01_gennaio - Porto & diporto

portoediporto.it

01_gennaio - Porto & diporto

ORTO&diportoIL MAGAZINE CHE APRE IL PORTO ALLA CITTÁTariffa R.O.C. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Napoli - ANNO IX - N. 1 - Gennaio 2013 - Costo singola copia € 2,50also in englishSeatec 2013


DONATO PAVESIRipartiamo, insieme.www.transpotec.comDestinazioneTRANSPOTEC LOGITEC.Nuovi modelli di truck,veicoli commerciali,servizi, eventi, test drive.Riparti con noi!Verona, 28 febbraio - 3 marzomain media partner in partnership con organizzato dafollow us on


SEATEC E’ MEMBRO DI:editoriale / porto&diportoQUALITECDESIGN AWARDc o m p o n e n t sp r o d u c t i o n & f u r n i t u r eQUALITECTECHNOLOGY AWARDseatec 115COMPOTEC0 6 / 0 8 F E B B R A I O 2 0 1 3 C A R R A R AseatecRASSEGNA INTERNAZIONALETECNOLOGIE, SUBFORNITURAE DESIGN PER IMBARCAZIONI,YACHT E NAVIwww.sea-tec.itcompotec11 5RASSEGNA INTERNAZIONALECOMPOSITI E TECNOLOGIECORRELATEwww.compotec.itCON IL PATROCINIO DI:REGIONETOSCANAPROM OZ ION E2 - maggio 2012SPONSOR UNICO BANCARIO:GRUPPO BANCA CARIGECassadi Risparmiodi Carrara S.p.A.ORGANIZZATORE:Business on the MoveCarraraFiere, Viale Galileo Galilei, 133 - 54033 Marina di Carrara (MS) - Italy - Tel. +39 0585 787963 Fax +39 0585 787602 - e- mail: info@carrarafiere.com


sommario / porto&diportoQuesta edizione sarà presente all’undicesima edizionedi Seatec - Carrara 6/8 febbraio 2013Anno IX - N°1 - Gennaio 2013Direttore responsabileAntonio De CesareDirettore editorialeMaurizio De CesareHanno collaborato aquesto numero:Massimo Bernardo - Sabrina BertiniCosimo Brudetti - Eduardo CagnazziGiacomo Canarsa - Francesco D’EpiscopoFabrizio De Cesare - Michela FanisPatrizia Lupi - Paola MartinoAlberto Medina - Italo MerciatiStefano Meroggi - Sandro MinardoLorenzo Policardo - Riccardo RussoAlessandra Schettino - Stefania VerganiTraduzioni a cura di Angus UrquhartAmministrazione e abbonamentiPaola Martinoamministrazione@portoediporto.itabbonamenti@portoediporto.itCosto abbonamentoItalia € 30, estero € 90esclusivamente con versamento suCCP n. 81627671 - AM editori srlPiazzale Immacolatella Vecchia80133 NapoliPubblicità e marketingmarketing@portoediporto.itListini e specifiche tecnichewww.portoediporto.itProgetto e realizzazione graficaAM editori srlStampaMorconia PrintMorcone (BN)Il magazine Porto&diportoè proprietà diAM editori srl - Tel 081 6581974Tel/Fax 081 5592332redazione@portoediporto.itwww.portoediporto.itAutorizzazione Tribunale di Napolin. 17 del 15 febbraio 2006Periodico associato all’USPIUnione Stampa Periodica ItalianaE’ vietata la riproduzione totale e/oparziale di testi, fotografie e di qualsiasialtro contenuto o allegato.Tutti i diritti sono riservati.SEATEC4 - Seatec total business oriented6 - La nautica guarda al futuro8 - MYDA premia i progetti più innovativi10 - YARE 2013 esalta la leadership dellacantieristica italianaARMAMENTO12 - Grimaldi, prima pietra del nuovoterminal nel Porto di Barcellona14 - COECLERICI S.p.A. nuovaacquisizione in USASHIPPING15 - Il Gruppo Rina si afferma nel settoredello shipping arabo16 - Riforma dei porti: sogno o realtà?18 - Soddisfacenti risultati per ContshipItaliaINFRASTRUTTURE20 - Porto di Venezia, volano perl’economia del Veneto22 - Taranto costruisce un “ponte” fra Asiaed Europa24 - Lo shipping triestino punta allosviluppo dei traffici26 - Containers e gateway ferroviario ilsuccesso di Gioia Tauro28 - Rivalta Scrivia investe nel freddoRICERCHE30 - Check-up Mezzogiorno, con la crisipersi 24 mld di pilTRASPORTI32 - Port Package in arrivo dall’Europa34 - Il mercato dell’autotrasporto sceglieTranspotec Logitec35 - Con “Jamme card” ricarichi da casa eviaggi con UnicoCampania36 - Trasporto urbano green il made in Italyper ViennaFORMAZIONE38 - L’imprenditore alatoPROPELLER40 - La primavera araba e le strategiediplomatiche e commerciali italianeFORUM42 - Aspettando il Forum (e non Godot)NAUTICA43 - ASSOMARINAS “Friendly Relations”44 - Al prossimo Salone Nautico “Sapore diMare” per evitare la deriva46 - Trofeo Campobasso la vela a Napolicresce e supera ogni aspettativa48 - Il Nord Adriatico punta sul turismomarittimo50 - Certificare il refitting per rilanciarel’usatoAZIENDE51 - Tradizione artigianale per un “must”del ben vestire52 - 2013: ottime prospettive per la modaitaliana55 - Cerreto Sannita un suggestivo borgofucina di giovani impreseTURISMO56 - Il turismo in Germania da gennaio aottobre 201258 - Lavoro: nuove opportunità comeconsulenti di viaggioEVENTI60 - “Motor Gallery” in mostra auto e motod’epocaLIBRI62 - La forza dell’amoreENGLISH SUMMARY63 - GRIMALDI GROUP NAPLES NEWBARCELONA TERMINAL63 - RINA IN ABU DHABI63 - TRIESTE DISAPPROVES OFGASIFYING PLANT64 - GIOIA TAURO CONTAINERS ANDRAIL GATEWAY64 - RIVALTA SCRIVIA INTERPORTINVESTS IN COLD STORAGE64 - INTERNATIONAL CULTURE FORUMFOR NAPLES THIS SPRING


seatec / porto&diportoSeatectotal business orientedL’edizione 2013 della rassegna di tecnologie,subforniture, design per imbarcazioni, yacht e navimette al centro i rapporti commerciali fra specialistie organizza incomingdi operatori stranieriSeatec prosegue il suo impegnoper favorire l’incontro commercialefra operatori stranierie aziende italiane che partecipano alsalone che si svolge a CarraraFiere dal6 all’8 febbraio.La formula utilizzata per fare si che ilsalone si confermi ulteriormente comemomento di stimolo per un settore chein questa fase fatica a individuare nuovipartner nel segmento dell’alta qualità èquella Business-to-Business, dell’incontrodiretto fra domanda e offerta nelcontesto commerciale per definizioneche è quello del salone specializzato.“Proseguiamo un percorso che hasempre caratterizzato la nostra attività- sottolinea il direttore di CarraraFiereParis Mazzanti anticipando i dettagli organizzativi- perché siamo convinti cheattraverso l’incontro diretto possononascere nuove opportunità e scambiinteressanti. Abbiamo lavorato per selezionareoperatori stranieri che presentanoun profilo di estremo interesseper i nostri espositori che avrannola possibilità di incontrarli in fiera in uncontesto creato per favorire questo tipodi interazione che richiede aziende ingrado di esprimere un livello di offertaadeguato alla domanda di qualità”.Gli incontri B2B si svolgeranno inun’area allestita appositamente fra gliespositori e gli operatori invitati secondospecifici profili aziendali. Fra gliespositori di Seatec sono stati coinvolticantieri nautici, cantieri navali, importatori/distributoridi accessori, designer,installatori mentre per gli interlocutoristranieri sono stati individuati profiliaziendali che hanno ruoli decisionali diretticome Direttore/Responsabile tecnico,Direttore/Responsabile acquisti,Ingegnere, Designer, Amministratoredelegato. Si tratta di figure in grado diassumere direttamente decisioni anchenel corso di una trattativa complessa e,proprio per questo interlocutori privilegiati.Sono stati invitati Decision Makerseuropei che provengono da GranBretagna, Francia, Paesi Bassi, Germania,Turchia, Malta, Spagna, Paesidell’ex Jugoslavia, Norvegia, Svezia,Finlandia, Danimarca, Polonia. Un’altraquota di operatori provengono da unmercato importantissimo come quellodegli Emirati Arabi.Anche fra gli espositori di Compotecsono stati invitati a partecipareagli incontri B2B operatori del settore4 - gennaio 2013


Con YARE eventi ad altissima specializzazioneguardando al Greendell’Edilizia, Automotive, Aeronautica,Nautico, Trasporto di massa (ferroviae bus), Energia eolica, Design, AttrezzatureSportive che avranno come interlocutoridecision makers nei ruoli diDirettore/Responsabile tecnico, Direttore/Responsabileacquisti, Ingegnere,Designer, Amministratore Delegato.Con l’organizzazione di Navigo sonostati invitati comandanti italiani e stranieriche avranno incontri diretti con gliespositori di YARE.Agli operatori selezionati per gli incontriB2B si aggiungono ulteriori gruppidi operatori stranieri coordinati dallaCamera di Commercio di Lucca, Cameradi Commercio Tunisino-Italiana,CCIAA del Marocco in Italia e CCIAAdell’Egitto in Italia.REDMARNel solco di una visione modernadelle attività e dei comparti interessatiSeatec - Compotec esprimono anchenel 2013 un’attenzione particolare allasostenibilità con GREENTEC, un processodi comunicazione e valorizzazionedelle aziende che possono segnalarei propri prodotti “verdi” progettati erealizzati all’insegna dei criteri più evolutidell’ecosostenibilità.Con GREENTEC si realizza un processodi comunicazione, anche visiva,creando un percorso virtuoso all’internodella rassegna dove gli Espositoriche si caratterizzeranno per la “fogliolinaverde” ben visibile nello stand,consentiranno di individuare i prodottirispondenti a criteri di sostenibilità: biodegradabili,prodotti con materiali riciclabili,con forte riduzione delle sostanzepericolose per la salute e l’ambienteo presentati con packaging in materialiriciclati. Anche le fasi della produzionerealizzata in condizioni di basso consumoenergetico, con l’impiego di energierinnovabili, a basso livello di emissionie con minore uso di acqua potrannofregiarsi di un simbolo che è già diventatoelemento caratterizzante delle produzionipiù evolute.La risposta delle Aziende, oggi piùche mai attente e interessate a coniugaresviluppo e qualità del prodotto conil rispetto ambientale è stata molto interessantee sono in molti ad avere segnalatoprodotti innovativi e rispettosidell’ambiente. Nel mondo della nauticai produttori più interessati si sono dimostratiquelli che operano nel campodella propulsione e della dissalazionesegnalando prodotti e sistemi innovativiinnovativi.Per avere informazioni e dettagli gliinteressati possono consultare il sitoufficiale del salone www.sea-tec.it cheviene aggiornato in tempo reale con lesegnalazioni che gli espositori inoltranoalla segreteria organizzativa.Proprio per le loro caratteristichesono molti gli espositori di Compotecche segnalano le loro innovazioni Greentecche sono visibili nella nuova dislocazionedi Compotec all’interno delpadiglione D, insieme all’area riservataai Materiali & Applicazioni del Seatec,una sinergia che farà dell’intero padiglioneun punto di eccellenza per ciòche riguarda i materiali, le lavorazioni,la costruzione e l’innovazione.Per coinvolgere maggiormente glioperatori dei vari settori saranno realizzatii Compotec Days, giornate di approfondimentoappositamente dedicateai settori Edilizia, Automotive, Technology,Technology Transfer, Marine, GreenSolutions. Il calendario è pubblicato,con aggiornamenti in tempo reale, sulsito di Compotec (http://www.compotec.it).Per rendere la manifestazione piùdinamica, saranno attivate le LIVEDEMO: le aziende espositrici potrannodisporre, a titolo gratuito, di uno spazioper una dimostrazione teorica o praticadei loro prodotti e delle loro tecnologiedurante la rassegna.gennaio 2013 - 5


seatec / porto&diportoLa nautica guarda al futuroInnovazione, approfondimenti tecnici e designper la Rassegna Internazionale di Tecnologieper la Subfornitura e il Designper Imbarcazioni, Yacht e NaviSarà un’edizione dinamica einnovativa quella che Seateccelebrerà a CarraraFiere contante nuove iniziative di carattere tecnicoe commerciale oltre che con l’approfondimentodi temi che da ormai undiciedizioni sono una caratteristica dellarassegna.Prima di tutto gli elementi che caratterizzerannoSeatec che si tiene incontemporanea con e YARE, salonedel refitting e Compotec, che ospitaaziende, produttori istituti di ricercaimpegnati nel vastissimo comparto deimateriali compositi ormai elemento essenzialenon solo per la nautica.CarraraFiere è impegnata a sostenerelo sviluppo commercialedegli espositori organizzandoiniziative di incomingdi selezionatissimiFlessibilità dell’approccio per un’effettivariduzione dei costi, tecnologie, materiali,sistemi, i più consoni al processodi produzione seriale, basso impatto,risparmio energetico, riciclo o smaltimentoa fine uso saranno gli argomentiaffrontati da autorevoli esponenti delmondo accademico, della nautica,dell’industria e del design. Seguirà lapresentazione dei progetti vincitori delladecima edizione del concorso MYDA– Millennium Yacht Design Award checonsacra i migliori progettisti a livellointernazionale. I progetti vincitori sarannoesposti in una mostra allestitanell’area design (padiglione E) in paralleloall’area Qualitec dove sarannoesposti i prodotti/servizi presentati aiconcorsi Qualitec Technology (decimaedizione) e Qualitec Design, alla quintaedizione, premi riservati alle aziendeespositrici.Entrambi i premi hanno lo scopo divalorizzare quelle aziende che, all’insegnadella creatività, funzionalitàe sicurezza, forniscono uncontributo sostanziale allosviluppo e all’innovazionedel settore siacon nuovi prodotti oservizi sia oggetti,componentisticae arredo che meglioconcorrono,nell’eccellenzadel design, allaqualità dellavita a bordo.La partnershipconsolidataATENA - AscomacUnimot proporrà (nella giornata di apertura)un Workshop di grande interessetecnico” Utilizzo del LNG in impianti navali:prospettive, problematiche, opportunità”durante il quale sarà affrontatoun tema di grande interesse e attualitàlegato all’utilizzo del LNG in campo navale,nei diversi aspetti che riguardanola progettazione di nuove unità, la realizzazionedi motori ed impianti cheutilizzano questo tipo di combustibile,la realizzazione di depositi portuali. Saoperatoristranieri che parteciperannoa incontri B2B con gli espositori durantele giornate di fiera.Anche i convegni e le iniziative diapprofondimento che sono da sempreun elemento caratterizzante di Seatec-Compotec, si ispireranno alle scelte diattenzione verso il nuovo all’insegnadel risparmio e della riduzione dei costie dei consumi.Così nell’ambito di Abitare il Mare(promosso da CarraraFiere e curatoda Decio G.R. Carugati), nel pomeriggiodel 6 febbraio, si svolgerà ilconve-gno “Design: labarca comeprogetto diriqualificazionedellapiccola dimensione”.6 - gennaio 2013


anno affrontati temi di carattere tecnico/progettualeassieme alle opportunitàeconomico/ambientali che possononascere dallo sviluppo di questa nuovatecnologia. I temi trattati riguarderannoin particolare la progettazione e realizzazionedi unità navali con impianti dipropulsione a gas, i motori marini ibridi,il risparmio energetico e contenimentodelle emissioni gas oltre che la sicurezzae l’impatto ambientale delle unità anavaliFra le Associazioni di categoria l’IstitutoItaliano della Saldatura, partnerstorico, propone il convegno “Evoluzionedelle tecnologie di saldatura e digiunzione” mentre Asso.N.A.T. organizzaun’iniziativa legata ai porti turistici,Assonautica con “Dopo la crisi, il domanidel comparto mare nella provincia diMassa Carrara”, AIAS con “Sistema digestione sicurezza delle marine da diporto”.La Federazione Italiana Motonauticapunta al coinvolgimento di nuoveutenze con il convegno “Rilancio e valorizzazionedell’immagine della motod’acqua...partendo dalla formazionegiovanile” mentre nell’area Unimot dedicataal mondo della propulsione e deimotori si terranno workshop e dibattiticon gli operatori.Nell’Area Vela sono in programmal’attesa conferenza curata da Navimeteo,con le ultime novità in tema dimeteorologia marina, e il convegno“Design, Ricerca, Formazione, Innovazione”realizzato nell’ambito di Mille eUna Vela Cup.Compotec, la rassegna Internazionaledei Compositi e Tecnologie correlate,si svolgerà ancora in contemporaneacon Seatec mantenendo il focus nonsoltanto sulla nautica, ma anche suinumerosi settori verso cui è indirizzata:aeronautico, automobilistico, nautico,edile, medicale, design e sport.La duttilità del materiale permetteinfatti di dare forma e realtà a progetticomplessi e audaci e la ricerca hapermesso, nel corso degli anni, di mutuareesperienze da un settore all’altrotrasferendo modalità e soluzioni cosìapplicabili in ambiti diversi.L’edizione 2013 si caratterizzerà perla dislocazione di Compotec nel padiglioneD, insieme all’area riservata aiMateriali & Applicazioni del Seatec creandouna sinergia che farà dell’interopadiglione un punto di eccellenza siaper i materiali e le lavorazioni sia per lacostruzione tout court.Per coinvolgere maggiormente glioperatori dei vari settori sono state programmatii Compotec Days, giornatedi approfondimento dedicate ai settoriEdilizia, Automotive, Technology, TechnologyTransfer, Marine, Green Solutions.Le aziende espositrici avranno a disposizionegratuitamente uno spazioLIVE DEMO per una dimostrazioneteorica o pratica dei prodotti e delle tecnologie.Di grande interesse le iniziative giàprogrammate a Compotec: il 7 febbraiosi svolgerà “Design e Materiali Compositi:lo stato dell’arte” a cura di DecioCarugati e CarraraFiere che affronterài temi della progettazione e produzionenell’ambito dei compositi con il contributodi autorevoli esponenti del designdi differenti ambiti operativi, nautica,aeronautica, automotive.Assomotoracing proporrà un convegnoe un’area espositiva sui compositimentre POLITO propone “Progetto diStrutture sottili in materiale compositoavanzato: aspetti teorici, sperimentalie della produzione”, AICO terrà unaserie di appuntamenti sui Compositiper l’edilizia, CETMA “Soluzioni out ofautoclave per il settore dei compositi”,Università di PerugiaCosimo Brudettigennaio 2013 - 7


seatec / porto&diportoMYDA premia i progettipiù innovativiSostenibilità e innovazione per i progetti presentati dastudi prestigiosi e giovani designer per aggiudicarsi ilMillennium Yacht Design Award 2013Anche per l’edizione 2013 lagiuria che assegna il MillenniumYacht Design Award,premio che viene assegnato a progettistiche hanno firmato imbarcazioni giàrealizzate o che siano autori di progetti,si è riunita per valutare gli elaboratiemettendo un verdetto raggiunto dopoun’attentissima valutazione dei progettiin concorso.Il bando del MIDA 2013 prevedevala partecipazione in due categorie distinte,quella dei professionisti e quelladegli esordienti; entrambe le categoriepotevano presentare progetti in tre diversesezioni: “Nuovi progetti”, “Dreamautori – ha commentato Decio Carugatial termine dei lavori – perché abbiamotenuto conto oltre che del materiale visivoe delle schede tecniche anche diuna valutazione dei lavori alla luce delletendenze progettuali, dei contenutiinnovativi rispetto al mercato al quale sirivolgono oltre che delle caratteristichedel layout esterno e dell‘innovazionetecnologica e produttiva dell’imbarcazionepresentata in concorso”.Boat” e “La Barca a misura d’uomo” .Il lavoro di scelta è stato affidato a ungruppo di “giurati” che vantano specifichecompetenze nel campo della nautica:Valerio Cometti, Roberto Franzoni,Mario Ivan Zignego, Christian Grandee Simon Mastrangelo che hanno individuatocome presidente Decio Carugati.“É stato un lavoro impegnativo perchéla commissione, dopo una primavisione generale, ha esaminato e discussole caratteristiche dei progettianche nei dettagli formali oltre che nellemotivazioni progettuali fornite dagli8 - gennaio 2013


A conclusione dei lavori la giuria haemesso il suo verdetto proclamandovincitore Alessandro Comuzzi nellasezione “Professionisti” per la categoriaNuovi progetti l’imbarcazione a velaper crociera e regata in quanto “Propostacon interessanti spunti per la manifatturae la soluzione progettuale eapprezzando la scelta del legno comemateriale”.Molto più ricchi ed articolati i risultatidella categoria esordienti che nellasezione “A” ha avuto come vincitoreCamillo De Gaspari con il progetto FastDay Commuter, concept di imbarcazionea motore con carena a triciclorovescio scelto perché considerato una“stimolante rilettura di imbarcazione adalte prestazioni che coniuga il comportamentosportivo con la vivibilità deglispazi durante la sosta”.La giuria ha assegnato anche unamenzione speciale a Ferrari Yacht Design- ABDesign di Andrea Bocchin peril progetto di “Haus Boot”, consideratocome “interessante sperimentazionenel settore delle house boat con pregevolispunti nel layout e nella distribuzioneinterna, nonché nel trattamentodelle superfici e nel decor”.Nella sezione Dream Boat il primopremio è andato alla coppia di progettistiDomenico Musilli - Emanuela Gallerani,che hanno firmato il Concept diimbarcazione con ruota a pale perché“interpretazione audace e formalmenteinteressante di un elemento propulsivodel passato in contrasto con le linee filantie futuribili dell’insieme”.Menzione speciale nella sezione èandata a Diego Amadei per il progettoIED 40’, un Fast cruiser ecocompatibilecon armo a profilo alare semirigido ritenutodai giurati “Non sogno impossibilema una futuribile visione con pregevolispunti progettuali.”Nella sezione “C”, La barca a misurad’uomo, il primo premio è andato ai finlandesiToni Sokura - Aslak Siimes peril progetto Aukea 32 per la “pregevolee personale distribuzione degli spazi,con l’esaltazione del concetto abitativoin rada, rispetto alla dinamicità, al merospostamento dell’unità navigante. Siesprime apprezzamento per il riuscitoequilibrio tra volume di poppa e la pruaattraverso l’elemento orizzontale cheinclude il tendalino”.Fra i progetti in concorso nella sezioneriservata alla “barca a misurad’uomo” sono state attribuite anchedue menzione speciali: la prima a EdoardoPitton per il progetto “Sloop 999”per “l’apprezzabile stile e la caratterizzazionedelle linee esterne arricchitida alcuni elementi funzionali come ilbompresso e la timoneria basculante.Ben risolto – secondo la Giuria - il posizionamentodella zattera di salvataggioall’estrema poppa”.La seconda menzione è andata aStudio Landini Micelli per il progettoHABIT 32 con uno Scow Cat “convincenteinterpretazione di una nuovatipologia di carena: scow. Ricercaapprezzabile mirata allo sfruttamentodella volumetria interna attraversosoluzioni flessibili all’uso. Economicitàe semplicità della costruzione. Ben risoltoil posizionamento della zattera disalvataggio all’estrema poppa.”“Come ogni anno ci siamo trovati avalutare tanti progetti che, per numeroe qualità testimoniano una grandecreatività ma anche la chiara volontà diproporre imbarcazioni oggettivamentecantierabili e con una forte propensioneall’innovazione – è la considerazionefinale di Roberto Franzoni, architettoe ben conosciuto per la sua attivitàdi critico e giornalista del settore – macon questa edizione sono emersi conevidenza alcune tendenze importanti:una forte attenzione verso la vela e ungrande impegno nell’individuare soluzioniche favoriscono la riduzione deicosti di esercizio e l’impatto ambientale.Avremo modo di approfondire questiaspetti nel corso di SEATEC quando,nel corso della premiazione (previstaper il 6 febbraio) avremo modo di ascoltaredirettamente dai vincitori le caratteristichee le motivazioni progettualidei lavori che abbiamo scelto”.Stefania Verganigennaio 2013 - 9


seatec / porto&diportoYARE 2013 esalta la leadershipdella cantieristica italianaUn nuovo modo di comunicare e promuovere businessper l’aftermarket della Yachting IndustryGià alla fine dell’edizione 2012era nata l’esigenza di configurareYARE come uno strumentoutile alle imprese per analizzare la domandadei mercati esteri, inquadrare lespecializzazioni imprenditoriali e porre aconfronto le aziende con la domanda deiprincipali operatori internazionali. Obiettivo,connotare l’evento come modello internazionaledella realtà produttiva e delrefit dei grandi yacht forte della leadershipmondiale del nostro Paese. In talesenso Viareggio e la Toscana in genere,con YARE interpretano le nuove opportunitàgrazie alla connotazione moltomirata verso il grande yacht che questoterritorio mostra ormai a livello genetico.La strategia che questa forma innovativadi evento per il settore si è posto, si puòsintetizzare lungo le seguenti linee:• Coinvolgere operativamente i principalistakeholders nazionali del settore.• Interessare anche i piùimportanti attori internazionalidelmondodelgrande yacht,con una presenzaconvegnistica o divisita all’evento• Interpretare pariteticamentei quattromacro settori delcomparto dei grandiyacht: cantieristica,sub-fornitura, portualità,servizi operativi alloyacht. Settori che trovanonel nostro Paesel’eccellenzamondiale• Esserepartecipato attivamente dai media disettore ed economici per assicurare la più ampia promozionedel settore.L’organizzazione che fa capo a Penta, polo per l’eccellenzanautica toscana, ed in particolare a Navigo, centro serviziviareggino per l’innovazione e lo sviluppodella nautica toscana, si è postal’obiettivo di far incontrare i comandantidei grandi yacht, i broker, i managers esurveyor, i registri di classe, con i cantierie le aziende della filiera e le aziendeaccessoristiche.Questi gli appuntamentidi Yare 2013:YARE Exhibition Pavilion Route alSeatec, che giunto alla sua 11° edizione,per la prima volta ospiterà un’areainteramente dedicata al mondo del refite all’aftermarket dei grandi yachts. Leaziende partecipanti avranno l’occasionedi prendere parte agli incontri B2Bcon la delegazione di Comandanti cheanche quest’anno Yare inviterà numerosi apartecipare all’evento e che organizzeràin tavoli dedicati nel corso delletre giornate. Di grande interesseper i suoi contenuti, sarà inoltreil convegno di aperturapromosso da Penta, il polodell’eccellenza nautica.Tosc a n a ,mentre sono previstianche piacevolieventi “social” collaterali.YARE Crystal FactoryTour - La toscanaè un distretto unicoal mondo nella nauticada diporto, che si configuracome una fabbricatrasparente, di cui Viareggio èil suo cuore operativo. Visitare ildistretto, darà l’opportunità di vedereconcretamente il processo di costruzionedi uno yacht, le novità produttive e didesign, le tendenze del mercato. Imprese e laboratoriaperti, daranno la possibilità di ricevere visite di unaseconda delegazione, dopo quella prevista per il Seatec, dicomandanti internazionali, accompagnati in visita o che sceglierannospecifici incontri B2C in un’apposita area dedicata.10 - gennaio 2013


La concomitanza con l’Italian Superyacht Forumorganizzato dal Superyacht Group darà inoltre,alle imprese partecipanti, la possibilità di discuteredel futuro del settore ed esplorare i modimigliori di fare business. Anche durante questetre giornate sono previsti piacevoli momenti disvago e di networking informale.YARE Italian Superyacht Forum è un eventoche pone la sua attenzione sugli aspetti salientie pertinenti che hanno influenzato e continuerannoad influenzare la crescita e la stabilitàdell’ industria degli yachts di grandi dimensioniin Italia. Panels misti aperti a tutti gli operatori,che includeranno i principali attori del Settore,parteciperanno nel corso di questa edizione aintensi dibattiti, discussioni e avranno occasionedi scambiare esperienze e contatti direttamente,senza alcun costo di registrazione. La situazionecontingente focalizzerà, in particolare, argomentiquali: la panoramica sul settore, le prospettivedel comparto dell’aftermarket e del refit e le ricaduteeconomiche sull’industria del turismo costieronazionale, la ricetta per sviluppare ancorpiù qualitativamente il turismo nautico d’eccellenzalungo le nostre coste.YARE 365 All Year Round - Obiettivo di Yaresarà quello di dare continuità alla propria attivitàanche al di fuori dei due eventi espositivi pianificati.Sotto il marchio Yare si susseguiranno nelcorso dell’anno dibattiti, workshop e convegnidi varia natura che coinvolgeranno operatoridel settore e non, cui Yare fornirà un percorsocoordinato strategico. In realtà l’interscambio diinformazioni, di contenuti e di opinioni nel mondomoderno ed internazionale avviene sempre piùtramite la rete, i social network (Facebook - Twitter- Linkedin) e blog dedicati particolarmente aicomandanti. Yare intende proporre un approcciocoordinato, grazie ad un opportuno ed approfonditoscouting, di tutte le fonti più autorevoli ed utiliin materia di normative, informazioni tecniche,aggiornamenti e scambio di opinioni fra stakeholders,oggi reperibili soltanto in maniera frammentatae non facilmente accessibile. Un progettoambizioso di carattere estremamente innovativoe di grande utilità per tutti gli operatori.Lorenzo PollicardoLe motivazioni di un eventolegato al business del refit edell’aftermarket del grande yachtLa rinnovata leadership della nostracantieristica a livello mondiale, la flottaglobale che si attesta su numeri di grandeinteresse e che conferma una fortepresenza lungo le nostre coste, l’eccellenzaqualitativa della filiera della subfornitura edell’accessoristica italiana, costituiscono leprincipali motivazioni di una sempre maggiorattenzione a questo business, capace dicreare enormi ricadute economiche edoccupazionali lungo le nostre coste.gennaio 2013 - 11


armamento / porto&diportoGrimaldi, prima pietradel nuovo terminalnel porto di BarcellonaGrimaldi Terminal Barcelona sarà la nuova sede delGruppo partenopeo nel capoluogo catalanoPrevisti investimenti di circa 20 milioni di euroSi è tenuto14 gennaio scorsoal Muelle Costa nel porto diBarcellona la cerimonia perla posa della prima pietra del nuovoterminal del Gruppo Grimaldi nel capoluogocatalano. Grazie a questo investimento,la compagnia di navigazioneitaliana consolida il suo forte impegnonel rendere Barcellona epicentro delleproprie attività di trasporto marittimo acorto raggio nel Mediterraneo Occidentale.Alla cerimonia hanno partecipatovarie autorità tra cui Santi Vila, Consigliereper il Territorio e la Sostenibilitàdella Generalitat de Catalunya, GuidoGrimaldi, Corporate Truck & TrailerCommercial Director del Gruppo Grimaldi,nonché Mario Massarotti, amministratoredelegato di Grimaldi LogisticaEspaña.Il Gruppo Grimaldi si è aggiudicatola concessione di 15 anni rinnovabiliper altri sette per la gestione del nuovoterminal Muelle Costa nel porto di Barcellona.Guido Grimaldi ha affermatoche questo investimento “dimostra lavolontà di offrire livelli di servizio semprepiù alti in base alle esigenze dei nostriclienti. Il nostro obiettivo è quello dimigliorare ulteriormente la vasta rete diautostrade del mare, rafforzando il ruolodi Barcellona come scalo strategicoper i servizi dedicati ai passeggeri ealle merci offerti dal Gruppo Grimaldi.”La nuova struttura, che si chiameràGrimaldi Terminal Barcellona, saràcomposta da un edificio di tre piani perun totale di 3.750 metri quadrati, unpiazzale pavimentato e una passerellacon tre finger per l’accesso dei passeggeriai traghetti direttamente dal terminal.Il tutto su una superficie totale di63.000 metri quadrati. Il terminal passeggeripotrà ospitare contemporaneamente1.800 passeggeri all’imbarco e1.800 allo sbarco, 1.000 metri quadratidi uffici, circa 350 metri quadrati di spa-Nella foto, a sinistra Guido Grimaldi, Corporate Truck and TrailerCommercial Director del Gruppo Grimaldi, e a destra Santi Vila, Consigliereper il Territorio e la Sostenibilità della Generalitat de Catalunya.zi commerciali, un ristorante e una salaconferenze.Il nuovo terminal ospiterà i vari collegamentiper passeggeri e merci offertidal Gruppo Grimaldi da e per Barcellonanonché di altri operatori marittimi.Attualmente il Gruppo Grimaldi collegaogni giorno Barcellona con Civitavecchiacon l’impiego dei cruise-ferry CruiseRoma e Cruise Barcelona (nel periodoestivo il servizio viene esteso anchea Porto Torres). Il Gruppo offre inoltreun collegamento settimanale per passeggerie merci per i porti di Livorno edi Tangeri nonché un collegamento trisettimanaleper sole merci per i porti diLivorno e Savona.Fabrizio De CesareIl Gruppo Grimaldi ha sedea Napoli, controlla una flotta di oltre100 navi e ha circa 10 mila dipendenti.Facente capo alla famigliaGrimaldi, il Gruppo è uno deipiù grandi operatori di navi Ro/Ronel mondo. Nel 2011 ha trasportatooltre 3 milioni di automobili,circa 1,52 milioni di trailer e TEUe oltre 2,8 milioni di passeggeri.Nel settore passeggeri, oltre aGrimaldi Lines, il Gruppo controllaFinnlines, leader nel Mar Baltico,e la greca Minoan Lines, leader inAdriatico tra Italia e Grecia nonchétra il Pireo (il porto di Atene) el’Isola di Creta.12 - gennaio 2013


gennaio 2013 - 13


armamento / porto&diportoCOECLERICI S.p.A.nuova acquisizione in USAIl Gruppo genovese entra nel mercato americanodel trading di carbone nella regione dei fiumi Ohio eMississippi acquisendo la Coal Network Inc.Il Gruppo Coeclerici - uno deiprincipali operatori nella fornituradi servizi integrati per l’approvvigionamentodelle materie prime peril mondo dell’industria siderurgica edenergetica - diventa azionista di controlloal 51% di Coeclerici Coal NetworkLLC, attraverso l’acquisizione nel mercatostatunitense delle attività di CoalNetwork Inc.Coal Network Inc., con un fatturatoannuo di circa 90 milioni di USD e unorganico di 16 persone, è una societàdel gruppo Coal Equity Inc., ha sede aMason, Ohio, e opera nel mercato deltrading di carbone negli USA nella regionedei fiumi Ohio e Mississippi.Il Gruppo Coeclerici entra quindiin un nuovo importante mercato siadal lato della domanda sia in quantoi bacini carboniferi americani rappresentanouna delle fonti più consistentidell’offerta mondiale, mettendo a fruttoe arricchendo la propria consolidataesperienza nella movimentazione viamare di materie prime, e in particolaredi carbone, dove opera a livello internazionaleda oltre un secolo. L’operazione,conclusa attraverso la società americanadel Gruppo, Coeclerici AmericasLLC, prevede inoltre la possibilità perCoeclerici di acquisire entro cinqueanni un ulteriore 35%, portando la propriapartecipazione all’86%.A seguito dell’operazione, il fondatoredi Coal Network Inc., Ramesh Malhotra,resterà Chairman e azionista diminoranza della nuova società, cosìcome l’attuale Presidente Jerry Quittere Bill Graybeal, Deputy Chairman diCoeclerici Americas LLC.“E’ con grande soddisfazione cheannunciamo questa operazione - haaffermato Paolo Clerici, Presidente delGruppo Coeclerici - che rappresentaun ulteriore conferma della capacitàdel nostro Gruppo di muoversi nelcontesto competitivo internazionale edi individuare nuovi spazi di crescita.Il rafforzamento della nostra presenzanegli Stati Uniti - ha continuato PaoloClerici – conferma il rapporto solido e dilunga data che vantiamo su quel mercato,consolidatosi durante un secolodi importazioni di carbone americanoin Italia, quali agenti esclusivi di ConsolEnergy. Attraverso questa acquisizione,che rafforza la sede di Miamidi Coeclerici Americas LLC, il GruppoCoeclerici diventa un attore di ancormaggior rilievo in un mercato importantecome quello americano”.Questo nuovo rafforzamento nel settoredel trasporto e commercializzazionedel carbone fornirà un’ulteriore spintaal programma di ritorno nel settorearmatoriale, anche se insieme ad unimportante gruppo armatoriale italiano:si prevede di investire nell’acquisto didue nuove navi per il trasporto di caricosecco, intorno alle 80mila tonnellate,da ordinare ad un cantiere asiatico conconsegna tra la fine del 2014 e l’iniziodel 2015.Michela FanisL’attività del Gruppo Coeclerici,fondato a Genova nel 1895, conun fatturato 2012 di 600 milioni diEuro e 1.000 dipendenti, si svolgeattraverso la divisione Mining chesi occupa dell’estrazione di carboneenergetico da miniere di proprietà, ladivisione Trading operante principalmentenella commercializzazione dimaterie prime quali carbone, antracite,coke, minerale di ferro; la divisioneLogistica che opera nel settoredella logistica integrata, dall’attivitàdi cabotaggio a quella di trasportoe trasbordo, la divisione Armatorialeche opera a servizio della divisionetrading attraverso navi in contratto ditime-charter.14 - gennaio 2013


shipping / porto&diportoIl Gruppo Rina si affermanel settore dello shipping araboAl via la partnership per far nascere “Tasneef”, il primoregistro di classificazione navale del mondo arabo.Il Gruppo RINA - società privata diclassificazione internazionale emembro dell’International Associationof Classification Society (IACS)- si è aggiudicato il prestigioso incaricoper l’attività di consulenza volta allacreazione di Tasneef, il primo ente pubblicodi classificazione navale del mondoarabo che avrà sede ad Abu Dhabi(UAE).Il Registro navale degli Emirati saràpartecipato da società governative degliEmirati e, per intraprendere la propriaattività, ha scelto di avvalersi delsupporto del RINA che lo seguirà nellafase di sviluppo dei servizi e dei settoridi attività in cui andrà a operare. Tragli obiettivi di Tasneef quello di arrivarea fornire servizi di classificazione alivello internazionale, grazie al rispettodei requisiti richiesti dall’industria nazionalemarittima, dalla bandiera UAEe dallo Shipping mondiale. La partnershiptra il Gruppo RINA e Tasneef avràuna durata minima di tre anni e il valoredell’accordo stipulato in questi giorni èdi circa 3,5 milioni di USD.Andrea Di Bella, General Managerper il Medio Oriente del Gruppo RINA,ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di esserestati scelti per affiancare Tasneeflungo il proprio percorso di crescita, inseguito ad una gara che ha visto coinvoltele principali società di certificazioneinternazionali. Il ruolo del GruppoRINA sarà quello di supportare tecnicamentela neonata società di classificazionepermettendole di sviluppareservizi e competenze adatte alle richiestedel mercato interno e internazionale,mettendo a disposizione la propriaesperienza e lavorando fianco a fiancosu nuovi progetti oltre che su navi giàin attività”.Rashed Alhebsi, Presidente del ComitatoEsecutivo di Tasneef, ha dichiarato:“Abbiamo scelto il Gruppo RINAcome partner per questa importanteavventura poichè conosciamo beneil valore delle competenze tecnicheche è in grado di offrire. Il processodi sviluppo di Tasneef non è la primaoccasione di confronto con il RINA: inpassato sono state finalizzate alcunecollaborazioni di successo per la definizionedel programma di costruzionedi alcune unità (classe corvette) per gliEmirati”.“Confidiamo che l’alleanza con ilGruppo RINA si riveli sempre più strategicae di lungo termine, portandoentrambe le società a soddisfare ladomanda di servizi di classificazione insettori diversi in questa area geografica,nota per le sue risorse” ha conclusoRashed Alhebsi.A sostengno della decisione di puntaresugli Emirati da parte del GruppoRINA e di Tasneef il fatto che oltreil 60% dei trasporti via mare mondialipassano per questa regione, sopratuttoin seguito all’inaugurazione nel 2012del nuovo porto Khalifa di Abu Dhabi.Nel 2013 saranno oltre 44 i progetti diclassificazione seguiti dalle due societàche andranno dalle nuove costruzionialle navi già in servizio.Paola Martinogennaio 2013 - 15


shipping / porto&diportoAutostrade del Mare, ma nonsolo. Il trasporto marittimova assumendo una rilevanzasempre maggiore sia in termini di costiche di salvaguardia ambientale. Anchela Commissione Europea sta preparandouna nuova direttiva per le politichemarittime del Vecchio Continente inun’ottica di “filiera” dove i trasporti terrestrisono sinergici a quelli via mare osu ferro e dove i porti diventano soloun anello della catena del trasporto. Inquesti mutati scenari la portualità italianaviene a svolgere un ruolo determinanteanche nel disegnare lo sviluppologistico del Paese. E servono nuoveregole. Finalmente è stato approvato alSenato, il 12 settembre scorso, il disegnodi legge di riforma della legge 84/94ma con un testo non ampiamente condiviso.Accanto ad alcune significativeinnovazioni, permangono forti criticitàe carenze di soluzione rispetto a questioninodali emerse nella ormai quasiventennale esperienza applicativa dellalegge 84. Ne parliamo con TommasoAffinita, attualmente presidente di Ram- Rete Autostrade Mediterranee cheè stato anche Presidente del Porto diBari e di Assoporti.Quali sono gli elementi positividella nuova normativa che saltanoagli occhi?Il primo è lo snellimento delle proceduree delle tempistiche per l’approvazionedei Piani regolatori portuali:sarà finalmente rimosso un fattore dipesante ritardo nella pianificazione,ma la vera rivoluzione è nel ruolo delleAutorità portuali che diventano veri epropri players della logistica integrata,in grado cioè di operare fuori dalla cintadoganale dei porti giocando un ruoloimportante di coordinamento dei diversiattori presenti sul territorio. Un nuovoarticolo inserito nel corpo della legge 84prevede infatti che le Autorità portuali,d’intesa con le Regioni e gli enti locali,possano promuovere la costituzionedi sistemi logistico - portuali, ai fini delcoordinamento delle attività di più portie retroporti appartenenti ad un medesimobacino geografico o al servizio diuno stesso corridoio transeuropeo.Finalmente si pianifica seguendologiche di sistema, ma rimane il problemadell’ultimo miglio.La nuova Legge affronta anche ilnodo dell’ultimo miglio cioè della piùagevole connettività tra gli scali portualie le reti stradali e ferroviarie che è rimastofinora un fattore di congestionee di imbottigliamento dei flussi di traffico,condizionando negativamente lostesso sviluppo delle Autostrade delmare. L’autotrasporto ha infatti bisognodi tempi operativi assolutamente certie quindi di una piena fluidità nell’accessoe nella uscita dai porti. È statadunque prevista l’istituzione di un appositoFondo per il finanziamento delleconnessioni ferroviarie e stradali congli scali portuali, alimentato da un accantonamentonella misura del 5 percento delle risorse statali che verrannoconferite per gli investimenti all’ANASed a Rfi spa.E per quanto riguarda la tanto richiestaautonomia finanziaria delleAutorità portuali?Mancando la certezza della coperturail disegno di legge evita la questione.Rimane perciò soltanto la timida novità,introdotta dal recente Decreto “Sviluppo”del giugno scorso, che ha previstoun’autonomia finanziaria limitata all’1%del gettito delle entrate erariali prodottenei porti e comunque entro il tetto annualedi 70mln di Euro che - come poteteimmaginare - può servire al massimoa finanziare una nuova banchina inqualche nostro scalo.Come fare, allora, per trovare risorseper i porti?Si deve auspicare un circuito virtuosoche consenta alle Autorità portualiun adeguato volume di investimentiinfrastrutturali, alimentando la crescitadei traffici, che a loro volta alimentano ilgettito erariale e conseguenti maggioriinvestimenti. Ci vuole un approccio innovativoche superi vecchie impostazionilegate al solo investimento pubblicoper gli interventi di infrastrutturazionee metta in campo strumenti nuovi,dai project-bond al partenariato pubblico- privato attraverso il quale il capitaleprivato – avvalendosi anche del16 - gennaio 2013


Riforma dei porti:sogno o realtà?Intervista al Presidente Ram, Tommaso Affinitasostegno di grandi istituzioni finanziarieinternazionali come la BEI - investanei porti, trovando le sue convenienzenella gestione a lungo termine delle infrastrutturerealizzate, meglio ancorase si tratta di vere e proprie piattaformelogistiche integrate.E per quanto riguarda le concessioni?Ci sono novità rispetto al regime edalla durata delle concessioni nel tentativodi coinvolgere i terminalisti nellaeffettuazione di nuovi investimenti. Nonva dimenticato tuttavia che l’interessedegli operatori portuali è prevalentementeorientato verso investimenti operativi(le grandi gru di banchina, attrezzature,magazzini) piuttosto che versoimpegnativi interventi infrastrutturali(banchine, ante-murali, dragaggio deifondali), per cui rimarrà sempre importantel’iniziativa delle Autorità portualiche devono essere perciò finanziariamenteirrobustite.Vi sono altri punti di debolezzanella Legge?Vi sono altre criticità, come il mancato“dimagrimento” dei Comitati portuali,la cui composizione rimane invariata.Li definirei pletorici “parlamentini” portuali,vere e proprie camere di compensazionee di mediazione tra i diversiinteressi corporativi presenti in ambitoportuale, sicuramente una zavorra versoquella evoluzione della gestione insenso manageriale che era stata da piùparti sollecitata. Rimane anche irrisoltala questione di una nuova disciplinadei servizi tecnico-nautici che pesano,a loro volta, sulla economicità e quindisulla competitività dei nostri scali; suquesto punto non si può non condividerele preoccupazioni e le proposteespresse, in un recente documento,dagli armatori che operano nel settoredelle “Autostrade del mare”.Cosa lamentano?Le autostrade del Mare toccano glistessi porti per centinaia di volte. Lanormativa, pur ispirata a motivi di sicurezzadella navigazione, ha finito conil garantire forme striscianti di monopolioe di protezionismo all’interno deiporti determinando un aggravio di costiquantificato in circa 100 milioni di Euroall’anno, una “tassa” che – bisogna dirlo– finisce con il ribaltarsi sulle tariffee quindi, in definitiva, sugli operatoridell’autotrasporto che usufruisconodelle “Autostrade del mare”. Occorreràallora affrontare questo nodo - che riguardacome sappiamo le operazioni dirizzaggio degli automezzi, il pilotaggio,l’ormeggio - aprendo finalmente a formedi auto-produzione e comunque diattenuazione delle regole stringenti percui un comandante, che pure conoscea menadito un porto per il fatto di scalarlocentinaia di volte all’anno, non puòtuttavia essere dotato di un certificatodi esonero dall’assistenza del pilota,come accade invece all’estero.E per quanto riguarda il ruolo deiPresidenti delle Autorità Portuali?Se da una parte, nel nuovo testodell’articolo 8 del disegno di legge, sicerca il modo di rafforzare i poteri diiniziativa e coordinamento del Presidente,cercando di emanciparlo daicondizionamenti del Comitato portuale,non si registra quel salto di qualità chepure era stato auspicato, cioè la trasformazionein senso manageriale delruolo del Presidente per farne davverouna sorta di Amministratore delegatodell’Azienda-porto, sulla falsariga dellemigliori esperienze europee.A questo scopo andava incisivamenterivista la procedura di nomina deiPresidenti, liberandola dagli impaccidel campanilismo e delle beghe politichedel territorio, per cui la scelta delcandidato, invece di orientarsi verso ilmeglio esistente sul mercato della managerialità,finisce con il rispondere alogiche meramente spartitorie; la soluzioneadottata, a mio avviso, acuiscequesto rischio giacché conduce ad unasorta di “regionalizzazione” della figuradel Presidente, non più scelto in unaterna di designati ma indicato dal Presidentedella Regione, sia pure a seguitodi una preventiva concertazione con glienti locali. Rimane inoltre quel meccanismodell’intesa, questa volta a partirovesciate, con il Ministro delle Infrastruttureche, come ben sappiamo, hafin qui alimentato non pochi contenziosie conseguenti lunghi commissariamentidi varie Autorità portuali.Patrizia Lupigennaio 2013 - 17


Il Gruppo Contship Italia ha chiuso il 2012 con risultati operativisoddisfacenti rispetto al contesto macroeconomico,grazie ad un’accelerazione che ha caratterizzato il secondosemestre dell’anno; migliorano i porti specializzati nel trashipmenta Gioia Tauro e Cagliari mentre calano i volumi nei gateway di LaSpezia, Ravenna, e Salerno.Nel business del trasporto intermodale, Oceangate Italia, la societàdi trazione ferroviaria per il trasporto dei container (presentatalo scorso 28 Marzo) ha operato un totale di 817.000 treni – km.Si consolidano inoltre i volumi trasportati dalla Sogemar e dallaHannibal, gli operatori multimodali del Gruppo.I risultati del 2012 sottolineano le performance di Medenter ContainerTerminal (MCT) a Gioia Tauro, che chiude l’esercizio conun incremento del 18% ottenuto nella seconda parte dell’anno.In aumento anche i volumi movimentati da Cagliari InternationalContainer Terminal (CICT) che crescono del 4%. CICT non soloconferma il proprio ruolo strategico di hub per il network dei servizidei propri clienti ma incrementa i traffici in import ed export sardi.In linea con il contesto macroeconomico i risultati dei porti Gatewaydi destinazione finale. La Spezia Container Terminal (LSCT)e Terminal Container Ravenna (TCR) in particolare registrano unaflessione del 9% e del 4% rispettivamente a causa di una generalediminuzione dei volumi in importazione.Al 31 dicembre 2012 i volumi trasportati dal network intermodalenazionale ed internazionale della Sogemar e della Hannibalrimangono sostanzialmente stabili rispetto al 2011 con oltre 3900treni blocco operati. Oceanogate Italia la nuova società di trazioneferroviaria per il trasporto dei container (presentata lo socrso 28Marzo) chiude il suo primo anno di attività con oltre 817.000 treni– km.“Il 2013 sarà un anno ancora più complesso di quanto visto neglianni precedenti quando gli effetti della crisi hanno iniziato a manifestarsi– ha dichiarato Cecilia Eckermann Battistello presidentedel Gruppo Contship Italia – in Italia il Gruppo prosegue il propriopiano di sviluppo in tutti i terminal marittimi e nel settore deltrasporto intermodale e auspichiamo una maggiore attenzione daparte delle istituzioni verso un settore che genera lavoro e sviluppoda molti anni. Un settore che sostiene la competitività del tessutoeconomico nazionale con ingenti investimenti”.Dopo cinque anni di assenza tornano sulle banchine del La SpeziaContainer Terminal le navi operate direttamente dalla “K” LINEnell’ambito del servizio MD1 dall’Estremo Oriente verso il Mediterraneo.Nel corso di questi anni, “K” LINE ha comunque mantenutoi propri traffici nel terminal ligure attraverso diversi accordi dipartnership.Per sottolineare l’importanza del primo arrivo della portacontainerM/V Helsinki Bridge, Carlo Besozzi, Presidente e AmministratoreDelegato di “K” LINE ITALIA, ed alcuni dei suoi principaliclienti italiani hanno visitato il La Spezia Container Terminal. Inoccasione della consegna ufficiale della targa ricordo al capitanodella portacontainer da 8.500 TEUS, Lorenzo Forcieri, Presidentedell’Autorità Portuale di La Spezia e Michele Giromini, GeneralManager di LSCT hanno presentato il piano di sviluppo del portocontainer spezzino a seguito del rinnovato accordo di concessionesiglato il 29 ottobre 2012.Risale, infatti, al 1° agosto 2007 la data in cui l’ultima nave, laM/V Akashi Bridge (220 mt. di lunghezza e 32 mt. di larghezza) del-Cecilia Battistello18 - gennaio 2013


shipping / porto&diportoSoddisfacenti risultatiper Contship ItaliaRisultati operativi 2012 del Gruppo Contship ItaliaLe navi “K” LINE tornano al terminal Contship di La Speziala “K” LINE aveva attraccato a La Spezia. Attualmente la portacontainerHelsinki Bridge (335 mt. di lunghezza e 46 mt. di larghezza)riflette il cambiamento che ha visto il Mar Mediterraneo “ospitare”navi di sempre maggior tonnellaggio. L’attracco di quest’ultima edil ritorno delle navi “K” LINE nel terminal spezzino LSCT confermala capacità delle sue infrastrutture in grado di ospitare le navi diultimissima generazione. I dati indicati qui di seguito evidenzianola tendenza alla crescita dimensionale (lunghezza) registrata a LaSpezia in questi ultimi anni:Lunghezza Nave (m)Inferiore a 200 200-250 250-300 300-350 Superiore a 3502008 12% 32% 40% 16% 0%2010 13% 19% 54% 14% 0%2012 13% 8% 47% 20% 12%“Due anni fa abbiamo iniziato un programma di ammodernamentodelle gru di banchina - ha commentato Michele Giromini - eoggi siamo l’unico terminal contenitori nel Nord del Mar Tirrenoin grado di lavorare contemporaneamente su due navi da 14.000TEUs e da oltre 9.500 TEUs grazie alla presenza di 5 gru per 20file localizzate sulla parte Est del Molo Fornelli e 4 gru per 18 filepiù 1 per 6 file sulla parte Ovest del Fornelli, dove continuerà il pianodi ammodernamento delle gru nel corso del 2013 con l’obiettivodi poter soddisfare sempre di più le necessità dei nostri clienti. Ladimensione delle navi “K” LINE è cresciuta in breve tempo e questanuova opportunità ci permette di sottolineare a questo importantecliente che il nostro terminal è già oggi in grado di ospitare ilfuturo. Se “K” LINE dovesse impiegare navi di ulteriore maggiorestazza allora La Spezia potrà divenire una scelta naturale”.“Nell’ultimo anno, considerando le navi operate all’interno dell’alleanzaCKYH, abbiamo incrementato i nostri volumi a La Spezia dioltre il 30%. - ha commentato Carlo Besozzi, Presidente e AmministratoreDelegato di “K” LINE ITALIA - L’elevata qualità ed affidabilitàdei servizi offerti fanno di La Spezia la scelta obbligata persoddisfare i nostri clienti che ci conoscono e ci apprezzano per lacura dei servizi che dedichiamo loro in Italia. I nostri clienti possono,infatti, beneficiare delle numerose connessioni ferroviarie cherendono il terminal di La Spezia il porto a minor impatto ambientaletra i principali gateway nel Sud Europa”“Già nell’ultima parte del 2012 avevamo avvertito i segnali di unaripresa di vivacità e di interesse per il nostro porto e per il terminalLSCT, in particolare. Nel dicembre scorso, infatti, la movimentazioneha segnato una inversione di tendenza con una crescita del4,1% rispetto allo stesso mese del 2011 – ha dichiarato infine ilpresidente dell’Autorità Portuale della Spezia, Lorenzo Forcieri -Confidiamo che il 2013 segni l’avvio di una progressiva ripresaeconomica così come testimoniato da questo nuovo importanteservizio K LINE”.Il servizio MD1 scalerà i seguenti porti: Quingdao, Shanghai,Ningbo, Yantian, Hong Kong, Shekou, Singapore, Suez, Piraeus,La Spezia, Genoa, Barcellona, Valencia, Piraeus, Suez, Singapore,Hong Kong.Sandro Minardogennaio 2013 - 19


infrastrutture / porto&diportoPorto di Venezia, volanoper l’economia del VenetoNe parliamo con Claudia Marcolin, SegretarioGenerale dell’Autorità Portuale e socia WistaIporti dell’Alto Adriatico, fino ad oggi penalizzati rispetto ai “cugini” dell’areatirrenica, vanno assumendo un ruolo sempre più determinante negli equilibrimediterranei. Venezia ne è un esempio, con alcuni numeri che fanno riflettere.Non solo nel settore crociere e passeggeri dove si conferma al secondo postoin Italia. Nel 2012 sono stati quasi 430 mila i container movimentati posizionandola città lagunare al secondo posto tra i porti NAPA, dopo Capodistria. Un risultatopositivo soprattutto se letto all’interno di uno scenario critico per i traffici a livellomondiale. L’alleanza adriatica di Venezia, Trieste, Ravenna, Capodistria e Fiumesembra funzionare e i teus raggiunti complessivamente sfiorano 1.8 milioni mentrele merci arrivano a ben 118.7 milioni di tonnellate. Una ottima performanceche ha quadruplicato la movimentazione rispetto al 2004 e che sottolinea ancorauna volta come il “fare sistema” sia la strategia vincente per mantenere e attirarenuovi traffici.Quello che favorisce una regione fortemente export-oriented come quella nordestina,spiega Silvia Oliva, economista e segretario alla ricerca della FondazioneNord Est, è la presenza e la qualità delle infrastrutture, fattore di competitivitàin gradodi agire come volano per la crescita dellaricchezza e del benessere delterritorio,permettendo alle imprese di intraprenderele proprie strategie di sviluppofuoridai confini nazionali, pur mantenendo saldamente la loro presenza locale coninevitabili benefici anche per l’occupazione. Inoltre la possibilità di avere nel NordEst un sistema (già) ricco e (non) integrato di infrastrutture – aeroporti, interporti,porti, ferrovie – permetterebbe di sfruttare appieno le potenzialità della collocazionegeografica di questo territorio posto come cerniera naturale tra l’Europa eun Est che sta mostrando grandi capacità di crescita e che rappresenta un bacinodimercato e di internazionalizzazione straordinario e imperdibile. Infatti, a frontedi una Europa Occidentale che procede con ritmi di crescita molto differenziati(Germania +1,5%, Francia +1%, Regno Unito +2%, Svezia +2,3%, Spagna 0,1%,Italia -0,3%), nei mercati dell’Europa Orientale la crescita per il 2013 si prospettapari al 3,2%, in Turchia al 3%, in Romania e nei mercati Extra Europei al 4%, inCorea all’8,8%, in Cina al 7,3%, in India al 6,2%, nei paesi Asean -5%. L’esseresnodo dei movimenti di merci e saper gestire flussi di beni, servizi, persone tra Este Ovest e tra Nord e Sud, non solo favorisce il commercio delle imprese locali, mapermette anche di mantenere sul territorio la ricchezza proveniente dall’insiemedi catene internazionali del valore che nel Nord Est si incrociano e si ramificanoverso i diversi contesti internazionali.Ne parliamo con Claudia Marcolin, Segretario Generale dell’Autorità Portuale.Come si è chiuso il 2012 per il porto?Se guardiamo ai numeri complessivi si registra un leggero calo (-3.6%) neltonnellaggio complessivo – in linea con i principali scali mondiali - e un sostanzialemantenimento dei traffici di rinfuse liquide e solide con picchi positivi nellamovimentazione di petrolio grezzo (+4.6%), carbone (+50%) e minerali (+3.1%).La gestione dei prodotti siderurgici e dei project cargo (carichi eccezionali) di cui ilporto di Venezia – grazie alla particolare configurazione delle banchine e alle professionalitàesistenti - detiene l’esclusività del trasporto nell’alto Adriatico fannosegnare un +1.5%. Nel settore passeggeri la crisi greca ha causato un forte caloper quella destinazione mentre si mantengono più stabili le Crociere.Quali sono le prospettive per il 2013?I segnali sono positivi. Da ottobre dello scorso hanno abbiamo registrato unacrescita del +10,4% del tonnellaggio complessivo delle merci, +18.6% per le rinfuseliquide e +26.6% le rinfuse solide, bene le rinfuse siderurgiche (+32,7%),20 - gennaio 2013


+88% il petrolio grezzo,+55% il carbone, +130% i cereali. Segnalipositivi anche in attesa della certificazionedei nuovi pescaggi previstaper inizio marzo e alcune disposizioniin merito alla navigazione notturna.Quali prospettive per il terminalOffshore? Cosa ne pensano glioperatori?Il Presidente Paolo Costa ha incontratoa Ginevra a fine anno, GianluigiAponte, presidente del gruppo MSC,per condividere con lui le strategie disviluppo e presentargli il progetto delterminal offshore. Un incontro proficuoal quale ha partecipato anchePayam Foroudi, Amministratore delegatodi Halcrow, la società inglese diClaudia Marcoliningegneria che ha curato lo sviluppotecnico dello scalo. Il progetto del terminald’altura è avanzato tecnologicamenteed è un progetto competitivo – in termini di resa – rispetto ai principaliporti mondiali e in grado di rispondere – grazie a 20 metri di fondale e banchineda almeno 1 chilometro – al trend dello shipping mondiale. Ma la novità è rappresentatadall’integrazione fra offshore, sistema di chiatte e terminali a terra,che consentirà di sfruttare le vie fluviali, come già avviene in altri casi, come adesempio ad Anversa.Quali sono le ricadute occupazionali delle attività portuali?Secondo una recente ricerca condotta dall’Autorità Portuale insieme al Comunesono 1.178 le imprese e 16.886 gli occupati per attività connesse al porto. Larilevazione dei dati, che si basa su due criteri: uno geografico ed uno funzionale,misura la dimensione del porto all’interno del sistema economico locale, attraversola definizione del parametro occupazionale. Sono state individuate tutte leimprese che si situano in ambito portuale – Marghera e Marittima – e sono stateclassificate in base alle attività svolte e al loro rapporto con la funzione portuale.Dai dati risulta evidente l’evoluzione occupazionale che ha interessato l’area diPorto Marghera dove si assiste ad una progressiva diminuzione delle lavorazioniindustriali, compensata in parte da un aumento dei traffici commerciale.A porto Marghera infatti ci sono 4.298 occupati in attività portuali, 1.654 in attivitàindustriali che fanno uso delle banchine, 1.736 occupati in attività industrialisenza uso di banchine e 1.348 occupati in attività non esclusivamente collegatealla portualità. A questi si aggiungono 1.468 occupati in attività portuali che lavoranoin sedi al di fuori dell’ambito portuale (Comune e Provincia di Venezia,Regione Veneto ed Italia).In Marittima si contano 1.618 occupati in attività portuali, frutto della specializzazionefunzionale dei traffici che ha eliminato da quest’area tutte le attività industriali.Stiamo conducendo uno studio per la valutazione dell’impatto economicodelle attività portuali nell’economia veneziana. Con l’aiuto di Veneto Lavoro infinecontiamo di realizzare anche il censimento dell’indotto connesso alle attività portuali.Patrizia LupiClaudia Marcolin, 36 anni, padovana, laureata in Giurisprudenza all’Universitàdi Padova ha conseguito un Master in Diritto ed Economia dell’Integrazioneeuropea. Parla correntemente inglese e spagnolo, per il passatoha lavorato presso il Gruppo Autostrade Brescia-Padova Spa per cui curavale attività tecnico-legali per la realizzazione di nuove autostrade secondole procedure di finanza di progetto. Tra il 2005 e il 2008 ha ricoperto il ruolodi policy advisor presso la Commissione Trasporti e Turismo del ParlamentoEuropeo dedicandosi a numerosi dossier tra cui: sicurezza marittima e delleinfrastrutture stradali, direttiva “Eurovignette”, regolamento finanziario dellereti TEN-T, affrontando tutte le fasi legislative previste a livello comunitario.Dal settembre 2008 dirige lo Staff del Presidente dell’Autorità Portuale diVenezia occupandosi del coordinamento delle direzioni dell’ente nelle attivitàstrategiche. E’ membro di WISTA Italia (Women’s Iternational Shipping& Trading Association), l’associazione delle donne attive nel settore marittimo.gennaio 2013 - 21


infrastrutture / porto&diportoTaranto costruisceun “ponte” fra Asia ed EuropaFurono gettate la scorsa estate lefondamenta del “ponte”idealefra Taranto e l’Oriente quantoil porto ionico si presentò alla fiera“Transport Logistic China 2012” doveincontrò la Port Authority di Shanghaied operatori di rilevanza internazionalenel settore dello shipping come ChinaShipping (CSCL). Una occasioneghiotta per presentare le potenzialitàdello scalo ad operatori cinesi ed internazionali,resa ancora più appetibiledal precedente accordo di cooperazioneavviato da Taranto con il porto diRotterdam.Proprio per favorire le relazioni traTaranto e l’area di Shanghai furono stabilitiaccordi con SMTPA – ShanghaiMunicipal Transport and Port Authority,l’ente pubblico di governo del porto eil SIPG – Shanghai International PortGroup, l’operatore privato, di rilevanzainternazionale, che gestisce terminal intutto il mondo ed investe nei settori invia di espansione.In quella occasione fu firmato un Protocollodi Intesa con il SISI – ShanghaiInternational Shipping Institute. L’obiettivodell’accordo era quello di sviluppareprogetti comuni nel campo accademico,industriale e commerciale.In particolare, il protocollo prevedevail miglioramento delle relazioni con irispettivi Governi e con gli operatoricommerciali e le industrie per accrescereil ruolo del SISI e dell’AutoritàPortuale di Taranto nello shipping internazionale.Prevista anche la realizzazionedi ricerche e momenti formativia favore del management, nonché l’organizzazionedi eventi quali occasionedi confronto tra docenti universitari diassoluto livello ed esperti delle istituzioni,del commercio e dell’industria. IlProtocollo d’Intesa mirava, infine, allarealizzazione, sia in Cina che in Italia,di un network nel settore del trasportomarittimo e in quello dei porti che promuovalo scambio di informazioni e lacondivisione di risorse.Il SISI è il più importante istituto diricerca ed indirizzo specializzato neltrasporto marittimo e nella portualità,una diretta emanazione della ShanghaiMaritime University (Università Marittimadi Shanghai) che contempla tragli affiliati enti pubblici e privati comeChina Shipping, COSCO, ShanghaiInternational Port Group (SIPG), ChinaPort Association, Shanghai MunicipalTransport and Port Authority, eccetera.La caratteristica peculiare di questaistituzione pubblica cinese è il rapportoosmotico con gli operatori e con leistituzioni portuali e logistiche: di fattopresentarsi al SISI significa promuoversipresso tutto il mondo imprenditorialee istituzionale marittimo e portualedi Shanghai, la città più popolosa delmondo. Importantissimo quindi il fattoche il SISI abbia inserito lo scalo jonicoe l’AP nel proprio network al finedi costruire un solido asse Cina-Italiache potesse costituire il ponte per tuttii traffici commerciali sulla rotta Asia-Europa.Il SISI, interessato all’attività di docenzauniversitaria del Presidentedell’Authority pugliese, Sergio Prete,avvocato specializzato in diritto dellanavigazione, in virtù di un gemellaggiofra le Università, gli propose di parteciparedirettamente all’attività di ricercascientifica dell’Istituto. La proposta nonè rimasta sulla carta e Sergio Prete, inoccasione di una sua recente visita suinvito del SISI in Cina, ha tenuto unaserie di workshop, lezioni e conferenzedurante i quali ha presentato al SISI,nonché ai rappresentanti imprenditorialied istituzionali di Shanghai, il Porto diTaranto e il suo Piano Operativo triennale2012-2014, evidenziando come ilsuo utilizzo, rispetto ai porti di Anversae Amburgo, già oggi possa consentireagli operatori cinesi un notevole risparmiodi tempo e di denaro per far arrivarele loro merci a Monaco in Germania.E’ stato, inoltre, presentato al SISI unsuo approfondito studio comparativosulle normative che regolano, in modoeterogeneo, la proprietà e l’impiego22 - gennaio 2013


Sergio Pretedelle aree portuali nel mondo, con particolareriferimento al confronto tra lanormativa italiana e quella cinese.Infine, il Logistics and Maritime TransportWorking Group, della Cameradi Commercio Europea di Shanghai,unitamente alla Camera di CommercioItaliana in Cina, ha organizzato un meetingriservato agli operatori del settoreall’interno del quale è stato presentatoil Porto di Taranto e le sue potenzialitàquale hub europeo per lo shipping e lalogistica.Al termine della sua visita in Cina SergioPrete è stato nominato membro del“Comitato degli Esperti” del ShanghaiInternational Shipping Institute, primoeuropeo a ricevere questo importantericonoscimento. Gli esperti del SISI,nell’ambito dell’International CooperationDepartment, hanno individuatol’Autorità Portuale di Taranto, qualepartner occidentale, dell’area mediterraneacon il quale instaurare rapporti dicollaborazione finalizzati anche ad individuarele opportunità di investimentodi capitali cinesi in Europa nel settoredello shipping. Tali relazioni potrannogenerare opportunità di investimenti eincrementare i traffici marittimi tra i porticinesi e lo scalo ionico.Nel prossimo mese di marzo alcunimembri del SISI faranno parte della delegazionecinese che sarà in visita inPuglia, ed in particolare presso il portodi Taranto, nell’ambito del programmadi promozione dell’internazionalizzazionedei sistemi produttivi locali, settorelogistica, organizzato dalla RegionePuglia. L’invito alla missione di incomingin Puglia sarà esteso anche adalcuni componenti del SIPG (ShanghaiInternational Port Group) nonché alleAutorità Portuali di Shanghai e Shenzhen.Sabrina BertiniABB Marine and CranesService in Italy. Passionand reliability at yourservice.ABB Marine and Cranes in Italy is a guarantee of a fast and reliable service. Our offering includesordinary and preventive maintenance, planned repairs, commissioning as well as thermographicand boroscope inspections. We guarantee the supply of original spare parts, and modernization &upgrade of your systems. Maintenance & assistance agreements, and also tailored trainingsession managed by our ABB Marine Academy. ABB Crane Systems in Italy provides dedicatedservice and support for long-term performance and availability; a global partner with a stronglocal support. www.abb.com/marine - www.abb.com/cranesABB SpAMarine and CranesGenova officePhone +39 010 2752 211Fax. +39 010 2752 306marineservice@it.abb.comgennaio 2013 - 23


infrastrutture / porto&diportoLo shipping triestino puntaallo sviluppo dei trafficiIl rigassificatore di Zaule non compatibile con leprevisioni di sviluppo del porto di TriesteUn record senza precedenti peril Porto di Trieste: 411.247 iTeu movimentati nel 2012 conun +4,6% sul 2011 e un aumento chesupera il raddoppio rispetto ai 201.290Teu del 2005. Con questa comunicazionedel presidente Marina Monassiè iniziato il recente Comitato Portualetenuto agli inizi di Gennaio, particolarmenteimportante in cui i traffici navali,le movimentazioni delle merci e deipasseggeri in continua crescita e conun esponenziale sviluppo previsionale,sono stati alla base dell’adozione delladeliberazione sul Terminale di rigassificazionedi GNL localizzato nel Porto diTrieste, località Zaule della società GasNatural Rigassificazione Italia Spa.Il Comitato Portuale ha approvatocon 14 sì (tra i quali quelli di Provincia,Comuni di Trieste e Muggia, Cameradi Commercio, Spedizionieri, Autotrasportatori,Terminalisti, rappresentantidei lavoratori delle Imprese portuali eil rappresentante del ministero delle Infrastrutturee dei Trasporti-Opere marittimeper il Fvg), due astenuti e un votocontratrio la delibera che adotta le osservazionicontenute nello studio “Portodi Trieste – Compatibilità della domandadi trasporto al 2020” di dicembre2012; in particolare ritiene il progettodel terminale di rigassificazione presentatodalla società Gas Natural nelcomprensorio di Zaule non compatibilecon le previsioni di sviluppo del Porto diTrieste, così come delineate nel PianoRegolatore Portuale già adottato dalComitato Portuale nel mese di maggio2009.Si è deliberato quindi di dare mandatoal presidente dell’Autorità Portuale oa un suo delegato di esprimere parerenon favorevole al progetto del terminaledi rigassificazione presentato dalla societàGas Natural in sede di conferenzadei servizi presso il ministero dello Sviluppoeconomico e in tutte le ulteriorisedi competenti e di avviare le azioni ditutela delle aree demaniali marittime epatrimoniali dell’Autorità Portuale controil procedimento di apposizione delvincolo preordinato all’esproprio dellestesse. Si è stabilito infine di renderepresupposto della delibera la letteradel “Ministero delle Infrastrutture e Trasporti- Ufficio tecnico per la regioneFriuli Venezia Giulia e Opere marittimeper il Fvg” a firma del dirigente, ing.Giorgio Lillini.La lettera dell’ing. Giorgio Lillini rileva,tra le altre considerazioni di meritoespresse, come “La fattibilità tecnicadel rigassificatore è inscindibilmenteconnessa a quella del metanodotto daTrieste, Grado e Villesse”. Interventiconsiderati “inseparabili da un puntodi vista tecnico e amministrativo”. Perquanto concerne il procedimento relativoal metanodotto, l’ing. Lillini ha rilevatocome “il tracciato del metanodottoattraversa un canale marittimo e tutti glispecchi acquei dal canale navigabilealle dighe foranee, con una sicura interferenzacon la navigazione portualee con la sicurezza delle aree a terralimitrofe”.In conseguenza di queste decisionisono state inviate al ministero dell’Ambientele integrazioni richieste per lariapertura della procedura di VIA e il 21gennaio prossimo il ministro CorradoClini incontrerà in Prefettura le amministrazionilocali per verificare quantoda loro predisposto nell’ambito dellariapertura del procedimento.FDC24 - gennaio 2013


gennaio 2013 - 25


infrastrutture / porto&diportoContainers e gateway ferroviarioil successo di Gioia TauroAGioia Tauro, si chiude l’annocon un importante traguardoche va oltre le aspettative. Idati sono chiari e registrano una crescitapari al 18,5%, con una movimentazioneche supera i 2 milioni e 700 milateus. Si tratta di un dato rilevante checonferma Gioia Tauro il primo portoitaliano nel settore dei container e attesta,soprattutto, che lo scalo calabreseha avuto la maggiore crescita tra tuttii grandi scali italiani di settore. Proiettandosi,così, in una posizione centralenel circuito del Mediterraneo. Contrariamente,quindi, ai dati mondiali diffusida “Container Trades Statistics” (CTS),sull’andamento globale del trafficocontainerizzato viamare, che haregi-strato un generale calo, a Gioia Tauro sichiude l’anno in positivo. Il traffico containerha, infatti, chiuso il 2012 con circa2.720.000 teus, rispetto all’anno precedenteconcluso con una movimentazionepari a 2.300.000. E una differenza inpositivo di circa 420 mila teus. Stessoandamento al rialzo è stato registratonel settore delle auto che ha chiusol’anno con 145.121 vetture movimentate,rispetto al 2011 fermo a 108.367autovetture, e con un conseguenteaumento percentuale del 33,92% che,in termini assoluti, ammonta a 36.754movimenti in più. L’immagine dei trafficiinternazionali, invece, a livello complessivo,è offerta dallo studio del Ctsche analizza il calo del traffico mercia livello mondiale, relativo al secondosemestre del 2012. In base al report, “ilmese di ottobre si è rivelato essere unmese negativo (il quinto consecutivo)per le compagnie di navigazione cheoperano servizi di linea. Il commercioitaliano via mare di merci containerizzate,avendo totalizzato un volumecomplessivo pari a 10.466.000 teus, hainfatti registrato un deterioramento del1,5% rispetto allo scorso settembre euna contrazione pari al 6,5% rispettoal picco di 11.193.600 teus dello scorsomaggio, nonché una diminuzione26 - gennaio 2013


del 5,5% rispetto al volume dell’ottobre2011”. Si tratta di uno scenario dicrisi che però a Gioia Tauro non trovariscontro, vista la sua decisa ripresa.Nel primo porto italiano di transhipment,infatti, l’asticella dell’andamentodel traffico merci ha ripreso a proiettarsiverso l’alto. E si tratta di una tendenzaconsolidata ormai da diversi mesi. Unottimo risultato che pone fine al periodobuio che ha segnato, negli ultimi anni,la vita della scalo calabrese. A contribuirea risalire la china sono stati gliottimi dati registrati sia nel settore containerche in quello delle auto. Si trattadi dati importanti che fanno recuperareal porto di Gioia Tauro la centralità neltrasporto delle merci nel Mediterraneo.Alla base della ripresa vi è senz’altrol’entrata della Msc di Aponte (tramite lasua associata Til) che ha messo radicia Gioia Tauro, dopo aver acquisito il33% delle azioni della Medcenter ContainerTerminal (Mct). Da quel giorno, lapresenza, in banchina, della MediterraneanShipping Company s’è fatta notare,con un aumento costantee mensile dellesue navi.Non è un caso, quindi, se l’accordo, aben presagire, fu salutato con interessedal presidente dell’Autorità portualedi Gioia Tauro, Giovanni Grimaldi. “Daoggi - disse in quell’occasione Grimaldi- si potrà guardare con spirito positivoagli sviluppi dei traffici e, quindi, allacrescita del nostro scalo portuale che,infrastrutturalmente, ha tutte le cartein regola per ritornare a guidare la leadershipdel circuito internazionale deltranshipment nel Mediterraneo”. A dareman forte al clima positivo sono stati gliaddetti allo scalo, grazie alla loro riconosciutaprofessionalità, che hanno recuperatocon caparbietà la necessariaproduttività. A testimoniare l’alto livellodi infrastrutturazione del porto di GioiaTauro, a luglio scorso, la presenzain banchina, contemporaneamente,di tre mega portacontainer del gruppoarmatoriale Mediterranean ShippingCompany (MSC) che sono statecaricate e scaricate, anche in questocaso contemporaneamente, dalle grudel terminal. Si tratta delle Ultra LargeContainer Carrier (ULCC) “MSC Kalina”,che è lunga 366 metri e ha una capacitàdi carico pari a 13.798 containerteu, “MSC Katrina”, lunga 365,8 metri edella capacità di 12.967 teu e “MSCTeresa”, che può caricare14.0364 teu ed è lunga365,5 metri. Manon finiscequi. Oltread intensificare i traffici via mare, equindi il settore del transhipment, l’Autoritàportuale ha gettato il cuore oltrel’ostacolo. La sua nuova scommessaè passata attraverso la pubblicazionedel bando di gara internazionale per larealizzazione del gateway ferroviario.Gioia Tauro punta ad essere così uncorridoio intermodale comunitario cheandrebbe ad inserirsi nell’asse transeuropeoHelsinki - La Valletta. L’obiettivoè quello di intercettare i traffici tral’Estremo Oriente e l’Europa. “Grazieallo sviluppo dell’intermodalità, - haspiegato con soddisfazione il presidentedell’Autorità portuale ing. GiovanniGrimaldi - che è il naturale completamentodel servizio di transhipment delnostro scalo, e vista la sua centralitànel Mediterraneo, Gioia Tauro potrebbe,così, essere uno strategico corridoiointermodale europeo ed, altresì, unnodo di rilevanza nazionale, in quantoassume il ruolo di crocevia di diversemodalità di trasporto”.La realizzazione dell’infrastrutturaparte, al momento, da un finanziamentodi 20 milioni di euro che giungonodall’Unione Europea. Gli altri 20 dovrannoessere garantiti dal promotoreprivato. Del resto, le specifiche peculiaritàdel gateway ferroviario risultanoessere in linea con i maggiori terminaleuropei. Il suo buon biglietto da visitaè dato dalla centralizzazione delle operazioniferroviarie che saranno affidatead un unico gestore, appunto quelloprivato che vincerà la gara internazionale,e che poi potrebbe anche gestireil tratto di raccordo con la rete ferroviarianazionale. Alla base della sua funzionalitàvi è l’assenza di rotture di caricoaggiuntive e le distanze del terminaladeguate agli standard.Italo Merciatigennaio 2013 - 27


infrastrutture / porto&diportoRivalta Scriviainveste nel freddoNato nel 1963 con l’obiettivodi realizzare il “porto secco”di Genova per velocizzare leprocedure di smistamento delle merci eaumentare la produttività del porto delcapoluogo ligure, l’Interporto di RivaltaScrivia è oggi una realtà consolidata,una struttura operante non solo comeretroporto di Genova ma anche comesnodo a vocazione internazionale. Lacostante evoluzione della struttura edei servizi offerti lo pongono costantementeall’attenzione degli operatori delsettore da tutta Europa. In particolare,sullo sviluppo dei servizi offerti al settorealimentare Porto&diporto ha intervistatol’AD della struttura, RobertoArghenini.“Strategicamente abbiamo creatoper il settore dell’alimentare e deiprodotti a temperatura controllata unaspecifica business unity: oltre al settoredelle commodities, dove eravamogià presenti, al settore dell’alimentarea secco, a temperatura ambiente, eal settore di largo consumo, abbiamocreato anche quest’ultimo settore,che è quello in cui abbiamo investitomaggiormente in questi anni perchériteniamo ci sia ancora spazio per unasua riorganizzazione e perché c’è delladomanda importante. Riteniamo chenel settore delle merci a temperaturacontrollata si avrà una crescita neiprossimi anni; infatti i prodotti freschi,come anche i prodotti surgelati e la loroconservazione nel rispetto delle proceduree normative sempre più vincolantiper la gestione dei prodotti alimentari,avranno una sempre maggiore diffusionesui mercati di consumo”.Quale è stata la risposta della domanda?Devo dire che siamo stati anche premiati,sia dai clienti dalla grande distribuzionesia dai clienti dell’industria perchéeffettivamente il tema della materiaprima alimentare e del prodotto frescoè abbastanza acerbo, c’è ancora spazioa far crescere l’offerta.Il vostro mercato da quali flussi ècaratterizzato?Siamo storicamente presenti su tuttii prodotti e merci dell’interscambio internazionalequindi sulle materie primein importazione e sul prodotto finito inesportazione perché evidentemente ilmantenimento del prodotto fresco inimport è vincolato a tematiche di serviziorivolto alla materia prima e vuoleuna gestione di quest’ultima a supportodelle attività di produzione e distribuzione.La produzione avviene durante picchidell’anno a seconda della maturazionedei diversi prodotti, ma poi la distribuzioneavviene durante tutto l’annoe quindi c’è la necessità di mantenereinalterate le caratteristiche qualitativeper tutta la durata di un ciclo produttivo.Possiamo dimensionare l’attività?Noi oggi siamo sulla materia primaalimentare con una quota di trecentomilatonnellate l’anno e di queste quasiun terzo si muovono a temperaturacontrollata, ovvero hanno l’esigenza didover essere gestite e mantenute a unlivello qualitativo elevato fino al loro ingressoin una catena produttiva.E su che area operate?Oggi la materia prima elementareimpegna quasi 80mila mq di magazzinoe la parte a temperatura controllataimpegna circa 60mila metri cubi che sisviluppano su circa 8mila mq di magazzino.28 - gennaio 2013


Numeri importanti, che investimentivedono?In termini di investimento dobbiamodire che quelli più importanti fatti inquesti anni sono stati rivolti alla grandedistribuzione, alle piattaforme ortofrutta,salumi, latticini, carne e pescesurgelato che hanno impegnato molterisorse. Consideri che noi oggi complessivamentesu una superficie di450mila mq di magazzino dedichiamoil 20 percento alla temperatura controllatache va da + 8 a – 25 gradi.Un grande sforzo, ha riscontro?Riteniamo che sul mercato nazionaleci sia lo spazio per creare una retelogistica e distributiva per le merci chedevono viaggiare e temperatura controllata:è una tipologia di merce dovec’è un’offerta inferiore alla domanda dimercato al contrario di quello che si registraper le merci tradizionali dove inalcune aree geografiche si registra uneccesso di offerta.Quante strutture offrono questatipologia di servizio?Di infrastrutture generaliste come lanostra non ce ne sono tantissime perchéè un mercato abbastanza nuovo,mentre molte aziende della grande distribuzionesi sono organizzate in houseper avere dei centri propri per gestirequesti prodotti. A livello di operatorilogistici non sono tanti, ma soprattuttonon sono tanti ad aver queste dimensioni.Ci sono altri interporti che hannoinvestito nel settore offrendo strutturesignificative, però nell’ambito di una offertadi servizi logistici questa è quellache ha vissuto una crescita della domandaabbastanza significativa negliultimi anni.Potrebbe essere un modello daesportare?Credo che il modello organizzativodi Rivalta sia un modello organizzativoesportabile tant’è che i belgi che hannoappena comprato il pacchetto di maggioranzalo hanno fatto in funzione delfatto che esiste un modello organizzativodi loro gradimento: hanno apprezzatosoprattutto il fatto che ci sia questaprevalenza di offerta nei settori in cuiloro credono, che sono appunto le materieprime alimentari, le commodities,i prodotti alimentari in genere sui qualiloro vorrebbero crescere.Come è composta la proprietàdell’interporto di Rivalta?La società è oggi controllata per il90 percento dalla Katoen Natie multinazionaleche opera nel settore dellalogistica con un modello organizzativosimile al nostro, proprietaria di grandiinfrastrutture e che offre servizi avendola proprietà dell’infrastruttura comesua caratteristica peculiare; il secondosocio, che ha una parte del 10 percentoresiduale, è il gruppo Gavio, poi altripiccoli soci storici che sono rimasti nellacompagine.Maurizio De CesareNOESInternational Shipping - Custom BrokersSPEDIZIONI INTERNAZIONALI - ASSISTENZA E CONSULENZA DOGANALEADV AM editori srlUFFICI e MAGAZZINI: Interporto di Nola - Lotto D Mod. 103 / 106 80035 NOLA (NA) - Tel. 0039 081.5109403 RA - Fax 0039 081.5109434 RAFILIALE OROMARE SCPA - Strada Prov. 22 Km 1,750 - 81025 MARCIANISE (CE) - Tel. 0039 0823 1643888 - Fax 0039 0823 1643880FILIALE POLO DELLA QUALITA’ MODULO 1080 BIS Zona ASI Sud - 81025 MARCIANISE (CE) - Tel. 0039 0823 696552http://www.sticcosped.com - E-mail: info@sticcosped.com - sales@sticcosped.com


icerche / porto&diportoCheck-up Mezzogiornocon la crisi persi 24 mld di pilConfindustria - SRM: necessario concentrare risorse suimpresa, lavoro e condizioni di vitaL’economia del Mezzogiorno èancora nel mezzo della “tempestaperfetta” e i principaliindicatori sono ancora ben al di sottodei livelli pre-crisi. Secondo i dati delCheck-up Mezzogiorno pubblicato daConfindustria e SRM - Studi e Ricercheper il Mezzogiorno, tra il 2007 e il 2011il PIL del Mezzogiorno, in termini reali,ha subito una riduzione di quasi 24miliardi di euro (-6,8%); più di 16 milaimprese hanno cessato di esistere (0,9% del totale imprese del Sud) sebbenesiano aumentate le società di capitali(+7.400 solo nell’ultimo anno). Il numerodi occupati si è ridotto di circa 330mila unità (quasi la metà della riduzioneha interessato la sola Campania) eil tasso medio di disoccupazione deiprimi due trimestri nel 2012 è salito al17,4% rispetto al 13,6% registrato nel-lo stesso periodo del 2011, anche pereffetto dell’aumento delle persone incerca di lavoro.Il principale segnale positivo vienedall’export, l’unica variabile che è tornataal di sopra dei valori pre-crisi: dalprimo semestre 2011 al secondo semestre2012 le esportazioni nel Mezzogiornosono aumentate del 7%, ildoppio del Centro-Nord. Il persisteredella crisi è causa e effetto del fortecalo degli investimenti pubblici e privati.La spesa in conto capitale si è ridotta,dal 2007 al 2011 di circa 7 miliardidi euro. Nello stesso periodo, gli InvestimentiFissi Lordi nel 2011 sonodiminuti di 8 miliardi di euro (-11,5%) eparticolarmente rilevante è stata la cadutadegli investimenti nelle costruzioni(-42,5%) e nell’industria in senso stretto(-27,8%). La quota di imprese manifatturiereche hanno investito è andataprogressivamente calando, dal 37,4%nel 2008 al 23,6% nel 2011. Il calodell’occupazione e le crescenti difficoltàeconomiche delle famiglie stannodeterminando una vera “emorragia dicapitale umano”. Sono sempre di più,infatti, quelli che decidono di lasciare ilMezzogiorno per andare a vivere nelCentro-Nord o all’estero (110 mila nelsolo 2010). Peraltro il Mezzogiorno nonutilizza gran parte del capitale umanoche resta sul territorio: i giovani con etàcompresa tra 15 e 24 anni che non studianoo non lavorano nel Mezzogiornorappresentano il 33% del totale, controil 25% registrato in Italia.Questi dati indicano che è necessarionon disperdere risorse e concentraregli interventi per il Sud su tredirettrici: in primo luogo l’impresa, per30 - gennaio 2013


favorire la ripresa degli investimenti, ilsuperamento del limite dimensionale,l’export, e l’innovazione; in secondoluogo il lavoro, con l’adozione di misureurgenti per frenare l’emorragia di capitaleumano; e in terzo luogo, le condizionidi vita dei cittadini del Mezzogiorno.La ripresa passa necessariamentedalla costruzione delle condizioni affinchénel Mezzogiorno si possa restaree vivere bene. In quest’ottica il pienoutilizzo delle risorse europee è decisivo.Con il Piano d’Azione Coesione èstata posta una base importante permigliorare l’efficacia degli interventi, edè fondamentale che tali risorse entrinoal più presto nel circuito economico persostenere investimenti e occupazione.La ripresa dell’intero Paese è legata adoppio filo alla capacità di reazione delSud.Europa – segnali di ripresa?SRM (Centro Studi collegato al GruppoIntesa Sanpaolo) presenta il nuovonumero della rivista “Dossier UnioneEuropea”, dedicato all’analisi dei settorie dei territori che stanno mostrandodinamismo e voglia di uscire dallacrisi economica, ma che soprattutto sicaratterizzano per spiccata capacitàinnovativa e di internazionalizzazione.Riflessioni e testimonianze sono stateinfatti raccolte nell’ambito del turismo,comparto che SRM segue con attenzione,e del settore high-tech dell’aeronautica,con un’intervista ad un bigplayer internazionale quale Alenia. Altrasporto marittimo, settore strategicoper il nostro Paese e per l’intera Europa,è poi dedicata un’intera rubricacon analisi sugli scenari internazionalie interviste agli operatori: dai rappresentantidei porti adriatici di Trieste eKoper ai vertici di Maersk Line e MSC,carrier leader mondiali del trasportomarittimo.Tra i partner europei e competitordell’Italia, il Dossier guarda alla Slovacchia,Paese in crescita nonostantela crisi in termini di PIL, export e moltodinamico in termini di attrazione di investimentiesteri. Questi i temi dell’intervistacon l’Ambasciatrice in Italia, MariaKrasnohorska.Ad arricchire poi gli approfondimentidi questo numero: le collaborazioni conl’EPEC-European Public-Private Partnership(PPP) Expertise Centre (emanazionedella Banca Europea per gliInvestimenti e della Commissione Europea),il Ministero degli Affari Esteri eConfindustria con un saggio sulla programmazionecomunitaria 2014-2020.«Dossier Unione Europea – spiegaMassimo Deandreis Direttore Generaledi SRM e responsabile della rivista – intendeguardare alle migliori esperienzee testimonianze europee, offrendo unvalido supporto agli operatori economicie uno stimolo al confronto con ladimensione europea, per ricordare chelo sviluppo dell’Italia e del Mezzogiornonon può prescindere dal contestocomunitario e mediterraneo del qualesiamo parte integrante».Alberto MedinaIl Dossier Unione Europea è una rivista semestrale di carattere tecnico-operativo, realizzatada SRM per il monitoraggio delle politiche europee a favore dello sviluppo e dellacompetitività di imprese e infrastrutture. Nato nel 1993 come veicolo interno di informazionee autoformazione aziendale, ha riscosso nel tempo larghi consensi tra gli operatoripubblici e privati, trasformandosi nel 1999 in una rivista registrata. Il Dossier U.E. proponearticoli, analisi, dati e interviste che approfondiscono le tematiche del mondo delle imprese,quello delle infrastrutture e delle politiche pubbliche, dal punto di vista comunitario edell’impatto sullo sviluppo locale, con un’attenzione particolare ai fondi europei. Propriosu questo tema, offre un servizio online, realizzato in collaborazione con Intesa SanpaoloEurodesk, e dedicato ai bandi europei: uno “scadenziario” costantemente aggiornato, edisponibile sul nostro sito web, per fornire in modo semplice e concreto un aiuto alle impresee agli operatori che desiderano accedere ai finanziamenti offerti dall’UE.gennaio 2013 - 31


trasporti / porto&diportoPort Packagein arrivo dall’EuropaItrasporti, si sa, sono al centrodell’attenzione della ComunitàEuropea che fonda la sua ragiond’essere sul libero scambio di merci epersone. Sono dell’ottobre 2011 le nuovelinee guida per lo sviluppo delle retidi trasporto trans-europee Ten-t, definitedalla Commissione Europea nellaproposta al Consiglio e al ParlamentoUe. La rete centrale, il core network,dovrà essere conclusa entro il 2030sulla base di dieci principali corridoi ditrasporto. Quali i nodi che la costituiscono?Sono state individuatele infrastruttureche movimentano il maggiorvolume di merce cercando di creareun ambiente favorevole per la competitività,progettando la realizzazionedi adeguate infrastrutture materiali eimplementando i sistemi di interconnessionecon le reti ditrasporto. Sonostati individuati 80 porti europei chesono le principali porte di accesso peroltre il 70% della merce in entratae inuscita dal continente Europeo. Il comprensivenetwork, che sarà realizzatoentro il 2050, coprirà quasi interamenteil territorio comunitario soddisfacendol’esigenza di una totale coesione tra gliStati Membri.Da tempo si parla del port packagema il momento è critico per la storiadell’Unione Europea. Non ci sono certezzedi ripresa e sembra inverosimileriuscire ad uniformaresotto una direttivacomunitariatuttele specificità di ogni porto. La pauradella recessione pesa sulle prospettivedi crescita degli Stati Membri ed ogniPaese intende garantirsi uno spazio diautonomia all’interno del libero mercato.Molte sono le domande che si pongonogli addetti ai lavori. Il Finanziamentopubblico è da considerarsi un aiuto diStato? Cosa significa liberalizzazionedel lavoro portuale? Vanno liberalizzatianche i servizi tecnico nautici? Comeconsiderare il self handling? Accadeche l’esigenza di apertura al mercatoportata avanti dalla Commissione siscontri con le specificità nazionali dellerealtà portuali: i pool di manodoperavariano, nella composizione e nellanatura, come è diversa la natura delleAutorità Portuali. C’è come un gap normativotra l’Europa e gli Stati Membri,per cui non tutte le questioni possonoessere risolte richiamandosi al Trattatoistitutivo della Comunità Europea. ABruxelles si sostiene che esistono dellepratiche restrittive che condizionanonegativamente la capacità operativa dimolti porti e che le regole devonoessere uniformate. Ma lasettima legislaturaè in scaden-za, c’è tempo fino a febbraio 2014.Ci prova Dimitrios Theologitis, il dirigentedell’unità Porti e Navigazionefluviale della Direzione Mobilità e Trasporti(DG Move) della CommissioneEuropea. In una recente intervista allanewsletter dell’Autorità Portuale di Livorno,PortNews, Theologitis ha riassuntoquanto fatto nell’attuale legislatura:«Abbiamo individuato un percorsochiaro e definito, inquadrato i problemiche affliggono la portualità europeae compreso quali siano i fattori che lihanno influenzati. Ora ci siamo finalmentedati degli obiettivi e li abbiamoanalizzati assieme agli stakeholderdurante la recente conferenza sulla revisionedella politica portuale. I risultatiraggiunti – confessa Theologitis – sonoancora parziali e c’è pericolo di scontroall’interno dell’Unione Europea. ”LaGermania insiste perché l’Ue impongaai paesi in difficoltà impegni di naturacontrattuale che li spingano a varare leriforme strutturali necessarie e l’ennesimorichiamo all’austerity da parte deipaesi rigoristi (Finlandia,Svezia, Olanda)potrebbe avere delleconseguenze sulla po-32 - gennaio 2013


litica Ten-T e sul Connecting EuropeFacility, il nuovo piano di investimentidi 50 miliardi di euro destinato a infrastrutture,energia e digitale. Insomma,il rischio è che le politiche sui trasportisiano penalizzate a favore di altri settori,come agricoltura e coesione.Espo, l’associazione dei porti europei,ha chiesto di non toccare i 32miliardidi euro destinato all’infrastrutturazionedella Comunità, essendo leuniche risorse per rendere più competitivoil Sistema Europa grazie anchealle reti Ten-T. Fra l’altro sono solo unaparte delle risorse necesarie che dovrebberoessere recuperate attraversoforme come il project financing o altristrumenti di finanza innovativaLa Commissione, nel frattempo, haaperto una seconda consultazione fraoperatori, armatori, terminalisti, autoritàportuali. Theologitis sa bene, comegli operatori del settore, che esiste unsecondo aspetto rilevantissimo per ilfunzionamento delle connessioni edè la “semplificazione”. La Port Policy,sostengono a Bruxelles, non siesaurisce con le TenT. E’ necessariopromuovere iniziative tese alla semplificazionedelle procedure di controllo,favorendo lo short sea shippinge le Autostradedel Mare. Qualigli strumenti? Adesempio il Blue Belt project, che dà alleautorità doganali la garanzia che unanave che dichiari di trasportare merciintra comunitari e abbia effettivamentevisitato solo iporti dell’Ue. In questomodo il carico amministrativo viene ridottonotevolmente.«Nel 2015 – sostiene Theologitissu PortNews – le comunicazioni tra iporti e le navi saranno esclusivamenteelettroniche. Anche per questo motivoil nostro prossimo obiettivo è quello diadottare in tutta Europa un modello comunedi single window. I benefici sarebberoimmediati, a cominciare dallaeliminazione della documentazionecartacea. Non dimentichiamo, inoltre,che la decisione E-customs del 2008prevede che i paesi membri si adoperinoper rendere operativa una strutturadi servizi a interfaccia unica: sarebbebello che il sistema di controllo dellamerce fosse lo stesso per tutte le modalitàdi trasporto».Infine la questione dell’accesso allibero mercato che riguarda gli aiuti distato, servizi Tecnico nautici e mercatodel lavoro. Le risorse statali, secondoBruxelles, dovrebbero servire per realizzareinterventi di infrastrutturazionegenerale, per garantire accessibilitàa tutti e affidata tramite gara d’appalto.Di solito la Commissione approvaopere che servono al raggiungimentodi obiettivi di comune interesse comela sicurezza o la protezione ambientale.Negli altri casi si deve valutare seil fondo pubblico non costituisca un indebitovantaggio per un solo soggettoo se alteri la concorrenza all’interno diun porto. Per quanto riguarda la liberalizzazionedei servizi tecnico-nautici sifanno dei distinguo sui diversi servizi.Il pilotaggio, per esempio, può considerarsiindispensabile e considerarsi unservizio pubblico, per le esigenze di sicurezzadella navigazione. Il rimorchioha caratteristiche economiche e tecnichediverse e potrebbe prefigurarsi unasana competizione tra più operatoriall’interno di un singolo porto. La questioneè delicata, come quella del mercatodel lavoro. Molte le divergenze tragli Stati Membri e c’è il rischio di ripeteregli errori commessi nella precedentelegislatura dalla De Palacio con i duetentativi falliti di riforma della politicaportuale. Rimane ancora un annoper vedere i risultati concreti dellaPort Policy europea.Patrizia LupiSpedizioni Internazionali – Nazionali – LogisticaServizi di allestimento e montaggio di arredi e complementi di arredo per ufficio e comunitàFiliale operativa: Via A. De Gasperi, 55 - 80133 NAPOLITel. 081 5529455 (operativo) Tel. 081 5520856 (amministrazione) Fax 081 5424135 (operativo) Fax 081 7901279 (amministrazione)e-mail: info@pbspedizioni.com - info@pblogistica.com - www.pbspedizioni.comSede legale: Viale Monza n. 7 - 20125 Milano - Tel. 02 2883501/502 Fax 02 28835510Filiale di Caserta: Via Appia Antica, 43a – 81020 S. Nicola La Strada (CE) - 5000 mq di magazzinoTel. 0823 494709 - Fax 0823 259027 - info@pdlogistica.com - www.pdlogistica.comgennaio 2013 - 33


trasporti / porto&diportoIl mercato dell’autotrasportosceglie Transpotec LogitecNuove occasioni di incontro ed opportunità di businessConfermata la presenza delle case costruttriciTranspotec Logitec,il saloneorganizzato daFiera Milano dedicato aitrasporti e alla logisticache si terrà a Veronafieredal 28 febbraio al 3 marzo2013, continua ad arricchirsidi occasioni di interesseed opportunità esclusive per tutti gli operatori.Il mercato italiano dell’autotrasporto sceglie di investire esupportare la filiera, nonostante la fase di crisi che sta attraversando.A conferma di ciò la presenza diretta in manifestazionedelle case costruttrici, tra cui IVECO e MAN, chepresenteranno al Salone i loro modelli di ultima generazione.Iveco avrà a Transpotec un’importante area espositiva internaed una esterna adibita alle prove veicoli dell’intera offertaprodotto. Dopo il significativo investimento che ha portato allanascita del Nuovo Stralis Hi-Way, già apprezzato dal mercatoe premiato International Truck of the Year 2013, questasarà per Iveco un’occasione importante per incontrare i propriclienti e partner.La casa tedesca MAN presenterà, invece, i nuovi mezziEuro 6 e i servizi studiati per rendere più competitiva l’attivitàdegli autotrasportatori in una grande area espositiva, conl’obiettivo di sostenere con la sua presenza lo sviluppo delsettore a livello europeo. Oltre alle case produttrici, anche lecomponenti della filiera offriranno in mostra numerose occasionidi incontro e business, dando la possibilità agli autotrasportatoridi informarsi valutare strumenti e servizi innovativie vantaggiosi. Alla manifestazione saranno presenti anchei maggiori rimorchisti, con la loro ampia gamma di prodotti,quali rimorchi, semirimorchi, bighe, porta-container, cisternealimentari, per carburanti e materiale chimico/infiammabilee molto altro. Non mancherà l’offerta di furgoni isotermici,centinati e soluzioni innovativeper trasportareogni genere di materiale.Grande spazio verrà datoanche a tecnologie e componentisticacon assalisti eproduttori di ralle, oltre aduna vasta scelta in ambitodi aftermarket, grazie a importantiproduttori di ricambi, componenti ed allestimenti permotrici e trailer. Molti mezzi e tecnologie, a Transpotec, maanche prodotti indispensabili quali carburanti e additivi, offertidai maggiori player del mercato.Numerosi sono anche i servizi dedicati agli autotrasportatori,le cui esigenze sono al centro del progetto espositivo: cartecarburante, carte pedaggio e le opportunità dalle borse di carico.Inoltre, uno spazio di 3000 mq ospiterà Tracky Village,una “fiera nella fiera” organizzata da FAI Service, importantecooperativa di servizi per l’autotrasporto e partner strategicodella manifestazione, che attraverso i suoi associati proporràassistenza fiscale, servizi finanziari ed assicurativi, servizidedicati all’attività dell’autotrasportatore su autostrade, valichiitaliani ed europei, navi, treni navetta e traghetti, oltre alpronto intervento ambientale e molto altro.A Transpotec, inoltre, i visitatori avranno l’opportunitàdi scoprire live e provare direttamente gli ultimi modelli deiveicoli di tutte le principali case costruttrici in aree esterneappositamente attrezzate grazie alla collaborazione siglatacon tuttoTrasporti, main, media partner della manifestazione.Inoltre, per risparmiare sul biglietto di ingresso, sarà prestopossibile per tutti registrarsi on line. A partire da metà gennaiosul sito www.transpotec.com si potrà infatti richiedere ilproprio biglietto a soli 4 euro, invece di 12.Stefano Meroggi34 - gennaio 2013


trasporti / porto&diportoCon “Jamme card” ricarichi da casae viaggi con UnicoCampaniaBasta file agli sportelli e perditedi tempo per acquistare unabbonamento di bus e treni.Adesso c’è Ticket@home e consentedi ricaricare l’abbonamento mensileper bus e treni con Jamme card, standoseduto comodamente in poltrona acasa o in ufficio ed evitare lunghe fileagli sportelli. E’ il rivoluzionario progettomesso a punto da UnicoCampania,il primo in Italia di ricarica del titolo diviaggio in tempo reale.L’iniziativa è resa concreta graziealla collaborazione con la società Neuralengineering spa. La procedura èsemplicissima: l’utente Jamme cardinserisce nel proprio computer il dispositivoUsb che il Consorzio mette a disposizionein comodato d’uso gratuito,segue le istruzioni per procedere allaricarica dell’abbonamento e, in manieradel tutto sicura, acquista on lineil titolo di viaggio, utilizzando la propriacarta di credito. Il presidente del Consorzio,Claudio Cicatiello, assicura chenessun’altra operazione è richiesta:l’utente potrà servirsi, da subito, dellacard che avrà proceduto, lui stesso, aricaricare. Per i promotori dell’iniziativai vantaggi sono diversi: nessuna codaagli sportelli, nessun orario di aperturao di chiusura degli esercizi commercialida rispettare, nessun bisogno di averea disposizione danaro contante. Ilprogetto è realizzato in collaborazionecon la veneziana Neural engineering,società di alta tecnologia, che si occupadella progettazione e produzione disistemi elettronici ed informatici e cheha implementato un proprio sistemahardware – firmware - software checonsente la scrittura da remoto dellecard elettroniche. “L’innovazione tecnologicaè supporto imprescindibile perla tariffazione integrata. Ecco perché-spiega il direttore del Consorzio, AntoniettaSannino- già nel 2011 l’ente èstato tra le prime realtà italiane ad introdurrele smart card contactless pergli abbonamenti annuali sviluppando,nello stesso tempo, un sistema sicuroe aperto ai diversi fornitori di apparati dibigliettazione: validatrici, terminali di ricaricae di controllo. Il servizio Ticket@home è pertanto un ulteriore tasselloche si va ad aggiungere in questa direzione,nell’ottica di ampliare le possibilitàdi scelta dell’utente e, in ultimaanalisi, di semplificargli la vita”.La Neural engineering è stata creatanel 2002 da Oreste Venier, esperto inelettronica ed informatica, con laurea inFisica conseguita presso l’università diPisa. Attualmente la società sta avviandoun processo di fusione con un’aziendadi famiglia più grande, la EraclitVenier, attiva dal 1925 nel settore industriale.L’obiettivo è sviluppare i campidi ricerca applicativa dell’azienda versol’integrazione on-board di funzioni dicalcolo ed elaborazione prima appannaggioesclusivo di sistemi esterni alleschede stesse per la grande potenza dicalcolo richiesta.Fanno parte oggi del Consorzio UnicoCampanial’Air (area servita Napoli,Avellino e provincia), Amts (serviziourbano di Benevento), Anm (Napoli eprovincia), Circumvesuviana (provinciadi Napoli e di Avellino), Clp (area casertana),Cti/Ati (servizio urbano di Avellino),Cstp (area di Salerno), Ctp (areametropolitana di Napoli e di Caserta),Eavbus (area napoletana e casertana),MetroCampaniaNordest (provincia diNapoli, Benevento e Caserta), Metronapoli(rete metropolitana di Napoli),Sepsa (area Flegrea, con le due lineeCumana e Circumflegrea), Sita (provincedi Napoli, Avellino e Salerno) e Trenitaliacon la rete ferroviaria regionalefino a Salerno e a Capua.Eduardo Cagnazzigennaio 2013 - 35


trasporti / porto&diportoTrasporto urbano greenil made in Italy per ViennaDa Passignano sul Trasimeno,la tecnologia italiana del trasportogreen arriva a Vienna,città per tradizione attenta alla mobilitàsostenibile. Tanto da essere votata perla quarta volta come città più vivibileal mondo. Dall’autunno scorso, infatti,sono in dotazione alla Wiener Linien,l’azienda che ha in gestione il serviziotramviario e su gomma locale, i primibus elettrici con pantografo realizzatidalla società umbra Rampini. I bus correrannolungo i viali del centro storicodove una volta circolavano le carrozzedella principessa Sissi e di suo marito,l’imperatore Francesco Giuseppe. Sitratta dei primi veicoli di una commessadi dodici, realizzati da Rampini, da oltre65 anni leader nella progettazione e realizzazionedi mezzi speciali e bus urbani.Muniti di pantografo, i veicoli sonotra i primi autobus di serie di mediedimensioni (Midibus) completamenteelettrici prodotti in Europa per un’interalinea del centro città. Prodotti in serie,dispongono di un impianto di batterie dibordo in grado di coprire l’intero fabbisognoenergetico compreso aria condizionatae riscaldamento. Tra i principalivantaggi, rispetto ai tradizionali bus alimentatia carburante diesel o a gas, siannoverano un fabbisogno energeticoche si riduce di circa il 25%, costi di manutenzioneminimi ed un funzionamentoad emissioni zero. Nella città viennesesaranno impiegati sulle linee 2A e 3A.Il veicolo è dotato di pianale ribassato,con due porte provviste di sistema antischiacciamentoed è conforme agli elevatistandard dell’intera flotta viennese.Al suo interno il midibus è in grado diospitare 26 passeggeri in piedi e altri13 a sedere. E’ inoltre dotato di spaziosufficiente ad accogliere una sedie a rotelle.Altra novità è lo chassis: di concezionemoderna, si compone di un telaiocostituito da una struttura autoportantein tubolari elettro-saldati, sabbiati, verniciatie sigillati; mentre la carrozzeriaesterna è realizzata con materiali altamenteresistenti alla corrosione. “Conqueste soluzioni - commenta GiuseppeLepore, amministratore delegatoMarketing dell’azienda - si è raggiuntoquesto significativo obiettivo: disporredi un autobus totalmente elettrico,compreso l’impianto di riscaldamentoe condizionamento per il conducenteed i passeggeri”. La trazione del busè assicurata da un motore Siemens ingrado di erogare la potenza continua di85 kW. Ma, mentre i tradizionali motoridiesel sono in grado di offrire un’efficienzapari a circa il 25%, l’efficienza diquesto motore trifase si innalza fino acirca il 90%. L’impianto frenante è inoltreconcepito di tipo rigenerativo: nonappena il conducente solleva il piededall’acceleratore si attiva il primo stadiodi recupero dell’energia e il motore agisceda generatore. Azionando il pedaledel freno, il recupero di energia subisceun incremento nel corso del primo terzodella corsa del pedale; i successividue terzi della corsa hanno la funzionedi attivare il sistema pneumatico. Lebatterie installate a bordo hanno unacapacità di 96 kWh e la ricarica avvienepresso le fermate capolinea: il pantografo,montato sul tetto del bus, assorbecorrente elettrica dalla linea aereae la convoglia al caricabatterie. ”Grazieai nuovi autobus elettrici -afferma il vicesindaco di Vienna, Renate Brauner- lanostra città ha compiuto un importantepasso avanti diventando così una dellepoche al mondo ad utilizzare questotipo di mezzi per il normale servizio dilinea. I nuovi autobus diventano quindianche per i nostri ospiti stranieri unadimostrazione del fatto che Vienna disponedi una delle linee di trasporto piùmoderne nell’ottica dell’ecocompatibilitàambientale”.Eduardo Cagnazzi36 - gennaio 2013


gennaio 2013 - 37


sana competitività. Beniche concorrono sì alla redditività diun’azienda ma rinsaldano anchealleanze di lunga durata, promuovendoun pensierosistemico chepresupformazione/ porto&diportoL’imprenditore alatoNel 2006 a seguito di un decretoministeriale e dall’intuizione diDanilo Iervolino, classe 1978,nasce l’Università Telematica Pegaso;sei anni fa non poteva sapere che quelsuo cavallo di strada ne avrebbe fattadavvero tanta: cinquantamila studentilaureati, oltre duecento dipendenti, cinquesplendide sedi sul territorio nazionale(Napoli, San Giorgio a Cremano,Roma, Torino, Palermo), una sede nuovadi zecca a Palazzo Zapata, nel cuoredi quella Napoli borbonica, stella del Mediterraneo,di cui re Carlo III di Borbonesi innamorò, quando incontrando con losguardo il mare che si culla nel golfo piùbello del mondo, esclamò: “un pezzo dicielo caduto sulla terra”. Soffermiamocisu questo patrimonio di bellezza, in particolaresulle sedi d’esame che quest’imprenditoreha scelto in Campania: il Chiostro della Basilica diSanta Chiara, primo monumento partenopeo per numero divisitatori, il Chiostro di Santa Maria la Nova e Villa Vannucchia San Giorgio a Cremano. La categoria della bellezza utilepermea la filosofia del giovane Presidente, anche perché citroviamo in una delle regioni italiane con la maggiore concentrazionedi beni culturali, eppure una delle più martoriatesotto il profilo dell’illegalità e della recessione economica. Eallora la sfida ad un certo punto per lui deve essersi prefiguratacon chiarezza: fare qualcosa per questa regione, per i suoiabitanti, partendo da un’idea che un decreto ministerialerese attuabile: studiare, abbattendo i vincoli impostidalle università tradizionali – vincoli spazialie temporali. Dal 2006 studiare con un’universitàtelematica significa formarsi in un’universitàsenza barriere, apprendere,sviluppare competenze dovunquee a qualsiasi ora del giorno e dellanotte. Una rivoluzione copernicanache ovviamente in prima battuta hainteressato i lavoratori desiderosidi completare gli studi o approfondirela conoscenzadi alcuni settori e cheoggi comincia a registrarel’interesse anche dei giovanissimiche hanno grandedimestichezza con latecnologia, i cosiddettinativi digitali, chedunque sono portati connaturalezza a sceglierel’apprendimento via web.Va sottolineato che l’offertaformativa dell’UniversitàTelematica Pegaso, pur essendorealizzata a distanza, è continuamenteintegrata da incontriin presenza, come testimonia lavivacissima attività convegnisticadel recente periodo, senza contareche lo stesso Ateneo è in attesa diautorizzazione da parte del Ministeroper altri sette corsi di laurea con relativiseminari in presenza, oltre i duecorsi di laurea già attivi, giurisprudenzae scienze umanistiche. Un impegnoprofessionale forte, sorretto dalla convinzioneche si può lavorare con successo,anche laddove le altre istituzionisono attraversate da dissesti di ognitipo e le risorse umane sono disperse einvisibili a causa di un sistema per nullameritocratico. L’attività della Pegasorecepisce con lucidità le istanze socioeconomichedel territorio, talvolta ancorainespresse: ad esempio, l’iniziativarelativa all’Accademia Forense, corsipost laurea destinati agli avvocati, chedi fatto ha anticipato la norma introdottadal legislatore, che obbliga gli avvocatia specializzarsi ulteriormente per potercontinuare ad operare. Una progettualità universitaria cheguarda con favore alla correlazione economia-territorio, intesocome spazio fisico e bacino economico di produttori e consumatori,elemento moltiplicatore delle potenzialità di un’areae fattore di promozione di una comunità nel suo complesso.Danilo Iervolino e la sua squadra hanno saputo testimoniarecon l’operato quo- tidiano che si può fare impresa anchein assenza di fi- nanziamenti statali, partendo da unabuona idea, realizzandola con un lavoro tenace,tenendosempre un comportamento etico cheè un prerequisito per la fidelizzazionea lungo termine, poiché beni immaterialicome reputazione, fiducia,creatività, attenzione,partecipazione di mentee cuore sono ipilastri che materianolavera e38 - gennaio 2013


pone innumerevoli attori, coinvolti in un processodi costruzione di una cultura aziendale improntataalla reciprocità, allo sviluppo di un autentico sentimentodi appartenenza. Gli imprenditori visionari,e grazie a loro ve ne sono di eccellenze aziendaliall’ombra del Vesuvio, possiedono antenne benorientate verso l’esterno: il fattore prossimità chepromuove la cooperazione tra soggetti eterogeneisi rivela cruciale nella messa a punto di interventisinergici, tesi alla costruzione di reti formative edeconomiche, che le trasformano in una sorta di learningarea. Zygmunt Bauman, che il Presidente diquest’ateneo ama spesso citare, ha scritto di recente:“Se il dibattito sul modello di una società giustaha perso gran parte del suo fervore e del suo slancio,è soprattutto per la mancanza di un soggettocredibile in grado di agire con la volontà e la capacitàdi portare avanti un tale progetto”. L’UniversitàTelematica Pegaso rappresenta una minuscolaparte di società ma sta lì a testimoniareogni giorno di più che gli imprenditoricoraggiosi possono concepire e realizzareponti verso l’immortalità, chehanno il pregio di non cedere al tempoche passa, ma soprattutto riescono aricucire lo strappo tra il nucleo dolentedegli atteggiamenti illegali, conniventi,disperanti e i modelli di civiltà e di cittadinanzaattiva. E d’altronde, dove senon nei luoghi eminenti dell’istruzione edella formazione può trovare posto miglioreuna fucina che concorra al futurodi un paese? Con i piedi ben saldi nelpresente per trasformare gli studenti ingestori anziché gestiti, soggetti attivi ecreativi, anche a partire da micro realtàche sappiano dar voce e far emergerechi ha davvero qualcosa da dire, microrealtà con una valenza territorialesuperiore perché specifica, distanti anni luce dallo scorantescenario contemporaneo di crisi, da cui si può uscire solo medianteconsistenti cambiamenti culturali che non possono cheprecedere sempre e comunque quelli strutturali. Abbiamo unbisogno pressante di reti virtuose, di filiere formative e produttiveall’insegna della distintività culturale, anche nell’otticadell’internazionalizzazione, reti in grado di ampliare ladimensione del mercato del lavoro locale, che non sianoincompatibili per insufficienze strutturali, con il mercato europeoe globale. Non è facile moltiplicare gli interlocutori e,di pari passo, non snaturarsi. Lo sforzo di Danilo Iervolinova infatti costantemente in una direzione: costruire una precisafisionomia in linea con la propria mission, promuovendol’identità dell’ateneo ben oltre i confini nazionali - tanti sonogli accordi anche con università estere. La comunicazionesocial che il Ministero dell’Istruzione, Ricerca e Universitàin- coraggia sembra dirci “esprimetevi, fateci conoscerele vostre idee, dateci uno spunto di riflessione”. Ilpaese si aspetta che i giovani si facciano avanti perreiventarlo. Beh, qui in Campania uno che è giovanee che ha liberato le sue energie creative, lo abbiamo.Uno che è convinto che un’impresa sana possarestituire qualcosa non solo agli azionisti, bensì anche alterritorio sul quale opera e alla comunità che in quel luogoè radicata.Alessandra Schettinogennaio 2013 - 39


propeller / porto&diportoLa primavera arabae le strategie diplomatichee commerciali italiane“La primavera araba e i problemidel Medio Oriente. Qualefuturo per i traffici commercialie crocieristici per i porti adriaticiassociati al NAPA”: questo il tema delmeeting organizzato presso la Veneziaterminal Passeggeri dall’InternationalPropeller Club Port of Venice al quale,oltre a numerosi operatori e imprenditori,hanno partecipato i rappresentantidei Clubs di Ravenna, Monfalcone eTrieste mentre brillava l’assenza dei responsabilidegli enti portuali impegnatinel far decollare il “Sistema portualedell’Alto adriatico” con i porti di Ravenna,Venezia, Trieste, Capodistria e Fiumeassociati nel NAPA.I paesi delle sponde Sud ed Est delMediterraneo hanno mantenuto, in media,nel 2011, un tasso di crescita superioreal 4% con punte fino al 7,6%come è stato per la Turchia. Un trendquesto che dovrebbe continuare anchenell’anno in corso. Si tratta di unmercato di oltre 600 milioni di consumatoriche ha registrato un incrementodel 12% per un valore di circa 320miliardi di euro nell’interscambio coni paesi dell’Unione europea nel 2011.La quota dell’Italia è di 60 miliardi dieuro e rispetto al 2010 si è registratonel 2011 un incremento di quasi l’8%.Tra le regioni italiane la sola Lombardiacon oltre 14 miliardi di euro nel 2011rappresenta un quarto dell’intero interscambionazionale.“Se da una parte siamo di fronte aduno scenario in costante evoluzione,dall’altra in Europa - ha esordito aprendoi lavori il presidente del Port of VeniceMassimo Bernardo - siamo impegnatiin progetti comunitari, come le retiTEN ed in particolare il corridoio n. 1,il n. 5 e quello balcanico progettati perriequilibrare quel flusso di traffici chesempre più interessa l’area mediterranea,quella occidentale ma, ancor più,quella orientale di questo mare nell’ormainecessaria razionalizzazione deiflussi tra il Nord ed il Sud Europa”.E’ in questo contesto che si inserisceanche l’iniziativa transnazionale denominataNAPA che mira alla realizzazionedi un vero e proprio range portualedel Sud Europa nel quale si inserisceanche il progetto di porto offshsore volutonon solo dal presidente dell’AutoritàPortuale di Venezia che con grandelungimiranza l’ha proposto, ma dalla40 - gennaio 2013


A sinistra Massimo Bernardo e Arduino Panicciastessa Unione europea che in parte neha finanziato lo studio.“Allora - ha continuato Bernardo -viene subito da chiedersi quale saràla nuova geografia dell’economia e, inparticolare quella del trasporto nel Mediterraneotenendo anche conto dellaglobalizzazione dei mercati, tradizionalied emergenti che ne condizionerannolo sviluppo senza dimenticare che, peresempio, la Cina ha acquistato terminalimportanti come Pireo e Salonicco,quest’ultimo per gestire i suoi commercida e per l’Europa balcanica o, per fareun altro esempio la nascita di altri grandihub nei porti del Nord Africa? Vieneda chiedersi se i nostri porti, ed in particolarequelli adriatici, saranno destinatia ruoli di mero cabotaggio e feederaggiooppure, se, in questo nuovo contestoeconomico, potranno competereospitando anche navi commerciali ocrocieristiche di ultima generazione?Conseguentemente, visto quanto oramaista già succedendo nel campodelle cosiddette “economie di scala”sempre più necessarie ed applicate perla crisi economica in atto, quale saràil futuro di tutti quei “transitari” comespedizionieri e agenti marittimi sempremeno coinvolti per il sempre più strettorapporto tra compagnie di navigazionee terminalisti? Come poi superarela guerra tra poveri, quella che, comesi è recentemente visto in Assoporti,contraddistingue i rapporti tra Autoritàportuali dei due nostri mari agevolandointese trasversali come avvenuto traGenova e Ravenna e in tempi passatitra Genova e Trieste sempre a scapitodi Venezia? Quale poi sarà il ruolo deiporti cosiddetti minori nel sistema altoadriatico, quelli di Monfalcone, Portonogaro,Chioggia e Portolevante?Quale sarà, infine, il ruolo dell’InternationalPropeller Club che rappresentaproprio per le diverse appartenenzeimprenditoriali, il vero catalizzatore delmondo dell’impresa nel vasto clusterdell’economia del trasporto? Proprioda qui – ha concluso Bernardo - dovrebbepartire lo “start up culturale”,frutto dell’esperienza di chi vive questaeconomia ponendosi ogni giorno a confrontodiretto su questa nobile, quantocomplessa frontiera, per dare indicazionie strategie credibili e possibili percostruire un sempre più stretto dialogotra politica e mondo dell’impresa superandosterili campanilismi, esternazioniautoreferenziali o traguardi irraggiungibili,comportamenti questi non in lineacon quanto la nuova globalizzazioneimpone a cominciare dalla conoscenzadella cultura e degli indelebili postulatidi vita dei nostri interlocutori siano essilibici, egiziani, libanesi, siriani, cinesi oindiani, solo per citarne alcuni”.Questa dovrebbe essere la vera primaveraitaliana: da una parte un nuovomodo di fare impresa dall’altra l’aperturadi una nuova armoniosa percorribile“rotta” per ridare credibilità e successointernazionale al cosiddetto “SistemaPaese” probabilmente ancora ignarodi quale possa essere il ruolo dell’Italiae forse della stessa Europa rispetto aquesto grande cambiamento epocaleche sta interessando le sponde del Mediterraneo.“Il cambio di direzione nella politicaestera della Francia dopo la caduta diSarkozy, la contrazione delle risorsepubbliche in Europa ed in Italia destinatealle attività di supporto all’internazionalizzazioneper le imprese e lecosiddette primavere arabe, con il relativocambio di interlocutori istituzionalinei Paesi della sponda Sud e le guerrein Medio Oriente – ha replicato il prof.Arduino Paniccia dell’Istituto Italiano diStudi Strategici e docente all’Universitàdi Trieste – hanno creato, come conseguenza,la fuga dell’Europa dal Mediterraneo.Il nostro Paese con le sue impresedi media dimensione, flessibili ealtamente specializzate, i suoi porti e lasua importante posizione logistica, hale potenzialità e la capacità di copriretutte le necessità e gli aspetti tecnici,industriali di forniture e di formazionenecessari per un corretto sviluppodell’area mediterranea. Ma a fronte diun export italiano verso l’U.E. pari nel2011 al 60% dell’intero commercioestero nazionale, che diventa con gli altriPaesi europei non U.E. oltre il 70%,le esportazioni in Africa settentrionaleoggi rappresentano un misero 2,9% deltotale e quelle verso l’intero continenteafricano un modestissimo 1,5% . E’chiaro - ha concluso il relatore - che vi èun’assoluta necessità da parte dell’Italiadi invertire questa tendenza. Il dialogoEuro Mediterraneo e l’Unione delMediterraneo – tutti tesi all’obiettivo dicreare un’area comune di libero scambio– sono regrediti o scomparsi. Maproprio qui deve entrare in scena l’Italiacon una nuova strategia diplomatica disupporto e commerciale”.“Certamente la Primavera arabacomporta nel breve periodo una instabilitàche crea problemi sia al trafficodelle merci che, ancor più, al trafficocrocieristico – ha affermato con unasua nota il presidente dell’InternationalPropeller Club Umberto Masucci - ma,a medio termine, sono certo che i Paesidella sponda Sud del Mediterraneo saranno(ma già lo sono) partners importantissimidell’Italia e i traffici marittimisi svilupperanno con effetti molto positivianche sui nostri porti”.Italo Marciatigennaio 2013 - 41


forumculture / porto&diportoAspettando il Forum(e non Godot)Si avvia a compimento il tormentatoiter che porterà ilForum Universale delle Culturea Napoli nella primavera/estatedel 2013. Dopo innumerevoli lanci ealtrettanti tonfi, la manifestazione finalmentevedrà la luce. Quando l’Organizzazionedelle Nazioni Unite perl’Educazione, la Scienza e la Cultura(UNESCO) decise nel lontano 1997di dare vita a questo evento, nacqueun progetto che intendeva andarea risvegliare il genius loci delle sediprescelte per celebrarvi l’identità degliabitanti e le diversità dei popoli. ANapoli si parlerà di pace, solidarietà,sviluppo sostenibile e soprattutto delgrande patrimonio culturale di questacittà, crocevia del Mediterraneo.La candidatura partenopea verte sultema della riqualificazione di Napoli,e si propone di esportare idealmentei vertici culturali toccati in questa città,dato che gli aspetti negativi sonogià noti e spesso demagogicamentepropagandati. Il Forum dunque in unluogo tramato da un passato che avolte a noi, autoctoni contemporanei,sembra imprigionato in un fermo immaginedi una delle tante splendidetele di Hackert. La prima edizione delForum si tenne a Barcellona nel 2004,durò 141 giorni, dal 9 marzo al 26 settembre:dialoghi, mostre, concerti ele più disparate forme di espressioneculturale e artistica costituirono l’ossaturadi quella manifestazione nel suocomplesso. La rivista che ci ospita el’Università Telematica Pegaso hannol’ambizione di elaborare un tassellodella imminente kermesse partenopea,una tessera seppur piccola diun mosaico molto più vasto che rappresenteràla città. Gli eventi sarannoospitati nei suggestivi spazi dellaBasilica di Santa Chiara e di PalazzoZapata e coinvolgeranno protagonistieterogenei per far emergere piacevolmenteil tipico e l’essenziale del lorocontributo e per dimostrare agli scetticiche con la cultura si può mangiare.Andiamo nell’ordine e partiamo dallarivista Porto&diporto che si occuperàdi preparare e diffondere un numerospeciale dedicato al Forum, registrandogli interventi calendarizzatinell’ambito della rete tenuta insiemedalla Università Telematica Pegaso,che ha affidato a chi scrive il coordinamentodella stessa e il ruolo di moderatoredurante gli incontri; il professorJean Noel Schifano, che non ha certobisogno di presentazioni, con la suaeloquenza travolgente ci parlerà dellastoria scuntraffatta della sua amataNapoli; il professor Franco Rendano,stimato chirurgo e convinto assertoredelle potenzialità di una parte dellacittà esclusa dai circuiti turistici tradizionali,su Porta Capuana - il suo saràun intervento di archeologia industrialepoiché al di sotto del complesso dellanificio borbonico sito proprio a PortaCapuana, è stata ritrovata la fonte delmitico fiume Sebeto; due case editrici,Intra Moenia di Attilio Wanderlingh,imprenditore illuminato che in questomomento si trova in Kenia a lavorareper i bambini ed ancora la casa editriceLa Conchiglia di Capri, animatadagli indimenticabili Ausilia e RiccardoVeneruso. Tutti stanno già da mesilavorando alacremente per l’occasione;il professor Mico Capasso, ideatoree direttore del Festival GrandTour – viaggio in Italia (Scala, Costad’Amalfi), tra gli autori del Museo ArcheologicoVirtuale (MAV). Infine, nonpossiamo dimenticare che gli eventisaranno introdotti dai consoli onoraridell’Albania e del Belgio, dai dottoriClaudio Panarella e Giuseppe Genovese.Vi aspettiamo numerosi per ilprimo appuntamento a metà febbraio.Seguiteci!Alessandra Schettino42 - gennaio 2013


nautica / porto&diportoASSOMARINAS“Friendly Relations”Le imprese che aderiscono all’Associazione fanno squadraperché i prossimi Saloni Nautici di Duesseldorf e Moscarappresenteranno il palcoscenico privilegiato per rafforzare lafiducia e la scelta dell’offerta turistico-nautica italiana.Internazionalizzazione e fidelizzazione. Sonoquesti gli obiettivi perseguiti da Assomarinas(L’Associazione Italiana dei Porti Turistici- aderente a UCINA Confindustria Nautica ea Federturismo - che associa circa un centinaiodi imprese turistico-nautiche dalla Liguria al FriuliVenezia Giulia passando per la Sicilia) che lanciail suo programma fieristico per il 2013, annoche, per l’economia del nostro Paese e di quellanautica in particolare, si presenta ancora comecomplesso per porti e diportisti anche se, graziealla revisione del Redditometro e ad altri incentivi,si annunciano deboli segnali di ripresa per quantihanno puntato, industria nautica e turistica di settore,su ricerca, innovazione e riqualificazione deiservizi.In questo contesto la strategia promozionaledi Assomarinas punta a recuperare, senza ovviamentedimenticare quello italiano che vedràl’Associazione presente al prossimo Big Blu di Roma, queimercati esteri tradizionalmente legati all’offerta nautica del“bel Paese” ricca di eccellenze non solo culturali ma anchedi opportunità imprenditoriali e ludiche dall’enogastronomiaalla ristorazione. Da qui la presenza ai due grandi eventi internazionalicon stand collettivo e imprenditori della portualitàturistica italiana: il Boot di Duesseldorf e il M.I.B.S. di Moscaper rispondere ad una domanda che, se dal centro Europamira a consolidare la presenza stanziale nei nostri porti enell’immobiliare ad essi collegato, dal mondo balcanico hainvece il sapore di una nuova conquista di quanto, in terminidi eccellenze, sa ancora offrire il nostro Paese, porti turisticicompresi.Prima a Duesseldorf, poi a Mosca, dunque, dove in “amichevoliriunioni conviviali” saranno “ospiti d’onore” di Assomarinasi giornalisti delle più qualificate testate di settore perrenderli consapevoli “che in Italia si sta fortunatamente rilevandoda parte delle forze politiche impegnate nella prossimacampagna elettorale una particolare attenzione, fino ad oggipoco evidente, per il comparto nautico, oggi finalmente in lineacon i programmi europei di sviluppo del turismo costieroe per l’incentivazione al rilascio dei visti per i cittadini di paesiemergenti che, secondo le valutazioni comunitarie - spiega ilpresidente di Assomarinas Roberto Perocchio - potrebberodeterminare un incremento fino a 60 miliardi di Euro del PILdell’eurozona”.Da Assomarinas, “Welcome on board”, dunque, nella portualitàturistica italiana oggi impegnata nella realizzazione dinuovi 23.500 posti barca e nella riqualificazione deimolti già realizzati ora pronti ad offrire una migliorericettività grazie anche agli incentivi sui servizigià introdotti a tutto vantaggio di quel diporto internazionaleche sceglierà le coste italiane sia peril transito che per trovare un sicuro ed attrezzatoormeggio stanziale.Perfettamente in linea con UCINA e FEDER-TURISMO Assomarinas porterà oltralpe questoimportante messaggio, quello dei tanti imprenditoriitaliani che, nonostante la crisi in atto, hanno saputorimboccarsi le maniche e investire credendonell’ormai certa ripresa del dopo crisi. Internazionalizzazionee fidelizzazione restano, dunque, i“must” di questa importante missione all’estero allaquale hanno già aderito i rappresentanti dei piùqualificati “motori del turismo nautico italiano”.Massimo Bernardogennaio 2013 - 43


nautica / porto&diportoAl prossimo Salone Nautico“Sapore di Mare”per evitare la deriva“Lacrisibrucia le speranzedelle nostre aziende.Bisogna fare squadraper fronteggiare l’emergenzasviluppando l’Associazione anchecon l’allargamento della baseassociativa peraltro già avviato”.Anton Albertoni presidente di UCINAConfindustria Nautica all’Assembleagenerale convocata presso la prestigiosaFondazione del Corriere dellaSera a Milano non va per il sottile:“Lo scenario sullo stato del compartoè drammatico e non ha precedentinella sua storia. Dobbiamo faresquadra e tracciare le linee guida delnostro futuro associativo trovandonumeri adeguati”.Già 34 aziende si sono dissociate,vuoi per ristrutturazioni, vuoi percessata attività mentre la situazionericalca quella di 12 anni fa. Lievi incrementinell’export e costante contrazionedel mercato interno con unfatturato globale che segna un -57%(-82% per il mercato domestico) con-42% degli addetti.Bastano questi numeri, dunque,per capire l’entità della crisi che hacolpito il comparto. Una crisi allaquale bisogna poter e saper risponderecon terapie adeguate, con nuovestrategie ma soprattutto con l’impegnodi tutti: non solo quelli del mondoimprenditoriale ma, soprattutto quellod iuna politicanon sufficientementepresenteper rilanciare il comparto.Altro “busillis” è il Salone NauticoInternazionale di Genova che perl’UCINA rappresentava circa il 60%delle sue entrate ma nella scorsaedizione si è registrata una perditadi circa il 40%.Quali sono, dunque, le strade dabattere per ridare slancio e più fortevisibilità alla nautica italiana?Si procede per gradi: da una parteavvicendando nella giunta esecutivadi UCINA Giovanna Vitelli (Azimut-Benetti) e Francesca Radice (SessaMarine) che restano nel direttivo, conMassimo Perotti (San Lorenzo) e AndreaRazeto (F.lli Razeto-Casareto)e Andrea Pirro (SNO Yachts) qualedelegato regionale per la Sardegnamentre si allarga il direttivo con altridue membri Barbara Amerio (Permare)per il gruppo Unità rigide a motoree Maurizio Selva (Selva Marine) per ilgruppo Produzione di motori marini,dall’altrapresentandoa grandi linee le strategie peril nuovo Salone supportate da attenteanalisi e studi di Cermes Bocconi,dell’Osservatorio Nautico nazionalee dell’Università di Genova che sarà“ristrutturato” in linea con le mutatecondizioni di mercato sia riguardoalla durata che agli spazi espositiviprivilegiando il lato mare.Ed in questo senso il renderingprogettato dallo studio Caliari eAssociati di Milano profuma già dimare e, se realizzato, rivoluzionerebbegran parte dell’attuale waterfrontfieristico lanciando così una vera epropria sfida mirata al rilancio internazionaledella nautica italiana che aGenova, non fosse altro che per tradizione,ha la sua migliore vetrina.Il progetto prevede la valorizzazionedel lato mare con l’ampliamento di44 - gennaio 2013


Fuori dagli schemi e con pochi sorrisi l’Assemblea Generale dell’UCINAaffronta i grandi temi della crisi: si rinforza il Consiglio, si avvicendala Giunta esecutiva, si progetta il nuovo Salone genovese, ma per gliimprenditori restano pesanti gli interrogativi sul futuro del mercato.superficiespositivee preallestite per circa 15.000mq., lo spostamento verso ponentedel flusso principale dei visitatoricon la creazione di un nuovo percorsofronte mare attraverso pontili galleggianti,la collocazione dei motoryachtnell’area della nuova Marina,dove saranno disponibili soluzioniallestitive anche a due livelli su banchinae un corrispondente spazio supontile galleggiante.Ma il vero obiettivo di UCINA è lariduzione dei costi di partecipazioneper gli espositori, sia diretti cheindiretti e l’adozione di soluzionitecniche infrastrutturali per renderele aree espositive sempre più accessibili.Un’assemblea “fiume” nella regionepiùaffollata di imprenditorinautici nel paesecontraddistintasi dal “sapore dimare per evitare la deriva”. Relazionie interventi e votazioni a rafficasenza soste dalle 10 del mattinofino al tardo pomeriggio per cercareda una parte la giusta terapia perrisanare le ferite (n.d.r. anche finanziariedell’Associazione), dall’altraper adottare nel complesso bilanciopreventivo nuove “economie di scala”tentando di salvaguardare i postidi lavoro, ma con tanti pesanti segnimeno nelle varie voci di spesa.Prioritario su tutto, però, per UCI-NA che, malgrado tutto ha chiuso ilbilancio in pareggio, resta il problemadi far “cassa” e qui il discorso sifa complicato a fronte della pesantecrisi che ha colpito le aziende associatee non. Un problema ancor piùgrave nel clima natalizio che però nonè riuscito a rasserenare gli animi deitantiimprenditoripresentiprobabilmente,come tanti altri “colleghi”di altri comparti, vessatida una pesantissima pressionefiscale, dall’eccessivo costodella manodopera ma, soprattutto,dalla stagnazione del mercato.Da qui si spegne l’euforia delle tantegioiose assemblee degli anni passatilasciando il passo a meno sorrisie ai tanti, troppi interrogativi aiquali oggi l’industria nautica italianadovrà saper rispondere per restare agalla quando il Salone nautico internazionaledi Genova, rinnovato nellestrutture e nella ospitale gestionedi espositori e pubblico, potrebberappresentare l’unico “salvagente”in un mare sempre più tempestosodove a tracciare la rotta della ripresanon può essere certamente il solo“Comandante” Albertoni con il suobravissimo team, ma il “mercato”,oggi incorrompibile “giudice” che èin grado di sancire, senza fare sconti,la fine o la rinascita della nauticaitaliana.Massimo Bernardogennaio 2013 - 45


nautica / porto&diportoTrofeo Campobassola vela a Napoli crescee supera ogni aspettativaDopo la terza e decisiva giornata di regate vince un austriaconella categoria under 16 e un polacco nella categoria cadetti.Il concorrente più lontano arriva dalla RussiaUn vento di tramontana di intensitàpari a 6 – 7 nodi hapermesso lo svolgersi di treprove per la categoria Juniores e dueper i Cadetti nella terza ed ultima gior-Vecchia sia per il successo della manifestazione,decretata dall’incredibilepartecipazione di concorrenti, sia perl’ottimo lavoro svolto da tutto il personaledel Circolo a partire dai marinai chehanno prestato una impeccabile assistenzaa mare sino al personale di salache ogni giorno si è preso cura dellecentinaia di ospiti. “La ventesima edizionedel Trofeo Marcello Campobassosi è svolta nel migliore dei modi, con unvento - nell’ultima giornata - finalmentepresente sulla rada di Santa Lucia. Siail numero di partecipanti che quello dinazioni iscritte hanno battuto tutti i recorddelle precedenti edizioni e questorisultato ci ha dato un’enorme soddisfazione.Come sempre un grazie ainostri sponsor: Banco di Napoli S.p.A.,Berna, Ferrarelle, MN Metropolitana diNapoli S.p.A. e Original Marines senzai quali tutto questo non sarebbe maistato possibile”.Ecco dunque il podio per la categoriaUnder 16: a portarsi a casa il TrofeoMarcello Campobasso è David Lucan(AUT 1080) dell’Union Yacht Club Breitenbrunn.Balzo in classifica per la Svizzera.Si posiziona inaspettatamente alsecondo posto Damian Suri (SUI 1618)dello Swisse Sailing Team e al terzoAthanasopoulos-Yogo Telis (GRE 202)del N.A.O.V. Podio tutto al maschiledunque e duello “in rosa” tra Mara Turin(SLO 228) e Paula Igual (ESP 1919)per la conquista della Targa d’argentoIrene Campobasso. A spuntarla è laCampionessa europea che si posizionaal quarto posto. Al quinto la spagnola.Bisogna arrivare all’ottavo posto perleggere il primo nome italiano, quello diArianna Passamonti del Tibi Sail. Nonbene per i portacolori del Circolo Savoia:tutti concludono purtroppo lontanodai primi posti. Questo invece il podioper la categoria Cadetti: primo postoper Abramowicz Pawel (Mos Ssw Ilanatadel Trofeo Marcello Campobasso.La classica regata internazionale ad invitodel Circolo Savoia organizzata nelGolfo di Napoli, riservata alla ClasseOptimist, ha visto coinvolto, in questastraordinaria edizione, oltre trecentotra le più forti giovani promesse dellascena sportiva della vela italiana edestera provenienti da 28 nazioni. Nonci sono stati sostanziali capovolgimentiin testa alle classifiche delineate neiprimi due giorni di gara. Le quattro proveper la categoria Juniores e le tre perla categoria Cadetti hanno decretatoinfine i vincitori 2013 premiati nella tradizionaleCerimonia del Circolo Savoiasvoltasi alle 17 nella Sala delle Colonnedel Reale Yacht Club Canottieri Sa-voia alla presenza dell’Assessore alloSport del comune di Napoli GiuseppinaTommasielli. L’Assessore ha ribaditol’importanza della vela, in una cittàcome Napoli: “La vela è uno sport puro,portatore di valori sani; uno strumentoimportante per questa città, lo sport èunione, caduta delle barriere e arricchimento.Per questo motivo il Comune diNapoli punta su questo sport ed è statofelice di patrocinare questa manifestazione”.Soddisfatto e orgoglioso il Presidentedel Circolo Savoia Pippo Dalla46 - gennaio 2013


wa), piccola promessa della vela polaccache si era posizionato al quartoposto in classifica provvisoria. Al suodebutto al Campobasso il concorrenteaustriaco ha sconfitto i 44 concorrentibalzando al primo posto dopo le dueottime prestazioni dell’ultimo giorno diregate. Secondo posto tutto italianocon Gabriele Centrone (Centro Velico3V); lo segue sul terzo gradino del podioLaszlofy Levente (Sve) che confermala posizione delle gare precedenti.Premiati anche i due concorrenti piùgiovani tra i Cadetti: Cengizhan Ozcan(Bodrum Spor Kulbu) della Turchia pergli uomini e Giorgia Cingolani (ClubNautico Senigallia), “baby velista” tra ledonne. Vince il premio intitolato alla memoriadel giudice internazionale BrankoStancic, per il concorrente provenientedal club più lontano, il russo KonstantinNeiman di Chelyabinsk (Russia), un paesinoa confine con il Kazakistan. Neimanper presenziare al Trofeo MarcelloCampobasso ha percorso 3.763 km. IlPresidente Dalla Vecchia ha poi chiusocon un monito per la prossima edizione:“Questa manifestazione cresce diedizione in edizione; ci ritroviamo a superareogni anno le nostre aspettativema, alla luce delle difficoltà affrontateper ospitare gli oltre 300 concorrenti,è evidente che nel 2014 è necessarioper l’organizzazione trovare una soluzionealternativa al porticciolo di SantaLucia e la sua struttura, Circolo Savoiacompreso, per questo Trofeo, ad oggiuno degli eventi di punta del calendariointernazionale della vela napoletana.Abbiamo un lasso di tempo considerevoledavanti a noi per prendere unadecisione a riguardo”. Cosi saluta i 308partecipanti il Presidente Dalla Vecchiafissando l’appuntamento per la prossimaedizione del Trofeo Campobasso.Riccardo Russogennaio 2013 - 47


nautica / porto&diportoIl Nord Adriatico puntasul turismo marittimoAl via il 21 e 22 marzo 2013 a Trieste la prima edizionedi Adriatic Sea Forum, evento annuale internazionalededicato al turismo via mare nell’AdriaticoOffrire agli operatori legati aicomparti crociere, traghetti enautica (vela e motore) chehanno nell’Adriatico la sola o una delleproprie aree di attività un’occasione diincontro, dibattito e approfondimentosul turismo via mare dell’area dandoun contributo concreto allo sviluppodelle loro attività. E ancora, contribuiread assegnare all’Adriatico quel ruolo diprotagonista tra le zone geografiche aforte vocazione turistica in Europa cheesso merita in virtù della presenza dioltre 150 destinazioni costiere interessateda movimenti turistici.Questi, in sintesi, gli obiettivi principalidi Adriatic Sea Forum, il nuovoevento annuale internazionale dedicatoal turismo via mare nell’Adriatico legatoai settori crociere, traghetti e nautica(vela e motore) ideato da Risposte Turismo- società di ricerca e consulenzaa servizio della macroindustria turisticafondata e presieduta da Francesco diCesare - in programma giovedì 21 evenerdì 22 marzo 2013 presso il Palazzodei Congressi della Stazione Marittimadi Trieste. Francesco di Cesare haillustrato a Porto&diporto rispondendoad alcune domande.Un format innovativo per un eventointernazionale dedicato ad unamacro regione, come nasce l’ideadell’Adriatic Sea Forum?“L’Adriatico è uno straordinario tesorodi eccellenze paesaggistiche, naturali,storico-artistiche. Un comprensorioche dovrebbe essere in testa nelleclassifiche mondiali per destinazionedei flussi turistici, ma che ancora nonriesce ad esprimere completamente ilsuo potenziale a causa di una lungaserie di disattenzioni. Nell’Adriaticosono presenti numerose forme di turismovia mare: barche a vela e a motore,crociere, traghetti e aliscafi. Tuttavianon esistono occasioni di approfondimentoe di incontro a disposizione deglioperatori – pubblici e privati – impegnatinell’organizzazione e gestione diattività legate alla domanda turistica intale spazio: porti, società di navigazione,amministrazioni pubbliche, cantieri,società di charter, agenzie marittime,tour operator e agenzie viaggi, consorzidi promozione turistica. Adriatic SeaForum vuole pertanto colmare questo48 - gennaio 2013


vuoto ed essere un’occasione di aggiornamento,di crescita professionale,di confronto tra colleghi ed operatori diciascun comparto oggetto del Forum.L’obiettivo è quello di offrire una letturainternazionale della destinazione turisticaadriatica che possa individuare lechiavi giuste per promuovere tale areanell’interesse collettivo di operatori eGoverni di tutti i Paesi bagnati da questomare”.Ritiene che dalla due giorni di Triestepossano scaturire indicazioniper una promozione più incisiva suimercati internazionali?“È senz’altro uno degli obiettivi delForum, peraltro al centro della sessioneplenaria di apertura. Ragionare,cioè, su quale sia l’approccio miglioreper promuovere l’area e puntare adottenere risultati alla portata e miglioridi quanto finora acquisito: da un latolasciando a ciascun Paese e singolalocalità una totale autonomia nell’ambitodi un gioco competitivo, dall’altrodefinendo fin dove possibile linee comunid’azione che, nel rispetto delle lineed’azione di ciascuno nonché di unasana competizione, possano consentiredi attirare in Adriatico una nuova domanda,nuovi investimenti, nuove opportunità.La scelta di mettere al centrodel Forum le diverse forme di fruizioneturistica via mare apre ad un numeroconsiderevole di temi da affrontare, adalcuni dei quali è stata data priorità perquesta prima edizione, lasciandone perle prossime molti altri. La presenza direlatori internazionali con diversa esperienzacontribuirà ad arricchire il valoredella discussione che speriamo animeràla due giorni di lavori, e proprio suitemi della promozione, della concorrenza,della fiscalità, degli investimenti,dell’attenzione dell’Europa a quantoavviene e potrà avvenire in Adriaticosiamo certi potranno prodursi riflessionie ragionamenti particolarmente utili e ingrado di ripagare i presenti della sceltadi seguire i lavori del Forum”.Adriatic Sea Forum è organizzatoquest’anno in partnership con TurismoFVG,l’agenzia regionale prepostaallo sviluppo turistico del Friuli VeneziaGiulia, che sta portando avanti un progettolegato alle Stazioni nautiche dellaregione, forma di accoglienza ulterioreper i turisti che arrivano dal mare, e conla collaborazione di Trieste TerminalPasseggeri.Adriatic Sea Forum sarà il primo appuntamentoa riunire in un’unica occasionetutte le forme di turismo via maredell’Adriatico, affrontando tematichetrasversali a sette nazioni (Albania, Bosniaed Erzegovina, Croazia, Grecia,Montenegro, Italia e Slovenia), per untotale di 25 regioni che insistono sulledue sponde dell’Adriatico.Nel corso della due giorni di lavoroverranno affrontati temi quali le politichedi promozione turistica legate almare attuate da ciascun territorio coinvolto,l’andamento dei traffici passeggerigenerati dal passaggio di navi dacrociera e traghetti nei principali scalidell’area, così come dal turismo nautico,gli investimenti in corso in ciascunodei comparti analizzati e le dinamiche ele ricadute economiche e occupazionalisui rispettivi territori.L’evento consentirà inoltre a tutti ipartecipanti di aggiornare le proprie conoscenzeed informazioni sui fondi e iprogetti europei a supporto dell’economiaturistica in Adriatico e di rafforzarela propria azione di networking entrandoin contatto con nuovi operatori in uncontesto internazionale.Il programma del forum prevede duegiorni di studio e confronto con sessioniplenarie dedicate ad alcuni deigrandi temi legati al turismo via marenell’Adriatico e sessioni parallele di approfondimentosu specifiche tematichedi interesse.All’interno di Adriatic Sea Forum verràinoltre presentato e consegnato atutti i partecipanti Adriatic Sea TourismReport, il primo report di ricerca trasversaleai settori crociere, traghetti enautica da diporto dedicato al turismovia mare dell’Adriatico e verrà presentatoil nuovo portale nautico del FriuliVenezia Giulia ideato dall’Agenzia TurismoFVG.FDCgennaio 2013 - 49


nautica / porto&diportoCertificare il refittingper rilanciare l’usatoLa forte e perdurante crisi del mercato nautico nonvede schiarite all’orizzonte e di riflesso è entrato incrisi anche quello dei posti barca. Quando sono statiprogettati i porti marina che oggi compongono l’offerta nazionaledei posti barca vi era una richiesta di gran lunga superioreall’offerta. Oggi che sono realizzate le infrastrutture, ed altreancora sono in fase di realizzazione, esempi significativi inCampania sono Marina di Vigliena a Napoli e Marina d’Arechia Salerno, non solo manca il flusso di nuove immatricolazionima non si riesce ad intercettare la clientela delle altre marinein quanto cresce la tendenza di tenere le barche a seccoper lunghi periodi. Ma per invertire la tendenza e rimettere inmoto l’economia nautica il jolly potrebbe essere il parco usatoparte del quale passerebbe dai rimessaggi terrestri al marecon beneficio per tutto il settore. Porto&diporto ne parla conSalvatore De Angelis, AD di Sorrento Yachting Services.Secondo lei il mercato è fermo anche per la questionefiscale?Assolutamente si. Si potrebbero auspicare dei miglioramentidella normativa o quantomeno degli alleggerimentiper quanto riguarda le barche di una certa età, la vetustà delbene attualmente viene considerato fattore che determina illusso, discorso ugualmente delicato è quello dei posti barca.Tornando al mercato: quasi calma piatta. Ma è fermo,anche quello dell’usato?La crisi investe tutto il settore. Ma si potrebbero pensarenuove strategie per rimettere in moto le cose. Prima di tuttodare il giusto valore alle barche usate. Ogni barca dovrebbeessere periziata in modo opportuno per darle un valore realee concreto in relazione agli anni trascorsi, alla tipologia e dicome è stata usata l’attrezzatura, solo da un’attenta analisicompleta si può dire il reale valore di una barca. Quantopiù ci si avvicina al valore reale della barca tanto più si puòtrovare una fascia di persone disposta ad investire su unaimbarcazione datata, logicamente non parliamo delle barchestoriche.Attualmente esiste un meccanismo di certificazioneper i lavori di refitting?No. In realtà ci si è sempre basati sul concetto che nellavita dell’imbarcazione e quindi anche dopo operazioni diricondizionamento, l’imbarcazione subisce i soliti controlli diroutine, ma ciò non basta ovviamente ad evitare sorprese adun possibile acquirente.Qui entra in azione la vostra attività di controllo e certificazione?Vede uno delle più diffuse opinioni è quella secondo la qualei soldi spesi per una barca usata non si riprenderanno maipiù. Niente di più sbagliato. In presenza di un meccanismo dicertificazione del valore non solo si “calmierebbe” il mercatoma il prezzo rimarrebbe un punto di riferimento per valutazionifuture. Ovviamente l’operazione diventa interessante seconsiderata nel suo complesso. Con una squadra di giovaniingegneri formati ad hoc seguiamo le operazioni di refit conmolta attenzione in modo da poter certificare anche la qualitàdei lavori effettuati. Ci occupiamo scrupolosamente di tutte lefasi. Iniziando dal cantiere che dovrà effettuare i lavori, questodovrà avere precisi requisiti in quanto con noi operanosolo strutture certificate e che hanno particolare attenzioneall’ambiente. Poi per tutta la durata del refit garantiamo lasupervisione dei nostri ingegneri nel cantiere. Infine tutto vienecertificato da un Ente accreditato. In questo modo i soldispesi in cantiere diventano patrimonio della barca!Quindi qualità e sicurezza della barca sono garantiteda un Ente di Certificazione?Esatto. La certificazione sia dei soldi spesi sia dell’attentaanalisi del percorso fatto per il refit, può essere di garanziae tutela di chi compra. Ma i benefici della certificazione sonopiù immediati dell’ipotesi di vendita. Fare un’assicurazione suuna barca che è stata ricondizionata ma controllata duranteil refit chiaramente può avere il vantaggio di determinarel’esatto valore da assicurare e perché no, semmai spuntarecondizioni vantaggiose.Quale Ente emette le certificazioni?L’Ente che effettua il controllo sulla qualità dei lavori effettuatie sulla nostra supervisione certificando il tutto è il Quality& Security, il secondo ente per numero di certificazioni dopoil RINA.mdc50 - gennaio 2013


aziende / porto&diportoTradizione artigianaleper un “must” del ben vestireEspressiva, coerente, scaramantica.Dal taglio alla cucituraogni passaggio tiene contodella curata e meticolosa tradizionesartoriale partenopea. Tanto da esserericonosciuta nel 2009 da Class comemigliore cravatta al mondo. E adessoUlturale, con i tre, sette, dieci e dodicipieghe, si prepara a sbarcare sui mercatiemergenti, come la Corea del Suded i paesi iberici, grazie a El Corte Inglés,la più importante catena di grandimagazzini in Spagna, presente anchein Portogallo. Porto&diporto ne parlacon Giancarlo Auriemma, presidente eresponsabile commerciale di Ulturale.“Il raggiungimento di questa intesacon una delle più importanti cateneal mondo rafforza la nostra presenzaall’estero e premia la politica di internazionalizzazionedel brand. Oggi siamopresenti in diversi Paesi tra l’Europa el’Asia, in punti vendita esclusivi che giàci stanno dando grandi soddisfazionida un punto di vista commerciale. Vistoil gradimento riscontrato dalle nostreproduzioni dalla clientela estera, proseguiremocon la nostra strategia certidi entrare in nuovi e importanti mercatiesteri”.Quale è la chiave del vostro successo?Il nostro brand è il frutto di oltre mezzosecolo di esperienza nel settore dellamoda maschile e della volontà fare diuna cravatta “oggetto del desiderio” daparte di cinque amici: io, Enzo Ulturale,Sergio Crispino, Ciro Esposito e MassimoMassaccesi.Come nascono le vostre produzioni?Creare cravatte che si fanno notare,apprezzare, senza mai eccedere, benconsapevoli di rappresentare il primobiglietto da visita dell’uomo, rimanendofedeli ai principi di uno stile italianoche però non vuole chiudere gli occhidi fronte alle mutazioni del gusto di unaclientela internazionale.Quali tecniche adottate?Le cravatte Ulturale sono tagliate econfezionate a mano con la cura e lameticolosa precisione proprie dell’antica,quanto attuale, scuola sartoriale napoletana.La qualità dei tessuti insiemeall’accurata manifattura rigorosamenterealizzata nei quattro, talvolta cinque oanche sei passaggi a mano, ne fannooggetti esclusivi, di altissimo prestigioe valore, prodotti in numero limitato anchesu misura, con la scelta diretta dellestoffe, sia per il tradizionale modellotre pieghe che per le raffinate sette,dieci e dodici pieghe.Perché le cravatte Ulturale sonodiventate un “must”?L’alta qualità dei tessuti in seta jacquard,garza di seta, seta stampata ekashmire, vengono selezionati tra lepiù antiche e prestigiose tessiture estamperie italiane ed inglesi. Dal ricamoin oro alle soluzioni più discrete, daltessuto speciale ai dettagli nascosti.Per eventi, club, aziende, Ulturale è lacravatta giusta per esprimere uno stile,una tradizione. Astucci, scatole raffinate,pratici ed eleganti shoppers, completanoun’attenzione particolarmentecurata e sobria, nonché adeguata allostile del target di riferimento.Quanto incide la “napoletanità”sulla vostra filosofia?La “Tiè!”, una delle nostre collezionipiù apprezzate in assoluto, è frutto propriodella nostra attenzione alla tradizionepartenopea. Si tratta di una cravattasettepieghe in pura seta, realizzata daesperti artigiani che al suo interno celaun amuleto portafortuna in preziosocorallo. Questo accessorio ha saputosin dal suo lancio conquistare consensianche tra i più scettici, ma semprepatiti dell’eleganza. Ad ottobre, invece,abbiamo lanciato la “TriKorno”, di altissimoprofilo artigianale che, medianteun preziosissimo cornetto tricolore inmateriali pregiati, intende richiamareai valori della coesione e dell’unità nazionalein un momento particolarmentedelicato come quello che stiamo attraversando.Eduardo Cagnazzigennaio 2013 - 51


aziende / porto&diporto2013: ottime prospettiveper la moda italianaAnalisi sull’andamento della moda in Borsa 2012:l’Asia e il lusso italiano dominano i listiniDall’analisi dei risultati di borsadelle Aziende della Modae del Lusso quotate a livellomondiale nel 2012 e dall’analisi degliindici Pambianco Fashion in Europa,USA e Asia, emergono alcuni risultatiscontati ed altri sorprendenti.Scontato è che l’indice che è cresciutodi più è il Pambianco FashionAsia, con uno scoppiettante +98,6%.Sorprendente è che il secondo indiceper crescita sia il Pambianco FashionEurope, nonostante la crisi perdurantein Europa, con un +13,1%. L’indicePambianco Fashion USA, infine avanzadel 4,3%. In termini comparativi,rispetto agli indici generali, il lusso nel2012 ha sovraperformato in Asia, conun +98,6% rispetto al +22,9% dell’indiceHang Seng.Anche in Europa l’indice fashion hafatto meglio rispetto all’Eurostoxx 50:+13,1% contro +11,2%.Solo negli USA ha fatto peggio, conun +4,3% rispetto al +7,3% del DowJones. Sorprendente è anche che duedelle prime quattro azioni che hannofatto registrare la migliore performancenel 2012 siano italiane. Prada è primacon un +112,7%, Michael Kors è secondacon un +88%, Movado è terzacon +72,9% e subito a ruota BrunelloCucinelli con un +72,4%.Migliori e peggioriin EuropaMiglior titolo in Europa è proprio BrunelloCucinelli dall’alto del suo +72,4%.Segue a ruota Inditex (+66,9%) e SalvatoreFerragamo con un +60,5%. Faun po’ specie vedere che dei primi tretitoli in Europa in termini di performancedue siano aziende italiane ed una spagnola,i paesi che probabilmente hannomaggiormente sofferto la crisi nell’ultimoanno. La verità è che in termini dibusiness queste aziende sono ormaiglobali e poco baricentrate sui mercatidomestici che stanno soffrendo. Peggiorititoli in Europa Mulberry, con un-20,2% e Antichi Pellettieri (-14,3%).Migliori e peggioriin USAMiglior titolo americano è MichaelKors (+88%) che nel 2012 ha messoa segno risultati davvero clamorosi intermini di crescita e utili. Per il 2012l’Azienda si aspetta ricavi tra 1,86 e52 - gennaio 2013


Interno Negozio Monobrand Salvatore Ferragamo Abu Dhabi1,96 miliardi di $, rispetto ai 1,3 miliardidel 2011 e un utile per azione compresotra 1,48 e 1,50$ rispetto agli 0,79$di un anno fa. Medaglia d’argento perMovado (+72,9%). L’Azienda con sedea Paramos, New Jersey, è cresciuta nel2012 trainata dalle collezioni a marchioproprio Movado Bold, Sport Chronographe Series 800 e dai marchi in licenzaCoach, Hugo Boss, Tommy Hilfiger eLacoste. L’utile per azione si è attestatoa 1,40$ contro gli 1,15$ di un anno fae gli 1,27$ stimati dagli analisti. Podioper GAP (+69,5%) che beneficia del lavorodel nuovo Ceo Glen Murphy, cheha tagliato i negozi poco performanti, siè focalizzato sul prodotto puntando sul“dna Gap” e ha beneficiato della limitataesposizione in Europa (solo il 6% deiricavi) a fronte di una forte crescitain Cina. Tutto ciò condito anche daun aumento dei dividendi per gli azionisti.Menzione speciale per PVH Corp.(+56,1%) che possiamo ormai considerarea tutti gli effetti un nuovo polodel fashion globale. Dopo le acquisizionidi Calvin Klein e Tommy Hilfiger,infatti, nel 2012 il gruppo ha acquisitoanche Warnaco, candidandosi a diventareuno dei gruppi leader nel fashionoltreoceano. La performance del titolodimostra come anche gli investitori apprezzinola strategia di crescita di questonuovo polo. Peggiori titoli in AmericaGuess (-12,8%) e Tiffany (-12,4%).Su Guess pesa la forte presenza nelmercato europeo mentre su Tiffany lestime al ribasso per il 2012, guidate daun mercato americano ancora in convalescenza.L’Asia trascinail MondoStar del 2012, come visto, è Prada,con una performance straordinaria(+112,7%). L’Azienda guidata da PatrizioBertelli, d’altronde, continua ainanellare risultati strabilianti: nel terzotrimestre 2012 ha ancora una voltastracciato le stime degli analisti conuna crescita del fatturato del 33% a792 milioni di € e un utile in aumentodel 57%.Molto bene anche Fast Retailing(+59,2%). Il colosso giapponese continuanello shopping oltre confine. A fineanno ha rilevato dal fondo Star AvenueCapital l’Azienda di jeans wear americanaJ Brand. Oggi il portafoglio delgruppo annovera, oltre a Uniqlo, anchei marchi Helmut Lang, Theory, Comptoirede Cotonniers, Princesse Tam-Tam ed appunto J Brands.ProspettiveIl 2012 è stato dominato da due driverfondamentali: l’Asia con i suoi consumatoriche fungono da motore deiconsumi e i Marchi del Lusso Europei,con gli italiani Prada, Cucinelli e Ferragamosugli scudi. Anche per il 2013 ilbinomio Asia – Marchi del Lusso europeidovrebbe continuare.I consumatori asiatici continuerannoa trainare i consumi, sempre più ancheattraverso il turismo.I Marchi del Lusso dal canto loro dovrannoavere sempre più una geografiadelle vendite bilanciata, in modo danon essere violentemente esposte alleoscillazioni di questo o quel mercato,ma dovranno anche dotarsi delle opportunerisorse finanziarie per coglierele opportunità di un mercato globale. Inquesto senso gli esempi dei neo-quotatiPrada, Cucinelli, Ferragamo, MichaelKors, che sono state le star della Borsanel 2012 sono esempi più che significativi.In rampa di lancio ci sono Monclere Pianforte Holding (Yamamay e Carpisa)con Borsa Italiana che si apprestaa diventare fulcro per la Moda e Lussoa livello mondiale.Fonte: PAMBIANCO Strategie diImpresagennaio 2013 - 53


turismo / porto&diporto54 - gennaio 2013


aziende / porto&diportoCerreto Sannitaun suggestivo borgofucina di giovani impreseCittà d’arte con le sue dimore storiche e le sue bottegheceramiche. Città legata all’enogastronomiae all’olivicoltura di qualità. Una meta per gli amantidella cultura e delle arti, ma allo stesso tempo aperta cittàaperta alle nuove tendenze ed a quelle emozioni che scaturisconodai cinque sensi quando ci si lascia attraversare dallesensazioni e dagli stimoli che la Valle del Titerno offre. Unicacittà, Cerreto Sannita, dove hanno sede un museo della ceramicatradizionale, quella dell’arte contemporanea, dell’artesacra, dell’arte contadina e prossimamente perfino dell’archeologia.Una città medioevale rasa al suolo dal terremotodel 1688 e ricostruita con strade a maglia a scacchiera chela fanno somigliare al centro storico di Torino; una peculiarità,coniugata all’accoglienza turistica e alle sue radici storiche,che ha reso possibile l’assegnazione della BandieraArancione rilasciata dal Touring Club chel’ha inserita tra i borghi più suggestivid’Italia. Un territorio dove la gastronomiaè l’espressione dellaricca tradizione culinaria cheper secoli hanno costituitoil cibo di pastori e contadinie gli oliveti, ricordaCaterina Meglio,responsabile dellaCamera di commercioitaliana in Canadae delegata al Marketingterritoriale delcomune di Cerreto,trovano l’habitat idealeper una produzionedi qualità. E per talemotivo, un paesaggioolivicolo da tutelarecome patrimoniodell’Umanità, sottolineaPasquale Santagata,sindaco dellacittà che ha ospitatoil mese scorso l’unicatappa campana diGirolio, la manifestazioneideata dall’Associazionenazionalecittà dell’olio non soloper promuovere evalorizzare i territoriolivetati di qualità delPaese e ad avvicinarel’extravergine algrande pubblico ma,soprattutto, per sensibilizzaregli organi nazionalied europei, deputati a definire le politiche economichedel comparto, a salvaguardare un patrimonio di assoluta eccellenzae un alimento che rappresenta il principale protagonistadella cucina italiana. “Il nostro olio è il frutto prezioso dellapassione e del lavoro, seguendo tradizioni che si tramandanoda secoli”, afferma Antonio Parente, presidente dell’OlivicolaTiterno ed imprenditore alberghiero. “Noi scegliamo il meglioche la terra ci dona, gocce d’oro che profumano di campagna,che si sposano agli svariati piatti tipici del territorio eche formano un connubio di sapori insuperabili”. Anche perquesto negli ultimi anni - affermano Antonio Bello e GiuseppeBorzano, rispettivamente amministratore e socio del FrantoioOleario Sannita - si moltiplicano gli sforzi per promuovere unamigliore conoscenza dell’autentico extravergine, un “prodottoche, purtroppo, trova difficoltà ad imporsi su un mercatosaturo contrassegnato da prezzi allaportata delle tasche dei consumatori epertanto di qualità inferiore”. Qualè dunque la strada da seguireper non disperdere questoimmenso patrimonio cheproduce reddito ancheper l’indotto che vi staattorno? “Certamentel’innovazione dei processiper una produzionecertificata e l’internazionalizzazione,oggi indispensabileper competere e darevalore alla qualità dellavita” aggiunge PasqualeGiordano, giovaneamministratoredell’Oleificio Sant’Anna,che nell’azienda difamiglia porta anche ilvalore aggiunto del risultatocui perviene lasua tesi di laurea sulletecnologie dei cicliproduttivi dell’olio. E’proprio la qualità dellavita dei cittadini chesta spingendo l’amministrazionecomunalead investire sulla promozionedel territorio:arte, tradizioni, gastronomiae cultura,un unico filo per unturismo di qualità tuttol’anno.Eduardo Cagnazzigennaio 2013 - 55


turismo / porto&diportoIl turismo in Germaniada gennaio a ottobre 2012Forte aumento dell’incoming dall’Italia nei primi dieci mesi del 2012Anche nel 2012 l’Italia ha continuatoa essere per la Germaniaun mercato incomingdagli sviluppi molto positivi. Secondo lestatistiche governative ufficiali, nei primidieci mesi dell’anno appena terminato ipernottamenti degli italiani in Germaniahanno fatto registrare un nuovo record,con un aumento del 6,6 per cento rispettoallo stesso periodo del 2011.Considerando che i viaggi all’estero degliitaliani, come segnala IPK International,sono purtroppo calati globalmentedel 5 per cento e aumentati invece del4 per cento verso la Germania, si puòdedurre che la destinazione Germanianel 2012 si è ulteriormente consolidatasul mercato italiano.La crescita è stata generata principalmentedai viaggi per vacanze. Comeindicano i dati relativi ai singoli Ländertedeschi, soprattutto le mete statisticamentepiù frequentate dai viaggiatoriitaliani hanno potuto registrare aumenticonsistenti. La sola capitale Berlino tragennaio e ottobre 2012 ha visto aumentaredel 12,3 per cento i pernottamentidegli ospiti italiani. Anche la Baviera, ilLand tedesco percentualmente più visitatodagli italiani, archivia una crescitanei pernottamenti del 5,7 per cento. NelBaden-Württemberg, cui appartengonola Foresta Nera e città intensamentefrequentate come Stoccarda, Friburgoo Baden-Baden, nel periodo consideratosi è registrato un aumento degliitaliani nella misura del 5,5 per cento,mentre l’Assia con Francoforte, metropolisempre più popolare tra i viaggiatori,ha generato una crescita dei pernottamentiitaliani pari al 7,8 per cento. Ottimii risultati complessivi per il turismoverso la Germania.In generale, il turismo verso la Germaniasta conoscendo uno sviluppopositivo come non mai. I dati statisticiufficiali indicano che nei primi diecimesi del 2012 le strutture ricettive conpiù di 10 letti hanno registrato un totaledi 59,8 milioni di pernottamenti di ospitistranieri, equivalenti a una crescita del8,3 per cento rispetto allo stesso periododell’anno precedente. Questo significache la Germania anche nel 2012 siconferma come una destinazione moltoapprezzata dai visitatori di tutto il mondo.Già a ottobre i pernottamenti degliospiti stranieri avevano quasi raggiuntola soglia dei 60 milioni, un successomai registrato fino ad oggi.Trend dinamico dall’EuropaI dati più recenti diffusi da IPK Internationalindicano che la destinazioneGermania sta conoscendo uno sviluppoparticolarmente positivo rispetto adaltre mete di viaggio. Nel quadro europeo,l’evoluzione dell’incoming tedescorivela una crescita fortemente dinamica.Infatti il numero dei viaggi deglieuropei in Germania, secondo le stimedi IPK International, nei primi otto mesidel 2012 risulta incrementato del 7 percento, mentre globalmente i viaggiall’estero degli europei sono aumentatisoltanto del 2 per cento.Crescita costante dai Paesi confinantiDopo i record registrati dall’incomingtedesco nel 2010 e 2011, anche i primidieci mesi del 2012 hanno conosciutoun ottimo sviluppo, tanto che per la destinazioneGermania si profila un nuovoprimato di pernottamenti per l’intero2012. Circa il 75 per cento dell’incomingtedesco è generato dal forte mercatoeuropeo, al quale da gennaio a ottobre2012 vanno ascritti quasi 45,3 milionidi pernottamenti. Gli aumenti più consistentiderivano dai Paesi confinanti,primo tra tutti l’Olanda. Il mercato piùimportante per l’incoming tedesco faregistrare un aumento costante del 2,5per cento rispetto all’anno precedentee nei primi dieci mesi del 2012 ha generatopoco meno di 9,9 milioni di pernottamenti.Sulla base dei trend attuali,IPK International ha riscontrato che iviaggi in Germania degli olandesi sonoaumentati del 4 per cento, mentre complessivamentei loro viaggi con destinazioneestero hanno fatto registrare una56 - gennaio 2013


crescita del 2 per cento. Ciò significache la Germania nel 2012 ha ulteriormenteconsolidato il suo primato comemeta estera più amata dagli olandesi,attestandosi per la sesta volta comedestinazione principale per il mercatooutgoing dell’Olanda. Anche laSvizzera, secondomercatoinordi n ed’importanzaper l’incomingtedesco, continuaa svilupparsi molto bene e contribuisceall’aumento del volume dei pernottamentiin Germania con un significativo9,6 per cento.Cospicui aumenti dall’Europa settentrionaleAi successi dell’incoming tedescoha contribuito anche la Gran Bretagna,alla quale va attribuita una crescita deipernottamenti in misura del 5,1 percento. Secondo i dati di IPK International,i viaggi degli inglesi con destinazioneGermania sono aumentati del 5 percento, assai più della crescita genericadei viaggi all’estero compiuti dai cittadinibritannici che rispetto all’anno precedentenon supera +1 per cento. Notevoleanche l’apporto della Danimarca,che si conferma un mercato dai volumiconsistenti con un aumento del 10 percento nei primi dieci mesi del 2012; intale periodo i pernottamenti danesi inGermania sono stati circa 2,5 milioni.Ancora crescite sovraproporzionalidai Paesi BRIC e dagli Stati del GolfoGli aumenti più significativi sono statiquelli fatti registrare dalla Russia edalla Cina. Per entrambi imercati si parla diuna crescitasuperioreal 20p e rcento. Cina eRussia sono ancheal primo postoper i viaggi motivatidallo shopping nelladestinazione Germania.Da gennaio a settembre2012 i viaggiatoriprovenienti da questi duePaesi hanno contribuito per il54 per cento circa al totale delfatturato di vendite duty-free. Perla prima volta, anche i visitatoriprovenienti dagli Stati arabi del Golfosono aumentati sensibilmente, facendoregistrare una crescita del 29,4 percento con oltre un milione di pernottamentinei primi dieci mesi del 2012. Iviaggiatori provenienti da questa regionedel mondo si distinguono per lospiccato potere d’acquisto. Secondo ilWorld Travel Monitor di PK International,nel 2011 ciascuno di loro ha spesoper il viaggio in Germania una media di3.850 Euro, a fronte dei 511 Euro spesimediamente dai viaggiatori europei.Per il 2013 le prospettive appaionopositive a livello mondiale e prevedonoun’ulteriore crescita della propensioneai viaggi. Un sondaggio svolto da IPKindica che il 28 per cento delle personeinterpellate intende compiere almenoun viaggio all’estero nel corso dell’anno,possibilmente anche più di uno. Ciòequivale a un aumento del 5 per centocirca rispetto ai dati del 2012.Chi siamoLa DZT (Deutsche Zentralefür Tourismus) è l’Ente NazionaleGermanico per il Turismo(ENGT). La sua sede principaleè a Francoforte sul Meno.Su incarico del Ministerodell’Economia e della Tecnologia(BMWi) si occupa dirappresentare la Germaniain quanto meta turistica, e aquesto scopo il Parlamentotedesco ne ha decretato ilfinanziamento da parte delMinistero. L’ENGT sviluppae diffonde strategie e prodottiper estendere ulteriormentel’immagine positiva delle destinazionituristiche tedescheall’estero e per promuovere iflussi turistici verso la Germania,avvalendosi anche delle sue30 sedi di rappresentanzaa livello mondiale.Fabrizio De Cesaregennaio 2013 - 57


turismo / porto&diportoLavoro: nuove opportunitàcome consulenti di viaggioDa Cartorange - Viaggi su Misura, una propostainconsueta per dare nuovo slancio al turismo culturaleUno sbocco nuovo e inusualeper i laureati in materie umanistiche,in particolare per gliarcheologi. È il settore dei viaggi, omeglio dei Viaggi nel Tempo, la nuovalinea di itinerari tematici dedicati alturismo culturale promossa da CartOrange– Viaggi su Misura, azienda dellavendita diretta che cerca candidati conun curriculum incentrato in materie storiche,che abbiano tanta passione peri viaggi.«Conoscere bene la storia e i suoisegreti è per noi un elemento preferenziale,anche se non l’unico, per diventareconsulente di viaggio – affermaGianpaolo Romano, ad di CartOrange- Compito dei consulenti CartOrangeè proporre itinerari cuciti su misura inbase alle esigenze dei clienti, per scoprireluoghi insoliti o per rivederne altrigià noti con occhi diversi». Si tratta, insomma,di un’opportunità professionaleinteressante per i laureati in materieumanistiche: una strada di certo pocobattuta per chi sceglie questo percorsodi studi, ma che sembra essere unarisposta alla crescente difficoltà nel trovareun impiego. Il quadro lavorativo inItalia, come fotografato anche nell’ultimorapporto Censis di dicembre 2012,è tutt’altro che roseo, soprattutto per ineo-laureati in materie umanistiche.Nei primi sei mesi dell’anno il numerodegli occupati ha registrato una flessionedello 0,3%. E a risentirne sembranoessere soprattutto i giovani: trail 2010 e il 2011, mentre l’occupazionein Italia cresceva, anche se di poco, ilnumero dei lavoratori con meno di 35anni diminuiva del 3,2%, segnandouna contrazione di 200mila unità. Peril 2012 il quadro peggiora, visto chesolo nel primo semestre sono stati bruciatipiù di 240mila posti di lavoro destinatia giovani (-4% rispetto all’annoprecedente). Le situazioni più critiche,secondo l’Istat, sono proprio quelle deilaureati nei corsi triennali e biennali dilettere e filosofia, con tassi di disoccupazionesuperiori al 40%. CartOrangevende viaggi su misura e il suo bilancioè in attivo, in controtendenza rispettoal settore, grazie a proposte di qua-58 - gennaio 2013


lità. Dopo aver chiuso il 2012 con unaumento del giro d’affari del 5%, ripartecon slancio nel 2013 per migliorarsiancora. «La figura del consulente diviaggio, che CartOrange ha portato inItalia nel 1999, è la naturale evoluzionedel tradizionale agente – spiega Romano-Grazie alla formazione della TravelAcademy, scuola interna a CartOrange,i nostri Consulenti sono costantementeinformati ed aggiornati su tutti gli aspettidell’attività, affinché possano avereuna preparazione completa, un’ottimaconoscenza del settore viaggi, delledestinazioni e delle ultime normativein materia turistica». Da quest’anno èstata attivata, all’interno della TravelAcademy, la nuova qualifica “SpecialistViaggi del Tempo”, con corsi dedicatiad approfondire la conoscenza degli itinerariculturali, che prevedono non soloviaggi accompagnati da un archeologo,ma anche lezioni preparatorie via webda casa. Un passo ulteriore per i laureatiin materie umanistiche che diventanoconsulenti di viaggio è l’opportunitàdi progettare, a loro volta, nuovi Viaggidel Tempo, magari per gli argomenti ole zone che conoscono meglio. «Maprima è importante conoscere la nostrafilosofia e il nostro modus operandi,poi si diventa autori e accompagnatoridi nuovi itinerari alla scoperta di luoghipoco conosciuti o per vedere quelli giànoti sotto una luce diversa» aggiungeRomano.CartOrange - Viaggi su misura. CartOrange(www.cartorange.com) è la piùgrande azienda di Consulenti per Viaggiare®,attiva in Italia da oltre dieci annicon più di 400 professionisti e svariatefiliali sul territorio nazionale. Conoscenzaapprofondita del viaggiatore, studiominuzioso di ogni destinazione, visiteperiodiche presso le strutture alberghieree formazione costante sono alcunidegli ingredienti che permettono aiConsulenti per Viaggiare® di CartOrangedi proporre ai viaggiatori esperienzeuniche e su misura.Stefania Verganigennaio 2013 - 59


eventi / porto&diportoDue e quattro ruote rigorosamentedal passato e tutteitaliane al 100%. Ferrari,Maserati, Lamborghini, moto Morini,Bugatti, De Tomaso, Ducati, oltrea collezioni di auto e moto d’epocacome quelle di Mario Righini, Panini,Stanguellini, Best Auto: sono soloalcuni degli espositori che sarannopresenti alla prima edizione di “MotorGallery”, a ModenaFiere il 25 e26 maggio, per presentare il megliodi un grande patrimonio, tutto madein Italy.Non poteva essere che Modena, laCapitale dei motori, con il suo contestomotoristico unico al mondo a ospitareun’iniziativa come “Motor Gallery”: unamostra mercato di auto e moto esclusivamenteitaliane, con circa 350 espositori,su 25.000 mq espositivi. Museistorici e musei ufficiali di case automobilistiche,oltre alle più importanticollezioni di privati saranno a ModenaFiereper dare sfoggio della storia edella bellezza di decine di auto e motodi prestigio.Club privati e scuderie, oggettistica,stampe, quadri, modellismo e cimeli,registri d’auto, ricambisti di auto emoto, e ancora spazi dedicati ai singoliper vendita ed esposizione: questo etanto altro a “Motor Gallery” 2013. Incontemporanea, sempre a Modena-Fiere, si svolgerà il “Mercatino vendoscambio”,dove collezionisti e compratoripotranno fare affari su oltre 15.000mq di spazio open.Fino al 2 giugno, all’interno di MotorGallery, sarà poi possibile ammirarela grande mostra “SS9, Via Emilia, lastrada dei motori” dedicata alla MotorValley dell’Emilia Romagna. In un padiglionedi 1500 mq verranno esposteper la prima volta le migliori auto emoto realizzate in Emilia Romagna,da Piacenza a Misano Adriatico, fino aigiorni nostri: Ferrari, Maserati, Lambor-60 - gennaio 2013


ghini, moto Morini, Bugatti, De Tomaso,Pagani, Dallara, Ducati e altre ancora.Sono inoltre previste diverse mostrecollaterali, tra cui una di auto Barchettache hanno fatto la storia dell’automobilismoitaliano.“Motor Gallery” si svolge grazieall’importante sostegno di Promo edella Camera di Commercio di Modena,mentre la collaborazione con l’APTEmilia Romagna è volta a promuoverel’evento all’estero.La mostra scambio si colloca poinell’ambito della quattordicesima edizionedi “Modena Terra di Motori”, la piùimportante manifestazione automobilisticaitaliana “en plein air”, a Modenadal 23 marzo al 2 giugno: una serie diesposizioni e iniziative nelle piazze delcentro storico e il Memorial Banca Popolaredell’Emilia Romagna, con garedi regolarità su parte del percorso chefu il circuito storico cittadino di Modena.Inoltre il Museo Casa Natale EnzoFerrari sarà location di una sezionedella mostra e favorirà la promozionedell’evento.“Motor Gallery” mette in mostra laproduzione italiana, fatta di aziende,di tecnici, designer e imprenditori chehanno costruito l’immagine del nostropaese nel mondo e continuano a farlo.La mostra scambio ha scelto Modenacome sede in quanto capitale mondialedei motori, città che ha dato i natalia uomini come Vittorio Stanguellini,Scaglietti, Enzo Ferrari - alla cui CasaNatale è stato dedicato il Museo inauguratolo scorso anno - oltre al MuseoFerrari di Maranello.Un patrimonio protagonista di unoscenario internazionale, in grado di richiamarela presenza di collezionisti ecompratori stranieri, perché l’interessedel mercato estero nei confronti delleauto e delle moto italiane rimane moltoforte anche in questo periodo di recessione.Modena con Motor Gallery vuolediventare il salotto buono del motorismostorico italiano.Giacomo Canarsagennaio 2013 - 61


libri / porto&diportoLa forza dell’amoreNon c’è nulla di più bello della vita e nulla di più sacroquando essa è fecondata dall’amore, l’unico, verosentimento che ancora può salvare e santificare ilmondo.Ne sono prova, avida ed avvolgente, questi racconti, orarapidi e folgoranti, ora lenti e decantanti, che assecondanoi ritmi delle stagioni, dei sogni, dei desideri, racchiusi nelloscrigno segreto del proprio cuore. Non c’è nessuno spazio,nessun tempo, che non possa essere illuminato dall’amore,anche se questo sentimento richiede continuamente di esserealimentato, di essere messo alla prova, perché non è maidefinitivamente acquisito. Allora intervengono gli anni, che potrebberodirsi di prima linea nella vita, che aiutano, insegnanoa capire. E questo è, nellasua sostanza più profonda,un libro che vuole aiutare avivere, senza però alcunacondizionante pretesa pedagogica:la scuola è quellache s’impara vivendo, magaricon l’aiuto e il sostegnodi chi quella vita continuaa provarla e riprovarla conla passione e la meravigliache essa sempre richiede achi voglia davvero coglierlaper intero. Questi raccontisi propongono, allora, comecompagni di viaggio e di avventuradi un’esperienza, dacondividere nel nome di uncomune destino, che meritadi essere assecondato sempre,per il bene di tutti queivalori positivi che rendono lavita davvero degna di esserevissuta.Molti di questi raccontisono esplicitamente dedicatiall’amore, all’incontrodi due persone che sentononascere dentro di loro questosentimento così ineffabileed intenso da non poteressere controllato dalla lucidafreddezza della ragione.L’autrice ama raccontare lascoperta dell’amore, quelmomento straordinariamentepoetico in cui tutto si annullae si esalta nella felicità dello stare insieme. Allo stessotempo, tuttavia, ella non rinuncia a rappresentare il risvolto, sidirebbe, talvolta prosastico che la passione assume, quandorischia di essere ingabbiata in una struttura che non le appartiene,perché la sovrasta senza senso, facendole perdereintensità e profondità. E sono, invece, soprattutto questi dueelementi che si ricercano in una vita in due, di cui la Coccia sisofferma, con accattivante penetrazione, a cogliere le pause,le riprese nel respiro restituito del proprio uomo. Si tratta, infondo, di quella quotidianità, che non va respinta bensì vissutain ogni minimo momento, nella preziosità di un attimo, chepuò divenire miracolosamente eterno.Un contrappuntocentrale di questolibro è rappresentatoda un epistolario,che l’autricesente di dover dedicareal dio dellasua vita: quell’amorevissuto, perduto;quell’amore di altritempi; quell’amoreancora da viverefino in fondo; maanche quell’amore, che hanome amicizia, sentimentovivo e durevole che la nostrascrittrice prova e condivide eal quale dedica alcune dellepagine più intime del suo epistolario,nel segno di una complicità,che non riguarda solole creature femminili viventima si estende naturalmentealle donne baciate dal sacrofuoco dell’arte e della poesia:Elisabeth Barret Browning,Emily Dickinson, Alda Merini.Gli ultimi racconti sono dedicatialla Scuola, passionedi una donna, che le ha dedicatotutta l’attenzione e tuttol’amore possibili, soprattuttonello scambio di quell’energiavitale che solo i giovani, glistudenti, sanno regalare a chisa veramente capirli e istruirliper la vita. Riaffiorano cosìmomenti indimenticabili, legatia personaggi, a situazioni, talvoltadifficili, talvolta amabili,che rinviano a un vissuto chenon potrà mai essere rimossoma che continuerà invece afar parte di un’esperienza irripetibilee carica di significatiinsospettabili. A volte, noi professori,oltre che insegnare, impariamo e ci nutriamo di quellaforza che i giovani sanno trasmettere, sempre ricordando cheanche noi siamo stati un po’ come loro.Ed è, alla fine, una primavera del corpo e della mente chequesti racconti intendono soprattutto custodire e trasmetterea una umanità, che rischia spesso di sprofondare in unaprematura vecchiezza dello spirito. La Coccia riesce così araggiungere il suo scopo grazie alla forza di quella parola,che, se fosse più ascoltata e letta, potrebbe davvero aiutare ilmondo a vivere, risarcendolo di quella parte di esistenza chetalvolta manca.Francesco D’Episcopo62 - gennaio 2013


English summaryGRIMALDI GROUP NAPLESNEW BARCELONA TERMINALThe foundation stone of Grimaldi Naples newterminal was laid at Muelle Costa in the port ofBarcelona on January 14. The terminal will have a15 year concession with the possibility of a further7 year extension. The 63,000 sq. meter terminalwill consist of a 3 floor 3,750 sq. meter building, apavemented open area and three fingers for disembarkingpassengers from ship to terminal. Theterminal will be able to handle 3,600 passengers atthe same time. Offices, shops and a restaurant areincluded. The terminal will support Grimaldi’s servicesto and from Barcelona and especially thoseof “motorways of the sea”.RINAIN ABU DHABIRINA has won the contract to set upand advise Tasneef the first public classificationentity in the Arab world whichwill be based in Abu Dhabi.The three contract has a value of 3,5million US$ although it is expected to bethe first step in a long term cooperation.60% of the world’s sea transport passesthrough the region. RINA and Tasneefwill carry out 44 classifications for newbuilds and existing vessels.TRIESTE DISAPPROVESOF GASIFYING PLANTPort traffic continued to grow in all sectorsin 2012 with 411,247 teu handled,4,60% more than in 2011. The TriestePort Authority has not approved the constructionof a gasifying plant to be built inthe port. Government institutions, unions,other authorities and port operators membersof the authority also disapproved.The Minister for the Environment will nowdecide if the necessary connecting gas pipelinewill interfere with shipping.novembre 2011 - 63


English summarymake the port part of the Helsinki/Valetta European corridor.GIOIA TAUROCONTAINERS AND RAILGATEWAYGioia Tauro is once again Italy’smost important container port handling2,720,000 teu in 2012, an 18,5% increaseover 2011. The port also handled145,121 vehicles, 33,92% more than2011. The port’s increased business resultsmainly from further MSC calls withULCCs. Gioia Tauro has now asked fortenders for building a rail gateway at acost of 40 million euros financed 50/50by the private sector and EU which willRIVALTA SCRIVIAINTERPORT INVESTSIN COLD STORAGEThe Interport at Rivalta Scrivia has investedin a cold storage food facility tocomplement the already existing storageof dry goods, room temperature storageand products destined for supermarkets.The Interport believes that the food sectorincluding frozen food will expand overthe next few years. Currently the Interporthandles 300,000 tons of food productsand occupies 80,000 square meters ofstores of which 60,000 meters is dedicatedto maintained temperatures which occupy20% of the stores and maintain temperatureswhich vary from +8° to -25°.INTERNATIONALCULTURE FORUM FORNAPLES THIS SPRINGFinally after many years Naples, is tostage its UNESCO forum dedicated tothe city’s cultural heritage and patrimonyin addition to peace, solidarity andenvironmental friendliness. The eventswill be held at Santa Chiara and at theZapata palace. Our own Porto&diportoin collaboration with Università TelematicaPegaso will produce and distributea special publication.64 - maggio 2012


Noleggio autoe furgoniper aziende e privatiNoleggio autoe furgonia breve e lungo termineper aziende e privatia breve e lungo termineLe Nostre Sedi:via Caracciolo 10,80122 Napoliinfo: 081 66 17 79info@b-rent.itb-rent.itvia M. Serao snc80029 S.Antimo (NA)info: 081 833 34 16Le Nostre Sedi: via M. Serao sncinfo: 081 833 34 16(NA)S.Antimo 80029b-rent.itinfo@b-rent.it80122 Napoli10,Caracciolo viainfo: 081 66 17 79


GRIMALDI GROUPShort Sea ServicesTangeriBarcellonaValenciaTriesteGenovaRavennaSavona AnconaLivornoCivitavecchiaSalernoPorto TorresBrindisiCagliariPalermoTunisiTrapaniMaltaCataniaBarCorfùIgoumenitsaPatrassoPireoHeraklionTripoli / Al KhomsBengasiMerci al sicuro, autisti a riposo e tanto risparmio.Alla velocità ci pensiamo noiScoprila carta vincente !ROTABILI • CONTAINER • PASSEGGERI • CARICHI SPECIALIla tua carta relax di bordo ti offresconti fino al 40%!puoi utilizzarla a bordo presso:Ristoranti, Bar, Wellness center,Fitness center, NegoziINFO & PRENOTAZIONI+39 081.496.777 • cargo@grimaldi.napoli.ithttp://cargo.grimaldi-lines.com

More magazines by this user
Similar magazines