acta ordinis fratrumminorum - OFM

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XXV«SPIRITO DI ASSISI»1. Lettera della Conferenza della FamigliaFrancescana per il 25° dello spirito diAssisiCHIAMATI A CAMMINARESUI SENTIERI DELLA PACEA tutte le Sorelle e a tutti i Fratelli della FamigliaFrancescana,il Signore vi dia la Sua Pace!È con grande piacere che vi scriviamo inoccasione del 25° anniversario della storicagiornata di preghiera e digiuno celebrata inAssisi il 27 ottobre 1986. Questo speciale avvenimento,che stiamo preparando da più di unanno, vuole essere nel contempo ricordo dellabella celebrazione tenutasi un quarto di secolofa e opportunità per rinnovare il fervore dellanostra vocazione Francescana che ci sfida acamminare sulle orme di Gesù alla maniera diFrancesco e Chiara.Il significato più profondodella celebrazioneLo stesso Papa Giovanni Paolo II, nel suodiscorso di apertura della celebrazione dellospirito di Assisi venticinque anni fa ha detto:«Ho scelto questa città come luogo per lanostra Giornata di preghiera per la Pace per ilparticolare significato dell’uomo santo qui venerato– san Francesco – conosciuto e riveritoda tanti nel mondo quale simbolo di pace, riconciliazionee fratellanza».Durante la recita dell’Angelus del 1° gennaio2011, Papa Benedetto XVI ha annunciato:«... nel prossimo mese di Ottobre, mi recheròpellegrino nella città di san Francesco, invitandoad unirsi a questo cammino i fratelli cristianidelle diverse confessioni, gli esponenti delletradizioni religiose del mondo e, idealmente,tutti gli uomini di buona volontà, allo scopo difare memoria di quel gesto storico voluto dalmio Predecessore e di rinnovare solennementel’impegno dei credenti di ogni religione a viverela propria fede religiosa come servizio perla causa della pace».Il tema della celebrazione del 27 ottobreche avrà luogo quest’anno ad Assisi è: Pellegrinidi verità, pellegrini di pace. Noi, sulleorme di Francesco e Chiara, e quali pellegrini,siamo chiamati a camminare sul sentiero dellapace per pregare e digiunare per la giustizia nelnostro mondo e per entrare in dialogo con glialtri nello sforzo di scoprire modalità creativee nuove per realizzare la pace ai nostri giorni.La celebrazione originaria del 1986 ha catturatol’immaginazione del mondo perché essaha riunito insieme i leader religiosi di così tantetradizioni diverse in un’atmosfera di dialogoe di preghiera nella ricerca della pace. I partecipantierano stati invitati ad andare nel luogoin cui Francesco trascorse gran parte della vitasua in comunione amorevole con Dio. ComeFrancesco, essi sono stati invitati a pregare ardentementeper la pace e ad entrare, attraversola pratica del silenzio, del digiuno e del pellegrinaggio,in uno spirito di preghiera sincera.La preghiera ha permesso a Francesco di porsidavanti a Dio in spirito di verità.La preghiera lo condusse alla purificazioneinteriore e a una maggiore comprensione erispetto degli altri. Lo spirito di Assisi ci fa ricordareche, come Francesco e Chiara, la preghieraè un elemento essenziale per la ricercadella pace; ci fa ricordare, anche come per idue santi di Assisi, essa deve portarci a dedicarela nostra vita alla ricerca della pace secondomodalità concrete ed efficaci.La risposta dei seguaci diFrancesco e ChiaraLa lettera del 1987 della Conferenza dellaFamiglia Francescana in occasione del primoanniversario dello spirito di Assisi si domandava:«... come possiamo noi, figli e figlie diFrancesco, essere ancora, dovunque viviamo,autentici testimoni di pace?». Per rispondere,dobbiamo in primo luogo rimuovere tutti gliostacoli alla pace e all’armonia nella nostra vitadi comunità. Se non riusciamo ad affrontarei problemi che emergono nel contesto della nostravita fraterna, non riusciremo ad affrontarei problemi che emergono nella società. Dobbiamotrovare mezzi concreti per promuovereuna migliore comunicazione e modi efficaci


174 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2per risolvere i conflitti e favorire con prontezzala condivisione della vita di coloro che sonopoveri e indifesi.Secondo, come hanno fatto Francesco eChiara, anche noi dobbiamo affrontare i problemidel nostro tempo e scoprire i modi concui Dio ci chiama a costruire la pace nel nostromondo oggi. Francesco non ha soltanto pregatoper la pace ma ha lavorato attivamente peraffrontare i conflitti e rappacificare le persone.Le storie del lupo di Gubbio, di Francesco edil Sultano, del vescovo ed il podestà di Assisi,di Arezzo e di Perugia, tutte servono perevidenziare il grande desiderio di Francescodi promuovere la pace, che egli riteneva fosseun compito affidatogli da Dio. Noi dobbiamorenderci conto dell’urgenza, da parte nostra, diaffrontare i problemi dei nostri tempi.Ci rendiamo conto che, nel corso degli ultimi25 anni, il mondo è molto cambiato. Se nonaltro, la condizione degli uomini e delle donnedi oggi è ancora più drammatica rispetto aquella del 1986. Di nuovo, dobbiamo “leggerei segni dei tempi” in modo chiaro ed efficace.Sono emerse condizioni nuove che minaccianol’unità del genere umano, il suo benesseree la sua stessa esistenza. Esse contestano lacapacità della Chiesa e della nostra FamigliaFrancescana di essere segni efficaci di unità.Movimenti popolari per la libertà stannoavendo grande influsso all’interno di moltipaesi cambiandone il panorama politico. Lecatastrofi naturali hanno portato distruzione esofferenza e sollevato domande sconcertantisul futuro sviluppo scientifico ed economico.I cambiamenti climatici stanno provocandograndi disagi alla vita e alla sopravvivenza dimolti popoli e contribuiscono in modo eminentealla crescente crisi ambientale che stiamofronteggiando. I grandi movimenti di popoliche attraversano i tradizionali confini geograficidanno origine a conflitti e minaccianola stabilità della società. Esiste un crescentesenso di urgenza affinché siano create o rafforzatevie di dialogo interculturale allo scopo dipromuovere la pace, la riconciliazione, la curadel creato, e lo sviluppo umano integrale.Invito da celebrare ad Assisi ein tutto il mondoIn questo contesto invitiamo la FamigliaFrancescana a celebrare questo importanteanniversario. L’evento ad Assisi sarà sicuramentestimolante e trasformante. Però nontutti possono essere presenti ad Assisi. Siamoconsapevoli che nel corso degli ultimi 25 annimolti di voi hanno portato avanti delle celebrazionilocali dello spirito di Assisi. Vi invitiamoa continuare questa pratica e incoraggiamo altresìtutti, fratelli e sorelle, a vistare il sito webpreparato dalla Commissione Romans 6 (cfr.http://spiritodiassisi.wordpress.com/) I materialiche qui si trovano sono stati preparati invarie lingue ed offrono una informazione dibase sull’evento e suggerimenti per la preghierao altri raduni. Utilizzateli in modo creativonel vostro paese, all’interno del vostro Istituto,regione, fraternità locale, parrocchia o scuola,in tutti i luoghi in cui siamo presenti comeFrancescani.L’opera di pace deve essere promossa atutti i livelli della società, e la nostra presenzafrancescana in contesti così diversi è un’occasioneperfetta per portare avanti questo lavoro.Nello spirito di Francesco, invitiamo i leaderdel nostro mondo a cercare le vie del dialogo,della nonviolenza e della pace (cfr. La Letteraai reggitori dei popoli, scritta da Francesco nel1220).Franciscans International, la nostra presenzaalle Nazioni Unite, è un esempio di comenoi, come famiglia, abbiamo lavorato per influenzareil nostro mondo. Continuiamo acercare dei mezzi concreti per promuovere lagiustizia, la pace e la salvaguardia del creato.Fratelli e sorelle, possa questa celebrazionedel 25° anniversario dello Spirito di Assisi essereun’opportunità per tutti noi di rinnovare ilnostro impegno per la vita evangelica propostada Gesù Cristo. Che noi, come Francesco eChiara, possiamo essere consumati dall’amoreper Gesù, per tutta l’umanità, e per la nostrasorella, la Madre Terra.Roma, 26 giugno 2011Fr. José Rodríguez CarballoMinistro Generale OFMFr. Marco TascaMinistro Generale OFMConvFr. Mauro JöhriMinistro Generale OFMCapFr. Michael HigginsMinistro Generale TOREncarnación del PozoMinistro Generale OFSFr. James PuglisiMinistro Generale AtonementPresidente di turno CIF-TOR


XXV «SPIRITO DI ASSISI» 1752. Giovanni Paolo II e la città di Assisi1. Marco TascaMinistro generale OFMConvLa città di san Francesco ha vissuto e haproposto al mondo, nonché agli stessi francescani,momenti di particolare intensità storica,religiosa, civile e sociale. In questo suo esistere,fondamentali sono state le figure dei papi,iniziando da Gregorio IX, in visita per la primavolta ad Assisi il 26 maggio 1228. Vi tornòpochi mesi dopo, il 16 e il 17 luglio, quandocanonizzò san Francesco e poi benedì personalmentela prima pietra dell’erigenda chiesasepolcrale, ad ovest della città. Nel 1235 èancora Gregorio IX a consacrare l’altare cheGiovanni Paolo II definirà «cattedra di Pace».Da allora, fino ad oggi, diciassette sono statii papi che hanno voluto soffermarsi a pregaree ad affidare l’umanità a san Francesco. Maè evidente che fu Giovanni Paolo II, da quellasua prima tappa, nel 1978 a voler indicare conforza alla Chiesa, all’Italia, al mondo, la straordinariaricchezza del nostro Fondatore.Con gli incontri del 1986, del 1993 e del2002, in particolari e drammatici momentidella storia, Giovanni Paolo II ha operatouna scelta ben precisa: la ricerca di Pace nelcontesto più appropriato per arrivare al cuoredell’uomo e della società.Una domanda sorge spontanea: perché ritrovarsiin Assisi, perché pregare per la Pace?Credo perché il Santo d’Assisi è una figurauniversalmente amata da credenti e non credenti,da poveri e ricchi, da giovani e anziani.Ma soprattutto perché Francesco è capace diparlare, di edificare, di orientare senza offendere,e, in particolare, di parlare con la vita. Edè vero che il Papa, indicando Assisi, portandociad Assisi, ci ha spinto a immedesimarci inFrancesco, nei suoi sentimenti, nella sua visionedel inondo, degli uomini, dei problemi, e afarlo con la vita e non con le parole. Ad esserecioè, esistenzialmente, uomini di pace.2. José Rodríguez CarballoMinistro generale OFMNel salutare per l’ultima volta la sua cittànatale, Francesco vide che la sua Assisi sarebbediventata un punto di riferimento per tutto ilpopolo cristiano. Neppure il Poverello, forse,allora poteva intuire che un Papa – «venuto dalontano» – sarebbe stato colui che, oltre 700anni dopo, avrebbe dato un contributo importantealla realizzazione di quella profezia. ConGiovanni Paolo 1II, infatti, Assisi diventa il«simbolo della preghiera e della pace», «soggiorno»di uomini e di donne di ogni cultura,nazione e religione. Tutto questo, grazie ad unrapporto unico che si è venuto ad istaurare trala città di Assisi e il Papa polacco. Di tale rapportovorrei evidenziare tre momenti.Appena chiamato dalla divina Provvidenzasulla cattedra di Pietro, Papa Wojtyla avvertela necessità di una nuova nascita spirituale persvolgere il ministero petrino. Sceglie allora lacittà di Assisi per coinvolgerla nella sua missionea servizio della Chiesa universale, trovandoin Francesco il suo ispiratore e Patronoper realizzare il programma del suo Pontificato:aprire le porte a Cristo. Il secondo momentodi questo rapporto tra Giovanni Paolo IIed Assisi avviene il 27 ottobre 1986 con quel«gesto profetico e significativo» di convocaread Assisi i Capi delle religioni di tutto il mondo,per invocare assieme il dono della pace.Fu quel gesto una folata di vento di Pentecosteche diede nuovo impulso a tutta la Chiesa,significativamente a quelli – mi riferisco aiFrancescani – che furono gettati fin dall’iniziosulle strade del mondo per inaugurare un nuovostile di relazioni, fondato sul dialogo.Il terzo momento di questo singolare rapportotra una città e un Papa è segnato dall’urgenzadi farsi pellegrini ad Assisi, quandoguerre, disperazione, giornate buie, disorientamentirischiano seriamente di bloccare ilcammino dell’umanità. A quale scopo? Perritrovare ad Assisi la speranza di andare ancoraavanti. Perché questo rapporto singolaredi Giovanni Paolo II con la città di Francescoe di Chiara? Lo si è già capito, ma mi piacesottolinearlo. Non perché Giovanni Paolo IIè stato colpito dal fascino particolare di quelluogo, ma perché si era lasciato affascinaredalla vicenda evangelica ed umana di Francesco,«copia autentica, fedele, e perciò credibile,di Gesù Cristo».Sì, dal legame stupefacente del «signor Papa»con la città di Francesco e Chiara scaturisceun pressante invito alla sequela di Cristoe per noi Francescani un rinnovato impegno arealizzare la missione che Giovanni Paolo II ciaffidò nel suo primo pellegrinaggio ad Assisinel 1978: «siate servi del popolo [del Signore]con letizia, perché san Francesco vi ha voluti


176 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2servi gioiosi dell’umanità, capaci di accenderedappertutto la lampada della speranza,dell’ottimismo che trova la sua sorgente nelSignore stesso. Di esempio vi sia oggi e sempreil vostro, il nostro comune Santo Patrono,san Francesco di Assisi».3. Mauro JöhriMinistro generale OFMCapFin dal primo giorno da papa, GiovanniPaolo II aveva lanciato il suo invito alla pace:«Non abbiate paura. Aprite le porte a Cristo».Un invito a far pace perché Dio non toglie iregni del mondo, ma dona il regno dei cieli.Dona quello spazio più grande di vita che è ilCristo stesso, la Pace di Dio.Giovanni Paolo II, tra le tante città, per direal mondo la sua fede, per dire, soprattutto almondo dei credenti e dei cercatori di Dio, uominie donne, di culture e tradizioni religiosedifferenti, di pregare per la pace, sceglieva lacittà di Assisi. Facile intuirne il perché! Assisi,tutta la città, direi ogni angolo della cittàe dei suoi dintorni, custodisce la memoria vivadi san Francesco che da più di otto secolicontinua ad annunciare che solo il dialogo el’accoglienza del creato e delle creature di Dioconduce a far pace e, per chi vuole, a scoprirela Pace vera.Il Papa ritornerà altre due volte dall’ottobre1986 ad Assisi per pregare, nel 2002 con gliesponenti di diverse religioni dopo la distruzionedelle Torri gemelle di New York.Giovanni Paolo II ha scelto Assisi, ha sceltola semplicità di san Francesco, ha scelto la disarmanteumiltà di chiedere di venire a pregarecon lui, ha scelto di mettersi in fila con gli altriesponenti religiosi per dire profeticamente almondo intero che solo la Pace è il luogo dellapresenza di Dio. Un messaggio che nel passatoNovecento ha visto i suoi predecessori ridirecon altre parole dire che senza la pace tutto èperduto, che tutto è inutile strage.Un messaggio che ritorna nel magistero dipapa Benedetto XVI perché la pace sia assuntacome responsabilità universale da parte di tuttile fedi religiose. «Le religioni devono offrirepreziose risorse per costruire un’umanità pacifica».Per fare questo occorre parlare di paceal cuore dell’uomo, ad ogni cuore. Ciò che hafatto con instancabile novità e forte impegnoGiovanni Paolo II.4. Michael J. HigginsMinistro generale TORLa quinta Crociata fu messa in moto nel1213 dalla chiamata di Papa Innocenzo III,per recuperare alla cristianità Gerusalemme eil resto della Terra Santa. Quando san Francescoarrivò in Egitto nel 1219, nel mezzo dellacrociata, il Sultano Malik al-Kamil era il capodelle forze musulmane. Le fonti d dicono cheFrancesco attraversò le zone di guerra e i campimacchiati e insanguinati dai combattimenti,fiero di condividere la sua esperienza di unDio «pacifico» con questo guerriero in battaglia.Sebbene il sogno di pace del Santo non fucompiuto, il Sultano lo ascoltò e sviluppò unrispetto profondo per questo semplice uomo diDio. Forse questo è il vero miracolo: Francescoci ha mostrato come la pianta fragile dellapace può essere piantata anche in un suolo cheè intriso di diffidenza, odio e sangue.Non sorprende che Giovanni Paolo II, abbiascelto Assisi come luogo d’incontro con ileader delle religioni del mondo. L’intenzionedel Santo Padre era molto chiara, augurandosidi poter avere un giorno durante il quale i rappresentantidelle religioni del mondo potesseropregare nello stesso momento, secondo lapratica e il credo di ogni comunità di fede, perla pace nel mondo. La giornata di preghierasi concluse nella Piazza Inferiore dinanzi allaBasilica di San Francesco. Il Santo Padre sottolineòcome la giornata di preghiera e silenzioavesse fatto emergere due verità molto importanti.La prima era quella che la vita umana,dalla nascita alla morte naturale, è preziosae degna di rispetto e protezione. La secondache, forse, la vera pace «va ben oltre gli sforziumani, soprattutto nella presente situazionedel mondo, e che perciò la sua sorgente e realizzazionevanno ricercate in quella Realtà cheè al di là di tutti noi». È per questa ragione cheè importante che noi continuiamo a pregare elavorare per la pace. Il Papa concluse il suo discorsocon la preghiera che è attribuita spessoa san Francesco: «Signore, fa’ di me uno strumentodella tua pace..».Ci stiamo ora apprestando a celebrare il 25°anniversario di quello storico incontro. Sfortunatamente,vediamo come i sogni e le preghieredel Santo Padre siano lontane dall’esserestate realizzate. Su molti fronti sembra comese il mondo si stia muovendo ancora più lontanodalla via della pace e stia abbracciando


XXV «SPIRITO DI ASSISI» 177uno stile di vita che è marcato dalla violenza,dall’odio e dalla diffidenza. Piuttosto che rinunciarealla ricerca della pace e cadere nelladisperazione, siamo invitati per rivolgerci aDio nella preghiera. Questo, io credo, è statoil vero messaggio del Santo Padre nelle suefrequenti visite in Umbria ed alla città santadi Assisi. Come san Francesco fece nel XIIIsecolo, papa Giovanni Paolo II ci mostra comela fragile pianta della pace può essere piantataanche in una terra intrisa di diffidenza, odio esangue.Ci permetta di associarci a lui in quellostesso sogno e di pregare insieme «Signore, fa’di me uno strumento della tua pace...».Possa il Dio della pace benedirci tutti.[in San Francesco Patrono d’Italia, n.4(2011)48-52]3. Francisco de Asís: Una propuesta parauna vida más humanaDiálogo interreligiosoEl 27 de octubre de 1986, con intuición profética,el Papa Juan Pablo II convocaba en Asísa un encuentro de oración y de diálogo fraternoa varios responsables o líderes de las religionesmás importantes del mundo. Terminabaasí un época de desconfianza, de contrastes, deoposición y de contraposición. Encontrarse ydialogar entre los que creen en un ser superiorno era ya una Utopía.El 24 de enero de 2002, también en Asís,junto a la tumba del Poverello, el Papa invitabade nuevo a varios responsables de las diversasreligiones para orar, para dialogar, perosobre todo para buscar juntos formas nuevasde colaboración para la promoción y defensade los valores comunes y espirituales.Como eco de estos encuentros se han realizadomuchos encuentros a nivel local o zonalsiempre con el objetivo de una oracióncompartida, un diálogo y una comunión deintentos para construir un mundo más fraterno.La multiplicación de estos encuentros demuestrael deseo profundo de tanta gente debuena voluntad de construir relaciones máscercanas entre los hombres y las mujeres denuestro tiempo. Los lugares elegidos para estosencuentros favorecen y ayudan a crear unclima de amistad entre los miembros de estasasambleas dialogantes. Por ejemplo, en Madagascar,isla del Océano Índico, los hermanos yhermanas tienen este encuentro de diálogo enuna aldea de leprosos de los luteranos para fraternizary construir comunión con los últimosde este pueblo y en un diálogo ecuménico.Por qué en Asís, en la patria de FranciscoFrancisco es el hombre universal que encarnóen su breve existencia, y del modo másgenuino y simple, los valores del respeto alotro, del encuentro y del diálogo. Cada hombre,cada ser vivo es para él hermano y hermana.No juzga al hombre por lo que pareceser, sino por aquello que puede llegar a ser. Lacriatura es aceptada y respetada no solo por suutilidad sino sobre todo por la relación profundaque lo une a Dios, Padre de todos y que nosquiere a todos hermanados. De tal forma que«la madre tierra» con todos sus bienes resultatierra de Dios a disposición de todos los hombresy mujeres; todo pertenece a Dios, y todotiene que ser compartido entre los hombrescon justicia. Francisco de Asís viene de unafamilia rica: deja todo, quiere compartir conlos últimos, los leprosos, iniciando esta revoluciónfraterna.Algunas páginas de las Fuentes Franciscanaspueden ayudarnos a comprender este espíritufraterno y universal del Poverello.Francisco, volviendo de Siena se encuentracon un pobre; no dijo entonces al compañeroque caminaba con él: «Démosle una limosna»,sino que le dijo: «Hermano, tenemos que restituirel manto a este pobre porque es suyo.Nos ha sido prestado (por Dios) hasta que noencontremos otro más pobre que nosotros. Yono quiero ser ladrón» (2Cel 87).Todo pertenece a Dios y «si hoy hay hombres,mujeres, niños que mueren de hambre,hay sin duda asesinos»; es una expresión deun autor suizo.Otro ejemplo de las Fuentes Franciscanas:durante las cruzadas para la reconquista de loslugares santos, Francisco marchó con los cruzados;después, desembarcando, deja el ejercitoy desarmado, junto con un compañero, saleal encuentro del sultán de Egipto Melek-el-Kamel. Se da una acogida y un respeto mutuomuy hermoso. Francisco se presenta como elenviado del «Dios Altísimo», se declara «cristiano»y anuncia su fe, sin proclamar una cru-


178 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2zada; progresivamente descubre en el sultánun «místico» y un hermano «en la fe» en elúnico Dios; y el sultán a su vez descubre enFrancisco un «hombre cortés» y creyente. EnDamieta –lugar del acontecimiento- se realizóel milagro del encuentro entre dos personasmuy diferentes, un encuentro que tuvo lugar«sobre la orilla del otro», en el respeto a la diversidad,en el diálogo cortés, en el amor gratuito.Francisco había experimentado y descubiertoun nuevo modo de hacer misión: ir hacialos demás gratuitamente, sin esperar que losotros vengan a él (cf. 1Cel 57).Otro ejemplo que muestra la apertura demente y de corazón de Francisco es el comportamientoque sugirió a los Hermanos conrelación a unos bandidos: ¿qué hacer con unosmalhechores que, después de haber robado yhaber pegado a unos transeúntes inocentes,iban al convento a pedir limosna? Escuchandola lectura de esta historia, Francisco invita alos hermanos a ir al bosque a buscar a los bandidosllevándoles comida y alimentos; llamardespués a los «hermanos bandidos» y servirles«con caridad y bondad». Algunos de los bandidosse convirtieron y otros ingresaron en laOrden (LP 115).Ir a encontrar a los demás llevando pan yamistad, son dos cosas necesarias para vivir.Francisco invita a los suyos a que llamen hermanosa los bandidos. En efecto, en cada hombrepuede esconderse un pequeño bandido y unpequeño santo; un día se muestra el bandido,otro día el santo. De nosotros y de los demásdepende que desarrollemos o el bandido o elsanto. Trabajamos por acercamos a los demáscon simpatía, con empatía, con gratuidad.La gratuidad de la presencia«Gratuidad» es una palabra olvidada. Enun mundo en el que las verdaderas palabras de«salvación» son el dinero –nuevo ídolo-, el comercioy el provecho; en un mundo en el quetodo se mide por el interés, o la utilidad que sesaca, hacer algo sin ganancia alguna es una locura.La relación misma se mide con esta escalade valores. Hoy, una presencia gratuita, unencuentro gratuito resultan palabras proféticas,revolucionarias. Aceptar estar plenamentey gratuitamente junto al otro, sobre todo juntoal aislado, junto al pobre sin ninguna ganancia,sin mercantilizar la relación parece imposible.Por lo tanto nuestra existencia humana tienesentido y significado sólo relacionándose gratuitamentecon los demás: este es el amor verdadero.Para Francisco servir gratuitamente es unaexigencia, porque lo que somos, lo que tenemos,lo que hacemos, todo viene de Dios y todotiene que ser compartido; el ser, el tener, lascualidades espirituales y las riquezas del corazón,como toda clase de bienes, todo tiene queser compartido con todos, creyentes y no creyentes,buenos y malos. Hemos recibido gratuitamentela vida de los padres, tenemos queentregarla gratuitamente a los demás; ésta esuna existencia coherente que testimonia la vidaverdadera, sin necesidad de hablar mucho.Una existencia pacificada yserena construye la pazEl hombre de hoy está cansado de palabrasy no cree ninguna promesa ni política ni religiosa;está a la búsqueda de valores, a la búsquedade serenidad y felicidad personal, perose equivoca corriendo detrás de los placeresocasionales indefinidos y siempre nuevos.Suena la libertad como algo para saciar sus deseosde placer: «¡Soy libre porque hago lo quequiero!». No tiene en cuenta a los demás, nisus exigencias más interiores y más profundas.Se encuentra cada vez más solo, insatisfecho ysin la verdadera paz por dentro; su existenciaresulta cada vez más «enferma» e insaciable.Cree que es libre pero no sabe que hacer consu libertad; se siente cada vez más victima delos otros o incluso se siente instrumentalizado.No sabe que la libertad absoluta no existe.Basta pensar en nuestra vida: nadie nos pidiópermiso para nacer, no hemos escogidoa nuestros padres. Y al final de nuestra vidanadie nos preguntara cuándo y cómo salir deeste mundo.Francisco, por el contrario, nos presentauna existencia realizada, serena y pacificada.El es libre porque es capaz de abrirse y darsea los demás con simplicidad y sin miedos.Su libertad, orientada hacia Dios, le permitedesplegar lo mejor de su personalidad en lasrelaciones autenticas y directas con todos; ypara todos resulta un instrumento de paz. Nocree las muchas palabras y pide también a sushermanos que hablen sobre todo con el testimoniode una vida auténtica. Desde este puntode vista, el diálogo no es perder la propia identidadsino que es su confirmación y su realización.En efecto la relación vital y libre con los


XXV «SPIRITO DI ASSISI» 179demás es el camino más normal y más segurohacia una madurez humana, sin complejos nimiedos, porque ya no se tiene nada que perdero reivindicar, sino sólo que dar.O hacemos de nuestra existencia una luchapara conservarnos, con proyectos y estrategiasegocéntricas o somos capaces de abrirnos, entregarnosa los otros sin retorno, a través de undiálogo constructivo, haciendo de nuestra vidaun don sin pretender nada de nadie.Francisco cree en el hombreEl diálogo es posible, no es una utopía.Basta superar el miedo y la desconfianza queparalizan todo movimiento y toda dinámicahacia el otro. Hoy sentimos con fuerza y conrazones la tentación de encerrarnos cada vezmas, incluso escrutando espacios infinitos enlo cerrado de una habitación iluminada porInternet que proyecta imágenes del mundoglobalizado, pero el hombre está cada vez mássolo; nos faltan relaciones auténticas.El método de Francisco para encontrar alotro es antitético; consiste en salir hacia el otro–cualquiera que este sea- sin reservas ni sospechas.Ve en cada ser un posible amigo, hermanoo hermana. El nos enseña a arriesgar, a ir alencuentro del hombre, en su «territorio», en elbosque a los bandidos, en la corte al sultán...;nos anima a «atravesar la calle», como hizoel buen samaritano (Lc 10,30-37). El hombre,cada hombre no es solo lo que manifiesta haciafuera, en la superficie; su verdadera identidad,su verdadera imagen es aquella «interior» quea menudo es preciso sacarla de nuevo y liberarlade tantas formas de esclavitud. Existe, sinduda, dentro de nosotros una imagen muchomas bella de cuanto pensamos; somos más delo que aparecemos. Otras veces sólo una manoamiga y solidaria puede ayudarnos. Por eso, ennuestro vivir relacional no se trata tanto de hacersepreguntas sobre los demás, de clasificarlos,juzgarlos, temerlos..., sino de preguntarse:¿por qué no vamos hacia el otro? (¿que nos loimpide? O ¿por qué vamos sólo hacia los «semejantes»,los «amigos», los «simpáticos»? Sialguna vez hemos arriesgado sin éxito, no esuna razón suficiente para encerrarse. La vidabrota en la diferencia, en los diferentes, comoel hombre y la mujer; el diferente nos estimula,nos provoca a una vida nueva; ¡vale la penaarriesgar!La relación auténtica«El hombre existe sólo en cuanto relación».Vive y madura relacionándose. El hombre denuestro tiempo duda de las posibilidades deestas relaciones abiertas y universales; ya nocree en la palabra dada; dar confianza a unapersona (confiar en una persona) ¡es casi unalocura! Se funciona siempre con el móvil en laoreja, pero sin un verdadero empeño en la relación,sin ir en busca del otro; se tiene miedo.Francisco nos invita a crear una armoníarelacional autentica y sin ficciones. Encuentrala relación profunda consigo mismo, haciendo«explotar» todas las riquezas de su personalidad;presta atención al otro porque intuyesiempre lo positivo que hay en él. Todo le llevaa Dios. De esta forma, pacificado y unificadopor dentro no tiene dificultades para hacer detoda su vida un encuentro pacifico y dialogalcon cada hombre, con cada mujer de cualquierclase. Por fin había encontrado la amistad contodas las criaturas, una amistad interrumpidapor el pecado. Sabe incluso mirar con amistada la «hermana muerte», ya no le asusta: paraFrancisco «mirar la muerte de frente» significaampliar los horizontes de la vida; ahora sesiente verdaderamente libre, reconciliado consigomismo, con los demás y con Dios.***Es la utopía franciscana: una utopía másconstructiva y vital que tantas ideologías egocéntricas,cerradas, interesadas... Una utopíaque nos lleva a creer en la fraternidad universal,creer en la alegría de vivir relacionesverdaderas , autenticas, liberadoras y gratuitasque hacen mas humana nuestra vida, creer enel gusto por la vida, una vida reconciliada consigomisma.Aquí podríamos recordar el ejemplo deSanta Clara que a la hora de morir da graciasa Dios reconciliada con la vida, aunque habíapasado 30 años enferma y atada a la cama; ymuere diciendo: «Te doy gracias, Señor, porqueme creaste».¡Si pudiéramos «contagiar» al mundo estautopía! Entonces ésta transformaría el mundo,ya desde ahora, mucho más que tantas ideologíasfrustrantes y suicidas. Esta utopía supone


180 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2ayudar a todos aquellos que se nos acercan acreer en la vida, a reconciliarnos con ella y aamarla.¡Paz y Bien a todos y a todas!Fr. Giacomo Bini,ofm[Fr. Giacomo Bini dió esta conferencia enel Santuario de Arantzazu en la celebración del«espiritu de Asís» de 2004, en Fr. GiacomoBini, Recuperar la intuición evangélica franciscana.Ediciones Franciscanas Arantzazu,Oñati 2010, pag. 129]4. François, l’homme de la rencontreÀ Damiette, il ne se produit pas d’autre miracleque celui de la rencontre quand chacunva vers la rive de l’autre. Le frère, le franciscain,est celui qui se quitte lui-même pour allera l’autre; il prend une juste distance personnelle,culturelle et géographique pour rejoindrela richesse qu’est l’autre. Il va comme une brebisau milieu des loups (Mt 10,16). Il ne va pasà côté ou contre mais au milieu des autres et iltémoigne de la paix de Dieu qu’il expérimente.Il va vers l’autre, non pas avec un projet surl’autre mais à la seule invitation du Seigneur,en se comportant spirituellement, pour vivredans l’Esprit du Seigneur, sans pouvoir, entoute humilité et soumis à toute créature.François rappelle que la soumission est lapremière évangélisation: obéir à toute situationpar amour du Christ, obéir à la vie ellemêmetelle qu’elle se présente (cf. le début dela lettre de François a un Ministre). Ne faire niprocès ni disputes et se comporter pacifiquement.Refuser toute forme de violence, mêmeapologétique. Refuser toute supériorité ou toutpouvoir sur l’autre et partager une expérienceforte de foi.François cherchera à gagner la confiancede l’autre en aimant Dieu. C’est dans le seulpartage de leur expérience de foi qu’ils serencontreront vraiment. François affirme sapropre identité, il confesse sa foi de manièreclaire et annonce la Parole de Dieu quand leSeigneur le veut bien. A Damiette, François esttouché quand il reconnaît l’étranger comme uncroyant. D’où son étonnement de voir sa peurpremière se transformer en compassion.Et le frère va jusqu’à abandonner son corpsau Seigneur, il se met a la disposition du Seigneur,il découvre que le véritable martyre estdon de soi à l’autre et à la mission, comme lestrois jours de la passion; et si, à vues humaines,cela peut lui paraître l’échec total, en vérité, ilparticipe au sommet de l’oeuvre du Christ quelui-même reçoit de son Père. Quand il aimejusqu’au bout, dans l’épreuve, la mission nes’arrête pas, elle continue, plus en profondeur:et c’est cela qui féconde tout le reste. Commeil est important de le dire aux personnesâgées, malades, immobilisées: vous n’êtes pasà l’heure de la démission, mais de la mission.Beaucoup d’âmes portent ainsi secrètementl’Église, le monde et lui donnent sa fécondité.Un franciscain est donc inscrit tout entierdans la dimension de la rencontre:• Il met au centre, non pas la vérité oul’institution, mais la personne: l’autreet l’Autre qu’est Dieu, dans le respect,l’écoute, l’accueil.• Il accueille et respecte l’autre tel qu’il est: ila sur lui un regard positif, respectueux, enl’accueillant dans sa vérité.• Il vit avec lui un partage, une proximité etune réciprocité; il entre dans sa condition.• Il chemine en sa compagnie, il se met enroute avec lui.• Et chaque tournant se transforme pour luien une nouvelle conversion intérieure: lamission, c’est d’abord une mission verssoi, quand nous nous convertissons, et unemission vers l’autre pour lui apprendre àl’aimer dans une émulation réciproque duBien qu’est Dieu envers autrui.Si François est l’homme de la rencontre,il est aussi l’homme de la Parole et del’Eucharistie. Non pas d’abord par l’étude,même si la formation intellectuelle est très importante,mais par l’écoute de cette Parole quile transforme et le laisse agir. Le frère franciscainest envoyé compléter dans la culture toutela richesse qui vient de Dieu. La conscienceque chaque frère est partout un missionnaire,un envoyé, lui donne son dynamisme. Ainsianimé d’une foi courageuse et patiente, il peutpartir sans complexes, soit de supériorité soitd’infériorité.La mission nous fait retrouver la dimensionspirituelle de notre existence en nous centrantsur l’amour: amener Dieu à l’homme etl’homme à Dieu; et pas plus.L’évangélisation, c’est transmettrel’Évangile, son contenu; la mission, elle,précède l’évangélisation. Revenons donc à lamission ad gentes, c’est-à-dire vers les gens.


XXV «SPIRITO DI ASSISI» 181Car nous sommes les «frères du peuple», aimaità redire le pape Paul VI aux franciscains.La mission est dynamisme pour aller vers,parce qu’envoyés. Ce dynamisme laissel’Esprit Saint être et agir en nous: c’est Lui, Levrai missionnaire par excellence.Frère Benoît DubigeonMinistre de la Provincedu Bienheureux Pacifique[Vie des Franciscains, Provinces du BienheureuxPacifique et des Trois Compagnons,n° 15 (2011) 2-3]5. Gesti e simboli nello “spirito di Assisi”Quando l’uomo si apre alla realtà, scopreche essa è complessa, tanto da apparire a volteanche contraddittoria o addirittura assurda; ciòvale in particolare per quegli aspetti che, purpresentandosi come ragionevoli, non sono immediatamentecomprensibili perché superanola ragione dell’uomo.In tale contesto il linguaggio che risultapiù adeguato ad esprimere concetti così alti èquello simbolico, caratterizzato dal fatto di essere“polisemantico”, ossia di contenere in séun numero ampio di significati in contemporanea.Non desta dunque meraviglia scoprireche quando la Chiesa ha voluto parlare di Dio,anche nel suo rivelarsi in Gesù Cristo, ha fattoampio uso del linguaggio simbolico.Nella stessa direzione si muove la costituzionedogmatica Dei Verbum del ConcilioVaticano II; un documento nel quale si sottolineache la rivelazione «avviene con eventi eparole intimamente connessi tra loro, in modoche le opere, compiute da Dio nella storia dellasalvezza, manifestano e rafforzano la dottrinae le realtà significate dalle parole, e le paroledichiarano le opere e chiariscono il mistero inesse contenute» (DV, 2).Quanto indicato dal Concilio possiamo,con le debite differenze, applicarlo a tutti quegliavvenimenti in cui lo Spirito Santo è all’opera.Così il viaggio di Paolo vi in Terra Santa,compiuto agli inizi del 1964, è un gesto che dauna parte diventa comprensibile alla luce deglistessi pronunciamenti conciliari che richiamavanola Chiesa a ritornare alle radici della propriafede; dall’altro indica il senso della grandeassise conciliare, quello di maturare in una accresciutafedeltà a Colui che è lumen gentium.Lo stesso vale per l’iniziativa di Giovanni Paoloii, denominata lo “spirito di Assisi”, che èstata annuciata a conclusione dell’ottavario dipreghiera per l’unità dei cristiani, il 25 gennaio1986, nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura.Esattamente 25 anni fa!Quella giornata è stata caratterizzata da gestisignificativi, che hanno lasciato un segnoalmeno quanto i discorsi ufficiali. Un appuntamentoche ha avuto una posterità non solo nelritorno ad Assisi dello stesso Pontefice il 10gennaio 1993 e il 24 gennaio 2002, ma anchein numerosi incontri e nel prossimo pellegrinaggiodi papa Benedetto XVI nella città disan Francesco.Gesti e simboli che, proprio a causa dellaloro ricchezza di contenuti possono essere travisati,o addirittura strumentalizzati o demonizzati,e chiedono quindi di essere compresirettamente alla luce delle parole che li hannoaccompagnati.Partiamo da un dato cronologico: il luogo,il giorno e la circostanza dell’annuncio dellagiornata di preghiera per la pace con tutte lereligioni del mondo, sono già di per sé elementimolto significativi: a Roma nella Basilica diSan Paolo, il 25 gennaio – ossia nella festa liturgicadella conversione di san Paolo, apostolodelle genti – a conclusione dell’ottavario dipreghiera per l’unità dei cristiani. Stesso luogo,giorno e circostanza in cui papa Giovanni xxiiiannunciò la convocazione del Concilio Vaticanoii, come ha ricordato lo stesso GiovanniPaolo ii. È dunque evidente che il contesto incui si deve leggere, comprendere e vivere lo“spirito di Assisi” è quello dei pronunciamenticonciliari nella loro integralità, dalle costituzionidogmatiche sulla rivelazione e la Chiesa,fino ai documenti riguardanti l’ecumenismo,le religioni, la libertà religiosa, ossia il diritto edovere di ogni uomo di cerca la verità.Tale legame indissolubile con il Concilio èstato espresso anche da una scelta legata ad unmezzo di trasporto: il 24 gennaio 2002, tornandonuovamente ad Assisi per una giornata interreligiosadi preghiera per la pace, GiovanniPaolo ii volle servirsi del treno; proprio comefece Giovanni xxiii il 4 ottobre 1962, quando sirecò pellegrino sulla tomba di san Francesco apregare per il buon esito del Concilio Vaticanoii che sarebbe iniziato dopo pochi giorni.Un altro gesto dalla forte valenza simbolica,che ha caratterizzato la data del 27 ottobre


182 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 21986, è stato l’ampio spazio dato alla contemplazione:Giovanni Paolo ii ha voluto iniziarela sua giornata a Perugia, presso la cappelladella “Casa Sacro Cuore”, con una celebrazioneeucaristica a cui hanno partecipato le claustralidella diocesi. Similmente il 24 gennaio2002 concluderà la giornata con la visita alleclarisse del Protomonastero di santa Chiara inAssisi. Due incontri di preghiera con le claustralinon possono essere una scelta casuale;rappresentano piuttosto una sorte di inclusioneche ha racchiuso la ricchezza di quelle giornateespressione dello “spirito di Assisi”. E ciònon deve meravigliare visto che l’intenzionedel Pontefice era quella – come ha sottolineatolui stesso fin dal giorno dell’indizione – di«contribuire a suscitare un movimento mondialedi preghiera per la pace».Altro gesto molto importante, da non trascurareneppure da un punto di vista teologico,è che mai durante quella giornata i rappresentantidelle diverse confessioni hanno pregatonello stesso luogo. Quello che non è stato sottolineatoa sufficienza è che i diversi gruppihanno pregato secondo le proprie modalità,separandosi gli uni dagli altri in spazi a lororiservati. Infatti, quando nella piazza della Basilicadi San Francesco, in Assisi, sono stateinnalzate varie invocazioni per ottenere da Dioil dono della pace, ogni gruppo religioso lo hafatto per conto proprio, distanziandosi anchefisicamente dagli altri; compresi i cristiani chesi sono raccolti tra loro per pronunciare la paroledel Padre nostro.Una scelta che ha espresso in modo chiaroun fatto significativo: ad Assisi i rappresentantidelle diverse religioni, come ha continuamenterimarcato Giovanni Paolo ii, si sonoritrovati insieme per pregare e non per pregareinsieme. Infatti, secondo l’assioma teologicolex credendi, lex orandi, lex vivendi (ossia chela preghiera esprime la fede e la vita), è possibilepregare in comunione soltanto se tra i partecipantiesiste la possibilità di condividere lastessa fede. Una conferma di questo atteggiamentoci viene dallo stesso papa Wojtyla cheha compiuto frequenti visite di cortesia a numeroseassemblee non cristiane (basti pensareall’incontro nella sinagoga di Roma o a quelloin una moschea in Siria), senza però mai pregareassieme ai fedeli di quelle comunità.In quel lontano 27 ottobre 1986 si realizzòanche un segno “non voluto da mano di uomo”,ma dallo stesso Signore del cielo, ovvero unosplendido arcobaleno che, con grande meravigliadei presenti, apparve nel cielo di Assisi evenne ad allontanare le nuvole che offuscavanoquella fredda giornata. Tutti sappiamo che talefenomeno meteorologico – secondo l’interpretazioneche ne dà il libro biblico della Genesi– è il segno dell’alleanza di pace che Dio vollecostruire con gli uomini al termine del diluvio.Non solo: è il segno dell’alleanza con Noè, diquella del Sinai stretta con il popolo d’Israele esoprattutto di quella nuova instaurata da Gesùcon la sua croce. È il segno dell’amicizia di Diocon tutti gli uomini, nessuno escluso; della chiamatauniversale alla salvezza.In quel giorno ci furono altri segni e altri gestiimportanti, ma che vanno sempre compresialla luce delle parole pronunciate in quell’occasione.Per non rischiare che lo “Spirito diAssisi” diventi semplicemente un evento segnatodal “sincretismo religioso”, dimenticodella ricerca della verità, come continuamenterichiama Benedetto xvi.[Pietro Messa, Giovanni Paolo II e lo spiritodi Assisi. La profezia della pace tra identitàe dialogo, Edizioni Porziuncola, Assisi 2006,pp. 17-24].6. Lo «spirito di Assisi» e il dialogo ecumenico,interreligioso ed interculturale«Ognuno ha l’obbligo e quindi il diritto di cercarela verità in materia religiosa, utilizzando mezzi idonei,per formarsi, giudizi di coscienza retti e veri secondoprudenza» (Dignitatis Humanae, 3). Questa verità, proseguela dichiarazione conciliare, deve essere cercata invari modi, tra cui lo scambio e il dialogo tra persone dibuona volontà.Proponendo la giornata d’incontro e di preghieraad Assisi il 27 ottobre 1986, il beatoGiovanni Paolo II fece un gesto al tempo stessoprofetico e coraggioso. Profetico, in quantoin totale armonia con lo spirito del Vaticano II,e coraggioso, perché così facendo, si esponevaalle critiche di molti. Sono stati molti, infatti,quelli che non hanno esitato a condannare questainiziativa brandendo gli spettri del sincretismo,dell’uguaglianza delle religioni, compresoqualcuno, come Mons. Lefebvre, che hapubblicamente protestato contro «l’abominevoleCongresso delle religioni» o «l’imposturadi Assisi».


XXV «SPIRITO DI ASSISI» 183Poco tempo dopo, al Corpo Diplomatico,Papa Giovanni Paolo II commentava cosìl’evento: «chi prega sinceramente Dio, comeabbiamo cercato di fare in Assisi, contemplala volontà armoniosa di Dio creatore, l’amoreche è in Dio, l’ideale di pace tra gli uomini,l’ideale che san Francesco ha incarnato in unmodo incomparabile».Per noi, francescani, queste parole sonochiarissime. E così, nel 1982, l’Ordine dei FratiMinori ha organizzato un Convegno ad Assisisull’Islam, da cui è sorta nel 1983 la Commissioneper il Dialogo con l’Islam. Dal 1991 al1997, con l’animazione del Ministro generale,Fr. Hermann Schalück, si sono organizzati diversiincontri con le Chiese ortodosse. A pocoa poco ha preso forma il servizio per il dialogonelle sue tre dimensioni: Dialogo ecumenico,interreligioso e interculturale. Il Servizio per ilDialogo dell’OFM è stato ufficialmente istituito13 maggio 1996.Il mandato 28 del documento del Capitologenerale 2009 chiede che in tutte le Entitàdell’Ordine si attui il «Servizio per il Dialogo[…] al fine di animare il dialogo ecumenico,interreligioso e interculturale, come un aspettofondamentale per la nostra vita e la nostra missioneevangelizzatrice».La scelta della città di Assisi da parte di PapaGiovanni Paolo II, 25 anni fa, non è stataper caso. È “la città” di san Francesco! È lui,Francesco, che invita al dialogo con ogni persona.Già nel suo tempo esistevano conflittitra cristiani (catari e albigesi), e a causa delleCrociate, in Oriente perdurava una relazioneviolenta con l’Islam.È ben noto l’incontro con il Sultano d’Egitto,Al-Malik al-Kamil (cf. LegM 9,8). Siosserverà con interesse che il primo desideriodi Francesco imbarcandosi per l’Oriente, eraquello di annunciare il Vangelo al Sultano, accettandoil rischio del martirio (cf. LegM 9,7).Lo sviluppo degli eventi porterà Francesco acambiare il suo atteggiamento. Poiché non viera alcuna possibilità di convertire il Sultano,modificherà lo sguardo sopra di lui conducendoloa vederlo come un altro credente! Questoatteggiamento non era quello ufficiale dellaChiesa del suo tempo. Francesco non avevalo spirito della crociata, ma certamente aveva,quando partì, la sete del martirio. Ma questodesiderio non si realizzò!Va notato, come Fr. Gwenole Jeusset dicenella sua opera “Saint François et le Sultan”,che Francesco desiderava innanzitutto due cose:soffrire ed amare come Gesù. Se non erapossibile versare il suo sangue per Cristo, almenodesiderava amare i musulmani, perchéanche per loro Cristo ha versato il suo sangue.È la differenza tra Francesco e i primi frati chesono andati in Marocco. Soffrire per Cristo, sì,ma senza disprezzare né insultare!Per i fratelli e le sorelle di san Francesco,l’unico atteggiamento possibile secondo ilVangelo, non è il rifiuto né la condanna, coseche vengono dal passato, ma il dialogo. Si trattadi una caratteristica dominante, a mio avviso,dell’atteggiamento cristiano e francescano.Direi però che per “dialogare” con un credentedi un’altra religione, è importante che io approfondiscapersonalmente e continuamente lamia fede.Il dialogo suppone, secondo l’esempio diFrancesco, di disporre tutto l’essere a guardare,ad accogliere con benevolenza l’altro,chiunque egli sia, e accoglierlo com’è, nellesue convinzioni, nel suo operare, e chiedendouna reciprocità.Per dirla in breve, siamo chiamati a convertirciin “fratelli di relazione”. Nel contestomondiale attuale ciò vuol dire molto (mescolanzadi popoli, religioni, accoglienza dei“sans papier”degli immigrati, ecc). Ciò significaanche superare le tendenze di esclusioneche ancora esistono, anche all’interno dellaFamiglia Francescana (relazioni, chierici-laici,uomini- donne, ecc).Il dialogo ecumenico, interreligioso e conle culture non è, però, facile. Non siamo ingenui!A causa delle persecuzioni religiose (sidice che i cristiani sono ormai il gruppo piùperseguitato del mondo) e l’intolleranza fanatica,molti di noi non vogliono credere in questodialogo. Costruire un rapporto è difficile.Essere disposti a conoscere chi è diverso dame è una questione delicata. Questo richiedeil coraggio di riconoscere la mia paura e i mieipregiudizi personali. Il dialogo impone alcunecondizioni a ciascuno di noi: sono disposto adascoltare gli altri, ad accettare e rispettare leloro posizioni, relativizzando tutto quello cheso o credo di sapere? Sono disinteressato nellemie relazioni? Voglio veramente incontrare econoscere l’altro per se stesso? Sono dispostoa confidarmi e a parlare della mia esperienza dicredente, a dare ragione e condividere il contenutodella mia fede? Il dialogo ecumenico,interreligioso e con le culture deve sempre ricominciare.È una scuola di pazienza, di umiltà,di lucidità di fedeltà e di determinazione.


184 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2La celebrazione del 25° anniversariodell’incontro di Assisi, che si terrà il 27 ottobrenella città di San Francesco, alla presenzadi Benedetto XVI e delle autorità religiose, ciricorda che siamo tutti invitati a partecipare aquesto dialogo, nell’incontro personale o, piùformalmente, negli incontri secondo lo “spiritodi Assisi”, organizzati, speriamo, anche nelleProvince dell’Ordine. Un anniversario comequesto è importante, ancora di più avrà compiutola sua missione, se si apre un rapportosincero e duraturo tra i credenti, in modo chequesta strada che dobbiamo percorrere insieme,noi cristiani con tutti gli altri, non terminimai e ci conduca verso la Verità completa nellapace e la riconciliazione.Sappiamo, inoltre, che «il dialogo con leReligioni e le Culture riceve la sua forza interiore,la sua caratteristica e dinamica francescane:dall’incontro personale e comunitariocon il Vangelo; dall’Eucaristia; dalla capacitàdi vivere sperimentata a livello locale ed universalecome una “Famiglia” […] la letturaattenta dei segni dei tempi alla luce del Vangelo,come anche nella disponibilità a tradurrestabilmente in nostro comportamento di vitail gesto dell’“abbraccio” del nostro fratelloFrancesco. Soltanto così noi riusciremo [...] adiventare uomini di dialogo» (cf. La vita comeun dialogo sulla scia di san Francesco, Servizioper il dialogo, I, Roma 2002, pp 12-13).Fr. Roger Marchal, OFMPresidente del Servizio per il Dialogo7. L’Esprit d’Assise ou le dialogue pour unmonde sans violenceDepuis 1987, la Communauté de Sant’Egidioa repris l’initiative du pape Jean-Paul IIqui avait réuni â Assise l’année précédente desreprésentants des religions du monde, et organisechaque année une rencontre internationalepour la Paix, qui se tient dans une grande villed’Europe (mais aussi a Jérusalem en 1995 eta Washington en 2005). C’est un véritablepèlerinage sur la longue et difficile route dudialogue et du respect entre les religions, de larencontre et de l’amitié, pour la recherche de lapaix dans le monde.Benoit XVI a dit à propos de la rencontreinterreligieuse d’Assise voulue par son prédécesseurqu’elle revêtait «le caractère d’unevraie prophétie» 1 .Le 27 octobre 1986 reste parmi les dates lesplus importantes du long pontificat de Jean-Paul II, un tournant dans l’histoire des relationsentre les religions, et en même temps, uneprophétie. Dans un contexte très différent decelui d’aujourd’hui, celui de la guerre froide,de la tension Est-Ouest, mais aussi celui del’affirmation d’un intégrisme islamique avecl’arrivée au pouvoir de Khomeiny en Iran, lepape a voulu souligner la responsabilité politiqueet sociale des religions, y compris dansle domaine de la paix, donc dans les relationsinternationales, et il a ouvert la voie à des perspectivesinédites 2 .On en a parlé comme d’un tournant dansl’attitude du catholicisme vis-à-vis des religions3 , même si cette initiative plongeait sesracines dans la déclaration conciliaire NostraAetate, dans la visite de Paul VI a Bombay le 3décembre 1964 et dans son fameux discours àl’ONU le 4 octobre 1965.Dans son message pour la Paix du 1er janvier1991, Se vuoi la pace rispetta la coscienzadi ogni uomo, Jean-Paul II observait que,«dans le monde d’aujourd’hui, il est rare que lapopulation entière d’un pays appartienne à unemême conviction religieuse ou à une mêmeethnie ou culture. Les migrations de masse etles mouvements de population conduisent àune société multiculturelle et multireligieusedans différentes parties du monde. Dans cecontexte, le respect de la conscience de tousest une nouvelle urgence et présente de nouveauxdéfis à la société dans ses composanteset dans ses structures, tout comme aux législateurset aux gouvernants».Dix ans plus tard, dans son message du 1erJanvier 2001, Dialogo tra le culture per unaciviltà dell’amore e della pace, il est revenusur les difficultés liées à la cohabitation decultures différentes sur les mêmes territoires,parlant «d’une culture de l’accueil qui, sanscéder à l’indifférentisme par rapport aux valeurs,sache mettre ensemble les raisons del’identité et celles du dialogue».Jean-Paul II a identifié un changement historiquefondamental, qui s’est affirmé au siècledernier, particulièrement après la DeuxièmeGuerre mondiale, et accéléré au cours des deuxdernières décennies. Un changement qui lepréoccupait beaucoup, d’autant plus qu’aprèstant d’années de congélation des nationalismesavec d’une part, le mouvement pourla construction d’une Europe unie, et d’autrepart, la domination de l’Union Soviétique qui


XXV «SPIRITO DI ASSISI» 185obéissait à ses propres logiques de grandepuissance, l’Europe est revenue à un nouveautemps de peur: des conflits internationaux ontà nouveau déchiré le continent (les Balkans),et une guerre d’un type nouveau s’est développéeà l’intérieur même des nations européennesavec le terrorisme. Le développementdes replis communautaires, la revendicationagressive de sa propre identité, l’affirmationsur le plan politique de mouvements ou de partisextrémistes, témoignent d’un changementen cours, qui peut se révéler dangereux pourla paix sociale et pour la paix entre les nations.L’évolution de certaines régions à l’intérieurde pays membres de l’Union Européenne (laFlandre, la Catalogne) vers un nouveau nationalismetraduit ce retour de la peur, du refus del’Autre, de l’altérité.L’Europe vit une véritable révolutionculturelle; celle-ci produit des tensions et desrisques de conflits; dans ce contexte, l’Espritd’Assise peut-il conduire à l’émergence d’unenouvelle culture du vivre ensemble 4 qui bousculeraitles frontières historiques entre les religions?Une révolution culturelleL’Europe est diverse, mais en très peu detemps, presque à l’improviste, elle est devenuemulticulturelle, multiethnique, multireligieuse.En ce sens on peut parler d’une formede révolution culturelle, qui bouleverse laconfrontation habituelle en Europe, entre lesreligions chrétiennes, entre foi et athéisme, ouen France, entre Église et laïcité. Comme l’anoté le théologien Bruno Chenu, «aujourd’hui,l’isolationnisme religieux est impossible» 5 .Par exemple, longtemps, la théologie chrétiennes’est confrontée avec l’athéisme –pensons au grand livre d’Henri de Lubac, LeDrame de l’humanisme athée publié en 1944 6 .Le Conseil Pontifical de la Culture a été penséen 1965 comme Secrétariat pour les noncroyants. Mais depuis une vingtaine d’années,le défi se situe dans la pluralité des traditionsreligieuses. Nous sommes entrés dans unenouvelle expérience historique de pluralismereligieux et culturel. C’est une perspectivedont le Concile Vatican II avait eu l’intuitionil y a quarante-cinq ans avec la DéclarationNostra Aetate sur les relations entre l’Églisecatholique et les religions non chrétiennes,sans savoir que la question deviendrait si rapidementaussi aiguë en Europe même.Pour les chrétiens, il s’agit d’accepter lesautres religions, mais pour les musulmans,il s’agit de repenser l’islam, de le vivre dansdes terres non musulmanes, dans un contextedémocratique et laïc. Désormais, la présencede l’étranger, de l’autre, est définitive, ellen’est plus transitoire, et la question n’est plusde trouver des solutions provisoires, maisd’accepter l’étrangeté, et de vivre, de vivreensemble avec l’Autre porteur d’une autreculture. Dans le même temps, la globalisationinduit un dépaysement de l’individu, selonl’expression du sociologue Tzvetan Todorov 7 ,qui peut conduire à la recherche frénétique deses propres racines, c’est a dire au fondamentalisme.Andrea Riccardi observe: «la réalité, c’estque, particulièrement en Europe occidentale,nous sommes immergés dans un monde aupluriel du point de vue religieux et ethnique.[...] le XXIème siècle sera un temps de cohabitationentre personnes aux identités ethnicoreligieuses différentes» 8 .Les risques de conflitsLe temps présent en Europe même, nemanque pas d’exemples quasi quotidiens deconflits ou de tensions nés de cette irruptionde la multiculturalité: conflits de culture liésà la nouvelle situation créée par la présenced’une immigration sans perspective de retourdans les pays d’origine; conflits liés aufait qu’une grande partie de l’immigrationactuelle ne provient plus, comme dans les années1920, 1930 ou 1950, de pays voisins etchrétiens, mais concerne des populations nonchrétiennes, aux modes de vie très différentesdes populations d’accueil (problème de la polygamie,de l’excision, le statut de la femme);conflits liés au poids de l’histoire, parce quebeaucoup viennent de pays qui ont été colonisés,et rejoignent l’ex colonisateur dans unrapport particulièrement ambigu: en France,l’islam qui fut longtemps la religion des colonises,est devenue la deuxième religion de l’exmétropole; conflits juridiques entre les statutspersonnels et la loi de l’État d’accueil; conflitssocio-économiques avec la formation de ghettosdans les périphéries des grandes villes;tensions de type psychologique dans des payscomme l’Espagne, l’Italie, le Portugal, qui onttoujours été des terres de départ, et qui sontdevenus des pays d’accueil dans un spectaculairechangement de perspective.


186 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Alors l’Autre, porteur d’une culture différenteest vu comme porteur d’incertitude, denouveauté préoccupante, d’appréhension, celuiqui peut être un ami, mais aussi un ennemi.L’étranger et l’ennemi. L’étranger pourraitêtre un ennemi. Le pluralisme, avec les peursliées à la globalisation, ouvre la porte auxconflits ethniques, religieux, aux manifestationsde xénophobie, de racisme et d’antisémitisme.Le monde est entré dans une phase particulièrementdangereuse de son histoire avecl’émergence du terrorisme: l’autre n’est plusun ami, mais il devient potentiellement un ennemi.Le 11 septembre 2001 a ouvert la voieà un danger terrifiant, confirmé depuis par denombreux attentats (Madrid, Londres) et tentativesd’attentats, dont l’objectif est de créer unepsychose et de détruire le tissu de confiance etde solidarité. Aucune société, même unie etculturellement cohérente, ne peut fonctionnersans ces fondements. C’est encore plus vraipour les sociétés multiculturelles. Confianceet solidarité sont ses deux poumons. Si le terrorisme,qui prend appui sur les différencesculturelles et sur l’instrumentalisation de lareligion, réussit à répandre insidieusement lapeur, la méfiance, et donc la haine, alors lanotion même de société multiculturelle seraitperdue, et tous les fondamentalistes l’emporteraient.L’enjeu est là: le conflit de civilisationdéfini par Samuel Huntington, The Clash ofCivilizations, menacerait la société et au-delà,la paix entre les nations. Cela, les maîtres enterrorisme l’ont parfaitement compris dansleur faiblesse face aux grandes nations, et dansleur folie: se servir des tensions naturellesentre les cultures pour empêcher toute possibilitéde vivre ensemble. Au contraire, l’Espritd’Assise traduit la volonté de se rencontrer etde cheminer ensemble pour construire un destincommun de paix.L’Esprit d’Assise et la culture dudialogueÁ Assise, est né un mouvement destiné àunir des hommes de toutes religions, de toutesles cultures, et même ceux provenant de l’humanismeathée, dans, disait Jean-Paul II, «unesprit de respect, d’amitié, de solidarité surles valeurs fondamentales de l’homme». ÁAssise, qu’il définissait comme «le lieu quela figure séraphique de saint François a transforméen centre d’une fraternité universelle»,François a su témoigner de la paix retrouvéeavec toutes les créatures, et concrètement dansl’histoire, d’une rencontre pacifique et révolutionnaireen son temps, entre christianisme etislam, une folie.En commentant lui-même la rencontre interreligieusedu 27 octobre 1986, Jean-Paul IIdit: «Il n’y a qu’un seul dessein divin pour toutêtre humain qui vient à ce monde, un uniqueprincipe et fin, quelle que soit la couleur desa peau, l’horizon historique et géographiquedans lequel il lui revient de vivre et d’agir, laculture dans laquelle il a grandi et s’exprime.Les différences sont un élément moins importantpar rapport à l’unité qui en revanche, estradicale, fondamentale et déterminante» 9 .C’est le thème de l’unité de la famille humaineen Dieu, qui fonde la dignité inaliénablede toute personne. Dans son message pourla paix du 1er janvier 1999, Per costruire lapace rispettare le minoranze, le pape a définideux «principes communs auxquels il n’estpas possible de déroger, et même qui doiventêtre placés a la base de toute organisation sociale».Le premier est «l’inaliénable dignitéde chaque personne humaine, sans distinctionsrelatives à son origine raciale, ethnique,culturelle, nationale ou à sa croyance religieuse»;le second concerne «l’unité fondamentaledu genre humain». Il ajoutait dans cemême message, un commentaire très importantpour souligner les responsabilités individuelles:«L’obligation d’accepter et de protégerla diversité n’appartient pas seulementa l’État ou aux groupes. Chaque personne,comme membre de l’unique famille humaine,doit comprendre et respecter la valeur de ladiversité parmi les hommes, et l’adapter aubien commun».A partir de 1987, dans ses messages à laCommunauté de Sant’Egidio 10 , il n’a jamaiscessé de souligner la responsabilité personnelledes responsables des religions, et au-delà,de chaque croyant. Affirmer l’unité de lafamille humaine signifiait en effet soulignerune vision universaliste qui est une perspectived’avenir. C’est l’idéal du «frère universel»comme Charles de Foucauld le proposaità travers l’universalité de l’amour.Jean-Paul II a fait du dialogue une priorité.Il ne s’agissait évidemment pas de rechercherune forme de consensus, ni de prendre lerisque du relativisme, mais de respecter l’altéritéde l’interlocuteur dans son identité propre.Il ne s’agit pas de prier ensemble, mais les uns


XXV «SPIRITO DI ASSISI» 187à côté des autres, et non plus les uns contreles autres, pour libérer, comme il le disait, des«énergies spirituelles». Il n’y a rien à négocier,c’est seulement un moment spirituel partagépar des croyants de religions différentes, enracinésdans leur propre foi, autour du thème dela paix, pour mettre au premier plan l’énergiede la prière que Giorgio La Pira définissaitcomme «une énergie atomique».Le dominicain Claude Geffré écrit: «Aujourd’huile dialogue interreligieux encouragépar le dernier concile est devenu une donnéemajeure de l’expérience historique de l’Égliseau seuil du XXIème siècle», et il ajoute: «ilne vise pas une unité impossible, mais une acceptationmutuelle réciproque faite de respectet d’estime et une émulation réciproque desoeuvres de bien 11 .Le dialogue est donc de la responsabilitédes croyants, pas seulement pour les questionsde la guerre et de la paix parmi les nations,mais aussi dans la Cité et dans la vie quotidienne.Une société multiculturelle est par natureune société traversée par le conflit. Pourcette raison, les croyants à travers le dialogue,sont dans un mouvement de médiation. Le dialoguecomme médiation fait naître une culturede la gestion du conflit.Un monde sans violence?Le XXIème siècle pourrait-il être un sièclesans violence, le siècle du vivre ensemble?Que des populations de races, ethnies, cultures,religions différentes puissent partager sansconflits les mêmes territoires, la même nation,la même ville, le même quartier, voire le mêmeimmeuble?Les signes des temps au cours de cette premièredécennie du siècle, sont hélas plutôt préoccupants.L’héritage du siècle passé est lourd.Le XXeme siècle a inventé le crime de masseet la notion juridique de crime contre l’humanité.Andrea Riccardi ouvre son livre Vivre ensembleà Kigali, et conduit le lecteur au KigaliMemorial Centre. Le XXème siècle est unelongue litanie d’horreurs, qui s’ouvre avec legénocide arménien et finit avec des massacresdans les Balkans, en passant par le crime absoluqu’est la Shoah, l’URSS staliniste, la Chinemaoïste, le Cambodge de Pol Pot. Riccardiraconte dans son livre de nombreuses histoiresde «divorces entre les peuples», liés à l’exaltationde la Nation, unie, propre, sans présencesexogènes, des nations qui s’unissent contre:contre l’étranger considéré comme l’ennemi,mais aussi l’ennemi de l’intérieur: le juif a étéainsi désigné, de la Russie à la France, commel’ennemi qui affaiblit la Nation.Le XXème siècle a été trop souvent lesiècle de la pureté du sang, de l’uniformisation,de la simplification, mais en mêmetemps, celui de la globalisation et des mouvementsde populations, parfois dans desconditions dramatiques. Le monde dont noushéritons est paradoxal: l’Europe est toujoursplus diverse, tandis que le Sud et l’Est dela Méditerranée sont de plus en plus homogènes,après l’exil des juifs, et aujourd’hui lapersécution des chrétiens; le monde commevillage global, le cosmopolitisme, mais aussile repli identitaire, la recherche frénétique desa propre identité.Alors, le conflit comme destin de l’humanité?Les perspectives tracées par les rencontresinternationales de Sant’Egidio, qui,après Lyon en 2005, ont eu lieu a Barceloneen 2010, et se dérouleront a Munich en 2011,sont mobilisatrices. On peut en identifierquatre. Se connaître: il s’agit de voir en l’autreun ennemi ou bien de comprendre la réalitéde la diversité; se rencontrer signifie approfondirla connaissance de l’autre, son histoire,sa culture, sa mentalité, ses modes de vie; laconnaissance est incontestablement le passageindispensable pour un monde de paix. Il fautconnaître les raisons profondes des haines,comprendre d’où elles viennent pour les dépasser.Établir des liens de solidarité entre lescontinents, définir l’Eurafrique comme unecommunauté de destin, construire un mondede confiance, d’amitié, lutter contre toutes lesformes de pollution. En ce sens, la constructionde l’Europe depuis 1950, est un exemple,un modèle.Elle signifie qu’après tant de siècles deconflits et de haine, la réconciliation est possible;l’Europe unie, même si elle rencontrebien des problèmes de fonctionnement, donneun extraordinaire message d’espérance. Separler, organiser le dialogue entre tous, lesuns avec les autres, accepter et faire accepterla pluralité, cela est de la responsabilité detous, responsables politiques, dirigeants, chefsreligieux, citoyens ordinaires, croyants. Faireémerger enfin une culture commune, partagée,la culture du bien commun, la civilisation del’homme, la civilisation où la personne humainese trouve au centre de toute construction.


188 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2ConclusionL’Esprit d’Assise, comme nous l’entendonsa la suite de l’initiative de Jean-Paul II,remonte à vingt-cinq ans, et on n’a certainementpas mesuré tous ses effets sur les sociétésreligieuses européennes et dans le monde.Pourtant on peut mesurer les progrès notablesréalisés dans le domaine de l’oecuménismea travers des signes nombreux et des faits(accords entre anglicanisme et catholicisme,voyage du pape en Roumanie en 1999, conséquencedirecte de la Rencontre pour la paixorganisée par la Communauté de Sant’Egidioà Bucarest en 1998, voyage en Grèce en mai2001, contacts réguliers de Rome avec le Patriarcatde Constantinople, échanges fréquents,même s’ils restent difficiles, au niveau de métropoliteset de cardinaux entre le Saint-Siègeet le Patriarcat de Moscou, contacts nombreuxentre chrétiens et musulmans, développementdu concept de trialogue entre chrétiens, juifset musulmans. Rien n’est simple, beaucoupdépend des événements extérieurs (la stratégiede la terreur, les événements du Moyen-Orient), et de la capacité des responsablespolitiques de gérer des situations sensiblessans s’abandonner à la tentation du populismeet de la démagogie. Mais à la base, il y a laresponsabilité des croyants et des religions quidoivent toujours affirmer que seule la paix estsainte, que la guerre n’est pas sainte, et prendreen charge l’ambition d’une nouvelle culture,d’une nouvelle citoyenneté, d’un nouvel humanisme,d’une spiritualité de la paix. Plus detrois ans avant Assise, Jean-Paul II avait définile dialogue comme: «une reconnaissance de ladignité inaliénable des hommes [...], un parisur leur vocation à cheminer ensemble, aveccontinuité, par le moyen d’une rencontre desintelligences, des volontés, des cœurs, vers lebut que le Créateur leur a fixé: rendre la terrehabitable pour tous et digne de tous» 12L’Esprit d’Assise pourrait alors être définia travers trois refus, un appel et deux propositions.Les refus sont ceux de la fatalité, du pessimismeet de la peur qui trop souvent devientrésignation et impuissance, et de la culturede guerre qui conduit à accepter la violencecomme méthode de résolution des conflits.L’appel, c’est l’appel à la responsabilitédes religions et des croyants à s’ouvrir à tousles hommes et les femmes de foi, de séparerradicalement la religion de la guerre, de désolidariserles traditions religieuses des instinctsde violence, de faire au contraire de la religionun solide facteur de paix en soulignant ce quiest commun, une certaine idée de l’homme, lemessage de paix, l’universel.Les deux propositions sont celles d’undialogue libre, sans préjugés, fondé sur lerespect, la patience et l’amitié, mûri dans laprière, et de l’affirmation d’une force petite,faible. C’est le mystère de la faiblesse et del’impuissance de Dieu. En évoquant les négociationspour la paix au Mozambique, portéespar la Communauté de Sant’Egidio, AndreaRiccardi a rappelé la force de cette faiblesse:«Pour nous, cela a été une vraie révélation dela ‘force’ – non pas politique, militaire ou économique– mais une force, que les chrétienspossèdent: une ‘force’ faible qui peut donnerla paix. Une force qui peut cacher les démons,comme la guerre. Tout au long des mois denégociations souvent exténuantes, au milieude notre faiblesse, nous avons découvert uneforce, faible et humble» 13 .Vingt ans après la grande intuition de Jean-Paul II, le cardinal Paul Poupard, alors présidentdu Conseil Pontifical de la Culture et duConseil Pontifical pour le Dialogue Interreligieux,lors d’un colloque organisé à Assise les26 et 27 octobre 2006, a proposé de voir dansla rencontre de 1986, un «service offert par lesÉglises et par les religions, un service à l’humanité,une déclaration anthro-pologique».Ce fut pour lui, une «vision utopique, maisune utopie chrétienne, non réductrice; optimiste,non pessimiste, qui place sa propre partirréalisable en Dieu qui la réalisera. L’hommede la paix, de la réconciliation, de la solidarité,construit un programme nourri de l’espritdes Béatitudes: l’amour de Dieu et l’amour duprochain» 14 .Poursuivre sur cette voie est significatifd’un mode d’approche des problèmes à partirde l’homme, en Dieu. Les difficultés quele monde traverse, les drames vécus par biendes populations à travers le monde, et en particulierpar les chrétiens, objets partout de discriminations,voire de persécutions, ne doiventpas décourager de maintenir toujours le capsur la recherche d’une paix dont on sait combienelle est fragile. Saint François, et aprèslui, toute une cohorte de saints a travers l’Histoire,jusqu’à aujourd’hui, n’ont jamais variéde cette voie-là. Ce choix fidèle à la Parole deDieu est au coeur des messages délivrés par


XXV «SPIRITO DI ASSISI» 189Benoit XVI durant les célébrations de Noël2010 en particulier dans son homélie du 24decembre:«Cette joie [de la Nativité], toutefois, estaussi une prière: Seigneur, réalise totalementta promesse. Brise les bâtons des tortionnaires.Brûle les chaussures bruyantes des soldats.Fais que finisse le temps des manteaux couvertsde sang. Réalise la promesse: «La paixsera sans fin» (Is 9,6). Nous te rendons grâcepour ta bonté, mais nous te prions encore:montre ta puissance. Établis dans le mondela domination de ta vérité, de ton amour – le«royaume de la justice, de l’amour et de lapaix».Et il conclut, excluant tout recours à la violence,car la violence ne mène qu’à l’impasse:«Dieu ne se laisse pas troubler par notrepéché. Il recommence toujours avec nous.Toutefois, il attend en retour notre amour. Ilnous aime pour que nous puissions devenir despersonnes qui aiment avec lui et ainsi il peut yavoir la paix sur terre».Le 26 décembre, il déclare a l’Angélus,après avoir évoqué les violences antichrétiennesdans divers pays: «Je répète encoreune fois l’appel à abandonner le chemin dela haine pour trouver des solutions pacifiquesaux conflits et donner sécurité et sérénité à ceschères populations».Jean-Dominique Durand[Évangile Aujourd’hui. Spiritualité Franciscaine,n° 229 (2011) 32-42]1 Lettre à Mgr Domenico Sorrentino, évêque d’Assise-NoceraUmbra-Gualdo Tadino, 2 septembre2006.2 Jean-François Petit, Assise, capitale de la paix, Paris,Lethielleux, 2002; Claudio Bonizzi, L’icona diAssisi nel magistero di Giovanni Paolo II, Assisi,Ed. Porziuncola, 2002; François Boespflug et YvesLabbé (a cura di), Assise 10 ans après, 1986-1996,Paris, Cerf, 1996.3 Alberto Melloni, «La rencontre d’Assise et ses développementsdans la dynamique du concile VaticanII», in Joseph Dore (dir.), Le christianisme visà vis des religions, Paris, Arbel, 1997, pp. 99-130.4 Andrea Riccardi, Vivre ensemble, Paris, DDB,2006.5 Bruno Chenu, «Histoire et typologie de la théologiecatholique face au pluralisme religieux», inJean-Noël Bezançon (dir.), Au carrefour des religions.Rencontre - Dialogue - Annonce, Paris,Beauchesne, 1995, pp.17-41.6 Nouvelle édition dans la collection des Œuvrescomplètes, Paris, Cerf, 1998. Jean-Dominique Durand(a cura di), Henri de Lubac. La rencontre aucœur de l’Église, Paris, Cerf, 2006.7 Tzvetan Todorov, L’homme dépaysé, Paris, Seuil,1986.8 Andrea Riccardi, Dio non ha paura. La forza delVangelo in un mondo che cambia, Cinisello Balsamo,San Paolo, 2003, p. 148.9 L’Osservatore Romano, 22-23 décembre 1986.10 Jean-Dominique Durand, L’«Esprit d’Assise». Discourset messages de Jean-Paul II à la Communautéde Sant’Egidio: une contribution a l’histoire dela paix, Paris, Cerf, 2005.11 Claude Geffré, «Le pluralisme religieux commenouvel horizon de la théologie», in François Bousquet,Henri-Jérôme Gagey, Geneviève Médevielle,Jean-Louis Souletie (dir.), La responsabilité desthéologiens. Mélanges offerts à Joseph Doré, Paris,Desclée, 2002, pp. 211-224.12 Message pour la Paix, Il dialogo per la pace unasfida per il nostro tempo, 1° janvier 1983.13 Andrea Riccardi, Discorso introduttivo all’Incontrodi pace della Comunità di Sant’Egidio, Genova,12 novembre 1999.14 «Assisi, la profezia di Karol Wojtyla: le religionicuore della storia», Avvenire, 27 ottobre 2006.


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EX ACTIS MINISTRI GENERALIS1. Omelia per il 1° Centenario della Fondazionedella ProvinciaBenevento, Italia, 07.05.2011AVANTI CON SPERANZA!Carissimo Ministro provinciale,carissimi confratelli,carissimi fratelli e sorelle,amici tutti,il Signore vi dia pace!Era l’8 maggio 1911 quando fu dato l’annuncioufficiale della costituzione giuridicadella Provincia Sannito-Irpina dei Frati Minori,intitolata alla Vergine delle Grazie, con unterritorio situato nelle Diocesi di Benevento,Avellino ed Ariano Irpino (AV). In quel momentola Provincia aveva 57 frati, compresi glistudenti di teologia e 11 fratelli oblati. A centoanni da quella data ci troviamo in questo Santuario,dedicato alla Madonna delle Grazie,luogo di incontro di tanti fedeli della Campania,e non solo, per iniziare la celebrazione diun anno “Centenario” che terminerà il 6 maggio2012. La situazione della Provincia è moltocambiata da allora, non soltanto per quantoriguarda il numero dei frati – oggi la Provinciaconta con 83 frati –, ma anche per quanto concernele presenze. Voglio ricordare in questomomento, con particolare affetto, la presenzamissionaria in Brasile, nello Stato di Piagui,iniziata nell’aprile 1968 e che oggi è una Fondazionedipendente da questa Provincia.Perché celebrare un centenario? Con qualiatteggiamenti dobbiamo vivere questo anno“Centenario” che oggi inauguriamo? Che cosasignifica per voi, cari confratelli, e per quantisono legate alle nostre presenze in questa amataterra della Campania, queste celebrazioni?Che cosa posso dirvi miei cari confratelli eamici tutti, in questa eccezionale circostanza?Riflettendo sul significato della celebrazionedi questo Centenario non trovo parole miglioriche quelle del Beato Giovanni Paolo IIall’inizio di questo Terzo Millennio, nella LetteraApostolica Tertio Millennio Ineunte. Inquella occasione questo “gigante della fede”,come lo ha chiamato recentemente BenedettoXVI, invitò tutti i fedeli a guardare il passatocon gratitudine, vivere il presente con passione,e abbracciare il futuro con speranza (cf.NMI 1. 3). Tale invito è un vero programmaper tutti i credenti, ma credo che lo sia in modoancora più significativo, per quanti partecipiamoalle celebrazioni del Centenario della nascitadi questa Provincia, e in modo particolareper voi, amati confratelli di questa Fraternitàprovinciale, affinché questa celebrazione diventiun kairos, un vero tempo di grazia.1. Guardare il passato con gratitudine. Vivetequesto Centenario come un “unico e ininterrottocanto di lode alla Trinità” (NMI 4),costantemente rendete grazie al Signore (cf.Ap 11,17) e restituite a Lui ogni bene, poichésoltanto a Lui tutto appartiene (Gc 1,17; Rnb17,17). Misericordias Domini in Aeternumcantabo! Volgete lo sguardo al vostro passato,a questi 100 anni di grazia, con gratitudine. Lavostra storia è grazia, è sorpresa di un Dio chesi è messo a vostro fianco. Volgete lo sguardoal passato con riconoscenza, non con la nostalgiadi chi crede che i tempi passati sianosempre migliori di quelli presenti, ma con laserenità e la fede di chi è convinto che lo stessoSignore, che ha fatto cose grandi in questa Entitàe attraverso i confratelli che la costituirono,continua a lavorare e continuerà a fare cosegrandi – anche se non sempre secondo i nostriprogetti – se voi (giovani ed anziani, sani emalati), che fate parte oggi di questa Fraternità,mantenete salda la fede in Lui, per il qualenulla è impossibile (cf. Lc 1,38) e se, oltre araccontarvi una gloriosa storia del passato, viimpegnate a lasciare che il Signore continui ascrivere nel presente e nel vissuto una grandee bella storia (cf. VC 110). Nel continuare ascrivere questa grande storia, non tutto dipendeda voi, ma nulla si farà senza la vostra umilee allo stesso tempo coraggiosa collaborazionealla iniziativa del Signore. Mentre fate vostrele parole e l’atteggiamento di Maria nel Magnificat(cf. Lc 1, 46-56), aprendo il cuore allagratitudine e al ringraziamento per questi 100ani della Provincia francescana della Madonnadelle grazie, vi invito pertanto, con forzae amore da fratello, a prendere il largo e, fa-


192 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2cendo mie le parole di Gesù, vi chiedo, anzivi grido: “Prendete il largo”, ¡Duc in altum!(Lc 5,4). Non fermatevi a contemplare le vostredebolezze e fragilità: pur accettandole conmolta lucidità, ricordate che è nella debolezzadove si rivelano la forza e grandezza di Dio(cf. 2Cor 12,9). “Non temere”, dice il Risortoai discepoli che avevano le porte chiuse, perpaura di un presente e di un futuro pieno diincertezze. “Non temete”, dico anche io a voi,cari confratelli qui presenti, ma con la parresia/foza/audaciache vi dona lo Spirito, vivetequesto Centenario non soltanto come memoriadel passato, ma, soprattutto, come profeziadel futuro. Approfittate della grazia ricevuta inquesti 100 anni, traducendola in fervidi propositie in un progetto di vita nuova (cf. NMI 3).Che le lacrime per un passato glorioso non viimpediscano di vedere accanto a voi il Risortoche vi ripete: non temete, io sono con voi, nontremi il vostro cuore, avviate fiducia in me.2. Vivere il presente con passione. Questo èil nostro compito oggi. Una passione che comportarivisitare e a volte rispolverare la nostraidentità di Frati Minori, che nei suoi elementifondamentali consiste nel vivere il Vangeloaperti alle suggestioni che ci vengono dalloSpirito, nella Chiesa, in fraternità, e minorità,per poter portarlo e restituirlo, con creatività efantasia evangeliche, agli uomini e alle donnedi oggi. In altre parole, vivere con passioneil presente comporta tornare al nostro primoamore, vivere in stato di fondazione e di permanenteconversione. Con le parole di Paolo,riportate da santa Chiara nel suo Testamento(cf. TestsC 4), vi esorto: conoscete la vostravocazione (cf. 1Cor 1,26), fratelli amati nel Signoree in Francesco. E con le parole di Chiaravi chiedo: ricordate il vostro proposito di servireil Signore ed essere fedeli fino alla morte,a ciò che avete promesso (cf. LErm 14), e“progredendo di bene in meglio, di virtù in virtù”(1LAg 32), guardando sempre il punto dipartenza, con andare leggero e senza intralcinei piedi, perché i vostri passi non siano ritardatinemmeno dalla polvere, percorrete consicurezza, gioia e sollecitudine il sentiero dellabeatitudine (cf. 2LAg 12-13). Vivete comese la Provincia fosse fondata oggi, anzi, vivetecome se oggi stesso qui, in questo santuariodella Madonna delle Grazie, inizia l’avventuraevangelica di Francesco e voi vi trovaste tra isuoi primi compagni, sentendovi coinvolti inprima persona nel vivere la grazia degli origini.Approfittate di questo momento, così importantenella vita della vostra Fraternità, perrivitalizzare il carisma, per ridarvi significato,a livello personale e a livello di Fraternitàlocali e provinciale, investendo le vostre migliorienergie nel dare qualità alla dimensionecontemplativa e alla vita di fraternità; e, toccatii vostri cuori dal dinamismo del Vangelo,sentitevi inviati in missione inter gentes e adgentes. Sì, fratelli carissimi, siate missionari eevangelizzatori in questa terra campana, masenza dimenticare mai che il vostro chiostro,come quello di ogni Frate Minore, è il mondo.Allontanate della vostra vita la tentazione dellamediocrità, della routine, della stanchezza.Conoscendo la vostra generosità, vi chiedo confiducia di fare un’opzione radicale di fede e divita, di non addomesticare le parole profetichedel Vangelo, ma di “nascere di nuovo” (cf. Gv3,3) e di riprodurre con passione la creatività ela santità di Francesco e di tanti confratelli chevi hanno preceduto in questi 100 anni. Saretecosì sentinelle del mattino, sentinelle del futuro(cf. Is 21,11-12), in questo momento delicatoma anche affascinante che stiamo vivendocome Chiesa e come Frati Minori.3. Abbracciare il futuro con speranza. Oltread investire nella qualità evangelica di vitae missione, ciò però, come ho già detto, comportainvestire, con forza e con fede in Coluiche chiama, in tempo ed energie nella pastoralegiovanile e vocazionale. Sì, fratelli, partendodall’impegno di vivere la vostra vocazionecon coerenza, proponete con convinzione aigiovani “la misura alta e trascendente della vita,intesa come vocazione” (Benedetto XVI),senza escludere la vocazione francescana. Ilprogetto di vita e missione che la Provincia eogni Fraternità dovrà elaborare, tenendo contodelle indicazioni dell’ultimo Capitolo Generale,sarà uno strumento importante nel ridaresignificato alla vostra vita e missione. Camminatecon speranza e fiducia.Carissimi Fratelli e Sorelle! Tra un annosi concluderà il Centenario che oggi apriamo.Non permettete che torni il grigiore, dopo l’entusiasmogiubilare. Dopo la celebrazione diquesto anno Centenario non potete restare comeprima. Se sarà stata autentica la vostra celebrazione,essa avrà come sgranchito le vostregambe per un nuovo cammino che vi attende.Come è attuale ed esemplare lo slancio dell’apostoloPaolo: “Proteso verso il futuro, corroverso la meta per arrivare al premio che Dio cichiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù” (Fil3,13-14). Ci accompagna in questo cammino


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 193la Vergine Santissima, Madre di ogni Grazia,alla quale, affideremo di nuovo il presente e ilfuturo di questa Provincia e di tutti i confratelliche formate questa Entità.Il Vangelo, appena proclamato (Gv 2,1-11),ci situa nel contesto dell’alleanza tra Dio e ilpopolo di Israele, concepita, particolarmentedai profeti, come uno sposalizio. D’altra parte,il vino era nell’Antico Testamento segnodell’amore, ecco perché il vino non potevamancare in uno sposalizio, ma neppure nell’alleanzatra Dio e il suo popolo. In questo contestodi alleanza “è venuto a mancare il vino”.Maria se ne accorge e dice a Gesù: “Non hannopiù vino”. Notiamo che Maria non dice: “Nonc’è vino”, ma “non hanno più vino”. Vuol direche i rapporti tra il popolo ebreo – si tratta diuno sposalizio ebreo –, e Dio non sono basatisull’amore, componente essenziale dell’alleanza,ma sono rapporti formali e freddi. Lalegge ha presso il posto dell’amore e quindimanca un rapporto vero e autentico con Dio.Questo testo deve interrogarci sulla nostra relazionecon Dio e ci chiede di fare una verificaprofonda e, allo stesso tempo, sincera. Questoè valido per quanti cercano di seguire Gesùsia come religiosi o sacerdoti sia come laici.A forza di abitudine, non sarà che nella nostravita è venuto a mancare il vino? A forza di crederciin regola, non sarà che è al posto dell’amore,cuore del nostro rapporto con Dio, siaentrato il legalismo? Questo accadde ai fariseie alle guide del popolo di Israele. Questo potrebbeaccadere anche con noi. Se fosse questoil nostro caso, Maria, Madre delle Grazie,viene in nostro soccorso, presentando al suoFiglio la nostra situazione di bisogno, chiedendoci,però, come ha chiesto ai novelli sposi,di fare quello che Lui ci dirà. E allora, grazieall’intercessione di Maria e al nostro impegno,l’acqua si trasformerà in vino e, come dicevala prima lettura (cf. Ester 8,3-8.16-17), ci saràgioia ed esultanza, ci sarà festa, la festa diuna vita appassionata, perché saremo tornati alprimo amore, la festa di una vita riconciliata,perché la relazione tra noi a Dio sarà basatasull’amore.Madonna delle Grazie, “ecco i tuoi figli”(cf. Gv 19,26),• accompagnaci nel nostro cammino di sequeladel tuo Figlio, così che possiamo riconoscerlonello spezzare il pane e siamopronti a riconoscere il suo volto in modo dacorrere dai nostri fratelli e sorelle per portareil grande annuncio: “Abbiamo visto ilSignore!” (Gv 20,25);• ottienici la grazia di tornare ogni giorno alprimo amore, di gustare in ogni momentola bellezza di seguire più da vicino Cristo,di vivere nella logica del dono totale di noistessi alla causa del Regno; e se verrà amancare il vino, fa che il tuo Figlio cambila nostra acqua nel vino dell’amore e noifacciamo sempre quello che Lui ci dice (cf.Gv 2,1-11);• sostienici con la tua materna intercessionenei momenti della prova, non permettereche cadiamo nella tentazione della stanchezza,della routine, dell’abbandono, masorretti dalla speranza “che non delude”(Rm 5,5), sappiamo andare avanti con speranzae, come te, stare e rimanere accanto aGesù nei momenti di gioia (cf. Gv 2,1) e neimomenti della prova (cf. Gv 19,25);• insegnaci a avere un cuore contemplativocome il tuo, per poter capire il mistero deltuo Figlio e, quando non riusciremo a capire,insegnaci a poter dire come tu hai rispostoalla proposta dell’Angelo: “Eccomi,avvenga in me come hai detto” (Lc 1,38).Fiat, fiat. Amen, amen.Fr. José Rodriguez Carballo, ofmMinistro generale2. Messaggio ai Capitolari della Provinciafrancescana dell’Assunzione della BNVdi LecceCarissimo Ministro provinciale,carissimi Confratelli capitolari,il Signore vi dia pace!Mentre celebrate la fase conclusiva del vostroCapitolo provinciale intermedio, sul tema“Liberi per evangelizzare”, voglio raggiungervicon il mio fraterno e cordiale saluto e rallegrarmicon voi per questo tempo di graziache vive la Provincia. Sono veramente contentodi sapere che, in questi giorni del Capitolo,avete dato molto attenzione al vostro essere“frati del popolo” e che, assieme alle attese delvostro popolo, avete accolto anche quelle deivostri Vescovi e che, pertanto, vi siete messiin ascolto della Chiesa, per essere cattolici”secondo l’esortazione della Regola. Per tuttoquesto rendo grazie all’Altissimo, Onnipotentee Buon Signore. Nei prossimi giorni dovreteprendere delle decisioni importanti riguardan-


194 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2ti il ridimensionamento delle presenze e delleattività, in modo che ci sia un maggiore equilibriotra le possibilità reali e le attività, che cisi possa aprire a forme nuove di testimonianzaevangelica e ci sia un’adesione sempre piùperfetta alla nostra vocazione. In questo contestovi incoraggio a passare dal bene al meglio,a progredire di virtù in virtù, come chiedevasanta Chiara a sant’Agnese.Voglio, più concretamente, stimolarvi adelaborare un progetto di vita e missione, comeci ha chiesto l’ultimo Capitolo generalenel suo Documento (cf. Portatori del dono delVangelo, = PdV, 27ss) o almeno a discernere econcordare le linee fondamentali, per poter poielaborare detto progetto.E in vista di questo progetto di vita e missione,ricordate sempre che, come afferma ilDocumento capitolare, l’evangelizzazione nonè una dimensione “esterna” alla nostra vita,ma è la nostra vita: infatti, il primo modo dievangelizzare è vivere la nostra consacrazione.Abbiate cura, quindi, della vostra vita diFrati Minori così che, accogliendo il Vangelonella vostra vita personale e fraterna, possiateannunciare quello che vivete (cf. PdV 7).Lasciatevi cambiare dal Vangelo (cf. PdV5),lasciatevi toccare dal dinamismo del Vangeloe la vostra esistenza si trasformerà in passioneincontenibile per il Regno (cf. PdV 28). Cercatedi vivere in tal modo che fra le prioritàdella nostra vita francescana ci sia una dinamicacircolare di alimentazione reciproca, dentrola quale possiate inserire i vostri progettidi evangelizzazione (PdV 28), progetti sempreelaborati e vissuti in piena comunione con laFraternità, poiché nessun progetto è iniziativao patrimonio personale, ma è la Fraternità cheevangelizza (PdV 27). Dato che è la Fraternitàad evangelizzare, curate in modo particolare lavita fraterna, in modo che nelle vostre Fraternitàci sia una vera comunione, una autenticacomunicazione, calore e verità nei rapporti trai Confratelli (cf. PdV 27). Ma in tutto questo,la rivitalizzazione della vita spirituale deve essereal primo posto. Fate sì che Dio occupi lacentralità della vostra vita e missione, che sialui il principio integratore della vostra esistenza(cf. PdV 12).Nella riflessione capitolare e nel Congressocapitolare vi chiedo di tener presenti i giovani.Non abbiate paura di proporre ad essi un sensoalto della vita e di annunciare la buona notiziadella vocazione francescana, come possibilitàconcreta anche per loro. Ma ricordate che,nella cura pastorale delle vocazioni, l’unicometodo valido evangelicamente e francescanamenteè: “Venite e vedrete”, il che esige daparte vostra una vita significativa.Vi benedico tutti nel nome del padre sanFrancescoRoma, 10 maggio 2011Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro generale, OFM3. Relazione all’incontro dei Presidenti delleConferenzeRoma, Curia generale, 16.05.2011RIVITALIZZARE LA NOSTRA VITAE MISSIONEPER ESSERE PORTATORIDEL VANGELOIl Capitolo generale 2009 ci ha lanciato unagrande sfida che non possiamo dimenticare ealla quale siamo chiamati a dare una risposta:essere portatori del dono del Vangelo. Ci haanche indicato un cammino: rivitalizzare il carismao la nostra forma di vita.Prima di informarvi del lavoro che il Definitoriogenerale sta portando avanti per realizzarei mandati capitolari affidatigli e disottolineare alcuni mandati che vi riguardano,in questo mio intervento desidero soffermarmisulla rivitalizzazione e sugli elementi fondamentalida rivitalizzare per far sì che la nostravita sia essa stessa portatrice del Vangelo agliuomini e alle donne della nostra società.I. Rivitalizzazione della nostra vitae missioneNegli anni precedenti abbiamo insistitomolto sulla rifondazione della nostra vita emissione. Il Capitolo generale del 2009, nelsuo Documento Portatori del dono del Vangelo(= PdV), ha preferito il termine rivitalizzazione,anche quando a volte usa il teminerifondazione. Personalmente penso cheentrambi i termini si completano, perché larifondazione guarda alla rivitalizzazione e larivitalizzazione implica la rifondazione. Pertanto,il cammino e gli obiettivi che abbiamoindicato nel progetto La grazia delle originiper la rifondazione sono pienamente validi per


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 195la rivitalizzazione. Il cammino e gli obiettivi,che abbiamo indicato come comuni per la rifondazionee per la rivitalizzazione, sono: centrarsi,concentrarsi e decentrarsi.Se desideriamo una rivitalizzazione profondadella nostra vita e missione non possiamoaccontentarci di un semplice adeguamentodelle strutture, anche se spesso è necessarioe, quindi, parliamo giustamente della necessitàdi un ridimensionamento. È necessariorivitalizzare la vita e la missione, è necessarioiniettare una nuova linfa nella nostra vita emissione, perché dal tronco secolare del nostrocarisma nascano nuovi rami, capaci di portarefrutto e frutto abbondante. In questo contestoe significato appare chiaro che la finalità dellaristrutturazione e del ridimensionamento è larivitalizzazione o, secondo le parole dell’ultimoCapitolo generale, ridarci significato, inuna maniera più semplice e più vulnerabile,ma anche più profetica e francescana (cf. PdV31).Si tratta, allora, di non rimanere in superficie,ma di andare in profondità, alle radici stessedella nostra vita e missione. In altre parole,si tratta di centrarci, di assicurare il primatodi Dio nella nostra esistenza, in modo che siail ”principio integratore” di quello che siamoe di quello che facciamo. Come affermail documento Portatori del dono del Vangelo,«nella centralità dovuta al Dio trino... giochiamola speranza che anima la nostra missione»(n. 12). Si tratta anche di concentrarci, di faredelle priorità del nostro carisma il vero nucleodella nostra vita e missione. Tra queste deve«stabilirsi una dinamica circolare di alimentazionereciproca» (PdV 28). Pensare che sipossa vivere l’una senza l’altra, organizzare lanostra vita, i nostri progetti tenendo conto solodi una delle priorità, sorvolando sulle altre,sarebbe semplicemente vivere come personeframmentate, divise, lacerate spiritualmentee carismaticamente, con gravi conseguenzeanche per la vita fraterna. Si tratta, infine, didecentrarci, di uscire da noi stessi, di esseremeno autoreferenziali e di «essere più attentiverso il divenire del mondo» (PdV 14), rispondendoalla vocazione che ci ha ricordatoil Capitolo del 2009, quando ci ha definito come:frati minori evangelizzatori, che percorronole strade del mondo e attraversano ognitipo di frontiera con il cuore rivolto al Signore(cf. PdV 10.11), o anche persone che, avendoaccolto il Vangelo e lasciato che il suo dinamismotoccasse le loro vite, con fantasia ecreatività, lo restituiscono agli uomini e donnedel nostro tempo (cf. PdV 9.10.28), secondo lalogica del dono.Come si vede, la rivitalizzazione, alla qualesiamo chiamati, non si può ridurre a una revisioneo ad una riorganizzazione, sebbeneprofonda, delle strutture. In molti casi questosarebbe la cosa più facile, ma anche sarebbe unlavoro a metà. Il Capitolo generale del 2009 ciricorda che «prima di preoccuparci di adeguarele nostre strutture dovremmo cominciare aleggere con attenzione i segni dei tempi e deiluoghi e lasciarci interpellare da essi» (PdV29). Una lettura attenta di questi segni indicala necessità e l’urgenza di una rivitalizzazioneprofonda di quello che siamo e facciamo. Inquesto ci giochiamo tutto il presente e il futuro.Le tre colonne fondamentali della vita consacrataBenedetto XVI, nel discorso che ha rivoltoall’Unione dei Superiori Generali durantel’Udienza del 26 novembre 2010, in pienasintonia con la riflessione che si sta facendoin questi ultimi anni, ha segnalato tre colonnedella vita consacrata che, appunto per questo,sono anche quegli elementi ai quali dobbiamoessere attenti nello sforzo e impegno per larivitalizzazione. Questi tre elementi sono: laspiritualità, la fraternità e la missione. A questinoi, in quanto Frati Minori, dobbiamo aggiungerela minorità.Quali sottolineature dovranno essere fattesu questi tre elementi, perché vi sia una vera eprofonda rivitalizzazione?La spiritualitàForse sarebbe meglio parlare di dimensionecontemplativa o, come oggi dicono molti, didimensione mistica, mettendo in questo casoallo scoperto ciò che desideriamo indicare conil termine spiritualità. Non si tratta semplicementedi una serie di pratiche pietose, ma diuna profonda esperienza di Dio, così che quantopiù profonda sarà questa esperienza, tantopiù autentica sarà la spiritualità. La personaveramente spirituale sa che la spiritualità ha ache fare con il vivere una vita piena, non vacua.La spiritualità autentica è la vita illuminatada una incontenibile ricerca di pienezza. Èvita vissuta in pienezza. Questo esige non tantoche ricerchiamo tecniche spirituali e formulepsicologiche per dare contenuto alle nostrevite, ma che si penetri in noi stessi per pulire


196 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2il cuore dalla spazzatura, invece di centrarcisul controllo dell’ambiente e delle situazioniche ci circondano. La vera spiritualità ci portaa vedere il presente con gli occhi dell’anima,con gli occhi di Dio, in modo che possiamoscorgere il cielo che ogni vita ha dentro di sé.La vita spirituale non è un’andare in ricercadi novità, ma un salto in profondità, fino alcuore.Non c’è vita cristiana o religiosa senza vitaspirituale, intesa questa come esperienza diDio. Credo che sia importante ricordare questaverità a noi stessi, per ricordarlo anche ai fratelliche ci sono stati affidati, in questi tempi incui, dominati dal fare (anche il fare pastorale),spesso si pensa che l’esperienza di fede corrispondapiù all’impegno nel mondo piuttostoche all’accesso a una relazione personale conDio, vissuta in un contesto comunitario, radicatanell’ascolto della Parola di Dio, plasmatadall’Eucaristia e articolata in una vita di fede,di speranza e di carità. Cadere in questa tentazionesarebbe banalizzare la fede. Questa, invece,ci conduce a fare un’esperienza reale diDio e ci introduce in pieno in una vita condottadallo Spirito. Colui che crede in Dio non si accontentadi avere idee giuste su di Lui, ma cercadi farne esperienza nella vita di ogni giorno.Penso che sia urgente rivitalizzare la spiritualità,in modo che questa non sia uno scappare,una fuga, ma una vera esperienza che ciintroduce nel “cuore” di Dio e in noi stessi e,al tempo stesso, ci decentra e ci fa uscire da noistessi, per andare ad incontrare gli altri. La spiritualitàha una grande vocazione: fare di Dioil principio integratore di tutta la nostra vita emissione (cf. PdV 12).Una spiritualità solida sarà radicata nellaParola. Benedetto XVI, oltre a ricordarci chetutta la vita consacrata nasce dall’ascolto dellaParola e dall’accoglienza del Vangelo comenorma di vita (cf. Verbum Domini = VD 83),ci rammenta anche che «la Parola di Dio è allabase di ogni autentica spiritualità cristiana».È per questo che il Papa colloca l’«approccioorante al testo sacro come elemento fondamentaledella vita spirituale di ogni credente»,offrendoci un criterio chiave per entrare nei segretidella Parola: «l’intelligenza della Scritturarichiede, più ancora che lo studio, l’intimitàcon Cristo e la preghiera» (VD 86). Coerentecon l’importanza che dà alla Parola di Dio comeesigenza della spiritualità cristiana e comecostruttrice di comunione e di comunità (cf.VD 86), chiede che non manchi nelle comunitàreligiose «una formazione solida alla letturacredente della Bibbia» (VD 83).Da parte sua, l’ultimo Capitolo generale ciha chiesto di introdurre «nella vita delle Fraternitàincontri periodici dedicati alla letturaorante della Parola» (Mandato 12) e ci ha ricordatoche l’evangelizzazione in chiave francescanadeve essere «sostenuta da una forteesperienza di Dio» (Mandato 13), per cui «sicrei, in ogni Entità o a livello interprovinciale,almeno una casa di accoglienza e di condivisionein cui la vita di orazione sia vissuta comemanifesta priorità, così che possa diventare“scuola di preghiera” per i Frati e per i laici ecome forma di evangelizzazione (Mandato 9).A voi, cari Presidenti, vi chiedo di animarenelle Conferenze questo aspetto fondamentaledella nostra vita e missione. Chiamati comesiamo ad essere portatori del dono del Vangeloe ad annunciare quello che viviamo (cf.PdV 7), dobbiamo lasciarci abitare dalla Parolache annunciamo, dobbiamo sentirci nellacondizione di essere evangelizzati per poterevangelizzare, perché solo la «vita segnata daldinamismo del Vangelo si trasforma in passioneincontenibile per il Regno» (PdV 28).D’altra parte, l’esperienza di Dio deve articolarsiin una vita di fede, speranza e carità.Vita di fede. Questo comporta, prima di tutto,di educarci nella fede. Il Capitolo 2009 ciha messo in guardia sulla nostra vita di fede,quando ci ha chiesto di essere autocritici pervedere se non stiamo per caso attraversandouna crisi di fede, che poi lascia come tracce«l’immobilismo e lo stallo che minacciano diparalizzare ogni dinamismo evangelizzatore»(PdV 12). La fede vive nel mistero che è Dioe fiorisce nella vita, che a sua volta sfocia nellatestimonianza e nell’annuncio del Vangelo.L’esperienza di Dio che si basa nella fede, altempo stesso ci conduce ad una fede che trascendele nostre necessità di risolvere i nostriproblemi quotidiani. La fede è certa solo quandosiamo capaci di fidarci nell’oscurità che èla luce.Considero di importanza capitale che il temadell’educazione della fede sia centrale nellaformazione iniziale e permanente, in modoche la fede tocchi la nostra vita e si convertanella «vera sorgente della nostra speranza, dellanostra sequela di Gesù Cristo e della nostratestimonianza al mondo» (Il Signore ci parlalungo il cammino = Spc 18). Sono pienamenteconvinto che qui incontriamo una delle chiaviper evitare il salasso degli abbandoni.


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 197Speranza. Nella misura in cui cresce la fedetra noi, crescerà anche la speranza e la carità.Sono sicuro di non sbagliarmi se dico che ilpessimismo che regna in molti Frati davanti alfuturo è causato dalla mancanza di fede. Loafferma chiaramente Gesù quando rimproveraa Pietro la poca fede e per questo era sul puntodi affondare ( Mt 14,31). Sant’Ilario de Poiters,nel suo Commento ai Salmi (118, 15,7) sifa eco della domanda che molti, tanto ieri comeoggi, rivolgono ai credenti e, lo possiamoaffermare, specialmente ai consacrati: dov’ècristiani la vostra speranza?». La speranza nonè solo una possibilità, bensì una responsabilitàdi ogni credente, di ogni consacrato. Questaresponsabilità oggi è drammatica e una dellesfide principali della Chiesa e della vita consacrata/francescana.Davanti alla crisi delle vocazioninon sarebbe bene che ci domandassimo:sappiamo proporre una vita bella e felice,buona e piena perché abitata dalla speranza,secondo l’esempio di Gesù di Nazareth o diFrancesco di Assisi? Ho l’impressione che inmolti consacrati il nemico della speranza sial’indifferenza, il non senso o, quanto meno,la irrilevanza del senso. Dobbiamo ricordarequello che già diceva sant’Agostino: «È solola speranza quella che ci rende propriamentecristiani» (La Città di Dio, 6,9,5). È la speranza,in effetti, quella che ci manterrà nel cammino,in posizione eretta, quella che renderàpossibile il futuro.Carità o, che è uguale, donazione totaleagli altri, impegno a favore degli altri, particolarmentedegli ultimi. Un pericolo, dalquale dobbiamo stare molto attenti quandosi parla di spiritualità, potrebbe essere quellodi giustificare, basandoci su di essa, il distaccorispetto alle grandi questioni della vita.La spiritualità si può convertire allora in unascusa per permettere che il mondo sprofondi.Sarebbe allora, un uso fraudolento dellaspiritualità, che niente avrebbe a che vederecon l’esperienza di Dio. Se l’esperienza diDio consiste nell’assumere il cuore di Dio nelcuore del mondo, allora questa esperienza cideve condurre ad un vero impegno a favoredell’umanità. La passione per Dio è inseparabiledalla passione dell’umanità. È per questoche il documento del Capitolo 2009 ci ricordache «la spiritualità che alimenta la nostra vitae missione evangelizzatrice non è mai alienadalla vita dei nostri popoli e da quanto la riguarda»(PdV 30).In questo contesto il Capitolo ci chiede chele tante realtà negative, presenti nella societàdi oggi, «devono essere portate nella preghierae soggette a discernimento nella nostra praticaquotidiana della lettura orante della Parola»;anche «i valori della giustizia, della pacee dell’integrità del creato, che sono valori radicatinel Vangelo, devono rendersi naturalmentepresenti nella nostra vita di orazione edevozione, come pure nella vita quotidiana enell’esercizio dei nostri ministeri» (PdV 30).Lo stesso Capitolo afferma con forza: «è necessariaanche una sensibilità sociale (…)non possiamo voltare le spalle al divenire delmondo» (PdV 29). Non può esserci un veroimpegno per la trasformazione delle realtà dipeccato che colpiscono tanti dei nostri fratellisenza una profonda esperienza di Dio, comenon ci può essere una vera esperienza di Dioche non conduca a collocarci accanto ai tantinostri fratelli più bisognosi.La fraternità/minoritàLa fraternità è forse il volto più bello delfrancescanesimo. La minorità, a sua volta, è ilvolto più attraente del nostro modo di situarcinel mondo. La fraternità ci fa icone della comunionetrinitaria, la minorità ci converte inicone del Cristo kenotico, così come si è rivelatonella persona del Figlio. La minorità dà“colore” e “sapore” alla fraternità; pertanto,non possono essere separate.Rivitalizzare la fraternità è renderla piùumana e più umanizzante. Questo a sua voltacomporta, tra i molti, i seguenti elementi:• il vivere i valori umani, l’esperienza di fedeche ci porta ad accettare gli altri nellaloro propria realtà, «come sono e in quantouguali» (CCGG 40), come dono del Signore(cf. Test 14);• le relazioni segnate dalla «familiarità di spiritoe di mutua amicizia», alimentate dallacura dei valori tanto umani, dei valori evangelicie francescani che sono: la cortesia, lospirito gioviale, la “fede orizzontale” e lastima reciproca, così come le altre virtù (cf.CCGG 41);• la Koinonia (comunione) dei beni, di vita edei cuori (cf. At 2,44);• lo sforzo di tutti e ciascuno dei membridella fraternità per costruire, giorno dopogiorno, una vera vita fraterna, a partire dallalogica del dono e della gratuità, come unachiara alternativa alla logica del prezzo, delguadagno, dell’utilità e del potere, così imperantinella società di oggi,


198 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2• il vivere l’armonia delle individualità;• l’accompagnamento “materno” dei Frati,particolarmente dei frati in difficoltà;• «la ricerca dei mezzi per ricreare mutua comunicazione,calore e verità nelle relazionereciproche» (PdV 27);• che tutti i progetti di evangelizzazione sianoassunti per e dalla fraternità, perché èquesta che evangelizza (cf. PdV 27, Mandato13).La fraternità è il luogo appropriato per darequalità al volto dell’amicizia, della cortesiae della gratuità. È il luogo dove prende carnel’esperienza di Dio. La fraternità è il luogodove mettiamo alla prova la nostra capacitàdi ascolto e di accoglienza del Dio sempre fecondo,aprendoci all’accoglienza del diverso,dell’altro.Chiamati a vivere, inoltre, la spiritualitàdella comunione e della fraternità tra noi., iFrati Minori sono chiamati, anche, a generarecomunione e fraternità attorno a loro. In unasocietà profondamente divisa e frammentata,siamo chiamati ad essere “signum fraternitatis”,a coltivare e ampliare giorno per giorno,a tutti i livelli, spazi di comunione, ad essereinventori di segni che manifestano al Dio comunione,fortificando tra noi la fede orizzontale,la stima reciproca o la stima reciproca, lacomunicazione profonda.La minorità è, a sua volta, un’opzione chiaramentecristologica: il Figlio da ricco che era,si fece povero, da primo si fece l’ultimo, dail Signore si fece il servo (cf. Fil 2,6-11). Laminorità è la nostra scommessa perché nientein noi ostacoli l’epifania dell’altro. È il nostromodo di «“toglierci i sandali” di fronte al misterodell’altro nel quale il Mistero ha la suaepifania» (Spc 28). La Minorità è camminarecon gli altri nella ricerca del significato profondodella nostra vita e della vita di chi ciaccanto, mendicanti di senso con gli altri mendicantie minori con i minori ( Spc 6.30). Laminorità è un modo di andare per il mondo:con mansuetudine verso tutti gli uomini, senzamormorare, senza litigare né facendo dispute,senza giudicare né condannare (Rnb 7,15;11,9-11). La minorità è abitare la frontiera,la marginalità, tanto nella società come nellaChiesa ( Spc 33), abitare le fessure di un mondoframmentato (cf. PdV 23) e i chiostri disumani(cf. Il Signore ti dia pace 37). Minorità«è condividere la vita dei poveri e di quelli chesi trovano lungo la strada» (PdV 7). Minorità èespropriarci, è essere meno autoreferenziali, èvivere sine proprio. Il documento del Capitolo2006 ci ha rivolto questa pressante domandache continua ad essere molto attuale: «abbiamola lucidità e l’audacia necessarie per viverela buona novella della minorità?» (Spc 30).La missione evangelizzatricePer noi la missione evangelizzatrice non èun lavoro, né tanto meno una professione, èuna vocazione alla quale non possiamo sottrarci.«Guai a me se non predicassi», dice Paolo(1Cor 9,16). «Guai a noi se non evangelizzassimo»,dobbiamo dirci. La missione evangelizzatriceè ciò che dà autenticità alla nostraesperienza di fede e che rende significativa lanostra vita di fraternità. Questa missione si realizzacertamente attraverso la predicazione,ma nel nostro caso si realizza con la nostra vitadi fede e di fraternità in minorità. Secondo ildocumento del Capitolo generale 2009 la missioneevangelizzatrice, che nasce dalla «fedein un Dio che è Padre e che dagli abissi dellasua intimità di comunione e amore invia ilsuo Figlio ad annunciare e a rendere presentela buona novella del suo Regno per l’azionedello Spirito» (PdV 12), deve avere, tra altre,le seguenti caratteristiche, alcune delle qualigià menzionate:• Essere sostenuta da una profonda esperienzadi Dio (cfr. Mandato 13).• Sia fatta in fraternità e con la testimonianzadella vita fraterna, perché nessun progettoè individuale, ma è sempre la fraternità cheevangelizza (cf. Mandato 13; PdV 27).• Abbia il carattere di inter gentes, di itineranza,di presenza in zone sconosciute, difficili,rischiose e di vicinanza ai più poveri,sofferenti, esclusi (cf. Mandato 13).• Deve tendere ad inculturare il Vangelo e incarnareil suo messaggio nei diversi contestinei quali viviamo (cf. PdV 16), in modoche sia comprensibile per la cultura del nostrotempo (cf. PdV 8). Per questo è necessariala “simpatia” con il mondo per entrarein dialogo con gli uomini e le donne delnostro tempo, senza sospendere per questoil giudizio critico rispetto ad esso (cf. PdV15), «imparare il linguaggio del mondo ei suoi codici di comunicazione per rendereintelligibile il messaggio» (PdV 16).• Deve aprirsi sempre alla missione ad gentes«tratto essenziale di ogni evangelizzazione,espressione piena e in un certo modo complementodella missione inter gentes (cf.PdV1 8).


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 199• In stretta collaborazione con i laici, particolarmentecon la famiglia francescana (cf.Mandato 13; PdV 25).• Con la testimonianza silenziosa e l’annuncioesplicito della Parola di Dio quando sivedrà che “piace al Signore”, in una sintesiche è resa possibile dalla docilità allo Spirito(cf. PdV 20).Tutto questo richiede:• Rinnovare la nostra fede nella Trinità, perchésolo «a partire da questo presupposto difede possiamo capire che la missione evangelizzatriceè essenzialmente inerente allanostra vocazione francescana» (PdV 12).• Lasciarci abitare dal Vangelo in modo cheannunciamo quello che viviamo ( cf. PdV 7).• Decentrarci ed essere meno autoreferenziali(cf. PdV 14), metterci in cammino, instrada, superando qualunque tipo di barriera(cf. PdV 22).• Entrare in un “conversione ecclesiologica”per dare ai laici il protagonismo che competeloro nell’opera d’evangelizzazione (PdV 25).• Entrare in una cultura di progetto dalla qualesi possa elaborare un progetto di vita emissione che comprenda tutti gli aspettiprecedentemente segnalati e la cui finalitànon sia la preoccupazione dell’efficaciaoperativa, bensì di creare tra tutte le prioritàdella nostra vita una dinamica circolaredi alimentazione reciproca all’interno dellaquale si inseriscono i nostri progetti dievangelizzazione (cf. PdV 28).Chiedo a tutti voi, in quanto Presidenti dellevostre rispettive Conferenze, di favorire una seriarevisione della nostra vita e missione poiché,come afferma sempre il Capitolo generale 2009,«la missione non è semplicemente la dimensione“esterna” della nostra vita», ma si «presentacome l’orizzonte di tutto il cammino di conversionedel Frate Minore e quindi della formazionepermanente» (PdV 28). Nel contempo vi chiedodi avere l’audacia di iniziare nelle vostre Entità,e di sensibilizzare gli Ministri e Custodi a farealtrettanto, cammini inediti di presenza e di testimonianzaevangelica che corrispondano più adeguatamenteai nostri tempi, così che, rendendopiù significativa la nostra vita, possiamo risponderemeglio alla missione di restituire il Vangeloagli uomini e donne di oggi.II. Mandati capitolari che riguardanol’attività del Definitorio generaleIn questi due anni trascorsi dall’ultimo Capitolo,il Definitorio generale ha sempre avutopresente nelle sue attività di animazione i mandatiche hanno come soggetto il Definitoriostesso. Informo brevemente del lavoro svoltofinora per dare compimento a questi mandati.• Mandato 1, sulle priorità in chiave di missioneevangelizzatrice. Posso dire che questaè una costante nell’animazione dell’Ordine,tanto da parte mia come da parte deimembri del Definitorio.• Mandato 2 sull’identità francescana. Questotema viene trattato da parte del Definitoriogenerale nelle lettere scritte in occasionedella festa di san Francesco. È statagia pubblicata una lettera sull’identità delFrate Minore presbitero. Prossimamentene uscirà un’altra sul Frate Minore laico. IlDefinitorio generale, inoltre, sta riflettendosulle varie istanze dell’identità francescanain generale, partendo dalle Fonti, dalle Costituzionigenerali e dai segni dei tempi. Inquesto incontro due Frati, che ci stanno aiutandoin questa riflessione, vi proporrannola riflessione che già fecero ai nuovi Ministriprovinciali.• Mandati 3.4.5, sugli incontri del MinistroGenerale con le diverse istanze dell’Ordine.Si stanno portando avanti con regolarità.L’incontro con i nuovi Ministri eCustodi, con i Visitatori generali e con iPresidenti delle Conferenze (cf. Mandato3) avviene tutti gli anni. L’incontro delMinistro generale e del Definitorio con leConferenze (cf. Mandato 4) lo abbiamo giàavuto con la COMPI, le quattro Conferenzedell’America Latina e entro l’anno si terràl’incontro con le due conferenze dell’Asia econ la Sud Slavica. Con le altre Conferenzesono state già fissate le date per gli incontri.Da parte loro i Definitori assistono con regolaritàagli incontri delle Conferenze (cf.Mandato 5), sempre che non sia loro impossibilea causa delle date. La valutazionedi questi incontri risulta molto positiva.• Mandato 10 sul moratorium. Il Definitoriogenerale ha elaborato un sussidio perché leEntità potessero vivere questi tre primi annidel sessennio in attitudine di moratorium.So che varie Entità lo stanno facendo conbuoni risultati a livello di condivisione, divalutazione e di programmazione. Penso,tuttavia, che come Presidenti dovete insistereperché tutte le Entità entrino in questoatteggiamento. In questo momento è fondamentaleprendere coscienza di dove siamo,


200 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2verso dove andiamo e verso dove ci spingelo Spirito, obbiettivi ultimi del moratorium.• Mandato 13 sulla evangelizzazione in chiavefrancescana. Posso assicurarvi che nellanostra animazione questo mandato è uno diquelli che abbiamo maggiormente presenti,coscienti che nell’attuazione di questo cigiochiamo molto del significato della nostramissione evangelizzatrice. Vi propongodi programmare, a livello di Conferenze,incontri di valutazione della missione evangelizzatricealla luce di questo mandato.• Mandato 14, sullo studio circa la situazionedell’Ordine. Questo studio è stato affidatodal Definitorio generale, così comeprevisto dal mandato, ad una CommissioneInternazionale. Per il momento la Commissionesi è riunita varie volte, ma ancora nonha trovato la metodologia appropriata. Èprevisto che a luglio la presenti al Definitoriogenerale.• Mandato 15-16, 23-27, sull’accompagnamentoe formazione dei missionari e progettimissionari. Questa è un’altra prioritàdel Definitorio generale. Per il momentosi sta avendo una discreta risposta alla miachiamata a favore della Terra Santa e Marocco.L’équipe della Fraternità di formazionemissionaria di Bruxelles è stata rinnovata.In collaborazione con l’UFME speriamodi poterla incrementare con qualcheFrate che possa collaborare nelle istituzionieuropee. Il Definitorio segue da vicino ilprogetto Amazzonia, il Progetto Europa,il Progetto Africa e il Progetto Asia (cf.Mandati 23-27), particolarmente attraversoi Definitori di zona. Per quanto riguarda ilprogetto Europa, c’è da dire che si è appenaconcluso il III seminario Internazionalesulle nuove forme di vita e missione. Inrelazione al progetto amazzonia, si apriràprossimamente una Fraternità Internazionaledel Vicariato di Requena (Perù) conun Frate di ogni Conferenza dell’AmericaLatina (4). Nel progetto Asia abbiamo apertouna nuova presenza in Cambogia. Per ilmomento questa presenza è stata affidataalla Provincia del Vietnam. Nel progettoAfrica stiamo rafforzando la presenza inSudan. Prossimamente apriremo una casadi formazione in questo paese.• Mandato 35-36, sulla formazione. Il Definitoriogenerale, attraverso il SGFS, staconducendo una verifica sulla ricezione el’applicazione della RFF e della RS. Perquesto, si stanno celebrando Congressi continentali(già si è celebrato quello dell’Asia)ed è stato programmato un CongressoInternazionale nel 2012 con i Segretariprovinciali per la Formazione e gli Studi.Sempre attraverso il SGFS si stanno portandoavanti incontri con i formatori dellevarie Conferenze e Entità. Da parta mia,nelle visite alle Province, ho sempre un incontroparticolare con i Formatori e i Fratiin formazione iniziale, così come con i Frati“under ten”.• Mandati 39-40, sulla collaborazione conla PUA e il potenziamento del patrimonioculturale dell’Ordine. Il Definitorio generalecontinua la collaborazione con la PUAattraverso una Commissione ad hoc peraccompagnare la nostra Università in tuttociò che riguarda il processo di Bologna, acui hanno aderito tutte le Università e Facoltàpontificie di Roma. Si è mantenutoun incontro con tutti i Professori OFM perstudiare alcuni punti concreti allo scopo dimigliorare la qualità e l’amministrazionedella PUA. Questi incontri continuerannonel futuro. Il prossimo è già stato fissato perdicembre del presente anno. Il Segretariogenerale per la Formazione e gli Studi, segueda vicino la formazione dei professorie altre attività dell’Università. Per promuovereil patrimonio culturale dell’Ordine, ilDefinitorio sta preparando alcuni Frati giovaniche possano continuare il lavoro dellaCommissione Scotista e del Collegio sanIsidoro. A questo ultimo speriamo che neiprossimi mesi si incorporino tre nuovi Fratiper completare la loro preparazione e inserirsipienamente nel lavoro di ricerca.• Mandato 42, sugli archivi. Attraverso ilDirettore dell’archivio della Curia, si èprogrammato per il 2013 il primo incontrodegli archivisti dell’Ordine, e si continua alavorare nella digitalizzazione e catalogazionedei nostri fondi documentari, per poterliporre al servizio dei ricercatori. Anchesi stanno portando avanti scambi con altriarchivi.• Mandato 45-46, studio sul Governodell’Ordine e il CPO. Dall’inizio di questosessennio questo studio è stato affidatoa una Commissione Internazionale, chegià ha presentato una serie di proposte perlo studio nelle Entità e nelle Conferenze.Quando questo studio sarà pronto si convocheràil CPO, dato che uno dei problemi


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 201principali da trattare in esso, è precisamenteciò che si riferisce alle strutture di governonell’Ordine.• Mandato 47, sulla necessità di offrire “lineeguida” per accompagnare processi di ridimensionamentoe ristrutturazione delle Province.Il Definitorio generale ha pubblicatoun sussidio nel quale si offrono queste lineeed anche si indicano gli obiettivi, i metodie le tipologie del ridimensionamento e ristrutturazionedelle Province. Il sussidio elaboratodal Definitorio è stato arricchito concontributi di alcune Province che hanno vissutogià questa ristrutturazione e con i nuoviMinistri provinciali e Custodi, a cui abbiamochiesto il loro parere e i loro suggerimenti. Ilsussidio è disponibile in varie lingue.• Mandato 48, sulle cause degli abbandoni.Il Definitorio generale ha nominato unaCommissione ad hoc per realizzare questostudio. La Commissione è formata dalProcuratore generale, dal Segretario dellaProcura, dal Segretario generale e dal Vicesegretarioper la Formazione e gli Studi.La Commissione si serve di esperti esterniall’Ordine. In questa stessa riunione avreteinformazioni più dettagliate sul lavoro chesta realizzando la Commissione.• Mandato 51 sulla trasparenza economica.Il Definitorio generale ha il massimo interessenell’assicurarla. Come nel sessennioprecedente, ogni anno si fa una “verificaesterna”, portata avanti da una agenziacompetente che, dopo un minuzioso esame,stende una relazione che viene inviata a tuttii Ministri e Custodi. Fino ad oggi hannosempre certificato la massima trasparenza.Anche in questo incontro, come in quellidel passato, da parte dell’economo generaleverrà data una informazione sull’economiadella Curia. Qualunque Ministro o Custodeche desidera avere accesso all’economiadella Curia può farlo in qualunque momento.D’altra parte l’Economo generale hapartecipato ad incontri di animazione e diaiuto ad alcune Entità, per assicurare un’economiacondivisa, fraterna e trasparente.Sono convinto che dobbiamo crescere nellatrasparenza economica anche delle Entitàcon la Curia generale.• Mandato 52 sulle fonti alternative di finanziamento.Tanto da parte del Definitoriogenerale come da parte dell’Economo generale,si continua a cercare fonti alternativeper non dipendere esclusivamente dalleProvince. Per questo contiamo sull’AuditoriumAntonianum, già aperto al pubblico ein breve speriamo anche sulla casa di accoglienza“Il Cantico”. In questo incontropotete visitare i lavori della casa di accoglienzae, se qualcuno lo desidera, può avereinformazioni sull’andamento dell’Auditorium.L’Economo generale, inoltre,sta cercando con l’aiuto di esperti formealternative di finanziamento con il denaroche abbiamo a disposizione, mantenendo ilcapitale assicurato. Fino a questo momentogli interessi sono stati abbastanza alti.• Mandato 53 sul Fund Raising. Fin dall’inizioil Definitorio generale ha incaricatoil Vicario generale di portare avanti la realizzazionedi questo mandato: controllaree studiare la struttura dell’Ufficio generaledi sviluppo. Il lavoro è lento, ma cominciamoa vedere alcuni risultati, grazie specialmenteal lavoro con alcune fondazioni. IlDefinitorio continua a studiare forme perincrementare il Fund raising.• Mandato 54 sulla formazione nel campoeconomico. Per il momento il Definitoriogenerale non ha potuto elaborare un progettoper la formazione iniziale e permanentenel campo economico. Tuttavia tenendoconto della situazione che si è creata in alcuneEntità dell’Ordine, chiedo che le Conferenzeorganizzino corsi per la formazionedegli Economi. È qualcosa che consideromolto importante. Anche penso che nonsia buono che gli Economi si perpetuinonell’incarico. Vedendo alcune situazionipenso che sarebbe necessario pensare aduna legislazione simile a quella che vale peri Guardiani, Definitori, Ministri e Custodi.• Mandato 55 su un prontuario sui temi economici.Ancora non è stato elaborato, mal’economo generale sta raccogliendo materialesu questo.• Mandato 61 sulla revisione degli apportial SGME e al SGFS. Così come chiede ilmandato, è stata creata una Commissione.Durante questo incontro si studierà unaproposta per assicurare il fondo per la Formazionee gli Studi. La Commissione cercheràdi formulare una proposta anche perle missioni e l’evangelizzazione.III. Mandati capitolari che riguardano le Entitàe le ConferenzeNon è mia intenzione, perché il tempo non


202 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2me lo permette, di fermarmi in ciascuno deimandati del capitolo che riguardano direttamentele Entità o Conferenze. Chiedo che iPresidenti li tengano molto presenti nell’animarela Conferenza, coscienti che, senza laanimazione delle varie Entità difficilmente sipotrà animare una Conferenza. Da parte miain questo momento semplicemente desiderosottolinearne alcuni.I Mandati 6-12 riguardano direttamente leEntità e trattano di un aspetto fondamentaledell’Ordine: l’animazione della nostra vita emissione a tutti i livelli. Un elemento centraleper questa animazione è la ricerca permanenteper rinforzare la nostra identità francescana nelmondo attuale. Chiedo che, senza dimenticarenessuno di questi mandati, si presti particolareattenzione al numero 2, che parla del progettodi vita fraterna, sopra il quale ho già parlatoprecedentemente e sopra il moratorium o processodi riflessione e di discernimento al qualeè chiamato tutto l’Ordine, mandato 10, e soprail moratorium personale. Il mandato 10 sulmoratorium al livello di tutto l’Ordine prevedetre momenti:• Analizzare dove ci troviamo oggi nella vitadi fede e di orazione, nella vita di comunionein Fraternità e Minorità, nella Chiesa enel mondo;• Ascoltare verso dove ci spinge lo Spirito nellavita di fede e preghiera, nella vita di comunionein Fraternità e Minorità, nella presenzae servizio alla Chiesa e nel mondo;• Decidere dove vogliamo andare.Personalmente sono convinto che il moratoriumcosì come è impostato, esercizio diriflessione e discernimento, aiuterà molto perrivitalizzare l’Ordine e ridare significato allepersone e all’istituzione.Sebbene il Mandato 13 si riferisca direttamenteal Ministro e al Definitorio generale,credo tuttavia che sia importante che le Entitàe le Conferenze lo tengano molto presenteal momento di valutare le attività e presenzeevangelizzatrici e in quello di aprirsi ad altrenuove presenze (cf. Mandato 12).Per migliorare il nostro impegno evangelizzatoree l’identità francescana della nostraevangelizzazione, seguono una serie di mandati,che, tra l’altro, chiedono:• rivedere i programmi di formazione permanentee iniziale alla luce dell’evangelizzazionee della missione; motivare ai canditatie ai frati a una missione in chiave francescana;• formare i Frati nel campo dei mezzi di comunicazionesociale (cf. Mandato 17);• promuovere e sviluppare durante la formazioneiniziale la dimensione missionariae le esperienze formative missionarie (cf.Mandato18);• privilegiare le nuove forme di vita e missione(cf. Mandato19), senza tralasciare leforme tradizionali di evangelizzazione, attualizzandolequando sia necessario;• collaborare nei progetti missionari con personalee con mezzi economici( cf. Mandati21-27; 61).I mandati 33,34,37, e 41 si riferiscono allaformazione. Di questi desidero sottolinearesolo: il mandato 33 che parla della priorità chedobbiamo dare alla formazione permanente, ilmandato 34 che chiede di fare una valutazionesulla adeguazione nella prassi formativa alleesigenze della Ratio Formationis, e il mandato41 che, oltre a riferirsi al master di evangelizzazione,fa riferimento anche al master deiformatori. Questo ultimo è una vera urgenzanel campo formativo. Senza formatori formatila nostra formazione non sarà mai di qualità.I mandati 43 e 44 si riferiscono a GPIC eall’impegno che tutte le Entità hanno assuntonel Capitolo di favorire certi valori che sonoprofondamente evangelici e francescani.I mandati 49 e 51 si riferiscono a alcuneesigenze di ordinamento che è necessario tenerpresente. Da parte sua il 51 insiste nella trasparenzaeconomica, tanto per il governo generalecome per le Entità. Chiedo che gli si presti particolareattenzione a questo tema, perché dellatrasparenza economica dipendono tante altrecose nella nostra vita.ConclusioneIl compito che il Capitolo ci ha consegnatonon è poca cosa né facile, ma è il compitoche noi stessi in clima di discernimento cisiamo dati. È allora il momento di passare daibuoni desideri alla messa in pratica di quelloche insieme abbiamo deciso se desideriamorealmente crescere in qualità evangelica di vita,obiettivo versi cui tutti dobbiamo sentircicoinvolti, per ridare significato alla nostra vitae missione.Giordano, il protagonista del romanzo“L’ultima confessione” di Morris West,in una classe di Parigi diceva ai suoi alunni:«Dall’epoca dei greci ci siamo ubriacati di eloquenza».E il professore venezuelano Ramon


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 203Pinango scriveva in un giornale di Caracas:«Dobbiamo differire la domanda: che cosadire?, per chiederci: che cosa fare? Se non lofacciamo, resteremo intrappolati nel labirintodella verbosità».Se non desideriamo essere vittime di unverbalismo facile o di un attivismo privo di riflessione,«cessino le parole e siano le operea parlare», come affermava sant’Antonio diPadova.Fr. José Rodriguez Carballo, ofmMinistro generale, OFM4. Carta con motivo de la Fiesta de SantaClaraDos nombres, dos fenómenos,dos leyendas:Francisco y ClaraVIII Centenario de la fundaciónde la Orden de las Hermanas PobresQueridas Hermanas Pobres:«!El Señor os dé la paz!»El 16 de abril hemos inaugurado solemnementeen Asís, en comunión con todas lashijas de santa Clara presentes en el mundo entero,las celebraciones del VIII Centenario dela conversión de Clara de Asís y de la fundaciónde la Orden de las Hermanas Pobres. Talacontecimiento inició con la celebración delas primeras Vísperas del Domingo de Ramos,presidida por el Obispo de Asís, Mons. DomenicoSorrentino, en la Catedral de S. Rufino. Acontinuación se hizo una peregrinación haciala Porciúncula, en Santa María de los Ángeles,donde la joven Clara, abandonada “casa, ciudad,y familia”, se refugió para consagrarse alSeñor “delante del altar de María” (cf. LegC8), y abrazó la forma de vida que Francisco lemostraría (cf. TestC 5), y que más tarde el PapaInocencio IV bendijo, aprobando la Regla dela Orden de las Hermanas Pobres. La peregrinación,en la que participaron un gran númerode Hermanos Franciscanos, de Religiosas yReligiosos, así como numerosos laicos, hizouna statio en los lugares donde las HermanasPobres conservan y trasmiten el propósito devida de Clara: el Protomonasteiro, el Monasteriode S. Quirico y el de Santa Coleta.Éste fue realmente un momento lleno deemoción por el acontecimiento del que se hacíamemoria: la consagración de Clara, con elcorte del cabello por Francisco mismo, y lafundación de las Hermanas Pobres; emociónfavorecida y aumentada por la peregrinaciónnocturna desde Asís a Santa María de los Ángeles,animada por cantos y la lectura de textosde la vida de Clara y de sus Escritos, e iluminadapor las luces trepidantes de las antorchas,así como por la prolongada permanencia antela Porciúncula, donde “la Madre de las misericordias”generó la Orden de los HermanosMenores y de las Hermanas Pobres (cf. LegC8).Delante de la Porciúncula, en nombre detodos, he dado gracias al Padre de las misericordiaspor haber inspirado a Francisco elvivir según la forma del santo Evangelio (cf.TestC 5) y por haber llamado a Clara a dejarseseducir por “el más bello de los hijos de loshombres” (2Cta 20), hasta el punto de dirigirhacia Él, constantemente y para siempre, su“mente, alma y corazón” (2Cta 20). Al mismotiempo le he dado gracias por las innumerablesHermanas Pobres que, en estos 800 años dehistoria, han intentado seguir a Cristo segúnla forma de vida vivida y propuesta por Clarade Asís, realizando de este modo la profecíadel Papa Alejando IV quien, ilustrando el carismade la “mujer nueva” del valle de Espoleto,habló de “un árbol alto, dirigido hacia elcielo, con abundantes ramas, que en el campode la Iglesia producía suaves frutos y a cuyasombra, agradable y amiga, llegaron muchosseguidores de todas partes, y todavía hoy correnpara gustar los frutos” (BolsC 11). Dehecho, a la muerte de Clara ya había en Italia115 monasterios y fuera de Italia 50. Al iniciodel siglo XIV eran 413 monasterios. Hoy losmonasterios en el mundo son cerca de 1000,con casi 15.000 hermanas, todas nacidas de laplantita de Francisco.El significado de una celebraciónLas celebraciones, que van del 16 de abrildel 2011 al 11 de agosto del 2012, quieren serun tiempo favorable para reavivar la memoriade aquello que aconteció hace ahora 800años, para proponer de nuevo la espiritualidadde esta mujer extraordinaria y, sobre todo, pararedescubrir la actualidad del mensaje de lamadonna Chiara.• Reavivar la memoria. Por aquellas “muje-


204 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2res –grita Francisco mientras repara la iglesitade San Damián- se dará gloria al Padrenuestro celeste en toda la santa Iglesia”(TestC 14). Tal vez ni Francisco mismo eradel todo consciente de que la forma de vidaabrazada por Clara habría de ser soporte delministerio petrino y alimento para la misiónde la Iglesia, como escribió el Papa GregorioIX a la plantita de Francisco y a las HermanasPobres de San Damián en 1228. Lavida de Clara, “bajo la guía de Francisco–escribía Juan Pablo II- no fue eremítica,aunque sí contemplativa y claustral”. AlejandoIV, en la Bula de canonización, yaafirmaba: “Clara callaba, pero su llama gritaba”.Sí, su llama gritaba por la ejemplaridadevangélica, capaz de llevar a Cristo aaquellos que estaban en el mundo para sersostén de los miembros vacilantes; gritabapor su gran corazón, que abrazaba a todacriatura, aún a la más humilde y olvidada,porque estaba marcada por la benevolenciadel creador (cf. BolsC 4-5; 3Cta 8; Proc 7.12).• Proponer de nuevo la espiritualidad deClara. En el mensaje a las Hermanas Pobres,con motivo del I Congreso Internacionalde las Presidentas de las FederacionesOSC, se proponían tres años de preparacióna estas celebraciones para profundizaren los siguientes temas: vocación (2009),contemplación (2010), pobreza (2011). Sí,habéis escogido un modo serio para prepararosa la celebración del VIII Centenario.Habéis indicado un camino preciso parareapropiaros de la espiritualidad que sostienevuestra vida y para proponer de nuevotoda el “alma” de Clara. Por mi parte, comovuestro hermano y siervo, he intentado ayudarosen este camino de profundización conlas cartas que os he escrito en el 2008, 2009y 2010 con motivo de la fiesta de nuestraHermana Clara.• Redescubrir su mensaje. Evidentemente sumensaje os ha de interpelar en primer lugara vosotras que habéis elegido seguir a Cristosegún el “espejo y ejemplo” de Clara deAsís. En la Carta que la Conferencia de Ministrosgenerales de la I Orden y del TOR osha escrito con fecha el 2 de febrero de 2011,entre otras cosas, os decíamos: “¿Qué queremoscelebrar juntos: el recuerdo de unaregla o la memoria de la historia de Dioscon vosotras perpetuada en el tiempo y quetodavía hoy os da pasión para ‘observar elsanto Evangelio de nuestro Señor Jesucristo,viviendo en obediencia, sin nada propioy en castidad? ¿Cómo devolver a la luz, ensu entereza, la forma de vida que hace visibley creíble a todos que ‘por nosotros elHijo de Dios se ha hecho camino, que nosmostró y enseñó, con la palabra y con elejemplo, el beatísimo padre nuestro Francisco,verdadero amante e imitador suyo’?”(TestC 5) ¿Cómo podéis ser todavía hoy enla Iglesia y para la Familia Franciscana memoriaviviente de aquello que todos nosotros,como bautizados, estamos llamados avivir?”.Por lo que a mí se refiere, estoy plenamenteconvencido que la fascinación de Clarareside en la vida evangélica que abrazó; ylo que la ha sostenido durante 40 años en laclausura de un monasterio ha sido el Evangelio.Clara focaliza la forma de vida delas Hermanas Pobres en “observar el santoEvangelio de nuestro Señor Jesucristo” (RC1,2). Es el Evangelio lo que nos desvela elsecreto de la “juventud” de Clara y su capacidadde ser un punto de referencia para laIglesia y para el mundo de hoy.Queridas Hermanas: Narradnos con la vidalo que contempláis y tocáis del Verbo de lavida, contenido en el Evangelio. Decidnos,con vuestra existencia, que Dios es todavíahoy amor, siempre y para todos.25° aniversario del espíritu de AsísEs providencial: el VIII Centenario coincidecon la celebración del 25° aniversario delespíritu de Asís. La experiencia evangélica deFrancisco y de Clara ha hecho que Juan PabloII haya escogido Asís para llevar a cabo estegesto histórico: el encuentro de los Responsablesdel mundo para orar por la paz. De estegesto surgió lo que será conocido como espíritude Asís. Nosotros Franciscanos y Franciscanashemos nacido en Asís, pero no hemos deconsiderar el espíritu de Asís como una gloriade familia, antes bien como una invitación urgentea ofrecer nuestra aportación y nuestroservicio en la construcción de un mundo máspacífico. Y vosotras, Hermanas Pobres, tenéismucho que ofrecer, pues el mensaje de Franciscoy Clara –dirá Juan Pablo II en Asís enel 1993-, se puede sintetizar “en tres palabrasevangélicamente actuales: pobreza, paz y oración”.Y continúa diciendo el Papa: “pobreza ypaz… constituyen dos exigencias del mensaje


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 205de Cristo, válido más que nunca para el mundode hoy”. Y concluye el Santo Padre: la “pobrezaevangélica es la fuente de la paz”.Con todo esto no se quiere eludir la complejidadde los problemas, ni negar la urgenciade profundos cambios. Simplemente se quieredecir que la civilización del amor no surgirá sino se pone al centro de nuestras ciudades y denuestras canteras la “catedral”, si no se tiene laosadía de ser pobres, para ser libres y entrar enel “claustro” con Madonna Povertá, para entenderde un modo nuevo los “secretos de lascosas” y su gozosa respuesta a las necesidadesde los hombres.ConclusiónNosotros, los Hermanos Menores, y vosotras,Hermanas Pobres, no podemos nuncaolvidar un hecho: “Un único y mismo Espírituha sacado a los frailes y a aquellas mujerespobrecillas de este mundo” (2Cel 204).Hemos sido generados por el mismo Espírituque ha inspirado a Francisco y a Clara cómovivir el santo Evangelio de nuestro Señor Jesucristo.Sí, según una feliz expresión de JuanPablo II en 1982, no es posible “distinguirestos dos nombres: Francisco y Clara. Estosdos fenómenos: Francisco y Clara. Estas dosleyendas: “Francisco y Clara”. De hecho, amboshan manifestado el primitivo ideal franciscano,en la complementariedad entre el ir deFrancisco y de sus Frailes y el estar de Clara yde las Hermanas.Se trata, entonces, de saber conjugar autonomíay reciprocidad. Aspecto éste que intentaremoshacer en el II Congreso Internacional dePresidentas de las Federaciones de la OSC y delos Asistentes, del 5 al 12 de febrero de 2012.En este momento deseo solamente renovar,también en nombre de los Hermanos, elcompromiso de Francisco de tener siempre diligentecuidado y especial solicitud por vosotras,Hermanas Pobres (cf. RC 6, 3-4).Deseo concluir esta breve Carta para la fiestade santa Clara 2011 volviendo al anochecerde 16 de abril de 2011 y proponiendo de nuevolos mismos deseos con los cuales he concluidomi homilía en aquella especial circunstancia:que el VIII Centenario de la consagración desanta Clara y de la fundación de la Orden delas Hermanas Pobres, sea un momento de gracia,para que las hijas de santa Clara conozcany vivan siempre mejor su vocación, y sea signoen el mundo de un Dios que es amor, y que losFrailes Menores intensifiquen las relacionesfraternas con las Hermanas pobres, para quetodos vean en Clara un “espejo y un ejemplo”de adhesión a Cristo, nuestro único Señor ySalvador.“Que el Señor esté siempre con vosotros yvosotros estéis siempre con él” (BenC 16).Roma, 15 de Julio de 2011Fiesta de San Buenaventura,Doctor de la IglesiaFr. José Rodriguez Carballo, ofmMinistro general OFMProt. 1021295. Carta a las muy queridas Hermanas dela Orden de la Inmaculada Concepciónen el Vº Centenario de la aprobación dela Regla de la OIC“PERMANECED EN MI AMOR”(Jn 15, 9)¡Paz y Bien!Llegados al final de este año jubilar, se nosadentra en el alma un sentimiento de nostalgiasemejante al que experimentamos en el día desanta Beatriz, cuando la hora de la tarde apagaen los claustros los ecos de la fiesta.Los días tienen su ocaso, pero no lo tiene elamor. Los jubileos tienen su fin, pero permaneceel espíritu que los ha justificado.En esta hora de nostalgia por un jubileo quetermina, quiero fijar la mirada sobre lo esencialde vuestra vida, lo que viene de lejos, porquees de siempre y está llamado a permanecer.Perseverancias que hacen IglesiaLa Iglesia es una, y lo que de ella se dijocuando daba sus primeros pasos después dePentecostés, se dice siempre, también hoy,cuando el Espíritu de Dios la está llevando haciaun mundo nuevo.De la primera comunidad de hombres ymujeres que aceptaron la palabra de la predicacióny se bautizaron, se dice en los Hechos delos Apóstoles: “Perseveraban en la enseñanzade los apóstoles, en la comunión, en la fraccióndel pan y en las oraciones” (Hch 2,42).Y eso mismo ha de poder decirse de quienes


206 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2formamos en este tiempo último la única Iglesiade Cristo.Perseveraban en la enseñanza de losapóstolesConsiderad lo inefable de vuestra fe. Conpalabras pobres nos acercamos en el credo a lafuente que eterna “mana y corre, aunque es denoche”: “Creo en Dios, Padre todopoderoso…Creo en Jesucristo, su único Hijo… Creo en elEspíritu Santo”. Confesamos lo indecible deDios, porque su silencio se nos ha hecho palabraen el misterio de Cristo Jesús. Por eso, sitú, hermana concepcionista, quieres saber deDios, si quieres entrar en la oscuridad de sumisterio, sentada a los pies del Señor, escuchacomo María su palabra (cf. CCGG OIC, 40).El deseo de conocer lo que necesitas paravivir, te llevará a apegarte con fuerza a la palabrade quien te enseña para que conozcas.“María conservaba todas estas cosas en su corazón”(Lc 2,51). Haz de tu corazón, hermanaconcepcionista, la casa de la Palabra del amadode tu corazón.Tu búsqueda es expresión de tu amor: “Enmi lecho, por la noche, buscaba al amor de mialma; lo buscaba y no lo encontraba. Me levantaréy rondaré por la ciudad, por las calles ylas plazas, buscaré al amor de mi alma” (Cant3,1-2).Porque amas, buscas. Porque amas, perseverasen buscar. Ser buscadores es la condiciónde todos los creyentes. Es tu condición,hermana concepcionista. La perseverancia enla enseñanza de los apóstoles es tu primeraforma de búsqueda en la noche, es tu primeraforma de “rondar por la ciudad” para encontraral amor de tu alma.La palabra de la enseñanza apostólica queacogida y profesada te lleva a Cristo, es el vínculoprimero que te une a los demás para formarcon ellos el único cuerpo de Cristo.Perseveraban en la comuniónLa “comunión” es la forma específica derelación que la fe establece entre los que creenen Cristo. La “comunión” hace referencia a loque es común a los creyentes: una fe, un bautismo,un Mediador, un Espíritu, un sólo Diosy Padre, un sólo corazón, una sóla alma. La“comunión” no es lo tuyo, sino lo de Dios enti: es gracia, es don, es regalo de amor, es frutode la entrega de Cristo.Fíjate, y la verás brotar con fuerza allí dondenosotros habíamos puesto sólo división, pecado,violencia, muerte. Fíjate en Cristo crucificado.Él dice: “Padre, perdónalos, porque nosaben lo que hacen” (Lc 23,34), y allí mismo,un criminal ajusticiado se acoge a una graciaque no conoce y, antes de entrar en el paraísoque se le promete, entra en comunión de verdadcon aquel que se lo promete. Allí mismo,un centurión, “al ver lo ocurrido, daba gloria aDios, diciendo: «Realmente, este hombre erajusto»” (Lc 23,47). Sin aquel crucificado no esposible esta comunión. Sin aquella entrega noes posible esta reconciliación. Sin aquel amorno es posible esta gracia (cf. CCGG OIC, 95).Por la gracia de la “comunión” se va realizandoen el mundo nuevo, en la comunidadeclesial nacida del costado de Cristo, lo que laPalabra encarnada nos había revelado acercade la comunión que es Dios.Si la perseverancia en la escucha de la Palabraes tu modo de buscar al que amas, laperseverancia en la comunión es tu modo deabrazarlo cuando lo has encontrado.Perseveraban en la fracción del panDado que la comunión en la que has de perseverarnace de la Pascua de Cristo, la podrásmantener sólo si perseveras en la fracción delpan, en la Eucaristía, memoria de la obra de lasalvación que se ha consumado en el Misteriode la pasión, muerte y resurrección de CristoJesús.En el sacramento de la Eucaristía partimosel pan que nos une a todos en el cuerpo deCristo. En la Eucaristía santificamos el cálizde nuestra acción de gracias, que nos une a todosen la sangre de Cristo. La Eucaristía es elsacramento de la vida entregada de Jesús deNazaret, es el sacramento de su amor hasta elextremo, un amor que, por ser sin medida, hahecho un cuerpo sólo de quienes éramos no sólomuchos sino también divididos (cf. CCGGOIC, 75).Este admirable sacramento que llamamos“fracción del pan” o Eucaristía, siendo memoriade la Pascua de Cristo, es misterio en elque, por darnos vida, está escondida la “eternafonte” que es Dios mismo: “Aquesta eternafonte está escondida en este vivo pan por darnosvida, aunque es de noche.Aquí se está llamando a las criaturas, y deesta agua se hartan, aunque a oscuras, porquees de noche.


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 207Aquesta viva fuente que deseo, en este pande vida yo la veo, aunque es de noche” (Juande la Cruz).Por la Eucaristía entramos en la vida de laTrinidad Santa, en la divina comunión, paraser hijos de Dios en el Hijo único de Dios.Perseveraban en las oracionesPuesto que todo es gracia –lo es la palabrade la predicación, lo es la comunión fraterna,lo es la Pascua del Señor, y lo es la eucaristíaque celebramos en su memoria-, todo ha de serhumildemente pedido y por todo hemos de darhumildemente gracias.Perseverancias concepcionistasQueridas: En común con los demás religiosos,tenéis como norma de vida el seguimientode Cristo. Ésa es vuestra regla suprema. Perola familia religiosa que tiene su origen en laexperiencia carismática de santa Beatriz deSilva, ha de cultivar con amor perseveranciaspropias, que son como sus señas de identidad:La contemplación del misterio de la InmaculadaConcepción de la Bienaventurada VirgenMaría, y el empeño por imitar y reproducir susvirtudes.Contempla siempre lo que siempre quiereshonrarEres de Cristo, hermana concepcionista;pero tu consagración a Dios por Cristo hasquerido hacerla “a honra de la Concepción Inmaculadade su Madre”. Habrás de conocer,por tanto, lo que quieres honrar; y habrás decontemplar lo que necesitas conocer.Mira a tu Madre con la mirada complacidade Dios sobre su propia obra; mírala conla mirada del ángel de la anunciación; míralaen el corazón de la Trinidad Santa, y mira ala Trinidad Santa en el corazón de tu Madre.Mira a tu Madre con los ojos y el amor de Jesús,mírala con la fe de la Iglesia, mírala conla admiración del hermano Francisco de Asís:“Salve, Señora, santa Reina, santa Madre deDios, María, virgen hecha Iglesia” (SVM, 1).Si consideras lo que María recibe en su InmaculadaConcepción, entras en un misteriode plenitud en la gracia, en la hermosura, en labendición (cf. CCGG OIC, 48).Si consideras el amor de donde todo procede,el amor que todo se lo da, entrarás en unabismo de transparente gratuidad.En el misterio de la Inmaculada Concepciónde la Virgen María contemplas lo que,por gracia, tú has empezado a ser en la Iglesia,y lo que, por gracia, un día la Iglesia ha de seren plenitud.Podrás hacer tuyas, hermana concepcionista,las palabras del cántico de la Virgen María:“Proclama mi alma la grandeza del Señor, sealegra mi espíritu en Dios mi salvador” (Lc1,46-47).Pero no sólo has de permanecer en la contemplaciónde la grandeza de Dios en la VirgenMaría, en la virgen Iglesia, en tu vida virginal;habrás de contemplar también al mismotiempo la pequeñez de la esclava del Señor, ladebilidad de la Iglesia y tu pequeñez de creyente.La fe te ayudará a iluminar, desde la VirgenMaría, tu mundo, tu noche, tus inquietudes,tu sufrimiento, tus alegrías. Y la experienciade tu condición, de tu vida, de tu pequeñez, teayudará a adentrarte en el misterio de la pequeñezde María de Nazaret.Imita lo que has contempladoEl hábito que llevas, hermana concepcionista,recuerda en cada uno de sus elementosla vocación a la que has sido llamada, la obrade la gracia de Dios en ti.El Señor ha querido que tu vida imitase elmisterio de la Virgen Inmaculada, y te llamóa la pureza del alma y del cuerpo, a un desposoriode amor con el Rey del cielo, a llevaren tu corazón a la Madre del Rey, a imitar suconducta inocentísima, a seguirla por el caminode la humildad que todo lo acepta, y de laobediencia que todo lo entrega a su Señor.Si imitas lo que contemplas en tu Madre delcielo, la blancura exterior de tu vestido evocarála hermosura de la obra de Dios en tu vida.Más allá de nuestras perseverancias: La vidaen DiosAquel fue un día de experiencia mística.“Juan estaba con dos de sus discípulos y, fijándoseen Jesús que pasaba, dice: «Este esel Cordero de Dios». Los dos discípulos oyeronsus palabras y siguieron a Jesús. Jesús sevolvió y, al ver que lo seguían, les pregunta:«¿Qué buscáis?». Ellos le contestaron: «Rabí,¿dónde vives?». Él les dijo: «Venid y veréis».Entonces fueron, vieron dónde vivía y se quedaroncon él aquel día” (Jn 1,35-39).Nosotros hemos de traducir “¿dónde vi-


208 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2ves?”, aunque el evangelista escribió “¿dóndepermaneces?”. Pero no quisiera, hermanas,que la necesidad de entendernos mejor cuandohablamos, nos privase de adentrarnos en la luzdel misterio cuando contemplamos. Pues Jesús,que “vive” en un lugar, permanece –vivesiempreen Dios.En aquel otro día de revelación asombrosa,el Señor dijo a Felipe: “Quien me ha visto amí ha visto al Padre… ¿No crees que yo estoyen el Padre y el Padre en mí?” (Jn 14,9-10).Luego dijo a Judas, el de Santiago: “El que meama guardará mi palabra, y mi Padre lo amará,y vendremos a él y haremos morada en él”(Jn 14,23). Y a todos los discípulos: “Como elPadre me ha amado, así os he amado yo; permaneceden mi amor” (Jn 15,9).Ya sabes, hermana, dónde has de permanecer,dónde has de vivir: en el amor con queCristo te ha amado, amor que él ha comparadocon el del Padre a su único Hijo. Tu casa es elamor con que Dios te ama.ConclusiónSe cierra el año jubilar de la aprobación dela Regla de la Orden de la Inmaculada Concepción.Permanece la forma de vida que enlas palabras de la Regla quedó recogida yaprobada. Permaneced en el amor.El Señor os bendiga y os conceda su paz.Roma, 15 de Julio de 2011Fiesta de san Buenaventura,Doctor de la IglesiaProt. 102128Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro general, OFM6. Lettera del Ministro e Definitorio generaleper la Festa di san FrancescoTUTTI SIANO CHIAMATIFRATI MINORIA tutti i frati minori laici e chiericiIl Signore vi dia la pace!Nella nostra lettera per la Festa di san Francescodell’anno scorso, abbiamo riflettuto sullavocazione del frate minore presbitero, inoccasione dell’Anno sacerdotale proclamatoda Papa Benedetto XVI. Quest’anno vogliamooffrire qualche riflessione attorno alla vocazionedel frate minore laico.La Regola dei frati minori, che noi professiamo,dichiara esplicitamente che il nostroOrdine è una Fraternità e che tutti noi, secondola volontà di san Francesco, dobbiamo chiamarcifrati minori. Nella stessa Regola apparechiaramente che la nostra Fraternità è compostada chierici e laici. Con questa lettera vogliamoiniziare un dialogo sul significato diquesta terminologia nell’Ordine oggi.Cosa significa oggi essere frate minore conla specificazione di laico?Siamo tutti fratelli e minoriPer la nostra appartenenza alla vita religiosain generale e alla vita francescana in particolare,noi tutti rispondiamo ad una chiamata delSignore a seguirlo in una maniera particolarenella Chiesa, secondo la forma trasmessaci dasan Francesco. All’interno di questa vocazionecomune, che ci rende tutti fratelli e minori, ilfrate minore laico vive la propria condizionecome una risposta alla vocazione che ha ricevutodal Signore di essere “memoria vivente”del Vangelo per partecipare alla missione“profetica” della Chiesa. Egli non partecipa alministero presbiterale (chierico) e non assumela piena secolarità come i christifideles laici,ma vive la conformazione speciale a Cristo edesercita i diversi ministeri ecclesiali per il Regnodi Dio, come consacrato e frate minore.San Francesco stesso non è divenuto presbitero,anche se si riconosce che era diacono.Dopo l’incontro con il Crocifisso di SanDamiano e in seguito all’ascolto alla Porziuncoladel Vangelo dell’invio in missione dei discepoli,Francesco ebbe la rivelazione che lasua vita doveva essere quella del discepolo etestimone del Signore. Quando poi ricevette iprimi fratelli, il Signore stesso gli rivelò chedoveva vivere secondo la «forma del santoVangelo» (Test 14), che ha proposto a tutti noi.Il nome di frati minori che egli ha dato alsuo gruppo mostra che l’essenziale si trova nelvivere la sequela di Cristo, in fraternità e minorità,sia laici che chierici. Il carisma ricevutoper vivere il Vangelo, in una maniera nuova perriparare la Chiesa, è la nostra nuova specificaidentità che ci fa prima di tutto frati minori.Evoluzione storicaCi rendiamo conto, tuttavia, che l’Ordine


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 209ha vissuto ben presto un’evoluzione interna,e che per secoli i frati sono stati in maggioranzachierici. Dal tempo delle Costituzioni diNarbona, infatti, l’entrata nell’Ordine dei fratilaici era basata sulle necessità dei lavori domesticio sull’esempio d’umiltà offerto da unapersona famosa che voleva farsi frate minorelaico. Lungo i secoli abbiamo avuto esempi difrati laici davvero esemplari per santità, umiltà,esempio di lavoro e di preghiera, dedizionee impegno nelle missioni. A questi e a tutti ifrati laici vogliamo esprimere la riconoscenzadell’Ordine e l’apprezzamento del Definitoriogenerale. Purtroppo, dobbiamo anche ammettereche non pochi frati laici hanno soffertonel passato a causa di atteggiamenti ed atti legislativia loro sfavorevoli, come il divieto diimparare a leggere e a scrivere o a partecipareai Capitoli dell’Ordine.La situazione attualeNegli ultimi anni abbiamo visto un certomiglioramento nella condizione dei fratilaici nell’Ordine, con meno discriminazioni,una migliore formazione, una maggiore uguaglianza(frati laici guardiani, formatori, professori…)e con la loro presenza come delegatidelle Conferenze ai Capitoli generali. Anchese il Capitolo generale del 2009, che ancorauna volta valorizza il dono della vocazione religiosalaicale, come pure noi lo valorizziamo,ha riconosciuto che «in alcune regioni dell’Ordine[…] si vivono ancora situazioni di discriminazioneper quanto riguarda le opportunitàdi formazione che, per la nostra legislazione,devono essere le stesse per tutti e che il mododi esercitare i nostri ministeri non sempre favoriscela partecipazione attiva dei frati laicinella missione evangelizzatrice» (PdV 26).Con il rinnovamento delle Costituzioni generalidell’Ordine dopo il Concilio Vaticano IIci era sembrato che l’enfasi sull’uguaglianzadi tutti i frati minori, chierici e laici, avrebbedato nuovo impulso alla vocazione del frateminore laico. Costatiamo, invece, che accadeil contrario. Il numero totale dei frati laicinell’Ordine nel 2010 è di 2.077, nel 1968 eradi 4.829. La percentuale dei frati laici fra tuttii frati nell’Ordine è sceso dal 22,5% del 1968al 16,6% del 2010, mentre è aumentata la percentualedei frati chierici dal 77,5% al 83,4%nello stesso periodo.Nonostante il costante richiamo dell’importanzadei frati laici nei documenti dell’Ordinenegli ultimi 40 anni, le statistiche ci indicanouna realtà preoccupante, sia riguardoalle nuove vocazioni e sia riguardo ai moltifrati laici che chiedono di uscire dall’Ordineo si orientano al ministero presbiterale.Tenendo conto dell’attuale tendenzanell’Ordine, non ci sono segni di cambiamentodopo quattro decenni: avremo dunque infuturo un Ordine completamente composto difrati chierici? Un tale cambiamento che cosapotrebbe significare per la nostra identità,non soltanto all’interno dell’Ordine, ma nellaChiesa e nella società? Vogliamo questo futuro?Se non lo vogliamo, è urgente iniziareun cambiamento nel nostro modo di capire edi agire in modo da evitare la sparizione dellapresenza del frate laico nell’Ordine in un futuronon molto lontano.Diversità di punti di vistaDall’altra parte siamo consapevoli che lavisione e il modo di comprendere l’identitàdei frati laici è diversa nelle varie regioni delmondo in cui viviamo ed operiamo. Tale diversitàci impedisce di fare delle affermazionisull’identità del fratello laico, vorremmoinvece iniziare un percorso di riflessione e dichiarificazione proponendovi alcune domandein modo da trovare le modalità giuste per rispondereal Mandato 2 del Capitolo Generaledel 2009: «Il Definitorio generale, attraverso ilSGFS e il SGME, approfondisca il tema dell’identitàfrancescana e della partecipazione allamissione evangelizzatrice dei frati sacerdoti elaici. Se lo ritiene opportuno, in collaborazionecon le diverse Conferenze, organizzi incontri alivello continentale su questi temi».Domande per la riflessioneEd ecco le domande: come intendiamo lavocazione del frate minore? Che cosa vuol direla parola laico oggi? Come presentiamo lavocazione del frate laico nella cura pastoraledelle vocazioni? Quanti sono effettivamente ifrati laici coinvolti nei diversi settori della vitae missione dell’Ordine?Per capire meglio dove siamo, come Ordine,riguardo a queste domande e a molte altreancora, noi vogliamo rivolgerci in modo particolarea voi, frati laici dell’Ordine.Desideriamo chiedervi di aiutarci nel nostrolavoro di animazione, informandoci sulleluci e le ombre della vostra esperienza di vita


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 211cato di nuovo questo luogo santo tra i santi. Econ il cuore sopraffatto pensiamo alla Verginefatta Chiesa, come la loda il padre san Francesco,che qui continua a riversare abbondantigrazie a coloro che accorrono a Lei con fiducia.E pensiamo a Francesco e Chiara: due nomi,due fenomeni, due leggende inseparabili chequi abbracciarono la forma del santo Vangeloe con essa il Cristo povero e crocifisso. E pensiamoa noi, pellegrini e mendicanti di senso,che con le parole di Francesco abbiamo chiestoall’alto e glorioso Dio di illuminare le tenebredel nostro cuore perché, conoscendo quale siala volontà del Signore su ciascuno di noi (cf.PCr ), come qui un giorno esclamò il Poverello,anche noi possiamo dire: questo è quello checercavamo e questo è quello che desidero viverecon tutto il mio cuore (cf. 1Cel 22).Quest’anno celebriamo l’VIII Centenariodella consacrazione di Chiara alla Porziuncolae la fondazione dell’Ordine delle Sorelle Poveredi Santa Chiara. Qui, dove la «Madre delleMisericordie» aveva generato qualche annoprima l’Ordine dei Frati Minori, generò ormai800 anni fa, l’Ordine delle Clarisse (cf. LegsC8). Era l’anno del Signore 1211, quando la giovaneChiara, abbandonata «casa, città e famiglia»,si rifugiò qui alla Porziuncola per consacrarsial Signore «davanti all’altare di Maria»(cf. LegsC 8) e abbracciare lo stile di vita cheFrancesco le mostrava (cf. TestsC 5), e che poiPapa Innocenzo IV benedisse. In questo AnnoGiubilare, nell’abbraccio fraterno a tutte le SorelleClarisse, in questo giorno così speciale,ringraziamo il Signore per il dono di Chiara, ladonna nuova, la donna cristiana, la pianticelladi Francesco, e vogliamo anche ringraziare ilPadre delle misericordie per il dono delle Clarisse,più di 15.000 in tutto il mondo, che dallaloro opzione contemplativa sono di sostegnodei membri deboli della Chiesa e fari luminosidella trascendenza, nella notte oscura che attraversiamo.Voglia il Signore, attraverso l’intercessionedi Francesco e Chiara, risvegliarei cuori assopiti e aprire gli occhi e le orecchiedi molti che ascoltano senza sentire e vedendonon vedono, perché sono offuscati dalle preoccupazionidi questo mondo. Voglia il Signorerisvegliare in molti giovani il desiderio diseguire a Cristo, sull’esempio di Francesco eChiara, come regola e vita il Santo Vangelo dinostro Signore Gesù Cristo (cf. Rb 1,1), dispostia collaborare, con una scelta di fraternitàe di minorità, nella costruzione di un mondonuovo.Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci narradell’annuncio dell’Angelo ad una «vergine,promessa sposa ad un uomo chiamato Giuseppe»(Lc 1,26ss). È il racconto del “sì” dellasposa allo sposo, cantato magnificamente dallibro del Cantico dei Cantici. È il “sì” dellacreatura al Creatore. Dio, che dall’eternità desideravaardentemente incontrarsi con l’uomo,finalmente dal cuore di Maria, modello di ognicredente, ascolta un “sì”, una risposta che sifa accoglienza totale e incondizionata del disegnodi Colui che ha guardato l’umiltà dellasua serva e per il quale nulla è impossibile(cf. Lc 1,48.37). Finalmente l’Amore è amato.Finalmente l’Amore ha trovato una casa doveabitare, e l’infinitamente lontano si rende vicino,l’eterno entra nel tempo, l’altissimo si èabbassato, l’immenso si è concentrato ed è diventatocosì piccolo che può essere concepitonel seno verginale di Maria e abbracciato daquanti lo desiderano. Poiché l’uomo non potevastare con Dio, Dio si china per stare conl’uomo. È lasciato alle spalle il “no” di Adamoche, volendo essere come Dio, si è ritrovatonudo, spogliato della sua dignità, e quando dopoil peccato Dio andò alla ricerca dell’uomo,questi si nascose (cf. Gn 3,10). Ora in Maria, lafanciulla vergine di Nazareth, l’umanità interasi lascia incontrare e con gioia risponde: eccomi.Con il “sì” di Maria inizia una nuova storiaper l’umanità: una storia di alleanza e di amoreche nessun peccato potrà mai cancellare.«Rallegrati Maria». Per bocca del profetaSofonia il Signore aveva annunciato questomomento quando pose in bocca al profetaqueste parole: «rallegrati, figlia di Sion, gridadi gioia Israele, esulta e acclama con tutto ilcuore, figlia di Gerusalemme... Il Signore, tuoDio, in mezzo a te è un salvatore potente» (Sof3,14ss). Rallegrati Maria, il Signore è con te!Rallegrati umanità intera. Tu, Maria, sei l’aggraziatadel Signore. Tu, umanità intera, non tichiamerai più abbandonata, il Signore tuo Dioti ha sposato per sempre (cf. Is 62,4-5). L’Altissimonon ti abbandonerà mai, il tuo vuotoè stato colmato, l’assenza si è fatta presenza.Così Maria, la «madre del bell’amore» (Sir24,22), e con essa tutti noi, non solo possiamodire: «io gioirò nel Signore» (Sal 104,34), maanche: «il Signore è la mia gioia».Cari fratelli, cari pellegrini a questo Santuariodi Santa Maria degli Angeli, santuariodella Porziuncola, santuario del perdono: leparole che un giorno l’angelo disse a Maria,oggi le dice a te, le dice a me: «rallegrati, il


212 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Signore è con te!». Tu che sei sopraffatto e nontrovi riposo per la tua anima, rallegrati, perchénel Signore troverai ristoro e conforto. Tu chegemi sotto il peso del peccato, rallegrati, perché,attraverso il sacramento della riconciliazione,il Signore annulla la tua colpa e cancellail tuo peccato.Oggi è un giorno bellissimo perché il Signoreti dice e mi dice: «non temere, perchéhai trovato grazia presso Dio» (Lc 1,30). È ilgiorno del perdono, perdono che san Francescoottenne dal Signor Papa attraverso l’indulgenzaper tutti noi. È il tempo della misericordia.Non temere, se cerchi il Signore: Egli tirisponde; se gridi: Egli ti sente, perché il Signoreè vicino a chi ha il cuore ferito (cf. Sal33). Non temere, se grande è il tuo peccato,più grande è la misericordia del Signore. Nonpiù schiavo del peccato, puoi gridare: «Abbà,Padre» (Gal 4,7).Un giorno, molto lontano nel tempo maanche molto vicino, Francesco annunciandoin questo stesso luogo il grande perdono,gridò: «desidero mandarvi tutti in Paradiso»!Che grande cuore quello di Francesco, che nonesitò a chiedere al Signor Papa un così grandefavore! Che cuore grande quello della Chiesa,che pone a nostra disposizione il perdonoe la misericordia che Dio ci offre, con l’unicacondizione di volerlo davvero ricevere, rinunciandoal peccato! Il Signore ci ha liberato,affinché fossimo realmente liberi. Il peccatoci rende schiavi. Oggi abbiamo l’opportunitàdi liberarci nuovamente. Sperpereremo questagrazia? Non lo permetta il Signore, che nonvuole la morte del peccatore, ma che si convertae viva (cf. Ez 33,11). Il Signore ha revocatola sua collera, ha cancellato la tua colpa (cf.Sof 3,15).Fratelli e Sorelle, ascoltiamo il salutodell’Angelo come detto a ciascuno di noi:«non temere, il Signore è con te». Rallegrati,tu che, come Maria, sei benedetto dal Signore.A quanti accorrono oggi a questo luogo santo:felice festa del perdono!Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro generale OFM8. Messaggio del Ministro generale per laXXXI Marcia FrancescanaS. Maria degli Angeli, 2 agosto 2011VIVETE DI LUI, CON LUI,VIVETE PER LUI!Cari giovani: benvenuti ad Assisi, benvenuti aSanta Maria degli Angeli, benvenuti alla Porziuncola!Quanta gioia mi procura l’essere convoi ancora una volta, in questo giorno così significativoper tutti coloro che amano Assisi e,in particolare, la Porziuncola! Qui «la Madredelle misericordie» ha generato l’Ordine deiFrati Minori e delle Sorelle Povere (cf. LegsC8). Precisamente in questo anno si compionogli 800 anni dalla consacrazione di Chiara nellapiccola cappella della Porziuncola, alla presenzadi Francesco e dei suoi primi compagni.Ottocento anni da quando Chiara, abbandonata«casa, città, e famiglia», «davanti all’altaredi Maria» (cf. LegsC 8), abbracciò lo stiledi vita che Francesco le mostrava (cf. TestsC5), che successivamente Papa Innocenzo IVbenedisse, approvando la Regola dell’Ordinedelle Sorelle Povere. Iniziava così l’Ordinedelle Sorelle Povere di Santa Chiara e, quindi,l’avventura di molte Sorelle che nel corso deisecoli hanno conformato la loro vita a Cristopovero e crocifisso.Francesco e Chiara, Chiara e Francesco, duenomi, due fenomeni, due leggende inseparabili,come una volta ha affermato Giovanni PaoloII. Entrambi si sono lasciati conquistare daGesù, hanno in Lui scoperto la perla preziosada far sì che tutto il resto diventasse relativo.Entrambi vissero costantemente con l’anima,il cuore e la mente rivolti al Signore (cf. Rnb22,19; 3LAg 12-13), seguirono le sue orme,assumendo il Vangelo come regola e norma divita.A Francesco, il Signore si presenta come il bene,ogni bene, il sommo bene, come la bellezza,la forza, la gioia, la sicurezza, la speranza… come il tutto (cf. LodAl 1ss). Per Chiara Gesùè il più bello tra i figli degli uomini, lo sposodi stirpe più nobile, con l’aspetto più seducente,la cui bellezza ammirano incessantementetutte le beate schiere dei cieli, il cui amore rendefelici (cf. 1LAg 7.9; 4LAg 10.11.13). Chiaraguarda a Gesù attraverso gli occhi della sposadel Cantico dei Cantici. Francesco e Chiara loguardano con un cuore profondamente innamorato.Sì, questo sono Francesco e Chiara:due innamorati, non l’uno dell’altro, comequalche novella vorrebbe farci credere, maprofondamente innamorati di Cristo povero ecrocifisso.«Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio e


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 213ha le tue vie nel suo cuore» (Sal 84,6). Questesono le parole del salmista che ha ispiratoquesta XXXI marcia verso Assisi. Francesco eChiara trovarono nel Signore il loro rifugio vero,non in paradisi artificiali, come quello cheoffre l’uso di droghe o la ricerca del piacere adogni costo; paradisi che si rivelano ben prestototalmente illusori e che non lasciano nulla allespalle se non la tristezza e la frustrazione.Siete giunti ad Assisi dopo diversi giorni di“marcia”. Questi giorni possono essere, dovrebberoessere, un’occasione unica per deciderenel vostro cuore di iniziare un viaggiointeriore che porterà a seguire Cristo nella vocazionealla quale vi ha chiamato e destinato,nella vocazione e missione nella quale eglidesidera che vi consegniate totalmente a lui,come un giorno fecero Francesco e Chiara.Il Vangelo ci dice che un giorno si avvicinò ungiovane a Gesù e gli domandò: «che cosa devofare per ereditare la vita eterna?» (Mc 10,17).Il giovane che fa questa domanda non si preoccupasolo di come raggiungere il cielo. Vuolesapere come riempire di vita la sua vita, comerendere la sua vita quotidiana ricca di senso,raggiungere la pienezza, trovare la verità.Sappiamo cosa rispose Gesù e sappiamo cheil giovane se ne andò triste. Non poteva o nonvoleva aprire il suo orizzonte al nuovo, trascendereil materiale.Il vostro cuore, come il cuore di ogni uomo edonna, è assetato di pienezza. Spesso ci si chiede:qual è il significato profondo della vita, comevivere, per chi vivere? Questo era il cuoredi Francesco. Cercò di saziare quella sete nellefeste per le vie di Assisi con i suoi amici, e nonriuscì a soddisfarla. Cercò di saziarla come cavalieree non vi riuscì. Continuò a cercare eun giorno si incontrò con il Cristo di San Damianoe scoprì un nuovo volto che si sarebbeimpresso per sempre nel suo cuore. Continuòa cercare e, alla periferia di Assisi, si incontròcon un lebbroso, e il suo cuore fu sorpreso eferito per sempre. E mosso dalla passione diun vero mendicante di senso, un giorno aprìil Vangelo, aprì il suo cuore, ascoltò e scoprìciò che stava cercando: questo volle, questodecise di vivere con tutto il cuore. E poco dopoil Signore gli donerà dei fratelli e arriveràChiara che desiderava seguire Cristo sulla viache Francesco le andava mostrando. E comincial’avventura di questi uomini e donne che,mossi dalla passione di un cuore innamorato,desiderano seguire l’Amato.Cari amici: aprite l’orizzonte della vostra vita,non rimanete solo alla superficie, entrate nelprofondo del vostro cuore. Non vi fermino lerisposte parziali che possono dare alcuni momentidi euforia, ma che non vi condurrannoalla vera gioia di vivere. «Non cedete alla logicaindividualista ed egoista» (Benedetto XVI).Come chiede il Vangelo: costruite la vostravita sulla roccia solida, non sulla sabbia. Nonsiate prigionieri dell’immediato o del relativo.Aprite il vostro cuore all’infinito.Anche voi, cari amici, come la Samaritana, comeFrancesco e Chiara, avete sete di pienezza.Chiedetevi: dove saziare questa sete di radicalitàche mi tormenta? Nel denaro, nel successo,nella fama, in paradisi artificiali? Questi sonogli idoli dai piedi d’argilla. Al minimo movimentosi rompono e crollano a pezzi. Si trattadi cisterne screpolate che non tengono l’acqua(cf. Ger 2,13). Bevete alla sorgente che è Cristo!Lasciate che sia Gesù ad offrire l’acquache disseta definitivamente la vostra sete! Eallora la sete estinta, come nel caso della Samaritana,Francesco e Chiara, si trasformeràin messaggio. E anche voi correrete e inviteretealtri giovani perché vengano a bere l’acquache è Cristo. Gesù dice: «dov’è il vostro tesoro,là è il vostro cuore» (Mt 6,21). Chiedetea voi stessi, miei cari amici: qual è il vostrotesoro? dov’è il vostro cuore?Cari giovani, aprite i vostri cuori a Cristo! Fateglispazio nella vostra vita! Egli non viene atogliere nulla, ma a donare tutto. Conservatenei vostri cuori le sue vie! Vivete di lui, vivetecon Lui, vivete per Lui!Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro generale OFM9. Saludo del Ministro general en la JornadaMundial de la JuventudMadrid, 17.08.2011“¡Estad alegres, os lo repito:estad alegres!”(Fil 4,4)Esta es la invitación que Pablo dirige a todoslos cristianos y hoy, de un modo particulara todos y cada uno de vosotros, mis queridosjóvenes. Y es que quienes creemos en Cristo,con mayor razón un joven creyente, no puedeestar triste. La vida cristiana y la alegría sondos realidades íntimamente unidas. La alegría


214 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2cristiana nace de la opción fundamental por elSeñor Jesús, es fruto de una experiencia de feen él y de comunión con Aquel que es Camino,Verdad y Vida (Jn 14,6). Para un cristiano, laalegría no es una posibilidad: es una responsabilidad.Sí, las raíces de la alegría están en un corazónhabitado por el Señor. Él es modelo porexcelencia de la verdadera alegría, pues vivióuna alegría profunda incluso en la proximidadde su drama final. A sus discípulos les dice:“Os he dicho esto para que participéis en mialegría y vuestra alegría sea colmada” (Jn15,11) Y a continuación añade: “nadie tieneamor más grande que el que da su vida por losamigos” (Jn 15, 13). Nuestro Dios, el Diosrevelado en Jesús es “gozo”, como lo cantaFrancisco en las Alabanzas al Dios Altísimo, ycausa de nuestra alegría (cf. AlD 4).La alegría es la primera condición para queel corazón esté en paz y el alma tranquila. Pero,¿qué es la alegría? La alegría es como elculmen de la existencia, una sensación de plenituden la vida que se manifiesta en sus aspectosmás positivos, como llena de sentido yque merece la pena ser vivida. La alegría es laexperiencia de plenitud de sentido que abre elfuturo del hombre dejando paso a la esperanza.La alegría está determinada por el descubrimientode estar satisfechos, una satisfacciónque está estrechamente unida a la experienciapositiva del otro y del encuentro con el otro.Uno no puede vivir la alegría en plenitud si noes abriéndose al otro: al Otro, con mayúscula,y a los otros, en cuanto hermanos. Este es elgran salto inicial de Francisco. Su conversiónfue abrir y sintonizar su deseo con el deseo deDios, abrirse a Dios y abrazar a todos hermanos,y a toda la creación como hermana.Muchos de vosotros se pueden preguntar:¿Es posible hoy la alegría, cuando tantos jóvenescomo nosotros están sin trabajo, cuandomuchos de nuestros contemporáneos estánesclavizados por las más variadas dependencias,cuando el futuro se nos presenta lleno deincertidumbres? ¿Es posible la alegría en unmundo lacerado por divisiones y rupturas y laabundancia de rostros sombríos son elocuentetestimonio de la profunda desesperanza y tristezapor la cual atraviesan los hombres y mujeresde hoy? ¿Hay lugar para la alegría en unmundo así? ¿Es posible hoy la alegría cuandoel clima cultural en el que vivimos no es nadafavorable?Cierto que muchos son los motivos para estartristes, pero muchos más son los motivospara estar alegres: ¡Él es la causa de nuestraalegría! Él es nuestra alegría, la que nadie nospodrá nunca arrebatar. Podemos estar alegres,podemos ser felices. Basta no equivocarse decamino. Basta no refugiarse en paraísos artificialesque se revelan después totalmente ilusorios,como la droga, que no es otra cosa sinohuída y refugio, o como la búsqueda de placera todo coste, que es otra forma de huída no menospeligrosa. Basta no confundir la auténticafiesta con la fiesta que no abre el corazón a laalegría de Cristo.Mis queridos amigos, ¿estáis dispuestos avivir y a expresar la alegría en una cultura demuerte como la nuestra, alimentada por un relativismoético, que hace del éxito a toda costael objetivo de la existencia humana? La cienciaha hecho enormes progresos, la sociedadha multiplicado las formas de placer, pero loshechos cotidianos nos dicen que todo ello difícilmenteconsigue proporcionar la alegría. Laalegría, la auténtica, no la light o descafeinada,tiene otro origen, viene de lo alto: del amor deDios. Más allá de lo que somos, lo más maravillosoque nos ha podido pasar es que somosamados por Dios en Jesús. Esta experiencia esla que hace que nuestro corazón rebose de alegría.Esa es la alegría de la que nos habla Francisco.En Cristo, Francisco encontró la plenitudde la vida. Desde entonces vivió libre, sintemor, y su corazón exultaba de gozo, y canta,reza, alaba y baila de gozo por las calles deAsís, donde la gente lo espía y sonríe socarronamente.Canta y baila en la soledad de losbosques y en la misma Curia romana. ¿Quiénpodía hacer todo esto? Sólo un loco o un enamoradoque vive en su corazón un evento únicoy extraordinario, un evento que desbordasu pequeño corazón. Para Francisco Dios esalegría y fuente de toda alegría. Una alegríaque, aún en medio de las más grandes dificultades,nadie puede arrebatarle. Es la “alegríatambién en las tribulaciones”, de que nos hablasan Pablo (2Cor 7,4; Col 1,24). Y es que laalegría auténtica, la de aquel que ama a Cristoy vive con él en el secreto de la fe, no viene afaltar ni aun en medio de los sufrimientos yde las tribulaciones. Francisco, después de unabúsqueda intensa, después de experimentar loefímera que es la alegría que da el mundo, finalmentehabía encontrado la perla preciosa dela que nos habla el Evangelio (cf. Mt 13,46),que es Jesús mismo, y, gracias a ese descubri-


EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 215miento, fue capaz de colocar las otras perlas enuna escala de valores justa, fue capaz de relativizarlas,para juzgarlas en relación con la perlamás bella: Cristo. Y lo hace con toda sencillez,porque teniendo como piedra de toque la perlapreciosa, es capaz de comprender mejor el valorde las otras.Queridos jóvenes: ¿queréis ser felices?¿Queréis estar alegres? Francisco nos muestrael camino: Abriros a Cristo, dejad que Cristoentre en vuestros corazones, en vuestra vida.Abriros a los demás. La alegría cristianay franciscana le da plenitud a vuestra vida ygenera ganas, necesidad de compartir la vidapara generar más vida y vida en abundancia.Es una alegría que se deriva en participación,en compartir, en solidaridad, en compromiso,en creatividad. Es una alegría que nace del“permanecer” en el amor de Dios y del esfuerzopor cumplir su santa y veraz voluntad (cf.Jn 15,9-11; Oración ante el Cristo de San Damián).Y entonces vuestra vida será una fiesta,la fiesta del encuentro con el Señor y del encuentrocon los otros como hermanos. Comoya dije, la alegría no es una posibilidad, esuna responsabilidad. Los cristianos estamosllamados a ejercitarnos en la alegría, por unaparte para derrotar el espíritu de tristeza quesiempre nos amenaza, por otro lado porque nopodemos privar al mundo del testimonio de laalegría que brota de la fe. Es la alegría de loscreyentes la que narra al mundo la gloria deDios. Esto es lo que nos piden los hombres ymujeres de hoy: “Muestra Señor tu gloria”, yvosotros creyentes hacednos ver vuestra alegría(cf. Is 66,5).Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro general, OFM


216 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2


E SECRETARIA GENERALI1. Electiones Prov. S. Mariæ Angelorum inPoloniaDurante la sessione del 10 maggio 2011,tenendo conto di alcune circostanze specialie ragioni gravissime rivelate durante lavisita canonica generale della Provincia di S.Maria degli Angeli, in Polonia, il DefinitorioGenerale ha dato il suo consenso, espressocon voto segreto secondo l’Art. 170 §2 degliSSGG, affinché il Ministro generale possaavocare a sé e al Definitorio l’elezione delMinistro provinciale e di tutto il Definitorioprovinciale della suddetta Provincia.Nella sessione del 10 maggio 2011, sonostati eletti:per l’ufficio del Ministro provincialeMentel Fr Jakubper l’ufficio del Vicario provincialeMaryjka Fr Rufinper ufficio di Definitori della ProvinciaŁętowski Fr. KamilMazgaj Fr. StanisławStanik Fr. AdamUniżycki Fr. MariuszWarot Fr. Alojzy.Queste elezioni sono state ratificate dalMinistro generale il 10 maggio 2011.Il mandato degli eletti inizierà con l’aperturadel Capitolo provinciale (cf. CCGG, Art. 229;SSGG, Art. 182; 215 §3).Prot. 1019302. Passaggio ad altro IstitutoIl Definitorio generale dell’Ordine deiFrati Minori, nella sessione del 10 maggio2011, ha preso in considerazione la domandadi passaggio definitivo dal nostro Ordine allaComunità dei Fratelli Maristi, fatta da PiccoliFr. Edevaldo.Osservato quanto prescritto, avutoil permesso del Supremo Moderatoredell’Istituto dei Fratelli Maristi, e il consensodel Definitorio generale nella detta sessionedel giorno 10 maggio 2011, in ottemperanzaa quanto stabilito dal canone 684§1 invirtù di questo Decreto concedo a PiccoliFr. Edevaldo, Provincia di San Francescod’Assisi in Brasile, di passare all’Istituto deiFratelli Maristi.Nonostante qualsiasi altra cosa in contrario.Dalla Curia Generalizia dell’Ordine deiFrati Minori, in Roma, il 10 maggio 2011.Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro generaleFr. Aidan McGrath, ofmSegretario generaleProt. 101841/S114-113. Capitulum Prov. Romanæ Ss. Petri etPauli in ItaliaNel Capitolo Provinciale della Provinciadei Ss. Apostoli Pietro e Paolo, in Italia,regolarmente celebrato secondo le disposizionidel Diritto, nell’Oasi “Gesù Bambino” aGreccio (RI), sotto la presidenza del VisitatoreGenerale, Di Franco Fr. Manlio, il 31 marzo2011 sono statti eletti:per l’ Ufficio di Ministro provincialeRossi Fr. Giovanniper l’Ufficio di Vicario provincialePartini Fr. Alessandroper l’Ufficio di Definitori della ProvinciaBerti Fr. FabioCiamei Fr. AlessandroRossi Fr. FrancescoTamburo Fr. Stefano.Queste elezioni sono state ratificate dalDefinitorio generale il 10 maggio 2011.Prot. 101874/S122-114. Capitulum Prov. S. Leopoldi in Austria/Italia/HelvetiaIn the Provincial Chapter of our Provinceof St. Leopold, in Österreich und Südtirol,regularly celebrated according to the norms ofCanon Law, in the House in Pupping, Austria,under the presidency of the Visitator General,Wagner Br. Maximilian, the following wereelected on the 5 th May 2011:for the office of Minister ProvincialRuggenthaler Br. Oliver


218 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2for the office of Vicar ProvincialWegleitner Br. Gottfriedthe office of Provincial DefinitorsHopfgartner Br. WillibaldMaier Br. MatthiasPuchberger Br. AlexanderStadler Br. VolkerWenigwieser Br. Fritz.The General Definitorium, during itssession of the 19 th May 2011, carefullyexamined and ratified the election.Prot. 101941/S147-115. Capitulum Prov. Ss. Cyrilli et Methodiiin CroatiaNel Capitolo Provinciale della Provincia deiSs. Cirillo e Metodio, in Croazia, regolarmentecelebrato secondo le disposizioni del Diritto,nella Casa del Tabor a Samobor, sotto lapresidenza del Visitatore generale, Mrše Fr.Marko, il 27 aprile 2011 sono statti eletti:per l’ Ufficio di Ministro provincialeŽeleznjak Fr. Željkoper l’Ufficio di Vicario provincialeBedeničić Fr. Dragutinper l’Ufficio di Definitori della ProvinciaBibić Fr. ZoranJesenović Fr. AntunKoren Fr. JosipKrišto Fr. MilanMihaljević Fr. VenancijeTandarić Fr. Miroslav.Queste elezioni sono state ratificate dalDefinitorio generale il 19 maggio 2011.Prot. 101911/S135-116. Cust. dep. Sardiniæ S. Mariæ Gratiarumin Italia erectioTenendo presente il voto deliberativo delCapitolo provinciale della Provincia Seraficadi S. Francesco d’Assisi, in Italia, del 23maggio 2011 nel quale la Provincia accogliela richiesta della Provincia di S. Maria delleGrazie di Sardegna, in Italia, per una più strettacollaborazione strutturale, nonché il processodi pianificazione accompagnato da PradellaFr. Fedele, Delegato generale, il Definitoriogenerale, nella sua sessione del 28 maggio2011, ha deciso l’erezione della Custodia diS. Maria delle Grazie di Sardegna, dipendentedalla Provincia Serafica di S. Francescod’Assisi, in Italia.Pertanto, in virtù del presente Decreto e conl’autorità che mi viene dal mio Ufficio, erigoe dichiaro eretta la Custodia di S. Maria delleGrazie di Sardegna, dipendente dalla ProvinciaSerafica di S. Francesco d’Assisi, in Italia,secondo quanto previsto dalle Costituzioni edagli Statuti generali.Dalla Curia Generalizia dei Frati Minori, inRoma, il 12 giugno 2011.Fr. José Rodríguez Carballo, OFMMinistro generaleFr. Aidan McGrath, OFMSegretario generaleProt. 101985/S129-117. Electiones Cust. Dep. Sardiniæ S. MariæGratiarum in ItaliaIl Definitorio generale, nella seduta del28 maggio 2011, ha studiato attentamentei risultati del voto consultivo dei Fratiinteressati, nonché il parere del Visitatore eDelegato generale, Pradella Fr. Fedele, e haeletto il governo della Custodia di S. Mariadelle Grazie, in Sardegna, dipendente dallaProvincia Serafica di S. Francesco d’Assisi, inItalia.Sono stati eletti:come CustodeSolinas Fr. Mariocome ConsiglieriCogoni Fr PietroCogoni Fr StefanoFarci Fr. SimoneFuso Fr. Luca.Queste elezioni sono state ratificate dalMinistro generale il 12 giugno 2011.Prot. 101985/S129-118. Capitulum Intermedium Prov. S. IosephSponsi BMV in CanadaDuring the Provincial Chapter of ourProvince of St Joseph, in Canada, regularlycelebrated according to the norms of CanonLaw in l’Ermitage Sainte-Croix, in Pierrefonds(Montréal) on the 12 th of May 2011, presidedover by the Minister Provincial, Le GoanvecBr. Marc, the following were elected:to the office of Provincial DefinitorsBoyer Br. MichelÉthier Br. HenriPrince Br. GuylainRacine Br. André.


E SECRETARIA GENERALI 219The General Definitory, during its sessionof the 6 th July 2011, carefully examined andratified the election.Prot. 101992/S166-119. Capitulum Intermedium Prov. SeraphicæS. Francisci Assisiensis in ItaliaNel Capitolo Provinciale 2011 dellaProvincia Serafica di San Francesco, in Italia,regolarmente celebrato secondo le disposizionidel Diritto, presso il Convento Montesantodi Todi, sotto la presidenza del Ministroprovinciale, Ottavi Fr. Bruno, il giorno 23giugno 2011 sono statti eletti:per l’ufficio di Definitori provincialiBanfi Fr. MarcoGasparri Fr. Pietro PaoloGianre Fr. Daniele LeonardoRosati Fr. GiancarloTambini Fr. SaulViola Fr. Vittorio Francesco.Queste elezioni sono state ratificate dalDefinitorio generale il 6 luglio 2011.Prot. 102040/S170-1110. Capitulum Intermedium Prov. S. PauliApostoli in MelitaDuring the Provincial Chapter of ourProvince of St Paul the Apostle, in Malta,regularly celebrated according to the normsof Canon Law in the Portiuncola RetreatHouse, Bahar ic-Caghaq, Malta, on the 31 stof May 2011, presided over by the MinisterProvincial, Overend Rigillo Br. Sandro, thefollowing were elected:to the office of Provincial DefinitorsFarrugia Br. AntonGhirlando Br. MarcelloPace Br. EddieZerafa Br. Lorrie.The General Definitory, during its sessionof the 6 th July 2011, carefully examined andratified the election.Prot. 102061/S179-1111. Capitulum Prov. S.s. Francisci et Iacobiin MexicoEl Capítulo Provincial la ProvinciaFranciscana de los Ss. Francisco y Santiago enMéxico, celebrado legítimamente conforme aDerecho en la Casa del Señor de la Misericordia(Valle de la Misericordia), y presidido por elVisitador general, Urbina Rodríguez Fr. JoséAlirio, el día 26 de mayo de 2011, eligió:para el Oficio de Ministro provincialCeja Jiménez Fr. Ignaciopara el Oficio de Vicario rovincialHernández Medrano Fr. Rodolfopara el oficio de Definidores provincialesAlba Díaz Fr. Roberto de JesúsCórdoba Ibarra Fr. DanielDel Toro Rueda Fr. Noé HoracioGudiño Reyes Fr. Marco AntonioLey Montijo Fr. Francisco JavierVillalpando Ortiz Fr. Francisco.El Definitorio General, en la Sesión deldía 6 de julio de 2011, examinó las Actasauténticas de estas elecciones y las aprobó.Prot. 101986/S165-1112. Capitulum Prov. Carthaginensis inHispaniaEl Capítulo Provincial la ProvinciaFranciscana de Cartagena en España, celebradolegítimamente conforme a Derecho en la Casade Santa Ana de Orihuela, y presidido por elVisitador general, Rocha Grande Fr. Emilio,los días 9-10 de junio de 2011, eligió:para el Oficio de Ministro provincialHernández Martín Fr. Jesúspara el Oficio de Vicario provincialVidal Abellán.Fr. Saturninopara el oficio de Definidores provincialesEscribano Arráez Fr. Miguel ÁngelMartínez Fresneda Fr. FranciscoMartínez Torres Fr. EmilioRiquelme Oliva Fr. PedroRoncero Moreno Fr. José María.El Definitorio General, en la Sesión deldía 6 de julio de 2011, examinó las Actasauténticas de estas elecciones y las aprobó.Prot. 102085/S193-1113. Capitulum Intermedium Prov. S. IoannisBaptistæ in USADuring the Provincial Chapter of ourProvince of St John the Baptist, USA,regularly celebrated according to the normsof Canon Law in the Benedictine Archabbeyof Saint Meinrad, in Spencer County, Indiana,on the 26 th of May 2011, presided over by theMinister Provincial, Scheeler Br. Jeffrey, thefollowing were elected:to the office of Provincial DefinitorsDelorenzo Br. Vincent


E SECRETARIA GENERALI 221S. Antonii Patavini, Italia, è stato nominatoPræsidentem Commissionis Scotistæ adtriennium: 23.05.2011; prot. 101978.– Ruiz de Loizaga Fr. Saturnino, dellaProv. Granatensis Nostræ Dominæ aRegula, Spagna, è stato nominato Vice-Præsidentem Commissionis Scotistæ adtriennium: 23.05.2011; prot. 101978.2. Guardiano– McCraith Fr. Micheál, della Prov.Hiberniæ, Irlanda, è stato nominatoGuardiano del Collegio S. Isidoro in Roma,dipendente dal Ministro generale. Prenderàservizio dal 1° settembre 2011: 16.05.2011;prot. 101962.3. Delegato– Ottavi Fr. Bruno, Ministro provincialedella Prov. Seraphicæ S. FrancisciAssisiensis, Italia, è stato nominatoDelegato del Ministro generale perla Fondazione Missionaria “NotreDame d’Afrique”, Congo-Brazzaville:10.07.2011; prot. 101855/M046-11.


222 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2


E SECRETARIATUPRO FORMATIONE ET STUDIIS1. VISITE E AVVENIMENTI1. Formazione dei Formatori della ConferenzaNordslavicaVarsavia, Polonia, 02-06.05.2011Varsavia ha ospitato quest’anno i workshopper i formatori della Conferenza Nordslavica.Dal 2 al 6 maggio 2011, presso la Fraternitàfrancescana della Provincia di Santa Maria degliAngeli, si sono radunati 21 formatori delleseguenti Province: San Francesco (Poznań),Sant’Edwige (Wrocław), Santa Maria degliAngeli (Kraków), San Michele Arcangelo(Zhytomyr, Ucraina), Santissimo Salvatore(Bratislava, Slovacchia), Immacolata Concezione(Kraków) e dell’Assunzione della BVM(Katowice).L’incontro dei formatori è stato arricchitodalla presenza del Segretario generale per laFormazione e gli Studi, Fr. Vidal RodríguezLópez e del Vicesegretario, Fr. SergiuszBałdyga. La Parola di Dio nella Formazionedei Frat Minori è stato il tema principaledell’incontro, basato fondamentalmentesull’Esortazione apostolica di Benedetto XVI“Verbum Domini”. Fr. Vidal ha fatto nel suointervento una prima lettura francescana della“Verbum Domini”, dando anche spazio al dialogofraterno con i formatori. Fr. Sergiusz, poi,ha presentato altri temi (La parola di Dio e levocazioni, La Parola di Dio e il discernimentovocazionale, La Parola di Dio e il voto diobbedienza) assieme con delle esercitazioni.Fr. Witosław Sztyk (Segretario per la Formazionee gli Studi della Conferenza Nordslavica)ha proposto il tema della Parola di Dio e ilvoto della povertà e della castità. Attualmentenella Conferenza Nordslavica ci sono 248formandi, compresi i frati di rito bizantino (38postulanti, 33 novizi, 177 in formazione postnoviziato).2. Formazione PermanenteSinalunga, Italia, 01-03.06.2011La Fraternità dei Frati Minori di Sinalungaha accolto per la seconda volta i frati dellaProvincia di San Francesco (Polonia) per laFormazione Permanente. I partecipanti sonovenuti dall’Austria, dall’Italia e della Svezia.L’incontro è stato dedicato ai frati che lavoranofuori della Polonia.Il programma dell’incontro prevedeva soprattuttolo stare insieme, la condivisionefraterna, la testimonianza reciproca dell’esperienzadel servizio francescano in diversipaesi e culture dell’Europa. I frati hanno potutosoffermarsi su alcuni temi, illustrati da Fr.Sergiusz Bałdyga, Vicesegretario generale perla Formazione e Studi, come La figura di sanFrancesco nella Chiesa e l’identità del FrateMinore oggi; Il servizio di Giustizia, Pace eSalvaguardia del Creato come un aspetto delcarisma francescano; La crisi nella vita religiosafrancescana: tra fede e affetto.3. Inaugurazione della Casa del Postulatonella Repubblica CentroaficanaBangui, Rep. Centrafricana, 07-12.06.2011Il 7 giugno 2011 a Bangui, nella RepubblicaCentrafricana, si è inaugurata la casa di Postulatodella Fondazione N. D. des Anges, dipendentedalla Provincia S. Benoit l’Africain delCongo. Una tappa importante per la giovaneFondazione, formata da sette frati missionari(quattro polacchi, due congolesi e un colombiano).In questi anni, alcuni giovani hannochiesto di far parte della Famiglia dei Minorie attualmente vi sono due professi temporaneiche studiano filosofia a Kolwezi (Congo) e trepostulanti, due dei quali entreranno in noviziatonei prossimi mesi.Al festoso evento erano presenti i frati dellaFondazione, il Ministro provinciale del Congo,Fr. Alex Ilunga, e da Roma Fr. MassimoTedoldi, SGME, e Fr. Sergiusz Bałdyga, ViceSGFS.È stato proprio Fr. Sergio a portarela Benedizione del Ministro generale, con laquale è iniziata la solenne Celebrazione, davantiall’Amministratore Apostolico, ad alcunisacerdoti dell’ Arcidiocesi, a molti religiosie religiose che vivono nel Paese. Molti anchei laici, tra i quali i costruttori della casa di Postulatoche si erano stabiliti per un intero anno


224 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2nell’area edificabile così da poter concluderenel più breve tempo possibile i lavori diretti daFr. Raymond. La nuova Casa dei Frati consistein due piccoli edifici più la cappella, dove si ècelebrata la prima santa messa.Il giorno seguente, insieme al MinistroFr. Alex, al Presidente della Fondazione Fr.Kordian e al Guardiano di Bangui Fr. Pierre,Fr. Massimo e Fr. Sergiusz si sono recatidall’Amministratore apostolico, Mons. DieudonnéNzapainga e dal Nunzio, Mons. JudeThaddeus Okolo.La successiva tappa è stata la cittadina diBouar, presso lo studentato dei frati Cappuccini,dove la Fondazione è intenzionata ad inviarei propri studenti di teologia. Fr. Sergiusz hapotuto così verificare i programmi scolasticiinsieme al Prefetto degli studi.Visitando poi le sorelle Clarisse, Fr. Massimoe Fr. Sergiusz, nel ringraziarle per la lorofedele preghiera di intercessione, le hanno invitatea proseguire nella loro opera di santificazionedella Chiesa del Paese, tanto provatain questi ultimi anni, e ad accompagnare gliinizi del nuovo Postulato di Bangui.La Fondazione N. D. des Anges vive in dueCase: a Bangui, nel quartiere Bimbo, i frati,oltre al compito formativo, sono impegnatinella pastorale diocesana, aiutando in modoparticolare la Parrocchia di Sant’Antonio diPadova ed inoltre seguendo la Fraternità OFSlocale e alcuni Istituti religiosi femminili; ea Rafai, nell’est del Paese, tormentato dallescorribande dei ribelli, dove la Fraternità svolgeun grande compito educativo nelle scuolesia presso la missione sia nelle altre numerosedisseminate nei villaggi.4. Visite alle Case di Formazione della Custodiadi Terra SantaIsraele, 18-24.06.2011Il Segretario generale per la Formazione egli Studi, Fr. Vidal Rodríguez López e il Vicesegretario,Fr. Sergiusz Baldyga, hannovisitato dal 18 al 24 giugno 2011 alcune casedi formazione della Custodia di Terra Santa(Gerusalemme, Betlemme, Ain Karem), incontrandopostulanti e studenti. Hanno potutoincontrare il Moderatore della FormazionePermanente insieme al suo consiglio, i Formatoridel postnoviziato e del postulato.Un incontro speciale è stato dedicato al corpodei docenti e studenti dello Studio BiblicoFrancescano presso il Convento della Flagellazionea Gerusalemme. Hanno partecipato allacelebrazione del Corpus Domini presso il SantoSepolcro e hanno celebrato assieme a tutti ifrati della Custodia nella festa di San Giovanninel Deserto e nel santuario di Ain Karem. Invista del Consiglio Internazionale per la Formazionee gli Studi, che avrà luogo in ottobrea Gerusalemme, si sono anche incontrati con ilSegretario della Custodia di Terra Santa.5. Conferenza NordslavicaSankt Annaberg, Polonia, Maggio 2011Presso il Santuario di Monte Sant’Anna(Sankt Annaberg) in Polonia si sono radunatii giovani frati della Conferenza insieme con isuoi formatori per il corso di preparazione allaprofessione solenne. La prima parte dell’incontro,della durata di 2 settimane, si svolge alivello di Conferenza, le altre 2 settimane vengonogestite dalle singole Province.Quest’anno all’incontro di preparazionesono venuti 27 giovani frati di 6 Entità (inclusala Fondazione Bizantina di Tutti i SantiFrancescani e la Provincia di San Michele Arcangeloin Ucraina). Erano previsti spazi perla preghiera, la meditazione (sia comune siaindividuale), un giorno di ritiro, tempi di riflessione,dedicati al francescanesimo, ai votie alla teologia della vita religiosa. Il primo incontrodidattico è stato guidato da Fr. SergiuszBaldyga OFM, Vicesegretario generale per laFormazione e gli Studi, sul tema della comunicazioneinterpersonale e fraterna.6. Servizio Europeo per le VocazioniHorn, Austria, 01-03.07.2011“La vocazione è il cuore stesso della nuovaevangelizzazione. Allora Gesù disse: ‘Checosa vuoi che io faccia per te?’ (Mc 10,51)”.Questo è stato il tema dell’incontro annualedell’European Vocations Service (EVS), avvenutoad Horn in Austria ed organizzato dallaCommissione del Consiglio delle ConferenzeEpiscopali d’Europa (CCEE) per la cura dellevocazioni sacerdotali e della vita consacratanella Chiesa. Tra i 45 delegati di 17 Chiesenazionali d’Europa era presente Fr. SergiuszBaldyga OFM, Vicesegretario generale per laFormazione e gli Studi dell’OFM. Lo scopodell’incontro era di vivere qualche giorno nelsegno della fraternità, dell’adorazione comunee della preghiera per le vocazioni, dello studiodelle problematiche vocazionali, dello scam-


E SECRETARIATU PRO FORMATIONE ET STUDIIS 225bio di esperienze legate alla vocazione nellaChiesa in Europa alla luce delle sfide dellanuova evangelizzazione.2. INCONTRO CON IFORMATORI DELLACONFERENZA NORDSALVICAVarsavia. Polonia, 02-06.2011UNA PRIMA LETTURAFRANCESCANA DELLAVERBUM DOMINIA due anni di distanza dal Sinodo dei Vescovisulla Parola di Dio (ottobre 2008) è statapubblicata il 30 settembre 2010 l’EsortazioneApostolica Postsinodale dal titolo “VerbumDomini” 1 . Si tratta di un documento pontificioche raccoglie e sviluppa tutto il materialeelaborato prima e durante i lavori sinodali: iLineamenta, l’Instrumentum laboris, le Relazioniante e post disceptationem, gli interventiin aula, le relazioni e discussioni dei CircoliMinori, il Messaggio finale e, soprattutto, le55 proposizioni approvate dall’assemblea generaledel Sinodo.Il testo si articola in tre parti, basandosi sualcuni versetti del prologo di Giovanni (Gv1,1.12.14.18). Una scelta non casuale, poichécome scrive il Pontefice nell’introduzione«l’Assemblea sinodale è stata una testimonianzaalla Chiesa e al mondo di quanto siabello l’incontro con la Parola di Dio nella comunioneecclesiale» 2 .La prima parte (Verbum Dei) mette in risaltola dimensione trinitaria della Parola, laseconda (Verbum in Ecclesia) il suo rapportocon la Chiesa e la terza (Verbum mundo)la missione dei cristiani nel mondo, testimonidella Parola.Poiché ci è stato chiesto di fare una letturafrancescana della Verbum Domini, dopo unalettura sintetica del documento, ci soffermiamosu un tema francescano, illuminato da ognunadelle parti: il tema della fede nella Parola, perdiventare portatori del Vangelo (Verbum Dei);il tema di ripartire continuamente dal Vangelo,perché siamo nati dalla Parola di Dio (Verbumin Ecclessia); il tema della testimonianza dellavita fraterna come la nostra più genuina formafrancescana di missione evangelizzatrice dellaParola di Dio (Verbum Mundo).I. Lettura sintetica della Verbum Domini 31. Verbum Dei: il linguaggio di Dio (1ªparte)La Verbum Domini inizia là dove finisce laCostituzione conciliare sulla divina rivelazioneDei Verbum (DV). Il titolo stesso, oltre adavere intenzionalmente una assonanza fonetica,riprende il medesimo testo biblico (1Pt 1,23-25;Is 40,8) con il quale si chiude la Dei Verbum.Tale annotazione assume un rilievo particolarmentesignificativo, poiché l’Esortazioneapostolica intende essere in assoluta continuitàcon il Vaticano II, riprendendo e sviluppandoalcune parti della Dei Verbum. A tal propositoscrive Benedetto XVI: «… ma non avremmoancora compreso a sufficienza il messaggio delPrologo di san Giovanni se ci fermassimo allaconstatazione che Dio si comunica amorevolmentea noi. In realtà il Verbo di Dio, medianteil quale “tutto è stato fatto”e che si “fece carne”,è il medesimo che sta “in principio”. Se qui avvertiamoun’allusione all’inizio del libro dellaGenesi, in realtà siamo posti di fronte ad unprincipio di carattere assoluto e che ci narra lavita intima di Dio. Il Prologo giovanneo ci ponedi fronte al fatto che il Logos è realmente dasempre, e da sempre egli stesso è Dio. Dunque,non c’è mai stato in Dio un tempo in cui non cifosse il Logos. Il Verbo preesiste alla creazione.Pertanto, nel cuore della vita divina c’è lacomunione, c’è il dono assoluto…» 4 .La prima sezione della Verbum Domini haun tono prettamente teologico, adottando unaprospettiva dogmatica. Viene esposta la cosiddetta“teologia della Parola”. Dio Padre,scrive Benedetto XVI, parla in diversi modi:attraverso la creazione 5 , nella predicazione degliapostoli e nella tradizione viva della Chiesa,nella Scrittura, ma soprattutto nella personadi Gesù «il Logos, il Verbo eterno, ossia ilFiglio unigenito, generato dal Padre prima ditutti i secoli e a Lui consustanziale» 6 . La Parola“definitiva” di Dio è Gesù, in lui: «la Parolaeterna si è fatta piccola, così piccola da entrarein una mangiatoia. Si è fatta bambino affinchéla Parola diventi per noi afferrabile. Adesso,la Parola non solo è udibile, non solo possiedeuna voce, ora la Parola ha un volto, che dunquepossiamo vedere: Gesù di Nazareth» 7 .Viene così tratteggiata una “cristologiadella Parola” che lega Betlemme al Calvario.Sul Golgota «il Verbo ammutolisce, divienesilenzio mortale, poiché si è “detto” fino a ta-


226 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2cere, non trattenendo nulla di ciò che dovevacomunicare» 8 . Nel mistero oscuro della croce,commenta il Papa, Gesù deve confrontarsi conl’oscurità e da questo silenzio interiore sgorgail mistero luminoso della risurrezione 9 .Una teologia così densa si comprende solograzie all’azione dello Spirito. Benedetto XVIinsiste molto sul tema dell’ispirazione per unacorretta ermeneutica della Scrittura. Già durantei lavori sinodali, il 14 ottobre a sorpresaera intervenuto con una riflessione non previamentepreparata sulla questione del rapporto traesegesi e teologia. La Verbum Domini riprendetale dibattito dedicando circa 20 numeri al temadell’interpretazione della Scrittura, sviluppandocosì la Dei Verbum 12. Queste pagine rimandano,tra l’altro, a due documenti della PontificiaCommissione Biblica: L’interpretazione dellaBibbia nella Chiesa 10 e Il popolo ebraico e lesue sacre Scritture nella Bibbia cristiana 11 .Spinto dal desiderio di promuovere l’ermeneuticabiblica conciliare 12 , il Papa auspicaun dialogo più maturo tra esegesi e teologia,evitando da una parte una “ermeneutica secolarizzata”e dall’altra una lettura fondamentalista.Il punto di congiunzione tra i due ambitirisiede nella «lettura credente della SacraScrittura» 13 , la quale si nutre della tradizionevivente della Chiesa, riconoscendo il valorestorico della tradizione biblica nel contesto diun approccio canonico della Scrittura. A questoriguardo, certamente non mancherannoperplessità e discussioni fra gli studiosi.L’esegesi biblica cattolica ha una modulazionesquisitamente ecclesiale. Solo in armoniacon la fede della Chiesa, come già suggerivasan Girolamo, si perviene a un’autenticainterpretazione delle Scritture 14 . Per questo, lamigliore esegesi è la vita dei santi: «ogni santocostituisce come un raggio di luce che scaturiscedalla Parola di Dio» 15 . Come non asserireche i nostri fondatori e fondatrici sono statiun’esegesi della Parola che, grazie alla continuitàcarismatica, cresce nelle nostre vicendepersonali e comunitarie?Un’autentica spiritualità biblica, dichiaraBenedetto XVI, ha le sue radici nella spiritualitàmariana, perché è nella donna di Nazarethche scopriamo la vocazione a essere modellatidalla Parola 16 .2. Verbum in Ecclessia: la Chiesa casadella Parola (2ª parte)La Chiesa è la “casa della Parola”, affinchéi credenti siano sostenuti nel cammino di conversionee familiarità con il Verbo della Vita.Infatti, la Verbum Domini annota: «Il Signorepronuncia la sua Parola perché vengaaccolta da coloro che sono stati creati proprio“per mezzo” dello stesso Verbo. “Venne tra isuoi”: la Parola non ci è originariamente estraneae la creazione è stata voluta in un rapportodi familiarità con la vita divina» 17 . «Il rapportotra Cristo, Parola del Padre – continua l’Esortazione– e la Chiesa non può essere compresonei termini di un evento semplicemente passato,ma si tratta di una relazione vitale in cuiciascun fedele è chiamato ad entrare personalmente.Parliamo infatti della presenza dellaParola di Dio a noi oggi: “Ecco, io sono convoi tutti i giorni, sino alla fine del mondo”» 18 .La seconda parte dell’Esortazione (Verbumin Ecclesia) approfondisce la dimensionedell’accoglienza della Parola nella Chiesa.Luogo privilegiato in cui la Parola si comunicaè la liturgia, di cui l’Eucaristia rappresenta lafonte e il culmine. Come già in altre occasioni,il Pontefice insiste sulla cura della celebrazioneeucaristica, sollecitando un’adeguata formazionedi coloro che sono chiamati a svolgereil ministero della Parola (lettori, sacerdotie diaconi). A tale scopo è in corso di preparazioneun direttorio per le omelie. Ma la Paroladi Dio è viva in tutti i sacramenti e segni dellaChiesa. Senza entrare nei dettagli, ci pare utilerimarcare il fatto che sono moltissimi i luoghie le azioni dove la Parola di Dio opera. Peresempio, oltre la liturgia e i sacramenti, settoricome la catechesi, la lectio divina e la letturaorante della Parola, lo studio serio e scientificodella Scrittura, la pratica del rosario sonopercorsi spirituali che favoriscono l’incontrotra il credente e la Parola.3. Verbum Mundo: testimoni della Parola(3ªparte)La Parola di Dio non va solo accolta. Essava annunciata: «Il Verbo di Dio ci ha comunicatola vita divina che trasfigura la faccia dellaterra, facendo nuove tutte le cose. La sua Parolaci coinvolge non soltanto come destinataridella Rivelazione divina, ma anche come suoiannunciatori. «In effetti, ciò che la Chiesa annunciaal mondo – scrive la Verbum Domini– è il Logos della Speranza; l’uomo ha bisognodella “grande Speranza” per poter vivereil proprio presente, la grande speranza che è“quel Dio che possiede un volto umano e che


E SECRETARIATU PRO FORMATIONE ET STUDIIS 227ci ha amati sino alla fine”. Per questo la Chiesaè missionaria nella sua essenza. Non possiamotenere per noi le parole di vita eterna che ci sonodate nell’incontro con Gesù Cristo: esse sonoper tutti, per ogni uomo. Ogni persona delnostro tempo, lo sappia oppure no, ha bisognodi questo annuncio. Il Signore stesso, come aitempi del profeta Amos, susciti tra gli uomininuova fame e nuova sete delle parole delSignore. A noi la responsabilità di trasmetterequello che a nostra volta, per grazia, abbiamoricevuto». 19Ciascuno deve sentirsi responsabilenell’impegno di promozione di una societàgiusta, riconciliata e attenta alle fragilità dellepersone: «esorto tutti i fedeli a meditare spessol’inno alla carità scritto dall’apostolo Paolo e alasciarsi ispirare da esso» 20 . Evidentemente lamissio ad gentes è il primo orientamento a cuifa appello la Verbum Domini, ma anche chi ègià evangelizzato, a seconda del tempo di vitache sta attraversando o della condizione spiritualee fisica che sta vivendo «ha bisogno diessere nuovamente educato allo stupore» 21 .Particolarmente nuovo e originale è il capitolodedicato al rapporto tra Parola di Dio eculture. L’auspicio dell’Esortazione apostolicapost sinodale è il recupero pieno della Bibbiacome «grande codice per le culture» 22 conil coraggio di costituire gruppi di studio negliambienti secolarizzati e tra i non credenti. LaSacra Scrittura nel passato ha ispirato culture,espressioni artistiche, valori morali, stili divita esemplari 23 . Tutto questo patrimonio nonsolo va recuperato ma rilanciato nel mondouniversitario, nelle istituzioni scolastiche eeducative, nell’arte e nei nuovi mezzi di comunicazionesociale, specie in internet definito«forum in cui far risuonare il Vangelo» 24 .La familiarità con la Parola ci educa all’accoglienzadei segni dei tempi rintracciabilinelle pieghe tortuose della nostra storia: «nondobbiamo mai dimenticare – sottolinea l’Esortazione– che a fondamento di ogni autenticae viva spiritualità cristiana sta la Parola di Dioannunciata, accolta, celebrata e meditata nellaChiesa» 25 .II. Lettura francescana della VerbumDomini. La Parola di Dio, fede, origine el’annunzio.1. Verbum Domini…Verbum in corde Fraternitatis.La Parola di Dio genera la fede dell’Ordineper essere portatore del dono del Vangelo.L’ultimo Capitolo generale ha ripresentatola vita evangelica come il midollo della vitae della missione dell’Ordine e l’ha fissato neldocumento capitolare Portatori del dono delVangelo 26 , il quale afferma il primato di Dio,che svela il suo volto nel Cristo e il suo Vangelo,fino al punto di cambiare e orientare lavita d’ogni Frate Minore: «il Signore diede ame, frate Francesco; il Signore mi condusse trai lebbrosi; il Signore mi dette dei fratelli; il Signoremi rivelò: queste parole del Testamentodi Francesco rivelano una profonda verità: alprincipio di tutto sta il Signore, origine di ognibene, Lui che è ogni bene, sommo bene, tuttoil bene, che solo è buono. Ogni realtà apparecosì come un dono che da Lui proviene e ilpiù grande di tutti i doni è quello del suo figliobenedetto e glorioso, che egli ci ha donato edè nato per noi. È questo la buona notizia cheabbiamo ricevuto: il Vangelo di Gesù CristoFiglio di Dio, dono che cambiò la vita di Francescod’Assisi e che cambia quella di ciascunodi noi» 27 .La questione della Vita Consacrata, dellavita francescana, è un problema di fede: «ildono del Vangelo sta al origine della nostraFraternità…. Sono soltanto i credenti che voglionoprendere sul serio il Vangelo» 28 . Solose crede l’uomo può vivere il Vangelo, e ilVangelo vissuto diventa sempre annunzio edunque restituzione di un dono che ci sorpassanel mistero: «fin dai primi giorni la Fraternitàsi scopre chiamata ad annunziare quello chevive… questo andare per il mondo e una restituzionedel dono del Vangelo vissuto» 29 .Vivere il Vangelo non può limitarsi allaprofessione dei principi religiosi, e rimanerenell’ideale o addirittura nell’ideologia di ognitipo. Il Vangelo si vive nel pratico o semplicementenon si vive. Non è un fatto solo di visibilità,ma di onestà; per vivere il Vangelo,bisogna vivere una vita pienamente umana,caratterizzata dalla fede in Cristo: «Francescoe i suoi mostrano di essere capaci di scelteche rendono concrete le loro intuizioni… laprima Fraternità ci appare come una fraternitàprofética, fraternità segno, che sa leggere isegni dei tempi e incarnare il Vangelo in manieraconcreta e comprensibile alla cultura delloro tempo» 30 . E sappiamo che il Vangelo èuna novità che cambia i parametri dell’umano,del mondo e le sue dinamiche, perché la radicalitànon può accontentarsi della mediocrità:«la fantasia evangelica con cui Francesco e i


228 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2suoi annunciano il Vangelo d pace… la logicadel dono appare come un’alternativa allalogica del prezzo, il guadagno, l’utilità e delpotere…» 31 .È necessaria una sana autocritica e domandarcise l’immobilismo e lo stallo cheminacciano di paralizzare ogni dinamismoevangelizzatore non stia segnalando una crisidi fede che tocca alcuni di noi 32 . Perché l’immobilismoevangelizzatore non è altro che unospecchio di un immobilismo spirituale, quindivocazionale.Allora leggere la Verbum Domini, ci illuminaper capire che se siamo nella Vita Religiosaè per fede, fede che è un incontro, non più delpassato, ma sempre del presente, un incontroche pur rimanendo personale è sempre fraternoe pertanto ecclesiale. Un incontro che cifa metterci in cammino per vivere, per offrirenell’annunzio, per tornare sempre a cercarequesto incontro: «è tutta la storia della salvezzache in modo progressivo ci mostra questointimo legame tra la Parola di Dio e la fede chesi compie nell’incontro con Cristo. Con Lui,infatti, la fede prende la forma dell’incontrocon una Persona alla quale si affida la propriavita. Cristo Gesù rimane presente oggi nellastoria, nel suo corpo che è la Chiesa, per questol’atto della nostra fede è un atto nello stessotempo personale ed ecclesiale» 33 .È necessario credere per vivere e per nutrirequesta vita, con una fede che ci inseriscein una dinamica di Fraternità itinerante, come“mendicanti di senso” 34 , per camminare quotidianamentea partire dal Vangelo 35 .2. Verbum in Ecclesia… Verbum in Fraternitate.L’Ordine nasce continuamente dallaParola di Dio per ripartire dal Vangelo. IlSanto Padre Benedetto XVI ha detto più volteche la Vita Religiosa è chiamata ad essere esegesivivente del Vangelo: «vivere nella sequeladi Cristo casto, povero ed obbediente è intal modo una “esegesi” vivente della Parola diDio» 36 .Quest’affermazione, così forte e così bella,rispecchia da una parte la fiducia della Chiesaverso la Vita Consacrata e dall’altra la missioneche la Vita Consacrata è chiamata a realizzare.Parlare della Vita Consacrata come esegesidella Parola, non è un tentativo di mimetismoallo stile di un’imitazione formale, nemmenousare della Parola per generare una novità fattaa nostra immagine e somiglianza. Vuol direfare della Parola di Dio la chiave interpretativadella Vita Religiosa, e allo stesso tempo, faredalla Vita Religiosa un camino d’interpretazionedella Parola, in quella «ermeneuticadella fede» 37 di Gesù, Colui che è la Parola delPadre. Un accostarci, cioè, credente, per credere,in Gesù di Nazaret, Figlio di Dio, che si èfatto carne ed è vissuto, «obbediente, povero ecasto», modello vivente della Vita Consacrata.Perché la chiave interpretativa della VitaReligiosa non è altra che la fede. Dalla fedescaturisce il dinamismo che ci porta a esserein cammino perenne alla ricerca della volontàdel Signore, proprio perché la ragione d’esseredella Vita Religiosa è: «il cercare Dio, quaerereDeum: siete per vocazione cercatori di Dio.A questa ricerca consacrate le migliori energiedella vostra vita. Passate dalle cose secondariea quegli essenziali, a ciò che è veramenteimportante; cercate il definitivo, cercate Dio,mantenete lo sguardo rivolto a Lui» 38 .Essere cercatori di Dio, cercare la volontàdel Signore, vuol dire cercare ciò che stabile,ciò che non passa, e farlo in comunità, con iconfratelli che il Signore ci ha dato, perchécon loro condividiamo la stessa vita e missione.Cercarlo negli uomini del nostro tempo, aiquali siamo inviati per offrire loro, con la vitae la parola, il dono del Vangelo. Cercarlo particolarmentenei poveri primi destinatari dellaBuona Novella. Cercarlo nella Chiesa, dove ilSignore si fa presente, nell’Eucaristia e neglialtri Sacramenti, nella sua Parola che ci introduceal dialogo con Dio e ci rivela il suo volto,fino al punto di vivere come appassionati cercatorie testimoni di Dio.Essere cercatori e testimoni di Dio è statola passione di venti secoli della Vita Religiosa,che in ogni epoca ha arricchito con esigenzeevangeliche nuove la sequela Christi 39 . Ancheoggi nel secolo XXI siamo chiamati a dareforma alla Vita Consacrata, tornando continuamenea ciò che è essenziale, a ciò che nonpassa. Non per moda, bensì per fedeltà al Dioche ci chiama e per fedeltà all’umanità, insiemecon la quale camminiamo come «mendicantidi senso» 40 .La Vita Religiosa ha preso più coscienza diessere mendicante di senso, specialmente inquesto periodo post conciliare, durante il qualela Vita Religiosa ha vissuto un periodo digrazia, di vitalità e rinnovazione, rifondazionee rivitalizzazione che ancora forse non siamocapaci di intravedere in tutta la sua ampiezzae prevedere nelle sue conseguenze. Infatti, un


E SECRETARIATU PRO FORMATIONE ET STUDIIS 229dato è chiaro: la Vita Religiosa ha vissuto unasvolta copernicana, una svolta profondamenteevangelica che naturalmente deve portare fruttievangelici 41 .Da questo momento di grazia sono natediverse iniziative che tentano di rinvigorirela Vita Religiosa, perché la Vita Religiosa è«semper refundanda» 42 , ritornando alla “graziadelle origini” 43 , per camminare con luciditàe audacia verso orientamenti nuovi. Ma perpoter scegliere i nuovi cammini, c’è bisognodel discernimento, indispensabile per l’uomoche si interroga sul senso e sul destino del suoesistere; per il cristiano, sempre in ricerca dellavolontà di Dio; per il religioso, proteso nelcammino della fedeltà e della beatitudine 44 .Il discernimento è intrinseco alla Vita Religiosa,perché è parte costitutiva della sequela.Seguire vuol dire scegliere, quindi fare dellescelte mature, dialogate, confrontate, pregatee possibili che ci avvicinino di più alla volontàdi Dio. Il discernimento nella Vita Consacratadeve sempre tendere evangelicamente a fare ilbene e non può fare altro che andare verso Cristoe aprirsi continuamente alla Parola di Dio,dove Lui fa sentire la sua voce alla sua Chiesa,abitazione della sua bellezza che si contemplanella vita rivolta radicalmente al Signore 45 .Avere il Vangelo come punto di partenza 46 ,vuole dire che non sono sufficienti le analisidella situazione attuale dell’Ordine, né prospettaredelle strategie per orientare il futuro.Non si tratta, infatti, di un compito, ma di una“forma vitae”. Una maniera di vivere che sialimenta della passione per Cristo e per l’umanità,e questa passione deve accendere il suofuoco nuovamente o attingere la nuova linfanel Vangelo, perché la Vita Religiosa trovala sua ispirazione fondamentale nella SacraScrittura 47 .Benedetto XVI scrive nella Verbum Domini:«in relazione alla vita consacrata il Sinodoha ricordato innanzitutto che essa “nascedall’ascolto della Parola di Dio ed accoglieil Vangelo come sua norma di vita”. Viverenella sequela di Cristo casto, povero ed obbedienteè in tal modo una “esegesi vivente dellaParola di Dio”. Lo Spirito Santo, in forza delquale è stata scritta la Bibbia, è il medesimoche illumina “di luce nuova la Parola di Dio aifondatori e alle fondatrici. Da essa è sgorgatoogni carisma e di essa ogni regola vuole essereespressione”, dando origine ad itinerari di vitacristiana segnati dalla radicalità evangelica» 48 .La forma di vita francescana non è preferireun’imitazione più perfetta di Cristo. Nonsi tratta di arrogarsi l’esclusiva di certe virtùevangeliche, ma si tratta di porre in ogni momentoe in ogni circostanza, il Vangelo, nellesue esigenze più radicale, come fondamentodella nostra vita quotidiana e criterio primo eultimo del nostro agire.L’intervento del nostro Ministro generaleal Sinodo sulla Parola di Dio nella vita è missionedella Chiesa, è stato profetico. In quellaoccasione, infatti, il Ministro aveva detto: «lavita consacrata, nelle sue diverse manifestazioni,affonda le sue radici più profonde nellaParola di Dio e, più concretamente, nel Vangelo,regola e vita di tutti quelli e quelle che,per divina ispirazione, vogliono seguire più davicino le orme di Gesù Cristo obbediente, senzanulla di proprio e casto. La Parola di Dio èfonte di vita consacrata. La Parola di Dio chiamaalla sequela di Cristo, consacra i chiamatie li manda in missione… Tutti i fondatori e lefondatrici, sentinelle della Parola, ascoltatoriinstancabili della Parola, hanno fatto della lorovita una risposta pronta e profetica alla Parola.Seguendo l’esempio dei fondatori e delle fondatrici,noi consacrati, come tutti gli altri credenti,non possiamo separare ascolto, studio epredicazione della Parola, dal suo metterla inpratica.” 49Vivere secondo il Vangelo non si può ridurresemplicemente né a una mera dichiarazionedi buone intenzioni, né all’osservanza dialcuni testi, né a un elenco di comportamenti,piuttosto conduce ad accogliere il messaggio ela persona di Gesù nella sua totalità, a fare diGesù la ragione di ciò che siamo e facciamo,lasciandoci abitare dal Vangelo.Scrive il Ministro generale, nel presentarele linee guida per il sessennio: «il Vangelo, nelsenso pieno, è Gesù stesso. Ciò significa cheaver professato il Vangelo… porta con sé lasfida di essere e di agire come persone evangelicheche, da una forte esperienza di fede,e seguendo la forma di vita che ci ha lasciatoFrancesco, collocano il Cristo al centro dellaloro vita e missione, il tutto della loro esistenza»50 .La formazione permanente 51 sarà il dinamismocontinuo e quotidiano di riprendere daVangelo la vocazione evangelica del frate minore52 : la sequela di Cristo, per una donazionetotale a Cristo, in spirito di orazione e devozione,in fraternità e minorità, per evangelizzarein comunione con la Chiesa il mondo 53 .Non c’è altro che accostarci al Cristo, esse-


230 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2sono chiamati a dare nella società in parole edin azioni: «c’è uno stretto rapporto tra la testimonianzadella Scrittura, come attestazioneche la Parola di Dio dà di sé, e la testimonianzadi vita dei credenti. L’una implica e conduceall’altra. La testimonianza cristiana comunicala Parola attestata nelle Scritture. Le Scritture,a loro volta, spiegano la testimonianza che icristiani sono chiamati a dare con la propriavita» 58 .Del resto lo stesso Pontefice aveva ricordatogià il metodo della testimonianza nella Sacramentumcatitatis, quando aveva affermatoche «diveniamo testimoni quando, attraversole nostre azioni, parole e modo di essere, unAltro appare e si comunica. Si può dire chela testimonianza è il mezzo con cui la veritàdell’amore di Dio raggiunge l’uomo nella storia,invitandolo ad accogliere liberamente questanovità radicale. Nella testimonianza Dio siespone, per così dire, al rischio della libertàdell’uomo» 59 .Così possiamo dire che nell’attestazionescritturistica e nella testimonianza cristiana laParola di Dio continua a bussare alle porte dellaumana libertà 60 .Nella Relazione al Capitolo generale diAssisi 2009, il Ministro generale così sintetizzavala missione evangelizzatrice in chiavefrancescana, legando l’annunzio alla testimonianza:«la missione evangelizzatrice, insiemeall’esperienza di Dio e alla vita fraterna, è unodei pilastri costitutivi della vita religiosa. Difatto la missione sarà efficace solo se c’è unaforte esperienza di Dio e una relazione fraternaautentica. La vita religiosa, con questi treelementi inseparabili, si trasforma, così, in unsegno credibile della presenza del Regno e dellavitalità e attualità del Vangelo, si trasformain Evangelii nuntiandi. Per i Frati Minori, oltreagli elementi indicati (esperienza di fede,vita fraterna e missione) ne esiste un quartoaltrettanto essenziale: la minorità. Una dimensioneche orienta e caratterizza i rapporti conDio, con i Frati e con il mondo. Non siamosemplicemente una fraternità in missione, néuna fraternità contemplativa in missione. Daquanto detto prima potremmo definirci comemissionari nel mondo, come frati e minori, conil cuore rivolto al Signore» 61 .Viene spontaneo identificare questa spiritualitàmissionaria francescana con la riflessioneche sull’annunzio della Parola nel mondo,si fa nell’ultima parte della Verbum Domni.In effetti la terza parte della Verbum Doreimmersi nella vita evangelica. Seguire le sueorme, ci fa diventare perennemente discepoli,“pellegrini e forestieri”, itineranti spirituali,nell’arte di trovare la sapienza, nell’arte di viverela vita evangelica, nel conoscere e amareCristo, via e verità, nell’avere il coraggio difare l’esperienza del cammino di Emmaus 54 .Nella tradizione francescana lo studio, cheinveste tanto la conoscenza quanto l’amore,si chiama sapienza 55 . Il sapiente è dunque chiconosce e ama allo stesso tempo. Anzi, la conoscenzadiventa amore, così come l’amore èuna speciale forma di conoscenza. La parolasapientia deriva da sapor e ciò significa cheil sapiente è chi assapora la verità, quindi il“buongustaio” delle realtà divine. Assaporarela verità cono sciuta, nutre la vita del sapienteoffrendogli motivazioni di vita, contenuti“energetici” per affron tare scelte, cibo permantenersi in forma, gioia e senso profondodell’esistere. La Verbum Domini indica nellaliturgia, particolarmente nella lectio divina enella lettura orante della Parola, un mezzoesperienziale d’assimilazione della Parola perla vita ecclesiale in generale e la Vita Religiosain particolare.3. Verbum Mundo… Verbum domini nuntiantesin universo mundo 56Da ultimo l’Esortazione di Benedetto XVIapprofondisce il metodo fondamentale dellamissione della Chiesa, e di ogni cristiano, chescaturisce dalle sorgenti della vita trinitaria dacui proviene la Parola stessa di Dio. Tale capacitàdi annuncio in cui la Parola di Dio investeogni realtà umana passa attraverso il metododella testimonianza.Il tema della testimonianza attraversa tangenzialmentetutto il documento, ma si specificaparticolarmente nell’ultima parte, dove sidice: «è importante che ogni modalità di annunciotenga presente, innanzitutto, la relazioneintrinseca tra comunicazione della Parola diDio e testimonianza cristiana».Riprendendo una delle propositiones approvatedai Padri, prosegue: «questa reciprocitàtra Parola e testimonianza richiama il modoin cui Dio stesso si è comunicato mediantel’incarnazione del suo Verbo. La Parola di Dioraggiunge gli uomini “attraverso l’incontrocon testimoni che la rendono presente e viva”»57 .È suggestiva anche la correlazione che BenedettoXVI fa tra la “testimonianza” delleScritture e la “testimonianza” che i cristiani


E SECRETARIATU PRO FORMATIONE ET STUDIIS 231mini si occupa della missio ad gentes, dellanuova evangelizzazione, della testimonianzacristiana (nn. 92-98), della Parola di Dioe dell’impegno della Cheisa nel mondo, conparticolare riferimento all’impegno nella societàper la giustizia, per la riconciliazione e lapace tra i popoli, per i poveri e per la custodiadel creato (nn. 99-108); della Parola di Dio ele culture, i mezzi di comunicazione sociale,il dialogo intereligioso, il dialogo e la libertàreligiosa (nn. 109-129).ConclusioneI limiti di tempo ci costringono a fermarci aquesta prima lettura francescana della VerbumDomini. Concretamente ci siamo soffermati suun tema francescano, illuminato da ogni partedell’Esortazione: dalla Verbum Dei, il temadella fede nella Parola, per diventare portatoridel Vangelo; dalla Verbum in Ecclessia, iltema di ripartire continuamente dal Vangelo,perché siamo nati dalla Parola di Dio; dallaVerbum Mundo, il tema della testimonianzadella vita fraterna come la nostra più genuinaforma francescana di missione evangelizzatricedella Parola di Dio.La Parola è stata fondamentale nella vitae nella missione del padre san Francesco 62 ; laParola è l’anima della vita e missione dell’Ordine63 , nel passato e nel presente, come lo saràper il futuro. Ad avvicinare la vita dell’Ordinealla Parola di Dio ci aiuta la Verbum Domini.La Parola di Dio ci attira vocazionalmente e ciconforma a Cristo; chiamata e conformazioneche non sono mai acquisite totalmente, finoall’arrivo dei cieli e della terra nuovi, cieli eterra nuovi di cui la Vita Consacrata è parabolanella misura che lascia trasparire la Parola diDio.La Verbum Domini è un dono al mondo,alla Chiesa e all’Ordine. Dovremmo ritornaresovente a questo documento di Papa BenedettoXVI, che prolunga la scia di rinnovamentodel Concilio Vaticano II, particolarmente dellaCostituzione Dei Verbum, che ci ha donatotanti frutti spirituali.Sono molti i temi francescani nell’EsortazioneApostolica, al di là delle citazione direttedi san Francesco, san Bonaventura, del beatoDuns Scoto…, che sono nel cuore dell’Ordinefrancescano e della nostra tradizione: attingeresempre dal sapore della Parola 64 .La comunione trinitaria rivelata nella Parola65 come modello di vita fraterna. La liturgia66 come scuola spirituale per formarecontinuamente nell’ascolto e nell’obbedienzadella volontà di Dio. Lo studio sapienziale daun’ermeneutica di fede ecclesiale nella Parola67 . L’accoglienza ecclesiale della Parola 68 ela celebrazione vitale e fraterna della Parola.L’intrinseca relazione fra la Parola e l’Eucaristia,la presenza sacramentale e multiformedella Parola nella creazione ci spinge a curareil creato, e a promuovere uno sviluppo integraledell’uomo, di tutto l’uomo e di tutto gliuomini, nella difesa della pace e la giustizia 69 .La lettura orante della Parola sancita dal documento70 dà un nuovo respiro a questo modofrancescano di celebrazione fraterna della Parola.L’inculturazione del Vangelo, trova nellaVerbum Domini 71 , nuovi orientamenti nelproporre la Parola come codice delle culture,dunque insistendo sul dialogo interreligiosoecumenico e culturale 72 . La povertà e la umiltàdella Parola di Dio nell’incarnarsi nel volto diCristo che nasce povero, vive povero e patiscela povertà somma nella croce, ricordate dellaVerbum Domini, sono nel midollo della spiritualitàfrancescana.Sono tanti i temi, ma vorrei porre accennareancora ad uno, che certamente ha bisogno diuna considerazione particolare. L’accoglienzadella Parola ha raggiunto il punto più alto inMaria. Anche come un asse trasversale Mariaricorre in tutta la Verbum Domini 73 , perché lasua relazione con la Parola diventa illuminanteper la nostra relazione con Dio e la sua Parola.San Francesco la considerava la “Verginefatta Chiesa”, colei che fa del cuore casa eabitazione della Parola di Dio, vocazione allaquale siamo destinati anche noi, perché siamochiamati a essere sposi, fratelli, madre dellaParola 74 : «contemplando nella Madre di Dioun’esistenza totalmente modellata dalla Parola,ci scopriamo anche noi chiamati ad entrarenel mistero della fede, mediante la qualeCristo viene a dimorare nella nostra vita. Ognicristiano che crede, ci ricorda sant’Ambrogio,in un certo senso, concepisce e genera il Verbodi Dio in se stesso: se c’è una sola Madre diCristo secondo la carne, secondo la fede, invece,Cristo è il frutto di tutti. Dunque, quantoè accaduto a Maria può riaccadere in ciascunodi noi ogni giorno nell’ascolto della Parola enella celebrazione dei Sacramenti» 75 .Fr. Vidal Rodríguez López ofmSegretario generaleper la Formazione e gli Studi


232 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 21 Benedetto xvi, Verbum Domini (= VD), EsortazionePost sinodale circa la Parola di Dio nella vitae nella missione della Chiesa, Roma, 30 settembre2010.2 . Cf VD, n.1.3 Cf. Sergio Rotasperti, “Amare la Parola di Dio”, inTestimoni, n.21 (2010)4 Cf VD, n. 6.5 Cf. VD, n. 8.6 Cf. VD, n. 7.7 Cf. VD, n. 12.8 Cf. VD, n. 12.9 Cf. VD, n. 21.10 Pontificia Commissione Biblica, L’interpretazionedella Bibbia nella Chiesa, 15 aprile 1993.11 Pontificia Commissione Biblica, Il popolo ebraicoe le sue sacre Scritture nella Bibbia cristiana, 24maggio 2001.12 Cf. VD, n. 34.13 Cf. VD, n. 44.14 Cf. VDi, n. 30.15 Cf. VD, n. 48.16 Cf. VD, nn. 27-28.17 Cf. VD, n. 50.18 Cf. VD, n. 51.19 Cf. VD, n. 91.20 Cf. VD, n. 103.21 Cf. VD, n. 108.22 Cf. VD, n. 110.23 Cf. VD, n. 109.24 Cf. VD, n. 113.25 Cf. VD, n. 121.26 Portatori del dono del Vangelo (= PdV). Documentodel Capitolo Generale OFM, Assisi 2009.27 PdV n.5.28 PdV n.6.29 PdV n.7.30 PdV n.8.31 PdV n.9.32 Cf. PdV n.12.33 Cf. VD n. 25.34 Cf. Il Signore ci parla lungo il cammino (= Spc).Documento del Capitolo Generale straordinarioOFM, Verna-Assisi, 15 settembre-1 ottobre 2006,nn. 4- 6.35 Cf. Ripartire dal Vangelo. Linee guida di animazioneper il sessennio 2010-2015 (= RdV), CuriaGeneralizia OFM, Roma 2010.36 Cf. Benedetto xvi, Omelia nella celebrazione deiVespri nella festa della Presentazione del Signore,Basilica Vaticana 2 febbraio 2011.37 Cf. Benedetto xvi, Jesús de Nazaret.Segunda parte.Desde la entrada en Jerusalén hasta la Resurrección,Roma 2011, Prólogo, pág.5-10.38 Cf. Benedetto xvi, Discorso ai partecipanti all’AssembleaGenerale dell’Unione dei Superiori Generali(USG) e dell’Unione Internazionale dellaSuperiore Generali (UISG), Sala Clementina 26novembre 2010.39 Cf. Concilio Vaticano II, Decreto Perfectae Caritatis.40 Cf. Spc n.6.41 Cf. Aquililo Bocos Merino, El giro dado en la renovaciónconciliar, in Vida Religiosa, monográfico,Tiempo de gracia, 45 años de postconcilio, 2010(Vol108) cuaderno 6, 71-77.42 Cf. José M. Arnáiz, “Refundación”, in ANGELAPARICIO (ed.), Suplemento al Diccionario Teológicode la Vida Consagrada, Madrid 2005, 943-973.43 Cf. La grazia delle origini, VIII centenario dellaFondazione dell’Ordine, Roma 2004.44 Cf. Mariano Martínez, “Discernimiento” en, AN-GEL APARICIO (dir.) Diccionario Teológico de laVida Consagrada, Madrid 1992, 518-542.45 Cf. Pilar Avellaneda Ruiz, “La Casa della Palabra”,en Vida Religiosa, vol.111, 154-158.46 Cf. RdV, Presentazione.47 Ángel Aparicio Rodríguez, Inspiración bíblica dela Vida Consagrada, Col. Monogragías 11, Ed. PublicacionesClaretianas, Madrid 2011.48 VD, n. 83.49 Cf. José Rodríguez Carballo La Parola di Dio e laVita Consacrata. Intervento al Sinodo sulla Parola,15.10.2008.50 RdV, Presentazione.51 Cf. VC n. 7152 Cf. RFF, I. La vocazione evangelica del frate minore,nn.5-35.53 Cf. Siete stati chiamati a libertà, capitolo II. Glioggettivi della formazione permanente, nn. 28-33.54 Cf. Spc 39-47.55 Cf. José Rodríguez Carballo Lo studio nella tradizionefrancescana. Atto accademico in onore delBeato Giovanni Duns Scoto, Pontificia UniversitàAntonianum, Roma 8 novembre 2010.56 Cf. José Rodríguez Carballo, Relazione al CapitoloGenerale OFM, Assisi 2009, nn. 13-41.57 Cf. VD n. 97.58 Cf. VD n. 97.59 Cf. Benedetto xvi, Sacramentum caritatis., Sull’eucaristiafonte e culmine della vita e della missionedella Chiesa, Roma 22 febbraio 2007, n. 85.60 Cf. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, Presentazionedella Esortazione postsinodale Verbum DominiVenezia, 1 marzo 2011.61 Relazione al Captitolo…, nn. 21-22.62 Cf. José Rodríguez Carballo, Mendicanti di senso,guidati dalla Parola, Roma Pentecoste 2008,nn.15-18.63 Mendicanti di senso…, nn. 19-22.64 Cf. José Rodríguez Carballo, Il sapore della Parola.La vocazione intellettuale dei Frati Minori oggi,Roma 13 giugno 2005.65 Cf. VD nn. 6-21.


E SECRETARIATU PRO FORMATIONE ET STUDIIS 23366 Cf. VD nn. 52-71.67 Cf. VD nn. 29-48.68 Cf. VD nn. 72-99.69 Cf. VD nn. 99-108.70 Cf. VD nn. 86-87.71 Cf. VD nn. 109-116.72 Cf. VD nn. 117-120.73 Cf. VD nn. 27-28.48.88.123.74 Cf. San Francesco, Lettera ai fedeli, 2ª redazione,48-53.75 Cf. VD n.28.3. Notitiæ particulares1. Noviziato– Prot. 101939(077/11) - Su richiesta dalproprio Ministro (10.05.2011), il Ministrogenerale, con decreto del 19.05.2011, hadispensato del art. 97 §1 degli SSGG, perchéla Provincia “Magnæ Dominæ” in Ungheriapossa iniziare il Noviziato con solodue candidati– Prot. 101990(094) - Su richiesta del Custode(21.05.2011) il Ministro generale, condecreto del 06.07.2011, ha soppresso la Casadi Noviziato di Ya Bai, della Custodia diFung Xiang in Cina (SSGG art. 96 §2).– Prot. 101997(095) - Il Ministro generale,con decreto del 06.07.2011, ha eretto(SSGG 96 §2) la Casa di Noviziato nelFranciscan Renewal Center a BarangayTungkojo, Minglanilla, Cebu, Filippine,fino alla costruzione della Casa di OrnocCity, Leyte, per la Custodia di S. Antonionelle Filippine (Cebu City), dietro richiestadel Custode (31.05.2011).– Prot. 102048(137/11) - Il Ministro generaleha ratificato le nomine per la Fraternità dellaCasa di Noviziato per la COMPI SUD nelConvento di S. Maria Occorrevole, a PiedimonteMatese, in Italia, comunicate dallaCoordinatore dei Ministri (10.06.2011).– Prot. 102055(142) - Su richiesta del Custode(13.06.2011), il Ministro generale,con decreto del 07.07.2011, ha dispensatodall’art. 97 §1 degli SSGG, perché la Custodiadell’Immacolata Concezione in Venezuela(Caracas) possa iniziare il Noviziatocon solo due candidati.– Prot. 102065(143/11) - Su richiesta del Ministroprovinciale, il Ministro generale, condecreto del 07.07.2011, ha eretto la Casadel Noviziato della Provincia di S. FranciscoSolano in Argentina (Rio Cuarto), nelConvento Virgen de la Peña in Yariguarenda,Argentina , secondo SSGG 96 §2.– Prot. 102077(145/11) - Su richiesta delMinistro provinciale, il Ministro Generale,con decreto del 07.07.2011, ha dispensatola Fondazione Bizantina in Ucraina, dipendentedella Provincia della Assunzionedella BVM in Polonia (Katowice), dall’art.97 §1 degli SSPP, perché possa iniziare ilnoviziato con due candidati.– Prot. 102081(146/11) - Il Ministro Generale,con decreto del 07.07.2011, ha dispensatola Provincia di S. Michele Arcangeloin Ucraina (Zhytomyr) dall’art. 97 §1 degliSSPP, perché possa iniziare il noviziatocon due candidati, dietro richiesta del Ministroprovinciale.– Prot. 102086(148/11)-102086(159/11) - Surichiesta del Ministro provinciale dell’AssunzioneBVM in USA (21.06.2011), il Ministrogenerale, con decreto del 07.07.2011,ha trasferito la Casa di Noviziato Interprovincialedi Cedar Lake nel Convento di S.Francesco in Burlington, USA, secondo gliSSGG 96 §2.– Prot. 102113(156/11) - Su richiesta delMinistro provinciale (27.06.2011), il Ministrogenerale, con decreto del 14.07.2011,ha dispensato la Provincia di S. Croce inSlovenia (Ljubljana) dall’art. 97 §1 degliSSPP, perché possa iniziare il noviziatocon due candidati.– Prot. 102122(158/11) - Su richiesta delCustode (28.06.2011), il Ministro generale,con decreto del 18.07.2011, ha trasferitola Casa di Noviziato della Custodia S.Giovanni Batista in Pakistan (Karachi) daDarkhsan a Francisan Friary in Karachi,Pakistan, secondo gli SSGG 96 §2.– Prot.102193(175/11) - Su richiesta del Ministroprovinciale (28.07.2011), il Ministrogenerale, con decreto del 28.07.2011, hadispensato la Provincia di S. Francesco inAfrica e Madagascar (Nairobi) dall’art. 97


234 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2§1 degli SSGG, perché possa iniziare il noviziatocon due candidati.2. Congressi– Prot. 102145(161/11) - Il Ministro generaleha convocato, con lettera del 11.07.2011,il Congresso Continentale per i Formatoridell’Europa Occidentale, che si celebreràdal 22 al 29 di aprile 2012 a Fatima in Portogallo.– Prot. 102178(171/11) - Il Ministro generaleha convocato, con lettera del 25.07.2011,il Congresso Continentale per i Formatoridell’Europa Orientale, che si celebrerà dal16 al 23 di settembre 2012 a Split in Croazia.– Prot. 102179(170/11) - Il Ministro generaleha convocato, con lettera del 25.07.2011,il Congresso Continentale per i Formatoridella Conferenza Anglofona, che si celebreràdal 1 al 7 di agosto 2012 a Denvernegli Stati Uniti.3. Nomina dei Formatori– Prot. 102171(169/11) - Il Ministro generalecon decreto del 15.07.2011, ha nominato iFormatori per la formazione iniziale dellaFondazione Beato Egidio d’Assisi.4. Pontificia Università Antonianum1. Rectoris Pontificiæ Universitatis AntonianumnominatioCongregatiode Institutione Catholica(de Seminariis atque Studiorum Institutis)Prot. n. 483/2011CONGREGATIO DE INSTITUTIONE CA-THOLICA (de Seminariis atque StudiorumInstitutis), attentis litteris commendatitiis Rev.mi Magni Cancellarii Pontificiae UniversitatisAntonianum in Urbe legitime praesentantis;perpensis titulis dotibusque quibus candidatusqui probe praesit aptus demonstratur; cumcompererit eundem legitime electum esse; adnormam peculiarium Statutorum necnon art.18 Constitutionis Apostolicas “Sapientia christiana”Rev.dum P. Priamum EtziOrdinis Fratrum Minorum presbyterum, IurisCanonici DoctoremRectoremPontificiæ Universitatis Antonianumpro munere hoc Decreto ad triennium nominatatque renuntiat, omnibus ipsi agnitis iuribusofficiisque huiusmodi muneri de moreinhærentibus; ceteris servatís de iure servandis;contrariis quibuslibet minime obstantibus.Datum Romæ, ex aedibus eiusdem Congregationis,die XXX mensis Iunii, a. D. MMXI.Vincentius ZaniSubsecretarius+ Jean-Luis Bruges OPa Secretis2. Vice-Rectopris Pontificiæ Universitatis AntonianumnominatioFr. Iosephus Rodríguez Carballototius Ordinis Fratrum MinorumMinister Generaliset humilis in Domino servusPraesentium litterarum vigore, ad normam art.11 Statutorum Pontíficias Universitatis “Antonianum”in Urbe; perpensis titulis dotibusquequibus candidatus qui probe praesit aptus demonstratur,Nos, qua fungimur auctoritate,Fr. Martín Carbajo Núñez, ofmProvincise «S. Iacobi» in Hispania alumnuset memoratæ Universitatis Professorem Straordinarium,Vice-RectoremPontificiæ Universitatis “Antonianum”in Urbead triennum nominamus, instituimus et renuntiamuscum omnibus iuribus et obligatíonibusofficio adnexis, eidern commendantes in suomunere, qua par est diligentia et sollicitudine,in bonum memoratæ Universitatis sese gerat.Contrariis quibuslibet non obstantibus.Datum Romae, ex Aedibus Curiae generalisOrdinis, die XII Iulii A.D. 2011.Fr. Iosephus Rodríguez Carballo, ofmMinister Generalis etMagnus CancellariusFr. Vitalis Rodríguez López, ofmSecretarius Generalispro Formatione et StudiisProt. 101975(086/11)


E SECRETARIATU PRO FORMATIONE ET STUDIIS 2353. Professori– Prot. 101842(042/11) - Il Ministro generale,con decreto del 15.07.2011, dopo ilNihil Obstat della Congregazione per laEducazione Cattolica (01.06.2011, Prot.1297/2001), ha nominato Fr. Pietro AlbertoKaswalper, ofm, Professore Ordinariodella Cattedra di Esegesi dell’Antico Testamento,nella Facoltà di Scienze Biblichea Gerusalemme della Pontificia UniversitàAntonianum in Roma (lett. al Rettore Magnifico,18.03.2011).– Prot. 101843(043/11)- Il Ministro generale,con decreto dal 12.07.2011, dopo ilNihil Obstat della Congregazione per laEducazione Cattolica (30.07.2011, Prot326/2011), ha nominato Fr. Rosario Pierri,ofm, Professore Straordinario della Cattedradi Greco Biblico nella Facoltà di ScienzeBibliche a Gerusalemme della PontificiaUniversità Antonianum in Roma (lett. alRettore Magnifico, 18.03.2011).– Prot. 101844(045/11) - Il Ministro generaleha nominato, con decreto del 13.06.2011.Fr. Alviero Niccacci, ofm, membro dellaProvincia Serafica di S. Francesco in Italia,Professore Emerito nella Facoltà di ScienzeBibliche a Gerusalemme della PontificiaUniversità Antonianum in Roma, su richiestadel Rettore Magnifico (18.03.2011).– Prot. 101845(46/11) - Il Ministro generaleha nominato, con decreto del 13.06.2011,Fr. Giovanni Bissoli, ofm, membro dellaProvincia Veneta di S. Antonio in Italia,Professor Emerito nella Facoltà di ScienzeBibliche a Gerusalemme della PontificiaUniversità Antonianum in Roma, su richiestadel Rettore Magnifico (18.03.2011).– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr. BarbagalloSalvatore, ofm, membro della Provinciadel Santissimo Nome di Gesù in Italia,come Professore Aggiunto della Cattedradi Liturgia presso la Facoltà di Teologiadella Pontificia Università Antonianum inRoma, su richiesta del Rettore Magnifico(02.05.2011).– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr. KopiecMaksym Adam, ofm, membro dellaProvincia dell’Assunzione della BVM inPolonia, come Professore Aggiunto dellaCattedra di Teologia Fondamentale: Epistemologiateologica e Rivelazione pressola Facoltà di Teologia della Pontificia UniversitàAntonianum di Roma, su richiestadel Rettore Magnifico (02.05.2011).– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr. JorgeHumberto Morales Ríos, ofm, membrodella Provincia della Santa Fede in Colombia,come Professore Aggiunto della Cattedradi Esegesi-Teologia biblica di NuovoTestamento presso la Facoltà di Teologiadella Pontificia Università Antonianum diRoma, su richiesta del Rettore Magnifico(02.05.2011).– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr. AlbertSchmucki, ofm, membro della Custodiadi Cristo Re in Svizzera, come ProfessoreAggiunto della Cattedra di Psicopedagogiadella vita spirituale presso la Facoltà diTeologia della Pontificia Università Antonianumdi Roma, su richiesta del RettoreMagnifico (02.05.2011).– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr. DavidMaria Jaeger, ofm, membro della Custodiadi Terra Santa, come Professore Aggiuntodella Cattedra di Norme Generali: Libro IC.I.C. presso la Facoltà di Diritto Canonicodella Pontificia Università Antonianum diRoma, su richiesta del Rettore Magnifico(02.05.2011).– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr. StefanoMagazzini, ofm, membro della Provinciadi S. Francesco Stimmatizzato in Italia, comeProfessore Aggiunto della Cattedra diSociologia presso la Facoltà di Filosofiadella Pontificia Università Antonianum diRoma, su richiesta del Rettore Magnifico(02.05.2011).


236 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr. ArtemioVítores González, ofm, membro della Custodiadi Terra Santa, come Professore Aggiuntodella Cattedra di Teologia Dogmaticapresso la Facoltà di Scienze Biblichee Archeologia nello Studium TeologicumJerosolymitanum della Pontificia UniversitàAntonianum di Roma, su richiesta delRettore Magnifico (02.05.2011).– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr. LubeckiSeweryn, ofm, membro della Custodiadi Terra Santa, come Professore Aggiuntodella Cattedra di Filosofia presso la Facoltàdi Scienze Bibliche e Archeologia nelloStudium Teologicum Jerosolymitanumdella Pontificia Università Antonianum diRoma, su richiesta del Rettore Magnifico(02.05.2011).– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr. GiovanniLoche, ofm, membro della Custodia di TerraSanta, come Professore Aggiunto dellaCattedra di Archeologia presso la Facoltàdi Scienze Bibliche e Archeologia nelloStudium Teologicum Jerosolymitanumdella Pontificia Università Antonianum diRoma, su richiesta del Rettore Magnifico(02.05.2011).– Prot. 101918(070/11) - Il Ministro generale,con decreto del 02.06.2011, ha rinnovatoper un triennio la qualifica di Fr.Jasztal Dobromir, ofm, membro della Custodiadella Terra Santa, come ProfessoreAggiunto della Cattedra di Diritto Canonicopresso la Facoltà di Scienze Biblichee Archeologia nello Studium TeologicumJerosolymitanum della Pontificia UniversitàAntonianum di Roma, su richiesta delRettore Magnifico (02.05.2011).4. Varie– Prot. 102093(152) - Il Prefetto della Congregazioneper la Educazione Cattolica,con decreto del 29.08.2011 (Prot. 1174/89),ha rinnovato l’incorporazione dell’Istitutodi Studi Ecumenici S. Bernardino a Venezia(Italia) alla Facoltà di Teologia dellaPontificia Università Antonianum per diecianni.– Prot. 10971(087/11) - Il Vicario generale,in data 20.05.2011, informa il Presidedell’Istituto Francescano di Spiritualitàdella Pontificia Università Antonianumche il Definitorio generale ha stabilito conil suddetto Istituto un rapporto ufficiale dicollaborazione riguardo al “Servizio per lafedeltà e la perseveranza”.– Prot. 102163(166/11) - Il Ministro generaleha dato l’obbedienza, in data 13.07.2011,a Fr. Fernando Uribe, ofm, membro dellaProvincia di S. Paolo in Colombia e ProfessorEmerito della Pontificia UniversitàAntonianum, perché possa continuare perdue anni a essere membro della Fraternitàdel Collegio Internazionale S. Antonio aRoma, per dedicarsi alla ricerca e alle pubblicazionifrancescane.– Prot. 102090(149/11) - Il Segretario generaleper la Formazione e Studi ha scrittouna lettera di saluto in occasione dellachiusura del corso all’Istituto di Filosofia aZapopan, della Provincia dei SS. Francescoe Giacomo in Mexico (Jalisco).


1. Terzo Seminario europeo sulle nuovepresenze e nuove forme di evangelizzazione1. CronacaE SECRETARIATU PROEVANGELIZATIONE ET MISSIONESassone/Ciampino, Roma, 02-06.05.2011ANTICIPARE IL FUTUROIl terzo seminario europeo dei frati minoriNuova tappa di un lungo e complesso cammino.Crisi della vita consacrata e nuova evangelizzazionein Europa. Dalle “nuovo presenze”,alle nuove forme”, al “Progetto Europa”OFM.Di fronte alle numerose nuove forme e nuovecomunità di vita consacrata che, sempre piùspesso, se non in alternativa o addirittura incontrapposizione, nascono comunque “al difuori” delle forme ordinarie esistenti, meritanouna particolare attenzione quelle che, dopoattento discernimento, nascono “all’interno”delle forme ordinarie. Come altri istitutireligiosi, anche i frati minori, da tempo, conconvinzione, hanno scelto questa strada nellaprospettiva di rivitalizzare la propria presenzaa partire dal continente europeo.Il loro primo seminario in tal senso si erasvolto ancora nel 2006 ad Assisi. La fedeltàcreativa e profetica dei frati minori si è trovatadi fronte ad un banco di prova sicuramentenon meno problematico e complesso di quantinon ne avesse già incontrati e superati nel corsodella lunga storia francescana. Ad Assisi ipartecipanti si erano lasciati sensibilizzandosisempre di più al nuovo che stava nascendoall’interno dell’ordine e demandando a p. GiacomoBini, ex ministro generale, il compito dielaborare un progetto concreto (la futura fraternitàdi Palestrina) che fungesse, in qualchemodo, da guida anche per altre fraternità .Nel 2009 a Frascati, per iniziativa del segretariatogenerale per l’evangelizzazione,una cinquantina di frati minori in rappresentanzadi una ventina di fraternità europee, sisono ritrovati per un secondo analogo seminario.Anche in vista dell’imminente capitologenerale, si era allora voluto fare il puntodella situazione del cammino percorso e delleprospettive che, fra tante attese, andavanoaprendosi sul futuro. Nel breve documentofinale si era voluto sintetizzare con chiarezzale caratteristiche della forma vitae di questenuove realtà:il primato della vita di preghierae di ascolto della Parola, la cura di autentichee profonde relazioni fraterne, uno stile di vitasemplice e sobrio, l’itineranza, l’accoglienzee la condivisione di vita con i poveri e i lontani,il servizio alla Chiesa locale, l’apertura alladimensione interprovinciale e internazionale,la ricerca di un collegamento tra le varie esperienzefraterne con particolare riferimento allafraternità missionaria di Palestrina.Il decalogo delle “nuove forme”Una concreta verifica di tutti questi aspettiha costituito il punto di partenza del terzo seminarioeuropeo svoltosi a Sassone (Ciampino)dal 2 al 6 maggio u.s. I lavori, coordinatidal nuovo segretario generale per l’evangelizzazione,fra Massimo Tedoldi, si sono snodatisu un percorso metodologico e contenutisticoormai collaudato: relazioni, lavori di gruppo,discernimento e confronto assembleare. Anchese ormai sembra ci sia poco da aggiungere sullacrisi della vita consacrata in Europa, le relazionidel ministro generale, p. José RodríguezCarballo, del presidente del nuovo dicasterovaticano per la nuova evangelizzazione, mons.Rino Fisichella, del rettore dell’Antonianum,p. Johannes Freyer e dell’ex segretario generaledell’ordine per la formazione, p. MassimoFusarelli, hanno ulteriormente evidenziatol’urgenza di nuove fraternità capaci di raccoglierela sfida lanciata dal contesto europeo.La “situazione di deserto” in cui si dibatteoggi la vita consacrata in Europa è stata moltoefficacemente tratteggiata dal ministro generale:poche vocazioni, rapido invecchiamento,stanchezza e routine in molti consacrati, problemigenerazionali, un certo imborghesimento,personalità light o liquide. Una volta ancorap. Carballo ha ribadito la sua (e non solosua!) ben nota convinzione che la crisi dellavita consacrata europea non è solo europea.


238 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Giunto al suo secondo mandato, avendo letteralmente,come tanti altri superiori generali,girato il mondo, lo può dire con piena cognizionedi causa. L’urgenza di pensare a nuovepresenze di vita evangelica e francescana, primaancora che a nuove forme, è comune a tuttol’ordine. Senza nuove presenze, infatti, non cisaranno nuove forme.La riqualificazione della propria presenza,percepita oggi come urgente in Europa, primao poi diventerà uno snodo obbligato per tuttele fraternità dell’ordine. Anche in occasione diquesto seminario europeo, p. Carballo è ricorsoal suo ormai collaudato “genere letterario”del decalogo per consolidare il cammino dellenuove forme già esistenti e per sollecitareun più urgente rinnovamento anche di tutte lealtre fraternità: primato di Dio, vita fraternaprofetica e significativa, vita in minorità, abitatadalla forza e dal dono dello Spirito, vissutanella gratuità e nella logica del dono, riconciliata,bella e gioiosa, aperta a tutti (lontani evicini), saggia, itinerante.Vita consacrata e nuova evangelizzazioneUn ulteriore e stimolante contributo a chiarirel’urgenza di una nuova evangelizzazionedel mondo attuale, lo ha offerto mons. Fisichella.Ha cercato sostanzialmente di risponderea due domande: fino a che punto un europeo,oggi, è disposto a credere in Gesù Cristo?L’uomo di oggi sente ancora il bisogno dellasalvezza? La nuova evangelizzazione, in fondo,è tutta qui: annunciare Gesù Cristo all’uomodi oggi, pronti, come dice l’apostolo Pietro,a «rendere ragione della speranza che è innoi». Un compito tutt’altro che semplice, dalmomento che la crisi fondamentale del “nostropovero piccolo continente”, come lo ha chiamatoil relatore, non è di ordine economico efinanziario, ma culturale e antropologico. InEuropa oggi è l’uomo ad essere in crisi, anchese, paradossalmente, mai come oggi si è allaricerca di sempre nuove esperienze religiose.Mons. Fisichella stava parlando a dei religiosidirettamente impegnati nella rivitalizzazionedella propria presenza e del proprio carismafrancescano nell’Europa di oggi. Solo neldibattito al termine del suo intervento, rispondendoad una specifica domanda, ha provato adire che cosa, come responsabile del nuovo dicasterovaticano per la nuova evangelizzazione,si aspetta dai religiosi. “Molto”, ha risposto.Prima ancora che dai religiosi, si aspettamolto soprattutto dalle religiose che «hanno leporte spalancate nel cuore del nostro popolo,possono andare ovunque, hanno una capacitàdi evangelizzazione straordinaria».Non è un mistero per nessuno, comunque, ilfatto che «nel tessuto culturale italiano, i fratisiano più accolti dei diocesani». Anche in ordinealla nuova evangelizzazione, non si può,quindi, non nutrire una grande attesa nei loroconfronti, ad una condizione, e cioè che nonsi sentano spinti da una specie di “ansia vocazionale”,esclusivamente concentrati «sull’orizzontevocazionale di casa propria». Da quil’invito ad una nuova mentalità e ad una visionesempre più ecclesiale dei problemi, dispostiad «affrontare insieme, nella complementarità,la situazione di crisi che sta attraversando ilcontinente europeo». Purtroppo, ha aggiunto,«il mondo non capisce la peculiarità della vitareligiosa, non capisce la vostra scelta di povertà».Di fronte ad un contesto egoista e individualista,il mondo «non capisce la bellezzadella vita comunitaria, non capisce il valoredel perché si è poveri».Dai religiosi è legittimo attendersi moltoanche per il fatto che la nuova evangelizzazioneha una specifica caratterizzazione culturale.I valori propri della vita religiosa «sono valorifondamentali per la stessa nostra cultura, per latrasformazione di questo nostro mondo in crisi».Dire nuova evangelizzazione, oggi, significadire “missione”, anche se non nel sensoesclusivo delle pur sempre benemerite “missionipopolari” di un tempo.Proprio in apertura del suo intervento,mons. Fisichella aveva ricordato la straordinarianovità con cui la diocesi di Roma avevavissuto la “grande missione” in preparazioneal giubileo del nuovo millennio, coinvolgendodirettamente e trasformando in “missionari”gli stessi membri dei consigli pastorali parrocchiali.Quando si parla di missione, oggi, «nonpuò esserci delega alcuna». La nuova evangelizzazione«è un compito che tocca ad ognicredente», compresi quindi anche i religiosichiamati – come del resto è stato chiesto dalconcilio anche ai laici – «ad essere presenti, adarrivare là dove solo voi potete arrivare, là dovesolo voi, a nome della Chiesa, siete in gradodi portare l’annuncio di Cristo».In attesa del nuovo sinodoPer essere sempre più credibili in questoannuncio, come ha sottolineato p. Fusarelli a


E SECRETARIATU PRO EVANGELIZATIONE ET MISSIONE 239conclusione del suo intervento su “La nuovaEuropa che interpella il carisma francescano arinnovarsi”, è «necessario e improcrastinabileripensare radicalmente le nostre presenze, inostri luoghi e modi di vivere, gli itinerari chepreparano alla vita dei frati minori nella formazioneiniziale e gli itinerari di formazionecontinua». Mentre alcuni confratelli percepisconocon forza l’insufficienza delle modalità,dei linguaggi e dei simboli con cui si cerca didire oggi in questa nuova Europa il carismafrancescano, altri, invece, vorrebbero restarepiù tranquillamente nei terreni già conosciutied esplorati. Oggi, invece, in un continenteattraversato da tanta paura dell’altro, dellostraniero e del diverso, «abbiamo bisogno diavviare fraternità nuove, inserite in contestidove il cambiamento in atto ci possa raggiungeree provocare ad un esodo che ci rigeneriin umanità, fede e vocazione». Non solo. Èpressante il bisogno di «osare fraternità nuoveinterprovinciali anche tra paesi europei diversi,per una pagina nuova del francescanesimoin queste terre. Non basta conservare ciò cheil passato ci ha consegnato, ammesso che ciriusciamo! Occorre pensare e anticipare consegni piccoli ma concreti il futuro».La comprensione del passato, però, è un’operazionetutt’altro che semplice. Lo si è chiaramentepercepito dalla relazione di p. Freyersulla capacità di rinnovamento del carismafrancescano nella storia dell’Europa. Dopoaver elencato le cause e gli elementi comuni adogni tentativo di rinnovamento, ha accennatoanche ai pericoli forse non del tutto assenti ancheoggi. Come non ha senso un ritorno nostalgicoe un’imitazione sic et simpliciter delpassato, così non ci si può accontentare oggidello status quo, o, peggio ancora, non si puòpercorrere le vie di un “fanatismo escatologico”completamente fuori dalla realtà. Assestandosirigidamente sulle posizioni acquisite,è fin troppo facile incorrere nel rischio di unavita depressiva e priva di qualsiasi slancio.Ed è proprio quello che i frati minori, anchesolo guardando allo “spirito nuovo” che hacaratterizzato questo terzo seminario europeo,non intendono fare. L’appuntamento più immediatoin questo senso, come è stato illustratonel corso dei lavori, è quello dell’incontroautunnale a Fatima sul loro “Progetto Europa”.Con la presenza di tutti i provinciali europei,forse troppo scarsamente rappresentatia Sassone, sarà possibile interrogarsi a fondosulla reale intenzione di rivitalizzare la propriapresenza in Europa, non solo in alcune nuoveforme, ma in tutte le fraternità europee. È unosforzo concreto che, come quello di altri istitutireligiosi, non potrà che rivelarsi preziosoanche in vista del prossimo sinodo episcopalesulla nuova evangelizzazione. Anche moltiistituti religiosi la stanno attuando da tempo.Sarebbe un peccato non valorizzare, nel prossimosinodo, la loro esperienza.Arrighini Angelo[Testimoni, 10(2011)4-6]2. Relazione del Ministro generaleSassone/Ciampino, Roma, 03.05.2011NUOVA EUROPA,NUOVA EVANGELIZZAZIONE,NUOVE PRESENZEEVANGELIZZATRICIIl tema delle nuove presenze evangelizzatriciin Europa è di grande importanza quandosi vuole affrontare la sfida della nuova evangelizzazionedel vecchio continente.Nella mia esposizione, dopo una introduzionecome punto di partenza, mi soffermeròsu alcuni aspetti riguardanti l’Europa che misembrano importanti, per finire parlando deltema delle nuove presenze evangelizzatrici.Alcune certezze come punto di partenzaIl passato mese di febbraio ho partecipatonel Seminario di Teologia della Vita Religiosaorganizzato dall’USG e dall’UISG. Per me èstato una grazia. Sono state giornate intense dilavoro. Come spesso accade, alcune cose, trale tante che ho ascoltato, mi sono piaciute molto,altre non tanto. Alcune le ho dimenticate,altre mi sono rimaste molto incise nella miamente, perché mi stanno a cuore. E tra le coseche ricordo molto bene c’è questa affermazioneche per me va molto al di là di una sempliceespressione: “La vita religiosa è in crisi, laChiesa è in crisi, lo Spirito Santo non è in crisi”.Io personalmente sono molto convinto diquesto: lo Spirito Santo continua ad attuare, ea soffiare dove vuole e quando vuole. Lui continuaa fare cose nuove e a far sì che dal troncosecolare della vita religiosa germoglino nuovirami pieni di vita, e che nella Chiesa non manchiil vigore di nuove forme di vita consacrata.


240 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Penso che questa certezza ci aiuti tanto a situarcibene sia di fronte al presente e al futurodella vita religiosa in Europa, come di frontealle nuove presenze e nuove forme di vitareligiosa e consacrata che stanno nascendoin questo nostro vecchio continente. La crisidella vita religiosa in Europa è reale, e questoci preoccupa, e molto. Però la certezza che loSpirito Santo non è in crisi allontana da noil’angoscia e ci da fiducia per guardare il passatocon gratitudine e senza nostalgia, per vivereil presente con passione, e guardare il futurocon speranza. Poiché se la preoccupazione èsegno della responsabilità di fronte al presentee al futuro di una vita che amiamo profondamente,l’angoscia sarebbe segno della pocafede in Colui che continua a condurre la storia.L’acqua forse è entrata nella barca, ma la suapresenza ci da la certezza che non affonderà,malgrado le tempeste (cf. Mt 8,24).Un’altra certezza, che spero sia condivisadalla grande parte dei religiosi, é che la vitareligiosa è missionaria per natura e che lasituazione che vive l’Europa nel campo religiosoci mette tutti noi consacrati di fronte aquesta grande sfida: come rispondere meglioalla missione evangelizzatrice alla quale siamochiamati come religiosi e consacrati.Benedetto XVI ha ripetuto molte volte chel’Europa non può rinunciare ai valori cristiani.“Il cristianesimo –afferma l’attuale Pontefice-,ha modellato profondamente questo continente”e sarà un luogo piacevole per tutti nella misurain cui l’Europa sarà costruita su un solidofondamento culturale e morale, costituito daivalori cristiani 1 . Ma la domanda è questa: comefare affinché l’Europa venga costruita suquesti valori? Qual è il nostro ruolo in questamissione meravigliosa e, allo stesso tempo,per niente facile?La nuova EuropaPrima di rispondere alla domanda fatta, diamouno sguardo alla nostra amata Europa. Nonè mia intenzione, certamente, fare un’analisiapprofondita della situazione dell’Europa nelcampo religioso. Non è questo l’obbiettivo delmio intervento, e neppure sarei io la personapiù indicata per portarlo avanti. Vorrei soltantofare alcuni accenni che mi sembrano importantiper situarci meglio.Guardando il nostro continente, la primaconstatazione è questa: la cultura europea, chedurante secoli ha trasmesso la fede ad altreculture (si pensi all’epopea dell’Evangelizzazionerealizzata dai popoli europei in altricontinenti), si presenta oggi, almeno nei suoiaspetti dominanti, a-tea, senza Dio, che tentadi sostituire il Vangelo con altre ideologie diturno, o, nel meglio dei casi, ridurre la fede auna questione privata e personale.Se Paolo venisse oggi nella più gran partedelle nostre città Europee, ma anche nei tantiambienti rurali, non troverebbe le divinitàche ha trovato nell’areopago di Atene (cf. At17,16): Ceres, la dea della fertilità, il campo diMarte, dedicato al dio della guerra, o il boscosacro di Venere, l’idolo del piacere. Al contrario,troverebbe molte e belle Chiese. Ma prestosi renderebbe conto della presenza di tanti altriidoli ai quali l’uomo d’oggi rende culto, e cherispondono alla sete di benessere a qualunqueprezzo, alla ricerca di potere ad ogni costo, e dipiacere senza limiti...L’Europa, lo dicono tanti analisti, vive oggiuna profonda crisi di identità, “una profondacrisi di valori” 2 . E questa è nuova e quindi moltodifferente da altre crisi, particolarmente daquella dei primi secoli del cristianesimo. Allorail paganesimo si poteva facilmente individuare,in quanto era fuori della comunità cristiana. Ilimiti tra il cristianesimo e il paganesimo eranoben definiti e ben visibili. Oggi invece non ècosì. Kierkegaard, più di un secolo fa, facendoriferimento a questa nuova situazione la definìcome un vampiro che ti succhia il sangue e tiinietta il veleno del sonno. Il problema in Europanon è soltanto il crescente numero dei noncredenti, o di quelli, crescenti anche in numero,che rinnegano apertamente la fede. Il problema,secondo me più grave ancora, é quello del crescentenumero di cristiani addormentati. Il problemanon è che il numero dei cristiani diminuisce,ma che i cristiani, molti o pochi che siano,sono poco cristiani, e che non pochi dei cristianisono, o siamo, atei praticanti.Un’altra constatazione. Anche se noi riteniamo,giustamente, che l’Europa non sarebbestata Europa senza il cristianesimo, in quantoil cristianesimo è stato nel nostro continenteun fattore primario di unità tra i popoli e le culture,e di promozione integrale dell’uomo e deisuoi diritti, e “che la fede cristiana è parte, inmodo radicale e determinante, dei fondamentidella cultura europea [in quanto] “il cristianesimoha dato forma all’Europa” 3 , non si puòdubitare neppure, del fatto che la nostra Europatenta di sradicare se stessa dalle proprie radicicristiane 4 . Un esempio, tra molti altri che


E SECRETARIATU PRO EVANGELIZATIONE ET MISSIONE 241si potrebbero citare è la Costituzione europeache non ha voluto neppure riconoscere le radicicristiane del vecchio continente.In profonda relazione con quanto stiamodicendo c’è la lotta di tanti per far sparire dallospazio pubblico qualunque segno religioso.L’esempio della “guerra aperta” contro i crocifissinegli spazi pubblici, ritenuti da non pochicome offesa alla libertà religiosa, è un chiarosegno di questa tendenza, e una delle tanteespressioni di un fondamentalismo laicista chesta prendendo forza in alcuni paesi di profondatradizione cristiana. E non solo, ma “si nega aicristiani il diritto stesso a intervenire come cristianinel dibattito politico pubblico, o almenosi squalifica il loro contributo con l’accusa checercano di difendere ingiustificati privilegi” 5 .D’altra parte, anche tra coloro che si diconocattolici sono molti che vivono al margine deivalori che noi consideriamo fondamentali,perché sono valori profondamente evangelici.Tra questi, e non l’ultimo certamente, il valoredella vita e della persona. Di giorno in giornoaumentano i cosiddetti “cattolici non praticanti”.Tutto questo fa sì che, se prima la Francia,la “figlia primogenita della Chiesa, era diventataterra di missione, oggi lo è anche l’Italiao la Spagna, e domani lo sarà la Polonia, soloper citare alcuni paesi. Da terra di missionari,l’Europa è diventata, in questi ultimi decenni,terra di missione. In questo contesto, l’evangelizzazioneè diventata una vera e urgente priorità,anche tra i battezzati.Certo che anche nella nostra Europa ci sonosegni positivi, e quindi, segni di speranza.Uno di questi segni positivi è una certa “conversioneecclesiologica” che si sta sperimentandoall’interno della Chiesa, e che porta a unattivo coinvolgimento dei laici nel ministerodell’evangelizzazione, in modo tale che possanoesercitare il loro dovere e i loro diritti nellarestituzione del Vangelo. Un altro segno positivoche io vedo è un certo malessere che tanti,anche i giovani, sentono, e che li porta alla ricercasincera e profonda di un senso autenticoe profondo alla loro vita, e che costituisconoun fermento dentro la grande massa, il fermentodei “mendicanti di senso”.Da uno sguardo positivo a una nuova evangelizzazionee nuove presenzeDi fronte a questa situazione non si trattadi una visione catastrofica del presente e delfuturo religioso in Europa, ma si tratta, invece,di avere uno sguardo positivo sull’attuale contestoeuropeo, di assumere l’Europa come un“segno dei tempi”, e di scoprire le opportunitàinedite di grazie che il Signore ci offre, nonsoltanto per confessare la nostra fede, primocompito di ogni battezzato e con più ragionedi ogni religioso, ma anche per essere portatoridel dono del Vangelo ai nostri contemporanei.In questo momento bisogna avere occhidi gufo che ci permettano vedere nella notte eci portino a scoprire l’opera del Padre nel momentostorico che vive l’Europa, e a crederefino in fondo che nella barca c’è Lui, anche sesembra dormire.Certo, una tale considerazione del mondoe dell’Europa è possibile solo a partire dallafede: solo assumendo lo sguardo di Dio che“ha tanto amato il mondo” diventa possibilevederlo con occhi benevoli e coglierne i trattipositivi. A questo proposito vanno ripresi tuttigli inviti dei nostri ultimi documenti a ritrovarela centralità della fede: il dono della fedeche sta a fondamento di una nuova visione 6 ,l’accoglienza del dono del Vangelo che sta allabase di ogni annuncio 7 . È la fede il primofondamento dell’identità del religioso, perchéè il fondamento della stessa identità cristiana 8 .Questo atteggiamento di fede, naturalmente,non significa chiudere gli occhi davanti aciò che è negativo, e nemmeno giustificareogni cosa, compresa l’ingiustizia e il maleche abitano nel mondo. Lo stesso Vangelo diGiovanni, che dice che “Dio ha tanto amatoil mondo”, altrove parla del “mondo” per cuiGesù non prega 9 : il mondo dunque non è semprequalcosa di assolutamente positivo. Restatuttavia vero che l’atteggiamento fondamentaleverso il mondo, da parte di chi ha fede,rimane positivo, di amore che si dona e che siprende cura di quella realtà, perché questo èstato l’atteggiamento di Gesù stesso. Francescoci invita a uno sguardo capace di “vederee credere” 10 : è lo sguardo di chi, guardando ilsole che è “bello e radiante cun grande splendore”(è il livello del “vedere”) riesce anche adire: “de Te, Altissimo, porta significazione”(questo è il livello del credere). Un tale sguardo,che vede e crede, è lo stesso sguardo diFrancesco nel Testamento, quando ripercorrela propria vita (vede) e vi riconosce la presenzadel Signore (crede): “il Signore diede a me, ilSignore mi condusse, il Signore mi rivelò…”.Questo sguardo credente è il fondamento diuna visione positiva del mondo e quindi anchedell’Europa.


242 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2È la fede diritta e profonda che ci porteràa un cambiamento di mentalità: meno lamentele–tra di noi ci sono troppi discepoli di MariaMagdalena: le lacrime ci impediscono divedere il risorto accanto a noi-, e più ardoremissionario; meno complesso di persecuzione,e un più grande impegno evangelizzatore;meno centrarsi nei propri problemi di sopravvivenza,e più fantasia e creatività per andareincontro all’ “altro”, per farlo partecipe del donodel Vangelo. Personalmente sono convintoche sono molti coloro che vogliono “vedere”Gesù. E noi siamo chiamati a fare da pontiper mostrarlo anche a coloro che neppure sipongono domande su di Lui. È il momento diattraversare le frontiere non soltanto geografiche,ma anche culturali e religiose.Questo significa impegnarsi per trovare anchei dati positivi del mondo di oggi. In questaprospettiva, ad esempio, la postmodernità incui viviamo non è solo un male a cui rassegnarsi,ma porta con sé dei valori da mettere inevidenza. Così pure il relativismo non è soloun male, ma una occasione per riaffermare chetutto è relativo perché Uno solo è assoluto 11 .Così la rivoluzione del web (che è un vero eproprio cambio epocale) non apre solo possibilitàtecniche di migliore comunicazione, maintroduce una nuova visione del mondo, nellaquale è importante giungere anche a una letturacristiana 12 .Una cosa ci sembra certa: alle nuove domandee ai nuovi tempi e nuove situazioni chesi pone e vive l’Europa riguardo la fede, ci vogliononuove risposte e una nuova evangelizzazione;e a nuova evangelizzazione -nel suoardore, nei suoi metodi, e nelle sue espressioni(Giovanni Paolo II)-, sono necessarie nuovepresenze evangelizzatrici, anche, e sto per diresoprattutto, per la vita religiosa, chiamata adessere sempre all’avanguardia dell’evangelizzazione.Nuove presenze che siano in grado diessere portatrici del Vangelo nella nuova Europa,in modo tale che Gesù sia incontrato daquelli che lo cercano e si manifesti a quelli chenon si chiedono nulla su di Lui (cf. Rom 10,20). La Chiesa, e con la Chiesa la vita religiosa,hanno bisogno di prendere chiara coscienzadei cambiamenti della nostra società, di fareuna rilettura della fede, in modo da assumerenuove responsabilità nell’annuncio contagiosodel Vangelo. I verbi della Pasqua “vedere”,“gioire”, “andare” e “annunciare” sono i verbiche daranno dinamismo alla nostra vita.La vita religiosa in EuropaQuando parliamo della vita religiosa in Europadobbiamo tener chiaro che, quanto meno,stiamo parlando di due Europee: quella occidentalee l’altra orientale.Europa occidentale: tra deserto e nuovacreazioneLa situazione della vita religiosa e consacratain Europa occidentale è molto complessa,a dir poco. Ci sono segni di vita e di morte,di deserto e di nuova creazione.Situazione di deserto: poche vocazioni,rapido invecchiamento degli effettivi, stanchezzae routine in molti consacrati, problemigenerazionali, un certo imborghesimento, personalitàlight o liquide. Come segni della nuovacreazione, con tutte le ambiguità che si possonodare, mi sembra giusto citare i seguentiaspetti: l’interesse per la dimensione contemplativa,sia negli istituti di vita contemplativacome in quelli di vita apostolica, il fascino perla vita fraterna, e il desiderio, particolarmenteda parte dei giovani, per una vita più semplicee inserita in ambienti popolari.Europa orientale: tra ambiguità e voglia divivere e di contareLa situazione in Europa orientale non è menocomplessa. Dopo una situazione di martirioe di persecuzione credo sia giusto dire che lavita religiosa di questa parte del nostro continentevive una situazione carica di ambiguitàe, allo stesso tempo, una situazione con vogliadi vivere e di contare.Dopo la caduta del muro di Berlino, i consacratisi sono trovati di fronte a tre tentazioni:• tornare alla vita religiosa e consacrata chesi viveva prima del comunismo,• continuare un atteggiamento di sopravivenzache caratterizzò quanti vivevano primadel comunismo,• copiare i modelli di vita religiosa occidentale.E questa era la tentazione più forte trai giovani.Il lavoro non è stato facile. Era necessarioresistere a queste tre tentazioni. Il futuro nonera tornare al passato, né mantenere un atteggiamentodi rassegnazione e sopravivenza, nécopiare modelli di vita religiosa che già eranoin crisi in occidente. Il futuro stava nell’iniziareun nuovo modello di vita religiosa e consacratache rispondesse alla nuova situazioneche si era creata dopo il comunismo. Ma, è


E SECRETARIATU PRO EVANGELIZATIONE ET MISSIONE 243stato cosi? Credo che in molti casi si sia cadutiin una delle tre tentazioni prima segnalate,particolarmente nella tentazione di prenderecome modello la vita religiosa occidentale,con l’aggravante che il cambiamento socialee religioso era troppo veloce e non c’era statauna preparazione adeguata.La vita religiosa e consacrata in un momentodi esodoTorno su quanto ho detto all’inizio: viviamoun momento di crisi. Una crisi che abbracciasia l’Europa occidentale che l’Europa orientale,anche se i segni di crisi offrono diversesfumature. Questa crisi pone la vita religiosa econsacrata europea in una situazione d’esodo.Questa situazione obbliga la nostra vita a lasciaredietro tante cose; comporta una itineranza,metterci in cammino leggeri di equipaggio,in modo da poter camminare lungo il desertoper lungo tempo, e venir fuori da questo pellegrinaggioobbligato trasformati e purificati, equindi fortificati. È l’ora di tornare all’essenzialeÈ il momento del ridimensionamento edella ristrutturazione. Un processo dolorosonel quale siamo chiamati a scoprire un momentodi grazia pasquale per tentare di ridarcisignificato. D’atra parte, la crisi che stiamovivendo, ci obbliga a “inventare dei segni”,quindi ad essere creativi per far nascere nuovepresenze chiamate ad accogliere e restituire ildono del vangelo.Le nuove presenze evangelizzatriciAlla luce di quanto detto, la vita religiosae la vita francescana sono chiamate a cercarenuove presenze che, senza entrare in contrapposizionecon altri tipi di presenza che in molticasi possono mantenere la loro validità 13 , aiutinoa scoprire ed entrare nel “cortile dei gentili”per far ascoltare, con la creatività dellavita e con la parola, “la voce del Figlio di Dio”(LOrd 9).Nel contesto di una Chiesa europea che oggi,forse più che mai, si sente inviata in missione,e che scommette in favore della “nuovaevangelizzazione” 14 , la vita religiosa e la vitafrancescana sono chiamate a domandarsi, comeessere portatori del dono del Vangelo inEuropa? In quale modo occupare il loro postonell’evangelizzazione della cultura e della societàd’oggi?“Mendicanti di senso” 15 , anche noi, non abbiamorisposte definitive a queste e altre domandesimili. Vogliamo cercarle in profondacomunione con la Chiesa, con l’insieme dellavita religiosa, e con i nostri contemporanei,per i quali siamo chiamati a portare la BuonaNotizia del Vangelo, in un cammino di andatae ritorno, poiché ciò è precisamente l’azioneevangelizzatrice 16 . Ma, mentre ci manteniamonel cammino, coscienti che è nel cammino doveil Signore ci porterà a una migliore comprensionedella nostra vocazione e missione, 17 ,una cosa è certa: sono necessarie nuove presenzeevangelizzate ed evangelizzatrici.Quali sono le caratteristiche di queste nuovepresenze? Parto da un elemento che consideroil punto fermo affinché una presenza siaveramente “nuova” ed “evangelizzatrice” nelnostro contesto europeo, per indicare poi alcunialtri elementi che vanno nella linea dellarivitalizzazione della nostra vita e missione.Elementi che debbono caratterizzare le nuovepresenze evangelizzatriciCi sono diversi elementi che dovrebberocaratterizzare il progetto di vita e missionedelle nuove presenze evangelizzatrici. Li sintetizzoin forma di decalogoIl primato di Dio. Dare a Dio il primato chegli corrisponde, come risposta al secolarismo,alla comoda indifferenza, alla facile superficialità,all’affermazione del fare sull’essere,è la prima nota distintiva della novità di unapresenza evangelizzatrice. Dio deve essereil primo, l’unico necessario, il Tutto, come èstato per Francesco. “Lui solo può mantenerecostante la freschezza e l’autenticità degliinizi, e, nello stesso tempo, infondere il coraggiodell’intraprendenza e dell’inventiva perrispondere ai segni dei tempi” 18 .I religiosi del futuro o saranno mistici, personeche fanno esperienza di Dio, o semplicementenon saranno. In una nuova presenzaevangelizzatrice Dio deve essere il “principiointegratore della vita dei membri della fraternità19 . Una nuova presenza, in un modo o in unaltro, deve essere scuola di preghiera. Questocomporta un’attenzione particolare alla Letturaorante della Parola, in modo da lasciarsiabitare dalla Parola, prima di annunciarla, lasciarsiincontrare dal Vangelo per accoglierloe restituirlo con la vita e la parola. BenedettoXVI, parlando della predicazione, afferma:“Il predicatore deve lasciarsi interpellare perprimo dalla Parola di Dio che annuncia” 20 . LaParola crea comunione e costruisce comunità21 , e allo stesso tempo va trasformando i suoi


244 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2membri in “esegesi vivente della parola” cheannuncia 22 . Allo stesso tempo la preghieraprolungata e di qualità, sarà l’alimento di ogninuova presenza. Senza una vita di preghieraintensa personale e fraterna, ben presto unanuova presenza diventerebbe vecchia.Una vita fraterna significativa e profetica.Una vita fraterna che sia umana e umanizzante,nella quale si ricerchino costantemente i mezziper ricreare comunione, mutua comunicazione,calore e verità nelle relazioni reciproche, edove ognuno manifesti le proprie necessità aifratelli che accoglie come dono di Dio (cf. Test14). Una vita fraterna che sia risposta al forteindividualismo che regna nella nostra società,all’egoismo, alla discriminazione, alla passivitàe alla comodità 23 . Il religioso del futuro, equindi con più ragione chi fa opzione per unanuova forma di presenza evangelizzatrice, deveessere una persona fraterna.Una vita in minorità, facendo della semplicità,la frugalità, l’austerità e la libertà interiore,il sapore della vita quotidiana. Questo stiledi vita sarà la protesta del consacrato al consumismoregnante e agli squilibri economicie sociali. Il consacrato di oggi e di domani èchiamato ad essere un minore, molto di più sesi tratta di un Frate Minore.Una vita abitata dalla parresia/forza, donodello Spirito. Un tale dono porterà a chilo possiede a dare, con molta umiltà e forzaallo stesso tempo, testimonianza che un altromondo è possibile. Il presente e il futuro dellavita consacrata in Europa e delle “nuove presenzeevangelizzatrici” non è per pusillanimi eneppure per i superbi, ma per uomini e donnecoraggiosi che invitano con la vita e con la parolaa un modo alternativo di vita. Per uomini edonne che si lasciano guidare e spingere dalloSpirito.Un’esistenza vissuta nella gratuità e nellalogica del dono. Una tale vita sarà la rispostaprofetica all’implacabile e spietato spirito delcontratto e dell’esplorazione 24 , ma anche allalogica del prezzo, del guadagno, dell’utilità edel potere che regnano in Europa.Una vita riconciliata, che annuncia la riconciliazionee genera pace attorno a sé, comerisposta a tante tensioni, violenze, divisioni, eai desideri di vendetta che imperano nella nostrasocietà. Una vita dove si fa esperienza dimisericordia reciproca, e dove la magnanimitàè la risposta alle relazioni puramente formali,virtuali, fredde e distanti. Il consacrato di oggie di domani, particolarmente chi partecipa inun progetto di nuova presenza evangelizzatrice,deve specializzarsi nella vicinanza, umanitàe tenerezza.Una vita bella e gioiosa, frutto di chi sisente amato da Qualcuno che lo conosce pernome e lo ama, non solo anche se è peccatore,ma proprio perché è peccatore. Gioia perché sa(ha sperimentato) la bellezza della sequela diCristo. Questa gioia sarà la più Bella Notiziacontro la noia, la rassegnazione e la tristezza,che porta a cercare rifugio in succedanei chenon fanno altro che aumentare la noia, la rassegnazionee la tristezza. Se vogliamo novità dipresenza dobbiamo essere appassionati dellavita.Una vita aperta a tutti, ai lontani e ai vicini,ma particolarmente ai poveri e agli emarginati,e disponibile per abitare i chiostri inumani,e andare nella periferia, nelle frontiere. Chivuole essere parte di una presenza evangelizzatricedeve essere di tutti e per tutti, perchéè di Cristo e vive per Cristo, deve essere uncostruttore di ponti e superare ogni tipo di barriere,allo stesso tempo dovrà avere una grandesensibilità sociale.Una vita saggia. La saggezza che da’ la vita,e la preparazione culturale che permette didialogare con il mondo attuale. In questo sensouna presenza significativa deve essere abitatada persone ben preparate, ben formate, capacidi dare ragione della loro speranza e delle loroscelte vocazionali.Una vita itinerante. Non soltanto un’itineranzafisica o geografica, la missione implicasempre un partire senza sapere dove il Signoreci invia-, ma soprattutto un’itineranza mentaleche permetta alla vita religiosa di ascoltarela voce dello Spirito e di seguirlo fedelmente,lasciando dietro quanto non gli permette di rispondereai segni dei tempi e dei luoghi, lettie interpretati alla luce del Vangelo. Soltantol’apertura incondizionata allo Spirito darà novitàa una presenza, dinamicità e aria nuovae giovanile alle nuove presenze, e, allo stessotempo, aprirà i suoi membri alla fantasiae creatività evangeliche, allontanandoli dallamediocrità. Questa itineranza io la chiamereivivere in stato permanente di fondazione emantenere vivo lo spirito vocazionale. Si potrebbechiamare anche spirito di conversione.Questo spirito è il segreto della vitalità dellenuove presenze.Tutti questi elementi, come ho già dettoprima, dovranno entrare nel progetto di vita emissione che deve elaborare ogni nuova pre-


E SECRETARIATU PRO EVANGELIZATIONE ET MISSIONE 245senza evangelizzatrice, non tanto per assicurarel’efficacia operativa, ma piuttosto la necessitàdi integrare la missione evangelizzatricenel contesto della nostra vita e di stabilirvi lepriorità che guidano le nostre decisioni. Unprogetto di vita e missione che stabilisca unadinamica circolarità tra la spiritualità, la vitafraterna in minorità e la missione, i tre pilastridi ogni vita religiosa e consacrata, comeha segnalato Benedetto XVI ai Superiori Generali25 . Questo progetto, inoltre, dovrà contemplareil volto caratteristico di ogni nuovapresenza evangelizzatrice. Questo farà sì chele nuove presenze siano plurali, mantenendogli elementi che abbiamo segnalato come elementicaratteristici del “nuovo”.ConclusioneCome si può vedere, l’evangelizzazionenon è una dimensione esterna alla vita, ma èla vita stessa che evangelizza. Ed è per questoche tra le priorità del carisma e la missioneevangelizzatrice deve esistere un’alimentazionereciproca, all’interno della quale si inserisconotutti i progetti. Ed è per questo chechi vuole evangelizzare dovrà prima di tuttolasciarsi evangelizzare, lasciarsi abitare dalVangelo.Portatori del dono del Vangelo, il documentodel Capitolo generale OFM 2009, faalcune affermazioni che mi sembrano moltoimportanti per le nuove presenze evangelizzatriciin Europa. In riferimento all’esperienza diFrancesco si dice: “Il vangelo di Gesù CristoFiglio di Dio cambiò la vita di Francesco” 26 . Eparlando della primitiva fraternità francescanagiustamente afferma che i primi frati erano“soltanto dei credenti che vogliono prenderesul serio il Vangelo” 27 . E ancora: “fin dai primigiorni, la Fraternità si scopre chiamata adannunciare quello che vive” 28 .Questa è la storia profonda di Francesco:un uomo raggiunto, trasformato e conquistatodal Vangelo. Questa è la storia autentica dellaprimitiva fraternità francescana, che, al di làdella poesia, ha la sua origine nel Vangelo 29 .In questo consiste la “novità” di Francesco edella nostra fraternità nelle sue origini. Questedebbono essere le nuove presenze: fraternitàsegno, fraternità profetiche, nelle quali ifratelli, trasformati dal Vangelo, annuncianoquello che vivono, facendo “scelte che rendanoconcrete le loro intuizioni”, come feceroFrancesco e i primi frati, in modo da incarnaree restituire il dono del vangelo in un modocomprensibile e leggibile nella cultura del nostrotempo 30 .Voglio concludere ribadendo un principioche spero sia ormai chiaro per molti, e cioè: lenuove presenze evangelizzatrici hanno moltoa che fare con una lettura attenta e credentedei segni dei tempi e dei luoghi, “appelli chelo Spirito ci lancia e che chiedono una risposta”31 . In questo senso, la nuova evangelizzazionechiede di distinguere i segni dello Spiritoin vista di una fede adulta e cosciente, e, allostesso tempo, uno stile audace che permetta dileggere e decifrare i nuovi scenari, -sia che sitratti di scenari sociali, culturali, politici o religiosi-,per trasformarli in luoghi di testimonianzae di annuncio del Vangelo. Delle nuovepresenze evangelizzatrici si attende che siano“sentinelle del mattino” che, fissando lo sguardonel futuro verso il quale ci spinge lo Spirito,32 sappiano anticiparsi allo stesso futuro.Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro generale, OFM1 Benedetto XVI, Discorso alle Autorità e al CorpoDiplomatico, Austria, 7-9-2007.2 Ecclesia in Europa = EiE 108.3 EiE 108.4 Non c’è dubbio che, nella complessa storia d’Europa,il cristianesimo rappresenta un elementocentrale e determinante, che si è consolidato sullasolida base dell’eredità classica e delle numeroseasportazioni che hanno date i diversi flussi etnicie cultuale che si sono succeduto lungo i secoli. Lafede cristiana ha plasmato la cultura del continentee si è intrecciato indissolubilmente con la sua storia”(EiE 24)5 EiE 108.6 Cfr. Il Signore ci parla lungo il cammino (= Spc),14-187 Cfr. Portatori del dono del Vangelo (= PdV) 5-10.8 Cfr. T. Matura, Una grande eredità. Vivere oggiil Vangelo con Francesco d’Assisi, Porziuncola,Assisi 2009, pp. 138-139. Questo agile volumeoffre molte indicazioni sul nostro tema.9 Gv 17, 9-21.10 Cfr Am 1.11 A questo proposito, cfr l’interessante volume D.Antiseri, Cristiano perché relativista, relativistaperché cristiano. Per un razionalismo della contingenza,Soveria Mannelli 2003.12 Cfr i due documenti del Pontificio Consigliodelle Comunicazioni sociali, Chiesa e Internet eEtica in Internet (7 marzo 2002).13 PdV 17; Cap Gen 2009, Mandati capitolari 19 e20.14 È significativa la creazione di un nuovo Consiglio


246 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Pontificio per la Nuova Evangelizzazione e che iltema del prossimo Sinodo Ordinario dei Vescovisia anche la Nuova Evangelizzazione.15 Spc, Documentodel Capitolo generale extraordinario2006, 6.16 Cf. PdV, 15.17 Spc, 10.18 CIVCSVA, Ripartire da Cristo, 20.19 PdV, 12.20 Verbum Domini (=VD), 59.21 VD, 86.22 VD, 83.23 Cf. VC 91- 92.24 Cf. VC 104-105.25 Benedetto XVI, Udienza ai Superiori Generali,26 novembre 2010.26 PdV, 5.27 PdV, 6.28 PdV, 7.29 Cf. PdV, 6.30 PdV, 8.31 PdV, 14.32 VC, 110.3. Omelia conclusiva del Ministro generaleSassone/Ciampino, Roma, 06.05.2011VEDERE, GIOIRE, ANDARE,ANNUNCIARECarissimi confratelli,il Signore vi dia pace!Att 5, 34- 42;Sal 26;Gv 6, 1-15Con il favore del Signore siamo arrivati altermine del III Seminario Internazionale sulleNuove Presenze e Nuove Forme di Evangelizzazionein Europa. Ringrazio tutti voi perla vostra presenza in questo Seminario e perquanto vi impegnate nel ministero della nuovaevangelizzazione nel nostro vecchio continente,ringrazio anche la SGME che ha curatol’organizzazione di questo Seminario, ma, soprattutto,ringrazio il Signore perché con il suoSpirito continua a guidarci nella ricerca di comemeglio rispondere alle sfide che ci vengonooggi dalla situazione nuova che vive l’Europa.Il tempo pasquale nel quale ci traviano declinain diversi modi quattro verbi: vedere,gioire, andare/correre, annunciare/testimoniare.Questi verbi vogliono essere la base diun vero e nuovo progetto di vita e missione.Cerchiamo di riflettere un po’ su essi, anchealla luce della Parola che abbiamo proclamatoe ascoltato.Vedere, non tanto con gli occhi del corpo,ma con gli occhi del cuore. Vedere, cioè: fareesperienza della presenza del Risorto in mezzoa noi, anzi, in noi; un’esperienza che porta allafede e la fede porta all’annuncio: vi annunciamoquello che abbiamo visto (cf. 1Gv 1,2), “hocreduto, e per questo ho parlato” (2Cor 4,13).Tenendo presente che il Vangelo è una persona,la persona del Figlio di Dio, – “entriamoe domandiamo consiglio a Cristo”, dirà Francescoprima di aprire il libro dei Vangeli (2Cel15) –, questo fare esperienza della persona diCristo è quanto vogliamo dire quando parliamodella necessità di lasciarsi evangelizzareper poter evangelizzare, lasciarsi abitare dalVangelo per poter portarlo/restituirlo agli altri.Questo è il segreto di ogni vero evangelizzatoree missionario: annunciare quello che haesperimentato, annunciare quello che vive. Eccoperché chi vuole essere portatore del vangelodovrà prima lasciarsi cambiare, trasformaredal Vangelo stesso, come fece Francesco e feceroe fanno tanti altri fratelli evangelizzatori emissionari. Ecco perché nell’evangelizzazioneè necessario lasciarsi toccare dal dinamismodel Vangelo.Gioire. La gioia, frutto del vedere, sperimentarela presenza del Signore, è uno deidoni pasquali: “Videro il Signore e si rallegrarono”(Gv 20, 20). La gioia non è, dunque, unapossibilità, ma una responsabilità del credente,poiché discende dall’evento pasquale con cuiDio ha resuscitato Gesù Cristo e dischiude agliuomini la speranza della resurrezione. Tutto ilvangelo è racchiuso fra l’annuncio della grandegioia della nascita del Salvatore a Betlemme(cf. Lc 2,10-11) e la gioia esplosa all’albadel primo giorno dopo il sabato, il giornodella risurrezione (cf. Mt 28,8). Se la gioia ècome un vertice dell’esistenza, una sensazionedi pienezza in cui la vita appare nella suapositività, come piena di senso e meritevole diessere vissuta, e se la gioia è determinata dallascoperta di essere soddisfatti, e se la gioiaè esperienza di pienezza di senso che apre ilfuturo dell’uomo consentendo la speranza, allorachi ha trovato nel Vangelo il senso dellasua vita non può fare a meno di trasmetterlocon gioia. Il mondo ha bisogno di missionaried evangelizzatori gioiosi, capaci di trasmetterela bellezza del e nel seguire Cristo nelle


E SECRETARIATU PRO EVANGELIZATIONE ET MISSIONE 247diverse vocazioni alle quali Lui ci chiama, edi fare del Vangelo la sua regola, la sua vita.Un annuncio che non sia accompagnato dellagioia profonda non sarà mai credibile, e menoancora contagioso. Quanto è eloquente peri nostri giorni la metodologia missionaria ditanti nostri confratelli, come ad esempio sanFrancesco Solano che evangelizzava attraversola musica. Il credente, il Frate Minoreforse con ancor più ragioni, non può privareil mondo della testimonianza della gioia sgorgatadalla fede. È la gioia dei credenti, infatti,che narra al mondo la gloria di Dio, è la gioiaquello che ci chiedono gli uomini: Mostri il Signorela sua gloria, e voi credenti fateci vederela vostra gioia! (cf. Is 66, 5).L’evangelizzazione nella nostra Europanon è facile, come non era facile neppure peri primi discepoli, così come leggiamo questigiorni negli Atti degli Apostoli: “Richiamatigli apostoli li fecero fustigare e ordinaronoloro di non continuare a parlare nel nome diGesù”. Ma i discepoli, coscienti che “bisognaobbedire a Dio piuttosto che agli uomini”, noncessarono di testimoniare il Risorto e se ne andaronodal Sinedrio lieti di essere stati oltraggiatiper amore del nome di Gesù”. La gioiacristiana ha una dimensione escatologica chesi evidenza soprattutto come “gioia anche nelletribolazioni” (2Cor 7,4; Col 1,24), cioè comegioia che non viene meno pur nelle situazionidi sofferenza e di contraddizione. Essere profetidella gioia, anche in mezzo alle sofferenzee difficoltà, ecco un aspetto importante dellanostra vita e missione in questo momento.Andare/correre. Quando arde il cuore, simuovono i piedi. Ce lo mostrano i pastori checorrono per trovare il neonato che giaceva inuna mangiatoia, ce lo mostra Maria che correper portare la presenza del Verbo alla cuginaElisabetta, ce lo mostra Giovanni che corre alsepolcro per essere testimone di quanto era accadutoe le donne, che dopo aver ascoltato laBella Notizia corrono per comunicarla ai discepoli,ce lo mostrano i discepoli di Emmausche, dopo aver riconosciuto il Risorto nellafrazione del pane corrono per trasmettere laloro esperienza ai discepoli che erano a Gerusalemme.Chi ha incontrato veramente Cristonon può tenerlo per sé, deve mettersi in cammino,andare, anzi correre per annunciarlo. Iltermometro del nostro incontro con Gesù è ilnostro passo. Certamente, né la stanchezza, néla routine manifestano la bellezza della BuonaNotizia che voglio comunicare.Ma per andare, e soprattutto per correre eattraversare frontiere, è necessario rimanereliberi o, in linguaggio francescano, senza nulladi proprio. Se vogliamo andare “con corsoveloce e passo leggero” (2LAg 11), per restituireil dono del Vangelo, in questo, infatti,consiste precisamente l’evangelizzazione, nonpossiamo lasciarci “avvolgere da nessuna ombradi mestizia” (3LAg 11) e da strutture, nonsoltanto materiali, che ci impediscano una veraitineranza di mente, di cuore e, quando sianecessario, anche di piedi. È quello che chiedeGesù ai suoi quando dice loro di non portare nédenaro, né bastone, né due tuniche (cf. Lc 9,3).Annunciare/testimoniare. Il Vangelo è undono chiamato ad essere restituito, con la vitae la parola. Nel nostro caso è un dono chiamatoad essere restituito in un mondo che ha caratteritotalmente nuovi rispetto al passato. Indubbiamente,il secolo scorso è stato il più secolarizzatodella storia cristiana, tanto diverso daquelli che lo hanno preceduto. Il cristianesimonon è morto, come molti avevano previsto.Tuttavia, in fondo – è innegabile – sentiamoche c’è un processo di erosione in corso, anchese è molto più lento e con tanti più ritorni diquanto alcuni severi studiosi avessero pronosticato.Sentiamo pure che il mondo cristiano èspesso ridotto ad alcune isole, talune popolateed efficienti, altre molto meno. E la domandasi impone: Che significato ha il Vangelo fuoridi queste isole? Che cosa rappresentano pertanti cha hanno solo un contatto limitato conesse? Una cosa sembra certa: Nel ministerodell’evangelizzazione non si tratta soltanto diun aggiustamento strutturale, anche se necessariotante volte, ma di mettere le basi di unanuova missione nel tempo contemporaneo dovesi possa veramente trasmettere la fede “aivicini e ai lontani” (Ef 2,17). Infatti, in molticasi, si tratta del primo annuncio, anche tra ibattezzati. Ecco perché, come diceva PaoloVI in Evangeli nuntiandi, si tratta di renderela Chiesa più idonea ad annunciare il Vangeloall’umanità. E quanto è detto della Chiesa sideve dire anche dell’Ordine dei Frati Minori.Questa idoneità, della quale stiamo parlando,esige un linguaggio che sia comprensibileper l’uomo e la donna di oggi, esige simpatiaed empatia per questo mondo che è il nostro eche Dio ama, ma esige anche capacità di discernimentoe senso critico per vedere ciò cheviene dal Signore e ciò che gli è contrario. Civuole, inoltre, creatività e fantasia. L’ultimoCapitolo generale dell’Ordine ci ha chiesto


248 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2di inventare segni, ma allo stesso tempo ci haofferto una cornice dentro la quale si deve sviluppareil ministero dell’evangelizzazione: siasostenuta da una forte esperienza di Dio, cheessendo Uno e, allo stesso tempo, Trinitario,è un Dio in missione; si realizzi in fraternitàe con la testimonianza profetica e significativadella fraternità, poiché nessun progetto dievangelizzazione è iniziativa o patrimonio dinessuno, ma è sempre la fraternità che evangelizza;abbia il carattere di inter gentes, diitineranza e privilegiando la presenza tra i piùpoveri e in aree di frontiera, aprendosi alla partecipazioneattiva dei laici e particolarmentedella Famiglia Francescana (cf. Mandati, 13;PdV 8.12.27).Ma, a chi annunciare? A tutti, ai vicini e ailontani, ai credenti e ai non credenti, ai giovani,agli adulti e agli anziani. In tutti questiambiti ci sono molti che hanno sete e fame diDio, desiderio di essere saziati, come la follache veniva da Gesù. Tocca a noi fare deisegni, come Gesù e i discepoli, come emergedalle letture bibliche d’oggi. Tocca a noi moltiplicarei pani per dargli da mangiare. Non ciscoraggiamo se siamo pochi, e magari anziani.La significatività non sta soltanto nei numeri,neppure nell’età. La significatività sta nellanostra vita. Il resto lo farà il Signore. L’importanteè che ci riconoscano come coloro chestiamo con Gesù, come coloro che lo seguiamoperché lo sperimentiamo vivo e presente inmezzo a noi. Ma se posso indicarvi due campiprivilegiati di annuncio e testimonianza pervoi che formate parte delle nuove presenze eche cercate nuove forme di evangelizzazionein Europa, io vi direi: andate principalmente ainon credenti e ai credenti la cui fede è magariaddormentata, e ai giovani. A questi ultiminon avere paura di “proporre la misura alta etrascendente della vita, intesa come vocazione”(Benedetto XVI), e non esitare all’ora diproporre la sequela di Cristo secondo la formadi vita che ci ha lasciato Francesco.Andate dunque fratelli amati nel Signoree con la vita, i segni e la parola, annunciateche nel Figlio, Dio si è fatto Buona Notiziaper tutti quanti hanno fame e sete di pienezza.Maria, “Stella della nuova evangelizzazione”vi accompagni nel vostro camino. E il Signorevi accompagni sempre e confermi il vostro annunciocon segni e prodigi.Fr. José Rodriguez Carballo, ofmMinistro generale, OFM4. Messaggio finale1. Convocati dal Ministro generale, ci siamoritrovati al Carmelo di Sassone, nelle vicinanzedi Roma, dal 2 al 6 maggio 2011, incirca 40 frati provenienti da diciotto Fraternità,impiantate in diversi paesi europei: Francia,Italia, Lituania, Spagna, Olanda, Malta e in piùda Istanbul e Haiti.La presenza del Ministro generale, del Vicariogenerale, di alcuni Definitori e Ministriprovinciali ci ha testimoniato la vicinanzadell’Ordine, così come la presenza del Delegatodell’UFME è stata un efficace riferimentoal Progetto Europa.La preghiera liturgica ha accompagnatoi nostri lavori con la ricchezza delle lingue edelle diverse sensibilità. Il clima fraterno è statomolto buono ed ha favorito l’incontro e loscambio.2. Abbiamo ripreso la triplice consegnadel II Seminario, svoltosi a Frascati (RM) nel2009:– condivisione esperienziale;– verifica fraterna;– approfondimento formativo.Sollecitati dal Mandato n. 20 del Capitologenerale 2009 (che invita a privilegiare “lenuove forme di evangelizzazione”), abbiamopotuto condividere e verificare la nostra vitanei seguenti modi:– ciascuna Fraternità si è presentata: alcuneesponendo con una relazione la rispostadella Fraternità stessa alle sfide del contesto,altre in modo più sintetico utilizzandovideo e power point;– in gruppi si è condiviso il modo di vivere icriteri che caratterizzano le Nuove Formedi presenza francescana (cf. i sette puntielencati sotto al numero 4);– ci sono stati offerti due contributi:• uno ha ripercorso i passi delle nuove Fraternitàe di questi incontri internazionali dal2001 ad oggi,• l’altro ha presentato il cosiddetto ProgettoEuropa dell’Ordine, secondo i mandati 26 e27 dell’ultimo Capitolo generale, con l’intentodi individuare i collegamenti con leNuove Forme.Elementi emersi nella condivisione,nell’approfondimento e nel dialogo fraterno3. Nei nostri lavori abbiamo messo a fuoco


E SECRETARIATU PRO EVANGELIZATIONE ET MISSIONE 249alcuni elementi condivisi, a partire dalle quattroseguenti Relazioni:– dall’ascolto del nostro Ministro generale,che ha tenuto una relazione dal titolo “NuovaEuropa, nuova evangelizzazione, nuovepresenze evangelizzatrici”:• Profondità della crisi della vita consacratain Europa, (la quale tocca ormai anche altricontinenti): abbiamo preso coscienza chesi tratta di una crisi completamente nuova,che rappresenta insieme una grande opportunità.Le Nuove Forme di presenza evangelizzatricesono la concreta possibilità perabitare questa nuova situazione.• Le nuove forme di presenza si riconosconocaratterizzate da 10 elementi comuni: ilpri ma to di Dio; la vita fraterna significativae profetica; la minorità; la parresìa, cioè lafranchezza apostolica nella testimonianzaevangelica; la logica del dono; la vita riconciliatae che annuncia la riconciliazione;la vita bella e gioiosa; la vita aperta a tuttie spe cialmente ai poveri; la vita “saggia”,capace di dare ragioni di speranza; l’itineranza, intesa come dimensione spirituale).Questo Decalogo amplia e arricchisce iSette punti individuati già a Frascati comeelementi base per una Nuova Forma di vitae di missione.– dall’ascolto di mons. Rino Fisichella, Presidentedel Pontificio Consiglio per la NuovaEvangelizzazione, la cui relazione era intitolata“La Nuova Evangelizzazione oggi”:• Necessità di un’identità cristiana maturacome condizione per l’incontro e il dialogo,all’interno di una Chiesa che si poneanch’essa alla ricerca di una nuovaevangeliz za zione.• L’annuncio è chiamato a far emergere il bisognodi salvezza dei nostri contemporaneie suscitare la domanda di senso a partireanche dalla pienezza di vita, e non solo daltema della sofferenza.• Auspicio perché i Religiosi entrino in quegliareopaghi e nei luoghi critici dove laChiesa fatica ad arrivare.– dall’ascolto di Fr. Johannes Freyer, Rettoredella PUA, che ha svolto il tema “Capacitàdi rinnovamento del carisma francescanonella storia dell’Europa”:• La nostra storia passata ricca di movimentidi riforma, ci presenta elementi critici e didiscernimento da tenere presenti nell’attualità:calo della forza missionaria e della capacitàdi critica evangelica, nella misura delcrescente imborghesimento e della conventualizzazionedella vita francescana; disintegrazionee dispersione della vita fraternacome causa del processo di clericalizzazionee dell’individualismo; lo sradicamentodalla vicinanza al popolo e alla sua devozione,causati dalla tendenza scolastica ateorizzare la fede.• Parimenti ci ricorda la capacità di rinnovamentodel carisma nei momenti più critici.Tale capacità si esprime attraverso: “ricorso”(più che “ritorno”) alle Fonti per prenderecoscienza dell’origine evangelica delcarisma; prospettiva teologico-spiritualedella kenosi di Dio in Cristo, dall’Incarnazionealla Pasqua: da qui la scelta di una vitaorientata dal Vangelo e dalla Regola, nellapovertà e missione; l’approfondimentodella vita spirituale, con un grande impegnodello studio in vista della predicazione; l’ardoremissionario che porta a varcare i confini;la nuova interpretazione teologica di SanFrancesco, come modello di futuro (“uomodel futuro”); una leadership carismatica euna grande capacità organizzativa.– dall’ascolto di Fr. Massimo Fusarelli, ilquale ha approfondito l’interrogativo “Comela nuova Europa interpella il nostro carismafrancescano a rinnovarsi”:• nella situazione complessa della nuova Europa,riconoscere che c’è spazio per la novitàdel Vangelo e del carisma. Nei suoi cambiamentiepocali l’Europa oggi è segnatadall’emozione della paura, soprattutto neiconfronti dell’altro, dello straniero. Questasituazione ci può portare più vicini al cuoredella Buona Notizia, accompagnandociall’incontro con l’altro, con i poveri. Delresto vediamo come l’Europa sia ancora unmosaico ricchissimo di diversità culturali,linguistiche e religiose, che ha da coglierela profusione di differenze come tesoro prezioso.• In questo contesto ci sentiamo chiamati adun atteggiamento di simpatia per il mondo(Portatori del dono del Vangelo, PdV 7),vulnerabili alla presenza dell’altro, vivendoin stato di esodo permanente (PdV 23), conil coraggio di oltrepassare i confini (PdV19).Noi oggi4. Alla luce di queste considerazioni, abbiamosperimentato come le nostre Fraternità, pur


250 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2nelle loro diversità, si ritrovano concretamenteintorno ai sette criteri che nel Seminario diFrascati del 2009 erano stati riconosciuti comedecisivi per una Nuova Forma di presenzaevangelizzatrice: 1. primato della vita dipreghiera e dell’ascolto della Parola; 2. curadi autentiche e profonde relazioni fraterne; 3.stile di vita semplice e sobrio, minorità e testimonianza;4. accoglienza e condivisione divita con la gente, soprattutto i poveri e i “lontani”;5. comunione con la Chiesa locale; 6.missione evangelizzatrice con un’attenzioneparticolare ai luoghi di frontiera e con nuoveforme di evangelizzazione itinerante e di Fraternità“inserite”(cf. PdV, 20); 7. disponibilitàa forme di collaborazione e collegamento, alivello interprovinciale e internazionale, tra levarie Fraternità.Questo scambio ci ha permesso di verificare:• gli elementi che già sono comuni tra noi,• quelli in cui crescere,• e le possibili aperture per il futuro.Siamo ben consapevoli di vivere in contestisociali, culturali e religiosi profondamentemutati ed anche diversi tra loro.5. Nello spirito del capitolo XVI della Regolanon bollata, abbiamo riflettuto sul rapportotra vita ed evangelizzazione. La nostravita evangelica di ricerca del volto del Signorecome fratelli minori, è la prima forma di evangelizzazione.Prima che attività della Chiesae nostra, la missione è vista come un attributodi Dio, che per primo è in relazione per effondereil suo amore su tutte le creature. Comefratelli evangelizzati, accogliamo la chiamataa partecipare in modo esplicito all’annunciomissionario “quando piace al Signore” (Rnb16). Sperimentiamo una feconda circolarità travita ed evangelizzazione: la Parola annunciatainfonde forza a chi la annuncia per rendere lavita bella e buona nel dono di sé all’amore diDio e del prossimo.6. Un punto emerso nella narrazione dellenostre realtà ha preso un posto di rilievo. AlcuneFraternità vivono inserite in quartieri abitatiin prevalenza da migranti e rifugiati, particolarmenteda musulmani, la cui crescente presenzain Europa costituisce uno speciale segnodei tempi.A partire dalla vita, queste Fraternità ricercano:• relazioni personali e d’amicizia, creandooccasioni di incontro e coltivando lo spiritodel dialogo e pace;• incontri regolari con gli imam per riflettereinsieme su come trasmettere la rispettivafede;• progetti specifici di integrazione.È la vita quotidiana che rende possibilel’incontro. Ci sono anche musulmani che siaprono al Vangelo: è importante rispettare illoro credo in spirito di dialogo, ma anche nonprecludersi la possibilità di annunciare loro laBuona Notizia di Gesù.La realtà dell’immigrazione massiccia e ditanti rifugiati e profughi ci interroga seriamentesul nostro fattivo coinvolgimento, sia in terminidi presenza e servizio, sia di accoglienzain alcune nostre grandi strutture finora inutilizzate.Alcuni suggerimenti per camminare insiemeAlla luce del dialogo e della condivisionedi questi giorni, l’Assemblea ha formulato iseguenti suggerimenti.7. Elaborazione di Linee-guidaAffidare ad un’apposita Commissione, nominatadal Definitorio generale, in collaborazionecol SGME, la preparazione di un Testoispirazionale e di “Linee guida” sulle NuoveForme di presenza evangelizzatrice, al fine di:• delineare gli elementi indispensabili per costituireuna Nuova Presenza;• favorire un collegamento effettivo tra tuttele Nuove Forme presenti in Europa;• informare le Entità sul cammino concretoche si sta percorrendo;• appoggiare la nascita di Nuove Forme dipresenza evangelizzatrice a carattere interprovincialee internazionale.Questo Testo, dopo essere stato messo a conoscenzadelle Nuove Fraternità, sarà presentatoal prossimo Seminario.8. Alle singole Province• Nei confronti dei frati che desiderano farparte delle Nuove Forme di presenza evangelizzatrice,i Ministri provinciali operinoun discernimento sereno e libero da esigenzestrutturali, così da non ostacolare questachiamata, nello spirito della Regola (cf.cap. 12).• Rivedere gli itinerari e le tappe della formazioneiniziale e permanente anche a partiredall’esperienza e dalla ricerca in atto nel-


E SECRETARIATU PRO EVANGELIZATIONE ET MISSIONE 251le Nuove Forme, riconoscendo che questeFraternità possono essere luoghi formativi.• Favorire la possibilità concreta di trascorrereperiodi determinati in una delle nuoveFraternità a livello europeo.9. All’UFME• Il SGME e i Definitori generali di Europacurino di inserire in modo organico leNuove Forme di presenza evangelizzatricenel quadro del Progetto Europa che è incantiere, cercan do presso il coordinamentodell’UFME di assicurare uno spazio nellaprossima Assemblea di Fatima, nell’ottobre2011, per presentare questo Messaggioa tutti i Ministri.• Il processo di ridimensionamento e di ristrutturazionein atto in molte Provinced’Europa necessita di prospettive che apranoal futuro e alla speranza (cf. PdV 47 e ilrecente documento del Definitorio generaleRidimensionamento e ristrutturazione, Roma2011). Per questo il SGME e i Definitorigenerali di Europa favoriscano il collegamentotra le Nuove Forme di presenzaevangelizzatrice e il cammino dei Frati Minoridel Continente europeo.10. Al Definitorio generale dell’Ordine– Organizzare entro due anni un nuovo Atelier,• avvalendosi di un’apposita Commissioneche lavori in collaborazione col SG-ME,• invitando e coinvolgendo il Segretariatogenerale per la Formazione e gli Studie l’Ufficio di Giustizia, Pace e Integritàdel creato,• rivolgendo un invito anche a qualche rappresentantedella Famiglia francescana,• approfondendo i criteri di partecipazioneall’atelier.– Promuovere risolutamente la nascita diNuove Forme di presenza evangelizzatrice,come risposta ai segni dei tempi e dei luoghinel nostro Continente.– Facilitare la partecipazione dei frati di diverserealtà alle missioni organizzate inEuropa, secondo modalità di vario genere(missioni al popolo, itineranza ecc…).– In relazione al SGFS, tener conto, nell’animazionee nella preparazione di itinerariformativi, dell’esperienza e della riflessionein atto sulle Nuove Forme di vita e missione.– Affidare il servizio di coordinamento e dianimazione delle nuove forme di presenzaalla Fraternità missionaria per l’Europa diPalestrina, in collaborazione con il Segretariatogenerale per le Missioni e l’Evangelizzazione.2. La missione evangelizzatrice e la Conferenzadell’Asia OrientaleIndang, Filippine, 01-05.07.2011I Segretari provinciali per le Missioni el’Evangelizzazione della Conferenza dell’AsiaOrientale si sono ritrovati a Indang, Cavite(Filippine) nei giorni 1-5 luglio 2011. Eranopresenti17 frati provenienti da 5 Entità (mancavala Provincia del Giappone) e alcuni laici.Dalla Curia generale hanno partecipato Fr.Paskalis Syucur e i tre Frati del SGME CarlosSantos, Arturo Rios Lara, Massimo Tedoldi.Notevole è stato il Programma sui temi dell’evangelizzazionee delle missioni: si sono passatiin rassegna i settori tradizionali della pastorale,come il servizio parrocchiale e quellosantuaristico, la pastorale educativa e quellagiovanile; si è riferito sulle Forme Nuove divita e di missione, esemplificando con le realtàsorte in Europa in questi ultimi decenni, e riferendoanche del recente incontro di Sassone(Roma) che ha radunato molte di queste nuovePresenze; sono stati illustrati i Progetti missionaridell’Ordine, in particolare quelli decisidall’ultimo Capitolo generale e codificati nelDocumento “Portatori del dono del Vangelo”.Un’attenzione particolare si è posta sulle struttureprovinciali attraverso le quali si esplica lamissione evangelizzatrice delle Fraternità, inparticolare l’articolazione tra il settore delleMissioni e quello dell’Evangelizzazione e lacollaborazione con gli altri Segretariati ed Ufficiprovinciali.L’incontro ha permesso ai partecipanti dicondividere anzitutto le proprie esperienze divita e di missione. La grande varietà di rispostepastorali e missionarie attesta la passione deifrati minori per la propria gente, lo sforzo continuodi inculturazione del Vangelo, da esprimereattraverso l’intuizione francescana. L’incontroha altresì favorito la messa in comunedel lavoro svolto nelle rispettive Entità, confrontandosicon i recenti documenti dell’Ordinesui vari settori della nostra missioneevangelizzatrice, in particolare con i Mandaticontenuti nel Documento dell’ultimo Capitolo


252 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2generale (2009). Motivo di riflessione è statoil salutare confronto tra l’attuale volto operativo,pastorale e missionario delle Province,e la volontà di San Francesco che ha volutouna Fraternità pellegrina per il mondo, gioiosanell’annunciare il Vangelo, e con il cuorerivolto al Signore. Il ricordo vivo delle origini,infatti, offre sempre una direzione sicura alcammino futuro: quella direzione che trova ilsuo fondamento solo in Dio, considerando levarie concretizzazioni pastorali come qualcosadi transitorio, da cambiare con elasticità, perfarle meglio corrispondere ai bisogni dei fratellie sorelle.L’incontro si è concluso con una serie diproposte che i Frati partecipanti indirizzanoalle rispettive Entità, al SGME e al Governodell’Ordine. In particolare è chiesto ai Ministriprovinciali di approfondire il Mandato tredicidel Capitolo generale, dove viene detto in modosintetico il contenuto e la modalità espressivadell’annuncio francescano nel mondo dioggi; di verificare la ricezione dei Documentipreparati dal SGME negli ultimi tre anni, particolarmentei due Sussidi sulla pastorale parrocchialee quella educativa; di curare la pastoralegiovanile delle Fraternità locali attraversoun frate a ciò deputato; di vigilare perché cisia una collaborazione di fatto tra i Segretariatie gli Uffici; di dare la dovuta importanzaalle Forme Nuove di vita e di missione, particolarmentecorrispondenti al nostro tempo; direndere più concreta la collaborazione con glialtri Membri della Famiglia francescana. AlGoverno dell’Ordine è indirizzata la richiestadi una più chiara dicitura del SGME, dal momentoche sui termini vi è una certa confusione.La splendida cornice di Indang – una seriedi casette coi tetti in bambù, immerse in unanatura tropicale, rigogliosa e colma di fiori diogni specie – ha aiutato i partecipanti a lavorarein un clima di lode al Creatore e di gioiosacomunione fraterna.Fr. Massimo Tedoldi3. Encuentro de la SAAOC en TailandiaLamsai, Tailandia, 18-22.07.2011El Secretariado general para las Misionesy la Evangelización está realizando una seriede Encuentros a nivel de Conferencia con lafinalidad de impulsar el cumplimiento de losMandatos capitulares de 2009 que se refierena Misiones y Evangelización, verificar la recepciónde los subsidios para la pastoral parroquialy la pastoral educativa y fortalecer laestructura que anima las Entidades y su relación/colaboracióncon el SGME.Esta vez ha tocado a los Secretarios y Animadorespara las Misiones y la Evangelizaciónde la Conferencia del Sur de Asia, Australiay Oceanía (SAAOC), que se han reunido enLamsai, Tailandia, los días del 18 al 22 de juliode 2011. El lugar es la sede de la Fundación deTailandia.Participaron hermanos de Australia, India,Papúa Nueva Guinea, Pakistán, Sri Lanka,Singapur y Tailandia. Estuvieron presentes yparticipando, el Presidente de la Conferencia,Fr. Paul Smith, Fr. Paskalis Syukur, Definidorgeneral de la zona, Fr. Arturo Ríos y Fr. CarlosSantos del Secretariado general para las Misionesy la Evangelización.Fr. Paskalis ofreció una presentación, “Revitalizandonuestros ministerios franciscanosa la luz de nuestra identidad franciscana” (Referenciaa los Mandatos 1 y 13 del Documentofinal del Capítulo general 2011), dando pie ala reflexión y el compartir de los participantes.Después, Fr. Arturo Ríos hablo de “Laestructura actual del Secretariado general paralas Misiones y la Evangelización, su relación ycolaboración con el Secretariado general parala Formación y los Estudios y JPIC”El Encuentro se desarrolló con una dinámicaentre presentaciones y trabajo de gruposdonde se compartía para después concluir enun plenario. El Equipo coordinador estuvo integradopor el Presidente de la Conferencia Fr.Paul Smith, el Secretario ME de la misma, Fr.Johnson M.V., Fr. Carlos Santos, Fr. ArturoRios Lara y Fr. Paskalis B. Syukur.Fr. Johnson presentó una síntesis de lasrespuestas a un Cuestionario enviado por elSGME sobre la recepción de los documentos“Enviados a Evangelizar” e “Id y enseñad”;Fr. Davis K. de la India presentó la experiencia“Haciendo pastoral parroquial en India a la luzdel documento “Enviados a Evangelizar…”;Fr. Norbert, de Australia presentó la experiencia“Haciendo pastoral educativa en Australia,a la luz del documento Id y enseñad”Una jornada estuvo dedicado a las Nuevasformas de Evangelización: desafíos y oportunidadespara promover los valores franciscanos.Primero una presentación de Fr. ArturoRíos acerca de lo último sobre las nuevas formasy presencias evangelizadoras en la Orden.


E SECRETARIATU PRO EVANGELIZATIONE ET MISSIONE 253A esto siguió una reflexión en grupos sobre loque se consideraría como Nuevas formas depresencia evangelizadora en Asia y cómo coordinarlase impulsarlas en la región. Dentrode este tema se presentó una experiencia deIndonesia sobre ecopastoral: “Ecopastoral yactividades sociales como instrumentos parael diálogo de vida y una expresión de nuevasformas de presencia evangelizadora”.Fr. Carlos Santos presentó con un Power-Point “La Animación de la Misión “Ad gentes”,siguiendo lo contenido en el Documentodel Capítulo general de 2011 en los Mandatos.Aprovechando la reunión se abordó el temade la posible Misión en Laos, coordinados porFr. Jonhson, que se abordó el tema de la posibleMisión en Laos. También se presentaronpara informar a los participantes y animar dospersonas de Franciscan International, instanciafranciscana ante la ONU.Un sustento de mucha importancia en el Encuentroha sido la Liturgia que se organizó conla participación de los hermanos de diferentespaíses. La riqueza que ofreció la incorporaciónde elementos propios en los momentos de oraciónfue muy saludable y dio un clima especiala los trabajos. La convivencia fraterna fue otroelemento que ayudó al feliz desarrollo de lasactividades.Fr. Arturo Ríos, ofmAnimador general de la Evangelización


254 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2


EX OFFICIO OFS1. FilippineCapitolo Nazionale elettivo dell’OFSFr. Doug Clorey, OFS, Vice-Ministro generalee delegato della Ministra generale, eFr. Amanuel Mesgun Temelso, OFMCap,Assistente generale dell’OFS, hanno presiedutoil X Capitolo elettivo dell’OFS delle Filippinesvoltosi nei giorni 28 aprile-1 maggio2011 a Cebu City. Prima delle elezioni ci sonostate delle sessioni di formazione e i relatorisono stati: Mons. Angel Lagdameo OFS,i due ospiti e la Madre Encarnacion J. Reyes,OSC, Presidente della Federazione OSC nelleFilippine. Il Ministro Nazionale, il Tesorieree il Responsabile della formazione hannopresentato le loro relazioni triennali. Dopoaver discusso le relazioni ascoltate, i Capitolarihanno formulato orientamenti e prioritàche la Fraternità nazionale porterà avanti neiprossimi tre anni (2011-2014).Il 30 aprile sono stati eletti come Ministronazionale, Lanuza Yvonne; Vice-MinistroNazionale, Tayao Arnaldo; Responsabiledella formazione, Hernandez Luzviminda;Segretario, Manongtong Hilario; Tesoriere,Grace Jose Garlene; 1° Consigliere nazionale,Roa Te Jo; 2° Consigliere nazionale, MaghirangAntonio; Consigliere Internazionale,la stessa Ministra nazionale, Lanuza Yvonne;Consigliera internazionale supplente, lo stessoVice-ministro, Arnaldo Tayao. Al terminedel Capitolo ci sono state varie rappresentazioniculturali da parte dei partecipanti e si ècompiuto un giro turistico per le città di Cebue di Bohol Island.La Fraternità nazionale delle Filippineè costituita da oltre 1700 membri professi,organizzati in 122 Fraternità locali e 20 Fraternitàregionali. La Gioventù Francescanaè presente nelle Filippine con 1500 membri,divisi in 73 Fraternità. I tre rami del PrimoOrdine (OFM, OFMCap e OFMConv) e delTerzo Ordine Regolare (TOR) sono impegnatinell’assistenza spirituale dell’OFS. LaConferenza degli Assistenti nazionali è guidatada Fr. Armand Obal, OFM.2. FilippineSeconda riunione del Clero OFSAl Capitolo elettivo nazionale è seguita la secondariunione del Clero OFS a Lucban, Quezon,nei giorni 3-6 maggio, 2011. In questa secondariunione del clero diocesano OFS hannopartecipato una trentina di preti dalle variediocesi delle Filippine e due vescovi: Mons.Leo Tumulak, Ordinario militare e Mons. ReyEvangelista. I due animatori, Fr. Doug Cloreye Fr. Amanuel Mesgun, hanno tenuto le lororelazioni: “Priorità dell’ultimo Capitolo generaledell’OFS” e “Familiarizazione con i documentidell’OFS”. Il conventuale Fr. AlphonsusPanaligan e la clarissa Madre EncarnaciònJ. Reyes, OSC e Presidente della FederazioneOSC nelle Filippine, hanno offerto anche lororispettivamente una relazione: “Il clero diocesano,portatore del dono del Vangelo” e “L’attualitàdella Spiritualità di Santa Chiara dopo800 anni dalla fondazione”.Il 5 maggio durante la messa celebrata nelconvento delle Clarisse, Mons. Leo Tumulak e4 preti diocesani hanno fatto la loro professionenelle mani della nuova Ministra NazionaleOFS: Lanuza Yvonne.La Fraternità dei preti secolari membridell’OFS delle Filippine conta: 1 cardinale,9 vescovi e 86 preti diocesani. I sacerdotidiocesani OFS delle Filippine non hanno unaFraternità personale, ma sono membri delle diverseFraternità locali sparse in tutta le Filippine.Dopo aver esteso il programma annualesi è conclusa la riunione con una gita culturalepresso le antiche chiese francescane di Laguna.3. LituaniaCapitolo nazionale elettivo dell’OFSLa Fraternità nazionale dell’OFS di Lituaniaha celebrato nei giorni 6-8 maggio 2011 ilCapitolo nazionale elettivo nella città di Vilnius.Erano presenti circa 30 persone in rappresentanzadi 6 Fraternità Regionali con l’Assistentenazionale Fr. Saulius-Paulius Bytau-


256 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2tas, OFM. Come rappresentanti della GiFranazionale erano presenti Virginija Mickutė,Presidente nazionale e Monika Midverite, Vicepresidentenazionale.A nome della Presidenza del Consiglio Internazionaledell’OFS (CIOFS) hanno partecipatoEwald Kreuzer, OFS, Consigliere dellaPresidenza, e Fr. Ivan Matić, OFM, Assistentegenerale OFS-GiFra. Prima del Capitolo il 5maggio Ewald e Fr. Ivan hanno incontrato igiovani della GiFra presso la loro sede nazionalea Vilnius, insieme ad alcuni membri delConsiglio nazionale dell’OFS.Il Capitolo nazionale è iniziato nel pomeriggiodel 6 maggio con la descrizione della situazioneattuale dell’OFS e della GiFra e dellaloro chiamata all’evangelizzazione. Si è proseguitocon le relazioni del Consiglio nazionaleuscente. Nella mattinata del giorno 7 maggio iCapitolari hanno lavorato nei gruppi di studiosulle priorità per il prossimo triennio. Nel pomeriggiosi è tenuta la sessione elettiva, nellaquale è stato eletto il nuovo Consiglio Nazionale.Come Ministro nazionale è stato elettoNerijus Čapas e come Consigliere internazionaleAidas Gintaras Adomaitis. Il Capitolo siè concluso domenica 8 maggio con la solennecelebrazione eucaristica nella chiesa dei FratiMinori di Vilnius. Dopo la Messa Ewald e Fr.Ivan hanno avuto un incontro con il Consiglionazionale della GiFra Lituana.La Fraternità nazionale dell’OFS di Lituaniaè composta da 6 Fraternità regionali con circa530 membri. La Gioventù Francescana è presentein 5 Fraternità locali con più di 100 membri.In questo periodo è in corso anche la preparazioneper la formazione delle nuove Fraternitàlocali dell’OFS e della GiFra in Lituania.4. ZambiaAnimazione della Conferenza deiCappuccini dell’Africa dell’EstNella prima riunione annuale dell’EACCche si è svolta a Lusaka, dal 9 al 13 maggio2011, Fr. Amanuel Mesgun, Assistente Generaledell’OFS, presentando la relazione “IlRuolo dei Superiori Maggiori nel Nuovo Statutoper l’Assistenza Spirituale dell’OFS e dellaGiFra”, ha animato la Conferenza dei Cappuccinidell’Africa dell’Est (EACC). Dopo la relazionedell’Assistente generale i superiori maggiorihanno illustrato la situazione dell’OFSdelle loro rispettive circoscrizioni e l’assistenzaspirituale e pastorale prestata da loro. Poi siè discusso e scambiato delle idee circa la nuovanatura ed identità dell’OFS secondo i nuovi testilegislativi. In questo raduno annuale hannopartecipato una ventina tra superiori maggiorie delegati. Il definitore dell’Africa, Fr. AgapitMroso, ha presieduto tale raduno. Dopo l’interventodi Fr. Amanuel Mesgun è seguita larelazione di Fr. Helmut Rakowski, Direttoredell’Animazione missionaria dalla Curia Generaledei Cappuccini. I Superiori maggioridei Cappuccini dell’Africa dell’Est formanouna conferenza chiamata EACC (= East AfricaCapuchins Conference). La Conferenza dell’EACC è composta da tre Province (la Provinciadi San Francesco in Eritrea, la Provinciadella Tanzania e la Provincia del Madagascar),5 Vice-Province (Zambia, Sud-Africa, Kenya,Mozambico ed Etiopia) e 3 Custodie (Zimbabwe,Uganda e Malawi). C’è anche una presenzadei cappuccini in Sudan e Namibia.5. Bosnia ed ErzegovinaCapitolo nazionale elettivo dell’OFSe della GiFraDal 13 al 15 maggio 2011, presso la “Casa dellaPace” a Rama-Šćit, l’OFS e la GiFra dellaBosnia/Erzegovina hanno celebrato i loro rispettiviCapitoli nazionali elettivi. Erano presentipiù di 60 Capitolari con i loro Assistentispirituali: Fr. Mato Topić, OFM, Assistentenazionale dell’OFS, e Fr. Josip Vlašić, OFM,Assistente nazionale della GiFra. Era presenteanche l’Assistente nazionale dell’OFS dellaCroazia, Fr. Nikola Bašnjec OFMCap. Anome della Presidenza del Consiglio Internazionaledell’OFS (CIOFS) hanno partecipatoBenedetto Lino e Fr. Ivan Matić, OFM, Assistentegenerale dell’OFS e della GiFra.L’opportunità di poter essere insieme nellostesso luogo per le celebrazioni, ha permessoa tutti i partecipanti di vivere questi giorniin profonda comunione fraterna. È statamolto interessante la condivisione nei lavoridi gruppo e poi in assemblea, consentendo aipartecipanti di ascoltarsi e di riflettere insiemesulle sfide, sulla vita e sulla missione comunedell’OFS e della GiFra in Bosnia ed Erzegovina.In questo contesto si è vista anche la grandecollaborazione tra i Frati Minori delle dueProvince. Un’altra cosa molto importante èstato il lavoro sugli Statuti nazionali dell’OFSe della GiFra. Infatti, dopo un grande lavorodi preparazione, sono stati approvati dai rispettiviCapitoli. Dopo questa approvazione


EX OFFICIO OFS 257lo Statuto nazionale dell’OFS sarà inviato allaPresidenza CIOFS per l’approvazione finale equello invece della GiFra sarà approvato dalConsiglio nazionale dell’OFS della Bosnia/Erzegovina. Nella sessione elettiva dell’OFS,che si è svolta nel pomeriggio del 14 maggio,sono stati eletti i nuovi membri del Consiglionazionale dell’OFS: come Ministra nazionaleè stata confermata Nives Kanevčev; MarijanaBošnjak è stata eletta Consigliera Internazionale.Nella mattinata del 15 maggio la GiFraha celebrato l’elezione del nuovo Consiglionazionale: come Presidente Nazionale, è stataeletta Josipa Vukoja. I Capitoli si sono conclusicon l’Eucaristia, durante la quale si è celebratoanche il rito di immissione nel serviziodei nuovi membri dei Consigli nazionali OFSe GiFra. Alla fine dei lavori Benedetto e Fr.Ivan sono stati accompagnati a Međugorje peruna breve visita e prima della partenza hannopartecipato alla celebrazione eucaristica nellachiesa parrocchiale di S. Giacomo.In Bosnia ed Erzegovina, la Fraternità nazionaledell’OFS e quella della GiFra, sonocostituite da due Fraternità Regionali. Quelladell’OFS conta circa 2000 membri e quelladella GiFra oltre 2500 giovani.6. TaiwanCorso di formazione per iFormatori dell’OFS d’AsiaDal 13 al 19 giugno 2011, presso la casa deiFrati Minori a Taishan (Taipei), si è svolto ilprimo corso di formazione per i formatori nazionalidell’OFS dei paesi dell’Asia. Al Corsoerano presenti circa 20 partecipanti delleseguenti Fraternità: Taiwan, India, Filippine,Hong Kong, Singapore, Giappone, Corea e SriLanka. Durante il Corso sono stati presentatidiversi temi del Manuale per la formazioneiniziale dell’OFS, presentati da Benedetto Lino,OFS, Consigliere della Presidenza CIOFSe da Fr. Ivan Matić, OFM, Assistente generaleOFS-GiFra.Un grande aiuto per l’organizzazione e losvolgimento di questo Corso è stato offertodal Ministro provinciale Fr. Claudio Pegoraro,OFM, dai Frati della comunità di Taishan e daimembri dell’OFS di Taiwan.7. Hong KongCapitolo Regionale elettivo dell’OFSKong-Macao comprende una Fraternità locale,che si trova a Macao, e altre 3 Fraternitàlocali, che si trovano ad Hong Kong. Inoltread Hong Kong esiste anche una Fraternità localedella GiFra. Questa Fraternità regionale èseguita direttamente dalla Presidenza del Consigliointernazionale dell’OFS (CIOFS).Al Capitolo elettivo, che si è svolto nelladomenica del 26 giugno 2011, hanno partecipatocirca 100 persone tra le quali gli 82membri che ne avevano diritto. Erano presentianche i loro Assistenti locali e l’Assistente RegionaleFr. Joseph Ha, OFM. Il Capitolo elettivoè stato presieduto dalla Consigliera dellaPresidenza CIOFS, Lucy Almiranes, OFS, conla presenza di Fr. Ivan Matić, OFM, Assistentegenerale OFS-GiFra. Come Ministra regionaleè stata rieletta Teresa Wong.8. IndonesiaCapitolo Nazionale elettivo dell’OFSIl terzo Capitolo elettivo della Fraternitànazionale dell’OFS dell’Indonesia si è svoltonei giorni 29 giugno-2 luglio 2011 presso lacasa delle Suore francescane OSF a Munthilan,Jawa Tehgah. Erano presenti 41 Capitolariin rappresentanza delle 9 Fraternità Regionali,alcuni Assistenti Regionali e anche due Assistentinazionali: Fr. Yan Laju, OFM e Fr. DonatusMarbun, OFMCap. A nome della PresidenzaCIOFS hanno partecipato Lucia Park,Consigliera nazionale dell’OFS di Corea e Fr.Ivan Matić, OFM, Assistente generale OFS-GiFra.Durante i primi due giorni del Capitoloc’è stata la presentazione di tutte le Fraternitàregionali, dopo di che si è proseguito coni lavori sul nuovo Statuto nazionale, che allafine è stato anche approvato dal Capitolo conil mandato al nuovo Consiglio di fare l’ultimarevisione e di inviarlo alla Presidenza CIOFSper l’approvazione.Il terzo giorno del Capitolo, venerdì 1° luglio,il Consiglio nazionale uscente ha presentatola sua relazione sul servizio svolto nei treanni, poi si è proseguito con un dialogo sullarelazione. Nel pomeriggio dello stesso giornosi è svolta la sessione elettiva del Capitolo. ComeMinistro nazionale è stato eletto Niko Namaie come Consigliere Internazionale FrancisIndrapradja.La Fraternità regionale dell’OFS di Hong


258 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 29. MozambicoVisita fraterna e pastorale dell’OFSNei giorni 23-30 luglio 2011 si è svolta laVisita Fraterna e Pastorale dell’OFS del Mozambico,compiuta da Maria Aparecida Crepaldi,Consigliera della Presidenza CIOFS, eda Fr. Ivan Matić OFM, Assistente generaleOFS-GiFra.Per l’organizzazione e lo svolgimento dellaVisita hanno offerto un valido aiuto i due Assistentinazionali dell’OFS Fr. Eusébio Pedro,OFMCap, e Fr. Orlando António, OFM. Graziea loro i Visitatori hanno potuto incontraretanti fratelli e sorelle dell’OFS e della GiFra eanche conoscere meglio la situazione attuale.La Fraternità nazionale dell’OFS del Mozambicoè una Fraternità molto numerosa conpiù di 15.000 membri tra professi e coloro che sipreparano alla professione, ma non ancora costituitaufficialmente. Nel paese esiste anche ungrande numero di giovani aderenti alla GiFra,anche se a causa delle difficoltà di comunicazionee delle grandi distanze, non si conosceesattamente il loro numero. Queste sono difficoltàcomuni alle numerose Fraternità localidell’OFS sparse nelle varie regioni del paese. Inconsiderazione di questo la Visita fraterna e pastoraleè stata veramente un momento di grandegioia e di forte comunione fraterna.La fase centrale della Visita si è svolta neigiorni 26-28 luglio, nel Centro diocesano Nazarè,vicino alla città di Beira. Durante questitre giorni i Visitatori, in un clima di formazionee di comunione spirituale, hanno potuto rifletterecon i vari rappresentanti dell’OFS-GiFradel paese e con i loro Assistenti spirituali, suivari temi importanti per la vita e la missionedei francescani secolari; in modo particolaresul cammino che si dovrà fare a tutti i livelli,per poter arrivare alla costituzione ufficialedella Fraternità nazionale.Nell’ultimo giorno dell’incontro, il 28 luglio,si è proceduto alla nomina del nuovoConsiglio nazionale provvisorio, con lo scopodi animare e guidare la Fraternità nazionalecercando di organizzare quanto è necessarioper un prossimo riconoscimento ufficiale dellaFraternità nazionale.10. MadridIncontro internazionale della GiFraGioventù Francescana di tutto il mondo si è radunataa Madrid, presso il Collegio Santa Rita,per il suo tradizionale Incontro Internazionale.Il tema principale dell’incontro “Dammi unafede retta”, è stato preso dalla preghiera di sanFrancesco d’Assisi davanti al Crocifisso diSan Damiano.Erano presenti circa 350 giovani della Gi-Fra in rappresentanza di più di 40 paesi che,dopo l’incontro hanno partecipato alla GMG.Nella GMG ci sono stati anche tantissimi altrigiovani della GiFra venuti con le proprieDiocesi e le Conferenze episcopali del Paesedi provenienza e altri che sono stati iscritti allaGMG come Fraternità nazionali della GiFra.11. MadridFamiglia Francescana alla GMGDal 16 al 21 agosto 2011, con il tema “Radicatie fondati in Cristo, saldi nella fede” (Cfr.Col 2,7) nella città di Madrid in Spagna, si ècelebrata la XXVI Giornata Mondiale dellaGioventù.La Famiglia Francescana è stata presentealla GMG con un programma unico offertoa tutti i partecipanti della GMG. Questo programmadella Famiglia Francescana si è svoltonei giorni 16-19 agosto 2011, nelle ore pomeridianenel così detto “Villaggio Francescano”.Il “Villaggio Francescano” era “eretto”attorno alla chiesa di San Francisco el Grandea Madrid, ed era uno spazio d’incontro econdivisione, dove tanti giovani hanno potutoincontrarsi, conoscersi e condividere le loroesperienze attraverso diverse attività. Nel“Villaggio Francescano” era presente ancheun’area degli “stand” permanenti in modo chei francescani potevano offrire svariate informazionisulla propria identità, missione, attivitàe materiale informativo vario. Inoltre nelprogramma della Famiglia francescana si sonosvolti tre momenti importanti:1. Incontro con i Ministri generali, nel pomeriggiodi mercoledì, 17 agosto 2011.2. “Festival della Gioia”, nella sera di mercoledì,17 agosto 2011.3. Preghiera Francescana, nella sera di giovedì,18 agosto 2011.Nei giorni 12-15 agosto 2011, in occasionedella Giornata Mondiale della Gioventù, la


EX OFFICIO PRO MONIALIBUS1. II Congreso internacional de Presidentas yDelegadas de la Orden de la InmaculadaConcepción con ocasión del V Centenariode la aprobación de la Regla de la OIC1. CrónicaToledo, España, desde el23 al 29 de mayo de 2011En la ciudad de Toledo (España), desde el23 al 29 de mayo de 2011, bajo el lema “Llamadas,inspiradas, desposadas”, se celebróel 2º Congreso internacional de Presidentasy Delegadas de la Orden de la InmaculadaConcepción, convocadas por Ministro generalOFM, Fr. José Rodríguez Carballo. Hermanasde Bolivia, Brasil, Colombia, Ecuador, México,Perú y España, se dieron cita para compartirla fe, su vocación y peregrinar a los lugaresque conservan viva la memoria de santa Beatrizde Silva, su fundadora. La OFM fue nuevamentela protagonista en una iniciativa deimpulso y confraternización internacional parala OIC al convocar este 2º Congreso, como especialimpulso de comunión y comunicación,en continuación al primer Congreso celebradoen mayo de 2008.Al caer la tarde del primer día, la celebraciónlitúrgica de las Vísperas, ha sido el contextoen el que el Ministro general Fr. JoséRodríguez Carballo ha expresado su cordial yfraterna bienvenida a las hermanas y ha puestode manifiesto su íntima satisfacción por laApertura de este significativo Congreso. Algunosde los subrayados más sustantivos, entresacadosde sus palabras:• La belleza de tantas hermanas reunidas,procedentes de diversos puntos geográficos,pero también qué hermoso ver a tantoshermanos, al Definitorio General de laOFM, reunido junto a las hermanas.• Este 2º Congreso es un momento clave parareforzar ese amor, una comunión profundaque nos lleve a valorar las diferencias y abuscar, por encima de aspectos concretosde cada carisma, todo aquello que nos une.• Nos une la historia…, la Regla, cinco vecescentenaria…, el carisma de la InmaculadaConcepción de María…, nos une la espiritualidadfranciscana.• Expreso mi deseo de que estos días transcurranen gozo y alegría. No vamos a resolvertantos problemas…, pero lo importante esque nos hemos encontrado, que dialoguemos,compartamos, comuniquemos lo quepensamos y sentimos, que hagamos partícipesa las demás de nuestra vida. Y que esteCongreso pueda ser un momento fuerte deconocimiento mutuo para acercarnos y caminarunidas.A continuación, concluidas las Vísperas,tuvieron lugar los saludos del Delegado generalPro Monialibus Fr. Rafael Blanco; delsecretario del Congreso Fr. Valerio Díez deCima, de la Madre Abadesa de la Casa-MadreMª Julia Barrios y de la Coordinadora de lasFederaciones de España Mª Cruz Alonso.A la mañana siguiente se dio comienzo ala primera jornada del Encuentro con la celebraciónde la Eucaristía, presidida por elMinistro general de la OFM y concelebradapor algunos miembros del Definitorio generaly los Hermanos Asistentes Religiosos de lasFederaciones de España. Y después, la primeraponencia, que dictó el Ministro general.Son muchas las resonancias que se puedencompartir del mensaje de esta primera ponencia,cuyas “líneas maestras” podríamossintetizar en:• la necesidad de reforzar la identidad carismáticaOIC• para ello, apelar a la memoria histórica, alas raíces, volver sobre los pasos de la OICy recuperar “el amor primero”…• la historia de la OIC es la historia de unDios amante que invita a cada hermana aseguirle más de cerca• leer el pasado con ojos de Dios, desde unaperspectiva de fe; aprendiendo a mirar conla mirada de Dios…• la identidad OIC debe ser discernida desdetres instancias complementarias: las Fuentes,en la Regla y Constituciones; los signosde los tiempos; y la situación concreta enque vive cada Comunidad.A las anteriores afirmaciones, ha seguidola alusión a cuatro dimensiones constitutivas y


260 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2trasversales del nuestro carisma ConcepcionistaFranciscano, a saber: dimensión contemplativa,fraterna, concepcionista y franciscana…Cuatro propiedades esenciales en la Orden quehan articulado la última parte expositiva en laintervención del Padre General y que han sidoel hilo conductor que ha guiado a tantas hermanasconcepcionistas en estos cinco siglos deandadura.A lo largo de las primeras horas de la tardey mediante una rueda de Informes, se pudo escucharla descripción de distintas situacionesactuales en la Orden. La Madre Coordinadorade la Confederación de “Sta. Beatriz de Silva”de España y la Madre Presidenta de la Federación“Sta. María de los Ángeles” de México,facilitaron datos estadísticos, sobre la vida delas Comunidades, en torno a la animación confederaly federal, a la formación, actividadesrealizadas, comisiones diversas, publicaciones…Y las hermanas Delegadas de Boliviadieron lectura a un amplio Informe de la viday situación de las Comunidades de la Orden enBolivia.El segundo día se abrió con las resonanciasdel testamento de María, en el Evangelio deJuan: “Haced lo que Él os diga”… Este fue elmensaje e invitación que resonó con fuerza enla homilía de Fr. Néstor Inácio Schwerz, DefinidorGeneral por América Latina, quien presidióla Eucaristía votiva de la Virgen María.El tema asignado a la reflexión de este segundodía del Encuentro fue el de “El serviciode la autoridad y la obediencia”, a cargo deFr. Francisco Javier Arellano Suárez, OFM,Secretario personal del Ministro general de laOFM, quien orientó magistralmente el tema ala luz de la Instrucción emanada de la SantaSede el 11 de mayo de 2008. Una escucha atentade la exposición permitió constatar cómo esrealmente verdad que en el intento de hacer lavoluntad de Dios, autoridad y obediencia noson dos realidades distintas, ni mucho menoscontrapuestas. Se trata de dos dimensiones dela misma realidad evangélica, del mismo misteriocristiano; dos modos complementariosde participar en la misma oblación de Cristo.Autoridad y obediencia están personificadasen Jesús. Por eso han de ser entendidas en relacióndirecta con él y en configuración realcon él. Para una adecuada comprensión del tema,el ponente fue desentrañando cada una delas tres partes de la Instrucción, ofreciendo almismo tiempo subrayados personales que permitenpercibir la autoridad como un serviciode animación, de cohesión del grupo y para lamisión. Terminada la exposición del tema, ytras una especie de mesa redonda en grupos,las hermanas pusieron en común sus respuestasa una ficha de trabajo sobre los contenidosmás importantes de la reflexión del día.La tarde de este segundo día también se dedicóa compartir la vida de las Federaciones.Las Presidentas de las Federaciones: “Sta. Mªde Guadalupe” de España, “Sta. Mª de Guadalupe”de México y “Ntra. Sra. de Aránzazu”de España, compartieron respectivamente unInforme de la situación de sus Federaciones,perfilando una visión de conjunto que dio origena diversos diálogos espontáneos.El tercer día se abrió como cada jornada,sentados en torno a la Mesa del Pan y de la Palabra,la Eucaristía se convirtió en el corazóndel Congreso. María, “Madre y Maestra”, Virgendel sí al amor, que acompaña a los discípulosde su Hijo, ha sido el tema que hoy unió enla oración y en la Eucaristía, presidida por Fr.Julio César Bunader, OFM, Definidor generalpor América Latina. La aspiración a vivir comoMaría, que nos sigue diciendo: “escuchada mi Hijo y actuad según su Palabra”, ha sidoel hilo conductor de su incisiva homilía.En continuidad con la jornada anterior,hemos prolongado la reflexión sobre la Instrucción“El servicio de la autoridad y la obediencia”,orientado esta vez por Fr. RafaelBlanco Pérez, OFM, Delegado general ProMonialibus. Cuatro puntos han articulado suclara y completa aportación, referida de modoparticular a la “obediencia como escucha”.El día anterior resultó altamente interesante yenriquecedor ahondar en el servicio de la autoridadevangélica, hoy también gracias a su presentación,en la que se nos ha descrito espléndidamenteel fundamento evangélico y cristocéntricoen la obediencia de todo consagradoen la Persona de Cristo Jesús, libre y filialmenteobediente al Padre. Es importante distinguirlos cuatro elementos, a modo de cuatro puntalesde la obediencia evangélica, que han dadocontenido a la exposición: la obediencia comoactitud de escucha a Dios que habla en su Palabra,en el hermano, en lo cotidiano y en lafraternidad. A partir del tema trabajado, la mañanade esta jornada ha concluido con un espaciopara el diálogo por grupos y una puestaen común de sus conclusiones o aplicacionesconcretas.La tarde de cada jornada constituyó otrosignificativo momento de comunicación e in-


EX OFFICIO PRO MONIALIBUS 261formación para las hermanas, con la lectura delos Informes del estado de las Federaciones.En este tercer día se dirigió la atención haciauna panorámica general de las Federacionesde “Sta. Beatriz de Silva” de Castilla-España;“Hermanas Concepcionistas de Colombia”;e “Inmaculada Concepción” de Brasil. Responsabilidadfrente a las nuevas situacionesderivadas de los signos de los tiempos, fue elsubrayado más reiterado por las hermanas.El cuarto día se abrió hincando la miradaen “María, Madre del Amor Hermoso”, la reflexiónsobre su actitud ante la Palabra, fueuna propuesta espiritual profunda que ha ayudadoa comprender mejor la vocación de unahermana concepcionista franciscana. La celebraciónde la Eucaristía, fue presidida por Fr.Vicente Felipe, OFM, Definidor general porCONFRES.A continuación siguió la jornada con laponencia de formación a cargo de Fr. VidalRodríguez López, OFM, Secretario generalpara la Formación de la OFM, con el tema:“La Formación concepcionista. Formar conuna Regla del siglo XVI para una vida concepcionistadel siglo XXI”. En su ponenciase subrayó la importancia de la formación yla pregunta: ¿es legítimo formar hoy con unaRegla de ayer? La pregunta dio juego a unahonda reflexión articulada en tres apartados:llamadas a encontrar los nuevos retos de laFormación Permanente del siglo XXI; inspiradaspara buscar en las Fuentes de la Formaciónconcepcionista hoy; y desposadas en continuoseguimiento de Cristo en el modelo de María.Tres ideas fundamentales de la exposición, quepermitieron realizar una estimulante reflexiónsobre la vocación concepcionista. A la lúcidaexposición de Fr. Vidal, siguió un espacio dediálogo en grupos.En la tarde, la comunicación de la vida delas Federaciones. Habida cuenta de que comuniónno es uniformidad, sino que se asientatambién sobre el principio de la pluriformidad,durante las primeras horas de la tarde se pudoapreciar la diversa situación de las Federaciones:“Inmaculada Concepción” de Perú, “PurísimaConcepción” de Santiago-España, asícomo de las hermanas Delegadas de los seisMonasterios de la Orden existentes en Ecuador.No existe una Orden de la InmaculadaConcepción en abstracto, sino concretada endiversas Federaciones, encarnada en el devenirde cada uno de los Monasterios, en diversidadde ambientes, situaciones… La espiritualidadde comunión fue el alma de este segundoCongreso internacional. Una comunión másallá de la propia Federación y de la propia geografía.En el quinto día, último de estas jornadasdel Congreso, Fr. Rafael Blanco, Delegadogeneral Pro Monialibus, presidió la Eucaristía,ayudando a colocar ante el altar todo aquelloque esperamos que “el Espíritu del Señory su santa operación” realice en la vocaciónde concepcionistas de las hermanas para unasociedad, un mundo, una Iglesia, que necesitade la experiencia coherente de la vida contemplativa.En la misa se dio lectura al Decreto dela Santa Sede por el que queda jurídicamenteerigida la Federación de Monasterios de la Ordende la Inmaculada Concepción en Bolivia.El último día estuvo centrado en el tema dela comunión y comunicación. La universalidadde la OIC comporta unidad y pluralidad.M. Mª Cruz Alonso, Coordinadora de la Confederaciónde “Sta. Beatriz de Silva” de Españay M. Margarita Parodi, Coordinadora delos Países de América Latina, han expuesto, demodo complementario, el tema: “La comunióny comunicación en la Orden de la InmaculadaConcepción”, tema ciertamente amplio quede ninguna manera fue posible tratar con exhaustividad,dado las diversas connotaciones yperspectivas posibles. Ambas hermanas se refirieronen sus respectivas intervenciones a ladimensión espiritual que fundamenta la unióny comunicación en la Orden, la espiritualidadde comunión en los documentos propios y dela Iglesia, así como a la comunión en la experienciade la Orden. Es interesante observarque en toda la exposición hubo un lenguajereferido a la mayor comunión fraterna en laOrden. Al calor del pronunciamiento de lashermanas, uno de los propósitos del Congresofue la necesidad de trabajar para una mayorconsolidación de la unidad de la Orden.¿Qué es lo que han dicho expresamente lashermanas participantes? La síntesis de este2º Congreso internacional en la Orden de laInmaculada Concepción fue el documentocomunicadode las hermanas Presidentas dirigidoa toda la Orden. Ahí late el sentir y laaportación de todas las Federaciones de la Ordenen América y España.En la sesión de trabajo de la tarde, Fr. RafaelBlanco expuso una detallada informaciónsobre la naturaleza y funcionamiento dela Oficina Pro Monialibus, al servicio de 55Federaciones y cerca de 1200 Monasterios de


262 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2la Familia Franciscana. Tres son los objetivosespecíficos de dicha Oficina: animación decarácter espiritual, asesoría jurídica, y apoyoeconómico para las necesidades formativas,de salud y en casos eventuales de Monasteriosconcretos.El congreso se concluyó, el 29 de mayo, enel marco de la celebración de la Eucaristía enel Monasterio Franciscano de “Santa María deGuadalupe” (Cáceres – España), presidida porel Ministro general de la OFM a los pies de la“Virgen Guadalupana”. Se dio gracias a Diospor este Encuentro, que ha constituido unaoportunidad de reflexión, de encuentro y debúsqueda conjunta, creando un admirable climade unidad y de comunión en la Orden. Losretos que tiene la OIC en los próximos añospasan, en gran medida, por esta comunión ycolaboración confederal e intercontinental.El Congreso finalizó entre cantos entusiastasdel Magníficat por el afecto e interés fraternoque la OFM ha demostrado a la OIC, porsu iniciativa e implicación en la marcha delCongreso.En alabanza de Cristo y su siervo Francisco.Fr. Francisco J. Arellano Suárez, ofmSecretario particular del Ministro general2. Saludo de apertura del Ministro generalToledo, Casa Madre, 24 de mayo de 2001¡MIREMOS AL FUTUROCON ESPERANZA!Queridas hermanas y hermanos:“¡El Señor os dé la paz!”Fue el 17 de septiembre del año de la Encarnacióndel Señor de 1511 cuando el PapaJulio II aprobaba la Regla de la Orden de laInmaculada Concepción. Concluía así el procesofundacional de la Orden de la InmaculadaConcepción querida por santa Beatriz de Silva,vuestra Madre y Fundadora. Y hoy, 500 añosdespués, nos reunimos aquí, en la Casa Madrede Toledo, para celebrar esta efemérides tanimportante para vosotras, mis queridas hermanasconcepcionistas, para la Iglesia y para todala Familia Franciscana, especialmente paranosotros Hermanos Menores que desde vuestrosorígenes os acompañamos en el camino defidelidad al carisma concepcionista.Y en esta ocasión es lógico que nos preguntemossobre el por qué y para qué celebrar esteCentenario.Por mi parte, reflexionando sobre el significadode la celebración de este Centenario, noencuentro palabras mejores que las del BeatoJuan Pablo II al inicio del Tercer Milenio ensu Carta Apostólica Novo Millennio Ineunte.En aquella ocasión, este gigante de la fe, comolo definió Benedicto XVI, invitó a todos losfieles a mirar el pasado con gratitud, a vivir elpresente con pasión, y a abrazar el futuro conesperanza (cf. NMI 1.3).Esta invitación es un verdadero programade vida para todos los creyentes, pero en estacircunstancia pienso que es particularmentesignificativa para vosotras, mis queridas hermanasconcepcionistas, si queremos que esteAño Jubilar sea realmente un kairós, un verdaderotiempo de gracia.Mirar el pasado con gratitud. Vivid esteCentenario como un “único e ininterrumpidocanto de alabanza a la Trinidad” (NMI, 4), yconstantemente dad gracias al Señor (cf. Ap11,17), restituyendo de este modo, al Altisimo,Omnipotente y Buen Señor, toda alabanza, honory gloria, porque sólo a Él le pertenecen (St1, 17; 1R 17,17).¡Misericordias Domini in aeternum cantabo!Volved vuestra mirada agradecida a vuestropasado, a estos 500 años de gracia. Leedvuestra historia con los ojos de la fe, con losojos de Dios, y descubriréis con gran estuporque la vuestra es una historia de gracia, es sorpresade un Dios que se puso de vuestra parte,aun en los momentos difíciles, de tal modoque bien podéis confesar con el salmista: “Si elSeñor no hubiera estado de nuestra parte noshabrían tragado vivos”. Volved vuestra miradaal pasado con tanta gratitud, sabedoras deque se trata de un gran don que os ha hecho elGran Limosnero, no con la nostalgia de quienpiensa que todo tiempo pasado fue mejor. Volvedvuestra mirada al pasado con la serenidady la fe de quien está convencido que el Señorque ha hecho cosas grandes en vuestra Orden através de las Hermanas que a lo largo de estos500 años formaron parte de esta gran fraternidady de los hermanos que tanto os ayudarona ser fieles al carisma recibido, es el mismoSeñor que quiere seguir haciendo cosas grandesen vosotras y a través de vosotras. Sí, tenéisuna gran historia que contar, pero tenéispor delante una gran historia que escribir (cf.VC 110). Y todas, jóvenes y ancianas, sanas yenfermas, estáis llamadas a escribir un capítu-


EX OFFICIO PRO MONIALIBUS 263lo de esa nueva historia de la Orden de la InmaculadaConcepción. Todas sois necesarias.Ninguna puede excluirse o ser excluida.En esa tarea nada fácil, pero precisamentepor ello más maravillosa todavía, no todo dependede vosotras, pero nada se hará sin vuestrahumilde y al mismo tiempo valiente colaboracióna su iniciativa. Por lo tanto, mientras,haciendo vuestras las palabras de María en elMagnificat (cf. Lc 1,45-56), abrís vuestros corazonesa la alabanza y a la acción de gracias,os invito con fuerza y amor de hermano, a remarmás adentro y, haciendo mías las palabrasde Jesús os digo, es más, os grito: “¡Duc in altum!”(Lc 5,4). No permanezcáis contemplandovuestras debilidades y fragilidades, ello osinmovilizaría; antes bien, tomando concienciade todo ello con gran lucidez, recordad quees en vuestra debilidad donde se manifiestala fuerza y grandeza de Dios (cf. 2Cor 12, 9).“¡No tengáis miedo!”, dice el Resucitado a susdiscípulos. “¡No tengáis miedo!”, os digo hoya vosotras, mis queridas hermanas concepcionistasde santa Beatriz de Silva. Y con la parresia/fuerzaque os da el Espíritu, vivid esteCentenario no sólo como memoria del pasado,antes bien, vividlo como profecía del futuro(cf. NMI, 3). Aprovechad el tesoro de la graciarecibida en estos 500 años traduciéndola en unproyecto de vida nueva. Que las lágrimas porun pasado glorioso no os impidan descubrir avuestro lado al Resucitado que os repite, unay otra vez: No tengáis miedo, yo estoy con vosotras,no tiemble vuestro corazón, tened confianzaen mí.Vivid el presente con pasión. Este es nuestrotrabajo y compromiso hoy. Una pasión quese afianza en un renovado encuentro profundocon el Señor, encuentro de la esposa con elesposo, y que comporta revisitar vuestro carisma,sacándole el polvo a vuestra identidadde Concepcionistas de Santa Beatriz de Silva.En otras palabras, vivir el presente con pasióncomporta volver a vuestro primer amor, viviren estado permanente de fundación y, por lotanto, de conversión. Con las palabras de sanPablo os exhorto a conocer vuestra vocación(1Cor 1,26), y a vivir como si la Orden fuesefundada hoy aquí mismo, en esta Casa Madre.Es más, vivid el presente como si iniciaseahora la aventura evangélica de santa Beatriz,y como si vosotras os encontrarais entre susprimeras compañeras. Aprovechad este añode gracia para revitalizar vuestra vida, tantoa nivel personal como comunitario, invistiendovuestras mejores energías en la dimensióncontemplativa y fraterna. Dejad que vuestroscorazones sean tocados por el dinamismo delEvangelio, dejad que el Evangelio cambievuestras vidas como cambió las vidas de Franciscoy de Beatriz, y vuestra fraternidad serácada vez más significativa.Conociendo vuestra generosidad en la entrega,ante los restos mortales de santa Beatriz,“besándoos los pies” y movido por el granaprecio que os tengo, os pido una opción radicalde fe y de vida; os pido que no domestiquéislas palabras proféticas del Evangeliopara acomodarlas a un estilo de vida cómoda;os pido que acojáis el Espíritu que os invita a“nacer de nuevo” (Jn 3, 3), y a reproducir conpasión la creatividad y la santidad de Francisco,de Beatriz, de Madre Agreda, de Sor Maríade los Ángeles, de Sor María Dolores y Patrocinio,de Sor Juana de San Miguel, de Sor CatalinaCalderón, de Sor Inés de San Pablo, deSor María de San Pablo, de Sor María Ayala,de la mejicana Sor María de Jesús, de la ecuatorianaSor Mariana de Jesús Torres, de la brasileñaSor Juana Angélica, de las mártires deEl Pardo y de las diez mártires de Madrid, deSor María Alberdi, y de tantas otras hermanasvuestras y nuestras que forman la florida coronade la familia concepcionista y que embellecenla Orden de la Inmaculada Concepción.De este modo seréis centinelas de la mañana,centinelas del futuro (cf. Is 21, 11-12), en estemomento delicado de la historia, pero tambiénlleno de fascinación, que estamos viviendocomo Iglesia y como Familia Franciscana, yque también estáis viviendo como concepcionistas.Abrazad el futuro con esperanza. Esto,además de investir en la calidad evangélicade vuestra vida, como ya dije, comporta ademásinvestir, con fuerza y con fe en Aquel quellama, en la pastoral juvenil y vocacional. Sí,hermanas, partiendo de un esfuerzo de coherenciapersonal y fraterna en vivir vuestra vocación,proponed con convicción a los jóvenes“la medida alta y trascendente de la vida,concebida como vocación” (Benedicto XVI),sin excluir la vocación franciscana y concepcionista.¡Abriros a los jóvenes! ¡Escuchadlesy proponedles con valentía vuestra vocación yla vocación franciscana! Orad por las vocacionesy trabajad intensamente para los jóvenesconozca lo más bello y mejor de vuestra vidafranciscana y concepcionista. Cómo es actualy ejemplar la actitud de Pablo que dice: “Yo no


264 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2pienso haber conseguido el premio. Sólo buscouna cosa: olvidándome de lo que queda atrásy lanzándome hacia lo que está por delante,corro hacia la meta, hacia el premio al cual mellama Dios desde arriba en Cristo Jesús” (Fil3,13-14). Mantengámonos en camino. Es horade correr, de caminar. No importa la edad.María, modelo de seguimiento y discipulado,alcánzanos la gracia de seguir a tu Hijohaciendo en todo momento lo que Él nos diga.María, sin pecado concebida, mira a tus hijas,concédeles la gracia de servirte, alabarte yhonrarte en todo momento.María, que tuviste y tienes la plenitud de lagracia, concédenos la gracia de luchar contratoda manifestación de pecado.María, virgen hecha iglesia por la escuchay la obediencia a la Palabra, tu materna intercesiónnos ayude a testimoniar lo que vivimos,profesamos y celebramos.María, Inmaculada, Reina de la Ordenfranciscana, aquí tienes a tus hijos e hijas,vuelve sobre nosotros tus ojos de misericordiapara que, como Francisco, Beatriz y Clara,descubramos en el Señor Jesús al que loes TODO, y nos consagremos a Él con todasnuestras fuerzas, y cuando nos venga a faltar elvino, presenta nuestra necesidad a Jesús paraque Él transforme nuestra agua en el vino delamor y de la alegría. Fiat, fiat. Amén, amén.Fr. José Rodriguez Carballo, ofmMinistro generale3. Homilía en el santuario de Guadalupe(España)Santuario de Guadalupe, 29 de mayo 2011“ENGRANDECE MI ALMA AL SEÑOR”Queridas hermanas. Paz y Bien.Como tantos hombres y mujeres que añotras año acuden a este lugar, también hoy nosotrosnos hemos hecho peregrinos para postrarnosante esta bendita imagen de Ntra. Sra.de Guadalupe. Lo hacemos para presentarlenuestras necesidades, pero lo hacemos, sobretodo,para agradecer el don de nuestra vocaciónconcepcionista y franciscana.En el Evangelio proclamado hemos escuchadoel canto de María, conocido como elMagníficat. El Magnificat es un cántico dealabanza, como el de Ana (cf. 1Sam 2), queve cumplida la promesa. Un canto de alabanzaque expresa la bienaventuranza de quien hareconocido la acción de Dios en su vida. Uncanto que sale del corazón de quien ha acogidoal Señor, el canto de los pobres, un himnopersonal, y, al mismo tiempo, universal y cósmico.María es la boca de la Hija de Sión, detoda la humanidad y de toda la creación queve cumplida la promesa de Dios y que se abretoda ella a la alabanza. El Magnificat es uncanto nuevo que sale del corazón del hombrenuevo, del hombre reconciliado con su propiarealidad y con el Dios salvador. El Magnificates un canto fruto maduro de la escucha de fe,gracias a la cual se desvela completamente elsentido de la historia y de la creación. El Magnificates, en fin, un compendio de la historiade la salvación que describe la acción de Diosa favor de los últimos y excluidos.La constatación del don recibido, proclamadapor Isabel en su saludo a María, pone ala “Bendita entre todas las mujeres” en actitudde restitución. Mientras Adán se apropia eldon recibido y se descubre “desnudo”, María,en cambio, restituye a Dios el don recibido y,como consecuencia, se descubre llena de Él.Este descubrimiento se traduce en gozo incontenible.María no se complace de sí mismani siquiera del don recibido, sino de Aquel dequien procede todo don. Así responde quien sesiente amado/a, quien se siente “mirado/a” porAquel que hace cosas grandes en sus siervos.Y así como hace misericordia con los humildes,se resiste a los soberbios. María se proclama“sierva”, “humilde”. Su humildad no es,sin embargo aquella bella virtud que lleva aabajarse. No es ni siquiera una virtud, sino laverdad existencial del hombre y de la mujerque son “humus”, tierra. María se reconoce yse acepta como “tierra”, nada, de tal modo quesólo Dios es grande, el poderoso. Y en ella, el“humus” de la criatura es capaz de acoger y“concebir” al mismo Dios, el don de todos losdones. El “humus” de María atrae la miradadel “potente”, de Aquel para el cual nada hayimposible (cf. Lc 1,37), ni siquiera lo verdaderamenteimposible: donarse a sí mismo, totalidadinfinita, a una criatura que, por grandeque sea como lo es María, es siempre limitaday finita.En eso radica precisamente su “santidad”que se traduce en “misericordia”. La esenciade Dios es amor que no puede sino amarnos,porque somos sus hijos. Y no puede no amarnosprecisamente porque somos pecadores:


EX OFFICIO PRO MONIALIBUS 265Dios no nos ama a pesar de ser pecadores, sinoprecisamente porque somos pecadores. Y sumisericordia no es estéril, sino acción que abatelos límites insuperables del hombre. Comoen el éxodo, también hoy –la palabra de Dioses siempre actual- el Señor, el Santo, el Potentey Salvador, extiende su “brazo” (cf. Dt5,15), para salvar a quien está perdido. Finalmente,gracias a la intervención del Potente, eldestino del hombre ha cambiado radicalmentey su existencia de mal y de sufrimiento, dedominio y de opresión, finalmente sufre unarevolución irreversible. Dios finalmente tomasobre sí el cuidado de su pueblo.Queridos hermanos y hermanas: María, laVirgen hecha Iglesia, es para nosotros modelode seguimiento. Es más, vosotras, siendo comoes, de un modo particular para vosotras,“camino de seguimiento” (CCGG 12), por laprofesión os obligáis a vivir las actitudes deMaría (cf. CCGG 9, 2). Esas actitudes, asícomo aparecen en vuestras Constitucionesson: la escucha fiel de la Palabra, el servicioy la entrega (cf. CCGG 12), la obediencia alos planes de Dios sobre el mundo y la propiapersona (cf. CCGG 13), en la vivencia de lafe inquebrantable (cf. CCGG 73,1; 99), en lahumildad, pobreza y mansedumbre (R 8. 44;CCGG 108,4; 170,1), la gozosa experienciade Dios, en la limpia transparencia del Espíritu(cf. CCGG 51), en la oración constante (cf.CCGG 73,1).Sin olvidar ninguna de estas actitudes deMaría, hoy, a la luz de la Palabra de Dios quehemos escuchado y de vuestra vocación, estáisllamadas, sobre todo, a dar gracias a Dios entodas partes, pues esta es, por voluntad divina,vuestra vocación (cf. CCGG 73). Sea vuestraactitud existencial, mis queridas hermanas, laactitud de María tal y como se muestra en elMagnificat: vaciamiento y acogida del don deDios, de tal modo que podáis también vosotrasconcebir en vuestro corazón a Aquel al que oshabéis propuesto seguir a través de una vidaradicalmente evangélica, según vuestra Reglay Constituciones (cf. CCGG 127,1).Desde lo profundo de nuestro corazón salgapues hoy un canto de alabanza al Poderosoy Santo, cuya misericordia se extiende de generaciónen generación. Sea nuestra vida todaella un Magnificat a Aquel que nos miró llenode compasión, y nos llamó a seguir el Evangelioen la vida franciscana y concepcionista.Hagamos de nuestra vida una constante eucaristíaporque diariamente, viendo nuestra pequeñez,nos llena de sus favores. Y entoncescomo María también nosotros seremos dichososy nuestro espíritu constantemente proclamarála grandeza del Señor.Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro general, OFM4. Súplica a la Virgen de GuadalupeSantuario de Guadalupe, 29 de mayo de 2011Señora y Reina de Extremadura y de las Españas,Patrona y Abogada de Guadalupe,Purísima Madre nuestra:Al conmemorarse los 500 añosde la aprobación de la Regla de la OICvenimos para saludarte y felicitarte con el corazónlleno de gozo.Venimos también a suplicarte confiadamente:Venimos, oh Madre, para felicitarteSalve Purísima, salve llena de gracia,salve repleta de dones, salve encantadora,pues Dios encontró en ti un encanto y una simpatíasin igual,entre todas la mujeres de la tierra (cf. Lc 1,38).Salve, mujer de fe, salve respuesta exacta,salve entrega radical a Dios,pues caminaste en su presencia (cf. Gn 17,1),y permitiste que Dios entrara en tu vida.Te adheriste a él y te entregaste sin reservas:“hágase en mí según tu palabra” (Lc 1,38).Salve, Señora Santa Reina,tu estela límpida y señeranos marca inequívoco el camino,alma libre, corazón limpio, Dios en medio.Salve, Santa Madre de Dios,espejo en el que se mira, complacido, Dios,y modelo de perfección para nuestro camino.Salve, “Virgen hecha Iglesia”,eres calor de hogar cautivando la noche,eres lumbre ofrecida al rigor de la intemperie,mesa dispuesta para la acogida,y convite al sosiego del huerto florecido.Salve, Palacio de Dios,tu ser disponible se ofrece al Altísimocomo ciudad abierta y ofrecida al sol,


266 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2como campo virgen recién roturado,doncellez disponible entregada a tu Señor.Salve, Casa de Dios,claridad amiga rompiendo nuestra noche,caricia fresca en la abrasada fuente,humilde como rumor de aguas en la umbría,callada, diligente como denso bullir de la colmena.Salve, vestidura de Dios,Tú das razones cabales para el júbilo,enciendes, por dentro, luminarias para el canto,y disparas clima y voz de pregón de fiesta.Salve, Madre nuestra,Tú descifras, puntual nuestra indigencia humana,lees, segura, el mapa de nuestros extravíos.Tu corazón reclama y da, Madre Purísima,la vecindad del beso, el regazo, la sonrisa,como puerta abierta para el amor en cada instante.Venimos, también oh Madre, a darte gracias.Gracias por habernos dado al Señor en la nochede nuestra historia.Gracias por habernos hecho más ricos con tupobreza y fidelidad de esclava.Gracias por tu silencio que recibe, rumia y engendrapara nosotros la Palabra.Gracias por llevar la Buena Noticia a tu primaIsabel, y en ella a todos los hombres queDios ama.Gracias por estar en las bodas de Caná, y entodos los lugares donde los hombres tenecesitamos.Gracias por estar al pie de la cruz de tu Hijo, yal lado de la cruz de tus hijos los hombres.Gracias por esperar en oración, junto a la Iglesianaciente, la venida del Espíritu paraempujarnos a la misión.Gracias por ser, hoy y siempre, Madre y Abogadade todos los que con confianza de hijosacuden a tu maternal protección.Gracias, porque en tu Concepción Inmaculada,has permitido que se encontraran Franciscoy Beatriz, los Hermanos Menores y las HermanasConcepcionistas Franciscanas.Gracias por ser nuestra Reina y Madre, modelode todos nosotros en el seguimiento deJesús.Venimos, finalmente, a suplicartePor la Orden de los Hermanos Menores ypor la Orden de la Inmaculada Concepción ypor los hermanos de esta Provincia Bética quenos acogen.Para cuantos formamos parte de la Ordende Frailes Menores te suplicamos:Madre, ayúdanos a mantener en pie firmela esperanza, a vivir con gozo y compromisoel camino de fe, y llenarnos del amor de Dios.Danos, oh María, el secreto de la donaciónen pleno, y muéstranos la vía posible y simplepara responder, en sazón, al Dios cercano quenos propone su amor como tarea cotidiana.Ayúdanos, Modelo y Madre de reconciliación,a encontrar y sembrar siempre la paz yla armonía con Dios, con los hombres y con lacreación.Mensajera del Evangelio, da vigor a nuestrospies cansados, y esperanza a nuestros ojosapagados.Mujer contemplativa, enséñanos a conjugarlo humano con lo espiritual, a hacer que nuestrocompromiso con las realidades de aquí abajono nos lleve nunca a olvidar las realidadesde allá arriba.Para cuantas forman parte de la Orden dela Inmaculada Concepción te suplicamos:Inmaculada en tu Concepción, Reina y Madre:Mira con amor de madre a estas tus hijasque quieren vivir sólo para Dios, y honrarte yvenerarte como la que tuvo y tiene la plenitudde la gracia, pues habéis sido concebida sin pecadooriginal.Inmaculada en tu Concepción, Vida y Dulzuranuestra, protege con tu mirada maternala todas las Hermanas Concepcionistas Franciscanas,obtenles de tu divino Hijo el don dela fidelidad creativa y dinámica, siguiendo entodo momento a Jesús según la forma del santoEvangelio, la Regla y Constituciones de laOIC.Inmaculada en tu Concepción, Esperanzanuestra, mira con benignidad a todas las ConcepcionistasFranciscanas donde quiera queestén y obtenles del Fruto bendito de tu vientre,el don de vivir por Él, y con Él, de tal modoque siendo iconos suyos puedan comunicarlo acuantos encontrarán en su camino.Para los hermanos de la Provincia BéticaFranciscana que hoy nos acogen, te pedimos:Ayúdalos a celebrar con gozo el don de suvocación, restituyéndolo todo al Señor;


EX OFFICIO PRO MONIALIBUS 267alcánzales de tu Hijo el don de la lucidezy la audacia para saber leer los signos de lostiempos,y dar una respuesta adecuada desde elEvangelio y la forma de vida franciscana.Madre de Guadalupe, obtenles el don de lafidelidad creativa.Para los Hermanos Menores y las Hermanasde la Orden de la Inmaculada Concepción,te rogamos:Inmaculada en tu Concepción, Dios te salve,vuelve a nosotros esos tus ojos llenos deamor y misericordia y, mientras te pedimosnos obtengas el don de la fidelidad hasta lamuerte, te pedimos también que nos bendigascon nuevas y santas vocaciones que continúenen el mundo el carisma de Francisco y Beatriz.Inmaculada en tu Concepción, Madre y Señora,enséñanos a decir, ahora y en la hora denuestra muerte: SÍ, FIAT, AMÉN.Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro general5. Relación final del Ministro generalToledo, Casa Madre, 3 de junio de 2011IDENTIDAD Y SIGNIFICATIVIDADQueridas hermanas,queridos hermanos:Paz y Bien.Con esta celebración eucarística en honorde la Concepción Inmaculada de María damospor concluidas las celebraciones jubilares llevadasa cabo estos días en Toledo, con motivodel V Centenario de la aprobación de la Reglade la Orden de la Inmaculada Concepción. Damosgracias al Altísimo, Omnipotente y BuenSeñor por todo lo que hemos vivido y estamosviviendo en este año de gracia que el Señornos ha concedido, y, sin dejar de mirar al pasadocon gratitud, queremos en estos momentosfijar nuestros ojos en el futuro, hacia el cualnos empuja el Espíritu Santo (cf. VC 110). Peroal mismo tiempo, sabedores como somosque el futuro está ya en el presente, queremosvivir este tiempo que el Señor nos ofrece conla pasión de todo aquel que se ha encontradocon el Señor, se ha dejado fascinar y agarrarpor Él, y ha decidido seguirlo a donde quieraque vaya.Lo que preocupa, o debería preocupar, enestos momentos a la vida religiosa, y lo queos ha de preocupar a vosotras, mis queridashermanas concepcionistas, no es tanto el recuperarespacios sociales y eclesiales que tal vezhayamos perdido, ni siquiera la contracciónnumérica de nuestras comunidades o el mismocierre de algunas de ellas, aunque ello ciertamentenos duela. Lo que nos ha de preocupares más bien la fidelidad a la identidad carismáticade la vida consagrada, y para vosotras, lafidelidad a la identidad de la vida de concepcionistasfranciscanas.Vivimos en un momento en que los cambiosson tan profundos y repentinos que pareceque no tenemos el tiempo de asimilarloscomo es debido en la unidad de nuestro sujetohumano. Y corremos el riesgo de que esa fragmentariedad,al adentrarse tanto en el ‘yo’, noshaga a todos más frágiles y más expuestos a lamanipulación de poderes anónimos, haciendoque perdamos toda significatividad. Ante estepeligro, en estos momentos se hace más necesarioque nunca que todos los consagrados,también vosotras, profundicemos en la propiaidentidad, para dar significatividad a nuestravida.Ambos temas, identidad y significatividad,están estrechamente unidos entre sí. Una identidad,la de la vida religiosa, también la de lasconcepcionista, que nunca es autorreferencial,sino que implica constantemente una relacióncon la Iglesia, con el mundo, y, para vosotras,con la Familia Franciscana, especialmente conlos Hermanos Menores. Una significativdadque no se ha de confundir con las obras querealizamos, sino que la da el estilo de vida quellevamos y que testimoniamos.Etimológicamente, significatividad significaproducir significado, comunicar sentido. Elinterrogante sobre la significatividad estribaen la capacidad de ser lenguaje testimonial, envuestro caso, lenguaje testimonial de un Diosque os ha seducido hasta entregarle totalmentevuestras vidas, no sólo viviendo los votos, comotodo religioso, sino también en clausura,nacida ésta de la “sabiduría de la cruz” (CCGG58,3), y con la cual queréis participar en elMisterio Pascual de Cristo (cf. CCGG 58,1).Es necesario, entonces, que os preguntéis:el lenguaje de vuestra vida, ¿es portador desentido? ¿El lenguaje de vuestra vida cotidiana–la oración, la vida fraterna, el trabajo, la clau-


268 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2sura-, es testimonial? En caso de que lo sea,como así es de esperar, no olvidéis nunca lallamada del Señor a pasar de lo bueno a lo mejor,pero en caso de que no lo fuera es necesarioacometer una profunda y urgente revisióndel modo cómo vivís vuestra consagración alSeñor. En cualquier caso, de lo que se trata esde no terminar el Año Jubilar como lo habéiscomenzado.En orden a revitalizar vuestra identidad yvuestra significatividad, al final de este II CongresoInternacional de Presidentas y DelegadasOIC, y de las celebraciones jubilares queah tenido lugar estos días movido, por el amorque os tengo y conociendo vuestra generosidad,os pido:Dejaros habitar por el Espíritu Santo. Quevuestras fraternidades estén animadas por elEspíritu Santo. ¡Qué diferencia entre una comunidadhabitada por el Espíritu y una comunidaddonde el Espíritu está ausente! Unacomunidad habitada por el Espíritu comunicapaz, vida, alegría y perdón. Una comunidaddonde el Espíritu está ausente es un esqueletosin carne, sin vida y el formalismo legalistatoma cada vez más cuerpo hasta suplantar elamor que nos debemos tener unos a otros; yentonces el cansancio, la rutina, la resignacióny el pesimismo se adueñan de nuestras vidas.Abriros al Espíritu que como “el viento sopla yno sabemos de dónde ni a dónde va” (Jn 3, 8) yvuestra vida será dinamismo y plenitud.Seguid a Cristo según la forma del santoEvangelio (CCGG 29). Habiendo profesado“seguir a Cristo según la forma del santo Evangelio”,estáis llamadas a desterrar de vuestravida todo atisbo de mediocridad o de indiferencia,verdaderos frenos para una identidadsignificativa. Fundamentadas en el Evangelio,éste ha de cambiar vuestro corazón, de tal modoque seáis “exégesis viviente” de la Palabra(VD 83), y podáis restituirlo a cuantos encontraréisen vuestro camino con la creatividad devuestra vida, y, cuando veréis que agrada alSeñor, también con la Palabra.Llamadas a “seguir a Cristo según la formadel santo Evangelio”, lo primero que se ospide es “creer firmemente en él” (CCGG 88),adherirse a él como se adhiere a una persona ala que se le ama, sabiendo que cuando hablamosdel Evangelio no hablamos simplementede un texto, sino de una persona (cf. 2Cel 15).Esto significa, en otras palabras, “acogerlo comovuestra norma de vida” (VD 83), vivirlo“según la Regla y la forma de vida aprobadapor el Papa Julio II” (CCGG 1). Para ello laformación que recibís o dais ha de evidenciarel Evangelio. Se trata de una formación nuevaque no se limite a adquirir conceptos, sino quelleve a asimilar los sentimientos de Cristo haciael Padre (cf. VC 65).Vivid sólo para Dios (cf. CCGG 26). Conel corazón constantemente vuelto hacia el Señor,como pide el padre san Francisco, dejarosmodelar en las manos amorosas de Dios (cf. Jr18,1-6), no sólo pasivamente, sino aportandovuestra total disponibilidad y creatividad, paraque podáis responder mejor al proyecto de salvaciónque el Señor tiene para vosotras. Vividuna espiritualidad unificada y unificante, sindualismos ni falsas opciones reduccionistas.En este sentido os pido que seáis hijas del cieloe hijas de la tierra, en profunda unidad interior,sin que lo uno ahogue lo otro. Vivid unaespiritualidad en tensión, místicos y profetas.La mística os permitirá sentir la irrupción deDios en lo más profundo de vuestro ser. La experienciaprofética os llevará a denunciar, convuestra vida “escondida en Cristo” (Col, 3,3),todo lo que se oponga al proyecto de Dios. ComoElías sois llamadas a ser profetas audacesy, al mismo tiempo, amigas de Dios (cf. 1R 18-19; VC 84). Vivid una espiritualidad de presencia:discípulos y testigos. Discípulos quesiguen una persona, no una ideología. Testigoscomo quien comparte una experiencia, y nosimplemente como quien defiende una idea.Vivid por Él y como Él. No os hace concepcionistasfranciscanas, lo que hacéis, sinoel por qué, el por quién, y el cómo lo hacéis.Y este por qué, por quién y cómo no ha de necesitarmuchas explicaciones. Si así fuera seríasigno de que algo no está demasiado claro.Antes bien, el por qué, el por quién y el cómohan de ser fácilmente legible por vuestros contemporáneos.Han de poder leerlos en vuestrosrostros, trasmisores de la paz y de la serenidadque habitan en vuestros corazones; han deleerlo en vuestras relaciones fraternas, ad intray ad extra, iconos de la Trinidad; han de leerloen vuestra oración, experiencia de un Dios quees Padre y que os envía a manifestar, viviendoel Evangelio según vuestra Regla, su amor atodos los hombres; han de leerlo en los momentosgozosos y en los momentos difíciles,cuando crecéis en número y cuando disminuísa causa de la escasez de vocaciones. En todomomento y circunstancia vuestra vida/misiónes la de ser “carta de Cristo, escrita no con tinta,sino con el Espíritu del Dios vivo, no en


EX OFFICIO PRO MONIALIBUS 269tablas de piedra, sino en las tablas de corazonesde carne” (2Cor 3, 3), para cuantos estána vuestro lado. Trasmitid a Cristo con vuestravida, llevad el Evangelio a toda criatura conuna existencia que, habiendo sido evangelizada,se transforma en evangelizadora. Esaes vuestra primera y fundamental misión. Laspalabras mueven, el testimonio arrastra: “¡miradcomo se aman!” (Tertuliano, Apolog., c.39), y cada día se agregaban muchas personasal número de los discípulos (cf. Hch 2,41).Cuidad vuestra Identidad y significatividad.Llamadas a ser respuesta existencial a un sistemade sociedad que nos han impuesto, cadavez más inhumana y deshumanizante, ¿lo estamosrealmente siendo? Tened el valor, misqueridas hermanas, de responder con lucidez yaudacia a esta pregunta, pues de la respuestaque deis dependerá mucho vuestra significatividadevangélica y en cuanto concepcionistasfranciscanas. Uno de los grandes desafíos parala vida religiosa en estos momentos, tambiénpara la vuestra, es el liberarse de las contradiccionesque mucha gente encuentra en nosotroslos consagrados. En este camino de liberaciónos pido que os centréis en lo esencial de vuestravida evangélica, concepcionista y franciscana.Dejaros encontrar por Aquel para el que“nada hay imposible”. Estamos celebrandola Eucaristía votiva de la Inmaculada. Difícilsería, por no decir imposible, acercarnos a estemisterio de la Inmaculada si no fuese por labondad de Aquel para el cual “nada hay imposible”(Lc 1,37), como nos dice el Evangelioque acabamos de escuchar. Él lo podía hacer,era conveniente que lo hiciese, luego lo hizo,como afirma nuestro Doctor Sutil y Mariano,Juan Duns Escoto. El deseo de Dios de prepararuna digna morada para su Hijo, como afirmala colecta de esta solemnidad, ha encontradoen María la criatura disponible para acoger,en la fe antes que en su carne, a Aquel que esla fuente de toda gracia, porque es la graciamisma, la fuente de toda belleza, porque es labelleza suma (cf. AlD 4), “He aquí la esclavadel Señor; hágase en mí según tu palabra” (Lc1, 38). A la llamada de Dios, Adán se esconde(cf. Gn 3,9); María en cambio, porque es mujercreyente, se convierte toda ella en disponibilidad,apertura al querer de Dios.Como María dejémonos también nosotrosencontrar, abrámonos, y acojamos a Aquel quetambién en nosotros, como en María, deseahacer cosas grandes (Lc 1,49). Y entonces elV Centenario de la aprobación de la Regla dela Orden de la Inmaculada Concepción será unkairós, una ocasión propicia, un tiempo abundanteen frutos. Eso es lo que os deseo y porello oro con vosotras:Salve Maria, la toda hermosa, la llena degracia, la Inmaculada, ruega por nosotros pecadores.Gracias o María Inmaculada porquecon tu SÍ has respondido al SÍ de Dios, y nosmostrarte que el plan de Aquel para el cualnada hay imposible no ha sido un fracaso acausa del No del hombre. Gracias, María Inmaculada,por que nos recuerdas que tambiénnosotros estamos llamados a ser “puerta delcielo”, “santos e inmaculados por el amor”.Reina de la Orden de la Familia Franciscana,ruega por nosotros. Madre y Maestra dela Orden de la Inmaculada Concepción, velaconstantemente por estas hijas tuyas: “Amén,amén, fiat, fiat!”.Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro general, OFM2. Decreto del Penitenziere Maggiore perl’Indulgenza plenaria in occasione delCentenario della Fondazione dell’Ordinedelle Sorelle ClarissePenitenzeria ApostolicaProt. N. 503/11/1DECRETOIl Sommo Pontefice Benedetto XVI, felicementeregnante, è stato recentemente informatodal Rev.mo P. José Rodríguez Carballo,Ministro Generale di tutto l’Ordine dei FratiMinori, riguardo alle celebrazioni solenni che,a partire dal giorno 16 del presente mese diAprile fino al giorno 12 Agosto 2012, avrannoluogo in tutte le chiese conventuali dell’Ordinedi Santa Chiara, affinché sia degnamentecommemorato l’ottocentesimo anniversarioda quando la nobile vergine Chiara, nata adAssisi in Umbria, imitando il suo concittadinoSanto Francesco, distribuì tutti i suoi beniin elemosine ed aiuti ai poveri e fuggendo ilchiasso del mondo, ricevette il taglio dei capellidallo stesso Francesco e fondò la comunitàdelle Povere Dame dell’Ordine dei Minori.Pertanto, il Santo Padre, per la sua amorevolissimacura verso la Chiesa universale e


270 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2l’affetto speciale verso le Monache di SantaChiara, desideroso di fare cosa gradita ai piifedeli di un dono Divino, concede l’IndulgenzaPlenaria, alle solite condizioni regolarmenteadempiute (la Confessione sacramentale,la Comunione eucaristica e la preghiera peril Sommo Pontefice), da lucrarsi una volta algiorno durante l’anno giubilare e che possonoapplicare, sotto forma di suffragio, anchealle Anime dei fedeli che si trovano in Purgatorio,se interverranno devotamente a qualchecelebrazione giubilare o pio esercizio, oppuresi dedicheranno almeno per un certo spazio ditempo a pie meditazioni da concludersi con larecita del Padre Nostro, del Credo in qualsiasiforma legittima, l’invocazione della BeatissimaVergine Maria, di San Francesco e di SantaChiara di Assisi:a. per le stesse Monache: tutte le volte che visiterannola chiesa ossia l’oratorio principaledel Monastero;b. per tutti i fedeli: una volta nei singoli oratori,nei giorni scelti liberamente; tutte levolte poi che parteciperanno a devoti pellegrinaggidi gruppo, che si svolgeranno aisuddetti luoghi sacri;c. se saranno devotamente presenti ai riti giubilari:nella festa di Santa Chiara (11 Agosto2011 e 2012), nella festa del SeraficoPadre San Francesco (4 Ottobre 2011), neitridui immediatamente precedenti e in altrigiorni da stabilire regolarmente.Inoltre, i Fedeli potranno lucrare l’Indulgenzaplenaria a guisa di Giubileo, alle stessecondizioni, anche in tutte le celebrazioni solenniche si terranno ad Assisi durante l’interoanno giubilare di Santa Chiara.I vecchi, gl’infermi e tutti coloro che pergravi motivi non possono uscire di casa potrannolucrare ugualmente l’Indulgenza plenaria,sinceramente pentiti dei loro peccati e conl’intenzione di adempiere, appena possibile, letre consuete condizioni, se si uniranno spiritualmentealle celebrazioni giubilari, offrendole loro preghiere e i loro dolori a Dio misericordiosoper mezzo di Maria.Perciò, affinché grazie alla carità pastoralesia facilitato l’accesso al perdono Divino attraversoil ministero della Chiesa, questa Penitenzieriaprega caldamente i Sacerdoti munitidelle opportune facoltà per ricevere le confessioniche si prestino alla celebrazione del Sacramentodella Penitenza con animo pronto egeneroso.Nonostante qualsiasi cosa contraria.Dato a Roma, dal palazzo della PenitenzieriaApostolica, il 16 del mese di Aprile nell’annodella Divina Incarnazione 2011.Fortunato Card. BaldelliPenitenziere Maggiore+ Giovanni Francesco Girotti, OFMConvVesc. Tit. di MetaReggente[per il testo in lingua latina, cf. AOFM1(2011)103-104]3. Agenda del Congresso delle Presidentidelle ClarisseTema: “800 anni Chiara: Forma Vitae, formaviva…”Il tema che la Commissione ha pensatovuole sottolineare la vitalità del carisma diChiara, che in questi 800 anni si è sviluppatoed è cresciuto, ma che richiede di essere sempredi nuovo ascoltato, compreso e rivitalizzato.La forma di vita, quindi, come realtà vivae vivente nell’oggi, chiamata a generare testimonianzadi vita pasquale e ricca di speranzaviva. In questo senso si desidererebbe cheil Congresso fosse percepito e vissuto comeevento dello Spirito per tutto l’Ordine.TematicheLa metafora della forma, ci appare riccadi simbologie legate alla grazia del tempoche passa (“prendere forma”, “formarsi”…),ricca di riferimenti spirituali (Am 1: il SignoreGesù Cristo si manifesta ogni giorno a noisull’altare sub forma panis et vini…) e di rimandiagli 800 anni della nostra storia (Claraforma sororum… Franciscus forma minorum…).Così ci sembra che questa metaforapossa legare e illuminare le tematiche scelteper il Congresso:• InFORMAzione. Lo Stato dell’Ordine delleClarisse oggi: brevi presentazioni mediantegrafici statistici sullo stato dell’Ordine nelmondo.• ConFORMAzione. L’Identità e la FormaVitae ieri e oggi. Il “punto de partenza” dacui bisogna sempre di nuovo partire e ripartire.Questo tema è riservato alla giornata diincontro con il Ministro generale.


EX OFFICIO PRO MONIALIBUS 271• TrasFORMAzione. La “forma viva” oggi,in questo nostro mondo, e la missione delleclarisse nella Chiesa oggi. Questo tema èriservato all’incontro con il Prefetto e conun ufficiale della Congregazione CVCSVA.• FORMAzione. La grande tematica dellaformazione alla Forma di Vita nei suoi variambiti, e nelle diverse situazioni del mondodi oggi. Una tavola rotonda che animi ed integriuno scambio di esperienze tra sorelledei vari continenti.• RiFORMAzione. Le strutture ed esperienzedi mediazione-aiuto-comunione tra monasteri,riferendosi alle esperienze più positiveed incoraggianti. Partendo dalla consapevolezzache c’è bisogno del rapporto conl’altro per “prendere e ri-prendere forma”.Anche qui: una tavola rotonda che animi edintegri uno scambio di esperienza.• InterFORMAzione. La reciprocità e relazioneOFM-OSC. Questo tema è riservatoalla giornata di incontro comune tra Presidentie Assistenti, mediante un incontro conFr. Giacomo Bini.Giornate– Domenica 5 febbraio 2012: nel pomeriggioarrivi, e incontro “pratico” con le suore diGesù bambino.– Lunedì 6 febbraio 2012• ore 7: S. Messa in Porziuncola col Ministrogenerale.• ore 9-12.15: Relazione del Ministro generale.Pausa Interventi e domande. Tema:ConFormazione: l’Identità e la FormaVitae ieri e oggi. Avere lo Spirito delSignore, Altissima povertà e Santa Unità.Riappropriarsi della Forma di vita…Educazione allo spirito contemplativo ealla vita contemplativa francescana.• [se avanzano 15 minuti: InFORMAzione:Lo Stato dell’Ordine delle Clarisse:presentazione (sintetica) dell’Ordine inun continente].• fino alle ore 16.00: tempo per riposo,preghiera, visita alla Porziuncola.• ore 16.00-17.30: gruppi di condivisionee scambio nelle diverse lingue. I gruppinon dovranno relazionare in Assemblea:sarà quindi possibile intervenire liberamenteed ascoltarsi.• ore 18.00: in Assemblea: ascolto dellatestimonianza di una sorella sulla identitàdelle clarisse oggi: Carmen Elcid Rodrigo,pres. Cantabria, Spagna. Spazioper interventi e sottolineature libere.• ore 19.00: Vespri. Le celebrazioni sarannopossibilmente tutti insieme, nelle3 lingue ufficiali dell’Ordine, preparatedal gruppo liturgico, in modo che i testipregati in altre lingue possano essere lettisul libretto.• ore 19.30: cena.– Martedì 7 febbraio• ore 7.30: Lodi e colazione.• ore 9.00-11.30: incontro con il Prefettodella Congregazione CVCSVA. Tema:TrasFORMAzione: La missione delleclarisse nella Chiesa d’oggi. QuestoCongresso come evento dello Spirito pertutto l’Ordine. La forma di vita come realtàviva e vivente nell’oggi. Un rapportovivo con lo Spirito della forma di vitache chiama oggi a risposte nuove.• ore 11.30: S. Messa con il Prefetto?• [se avanzano 15 minuti: InFORMAzione:lo Stato dell’Ordine delle Clarisse:presentazione (sintetica) dell’Ordine inun continente].• ore 15.00-16.30: gruppi di condivisionee scambio nelle diverse lingue. In contemporaneasarà possibile incontrarepersonalmente il Prefetto per risposte aquesiti vari, in una saletta a parte.• ore 17.00-18.00: tempo personale.• ore 18.00: ascolto della testimonianza diuna sorella, sulla missione delle clarissenel mondo di oggi: María José de RosaMística, pres. Brasile.• ore 18.30: Vespri e/o S. Messa.– Mercoledì 8 febbraio• ore 7.00: S. Messa in cappella.• ore 9.00-12.15: Tema: FORMAzione:interventi-testimonianze di esperienzein ambito formativo, incoraggianti e dibuon esempio. Moderatrice: Paola Bentini(Veneto-Emilia Romagna, Italia).Interventi su: Animazione Vocazionale,(30 minuti): Irma Isabel Maria do SpiritoSanto, pres. Portogalo; María de lasMercedes Alvares, pres. Argentina.– Formazione Iniziale e collaborazione traFederazioni (30 minuti): Aurora PatriciaBravo Torres.– FoPe (30minuti): Clare Frances McAvoy,USA.• [se avanzano 15 minuti: InFORMAzione:


272 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2lo Stato dell’Ordine delle Clarisse: presentazione(sintetica) dell’Ordine in uncontinente].• fino alle 15.30: tempo per riposo, preghiera,visita alla Porziuncola.• ore 15.30 -17.00: gruppi di condivisionee scambio nelle diverse lingue. I gruppinon dovranno relazionare in Assemblea:sarà quindi possibile intervenire liberamenteed ascoltarsi.• ore 17.00: Basilica di San Francesco:visita, tempo personale e Vespro. Ritornoalle ore 20.• ore 20.30 cena.– Giovedì 9 febbraio• ore 7: S. Messa a S. Damiano (presiedeMons. Domenico Sorrentino, Vescovodi Assisi), colazione, saluto del guardianoo del Ministro provinciale di Assisi,visita a S. Damiano e tempo personale.Pranzo a S. Damiano, oppure tornandodalle suore.• ore 16.30: in Assemblea: ascolto dellatestimonianza di una sorella: AngelaEmmanuela Scandella (Umbria, Italia)sull’aiuto al monastero di Gerusalemme.Spazio per interventi e sottolineature libere.• A seguire: InFORMAzione: lo Statodell’Ordine delle Clarisse: presentazione(sintetica) dell’Ordine negli altri continenti.• Tempo personale fino ai Vespri.– Venerdì 10 febbraio• ore 7.00S. Messa in cappella.• ore 9.00-12.15: Tema: RiFORMAzione:Autonomia-appartenenza-comunione estrutture ed esperienza di mediazioneanimazione-comunione.La responsabilitànei riguardi dei monasteri vicini…Moderatrice: Bernadette Coughlan (Irlanda).Interventi (30 minuti) di: AnnunziataM. Kagaba, pres. Uganda, Mons.Mbarara; Marie Esther Ngo Batoum,Solofo Kamuti; Encarnación pres. Filippine.• ore 15.00: a S. Chiara: saluto di ChiaraDamiana Tiberio e Vespri. Ritorno perla cena.– Sabato 11 febbraio• ore 7.00: S. Messa in cappella.• ore 9.00-12.15: insieme agli AssistentiFederali:Relazione di Fr. Giacomo Bini.Tema: InterFORMAzione: Reciprocità erelazione OFM- OSC.• ore 15.30-17.30: gruppi di condivisionee scambio nelle diverse lingue: gruppimisti di Assistenti e di Presidenti. I gruppinon dovranno relazionare in Assemblea:sarà quindi possibile intervenireliberamente ed ascoltarsi.• ore 18.00: in Assemblea: ascolto delletestimonianze di una sorella e di un fratesul rapporto tra frati e clarisse oggi:Monique Allard, Pres. Francia, e RobertMc Creary, OFMCap., USA. Spazio perinterventi e sottolineature libere.• ore 19.00: Vespri. Le celebrazioni sarannopossibilmente tutti insieme, nelle3 lingue ufficiali dell’Ordine, preparatedal gruppo liturgico, in modo che i testipregati in altre lingue possano essere lettisul libretto.• ore 19.30: cena.• dopo cena: Veglia-Processione alla Porziuncola,in comunione con la comunitàdei frati e i fedeli. L’invito a partecipareverrà esteso anche alle sorelle degli altrimonasteri di Assisi: Colettine, clarissedi S. Quirico e clarisse tedesche.– Domenica 12 febbraio• ore 7.30: celebrazione conclusiva allaPorziuncola. L’Eucaristia di ringraziamentocon gli Assistenti, è presiedutadal Ministro generale.• Colazione, saluti e partenze.


AD CHRONICAM ORDINIS1. De itineribus Ministri Generalis1.1. Partecipazione alle celebrazioni per ilprimo Centenario della Provincia di BeneventoLa sera dell’8 maggio 1911, nel Santuariodelle Grazie di Benevento, veniva costituitagiuridicamente la Provincia Sannito-Irpinadell’Ordine dei Frati Minori, intitolata allaVergine delle Grazie. La sera del 7 maggio2011, il Ministro generale fr. José RodríguezCarballo, accompagnato del Definitore generale,fr. Vincenzo Brocanelli, ha presiedutouna solenne celebrazione in apertura del primocentenario della Provincia.Prima vi è stata la benedizione della “Saladel Centenario”, che sarà utilizzata per convegnie manifestazioni culturali varie. Qui si èsvolto subito dopo l’incontro del Ministro generalecon i Frati della Provincia. Fr. José R.Carballo ha presentato gli aspetti fondamentalidella nostra vita che hanno bisogno di una curaparticolare nel contesto contemporaneo, e iFrati hanno reagito con domande e riflessionidi approfondimento e gratitudine. Al terminesi è avuto l’incontro con l’OFS e la GiFra dellaCampania nel piazzale antistante la Basilica.Ha fatto seguito la solenne celebrazione eucaristicanella Basilica della Madonna delleGrazie, che è stata animata da ben quattro coralicoordinate dalla Corale delle Suore FrancescaneImmacolatine. Dopo l’Omelia, nellaquale il Ministro generale ha esortato i Frati avivere questo Centenario con memoria grata,con passione nel presente e con speranza peril futuro, tutti i Frati della Provincia, guidatidal Ministro provinciale, fr. Sabino Iannuzzi,hanno rinnovato l’Atto di consacrazione allaMadonna delle Grazie. Poi il Ministro generaleha benedetto l’Icona del Centenario chesarà venerata in tutti i conventi della Provincia,e il Ministro provinciale ha offerto unarosa d’oro a nome della Provincia, e due giovaniprofessi hanno presentato all’altare unacomposizione di 100 rose rosse quanti sono glianni della Provincia. Al termine della celebrazionedi apertura, si è avuto il taglio della tortadel centenario con il saluto ai Religiosi e Religiosee alle Autorità civili locali intervenuti.Vi è stata la partecipazione di tutti Frati dellaProvincia, della Famiglia francescana e di ungrande numero di fedeli e devoti alla Madonnadelle Grazie.Al termine di tutta la manifestazione è statodistribuito ad ogni partecipante un fascicolocon la storia della Provincia S. Maria delleGrazie dal 1911 al 2011, scritta dallo storicofr. Domenico Tirone. La Provincia fu compostaall’inizio di 57 religiosi (32 sacerdoti, 9 laici,11 fratelli terziari e 5 studenti teologi). Durantequesto primo secolo di vita vi sono staticirca 255 Frati, ed oggi la Provincia conta 83Frati, 72 professi solenni e 9 professi semplici.Come ha scritto il Ministro provinciale, fr.Sabino Iannuzzi, il Centenario viene vissutocome una “Fraternità in cammino”, chiamata aricordare, ringraziare e ricominciare, riaccendendoil fuoco della vocazione francescana.Fr. Vincenzo Brocanelli, ofm1.2. Visita a la Provincia de Castilla, EspañaLos días 30 y 31 de mayo, el Ministro generalvisitó la Provincia de San Gregorio Magnode Castilla (España) acompañado de Fr. VicenteFelipe, Definidor general y miembro dedicha Provincia.El primer día por la mañana se encontró conla mayor parte de los hermanos de la Provinciaen la parroquia de San Pedro Bautista de Alcorcón,población de 170.000 habitantes a 14Km. de Madrid. Le reunión fue allí porque lacasa y las dependencias parroquiales han sidoreformadas recientemente y muchos hermanosquerían conocer cómo han quedado. Magníficamente.En el encuentro participó tambiénMons. Jesús Sanz, ofm, actual Arzobispo deOviedo (España) y miembro de esta Provincia.Después del saludo y bienvenida por partedel guardián de la fraternidad, Fr. CayetanoSánchez, el Ministro provincial, Fr. José MaríaSainz, presentó el encuentro y dio la palabraal Ministro general que dirigió a los hermanosun discurso amplio y profundo sobre las opcionesdel Capítulo general 2009. Instó a “de-


274 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2jarnos tocar por el Evangelio”, a volver a la experienciadel Evangelio. Pidió concentrarnos,es decir, evitar la dispersión y concentrar lasfuerzas; centrarnos en lo esencial, en el Evangelio,en el seguimiento de Jesús, en las Prioridadesde la Orden; y descentrarnos, es decir,no ser tan autoreferenciales y sí más misioneros,ser para los demás. Insistió en la necesidadque tenemos de vivir las tres dimensiones fundamentalesde nuestra vida: la espiritualidad odimensión contemplativa, la Fraternidad y laMinoridad, y la Misión. A continuación huboun diálogo con los hermanos.Después celebramos la Eucaristía, dentrode la cual se celebraron las bodas de oro y platade vida religiosa de 7 hermanos. Y terminóla mañana con el almuerzo, en el que pudimosseguir compartiendo nuestra fraternidad.Ese mismo día, por la tarde, en la Curia provincialde Madrid, el Ministro se encontró conlos 7 hermanos Under Ten, en un diálogo muyvivo de más de dos horas en el que los hermanosjóvenes mostraron su preocupación por lapoca novedad que ven en el proceso de unificaciónde Provincias e insistieron en la necesidadde una mayor eclesialidad en nuestra laborpastoral con los jóvenes y de revisar el estilode la experiencia TAU. También les preocupamucho la Formacion inicial, especialmentela situación del postnoviciado. Este encuentroterminó con media hora de oración preparadapor los jóvenes.En la cena estuvieron invitados el Custodiode San Francisco Solano y los Guardianes delas cinco fraternidades OFM de Madrid.El día 31 por la mañana el encuentro fuecon la Hermanas Clarisas de la Federación deCastilla de Clarisas y TOR en uno de los Monasteriosde Clarisas de Madrid. Participaronunas 80 hermanas. (Las hermanas ConcepcionistasFranciscanas estuvieron en la mente detodos, pero su ausencia física estaba justificadapues esos mismos días estaban celebrandoun encuentro internacional con motivo delV Centenario de la aprobación de su Regla).Acompañaban al Ministro general, el Definidorgeneral, el Ministro Provincial de Castilla,los dos asistentes de las hermanas y algunoshermanos de la Custodia de San Francisco Solano,capellanes de las Hermanas Clarisas deeste Monasterio.A la llegada al Monasterio el Ministro generalfue saludando a cada una de las hermanasque iba encontrando, creando un verdaderoclima de cercanía y sencillez.Después del saludo y bienvenida por partedel Ministro Provincial, las Presidentas presentaronlas Federaciones al Ministro. Y acontinuación el Ministro tuvo una comunicacióncargada de aliento y estímulo movida porsu profundo amor a las hermanas. En este comienzodel Centenario les propuso la fidelidaddinámica que brota del redescubrimiento de suidentidad como Clarisas: Hermanas Pobre deSanta Clara, destacando el contenido de cadauna de esas palabras: la fraternidad, la pobreza–sin propio-.y la dimensión contemplativa.Profundizó en la contemplación a partir de la3ª Carta a Inés 14-15. Subrayó que la forma devida de las Hermanas es vivir el santo Evangelio,que es mucho más que la vivencia de losvotos. Las invitó a ser testigos de esperanza yalegría y a que sus Fraternidades sean lugaresde encuentro con Dios. Las urgió a ser mujeresenamoradas de Cristo, centradas en Él. Lesrecordó la importancia de ponerse a la escuchade la Palabra, de practicar la Lectio divina y detener una buena formación bíblica. Las invitóa que en este Centenario vuelvan a estudiar yorar las Cartas de santa Clara, a beber en sufuente, a mirar, contemplar, y a transformarseen lo contemplado. Contemplando el Espejo,ser espejos para los demás.Su exposición abarcó otros puntos importantespara la vivencia de la fraternidad. Ladiversidad, la espiritualidad de comunión,la unidad en el respeto y la integración de ladiversidad cultural e intergeneracional, lasrelaciones interpersonales, la comunión conel mundo y los pobres, la preocupación –noangustia- por las vocaciones, la cuestión de laautonomía de los Monasterios y las estructurasde colaboración.Tras la exposición siguió un diálogo. Y acontinuación celebramos la Eucaristía que diocomienzo oficial al Centenario para la Federaciónde Clarisas. El encuentro terminó con lacomida que nos permitió prolongar la convivenciafraterna y gozosa.Por la tarde, en la parroquia de San Antoniodel Retiro de Madrid, donde también seencuentra la Curia Provincial, se desarrolló unencuentro del Ministro general con la OFS delas zonas de Madrid y de Castilla. Después delsaludo del Ministro Provincial en el que leyóun texto de cómo ha de ser el Ministro de loshermanos, y aseguró que Fr. José intenta vivirtodo eso, vino la presentación de las dosZonas de la OFS por parte de sus respectivasMinistras. A continuación el Ministro general


AD CHRONICAM ORDINIS 275dirigió la palabra a un centenar de hermanosseglares y a sus asistentes. Les expresó la importanciade mantener una estrecha relaciónlas dos Ordenes hermanas pues nos necesitamosmutuamente, pues somos complementarios.Les animó a tener una participación activaen la Orden, a vivir su vocación franciscanaen la Iglesia independientemente de su edad,y a formarse humana, cristiana y franciscanamente.Les habló de cómo los seglares debenestar presentes en todos los ámbitos de lasociedad y deben llegar a los sitios donde losfrailes no pueden o no deben llegar. Han de serevangelizadores a partir de una visión positivadel mundo, que es una realidad amada porDios, para poder transformar los negativo delmundo. Les animó a celebrar y a participar envarios eventos:• El X Aniversario de sus CCGG, volviéndolasa estudiar para conocerlas y vivirlasmejor.• El 25° Aniversario del “espíritu de Asís”,mediante la peregrinación, el ayuno y laoración.• El VIII Centenario de la fundación de lasClarisas y el V centenario de la Regla de laOrden de la Inmaculada Concepción, visitandoalgunos Monasterios.• La Jornada Mundial de la Juventud en agosto2011 en Madrid.Terminada su intervención estableció conlos seglares un animado diálogo. Este encuentroterminó con el rezo de las Vísperas.Y con una merienda fraterna y festiva, quedio pie a muchos saludos de hermanos y hermanas.Por último, antes de la cena, el Ministro tuvoun encuentro con el Definitorio provincialen el que se comentaron las impresiones de lavisita y el Ministro manifestó su satisfacciónpor la situación de la Provincia y señaló algunosaspectos a tener en cuenta en la animaciónprovincial:• Exhortó al Definitorio a vivir como unafraternidad: cuidar la capacidad de escuchamutua, de confrontación y diálogo.• Cuidar en la Provincia la libertad de expresión.• Escuchar y acompañar a los hermanos queven menos claro el proceso de unión deProvincias.• Realizar un mayor acompañamiento de loshermanos Under Ten.• Respecto al redimensionamiento y restructuración,se hace necesario no esperara realizarlo en el 2015 y también dedicarhermanos para la formación.1.3. Visita ao nordeste do BrasilFr. Vicente Felipe, ofmDefinidor generalNo dia 3 de junho de 2011, o Ministro Geral,Frei José Rodríguez Carballo, acompanhadopelo Definidor geral Frei Nestor InácioSchwerz, rumou a Canindé, Ceará, Brasil, osegundo maior Santuário Franciscano do mundoem número de peregrinos. Ali iniciou umroteiro de visitas a três Entidades OFM: ProvínciaSanto Antônio, a mais antiga do Brasil,Província N. Senhora da Assunção e FundaçãoN. Senhora das Graças.Em Canindé houve uma conjunção de trêseventos: Encontro das Clarissas em âmbito deFederação, I Encontro dos jovens em nível deConferência, Encontro da Província S. Antônio.No dia 4 de junho, pela manhã, o Ministrogeral, juntamente com o Definidor geral,o ministro provincial Frei Marconi Lins, o assistentenacional das Clarissas Frei RaimundoOliveira, o Definidor provincial Frei Anastácioe alguns outros confrades, celebraramum encontro fraterno com as Irmãs Clarissas,vindas dos diferentes mosteiros da FederaçãoSagrada Família, espalhados por todo o país.O ministro geral Frei José Carballo, após assaudações iniciais de boas vindas e a apresentaçãomútua, fez reflexão sobre vários aspectosda identidade das Irmãs Pobres de SantaClara. Começou dizendo que o ano jubilar éum tempo de graça e um tempo propício paramaior aprofundamento sobre a própria identidadea partir das origens, dos escritos de SantaClara e dos desafios atuais. O ministro geralcomeçou pelo aspecto da Fraternidade, acentuandoque para Santa Clara o importante é seruma comunidade de Irmãs e não de monjas.Clara usa 70 vezes a palavra “irmã” e apenas 2ou 3 vezes a palavra “monja”. A Fraternidadeexige visão e atitude de fé. É o Senhor que dáas irmãs e não somos nós que nos escolhemos.Além disso, a convivência entre as irmãs deveser marcada pela dimensão humana, por relaçõesinterpessoais, calorosas e verdadeiras.Dentro da Fraternidade é importante o serviçoda autoridade que para S. Francisco e Sta.Clara tem o sentido de lavar os pés e não tanto


276 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2exercício de poder ou de administração. Outroelemento fundamental no carisma clariano é apobreza com o sentido de nada de próprio. Ovoto que se faz não é de pobreza, mas de viversem nada de próprio. E isto implica não sóausteridade material, mas também liberdade edesapego em termos de idéias, de mentalidade,de relações afetivas com pessoas, funçõese coisas. A busca por aprofundamento da identidadefranciscana/clariana ajuda a ser atentasna relação com movimentos eclesiais e gruposde espiritualidade que proliferam ultimamente.Os mosteiros poderão receber jovens ou tercontato com pessoas que pertencem a algumdesses movimentos e grupos, o que vai exigirclareza em apresentar a identidade própria dasIrmãs Pobres de Santa Clara. Facilmente poderáhaver confusão de identidades. Isto exigemuito investimento em formação, tanto inicialcomo permanente. Finalmente o ministro geralenfatizou a característica da vocação contemplativadas Irmãs Clarissas. O foco central nãoestá na clausura, sem querer negar seu valor,mas está na contemplação. Para isto fez referênciaà Terceira Carta de Clara a Inês. Emseguida, Frei Nestor Schwerz foi convidado atambém deixar sua mensagem. Fez referênciaà importância do VIII centenário da Fundaçãoda II Ordem para toda a Família Franciscana,ao desafio de as Irmãs Clarissas cresceremcomo Ordem e não permanecer na lógica demosteiros autônomos e isolados, à exigênciade cultivar o sentido de missão, não comoconjunto de atividades pastorais, mas como oser espelho, perfume, centro de irradiação espiritual,de ofertas ligadas à formação bíblicae leitura orante da Palavra, de encontros comjovens, com pessoas, de comunicação tambémvia internet etc.Em seguida, com presença de Frades, Religiosas,Fiéis leigos, houve solene celebraçãoeucarística com abertura do ano jubilar. Diversossímbolos e ritualizações foram utilizadospara enriquecer a ação litúrgica. O ministrogeral na sua homilia explicitou o sentido destecentenário. “Que este Centenário seja umverdadeiro kairós que nos permita conformar--nos plenamente com Cristo e “repropor corajosamenteo espírito de iniciativa, a criatividadee a santidade” de Francisco e de Clara,“como resposta aos sinais dos tempos visíveisno mundo de hoje” e como garantia de umaprofunda renovação de nossa vida e missão,fiel à inspiração originária de nosso carismafranciscano/clariano (cf. VC 37). Vivamosnossa vocação como verdadeiros enamoradosde Cristo pobre e crucificado, como emseu tempo o fizeram Francisco e Clara, poissó assim poderemos abraçar o futuro com esperança.”À noite, o ministro geral Frei José, juntamentecom um bom grupo de frades, presidiuo ofício das vésperas.À tarde, neste mesmo dia 4 de junho, o Ministrogeral, acompanhado do Definidor gerale outros Frades, se encontrou com os jovensreunidos em Congresso, o primeiro organizadopela Conferência dos Frades Menores doBrasil. Eram cerca de 500 jovens, provenientesdas regiões do país onde as 11 Entidades OFMestão presentes. Estavam acompanhados porcerca de 40 Frades, em sua maioria tambémjovens. O ministro geral dirigiu uma mensageminicial aos jovens, enfatizando sobretudoo sentido de serem mendicantes de sentido, defazerem a experiência da caminhada guiadospela Palavra de Deus. “Num mundo dominadopor muitas palavras que dificilmente conseguemcomunicar algo, e com maior dificuldadeainda comunicam alguém, este é meu conselhode amigo, irmão e companheiro tambémde caminhada: não caminhemos sozinhos, vamoscaminhar de mãos dadas com a Palavrade Deus”. Em seguida, o ministro se colocou àdisposição para um diálogo aberto e espontâneo,estimulando os jovens a fazerem perguntasou comentários. Foi um longo momento deinteressante diálogo, com muitas perguntas porparte dos jovens. Também Frei Nestor deixouseu breve recado, fazendo referência ao lemado encontro “Juventude, tua vida é missão” elembrando a frase do Papa Paulo VI “o jovemé apóstolo do jovem”, convidando os jovens afazerem experiências concretas de missão nascomunidades e realidades locais, mas tambémem outros contextos, inclusive em missões dosFranciscanos no continente e no mundo.No dia 5 de junho, domingo da Ascensão doSenhor, o primeiro ato foi a celebração eucarísticano pavilhão do Santuário, presidida peloministro geral Frei José e concelebrada por umbom grupo de frades sacerdotes, e bem animadapor um bom grupo de cantores e músicos.Na assembléia se fizeram presentes os jovens,os devotos, os formandos da Província locale fiéis em geral. A missa foi transmitida pelaTV Rede Vida e por rádios. Na sua homilia,o ministro geral enfatizou de modo particulara nossa vocação missionária. “Ide, anunciai oEvangelho e fazei discípulos meus. Discípulos


AD CHRONICAM ORDINIS 277e missionários, esta é a nossa identidade. OSenhor nos chamou para estarmos com Ele epara anunciarmos o Evangelho. Vamos saire em nossas famílias, em nosso trabalho, aosamigos e a todos os que encontrarmos em nossocaminho anunciemos com a vida e com apalavra que só Ele é onipotente, só em Jesusestá a vida plena, só Ele é o caminho que nosleva ao Pai, só Ele é a verdade que nos salva.”Também fez apelo aos jovens para que se deixemtocar pela voz do Senhor, pois a messe égrande e os operários são poucos. “A ti, jovemque me escutas, te pergunto: pensaste algumavez que o Senhor poderia chamar-te a ser missionário,como sacerdote ou como religioso efranciscano, no Brasil ou em países distantes?É importante que te faças esta pergunta, poisnão se pode descartar a possibilidade de queo Senhor esteja pensando em ti para enviar--te a levar o Evangelho aos de perto e aos delonge.”Após a missa, deu-se o encontro dos jovensem formação e formadores com o ministrogeral Frei José e definidor geral Frei Nestor.Após a apresentação inicial, o ministro geralfez uma série de considerações sobre o sentidode formação nas suas várias etapas, o cuidadocom a dimensão humana, cristã e franciscana,a atenção ao senso de pertença, o cultivo doscentros vitais (“cabeça, coração, mãos, pés”),sobre a transmissão do carisma e a questão daidentidade, sobre o processo metodológicocom preferência para a metodologia provocativa-interpretativainspirada no episódio evangélicodos discípulos de Emaús. Frei Nestorchamou a atenção para a importância de experiênciasmissionárias na formação, devidamentepreparadas, acompanhadas e avaliadas,sobre a necessidade do acompanhamento personalizado,sobre o valor da Fraternidade formadora,sobre a atenção para os dons pessoaissem confundi-los com meros desejos pessoaisou projetos individuais, sobre a exigência doespecífico franciscano também na formaçãointelectual e na relação com outros movimentoseclesiais. Seguiu-se um bom tempo de diálogointerativo.À tarde do mesmo domingo aconteceuo encontro do Definitório provincial com oministro geral e o definidor geral. Foi umareunião muito fraterna, de muito diálogo epartilha, em clima de confiança e liberdade.Inicialmente o ministro provincial Frei Marconi,ajudado pelos definidores, partilhou oandamento do próprio governo provincial e daFraternidade provincial, com luzes e sombras.Seguiu-se um diálogo muito franco e espontâneo.No final como compromissos indicadospara a continuidade do serviço de animação egoverno, foi enfatizado que: se prepare bemo Capítulo a ser realizado proximamente; sefaça um bom discernimento sobre as presençasevangelizadoras, as diferentes atividades e asvárias estruturas pesadas; que se leve em contaos três subsídios da Ordem, i. é, “Portadoresdo dom do Evangelho”, “Partir novamente doEvangelho” e “Moratorium”; na evangelizaçãose considere o teor das decisões do Capítulogeral de 2009 n° 13, 19, 20; se cuide bemda formação e da animação vocacional; se façaacompanhamento dos casos difíceis; se continuetrabalhando a transparência na economiaem todos os níveis; se reforce o sentido de pertençaà Ordem.No dia 6 de junho, pela manhã, se realizouo encontro com todos os frades da ProvínciaSanto Antônio. O ministro geral Frei José,após a apresentação dos presentes, tomou apalavra para uma reflexão centrada basicamenteno tema da identidade: não somos padresdiocesanos, agentes de pastoral; temos deir às nossas Fontes, à Regra e às CCGG paraaí familiarizar-nos com o núcleo central, originalde nosso carisma, assimilá-lo, torná-lovivo em nossa vida e missão; temos de deixar--nos interpelar pelos sinais dos tempos e sinaisdos lugares para descobrir aspectos novos domesmo carisma, para responder às exigênciase perguntas de hoje com fidelidade criativa.O ministro geral retomou os elementos básicosconstitutivos de nossa identidade: viver oEvangelho, no seguimento a Jesus Cristo, nae com a Igreja, em fraternidade e minoridade,em missão evangelizadora, desde os sinais dostempos e em atenção aos sinais dos lugares.Frei Nestor chamou a atenção para a necessáriaarticulação entre os eixos da espiritualidade,da fraternidade/minoridade e missão,pois em cada carisma eles se articulam comcaracterísticas próprias e o desafio é superaruma fragmentação atual nesse sentido; o desafiode cultivar o exercício do discernimento edo redimensionamento e reestruturação, sendoque os subsídios da Ordem para esses temaspodem ajudar muito; a importância decisiva daFormação Permanente, sobretudo no cotidianodas Fraternidades para dar qualidade evangélicaà vida e missão e aí o valor do papel doguardião. Seguiu-se um rico intercâmbio deperguntas, comentários, considerações várias.


278 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Após o almoço de confraternização, seguimospara Fortaleza. Ali foi feita visita aomosteiro das Irmãs Concepcionistas. Quemnos recebeu com cordialidade foi Frei EstêvãoOttenbreit, Assistente nacional da Ordemda Imaculada Conceição. Estava acontecendono mosteiro um encontro em âmbito de Federação,com representantes de quase todos osmosteiros do Brasil. O ministro geral recordouaspectos temáticos do Congresso Internacionalapenas realizado em Toledo, Espanha.Chamou atenção para a importância da identidadeprópria das Irmãs Concepcionistas e sualigação com o carisma franciscano, explicitandovários pontos concretos, em particular noque se refere à Regra aprovada há 500 anos.Seguiu-se uma oração e o jantar em clima deprofunda fraternidade.Seguimos viagem aérea rumo a Teresina eno dia seguinte de carro chegamos a Florianopara visita à Fundação N. Senhora das Graças,dependente da Província do mesmo nome deBenevento, Itália. Iniciamos com o almoço deconfraternização com todos os frades daquelaEntidade. Á tarde houve o encontro com todosjuntos, também com a presença do ministroprovincial de Benevento. O presidente daFundação, Frei Isaías Rosa da Silva, apresentouum breve histórico da Fundação e dados dasituação atual. Trata-se de uma Entidade com10 professos solenes, com um postulante, 2noviços, 3 professos temporários, 7 paróquias,uma escola, duas rádios. É evidente a contribuiçãovaliosa dos frades para a implantatioecclesiae. A Igreja deve muitíssimo aos frades.Também suas obras de promoção humana sãoum precioso benefício para a população, emsua maioria muito pobre. Na reflexão com osfrades, a insistência caiu sobre a identidade deFrades Menores, fazendo referência às nossasFontes e aos sinais dos tempos e dos lugares.Houve também um diálogo muito franco e dinâmico.À noite, foi celebrada a eucaristia comigreja lotada de pessoas vindas dos lugares ecomunidades onde os Frades tem presença edos jovens da escola na cidade, sendo transmitidapor várias rádios. No dia seguinte, demanhã cedo fomos celebrar no mosteiro dasIrmãs Concepcionistas. Em seguida elas ofereceramum abundante café da manhã em meioa um diálogo muito fraterno sobre aspectos dojubileu de aprovação da Regra delas, a vidacontemplativa, a relação da Ordem da ImaculadaConceição com os Frades Menores.Dali rumamos para uma breve visita à estaçãode Rádio dos frades na cidade de Floriano. Oministro Frei José deu a entender de que esteé um instrumento muito válido para a evangelização.Dali se partiu para a visita ao ColégioIndustrial, uma bela obra de educaçãoqualificada das novas gerações de Floriano.Em seguida, houve encontro com os jovensdo Colégio em que o ministro geral fez umaintrodução sobre a importância de deixar umespaço na vida para a presença de Deus e daopção por uma vida com valores autenticamentehumanos e religiosos. Depois estimulouos jovens a fazerem perguntas de forma livree espontânea, ao que eles responderam commuito interesse. Em seguida o ministro geralfoi solicitado para entrevista na TV local.Antes do almoço, aconteceu ainda reuniãocom o Conselho da Fundação e o ministro provincialda Província-mãe, Frei Sabino. Nestemomento o ministro geral insistiu muito sobreo desafio da vida fraterna que sofre muitona Fundação, sobre a necessidade de cuidarbem da formação na própria Entidade ou emcolaboração com outra Entidade, sobre a necessidadede redimensionamento de presençase atividades, sobre a urgência de abrir-sea formas de colaboração com a Província N.Senhora da Assunção e discernir sobre o caminhorumo ao futuro. Frei Nestor lembrou aindaque a Fundação contribuiu de forma generosae eficaz na edificação da Igreja local, mas devepensar agora prioritariamente na edificação dapresença especificamente franciscana, investirna pastoral vocacional, marcar presença nomundo da juventude, discernir sobre as prioridadesem termos de missão evangelizadora,atividades e estruturas. Seguiu-se o almoçocom a presença dos dois bispos de Floriano, otitular e o emérito.Após o almoço, seguimos viagem para Teresina.Iniciamos a visita à Província NossaSenhora da Assunção no eremitério, onde fomosbem acolhidos, conduzidos à capela, naqual fizemos nossa oração e meditação juntocom a Fraternidade local. Seguiu-se um lanchecom sucos naturais e saímos para visitar a Casade formação São Boaventura e o Noviciadoonde tivemos animada celebração eucarísticapresidida por Frei José Carballo com a presençados frades estudantes de Teresina e respectivosformadores. Encerramos a jornada comum jantar/recreio preparado pelos confradesdo Noviciado.No dia 09 de junho, tivemos na primeirasessão encontro com os Guardiães e Formado-


AD CHRONICAM ORDINIS 279res. Na segunda sessão foi a vez do encontrocom todos os formandos. À tarde aconteceu oencontro com todos os frades. Os pontos maismarcantes nas reflexões e no diálogo com osfrades neste dia foram:– A espiritualidade, a vida fraterna e a missãosão os pilares da vida franciscana.– A espiritualidade deve estar animada poruma fé profunda que “abraça toda a pessoa”.Nossa caminhada de fé deve abraçartoda a nossa vida. Fundamental é a experiênciade Deus, com Jesus e com os irmãos.– Somos homens movidos pelo Espírito o queexige tempo real dedicado à oração pessoale comunitária.– A Eucaristia é o cume e o ápice na nossa vidade frade menor. A Eucaristia e a Reconciliaçãosão vitais na formação permanentedo frade menor. Além disso, cabe-nos serprofissionais da Palavra de Deus. Comopregadores da Palavra de Deus, pregamosprimeiro para nós mesmos, depois para osoutros; daí a importância da prática da leituraorante.– As fraternidades devem ser sinais proféticospara o nosso tempo. Busquemos meiospara recriar a comunhão. Sofremos hoje porfalta de comunhão: os jovens precisam partilhara nossa realidade vital e o que sentimos.Precisamos construir fraternidades emque vivemos a fé horizontal e vertical.– Na formação é importante dar liberdade eexigir responsabilidade. Devemos ser exigentesna formação, não rigorosos.– Na evangelização é fundamental a consciênciade fraternidade, do primado do espíritode oração, da proximidade com os pobrese com os que sofrem, da capacidade de ultrapassarfronteiras. A decisão capitular número13 do nosso último Capítulo geral de2009 nos oferece os critérios básicos parauma evangelização franciscana e proféticaem nossos tempos. Nunca podemos esquecerque somos os frades do povo; o povo énosso patrimônio. Estejamos presentes navida dos pobres e entre eles como menores?– Somos uma Fraternidade missionária, aprimeira Ordem missionária na Igreja. Amissionariedade é típica nossa. A AméricaLatina é fruto da ação missionária e hojedeve sair de si mesma e com generosidadepartir para a missão. Nossos missionáriosOFM da primeira hora na América Latinaeram bem formados, grandes intelectuais,também de profunda espiritualidade, muitosdeles pertencentes a grupos de reforma.– A Missão Franciscana deve ser sustentadapor uma forte experiência de Deus, peladimensão contemplativa, pela paixão porCristo e pela humanidade. Atualmente hámuito ativismo na vida franciscana. O ativismopode esconder frustrações e um certovazio.– A Vida Religiosa parece sofrer de uma certaanemia evangélica, carece de uma melhorarticulação entre espiritualidade, vida comunitáriafraterna e missão/evangelização.É decisivo trabalhar bem a nossa identidade,pois não somos do clero secular e nemde movimentos eclesiais. Há frades comdupla pertença em termos de identidade.– A identidade franciscana se consolida embase às nossas fontes inspiracionais, carismáticas,como a Regra e os Escritos de SãoFrancisco, as Constituições gerais (CCGG)e os Estatutos gerais (EEGG), e atenção aossinais dos tempos e sinais dos lugares.– Elementos característicos da identidade doFrade Menor na perspectiva teológica: féprofunda na paternidade de Deus; posse doprimado do Senhor - “movido pelo Espírito”;necessidade de manter o espírito deoração e devoção; ser testemunha do Evangelho;desapropriação como caminho de libertação– “sem nada de próprio”, “mendicantede sentido”; pureza de coração; buscaincessante da paz, pois, a paz é reconciliação,pacificação consigo mesmo, com osdemais e com Deus.• Características franciscanas na perspectivada forma de vida:• Observar o Evangelho = reproduzir a vidade Jesus. O Evangelho para Franciscoé uma pessoa, é Jesus Cristo.• Observar o Evangelho na Igreja, comoIgreja e com a Igreja. Francisco criticaa Igreja de dentro, amando-a profundamente.• Seguindo as pegadas de Cristo: os votossão a reprodução das pegadas de Cristo.• Fazendo penitência = conversão perpétua;• Fraternidade, Minoridade e enviados aomundo para evangelizar.– A identidade franciscana em interação comos sinais dos tempos e dos lugares exigeacima de tudo simpatia pelo mundo e visãocrítica. Estamos no mundo, mas não somosdo mundo. A postura positiva e simpáticanos faz amar o mundo como Deus o amou,


280 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2entregando seu Filho único para oferecervida e para salvá-lo. Neste nosso mundoatual, somos desafiados pelos jovens, pelasnovas tecnologias, pelas culturas, pela globalização.– A formação tem seu início no momento dochamado e sua conclusão se dá na hora damorte. Ela é um processo de assimilaçãodos sentimentos de Jesus Cristo a exemplode S. Francisco. Ela deve envolver a cabeça(dimensão cognitiva-intelectual), o coração(dimensão afetiva, experiencial) e as mãose os pés (dimensão prática, do serviço, damissão). O processo formativo é permanente,somos irmãos em caminho. “UmaProvíncia que não se sente em formaçãopermanente não deve receber candidatos”(Giacomo Bini). Da formação permanentedepende o futuro da Província e da Ordem.– A cultura intelectual na Ordem está em crise.Os estudos nos ajudam a dialogar como mundo, com as culturas e com as pessoas.A tradição franciscana é formada porgrandes pensadores: Santo Antonio, SãoBoaventura, João Duns Scotus, etc. Osdoze frades missionários, chamados de 12apóstolos, que chegaram ao México eramhomens bem formados. Souberam organizarcom qualidade a missão e o processo deevangelização no novo continente.– A nossa formação deve ser experiencialpara transformar a vida, deve ser personalizadae acompanhada, deve ser exigente,humana, mas não rígida.– Desafio particularmente grande é formaçãodo formador. A condição para ser formadoré ser capaz de transmitir experiência de vidafranciscana. Ele mesmo está em constanteestado de formação. Compete a ele escutare interpretar. Ele não é meta, é um pontífice,pois faz ponte entre a liberdade de quemchama e a de quem é chamado, depois dissodesaparece. Ao assumir o serviço de formaçãoele deve poder dar absoluta prioridadea isso. Para sua formação, o Capítulo geralpediu empenho por parte das Conferências.Em âmbito de Ordem está à disposição oMaster em formação na PUA de Roma.– Valioso é o papel do guardião que é o pastorda Fraternidade e se preocupa com a nutriçãodas ovelhas (irmãos), ajuda a fortalecera vocação e missão dos irmãos; é o acompanhantee formador da fraternidade, defendeos irmãos dos perigos, é alguém próximodos irmãos. A vida cotidiana da fraternidadeé o lugar da formação permanente, docultivo de nossa qualidade evangélica devida. Particular atenção merece o uso dosnovos meios de comunicação, em especiala internet. Está crescendo uma nova formade dependência que é justamente a da internet.Ela oferece enormes possibilidades deinformação e comunicação, mas tambéminfluencia e cria facilmente dependências.– É urgente insistir na formação humana daárea afetiva e da sexualidade. A maturidadeafetiva e sexual é fundamental para vivermoscom serenidade nossa vocação. Precisamossentir-nos amados e amar, amar aprópria vocação, amar segundo a nossa vocaçãoprópria. É preciso amar a Província,mas, sobretudo a nossa Ordem!– É preciso manter a capacidade de sonhar,ter esperança no futuro, desenvolver osdons pessoais a serviço da missão da Ordem.O Espírito suscita na Fraternidadedons e carismas diversificados e eles podemser decisivos na busca por novas formasde evangelização.À noite houve missa com os frades, FamíliaFranciscana e povo de Deus seguido de umfraterno Coquetel. No dia 10, após a oração damanhã e café, aconteceu o encontro com o Definitórioprovincial com o ministro geral FreiJosé e o Definidor Frei Nestor. Houve umapartilha muito fraterna e franca sobre situaçõesna Província, sobre os desafios mais urgentes,sobre as potencialidades e fragilidades. Na reflexão,se insistiu de modo particular: o Definitórioprovincial tem o ministério de animar egovernar, deve ser a primeira Fraternidade naProvíncia o que exige clima de confiança, deliberdade, de unidade, de diálogo aberto, discrição;um cuidado todo particular para coma administração econômica para que seja detransparência, de solidariedade, de austeridade,com valorização do trabalho, com criaçãode um fundo comum; investir na formação iniciale permanente, promovendo formação dosformadores, buscando criar fraternidades formadoras,procurando e favorecendo formas decolaboração interprovincial; ter abertura paradiferentes formas de encontros e colaboraçõesem nível interprovincial.Para o almoço foi convidado o arcebispode Teresina, D. Sérgio, criando um clima decomunhão eclesial. Logo após rumamos paraFortaleza de onde o ministro geral partiu deregresso para Roma e Frei Nestor Schwerz seguiuviagem para o Peru em vista de uma visita


AD CHRONICAM ORDINIS 281ao Vicariato de Requena para acertar aspectosreferentes à nova Fraternidade missionária naAmazônia.Em louvor de Cristo e Francisco!Frei Nestor Inácio ofm1.4. Visita a la custodia de Tierra SantaDel l4 al 17 de junio 2011, Fr. José RodríguezCarballo, Ministro general OFM, realizóuna visita fraterna a la Custodia de Tierra Santa.Fueron días intensos para el Ministro generalque, en todo momento, estuvo acompañadodel Custodio de Tierra Santa.El día 14 se reunió mañana y tarde con elDiscretorio de la Custodia de Tierra Santa.El encuentro tuvo como argumento diversascuestiones administrativas de la Custodia. Duranteel encuentro con el Discretorio, Fr. Joséestuvo acompañado por Fr. Renato, ecónomoprovincial de la Provincia de San Carlos Borromeo,de Milán. En palabras de los que hanparticipado en la reunión, el encuentro ha sidomuy fraterno y, al mismo tiempo, muy participativoy clarificador. Por su parte, el Ministrogeneral manifestó que había encontrado en elDiscretorio todo el apoyo necesario para mejoraralgunas cuestiones administrativas. Esemismo día, a última hora, el Ministro generaltuvo un encuentro con el Ecónomo de la custodia.El día 15 por la mañana, después de la celebraciónprivada de la Eucaristía en el SantoSepulcro, el Ministro general se encontró conlos hermanos de Judea. Asistieron al encuentromás de 100 frailes. El encuentro giró entorno a la revitalización de nuestra vida y misióny a diversas cuestiones administrativas. Aúltima hora de la mañana el Ministro presidióla celebración eucarística con todos los participantesen la Iglesia de San Salvador. En su homilía,el Ministro, comentando las lecturas dePentecostés, nos animó a ser hombres abiertosa la acción del Espíritu y señaló algunas característicasde una fraternidad habitada por elEspíritu: la alegría, el perdón, la misión... Despuésdel ágape fraterno en el convento de SanSalvador, sede de la Custodia, y por la tarde,Fr. José visitó a las Hermanas Clarisas del Monasteriode Jerusalén. El encuentro versó sobrela celebración del VIII Centenario de la Fundaciónde la Orden de las Hermanas Pobres deSanta Clara, y sobre la identidad clariana. Seguidamenteel Ministro general visitó privadamenteBelén, permaneciendo largo tiempo enoración en la Gruta de la Natividad. Despuésde saludar a la fraternidad local, el Ministro ysus acompañantes regresaron a Jerusalén, dondeles esperaba una cena fraterna en la terrazade la Curia Custodial.Un programa parecido se desarrolló el día16 con los Hermanos de Galilea. Dicho encuentrotuvo lugar en Nazaret y en él participaron32 Hermanos. Al término de la mañana,el Ministro presidió la celebración eucarísticacon todos los hermanos presentes en la Grutade la Anunciación. En la homilía Fr. José, comentandoel Evangelio de la anunciación invitóa todos los presentes a renovar su profesiónreligiosa. La Eucaristía estuvo animada porgrupos de laicos que colaboran estrechamentecon los frailes en el Santuario de Nazaret. Esemismo día, antes del encuentro en Nazaret,acompañado por el Custodio, Fr. José visitó elMonte Tabor, donde, además de encontrar lafraternidad, se reunió con los jóvenes de Mundosque trabajan en aquel Santuario.Por la tarde en Acre, el Ministro generalbendijo las nuevas instalaciones para la formaciónmusical de los alumnos del Colegio deTierra Santa en aquella ciudad. Luego el Ministro,junto con el Alcalde de la ciudad, hizoentrega de diplomas a los alumnos que terminabansu formación en nuestro Colegio. Dichaentrega estuvo animada por danzas folclóricasy por un concierto de la Banda Tierra Santacompuesta por jóvenes cristianos, musulmanesy hebreos, en su mayoría estudiantes ennuestro Colegio. Ya caída la tarde, el Ministrocon los profesores del Colegio y los hermanosque lo acompañaban pudieron dar un paseo enbarco recordando aquel lejano 1219 en que sanFrancisco desembarcó en Acre. Según cuentanlos cronistas y como bien lo hizo notar el Directordel Colegio, Fr. Quirico Calella, ofm,Fr. José fue el primer Ministro general, despuésde san Francisco, que hizo esta travesíaen barca, y el segundo en visitar Acre. El primerofue el P. Koser. El paseo se concluyó conuna cena en el puerto de Acre. Para cuantosparticipamos, pero especialmente para el Ministrogeneral, fue una tarde inolvidable. Terminadostodos los actos, el Ministro regresó aJerusalén.El día 17 por la mañana, el Ministro generalcelebró en el Monte Calvario y después seencontró con el P. Custodio para evaluar lavisita. Ambos se mostraron muy satisfechos.


282 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Después del encuentro con el Custodio, Fr.José visitó en el Monte Sión el Cenáculo y laDormición. Fr. José, nos comentó después,siente particular atracción por el Cenáculo.Allí seguramente pidió al Señor que la Sala dela Última Cena vuelva en breve tiempo a laCustodia. Es bueno recordar que la Custodiade Tierra Santa nació ligada al Cenáculo, porello todavía hoy el Custodio de Tierra Santalleva el título de Guardián del Monte Sión.Esta visita del Ministro concluyó con unacomida en el Convento franciscano de MonteSión, donde se encontró con algunos hermanosde su Provincia y compartió el ágape fraternocon la fraternidad y con el Custodio de TierraSanta. Tanto al Ministro como al Custodiose les veía muy satisfechos de la visita. A las17.00 horas, Fr. José regresaba a Roma.Esta visita de Fr. José Rodríguez Carballo,ofm, Ministro general OFM, no estaba previstaen su calendario ni en el calendario dela Custodia. Sin embargo, algunos acontecimientosde última hora hicieron que el Ministrodecidiese visitarnos. Los hermanos se loagradecemos. El P. Custodio, Fr. PierbattistaPizzaballa, señaló en varias ocasiones el amorque Fr. José tiene por Tierra Santa, a la queconsidera su segunda Provincia. Los que lo conocemosde cerca sabemos que así es. Él vivióintensamente los años de su formación en TierraSanta, del 1973 al 1978: aquí hizo su profesiónsolemne, aquí fue ordenado sacerdote,aquí se especializó en Teología Bíblica, aquídejó un pedacito de corazón. Por eso viene aencontrarnos casi todos los años.Bienvenido Fr. José. Ésta es su casa. Estosson sus hermanos, que mucho le queremos.Esta es su misión predilecta. Gracias, o, comodicen en tu legua materna, graciñas.En alabanza de Cristo y de su siervo Francisco.Amén.Fr. Enrique Bermejo Cabrera, ofm1.5. Visit to the Custody of Saint Anthony ofPadua in Cebu PhilippinesThe Minister General, Br. Jose RodriguezCarballo, OFM and the Definitor General, Br.Paskalis Bruno Syukur, OFM arrived in themorning of June 21 at the “Mactan Internationalairport” – Cebu Philippines. Br. RobertoM. Bayaras OFM, Custos, and Br. ElsonM. Singzon, OFM, Custodial Secretary, welcomedus there and then took us to the Communityof Saint Vincent Ferrer Parish – Cebu.We stayed here for three days. At lunch time,the Custos addressed his official welcome tothe Minister General.In the afternoon of the same day, we went tomeet the Archbishop of Cebu, Msgr. Jose Palma.He welcomed us kindly and offered us tea.On June 22, the first meeting was held atthe SFVP, which started with the Liturgy ofthe Word, which was carried out creatively.The Minister General and the Definitor Generalmet with 45 brothers, members of thisCustody. There were two Friars Missionariesin Libya with us at the meeting. The MinisterGeneral addressed the Friars regarding “Revitalizingthe Custody” in order to give way to anew presence. He challenged the Custody togive add a new spirit and a new way to our wayof living the Franciscan Charism in the Philippines.His talk was ensued by a dialogue.At 15.30 the second meeting was held in thesame place. This was a moment of dialoguewith the Franciscan Family. The MinisterGeneral encouraged the Franciscan family tocollaborate and support each other so that thecharism of saint Francis of Assisi may spreadthrough ministries and services offered.At 18.30 we celebrated the Eucharist duringwhich 4 young Friars made their first temporaryvows. We also celebrated at the sameMass 50 years of religious profession of Br.Antonio M.L.Rosales, OFM, and Br. AlbertoC. Baldo, OFM. We finished that same daywith a big dinner.On Thursday, June 23, on the third day ofthe visitation we met with the SFO and FranciscanYouth. A Bishop and two diocesanpriests were among the SFO members. Theopen dialogue was very alive.At 10.00 we went to the Monastery of PoorClares Sisters who number about 40 sisters.There is one Federation of Poor Clares in Philippines.In at this meeting, the Minister Generalreminded the sisters to be faithful to theircharism as poor Clares. There was an importantdialogue which was helpful for the PoorClares; it concluded with lunch at the monasteryitself.At 15.00 we left the Poor Clares Monasteryto visit the novitiate house. This year the temporarynovitiate house is at the “FranciscanRetreat Center at Minglanilla – Cebu. Thereare 4 novices and the formation team consistedof 4 friars.


AD CHRONICAM ORDINIS 283At the same day, we concluded the visitwith special a meeting with the Custos andhis Council. The Minister General underlinedsome important point to support the Custodialgovernment so that they can continue to animatethe Custody and keep the Franciscan valuesbeing implemented in their daily life. Theclosing Eucharist was held at the Custodialhouse with the Friars. The Friars were happybecause this was the first time the MinisterGeneral came to be with them in their placehere in Cebu. It was really a historic event forthis new Custody.On Friday 24 th June at 10.10 AM we departedfor Mactan International Airport in Manila.Br. Paskalis Bruno Syukur1.6. Visit to the Province of St. Peter Baptistin PhilippinesOn June 24, 2011, we arrived at the InternationalAirport of Manila where Br. BaltazarObico, OFM, Minister Provincial, and Br.Alvin Paras, OFM, Secretary of the province,welcomed us. They brought us to the Shrine ofOur Lady of the Abandoned built in the 16thcentury. The Provincial Definitory was alsothere. We had a big lunch here after which wevisited the Shrine of Our Lady of the Abandoned.On the way to the Provincial Curia, wevisited Saint Anthony’s Shrine in SampalocManila.At 3.00 PM, there was a dialogue with solemnlyprofessed Friars at St. Peter Baptist ParishHall also known as the Porziuncula Hall.More than hundred Friars were in attendance.The Minister General talked about the necessityof Revitalizing the life of the Province. Hespoke about the necessity of having a solid formationto prepare the young friars in Mission;he provided information about new missionaryprojects. A friendly dialogue ensued andmany Friars were touched by the Minister’stalk especially on the urgency of having a missionaryspirit.At 6.00 PM we celebrated fraternity togetherwith dinner during which sister rainpour down from the heavens. After dinner, theMinister General proceeded to Our Lady of theAngels Seminary for to retire for the night.The second day June, 25, 2011, SaturdayBetween 8.30-10.00AM, there was a dialoguewith Formators in St. Bonaventure Hall,OLAS. There were around 15 brothers presentto talk about formation. The Minister Generalasked Formators to accompany the young temporaryFriars in the Initial Formation. He underlinedalso the importance of pastoral carefor vocation in order to have youth interestedin religious life. The secretary for formation ofthe Province, Br. Greg Redobaldo, served astranslator. He also is a key person in the processof formation in this province.Dialogue with the Formandi was held at EugeneCornock Auditorium, OLAS. The youngtemporary professed Friars were present andthey came from some different Entities ofthe Order in Asia. There are 3 Friars from SriLanka, 3 Friars from Myanmar as well as fromChina and Viet Nam. The Custody of Philippinessends their young Friars to pursue theirtheological studies in OLAS Manila. Here, theMinister General shared about his personalvocation to encourage the young Friars. Heemphasized on the seriousness of Franciscanformation and the beauty of following SaintFrancis in the Order of Friars Minor. The dialoguewas quite lively.Then, in the afternoon we left OLAS for theProvincial Curia. At 2.30 PM there was anothermeeting with the SFO and YouFra. TheMinister General talked about the vocation ofthe SFO and reminded them of their identity.He distinguished them from any other piousgroup or movement by reminding them of theiridentity as Secular Franciscans. At 4.00-5.30PM, there was a meeting with the “Inter FranciscanMajor Conference in the Philippines”.Almost all the Franciscan branches werepresent to hear the Minister General talk on thepillars of consecrated life. He urged the Franciscanfamily to be more fidelity and faithfulto their Charism in the umbrella of Saint Francisof Assisi. He reminded also the momentof celebration of 25 th year of celebration of“Spirit of Assisi for peace”. In this meeting,the Franciscan family expressed their need ofthe leadership from the Friars Minor in Philippines.At 6.00 PM, we had Eucharistic celebrationwith the Franciscan family and the faithful atSt. Peter Baptist Parish. Some Minister Provincialsand delegates from the SAAOC andEAC attended the celebration. Afterwards, theday was capped with a special dinner with theFranciscan family.


284 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2The third day, Sunday, June 26, 2011At 07.30 AM in the morning of June 26 th , theMinister General accompanied by the DefinitorGeneral, Minister Provincial and Secretaryof the Province, Br. Alvin Paras, OFM, and Br.Reu Jose Galoy, OFM, had an audience withHis Eminence Archbishop Gaundencio B.Cardinal Rosales D.D at his residence. After adialogue with him, he invited us to have breakfast.After this visit, we went to the Monasteryof St. Clare, Cubao, Quezon City. The meetingbegan with the liturgical celebration ofthe Mass. Br. Jose Rodriguez Carballo, OFM,Minister General, was the main celebrant. Inhis homily he asked the sisters to thanks to Godfor our vocation. After the Mass, there was anaudience with the Poor Clares from almost 20Monasteries. The Minister General gave a talkon the theme in regarding the identity of thePoor Clares. Br. Jose Femilou D.Gutay, OFM,was translated from Italian into English. In histalk, the Minister General highlighted the urgencyof deepening the identity of Poor Claresand urged the sisters to defend their charism.The Poor Clares were very encouraged by hismessage. Then every monastery had their picturetaken with the Minister General. At 15.30PM, we proceeded to Alfonso, Cavite, Tagaytaywhere the Minister General and the DefinitorGeneral had a meeting with the Conferencesof Asia (FCAO).Br. Paskalis Bruno Syukur1.7. The Meeting of the Minister General andhis Definitory with the Asia-OceaniaConferences: SAAOC and EACFrom June 27-30, 2011, at the “St. Paul RenewalCenter, Alfonso, Cavite, Philippines”,the Minister General and his Definitory metwith the Ministers Provincial, Custos, andPresidents of the SAAOC and EAC. The Provinceof the Philippines took care of the logisticsside of things to ensure the meeting flowedsmoothly. Those who were part of the workingteam who facilitated the meeting were Br.Alberto R.Marfil, Br. Alvin Paras, Br. GenePastidio, Br. Mark Adame Bakari, Br. RobertJohn Abada.The participants were the Minster General,Br. Jose Rodriguez Carballo; Vicar General,Br. Michael Anthony Perry; Definitors General:Br. Nestor Inazio Schwerz, Br. FrancisWilliam Walter, Br. Vincenzo Brocanelli, Br.Paskalis Bruno Syukur.The Conference of SAAOC: Minister ProvincialsBr. Paul Smith, Br. Jose Babu P, Br.Adrianus Sunarko; Custos of the AutonomyCustody Br. Gabriel Ngga, Br. Peter MasihMughal, Br. Eduardo; Custos of the IndependentCustody, Br. John Wong, Br. LeosEka, President of Thailand Br. Gregorius A.Pontus, President of Sri Lanka Br. Beny Baisas;Br. Johnson Manipadath, Secretary ofthe SAAOC Missions and Evangelization,Br. Peter Kanisius Aman, Coordinator of theSAAOC JPIC. Other participants were Br.Pascal Kenneth Robert, Br. Francis Mahamoto,and Br. Philips Jeffares, who representedthe region of New Zealand. The Secretary ofFCAO, Br. Saji Matthew, was present.Present at the EAC Conference were MinistersProvincial Br. Baltazar Obico, Br. FranciscoKi Gyung Ho, Br. Francis Xaverius VuPhu Lang, Br. Claudius Perogaro, Br. Paul JunHasegawa, Custos Br. Roberto Bayaras, Br.Joseph Song, and Br. Joseph Ha; the Coordinatorof JPIC of EAC, Br. Simon Kim, Br.Gregorio Redobaldo, Secretary for Formationand Studies of EAC, and Br. Cielo Amaldan,Secretary for the Missions and Evangelizationof EAC. The moderator was Br. Trevord’ Sousa.JUNE 27, 2011: Life and AnimationMorning sessionThe first day of the Minister General’smeeting with the EAC-SAAOC Conferencesbegan with Morning Prayer and Holy Masscombined at 6 AM in the Sister’s chapel. Bro.Baltazar Obico presided while Br. Paul JunHasegawa concelebrated. Breakfast followedat the refectory.The meeting started at 8:40 in the morning.Bro. Trevor Dalton Peter D’Souza, Moderatorof the meeting, started the meeting with aprayerful candle-light moment led by the MinisterGeneral Br. Jose Rodriguez Carballo andassisted by Bro. Baltazar Obico, president ofthe East Asia Conference (EAC), and Bro.Paul Smith, president of the South Asia, Australia,and Oceania Conference (SAAOC).Bro. Paskalis, the Definitor-General for Asiaand Oceania, gave the welcome address. Afterthat, Bro. Baltazar Obico gave a token of loveand appreciation to the Minister General.Br. Jose Rodriguez Carballo then spokeabout the purpose and expectations of this


AD CHRONICAM ORDINIS 285meeting. The objectives of this meeting areto encourage dialogue, fraternal communion,and collaboration. He then invited the participantsto share openly and clearly about theirreal lives, challenges and difficulties. He madeit clear that we are here to listen, discuss, andencourage each other in order to strengthenthe positive aspects and work together to overcomethe negative aspects in our lives.After this, the facilitator presented theschedule of the day. The participants then introducedthemselves and spent the remaining15 minutes sharing with one another.Bro. Baltazar Obico presented his report aspresident of the East Asia Conference (EAC).He stated the accomplishments of the conferenceconcerning the capitular mandates andcollaboration among entities. He shared aboutthe importance of dialogue and collaborationin the Asian context of massive poverty andplurality of cultures and religions. He alsotouched on the need to raise missionary awarenessamong the formandi.The session resumed at 10:45 AM. Bro.Paul Smith made a presentation about SouthAsia, Australia, and Oceania Conference(SAAOC). He mentioned some challenges beingfaced by the Conference. These challengesinclude the fact that the conference is composedof developed and developing countries,cultural and socio-political differences amongthe member entities, and the distance and costof air travel for meetings. The SAAOC contextis multi-national, multi-cultural, and multifaith.Other challenges are that the laborers arefew and Friars are multi-tasking; the need tomaintain energy and focus on what is important;the call to remain close to the poor; theproblem of financial viability; the restrictionsplace on the Friars in Islamic countries; theimportance of providing proper communitylife, that is, having at least three Friars in eachcommunity; providing relevant and good formationprograms; and the issue professionalmisconduct and sexual abuse.The two reports were followed by open dialogueand discussion.Afternoon sessionThe afternoon session started at 2:30 PMwith the Minister General giving a talk. Hefirst thanked the participants for the rich dialogueon the situation of the EAC and SAAOC.He discussed three fundamental points: First,the need to revitalize our life and mission. Inconnection with this, Bro. Jose Rodriguez Carballomentioned the three basic pillars of consecratedlife: spirituality, fraternity/minority,and evangelizing mission. He then discussedthe capitular mandates for the two conferences.These include the need to strengthen ourFranciscan identity, the need for a moratorium,formation issues, issues on economic transparency,economic matters, and collaboration.The participants divided into five groupsand discussed three questions formulated bythe Minister General. These are: (1) Indicatethree major challenges of your conference andthe means to respond to these challenges: (2)How can you improve your collaboration inthese three levels: Among the Entities of thesame Conference; among the entities of thetwo Conferences and; between the Conferencesand the Order: (3) How can you promoteVocation and Perseverance in the Order?The participants divided into five groupsand discussed the questions during and afterthe break. At 5:00 PM, the participants gatheredonce more and the group secretaries presentedthe results of their discussions.JUNE 28, 2011: Formation and StudiesMorning sessionThe second day of the meeting started withthe Eucharistic celebration and morning praiseat 6:00 AM in the Sisters’ Convent. Bro. PaulSmith presided and Bro. Babu Jose concelebrated.At 8:30 AM, the morning session beganwith an opening prayer and candle-lighting ledby Bro. Michael Perry, Bro. Joseph Ha, andBro. Philip Jeffares. Bro. Robert John Abadagave the recap.The moderator, Bro. Trevor D’Souza, invitedBro. Greg Redoblado to give his reportas the EAC Secretary for Formation and Studies.Bro. Greg Redoblado shared about EACinitiatives on collaboration in formation. Hementioned some activities like the CommonIntegration Program, and the Young Friars’Gathering. There are also future plans suchas the EAC formators’ course and an interconferentialformators’ course similar to thatoffered in Antonianum with a particular Asianthrust. Some difficulties encountered in theconference include learning English, cultureshock, and financial constraints. Bro. Gregended his report by presenting proposals suchas opening an international formation center inthe Philippines and the possibility of a summer


286 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2exposure exchange program with the poor inthe conference.Bro. Babu Jose presented his report onformation in SAAOC. He numerated someconcerns of initial formation: preparation offormators, integration of JPIC and Franciscanvalues in the formation program, plurality ofcultures, and collaboration. There are alreadyexisting inter-entity collaborations in formation.Formants are sent to different countries.Some challenges encountered include strainedpolitical relationship between countries, financiallimitations of the poorer entities, andlanguage barriers. Some plans which arose inthe SAAOC’s July 2010 meeting are to have aprogram of accompaniment for the under tenyearsolemnly professed friars, and to create acomprehensive Franciscans formators trainingprogram within FCAO.The session resumed at 10:35 AM. Bro.Gene Pastidio and company presented a shortvideo clip of the arrival of the participants inSaint Paul Center for Renewal.The Minister General then shared aboutformation challenges today and formative mediations.According to him, we must assumealways that formation is on-going formation.All friars are in formation. The big challengefor the Order is to form qualified formators.The mission of the formator is to be a “bridge”between the Lord who calls and the formantthat responds. He also reminded the delegatesnot to appoint formators in crisis. Formatorsin crisis only transmit crisis. Also, he said thatit is not enough to have one formator in a formationhouse; we need a formative fraternity.Despite the need for more vocations, we mustnot fall into the temptation of numbers or efficiencyas against the quality of life. Bro. JoseRodriguez Carballo ended his sharing by reiteratingthe 2009 chapter mandate to have aninternational pluricultural house of formation.Accompaniment of brothers studying abroadwas also highlighted.Afternoon session:Missions and EvangelizationThe afternoon session began at 2:30 PMwith a Prayer to Our Lady in Chinese led byBro. Kailu Song. Bro. Cielo Almazan gavehis report on EAC Missions & Evangelization.The EAC entities are engaged in variousministries such as parishes, education, healthservices, social work, charity, agriculture, aidto refugees, inter-religious dialogue, peacemaking,mission ad gentes, youth ministry,and JPIC. Some challenges he raised are theneed for new forms of evangelization, youthanimation, and increased collaboration. Onepossible venue for collaboration is the evangelizationcenter being constructed in Sampaloc,Manila.Bro. MV Johnson gave his presentation onMissions & Evangelization in SAAOC. Thetheme of his report is “be beyond borders.”Our vocation is to be missionaries like Jesusand Saint Francis. He presented the realitiesof diverse cultures, languages, and religionsin SAAOC. He as well presented statistics ofthe friars and their ministries. Most friars areengaged in formation and JPIC, parish work,education, and new forms of evangelization.Some friars are in foreign mission too. Thereare many challenges to mission and evangelizationin the Conference. At the personallevel, these are crisis of faith, lack of prayer,lack of motivation, individualism, abuses, lackof communication, and lack of transparency.At the institutional level, these are high demandsof ministries, provincialism, and lackof infrastructure, finances, vocations, cooperationbetween offices, and active friars. Atthe global level, religious political restrictionsmay hinder mission and evangelization. Someplans of the Conference are to participate in internationalmissions of the Order, to establisha fundraising body for missions, to establish amission center, and to strengthen both initialand ongoing formation.The friars took their break at 4:00 PM andcame back at 4:30 PM. Bro. Jose RodriguezCarballo proceeded with his sharing on Missionsand Evangelization. The evangelizingmission is not simply the external dimensionof our life. Our life under the action of theHoly Spirit is called to become Mission. Weare sent. We are people who constantly crossfrontiers. In Asia, the big challenge is interreligiousdialogue. Ethnic differences alsochallenge us in our fraternities. Bro. Jose RodriguezCarballo ended by renewing the call tocollaborate in the missionary project of theOrder.The open forum started with some discussionon the new forms of evangelization. Newforms do not mean only new ministries but thenew forms in living these ministries. Therewas an emotional discussion on inter-religiousdialogue. The brothers from Pakistan sharedabout their experiences of increasing funda-


AD CHRONICAM ORDINIS 287mentalism and violence inflicted by the Muslimsagainst Christians. But from a Christianand Franciscan perspective, dialogue is not anoption; it is what we are called to do. We cannotrenounce to love the other, even if he is afanatic Muslim. Even if he cannot understandour life, our religion, and our ideas. Still wemust love him. As Christians, we must loveothers and try to do our best in doing so. Theresults, only God knows. Towards the end ofthe discussion, Bro. Jose Rodriguez Carballoshared his vision of a possible project in Asia,that of opening a new presence in Nagasaki,Japan which would foster commitment forpeace. Bro. Paul Jun Hasegawa welcomed theidea.The session ended at 5:50 PM. At 6:30 PM,the friars had adoration of the Blessed Sacrament.Dinner followed. After dinner, the BayanihanDance Troupe entertained the friarswith their superb cultural presentation to thedelight of everyone. Some friars were alsoinvited to dance with the performers. At 8:15PM, the two conferences had their separatemeetings and election of officers.JUNE 29, 2011: Justice, Peace andIntegrity of CreationMorning SessionThe third and last day of the meeting startedwith a morning praise at 6:30 AM in theSisters’ chapel. The prayer was led by Bro.Eduardo Armenta. After the prayer, breakfastfollowed.The morning session began at 8:40 AM.Bro. Vicenzo Brocanelli, Bro. Gabriel fromWest Papua, and Bro. Moghal from Pakistanlit the candles and led the prayer “Vieni, SantoSpirito”. Then the friars sang an Urdu hymn.This was followed by a meditative reading onFranciscan peacemaking. Bro. Mark AdameBakari gave the recap of the previous day’sproceedings.Bro. Trevor D’Souza invited the GeneralDefinitors to give a brief sharing of the Conferencesthat they work with. Bro. VicenzoBrocanelli shared about Europe. Bro. FrancisWalter shared about the English-speakingConference. Bro. Nestor Schwerz sharedabout Latin America, where there are fourConferences. Bro. Michael Perry shared aboutAfrica, which has 13 entities and a little lessthan 900 friars.Bro. Trevor D’Souza announced the resultsof the previous evening’s election. Bro. BaltazarObico and Bro. Paul Jun Hasegawa werere-elected as president and vice-president ofEAC respectively. Bro. Paul Smith and Bro.Babu Jose were re-elected as president andvice-president of SAAOC respectively.Bro. Simon Kim presented his report asEAC JPIC secretary. He enumerated the JPICactivities of each entity in EAC (e.g. peacemaking,inter-religious dialogue, relief operations,migrants and refugees, environmentaladvocacy, indigenous people, AIDS/HIV,human trafficking, etc.) There are two JPICprojects of the conference, the EAC migrantsproject in South Korea, and the planned Asia-Oceania Franciscan JPIC course in the OurLady of the Angels Seminary (OLAS) in thePhilippines.Bro. Peter Aman reported on JPIC ofSAAOC. The entities are engaged in socialcharity, ecology, human rights, inter-religiousdialogue, peace and non-violence, and socialjustice. He concludes by pointing out that thereis a growing consciousness on JPIC as integralpart of our Franciscan life. Some of the weaknessesand difficulties faced are the lack offull-time brothers for JPIC work and serviceas well as lack of well-trained and qualifiedanimators for the same.At 10:40 AM, the session resumed. TheMinister General gave his response on the reportsabout JPIC. He stressed the importanceof JPIC in our Franciscan charism. He said heis convinced that we need real dialogue amongthe brothers. After this, he read some textsfrom the document “Bearers of the Gift of theGospel” on JPIC.The open forum began with discussionon the promotion of the spirituality of JPIC.Our main contribution in building ecologicalawareness is in the spiritual and theologicaldimension. We must defend ecology notbecause of the consideration that man is thecenter of the universe, but our conviction thatnature is a sign of God, as Saint Bonaventurespoke strongly about. It was questioned alsohow the documents of the General Curia onJPIC have been used in the Conferences. Thecall on integrated formation was again reiterated.Afternoon Session: ResolutionsIn the afternoon, the two conferences deliberatedon the proposed plan of action. Afterwards,the delegates gathered to discuss, finalize,and approve the plan of action.


288 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2The approved plan of action is as follows:Formation• That our initial and on-going formationprograms be improved in view of makingmission and evangelization together withJPIC as objectives of formation; and thatthe secretaries for JPIC and Missions andEvangelization be included by the formationteam in this task.• That proper accompaniment be given by theMinisters to friars under 5 or 10 years of professionas well as those studying overseas.Inter-Conferential Collaboration• That the two Conferences continue an indepth study (without prejudice to shortercourse for formators) for the establishmentof a Course on Formators with an Asiancontext similar to that of Antonianum andCanterbury that provides either a Certificateor Masters in Franciscan Formation.• That the Secretariat for Formation andStudies of each Conference study the possibilityof creating international formationhouses [e.g. Common Novitiate or Pre-SolemnProfession Formation Year (FranciscanYear)]Mission and EvangelizationLocal Entity• That each entity identify and prepare Friarswith potentials for Mission ministry.• That we emphasize promotion of real dialogueand build mutual respect between ourbrothers, in our communities, entities andconferences.Inter-Entity collaboration• That FCAO establish a mission programthat prepares friars to specific Asian missionary/JPICwork.• That each Conference address the plan ofaction and resolution of the recent IRDmeeting in Cebu, especially in regard to dialogueof life in specific country contexts.• That the entities support initiatives for newforms of Franciscan religious life and missionarypresence that change our lives andenable us to be evangelized by those weserve.• That the two Conferences support the commitmentof the Order to establish an internationalcommunity and new presence inNagasaki which would become the Order’scenter for Peace Reflection, Studies andAdvocacy.Between entities and General Curia• Each time the entities have three concurrentsolemn professions or more commit at leastone professed friar to the Minister Generalin consultation with his Definitory.JPICLocal• That a process be developed for linkingJPIC projects and spirituality, fraternityand personal conversion.• That the entities support the annual JPICCourse by sending participants.From the Minister General• That in the area of Formation, collaborationamong entities from the two conferencesand the General Curia, the programs for theInternational and Inter-Provincial Housesof Formation shall be approved by the MinisterGeneral.After the approval of the resolutions, Bro.Trevor D’Souza invited the friars to give a briefevaluation of the entire meeting. At 6:15 PM,the friars celebrated the closing liturgy throughthe celebration of the Holy Eucharist presidedby the Minister General himself together withthe re-elected presidents of the two Conferences.At the end of the Mass, the two presidentstook the opportunity to all those who made thisevent possible and a success. Bro. Paul Smithparticularly thanked Bro. Baltazar Obico, theprovincial of the host province. Bro. BaltazarObico thanked the members of the preparatorycommittee and all the other people who helpedmake the event a success. Tokens of gratitudewere also given to the members of the GeneralDefinitory who were acknowledged for theirpresence and fraternal support in the meeting.The evening ended with a fraternal agape andbidding farewells to the Minister General, theGeneral Definitors, and some other delegateswho left after dinner.Fr. Paskalis Bruno Syukur1.8. Visita a las Provincias franciscanas deMéxico19 al 29 de julio de 2011El hermano Ministro general Fr. José Ro-


AD CHRONICAM ORDINIS 289dríguez Carballo, acompañado por Fr. JulioCesar Bunader, ofm, Definidor general, realizaronla visita a las Provincias franciscanasS. Felipe de Jesús, B. Junípero Serra y SantoEvangelio, y se encontraron en asamblea conlos Definitorios provinciales de las entidadesde México. La visita siguió el siguiente itinerario:19 al 21 de julio en Cancún e Izamal; losdías 22 al 24 en Tijuana y Sonora; los días 25al 27 en Ciudad de México, Calpan y Oaxaca;el día 28 encuentro con los Definitorios provincialesy el día 29 la visita al Santuario Ntra.Sra. de Guadalupe y visita a la zona arqueológicadel Templo Mayor de Tenochtitlan.Provincia “San Felipe de Jesús”Durante los días martes 19 y miércoles 20,en la ciudad de Cancún, al sur este de México,los hermanos de la Provincia “San Felipe deJesús” estaban reunidos en Consejo PlenarioProvincial, con el objeto de revisar, profundizary aprobar el plan de formación humana eintegral de la fraternidad provincial. En dichocontexto el Ministro provincial Fr. GabrielRomero Tavilla, ofm, recibió al hermano Fr.José, Ministro general y Fr. Julio, Definidorgeneral, quienes participaron en las sesiones,dando lugar al diálogo en asamblea con lasmotivaciones del Ministro general para loshermanos en formación permanente y luegocon los hermanos en formación inicial de laProvincia.Un momento especial fue la recepción y eldialogo fraterno del Ministro general con losDirectivos y agentes de pastoral del ColegioBoston de Cancún, establecimiento de propiedady gestión privada, que adoptó la espiritualidadFranciscana y los criterios de la Ordenindicados en las “directrices generales parala educación franciscana: Id y Enseñad”. Endicha oportunidad el Ministro general Fr. JoséRodríguez Carballo precedió la bendiciónde la nueva sede Plantel Tilkal del ColegioBoston. Las celebraciones culminaron con lacena festiva con la presencia del Sr. Obispode Cancún Mons. Pedro Pablo Elizondo, losDirectivos del Colegio Boston y los hermanosmenores de la Provincia franciscana, para agasajaral hermano Ministro general de la Ordende Hermanos Menores.El día jueves 21, antes de dejar Cancún parallegar a Izamal, los hermanos se reunieronen el nuevo oratorio de la Fraternidad Franciscanapara la oración de la mañana, durantela cual Fr. José, Ministro general, bendijoel nuevo espacio de oración de la fraternidad,animando a los presentes a fortalecer el “espíritude oración y devoción” para una profundavida fraterna y de misión evangelizadora. Elprograma de la visita continuó en la ciudad deIzamal, lugar donde se ubica actualmente laCuria provincial de la Provincia San Felipe deJesús. Con la presencia de los hermanos menoresy de la familia franciscana el hermanoMinistro general preside la celebración de labendición de la nueva Sede Provincial.En la ciudad de Izamal el Ministro generaltuvo la oportunidad de encontrarse con loshermanos y hermanas de las OFS y Jufra; posteriormenteFr. José dedico un tiempo especialpara dialogar con las hermanas Clarisas de loscuatro monasterios de la zona. Para culminarla jornada, la familia franciscana junto a lacomunidad de fieles participaron en la celebraciónde la Misa, presidida por el Ministrogeneral, en la cual el hermano Fr. Juan PabloChávez, ofm, junto a sus padres, familiares yamigos, dio gracias a Dios y renovó su profesiónde hermano menor en su XXV aniversariode consagrado.Provincia “Beato Junípero Serra”El día viernes 22 de julio se recorrió la distanciade Izamal hasta el aeropuerto de Méridapara luego volar hasta la ciudad de Tijuana,ubicada al norte de México, límite con losEstados Unidos de Norte America. Al llegarnos esperaba el Ministro provincial Fr. JuanMaria Huerta, ofm con hermanos de la Provincia“Beato Junípero Serra” y así dar inicioa la segunda etapa de la visita organizada enla Curia provincial. El tiempo a disposiciónfue dedicado al diálogo fraterno del Ministrogeneral con los hermanos Profesos solemnes.La mañana del día sábado 23 de julio fueronorganizados los encuentros con el áreaformación. En un primer momento con loshermanos formadores de las diversas etapas,y luego con los hermanos en formación inicialde la entidad en su mayoría profesos temporalesy novicios. Al iniciar la tarde se organizouna procesión desde la Curia provincial hastalas instalaciones del Hostal Franciscano “paz ybien”, donde se realizó la recepción del Ministrogeneral Fr. José Rodríguez Carballo y delDefinidor general Fr. Julio Cesar Bunader. Endicho lugar se celebró la Eucaristía presididapor el Ministro general y la bendición de las


290 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2nuevas instalaciones del Hostal; posteriormentese ofreció un tiempo para el dialogo-convivenciadel Ministro general con los representantesde la Familia franciscana y el ágapefraterno-cultural.El domingo 24 de julio se programaron encuentrosen otra zona de la Provincia, volandodesde Tijuana hasta Hermosillo, Sonora. Enla ciudad se visitó el Sanatorio San Francisco(HFIC) en Hermosillo, recibidos por las hermanasfranciscanas para luego continuar a laciudad de Guaymas donde se ubica la Casa delPostulantado de la Provincia. El Ministro generaly el Definidor general fueron recibidospor los hermanos menores y la familia franciscanade la zona para la bendición de las nuevasinstalaciones del Postulantado, ubicado enuna zona calida y desértica, pero donde se proyectaun espacio para la formación y presenciafranciscana. En la misma ciudad se organizóla recepción del Ministro general en el CentroCultural de Guaymas, dando tiempo parael diálogo y posterior almuerzo cultural conlos hermanos OFM presentes en la zona: de laProvincia Junípero Serra (México) y de la ProvinciaSanta Bárbara (USA), con los hermanosde la OFS y consagradas franciscanas.En horario de la tarde se preparó el recibimientodel Ministro general en la ciudad deObregón, lugar donde se celebró la Misa enel Templo de San Francisco con los fieles dela parroquia y la familia franciscana, presididapor el hermano Ministro general con la presenciadel Obispo del lugar Mons. Felipe PadillaCarmona y de los hermanos menores de la zona.Al culminar la celebración se dio un espaciopara el diálogo con el Obispo y los hermanosen la Casa Franciscana de la fraternidad.Provincia “Santo Evangelio”El día lunes 25 de julio Fr. José, Ministro generalcon Fr. Julio, Definidor general viajarondesde Obregón a la ciudad de México (DF). Enhorario de la mañana fueron recibidos por Fr.Francisco Morales, ofm, Ministro provincial yFr. Juan Medina, Vicario, para iniciar la visitacon los hermanos de la zona centro reunidospara celebrar la Misa en la Iglesia San Francisco.Con la presencia de la familia franciscanael hermano Ministro general preside la santaMisa en la fiesta de Santiago Apóstol. Paraculminar se organizó el almuerzo fraterno conlos hermanos de la zona en el Casino Español.En horario de la tarde siguieron los encuentrosen el Convento de Coyoacán, sede de la CuriaProvincia, en cuya oportunidad el Ministrogeneral Fr. José se reunió con los hermanosde los consejos regionales de la OFS y JuFra.La jornada culmino con el encuentro fraternoy festivo con el Gobierno provincial en la Casade la Fraternidad de la Divina Providencia.El programa del día martes 26 de julio sedesarrolló en la ciudad de Calpan, Puebla. Enun primer momento el Ministro general se encontrócon los Formadores y Formandos enla Casa del Noviciado de la Provincia, dedicandoun tiempo prolongado al diálogo conlos formadores de la entidad. Al finalizar, loshermanos, la comunidad eclesial, familiaresy amigos, iniciaron la procesión con los hermanosnovicios hacia la Iglesia San Andrés deCalpan, lugar donde se celebró la Misa presididapor el hermano Ministro general Fr. JoséRodríguez Carballo, ofm, quien recibió a laOrden por la primera profesión a los hermanosFr. Oscar Barragán Pérez, Fr. José de JesúsBautista Salmerón, Fr. Ángel Guzmán Valdéz,Fr. César Merino de León, Fr. David WillibaldoRuiz Gómez. Por la tarde, el hermanoMinistro general se reunió con las hermanasClarisas de la Confederación y hermanas de laInmaculada Concepción, y con los hermanosprofesos solemnes de la Provincia del SantoEvangelio de la zona de Puebla-Tlaxcala.El día miércoles 27 volando por la mañanapara regresar por la noche, se programaron losencuentros con los hermanos de las fraternidadesde las zonas indígenas de Oaxaca. Conla presencia del Ministro general, el Definidorgeneral, el Ministro provincial y el Vicarioprovincial, los hermanos presentaron la misiónque realizan en las cuatro parroquias: 1) Parroquiade Santa María Puxmecatán, ubicada enla zona Mixe, donde se habla principalmentemixe y algunos hablan español. 2) Parroquiade San Juan Bautista Huajintepéc, Guerrero.La población esta dividida en dos zonas, la zonaindígena amuzga y la zona de mestisos ocampesina. 3) Parroquia de Santa Cruz Zenzontepéc.Cuenta con 40 comunidades esparcidaspor las montañas: el idioma que se hablaes el chatino y poco español. 4) Parroquia dePanixtlahuca, donde se habla el idioma chatinoy poco español. En esta zona, los hermanoshan promovido la pastoral integral buscandola promoción de la comunidad y prestan el serviciode una emisora radial y indican algunasdificultades comunes, como son las grandesdistancias, la pobreza y la diversidad de idio-


AD CHRONICAM ORDINIS 291mas. El Ministro general agradeció la loablelabor franciscana, invitando a profundizar lapresencia evangelizadora en sintonía con lasindicaciones del Mandato 13 del Capitulo general2009.La visita en Oaxaca culmino con la celebraciónde la santa Misa presidida por el Ministrogeneral con la activa participación de la familiafranciscana y fieles del lugar. Al finalizarse ofreció el almuerzo durante el cual se representaroncantos y danzas típicas de las diferenteszonas culturales de la región. Antes deregresar para la ciudad de México se propusoun recorrido para visitar la ciudad colonial yalgunas iglesias emblemáticas.Ministro general y Definitorios provincialesEl día jueves 28 de julio de 2011 fueron invitadoslos Ministros y Definitorios provincialesde las entidades de México para encontrasecon el Ministro general Fr. José RodríguezCarballo y Fr. Julio Cesar Bunader, Definidorgeneral. Estuvieron presentes los Definitoriosde las Provincias “San Felipe de Jesús”,“Beato Junípero Serra”, “Santo Evangelio” y“Santos Francisco y Santiago”. No pudieronparticipar los hermanos de la Provincia “SantosPedro y Pablo” por ser el día de la clausuradel Capitulo provincial.Los hermanos compartieron la jornada conla moderación de Fr. Julio, Definidor general ycon las motivaciones para el dialogo de Fr. José,Ministro general, quien enfatizó la importanciade la animación y del servicio del Definitorioprovincial, en cuanto fraternidad quecomparte la fe con confianza, para luego presentaralgunos temas de interés del Definitoriogeneral, como son la identidad del HermanoMenor, la dimensión misionera de la Orden,la formación en sus etapas y dimensiones, larevitalización del carisma y el redimensionamiento.Los trabajos en grupo por Definitoriosprovinciales siguieron tres puntos: a) formularalguna pregunta o aclaración sobre los contenidosexpuestos; b) individuar dos desafíos otemas prioritarios en la Entidad; c) indicar undesafío para la colaboración interprovincial.En asamblea plenaria se compartió la síntesisde los grupos, con el objetivo de identificaralgunos temas y realizar acuerdos para elservicio de animación de los hermanos y Entidades.A modo de conclusión se decide la colaboraciónsobre dos temas: 1) La formaciónpermanente: se propone organizar una semanade reflexión, en lo posibles dentro de los próximosseis meses, para los Definitorios provinciales,asistidos por un hermano; 2) La Identidaddel hermano menor: se sugiere elaborarfichas sobre el tema para ser utilizadas en lasdistintas instancias de animación provincialpara el año 2012. Al finalizar, el hermanoMinistro general Fr. José Rodríguez Carballoagradece la presencia de los hermanos, resaltandola importancia del encuentro que, al decirde los hermanos, era la primera vez que seencontraron los Definitorios provinciales deMéxico. Se da por terminado el encuentro conla Misa presidida por el Ministro general, dandogracias a Dios por los distintos momentosde la visita.El día viernes 29 de julio el hermano Ministroprovincial Fr. Francisco Morales juntoal Vicario provincial Fr. Juan Medina, organizaronla Visita del Ministro general y del Definidorgeneral al santuario Guadalupe, siendoun momento significativo de oración y devociónimplorando la intercesión de Sta. Mariade Guadalupe por los hermanos, los proyectosy el próximo Capitulo Under Ten 2012 que serealizará en México. Aprovechando el tiempodisponible antes del medio día se visitó la zonaarqueológica del Templo Mayor de Tenochtitlan,ubicado en la misma ciudad de México.Damos gracias a Dios por la acogida fraternade los hermanos que nos recibieron durantela visita y encomendamos a San Francisco deAsís y Santa Clara de Asís la vida y misiónde los hermanos menores de las Entidades deMéxico.Fr. Julio Cesar Bunader, ofm2. XXXVIII semana interprovincial deCONFRESMadrid, 2-5 de mayo de 2011Este año se ha recuperado la tradición, trasdos años de interrupción en los que se realizaronen el mes de septiembre, de celebrar estaXXXVIII Semana Interprovincial en la segundasemana de Pascua, y en la también tradicionalsede de las Franciscanas Misioneras dela Madre del Divino Pastor, en la calle SantaEngracia, 140, de Madrid.Estábamos estrenando el mes de mayo,cuando fuimos llegando el día 1 o por la tardepara instalarnos en las habitaciones.


292 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2LUNES, DÍA 2A las 9’30 de la mañana se hizo el repartodel material necesario y después de los saludos,se adelantó un poco el comienzo de lajornada, así como un cambio de horario, porla necesidad del Ministro general de viajar esatarde a Roma.A las 9’45 la oración comunitaria abrió lajornada, centrándonos en las palabras de Franciscoa toda la Orden, las palabras de saludodel Presidente y los avisos imprescindibles delSecretario, nos centraron en la realidad de lasemana.En la primera intervención de la mañana,el Ministro general, Fr. José R. Carballo, nosexpuso las claves del documento del Capítulogeneral 2009, “Portadores del don del Evangelio”,tomando conciencia de que somos enviados,haciéndolo desde la lógica del don,dejándonos habitar por el Evangelio, con laconsecuencia lógica que es la misión. La exposiciónfue seguida del diálogo consiguientey del descanso.La segunda parte de la mañana, a las 11’45,se dedicó a los mandatos que en base al documentohizo el Capítulo general, y que expusoel Definidor general, Fr. Vicente Felipe. Dividiósu exposición en dos partes: mandatos quese refieren a las áreas de animación, misión yformación y estudios, justicia y paz, gobiernode la Orden y economía; y los retos que estosmandatos nos lanzan a nuestras Provincias. Alterminar el diálogo con las aclaraciones oportunas,los participantes fueron al jardín y sehicieron la foto de grupo.A las 13’10 celebramos la Eucaristía presididapor el Ministro general, en la que habló dela alegría pascual de nuestra vocación, siendoportadores de la buena nueva del Evangelio,con la osadía del que se siente provocado porla realidad, siendo enviados al mundo.El compartir la mesa en fraternidad y el descansonecesario, dieron paso al trabajo de latarde. Se constituyen los grupos y se fija el trabajoa realizar. El Ministro general aprovechaeste momento para despedirse de los hermanosy volver de nuevo al aeropuerto para regresara Roma. Entre el trabajo en los diversos gruposy el tiempo dedicado a poner en común lasreflexiones de los mismos, moderados por Fr.Miguel Vallecillo, llegamos a la tarde avanzada.A las 20’30 nos reunimos de nuevo para elrezo de Vísperas y serenar el hermano cuerpocon la cena y el necesario descanso.MARTES, DÍA 3Un nuevo día, en el que los hermanos deArantzazu nos guían en la oración gozosa de lamañana al Señor Resucitado. Y a las 10’00 comienzael trabajo en el aula. El tema de Europanos ocupará toda la jornada. El profesor de laFacultad de Teología de Granada, IldefonsoCamacho, nos habla de la formación de Europa,a lo largo de la historia, y las encrucijadasen que se encuentra hoy, de su identidad queva de la diversidad a la unidad, y de lo que es elhecho de la Unión Europea y hacia dónde va ycon qué modelo se quiere construir. Toda unarealidad que se debate entre el Cristianismo ylo postmoderno, entre la secularización y lo religioso,entre la duda y el escepticismo.Ante esta realidad ¿qué tenemos que decir yhacer los franciscanos en Europa? Para introducirnosen este Proyecto Europa de la Orden,Fr. Vitor Melicias, en la segunda parte, nosexpone dicho Proyecto, con sus principios inspiradores,objetivos, compromisos y nuevoscaminos que transitar.Una mañana intensa que nos ilustra y noscompromete, teoría y práctica para una OrdenFranciscana que sigue siendo mayoritariamenteeuropea todavía, pero con una tendenciaacusada a disminuir y envejecer. El ponenteanima a hacernos presentes en esta Europa, comolo fuimos en la Edad Media, aportando losvalores de nuestra mejor tradición humanista yfranciscana para su evangelización.Así transcurrió la mañana hasta la hora deldescanso y la comida. Después, la tarde, horaspropicias para el diálogo y la reflexión engrupo, mientras los Ministros provinciales sereunían para tomar decisiones y echar a andarlos nuevos proyectos de la Conferencia.La puesta en común de los hermanos, moderadapor Fr. Joaquín Recasens, estimula elinterés y la imaginación. La Europa franciscanase muestra atractiva y como un continenteaún por descubrir, siempre antiguo y siemprenuevo, fraternidades nuevas, aprendizaje delenguas, caminos de peregrinación y de relacionescon oportunidades para la evangelización,redescubrir raíces y amar la cuna culturalen la que hemos nacido, recuperar e impulsarvalores para superar laicismos excluyentes,relativismos disolventes, inmigración e inculturación,pluralismo y unidad…, tantas son lascuestiones y los desafíos de este continente,tan antiguo y tan lanzado para adelante.Al atardecer, a la hora en que la lechuzagriega, símbolo de Europa, sale para realizar


AD CHRONICAM ORDINIS 293su tarea, es cuando nos recogemos en oración.El rezo de la tarde y la Eucaristía, presididapor Fr. Joaquín Domínguez, serenan los sentimientosy al mismo tiempo animan los deseosmisioneros de los discípulos de Jesús resucitado,que los envía por los caminos del mundo,como Francisco hizo con sus hermanos apenasfueron un puñado, y desde Asís se repartieronpor los cuatro puntos cardinales de Europa, ymás allá...Aunque fuera media hora, el horario se adelantópara cenar y ver el encuentro de fútbolque resolvía, entre equipos eternamente rivalesde esta Hispania fecunda, la clasificaciónpara la Liga de Europa. También lo lúdicoformó parte del programa, pero manteniéndoseen los límites de lo correcto, con efusionesmanifestadas y contenidas, en las que se dio unbuen ejemplo de “fair play” franciscano.MIÉRCOLES, DÍA 4A las 8’30 de la mañana, con el himno deLaudes, “Cristo, alegría del mundo” estrenábamoseste nuevo día y era el signo de la alegríaesperanzada, dando el tono a lo que iba aser el contenido de la jornada: la pastoral juvenily vocacional.Guiados por la experta mano del sacerdotede la diócesis de Murcia, Juan Carlos GarcíaDomene, a las 10’00 de la mañana, nos introducíamosen la situación actual por la que atraviesanlos jóvenes, tomando conciencia de queno hay una juventud sino muchas clases de jóvenesy, por lo mismo, una pastoral diversificada.Ni todo es noche ni todo son estrellas, locual dio pie a analizar las diversas situacionescontradictorias, para concluir con unas clavesdesde el Evangelio que iluminan el quehacerde esta pastoral, dan esperanza e invitan a irmás allá, a dilatar la historia.Después de la pausa, en la segunda unidadde trabajo, encaramos la realidad de CON-FRES en este aspecto de la pastoral juvenily vocacional. La interprovincialidad tambiénafecta a la Pastoral Juvenil y Vocacional, y losjóvenes hermanos de la Conferencia que trabajanesta parcela en las diversas Provincias,nos expusieron su experiencia vivida duranteel pasado mes de noviembre, en el conventode Nuestra Señora de los Ángeles de Cáceres.Fruto de ella es el Proyecto FRATER, hechocon ilusión, seriedad y convencimiento. EsteProyecto nos cuenta una historia, está concebidoen clave de relato, y por eso se hace ilusionante:una historia que contar y celebrar; unahistoria con raíces; una historia por vivir; unahistoria a transitar; y, por último, una historiaque nos urge. Es una realidad que se pondráen funcionamiento el próximo mes de septiembre,y que se inserta en el camino de lainterprovincialidad y el de la revitalización denuestro franciscanismo. La exposición ágil yvariada nos situó en las coordenadas que seguirála Conferencia, partiendo de esta Fraternidadde Acogida Vocacional (FAV), y trabajandoen una pastoral en red con las diversasfraternidades de zona.Con este proyecto ilusionante concluimosel trabajo de la mañana. La tarde se dedicótambién a la reflexión, alternando las reunionesde grupo con un poner en común el resultadodel pensar juntos, moderando la sesión Fr.Patxi Bergara. Para los hermanos es un proyectoque concita muchas adhesiones, que esidealista pero que al mismo tiempo respondea la necesidad y a la realidad, que refleja launión de fuerzas pero que hay que organizarla vida, que el protagonista sea el joven peroque también se le muestre la belleza de la vidaevangélica y la claridad de sus exigencias, quela propuesta vocacional sea para el joven dehoy pero con el evangelio de siempre…Las luces se van acrecentando con el surgirde las ideas, y el proyecto se enriquece con losmatices, advertencias, aportaciones y enmiendas.Sólo queda esperar a su puesta en prácticael próximo mes de septiembre. Así llegamos alas 19’45 de la tarde, con un prudente tiempode tránsito para celebrar la Eucaristía y las Vísperasa las 20’15, presidida por Fr. José AntonioCastiñeira. El evangelio ilumina nuestrarealidad y Cristo habla a su comunidad. Frenteal miedo, poner la fuerza y la valentía, unmiedo que produce bloqueo, que encadena lalibertad, que habla de cárcel como les ocurrióa los Apóstoles, es una realidad que puede hacersepresente también hoy. Este conflicto seilumina con la presencia de Cristo Resucitado,que suelta las cadenas, que abre las cárceles denuestras limitaciones.A as 21’00 horas, viene la cena y el tiempobreve para el paseo nocturno y la charla distendida.Mañana será otro día, el último día.JUEVES, DÍA 5Según el horario, a las 8’30 celebramos laEucaristía con el rezo de Laudes, presididapor Fr. Moisés Semedo. Una invitación a vivirdesde la fe todo este proceso en búsqueda de lacolaboración, de una revitalización y reestruc-


294 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2turación, que es paso pascual y vida renacida.A las 10’00 comienza la primera sesión deeste último día. Se dan los avisos pertinentespara concluir bien nuestra estancia en la Casade Espiritualidad, y se adelanta en media horala comida, a las 13’30, con la que concluiremosnuestro Encuentro.Antes de empezar, el Presidente cede la palabraal Ministro Provincial de Santiago paradar una información que afecta a la marcha delproceso de reestructuración de la Conferencia.Se siente obligado a dar la noticia para evitarespeculaciones, y porque era el momento declarificar la situación. Después de la decisióncapitular de adherirse al proceso “con condiciones”,él ha hecho una consulta a todas lasfraternidades y a los hermanos de la Provincia,dentro de una visita canónica, y con voto secreto.La Provincia por una abrumadora mayoríano se une al proceso de reestructuracióny opta por mantener su identidad provincial,siguiendo con la colaboración interprovincialcomo hasta ahora.Recibida la noticia que aclara el paisaje ydespeja el camino para un trabajo decidido deaquellas otras Provincias que han apostado porel mismo, se aborda el tema de la mañana, queera la situación actual de la revitalización enCONFRES.En representación del Grupo Dinamizador,Fr. José María Sainz, expone el momento actualen que nos encontramos en el proceso y loque aún queda por hacer. Este Proyecto está enmanos de todos y está vivo, por lo que continuamentese va modificando y generando noticiasnuevas. Se hace un recorrido del caminoque se ha hecho desde el lejano 2005, en elque se empezó a hablar de la necesidad de unareestructuración en CONFRES, en el transcursode la XXXII Semana Interprovincial, hastael 2011, con el Encuentro de El Pardo en enero,y esta XXXVIII Semana. El resultado de todoeste proceso se podría resumir en que hemospasado de lo provincial a lo interprovincial; delo interprovincial a lo común; de lo común alo propio. Todas las Comisiones se están reuniendopara hacer su borrador de proyecto, yllegar así a constituir el único “Proyecto Porciúncula”de la futura Entidad, según marcala Hoja de Ruta. Fruto de estos nuevos pasos,es la constitución de la FAV, en Cáceres, elpróximo mes de septiembre, y el Postulantadocomún, el próximo año, en Ávila.A las 11’30 hicimos el descanso, para llegara la última sesión a las 12’00. Los hermanosJosé Hernández Valenzuela y Joaquín Recasenshabían estado atentos al devenir de lareflexión según los diversos temas tratados, ynos presentaron el Documento final, con laspropuestas que la Semana ha generado. Trasun tiempo para hacer las discusiones y enmiendasoportunas, se aprobó el documento.Es el epílogo del encuentro. Se dan avisos yse comparten inquietudes e iniciativas:– las hermanas clarisas de Cataluña celebranen Barcelona un Congreso, con motivo delVIII Centenario, de la fundación de la Orden,los días 1, 2 y 3 de junio próximo. Seinvita a participar y a difundir este acontecimiento.– La CONFRES con motivo del VIII Centenariode la fundación de la Orden Franciscanaestá publicando una colección titulada“Francisco de Asís hoy”. Se avisa que yahan salido los dos últimos números, “Franciscode Asís y Clara” y “Francisco de Asísy los marginados” para que las Provinciasvayan adquiriendo los ejemplares que necesiten,y difundan estas publicaciones.– Se informa sobre la próxima Jornada Mundialde la Juventud, que se celebrará en Madridel próximo mes de agosto. La “aldeafranciscana” que se instalará en torno alconvento de San Francisco el Grande, tendráuna cobertura informativa, tanto por internet,radio y televisión, que hará Radio dela Paz. Se necesitan jóvenes que colaborencomo presentadores, entrevistadores, intérpretes,guionistas, y para apoyo logístico.– También se informa de que con motivo delXXV aniversario del “Espíritu de Asís”, secelebrará una Eucaristía televisada, organizadapor la Familia Franciscana, el próximo13 de noviembre.La conclusión de la Semana la hace el Presidentede CONFRES, Fr. José Antonio Jordá.Hace uso de la palabra para hablar de sensacionessentidas durante estos días, de discernimientoguiados por la súplica del P. SanFrancisco: ¡Oh alto y glorioso Dios!, y por laPascua que lo envuelve todo en un clima degozo y esperanza. También aparece la palabra“miedo” en la Escritura de estos días y en elcaminar de nuestra andadura. Pero el antídotofue y sigue siendo Jesucristo Resucitado. Elproceso de revitalización y reestructuraciónva por buen camino, y le produce una buenasensación. La celebración de la Semana nosdeja un poco cansados pero la evaluación dejasatisfechos a los participantes: los temas


AD CHRONICAM ORDINIS 295han sido oportunos, los ponentes han estadoa buen nivel, el trabajo en grupo rico en iniciativasy fructífero y, sin esperar resultadosdeslumbrantes, vamos haciendo camino. Elagradecimiento sincero a todos los organizadores,participantes, así como a las hermanasfranciscanas que un año más nos han acogidoen su casa y nos han transmitido, con el tratofraterno y la confianza generosa, la sensaciónde que nos encontrábamos en la nuestra.Fr. Miguel Vallecillo Martín, ofmSecretario de CONFRES3. Incontro dei Presidenti delle Conferenzecon il Ministro e Definitorio generaleRoma, Curia generale, 16-18.05.2011Dal 16 al 18 maggio 2011, presso la Curiagenerale OFM, si è tenuto l’annuale incontrodei Presidenti delle Conferenze dei Ministriprovinciali con il Ministro e il Definitorio generale.Partecipanti– Ministro e Definitorio generaleFr. José Rodríguez Carballo (Min. gen.),Fr. Michael Anthony Perry (Vic. gen.), Fr.Vincenzo Brocanelli (Def. gen.), Fr. Vicente-Emilio Felipe Tapia (Def. gen.), Fr. NestorInácio Schwerz (Def. gen.), Fr. Francis WilliamWalter (Def. gen.), Fr. Roger Marchal(Def. gen.), Fr. Ernest Karol Siekierka (Def.gen.), Fr. Paskalis Bruno Syukur (Def. gen.),Fr. Julio César Bunader (Def. gen.), Fr. VincentMduduzi Zungu (Def. gen.), Fr. AidanMcGrath (Seg. gen.)– PresidentiFr. Marcel Bakoma: Africana; Fr. CaoimhínÓ Laoide: Anglophona (ESC); Fr. PaulSmith: Asia Meridionalis, Australia & Oceania(SAAOC); Fr. Baltazar Obico: Asia Orientalis(EAC); Fr. Mario Liroy Ortega: Bolivariana;Fr. João Inácio Müller: Brasiliana (CFMB);Fr. Jorge Gustavo Rodríguez: Cono Sur; Fr.Pierbattista Pizzaballa: Custodia Terrae Sanctae;Fr. José Antonio Jordá Tomás: Hispano-Lusitana (CONFRES); Fr. Francesco Patton:Italica (COMPI); Fr Juan Maria Huerta Muro:Mexici et Americae Centralis; Fr. ŽeljkoTolić: Slavica Australis; Fr. Czesław Gniecki:Slavica Septentrionalis; Fr. Jan van den Eijnden:Transalpina Franciscana (COTAF).– AltriFr. Aidan McGrath (Segreteria generale),Fr. Stefano Lovato (Verbalista); Fr. Edwin Paniagua,Fr. Oscar G. Villalobos Avendaño, Fr.Francesco Rizzi, Philippe Schillings (traduttori/interpreti);Fr. Azariasz Hess (Logistica);Fr. Francisco Candray (Autista); Fr. GianniCalifano, Fr. Raimundo Domínguez, Fr. AnaniaszKorba, Fr. Roger Marchal, Fr. ValentinoMenegatti (Liturgia e Sagrestia); Fr. ÁngelFlores, Fr. Pietro Tran Van Huan, Fr. JorgeChumacera, Fr. Elias Dalla Rosa (Necessità/Refettorio); Fr. Robert Bahčič (Computer/Internet).AgendaL’incontro si è aperto il 16 maggio,nell’Aula “Duns Scoto”, alle ore 9. Dopo unabreve spiegazione sull’uso delle cuffie, per latraduzione simultanea, e il saluto del Ministro,c’è stata la presentazione personale dei singolipartecipanti. La prima parte della mattinata siè chiusa con la relazione del Ministro generalesu: «Rivitalizzare la nostra vita e missione peressere portatori del Vangelo» e con la presentazionedella situazione delle varie Conferenzeda parte dei rispettivi Presidenti. Nel pomeriggio,prima ci si è divisi in gruppi linguistici perindividuare tre priorità e tre mandati capitolarie, successivamente ci si riuniti in Assembleaper riferire su quanto emerso nei tre gruppi(italiano, spagnolo, inglese) e per un fraternodialogo con il Ministro e tra i partecipanti.I lavori del secondo giorno, 17 maggio,hanno avuto come linea-guida la riflessionesulla nostra identità. Si è iniziato con i Presidenti,i quali hanno parlato degli elementi checaratterizzano la nostra identità, alla luce delnostro carisma e delle sfide del nostro tempo,secondo il pensiero della propria Conferenza.Si è proseguito con il contributo delle riflessionidi Fr. Fernando Uribe, che ha parlatodell’«Identità francescana alla luce delle Costituzioni»,e di Fr. Cesare Vaiani, che ha presentatol’«Identità francescana alla luce dellesfide odierne». Si è concluso con i lavori neigruppi linguistici e in Assemblea, dove è statopossibile non solo ascoltare ciò che era emersonei gruppi, ma anche dialogare con gli Esperti.I lavori dell’ultimo giorno dell’incontro, 18maggio, sono iniziati con la presentazione del


296 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Mandato 48 del Capitolo generale – cause emotivi degli abbandoni – , da parte della Commissione“ad hoc”, e del «Sussidio su ridimensionamentoe ristrutturazione» (Fr. VicenteFelipe). La relazione dell’Economo generale,Fr. Giancarlo Lati, e la visita alla Casa di Accoglienza“Il Cantico” hanno concluso la mattinata.Nel pomeriggio i lavori sono ripresi conla presentazione in Assemblea della relazionesugli aiuti economici per i Progetti dell’Ordine(Borse di Studio: SGFS; Missioni dell’Ordine:SGME) e la “nuova” politica per gli aiutistraordinari, presentati alla Curia generale,e per gli aiuti ordinari (Fr. Vincenzo Brocanelli).Sono proseguiti con la valutazione deiPresidenti sull’incontro e si sono conclusi conla Concelebrazione eucaristica, presieduta dalMinistro generale.Fr. Luigi Perugini4. USA: gemelli francescani morti insieme1. Inseparable twin friars die hours apart,age 92Identical twin Franciscan friars who rarelyleft each other’s side from their births 92 yearsago have died within hours of each other.Julian and Adrian Riester went to school together,travelled together and joined the Franciscanorder together.The Buffalo-born brothers both died ofheart failure, said a fellow friar in Florida,where they had lived since moving from NewYork state in 2008.They spent much of their lives at St BonaventureUniversity in New York.“It really is almost a poetic ending to theremarkable story of their lives,” said St Bonaventurespokesman Tom Missel.“Stunning when you hear it, but hardly surprisinggiven that they did almost everythingtogether,” Mr Missel was quoted as saying byAssociated Press (AP).At St Bonaventure, they worked as carpentersand gardeners, gaining a reputation ashandymen who could fix anything.They lived in separate rooms at the St BonaventureFriary but had one telephone line thatrang into both, a colleague at the friary told AP.The twins, originally named Jerome andIrving, never said who was born first. Uponjoining the Franciscan order in their 20s, theytook the names of saints.“They had this intimate bond, in which neitherwas selfish at all,” their cousin, MichaelRiester, told the Buffalo News.[BBC News, US & Canada, 3 June 2011]2. Colpiti da infarto a 92 anni dopo una vitafianco a fiancoDue inseparabili gemelli diventati insiemefrati francescani sono morti entrambi d’infartoall’età di 92 anni dopo una vita fotocopia trascorsasempre fianco a fianco.Julian e Adrian Riester avevano frequentatola stessa scuola, fatto gli stessi viaggi, eranostati nello stesso convento e lavorato come‘factotum’ per la stessa università. E ieri, comeracconta la BBC online, sono passati a migliorvita in Florida a poche ore di distanza l’unodall’altro.[ANSA - ROMA- 5 giugno]5. Visita a RequenaFr. Mario Ortega, presidente della ConferenzaBolivariana, Fr. Mauro Vallejo, Ministrodella Provincia S. Francisco Solano, allaquale è affidato il Vicariato di Requena, Fr.Felix Santamaria, Economo della stessa Provincia,e Fr. Nestor Inacio Schwerz, Definitoregenerale, hanno fatto una visita a Requena dal13 al 17 giugno 2011, per un contatto direttocon il vescovo Mons. Juan Oliver, i suoi collaboratorie con la realtà locale in vista di unanuova Fraternità missionaria da essere costituitacome parte del Mandato 24 del Capitologenerale 2009.Al termine della Visita, si posssono fare leseguenti osservazioni:a. Il Vicariato di Riquena ha circa 160 milaabitanti e si estende per 800 mila Kmq. La cittàdi Requena ha 25-30 mila abitanti, 5-6 milastudenti distribuiti nelle Scuole del Vicariato(una è affidata alle Suore FMM, un’altra aiFratelli de la Salle, un’altra a laici) e Scuoledello Stato. Ancora non c’è istruzione a livellouniversitario. Il Vicariato ha otto presenze informa di parrocchie con 3 Frati di Valencia, 1Frate della Provincia di S. Barbara/USA, chechiede il suo rientro, un sacerdote diocesano,il vescovo Mons. Juan Oliver e Fr. LorenzoGarcia Alonso. Ancora ci sono 4 Fratelli de laSalle, 22 Religiose Francescane di differentiFamiglie. Ci sono più di 400 “caserìos”, una


AD CHRONICAM ORDINIS 297popolazione nativa, molte comunità di meticci.È il Vicariato più abbandonato dal punto divista della Chiesa e della società/Stato.b. Nella città ci sono internet (ancora noncon la banda larga), il telefono pubblico, il cellulare,la TV con antenna speciale.c. Da Lima si va via aerea fino a Iquitos(un’ora e mezzo). Di lì si prende l’Autobusfino a Nauta, una piccola città ai margini delfiume Marañon e ben curata (un’ora e mezzodi viaggio). Poi si prende una barca veloce(“deslizador”) fino a Requena (2 ore e mezzo).Andata e ritorno Lima-Requena costa attornoa 200 dollari.d. Al Vescovo e a Fr. Lorenzo abbiamodetto che il nostro progetto non è quello di risolvereil problema del personale nel Vicariato,ma di volere essere in comunione con laChiesa locale e di offrire un servizio ad essa.Il nostro punto di partenza è assicurare i valorifondamentali del nostro carisma nella vitadella Fraternità in armonia con le riflessionifatte nei due Seminari sul tema Amazzonia eanche nel Definitorio generale. La Fraternitàpotrà svolgere un doppio ruolo: inserimentonella Chiesa locale e mobilità itinerante nelcontesto più ampio dell’Amazzonia. Inoltre,la Fraternità avrà il compito di favorire la costruzionedi una rete di solidarietà, di comunicazione,di contatti, di collaborazione trale nostre diverse presenze nell’Amazzonia,all’interno dell’Ordine e a livello di FamigliaFrancescana e altri ambiti.e. Mons. Juan Oliver si è mostrato apertoad accogliere il Progetto, a collaborare, a metteremezzi a disposizione, a dialogare e cercareinsieme il modo di attuazione ecc. Consideraimportante che il Vicariato sia il punto riferimentolocale e non tanto la città di Requena.Secondo lui si potrebbe anche pensare a Orellanacome luogo per la Fraternità, perché offrealtre possibilità: più vicina alle popolazioninative, c’è una struttura più adatta per una piccolaFraternità, accesso più facile da Lima ecc.Abbiamo risposto che il discernimento e la decisionespetteranno ai missionari che farannoparte della Fraternità in dialogo con il Vescovoe suoi collaboratori. Mons. Juan considerafondamentale una profonda motivazione interioreper la missione in quel contesto che èmolto esigente e non offre tante gratificazioniimmediate.f. Si è parlato anche dei rapporti della Fraternitàcon l’Ordine, con il Vicariato e con laProvincia S. Francisco Solano:• secondo il Mandato capitolare 24 il Progettoè di responsabilità del Governo generalecon la collaborazione del SGME, dell’UfficioGPIC e dell’UCLAF e quindi spettaal Ministro generale dare l’obbedienza aimissionari;• la Fraternità mantiene il legame giuridicocon la Provincia S. Francisco Solano e,quindi, il suo Ministro provinciale accompagnafraternamente la Fraternità, la anima,la invita a partecipare a momenti di FormazionePermanente e di assemblee provinciali,si prende cura delle esigenze legali edella trasparenza economica;• il Vicariato, mediante il suo Vescovo, accompagnala vita quotidiana e la missionenei suoi diversi aspetti;• la Fraternità, dopo un periodo di conoscenzadella realtà locale e del contesto amazzonico,in dialogo col Vescovo e suoi collaboratori,elaborerà un Progetto di vita e missione.g. Dal punto di vista della struttura logistica,ci sono gli spazi ampi per abitare e vivere,però devono essere meglio sistemati e adattati.Lì si vive uno stile di vita molto semplice e austero.Le possibilità di comunicazione ci sono,ma bisogna installare nella casa gli strumentiper renderla concreta. La chiesa/cattedrale èmolto bella e ampia. Il Vicariato ha una barcagrande per visitare le Comunità e per potercivivere dentro. Ha anche una piccola barca conuna buona velocità.h. Dal punto di vista economico il Vicariatovive in base ad un’economia essenziale: riceveun aiuto da parte delle Opere Pontificie, il Governoperuviano offre un piccolo contributomensile ad ogni missionario. La Provincia S.Francisco Solano ha deciso di distribuire l’attivodel Collegio Sant’Antonio ai Vicariati ecreare un piccolo fondo per il Progetto Amazzonia.Si è anche parlato della convenienza diun’assicurazione per la salute (in Perù c’è un“Seguro Salud” che si rinnova ogni anno e checopre l’80% delle spese fino ad un certo tot dispese). Il cibo non costa tanto.i. Il centro di accoglienza Punchana a Iquitospotrà essere di grande significato nell’insiemedella missione, sia come punto di appoggio,sia come luogo di incontri e formazione.Mentre eravamo a Iquitos abbiamo fattouna visita al nuovo Vescovo di quel Vicariatodegli Agostiniani con il quale abbiamo avutoun significativo scambio per chiarire il rapportotra questo centro e il Vicariato, le nostre intenzionicon il Progetto Amazzonia.


298 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2l. I candidati per la Fraternità. Ancoranon abbiamo i nomi precisi, ma sembra essereabbastanza certo che verranno presentati alMinistro generale un Frate della Provincia diJalisco/Messico, uno della Provincia Immacolata/Brasile,uno della Provincia S. Francesco/Ecuador, uno della Provincia S. Michele/Argentina,uno della Provincia S. Francesco Solanodel Perù.m. Spetterà al Ministro generale con il suoDefinitorio analizzare e decidere sui diversiaspetti concreti riguardo all’avvio di una nuovaFraternità missionaria in Amazzonia, secondolo spirito del mandato 24 del Capitologenerale 2009. Si può intravedere già la realepossibilità della nascita di tale Fraternità chesperiamo non sia l’unica. Dio sia lodato!Roma, 11 luglio 2011Fr. Nestor Inacio ofm6. Il viaggio apostolico di Benedetto XVI inCroaziaLA CHIESA CATTOLICA IN CROAZIAIl papa trova un paese che è risorto dopo lalunga dominazione turca e l’epoca del dominiocomunista. La Chiesa può contare su unnumero consistente di religiosi e religiose.Da sabato 4 giugno prossimo alla domenica5, Benedetto XVI compirà il suo primo viaggioapostolico in Croazia, nella terra del beatoStepinac, in occasione della Giornata nazionaledelle famiglia cattoliche. Il tema scelto dalpapa stesso per questa circostanza è Insieme inCristo, come egli stesso aveva dichiarato l’11aprile scorso durante l’udienza al nuovo ambasciatorecroato presso la Santa Sede: «È questoinsieme – aveva detto – che desidero celebrarecon il vostro popolo. Insieme malgrado leinnumerevoli differenze umane, insieme conqueste differenze! E ciò in quel Cristo che haaccompagnato il popolo croato da secoli conbontà e misericordia”.Non è la prima volta che, negli anni recenti,un papa visita questo paese. Tre infatti sonostati i pellegrinaggi di Giovanni. BenedettoXVI vi giunge per la prima volta, come Pontefice,ma aveva visitato più volte questo paesequand’era ancora prefetto della Congregazioneper la Dottrina della fede.Il volto attuale della CroaziaCome si presenta oggi la Croazia che siaccinge ad accogliere il papa? La Croazia èun piccolo paese “di mille isole”, con una superficiedi 56.542 kmq e 31.067 kmq di mareterritoriale, e circa 4,5 milioni di abitanti, dicui 89, 6% croati. La lingua ufficiale è quellacroata. Il paese è diviso in 20 regioni amministrative,con capitale è Zagreb, centro culturale,politico e economico, con oltre 800.000abitanti. La Croazia è un paese essenzialmenteturistico con diversi monumenti antichi emedievali, e 7 parchi nazionali. Il più conosciutoè il parco nazionale Laghi di Plitvice.Ha dietro di sé una storia travagliata che comincianel settimo secolo con l’arrivo dei primiabitanti. Essendo un popolo poco numeroso,i croati, per lunghissimi anni - ad eccezionedel periodo tra il 925 e il 1102 quandoesisteva un regno croato indipendente - furonovassalli dei grandi regni (Franchi, Austroungarici,Turchi, Regno di Jugoslavia) conservando,tuttavia, un minimo di indipendenza conil “Sabor” (parlamento). Essi hanno avuto ungrande merito nella difesa dell’Europa cristianadurante quattro secoli. Per questa ragione ilpapa Leone X onorò la Croazia con il titolo diantemurale christianitatis.Nell’epoca recente la Croazia proclamò lasua indipendenza, dopo quasi 50 anni di dominiocomunista, con il referendum popolaredel 25 giugno 1991. Il processo, purtroppo,non avvenne in modo pacifico, perché i serbi,sostenuti dall’esercito jugoslavo, allo scopodi costituire la Grande Serbia, sottrasserouna buona parte del territorio croato. Durantela guerra per la libertà e l’indipendenza, nel1992, il paese fu riconosciuto come stato indipendentedalla maggior parte degli stati,cominciando dalla Città di Vaticano. Nel medesimoanno divenne membro delle Nazioneunite. Attualmente, la Croazia è un paese ademocrazia parlamentare, è membro del Consiglioeuropeo e della NATO, ed è in camminoper diventare membro dell’Unione Europea.La chiesa cattolica in CroaziaPer quanto riguarda la chiesa cattolica, sipuò dire che essa, nel corso della storia, è statal’unica istituzione che ha saputo resistere aivari regimi e a salvaguardare l’identità religiosa,culturale e nazionale del popolo croato. Iprimi contatti con il cristianesimo cominciaro-


AD CHRONICAM ORDINIS 299no subito dopo l’arrivo dei primi croati nei territoridella odierna Croazia. Determinante ful’influsso della Chiesa di Roma, a differenzadegli altri popoli slavi del sud che ricevetteroinvece il cristianesimo soprattutto dalla Chiesabizantina. Quale anno di inizio del cristianesimotra i croati si ritiene il 641, quando unagran parte del popolo ricevette il battesimo.Un grande ruolo in questo processo di cristianizzazionelo ebbero i monaci benedettini iquali furono anche i maestri e i consiglieri deiprincipi e re croati.Si può dire che, nonostante le grandi difficoltàe le varie forme di pressione, il popolocroato è rimasto sempre fedele alla Chiesacattolica e ai successori di Pietro fino ai nostrigiorni, pagando questa fedeltà con migliaia dimartiri soprattutto durante il periodo dell’occupazioneturca, durata quattro secoli, e i 50anni del regime comunista.La Chiesa cattolica oggi conta circa 3, 9 milionidi fedeli, ossia l’87,83 % della popolazione.Durante quasi 14 secoli di cristianesimo,la Chiesa ha mutato i confini e le sedi dellediocesi in base alle situazioni sociali, politichee alle esigenze pastorali. Oggi essa è suddivisain 17 arcidiocesi/diocesi guidate da 21 arcivescovi/vescovi,compresi l’eparchia grecocattolicae l’Ordinariato militare. Tutte questesedi fanno parte della Conferenza episcopalecroata (HBK).Le diocesi sono riunite in quattro gradiregioni ecclesiastiche: Zagreb che include lediocesi di Varaždin, Sisak, Bjelovar, e l’eparchiagreco-cattolica di Križevci; Split checomprende le diocesi dalmate di Dubrovnik,Hvar e Šibenik; Rijeka a cui fanno capo le diocesidi Krk, Poreč - Pula e Gospić; e Đakovoche comprende la diocesi di Požega. L’arcidiocesidi Zadar e l’Ordinariato militare godonoinvece di uno statuto speciale.Molti croati, come anche altri popoli, sonostati costretti a emigrare, soprattutto duranteil regime comunista. La Chiesa cattolica croataperò ha saputo fin dall’inizio organizzaremolto bene la cura pastorale di questi emigrati,in 18 diversi paesi dei vari continenti.Nelle 184 missioni o parrocchie di questi paesioperano circa 200 sacerdoti, in gran partereligiosi, soprattutto francescani, e moltesuore. Inoltre, attualmente, vi sono più di 100missionari croati ad gentes in vari territorimissionari.Dall’indipendenza della Repubblica dellaCroazia nel 1991, la Chiesa - come anche lealtre religione - gode della piena libertà di professarela propria fede. Essa può contare su trefacoltà teologiche, incorporate nelle universitàstatali. Inoltre gestisce anche una Universitàcattolica, 11 licei classici e 3 scuole primarie.Più di mille sono gli insegnanti di religione attivinelle scuole primarie e medie.Le nuove sfide della ChiesaLa Chiesa oggi è chiamata a risponderea diverse nuove sfide che richiedono chiarezzae coraggio. In questi ultimi anni, l’Istitutoper la dottrina sociale della Chiesaha effettuato varie ricerche e indagini circal’autenticità della vita cristiana nel paese.Il risultato è stato che c’è tanto da fare.Una delle sfide più importanti è l’urgenza diformare i laici mettendoli in grado di assumeree svolgere il loro ruolo nella società. Inoltre, èsempre più sentito il problema della stabilitàdella vita familiare. La pastorale delle famigliee dei giovani deve trovare nuove forme e nuovimetodi per essere loro di sostegno. Bisogneràanche trovare le risposte a una secolarizzazionegaloppante e a una mentalità consumista edi corruzione in fase di crescita.Un’altra grande sfida è di riuscire a plasmareuna mentalità che educhi alla responsabilitàe a una spiritualità del lavoro perché duranteil lungo periodo comunista il valore spiritualedel lavoro è andato completamente perduto.Da notare che il prossimo autunno si terrà laSettimana sociale proprio sul tema del lavoro.Assieme ai cattolici in Croazia convivonoanche aderenti ad altre denominazioni cristianee religioni: i greco-cattolici (6.219 - 0,14%), gli ortodossi (195.969 - 4,42 %), i musulmani(56.777 - 1,28%), diverse denominazioniprotestanti (10.393 - 0,28%), la comunitàebrea (495 - 0, 01%), agnostici e altri, 230.908(in tutto il 5,21 %). È importante anche rilevareche lo stato ha concluso degli accordi contutti questi gruppi e che la Chiesa cattolica intrattienecon essi buoni rapporti ecumenici einterreligiosi.I religiosi in CroaziaLa storia e l’oggi della Chiesa e del popolocroato non sono pensabili senza i numerosireligiosi e religiose, presenti e molto attivi findall’inizio del cristianesimo in mezzo al popolocroato. La chiesa cattolica può fare oggi affidamentosu oltre 1.000 religiosi e oltre 3.000


300 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2religiose. Ciò costituisce una grande ricchezzaspirituale e evangelizzatrice per la Chiesa e peril popolo croato sia in Croazia e sia nelle diverseparti del mondo dove vivono dei croati.I primi ad arrivare da queste parti furonoi benedettini - monaci e monache - i qualisvolsero un ruolo decisivo nella formazionee nell’organizzazione della giovane Chiesa enell’accompagnamento del giovane principatoe regno croato. A loro si deve anche il meritodell’incremento della vita spirituale e culturalein Croazia. Un grande servizio hanno svoltoanche i seguaci di S. Paolo eremita, paolini, aiquali si deve la fondazione delle prime scuolenei loro conventi. Purtroppo, gli ordini monasticiantichi, benedettini e paolini, oggi sonopoco numerosi nel paese.Il numero più consistente, al presente, ossiaoltre i due terzi di tutti i religiosi, è costituitodai francescani di tutti e quattro i rami: OFM,OFMConv, OFMCapp e TOR. Ciò non meravigliasapendo che lo stesso san Francesco nel1212 (l’anno prossimo festeggeremo l’ottavocentenario del suo arrivo e di quello dei suoicompagni in Croazia) visitò la costa dalmata(cfr. 1Cel 55). I francescani, infatti, stabilironola loro presenza nel paese già durante la vita disan Francesco e molto presto si insediarono intutte le parti dove viveva il popolo croato. Vedendola loro vita semplice, il popolo li accolsecon grande fiducia e gioia così che veramentepoterono inserirsi in mezzo alla gente. Per oltrequattro secoli, soprattutto nei territori occupatidai turchi, essi furono gli unici pastori, medici,maestri, guide e difensori dei cristiani di fronteai musulmani e alle loro prevaricazioni verso icattolici. Moltissimi furono martirizzati: più di150 infatti furono i francescani uccisi durantel’occupazione musulmana e quasi 100 coloroche furono incarcerati, martirizzati o uccisidai comunisti nella seconda guerra mondiale epiù ancora nel dopoguerra, per la loro fedeltà aCristo, alla Chiesa e al loro popolo.Oltre ai francescani giunsero in Croaziaanche i domenicani i quali si dedicarono soprattuttoal settore scolastico e universitario.I gesuiti arrivarono a Dubrovnik nel 1559 econtribuirono alla fondazione delle scuole edelle diverse fraternità di devozione popolare.Più recentemente, nel 1922, sono giunti anchei salesiani e dal 1972 sono presenti con unaloro Provincia, con sede a Zagreb: si dedicanosoprattutto alla pastorale giovanile.Oltre a questi ci sono nel paese anche altriordini e congregazioni maschili che solo negliultimi anni hanno cominciato a crescere dinumero.Le attività dei religiosiL’attività principale di quasi tutti i religiosiè il lavoro pastorale, in prevalenza nelle parrocchie.Quasi tutte le case dei religiosi sonocentri caritas, di celebrazione del sacramentodella riconciliazione e di pastorale giovanile.In questo campo sono molto impegnati soprattuttoi francescani con la GiFra. Negli ultimianni sono state avviate anche nuove forme dievangelizzazione attraverso gruppi biblici,carismatici, seminari di iniziazione cristiana,cura dei dipendenti di diversi tipi.Quanto alle religiose, le prime a giungerein Croazia sono state le benedettine, seguitedalle clarisse e, molto più tardi. da altre congregazionidi vita apostolica. Attualmente inCroazia ci sono 4 ordini di suore di clausura(benedettine, clarisse, carmelitane scalze e lesuore dell’Ordine della visitazione di Maria) e23 congregazioni di vita apostolica: complessivamentecirca 3000 religiose.Più della metà operano nella formazionereligiosa, nelle scuole o nelle parrocchie comeinsegnanti di religione, animatrici liturgichee come collaboratrici dei sacerdoti nel lavoropastorale. Ma un gran numero attualmente èoccupato negli ospedali e nelle scuole maternedelle diverse congregazioni. Due congregazionihanno scuole medie proprie. Ci sono inoltreanche suore docenti nelle Facoltà teologiche.Seguendo le richieste del concilio VaticanoII, nel 1968 è stato fondato il Consiglio deiSuperiori Maggiori che dal 1977 ha assunto ilnome di Conferenza dei Superiori maggiori.Le suore fanno capo invece all’Unione delleSuperiore Maggiori. Recentemente è statacreata una Segreteria unica per tutti e due gliorganismi.Un gran lavoro riguardante la giustizia e lapace, il perdono e la riconciliazione, l’ecumenismo,il dialogo interreligioso e interculturalee l’ecologia, sta svolgendo l’Istituto Francescanoper la cultura della pace. Ad esso sideve l’organizzazione di diverse Settimane distudio su molti temi importanti, e soprattuttola promozione di diverse iniziative pratiche econcrete per coscientizzare la gente e far conosceread essa lo stile di vita evangelico e ladottrina della Chiesa.Seguendo gli orientamenti dei documentidella Chiesa sulla vita consacrata, i religiosi


AD CHRONICAM ORDINIS 301e le religiose sono sempre più consapevoli didover mettere mano a molte cose nuove se voglionorispondere alle sfide dell’uomo d’oggiche ha sete di Dio. Si pensa già di creare dellecase che siano delle vere scuole di preghiera,di intensa spiritualità dove si impara anche acomunicare e vivere insieme. I carmelitanihanno fondato l’Istituto di spiritualità cristianache è stato bene accolto dai laici e altri pensanoa iniziative simili. Accanto alle attività ordinariesi sente sempre più la necessità di inventareforme nuove di evangelizazzione. Allo stessomodo si cerca di promuovere sempre di più lospirito missionario nella formazione iniziale.Bisogna dire che il Signore ci benedicecon nuove vocazioni, soprattutto negli ordinie nelle congregazioni maschili, e questo fattoobbliga a prestare la dovuta attenzione alla formazioneiniziale e permanente.[Testimoni, 10(2011)1-4)7. La marcia francescanaFr. Nikola VukojaUn’occasione: spetta alla Toscana offrirel’olio che alimenta la lampada sulla tombadi Francesco; un’intuizione: credere in unacamminata per i giovani dalla Verna ad Assisi;una consapevolezza: proporre un’avventurache nasce da un’«idea da matti», così ladefinisce Rodolfo Cetoloni ideatore dellamarcia francescana, animatore vocazionaledella Provincia toscana in quegli anni e oggiVescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza. Èl’alba, 1980, di un’iniziativa che porterà allaPorziuncola il 2 agosto, giorno del “Perdono”,circa 50.000 giovani nel corso delle trentunoedizioni, provenienti dall’Italia, dalla Croazia,dalla Bosnia, dall’Austria, e nel 2003 dal Portogalloe dalla Spagna.Il tema di quest’anno “le vie del cuore”,che richiama il salmo 83 «Beato l’uomo chetrova in te il suo rifugio e ha le tue vie nel cuore»,dice bene ciò che muove, di anno in anno,le centinaia e centinaia di giovani che vivonoquesta esperienza: il desiderio di vivere Cristocosì come Francesco l’ha scoperto e vissutonella verità e nell’essenzialità, ricercandonell’umana fragilità l’impronta dell’infinitabellezza e abbandonandosi alla misericordiadel Padre. Ogni giovane che ancora scommettee si mette in marcia è spinto da motivazioniprofonde che si aprono a nuove scoperte da farelungo il cammino, passo dopo passo, giornodi marcia dopo giorno di marcia, attraverso unpellegrinaggio che purifica l’immagine di sé edi Dio che ognuno si porta dietro, per rinascerefiglio nel Figlio amato dall’unico Padre. Cosìsi scopre nella debolezza una forza che non siconosceva; nel possibile fastidio dell’altro checammina con te, una presenza della quale nonpuoi fare a meno. Partito da casa con una crocettaappesa al collo, scoprire di essere fierodel crocifisso che vive dentro ogni uomo e che,nel gesto di baciare la terra del Poverello d’Assisi,accolto dalla Regina degli Angeli, risorgeper la misericordia di Dio. Giunto alla metaè questo il dono da accogliere, liberato attraversole lacrime dalle inibizioni culturali, dallerestrizioni del possesso, per essere uomo nuovo,che reso capace dalla grazia dell’incontro,come Cristo, dona sé stesso.Quest’anno l’iniziativa della marcia propostadal coordinamento degli animatori vocazionalid’Italia, ha visto la partecipazione di1382 marciatori, dei quali 29 dall’Austria, 235dalla Croazia, 100 dalla Bosnia, e la presenzadi diverse famiglie che hanno marciato in Toscanae nelle Marche.Per i frati e le suore che accompagnanoi giovani marciatori l’esperienza della marciarappresenta una sfida: lasciare la struttura conventualeper riscoprirsi pellegrini e forestieri,liberi in cammino verso il Regno, responsabilidi testimoniare ai giovani la vita bella dellasequela del Vangelo e, in questo, riassaporaree far riconoscere il centro della felicità edella gioia vera, quella che nessuna moda dinessun’epoca potrà mettere in discussione:siamo un popolo che appartiene a Dio del qualeognuno di noi è figlio amato.La marcia francescana è una propostadi annuncio evangelico francescano: toccatutta la persona; fa camminare i giovani nelladirezione dell’incontro con Gesù Cristo nellapropria vita; lascia in essi il desiderio di potercontinuare nel cammino della scoperta diuna vita evangelica sulla quale modellare lapropria esistenza; apre il loro orizzonte perchépossano inserirsi con gioia nell’esperienza ecclesiale;fa gustare loro che è possibile assumereuno stile di vita francescanamente sobrioed essenziale che, pur nella fatica di ogni giorno,porta in sé la continua scoperta di una vitapiena di condivisione e comunione.Fr. Antonino CatalfamoCoordinatore nazionale


302 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 28. Convegno degli Assistenti della PiccolaFamiglia FrancescanaOme, 22-25.08.2011Bisogna sveltire il passo…e ricevere lo SpiritoSeguendo la tradizione che fu iniziata nel1949 dal Fondatore, Padre Ireneo MazzottiOFM, si è tenuto ad Ome (Brescia) nel Cenacolofrancescano il Convegno degli Assistentispirituali dell’Istituto Secolare “PiccolaFamiglia Francescana” (P.F.F.). Ha illuminatoi lavori una frase di Vincenza Stroppa chefu l’ispiratrice e la confondatrice della nuovaFamiglia spirituale iniziata il 26 dicembre del1929. Rivolgendosi agli Assistenti, ella cosìdice: «bisogna sveltire il passo, togliendoci ilpeso della nostra umanità, e ricevere lo Spirito,dono incessante di umanità nuova e unain Gesù, Dio fatto uomo, e diletta al Padre.Bisogna sveltire il passo uniti nell’adorabileTrinità, perché l’umanità creda all’amore delPadre e lo glorifichi. Non c’è vita completaper l’uomo se non vive nella Trinità» (Lettera,giugno 1977, II VdA, p. 125). Erano presentialcuni Frati minori dall’Italia, dalla Slovenia,dalla Spagna, dal Portogallo e dal Brasile,unitamente alle sorelle del Consiglio Centraledell’Istituto. I lavori si sono svolti in un climadi gioiosa fraternità ed i momenti di preghierahanno ritmato le giornate del Convegno. LaPresidente centrale, presentando la situazioneattuale della P.F.F., ha messo in evidenza come«è solo l’apertura e la docilità allo Spiritoche può spingere noi sorelle della P.F.F. e voiseguaci del Poverello d’Assisi ad essere testimonie profeti in questo mondo che attende dirinnovarsi con la nostra disinteressata collaborazione.Vivere “secondo lo Spirito” ci consacrae ci apre, con passo svelto, alla necessitàdegli uomini in mezzo ai quali viviamo; cirende partecipi della sua inventiva e creatività;ci colma di ardore profetico e ci conforta neimomenti di difficoltà, di scoraggiamento».In questa prospettiva è indispensabile la collaborazionedella P.F.F. con i Frati Assistentia livello centrale, regionale e di Gruppo, cosìda garantire un autentico cammino che, fedeleall’identità originaria voluta dai Fondatori,possa affrontare le nuove sfide che si presentano.Non si ignorano le difficoltà attuali (diminuzionedel numero, invecchiamento, scarsitàvocazionale, ecc.), ma insieme si può affrontareil futuro con serenità. L’Assistente centraleha poi presentato la figura dell’Assistente spiritualecome viene delineato dalle Costituzionidella P.F.F. sottolineando come la sua operasia eminentemente spirituale poiché – nonavendo funzioni di governo – deve garantirealle singole sorelle ed ai vari organismi aiquali partecipa il “servizio della comunione”,comunione che scaturisce dall’incontro conCristo, cresce nella vita sacramentale, si realizzanell’attuazione della vocazione alla qualele sorelle sono chiamate: «vivere l’unione conDio nella cella dell’anima in mezzo al mondo»,secondo la felice espressione di Vincenzache riassume la sua vocazione e quella dellaP.F.F. La presenza costante, attenta, premurosa,paziente e prudente dell’Assistente garantiscealla P.F.F. la fedeltà alla sua consacrazionenel mondo.Il 24 agosto si è tenuto il “pellegrinaggiodell’ascolto”. Nella mattinata ci si è recati aCologne, paese nativo di Padre Ireneo Mazzotti,per celebrare l’Eucaristia nella localeChiesa parrocchiale. Presiedeva Fr. FrancescoBravi, ministro provinciale di Lombardia,che nell’omelia ha voluto mettere in parallelola figura di San Bartolomeo apostolo con PadreIreneo, uomini in cui non c’è stata falsità eche, con generosità e fedeltà hanno seguito ilSignore Gesù realizzando sino in fondo la missionericevuta. Al termine della celebrazione,volendo ricordare il Centenario dell’Ordinazionesacerdotale di Padre Ireneo (10 giugno1911), presso il Fonte dove egli è nato allavita di grazia, abbiamo rinnovato insieme lePromesse Battesimali. Poi ci siamo messi inascolto di alcuni brani delle lettere che il Padreha indirizzato agli Assistenti esortandoli acompiere con dedizione il loro servizio a favoredelle sorelle della P.F.F.Nel pomeriggio il pellegrinaggio ci ha portatiad Urago d’Oglio, paese nativo di VincenzaStroppa, Confondatrice della P.F.F.Una breve sosta di preghiera al cimitero doveVincenza ha voluto essere sepolta per starein mezzo ai fratelli che ha tanto amato e peri quali ha tanto lavorato e sofferto durante lasua lunga vita. Infine nella Chiesa parrocchialeabbiamo ascoltato alcune esortazioni cheella era solita rivolgere agli Assistenti nellelettere inviate alla P.F.F. La celebrazione delVespro chiudeva questa giornata. Dopo cenaè stata proiettata per tutti (in power point) unapresentazione della P.F.F. ieri e oggi.


AD CHRONICAM ORDINIS 303L’incontro degli Assistenti con il Consigliocentrale è stata un’occasione di conoscenza, discambio di esperienze, di arricchimento reciprocoe di incoraggiamento nel proseguire ilcammino.9. Notitiæ particularesGloria AltieriTribunale d’Appello del Vicariato dell’Urbenonché con la Curia Generalizia OFM e altriorganismi quali l’Unione Superiore Generali(USG) e la Conferenza Italiana dei SuperioriMaggiori (CISM), integrando con la prassigiuridica la ricerca e la docenza. È anchemembro del Consiglio di Redazione delle rivisteAntonianum, Revista Española de DerechoCanónico e Communicationes.– Mons. Petro Herkulan Malchuk, OFM, finoraVescovo titolare di Media ed Ausiliaredi Odessa-Simferopol, è stato nominato daBendetto XVI Vescovo di Kyiv-Zhytomyrdei Latini (Ucraina), conferendogli la dignitàdi Arcivescovo «ad personam».(L’Osservatore Romano, 16 giugno2011)– Fr. Priamo Etzi, ofm, membro della Custodiadell’Ordine dei Frati Minori di S. Mariadelle Grazie in Sardegna, è il nuovo RettoreMagnifico della PUA.Breve nota biografiaIl nuovo Rettore è nato a Quartu Sant’Elena(CA), l’11 maggio 1965. Ha fatto la professionetemporanea il 12 settembre 1087, quellasolenne il 3 luglio 1990 ed è stato ordinato sacerdoteil 26 maggio 1991 dal Beato GiovanniPaolo II. È Professore ordinario di Dirittodegli Istituti di vita consacrata e delle Societàdi vita apostolica, di Storia del Diritto francescanoe di Diritto Francescano vigente pressola Facoltà di Diritto Canonico alla PontificiaUniversità Antonianum, dove ha iniziato adinsegnare nel 1995 e dal 2005 è stato Decanodella stessa Facoltà.Le sue numerose pubblicazioni hanno interessatodiversi temi, quali la storia giuridicadei tre Ordini Francescani, la normativa degliIstituti di vita consacrata e delle società di vitaapostolica, particolarmente il ruolo del Consigliodei Superiori e altri temi riguardanti il“diritto dei religiosi”.Pur essendo pienamente dedito all’insegnamento,nondimeno collabora frequentementein qualità di Consultore o Commissario con diversidicasteri della Curia Romana (Congregazioneper la Dottrina della Fede, per la Causedei Santi, per il Culto Divino e la Disciplinadei Sacramenti e il Pontificio Consiglio per iTesti Legislativi), come Giudice esterno col– Mons. Severino Clasen, OFM, finora Vescovodella Diocesi di Araçuaí (Brasile), èstato nominato da Benedetto XVI Vescovodella Diocesi di Caçador (Brasile).(L’Osservatore Romano, 6 luglio2011)– Fr. Damian Andrzej Muskus OFM, dellaProvincia dell’Immacolata Concezionein Polonia, è stato nominato da BenedettoXVI Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi diCracovia (Polonia), assegnandogli la Sedetitolare di Amaia.(L’Osservatore Romano, 17 luglio2011)Breve nota biografiaFr. Damian è nato il 6 settembre 1967 a NowaSarzyna. Il 9 settembre 1987 ha emessola Professione temporanea e il 4 ottobre 1991quella solenne. Il 12 giugno 1993 è stato ordinatosacerdote.Negli anni 1994-1998 ha studiato pressol’Università Cattolica di Lublin, dove ha ottenutoil Dottorato in Teologia con specializzazionein Catechetica. Dal 1999 al 2002 è statoDocente e Maestro del Seminario maggiore aKalwaria Zebrzydowska e poi negli anni 2002-2005 Rettore dello stesso Seminario. Negli anni2005-2011 è stato Custode del Santuario diKalwaria Zebrzydowska. Dal 2011 era Segretarioprovinciale per la Formazione e gli Studi.– Mons. António Montes Moreira, OFM, hapresentato la rinuncia al governo pastoraledella Diocesi di Bragança-Miranda (Portogallo),in conformità al Canone 401 §1 delCodice di Diritto Canonico. La rinuncia èstata accettata da Benedetto XVI.(L’Osservatore Romano, 18-19 luglio2011)– Il Card. Cláudio Hummes, OFM, è statonominato da Benedetto XVI Membro della


304 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Pontificia Commissione per l’America Latina.(L’Osservatore Romano, 20 luglio2011)– Mons. Alberto Campos Hernández, OFM,ha presentato la rinuncia al governo pastoraledel Vicariato Apostolico di San Josédel Amazonas (Perú), in conformità al Canone401 §2 del Codice di Diritto Canonico.La rinuncia è stata accettata da BenedettoXVI.(L’Osservatore Romano, 8-9 agosto2011)


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306 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2– Rosales Antonio-Maria, The JesusLetters, Franciscan Development Office,Cebu City 2011, pp. 210.– Weiss Floriano, El Puriskiri. Simplesrecuerdos, Talleres Gráfico “KIPUS”,Cochabamba 2010, pp. 393.– Uribe Fernando, La regola di sanFrancesco. Lettera e Spirito, EdizioniDehoniane, Bologna 2011, pp. 361.


NECROLOGIA1. Fr. Fernando Garzón RamírezBarrancabermeja, Colombia, 29.03.1957Bogotá, Colombia, 06.06.20111. Anuncio de la muerte“Las almas de los justos están en las manos de Dios,donde no les alcanzará ningún tormento. A los ojos delos insensatos no son más que muertos. Su salida de estemundo fue considerada una desgracia, su partida deentre nosotros, una calamidad. Ellos, sin embargo, estángozando en la paz. Aunque a los ojos de los hombreshayan sido castigados con muchos sufrimientos, suesperanza está llena de inmortalidad” (Sab 3, 1-3)Con dolor en el alma, la mente y el corazónles comunico formalmente que nuestroapreciadísimo hermano Ministro provincialFray Fernando Garzón Ramírez, OFM,pasó de nuestro mundo terreno a la Casa delPadre Misericordioso, en la tarde de hoy[06.06.2011], en la Clínica UniversitariaColombia de la ciudad de Bogotá D.C. Por lagracia de Dios pudo ser asistido en la oraciónpor parte del Vicario y de los hermanos de laCuria provincial. También había sido ungidopreviamente con el Óleo de los Enfermos.Como se informó oportunamente, nuestrohermano Ministro había sido aquejado porun infarto severo que afectó gran parte desu corazón y, a pesar de los procedimientosimplementados por los médicos, no fueposible que fuesen asimilados por suorganismo debilitado. El Gran Corazón denuestro hermano Ministro, pletórico de gozosafiesta, de cercanía, de entrega, de generosidad,de creativa juventud y de renovadoras ideasfue herido en lo más profundo de su ser yno se recuperó; más no así su legado. Sucorazón fue herido y también el de nuestraProvincia sumamente adolorida por su partida.Sentimos que se ha ido nuestro Ministro: elpadre, el animador, el consejero, el amigo,“el compañero de ruta”, como solía decir.Pero igualmente la fe de quienes hemos sidobautizados en Cristo viene en nuestra ayuda ynos dice, a través del Apóstol san Pablo: “Sihemos muerto con Cristo, viviremos con él.Si sufrimos con paciencia, reinaremos con él.Si lo negamos a él, él también nos negará. Sisomos infieles, él permanece fiel, porque nopuede negarse a sí mismo” (2 Tm 2, 11-12).Nuestro hermano Ministro fue un hombrede fe. Creyó en la renovación de nuestra vidaProvincial y generó abundantes procesosde dinamismo y de búsqueda de nuevasrutas. Siempre nos invitó a marchar pornuevos caminos y, doy fe, que su empeñole llevó a comenzar a transitarlos. Nos dejasu dinamismo, su capacidad de entrega,su contagiosa alegría, su tesón por romperparadigmas, su profundo afecto a los jóvenes,de los cuales quiso hacer su causa. Los invitohermanos, a pesar del dolor que nos embarga,a recordar a Fray Fernando como el hombrefestivo, gozoso, cercano, amable, generoso,luchador y tesonero (alcanzó a realizar lamayor parte de la Visita Canónica Provincial,a pesar de que ya había manifestado algunosquebrantos de salud que quizá no considerófueran serios).Los invito a recordarlo trabajando confe por las causas e ideales por los cuales éltrabajó y luchó; los cuales son los mismos denuestra Provincia. Nos queda luchar y trabajarpor hacer vida en nuestras actitudes de cadadía el Proyecto de Vida Provincial; la tareade trabajar por la Formación Integral de todasnuestras obras y presencias; la importancia dela Proyección Social y la Misión Compartidacon los laicos en dichas obras y presencias(especialmente pensar profundamente enlos jóvenes como sujetos y actores de laNueva Evangelización). Tareas que nuestrohermano soñó, nos ayudó a proyectar yahora, desde la Casa del Padre, nos ayudará ahacer realidad, inspirados por el Espíritu delSeñor y su santa operación. ¡Sepamos hacerde éste doloroso acontecimiento un “NuevoPentecostés”, sabiendo leer los signos de lostiempos que el Señor nos proporciona con ésteacontecimiento!Pido a todos los hermanos de la Provincia,tal como nos lo señalan nuestros EstatutosParticulares, celebrar cada sacerdote unaEucaristía, en sufragio por nuestro hermanoMinistro y, a ser posible, una Eucaristía


308 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Solemne, con la presencia de los todos de loshermanos de la Fraternidad Local.¡El Señor, Fuente de todo Bien, nos sigaasistiendo y fortaleciendo en estos momentosdifíciles para nuestra Provincia. La VirgenMaría Inmaculada y Nuestro Padre SanFrancisco intercedan por nosotros y pornuestro hermano Fernando para que el Señorlo acoja en su presencia santa!Con aprecio fraterno,Fr. Mario Wilson Ramos Novoa, OFMVicario provincialFray Rómulo Ponce Torres, ofm.Secretario Provincial2. Biografía– Nació en: Barrancabermeja el 29 de marzode 1957– Hijo de: Misael y Graciela– Ingresó al Noviciado: El 10 de enero de1978 en Ubaté– Emitió su Profesión Temporal: El 5 deenero de 1979 en Ubaté– Emitió su Profesión Perpetua: El 5 de enerode 1984 en Ubaté– Recibió la Ordenación Presbiteral: El 5 dejulio de 1986 en MedellínServicios desempeñados– Responsable Pastoral Juvenil, Guapi(Cauca), (1987).– Secretario de la Provincia Franciscana de laSanta Fe de Colombia, (1987-1989).– Miembro del Consejo Máximo de laUniversidad de San Buenaventura, (1987-1989).– Vicemaestro de la casa de formación paralos Ministerios y las Órdenes Sagradas deSan Leonardo (agosto 1997-julio 1999).– Vicario de la fraternidad de SanBuenaventura, Bogotá (julio 1999- julio2001).– Decano de la Facultad de Teología de laUniversidad San Buenaventura (julio de1997-julio 2002).– Miembro del Comité Teológico delSecretariado Permanente de la ConferenciaEpiscopal de Colombia, a partir del 24 deNoviembre de 1998.– Director del primer congreso Internacionalde Teología, “Evangelización y Culturas”,facultad de Teología de la Universidad deSan Buenaventura y Consejo Pontificio dela Cultura.– Miembro del Consejo Máximo de laUniversidad de San Buenaventura (1999-2002).– Definidor Provincial (1999-2002).– Maestro de Estudiantes Franciscanos enSan Bernardino (2001-2002).– Rector Universidad de San Buenaventura,sede Bogotá (2002-2008).– Coordinador de Universidades Franciscanas- Unión de Conferencias LatinoamericanasFranciscanas (UCLAF), (2005-2007).– Ministro Provincial de la Provincia de laSanta Fe de Colombia (a partir de 1 de juliode 2008).– Falleció en la ciudad de Bogotá, D.C., el día6 de junio de 2011.Práctica docente– Profesor de Filosofía: Colegio Franciscanodel Virrey Solís, Bucaramanga, (1976).Colegio Franciscano de San Luis Beltrán,Santa Marta, (1982).– Profesor de Educación Religiosa: ColegioFranciscano de San Luis Beltrán, SantaMarta, (1982); Colegio Franciscano delVirrey Solís, Bogotá (1983-1984).– Profesor de Teología Dogmática ySistemática: Facultad de Teología,Universidad San Buenaventura, Bogotá,(1997).Estudios realizados– Filosofía: Universidad de San Buenaventura,Bogotá (1979-1981).– Teología: Licenciado en Teología, el 20 deDiciembre de 1988, Universidad de SanBuenaventura, Bogotá. Monografía: “Lavida cristiana como vida en conversiónsegún el Evangelio de San Marcos”. Másteren Teología Bíblica y Sistemática, el 29 deJunio de 1992, Instituto Católico de París.Mémoire: “ Le motif du Royaume selonJuan Luis Segundo. L´usage de l´Eecrituredans la Théologie de la Libération”.Doctor en Teología, El 24 de Enero de1998, Instituto Católico de París. Tesisdoctoral: “L’union du divin et de l’humain.Le Royaume de Dieu dans l’oeuvre de S.Bonaventure”. Mención: “Tres bien” yFelicitaciones del Jurado.– Historia de las Religiones y AntropologíaReligiosa: Magister en Historia deReligiones y Antropología Religiosa, el 7


NECROLOGIA 309de Octubre de 1994. Diploma de EstudiosAvanzados (D.E.A) Universidad de París– Sorbona (París IV) Escuela Doctoral deHistoria de las Religiones y AntropologíaReligiosa Memoire: “Le sermón “DeRegno Dei” de saint Bonaventure” .Doctor en Historia de las Religiones yAntropología Religiosa, el 24 de enero de1998 Universidad de París – Sorbona (ParísIV) Escuela Doctoral de Historia de lasReligiones y Antropología Religiosa, Tesisdoctoral: “L’union du divin et de l’humain.Le Royaume de Dieu dans l’oeuvre de S.Bonaventure” Mención: “Tres honorable”y Felicitaciones del Jurado.2. Monseñor Federico Richter-FernándezPrada OFMHuanta, Perú, 14,12.1922Lima. Perú, 08.08.2011El día de hoy, a las 88 años de edad, fallecióen el Hospital Edgardo Rebagliati de Limamonseñor Federico Richter Fernández-PradaOFM, sacerdote de la Orden Franciscana,arzobispo emérito de Ayacucho, propulsorde los estudios histórico-franciscanos e hijoilustre de la Provincia Franciscana de los XIIApóstoles del Perú. Sus restos se velan en laCapilla de El Milagro, en el Convento de SanFrancisco de esta ciudad.Monseñor Richter nació el 14 de diciembrede 1922 en la ciudad de Huanta (Ayacucho).Ingresó a la Orden de los Frailes Menoresel 28 de enero de 1940 y cursó sus estudiossacerdotales en la “Casa de Estudios de laProvincia Franciscana de los XII Apóstoles delPerú” con sede en el Convento de La Recoleta,en la ciudad del Cusco. Hizo su profesiónsolemne el 30 de enero de 1944 y recibió suordenación sacerdotal el 13 de julio de 1946.Desde esa fecha, desempeñó el sacerdocio enla diócesis de Huamanga (Perú), donde ocupódiversos cargos en la pastoral parroquial, laenseñanza y en la formación sacerdotal, desdeesa fecha desempeñó su sacerdocio en Cuscocomo formador, también estuvo en Arequipa, ygran parte de su vida la pasó en Lima, primerocomo Custodio y después, en dos ocasionescomo ministro provincial.También se desempeñó entre 1970 a1973 como asistente nacional de la OrdenFranciscana Seglar, y superior del ConventoSan Francisco de LimaEl 12 de abril de 1973 fue nombrado ObispoTitular de Thucca en Numidia y Obispoauxiliar de Piura y Tumbes, recibiendo laordenación episcopal el 17 de mayo de aquelaño. El 20 de septiembre de 1975 fue nombradoAdministrador Apostólico de la Arquidiócesisde Ayacucho, de la que posteriormente llegó aser su Arzobispo, el 20 de noviembre de 1979.El 23 de noviembre del año 1991 presenta surenuncia al Santo Padre y se constituye comoArzobispo emérito de Ayacucho.Cabe señalar que Monseñor FedericoRichter, como arzobispo de Ayacucho, sufrióen carne propia los duros años de la violenciaterrorista, y como cabeza de la Iglesia en unade las zonas más golpeadas por la subversiónfue uno de los más visibles críticos. En 1983publicó una Carta pastoral –aprobada el 28de octubre de aquel año, de cuya lectura seconcluye que el sacerdote franciscano no sécalló ante el terror: “Sentimos hondamentey nos preocupa el actual estado de cosas quevivimos en nuestro país, al que amamos yservimos desde nuestro ángulo religioso,sacerdotal y episcopal, nunca pretendiendoinvadir terrenos que no son nuestros, o tomarposturas políticas que no son consonantes connuestra vocación y consagración. Escribimosespecialmente esta carta a nuestro Clero yfieles de esta Arquidiócesis, confiada por elSanto Padre a nuestro cuidado pastoral, yaque nuestro servicio nos pide que guardemos,defendamos y comuniquemos la verdad, sinreparar en sacrificios y sufrimientos por elEvangelio, a fin de conseguir que Dios seatodo en todos”.Monseñor Richter fue además un acuciosoinvestigador de la Historia del Perú, enespecial de los orígenes y labor de la Orden delos Frailes Menores desde la época Virreinal.Entre sus publicaciones se encuentran:“Presencia franciscana en el Perú en los siglosXVI al XX”, “José Mojica, sacerdote y artista”,“Opúsculos y Biografías, entre otros ensayosy artículos de divulgación. Fue fundador delInstituto de Estudios Histórico-Franciscanosy se desempeñó por cuatro períodos comopresidente de la Comisión Episcopal paralos bienes culturales de la Iglesia, cargo quevenía ejerciendo hasta el momento de sufallecimiento.El ministro provincial de la ProvinciaFranciscana de los XII Apóstoles del Perú,Fr. Emilio Carpio Ponce OFM, y demásreligiosos lamentaron el deceso de monseñorFederico Richter, expresaron sus condolencias


310 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2a los familiares y destacando su labor pastorale intelectual, en la que demostró su humildady sencillez como buen franciscano.(Prensa Franciscana del Perú, Lima, 8 deagosto de 2011)3. Anno 2011 mortui sunt* 3 maggio 2011: Casolari Fr.Michelangelo, Savino, nato a Polinago,della Prov. Bononiensis Christi Regis,Italia. Nel 1958 è nominato Rettore delCollegio Serafico S. Cataldo di Modena;nel 1964 è Guardiano della Fraternità di S.Maria di C. in Piacenza; nel 1970 è Parrocoa Predappio (FC); nel 1990 è designatoParroco alla Parrocchia della Cittadellain Modena; nel 1994 è Guardianoa Fiorenzuola; nel 2000 è Direttoredella Mensa Padre Lino a Parma. Locontraddistingue l’instancabile dedizioneagli impegni pastorali. È morto a Bolognaall’età di anni 87, di vita francescana 69 edi sacerdozio 61.* 6 maggio 2011: Ceccarelli Fr. Bernardo,Ennio, nato a Vignanello, della Prov.Seraphicæ S. Francisci Assisiensis, Italia.Ha vissuto la sua vocazione francescanae sacerdotale con grande fedeltà e serietà.In particolare, oltre ad aver collaboratoper tanti anni con i formatori nella tappadel Postulato a Monteluco di Spoleto,per ben 25 anni è stato Commissario eVice-Commissario provinciale di TerraSanta. Si ricorda la sua precisione e la suacapacità di trasmettere sapienti messaggi,anche ai bambini, utilizzando l’ironia e ilsuo grande senso dell’umorismo. È mortonell’Infermeria provinciale di Santa Mariadegli Angeli all’età di anni 86, di vitafrancescana 68 e di sacerdozio 60.* 6 maggio 2011: De Berardinis Fr.Giovanni, nato a Colonnella, della Prov.Picenæ S. Iacobi de Marchia, Italia. Hatestimoniato la vocazione francescana eil ministero sacerdotale in vari luoghi eservizi sia nella terra marchigiana, sia, inparticolare, nella gestione quarantennale,generosa e signorile, lucida e paterna delCenacolo francescano in Assisi, a serviziodel francescanesimo italiano. Lo ricordiamocon gratitudine e riconoscenza. È mortonell’Infermeria provinciale di Grottammareall’età di anni 91, di vita francescana 75 e disacerdozio 66.* 8 maggio 2011: Zwosta Fr. Justin,Benjamin, nato ad Hirschfeld, della Prov. S.Elisabeth, Germania. Ha svolto il serviziodi cuoco a Dietfurt e a St. Louis, di sarto,sagrestano e, per la sua abilità tecnica, siè occupato anche dei sistemi elettrici delconvento S. Anna di Monaco di Baviera.Nel 1979 è stato trasferito a Kreuzbergcome supervisore degli ospiti dell’hotel,cuoco e organista. Dopo più di venti anniè andato, per svolgere il servizio di cuoco,portinaio, nel convento S. Antonio diGarmisch-Partenkirchen. Nel 2003, dopodue ictus, è stato ricoverato nell’Infermeriaprovinciale di S. Anna di Monaco e, poi,dopo la chiusura di questa, nell’Infermeriadi Vierzehnheiligen, tenuta dalle Suore diS. Francesco, dove è morto all’età di anni79 e di vita francescana 61.* 11 maggio 2011: Martínez Cano Fr.José, nato a Rincón de Beniscornia, dellaProv. Carthaginensis, Spagna. È mortoad Orihuela all’età di anni 67, di vitafrancescana 51 e di sacerdozio 44.* 11 maggio 2011: Aalmans Fr. Evaristus,Leonard, nato a Kerkrade, della Prov. Ss.Martyrum Gorcomiensium, Olanda. Dal1960 ha lavorato nella pastorale parrocchialein Austria. È morto a Mistelbach, Austria,all’età di anni 82, di vita francescana 61 e disacerdozio 55.* 12 maggio 2011: Mancini Fr. Romualdo,Giuseppe, nato a Subiaco, della Prov.Romanæ Ss. Petri et Pauli, Italia. Nel1949 consegue il titolo accademico diLicenza in Missiologia presso il Collegiodi Propaganda Fide. Dopo l’ordinazionepresbiterale si reca missionario inArgentina dove resta fino al 1999. È mortonella Clinica Annunziatella in Roma all’etàdi anni 89, di vita francescana 73 e disacerdozio 64.* 16 maggio 2011: D’Haen Fr. Cuthbert,Clement, nato a Lokeren, della Prov. S.Ioseph Sponsi BMV, Belgio. Per 9 anni èstato Professore nel Collegio serafico diLokeren. È stato Guardiano a Turnhout e


NECROLOGIA 311ad Anvers. Nonostante la sua fragile salute,ha posto sempre il suo talento musicale eletterario al servizio del popolo. È mortoad Antwerpen all’età di anni 79, di vitafrancescana 61 e di sacerdozio 55.* 16 maggio 2011: Bandanadam Fr. BalaSundar Raj, nato a Cherukumpalem,della Prov. S. Thomæ Apostoli, India. Halavorato nella pastorale parrocchiale comeParroco e Vice Parroco. È stato Guardianoper 6 anni e Definitore per 3 anni. Moltoapprezzato dalla gente e dai Frati per la suacordialità ed affabilità. È morto di infartoa Pasurpadu, Andhra Pradesh, all’età di 61anni, di vita francescana 39 e di sacerdozio33.* 17 maggio 2011: Luebke Fr. Martial,George, nato a Los Angeles, California,della Prov. S. Barbaræ, USA. È morto aSanta Barbara all’età di anni 96, di vitafrancescana 77 e di sacerdozio 71.* 19 maggio 2011: Lucindo Neto Fr. João,nato a Floriano, Brasile, della Prov.Samnito-Hirpinæ S. Mariæ Gratiarum,Italia. Per un triennio, dal 1995 al 1998, fuPresidente della Fondazione Missionaria“N.S. das Graças” con sede in Floriano(Piauì, Brasile), e per due mandati (1993-1995; 1998-2001) ne fu anche Consigliere.Nei venti anni di ministero sacerdotale, èstato più volte parroco, ed anche Maestrodei Professi temporanei. Dal mese dinovembre 2010 ha iniziato una personalebattaglia contro il “mieloma multiplo”, chelo ha portato, a soli 49 anni, all’incontro consorella morte. È morto presso l’Ospedale“Prontomed” di Teresina, Brasile, all’etàdi anni 49, di vita francescana 27 e disacerdozio 20.* 21 maggio 2011: McGowan Fr. Thomas,John, nato a Lawrence, della Prov. Ss.Nominis Iesu, USA. Dal 1957 al 1964 èstato a servizio nella cucina del convento“St. Joseph” di Callicoon, New York. Dal1964 al 1965 ha curato la casa “St. Patrick”di Buffalo, New York. Per un anno è statoin cucina al Noviziato “St. Raphael’s”a Lafayette. Dal 1976 al 1972 è statosagrestano presso la Chiesa “St. Francis ofAssisi” sulla West 31st Street a New YorkCity e, dal 1972 al 1979, presso il Santuario“St. Anthony” in Boston. Nel 1979 è statonominato Vicario e nel 1981 Custodedella St. Anthony Residence a Boston. Nel1985 è tornato a fare per altri nove anni ilsagrestano del Santuario “St. Anthony”in Boston. Nel 1994 è stato nominatosuperiore locale nel Convento “St. Francis”di Brookline, Massachusetts, e dal 1995al 1996 nel convento “St. Francis” a RyeBeach, NH. Nel 1996 è tornato di nuovocome sacrestano al Santuario “St. Anthony”di Boston fino al 9 gennaio 2011, quando siè ritirato presso la St. Anthony Residence diBoston. È morto a Boston all’età di anni 78e di vita francescana 54.* 22 maggio 2011: Medaglia Fr. Flavio, natoa Bologna, della Prov. Bononiensis ChristiRegis, Italia. Ha ricoperto l’incarico diAnimatore Vocazionale dal 1976 al 1979;di Maestro di Formazione del Seminariofrancescano a Ferrara dal 1980 al 1979,è stato più volte Guardiano, CappellanoOspedaliero per 10 anni a Imola, Parrocoa Tirana in Albania per 9 anni, Assistenteregionale OFS per 6 anni. Si è dedicato conestrema generosità agli impegni pastoraliavvicinando con simpatia e spontaneitàtutte le persone che incontrava. È morto aMontepaolo di Dovadola all’età di anni 65,di vita francescana 42 e di sacerdozio 34.* 23 maggio 2011: Kukiełka Fr. Alfred,nato a Lndzmierz, della Prov. S. Hedigis,Polonia. È morto a Gößweinstein,Germania, all’età di anni 54, di vitafrancescana 35 e di sacerdozio 28.* 23 maggio 2011: Mrljuć Fr. Mijo, natoa Vareš, della Prov. S. Crucis, Bosnia/Erzegovina. Ha esercitato la pastoraleparrocchiale in vari luoghi. È morto aKraljeva Sutjiska all’età di anni 72, di vitafrancescana 53 e di sacerdozio 46.* 23 maggio 2011: Ciman Fr. Lanfranco,Giovanni Battista, nato a S. GiovanniIlarione, della Prov. Venetæ S. AntoniiPatavini, Italia. Quasi 60 anni fa haricevuto l’ordinazione sacerdotale a Mottadi Livenza nel santuario di Madonna deiMiracoli e per gran parte della sua vitaha esercitato il suo ministero attorno alsantuario di Barbana. Sembra che il suosacerdozio sia stato dedicato alla Vergine


312 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2fin dagli inizi e sia stato condotto sotto ilsuo sguardo fino alla conclusione del suopellegrinaggio terreno. Con passione efedeltà ha servito la Vergine e il suo Figlio,mettendosi a disposizione dei devoti e deipellegrini che continuamente approdavanoall’isola di Barbana per sostare in Santuario.È morto nel Convento S. Maria di Barbana,Grado, all’età di anni 85, di vita francescana67 e di sacerdozio 58.* 25 maggio 2011: Madden Fr. Henry,Edward, nato a Brooklyn, NY, dellaProv. Ss. Nominis Iesu, USA. Dal 1947al 1953 ha servito nel Santuario di S.Antonio a Boston, Massachusetts. Poi haesercitato la pastorale parrocchiale in variluoghi: Holy Cross Church in Bronx, NewYork (1953-1955); St. Mary Church inAmericus, Georgia (1955-1961); St. Annea Fair Lawn, New Jersey (1961-1970); St.Bonaventure Church in Allegany, NewYork (1970-1975); St. Bonaventure Churchdi Paterson, New Jersey (1975-1983); St.Francis Church sulla West 31 street a NewYork (1983-1988). Ha lavorato nell’OperaPellegrinaggi della Provincia (1984-1988). Dal 1988 al 2005 ha collaboratonella Northway Mall Chapel a Albany,NY, pur risiedendo nella St. Bernardine ofSiena Friary in Loudonville, NY. È mortoa Rngwoord, NJ, all’età di anni 91, di vitafrancescana 60 e di sacerdozio 64.* 25 maggio 2011: Mazzitelli Fr. Gregorio,Domenico, nato a Caria, Catanzaro, dellaProv. Romanæ Ss. Petri et Pauli, Italia.Nel 1956 è partito per l’Argentina. È statoordinato presbitero nel 1987. È morto aSalta, Argentina, all’età di anni 81, di vitafrancescana 62 e di sacerdozio 24.* 28 maggio 2011: De Baere Fr. Landulf,Marcel, della Prov. S. Ioseph Sponsi BMV,Belgio. Dopo gli studi di Filosofia e diMatematica all’Università, ha insegnato nelCollegio serafico e in qualche scuola. Per20 anni è stato il Cappellano dell’Ospedaledi Sint-Truiden. Fu molto apprezzato per lasua capacità di ascolto e la qualità della suapresenza presso i malati e i loro familiari. Èmorto ad Antwerpen all’età di anni 81, divita francescana 60 e di sacerdozio 54.* 28 maggio 2011: Anesi Fr. Damiano,Virgilio, nato a Rovere della Luna, dellaProv. Tridentinæ S. Vigilii, Italia. Nellasua lunga vita di consacrato, ha curato conparticolare amore la musica soprattuttoa servizio della liturgia, ma quandooccorreva anche per allietare la Fraternitào per insegnare. Il ministero sacerdotale,secondo l’obbedienza datagli, l’ha svoltonei conventi di Gorizia, Trieste, Arco,Borgo e Pergine e di Trento, con variincarichi e con semplicità francescanae buon umore. Alla fine si è ritirato inInfermeria provicniale di Trento, dove èmorto all’età di anni 93, di vita francescana77 e di sacerdozio 70.* 29 maggio 2011: Walder Fr. Konrad,Artur, nato a Welsberg, della Prov.S. Leopoldi, Austria/Italia/Svizzera.Laureatosi alla scuola d’arte di Milano,ha insegnato presso la Scuola di Bolzano,dove è stato organista e direttore di coro.Ha dipinto pale d’altare e ritratti di santi,ha restaurato dei santuari. Ha anche creatoalcuni cartoni animati per la gioia deiFratelli. Disinteressatamente ha messo lesue capacità, soprattutto i due suoi granditalenti, la musica e la pittura, a serviziodegli altri, particolarmente della Fraternità;ha sopportato con pazienza e il sorriso gliacciacchi dell’età. È morto a Girlan all’etàdi anni 97, di vita francescana 79 e disacerdozio 72.* 30 maggio 2011: Feusi Fr. Karl, Josef Karl,nato a Pläffikon, della Prov. S. Lepoldi,Austria/Italia/Svizzera. Subito dopol’ordinazione presbiterale ha svolto varieattività pastorali nell’Isola di Werd. È statoil responsabile della cura pastorale dellevocazioni per le Diocesi di lingua tedesca inSvizzera. È stato Ministro provinciale, dal1982 al 1991, dell’allora Vice Provincia.È stato membro del Consiglio presbiteraledi Chur; Assistente spirituale delle Suorefrancescane a Wattwil; Cappellano delleReligiose di “Monte Sion” di Uetliburg,vicino a Gommiswald. Si è occupato anchedei pellegrinaggi a Maria Bildstein, vicinoa Benken. È morto ad Uznach all’età di anni81, di vita francescana 52 e di sacerdozio48.* 31 maggio 2011: Coccia Fr. Gabriele,nato a Roccafluvione, della Prov. Picenæ


NECROLOGIA 313S. Iacobi de Marchia, Italia. È morto pressol’Ospedale di San Benedetto del Trontoall’età di anni 95 e di vita francescana 74.* 1 giugno 2011: Riester Fr. Adrian, Irving,nato a Buffalo, NY, della Prov. Ss. NominisIesu, USA. Nel 1946 ha svolto il serviziosagrestano nella St. Francis Church NewYork; nel 1951 ha lavorato presso Christthe King Seminary della BonaventureUniversity di Allegany, New York. Nel1956 è stato nominato Direttore generalepresso la Scuola vescovile di Timon aBuffalo, NY. Nel 1973 è tornato alla St.Bonaventure University per svolgere ilservizio di sagrestano per 35 anni. Nel 2008si è ritirato nel convento St. Anthony di St.Petersbur, in Florida, dove è morto all’etàdi anni 92 e di vita francescana 65.* 1 giugno 2011: Riester Fr. Julian,Jerome, nato a Buffalo, NY, della Prov.Ss. Nominis Iesu, USA. Nel 1946 è statoDirettore presso il St. Anthony Shrine diBoston, nel Massachusetts; nel 1951 èstato assegnato al Seminario Christ theKing della St. Bonaventure Universitydi Allegany, New York; nel 1956 è statoDirettore presso la Patrick’s Parish aBuffalo, NY; nel 1973 è tornato presso laSt. Bonaventure University come autistaper 35 anni. Nel 2008 si è ritirato nelconvento St. Anthony di St. Petersburg, inFlorida, dove è morto all’età di anni 92 edi vita francescana 65.* 3 giugno 2011: Canet Esteve Fr. Victor,Miguel, nato a Bellreguard, della Prov.Valentiæ et Aragoniæ S. Ioseph, Spagna.Svolse il suo ministero in vari Conventidella Provincia, occupandosi in particolaredei giovani, dell’OFS e di altri gruppiecclesiali. Fu un religioso servizievole,umile ed allegro. È morto a Valenzia all’etàdi anni 84, di vita francescana 64 e disacerdozio 59.* 4 giugno 2011: Kropf Fr. José, nato aColonia, Germania, della Prov. ImmaculatæConceptionis BMV, Brasile. Fu unozelante evangelizzatore, dedicandosi quasitotalmente alla Parrocchia di S. Antônio daEstiva in Miguel Pereira, RJ, dove è mortoall’età di anni 91, di vita francescana 70 e disacerdozio 65.* 4 giugno 2011: Manfren Fr. Alfonso,Aldo, nato a Treviso, della Prov. VenetæS. Antonii Patavini, Italia. La sua figura ela sua opera sono legate al Convento di S.Francesco della Vigna in Venezia, dovegiunse nel 1969, svolgendo soprattuttol’opera di questuante. È sempre rimastonella città lagunare, amato come unfratello. Era conosciuto in ogni contradadella città, accolto sempre con grandeaffetto da tutti, chiamato per nome in ognicalle per un saluto, una parola, un’offerta,un suo sereno immancabile sorriso. Èmorto nel Convento S. Cuore di Saccolongoall’età di anni 74 e di vita francescana 57.* 4 giugno 2011: Lannefranque ValenzuelaFr. Lorenzo, nato a Santiago, della Prov.Ss. Trinitatis, Cile. Prestò vari servizialla Conferenza dei Religiosi del Cile ealla Provincia come Formatore, Direttorespirituale, Definitore ed Economoprovinciale. È stato Assistente spiritualeanche della UNCEOFIC. Gli ultimianni li ha dedicati al Sacramento dellaRiconciliazione nel Convento S. Francescodi Alameda. È morto a Santiago all’etàdi anni 70, di vita francescana 50 e disacerdozio 43.* 6 giugno 2011: Alvarado Sánchez Fr.Miguel, nato ad Almeida, della Prov. S.Fidei, Colombiaa. È morto ad Itagüí all’etàdi anni 87 e di vita francescana 59.* 6 giugno 2011: Kessel Meier Fr. Clemente,nato a Dortmund, Germania, della Prov.Immaculatæ Conceptionis BMV, Brasile.Nel 1955 arrivò in Brasile, incardinandosinella Provincia dell’ImmacolataConcezione. Dopo l’ordinazione futrasferito nel convento di Santo Antonio,Rio de Janeiro, ha lavorato per diciotto anninella parrocchia di Nossa Senhora da Paz aIpanema, diventando uno dei sacerdoti piùnoti e più popolari della zona a sud della città.Infatti, era anche pittore, poeta, scrittore, unprofeta che predicava le meraviglie di Dio,denunciava ciò che si opponeva al donodella vita ed affrontava temi di attualità. Eramolto apprezzato, anche perché possedevail dono della comunicazione. Ha pubblicatolibri di poesie e vari volumi di spiritualità.È morto a Rio de Janeiro all’età di anni 76,di vita francescana 53 e di sacerdozio 48.


314 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2* 6 giugno 2011: Polito Fr. Attilio,Raffaele, nato a Montesano sullaMarcellana, della Prov. Salernitano-Lucanæ Immaculatæ Conceptionis BMV,Italia. È morto nel Convento Santa Mariadella Foce, Sarno, all’età di anni 77 e di vitafrancescana 52.* 9 giugno 2011: Spendio Fr. Domenico,Pietro, nato ad Oppido Lucano (PZ), dellaProv. Seraphicæ S. Francisci Assisiensis,Italia. Ha vissuto con gratitudine la suavocazione francescana e sacerdotale. Inparticolare, oltre ad aver lavorato per tantianni presso la nostra Parrocchia di Terni,è stato organista e direttore di Cori. Siricorda la sua dedizione nell’assistenza allecomunità neocatecumenali e la misericordiacon cui ha svolto il suo servizio comeconfessore. È morto nell’Infermeriaprovinciale di Santa Maria degli Angeliall’età di anni 79, di vita francescana 60 edi sacerdozio 51.* 13 giugno 2011: Garzón Ramírez Fr.Fernando, nato a Barrancabermeja, dellaProv. S. Fidei, Colombia. È morto a Bogotàall’età di anni 54, di vita francescana 31 e disacerdozio 25.* 14 giugno 2011: Jansen Da Silva Mello Fr.Fernando Haroldo, nato a Santo Amaroda Purificação, della Prov. ImmaculatæConceptionis BMV, Brasile. Ha dedicatogran parte della sua vita religiosa alservizio in varie case della Provinciacome portinaio. Artista nato, creativo,autodidatta, ha lasciato in eredità diversidipinti, per lo più sacri, tra cui le immaginidi Cristo e di san Francesco. Spesso riunivai suoi lavori in qualche sala delle Fraternità,trasformandola in Pinacoteca. È morto aPetrópolis, RJ, all’età di anni 83 e di vitafrancescana 46.* 18 giugno 2011: James Fr. Peter Paul,Thomas Roger, nato ad Indianapolis,della Prov. S. Ioannis Baptistæ, USA.Ha dedicato i suoi primi 12 anni delsuo ministero alle missioni di Navajo eall’amministrazione provinciale. Nel 1963è andato nelle Filippine, dove ha svoltoun ruolo decisivo nel nuovo Seminario diS. Maria degli Angeli. Nel 1990 è tornatoin Provincia a causa della salute. È mortopresso The Christ Hospital, Cincinnati,all’età di anni 86, di vita francescana 68 edi sacerdozio 60.* 22 giugno 2011: Ripaccioli Fr. Raffaele,Vesio, nato a Santa Fiora, della Prov. TusciæS. Francisci Stigmatizati, Italia. È mortopresso l’Ospedale di Careggi in Firenzeall’età di anni 92, di vita francescana 65 edi sacerdozio 62.* 23 giugno 2011: Cocco Lasta Fr. Luca,Roberto, nato ad Altissimo, della Prov.Venetæ S. Antonii Patavini, Italia. Visse10 anni a Vittorio Veneto, dispensatolargamente il dono della pace e del Vangelo,incontrando le persone ed entrando nelleloro case, 3 anni a Peschiera del Garda,a servizio dei pellegrini e della BeataVergine nel suo Santuario e 6 anni nellaFraternità di Trieste S. Maria Maggiore.Ma la sua figura e la sua opera sono legatial santuario di Madonna dei Miracoli inMotta di Livenza, dove trascorse oltre 20anni della sua vita, svolgendo il serviziodi sacrestano con entusiasmo, orgoglio,grande disponibilità e diligenza. Un trattocon cui si è distinto è stato l’accoglienzadei pellegrini e la cordialità con cui sirapportava con chiunque lo avvicinasse inSantuario o fuori. È morto nel Convento S.Cuore di Saccolongo all’età di anni 68 e divita francescana 50.* 25 giugno 2011: Sitko Fr. Walenty,Kazimierz, nato a Sambor, della Prov. S.Hedvigis, Polonia. È morto a Racibórz,Plonia, all’età di anni 74, di vita francescana58 e di sacerdozio 49.* 26 giugno 2011: Martínez Romo Fr.Emilio, Fernando Patricio, nato a GómezPalacio, della Prov. Ss. Francisci et Iacobi,Messico. Tra gli uffici più importanti chesvolse ci sono i seguenti: Vice Maestrodei Novizi a Guadalupe (1969-1971);Parroco a Vicente Guerrero (1975-1977);Guardiano a San Luis Potosí (1987-1990);Parroco a Torreón Coahuila (1990-1996);Vicario a San Luis Potosí (1980-1981);Guardiano e Rettore a Sombrerete (1996-2005 e 2007-2011). È morto a nella CasaDuns Scoto, Guadalajara, all’età di anni68, di vita francescana 49 e di sacerdozio42.


NECROLOGIA 315* 29 giugno 2011: Jocque Fr. Donoald,Georges, nato ad Eeklo, della Prov. S.Ioseph Sponsi BMV, Belgio. Si dedicòalla predicazione ai giovani, ai religiosi enelle missioni al popolo. È stato il portinaionelle comunità di Eeklo, Tielt e Gent. Hafondato il “Club-Tau” per i giovani e avevaun suo programma alla radio locale. È statodirettore fervente dell’apostolato per lasantificazione dei sacerdoti. Malgrado unasalute cagionevole, la sua vita e il ministerosono stati caratterizzati da amicizia contutti, specialmente con i più poveri. È mortoa Gent all’età di anni 79, di vita francescana58 e di sacerdozio 52.* 29 giugno 2011: Ruetsch Fr. François,Gustave, nato a Walheim, Francia, dellaProv. Trium Sociorum, Francia/Belgio.Ha chiesto di restare nell’Ordine come“oblato”. Fino alla fine, ha servito in questaforma di vita, con grande dedizione. Si èdistinto per la sua accuratezza nel lavoro,la sua disponibilità e la sua premura perl’altro. Ha svolto i servizi di portinaio, dieconomico e di sagrestano. Ha trascorso gliultimi 20 della sua vita nella casa di riposodei Fratelli delle Scuole Cristiane, dove haanche svolto una serie di servizi. È mortoa Metz, Francia, all’età di anni 83 e di vitafrancescana 48.* 1 luglio 2011: Martínez Sastre Fr. Pedro,nato a Murcia, della Prov. Carthaginensis,Spagna. È morto a Murcia all’età di anni83, di vita francescana 67 e di sacerdozio60.* 2 luglio 2011: Hanson Fr. EmanuelRex, nato in Koenigsberg. Germania,della Prov. Sancti Spiritus, Australia. Èmorto a Sydney all’età di anni 87 e di vitafrancescana 38.* 4 luglio 2011: Giachini Fr. Pacifico,Solideo, nato a S. Michele di Fabriano,Italia, della Cust. Terræ Sanctæ, Israele. Èmorto a Gerusalemme all’età di anni 87, divita francescana 67 e di sacerdozio 60.* 12 luglio 2011: Lisiecki Fr. Ekspedyt,nato a Leszno, Polonia, della Cust. TerræSanctæ, Israele. È morto a Gerusalemmeall’età di anni 89, di vita francescana 66 edi sacerdozio 62.* 13 luglio 2011: Soares Da Silva Fr.Rainério, Illídio, nato a Fiscal, Portogallo,della Prov. Immaculatæ ConceptionisBMV, Brasile. Di nazionalità portoghese eproveniente da una famiglia che ha dato allaChiesa tre figli religiosi, è giunto in Brasilenel 1935. Ha lavorato nel commercio nellacittà di Rio de Janeiro e ha incontrato ifrancescani a Ipanema (Parrocchia NostraSignora della Pace). Venuto a sapere chefra loro non c’erano soltanto sacerdoti,ma fratelli laici. chiese di essere ammessonell’Ordine come un fratello. Per 60 di vitafrancescana si è dedicato ai suoi Fratellinei servizi domestici. È stato un uomo dipreghiera, con una particolare devozioneverso san Francesco e santa Chiara. È mortoa Bragança Paulista all’età di anni 89 e divita francescana 60.* 14 luglio 2011: Cardona Bedoya Fr. JorgeArturo, nato a Santa Rosa de Cabal, dellaProv. S. Fidei, Colombia. È morto a Bogotàall’età di anni 81, di vita francescana 63 e disacerdozio 55.* 19 luglio 2011: Mons. JohannpöpperHenrique, OFM, della Prov. AssumptionisBMV, Brasile. Era nato in WarendorfMilte, Germania, il 23 giugno 1933; il 20aprile 1956 aveva emesso la Professionetemporanea e quella solenne il 20 aprile1959. Era stato ordinato sacerdote il 26luglio 1961. Nel 1962 dai Superiori fuinviato in Brasile per aiutare la missionenel Maranhão e a Piau. Eletto Vescovocoadiutore di Bacabal il 7 dicembre 1988,aveva ricevuto l’ordinazione episcopale il20 gennaio 1989. Il successivo 2 dicembreera succeduto alla guida della diocesi diBacabal, al cui governo pastorale avevarinunciato il 10 aprile 1997. È morto a SãoLuís, nello Stato di Maranhão, all’età di anni78, di vita francescana 55, di sacerdozio 50e di episcopato 22.* 23 luglio 2011: Carrière Fr. Léopold,Gabriel, nato a Bellefontaine, della Prov.B. Pacifici, Francia. È morto a Nice all’etàdi anni 88, di vita francescana 50 e disacerdozio 48.* 24 luglio 2011: Tagliabue Fr. Galdino,Felice, nato a Seveso, della Prov.Mediolanensis S. Caroli Borromæi, Italia.


316 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2Si prodiga per la costruzione del seminarioper gli aspiranti fratelli non sacerdoti, di cuidiviene il primo Rettore. Per più di vent’anniè quasi ininterrottamente Promotoredelle vocazioni, a livello provinciale epoi collaboratore a livello nazionale.Sfruttando la sua naturale predisposizioneall’andare si prodiga per l’animazione e ladiffusione della vocazione francescana. Perquasi un decennio è parroco a Cremona,poi diventa cappellano degli SpedaliCivili, dove rimane fino a che le forzeglielo consentono. Frate poeta e creativo hasempre dimostrato la sua generosità e la suaaffabilità offrendo con grande dedizione ilsuo servizio pastorale a favore dei fratelli.È morto a Sabbioncello di Merate all’etàdi anni 84, di vita francescana 67 e disacerdozio 59.* 25 luglio 2011: Metzger Fr. Edward, natoa Brooklyn, NY, della Prov. Ss. NominisIesu, USA. Dopo aver frequentato un corsodi Teologia pastorale, presso il SantuarioSt. Anthony di Boston, Massachusetts, si èdedicato al ministero dell’istruzione, primacome insegnante di inglese presso la ScuolaWalsh High Olean, New York (1960-1966), poi, dal 1966 al 1970, ha frequentatogli studi universitari della lingua tedescapresso la Western Reserve University diCleveland, Ohio. È stato Vice Parroco, dal1970-1971, nella parrocchia St. Patrick aBuffalo, NY; ha insegnato per un anno laShaw High School a Cleveland Heights,Ohio; è stato Vice Parroco alla parrocchiaSt. Francis a Wanaque, New Jersey(1972-1973); confessore, per un anno, aSan Giovanni in Laterano a Roma, Italia.Tornato nella zona di Buffalo nel 1974,ha insegnato presso la Bishop Fallon HighSchool (1974-1979) e nella Card. O’Haradi High School (1979-1980), frequentandoun Corso di educazione presso il CanisiusCollege (1976) e gli studi universitari instoria presso l’Università statale di NewYork a Buffalo. Ha poi trascorso un anno(1980-1981) a Londra, Inghilterra, percontinuare gli studi e lavorare sulla suatesi. Tornato a Buffalo, ha svolto pastoraleparrocchiale nella parrocchia St. Agnes(1981-1983), Rosary presso le Cascate delNiagara (1983-1984), Trinity a Buffalo(1984-1986) e, nello stesso tempo, hacompletato il suo dottorato di ricerca instoria nel 1983. In seguito, oltre a svolgerepastorale parrocchiale, è stato Consiglieree Professore presso il Canisius College diBuffalo (1986-1993), membro aggiuntodella facoltà (1993-1998), confessore per lalingua inglese a Nazareth, Israele. È mortoa St. Petersburg, FL, all’età di anni 78, divita francescana 57 e di sacerdozio 52.* 26 luglio 2011: Dalsass Fr. Cesario,Dario, nato a Valsorda. della Prov.Tridentinæ S. Vigilii, Italia. Ha svoltoil ministero pastorale soprattutto nelleparrocchie di Borgo Valsugana, di Goriziae di Trieste. Dal 1997 è destinato a PergineValsugana come Economo. Ha fondato lasua vita sul Signore, a Lui dedicando lesue giornate senza cercare se stesso. Haavuto, sotto un’apparente rudezza, unaparticolare sensibilità verso gli ammalati ele persone consacrate, così che molti hannopotuto apprezzare la sua capacità di ascoltosoprattutto attraverso il sacramento dellariconciliazione. È morto nell’Ospedale diTrento all’età di anni 72, di vita francescana55 e di sacerdozio 47.* 27 luglio 2011: Parziale Fr. Faustino,Antonio, nato ad Atripalda, della Prov.Salernitano-Lucanæ ImmaculatæConceptionis BMV, Italia. È mortonell’Infermeria provinciale di NoceraSuperiore all’età di anni 89, di vitafrancescana 72 e di sacerdozio 64.* 27 luglio 2011: Vázquez Costa Fr.Manuele Eduardo, nato ad Areas, dellaProv. S. Iacobi a Compostela, Spagna.È morto a Noia all’età di anni 92, di vitafrancescana 76 e di sacerdozio 69.* 27 luglio 2011: Cabezón Martín Fr.Agripino, nato a Canillas de Esgueva,della Prov. Granatensis Nostræ Dominæ aRegola, Spagna. Ha servito per 36 anni laCustodia di Terra Santa. È morto a Madridall’età di 82, di vita francescana 62 e disacerdozio 57.* 31 luglio 2011: Lachance Fr. Paul, natoa Lewiston, della Prov. S. Ioseph SponsiBMV, Canada. Profondo conoscitore diAngela da Foligno, pubblicò molti scrittisulle sue opere e sulla sua spititualità esu altri Autori francescani. Professore


NECROLOGIA 317Aggiunto presso la Chicago TheologicalUnion, diede corsi di spiritualità e dipreghiera. Ha anche tradotto in ingleseparecchi volumi di spiritualità francescana.È morto presso Illinois Masonic Hospital inJérusalem, USA, all’età di anni 73, di vitafrancescana 51 e di sacerdozio 47.* 1° agosto 2011: Girardello Fr. Giuseppe,nato a Taglio di Po, della Prov. VenetæS. Antonii Patavini, Italia. Diplomatoin pianoforte, organo e composizioneorganistica, visse il suo ministero e prestòil suo servizio in particolare a Lonigo,al Santuario del Frassino di Peschiera,a Mantova e a Monselice. Una vitaallietata dalla musica e dal canto, unavita caratterizzata soprattutto dalla sceltaevangelica di frate minore e da 55 anni disacerdozio. Attraverso il suo ministeropastorale e l’insegnamento, attraverso ilservizio liturgico curato con la musica econ il canto, ha guidato tanti fedeli a gustarela bellezza della liturgia e della preghiera.È morto all’Ospedale di Este all’età di anni79, di vita francescana 61 e di sacerdozio55.* 7 agosto 2011: Cellese Fr. Cosimo,Giovanni Cosimo, nato a Tramonti, dellaProv. Salerintano-Lucanæ ImmaculatæComceptionis BMV, Italia. È morto nelConvento S. Francesco di Vico Equenseall’età di anni 98 e di vita francescana 78.* 8 agosto 2011: Mons. Federico RichterFernández Prada, OFM, Arcivecovoemerito di Ayacucho in Perù, nato aHuanta, della Prov. Ss. XII Apostolorum,Perù. È morto presso l’Ospedale EdgardoRebagliati di Lima all’età di anni 89, divita francescana 70, di sacerdozio 65 e diepiscopato 38.* 8 agosto 2011: Ceccherelli Fr. Claudio,Raffaello, nato a Reggello, della Prov.Tusciæ S. Francisci Stigmatizati, Italia. Èmorto nell’Infermeria provinciale di Fiesoleall’età di anni 85, di vita francescana 68 e disacerdozio 60.* 13 agosto 2011: Noske Fr. Benno,Komrad, nato ad Aachen, della Prov. S.Elisabeth, Germania. Ha svolto un grandee prezioso lavoro manuale in vari luoghidella nostra Provincia: a Düsseldorf,a Mönchengladbach, a Neviges, adEuskirchen, a Vossenack, a Remagen ed,infine, di nuovo a Düsseldorf. È mortoa Vossenack all’età di anni 65 e di vitafrancescana 30.* 22 agosto 2011: Meggiolaro Fr. Flaviano,Amtonio, nato a Ss. Trinità di MontecchioMaggiore, della Prov. Venetæ S. AntoniiPatavini, Italia. Cappellano militaredurante la seconda guerra mondiale, caddeprigioniero a Bardia. La sua lunga vitanon è stata altro che realizzare giorno pergiorno lo stile dell’amore descritto nelVangelo: Ero ammalato e mi avete curato,prigioniero e mi avete visitato, una vitaspesa a portare un sorriso e una speranzain luoghi dove ciò non sembra possibile, inparticolare in un grande Ospedale Scozzesevicino a Tel Aviv, ad Alessandria d’Egittocome cappellano di numerosi prigionieri diguerra, a Cittadella presso l’OrfanotrofioGiuliano S. Antonio e all’Ospedale diVicenza. Il suo cuore è stato grande,aperto ai fratelli, ricco di fede e di amore alSignore. È morto nell’Ospedale di Padovaall’età di anni 96, di vita francescana 78 e disacerdozio 72.* 25 agosto 2011: Florio Fr. Aloysius,Armando Héctor, nato a Durango, dellaCust. Terræ Sanctæ, Israele. È statoorganista e maestro di canto, insegnantenei Collegi di Terra Santa ed economoin varie Case. È stato anche Discreto diTerra Santa. Inoltre, è stato Guardiano edEconomo locale della Curia generale eGuardiano nel Collegio “S. Bonaventura”di Grottaferrata.. È morto a Washington,USA, all’età di anni 78 e di vita francescana56.* 25 agosto 2011: Lugnan Fr. Quintino,Severino, nato a Grado, Gorizia, dellaProv. Bononiensis Christi Regis, Italia. Hainiziato la sua esperienza francescana nellaProvincia veneta di S. Antonio di Padova;nel 1954, ancora professo temporaneo,chiede di passare alla Provincia Minoriticadi Cristo Re dell’Emilia Romagna.In Provincia ricopre gli incarichi diAssistente presso il Collegio Serafico edi Cappellano parrocchiale. Nel 1964 èinviato in Germania come Parroco degli


318 AN. CXXX – MAII-AUGUSTI 2011 – N. 2emigrati italiani, Assistente sociale,Direttore della missione Cattolica Italianae Interprete legale, risedendo a Schieswig-Holtein, a Ludenscheid e ad Amburgo.Data la precarietà della sua salute rientrain Provincia nel 2001 dopo 36 anni diservizio pastorale e di sostegno sociale ainostri connazionali. È morto a Bolognaall’età di anni 81, di vita francescana 60 edi sacerdozio 55.* 26 agosto 2001: Jara Hernández Fr.Ramón Ángel, nato a Chanco, della Prov.Ss. Trinitatis, Cile. Aveva grandi doti etalenti artistici, riflessi anche nei numerosilibri e registrazioni musicali. È statoDirettore del Collegio San Bonaventuradi Chillán per 20 anni, insegnado conpartcicolare delicatezza ai bambini, aigiovani e agli adulti. Fu una persona moltoillustre a Concepción e a Chillán, dovefu molto apprezzato e ricercato. È mortoa Concepción all’età di anni 83, di vitafrancescana 62 e di sacerdozio 57.* 29 agosto 2011: Ramírez Luzcando Fr.Osvaldo, nato nella Città di Panama, dellaProv. Dominæ Nostræ de Guadalupe,America Centrale e Panama. È mortoall’età di anni 69, di vita francescana 46 edi sacerdozio 38.* 29 agosto 2011: Cerquetella Fr. Lorenzo,Renzo, nato a Morrovalle, della Prov.Picenæ S. Iacobi de Marchia, Italia.Testimone della vocazione francescanae dell’impegno apostolico in vari luoghi.Si è distinto in particolare per la pastoraledei malati a Pesaro e a San Severino eper la pastorale parrocchiale a Loreto. Lasua esemplarità di vita e la sua laboriositàrimarranno in benedizione. È mortonell’Infermeria provinciale di Grottammareall’età di anni 80, di vita francescana 60 e disacerdozio 53.* 31 agosto 2011: Musa Fr. Gojko,Žarko, nato a Čaliči/Čerin, della Prov.Assumptionis BMV, Bosnia/Erzegovina.Ha lavorato nella pastorale parrocchialein Provincia e in Germania. È mortonell’Ospedale di Mostar all’età di anni 75,di vita francescana 57 e di sacerdozio 51.

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