i nostri recapiti utili - Campo de'fiori

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Campo de’ fiori 310 anni di Campo de’ fioriVorrei poter rinascere tante volte per godere dell’amore bambino, così come vorrei poter tornare alprimo giorno di Campo de’ fiori per rivivere la forza sana, la passione nuova ed il sogno intero di quelmomento. Quante stagioni sono passate, ma sapere,ancor oggi, appassionarmi e sognare insieme ai miei tanticollaboratori, m’infiora l’anima, e lì raffiora il palpito di quelprimo amore.Potrei scrivere di fede e di politica ma così fan tutti e nulla cambia.Sarò allora leggero, per pensare a noi. Noi che siamo il popolodi Sandro Anselmi dei benpensanti, di quelli che odiano il male ed il grigiore delmalessere e guardano in alto, oltre il rumore ed il fetore, perscorgere orizzonti placidi e sereni, nascosti ai più.Sono veramente soddisfatto e felice d’aver chiamato molte persone a camminare suquesta strada, riscoprendo modi e sentimenti antichi, ma mai vecchi!Le storie di tanta gente, la grande voce popolare hanno seminato per dieci anni iprati di Campo de’ fiori, e lì sono germinati emozioni e sentimenti nel più bell’affrescodi colori.Volano pensiero e fantasia, mai mediocri e l’infinita linfa, inesauribile sorgente di immaginie parole, sgorgherà ancora!Le più belle firme, libere e feconde, produrranno florilegi d’onestà intellettuale, e sarannotanti e tanti gli anni che verranno.AD MAIORA!La nostra storiaLa rivista Campo de’ fiori nasce nell’Aprile del 2003, per volere del direttore editoriale Sandro Anselmi. La sua passione perl’editoria lo aveva portato già in precedenza ad avere altre esperienze nel settore, ma mai a questi livelli. Coadiuvato dal direttoreresponsabile Stefano De Santis, nonché da Cristina Evangelisti, curatrice della parte grafica, pubblica il primo numeroin bianco e nero, composto da appena dodici pagine. Sono da subito numerosi i validi collaboratori che vengono a portare il proprio appoggio,e, un immediato successo, riscuotono le vecchie foto, pubblicate nella rubrica “Album dei ricordi”, che ancora oggi contraddistinguela rivista. Il periodico, grazie all’adesione degli sponsor, diventa ben presto un mensile che dedica ampio spazio al sociale, maanche all’arte, alla cultura, alle tradizioni locali ed all’attualità, cercando di non deludere mai le aspettative del sempre più ampiopubblico, che inizia a cercarlo assiduamente. Nato come il giornale di Civita Castellana, riesce, poi, ad ampliare, con enorme successo, ilproprio raggio d’azione in tutti i paesi limitrofi, toccando il Viterbese, la Sabina, Roma ed il litorale. È riuscito, infatti, a conquistareampiamente la capitale, essendo presente nei suoi luoghi più importanti, dai teatri, alle Università, per citarne alcuni.Pian piano sono diventati sempre più numerosi anche gli abbonati, che nonostante la gratuità, preferiscono averla direttamente a casa.Rispetto agli esordi, oggi Campo de’ fiori è diventata una vera e propria rivista glamour: sessantaquattro pagine a colori, con tante intervisteesclusive a personaggi del mondo dello spettacolo, storie inedite, messaggi d’auguri speciali, vecchie foto, eventid’attualità ai quali dare rilevanza, ed informazioni utili.Nonostante la crisi del momento, la qualità, la crescente diffusione e la sempre più ampia notorietà, nonché il forte interesse dimostratodagli affezionati lettori sono una garanzia per gli sponsor, che ogni mese scelgono le pagine della rivista per pubblicizzare lapropria attività. Campo de’ fiori continua ad essere una rivista free lance.Nel frattempo la redazione, sempre più ampia, esperta ed affiatata, non ha trascurato le tecnologie moderne, potenziando il visitatissimosito www.campodefiori.biz, dove è possibile trovare tutti i numeri della rivista a partire dal primo e contattare direttamente la redazione,e utilizzando anche la piattaforma sociale Facebook, dove al profilo di Campo de fiori Rivista è possibile richiedere l’amicizia e tenersiaggiornati su tutte le novità relative alla testata.Proprio in qualità di testata giornalistica ormai affermata, Campo de’ fiori ha potuto partecipare in questi ultimi anni a manifestazioni artistichee culturali mettendo in palio il proprio Premio della Stampa. Tra di esse: il Minifestival Città di Viterbo, il Premio di teatronazionale “Arco d’oro”, il Festival della Canzone Romana, il Roncio d’oro.L’Associazione Accademia Internazionale d’Italia, editrice della rivista, ha inoltre pubblicato diversi volumi: “Il bullismo. Come riconoscerloe combatterlo”, “Re per un anno” ed “Identità e valore” del Prof. Massimo Marsicola; “Un nobile brigante” di Augusto Stefanucci.Ha inoltre già realizzato tre calendari, destinati alla raccolta di fondi per associazioni locali: nel 2011 per il Centro Socio Educativo RosaMerlini Frezza, nel 2012 per l’A.T.A.M.O e nel 2013 per “Una mano al tuo ospedale onlus”.Numerosi sono i progetti messi in cantiere che ci auguriamo di potervi mostrare ancora in un lungo futuro!Grazie a tutti!!!La redazione


4Campo de’ fioriMARCO FALAGUASTA...da “Cento Vetrine” a “Fonzie”L’attore si racconta nel suo ultimo spettacolo in teatroLa nostra idea di parlarvi di MarcoFalaguasta è partita proprio daquesto suo ultimo spettacolo che lovede protagonista assoluto insiemealle emozioni della vita : “Cosa farebbeFonzie al posto mio?”Autore, regista, attore apprezzatissimo siadal punto di vista teatrale che televisivo,Marco si racconta fin da giovanissimo finoall’evolversi della sua carriera ed al successoodierno.Dopo aver completato gli studi ed esser diventatoavvocato, attratto ben presto dal fascinoteatrale, nel 1991 fonda la Compagnia“Bona la Prima“ insieme ai suoi amici disempre Marco Fiorini, Vanessa Fulvio ePiero Scornavacchi a cui si aggiungonoad ogni nuovo spettacolo altri attori di fiducia.L’anno successivo scrive, ne cura laregia, ed interpreta insieme alla compagniaformata “So tutto sulle donne“, che diventasubito un cult grazie alla sua vena ironicae poetica allo stesso tempo, che attraeun numeroso pubblico composto soprattuttoda giovani che si riscoprono nelle gagse storie proposte.Nel 2000 arriva la sua prima interpretazionein tv ed interpreta Gesù in “Morte et Resurrectio“trasmesso in mondovisione peril Giubileo. Nel 2001, grazie all’allora sindacodi Roma Veltroni, ottiene la concessionedi Villa Sciarra a Roma per lamanifestazione “Roma che Ride“ perl’estate romana che ancora oggi gestiscecome una delle manifestazioni più longeve.Dal 2003 si dedica alla televisione interpretandonumerose fiction tra cui “Incantesimo7”, “Orgoglio” (Claudio Manzi),“Una famiglia in Giallo”,”Distretto diPolizia 4”, “La Squadra 4”, “Carabinieri3”, “Cento Vetrine” (Michele Raggi), “LaTerza Verità”, “Provaci ancora Prof”,“Il Bene e il Male”, “Il Restauratore”con Lando Buzzanca e Martina Colombari.Seppur molto giovane, riceve molti premitra cui il “Premio Tani” per la miglior commediadell’anno (2001, Andata e Ritorno),nel 2002 riceve dal sindaco Veltroni il premioquale miglior giovane regista della capitale,nel 2003 il “Premio EttorePetrolini”, suo grande maestro e nel 2004il premio quale miglior commediografo.Dopo il primo successo teatrale del 1992scrive, dirige ed interpreta “Letti a castello“,“Tempi supplementari“, “Bolledi Sapone“, “Due volte Natale“ (da cuine trarrà anche un film), “Andata e Ritorno“,“Non vedo l’ora“, “Trenta senzalode“, “Il sapore della luna“, “E poi glidirò“, “So tutto sulle donne, 20 anni


Campo de’ fiori5dopo“, “Punto e ... a capo“, “Pane e Befane“,“E’ facile smetter di sposarti sesai come fare“, “L’ultimo rigore“, tutteincentrate sull’universo giovanile tra satirae realtà.Dopo tanti successi Marco è sempre con ipiedi ben piantati in terra ed i suoi valori restanosempre la famiglia (una moglie e duefigli stupendi!), gli amici e le piccole coseproprio come iniziò più di 20 anni fa.Non poco in un momento come il nostro!PER ASCOLTARE LINTERVISTA A MARCO FALAGUASTA:http://www.spreaker.com/user/4565553/intervista_a_marco_falaguastaSandro Alessi


6Campo de’ fioriLando Fiorini:una voce, una città!45 anni di Puff... 45 anni di risate e romanitàImmancabile il nostro appuntamentodi primavera con il cantattore romanoLando Fiorini, che con grande soddisfazionefesteggia quest’anno i quarantacinqueanni del suo Puff, ilpiccolo teatro nel cuore di Trastevere che,con non pochi sacrifici, fondò nel 1968. Diritorno dalla turnèe americana con Rugantino,Lando decide di trasformare una vecchiacantina in Via dei Salumi, in unaccogliente teatrino, che sposterà poi nell’attualesede, in Via Zanazzo. Proprio lìmuoveranno i primi passi alcuni dei piùgrandi comici ed attori italiani: Lino Banfi,Enrico Montesano, Gianfranco D’Angelo,Maurizo Mattioli, Leo Gullotta, Fioretta Mari,ancora oggi molto affezionati all’amicoLando ed al suo Puff.Il cantante, che difendela romanità a spadatratta, essendone ormaidiventato nell’immaginariocollettivo uno deiprincipali simboli viventi,ha fatto del Puff la suavita, senza mai tradirlo,ma spendendo per essotutte le sue energie.“45 volte Puff: ieri oggi e… Romani” è il titolodello spettacolo che Fiorinie la sua affiatatissimasquadra compostada Camillo Toscano,Laura Di Mauro e SimonaD’Angelo stanno portandoin scena per questastagione cheterminerà a giugno. Un revival dei migliorisuccessi di questo quasi mezzo secolo di cabaret,arricchito dall’inevitabile satira d’attualità.E da questo punto di vista, LandoFiorini può essere sicuramente consideratouna sorta di Pasquino parlante dei giorninostri.Ci parli un po’ di questo qurantacinquesimospettacolo.E’ uno spettacolo che celebra una ricorrenza.Quarantacinque anni sono una vita ela sua particolarità sta nel fatto che partiamoda un filmato in bianco e nero cherealizzò l’Istituto Luce, a mia insaputa, nel1968, e che abbiamo trovato per caso navigandoin internet. Nella seconda parte, invece,mandiamo lo spezzone del video dellafesta dei quaranta anni del Puff, quando cisono venuti a trovare tutti i più grandi artistiche da qui sono partiti. Io sono gratificatoda questo perché io ho imparato tanto daloro e loro hanno imparato tanto da noi. Iosono sempre contrario a tutto quello che èelettronica come, in questo caso lo schermogigante ed il video proiettore, perché, si potrebbeimprovvisamente rompere. Grazie aDio finora non è successo mai, ma sto semprecol timore! È uno spettacolo particolare,anche con le cose più belle di tutti questianni, e alla gente piace.Ma il Puff sta soffrendo la crisi del momento?Purtroppo sì, senza prenderci in giro. Mentrefino a tempo fa avevamo lunghe listed’attesa per accontentare la gente, oggi sifatica perché molti hannopaura di uscire da casa, nonhanno soldi e la preoccupazioneprincipale è quella dipoter comprare ogni giornoun pezzo di pane. Ma malgradola crisi noi teniamoduro! Molti teatri, purtroppo,hanno già chiuso, ma io finchèho un’oncia di fiato e di forzacerco di arrampicarmi. Il Puffdeve esistere perché è unpezzetto di Roma.Qual è il segreto della giovinezzadel Puff e di LandoFiorini?Secondo me è la semplicità eil non fare mai il passo piùlungo della gamba, non venderepiù di quello che si ha. Mi


Campo de’ fiori 7ha già contattato l’impresario per le seratee mi ha chiesto di fare una serata al Sistina.Ma ho detto di no perché mi sembrava unpo’ un’esagerazione, visto che il Puff mi impegnagià molto. Quando vorrò farlo, lo faròseriamente, anche se dovrò staccarmi perun po’ dal Puff, capisci?Squadra vincente non si cambia. Comeci descrive i suoi compagni di palco?Camillo Toscano lavora con me da diecianni, Laura Di Mauro sono tre anni, mentreSimona D’angelo è la prima volta che debuttacon noi. Ci divertiamo facendo divertire.Camillo Toscano è un avvocato con lafissa di far ridere la gente, tant’è che siscrive anche i pezzi per conto suo; la DiMauro, oltre ad avere una voce straordinaria,è una ragazza di grande professionalità,molto seria; Simona, invece, è una giovanepiena di vita, sprizza felicità da tutti i pori,come si dice. Ma non voglio dimenticare assolutamenteun’altra colonna importantedel gruppo, il maestro Romano che ci accompagnaal pianoforte e poi, dietro lequinte, gli autori Delle Donne e Borrelli e lanostra storica sarta, Lucia.Proprio in questi giorni sono scomparsidue personaggi molto importantiper Roma e per la romanità: Trovajolie Califano. Come li ricorda?Con la scomparsa di Trovajoli ho perso qualcosadi importante perché fu lui che miscelse per cantare le canzoni nella commediamusicale Rugantino e da lì è cambiatala mia vita. Abbiamo saputo che era mortosolo tre giorni dopo ed io ho pianto veramente.Dovrebbero organizzare a brevequalcosa in suo onore ed hanno subito interpellatome. Io sono pronto per qualunquecosa, sperando di reggere la botta vistoche la sera, fino a tardi, sono in scena quial Puff, non è sempre facile perché nonsono più un ragazzino. Califano, invece, eraun bellissimo collega e vederlo all’ultimo Festivaldella Canzone Romana seduto a cantareperché non ce la faceva a stare in piedimi ha intristito ed ho sofferto per lui. Hocantato tutte le sue canzoni più belle edavevamo un rapporto digrande stima e simpatia reciproca.Forse dovevanofermarlo un po’ di tempoprima. Io, infatti, tutte lesere chiedo a mio figlioFrancesco di venirmi a vederedurante lo spettacoloperché, se perdo qualchecolpo, significa che è ora diritirarmi in campagna. Mami fanno lavorare più diprima. Comunque in suoonore il 21 Aprile sarò aiFori Imperiali per cantare“L’ultimo amico va via”, lastessa canzone che abbiamoinciso duettando nelmio ultimo cd “Ti presentoRoma mia”, del quale avevoaffidato la supervisione proprioa Trovajoli, che fu entusiastadi poter fareancora qualcosa di bello perRoma.Il 4 aprile è stato ancheil nono anniversariodella morte di un’altragrande artista romana,Gabriella Ferri. Pensache sia stata dimenticata?Penso proprio di sì, anchese non lo meritava affatto.Ma questo, purtroppo, èquello che accade a moltiartisti. Gabriella era un’altrogrande difensore della romanità. C’è bisognoche emerga qualche giovane che continuia farsi carico di conservare e portarealto il nome di Roma, proseguendo le stradegià tracciate da noi.A giugno terminerà la stagione teatraledel Puff. Ha già preso altri impegni?Sì, ho già diverse serate impegnate sempreper cantare Roma e la romanità. Ma speroanche di riposarmi un po’ perché, poi, in autunnosi ripartirà con una nuova stagione,sempre qui, al Puff.È soddisfatto di questi splendidi quarantacinqueanni di carriera?Assolutamente sì, come non potrei! Orapunto a raggiungere il prossimo importantetraguardo, i cinquanta anni.Lanci un appello a tutti i nostri lettoriche ancora non hanno visto il suospettacolo.Semplice: venite a vederlo perché potretepassare una bella serata di risate, diversa esoprattutto lontana, per un po’, dai pensierie dai problemi di tutti i giorni.Sosteniamo l’appello lanciato da Lando Fiorini,perché lasciarsi sfuggire l’occasione digodere di una bella serata di vero divertimentosarebbe un gran peccato. Vi ricordiamo,inoltre, che il Puff non è solo cabaretma anche ristorante, dove si possono gustaretutti i migliori piatti della tradizione romana,proprio prima di liberarsi in un fiumeinarrestabile di risate. Dall’8 aprile, il ristoranterimane aperto anche a pranzo con unmenù completo ed economico non solo peri tanti turisti che affollano la capitale e chefanno del Puff una delle tappe fisse da visitare,ma anche per i romani di passaggioche sono costretti a consumare un pranzoal volo, senza dover rinunciare, però, allabuona cucina ed al piacere di sedersi a tavolain un luogo unico ed esclusivo.Rinnoviamo al nostro grande amico Lando imigliori auguri che questo splendido traguardoraggiunto, certi di incontrarlo ancoratante volte al Puff, sempre in ottima forma.Ermelinda Benedetti


8Campo de’ fioriCurriculum vitaeDEBORA ZINGARELLONasce a Torino, ma dal 2005 sitrasferisce a Roma dove si laureaalla Sapienza in Sociologiae comincia a frequentare le miglioriscuole di teatro della capitale,attratta dal fantastico mondo dellarecitazione.Ma fin dalla giovane età Debora avevascelto la strada dello sport tanto che le sueprime esperienze la vedevano protagonistanella ginnastica ritmica, nell’atletica leggera,nel calcetto e soprattutto nella danza, tantoche nella sua città natale salì la prima voltasu un palco all’età di dieci anni.Nel 2003 iniziò a recitare con piccole compagnielocali frequentando alcuni laboratoriteatrali tra cui quello di Marco Falaguasta,Sabina Calvesi e Angela Calefatoe quello di “Corpo/Voce” diretto da MamadouDioume non tralasciando il doppiaggio(Accademia delDoppiaggio, diretta da RobertoPedicini e Christian Iansante)ed il portamento.Nel 2007 la vediamo protagonistanella sua prima esperienzateatrale con “Sogno di unanotte di mezza estate“ direttada Sabina Calvesi; dal2008 al 2010 viene diretta daMarco Falaguasta in “Monologhi“,“Atti Unici di F.Fiorentini”,“Bolle di Sapone“ e“Bona la Prima“.Nel 2012 recita in “Ciao Papà,ti presento mia madre !“ enel 2013 in “L’altro voltodell’autore, corti teatrali” e“C’e’ un morto giù in cantina !“.In quest’ultima commedia, scritta e direttada Salvatore Scirè, recita accanto a RaffaeleDe Bartolomeis, Gabriella Di Luzio,Luca Di Cecilia, Matteo Lombardi, E.P. Moretti,Paola Pieravanti, Adolfo Bianchi Whites,Emily Giardini e Fernando Gatta inscena al Teatro Petrolini di Roma.Abile nel destreggiarsi tra ruoli drammaticie comici, ma sfolgorante con la sua armamigliore: il sorriso!Sandro Alessi


10 Campo de’ fioriRoma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggiTrilussa - Grande favolista del suo tempodi RiccardoConsoliCarlo Alberto Salustri- Trilussa,lo abbiamo giàincontrato inoccasione dellapubblicazione dell’articolodal titolo: Trilussa - Poetachansonnier. Figlio di Vincenzo,originario di AlbanoLaziale e Carlotta Poldi,bolognese, nasce il 26 ottobre 1871, viveun’infanzia poverissima e ha soltanto treanni quando rimane orfano del padre,segue corsi di studi piuttosto irregolari e,nel 1887, ancora giovanissimo, esordisce sulRugantino, rivista diretta da Giggi Zanazzo,che gli pubblica brevi poesie romanesche;più tardi scrive anche per il Don Chiscotte,Capitan Fracassa, I Messaggero, Il travasodelle idee e Il resto del Carlino.Autentico anticonformista, sempre al disopra della politica, non prese mai alcunatessera di partito amando definirsi un “nonfascista” piuttosto che un “anti fascista”.Con la politica ebbe un rapporto conflittualee, non di rado, scriveva della decadenza diquesta ma, pur facendo della satira, i suoirapporti con il regime furono sempre improntatia rispetto reciproco; possiamo facilmenteimmaginare quale sarebbe stata lasua produzione poetica ai giorni nostri.Ben lontano dall’essere un intellettuale, lafonte della sua ispirazione, più che i libri, furonole strade di Roma, quando il ricordatoRugantino gli pubblicò i primi versi, arrivòpresto il consenso dei lettori. La sua famacrebbe rapidamente e, nel periodo compresofra il 1920 e il 1930, la sua notorietàraggiunse il culmine, tuttavia, egli non frequentòmai i Circoli letterari, ai quali preferivale Osterie romane; recentemente loabbiamo ricordato quale socio fondatore delClub “Amici della Cisterna”, assieme a personaggicome: Ettore Petrolini, Cesare Pascarella,Luciano Folgore, Livio Jannattoni,Giuseppe Ceccarelli “Ceccarius” e molti altri.Verosimilmente Trilussa diventa poeta attraversola cronaca e, in particolare, attraversola cronaca cittadina degli spettacoli, dei teatri,dei caffè - concerto, dalle altre novità ecuriosità quotidiane, oltre che nei giornaliromani di fine secolo con i quali il ragazzo,appena finite le scuole, inizia a collaborare.Il suo non è l’unico esempio, in quegli stessianni, o press’a poco, nel giornale nascevaanche Gabriele D’Annunzio che, nelle cronachedella vita mondana, dei concerti edegli spettacoli, ricercava i primi elementi diquella che sarebbe stata la base delle suefavole amatorie.Ben presto, attraverso le sue opere, Trilussadiviene un personaggio popolarissimo, manel corso della sua vita è sempre assillatoda problemi economici; riesce a mantenersicon i proventi editoriali e con le collaborazionigiornalistiche, ma l’incubo del pagamentodell’affitto dell’appartamento dovevive assieme alla sua governante è costante.Sempre pieno di debiti, pur non vivendonel lusso, si gode la vita circondatoda belle donne, indossa abiti eleganti ed èassiduo frequentatore di teatri circondatoda un nugolo di spassosissimi amici, èanche un ottimo dicitore dei suoi versi, percui, sulla scia del successo, inizia a frequentarei “salotti” nel ruolo di “poeta - commentatore”del fatto del giorno.Con un linguaggio arguto tipico del dialettoborghese, Trilussa ha commentato circa cinquant’annidi cronaca italiana e romana, inparticolare: la corruzione dei politici, il fanatismodei gerarchi, gli intrallazzi dei potentierano alcuni dei suoi bersagli preferiti,ma frequenti erano i momenti di sentita malinconia,le sue sconsolate riflessioni sullavita, i guizzi dell’ironia, le tristi considerazionisugli amori che appassiscono e sulla


Campo de’ fiori 11solitudine che rende così amara e vuota lavecchiaia.La vera chiave di lettura della satira di Trilussala si può ritrovare nelle favole e, comemolti altri favolisti, egli insegnò la morale,ma la sua morale non fu mai generica, mapiuttosto legata ai commenti dei fatti dellavita ideando un linguaggio più prossimo all’italianonel tentativo di portare il vernacolodel Belli verso l’alto. Alla Roma popolana delpoeta di Roma, sostituì quella borghese,alla satira storica, l’umorismo scaturentedalla cronaca quotidiana.Recentemente Rai 1 ha mandato in ondauno sceneggiato dal titolo: Trilussa - Storiad’amore e di poesia con la partecipazione didue straordinari attori quali sono MichelePlacido, nel ruolo del protagonista e MonicaGuerritore in quello di Rosa Tomei la governanteche gli è rimasta accanto per quarant’anni;uno sceneggiato il cui compitodichiarato è quello di far conoscere algrande pubblico un uomo dall’anima complessa,un cantore di una amara filosofia divita, ma in grado di conquistare il cuoredella gente.La vicenda televisiva inizia nel 1937 alla vigiliadella persecuzione ebraica e della secondaguerra mondiale e si riferisce agliultimi anni di vita del poeta quando, ormaisessantaseienne, vive in una casa - studio,nel ghetto ebraico di Roma, assistito dall’inseparabilegovernante e, con i suoi versi ele sue fiabe per l’infanzia, è divenuto unavera e propria gloria per i romani; il raccontosi concluderà nel 1950 con la mortedel poeta.Di Trilussa, Michele Placido ha detto: “ … E’stato un uomo libero e irriverente, semprea corto di soldi che non si è mai piegato alpotere. È riuscito a districarsi tra il Papa eMussolini, gli uomini più potenti, senza maiallinearsi e preferendo vivere in ristrettezzepiuttosto che accettare compromessi … “ eMonica Guerritore: “ … Raramente ho vistonella storia del cinema, un amore cosìgrande e potente. Rosa è stata la salvezzadi Trilussa, la custode di tutta la sua intimità,lo salvava dai creditori e da se stesso,accudendolo amorevolmente comeun’amante, una badante, una madre,un’amica, una sorella, per consentirgli discrivere in serenità. Nei momenti economicamentepiù duri, si privava lei stessa delcibo … “.Lo sceneggiato è stato girato interamente aRoma tra i vicoli incantevoli del centro, lepiazze e i quartieri storici della capitale, daGalleria Sciarra a Trastevere, dall’Arco de’Cenci all’Isola Tiberina, al Teatro dell’Opera,passando per Villa Borghese e il Campidoglio;luoghi di straordinaria bellezza che ciriportano in quei luoghi e in quegli angoli diRoma, molto amati da chi scrive, dove Trilussaha trascorso la sua movimentata vita.Un giorno, in teatro, alla presenza del Ducee delle più alte Autorità, Trilussa recita: L’uccellettouna delle sue composizioni più note.Era d’agosto e il povero uccelletto,ferito dallo sparo di un moschetto,andò, per riparare l’ala offesa,a finire all’interno di una chiesa.Dalla tendina del confessionaleil parroco intravvide l’animalementre i fedeli stavano a sedererecitando sommessi le preghiere.Una donna che vide l’uccellettolo prese e se lo mise dentro il petto.Ad un tratto si sentì un pigolio:“pio pio, pio pio, pio pio.”Qualcuno rise a sto cantar d’uccellie il parroco, seccato urlò: “Fratelli!Chi ha l’uccello mi faccia il favoredi lasciare la casa del Signore!”I maschi un po’ sorpresi a tal parolelenti e perplessi alzarono le suole,ma il parroco lasciò il confessionalee: “Fermi, disse, mi sono espresso male!”Tornate indietro e statemi a sentire:Solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”A testa bassa e la corona in mano,le donne tutte usciron pian piano.Ma mentre andavan fuori gridò il prete:“Ma dove andate, stolte che voi siete!Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,io mi rivolgo a chi l’ha preso in chiesa!”Ubbidienti in quello stesso istantele monache si alzarono tutte quantee con il volto invaso dal rossorelasciarono la casa del Signore.“Per tutti i santi” , gridò il prete,sorelle rientrate e state quiete,convien finire, fratelli peccatori,l’equivoco e la serie degli errori:esca solo chi è così villanoda stare in chiesa con l’uccello in mano.Ben celata in un angolo appartatouna ragazza col suo fidanzato,in una cappelletta laterale,ci mancò poco si sentisse malee con il volto di un pallore smortodisse: “Che ti dicevo? Se n’è accorto!”Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi,il 1° Dicembre 1950, venti giorni prima chemorisse, nomina Carlo Alberto Salustri - Trilussa,Senatore a vita. Uno dei primi numeridel settimanale “Epoca”, dedicato alla notiziadel suo decesso, riporta che il poeta, datempo malato e, probabilmente, preparatoalla fine imminente, con immutata ironia, hacommentato: “M’hanno nominato Senatorea morte”.Al momento del trapasso, benché settantanovenne,Trilussa, con civetteria d’altritempi, si ostina a dichiarare di averne, soltanto,si fa per dire, settantatre.


12Campo de’ fioridi CarloCattaniM a s s i m o S a l v a t o r e l l iM A XVOBISCUM!(terza parte)Venite siore e siori …..ultime replicheeee !Sdreeng…..sdreeng …sdrooong…..screaeeeek …Carlo:…forse un po’ di svitol a queste cernierenon guasterebbe! Salvatorelliiiiiii?Sei in ca…ntina? Massimo:….quaggiùquaggiù…sono quaggiù!...Ma tuguarda che bella coincidenza! Per unmese ti ho pensato intensamente “buio ¬te” e poi ……tre mandate di chiave e tuguarda un po’ il caso …..ti materializzi !Ma.. dimmi dimmi…: erano buone le fettuccineruvide ruvide col sughetto? Carlo:succulente!!! Condite a giusto punto …”tanto pe magnà” … ti dirò... un condimentosemplice semplice.... da verosballo ... grazie alle erbe....... Massimo:…erbe..eh? Carlo:….si c’è stato uno stupefacenteincontro tra la fettuccina, il pomodoro,la carota, il sedano e ‘na cipolla!Bada… Salvatorelli!…intuisco in quali“campi” mi vuoi portare …attento …. e riportiamol’incontro dentro i solchi del“CAMPO” giusto …senza sottointendere, polemizzare,pretendere, rimostrare etc etc...!Tanto i semi di papavero nel sugo…non celi metterò mai!…però, magari.. due chiodidi garofano …quelli si! Massimo:…eh ichiodi….…fosse per me li utilizzerei inmodo più proficuo ….NELLA CARNE ….mala situazione del momento non me lo consente!Carlo: a Ma…me stà a ritornà lafame …. riconsolamoce co l’ajetto…parliamo un po’ delle ricette della tua scrittura…. come approcci alla realizzazione diun libro? Hai già tutto chiaro o procedi seguendoun‘ispirazione progressiva? Massimo:risposta difficile (!) perché non hoseguito sempre lo stesso metodo .... madelle idee “teoriche” le ho! Per “Caina attende”,sono partito da un’idea abbozzata…anzi, due, una per ciascun sub plot, religiosamenteappuntate su un quaderno e,poi, sono andato sviluppandole….manmano che scrivevo; però, capita che certecose non filano, altre non mi piacciono piùe quindi, ad esempio, per il primo libro,“Caina attende”, un paio di modifiche incorso d’opera sono state essenziali….. inuna certa misura i libri “si scrivono” da soli,al di là dell’immagine più o meno efficace equasi magica, la verità è che quando tu haiiniziato a caratterizzare un certo personaggioo una situazione, spesso ti rendi contoche non può più succedere quello che haiimmaginato, perché quel personaggio nonlo farebbe mai o quell’avvenimento ètroppo poco credibile o è concretamente irrealizzabile….leggevotempo fa che unoscrittore inglese, per me bravissimo, si lamentava,con sottile humour britannico, cheda quando ci sono i cellulari non si può piùscrivere niente e, per questo, ambienta lesue storie quasi esclusivamente nel passato….in effetti, con il progresso, centinaiadi capolavori classici dei maestri del thriller,oggi sarebbero semplicemente impossibili!Potremmo fare qualche esempio, ma sonosotto gli occhi di tutti !Proprio per il primolibro ,“Caina attende” , avevo avuto un’ideasplendida e ,magari, la sfrutterò in futuroe…. non te la dico! Un mio cugino, dopoaver apprezzato una mia brillante intuizione(!?), ha poi osservato: …e quindi ….” l’è tutto da rifare” e da ambientarealmeno vent’anni prima! Ma …. nelterzo libro ho fatto tesoro di tutto questo!Carlo: eccolo lì: è arrivato Salvatorelli…il“furbetto del …thrillerino “ ! Vabbè…andiamoavanti!Massimo: ti dirò di più: tra “Caina attende”e il secondo libro, “Il collezionistaostinato”, in realtà, c’è un libro maipubblicato ….. l’idea di fondo era bellissimama ho fatto l’errore di scrivere troppo digetto, con pochi schemi chiari in testa….unlibro finito ma mostruosamente lungo, sbilanciato…francamente illeggibile ….. immaginala tragedia se fossi stato pagato perscriverlo o se dovessi vivere con il frutto diquel lavoro….invece ho buttato tutto maspero di riprendere l’idea di fondo, cui sonomolto affezionato; una gran parte di quelloche era un subplot e si era rivelato moltopiù interessante della trama principale (!),è stato trasfuso, con un adeguato sviluppone “Il collezionista ostinato” ed è diventato,in forma molto, molto più elaborata, la storiadella caccia al disco e del gruppo rockpresenti nel “Collezionista…”.Carlo:…uhff … “Collezionista” di qua …“Collezionista” di là…..e parlami de ‘sto“Collezionista” ….perché non si pensi che


Campo de’ fiori 13qui si proceda con atti di censura e si operinodei tagli! Massimo: …eppure qualchetaglio …lo opererei a chi so io ! …ma andiamo avanti … anche “Il Collezionistaostinato”, con le sue due storie intrecciate,in realtà una vive su un’ideamolto nascosta, che, per non guastare lasorpresa al futuro lettore, è meglio nonesporre, nasce dalle chiacchiere “lungomare”con mia moglie e da uno spunto chelei mi aveva segnalato: un articolo su ScientificAmerican (nda: è una autorevole rivistadi divulgazione scientifica) …. invece la collezionedi dischi e il passato da rockettarosono molto autobiografici... tuttavia, qualcuno,in sede di prima lettura mi ha fattol’appunto che i gusti musicali, raffinatissimi(!) del protagonista dei mie libri, MaxPerri, non erano adatti alla sua età: Max èprofilato con un’età più giovane della mia….nella sua prima “uscita” ha 33 anni! Hoaggirato,quindi, questa “criticità generazionale”escogitando un’influenza sulla culturamusicale di Max da parte della sorella piùgrande Alessandra. Molto utile, poi, internet,specie un paio di siti, uno, incredibile,su tutti gli artisti rock morti di una morte piùo meno violenta e la rinnovata visione diquel capolavoro che è il film “Alice’s restaurant”,oltre ad approfondimenti su WoodyGuthrie e, ovviamente, a tante utilissimeidee che ti vengono leggendo giornali edascoltando storie presso gli amici...devodire che il testo pubblicato è rimasto quasiinvariato rispetto a quello spedito come“demo”, si direbbe in gergo musicale, all’agenzialetteraria e poi all’editore; hannorilasciato un sacco di suggerimenti intelligenti,che dimostravano la cura nella letturae nella comprensione del testo; molti erano“astuzie” editoriali alle quali non avrei manipensato… quasi tutti li ho condivisi; ma sitrattava di annotazioni abbastanza secondarie…maper quanto riguarda la storia, ilsuo procedere, i tratti dei personaggi ….sono rimasti invariati. Inoltre, ho notato unagrossa differenza nel rapporto tra il piccoloeditore che ha pubblicato il primo libro el’editore attuale, più grande, con il qualeho pubblicato il secondo e il terzo libro.Tanto per parlare di aspetti niente affattosecondari, ricordo che sul titolo e sulla copertinadi “CAINA ATTENDE”, la Robin halasciato fare tutto a me; la copertina, praticamente,è stata quasi solo opera mia e,oggi, con una figlia che studia nel campodell’immagine, posso dire che avrei potutofare molto ma molto meglio! All’epoca, inverità, ho apprezzato questa autonomiacontro le temute interferenze del bieco editore-padrone…..oggia ripensarci ritengoquei pregiudizi niente di più sbagliato,tanto sul titolo quanto sull’immagine di copertina!Alla “Piemme” …il temuto “grandeeditore”, si sono concentrati molto e nelcontratto era stabilito anche che la decisionefinale sul titolo fosse rimessa a loro.Sulla copertina hanno fatto un lavoro spettacolare(!!!) … ho avuto modo di confrontarmidiverse volte con il loro graficovalutando diversi provini … invece sul titolo,devo dire, ci sono rimasto un po’ male: perme quel libro si chiamerà sempre “Inchiostrobianco”, il titolo che avevo scelto all’originema loro hanno elaborato tutta unaserie di motivazioni, dimostrando quantaimportanza davano al titolo e quali considerazionieditoriali ci fossero dietro tutte lescelte, a partire dalla data di pubblicazione.La scelta del titolo è VERAMENTE IMPOR-TANTE (!!!)…siamo seri: quanti libri haiscelto in vita tua solo perché intrigato da untitolo e una copertina? E’ del tutto irrazionale,ma la mia risposta è: molti più diquanti vorrei! Come ti dicevo non ho condivisoproprio tutto, forse più per considerazioniaffettive che altro: il mio vecchiogruppo rock si chiamava proprio I.B. e cosìè stato ripreso ma mi rendo conto che nullaè lasciato al caso, e penso che sia giustofarsi guidare anche dall’esperienza….. poi,certo, mi avessero proposto una cosa deltipo “Max Perri alla riscossa”…. avrei reagitopiù energicamente! Carlo:….non ti agitareSalvatorelli! Piuttosto …parliamodel tuo rapporto con la musica e dei riferimentimusicali “sparsi” in ogni tuo libro…Massimo: oggi sono onnivoro … Carlo:…ahhh…stai lontano!... non sono venutosolo all’appuntamento…e poi …ehm...si…dunque…ho un microchip ….sotto pelle …proprio qui, dietro la scapola….un localizzatore GPS quarzato …munito diun combinatore telefonico ….insomma uncongegno potentissimo e inesorabile! Senon uscirò dopo le prossime 20 righe …quelli della tipografia mi verranno a cercaree per te saranno bocconi amari …Massimo:….tranquillo…ti troveranno intero….mancheràil cervello! ….ma quellopenso proprio che non sia mai entratoqui …con te! Carlo:….ora che mi ci faipensare, in verità, sentivo una certa leggerezza….bah! Massimo: ….diciamo cheoggi sono onnivoro ….in fatto di musica….ma due cose non riesco proprio a capire:una è il jazz…. ogni tanto ci riprovo “ad applicarmi”all’ascolto di questo genere, perchémi dispiace non prestarvi attenzione;c’è gente che stimo “musicalmente” e chelo apprezza…. ma io ….dopo pochi minutimi perdo e…. mi annoio! Per carità, si puòanche ascoltare, ho qualche disco, specietra gli “storici” ma non riesco ad appassionarmi…..sono convinto che sia un mio limite…. una cosa mi sfugge: se ascolto eapprezzo anche musica difficile e “cerebrale”tipo mottetti del quattrocento, perchénon riesco a trovare il filo di un’espressionemusicale molto più “popolare”, figlia del novecento,antenata del rock, del blues, ecc.?Ci riproverò! Poi trovo francamente poco digeribileil melodramma Italiano dell’ottocento,l’“opera” che tutto il mondo ciapprezza….anche questo, lo riconosco, è unmio limite... adoro Mozart “operista” e i suoicontemporanei, mi interessa il verismo …Puccini ecc…, ma Verdi proprio no! Qualchebella aria, non dico di no; ma mi suona tuttotroppo “canzonetta”…..a questo punto ,forse, mi sono alienato un po’ di fans ma ilpatto era sincerità assoluta, no? Ah , dimenticavo:il pop italiano e internazionale contemporaneonon me lo nominate nemmenoe, francamente, detesto anche cose tipoMadonna e Michael Jackson …..comunquenon mi capita mai di ascoltare niente delgenere, neanche per caso! Se da qualcheparte viene messa quella musica “chiudo”le orecchie e stop…..un altro mio limite,forse: ma non può piacere proprio tutto!Carlo:….ssshhh …..sento dei rumori ...saranno i fans di Madonna e Michael Jackson….mannaggia a te ad averli stuzzicati ………vado a vedere…..spengo la luce e accostole pagine ….e’ per il tuo bene!... screaeeeek…sbaamm… sdreeng…..sdreeng …sdrooong…. Scusi signore…ha visto un tizio …Come sichiama ragazzi? Massimo Salvatorelli….lo ha visto? No no …forse, si dice,passerà di qui il mese prossimo …forse, eh? Ma per maggiori dettagli suisuoi “spostamenti” segnatevi questo recapito:www.massimosalvatorelli.it.CarloCattani©aprile 2013


14Campo de’ fioriSciogli lo stress dalMultitasking virale!di PatriziaCaprioliMultitasking,una parolanata in questodecennio chesta a significare il gestirepiù compiti contemporaneamente.Una situazione tipo èquando stiamo controllandola nostra email e rispondiamoal telefono guardando le newssullo schermo della TV!Ora, giorni su giorni di questo modo di faree pensare portano la nostra mente a nonconcentrarsi sulle cose che veramente richiedonouna certa attenzione e moltospesso non riusciamo a venire a capo di unproblema perché ci distraiamo ogni millesimodi secondo. Senza contare lo stresstraumatico che il multitasking ci porta a faraccumulare.particolare: intenzionalmente,nelmomento presentee in modonon giudicante”.Le tecniche Mindfulnesssonodelle vere e proprietecniche dimeditazione, chepermettono di calmarela mente,focalizzare l’attenzione,ed eliminarele distrazioniesterne. Una viadi mezzo tra loYoga e il Buddismo.In rete ho trovato alcune risorse che possonoportarci alla meditazione Mindfulness,su Meditare.net(http://www.meditare.net/wp/medita z i o n e / u n a - s e m p l i c e - t e c n i c a - d i -mindfulness/ ) c’è una vera e propria figuracon tanto di descrizione per una seria meditazione.All’indirizzo http://www.aist-pain.it/it/files/FILOSOFIA%20E%20SPIRITUALITA%27/110906%20Mindfullness%20e%20vipassana.pdfè possibile scaricare un pdf chetratta della Mindfulness in modo dettagliatoe preciso spiegandone le origini e gli studifatti negli anni da tale disciplina.Ed infine su Obiettivo Benessere(http://www.drlorettabezzi.it/tag/tecnichedi-mindfulness-e-di-rilassamento/)ladott.ssa Loretta Bezzi spiega che tali tecnichevengono spesso utilizzate per combattereproblemi legati al disturbo d’ansiageneralizzato e al disturbo da attacchi dipanico e nei disturbi alimentari.Buona meditazione a tutti!Per ovviare a questo problema indotto dall’esistenzadi tante, troppe tecnologie moderneè ritornata in voga la terapia delletecniche definite Mindfulness, elaboratenegli anni ’70 da una docente di psicologia,Ellen Langer, e un professore di medicinafondatore di una Clinica per la riduzionedello stress, il dott. Jon Kabat-Zinn. Quest’ultimospiega che per Mindfulness si intende“porre attenzione in un modo


Campo de’ fiori 15IL CORAGGIO DI AGIREEcco la storia di Katherine Bouton, giornalista freelance di 30 annidel Dott.StefanoTomassettiNon sentire enon avere ilcoraggio diagire. Scacciarela verità, pensando“sarà una sciocchezza,ora passerà”. Invecenon succede, e mai te losaresti aspettato a neanche40 anni compiuti. Laperdita di udito è una condizionesottovalutata - in primis da chi nonsente bene - e lo diventa ancor di piùquando la persona affetta da ipoacusia è un“giovane adulto”, dai 25 ai 40 anni. Eppuresono una percentuale in crescita delle 275milioni di persone nel mondo, secondo l’OrganizzazioneMondiale della Sanità, affetteda perdita di udito da moderata a grave.Colpa in parte del volume eccessivo, sonotantissimi infatti i teenager con le cuffiettealle orecchie con musica altissima maanche, piu’ semplicemente, con il volumedel cellulare al massimo. E questo, con ilpassare del tempo, puo’ danneggiarel’udito. Ma senza generalizzare troppo, se a30 o 40 anni il tuo udito comincia a farescherzi, la vita si fa complicata. Non solo incasa, in famiglia, ma anche nei rapporti socialie soprattutto sul lavoro. Lo raccontauna giornalista freelance americanache ci è passata, la sua storia ora è diventataun libro: “Shouting Won’tHelp” - Urlare Non Aiuta - uscito recentementenegli Stati Uniti e pubblicato daFarrar, Strauss & Giroux. Lei si chiama KatherineBouton e a 30 anni si è accortadi non sentire bene con l’orecchio sinistro.Aveva risposto ad una telefonata di lavoro,doveva prendere appunti, ma appoggiandola cornetta sull’orecchio sinistro, non capivanulla.La sua storia racconta come si può perderegradualmente ma gravemente l’udito, provandoa nasconderlo. Sì perchè Katherineha pensato subito ad un’otite, ad un virus,ad una infezione particolare, ad un colpo difreddo. Aveva minimizzato. E anche dopo,passato un po’ di tempo, non era arrivatacerto alla conclusione che ci fosse un problemadiverso. La sordità, - pensava - l’apparecchioacustico poi, era una cosa da“vecchi”. Nulla di più sbagliato, purtroppo,perchè anche se è vero che la maggioranzadelle persone colpite da questo disturbosono over-65, può capitare - e non più tantodi rado - a personepiù giovani eper svariati motivi.Il problema piùimportante, perKatherine, era diventatoil lavoro,nascondere peranni tra capi e colleghi,la sua condizione,nonostantequasi tutte leKatherine avevaimparato a leggere lelabbra, ma se arrivavaqualcuno con barba e/obaffi era un guaio!L’unico modo perriprendere vigore eandare avanti è statoquello di indossare unapparecchio acusticoaziende abbianoormai - almenosulla carta - politicheapertissime verso i portatori di disabilità.Ebbene, la redazione del suo giornaleera un gigantesco open-space, dove l’acusticaera terribile e tra scrivanie e cubicoliogni voce veniva inghiottita. Le riunionierano un incubo, le sue risposte improvvisate.Katherine così aveva imparato a leggerele labbra, ma se arrivava qualcuno conbarba e/o baffi era un guaio, così comequelle persone che parlano con una manodavanti alla bocca o si girano più volte duranteuna conversazione. In ogni modo, Katherineaveva trovato, tra in vari modiingegnosi, una sorta di equilibrio. Finchènon è stata trasferita in un altro settore delgiornale.Allora si è dovuta “arrendere”, l’unicomodo per riprendere vigore e andareavanti è stato quello di indossareun apparecchio acustico. E“confessare” il suo problema al suonuovo capo. Agendo prima, Katherinesi sarebbe evitata lunghianni di stress, incomprensioni,ansie e oggettive difficoltà. Amaggior ragione, visto che se propriouno vuole “nascondere”, gli apparecchiacustici, oggi, sono inseriti nelcondotto uditivo diventando praticamenteinvisibili.


16 Campo de’ fioriBUONGIORNOPAPAdi CatelloMasulloIl 38-enne Andrea lavora per una agenzia di product placementnei film. E’ bello, brillante. Rimorchia alla grandeuna ragazza a sera. Una notte e basta, senza impegni ecomplicazioni. Divide il suo elegante appartamento conl’amico di sempre, Paolo. Una mattina si presenta allasua porta Layla, una diciassettenne molto alternativa, che asseriscedi essere sua figlia. Dopo l’inoppugnabile prova del DNA,un grande problema si pone....…Il 40-enne Edoardo Leo, già sulla breccia, da attore, da metàdegli anni ’90, aveva esordito molto felicemente nella regia nel2009 con “Diciotto anni dopo”. Sulla scia di quel successo, arriva l’opera seconda.Ancora una commedia (con qualche retrogusto amarognolo). Ancora una confermache i 40-enni della commedia italiana ci sono. E come. Il soggetto è diMassimiliano Bruno (altro 40-enne in grande spolvero, attore e regista brillante,come Leo, ma insuperabile come scrittore, spesso in squadra con gli altri duecampioni della commedia contemporanea, Fausto Brizzi e Marco Martani), sceneggiaturadello stesso Bruno, a sei mani con il regista e con Herbert SimoneParagnani. Un film pienamente riuscito. Anche se lo spunto non è proprio originalissimo,la storia fila via che è una bellezza. Spumeggiante. Con i ritmi giusti.Battute azzeccate (di deliziosa perfidia quella su Moretti). Gag irresistibili. Regiasicura (con anche qualche pregevole virtuosismo , come gli originali titoli di testa,costruiti su inquadrature di cartelloni pubblicitari stradali). Attori strepitosi. Bovaconvincente come non mai. Leo, che si auto-dirige per la seconda volta,è una spalla formidabile, del livello di un Peppino De Filippo, un CarloCroccolo o un Mario Castellani. Molto convincente la giovanissima RosabellLaurenti Sellers. Di gran classe le figure di contorno. E poi un monumentaleMarco Giallini. Oramai, giustamente, onnipresente. Ognientrata è da sganasciarsi dalle risate. C’è da chiedersi come abbia fattoil cinema italiano a privarsene per tanto tempo.TITOLO: BUON GIORNO PAPA’REGIA: Edoardo LeoINTERPRETI PRINCIPALI:Raoul Bova ... AndreaAntonino Bruschetta ... AdrianoPaola Tiziana Cruciani ... AdeleMarco Giallini ... EnzoNicole Grimaudo ... LorenzaRosabell Laurenti Sellers ... LaylaEdoardo Leo ... PaoloMattia Sbragia ... RobertoORIGINE: ITALIAPRODUZIONE: FULVIO E FEDERICA LUCISANOPER IIF ITALIAN INTERNATIONAL FILM IN COLLA-BORAZIONE CON MEDUSA FILMDISTRIBUZIONE: MEDUSADURATA: 109’SOGGETTO: COMMEDIAFRASI DAL CINEMA: “Corsi prima ha fatto un film sulla madre, poi sulla sorella. Adesso fa un film sullo zio? Non deve fare unfilm, deve andare in analisi!”. (Raoul Bova a Ninni Bruschetta).“Ma come, vi separate?Tanto per me è uguale. Ce sta o nun ce sta, per me è uguale. Se continua così, lo seppellimo co’ tutto er divano!”. (Raoul Bova e lamadre Paola Tiziana Cruciani).“Io c’ho un sacco di amiche che mi ospitano! Ve lo ricordate Nanni Moretti? Io sono uno splendido 60-enne!40-enne. Uno splendido 40-enne, aveva detto40-enne? Ammazza come se li portava male!”. (il padre Mattia Sbragia e Raoul Bova).“Lo sai che ci fanno i sogni nel cassetto? La muffa!”. (Marco Giallini ad Edoardo Leo).VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 7.5Leggenda:CAPOLAVORO **** quattro stelle: equivalente in decimi: 10DA NON PERDERE *** tre stelle : equivalente in decimi: 8DISCRETO ** due stelle : equivalente in decimi: 6DA EVITARE * una stella: equivalente in decimi: meno di 6“Lo sai che diceva Bukowski? Non essere triste se la tua ragazza ti ha lasciato. Ne troverai un’altra. E ti lascerà pure quella!”. (MarcoGiallini ad Edoardo Leo).Sai è difficile da dire : non riesco ad immaginare la mia vita senza di te!... Troppo smielato?Si, però spero di trovare un ragazzo che un giorno mi faccia una dichiarazione d’amore come questa!”. (Raoul Bova e Rosabell LaurentiSellers).


Campo de’ fiori 17Intervista a Gose, noto rapper del quartiere di Torre Angela, quartiere della periferia capitolinaIL RAP COME VIA D’USCITADAL DEGRADO DEI QUARTIERIdi GiuseppeFeroneMattia Gose, rapper famosissimoper i ragazzidelle borgate romane.Dicci qualcosa in generalesul rap italiano eromano.Beh io credo che rispettoalla Francia o all’Americastiamo parecchio indietroanche se in questi ultimitempi in Italia si sta diffondendo a dismisura.La televisione ci offre programmicome Amici e altri simili in cui il rap sta andandosempre più di moda. Io personalmentesono però contrario alla diffusionedel rap in tv. Per me il rap deve restare ancoratoalla vita di quartiere. Il rap è natocosì, per i poveri e nel degrado, e inveceoggi ci sono delle speculazioni enormi sulrap. Artisti che vengono lanciati sul mercatovelocemente in fretta e furia ma che invecefanno subito dei botti assurdi e vengonostroncati sul nascere. No, questo non è rap.La tua ultima fatica?In questi ultimi giorni è uscito su Youtubeun pezzo nuovo dove collaboro anche io. Ilpezzo si chiama “Uno contro uno” ed èestratto dall’ultimo disco di Mr Phil uscito agennaio 2013 dal titolo “Poteri Forti”. Abbiamopreso un pezzo storico dei FlaminioMaphia, “Combattimento mortale” e ci abbiamomesso dentro una ventina di Mc.Oltre a questo c’è anche un altro video chesta ricevendo molti consensi su Youtube, unpezzo mio personale. Ho preso praticamenteun beat di Lil Wayne, uno dei rapperamericani più famosi, “Misunderstood” e ciho creato sopra una mia canzone dal titolo“Bella fratè”. Sono due strofe più circa setteminuti di parlato in cui io mi sfogo e dicodavvero di tutto.Com’è la strada per diventare famosi?Il cursus honorumdel rapper emergente?Posso raccontarticome ho fatto io. Iosono andato sempreda solo senza curarmidi nessuno. Nessunomi ha mai dato unamano. Ho iniziato ascrivere alcuni testimentre ero con gliamici al muretto.Avevo sedici anni edera il 2006. Col tempoe con la pazienzapubblicando le miecreazioni su internet,su Youtube eFacebook, sono riuscitoa togliermiqualche bella soddisfazionein terminidi fan e di popolarità.Su Youtube bisognaperò staremolto attenti perché“Io punto soload essere piùvero di tutti.Raccontare neimiei testi la vitareale di tuttii giorni...”c’è davvero di tutto, ed essendoci di tutto cisono anche molte cose strane simili a delleparodie che in realtà con il rap non hannonulla in comune e portano la gente a pensareche in realtà quello sia rap.Quanto conta nel rap l’ambito professionalee scolastico e quanto conta invecel’esperienza che ti fai per stradada ragazzo?Nella dottrina del rap ci sono delle regoleben precise. Puoi essere un ragazzo conun’esperienza triste alle spalle: criminalità,galera, ecc… ma se non porti rispetto perchi fa rap prima di te, per chi può sempreinsegnarti qualcosa, allora non sei nessunoe non meriti rispetto. Anche senon bisogna cadere nella trappoladelle cosiddette “mafiette” del rap erimanere ancorati a loro senza crescereanche da soli con stile libero.Insomma, un misto di tutto ciò: andaresempre da soli per la propriastrada ma senza snobbare o mancaredi rispetto a chi fa questo lavoroda anni ed anni prima di te.Quali sono state le tue maggiorisoddisfazioni?Questo ultimo pezzo che abbiamofatto insieme a Mr Phil, e che hodescritto sopra, è stata davverouna soddisfazione enorme. Lavoraresu un pezzo dei Flaminio Maphia,assieme ad artisti come ErCosta che rappresentano il rapdegli anni ’90 è stata davvero unagrande cosa. Poi ultimamente, a settembre2012, ho pubblicato il mio nuovodisco “Che fatica”, ci ho messo un annobuono per portarlo a termine ed è stataveramente una bella soddisfazioneanche perché al suo interno ci sono deipezzi importanti come un feat assieme aSizzla, un famoso rapper giamaicano, dalnome “Police brutality” che parla appuntodella brutalità della polizia raccontata da mee da Sizzla che canta il ritornello in giamaicano.Ma oltre alla collaborazione con Sizzlaci sono anche delle strofe rappate da Primodei Cor Veleno, da Canesecco e da Gemitaiz.Davvero incredibile.Il rap ormai è un termine generale. Inrealtà oggi esistono moltissimi sottoinsiemidella musica rap. Tu a qualedi questi credi di appartenere?Io punto solo ad essere più vero di tutti.Raccontare nei miei testi la vita reale di tuttii giorni senza inventare castelli assurdi completamenteirreali. Io porto in alto la libertàdi parola e cerco di scrivere qualunquecosa, anche scomoda, all’interno dei mieipezzi.Quindi diciamo che il tuo punto forteè la scrittura dei testi?Si, assolutamente. La parte musicale nel rapsi chiama beat, e li crea lo studio discografico.Il mio studio di registrazione sta a Finocchio,in VIII Municipio. Mi creano le basied io scrivo. Scrivo a studio, oppure a casa,in giro. Scrivo un po’ dappertutto.C’è attualmente qualche altro rapperfamoso nelle borgate adiacenti allatua?Beh credo che a Torre Angela io sia davverol’unico. Poi ce ne sono alcuni molto bravi aTor Bella Monaca come Saga, ed alcuni giovanirapper emergenti come Occhiviola, formatada Crisa e Stricchinino.


20Campo de’ fioriIn difesa di diritti umani imprescindibiliIntervista all’Avv. Corriere ed al Prof. Funicello, ospiti della trasmissionecondotta dalla Durso, Pomeriggio Cinque.Prof. Sergio Funicello, responsabile medico legale ASL Vt 5.Presidente Commissione Invalidi Civili e L. 104/92 ASL VT 5.C.T.U. Tribunale di Viterbo e Roma.Avvocato Margherita Corriere, Presidente A.M.I. (Avvocati MatrimonialistiItaliani) Catanzaro e membro del Direttivo Nazionale.Coord. Commissione diritti minorili Ord. Avv. Cosenza.Intervistiamo l’Avvocato Corriere e ilProf. Funicello, che, qualche giornofa, sono stati ospiti di Barbara Dursonella trasmissione pomeridiana da leicondotta su Canale Cinque, per affrontareed approfondire una storia di attualitàmolto toccante. Si tratta dellavicenda della signora Teresa Bazzacco, 50anni, con una vita alle spalle da dimenticare,la quale ha lanciato un disperato appelloper rivedere, dopo lunghi anni, lapropria figlia: “Voglio solo guardarla primadi diventare cieca, non mi sembra di chiederela luna”. L’Avvocato Corriere e il Prof.Funicello saranno ospiti nella trasmissioneUno Mattina il 22 Aprile 2013.Avvocato Corriere come mai questa richiestadella sua assistita?Alla base c’è una vicenda familiare molto triste:una donna, Teresa, che, da bambinasubisce una condizione ambientale di emarginazione,ove non esiste calore umano etanto meno affetto paterno e materno, masolo miseria e degrado etico, che condurrannola piccola Teresa ad una delicata condizionepsicologica, purtroppo noncompresa sino in fondo neppure da quei genitoriadottivi che in seguito se ne prenderannocura. Crescerà infatti una giovanedonna con gravi carenze psico-affettive, inquanto priva di quei sani e maturi canaliemotivo-relazionali per far di lei una donnamatura e consapevole, idonea a fare damamma.Ad un certo punto della sua vita, desiderosadi dare e ricevere affetto, incontra un uomoe con lui intrattiene, contro la volontà deigenitori adottivi, una relazione, da cui nel1990 nasce la figlioletta, di cui per ovvi mo-tivi di privacy omettiamo il vero nome echiamiamo Beatrice.Ma purtroppo il compagno è affetto da notevoliproblemi psichici e, pertanto, non riescead esserle da guida e sostegno e ladonna si ritrova sola, indifesa, con un problemapiù grande di lei: la bimba peraltroaffetta da tetraparesi spastica.Teresa non sa cosa fare, proietta tutto il suobisogno di amare quella figlia in cure esageratee ossessive nel mangiare, trascurandoaltri aspetti essenziali e vitali per losviluppo psico-fisico della figlioletta, che intantocresce e viene trattata dalla madreancora come una neonata da accudire,senza che sia sollecitato un sano percorsoriabilitativo. Si prendono cura di Beatrice edi tutto il nucleo familiare i servizi socio-assistenzialie dopo un iter di vicissitudini cheevidenziano il grave malessere di Teresa edel compagno, il Tribunale per i minori li dichiaradecaduti dalla potestà genitoriale enomina un tutore per la piccola, che vieneseguita da un centro socio –assistenziale adhoc. Intanto passano gli anni, Beatrice oggiha 23 anni, Teresa non ha più il compagnodeceduto da anni, ma lei è un’altra persona,ha sempre rispettato la decisione del Tribunaleper i minorenni, ma adesso tante cosesono cambiate.Oggi Teresa è una donna, non solo abbattutadal dolore del suo vissuto ed, in primis,della sua incapacità ad affrontare la malattiadella figlia, ma è ammalata di diabete,sta per diventare cieca e vuole vedere perl’ultima volta la figlia ormai divenuta adulta.Ecco le parole testuali di Teresa nel chiedermisupporto: “Quello che voglio dire èche la malattia mi sta facendo perdere lavista . Non so fra quanto, ma è praticamentecerto che diventerò cieca. Prima cheaccada vorrei poter avere mia figlia davantiagli occhi e vedere la donna che è diventata.Non mi sembra di chiedere la luna.L’ultimo ricordo che ho di lei è del 4 novembre1998, aveva otto anni e già da tre nonviveva più con me e mio marito perché il tribunaledei minori ce l’aveva tolta. Era giàdura così, ma quel giorno di novembreun’assistente sociale ci disse che da allorain poi non avremmo neanche potuto incontrarlauna volta ogni 15 giorni, come sempre”.Ma quando Teresa si è rivolta a leiaveva già contattato il Tribunale per iMinori?Sì lo aveva già fatto, ma non supportandola richiesta con nessuna prova documentalee, purtroppo, aveva avuto, dopo diversotempo, un rigetto in toto della sua domanda,con la motivazione che “mai l’interdettaha espresso il desiderio di rivedere lamadre … e che un eventuale contattomadre –figlia poteva essere foriero di probabilinocumenti all’equilibrio psichico dellatutelata...”Ritengo che sia fondamentale dimostrareper tabulas che la signora Teresa non è unsoggetto psicologicamente pericoloso, mauna docile signora gravemente ammalata,che desidera vedere – anche non vista – lafiglia per una sola volta prima di diventarecieca in maniera irreversibile. Sto approntandole richieste da depositare presso ilGiudice Tutelare, unitamente ad una copiosadocumentazione medica di strutturesanitarie pubbliche che evidenziano comesia tutto vero ciò che riferisce la mia assistitaed, in primis, che sia affetta da retinopatiadiabetica, che conduce, purtroppo alla


Campo de’ fiori 21cecità. A questo punto mi corre obbligo fareun vivo ringraziamento al prof. Sergio Funicello,che, da medico legale, ha dato il suovalido e prezioso supporto specialistico aTeresa.Professor Funicello è vero dunque chela signora rischia la cecità e corre il rischioche non potrà vedere mai più lafiglia se i giudici non lo permettonoadesso?La signora Teresa – come da certificazionemedica agli atti – risulta affetta da cataratte,opacità del cristallino, retinopatia diabetica,diabete mellito tipo 2° insulino –dipendente, oltre ad avere anche una cardiopatiaipertensiva II classe.C’è da evidenziare che il diabete è una malattiacaratterizzata dall’aumento dei livellidi glucosio nel sangue che danneggia le piccolee grandi arterie. Dipende da un deficitdi insulina: un ormone prodotto dal pancreas.Può provocare gravi danni alla circolazionesanguigna, al tessuto nervoso, ed amolti organi (reni, cuore, encefalo...).La retinopatia diabetica è una malattia progressivamentedegenerativa della retina,cioè dello strato sensibile alla luce, cheserve per “raccogliere” le immagini che vengonofocalizzate nell’occhio e trasmesse alcervello ed il danno è , come suaccennato,su base di deficit ischemico retinico. La retinopatiadiabetica si manifesta con alterazionidella permeabilità dei vasi sanguigni(fenomeni di essudazione, e fenomeni diischemia per compromissione dell’irrorazione).La retinopatia diabetica (insieme all’ipertensivacon questa seconda megliodominabile) è diventata la principale causadi nuovi casi di cecità tra gli adulti negli StatiUniti e nei paesi industrializzati.Assieme ad altre malattie della retina rappresentala principale causa di cecità in Italia(1861 persone, corrispondenti al 33%degli iscritti all’Unione Italiana Ciechi nel1989).Il rischio di sviluppare la retinopatia diabeticaed i danni conseguenti aumenta se si èaffetti da diabete insulino-dipendente.Professore secondo lei la signora Teresaè persona psicologicamente pericolosa?Assolutamente no, neanche a sospettarlominimamente anche in rapporto a quelloche chiede. Se i problemi della signora fosserodifficili da risolvere mi verrebbe da rivedereil mio giudizio sui programmi diprotezione. Guardi, intanto premetto che èseguita dal centro salute mentale di ViboValentia e che il referto che mi è stato inviato(autorizzato a riferire), recita “affettada disturbo di personalità NAS ( Non AltrimentiSpecificabile) con note d’ansia e modestosottolivellamento del tono dell’umore,in trattamento farmacologico”.Vorrei aggiungere una cosa: le condizionipsicologiche di Teresa sono certamente figliedi un vissuto assolutamente negativo.Una vita travagliata che non le ha permessodi avere certezze di alcun genere.Non sappiamo benissimo l’iter, ma a mepare che un rapporto negativo allora gravementenegativo verso la figlia causa diun’evidente incapacità genitoriale, sia pianpiano migliorato e che l’ aumentata maturitàdella signora abbia sgrossato e levigatopian piano la pietra informe dandole unaspetto sempre più vicino all’amore maternocosiddetto “normale”.Amore da mancanza, amore da desiderio di“sapere di lei”, amore da rimpianto e da privazione,ma amore che è sempre stato maternoanche se ha impiegato anni peressere compreso bene come tale.La prospettiva che la “sorte” dette a Teresaalla nascita di questa bimba affetta da tetraparesi spastica, in una realtà sociologicamentenegativa, era veramente difficile dagestire.L’avrebbe aiutata in primis l’amore della famiglia,ricordiamo adottiva, che non c’èstato, poi un minimo di benessere economicoche latitava,un minimo di cultura (Carneadechi era costei?) e ultimo , ma interpares, un uomo –padre ed un pochino pochinocompagno o almeno minimamentecapace in una delle tre funzioni e che, invece,era lui ad avere bisogno.Mi pare che meravigliarsi del come sianoandate le cose sia, quanto meno, non bencomprensibile.Aggiungo, inoltre, che la signora è affettada cardiopatia II cl NYHA (classificazione da1 a 4 della New York Health Ass.) che verosimilmenteha anch’essa nel diabete la genesiessendo su base ischemica.Guardi la richiesta della signora Teresa sarebbecomprensibile, attuabile e degna diencomio solenne per chi si mettesse di“buzzo buono” e la rendesse realtà anchesenza la problematica vista che, essendopurtroppo, super presentela motiva a pieno.Questa donna dicendoche le basterebbe vederlaanche da un vetrogiudica negativamentese stessa.Diviene LEI, maggiormentediversamenteabile di fronte ad una figlia,che somaticamentelo è gravemente, mache lei ora immagina,pur conscia della realtàdi Beatrice, di granlunga meno handicappatadi se stessa.”Io ho sbagliato e riconoscola giustezza delladecisione nel toglierci lapatria potestà, ma riconoscetea me, madre, ildiritto di poterla vedere,conoscerla senza farmivedere, affinché nellanotte o, quando sarà,nel buio della mia cecitàio possa sognarla” Questochiede Teresa soloquesto a me sembra lamadre che rinuncia allafiglia a favore di unadonna che madre non ètemendo che veramenteRe Salomone, la divida in due per accontentaretutte e due. Ci sono problemi afarlo? Ci si spieghi quali e perché. Sono convintoche il giudice tutelare saprà essere unmoderno Re Salomone. Magari andandooltre le richieste della signora Teresa…chissà. Magari fuori stagione ma avremo unNatale pure per lei.Che messaggio volete mandare a Teresa?Cara Teresa ce la metteremo tutta affinchéil tuo sogno si realizzi, perché sappiamo cheil tuo è un appello accorato di madre.Dateci una mano parlandone e pubblicizzandosu facebook e twitter questa storia.Scriveteci sui nostri profili. Aiutate Tersa, ericordatevi che questa volta i soldi non servonoa nulla, qui si parla solo di amore.Sia l’avvocato Corriere che il prof. Funicelloconcordano nel dire che è un gesto di civiltàpermettere a questa donna, così sfortunatae che ha avuto un vissuto tanto difficile, dipoter vedere la propria figlia per una voltaalmeno prima che cali completamente ilbuio sui suoi occhi. Tra l’altro Teresa si accontenteràanche soltanto di vederla senzache Beatrice lo sappia, al fine di salvaguardarela sua tranquillità interiore.Inoltre l’avv. Corriere cercherà di ottenereche l’istituto dove si trova ricoverata la ragazza,informi regolarmente la madre dellostato della figlia, in modo che Teresa non laperda di nuovo ed in silenzio la possa seguirecon affetto.


22 Campo de’ fioriLa mia filosofia è“filosofia dell’unità”del Prof.MassimoMarsicolaPiù volte gli studentimi hanno chiestodi dare una definizionedella mia filosofia.Ho risposto dibuon grado che si può sintetizzarecosì: costruzionedell’unità apartire dall’apparentee dal molteplice; costruzionedell’unitàdalla differenza; costruzione dell’unitàmediante lo spirito. Costruzione dell’unitàmediante la verità. Infine: ri-costruzionedell’unità nella verità mediante lospirito. Si, ricostruzione. Perchè la verità ègià prima. E la vita di ciascuno acquista significatoed è spesa bene se e solo se siorienta verso la verità e abita nella verità.In tal senso la mia filosofia è anche una teologiagiacchè chi cerca la verità la trova, equesta ricerca ti conduce a Dio. Tale approdomostra l’uomo, sicchè, sul tappeto, siritrova anche, insieme, la questione antropologica.Connessa e legata a questa definizione vi èla ripartenza su basi nuove della filosofia.La filosofia come scienza rigorosa. Infatti, sivorrà chiedere: unità di che? Unità di chi?Chi è chiamato a raggiungere l’unità? Lamia risposta è la seguente: è chiamato acostruire l’unità prima di tutti chi non cel’ha. Innanzitutto la persona in se stessa,che lacerata dalla dualità spirito-carne, devepassare ad una monodualità funzionale.Mediante questa monodualità funzionale,che altro non è che il conseguimento dellapropria umanità, la persona si può relazionarein maniera feconda alle altre, formandola famiglia e la società civile, maanche la Chiesa e la civiltà.Tutto deve passare per l’identità, la conoscenza,la responsabilità, la coerenza, l’integrazione.Si potrebbe dire, alla luce dellamia dottrina, che il mondo può sperare dimigliorarsi sulla base della “filosofia scientifica”nutrita costantemente dallo Spirito diverità che può trovare applicazione incampo educativo, in economia, in politica,ed in ogni campo della conoscenza comedella vita pratica. Essa è destinata a soppiantareil “pensiero debole”, il “nichilismo”,“il relativismo”, e tutti gli “ismi” possibili,noti ed ignoti, palesi e sotterranei.Per coloro che non riescono a distaccarsi dalvecchio modo di ragionare ciò, ovviamente,suona strano. In realtà si tratta di far emergerequella verità che fin qui è stata negatae far agire quella nuova che da essa deriva.Una volta accolta si dovrà operare perchè siaffermi l’uomo nuovo, quell’uomo cioè chedecide liberamente di chiudere con l’errore,con l’uomo del passato, il fatto di terra, edabbracciare la virtù per proiettarsi nel futuro,verso l’uomo nuovo, viatico per unaumanità nuova.La difficoltà non dico di affermarsi, maanche soltanto di farsi ascoltare da partedel nuovo pensiero è dovuta al fatto chenella storia del pensiero occidentale l’unitàè sempre stata fatta coincidere con l’identitàdella cosa, garantita dal Principiod’identità. Così la cosa è identica a se stessae non vi è bisogno di ricercarla fuori da questarelazione. L’essere coincide con l’ente el’ente con l’essere, sia pure mediante il concetto.Essere ed ente si coappartengononelle loro proprietà.Sulla base di ciò mai si è pensato che l’unitàè qualcosa che sta sullo sfondo, qualcosache invece deve essere raggiunto, conseguitocome un risultato, a partire dal molteplicee dalla differenza. L’unità dev’esserericostruita. E mai si è neppure sospettatoche questo compito inerisce all’uomo, al Dasein,direbbe Heidegger, all’esserci; a coluiche accoglie l’essere in quanto lo ricerca apartire dalla sua stessa apertura.“Sua” qui rimanda tanto a quella dell‘essereche, nel darsi, privilegia l’uomo fra tutti glienti esistenti, quanto all’esserci, unica creaturacapace di aprirsi all’essere nella sua totalitàe realtà trascendente oltre cheimmanente. Anzi, risulta evidente che la trascendenzaè il risultato dell’impossibilità perciò che è immanente di darsi come definitivo,stabile. In tal senso, la totalità deglienti, la loro relazione, il loro fine, non siesaurisce affatto in ciò che sono e significanorispetto alla presenza e alla funzione,ma sono “porta del cielo” in quanto rimandanoa ciò che sta oltre la terra. Per andareal cielo occorre avere ben piantati i piedi perterra. Nessuno può guardare al cielo se noncolui che ha esperito il terreno e l’ha lavorato.Non si vuole di certo rinnegare il Principiod’identità, ma si sottolinea che esso èsolo un momento della logica, della logicaformale, che deve puntare a mostrare l’articolazionedell’essere nella sua ampiezza etotalità.I pensieri di Dio non sono i pensieri dell’uomo.Ciò significa che la logica di Dio nonè quella dell’uomo.Ma ancor di più significa che l’uomo trovala sua unità solo se giunge a pensare in Dio,nell’uno vero. Logica che deve disegnare inse stessa e da se stessa il suo proprio percorsoquale destino fondamentale dell’uomoche, utilizzando le molteplici cose delmondo, costruisce un edificio di senso (la filosofia)che trascende il mondo. Trascendersiè necessario; non è una sempliceeventualità che può essere presa o nonpresa in considerazione. È una necessità acui nessuno sfugge.Filosofia dell’unità dunque, che passa peruna nuova antropologia. Filosofia dell’essereche passa per il rinnovamento della logica.Logica dell’essere che considera lalegalità quale espressione del logos. Logicache mostra come il regno della legge ha insè leggi sue proprie che non sono e nonpossono essere le stesse che valgono per ilmondo dei fenomeni, luogo della loro applicazione.Il regno della legalità deriva dalla giustiziache, come si può capire, non essendo diquesto mondo, si possiede tutta intera nell’altro,in quello metafisico.E da esso discende nel tentativo di governareil mondo per mezzo dell’uomo.


24Campo de’ fioriCome eravamoMennea la freccia del Sude i velocisti… di paesedi AlessandroSoliEra il mio idolo,sostituiva nelmio cuore unaltro grandedell’atletica, quelLivio Berruti che avevovisto da tredicenne, vincerei 200 metri all’Olimpiadedi Roma, e che miaveva fatto innamoraredefinitivamente di quella specialità che sichiama 100 e 200 mt piani. Sicuramente neavrò già parlato, ricordando i miei trascorsida velocista di “paese”, ma colgo l’occasionedella sua scomparsa, per rinverdire e perchéno rivivere quei momenti, così lontanida miei attuali 92 kg. Non avevamo mezzi,non avevamo materiali, non avevamo piste,insomma fare atletica qui a Civita era impossibile.Fortunatamente c’era il Madami,lo storico campo di calcio, dove il buon StradonicoRomani (quello che mi ripeteva chenon ero tagliato per il calcio, perché troppomagro e veloce, ma privo dei fondamentali)custode dell’impianto, riusciva a strapparele erbacce e renderlo adatto al gioco più popolaredi quegli anni. Poi, grazie all’impegnodel rag. Dino Scarpetta, fu fondata una societàdi Atletica Leggera la “Renato Togni”,così arrivarono le tute, gli attrezzi, e arrivòanche un allenatore: Remo Berluti, finanzieredi belle speranze, che raccolse intornoa sé questi pionieri spinti da quella passionecosì diversa ma affascinante e mise a disposizionetutto il suo tempo libero per insegnaresegreti e tecniche relative ad ogniCampo Madami - Civita Castellana. 1963.Sandro Soli taglia per primo il traguardo.specialità. Ricordo ancora le sue parole, rivolteai velocisti, quindi a me in particolare:“Quando esci dai blocchi,tieni il busto inclinatoil più possibile, devi quasi cadere inavanti, sbilanciandoti per i primi venti trentametri, poi pian piano ti riporti in posizioneeretta e sfrutti al massimo la tua velocità,trattieni il respiro, perché nei 100 non hai iltempo per respirare, poi gli ultimi metri ancorain avanti col busto a tagliare il traguardo”.Parole sante, parole vere,specialmente quelle di trattenere il respiro,io veramente eccellevo più sui 200 metri, infattidicevo a Berluti, che quando arrivavoai cento, mi sentivo ancora di dare tutto mestesso, insomma non ero stanco. Nonavendo una vera pista a disposizione, ci arrangiavamo,facevamo curve approssimativesu quel rettangolo dove ciuffi digramigna ostacolavano il ritmo della corsa.I blocchi erano in legno e venivano piantatisul terreno battendo con forza il martellosull’asse che li regolava, quelli caricati amolla sarebbero arrivati dopo, mentre lescarpe chiodate, (che noi velocisti avevamocon i chiodi più lunghi adatti alla pista interra rossa) erano già in nostra dotazione.Conservo ancora come una reliquia le mie“Puma” dai chiodi spropositati che mi hannovisto gareggiare lontano dal gibboso Madamisu piste in terra rossa, come lo Stadiodei Marmi a Roma, o al Santa Giuliana diPerugia, dove veramente ti sentivi volare. Aproposito di chiodi, ricordo appunto unastaffetta 4x100 a Roma, quando il sottoscrittouscendo dalla terza frazione, quella50 anni dopo ancora con le mitiche Puma...ma ormai appese al collo.dell’ultima curva (a me riservata in quantoduecentometrista), al momento del passaggiodel testimone, mi trovo il compagnoquasi fermo, infatti non era partito, rischiandol’impatto, riuscii a fare il cambio,ma i suoi chiodi sfiorarono la mia tibia; piccolaferita, tanto dolore, ma terzo posto,dietro al CUS ROMA e alla LIBERTAS SANSABA. Già quella piccola società di provincia,riusciva a farsi onore, chissà se avessimoavuto gli impianti e i mezzi, forsequalcuno di noi, sarebbe “esploso”. Mi sonoriproposto di non fare nomi in questo pezzo,ma gioco forza, debbo menzionare l’amicoAlberto Sacchi, che allora, come oggi, fadella corsa la sua ragione di vita. Lui chemilitare nell’Aeronautica, continuò il progetto,e attuò il sogno di fare atletica agrandi livelli, ma lui è sempre stato un mezzofondistae fondista, e non me ne vorrà seriprendo a parlare di sprinter. E riprendo daPietro Mennea, raccontandovi un episodio,che forse nessuno sa, o ricorda. Fine anni‘70 primi ‘80, non ricordo con esattezza, miosuocero Carlo Conti, soffriva a causa del suomestiere di barista di infiammazione alnervo sciatico. Ci dissero che a Fonte Colombo,c’era un frate francescano, che incidevala vena all’altezza del malleolo,spurgandola ed isolandola dal nervo sciaticoche riprendeva la sua funzione naturale liberandoil paziente dal dolore. Ero presenteanch’io a Fonte Colombo; piede di Carlonella bacinella contenente acqua, incisionecol bisturi, come detto sopra, rigagnolo disangue, e come per miracolo, mio suocerodi nuovo in forma. Ma che c’entra Mennea?C’entra c’entra, infatti quel frate ci confidòche qualche giorno prima, anche il grandePietro Mennea, (che allora correva perl’Atletica Rieti) non riusciva più ad allenarsie a correre perché affetto da sciatalgia, eravenuto da lui con il buon Vittori suo allenatore,edaveva subito lo stesso trattamento.Lessi poi la notizia sui giornali, perché Mennearecuperò pienamente e continuò a vincere.


Campo de’ fiori25Il design moderno arriva dal Bauhausancora attuale dopo 94 anni.Il design moderno,ha ricevuto senz’altroun grande contributodalla scuoladella Bauhaus,unascuoladi architettura, arte e designdella Germania chedi FabianaPoleggi operò a Weimar, Dessaue Berlino dal 1919 al1935. Ideata e voluta fortemente da WalterGropius architetto, designer e urbanista tedescoche intendeva creare, non solo unascuola, ma anche un punto di riferimentoper tutti i movimenti d’innovazione nelcampo del design e dell’architettura legatial razionalismo ed al funzionalismo, creandocosì quello che diventò il movimento moderno.Assieme a Le Corbusier, Frank LloydWright, Alvar Aalto, Ludwig Mies van derRohe e ad altri insegnanti, appartenenti adiverse nazionalità, che furono figure di primissimopiano della cultura europea, lascuola acquisì quell’esperienza didattica cheinfluirà profondamente sull’insegnamentoartistico e tecnico fino ai nostri giorni.A cavallo tra le due guerre mondiali, si proponevadi creare un nuovo tipo di architetturache conferisse massima importanzaalla funzionalità degli spazi e degli oggetti.Nei primi anni di attività la scuola prese lecaratteristiche quasi esclusivamente artistiche,dovute alla presenza del pittore svizzeroJohannes Itten, arrivato nell’autunnodel 1919 proveniente, insieme a molti suoiallievi da Vienna,l’artista insegnò al Bauhausper i primi tre anni, fino a che Gropius, dopoun periodo di contrasti, non lo licenziò perpoter dare alla scuola un carattere più tecnico,quella che doveva sorgere era un’arteindustriale. Quella che stava nascendo era,nelle intenzioni di Gropius, una comunità dilavoro simile a quelle dei costruttori di cattedrali,in cui tutti i saperi, artistici e tecnici,intellettuali e manuali avrebbero concorso,al medesimo livello, alla realizzazione dell’opera.Il Bauhaus divenne in breve tempol’istituzione formalepiù influente del XXsecolo per l’architettura,il design ela pedagogia dell’arte.Nel 1923 fu organizzatala primaesposizione, Gropiusintendeva finalizzarele opere ditutti i laboratoridella sua scuola,per realizzazione diuna casa modelloche rispondessealle tecnologie piùavanzate. Gli elementi innovativi erano rappresentatidalla mancanza di corridoi: tuttele stanze facevano capo al soggiorno, e dauna migliore disposizione degli spazi e strutturazionedei collegamenti interni: cucina incomunicazione con la sala da pranzo, camerada letto con il bagno, cucina con lasala dei bambini, affinché la madre potessecontrollarli. Gli arredi interni furono progettatie realizzati dagli studenti del Bauhaus.Alma Buscher si dedicò alla progettazionedi pareti scrivibili e cubi-costruzioni per lacamera dei bambini, mentre la cucina fuuna delle più moderne prevedendo elettrodomesticie superfici lisce da poter esserefacilmente pulite.La progettazione degli spazi, degli arredi,degli oggetti del Bauhaus era indirizzata aduno stile moderno e lineare, semplice e stilizzatoche veniva poi ripreso in ogni generedi materiale studiato e lavorato nelle variematerie studiate nella scuola. I laboratoricomprendevano formazione di base dellapittura, laboratori di ceramica, decorazioneparietale e vetro, metallo,falegnameria, tessitura,scultura, tipografia grafica e pubblicità,architetturae teatro.Il Bauhaus nata a Weimar, dopo gravi contrasticon le autorità, a cui si aggiunse unacrescente ostilità dell’opinione pubblica cittadina,venne chiusa nel 1925.La Sedia Wassily disegnata nel 1925 da Marcel Breuer,la sedia Red and blue di Gerrit RietveldLa scuola si spostò quindi a Dessau dove rimasefino al 1932,ma il 12 agosto 1932 ilsindaco Hesse dovette mettere, su richiestadei nazisti, all’ordine del giorno la chiusuradella scuola. La Bauhaus si trasferì a Berlino,ma a Berlino tra i pacchi di libri, inviatidalla biblioteca della scuola di Dessau, furonotrovate alcune riviste comuniste, probabilmentemesse lì per lo scopo dagli stessinazionalsocialisti. L’11 aprile 1933 la Gestapoperquisì la scuola e ne decise la chiusura,nonostante ciò gli studenti fecero ditutto per mantenerla ancora aperta, autofinanziandosie sottostando alle condizionidel ministero di non accettare docenti ebrei,ma successivamente a seguito delle difficoltàeconomiche e ai contrasti col ministerodella cultura, i docenti, all’unanimità,decisero di chiudere definitivamente il Bauhausil 19 luglio 1935.E’ incredibile notare quanto siano state innovativele idee e le progettazioni dellascuola, quanto le sue creazioni di designmoderno, siano ancora così estremamenteattuali anche per la nostra epoca dopo 94anni dalla sua fondazione.I siti del Bauhaus a Weimar e Dessau sonostati riconosciuti Patrimonio dell’Umanitàdall’UNESCO nel 1996.


26Campo de’ fioriVII rassegna nazionale di teatro“Premio Arco d’Oro 2013”Al Palarte di Fabrica di Roma, Campo de’ fiori assegna il Premio speciale della Stampa al Gruppo delPierrot. Vincitrice del conscorso la Filodrammatica Berton di Faenza.Claudio Ricci (primo da sx), Carlo Ciaffardini (terzo da sx), Giorgio Cimarra e Stefania Stefanucci(penultimo ed ultima da sx) assegnano il “Premio Arco d’oro 2013” alla Compagnia FilodrammaticaBerton di Faenza per l’opera “La visita della veccchia signora”.premi per il Miglior attore, con l’interpreteedoardiano di Napoli Milionaria RenatoRoma ed il premio, molto importante, delgradimento del pubblico, con uno sfavillantepunteggio di 9,37 decimi.Il Gruppo del Pierrot di Napoli ha ricevutoil significativo Premio Speciale dellaStampa, per l’esilarante “Non mi dire tel’ho detto”, dalle mani della sottoscritta,che ha ricevuto a sua volta i sentiti ringraziamentidel direttore artistico Ciaffardiniper come la nostra notissima rivista, Campode’ fiori, è da sempre vicina al Premio Arcod’Oro. Ed al culmine della serata, il VicesindacoGiorgio Cimarra ha consegnato, in uncrescendo di emozionante attesa per tuttele compagnie ed il pubblico presente, ilPremio Arco d’Oro, un opera del pittoreFerdinando Sciarrini, alla FilodrammaticaBerton di Faenza per l’opera di FriedrichDurrennmat “La visita della vecchia signora”.Si è conclusa sabato 6 aprile, conl’attesissima serata delle premiazioni,la VII rassegna nazionale diteatro “Premio Arco d’Oro”. Lamanifestazione, divenuta ormaiuno dei fiori all’occhiello nel panorama culturalefabrichese, è organizzata ogni annodall’amministrazione comunale locale, rappresentatada Giorgio Francola, Assessoredelgato alla Cultura, con la fattiva ed indispensabilecollaborazione della Pro Loco diFabrica di Roma, presieduta da StefaniaStefanucci. Nove sono stati i premi assegnatialle sette compagnie finaliste, sceltetra una rosa di ben 85 gruppi iscritti, daparte della Giuria, presieduta da Gian TommasoCancelli, che ha dovuto svolgere unlavoro di certosina valutazione, vista la qualitàdegli attori e degli spettacoli messi inscena.La compagnia Stabile del Leonardo diTreviso si è aggiudicatail premio migliorallestimento scenograficoed il premiospeciale della Giuriaper “La Locandiera”di Goldoni.Alla Compagnia LaZonta di Vicenza èandato il premio allaRegia per l’interpretedi Macbeth, GiampieroPozza. L’Opera “Ferdinando”portata in scenadalla Compagnia “Vulimmvulà” di Pozzuolisi è aggiudicata ipremi per l’attrice non protagonistacon Jenny Brascio e quello alla Miglior Attricecon Roberta Principe. Il Teatro Clubdi Torre del Greco ha vinto i prestigiosiErmelinda Benedetti (seconda da sx) con gli attori del Gruppo delPierrot di Napoli, che hanno ricevuto il Premio Speciale dellaStampa, offerto da Campo de’ fioriIn primopiano,Claudio Riccie GilbertoNati,coreografode “Lacompagniadei sogni”Ad arricchire la riuscitissima serata, le straordinariecoreografie della scuola di ballo“La compagnia dei sogni” di Gilberto Nati,che, inserite tra i vari gruppi di premiazioni,hanno stemperato il clima di attesa, emozionandoe lasciando meravigliato tutto ilpubblico. Si sono esibiti anche la giovanissimacantante Ileana Baldassi ed il Coro Polifonicodi Fabrica di Roma.Al termine della serata, condotta da un divertentissimoClaudio Ricci, Carlo Ciaffardiniha rivolto un affettuoso augurio al SindacoMario Scarnati, impossibilitato ad esserepresente, ricordando che se Fabrica diRoma può vantare il Teatro Palarte comeuna delle “location” culturali ed artistiche trale più frequentate della Tuscia lo si deve allalungimiranza ed alla sensibilità del SindacoScarnati che lo ha fortemente voluto.Ermelinda BenedettiFoto di Fabio Branca


28Campo de’ fioriAssociazione Artistica IvnaEQUILIBRI E FORME NELL’IMMEDIATEZZA DEL COLORENELL’ARTE DI MARCO DE SANTIS.della Prof.ssaMaria CristinaBigarelliFin da bambinoMarco de Santisfrequenta lo studiodel pittore escultore spagnoloFranciso Palma Burgos dacui apprende i primi elementidella pittura per acquisirela conoscenzatecnica e fare eserciziodella manualità in modo ein tono del tutto graduale.Acquisisce tutto ciò che riguarda le tecnichepittoriche a cominciare dalla semplice matitain bianco e nero alla sanguigna, dall’acquerelloalle tempere, dagli acrilici all’olio.L’approccio con la scultura è curato altrettantobene e, in virtù di questo, dà un’efficaciadi rara bellezza elaborando unplasticismo anche pittorico, creando profondità.In alternativa come pittore proponeun’ efficace costruzione scultorea.Gli studi d’arte danno una chance educativanel profilo teorico di De Santis, che cominciaproprio con la conoscenza della teoria applicabileal materiale, rendendo necessarioe utile conoscere non solo i materiali, maanche la loro connessione con letecniche.Tutto è stato per lui l’unicomodo per entrare in manieracorretta nell’ ambiente, quellodella produzione artistica, per ilquale non basta, secondo la suaesperienza, lo studio alla ScuolaSuperiore e all’Accademia delleBelle Arti…… “per diventare unbuon pittore…… se non c’è allabase una lezione “a livello dibottega”, come erano chiamatigli studi pittorici di una volta,non si riesce a raggiungere un livelloottimale di pittura.”Nel ’90 termina l’Accademia di belle Arti diRoma con la specializzazione in pittura:fatto che per lui colmerà un sogno e unapromessa di testa e di cuore fatta al suoMaestro.La passione di dipingere è così intensa cheper Marco De Santis l’Opera non è mai “terminata”,poiché per opera finita si intende ilquadro concepito in quell’attimo in cui il pittoreraggiunge l’appagamento interiore,anche se tutto dipende dallo stato d’animodell’artista.Lo stile figurativo è elargito con forme basatesu immagini, con colore non stesocompletamente, quasi sempre lavoratoprima sulla tavolozza, applicato sulla tela amo’ di impressione, di macchia…un tocco immediato di colore.Quel tocco che rimarrà, stigmatizzandol’attimo nel quale l’artistaDe Santis tocca la tela,creando una genuina cromaticità.Ecco che allora l’Artista incarnacolui che rende omaggioalle forme e al colore, colui cheè garante dell’ispirazione concretizzatasu supporto pittoricoo scultoreo.L’Olio su Tela, gli dà la possibilitàdi gestire bene sia l’attimo, sia iltempo……in una scelta dei soggettiche spazia senza limiti “toccando” il ritrattismo,la natura morta, gli scorci internidi paesaggi in un gioco di luce importante,coinvolgente, efficace e messaggero di serenitàinteriore, di colloquio equilibrato conla natura, con l’ambiente circostante unitoda un unico slancio vitale in un intimo dialogo,che fa intravedere la solitudine dell’Artista,il quale vive e sperimenta pur sempreamore, palesandolo attraverso una lucerappresentante qualcosa di particolare, volutamentein cammino oltre la tecnica.Per lui la luce è importantissima, determinantecon l’azione del colore, con l’effettocromatico, utilizzando il disegno prospettico,appreso nei tre anni in facoltà di architetturaanche se….non si tratta di undisegno sulla tela o sul foglio, sulla basedove si dovrà intervenire con il colore… DeSantis interviene immediatamente con il colore…cioènon ha una base di disegno, noninterviene né con la matita, né con il carboncino,né con altri materiali similari……direttamente con il colore crea delle linee,che grazie all’esperienza riesce ad individuarecon un punto di fuga prospettico.L’Ispirazione risiede dietro le emozioni già oappena vissute…che vivono nell’inconscio.L’Ispirazione concepisce ogni opera vivace,brillante, luminosa…comunque dinamicanel suo mutare secondo l’emozione che alimentala sua ispirazione……in un tono popolarein quanto presupposto di chiarezzadi comunicazione comprensibile per i proprisimili. Conoscendo l’Opera di Marco De Santis,possiamo dire che con i suoi paesaggi ei suoi scorci emergenti dai contrasti di lucee di ombra, rappresenta un “plein air” contemporaneoin una percezione nella sua immediatezza,stringendo gli assunti e iproblemi espressivi della pittura intorno adun motivo fondamentale e dominante,quello dell’eccellente percezione, qualedono dello spirito nel mondo. Nella sua artesi diradano le tempestose e fugaci esperienzedella tecnologia contemporanea perlasciare il posto al sereno guardare alla vitacon “occhio” gioioso, entusiasta di un ritrovatocontatto con la natura: il paesaggio ruraleo del piccolo centro arricchiscono lemeravigliose conquiste interiori, ripercorrendoattentamente le vibrazioni dello spettacolonaturale, fissando come in variopinteistantanee i suoi mutevoli aspetti e i suoimutevoli tempi evolutivi verso una contemporaneitàtotale dei sensi . La malinconianon manca perché gemella della gioia edella serenità, quale sinonimo di equilibrioe morbidezza di tocco di pennello…….sostanzialinovità artistiche che donano ancorasignificato all’esistenza non incontrapposizione, ma in risposta agli usi ealle abitudini di una società particolarmenteincline e immersa nella tecnologia, e nelmondo virtuale, dove le emozioni sono anch’essevirtuali o “virtualizzate”……Il sensodella Pittura di Marco De Santis è proprioquello di mantenere in “pole position” il sentiredel mondo, nell’attualità immediata epacata dei suoi valori, perseguendo il“sogno” in un atteggiamento interiormentecoerente e artisticamente evasivo e sublime!


Campo de’ fiori 29Isa Pola: STORIA D’UN MITODA MALIARDA DEL CINEMA MUTO A SHOWGIRL DI PUNTO ZERONon credevoche Isa Polaavesse avutoun passatocosì denso disuccessi, quando la vedevoa Civita Castellanadi Secondiano agli inizi degli anni ’80,Zerolinegli studi televisivi diTele Radio Punto Zero. Lasalutavo con deferenza , come si fa con unasignora d’una certa età ( aveva già superatoi 70) ma difficilmente seguivo il suo programma,il suo show del sabato sera, chelei voleva fosse fatto tassativamente in diretta.Presentava canzoni traboccanti dibuoni sentimenti, facendosi accompagnareal pianoforte da suo marito, il maestro DiMatteo, che spesso appariva su Canale 5,nel programma di Maurizio Costanzo al TeatroParioli, alternandosi al maestro Bracardi.Ora, a distanza di così tanti anni, la ritrovosul settimanale del Corriere della Sera: “IoDonna” e così presentata: “ Famosa per iruoli di maliarda nel cinema muto, neglianni trenta incantava per gli atteggiamentida diva. Come quello di mettere le cigliafinte per proteggere gli occhi dal sole “. Nelservizio viene messo in risalto il “ caratterino”non proprio mansueto di Isa Pola, cheiniziò a sedici anni a subire una rescissionedel contratto da attrice, a causa delle sueintemperanze. All’apice della carriera, sulset del film “I bambini ci guardano” di DeSica, fece cacciare un operatore e a quelloche lo sostituì disse: “ Ho ventisei anni, sevuole che la illumini con il mio ingegno deveattenersi a ciò che le dirò”. Interpretò ilruolo d’un’operaia delle acciaierie di Terninel film di Mario Soldati “Acciaio” e promosseper la FIAT, nel 1929, un nuovo modellodi Balilla tra il fumo degli ingranaggimetallici e i lampi delle saldatrici. Di lei sidice anche che avesse la capacità di parlareun italiano corretto e di apprendere e pronunciarequalsiasi lingua o dialetto, tantoche, avendo debuttato in teatro con la Compagniadel Teatro di Venezia, a lungo il pubblicocredette che fosse veneziana mentreIsa Pola era nata a Bologna nel 1909.Quando, ormai a fine carriera, approdò aPunto Zero, grazie alla tenace perseveranzadi Stefano Principalli, la sua voce aveva inparte perduto il suo carattere sensuale, mala capacità di dominare la scena con la suafemminilità era rimasta nelle sue corde.Anche allora però palesò alcune “bizze”come quella, ad esempio, di non gradire neisuoi spettacoli giovani e belle donne…preferivacircondarsi di uomini freschi e galanti,perché il suo ego continuava ad accompagnarlanelle sue esibizioni. Isa Pola morì il17 dicembre 1984, poche settimane dopoaver presentato il suo ultimo show neglistudi di Punto Zero. “Io Donna” questo nonlo ricorda (e nemmeno l’ Enciclopedia Treccani), forse perché la cosa non reca ulteriorelustro alla sua carriera, ma noi lofacciamo volentieri, se non altro per concedereil giusto riconoscimento ad una veradiva, che noi, all’epoca, non sapemmocompiutamente apprezzare nella sua grandezza.La pubblicità della tua aziendanon può mancare sulle paginadella rivista più letta ed amata!Campo de’ fioriarriva e porta bene!Tel. 0761.513117 - info@campodefiori.biz


30 Campo de’ fioriLe scuole italiane all’esterodurante il FascismoOgni volta chenasce unnuovo governosi parladi dare risorse,di fare riforme insommadi rendere ladi Francesca nostra scuola più moderna,più efficiente, maPelingapoi di fatto si fanno soltanto promesse oleggi che il più delle volte portano soltantodanno. Nel campo dell’educazione il fascismoesordì con la riforma della scuola promossada Giovanni Gentile nel 1923, cheMussolini definì come la più fascista delle riforme.Essa mirava a ridare dignità al ruolodi maestro e agli studi, assegnando allascuola pubblica un’alta funzione di controllosu tutto l’insegnamento medio, che aveval’importante e delicato compito di forgiarele menti delle nuove generazioni; ma il dichiaratoproposito era anche quello di contenereil numero della popolazionescolastica notevolmente cresciuta durante ilperiodo di Giolitti. Le scuole fornirono agliitaliani emigrati l’immagine di un paese nataleorganizzato e forte e di cui si poteva essereorgogliosi, almeno fino alla fine deglianni Trenta, numerosi furono gli intellettualie i docenti che si impegnarono attivamentein questo ambito, esse raggiunsero il migliaioe comprendevano asili, elementari,istituti tecnici, licei. Vi erano circa cinquecentoistituti stranieri con insegnamentodella lingua italiana, Novecento con corsi dilingua e letteratura italiana, trecentocinquantauniversità e collegi degli Stati Unitidel Nord America che ammettevano l‘italianotra i titoli per l’iscrizione al primo corsodi studi. Le scuole regie all’estero avevanouna popolazione di 19.000 alunni, 16.000nelle elementari e il rimanente nelle medie,gli insegnanti nelle scuole medie erano 110,dei quali 65 professori erano di ruolo e glialtri incaricati e supplenti, nelle scuole elementariprestavano servizio una trentina didirettori didattici, circa 300 maestri e maestretitolari, 100 supplenti. Il Governo italianodava contributi, in denaro per quasisei milioni all’anno ed abbondante materialescolasti e una delle piuvano in Italia corsi primari,solenni manifestazioniGiovanni Gentilemedie, università. Semprecon le quali il Governofaceva sentire la sua importanzanelle scuoleall’estero era costituitadalla gara d’onore diin tema di corsi per stranierici fu l’accordo di reciprocitàconcluso da Piero Parini (Segretariogenerale dei Fasciall’Estero, nel 1930 Direttorecomposizione italianagenerale degli Italiani all’esterodel 21 Aprile (Il Natale die delle scuole) col pre-Roma diventò per il Governosidente dell’istitutouna sorta di “ve-internazionale di educazionetrina” nazionale eddegli Stati Uniti affinchè tuttiinternazionale della propriaattività “modernizzatrice”,la data nellaquale inaugurare scuole,edifici pubblici, nuovestrade, interventi archeologici e di recuperodel patrimonio artistico) di ogni anno fra glialunni sia italiani che stranieri. Nelle garedel 1925,1 926, 1927 furono giudicati 905,118, 1149 componimenti, nel 1928 i temiraggiunsero la cifra di 1318 il titolo assegnatofu “La nuova Italia”, vennero assegnategli anni cinque laureati italianisi sarebbero recati inAmerica e cinque laureatiamericani sarebbero venutiin italia, gli stessi accordierano già stati presi con l’Ungheria, la Poloniae la Cecoslovacchia. Bisogna anche direche la scuola fascista proponeva testi scolastici,quaderni, diari e pagelle in cui siesaltava il fascismo attraverso le immagini,strumento rapido ed efficace di propagandaper sostenere e celebrare il fascismo, chemedaglie d’oro a studenti stranieri di l’educazione paramilitare costituiva unaMontreal (Canada), Costantinopoli, AlessandriaD’Egitto, medaglie d’argento Gerusalemme.Nelle pagine di tutti i componimentifu rilevato dalla Commissione esaminatricel’orgoglio di essere italiani, la figura di Mussoliniispirava sentimenti di devozioni aibambini per cui il Duce appariva in un aureoladi leggenda. Altra istituzione dellescuole italiane all’estero era quella del Lettorati,cioè missioni di professori italiani discuole medie e di università, per corsi di linguae cultura italiana presso istituti medi esuperiori stranieri. Nei limiti delle possibilitàfinanziarie su indicazione della Direzionedelle scuole all’estero erano conferite borsedi studio a studenti stranieri che venivano astudiare in Italia, gli istituti di Padova, Pavia,Pisa Roma, Bari furono le città che ospitaronoil maggior numero di studenti. Nel1929 le borse di studio furono circa un centinaioripartite fra bulgari, romeni, greci, ungheresi,corsi, jugoslavi, polacchi, armeni,palestinesi, cecoslovacchi, lituani, tedeschi.Agli albanesi furono date circa un’ottantinadi borse di studio a coloro che frequenta-parte fondamentale della pedagogia fascista:i bambini venivano iscritti a 4 anni ai“Figli della Lupa”, da 8 a 14 anni ai “Balilla”,da 14 a 18 agli “Avanguardisti”, oltre i 18anni alla “Gioventù Fascista”, parallelamentele formazioni femminili erano le “Piccole italiane”e le “Giovani italiane”. La scuola diventòil più efficace strumento perl’organizzazione del consenso di massa, eproprio la scuola elementare fu il primo epiù importante gradino di un lungo processodi irreggimentazione e indottrinamento il cuiobiettivo primario era quello di costruire futurisoldati, uomini ciecamente pronti a“credere, obbedire e combattere. Con l’approvazionedella legge per “la difesa dellarazza nella scuola fascista”, Regio Decretolegge5 settembre 1938, insegnanti e studentiebrei sono espulsi dalle scuole di ogniordine e grado. Certamente gli intenti pedagogicidi questa scuola di massa eranofunzionali agli obiettivi di fondo del regimeche voleva soprattutto dalla scuola l’allontanamentodel pericolo di qualsiasi ribellismopopolare.


Campo de’ fiori 31IL PIO ORFANOTROFIO STEFANI5 ottobre 1825 – 28 febbraio 1986La Compagnia di Gesù a Civita Castellana.Alle Maestre Pie Venerinidi Ieri, Oggi e Domani.Prima di addentrarci nella disaminastorica dell’importanteistituzione religiosa,vanto e gloria della nostracittà, è necessario inquadrareurbanisticamente la sede dell’Orfanotrofio,ovvero PalazzoSoderini prospettante sulla confluenzatra via Panico e via di PortaLanciana, posto nel versante sud-estdel pianoro tufaceo su cui sorge ilcentro storico di Civita Castellana.Nell’attuale Catasto Edilizio ed Urbanorisulta così Censito: Comune diCivita Castellana, Catasto Fabbricati,foglio 28 particelle 347 e 349; CatastoTerreni, foglio 28 particelle 350,348 il cortile interno e 461 il terrenoadibito a seminativo.La proprietà attuale: Diocesi di CivitaCastellana.In Viterbo risultano i seguenti atti notarili:Archivio di Stato di Viterbo in viaCardarelli n.18, Archivio Notarile Mandamentaledi Civita Castellana, faldonen.44, Notaio Bianchini Giuseppe,foglio 696r e seguenti, (pag.33 dell’Inventario).1° atto del 13 giugno 1739“l’Abate Lodovico Soderini, nobile di CivitaCastellana, Dottore Protonotario Apostolicoe Vice Reggente Capitolare di Civita Castellana,già Governatore della Sabina e dell’Abbaziadi Farfa, DONA, all’erigendoSeminario la sua casa posta dentro questacittà nella contrada detta Panico, parrocchiadi San Clemente con il giardino e tutti li suoiannessi e connessi, libraria, e tutti li mobilie semoventi in essa esistenti.(l’atto vieneratificato in 2^ lettura il 22 giugno 1739);2° atto del 15 giugno 1739: rinuncia al palazzoe a tutti i beni del Soderini da parte diGiulia Soderini, sorella dell’Abate; 3° attodel 16 giugno 1739, concessione di un vitalizioad Angelo Buttarelli da parte del VescovoDiocesano; 4° atto del 18 giugno1739, rinuncia a tutti i beni, tra cui il palazzoSoderini, da parte di Angelo Buttarelli, ziomaterno del Soderini; 5° atto del 22 giugno1739, deposito della stima del palazzoSoderini e di tutte le sue pertinenze in9.000,00 Scudi Romani, (1.089.000,00Euro); 6° e ultimo atto, del 27 giugno 1739,donazione alla Curia Vescovile di Civita Castellanadi un’altra casa del Soderini in viadella Corsica. Firmato Giovanni FrancescoTENDERINI, Vescovo della Diocesi di CivitaCastellana, Orte e Gallese, assistito dal SegretarioVescovile Mons. Nicola ETTORRE.Chiarito l’atto notarile di provenienza, proseguiamooltre: Nel vigente Piano RegolatoreComunale l’immobile in esame ricadein Zona “A”, Centro Storico, sottoposto,inoltre, alle norme tecniche di cui al VincoloPaesistico della Regione Lazio, redatto aisensi della Legge Regionale n.24 del30.07.1998, e alle disposizioni di cui all’art.20delle norme tecniche di attuazionedel suddetto ambito.Agli atti dell’Amministrazione Comunale,non risulta redatto ed approvato il Piano diRecupero del Comparto Edificatorio in cui ricadeil sopracitato bene, così come previstodalla Legge n.457/’78 ed ex-Legge1150/’42.Nel bene descritto non sono presentiVincoli Artistici, di Inalienabilità o diIndivisibilità, non sono presenti Vincolio Oneri di natura condominialee, infine, non si è rilevata l’esistenzadi diritti demaniali e usi civici.In Roma negli Archivi Vaticani, risultaquanto segue: Sacra CongregationeConcilii, Civitatis Castellanae, QuintaRelatio Ecclesiarum et Dioecesum CivitatisCastellanae et Hortanae, il CanonicoONORATO STEFANI e ilfratello TOMMASO della terra di Stabia,(attuale Faleria), donano al Vescovodi Civita CastellanaFORTUNATO MARIA ERCOLANI,(1822-1847), 9.000,00 scudi romaniper la fondazione in Civita Castellanadel PIO ORFANOTROFIO STEFANI,la cui sede è il Palazzo Soderini e ladirezione affidata alla Serva di DioROSA VENERINI, della Compagnia diGesù, come da atto notarile rogatoe stipulato il 5 ottobre 1825 nel PalazzoVescovile di Civita Castellana, dal NotaioGiovanni Abbondio Midossi, presenti il VescovoErcolani, i Canonici Giovanni Forlani,Domenico Caprinozzi, il conte Aloisio AntonisiRosa e il cancelliere vescovile SebastianoCantini.Bisognerà attendere il 19 novembre1838, quando nel palazzo Apostolico, ilPontefice GREGORIO XVI, con Breve Apostolicodecreterà la definitiva apertura dell’OrfanotrofioStefani - che già contava23 alunne affidate alle Maestre Pie Venerini- lodando la corretta amministrazione e affidandoal Vescovo Pro-Tempore, la curaperpetua della sede del vecchio Seminario,come riporta l’atto, a Maggior Gloria di Dio.continua sul prossimo numero...del Prof. Architetto Enea Cisbani


34Campo de’ fiori“Il Fumetto”LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONAUN FRAMMENTO DI TE di Shin Takahashiedito da Panini Comics – 9 volumi, conclusadiDaniele Vessella“Si dice che, tanto tempo fa, la gente credeva che ilmondo si ripetesse. Come l’erba e i fiori che rinasconoogni anno, come la notte che si tramuta ingiorno, come le civiltà che crollano e risorgono dalleproprie ceneri. Ma questo piccolo mondo non si ripeterà: finiràprima di lasciarci crescere. Fu in quel tempo che nacquero unragazzo e una ragazza…”. Questo l’incipit della storia di Icoro,una principessa di un mondo simile all’Islanda circondato dagrandi mura dove la gente è convinta che dovrà presto moriresepolta sotto la neve. Un bel giorno, però, un ragazzino cade daltetto della casa di Icoro e la convince a cercare con lui la luce eil calore del sole… (trama tratta dal sito dell’editore).Lo spunto della trama è poetico ed evocativo, e questi aspetti si dipanano per l’interaopera. L’autore è capace di comporre dei concept di grande portata, di crearedelle immagini che rimangono indelebili nella mente del lettore fornendo quell’impattoemotivo che dà sensazioni sconvolgenti.Il contrasto tra il tratto etereo e delicato e le atmosfere violente e disperate in cuisi muovono i personaggi è senz’altro un punto a favore del fumetto.Anche se con il passare dei numeri, l’idea principale perde il suo appeal, come sel’autore fosse stato folgorato da un’idea, non riuscendo però a svilupparla in manierasolida…Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTOCARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALESI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a 25,00I miei datiNome___ ____ __________________________________ Cognome______________________________________________data di nascita_______________________Città________________________________________________________Prov._____________________________________________________________________Telefono____________________________________Desidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a 25,00Il regalo è per:Nome_______________________________Cognome_________________________________________________________________data di nascita_________________________Città____________________________________________________Prov.________Via_________________________________________________________________Telefono________________________________effettuerò il pagamento con c/c postale n. 42315580 intestato alla Associazione Accademia Internazionale D’Italia - P.zadella Liberazione n. 2 - Civita CastellanaData______________Firma__________________________________Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di “Tuteladei dati personali”. Titolare del trattamento dei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 Civita Castellana(VT)Data______________Firma__________________________________Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana(VT) o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117


Campo de’ fiori 35Langolo del CollezionistaI ventaglidiLetizia ChilelliIl ventaglio è una diquelle “invenzioni”che nasce per necessità:i primissimifurono prodotti inOriente, nei paesi caldi evenivano usati per poteravere un po’ di refrigeriodurante le lunghe giornateafose.Se ne trovano tracce anche nel popoloEgiziano, Assiro-Babilonese e Romano.Osservando le varie versioni possiamo dividerela storia del ventaglio in due grandicorrenti.La prima, definita rigida, che va dall’antichitàe arriva fino all’epoca Rinascimentaledove venivano montate piume di uccello,foglie di loto e di palma su di un supporto,nel Rinascimento, in particolareprende piede il supporto conforma a zampa d’oca che sostienepiumaggi di selvaggina considerataeccellente o addiritturastoffe pregiate come il broccato.La seconda corrente comprendei ventagli pieghevoliche furono inventati in Giapponee di cui abbiamo testimonianzea partire dal 1700 d.C.Si deve la diffusione del ventaglio in Europa,precisamente in Francia, a Caterina De’ Medici;i primi paesi produttori furono: la Francia,l’Italia, i Paesi Bassi e l’Inghilterra cherealizzarono soprattutto ventagli per ledonne aristocratiche con montature in avorio,ma vista poi la grande diffusione datasoprattutto dalla facilità della sua costruzione,questo oggetto curioso e civettuolosi diffuse anche a tutto il resto della popolazioneed anche in questo caso si venneroa creare due diverse destinazioni: la prima,quella aristocratica, con ventagli sempre piùricchi e grandi destinati ad essere portatialle feste o addirittura appesi come oggettodi arredamento e la seconda, quella del popolodove l’oggetto diventò più maneggevolee destinato all’uso quotidiano.Ma vediamo un pochino più dettagliatamentei materiali e le decorazioni dei ventagliin uso a cavallo tra il 1700 e il 1800.Abbiamo i due montanti con un numero variabiledi stecche sulle quali viene applicatala pagina che può essere di svariati materiali:stoffa, carta, pergamena…I montanti dei ventagli aristocratici possonoessere anch’essi di diversi materiali, si vadal legno profumato alla madreperla, dal-l’avorio alla tartaruga, se ne trovano persinoin oro o argento, laccati e tempestati di pietrepreziose.Le pitture sulla pagina sono a guazzo o adacquerello e le scene dipinte possono esserele più disparate: erotiche, mitologiche,paesaggistiche, con riproduzioni di operefamose, di interni di teatri, di scene di vitaquotidiana…I ventagli “del popolo”avevano montaturein legno, la pagina della pergamena eraspessa con decorazioni sparse alla rinfusache spesso rappresentavano fiori e medaglioni.Nel ‘700, in Italia era diffuso “l’occhialino”un ventaglio in cui su ogni stecca era praticatoun foro e se le stecche venivano sovrappostene era visibile solo uno sul qualeveniva montato un vetro che consentiva alladama di osservare senza poter vedere la direzionedel suo sguardo, se la dama avevaanche un difetto di vista una lente sostituivail semplice vetro.Sul finire del 1700 e agli albori del 1800 siebbe la diffusione della “rosta”, un ventaglioin cartone con forma a ventola sulle cuidue facce venivano rappresentate scene ironichema spesso anche poesie erotiche esatiriche (famose in Italia le “roste” compostedal Gozzi e dal Parini).Importante nella storia della decorazionedel ventaglio fu il 1783 l’anno del collaudodella mongolfiera e compaiono proprio inquesto periodo i ventagli “a’ la Montgolfier”con scene dipinte che richiamano proprioquesto particolare avvenimento e in cuianche i montanti venivano incisi con lostesso soggetto.Continuando il nostro viaggio arriviamo altempo della Rivoluzione Francese ed è proprioil caso di dire che la moda va a braccettocon la storia; in questo periodo infattisi parla del ventaglio “a’la patriote” doveera possibile vedere sulla pagina dei dipintiin chiaroscuro che avevano come soggetti ivolti dei capi della Rivoluzione o anche lefasi della Rivoluzione stessa: dalla presadella Bastiglia al periodo del Terrore, nonmancavano però anche i ventagli dei “fedelial Re” con dei dipinti allusivi che servivanocome segni di riconoscimento: lapagina era nera ed i disegni in bianco, famosisono quelli che si “trasformavano”, adesempio un ventaglio aperto recava il disegnodi un cesto, ma chiudendo tre steccheecco che il disegno magicamente rappresentavaun giglio bianco, fiore simbolo dellafamiglia reale, in altri troviamo dei fiori edelle foglie che con lo stesso meccanismoillustrato prima si trasformavanonei profili del Re o della Regina maanche i semplici fiori occultavanodei simboli, in controluce,ad esempio alcune violettedel pensiero palesavano le figurereali.Il ventaglio “a’ la patriote”raggiunse ben presto anchel’Italia e divenne anche quicarico di simboli: la Libertà,rappresentata dal berretto frigio;la Forza ovvero una donnacon la corona di quercia in testa e una clavanella mano, la Vittoria vista come unadonna ornata di palme e foglie; la Giustiziadipinta come una donna con la bilancia inmano, la Ragione simboleggiata da unadonna con un leone; una donna che allattaun bambino bianco ed uno di colore con ifrutti della terra ai suoi piedi, l’Unità e laFratellanza raffigurati dai fasci, la Vigilanzadisegnata come un occhio, il Popolo rappresentatodal pioppo (dal latino “populus”) alberosimbolo di Libertà, le Virtù Cittadinesimboleggiate dalla quercia…Nel periodo francese del Direttorio, conl’ascesa di Napoleone, il ventaglio perse ilsuo “carico politico” cosa che poi si verificòanche in Italia, le pagine in questo periodoerano in crespo con paillettes .Nei primi anni dell’800 fa la sua comparsa il“ventaglio a giorno”, un ventaglio traforatoche non aveva pagine ed era tutto costruitocon le stesso materiale di cui erano fatte lestecche che venivano a loro volta legate allabase con un cordino, i montanti erano decoratia rilievo.continua sul prossimo numero...(Bibliografia e fonti: Wikipedia, ProfessioneDonna, Fabbri Editori


36 Campo de’ fioriUna favola bellissima. Amichevoli di lussoA.D. Fabrica - Carbognano. Storia di una piccola società diventatapoi una delle più grandi della nostra provincia.... continua dal numero 101Dopo gli anni delle affiliazioni,un altro dei ricordipiù belli è quello della doppiaamichevole con la societàS.S. Lazio, si si avetedi Sergio Piano capito bene proprio laLazio, quella che disputa ilcampionato di serie A.Immaginate che cosa può significare peruna piccola società confrontarsi con una societàdi massimo livello. Era il 18 Novembre2008 quando ci recammo presso il quartieregenerale della Lazio, che come tutti sapetesi trova a Formello, per disputare appuntoquesta amichevole di lusso.Ricordo i preparativi dell’evento, che oltrealla preparazione del materiale necessarioe all’organizzazione del viaggio, prevedevaanche il fatto di tranquillizzare i nostri giocatori,emozionati per l’evento. Di quella indimenticabilegiornata, ricordo la signorilitàdei vari dirigenti della Lazio,che ci misero subito a nostroagio, e poi i giocatori, da Musleraa Diakitè a Cribari,Brocchi, Dabò, Meghni, Foggia,Zarate, Rocchi, Inzachi,Makinwa e tutti gli altri, instancabilitra autografi e fotoricordo. Per la cronaca, lapartita finì 15 a 0 con reti diRocchi (2), Zarate, Brocchi eMeghni nel 1° tempo, mentrenel 2° tempo il vero mattatorefu Simone Inzaghi,che ci rifilò ben 6 reti, poi segnaronoFoggia, Makinwa eLedesma.Alla fine ancora foto e autografi tra giocatori,mentre noi dirigenti ci accordammo peruna amichevole con la squadra primaverada disputarsi presso il nostro campo di Carbognano.L’amichevole con la squadra primavera, sisvolse Giovedì 7 Maggio 2009 a Carbognano.Per la cronaca vinse la Lazio per 4 a 2, maper noi fu bellissimo vedere giocare sul nostrocampo i ragazzi di una delle più grandisocietà italiane.continua sul prossimo numero...L’ ASD CIVITA CASTELLANA-CALCIOGIOVANILE SI E’ AFFILIATA AL BRESCIA CALCIOL’ ASD Civita Castellana-Calcio Giovanile hasottoscritto un importante accordo con ilBrescia Calcio per la valorizzazione dei giovanicalciatori.L’ incontro che ha portato all’ affiliazionedella società civitonica con il Brescia Calcio,si è svolto giovedì scorso presso la sede comunaledi Civita Castellana, presenti l’ assessoreallo sport, Alessio Alessandrini, inrappresentanza del Comune di Civita Castellana,i dirigenti dell’ ASD Civita Castellana, irappresentanti di TalentScout, i dirigenti del BresciaCalcio e i giovani calciatoricon alcuni familiari.Con questa affiliazione ilBrescia Calcio si è impegnatoalla formazionedegli allenatori che dovrannocurare il settoregiovanile dell’ ASD CivitaCastellana e la selezionedei giovanitalenti conmini-torneie provini.“ Con l’affiliazioneal Brescia Calcio- hadetto l’ assessore allo sport,Alessandrini – si è raggiuntoun importante obiettivo checoinvolge non solo Civita Castellanama tutto il bacino, offrendouna grossa opportunitàai giovanissimi che vorrannoaffacciarsi allo sport del calcio.L’ASD Civita Castellana-CalcioGiovanile è fortemente impegnatada molti anni sulla formazione del calciogiovanile. Un lavoro che gli ha consentitodi ottenere ottimi risultati anche per lacrescita dei ragazzi, oltre che sotto l’aspettosportivo, anche umano.Perciò non possiamo che essere soddisfattidi questa importante opportunità che gliviene offerta con l’ affiliazione al BresciaCalcio.”


Campo de’ fiori 37Lasciatevi viziare dalBar Hostaria L’aquilaGood morning con cappuccini, torte, cornetti e… un esclusivo caffèLaura oggi, dietro al bancone del suo barUn buon caffè ed una ricca e sanacolazione sono quanto di meglioper iniziare una intensa e proficuagiornata di lavoro. Lo sannobene i clienti affezionati del BarHostaria L’aquila, ai quali, ogni mattina,da anni, Laura e le sue ragazze riservano untrattamento speciale.Il caffè è una vera è propria arte per Laura:“Finchè le mie ragazze non hanno imparatoa farlo come si deve, non lascio che servanoi clienti. Perché il caffè è molto delicato, risenteanche dell’umore e della condizioneLaura nel ristorante L’Aquila a soli 6 anniLa piccola Letizia, figlia di Laura ePaolo, già alle prese con leordinazioni... (ma la mamma sognaun futuro diverso per lei)fisica di chi lo prepara!”,ci racconta la giovanissimaproprietaria. Tantopiù che la miscela utilizzatain questo barè originale ed esclusiva.Essa fu voluta estudiata da Claudia, lamadre di Laura, daNerio, suo compagno, eda Serafinelli, titolaredell’omonima azienda,unica loro fornitrice dicaffè. A detta dei palatipiù sofisticati chehanno avuto ed hannoil piacere di gustarequesta miscela, essa risultaavere una consistenza morbida, ineguagliabilenel suo genere.Per non parlare, poi, del cappuccino, dovequella che viene comunemente chiamata“schiuma” in realtà è crema, tiene a precisarela nostra Laura, prodotto finale di undelicato processo di lavorazione del latte.Cappuccini ideali che rallegrano la giornata!Accanto ad un buon caffè o ad un ottimocappuccino, bene si accompagnano unafetta di ciambellone, di crostata, di torta farciataalla frutta o alle creme, tutti esclusivamentefatti in casa, genuini e con ricettetradizionali, come anche i classici cornetti,le ciambelle o le bombe di una antica e notapasticceria locale, a cui si affiancano tantialtri dolci nuovi e sfiziosi.Non solo dolce, ma anche salato. Deliziositramezzini con pancarré e maionesefatti a mano, come anche pizze e focacce.Pane fresco tutte le mattine, per soddisfareal meglio anche uno spuntino veloce. “Lavoriamotutto congrande cura, a partiredalla materia prima finoad arrivare al prodottofinito”, ci confessaLaura, che riporta questafilosofia di vita anchenella conduzione del ristorante,che ha, dapoco, preso in gestione.Il ristorante, infatti, offreun menù giornaliero concucina casareccia, basatasulle ricette consigliatedalla signoraAnnalisa (Noanna),usando alimenti freschie genuini, proprio comese si cucinasse per lapropria famiglia.Laura è entusiasta esoddisfatta anche dellasua équipe: “Claudia e Irina, addette allasala ed alla cucina del ristorante, Vilma,Anna e Chiara, che si occupano, invece, delbar, sono davvero impagabili. Oltre ad essere,ormai, professionalmente preparate,secondo il mio metodo, sono cortesi e gentilicon tutta la clientela, che viziano letteralmente,diventando così, un importantepunto di riferimento. Si impegnano molto,inoltre, anche nell’apertura e nella gestionedel locale. Sono per me un aiuto indispensabile!”,ci rivela Laura.Questi sono alcuni dei tanti buoni motivi perpassare almeno una volta al giorno al BarHostaria L’aquila: a colazione, per potersoddisfare tutte le voglie di prima mattina;a metà mattinata, per un coffe breaksenza eguali; a pranzo, per ripartire leggeri;o a cena, per chiudere bene la giornata,passando prima alla zonaaperititivo, ricchissimo di gustose prelibatezze.Ermelinda Benedetti


38Campo de’ fioriBeethoven, tra pocofinirà per strada. Non hanessuno cerca soloun po’ di affetto e unafamiglia.Taglia Piccolacirca 4 kg di peso,appena un anno di età.Fabrica di Roma327.6645195Attenzione:Corchiano (Vt),lanciato dentro lapensione dovesono ospiti alcuninostri cani.Maschio, giovane,tg piccola, buonissimo no chip, collarinonuovo giallo con bandana. Perso oabbandonato ???? Fate girare per favore!!!Rita 3391123663Adozione del cuore!!Piccola ha almeno 10 anni,passati praticamente tutti incanile. Di taglia piccola,timidissima, finchè eragiovane nessuno la notavaperchè stava sempre nascostanella cuccia. Con il tempo si èammalata di leishmaniosi, edebolezza e sofferenzal’hanno resa più facile da avvicinare.Ora è del tutto cieca, nonostante le curecontinue, e cerca costantemente il contattoumano per essere rassicurata nel buio delsuo mondo. Va d’accordo con gli altri cani,maschi o femmine che siano, è moltotranquilla. è praticamente una impresaimpossibile, ma ci sarà pure per lei unafamiglia che l’accolga e la ami, nonostantetutto. Del resto, non c’è niente di male adinseguire un sogno.... Per info e adozionecuoredicane@gmail.com tel 3936095360Si trova in un rifugio in provincia di Roma.Smarrita cucciola taglia piccola colorbianco con macchie in data 23/03/2013inzona Villa Piperno (consorzio San Benedetto)Sutri, la cucciola ha un collarecolor arcobaleno con un campanellinochiunque l’abbia vista o trovata la pregogentilmente di contattare i seguentinumeri 3296340372 - 0761608599BLERA/VETRALLA: trovatoCAGNOLINO... chi lo riconosce???????CAGNOLINO, maschio, sterilizzato,taglia piccola, un pochino cicciottino, nocollare, no microchip, in ottime condizionifisiche, il veterinario che lo ha visitatoha detto che avrà circa un anno emezzo. Trovato il 31 marzo 2013 sullastrada che collega Blera a Vetralla, nei pressi della Chiesadella Folgore. Per info rivolgersi al 333.8646855 (Aliai)EDO è rimasto solo nel suo box.....perchèanche il suo compagno da due anni,Tomassino, è stato adottato....in questiultimi giorni ci sta dando un po dipensieri...scappa dal box......e se ne va ingiro per prati e boschi...... stiamo cercandoper lui un’adozione (possibilmente nelLazio)...una famiglia, con un bel giardino eben recintato....a fine gennaio aveva unadozione sicura ma sfortunatamente cisiamo accorti che non va d’accordo con igatti, quindi niente....mi serve una mano daparte di tutti...SI AFFIDA STERILIZZATO E MICROCHIPPATO, A VERIAMANTI DEI CANI,CONTROLLI PRE AFFIDO E FIRMA MODULI DIADOZIONE...SI TROVA IN PROV DI VITERBO. Edo è cane speciale......Diego 3476498434Sono 3 cani di circa 10 anni. Sono in ZonaTrevignano. Purtroppo morta la moglie che sioccupava dei cani e lui non è in grado diprendersene cura .... Sono liberi per la strada.Si mettono dopo una curva pericolosa.... 2 sonopure di razza Malinos e 1 simil setter.....Serve unposto più sicuro... AIUTATECI!PER INFO LUCREZIA 335 671953SETTER TRICOLORE TROVATO PELLE ED OSSAIN PROVINCIA DI VITERBO ORA DEVE METTERESU UN PO DI CHILI MA, A BREVE, E’ ADOTTA-BILE. MASCHIO, CIRCA 2 ANNI, VA D’AC-CORDO CON LE FEMMINE. IGNORA I GATTI,VA AL GUINZAGLIO SENZA TIRARE...E’ UNDONO PREZIOSO PER CHI LO ADOTTA..SICERCA PER LUI OTTIMA FAMIGLIA CHE LO AMIE LO COCCOLI...SAREBBE MEGLIO NO CACCIA-TORI!!!PER CHI FOSSE INTERESSATO PUO’ CONTATTARE IL 3890515728Teo si è smarrito da più di un mese in zonaLe Rughe-Cesano a Roma Nord.E’ un canedolcissimo e i suoi padroni non hanno persola speranza di ritrovarlo. Non ha microchip,aveva un collare con targhetta, ma potrebbeaverlo perso, e una leggera zoppia allezampe posteriori! Ha 2 anni. Se avete informazionicontattare 3475353646 -3356792420


Campo de’ fiori 39LE AUTO DELLA NOSTRA INFANZIAFiat 1100 -103Fiat 1100 – 103 del 1953Come già detto,la Fiat 1100nacque nel1936 e noncambiò mai denominazionefino al 1969(33 anni! è stata superatasolamente dal maggiolinodi Arnaldo Riccitedesco!). I vari modelliarnaldo_ric @yahoo.itprodotti ebbero una evoluzionecostante con il passare degli anni,cambiando notevolmente le sembianzeestetiche, fino all’ultimo modello nato nel1965; la famosa 1100 R.La 1100-103 aveva caratteristiche notevolmenterivoluzionarie rispetto alla precedentedetta musone; infatti in questa nuova1100, fu eliminato completamente il telaioe la scocca divenne portante! Anche il designdella carrozzeria cambiò radicalmentee noi bambini di allora, vedemmo per laprima volta una vera auto moderna; essasegnò lo spartiacque con quelle dell’anteguerra! Il motore rimase però sostanzialmentequello della 1100 del ’39, con 4 cilindridi 1089 cc ed albero a camme laterale.Un ‘altra grossa novità fu la leva del cambioposizionata a pochi centimetri dal volante,sul lato destro. Fino ad allora in Italia nonsi erano mai viste auto con questa caratteristica.Eliminando la leva del cambio dalpavimento, si ottennero tre posti anterioricon sedile intero.Anche la 103 ebbe la sua versione familiarenel 1954, riscuotendo discreto successo.Fiat 1100 – 103 versione familiare del 1954Nel 1956 entrò in produzione la Fiat 1100 –103 E; essa aveva la coda un po’ più allungatadella precedente, ma il motore rimaseancora lo stesso.Fiat 1100 – 103 E del 1956Fiat 1100-103 D del 1958Fiat 1100 RIn sintesi, la Fiat 1100 nelle varie versionirinnovate ogni due o tre anni, come giàdetto, fu prodotta ininterrottamente a partiredal 1936 fino al 1969. L’ultimo modellofu chiamato Fiat 1100 – R, la lettera “R” staper Rinnovata; esso fu prodotto dal 1965 al1969, dopodiché fu terminata definitivamentela produzione per passare poi successivamentealla Fiat 128. Una curiosità: inIndia, su concessione Fiat, quest’ ultima1.100 rimase in produzione fino all’anno2000!Prima di chiudere questo articolo, volevodire che la Fiat 1100, oltre essere stata un’auto della nostra infanzia è stata anchedella nostra giovinezza!Campo de fioriè su facebook!SeguiciVeduta interna della 110-103 con leva delcambio sul volanteFiat 1100 D del 1962


40 Campo de’ fioriPer EnzaSu nel cielo serviva una maestra per bambini, il Signore ha pensato benedi chiamare “la Maestra Enza”. La vedo già attorniata da tanti bambini,che sta accogliendo con il suo bel sorriso, come ha fatto per lunghi anninella sua vita. A voi bambine e bambini, ragazze e ragazzi, oggi moltiadulti e genitori, chiedo da parte vostra un grazie per tutte le volte che viha consolato, quando i vostri genitori vi lasciavano a scuola, preparandovia camminare, insegnandovi a fare i primi passi nella vita.La vostra presenza qui oggi è il miglior ringraziamento per i tanti lunghianni che vi ha dedicato con infinita passione e competenza professionale.Grazie maestra Enza! Sia questo il vostro saluto a lei.Sono certo che la Maestra Enza ora dice a ciascuno di noi: “Grazie di cuoreper essere qui accanto a me, come nei giorni migliori!”.Un ultimo pensiero è il mio: grazie amore mio per i 34 anni meravigliosiche mi hai regalato nella nostra vita matrimoniale, che avremmo festeggiatoinsieme il prossimo 18 Aprile.AngeloN e l cIl 20 Marzo 2013 è venuta prematuramente a mancare Vincenza Attanasio, da tutti conosciuta come la Maestra Enzaquanti in questi anni hanno avuto modo di apprezzarla per la sua professione e, ancor più, per il suo speche ringrazia sentitamente quanti hanno maBrusca frenata“Ma la maestra Enza che centra con la morte?”Giunonica riguarda i pargoletti,con amorosi vezzi li blandiscesì da confonder franca anche le ambascee conquistarne i cuori ingenui e schietti.D’altronde in classe ha solo nipotinie li vuol vispi e allegri in sintoniaserbando a ognun spontanei zuccherini,così: tesoro… amore della zia!Col tono accattivante abitualenella famiglia briga il suo prestigio;se in fallo, con sagacia naturale,in rosa sa girare ancora il grigio.Sui punti controversi del collegiopropone una garbata soluzionecon la loquela sciolta ed il motteggioche per metà le valgon la ragione.Ma nella cerchia stretta e riservata,mimando e parodiando tiene banco,di Napoli non sgrossa la parlatae strappa la risata a piegar fianco.Tra le volute della sigarettaeccola là, così, solerte e forte,come l’amica pronta alla cornetta,che incide sul sentir della sua corte.


Campo de’ fiori 41c u o r enza, moglie del nostro amico e collaboratore Angelo Foglietta. Pubblichiamo le testimonianze di affetto e di dolore dispessore umano.Il direttore e la redazione si uniscono al dolore dellamico Angelo e di tutta la famiglia,manifestato apertamente stima ed affetto.Alla cara ENZAÈ sempre molto difficile esprimersi e tenere a bada le emozioniquando il cuore è gonfio di tristezza per la perdita di una personacara. Sì, perché quando un’amica ci lascia, fin da subito percepiamodentro di noi un vuoto incolmabile: un vuoto che riempiamodi ricordi, lieti o dolorosi delle esperienze condivise per renderemeno amaro il distacco.E io, desidero rivolgere alla carissima Enza, anche a nome dellecolleghe a lei più vicine e di quelle che hanno avuto modo e occasioniper conoscerla ed apprezzarla, l’ultimo affettuoso saluto, ricordandola persona straordinaria che era, non solo come docente,ma anche come moglie e come mamma, visto che il nostro rapportoandava oltre quello squisitamente lavorativo.Enza era una professionista seria e competente, che ha svolto ilsuo ruolo di docente e di educatrice in modo ineccepibile. Innamorataprofondamente del suo lavoro, fino ad anteporlo spesso aisuoi non pochi problemi di salute, Enza aveva un modo di relazionarsimassimamente rispettoso verso i colleghi ed i superiori, avvolgenteed empatico verso i bambini, che trovavano nel suomorbido abbraccio quel calore e quell’affetto che l’indiceva a chiamarla“Zi’ Enza”, mi è capitato più di una volta, durante le visite ascuola di vederla all’opera e di assistere con quanta naturalezzasapeva consolare i suoi piccoli “tesori” (così chiamava i suoi alunni)e trasformare il loro pianto in uno scoppiettante sorriso. Sì, perchéEnza non conosceva musoneria: era sempre allegra, solare, gioiosae tale cercava di apparire anche quando le circostanze non eranodelle più favorevoli; era coraggiosa e lo dimostra il modo in cui hasempre cercato di aggredire e combattere la malattia; era dignitosanell’accettazione della sofferenza, che ha sopportato cristianamentecon la forza che le veniva dalla Madonna di Pompei. Nessunodi noi avrebbe immaginato un così triste ed immediatoepilogo e tutti ci rammarichiamo per non esserle stati più vicini,per non aver fatto abbastanza per alleviare le sue pene e la suasolitudine.Ci mancherai, Enza, ma il tuo ricordo vivrà sempre nei nostri cuori,più forte di qualsiasi abbraccio, più forte di qualsiasi parola. Orainizia per te un nuovo viaggio e gli angioletti del Signore, certamentein festa, accoglieranno con il suono di mille campane l’arrivodi una grande maestra nella scuola del Paradiso.Dott.ssa Santina Vaccaro(Ex direttrice II Circolo Didattico Civita Castellana).Carissima Maestra Enza,ci risulta difficile pensare che tu non sia lì, in Cielo, è proprio così, infatti,che ti immaginiamo, seduta su di una nuvola, tra gli Angioletti ai quali racconticon il tuo indimenticabile sorriso le storie di noi “bimbe” che abbiamoavuto la gioia e l’onore di averti avuto come Maestra d’asilo.. ti vogliamobene, sarai sempre con noi…Letizia e Agnese Chilelli


42Campo de’ fioriL’angolo del poetaLa RosaDa bimba mi cantasti la ninna nanna,sento un profumo, profumo di mamma.Ricordo l’emozione capricciosaquando ti regalai quella rosa;rossa come il sangue nelle veneper dirti mamma quanto ti voglio bene,tu la baciasti e la mettesti in un libro di prosail tempo passa, dolcemente riposa,quel pensiero è sempre la rosala mano mi trema, vorrei stringerlae baciarla come facesti tu,è così fragile non si può più,ora la guardo è sul mio comodinoti sento mamma, mi sei vicino.KOSMOS MAKROSCHRONOS PARADOXOSImmagine.Due corpi illuminati dalla luce di un tramonto squarciato da una nuvola.Avvolti in una danza amorosa.Si stanno amando come se quella fosse l’ultima volta.Il Tempo non e’ il loro nemico.Lo Spazio e’ una cornice. Del loro Amore.La storia li ha gia’ depositati alla Storia.La Gioia e’ appena nata dal cuore.A questo mio foglio non spetta nulla.L’Immortalita’ e’ data ai loro bacie all’essenza precoce e fatale del loro incontro.A Sandro SoliTu che scrivi a Campo de Fioria te la gloria e gli allori.Tu che hai messo la mia poesia sul giornale,sei molto bravo e cordiale.Bravo Sandro, io che abito nel paese dei Patalocchi,con te, chiudo tutt’e due gli occhi.Veramente nun semo tanto bòni,perchè alle fornaci fregavamo con le legna,però non siamo tanto cattivi,e poiio sono molto buono,e di questa poesia ti faccio dono.Roberto Urbani9 Aprile 2013Grazie Roberto ti considero il “Ligabue” della poesia. Sei un vero “Badalocco”Alessandro SoliZZZZZZZZZZZZZZZZZ..............Maria GiudiciLA ZANZARAIMPERTINENTEFABRIZIO AGOSTINELLIVorreiVorrei conoscere le parole che sappian direl’incanto di un sorriso, la dolce voce,il limpido parlare di una donna che fu,quant’altra mai, virtù e bellezza agli occhi miei.Vorrei conoscere le parole che sappian direla gioia luminosa del suo visomentre giocava con le sue bambineo alle stesse a leggere insegnava.Vorrei conoscere le parole che sappian direil “Grazie” dei suoi occhi, quandole amate rose le portavo,e la muta sua tristezza, la dolente penache un volto da Madonna le donava.Vorrei tanto conoscer le paroleche sappian dirle quanto le voglio bene.Marino Roberto, 92 anniSalerno, 11 Aprile 2013


Campo de’ fiori 43Una “Fabrica” di ricordiPersonaggi, storie ed immagini di Fabrica di RomaPasquale Pacelli un amico “cento” volte grandeProprio pochigiorni fa miamadre mi avevariferito che Pasqualeaveva festeggiato100 anni.Avevamo ricordato, allora,di Sandro quando per la mia grandeAnselmi amicizia con Carlo, suo figlio,prematuramentescomparso, frequentavo spesso casa sua.Era bello intrattenersi a parlare d’estate all’ombradei graziosi chioschetti che Iris, lamoglie, aveva creato nel suo bel giardino equella sincera amicizia che era nata fra mee tutti i componenti della famiglia, mi facevastare proprio bene.Una famiglia discreta, educata ed ospitaleche dimostrava sempre una stima sinceranei miei confronti, molto edificante per lamia età.Le parole sagge e sicure di Pasquale eranooro puro per la mia crescita morale equante cose ho imparato da lui! I consiglipreziosi che dava per il mio lavoro, allorasolo agli inizi, io li ascoltavo pienamenteperché sapevo della sua lunga esperienzanegli uffici comunali, e conoscevo il rispettoche nutrivano i cittadini nei suoi confrontiper le sue indiscusse qualità.Pasquale era persona affabile e ben dispostaad aiutare la gente. Tanti, infatti,si rivolgevanoa lui per risolvere problemiburocratici.Avevo già pubblicato una sua biografia suCampo de’ fiori (numero 39), nel Luglio2007 e m’ero fatto raccontare, allora, buonaparte della sua vita. Era stato contentissimodell’articolo che ne era venuto fuori, ringraziandomi,per questo, più volte.In quell’occasione, avevamo entrambi deciso,però, di non parlare di Carlo, promettendogliche l’avrei fatto nell’uscitasuccessiva, e così fu! Quella perdita inaspettataaveva toccato profondamente ed indelebilmenteil pover’uomo, che, perstemperare l’atroce dolore di Iris, sua moglie,aveva sempre tenuto con dignità e volutodistacco quella pena nel cuore.Anche questo esemplare comportamentomanifestava chiaramente una fede profonda,che l’ha di sicuro aiutato.Mi dispiace Pasquale di non aver fatto intempo ad intervistarti per il tuo centenario!Ci avresti sicuramente tenuto, ma, ironiadella sorte, mentre avevo pensato di incon-Pasquale ed iotrarti sabato 6 Aprile, non sapevo che soltantodue giorni prima ci avevi lasciato!Ti verrò a trovare come ho sempre fatto conCarlo, in quella tomba così curata ai limitaridel cimitero, luogo fisso nei miei pensieri,dove hai potuto riabbracciare tuo figlio.I vostri occhi sereni si sono incontrati dinuovo e ci guarderanno benevoli di lassù.Pasquale e la moglie IrisPasquale novantenneIl figlio Carlo


44 Campo de’ fioriIntervista a Barbara Josiane MarchandVoce storica della RAI e di RMC e grande appassionata di animaliGaleotta fu la zampetta…e chezampetta! Josiane Marchand,(in arte Barbara) voce storicadella RAI e di RMC, nonché conduttricedella versione invernaledi “Giochi senza frontiere”, non esita un attimonel riannodare i fili della memoria chela legano alla Collezione i Cuccioli.“Stavo cercando in rete un modello di zampettada tatuare sul mio polso quando misono imbattuta negli anelli della linea “Collezionei Cuccioli” ed è stato amore a primavista. Mi sono detta: Perché deturpare lamia pelle quando posso indossare tutti igiorni le zampette?” E così ha preso avviola joint venture tra gli animaletti pelosi di“Incrociamo le zampe” onlus di Civita Castellana(VT), di cui Barbara è ad oggi volontariae l’azienda vicentina che producegioielli in argento per chi ama gli animali. Equando due anime compagne si incontranosi può star certi che tutto procede su unacorsia preferenziale. Perché se Chiara,l’ideatrice della Collezione, è nota per il suoamore verso i gatti che ti accolgono non appenametti piede in casa come il suo Telemaco,Barbara non è certo da meno col suo“vivaio” di quadrupedi da far invidia alla storicacucciolata di dalmati disneyani.Questa l’attuale “formazione” della sua dimoradi campagna: Dardo, doberman maschiomarrone focato di 5 anni, Pulcettameticcia tra il volpino e lo spinone, riscattatadal canile, ma ora principessa dellacasa; a seguire: 3 gatti alla stalla, 2 davantialla casa e 1 al casaletto, miracolato dopoessere finito sotto ad un camion. A propositodi queste pelose vedette, prosegue Barbara:“Io non ho figli quindi molto del miotempo, da che sono andata in pensione, loposso dedicare agli amici a quattro zampe.Non mi ritengo una “canara” o “gattara” tradizionale,ma mi occupo del loro mantenimentoe soprattutto condivido gli appelli perle loro adozioni”. Un amore sicuramente dilunga data e comunque filo conduttore dellaseconda parte della sua vita caratterizzatadall’apertura di una casa di edizioni musicaliintitolata proprio “Cani e Gatti”. “Sincroniesignificative” le avrebbe chiamate Jung, mache Barbara ribattezza subito nella versionefrancese di “hasards necessaires” o coincidenzenecessarie. Coincidenze dunquesempre siglate da una beneaugurantestretta di zampa. Strette, che nella Collezionei Cuccioli, accarezzano dita, collo opolsi, in un quanto mai contemporaneopatto d’argento. Dalla sintonia sul simboloal messaggio sottostante il passo è stato veramentebreve ed infatti è sempre BarbaraMarchand a dire, con un filo di sottile compiacimento“Sono stata io a chiedere aChiara, designer della Collezione i Cuccioli,di spendersi nell’aiuto di piccole associazionianimaliste, come la nostra, che non prendonoun soldo di sovvenzione dallo Statoma che, in compenso, hanno tante animeda sfamare”. Un appello subito raccoltodalla giovane titolare della ditta vicentinache non ha esitato a devolvere una percentualedel ricavato del mese di Novembreall’associazione viterbese. Che tradotto inaltri termini, equivale ad un contributo di335,00 pro amici a quattro zampe dellasquadra di Civita Castellana. Indubbiamenteun start-up promettente per un’iniziativache, grazie anche al tam tam telematico, staentrando nel cuore di molti.Maria Teresas BiscariniIL NOSTRO PAPAFiguratevi un ragazzo viterbese, figlio di padre operaio venuto dal Sud e di madre casalinga, che,dopo aver superato gli esami di terza media, si iscrive all’ I. T. I. S. “ Leonardo da Vinci “- indirizzochimico. E’ un giovane educato, cordiale con gli amici, rispettoso dei genitori. Nella classica gitad’istruzione dell’ultimo anno flirta con una compagna. S’innamora e viene ricambiato. A ventunoanni, svanito il primo amore, si rende conto che l’essere tifoso della Viterbese e l’andare d’estateal mare a Tarquinia non gli basta per rendere piena la sua vita. Dentro di sé sente nascere ungrande desiderio di essere d’aiuto al prossimo , di amarlo , come finora ha amato i suoi genitori.Entra in seminario a La Quercia. Inizia di buona lena a studiare Filosofia. Lavora su un terreno alui completamente nuovo ma per questo ancora più affascinante. Allo studio affianca un grande senso di amicizia per i nuovi compagni.Si laurea in Filosofia e prosegue gli studi in Teologia. Da’ più di quanto riceve nei confronti dei superiori e del mondo esterno, che luisente sempre molto vicino. Continua a tifare Viterbese e, avendo avute le sue sane esperienze con l’altro sesso, ne sente la vicinanza inmaniera semplice, normale. Non ci sono rimpianti nel suo animo. E’ libero e rispettoso di tutti. Un sacerdote diverso dagli altri ma nonper questo meno preparato e completo. E’ talmente bravo che se ne va in Germania a conseguire un dottorato in Teologia. Al ritorno lovedrete aiutare i poveri nelle zone più degradate della città, sostenere i deboli, confortare gli oppressi.Se trasferite questo prete viterbese a Buenos Aires e lo chiamate Mario Bergoglio, capirete perché il nuovo Papa è già così tanto amatoda tutti.Secondiano ZeroliLettera aperta a Papa FrancescoAmi tutti, indistintamente tutti, veramente tutti. Regali serenità e speranza, e questo è un dono prezioso che solo pochi Eletti possiedono.Sei fra i pochi. I tuoi modi ed il tuo fare mi sono arrivati dritti al cuore!!La tua spontaneità è disarmante ed edificante allo stesso tempo. Disarmante, perché ci hai sorpreso con il tuo profondo cambiamento,lontanissimo da costumi ormai consolidati ed ai quali eravamo, forse, abituati. Edificante, perché il tuo esempio è tutto da seguire!I tuoi sorrisi, i tuoi toccanti abbracci ai bambini, ai disabili, commuovono nel profondo e il riproporre questo messaggio evangelico potràessere l’unico modo per poter sperare in un futuro dell’umanità.Papa Francesco, averti visto stringere fra le braccia quel bambino disabile fra la folla di Piazza San Pietro, ed aver colto la felicità sbocciatada quel sorriso più vero e più puro del mondo, è stato, per me, uno dei tuoi primi grandi miracoli. Mi sono sciolto in un pianto irrefrenabilepensando che quel bambino poteva essere il mio Federico ed ho capito che il Signore ha scelto te per salvarci. Tu ci riuscirai! Tu avraitanta forza per cacciare tutti i demoni dall’uomo e dalla Chiesa, perché è il momento, è l’ultimo momento!Una pecorella del tuo gregge


Campo de’ fiori 45Riccardo Muti dirige Antonio Poline “I due Figaro”Presentato il nuovo CD, venerdì 5 Aprileun CD di inediti di circadue secoli fa! La partitura de“I due Figaro” di Saverio Mercadante(1795-1870) è stataE’quasiscoperta, in una biblioteca diMadrid, dallo studioso torinese Paolo Cascioe, due anni orsono, portata sulle scene (Salisburgo,Ravenna, Madrid) dal M° RiccardoMuti, che ha diretto l’Orchestra GiovanileLuigi Cherubini e un manipolo di ottimi cantantitra i quali – nel ruolo del Conte (praticamentequello principale) – il “nostro”Antonio Poli.Volendo semplificare, ”I due Figaro” è laprosecuzione delle “Nozze di Figaro” mozartianee del “Barbiere di Siviglia” di Rossini;è la prima volta che l’opera viene registratae pubblicata.La valenza culturale dell’operazione è evidentee, anche solo da semplici viterbesi, faestremamente piacere che il ruolo tenorilesia stato affidato ad Antonio Poli, 27 annida poco compiuti, ma già con un’esperienzaed un curriculum che lo collocano tra i miglioritenori del mondo.L’opera è contenuta in un bel cofanetto con3 CD (ed. Ducale) ed un ricco libretto.Il prossimo evento importante del tenoreAntonio Poli sarà il suo debutto, nel ruolo diFenton e sotto la direzione di Mark Elder, alFestival di Glyndebourne, come anche con“La Scala in tour”, in Giappone.Sarà ospite alla Staatsoper di Berlino e aMadrid come Nemorino (Elisir d’amore), aChicago come Cassio (Otello) e canterànello Stabat Mater di Rossini al FestivalSchlesswig Holstein.Canterà, inoltre, nel Gala in occasione delbicentenario Verdiano a Parma e Piacenza,con l’Orchestra Arturo Toscanini; sarà ospitein occasione del premio “Giuseppe Di Stefano”.Nel 2014 tornerà al Covent Garden di Londrae a Chicago per una nuova produzionedi Don Giovanni (diretto da Nicola Luisotti);a Londra debutterà anche in un Recital Lideristicoalla Wigmor Hall.Sempre nello stesso anno debutterà, nelruolo di Tamino, nel Flauto Magico di W.A.Mozart al Teatro Petruzzelli di Bari.Nel 2015 debutterà, nel ruolo di Fenton, allaStaatsoper di Monaco e canterà il ruolo diIsmaele, in Nabucco, e Macduff, in Macbeth,nuovamente sotto la direzione del M°RiccardoMuti.Nel 2013 ha debuttato come Fenton, nelFalstaff, al Teatro “Alla Scala”, e come Nemorinoalla Stattsoper di Berlino comeanche all’Opera di Graz.Nel 2012 ha debuttato – nel ruolo di Alfredo,nella Traviata – alla Fenice di Venezia,il Conte – ne “I Due Figaro” di Mercadante,diretto da Riccardo Muti – al Teatro Real diMadrid e Cassio, nell’Otello, alla RoyalOpera House Covent Garden, diretto da AntonioPappano.Nel 2011 è stato Macduff in una nuova produzionedi Macbeth all’Opera di Roma, direttoda Riccardo Muti, è stato Don Ottavioal Teatro la Fenice di Venezia ed è statoascoltato al Fetival di Salisburgo nel Macbeth,diretto da Riccardo Muti, come nelRossignol di Strawinsky e Iolanta di Tchaikovsky,diretto da Ivor Bolton.Nel Festival di Pentecoste a Salisburgo e alRavenna Festival, ha debuttato nel ruolo delConte in una nuova produzione de’ I due Figaro’di Mercadante diretto da RiccardoMuti e a Roma ha debuttato nel ruolo diIsmaele in una una nuova produzione di Nabucco,sempre sotto la direzione di RiccardoMuti, in occasione dei 150 anni dell’Unitàd’Italia (Rai 3).Tra il 2010/11 ha cantato nel concerto diCapodanno al Teatro la Fenice di Venezia,diretto da Daniel Harding, in eurovisione(Rai 1).Nato a Viterbo, il giovane tenore AntonioPoli, ha vinto il Primo Premio ed il Premiodel pubblico al concorso Hans Gabor Belvederedi Vienna, dopo il quale è stato acclamatoanche in altri Concorsi Internazionali,come il Concorso “Operalia” sotto la direzioneartistica del Maestro Placido Domingo,il quale lo ha premiato personalmente e conil quale ha avuto l’onore di esibirsi in variconcerti.E per chiudere, serve ricordare che Antonio,nel 1998, ha vinto il Mini Festival di Viterbo– di cui, attualmente, è Presidente di Giuria– e che è da lì che è iniziato il suo “volo”?!p. Ass. OMNIARTS Paolo Moricoli


46Campo de’ fioriNEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWVentiduesimo anno “ATTUALITA’ ’’, movimento SalveminiPresentazione delle cartelle di grafica di Pietro SarandreaIl giorno 24 marzo è stato festeggiato il ventiduesimo anno dell’ “ATTUALITA’ ’’ diretto dal prof. CosmoSallustio Salvemini, nella sala conferenze di Wine Bar nel centro di Roma, organizzato e presentato dallaDott.ssa Liana Botticelli. Sono intervenute alla manifestazione varie persone del mondo dell’arte e dellospettacolo, tra cui il noto giornalista Angelo Blasetti, che ha declamato con grande professionalità dellepoesie di Trilussa.In questa occasione sono state presentate alcune cartelle di opere grafiche del maestro Pietro Sarandrea(nella foto con il prof. Salvemini), che hanno riscontrato un grande successo.L’ artista ha commentato le proprie opere sia fotolitografiche che serigrafiche. Le cartelle presentatesono tutte numerate e firmate, indirizzate così ad un collezionismo alla portata di tutti. UltimamentePietro Sarandrea si sta evolvendo con opere in tecnica mista che espone sempre in occasioni importanti.Dott. ssa Paola LamonicaPAPA FRANCESCO ELOGIA L’ASSOCIAZIONEDI TARQUINIA “SEMI DI PACE”“Che bello tutto questo!”: le parole di esclamazione appena riportate sono un elogioall’Associazione Semi di Pace International , ma non un elogio qualsiasi. A manifestaretale spontaneo apprezzamento, infatti, è stato addirittura Papa Francesco, nel corso diuna cena in cui – a colloquio con il Cardinale Jaime Ortega Alamino, Arcivescovo dell’Avana– è stato reso partecipe delle attività di Semi di Pace, ricevendo una lettera edun dono dell’Associazione.Le parole del Santo Padre costituiscono una gioia per i volontari, protagonisti negli annidi un servizio di aiuto e fratellanza in particolare con Cuba, ricco di momenti emozionantie di grande spessore umano, sociale e culturale.Già nel 2003, infatti, Luca Bondi, presidente dell’Associazione Semi di Pace, aveva avuto l’opportunità di incontrare in Vaticano Papa GiovanniPaolo II, cui poté consegnare una copiosa documentazione sul progetto dell’Associazione a Cuba. Nel febbraio 2008, poi, l’incontrocon il Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Tarcisio Bertone, a cui i rappresentanti di Semi di Pace illustrarono, ampiamente, tutto ilservizio portato avanti nell’Isola nell’arco degli anni, e, lo scorso anno, l’incontro tra Luca Bondi, Padre Paolo Maiello (Assistente Nazionaledell’Associazione) e Monsignor Angelo Becciu (Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Vaticana), al quale fu consegnatala prima pubblicazione sulla storia di Semi di Pace International.Ma il momento più straordinario di questa longeva esperienza fu il primo maggio del 2008 – proprio nella ricorrenza dei dieci anni dallavisita pastorale di Giovanni Paolo II a Cuba – con lo straordinario evento a Tarquinia, nella splendida cornice di Santa Maria in Castello,del dialogo tra il Cardinale Ortega e l’allora Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, alla presenza di tutta la Conferenze EpiscopaleCubana. Un rapporto forte, quindi, quello tra Semi di Pace e Cuba, ed un rapporto d’amicizia sincera quello stretto con il CardinaleOrtega, creatosi e cresciuto dopo lo storico viaggio cubano di Papa Giovanni Paolo II.Il Cardinale ha, negli anni, guidato, sostenuto ed incoraggiato l’impegno di Semi di Pace nell’Isola, in particolare rivolto a bambini, ragazzemadri, anziani e malati. Così, alla vigilia del Conclave cui Ortega ha partecipato come Cardinale elettore, c’è stato un incontro conLuca Bondi; incontro replicatosi, poi, dopo l’elezione del Pontefice, lo scorso 19 marzo. Sino alla chiamata di martedì scorso, in cui l’Arcivescovodell’Avana informava i volontari della gioiosa reazione del Papa, venuto a conoscenza della storia e delle attività di Semi diPace. Un’emozione incredibile per i volontari, che si erano già sentiti fortemente vicini a Papa Francesco quando, nella Messa d’inizioPontificato in piazza San Pietro, aveva citato la pagina evangelica del capitolo 25 di San Matteo, le opere di misericordia, come luminosoorientamento di vita cristiana: lo stesso brano che Semi di Pace ha da tempo scelto come base ideale della propria realtà associativa.IL TEMPO COME IMPRONTA, COLLETTIVA DI PITTURA AL QUARTIEREMEDIEVALE SAN PELLEGRINO DI VITERBOSi è conclusa il 14 aprile la mostra collettiva a tema curata da Fiorenzo Mascagnanel quartiere San Pellegrino. L’evento artistico, promosso da Itinerart-Cultura, daltitolo Il Tempo come impronta – Traccia come sinonimo di permanenza, è statoinaugurato alla presenza del sindaco Giulio Marini. Ad esporre diciotto artisti provenientida tutt’Italia (Grazia Addante, Nicole Auè, Lauretta Barcaroli, GermanaBartoli, Bruno Belloni, Antonella Botticelli, Arturo Busi, Elena Bussotti, Claudio Cavalieri,Michele Di Tonno, Fabio Guiducci, Mario Jerone, Laura Mazzuoli, Luna Miscuglio,Ivano Petrucci, Piero Racchi, Charaka Simoncelli, Lorenzo Vecchi). Tra ipresenti all’inaugurazione anche la presidente della Pro Loco Viterbo Irene Temperini(www.itinerart-cultura.it).Cristina Pallotta - Addetta stampaIL COMUNE DI CIVITA CASTELLANA CONCEDE L’ AREA PER NUOVI ALLOGGI POPOLARIL’ amministrazione comunale di Civita Castellana ha assegnato all’ Ater (Azienda Territoriale per l’ Ediliza Residenziale) di Viterbo il dirittodi superficie dell’area necessaria per la realizzazione di un intervento per la costruzione di n. 16 alloggi di edilizia pubblica sovvenzionataper le categorie speciali (anziani). La decisione della Giunta Comunale è stata presa a seguito della richiesta fatta dall’Ater e l’ area concessa in uso gratuito è di mq 3.870 circa, situata nell’ ambito del comprensorio urbanistico C1, in loc. San Giovanni,proveniente dalla cessione gratuita delle aree di circa mq. 9.052 occorse per la realizzazione delle opere pubbliche di urbanizzazioneprimaria e secondaria nel piano di lottizzazione del Consorzio tra i proprietari del Comparto C1, come previsto dalla relativa convenzione.


Campo de’ fiori 47EWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWANCORA INTERVENTI CONTRO I COMPORTAMENTI INCIVILICon un’ azione congiunta tra i comuni di Civita Castellana e di Gallese è stata effettuata un’operazione lungo la S.P. Gallesana, al confine tra i due comuni, dove in una piazzolaspesso si verificano abbandono di rifiuti.Gli assessori all’ ambiente di Civita Castellana, Innocenzi, e di Gallese, Mancini, unitamenteai vigili urbani dei due Comuni ed al personale della Sate, dopo un’ attenta verifica sul contenutodei sacchetti abbandonati si è riusciti ad individuare alcune persone che ora verrannosanzionate con 600,00 euro di multa.“Per l’ ennesima volta – ha detto il vice sindaco e assessore all’ ambiente del comune diCivita Castellana, Antonio Innocenzi - per le colpe di una minoranza incivile di persone siamostati costretti a sottrarre il personale dal loro compito per interventi che come costo ricadonosu tutta la collettività. Non è più tollerabile che la società civile debba sopportare questi comportamenti.Invitoancora una volta tutti i cittadini a continuare, anche in forma anonima, asegnalare qualsiasi gesto di abbandono che comporta il degrado del nostro amato territorio.Questi comportamenti rendono inutile gli sforzi che sta facendo il nostro comune per rendere la nostra città all’ altezza dei suo ruolo incampo culturale, artistico e ambientale”.FABRICA DI ROMA, SUCCESSO PER LE DUE GIORNATE DI BONIFICADELLE DISCARICHE ABUSIVEMolto successo è stato riscosso dalle due giornate dedicate alla bonifica delle discaricheabusive e alla raccolta di materiali ingombranti organizzate dal Comune di Fabrica diRoma, che si sono svolte venerdì 8 e venerdì 29 Marzo. Nell’arco delle due mattinate,personale e mezzi comunali sono stati messi a disposizione dei cittadini che avevanonecessità di smaltire rifiuti ingombranti. L’area antistante il centro commercialedella fraz. di Faleri e il parcheggio in loc. Le Vallette sono stati scelti come punti di raccolta,dove in molti si sono recati per lasciare i propri materiali ingombranti. Intanto, intutto il territorio comunale, del personale si è occupato della raccolta di materiale abbandonato.L’intervento di pulizia sul territorio ha messo in evidenza che, grazie alla costanteattenzione dimostrata nei confronti del territorio dall’ amministrazione comunale, l’ ambiente è molto più pulito rispetto ai primimesi dell’insediamento dell’amministrazione Scarnati. Particolare sensibilità è stata dimostrata dal sindaco Mario Scarnati che ha messoa disposizione mezzi e personale del comune per questa iniziativa, e dal consigliere delegato all’agricoltura Sigismondo Sciarrini che haseguito direttamente le operazioni di pulizia. Inoltre un sentito ringraziamento va alla Polizia Locale, alla Protezione Civile, alla CooperativaTricolore e a tutti i volontari che hanno partecipato attivamente. Un paese pulito è più bello!Si ricorda inoltre che, in loc. Quartaccio è presente “L’isola ecologica comunale” aperta dal lunedì al sabato dalle ore9:00 alle ore 12:00 e il giovedì dalle ore 14:00 alle ore 17:00.Successo per la presentazione del libro “Veterane. Storie di donne e di fabbrica”.Grande partecipazione di pubblico alla presentazione del libro Veterane.Storie di donne e di fabbrica di Flavia Tronti e Laura Guglielmo. Laraccolta di interviste ad alcune ex ceramiste di Civita Castellana, disponibilesolo presso la libreria “La Libroteca”, è stata patrocinata dal Comune diCivita Castellana e realizzata grazie al contributo di Ceramica Flaminia,Centro Ceramica Civita Castellana, Saturnia, Kerasan, Gemica,Stand & Stand e al supporto tecnico della Cooperativa Sociale Passaggie di SOI Comunicazione.L’evento che si è tenuto sabato, presso Spazio Catalano, ha visto la presenzacome relatori, oltre che delle autrici, del prof. Giancarlo Monina docentedi Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Storichedell’Università degli Studi di Roma Tre, il dott. Augusto Ciarrocchi, presidentedel Centro Ceramica Civita Castellana. Anche il sindaco, Gianluca Angelelli,è intervenuto per ribadire l’importanza della tutela della memoriacollettiva e della storia orale del territorio. Centrali le testimonianze delle operaie presenti.“La fabbrica è un ambiente duro dove abbiamo faticato e lottato per ottenere più diritti. Però ci manca e abbiamo dei bei ricordi di queglianni perché la fabbrica in fondo era anche la nostra famiglia” ha raccontato un’ex ceramista. “Per noi questo libro è stata un’esperienzabellissima “ ha esclamato un’altra donna intervistata nel libro. Grande soddisfazione per le autrici che hanno tenuto a ringraziare tutticoloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto:«Ascoltando le storie riportate nel libro, noi per prime ci siamo emozionatee appassionate – hanno spiegato Tronti e Guglielmo – I loro racconti divita ci hanno insegnato che le donne comuni, nel loro essere mogli, madrie lavoratrici possono rappresentare modelli di riferimento ben più sinceri eautentici di quelli proposti dalla società. Ringraziamo le operaie che concoraggio hanno scelto di esporsi, condividendo la loro storia».«Qui c’è la storia delle nostre madri ed è essenziale iniziare a raccontarci- ha dichiarato il sindaco Angelelli - Oggi sono predominanti la paura e lasofferenza per l’attuale condizione del mondo del lavoro. Ci colpisce tutti ein particolar modo colpisce la nostra generazione che non riesce ad averela stabilità per progettare un futuro. Dobbiamo ricostruire un senso di comunitàper far fronte a questa crisi e il libro, con le sue storie, è fondamentalein tal senso».


48Campo de’ fioriLE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORIIDENTITA’ E VALOREIL SECONDO TASSELLO DELLA TRILOGIA DELPROF. MARSICOLAPerché si nientifica? Perché si sminuisce? Perché si tende sempre a sottovalutarequello che l’altro pensa, dice o fa? Perché vogliamo apparire più intelligenti, più ricchi,più importanti ed influenti degli altri? Prima risposta: “perché nonostante gli sforzi checiascuno fa, non approda che difficilmente a un’idea dell’intero”. Stabilire le motivazionidi questi comportamenti che, peraltro, sono assai diffusi, almeno nel nostro Paese, ècertamente propedeutico al discorso che ho voluto affrontare e svolgere, ma è anchedecisivo per aiutare tutti e ciascuno a fare il punto della situazione. La prima cosa chemi viene da rispondere a tutte le domande che sopra ho posto è la seguente: si vuoleapparire quel che non si è perché si teme comunque di essere inadeguati....SOLO 1 Un dialogo filosofico-politico sulla crisi, che può anche essererappresentato a teatro (commedia in atto unico).Il primo di una serie di discorsi volti a dare un nuovo impulso aldibattito culturale nel nostro Paese, giusto viatico per una ripresa in ognicampo e settore produttivo.Utile per chi avesse a cuore un realerinnovamento della Politica e delle Istituzioni.OMAGGIOIl bullismo. Come riconoscerlo e combatterloè un libro unico nel suo genere.Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicoleo presso la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di 10.00,sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionaled’Italia. E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, chepossono inserirlo nel P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annualedel docente, ma anche per i genitori e per tutti gli educatori sociali.L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che raccontadi essere quello che non è, stravolgerà, almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offredi accoglierlo ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo enon ricambiato, spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, chediventa l’oggetto di un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa dellastoria, rende la narrazione coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori diuna rappresentazione teatrale, i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico benallestito. Una storia ambientata in un tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonnidi campagna. Ermelinda BenedettiNOTA DELL’EDITOREIn questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantasticodella sua Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato,che fa ineluttabilmente scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguitàe violenza, ma soprattutto amor fatale!Sandro Anselmi


Campo de’ fiori49Roma com’eraCampo de’ fioriRoma. Primi del ‘900 - Porto di Ripetta sul Tevere.Costruito da Alessandro Specchi nel 1705, preannuncia scenari urbanistici aperti che troverannola loro apoteosi vent’anni dopo, nelle gradinate di Piazza di Spagna.Un andirivieni continuo di barcaioli e schiavoni ne affollava quotidianamente le rampe, poi demoliteper costruire gli argini del fiume. Più tardi, anche la quinta di case di Via Ripetta, accanto alla chiesa diSan Rocco, fu distrutta per lasciar posto a Piazza Augusto Imperatore.Ora, del porto ve n’è una brutta copia di fronte al Ministero della Marina, che non rende affatto giustiziaallo stupendo esempio di urbanistica barocca che fu.


50 Campo de’ fioriOroscopo di AprilebyCosmoARIETE (21 Marzo - 20Aprile) Enormi potenzialitàcreative porteranno cambiamentiin ambito professionale.I colpi di fulmine viregaleranno momenti digrande passione. Vi sarà un forte incrementosia della vita sociale che delle vostre attivitàintellettuali. E’ arrivato il momento per portarea termine un buon affare. Fortuna ed eventiinaspettati nelle comunicazioni.TORO (21 Aprile - 20 Maggio)E’ venuto il momento diaprirsi al romanticismo.Amori e passioni in assolutasegretezza. Possibili ritorni difiamma. Si profilano guadagnie spese inaspettate, anche per il proprio“look” che tende a modificarsi drasticamente.Momento propizio per le collaborazioni e legrandi idee. Momento di grande energia propulsiva,siete in grado di affrontare qualunquetipo di sfida.GEMELLI (21 Maggio - 21Giugno) Vita sentimentale inimprovviso fermento. Incontriinaspettati ed atmosferebonariamente trasgressive.Momento di grande fervoreper i più creativi. Nuove opportunità professionalisi presentano una dietro l’altra. E’ ilmomento buono per far partire un nuovopiano di battaglia. Potrebbe improvvisamentearrivare il colpo di genio per dare una svoltaalla vostra vita.CANCRO (22 Giugno - 22Luglio) Vita affettiva in metamorfosicontinua: passioni,colpi di fulmine e rotture improvvise.Siete al centro diuna tempesta amorosa. Svincolatevi dai condizionamentifamiliari. Una storia sentimentaleviene tenuta segreta. Momento di rotturarispetto ai vecchi schemi. Sono particolarmentefavoriti i progetti professionali da svolgersiin “equipe”. Scegliete i vostri soci sullabase delle affinità elettive.LEONE (23 Luglio - 23 Agosto)Esplosione di energie:fidanzamenti, colpi di fulmine,eventi inaspettati,azioni originali fuori dell’ordinario.Rompete con laconsuetudine ed introducete nuovi elementi.Liberatevi dalle vostre inibizioni. Momento decisivoper la vita professionale. Se sapreterompere con un passato che non vi appartienec’è un futuro che vi aspetta.VERGINE (24 Agosto - 23Settembre) Eros e situazioniper voi atipiche in forte crescita.Siete più costruttivi edeterminati ma state attentia quello che dite e a nonprender lucciole per lanterne.Iperfrenetici madeterminati. Convogliate ogni vostra energiaverso tutto ciò che vi sta veramente a cuore.Possibilità di successo. Basterà crederci senzaesitazioni.BILANCIA (24 Settembre- 23 Ottobre) Periodo sentimentalmentefavorevolegrazie a svolte e cambiamentiimprovvisi. Liberatevidei rami secchi. Sentimentiin effervescenza accompagnati da gelosie enervosismo. Nuove occasioni professionali invista. Siete incredibilmente infastiditi da tuttoquello che potrebbe costituire un limite allavostra libertà d’azione.. Prima di fare e/o diparlare mettetevi in sincronia con voi stessi.SCORPIONE (24 Ottobre- 22 Novembre) Sentimentie passioni nasconoe sorgono all’interno delvostro posto di lavoro.Possesso, gelosia ed Eros…. tutti alle stelle. La vostragelosia e così il vostro orgoglio tendonoad andar fuori controllo. Tutto ciò crea fortitensioni col partner. Sentite sempre più fortel’esigenza di rinnovarvi partendo dai propricentri vitali. Momento ideale per l’inizio di unadieta. Sani e belli. Fidatevi del vostro intuito.SAGITTARIO (23 Novembre- 21 Dicembre) Scalpitantied impazienti perquanto riguarda il lavoro.Cercate di tenere a freno levostre ansie professionali.Convogliate ogni vostra energia verso tuttociò che vi sta veramente a cuore. Siete troppopigri per potervi darvi da fare e portare a terminequalcosa di impegnativo. Comunque fortunatele attività professionali più creative.CAPRICORNO (22 Dicembre- 20 Gennaio) Grandicambiamenti per la vostravita affettiva. Desiderio di novitàe voglia di libertà da uneventuale predominio delpartner. Colpi di fulmine o rotture improvvise.Gelosie e discordie con la famiglia d’origine.Se volete vincere dovrete andar incontro adun “reset” generale. Spazzate i vecchi schemi.Fortunati investimenti finanziari.ACQUARIO (21 Gennaio -18/19 Febbraio) Fase disvolta In questo periodo avvertitesempre più forte il desideriodi muovervi, di trovarenuove esperienze e cosìnuove attività. L’amore si sviluppa in manieradivertente, rapida e mentale . Complicità. Incontrie colpi di fulmine durante un incontroculturale o una gita. Fortuna nelle comunicazioni.Avanzamenti professionali. Spese inaspettatema importanti in vista.PESCI (19/20 Febbraio -20 Marzo) Favorite le collaborazioni.E’ possibile chevi venga chiesto un trasferimentoin una località diversada quella consueta.Trasloco. E’ il momento buono per portare atermine una trattativa. Spese inaspettate perl’automobile o il vestiario. Favoriti gli addettialle relazioni esterne e al marketing aziendale.Parlate di meno quando vi trovate in famiglia.Nuova fase professionale sia per spirito costruttivoche per creatività.


Tanti auguri aLuisa che hafesteggiatoallegramente isuoi 30 anni!!Gallina vecchiafa buonbrodo!!! Augurida tutti noi!!Campo de’ fiori 51LA REDAZIONE DI CAMPO DE FIORI SI ASSOCIA A TUTTI GLI AUGURI!!!Tantissimiauguri di buoncompleanno adAdino Quattriniche il 31 marzoha compiuto 90anni, dalla moglieElena, dai figli, igeneri, la nuora,i nipoti, i pronipotie tutti iparenti…Arrivederciai 100!Per la gioia dimamma Rita e papàDaniele è arrivataBreatrice Catalina…tanti auguri da zioSergio e da tutto ilcentro anziani delcentro storico diCivita Castellana.TANTISSIMIAUGURI allanostra dolcissimaBENE-DETTAper il suo 1°COMPLEANNOda mamma Laura,papà Andrea e inonni Anna,Fausto, Mirella eGianfranco!Tantissimiauguri aCristian che il27 Aprilecompie 26anni, dallamamma, dalpapà, dal suoamoreFlavia, dallanonna, dai suoceri e dai cognati edal nipote Alessandro.Tantissimiauguri aifratelli Nico eGuido che il18 Aprilecompiono glianni. Conaffetto damamma, papà ed Alessia.Tanti auguri adAntonietta che il19 Maggio compiràgli anni, daifigli Daniel,David e Camilla,le nuore Tania eMajuri, ed i nipotiniRebecca, Leonardo e Nazzareno.Tantissimi auguri etanti baci a FloraIaffei per il suocompleanno, dallefiglie, i generi e inipoti Vanessa,Cecilia e Federico.Tantissimi auguri a Rebecca Bianchi che il 15 Aprile compiegli anni, da mamma Emanuela, papà Milvio e la piccola Lucia.Ti auguriamo un sereno e felice compleanno!Tantiauguri dibuoncompleannoa Marco eValeria chehanno festeggiatoilloro 18°compleanno, che vi porti tantesorprese e felicità! Da parenti eamici.Ciao,sono NicolòTamburini.Il 21 Aprilericevo ilbattesimo,ringraziotutti quelliche si stringerannoa me con un grande bacio.


52Campo de’ fioriAGENDATutti gli appuntamenti più importanti


Campo de’ fiori 53AGENDATutti gli appuntamenti più importantiCaprarola 24 - 26 Maggio: XVII mostramercato dei prodotti agricoli ed artigianaliLa XVII° mostra mercato dei prodotti agricoli ed artigianali di Caprarola, è intitolata allamemoria di uno dei suoi giovani fondatori, Patrizio Bruziches. La fiera agricola artigianaleè un’ occasione indispensabile non solo per il contatto diretto degli agricoltori della nostrazona con le ultime innovazioni in campo delle macchine agricole, ma anche per comprenderee diffondere la cultura del territorio e delle sue tradizioni attraverso la presentazionedi attività artigianali. Caprarola oltre ad essere una delle perle artistichearchitettoniche più famose dei monti Cimini per la presenza del palazzo Farnese, è unodei principali centri di produzione e trasformazione della nocciola. La mostra mercatoche si volge presso la località “La Paradisa” si propone di coinvolgere il maggior numerodi persone alla riscoperta delle realtà locali. La manifestazione, che quest’anno si svolgeràdal 24 al 26 Maggio, il programma prevede speciali eventi e attrazioni, come il radunodelle “500” d’epoca, l’ormai famoso concorso canoro per bambini “Nocciolinad’Oro” e il musical curato ed allestito dal laboratorio teatrale dell’Istituto Ipseoa“A. Farnese”. Anche per quanto riguarda gli eventi gastronomici il calendario è pienodi appuntamenti golosi: il venerdì sera ci saranno i ragazzi della “Proloco Giovani” chedurante lo spettacolo del gruppo “Tre Quattro” gestiranno un dopocena a base di pizzefritte e porchetta, il tutto innaffiato da birre artigianali; il sabato ci sarà il festivaldella pizza con menù curato dalla “Casa del Pane” di Caprarola; la domenica a pranzogli amici delle 500, ma non solo, si incontreranno a Palafiera per gustare un menù studiatodai ristoranti “Re Scorpione” e “Antica Trattoria del Borgo”. La domenica sera infine,i ristoratori locali faranno gara nel proporre i loro piatti migliori realizzati con i prodotti tipici della zona. Per tutti gli eventi è consigliabileprenotare. Tutti i dettagli della manifestazione sono consultabili sul programma stampato sulle locandine affisse negli esercizi commerciali,sul sito del Comune di Caprarola, sulla pagina Facebook dell’Associazione La Paradisa.RIAPRE L’ABBAZIA DI SANTA MARIA IN FALERI A FABRICA DI ROMAFABRICA DI ROMA – Riprendono le aperture dell’ abbazia di Santa Maria in Falleri,gioiello di architettura cistercense situata nel cuore dell’ Ager Faliscus, che saràvisitabile a partire dal 23 Marzo 2013, tutti i sabato e domenica dalle ore 9:00 alleore 13:00, e nei giorni festivi con lo stesso orario.Il monumento, è protetto dalle possenti mura dell’ antica città di Falerii Novi, fondatadai romani intorno al 241 a. C., a seguito della sottomissione di Falerii Veteres (odiernaCivita Castellana), centro principale della popolazione falisca.Orario di apertura (23 Marzo – Novembre 2013)Sabato – Domenica Ore 9:00 - 13:00Per info e aperture infrasettimanali contattare: Ufficio Cultura del Comune di Fabricadi Roma. TEL.0761569001 – cultura@comune.fabricadiroma.vt.itSUONA FRANCESE VI edizione. 2 aprile – 6 luglio 2013Un festival tutto francese in territorio italiano e improntato alla qualità, orientato a sostenere i nuovitalenti emergenti d’Oltralpe, nella proposta di repertori contemporanei e progetti che vedono sullostesso palco musicisti francesi e italiani. Per meglio dire il più grande Festival di musica francese mairealizzato in Italia. E’ Suona francese, una rassegna di tutti i generi musicali che approderà in quarantacittà della nostra penisola per il sesto anno consecutivo, da aprile a luglio 2013. Organizzatoe promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia e dall’Institut français Italia, con il sostegno dell’Institutfrançais, della Fondazione Nuovi Mecenati, della Sacem e del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca- Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, e con Edison in qualità di main partner, l’evento sipone come ponte culturale tra Francia e Italia e, in virtù della relazione bilaterale centenaria tra i due Paesi, Suona francese proponeanche quest’anno un programma originale e di qualità che si dipana all’interno di spazi suggestivi e diversificati, in collaborazione conalcuni delle più prestigiose e storiche rassegne musicali italiane. Il via alla intensa programmazione, che quest’anno prevede oltre 130concerti, sarà dato a Torino il 2 aprile dalle Brigitte, rivelazione indie pop del 2012, e terminerà la prima settimana di luglio a Firenze conil Festival au désert / presenze d’Africa, in cui suoneranno, tra gli altri, il polistrumentista Aziz Sahmaoui, il cantautore “world” Piers Faccinie il balafonista Lansiné Kouyaté. Al centro di questo percorso si incroceranno i linguaggi elettronici di giovani artisti come Zombie Zombiee Woodkid, la musica di ricerca di Olivier Latry, Shanti di JC Eloy e Le noir de l’Etoile, il jazz sperimentale dei Papanosh, il pop/rockalternativo dei Watcha Clan e l’originale tributo a Léo Ferré nell’incontro tra i Tête de Bois e noti cantautori francesi ed italiani, un eventorealizzato in collaborazione con l’Auditorium Parco della Musica - Fondazione Musica per Roma. Il 21 giugno Suona Francese si tingerà digreen grazie a Edison, che renderà ecosostenibile il concerto dedicato alla Festa della Musica. In Piazza Farnese su un palco alimentatoda energia rinnovabile si alterneranno il gruppo francese di “world music” La Rue Ketanou, una band italiana emersa dal contest Edison -Change the Music e un grande ospite “a sorpresa” tutto da scoprire.Sito ufficiale: http://www.institutfrancais-italia.com/ Social Media: https://www.facebook.com/Suona.francesetwitter.com/suonafrancese #suonafrancese


Album de54Campo de’ fioriCampo de’ fioriCivita Castellana. Scuola elementare Achille Grandi (ora Don Bosco). Anno 1965/66, classe V elementare. In alto da sx: Mario Parretti, Sergio Tontoni,Pietro Nelli, Gianfranco Di Giovanni, Sandro Verticchio, Marco Basili, Franco Morselli, Sandro Andreucci, Adolfo Panta , il Maestro Fausto Silei.In basso da sx: Moreno Lanzi, Massimo Basili, Piero Alessandrini, Giuseppe (Pino) Rossetti, Mauro Corini, Antonio (Tonino) Matteucci, Fernando Meraglia,Carlo Frate, Antonio Costantini.


Campo de’ fiori55ei ricordi15Campo de’ fiori32467Civita Castellana. Anno 1952. Giostre in occasione delle feste patronali di San Marciano. Ad ogni centro, il tirassegno scattavauna foto al tiratore. 1. Renato Talia, 2. Rocco Precetti (Bacocco), 3. Gino Gioli, 4. Armando Petroni (Sgummella),5. Franco Massaccesi, 6. Lanfranco Patrizi, 7. Gildo Cecchini. Foto del Sig. Gildo Cecchini.Campo de’ fioriRiproponiamo, per la terza volta consecutiva, la foto della classe III media della scuola di Via Ferretti di Civita Castellana,del 1963, di cui un anonimo lettore ha voluto integrarne ulteriormente i nomi dei presenti sulla foto.In piedi da sx: ... Di Donato, Guido Mancini, Pietro Lanzi, Orlando Sacchetti, Paolo Nelli, ... Marini, Ermanno Tronti,Sandro Patrizi, Enrico Giannini, .... Cencelli, Antonio Marcantoni, Massimo Caporicci, Adriano Palmari,Emiliano Sabatini, ... , Prof. Fabbri, Sabino Profili.In Basso da sx: Luciano Mengarelli, ... , Ermanno Picchetto, Fabrizio Costanzelli, ... Cupellari, Ermanno Pizzi, Mauro Baldacci,Fabrizio Ricci, Fabrizio Flori.


Album de56Campo de’ fioriCampo de’ fioriFabrica di RomaAnno 1941.FamigliaPietro Baldassicon amici.Campo de’ fioriFabrica di Roma.4 Ottobre 1975.Claudio Brecciaed Antonia Francolanel giorno del loromatrimonio,durante il pranzonuziale.


Campo de’ fiori 57ei ricordiCampo de’ fioriFabrica di Roma. Metà anni ‘60. In piedi da sx: Doriana Anselmi, Rosanna Ippoliti, Carla Fossicelli, Carla Giaquinto,Ivana Alessi, Silvana Berto, Marta Cruciani, Anna Maria Scialanca, Rita Quintiliani.In basso da sx: Gianni Accarino, Clara Baldassi, Pina Monfeli, Angela Cantagalli, Rosalba Tabacchini, Maria Marignoli,Marisa Santoro, Fausto Capitoni. Maestra De Angelis.Campo de’ fioriFabrica di Roma. 1954. Da sx: Luigina Proietti, Peppino Cocchi, Franca Celi, Eraldo Capparucci, Franca Bartolocci,Clara Capitoni, Medoro Stefanucci.


58Campo de’ fioriAlbum deCampo de’ fioriPugilistica maglianese.Anni ‘60.In alto da sx:Stelvio Paiella,Fabrizio Nunzi,il direttore sportivoPalmiro Farina,Lucio Di Giacomoed il dirigenteIgnazio Sghirru.In basso da sx:l’ex pugile Scucchia,il maestroFiorello Di Giacomo,Giovanni Pescetelli,Alberto Del Vescovo,Davide Scucchia.Campo de’ fioriVasanello. Anno 1968.Da sx: Gino Purchiaroni, Elide Porri, Eugenio Purchiaroni, Filippo Pesci, Franca Venturi, ....Foto della Sig. ra Clarice Purchiaroni.


Campo de’ fiori 59ei ricordiCampo de’ fioriCorchiano - anni ‘70. Squadra di calcio.In piedi da sx: Francesco Ceccarelli, Alfio Bernabei, Innocenzo Leoniddi, Franco Sbrodiglia, Ennio Leoniddi, Vitaliano Crescenzi (Lillo), Antonio Ridolfi,Raffaele De Angelis, Annibale Rosati, Bruno Petrucci (allenatore), Pietro Bigarelli (vice allenatore).In basso da sx: Alberto Cecchini (massaggiatore), ... , Domenico Creta, Filippo Bernabei, Aldo Bernabei, Pino Cioccolini, Carlo Ridolfi,Enrico Menicacci, Angelo Marconi.Foto della Sig.ra Vanda D’Achille.


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Fax 0761.513117Cedola da ritagliare e spedireL’annuncio sarà ripetuto per 3 uscite, salvo diversa decisione della redazioneCompilate qui il vs annuncio gratuito e speditelo in busta chiusa aCampo de’ fiori - P.za della Liberazione n. 2 - 01033 Civita Castellana(VT) oppure mandate un Fax al n. 0761.513117 ouna e-mail a info@campodefiori.biz(scrivere in stampatello e senza abbreviazioni) .........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................Gli annunci gratuiti sono esclusivamente riservati a privati. 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62Campo de’ fioriSandro AnselmiP.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT)Tel./Fax 0761.51.31.17 - e-mail : sandro_anselmi@libero.itHai un immobile da vendere o da affittare?Cosa aspetti! Pubblicizzalo tramite l’Agenzia Anselmi, da 40 anni al vostro servizio!Cerchi un immobile da affittare o da acquistare?Valuta le nostre offerte e vieni a trovarci in agenzia!VENDOCivita CastellanaNuda proprietà di appartamentodi recente costruzione, zonaresidenziale. Composto da sala,cucina, 2 letto, 1 bagno (conpossibilità di un secondo),garage. Ampi terrazzi. Termoautonomo.Climatizzato.OTTIMO INVESTIMENTO! Cod. V87Via IV Giornate di Napoli. App.todi 60 mq circa, composto da ambientegiorno e angolo cottura,bagno e ripostiglio. Terrazzo, garage,cantina. AFFARE! Cod. V86Appartamento Corso BrunoBuozzi, II piano, di 105 mq da ristrutturare+terazzo,ripostiglio ecantina al piano terra. Cod. V83Piazza della LiberazioneRifinitissimo app.to 155 mq, salonedoppio, veranda chiusa concamino, cucina, 4 camere,2 bagni ripostigli, 3 balconi,terrazzo, garage 40 mq. Cod. V06Via Catalano, app.to mq 100, cucina,salone, 3 letto, bagno, garage.Vendita anche separata dagarage. Cod. V46Fabbricato allo stato grezzo di550 mq ca. su 3 piani, con ampioterreno fronte strada,anche frazionabile. Cod. V65Loc. San Giovanni.Appartamento 130 mq, balconato,posto auto e cantina.Ottimo investimento. Cod. V07App.to di 100 mq arredato cucinacon camino, salone, tre camere,due bagni, ripostiglio, garage 22mq, due ampi balconi. Cod. V08Via S. Felicissima magazzino 75mq con bagno, ideale anche pertaverna.Cod. V11Loc San Giovanni. App.to 95 mq,II° piano. Salone, cucina, treletto, due bagni e garage. Cod. V56VignanelloTerreno 6.800 mq con ulivi,nocciole e piccolo annesso.Cod. V27RomaLoc. Gabelletta app.to in recidence 90 mq,balconi 30 mq, posto auto, piscina condominiale,ascensore,termoautonomo.Cod. V21Fabrica di RomaLocale commerciale - artigianale dimq 50, al centro storico.Ottimo investimentoLoc. Faleri Vendo/Affitto 700 mq localecommerciale + uff. 80 mq, 2 wc, piccoloappartamento 30 mq,piazzale 300 mq circa Cod. VA63Faleri Novi - appartamento piano terra130 mq da finire, portico 100mq,giardino 380mq. Cod. V14Via San Rocco appartamento 65 mq. ca.salone con camino in peperino, cucina,balcone, 2 camere, bagno. Magazzino, rimessaauto e piccolo orto. Vendita o affitto.Vero affare! Cod. V13Località Pian del TrulloVilla bifamiliare allo stato grezzo su duepiani più piano seminterrato, garage egiardino.Cod. V15Terreno 5000 mq circa confrutteto, piccolo annesso,acqua e luce. FronteStrada.Cod. V64Pian di Cava-2 ville su due piani di 220 mql’una, con portici e giardini di 5.000 mql’uno. Recintate, illuminate e rifinitissimeCod. V17Magliano SabinaVilla allo stato grezzo su due piani di 140mq ciascuno e possibilità di realizzarealtra costruzione simile su un terreno di8 ha, con noci. Servizi .Terreno di 14.000 mqcon proggetto per annessoagricolo di 80 mq.Ottimo affare!Cod. V76Cod. A85AFFITTOCivita CastellanaVia di Corte. Locale commercialedi 70 mq completamente ristrutturato.Anche in vendita. Cod. A89Centro storico. App.to completamenteristrutturato.Ammobiliato. Cod. A88Via della Repubblicadue appartamentidi 130 mqcirca ciascuno, balconati.Termo autonomi.Vari usi. Cod.A83Loc. San Giovanni. App.to I pianocomposto da 3 letto, salone conangolo cottura, bagno+cantina egiardino. Cod. A 85Loc. San Giovanni. App.to dinuova costruzione. 2 letto, cucina,soggiorno, 2 bagni, balconato,con o senza garage. Cod. A87Via Nepesina ampio piazzale conannessi. Vari usi. Cod. A90Centro storico. Mono locali di 30mq, ammobiliati. Cod. A29Vicinanze poste centrali, localecommerciale di mq 150 circa conparcheggio di proprietà. Cod. A31Località San GiovanniAppartamento arredato di 100mq composto da: salone, cucinae tinello, 2 camere, 2 bagni.Fabrica di RomaCod. A32Corso Bruno Buozzi, 3 localicommerciali varie metrature.Cod. A33Vicinanze campo sportivo,app.to indipendente con giardinocomposto da salone con angolocottura, camera da letto, bagno eposti auto esterni. Cod. A78Via dell’Asilo. Magazzino di 50 mqcirca. Affitto o vendita.Cod. A34Locale di 400 mq al piano primo,uso ufficio con parcheggio.Cod. A35


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