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Agricoltura: i ricorsi amministrativi e la competenza a ... - UIL Basilicata

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<strong>Agricoltura</strong>: i <strong>ricorsi</strong> <strong>amministrativi</strong>e <strong>la</strong> <strong>competenza</strong> a decidereJosef Tschöll Studio associato Rst - Vipiteno (BZ)Il Ministero del <strong>la</strong>voro, con lettera circo<strong>la</strong>re del 2marzo 2009, interviene sul<strong>la</strong> <strong>competenza</strong> in materiadi disconoscimento delle prestazioni in agricolturao per <strong>la</strong> cancel<strong>la</strong>zione dagli elenchi effettuatiin via amministrativaComitato regionale per i rapporti di <strong>la</strong>voroNell’ambito del<strong>la</strong> riforma dei servizi di vigi<strong>la</strong>nzain materia di <strong>la</strong>voro introdotta dal Dlgs n. 124/2004 (in attuazione del<strong>la</strong> delega prevista dall’art.8, legge n. 30/2003 ­ riforma Biagi) è statoistituito il Comitato regionale per i rapporti di<strong>la</strong>voro.Il comitato è istituito presso <strong>la</strong> Direzione provincialedel <strong>la</strong>voro ed è composto dal direttore del<strong>la</strong>Direzione regionale del <strong>la</strong>voro, che <strong>la</strong> presiede,dal direttore regionale dell’Inps e dal direttoreregionale dell’Inail. Al comitato spetta <strong>la</strong> <strong>competenza</strong>a decidere i <strong>ricorsi</strong> <strong>amministrativi</strong> avversogli atti di accertamento e le ordinanze­ingiunzionidelle direzioni provinciali del <strong>la</strong>voro e avversoi verbali di accertamento degli istituti previdenzialie assicurativi che abbiano ad oggetto <strong>la</strong>sussistenza o <strong>la</strong> qualificazione dei rapporti di<strong>la</strong>voro.I <strong>ricorsi</strong> vanno inoltrati al<strong>la</strong> Direzione regionaledel <strong>la</strong>voro e sono decisi, con provvedimento motivato,dal comitato entro novanta giorni dal ricevimento,sul<strong>la</strong> base del<strong>la</strong> documentazione prodottadal ricorrente e di quel<strong>la</strong> in possesso dell’amministrazione.Decorso inutilmente il termineprevisto per <strong>la</strong> decisione, il ricorso si intenderespinto. Il ricorso non sospende l’esecutività dell’ordinanza­ingiunzione,salvo che <strong>la</strong> Direzioneregionale del <strong>la</strong>voro, su richiesta del ricorrente,disponga <strong>la</strong> sospensione. L’art. 19, Dlgs n. 124/2004 prevede poi l’abrogazione delle norme chesono incompatibili.Il sistema dei <strong>ricorsi</strong> <strong>amministrativi</strong> di cui all’art.17, Dlgs n. 124 è strettamente ancorato all’eserciziodelle funzioni ispettive e il suo ambito diapplicazione va circoscritto ad accertamenti sul<strong>la</strong>sussistenza o sul<strong>la</strong> qualificazione del rapporto di<strong>la</strong>voro, compiuti nell’esercizio di attività ispettiveed in base agli esiti delle stesse (R. Adda, inGuida al Lavoro n. 27/2006). Rimangono cosìancora competenze residue agli enti previdenzialia decidere i <strong>ricorsi</strong> <strong>amministrativi</strong> sul<strong>la</strong> sussistenzao qualificazione dei rapporti di <strong>la</strong>voroquando questi non traggono origine da verbaliispettivi.La Commissione centrale CauIl Servizio per i contributi agricoli unificati (Scau)è stato soppresso dall’art. 19, legge 23 dicembre1994, n. 724, con decorrenza dal 1° luglio 1995e le sue funzioni ed il suo personale sono statetrasferite all’Inps e all’Inail, secondo le rispettivecompetenze. Con l’art. 9­sexies, comma 3, Dl n.510/1996 (convertito nel<strong>la</strong> legge n. 608/1996)è stata costituita, quale organo dell’Inps, <strong>la</strong> Commissionecentrale per l’accertamento e <strong>la</strong> riscossionedei contributi agricoli unificati.La commissione decide, in unico grado, i <strong>ricorsi</strong>previsti dagli articoli 10 (accertamento dei contributidovuti per i <strong>la</strong>voratori agricoli dipendentie per i compartecipanti familiari e piccoli coloni)e 15 (<strong>ricorsi</strong> dei coltivatori diretti dei mezzadri ecoloni e degli imprenditori agricoli a titolo principale),Dlgs n. 375/1993, e, in seconda istanza, i<strong>ricorsi</strong> di cui al comma 2 dell’articolo 11 (<strong>ricorsi</strong>in materia di accertamento dei <strong>la</strong>voratori agricoli)del predetto decreto; formu<strong>la</strong> pareri in ordineal<strong>la</strong> determinazione annuale dei sa<strong>la</strong>ri medi provincialidegli operai agricoli a tempo determinatoe indeterminato ed in ordine ai valori medi diimpiego di manodopera per singo<strong>la</strong> coltura e perciascun capo di bestiame; esercita attività consultivanei confronti del consiglio di vigi<strong>la</strong>nza e delconsiglio di amministrazione dell’Inps in materiadi previdenza agrico<strong>la</strong>; esprime pareri sui <strong>ricorsi</strong><strong>la</strong> cui decisione è attribuita al Ministro del <strong>la</strong>voroe del<strong>la</strong> previdenza sociale.Dopo l’entrata in vigore del Dlgs n. 124/2004sono subito sorte alcune questioni concernentil’applicazione dell’art. 17 in materia di <strong>ricorsi</strong> <strong>amministrativi</strong>e il Ministero del <strong>la</strong>voro è prima intervenutocon <strong>la</strong> circ. n. 24/2004 e successivamenteancora con <strong>la</strong> circ. n. 10/2006.


isulti ancora competente a decidere i sopra menzionati<strong>ricorsi</strong> (ex artt. 10­11 e 15 del Dlgs n. 375/1993),ovvero tale <strong>competenza</strong> sia transitata per effetto dell’art.17, Dlgs n. 124 ai Comitati regionali per i rapportidi <strong>la</strong>voro.Su tale problema <strong>la</strong> Dg Attività ispettiva ha emesso <strong>la</strong>nota n. 11847 del 20 settembre 2007, rivolta all’Inps,con cui è stato espressamente risposto che deve farsiriferimento al criterio generale del<strong>la</strong> natura dell’attoricorribile, che deve essere di natura ispettiva.A seguito del<strong>la</strong> circo<strong>la</strong>re Inps n. 127/2007, tuttavia, lesedi regionali dell’Istituto hanno provveduto a trasmettereai Comitati regionali per i rapporti di <strong>la</strong>voro unanotevole mole di <strong>ricorsi</strong> aventi ad oggetto i provvedimentidi disconoscimento delle prestazioni di <strong>la</strong>voro inagricoltura o di cancel<strong>la</strong>zione dagli elenchi anagraficidei <strong>la</strong>voratori agricoli.Si precisa, a riguardo, che tali provvedimenti <strong>amministrativi</strong>operano, di rego<strong>la</strong>, solo un generico riferimento aicontrolli ispettivi svolti, senza indicare né gli estremi né ilcontenuto dei verbali di ispezione presupposti.In concreto, nel<strong>la</strong> maggioranza dei casi, i menzionati<strong>ricorsi</strong>hannoadoggettounicamenteiprovvedimenti<strong>amministrativi</strong> di natura tecnica (disconoscimentodelle prestazioni o cancel<strong>la</strong>zione daglielenchi anagrafici) adottati dall’Inps ai fini del<strong>la</strong>tute<strong>la</strong>previdenziale,enoninveceiverbaliispettiviche costituiscono atto presupposto di tali provvedimenti,limitando i motivi, le censure e le deduzionial<strong>la</strong> vio<strong>la</strong>zione del diritto di difesa, per difettodi motivazione dei provvedimenti di disconoscimento.I citati <strong>ricorsi</strong>, peraltro, vengono presentati non da partedelle aziende, come avviene normalmente per i <strong>ricorsi</strong>ex art. 17, Dlgs n. 124/2004, bensì da parte dei <strong>la</strong>voratori,che sono destinatari dei provvedimenti di cancel<strong>la</strong>zioneemessi a seguito di verbali di accertamento ispettivo.Ne consegue che, non essendo il contenuto deimedesimi verbali ispettivi nel<strong>la</strong> sfera di conoscibilitàlegale dei <strong>la</strong>voratori terzi interessati, questi ultimi sonodi fatto impossibilitati a formu<strong>la</strong>re fondate contestazioni.Così formu<strong>la</strong>ti, peraltro, tali <strong>ricorsi</strong> prestano il fiancoal<strong>la</strong> censura di inammissibilità poiché il provvedimentodi disconoscimento e/o cancel<strong>la</strong>zione dagli elenchi nonè tecnicamente atto ricorribile, giusta <strong>la</strong> definizionetassativa dell’art. 17, Dlgs n. 124/2004.Si ritiene opportuno ribadire, infatti, che il Comitatoregionale per i rapporti di <strong>la</strong>voro non può essere ritenutocompetente ad esaminare <strong>ricorsi</strong> proposti da soggettidiversi da quelli nei cui confronti sono predisposti enotificati gli atti impugnati (aziende e/o rappresentantelegale, mai il <strong>la</strong>voratore), difettando per essi, almeno insenso tecnico, l’interesse a ricorrere.Ciò premesso, al fine di risolvere in via generale <strong>la</strong>questione re<strong>la</strong>tiva al<strong>la</strong> ripartizione delle sfere di <strong>competenza</strong>tra Comitato regionale per i rapporti di <strong>la</strong>voroe le Commissioni Inps, in materia di <strong>ricorsi</strong> afferentii rapporti di <strong>la</strong>voro in agricoltura, i suddettiorgani devono necessariamente fare riferimento aimenzionati criteri generali del<strong>la</strong> matrice ispettivae del contenuto dell’atto di accertamento ricorribile.A riguardo, in linea con quanto già indicato nelle circo<strong>la</strong>rin. 24/2004 e n. 10/2006, sotto il profilo del<strong>la</strong>forma, sono atti ricorribili dinanzi al Comitato regionaleper i rapporti di <strong>la</strong>voro:­ i provvedimenti di contestazione/notificazione diilleciti <strong>amministrativi</strong> delle Direzioni provincialidel <strong>la</strong>voro;­ le ordinanze ingiunzione delle Direzioni provincialidel <strong>la</strong>voro;­ i verbali di accertamento di istituti previdenzialiedassicurativiperiqualisussiste<strong>la</strong>contribuzioneobbligatoria (verbali che accertano illeciti <strong>amministrativi</strong>ovvero che riguardano recuperi contributivi con leconnesse sanzioni civili).Sotto l’aspetto re<strong>la</strong>tivo al<strong>la</strong> legittimazione a ricorre, i<strong>ricorsi</strong> al Comitato regionale possono essere presentatisolo da parte del<strong>la</strong> azienda cui sono stati notificati iprovvedimenti impugnabili con lo strumento di cui all’art.17, comma 2, Dlgs n. 124/2004.Al di fuori dei casi sopra riportati, il re<strong>la</strong>tivo contenziosodeve restare affidato al<strong>la</strong> <strong>competenza</strong> delle Commissioniprovinciali e centrale Cau in unico o in secondogrado, così come previsto dagli artt. 10, 11 e 15 delDlgs n. 375/1993.Ciò premesso in ordine al<strong>la</strong> ripartizione di competenze,questa Direzione generale invita i Comitati regionaliper i rapporti di <strong>la</strong>voro, nei casi sopra menzionati, adadottare dec<strong>la</strong>ratoria di inammissibilità dei <strong>ricorsi</strong>presentati, ritrasmettendo gli atti alle strutture dell’Inpsper <strong>la</strong> decisione da parte del<strong>la</strong> competente Commissioneagrico<strong>la</strong> unificata (Cau).

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