Leggi - Parrocchia di Ascona

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Anno XII n. 1Primavera 2007Bollettino Parrocchiale di Ascona


Parrocchia dei Santi ApostoliPietro e Paolo - AsconaMESSE DOMENICALI E FESTIVES. Messa prefestiva ore 16.15 Casa riposo BelsoggiornoS. Messa prefestiva ore 17.30 S. PietroS. Messa festiva ore 08.00 S. Maria (Collegio Papio)S. Messa Comunità Croata ore 09.30 S. MariaS. Messa della Comunità ore 10.00 S. PietroS. Messa delle famiglie,giovani, ragazzi e bambini ore 11.15 S. PietroS. Messa festiva ore 20.30 S. MariaxxMESSE FERIALILunedì ore 07.00 S. Maria (Collegio Papio)Martedì ore 07.00 S. Mariaore 18.30 Centro S. MicheleMercoledì ore 07.00 S. Mariaore 16.15 Casa riposo BelsoggiornoGiovedì ore 07.00 S. Mariaore 18.30 Centro S. MicheleVenerdì ore 07.00 S. MariaSabato ore 08.00 S. Maria!Durante le vacanze scolastiche viene celebratauna sola Messa feriale alle ore 08.00in S. Maria (Collegio Papio)HEILIGE MESSEN AUF DEUTSCH IN LOCARNOSamstag 18.00 Uhr S. FrancescoSonntag 10.00 Uhr S. FrancescoSonntag 11.00 Uhr Madonna del SassoPOSSIBILITÀ DI CONFESSIONIIn S. Maria sempre, specialmente prima e dopole celebrazioni eucaristiche d’orarioRECAPITI TELEFONICIDon Massimo Gaiavia Collegio 5tel. 091 791 21 51Natel 079 659 15 91Centro parrocchialeS. Michelevia Muraccio 21tel. 091 791 47 37Casa di riposoBelsoggiornovia Medere 18tel. 091 786 97 97SagrestiaChiesa di S. Pietrotel. 091 791 06 76Chiesa di S. Mariae Collegio Papiotel. 091 785 11 65In copertinaMarc Chagall (1887-1985)Resistenza, Risurrezione,Liberazione.


Lettera dell’ArcipreteUn nuovo anno di attimi preziosiNel romanzo “Il caso Bluelady”di James Patterson viene raccontataal protagonista Alex dallasaggia nonna la “Storia delle millebiglie”.C’era un uomo che viveva nel Suddella California. Aveva una famiglia,una bella famiglia, e lavorava un sacco,tutto il giorno, tutti i giorni, avolte anche i weekend. Quest’uomoaveva un nonno molto bravo, il quale,vedendo che il nipote lavorava troppo,un giorno gli disse: «L’aspettativadi vita dei maschi è di settantacinqueanni, ovvero tremilanovecento sabati,da trascorrere giocando finché si èpiccoli e poi con la famiglia da adultiresponsabili. Tu hai quarantatre anni:ti restano circa milleseicento sabati davivere, statisticamente parlando». Poigli comprò due vasi di vetro e li riempìdi biglie e gli disse che ogni sabatodoveva prendere una biglia dal vaso.Una sola: per ricordare quanti sabatigli restavano da vivere e per rendersiconto di quanto essi sono preziosi.(James Patterson, Il caso Bluelady,Longanesi, Milano 2006).Mi sembra che questo piccolo raccontoci permetta di fare tre breviriflessioni, in questo periodo in cui,convenzionalmente, poniamo l’iniziodi un nuovo anno civile e dunquericordiamo alla nostra consapevolezzache il tempo scorre inesorabilmentefra le nostre mani, come i granellidi sabbia nella clessidra.La prima riflessione è proprio sullapreziosità del tempo. Siamo –purtroppo?!?–fin troppo abituati a considerareil fatto di avere “molto”tempo davanti a noi: in fondo, anchei milleseicento sabati del piccolo raccontopossono sembrare tanti.Ma rischiamo di avere la mentalitàdella cicala, che alla fine della bellastagione si rende conto che il cibo stascarseggiando sempre di più, e forse,anche noi, rischiamo di renderciconto che il tempo a nostra disposizioneè agli sgoccioli, quando ormaiesso davvero comincia a scarseggia-SOMMARIOLa lettera dell’ArcipreteIl Buon Ladrone? Il Primo Santo!Conoscere Gesù nella coppiae nella famigliaCalendario di primaveraSotto il Campanile di san Pietro– Accoglienza del diacono permanente– Le iniziative di Quaresima– L’assemblea parrocchiale 2007– Camposcuola e colonia 2007– ComunicazioniLa pagina dall’UgandaLa Prima lettera di san Giovanni in pilloleStatistiche parrocchialiMemorie nostre3


Lo Chiamano “il buon ladrone”ma è... il primo Santo Cristiano«Annoverato tra i malfattori»uello che se la fa con“Qgentaglia d’ogni specie”,eccolo ancora mescolato allapeggior schiuma anche nelmomento del supplizio. DiceMatteo: “Furono crocifi ssi allora insiemea lui anche due ladroni, unoalla destra, l’altro alla sinistra”.Marco: “Crocifi sse ro pure con luidue ladroni, uno alla sua destra, unoalla sinistra”. Così dice all’incircaanche Luca.Giovanni, infine, che era presen tee che aveva occhi solo per la crocedi Gesù, si limita appena a riferireche egli ha avuto compa gnidi supplizio: “Lo crocifi ssero insiemecon due altri, uno di qua, uno di là”.Due altri... Giovanni non va avedere chi siano, non si interessadi loro. E’ probabile che l’aggiuntadi quei due fosse intenzionale,a scopo di umilia zione. E talescopo, esteriormen te, lo raggiungeva,declassando l’intera operazionea livello di ordinaria esecuzionedi malvi venti.Agli occhi di Luca, però, la circostanzaavvera l’annuncio di Isaia: “Coniniqua sentenza fu condannato. Gli fupreparata una tomba fra gli empi, lo si unìnella morte con i malfattori”. Qui, in verità,a livello dei malfattori si stannomettendo gli avversari di Gesù. Giàvediamo, nei Vangeli, i passanti ingiuriarloe schernirlo: e questa è la solitasottospecie umana, tifosa di esecuzionicapi tali in ogni tempo, ebbra digioia miserabile nell’offendere le vittime,senza rischi.


Un «ladro» che diviene «giusto»Ma la vicenda del Calvario fa balzarein primo piano un’altrafigu ra, che ha esordito in una posizionedi “contorno”, e che ades so, improvvisamente,giganteggia. E’ uno deisuppliziati, quello che noi chiamiamo“buon ladrone”.Fa tacere le urla del compagno di pena:“Non temi Dio, tu che sof fri la stessacondanna? Per noi è giustizia, perché riceviamodegna pena dei nostri delitti: ma luinon ha fatto nulla di male”. A questopunto, continuare a chiamarlo ladroneè già diffamatorio: qua lunque individuoegli sia stato in una sciagurata esistenza,ora è un altro uomo. Riconosciutala pro pria colpa, accettata la“giusti zia”, in questo preciso istante sitrasforma in giusto, e non ci deve piùnulla. Fin qui, di solito, noi arriviamo.E’ un malfattore penti to, buon per lui.La nostra bene volenza è stimolata dalleescan descenze del suo compagno.Gli impartiamo l’assoluzione, e passain seconda linea ciò che egli dice subitodopo. Qualcosa di enor mementepiù grande. Rivolto a Gesù, mormora:“Ricordati di me quando sarai nel tuoRegno”.6Da ladro a discepolo del RegnoDi qui in avanti si deve smettere diconsiderarlo come un pre giudicatopressappoco “reden to”. Siamodi fronte a un uomo illuminato, innanzitutto.Sia per qualche vecchianotizia, sia per una scoperta dell’ultimomomen to, egli identifica in Gesùnon sol tanto un innocente, ma Coluiche viene a instaurare il Regno. E diconseguenza non implora da lui la salvezzafisica; non gli chiede una miracolosaliberazione dal supplizio, no.Avendo capito l’essenziale, cioè che ilRegno è “oltre questa vita”, non sipreoccupa minimamente di continuarea vivere “quaggiù”: il suo pensiero,il suo desiderio e la sua preghiera sonoper “las sù”. A questa chiarezza non sonoarri vati nemmeno i Dodici, finora:il “ladrone” ne sa molto più di tutti loro.Altro che ladrone “buono”. Quest’uomo,unico tra i viventi, si rivolgea Gesù come a un sovrano mentrepende con lui dal patibo lo; e chi hamai dato una simile prova di fede?Questi poveretti dei discepoli, ora acquattatiin tane e nascondigli, quandomai hanno saputo parlare al loro Maestrocon tanta convinzione? Altro cheladrone “buono”. Costui sfida non solole autorità, ma l’evidenza stessa e lapropria ragione: ha occhi umani chegli mostrano una creatura nello sfa celodell’agonia, e invece di com patirla lerivolge suppliche; da suddito a sovrano.Vede le cose sfuggite a tutti i miopi,anche ai più devoti.Domenico Agasso (dal libro “Figli minori del Vangelo”)


Conoscere Gesù Cristo nellavocazione sponsale e famigliareDi recente pubblicazione, un agile e interessante volumetto di Pa dre MauroGiuseppe Lepori, abate del monastero cistercense di Hauterive, presso Friborgo,raccoglie le lezioni tenute alle fami glie in occasione di ritiri spirituali.Già il titolo del libro, tolto dal racconto evangelico delle nozze di Cana: «Fu invitatoanche Gesù» (ed. Cantagalli), esprime l’humus teologico e spirituale dalquale scaturiscono le acute e profonde conversazioni del monaco ticinese. Il matrimonioè una vocazione, è uno stato di vita che Gesù Cristo ha reso particolareforma di sequela a Lui.Una preoccupazione vocazionalePer affrontare il mistero della famigliaè importante partire da unapreoccupazione vocazionale, dallapreoccupazione e dal desiderio di viverecon verità e pienezza la vo cazionematrimoniale e famigliare. Questapreoccupazione è eviden ziata dentrol’esperienza della fatica quotidiana arimanere centrati nella grazia e nelcompito derivanti dal sacramento delmatrimonio. Questa preoccupazioneesprime soprattutto il desiderio di vederrealizzarsi nel quotidiano tuttoquello che il sacra mento dona e promette.Ogni preoccupazione vocazionale èun desiderio di santità, un deside rio dipienezza di vita. Ma non un desiderioqualunque, non una san tità qualunque,non una pienezza di vita generica,ma il desiderio della santità e dellapienezza di vita che nasce dall’incontrocon Gesù Cri sto. Questo desideriodi pienezza, direi che nella vita matrimonialee familiare è reso ancora piùacuto dalla intensità psicologica cheac compagna l’inizio e le tappe salientidel cammino. L’innamoramento, la festanuziale, l’attesa e la nascita dei figli:tutto ciò è già naturalmente carico disperanze, di progetti, di desiderio delmeglio.Per questo l’esperienza della fatica,del grigiore quotidiano, dell’inevitabiledelusione di tante aspettativenei confronti di se stessi, del co niuge,dei figli, è forse psicologica mente piùsconcertante che su altri cammini vocazionali.Questo porta spesso chi vive la vocazionematri moniale a rifugiarsi inuno scetti cismo volontaristico, in un«tener duro» fondato sulle proprieenergie individuali, abitato però dalladelu sione che spesso diventa aggressivanei confronti del coniuge, dei figli,di se stessi, e al limite anche nei confrontidi Dio.7


Quando la corda, sfilacciata da tempo, si rompe...Uno degli spettacoli più tristi a cui domandarsi l’un l’altro l’attenzione emi tocca assistere, soprattutto da l’amore di cui sentivano la mancanza equando sono prete, è quello di coppie il bisogno; per decenni sono andatiarrivate sulla sessantina che di colpo avanti sop portando di stare assieme“saltano” perché uno dei coniugi, «per il bene dei figli»; per decenni sonoandati avanti rifugiandosi ognunonormalmente la moglie, non ne puòpiù di essere vittima della propria sopportazionevolon taristica dell’altro o amicizie, chi nei propri passa tempi,dalla sua parte, chi nel lavoro, chi nelledella situazione famigliare.ecc.Per decenni sono andati avanti senzamai dialogare veramen te, senza comunicarsii propri pro blemi, senza correggersie lasciarsi correggere, senzaPoi arriva il momento in cui la cor da,sfilacciata da tempo, si rompe, e chi deidue era più sottomesso si ribella, ed ècome una diga di aggressività e di fru-8


strazioni che si spacca e dirompe versol’ebbrezza di una libertà adolescenzialeche non ammette più ritorni, cherifiuta ogni ragionamento ed escludeogni compassione per il coniuge.Soven te, uno dei due cade dalle nuvole.Per anni ha lavorato come un pazzoper la ditta, ha costruito un picco loimpero di benessere per sé e la famiglia,per anni si è giustificato nel nondar tempo alla moglie, o al marito, e aifigli, dicendosi che era per il loro bene.E di colpo questo tesoro che credevadi offrire loro non suscita più cheil disprezzo e il disinteresse totale deisuoi. Insom ma, ognuno si ritrova nelproprio angolo con l’illusione di ricostruirsiuna vita nuova.Un “perno” da restaurare e rinsaldareDov’era l’errore di partenza? Credosia proprio una mancanza di no possibile dal centro... Per questo,le direzioni per sfracellarsi il più lonta-co scienza della natura della vocazio ne vorrei cercare di appro fondire questomatrimoniale, o piuttosto della natura perno, questo centro della vocazionevocazionale del matrimo nio. E’ come matrimoniale, della vita famigliare comevocazione, co me chiamata chese la gente, anche fra i cristiani, non siacosciente che il matrimonio è una vocazione,è la vocazione di chi vi è ché Lo si segua verso la pienezza diGesù Cristo rivol ge ad ognuno affin-chiamato, e che quindi non sono i corollaridel l’esistenza (lavoro, attività all’esistenza: la santità.vita che Lui solo può, sa e vuole daresociali e culturali, hobby, ecc.) chedanno fecondità al matrimonio ma èil ma trimonio stesso, e quindi il rapportostesso fra l’uomo e la donna. Percui... spesso c’è come uno spreco digenerosità, di sacrificio di sé per lamoglie o il marito, per i figli, per lacasa, per il benessere della fami glia e ilsuo livello sociale, che però non edificail cuore della questione: la vocazionematrimoniale della coppia. E’ comese tutto ruotasse attorno ad un pernoche si trascura, che si lascia arrugginiree corro dere, che non ci si preoccupamai di restaurare, di rinsaldare. Così, ilperno alla fine si spezza e tutto ciò cheruotava attorno ad esso parte in tutte9Mauro Giuseppe Lepori abate di Hauterive (Friborgo)


Calendario di primaveraMarzoGiovedì 1 ore 20.00 Incontro di preghiera nella Zona pastoraledel Gambarogno.Quartino, Chiesa parrocchialeVenerdì 2Domenica 4Primo venerdì del meseore 17.30 Adorazione e Rosario al Centro S. Micheleore 18.30 Eucaristia al Centro S. MicheleDomenica II di Quaresima / Anno CGiovedì 8 ore 20.00 Incontro di preghiera nella Zona pastoraledella Verzasca.Tenero, Chiesa parrocchiale10Venerdì 9 ore 20.15 Via Crucis presso la Chiesa di S. Pietroore 20.00 Adorazione mensile per le vocazionipresso la Chiesa del Monastero S. Caterinaa Locarno (via S. Caterina 2)Domenica 11Lunedì 12Domenica III di Quaresima20.00-21.00 Catechesi parrocchiale sulle Letteredi S. Giovanni al Centro S. MicheleMercoledì 14 ore 20.00 Messa in suffragio di tutti i Vescovi diocesanidefunti nella Chiesa del Sacro Cuore a LuganoGiovedì 15 ore 20.00 Incontro di preghiera nella Zona pastoraledelle Isole.Solduno, Chiesa parrocchialeVenerdì 16 ore 18.30 Cena povera per bambini e ragazzi(elementari e medie) presso il Collegio Papioore 20.15 Adorazione eucaristica per l’anniversariodi fondazione delle Suore Claretiane,presso la Chiesa di S. MariaDomenica 18Domenica IV di QuaresimaL’eucaristia delle ore 20.30 è sospesa!


Lunedì 19Solennità di S. Giuseppeore 10.30 Eucaristia alla Madonna della FontanaPomeriggio Tombola a favore del Progetto Uganda,presso la Palestra delle Scuole elementari.La funzione vesperale del pomeriggioe l’eucaristia delle ore 20.30 sono sospese!Giovedì 22 ore 20.00 Incontro di preghiera nella Zona pastoraledella Valle Maggia.Maggia, Chiesa parrocchialeVenerdì 23 ore 18.30 Cena povera per giovani (liceo) e adultipresso il Collegio Papioore 20.15 Via Crucis presso la Chiesa di S. PietroDomenica 25Domenica V di QuaresimaSi raccolgono le offerteper il Sacrificio QuaresimaleLunedì 26 ore 20.15 Assemblea parrocchiale ordinarianella Sala S. Micheledel Centro parrocchiale S. Michele11Giovedì 29 ore 20.00 Incontro di preghiera nella Zona pastoraledelle Terre di Pedemonte.Verscio, Chiesa parrocchialeVenerdì 31 ore 20.15 Via Crucis con i Cresimandi del 1° annopresso la Chiesa di S. PietroAprileDomenica 1lu 2 – me 4Domenica delle Palmeore 09.30 Ritrovo presso la chiesa di S. Mariaper commemorare l’entratadel Signore a Gerusalemme.Processione alla chiesa parrocchiale,segue l’Eucaristia19.30-20.00 Triduo in preparazione della Pasquadel Signore nella Chiesa di S. Pietroper bambini e ragazzi


Martedì 3 ore 20.15 Celebrazione della Riconciliazionecon preparazione comunitaria per giovanie adulti in S. PietroGiovedì 5 ore 09.30 Benedizione degli oli in Cattedraleda parte del VescovoTriduo pasqualeGiovedì 5 ore 20.00 Cena del Signore, con la lavanda dei piedi,istituzione dell’Eucaristia,segue L’adorazione eucaristica in S. PietroVenerdì 6 ore 15.00 Passione del Signore, con la proclamazionedella parola, adorazione della Croce,santa comunione in S. Maria.ore 20.00 Via Crucis e Processione del Venerdì santosotto i portici di S. Maria12Sabato 7Domenica 809.00-11.00 Possibilità di celebrare la Riconciliazioneper ragazzi delle elementarie delle medie in S. Pietro14.00-17.00 Possibilità di celebrare la Riconciliazioneper giovani ed adulti in S. Mariaore 21.30 Solenne Veglia pasquale, con la liturgiadella Luce, della Parola, del Battesimo,dell’Eucaristia in S. PietroPasqua di RisurrezioneOrario festivoore 16.15 Eucaristia presso la Casa BelsoggiornoLunedì 9Domenica 15Lunedì 16Domenica 22Domenica 29Lunedì dell’Angeloore 10.00 Eucaristia in S. PietroDomenica II di Pasqua20.00-21.00 Catechesi parrocchiale sulle Letteredi S. Giovanni al Centro S. MicheleDomenica III di PasquaDomenica IV di Pasqua


MaggioMartedì 1Venerdì 4Domenica 6Festa diocesana dei bambiniApertura del mese di maggioore 20.00 Eucaristia presso la Madonna della FontanaPrimo venerdì del meseore 17.30 Adorazione e Rosario al Centro S. Micheleore 18.30 Eucaristia al Centro S. MicheleDomenica V di Pasquaore 10.00 Prima Comunione dei bambini in S. Maria.Le Eucaristie delle ore 10.00 e 11.15in S. Pietro sono sospese!ore 16.30 Rosario alla Madonna della FontanaVenerdì 11 ore 20.00 Adorazione mensile per le vocazionipresso la Chiesa del Monastero S. Caterinaa Locarno (via S. Caterina 2)Domenica 13Lunedì 14Domenica VI di Pasqua e Festa della Mammaore 16.30 Rosario alla Madonna della Fontana20.00-21.00 Catechesi parrocchiale sulle Letteredi S. Giovanni al Centro S. Michele13Mercoledì 16 ore 16.15 Eucaristia vespertina festiva dell’Ascensionealla Casa BelsoggiornoGiovedì 17Solennità dell’AscensioneOrario festivoSabato 19Domenica 20Pellegrinaggio diocesano ad EinsiedelnDomenica VII di Pasquaore 16.30 Rosario alla Madonna della RugaLunedì 21 ore 20.15 Assemblea ordinaria dell’Associazioneper la Gioventù e Beneficenze parrocchialial Centro parrocchiale S. MicheleSabato 26Solennità della Pentecosteore 17.30 Cresima dei Ragazzi, celebratada mons. Vescovo in S. Maria.L’Eucaristia in S. Pietro è sospesa!


Domenica 27Giovedì 31Solennità della PentecosteOrario festivoore 16.30 Rosario alla Madonna della FontanaChiusura del mese di maggioore 20.00 Eucaristia presso la Madonna della Fontana(Visitazione della Beata Vergine Maria)GiugnoVenerdì 1Domenica 3Lunedì 4Primo venerdì del meseore 17.30 Adorazione e Rosario al Centro S. Micheleore 18.30 Eucaristia al Centro S. MicheleSolennità della SS.ma TrinitàOrario festivo20.00-21.00 Catechesi parrocchiale sulle Letteredi S. Giovanni al Centro S. Michele14 xxMercoledì 6 ore 16.15 Eucaristia vespertina festivadel Corpus Domini alla Casa BelsoggiornoGiovedì 7Solennità del Corpus DominiOrario festivoore 10.00Eucaristia in S. Pietro con processioneper le vie del borgo e benedizione eucaristica.L’Eucaristia delle ore 11.15 è sospesa!Venerdì 8 ore 20.00 Adorazione mensile per le vocazionipresso la Chiesa del Monastero S. Caterinaa Locarno (via S. Caterina 2)Domenica 10Domenica 17Mercoledì 20Domenica 24Domenica X del Tempo Ordinario / Anno CDomenica XI del Tempo OrdinarioTermina l’anno scolastico ed iniziano le vacanze estiveNatività di Giovanni BattistaInizia l’orario estivoInizia il CampoScuola adolescentia Rodi–Fiesso (fino al 7 luglio)


Sotto il Campanile di S. PietroAccoglienza del nuovodiacono permanenteLo scorso 8 dicembre 2006abbiamo accolto in comunitàil diacono permanentedon Graziano Bassi, residentea Ascona, ordinato inCattedrale a Lugano la domenica3 dicembre per le manidi monsignor VescovoPier Giacomo Grampaassieme ad altri 6candidati (3 seminaristidel Seminario S. Carlo;2 seminaristi del SeminarioRedemptoris Mater e un altrodiacono permanente).Alla solenne celebrazioneeucaristica ha partecipatouna nutrita comunità e ilCoro parrocchiale. A tuttiè stato offerto dopo lacelebrazione l’aperitivo.Qui di seguito i saluti chesono stati rivolti a donGraziano da ClaudioCrivelli, presidente delConsiglio parrocchiale,e da Maurizio Checchi,municipale.On. Autorità Comunali e Patriziali,Reverendo Arciprete,cari parrocchiani e caro Graziano,a nome del Consiglio Parrocchiale di Asconaho il piacere di esprimere la nostra gioia econdivisione per questo tuo importantetraguardo personale e comunitario.La scelta del diaconato permanente è unpasso impegnativo ed è frutto di un camminointeriore che tu hai vissuto con profonda fedee convinzione. Per la Comunità asconesesei un esempio e ti esprimiamo tutta la nostrastima ed il nostro affetto porgendoti i piùcordiali auguri per il tuo cammino futuro inquesta nuova funzione pastorale.Auguri di cuore!Claudio CrivelliPresidente Consiglio Parrocchiale


16Caro Graziano,ho il piacere di porgerti, a nome del Municipio, il salutodell’autorità comunale e l’espressione di ogni miglioreauspicio per la missione che hai deciso di abbracciarein seno alla Chiesa e che oggi la Comunità asconese è quiriunita per festeggiare.Certamente un passo importante e un po’ unico nelpanorama ecclesiale ticinese, in quanto l’ordinazione aldiaconato permanente, senza il coronamento del sacerdozio,non sopperisce alla mancanza di sacerdoti ma arricchisce laChiesa di nuovi carismi.E tu come membro di un movimento ecclesiale del calibrodel Rinnovamento nello Spirito cogli un dono importante evigoroso del grande albero dei doni dello Spirito Santo.Non da ultimo in questo contesto hai scelto una dataimportante, come la festa dell’Immacolata Concezione, percelebrare con la tua Comunità questo importante passo.Ti siamo grati per questo momento di fede denso disignifi cati e frutto di un cammino interiore vissuto conimpegno da parte tua. Per questo tuo traguardo personale ilMunicipio ti porge i più cordiali auguri per il tuo futuroecclesiale e familiare. Di tutto cuore dunque, da parte nostra,buon lavoro nella vigna del Signore.Maurizio Checchi, Municipale


Incontri vicarialiNel 2007 gli incontri vicariali diQuaresima avranno luogo comemomenti di preghiera itinerante nellevarie zone pastorali del Vicariato delLocarnese. Di seguito le date, gli orarie i luoghi per le relative zone pastorali:MarzoGiovedì 1 ore 20.00Zona pastorale del Gambarogno,a Quartino, Chiesa parrocchialeGiovedì 8 ore 20.00Zona pastorale della Verzasca,a Tenero, Chiesa parrocchialeGiovedì 15 ore 20.00 Zona pastorale delle Isole,a Solduno, Chiesa parrocchialeGiovedì 22 ore 20.00 Zona pastorale della Valle Maggia,a Maggia, Chiesa parrocchialeGiovedì 29 ore 20.00 Zona pastorale delle Terre di Pedemonte,a Verscio, Chiesa parrocchialeCena poveraCon momento di catechesi quaresimale,cui fa seguito il pastofrugale. Offerta libera a favore deibisognosi.Per bambini e ragazzi delle medie:venerdì 16 marzo, ore 18.30al Collegio PapioPer giovani (dal liceo) e adulti:venerdì 23 marzo, ore 18.30al Collegio PapioVia CrucisNei venerdì di Quaresima riproporremoil tradizionale momentodi preghiera e di meditazione attornoai misteri che ci hanno portato lasalvezza per mezzo del Signore nostroGesù Cristo, il quale ha sofferto, patitoed è morto sulla croce per noi.Nel calendario di primavera trovate lerispettive date, luoghi ed orari.Catechesi parrocchialeQuest’anno facciamo il tentativodi tenere le catechesi parrocchialiin modo regolare una volta almese, invece di procedere per periodiintensivi durante i tempi forti. Quest’anno,come indicato da mons. Vescovonella sua lettera pastorale “Nonhanno più vino”, i testi del Nuovo Testamentoche sono affidati alla meditazionedi ogni comunità parrocchialesono le tre lettere di Giovanni.Le date dei prossimi incontrilunedì 12 marzo 20.00-21.00lunedì 16 aprile 20.00-21.00lunedì 14 maggio 20.00-21.00lunedì 4 giugno 20.00-21.0017


Pellegrinaggio diocesano ad EinsiedelnIl Pellegrinaggio diocesano aEinsiedeln è previsto, sotto la ore 09.30presidenza di mons. Vescovo Pier ore 12.00Giacomo, il sabato 19 maggio 2007, ore 14.30con torpedoni di gran turismo. ore 16.00La quota di partecipazione (Fr. 70.-)comprende il viaggio in torpedone eil pranzo (bibite escluse).Per l’iscrizione contattare il parrocodon Massimo Tel: 091 791 21 51E-mail: gamma@ticino.comIl programmaSanta EucaristiaPranzoLode vespertinaPartenza dei torpedoniper il rientro in Ticino18Comunicazioni in breveLa Chiesa di S. Pietro, chiesa parrocchialebellissima, ha purtroppo unosvantaggio: per le grandi celebrazionieucaristiche è… troppo piccola! Anchese a malincuore, alcune celebrazionidevono essere spostate presso la Chiesadi S. Maria della Misericordia (CollegioPapio) che ha una capienza nettamentesuperiore. D’altra parte: è inutilecontinuare ad insistere che la gentevenga alle celebrazioni, se poi, quandovengono, li lasciamo fuori della chiesaper mancanza di posti all’interno…Sono a disposizione gli inserti diocesanidel bollettino parrocchiale.Chi desidera riceverli lo faccia saperea don Massimo, che provvederà a farlirecapitare a domicilio. Essi venivanoin passato inseriti di norma nel bollettinoparrocchiale, con lo svantaggio –a nostro avviso – di rendere lo stessotroppo “pesante” e quasi illeggibile.Per coloro che sono celiaci sono adisposizione durante l’Eucaristiafestiva le particole consacrate con paneazzimo privo di glutidi. Chi desiderasseapprofittarne, lo comunichichiaramente durante la Comunione adon Massimo.Assemblea parrocchialeLunedì 26 marzoAssemblea parrocchiale ordinaria.Ore 20.15 nella Sala S. Micheledel Centro parrocchiale S. MicheleAssemblea della GioventùLunedì 21 maggioAssemblea ordinariadell’Associazione per la Gioventù eBeneficenze parrocchiali.Ore 20.15 nella Sala S. Micheledel Centro parrocchiale S. Michele


CampoScuola e Colonia 2007Si svolgeranno a Rodi–Fiesso all’iniziodell’estate, secondo la formulaconsolidata, il Camposcuolaadolescenti (ultima settimana di giugnoe la prima di giugno) e la Coloniaper bambini della scuola d’infanzia edelementare (le tre ultime settimane diluglio).CampoScuola adolescentiEtà: dalla fine della Quintaelementare fino al LiceoColonia per bambiniEtà: fino alla Quinta elementare23Datedalla domenica 24 giugno al sabato 7luglio 2007PrezziFr. 260.—per ragazzi da AsconaFr. 290.—per ragazzi da altri comuniIscrizionipresso sr. Ginetta o sr. Carmen091 791 47 37Datedalla domenica 8 luglio fino al sabato 28luglio 2007PrezziFr. 250.—per ragazzi da AsconaFr. 380.—per ragazzi da altri comuniIscrizionipresso sig.ra Barbara Ferraric/o Assofide, 091 752 17 52Iscrizioni il più presto possibile. Vi aspettiamo!Don Massimo, sr. Ginetta, sr. Carmen e gli altri animatori


La pagina dell’Uganda20È stato ordinato sacerdote in una sperduta missione Don Demets,da Ascona all’Africa più povera.Per quattro anniaveva collaboratocon l’arciprete diAscona e tutto lasciavapresagire cheavrebbe continuatola sua missionenella diocesilu ganese. Invece,dopo un viaggioin Uganda, la decisionedrastica e irre versibile: «Quella sarà lamia nuova patria». E lo scorso gennaio2006 è parti to.Caso rarissimo, don Michiel Demets,34 anni, prete bianco di origine bel ga,è stato ordinato sacerdote in Afri ca, inmezzo solo a preti neri, e da un vescovonero, mons. Deogratias Byabazaire,titolare della sperduta dioce si di Hoima,vicino al lago Albert. Le sorgentidel Nilo sono a due passi, fra coccodrillie ippopotami, come il par co nazionaledove vivono elefanti, leoni egiraffe.Alla cerimonia di ordinazione hannopresenziato an che alcuni famigliari didon Demets e una piccola delegazionedi ticinesi (in gran parte del Locarnese),con il coordinatore AntonioNaretto, in rappresentanza del consigliopar rocchiale di Ascona.


ealizzato un grande orto. «Strade impossibilie gente al limite della sopravvivenza,ma di grande di gnità. Niente accattonaggio.In città i taxi sono delle biciclette.Non man cano bande di predoni, ma noisiamo stati fortunati», aggiunge AntonioNaretto. «Quando abbiamo conse gnatoalle suore le offerte raccolte pri ma di partire,piangevano. Al ritorno non abbiamo portatonulla. Meglio lasciare tutto a loro. Siamorientrati solo con i vestiti che avevamoaddos so».Per chi ci è stato, un’esperienza indimenticabile.21«La nostra è stata una testimonian za diamicizia e di riconoscenza, ma anche digrande apprezzamento e so lidarietà per ilgiovane missionario che ha scelto di viverein un paese po verissimo», dice Naretto.L’ordinazione si è svolta nella lingualocale, che nel frattempo don Michielha imparato, e all’insegna dei canti edelle danze tradizionali.C’erano anche il primo ministrougandese (in questa nazio ne i cattolicisono il 35%), e il “re” del la regione, titoloperò puramente onorifico. L’unicoprete bianco è lui e,quando celebra Messa neivillaggi, lo omaggiano concapre e galline. Gli hannoregalato anche una mucca.Le parrocchie vivono soprattuttocon gli aiuti chearrivano dall’estero, grazie aqualche suora italiana oamericana. Ci sono orfanotrofie scuole dove si imparaa coltivare razionalmente laterra, unica risorsa, salvo unapicco la fabbrica per mattoni.Anche don Michiel hadi Teresio Valsesia, Giornale del Popolo dell’11 dicembre 2006


Lettere di Giovanni... in PilloleDurante le serate di catechesi parrocchiale, una volta al mese, stiamo leggendo,secondo le indicazioni di mons. Vescovo contenute nella Lettera pastorale2006-2007 “Non hanno più vino”, le tre lettere di Giovanni. Si tratta di tretesti, molto simili tra loro e riconducibili ad un unico autore, nei quali vieneproposta una profonda riflessione sul mistero cristiano. L’autore è da ricondurrea quell’apostolo Giovanni, il più giovane del gruppo dei Dodici, che ormai intarda età, verso la fine del I secolo, scrive il frutto della sua esperienza, dellasua predicazione e della sua riflessione teologica. Le lettere sono strettamentecollegate con il Quarto Vangelo ed anche con l’Apocalisse, che gli studiosi fannorisalire allo stesso autore. Il testo propone uno sguardo molto contemplativosul mistero di Dio, di Cristo, della Chiesa, del male e del Male. Ne proponiamoqui e nei prossimi numeri qualche perla, più che altro per stuzzicare l’appetito eprovocare alla lettura. Tra l’altro in Chiesa parrocchiale si possono ritirare copiegratuite di questi testi.22 “Ciò che era fi n da principio, ciò chenoi abbiamo udito, veduto, contemplato,toccato, lo annunziamo anche avoi”.È la risposta alla domanda chespesso viene posta, ossia il fondamentodella nostra fede nel Cristo.Il fondamento sono delle testimonianzedi persone che conGesù hanno vissuto per tre anni,che questo Gesù l’hanno udito,visto, contemplato, persino toccato.È stata un’esperienza reale,non hanno avuto a che fare conun fantasma, ma questa personaaveva qualche cosa di estremamentesignificativo, particolare:un messaggio rivoluzionario, supportatoda un modo di fare che neera la realizzazione in concreto eche dimostrava quanto in lui dimorasseuna forza divina eccezionale.Un messaggio alto, impegnativo,esigente che proprio laforza divina presente in lui rivelavaessere del tutto possibile e realizzabile.A condizione di averefede in lui e da lui ricevere questastessa forza divina. “Dio è luce e in lui non ci sono tenebre”.Quando esigiamo fedeltà dagli altri,normalmente poniamo ai nostriinterlocutori tutta una serie dicondizioni, che gli altri, giustamente,potrebbero dirci essere deltutto arbitrarie. Giovanni inizia lasua lettera ponendo delle condizioni,ma subito esse ci appaionocome non arbitrarie. Anzi: ci affascinano.Dicendo che Dio è sololuce, suscita in noi il grande desideriodi essere noi pure solo luce,


e cioè luce senza tenebre. E l’esperienzadi ogni giorno ci dicequanto questo è difficile… Dio èsolo luce ed in lui non ci sono tenebre:è concessa anche a noi lastessa possibilità di essere solo luce,se tendiamo, cerchiamo, ci sforziamodi essere solo luce, di eliminaretutto ciò che è tenebra, tutto ciòche si oppone alla luce, tutto ciòche rischia di farci dimorare al difuori della luce.quale siamo chiamati, personalmentee comunitariamente. È laproposta portataci dall’avvocatodel Padre, Gesù Cristo, che ce neha indicato la bellezza e la grandezzae ci ha dato tutti i mezzi perrealizzarlo nel concreto. È l’immaginedi ciò che le Persone dellaTrinità vivono in eterno tra di loro.È il paradiso in terra. “Vi scrivo queste cose perché non pecchiate;ma se qualcuno ha peccato abbiamoun avvocato presso il Padre:Gesù Cristo giusto”. L’essere nontenebra e l’essere luce non esclude– purtroppo?!? – la possibilità dell’errore,della colpa, del peccato.Finché siamo in questo mondo lalibertà è molto grande e nonesclude la possibilità di rivolgercialla tenebra anziché alla luce. Ma ilcamminare nella luce non esigegià da subito una perfezione giàraggiunta: la perfezione è un ideale,sempre e comunque! Ma pertutto ciò che non è luce, abbiamoun “avvocato”, qualcuno che intercedeper noi presso il Padre celeste:Gesù Cristo, che con la suamorte sulla croce ha dato ai penitentila possibilità della riconciliazione.23 “E il comandamento è questo: Chiama suo fratello, dimora nella luce enon v’è in lui occasione di inciampo”.Il comandamento dell’amore è la“ricetta” per rimanere nella luce efuori dalle tenebre. È l’ideale al


Statistiche ParrocchialiGeneraliAbitanti di Ascona 5’514Abitanti cattolici 2’812Cresime 66Prime Comunioni 27Battesimi 19fino a 1 anno 13da 1 a 7 anni 5oltre i 7 anni 1Matrimoni 8tra cattolici 7tra cattolico e non cattolico 124Per le vostre offertePer il bollettino parrocchiale; Per le Opere parrocchiali;Per la Chiesa Madonna della Fontana; Pro opere parrocchiali6612 Ascona CCP 65-1378-8Per la Conferenza di S. Vincenzo (Corner Banca S.A.)6901 Lugano CCP 69-5872-0Conto no.: 211654-01 (8490)Conferenza S. Vincenzo del Beato Pietro Berno6612 AsconaPer la Missione Uganda (Corner Banca S.A.)6901 Lugano CCP 69-5872-0Conto no.: 230001-20 (8490)Michiel Demets Missione Uganda6612 AsconaBollettini di versamento in Chiesa parrocchiale!


Memorie nostreLa nostra preghiera di suffragio interceda presso Dio,perché, nella sua misericordia e perdono, conceda loro la vita eterna.Max Oggier21 ottobre 1919–24 novembre 2006Nel linguaggio biblico, la montagna è sempreluogo privilegiato. È il luogo della presenzadi Dio; è il luogo dell’incontro conDio. È un messaggio, questo, che si innestaanche nel periodo liturgico che stiamo celebrando:abbiamo riconosciuto in Gesù Cristo,fi glio di Dio, il Re e Signore dell’universo,che è divenuto tale proprio perché eglisi è abbassato fi no a servire ogni essereumano, offrendogli un’opportunità di salvezza.Max Oggier era nato il 21 ottobre1919 in Vallese, a Salgesch, 13° di 14figli. Rimase purtroppo orfano di madrealla tenerissima età di 2 anni, quandola mamma, nel dare alla luce ilbambino, è deceduta inaspettatamente,prendendo con sé, ben presto, anchel’ultima sua creatura. Max, il piùpiccolo tra i fratelli, è stato dunquecresciuto e coccolato dal resto dellasua numerosa famiglia, dal papà e daifratelli più grandi. Appassionato disport, dedicò 17 anni della sua vita alcalcio. Amante dell’aria aperta, d’estatepassava il proprio tempo sulle montagne,come pastore, mentre, al piano,dedicava le proprie energie alla curadella vigna. A 32 anni lascia il natioVallese e si trasferisce in Ticino, chediventerà ben presto la propria secondaamata patria. Nel 1952 è a Lugano,come autista in un hotel della regione:lì conosce la propria futura moglie,Laura, che sposerà nel 1954, dopo essersitrasferito ad Ascona, e più precisamenteal Monte Verità, all’amatoMonte Verità. Qui fu per anni autistaprivato e giardiniere del Barone Vonder Heyd e, al suo decesso, divenneancora per lunghi anni autista dell’AlbergoMonte Verità. Su questo Monte,Max ha vissuto buona parte della suavita familiare e professionale; ha trascorsobuona parte del suo tempo libero,anche più tardi, dopo la pensione.Era una persona sempre allegra,vivace, di grande energia e di un entusiasmocontagioso. È stato molto attentoe sensibile ai grandi valori dellavita, con una grande attenzione allafamiglia: alla moglie Laura, ai 5 figli,nonché ai numerosi nipotini, ai qualiera veramente molto affezionato.25


Solo negli ultimi tempi si era ritirato,poco a poco, sempre di più: pur considerandoAscona ed il Monte Verità lasua seconda casa, è riaffiorata un po’ lanostalgia del natio Vallese. Un banalema, purtroppo, letale incidente, lo hatolto alla stima ed all’affetto dei famigliari:è serenamente deceduto, attorniatodalle cure premurose degli affettipiù intimi, lo scorso venerdì 24 novembre.A Max, che ha scalato senzasosta le montagne di questo mondo,auguriamo di cuore di incontrare quelSignore della vita e della gioia che eglicosì lungamente ha cercato tra le cosee le vicende di questo mondo. Ai famigliariche lo piangono, giunga lanostra vicinanza e la nostra preghiera,nonché la consolazione della fede.Don MassimoIda Hüttenmoser16 febbraio 1926-11 dicembre 200626La montagna, da una parte esprime il desideriodell’uomo di ascendere, di superarsi;esprime la sua aspirazione ad un “dipiù”. Eppure, proprio questa stessa montagnache esprime il desiderio di ascesidell’essere umano, ne esprime anche il suolimite. Sì, perché l’essere umano, pur contutto il suo sforzarsi e tutto il suo tentativodi superare se stesso verso un “di più”,dovrà costatare di essere limitato, di nonessere in grado di darsi una felicità piena eperfetta. E, allora, la montagna, per quantoalta, ad un certo punto fi nisce, ma scopredi avere, sopra di sé l’infi nitezza delcielo e solo da lassù può sperare in qualcosao Qualcuno che la faccia ascendere ancora.La montagna, allora, è anche il segnodell’inchinarsi di Dio verso l’uomo, persollevarlo oltre il proprio limite.Don MassimoNostra madre Ida Gunzenreiner è natail 16 febbraio 1926 a Brunnadernnel Toggenburgo come prima di quattrofiglie. Ha vissuto una gioventù serenae felice in una famiglia armoniosa,ma ha anche conosciuto la povertàmateriale. Queste esperienze hannoforgiato il suo carattere umile ed amorevole.A 23 anni vive un anno difficile,ammalandosi di poliomielite agliocchi, con soggiorni ospedalieri epaure esistenziali. Nel 1956 conosceBeat Hüttenmoser ed il 15 luglio 1957i due si sposano. Il 26 aprile 1958 nasceBruno, il 3 maggio 1959 Mario el’11 dicembre 1964 Beatrice. I genitorigestiscono ad Ascona con successouna macelleria in via Borgo dal 1957al 1977 ed in piazzetta S. Pietro dal1977 al 1982. Dopo la pensione anticipatavivono tre anni felici. Purtrop-


po nel 1985 all’età di 59 anni muore ilpadre a seguito di un incidente. L’amatomarito, colui che provvedeva a tutto,venne a mancare improvvisamentee mamma è costretta ad autogestirsi,ciò che le riesce in modo ammirabiledopo un inizio difficile. Per 15 annivive una vita serena, viaggia spessocon Beatrice o con le sorelle ed amaospitare amici e parenti. Specialmentele visite di noi figli e degli otto nipotinisono sempre una festa. Nel 2000 siammala di una malattia cerebrale nonben chiara neanche agli esperti. Vienecurata in ospedale e gli ultimi quattroanni nella Casa Belsoggiorno ad Ascona,dove gode di cure amorevoli daparte del personale infermieristico,della sig.ra Carla Ramacci e del dr. Bisig.Era il desiderio di mamma quellodi essere cremata e depositata nellatomba vicina al marito. Anche ha desideratoche noi figli rimanessimouniti in armonia, senza lite. Un desiderioal quale diamo seguito con piacere.Ringraziamo Dio per la madreche ci ha regalato. Continuerà a viverenei nostri cuori e speriamo in un arrivedercinell’eternità.I fi gli Bruno, Mario e BeatriceAndreina Vacchini16 dicembre 1919-7 gennaio 2007Dei beati e dei santi riconosciuti come talidalla Chiesa e come tali venerati dal popolodi Dio si suol dire che il giorno della loromorte corrisponde “al giorno della loro nascitaal cielo”. Siamo appena usciti dal periodonatalizio, un periodo paradossale, percerti versi, perché, mentre attorno a noi tuttotace e riposa o addirittura parla di morte(pensiamo alle temperature invernali rigide,alle giornate brevi, alla morte almeno inparte apparente della natura), di fatto le celebrazionidel Natale parlano di nascita, divita nuova, di salvezza. Paradosso possibilesolo quando Dio decide di entrare nelcuore della storia, quando Dio decide disporcarsi le mani con la vita dell’umanità,quando Dio decide di non abbandonare gliuomini e le donne a loro stessi, al silenzioed alla morte che li avvolge.È ciò che speriamo, è ciò che nella preghierachiediamo al Signore anche per la nostrasorella Andreina, che oggi presentiamo edoffriamo alle mani del Buon Pastore.Andreina era nata vicino a Novi Ligure(in Italia) il 16 dicembre 1919: lì ècresciuta nei duri anni della 2ª Guerramondiale. Subito dopo la guerra, nel1946, si sposa una prima volta, ma rimaneben presto vedova, con le duefiglie Mariarosa e Celestina a propriocarico. Per lavoro viene a Losone, doveconosce Alfredo Vacchini, che benpresto sposerà: da questo secondo matrimonionasce la terza figlia, Elena.27


Patrizia di Ascona, con il marito costruiscela casa di famiglia nel Borgo.Conduce una vita serena e tranquilla,dedicata alla famiglia ed al lavoro: personasemplice, sempre sorridente –nonostante tutto –, era molto energicanell’affrontare le cose della vita.Un’energia che negli ultimi anni dellasua vita è venuta forse un po’ meno,soprattutto a causa di due lutti chel’hanno segnata profondamente: lascomparsa del marito nel 1990, e lamorte della figlia Celestina nel 2000.In particolare quest’ultimo evento si èdimostrato per lei un duro colpo, maidel tutto superato. Per l’aumentare deilimiti fisici e mentali ed in conseguenzaad una brutta caduta, viene ospitatanella Casa Montesano ad Orselina,dove è stata premurosamente curatadal personale e amorevolmente seguitadai parenti tutti. Si è spenta serenamentela scorsa domenica, dopo unrapido peggioramento delle condizionidi salute.Ad Andreina, che ha concluso il suolungo pellegrinaggio in questo mondo,auguriamo di cuore che il Signorela faccia nascere al cielo. Ai parentitutti esprimiamo il nostro sostegnonel cordoglio, nella vicinanza e nellapreghiera.Don Massimo28Placida Perucchi8 aprile 1917-8 gennaio 2007Una delle dimensioni che il Vangelo di Gesùci invita a fare nostra ed a vivere quotidianamenteè la dimensione della gratitudine.Abbiamo sentito anche nell’odiernapagina del Vangelo come Gesù stesso ringraziail Padre per tutti i doni che gli hadato, in modo particolare per il suo rivelarsialle persone che più sanno essere umili, piccole,ricettive di fronte all’offerta di salvezzache Dio intende proporre ad ognuno. “Tiringrazio, Padre, perché hai tenute nascostequeste cose ai sapienti ed agli intelligenti ele hai rivelate ai piccoli”. Gesù stesso haavuto questo atteggiamento in modo costante,nei confronti del Padre: egli sapeva diaver ricevuto da lui tutto, e che tutto ciò chegli era stato donato ed affi dato doveva essergliritornato. Ma per questo dono, Gesù ringraziain continuazione: molte volte i Vangeliregistrano questo atteggiamento di lode,ringraziamento, gratitudine nei confrontidel Padre. Dio ci viene incontro con la suaLuce, la sua Forza, il suo Amore, che ci guidano,ci sostengono, ci orientano nel nostrocammino quotidiano. Ci viene incontro nelvolto di tanti nostri fratelli, che, con la lorobenevolenza, il loro tempo, le loro energie, laloro disponibilità ci manifestano una traccia


di questo Dio che ci illumina, ci sostiene, ciorienta. Per tutto questo non possiamo cheaprirci anche noi al ringraziamento ed allagratitudine. Una gratitudine che possiamoesprimere a tutti coloro che ci vengono incontro,con parole, gesti, tempo e disponibilità.Una gratitudine che possiamo ancheesprimere, nella profondità del nostro cuore,anche a Dio stesso in un rapporto da personaa persona, nella preghiera. Quest’oggivogliamo allora rendere grazie al Signoreper la vita di Placida, per tutti ibenefici che il Signore le ha concessonella sua misericordia. Vogliamo ringraziareil Signore per tutte le personeche il Signore ha messo accanto a Placidasoprattutto in questi ultimi anni,così segnati dalla malattia e dalla sofferenza:pensiamo in modo particolare aiparenti tutti, che le sono state amorevolmentevicini; pensiamo anche alpersonale della Casa Belsoggiorno, chel’ha premurosamente curata. Voglia ilSignore accogliere Placida nel suo regnodi Luce, di Pace e di Amore, là dovesi canta il canto di ringraziamento edi lode a Dio per sempre.Don MassimoIvo Balestra22 settembre 1939-16 gennaio 2007In Dio si è manifestata la forza di un Dioamante della vita. È la forza di un Dio che– lui stesso (V)ita – si dimostra essere piùforte di qualsiasi tipo di morte, anche dellamorte fi sica. È la forza di un Dio che, difronte alla dispersione alla quale l’umanità– con il peccato originale – ha deciso di sottomettersi,mette in gioco le sue enormienergie per ricuperare tutto ciò che rischia didisperdersi. È la forza di un Dio che amateneramente ogni uomo ed ogni donna, alpunto tale da preparare, singolarmente eper ciascuno di loro, un posto nel suo regnodi vita eterna. È ciò che speriamo, è ciò chenella preghiera chiediamo al Signore ancheper il nostro caro Ivo, che oggi presentiamoed offriamo alle mani del Buon Pastore.Ivo era nato il 22 settembre 1939 adAscona, e nel borgo frequenta le scuoleelementari, al Collegio Papio lescuole medie. Dal 1955 svolge il proprioapprendistato nel Locarnese comecuoco. A questa passione, che nascein lui già molto presto e che segneràtutta la sua esistenza ed attività professionale,egli perviene grazie al climafamiliare: già da bambino, infatti, harespirato e fatto proprio questo climanel ristorante di famiglia. Da giovaneviaggia molto in Europa, perfezionando,oltre che le conoscenze professionali,anche la padronanza delle lingue.Egli amava entrare in contatto con lagente, e ne osservava attentamente le29


30radici, gli usi ed i costumi, ricavandonepoi anche molte ispirazioni per lasua attività professionale. Dal 1965 finoal 1998 ha gestito il ristorante difamiglia. La passione nel campo dellaristorazione l’ha portato ad avere, inoltre,contatti con i più grandi chef ditutto il mondo, ricevendo innumerevoliriconoscimenti che gratificavanolargamente il suo serio impegno professionale.Ogni occasione era uno stimoloper arricchire e impregnare ilsuo stile, forgiato e sostenuto attornoad un carattere forte ed esigente chelo spronava ad un continuo desideriodi creatività e di miglioramento. Questosuo modo di essere lo ha trasmessocon convinzione e determinazione allasua amata famiglia, alla quale ha rivoltotempo, energie, affetto, attenzioni,dedizione, convinto com’era chequesta scuola di valori potesse esseredavvero vincente. Gli ultimi tempi sonostati segnati dalla malattia: la salute,che già in passato era stata contrassegnatada qualche contrattempo, è statafortemente intaccata da un grave male.Ivo ha lottato, finché ha potuto, controquesta malattia anche molto dolorosa.Ma essa si è dimostrata particolarmenteaccanita contro di lui, ed haavuto ragione del suo pur robusto fisico.Ivo negli ultimi giorni della sua vitaha smesso di lottare, e si è spento,serenamente e tranquillamente, loscorso martedì 16 gennaio. Gli amici echi l’ha conosciuto lo vuole ricordarecosì, come in quella fotografia che abbiamocontemplato nei giorni scorsinella camera ardente: con quel suo belsorriso, che – quando voleva – sapevatrasmettere agli altri tanta energia,gioia e voglia di vivere. A Ivo che haconcluso il suo pellegrinaggio in questomondo, un pellegrinaggio particolarmentedifficile e doloroso in questiultimi tempi, auguriamo di cuore cheil Signore lo faccia nascere al cielo. Aiparenti tutti, in modo particolare agliamatissimi Marta, Alessandro e Stefano,esprimiamo il nostro sostegno nelcordoglio, nella vicinanza e nella preghiera.Don MassimoFrida Murano22 luglio 1941-4 febbraio 2007Di fronte a Gesù che vede i doni diffondersitra la gente che ascoltano il suo messaggio,ecco che anche noi siamo chiamati a prenderecoscienza dei grandi doni che Dio hariversato su ciascuno di noi. Siamo insuffi -cienti a noi stessi, siamo fragili e deboli,siamo peccatori a volte: ebbene, Dio stesso,che ci ama di un amore infi nito, con il suoaiuto e la sua forza ci viene incontro moltodi più di quanto possiamo anche solo sperare.Ci viene incontro con la sua Luce, la suaForza, il suo Amore, che ci guidano, ci sostengono,ci orientano nel nostro camminoquotidiano. Ci viene incontro nel volto ditanti nostri fratelli, che, con la loro benevolenza,il loro tempo, le loro energie e disponibilitàci manifestano una traccia di questoDio che ci illumina, ci sostiene, ci orienta.


Quest’oggi vogliamo allora renderegrazie al Signore per la vita di Frida,per tutti i benefici che il Signore le haconcesso nella sua misericordia e cheper mezzo suo Egli ha riversato suisuoi cari. Frida è nata a Milano il 22luglio 1941 da mamma svizzera e dapapà italiano: era la più piccola di settefratelli, tre dei quali – Olga, Amalia eGino – sono ancora viventi. Non si èmai sposata e non ha mai avuto unapropria famiglia e proprio per questoha potuto e voluto dedicare gran partedel suo tempo e delle sue energie allapropria famiglia di origine. Si è, infatti,presa cura della sua mamma e delfratello Ernesto fino alla loro morte.Persona di carattere forte e determinato,ha tenacemente perseguito ipropri obiettivi; allo stesso tempoquesta sua determinazione e forza dicarattere non ne hanno mai spento lasensibilità e la vulnerabilità. È statamolto generosa con tutti, in modoparticolare per la propria famiglia diorigine e oggi ancora aveva un pensierotutto speciale per ciascuno deipropri nipoti, per i quali nutriva ungrande affetto.La malattia l’ha tolta all’affetto dei suoiparenti, presto, troppo presto. Di lei siserberà un caro ricordo proprio perquesta sua disponibilità e generositàverso il prossimo. Per tutto questo nonpossiamo che ringraziarla e, per mezzosuo, ringraziare il Signore. Voglia ilSignore accogliere Frida nel suo regnodi Luce, di Pace e di Amore, là dove sicanta il canto di ringraziamento e dilode a Dio per sempre.Don Massimo31Annelise Will18 giugno 1907–31 dicembre 2006è la possibilità di istituire deiC’ legati di messe a favore deidefunti. Ciò in ragione di Fr. 500.– peruna messa annuale durante un periododi 30 anni. Per l’istituzione di legaticontattare il parroco don Massimo.Sono a disposizione diversi bigliettiper la celebrazione di messe a favoredi fedeli defunti. Essi possono essereacquistati dopo le celebrazionieucaristiche del sabato e della domenicao presso il parroco don Massimo.


G.A.B. 6612 ASCONAVisitate il sito ufficiale della parrocchiawww.parrocchiaascona.chTipografia Bassi Locarno

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