Campo de'fiori

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2Campo de’ fioriE’ nato, in seno all’ACCADEMIA INTERNAZIONALE D’ITALIA (A.I.D.I.), un Comitato Tecnico ScientificoSociale che avrà l’importante compito di redigere una PAGELLA DEI COMUNI, in cui verranno elencate e valutate,sotto il profilo della vivibilità, le strutture e le attività pubbliche, da quelle sportive a quelle sociali, con particolareriferimento al loro rapporto con l’handicap e la disabilità in genere. Il COMITATO è formato da: * ingegneri,architetti e geometri, per la parte tecnico-scientifica; * avvocati per la parte legale; * medici, psicologi e sociologi,per la parte medica e sociale; * componenti del comitato di redazione di Campo de’ fiori.Il suo compito è quello di verificare : * le strutture pubbliche esistenti e la vivibilità generale della città, anche inrapporto allo stato attuale delle barriere architettoniche; * le condizioni di vita nelle scuole, negli asili nido, nellestrutture per gli anziani e per i disabili, negli ospedali; * la condizione delle strade, della viabilità e del trasporto,compreso quello per i disabili. L’opera del COMITATO, per la sua specificità, potrà avere anche valore consultivoper tutti quegli organi pubblici o privati che vorranno avvalersene. Il COMITATO lavorerà in piena autonomia e la sua opera sarà probantee di massima utilità all’unico destinatario: IL CITTADINO. In base ai risultati ottenuti dall’indagine sul territorio, il COMITA-TO redigerà la PAGELLA DEI COMUNI e premierà quelli più meritori. La premiazione avverrà con una importante manifestazionepubblica ed il Comune sarà fregiato del titolo di “CITTA’ IDEALE” che potrà pubblicizzare ovunque. I risultati dei lavori del COMI-TATO, saranno resi pubblici sulle pagine di Campo de’ fiori.Stefano De SantisQuesta iniziativa è unica, in assoluto, nel suo genere.Sandro AnselmiIl nuovo anno porta sempre novità! Nel 2005 nell’Accademia Internazionale D’Italia, molto è cambiato. Tutti conosceteed avete dimostrato di apprezzare gli sforzi creativi ed organizzativi del Presidente dell’AccademiaInternazionale D’Italia e Direttore di Campo de’ fiori, Sandro Anselmi che, da moltissimi anni è votato al socialee, all’insegna della sua struttura e della sua passione, ha creato importanti sigle operative: TU COME NOI, NOEL,programmi di evasione e spettacoli culturali e musicali, incontri, dibattiti, conquiste per i diversi da noi , ma semprenella coscienza e nella consapevolezza che Loro sono come noi e, con questo ardore, ci ha insegnato a rispettarli,amarli e considerarli, proponendoli non all’ammirazione e alla facile accondiscendenza, ma all’amore di noitutti. Il “volto al sociale” è un sentimento, non un comportamento esteriore, è un cromosoma che si ha dentro eche, se si sente, si esprime. Questo è compito ed il modo di essere dell’Accademia Internazionale D’Italia (A.I.D.I.)che si è fatta apprezzare negli anni per i suoi alti fini e che ha creato forti, fortissimi interessi intorno a se, creandoproprie iniziative che sono fonte inesauribile di nuovi incontri e di miglioramento.Mi presento! Sono Stefano De Santis, laureato in giurisprudenza e rivolto al sociale per mio credo e nuovo Direttore Responsabile diCampo de’ fiori. Nel 2005 Campo de’ fiori ha aperto un secondo centro redazionale e di rappresentanza in Roma ed uscirà in nuove edizionisia a Roma che a Viterbo, progettando altri sfoghi editoriali con la collaborazione sempre più attiva degli sponsor, degli enti localie dei collaboratori.Stefano De SantisCampo de’ fioriè distribuito a Civita Castellana,Corchiano, Fabrica di Roma, Vignanello,Vallerano, Canepina, Vasanello, Sorianonel Cimino, Vitorchiano, Bagnaia, Viterbo,Montefiascone, Carbognano, Caprarola,Ronciglione, Sutri, Capranica, Cura diVetralla, Blera, Monte Romano, Tarquinia,Civitavecchia, Orte, Gallese, MaglianoSabina, Collevecchio, Tarano, Torri inSabina, Calvi nell’Umbria, Stimigliano,Poggio Mirteto, Otricoli, Narni, Terni,Amelia, Nepi, Castel Sant’Elia, Monterosi,Anguillara, Trevignano, Bracciano, CanaleMonterano, Mazzano, Campagnano,Sacrofano, Olgiata, Faleria, Calcata,S.Oreste, Nazzano, Civitella San Paolo,Torrita Tiberina, Rignano Flaminio,Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano,Ostia, Nettuno, Anzio, Fregene e neimigliori locali di Roma,in tutte le stazioni della MET.RO. espedito a tutti gli abbonati in Italia eall’Estero e alle migliori UniversitàDurante le passate FesteNatalize, ho avuto il piaceredi scambiare gli auguri contanti amici e formularli perlettera a tanti altri. Il primoa rispondere in ordine ditempo è stato il Sindaco delComune di Tarano (RI), delquale pubblico con piacere lapregiatissima Sua.La redazione di Campo de’ fiori sicongratula con l’amicoFabrizio Bracconeriche ha già curato sul nostrogiornale una rubrica con i lettori,per la sua importantepartecipazione alla trasmissionetelevisiva FORUM.Erminio Quadraroli e MicheleMoscioni al lavoro per i regaliNatalizimitico locale diLando Fiorinientra da questo mese nella rosa dei localiromani, dove potrete trovare Campo de’fiori.L’artista sarà ospite dei prossimi numeri diCampo de’ fiori


Campo de’ fiori3L’immanecatastrofedel ventiseidicembredelloscorso, hasuscitatoin noienormepietà perle innumerevolivittimee perla nuovagrave condizioneinSandro Anselmicui versanoquei popoli poveri da sempre.Tutto il mondo è rimasto sconcertatodall’accaduto e sull’onda dell’emozionesono nate subito tante e tante iniziativedi solidarietà. Tutte le sigle piùimportanti hanno pubblicizzato i lorometodi di raccolta ed i programmi didistribuzione e l’adesione è statapronta e generosa. Fra le preghiereabbiamo impegnato il nostro pensierocome se la soluzione scaturissedalla sua bontà ed abbiamo sognatodi essere idealmente vicini, magari aquel padre che, con lo sguardovuoto, stringeva tra le braccia il figliomorto, o magari quella donna chevagava tra le rotaie della ferrovia, incerca di qualcuno che, forse, non troveràmai più. Immagini queste che laTV ha trasmesso e che hanno toccatoprofondamente i nostri cuori. Miviene di ricordare che per gli antichi ildestino aveva due ancelle, la speranzae la sorte e vorrei allora che laprima non dovesse mai soccomberealla seconda anche quando questadiviene ineluttabile ed avversa, comein questo caso. Devo fare peròanch’io alcune considerazioni, perpoter dare semmai il mio modestissimocontributo. Non appena successala catastrofe ho pensato come tantialtri, come fosse potuto accaderetutto ciò, considerato che l’ondamaledetta ha impiegato lunghissimeore ad arrivare sulle spiagge. Non èpossibile che nessun mezzo di segnalazione,nessun Ente preposto siastato in grado di poter allertare lepopolazioni e si sia perso, semmai, inuna assurda burocrazia. Non è possibileche una bambina, solo perchél’aveva studiato a scuola, ha saputoriconoscere lo Tsunami e chi dovevanon ha fatto nulla!! Adesso bisognapensare ad aiutare questi poveridisgraziati e bisogna farlo veramente.Perché allora, anziché fare arricchirele case farmaceutiche, che in virtù deiloro brevetti monopolizzano la salutedell’intero pianeta, non si pensa distoccare direttamente da loro, a prezzipolitici, le medicine necessarie peraiutare questi popoli? Perché non sipensa che anziché azzerare il lorodebito nei confronti di noi popoli ricchi,non lo si riconverte per la realizzazionedi opere necessarie alla lororinascita ed al loro futuro sviluppo?Si potrebbe affiancarli in questo processoed ubbidire al vecchio adagioche dice: è meglio dare la canna dapesca che il pesce. Perché non si facilital’adozione di quei poveri bambinismarriti, snellendo le assurde burocrazieesistenti? Perché non si è piùattenti al loro futuro, salvaguardandolidalla piaga ignobile della pedofiliae dall’ancor più raccapricciantecommercio di organi? Ahi, quantibuoni propositi ci racconta la “grandeTV”… ma allora a cosa serve inviaregià delle costosissime truppe armateproprio lì dove c’è bisogno di tantimedici, di psicologi e di personaleumanitario? Il prezzo della democrazianon si può barattare con i cinquantadollari del costo di un barile digreggio! Ricordiamoci infine, cheoccorre non fermarsi adesso perché iproblemi e le necessità non finirannopurtroppo domani e vorrei che ilnostro ed il loro Dio gli desse la forzadi lottare, di impegnarsi e di sognareancora. Nella vita si può cadere mac’è bisogno di rialzarsi, di ricominciaree di bere della fede e della spiritualitàche, sole, ci sorreggono nelledifficoltà.Sandro AnselmiFra le tante persone che ho incontratoper le festività è venuto a farmivisita anche un amico che non vedevoda tempo, per scambiarci gli augurie per esprimere il suo apprezzamentoper Campo de’ fiori. L’amico èDon Silvano o meglio Mons. SilvanoFrancola, come è stato giustamentenominato da S.E.Mons. Divo ZadiVescovo. Egli ha lasciato moltissimianni fa la sua natia Fabrica di Roma eCivita Castellana, dove era parroco inCattedrale, per andare a Wohlen, inSvizzera e lì ha fatto crescere, nonsolo spiritualmente, la comunitàCristiana. Don Silvano è stato ed èartefice di mille importanti iniziativeche mi riprometto di raccontare nonappena avrò il suo consenso che,spero, non tardi ad arrivare. Mi hariferito però una cosa curiosa che èaccaduta in Svizzera. Avendo letto suCampo de’ fiori il mio invito a spegnerela TV “cattiva”, lui l’ha propostoai suoi parrocchiani quale dono dafare al buon Gesù appena nato.Cosicche, durante la Santa Messadella notte di Natale, ha strappatoloro la promessa di tenere spenta laTV per tutto il giorno seguente.Puntualmente poi, alla funzione delgiorno di Santo Stefano, ha chiesto dialzare la mano alle persone che avevanoseguito il suo consiglio ed alloraconstatava che molti, ma non certotutti, l’avevano fatto. Grazie DonSilvano, sei troppo forte!!Sandro AnselmiERRATACORRIGECampo de’ fioriPeriodico Sociale diArte. Culturaed Attualità editodall’AssociazioneAccademia InternazionaleD’Italia(A.I.D.I.) senza fini di lucroPresidente Fondatore:Sandro AnselmiDirettore:Sandro AnselmiDirettore Responsabile:Stefano De SantisSegretaria di Redazionee Coord:Cristina EvangelistiImpaginazione e Grafica:Cristina EvangelistiConsulente Editoriale:Enrico De SantisReg.Trib. VT n. 351 del2/6/89Stampa:Centro PoligraficoRomanoLa realizzazione di questogiornale e la stesura degliarticoli sono liberi e gratuitied impegnanoesclusivamente chi li firma.Testi, foto, lettere e disegni,anche se non pubblicati, nonsaranno restituiti se nondopo preventiva ed esplicitarichiesta da partedi chi li fornisce.I diritti di riproduzione e dipubblicazione, ancheparziale, sono riservatiin tutti i paesi.Sul n. 13 - Articolo:Italiani all’estero - èstato riportato Nicolae Filomena Angelettianzichè Nicola Marinoe Filomena Angelotti;è stato inoltre riportatoil nome di GiuliaMezzoferro anzichèGiulia Mazzaferro.DirezioneAmministrazioneRedazionePubblicità edAbbonamenti:Piazza della Liberazione, 201033 Civita Castellana (VT)c/c postale n.42315580Tel. e Fax 0761.513117e-mail:info@campodefiori.bizRedazione di Roma:Viale G. Mazzini 140tiratura 30.000 copieAbbonamentiRimborso spese spedizioneItalia: 12 numeri € 25,00Estero: 12 numeri € 60,00Per il pagamento effettuare iversamenti sul c/c postale n.42315580intestato all’AssociazioneAccademia InternazionaleD’Italia.L’abbonamento andrà incorso da primo numero raggiungibilee può avere inizioin qualsiasi momento dell’annoed avrà, comunque, validitàper 12 numeri.Garanzia di riservatezzaper gli abbonatiSi garantisce la massimariservatezza dei dati fornitidagli abbonati e la possibilitàdi richiederne gratuitamentela rettifica o la cancellazionescrivendo all’editore.Le informazioni custodite nell’archiviodi Campo de’ fioriverranno utilizzate al soloscopo di inviare agli abbonatiil giornale e gli allegati,anche pubblicitari (legge675/96 tutela dati personali).per la vostrapubblicità suCampo de’ fioriTel. 0761.513117e-mail:info@campodefiori.bizper abbonamentivedi a pagina 33


4Amarcordi luoghi dell’infanziadi Cristina EvangelistiCampo de’ fioriVi ricordate del “Giro de Buscicante” ?Fabrizio e Massimo lo ripercorrono per noi,per riportarci alla mente quella parte delcentro storico di Civita Castellana, dove iragazzi trascorrevano le loro giornate spensierate.Buscicante era il soprannome di SorAngelo Fantera, padre di Franco (dettoRapera). I ragazzi avevano dato il nome di“Giro di Buscicante” ad un percorso che,gareggiando, percorrevano di corsa. Si partivadall’ Arco de Ciuchetto” (altro civitonicoche abitava in prossimità dell’arco che siapre su Piazza Matteotti, proprio vicinoall’attuale Bar Sangallo) e attraversandoPiazza Matteotti si correva giù, verso corsoBruno Buozzi, fino a raggiungere l’incrocio.Da qui si proseguiva lungo Via Minolfo Masci(sotto o Cantinò) e si imboccava Via XIISettembre (a salita de Gustinetto o anchedetta a salita do ponte) . A metà della salita,col cuore in gola per la gran fatica, sisvoltava per Via delle Mole, si passavadavanti all’ Orto Funaro e poi di nuovo su,fino a raggiungere nuovamente l’ Arco deCiuchetto.Sicuramente era una bella impresa, maimmaginate cosa significava completare lagara che prevedeva ben tre di questi giri……Arco de CiuchettoVia XII Settembre - a salita do ponteVia Masci - o cantinòVia delle Molel’Orto Funaro Via porta Posterula -in fondo l’Arco de Ciuchetto


01100 Viterbo - P.zza Verdi, 2/A - Tel./Fax 0761.347651 e-mail: colb-viterbo@lisi-bartolomei.comCentro Commerciale Tuscia - Tangenziale Ovest - Tel. 0761.390013 e-mail: colb-tuscia@lisi-bartolomei.com01030 Vallerano (VT) - Via Don Minzoni, 58 - Tel./Fax 0761.751551 e-mail: colb-valle@lisi-bartolomei.com01033 Civita Castellana (VT) - Via Giovanni XXIII, 28-28A - Tel./Fax 0761.517951 e-mail: colb-civita@lisi-bartolomei.com00169 Roma - Centro Commerciale Casilino - Via Casilina, 1011 - Tel. 06.23260306, Fax 06.23279988e-mail: colb-roma@lisi-bartolomei.com63037 Porto D’Ascoli (AP) - Centro Commerciale Portogrande - Via Pasubio, 144 - Tel./Fax 0735.753665e-mail: colb-portogrande@lisi-bartolomei.com70124 Bari - Centro Commerciale Carrefour - Viale L. Pasteur, 6 - Tel./Fax 080.5382652e-mail: colb-barisanpaolo@lisi-bartolomei.comoltre le normali garanzie CE il CENTRO OTTICO LISI & BARTOLOMEI in collaborazione conoffre Servizi di AssistenzaGaranzia e PrivilegiPer occhiali da vistaocchiali per bambini fino a 14 anniocchiali per computer - attività sportive - videoterminaliServizi di assistenza per occhiali da vistaIl programma GECO prevede i seguenti servizi specifici per gli occhiali da vista e da vista-sole, con lenti colorate o fotocromaticheGaranzia totale di risultato: validità 60 giorni dalla data di emissione. I Suoi occhiali sono stati collaudati dai nostritecnici di laboratorio: ne garantiamo, pertanto, qualità e funzionalità. Qualoro la loro efficienza non rispondesse allesue aspettative o necessità, provvederemo, se necessario, alla sostituzione delle lenti oftalmiche e/o della montaturafino a Sua completa soddisfazione.Garanzia globale (lenti+montatura): validità 12 mesi dalla data di emissione. In caso di rottura accidentale e irreparabiledegli occhiali, lenti da vista e/o montatura, o danneggiamento che ne alterino la funzionalità, saranno fornitigratuitamente lenti identiche alle precedenti e/o montatura uguale o equivalente. Le componenti danneggiatesaranno ritirate. Questo servizio sarà erogato una sola volta entro il periodo di validità.Smarrimento e furto: validità 12 mesi dalla data di emissione. In caso di smarrimento o furto degli occhiali da vistaè applicata una riduzione del 50% sui prezzi di listino per l’acquisto di un nuovo paio di occhiali, con caratteristicheuguali od equivalenti. Questo servizio sarà erogato una sola volta entro il periodo di validità.Under 18: validità 12 mesi dalla data di emissione. La nostra esperienza dimostra che fino all’età di 18 anni l’efficienzavisiva varia più rapidamente che negli anni successivi. Per assicurare una costante ed ottimale efficienza visiva,questo servizio offre la sostituzione delle lenti da vista con nuove di potere aggiornato, con una riduzione del50% sui prezzi di listino.Servizio cortesia: validità 12 mesi dalla data di emissione. Gli occhiali, per mantenere inalterata nel tempo la lorofunzionalità, necessitano di controlli periodici. I nostri tecnici sono a Sua disposizione per eseguire i controlli di riassettonecessari ad effettuare una completa pulizia ad ultrasuoni.


Regioni d’Italia elaborate a tavolino - Il LazioPiantina geografica dell’alto LazioL’Alto Lazio, sul piano della sua strutturageografica e delle caratteristiche dei suoiabitanti, è più vicino all’Umbria che allaparte meridionale della regione in cui èinserito. Non a caso, prima dell’Unitàd’Italia, faceva parte dello Stato Pontificio,mentre le zone a sud di Roma rientravanonei confini del Regno dei Borboni. Quindidiversa evoluzione storica di due realtàpiuttosto differenti tra loro istituzionalmentee culturalmente. Inoltre, in età contemporanea,tuttala parte sud della regione hagoduto dei benefici derivanti dai sostegnieconomici della Cassa del Mezzogiorno, unente nazionale che bene o male ha impressoun qualche positivo ritmo di sviluppoCom’eraCampo de’ fioriall’Italia Meridionale,mentre ilnord del Lazio nelsuo complessonon rientrò nellearee che potevanobeneficiare di questevarie ed articolateincentivazionieconomiche, perchénon considerateovviamente,Mezzogiorno d’Italia.Però restavaun’area depressa,economicamente eculturalmente conscarse possibilitàdi sviluppo. Pertanto,si presentavané più, né menocome il restodel Lazio e delMeridione Italianodal punto di vistadel “take off” economico.Tutto ciòsottolinea come,tanto sul piano della geografia che dellastoria, il Lazio non è una realtà omogeneae tendente ad essere un’espressione fisicaed umana con caratteristiche simili. Al contrario,sia l’ambiente fisico dell’area Pontinae della Ciociaria è assai diverso da quellodella Tuscia e della Sabina, sia il paesaggioumano presenta , storicamente, usi, abitudini,costumi,mentalità e tradizioni assaidivergenti tra zone settentrionali e meridionali.In sostanza, l’Alto Lazio presenta dasempre specifiche caratteristiche che sonotipiche dell’Italia centro-settentrionale,mentre le province di Latina e Frosinonehanno tratti socio-culturali e morfologicipeculiari del Sud Italia.Dott. Prof. Michele AbbateE questo per evitare di parlare di RomaCapitale che rappresenta un qualcosa deltutto a sé stante rispetto al resto del Lazio,tanto sul piano dell’evoluzione storicaquanto sul piano del peso politico-istituzionalee demografico. Mentre regioni del sudcome la Sicilia e la Campania e regioni delnord come la Lombardia e il Veneto sono alloro interno realtà decisamente omogeneesia socialmente, che culturalmente, cheeconomicamente e spesso anche dal puntodi vista degli scenari geografici, vi sonoinvece regioni che sono fortemente eterogeneeal loro interno e su tutti i piani. Unadi queste è per l’appunto il Lazio. Per questosi può tranquillamente sostenere chevarie regioni d’Italia sono state ritagliateartificialmente a tavolino, una volta raggiuntal’unità della penisola, per ragionisolo amministrative. L’Alto Lazio, per evoluzionestorica e caratteristiche fisiche, èmolto simile all’Umbria e per tale ragione,forse, avrebbe avuto un futuro migliore ediverso nell’ambito di tale regione. L’assestradale trasversale che da Civitavecchia vaa Rieti, passando per Viterbo e Terni e quelloteorico verticale che da Perugia arriva aCivita Castellana, costituiscono l’ossatura diuna vera e propria regione a sé stante epiuttosto omogenea sul piano geografico esocio-culturale. Umbria ed Alto Lazio sonoin sostanza fortemente interdipendenti traloro. L’Alto Lazio sembra la naturale prosecuzionedell’Umbria e questa, a sua volta, laprosecuzione naturale del territorio laziale anord di Roma. In effetti, l’Agro Falisco, laTuscia, la Sabina, il Reatino, il Cicolano el’area di Civitavecchia, si integrano perfettamentecon le province umbre di Terni ePerugia, andando a costituire una realtàappartenente a un unico tessuto connettivosul piano morfologico oltre che sociale edeconomico.Com’è7La foto a sinistra è stata scattatanel 1922 durante la fase diasfaltatura della variante Flaminiaa Civita Castellana.Nella foto a dx la variante Flaminiacome si presenta ai nostri giorni


10del Geom.Gianni Bracci“E’ un lutto che inve -ste tutti i cinque continenti.Mai , credo,nella storia , i popolisi sono trovati cosìuniti con la sensazionedi essere tutt’uno.Penso che da ciòdobbiamo trarreinsegnamento perchéal di là dellacatastrofe che hacolpito il mondo, cisia la volontà comune per affrontare insiemee risolvere i problemi dell’umanità.Operiamo assieme per prevenire le drammaticheconseguenze dei disastri naturalicome quello che è occorso, ma anche perintensificare la lotta contro le povertà, controle malattie, per cercare di dare almondo condizioni di sicurezza e di pace.”Carlo Azeglio Ciampi – Napoli, 5 gennaio2005. Con queste parole il Capo dello Statoha commentato la tragedia del Sud-EstAsiatico. Un evento catastrofico che hachiamato tutti ad uno slancio di solidarietàal quale tutti, veramente, hanno rispostofacendo ciascuno la sua parte. Tra i nume -rosi appelli, tra la miriade dei messaggi dicordoglio, però, penso che meritava diessere sottolineata la nota del nostroPresidente, perché ha, come si dice,“messo il dito nella piaga”. Ciampi è andatooltre quello che tutti noi vediamo e sappiamodalla cruda cronaca di un evento cosìdrammatico; è andato oltre la voglia diuscirne a tutti i costi con la coscienza pulita,oltre la smania di rendersi a tutti i costiprotagonisti. Insomma il Capo dello Stato,in modo esplicito e disinteressato, hadichiarato cose che molti hanno pensatoma pochi hanno detto e, se lo hanno dettonon è certamente apparso in televisione, ecioè: primo, il maremoto andava prevenutoperché esistevano ed esistono tutte le condizioniper realizzare reti di monitoraggio,dare per tempo l’allarme di imminenti cata -clismi naturali , consentire una rapida eva -cuazione dei centri abitati. Tutto questo haun costo, certo, ma consente di salvaremigliaia di vite umane. E’ un problema dipriorità negli investimenti per la ricerca; adesempio, forse, sarebbe meglio pianificareun minor numero di imprese spaziali, menospedizioni su Marte, e nel contempo realizzareappositi sistemi di rilevamento deiCampo de’ fioriTsunamipericolosi fenomeni naturali a cuiè soggetto il pianeta. Secondo, lacarità non può essere un optional,da esibire all’occorrenza sullascia di una momentanea emotività,ma richiede coerenza e soluzionistrutturali per dare risposteserie e concrete sempre e comunque.La “seconda ondata, quelladella solidarietà”, come qualcunol’ha definita, è assolutamenteencomiabile nella sua globalitàma non può fermarsi quando imedia spegneranno i riflettori,soprattutto non può fermarsi al Sud-EstAsiatico. Il mondo è pieno di tante altreimmani tragedie umanitarie, che rappresentanouna vergogna per la nostra societàcivile: fame, guerre, aids, carenza di acquapotabile, di servizi igienici e sanitari, sonocausa di morte per milioni di persone ognianno. Morti di cui si parla malvolentieri. Ilmondo occidentale che si commuovedavanti ai filmati del dopo-maremoto sta difatto lasciando a piedi il Terzo mondo.Per rendersene conto basta ad esempioleggere il rapporto Unicef 2005, alla cuipresentazione Carol Bellamy, DirettoreGenerale, ha affermato senza mezzi termini: Impossibiledargli torto se pensiamo che nel mondoogni anno almeno 5milioni di bambinimuoiono per fame, 211milioni di ragazzisotto i quattordici anni vengono impiegaticome manodopera a basso costo; sono120milioni i fanciulli privati del diritto all’istruzionedi base, 1milione e mezzo quellimalati di Aids; oltre 300mila imbracciano ilfucile per combattere sanguinose guerre ecirca 50mila rimangono vittime dei pedofili.Mentre 832milioni di uomini, donne e bambinisono denutriti e oltre 1 miliardo di personenon hanno accesso all’acqua potabile(stime Fao), i Paesi Ocse (Organizzazioneper la cooperazione e lo SviluppoEconomico) continuano a non rispettare gliaccordi di devolvere almeno lo 0.70% delProdotto Interno Lordo in aiuti allo sviluppodei paesi più poveri del pianeta (gli StatiUniti sono i più avari devolvendo appena lo0.12% del Pil, mentre l’Italia ha contribuitocon uno 0.17% nel 2003, sceso allo 0.13%nel 2004, penultimo posto nella classificadegli Stati donatori). Anche la piagadell’Aids continua a mietere vittime (2.9milioni di morti solo nel 2003, di cui500mila sotto i 15 anni) per cui a tuttoggi sicalcolano in 15milioni i bambini rimastiorfani a causa di questa grave malattia virale,che pure potrebbe essere curata se solole multinazionali (magari le stesse che sisono precipitate ad inviare medicinali nelSud-Est Asiatico) contenessero il prezzo deifarmaci necessari, oppure concedessero l’utilizzogratuito o a prezzo politico dei relativibrevetti di produzione. Se è vero, comeè vero, che da ogni male può nascere ilbene, speriamo che dalla catastrofe delmaremoto possa nascere un rinnovato spiritosolidaristico che porti pace e benesserea tutti i popoli del pianeta, senza fermarsialla carità dell’ultim’ora forse spettacolarema certamente poco proficua per chi soffre.Speriamo quindi che gli opulenti governiOccidentali spendano meno soldi in passeggiatenello spazio o in armamenti rinnovandoa sé stessi e al mondo la promessa diraggiungere i cosiddetti “Obiettivi delMillennio per lo Sviluppo” approvatidall’Onu nel settembre 2000, in base aiquali entro il 2015 è fissato il termine persradicare l’estrema povertà e la malnutrizione,ridurre di due terzi la mortalità infantile,fermare la diffusione di Aids, malaria etubercolosi che imperversano nel mondo.Allora potremo forse dire, per quantoassurdo possa sembrare, che il sacrificio dimigliaia di vite umane può essere comunqueservito a qualcosa; potremo dire che laterribile tragedia del 26 dicembre scorso haportato all’umanità, insieme a morte,distruzione e dolore, un inaspettato quantomemorabile regalo di Natale.


Campo de’ fiori11Come eravamodi Alessandro Soligiovani ragazze Civitoniche durante un carnevale degli anni ‘60-’70“Pasqua Epifania, tutte ‘e feste seporta via, poi arriva Sant’Antoniettoche ce ne porta n’andro sacchetto”E’ un antico adagio popolare, che si ripeteormai a memoria d’uomo, perché trascinale tradizionali feste del Natale e delCapodanno, appena trascorsi, nella festapiù pazza e trasgressiva dell’anno: Il carnevale.Questa rubrica che personalmentecuro su Campo de’ Fiori, mi stimola a parlaredel carnevale civitonico, che comesapete è da sempre un carnevale “suigeneris”, ma lo farò con l’ottica e i ricorditipici di un ragazzo degli anni ’60, con lacertezza di trasmettervi le emozioni che igiovani di allora hanno provato , e la speranzadi riuscire ad incuriosire i giovani dioggi. Come sapete il calendario ha delleregole rigide da rispettare, delle date fissee delle date variabili; riguardo al carneva -le, il suo inizio è da sempre il giorno 17Gennaio, la festività di S. Antonio abate,protettore degli animali. E già qui la tradizionepopolare ne ha fatto un giorno difesta, perché la vecchia civiltà prettamentecontadina, lo dedicava alla benedizione ditutti gli animali specialmente quelli deputa -ti al lavoro nei campi. A Civita una antichissimausanza portava tutti i civitonici, allapiccola chiesetta di S.Antonio in fondo aVia dello Scasato, proprio in cima alla salitadifronte all’Ospedale Andosilla, dove venivanodistribuite “e pagnottelle deSant’Antonio”, minuscoli pani non lievita -ti, che ognuno conservava per l’interoanno, per devozione, come una reliquia.Oggi questa festa viene spostata alla dome -nica successiva, quando, con la cerimoniadella benedizione degli animali, qualcunoancora distribuisce le tradizionali pagnottelle.Invece il pomeriggio del 17 Gennaioviene portato in corteo in Piazza Matteotti“O Puccio”, emblema e simbolo delCarnevale , accompagnato dalla banda folkloristica“La Rustica”, e lì rimarrà pertutta la durata dei festeggiamenti.Come dicevo sopra, la durata del Carnevalevaria di annoin anno,quest’annoper esempiodurerà esattamente23giorni, appuntodal17 Gennaioall’8Febbraio, equesta brevità,costringeràgli addettiai lavori,i “carnevalari”,adun vero eproprio tourde force.Come sono lontani i tempi delle vecchie sfilatedegli anni ’60 e ’70, quando sia i carriche i costumi erano rigorosamente fatti amano, e non riciclati. Quando ‘o Domino,era la maschera di chi non sfilava, e datala sua semplicità (era infatti un largocopriabito con cappuccio) a quei tempi“spopolava”, anche perché era impossibilericonoscere chi lo indossava. Tutte lemaschere libere, erano munite di un oggetto,molto particolare “’a gnacchera”, unaspecie di randello di legno di forma similead un parallelepipedo, che segato adarte,formava dei lunghi listelli, i quali flettendotra loro emanavano un caratteristicorumore, specialmente se usato per colpirequalcuno. Poi, tra gli scherzi che venivanofatti, ricordo abbondanti sacchi diBorotalco , che gruppi di maschere riversavanosu malcapitati spettatori, sicuramenteamici dei buontemponimascherati. Era l’epocadei grandi carri, quando levarie aziende lavoravanosodo per la loro realizzazione,erano dei veri capolavori.Una miriade di ricordi siaffacciano nella mia mente,raccontarli tutti, sarebbebello, ma esigenze tipografichee redazionali, non melo permettono, mi limiteròperciò ad elencare brevemente(scusandomi con chi non verrà citato)fatti e personaggi di quel carnevale.Dicevamo dei carri, spettacolari quelli dellaRoma-Nord con Gli dei dell’Olimpo ,della Ceramica Flaminia con Gli Orsi alPolo, del Caffè Roma, con le Caravelle,della Tribu’ de’ Zingari con Pasqualino‘o maraja e tantissimi altri. Tra i personaggi.Il mitico Mario Corteselli dettoGallina, araldo e banditore di tutti i carnevali,che ne proclamava l’apertura contanto di pergamena, Giovanni Bellizzi,detto Giuvanni ‘o barese, personaggiostorico, eccezionale vestito da sposa,poi ancora Roberto Meloni, dettoMelorobby, Aldo Serraglini, dettoCacarazzi, Gildo Cecchini, ‘o barbiere,che da sempre hanno impersonato edimpersonano, affascinanti figure femminili,poi ancora Bommetta e Maggichettoalias Giovanni Baldoffei e Angelo Gelanga,che formavano una coppia irripetibile. Tra igruppi mascherati, come non ricordare il“Clan dei Picchietto” unici per l’accuratezzadei costumi (cuciti a mano da ZìChecca) e del trucco(curato personalmenteda Zì Tonino Finesi), praticamente simascherava l’intera famiglia Paolelli-Finesi,che raggiunse il suo culmine con la rievocazionedel celeberrimo “Corrierino deiPiccoli, quando sfilarono per strada tutti ipersonaggi del giornalino, tra la gioia deipresenti. Ho tralasciato finora un altroaspetto del carnevale civitonico: quello“Culinario”.Qui il posto d’onore spetta didiritto a sua maestà ‘O Frittellone”,sarei tentato di spiegare cos’è, per i noncivitonici, ma ribadisco le esigenze editoriali,e dirò solo che esso è una crèpe arrotolatacon formaggio pecorino, tra i dolci: iScroccafusi, ‘e Frappe, i Ravioli tra i piùtradizionali, poi tante altre leccornie preparatein casa per la felicità dei buongustaipiù esigenti.Il nostro carnevale è unico nelsuo genere, perché trasmette quella felicitàtipica del periodo che si sta vivendo. Aqualcuno potrà sembrare un po’ caotico, aqualcun altro un po’ rissoso, una cosa ècerta, gli antichi Romani dicevano che“semel in anno licet insanire” (fatece divertìarmeno una vorta l’anno), e noi che nesiamo gli eredi diretti, “rispettamo ‘oproverbio”.Il Clan dei PicchiettoAldoSerragliniRobertoMeloniGildoCecchini


12Campo de’ fioriFARMACI: beni di lussodi Virgilio AngeliniQuanti di noi ogni giorno entrano in farmaciaper acquistare un farmaco? Ormaifa parte della nostra “spesa” quotidiana…e’comeandare al supermercato o dalfruttivendolo.Ogni volta che acquistiamoun qualsiasi prodotto farmaceutico i nostriportafogli “tremano” a causa dei prezzisempre eccessivi.Sistematicamente si rimane scandalizzatiper il prezzo abnorme di una piccola confezionedi pillole o un di un flacone di sciroppo.Ancheper noi,comprare alcuni farmaci,avolte,puo’ diventare insostenibile,ma dobbiamo ritenerci fortunati perche’comunque abbiamo la possibilita’ di reperiretutto cio’ che ci occorre entrando,appunto,in una qualsiasi farmacia.Purtroppo in moltissime zone del mondotutto questo diventa veramentearduo:reperire farmaci vitali per la salutee’ cosa praticamente impossibile.La totale mancanza delle medicine o il loroelevatisiimo costo per le “tasche” dellagente fa si che milioni di persone al mondomuoiano ogni anno. La situazione e’ veramentedrammatica,e allo stesso tempo,vergognosa.E’ proprio il caso di dire che per milioni diesseri umani i farmaci sono un “bene dilusso”. Quindici milioni di personemuoiono ogni anno a causa di malattieinfettive. Il 97% dei decessiavviene nei Paesi in Via di Sviluppo.La maggior parte di queste mortisono morti evitabili.Polmonite, tubercolosi, malaria, diarreae HIV/AIDS sono le malattieinfettive responsabili della metà deidecessi. L’AIDS è divenuto la primacausa di morte nei paesi dell’Africasubsahariana. Le morti materne (correlatealla gravidanza o al parto)sono ancora 509.000 all’anno.Nel Sud del mondo e nei paesi intransizione dell’Est europeo ci sonocirca due miliardi di persone che nonhanno accesso alle cure adatte.L’80% della popolazione mondialevive nei paesi in via di sviluppo, cheperò rappresentano solo il 20 % dellavendita mondiale di farmaci.Un miliardo e trecento milioni di personenon hanno accesso all’acquapotabile. Le malattie infettive sonoresponsabili di più della metà dei decessinella fascia sub-sahariana del continenteafricano. Su 1.233 farmaci immessi sulmercato negli ultimi 25 anni solo 13 hannoun’indicazione specifica per le malattie tropicali.Malattie considerate scomparse stannoricomparendo e diffondendosi in formemolto pericolose, perché resistenti ai trattamentistandard (farmaco-resistenza): ifarmaci conosciuti non sono più completamenteefficaci. Purtroppo la non accessibilita’ai farmaci essenziali da parte di milionidi persone e’ dovuta,neanche a dirlo,aproblemi politico-economici. Le regole delprofitto, quando vengono applicate a economiedeboli, impediscono la soluzione diproblemi sanitari che riguardano milioni dipersone:in un paese africano, il costo di unfarmaco o di una giornata di terapiapuò anche superare il reddito annualedi un cittadino. I costi elevati sonosoprattutto quelli dei farmaci protetti dabrevetto. La ditta intestataria del brevettodetiene in esclusiva il diritto di produrre ilfarmaco e di stabilirne il prezzo per tutto ilperiodo di protezione del brevetto (20anni). Il prezzo dei farmaci essenziali èdunque determinato dal diritto alla proprietàintellettuale, dal diritto di produzionee da strategie di vendita che perseguonoil profitto su parametri da mondo avanzato.Alla scadenza del brevetto, il farmacodiviene un generico e può essere prodottoda altre ditte. La concorrenza provocageneralmente un drastico abbassamentodel prezzo.Pertanto, solo per i farmacigenerici o per i farmaci brevettati ma prodottilocalmente il prezzo è tarato sulleeffettive disponibilità economiche delpaese in cui viene venduto. Questo sistemasi regge sull’accordo politico e commercialegarantito dall’OrganizzazioneMondiale del Commercio (OMC) e sancitodagli accordi TRIPS.Le multinazionali attribuiscono il prezzodei nuovi farmaci ai costi elevati di ricercae sviluppo. Tuttavia molto spesso almenoparte del finanziamento per la ricerca provienedal settore pubblico, come nel casodella didanosina (DDI), un farmaco anti-HIV. Inoltre fra i settori industriali, il profittodel settore farmaceutico è il più altodopo quello dell’informatica, con una crescitaannua del 16-18%.I margini di guadagno sono ripartiti interamentefra gli azionisti, oppure investitinella pubblicità.Nemmeno in minima partesono reinvestiti nella ricerca sulle malattietropicali.Le case produttrici non accettanola politica del doppio prezzo, che stabiliscaun costo inferiore per i paesi più poveri.Per ridurre del 50% le morti per malariasarebbe necessario un investimento di unmiliardo di dollari.Il 90% degli investimenti per la ricerca e losviluppo di nuovi farmaci, è destinato aproblemi sanitari che riguardano il 10%della popolazione mondiale.


Campo de’ fiori13L’ANGOLO MISTERIOSOIndovina l’ArtistaDi lato è riportato un famosoquadro denominato “IGirasoli”. Sai dirci chi l’hadipinto? I primi tre che indovinerannoe ne darannocomunicazione in redazionericeveranno un simpaticoomaggio offerto dal CentroParati di Selli VittorioNella foto sotto è riportata una via di Corchiano. I primi 5 che la identificherannoe ne daranno comunicazione in redazione, avranno diritto a ricevere un premioofferto dalla “Cartoleria Stefania”VISITATE I NOSTRI SITIWWW.CAMPODEFIORI.BIZWWW.ACCADEMIAINTERNAZIONALEDITALIA.ITWWW.CAMPODEFIORIONLINE.ITRistorante-PizzeriaSala da ballo - cerimonie -meetingIl Sabatoliscio - latino americanoballi di gruppoVia F. Petrarca snc - 01033 Civita astellanaTel. 0761.514186 Cell. 334.3073679e-mail: ilsoledinotte@tiscali.itTessutiVia Rio Fratta, 11Civita CastellanaTel. 0761.513946


14Campo de’ fioriRicordando CarnevalediRoberto MoscioniDopo il grande successo dello scorso anno che destò soprattutto curiosità tra i lettori, mi riferiscoall’articolo “Ricordando Carnevale” pubblicato sul n. 6 di Campo de’ fiori, dove, dopo una divertentericerca, riuscii a pubblicare alcune vecchie foto delle passate Kermesse civitoniche, ho deciso diriproporlo anche quest’anno pubblicando altre divertenti foto che ci aiuteranno, ancora una volta, arivivere quel carnevale....”fatto di arte e semplicità”. Ringrazio tutti coloro che mi hanno gentilmentefornito il materiale fotografico.


Campo de’ fiori15......a Civita Castellana


Campo de’ fioriAlbum d1938 -Civita Castellana - Nello Profili e Anna Fiorentini insieme ai loro figli - foto data dal Sig. Arnaldo ProfiliCivita Castellana 1946: passeggiata su Via Romafoto data dalla Sig.ra Luigia Conti... e ancora la famosa VespaAnni ‘50 Civita Castellana:Ermanno D’Antoni sulla mitica Vespa16Se vi riconoscete in queste foto, venite in redazione e riceverete un simpatico omaggio. Se desiderate ved


Campo de’ fiori 17ei ricordiCivita Castellana - Matrimonio degli anni ‘50 - Foto data dalla Sig.ra Daniela Gabriellipubblicate le vostre foto portatele presso la redazione di Campo de’ fiori. Esse vi verranno subito restituite.21.11.1960 V elementare Don Bosco di Civita CastellanaMaestra Agneni


18Campo de’ fioriUna “Fabrica” di RicordiStorie e Immagini di Fabrica di RomaAmici del rione San Rocco negli anni ’50, staccati ai loro giochi per essere immortalati dal fotografo.Accosciati da sx Maurizio Alessi, Simonetta Puri con la piccola Rosaria, Paolo Proietti; in piedi da sxAntonio Mascagna, Sandro Anselmi, Carlo Puri, Claudio Celeste; più in alto Gabriella Puri.


20Campo de’ fioriAlbum danni ‘70 - civitonici in gita a Tivoli - foto data dal Sig. Giuseppe Sorge “attenti a quei tre” Montecatini 1964da sx Vittorio Paolini, Avv. Di Piero,Valentino FanteraRagazzi di Fabrica di Roma negli anni ‘70 alunni della scuola elementare Don Bosco anni ‘70


Campo de’ fiori 21ei ricordianni ‘80 - civitonici in gita a Perugia - foto data dal Sig. Giuseppe SorgeCivita Castellana - i 50 anni del 1947


22L’Angolo misteriosoCampo de’ fioriNella foto sopra è riportata una viadi Civita Castellana. I primi tre che laidentificheranno e ne daranno comunicazionein redazione, avranno dirittoa ricevere un premio offerto dallaVinicola ManciniVia M.Masci,19Civita Castellana (VT)T.0761.513182 Ab.T.0761.517601Via della Repubblica, 6Civita Castellana (VT)Tel e Fax0761.51.32.17e-mail:camponiricambi@libero.it


diErminioQuadraroliCampo de’ fioriRicordando Carnevale ...... a RonciglioneDa parecchi lustri, in quel periodo in cui il freddo taglia le mani e le guance si arrossano sotto i colpi del vento, un rintoccoannuncia l’inizio di cinque giorni di festeggiamenti. Tra profumi di castagnole, struffoli e fregnacce si aprono ledanze e le vie di Ronciglione traboccano di armoniosa allegria.Il campanone percosso da un robusto batocchio richiama la popolazione ad un rito secolare: la consegna delle chiavidel paese cimino a colui che guiderà i ronciglionesi nel divertimento. Da decenni, Re Carnevale, padroneggia regalandospensieratezza e serenità, mescolando le antiche maschere tradizionali alle corse dei cavalli scossi e ai carri semprepiù tecnologici. Questo appuntamento che puntuale si rinnova ogni anno non è rimasto sordo di fronte al progresso.Esso, pur avendo apportato modifiche esteriori, non è riuscito a cambiare gli animi dei ronciglionesi festaioli: si è passatidal carretto con due buoi al rimorchio con cento cavalli ma...nessuno sembra averci fatto caso.23


24Campo de’ fioriIl gusto di riscoprire il magico mondo della poesiaIn questo anno che si è appena conclusoho potuto constatare quanto“Campo de’ fiori” sia entrato nel cuoredella gente e quanto successo abbiariscosso la rubrica riguardante i poeti.E’ stato bello, nei mesi scorsi, conoscerepersone nuove, appassionate dipoesia, e parlare di loro. In questonumero di inizio anno ho deciso, invece,con il sostegno e l’approvazione delDirettore Sandro Anselmi e di tutta laredazione, di far conoscere un uomoche noi , collaboratori di “Campo de’fiori” consideriamo “IL POETA” e cheogni mese delizia i lettori con articoli didi Barbara Pastorelli grande originalità. Sto parlando diAlessandro Soli. Mi sono assunta una grossa responsabilità quando siè pensato di dedicare la rubrica dei poeti proprio a lui, ma di una cosasono sicura e cioè che ai tanti affezionati lettori farà piacere conoscerepiù da vicino colui che ogni volta riesce ad emozionare tornando arievocare i momenti più belli degli anni passati. Alessandro Soli è natoa Civita Castellana il 4 febbraio del 1947 ed ha frequentato gli studiclassici presso il Liceo Classico M. Buratti di Viterbo. Terminati gli studiil nostro amico comincia a cercare lavoro. Nel 1972 trova occupazionepresso l’Ital Sped, una società di elaborazione dati di Roma. Inizia cosìper lui la dura vita da pendolare che lo porterà a stare lontano dagliaffetti familiari per l’intera giornata.Questi sono gli anni in cui Alessandro sente nascere dentro sé il desideriodi scrivere versi poetici e lo fa scrivendo in dialetto romanesco,quasi a voler ringraziare la città di Roma per avergli dato l’opportunitàdi lavorare in un bel posto con una carriera sempre più in ascesa. Così,di giorno in giorno, durante le lunghe ore trascorse in treno, cominciaa comporre tante poesie cercando di mettere in versi le innumerevoliemozioni che gli eventi della vita gli stavano trasmettendo. Nel 1982però lascia, con grande rammarico, quella ditta romana a cui si sentivaprofondamente legato e in cui, da tempo, ricopriva il ruolo di istruttoreriguardo il progetto per la meccanizzazione degli Uffici diCollocamento in Italia. Trova lavoro a Civita Castellana, suo paesenatale, e torna a stare più vicino alla famiglia. Una decisione soffertama voluta per il bene che nutriva verso i suoi cari. Varie vicissitudini,come lui stesso mi ha raccontato, lo portano ad intraprendere un commerciodi sanitari che però finirà nel 1996, quando comincia a farsisentire la crisi di quel settore. Oggi Alessandro Soli lavora come operaiopresso la Ceramica Quadrifoglio e, spesso, tornando indietro neltempo, rimpiange il periodo in cui lavorava a Roma dove si sentiva gratificatoprofessionalmente ed economicamente. Nel 1996 il Comune diCivita Castellana, Assessorato ai servizi sociali, pubblica una Antologiadi poeti civitonici intitolata “A Civita nostra” in cui figurano anche alcunesue poesie. Nel 1999 viene invece pubblicata dalla EdizioniBiblioteca Comunale di Civita Castellana la sua opera completa “Catamello e altre poesie” in cui sono raccolti tanti componimenti liriciche ripercorrono i momenti più belli e più significativi della sua vita.Nella prima parte troviamo poesie dedicate al periodo in cui egli lavoravaa Roma e si trovava a girare qua e là per l’Italia. Nella secondaparte invece ci sono poesie sul tema del gioco del calcio e alcune, piùpersonali, dedicate ai suoi cari. Versi carichi di sentimento, di emozioni,rimembranze lontane che vanno dritte al cuore di chi legge e lo guidanosilenziosamente alla scoperta del mondo affascinante di un bravissimopoeta che, grazie a Campo de’ fiori, ho avuto modo di conosceree di stimare profondamente.Pe’ RomaVe canto Roma, puro si nun ce so’ nato,ma nun so’ er primo, nè l’urtimo arivato.Ch’artro ve posso dì de ‘sta città padrona,che li vecchi ammazza e li giovini doma!Du’ cose sole però e vojjo dille,guardanno chiese e funtane che so’ più de mille.Tutti parlèno de te, puro li muriaricordanno a l’òmmini futuriQuant’è granne ‘sta città,da sempre culla de la civiltà.T’àmeno tutti, dar principe ar poeta,dar fijjo de papà, ar giovinotto de la malavita.E te, che sei ‘na mamma generosa e bona,je baci ‘a fronte e j’accarezzi ‘a chioma.Pe’ mi’ mojjeAlessandro SoliQuindici anni se ne so’ annati,sei da fidanzati, nove da sposati,je vojjo bbene, oggi più de ieri,perchè ce lègheno sentimenti veri.A vedella pare ‘na regazzina,tant’è piccola, magra, secchettina.E’ madre de du’ fijji che so’ vere ggioie,sì, sto a parlà de mi’ mojje!Purtroppo pe’ lavoro so’ costretto a stà lontano:prima a Roma, poi a Torino, mo’ a Milano.Ogni vorta che torno, me pare d’esse’ fidanzato;quanno ariparto, so’ lacrime e baci da sordato.Così va er monno, diceva ‘no scrittore,ma a la bbase de tutto c’è l’amore!L’amore che spiana le montagne, ‘sciuga er maree t’addorcisce le giornate amare!L’amore pe’ mi mojje è ‘na meravijjia,perchè m’ha rigalato ‘na famijja!‘sti verzi je li dedico, tenenno mano ar core,se chiama Maria Rita er mio più granne ammore!(Milano, 1 Luglio 1982)Tratte dal libro “Catamello e altre poesie”disponibile presso la Biblioteca Comunale di Civita CastellanaINDOVINA IL VERSOConosci quale è il titolo della poesia da cui è stato tratto il verso seguente ?Il primo che indovinerà e ne darà comunicazione in redazioneavrà diritto a ricevere un premio offerto dalla libreria CLUSTER.“Chiare, fresche e dolci acque, ove le belle membra pose colei chesola a me par donna...”


Campo de’ fiori25L’angolo ... cin cin diChilelli Letizia…”Finchè durano pane e vino,si può sorridere al destino”.(proverbio lombardo)In questo nuovo appuntamento mi occuperò diun argomento che recentemente è entratonelle nostre case grazie a trasmissioni televisivee rubriche che si occupano di enogastronomia:Perché si degusta il vino? Masoprattutto, quali sono i criteri che noiSommelier utilizziamo per garantirvi laperfetta qualità di ciò che beviamo?La bottiglia di vino è la sintesi del perfettoequilibrio tra natura e uomo e quindi ilcompito del degustatore è quello di verificareche il vino abbia raggiunto l’assolutaarmonia dal punto di vista visivo,olfattivo e gustativo. Si degusta perconoscere in maniera approfondita ilmondo racchiuso nella bottiglia per verificarese il contenuto rispetta quindi lecaratteristiche primarie e proprie dellasua origine, si potrà cosi verificare, inoltre,la sua evoluzione nel tempo e quindiprevedere il suo grado di invecchiamento.La prima “verifica”che il nostro vino devesuperare appena viene versato nel bicchiereè l’Esame visivo.I costituenti del vino che influenzanoquesto esame e ci informano sulle suecaratteristiche sono:- La limpidezza- Le sostanze coloranti che ci “suggeriscono”l’etàdi vini sia rossi che bianchi elastruttura del liquido(quest’ultima validasoprattutto per i vini rossi)- Gli acidi presenti nel vino che ci mostrano latonalità del colore- L’alcol e la glicerina che aiutano la formazionedegli archetti nel nostro bicchiere e ci indicanola presunta gradazione (fluidità)- L’anidride carbonica che costituisce le bollicinechiamate tecnicamente Perlage presentinei vini frizzanti e nello spumante.Ma visto che non voglio annoiarvi con coseBanane di baccoIl Natale è or or passato,tanti dolci hai mangiato.Se ancor la voglia dura,leccornie avrai dopo 15 minuti di cottura.Gli ingredienti vai preparare,e il forno un po’ a scaldare.Quattro banane sopra al tavolino,rum e zucchero dentro un pentolino.Devi farli amalgamare,per poi le banane decorare.Or quel frutto medio orientale,lo cospargi con margarina vegetale.In un forno a gradi duecento,metti tutto e sei contento,di poter presto adornarecon rum, zucchero e poi mangiare.Fai raffreddare il tutto per qualche minuto,e poi mettiti seduto.Se l’appetito mangiando viene,bevi poco e mangialo insieme,con qualcuno a te caro assai,e coccolato di sicur sarai.Erminio Quadrarolitroppo tecniche, approfondiremo solo il puntoche riguarda il meraviglioso mondo dei colori.Come avrete notato,osservando i vari vini cheavete potuto gustare, le tonalità di colore nonsono sempre le stesse, infatti:Il metodo A.I.S per i vini Bianchi prevedela seguente terminologia :Giallo Verdolino (Vini molto giovani,leggeri)Giallo Paglierino (Vini giovani)Giallo Dorato (Vini che hanno subitoun leggero affinamento in botte dilegno)Giallo Ambrato (Vini passiti e liquorosi)Per i vini Rosati la terminologia èla seguente :Rosa Tenue (Rosato simile ai petali deifiori di pesco,vini giovani)Rosa Cerasuolo (Colore simile ad alcunevarietà di ciliegie)Rosa Chiaretto (Simile al colore deivini Rossi)Per i vini Rossi useremo:Rosso Porpora (Vini molto giovani)Rosso Rubino (Vino giovane,prontoper essere consumato)Rosso Granato (Medio invecchiamento)Rosso Aranciato (Grande vino rossoche ha subito un lungo invecchiamento).Se l’Esame Visivo ha tutte le cartein regola suddette,e quindi ogni vinoha le sue precise caratteristiche dicolore in base all’età e non presenta,quindi, malattie né alterazioni possiamopassare al prossimo esame, quelloOlfattivo.MESSAGGI MESSAGGI MESSAGGITantissimi auguri a questa giovanecoppia che ha festeggiato50 anni di matrimonio. Ai signoriGino e Rosa Antonia Paolelli, iparenti e gli amici augurano altricinquant’anni di felicità.La redazione si unisceagli auguriTantissimi auguri diBuon Compleanno a Giorgioda parte della moglie e deifigli Valentina eRoberto cheè nell’arma dei CarabinieriL’ 11 Febbraio compie gli anni Cecilia Anselmi.La mamma, il papà, il fratellino Federico, lenonne, gli zii e cugini ti auguranoBuon CompleannoAuguri da tutti glia amici diCampo de’ fioriL’11 Gennaio hanno festeggianoil loro anniversario dimatrimonio Maria e PaoloMenichelli Auguri da partedelle sorelle, nipoti, cognati etutti i famigliari. Augurianche dalla redazione.Tantissimi auguri aSilvia Ricchiuto che ha conseguitola laurea in giurisprudenzail 14.12.2004, daparte di tutti i parenti, gliamici e dalla redazione diCampo de’ fioriMESSAGGI MESSAGGI MESSAGGI


26Scopri l’Arte diCampo de’ fioriCristina EvangelistiEraldo Bigarellinasce a Corchianoil 19 Aprile1935, ma è aRoma che trascorrela suainfanzia e ricevela sua istruzionefino a quando,nel 1960, entra a far parte dellaAGIP S.p.A. in qualità di tecniconella ricerca petrolifera.Già all’età di undici anni si appassionaalla pittura frequentandodei corsi di acquerello, tempera ecarboncino, fino ad arrivare, daautodidatta, a perfezionare la pitturaad olio. Il Bigarelli l’arte cel’ha nel sangue. Suo nonno paterno,Antonio, era un appassionatoscultore ed una sua opera, unmezzo busto in gesso delladuchessa di Gallese, MariaHardouin moglie di GabrieleD’Annunzio, si trova tutt’oggi alVittoriale. Il lavoro porta Eraldo aviaggiare moltissimo soprattuttoper i paesi dell’Africa, come ilSahara e la Nigeria, dove vivràper molto tempo.Proprio questi paesaggi e questipopoli, segneranno l’artista nell’animoe nella pittura per tutti glianni a venire. La bellezza ed icolori caldi di quel mondod’Africa, così unico e selvaggio,sembrano essere stati catturati efissati sulla tela, come a voler fermareil tempo ed il tumulto deisentimenti scaturiti alla vista ditale magnifica natura.L’amore che il Bigarelli prova perla natura che lo circonda e cherende sua, sia che si tratti di terranatia che di terre lontane, l’estendecon non meno forza e passionealla natura umana.I suoi chiaroscuri arrivano profondamenteall’anima, tanto da darel’impressione di avvertire sullatela una presenza viva, dellaquale il pittore mette a nudo tuttii sentimenti e l’io più interiore.Eraldo Bigarelli ha esposto le sueopere a Viterbo, a Roma presso ipalazzi Bernini e Barberini, aCastelfranco Veneto, all’IstitutoItalo Africano di Roma ed inNigeria presso l’Ambasciatad’Italia a Lagos…Ciò che mi ha colpito di questogrande artista è la sua estremasemplicità ed il modo delicato discavare negli occhi del suo interlocutore,specchio dell’anima dell’essereumano, quasi a cercarenuove sensazioni ed emozioni dapoter fissare sulla tela.vista dei monti cimini - olio su telala sapienza - pastellofantasmagoria di emozioni - pastellomaternità masai - pastelloPescatori fra gli scogli - olio su telaelefanti dopo l’abbeverata - pastellosuonatrice di balalaica - olio su telapescatori all’opera - olio su tela


continua sul prossimo numero...30Campo de’ fioriCari amicila storia di Noel si arricchisce sempre piùdi nuove avventure.Conservate gli inserti e ... buona letturadai vostri Cecilia e FedericosoggettoetestoSandro Anselmi


Campo de’ fioriUNA GRANDE PASSIONE31Rossano GiallorenziVorrei parlarvi di mio figlio Rossano e dellasua grande passione per la bicicletta. Hainiziato a 15 anni come allievo e da quelmomento non ha più abbandonato questosport, al quale si dedicava con costanza edentusiasmo sia al momento delle gare, siaogni giorno con gli allenamenti. La suapassione è cresciuta insieme a lui: ha partecipatoa tantissime manifestazioni sportivee ha alzato molti trofei. Nel 1994 havinto da allievo i campionati provinciali,ma la sua prima vittoria in assoluto l’haottenuta il 3 Settembre 1995 nellaCiclolonga dei Colli Cimini. Nel MasterTricolore del 2003 è arrivato secondo mentre,nell’edizione 2004, si è piazzato primodella sua categoria, inoltre ha vinto nellostesso anno la maglia da campione regionale.La vittoria del Master era quella a cuiteneva maggiormente: nelle varie gare hasempre ottenuto buone posizioni, comel’ottavo posto della sua categoria nella GFdel Conero il 21 Marzo 2004 o il quattordicesimoposto nella GF di Chianciano Termeil 23 Maggio 2004. Il suo sogno era dasempre vincere la maglia tricolore e cercaredella sua vita dandogli la possibilità dicoronare il suo sogno. Ringrazio anchetutte le persone che ci sono state vicine inogni modo, dimostrando a Rossano il loroaffetto. Volevo dire “GRAZIE” ad Anna peraverlo amato, per aver condiviso con lui glianni più belli della sua vita e soprattuttoper essergli stata sempre vicina, aDonatello ed infine a te, amore mio, per legioie e le soddisfazioni che mi hai dato.Con immenso amore, Mamma.di passare nei professionisti.Purtroppo è riuscito a realizzare solo ilprimo di questi sogni, perché il 3Settembre 2004 è venuto a mancare, asoli 26 anni, a causa di un incidente stradale,proprio mentre era in sella alla suaamata bicicletta. Lo scorso 27 Novembre,a Castelgandolfo, c’è stata la premiazionidel Master Tricolore ed io, insieme a miomarito Antonio, a mio figlio Donatello, allafidanzata Anna e ad alcuni suoi amici,sono andata a ritirare il tanto desideratopremio, la medaglia tricolore. In quell’occasioneRoberto Marrone, il presidentedella squadra Farmaenergy Frw Montanini,di cui faceva parte Rossano, lo ha ricordatocon commozione ed affetto, facendosiportavoce dei suoi compagni riguardo alvuoto che la sua scomparsa ha lasciato intutti loro, dal momentoche era unragazzo solare, allegroe sempre con ilsorriso sulle labbra.Approfitto perciòper ringraziare ipresidenti RobertoMarroni, Vasco Tuia,Arnaldo Montanini etutti i compagnidella squadra, peraverlo reso felicenegli ultimi anniLa Farmaenergy Frw Montanini alla “Festa del ciclista”Scopri lo SportVi invitiamo ad indovinare il noto personaggio sportivo riportato nella foto a fianco.I primi cinque che indovineranno e ne daranno comunicazione in redazione, avranno diritto aricevere un premio offerto da FLASH JEANS di Fabrica di Roma


Campo de’ fiori33Civita Castellana - Piazza della Liberazione - Al Monumento ai Caduti cadono le lettereCivita Castellana Novembre e Dicembre 2004NATI Matrimoni Morti12.11.2004 Asia Agostinelli17.11.2004 Rachele Brunelli07.11.2004 Marzio Casadidio11.11.2004 Lucrezia Dante17.11.2004 Andrea Maurizio De Angelis09.11.2004 Martina Fantera04.11.2004 Angelica Maggio07.11.2004 Andrea Naticchioni21.11.2004 Giulia Pinardi16.11.2004 Jacopo Romagnoli17.11.2004 Giulia Sanese03.11.2004 Jacopo Zeppilli14.12.2004 Elena Gianina Calota17.12.2004 Paolo Del Chiù05.12.2004 Andrei Constantino Dragomir16.12.2004 Paula Andreia Dumitru02.12.2004 Matteo Fersini25.12.2004 Viola Marcantognini22.12.2004 Francesca Massaini19.12.2004 Francesco Parroccini03.12.2004 Pietro Camilo Romito06.12.2004 Edoardo Vettori10.11.2004Adrian Maria Anastasescu/Florentin Ciolponea27.11.2004Federica Corteselli/Diego Mariani28.11.2004Barbara Costantini/Luca Capaldi14.11.2004Alina Grigoras/Emiliano Marrati08.12.2004iGioia Tentella/Fabrizio Calisti19.12.2004Yam Cartin Esquivel/Marco ProiettiCARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALESI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00I miei datiNome___ ____ ___ Cognome____________________Età_________CAP________Città________________________Prov._______Telefono______________________e-Mail________________________Maddalena Adriani 26.11.2004Mario Angeli 11.11.2004Annunziata Caponi 28.11.2004Domenica Chiani 26.11.2004Giorgio Lemme 05.11.2004Vincenzo Migliorelli 15.11.2004Romana Pirulli 29.11.2004Clara Primanni 05.11.2004Daniela Sabbatini 07.11.2004Maria Saveria Vincenti 24.11.2004Ermenegildo Chiodi 17.12.2004Gioina De Santis 14.12.2004Paolo Vito Errico 08.12.2004Rosa Fischione 04.12.2004Lamberto Gai 08.12.2004Angela Maria Tummolo 07.12.2004Antonio Ulisse 19.12.2004Gianfranco Vaccarotti 18.12.2004Franco Zeppilli 03.12.2004SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTODesidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00Il regalo è per:Nome__________________________Cognome_____________________Età___Via_________________________________________CAP_______Città__________________________Prov._____Telefono__________________e-Mail______________________________effettuerò il pagamento con:0 - bollettino postale che mi inviereteFirma________________________________________________________Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n.675 del 31.12.1996 in materia di “Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamentodei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 Civita Castellana (VT)Data_______________Firma_____________________________________Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za dellaLiberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT)o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117


34Campo de’ fiorila banda musicale di Castel Sant’Eliadi Riccardo Pieralisicomunque, a lavorarealacrementeper tenere in piedila banda musicale,nonostante moltigiovani musicantifossero stati chiamatialle armi. Allabanda musicale fudato il nome di“Banda MusicaleSanta Maria adRupes”, in onore allaSanta Vergine, chesi venera presso ilnostro amato Santuariodi Castel1931 banda musicale di Castel Sant’EliaSant’Elia. Subito dopola guerra DonLa banda musicale di Castel Sant’Elia nasceGiovanni, con rammarico, lascia l’incarico aufficialmente nel 1931, grazie alla prodigalitàdel concittadino M° Don Giovanni Decausa di alcune discordie sorte tra i musicanti.La banda viene fondata nuovamenteAngelis, che seppe invogliare e formarenegli anni tra il 1947 ed il 1960 e l’alloramusicalmente i giovani del luogo con saggezzae passione. Precedentemente viparroco Don Domenico Antonazzi provvidea rinnovare l’organico strumentale e affidòerano dei gruppi musicali di castellesi che sila direzione al concittadino M° Donriunivano per allietare la vita al paese.Tommaso Albani. I molteplici impegniEgli ne fu il Maestro Direttore fino agli eventibellici della Seconda Guerra Mondiale,pastorali e parrocchiali a cui doveva adempierenel vicino paese di Monterosi, costrinseroDon Tommaso a lasciare la direzione aldurante la quale i musicanti anziani rimaserocompatti per allietare le feste patronali eM° Giuseppe Trifogli che rinnovò il repertoriointroducendo opere di Rossini,le processioni. Don Giovanni continuò,Verdi,Bellini e tanti altri. Accrescono notorietà esuccesso. Dagli anni ’70 agli anni ’80 labanda è completata da un gruppo folkloristicocomposto da 40 ragazze, assumendo ilnome di “Banda Folkloristica di CastelSant’Elia”. In questi anni essa fu diretta dalM° Donato Boccadamo e allietò le feste diCastel Sant’Elia, ma anche quelle di molticentri del Lazio e dell’Italia centrale.Partecipò anche a molti raduni bandistici,ma tra il 1983 ed il 1987, la banda ebbe poiun periodo buio: si sciolse la folkloristica ediminuì sensibilmente il numero dei componenti.Solo la caparbietà e la buona volontàdel M° Luigi Neri, che la diresse dal 1988 al1994, fecero sì che a Castel Sant’Elia non siperdesse la cultura bandistica. Tra il 1994ed il 2000 si succedettero vari maestri, tracui il M° Antonio Carbone ed il M° LuigiCorrado. Nel Gennaio 2001 la banda musicaleviene affidata alla magistrale direzionedel M° Rino Fabrizi, rinnovando sia l’organico,con la presenza di molti giovani ragazzi,sia il repertorio eseguito.Difatti, a tutt’oggi, il complesso conta ben36 elementi. Nel Settembre 2003 laCommissione della banda musicale, su propostadel M° Rino Fabrizi, conferisce la direzioneal M° Fabio Fabrizi. Continua così lagrande e fondamentale funzione culturaleed educativa che la banda svolge nella vitasociale di Castel Sant’Elia.


Campo de’ fiori35Il Nuovo Rischiodel Dott.Maurizio MartiniAIDSAl giorno d’oggi chinon conosce almenoper sentito dire laSindrome da immunodeficienzaacquisitao AIDS? Allora perchéparlarne ancora? E’proprio qui, in questaultima frase “il nuovorischio AIDS”.Non se ne parla più, econ il non parlarnepiù, ecco che si fameno attenzione, soprattutto in termini diprevenzione ed ecco che le ultime statisticheci dicono che i nuovi casi di infezionenel nostro paese come in altri paesi industrializzatisono in aumento, soprattuttofra le fasce più giovani della società, quellesu cui purtroppo si è fatta e si sta facendomeno informazione. Questo costituisce“il nuovo rischio AIDS”, l’incremento delnumero di nuove infezioni. Per questomotivo ho deciso in accordo con la redazionedel giornale di dedicare un po’ dispazio a questo problema. Per ragioni dispazio suddividerò questo articolo in dueparti: la prima in cui vi parlerò dell’AIDS ingenerale e dello stato attuale della malattia,e la seconda in cui vi parlerò invece delproblema della prevenzione, della diffusionee delle cure attuali.La sindrome da immunodeficienza acquisitao AIDS è causata da un virus chiamatoHIV. Questo virus è in grado di infettare edi uccidere una particolare cellula delnostro organismo, i linfociti CD4+, checostituiscono il perno del nostro sistemaimmunitario.Questo sistema ha un ruolo fondamentaleper la nostra sopravvivenza, perché è ingrado di difenderci dagli attacchi degliorganismi infettivi, come batteri, miceti,virus e parassiti, di riconoscere le cellulealterate del nostro organismo, siano essecellule tumorali o non più in grado di svolgerela loro funzione, partecipa alla riparazionedei tessuti, ha un ruolo centrale nell’infiammazionee altre molteplici funzioni.Nella risposta immune i linfociti CD4+sono il fulcro centrale, distruggerli significadistruggere il nostro sistema immunitarioe diventare immunodeficenti. Questo èquello che fa il virus HIV. Quando il numerodi queste cellule CD4+ è insufficiente leinfezioni, soprattutto da parte di patogeniopportunisti, non vengono combattute adovere, hanno una durata eccessiva, debilitanoil nostro organismo e ci conduconopoi alla morte. A fine 2000 si stimava chele persone infettate dal virus nel mondofossero circa 37 milioni di cui 26 nella solaafrica. La malattia è in aumento soprattuttonei paesi del terzo mondo, dove la prevenzioneè ancora scarsa o nulla, e purtroppoanche nei paesi industrializzatidove, come ho già detto, la diminuzionedelle barriere difensive in termini preventivi,ha permesso una alta recrudescenzadella malattia.La trasmissione dell’HIV avviene principalmenteper via sessuale, attraverso sangueinfetto, o da madre infetta al feto. Subitoalla fine degli anni ottanta, quando lamalattia AIDS cominciava ad essere compresaappieno, erano state identificatedelle categorie a rischio di infezione daHIV. Queste categorie (omosessuali, tossicodipendenti,emofilici) che potevanoandare più frequentemente incontro adinfezione da HIV, oggi non esistono più, ela trasmissione del virus avviene fondamentalmenteper via eterosessuale.Il virus viene di solito a contatto con inostri linfociti CD4+ a livello delle mucosegenitali o anali, li infetta, e quindi cominciaa replicarsi. In questa fase il nostrosistema immunitario lo riconosce e producedegli anticorpi specifici contro di esso.Si ha la cosiddetta sieroconversione (disolito questa avviene nell’arco di 3-12 settimanedal contatto con il virus) che farisultare positivo il test di laboratorio per laindividuazione di questi anticorpi. Ma glianticorpi prodotti purtroppo non sono efficaci,infatti il virus muta continuamente egli anticorpi non sono in grado di agirecontro di esso. A livello clinico nella fase disieroconversione, si ha una sindrome similinfluenzale che in breve tempo viene superata.La persona infettata non ha più sintomio altre malattie, ma il virus è semprepresente, è in grado di sfuggire alle nostredifese e agli anticorpi prodotti e infetta unsempre maggior numero di cellule CD4+.Questa infezione cronica di solito avvienenell’arco di molti anni e varia da persona apersona, ma continua finche non si arrivaad un numero così basso di linfocitiCD4+, che il nostro organismo non è piùin grado di difendersi. Si entra così nellafase di malattia da AIDS conclamata, coninfezioni ricorrenti e debilitanti. Prima dellaintroduzione del trattamento specificoantiretrovirale, a metà circa degli anninovanta, il periodo che intercorreva tral’infezione da HIV e lo sviluppo dellamalattia vera e propria di solito era di circa10 anni. Poi di media il paziente andavaincontro ad una serie di patologie tali, infezioni,demenza e tumori che provocavanola sua morte nell’arco di due anni. Oggigrazie alla ricerca e alla terapia specificacontro il virus non si muore più di AIDS. Inuovi farmaci hanno infatti permesso dibloccare la replicazione virale fermando lamalattia in una fase cronica. Ma anche sedi AIDS non si muore più, l’insorgere diresistenze ai farmaci, il grosso peso socialein termini di spesa farmacologia dellamalattia cronica, le complicanze tossichedei farmaci usati, e l’insorgere di nuovepatologie dovute alla presenza duratura econtinua del virus nel nostro organismo,non ci devono indurre ad abbandonare laricerca di un vaccino efficace a livellomedico e a livello sociale, ad abbandonarequella che finora è l’unica vera arma di cuidisponiamo nei confronti dell’AIDS:la PREVENZIONE.continua sul prossimo numero...


Campo de’ fiori372° Trofeo Cicli Montanini di ciclocrossDomenica 16 gennaio 2005 si è svolto aCivita Castellana il secondo Trofeo CicliMontanini di ciclocross. Alla manifestazione,organizzata dal G.C. Cicli Montanini incollaborazione con il G.C. Forti e Veloci e ilG.C. Speed Bike , patrocinata dal Comunedi Civita Castellana Assessorato allo Sport, hanno partecipato 150 atleti provenientida tutto il centro Italia. La splendida gior-nata di sole ha esaltato le caratteristichetecniche del percorso sviluppato all’internodel Parco Comunale di Viale Fiume Treja,magistralmente disegnato dal tecnicoStefano Carnesecchi. La prima partenza èstata vinta da Fabrizio Paris, dopo unaprima parte della gara in compagnia diFabrizio Trovarelli, è riuscito nel finale adistanziarlo di circa un minuto.La secondapartenza èstata caratterizzatadallafuga solitariadi GiuseppeZamparini, ilsecondo postoè statoconquistatodopo una entusiasmanterimonta daVittorino Vittorinisu CarloBattistelli.La manifestazione, validacome CampionatoProvincialeF.C.I., ha laureatocampionii seguentiatleti, GiovanniSciosci, AndreaZannoni, DomenicoSalviani, Sabrina DiLorenzo, EleonoraBrinchi e Elena Spadaccia.La premiazionesi è svolta presso ilBar Garden alla presenzadell’Assessoreallo Sport del Comunedi Civita CastellanaCarlo Angeletti e delConsigliere ValerioTurchetti. Un ringraziamentoparticolareai vigili urbani, allaCroce Rossa Italianaed al Dottore DanielePentangelo per avercontribuito in modoammirevole al successodella manifestazione.Primi arrivati per categorie:Juniores: Giovanni Sciosci - Centro ItaliaBike Montanini Juniores donne: SabrinaDi Lorenzo - G.S.C. Grotte di CastroEsordienti: Domenico Salviani - G.S.C.Grotte di Castro Esordienti donne:Elena Spadaccia - G.S.C. Grotte di CostroAllievi: Andrea Zannoni - G.S.C. Grotte diCastro Allievi donne: Eleonora Brinchi- G.S.C. Grotte di Castro Donne:Velentina Battisti - G.S. World TruckCategoria A1: Patrizio Pisegna - IcaroFraticelli Categoria A2: AlessandroCosta - MTB S.Marinella MontaniniCategoria A3: Fabrizio Paris - GoldenBike Italia Categoria A4: GiovanniCasciella - Bicimania Massimi CategoriaA5: Roberto Bianchetti - SC Ruota LiberaCategoria A6: Vittorino Vittorini - IcaroFraticelli Categoria A7: GiuseppeZamparini - GC Cicli MontaniniCategoria A8: Mauro D’Alessio - Ciclistical’Acquila Categoria A9: Alfio Del Moro -G.S.World Truck Categoria A10:Giuseppe Massimi - Bicimania MassimiCategoria A11: Giuseppe Calandrini -Emporio del Ciclo.


38La cultura occidentaletende apercepire lamente ed il corpocome due entitàseparate, confunzioni e proprietàcompletamentediverse e apparentemente inconciliabili.Il corpo è qualcosa di “concreto”,“reale”, che si può vedere, toccare, che dàsegnali tangibili di salute e malattia e cherisponde altrettanto concretamente e, inlinea di massima prevedibilmente, adinterventi o cure mediche. La menteappartiene ancora nel nostro immaginariocollettivo e, purtroppo, anche in quello dinumerosi medici e specialisti della salute,ad una sfera per così dire indefinita edindefinibile, intangibile; il pensiero, leemozioni, la psiche, la personalità, sembranoentità astratte, allegorie di un“interno” sconosciuto, scientificamenteinsondabile, a volte temuto, altre volteaddirittura negato.Purtroppo un approccio alla salute chesepara il “fisico” dallo “psicologico” sidimostra necessariamente parziale e, avolte, risulta inefficace; lo dimostrano lediverse persone che scelgono lo studio diIndovina Indovinello...Son graziosa e son piccina, son dei prati la regina.Io son tanto bella che somiglio ad una stella.Son dai bimbi preferita, sono la......uno psicologo comeultima e, forse pocodignitosa spiaggia,dopo numerose consultazionispecialistichedalle quali ottengono lastessa risposta: “Lei non ha niente, è soloun fattore nervoso, psicologico” (come seil disagio psicologico fosse niente, per ilsolo fatto che non se ne conoscono lecause e che non esistono evidenze organiche).Ciò che sfugge al senso comune è il fattoche la separazione tra psiche e soma, tramente e corpo, è soltanto un artificio concettuale,un’invenzione culturale, utile perchéci semplifica la vita, ma inesatta. Macome avviene il passaggio da quello chechiamiamo fisico a quello chiamiamo psicologico,mentale?L’individuo è un’unità psico-fisica che svolgediverse funzioni. Tali funzioni possonoessere classificate gerarchicamente in rapportoal diverso livello di complessità: dall’attivitàdelle singole cellule si passa all’attivitàdei diversi tessuti che, integrandosiformano l’attività dei vari organi, muscoli esistemi (circolatorio, respiratorio, etc.). Ilsistema nervoso integra e coordina tutti isistemi, producendone rappresentazioni alivello mentale, corticale. Possiamo dunqueimmaginare la mente ed il corpo aidue estremi di un continuum gerarchico dilivelli di organizzazione funzionale.Ad ogni livello di organizzazione funzionalecorrisponde una rappresentazione alivello corticale, “mentale”; è come se lanostra mente fosse organizzata come uninsieme di scatole cinesi, un insiemegerarchico di rappresentazioni che vannodal fisico al mentale, e viceversa: “il livelloCentro di Diagnosi e TerapiaNeuropsichiatrica - PsicologicaLogopedica - PsicopedagogicaVia Torquato Tasso, 6/a - Civita Castellana (VT) - Tel. 0761.517522Il corpo in psicoterapiaa cura della Dott.ssa Eleonora TabarriniPsicologa, Psicofisiologa ClinicaCampo de’ fioripiù alto è costituito da ciò che chiamiamoIo: esso rappresenta la sintesi dinamica ditutte le funzioni e le esperienze, fisiche epsichiche, da quelle elementari (dei riflessisomatici e viscerali) a quelle complesse(funzionali emozionali e cognitive, interazionisociali etc.).L’esperienza corporea è l’elemento basale,strutturale, fondamentale, costitutivodell’Io” (Ruggirei, 1997). Risulterà chiaro aquesto punto che ciò che chiamiamo “Io”è sostanzialmente un Io corporeo e chenei meccanismi corporei che sono allabase della struttura dell’Io esiste un’evidentecircolarità: senza eventi corporei daelaborare e coordinare, il sistema nervosonon produrrebbe nessuna attività, noi nonavremmo la percezione della nostra presenzae quindi della nostra esistenza.Dire che non esistono evidenze “concrete”che testimoniano il disagio e la patologiapsichica non sarebbe corretto perché talisegnali sono rintracciabili nella fenomenologiadella postura di ogni persona: lapostura, il modo assolutamente peculiaree personale che ognuno di noi ha di occuparelo spazio e di distribuire le proprietensioni corporee, è una metafora concretadell’organizzazione dei vari processicognitivi, emozionali e relazionali che contraddistinguonola persona stessa, in unaparola della propria autorappresentazione.La Psicofisiologia Clinica propone un interventoterapeutico che si basa su questomodello circolare di mutua integrazioneregolazionetra struttura dell’Io (personalità)ed organizzazione della fenomenologiaespressiva del corpo (postura) (Metamodellopsicofisiologico integrato bioesistenzialista, Prof. Vezio Ruggirei,Università “La Sapienza”, Roma).i primi tre che, telefonandoin redazione, daranno lasoluzione dell’indovinelloriportato qui a fianco, riceverannoun simpaticoomaggio offerto dalla profumeriaGLAMOUR.


Campo de’ fiori39Foto da leggereChi ben comincia...è a metà dell’operaColoro che si trovano a transitarelungo la strada dell’Umiltà, la provincialeche collega Nepi con laCassia e la zona industriale diSettevene non possono fare a menodi notare questo cancello in ferro,chiuso con tanto di catena e lucchetto,chiedendosi con curiositàcosa protegge, visto che tuttointorno non c’è traccia di una benchèminima recinzione.Mario Sardi


40Campo de’ fioriAnnunci-VENDO lampada abbronzante “BRIL-LIANT SUN COSMETICO” del valore attualedi € 2.500 a € 1.000. Usata pochissimo,acquistata 7 mesi fà. Casa produttriceGlobal Sun, marchio CE, num.matricola0736724, protezione raggi UV tipo 3, ha 9neon da 100W. Ottimo affare. Matteo333.9993602 - 0761.569511-Stampa cinese della fine dell’800 concornice della stessa epoca 47x36 in tecnicadi inchiostro di china, raffigurante personaggiocon abito da cerimonia moltodettagliato vendo € 150 o cambio conmonete. fedgalle@tin.it - 335.6953217Federico.-Ragazzo 29enne cerca lavoro come operaioo manovale. Ottima persona. Provareper credere !!! Chiamate il 333.9993602-38enne cerco lavoro come magazziniere.23 anni di esperienza, uso carrello elettrico.Dotato di patente B. Cell. 3389323167-Alfa 33 ottimo stato vendo. 1300 cc,impianto GPL € 1.000. Tel. 0761.515977-Ragazza seria cerca lavoro come:accompagnatrice persone anziane, anchecon pernottamento. Lavoro ad ore comepulizie, stiratrice. 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Il Dirigente ScolasticoProf. Orlando PieriniVorrei un carnevaledentro la mia casacon tanti coriandoli di mille colori,con tanti bambini che saltano di gioiacome un paradiso chiaro, chiaroche fa risorgere lagioia.Del Torto LuigiCivita CastellanaLo CarnevaleLo Carnevaleco caropieno de disegnide tutti coloriPurginellaAllerchinoe lo cavallinochesto è lo carnevaleche me piace.Luca PassiniII B CorchianoCarnevaleVicino a fundanao puccio ‘nzè mai mossoe mo se guarda o carro più grosso.I regazzini o vonno cchiappàe i frittelloni se vonno magnà.I carri sfilino,tirini coriandoli.A musica sona fortefino a che e’ recchie nun ze so rotte.A sera vanno a casa tutti condendimbò mbriachi e mbò demendi.Arianna CostantiniII E Civita CastellanaCampo de’ fiori43Scuola Media Statale “Dante Alighieri” diCivita Castellana e sezioni associatedi Faleria e CorchianoMagia del carnevaleIl carnevale è una festa che rende tuttoil mondo, rotondo e giocondo.E’ una festa per tutta la terra, indossareuna maschera prima della guerra.Come ti mascheri quest’anno? Cerchi uncostume con affanno: da fiorellino, daballerina, da giapponese o da damina.Che bello vestirsi e truccarsi, passare leore a specchiarsi. Fra tante mascheresarai la più bella, brillerai come una stella;nel grande cielo di carnevale sarai suaaltezza reale, la principessa la fata blu...Abracadabra e la noia non c’è più!Che senso ha il Carnevale?Ci divertiamo, balliamo, giochiamo, ma dentrodi noi siamo felici? Perchè abbiamo voglia diuscire dalle consuetudini? La maschera la‘idossiamo’ soltanto il Giovedì e il Martedìgrasso oppure è l’abito che ci ricopre ognigiorno? Sono domande che spesso ci poniamoalle quali non riusciamo a dare una risposta.Liberiamoci comunque dalla maschera dell’egoismo,dell’ipocrisia, dell’intelligenza chetroppo pesa sulla nostra individualità e...buoncarnevale a tutti. classe IIB - CorchianoSilvia Testa - IIB CorchianoFaleriaLa tradizione del Carnevalea Civita CastellanaUna definizione molto realistica delCarnevale civitonico l’ha fatta il Prof. LuigiCimarra che ha definito il Carnevale civitonicocon tre aggettivi:-Il più spontaneo, liberatorioe sfrenato di tutta la provinciadi Viterbo.I civitonici considerano ilCarnevale la loro festa esanno ribaltare i ruoli attraversole maschere. La vogliadi divertimento sfrenato, dauna parte privilegia il divertimento,dall’altra penalizzalo spettacolo e le maschere.Ma in realtà, come è nato ilCarnevale civitonico? Comesi modifica ed evolve neltempo?Dallo Statuto si ricavanonotizie dello svolgimentodella festa sin dal Medioevoe nel Rinascimento. Il Carnevale è la festache permetteva di svolgere passatempi egiochi che erano proibiti. Il Camerlengoorganizzava negli ultimi tre giorni: la corsadell’anello e il tiro al bersaglio con la balestra,la corsa degli asini, la corsa delle cavallee la corsa dei bambini. Col passare deisecoli il Carnevale si trasforma in sfilate digruppi mascherati e carri allegorici. Dopo laseconda guerra mondile, il Carnevale riprendepiù vivace che mai, vengono organizzati iprimi veglioni. Negli anni ‘60 il Carnevalerisente del boom economico, molte industriallestiscono gruppi mascherati e carri, compresala Roma-Nord, si sfidano in una vera epropria gara per le migliori maschere e carri.Negli anni ‘70 ha molto successo, le discotecheorganizzano i veglioni in maschera. Neglianni ‘80 continua ad evolversi influenzatodalle mode del cinema e della TV. La bandamusicale che fà parte della tradizione delCarnevale, con i suoi strumenti unici, è laRustica. I piatti tradizionali del Carnevalecivitonico sono i frittelloni, le frappe, e gliscroccafusi. Passano gli anni e le mode, ma ilCarnevale civitonico resta sempre il piùspontaneo, liberatorio e sfrenato della provincia.Francesca AntoniniLaboratorio C - Civita CastellanaSe a carnevale ogni scherzo vale, tra uncarro e l’altro, facciamo uno scherzoiperbolico: CANCELLIAMO LA GUERRADAL MONDO.Gli strufoli con la ricottaElisa Santini - IIB CorchianoBA= le galline sono le padroneB= sostanza bianca fondamentale pertutti i dolciC= ti addolcisce...la vitaD= agrume sicilianoE= liquido che lubrifica e serve percondireF= polverina magicaG= si ricava dal latte di pecoraSOLUZIONIA= uova,B= farina,C= zucchero,D=limone,E= olio,F= lievito,G= ricottaIl CarnevaleEsiste un detto secondo il quale“a carnevale ogni scherzo vale”...Quindi ragazzi occhio agli scherziperchè a carnevale siamo tutti un pò pazzi.Ci divertiamo, facciamo baldoriaogni carro che sfila racconta una storia.Guarda quell’uomo com’è stravagante,si è travestito da disco volante,lancia i coriandoli da sopra il carroosservalo bene, non è bizzarro?Adesso sfilano tanti bambiniche sembran dei veri e propri gattini.Dietro di loro c’è tanta genteche canta e balla continuamente.Neanche i politici posson mancaree Berlusconi sul carro compareinsieme ai colleghi di carta pesta,anche loro prendon parte alla festa.Carnevale, che bella invenzionedà libero sfogo all’immaginazione.Peccato che duri soltanto un meseQuest’aria di festa per tutto il paese!Giulia PlacidiII A - Corchiano


Campo de’ fiori44Luci, alberi, presepi:arte e devozioneCivita Castellana - Milko MengarelliCivita Castellana - scuola elementare Don BoscoCivita Castellana - Fz SassacciC.CastellanaP.za DuomoC.Castellana scuola elementareXXV AprileCivita Castellana - sc. materna P.za Di VittorioRonciglione - presepe dei ferrovieriCivita CastellanaFabrica di RomaBruno FontanaLegno, tufo e….Casette di legno che si snodano su sentieri di farina e colorano montagne di cartapesta imbiancatecon polvere di gesso. Sculture nella pietra tufacea maltrattata dalle intemperie, canzoncine cantateda bambini, odori leggeri di incenso e fresco muschio che donano serenità: questi sono gli ingredientigiusti del periodo natalizio…Statuette di terracotta fabbricate da artigiani di cui oramai si è persa memoria, si alternano con quellepiù moderne di materiali plastici: si presenta così il mondo multiforme dei presepi che si possonoammirare nelle Chiese, per le vie di Ronciglione e nelle case di alcuni privati cittadini. Fredde statuine,riscaldate dal cuore appassionato di chi le ha collocate in questi scenari multicolori, regalano gioiae antiche memorie ai visitatori. In questo ampio panorama, che fa convivere sacro e profano in ununico abbraccio, si mettono in luce il presepe rupestre della Madonna del Ponte e quello fatto in ViaMagenta dal sig. Lambiti. Non è da meno la passione che da decenni Bruno Fiata mette nella realizzazionedei propri capolavori assemblati con maestria e che quest’anno ci conducono in mezzo adun bosco e tra le aride terre israeliane all’interno di un caratteristico mercatino medio orientale.Non sono solo questi i presepi di Ronciglione…infatti, da un quarto di secolo, in questi giorni di festa,si può ammirare quello dei ferrovieri costruito con paziente cura da Serafino e Vittorio Ortenzi,Cesare Stella, Angelo Troncarelli, Mario Cignini, Mario Ioncoli e Luca Mezzanotte. In esso sono statirappresentati tutti i luoghi più suggestivi del paese cimino e non solo. Dagli scorci raffiguranti lo scorciodi strada che si snoda di fronte alla Chiesa della Provvidenza, passando per Piazza del Comune,attraverso la ricostruzione meticolosa del Palazzo Farnese di Caprarola, della Piazzetta degli Angeli edi altri luoghi caratteristici, si è arrivati alla cornice offerta da Piazza della Nave da cui in penombrasi vedono i Torrioni oramai sulla via del declino. Questo Natale inoltre è stato reso ancor più preziosodalla pubblicazione da parte del Centro Ricerche e Studi, del Comune di Ronciglione e di altreassociazioni con la collaborazione della Banca di Credito Cooperativo, di un calendario che, graziealla voglia mai doma di creare propria di Maria Cangani e del Prof. Flaviano F. Fabbri, quasi tenendociper mano, ci conduce attraverso tutto il duemilacinque alla coperta delle nostre tradizioni.L’estro creativo che si nasconde dietro ad ogni rappresentazione della natività di Gesù si rigenera dianno in anno regalando sempre quella gioia interiore che solo un presepe artistico fatto con sinceradevozione può regalare.Erminio QuadraroliRonciglione - sig. Lambiti Ronciglione - Bruno Fiata Ronciglione-presepe dei frati cappuccini


a Borghetto i pertichinia Civita i burrattiniSe è vero che i proverbisono la saggezza deipopoli, questa frasesopra enunciata, chenon è un proverbio, maparte di un antico adagiopopolare, ne è purtroppola conferma.di Alessandro SoliMi sono sempre sentitodegradato, come civitonico,di essere considerato “burrattino”,ma i fatti e le circostanze, mi spingono adavvalorare questa affermazione.Quand’ero piccolo, mio nonno mi insegnavatutta la filastrocca che comprendevaquesta fatidica frase, mi diceva che a suavolta l’aveva imparata da suo nonno, ecc.,poi passava alla spiegazione e rispondevaai miei perché.Mi raccontava che anticamente i contadinidell’Umbria partivano da Perugia con “barrozze”e animali, percorrevano la viaFlaminia fino a Civita, poi da Nepi, passavanosulla via Cassia, per raggiungereRoma, dove si tenevano fiere di merci ebestiame.Facevano questo percorso tre o quattrovolte l’anno, così che riuscivano a capireusi e costumi, pregi e difetti degli abitantidei paesi che incontravano lungo il cammino.Mi soffermerò solo sul nostro territorio,per analizzare il significato della frase inoggetto.“Borghetto i pertichini”, può sembrareCampo de’ fiorichissà qualeaggettivodispregiativoaffibbiatoa questiabitanti alleporte dellanostra cittadina,invece,sitratta semplicementedel riconoscimentoper l’aiutoda loro datoai convogliche sirecavano aRoma.Come sipoteva superarel’arduasalita di Borghetto, immaginatela cent’annifa sterrata e con il fango, specialmented’inverno!Ecco pronto un servizio di traino con buoie pertiche (da qui pertichini), che risolvevail problema, servizio naturalmente benremunerato.Passiamo alle dolenti note “Civita i burrattini”;come dicevo all’inizio, mi sono sempresentito penalizzato da questo epiteto,ma con il passare degli anni, purtroppo, hodovuto constatare quanto tale affermazionerisulti, a tutt’oggi, alle soglie del terzomillennio, quanto mai azzeccata.Burrattino, con le due erre dialettali suonameglio, significa pupazzo inerte, senzanerbo, né personalità, normalmente fattodi legno, che riesce a muoversi aiutato dafili mossi da un’abile burattinaio.45No signori, noi civitonici non siamo così,abbiamo personalità, abbiamo nerbo, nonabbiamo bisogno dell’abile burattinaio,abbiamo una cittadina modello, una cittadinaindustriale, una cittadina pulita, fattaa misura d’uomo, dove il traffico scorrelineare, con parchi e giardini sempre piùverdi e curati, spazi culturali all’avanguardia,impianti sportivi perfettamente funzionanti(mens sana in corpore sano), insommabeati noi che abitiamo in questa città,altro che “burrattini”!Ma allora, che andava dicendo mio nonno?Poi esco di casa e mi sento più “burrattino”che mai, sul palcoscenico di questa cittadina,che ormai da tempo ha tolto a Napolie Roma, il primato della sporcizia e deltraffico caotico, ma è un palcoscenicoprivo anche di ragazzini festanti che ridonoe applaudono, ma soprattutto privodell’abile burattinaio che sa muovere i filiper dar vita ai suoi personaggi: a buonintenditor…..castello di BorghettoINDOVINA IL TITOLO DEL FILM ...L’immagine a fianco è tratta da un celebre film.I primi cinque che ne indovineranno il titolo e ne daranno comunicazione inredazione, riceveranno un simpatico omaggio offerto dalla CartolibreriaPUNTO&VIRGOLA


46Campo de’ fioriRoma che se n’è andataluoghi, figure, personaggidi Riccardo ConsoliLa redazione di Campo de’ fiori dà ilbenvenuto al nuovo collaboratoreRiccardo Consoliil calciatore VolkChi non ricorda il quartiere di Testaccio e leepiche lotte che ivi si tenevano tra la Roma e laconcittadina e tradizionale rivale Lazio?Naturalmente ci riferiamo alle partite di calciodisputate in questo luogo fino agli anni cinquantadel secolo scorso, partite che rinverdivanole molto più antiche lotte tra le fazioniromane con la differenza che ora i contendentinon si chiamano più Prasina, Albata o Rossataed i giocatori non sono più riconosciuti come lofiglio de lo Signore Stefano delli Colli o lo figliodi Nanni Altovilli fiorentino bensì, più prosaicamente,ma non meno gloriosamente, A.S.Roma e S.S. Lazio ed i giocatori si chiamanoFerrarsi IV, Bernardinik, Volk, Ancherani e tanti,tanti altri,ormai passati alla storia di questosport. Dall’alto del Monte de’ cocci coloro chenon erano in grado di pagarsi il biglietto d’ingresso,per la maggior parte ragazzi impossibilitatia racimolare le sei lire necessarie peracquistarlo, si accontentavano di vedere, danotevole distanza, una sola delle due porteregolamentari e soltanto il boato degli spettatorifaceva capire loro che un goal era statosegnato nella porta che essi non vedevano. Acausa della passione sportiva, molte cose accadevanoal campo di Testaccio e diversi di questiavvenimenti sono giunti fino a noi; vale certamentela pena ricordare l’episodio del grandeGenoa che veniva a giocare a Roma e che dapoco aveva ingrossato le sue fila mediante l’acquistodi un giocatore di straordinario talento,il sudamericano Stabile. Costui era giunto inItalia preceduto da una grande fama e accreditatodi coloriti soprannomi quali “el goleador”,“el destructor”, “el filtrador”; quella domenicalo stadio era gremito al limite della sua capienza,l’attesa dei romani era spasmodica, masuccede che la Lazio, nel giuoco del calcio puòcapitare, vince per cinque a zero e Stabile, bencontrollato da un giovanissimo calciatore dinome Furlani, è costretto a bucare per tuttol’incontro, tra i lazzi ed i fischi degli spettatori.Il Genoa lasciò la città con ben cinque goal alpassivo e Stabile, nell’occasione, si guadagnòun nuovo soprannome, quello di “el bucador”;ma, del resto, come poteva sfuggire all’ironiaromanesca il grande Stabile, ancorché il giocatorefamoso, se al gusto della battuta e all’arguziadel popolo romano non si erano potutisottrarre Papi e Imperatori?***Ma vediamo di scoprire qualcosa di Testaccio,quartiere romano che, assieme a Trastevere,condivide le tradizioni più antiche e caratteristichedella città; l’etimologia del nome deriva datestae, vale a dire i cocci, le anfore, con le qualivenivano trasportati vino ed olio e che, per unlunghissimo tempo, vennero gettati nella grandediscarica del porto dell’antica Roma,l’Emporium, formando così una collinetta artificiale.Una antica leggenda racconta che eranostati i cocci delle anfore con le quali i popolisottomessi da Roma recavano i loro tributi inoro e argento, a formare quel Mons Testaceuso Monte de’ cocci , come lo chiameranno iromani, che darà il nome al quartiere. Nel XIIIsecolo il Testaccio venne chiamato con l’appellativodi Mons de Palio ossia il Monte dellaCorsa a sottolineare che, fina da quell’epoca,quel luogo era consacrato allo sport ed i romanivi accorrevano per assistere alle competizionicon grande entusiasmo e con la partecipazionecompatta di nobili e di una folla variegatamai vista prima. Il c.d. ludus Testaccie fudocumentato per la prima volta nel 1256durante il pontificato di Alessandro IV, Rinaldodei Signori di Ienne, 1254-1261 e rinnovatoogni anno fino al 1470 allorquando Paolo II,Pietro Barbo, 1464-1471, lo trasferì in Via Latal’attuale Via del Corso. Queste competizioniassunsero presto un significato politico non trascurabile,infatti altre città furono invitate amandare i loro campioni e, se in un primomomento questi inviti erano considerati unonore, ben presto si trasformarono in un ordinee Roma fissò anche un tributo per la partecipazionealle gare di Testaccio suscitando,molto spesso, ribellioni e proteste nei confrontidel Papa. Succede così per Tivoli, MaglianoSabina, Terracina, Velletri ed altre città con laconseguenza che la lotta sportiva diviene spessolotta tra fazioni e tra comuni; ma a partequesto aspetto, i giuochi sopravvivono e diventanotalmente importanti che, durante il lorosvolgimento, sarà presente lo stesso Ponteficee per chi è chiamato a partecipare in rappresentanzadel proprio quartiere sarà un taleonore che questi non potrà rifiutarepena l’esclusione, per ladurata di cinque anni, dalle carichepubbliche. La pena inflitta peraver rifiutato di partecipare aduna competizione sportiva o adun corteo carnevalesco, potrebbeapparire sproporzionata, ma bisognaconsiderare che siffattoatteggiamento era inteso comemancanza di rispetto al Gonfalonedi Roma che veniva inalberato alTestaccio in occasione delle garee non veniva più esposto se nonal verificarsi di circostanze diestrema solennità e gravità. Uncronista, descrivendo minuziosamenteuna di queste feste, cosìtitolava: “Come lo Magnifico Signore volsech’se facessi la Magnifica festa de Testacia,cosa moita nobile come la prima festa delmondo” , a testimonianza di quelle che eranole feste di Testaccio e dell’importanza che esseebbero, come si rileva dalla descrizione degliabiti indossati dai partecipanti e dai gentiluominiche assistevano alle gare. Sono, queste,descrizioni da suscitare invidia, non solo per l’eleganzadei modelli, ma soprattutto per la profusionedi oro e gioielli di cui le vesti eranoadorne; le cronache riferiscono di costi pari amoltissimi scudi d’oro per un vestito di broccatoornato di ermellino ed altre preziose pellisulle quali venivano appuntate, in mirabili ricami,centinaia di perle e chiusure realizzate conbottoni di diamanti. E’ molto probabile che cifosse una certa esagerazione da parte di chi sisoffermava in queste descrizioni, ma è fuori didubbio che i vestiti indossati in occasione dellegare di Testaccio costituivano un notevoleimpegno di gusto e di denaro, poiché il gentiluomoche vi partecipava, sia come attore checome spettatore, aveva tutto l’interesse a chela casata che rappresentava non fosse in alcunmodo sminuita da un abbigliamento non degnodel proprio censo. E non mancarono neppuregli incidenti diplomatici; il 18 Ottobre del 1267,entrava in Roma tale Galvano Lancia, zio diManfredi , in qualità di plenipotenziario diCorradino, sfortunato principe inviso alla SantaSede avendo rivendicato l’eredità del nonno; ighibellini romani lo accolsero con grandi onori,lo ospitarono in Laterano e, grandissimo privilegio,lo invitarono alle feste di Testaccio. PapaClemente IV, Guido Fulcodi, 1265-1268, aseguito di questa iniziativa, andò su tutte lefurie e inviò uno scritto al clero di Roma dovesi leggeva: “…ho udito cosa che mi riempie dimeraviglia e di orrore, che Galvano Lancia,figlio della dannazione e un tempo ferocissimopersecutore della Chiesa, è entrato in Roma e,a scorno del Papa, ha osato sventolare le insegnedi Corradino della stirpe velenosa diFederico e che, con pompa sfacciata, è entratoin quel Laterano in cui, gli uomini giusti sonoappena degni di varcare la soglia…” In epocamolto più recente a Testaccio sorgevano spaziadatti ad ospitare espressioni di cultura ludica,musica, prosa e poesia oltre a molti locali mangereccitra i quali, ancora oggi, molti mantengonola tradizione della tipica cucina romana,offrendo agli avventori i famosi rigatoni co’ lapajata, coratella con carciofo o con cipolla, trippaalla romana, coda alla vaccinara.Quartiere Testaccio - acquerello


Campo de’ fiori47a Viterbo conAmore e Nostalgiauna classe dell’ITIS di Viterbo degli anni ‘60 al “campetto” per la lezione di educazione fisica. Io sono il secondo da dx della fila in basso.Vi riconoscete? Rivediamoci......Gli anni ’60 oltrei celebrati fastiche tutti oramaiconosciamo,erano anche,per i ragazzidella mia età, glianni delle superioriche, unavolta finite ledi Sandro Anselmi medie, potevifrequentare semeritevole e di famiglia non del tutto bisognosa.In quegli anni non era difficile trovare unlavoro grazie al boom industriale, ma peraverne uno più qualificato bisognava prendere“un pezzo di carta”, meglio se unalaurea ed allora la famiglia, con non pochisacrifici e tante rinunce, avviava i figli,ancor più dotati, alla carriera scolasticache avrebbe garantito un posto sicuro eben remunerato ed avrebbe di certo riscattatolo stato sociale originario.Per poter frequentare gli studi superiori,come lo era già stato per le scuole medie,si doveva viaggiare e recarsi nei più vicinicapoluoghi, così anche noi di Fabrica diRoma come quelli di tutti gli altri piccolipaesi, che avevamo frequentato le mediea Civita Castellana, ora dovevamo andarea Viterbo.Quante corse il mattino per prendere l’autobusche passava giù nel centro delpaese, anche quando diluviava o c’era laneve.Non era ammessa nessuna scusa e, sequalche volta il manto bianco era così altoche copriva la strada di casa, mio padre sialzava comunque presto e con la palatracciava un sentiero per arrivare fino allaprovinciale.Salito sull’autobus che proveniva daCorchiano potevo occupare il posto che miaveva riservato un’amica, con tutte legelosie dei compagni di viaggio.Più di una volta dovetti difendermi dalleaggressioni dei ragazzi gelosi non appenascesi alla stazione di Porta Fiorentina…Quanto freddo in quegli inverni.Il viaggio per Viterbo era spesso un’avventuraperché gli autobus dovevano faremiracoli per non uscire di strada a causadel ghiaccio, o la neve, che ammantavanoperennemente le strade dei Cimini, cosìche si arrivava immancabilmente in ritardo,saltando la prima ora di lezione.Quanta gioventù assonnata e stanca peraver studiato fino a tardi, si ritrovava dibuon mattino per le strade di Viterbo...Le superiori allora richiamavano studentida moltissimi paesi, fin dalla bassaToscana.C’era chi proveniva da Celleno, daPitigliano, da Sorano e poi da Tarquinia eTuscania, perfino da Bracciano.Chi era più fortunato ed aveva già laragazzetta che magari frequentava lemagistrali, l’accompagnava prima a scuolae poi di corsa cercava di non arrivare inritardo per evitare di essere punito direttamentedal Preside……continua sul prossimo numero...


48Campo de’ fioriSandro AnselmiP.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT)Tel./Fax 0761.51.31.17e-mail : sandro_anselmi@libero.itDa 35 anni al vostro servizioPubblicizza una selezione di offerte immobiliari-VENDO appartamento in villa con giardino, in zona centrale.-AFFITTO locale ad uso artigianale di mq 500, diviso in due corpi di mq325 e mq 195, con possibilità di ulteriore frazionamento. Impianto elettricoa norma, impianto aria compressa, pavimento industriale, ufficio,piccoli magazzini. Un piazzale anteriore ed uno posteriore, entrambecementati, di mq 1000 totaliVENDO a Cannes (Costa Azzurra)monolocale di 25 mq completamentearredato, con terrazzo, giardino episcina condominiale.Ottimo per uso investimentoVENDO a Civita Castellana,Località La Penna, villini con giardino,in complesso signorile, di variemetrature.-VENDO a Fabrica di Roma Loc.tà Pian di Cava terreno di mq 1500 conprogetto approvato per annesso agricolo di mq 120 più altro piccolo fabbricatoseparato.-VENDO locale di uso commerciale di mq 60 circa a Civita Castellana.-VENDO in Umbria azienda agricola di 160 Ha con attività di agriturismoper 31 posti letto. 1.500 mq di costruzione-17000 mc da edificare-riservadi caccia (daini,cervi e caprioli). Avviatissima. Vendita a cancelli chiusi.-AFFITTO ampio locale per usi diversi in zona industriale di CivitaCastellana.-VENDO azienda industriale a porte chiuse, o solo stabile in CivitaCastellana.-CEDO negozio di abbigliamento a Fabrica di Roma a prezzo di realizzo.-CEDO attività di Bar-Gelateria in locale di mq 105. Licenze per somministrazionedi allcolici e superalcolici, pasticceria fresca e secca, venditaal minuto. Concessione suolo pubblico.-VENDO o AFFITTO a Civita Castellana locale commerciale di mq 220al piano primo. zona centralissima.-VENDO o AFFITTO a Corchiano villino di campagna su due livelli.Quattro camere, cucina, salone, due bagni. Terrazzo panoramico, terrenodi mq 500 circa. Enel, Pozzo, pozzo nero. Vero Affare !!! 2 km dalcentro.-AFFITTO due vani con bagno per uso ufficio. Centro storico di CivitaCastellana.-VENDO o AFFITTO a Civita Castellana, centro storico, locale pianoterra di mq 140 circa con finestre. Da sistemare.-VENDO o AFFITTO a Civita Castellana locale di mq 240. Vari usi.-VENDO villini da finire con giardino in località Sassacci.-CEDO attività commerciale di intimo - neonato - premaman - giocattolie tutto per l’infanzia.-CEDO attività di Bar e ristorazione completa di stigliature e attrezzature.Posizione centralissima.-CEDO negozio di abbigliamento. Avviatissimo e centrale.-VENDO terreno agricolo a Bassano in Teverina.VENDO aFabrica diRoma villinocontaverna,cucina,due bagni,sala, duecamere, garage. Più altri due vani edun bagno, giardino-VENDO a Fabrica di Roma villasu due livelli. PT mq 75 contaverna, bagno e garage. PI 4camere, bagno, balconi.Sottotetto, giardino.Vendo in Romania complessoimmobiliare attualmente adibitoad albergo - ristorante - bar.Possibilità di rilevare quote dellasocietà già costituita per l’esercizio.VENDO a Fabrica di Roma villa caratteristicacon piscina, parco e dependance.Posizione panoramica e tranquilla. Daristrutturare.-VENDO a Fabrica diRoma Loc. Parco Faliscobellissima villa unifamiliare.Possibilità di frazionamento.AFFARE!!!AFFITTO o VENDO a CivitaCastellana Capannoneindustriale/artigianale di mq 900con annesso terreno di mq 600, piùcoperture di mq 100 con uffici.Abbiamo moltissime richieste di clientiinteressati all’acquisto e all’affitto diappartamenti su Civita Castellanae zone limitrofePer informazioni rivolgersi al n. 0761.513117-VENDO a Fabrica di Roma terreno di mq 4.000 con progettoapprovato per la realizzazione di una villa bifamiliare. Bucalossipagata. Dato inizio lavori.


MaglianoSabinasi da il benvenutoall’AssociazioneTuristica Pro Loco diMagliano Sabina che,da questo mese,collaborerà con ilnostro giornaleMagliano Sabina è una piccola città traLazio e Umbria. Dal punto di vista architettonicoed artistico, essa offre ampio spazioai “cacciatori di curiosità”. Si segnalano: LaChiesa romanica di San Pietro (XII secolo);la Cripta Protoromantica dellaMadonna delle Grazie, datata tra l’anno1000 ed il 1400 e ricca di pitture muralirappresentanti diversi Santi e la Cattedraledei Sabini, magnificente chiesa rimaneggiatanel ‘700. I palazzi principali sono: ilSeminario Vescovile inaugurato nel 1593,uno dei primi in Italia (oggi sede delDipartimento di Scienze Infermieristichedell’Università di Tor Vergata e delMonastero delle Redentoriste),Palazzo Pannicelli, ora municipio (stilescuola del Vignola), Palazzo SolimaniMariotti (villa in stile umbertino) e PalazzoCencelli (privato, con visibile una caratteristicapiazzetta). Il Museo CivicoArcheologico è il principale museo suiSabini esistente in Italia dove si segnala,tra i pezzi esposti, l’unica scritta sabinaesistente in Italia. In occasione del CorpusCampo de’ fioriDomini si svolge a Magliano Sabina laGiostra del Gonfalone , una manifestazionein costume rinascimentale che rievocale ispezioni che in Conservatori delCampidoglio compivano, dal 1311, in questoirrequieto feudo del Comune di Roma.Nel corso della festa, oltre al “Pallio delloAnello” si esibiscono sbandieratori e siaprono le bettole, caratteristiche cantinedove si gustano i piatti tipici del posto. Laproduzione dei vini di questo paese è ragguardevole.Essi infatti possono fregiarsi dicertificazione DOC ed offrono un aroma edun gusto del tutto particolari che ben sisposano con la cucina locale.Porta RomanaSono ultimati i lavori di restauro di PortaRomana, voluti dalla Pro Loco ed eseguitigrazie ad un contributo erogato dallaFondazione VARRONE Cassa di Risparmiodi Rieti. Porta Romana è uno degli accessistorici della città, eretta verso la fine delXVII secolo nel tratto delle mura castellane,ampliate per inglobare la contradaCastello. Con l’avvento delle macchine amotore e della loro circolazione su strada(fine 1800), si rese necessario ampliare ipassi carrabili che immettevano nei centri49urbani. Lasorte non risparmiòPortaRomana, tantomeno PortaSabina, chefurono entrambedemoliteper esserericostruite, sud i s e g n odell’ArchitettoO. Armanni,verso la finedel XIX secolo Memoria Urbana(1900-1902).Un grosso traguardo questo raggiuntodalla Pro Loco di Magliano Sabina che peril futuro pensa di poter intervenire, con lestesse modalità, su altri monumenti eduno fra i tanti potrebbe essere la “MemoriaUrbana”, presente a fianco della sottostanteFlaminia, che ricorda gli enormi lavorifatti per costringere il Tevere a passaresotto Ponte Felice. Costruito a secco, ilcolossale cippo era ornato da un gruppomarmoreo riproducente api e sole nascente(emblema dei Barberini, famiglia cuiapparteneva il Papa Urbano VIII), ora conservatoal Museo Archeologico di MaglianoSabina. (Notizie storiche di C. Taizzani)Numeri UtiliComune 0744.910141Vigili Urbani 0744.910032Museo Archeologico 0744.910001Teatro Manlio 0744.910141Archivio Storico 0744.910141Biblioteca Comunale 0744.910108Istituto Comprensivo Statale 0744.91339Carabinieri 0744.91333Ospedale M. Marini 0744.9121Ufficio Postale 0744.91388Palazzetto dello Spor 0744.910141Associazione Turistica Pro Loco 0744.910021Ristorante Sabina 0744.919990/921528Emergenza Sanitaria 118Ist.Tec.Com.le e Geom. 0744.919353Ist.Comprensivo Statale 0744.91339Pianoforti - Strumenti - Edizioni MusicaliVia Palazzina, 109 - 01100 Viterbo - Tel. 0761.309095


50Bassano RomanoChiesa con Monastero diSan Vincenzo Martire.Statua del Redentoredi Michelangelo BuonarrotiCaprese 1475 - Roma 1564Nel Comune di Bassano Romano, sullaStatale Cassia e poco distante da Sutri,nella Chiesa di San Vincenzo Martire,appartenente all’Ordine dei MonaciBenedettini Silvestrini, e’ conservata lastatua del Cristo Redentore, opera scultoreapoco conosciuta del Sommo Maestroe prima versione incompiuta del Cristo diMichelangelo, tuttora collocato e conservatonella Chiesa di Santa Maria SopraMinerva in Roma.I lavori di costruzione della ChiesaViterbese, edificata per volere di VincenzoGiustiniani, iniziarono il 20 Novembre 1618e si conclusero nel 1641, sul progetto elaboratodall’Architetto Ticinese CarloMaderno, (1556-1629), autore del prolungamentodella Basilica Vaticana e protagonistaindiscusso del Barocco Romano.La storia di quest’opera scultorea delBuonarroti e’ alquanto singolare: in unalettera del Giugno 1607, tra FrancescoBuonarroti e Michelangelo il Giovane, eredidel Maestro, emerge chiaramente che unaStatua del loro illustre antenato era in venditaa Roma presso la bottega di un antiquarioe responsabile delle trattative eraun modesto Pittore, Domenico Passignano,della corte della FamigliaGiustiniani. Nella Lettera l’opera vienedescritta in modo sommario, ma definita al“Naturale” e chiamata “borza”, ovveroopera abbozzata, “al medesimo gradoche il San Matteo dell’Opera e iPrigioni di Pitti”.Uno Storico Romano del XVI secolo,Ulisse Aldovrandi, nel 1542 scoprì questaStatua nel giardino di un palazzoappartenente a Metello Vari che il 14Giugno 1514, stipulò con Michelangelo uncontratto per l’esecuzione di un CristoRedentore da collocare nella Chiesa diSanta Maria sopra Minerva.Campo de’ fioriL’Opera venne lasciata incompiuta perchèdurante le fasi dell’esecuzione comparvenel marmo, in corrispondenza del volto delCristo, una “vena Nera”, difetto delmarmo, che pregiudicò totalmente il proseguimentodel lavoro.Il Maestro Fiorentino abbandonò così illavoro, lasciandolo incompiuto nella suaCasa Romana di Macel De’ Corvi.Michelangelo, successivamente, scolpì laseconda e definitiva versione tra il 1519-20, che Metello Vari consegnò alla Chiesadi Santa Maria sopra Minerva dove tuttorasi trova e per risarcirlo del lavoro gli consegnòanche l’iniziale abbozzo che il NobileRomano posizionò nel suo giardino.Dopo la morte di Michelangelo avvenutanel 1564, la prima versione dell’operarimase nel giardino del palazzo dellaFamiglia Vari, fino ad arrivare al 1638quando Vincenzo Giustiniani l’acquistae la fa collocare al piano terreno dell’omonimoPalazzo sito in Roma.Nel 1644, Andrea Giustiniani in occasionedelle sue Nozze con Maria Pamphili,nipote di Papa Innocenzo X, la fece trasportaree collocare nella Chiesa di SanVincenzo Martire in Bassano Romano, dapoco completata dall’Architetto VincenzoPeparelli, allievo del Maderno.Il 1638 è la data chiave per capire le successivevicende dell’Opera Viterbese:prima di essere collocata al piano terra delPalazzo in Roma, Vincenzo Giustiniani facompletare la statua da qualche modestoscultore Romano, di cui si ignora il nome,secondo una prassi ormai consolidata nellaRoma del ‘600, che vede opere scultoreedel periodo Classico e non, rifinite e completatenelle parti mancanti.Oggi, osservando l’opera conservata nellaChiesa di San Vincenzo Martire, è difficilestabilire quanto di essa sia opera diMichelangelo e dell’ignoto scultore, cheebbe l’assoluto privilegio di intervenire suun opera Michelangiolesca.Nel 1564, anno della morte diMichelangelo Buonarroti, tante sue opererisultano non completate: i palazzi delCampidoglio, la Laurenziana e la stessaBasilica Vaticana che viene completatacento anni più tardi dallo stesso Maderno.Comunque, sotto la patina e la finitura seicentesca,si avverte pienamente l’AutoritàArtistica di Michelangelo, in una composizionetotalmente diversa dal Cristo dellaMinerva, in particolare nella torsione delbusto e del volto e nell’esecuzione di alcunidettagli delle gambe e del bacino.E’ una testimonianza mirabile del linguaggioMichelangiolesco, che ha un precedentein alcuni disegni anatomici conservati alMuseo del Louvre in Parigi.L’Opera di Bassano, è dunque un capolavorodella statuaria Cinquecentesca, che ilViterbese conserva gelosamente a testimonianzadi un fulgido e ricco passato.Testimonia, inoltre, l’attivismo artisticodella Famiglia Giustiniani, che, al paridei Farnese, ha lasciato opere d’arte diincommensurabile valore ed importanza.Fino al 1970 la Statua era collocatasull’Altare Maggiore e successivamentevenne posizionata nella cappella lateraledestra della Chiesa di San Vincenzo, dovetuttora è esposta al pubblico.Prof. Arch. Enea CisbaniMitiDei edEroidi Barbara PastorelliLa dea Atena è figlia di Meti e di Zeus . Laleggenda più diffusa narra che questanascesse dalla testa del padre, dopo chequesto aveva ingoiato la moglie, per timoreche da lei nascesse un erede talmenteforte, da riuscire a spodestarlo.La dea balzò fuori armata di lancia e scudoemettendo un urlo che fece tremare l’interoMonte Olimpo e tutta la terra. Fu allevataassieme ad una giovinetta di nomePallade e si racconta che un giorno, mentrele due fanciulle si stavano esercitandoin un combattimento, la dea, involontariamente,ferì a morte la sua amica.Disperata per quel che era accaduto, piansetalmente tanto la morte di questa, cheda quel giorno aggiunse al suo nome quellodi Pallade. In tutte le storie in cui simenziona Atena, questa viene descrittacome la vergine guerriera, colei che nessunomai riuscì a dominare.Efesto, per aver aiutato Zeus a farla venireal mondo, aveva preteso di sposarla.Questa era divenuta sua moglie, ma loaveva sempre respinto, riuscendo così arimanere una vergine (Parthenos).Atena è la dea della sapienza e della guerra.Poiché nella guerra di bellezza conAfrodite ed Era fu scartata da Paride, benchégli avesse offerto la saggezza e la vittorianei combattimenti,giuròeterno odio aiTroiani. Durantela guerra di Troiainfatti parteggiòper gli Achei proteggendo,in particolare,Odisseo(Ulisse).Dai romani ladea è notoriamenteconosciutacol nome diMinerva.


Vi è mai capitato di entrare in un laboratorio dovesi lavora la cartapesta? Campo de’ fiori vi condurràall’interno di uno di essi per svelarvi alcuni segretiche sono la base per la realizzazione di un carroallegorico. Per il Carnevale 2005 siamo entrati nellaboratorio del gruppo folkloristico “Scroccafusi”(tipico dolce civitonico). Giovani artigiani civitonici,che con passione, hanno sviluppato in circa diecianni di attività, un vero e proprio laboratorio dovesi progettano e realizzano grandi sculture in cartapestae dove ognuno, può dar sfogo alla propriavena artistica occupandosi di un settore ben preciso.Infatti, come in una catena di montaggio, c’è chi sioccupa delle sculture, chi delle costruzioni delleparti meccaniche, chi della lavorazione della cartapestae chi della pittura.Ovviamente il lavoro viene svolto con grande passione,investendo di proprio e tutto nel tempo libero.Per far capire la mole di lavoro e la bravura diquesti ragazzi, vi mostro alcune foto inedite dellalavorazione del carro allegorico di quest’anno cherappresenterà “La fiaba della spada nella roccia”.Sculture in cartapestadi Roberto MoscioniProgramma Carnevale Civitonico 200530 Gennaio 6 Febbraio 8 Febbraio1) I Spinaci avemo magnato e a o postogiusto tutto c’è nnato2) Alè Alè ... Carusielli Rubè!!!3) Su e montagne de Heidy me so trovato, e còPeter e co ò nonno c’hò ballato4) Il Natale quando arriva arriva5) - carro - Toro seduto...Rosina sdraiata6) Le caramelle7) Canta Napoli Pulcinella è tornato8) grattachecca e fichetto9) - carro - l’ammiraglio forchettone a cavallo dosqualone10) Il gruppo gazebo vi porta nel sogno di unanotte di mezza estate11) sangria e parti12) Co l’infusi giamai,cani mò bbaiamo tuttistrani13) - carro - La notte di aulin, dolcetto e brachetto14) Elvis the pelvis in cadillac da Menphis...all’orto funaro15) Cò a Faraona bona, er Faraone bello...semorrivati in piazza cor cammello16) El torero pensionato nell’arena è ritornato17) - carro - Co Re Artù e a spada li ppà rocciai scroccafusi vanno giù ‘n piazza a fa bisboccia1) Elvis the pelvis in cadillac da Menphis... all’ortofunaro2) Cò a Faraona bona, er Faraone bello ... semorrivati in piazza cor cammello3) Cl torero pensionato nell’arena è ritornato4) - carro - Co Re Artù e a spada li ppà roccia iscroccafusi vanni giù ‘n piazza a fa bisboccia5) I Spinaci avemo magnato e a o posto giustotutto c’è nnato6) Alè Alè...carusielli rubè!!!7) Su e montagne de Heidy me so trovato, e còPeter e co ò nonno c’ho ballato8) Il Natale quando arriva arriva9) - carro - Toro seduto ... Rosina sdraiata10) Le caramelle11) Canta Napoli Pulcinella è tornato12) Grattachecca e fichetto13) - carro - L’ammiraglio forchettone a cavallodo squalone14) Il gruppo gazebo vi porta nel sogno di unanotte di mezza estate15) Sangria e parti16) Cò l’infusi giamai,cani mò bbaiamo tuttistrani17) - carro - La notte di aulin, dolcetto e brachetto1) Le caramelle2) Canta Napoli Pulcinella è tornato3) Grattachecca e fichetto4) - carro - L’ammiraglio forchettone a cavallodo squalone5) Il gruppo gazebo vi porta nel sogno di unanotte di mezza estate6) Sangria e parti7) Co l’infusi giamai,cani mò bbaiamo tutti strani8) - carro - La notte di aulin, dolcetto e brachetto9) Elvis the pelvis in cadillac da Menphis... all’ortofunaro10) Cò a Faraona bona, er Faraone bello ...semo rriva in piazza cor cammello11) El torero pensionato nell’arena è ritornato12) - carro - Co Re Artù e a spada li ppà rocciai scroccafusi vanno giù ‘n piazza a fa bisboccia13) I spinaci avemo magnato e a o posto giustotutto c’è nnato14) Alè Alè ... carusielli rubè!!!15) Su e montagne de Heidy me so trovato, ecò Peter e co ò nonno c’ho ballato16) Il Natale quando arriva arriva17) - carro - Toro seduto...Rosina sdraiata

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