04-2009 - Parrocchia di Ascona

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04-2009 - Parrocchia di Ascona

primo pianoMondo “ristretti”In carcere si vivesempre più “ristretti”in spazi inadeguati adun sovraffollamento increscita. L’analisi delresponsabile delsettore carcere4La San Vincenzo in Italiaaprile ’09Claudio MessinaIdati del Ministero della Giustizia al 10 marzo registrano 60.500 presenze a fronte di43.102 posti regolamentari. Il sovraffollamento medio è del 140%, ma, in alcune regionie in certi istituti, questo tasso sfiora o supera il 200%.In testa a questa classifica negativa: l’Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia, la Puglia,la Sicilia., seguite da Friuli, Marche, Campania. Tra gli istituti, i più invivibili quelli diSan Vittore a Milano e Poggioreale a Napoli, ma anche Regina Coeli a Roma e molti altri.Latina accoglie gli “sfollati” di Regina Coeli. In celle di 13 metri dormono in sei reclusi. Lettia 3 piani anche a Poggioreale e a Genova-Marassi, dove chi sta in alto rasenta il soffitto.A San Vittore in celle da 5 sono stipate otto persone, che solo a turno possono stare inpiedi. Via i tavolini, basta un secchio con un cartone sopra.«Se in una cella ci sono otto detenuti quando ce ne dovrebbero essere tre, si finisce peresercitare la tortura a pochi passi dal Duomo»: questo il commento del Presidente dellaCorte d’Appello di Milano, che ha suscitato molte polemiche (Corriere della Sera 9 marzo2009).Tra aprile e maggio si prevede che la popolazione carceraria sarà oltre quota 63.000,ovvero il massimo tollerabile, il punto di rottura che meno di tre anni fa fu risolto con laconcessione dell’indulto. Oggi, scenari politici diversi, ma anche il fallimento di propositi direvisione dell’intero sistema penale e sanzionatorio, non rendono possibile un nuovo ricorsoa indulti o amnistie. Si parla solo di ampliare la capienza degli istituti penitenziari, costruendonuovi padiglioni tra l’anno in corso ed il prossimo per circa 4.900 posti in più,che dovrebbero salire a 13.000 entro il 2012.Tale piano evidenzia diverse criticità, dovute al reperimento delle risorse per la costruzionedelle strutture, per la gestione delle stesse, ma anche alla tempistica di realizzazione.Inoltre è evidente che, perdurando l’attuale incremento di presenze in carcere (circa10.000 all’anno) il sovraffollamento è destinato a peggiorare. Anche se si decidesse di costruirecento nuove carceri, tempi e costi a parte, non sarebbe quella la strada per arginarei fenomeni criminali, per accrescere la sicurezza dei cittadini. Più carceri da riempire, piùdelinquenti, come dimostrano esperienze in cui si preferisce la “tolleranza zero”, con lapretesa di risolvere con la sola deterrenza gravi problemi che nascono da una società profondamentesbilanciata, iniqua.Gli stranieri in molti istituti sono la maggioranza e mediamente rappresentano ben oltreil 40% della popolazione detenuta. Sono i più a rischio in un sistema che li regolarizza con


lentezza e con grandi limitazioni, esponendoli cosìal pericolo della devianza e al mercato parallelodella criminalità organizzata, che non conosce crisie che, anzi, di queste situazioni si avvantaggia.Il tema della sicurezza ricorre continuamentenella politica, perché attira consensi, anche quandosi attua per contrastare false emergenze causateda fatti criminali a cui viene data un’elevata risonanzapubblica. In tal modo si scaricano le tensionidell’opinione pubblica sui disperati di turno, ancorchécolpevoli di reati odiosi.Quasi ogni giorno accadono fatti di sangue. Senon è un ubriaco o un drogato che investe e uccideun passante, è un amante respinto a far strage dimoglie e figli. Pestaggi e uccisioni di barboni e prostitute,stupri di gruppo e vili aggressioni che suscitanoorrore e sgomento. Eppure le statistiche ufficialisono a dirci che la criminalità comune è diminuita,che gli omicidi avvengono per lo più in famiglia,così come gli stupri e le violenze sessuali, chenon sono, quest’ultime, un primato degli stranieri ingenerale, né dei romeni in particolare, bensì una“prodezza” tutta nostrana (60% dei casi)…In questo clima, più che porci delle domande, cilasciamo facilmente trasportare dall’esecrazione edalla caccia al colpevole, così ben gestita dai mezzid’informazione, alla stregua di un’avvincentefiction. Non ci chiediamo il perché di tanto cinismo,della palese degenerazione dei valori che colpiscesoprattutto i giovanissimi, anch’essi orgogliosi di cimentarsiin imprese spettacolarmente inquietanti. Ilperbenismo e la noia, l’avidità, la ricerca del piacere,di emozioni forti appaiono destinati a sopraffarela ragione, la voglia di pensare e di essere, di ancorarsia ideali e valori etici che promuovano il benecomune ed una società più giusta e solidale.La “mafia s.p.a.”, con le sue ramificazioni ches’insinuano anche nei gangli vitali della società,crea situazioni a cui guardiamo purtroppo soventepiù con rassegnazione che con la forte voglia dell’impegnocondiviso a contrastarla. Sfruttamento, riduzionein schiavitù, traffico d’organi, discriminazione,speculazione, negazione dei diritti umani, sonosituazioni che dovrebbero sparire dalle cronache edal nostro vocabolario perché ripudiate con vigoredalle nostre coscienze, che fanno fatica a spendersiin faticosi percorsi di civiltà.«Chi si assume l’impegno politico guardi lontano,al di là degli steccati strapaesani» diceva DonTonino Bello tanti anni fa. E ancora «Accoglienza,scambio, integrazione, diversità: sono i termini delnuovo dizionario che dovrà regolare i linguaggi dell’Europae del mondo».Invece, la metà delle persone attualmente incarcere attendono ancora di essere giudicate, i processihanno tempi biblici, si parla sempre menodelle misure alternative alla detenzione che, a costozero, potrebbero invece alleggerire di molto ilDetenuti suicidi nei primi tre mesi dell’anno, dal 2005 a 2009Il graficoevvidenzia che ilnumero minimo disuicidi si èregistrato nei mesisuccessiviall’indulto del2006, quando ilsovraffollamentodelle carceri erastatotemporameamenterisolto.A sinistraAssemblea FN:Claudio Messinarisponde alledomande di LucaStefanini (foto MB)Fonte Ristretti orizzonticarcere, se concesse agli autori di reati minori, achi ha già scontato abbondantemente la parte dipena prevista e intrapreso positivi percorsi riabilitativi.Al riguardo è provato che i semiliberi e gli affidatiin prova ricadono quattro volte meno (18 –19%) di chi sconta per intero la pena in carcere(oltre 70% di recidiva).Dobbiamo dunque essere consapevoli che i problemidel carcere e della sicurezza vanno inquadratiin un contesto sociale generale eticamente corretto,che non penalizzi i più deboli, risolva i tanti casiche affollano le cronache giornalistiche e, nel contempo,impedisca quegli spazi di impunità di cui è“specchio” la crisi mondiale che stiamo attraversando.Il servizio ai carcerati e alle loro famiglie va anch’essovissuto nella visione di una realtà estremamentemutevole, in cui le cause mai rimosse chefrenano i diritti finiscono per generare altre ingiustizie,crudeltà e dolore. A noi è dato di intervenire casoper caso, prendendoci cura di chi è nella disperazione,sia esso vittima o reo, o entrambe le cose.È il rapporto personale e diretto, il fulcro dell’azionevincenziana, quello che può interrompere l’affermarsidel male e ridare speranza.Ma non basta, perché c’è bisogno di concretezza,di progettare e sostenere percorsi di reinserimento,di informare correttamente e sensibilizzarechi ritiene inutili e inopportune le nostre scelte. Giustiziariparativa e riconciliazione sono principi chevanno ben oltre l’aspetto punitivo della pena, perchémirano proprio alla restituzione completa delladignità. Nel momento in cui, giustamente, ci poniamoil problema di come garantire la sicurezza, dobbiamoperciò favorire il superamento dei conflitti,farci carico delle altrui debolezze, viste spesso comecolpa e minaccia.Il nostro impegno laico e la nostra formazionecristiana devono guidare, specie noi vincenziani, neldistinguere tra verità e falsi miti, coniugando la ragionecon la giustizia nell’ideale di carità. ■La San Vincenzo in Italiaaprile ’095


Campagna della Federazione Nazionale Società San Vicenzo De PaoliAlfabetizzazione anno III°TORINO – Campagnanazionale: incontroalla scuola UgoFoscolo (fotoFrancesco Del Bo)Gaspare Di Maria“Fatemi studiare, conviene a tutti” sarà ancora il tema della Campagna/Giornata2009 approvata dall’Assemblea di marzo della Federazione Nazionale Società SanVincenzo De Paoli. Però con una impostazione molto diversa dagli anni precedenti. Anzichésul tema generico proposto dal “Nazionale”, la Campagna/Giornata ruoterà su progetti regionali,che ogni regione metterà a punto in base alla propria situazione e obiettivi. Loscopo è di riaccendere non solo interesse ma anche motivazioni per una iniziativa nazionaleche, se è attuata correttamente, è in grado di creare spirito di appartenenza e dare risultatimolto positivi non solo in termini di cassa. Oltre a tutto, interrompendo il generalizzatocalo di interesse dimostrato dai vincenziani lo scorso anno, come evidenzia il grafico delleentrate tramite C/C.LE MOTIVAZIONIL’analfabeta “primario o di ritorno” spesso è costretto ad essere un precario o un abusivonel mondo del lavoro. Di conseguenza chi non ha una stabilità economica ha maggioredifficoltà a raggiungere punti di equilibrio anche in altri ambiti della vita. La mancanza distabilità genera disagio sociale.6La San Vincenzo in Italiaaprile ’09


„Die Fakten sind uns nicht bis in das letzte Detail bekannt,Captain.Aber es sieht so aus,als hätteRigel VI die Warenlieferungen an Rigel II und IV in den letzten Monaten sehr kleingehalten.Sie wissen ja,Rigel VI kontrolliert sämtlichen Warenzufluss in das System hinein.“Franklin´s Stimme klang ernüchternd.Branford mußte ihm aber zustimmen.Diese Situation warihm nicht unbekannt.Der sechste Planet des Systems hatte den einzigen Großraumhafen,auf demalle Güter umgeschlagen werden konnten.Es kam ihm eine ernorme strategische Bedeutung zu.„Ja natürlich,Admiral.Aber das wird wohl noch nicht alles gewesen sein.“Franklin nickte:“Sie haben recht.Man hat die Darwin-Werften auf Rigel II beim Bau des neuenSchiffes der Convention-Klasse nicht berücksichtigt.Unter anderem hatten Rigel VI und VIIIgegen die Werften gestimmt.Außerdem verfügen die zwei Planeten über die Kontrolle derDilizium-Minen auf Rigel XII,wo sie sich gerade befinden.“„Admiral,was macht den Zustand denn noch derartig besorgniserregend?Nicht,das mir das nichtschon reichen würde.“ wollte Branford wissen.Er versuchte,eine Hauch von Ironie zuversprühen,aber es wollte nicht so recht gelingen.„Die beiden Bündnisse haben sämtliche Schiffe,die ursprünglich von den Planeten an dieSternenflotte abgestellt wurden,zurückbeordert.Sie gehören nun nicht mehr zuuns,Christopher.Die Crews wurden,soweit sie nicht aus dem System stammen,auf Sternenbasenabgeliefert.Es ging alles so schnell,wir hatten keine Zeit mehr,sie aufzuhalten.“ gab der Admiralzur Antwort.„Alle Schiffe?Wie viele sind das denn?“„Insgesamt fünfzehn,Christopher.Davon sieben auf Seiten der Rigel-Kolonien,acht gehören zurRigel-Konföderation.Besonders ein Name wird sie interessieren.“Branford fragte interessiert:“Wer?“„Captain Gabaret von der U.S.S. Ancona.Er ist nun der Anführer der Rigel-Konföderation.“erwiderte Franklin.„Gabaret?“ fragte Branford ungläubig.Er kannte den Captain gut.Er war 51 Jahre alt und einrespektierter Veteran der Flotte.Branford hatte unter seinem Befehl gedient,als er noch zurAkademie ging.Er achtete den Offizier.„Wie dem auch sei,Captain.Die beiden Bündnisse haben die Föderation ultimativ dazuaufgefordert,ihre Schiffe aus dem Rigel-System zurückzuziehen.Das werden wir auch tun.“sprach Franklin.„Aber Admiral,können wir denn gar nichts tun?“Branford wollte nicht derartig leicht aufgeben.Das Rigel-System war für die Föderation vongroßer Wichtigkeit.In seinem Hinterkopf dachte er zudem noch an seine vier Offiziere,die aufRigel II vermutlich in der Patsche saßen.„Nein.Leider nicht.Zwar stellt sich Rigel V neutral,aber sie wollen nicht eingreifen.Immerhinsind sie Vulkanier und sehen die Chancen für einen Erfolg ganz einfach logisch.Ich kann sieverstehen.“ lehnte Franklin ab.„Sir,vier meiner Offiziere sind gestern nach Rigel II aufgebrochen.Sie wollten dort Urlaubmachen.Gestatten sie mir bitte,sie zuerst abzuholen.“ bat Branford.Der Admiral nickte wohlwollend:“Na gut,Christopher.Machen sie schon.Aber dann werden sieschleunigst abhauen,haben sie verstanden?“„Ja,Sir.Danke.“ erwiderte Branford sofort.„Viel Glück.Franklin Ende.“Der Bildschirm erlosch.Bishop erkannte,daß etwas sehr Wichtiges passiert sein mußte.Branford betrat sehr schnellenSchrittes die Brücke und trat zu dem Lieutenant hin.„Branford an Transporterraum 2:Erfassen sie das Außenteam und holen sie es an Bordzurück.Sofort!“ befahl Branford über Interkom.„Verstanden,Sir.“ erwiderte Chief Lamar,der Transporterchef.Keine fünf Sekunden spätermeldete er:“Captain,Außenteam wieder an Bord.“„Danke,Chief.Branford Ende.“ antwortete er.„Steuermann,Kurs auf Rigel II setzen,Maximum-Warp.Beschleunigen.“ lautete der nächsteBefehl des Captains.


le, l’analfabetismo e il lavoro, l’analfabetismo deidiritti e dei doveri, l’immigrazione e l’analfabetismo.Va da sé che le iniziative progettuali seguirannopercorsi tematici e operativi diversi da regione a regione.È in ogni caso importante che il tema sia approfonditoe calato nelle esigenze del proprio territorioallo scopo di favorire il nascere di iniziative volte acontrastare quel particolare tipo di povertà scelto.Senza dimenticare naturalmente due cose: la prima,che la San Vincenzo può e deve essere semprecoscienza critica nella società civile, anche se occorreandare controcorrente; la seconda che ogniscelta rappresenta una sfida importante, alla qualeFOTO FRANCESCO DEL BOcon l’impegno per ciascuno di mettere a disposizione le propriespecificità, competenze e risorse, anche finanziarie Verificatala complessità delle problematiche educative ed organizzativeemergenti, si avverte la necessità di assumere un coordinatore.Si cercano allora ulteriori finanziamenti attraverso lapresentazione del progetto sia ai bandi per l’erogazione dicontributi indetti dalla Fondazione Comunità Bresciana e dallaProvincia di Brescia sia presso aziende locali e privati cittadini.“Non uno di meno” viene finanziato. Assumiamo attraversol’Associazione Consiglio Centrale di Brescia un giovane professoreche, per due anni, coordina volontari e ragazzi organizzandoorari ed attività. “Non uno di meno” è “aperto” ogni pomeriggiodal lunedì al venerdì ed i ragazzi vengono seguiti in modoindividuale o in piccolo gruppo per almeno due volte lasettimana. L’obiettivo principale del progetto è rimuovere gliostacoli per una serena e proficua frequenza scolastica attraversointerventi di accompagnamento volti alla crescita ed allavalorizzazione della persona.E siamo ad oggi, anno scolastico 2008/2009. Il nostroprogetto è stato riconosciuto valido dalla San Vincenzo Nazionalee finanziato con i fondi raccolti nella Campagna 2007. Diquesto ci sentiamo onorati !Attualmente i partecipanti sono un centinaio: alunni dellascuola Primaria e Secondaria di 1° grado, italiani e stranieri,segnalati dagli Enti in rete, in modo particolare dagli IstitutiScolastici. Ognuno viene seguito o individualmente o in piccologruppo, per almeno due volte la settimana. Gli educatori volontarisono 49: giovani studenti di scuola superiore o universitari,insegnanti in servizio e in pensione, adulti con vario liciascunconfratello deve rispondere con il proprio impegnopersonale.COME FAREÈ importante aiutare i nostri concittadini a prendereconsapevolezza delle povertà connesse all’analfabetismoiniziando dalle scuole, luoghi, per antonomasia,di istruzione. Entriamo dunque nelle scuole, cerchiamoil confronto con gli studenti ed i docenti, iniziamoa riflettere assieme e cerchiamo assieme di costruiresoluzioni fattibili.La campagna nazionale è dunque uno strumentoper aiutare:- le nostre Conferenze e Associazioni ConsiglioCentrale, a sensibilizzarsi verso una delle più grandicause (o concause) delle povertà che quotidianamenteaffrontano nel tentativo di contrastare;- le Conferenze e le ACC, ad attivarsi in modo strutturatosecondo le modalità che riterranno più opportune,possibilmente anche in rete con altre realtà vincenzianee/o associative;- la società civile, a prendere consapevolezza delvello di istruzione. Tutti con il desiderio di essere utili agli altriper sentirsi, sì, più vivi, ma soprattutto per far comprendere airagazzi quanto sia importante studiare per formare la menteed il cuore a capire la vita e poterla affrontare con coraggio.La nuova coordinatrice assunta è, fortunatamente, laureatain psicologia con competenze per:- condurre percorsi di formazione rivolti ai volontari;- organizzare attività specifiche (laboratori ludico espressivi,musicali e artistici); percorsi educativi didattici adeguati perogni ragazzo o gruppi di ragazzi; percorsi condivisi con gli Entidella rete, in particolare con gli insegnanti e con i genitori disponibili.È affiancata da un giovane educatore sia per i rapporti individualicon i ragazzi più “impegnativi” sia per le mansioni piùpratiche. Incontra con frequenza mensile le referenti degli insegnantidei due ordini di scuola ed è disponibile ogni giornoper incontri informali con i genitori.Periodicamente gli Enti della rete si riuniscono per programmaree analizzare difficoltà, problemi e risorse; verificare gliobiettivi raggiunti e riprogettare. Anche se non sempre tutto èstato rose e fiori, l’esperienza di questi anni ha giovato a tutti,ragazzi, volontari e Enti.In particolare, la nostra conferenza di Ospitaletto ha sentitol’importanza di questa opportunità offertale: opportunità di conoscenzadi nuove povertà, di incontro con persone e realtàdiverse, di necessità di formarsi sempre più per una visita e unaccompagnamento nuovo o diverso del povero. Ognuno ha dato,ognuno ha ricevuto e questo è il dono della condivisione…perchéDARCI UNA MANO COLORA LA VITA!8La San Vincenzo in Italiaaprile ’09


spiritualitàParola di Dio ecarità verso i poveriDal 5 al 26 ottobrescorso si è svolta inVaticano la XIIAssemblea GeneraleOrdinaria del Sinododei Vescovi sul tema “LaParola di Dio nella vitae nella missione dellaChiesa”12La San Vincenzo in Italiaaprile ’09Giovanni Battista Bergesio CMIl rapporto privilegiato tra Dio e i poveri è significativamente riassunto nell’undicesimaproposizione del Sinodo che, per il suo contenuto formativo specie per i vincenziani,commentiamo periodo per periodo.«Uno dei tratti caratteristici della Sacra Scrittura è la rivelazione della predilezione diDio per i poveri» (cf. Mt 25, 31-46).La pedagogia della carità è il leit motiv di tutta la Rivelazione, il filo conduttore dellastoria della salvezza. Dio prende per mano il suo popolo e lo conduce alla graduale scopertadell’amore: un amore che è sempre creativo e fecondo (Genesi); un amore che assumela responsabilità del fratello (Caino e Abele); un amore totalmente aperto a Dio e alprossimo (Decalogo).La rivelazione dell’amore raggiunge il culmine quando il mistero nascosto per secoli inDio viene manifestato all’uomo: è la pienezza dei tempi! Adesso, contemplando il Verboincarnato, l’uomo impara a conoscere la ricchezza, la profondità, la grandezza incommensurabiledella carità di Dio e scopre in Lui le fattezze di un padre, di un fratello, di un amico.Tale rivoluzionaria concezione di Dio comporta una considerazione del tutto rinnovatadella persona del prossimo e un modo nuovo di concepire il rapporto con lui. È lo stessoVerbo incarnato, Gesù, che porta i discepoli a rivedere il loro modo di porsi di fronte aglialtri: essi dovranno evitare di fare agli altri ciò che non vogliono venga fatto a loro; dovrannoperdonare settanta volte sette, benedire quelli che li maledicono, far del bene a quelliche li odiano; dovranno arrivare addirittura al dono della vita. Tutto ciò perchè è mutato iltermine di confronto dell’amore: non più «ama il tuo prossimo come te stesso», bensì«amatevi come io vi ho amati». Il nuovo modello dell’amore umano, che è anche il definitivo,è la carità di Dio per l’uomo!L’opzione per i poveri. Ma c’è un capitolo particolare in questo gran libro dell’amore.


Cristo, sacramento dell’amore del Padre, avvicinatutti perchè è venuto per salvare tutti. Nondimenocogliamo, nei suoi atteggiamenti e nel suo insegnamento,una chiara opzione per i più poveri. Essi sonoicone di Lui, più vicini dei ricchi al regno di Dio,arbitri della salvezza che passa attraverso l’attenzionee la solidarietà alla loro condizione.Gesù dichiara di essere stato mandato per la loroevangelizzazione e durante tutta la sua vita li cerca,li accoglie, annuncia loro un messaggio di salvezzaal quale essi sono molto più sensibili degli altri.I discepoli sono così richiamati a non disprezzareil più piccolo degli uomini, ad amare anzi conspeciale amore quelli che non potranno mai contraccambiare:questo esige la gratuità, che è unadelle caratteristiche più evidenti della carità di Dio,è la realtà sacramentale del povero, che è una delleverità evangeliche più sconcertanti.«Gesù di Nazareth, Parola di Dio incarnata, è passatoin questo mondo facendo il bene (cf. At 10,35). La Parola di Dio, accolta con disponibilità, generaabbondantemente nella Chiesa la carità e lagiustizia verso tutti, soprattutto verso i poveri»La Chiesa, fin dai tempi apostolici, recepì questomessaggio e rivendicò il servizio dei poveri comeelemento qualificante della sua ortodossia e fedeltàal Signore (cfr Gc 2,1-5).«Fratelli miei… Supponiamo che entri in una vostraadunanza qualcuno con un anello d’oro al dito,vestito splendidamente, ed entri anche un poverocon un vestito logoro. Se voi guardate a colui che èvestito splendidamente e gli dite: “Tu siediti qui comodamente”e al povero dite: “Tu mettiti in piedi lì”,oppure: “Siediti qui ai piedi del mio sgabello”, nonfate in voi stessi preferenze e non siete giudici daigiudizi perversi ?Ascoltate, fratelli miei carissimi:Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per farliricchi con la fede ed eredi del regno che ha promessoa quelli che lo amano?» (Gc 2,1-5)I Padri della chiesa furono nelle loro comunità’’Per Gesù, ipoveri sonoicone, più vicinidei ricchi alregno di Dio,arbitri dellasalvezza chepassa attraversol’attenzione e lasolidarietà allaloro condizione’’Assemblea FN:momenti dellacelebrazioneeucaristicapresieduta da P.Giovanni BattistaBergesio (foto DeRocchis e MB)difensori forti, talora duri, dei diritti dei poveri; assertoriconvinti del dovere primario della chiesa neiloro confronti: «Piuttosto che rallegrarci di essere inbuona salute, è molto meglio compatire le disgraziedei fratelli... Sono fatti a immagine di Dio come noie, nonostante la loro apparente miseria, hanno custoditomeglio di noi la fedeltà di tale immagine.[…] Cristo è morto anche per essi, colui che toglie ipeccati del mondo (Gv 1,29). Partecipano all’ereditàceleste, essi che furono privati di molti beniquaggiù, sono i compagni delle sofferenze di Cristo,lo saranno della sua gloria...La natura umana ciimpone di aver compassione degli altri. Insegnandocila solidarietà nelle necessità, ci inculca il rispettoe l’amore agli uomini» (GregorioNazianzeno).Assistita costantemente dallo Spirito di Gesù, laChiesa ha conservato e diffuso lungo tutta la suastoria il messaggio dell’amore: un messaggio predicatoe vissuto, un messaggio di amore universale edi solidarietà con gli ultimi, un messaggio incarnatosoprattutto nei santi che hanno fatto e fanno riviverenel mondo la carità di Cristo e la sua pedagogia.San Vincenzo De Paoli e il beato Federico Ozanamappartengono a questa schiera. Nella imitazioneradicale di Cristo che fu la grande rotaia dellaloro vita spirituale, essi hanno colto in modo prepotentela misericordia di Gesù verso la povertà dell’uomoe la sua totale disponibilità a liberarlo. E diquesta misericordia furono e continuano ad essereper noi impareggiabili maestri.«Come insegna l’Enciclica Deus Caritas est, i primiad aver diritto all’annuncio del Vangelo sono proprioi poveri, bisognosi non solo di pane ma anchedi parole di vita»Il centro dell’evangelizzazione è: «Dio ti ama. Cristoè venuto per te». Quando la chiesa predica Dio,non parla di un Dio ignoto, ma del Dio che ci haamati a tal punto che il Figlio suo si è fatto carneper noi. È il Dio che si avvicina a noi, che si comu-La San Vincenzo in Italiaaprile ’0913


nica a noi, che si fa uno con noi, vero «Emmanuele»(cf. Mt 1,23).Non è sufficiente prodigarsi per diffondere i «valorievangelici» come la giustizia e la pace. Solo seè annunciata la persona di Gesù Cristo, l’evangelizzazionesi può dire autenticamente cristiana. I valorievangelici infatti non possono essere separati daCristo stesso, che ne è la fonte e il fondamento ecostituisce il centro di tutto l’annuncio evangelico.Perciò la nuova evangelizzazione sarà efficace sesaprà proclamare dai tetti quanto ha prima vissutonell’intimità con il Signore.Essa richiede solide personalità, animate dal fervoredei santi. Esige da tutti i cristiani piena consapevolezzadel senso teologico delle sfide del nostrotempo, il coraggio dell’annuncio del Signore Gesù,la fiducia nell’azione della Provvidenza che operanel mondo e che dispone tutto, anche le umane avversità,per il maggior bene della Chiesa.«Tuttavia, i poveri non sono soltanto i destinataridella carità, ma anche agenti di evangelizzazione,in quanto sono aperti a Dio e generosi nel condividerecon gli altri»Una significativa affermazione del Sinodo di Roma(1993): «I poveri saranno accolti nelle comunitàcristiane non solo come destinatari di cura pastorale,ma come soggetti attivi della vita e dellamissione della Chiesa e della promozione umana esociale». «La Chiesa, come comunità convocata da14La San Vincenzo in Italiaaprile ’09’’Storicamentesono i poveriche hannocapito e accoltoGesù. Perquesto sanVincenzoafferma che lavera religionesta nei poveri eche sono essi inostrievangelizzatori’’Cristo, deve essere vissuta e concretamente percepitacome spazio di vita e di redenzione dei poveri,dove essi hanno voce, si sentono a casa, ritrovanola strada della loro liberazione umana e cristiana, epossono diventare essi stessi, in prima persona, gliartefici della loro promozione e, insieme con tutti,di una trasformazione dell’ intera società per renderlapiù autenticamente a misura d’ uomo».«I pastori sono chiamati ad ascoltarli, ad imparareda essi, a guidarli nella loro fede e a motivarli adessere artefici della propria storia. I diaconi incaricatidel servizio della carità hanno una responsabilitàparticolare in questo ambito. Il Sinodo liincoraggia nel loro ministero»Il Vangelo è stato pensato e predicato da Gesùper i poveri. Storicamente sono essi che hanno capitoe accolto Gesù. Per questo san Vincenzo affermache la vera religione sta nei poveri e che sonoessi i nostri evangelizzatori. Ci evangelizzano col lorostesso essere, richiamandoci ai valori essenziali,denunciando la precarietà di tanti idoli a cui serviamo(denaro, bellezza, efficienza, ecc.) e provocandocialla condivisione e alla solidarietà. Sovente cidanno pure esempio di pazienza, di dignità, di fiducia.Anche sotto l’aspetto culturale, la presenza dipoveri nelle strutture e negli organismi ecclesialipuò essere preziosa per un accostamento concretoai problemi, e per l’ immagine di Chiesa sacramentodel Cristo povero.Sembrerebbe scontata la presenza di poveri almenonegli organismi caritativi: invece anche lì ipoveri non hanno voce. Si parla di loro alle lorospalle! Ma il primo diritto di ogni essere umanonon è quello di essere riconosciuto come persona,responsabile della propria vita, protagonista nellasocietà civile di cui fa parte e, come cristiano, nellacomunità ecclesiale?Fin’ora tutti, anche noi Vincenziani, più o menoconsapevolmente abbiamo tenuto il povero sottotutela: diffidando di lui invece di aiutarlo a meritarsifiducia, soccorrendone la povertà materiale invecedi promuoverne la dignità di essere umano, parlandomolto di lui invece di far parlare lui.Il cambiamento di rotta non è cosa da poco,poiché prima di cambiare il povero dobbiamo cambiarenoi stessi! Occorre molta umiltà per riconoscerei nostri errori e molto coraggio per non sbagliarepiù. Occorre molta docilità per imparare ilnuovo e molta fortezza per resistere alla tentazionedel vecchio e del tradizionale; molta inventiva pertracciare una strada mai percorsa e molta pazienzadi fronte a risultati inizialmente molto modesti…Ma è la strada che il Signore ci indica, e sullaquale Lui ci precede: ed è perciò una strada disperanza.■


LA SAN VINCENZO INa cura della Redazione lombardaLOMBARDIARicordo di don Giuseppe Monticelli“MAESTRO E TESTIMONE, MAESTRO PERCHÉ TESTIMONE”Alcuni di voi l’hannoconosciuto di persona,quando veniva ad offrirci lesue riflessioni, mai scontate,durante gli incontri regionali(riunioni del Consiglio, corsidi formazione, convegni)nella sua veste di ConsigliereSpirituale della SanVincenzo lombarda. Anchetutti quelli che leggevano“Con Ozanam” avevanoimparato a conoscerlo, comesacerdote e come uomo,attraverso gli insegnamenticon cui apriva, conencomiabile regolarità, ilnostro mensile. Ricordate?Non avevamo ancora tolto larivista dal suo involucrotrasparente e già le parole didon Giuseppe cominciavanoa sollecitarci, a metterci difronte alle nostremanchevolezze e alle nostrepotenzialità, a dirci cheesperienza impegnativa maanche appagante è viverefacendo la volontà del Padre;era come fare una sauna: unabotta di caldo, uno schiaffodi gelo, e uno invece dipatirne si sente tuttorigenerato.Tra le migliaia di parole checi ha regalato mi piaceriproporvi una breveinvocazione che avevarivolto a Gesù in occasionedella Pasqua del 2003,perché rende bene la suavisione “cosmica” dellacarità, la sua interpretazionedel ruolo che ognuno di noidovrebbe avere su questaTerra: «Signore risorto, restasempre accanto a noi. I tregiorni della nostraconversione vivranno solo diTe e della tua pazienza.Entra negli inferi della nostravita e spezza le catene cheancora ci avvinghiano e citolgono il fiato per vivere diTe. Tu, che hai vinto lamorte, donaci speranza egioia di saperti impegnatocon noi a spezzare ogni peso,a divellere ogni pietra chepesa sul cuore d’ogni uomoe d’ogni popolo».Quelle che noi vincenzianiconoscevamo pochissimo,dato il riserbo con cui facevatutto il bene che dispensava,erano le sue moltepliciattività a favore deibisognosi. Per farvi unrapido accenno riprendoqualche frase da un lungoarticolo che gli ha dedicato“L’eco di Bergamo”:evidenzierà quanto fosseMILANO – Un milione di motivi per dare una mano a chi perde il lavoroFONDO FAMIGLIA LAVORO – DARE PER FAREIl Fondo Famiglia Lavoro è unaFondazione della Arcidiocesi diMilano che aiuterà con un assegnointegrativo coloro che, perdendo illavoro, non godono di ammortizzatorisociali sufficienti o di altre provvidenzepubbliche o private.L’intento dell’iniziativadell’Arcivescovo è di suscitare,partendo da scelte di sobrietà, unariflessione sugli stili di vita e dirafforzare la rete della solidarietà.Questa rete sarà sostenuta dalleparrocchie che dovranno sempre di piùriflettere sulle cause di questa crisieconomica e sulla necessità diconcretizzare le scelte di fede. I fedelidella diocesi ambrosiana e tutte lepersone di buona volontà sarannochiamati a compiere attivamente questosforzo, ciascuno secondo la propriapossibilità e vocazione.Il Cardinal Tettamanzi ha dotato ilFondo di un milione di euro, ma chiedea tutti noi di alimentarlo e non solo conil denaro, ma anche con tutto quelloche è nelle nostre possibilità, con iltempo, la preghiera e le opere.Tutti siamo chiamati a riflettere,informare e motivare, per avere e perdare. E, soprattutto, per fare.Cosa posso Fare? Cosa possiamofare?Chiedo a tutte le comunità cristianadella diocesi di riflettere sulleconseguenze della crisi economica, diprestare particolare attenzione allefamiglie in difficoltà a causa dellavoro, di aderire con generosità aquesto fondo. Sarà compito insieme deisacerdoti e dei laici operare un seriodiscernimento e decidere comeparteciparVi (rimandare spese nonurgenti o secondarie, destinare unapercentuale del bilancio parrocchiale,intraprendere coraggiose scelte disobrietà…)La Caritas Ambrosiana e le ACLIstanno già studiando le forme piùadatte, a partire dalla loro esperienza,per la gestione e l’utilizzo di questofondo secondo modalità che verrannorese note. La distribuzione dei fondiavverrà nei prossimi mesi e non sarà “apioggia” ma “a destinazione mirata”.Chiedo in particolare ai decanati direndersi protagonisti sul territorio diuna lettura sapiente dei bisogni e dielaborare progetti intelligenti di aiuto.Queste risorse non devono essere unaforma di assistenzialismo, ma aiuto20La San Vincenzo in Italiaaprile ’09


davvero anche “testimone”delle verità che ci insegnavacome “maestro”.«La sua vastissima opera dicarità ha toccato ognitipologia di povertà, come igiovani tossicodipendenti, imalati di aids, le famigliecon gravi problemi. La suaazione poggiava sullaradicalità evangelica: esserebuoni samaritani chesoccorrono il bisognosovisto come persona a cuistare accanto».Il suo successore alladirezione della Caritas hadetto: «Era un prete moltosensibile, attento e granlavoratore. La sua azionecaritativa ha abbracciatoinstancabilmente tutte lepovertà del territorio, conuno sguardo che guardavalontano e sapeva intuire ibisogni di tutti»..«È stato un uomo e un pretedi grande entusiasmo,intelligente, sempre prontoalla battuta e soprattutto unfaro per tante persone –ricorda Filippo Quiri,presidente del ConsiglioCentrale di Bergamo – Inuna delle sue ultimemeditazioni ci disse che nondobbiamo mai stancarci digettare le reti al largo, anchese ci sono fatiche edifficoltà, perché nondipende da noi quantopescheremo, ma il Signoreci chiama a gettarlesempre».Nel 1976 a Chiuduno avviòla comunità Emmaus, di cuifu responsabile fino alla finedei suoi giorni. Volleintitolarla al famosoepisodio evangelico perchévoleva che anche i suoigiovani sapesseroriconoscere Cristo etraessero da questo la forzaper non perdere mai lasperanza. Amava ripetere«noi non salviamo il mondo,ma aiutiamo le persone avivere».Nel 1998 fu nominatodirettore della Caritasdiocesana, incarico che haconservato fino allo scorsoanno. Oltre a rispondere allenuove povertà con diversiservizi, diede impulso alladiffusione delle Caritasparrocchiali e ai Centri diascolto nelle parrocchie.Tra le altre testimonianzeriportate nell’articolo,riprendiamo per concluderequelle di due suoi confratellinel sacerdozio: «Aveva ungrande cuore sacerdotale.Era un prete straordinario,intelligente e dinamico,molto lucido nel leggere lesituazioni, vederne leproblematiche eindividuarne i rimedi. La suaopera non era un meroassistenzialismo, ma eracentrata sulla radicalitàevangelica e sulla persona,che era coinvolta nelsoccorso e nel recupero».«Era una persona stupenda,un uomo di preghiera e unprete sul serio. Concompetenza, preparazioneteologica ed entusiasmo, dasempre ha seguito i giovanicon i loro disagi e problemi,con l’appoggio dei vescovi.Aveva lo sguardo sempre piùavanti nel cogliere le nuovepovertà, anche quelle chenessuno intuiva».“Il Signore dà, il Signoretoglie: sia lode a Signore”;per noi che l’abbiamostimato e gli abbiamo volutobene è umano rammaricarciper averlo perso, ma anchedoveroso ringraziare il Padreper avercelo dato.Roberto Fortiaffinché chi perde il lavoro non perdaanche la propria dignità!Nei confronti delle probabilidimensioni della crisi, questa iniziativaè poco più di una “goccia” rispetto al“mare” delle necessità. Vuol essereperò un segno con cui la Chiesaambrosiana manifesta il suo impegnodi sobrietà e di solidarietà e,soprattutto, vive e testimonia la suafede nel Signore.Anna Taliente“FONDO FAMIGLIA LAVORO”Le persone che rientrano nei requisiti indicati perl’accesso al Fondo possono rivolgersi al Parroco,alle Caritas parrocchiali e decanali, ai Centri di Ascolto,ai patronati ACLI o altri soggetti del proprio Decanatoopportunamente informati sulle finalità del Fondo.Va precisato che il Fondo è integrativo rispetto gliinterventi che nel territorio sono già attivi o possonoessere attivati per fronteggiare la crisi. In particolare isoggetti del territorio sono invitati prima di tutto adaiutare chi si rivolge a loro ad accedere a tutte le tutele ei diritti eventualmente previsti (Bonus, Contributipubblici, ecc.).A livello decanale potrà essere individuato uno sportellodenominato “Distretto del fondo” per l’incontropersonale, la selezione in base ai criteri del Fondo e lapredisposizione della documentazione necessarie dellesingole situazioni. Nel Distretto del fondo sarannopresenti sia operatori dei Centri di Ascolto sia consulentidelle ACLI. Tali sportelli saranno opportunamentesupportati telefonicamente dalla Segreteria Diocesana infase di compilazione delle relazioni di presentazione.Periodicamente si riunirà una commissione decanale,costituita dal Decano, il responsabile Caritas Decanale eun rappresentante ACLI locale, che, confrontandosi conil Distretto del fondo valuterà le situazioni presentate inrelazione ai requisiti previsti.Le candidature così selezionate saranno inviate allaSegreteria Diocesana che procederà alla presentazionedelle candidature al Consiglio di Gestione al fine didecidere definitivamente l’entità e le modalità (unatantum, ripetizione nel tempo e scadenza)dell’intervento economico. Il Fondo erogherà quindi allaParrocchia a cui la famiglia fa riferimento la somma delcontributo deliberato, informando la Commissionedecanale dell’esito finale.Queste procedure saranno svolte nel più breve tempopossibile cercando di evitare appesantimenti burocratici.Al 19 Marzo 2009 per il Fondo Famiglia sono statiraccolti 3.300.863,45 EuroNell’ambito delle Commissioni Decanali che valutanoe decidono chi potrà usufruire dei questi contributisono stati chiamati anche membri della SanVincenzo.La San Vincenzo in Italiaaprile ’0921


LA SAN VINCENZO INa cura della Redazione lombardaLOMBARDIABERGAMO – Un “Servizio-Segno” della Chiesa a favore di famiglie che perdono il lavoroFONDO DIOCESANO DI SOLIDARIETÀLa situazione di crisieconomica conseguentealla grave crisi finanziariamondiale e ad alcuni aspettiincontrollati del mercatoglobale mette in primo pianol’esigenza di andare in aiutoa molte persone che hannoperso il posto di lavoro e chenon riescono più a condurreuna dignitosa vita familiare epersonale.La crisi in corso non riguardasolo le aziende e il mercatodi consumo, ma intaccaanche la vita delle famiglie emette in difficoltà anche tuttauna serie di servizi ai quali il“welfare state” dava risposteche oggi appaionoinsufficienti.La crisi economica, con laconseguente perdita di tantiposti di lavoro anche nellanostra Provincia di Bergamo,mette sempre più in evidenzagli elevati costi sociali chestanno subendo tante nostrefamiglie, soprattutto quelleche già vivono situazioni difragilità dovute alla presenzadi persone nonautosufficienti, anziani ominori.Anche la Chiesa bergamascaattraverso la Caritas, intendepromuovere un segno diprossimità verso le famiglieche hanno perso il lavoro eche si trovano a vivere unacondizione di forte difficoltàsociale.Accogliendo l’invito delVescovo Mons. Amadei, saràistituito un “Fondo disolidarietà” che potrà esserealimentato con il contributoanche delle singoleParrocchie, degli EntiPubblici, degli Istitutibancari, delle Associazioni dicategoria rappresentative delsistema produttivobergamasco nonché apertoalla sottoscrizione da parte dichiunque crede22La San Vincenzo in Italiaaprile ’09nell’importanza di agire, inquesto momento, a favore diquella parte della societàbergamasca che corre ilrischio di vedersi arginata dasituazioni di difficoltàeconomica.Definizione del Fondo e suefinalitàIl “Fondo di solidarietà”deve essere letto comestrumento di prossimità perle famiglie fragili cherischiano, a causa dellaperdita del posto di lavoro, dientrare nel tunnel dellamiseria e che in talesituazione possonoalimentare il ricorsoall’illegalità di vario tipo.Il Fondo sarà gestito secondocriteri e modalità ben definitie condivisi tenendo contoche:- l’entità del problemaeconomico e la suacomplessità invitano a nonfarsi illusioni: l’iniziativache qui si propone siconfigura come unservizio-segno che indicauna via d’azione e stimolauno stile di comunione e disolidarietà al fine disollecitare le politiche piùopportune per una presa incarico globale del problemanelle sedi più opportune. Èun segno che si pone inun’ottica di sussidiarietàrispetto alla politica eall’imprenditoriabergamasca;- i fondi raccolti sarannoridistribuiti secondo iltradizionale stile Caritas,mediante l’elaborazione diprogetti che limitinol’assistenzialismo einducano stili sociali giustie solidali. A questoproposito si individuerà uncomitato di sindaci garantidella corretta utilizzazionedei fondi. I progetti sarannogestiti dalla Caritas e daglienti che intendonocollaborare con essa, inmodalità da definire, ericercando lacollaborazione, tra gli altri,degli enti locali e degliistituti di credito;- il tempo dell’intervento siprospetta limitato.Dipenderà dall’entità deifondi raccolti, macertamente non si potràcontinuare per molto tempoin questa linea di impegno.Soggetti coinvoltiLa Caritas Diocesana haistituito una commissioneavviando un dialogo conl’Ufficio per la Pastorale delLavoro, il ConsultorioFamiliare Diocesano“Costante Scarpellini”, laCisl di Bergamo, le Acli diBergamo e la Società di SanVincenzo De Paoli, soggettiche sul territorio bergamascogià operano a tutela delladignità dell’uomo e sonoattenti alle politichefamiliari.Modalità per accedere aifondiColloqui preliminari. Peraccedere alle attivitàsussidiarie che verrannoattivate con il Fondo“Famiglie e lavoro” lefamiglie sono invitate acontattare, per formalizzarela loro richiesta di aiuto, lerealtà presenti nelle proprieparrocchie o sul proprioterritorio: la parrocchia, iCentri di Ascolto, leconferenze di San Vincenzo,i Patronati della CISL o delleACLI. A questi enti verràfornita una scheda dettagliatacon le indicazioni ed i criteriper attuare un primo filtro,rispetto alle famiglie chepotrebbero o no accedere aibenefici del Fondo.Le famiglie non dovrannocontattare direttamente laCaritas diocesana, ma a essasaranno segnalate ed inviatedagli enti predetti.Attivazione di unaSegreteria. Una persona,presso la Caritas diocesanasvolgerà funzione disegreteria sia per la raccoltadelle indicazioni dellefamiglie da incontrare,indicate dagli entriterritoriali, sia per fare uncalendario al fine di favorirel’incontro tra le famiglie el’équipe tecnica.L’équipe tecnica ascolterà lefamiglie inviate, verificheràla congruità dei criteri,elaborerà un progetto disostegno, istruirà la pratica ela proporrà alla commissionevalutativa.Commissione valutativaLa commissione valutativa siincontrerà ogni 15 giorni ilmercoledì mattina eanalizzerà la propostadell’equipe e darà seguitoalla risoluzione della pratica,


sia essa positiva o negativa.La Commissione saràcomposta rispettivamentedalle Direzioni: CaritasDiocesana, CISL, ACLI e perla San Vincenzo nellapersona del dott. AugustoBusetti.I Criteri■ Si privilegia la genitorialità(genitori con figli), conparticolare attenzione allefamiglie numerose.■ La famiglia deveattraversare un periodo didifficoltà lavorativa:- licenziamento per riduzionedi personale e/o dimissioniper maternità etc.;- termine del contratto dicollaborazione;- termine contratto tempodeterminato;- chiusura azienda;- assenza di regolarecontratto;- essere in cassaintegrazione, mobilità;- percepire indennità didisoccupazione;- avere esaurito gliammortizzatori sociali.■ La famiglia deve avereparticolari difficoltànell’affrontare le spesequotidiane (affitto bollette,spese scolastiche, debiti peracquisto della casa “mutuo”,rate per acquisto auto,mobili).■ Deve non possedere altreabitazioni, oltre quellaprincipale e relativepertinenze.■ Devono essere già espletatio in fase di esecuzione tutti ipossibili iter di accesso abonus promossi dagli entilocali.■ Non deve possederepatrimonio mobiliare(depositi, investimenti etc)20.000 euro.■ Elementi importanti per ladeterminazione dei criterisaranno: il numero deicomponenti della famiglia,coabitanti e fiscalmente acarico;■ Il numero dei componentidella famiglia inabili,disabili, anziani, ammalati,non autosufficienti;■ Il calcolo del redditodisponibile del nucleofamiliare.La Chiesa Bergamascautilizzerà il Fondo secondotre linee di erogazione peraiutare le famiglieselezionate:- “Microcredito”:accensione di un creditobancario a condizionivantaggiose, sia per ladurata della restituzione, siaper le condizioni creditizie.- “Sostegno allaoccupazione”: proposta,accompagnamento esostegno a iniziative privatee pubbliche mirate asostenere le attività diutilità sociale e a favorire lanascita di nuovi lavori perpersone con particolaredisagio lavorativo efamiliare.- “Assistenza”: interventodiretto “una tantum” afondo perduto a favore deibisogni di famiglie conminori, con anziani odisabili a carico, che acausa della perdita dellavoro vivono situazioni diestrema povertà o corronoil serio pericolo di viveresulla soglia della povertà.Per maggiori informazioni:www.caritasbergamo.itMONZA – Indagine Caritas e San Vincenzo sui consumi giovanili“COME GLI ADOLESCENTI USANO LA PAGHETTA?”In occasione dell’annuale settimanadella Carità organizzata dallaCaritas decanale e dal ConsiglioCentrale è stata presentataun’indagine fatta tra le principaliscuole superiori di Monza perconoscere la mentalità giovanilecirca i problemi della sobrietà e delconsumismo. Ritenendo interessantefar conoscere questo aspettoeducativo nella San Vincenzo, nepubblichiamo un resoconto.Tempo da lupi giovedì 5 marzo.Piove forte e non ho nessuna vogliadi uscire, andare a Monza che è dallaparte opposta da dove abito io... Mi eroperò ripromessa di partecipare a questoconvegno, perchè l’argomento mi avevasuscitato un certo interesse:“Adolescenti e consumo. Come gliadolescenti usano la paghetta”.In questa serata il sociologo prof.Egidio Riva dell’università Cattolica diMilano, commenta i questionaricompilati da circa 800 ragazzi dellescuole superiori della cittadina edintorni. La statistica che ne è uscitanon ha mostrato cose particolarmenteinteressanti perchè non tutte le scuolehanno aderito, fatta su un campioneparziale e soprattutto con utenzaappartenente a un ceto medio alto.Capisco poi anche che Monza è unacittadina abbastanza benestante e conuna bassa incidenza di stranieri. Leconclusioni sono scontate e quanto cidice il sociologo non ha particolarinovità. Cito la conclusione finale: «Vi èun consumo a due volti, peraltro traloro strettamente connessi quasi fosserodue facce della stessa medaglia. Da unlato vi è un consumo sostanzialmenteedonistico, tipico di quanti hanno piùsoldi a disposizione per le spesepersonali (possibilità di togliersi deglisfizi, divertirsi, acquisto di prodottiestetici, alla moda ecc.), dall’altro unconsumo più parco e consapevole, chetuttavia sembra esserlo non per scelta oper convinzione ma per necessità, equindi di conseguenza forzatamenteconsapevole».Un dato preoccupante che è uscito è ilconsumo di alcolici (al quinto posto su15 voci). Chi invece ha dato qualchespunto di riflessione è stato il professorPaolo Pilotto (teologia e filosofia) cheha evidenziato l’interesse dei ragazziper un dibattito nelle classi.Il questionario è stato preso seriamentee ha evidenziato che quando ai nostrigiovani viene proposto qualcosa diserio, la risposta è pronta e adeguata. Avolte noi adulti diamo per scontato chei giovani siano sempre disinteressati aiproblemi importanti della vita ma, forsemolto spesso, non sappiamoproporglieli adeguatamente.Il fatto che ci sia comunque stata unarisposta numericamente consistenteavvalora questa tesi.Il responsabile Caritas della pastoralegiovanile don Alberto, ha postol’accento sull’assenza di qualsiasiforma di pensiero caritativo, e, daquanto traspare dalle risposte, che c’è sìuna certa propensione al risparmio, masolo in funzione di potersi permettereacquisti di una certa importanza.Utilizzare queste somme per un aiuto aldi fuori di sé stessi è completamenteassente.Giovanna DalmassoLa San Vincenzo in Italiaaprile ’0923


AOSTA – Dal Coordinamento Interregionale Piemonte Valle d’AostaSINTESI DELLA RIUNIONE DEL 21 FEBBRAIOincontro delL’ Coordinamento iniziacon un pensiero spirituale ela recita dell’Ora Terzaguidata da Don GiuseppeLevec, Consigliere Spiritualedel Consiglio Centrale diIvrea.Massimiliano Orlandipresenta la Consorella MariaGrazia Cane di Omegna e,vista la situazionevincenziana della zona delNovarese e del VerbanoCusio Ossola (che non sonoriusciti a costituirsi comeConsiglio Centrale permancanza di conferenze),propone che Maria Graziavenga nominata Referente diqueste zone.Viene discussa una bozzapredisposta da MassimilianoOrlandi riguardante la stesuradi un documento dapresentare a livello Nazionalein merito alla formazioneeconomica e finanziaria deiConsigli Centrali. Questabozza viene corretta e sidecide di presentarla in sededi Comitato DirettivoNazionale.Vengono poi discussi eapprovati i documenti“Carisma Vincenziano”,LA SAN VINCENZO INa cura della Redazione piemontese“Conferenze Famiglia” e“Punti Fermi PoliticoSociali” che quindidiventano patrimoniocomune di tutta la SanVincenzo Piemontese eValdostana, utili perpromuovere la San Vincenzoe fondare nuove Conferenze.Massimiliano comunica che èterminata la redazione delleschede triennali per laCatechesi della Carità per ilPost-Cresima. Queste schedeverranno riviste da personequalificate e poi potranno,anch’esse, essere utilizzatesul territorio.Si discute sui tempi emodalità della prossimaAssemblea Interregionale.Massimiliano Orlandipresenta la proposta delCoordinamentointerregionale. Dal 2010 èintenzione delCoordinamentoInterregionale organizzare unincontro specifico per nuoviconfratelli da tenersi in tardaprimavera, in cui ai nuoviconfratelli vengono proposti ipunti chiave dell’esserevincenziani.I punti della proposta sono iseguenti:PIEMONTE E VALLE D’AOSTAdurata dell’assemblea: duegiorni invece di uno solopartecipanti suddivisi ingruppi eterogenei per età eprovenienza, guidati da unConfratelloorganizzazione di “stanzetematiche” in cui alcuniconfratelli“drammatizzeranno”(attraverso brevi scenette)alcuni temi specifici delcarisma vincenziano: lapreparazione della riunionedi conferenza, la visita alpovero, la discussione di uncaso, la preparazione delcammino formativo-spiritualedella conferenza, ecc…Viene espresso parerepositivo sulla modalitàorganizzativa, ma si decide dicontinuare a mantenere ladurata dell’Assemblea di ungiorno: la prossima si terrà aPianezza il 10 Ottobre 2009.Il Coordinatore presenta unprogetto che a Torino vede laSan Vincenzo impegnata,insieme a molte altreassociazioni, per l’assistenzadi un gruppo di circa 300Rifugiati Politici che vivonoin situazioni precarie in unostabile occupato. Il progetto èredatto assieme a Prefettura,Regione, Provincia di Torinoe Comune per la cura, lasistemazione e l’inserimentosociale di questi rifugiati, e laloro dislocazione nei comunidel territorio Regionale.Viene richiesto ai ConsigliCentrali di rendersi parteattiva, insieme ad altreassociazioni, nel caso in cui iRifugiati fossero sistemati inzone sul territorio dei variConsigli Centrali.Massimiliano Orlandi chiedeil mandato per domandareinsieme ad altreOrganizzazioni divolontariato e Terzo settore,alla Presidente della RegionePiemonte, Mercedes Bresso,la convocazione degli StatiGenerali sullo Stato Sociale,per trovare insieme alle forzepolitiche, imprenditoriali,finanziarie, sindacali e delTerzo Settore soluzioni allagrave crisi, e ipotesi dilavoro. I Presidenti diConsiglio Centraleconfermano questadisponibilità, da verificarenel futuro secondo leesigenze.La prossima riunione diCoordinamento sarà ad Astiil 20/06/2009.LA SOCIETÀ… “EVOLUTA”Èincredibile riconoscere come altempo degli apostoli vi fosse l’ideadi una comunità basata sul rispetto,sull’amore e sull’accoglienza reciproca.Nella Bibbia si scorgono numerosipassi in cui non solo vengono descritte,ma in qualche modo, disciplinate leregole sulle quali si deve basare unasocietà che sia degna del compitoassegnatole da Dio.Basti pensare alle lettere di Paolorivolte ai Corinzi, che sono una vera epropria fonte normativa, nelle quali sidà vita ad una società che si evolveimpregnata di valori cristiani: “tuttiinfatti potete profetare, uno alla volta,perché tutti possano imparare ed essereesortati” (I Corinzi 14, 31).Leggendo questo passo non ho potutofare a meno di pensare alle assembleedei nostri parlamentari, che sovente siaccapigliano e si insultano. Chetristezza pensare che queste personesono quelle che dovrebberorappresentarci, che dovrebberocostruire, attraverso la lorolegislazione, il nostro paese!Dov’e finita la dimensionecomunionale descritta da Paolo? Chefine ha fatto l’uomo degno del compitoassegnatogli da Dio?Sono ancora fiduciosa che in ogniuomo sia rimasta incontaminataalmeno una piccola porzione di quellaparticella divina, che il Signore ci habenevolmente concesso, per parlare allanostra coscienza. Forse la stiamodimenticando soggiogati dalla parte dinoi legata alla terra, quella dei vizi, dicui Paolo dice “mortificate dunquequella parte di voi che appartiene allaterra.. [...] desideri cattivi e quella24La San Vincenzo in Italiaaprile ’09


IL SANTUARIO DELLA MEDAGLIAMIRACOLOSA A MELLANA (CN)La devozione per la Madonna, dettadella Medaglia Miracolosa, è moltodiffusa, particolarmente in realtà legatealla Famiglia Vincenziana. Le sonointitolate alcune parrocchie, ma l’unicosantuario è a Mellana, unafrazione di Boves (CN), e fuvoluto da uno zelante edevoto sacerdote. DonGiuseppe Garavagno iniziò ilavori nel 1902 e lo fececonsacrare il 20 settembre1903. Il nome del borgoderiva dalla nobile famigliache possedeva gran parte deiterreni e che donò allapopolazione la primacappella. La chiesa è anavata unica, in stileneoromanico, con preziosiesempi di arte ecletticaflorealed’inizio Novecentoe affreschi che raccontano la storia dellaMedaglia. Vi sono tre altari e un gruppodi statue raffiguranti l’Umanità dolenteche prega la Madonna. Grazie. Da unrecente ampliamento è possibile fruire dilocali per incontri di gruppi (informazionial numero 0171/387409).La Medaglia Miracolosa è legataall’esperienza mistica di. s. CaterinaLabourè che ebbe una visione dellavergine: “Io, guardando la SantissimaVergine, spiccai allora un salto verso diavarizia insaziabile (Col. 3,5)”.Viviamo in una realtà che ci offre modellisempre più malsani e fasulli, una societàincentrata su uno smodato edonismo, suldesiderio sempre più acceso del tutto esubito; una società dove regna unrelativismo cosmico e dove nessuno credepiù in quelle verità assolute di amore, difratellanza e di carità: “Rivestitevi dunque,come amati di Dio, santi e diletti, disentimenti di misericordia, di bontà, diumiltà, di mansuetudine, di pazienza; ...perdonandovi scambievolmente [...]). Al disopra di tutto vi sia la carità, che è ilvincolo di perfezione.” (Col. 3,12-14). Unacomunità perfetta, quindi, è una comunitàcaritatevole, ma non la carità ipocrita delLei, ed inginocchiandomi sui gradinidell’altare, appoggiai le mani sulleginocchia di Maria. Fu quello il momentopiù dolce della mia vita...” Il 27 novembrela giovane suora vide come due quadri,con la Vergine sul globoterrestre ai cui piedi sitrovava un serpente,mentre dalle mani uscivanoraggi di uno splendoreabbagliante “... simbolodelle grazie che Mariaottiene per gli uomini”. Poiin un ovale vide la scritta:“O Maria concepita senzapeccato prega per noi chericorriamo a Te” e nel latoopposto una crocesormontata dalla M diMaria e in basso due cuori,l’uno incoronato di spine,l’altro trapassato da unaspada. Una voce le disse:“Fai coniare una medaglia, secondoquesto modello. Coloro che la porterannocon fede riceveranno grandi grazie”. Nelfebbraio 1832 scoppiò a Parigiun’epidemia di colera che provocò più di20.000 morti. In giugno le Figlie dellaCarità distribuirono le prime medaglie cheil popolo chiamò “miracolose” per leinnumerevoli grazie e le conversioni chesi verificarono.Daniele Bologninibuonismo fine a se stesso, bensì la caritàdell’anima, del cuore e dello spirito.Rimango ogni giorno negativamente stupitadi come anche i mezzi di comunicazionesiano ormai il veicolo della pochezza piùdisarmante. I personaggi dello spettacolomontano ogni sera in TV stucchevoliteatrini nei quali si discute del nullasottovuoto spinto, persone che dimenticanola loro dignità sottoponendosi amortificazioni pubbliche chiuse in unacasa. La crisi economica è di certoaccompagnata da una crisi dei valoridevastante, dove si è imboccata una stradasbagliata e non ci si ricorda più da dove sie partiti, per poter tornare indietro.Eleonora Dell’AraRICORDO DICOSTANTINOQUAGLIACostantino Quaglia, conCarlo Castelli, SantinoBeiletti, padre Ruggero Cipollae altri iniziò, più di quarantaanni fa, l’opera di assistenzaall’interno delle carceripiemontesi prodigandosi perattivare un processo diumanizzazione degli istituti dipena che sarà successivamenterecepito nella riformapenitenziaria del 1975.Di rilievo, la partecipazione diCostantino alla Resistenza perrestituire la libertà agli italiani,libertà che difese per tutta lavita nel rispetto, sempre, delleIstituzioni, dello Stato e dellaChiesa.La sua attesa di giustizia nellamisericordia, sempresottolineata ai volontari, è statarecepita dallo Statutodell’Associazione dei VolontariPenitenziari torinesi, intitolataall’indimenticabile CarloCastelli.Quale rappresentante dellaSocietà di San Vincenzo,Costantino era membro delConsiglio di Aiuto Sociale delTribunale di Torino, entepreposto all’individuazione deireali bisogni dei condannati.Per la sua competenza edesperienza gli fu affidata laresponsabilità dello “Sportello”di assistenza e sostegno agli exdetenuti all’interno del Palazzodi Giustizia.Nella Casa Circondariale diTorino Costantino si prodigòper dare sollievo e sostegno aidetenuti, fino agli ultimi giornidella sua vita.Occorre infine ricordare cheCostantino fu per annicoordinatore del SEAC delPiemonte, svolgendo in questaruolo un prezioso lavoro ditessitura di rapporti umani esociali.Lodovico GiarlottoLa San Vincenzo in Italiaaprile ’0925


LA SAN VINCENZO INa cura della Redazione venetaVENETO E TRENTINODal Coordinamento Interregionale Veneto - TrentinoNOMINATO IL NUOVO COORDINATOREAlbino Filiaci di Vicenza è il nuovo CoordinatoreInterregionale della San Vincenzo de Paoli delVeneto - Trentino. Nato a Valdagno (Vicenza) nel 1942,frequenta la scuola cattolica presso i Padri Giuseppininel patronato Leone XIII di Vicenza. È attivonell’Azione Cattolica dal 1950 al 1970, con variincarichi, tra cui per 5 anni Presidente dell’AssociazioneSan Leonardo Murialdo del Patronato Leone XIII diVicenza.Vincenziano dal 1965, è Presidente del ConsiglioParticolare di Vicenza dal 1980 al 1990. Vicepresidentedel Consiglio Centrale di Vicenza dal 1990 al 1999, nediviene poi Presidente dal 2000 fino al 2008.Filiaci è anche Vicepresidente dell’associazione“Speranza”, che gestisce una comunità-alloggio permalati di Aids e Presidente dell’associazione ex Allievied Amici del Patronato Leone XIII.Laureato in Ingegneria, è libero professionista, ancora inattività. È sposato con tre figli. Risiede a Vicenza.Il saluto del nuovo coordinatore«Nel porgere il più fraterno saluto, iniziando dal nostro carissimoPresidente Nazionale per arrivare a tutti i Confratelli dellaFederazione Nazionale, non nascondo le tante preoccupazioni per lanostra Società di San Vincenzo in questi anni. Alle spalle ha lunghianni di esperienza, di storia e soprattutto di amore verso i fratellinel bisogno, che devono ora coniugarsi con una realtàsostanzialmente cambiata, con ritmi, leggi e bisogni diversi e nuovi.Un caloroso saluto va agli amici del mio Consiglio Interregionale, inparticolare a Lydia Da Ros, che per lunghi anni, con passione edisponibilità, ha svolto molto lodevolmente il ruolo di Presidente.Ora il nostro nuovo statuto prevede un Coordinatore in ambitoregionale o interregionale: il cammino è un po’ da costruire. So dipoter contare sull’aiuto di tanti confratelli del ConsiglioInterregionale e del Nazionale.E certamente lo spirito del Beato Federico Ozanam non faràmancare il suo aiuto in questi momenti, e San Vincenzo ci sosterrànel cammino. Fraterni saluti!».Albino FiliaciBELLUNO – Dall’Associazione Consiglio CentraleCORSO PER ANIMATORI E OPERATORI DELLA CARITÀÈiniziato martedì 10 marzo pressola sala parrocchiale di Belluno-Sargnano il secondo corso peranimatori ed operatori della carità,organizzato dalla Caritas foraniale diBelluno, in collaborazione con la SanVincenzo de Paoli.Il corso si è dipanato su tre temi.Nel primo incontro don GiorgioSoccol, direttore della Caritasdiocesana, ha affrontato il tema“Immigrazione ed integrazione”,fornendo statistiche, dati, cifre,riflessioni, scambio di opinioni. DonAlberto Bisson, sempre della Caritas,tra l’altro, ha detto: «Il Padre è Padredella famiglia universale dei popoli…L’accoglienza dentro di sé dellafamiglia dei popoli è implicitaaccoglienza del Padre…». Sullo stessoargomento sono intervenuti martedì 17marzo un rappresentante delleIstituzioni, un operatore del Centrocaritas foraniale “Hakim” (chefavorisce l’integrazione degliimmigrati), la dottoressa Edlira Ciftjadell’associazione “Alba azione digioia”, e il signor Otoro Temple Pius,quale rappresentante degli immigrati.Il secondo ciclo d’incontri è statodedicato al tema “Malattia esofferenza”. Martedì 24 marzo ildottor Agostino Mascanzoni,responsabile dell’hospice “Casa tua 2”dell’Unità locale socio sanitaria 1. Sultema “malattia e sofferenza”, martedì 7aprile si è svolta una tavola rotondacon don Ivano Brambilla per l’Ufficiodiocesano della pastorale sanitaria e ilGam (Gruppo assistenza malati) e ivolontari dell’assistenza malatidell’associazione San Vincenzo dePaoli. Casa Tua 2 è stata presentata daVittorio Zampieri, presidente. Unmalato ha proposto una suatestimonianza.“Oltre l’handicap” è stato l’argomentodi martedì 21 aprile, con SalvatoreBavasso, presidentedell’Anffas(Associazione nazionalefamiglie di persone condisabilità intellettiva erelazionale) e MariaAgostina Campagna(presidente di AntennaAnziani di Belluno).Il terzo argomento èstato ripreso martedì 28aprile, in tavola rotondatra l’associazione “Sentieri”,rappresentata da Stefania Salomon,Antonio De Martiis che ha parlato deidiritti sociali, i laboratori di “Societànuova” descritti da Manuela De Toffole nuovamente l’Anffas.Conclusioni e proposte sono statemoderate da don Ezio Del Favero(Centro Missionario, San Vincenzo dePaoli, Centro caritas Hakim) e daAngelo Da Frè, della Commissionecaritas Foraniale. Obiettivi del corsoerano far acquisire ai partecipantistrumenti cognitivi ed emozionali utiliper mettere in atto una relazione diaiuto verso chi si trova in stato didifficoltà.Edieffe26La San Vincenzo in Italiaaprile ’09


notizie dalla San Vincenzo e dal MondoSi è svolta a Roma “Casa tra noi” da sabato 7 a domenica 8marzo. Con la partecipazione di 75 Soci della Federazione,21 membri del Comitato Direttivo, 28 Presidenti di ACC, i lavori sisono svolti in un costruttivo clima di amicizia, dove ognuno hamesso a disposizione la propria esperienza e la propria capacitànel cercare il bene della Società di San Vincenzo.Nella precedente riunione del Comitato Direttivo (CD) eranostate accettate le richieste di adesione alla Federazione Nazionale(FN) delle Associazioni Consiglio Centrale (ACC) di Firenze, Irpinia-Sannio-Vulture,Siena e Trieste, ciò che ha portato il totaledelle ACC iscritte alla FN a 80 unità.Molti i punti all’ordine del giorno dell’Assemblea.Approvazione del bilancio consuntivo 2008 della FederazioneNazionale e del Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo. Ilbilancio, di cui è pubblicato un estratto più avanti, è stato approvatocon un solo astenuto, non presente alla discussione.Approvazione del bilancio preventivo 2009. Grazie all’offertadi 20.000 euro da parte delle Assicurazioni Generali, frutto diuna campagna promozionale che prevedeva l’erogazione di unasomma in beneficenza alla San Vincenzo, è stato previsto lostanziamento di 7.500 euro a favore delle ACC che acquisterannoil programma informatico per la propria contabilità ed un secondostanziamento di pari entità per il pagamento dei soggiornidei membri del Comitato Direttivo, che si trovino in difficoltà economica,in occasione delle riunioni di CD. Il bilancio è stato approvatoall’unanimità.DALLA PRESIDENZA NAZIONALEASSEMBLEA ANNUALE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE ITALIANAQuote 2010. Sono state riproposte ed approvate le stessequote associative del 2009. Precisamente: 11 euro per la FN eCGI, 3 per l’assicurazione, 9 per La San Vincenzo in Italia (totale23 euro). È stato anche precisato che: a) dove ci sono più confratellinello stesso nucleo familiare, la quota completa sarà acarico di un solo componente mentre i rimanenti verseranno laquota priva dell’abbonamento alla rivista; b) gli ultra ottantacinquenninon pagheranno la quota assicurativa perché non possonoessere assicurati contro gli infortuni, mentre continueranno adessere assicurati per la Responsabilità Civile a carico della FN;c) le persone che, pur non appartenendo alla SV, vi collaboranoin attività manuali, è opportuno siano inserite nell’elenco degliSAN DONÀ DI PIAVE – Dalla Conferenza santi Bartolomea e LiberaleBENEDETTO NUOVO PULMINOInviato dalla presidente Bianca Pavan, pubblichiamo volentieril’articolo di Nuova Venezia.«È arrivato finalmente il pulmino della San Vincenzo. Domenicamattina, nel sagrato del Duomo, il parroco don Gino Perin, in presenzadelle autorità locali ha benedetto il nuovo mezzo acquistatodopo una lunga raccolta di fondi. Il pulmino servirà ai volontaridel gruppo di assistenza domiciliare a trasportare i malati di tumoreall’ospedale di Treviso. Il loro servizio è molto gradito in cittàperché riesce ad aiutare quelle persone sole, anziane o in difficoltàeconomiche che altrimenti non riuscirebbero a curarsi. Il gruppo,particolarmente attivo a San Donà; è formato da persone divarie età, e sono dei veri e proprio «angeli del paese» perché oltrea trasportare i malati aiutano le famiglie più povere che non riesconoad arrivare a fine mese. Periodicamente infatti consegnanoalimenti e prodotti di primario bisogno a chi si trova in difficoltà.Quanto al trasporto, il servizio giornaliero è gratuito e gestito daivolontari attraverso turni. “Esprimiamo – hanno detto Bianca Pavane Achille Sciva, presidenti di San Vincenzo e Vado – la nostragratitudine a tutti quelli che ci hanno aiutato per l’acquisto delmezzo”».BOLOGNA – Dalla Conferenza S. EgidioL’ESPERIENZA DEL DOPOSCUOLALe strade della nostra Conferenza e quelle del doposcuola, natodal progetto nazionale, si sono intrecciate fino a diventare untutt’uno. Quest’anno abbiamo 35 alunni e 20 volontari (adulti,studenti, scout). I nostri bambini di tutte le etnie che vi passanoper la mente (cinesi compresi) hanno ovviamente una famiglia.Una famiglia troppo spesso carica di problemi anche gravi; accogliendoun bambino al doposcuola abbiamo accolto anche unafamiglia. Ecco l’intreccio tra Conferenza e doposcuola gestito dallaConferenza! Forse dal nome “doposcuola” dovremmo passareal nome “dopo la scuola e con la famiglia”.28La San Vincenzo in Italiaaprile ’09


82%assicurati.Nomina commissione elettorale. In vista del rinnovo della caricadi Presidente della Federazione Nazionale nella prossima Assembleadei soci, in programma il 13 e 14 marzo 2010, sonostate approvate sia la costituzione della Commissione elettorale(sarà composta da Maria Supino, presidente, da Mario Paglierinie Giorgio Cavalcaselle, membri, e come membri supplenti daMaria Bertiato e Luciano Pelizza) e sia le modalità per la presentazionedelle candidature e per l’elezione del Presidente Nazionalee dei membri della Giunta Esecutiva per il mandato2010/2016, che, si ricorda, avverranno contestualmente.Campagna nazionale. Dopo la proiezione del filmato realizzatodallo Studio Testa nell’incontro con gli studenti alla scuolaUgo Foscolo di Torino, l’analisi delle iniziative lanciate lo scorsoanno (Concorso scolastico e Concorso progetti interni che hannoottenuto molto successo), la presentazione di slide con i risultatinegativi della raccolta fondi, sono state presentate e approvatele modalità della Campagna 2009 di cui l’articolo a pag. 6.Rendiconti ACC. I nuovi moduli, predisposti per rendicontareanche i movimenti finanziari delle ACC e delle Conferenze ad essecollegate, sono stati distribuiti all’inizio del mese. L’area innovativariguarda il Rendiconto finanziario in versione informatica,predisposto per effettuare automaticamente tutti i calcoli e, soprattutto,le elisioni necessarie. Tale necessità è giustificata dalfatto che all’interno di ogni ACC avvengono sovente movimenti didenaro ai vari livelli, che “gonfiano” artificiosamente le entrate ele uscite del Consiglio, se non vengono opportunamente elise.Settore giovanile. Il responsabile Giancarlo Rufino ha proiettatoun grafico ricavato dall’archivio informatico dei Confratelli,da cui si ricava che solo il 2% dei confratelli è costituito da personecon età fino a 35 anni (limite statutario del settore), mentrel’82% dei Confratelli ha più di 60 anni. Di qui l’invito ai Presidentidi riconsiderare la politica giovanile ed anche di curare icollegamenti con essi. Soprattutto di adoperarsi per far eleggerei Delegati giovani regionali, farli entrare nei propri uffici di Presidenza,coinvolgerli nella vita associativa ad ogni livello.Elezione Delegati Nazionali Giovani. Si terranno il 12 settembrep.v. La Commissione Elettorale, composta da Gaspare Di Maria,Massimo Fertonani e Nicoletta Lilliu, ha previsto che entro il15 maggio si raccolgano le candidature (unici requisiti: esseremembri di una ACC aderente alla FN e non avere compiuto 35anni di età) e che a fine giugno sia resa pubblica la rosa deicandidati. La Commissione ha anche sottolineato trattarsi «di unmomento importante per la nostra associazione, perché è l’occasioneper una riflessione più profonda sia sul Settore giovanilee sia sull’impegno societario per le politiche giovanili».Nel 2006 è stato buttato un seme piccolissimo. Confesso chenon ci avrei scommesso un centesimo. Ed ecco che il seme è cresciutoin maniera incontenibile. È il canto che vogliamo cantare aDio: «Signore, tu che hai detto “lasciate che i bambini vengano ame perché di essi è il regno dei cieli…”, benedici questo nostrocespuglio multietnico pieno di fiori di ogni colore, provenienza, religione.Sono fiori delicati che rispecchiano il tuo sorriso”. Il Signoreha bisogno di noi, buon cammino!Raffaella Susco BenfenatiCENTO (FE) – Dalla ConferenzaLA SAN VINCENZOENTRA NELLE SCUOLEÈil terzo anno consecutivo che la San Vincenzo entra nellescuole per presentare la sua storia e le sue finalità. E questograzie ad un progetto promosso dal Centro Servizi per il Volontariato.Ad esso, noi della Conferenza di Cento abbiamo aderito volentierie speranzose, non certo con la velleità di procurarci forzenuove, ma con l’intenzione di informare i giovani della presenzadella nostra associazione sia nell’ambito del territorio centese chein quello nazionale e mondiale.Il progetto, rivolto a tutte le classi quarte degli istituti di istruzionesecondaria di II grado, è andato a buon fine e, mentre treanni fa abbiamo chiesto noi di poter entrare nelle scuole, quest’annosono stati gli insegnanti e gli alunni ad invitarci a riproporlo.È già un successo, non vi pare? Il solo scopo è far conoscerela San Vincenzo al mondo giovanile che nulla o ben poco sa dellasua esistenza. Si dice che la pubblicità sia l’anima del commercio:chissà che da un minuscolo “granello di senapa” non possain futuro nascere una piantina. La speranza, si sa, è l’ultima a morire.TORINO – XX Giornata Caritas DiocesanaVOLONTARI SÌ,MA ANCHE PROFETISvoltasi il 14 marzo scorso, la Giornata ha avuto come tema“Preferisco il dono della profezia. La Parola di Dio per l’azioneprofetica del volontariato cristiano”. Lo scopo: rilanciare l’impegnotra i poveri radicato e orientato all’ascolto della Parola. «Oggi– ha sottolineato Luciano Paconio vescovo di Mondovì – è più facilescegliere ciò che piace, in base al tornaconto. La Parola ci richiamainvece al primato della cultura del dono che, fondandosisu Cristo, rende profetica ogni azione o consolazione».Dalla tavola rotonda: l’invito – da don Luigi Ciotti, Gruppo Abele– a mettersi in gioco personalmente, riconoscendo le proprieresponsabilità e diventando “spine propositive” nella società; il rischio– da Luca Stefanini, San Vincenzo – del volontariato ad esserelontano dall’essere profetico e ridursi a “tappabuchi”; essereLa San Vincenzo in Italiaaprile ’0929


profeti – da Ernesto Olivero, Sermig – non solo verso i poveri maanche verso i giovani; la necessità – da Cristina Cambiaggio, GVV– di una forte formazione che renda “corresponsabili nella ricercadel bene”. Pier Luigi Dovis, direttore Caritas diocesana, ha concluso«Proprio la Parola ci consente di far scoprire i valori di una caritàche non è pietismo, ma ascolto del povero capace di generarecambiamento».Agenzia delle Entrate5 PER MILLE 2009Sono stati recentemente pubblicati i moduli, le istruzioni e lescadenze per la presentazione della domanda per essere ammessial beneficio del “5 per mille”. Possono presentare la domandasolo i Consigli iscritti agli Albi del Volontariato o all’anagrafeONLUS in possesso di codice fiscale.In sintesi le scadenze:- il 20 aprile la presentazione delle domande (non saranno accoltele domande pervenute oltre tale data o con modalità diversada quella telematica);- il 28 aprile la pubblicazione dell’elenco provvisorio delle domandeaccolte da parte dell’Agenzia (sul proprio sito);- entro il 5 maggio la raccolta delle eventuali richieste di correzione;- entro l’11 maggio la pubblicazione della versione aggiornatadell’elenco delle domande accettate;- entro il 30 giugno l’invio da parte dei legali rappresentantidegli enti iscritti di “una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietàattestante la persistenza dei requisiti che danno diritto all’iscrizione”alla Direzione Regionale dell’Agenzia nel cui ambito sitrova la sede legale dell’ente (utilizzando l’apposito modulo previstodal DPCM e scaricabile dal sito internet dell’Agenzia).La legge ha confermato anche per il 2009 l’obbligo per gli entiche hanno ricevuto il contributo del 5 per mille, di redigere un appositoe separato rendiconto – corredato da una relazione illustrativa– nel quale devono indicare in modo chiaro e trasparentequale sia stata la destinazione delle somme percepite. La redazionedel documento dovrà essere effettuata entro un anno dalla ricezionedel contributo.Maggiori dettagli su: www.agenziaentrate.itBanca Etica10 ANNI DI CREDITO SOSTENIBILESono passati dieci anni da quel 8 marzo 1999 in cui Banca PopolareEtica annunciava la sua nascita, ma la freschezza e laforza della sua proposta sono rimaste intatte. Anzi, si sono addiritturarafforzate. Dai primi sportelli aperti a Padova la Banca Etica,allargando la sua presenza a tutto il territorio nazionale con 12 filiali(altre due apriranno nel 2009 a Perugia e Genova), rappresentaun’occasione preziosa per riflettere sul fatto che un mododiverso di fare banca è possibile.Nata come istituto per il finanziamento del Terzo settore, BancaEtica è divenuta la quarta più grande banca etica al mondo.I numeri provano che il modello di una banca etica, che fa creditosostenibile e non finanza derivata, funziona: 30mila soci, attivie partecipativi, comprese 4.000 persone giuridiche (fra cui 9Regioni, 40 Province e 300 Comuni) e quasi 20mila correntisti.PALERMO – Dal Coordinamento Regionale di SiciliaXLV CONVEGNO REGIONALEImperniato sul tema “La Conferenza nel nuovo assetto federale:spiritualità, formazione, operatività”, il Convegno si è svoltoa Cefalù l’8 e il 9 novembre scorso. Dopo i saluti di Nicola Testa(Presidente ACC di Termini Imprese), di Giovanna Badalamenti(Presidente Coordinamento regionale), Luca Stefanini(Presidente Federazione Nazionale), sono succedute le relazionidi Roberto Calia su “La Conferenza di Ozanam ieri e oggi”, diPadre Giovanni Battista Bergesio “Con Dio e con i poveri”, sucui hanno lavorato quattro gruppi di studio. Spazi forti del Convegno:il Momento Liturgico con Padre Antonio Vitello e la ConcelebrazioneEucaristica presieduta da S.E. Mons. FrancescoScalambro.«Il Convegno – ha affermato Giovanna Badalamenti a conclusione– è stato un momento di incontro e di rilancio di tuttal’attività di volontariato verso i più poveri, i bisognosi e quanti aqualunque titolo si trovano in situazione di necessità. L’obiettivoprimario del Convegno è stato quello di essere lievito di solidarietàe dare un respiro più alto alla nostra Regione affinché uominie donne di buona volontà si impegnino per promuovereuna società più sostenibile e più inclusiva.».30La San Vincenzo in Italiaaprile ’09


Un capitale sociale di circa 25 milioni di euro e una raccoltache nel 2008 ha toccato i 550 milioni. Finanziamenti erogati,sempre nel 2008, per un valore di 422 milioni (le sofferenzesono allo 0,35%), che sono andati a sostenere singolie organizzazioni in uno dei quattro settori d’intervento eticiindividuati dalla banca: cooperazione sociale, cooperazioneinternazionale, ambiente, cultura e società civile. Cifre importanti,ma quello che più colpisce è che sono state sempre increscita, soprattutto negli ultimi mesi.(Fonte Avvenire)Volontariato e Terzo SettoreCARTA DELLA RAPPRESENTANZAIl volontariato e il terzo settore hanno finalmente a disposizioneuna Carta della rappresentanza. Presentato ufficialmentea Roma nel dicembre scorso, il documento vuole favoriree sostenere il ruolo del volontariato e del terzo settorenella comunità come rete di risposte e di promozione del benecomune, e agevolare i rapporti con la pubblica amministrazione.Sono intervenuti alla presentazione: Stefano Tabò, presidenteCelivo; Marco Granelli, presidente CSVnet; Pier GiorgioLicheri, presidente Convol; Mauro Giannelli della Consultadel Volontariato presso il Forum del Terzo Settore; Valerio Balzini,portavoce Forum Ligure Terzo Settore.Si apre ora una fase di conoscenza e di promozione dellaCarta presso le organizzazioni sociali e le loro reti, affinché lasottoscrivano e la facciano propria. L’obiettivo è che la Cartapossa diventare fattivamente una mappa per orientarsi nellacostruzione di reti e luoghi di rappresentanza, e sia condivisada tutto il volontariato e dalle altre componenti del terzo settore.Dal 22 dicembre è attivo il sito www.cartadellarappresentanza.itdedicato all’illustrazione del documento e delle iniziativecollegate. Info: info@cartadellarappresentanza.itPensieri & ParoleDon EliaEra una fredda sera di fine novembre. Dal fiume circostantesaliva una fitta nebbia. Don Elia, avvoltonel suo tabarro nero, la testa semicalva coperta da un bascoportato alla francese, si avviava lentamente verso lacasa del suo amico Rubens per portargli l’ultimo saluto euna benedizione.Elia e Rubens si erano conosciuti molti anni addietro.Rubens era un eccellente restauratore di quadri antichi diarte sacra. Don Elia aveva nella sua chiesa un quadro delseicento raffigurante una Madonna che sorregge un bambinonei suoi primi passi. Il quadro era molto degradato,aveva bisogno di un ampio restauro. Un giorno bussò allostudio di Rubens, il quadro da restaurare sotto il braccio.Rubens lo accolse gentilmente. Rubens si dichiarava“ateo e massone”.Con don Elia nacque una vera amicizia. Li univaun’infanzia difficile. Sia Rubens che don Elia erano rimastiorfani da bambini. Rubens era stato allevato dauna zia nubile proprietaria di una attività commerciale,che lo avviò agli studi artistici all’Accademia. Poi, laprofessione di pittore e restauratore. Don Elia alcuni mesiin orfanotrofio, poi il seminario e il sacerdozio e unaparrocchia.Mentre sale le scale per raggiungere lo studio dove sitrova la salma dell’amico Rubens: alla mente i ricordidei loro incontri, a volte burrascosi, ma sempre nel rispettodelle rispettive identità. La voce tagliente dell’amicoRubens che gli diceva “Dio l’avete inventato voipreti per confondere le idee alla gente e spillargli quattrini”.Ricorda il giorno quando Rubens gli consegnò ilquadro della madonna restaurato. Era rigenerato, i coloririportati alla luce originaria, un lavoro eccellente. Quandochiese il prezzo per il lavoro, si sentì rispondere:“Nulla, questo è il dono di un amico ad un altro amico”.Entrò nello studio. Attorno alla bara sostavano alcuniamici della società per la cremazione con lo stendardonero. Per le regole ferree di quel tempo, i primi anni cinquanta,chi sceglieva la cremazione non poteva goderedei funerali religiosi e quindi anche della benedizione.Don Elia estrasse l’asperges dalla tasca e benedisse lasalma tra lo stupore dei presenti. A don Elia contava piùla misericordia che le regole.Nel giorno dei funerali echeggiavano le note grevidella banda musicale che precedeva il carro funebre.Don Elia aveva esposto, appoggiato ad un cavalletto, ilquadro della Madonna restaurato dall’amico scomparso,segno della loro amicizia. Quando il carro funebre transitòdavanti alla chiesa don Elia lo benedisse: “Caro Rubens,sarà Lei a sorreggerti nel cammino verso il Signore,quel Signore che tu affermavi di non esistere”.Ancora una volta alla durezza della legge, don Eliaaveva scelto la dolcezza della Misericordia di Dio.Zeta


la bachecaPremio “Carlo Castelli”per la solidarietà32Parlando di responsabilità, si ricorda che “Non nuocere” è ilprincipio dell’etica, mentre “Non nuocere all’altro” è ilprincipio della giustizia. Nel Vangelo di Matteo troviamo stranamenteuna modificazione della famosa regola aurea: il“Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” diventa“Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”.Sembra che non vi sia differenza, e invece c’è.La San Vincenzo in Italiaaprile ’09Con il tema “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te” è stata avviata la II edizionedel Premio riservato ai detenuti delle carceri italiane.Promosso dalla Federazione Nazionale Italiana della Società di San Vincenzo e dallaFondazione Federico Ozanam – Vincenzo De Paoli, il concorso, con l’intento di coniugarecultura e solidarietà, avrà il seguente monte premi:1° classificato: 1.000 euro + una donazione a nome del vincitore di materiale e sussidididattici ad una scuola di un Paese povero per un valore di 1.000 €;2° classificato: 800 euro + una borsa di studio destinata ad un minore straniero uscitodal carcere del valore di 1.000 €;3° classificato: 600 euro + un’adozione a distanza a suo nome, per cinque anni, perfar studiare un bambino del Terzo mondo - valore 800 €;Attestato di merito ad altri 10 autori dei migliori elaborati.Il regolamento prevede: a) che gli elaborati abbiano un titolo libero, diverso dal temasuggerito. Debbano trattare di esperienze, anche personali, di solidarietà, di civismo, rifiutodella violenza, rispetto della persona, della legalità, dell’ambiente, per una cultura dellapace; b) che gli elaborati e relativi moduli siano spediti in busta chiusa, entro il 15 giugno2009, alla Segreteria Premio Carlo Castelli, Via L. Landi, 39 - 57025 Piombino (LI).La premiazione avverrà all’interno di un istituto penitenziario entro il mese diottobre/novembre 2009.Faranno parte della giuria: Andrea Pamparana (Presidente), Italo De Curtis, Cesare Guasco,Angiolina Freda, Giorgio Ronconi, Laura Novelli Dall’aglio, Romolo Pietrobelli.Il regolamento completo con le norme di partecipazione può essere richiesto all’ACC diPiombino tel. 0565/225207 (Caterina Fatic), fax. 0565/228056, e-mail: piombino@sanvincenzoitalia.it.■«Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te»Napoli: consegnapremi concorso 2008Mentre nel non fare agli altri quello che non vorresti fatto ate, il principio è il non nuocere, nel fare agli altri quello chevorresti fosse a te, il principio è l’aiutare chi soffre, perdonarechi ha sbagliato, sollevare chi è caduto. L’etica diventa l’eticadel dono, e, nella quotidianità, questa è la più necessaria.Salvatore Natolidocente di Filosofia teoretica


Attività 2008 dellaConfederazione InternazionaleCome tutti gli anni, ilPresidente GeneraleJosé Ramòn DiazTorremocha hainviato ai ConsigliSuperiori e Assimilatiil rendiconto delleattività svolte. Neriportiamo unestrattoMarco BétempsSanta Sede e Famiglia Vincenziana - In occasione del 175° anniversario della fondazionedelle Conferenze, il Santo Padre ha inviato al Presidente Generale Internazionale, per mezzodel Segretario di Stato, il messaggio (pubblicato sul n. 1-2/2009 pag. 19) che dimostral’appoggio pontificio alla nostra Società.Quest’anno la Società di San Vincenzo del Guatemala - con la presentazione di un progettoagricolo - ha vinto uno dei due concorsi banditi da un ente vicino alla Congregazionedella Missione, per promuovere lo Sviluppo Sistemico.Commissione Tecnica Territoriale - La Commissione Tecnica Territoriale ha approvato aiutia diversi paesi, prelevandoli dal Fondo Internazionale, che ha ricevuto nel corso del 2008dai Consigli e Conferenze 528.000 euro.Visite del Presidente Generale - In aprile, su invito del Consiglio Superiore del Belgio, hapresenziato all’insediamento del neo eletto Presidente Nazionale, Léon Even.In giugno si è recato in Canada, accompagnato dal Consigliere Spirituale Internazionale,P. Yvon La Roche, per l’Assemblea Generale canadese tenutasi a Québec.Ha poi partecipato alle Giornate Mondiali della Gioventù di Sydney, dove ha avuto il privilegiodi assistere alla cerimonia di benvenuto al Santo Padre nella residenza del governatoredi Sydney.Grazie all’aiuto dei confratelli di Hong Kong e del Consiglio Superiore della Spagna, èstato possibile visitare diversi paesi asiatici: così in settembre è stata visitata la Malesia,le Filippine, la Tailandia, Hong Kong, Macao e i primi gruppi di Conferenze insediate nellaCina Continentale. Questa è stata la prima volta che un Presidente Generale della Societàdi San Vincenzo ha potuto entrare nella Cina continentale. Questi gruppi caritativi, fortementelegati ai loro Vescovi, lasciano bene sperare per un crescita futura della Società inCina.Infine in novembre ha partecipato all’Assemblea Generale della Società dell’Inghilterrae Galles.Situazione economico-finanziaria del Consiglio Generale - L’iniziativa del Presidente delConsiglio Superiore dell’Australia, assistito da diversi collaboratori, per il finanziamento delConsiglio Generale lascia bene sperare nonostante la precarietà della situazione attuale.La San Vincenzo in Italiaaprile ’0933


PARIGI: sede della CGIin Rue de Londres34La San Vincenzo in Italiaaprile ’09Tale iniziativa ha portatoalla firma a giugnoa Salamanca diun concordato firmatodai presidenti dei 16principali paesi contribuenti,che si impegnanoa fornire contributifissi e precalcolatiper garantire la sopravvivenzadel ConsiglioGenerale.Contemporaneamenteil Consiglio Superioredella Spagna ha effettuatouna donazioneper consentire al PresidenteGenerale dieffettuare le necessarievisite ai Paesi Poveri che non sono in grado di contribuire allespese di viaggio.Progetto “Mobilità” - Per la prima volta il Consiglio Generale haottenuto un contributo per la formazione dall’Unione Europea. Perla durata di tre anni, la UE finanzierà la formazione di un gruppodi confratelli europei e di altri volontari di età superiore ai 50 annicon la finalità di sviluppare un volontariato transnazionale europeo(vedere La San Vincenzo in Italia 1-2/2009 pag. 4).Sviluppo societario - La Società è in continua espansione in tutti icontinenti, tranne che in Europa.Fondazione Bailly & Lallier - Dopo aver consultato confratelli diculture e provenienze diverse da tutte le parti del mondo con importanticontributi, il Consiglio Generale ha approvato la creazionedi un nuovo gruppo di lavoro internazionale chiamato “FondazioneBailly & Lallier della Società di San Vincenzo De Paoli”.Lo scopo è quello di fornire una formazione permanente a livellointernazionale ai confratelli e di essere maggiormente presentidi fronte alle nuove povertà morali e intellettuali che nasconoovunque nel mondo.Il primo passo riguarda la formazione di dirigenti della Societàe la creazione di un sistema formativo su sito Web. Un appositofascicolo illustrativo è stato distribuito a tutti i Consigli Superiori eAssimilati. (Sarà presentato anche sulla nostra Rivista - N.d.R.)Giovani Vincenziani - Con grande gioia, e grazie ai contributi di diversiConsigli Superiori ai giovani dei paesi più poveri, si è riunitoa Salamanca un bel gruppo di oltre 80 giovani provenienti da tuttele parti del mondo. Contestualmente si è creato un ComitatoInternazionale Giovani che ha nominato come proprio coordinatoreil francese Spiewak. Il Comitato si è riunito nello scorso mese didicembre a Parigi, nella sede della Federazione dove i giovani sisono ripartiti i vari incarichi.Pagina Web - Le viste al sito Web della Società sono aumentatecontinuamente nel corso dell’anno ed hanno raggiunto la cifra di307.000. L’indirizzo del sito è ora www.ssvpglobal.org ■Sintesi bilancio 2008APPROVATO NELL’ASSEMBLEA DEL 7 MARZO 2009Relazione al bilancio 2008Il bilancio presentato è il primo dopo la costituzionedella Federazione Nazionale avvenuta il 12 gennaio2008. Viva la soddisfazione di presentare un bilancio inlinea con le previsioni e in leggero attivo (euro9.132,73), a dimostrazione che la nuova strutturasocietaria ha costi sostanzialmente equivalenti a quellaprecedente. Nel corso del 2008 sono rimaste costanti ledifficoltà ad ottenere nei tempi previsti i rendiconti deiConsigli ed i versamenti dei contributi alle spesegestionali. Si spera che questa situazione possamigliorare nel 2009, grazie al versamento diretto dellequote da parte di molte ACC. Nel bilancio,contrariamente alla tradizione, le spese gestionali dellaFederazione e quelle della Rivista Nazionale sono stateaccorpate come stabilito nel bilancio di previsione2008. Alla luce dell’esperienza fatta, nel preventivo2009 la gestione amministrativa della Federazione equella della Rivista Nazionale La San Vincenzo in Italiasaranno di nuovo tenute distinte.Gestione amministrativa della Federazione NazionaleI contributi di competenza inviati dai CoordinamentiRegionali e Centrali Autonomi ammontanocomplessivamente a euro 144.181,00, di cui euro48.600,00 per la Confederazione Internazionale diParigi. Rispetto alla previsione di incassare la sommacomplessiva di euro 146.160,00 di competenza del2008, si evidenzia una diminuzione di euro. 1.979,00dovuta ad un calo di iscritti. Da rilevare tra i ricavi euro84.297,00 per gli abbonamenti alla Rivista Nazionale;euro. 56.202,00 per l’Assicurazione Zurigo; euro25.007,83 per la Campagna Nazionale (con un margineattivo di euro. 5.694,17). L’esercizio si chiude con unavanzo di gestione di 9.132,73 euro che copreampiamente il passivo generato nel 2007.Settore Solidarietà e Gemellaggi nel mondoLe offerte per le adozioni, progetti, emergenze egemellaggi ammontano a euro 1.071.685,36. Sono datiche evidenziano la vitalità del Settore. Da rilevare: lasomma complessiva di euro 1.009.218,90 rimessa perle attività elencate e l’importo di euro 109.780,00 inrimesse da destinare (trattasi di entrate pervenute a fine2008 ed utilizzate ad inizio 2009); l’importo di euro76.297,34 per il personale.L’esercizio si chiude con un disavanzo di gestione di46.479,68 euro. Questo ultimo è assorbito dalledisponibilità liquide derivanti da precedenti annate inattivo ed è dovuto a maggiori oneri di gestione.


Federazione Nazionale Società San Vincenzo De PaoliSTATO PATRIMONIALE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALEATTIVITA'PASSIVITA'Disponibilità liquide Debiti a breve termine 24.697,92Cassa 706,14Banche c/c 49.589,04 Fondo TFR 14.343,02C/C postale 12.386,08 62.681,26Fondi ammortamento immobilizzazioni materiali 9.945,81CreditiCrediti per attivi 53.188,67 Patrimonio sociale 73.738,24Creditidiversi 938,92 54.127,59Immobilizzazioni materiali 11.950,41Immobilizzazioniimmateriali 3.098,46BILANCIO GENERALE CHIUSO AL 31/12/2008Totale Passivo 122.724,99Avanzo di gestione 9.132,73Totale attivo 131.857,72 Totale a pareggio 131.857,72CONTO ECONOMICO DELLA FEDERAZIONE NAZIONALECOSTIRICAVIAttività della Federazione NazionaleFederazione NazionaleContributi per C 48.600,00 Quote 144.181,00Costo per Assicu 53.385,64 Incassi per Assicurazione Confratelli 56.202,00Attivitàistituzio 67.268,19 Abbonamenti 84.297,00169.253,83 Altri ricavidella Federazione Nazionale 63.673Sede presidenza nazionale 74.431,47 348.352,56Settore Giovanile 13.310,35Rivista La San Vincenzo in Italia 79.913,32 Settore Giovanile 7.256,00Responsabili Settori 1.023,90Giunta Esecutiva 8.542,96Totale costi 346.475,83 Totale ricavi 355.608,56Avanzo d'esercizio 9.132,73Totale a pareggio 355.608,56 Totale a pareggio 355.608,56STATO PATRIMONIALE DEL SETTORE GEMELLAGGI NEL MONDOATTIVITA'PASSIVITA'Disponibilità liquide Debiti a breve termine 121.581,77Cassa 165,91 Fondi ammortamento immobilizzazioni materiali 10.753,12Banca Intesa c/c 207.224,22C/c postale n 14 56.224,36 263.614,49 Fondo TFR 9.267,57Creditidiversi 2.099,99Immobilizzazioni materiali 16.469,89 Patrimonio sociale 187.061,59Totale attivo 282.184,37Disavanzo di gestione 46.479,68Totale a pareggio 328.664,05 Totale Passivo 328.664,05CONTO ECONOMICO DEL SETTORE GEMELLAGGI NEL MONDOCOSTIRICAVIRimesse per adozioni609.138,90 Offerte per adozioni 639.598,55Rimesse per emergenze99.800,00 Offerte per emergenze 146.619,25Rimesse per progetti268.520,00 Offerte per progetti 246.157,40Rimesse per gemellaggi23.860,00 Offerte per gemellaggi 26.913,16Rimesse per spedizioni3.350,00 Offerte per spedizioni 10.732,00Offerte 4.550,00 1.009.218,90 Offerte 1.665,00 1.071.685,36Costi per servizi 35.731,39Costi del personale 76.297,34 AffittiEreditàGreselin 6.017,00 6.017,00Ammortamenti 1.676,16Oneri finanziari 1.430,90 Interessi attivi c/c postale 122,44Oneri tributari 4.262,42 Interessi attivi c/c bancari 3.801,90Oneri diversi di gestione 1.315,29 Interessi attivi su titoli 1.789,60Arrotondamenti attivi 36,42 5.750,36Totale costi 1.129.932,40Totale ricavi 1.083.452,72Totale costi 1.129.932,40Disavanzo d'esercizio 46.479,68Totale a pareggio 1.129.932,40


36’’La San Vincenzo in Italiaaprile ’09LIBERI PER VIVEREAmare la vita, fino alla finePresentato il 20 marzo da Scienza & Vita, Forum delle Associazioni Familiari e Retinopera,il manifesto «Liberi per vivere» nasce per lanciare una grande campagna,capillare e di lungo respiro, di sensibilizzazione e coscientizzazione popolare sul finevita e per correggere una malintesa idea di libertà.Per essere più precisi, a fronte delle correnti culturali del nostro tempo che spingonoapertamente al “diritto di morire” e di abbandono dei malati che generano solitudinee che mettono le basi per la richiesta dell’eutanasia, il manifesto intende avviareun grande moto popolare che favorisca la diffusione tra la gente di una coscienzacristiana sul fine vita. Evidentemente con l’aiuto della comunità cristiana,dell’associazionismo cattolico, delle parrocchie, e in dialogo con le altre istanze dellasocietà civile!In breve tempo il manifesto è stato sottoscritto da 30 movimenti e associazioni,tra cui la Federazione Nazionale Italiana della Società di San Vincenzo De Paoli.L’uomo è per la vita. Tutto in noi spinge verso la vita, condizioneindispensabile per amare, sperare e godere dellalibertà. Il dramma della sofferenza e la paura della mortenon possono oscurare questa evidenza. Chi sta male, infatti,chiede soprattutto di non essere lasciato solo, di esserecurato e accudito con benevolenza, di essere amatofino alla fine. Anche in situazioni drammatiche, chiederela morte è sempre l’espressione di un bisogno estremod’amore; solo uno sguardo parziale può interpretare il disagiodei malati e dei disabili come un rifiuto della vita.Persino nelle condizioni più gravi ciò che la persona trasmettein termini affettivi, simbolici, spirituali ha una straordinariaimportanza e tocca le corde più profonde delcuore umano.Certo, la possibilità di levar la mano contro di sé, di rinunciareintenzionalmente a vivere, c’è sempre stata nellastoria dell’umanità; ma in nessun popolo è esistita la pretesache questa tragica possibilità fosse elevata al rangodi diritto, di un “diritto di morire”, che il singolo potesse rivendicarecome proprio nei confronti della società.La persona umana, del resto, si sviluppa in una fitta retedi relazioni personali che contribuiscono a costruire lasua identità unica e la sua irripetibile biografia. Troncaretale rete è un’ingiustizia verso tutti e un danno per tutti.Teorizzare la morte come “diritto di libertà” finisce inevitabilmenteper ferire la libertà degli altri e ancor più il sensodella comunità umana. Per chi crede, poi, la vita è un donodi Dio che precede ogni altro suo dono e supera l’esistenzaumana; come tale non è disponibile, e va custoditofino alla fine. Esistono malattie inguaribili, ma non esistonomalattie incurabili: la condivisione della fragilità restituiscea chi soffre la fiducia e il coraggio a chi si prendecura dei sofferenti.La vera libertà per tutti, credenti e non credenti, è quelladi scegliere a favore della vita, perché solo così è possibilecostruire il vero bene delle persone e della società. Perquesto sentiamo di dover dire con chiarezzatre grandi SÌ:Sì alla vitaSì alla medicina palliativaSì ad accrescere e umanizzare l’assistenza ai malati eagli anzianie tre grandi NONo all’eutanasiaNo all’accanimento terapeuticoNo all’abbandono di chi è più fragileCome cittadini sappiamo che la nostra Costituzione difendei diritti umani non già come principi astratti, ma comeil presupposto concreto della nostra vita che è nello stessotempo fisica e psichica, privata e pubblica. Mai comeoggi la civiltà si misura dalla cura che, senza differenzetra persone, viene riservata a quanti sono anziani, malatio non autosufficienti. Occorre in ogni modo evitare di aggiungerepena a pena, ma anche insicurezza ad insicurezza.Chiediamo che le persone più deboli siano efficacementeaiutate a vivere e non a morire, a vivere con dignità, non amorire per falsa pietà. Solo amando la vita di ciascuno finoalla fine c’è speranza di futuro per tutti.’’Info e adesioni: www.scienzaevita.org – segreteria@scienzaevita.org


lettereal direttoreProposteOmaggio del quotidiano Avvenire. Per la “consapevole letturadel tempo che stiamo vivendo” mi chiedo se è possibile la ripresadell’azione culturale di Federico Ozanam oggi scomparsadietro le elemosine. Potrebbe essere il modo di distinguersi da Caritasche ci sta assorbendo (siamo tutti vecchi) anche nella nostraparrocchia (San Luigi Gonzaga - Milano).Serve un vero argomento culturale per Avvenire e la mia idea datanti anni si impernia sulla cultura atea-agnostica che è fortementein crisi e noi non ce ne siamo accorti.A Messa preghiamo per i preti dell’Oratorio affinché riescano atrasmettere la Fede “in semplicità” cioè senza pensarci troppo su,mentre invece sarebbe proprio il caso di parlarne come si deve.Per farla corta sparo “un sonetto”Ateo candidoMi dica, signor Parroco, perchéLei continua a chiamarmi “non credente”Io che credo nel nulla fermamenteAl di sopra di tutto quel che c’è?Di motivi in effetti non ce n’èPer pensar che così, senza una MenteSia nato l’universo intelligenteAutor della coscienza che c’è in me.Provate voi a credere nel nullaCosì, senza i miracoli e i segnaliCoi quali il Padreterno vi trastulla!Credenti come me non ce n’è uguali.Occhio di talpa, cuore di fanciulla!Angelo disperato senza l’ali.C’è tutto un seguito di argomenti che in una pagina non ci stanno,ma se i colloqui di Stephen Hawking (il fisico londinese paralitico)trovano udienza quasi solo in Vaticano, è perché gli altri hannovoltato pagina perché la guerra è persa.E noi non lo sappiamo.Tocca a noi smetterla di onorare i credenti nel nulla con l’etichetta“non credenti” che spiega al popolo che loro sono differentida noi che non sappiamo usare la ragione.Di miracoli, che come insegna Gesù (che la sa lunga) sono lavera prova dell’Onnipotente, se ne parla solo nelle barzellette e noinon sapremmo indicarne neppure due o tre dei più chiari.Ce n’è abbastanza per un “servizio” sistematico della San Vincenzosu Avvenire?Sono vecchio e Vi salutoTito Tamburini di MilanoNuovi fondi di assistenza per i Comuni. In questo periododi tempo, nel quale sono aumentate le difficoltà economicheper molte famiglie, è utile elaborare qualche iniziativache possa incrementare i fondi di assistenza dei Comuni senzaincidere sui consumatori e quindi sul processo inflattivo delcarovita; ciò potrebbe avvenire se si stabilisse un prelievo fiscaleminimo e molto diffuso, che dovrebbe rimanere a caricodei venditori In questo senso si potrebbe ipotizzare un prelievoper ogni scontrino fiscale o documento equivalente, talmentebasso, da non essere riversato nella maggioranza dei casi suicompratori; è noto infatti che già attualmente frazioni di pochicentesimi non vengono generalmente richieste nelle vendite.La proposta potrebbe essere la seguente: un’imposta di 1centesimo per tutti gli scontrini fiscali sino a 10 euro, un’impostadi 2 centesimi per gli scontrini da 11 a 50 euro, un’impostadi 5 centesimi per gli scontrini da 51 a 100 euro,un’imposta di 10 centesimi per gli scontrini superiori a 100euro. Per alcuni beni o servizi particolari, quali i biglietti per glispettacoli (cinema, teatro, musica, sport) l’imposta potrebbeessere superiore, ad esempio nella misura di 5 centesimi per ibiglietti sino a 10 euro e di 10 centesimi per i biglietti superioria detto importo; analogo discorso si potrebbe fare ancheper le vendite dei negozi di oggetti da regalo o delle profumerie,ecc...L’imposta sarebbe facile da calcolare e da controllare edovrebbe essere versata dai venditori dopo alcuni giorni dallachiusura di ogni mese su un conto specifico della tesoreriadel Comune, ove si svolge l’attività commerciale. L’importocomplessivo dell’imposta dovrebbe essere rilevante se si considerail grande numero di scontrini fiscali che vengono emessiogni giorno.Per rendere attuale quest’idea la San Vincenzo, in una visionedi più ampio e moderno respiro, si potrebbe fare portatricedell’idea stessa, avvicinando parlamentari della maggioranzae dell’opposizione, i quali potrebbero presentare, anchecongiuntamente, una proposta di legge in tal senso, propostache probabilmente non dovrebbe incontrare ostacoli nel Parlamento,perché sarebbe senza oneri per lo Stato e senza conseguenzeinflattive o comunque con conseguenze minime, anchese l’imposta fosse riversata sui compratori, perché non legata,salvo i casi particolari, a specifici beni.L’idea in questione, ovviamente, può essere migliorata nell’esposizione,nei contenuti e nella valutazione degli importida stabilire.Francesco Canfora di RomaPubblico volentieri le due lettere che, oltre a interrompere una certa astinenzadi comunicazione con i lettori, sono fautrici di proposte che inducono alla riflessioneed anche a possibili iniziative concrete.Il DirettoreLa San Vincenzo in Italiaaprile ’0937


COMUNICATO DELL’8 APRILECarissimi, con profondo dolore debbo comunicarvi che il figlio del Presidente della Conferenzade L’Aquila è stato estratto dalla “casa dello studente” senza vita. Oggi hannocominciato ad arrivare sulla costa abruzzese i primi sfollati, le nostre Conferenze di Giulianova,Teramo e Casalbordino, di concerto con la Caritas e le Parrocchie locali hanno iniziailfattoLa Via Crucisdell’AbruzzoAlle 03,32 del 6 aprileil terremoto. Scattatasubito la gara disolidarietà con episodidi grande umanità ecoraggio da parte deiVigili del fuoco e dellaProtezione civileAPPELLO DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE ITALIANA DEL 7 APRILEImezzi di comunicazione ci hanno già ampiamente informato sul numero delle vittime esulla consistenza dei danni. La San Vincenzo Italiana è presente a L’Aquila con una grandeConferenza. È fonte di grave apprensione il fatto che sin ora abbiamo potuto avere contatticon il solo Presidente e nulla sappiamo degli altri Confratelli. È ancora troppo prestoper decidere un dettagliato progetto in cui impegnare la San Vincenzo italiana, ma non appenapossibile faremo certamente quanto necessario per aiutare concretamente i nostrifratelli nel bisogno. Sarà quindi indispensabile un grande sforzo di solidarietà per dare unsegno della nostra partecipazione. Potete utilizzare i conti correnti sotto indicate per inviarei vostri contributi.Le nostre preghiere e i nostri aiuti saranno il generoso segno di una vincenziana presenza.Fraterni saluti.Luca Stefanini e Annunziata Rigon Bagarella* Conto corrente bancario presso CASSA RISPARMIO DEL VENETO SpACorso Palladio, 108 - 36100 VICENZAIBAN: IT56Z 06225 11820 097743970127* Conto Corrente postale numero 000014798367IBAN: IT94F 07601 11800 000014798367Intestati a: Società San Vincenzo De Paoli Via Giuliano Ziggiotti, 15 - 36100 Vicenza


to a soccorrere gli sfollati nelle prime urgenti necessità.Certo del sostegno che arriverà da tutti voi hoautorizzato le Conferenze locali ad effettuare le primespese, inviando per adesso i fondi necessari. LaConferenza di Lanciano inoltre, di concerto con laDiocesi, sta studiando le migliori forme di aiuto peri piccoli centri circostanti L’Aquila, i quali al momentosembrano i più trascurati dai soccorsi, anchea loro invierò fondi. La Confederazione Internazionaleha preannunciato l’invio di 5.000,00 euro ealtri consistenti aiuti ci sono stati promessi dallaSan Vincenzo di Bolzano-lingua tedesca. Vi terròaggiornati sulle prossime iniziative. Fraterni saluti.Luca StefaniniDear Luca: I am, and we all at Council General arereally dismayed by the catastrophe Italy is passingthough in these moments. On behalf of all, I assureyou our prayer and the disposal of Council Generalfor anything in our powerful reach. With my prayerand affection in these difficult moments.José Ramón Díaz-TorremochaPresidente General Confederación InternacionalCari Confratelli, vorremmo inviare alla San Vincenzodi Aquila, per questo terribile terremoto, come unveloce aiuto Euro 10.000,00. Ci potete mandareper E-Mail o per Fax le coordinate bancarie dellaSan Vincenzo di Aquila o le Vostre e Voi inviate daparte ns. questa somma a loro.Josef Plankensteinera nome del Presidente Conte Toggenburg’’■ quasi 300i morti■ alcune decinedi migliaiagli sfollati■ un numeroimprecisatodi abitazionilesionatee inagibili■ interi paesidistrutti’’Dà anche Tu una mano alla FederazioneNazionale della Società diSan Vincenzo De Paoli per aiutarlaa “colorare la vita” dei poveri5x1000Codice Fiscaledella Federazione Nazionale96111070585LA RISURREZIONEDI CRISTOÈ LA NOSTRA SPERANZAAuguri di cuore a ciascuno di Voi peruna Santa Pasqua. Il Cristo Risortoricolmi di grazia e di gioia la Vostravita, quella dei Vostri cari e dellefamiglie che seguite.Ricolmi di grazia, conforto e speranza letante famigliefortementeprovate dallaperdita dei lorocari e dei lorobeni neldisastrosoterremoto inAbruzzo.


abbonamenti2009’’Non angustiateviper nulla, ma inogni necessità esponete aDio le vostre richieste, conpreghiere, suppliche eringraziamenti; e la pace diDio, che sorpassa ogniintelligenza, custodirà ivostri cuori e i vostri pensieriin Cristo Gesù. Inconclusione, fratelli, tuttoquello che è vero, nobile,giusto, puro, amabile,onorato, quello che è virtù emerita lode, tutto questo siaoggetto dei vostri pensieri.Ciò che avete imparato,ricevuto, ascoltato e vedutoin me, è quello che dovete’’fare. E il Dio dellapace sarà con voi!San PaoloLettera ai Filippesi 4, 6-9www.sanvincenzoitalia.itLa rivista La San Vincenzo in Italiaè l’organo di stampa nazionaledella Società di San Vincenzo DePaoli.Ha lo scopo di diffondere la culturavincenziana.Aiuta a leggere i segni del nostrotempo.È strumento di collegamento traConfratelli, Conferenze, Consigli.Concorre a realizzare l’unitàsocietaria, secondo quanto scrittoda Ozanam a Lallier: «Tutta laforza delle Conferenze ènell’unione, e la particolarità dellaloro opera sta nella suauniversalità».La quota associativa per la FederazioneNazionale comprendel’abbonamento alla rivista. Isoci non dovranno versare altricontributi salvo, se lo desiderano,quello di sostenitore.Il contributo ordinario o sostenitoreresta immutato per gliamici lettori, non appartenentialla Società di San Vincenzo, cheringraziamo per l’interesse e lasimpatia con cui ci leggono.Il contributo regolare per diecipubblicazioni è:- Ordinario: € 10,00- Sostenitore: € 25,00- Una copia: € 1,50Conto corrente postale n. 98990005intestato a: La San Vincenzo in ItaliaVia della Pigna, 13/a - 00186 RomaComunicare le variazioni di indirizzoindicando sempre il relativo numerodi codice

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