parte seconda - Sede di Architettura

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parte seconda - Sede di Architettura

informazioniL’iscrizione al corso (necessaria per le prove d’esonero) si effettua collegandosialle pagine web:http://w3.uniroma1.it/dsg/trovalusci/aue/iscrizione.asp (U.E.)http://w3.uniroma1.it/dsg/trovalusci/rcba/iscrizione.asp (R.C.B.A.)Email: patrizia.trovalusci@uniroma1.ithttp://dsg.uniroma1.it/trovalusciLe prove d’esonero sono valide entro la sessione invernaleGli esami Matematica 1, 2 e Statica sono propedeutici


programma1. INTRODUZIONE ALLA TEORIA DELLE STRUTTURE1.1. GENERALITÀ SUI SISTEMI STRUTTURALI DEFORMABILI1.2. LA TRAVE MONODIMENSIONALE1.3. ANALISI DI STRUTTURE COSTITUITE DA ELEMENTI MONODIMENSIONALI2. MECCANICA DEI SOLIDI DEFORMABILI2.1. CINEMATICA2.2. STATICA2.4. ELEMENTI DELLA TEORIA COSTITUTIVA3. IL PROBLEMA DI SAINT-VENANT3.1. GENERALITA’3.2. FORZA NORMALE ECCENTRICA3.3. MOMENTO TORCENTE3.4. FORZA DI TAGLIO (e momento flettente)4. CRITERI DI RESISTENZA E STABILITA’ DELLE STRUTTURE(Cenni)


indicazioni bibliograficheTTESTI CONSIGLIATID. Capecchi, Scienza delle costruzioni, Roma, CISU, 1995.L. Gambarotta, L. Nunziante, A. Tralli, Scienza delle costruzioni. Milano, McGraw-Hill,2003.. C. Comi, L. Corradi Dell’Acqua, Introduzione alla meccanica strutturale, Milano, McGraw-Hill, 2003.Capurso, Lezioni di scienza delle costruzioni, Bologna, Pitagora, 1983... S. Sollazzo , S. Marzano, Scienza delle costruzioni, voll. 2 e 3, Torino, UTET, 1988.B Benvenuto E., La scienza delle costruzioni e il suo sviluppo storico, Firenze, Sansoni, 1981.II testi e il materiale didattico citati sono in visione presso la Biblioteca del Dipartimento diIngegneria Strutturale e Geotecnica (Via Gramsci, 53).letture consigliate1. Giuseppe Rega, Patrizia Trovalusci, ‘Strutturisti-costruttori, strutturisti-matematici e…architettistrutturisti?,Riflessioni sulle relazioni tra l’‘‘arte del costruire”, la meccanica (dei solidi e delle strutture) e laprogettazione strutturale nell’architettura’, Rassegna di Architettura e Urbanistica, 101/102, 2001.2 Patrizia Trovalusci, Fabbriche murarie d’interesse storico e monumentale: modelli per l’analisi strutturale, inTrattato sul Consolidamento, a cura di P. Rocchi, Roma, Mancosu, 2003.


CORSO DI SCIENZA DELLE COSTRUZIONIA.A. 2006-2007prof. Patrizia Trovaluscisulla “tettonica” o l’arte del costruireriflessioni sulle relazioni tra l’arte del costruire la meccanica (dei solidi e dellestrutture) e la progettazione strutturale nell’architettura


Quale può essere l’utilità e il significato dell’insegnamento delle discipline“scientifiche” (SCIENZA E TECNICA DELLE COSTRUZIONI) nelleFACOLTÀ D’ARCHITETTURA?1. “concezione strutturale” come presupposto linguistico delprocesso compositivo (TECNICA-TECNOLOGIA)Tav. 1. Gianluca2. ruolo formativo e metodologico dei modelli meccanico-matematici(SCIENZA)


2. Obiettivi del corso1. Linguaggio strutturaleL’obiettivo principale del corso è quello di fornire gli strumenti matematici efisici (meccanici) per comprendere il linguaggio proprio della progettazionestrutturaleSi studierà …Cinematica e Statica dei corpi e sistemi di corpi (le strutture delle costruzioni)deformabilicon il fine di conoscere con precisione leleggi che regolano il comportamento meccanico delle strutture:compatibilità, equilibrio, comportamento costitutivoAlla fine si dovrà maturare una conoscenza tale da- garantire il riconoscimento intuitivo delle varie forme e funzioni strutturali,- effettuare semplici verifiche (calcolo manuale) di resistenza di stuttureesistenti(con uno sguardo a quelle antiche…corsi successivi nel +2)- progettare semplici schemi strutturali- preparare i dati per elaborazioni automatiche


2. Obiettivi del corso2. Attitudine al ragionamento astrattoUno scopo collaterale, ma non per questo secondario, è quello di favorire l’attitudineal ragionamento astratto utilizzando gli strumenti logico-matematici insiti nelladisciplina. Questione delicata questa…, se ne apprezza l’importanza se si pensa alruolo svolto da un siffatto modo di pensare in qualsivoglia processo creativo:abbandonando l’idea romantica del “genio ispirato”, l’invenzione creativa si puòpensare che scaturisca spesso dalla posizione di vincoli (effettivi – destinazione, area,struttura,…- e posizioni logiche) e dal loro “logico” superamentoe che è sicuramente favorita dalla possibilità di disporre di un bagaglio di conoscenze,non soltanto specifiche, che spazi in diversi ambiti … (Serendippo)


2. obiettivi del corsoL’obiettivo ultimo degli insegnamenti strutturali, in un ottica di concertazione con tutte lealtre discipline che concorrono alla formazione dell’architetto, diventa dunque quello dicomprendere3.1. In quale modo il patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche (techné) puòcondizionare l’invenzione creativa?3.2. In quale modo l’uso di modelli matematici ha condiziona la creazione dinuove forme per l’architettura?Sono stati fatti esempi di opere architettoniche evidenziando come la “concezionestrutturale” (tettonica-arte del costruire) abbia condizionato, con diverse modalità ein diversa misura, le architetture del passato e quelle contemporanee…contribuendo adelineare quella concezione unitaria del processo compositivo che, soprattutto, è statapropria dei maestri del Movimento Moderno (processo compositivo come sintesi ditutte le componenti vitruviane e …)Si possono anche fare esempi nei quali i modelli meccanico-matematici hanno direttamentestimolato l’invenzione di nuove forme (travature reticolari, ottimizzazione strutturale)


2. obiettivi del corsorelazioni tra i modelli meccanico-matematici e la progettazione architettonicamodelli meccanico-matematici ->- nell’Antichità, nel Medioevo e fino al Rinascimento erano sostanzialmente basati sullinguaggio della geometria e della stereotomia,nell’età moderna erano ancora fondati sulla geometria (sec. XVII, si pensi allearchitetture di Guarini, Borromini, Wren interpretati dallo stesso Borromini come“esercizi di matematica pratica”, v. memorie di Muzio Oddi )e poi, sull’abbrivo dei considerevoli sviluppi linguistici dell’età dei Lumi, sullameccanica analitica (Lagrange, Eulero)…nell’età contemporanea, nell’era elettronica, si fondano sul linguaggio numericoanaliticodei software di ausilio alla progettazione, di cui tutti hanno una certaesperienza.


1. obiettivi del corsoLa domanda che diventa ora quanto mai attuale difronte al dilagaredelle “architetture decostruite”, “architetture non-lineari”, delle“architetture virtuali” (soft-architecture) …èE possibile oggi, nell’era elettronica, che l’architettura conservi un etica ‘tettonica’?:La risposta, che io spero affermativa, la voglio dare proponendo unparallelo con il computer:hardware (materia, costruzione) – software (progetto, anche attraversol’uso di modelli al computer)…il software necessita dell’hardware e deve svilupparsi entro i limitistrutturali da questo offerti senza potere da questo prescindere,l’hardware deve a sua volta adeguarsi alle necessità espresse dalsoftware (v. programmazione in parallelo)…


1. obiettivi del corsoConcludo azzardando un’ipotesi:in passato l’invenzione tecnologica ha spesso governato l’invenzionedi nuove forme (cls romano, acciao, c.a., c.a.p., …),nell’era del computer e della comunicazione, tale ruolo comincia adessere svolto da svolto modelli “elettronici”,se tali modelli fossero modelli di origine meccanico-matematica (e nonsolo geometrica) cioè modelli contenenti, fin dal concepimento diun’opera, l’idea di costruibilità, essi potrebbero forse contribuire anon frammentare, come spesso accade e spesso persino si auspica,quell’unitarietà del processo compositivo (dall’ideazione allacostruzione) che è stata e deve continuare ad essere l’intimo requisitodell’Architettura.


Invenzione tecnologica, ‘nuove forme’ : il calcestruzzo romano


Invenzione tecnologica, ‘nuove forme’ : il ferro


Invenzione tecnologica, ‘nuove forme’ : il cemento armato


Invenzione tecnologica, ‘nuove forme’ : la plasticaGrimshow, National spacecentre, LeicesterLars_Nox_maison_folie_Lille_2004Grimshow, Eden projectLynn, Cincinnati_country_day_schoolLynn_Fertiges


2. RUOLO FORMATIVO E METODOLOGICODEI MODELLI MECCANICO-MATEMATICIPer conseguire la consapevolezza strutturale è sufficiente acquisireun bagaglio tecnico‐tecnologico, in larga misura qualitativo, facendoaffidamento alla sensibilità strutturale (Torroja, Nervi) (?)E la scienza?Individuazione dell’importanza della conoscenza dei modellimeccanico‐matematici nel “fare” architettura:a) superamento della dicotomia tra scienza e arte (del costruire)b) attitudine al ragionamento astratto


Influenza dei modelli meccanico-matematici matematici nella progettazione architettonicaa) Superamento della dicotomia tra scienza e arte (del costruire)• L’analisi strutturale (il “calcolo”) interviene generalmente in una fasesuccessiva al progetto di un’opera di architettura ed è demandata aglispecialisti secondo un’ottica di divisione del sapere efficace in termini tecnicie produttivi ma lacerante in termini culturali- prassi progettuale che procede per fasi diacroniche ⇒incoerenza tra soluzioni formali ed esigenze strutturali(esempi notevoli: Guggenheim Museum di Bilbao di Frank O. Gehry,Ponte sull’Alamillo a Siviglia di Santiago Calatrava, …)- esperienze di lavoro coordinate tra strutturisti e architetti(Pier Luigi Nervi, Torroja, opera di Frank Lloyd Wright, opere di Luis Kahncon August Komendant, P. Rice e Utzon,Renzo Piano, …)


ideazione, modello, costruzione: Guggenheim museum


Ponte Alamillo


F. L. WrightMuseo Guggenheim, New YorkJohnson Wax, pilastro


A. Aalto: Centro Parrochiale, Riola di Vergato, BolognaA. Aalto: Auditorio scuolapolitecnica, Otaniemi


L. Kahn:MuseoKimbell,ForthWorth,TexasL. Kahn: Aga KhanL. Kahn: Salk Institute, San DiegoL. Kahn:Exeter,Library, NewHeaven


T. Ito: Mediateca,Sendai


• la dicotomia tra le “due culture” si ripropone con prepotente evidenza negliinterventi di restauro e consolidamentol’indagine rivolta alla individuazione degli strumenti più opportuni per l’analisi di fabbriche dirilevanza monumentale, o aventi valore di testimonianze storiche, pur districandosi in unambito estremamente specialistico, esula dai confini meramente computazionali, e perciòdelegabile agli addetti ai lavori, in quanto si pone come un problema d’interpretazionedestinato a condizionare le scelte d’intervento• La dicotomia tra la cultura architettonica e quella relativa alla realizzazione distrutture è stata accentuata da due ordini di problemi:1. la proliferazione di metodi per la soluzione dei problemi strutturali delle costruzioni inacciaio e in cemento armato e l’estrema laboriosità dei calcoli connessi hanno comportato laperdita di vista dell’unitarietà del processo progettuale minando alla radice il processo ideativo“…l’applicazione della ricerca teorica a base matematica allo studio dell’equilibrio internodei sistemi resistenti, iniziata nel secolo scorso e via via ampliata fino a raggiungere l’attualenotevole sviluppo , se ha portato un formidabile aiuto alla soluzione dei problemi statici, hainevitabilmente contribuito a inaridire le fonti dell’intuizione e della sensibilità statica,favorendo quel distacco tra mentalità matematico-tecnica e mentalità intuitivo-artistica checonsacrato nella divisione scolastica e professionale tra ingegneri e architetti, va consideratocome una delle cause non ultime della crisi in cui da diversi decenni si dibattel’architettura.” (Nervi).


• La dicotomia tra la cultura architettonica e quella relativa allarealizzazione di strutture è stata accentuata da due ordini diproblemi:1. la proliferazione di metodi per la soluzione dei problemi strutturali dellecostruzioni in acciaio e in cemento armato e l’estrema laboriosità dei calcoliconnessi hanno comportato la perdita di vista dell’unitarietà del processo progettualeminando alla radice il processo ideativo“…l’applicazione della ricerca teorica a base matematica allo studiodell’equilibrio equilibrio interno dei sistemi resistenti, iniziata nel secolo scorso se via viaampliata fino a raggiungere l’attuale lnotevole sviluppo , se ha portato unformidabile aiuto alla soluzione dei problemi statici, ha inevitabilmente contribuitoa inaridire le fonti dell’intuizione e della sensibilità statica, favorendo quel distaccotra mentalità matematico-tecnica tecnica e mentalità intuitivo-artistica che consacrato nelladivisione scolastica e professionale tra ingegneri e architetti, va considerato comeuna delle cause non ultime della crisi in cui da diversi decenni si dibattel’architettura.architettura.” (Nervi).


S. Calatrava, ponte Lusitania, Merida, 1988-91


(100, 10 m) in c.a.p.


S. Calatrava, ponte sul Tamigi (1990), modello


Ponte Alameda, Valencia (1991-95)


Utzon, Opera House, Sidney (1957-1963)


2. la difficoltà di pervenire a modelli meccanici capaci di prevedere il comportamento dellestrutture in a muratura - estremamente variegate e costituite da materiali sensibilmente nonlineari- e la scarsa sensibilità dei teorici dell’architettura tecnologica verso gli aspetti piùpropriamente “umanisti” della progettazione hanno collocato la riflessione teorica in materia dicostruzioni tradizionali in un ambito tanto lontano dalla scienza quanto dall’architettura (tradizionetrattatistico-manualistica).Oggi, pur privilegiando la primazia del momento intuitivo e sintetico nella concezionestrutturale, appare temerario affermare, con noncurante sicurezza, che perfino il progettodi opere “tecnicamente importanti o notevolmente audaci ben raramente rendenecessario e indispensabile l’intervento di calcoli matematici elevati, o per lo meno lirichiede in una fase esecutiva completamente separata da quella creativa” (Nervi).E’ necessaria una formulazione più articolata e complessa:• porre quale problema primario della meccanica delle strutture e dei materiali quello dellaindividuazione consapevole di modelli idonei alla trattazione dello specifico problema, con leassociate approssimazioni e limitazioni• modelli e non apparato di calcolo che ne deriva, poiché mentre i secondi possono essere didominio (esclusivo ed) operativo dello specialista (“strutturista matematico”), i primi devonoessere patrimonio anche di un architetto che intenda porsi consapevolmente il problema dellaconcezione di forme nuove e/o ardite o dell’utilizzo di materiali innovativi.


Oggi, pur privilegiando la primazia del momento intuitivo e sintetico nella concezionestrutturale, appare temerario affermare, con noncurante sicurezza, che perfino ilprogetto di opere “tecnicamente importanti o notevolmente audaci ben raramenterende necessario e indispensabile l’intervento di calcoli matematici elevati, o per lomeno li richiede in una fase esecutiva completamente separata da quella creativa”(Nervi).E’ necessaria una formulazione più articolata e complessa:· porre quale problema primario della meccanica delle strutture e dei materialiquello della individuazione consapevole di modelli idonei alla trattazione dellospecifico problema, con le associate approssimazioni e limitazioni· modelli e non apparato di calcolo che ne deriva, poiché mentre i secondi possonoessere di dominio (esclusivo ed) operativo dello specialista (“strutturista matematico”), iprimi devono essere patrimonio anche di un architetto che intenda porsiconsapevolmente il problema della concezione di forme nuove e/o ardite o dell’utilizzodi materiali innovativi.


) attitudine al ragionamento astrattoIl processo creativo è di natura sintetica ed intuitiva e dipende dalle dotinaturali del singolo oltre che dall’esperienza acquisita“per favorire la creatività è importante possedere un insieme di nozioni,assimilate al punto di non ricordarle neppure, che mantengono lo spiritoall’erta consentendogli di adattarsi alle circostanze più varie”, Max Sheler(Serendippo)le conoscenze di natura scientifica, depositate in qualche luogo dellamemoria, determinano quell’attitudine al ragionamento astratto la qualeb1. da un lato supporta metodologicamente (supporto logico-deduttivo) ilprocesso creativo stesso, nell’ipotesi che questo scaturisca spesso dallanecessità di risolvere un problema complesso poiché condizionato da vincolidi varia natura(ruolo metodologico delle conoscenze meccanico-matematiche)b2. dall’altro può favorire, in misura più o meno cosciente, l’invenzione creativa(ruolo formativo delle conoscenze meccanico-matematiche, “serendipity”,suggestione…)


Influenza dei modelli meccanico-matematici nella progettazione architettonica35F. Borromini: S. Ivoalla SapienzaB. A. Vittone: schemigeometrici di chieseF. Borromini: studi per le cappelle diS. Carlino(“esercizi di matematica pratica”)


i modelli meccanici


Gaudì, casa Milà, archi catenariLineae tertii ordinis newtoniane, Stirling, 1717


Poleni, Cupola di S.Pietro, verifica stabilità (1740?)Lineae tertii ordinis newtoniane, Stirling, 1717


S. Calatrava: Bce Place Gallery, Toronto


architettura dell’800 e del ‘900,ogni volta che la disponibilità tecnologicadi nuovi materiali (ferro, c.a.) hastimolato la formulazione di idoneimodelli per la valutazione del lorocomportamento meccanico, e questihanno consentito a loro volta - attraversoun sostanziale processo di feedback - ilconcepimento di nuove formearchitettonico-strutturali:modello meccanico -> tipo strutturale


travature reticolarilavori di Maxwell, Mohr,Muller-BreslauPritchard: Ponte sul Severna Coalbrookdale


Gerber: Ponte sul Mainmodello ditrave continua su più appoggi


Ponte sulla Bormida,1907 (50, 5 m)Viadotto presso Ceres, (50 m)


Ponte sul Conway (1826)


Ponte sul Menai, 1822-26


-“ottimizzazione strutturale”dalle prime ricerche intorno alla “miglior figura delle volte” (Bossut,Bouguer,…), stimolate dagli studi di scienziati illuministi sulle ‘laminaeelasticae’ (Eulero, Bernouilli),alle sperimentazioni sull’ “ottimizzazione strutturale” (tensostrutture diMonaco di Frei)alla realizzazione di strutture a guscio reticolari (v. studi di Le Ricolais basatisull’osservazione di sistemi naturali)O. Frei, studi sulle bolle di saponeStudi sulle mesh


F. Otto, coperture stadio olimpico, Monaco (1972)


Frei OttoEsposizione Montreal, 1967


R. Le Ricolais: studi sui sistemi reticolari, 1935-41La scelta del modello determina l’invenzione di nuove forme e tali forme sono esse stessestrutture:modello meccanico (es. oggetto di minor peso, energia potenziale, ecc.) -> forma strutturale


Raleigh Arena, progetto di Nowicki (1948-50)


tensostruttura,Fiera di Milano


Gruppo Arcora, Stazione TGV, Nantes,


3. In quale modo il patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche (techne) puòoggi condizionare l’invenzione creativa (ars)?l’uso del calcolatore rende esperibile da chiunque la sperimentazione, e l’ linnovazione di forme e materiali. ampliandone a dismisura le conseguenze.“Il mondo è complesso, cambia velocità, , procede a sbalzi. Tendiamo a fuggire difronte a queste difficoltà perché costringono la mente a ragionamenti complicati,perché la matematica è difficile. Ma la potenza dei moderni strumenti di calcolo starendendo possibile ciò che non lo è mai stato: non siamo più costretti a ragionare inmodo schematico, nénlimitati in un concetto derivato di linearità. . Abbiamo adisposizione una ricchezza di cui dovremmo rallegrarci, una ricchezza chedobbiamo esplorare”. (C. Balmond)nota: differenza d’impostazione tra le opere risultanti da una ottimizzazionestrutturale nelle quali si cerca la forma di una data struttura-modello meccanico, equelle degli architetti “non-lineari” nelle quali si cerca a posteriori una struttura(qualsiasi) adatta ad una data forma


-interventi di consolidamento e restauro del costruito storico, entrambe pesantementecondizionate dalla disponibilità e dalla scelta di idonei modelli…- architettura “non-lineare” (espressionismo, decostruttivismo, informale,postmodernismo...Koolhas, Gehry, Eisenman, Libeskind, Hadid, Miralles, …)le cui soluzioni compositive non sarebbero concepibili senza ricorrere all’uso dimodelli solidi grafici, e dei relativi elementi finiti (ed alla loro implementazionecomputazionale), che soli possono consentire la sperimentazione e dunque l’innovazione di forme e materiali (eliminando la necessità di ricorrere allasperimentazione su modelli in scala, es.: cappella di Santa Coloma a Barcellona diGaudì, della Chiesa di San Marino di Michelucci o dell’Opera House di Sidney diUtzon)


J. Utzon: studi per l’Opera House diSidnei (con P. Rice)


C. Jencks: Post-Modern sciences of Complexity,In The Architecture of the Jumping Universe, 1997


Nunotani Headquarters, Tokyo, 1990-92


D. Libeskind: Jewishe Museum, BerlinoD. Libeskind: the ‘spiral’ V&A Museum, Londra


P. Eisenman(L. F. Galiano)Nunotani Headquarters, Tokyo, 1990-92le parti devono esserescisse, o fuori del loroposto, la costruzione nondeve più dimostrarecoerenza e necessità,nella struttura nonsembrano esserci piùparti fondamentali...City Edge, Berlino, 1987


F. Gehry, Guggenehim Museum, BilbaoF. Gehry, Milenium Park, Chicago


F. GehryMuseo Guggeneim, Bilbao, 1991-97Museo Friederick R. Weisman,Minneapolis(l’architettura è un rivestimento che avvolge una struttura subordinata, Gottfried Semper)


Van Berkel, Mercedes BenzMuseum, StuttgardVan Berkel,Moebiushouse


G. Lynn, Welsh National Opera-House, Cardiff BayL. Nox, Mori art museum, 2000D. Libeskind City Edge, Berlino, 1987


N. Grimshaw, EdenT. Ito, Parque de la relajación. Torrevieja, AlicanteN. Grimshaw, Waterloo, bahnofN. Grimshaw, Eden


1. obiettivi del corsoLa domanda che diventa ora quanto mai attuale difronte al dilagaredelle “architetture decostruite”, “architetture non-lineari”, delle“architetture virtuali” (soft-architecture) …èE possibile oggi, nell’era elettronica, che l’architettura conservi un etica ‘tettonica’?:La risposta, che io spero affermativa, la voglio dare proponendo unparallelo con il computer:hardware (materia, costruzione) – software (progetto, anche attraversol’uso di modelli al computer)…il software necessita dell’hardware e deve svilupparsi entro i limitistrutturali da questo offerti senza potere da questo prescindere,l’hardware deve a sua volta adeguarsi alle necessità espresse dalsoftware (v. programmazione in parallelo)…


E’ possibile oggi, nell’era elettronica e della comunicazione, che l’architetturaconservi un’etica “tettonica”?e che la concezione strutturale contribuisca a delineare ancora quella concezioneunitaria del processo compositivo che è stata e deve continuare ad esserel’intimo requisito dell’Architettura?software (progetto) hardware (costruzione, materia)il software necessita dell’hardware e deve svilupparsi entro i limiti strutturali daquesto offerti, l’harware deve a sua volta adeguarsi alle necessità espresse dalsoftware...


E’ possibile cioè sfruttare suggestioni meccanico-matematiche per generare“nuove forme” in cui la componente “tettonica” mantenga un ruolo significativo(con indubbi e ovvi vantaggi pratici)?Perché non orientarsi dunque, almeno come primo passo, verso l’uso di software“opportuni” che presentino non solo il connotato geometrico (C.A.D. e parenti) ma anchequello meccanico (algoritmi per l’OTTIMIZZAZIONE STRUTTURALE)? Suggerendo formeche “implicano” la realizzabilità (al fine di ridurre lo scarto tra opera progettata – software- el’opera realizzata – hardware)?


1. obiettivi del corsoConcludo azzardando un’ipotesi:in passato l’invenzione tecnologica ha spesso governato l’invenzionedi nuove forme (cls romano, acciao, c.a., c.a.p., …),nell’era del computer e della comunicazione, tale ruolo comincia adessere svolto da svolto modelli “elettronici”,se tali modelli fossero modelli di origine meccanico-matematica (e nonsolo geometrica) cioè modelli contenenti, fin dal concepimento diun’opera, l’idea di costruibilità, essi potrebbero forse contribuire anon frammentare, come spesso accade e spesso persino si auspica,quell’unitarietà del processo compositivo (dall’ideazione allacostruzione) che è stata e deve continuare ad essere l’intimo requisitodell’Architettura.

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