle nostre opzioni, ivi compresa quella del non far nulla (nonnecessariamente sempre la migliore), dovrebbe essere prassi consolidata e corrente. Non valutare <strong>il</strong> cambiamentoè invece una scelta che aene <strong>il</strong> “laissez faire” (Guido Ferrara, 2000) o, peggio, l’enfazzazione ra<strong>di</strong>cale dellanegazione del cambiamento stesso, <strong>il</strong> che talvolta porta a durissimi “muro contro muro” e paradossalmente, allafine, allo stesso risultato non br<strong>il</strong>lante. Si traa fra l’altro <strong>di</strong> un “laissez faire” curioso e del tuo speciale - comeci fa notare Guido Ferrara (2000) - <strong>per</strong>ché spesso si traduce in un’originale astensione ad intervenire (una sorta96
<strong>di</strong> “laissez non faire”), dato che in caso <strong>di</strong> dubbio é sempre meglio astenersi.Rispeo a ciò possiamo fare alcune considerazioni.Se <strong>il</strong> nostro controllo dei “Sistemi relazionali”, verificab<strong>il</strong>i fra determina Scenari, é fondato sull’ignoranza dellerisorse del <strong>paesaggio</strong> come meccanismo <strong>di</strong> riproduzione, meglio <strong>di</strong>re sempre <strong>di</strong> “No”. Se poi <strong>il</strong> nostro controllodei “Sistemi relazionali” è costruito sull’ignoranza degli even, che sono responsab<strong>il</strong>i della trasformazione del<strong>paesaggio</strong> e del suo <strong>di</strong>verso funzionamento, non ci si può aspeare che <strong>il</strong> risultato delle trasformazioni sia <strong>per</strong>miracolo <strong>di</strong> po posivo. In ragion <strong>di</strong> ciò, si deve sempre riba<strong>di</strong>re che <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>: è in realtà sempre e comunquela risultante <strong>di</strong> mol paesaggi, ognuno dei quali con proprie caraerische <strong>di</strong> asseo e <strong>di</strong> riproduzione; é unluogo <strong>di</strong> tensione fra forze <strong>di</strong>namiche, un sistema dove é sempre possib<strong>il</strong>e che qualcosa cambi nella su<strong>per</strong>ficie onel profondo; mai e poi mai l’ignoranza del problema proporrà come proprio automasmo la migliore opzionepossib<strong>il</strong>e.L’elemento innovavo <strong>di</strong> questo secondo step è riconducib<strong>il</strong>e al fao che esso non si limita, semplicemente,a segnalare i possib<strong>il</strong>i rischi a carico del <strong>paesaggio</strong> (alterazioni) conseguen alle interconnessioni tra i <strong>di</strong>versiScenari, ma ad in<strong>di</strong>care le potenzialità e le opportunità che da tali <strong>sistemi</strong> relazionali potrebbero derivare <strong>per</strong> unosv<strong>il</strong>uppo fondato sul <strong>paesaggio</strong> stesso e proprio <strong>per</strong> questo capace <strong>di</strong> garanrne la qualità e la durata nel tempo.1Trao e parzialmente rielaborato dal saggio a firma <strong>di</strong> V C, Cultura dell’acquae pianificazione paesisca alla scala <strong>di</strong> bacino: idee ed es<strong>per</strong>ienze, in M E,“Fiume, <strong>paesaggio</strong>, <strong>di</strong>fesa del suolo. Su<strong>per</strong>are le emergenze, cogliere le opportunità”, FirenzeUniversity Press, Firenze 2007.2La Carta <strong>di</strong> Napoli, non a caso, ancipa la gran parte dei contenu del <strong>di</strong>bato che porteràalla stesura definiva del testo della Convenzione Europea del Paesaggio nel 2000.3G F, Dall’analisi alle scelte <strong>di</strong> progeo del <strong>paesaggio</strong>, in F B (a cura<strong>di</strong>), “Il parco tra natura e cultura. Conoscenza e progeo in contes ad alta antropizzazione”,De Ferrari E<strong>di</strong>tore, Genova 2001, pag. 87.4Trao e parzialmente rielaborato dal saggio a firma <strong>di</strong> V C, Cultura dell’acquae pianificazione paesisca alla scala <strong>di</strong> bacino: idee ed es<strong>per</strong>ienze, in M E,“Fiume, <strong>paesaggio</strong>, <strong>di</strong>fesa del suolo. Su<strong>per</strong>are le emergenze, cogliere le opportunità”, FirenzeUniversity Press, Firenze 2007.97
Abaco dei Sistemi Relazionali[Michele Ercolini, Enrica Campus]L’Abaco dei Sistemi Relazionali è lo strumento elaborato <strong>per</strong> in<strong>di</strong>viduare le <strong>relazioni</strong> esisten tra gli elemenche struurano ciascuno scenario (fiume, area umida, margine urbano, strada) e che vanno a caraerizzare <strong>il</strong>sistema relazionale medesimo.Nei <strong>sistemi</strong> relazionali gli elemen struuran lo scenario <strong>di</strong>alogano, si integrano con altre componen definite infunzione delle peculiarità paesische del contesto indagato. Nel caso in oggeo si è fao parcolare riferimentoalla costa.In<strong>di</strong>vidua tu gli elemen, le <strong>relazioni</strong> vengono lee araverso la costruzione <strong>di</strong> una sorta <strong>di</strong> matrice a treingressi alla quale viene poi aggiunta la componente <strong>di</strong> specificità del contesto paesisco.Ciascun sistema relazionale è esplicitato sia araverso gli Elemen caraerizzan <strong>il</strong> sistema medesimo siain<strong>di</strong>viduando le Dimensioni relazionali prevalen: <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale, <strong>di</strong>mensione trasversale, <strong>di</strong>mensioneareale. Per ogni <strong>di</strong>mensione è poi specificata la natura relazionale secondo le seguen “categorie”: ecologicoconneva;fruivo-conneva; funzionale/visivo-<strong>per</strong>ceva; funzionale-ricreava; funzionale-educava;funzionale-produva; visuale-<strong>per</strong>ceva; storico-culturale.Per uno stesso sistema relazionale possono presentarsi più casi in funzione delle caraerische degli elemenche lo compongono: analizzare, ad esempio, un margine urbano <strong>di</strong> matrice industriale in rapporto ad un’areaumida è cosa ben <strong>di</strong>versa da stu<strong>di</strong>are la medesima pologia relazionale (margine urbano/area umida) nel casoin cui l’area umida sia a confronto con un tessuto urbano <strong>di</strong> matrice storica o, ancora, con un’espansione urbanarecente.98
figura 2.1_Struura dei <strong>sistemi</strong> relazionali definita dai tre scenariinterrela tra loro e con le peculiarità paesische (la costa)99
figura 2.2_Schema delle istruzioni <strong>per</strong> la leura dell’Abaco dei Sistemi relazionali e della Matrice metaprogeuale100
Matrice metaprogeuale <strong>per</strong> la qualità paesisca[Michele Ercolini, Enrica Campus]La Matrice metaprogeuale <strong>per</strong> la qualità paesisca è lo strumento <strong>di</strong> interfaccia tra un prima e un dopo,ossia tra la fase del “Ragionare <strong>per</strong> scenari” e quella del metaprogeo. Uno strumento costruito e calibratorichiamando i Criteri guida generali defini nella prima parte (Ragionare <strong>per</strong> scenari) <strong>per</strong> ciascuno scenario.Ques stessi criteri sono rielabora, all’interno della Matrice, secondo l’approccio sv<strong>il</strong>uppato nella parte de<strong>di</strong>cataal Progeare <strong>per</strong> Sistemi <strong>di</strong> Relazioni e, a seguire, applica e cala nel contesto territoriale <strong>di</strong> riferimento.La Matrice è da considerarsi non come uno strumento la cui applicazione porta automacamente al risultatofinale, ma quale griglia <strong>di</strong> riferimento semplificata su cui impostare la fase del metaprogeo.La struura della MatriceLa Matrice metaprogeuale <strong>per</strong> la qualità paesisca è struurata secondo una scala <strong>di</strong> leura e interpretazionefacente riferimento a tre conce/azioni chiave: R<strong>il</strong>evanza, Cricità, Opportunità/Opzioni strategiche.La Matrice definisce, <strong>per</strong> ogni sistema relazionale riconosciuto, opzioni dotate <strong>di</strong> contenuto proposivo e strategicorichiamando, nel campo denominato R<strong>il</strong>evanza, l’apparato <strong>di</strong> “In<strong>di</strong>rizzi” (ule orientamento <strong>per</strong> le azioni daavare sul territorio) proposto dal PPR <strong>per</strong> ciascun ambito paesisco. Questo <strong>per</strong>mee <strong>di</strong> comprendere le regole<strong>di</strong> funzionamento del sistema relazionale, sia riconoscendo i faori <strong>di</strong> rischio (Cricità), sia pre<strong>di</strong>sponendo idoneestrategie d’intervento (Opportunità/Opzioni strategiche). Tali strategie sono volte alla risco<strong>per</strong>ta delle valenzepaesaggische dei <strong>sistemi</strong> relazionali indaga, al governo sostenib<strong>il</strong>e dei processi <strong>di</strong> trasformazione in ao oprossimi, nonché alla promozione <strong>di</strong> azioni finalizzate al recu<strong>per</strong>o dell’identà paesisca dei luoghi. Un sistema <strong>di</strong>scelte che, fondamentalmente, si richiama ai Criteri guida defini <strong>per</strong> ciascun scenario, ai principi chiave elaboradal PPR, così come ad altre iniziave progeuali <strong>di</strong> significavo interesse <strong>per</strong> <strong>il</strong> contesto indagato.Gli in<strong>di</strong>rizzi <strong>di</strong> intervento propos non costuiscono, ovviamente, l’unica soluzione possib<strong>il</strong>e, ma un’in<strong>di</strong>cazione <strong>di</strong>metodo tendente al raggiungimento <strong>di</strong> una qualità paesaggisca <strong>di</strong>ffusa dell’intero sistema.101
L’applicazione dello strumento[Michele Ercolini, Enrica Campus]La terza fase della ricerca in<strong>di</strong>vidua un’area campione (compresa all’interno <strong>di</strong> un “Ambito <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>” definitodal Piano Paesaggisco Regionale), <strong>di</strong> significava r<strong>il</strong>evanza <strong>per</strong> le temache affrontate (acque, margini urbani,infrastruure), al fine <strong>di</strong> s<strong>per</strong>imentare-applicare, ad una scala adeguata, l’apparato conoscivo-metodologicometaprogeualeproposto. In sintesi, la fase dell’Applicare/S<strong>per</strong>imentare:- (dove) si aua in un’area campione compresa in un “Ambito <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong>” in<strong>di</strong>cato dal PPR,- (approccio) araverso un approccio <strong>sistemi</strong>co-relazionale (seconda fase),- (metodologia) approccio sv<strong>il</strong>uppato con gli strumen dell’Abaco e della Matrice (seconda fase),- (principi) Matrice calibrata sulla base dei criteri guida generali defini nei singoli scenari (prima fase) e sugliin<strong>di</strong>rizzi in<strong>di</strong>ca dal PPR.Inquadramento area campione 1L’area campione selezionata è compresa all’interno dell’Ambito <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> n. 9 - “Golfo <strong>di</strong> Oristano”. TaleAmbito include <strong>il</strong> Golfo <strong>di</strong> Oristano dal promontorio <strong>di</strong> Capo San Marco a Capo Frasca ed è delimitato, a nord,dalla regione del Monferru e, verso est, dal sistema orografico del Monte Arci-Grighine. Si estende all’internoverso i Campidani centrali ed è definito a sud dall’arco cosero del sistema dell’Arcuentu e dal Capo Frasca […]. Lastruura dell’Ambito è arcolata sui tre Campidani <strong>di</strong> Oristano e sul sistema idrografico del Tirso: <strong>il</strong> Campidano <strong>di</strong>M<strong>il</strong>is a nord, <strong>il</strong> Tirso come sparacque fra <strong>il</strong> Campidano <strong>di</strong> M<strong>il</strong>is e <strong>il</strong> Campidano Maggiore, e <strong>il</strong> Campidano <strong>di</strong> Simaxis,che si estende dall’arco cosero alle pen<strong>di</strong>ci del Monte Arci. Il sistema ambientale e inse<strong>di</strong>avo è struurato nellaparte nord, dagli stagni e dal relavo bacino <strong>di</strong> alimentazione dello stagno <strong>di</strong> Cabras e nella parte centrale dallarete idrografica e dal bacino fluviale del Me<strong>di</strong>o e Basso Tirso. L’Ambito comprende una serie complessa <strong>di</strong> aree<strong>di</strong>verse: quelle dei bacini naturali, arficiali, <strong>per</strong>manen o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce,salmastra o salata. La parcolare importanza <strong>di</strong> ques paesaggi risiede non solo nel fao che rappresentano unarisorsa ecologica <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evante interesse in termini <strong>di</strong> conservazione della bio<strong>di</strong>versità in ambito me<strong>di</strong>terraneo […],ma anche in relazione alle notevoli potenzialità <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo economico delle <strong>di</strong>verse aree […]. Gli ambien lagunarie stagnali che si sv<strong>il</strong>uppano lungo la fascia cosera compresa tra Capo Mannu e Capo Frasca (Is Benas, Mistras,Cabras, Santa Giusta, Pauli Maiori, S’Ena Arrubia, Corru s’Iri e Corru Mannu San Giovanni e Marceddì), infa,oltre a costuire <strong>il</strong> naturale sistema <strong>di</strong> espansione idraulica dei corsi d’acqua ed avere r<strong>il</strong>evanza paesaggisca edecologica, sono sede <strong>di</strong> importan avità economiche quale l’allevamento ico. La struura dell’inse<strong>di</strong>amentocosero presenta situazioni ibride (stagionali e <strong>per</strong>manen) intorno ai principali centri: Oristano (borgata marina102
<strong>di</strong> Torre Grande), Arborea (Colonie Marine), Cabras (località marine <strong>di</strong> San Giovanni <strong>di</strong> Sinis e Funtana Meiga),San Vero M<strong>il</strong>is (S’Arena Scoada, Putzu Idu, Mandriola, Su Pallosu, Sa Rocca Tunda), Terralba (v<strong>il</strong>laggio <strong>di</strong> pescatori<strong>di</strong> Marceddì). Il <strong>paesaggio</strong> agrario, infine, occupa una preponderante estensione r<strong>il</strong>evata dalle gran<strong>di</strong> su<strong>per</strong>ficicolvate a seminavi e tesmoniata dall’importante presenza della f<strong>il</strong>iera agroindustriale della bovinicoltura dalae […]. Le colture <strong>di</strong> po intensivo interessano inoltre la colvazione <strong>di</strong> specie erbacee (riso, carciofo, fragola,melone, anguria, pomodoro, barbabietola) e <strong>di</strong> quelle arboree (agrumi, vi, olivi, mandorli) […].Precisazioni e conclusioniLa scelta dell’Ambito <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> n. 9 è movata, anzituo, dalla significava interazione tra i “luoghidell’acqua”, dai paesaggi stagnali e lagunari ai paesaggi fluviali più significavi (come <strong>il</strong> Tirso, <strong>il</strong> fiume sardo <strong>di</strong>maggiore lunghezza), influenza da sempre dalla presenza o dall’assenza <strong>di</strong> tale risorsa, e i “luoghi della terra”,prevalentemente territori <strong>di</strong> pianura (paesaggi agricoli, urbani e <strong>per</strong>iurbani), contrad<strong>di</strong>sn dalla risorsa idrica,oltre che da una significava rete viaria. Tale interazione ha dato vita, nel corso dei secoli, ad uno straor<strong>di</strong>nariomosaico <strong>di</strong> paesaggi <strong>di</strong> parcolare r<strong>il</strong>evanza storica, ambientale ed ecologica, nonché <strong>di</strong> significavo interesse <strong>per</strong>le notevoli potenzialità <strong>di</strong> natura socio-economica.Lavorare sull’Ambito n. 9 ha <strong>per</strong>messo <strong>di</strong> meere a “sistema” alcune es<strong>per</strong>ienze che vedono <strong>il</strong> contesto territorialein oggeo quale “campo <strong>di</strong> prova” <strong>per</strong> la s<strong>per</strong>imentazione <strong>di</strong> interessan iniziave. In parcolare, si è faoriferimento: al progeo “Phoinix - Parco fluviale Fenicio”, incentrato sul bacino del trao terminale del fiumeTirso; al progeo “Riberas - Ai margini delle lagune”, sv<strong>il</strong>uppato nelle aree urbane <strong>di</strong> S.Giusta, Cabras e RiolaSardo; al progeo “A.R.E.N.A.R.I.E. - Piano integrato <strong>di</strong> gesone e valorizzazione”, che vede come tema portantela riqualificazione delle fasce cosere; al progeo “Europeo Interreg IIIB Medocc” denominato “GreenLink”,incentrato sulla bassa valle del Tirso (dalla foce a Fordongianus).Ambito 9 | Golfo <strong>di</strong> Oristanofig 2.3_In<strong>di</strong>viduazione nellaTavola <strong>di</strong> Sintesi del PPR delcontesto <strong>di</strong> applicazione inAmbito 9 - Golfo <strong>di</strong> Oristano.103
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La proposta metodologica, nell’oca <strong>di</strong> una ricercache fin dall’inizio ha assunto le finalità <strong>di</strong> Linee guida,presenta aspe <strong>di</strong> vali<strong>di</strong>tà e cogenza non solo seriferita-limitata ai tre scenari indaga (paesaggi delleacque, dei margini urbani, delle infrastruure), maanche rispeo ai temi e alle problemache dellaprogeazione paesisca in generale. A riprova sarebbesufficiente ri-calibrare la struura degli strumenmetodologici (Abaco dei Sistemi Relazionali e Matrice<strong>per</strong> la qualità paesisca), prendendo in considerazionealtri scenari (esempio: paesaggi agrari, paesaggi dellabonifica, paesaggi delle miniere, paesaggi archeologici)e, conseguentemente, altri <strong>sistemi</strong> relazionali (esempio:margine urbano/<strong>paesaggio</strong> della bonifica; strada/<strong>paesaggio</strong> agrario), applicandoli/s<strong>per</strong>imentandoliin altri ambi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> del PPR, <strong>per</strong> oenereun impianto metodologico comunque opportuno eappropriato.L’in<strong>di</strong>viduazione, negli Scenari indaga, dei Sistemirelazionali non copre ovviamente tu i casi presennell’Ambito n. 9 (anche solo <strong>per</strong> l’ampiezza <strong>di</strong>quest’ulmo). Si è cercato comunque <strong>di</strong> selezionare i<strong>sistemi</strong> relazionali più significavi, ovvero in grado <strong>di</strong>assumere <strong>il</strong> ruolo <strong>di</strong> “casi campione”, esemplificavidelle situazioni più frequen, anche al <strong>di</strong> fuori deiconfini dell’Ambito n. 9.1Trao e parzialmente rielaborato da: Piano Paesaggisco Regionale – Ambi <strong>di</strong> Paesaggio -Scheda Ambito n. 9 - Golfo <strong>di</strong> Oristano, pagg. 3-4.105
elementi e <strong>di</strong>mensioni del sistema relazionaleElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dal margine urbano <strong>di</strong> S<strong>il</strong>ì e dal fiume Tirso. In particolare, nel sistema in oggettol’inse<strong>di</strong>amento stab<strong>il</strong>isce rapporti estremamente limitati con le matrici ambientali (fiume Tirso, <strong>paesaggio</strong> agricolo). Laforma del sistema inse<strong>di</strong>ativo, ad esempio, non presenta nessun tipo <strong>di</strong> rapporto nei confronti del “Sistema Tirso”, se non<strong>per</strong> <strong>il</strong> “rispetto” del limite definito dall’arginatura.sistema relazionale1aDimensioni relazionali prevalentiIl sistema analizzato (fiume/margine urbano) si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensionelongitu<strong>di</strong>nale <strong>di</strong> natura ecologico-connettiva legata alla r<strong>il</strong>evanza del segno d’acqua (Tirso), funzionale-ricreativa e visuale<strong>per</strong>cettiva<strong>per</strong> la presenza <strong>di</strong> arginature <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>i; una <strong>di</strong>mensione trasversale fruitivo-connettiva garantita dalla vie <strong>di</strong>accesso esistenti (strade bianche, sentieri); una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura funzionale-produttiva propria del <strong>paesaggio</strong>(costituito in prevalenza da seminativi) che si pone a cerniera tra i due elementi relazionali.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dal margine urbano <strong>di</strong> Fordongianus, costituito prevalentemente dal sito archeologico(terme <strong>di</strong> epoca romana), e dal fiume Tirso. In particolare, nel sistema in oggetto <strong>il</strong> margine <strong>di</strong> matrice storica stab<strong>il</strong>iscerapporti <strong>di</strong>versificati e <strong>di</strong> spessore con <strong>il</strong> segno d’acqua, su cui lo stesso è strutturato. Il fiume si fa qui interprete della scenaurbana. La forma del tessuto inse<strong>di</strong>ativo, non a caso, si rapporta morfologicamente alla <strong>di</strong>rezione prevalente del corso delTirso, rispetto al quale sono riscontrab<strong>il</strong>i rapporti <strong>di</strong> contiguità. Una precisazione necessaria: l’area indagata, in realtà, è localizzataal <strong>di</strong> fuori dei confini dell’Ambito 9. Si è deciso comunque <strong>di</strong> analizzarla <strong>per</strong> <strong>il</strong> r<strong>il</strong>evante valore <strong>sistemi</strong>co-relazionaledovuto alla presenza del sito archeologico e al suo significativo rapporto con <strong>il</strong> fiume Tirso.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema (fiume/margine urbano) si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale<strong>di</strong> natura ecologico-connettiva, legata alla r<strong>il</strong>evanza del segno d’acqua (Tirso), funzionale-ricreativa e visuale-<strong>per</strong>cettiva<strong>per</strong> <strong>il</strong> sistema <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi e le aree <strong>di</strong> sosta attrezzate, a servizio del sito archeologico; una <strong>di</strong>mensione trasversale fruitivoconnettivagarantita dalla vie <strong>di</strong> accesso esistenti; una <strong>di</strong>mensione areale visuale-<strong>per</strong>cettiva, funzionale-ricreativa nonchéstorico-culturale collegab<strong>il</strong>e al sito archeologico <strong>di</strong> epoca romana.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è definito dal margine urbano <strong>di</strong> Riola Sardo e dal fiume Rio Mare Foghe. La forma del sistema inse<strong>di</strong>ativosi rapporta morfologicamente al segno d’acqua, rispetto al quale si r<strong>il</strong>evano significativi rapporti <strong>di</strong> connessionee contiguità. Il bacino del Rio Mare Foghe si sv<strong>il</strong>uppa attraverso una serie <strong>di</strong> paesaggi che dal massiccio vulcanico delMontiferru si susseguono sino allo Stagno <strong>di</strong> Cabras. Da segnalare come l’area della foce del Rio Mare e Foghe, prima dellabonifica delle aree umide avvenuta negli anni Sessanta, era localizzata nello Stagno <strong>di</strong> Mare Foghe, uno specchio d’acquache lambiva gli abitati <strong>di</strong> Riola e Barat<strong>il</strong>i San Pietro.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema analizzato (fiume/margine urbano) si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale<strong>di</strong> natura ecologico-connettiva, funzionale-ricreativa e visuale-<strong>per</strong>cettiva legata alla r<strong>il</strong>evanza del segno d’acqua(Rio Mare e Foghe) e al sistema <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi lungo fiume; una <strong>di</strong>mensione trasversale fruitivo-connettiva garantita dallevie <strong>di</strong> accesso esistenti; una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura funzionale-produttiva (in prevalenza seminativi) e funzionalericreativa(aree gioco, parco pubblico, eccetera).1b1cabaco <strong>di</strong> sintesi dei <strong>sistemi</strong> relazionali107
sistema relazionale2elementi e <strong>di</strong>mensioni del sistema relazionaleElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale vede “incrociarsi” la strada statale n. 131 e <strong>il</strong> corso del fiume Tirso. Nel sistema in oggetto emergonorapporti decisamente limitati tra <strong>il</strong> corridoio infrastrutturale e le matrici ambientali (fiume Tirso e <strong>paesaggio</strong> agricolo)ed antropiche (abitato <strong>di</strong> S<strong>il</strong>ì). Sebbene la trama del <strong>paesaggio</strong> agrario ed urbano circostante si sia adattata, nel tempo,alla linea dell’infrastruttura, non essendo questa dotata <strong>di</strong> nessun tipo <strong>di</strong> equipaggiamento vegetale e “viaggiando” sup<strong>il</strong>oni, impone pesantemente <strong>il</strong> suo segno nel contesto paesistico attraversato.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema in esame (fiume/infrastruttura stradale <strong>di</strong> grande <strong>per</strong>correnza) si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionaliprevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale funzionale/visivo-<strong>per</strong>cettiva <strong>per</strong> l’attraversamento della strada nel contestopaesistico (agrario e fluviale); una <strong>di</strong>mensione trasversale <strong>per</strong> la presenza/r<strong>il</strong>evanza sia del segno d’acqua (ecologicoconnettiva)sia della strada in quanto possib<strong>il</strong>e barriera ecologico-connettiva e visuale-<strong>per</strong>cettiva; una <strong>di</strong>mensione areale(<strong>di</strong> natura complessa) conseguente all’esistenza oltre che del fiume (ecologico-connettiva), <strong>di</strong> svincoli ed importantistrade provinciali (fruitivo-connettiva), <strong>di</strong> aree urbane e agricole a prevalenza <strong>di</strong> seminativi ed oliveti (funzionaleproduttiva).abaco <strong>di</strong> sintesi dei <strong>sistemi</strong> relazionali34Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è così composto: la strada provinciale n. 2 che lambisce l’ambito fluviale del Tirso; <strong>il</strong> fiume Tirso;una strada bianca che corre lungo l’argine. Nel sistema in oggetto i rapporti tra i manufatti stradali e le matrici ambientalirisultano piuttosto limitati. L’assenza, non a caso, <strong>di</strong> qualsiasi forma <strong>di</strong> equipaggiamento stradale tende a relegare <strong>il</strong>sistema fluviale ad un ruolo del tutto marginale.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema relazionale (infrastruttura stradale/fiume/infrastruttura stradale) si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni prevalenti:una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale funzionale/visivo-<strong>per</strong>cettiva conseguente al <strong>per</strong>corso della strada provinciale nelcontesto paesistico e fruitivo-connettiva <strong>per</strong> la presenza <strong>di</strong> arginature <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>i a fianco della strada bianca, nonché <strong>di</strong>natura ecologico-connettiva <strong>per</strong> la r<strong>il</strong>evanza del segno d’acqua (Tirso); una <strong>di</strong>mensione trasversale fruitivo-connettivae visuale-<strong>per</strong>cettiva garantita dalla vie <strong>di</strong> accesso esistenti (strade bianche, sentieri); una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> naturacomplessa (funzionale-produttiva, ecologico-connettiva) <strong>per</strong> la presenza, oltre all’ambito fluviale, <strong>di</strong> un significativosistema <strong>di</strong> aree agricole con prevalenza <strong>di</strong> seminativi.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale coinvolge <strong>il</strong> Rio Mar’e Foghe e lo Stagno <strong>di</strong> Cabras. Siamo <strong>di</strong> fronte ad un <strong>paesaggio</strong> <strong>di</strong> straor<strong>di</strong>nariointeresse paesaggistico-ambientale, storico-culturale, naturalistico, faunistico ed ecologico riconducib<strong>il</strong>e, <strong>per</strong> lo più, alvasto sistema umido <strong>di</strong> Cabras. Non a caso, l’ambito si contrad<strong>di</strong>stingue <strong>per</strong> un apparato <strong>di</strong> protezione <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ssimor<strong>il</strong>ievo (Siti <strong>di</strong> Interesse Faunistico, SIC, ZPS). Da segnalare, infine, come oltre al sistema “Stagno <strong>di</strong> Cabras e Rio Mar’ee Foghe”, devono essere presi in considerazione anche quelli trasformati dalle bonifiche storiche e dalle sistemazioniidrauliche, oltre ai piccoli stagni facenti parte <strong>di</strong> compen<strong>di</strong> umi<strong>di</strong> principali.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema in oggetto (fiume/area umida) si caratterizza <strong>per</strong> due <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensionelongitu<strong>di</strong>nale <strong>di</strong> natura ecologico-connettiva, legata alla r<strong>il</strong>evanza del segno d’acqua (Rio Mare e Foghe), visuale<strong>per</strong>cettivae fruitivo-connettiva come “continuum” (potenziale) tra sistema delle aree umide, sistema agricolo esistema urbano (Riola Sardo); una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura funzionale-produttiva (seminativi) nonché ecologicoconnettiva,funzionale-ricreativa e fruitivo-connettiva riconducib<strong>il</strong>e all’ecosistema dell’area umida (stagno <strong>di</strong> Cabras estagni minori).108
elementi e <strong>di</strong>mensioni del sistema relazionaleElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dal margine urbano <strong>di</strong> Torre Grande e dal tratto antistante della fascia costiera delgolfo <strong>di</strong> Oristano. Si tratta <strong>di</strong> un ambito <strong>di</strong> interesse paesaggistico, storico-culturale riconducib<strong>il</strong>e, <strong>per</strong> lo più, all’interazionetra la struttura inse<strong>di</strong>ativa e quella ambientale. Struttura inse<strong>di</strong>ativa: l’inse<strong>di</strong>amento si presenta con un tessuto urbanopiù rado che altrove e si contrad<strong>di</strong>stingue sia <strong>per</strong> le risorse storico-culturali, che <strong>per</strong> la relazione con le acque del golfo.Struttura paesistico-ambientale: è riconducib<strong>il</strong>e al litorale, la cui continuità è interrotta dalla foce del Tirso; al sistemadunale retro-costiero, con carattere <strong>di</strong> “giacimento storico-culturale ed ecologico” <strong>di</strong> r<strong>il</strong>ievo e all’emergenza naturale, adalta intervisib<strong>il</strong>ità, della pineta litoranea, entrambi posti tra Torre Grande e la foce del Tirso.sistema relazionale5Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema (margine urbano/fascia costiera) si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale(parallela al litorale) ecologico-connettiva, fruitivo-connettiva, visuale-<strong>per</strong>cettiva e funzionale-ricreativa come “continuum”del sistema ambientale (litorale sabbioso, pineta, dune, foce); una <strong>di</strong>mensione trasversale fruitivo-connettiva <strong>per</strong> <strong>il</strong> legameesistente tra la struttura inse<strong>di</strong>ativa <strong>di</strong> Torre Grande e quella ambientale (litorale sabbioso); una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong>natura funzionale-ricreativa e visuale-<strong>per</strong>cettiva riconducib<strong>il</strong>e, in massima parte, alla presenza della spiaggia e della pineta.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dal Tirso, dalla sua foce e dal litorale costiero del Golfo <strong>di</strong> Oristano. Un insieme, multiformee fortemente caratterizzato, che comprende paesaggi d’acqua tra i più importanti a livello europeo. Lungi dall’esserein contrad<strong>di</strong>zione fra loro, gli elementi paesaggistici e culturali si compongono in una singolare unità che assume comevalenza prioritaria <strong>il</strong> segno fenicio . Sono da segnalare, in particolare: aree <strong>di</strong> interesse storico-culturale, come <strong>il</strong> complessodelle testimonianze archeologiche dell’antica portualità; ambiti <strong>di</strong> elevato valore naturalistico-ambientale e paesaggistico,come la pineta marittima, <strong>il</strong> sistema dunale, la piantagione <strong>di</strong> fichi d’in<strong>di</strong>a, l’affascinante andamento a meandri del trattofinale del Tirso.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema (fiume-foce/fascia costiera) si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale<strong>di</strong> natura ecologico-connettiva e visuale <strong>per</strong>cettiva, legata alla r<strong>il</strong>evanza del segno d’acqua; una <strong>di</strong>mensione trasversale<strong>di</strong> natura ecologico-connettiva, funzionale-ricreativa e visuale-<strong>per</strong>cettiva riconducib<strong>il</strong>e all’ecosistema della foce, alle zoneumide retro litorali, al sistema dunale e costiero, alla pineta marittima. Una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura ecologico-connettiva,funzionale-produttiva e, in particolare, <strong>di</strong> matrice storico-culturale: <strong>il</strong> sistema della foce, infatti, si presenta come<strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> fenicio “par excellence”, fra specchi d’acqua lagunari separati dal mare da sott<strong>il</strong>i tomboli, <strong>il</strong> grande fiume e <strong>il</strong>golfo <strong>di</strong> Oristano.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dall’inse<strong>di</strong>amento urbano <strong>di</strong> Cabras e lo stagno omonimo. Siamo <strong>di</strong> fronte ad un <strong>paesaggio</strong><strong>di</strong> straor<strong>di</strong>nario interesse paesaggistico-ambientale, storico-culturale, naturalistico, faunistico ed ecologico. L’ambito,oltre a costituire <strong>il</strong> naturale sistema <strong>di</strong> espansione idraulica dei corsi d’acqua ed essere sede <strong>di</strong> importanti attività economichequale l’allevamento ittico, si contrad<strong>di</strong>stingue <strong>per</strong> un apparato <strong>di</strong> protezione <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ssimo r<strong>il</strong>ievo (Siti <strong>di</strong> InteresseFaunistico, SIC, ZPS). Sono da segnalarsi infine stab<strong>il</strong>i ed importanti legami, sia <strong>di</strong> tipo storico che visuale e <strong>per</strong>cettivo, acominciare dalla piazza principale <strong>di</strong> Cabras che si affaccia <strong>di</strong>rettamente sull’area umida, come una sorta <strong>di</strong> waterfront.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema margine urbano/area umida si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale<strong>di</strong> natura ecologico-connettiva e fruitivo-connettiva legata alla presenza dell’area umida che costituisce <strong>il</strong> bordodell’inse<strong>di</strong>amento; una <strong>di</strong>mensione trasversale <strong>di</strong> tipo fruitivo-connettiva e funzionale-ricreativa <strong>per</strong> la configurazione dellacittà che si affaccia sullo stagno; una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura storico-culturale e visuale-<strong>per</strong>cettiva.67aabaco <strong>di</strong> sintesi dei <strong>sistemi</strong> relazionali109
sistema relazionale7belementi e <strong>di</strong>mensioni del sistema relazionaleElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dallo stagno <strong>di</strong> Santa Giusta e dall’abitato omonimo, caratterizzato da un tessutoinse<strong>di</strong>ativo prevalentemente residenziale, con un primo sv<strong>il</strong>uppo lungo la strada provinciale n. 56, a cui si sono aggiunt<strong>il</strong>otti recenti con una articolazione irregolare. Verso lo stagno l’inse<strong>di</strong>amento è scan<strong>di</strong>to da una maggiore uniformitàriconducib<strong>il</strong>e: alla rete viaria parallela al bordo d’acqua; ad una importante fascia <strong>di</strong> separazione con <strong>il</strong> bosco <strong>di</strong>Eucaliptus (nel tratto lungo via Giovanni XXIII); al sistema <strong>di</strong> orti urbani nelle vie parallele a Via Garibal<strong>di</strong>. In proposito,<strong>il</strong> Progetto “Riberas” (attualmente in atto) prevede la creazione <strong>di</strong> un nuovo luogo <strong>di</strong> aggregazione sociale e funzionalein <strong>di</strong>retto rapporto con lo stagno.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema relazionale in oggetto si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale <strong>di</strong> naturaecologico-connettiva legata alla presenza dell’area umida, che costituisce un limite dell’inse<strong>di</strong>amento, nonché fruitivoconnettivacorrelata alla <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>ità lungo lo stagno; una <strong>di</strong>mensione trasversale <strong>di</strong> tipo fruitivo-connettiva efunzionale-ricreativa, <strong>per</strong> la presenza <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi in <strong>di</strong>rezione dello stagno; una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura visuale<strong>per</strong>cettivae funzionale-ricreativa legata al sistema degli orti urbani e allo sv<strong>il</strong>uppo del bosco <strong>di</strong> Eucaliptus quale parcourbano connesso alle nuove aree previste dal progetto “Riberas” e al sito archeologico.abaco <strong>di</strong> sintesi dei <strong>sistemi</strong> relazionali7c8aElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dall’inse<strong>di</strong>amento produttivo dell’area industriale <strong>di</strong> Oristano, affacciato sullo stagno<strong>di</strong> S.Giusta, le cui lottizzazioni sono scan<strong>di</strong>te da viab<strong>il</strong>ità parallela alla linea d’acqua, con cui <strong>per</strong>ò non instaurano nessunarelazione né in termini <strong>di</strong> continuità (ad esempio la viab<strong>il</strong>ità interna dei lotti non si prolunga verso lo stagno), né intermini <strong>di</strong> contrapposizione (non esiste nessuna fascia <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione tra le industrie e l’area umida).Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema relazionale in oggetto si caratterizza <strong>per</strong> due <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale <strong>di</strong>natura ecologico-connettiva legata alla presenza dell’area umida, sebbene compromessa dalla tipologia <strong>di</strong> inse<strong>di</strong>amentoche vi si affaccia; una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura funzionale-produttivaElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è determinato dallo svincolo <strong>per</strong> la strada statale n. 131 (Carlo Felice), dalla strada provincialen. 49 e dalla fascia <strong>di</strong> territorio in prossimità degli stagni <strong>di</strong> Santa Giusta e <strong>di</strong> Pauli Majori. Gli ambienti stagnali chesi sv<strong>il</strong>uppano lungo questo tratto <strong>di</strong> fascia costiera, oltre a costituire <strong>il</strong> naturale sistema <strong>di</strong> espansione idraulica deicorsi d’acqua ed avere r<strong>il</strong>evanza paesaggistica ed ecologica, sono sede <strong>di</strong> importanti attività economiche (allevamentoittico). Nel sistema relazionale in oggetto, in particolare, si r<strong>il</strong>evano rapporti conflittuali tra la Carlo Felice e le matriciambientali e naturali.Lo svincolo della statale si trova, ad esempio, sul canale <strong>di</strong> connessione tra le due aree umide.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema relazionale si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale funzionale/visivo-<strong>per</strong>cettiva <strong>per</strong> l’attraversamento dei due corridoi infrastrutturali (SS n. 131 e SP n. 49) nell’ambito paesistico(lungo stagno); una <strong>di</strong>mensione trasversale ecologico-connettiva riconduc<strong>il</strong>e sia al segno della strada come possib<strong>il</strong>ebarriera che alla connessione tra le due aree umide; una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura complessa dovuta all’esistenzaoltre che degli eco<strong>sistemi</strong> lagunari (ecologico-connettiva) e della Carlo Felice, della strada provinciale n. 49 (funzionale/visivo-<strong>per</strong>cettiva), che corre lungo lo stagno <strong>di</strong> Santa Giusta, tra aree urbanizzate residenziali e produttive nonché zoneresiduali agricole a seminativi (funzionale-produttiva).110
elementi e <strong>di</strong>mensioni del sistema relazionaleElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale coinvolge la strada provinciale n. 49 e lo Stagno <strong>di</strong> S’Ena Arrubia, nel tratto dell’idrovora <strong>di</strong> Sassu. LaSP 49 è un importante asse <strong>di</strong> collegamento tra i centri urbani situati tra la costa e la Carlo Felice (S.S. n. 131) e la città <strong>di</strong>Oristano. In questo tratto, <strong>il</strong> rapporto tra la strada e l’area umida è stretto e <strong>di</strong>retto: l’asse stradale corre tangente al limitedello stagno, che <strong>di</strong>venta lo scenario visivo a partire/o sino a (in funzione della <strong>di</strong>rezione <strong>di</strong> viaggio), l’incrocio <strong>per</strong> la localitàCirras. Nel <strong>per</strong>correre la strada, l’area umida assume un ruolo centrale, non solo <strong>per</strong> la sua <strong>di</strong>mensione ma anche <strong>per</strong> lapresenza <strong>di</strong> numerose specie ornitologiche, in particolare fenicotteri rosa, aironi e folaghe.sistema relazionale8bDimensioni relazionali prevalentiIl sistema si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale, <strong>di</strong> natura funzionale/visivo-<strong>per</strong>cettiva <strong>per</strong> l’attraversamento della strada (SP n. 49) nell’ambito paesistico e <strong>per</strong> <strong>il</strong> ruolo <strong>di</strong> questa quale strumento<strong>di</strong> <strong>per</strong>cezione del <strong>paesaggio</strong>; una <strong>di</strong>mensione trasversale ecologico-connettiva legata al segno della strada come barrieranonché fruitivo-connettiva <strong>per</strong> l’accessib<strong>il</strong>ità all’area umida. La strada, oltre a <strong>di</strong>ventare elemento <strong>di</strong> frammentazione,assume <strong>il</strong> ruolo <strong>di</strong> limite dello stagno rispetto alle aree agricole; una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura funzionale-produttiva(prevalenza seminativi), nonché funzionale-educativa <strong>per</strong> la presenza del Sito <strong>di</strong> Interesse Comunitario (SIC ITB000016)dello stagno <strong>di</strong> S’Ena Arrubia.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dal margine urbano <strong>di</strong> Oristano a Nord-Est, prevalentemente lottizzazioni residenziali, edalla strada <strong>di</strong> ingresso/uscita (SP 55) alla città. Tra le due componenti le connessioni risultano limitate in quanto la stradanon è la matrice della formazione dell’inse<strong>di</strong>amento, <strong>di</strong>sposto <strong>per</strong> lo più in parallelo all’asse viario, ma solo <strong>il</strong> limite <strong>per</strong>l’espansione inse<strong>di</strong>ativa (anche <strong>per</strong> la presenza della ferrovia Cagliari-Olbia). La totale estraneità dell’asse viario al contestourbano è riconoscib<strong>il</strong>e sia <strong>per</strong> le <strong>di</strong>mensioni del suo tracciato sia <strong>per</strong> la presenza <strong>di</strong> usi impropri (depositi, spazi residuali,eccetera).Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema indagato (margine urbano/infrastruttura stradale) si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensionelongitu<strong>di</strong>nale funzionale/visivo-<strong>per</strong>cettiva legata al ruolo che la strada svolge <strong>di</strong> <strong>di</strong>stribuzione degli inse<strong>di</strong>amentinonché <strong>di</strong> accesso-uscita dalla città; una <strong>di</strong>mensione trasversale <strong>di</strong> tipo fruitivo-connettivo, in realtà molto limitata <strong>per</strong> lecaratteristiche intrinseche delle due componenti; una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura funzionale-produttiva <strong>per</strong> la presenza<strong>di</strong> ampie aree coltivate che separano <strong>il</strong> tessuto urbano dalla strada.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale coinvolge <strong>il</strong> margine urbano a Nord <strong>di</strong> Oristano “delimitato” dalla strada provinciale n. 93. Il sistemaè caratterizzato da <strong>di</strong>fese arginali che corrono lungo la stessa provinciale, da una seconda importante <strong>di</strong>rettrice viaria <strong>di</strong>uscita/ingresso della città (SP n. 54), nonché da un significativo inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> attrezzature commerciali (grande <strong>di</strong>stribuzione,autosaloni, centri commerciali, eccetera) e industriali (lavorazione marmi, legnami, eccetera). Questo sistema,inserito ai margini del quartiere <strong>di</strong> Torangius, assume un carattere <strong>di</strong> vera e propria “protuberanza” che si sporge sul<strong>paesaggio</strong> agrario.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema in oggetto si caratterizza <strong>per</strong> due <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale funzionale/visivo-<strong>per</strong>cettiva legata sia alla <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>ità della rete infrastrutturale sia al ruolo <strong>di</strong> questa quale strumento <strong>di</strong> <strong>per</strong>cezionedel <strong>paesaggio</strong>, fruitivo-connettiva <strong>per</strong> la presenza lungo la strada <strong>di</strong> arginature <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>i; una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> naturafunzionale-produttiva <strong>per</strong> l’inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> attrezzature commerciali inserito in un <strong>paesaggio</strong> agro-urbano a prevalenza<strong>di</strong> seminativi.9a9babaco <strong>di</strong> sintesi dei <strong>sistemi</strong> relazionali111
sistema relazionale9celementi e <strong>di</strong>mensioni del sistema relazionaleElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dagli ultimi e recenti presi<strong>di</strong> inse<strong>di</strong>ativi <strong>di</strong> S<strong>il</strong>ì, inseriti nel <strong>paesaggio</strong> agricolo, incontiguità con <strong>il</strong> nodo infrastrutturale costituito dalla strada statale n. 131, attualmente in fase <strong>di</strong> ampliamento, che sicollega (attraverso svincoli) alla provinciale n. 55. Da segnalare la struttura del <strong>paesaggio</strong> agricolo che, al momento enonostante tutto, mantiene una spiccata caratterizzazione.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale funzionale/visivo<strong>per</strong>cettivalegata sia alla <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>ità della rete infrastrutturale sia al ruolo <strong>di</strong> questa quale strumento <strong>di</strong> <strong>per</strong>cezionedel <strong>paesaggio</strong>; una <strong>di</strong>mensione trasversale che vede <strong>il</strong> segno della strada/svincolo configurarsi come barriera <strong>di</strong> naturaecologico-connettiva; una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura funzionale-produttiva <strong>per</strong> la presenza <strong>di</strong> aree agricole che sifrappongono tra le due componenti del sistema.abaco <strong>di</strong> sintesi dei <strong>sistemi</strong> relazionali9d10aElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale interessa le aree <strong>per</strong>iferiche dell’abitato <strong>di</strong> Santa Giusta e la strada Carlo Felice (SS n. 131), nel trattoin corrispondenza dello svincolo <strong>di</strong> ingresso al paese. L’e<strong>di</strong>ficato si sv<strong>il</strong>uppa parallelamente all’asse viario, realizzato suviadotto, ed è separato da questo attraverso una fascia <strong>di</strong> spazi agricoli prevalentemente in stato <strong>di</strong> abbandono.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale funzionale/visivo<strong>per</strong>cettivalegata sia alla <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>ità della rete infrastrutturale sia al ruolo <strong>di</strong> questa quale strumento <strong>di</strong> <strong>per</strong>cezione del<strong>paesaggio</strong>; una <strong>di</strong>mensione trasversale riconduc<strong>il</strong>e al segno della strada come possib<strong>il</strong>e barriera ecologico-connettiva;una <strong>di</strong>mensione areale funzionale-produttiva considerando le potenzialità delle zone abbandonate come aree agricole.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale riguarda lo stagno <strong>di</strong> S’Ena Arrubia e <strong>il</strong> golfo <strong>di</strong> Oristano, nel tratto compreso tra la stradacomunale 28 e la strada comunale 30 <strong>di</strong> Arborea. Il sistema interessa non solo la connessione tra lo stagno e <strong>il</strong> golfo,ma anche <strong>il</strong> legame con tutti gli elementi che costituiscono questo brano <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> costiero: le fasce <strong>per</strong>istagnali, lapineta, la spiaggia, <strong>il</strong> molo. La particolare importanza degli ambienti stagnali <strong>di</strong> questo tratto <strong>di</strong> fascia costiera, risiedenon solo nel fatto che rappresentano una risorsa <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evante interesse paesaggistico ed ecologico, fondamentale <strong>per</strong>la conservazione dellabio<strong>di</strong>versità, ma anche in relazione alle notevoli potenzialità <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo economico (allevamento ittico).Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema area umida/fascia costiera si esplica attraverso tre <strong>di</strong>mensioni relazionali : la <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nalefruitivo-connettiva e funzionale-ricreativa riconducib<strong>il</strong>e, in massima parte, alla presenza del litorale sabbioso, nonchéecologico-connettiva <strong>per</strong> la relazione con gli Stagni <strong>di</strong> Cirras; la <strong>di</strong>mensione trasversale <strong>di</strong> natura ecologico-connettivalegata principalmente alla circolazione delle acque e alle successioni <strong>di</strong> habitat, nonché visuale-<strong>per</strong>cettiva e fruitivoconnettiva<strong>per</strong> <strong>il</strong> continuum tra litorale sabbioso, pineta, area umida, <strong>paesaggio</strong> agrario; la <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> naturafunzionale-produttiva (seminativi e attività riconducib<strong>il</strong>i alla Coo<strong>per</strong>ativa Pescatori), visuale-<strong>per</strong>cettiva e funzionaleeducativa<strong>per</strong> la presenza del Sito <strong>di</strong> Interesse Comunitario (SIC ITB000016).112
elementi e <strong>di</strong>mensioni del sistema relazionaleElementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale interessa lo stagno <strong>di</strong> Mistras e <strong>il</strong> tratto <strong>di</strong> mare del Golfo <strong>di</strong> Oristano compreso tra <strong>il</strong> canale Sa BuccaSa Mar<strong>di</strong>ni e Capo San Marco. Il sistema riguarda non solo <strong>il</strong> legame <strong>di</strong>retto tra la laguna e <strong>il</strong> mare, verso <strong>il</strong> Golfo, mainveste anche le connessioni che l’area umida instaura verso la costa <strong>di</strong> San Giovanni <strong>di</strong> Sinis e Capo San Marco, compreso<strong>il</strong> sito archeologico <strong>di</strong> Tharros. La particolare importanza degli ambienti stagnali <strong>di</strong> questotratto <strong>di</strong> fascia costiera, risiedenon solo nel fatto che rappresentano una risorsa <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evante interesse paesaggistico ed ecologico, fondamentale <strong>per</strong> laconservazione della bio<strong>di</strong>versità, ma anche in relazione alle notevoli potenzialità <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo economico dell’intero Sistema.sistema relazionale10bDimensioni relazionali prevalentiIl sistema si sv<strong>il</strong>uppa attraverso tre <strong>di</strong>mensioni relazionali: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale (parallela al litorale), fruitivoconnettiva,visuale-<strong>per</strong>cettiva, funzionale-ricreativa riconducib<strong>il</strong>e, in massima parte, alla presenza del litorale sabbioso,nonché storico-culturale come “continuum” da e verso San Giovanni e Tharros; una <strong>di</strong>mensione trasversale, <strong>di</strong> naturaecologico-connettiva, legata principalmente alla circolazione delle acque e alle successioni <strong>di</strong> habitat; una <strong>di</strong>mensioneareale <strong>di</strong> natura funzionale-ricreativa e funzionale-educativa (<strong>per</strong> la presenza sia del Sito <strong>di</strong> Interesse Comunitario - SIC ITB030034 sia dell’Area Marina Protetta “Penisola del Sinis”), <strong>di</strong> natura visuale-<strong>per</strong>cettiva e storico-culturale, riconducib<strong>il</strong>e algiacimento archeologico <strong>di</strong> Tharros.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dal margine urbano <strong>di</strong> Cabras e dal corso del Rio Tanui. Il tessuto urbano <strong>di</strong> Cabraspresenta situazioni <strong>di</strong> elevato interesse urbanistico e storico-culturale. All’opposto, sono da segnalare pesanti stravolgimenti(ambientali, ecologici e paesaggistici) conseguenti alla trasformazione del corso d’acqua Rio Tanui (che scorre a suddell’abitato) in un vero e proprio canale. Alterazioni derivanti: dalla cementificazione delle sponde, dalla rettifica del tracciato,dalla canalizzazione con alvei geometrici in cemento armato, eccetera. Conseguenza: <strong>il</strong> sistema relazionale margineurbano/fiume/margine urbano presenta una r<strong>il</strong>evante debolezza ecologico-connettiva, semiologica, visuale e <strong>per</strong>cettiva,soprattutto nel tratto in prossimità dello stagno <strong>di</strong> Cabras.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema relazionale in oggetto (margine urbano/fiume/margine urbano) si caratterizza <strong>per</strong> due <strong>di</strong>mensioni prevalenti:una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale (molto debole) <strong>di</strong> natura fruitivo-connettiva e visuale-<strong>per</strong>cettiva legata al segno d’acqua (RioTanui); una <strong>di</strong>mensione trasversale fruitivo-connettiva (molto limitata) <strong>di</strong> accesso al corso d’acqua.Elementi del sistema relazionaleIl sistema relazionale è composto dal margine urbano <strong>di</strong> Torangius (quartiere <strong>per</strong>iferico <strong>di</strong> Oristano) e dal corso del fiumeTirso. Nel sistema relazionale è coinvolta anche la strada provinciale n. 93, interposta tra fiume e abitato. Torangius è <strong>il</strong>quartiere più ampio e popoloso della città <strong>di</strong> Oristano: situato nella estremità nord dello sv<strong>il</strong>uppo <strong>per</strong>iferico, le sue estremepropaggini lambiscono l’argine della golena del Tirso. Da r<strong>il</strong>evare l’assenza <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong> significative tra l’inse<strong>di</strong>amentourbano e le matrici ambientali (fiume Tirso e <strong>paesaggio</strong> agricolo). Non a caso, la forma del tessuto inse<strong>di</strong>ativo è avulsa daqualsiasi tipo <strong>di</strong> rapporto nei confronti del “sistema fiume”, se non <strong>per</strong> <strong>il</strong> limite definito dall’arginatura in cemento armatoche corre a fianco della strada provinciale.Dimensioni relazionali prevalentiIl sistema margine urbano/strada/fiume si caratterizza <strong>per</strong> tre <strong>di</strong>mensioni relazionali prevalenti: una <strong>di</strong>mensione longitu<strong>di</strong>nale<strong>di</strong> natura ecologico-connettiva, legata alla r<strong>il</strong>evanza del segno d’acqua (Tirso), funzionale/visivo-<strong>per</strong>cettiva legata alla<strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>ità della SP n. 93, nonché funzionale-ricreativa e visuale-<strong>per</strong>cettiva (nei tratti più prossimi al corso d’acqua) <strong>per</strong>la presenza <strong>di</strong> arginature <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>i; una <strong>di</strong>mensione trasversale fruitivo-connettiva garantita dalla vie <strong>di</strong> accesso esistenti;una <strong>di</strong>mensione areale <strong>di</strong> natura funzionale-produttiva (in prevalenza seminativi).1112abaco <strong>di</strong> sintesi dei <strong>sistemi</strong> relazionali113
fiume - margine urbano | Tirso - S<strong>il</strong>ì (OR)RILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 1aIl sistema relazionale (fiume/margine urbano) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguenti tematismi-in<strong>di</strong>rizzidefiniti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare le “connessioni ecologiche” attraverso i corridoi <strong>di</strong> connettivitàcome quelli vallivi dei corsi d’acqua (in<strong>di</strong>rizzo n. 2); Conservare o ricostruire, da un punto <strong>di</strong> vista ambientalee paesistico, i margini <strong>di</strong> transizione fra inse<strong>di</strong>amenti urbani, <strong>sistemi</strong> agricoli e elementi d’acqua, riconosciuticome luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Riqualificare e migliorare ladotazione delle alberature e delle siepi costruendo un sistema interconnesso e collegato con i corsi d’acqua(in<strong>di</strong>rizzo n. 20); Conservare <strong>il</strong> rapporto <strong>di</strong> rispetto ambientale e funzionale tra i centri abitati e i corsi d’acqua(in<strong>di</strong>rizzo n. 24); Razionalizzare e controllare le eventuali espansioni urbane nel pieno rispetto delle esigenzelegate al mantenimento <strong>di</strong> una funzionalità ambientale e alla restituzione <strong>di</strong> un livello alto della qualità del<strong>paesaggio</strong> urbano (in<strong>di</strong>rizzo n. 27).CRITICITÀFenomeni <strong>di</strong> degrado legati alla presenza <strong>di</strong> elementi detrattori <strong>di</strong> natura puntuale (<strong>di</strong>scariche abusive) elineare (viadotti, svincoli), con conseguente aumento del rischio <strong>di</strong> interruzione e frammentazione delleconnessioni ecologiche esistenti lungo <strong>il</strong> Tirso.Contaminazione del corpo idrico e progressiva riduzione della naturalità e bio<strong>di</strong>versità dell’ecosistemaTirso a causa delle attività umane (scarichi, emungimenti, eccetera).Presenza <strong>di</strong> arginature in cemento armato, a sezione trapezoidale, che ostacolano l’accessib<strong>il</strong>ità (sia fisicache “culturale”) comportando, altresì, un rischio crescente <strong>di</strong> “marginalizzazione” dei luoghi lungofiume.Significativa “invasività” delle attività agricole.Semplificazione e banalizzazione degli ambienti golenali con progressiva: <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong> <strong>di</strong>versitàbiologica, scomparsa della vegetazione ripariale, accentuazione della frag<strong>il</strong>ità del sistema paesistico.Rischio “sfrangiatura” dei margini urbani.114
fiume - margine urbano | Tirso - S<strong>il</strong>ì (OR)OPPORTUNITÀ / OPZIONI STRATEGICHERecu<strong>per</strong>o del ruolo ecologico del Tirso. Il fiume letto ed interpretato quale struttura portante <strong>per</strong> la creazione <strong>di</strong> reti ecologiche,“elemento <strong>di</strong> ricucitura” <strong>di</strong> eco<strong>sistemi</strong> frammentati, “elemento <strong>di</strong> ricomposizione territoriale”.Tendere alla connotazione del <strong>paesaggio</strong> attraverso le reti <strong>di</strong> corsi d’acqua, contribuendo alla ricomposizione dei conflitti <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azioneurbano-rurale-fluviale.Potenziamento, o costituzione ex-novo, della continuità delle fasce riparie <strong>per</strong> garantire soglie <strong>di</strong> biopotenzialità congrue ed accettab<strong>il</strong>i,in rapporto al ruolo svolto dal sistema relazionale (reti ecologiche, eccetera).Migliorare la visib<strong>il</strong>ità/<strong>per</strong>cezione/accessib<strong>il</strong>ità del Tirso nei <strong>di</strong>versi ambiti che <strong>per</strong>corre.Aumento delle cautele nei confronti dell’inquinamento e miglioramento della qualità dell’acqua attraverso controlli e monitoraggio(regolare gli emungimenti, <strong>di</strong>minuire eutrofizzazione, eccetera).Incremento della capacità della matrice agraria <strong>di</strong> completare ed equ<strong>il</strong>ibrare le configurazioni paesistiche proprie dei tessuti inse<strong>di</strong>ativiattraverso <strong>il</strong> potenziamento dei <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> vegetazione lineare <strong>di</strong> margine e la formazione <strong>di</strong> nuclei <strong>di</strong> naturalità.Ri<strong>di</strong>segno-ridefinizione dei margini urbani (interfaccia urbanizzato-aree agricole-fiume), con particolare attenzione alla conservazionee al potenziamento dei <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti interclusi o marginali alle aree urbanizzate.Incremento del “<strong>di</strong>alogo” tra infrastrutture (idrauliche, stradali) e <strong>paesaggio</strong> (agricolo, fluviale) con o<strong>per</strong>e <strong>di</strong> ingegneria naturalistica eazioni “best practice” (esempio: sostituzione, ove possib<strong>il</strong>e, degli argini con r<strong>il</strong>ievi arginali a nastro).Creazione <strong>di</strong> “corridoi ver<strong>di</strong>” ut<strong>il</strong>izzando <strong>il</strong> sistema arginale presente, al fine <strong>di</strong> una connessione funzionale, paesaggistica e ricreativatra <strong>il</strong> sistema fluviale, urbano ed agricolo.Realizzazione <strong>di</strong> una rete <strong>di</strong> mete e <strong>di</strong> itinerari escursionistici (<strong>per</strong>corsi pedonali, ciclab<strong>il</strong>i, ippovie, greenways, eccetera) coor<strong>di</strong>nata eintegrata secondo l’asse <strong>di</strong> connessione aree urbane-<strong>per</strong>iurbane/eco<strong>sistemi</strong> fluviali-lagunari/fascia costiera.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 1a115
fiume - margine urbano I Tirso - FordongianusRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 1bIl Sistema relazionale indagato (fiume/margine urbano) si inserisce in un particolare scenario (<strong>paesaggio</strong>fluviale pedecollinare) che si contrad<strong>di</strong>stingue <strong>per</strong> un significativo cambiamento <strong>di</strong> natura morfologica, cosìcome <strong>per</strong> la ricchezza semiologica e visuale-<strong>per</strong>cettiva, acquisendo un rapporto più <strong>di</strong>retto con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>circostante. In questo contesto, gli elementi naturali <strong>di</strong>ventano prevalenti e <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> agrario si trasformain tessere sempre più piccole, assumendo quasi la forma degli orti. Il sistema relazionale, come detto,assume un significativo interesse <strong>per</strong> la presenza del giacimento archeologico delle terme romane, insieme<strong>di</strong> primaria importanza ambientale, storico-culturale e paesaggistica, riconosciuto anche da organi nazionalie internazionali e strettamente interconnesso al corso del fiume Tirso.CRITICITA’Conflittualità tra qualità del patrimonio archeologico e presenza <strong>di</strong> ed<strong>il</strong>izia impropria sparsa. Emerge,in particolare, un crescente rischio <strong>di</strong> banalizzazione con <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> identità morfologica e tipologica deltessuto urbano storico, con conseguente sca<strong>di</strong>mento delle qualità visivo-<strong>per</strong>cettive e semiologiche delcontesto.Conflittualità tra qualità del patrimonio storico-archeologico e fenomeni <strong>di</strong> degrado dovuti ad elementidetrattori. Le principali criticità si evidenziano specialmente nella con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> marginalità specie deglispazi antistanti <strong>il</strong> sito archeologico. Da segnalare, in particolare, la presenza <strong>di</strong> una condotta <strong>per</strong> <strong>il</strong> trasportodelle acque termali che attraversa in sopraelevato <strong>il</strong> fiume Tirso in prossimità del sito archeologico.Conflittualità tra qualità del patrimonio storico-archeologico e le modalità <strong>di</strong> accesso e fruizione dellostesso (insufficienza della rete <strong>di</strong> comunicazione-<strong>di</strong>vulgazione, del sistema degli accessi, dei <strong>per</strong>corsipedonali, ciclab<strong>il</strong>i, eccetera).116
fiume - margine urbano I Tirso - FordongianusOPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opzioni strategiche, <strong>di</strong> seguito elencate, mirano a riqualificare e valorizzare non solo <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> fluviale e le sue attività principali, maanche le aree urbane marginali che instaurano un rapporto <strong>di</strong>retto con <strong>il</strong> fiume. In questo senso, <strong>il</strong> sistema storico-archeologico <strong>di</strong>ffusoentra in un sistema <strong>di</strong> rete che integra <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> culturale al <strong>paesaggio</strong> del quoti<strong>di</strong>ano.Cogliere, anzitutto, le leggi <strong>di</strong> funzionamento e <strong>di</strong> riproduzione del “Sistema Tirso”, riconoscerne le valenze storiche, culturali, fisichee paesistiche, in modo che ogni azione, ogni nuovo intervento si possa saldare armonicamente e funzionalmente con <strong>il</strong> giacimentoarcheologico.Riqualificazione-ri<strong>di</strong>segno del sistema degli spazi a<strong>per</strong>ti quale “interfaccia” tra l’area archeologica, le emergenze <strong>di</strong> naturalità (Tirso)e <strong>il</strong> tessuto urbano <strong>di</strong> Fordongianus (centro storico e parti <strong>di</strong> recente espansione), rafforzando le <strong>relazioni</strong> secondo una logica <strong>di</strong>progettazione paesistica <strong>di</strong> alto livello in termini <strong>di</strong> qualità.Incremento della capacità della matrice agraria e naturale <strong>di</strong> riequ<strong>il</strong>ibrare le configurazioni paesistiche proprie dei tessuti inse<strong>di</strong>ativiattraverso <strong>il</strong> potenziamento dei <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> vegetazione lineare ai margini dei campi e la formazione <strong>di</strong> nuclei <strong>di</strong> naturalità lungo <strong>il</strong> corsod’acqua.Riqualificazione-ridefinizione del sistema dell’accessib<strong>il</strong>ità tra le aree <strong>di</strong> interesse ambientale (Tirso), le preesistenze storico-culturali(sito archeologico) e <strong>il</strong> centro abitato (Fordongianus).Controllo delle trasformazioni inse<strong>di</strong>ative ai margini, in particolare legate alla ed<strong>il</strong>izia residenziale (lottizzazioni), <strong>per</strong> <strong>il</strong> riequ<strong>il</strong>ibriodelle relative <strong>relazioni</strong> spaziali e la configurazione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> lineari <strong>di</strong> vegetazione ad equipaggiamento della rete dei <strong>per</strong>corsi.Promozione <strong>di</strong> servizi alla popolazione attraverso la creazione <strong>di</strong> una rete locale <strong>di</strong> mete e <strong>di</strong> itinerari, fondata sulla qualità ambientalee paesistica sia del patrimonio forestale sia, in particolare, sulla presenza <strong>di</strong> risorse storico-culturali e archeologiche <strong>di</strong> pregio.Creazione <strong>di</strong> un adeguato sistema <strong>di</strong> comunicazione visiva, attraverso l’ut<strong>il</strong>izzo <strong>di</strong> cartellonistica informativa e altre attività (depliant,brochure), al fine <strong>di</strong> sensib<strong>il</strong>izzare le comunità locali.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 1b117
fiume - margine urbano I Rio Mare Foghe - Riola Sardomatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 1cRILEVANZAIl sistema relazionale (fiume/margine urbano) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguenti tematismi-in<strong>di</strong>rizzidefiniti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare le “connessioni ecologiche” attraverso i corridoi <strong>di</strong> connettivitàcome quelli vallivi dei corsi d’acqua (in<strong>di</strong>rizzo n. 2); Conservare o ricostruire, da un punto <strong>di</strong> vista ambientale epaesistico, i margini <strong>di</strong> transizione fra inse<strong>di</strong>amenti urbani, <strong>sistemi</strong> agricoli e elementi d’acqua, riconosciuti comeluoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Riqualificare e migliorare la dotazionedelle alberature e delle siepi costruendo un sistema interconnesso e collegato con i corsi d’acqua (in<strong>di</strong>rizzo n.20); Conservare <strong>il</strong> rapporto <strong>di</strong> rispetto ambientale e funzionale tra i centri abitati e i corsi d’acqua (in<strong>di</strong>rizzon. 24); Razionalizzare e controllare le eventuali espansioni urbane nel pieno rispetto delle esigenze legate almantenimento <strong>di</strong> una funzionalità ambientale e alla restituzione <strong>di</strong> un livello alto della qualità del <strong>paesaggio</strong>urbano (in<strong>di</strong>rizzo n. 27).CRITICITÀPericoli <strong>di</strong> inquinamento della risorsa idrica e progressiva riduzione della naturalità e bio<strong>di</strong>versitàdell’ecosistema fluviale.Tendenza ad un’eccessiva semplificazione degli ambienti golenali con graduale aumento del rischio <strong>di</strong><strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong> <strong>di</strong>versità biologica, scomparsa della vegetazione ripariale, accentuazione della frag<strong>il</strong>itàdel sistema paesistico, interruzione e frammentazione ecologica e paesistica.Rischio <strong>di</strong> sca<strong>di</strong>mento delle qualità visivo-<strong>per</strong>cettive e semiologiche degli ambiti <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evanza naturalisticoambientaleposti lungofiume.Insufficiente considerazione delle risorse storico-culturali presenti.118
fiume - margine urbano I Rio Mare Foghe - Riola SardoOPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opzioni strategiche “<strong>di</strong>alogano” con <strong>il</strong> progetto <strong>di</strong> potenziamento e valorizzazione delle attività sociali e culturali-ambientali proposto dalProgetto p<strong>il</strong>ota “Riberas” <strong>per</strong> <strong>il</strong> centro <strong>di</strong> Riola Sardo. Perseguendo gli obiettivi del progetto, le opzioni strategiche si muovono, anzitutto, inaccordo con l’ipotesi <strong>di</strong> realizzazione <strong>di</strong> un continuum geografico territoriale (tra i Comuni <strong>di</strong> Cabras, Riola Sardo e Santa Giusta) <strong>di</strong> grander<strong>il</strong>evanza ambientale, socio-economica e paesaggistica.L’ipotesi <strong>di</strong> un continuum geografico territoriale può leggersi, anzitutto, come opportunità <strong>per</strong> la realizzazione <strong>di</strong> un parco fluviale. Sisottolinea, in proposito, la necessità (da ritenersi strategica) <strong>di</strong> interpretare <strong>il</strong> parco quale “Strumento”, evitando <strong>di</strong> ridurlo a semplice“esercizio <strong>di</strong> zonizzazione”.Il Parco fluviale quale “Strumento” significa leggere <strong>il</strong> Rio Mare e Foghe non come semplice “scenografia”, “sfondo”, “contenitore”,ma fattore guida, ut<strong>il</strong>e <strong>per</strong> farne crescere <strong>il</strong> ruolo nelle politiche territoriali e più in generale nella Cultura del quoti<strong>di</strong>ano, al fine delraggiungimento <strong>di</strong> una qualità paesaggistica <strong>di</strong>ffusa dell’intero territorio.Il Parco fluviale quale “Strumento” significa lavorare <strong>per</strong> restituire al Rio Mare e Foghe la sua (storica) funzione <strong>di</strong> asse portante delterritorio e del <strong>paesaggio</strong>, <strong>di</strong> connessione tra <strong>il</strong> sistema urbano, lagunare e le aree interne, riconsiderarlo un organismo vivente,rispettando e soprattutto riscoprendo i suoi equ<strong>il</strong>ibri/squ<strong>il</strong>ibri, i suoi valori e le sue funzioni.Tutto ciò richiede, inevitab<strong>il</strong>mente, <strong>di</strong> reinvestire <strong>il</strong> centro <strong>di</strong> Riola Sardo dell’antico ruolo <strong>di</strong> “custode delle acque”, volgendo l’impegno <strong>di</strong>salvaguar<strong>di</strong>a verso le valenze ambientali e paesaggistiche al fine <strong>di</strong> raggiungere: una nuova opportunità <strong>di</strong> governance e <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità;un miglioramento sia nei confronti dell’accessib<strong>il</strong>ità e della fruib<strong>il</strong>ità dei luoghi sia della qualità urbana; un nuovo ruolo ed una nuovapolarità legata alla via dell’acqua (attraverso la dotazione <strong>di</strong> nuovi spazi a <strong>di</strong>sposizione della collettività).Promuovere, infine, un coor<strong>di</strong>namento delle azioni da intraprendere <strong>per</strong> inserirsi, efficacemente, in tutte le iniziative rivolte a questespecifiche realtà, in un’ottica <strong>di</strong> coesione dell’identità dell’ambito territoriale come “sistema”.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 1c119
fiume - infrastruttura stradale I Tirso - strada ss 131 “Carlo Felice”RILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 2Il sistema relazionale in oggetto (fiume/infrastruttura stradale <strong>di</strong> grande <strong>per</strong>correnza) assume una r<strong>il</strong>evanzarispetto ai seguenti tematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare le “connessioni ecologiche”attraverso i corridoi <strong>di</strong> connettività come quelli vallivi dei corsi d’acqua (in<strong>di</strong>rizzo n. 2); Conservare la funzionalitàdei corsi d’acqua che confluiscono verso la piana del Golfo <strong>di</strong> Oristano garantendo <strong>il</strong> naturale scorrimento delleacque su<strong>per</strong>ficiali e ricostruendo, laddove è stata alterata, la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua me<strong>di</strong>antetecniche naturalistiche, cogliendo l’occasione <strong>per</strong> <strong>progettare</strong> nuovi paesaggi (in<strong>di</strong>rizzo n. 4); Riqualificare <strong>il</strong>corridoio infrastrutturale della strada statale n. 131, attraverso: la ricostruzione delle connessioni ecologiche,delle trame del <strong>paesaggio</strong> agrario, della morfologia dei movimenti <strong>di</strong> terra frammentate e mo<strong>di</strong>ficate dalpassaggio dell’infrastruttura; la ricostruzione dei margini dell’infrastruttura (dando la possib<strong>il</strong>ità anche <strong>di</strong>creare aree sosta progettate), come potenziale punto <strong>di</strong> incontro con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> dei Campidani <strong>di</strong> Oristano(in<strong>di</strong>rizzo n. 13); Riconoscere e innovare la centralità della città <strong>di</strong> Oristano, nei servizi e nella localizzazione<strong>di</strong> attività <strong>di</strong> eccellenza (in<strong>di</strong>rizzo n. 25).CRITICITÀFenomeni <strong>di</strong> degrado legati alla presenza del manufatto stradale (potenziato) come possib<strong>il</strong>e barriera eelemento <strong>di</strong> frammentazione delle connessioni ecologiche esistenti lungo <strong>il</strong> Tirso.Rischio <strong>per</strong> la crescita <strong>di</strong> processi <strong>di</strong> urbanizzazione richiamati dalla strada statale e dal suo svincolo,nonché dalle due strade provinciali, con un ulteriore aumento del fenomeno <strong>di</strong> “marginalizzazione” de<strong>il</strong>uoghi lungofiume.L’incremento <strong>di</strong> tali processi fa crescere <strong>il</strong> <strong>per</strong>icolo, <strong>per</strong> la struttura paesistica nel suo complesso, <strong>di</strong><strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> qualità ed identità: <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ne, banalizzazione, “vuoti a <strong>per</strong>dere”, mancata gestione, <strong>di</strong>fficoltà <strong>di</strong>accessib<strong>il</strong>ità e fruizione degli spazi a<strong>per</strong>ti.120
fiume - infrastruttura stradale I Tirso - strada ss 131 “Carlo Felice”Rischio <strong>di</strong> ulteriore semplificazione degli ambienti golenali, con progressiva alterazione dell’alveo <strong>per</strong>: <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong> <strong>di</strong>versitàbiologica (rumore - inquinamento derivanti dai mezzi motorizzati, produzione <strong>di</strong> rifiuti provenienti dai mezzi <strong>di</strong> trasporto, cambio delmicroclima <strong>per</strong> la proiezione dell’ombra del viadotto); degrado o scomparsa della vegetazione ripariale; accentuazione della frag<strong>il</strong>itàdel sistema paesistico.Diffusione <strong>di</strong> sostanze inquinanti dalla viab<strong>il</strong>ità e contaminazione del corpo idrico, con progressiva riduzione della naturalità ebio<strong>di</strong>versità dell’ecosistema Tirso.Scarso (nullo) valore estetico del manufatto stradale.OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opportunità/opzioni strategiche si muovono nella <strong>di</strong>rezione segnata dallo stesso PPR con riferimento alle strade statali e provinciali.Tali infrastrutture, infatti, possono essere identificate quali <strong>di</strong>rettrici <strong>di</strong> supporto <strong>per</strong> la fruizione e la comprensione del territorio e del<strong>paesaggio</strong> regionale. I progetti <strong>di</strong> dette o<strong>per</strong>e devono assicurare elevati livelli <strong>di</strong> qualità architettonica (NTA, art. 103, comma 4a), tenutoconto anche delle significative interazioni che gli stessi corridoi infrastrutturali presentano con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> circostante, configurandosispesso come insieme <strong>di</strong> punti <strong>di</strong> osservazione priv<strong>il</strong>egiati (Relazione Generale PPR).Governare, anzitutto, le trasformazioni del sistema relazionale, riqualificando lo spazio <strong>di</strong> interfaccia (urbanizzato-aree agricole-fiume)attraverso azioni <strong>di</strong> restauro paesaggistico-ambientale, in accordo con quelle necessarie alla rivalorizzazione dell’intero sistema.Evitare <strong>di</strong> costruire una semplice fascia <strong>di</strong> vegetazione attorno alla strada, che rafforza l’effetto <strong>di</strong> separatore/barriera, ma piuttosto unsistema <strong>di</strong> equipaggiamento vegetale che “ancori” <strong>il</strong> manufatto al <strong>paesaggio</strong> e che costituisca, in alcuni punti, elemento <strong>di</strong> riferimento<strong>per</strong> l’orientamento dei margini urbani.Promuovere nuovi processi <strong>di</strong> relazione tra strada e <strong>paesaggio</strong> (fluviale ed agricolo), potenziando la <strong>per</strong>meab<strong>il</strong>ità trasversale delmanufatto stradale, così da garantire <strong>il</strong> naturale passaggio del corridoio verde (acqua, vegetazione, <strong>per</strong>corsi pedonali, ciclab<strong>il</strong>i,eccetera).Ri<strong>di</strong>segnare e riconfigurare la struttura del <strong>paesaggio</strong> integrando l’infrastruttura (viadotto - svincolo) e gli altri attraversamenti lineari(viab<strong>il</strong>ità provinciale, argini, eccetera) nel suo contesto.Assumere <strong>il</strong> “segno” del Tirso e la trama dei fon<strong>di</strong> agricoli come linee or<strong>di</strong>natrici dello spazio, anche prevedendo la sistemazioneriqualificazionedelle vie agrarie d’accesso al corso d’acqua, <strong>il</strong> ripristinomatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 2121
infrastruttura stradale - fiume - infrastruttura stradale I stradasp 2 - Tirso - strada biancaRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 3Il sistema relazionale (infrastruttura stradale/fiume/infrastruttura stradale) assume una r<strong>il</strong>evanza rispettoai seguenti tematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare le “connessioni ecologiche”attraverso i corridoi <strong>di</strong> connettività come quelli vallivi dei corsi d’acqua (in<strong>di</strong>rizzo n. 2); Conservare lafunzionalità dei corsi d’acqua che confluiscono verso la piana del Golfo <strong>di</strong> Oristano garantendo <strong>il</strong> naturalescorrimento delle acque su<strong>per</strong>ficiali e ricostruendo, laddove è stata alterata, la rinaturalizzazione dei corsid’acqua me<strong>di</strong>ante tecniche naturalistiche, cogliendo l’occasione <strong>per</strong> <strong>progettare</strong> nuovi paesaggi (in<strong>di</strong>rizzon. 4); Riconoscere e innovare la centralità della città <strong>di</strong> Oristano, nei servizi e nella localizzazione <strong>di</strong> attività<strong>di</strong> eccellenza (in<strong>di</strong>rizzo n. 25); Ricostruzione delle connessioni ecologiche, delle trame del <strong>paesaggio</strong>agrario, della morfologia dei movimenti <strong>di</strong> terra frammentate e mo<strong>di</strong>ficate dal passaggio dell’infrastruttura.Ricostruzione dei margini dell’infrastruttura, dando la possib<strong>il</strong>ità anche <strong>di</strong> creare aree sosta progettatecome potenziale punto <strong>di</strong> incontro con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> dei Campidani <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo n. 13).CRITICITÀSe da una parte la presenza del sistema fluviale evita la saldatura tra i vari centri urbani (Oristano,Cabras, Solanas), i continui processi <strong>di</strong> urbanizzazione richiamano la realizzazione <strong>di</strong> nuoveinfrastrutture che, oltre a porsi al margine dell’ambito fluviale, seguitano anche ad attraversalo (ved<strong>il</strong>’esempio del prolungamento della SP n. 81, attualmente in corso). Pertanto, la criticità maggiore èriconducib<strong>il</strong>e al rischio crescente <strong>di</strong> marginalizzazione e frammentazione del <strong>paesaggio</strong> fluviale, causatadall’accerchiamento e attraversamento della viab<strong>il</strong>ità, alle <strong>di</strong>verse scale.Semplificazione e banalizzazione degli ambienti golenali con progressiva alterazione dell’alveo <strong>per</strong>:scarsa presenza <strong>di</strong> equipaggiamento vegetale; <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong> <strong>di</strong>versità biologica; degrado dellavegetazione; significativa “invasività” delle attività agricole.Diffusione <strong>di</strong> sostanze inquinanti dalla viab<strong>il</strong>ità e contaminazione del corpo idrico, con progressivariduzione della naturalità e bio<strong>di</strong>versità dell’ecosistema Tirso e ulteriore accentuazione della frag<strong>il</strong>itàdel sistema paesistico122
infrastruttura stradale - fiume - infrastruttura stradale I stradasp 2 - Tirso - strada biancaOPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opportunità/opzioni strategiche si muovono nella <strong>di</strong>rezione segnata dallo stesso PPR con riferimento alle strade statali e provinciali.Tali infrastrutture, infatti, possono essere identificate quali <strong>di</strong>rettrici <strong>di</strong> supporto <strong>per</strong> la fruizione e la comprensione del territorio e del<strong>paesaggio</strong> regionale. I progetti <strong>di</strong> dette o<strong>per</strong>e devono assicurare elevati livelli <strong>di</strong> qualità architettonica (NTA, art. 103, comma 4a), tenutoconto anche delle significative interazioni che gli stessi corridoi infrastrutturali presentano con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> circostante, configurandosispesso come insieme <strong>di</strong> punti <strong>di</strong> osservazione priv<strong>il</strong>egiati (Relazione Generale PPR).Promuovere nuovi processi <strong>di</strong> relazione tra strada e <strong>paesaggio</strong> (fluviale ed agricolo), potenziando la <strong>per</strong>meab<strong>il</strong>ità trasversale delmanufatto stradale, così da garantire <strong>il</strong> naturale passaggio del corridoio verde (acqua, vegetazione, <strong>per</strong>corsi pedonali, ciclab<strong>il</strong>i,eccetera).Ri<strong>di</strong>segnare e riconfigurare la struttura del <strong>paesaggio</strong> integrando l’infrastruttura stradale e gli altri attraversamenti lineari (viab<strong>il</strong>itàcomunale, argini, eccetera) nel suo contesto.Assumere <strong>il</strong> “segno” del Tirso e la trama dei fon<strong>di</strong> agricoli come linee or<strong>di</strong>natrici dello spazio, prevedendo la sistemazioneriqualificazionedelle vie agrarie d’accesso al corso d’acqua, <strong>il</strong> ripristino della sentieristica esistente.Recu<strong>per</strong>are <strong>il</strong> ruolo ecologico del Tirso. Il fiume letto ed interpretato quale struttura portante <strong>per</strong> la creazione <strong>di</strong> reti ecologiche,“elemento <strong>di</strong> ricucitura” <strong>di</strong> eco<strong>sistemi</strong> frammentati, “elemento <strong>di</strong> ricomposizione territoriale”.Migliorare <strong>il</strong> livello <strong>di</strong> visib<strong>il</strong>ità, <strong>per</strong>cezione e accessib<strong>il</strong>ità del Tirso e del suo ambito, me<strong>di</strong>ante la realizzazione <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi pedonali,ciclab<strong>il</strong>i, eccetera, dotati <strong>di</strong> opportuno equipaggiamento vegetale e piccole aree <strong>di</strong> sosta, sia lungo la viab<strong>il</strong>ità principale, sia all’internodella maglia dei campi, estremamente significativi <strong>per</strong> le escursioni e la interconnessione <strong>di</strong> vaste aree poco conosciute ai più.Associare tale sistema <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi ad una rete <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong> che rafforzi la connotazione del <strong>paesaggio</strong> fluviale, su<strong>per</strong>i le barriereinfrastrutturali e idrauliche (argini), <strong>per</strong> ancorarsi ai paesaggi circostanti (urbani, agricoli, eccetera).Incrementare le cautele nei confronti dell’inquinamento attraverso <strong>il</strong> convogliamento delle acque stradali in apposite aree strategiche<strong>per</strong> la fitodepurazione.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 3123
fiume - area umida I Rio Mare Foghe - Stagno <strong>di</strong> CabrasRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 4Il sistema relazionale analizzato (fiume/area umida) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguenti tematismiin<strong>di</strong>rizzidefiniti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare le “connessioni ecologiche” tra le piane costiere e le areeinterne attraverso i corridoi <strong>di</strong> connettività, come quelli vallivi del Rio Mare Foghe (in<strong>di</strong>rizzo n. 2); Conservarela funzionalità della <strong>di</strong>namica delle acque affinché sia garantita la capacità <strong>di</strong> depurazione naturale delle zoneumide della penisola del Sinis - Stagno <strong>di</strong> Cabras (in<strong>di</strong>rizzo n. 3); Conservare la funzionalità ecologica dellezone umide della penisola del Sinis (in<strong>di</strong>rizzo n. 6); Conservare o ricostruire da un punto <strong>di</strong> vista ambientale imargini <strong>di</strong> transizione, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità, fra i <strong>di</strong>versielementi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito. Particolare attenzione deve essere riservata alle fasce <strong>per</strong>istagnali <strong>di</strong>Cabras (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Integrare le gestioni delle aree naturali protette (SIC, AMP, ZPS), con la gestione delleattività produttive agricole limitrofe, al fine <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibrare la tutela e la salvaguar<strong>di</strong>a con l’ut<strong>il</strong>izzo delle risorsenaturali (in<strong>di</strong>rizzo n. 11).CRITICITÀContaminazione dei corpi idrici su<strong>per</strong>ficiali e progressiva riduzione della naturalità e bio<strong>di</strong>versità deglieco<strong>sistemi</strong> acquatici a causa delle attività umane, con conseguente crescita del livello <strong>di</strong> frag<strong>il</strong>ità delsistema ambientale e paesistico e ri<strong>per</strong>cussioni nel settore della pesca.Processi <strong>di</strong> eutrofia, interrimento, alterazione chimico-fisica delle zone umide, con conseguente <strong>per</strong><strong>di</strong>ta<strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong> <strong>di</strong>versità biologica negli ambiti <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evanza naturalistico-ambientale.Riduzione della capacità autodepurativa delle zone umide a causa delle <strong>di</strong>fficoltà <strong>di</strong> ricambio idrico dellelagune e dell’elevato carico <strong>di</strong> nutrienti e contaminanti veicolato attraverso i principali immissari fluviali,le falde freatiche e i suoli dalle attività civ<strong>il</strong>i, agricole e zootecniche.Riduzione dell’estensione del livello <strong>di</strong> naturalità degli eco<strong>sistemi</strong>. Il fenomeno si osserva, in particolare,attraverso l’inquinamento prodotto dai reflui civ<strong>il</strong>i e industriali e dagli apporti dovuti alle attività agricolee zootecniche che giungono negli stagni e nelle lagune <strong>di</strong>rettamente o attraverso i corsi d’acqua, i qualihanno una ridotta capacità autodepurativa legata alla regimazione e cementificazione degli alvei fluviali.124
fiume - area umida I Rio Mare Foghe - Stagno <strong>di</strong> CabrasConflittualità tra la consistenza del sistema paesistico-ambientale (Stagno <strong>di</strong> Cabras, fiume Rio Mar’e e Foghe) e le modalità <strong>di</strong> accessoe fruizione dello stesso (insufficienza della rete <strong>di</strong> comunicazione-<strong>di</strong>vulgazione, del sistema degli accessi, dei <strong>per</strong>corsi, eccetera).OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opzioni strategiche, rapportandosi al Progetto p<strong>il</strong>ota “Riberas”, sostengono <strong>il</strong> potenziamento e la valorizzazione delle attività sociali,culturali ed ambientali in accordo con l’ipotesi <strong>di</strong> realizzazione <strong>di</strong> un continuum geografico territoriale (tra i Comuni <strong>di</strong> Cabras, Riola Sardoe Santa Giusta) <strong>di</strong> grande r<strong>il</strong>evanza ambientale, socio-economica e paesaggistica.Potenziare l’accessib<strong>il</strong>ità e continuità (“continuum”) tra <strong>il</strong> sistema delle aree umide (stagno <strong>di</strong> Cabras), <strong>il</strong> sistema fluviale (Rio mare eFoghe), <strong>il</strong> sistema agricolo, <strong>il</strong> sistema urbano (Riola Sardo), anche attraverso la realizzazione <strong>di</strong> una rete locale <strong>di</strong> mete e <strong>di</strong> itinerari.Resituire al Rio Mare e Foghe, attraverso l’impegno <strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a attiva verso le valenze ambientali e paesaggistiche, la sua (storica)funzione <strong>di</strong> asse portante del territorio e del <strong>paesaggio</strong>, riconsiderarlo un organismo vivente, rispettando e soprattutto riscoprendo isuoi equ<strong>il</strong>ibri/squ<strong>il</strong>ibri, i suoi valori e le sue funzioni.Tutelare, ovvero, promuovere politiche <strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a, attraverso opportune azioni <strong>di</strong> gestione degli habitat e delle specie presentinelle aree umide, molte delle quali <strong>di</strong> importanza internazionale.Conservare la funzionalità della <strong>di</strong>namica delle acque affinché sia garantita la capacità <strong>di</strong> depurazione naturale delle zone umide dellapenisola del Sinis (Stagno <strong>di</strong> Cabras).Valorizzare, ovvero riconoscere <strong>il</strong> ruolo e riscoprire l’identità delle zone umide nel <strong>paesaggio</strong>, attraverso interventi <strong>di</strong> riqualificazionee la promozione <strong>di</strong> una nuova Cultura dell’acqua.Riequ<strong>il</strong>ibrare, in una prospettiva <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità, gli usi produttivi della pesca ed integrare le attività produttive con una potenzialefruizione turistico culturale, naturalistica, ricreativa e antropologico-culturale dei luoghi attraverso un programma integrato.Attribuire-proporre un nuovo ruolo e una nuova polarità ai paesaggi delle acque (stagni e fiumi) e coor<strong>di</strong>nare le azioni da intraprendere,<strong>per</strong> inserirsi efficacemente in tutte le iniziative comunitarie rivolte a queste specifiche realtà, in un’ottica <strong>di</strong> coesione dell’identitàdell’ambito territoriale come “sistema”.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 4125
margine urbano - costa I Torre Grande - Golfo <strong>di</strong> OristanoRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 5Il sistema relazionale in oggetto (margine urbano/fascia costiera) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguentitematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Riqualificare l’identità urbana antica del Golfo (in<strong>di</strong>rizzo n.1); Conservare le “connessioni ecologiche” tra le piane costiere e le aree interne (in<strong>di</strong>rizzo n. 2); Conservare oricostruire da un punto <strong>di</strong> vista ambientale i margini <strong>di</strong> transizione, riconosciuti come luoghi in cui si concentraun alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità, fra i <strong>di</strong>versi elementi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Riqualificare lapineta litoranea <strong>di</strong> Torre Grande (in<strong>di</strong>rizzo n. 10); Riqualificazione delle borgate marine (Marina <strong>di</strong> TorreGrande) con l’incentivazione alla realizzazione delle strutture ricettive e dei servizi alla fruizione della spiaggia(in<strong>di</strong>rizzo n. 12); Razionalizzare e controllare le eventuali espansioni urbane nel pieno rispetto delle esigenzelegate al mantenimento <strong>di</strong> una funzionalità ambientale ed alla restituzione <strong>di</strong> un livello alto della qualità del<strong>paesaggio</strong> urbano (in<strong>di</strong>rizzo n. 27); Progettazione e gestione integrata intercomunale degli spazi e dei serviziai litorali appartenenti all’Ambito, in relazione all’accessib<strong>il</strong>ità e fruib<strong>il</strong>ità dell’intera fascia <strong>di</strong> costa (in<strong>di</strong>rizzon. 28).CRITICITÀScarsa consapevolezza ed in<strong>di</strong>fferenza delle comunità urbane <strong>di</strong> Oristano nei confronti dello straor<strong>di</strong>nariovalore ambientale, <strong>per</strong>cettivo e storico del <strong>paesaggio</strong> che dalla città si affaccia sul golfo, dove è localizzatol’inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> Torre Grande con cui, non a caso, detiene scarse <strong>relazioni</strong>, anche dal punto <strong>di</strong> vista deicollegamenti.Evidente conflittualità tra la consistenza del sistema paesistico-ambientale (fiume Tirso, pineta, sistemadunale, litorale sabbioso) e le modalità <strong>di</strong> accesso e fruizione dello stesso (insufficienza della rete <strong>di</strong>comunicazione, del sistema degli accessi, dei <strong>per</strong>corsi, eccetera).Progressiva riduzione della naturalità e bio<strong>di</strong>versità degli eco<strong>sistemi</strong> acquatici a causa delle attività umane,con conseguente crescita del livello <strong>di</strong> frammentazione e frag<strong>il</strong>ità negli ambiti <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evanza naturalisticoambientale.126
margine urbano - costa I Torre Grande - Golfo <strong>di</strong> OristanoFenomeni <strong>di</strong> degrado legati ad usi impropri e/o detrattori, anche significativi sotto <strong>il</strong> prof<strong>il</strong>o naturalistico-ambientale, visualee semiologico (<strong>di</strong>scariche abusive, sentieramento, inse<strong>di</strong>amenti industriali, eccetera), con conseguente aumento del livello <strong>di</strong>banalizzazione del sistema.Elevato rischio <strong>per</strong> gli eco<strong>sistemi</strong> naturali (dune e pineta) <strong>di</strong> pressioni eccessive (danneggiamenti delle risorse e riduzione dellafunzionalità eco<strong>sistemi</strong>ca) derivanti da un intenso uso antropico legato al turismo stagionale.OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHESostenere piani integrati <strong>di</strong> gestione e valorizzazione come <strong>il</strong> progetto “A.R.E.N.A.R.I.E.” finalizzato alla riqualificazione delle fascecostiere, <strong>il</strong> Progetto Europeo Interreg IIIB Medocc denominato “GreenLink” e <strong>il</strong> progetto “Phoinix” - Parco Fluviale Fenicio, incentratosul tratto terminale del fiume Tirso.Mirare alla connessione dei siti <strong>di</strong> interesse naturalistico e/o storico (sistema dunale, testimonianze archeologiche costiere dell’anticaportualità) in <strong>sistemi</strong> articolati, al fine <strong>di</strong> aumentarne la r<strong>il</strong>evanza territoriale e la resistenza alle alterazioni, anche nell’ottica deiprogetti anzidetti.Attuare interventi e azioni volte a “riassorbire” lo storico inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> Torre Grande, recu<strong>per</strong>andone l’antico ruolo <strong>di</strong> “quartiere”portuale e marittimo a<strong>per</strong>to al rapporto paesaggistico, culturale ed economico con Santa Giusta e Cabras.Realizzare un “continuum” tra la città <strong>di</strong> Oristano, <strong>il</strong> sistema della foce e la borgata marina <strong>di</strong> Torre Grande, non <strong>per</strong>ò come semplicerisposta ad esigenze <strong>di</strong> mera accessib<strong>il</strong>ità ma cogliendo in questo una possib<strong>il</strong>e forza <strong>di</strong> attrazione e <strong>di</strong> orientamento ut<strong>il</strong>e <strong>per</strong> innescareun nuova modalità <strong>di</strong> fruizione dello spazio urbano e <strong>per</strong>iurbano, attraverso: un rapporto più <strong>di</strong>retto con le aree della produzioneagricola; l’esplicitazione e recu<strong>per</strong>o dei valori <strong>per</strong>cettivi e socio-culturali; la risco<strong>per</strong>ta delle preesistenze del <strong>paesaggio</strong> fenicio.Recu<strong>per</strong>are i collegamenti attraverso una progettazione unitaria in grado <strong>di</strong> ricreare e strutturare soluzioni <strong>di</strong> continuità significativefra zone interne, inse<strong>di</strong>amento e sistema sabbioso.Incrementare, in una prospettiva <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità, le valenze potenziali e strategiche che <strong>per</strong>mettano <strong>di</strong> immaginare un nuovo ruoloterritoriale, paesaggistico e funzionale <strong>di</strong> una risorsa come la pineta marittima, originariamente destinata al blocco dunale e coltempo associata solo al degrado e all’abbandono.Definire azioni <strong>di</strong> riqualificazione paesaggistico-ambientale e mantenere <strong>il</strong> presi<strong>di</strong>o del territorio, attraverso interventi <strong>di</strong> manutenzione<strong>di</strong>ffusa, <strong>di</strong> bonifica ambientale, <strong>di</strong> agroforestazione, <strong>di</strong> rifunzionalizzazione dei sentieri della pineta. Il recu<strong>per</strong>o dei <strong>per</strong>corsi originari,in particolare, consentirà la connessione della Via dei Fenici con <strong>il</strong> vicino Sinis <strong>di</strong> Tharros e con <strong>il</strong> Museo Archeologico <strong>di</strong> Cabras.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 5127
fiume (foce) - costa I Tirso - Golfo <strong>di</strong> OristanoRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 6Il sistema relazionale indagato (fiume-foce/linea <strong>di</strong> costa) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguenti tematismiin<strong>di</strong>rizzidefiniti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Riqualificare l’identità urbana antica del Golfo <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo1); Conservare le “connessioni ecologiche” tra le piane costiere e le aree interne attraverso i corridoi <strong>di</strong>connettività come quelli vallivi dei corsi d’acqua (in<strong>di</strong>rizzo n. 2); Conservare la funzionalità della <strong>di</strong>namicadelle acque affinché sia garantito l’equ<strong>il</strong>ibrio tra acque marine e acque dolci (in<strong>di</strong>rizzo 3); Conservare lafunzionalità dei corsi d’acqua che confluiscono verso la piana del Golfo <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo 4); Riqualificarela pineta litoranea <strong>di</strong> Torre Grande e le zone umide retro litorali (in<strong>di</strong>rizzo 10); Progettazione e gestioneintegrata degli spazi e dei servizi ai litorali appartenenti all’Ambito, in relazione all’accessib<strong>il</strong>ità e fruib<strong>il</strong>itàdell’intera fascia <strong>di</strong> costa (in<strong>di</strong>rizzo 28).CRITICITÀRischio <strong>per</strong> contaminazione e progressiva riduzione della naturalità e bio<strong>di</strong>versità dell’ecosistema Tirso acausa delle attività umane (scarichi, emungimenti, eccetera).Fenomeni <strong>di</strong> degrado legati alla presenza <strong>di</strong> elementi detrattori <strong>di</strong> natura puntuale (<strong>di</strong>scariche abusive),lineare (sentieramento) ed areale (inse<strong>di</strong>amento industriale <strong>per</strong> lavorazione degli inerti), con conseguenteaumento del livello <strong>di</strong> sca<strong>di</strong>mento delle qualità visivo-<strong>per</strong>cettive e semiologiche del “sistema foce”.Per<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong> <strong>di</strong>versità biologica negli ambiti <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evanza naturalistico-ambientale, con crescenterischio <strong>di</strong> interruzione dei processi <strong>di</strong> evoluzione naturale degli eco<strong>sistemi</strong> e <strong>di</strong> frammentazione ecologicae paesistica.Scarsa considerazione delle risorse storico-culturali presenti.Conflittualità tra la consistenza del patrimonio paesistico-ambientale, storico-culturale e le modalità <strong>di</strong>accesso e fruizione dello stesso (insufficienza della rete <strong>di</strong> comunicazione-<strong>di</strong>vulgazione, del sistema degli128
fiume (foce) - costa I Tirso - Golfo <strong>di</strong> OristanoOPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opzioni strategiche proposte <strong>di</strong>alogano con <strong>il</strong> più ampio progetto <strong>di</strong> valorizzazione del territorio della foce sostenuto, in primis, dalPiano Paesaggistico Regionale, che in<strong>di</strong>vidua tra i suoi obiettivi: la creazione <strong>di</strong> servizi e attrezzature <strong>di</strong> natura culturale riconducib<strong>il</strong>i allaCiv<strong>il</strong>tà Fenicia del Me<strong>di</strong>terraneo, la riqualificazione delle pinete costiere del compen<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Torre Grande, nonché la creazione <strong>di</strong> un parcofluviale del Tirso.L’importanza degli aspetti ambientali, paesaggistici, agricoli ed economici dell’estrema valle del Tirso ne r<strong>il</strong>eva la prospettiva <strong>di</strong> unosv<strong>il</strong>uppo sostenib<strong>il</strong>e proprio attraverso la creazione <strong>di</strong> un Parco. Non a caso, oltre al PPR, si muovono in questa <strong>di</strong>rezione altre dueimportanti iniziative: <strong>il</strong> Progetto Europeo Interreg IIIB Medocc denominato “GreenLink” e <strong>il</strong> progetto “Phoinix” - Parco Fluviale Fenicio,incentrato sul bacino del tratto terminale del fiume Tirso.Assicurare la valorizzazione economica e paesaggistica dell’intero “ambito” attarevrso la creazione del Parco che , in particolare,dovrebbe assumere una valenza agricola, ambientale e culturale al fine <strong>di</strong> configurare <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> relazione e compenetrazione tral’inse<strong>di</strong>amento urbano (Oristano, borgata marina <strong>di</strong> Torre Grande), la foce del Tirso, le zone umide e <strong>il</strong> golfo <strong>di</strong> Oristano.Riscoprire, in un’ottica <strong>di</strong> “sistema”, le <strong>relazioni</strong> tra Oristano e <strong>il</strong> suo Golfo, con particolare attenzione al raccordo ambientale dellacittà con i siti dell’antica portualità presenti alle foci del Tirso.Riqualificare e recu<strong>per</strong>are, in una prospettiva <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità, <strong>il</strong> sistema dunale costiero prossimo alla foce del Tirso, attraverso unaprogettazione unitaria mirata a ricreare e strutturare soluzioni <strong>di</strong> continuità significative fra zone interne, aree agricole e sistemasabbioso, anche con <strong>il</strong> miglioramento della accessib<strong>il</strong>ità e della fruizione turistico culturale, naturalistica, ricreativa attraverso unprogramma integrato <strong>di</strong> servizi e attrezzature.Delocalizzare l’area industriale presente sul litorale costiero (inse<strong>di</strong>amento finalizzato alla lavorazione degli inerti).Garantire <strong>il</strong> naturale scorrimento delle acque su<strong>per</strong>ficiali ricostruendo, laddove è stata alterata, la rinaturalizzazione dei corsi d’acquame<strong>di</strong>ante tecniche <strong>di</strong> ingegneria naturalistica e azioni best practice.Recu<strong>per</strong>are <strong>il</strong> ruolo ecologico del Tirso. Il fiume letto ed interpretato quale struttura portante <strong>per</strong> la creazione <strong>di</strong> reti ecologiche,“elemento <strong>di</strong> ricucitura” <strong>di</strong> eco<strong>sistemi</strong> frammentati, “elemento <strong>di</strong> ricomposizione territoriale”, nonché volano <strong>per</strong> la con<strong>di</strong>visione <strong>di</strong>un marchio <strong>di</strong> qualità dei prodotti dei territori <strong>di</strong> fondovalle.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 6129
margine urbano - area umida I Cabras - Stagno <strong>di</strong> CabrasRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 7aIl sistema relazionale (margine urbano/area umida) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguenti tematismiin<strong>di</strong>rizzidefiniti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare la funzionalità della <strong>di</strong>namica delle acque affinché siagarantita la capacità <strong>di</strong> depurazione naturale delle zone umide della penisola del Sinis - Stagno <strong>di</strong> Cabras(in<strong>di</strong>rizzo n. 3); Conservare la funzionalità ecologica delle zone umide della penisola del Sinis (in<strong>di</strong>rizzo n. 6);Conservare o ricostruire, da un punto <strong>di</strong> vista ambientale e paesistico, i margini <strong>di</strong> transizione fra inse<strong>di</strong>amentiurbani, <strong>sistemi</strong> agricoli e elementi d’acqua, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong>bio<strong>di</strong>versità fra i <strong>di</strong>versi elementi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito. Particolare attenzione deve essere riservata allefasce <strong>per</strong>istagnali <strong>di</strong> Cabras (in<strong>di</strong>rizzo n. 9). Integrare le gestioni delle aree naturali protette (SIC, AMP, ZPS),con la gestione delle attività produttive agricole limitrofe, al fine <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibrare la tutela e la salvaguar<strong>di</strong>a conl’ut<strong>il</strong>izzo delle risorse naturali (in<strong>di</strong>rizzo n. 11).CRITICITÀRischio contaminazione e progressiva riduzione della naturalità e bio<strong>di</strong>versità dell’ecosistema stagnale acausa delle attività antropiche, con conseguente crescita del livello <strong>di</strong> frag<strong>il</strong>ità del sistema ambientale epaesistico e ri<strong>per</strong>cussioni nel settore della pesca.Processi <strong>di</strong> eutrofia, interrimento, alterazione chimico-fisica della zona umida con conseguente <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong>habitat e <strong>di</strong> <strong>di</strong>versità biologica negli ambiti <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evanza naturalistico-ambientale.Riduzione della capacità autodepurativa dell’area umida a causa delle <strong>di</strong>fficoltà <strong>di</strong> ricambio idrico dellalaguna e dell’elevato carico <strong>di</strong> nutrienti e contaminanti veicolato attraverso i principali immissari fluviali,le falde freatiche e i suoli dalle attività civ<strong>il</strong>i, agricole e zootecniche.Fenomeni <strong>di</strong> degrado e abbandono delle fasce <strong>di</strong> transizione, con presenza <strong>di</strong> <strong>di</strong>scariche abusive, assenza<strong>di</strong> <strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>ità continua.Mancanza <strong>di</strong> una corretta progettazione degli spazi a<strong>per</strong>ti <strong>di</strong> relazione margine urbano/area umida: <strong>il</strong>margine urbano e <strong>il</strong> fronte degli e<strong>di</strong>fici sono intesi come retro della città, riducendo al minimo i rapportirelazionali con l’area umida.130
margine urbano - area umida I Cabras - Stagno <strong>di</strong> CabrasAssenza <strong>di</strong> una regolamentazione e progettazione degli orti urbani lungo la fascia <strong>per</strong>istagnale, con conseguenti fenomeni <strong>di</strong> degrado.Conflittualità tra la consistenza del sistema paesistico-ambientale (Stagno <strong>di</strong> Cabras), storico-culturale (Cabras) e le modalità <strong>di</strong> accessoe fruizione dello stesso (insufficienza della rete <strong>di</strong> comunicazione-<strong>di</strong>vulgazione, del sistema degli accessi, dei <strong>per</strong>corsi, eccetera).OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHETutelare, ovvero, promuovere politiche <strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a, attraverso opportune azioni <strong>di</strong> gestione degli habitat e delle specie presentinelle zone umide, molte delle quali <strong>di</strong> importanza internazionale.Valorizzare, ovvero riconoscere <strong>il</strong> ruolo e riscoprire l’identità delle zone umide nel <strong>paesaggio</strong>, attraverso interventi <strong>di</strong> riqualificazionee la promozione <strong>di</strong> una nuova Cultura dell’acqua.In<strong>di</strong>viduare modalità <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo equ<strong>il</strong>ibrato degli inse<strong>di</strong>amenti nel rispetto degli habitat stagnali <strong>di</strong> interesse naturalistico.Conservare la funzionalità della <strong>di</strong>namica delle acque affinché sia garantita la capacità <strong>di</strong> depurazione naturale delle zone umide dellapenisola del Sinis (Stagno <strong>di</strong> Cabras).Potenziare e valorizzaree le attività sociali, culturali ed ambientali secondo gli in<strong>di</strong>rizzi strategici del Progetto p<strong>il</strong>ota “Riberas”,sostenendo in particolare l’ipotesi <strong>di</strong> realizzazione <strong>di</strong> un continuum geografico territoriale (tra i Comuni <strong>di</strong> Cabras, Riola Sardo e SantaGiusta) <strong>di</strong> grande r<strong>il</strong>evanza ambientale, socio-economica e paesaggistica.Creare un water-front attraverso la riqualificazione e riorganizzazione degli spazi urbani prospicienti l’area umida e potenziamentodell’accessib<strong>il</strong>ità alla stessa, con la creazione <strong>di</strong> un sistema <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi pedonali che metta in rete le risorse culturali del <strong>paesaggio</strong>urbano e quelle naturali dell’ecosistema stagnale.Riqualificare e recu<strong>per</strong>are <strong>il</strong> fronte urbano degli e<strong>di</strong>fici, considerati ora come retro della città.Regolamentare <strong>il</strong> sistema degli orti urbani lungo la fascia <strong>per</strong>istagnale, e creazione <strong>di</strong> un opportuno progetto <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> chesottolinei maggiormente la relazione tra gli orti e l’area umida.Creare punti <strong>di</strong> osservazione (landscapewatching) lungo lo stagno nel tratto urbano e non solo, connessi al sistema dei <strong>per</strong>corsi.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 7a131
margine urbano - area umida I S. Giusta - Stagno <strong>di</strong> S. GiustaRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 7bIl sistema relazionale in oggetto (margine urbano/area umida) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguentitematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Riqualificazione dell’identità urbana antica del Golfo <strong>di</strong>Oristano del centro <strong>di</strong> Othaca (in<strong>di</strong>rizzo 1); Conservare la funzionalità della <strong>di</strong>namica delle acque affinché siagarantita la capacità <strong>di</strong> depurazione naturale delle zone umide del Golfo <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo n. 3); Conservarela funzionalità ecologica delle zone umide del Golfo <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo n. 6); Conservare o ricostruire, daun punto <strong>di</strong> vista ambientale e paesistico, i margini <strong>di</strong> transizione fra inse<strong>di</strong>amenti urbani, <strong>sistemi</strong> agricoli eelementi d’acqua, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità fra i <strong>di</strong>versi elementi<strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito. Particolare attenzione deve essere riservata alle fasce <strong>per</strong>istagnali <strong>di</strong> Santa Giusta(in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Integrare le gestioni delle aree naturali protette (SIC, AMP, ZPS), con la gestione delle attivitàproduttive agricole limitrofe, al fine <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibrare la tutela e la salvaguar<strong>di</strong>a con l’ut<strong>il</strong>izzo delle risorse naturali(in<strong>di</strong>rizzo n. 11).CRITICITÀMancanza <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione ecologico-visiva delle lottizzazioni residenziali e riduzione della qualitàurbana dei tessuti inse<strong>di</strong>ativi, in genere <strong>per</strong> scarso equipaggiamento arboreo/arbustivo.Conflittualità tra la consistenza del sistema paesistico-ambientale (Stagno <strong>di</strong> S.Giusta), storico-culturale (sitoarcheologico) e le modalità <strong>di</strong> accesso e fruizione dello stesso (insufficienza della rete <strong>di</strong> comunicazione<strong>di</strong>vulgazione,del sistema degli accessi, dei <strong>per</strong>corsi, eccetera).Fenomeni <strong>di</strong> degrado e abbandono delle fasce <strong>di</strong> transizione, con presenza <strong>di</strong> <strong>di</strong>scariche abusive, assenza <strong>di</strong><strong>per</strong>corrib<strong>il</strong>ità continua.Assenza <strong>di</strong> una regolamentazione e progettazione degli orti urbani lungo la fascia <strong>per</strong>istagnale, conconseguente <strong>per</strong>cezione <strong>di</strong> stati <strong>di</strong> degrado.Il margine urbano e <strong>il</strong> fronte degli e<strong>di</strong>fici, intesi come retro della città, non presentano nessun rapportorelazionale significativo con l’area umida.132
margine urbano - area umida I S. Giusta - Stagno <strong>di</strong> S. GiustaPer<strong>di</strong>ta dell’originario legame tra lo stagno e la città antica <strong>di</strong> Othaca e <strong>il</strong> relativo sito archeologico.Rischio <strong>di</strong> riduzione della naturalità dell’ecosistema stagnale a causa delle attività antropiche, con crescita del livello <strong>di</strong> frag<strong>il</strong>ità delsistema paesistico e ri<strong>per</strong>cussioni nel settore della pesca.Processi <strong>di</strong> eutrofia, interrimento, alterazione chimico-fisica dello stagno.Riduzione della capacità autodepurativa della zona umida a causa delle <strong>di</strong>fficoltà <strong>di</strong> ricambio idrico delle lagune e dell’elevato carico<strong>di</strong> nutrienti e contaminanti veicolato attraverso i principali immissari fluviali, le falde freatiche e i suoli dalle attività civ<strong>il</strong>i, agricole ezootecniche.OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opzioni strategiche, rapportandosi al Progetto p<strong>il</strong>ota “Riberas”, sostengono <strong>il</strong> potenziamento e la valorizzazione delle attività sociali,culturali ed ambientali in accordo con l’ipotesi <strong>di</strong> realizzazione <strong>di</strong> un continuum geografico territoriale (tra i Comuni <strong>di</strong> Cabras, Riola Sardo eSanta Giusta) <strong>di</strong> grande r<strong>il</strong>evanza ambientale, socio-economica e paesaggistica.Potenziare l’accessib<strong>il</strong>ità e continuità (“continuum”, appunto) tra <strong>il</strong> sistema delle aree umide (stagno <strong>di</strong> S. Giusta), <strong>il</strong> sistema agricolo e <strong>il</strong>sistema urbano (abitato <strong>di</strong> S. Giusta), anche attraverso la realizzazione <strong>di</strong> una rete <strong>di</strong> mete e <strong>di</strong> itinerari.Strutturare un <strong>di</strong>segno <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti, anche attraverso la formazione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> lineari <strong>di</strong> vegetazione lungo le infrastrutture viarie e laforestazione <strong>di</strong> ampie fasce nella zona ecotonale tra l’inse<strong>di</strong>amento e lo stagno.Regolamentare <strong>il</strong> sistema degli orti urbani lungo la fascia <strong>per</strong>istagnale, e creazione <strong>di</strong> un opportuno progetto <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> che sottolineimaggiormente la relazione tra gli orti e l’area umida.Promuovere politiche <strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a, attraverso opportune azioni <strong>di</strong> gestione degli habitat e delle specie presenti nella zona umida,molte delle quali <strong>di</strong> importanza internazionale.Valorizzare, ovvero riconoscere <strong>il</strong> ruolo e riscoprire l’identità delle zone umide nel <strong>paesaggio</strong>, attraverso interventi <strong>di</strong> riqualificazione e lapromozione <strong>di</strong> una nuova Cultura dell’acqua.Riequ<strong>il</strong>ibrare, in una prospettiva <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità, gli usi produttivi della pesca ed integrare le attività produttive con una potenzialefruizione turistico culturale, naturalistica, ricreativa e antropologico-culturale dei luoghi attraverso un programma integrato.Riqualificazione delle situazioni <strong>di</strong> degrado inse<strong>di</strong>ativo.Potenziare i caratteri <strong>di</strong> naturalità delle aree spondali.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 7b133
margine urbano - area umida I area industriale Oristano -Stagno <strong>di</strong> S. GiustaRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 7cIl sistema relazionale in oggetto (margine urbano/area umida) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguentitematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare la funzionalità della <strong>di</strong>namica delle acqueaffinché sia garantita la capacità <strong>di</strong> depurazione naturale delle zone umide del Golfo <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo n.3); Conservare la funzionalità ecologica delle zone umide del Golfo <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo n. 6); Conservareo ricostruire, da un punto <strong>di</strong> vista ambientale e paesistico, i margini <strong>di</strong> transizione fra inse<strong>di</strong>amenti urbani,<strong>sistemi</strong> agricoli e elementi d’acqua, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versitàfra i <strong>di</strong>versi elementi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito. Particolare attenzione deve essere riservata alle fasce<strong>per</strong>istagnali <strong>di</strong> Santa Giusta (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Integrare le gestioni delle aree naturali protette (SIC, AMP, ZPS),con la gestione delle attività produttive agricole limitrofe, al fine <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibrare la tutela e la salvaguar<strong>di</strong>a conl’ut<strong>il</strong>izzo delle risorse naturali (in<strong>di</strong>rizzo n. 11).CRITICITÀRischio contaminazione e progressiva riduzione della naturalità e bio<strong>di</strong>versità dell’ecosistema stagnalea causa delle attività industriali, con conseguente crescita del livello <strong>di</strong> frag<strong>il</strong>ità del sistema ambientalepaesisticoe ri<strong>per</strong>cussioni nel settore della pesca.Processi <strong>di</strong> eutrofia, interrimento, alterazione chimico-fisica della zona umida, con conseguente <strong>per</strong><strong>di</strong>ta<strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong> <strong>di</strong>versità biologica negli ambiti <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evanza naturalistico-ambientale.Riduzione della capacità autodepurativa dell’area stagnale a causa delle <strong>di</strong>fficoltà <strong>di</strong> ricambio idrico dellelagune e dell’elevato carico <strong>di</strong> nutrienti e contaminanti veicolato attraverso i principali immissari fluviali,le falde freatiche e i suoli dalle attività civ<strong>il</strong>i, agricole e zootecniche.Assenza <strong>di</strong> un adeguato <strong>di</strong>segno <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti in grado <strong>di</strong> strutturare l’organizzazione dell’inse<strong>di</strong>amentoindustriale attraverso, ad esempio, alberature stradali, fasce arboree/arbustive <strong>di</strong> mitigazione degliimpatti degli e<strong>di</strong>fici, eccetera.134
margine urbano - area umida I area industriale S. Giusta -Stagno <strong>di</strong> S. GiustaScarsa qualità all’interno dei singoli lotti dell’inse<strong>di</strong>amento, <strong>per</strong> la tipologia <strong>di</strong> attività presenti (con una <strong>per</strong>centuale elevata <strong>di</strong> areepavimentate).Criticità ai margini delle aree industriali, sprovviste <strong>di</strong> adeguate separazioni dalle aree residenziali.OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHETutelare e promuovere politiche <strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a, attraverso opportune azioni <strong>di</strong> gestione degli habitat e delle specie presenti nell’areaumida, molte delle quali <strong>di</strong> importanza internazionale.Creare aree <strong>per</strong> la fitodepurazione delle acque convogliate della strade o dagli scarichi dei capannoni, prima <strong>di</strong> essere immessenell’area umida.Strutturare un <strong>di</strong>segno <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione spaziale e <strong>di</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio della scala dell’immagine tra inse<strong>di</strong>amento industriale earea urbana, anche attraverso la forestazione <strong>di</strong> ampie fasce al margine delle lottizzazioni.Pre<strong>di</strong>sporre un sistema <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione ai fini ecologici, ma anche visivo-<strong>per</strong>cettivi, tra l’inse<strong>di</strong>amento industriale e l’habitat <strong>di</strong> interessenaturalistico, attraverso la formazione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> lineari e areali <strong>di</strong> vegetazione al margine delle lottizzazioni e nella fascia ecotonaletra l’inse<strong>di</strong>amento e lo stagno.Riqualificare le situazioni <strong>di</strong> degrado all’interno dell’area industriale, con particolare attenzione alla pre<strong>di</strong>sposizione <strong>di</strong> misure <strong>per</strong> lariduzione dell’inquinamento.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 7c135
infrastruttura stradale - area umida I strada ss 131, sp 49 -Stagni <strong>di</strong> Santa Giusta e Pauli MajoriRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 8aIl sistema relazionale (area umida / strada <strong>di</strong> grande <strong>per</strong>correnza) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguentitematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Riqualificare <strong>il</strong> corridoio infrastrutturale della strada statalen. 131, attraverso: la ricostruzione delle connessioni ecologiche, delle trame del <strong>paesaggio</strong> agrario, dellamorfologia dei movimenti <strong>di</strong> terra frammentate e mo<strong>di</strong>ficate dal passaggio dell’infrastruttura; la ricostruzionedei margini dell’infrastruttura, (dando la possib<strong>il</strong>ità anche <strong>di</strong> <strong>progettare</strong> in senso paesistico le nuove aree <strong>di</strong>sosta) come potenziale punto <strong>di</strong> incontro con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> dei Campidani <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo 13); Conservarela funzionalità ecologica delle zone umide <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo n. 6); Conservare o ricostruire da un punto<strong>di</strong> vista ambientale i margini <strong>di</strong> transizione, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong>bio<strong>di</strong>versità. Particolare attenzione deve essere riservata alle fasce <strong>per</strong>istagnali <strong>di</strong> Santa Giusta (in<strong>di</strong>rizzo 9).CRITICITÀFenomeni <strong>di</strong> degrado legati alla presenza del manufatto stradale (potenziato) come possib<strong>il</strong>e barriera eelemento <strong>di</strong> frammentazione delle connessioni ecologiche esistenti tra <strong>il</strong> sistema delle aree umide.Consumo <strong>di</strong> suolo.Disturbo (propagazione del rumore, <strong>di</strong>ffusione polveri, eccetera) agli habitat naturali presenti.Tendenza alla marginalizzazione della fascia <strong>per</strong>istagnale.Aumento dei fenomeni <strong>di</strong> urbanizzazione conseguente alla presenza della strada statale, del suo svincoloe della strada provinciale.Accentuazione della frag<strong>il</strong>ità del sistema paesistico.Interferenza del manufatto stradale con <strong>il</strong> contesto paesaggistico.136
infrastruttura stradale - area umida I strada ss 131, sp 49 -Stagni <strong>di</strong> Santa Giusta e Pauli MajoriOPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opportunità/opzioni strategiche si muovono nella <strong>di</strong>rezione segnata dallo stesso PPR con riferimento alle strade statali e provinciali.Tali infrastrutture, infatti, possono essere identificate quali <strong>di</strong>rettrici <strong>di</strong> supporto <strong>per</strong> la fruizione e la comprensione del territorio e del<strong>paesaggio</strong> regionale. I progetti <strong>di</strong> dette o<strong>per</strong>e devono assicurare elevati livelli <strong>di</strong> qualità architettonica (NTA, art. 103, comma 4a), tenutoconto anche delle significative interazioni che gli stessi corridoi infrastrutturali presentano con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> circostante, configurandosispesso come insieme <strong>di</strong> punti <strong>di</strong> osservazione priv<strong>il</strong>egiati (Relazione Generale PPR).Aumento delle cautele nei confronti dell’inquinamento attraverso <strong>il</strong> convogliamento delle acque stradali in apposite aree strategiche<strong>per</strong> la fitodepurazione, da convogliare come apporto idrico nelle aree umide.Migliorare la visib<strong>il</strong>ità/<strong>per</strong>cezione delle aree umide dalla <strong>per</strong>correnza dell’infrastruttura.Migliorare l’estetica del manufatto stradale.Rinconfigurazione degli spazi a<strong>per</strong>ti esistenti attraverso <strong>il</strong> <strong>di</strong>segno <strong>di</strong> una struttura portante paesaggistica che inglobi <strong>il</strong> manufattostradale e <strong>il</strong> suo svincolo, mitighi <strong>il</strong> <strong>di</strong>sturbo indotto dalla infrastruttura, ricucia le <strong>relazioni</strong> ecologiche tra le aree umide, limiti iprocessi <strong>di</strong> urbanizzazione, instauri <strong>relazioni</strong> <strong>per</strong>cettive e visive tra i <strong>di</strong>versi luoghi (strada, fascia <strong>per</strong>istagnale e stagno, aree agricole).matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 8a137
infrastruttura stradale - area umida I strada sp 49 - Stagno<strong>di</strong> S’Ena Arrubiamatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 8bRILEVANZAIl sistema relazionale area umida/strada assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguenti in<strong>di</strong>rizzi <strong>di</strong> progettodefiniti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare la funzionalità ecologica delle zone umide, riequ<strong>il</strong>ibrando inuna prospettiva <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità gli usi produttivi dell’allevamento ittico e della pesca ed integrare le attivitàproduttive con una potenziale fruizione turistico culturale, naturalistica, ricreativa e antropologico-culturaledei luoghi attraverso un programma integrato (in<strong>di</strong>rizzo n. 6); Conservare o ricostruire da un punto <strong>di</strong> vistaambientale i margini <strong>di</strong> transizione nelle fasce <strong>per</strong>istagnali, riconosciuti come luoghi in cui si concentra unalto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Integrare le gestioni delle aree naturali protette (SIC e ZPS), con lagestione delle attività produttive, al fine <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibrare la tutela e la salvaguar<strong>di</strong>a con l’ut<strong>il</strong>izzo delle risorsenaturali (in<strong>di</strong>rizzo n. 11); Conservare e restaurare elementi del <strong>paesaggio</strong> agrario anche storico (in<strong>di</strong>rizzo 19),intendendo in questo in<strong>di</strong>rizzo anche <strong>il</strong> rapporto tra l’area umida e l’idrovora <strong>di</strong> Sassu, particolare esempio<strong>di</strong> architettura razionalista risalente agli interventi della bonifica <strong>di</strong> Arborea.CRITICITÀFenomeni <strong>di</strong> degrado legati alla presenza del manufatto stradale come possib<strong>il</strong>e barriera ed elemento <strong>di</strong>frammentazione delle connessioni ecologiche esistenti tra <strong>il</strong> sistema delle aree umide.Disturbo (propagazione del rumore, <strong>di</strong>ffusione polveri, eccetera) agli habitat naturali presenti.Tendenza alla marginalizzazione della fascia <strong>per</strong>istagnale.Interferenza del manufatto stradale con <strong>il</strong> contesto paesaggistico.Conflittualità tra la consistenza del sistema paesistico-ambientale (Stagno <strong>di</strong> S’Ena Arrubia)e le modalità<strong>di</strong> accesso e fruizione dello stesso (insufficienza della rete <strong>di</strong> comunicazione-<strong>di</strong>vulgazione, del sistemadegli accessi, delle aree <strong>di</strong> sosta, dei <strong>per</strong>corsi, eccetera).138
infrastruttura stradale - area umida I strada sp 49 - Stagno<strong>di</strong> S’Ena ArrubiaOPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHERecu<strong>per</strong>are <strong>il</strong> ruolo ecologico-ambientale dell’area umida attraverso una progettazione unitaria mirata ad interpretare lo stagno <strong>di</strong>S’Ena Arrubia come uno dei no<strong>di</strong> della rete ecologica, legata al sistema delle aree umide integrate nella Rete Natura 2000.Ricomporre i territori interposti tra l’area umida e l’asse stradale, riducendo i conflitti sia dal punto <strong>di</strong> vista <strong>per</strong>cettivo che ecologico,allontanando i <strong>di</strong>sturbi e contenendo le alterazioni all’ecosistema ambientale.Riqualificare lo spazio <strong>di</strong> connessione tra l’area umida e l’asse stradale, promuovendo azioni <strong>di</strong> restauro paesaggistico-ambientale inconnessione con quelle necessarie al miglioramento dell’accessib<strong>il</strong>ità e della fruizione dell’intero sistema umido.Potenziare la continuità (“continuum”) tra <strong>il</strong> sistema delle aree umide (stagno <strong>di</strong> Cabras), <strong>il</strong> sistema costiero, <strong>il</strong> sistema agricoloattraverso la realizzazione <strong>di</strong> una rete locale <strong>di</strong> mete e <strong>di</strong> itinerari.Regolamentazione degli accessi all’area anche attraverso la creazione <strong>di</strong> opportune piazzole <strong>per</strong> la sosta lungo la strada.Inserire adeguate barriere visive nei punti <strong>di</strong> maggiore contatto con lo specchio d’acqua <strong>per</strong> favorire la presenza dell’avifauna anchenei punti marginali dello stagno.Creare aree <strong>per</strong> la fitodepurazione delle acque stradali, da convogliare successivamente nell’area umida in risposta al fenomeno <strong>di</strong>interrimento.Tutelare, ovvero, promuovere politiche <strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a e <strong>di</strong> miglioramento paesistico delle aree <strong>di</strong> transizione dell’area umida,attraverso opportune azioni <strong>di</strong> gestione degli habitat e delle specie presenti, molte delle quali <strong>di</strong> importanza internazionale.Valorizzare, ovvero riconoscere <strong>il</strong> ruolo e riscoprire l’identità delle zone umide nel <strong>paesaggio</strong>, attraverso interventi <strong>di</strong> riqualificazionee la promozione <strong>di</strong> una nuova Cultura dell’acqua.Riequ<strong>il</strong>ibrare, in una prospettiva <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità, gli usi produttivi della pesca ed integrare le attività produttive con una potenzialefruizione turistico culturale, naturalistica, ricreativa e antropologico-culturale dei luoghi attraverso un programma integrato.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 8b139
margine urbano - infrastruttura stradale I Oristano - strada sp 55matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 9aRILEVANZAIl sistema relazionale in oggetto (margine urbano/infrastruttura stradale) assume una r<strong>il</strong>evanza rispettoai seguenti tematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare o ricostruire da un punto <strong>di</strong>vista ambientale i margini <strong>di</strong> transizione, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong>bio<strong>di</strong>versità, fra i <strong>di</strong>versi elementi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito, fra inse<strong>di</strong>amenti urbani e <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> rurale,fra i <strong>sistemi</strong> agricoli e <strong>sistemi</strong> naturali o semi naturali (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Riconoscere e innovare la centralitàdella città <strong>di</strong> Oristano, nei servizi e nella localizzazione <strong>di</strong> attività <strong>di</strong> eccellenza, in modo tale da attribuirgliquella funzione <strong>di</strong> centralità territoriale che nella storia ha sempre avuto (in<strong>di</strong>rizzo n. 25); Razionalizzare econtrollare le eventuali espansioni urbane nel pieno rispetto delle esigenze legate al mantenimento <strong>di</strong> unafunzionalità ambientale e alla restituzione <strong>di</strong> un livello alto della qualità del <strong>paesaggio</strong> urbano (in<strong>di</strong>rizzon. 27); Ricostruzione delle connessioni ecologiche, delle trame del <strong>paesaggio</strong> agrario, della morfologia deimovimenti <strong>di</strong> terra frammentate e mo<strong>di</strong>ficate dal passaggio dell’infrastruttura. Ricostruzione dei marginidell’infrastruttura, dando la possib<strong>il</strong>ità anche <strong>di</strong> creare aree sosta progettate come potenziale punto <strong>di</strong>incontro con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> dei Campidani <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo n. 13).CRITICITÀFenomeni <strong>di</strong> degrado legati alla mescolanza <strong>di</strong> usi impropri ed ed<strong>il</strong>izia sparsa invasiva, con conseguenteformazione <strong>di</strong> aree <strong>di</strong> margine caratterizzate da un abbassamento della qualità urbana.Fenomeni <strong>di</strong> degrado legati, altresì, alla natura interstiziale propria degli spazi <strong>di</strong> confine tra tessuti urbanie la barriera infrastrutturale stradale.Incremento <strong>di</strong> elementi detrattori <strong>di</strong> natura visivo-<strong>per</strong>cettiva e semiologica, con annessa riduzionedell’accessib<strong>il</strong>ità ad elementi puntuali <strong>di</strong> pregio storico-culturale (esempio: Chiesa <strong>di</strong> Sa Maddalena)Rischio <strong>di</strong> formazione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> inse<strong>di</strong>ativi continui lungo la strada che amplificano <strong>il</strong> carattere <strong>di</strong> barrieraecologica proprio della linea infrastrutturale.140
margine urbano - infrastruttura stradale I Oristano - strada sp 55Riduzione delle potenzialità <strong>per</strong>cettive della infrastruttura <strong>di</strong> accesso alla città nel definire la qualità figurale <strong>di</strong> questa, in relazionealla presenza <strong>di</strong> tessuti inse<strong>di</strong>ativi <strong>di</strong> margine con scarsa connotazione.Conflitti tra usi del suolo <strong>di</strong>fferenti che necessitano adeguate separazioni.Frattura ecologica creata dalla barriera infrastrutturale stradale (rafforzata tra l’altro dall’affiancamento del tracciato ferroviario).OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHEGovernare le trasformazioni dei <strong>sistemi</strong> inse<strong>di</strong>ativi ai margini attraverso la strutturazione <strong>di</strong> un <strong>di</strong>segno <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azioneurbano-rurale <strong>per</strong> <strong>il</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio delle relative <strong>relazioni</strong> spaziali e <strong>di</strong> mitigazione delle reti infrastrutturali.Incrementare la capacità della matrice agricola nei tessuti inse<strong>di</strong>ativi <strong>di</strong>ffusi <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibrare le configurazioni paesistiche proprie ecaratterizzanti i due <strong>sistemi</strong> (urbano e rural).Costituire <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti funzionali allo sv<strong>il</strong>uppo <strong>di</strong> attività ricreative e alla fruizione regolamentata dei territori agricoli chegravitano sulle centralità urbane, anche attraverso la forestazione <strong>di</strong> aree contigue alle zone inse<strong>di</strong>ate.Ridurre e prevenire i conflitti <strong>di</strong> interfaccia causati dalla contiguità <strong>di</strong> tessuti urbani e linee infrastrutturali, attraverso la costituzione<strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> in grado, <strong>per</strong> caratteri qualitativi e quantitativi, <strong>di</strong> svolgere in modo efficace funzioni <strong>di</strong> separazione.Recu<strong>per</strong>are gli spazi interstiziali tra l’infrastruttura e <strong>il</strong> tessuto urbano <strong>per</strong> la formazione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> lineari <strong>di</strong> spazi ver<strong>di</strong> al fine <strong>di</strong>promuovere un efficace livello <strong>di</strong> connessione ecologica e fruitiva (greenway).Potenziare le formazioni vegetali <strong>di</strong> margine <strong>di</strong> inse<strong>di</strong>amenti e infrastrutture, con funzioni <strong>di</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio eco<strong>sistemi</strong>co (incrementandola funzionalità della rete ecologica minore), funzioni estetico-<strong>per</strong>cettive (l’equipaggiamento della strada può trasformarla in un<strong>per</strong>corso graduale <strong>di</strong> avvicinamento - accesso - porta della città) e funzioni <strong>di</strong> “mob<strong>il</strong>ità dolce” (creando un sistema <strong>di</strong> <strong>per</strong>correnzealternative in <strong>di</strong>retta relazione con <strong>il</strong> tessuto urbano).Recu<strong>per</strong>are la situazione <strong>di</strong> degrado urbano legato alla presenza <strong>di</strong> usi impropri (aree produttive, eccetera) o spazi residuali,trasformandoli in occasioni <strong>di</strong> riqualificazione della città.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 9a141
margine urbano - infrastruttura stradale I Oristano - strada sp 93RILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 9bIl sistema relazionale in oggetto (margine urbano/infrastruttura stradale) assume una r<strong>il</strong>evanza rispettoai seguenti tematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare o ricostruire da un punto <strong>di</strong>vista ambientale i margini <strong>di</strong> transizione, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong>bio<strong>di</strong>versità, fra i <strong>di</strong>versi elementi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito, fra inse<strong>di</strong>amenti urbani e <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> rurale,fra i <strong>sistemi</strong> agricoli e <strong>sistemi</strong> naturali o semi naturali (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Riconoscere e innovare la centralitàdella città <strong>di</strong> Oristano, nei servizi e nella localizzazione <strong>di</strong> attività <strong>di</strong> eccellenza, in modo tale da attribuirgliquella funzione <strong>di</strong> centralità territoriale che nella storia ha sempre avuto (in<strong>di</strong>rizzo n. 25); Razionalizzare econtrollare le eventuali espansioni urbane nel pieno rispetto delle esigenze legate al mantenimento <strong>di</strong> unafunzionalità ambientale e alla restituzione <strong>di</strong> un livello alto della qualità del <strong>paesaggio</strong> urbano (in<strong>di</strong>rizzon. 27); Ricostruzione delle connessioni ecologiche, delle trame del <strong>paesaggio</strong> agrario, della morfologia deimovimenti <strong>di</strong> terra frammentate e mo<strong>di</strong>ficate dal passaggio dell’infrastruttura. Ricostruzione dei marginidell’infrastruttura, dando la possib<strong>il</strong>ità anche <strong>di</strong> creare aree sosta progettate come potenziale punto <strong>di</strong>incontro con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> dei Campidani <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo n. 13).CRITICITÀDiffusa riduzione della qualità urbana <strong>per</strong> presenza <strong>di</strong> lottizzazioni a destinazione commerciale (grande<strong>di</strong>stribuzione) ed industriale prive <strong>di</strong> un minimo equipaggiamento arboreo/arbustivo e <strong>di</strong> o<strong>per</strong>e <strong>di</strong>mitigazione degli impatti.Diffusa riduzione della qualità urbana <strong>per</strong> presenza <strong>di</strong> lottizzazioni a destinazione commerciale (grande<strong>di</strong>stribuzione) ed industriale, con manufatti progettati secondo un linguaggio architettonico omologato,banale e incoerente con <strong>il</strong> contesto paesistico.Mancanza <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione e transizione dell’area inse<strong>di</strong>ata verso <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> agricolo.Accentuazione dei processi <strong>di</strong> destrutturazione del territorio e im<strong>per</strong>meab<strong>il</strong>izzazione del suolo.142
margine urbano - infrastruttura stradale I Oristano - strada sp 93Aumento rischio frammentazione ecologica, ambientale e paesistica.Incremento inquinamento ambientale e intensificazione dei <strong>di</strong>sturbi dovuti al traffico veicolare.Mescolanza <strong>di</strong> usi impropri ed ed<strong>il</strong>izia sparsa invasiva.OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHERidurre e prevenire i conflitti <strong>di</strong> interfaccia causati dalla contiguità <strong>di</strong> tessuti inse<strong>di</strong>ativi ad uso commerciale (grande <strong>di</strong>stribuzione),industriale e linee infrastrutturali, attraverso la costituzione <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> in grado, <strong>per</strong> caratteri qualitativi e quantitativi, <strong>di</strong> svolgere inmodo efficace funzioni <strong>di</strong> separazione.Potenziare le formazioni vegetali <strong>di</strong> margine alle infrastrutture viarie, con funzioni <strong>di</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio eco<strong>sistemi</strong>co e <strong>di</strong> mitigazione degliimpatti visivi.Strutturare un <strong>di</strong>segno <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti <strong>per</strong> <strong>il</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio delle <strong>relazioni</strong> visive ed ecologiche urbano-rurale inficiate dalla presenza<strong>di</strong> tessuti inse<strong>di</strong>ativi con margini compatti, che presentano con<strong>di</strong>zioni critiche <strong>per</strong> la mancanza <strong>di</strong> opportune forme <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione,anche attraverso la forestazione <strong>di</strong> ampie fasce al margine.Innalzare la qualità urbana degli inse<strong>di</strong>amenti ad uso commerciale (grande <strong>di</strong>stribuzione) attraverso la riorganizzazione,razionalizzazione, riqualificazione interna alle lottizzazioni, adottando e promuovendo principi e regole con<strong>di</strong>vise.Limitare <strong>il</strong> consumo <strong>di</strong> nuovo suolo agricolo <strong>per</strong> inse<strong>di</strong>amenti ad uso commerciale ed industriale, laddove è riconosciuta la possib<strong>il</strong>ità<strong>di</strong> recu<strong>per</strong>o <strong>di</strong> situazioni esistenti compromesse, degradate o <strong>di</strong>smesse.Riequ<strong>il</strong>ibrare i <strong>sistemi</strong> relazionali tra inse<strong>di</strong>amenti commerciali e residenziali che presentano con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> promiscuità.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 9b143
margine urbano - infrastruttura stradale I S<strong>il</strong>ì (OR) - strada ss 131RILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 9cIl sistema relazionale assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguenti tematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong>l’Ambito 9: Conservare o ricostruire da un punto <strong>di</strong> vista ambientale i margini <strong>di</strong> transizione, riconosciuti comeluoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità, fra i <strong>di</strong>versi elementi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito, frainse<strong>di</strong>amenti urbani e <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> rurale, fra i <strong>sistemi</strong> agricoli e <strong>sistemi</strong> naturali o semi naturali (in<strong>di</strong>rizzo n. 9);Riqualificare <strong>il</strong> corridoio infrastrutturale della SS 131 attraverso la ricostruzione delle connessioni ecologiche,delle trame del <strong>paesaggio</strong> agrario, della morfologia dei movimenti <strong>di</strong> terra frammentate e mo<strong>di</strong>ficate dalpassaggio dell’infrastruttura. La ricostruzione dei margini dell’infrastruttura, dando la possib<strong>il</strong>ità anche <strong>di</strong>creare aree <strong>di</strong> sosta progettate come potenziale punto <strong>di</strong> incontro con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> dei Campidani <strong>di</strong> Oristano(in<strong>di</strong>rizzo 13); Riconoscere e innovare la centralità della città <strong>di</strong> Oristano, nei servizi e nella localizzazione <strong>di</strong>attività <strong>di</strong> eccellenza, in modo tale da attribuirgli quella funzione <strong>di</strong> centralità territoriale che nella storia hasempre avuto (in<strong>di</strong>rizzo n. 25); Razionalizzare e controllare le eventuali espansioni urbane nel pieno rispettodelle esigenze legate al mantenimento <strong>di</strong> una funzionalità ambientale e alla restituzione <strong>di</strong> un livello altodella qualità del <strong>paesaggio</strong> urbano (in<strong>di</strong>rizzo n. 27).CRITICITÀAccentuazione dei processi <strong>di</strong> destrutturazione del territorio e del <strong>paesaggio</strong> con aumento del rischio <strong>di</strong>marginalizzazione e frammentazione ecologica, ambientale e paesistica, causato dall’accerchiamento eattraversamento della viab<strong>il</strong>ità, alle <strong>di</strong>verse scale.Mancanza <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione e transizione delle lottizzazioni residenziali all’interno del <strong>paesaggio</strong>agricolo.Rischio <strong>di</strong> saturazione inse<strong>di</strong>ativa del <strong>paesaggio</strong> rurale rimasto confinato tra le ultime propaggini <strong>di</strong> S<strong>il</strong>ì ele linee infrastrutturali.Incremento dei livelli <strong>di</strong> inquinamento ambientale e intensificazione dei <strong>di</strong>sturbi dovuti al trafficoveicolare.Mescolanza <strong>di</strong> usi impropri ed ed<strong>il</strong>izia sparsa invasiva.144
margine urbano - infrastruttura stradale I S<strong>il</strong>ì (OR) - strada ss 131OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHERicomporre, attraverso accurate valutazioni degli effetti e pre<strong>di</strong>sposizione <strong>di</strong> adeguate misure <strong>di</strong> inserimento paesaggistico, deiterritori ai margini tra l’area urbana e le strade riducendo l’insorgere <strong>di</strong> conflitti sia dal punto <strong>di</strong> vista <strong>per</strong>cettivo che ecologico, nonchéallontanando i <strong>di</strong>sturbi e riducendo le alterazioni all’ecosistema ambientale.Strutturare un <strong>di</strong>segno <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione spaziale e <strong>di</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio della scala dell’immagine tra urbano-rurale, ancheattraverso la forestazione <strong>di</strong> ampie fasce al margine delle infrastrutture.Definire soluzioni <strong>di</strong> continuità significative dei tessuti urbani, a scala territoriale, al fine <strong>di</strong> configurare <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> relazione ecompenetrazione dell’interfaccia urbano-rurale, prevenendo l’insorgenza <strong>di</strong> conflitti.Incremenare <strong>il</strong> “<strong>di</strong>alogo” tra infrastrutture stradali e <strong>paesaggio</strong> (agricolo, <strong>per</strong>i-urbano) con o<strong>per</strong>e <strong>di</strong> ingegneria naturalistica e azioni“best practice”.Potenziare le formazioni vegetali lineari ai fianchi dei lotti e<strong>di</strong>ficati e delle infrastrutture, con funzioni <strong>di</strong> mitigazione degli impatti visivie <strong>di</strong> rafforzamento della rete frangivento.Proteggere e salvaguardare la matrice agraria incrementando la sua capacità <strong>di</strong> completare e equ<strong>il</strong>ibrare le configurazioni paesistichenei tessuti inse<strong>di</strong>ativi <strong>di</strong>ffusi.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 9c145
margine urbano - infrastruttura stradale I S. Giusta - strada ss 131RILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 9dIl sistema relazionale (margine urbano/infrastruttura stradale) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguentitematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Riqualificazione dell’identità urbana antica del Golfo <strong>di</strong>Oristano del centro <strong>di</strong> Othaca (in<strong>di</strong>rizzo 1); Conservare o ricostruire da un punto <strong>di</strong> vista ambientale i margini<strong>di</strong> transizione, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità, fra i <strong>di</strong>versi elementi<strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito, fra inse<strong>di</strong>amenti urbani e <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> rurale, fra i <strong>sistemi</strong> agricoli e <strong>sistemi</strong> naturali osemi naturali (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Riqualificare <strong>il</strong> corridoio infrastrutturale della SS 131 attraverso la ricostruzionedelle connessioni ecologiche, delle trame del <strong>paesaggio</strong> agrario, della morfologia dei movimenti <strong>di</strong> terraframmentate e mo<strong>di</strong>ficate dal passaggio dell’infrastruttura. La ricostruzione dei margini dell’infrastruttura,dando la possib<strong>il</strong>ità anche <strong>di</strong> creare aree <strong>di</strong> sosta progettate come potenziale punto <strong>di</strong> incontro con <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>dei Campidani <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo 13); Razionalizzare e controllare le eventuali espansioni urbane nel pienorispetto delle esigenze legate al mantenimento <strong>di</strong> una funzionalità ambientale e alla restituzione <strong>di</strong> un livelloalto della qualità del <strong>paesaggio</strong> urbano (in<strong>di</strong>rizzo n. 27).CRITICITÀMancanza <strong>di</strong> <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione e transizione delle lottizzazioni residenziali all’interno del <strong>paesaggio</strong>agricolo.Rischio <strong>di</strong> <strong>per</strong><strong>di</strong>ta della fascia tampone e <strong>di</strong> saturazione inse<strong>di</strong>ativa del <strong>paesaggio</strong> agrario, confinato traSanta Giusta e le linee infrastrutturali.Accentuazione dei processi <strong>di</strong> destrutturazione del territorio e del <strong>paesaggio</strong> con aumento del rischio <strong>di</strong>marginalizzazione e frammentazione ecologica, ambientale e paesistica, causato dall’accerchiamento eattraversamento della viab<strong>il</strong>ità, alle <strong>di</strong>verse scale.Incremento dei livelli <strong>di</strong> inquinamento ambientale e dei <strong>di</strong>sturbi dovuti al traffico veicolare, in particolare<strong>il</strong> rumore.146
margine urbano - infrastruttura stradale I S. Giusta - strada ss 131Mescolanza <strong>di</strong> usi impropri ed ed<strong>il</strong>izia sparsa invasiva.Degrado della qualità visiva del margine urbano.Presenza <strong>di</strong> <strong>di</strong>scariche abusive e forme <strong>di</strong> degrado <strong>di</strong>ffuse.OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHERiqualificare i margini urbani attraverso: l’innalzamento della qualità ed<strong>il</strong>izia e degli spazi a<strong>per</strong>ti; <strong>il</strong> su<strong>per</strong>amento dei conflitti <strong>di</strong>interfaccia con le aree dove si r<strong>il</strong>evano valori emergenti (Othaca); l’integrazione del sistema storico-archeologico <strong>di</strong>ffuso in un sistema<strong>di</strong> rete in grado <strong>di</strong> integrare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> culturale al <strong>paesaggio</strong> del quoti<strong>di</strong>ano.Ricostruire la matrice agraria tra le parti <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> frammentate dalla presenza dell’infrastruttura stradale e incremento della suacapacità <strong>di</strong> completare e equ<strong>il</strong>ibrare le configurazioni paesistiche nei tessuti inse<strong>di</strong>ativi <strong>di</strong>ffusi.Incrementare <strong>il</strong> “<strong>di</strong>alogo” tra infrastrutture stradali e <strong>paesaggio</strong> (agricolo, delle acque) promuovendo o<strong>per</strong>e <strong>di</strong> ingegneria naturalisticae azioni “best practice”.Ricomporre i territori ai margini tra l’area urbana e la strada, riducendo i conflitti sia dal punto <strong>di</strong> vista <strong>per</strong>cettivo che ecologico,allontanando i <strong>di</strong>sturbi e riducendo le alterazioni all’ecosistema ambientale.Governare e controllare le trasformazioni inse<strong>di</strong>ative, attraverso: la definizione <strong>di</strong> soluzioni <strong>di</strong> continuità dei tessuti urbani a scalaterritoriale al fine <strong>di</strong> configurare <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> relazione e compenetrazione urbano-rurale; la pre<strong>di</strong>sposizione <strong>di</strong> adeguate misure <strong>di</strong>inserimento e mitigazione paesaggistica.Strutturare un <strong>di</strong>segno <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione spaziale e <strong>di</strong> riequ<strong>il</strong>ibrio della scala dell’immagine tra urbano-rurale, ancheattraverso la forestazione <strong>di</strong> ampie fasce al margine delle infrastrutture viarie.migliorare la <strong>per</strong>cezione visiva e l’identificazione del centro <strong>di</strong> Othaca dalla strada principale <strong>di</strong> attraversamento del territorioregionale.Potenziare le formazioni vegetali lineari ai margini dei lotti e<strong>di</strong>ficati e della infrastruttura viaria, con funzioni <strong>di</strong> mitigazione degliimpatti visivi e <strong>di</strong> rafforzamento della rete frangivento.Riqualificare l’area del cimitero e degli spazi a<strong>per</strong>ti circostanti in rapporto alla presenza della strada e della linea ferroviaria Cagliari-Olbia.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 9d147
area umida - costa | Stagno <strong>di</strong> S’Ena Arrubia - Golfo <strong>di</strong> OristanoRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 10aIl sistema relazionale area umida/fascia costiera assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguenti in<strong>di</strong>rizzi <strong>di</strong>progetto definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare la funzionalità della <strong>di</strong>namica delle acque affinché siagarantito l’equ<strong>il</strong>ibrio tra acque marine e acque dolci, la capacità <strong>di</strong> depurazione naturale delle zone umidedel Golfo <strong>di</strong> Oristano (in<strong>di</strong>rizzo n. 3); Conservare la funzionalità ecologica delle zone umide, riequ<strong>il</strong>ibrando inuna prospettiva <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità gli usi produttivi dell’allevamento ittico e della pesca e rinforzando le attivitàproduttive con una potenziale fruizione turistico culturale, naturalistica, ricreativa e antropologico-culturaledei luoghi, attraverso un programma integrato (in<strong>di</strong>rizzo n. 6); Conservare o ricostruire da un punto <strong>di</strong> vistaambientale i margini <strong>di</strong> transizione nelle fasce <strong>per</strong>istagnali, riconosciuti come luoghi in cui si concentra unalto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Integrare le gestioni delle aree naturali protette (SIC e ZPS), con lagestione delle attività produttive, al fine <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibrare la tutela e la salvaguar<strong>di</strong>a con l’ut<strong>il</strong>izzo delle risorsenaturali (in<strong>di</strong>rizzo n. 11); Riqualificare la pineta e le zone umide retro litorali anche attraverso la progettazionee gestione integrata intercomunale degli spazi e dei servizi ai litorali appartenenti all’Ambito, in relazioneall’accessib<strong>il</strong>ità e fruib<strong>il</strong>ità dell’intera fascia <strong>di</strong> costa (in<strong>di</strong>rizzo 28).CRITICITÀProcessi <strong>di</strong> eutrofia e alterazione chimico-fisica della zona umida, con conseguente <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong><strong>di</strong>versità biologica negli ambiti <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evanza naturalistico-ambientale.Riduzione della capacità autodepurativa della zona umida a causa delle <strong>di</strong>fficoltà <strong>di</strong> ricambio idrico <strong>per</strong>l’elevato carico <strong>di</strong> nutrienti e contaminamenti veicolato attraverso <strong>il</strong> Canale delle Acque Me<strong>di</strong>e, Canaledelle Acque Basse e <strong>il</strong> Diversivo Sant’Anna.Interruzione delle connessioni funzionali lungo la costa.Riduzione dell’estensione del livello <strong>di</strong> naturalità degli eco<strong>sistemi</strong>, conseguente all’inquinamento prodottodagli apporti delle attività agricole e zootecniche che giungono nello stagno.Fenomeni <strong>di</strong> degrado <strong>di</strong>ffusi interessanti l’area umida e riconduc<strong>il</strong>i, in buona parte, all’assenza <strong>di</strong> adeguatepolitiche gestionali.148
area umida - costa | Stagno <strong>di</strong> S’Ena Arrubia - Golfo <strong>di</strong> OristanoConflittualità tra la consistenza del sistema paesistico-ambientale e le modalità <strong>di</strong> accesso e fruizione dello stesso (insufficienza dellarete <strong>di</strong> comunicazione-<strong>di</strong>vulgazione, del sistema degli accessi, dei <strong>per</strong>corsi, eccetera).Uso improprio <strong>di</strong> aree ad elevato interesse naturalistico (pineta, dune).Fenomeni <strong>di</strong> sentieramento nelle dune.OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHERecu<strong>per</strong>are <strong>il</strong> ruolo ecologico dell’area umida. Lo stagno <strong>di</strong> S’Ena Arrubia deve essere interpretato come uno dei no<strong>di</strong> della reteecologica, connesso al sistema delle aree umide integrate della Rete Natura 2000.Tutelare, ovvero, promuovere politiche <strong>di</strong> salvaguar<strong>di</strong>a, attraverso opportune azioni <strong>di</strong> gestione degli habitat e delle specie presenti,molte delle quali <strong>di</strong> importanza internazionale.Valorizzare, ovvero riconoscere <strong>il</strong> ruolo e riscoprire l’identità delle zone umide nel <strong>paesaggio</strong>, attraverso interventi <strong>di</strong> riqualificazionee la promozione <strong>di</strong> una nuova Cultura dell’acqua.Proporre un nuovo ruolo e una nuova polarità ai paesaggi stagnali anche attraverso un coor<strong>di</strong>namento delle azioni da intraprendere,<strong>per</strong> inserirsi efficacemente in tutte le iniziative comunitarie rivolte a queste specifiche realtà, in un’ottica <strong>di</strong> coesione dell’identitàdell’ambito territoriale come “sistema”.Riqualificare e potenziare l’accessib<strong>il</strong>ità e continuità tra <strong>il</strong> sistema costiero, <strong>il</strong> sistema della pineta, <strong>il</strong> sistema delle aree umide(stagno <strong>di</strong> S’Ena Arrubia), <strong>il</strong> sistema agricolo, anche attraverso una regolamentazione degli accessi all’area, chiusura <strong>di</strong> alcuni punti <strong>di</strong>penetrazione e creazione <strong>di</strong> porte <strong>di</strong> accesso collegate ad opportune aree <strong>di</strong> sosta.Creare una rete <strong>di</strong> sentieri <strong>per</strong> la fruizione del sistema ambientale, anche me<strong>di</strong>ante la definizione <strong>di</strong> greenway connesse alla pineta eal <strong>paesaggio</strong> agrario circostante.Riequ<strong>il</strong>ibrare, in una prospettiva <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità, gli usi produttivi della pesca ed integrare le attività produttive con una potenzialefruizione turistico culturale, naturalistica, ricreativa e antropologico-culturale dei luoghi, attraverso un programma integrato.Migliorare la funzionalità idraulica del sistema dei canali <strong>per</strong> garantire un corretto apporto idrico all’area umida (creazione <strong>di</strong> aree <strong>di</strong>fitodepurazione).matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 10a149
area umida - costa I Stagno <strong>di</strong> Mistras - Golfo <strong>di</strong> OristanoRILEVAZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 10bIl sistema relazionale area umida/fascia costiera assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto agli in<strong>di</strong>rizzi <strong>di</strong> progettodefiniti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Riqualificazione dell’identità urbana antica del Golfo <strong>di</strong> Oristano del centro <strong>di</strong>Tharros (in<strong>di</strong>rizzo 1); Conservare la funzionalità della <strong>di</strong>namica delle acque affinché sia garantito l’equ<strong>il</strong>ibriotra acque marine e acque dolci, la capacità <strong>di</strong> depurazione naturale delle zone umide del Golfo <strong>di</strong> Oristano(in<strong>di</strong>rizzo n. 3); Conservare la funzionalità ecologica delle zone umide, riequ<strong>il</strong>ibrando in una prospettiva <strong>di</strong>sostenib<strong>il</strong>ità gli usi produttivi dell’allevamento ittico e della pesca ed integrare le attività produttive con unapotenziale fruizione turistico culturale, naturalistica, ricreativa e antropologico-culturale dei luoghi attraversoun programma integrato (in<strong>di</strong>rizzo n. 6); Conservare o ricostruire da un punto <strong>di</strong> vista ambientale i margini <strong>di</strong>transizione nelle fasce <strong>per</strong>istagnali, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità(in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Integrare le gestioni delle aree naturali protette (SIC e ZPS), con la gestione delle attivitàproduttive, al fine <strong>di</strong> equ<strong>il</strong>ibrare la tutela e la salvaguar<strong>di</strong>a con l’ut<strong>il</strong>izzo delle risorse naturali (in<strong>di</strong>rizzo n.11); Riqualificazione della borgata marina <strong>di</strong> San Giovanni <strong>di</strong> Sinis (in<strong>di</strong>rizzo 12); Riqualificare la pineta e lezone umide retro litorali anche attraverso la progettazione e gestione integrata intercomunale degli spazi edei servizi ai litorali appartenenti all’Ambito, in relazione all’accessib<strong>il</strong>ità e fruib<strong>il</strong>ità dell’intera fascia <strong>di</strong> costa(in<strong>di</strong>rizzo 28).CRITICITÀFenomeni <strong>di</strong> interrimento delle aree umide <strong>per</strong> la mancanza <strong>di</strong> un adeguato apporto idrico.Processi <strong>di</strong> eutrofia e alterazione chimico-fisica della zona umida, con conseguente <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong><strong>di</strong>versità biologica negli ambiti <strong>di</strong> r<strong>il</strong>evanza naturalistico-ambientale.Interruzione delle connessioni funzionali lungo la costa.Uso improprio <strong>di</strong> aree ad elevato interesse naturalistico.Fenomeni <strong>di</strong> degrado <strong>di</strong>ffusi interessanti l’area umida e riconduc<strong>il</strong>i, in buona parte, all’assenza <strong>di</strong> adeguatepolitiche gestionali.150
area umida - costa I Stagno <strong>di</strong> Mistras - Golfo <strong>di</strong> OristanoEvidente conflittualità tra la consistenza del sistema paesistico-ambientale (stagno) e storico-culturale (sito archeologico) e lemodalità <strong>di</strong> accesso e fruizione dello stesso (insufficienza della rete <strong>di</strong> comunicazione-<strong>di</strong>vulgazione, del sistema degli accessi, dei<strong>per</strong>corsi, eccetera).OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHERecu<strong>per</strong>are <strong>il</strong> ruolo ecologico dell’area umida. Lo stagno <strong>di</strong> Mistras deve essere interpretato come uno dei no<strong>di</strong> della rete ecologica,legata al sistema delle aree umide integrate nella Rete Natura 2000.Valorizzare, ovvero riconoscere <strong>il</strong> ruolo e riscoprire l’identità delle zone umide nel <strong>paesaggio</strong>, attraverso interventi <strong>di</strong> riqualificazionee la promozione <strong>di</strong> una nuova Cultura dell’acqua.Proporre un nuovo ruolo e una nuova polarità ai paesaggi stagnali anche attraverso un coor<strong>di</strong>namento delle azioni da intraprendere,<strong>per</strong> inserirsi efficacemente in tutte le iniziative comunitarie rivolte a queste specifiche realtà, in un’ottica <strong>di</strong> coesione dell’identitàdell’ambito territoriale come “sistema”.Riqualificare e potenziare l’accessib<strong>il</strong>ità e continuità tra <strong>il</strong> sistema costiero, <strong>il</strong> sistema delle aree umide (stagno <strong>di</strong> Mistras), <strong>il</strong> sistemaarcheologico (Tharros) e <strong>il</strong> sistema urbano (S. Giovanni), anche attraverso una regolamentazione degli accessi all’area, chiusura <strong>di</strong>alcuni punti <strong>di</strong> penetrazione e creazione <strong>di</strong> porte <strong>di</strong> accesso collegate ad opportune aree <strong>di</strong> sosta.Sv<strong>il</strong>uppare una rete <strong>di</strong> sentieri <strong>per</strong> la fruizione dell’area umida, anche me<strong>di</strong>ante la definizione <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi connessi al sito archeologicoe alla borgata marina <strong>di</strong> San Giovanni <strong>di</strong> Sinis.Ridurre le interferenze visuali tra le aree esterne e l’area umida (<strong>per</strong> tutelare l’avifauna presente).Migliorare l’area del pont<strong>il</strong>e <strong>per</strong> la fruizione ricreativa, recu<strong>per</strong>o delle capanne della peschiera <strong>per</strong> la valorizzazione degli elementistorico-culturali, riduzione dei fenomeni <strong>di</strong> sentieramento.Promuovere interventi <strong>per</strong> la conservazione della fascia costiera, me<strong>di</strong>ante interventi <strong>di</strong> ingegneria naturalistica.Valorizzare e integrare nel sistema la relazione storico-culturale con <strong>il</strong> sito archeologico <strong>di</strong> Tharros.Sv<strong>il</strong>uppare le attività ittiche compatib<strong>il</strong>i.Promuovere attività <strong>di</strong> educazione e fruizione naturalistico-ambientale.Tutelare le specie presenti e favorirne lo sv<strong>il</strong>uppo, anche attraverso interventi <strong>di</strong> ingegneria naturalistica (creazione <strong>di</strong> isolotti) e <strong>di</strong>gestione degli habitat.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 10b151
margine urbano - fiume - margine urbano I Cabras - RioTanui - CabrasRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 11Il sistema relazionale (margine urbano/fiume/margine urbano) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguentitematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare le “connessioni ecologiche” tra le pianecostiere e le aree interne attraverso i corridoi <strong>di</strong> connettività. In particolare, qualificare la fascia <strong>di</strong><strong>per</strong>tinenza del corso del Rio Tanui (in<strong>di</strong>rizzo n. 2); Conservare o ricostruire da un punto <strong>di</strong> vista ambientalei margini <strong>di</strong> transizione, riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità, frai <strong>di</strong>versi elementi <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> dell’Ambito, fra inse<strong>di</strong>amenti urbani e gli elementi d’acqua. Particolareattenzione deve essere riservata ai corpi idrici in generale (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Conservare <strong>il</strong> rapporto <strong>di</strong> rispettoambientale e funzionale tra i centri abitati e i corsi d’acqua (in<strong>di</strong>rizzo n. 24); Razionalizzare e controllare leeventuali espansioni urbane nel pieno rispetto delle esigenze legate al mantenimento <strong>di</strong> una funzionalitàambientale ed alla restituzione <strong>di</strong> un livello alto della qualità del <strong>paesaggio</strong> urbano (in<strong>di</strong>rizzo n. 27).CRITICITÀApproccio “infrastrutturalista” al territorio e ai <strong>sistemi</strong> fluviali in particolare. Il fiume (come è avvenuto<strong>per</strong> <strong>il</strong> Rio Tanui) si è trovato, improvvisamente ed arbitrariamente, determinato nella forma, regolato neiprocessi, costretto ad un comportamento del tutto anomalo. Il Rio Tanui, in pratica, è stato trasformatoin canale attraverso la cementificazione delle sponde, la rettifica del <strong>per</strong>corso, la canalizzazione conalvei geometrici in cemento armato. Il tutto sacrificando non solo la “risorsa <strong>paesaggio</strong>”, banalizzandola,ma anche annientando la vita vegetale e animale, <strong>di</strong>minuendo ogni capacità <strong>di</strong> autodepurazione,accentuando <strong>il</strong> livello <strong>di</strong> frammentazione ecologica, ostacolando la fruizione, eccetera.“Aggressività antropica” che ha stravolto, ra<strong>di</strong>calmente, assetti e <strong>di</strong>namiche del segno d’acqua (RioTanui), comportando una <strong>per</strong><strong>di</strong>ta significativa sotto <strong>il</strong> prof<strong>il</strong>o della riconoscib<strong>il</strong>ità del territorio e dellaqualità del <strong>paesaggio</strong> fluviale.152
margine urbano - fiume - margine urbanoI Cabras - RioTanui - CabrasConseguenza/1: <strong>il</strong> Rio Tanui è oramai considerato come “qualcosa d’altro”, “altro” rispetto all’ambiente, al territorio, al <strong>paesaggio</strong>,“retro” marginale e irr<strong>il</strong>evante, ridotto a semplice problema idraulico, ad “accidente da sopportare” le cui componenti portatrici<strong>di</strong> <strong>di</strong>versità e <strong>di</strong>namicità risultano, <strong>per</strong> la gran parte, annullate.Conseguenza/2: l’attuale spazio <strong>di</strong> relazione tra margine urbano e fiume, nonostante sia parte <strong>di</strong> un suggestivo contesto ambientale(stagno) ed urbanistico (Cabras), risulta completamente annullato. Inoltre, lo stesso soffre <strong>di</strong> una assenza <strong>di</strong> pianificazione che loisola materialmente e funzionalmente. In particolare, <strong>per</strong> gli spazi a<strong>per</strong>ti lungo <strong>il</strong> Rio Tanui (inesistenti o quasi) è evidente <strong>il</strong> livelloqualitativo estremamente basso (<strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ne, banalizzazione, usi impropri) conseguente anche ad una mancata gestione, a <strong>di</strong>fficoltà<strong>di</strong> accessib<strong>il</strong>ità, alla scarsa fruizione.OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opzioni strategiche sostengono, rafforzandola ulteriormente, l’ipotesi <strong>di</strong> realizzazione <strong>di</strong> un continuum geografico territoriale (trai Comuni <strong>di</strong> Cabras, Riola Sardo e Santa Giusta), <strong>di</strong> grande r<strong>il</strong>evanza paesaggistica-ambientale, socio-economica e culturale, avanzatadal Progetto p<strong>il</strong>ota “Riberas”.Realizzare <strong>il</strong> continuum geografico territoriale va nella <strong>di</strong>rezione <strong>di</strong> una ri-composizione morfologica dello spazio fronte urbano/fiume/fronte urbano, quale nuova “interfaccia” fra città e segno d’acqua, un ideale “f<strong>il</strong>o rosso” in <strong>di</strong>rezione stagno, che apreine<strong>di</strong>te prospettive fruitivo-connettive, visuali-<strong>per</strong>cettive e funzionali-ricreative.Realizzare <strong>il</strong> continuum geografico territoriale <strong>per</strong>mette, in altre parole, <strong>di</strong> interpretare lo “spazio <strong>di</strong> margine” fronte urbano/fiume/fronte urbano quale tessuto connettivo in una visione integrata, con particolare attenzione nei confronti dell’accessib<strong>il</strong>ità,della fruib<strong>il</strong>ità dei luoghi, valorizzando le singole peculiarità e potenzialità, anche attraverso la realizzazione <strong>di</strong> spazi ver<strong>di</strong> <strong>di</strong>connessione e aree <strong>per</strong> <strong>il</strong> tempo libero (waterfront).Recu<strong>per</strong>are e ricomporre i <strong>sistemi</strong> relazionali (sociali, spaziali, paesaggistico ed ambientali) tra l’abitato <strong>di</strong> Cabras e <strong>il</strong> Rio Tanui,capaci <strong>di</strong> conferire alle configurazioni che li compongono caratteri <strong>di</strong> architettura del <strong>paesaggio</strong>, contribuendo così alla risoluzionedei conflitti <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione urbano-fluviale.Reinvestire <strong>il</strong> centro urbano <strong>di</strong> Cabras dell’antico ruolo <strong>di</strong> “custode delle acque”, volgendo l’impegno <strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa verso le valenzeambientali e paesaggistiche nella <strong>di</strong>rezione <strong>di</strong> una nuova opportunità <strong>di</strong> governance e <strong>di</strong> sostenib<strong>il</strong>ità, restituendo in primis unsufficiente grado <strong>di</strong> naturalità al segno d’acqua, anche attraverso o<strong>per</strong>e <strong>di</strong> ingegneria naturalistica e azioni best practicematrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 11153
margine urbano - infrastruttura stradale - fiume I Torangius (OR)strada p s 93 - TirsoRILEVANZAmatrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 12Il sistema relazionale in oggetto (margine urbano/strada/fiume) assume una r<strong>il</strong>evanza rispetto ai seguentitematismi-in<strong>di</strong>rizzi definiti dal PPR <strong>per</strong> l’Ambito 9: Conservare le “connessioni ecologiche” attraverso icorridoi <strong>di</strong> connettività come quelli vallivi dei corsi d’acqua (in<strong>di</strong>rizzo n. 2); Conservare o ricostruire, da unpunto <strong>di</strong> vista ambientale e paesistico, i margini <strong>di</strong> transizione fra inse<strong>di</strong>amenti urbani, e <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> rurale,fra i <strong>sistemi</strong> agricoli e gli elementi d’acqua presenti, fra <strong>sistemi</strong> agricoli e <strong>sistemi</strong> naturali o semi naturali,riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore <strong>di</strong> bio<strong>di</strong>versità (in<strong>di</strong>rizzo n. 9); Conservare <strong>il</strong>rapporto <strong>di</strong> rispetto ambientale e funzionale tra i centri abitati e i corsi d’acqua, in particolare tra la città<strong>di</strong> Oristano e <strong>il</strong> fiume Tirso (in<strong>di</strong>rizzo n. 24); Riconoscere e innovare la centralità della città <strong>di</strong> Oristano,nei servizi e nella localizzazione <strong>di</strong> attività <strong>di</strong> eccellenza (in<strong>di</strong>rizzo n. 25); Razionalizzare e controllare leeventuali espansioni urbane nel pieno rispetto delle esigenze legate al mantenimento <strong>di</strong> una funzionalitàambientale e alla restituzione <strong>di</strong> un livello alto della qualità del <strong>paesaggio</strong> urbano (in<strong>di</strong>rizzo n. 27).CRITICITÀPur essendo la realtà <strong>per</strong>iferica più prossima al corso del Tirso, è completamente assente <strong>il</strong> rapporto trainse<strong>di</strong>amento urbano e sistema fluviale, attualmente ostacolato da una serie <strong>di</strong> <strong>di</strong>scontinuità e barriere(arginature, la stessa strada provinciale). - Questa sorta <strong>di</strong> “in<strong>di</strong>fferenza” ha <strong>per</strong> molto tempo impe<strong>di</strong>toal Tirso <strong>di</strong> possedere quella forza propositiva <strong>di</strong> connessione, <strong>di</strong> <strong>di</strong>alogo necessaria <strong>per</strong> <strong>il</strong> “confronto”con <strong>il</strong> progetto <strong>di</strong> città.A tutto ciò si deve aggiungere: una qualità del <strong>di</strong>segno urbano non elevato, con conseguente mancanza<strong>di</strong> identità morfologica e tipologica; una r<strong>il</strong>evante e crescente “invasività” delle attività agricole; unaprogressiva “marginalizzazione” dei luoghi lungo fiume, anche a causa delle arginature in cementoarmato che ostacolano l’accessib<strong>il</strong>ità (sia fisica che “culturale”).154
Per gli spazi a<strong>per</strong>ti si evidenzia, altresì, un rischio “qualità” (<strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ne, banalizzazione, “vuoti a <strong>per</strong>dere”) <strong>per</strong> mancata gestione,<strong>di</strong>fficoltà <strong>di</strong> accessib<strong>il</strong>ità e fruizione, usi impropri, con conseguente aumento dei fenomeni <strong>di</strong> frammentazione delle connessioniecologiche.Da segnalarsi, infine, un crescente rischio <strong>di</strong> semplificazione degli ambienti golenali con progressiva <strong>per</strong><strong>di</strong>ta <strong>di</strong> habitat e <strong>di</strong> <strong>di</strong>versitàbiologica, scomparsa della vegetazione ripariale, nonché accentuazione della frag<strong>il</strong>ità del sistema paesistico nel suo complesso.OPPORTUNITÀ/OPZIONI STRATEGICHELe opzioni strategiche si “inseriscono” nel più ampio progetto <strong>di</strong> valorizzazione del territorio lungo fiume sostenuto dal Piano Paesaggistico,principalmente attraverso la realizzazione del Parco Fluviale del Tirso. Non a caso, la stessa Regione ha in<strong>di</strong>cato la Bassa Valle del fiumeTirso come area p<strong>il</strong>ota <strong>per</strong> la s<strong>per</strong>imentazione del Progetto Europeo Interreg IIIB Medocc denominato “GreenLink”.Nell’ottica <strong>di</strong> un nuovo approccio alla progettazione paesistica dei corsi d’acqua, si sottolinea la necessità <strong>di</strong> inquadrare <strong>il</strong> Parco fluvialequale “Strumento”, evitando <strong>di</strong> ridurlo a semplice “esercizio <strong>di</strong> zonizzazione”.“Strumento” ut<strong>il</strong>e alla definizione <strong>di</strong> nuove connessioni (longitu<strong>di</strong>nali e trasversali) <strong>di</strong> natura funzionale, morfologica e <strong>per</strong>cettiva tra<strong>il</strong> sistema degli spazi a<strong>per</strong>ti <strong>per</strong>iurbani e <strong>il</strong> corso d’acqua.“Strumento” finalizzato alla risco<strong>per</strong>ta dell’identità e del rapporto culturale con <strong>il</strong> segno d’acqua, nonché alla ricerca <strong>di</strong> una visionecomune e partecipata sulle strategie <strong>di</strong> pianificazione urbanistica degli spazi a<strong>per</strong>ti <strong>per</strong>iurbani <strong>di</strong> Torangius. Tutto ciò richiede uninsieme <strong>di</strong> azioni sintetizzate nei punti seguenti.Conservare e strutturare soluzioni <strong>di</strong> continuità significative del tessuto urbano <strong>di</strong> Torangius al fine <strong>di</strong> configurare <strong>sistemi</strong> <strong>di</strong> relazione ecompenetrazione urbano-rurale; costituire <strong>sistemi</strong> portanti <strong>di</strong> spazi a<strong>per</strong>ti capaci <strong>di</strong> trasmettere alle configurazioni che li compongonocaratteri <strong>di</strong> architettura del <strong>paesaggio</strong>; tendere alla connotazione del <strong>paesaggio</strong> attraverso le reti <strong>di</strong> corsi d’acqua.Inquadrare lo “spazio marginale” tra fronte urbano/strada/argine/fiume in una visione integrata del sistema delle risorse, migliorandol’accessib<strong>il</strong>ità e le <strong>relazioni</strong> dai centri urbani al territorio a<strong>per</strong>to e verso <strong>il</strong> fiume.Ricostruire <strong>il</strong> rapporto <strong>di</strong> rispetto ambientale e funzionale tra Torangius e <strong>il</strong> fiume Tirso, attraverso la realizzazione <strong>di</strong> spazi ver<strong>di</strong> cheoffrano l’occasione <strong>per</strong> una riqualificazione dell’abitato, attraverso la connessione <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi alberati, aree ver<strong>di</strong>, spazi <strong>di</strong> relazione<strong>per</strong> la fruizione e <strong>il</strong> tempo libero, che si <strong>di</strong>ramano lungo gli spazi contigui e la strada.matrice metaprogettuale <strong>per</strong> la qualità paesistica | SR 12155
Conclusioni[Giorgio Costa]Il risultato della ricerca sv<strong>il</strong>uppata all’interno dell’Osservatorio del <strong>paesaggio</strong> della Regione <strong>Sardegna</strong> ha unadoppia valenza se si considera <strong>il</strong> contributo che potrebbe dare un’ampia <strong>di</strong>ffusione dei risulta. Da un latocontribuisce in maniera significava alla costruzione metodologica del progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> e dall’altro si prestaalla valutazione ex post delle o<strong>per</strong>e.I contenu <strong>di</strong> questo volume riassumono in via s<strong>per</strong>imentale la prima parte <strong>di</strong> una ricerca ben più ampiache coniuga i paesaggi dell’acqua, delle infrastruure e dei margini con la progeazione delle <strong>relazioni</strong> cheintercorrono fra loro. Si configurano come linee guida o strumen che in mano agli o<strong>per</strong>atori del seore possonoin<strong>di</strong>care da un lato le strategie metodologiche <strong>per</strong> la soluzione dei singoli temi progeuali e dall’altro suggerirecome riconoscere e intervenire su quelle par meno eviden che costuiscono <strong>il</strong> sistema delle <strong>relazioni</strong>.Proprio in questo semplice quanto bas<strong>il</strong>are principio risiede l’idea innovava racchiusa nel presente volume.Infa, le temache progeuali in argomento (l’acqua, le infrastruure e i margini) possono essere affrontatesingolarmente ed essere risolte con un approccio metodologico staco che porta certo a soluzioni acceab<strong>il</strong>ie valide, ma che rischiano <strong>di</strong> non conneersi mai con <strong>il</strong> contesto <strong>di</strong> riferimento. Quante volte assisamo <strong>per</strong>esempio a proge delle gran<strong>di</strong> infrastruure viarie che non risolvono l’alterazione degli equ<strong>il</strong>ibri che innescano,che non hanno come argomento progeuale <strong>il</strong> riprisno, <strong>il</strong> restauro, la riqualificazione delle connessioni fraelemen struuran del <strong>paesaggio</strong>: fiume/infrastruura, area umida/margine urbano, costa/fiume, solo <strong>per</strong>citarne alcuni.Affrontare un progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> che agisca sul sistema <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong> che intercorrono fra elemen costuenvuol <strong>di</strong>re conoscere <strong>per</strong>feamente le <strong>di</strong>namiche ambientali (flora, fauna, suoli, climi, …), ma anche quelle sociali,culturali e, <strong>per</strong>ché no, anche economiche. I paesaggi in fase <strong>di</strong> abbandono e degrado sono spesso causa da unsistema <strong>di</strong> <strong>relazioni</strong> fra comunità e luogo <strong>di</strong> appartenenza alterato, come <strong>il</strong> degrado <strong>di</strong> un’architeura storica èspesso <strong>il</strong> risultato <strong>di</strong> un abbandono da parte delle nuove generazioni che non si riconoscono più in quella culturastorica. In alcuni casi potrebbe essere necessario ricostruire quel legame che <strong>per</strong> anni e anni ha garanto lapropria autoconservazione, cioè riportarlo ad essere parte integrante del sistema locale. Ma se non può piùsostenere quel ruolo che <strong>per</strong> anni ha mantenuto, allora è necessario <strong>di</strong>segnare <strong>per</strong> quel <strong>paesaggio</strong> un nuovo ruolotale da costuire uno scenario nel futuro nuovo e innovavo, capace <strong>di</strong> riqualificarlo e restuirlo alle generazionidel domani.Ecco <strong>per</strong>ché un progeo <strong>di</strong> <strong>paesaggio</strong> non si può limitare a riqualificare o trasformare un contesto solo dal punto<strong>di</strong> vista fisico-formale. Spesso si possono oenere maggiori risulta se oltre alla trasformazione dei luoghi siprevedono azioni rivolte al ricostruzione della memoria, al riprisno delle funzioni sociali, al rinnovamentodell’economia. Azioni che riconoscono un obievo comune, che concordano negli in<strong>di</strong>rizzi progeuali e nel157
aggiungimento <strong>di</strong> un’idea portante come fine ulmo.Entrare in questa logica <strong>di</strong> pensiero ha una duplice valenza: <strong>il</strong> passaggio dalla tutela vincolisca al governodelle azioni <strong>per</strong> in<strong>di</strong>rizzi e <strong>il</strong> passaggio dalla conservazione all’innovazione. Per fare questo <strong>per</strong>ò deve esistereuna coscienza sociale <strong>di</strong> fondo e una consapevolezza tangib<strong>il</strong>e in ciascun in<strong>di</strong>viduo che <strong>di</strong>mostri <strong>di</strong> conoscerel’importanza che <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong> può assumere nei confron della qualità della vita e quale ricchezza può essere<strong>per</strong> una comunità. A questo punto entra in gioco <strong>per</strong> primo la formazione professionale in mano oggi alle scuolee all’università, che hanno <strong>il</strong> compito <strong>di</strong> preparare quelle figure che o<strong>per</strong>eranno un domani <strong>di</strong>reamente sulterritorio e <strong>per</strong> secondo le associazioni, i me<strong>di</strong>a, la polica che hanno <strong>il</strong> compito <strong>di</strong> costruire una coscienzaculturale e sociale sul bene “<strong>paesaggio</strong>”.Passare in pochi anni da una concezione vincolisca del bene ad una tutela partecipata sarebbe una cambio epocalee una crescita culturale enorme, dove non esisterebbe più un controllore e un controllato, ma semplicementeci sarebbe la con<strong>di</strong>visione <strong>di</strong> un fine da raggiungere nel rispeo della qualità del <strong>paesaggio</strong>. In questo modosi passerebbe da una responsab<strong>il</strong>ità vercale, in cui si delega <strong>il</strong> controllo e l’in<strong>di</strong>cazione dei margini o<strong>per</strong>avientro cui o<strong>per</strong>are certe scelte, verso una responsab<strong>il</strong>ità orizzontale che porta a una partecipazione <strong>di</strong>rea alrisultato finale. L’ombra <strong>di</strong> questa traslazione delle responsab<strong>il</strong>ità rischia <strong>per</strong>ò <strong>di</strong> portare all’aggregazione in gruppisolidali e ridurre gli scostamen dalle vedute comuni e, quin<strong>di</strong>, <strong>di</strong> ricercare quella posizione, seppur scomoda,<strong>di</strong> innovazione rispeo al comune senre. La giusta <strong>di</strong>stanza dalle posizioni co<strong>di</strong>ficate e una giusta flessib<strong>il</strong>itàpossono figurarsi oggi come un modo correo <strong>di</strong> affrontare le quesoni paesaggische.I risulta racchiusi in questo volume, in un certo senso, invitano a rifondare un nuovo modo <strong>di</strong> rivolgersi al contestoe possono <strong>per</strong>feamente inserirsi in un <strong>di</strong>scorso ben più ampio in cui che contempla la necessità <strong>di</strong> ripensarel’epistemologia della pianificazione verso nuove forme <strong>di</strong> conoscenza scienfica, araverso l’in<strong>di</strong>viduazione <strong>di</strong>alcune categorie <strong>di</strong> comportamento che abbiano la forza <strong>di</strong> guidare la costruzione dell’ao <strong>di</strong> pianificazione, comela flessib<strong>il</strong>ità, la contemporaneità, la narrazione, l’ambientazione.La flessib<strong>il</strong>ità <strong>per</strong>mee <strong>di</strong> mo<strong>di</strong>ficare l’inserimento <strong>di</strong> un’azione nel processo evoluvo con fac<strong>il</strong>ità e senzaalterazioni negave. In acquisizione e in restuzione <strong>il</strong> ventaglio delle soluzioni alternave si amplia, aumentandoin questo modo anche la garanzia che ques risulta, in<strong>di</strong>pendentemente dalla realtà che si ha <strong>di</strong> fronte, abbianoun segnale <strong>di</strong> ritorno posivo. La quesone temporale si riflee sulla flessib<strong>il</strong>ità e implica una delimitazione deitempi <strong>di</strong> auazione nelle previsioni <strong>di</strong> un piano. Ogni azione ipozzata alla conclusione dell’iter <strong>di</strong> piano, cheabbia la capacità <strong>di</strong> trasformare o conservare <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>, deve avere una programmazione temporale nel breve<strong>per</strong>iodo <strong>per</strong> la sua auazione. Questo fac<strong>il</strong>ita <strong>il</strong> controllo dei risulta raggiun e apre alla possib<strong>il</strong>ità <strong>di</strong> mutarela <strong>di</strong>rezione intrapresa. Flessib<strong>il</strong>ità e temporalità <strong>di</strong>ventano aeggiamen complementari sovra or<strong>di</strong>na parte <strong>di</strong>un’unica strategia che abbia la capacità <strong>di</strong> coor<strong>di</strong>nare e organizzare nello spazio e nel tempo un insieme <strong>di</strong> azionicondoe da una pluralità <strong>di</strong> aori, mossi da specifiche competenze. Per questo movo una strategia necessita <strong>di</strong>consenso, deve configurarsi come progeo, <strong>di</strong>sposivo e insieme <strong>di</strong> poliche tese a realizzare situazioni futureche possano da tu essere riconosciute come migliori delle auali.Non esistono paesaggi che non vivono <strong>il</strong> presente e che non si debbano considerare come facen parte dellamedesima epoca contemporanea. Dal <strong>paesaggio</strong> più degradato a quello meglio conservato, dal <strong>paesaggio</strong> integroa quello urbano, massima espressione della capacità dell’uomo <strong>di</strong> imprimere <strong>il</strong> suo volto, tu rappresentanole scelte e la natura del momento. Questo asserto obbliga la formulazione <strong>di</strong> una domanda <strong>per</strong> capire dove sivuole oggi in<strong>di</strong>rizzare <strong>il</strong> futuro dei paesaggi, se tendere alla omologazione annullando le <strong>di</strong>versità o, al contrario,preservare i caraeri struuran e consegnare al futuro l’unicità dei luoghi. Acceato quin<strong>di</strong> <strong>il</strong> principio <strong>per</strong> cuinon esistono classificazioni in negavo o in posivo dei paesaggi in nome <strong>di</strong> linee <strong>di</strong> sv<strong>il</strong>uppo più o meno avanzate,la contemporaneità <strong>di</strong>venta <strong>il</strong> punto <strong>di</strong> partenza, la base sulla quale impostare un <strong>di</strong>scorso verso <strong>il</strong> domani,158
araverso una metodologia che consente <strong>di</strong> guardare oltre, che ha come oggeo <strong>il</strong> <strong>paesaggio</strong>, la narrazione, <strong>il</strong>viaggio e <strong>il</strong> racconto del viaggio.Il progeo del <strong>paesaggio</strong> è narrazione, ancora <strong>di</strong> più lo è nelle isole, quale è la <strong>Sardegna</strong>, in cui è possib<strong>il</strong>evivere una es<strong>per</strong>ienza interiore unica, lontana da quei luoghi in cui regna l’ozio, la passività, la <strong>di</strong>strazione el’omologazione. Il progeo <strong>di</strong>venta lo strumento araverso <strong>il</strong> quale avvicinarsi, scrutare, entrare, conoscere,interpretare <strong>il</strong> contesto, f<strong>il</strong>trato dalla soggevità del pianificatore, <strong>per</strong> raccontare un nuovo <strong>paesaggio</strong> auab<strong>il</strong>e.In questa occasione è possib<strong>il</strong>e svelare una conoscenza araverso <strong>il</strong> racconto <strong>per</strong> narrare con una azione creavaun nuovo <strong>paesaggio</strong>. La narrazione <strong>di</strong>venta la chiave <strong>per</strong> annullare lo scollamento dal tempo e dallo spazio chei fenomeni della modernità hanno imposto alla società. Restuire significato al tempo, <strong>per</strong>so in passato conl’astrazione meccanicisca, e incoraggiare la riappropriazione dei luoghi e dei suoi ritmi, vuol <strong>di</strong>re anche inverrequel fenomeno <strong>di</strong> <strong>di</strong>sgregazione che affligge le società moderne.Il <strong>paesaggio</strong> è relazione, scambio, <strong>di</strong>alogo, processo <strong>di</strong>namico, comunicazione. Il <strong>paesaggio</strong>, la società, l’economia,in parcolare <strong>di</strong> un’isola, sono la nea conseguenza delle <strong>relazioni</strong> ambientali, culturali e inse<strong>di</strong>ave straficatesinel tempo, contro quin<strong>di</strong> qualsiasi ipotesi <strong>di</strong> separazione e isolamento, capace solo <strong>di</strong> decretarne la morte.L’ambientazione <strong>di</strong> un progeo significa esaamente relazionarsi con <strong>il</strong> contesto. Per oenere questo è necessarioconoscere e interpretare la struura nascosta dei luoghi capace <strong>di</strong> determinare quei processi e comprendernel’unità. Non è quin<strong>di</strong> una soluzione sod<strong>di</strong>sfacente raggiungere una classificazione delle forme del <strong>paesaggio</strong> ed infunzione delle pologie riconosciute aribuire gra<strong>di</strong> <strong>di</strong> integrità o degrado, quanto invece agire sui processi chehanno determinato quelle forme. Un grande contributo alla leura della fenomenologia delle <strong>relazioni</strong> GregoryBateson lo affida proprio ad uno stu<strong>di</strong>o antropologico effeuato sull’isola <strong>di</strong> Papua Nuova Guinea, dove <strong>di</strong>chiarache non è <strong>di</strong> suo interesse la classificazione in pologie dei modelli <strong>di</strong> cultura che idenficano gli uomini e ledonne, ma quali interazioni esistono fra gli esseri umani che portano a idenficare l’uomo e la donna all’interno<strong>di</strong> una comunità.159
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Finito <strong>di</strong> stampare nel mese <strong>di</strong> giugno 2011presso lo stab<strong>il</strong>imento pografico ----------------------------------<strong>per</strong> conto <strong>di</strong> Taphros E<strong>di</strong>trice - Olbia