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Focus bilancio sociale - pdf - Bilancio sociale delle Camere di ...

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È autorizzata la riproduzione totale o parziale delle informazioni contenute nel presenteFocus, solo citando la fonte “Unioncamere, Focus 2005 sul Bilancio sociale”.


INTRODUZIONEdi Carlo SangalliPresidente dell’UnioncamereIl Rapporto sulle attività del sistema camerale è l’ultimo atto di unpercorso di lavoro che, ogni anno, vede le Camere di Commercio impegnatecon tutte le loro articolazioni per lo sviluppo dei territori e per la promozionedelle imprese. Grazie al lavoro di raccordo svolto dall’Osservatorio diUnioncamere, queste attività possono emergere in tutta la loro ricchezza edare l’immagine a tutto tondo di un sistema realmente al servizio del Paese,dedicato a sostenere e a irrobustire un tessuto imprenditoriale unico almondo per ampiezza, abilità diffuse, tradizione e attenzione alla qualità.In particolare, questo Focus è dedicato ad approfondire il tema delbilancio sociale delle Camere di Commercio, un importante strumento dicomunicazione e di confronto con i “portatori di interesse” attraverso il qualegli enti camerali “rendono conto” della propria azione.Anche nell’ultimo anno, e ancor più nei primi mesi di quello nuovo, lanostra economia è stata messa alla prova da tensioni che ne stannocambiando progressivamente il volto. Le difficoltà della congiunturaeconomica internazionale hanno continuato a condizionare fortemente lacapacità di crescita di un Paese alle prese con un cambiamento di “pelle”certamente costoso, ma necessario per rimanere competitivi nella sfida delmercato.Numerose riforme hanno preso corpo o sono state avviate peraccompagnare il cambiamento del Paese in un senso più moderno, più inlinea con il profilo degli altri nostri principali competitor. Altre, ugualmenteurgenti e necessarie, sono in attesa di essere varate dal legislatore; i loroeffetti potranno venire soltanto nel medio periodo ma per raccogliere èessenziale attraversare la stagione della semina.Molti di questi percorsi di cambiamento vedono coinvolte in prima lineale Camere di Commercio e le loro realtà operative, a testimonianza che ilnostro sistema rappresenta uno degli strumenti più potenti ed efficaci pertradurre sul territorio le politiche di sviluppo, per collegare imprese eistituzioni attraverso il gioco continuo delle alleanze che hanno nella Cameraun luogo di confronto e di sintesi degli interessi di tutti gli attori di questosviluppo: imprese, associazioni, sindacati, professionisti, consumatori.I numeri che ci consegna il Rapporto 2005 confermano come si siarafforzata la capacità delle Camere di interpretare le esigenze delle imprese edei territori, e come sia aumentato il loro impegno a fornire risposteattraverso iniziative concrete e servizi innovativi.Sempre più questo impegno si è mosso nella ricerca dell’azione comune,dell’elaborazione di progetti condivisi tra soggetti camerali ma, al tempostesso, aperti al concorso delle altre forze dello sviluppo, prime fra tutte leassociazioni di categoria.Nelle pagine dei volumi dell’Osservatorio camerale questo lavoro non puòche emergere in modo sintetico, ma la forza dei nostri numeri è proprioquella di esprimere in poco spazio il valore di esperienze profonde di uominiche danno ogni giorno corpo al loro spirito d’intrapresa e di altri che lavoranoal loro fianco per tradurre tante aspettative di successo in benessere esviluppo.Nel corso del 2004 le Camere hanno visto crescere il loro impegno su


fronti particolarmente importanti per il rilancio della competitività delleimprese. Ne richiamo solamente tre che ritengo più capaci di portare beneficinel medio-lungo periodo: l’innovazione, la formazione del capitale umano, lasemplificazione.Sul fronte dell’innovazione e del trasferimento tecnologico abbiamorealizzato progetti e avviato iniziative importanti per cogliere ed aggregare ladomanda di innovazione che proviene soprattutto dalle piccole e piccolissimeimprese.La risposta delle Camere di Commercio a questa domanda di assistenza stain tre dati: nella crescita di oltre il 140% del numero di sportelli dedicatiall’innovazione, nel raddoppio degli accordi di collaborazione in essere traCamere, università e centri di ricerca, nella triplicazione dei progetti disupporto e trasferimento tecnologico e diffusione brevettuale alle imprese.Un lavoro altrettanto importante è stato fatto sul tema della formazione delcapitale umano e del collegamento tra sistema formativo e mondo del lavoro.In anticipo rispetto alla conclusione dell’iter parlamentare della RiformaMoratti, lo scorso anno ben 84 Camere hanno attivato sportelli per favorire larealizzazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro, coinvolgendo oltre 5.500studenti, 300 scuole e più di 1.000 imprese.Per liberare le imprese dal peso di adempimenti burocratici spesso inutilie costosi, il nostro sistema ha dato un importante contributo portando acompimento la fase di sperimentazione dei servizi integrati del portale delleimprese www.impresa.gov che, dal mese di marzo di quest’anno, è pienamenteoperativo.A questi tre scenari si aggiungono le altre priorità su cui si è articolato illavoro del 2004 e che continueranno ad ispirare le nostre azioni nell’anno incorso: internazionalizzare ancora di più le nostre piccole e medie imprese,puntando a far crescere gli investimenti produttivi all’estero e gli investimentiesteri in Italia, e valorizzando in particolare la presenza nei mercati dell’Est edel Mediterraneo; promuovere la qualità e la tutela dei prodotti, soprattuttoagroalimentari, e la valorizzazione dei territori e del turismo.A questi temi se ne aggiunge uno che porta con sé una valenza in più,perché sempre più strategico: l’attenzione forte allo sviluppo del Mezzogiorno,vera risorsa inespressa da mettere in moto per ridare slancio al Paese edaffrontare con rinnovata partecipazione il nostro ruolo in Europa.In questo sforzo, naturalmente, non siamo soli. Il nostro essere rete cispinge necessariamente alla ricerca continua del dialogo con tutti gli attori delterritorio, nella fatica delle alleanze ma con una nuova consapevolezza. Quelladi essere stati riconosciuti, con le altre autonomie funzionali, parte integrantedell’architettura istituzionale del Paese nel nuovo testo dell’art. 118 dellaCostituzione.Con questo Focus di Unioncamere, in particolare, ci si pone l’obiettivo dianalizzare come le Camere di Commercio attraverso il bilancio socialecomunicano alle imprese, e a tutti i soggetti che si rivolgono al mondocamerale, la propria identità e soprattutto i concreti risultati che sono statiraggiunti su tutti i temi di sviluppo citati.


IL SIGNIFICATODEL BILANCIO SOCIALE PERLE CAMERE DI COMMERCIO1


La definizione più suggestiva del bilanciosociale è forse questa: «si chiama “bilancio”ma non è un bilancio, racconta dei fattie non delle cifre, si rivolge a tutta la plateadegli stakeholder e non solo agli addettiai lavori, serve a gestire il consenso equindi a comunicare, ma anche ad ascoltare».Ma ne esistono numerose altre: è l’elaboratoche ha l’obiettivo di trasferire e comunicarea tutti i portatori di interesse il valoreaggiunto di una organizzazione, secondomodalità e processi non evidenti nei documentiprogrammatici e contabili tradizionali.È la risultante finale di un processo (larendicontazione sociale) che l’organizzazioneprovvede ad instaurare.E ancora: è il principale strumento di gestionee di comunicazione dei valori cheispirano la gestione, delle relazioni chel’impresa ha instaurato con la collettività,delle azioni sociali realizzate e degli effettiche queste hanno prodotto.In qualunque modo vogliamo definirlo, sitratta di un documento volontario che“racconta” la dimensione sociale dell’organizzazionerivolgendosi all’interno qualestrumento di supporto alla gestione e all’esternoper comunicare con tutti i soggettiinteressati.Affianca il bilancio di esercizio, ma è diversoda questo, in quanto ha una prospettivapiù ampia di quella economica e finanziaria.Anzi, nasce proprio per colmare ilLe riforme istituzionali che hanno investito laP.A. italiana hanno ingenerato un mutamentoculturale tradottosi nel perseguimento di unamaggiore efficienza e in un accresciuto orientamentoalla qualità dei servizi per l’utenza. Inquesta ottica, le amministrazioni pubblichesono chiamate ad essere sempre più trasparentied aperte alle istanze della collettività; insintesi, sono chiamate ad essere socialmenteresponsabili.Le Camere di Commercio non fanno eccezione.Il loro ruolo ed il loro ambito d’azione èstato ridisegnato in maniera sostanziale propriodalle riforme istituzionali sopra citate. LeCamere di Commercio sono oggi autonomiefunzionali che rappresentano gli interessi generalidelle imprese nell’ambito della propriacircoscrizione territoriale. Si configurano comeuna cerniera tra il sistema delle imprese egli altri attori locali, sono soggetti che giocanoun ruolo attivo ai fini dello sviluppo del territorio.Le Camere di Commercio rappresentano delleorganizzazioni “multi-stakeholder”, operantiall’interno di una rete di relazioni complessee costituite da un insieme composito disoggetti, spesso tra loro eterogenei, rispetto aiquali è opportuno ricercare la chiave di interlocuzionepiù opportuna.La realizzazione del bilancio sociale da partedi una Camera di Commercio, ancorché un’operazionevolontaria, rappresenta la rispostaal dovere etico di rendere conto del propriooperato agli stakeholder. Si parla di “dovereetico” poiché un ente di diritto pubblico, qualè la Camera, è socialmente responsabile perdefinizione: già nella sua missione è implicitoil dovere di creare valore pubblico in modosocialmente responsabile.Il lavoro qui presentato intende offrire unasintesi ragionata sull’esperienza maturatadalle Camere di Commercio su questo tema,cercando di delineare non solo i punti di convergenzae di divergenza tra i diversi bilancisociali elaborati, ma anche di fornire elementiaggiuntivi alla conoscenza della complessaCHE COSA È IL BILANCIO SOCIALEvuoto nella comunicazione lasciato dal bilanciodi esercizio: il diverso oggetto a cuifa riferimento determina la necessità distrumenti adeguati.Anche la scansione temporale non è cosìrigida come quella del bilancio civilistico:di solito riguarda un esercizio, ma – specialmentenella prima edizione – può riferirsianche a più anni. Spesso viene pubblicatocontemporaneamente o subito dopoil bilancio di esercizio, ma nemmenoquesta è una regola inviolabile.Il contenuto non è strettamente quantitativo,ma anche qualitativo: non può esaurirsiin un’arida successione di numeri ecifre, ma deve rendere conto delle azionirealizzate dall’organizzazione e delle ricadutesociali di queste in un linguaggiocomprensibile a tutti i propri interlocutorisociali.Esso è infatti uno degli strumenti fondamentalidella rendicontazione sociale, lamodalità attraverso cui un’organizzazione“dà conto” della propria responsabilità e sirende “accountable”, ossia responsabile etrasparente nei confronti della società civile.Tratto da: L. Hinna, Il Bilancio sociale nelleAmministrazioni Pubbliche: processi, strumenti,strutture e valenze, Franco Angeli, Milano,2004.natura dell’ente camerale direttamente attraversoil “racconto” che la Camera di Commerciorealizza su se stessa.


1.1IL BILANCIO SOCIALE COMESTRUMENTO DI COMUNICAZIONEIl bilancio sociale si configura come uno strumentoattraverso il quale la Camera di Commercioveicola e comunica il valore pubblicoderivante dalle proprie attività e le modalitàcon cui lo si è creato. Nel bilancio sociale siracconta come avviene il governo delle relazionicon gli stakeholder. Ne consegue che ilbilancio sociale non può limitarsi ad essere unmero esercizio di comunicazione, ma rappresentauna modalità innovativa di interlocuzionecon i propri portatori d’interesse.Il bilancio sociale è dunque per la Camera diCommercio un’ulteriore occasione di confronto,di partecipazione, di ascolto e di dialogo.Si tratta di un dialogo bidirezionale, adue vie:n verso gli stakeholder, per raccontare loroquello che si è fatto e come lo si è fatto, inmodo da favorire una visione condivisa;n dagli stakeholder, per farsi raccontare illoro punto di vista, quello che si aspettavanoe quello che si aspettano per il futuro,oltre che per ottenere indicazioni utili aifini della ridefinizione delle strategie e degliobiettivi.b7CAPITOLO 1IL SIGNIFICATODEL BILANCIO SOCIALE PERLE CAMERE DI COMMERCIOFigura 1.1 - Rappresentazione della mission della Camera di Commercio (tratta dal bilancio sociale 2001-2003 della Camera diCommercio di Bergamo)


1.2IL RIALLINEAMENTO TRA PERCEZIONEINTERNA E PERCEZIONE ESTERNAIl processo di rendicontazione sociale, che èalla base della costruzione del bilancio sociale,diventa in questa caso una modalità strutturataattraverso la quale si supporta l’attivitàdella Camera di Commercio orientata a ricalibrarecontinuamente la propria azione, tenendoconto delle legittime aspettative delproprio pubblico di riferimento. Si supportainoltre l’importante processo attraverso ilquale si è in grado di riallineare la percezioneche la Camera di Commercio ha di se stessacome struttura (quello che è o che vuole essere)con l’immagine che se ne ha all’esterno (ilmodo in cui viene percepita).Per quanto riguarda i contenuti, con il bilanciosociale la Camera di Commercio realizzaun’opera di trasparenza attraverso il confrontodei seguenti elementi:n gli impegni che l’ente si è assunto nei confrontidella propria comunità di riferimento,sia che siano esplicitati nei documentiprogrammatici sotto forma di politiche,strategie, obiettivi, sia che siano implicitinella missione e nei valori che caratterizzanol’ente stesso;n le attività, ovvero le iniziative, i progetti, iservizi attraverso i quali si è cercato di tradurregli impegni in risultati concreti;n i risultati, intesi in termini di outcome, ovverodi ricadute sociali effettivamente generateper i propri interlocutori.Ripercorrendo il percorso che dagli impegniconduce ai risultati, attraverso l’esplicazionedelle attività, ci si propone di valutare la significativitàdel proprio operato nell’economiadel contesto sociale. Si tratta, in definitiva,di verificare la rispondenza degli esiti conseguitirispetto agli scopi che ci si era proposti.1.3IL BILANCIO SOCIALE E IL BILANCIOCONTABILEIl bilancio sociale rappresenta una risposta aldeficit dei sistemi di rendicontazione pubblica.Laddove il bilancio contabile – rivolto soprattuttoagli “addetti ai lavori” – presentaforti lacune in termini di capacità segnaleticadel valore sociale prodotto, il bilancio sociale– rivolto agli stakeholder – è fatto per rendereintelligibile, comprensibile e facilmente ripercorribilela catena del valore prodotto perla comunità tramite l’impiego delle risorse adisposizione. Consente di leggere i risultatinon solo dal punto di vista economico-finanziario,ma soprattutto in funzione degli impegnipresi ed in termini di soddisfazione delleattese e dei bisogni dei portatori d’interesse(la c.d. stakeholder satisfaction).Il bilancio sociale si affianca, integra e arricchiscele informazioni riportate nei bilancid’esercizio e in altri documenti contabili oprogrammatici tradizionali.Con esso le Camere di Commercio possonoparlare in maniera chiara, diretta e comprensibileai destinatari delle proprie attività.Il processo sotteso alla realizzazione del bilanciosociale, lungi dall’esaurire la sua valenzanell’ambito promozionale di “vetrina deirisultati”, si va ad affiancare al sistema di pro-Figura 1.2 - Gestione del rapporto con gli stakeholder attraverso il dialogo bidirezionale che il bilancio sociale consente di attuare


Figura 1.3 - Ricostruzione della catena di senso che lega gli impegni ai risultatib9CAPITOLO 1IL SIGNIFICATODEL BILANCIO SOCIALE PERLE CAMERE DI COMMERCIOgrammazione e controllo. Diventa, a regime,una delle funzioni che contribuiscono ad unaproficua e ordinata gestione dell’ente. Il bilanciosociale può avere, infatti, importantiricadute anche dal punto di vista interno dell’organizzazioneche lo realizza, consentendoun recupero di senso del lavoro pubblico edelle informazioni disperse tra i diversi uffici,oltre a rappresentare un’occasione di rafforzamentodell’identità comune.Figura 1.4 - Differenze tra rendicontazione contabile e rendicontazione sociale


LE ESPERIENZE DEIBILANCI SOCIALINELLE CAMERE DI COMMERCIO2


Il panorama dei bilanci sociali realizzati dalleCamere di Commercio italiane risulta, a maggio2005, assai composito.Pur essendo uno strumento recentemente introdottonella Pubblica Amministrazione,delle 103 Camere di Commercio presenti sulterritorio nazionale, 12 enti camerali hannogià pubblicato almeno un’edizione del documento.È imminente l’uscita di altri 10 bilancisociali, dei quali 8 sono alla loro prima edizione.Entro pochi mesi, dunque, saranno 20le Camere di Commercio ad aver realizzatoun’esperienza di bilancio sociale, che rappresentanoil 19,4% del totale.Inoltre, 29 Camere di Commercio hanno inprogramma di realizzare il bilancio sociale, dicui 20 per la prima volta. Ciò significa che leTabella 2.1 - Le Camere di Commercio e il bilancio socialeCamere di Commercio che hanno approcciatoil bilancio sociale sono in totale 40, pari al38,8% sul totale. Si tratta di un dato importantee che non ha eguali nelle altre PubblicheAmministrazioni.2.1LA MAPPATURA DELLE CAMEREDI COMMERCIOCerchiamo di capire, innanzitutto, quali sonoe dove sono localizzate le Camere che hannogià provveduto a dar corso al bilancio sociale.Capire la localizzazione geografica e la dimensionedi queste Camere è un passaggio propedeuticoper l’analisi successiva dei vari documentiprodotti.Camere di Commercio Camere di Commercio Altre Camere diche hanno già pubblicato che stanno per pubblicare la Commercio interessatealmeno una edizioneprima edizione del bilanciodel bilancio socialesociale a breveBergamo Campobasso AlessandriaBrescia Gorizia AnconaComo Lecce AstiLodi Macerata BrindisiMatera Salerno CataniaMilano Treviso CatanzaroPadova Trieste ChietiPescara Udine CrotonePordenoneFrosinonePotenzaLeccoRietiLuccaVeneziaOristanoPerugiaSassariVareseVerbaniaVeronaVibo ValentiaVicenzaViterboDISTRIBUZIONE GEOGRAFICAI due terzi delle Camere di Commercio oggettodell’analisi si concentrano nel Nord Italia equelle restanti sono ripartite equamente tra ilCentro e il Sud.Delle 8 Camere dell’Italia settentrionale, 5sono dislocate nel Nord-Ovest e precisamentein Lombardia, mentre le altre 3 si trovanonelle regioni del Nord-Est.Sia il centro che il sud Italia hanno visto ciascunola realizzazione di due bilanci sociali.Per quanto riguarda le aree metropolitane,due hanno predisposto il documento: esse sonoMilano e Venezia.DIMENSIONI DELLE CAMEREUn secondo parametro che è stato utilizzatoper l’analisi è dato dalle dimensioni delle Cameredi Commercio, in termini di proventi edi numero di imprese nella provincia.A tale riguardo sono opportune due precisazioni.Innanzitutto, il valore dei proventi èquello riportato nell’ultimo bilancio sociale:si tratta del valore riferito al 2003 in tuttii casi tranne che per le Camere di Como edi Lodi, il cui rendiconto sociale si ferma all’esercizio2002. Il secondo aspetto presoin considerazione, ovvero il numero delleimprese provinciali, è anch’esso collegatoai proventi tramite il diritto camerale: poichétutte le imprese iscritte al Registro Impresesono tenute al suo pagamento, tantomaggiore è il loro numero, tanto più elevatesaranno le entrate camerali derivanti daquesta voce.Per rendere i dati più leggibili, sono statisuddivisi in 4 classi dimensionali. Ne risultache i due terzi delle Camere di Commercio siconcentrano nelle fasce centrali (da 5 a 30milioni di euro), un quarto nella classe dimensionalepiù bassa (fino a 5 milioni di euro)e soltanto una (Milano) rientra in quellapiù elevata.


Figura 2.1 - Le Camere di Commercio che hanno pubblicato o stanno pubblicandoil bilancio socialeb13CAPITOLO 2LE ESPERIENZEDEI BILANCI SOCIALINELLE CAMERE DI COMMERCIOLecce


Figura 2.2 - Ripartizione geografica delle Camere di Commercio che hanno redattoil bilancio sociale (valore percentuale)16,7%16,6%66,7%NordCentroFigura 2.3 - Distribuzione delle CCIAA in fasce dimensionali in base ai proventi(valore percentuale)8,4%SudIl grafico che segue riguarda il secondo aspettoche è stato preso in esame, ossia il numerodi imprese attive nella provincia.Anche in questo caso sono state individuate 4classi dimensionali e i risultati emersi sonoconvergenti con quelli di prima.Le classi più consistenti sono le due centrali(da 20.000 a 150.000 imprese attive), dove sicollocano i due terzi delle Camere censite. Lafascia dimensionale più piccola (fino a20.000 imprese) comprende un quarto delleCamere considerate, mentre la classe dimensionalepiù elevata è composta da un unicoEnte, quello di Milano.Dagli indicatori presi in esame fino ad ora risultache le Camere di Commercio più attivenell’ambito della rendicontazione sociale sonoquelle situate nelle regioni settentrionali edi piccole e medie dimensioni.In particolare, quest’ultimo dato ci consentedi avanzare delle ipotesi. È ragionevole supporreche le dimensioni più contenute di alcuniEnti favoriscano il contatto con il contestodi riferimento e con i loro interlocutorisociali: ciò spiegherebbe la maggiore diffusionedel bilancio sociale quale strumentoprivilegiato di dialogo con questi soggetti.2.2IL BENCHMARKING DEI BILANCI SOCIALI25,0%33,3%33,3%oltre 30 mlnda 15 a 30 mlnda 5 a 15 mlnfino a 5 mlnDei bilanci sociali realizzati si è proceduto adindagare i tratti salienti con riferimento ai seguentiaspetti:n la denominazione attribuita al documento;n le dimensioni del documento;n gli standard e i modelli di riferimento utilizzati;n il numero di edizioni e l’intervallo temporalecoperto;n la eventuale presenza delle testimonianzedegli interlocutori sociali;n la presenza di un questionario di feedback;


Figura 2.4 - Suddivisione delle CCIAA in fasce dimensionali in base al numerodi imprese attive (valore percentuale)25,0%8,4%33,3%oltre 150.000da 50.000 a 150.000b15CAPITOLO 2LE ESPERIENZEDEI BILANCI SOCIALINELLE CAMERE DI COMMERCIOda 20.000 a 50.00033,3%n le modalità di comunicazione del bilanciosociale verso l’esterno;n l’individuazione puntuale degli stakeholder.DENOMINAZIONE DEL DOCUMENTOLa quasi totalità delle Camere di Commercioin esame utilizza la denominazione più diffusa,quella di bilancio sociale.La Camera di Commercio di Brescia concepisceil bilancio sociale come un arricchimentodella Relazione sull’attività camerale. Quest’ultimaè un documento rivolto all’esternoche descrive la struttura e le attività dell’Entee dell’Azienda Speciale attraverso dati quantitativi,tabelle e grafici. Nel 2003, in occasionedella pubblicazione del primo bilancio sociale,la Camera, per non interrompere lafino a 20.000consuetudine della Relazione, ha voluto distribuirliin un unico fascicolo. Nonostante ciòe come è stato precisato dalla stessa Camera,essi sono stati pensati e rimangono due documentidistinti.In particolare, il bilancio sociale ha un’impostazionediscorsiva con la prevalenza dei datiqualitativi e descrive l’organizzazione dell’Ente,i suoi valori e le azioni realizzate a favoredi ciascuna classe di stakeholder.La Camera di Rieti ha dato al documento la denominazionedi bilancio di ricaduta sociale; lastruttura e il contenuto sono del tutto simili aquelli della maggior parte dei documenti diffusicon la denominazione di bilancio sociale.Alla luce anche di questa esperienza, è possibileipotizzare che l’utilizzo della denominazionepiù diffusa risponda per qualche Cameraall’esigenza di rendere il documento più riconoscibilepresso il pubblico e quindi di agevolarnela divulgazione.La Camera di Commercio di Milano, dopo ledue edizioni del bilancio sociale, per l’anno2003 ha realizzato un bilancio di sostenibilità.Questa volta il diverso nome rispecchia undocumento completamente originale sia nellaforma che nel contenuto. Delle due partiprincipali, la prima illustra l’identità dell’Ente(la mission, i valori, le strategie e l’organizzazione)e la creazione e ripartizione del valoreaggiunto, mentre la seconda descrive lemodalità attraverso cui la Camera è stata sostenibileda un punto di vista sia economico,che sociale, che ambientale. Per la Camera diMilano il passaggio dal bilancio sociale al bilanciodi sostenibilità segna un importantepasso in avanti sulla via della rendicontazionesociale, considerato che la dottrina sembraorientarsi quasi all’unanimità verso quest’ultimatipologia di documento.DIMENSIONI DEL DOCUMENTOSe il bilancio sociale è troppo sintetico, rischiadi non dare una descrizione esaustiva delleazioni compiute dall’Ente. Al contrario, un eccessivonumero di pagine può essere dispersivoe può “scoraggiare” i lettori potenziali.


Il numero di pagine che compongono i bilancisociali oggetto dell’analisi varia da un minimodi 39 nel caso di Pordenone ad un massimodi 129 nel caso di Potenza. La metà dei documentifa registrare un numero di paginecompreso tra 71 e 110 e la restante metà si distribuisceequamente nella fascia al di sotto ein quella al di sopra di questa.Figura 2.5 - Percentuale delle CCIAA che utilizzano le varie denominazioni8,3%8,3%STANDARD E MODELLI DI RIFERIMENTOL’analisi evidenzia che, tra i diversi modelli aiquali ispirarsi (GBS, GRI, BITC, LBG,AA1000, SocialMetrica, ecc.), la maggioranzadelle Camere si richiamano al GBS, o almenocosì dichiarano di fare. Nella realtà, non si seguepraticamente mai un unico modello nellasua totalità, ma si assiste ad una contaminazionedei diversi modelli.83,4%Bilancio socialeBilancio di sostenibilitàBilancio di ricaduta socialeNUMERO DI EDIZIONI E INTERVALLO TEMPORALECONSIDERATOLa maggior parte delle Camere di Commercioha pubblicato la prima edizione del bilanciosociale. Si segnalano Pordenone, che è alla secondaesperienza, e Milano alla terza (primaper quanto riguarda specificatamente il bilanciodi sostenibilità).La metà dei bilanci sociali che abbiamo analizzatocopre un periodo di tre anni e 5 dei rimanenti6 ha una prospettiva annuale. Padovaè l’unica ad aver adottato una rendicontazionebiennale.Ben 6 Camere di Commercio delle 10 chehanno redatto una sola edizione del bilanciosociale hanno assunto un orizzonte temporaletriennale, configurando così un bilancio dimandato.Si tratta di uno strumento del tutto analogo albilancio sociale (e in questo senso rinviamoalle considerazioni già espresse in merito alladenominazione dei documenti censiti) salvoche per il fatto di riferirsi a un periodo piùampio dell’anno (di solito triennale, appunto).Di norma viene utilizzato nella prima edi-Figura 2.6 - Percentuale delle CCIAA per ciascuna delle classi dimensionali relativeal numero di pagine del documento25,0%50,0%25,0%oltre 110 pagineda 71 a 110 paginefino a 70 pagine


Figura 2.7 - Edizioni del bilancio sociale pubblicate dalle CCIAA in percentuale8,3%8,3%b17CAPITOLO 2LE ESPERIENZEDEI BILANCI SOCIALINELLE CAMERE DI COMMERCIO1 Edizione2 Edizione83,4%3 Edizionezione, perché consente alla Camera di Commerciodi delineare un’immagine a tutto tondodi se stessa e delle sue attività: rendendositrasparente ed esaustiva nella comunicazionenei confronti dei soggetti esterni, può più facilmenteinstaurare con essi un dialogo costruttivo.LE LINEE GUIDA PER LA RENDICONTAZIONE SOCIALEIn ambito internazionale, tra le linee guidapiù accreditate ci sono le Sustainability ReportingGuidelines pubblicate dal GRI, cheintendono predisporre un modello di bilanciodi sostenibilità valido a livello mondiale.Elaborano dei principi di redazione che richiamanoquelli del bilancio civilistico, unoschema di redazione suddiviso in più capitoliin relazione alle tre dimensioni della rendicontazionee un set di indicatori distinti traindicatori chiave e indicatori addizionali.La notorietà dello standard SA 8000 è legatasoprattutto alla difficoltà di implementarloin quanto impone il possesso dei requisiti daparte anche dei fornitori e dei subfornitori,tant’è che il numero di imprese certificate èancora limitato. Lo standard si concentraesclusivamente sul rapporto con i dipendentied è volto ad assicurare il rispetto dei dirittiumani fondamentali nello svolgimentodelle attività economiche. Si articola in ottoprincipi e in una serie di procedure per la gestionedello standard esterno nella logica delmiglioramento continuo. È previsto il rilasciodi una certificazione da parte di un soggettoterzo.In Italia il modello elaborato dal Gruppo diStudio sul Bilancio Sociale (GBS) prevedeche il bilancio sociale si componga di tre parti.La prima, Identità aziendale, riporta lamission, i valori e l’assetto organizzativo dell’impresa.La Produzione e la distribuzionedel valore aggiunto fanno riferimento ai daticontabili riportati nel bilancio di esercizioper calcolare il valore aggiunto creato dall’impresae la sua ripartizione tra i vari stakeholder.La Relazione sociale analizza gli impegniassunti dall’impresa nei confronti diciascuna categoria di portatori di interesse, iprogrammi formulati e i risultati raggiunti.Il Progetto Q-RES trae origine dalla teoriadel contratto sociale tra l’impresa e i suoistakeholder e definisce uno standard di qualitàdella responsabilità etica e sociale d’impresaindividuando sei strumenti di gestione.Il modello Socialmetrica fa riferimento aduna metodologia elaborata dall’omonimogruppo di lavoro per la misurazione e valutazionedella responsabilità sociale delle organizzazioninon profit, estendibile anche adaltre tipologie di soggetti.


Figura 2.8 - Intervallo temporale considerato nei bilanci sociali delle CCIAA (valorepercentuale)50%8%1 anno2 anni3 anniFigura 2.9 - Intervallo temporale considerato nella prima edizione del bilancio socialedelle CCIAA (valore percentuale)60%42%30%10%1 anno2 anni3 anniTESTIMONIANZE DEGLI INTERLOCUTORI SOCIALILa metà delle Camere di Commercio che sonostate analizzate ha arricchito il bilancio socialecon le testimonianze di alcuni portatori diinteresse significativi.Questi soggetti hanno intrattenuto dei rapportidiretti con l’Ente nell’ambito di specificheattività e, in virtù di ciò, possono valutarein prima persona le sue politiche e le sue azioni,nonché le ricadute sociali che queste hannoprodotto.Possiamo distinguere tre diversi livelli di approfondimentoe di integrazione di questicontributi da parte di alcuni interlocutori albilancio sociale stesso.Il primo livello, adottato dalle Camere diCommercio di Potenza e di Venezia, è rappresentatodalle testimonianze vere e proprie,intese come dei commenti di portata generalesul ruolo sociale della Camera di Commercioda parte di alcuni soggetti privilegiati.Pur non rappresentando un elemento portantenella struttura e nel contenuto del bilanciosociale (non è un caso che si trovino in aperturadel documento, dopo la lettera del presidentee prima della definizione dell’identitàdell’Ente), le testimonianze costituiscono uncontributo in più, di maggior valore in quantoproveniente da soggetti esterni, che va ad avvalorarela descrizione delle modalità attraversocui la Camera ha favorito lo sviluppo delterritorio e dell’economia provinciale.Milano e Lodi si attestano ad un livello intermedio,che vede l’arricchimento della descrizionedi una o più attività realizzate dalla Cameracon le testimonianze di alcuni soggetti.Ciò avviene in riferimento ad attività specificheritenute strategiche per l’Ente e di normanella forma di interviste.Il terzo livello è stato adottato dalle Camere diBergamo e di Rieti. In questo caso il bilanciosociale riporta le osservazioni emerse nelcorso dei tavoli di discussione e le risultanzedelle interviste ad alcuni portatori di interesserilevanti in merito ad uno specifico progetto.PRESENZA DEL QUESTIONARIO DI FEEDBACKAllegare un questionario al bilancio sociale è


Figura 2.10 - Presenza delle testimonianze degli interlocutori sociali in terminipercentualib19CAPITOLO 2LE ESPERIENZEDEI BILANCI SOCIALINELLE CAMERE DI COMMERCIO50%50%SÌNOFigura 2.11 - Percentuale delle CCIAA che ha predisposto un questionario di feedback10%16,7%SÌNOpartenza per migliorare se stessa e il propriostrumento di rendicontazione in modo da esseresempre più rispondenti alle esigenze delpubblico.Proprio per sfruttarne al meglio le potenzialità,di solito l’organizzazione invita esplicitamentegli stakeholder a compilare il questionario,pur precisando che essi non hanno alcunobbligo in tal senso.Per quanto non esista uno standard di riferimento,esso generalmente propone una seriedi domande sulla forma e sul contenuto delbilancio sociale e lascia spazio per eventualicommenti. Esso è tanto più efficace quantopiù è snello e di facile compilazione, pur senzaomettere, dal lato opposto, delle informazioniche possano rivelarsi fondamentali perl’organizzazione.83,3%un efficace strumento di dialogo tra l’organizzazionee i portatori di interesse in merito aldocumento e, più in generale, al complessodelle sue attività. Le osservazioni e i suggerimentiespressi attraverso il questionario possonooffrire all’organizzazione il punto diMODALITÀ DI COMUNICAZIONE DEL BILANCIOSOCIALE ALL’ESTERNOGli strumenti a cui è ricorsa oltre la metà degliEnti sono la presentazione al Consiglio camerale,la presentazione sul sito internet e la diffusionedi un comunicato stampa.La prima di queste risponde ad una esigenzadi carattere istituzionale, dal momento che ilConsiglio costituisce l’organo di indirizzodell’Ente.Sul sito internet in alcuni casi appare la sem-


plice comunicazione della pubblicazione deldocumento, mentre in altri è presente il documentocompleto in una modalità scaricabile;in quest’ultima ipotesi, esso può esserecollocato in una posizione più o meno evidente.Tutto ciò dipende in primo luogo dall’importanzache la Camera attribuisce al bilanciosociale e quindi dalla rilevanza che intendedargli.La pubblicazione sul sito internet consente diraggiungere soprattutto le imprese, mentre ladiffusione di un comunicato stampa si rivolgein primo luogo ai cittadini e alle istituzioni.La classe di stakeholder a cui la quasi totalitàdelle Camere di Commercio ha presentato ilbilancio sociale sono le Associazioni di categoria.Ciò può essere ricondotto a due motivazioniprincipali: al fatto che le Associazioni,attraverso i loro membri presenti in Consiglio,contribuiscono all’indirizzo politico dell’Entee, in secondo luogo, in quanto rappresentanoi soggetti (gli imprenditori) ai qualiTabella 2.3 - Soggetti interessati dalladiffusione del bilancio sociale delleCCIAAN. CCIAAAssociazioni di categoria 11Consiglieri 9Personale 6Enti pubblici locali 6Mondo camerale 4Autorità locali 3Banche e fondazioni 1Istituti culturali 1CCIAA italiane all’estero 1l’Ente si rivolge in prima battuta nello svolgimentodella sua attività.Nella metà delle Camere esaminate la diffusionedel documento avviene anche tra il personaleinterno. Il coinvolgimento del personalein tutte le fasi del processo di realizzazionedel bilancio sociale è importante sia perchérappresenta il principale interlocutore internodell’Ente, sia in quanto ciò può costituireuno strumento di valorizzazione e dunque dimotivazione delle risorse umane.INDIVIDUAZIONE PUNTUALE DEGLI STAKEHOLDERPur rimandando al paragrafo successivo l’analisidettagliata degli stakeholder individuatida ciascuna Camera di Commercio, possiamoaffermare fin da adesso che tutti gli Enti lihanno identificati in modo puntuale.La Camera di Milano identifica quattro macrocategoriedi interlocutori sociali (la comunitàeconomica e sociale, le risorse umane, gliutenti e i soggetti istituzionali).Le Camere di Brescia, Lodi e Pordenone lielencano dettagliatamente ma non ne dannouna rappresentazione grafica; le altre Camereli individuano anche mediante la c.d. matricedegli stakeholder, una griglia che mette in relazioneciascuna attività con i principali interlocutorisociali coinvolti.Tabella 2.2 - Modalità di diffusionedel bilancio sociale delle CCIAAN. CCIAAPresentato al Consiglio camerale 8Scaricabile dal sito internet 7Comunicato stampa 7Informazione sul sito internet 6Manifestazioni/eventi/convegni 5Conferenza stampa 4Pubblicato nella newsletter 3Articolo sulla rivista camerale 2Presentato come documento finaledel Consiglio uscente 2Stampa locale 1Presentato da un testimonial 1Presentato alla Giornata dell’Economia 1Pubblicato nella intranet aziendale 1Concorso Fedeltà al lavoro 1Presentazione nelle giornatedi formazione interna 1Figura 2.12 - Individuazione puntuale degli stakeholder (valore percentuale)8,3%91,7%Individuazione puntualedegli stakeholderIndividuazione non puntualedegli stakeholder


GLI STAKEHOLDERDELLE CAMERE DI COMMERCIO3


Secondo una definizione comune gli stakeholdersono quei soggetti che interagisconocon l’organizzazione influenzandone l’attivitàe ponendosi come i destinatari degli effetti diquelle attività.Ma chi sono esattamente gli stakeholder diuna Camera di Commercio? Proviamo a fornireun quadro di quelli più ricorrenti, senzavoler avere pretese esaustive e nel rispettodella necessaria autonomia che va lasciata alleCamere su una scelta siffatta.n Le imprese: sono, senza dubbio, gli interlocutoriprivilegiati, in quanto tutte le attivitàdelle Camere di Commercio si rivolgonoin primo luogo a questi soggetti. Sono leimprese ad usufruire, infatti, in prima battutadei servizi e delle iniziative dell’Ente. Iservizi amministrativi costituiscono unasorta di anagrafe di tutte le imprese dellaprovincia, la regolazione del mercato tutelala libera concorrenza e redime le controversietra le imprese e tra queste e i consumatori,e infine il settore promozionale favoriscela crescita economica del tessutoimprenditoriale di riferimento.n Gli utenti/clienti: sono tutti i soggetti diversidalle imprese che usufruiscono direttamentedei servizi offerti dalla Camera,ad esempio i professionisti.n I cittadini e i consumatori: anche questisono destinatari dei servizi della Camera;si pensi, fra i tanti, agli strumenti di giustiziaalternativa.n Le Associazioni di categoria e gli attorilocali: siedono allo stesso tavolo con la Cameradi Commercio per concordare le politichedi sviluppo delle imprese e del territorioprovinciali.n Le Pubbliche Amministrazioni centrali el’Unione Europea: da queste promananoalcune funzioni di tipo operativo, semprenell’ottica degli obiettivi di promozione edi sviluppo dell’economia locale.n Il sistema camerale: com’è noto, le Cameresono parte di una rete che realizza inmodo sinergico servizi e progetti a favoredelle categorie economiche e delle stesseCamere di Commercio.n Il mondo del lavoro e il sistema formativo:con i quali la Camera di Commercio dialogaallo scopo di promuovere in via indirettal’imprenditorialità locale, offrendo il propriosostegno a programmi di creazione difigure professionali specializzate che soddisfinola domanda delle imprese locali.Figura 3.1 - Una rappresentazione delle principali categorie di stakeholderdelle CCIAAFornitoriRisorseumaneSistemaformativon Le risorse umane: sono la principale categoriadi stakeholder interno, che richiedel’attivazione di adeguate politiche.n I fornitori: sono non soltanto i soggettiprivati, ma anche pubblici, come CONSIP,e persino interni al sistema camerale (adesempio le agenzie di sistema).n Gli organismi non profit: con i quali talvoltala Camera si trova a sviluppare collaborazionisu specifici programmi e progetti.OrganisminonprofitMondodellavoroImpreseCCIAASistemacameraleUtenti/ClientiP.A.Centrale&U.E.ConsumatoriAssociaz.dicategoriaAttorilocali


GLI STAKEHOLDER INDIVIDUATINEI BILANCI SOCIALIQuesto è il modello. La realtà, così come apparedai bilanci sociali che si stanno analizzando,è più variegata.La maggior parte delle Camere di Commercioha seguito una classificazione abbastanzaomogenea degli stakeholder, seppure sia rilevabilequalche differenza relativa soprattuttoalla denominazione di alcune classi. Altri Enticamerali, invece, hanno utilizzato un’impostazionepiù originale, che, tra l’altro, rendecomplesso il confronto con le altre esperienze.La prevalente parte delle Camere censite individuale seguenti categorie di stakeholder:le imprese, gli utenti/clienti, i consumatori, ilsistema camerale, le associazioni di categoria,gli organismi non profit, il sistema culturale,le risorse umane, il sistema scolastico e formativo,l’ambiente, il mondo del lavoro, i fornitori.La Camera di Commercio di Venezia non sidiscosta eccessivamente da questa impostazione,se non per il fatto di adottare un maggiorelivello di dettaglio.Suddivide lo stakeholder Imprese in sei sottocategoriein base agli specifici ambiti di intervento:le imprese operanti con l’estero, leimprese sociali, le imprese di prodotti o servizitipici del territorio, e così via. La PubblicaAmministrazione risulta composta dagli Entiesteri, dall’Unione Europea, dall’AmministrazioneCentrale, dalla Regione e dagli AltriEnti Locali. Distingue il sistema camerale innazionale e regionale.Anche Padova, così come Venezia, suddividelo stakeholder Imprese in sottocategorie (tuttele imprese e settori di imprese), con buonaprobabilità allo scopo di illustrare più chiaramentele ricadute delle attività della Camerasul suo interlocutore principale.Inoltre, nell’ambito del sistema formativo,b23CAPITOLO 3GLI STAKEHOLDERDELLE CAMERE DI COMMERCIOprende in considerazione soltanto la formazioneuniversitaria e la aggrega con la ricerca.Il dato più rilevante del documento di Pordenoneè la distinzione della categoria dei Cittadinida quella dei Consumatori. Questo sembrasuggerire una certa propensione della Cameraverso la società civile, che si manifestaattraverso l’attenzione che essa dedica anchea dei soggetti – i cittadini, appunto – verso iquali essa non si rivolge direttamente nellosvolgimento della sua attività.L’impostazione adottata dalla Camera di Pescaraconsidera delle categorie diverse daquelle individuate dalla prevalente parte degliEnti che sono oggetto di analisi in questo Focused inoltre le suddivide in varie sottocategorie,che talvolta sono comuni a più classi.Le due classi dei Finanziatori e delle Istituzioniindividuate da Pescara non compaiono neibilanci degli altri Enti, mentre le sottocategorieche le compongono negli altri bilanci sonoconsiderate come delle classi autonome.Le Imprese e i Cittadini sono visti non comedelle categorie, ma come delle sottocategoriedegli Utenti/Clienti e dei Finanziatori; i professionistisono una sottocategoria degliUtenti/Clienti; la Regione e l’Unione Europea(definita Comunità Europea) sono delle sottocategoriesia dei Finanziatori che delle Istituzionie in più in quest’ultima sono ricompresivari enti locali (Regione, Provincia e Comuni).Non riporta la categoria della PubblicaAmministrazione centrale ma considera gliEnti pubblici e le Pubbliche Amministrazioniuna sottocategoria degli Utenti/Clienti e ilMinistero per le Attività Produttive nella categoriaIstituzioni. Considera altri organismipubblici quali i tribunali, la prefettura, laguardia di finanza e le forze di polizia nella categoriadegli Utenti/Clienti e gli enti previdenzialie l’ispettorato del lavoro nelle Istituzioni.Per quanto riguarda la rete camerale,classifica Unioncamere come una sottocategoriasia dei Finanziatori che delle Istituzionie suddivide la classe delle Associazioni regionaliin varie sottocategorie, una per ciascunaassociazione.Come abbiamo osservato in precedenza, laCamera di Milano adotta un taglio radicalmentedifferente che rende il bilancio difficilmenteparagonabile a tutti gli altri. Ciò èdovuto al fatto che questa Camera ha realizzatonell’ultimo anno un bilancio di sostenibilitàe non sociale.Quasi tutte le Camere di Commercio utilizzanola denominazione Risorse Umane, ad eccezionedi Pescara che li definisce Dipendenti,Lodi che utilizza la denominazione di Personale,e Brescia che li identifica come Lavoratori.Per agevolare la lettura dei dati, pur cercando– per quanto possibile – di non annullare deltutto le scelte delle singole Camere, si è procedutoalla classificazione di tutti i portatoridi interesse che esse hanno individuato dapprimain 32 categorie, aggregandoli successivamentein 12 macrocategorie.Soffermandoci in un primo momento sullaversione composta da 32 classi, è possibile osservareche, mentre alcuni stakeholder sonopresi in esame dalla prevalente parte delle Camere,molti altri sono presenti nel bilancio di


Tabella 3.1 - Confronto degli stakeholder individuati dalle Camere di Commercioun ristretto numero di queste, cosicché vannoa formare una coda nel grafico delle frequenze.Le Imprese e le Risorse umane sono individuateda 11 Camere su 12 (Milano non evidenziale Imprese e Padova le Risorse umane), inquanto si tratta degli interlocutori principalidi questi Enti, il primo esterno e il secondointerno.I soggetti con la frequenza più bassa risultanoessere rilevanti per una singola Camera allaluce delle peculiarità locali (si pensi a Bresciache ha individuato gli immigrati e a Veneziache ha identificato la classe dei cittadini residentiall’estero) oppure sono stati individuatida Enti che si sono spinti verso un livello didettaglio forte (è il caso, ad esempio, di Padovache considera i Professionisti uno stakeholderdistinto dagli Utenti).A questo punto, sono state aggregati ulteriormentei 32 stakeholder fino ad individuare 12macrocategorie di interlocutori sociali, piùagevolmente riconducibili a quelli indicatinel modello in apertura di paragrafo.Come era da attendersi, tutte le Camere diCommercio considerate prendono in esamegli interlocutori economici, che sono i loroprincipali portatori di interessi.Più dei tre quarti indicano tra i propri stakeholderi consumatori e i cittadini, le risorseumane e gli interlocutori istituzionali.Soltanto un terzo degli Enti afferma di dialogarecon il mondo del lavoro, il sistema finanziarioe gli interlocutori del sistema-camera.IL NUMERO DI STAKEHOLDER INDIVIDUATIDALLE CAMERE DI COMMERCIOIl numero di stakeholder considerati dalleCamere di Commercio, se facciamo riferi-


Figura 3.2 - Frequenze delle categorie di stakeholder individuate dalle Camere di Commercio (prima aggregazione)121086420ImpreseRisorse umaneConsumatoriUtenti/ClientiIstituzioni e P.A. localiSistema scolastico-formativoSistema cameraleAssociazioni di categoriaFornitoriP.A. CentraleMondo del lavoroOrganismi non profitSistema culturaleAmbienteSistema finanziarioConsumatori/cittadiniOrdini professionaliProfessionistiSoggetti istituzionaliUnione EuropeaAltri ogranismi pubbliciSocietà partecipateComunità econ. e socialeEE.PP. Assoc. Categ. soc. org. variEnti esteriAssociazioni consumatoriOrganizzazioni sindacaliAziende SpecialiUniversità RicercaMondo giovanileImmigratiCittadini prov. residenti all'estero


Figura 3.3 - Rappresentazione delle macrocategorie di stakeholder individuatidalle Camere di Commercio (seconda aggregazione)INTERLOCUTORI ECONOMICIØ✔ ImpreseØ✔ Comunità economica e socialeUTENZAØ✔ Utenti / ClientiØ✔ Ordini professionaliØ✔ ProfessionistiCONSUMATORI E CITTADINIØ✔ ConsumatoriØ✔ Consumatori/cittadiniINTERLOCUTORI ISTITUZIONALIØ✔ Istituzioni e P.A. localiØ✔ P.A. CentraleØ✔ Soggetti istituzionaliØ✔ Enti Pubblici, Associazioni dicategoria, società ed organismivariØ✔ Enti esteriØ✔ Unione europeaØ✔ Altri organismi pubbliciØ✔ Sistema cameraleASSOCIAZIONI DIRAPPRESENTANZAØ✔ Associazioni di categoriaØ✔ Associazioni di consumatoriØ✔ Organizzazioni sindacaliINTERLOCUTORI INTERNIØ✔ Risorse umaneINTERLOCUTORI DEL SISTEMA -CAMERAØ✔ Aziende SpecialiØSocietà ✔ partecipateMONDO DELLA FORMAZIONEØ✔ Sistema scolastico-formativoØ✔ Università RicercaINTERLOCUTORI SOCIALIØ✔ Organismi non profitØ✔ Sistema culturaleØ✔ AmbienteØ✔ Mondo giovanileØ✔ ImmigratiØ✔ Cittadini della provincia residentiall’esteroMONDO DEL LAVOROØMondo ✔ del del lavoroSISTEMA FINANZIARIOØSistema ✔finanziario✔ØFornitoriFORNITORITabella 3.2 - Le macrocategoriedi stakeholder individuati dalle CCIAAN. CCIAAInterlocutori economici 12Consumatori e cittadini 11Interlocutori interni 11Interlocutori istituzionali 10Utenza 9Associazioni di rappresentanza 7Fornitori 7Interlocutori sociali 7Mondo della formazione 7Mondo del lavoro 4Sistema finanziario 4Interlocutori del sistema-camera 2mento alla suddivisione in 32 categorie, variada un massimo di 17 di Venezia a un minimo di4 di Lodi e Milano.Oltre la metà delle Camere di Commercioconsiderate individua un numero di stakeholdercompreso tra 6 e 15.È importante che le Camere di Commercio, ein generale tutte le organizzazioni che si dotanodi uno strumento di rendicontazione sociale,classifichino i propri stakeholder in modoTabella 3.3 - Il numero di stakeholderindividuati da ciascuna CCIAACCIAAN. stakeholderVenezia 17Pescara 16Bergamo 14Potenza 14Como 13Matera 11Rieti 11Padova 8Brescia 7Pordenone 5Lodi 4Milano 4


Figura 3.4 - Percentuale delle CCIAA per ciascuna classe dimensionale di stakeholder16,7%25,0%oltre 15 classib27CAPITOLO 3GLI STAKEHOLDERDELLE CAMERE DI COMMERCIOda 6 a 15 classifino a 5 classi58,3%efficace. E questo comporta anche la loro suddivisionein un numero di categorie che nonsia né troppo elevato né troppo ristretto. Nelprimo caso c’è il rischio di risultare dispersivoin quanto fraziona parecchio le azioni realizzatedall’Ente, mentre nel secondo risulta difficileidentificare esattamente i reali destinataridelle diverse azioni poste in essere dall’Ente.Se invece si prendono in considerazione le 12macro-classi di stakeholder, le tre Camereche in precedenza avevano individuato 4 categoriedi portatori di interessi non li hanno vistidiminuire ulteriormente e ben i tre quartidegli Enti considerati rientrano nella fasciacompresa tra 5 e 12 interlocutori sociali.Tabella 3.4 - Numero dellemacrocategorie di stakeholderindividuate da ciascuna CCIAAFigura 3.5 - Percentuale delle CCIAA per macrocategorie di stakeholder suddivise perclassi dimensionaliCCIAAN. stakeholderBergamo 11Potenza 11Venezia 11Como 9Matera 8Pescara 8Rieti 8Padova 7Brescia 6Lodi 4Milano 4Pordenone 425,0%50,0%25,0%oltre 10 classida 5 a 10 classifino a 4 classi


LA CAPACITÀ SEGNALETICADEGLI INDICATORI INDIVIDUATI4


Tabella 4.1 - Numero totale degli indicatori individuati nei bilanci socialidelle Camere di Commercio raggruppati per ambiti di attivitàAmbito di attività N° indicatori % indicatoriServizi amministrativi 110 29,0Regolazione del mercato 48 12,7Promozione 123 32,4Modernizzazione della CCIAA -Gestione e valorizzazione delle R.U. 84 22,2Rapporti istituzionali 4 1,1Rapporti con il Sistema sociale 5 1,3Rapporti con altri stakeholder 5 1,3Totale 379 100,0Nell’economia di un bilancio sociale, un passaggiofondamentale è quello di individuare eimplementare un set di indicatori in grado ditestimoniare, con evidenze empiriche, quantosi va descrivendo all’interno del documento.Gli indicatori rappresentano un vero eproprio “sistema operativo” in grado di:■ fornire una valutazione sull’efficienza dell’azionecamerale, soprattutto in termini dirispondenza dei risultati ottenuti rispettoagli obiettivi preventivati;■ individuare eventuali criticità e fornire leconseguenti azioni di miglioramento;■ consentire un confronto con analogherealtà e un confronto inter-temporale, cosìda monitorare i risultati nel tempo.Nel condurre l’analisi circa gli indicatori riportatinei bilanci sociali delle Camere diCommercio, occorre una precisazione preliminare.In questa sede, parliamo di “indicatori”nel senso lato del termine, poiché peravere una confrontabilità tra i diversi dati, abbiamodovuto riferirci a singole “stringhe diinformazione”. Ognuna di queste rappresentaun input che, composto insieme ad altri riguardantila medesima tematica, concorre allaformazione di un indicatore complesso. Ciòpremesso, dall’analisi dei 12 bilanci socialipubblicati, sono stati raccolti complessivamente379 “indicatori” nell’accezione da noisopra descritta (Tab. 4.1).Per tener conto dei diversi compiti svolti dalleCamere di Commercio, gli indicatori sono statiindividuati e raggruppati in 7 ambiti di attività,come riportato nella tabella di seguito.Le prime tre righe riguardano l’insieme deiservizi che le Camere offrono, vale a dire:■ i servizi amministrativi;■ i servizi di regolazione del mercato;■ i servizi di promozione.Le altre righe riguardano altri aspetti rilevantidella vita delle Camere di Commercio, riconducibiliai rapporti con gli stakeholder interni(soprattutto il personale), ai rapporticon gli stakeholder istituzionali, con quelli ditipo sociale, e infine con altri stakeholder chenon rientrano nelle suddette categorie (comead esempio i fornitori).Un’ovvia avvertenza è che la numerosità degliindicatori all’interno dei vari ambiti di attivitànon equivale ad un giudizio qualitativo sull’attivitàsvolta dagli Enti in quegli specificiambiti. Anche perché spesso gli indicatori so-Figura 4.1 - Ripartizione percentuale degli indicatori nei vari ambiti di attivitàR.U. emodernizzazione22,2%Promozione32,4%Rapportiisituzionali1,1%Sistema sociale1,3%Altri stakeholder1,3%Serviziamministrativi29,0%Regolazione delmercato12,7%


no più numerosi per taluni servizi che megliosi prestano alla misurazione, mentre altri, purrilevanti, sono per loro natura meno adatti aduna valutazione quantitativa.In merito alle attività promozionali, è possibiledettagliare ulteriormente i 123 indicatoriestratti articolandoli in base ai vari programmidi sviluppo socio-economico locale cui leCamere accordano il loro sostegno (Tab. 4.1 eFig. 4.2).Tabella 4.2 - Indicatori sui servizi promozionali (valori assoluti e percentuali)Ambito di attività N° indicatori % indicatoriDati generali sulla promozione 14 11,4Internazionalizzazione 15 12,2Innovazione 6 4,9Infrastrutture 3 2,4Studi e info. economica 6 4,9Mkt territoriale e sviluppo locale 13 10,6Formazione e orientamento all’imprenditorialità 40 32,5Contributi, finanza e accesso al credito 26 21,1Totale 123 100,0Figura 4.2 - Ripartizione degli indicatori sui servizi promozionali (valori percentuali)Contributi, finanza eaccesso al credito21,1%Formazione eorientamentoall'imprenditorialità32,5%Dati generali sullapromozione11,4%Internazionalizzazione12,2%Innovazione4,9%Infrastrutture2,4%Studi e info.economica4,9%Mkt territoriale esviluppo locale10,6%b31CAPITOLO 4LA CAPACITÀ SEGNALETICADEGLI INDICATORI INDIVIDUATILa categoria più numerosa (32,5% del totale)è data dagli indicatori calcolati per quantificarele iniziative svolte in tema di formazioneed orientamento all’imprenditorialità; seguel’impegno nell’erogazione di contributi e nell’agevolazionedell’accesso al credito (21,1%)e quello nella realizzazione di progetti specificiper l’internazionalizzazione (12,2%). Lametà dei documenti presi in esame contienealcuni dati generali sulla promozione, quali larilevanza delle attività promozionali espressain euro e la politica di realizzazione dei programmipromozionali (questi ultimi indicatorisono peraltro tratti dal Sistema Pareto – siveda oltre), per un totale di 14 indicatori pariall’11,4%.Nel seguito si riporta un’analisi comparata sull’utilizzodegli indicatori da parte delle Cameredi Commercio nei loro bilanci sociali, evidenziandoin che misura vi abbiano fatto ricorso eper quali ambiti di rendicontazione (serviziamministrativi, regolazione del mercato, promozione,rapporti istituzionali, risorse umanee modernizzazione, rapporti con il sistema sociale,rapporti con gli altri stakeholder). Inparticolare, si parlerà di grado di “copertura”per indicare quanti indicatori ha utilizzato lasingola Camera sul numero totale riferito all’insiemedelle 12 Camere di Commercio.


Entrando nel dettaglio dell’analisi, si osservache la Camera di Commercio di Venezia haraggiunto il livello più elevato di utilizzo degliindicatori complessivamente mappati, inserendoneben 155, pari a circa il 41% del totale,seguita da Bergamo con 129 indicatori e daMatera con 118 (Tab. 4.3).Il primato di Venezia emerge in particolareper l’impiego di indicatori relativi alle risorseumane e alla modernizzazione (56,0%), aiservizi amministrativi (54,4%) ed alla regolazionedel mercato (45,8%).Anche per Matera, Como e Brescia la tipologiadi indicatori prevalente è quella che punta adanalizzare la composizione del personale internoed il grado di modernizzazione dell’Ente;anzi si può dire che questo è l’unico ambitoin cui nessuna delle 12 Camere di Commerciofa registrare una percentuale di “utilizzo”inferiore al 10%.Bergamo e Como sono le Camere che inserisconopiù indicatori nella promozione, conpercentuali rispettivamente del 33,3% e del26,0% di utilizzo, mentre Milano, Potenza eRieti sono le uniche che hanno rilevato le iniziativesvolte a favore del sistema sociale.Dal bilancio di sostenibilità 2003 della Cameradi Commercio di Milano, sono emersi 58indicatori, pari ad una copertura del 15,3%del paniere complessivo di indicatori raccolti.Le aree dove gli indicatori si concentranomaggiormente sono quelle dei servizi amministrativie della gestione delle risorse umane,con una percentuale del 37,9% per entrambe(Fig. 4.3). Delle altre attività istituzionali lapromozione ha il 15,5% mentre la regolazionedel mercato è presente con appena il 3,4%.Stessa percentuale emerge per le attività chela Camera ha svolto nel campo del sociale.Il bilancio sociale della Camera di Commerciodi Como risulta tra quelli che hanno fattomaggiormente ricorso agli indicatori. In totalene sono stati individuati 113, con una ripartizioneper ambiti di attività che vede prevalere,come nell’analisi generale, le funzioni tipichedell’Ente, in particolare i servizi amministrativicon il 31,9% e la promozione con il28,3% (Fig. 4.4). Comunque, anche in questocaso giocano un ruolo importante gli indicatoriche hanno ad oggetto la composizione e lepolitiche di gestione del personale interno(27,4%).La Camera di Commercio di Lodi viene analizzataprevalentemente nell’ottica degli stakeholderinterni, poiché quasi la metà degliindicatori inclusi nel bilancio sociale (21 su44, pari al 47,7%) riguarda le risorse umane ela modernizzazione (Fig. 4.5). Delle attivitàistituzionali, prevalgono i dati sui servizi amministrativi(27,3%) e quelli sulla promozionecon 11,4 punti percentuali in meno. Risultanoassenti, invece, gli indicatori sulla regolazionedel mercato, mentre quelli che si indi-Tabella 4.3 - Dettaglio degli indicatori individuati nelle diverse Camere di Commercio


Figura 4.3 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Milano per ambito di attivitàR.U. emodernizzazione37,9%Sistema sociale3,4%Altri stakeholder1,8%Serviziamministrativi37,9%b33CAPITOLO 4LA CAPACITÀ SEGNALETICADEGLI INDICATORI INDIVIDUATIRapportiistituzionali0,0%Promozione15,5%Regolazione delmercato3,5%Figura 4.4 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Como per ambito di attivitàR.U. emodernizzazione27,4%Rapportiistituzionali0,9%Promozione28,3%Altri stakeholder0,0%Sistema sociale0,0%Serviziamministrativi31,9%Regolazione delmercato11,5%rizzano ad altri stakeholder raggiungono lanumerosità più elevata (4 sui 5 individuati)rispetto ai documenti presi in esame.Gli indicatori presenti nel bilancio socialedella Camera di Commercio di Brescia (Fig.4.6) hanno come destinatario quasi esclusivoil personale interno: ben il 94,4% degli indicatoririguarda l’ambito delle risorse umane edella modernizzazione della struttura camerale.È stata inoltre presa in considerazione lavalutazione delle attività di approvvigionamentodai fornitori, ricadenti nella categoria“altri stakeholder”, che fa registrare un utilizzodi indicatori pari al 5,6%.Il bilancio sociale della Camera di Commerciodi Bergamo presenta una composizione nellatipologia di indicatori simile a quella emersaper la Camera di Commercio di Como. Innanzituttosono stati individuati 129 indicatori sui379 totali. La percentuale più elevata si ha perle due attività tipiche dei servizi amministrativie della promozione (31,8%), mentre gliindicatori sul personale e la struttura dell’Entesuperano, anche se di solo 4 punti percentuali,quelli aventi ad oggetto la regolazionedel mercato (Fig. 4.7).Sono assenti le categorie relative ai rapportiistituzionali, al sistema sociale e agli altri stakeholder.


Figura 4.5 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Lodi per ambito di attivitàR.U. emodernizzazione47,7%Altri stakeholder9,1%Sistema sociale0,0%Serviziamministrativi27,3%Regolazione delmercato0,0%Promozione15,9%Rapporti istituzionali0,0%Figura 4.6 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Brescia per ambito di attivitàAltri stakeholder5,6%Sistema sociale0,0%Serviziamministrativi0,0%Rapporti istituzionali0,0%Promozione0,0%Regolazione delmercato0,0%R.U. emodernizzazione94,4%L’impiego di indicatori per l’attività anagrafico-certificativaraggiunge il peso più elevatonel bilancio sociale della Camera di Commerciodi Padova, con una percentuale del 54,3 sultotale (Fig. 4.8). La promozione non è oggettodi particolari analisi, mentre si confermaanche in questo caso un buon monitoraggiosulla gestione delle risorse umane e sul funzionamentodella struttura dell’Ente (26,1%).Come è emerso dalla trattazione precedente,il bilancio sociale della Camera di Commerciodi Pordenone è il documento più breve in terminidi pagine; ciò nonostante riporta un discretonumero di indicatori (57), raggiungendouna percentuale sostanzialmente uguale aquella vista per la Camera di Milano e pari al15% del totale.La categoria più ampia è quella delle “R.U. emodernizzazione” (36,8%); come in tutte lerelazioni sociali analizzate, anche in questocaso gli indicatori connessi all’erogazione diservizi amministrativi superano quelli adottatinell’ambito della regolazione del mercatoe della funzione promozionale (Fig. 4.9).Per la Camera di Commercio di Venezia è statopubblicato il bilancio sociale che ha adottatoil numero più elevato di indicatori (ben 155su 379). Di questi il 70% circa si distribuisceall’interno della trattazione dell’attività anagrafico-certificativae della composizione delpersonale interno. Il restante 30% riguarda laparte dedicata alle iniziative di promozione equella rivolta ai servizi di regolazione delmercato (Fig. 4.10).Il bilancio di ricaduta sociale della Camera diCommercio di Rieti presenta una distribuzionedegli indicatori che vede al primo posto iservizi amministrativi (38,6%), seguiti conuno scarto rispettivamente di 10 e di 20 puntipercentuali dalle aree della promozione e dellagestione delle risorse umane. L’ambito dellaregolazione fa registrare l’11,4%, valoremediamente in linea con quello desunto dagli


Figura 4.7 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Bergamo per ambito di attivitàR.U. emodernizzazione20,2%Rapportiistituzionali0,0%Sistema sociale0,0%Altri stakeholder0,0%Serviziamministrativi31,8%b35CAPITOLO 4LA CAPACITÀ SEGNALETICADEGLI INDICATORI INDIVIDUATIPromozione31,8%Regolazione del mercato16,2%Figura 4.8 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Padova per ambito di attivitàR.U. emodernizzazione26,1%Sistema sociale0,0% Altri stakeholder2,3%Rapportiistituzionali0,0%Promozione4,3%Serviziamministrativi54,3%Regolazione delmercato13,0%


Figura 4.9 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Pordenone per ambito di attivitàR.U. emodernizzazione36,8%Rapportiistituzionali0,0%Sistema sociale0,0%Altri stakeholder1,8%Promozione21,1%Serviziamministrativi29,8%Regolazione delmercato10,5%Figura 4.10 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Venezia per ambito di attivitàR.U. emodernizzazione30,3%Sistema sociale0,0%Altri stakeholder0,0%Serviziamministrativi38,7%altri documenti. Le categorie “rapporti istituzionali”e “sistema sociale” coprono il restante2,8% (Fig. 4.11.La Camera di Commercio di Pescara occupa ilsecondo posto, dopo la Camera di Commerciodi Padova, come impiego rispetto al totale diindicatori per l’area dei servizi amministrativi,con il 45,7%. È al primo posto, invece, comepresenza relativa di dati su quanto l’Entecamerale ha svolto per la funzione di regolazionedel mercato: il 21,4% è la percentualepiù elevata registrata per quest’area tra i 12 Bilancisociali presi in esame.Come numero complessivo di indicatori immessinella propria relazione sociale, la Cameradi Commercio di Matera si colloca alterzo posto dopo Venezia e Bergamo. Dei 118indicatori impiegati, la gran parte è relativaall’attività tipica, con una percentuale cumulatadi quasi il 63%, ma ve ne sono ben 42 (inpercentuale 35,6%) nella parte del documentointitolata alle risorse umane e ai progetti dimodernizzazione della struttura camerale,pari al 50% del totale complessivo (Fig. 4.13).Nel bilancio sociale della Camera di Commerciodi Potenza si è rilevata, come per i due terzidei bilanci visionati, la prevalenza della categoriadi indicatori calcolati sui servizi di tipoanagrafico e certificativo. Anche in questocaso l’ambito delle risorse umane ha un pesoimportante, pari al 29,2%. Aree marginali inaltri bilanci sociali, quali quella dei rapportiistituzionali e delle iniziative a favore del terzosettore, raggiungono una percentuale cumulatadel 4,2% (Fig. 4.14).Rapportiistituzionali0,6%Promozione16,1%Regolazione del mercato14,3%


Figura 4.11 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Rieti per ambito di attivitàR.U. emodernizzazione18,6%Rapportiistituzionali1,4%Sistema sociale1,4%Altri stakeholder0,0%Serviziamministrativi38,6%b37CAPITOLO 4LA CAPACITÀ SEGNALETICADEGLI INDICATORI INDIVIDUATIPromozione28,6%Regolazione del mercato11,4%Figura 4.12 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Pescara per ambito di attivitàR.U. emodernizzazione24,3%Sistema sociale0,0%Altri stakeholder0,0%Rapportiistituzionali0,0%Promozione8,6%Serviziamministrativi45,7%Regolazione del mercato21,4%


Figura 4.13 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Matera per ambito di attivitàSistema sociale0,0% Altri stakeholder0,0%R.U. emodernizzazione35,6%Serviziamministrativi31,4%Rapportiistituzionali1,7%Promozione17,8%Regolazione delmercato13,5%Figura 4.14 - Ripartizione percentuale degli indicatori della Camera di Commerciodi Potenza per ambito di attivitàSistema sociale2,1%Altri stakeholder0,0%R.U. emodernizzazione29,2%Serviziamministrativi40,5%Rapportiistituzionali2,1%Promozione16,7%Regolazione del mercato9,4%


UN SISTEMA DI BENCHMARKINGA SUPPORTO DELLA COSTRUZIONEDEI BILANCI SOCIALIDELLE CAMERE DI COMMERCIO5


Come si evidenzia nel capitolo precedente, gliindicatori rappresentano un fondamentaleelemento per la costruzione del bilancio sociale;l’elaborazione e la presentazione di indicatorisono però correlate ad un rischio diautoreferenzialità; “rendere conto” dei propririsultati attraverso numeri riferiti solamentealla propria realtà organizzativa nonsempre è sufficiente.Non a caso nel manuale “Rendere conto ai cittadini”,realizzato nell’ambito del laboratoriosulla rendicontazione e il bilancio sociale nelleamministrazioni pubbliche del programmaCantieri del Dipartimento della FunzionePubblica, emerge come le iniziative di benchmarkingpossono costituire un valido supportoai processi di rendicontazione sociale.Mettere a confronto dati omogenei di enti similipermette infatti di aumentare la significativitàe la capacità segnaletica degli indicatoriche vengono utilizzati per monitorare illivello di efficienza, efficacia, economicità deiservizi. Significatività, quindi, non più basatasolamente su di un processo autoreferenziale,ma basata sul confronto dei livelli di efficienzaed efficacia raggiunti da altri enti.Con tale finalità l’Unioncamere, nell’ambitodel programma di supporto al network sui sistemidi programmazione e valutazione delleCamere di Commercio, ha realizzato un sistemainformativo web-based, che prende il nomedi “Pareto” e nasce, per l’appunto, a completamentodella capacità di monitoraggio deirisultati conseguiti relativamente alle attivitàrivolte alle imprese.soggetti del sistema camerale un parametro sucui confrontarsi per valutare effettivamente,in base ai numeri e non alle percezioni, il gradodi efficienza raggiunto. Il sistema informativoriveste una duplice finalità: da una partesi presenta come una piattaforma per l’integrazionedi importanti informazioni sul funzionamentoe sul “rendimento” delle singoleCamere di Commercio in un’unica base dati;dall’altra consente di rendere immediatamenteaccessibili tutti i dati necessari a supportodel processo di programmazione e valutazionedei servizi camerali.Sono due facce di una stessa medaglia: ilbenchmarking che “Pareto” propone, infatti,insieme al controllo di gestione e all’attivitàdei nuclei di valutazione, costituisce senz’altrouna base solida su cui poggiare decisioni,strategie ed iniziative che attengono agli organidelle Camera di Commercio. È uno spaziovirtuale per la condivisione di esperienze,metodologie e best practice che siano da stimoloverso il miglioramento delle performance.In particolare attraverso il sistema “Pareto” èpossibile per ogni Camera di Commercio eper ogni Azienda Speciale:■ monitorare gli effetti delle strategie intrapresesui parametri economici e sul livellodi efficacia della risposta alle imprese, maanche monitorare importanti aree di serviziagli utenti;■ possedere uno stumento di lettura agile eimmediatamente consultabile, strumentodi lettura messo a disposizione, attraversointernet, dei soggetti decisionali della Cameradi Commercio. Per ogni “fenomenoorganizzativo” sottoposto a monitoraggio èstato infatti elaborato un indicatore sinteticoad alto valore segnaletico;■ confrontare i propri dati con le altre Cameredi Commercio o le altre Aziende Speciali;confronto che permette di comprenderese alcuni fenomeni o trend sono ri-Figura 5.1 - Il pannello degli indicatori del sistema informativo “Pareto”5.1IL SISTEMA INFORMATIVO PER ILMONITORAGGIO DELL’EFFICIENZA EDEFFICACIA DEI SERVIZI CAMERALI“Pareto” è diventato operativo nel 2000 ed èconsultabile via internet. Esso fornisce ai


conducibili a fattori ambientali (ad esempioa livello regionale), a fattori organizzativi(correlati ad esempio ad una specificadimensione strutturale) o a fattori correlatialla propria realtà.5.2GLI INDICATORI PRESENTINEL SISTEMA INFORMATIVO EI SISTEMI DI BENCHMARKINGGli indicatori presenti sono rapporti matematico-statisticiatti a fornire una misurasintetica e ad alto valore segnaletico di un certofenomeno, ovvero eventuali incidenze o dipendenzerelazionate agli aspetti gestionali efinanziari della Camera di Commercio o dell’AziendaSpeciale esaminata.Gli indicatori sono raggruppati per aree di argomentodefinite “pannelli”:■ indicatori economico-finanziari della Cameradi Commercio per la programmazione;■ indicatori di efficienza della Camera diCommercio;■ indicatori delle prestazioni dei servizi delleCamere di Commercio e delle relativeAziende Speciali;■ indicatori economici delle Aziende Speciali.Ogni pannello è dinamico perché, scegliendotra le opzioni di consultazione e sulla basedelle combinazioni dei criteri di analisi divolta in volta selezionati, offre una lettura diversadegli indicatori. In particolare è possibileselezionare:■ il periodo: ogni pannello si articola in unasuccessione di anni che consente di tracciareil percorso storico di ogni indicatorecon la possibilità di stabilire confrontitemporali;■ il cluster: ogni Camera di Commercio oAzienda Speciale può confrontare i propridati con quelli di altri enti nell’ambito dispecifici cluster. Ve ne sono quattro: 1) Ilcluster geografico che permette il confrontotra le Camere di Commercio dellastessa regione. 2) Il cluster dimensionaleche permette il confronto tra le Camere diCommercio “strutturalmente simili” ossiaomogenee in termini di bilancio e di bacinod’utenza. 3) Il cluster “uno a uno”: pensatoper confronti mirati con una Cameradi Commercio a scelta, sempre nell’otticadella personalizzazione dell’analisi. 4) Ilcluster “uno a tutti” che permette il confrontocon tutte le Camere di Commercio.La lettura viene effettuata non solo attraversosistemi numerici, ma anche attraverso graficib41CAPITOLO 5UN SISTEMA DI BENCHMARKINGA SUPPORTO DELLA COSTRUZIONEDEI BILANCI SOCIALIDELLE CAMERE DI COMMERCIOTabella 5.1 - Il pannello degli indicatori economico finanziari della Camera diCommercio per la programmazione


Tabella 5.2 - Il pannello degli indicatori di efficienza della Camera di Commercio1234567Indicatori tendenti a delineare la capacità di utilizzare lerisorse professionali e finanziarie della Camera.Denominazione IndicatoriEfficienza organizzativaEfficienza produttiva 1Efficienza produttiva 2Efficienza produttiva 3Dimensionamento dell'organicoTasso d'incidenza del personale dedicato alle impreseDimensionamento del personale dedicato alle impreseTabella 5.3 - Il pannello degli indicatori di prestazione dei servizi delle Camere diCommercio e relative Aziende Specialiche rendono immediatamente evidenti i risultatiche emergono.5.3IL BENCHMARKING E IL BILANCIOSOCIALELe informazioni offerte dal sistema informativo“Pareto” rappresentano un importanteelemento che può essere utilizzato dalle Cameredi Commercio anche per il processo direndicontazione sociale. Gli indicatori presentatiassumono infatti una significativitàutile non solo per attivare processi di miglioramentoe di “emulazione” con gli Enti più“virtuosi”, ma anche per rappresentare ad interlocutoriesterni i livelli di efficienza ed efficaciaraggiunti in specifici ambiti.Sono da menzionare in particolare i bilancisociali delle Camere di Commercio di Como eVenezia. Gli ambiti particolarmente interessantiin quest’ottica sono stati quelli delle risorseumane e dei servizi promozionali in generale.Indicatori di sintesi, raggruppati in 9 tipologie di servizio, chepermettono di conoscere il livello di efficienza e di efficacia,raggiunto in specifiche aree di attività, da ciascuna Camera diCommercio e relative Aziende Speciali.123456789Raggruppamenti di indicatori per servizioRegistro ImpreseArbitrato e conciliazioneFinanza e creditoInternazionalizzazioneStudi e statisticaFormazionePromozione delle filiereSviluppo nuove impreseInnovazione tecnologica


Tabella 5.4 - Il pannello degli indicatori economici dell’Azienda SpecialeIndicatori di sintesi, estratti dai bilanci, che forniscono unamisura degli effetti che le politiche e le altre variabili gestionalihanno sulla “economia” dell’Azienda Speciale.1234Denominazione IndicatoriAutonomia finanziariaAutonomia strutturaleEfficienza nell'impiego delle risorse umaneIncidenza dei costi per l'attività istituzionale sui costi totalib43CAPITOLO 5UN SISTEMA DI BENCHMARKINGA SUPPORTO DELLA COSTRUZIONEDEI BILANCI SOCIALIDELLE CAMERE DI COMMERCIOFigura 5.2 - Le funzioni di consultazione e di stampa del sistema “Pareto”


Figura 5.3 - Un esempio di indicatori tratti dal sistema “Pareto” nel bilancio socialedella Camera di Commercio di Como


LE ESPERIENZE DI NETWORKTRA LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE6


Il processo di rendicontazione sociale e quindila redazione del bilancio sociale richiede daparte delle amministrazioni interessate ungrande impegno quantitativo e qualitativo dirisorse. Impegno dato anche dalla necessità disperimentare una nuova ed avanzata forma dicomunicazione e in alcuni casi anche di migliorarei processi in atto nell’ente che sonoalla base della rendicontazione sociale, qualila programmazione e valutazione. È importante,allora, sviluppare questa tematica attraversouno scambio continuo di esperienze,informazioni, metodologie, percorsi tra i diversienti che sono interessati a realizzare ilbilancio sociale.Al riguardo due sono le esperienze che si voglionosottolineare in questo capitolo; una avalenza nazionale elaborata e coordinata dalDipartimento della Funzione Pubblica (ilProgramma Cantieri) ed un’altra interna alsistema camerale (il network del bilancio socialenelle Camere di Commercio).6.1IL PROGRAMMA CANTIERIIL PROGRAMMA CANTIERIIl tema della rendicontazione ai cittadini riscontraun crescente interesse sia da partedegli amministratori locali, che vedono nelbilancio sociale uno strumento per comunicareai propri elettori quanto gli impegni presisono stati rispettati, ma anche e soprattuttoda parte dei dirigenti e funzionari, che hannola possibilità di valorizzare, rendere più esplicitoe acquisire maggiore consapevolezza delproprio contributo al raggiungimento dei risultatifinali dell’amministrazione, e quindirecuperare il senso originario del proprio lavoro.Questa esigenza è ormai avvertita da tutti i tipidi amministrazioni pubbliche, come dimostranole adesioni alle iniziative del ProgrammaCantieri sul tema dove i Comuni rappresentanoil 30% delle iscrizioni, seguiti da Asle Province (15% ciascuno), Regioni (5%),Università (4%).Il Programma Cantieri è da tempo attivo suquesto fronte. Il Laboratorio sul bilancio sociale,terminato nella primavera 2004 ha portatoalla pubblicazione di un manuale sul tema:“Rendere conto ai cittadini. Il bilanciosociale nelle amministrazioni pubbliche”. Ilvolume non pretende di dire l’ultima parolasu un argomento ancora così aperto, né di indicarein modo prescrittivo una “ricetta” perla rendicontazione sociale, ma traccia lineeguida e fornisce un percorso per orientare leAttraverso il Programma Cantieri, il Dipartimentodella Funzione Pubblica ha avviatodiverse azioni di sostegno alle amministrazioniper assicurare le condizioni favorevolial cambiamento. Una di queste azioni di sostegnoha l’obiettivo di creare e diffondereknow how su temi centrali per l’ammodernamentodelle amministrazioni pubblicheitaliane: si tratta dei Laboratori di Cantieri.All’interno dei Laboratori viene valorizzatoe condiviso il patrimonio di conoscenze ecompetenze necessario a supportare processidi innovazione.L’avvio di ogni Laboratorio presuppone lascelta di un tema significativo per il cambiamentoe questa scelta avviene attraverso:■ l’analisi di dati e ricerche realizzate da altrisoggetti;■ brainstorming con attori rilevanti (delpubblico ma anche del privato, compresii partners del Programma Cantieri);■ l’analisi dei Piani Integrati di Cambiamentocioè di quei progetti finalizzati almiglioramento dell’organizzazione o deiservizi, definiti dalle amministrazionisulla base di un processo di autovalutazione(VIC) all’interno di un’altra azionedi sostegno proposta dal ProgrammaCantieri che si chiama Successi di Cantieri.Individuato il tema del Laboratorio, vengonoscelti anche i partecipanti ai lavori e questascelta cade su due tipologie di soggetti:amministrazioni esperte del tema ed espertiesterni alle amministrazioni (docenti universitarie/o consulenti, ecc.).Composto il gruppo di lavoro, il responsabiledel Laboratorio propone ai partecipantiun primo confronto sul tema. Ogni Laboratorio,in realtà, ha la sua storia che è segnatadall’argomento e dallo stile di conduzionedel suo responsabile.Ciò che caratterizza tutti i Laboratori, invece,è l’output finale che sarà un Manuale, unaLinea Guida o un Rapporto che contenga riflessionio, ancora meglio, indicazioni metodologichee operative per guidare le amministrazioninel “fare”.I Cantieri di innovazione sono la conseguenzadei Laboratori. Si tratta, in sostanza,di un’ulteriore possibilità offerta alle amministrazioniper mettersi alla prova nell’utilizzodegli strumenti definiti all’interno deiLaboratori.Avviare un Cantiere di innovazione, infatti,significa seguire un articolato percorso finalizzatoall’applicazione delle indicazionimetodologiche e operative contenute neiManuali, Linee guida, ecc. Il Cantiere di innovazioneè una sperimentazione guidata,sia in presenza che a distanza, attraversoformazione, confronto di esperienze, svolgimentodi compiti particolari, ecc. con lasupervisione dello staff.


amministrazioni che intraprendono questastrada. Il manuale costituisce inoltre lo strumentodi riferimento per il nuovo Cantiere diInnovazione dedicato al Bilancio Sociale, avviatolo scorso novembre, che sta accompagnandooltre 250 amministrazioni alla redazionedi un documento di rendicontazione,nella convinzione che il bilancio sociale non èun fenomeno di costume amministrativo, manasce dall’esigenza della P.A. di fare i contiprima di tutto con sé stessa, per poi riposizionarsiin un contesto di relazioni attivo, trasparentee responsabile.Il percorso proposto da Cantieri alle amministrazioniche prendono parte all’iniziativa èarticolato in tre fasi:1. impostazione preliminare: in cui si gettanole basi di tutto il percorso e si comincianoad affrontare le prime criticità relativealla condivisione all’interno dell’ente, all’individuazionedei pubblici di riferimento,al reperimento dei dati contabili ed extracontabili;2. costruzione del modello di rendicontazione:il vero e proprio cuore del percorso diinnovazione in cui si mettono in sinergia lestrategie e si elaborano complessivamentei dati coerentemente con gli obiettivi;3. redazione del documento: fase nella qualesi discutono e si attuano le linee di comunicazionepiù operative riguardanti il documentoche verrà messo in circolazione.Realizzare il bilancio sociale non si riducedunque a scrivere un documento, magari anchein bella forma e in tempi rapidi, per migliorarel’immagine dell’amministrazione. Lacomunicazione all’interno e all’esterno è fondamentaleper rendere efficace ogni iniziativa,ma il bilancio sociale deve essere il puntodi arrivo di un processo interno che muove dauna reale volontà di ripensare il modo con cuil’amministrazione definisce, comunica e valutagli impegni presi nei confronti dei cittadini.Un processo che coinvolge quanto piùpossibile tutte le strutture dell’ente nella costruzionedel “sistema di rendicontazione” enella sua corretta alimentazione, e che è strettamentecollegato alla programmazione e alcontrollo dell’ente e agli altri processi gestionaliinterni.Il percorso che conduce alla realizzazione diun bilancio sociale obbliga a rimettere in discussioneculture e comportamenti consolidatima allo stesso tempo può contribuire a creareamministrazioni più consapevoli del valoreche creano, cittadini più informati, in gradoFigura 6.1 - La logica della rendicontazione sociale secondo Cantieri P.A.b47CAPITOLO 6LE ESPERIENZE DI NETWORKTRA LE AMMINISTRAZIONIPUBBLICHEA cura di Angelo Tanese, Responsabile Laboratori di Innovazione Programma Cantieri - DFP


di giudicare e contribuire a creare tale valore.In sintesi, un sistema di relazioni più trasparentee responsabile, che alimenta la fiduciareciproca e legittima il ruolo delle nostre istituzioni.Per accompagnare il lavoro delle amministrazioniimpegnate in questo percorso è attiva sulportale di Cantieri una sezione dedicata alCantiere di Innovazione sul Bilancio socialenella quale sono presenti risorse e materialiche possono interessare non solo gli enti chepartecipano all’iniziativa ma tutti coloro cheintendono avvicinarsi a questo strumento direndicontazione. Si segnalano in particolare,oltre al già citato manuale: una raccolta diesperienze, ovvero un repertorio di bilancisociali di qualità realizzati da altrettante amministrazionipubbliche del nostro paese; unabibliografia aggiornata e un prezioso glossariosulla rendicontazione sociale.6.2IL NETWORKDELLE CAMERE DI COMMERCIOPer rendere l’esperienza del bilancio socialerilevante non solo per le Camere di Commercioma per il sistema in generale, Unioncamereha costituito un network tra le Camere sensibilialla tematica della rendicontazione socialepubblica. Questo network vuole rappresentareun luogo di comunicazione ed interscambio,dove i responsabili camerali, insiemead esperti ed accademici della materia,possano dialogare in un’ottica di confronto,scambio di esperienze, aggiornamento.La creazione del network è funzionale al raggiungimentodei seguenti obiettivi:■ realizzare un’officina di idee e proposteper lo sviluppo della cultura e delle prassisulla rendicontazione sociale, alla luce dellediverse esperienze delle singole Camere;■ innescare effetti moltiplicativi per quantoriguarda le valenze di comunicazione delbilancio sociale;■ creare una rete unica per il monitoraggiodelle iniziative del sistema camerale nelcampo della rendicontazione sociale;■ costituire un punto di riferimento metodologico;■ fornire supporto operativo ai vari soggettipartecipanti alla rete;■ contribuire a diffondere la cultura della responsabilitàsociale nell’ambito del mondocamerale e dei suoi referenti.Al network è stata data pratica attuazione attraverso:■ l’istituzione e il funzionamento di un Comitatotecnico-scientifico di livello;■ un’attività divulgativa e informativa all’internodel sistema camerale;■ la predisposizione e condivisione di strumentiad hoc da mettere a disposizione degliaderenti;■ la realizzazione di un sito web;■ l’erogazione di un servizio di assistenza adistanza;■ la realizzazione di un evento di lancio.Per gestire le attività del network è stato creatoun gruppo di supporto e assistenza, compostoda rappresentanti delle Camere aderenti,da esponenti del Comitato scientifico e dai responsabilidella segreteria tecnica del Comitato.Questo organismo ha anche un ruolopropositivo, in quanto incaricato di presentareidee e proposte per lo sviluppo della culturae delle prassi sulla rendicontazione sociale.Il Comitato tecnico-scientifico scaturisce dalpotenziamento del Comitato già esistente eoperante nel monitoraggio dei bilanci socialidel sistema camerale, ed è collegato con altrerealtà e reti di livello nazionale (quali, adesempio, il laboratorio di Cantieri P.A.).La sua attività serve, in particolare, a conferirelegittimazione scientifica e comunicazionalea tutte le iniziative del network attraversola messa a punto delle metodologie da suggerire,degli strumenti da proporre, delle partnershipda attuare, della programmazionedegli anni futuri. Il Comitato, oltre alle periodicheriunioni di “supervisione” dei lavorisvolti, vede il coinvolgimento dei suoi membrinell’attività informativa/divulgativa dasvolgere nell’ambito della rete.La sensibilizzazione e l’aggiornamento degliesponenti camerali coinvolti nella rete avvienetramite l’attività divulgativa e informativache si prevede di realizzare presso le Camere.In particolare, saranno effettuati degli interventiseminariali (uno al Nord, uno al Centro,uno al Sud) per diffondere e consolidare lacultura della rendicontazione sociale, oltreche per illustrare i principali strumenti metodologicied operativi concepiti nell’ambito delnetwork.Un obiettivo fondamentale è, infatti, metterea disposizione una batteria di strumenti adhoc, in grado di configurare un vero e propriokit per la redazione del bilancio sociale. Glistrumenti previsti sono:■ un prontuario contenente gli adempimentinecessari per la redazione del bilanciosociale, corredato da manualistica sullarendicontazione sociale tarata sulle specificheesigenze e caratteristiche delle Cameredi Commercio;■ un sistema di indicatori (testati sulle Camereche hanno finora realizzato il bilanciosociale);■ le matrici per la rilevazione degli stakeholder;■ una matrice-indice per orientarsi nellapredisposizione del documento di bilanciosociale;■ un software di supporto per la riclassificazionedel Conto economico;■ un CD-rom dimostrativo del processo direndicontazione sociale.Per agevolare lo scambio all’interno del net-


work, nonché per promuovere e veicolare l’iniziativaall’esterno, è stato realizzato un sitoweb dove raccogliere le diverse esperienzedelle Camere di Commercio. Il sito, oltre aicontenuti e alle informazioni generali sul bilanciosociale, contiene un’area riservata per imembri del network, un Forum, le news e altriservizi on-line come “L’esperto risponde”.b49CAPITOLO 6LE ESPERIENZE DI NETWORKTRA LE AMMINISTRAZIONIPUBBLICHEFigura 6.2 - Alcuni dei bilanci sociali realizzati dalle Camere di Commercio


A CURA DELL'OSSERVATORIO DEL SISTEMA CAMERALE DELL'UNIONCAMERE E DI MEDIACAMERECoordinamento: Andrea SammarcoAttività di redazione a cura di:Giancarlo Cipriano, Biagio Caino, Karen Carrelli, Federica Ricci - MediacamereGiuseppe Del Medico - UnioncamereCOORDINAMENTO EDITORIALESocietà consortile delle Camere di Commercio italiane


UNIONE ITALIANADELLE CAMEREDI COMMERCIO,INDUSTRIA,ARTIGIANATOE AGRICOLTURA2005CAMERE DI COMMERCIO. IL SISTEMA PER CRESCERE.

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