SPECIALE L'ENERGIA DEI BRICS Brasile, Russia ... - Corrente - Gse

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SPECIALE L'ENERGIA DEI BRICS Brasile, Russia ... - Corrente - Gse

Tariffa Regime Libero - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB RomaMaria Van der HoevenPolitiche strategiche perl’efficienza energeticaSara RomanoETS valido. Ma dia giusti segnali di prezzoJoëlle ChassardVerso un nuovo accordo per il climaAlexander MedvedevCon South Stream noi vicini all’EuropaGiuliano MonizzaSmart Grid e Smart City il futuro è quiGiuliano FrosiniIncrementeremo le interconnessionitransfrontaliereGiovanni RealeUscire dall’individualismo e riscoprireil bene comuneElementiPeriodico del GSE Agosto - Novembre 2013SPECIALEL'ENERGIADEI BRICSBrasile, Russiae Sudafrica29


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IL SENSODELL’EFFICIENZAENERGETICAHo sentito qualcuno parlare diefficienza energetica come una sortadi impoverimento degli stili di vita dellepersone e del livello di benessere finoa oggi raggiunto. Benessere in questo caso inteso in rapportodirettamente proporzionale con la capacità di avere e diconsumare.Non è così. E non deve essere così. La crisi economica cheha investito l’Occidente ha dettato un’inversione di rotta.Ci ha detto che un sistema concepito e realizzato secondola cultura del consumo, figlio di un liberismo sfrenato, èun fallimento da un punto di vista morale prima e socialepoi. Quel che serve è una revisione etica dei pensieri e delleattività delle persone, tutte, dal semplice cittadino a chi haresponsabilità di guidare comunità piccole o grandi.Tra le azioni che in questo ambito si possono annoverarec’è proprio la predisposizione e l’attuazione dell’efficienzaenergetica, che - se ben sviluppata - potrà evitare gli effettinegativi causati dal suo contrario. Come l’aumento dei costidelle materie prime e dei prodotti finiti, l’inquinamentoambientale con conseguente danno alle persone e alterritorio, l’indebolimento della capacità di spesa deicittadini e via dicendo. Situazioni capaci di mettere a rischiopossibili spiragli di ripresa economica.Da cosa si deve partire? Prima di tutto dalla ricerca, chedeve essere continuamente favorita e stimolata, garantendoa chi opera nel suo ambito un’adeguata considerazionee un costante supporto umano, materiale ed economico.Dallo sviluppo tecnologico legato allo sfruttamento delleenergie rinnovabili, in grado di allargare il raggio d’azionedelle fonti alternative e contribuire alla riduzione dei costid’acquisto dei combustibili fossili. E poi dalle attività piùelementari. Quelle che riguardano tutti noi. Dai consumienergetici domestici, per esempio. Risparmiare la corrente,utilizzandola solo quando e dove è necessario, è un attod’efficienza, oltre che di responsabilità civica. Ci fa spenderemeno e porta ad economizzare la produzione di energiaelettrica. Lo stesso dicasi per l’acquisto degli elettrodomesticiad alta efficienza energetica. Gli americani, in questoambito, nel 2012, hanno speso qualcosa vicina ai 100 miliardidi dollari, mentre ne hanno impegnati 2 e rotti per averelampadine a basso consumo. Con ricadute positive in ambitoeconomico e in quello del mercato del lavoro.Un esempio da seguire.Stesso discorso si potrebbe fare per l’illuminazione pubblica,che nel nostro Continente fa registrare un consumo procapite di 51 kilowattora, con differenze sostanziali tra paesee paese. L’Italia, per esempio, ne consuma 102 contro i 42della Germania, con un costo pro capite di 18,7 euroa cittadino contro i 5 circa della patria di Goethe.Sostituire un vecchio e obsoleto lampione con uno modernoed efficiente dal punto di vista energetico, significa anchefavorire nuove committenze per la filiera energetica el’impiego di materiali e tecnologie d’avanguardia. Metterein moto cioè un meccanismo industriale e occupazionalealtrimenti stagnante e improduttivo.L’edilizia è un altro comparto dove l’efficienza energeticapuò risultare determinante. Lo sforzo è la riqualificazionedelle abitazioni energivore, non di rado costruite conmateriali inquinanti da un punto di vista ambientale eacustico. Il passo è obbligato e contribuirebbe non pocoa rivitalizzare la crescita economica del paese.Non diversa la questione per la viabilità urbana, dove, anuovi e più razionali piani di circolazione viaria, si devonoabbinare tecnologie in grado di limitare fortementel’inquinamento prodotto dalle auto.Tutto ciò significa impegno di spesa, pubblica e privata.Trovare le risorse non è facile, specie in situazioni contingenticome l’attuale. Ma è un obbiettivo cui tendere se si vuolestare al passo coi tempi, che significadare alla Comunità una qualità di vitasociale ed economica di valore e di senso.Virgolette di Romolo ParadisoElementi 29 5


ubriche03 l’El’Editoriale05 “Virgolette08 P°il Punto82 Mcil Mondo di Corrente86 EnElementi Normativi90 BeBizzarre Energie102 BiBiblioteca105 MpMondo Piccolo105 FnFilo di Nota107 E+Energia, letteratura, umanità108 FoLa Foto di Andrea Amato110 Cola Copertinaprimo piano10 Facciaa faccia con Maria Van der HoevenEfficienza energetica.Servono politiche strategiche14 Atu per tu con Sara RomanoETS valido. Ma dia giusti segnalidi prezzo16 Intervistaa Joëlle ChassardVerso un nuovo accordo per il clima20 Ilpunto di vista di Alexander MedvedCon South Stream noi viciniall'Europa24 Acolloquio con Giuliano MonizzaSmart Grid e Smart City il futuro è quispeciale l'energia dei Brics28 Brasile, Russia e Sudafricamercato elettrico38 ParlaPaolo VigevanoUna holding di servizi40 Dialogocon Concetta Brescia MorraDerivati sì, ma con regoleopportuneElementi 29


C'e' una piccola,grande energia...Nell’era dell’ecoluddismo, della decrescita rabbiosa,cominciano a trovare ostacoli difficili da superare anche leminienergie.Le piccole centrali a biomasse? “Bruciano rifiuti”.L’eolico? “Deturpa il paesaggio”.L’idroelettrico ad acqua fluente? “Devasta le nostre belle valli”,il cui fondovalle è coperto dall’edilizia dei geometri daarrembaggio e dai capannoni con il lenzuolo “affittasi” causacrisi. A fine maggio il Nimby Forum presieduto da AlessandroBeulcke, nel censimento delle contestazioni ai progetti dinuovi impianti e nuove infrastrutture, aveva contato 354 casidi opposizione con una crescita importante per i progettienergetici di piccole dimensioni.Qualche numero estratto dalla lotteria del Rapporto Nimby2013: il nuovo fronte di opposizione ha travolto gli impiantidi produzione di energia da fonti rinnovabili, cioè 176contestazioni sulle 354 totali del censimento. Nel dettaglio,ogni 10 impianti di produzione di energia elettrica fattioggetto di opposizioni, 9 sono alimentati da fonti rinnovabili.Tra le opere più contestate spiccano le centrali a biomasse(con 108 impianti), le centrali idroelettriche (32) e i parchieolici (32).Perfino il fotovoltaico – non fa fumo, non rotea eliche suicrinali delle montagne – è messo sotto accusa. A fine maggioil Gestore dei Servizi Energetici aveva enumerato, fra i cinqueconti energia, quasi 530mila impianti fotovoltaici, in granparte piccole e indolori istallazioni domestiche montate sultetto di casa, per una capacità istallata di 18mila megawatt.In altre parole, tutti insieme questi pannelli al silicio hanno lapotenza di una ventina di centrali nucleari come quella che sista smantellando a Caorso (Piacenza).Gli incentivi per questi impianti fotovoltaici ci costano.Quanto sarebbero costate 20 centrali nucleari ieri, e quantosarebbero costate nei secoli venturi una ventina di centraliatomiche come quella di Caorso?Per il fotovoltaico, l’accusa è che sporca il paesaggio (in effetti,il panorama dall’aeroplano è punteggiato dai riflessi delleserre e dei pannelli solari) e che sottrae spazio all’agricoltura.Secondo alcuni, usare l’energia del sole per far crescere - fradiserbanti e fitofarmaci - gli ibridi di granturco sitibondo èpiù ecologico dei pannelli solari.Questo fenomeno di opposizione è una naturale eirrazionale paura del mondo che cambia. La scomparsadelle fabbriche classiche, la società si destruttura e diventaorizzontale, le immigrazioni cambiano il colore degli italiani.Ogni segnale di cambiamento della società è un sintomodel malessere interiore, un sintomo di paura. E l’energia stacambiando di nuovo, spinta dalle tecnologie.Il primo cambiamento della struttura energetica è avvenutonei passati quindici anni, quando dalle grandi centralielettriche a olio combustibile – struttura produttiva dellanazionalizzazione degli anni ’60 – il sistema energeticoè passato alle piccole centrali con il turbogas a ciclocombinato. Negli ultimi anni la diffusione delle rinnovabili,spinta dagli incentivi, dalla tecnologia e soprattutto daicambiamenti sociali, ha mutato lo scenario ancora una volta.Il sistema sta andando verso minicentrali locali, versoproduzioni ad alta efficienza, verso le fonti rinnovabili.Un esempio per tutti, non del settore elettrico: l’uso di rifiuticome combustibile alternativo nei cementifici. Il cuoredelle cementerie è un grande forno in cui il calcare vienesottoposto a un processo chimico basato sulla combustione.In tutto il mondo si usano combustibili poveri, carbonacciodi qualità modesta, oppure il pet coke, cioè uno scarto diproduzione delle raffinerie di petrolio.Si è scoperto (e si sta sperimentando in tutto il mondo)che, quando si usano i rifiuti al posto del pet coke,l’inquinamento dei cementifici scende in modo radicale:meno diossine, meno fumi inquinanti.Il motivo è chiaro. La plastica, la carta, sono formate dicatene di idrogeno e carbonio molto regolari e pure, e noncontengono le quantità di sostanze pericolose come i metallipesanti o gli elementi radioattivi, tipici dell’amalgama delcarbone di bassa qualità o dello scarto di raffinazione.8Elementi 29


L’uso di rifiuti di qualità inoltre stimola la separazionedegli scarti e contribuisce a ridurre la contaminazione daspazzatura nelle zone in cui non c’è raccolta differenziata.È la nuova energia – eppure antichissima – che già oggidà un contributo nell’ordine del 30% nel soddisfarela domanda dei consumatori. Il rafforzarsi delle fontirinnovabili, della cogenerazione sta mettendo in difficoltàchi non aveva previsto per tempo il cambio tecnologico edè stato sorpreso dalla crisi economica che ha sforbiciato conseverità i consumi.Sta cambiando di conseguenza anche la rete. L’alta tensionee la distribuzione elettrica sono state costruite nei decennisulla struttura della nazionalizzazione di mezzo secolo fa,cioè con grandi centrali al centro di una ragnatela regolareda cui, lungo gli assi radiali, la corrente elettrica scendevaverso i consumatori.La piccole centrali, collocate là dove c’è disponibilità dienergia pulita (il fiume, il crinale esposto al vento) oppurevicino al luoghi di consumo (un impianto di trigenerazionesul tetto di un albergo o di un grande magazzino),producono energia per la rete in modo incostante, secondola domanda dell’autoconsumatore, secondo il flusso deifenomeni naturali.La rete deve cambiare struttura: dalla forma di unaragnatela regolare deve passare alla forma di una rete dapesca, con i nodi diffusi e ripetitivi, in modo da poter gestireun flusso costante e disomogeneo in tutte le direzioni.È la cosiddetta smart grid, la rete intelligente, di cui sistanno sperimentando alcuni esempi anche in Italia.La microenergia è l’energia di domani, e non va frenata.Dev’essere aiutata a crescere.Come? A parole, è semplice. La ricerca non può trovarevincoli continui. Occorre educare all’energia e all’ambiente,per non lasciare che gli italiani siano facile preda dei luoghicomuni elargiti dai santoni.P°il Punto di Jacopo GilibertoElementi 29 9


primo pianoEfficienza energeticaServonoFaccia a faccia CONMaria Van der HoevenDirettore esecutivodell'International Energy AgencyIeaMaria Van der HoevenL’Italia non deve limitarsi ai soli programmi operativi, incentivi o misure dinatura tecnica. C’è bisogno di strategie che perseguano obiettivi economicie sociali di medio termine: una ridotta domanda energetica di abitazioni,piccole imprese, settore pubblico, industria e trasporti.10Elementi 29


politichestrategichedi Roberto AntoniniL'efficienza energetica per “riorientare l’economiamondiale verso un più efficiente utilizzo delle risorse”.Il metano come “facilitatore per le rinnovabili”. Il boom delfotovoltaico italiano che ha già “un impatto misurabile suimercati dell’Europa settentrionale”. Maria Van der Hoeven,ex ministro degli Affari economici olandese, è il direttoreesecutivo dell'International Energy Agency (Iea), l'Agenziainternazionale dell'energia dell'Ocse. Con 'Elementi',Van der Hoeven affronta alcuni dei temi caldi del settoreenergetico italiano.E: Il gas può essere l’elemento chiave nella transizionedall’energia da fonti fossili a quella ‘pulita’, aiutando ilsistema energetico a spostarsi verso un ruolo più significativodelle rinnovabili?MVDH: Il gas naturale può giocare un ruolo nel contribuire aridurre le emissioni di gas a effetto serra, specie se rimpiazzacombustibili a maggiore intensità di carbonio. Ma dobbiamoessere chiari: il gas non è una panacea per tutti i problemiclimatici. Una maggior quota del gas naturale nel mix>Elementi 29 11


energetico globale, da sola, è ben distante dal porci in unpercorso coerente con la limitazione dell’aumento mediodella temperatura globale entro i 2°. Per raggiungere questoobiettivo occorre un mutamento ben più sostanziale nell’usodell’energia a livello globale, includendo miglioramentinell’efficienza energetica, maggiori sforzi nella diffusionee implementazione di fonti energetiche ‘low carbon’ eduna vasta applicazione di tecnologie a basso tenore dicarbonio. Nel rapporto tra gas e rinnovabili, l’Iea ritiene cheil metano possa avere un ruolo di facilitatore per le fontirinnovabili, soprattutto quando queste raggiungono una altapenetrazione nei sistemi energetici: la flessibilità del gas puòaiutare il bilanciamento delle tecnologie intermittenti comeeolico e fotovoltaico.E: L’Italia ha numerose centrali turbogas a ciclo combinato(Ccgt). Dopo l’esplosione delle rinnovabili, gli operatorielettrici lamentano una situazione di sovracapacità edipotizzano l’eventualità di chiudere alcuni impianti. Maqueste turbogas evolute potrebbero essere una parte dellasoluzione nella transizione verso un sistema a maggiorpresenza di fonti rinnovabili?MVDH: In Italia la domanda elettrica è stata duramentecolpita dalla crisi finanziaria, e le rinnovabili – specieil fotovoltaico - hanno visto una crescita superiore alleprevisioni. Come risultato, l’operatività delle centrali agas è stata molto inferiore al previsto. Il problema, però,non è solo italiano: impianti turbogas moderni e a altaefficienza vengono messi fuori servizio anche nei Paesi Bassi,in Germania e Spagna. Ciò crea un potenziale rischio perla sicurezza energetica, poiché è probabile che il sistemacontinui ad aver bisogno della flessibilità e modulabilità dipotenza offerta da questi impianti per far da complemento aun vasto dispiegamento di eolico e fotovoltaico, anche se ciòcomporta un loro tasso di utilizzo medio più basso.Anche nel nostro 'Scenario 450 ppm', che descrive unsistema energetico a basso tasso di carbonio (massimo 450parti per milione di CO2, ndr), in Europa risulta necessariauna notevole realizzazione di nuovi impianti a gas, cosaimprobabile alle attuali condizioni politiche ed economiche.Ciò significa che le politiche energetiche europee dovrebberoconsiderare riforme nella struttura di mercato che preservinola realizzabilità economica di impianti di generazione'flessibili'. Siamo convinti che le due più importanti condizioniper la nuova struttura di mercato siano il mantenimentodella concorrenza e della compatibilità con il mercato unicoeuropeo.E: La Strategia Energetica Nazionale indica per l’Italia unruolo da hub energetico per l’Europa, in special modo delgas, con rigassificatori e gasdotti, vecchi e nuovi. E potremmodiventare anche un ‘hub elettrico’ per veicolare elettricitàda rinnovabili?competitor. Per quel che riguarda l’elettricità, l’Italia– che ne è stata a lungo un grande importatore netto –con il suo clima soleggiato e la sua ampia capacità diproduzione fotovoltaica, la necessità di import si ridurrà auna frazione durante l’estate, e dal momento che possiamoconsiderare la ridotta necessità italiana di import elettricocome capacità produttiva virtuale (virtual power plant), lerinnovabili italiane aumenteranno l’impatto misurabile suimercati dell’Europa settentrionale.E: Come ha ribadito recentemente, l’efficienza energetica“è semplicemente una cosa sensata”. Dobbiamo premerepiù sull’efficienza, in particolare delle abitazioni?MVDH: L’efficienza energetica dà importanti soluzioni allesfide economiche, sociali, di sicurezza così come a quelleclimatiche, offrendo servizi energetici migliori, maggiorecomfort, produttività, mobilità e maggiore qualitàdell’ambiente locale. L’'Efficient World scenario' del ‘WorldEnergy Outlook’ dell’Iea mostra che l’efficienza energeticapuò ‘ri-orientare’ l’economia mondiale verso una piùefficiente allocazione delle risorse. La motivazione migliorearriverà dall’assicurare che l’efficienza energetica sul latodomanda può competere equamente con le opzioni sul latoofferta. Ciò si può raggiungere al meglio liberalizzandoi mercati energetici, rimuovendo sussidi e distorsioni emettendo in grado gli attori di mercato di valutare futuririschi di fornitura e domanda consentendo quindi futurastabilità e sicurezza nei sistemi energetici. In un’economiaindustrializzata come l’Italia, le politiche di efficienzaenergetica dovrebbero essere strategiche anziché limitarsiai soli programmi operativi, incentivi o misure di naturatecnica. C’è bisogno di vere strategie che perseguanoobiettivi economici e sociali di medio termine così comeuna ridotta domanda energetica da parte delle abitazioni,piccole imprese, settore pubblico, industria e trasporti.E: Abbiamo anche bisogno di mezzi di trasporto più puliti,per risparmiare energia e ridurre le emissioni. La mobilitàelettrica fa parte del nostro futuro: cosa dobbiamo fare peravere auto elettriche nelle strade?MVDH: Il costo delle batterie si è dimezzato negli ultimi4 anni e si dovrebbe continuare a cercare la parità di costodei mezzi elettrici con i motori a combustione interna.Le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici si stannorealizzando, ma hanno bisogno di essere ottimizzate piùche massimizzate. Infine, la partnership pubblico-privata,come il servizio Autolib di Parigi, sono fattori abilitantichiave sia per l’educazione dei consumatori che perla messa su strada di auto elettriche.MVDH: L’import di gas europeo aumenterà anche con ladiffusione delle rinnovabili. Con alcuni rigassificatori e laprossimità geografica sia al Nord Africa che alle nuovescoperte nel Mediterraneo Orientale, l’Italia ha senz’altrola potenzialità di fungere da punto di ingresso del gas.Tuttavia, c’è ancora del lavoro da fare nell’assetto regolatorioitaliano per facilitare l’ingresso di nuovi fonti di gas e di nuovi12Elementi 29


primo pianoEts valido.Ma dia giustisegnali diSara RomanoA tu per tu conSara RomanoDirettore Generale DGENERMinistero Sviluppo Economicodi Carlo MacioccoE: Signora Romano, dopo la bocciatura del backloading daparte del Parlamento UE quali prospettive si aprono per ilsistema ETS in Europa e in Italia?SR: La bocciatura del backloading incoraggia la Commissionee i Governi ad accelerare la valutazione politica su qualistrumenti attivare per creare un mercato efficace della CO2e su come sostenere la transizione verso un modello dicrescita sostenibile. La misura proposta dalla Commissionepuntava a riequilibrare domanda e offerta evitandol'eccessivo calo dei prezzi, ma non avrebbe risolto il temadel modello strutturale. Il precedente Governo italiano siera pronunciato a favore del backloading sottolineandol’esigenza di superare la debolezza del meccanismo ETSa fornire un segnale di prezzo stabile agli operatori, taleda rendere attraenti gli investimenti in tecnologie pulite.Questo ultimo aspetto è fondamentale dal momento chel'innovazione tecnologica nei processi produttivi rimane lastrada vincente per la riduzione della CO2 nel lungo termine,con impatti positivi su crescita e occupazione.è importante inserire la discussione della riforma dell’ETSnell’ambito del dibattito sulle politiche energetiche eclimatiche in vista del 2030 e guardare l’evoluzione di paesiextra-UE. Relativamente al timore per le ricadute sui prezzidell’energia, dobbiamo pensare che un valore adeguatodella CO2 facilita la convergenza verso un allineamento14Elementi 29


prezzodei prezzi dell’energia elettrica in Europa e sostiene latransizione verso la grid parity delle rinnovabili, coneffetti positivi per il settore elettrico italiano basatosu gas e Fer. Altrimenti, avremo uno strano risultato,caratterizzato dalla compresenza di elevati costi dovuti alsostegno alle rinnovabili e emissioni in ripresa per l’uso dicombustibili fossili. è inoltre opportuno superare l’attualesovrapposizione di obiettivi per Fer, efficienza e CO2,adottando un unico target di riduzione delle emissioni alivello nazionale, che stimoli l’efficienza e riduca il costo.E: Esistono alternative efficaci all’ETS per garantire ilrispetto degli obiettivi sulle emissioni?SR: La principale alternativa è la fiscalità energeticache, tuttavia, presenta una notevole complessità diarmonizzazione in ambito UE e tempi di realizzazione nonbrevi. Per questo, la Commissione sembra più orientataad individuare correttivi al sistema ETS che, nonostante ilimiti, risulta il meccanismo di cap&trade più importante alivello globale e ha consentito all'Unione Europea di porsicome riferimento per altri Paesi. La neutralità tecnologicadell’approccio e l'esistenza di una rete organizzativae gestionale già collaudata sono altri punti a favore diuna riforma nell'ambito del sistema. La Commissione haavanzato alcune proposte di riforma che stiamo valutando,anche nell'ottica delle priorità del settore energetico nazionalee degli effetti sulla competitività delle imprese. Di queste,quattro agiscono in vario modo sull’offerta di quote, unasulla domanda con un ampliamento a settori non-ETS euna sull’introduzione di meccanismi di gestione dei prezzi.E: L’ISPRA ha affermato che - in base agli utlimi dati -all’Italia serve solo “un piccolo sforzo” per raggiungere gliobiettivi di Kyoto. A causa dell’effetto crisi oppure le politichenazionali e UE possono bastare, così come sono, a centrare itarget?SR: In base alle ultime stime sulle emissioni, la distanzadall’obiettivo di Kyoto si è effettivamente ridotta e gli oneriper raggiungere il target fissato sembrano più contenutirispetto alle previsioni di qualche anno fa. Tale trenddecrescente è solo in parte conseguenza della riduzionedei consumi e della produzione industriale, ma è collegatoin modo significativo alle politiche nazionali di sostegnodelle Fer e dell'efficienza energetica. Recentemente ENEAha valutato come la riduzione dei consumi di energia finaleregistrati nel 2011 (2Mtep) sia imputabile alla crisi per circail 50%. Quanto agli impegni di riduzione al 2020, le previsioninazionali (SEN e Piano CIPE) indicano un livello di emissioniatteso al di sotto delle prescrizioni europee, come esito di misuresu più settori, dall'efficienza energetica, alle rinnovabili,ai trasporti, alla ricerca tecnologica.E: Anche nel settore trasporti le prospettive sembrano buone:i dati dell'Agenzia europea per l'ambiente evidenziano nel2012 un calo del 2,6% delle emissioni di CO2 delle automobiliimmatricolate in Europa e in Italia. Siamo sulla buona stradao sarebbe necessario incentivare maggiormente l’autoelettrica?SR: La riduzione delle emissioni di CO2 è un importanteeffetto del regolamento 443/2009/UE che ha imposto allecase automobilistiche la vendita di veicoli più efficienti econ ridotte emissioni di gas serra (sino a 95 g CO2/km nel2020). Il quadro normativo di settore e gli obblighi di utilizzodi biocarburanti vanno nella giusta direzione. Esistonoperò ancora ampi margini di intervento, con misure cheincoraggino lo shift modale da gomma a ferro, il trasportoda individuale a collettivo, la mobilità sostenibile in ambitourbano. Come peraltro previsto dalla recente “LeggeSviluppo” (134/2012) che mette a disposizione contributistatali per l'acquisto di veicoli a basse emissioni e risorse perla realizzazione del Piano nazionale infrastrutturale per laricarica dei veicoli elettrici.Elementi 29 15


primo pianoIl ruolo del Partenariato e della finanza del carbonioVerso un nuovoIntervista a Joëlle ChassardCapo della Carbon Finance Unitdi Banca MondialeJoëlle Chassard16Elementi 29


accordo peril climadi Simone AielloE: Signora Chassard, la finanza del carbonio rientra trale attività di Banca Mondiale volte a ridurre la povertàattraverso strategie energetico-ambientali. Carbon FinanceUnit gestisce un portafoglio di fondi per il carbonio e servizicon partecipazione governativa e di privati. Al termine delperiodo di impegni del Protocollo di Kyoto come si posizionaBanca Mondiale nel mercato del carbonio?JC: L’Unità Carbon Finance gestisce 15 fondi legati alcarbonio, partnership ed iniziative, con un contributoaggregato dei partecipanti pari a 3,3 miliardi di dollari Usa.L’Unità è sostenuta da 24 governi e da soggetti pubblici cheacquistano crediti derivanti dalle riduzioni di emissioni inquanto partecipanti a fondi del carbonio e/o contribuisconoattraverso donazioni per attività di preparazione. L’Unità èinoltre sostenuta da 55 imprese private e 2 fondazioni, ancheesse attive nell’acquisto di crediti di carbonio attraversoi fondi del carbonio.Il nostro compito, nell’ultimo anno del periodo d’impegni delProtocollo di Kyoto, è stato di far avanzare la registrazionedell’ultimo gruppo di progetti CDM e favorire il rilascio deicrediti di emissione.Il nostro impegno si sta ri-orientando perché guardiamo oltrei fondi Kyoto. Abbiamo messo in atto iniziative con un’otticapost 2012: la Forest Carbon Partnership Facility (FCPF), laCarbon Partnership Facility (CPF), la Partnership for MarketReadiness (PMR), la BioCarbon Fund Tranche 3 (BioCF T3) e laCarbon Initiative for Development (Ci-Dev).Intensificare le attività di mitigazione per massimizzarnel’impatto rimane una sfida su cui concentrarsi sia nei Paesiemergenti, attraverso il lavoro della PMR e del CPF, sia inquelli meno sviluppati, attraverso il Ci-Dev.E: Al tempo stesso occorre indurre i Paesi ad usare i carbonmarket, attraverso assistenza tecnica e trasferimento diconoscenza?JC: Sì. Favorendo l’attuazione degli strumenti regolatori e deisistemi necessari a sostenere meccanismi di finanziamentodi ampia scala - basati sul raggiungimento di risultati - e lanuova fase dei mercati del carbonio.Un’altra parte importante del nostro lavoro è predisporreuna visione ad ampio raggio sulla finanza del carbonio,cercando di superare l’approccio a compartimenti stagninel Meccanismo a Sviluppo Pulito (CDM). Unificando inun singolo progetto protezione forestale, riforestazione,gestione del suolo e dei componenti di biomassa.Ci siamo resi conto di svolgere un importante ruolo nelsostegno allo sviluppo di metodologie e nella riformadegli strumenti regolatori, incluso il processo UNFCCC e nelsemplificare le regole CDM.Dopo dodici anni di azione a supporto di progetti delcarbonio, programmi, policies, ed ora a progetti di portatanazionale, il nostro forte impegno è diretto a condividere ilgrado di esperienza maturato nella più ampia Agenda delloSviluppo Sostenibile di Banca Mondiale, incrementando l’usodi finanziamenti result-based e mettendo a fattor comunequanto appreso dalla finanza del carbonio.E: Partnership for Market Readiness (www.thepmr.org) èl’iniziativa di Banca Mondiale che raggruppa Paesi di storicaindustrializzazione con esperienza negli strumenti regolatoriin tema Clima-Energia e Paesi a medio reddito intenzionatia porli in essere. PMR ha mobilizzato 120 milioni di dollarisuperando l’obiettivo iniziale. Si sta dimostrando un validoesercizio per la condivisione di conoscenza, favorendocrescita e capacità istituzionale. Ciò favorirà il consensonella direzione dell’atteso accordo globale per il dopo 2012?Con un approccio bottom-up, potrà un accordo globale esserbasato su una serie di sistemi regionali interconnessi?JC: PMR è una partnership globale, fondata su un meccanismodi concessioni finanziarie dirette al capacity-buildingall’avvio di iniziative pilota; è anche una piattaforma didiscussione tecnica su meccanismi di mercato per il contrastoai cambiamenti climatici. Aggrega la maggior parte dellegrandi economie, principali emettitori e leader nelle azioni>Elementi 29 17


Fondi mobilizzatiContributoriUS $ (min)Europa 19,0Giappone 14,0Australia 12,5Regno Unito 11,0Svizzera 12,4Stati Uniti 7,5Svezia 7,5Olanda 7,0Norvegia 6,8Germania 6,5Finlandia 5,3Spagna 5,0Danimarca 5,1PMR 119,6PMR ha sinora stanziato circa 120 milioni di dollari,contemplando tra i Paesi donatori: l’Australia conuna partecipazione pari a 12,5 milioni, Danimarcacon 5,1 milioni, l’Europa con 19 milioni, la Finlandiacon 5,3 milioni, la Germania con 6,5 milioni,il Giappone con 14 milioni, l’Olanda con 7 milioni,la Norvegia con 6,8 milioni, la Svezia con 7,5 milioni,la Svizzera con 7,5 milioni, il Regno Unito con 11milioni e gli Stati Uniti con 7,5 milioni. Da ultimo,durante la PA-6 di Barcellona, anche la Spagna haannunciato il proprio contributo di 5 milionidi dollari e la Svizzera un'integrazione di 4 milionidi dollari rispetto a quanto già stanziato.nel settore clima-energia. Questi Paesihanno fatto di PMR una piattaformadi scambio di rilievo globale perdiscussioni sui nuovi strumenti dimercato, favorendo un dialogo sullelezioni acquisite da precedenti successie fallimenti, ma anche un foro perl’innovazione collettiva.I Paesi stanno esplorando modalitàinnovative ed efficaci per favorirefinanziamenti e ridurre le emissioni.Le singole Autorità nazionali - ciascunain base ai propri tempi, ambizionie circostanze - stanno sviluppandoelementi di proattività del mercato,disegnando e attuando nuove iniziativeper dare un prezzo al carbonio.È chiaro che le fondamenta della primagenerazione di meccanismi di mercatostanno imprimendo una direzioneal percorso dei meccanismi che nelprossimo futuro attribuiranno un costoal carbonio.Queste nuove modalità di approcciobottom-up per la riduzione delleemissioni si basano sulle esperienzeacquisite di indubbio valore.Ciò mostra una volontà politicafinalizzata al contenimento delleemissioni di gas serra in linea con leambizioni dei governi per sviluppo ecrescita economica. Questo percorsofornirà elementi conoscitivi utili alsuccessivo accordo globale.E: Alla quinta Assemblea della PMR,Cina, Cile, Messico e Costa Rica hannoottenuto l’approvazione delle proprieMarket Readiness Proposals e ilfinanziamento. Mancano altri undiciStati. Ora, è cruciale supervisionaree assistere per il rispetto dell’integritàambientale. Come assicurerete taliobiettivi? Come sarà attuato questoprocesso?JC: Ciascuna proposta che ha ottenutoil finanziamento e delinea la roadmapdel Paese nell’attuazione deglielementi propedeutici all’avvio dimeccanismi di mercato nel settore delcarbonio, beneficia del riscontro diesperti PMR e dei Paesi partecipanti.I rappresentanti dei Paesi beneficiariaggiornano l’Assemblea sullosviluppo delle proprie attività diimplementazione. Ciò avviene su baseregolare e continuerà ad esser previstonell’avanzamento delle attività.Parallelamente, il Segretariato PMR staavanzando la proposta dell’istituzionedi un Results Framework, una corniceper favorire il monitoraggio e valutarela performance della PMR.PMR - Fondi totali mobilizzati (Milioni di dollari)DanimarcaSpagnaFinlandiaGermaniaNorvegiaOlandaE: A livello internazionale, la UE sista muovendo verso partnership conaltri Paesi per collegare il proprioEmission trading e creare un mercatoglobale del carbonio. I collegamentiin fieri con Australia e Svizzera sonoparadigmatici ma è importanteconsiderare collegamenti con i mercatinuovi ed emergenti. A livello tecnico,è fattibile avere sistemi compatibilicon quelli già operativi, e in particolarecon lo schema europeo EU-ETS?Quanto tempo occorrerà?SveziaStati UnitiSvizzeraRegno UnitoAustraliaGiapponeEuropa05 10 15 20JC: Ad oggi, i mercati del carboniohanno la potenzialità di andare versoun mercato globale. Tenendo ciòa mente, PMR sta supportando losviluppo di standard comuni al fine dipermettere un mutuo riconoscimentodei processi e crediti del carbonio edun possibile collegamento nel futuro,se tali Paesi decideranno di avanzarein tale direzione. Ogni decisionedi collegare tali sistemi è in ultimaistanza legata alla scelta delle singolegiurisdizioni nazionali.Fonte: Fifth and Sixth Meeting of the Partnership Assembly.18Elementi 29


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primo pianoSicurezza energetica, affidabilitàe flessibilità dei rifornimentiCon SouthStreamnoi viciniall'EuropaIl punto di vista diAlexander MedvedevDirettore generale Gazprom ExportI lavori di costruzione iniziati nel dicembre 2012, le prime fornitureattese per fine 2015. La capacità piena sarà raggiunta nel 2018,dopo una graduale accelerazione delle forniture.Alexander Medvedev20Elementi 29


egolatori. Gli accordi dilungo termine di Gazpromforniscono ai clienti europeila sicurezza dell’offerta edà a noi la certezza delladomanda. Si tratta di unacondizione win-win, perentrambi. Credo che questasia la principale ragione delperché tale sistema non siamai cambiato per decenni.Di fatto l’Europa non è piùdipendente dalla Russiadi quanto noi non siamoda essa: le vendite di gasin Europa corrispondonoal 75% delle nostreesportazioni, mentre leforniture russe sono il 25%di quelle europee. Abbiamoinvestito sulla sicurezzaenergetica europea,sviluppando giacimenti di gase costruendo gasdotti, comeparte di un grande progettodi infrastrutture per l’exportdestinate specificatamenteai clienti europei, esiamo pronti a investireulteriormente. Tuttavia,vorremmo essere sicuri chei nostri investimenti nonsiano inutili.E: L'Unione europea haaperto un'indagine neiconfronti di Gazpromipotizzando la violazionedelle norme sullaconcorrenza in alcuniPaesi dell'est Europa. Ilpresidente russo VladimirPutin ha firmato un decretoin base al quale le società“strategiche”, come lavostra, potranno fornireinformazioni sulla propriaattività alla Ue solo conil consenso del governo.è ancora da definire laquestione, sollevata dalla Ue,dell'accesso delle terze partial gasdotto South Stream.Come definirebbe oggi irapporti tra Gazprom e laCommissione di Bruxelles?AM: Non posso rilasciarecommenti finché laCommissione non avràconcluso l’inchiesta.Le ispezioni dello scorsoanno non hanno portato anessun tipo di implicazioneper Gazprom. Siamo lieti dicostatare che la Commissioneaderisca al principio dipresunzione di innocenza.Gazprom è semprestato un supporter dellaconcorrenza nel mercatodel gas. Siamo semprestati attenti a conformarcialle norme internazionalied alle regolamentazionidei Paesi in cui lavoriamo.Le condizioni dellanostra responsabilitàcontrattuale con i clientisono determinate dainostri obblighi legaliinternazionali, dagliinteressi commerciali edai vincoli di mercato, esono basate su principidi partnership pariteticae di piena applicazionedella legge. Siamo dispostia fornire supporto allaCommissione, purché lerichieste siano conformi allalegge. L’importante è che ifatti siano studiati in modoimparziale e obbiettivo,senza condizionamentipolitici. Tra le accuseformulate dalla Commissioneci sono i contratti a lungotermine. Nei fatti, lamaggioranza dei principalioperatori mondiali del gas -inclusi algerini, norvegesi eqatariani - hanno utilizzatocontratti simili per decenni.Sembra - quindi - che loscopo dell’inchiesta dellaCommissione sia proprioquella di cambiare,unilateralmente, ifondamenti del mercato,inclusi i meccanismi diformazione del prezzo.Questo condurrebbeall’instabilità del mercato, ascapito della sicurezza delleforniture.Per quanto riguardaquestioni relative all’accessodelle terze parti, occorrespiegare le difficoltàconnesse a tale principio.Per contratto, e sulla basedella crescita della domandaattesa per l’Europa, abbiamouna certa quantità di gasda trasportare, per la qualenecessitiamo di un gasdottocon una certa capacità. L’UEci sta dicendo che dovremmocostruire un costosissimogasdotto che potremoutilizzare al 50% della suacapacità, poiché l’altro 50%dovrebbe essere aperto adaltri fornitori, anche se nonve ne sono.Ci auguriamo che un accordotra la Russia e la UE ci aiutia risolvere varie questioni insospeso.E: Le tensioni con la Uerischiano di comprometterela tabella di marcia di SouthStream? Ci conferma l’entratain funzione del gasdotto perla fine del 2015?AM: Con una capacità annuadi 63 miliardi di metri cubi,South Stream contribuiràsostanzialmente allasicurezza energetica europea,accrescendo affidabilità eflessibilità dei rifornimenti.I lavori di costruzione sonoiniziati nel dicembre 2012 ele prime forniture sono atteseper fine 2015. La capacitàpiena sarà raggiunta nel2018, dopo una gradualeaccelerazione delle forniture.Stiamo discutendo in ambitoUe delle strategie per evitarele conseguenze negative delTerzo Pacchetto Energia, intermini sia di sicurezza degliapprovvigionamenti sia ditutela dei consumatori. Noiaccoglieremmo delle regolecomuni che regolino leinfrastrutture che, dall’estero,entrino nel mercato europeo.Sul tema, infatti, il TerzoPacchetto è ambiguo e lalegislazione europea nonsi applica al di fuori delterritorio EU. Tali questionidevono essere chiarite ad unlivello politico alto, al finedi garantire gli investimentinecessari nel settore delleinfrastrutture energetiche.E: In concreto, qualivantaggi avranno i cittadinieuropei e italiani una voltache South Stream saràpienamente operativo?AM: South Stream amplierài rifornimenti verso l’Europasudorientale, Italia inclusa.Le preoccupazioni italianedurante l’ondata di freddodel 2012 e la rivoluzionelibica resteranno una cosadel passato. South Streamsarà la via più sicura perdistribuire gas nella regione,indipendentemente daipaesi di transito e daglishock dell’offerta esterna.South Stream ha tutte lecredenziali per risultare unprogetto di successo: fondiprivati, base solida di risorse,azionisti internazionalicon know-how tecnico edomanda dall’altra parte delgasdotto. Il nuovo gasdottosarà anche una fonte diinvestimenti per tutti iPaesi soci, creando postidi lavoro e ricchezza, oltrealle rendite provenientidalle tasse di transito.Anche l’Italia potrà trarnebeneficio. L’ENI è infattiuno dei maggiori azionistidel progetto e le aziendeitaliane specializzatenella posa dei gasdottiotterranno numeroseopportunità commercialidall’implementazione delprogetto South Stream.22Elementi 29


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primo pianoSmart Grid eil futuro è quiGiuliano MonizzaA colloquio conGiuliano MonizzaVice Presidente Anieper l’Europa, l’Energiae il Mercato24Elementi 29


sistema Paese e il sistema industriale italiano. Trattandosidi tecnologie a carattere fortemente innovativo, le ‘retiintelligenti’ consentono di mantenere elevato il livello disicurezza e affidabilità del sistema elettrico. Sono, inoltre,in grado di far fronte ai numerosi problemi legati allagenerazione diffusa e al controllo dei carichi e permettonoun maggiore coinvolgimento del cittadino-utente finale nelconsumo. L’evoluzione della rete intelligente implica inoltreuna focalizzazione maggiore sull’e-mobility e sulla ricaricadei veicoli elettrici, con evidenti diminuzioni delle emissioniinquinanti.E: Quali sono gli impatti da voi stimati dell’energy storage?GM: In Italia il giro di affari potenziale per i sistemi diaccumulo può superare - da qui al 2020 - i 4 miliardi di euroannui. Nel giro di pochi anni prevediamo un repentinosviluppo di questa tecnologia. A oggi i costi dei grandi sistemidi accumulo oscillano da 600 a 1000 dollari per chilowattorastoccato. Con le nuove tecnologie, i costi sono destinati acomprimersi fino a 150-200 dollari per kilowattora entroil 2020. Le stime più recenti prevedono un raddoppio delbusiness dell’energy storage - a livello mondiale - dai 50miliardi di dollari attuali ai 100 miliardi nel 2017.E: Oltre ad un consistente giro d’affari, al tema delle batteriesi associa anche quello delle opportunità che si aprirebberoper le rinnovabili non programmabili. Quali pensate possanoessere?GM: Se, come tutto lascia prevedere, il ruolo delle batterienelle reti elettriche crescerà nei prossimi anni, favorendo losviluppo di fonti energetiche discontinue e non programmabili,quali il fotovoltaico, rendendole più competitive sul mercatoelettrico. Quando i costi per accumulare l'energia in eccessodiventeranno sostenibili, il solare sarà molto più conveniente:i nuovi sistemi permetteranno di accumulare l'energia e dirimetterla in rete nei momenti di maggior domanda.E: Le imprese del sistema ANIE hanno chiesto più sostegnoagli investimenti per la ricerca di nuovi materiali e tecnologie.Quali risposte si attendono dal nuovo esecutivo?GM: Chiediamo maggiori certezze sui tempi e sulle misure dilungo periodo per accompagnare gli investimenti industrialicon un programma di sostegno alla ricerca e lo sviluppo dinuove tecnologie. è questo che ci aspettiamo dal governo,considerando che già oggi le imprese del sistema di ANIEConfindustria investono nella ricerca più del 4% del fatturatoannuo, rispetto a una spesa media nazionale sul Pil pariall’1,27 % e a una media europea del 2%.E: Dopo molti anni è stata varata la nuova StrategiaEnergetica Nazionale. Cosa occorre fare per realizzarnegli obiettivi?GM: La nostra Federazione ha avanzato una proposta moltoprecisa, concreta e subito attuabile: quella di investire nelsistema elettrico esistente, sia in ambito dei processi diefficienza energetica nel mondo industriale che nel buildingin generale, quest’ultimo patrimonio fondamentale delsistema Paese. Intervenire sugli impianti già esistenti maobsoleti con un progetto mirato di ‘revamping’ energeticopuò diventare un elemento fondamentale per rimettere inmoto il sistema produttivo italiano.Basti pensare alla ricaduta sui posti di lavoro legati agliinterventi dei sistemi/impianti elettrici, di illuminazione,di domotica e di efficienza energetica degli edifici. L'efficienzaenergetica è un'opportunità per l'industria nazionale, chepuò assumere una leadership fondamentale anche al di làdei confini nazionali considerando che ANIE Confindustriaesporta direttamente e indirettamente circa il 50% delvolume d’affari.E: In Italia esiste una polemica sul prezzo dell’energia,con accuse specifiche che riguardano gli incentivi alle fontirinnovabili. Cosa ne pensa?GM: Tale polemica sta diventando strumentale e la strategiadeve essere indirizzata non al passato ma al futuro. Risultainfatti evidente che l'aumento del prezzo dell'elettricitànon è solo imputabile agli incentivi alle fonti rinnovabili.L'andamento del prezzo dell'elettricità ha sempre seguitoquello del prezzo del gas e dei combustibili fossili. La pienacompetitività delle energie rinnovabili in generale potràessere raggiunta solo quando sarà implementata la completaliberalizzazione del mercato elettrico. Tutto il processo potràessere facilitato da una riduzione della burocrazia e da unadeguato accesso al credito.E: La vostra associazione ha partecipato con ICE e ANCE adalcune missioni imprenditoriali all’estero. Quali sono glisviluppi attesi da queste iniziative?GM: Nelle ultime missioni imprenditoriali guidate daConfindustria con ANIE ed Ance in Serbia e Montenegro si èarrivati alla formalizzazione di una proposta per la creazionedi un Business Council finalizzato a favorire il dialogo trale imprese dei due Paesi. Questo fa seguito alla missionead Ekaterinburg (Urali) dove è stato siglato un accordo dicollaborazione tra la Federazione e l’Unione degli Industrialilocali. Il successo di queste missioni è particolarmentemotivante non solo per le imprese che vi partecipano, ma piùin generale per il nostro sistema industriale poiché pone lebasi per una sempre maggiore focalizzazione sulle capacitàtecnologiche del sistema elettromeccanico italiano che – a livelloeuropeo - è secondo per dimensioni e diversificazione delletecnologie.26Elementi 29


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speciale energia paesi emergenti• 43,2Dopo India e Cina,luci, ombre e prospettivedi Brasile, Russiae Sudafrica7,2% •Il Frontedei BRICS28Elementi 29


• 38,7• 20,44% •>di Simone Aiello e Michele PanellaL’acronimo BRIC è entrato a far parte del linguaggio comuneda quando l’economista Jim O’Neill, una decina d’annifa, intuì l’ascesa di Brasile, Russia, India e Cina quali nuoviprotagonisti degli scenari economici mondiali: i cosiddettipaesi emergenti. Con un peso economico pari a circa 1/5dell’economia globale ed una popolazione superiore al 40%dell’intero pianeta, il fronte dei BRIC, allargatosi di recenteanche al Sudafrica, sta ora puntando a un coordinamentodelle proprie politiche economico commerciali al fine dicreare la coesione necessaria per tentare di spostare gliequilibri geopolitici mondiali.Non a caso, durante il quinto incontro a Durban del marzoscorso i BRICS hanno annunciato due progetti che vanno inquesta direzione: il varo di una propria Banca di Sviluppo,con una capitalizzazione di 4.500 miliardi di dollari USA neiprimi cinque anni, e la costituzione di un fondo di 100 miliardidi dollari in riserve valutarie straniere, volta a costituire unbacino di sicurezza rispetto alle turbolenze finanziarie.Ma vediamo come, dopo Cina e India, gli altri BRICS sonoarrivati a proporsi come i “mattoni” dell’economia mondialenel medio lungo periodo.Elementi 29 29


speciale energia paesi emergentiIl Brasile, la splendida finedella real sambaNegli anni ‘80 e fino agli inizi degli anni ‘90, il Brasile èstato afflitto da un’inflazione annuale abnorme anche aquattro cifre. In buona sostanza l’inflazione giornaliera eraparagonabile a quella annuale attuale.Dalla metà degli anni ’90, però, il Paese ha iniziato a invertirela rotta in tema di politica macroeconomica, con misure dicontrasto all’estrema volatilità dell’inflazione e alla variabilitàdei prezzi.Oggi il real brasiliano è una delle divise più forti, al punto dadivenire la valuta preferita dai risparmiatori stranieri.Ed è anche grazie alla nuova politica macroeconomica che ilBrasile è uscito praticamente indenne dalla crisi economicache ha attanagliato buona parte del mondo nel 2008 e 2009.Ma quale è il segreto del successo brasiliano?Sicuramente, oltre alla gestione dell’inflazione, hanno giocatoun ruolo di primo piano sia il fattore geografico - il Brasileè un paese vastissimo, con ingenti risorse naturali, ottimeprospettive in termini produzione petrolifera e abbondantiminiere di ferro e metalli preziosi - sia il fattore demografico:196 milioni di abitanti al 2011 - il quinto paese più popoloso almondo nonché più popoloso di qualsiasi paese europeo - conuna cittadinanza giovane e in crescita.Questi fattori hanno determinato aumento dell’occupazionee della produttività, che sono i principali motori dell’economiareale: oggi il Brasile è la sesta potenza industriale mondiale(con il 3,5% della produzione manifatturiera globale).A conferma della solida ascesa del Brasile, basta considerareche il suo PIL, pari a 2.476 miliardi di dollari USA nel 2011,ha superato quello italiano nel 2010 e l’anno successivo èdiventata la sesta economia del pianeta: secondo le previsionipotrebbe divenire la quinta economia mondiale nel 2030 eaddirittura la quarta nel 2050.Ovviamente questo non vuol dire che ora il Brasile possasedersi sugli allori. Alcuni esperti ritengono, anzi, che ilreal, anche grazie allo sfruttamento delle materie prime,sia cresciuto troppo in fretta e che questo possa in qualchemodo preludere a un’inversione di tendenza, deprimendo leesportazioni perché pagate a caro prezzo.E poi c’è il rischio che la solidità della valuta faccia in qualchemodo dimenticare che il Paese ha bisogno di serie riformestrutturali: dalla riforma del fisco a quella sanitaria, dallosviluppo delle infrastrutture al miglioramento dell’istruzionee dell’uso delle tecnologie.Per rendere più agevole il confronto fra le varie economie,da alcuni anni si utilizza il Growth Environment Score (GES),un indice che prende in considerazione un insieme di variabilimacroeconomiche quali, ad esempio, l’inflazione e la spesaper gli investimenti, e di variabili microeconomiche, comel’uso della telefonia mobile e l’aspettativa di vita.Con questa scala, nel 2010 il Brasile si è piazzato primo fra iBRICS, con un valore dell’indice GES di 5,5, seguito dalla Cina(5,4), dal Sudafrica (4,9), dalla Russia (4,8) e dall’India (4,0).E, tuttavia, i BRICS si sono collocati ben dietro alla Coreadel Sud con un GES di 7,6 a dimostrazione che sono ancoraTabella 1: imprese italiane in Brasile e RussiaBrasileRussiaAnno 2008 2009 2008 2009N° Imprese 711 732 351 362Addetti 76.036 79.824 30.449 34.960Fatturato (MLD €) 23.904 24.491 3.711 4.859Fonte: Elaborazione da dati Banca dati Reprint, Politecnico di Milano-Ice.30Elementi 29


lontani dall’aver dispiegato tutto il loro potenziale.E infatti il Brasile, tra le altre cose, dovrebbe aprirsimaggiormente al commercio e agli investimenti privati,anche se non sarà facile, visti gli alti tassi di interesse chenon incoraggiano la diffusione di liquidità.Non a caso, stando alla classifica Doing Business della BancaMondiale sui paesi in cui è più agevole fare investimenti(sotto vari aspetti, dal tempo necessario per avviareun’attività fino alle questioni fiscali) nel 2013 il Brasile si èpiazzato solo 130° su 185 paesi.Eppure, l’area degli Emergenti è di grande importanzaper le imprese europee, in particolare, per quelle italiane.L’interscambio commerciale Italia – BRIC nel 2012 èammontato a oltre 77 miliardi di euro con il 43,5% di talevalore registrato con la Cina, il 36,5% con la Russia, il 10,8%con il Brasile ed il 9,2% con l’India. Peraltro, considerando lesole esportazioni, l’Italia trae dal commercio con l’estero circaun quarto della propria ricchezza nazionale.In termini di imprese italiane presenti nell’area BRIC, la maggiorparte dei capitali italiani si trova in Cina e in Brasile, dovei flussi più rilevanti sono generati dal settore trasporti etelecomunicazioni, mentre gli andamenti di crescita piùrapidi si riscontrano in India e in Russia (Tabella 1).Il boom economico del Brasile è stato accompagnato da unparallelo aumento della domanda di energia: nel periodo2000-2010 il PIL è cresciuto del 3,7% in media e la domandadi energia elettrica è cresciuta del 2,9% all’anno, soprattuttonel settore industriale (45% nel 2011). Nel periodo 2013-2017 si prevede che l’economia cresca in media di circa il 4%all’anno e, parallelamente, si stima che tra il 2011 e il 2017 ladomanda di energia elettrica annualmente cresca del 2,6%,con possibilità di un ulteriore aumento per via dei Mondialidi Calcio nel 2014 e delle Olimpiadi nel 2016.Oltre che del calcio, il Brasile è tradizionalmente campionedi energia idroelettrica che domina il parco di generazionedel Paese, con un contributo pari all’86% della produzionetotale del 2011. Si tratta, per lo più, di energia prodottada grandi centrali idroelettriche, come l’impianto di Itaipuche con i suoi 14 GW di potenza da solo copre il 16% dellaproduzione complessiva. A seguire vi è la produzioneelettrica da bioenergie, su cui il paese ha puntato molto e cheora copre circa il 4% del totale.Anche in prospettiva l’ulteriore sviluppo delle rinnovabili èaffidato soprattutto all’idroelettrico, con 21 GW di potenzaaggiuntiva entro il 2017 - di cui una buona metà dall’impiantodi Belo Monte in costruzione – e a seguire all’eolico on shore(+7,5GW) e alle bioenergie (+2,6 GW). Resta invece marginaleil contributo del fotovoltaico, sulla cui convenienza economicail governo brasiliano rimane scettico.Al livello di infrastruttura elettrica, il Paese ha una reteflessibile che consente un buon livello di integrazione dellefonti rinnovabili e vanta una consolidata esperienza nellarealizzazione di linee in altissima tensione, dedicate per lo piùal trasporto di energia dagli impianti idroelettrici ai centri diconsumo costieri.Tabella 2: potenza da fonti rinnovabili installata in Brasileal 2011 e stima al 20172011 2017FONTE GW GWIdraulica 88,90 109,80Bioenergie 5,40 8,00Eolico 1,50 9,00Fotovoltaico 0,00 0,90Solare a concentrazione - -Geotermia - -Maree/moto ondoso - -TOTALE 95,80 127,70Fonte: Elaborazione da dati IEADalla Russia con caloreLa principale fonte di energia europea è il gas e, stando alleprevisioni più accreditate, le importazioni di gas del vecchiocontinente aumenteranno almeno per i prossimi 20 anni.In Europa la domanda di gas è concentrata per il 90% neimercati di Regno Unito, Germania, Italia, Olanda, Spagna,Francia, Belgio, Polonia e Ungheria. In tutti questi paesi laparte del leone la fa il colosso russo Gazprom: in altre parolela Russia è diventata, per così dire, la “caldaia” d’Europa.E proprio la Russia è un altro dei Paesi che avrebbe tuttele carte in regola per raggiungere un livello di PIL pro capitemaggiore di quello di tutti i Paesi BRIC e anche di quellieuropei, mentre attualmente è la decima economia mondiale(1.857 miliardi di dollari USA nel 2011). Ma il raggiungimentodi questo obiettivo è ostacolato da numerosi aspetti critici,al punto che non pochi analisti nutrono riserve sul suo futuro.Occorre, infatti, sottolineare la debolezza demografica dellaRussia - ha una popolazione di circa 143 milioni di persone,ma che ha registrato una riduzione nel periodo 2002-2010accompagnata da un’aspettativa di vita bassa, soprattuttoper gli uomini, dall’impellente necessità di ampliare la base didistribuzione della ricchezza, oggi in mano a pochi miliardarie da un’eccessiva ingerenza governativa.segue a pagina 33 >Elementi 29 31


pubbliredazionaleYINGLI FLEXI-SYSTEM ®Autoconsumo e soluzioni flessibili per piccoli impianti fotovoltaiciL’Azienda22 filiali in tutto il mondo,headquarter a Baoding, Cina6 GW di moduli installati intutto il mondoRealizzare un impianto fotovoltaico sumisura, tagliato sul consumo energeticoreale della propria casa o azienda, èpossibile grazie a YINGLI FLEXI-SYSTEM ® ,il nuovo prodotto in “bundle” di Yingliche racchiude in un unico imballaggio,pratico e interamente ecologico, imoduli fotovoltaici di varie potenze amarchio ‘Yingli Solar’ e l’inverter solarefornito da primarie aziende partner,pronti da installare.Pensato per il mercato italiano, YINGLIFLEXI-SYSTEM ® è il sistema fotovoltaicoflessibile distribuito attraverso la retedi installatori partner del programmaYINGLI4YOU ® e disponibile in seidifferenti taglie, dalla X-small (2 kWp)alla XX-large (20 kWp) a seconda dellagrandezza dell’impianto e del numerodi moduli compresi nell’imballaggio.YINGLI FLEXI-SYSTEM ® consenteconvenienza e risparmio energeticoeffettivo, massimizzando i vantaggidell’autoconsumo e adattandosi alleesigenze energetiche della propria casa.Con YINGLI FLEXI-SYSTEM ® , unafamiglia tipo in un’abitazione media incentro Italia, può risparmiare fino 1.822 kWhall’anno e oltre 900 Kg di CO2 immessinell’atmosfera.Yingli ad Innovation CloudSolarexpo 2013L’azienda ha partecipato all’appuntamentofieristico di settore con un teaminternazionale e uno stand “italiano”,interamente dedicato al mercato localeche sta affrontando il delicato passaggiodall’incentivato all’autonomia, econ uno spazio espositivo che hariprodotto una casa “sospesa”, simbolodell’alleggerimento complessivodei costi domestici possibile grazieal fotovoltaico. Tutto incentratosull’efficienza energetica, lo standYingli ha evidenziato i numeri delpossibile risparmio in bolletta attraversosoluzioni personalizzate per piccoliimpianti con cui le famiglie possonoottimizzare l’autoconsumo, diventareparte attiva nella gestione dei costienergetici e ridurre drasticamentei prelievi dalla rete elettrica.2,3 GW di moduli FV vendutinel 2012: primato assolutoSponsor della FIFA WorldCup TM 2010 e 2014e dell’FC Bayern MunichQuotata alla Borsa di NewYork dal 2007 (NYSE: YGE)32Elementi 29


Il Paese, però, ha dalla sua immense risorse naturali: disponedi circa 1/3 di tutte le riserve di gas del pianeta – non a casoè il maggior esportatore di gas al mondo - del 18 % deigiacimenti noti di petrolio, del 40% delle miniere di nickele di 1/5 di tutto il carbone estraibile sul globo.È anche la nazione del G8 con il maggior tasso di crescitadel PIL, +3,4% su base annua nel 2012. Inoltre, la Russia èla decima potenza industriale con il 2,3% della produzionemanifatturiera globale e potrebbe raggiungere la sestaposizione già nel 2030.E non basta, infatti, essere i “fornitori ufficiali” di gasdell’Europa per pensare di aver fondato su basi solide lapropria economia. È senz’altro un bene avere petrolio, gase risorse minerarie, ma occorre anche ricordare che nel 2008il PIL russo è sceso dell’8% a causa del crollo dei prezzi delpetrolio, mostrando la vulnerabilità di un sistema basatotroppo sull’esportazione di materie prime.Il paese vanta anche un notevole bacino di intelletti,che manifesta le sue punte di eccellenza nelle scuole dimatematica e fisica e da alcuni anni sta puntando molto sullosviluppo tecnologico. Ad esempio con la costruzione, nonlontano da Mosca, del Centro Skolkovo per l’Innovazione,una sorta di Silicon Valley russa che conta su investimenti diaziende straniere come Apple e Cisco.Dal punto di vista elettrico, si prevede che in Russia ladomanda di energia crescerà di quasi il 2% all’anno e chesi arriverà a superare il consumo europeo pro-capite entroil 2017. La parte maggiore della generazione elettrica è ditipo termico (67% del totale nel 2010), seguita dal nuclearee dall’idroelettrico (circa il 16% ciascuno), mentre sono quasiirrilevanti le altre fonti rinnovabili.Nell’ottica dello sviluppo strategico dell’infrastrutturaelettrica, il Paese ha previsto il rafforzamento delleinterconnessioni transfrontaliere, la modernizzazione dellacapacità di generazione esistente, lo sviluppo dell’enormepotenziale di fonti rinnovabili (fino al 4,5% della produzioneal 2020, oltre l’idroelettrico) nonché del nucleare (da 170 nel2010 a 281 TWh al 2035). La Russia, infatti, insieme all’Europaha circa il 45% della potenza nucleare installata al mondo enel 2009 l’orso russo presentava il maggior numero di reattoriin costruzione.In termini di potenza installata, al 2020 è prevista un crescitadell’idroelettrico (+4 GW), dell’eolico (+2 GW) e dellebioenergie (+1 GW). Previsto anche l’incremento per il gase il nucleare (Tabelle 3 e 4).Tabella 3: potenza da fonti rinnovabili installata in Russiaal 2010 e stima al 20202010 2020FONTE GW GWIdraulica 48,00 52,00Bioenergie 1,00 2,00Eolico 0,00 2,00Fotovoltaico - 0,00Solare a concentrazione - -Geotermia - -Maree/moto ondoso - -TOTALE 49,00 56,004% •>Fonte: Elaborazione da dati World Energy Outlook 2012Tabella 4: potenza da fonte fossile e nucleare installatain Russia al 2010 e stima al 2020Fonte: Ibidem2010 2020FONTE GW GWCarbone 52,00 44,00Petrolio 6,00 5,00Gas 105,00 129,00Nucleare 24,00 32,00TOTALE 187,00 210,00segue a pagina 35Elementi 29 33


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La Russia è un Paese importante anche per l’economiaitaliana: l’interscambio commerciale Roma Mosca ha superatoi 28 miliardi di euro all’anno, con una crescita rispetto al2011 dell’8%. Noi esportiamo marchi pregiati tipici del madein Italy: principalmente abbigliamento, prodotti alimentarie macchine industriali ad alta tecnologia (per un totale dicirca 2,5 miliardi di euro). Importiamo soprattutto carbone eprodotti petroliferi, metalli e minerali (per un totale di oltre8 miliardi di euro all’anno).E questo è ancora più significativo se si considera chenel 2013 - in un contesto di calo della domanda internaitaliana, della domanda intra-UE e dell’interscambio versogli emergenti – tiene solo l’export e l’import con la Russia,registrando un +9,3% e un +1,3% a marzo rispetto allo stessoperiodo del 2012.Costituisce un elemento positivo anche l’entrata di Moscanel WTO, che farà scendere di oltre due punti percentuali,fino al 7,8%, i dazi doganali applicati da Mosca per leimportazioni, senza contare che gli accordi fra Mosca e i suoivicini garantiscono che le società ubicate in Russia possanoesportare in Bielorussia e Kazakistan senza dazi, collocandoil Paese in posizione strategica per la creazione di ponticommerciali con i paesi dell’Asia Centrale e dell’EstremoOriente.Anche la creazione di imprese in Russia presenta aspettiattraenti: la pressione fiscale è bassa - dal 20% fino al 4%in zone ad investimenti speciali – e la mano d’opera ègeneralmente qualificata e di costo contenuto, consideratoche il salario medio mensile nel 2011 ammontava a 531 euro.Ma sotto questo aspetto occorre anche prestare attenzione:la Russia, infatti, è restia ad accettare aziende che entranonel Paese solo per vendere prodotti o delocalizzare qualchestabilimento, mentre predilige le imprese che intendono fareinvestimenti strutturali.Le potenzialità dell’AfricaAlmeno dall’aprile del 2011 il club dei BRIC è stato allargatoal Sudafrica, che rappresenta l’economia più grande delcontinente africano. Ricco di materie prime, è il 5° produttoremondiale di carbone e ha la maggior parte delle riserveafricane di uranio (circa 1/5 di quelle mondiali), oltre a essermembro del G20.Per alcuni aspetti il Sudafrica risulta ben posizionarsi tra i BRICS:ha un fisco agevole, una burocrazia snella, è aperto agli scambi,soprattutto con gli altri paesi BRIC, Brasile e India in primis,e può vantare un indice GES accettabile 4,9 (2010), nonchéun piazzamento di tutto rispetto nella classifica Doing Business(Tabella 5).Tabella 5: Classifica Doing Business 2013 della Banca MondialePaesePosizione (su 185 Paesi)Singapore 1Regno Unito 7Sudafrica 39Italia 73Cina 91Russia 112Brasile 130India 132Fonte: Elaborazione dati da The World Bank e IFCTuttavia non si può nascondere che la sua economia, con unPIL di circa 400 miliardi di dollari nel 2011, è limitata (pari a1/5 dell’economia italiana). E poi ci sono altri aspetti critici chehanno un impatto negativo sulla produttività: con 50 milionidi abitanti ha un andamento demografico non positivo,un’aspettativa di vita di 53 anni e un tasso di disoccupazionedel 24% (2011).In un certo senso il Sudafrica potrebbe essere consideratocome il portavoce dell’intero continente africano che, nelsuo insieme, potrebbe a buon diritto costituire il BRICA: gliundici Paesi maggiori dell’Africa coprono una superficieparagonabile a quella della Russia e, dal punto di vistademografico, il continente è passato da 416 a 811 milioni diabitanti nel periodo 1975-2010, mentre si prevede arriveràa 1,4 miliardi di abitanti nel 2025, con in testa giganti qualiNigeria, Etiopia e Congo.Sul fronte della generazione elettrica il Sudafrica staaffrontando un periodo di elevata richiesta di energiache viene soddisfatta a fatica, per il 95%, dalla maggioreazienda statale, la Eskom - con un parco di generazione in>Elementi 29 35


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mercato elettricoUna holding didi Luca SpezialeE: Dopo dieci anni di attività quale èil ruolo di AU?Paolo VigevanoParla Paolo VigevanoPresidente e Amministratoredelegato di Acquirente UnicoTutela per il consumatore, strumenti per lo sviluppo del mercato, nuoviservizi. Queste alcune delle caratteristiche della “carta d’identità”di Acquirente Unico - un modello di riferimento - la cui posizione èormai di primo piano in un settore in continua evoluzione, chelo vede lavorare con le Istituzioni, gli operatori e per il consumatorefinale. Paolo Vigevano ci spiega come l’azienda da lui guidataaffronta le molteplici attività.PV: Prima della liberalizzazioneil comparto elettrico in Italia eracaratterizzato dalla presenza di ungrande monopolista pubblico. Conla completa apertura del mercato,per far fronte alla presenza di nuovioperatori e affiancare il consumatorein questo nuovo scenario, si è pensatoall’istituzione di AU, soggetto pubblicoterzo e indipendente, che potesseconiugare sviluppo della concorrenzae tutela del consumatore.Un “cuneo” tra produzione e consumo,un aggregatore della domanda deipiccoli consumatori, capace di farlibeneficiare delle opportunità dellacompetizione nel mercato elettricoall’ingrosso. Dal 2004, AU svolge unruolo a favore della competitività edi “accompagnamento” del processodi liberalizzazione, in un mercatoche non è ancora completamenteconcorrenziale. In questo l’approccioitaliano è diventato un modello diriferimento per molti mercati, nelcontesto europeo, che si aprono allaconcorrenza.E: In tale ambito quale è la posizionedel consumatore?PV: L’informazione gioca un ruolofondamentale, ma occorre renderlapiù efficace. Per questo con lo sviluppodel mercato, sono state ampliate leattività volte a rendere il consumatorepiù informato e consapevole delledinamiche di mercato. Infatti, aseguito della liberalizzazione eprivatizzazione del settore elettrico,l’assetto del mercato italiano,38Elementi 29


serviziriconosciuto come best practice alivello europeo, oggi coniuga logichedi promozione della competizionetra imprese e tutela dei consumatori.Il consumatore va così acquisendomaggiore fiducia nei benefici che puòricavare sia dalla liberalizzazione,con l’esercizio del suo diritto di sceltadel fornitore più vantaggioso, siada una migliore conoscenza dell’usoefficiente dell’energia per contenerei propri consumi. Quindi non più unruolo secondario, ma una posizione dacomprimario con un potere negozialeben preciso.E: Quali sono gli strumenti che AUutilizza per creare un filo diretto conl’utente finale, così da renderlo menovulnerabile e più cosciente delledinamiche di mercato?PV: Il primo strumento utilizzatonon è del tutto nuovo: si tratta delloSportello per il consumatore di energia,gestito da AU per conto dell’Autorità,che “rinnovato” e potenziato,rappresenta un’importante realtàper il consumatore. Allo Sportello ilconsumatore può avere informazionisui propri diritti e sui provvedimentidell’Autorità. Oltre a essere assistitoin caso di controversie relative alrispetto dei livelli qualitativi e tariffaridei servizi dell’energia elettrica edel gas, non direttamente risolte daifornitori o distributori. Proprio peraumentare il supporto in questi casi èstato affidato ad AU anche il Servizioconciliazione clienti energia, che facilitala composizione delle controversie traclienti finali e operatori (venditori odistributori) di energia elettrica e gas,aiutandoli a individuare la miglioresoluzione tra le parti. Con notevolivantaggi in termini economici etemporali.E: Tra le attività di AU, si registranoanche il Sistema Informativo integratoe l'Organismo Centrale di StoccaggioItaliano. Di cosa si tratta?PV: Il Sistema Informatico Integrato,nato per gestire i flussi informativirelativi ai mercati dell’energia elettricae del gas, è caratterizzato da unastruttura centralizzata che interagiscecon gli operatori e garantisce lasicurezza e la tempestività nellagestione dei dati, favorendo laconcorrenzialità dell’intero mercato.Il fatto che il Sistema sia stato istituitopresso AU assicura l’imparzialità e lanon discriminazione tra gli operatori.Per l’OCSIT, invece, è stata recepitauna Direttiva Europea che impone agliStati membri l’obbligo di detenereun quantitativo minimo di scortedi petrolio greggio e/o prodottipetroliferi, al fine di assicurare ladisponibilità di scorte e la salvaguardiadell’approvvigionamento di energia.Operando con criteri di mercatoe senza fini di lucro, l'OCSIT hadue obiettivi principali: contribuireall'ottimizzazione del sistema nazionaledelle scorte, facilitando l’accesso almercato scorte da parte di tutti glioperatori del settore petrolifero inun’ottica di efficienza e trasparenzae migliorare il flusso informativoattraverso una piattaforma informatica.E: Informazione, tutela, tecnologia esviluppo della competitività sono i nodisu cui lavorare nell’immediato futuro?PV: Un ruolo importante lo rivestirannole nuove tecnologie e l’informazionelegata alla promozione degli usiinnovativi dell’energia, in gradodi trasformare le attuali reti didistribuzione in Smart Grids.La promozione di uno sviluppocorretto del mercato, che contemperila propria crescita e la tutela degliutenti, però ha bisogno anche di unagovernance istituzionale capace diguidare il cambiamento con flessibilitàed efficienza, con la partecipazioneconsapevole del consumatore, fruitoreultimo del sistema elettrico.Elementi 29 39


mercato elettricoSviluppo settore elettricoDerivati sì,ma con regoleopportuneConcetta Brescia MorraDialogo conConcetta Brescia MorraDocente Diritto Bancario eDiritto dei Mercati Finanziari“Anche nel campo dell'energia, i derivati e più in generalegli strumenti di innovazione finanziaria possono essereelementi di sviluppo del settore”. Lo dice Concetta BresciaMorra che insegna Diritto bancario e Diritto dei mercatifinanziari presso l'Università del Sannio e alla Luiss GuidoCarli. E che, in questa intervista a 'Elementi', spiega laprofonda riflessione in corso, specie rispetto agli strumentiutilizzati nei mercati non regolamentati.40Elementi 29


di Ilaria ProiettiE: Professoressa, abbiamo imparato a conoscere ledegenerazioni sistemiche collegate all’utilizzo deglistrumenti di innovazione finanziaria. Quali sono imeccanismi e le regole per rendere affidabile il sistema?Questi ‘paletti’ non rischiano di ostacolare l’attività deglioperatori?CBM: Gli operatori che si lamentano degli oneri loroimposti devono comprendere che la fiducia nei meccanismidi formazione dei prezzi è la migliore garanzia dellaliquidità dei mercati, anche dell'energia. Le normativeeuropee in via di attuazione hanno esteso anche al campodelle commodities tutta una serie di vincoli per i soggettiche intendano avvalersi dei derivati che sono contrattistandardizzati e che - a prescindere dalla connotazionenegativa che viene loro assegnata dopo gli episodi recenti- nascono prevalentemente con la funzione di coperturadei rischi.E: In cosa si sostanziano queste nuove regole?CBM: Le proposte di modifica in materia finanziaria a partiredal regolamento Emir (European Market InfrastructureRegulation) riducono le esenzioni per i soggetti cheintendano operare nei derivati sulle merci di qualunquetipo esse siano; quindi anche laddove il bene sottostantesia quello dell'energia. In questo modo si determineràla necessità di operare attraverso intermediari professionaliabilitati a questo tipo di attività come le Società diintermediazione mobiliare o le banche.Elementi 29 41>


E: E d'altro canto la struttura dello strumento hapotenzialità inimmaginabili rispetto ai mercati tradizionali.Proprio l'esplorazione di tali potenzialità ha regalato nuovistimoli facendo crescere, a 15 anni dalla liberalizzazionedel settore energetico, l'entità complessiva dei contrattipresenti nel portafogli degli operatori, anche a fronte diuno sviluppo rallentato dei mercati a termine regolamentati(dove si negoziano i contratti future) complice, in questocaso, il peso eccessivo delle garanzie richieste…CBM: Comprendo il tema dell'onerosità dei meccanismi mal'obiettivo della liquidità e del corretto funzionamento delsistema è la priorità per gli stessi operatori.E: Ma i requisiti e gli obblighi per chi intenda occuparsi diderivati non finiscono qui…CBM: L'irrigidimento della normativa nasce dalla crisideterminata dal rischio sistemico collegato ai derivati che siprestano ad un indebitamento esponenziale. Le nuove normehanno l’obiettivo di eliminare una trasmissione del rischiopotenzialmente velocissima e che può creare un'alterazionesostanziale dei prezzi e, in ultima analisi, il collasso delmercato. Alla luce dell'approvazione delle nuove disciplinesarà dunque necessario operare attraverso una stanza dicompensazione, che crea una sorta di garanzia dell'esitodei contratti.E: Non si rischia, avvicinando il meccanismo in corso diconfigurazione a quello dei mercati a termine regolamentati,di smorzare la vivacità del mercato non regolamentato?CBM: Voglio premettere che questo meccanismo potràinteressare il settore dell'energia probabilmente solo infuturo: infatti l'obbligo di operare con una contropartecentralizzata si configura sopra una soglia piuttosto elevata,quella dei tre miliardi, mentre attualmente mi pare chel’utilizzo di questi strumenti da parte degli operatori chetrattano energia sia modesto. Che in generale questaprevisione sia comunque necessaria, lo dimostra la storiarecente: in assenza di questi paletti può essere messa indiscussione la sopravvivenza stessa dei mercati dove èfondamentale la fiducia. La fiducia nel mercato e nella correttaformazione dei prezzi deve essere una priorità: lo hannocapito in prima battuta gli operatori che hanno pagato unprezzo altissimo dall'assenza di liquidità. Un problema che,come ha mostrato il caso delle cartolarizzazioni, da moltiindicato all'origine della crisi globale innescatasi nel 2007,si può porre in maniera drammatica.E: Il senso sembra essere "ben vengano", dunque, lenuove regole laddove esse possano restituire al terminespeculazione finanziaria la sua accezione originaria’…E: Gli operatori temono però che rispetto ai mercatia termine dell'energia regolamentati vi possa essereun'ulteriore limatura dei margini derivante dalla scadenzaravvicinata delle coperture delle vendite. Una previsionequest'ultima che, pur avendo come scopo l'armonizzazionedel mercato elettrico italiano con le altre borse europee,potrebbe rappresentare un vincolo operativo penalizzante.E lo stesso timore sussiste oggi anche rispetto alla futuraconfigurazione dei mercati non regolamentati. Non credeche sarebbe necessario esentare dalle nuove regole ilsettore energia?CBM: Laddove l’entità del mercato dei derivati energeticiraggiungesse la soglia prevista sarebbe difficile un’esenzionedalle nuove regole per i mercati dell'energia. E ancheabbastanza illogico, dal momento che esse si riferiscono nonalla merce negoziata ma allo strumento di negoziazioneche deve essere configurato in base a regole standard.In più occasioni ho avuto modo di confrontarmi con glioperatori di settore che sono interessati alle potenzialitàdi questo strumento che ad oggi svolge per loro un ruoloancora ancillare. E che sono perplessi rispetto agli oneri eall'appesantimento delle regole che si vanno delineando.È evidente che quello dei derivati è un mondo che habisogno di queste regole perché la velocità di trasmissionedel rischio può rendere il mercato fragilissimo.Questa consapevolezza afferisce al tipo di strumento aprescindere dalla merce su cui si costruisce il derivato elimitare il rischio dovrebbe essere una priorità per gli stessioperatori perché se il mercato collassa sono gli operatoristessi i primi a pagare un conto salatissimo. Diverso è ildiscorso se sia auspicabile e percorribile la valorizzazionedelle specificità. Se non è possibile prefigurare regolespeciali, credo occorra far valere, anche tramitel'associazione dei regolatori di settore - un dialogo conl'Esma (European securities and markets authorithy). Credoche questa sia la via maestra che consentirà di superarele doglianze, specie relative ai problemi finanziari, deglioperatori dell'energia.CBM: L'innovazione finanziaria intesa come nuovi strumenti,ha migliorato lo sviluppo dell'economia e dunque ha favoritola crescita. Resto dell'idea che i derivati, nonostante quelche è successo, non vadano dunque demonizzati: la causaspeculativa non è una causa nulla o contraria alle regole delcodice civile.42Elementi 29


Che cosa c’è di così incredibile nel fatto che Colombo abbia scoperto l’America? È così grossa, come avrebbe fatto a mancarla? (Leopold Fechtner)efficienza energetica induStriale - certificati Bianchiinnovazione di proceSSo - audit energeticiS trategic carB on & energy M anageM entwww.esicomm.itStudio Bartucciè una S ocietàe.S.co. accreditatacon 82 progettidi efficienzaenergetica induStrialeapprovati preSSol ’ aeeg e oltre200 Siti induStrialiS e g u i t i c o nStrategic carBonManageM entSoave 045 6190818Roma 06 85303003Elementi 29 43Milano 02 6700364 www.studiobartucci.it


mercato elettricoPerchéMauro ZaniniConversazione conMauro ZaniniVice presidente di FederconsumatoriOfferte poco allettanti; condotte scorrette da parte delle aziende; asimmetria informativa tra fornitori e utenti.Lo sviluppo del mercato libero dell’elettricità e del gas è ancora in chiaroscuro. E ora che le tariffe scenderanno, sarà ancorapiù difficile per le aziende strappare clienti al mercato tutelato. Ne abbiamo parlato con Mauro Zanini, vice presidentedi Federconsumatori.di Gabriele MasiniE: Le offerte di energia elettricae gas sul mercato libero si stannomoltiplicando. Qual è la rispostadei consumatori?MZ: L’apertura del mercato staincontrando delle criticità, tanto che siregistra un calo nei tassi di switch. Dagliultimi dati dell’Autorità per l’energia,da luglio 2007 a settembre 2012 il 21%delle utenze (circa sei milioni) sonopassate al mercato libero. Ne rimangonooltre 23 milioni nel mercato tutelato.Ma, secondo i nostri dati, di questi seimilioni i due terzi sono rimasti con lostesso fornitore, hanno semplicementecambiato il tipo di contratto.E: Perché questa diffidenza?MZ: Il punto è che le offerte non sonomolto allettanti. Perché il mercatodecolli servono risparmi almeno a duecifre sul costo complessivo annuo. Oggiinvece sconti e offerte garantisconorisparmi tra il 2,6% e il 5,7%, perquanto riguarda l’energia elettricacon prezzo indicizzato. Quelle aprezzo bloccato offrono uno scontomaggiore ma d’altro canto dal 2010a oggi abbiamo registrato un calo delrisparmio anche del 50%.E: Ora che le tariffe del gas comincerannoa scendere, grazie al nuovo metodotariffario adottato dall’Autorità,le offerte a prezzo bloccato nonconverranno più…MZ: È importante che si sia rottoil “monopolio” dell’indicizzazionedei contratti take or pay al prezzodel petrolio. C’è bisogno di cautelaperché questo calo dei prezzi spotdel gas è dovuto alla congiunturainternazionale, al calo dei consumienergetici e all’aumento dell’offerta:con la ripresa dell’economia bisogneràvigilare su eventuali effetti speculativisul mercato spot.44Elementi 29


il mercato liberonon decollaE: Altro aspetto critico la “leggibilità”delle bollette.MZ: Dobbiamo fare di più sul versantedella semplificazione perché è difficileper i cittadini utenti capire le bollette.Sia perché la stessa struttura dellefatture è complessa, sia perché avolte ci sono conguagli, per via diprovvedimenti dell’Autorità, ricorsidelle aziende e pronunciamenti delTar. Spesso inoltre le aziende devonoadottare provvedimenti retroattivi chesono di difficile comprensione.E: Come va con i reclami?MZ: Due reclami su tre si riferisconoal mercato libero. Le criticità piùfrequenti riguardano i contrattinon richiesti (18% dei reclami),le fatturazioni (circa 45%) e i recessi,morosità e volture (15%).E: Cosa si può fare per migliorarela situazione?MZ: Si può introdurre l’obbligo perle aziende che operano nel mercatolibero di rendere pubbliche le offertein un sistema di comparazione, chepuò essere il "trova offerte" magarimigliorato alla luce di questi anni.Inoltre le offerte devono esserecomparabili: sta diventando difficileanche per noi fare comparazioniperché le società tendono a “svicolare”con offerte di durata limitata o legatealle taglie. Invece il mercato liberorichiede trasparenza.E: Come associazione dei consumatoricosa state facendo per ridurrel’asimmetria informativa tra fornitori eutenti?MZ: Stiamo organizzando iniziative diinformazione in tutta Italia: abbiamorealizzato una rete di 45 sportelli, uncall center e un sito. È anche partitoun progetto che prevede 110 incontri,uno per città. Occorre ancora faremolto perché il consumatore non siapiù soggetto passivo. L’anno scorso,in occasione di un incontro europeotra associazioni dei consumatori eregolatori, un rappresentante deiconsumatori inglesi ha detto che 2utenti su 3 che cambiano fornitore,lo cambiano in peggio. E in Inghilterrasono tutti sul mercato libero. Questoci deve far riflettere su quanto ancorail consumatore sia debole e abbiadifficoltà a valutare le offerte.E: È auspicabile una riduzione piùaccelerata del perimetro di tutela perfavorire un dispiegamento più rapidodel mercato?MZ: Il terzo pacchetto Ue indicaquesto percorso, però bisogna fornirele massime garanzie ai consumatori.Con la graduale riduzione del ruolodell’Acquirente Unico nel mercatotutelato bisogna creare le condizionidi mercato che consentano la nascitadi gruppi di acquisto, anche conil sostegno delle associazioni deiconsumatori. Così si avrebbe unruolo di tutela nella contrattazione,eventualmente anche avvalendosidell’esperienza dell’AU.E: Un altro punto dolente, rispetto allabolletta elettrica, è il peso crescentedegli oneri per gli incentivi allerinnovabili.MZ: Siamo molto preoccupati perchégli oneri di sistema incidono ormai peril 20% della bolletta elettrica. Si develavorare per limare diseconomie erendite. Gli incentivi vanno rimodulatie trasferiti in parte sulla fiscalitàgenerale.E: Aeeg e Ministero dello SviluppoEconomico hanno attuato la riformadegli oneri che alleggerisce il fardellodelle aziende ad alta intensitàenergetica. Siete d’accordo?MZ: No. Chiederemo al nuovogoverno che riveda questa decisione.Non è possibile che per renderecompetitive le imprese italiane si spostiil peso sulle famiglie. Anche perché ilprovvedimento prevede, per goderedegli sgravi, un’incidenza minima del2% dei costi dell’energia sul fatturatodell’azienda.È una sovvenzione alle imprese daparte delle famiglie. Più in generale,una parte degli incentivi va spostatasulla fiscalità generale. È un percorsodifficile, ma va attuato.Elementi 29 45


energiaSistema energeticoSi va versoil “knowledgebased”di Stefano Besseghini (AD di RSE)Alla fine di gennaio è stato pubblicato sulla GazzettaUfficiale il decreto di approvazione del Piano triennale2012-2014 della Ricerca di Sistema. Un passaggiofondamentale per garantire la continuità dell’attività di ricercain un settore sempre più sensibile come quello energetico.Il piano assegna risorse pari a 221 milioni di euro in treanni, distribuite su tre grandi aree di intervento: governogestione e sviluppo del sistema elettrico nazionale,produzione di energia elettrica e protezione dell’ambientee razionalizzazione e risparmio nell’uso dell’energiaelettrica. Così come diverse sono le modalità di erogazione:da progetti di ricerca applicata, a progetti di sviluppo dasvolgere in collaborazione con le aziende, a progetti voltialla individuazione di nuovi campi di indagine.Stefano Besseghini46Elementi 29


Il Piano triennale pone alla base dei propri orientamentistrategici la promozione di un sistema energetico che affianchialla sicurezza ed efficienza di esercizio, il perseguimento delcontenimento del costo dell’energia per i consumatori finalie per le imprese.Un obiettivo che ben si accorda con la vocazione di RSEda sempre orientata ad una visione integrata e di sistema.Si pone l’accento non solo sullo sviluppo di tecnologieinnovative ma anche, e forse soprattutto, sulla loroefficace integrazione nel sistema energetico nazionale.Mai prima d’ora il sistema energetico è stato al centro dispinte centripete derivanti dalla competizione di differentitecnologie di generazione, dal progressivo cambiamentodel ruolo dei consumatori via via più esigenti, consapevolie spesso attori stessi del sistema nel nuovo ruolo di“prosumers”. Mai come ora è quindi necessario sviluppareuna profonda comprensione del sistema e delle (spesso nonovvie) correlazioni che le iniziative dei diversi portatori diinteresse determinano sullo stesso.Centrale rimane e rimarrà il ruolo della rete elettrica chedel sistema elettrico rappresenta il sistema nervoso e chepure sta conoscendo una radicale evoluzione verso unaconfigurazione adattativa tanto che generazione distribuita,reti attive ed accumulo rappresentano insieme la principalevoce in termini di finanziamenti dei programmi di ricerca.All’interno di quest’area c’è anche il settore che forsepiù potrà beneficiare di un breakthrough tecnologico ingrado di cambiare profondamente il paradigma stessodel sistema elettrico: l’accumulo di energia elettrica.In un recente confronto condotto con le aziende diANIE attive nella produzione di sistemi di accumuloelettrochimico è emerso come i progetti di ricerca svolti daRSE - dall’approfondimento di tecnologie d'avanguardiaall’esplorazione degli scenari tecnico-economici - hannopermesso di comprendere le prospettive più rilevanti sultema dell’accumulo. Questo incontro ha consentito diverificare come il mandato di RSE di rappresentare un puntodi riferimento concreto e accessibile al sistema delle imprese,su un tema come l'accumulo di energia, in questo periodosi stia realizzando con efficacia. Appare quindi ancora piùsignificativo che a questa stessa area di ricerca il pianotriennale assegni uno dei capitoli di finanziamento dedicatiproprio alla collaborazione tra aziende e strutture di ricerca,il così detto finanziamento di ricerca di tipo (b).Accanto a questi strumenti propri anche dei precedentiprogrammi di ricerca di sistema, nel recente piano è stataintrodotta una nuova modalità di finanziamento volta afavorire lo sviluppo di innovativi temi di ricerca, a fortecontenuto interdisciplinare ed in grado di coinvolgereun ampio numero di soggetti, evitando al contempo ladispersione in mille rivoli. Nella identificazione di un piùpreciso campo di indagine che abbia forte collegamento conspecifici ambiti applicativi la scelta è caduta sul settore deinuovi materiali avanzati per applicazioni nel settore elettrico,con la focalizzazione sui temi dell’accumulo elettrochimico edei materiali per la conversione fotovoltaica.Infine, è costante nel piano il richiamo alla forte integrazionedei progetti di ricerca con l’intera programmazione europea.Un ambito che RSE presidia da tempo con particolareattenzione (attualmente RSE è coinvolto in 53 progettieuropei ed ha un tasso di successo delle proposte presentateintorno al 50%) e che nell’immediato futuro conosceràqualche cambiamento per la transizione dal 7° programmaquadro (2007-2013) al nuovo Horizon2020 (2014-2020).Come si vede uno sforzo di ricerca intenso e ad ampiospettro, volto a rendere possibile forse la principaletransizione che il sistema energetico dovrà sopportare; nonsolo quella alle reti attive (smart grids) o alle città intelligenti(smart cities) ma più in generale ad un sistema energeticoad elevato contenuto di conoscenza per consentirne unacorretta gestione, insomma la transizione verso un veroSistema Energetico Knowledge Based.Gli altri temi su cui è previsto il finanziamento di realtàindustriali cointeressate allo sviluppo dei progetti di ricercadi sistema sono la trasmissione e distribuzione di energiaelettrica, la produzione di energia elettrica da biomassee da fonte solare, il risparmio di energia elettrica negliusi finali e l’utilizzo del calore solare e ambientale perla climatizzazione, per una dotazione complessiva di 30milioni di euro. È previsto inoltre che le modalità di accessoe finanziamento delle aziende per lo svolgimento di questiprogrammi vengano semplificate in termini procedurali.Elementi 29 47


energia rinnovabileCalore dalle rinnovabili ed efficienza energeticaIl nuovo ruolodel GSE48Elementi 29


di Ennio Ferrero e Davide ValenzanoI Decreti Ministeriali “gemelli” del 28 dicembre 2012 “Conto Termico” e “Certificati Bianchi”sanciscono l’ingresso del GSE nei settori della produzione di energia termica da FER edell’efficienza energetica, affidando alla Società la gestione di entrambi i regimi di sostegno,come stabilito dal decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011.Il “Conto Termico” ha introdotto un regime di sostegno specifico per l’incentivazione diinterventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili el’incremento dell’efficienza energetica. Esso rientra tra le misure previste dal D.Lgs. 28/11 perpromuovere il raggiungimento degli obiettivi vincolanti, assegnati all’Italia al 2020, in terminidi quota di consumi energetici coperta da fonti rinnovabili.La gestione del meccanismo è affidata al GSE, che cura anche l’erogazione degli incentivi aisoggetti beneficiari nel limite di complessivi 900 milioni di euro di impegno di spesa annuacumulata, attraverso un applicativo web accessibile dal sito GSE – il Portaltermico - chedematerializza l’intero processo di gestione pratiche.Gli interventi incentivabili riguardano principalmente il settore civile (residenziale e terziario),ma anche il comparto dell’agricoltura in serra e della produzione di calore di processo,rispettivamente per applicazioni di generatori a biomassa e di solare termico.Sono incentivabili due specifiche categorie di interventi: rispettivamente di incrementodell’efficienza energetica in edifici esistenti attraverso il miglioramento delle caratteristichedell’involucro edilizio opaco e trasparente (ovvero: muri, coperture, chiusure finestrate),anche attraverso l’utilizzo di sistemi schermanti, e dell’impianto (caldaie a condensazione),e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili insieme con sistemi ad alta efficienza(pompe di calore, anche geotermiche, caldaie e apparecchi a biomassa, solare termico, anchecon solar cooling).Il valore degli incentivi dipende dalla tipologia di intervento. Per gli interventi di incrementodell’efficienza energetica in edifici esistenti (categoria 1), l’incentivo – ripartito in 5 rateannuali costanti - copre fino al 40% delle spese ammissibili sostenute, nel rispetto di specificilimiti unitari di costo e di incentivo complessivo erogato.Per gli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabilie di sistemi ad alta efficienza (categoria 2), l’incentivo è calcolato in base alla producibilitàpresunta di energia termica, in funzione della tecnologia, della taglia e della zona climatica,valorizzando l’energia prodotta attraverso specifici coefficienti. Sono previsti – ad esempio -coefficienti premianti in relazione a valori bassi di emissioni di particolato per i generatori dicalore a biomassa. In questi interventi l’incentivo viene ripartito in 2 o 5 rate annuali costanti,in funzione della taglia.Le amministrazioni pubbliche sono ammesse agli incentivi per la realizzazione degli interventidi entrambe le categorie, mentre i soggetti privati - intesi come persone fisiche, condominie soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario – sono ammessi ai soli interventidella seconda categoria. Dei 900 milioni di euro di spesa annua cumulata, 200 milioni sonodisponibili per interventi, realizzati o da realizzare, da parte di amministrazioni pubbliche,mentre 700 milioni destinati a interventi compiuti da soggetti privati.I soggetti ammessi possono avvalersi del supporto di una ESCO (Energy Service Company)per la realizzazione degli interventi.Elementi 29 49>


In generale, gli incentivi del ContoTermico possono essere riconosciutiesclusivamente agli interventi che nonabbiano beneficiato di altri incentivistatali, fatti salvi i fondi di garanzia, ifondi di rotazione e i contributi in contointeresse. È prevista invece la possibilitàdi cumulo, entro certi limiti, concontributi in conto capitale non statali.Il soggetto responsabile nei confrontidel GSE è quello che sostiene le speseper l’esecuzione degli interventi, e chepuò richiedere gli incentivi, attraversoil Portaltermico, tramite tre distintemodalità di accesso:• diretto, consentito per interventirealizzati,• prenotazione degli incentivi,consentita prima della realizzazionedegli interventi, nel solo caso di edificio unità immobiliari delle pubblicheamministrazioni,• iscrizione ai Registri, obbligatoria peri privati o le amministrazioni pubbliche,nel caso si preveda l’installazione dipompe di calore o generatori a biomassacon una potenza termica nominalecomplessiva maggiore di 500 kW efino a 1000 kW.Il Conto Termico è operativodall’attivazione del Portaltermico,che consentirà l’invio telematico dellerichieste di incentivazione al GSE.Ciò deve avvenire necessariamenteentro 60 giorni dalla conclusionedell’intervento, oppure entro 60giorni dall’attivazione di Portaltermicoper gli interventi conclusi a partiredal 3 gennaio 2013 fino alla data diattivazione di Portaltermico stesso.Discorso diverso va fatto per il DecretoMinisteriale “Certificati bianchi” che hadisegnato il nuovo quadro di riferimentoper il mercato dei certificati bianchi peril periodo 2013-2016, assicurando altempo stesso agli operatori la necessariacontinuità del sistema.L’Italia - nel 2005 - è stata il primopaese a dotarsi di un meccanismoincentivante per il risparmio energeticocon l’introduzione dei Titoli di EfficienzaEnergetica (TEE), i cosiddetti CertificatiBianchi. Dall’avvio del sistema adoggi il mercato dei TEE ha ottenutodei buoni risultati, pur attraversandouna serie di difficoltà riconducibili amolteplici cause. La semplificazioneamministrativa voluta dal nuovodecreto intende superarne alcune.Tra le novità introdotte vi è, infatti,il passaggio di competenze nellagestione del meccanismo dall’AEEGal GSE che, gestendo per missione iregimi di sostegno in campo energetico,rappresenta la scelta più coerentefra quelle operabili. Tale passaggio digestione è stato finalizzato con la sigladell’Accordo operativo tra il GSE e l’AEEGcon effetti dal 3 febbraio 2013.A partire da tale data il GSE èdiventato responsabile della gestione,valutazione e certificazione deirisparmi correlati a progetti diefficienza energetica che dannodiritto al rilascio dei TEE.Nell’espletamento dell’attivitàdi valutazione della riduzionedei consumi di energia primariaeffettivamente conseguita daiprogetti, il GSE si avvale del supportodi ENEA e di RSE.Al GSE spetta anche l’istruttoriatecnico-economica relativa alla verificapreliminare della conformità deiprogetti alle disposizioni del decreto ealle linee guida dell’AEEG.Attualmente il GSE è impegnato nellosviluppo dell’applicativo informaticoper l’efficienza energetica che, fral’altro, darà agli operatori la possibilitàdi presentare richieste relative allenuove schede tecniche approvate daldecreto. Sono state inoltre introdottenovità all’attuale processo, tra cuila dematerializzazione della letteradi conferma inviata dagli operatoriproponenti, l’introduzione di controllibloccanti per la trasmissione telematicadelle proposte/richieste, etc., e moltealtre verranno introdotte nel corsodell’anno.50Elementi 29


IL VENTO SOFFIA NELLA GIUSTA DIREZIONEL’eolico in Italia nel 2012 ha prodotto12 mila GWh di energia pulita, pari ai fabbisogniannuali di 4 milioni famiglie italiane, evitandol’emissione di 7 milioni tonnellate di CO2Tutta la potenza del Ventoporterà al nostro Paese benefici ambientali,economici e occupazionali stimati al 2030 in più di13.000 Mln di euro*L’industria nazionaleha esportato, tra il 2008 e il 2012, componenti diimpianti eolici per più di 12.000 Mld di euro*L’occupazione creatadal settore eolico in Italia è pari a circa 30.000 unitàche si prevede aumenteranno fino a 67.000 nel 2020*La forza del Ventospinge verso lo sviluppo economico, industriale eoccupazionale* Fonte studio potenziale occupazionale ANEV-UILNON LASCIAMOCI SFUGGIRE QUESTA OPPORTUNITÀElementi 29 51


energia rinnovabileIncrementeremole interconnesstransfrontaliereParla Giuliano FrosiniDirettore Public Affairs TernaGiuliano FrosiniL'Italia in predicato di diventare hub del gas ma, perché no, anche elettrico.Un sistema che ha bisogno di infrastrutture di rete per la gestione del boomrinnovabile e abbattere i costi elettrici zonali. Giuliano Frosini, direttoredivisione Public Affairs Terna ne parla con 'Elementi' e lancia una proposta:le amministrazioni che si oppongono alle opere si assumano la responsabilitàdi dire ai cittadini che in quei territori l’energia costerà di più.di Roberto AntoniniE: Calo dei consumi, overcapacity, crisi economica: quali leprospettive per il sistema elettrico?GF: Dal 2003 è iniziato un percorso di crescita infrastrutturalesia sul versante della generazione sia su quello della rete ditrasmissione, che ha contribuito ad aumentare la sicurezzaelettrica del Paese: oggi disponiamo di una capacitàinstallata di oltre 120 mila MW, più che doppia rispetto alladomanda alla punta. Quindi, se continuiamo a importareenergia è solo perché all’estero costa meno.Le sfide sono molteplici: risparmio ed efficienza energetica,sviluppo sostenibile, riduzione dei costi per imprese e famiglie.Occorre riequilibrare il mix di combustibili per la produzionedi energia elettrica, oggi troppo sbilanciato sul gas, puntaresul carbone pulito e sulla diversificazione delle fonti diapprovvigionamento. Inoltre, dobbiamo continuare a sviluppareinfrastrutture, ambientalmente sostenibili e tecnologicamenteavanzate.52Elementi 29


fonti rinnovabili. Inoltre, abbiamo già investito 1,3 miliardidi euro per il pieno sfruttamento delle rinnovabili e ne sonoprevisti ulteriori 2,5 entro il 2016 per far evolvere la reteelettrica in sincronia con questo nuovo sistema.E: Italia “hub del gas”, ma potrebbe anche diventare “hubelettrico”. È ragionevole questa prospettiva?ioniGF: L’Italia per la sua posizione geografica è certamentecandidata al ruolo di hub elettrico del Mediterraneo. Inun'ottica di mercato europeo dell’energia, infatti, l’obiettivoè realizzare una rete più diffusa e integrata tra i Paesi,compresi quelli del Nord Africa. Terna ha già previsto diincrementare le interconnessioni con gli Stati confinanti:alle 22 “autostrade dell’energia” che oggi collegano l’Italiaa Svizzera, Francia, Slovenia, Austria e Grecia, presto se neaggiungeranno altre, di cui una con il Montenegro e un’altracon la Francia. In un recente Piano di Sviluppo rientra,inoltre, l’interconnessione con la Tunisia, di fatto il primocollegamento elettrico tra Italia e Nord Africa.E: Terna, quindi, guarda all’estero.E: Servono infrastrutture reali, ma spesso c'è il freno dellaburocrazia o della sindrome Nimby: come superare l'impasse?GF: Noi oggi abbiamo un meccanismo di mercato tale percui il prezzo dell’energia è unico per tutto il Paese, calcolatocome media dei prezzi zonali. Ora, se c’è un prezzo uniconazionale, allora si deve anche poter decidere dove è piùnecessario fare le opere. Se, invece, in nome del Danimarca federalismole amministrazioni si oppongono alle opere fino al puntodi bloccarle, allora ritengo che debbano anche assumersila responsabilità di chiedere a cittadini e imprese di queiterritori se sono disposti a pagare di più l’energia. Esempioconcreto il caso dell’elettrodotto Sorgente Rizziconi tra Siciliae Calabria, opera già autorizzata e in corso di realizzazionema soggetta a contestazioni locali, il cui ritardo è già costatoagli italiani oltre 3 miliardi e mezzo di euro.E: La diffusione delle rinnovabili, in particolare eolico efotovoltaico, sta trasformando il paradigma della reteelettrica. Quali le mosse di Terna di fronte al nuovo scenario?GF: La rapida crescita delle rinnovabili - da 1.000 MWinstallati nel 2005 ai quasi 25.000 MW a fine 2012 - haavviato una fase di trasformazione importante del nostrosistema energetico, ma non senza problemi: dall’eccesso diproduzione rispetto ai consumi a livello locale, all’esigenzadi un elevato e flessibile livello di riserva per bilanciare lavariabilità dei livelli di produzione. Terna ha proposto varieazioni per integrare le rinnovabili nel sistema: il rafforzamento,il controllo e il monitoraggio della rete, con investimentinell’automazione del mantenimento dell’equilibrio fra domandae offerta; la gestione coordinata delle reti di trasmissione edistribuzione; l’adeguamento del parco di generazione daGF: Le interconnessioni transfrontaliere sono un fattorestrategico per accrescere la sicurezza del sistema elettriconazionale e internazionale, diversificare il mix deicombustibili, diminuire la dipendenza da un numero ristrettodi Paesi fornitori di energia e ridurre i costi per cittadini eimprese. Con i nuovi progetti, l’Italia potrà incrementare lacapacità di interconnessione di ulteriori 3.000-5.000 MW:quando l’energia in Italia costerà meno, il Paese potràdiventare esportatore strutturale di energia, in misuramaggiore rispetto ad ora, con importanti benefici per iproduttori nazionali. Potremo giocare un ruolo centrale nel“sistema Europa” con una strategia mirata alla realizzazionenel tempo della Super Smart Grid, che consentirà ditrasmettere in Europa l’energia “verde” prodotta in MedioOriente e Nord Africa.Nel triennio 2010-2012 gli investimenti annui sono stati quasi 5 volte superioria quelli del 2005, anno della separazione dall’ex monopolista. Dal 2005 ad oggi:> Crescita media annua degli investimenti del 30%> Circa 2.500 km di nuove linee> 84 nuove stazioni elettriche> Circa 800 km di vecchi elettrodotti dismessiAccelerazione degli investimenti0,262005Fonte: Terna0,320060,620070,820080,920091,220101,220116,5 miliardi di investimenti complessivi realizzati negli ultimi anni(valori inmld. di ¤)5x1,242012Elementi 29 53


esistono strumentipiù moderni per trovare un contatto!tutti i professionistidell'informazionee della comunicazioneNOVITA’AGENDA DEL GIORNALISTA DIGITALEwww.agendadelgiornalista.netL’Agenda del Giornalista Digitale è il nuovo strumentoonline per i professionisti della comunicazione, delgiornalismo, del marketing e delle relazioni pubbliche.Giornalisti, media, ufficistampa e Pubblica Amministrazionesono raccolti in 4banche dati consultabili online,con più di 200.000 riferimentiin costante aggiornamento,che possono essere ricercati, selezionati edesportati.NUOVA EDIZIONEAGENDA DEL GIORNALISTA 2013www.agendadelgiornalista.itOltre 200.000 riferimenti di chi lavora nel giornalismo,nella comunicazione, nel marketinge nelle relazioni pubbliche.Da 46 anni leader sul mercato,l'Agenda del Giornalista conle sue 2000 pagine in 2 volumi(uscite gennaio e luglio)viene riaccreditata ad ogniedizione dagli operatori del settorequale principale e più autorevole strumentoprofessionale.• Le 4 banche dati:- Giornalisti- Media- Uffici stampa- Comunicatori dellaPubblica Amministrazione• Aggiornamenti quotidiani• Esportazionedei dati in Excel• Nel prezzo sono compresii due volumi cartaceiE 350,00 + iva 6 mesiE 550,00 + iva 12 mesi• Quotidiani italiani• Agenzie di Informazione• Oltre 2.000 periodici• Tv e Radio nazionali e locali• 4.500 Uffici Stampa• Fonti di informazionenazionali ed internazionali• Associazioni di categoria• Fiere e Saloni• Premi giornalistici• In allegato il cd-rom coni 100.000 giornalisti italiani2 VOLUMI E 115,0054tutti i contattiche contanoElementi 29Tel. 06.67.91.496 • Fax 06.67.97.492www.cdgweb.it info@cdgweb.itwww.agendadelgiornalista.it


energia rinnovabileGeotermiaè efficienzae risparmiodi Maurizio GodartIl sottosuolo terrestre rappresenta una ricca e pressoché inesauribile fonte dicalore. L’utilizzo dell’energia geotermica è un fenomeno molto antico, risalentea migliaia di anni fa, quando sia i cinesi che gli antichi romani, oltre ad altreimportanti popolazioni del bacino del Mediterraneo, impararono a servirsi diquesta risorsa per avere acqua calda e riscaldarsi.Oggi, il sistema di climatizzazione a geotermia rappresenta un’opzione per chirealizza una nuova abitazione (o la ristruttura). Impianti di questo tipo inizianoad avere un loro consistente mercato soltanto adesso, almeno in Italia, eppuredanno dei vantaggi sorprendenti dal punto di vista economico, oltre ad essereperfettamente ecocompatibili.Eppure il nostro è il Paese dove l’energia geotermica è stata per la prima voltautilizzata a fini industriali, tanto da essere uno dei principali produttori di energiageotermoelettrica.In questo caso si parla di geotermia ad alta entalpia, dove il calore del sottosuolo(che arriva a superare i 150°) viene utilizzato per produrre energiaElementi 29 55>


elettrica, sfruttando il vapore ad altatemperatura che aziona delle turbinemeccaniche.Diverso è il discorso della geotermiaquale fonte per la regolazione dellatemperatura degli edifici, ovverodella geotermia a bassa entalpia,che sfrutta temperature inferioriai 150 gradi mediante opportuni esofisticati impianti, oggi composti datre elementi: le sonde geotermiche,la pompa di calore e le strutture didistribuzione.Le sonde acquisiscono la temperaturadel sottosuolo, la pompa di caloreporta la temperatura raggiunta dallesonde alla gradazione desiderata edinfine le strutture di distribuzioneclimatizzano l’edificio in modoomogeneo, quando gli altri processi sisono conclusi.Queste tecniche offrono anche deinotevolissimi vantaggi economici: conil Decreto ministeriale 28/12/2012 èentrato in vigore il Conto termico, cheprevede l’elargizione - da parte delGSE - di un contributo in rate ugualiannuali per 2 o 5 anni, a seconda deltipo di intervento.Inoltre, i risparmi in bolletta, rispetto aisistemi di climatizzazione tradizionali,possono essere anche superiori al 50%.Considerando queste agevolazioni etale risparmio, l’investimento inizialeper la realizzazione di un impiantogeotermico è recuperabile in un lassodi tempo che va dai 6 ai 10 anni.Ad ideare nuove costruzioni residenziali,prevedendo l’accesso alla fontegeotermica, si sono ormai dedicati tantiprogettisti, che le utilizzano per abitazionidi vario tipo, dalla popolare a quellaresidenziale, fino alle mega-opere diriqualificazione urbana, tra queste, ilCitylife, il maxi-cantiere nell’ex polofieristico di Milano.Il più diffuso utilizzo della geotermiaha fatto sì che nascessero nuove figureprofessionali specializzate: dai tecniciagli ingegneri, agli architetti.In Italia in molti comuni, soprattuttonel Centro-Nord, stanno velocementecrescendo gli investimenti per labassa entalpia. In Europa c’è dasegnalare il fenomeno dell’Islandadove, per l’abbondanza dei fluidicaldi disponibili, addirittura il 97%della popolazione si è convertito alriscaldamento geotermico urbano.Centrale idroelettrica di Larderello in ToscanaImpianto a bassa entalpiaENERGIA GEOTERMICAè la fonte di energia dovuta al calore endogeno della terra.La temperatura, all’interno del nostro pianeta, aumenta con la profondità, secondo un gradiente geotermico mediodi 3 gradi ogni 100 metri.Il calore della terra deve essere trasportato in superficie, per poter essere sfruttato adeguatamente o per generareenergia elettrica (geotermia ad alta entalpia) o per climatizzare case ed edifici (geotermia a bassa entalpia)ALTA ENTALPIAUtilizza sonde che raggiungono temperature del sottosuolo superiori ai 150 gradi.Il vapore proveniente dal sottosuolo, canalizzato nelle sonde, mediante il suo calore aziona delle turbine meccanicheche producono energia elettrica.L’Italia è stata pioniera in questo specifico settore: il primo grande impianto europeo risale addirittura al 1904,a Larderello, in Toscana.BASSA ENTALPIAUtilizza sonde che raggiungono temperature del sottosuolo inferiori ai 150 gradi. Gli elementi fondamentali diquesto impianto sono le sonde geotermiche, la pompa di calore e le strutture di distribuzione. Il calore, arrivando insuperficie, viene portato alla temperatura voluta e distribuito in tutti gli ambienti.Si tratta di impianti estremamente convenienti da un punto di vista economico, grazie al Conto Termico, il GSE neincentiva gli investimenti, oltre che ai forti risparmi riscontrabili in bolletta.56Elementi 29


NON POSSIAMOACCELERARE IL TEMPOPER QUESTOANTICIPIAMO IL FUTUROPortiamo 40 anni di innovazione in ogni cosache facciamo, dai piccoli micro inverter alle grandisoluzioni centralizzate. Molte delle tecnologieper le quali ci siamo distinti nel passato, sonodiventate oggi degli standard per il mondo delfotovoltaico. Ma questo non ci basta. Le numeroseiniziative che stiamo sviluppando, tra cui soluzioniinnovative di accumulo, garantiranno che l’energiapulita del domani sia sempre più liberamentedisponibile e conveniente rispetto ad oggi.www.power-one.comElementi 29 57


energia rinnovabileCredere nellaGreen EconomyQuattro chiacchiere conAgostino Re RebaudengoPresidente diAsja Ambiente ItaliaAgostino Re Rebaudengo58Elementi 29


Per rilanciare occupazione e sviluppo e raggiungere gliobiettivi stabiliti nel documento di Strategia EnergeticaNazionale (SEN) e nell’Energy Roadmap dell’UnioneEuropea.di Barbara RauseoE: Come descriverebbe la sua azienda?ARR: Asja Ambiente Italia produce energia da fontirinnovabili dal 1995. Negli anni abbiamo sviluppato tutte lecompetenze necessarie per progettare, realizzare e gestireimpianti eolici, fotovoltaici e siamo attualmente leader nellavalorizzazione energetica del biogas da discarica. Abbiamoal nostro attivo oltre 50 impianti produttivi in Italia e nelmondo, in particolare in Cina e Sud America.Asja ha investito molto in ricerca. Dal 2008 collaboriamocon il Politecnico di Torino e con altre prestigiose Universitànazionali e internazionali.Oggi, nonostante il difficile momento economico, vogliamocontinuare a crescere. Come imprenditore e come presidentedi APER mi auguro che gli “scossoni” normativi, che hannostravolto il nostro settore in questi ultimi due anni, possanoessere corretti dal nuovo governo affinché si ricrei il contestonormativo utile per attirare nuovi investimenti italiani einternazionali.E: Cosa dovrebbe fare il nuovo governo per assicurare losviluppo delle rinnovabili nel breve termine?ARR: In APER abbiamo elaborato un documentoprogrammatico con le 26 azioni che il governo dovrebbeadottare, nei primi 12 mesi, affinché il settore elettrico dellaGreen Economy possa crescere rilanciando occupazione esviluppo e raggiungere gli obiettivi stabiliti sia nel recentedocumento di Strategia Energetica Nazionale (SEN), sianell’Energy Roadmap dell’Unione Europea.Riguardo alle azioni più operative, bisognerebbe migliorarealcuni aspetti delle procedure applicative del DM 6 luglio2012, che hanno prodotto esiti insoddisfacenti.In particolare, sul fronte dei registri, le richieste pervenutehanno superato di molto i contingenti previsti. L’oppostoè successo per le aste: vi sono state molte meno domanderispetto ai contingenti disponibili. La scarsa partecipazioneè anche motivata dalla possibilità che il GSE escuta lefideiussioni prestate, necessarie alla partecipazione dell’asta,senza giusta causa.L’eccesso di burocrazia che caratterizza il nostro settoree forse tutto il Paese, rappresenta un’area in cui occorreintervenire per semplificare le procedure. I ritardi nellamessa in esercizio degli impianti, causati dalla dilatazionedei tempi, comportano ulteriori extracosti che non possiamopiù permetterci se vogliamo ancora competere con i paesiindustrializzati del mondo.E: Rispetto ad aste e registri, come bisognerebbe intervenireper migliorarne il funzionamento?ARR: L’introduzione di aste e registri ha ulteriormentecomplicato lo sviluppo di progetti FER rendendone ancorapiù difficile la sostenibilità economica. In un settore in cui laburocrazia genera oneri già molto gravosi, questi meccanismiscoraggiano gli investitori che vedono aumentare il grado diincertezza circa il buon esisto del progetto.Non sono contrario in astratto alla loro applicazione, maritengo necessari alcuni interventi correttivi. Ad esempio, suicontingenti di potenza incentivabile ancora troppo bassi esul sistema delle fideiussioni necessarie per la partecipazionealle aste. Pur comprendendo le giuste esigenze digaranzia, ritengo occorra eliminare il rischio di escussioneda parte del GSE nei casi in cui la mancata realizzazionedell'impianto nei termini di legge non sia imputabile a uncomportamento negligente dell'operatore, ma a un diniegoillegittimo dell'autorizzazione o a ritardi della PubblicaAmministrazione. Peraltro si tratterebbe di applicare unprincipio analogo a quello che l'AEEG aveva introdotto perle fideiussioni da prestare a garanzia della prenotazione dellacapacità di rete nell'ambito della disciplina delle connessioniattive (TICA). Per queste, infatti, l'escussione era esclusa nei casiin cui la decadenza dal preventivo per mancata realizzazionedell'impianto fosse dovuta all'esito negativo del procedimentoautorizzativo non imputabile al richiedente.Si tratta di un principio di ragionevolezza e buon senso cheincredibilmente non ha ancora trovato applicazione ancheper la partecipazione alle aste.E: Quali sarebbero invece le azioni nel lungo termine?ARR: L’Italia potrebbe avere un ruolo, anche importante,nell’ambito della ricerca e dello sviluppo sperimentale nellaGreen Economy se il governo sostenesse maggiormente gliinvestimenti privati e pubblici, mettendo in condizione dilavorare i nostri ricercatori più bravi. Per far sì che l’Italiapossa sviluppare nuove tecnologie competitive è necessarioincrementare le risorse pubbliche e private da destinare allaricerca, che sono purtroppo di molto inferiori - rispetto al PIL -di quanto non lo siano nel resto dell’Europa.Ritengo infine fondamentale una partecipazione più attivadell’Italia alle politiche energetiche europee. Entro la finedel 2013 sarà redatto il nuovo Pacchetto Clima-Energiacontenente gli obiettivi di sviluppo al 2030. è auspicabile cheil nostro Paese assuma un ruolo più propositivo che miri adindividuare obiettivi vincolanti per le energie rinnovabili,oltre che per emissioni ed efficienza energetica.Elementi 29 59


energia rinnovabileLa casadel Soleparla palermitanoIncontro conFabio MontagninoDirettore Consorzio ArcaUn progetto finanziato dall’Unione Europea con investimenti mirati allo sviluppo delle tecnologie, promozione delleenergie alternative a tutto vantaggio delle piccole utenze. Dodici i partner istituzionali esteri coinvolti. Sono solo alcunidegli ingredienti di un importante studio, nato da Palermo e che si estenderà fuori dai confini del nostro territorio. Abbiamoincontrato Fabio Montagnino, Direttore Consorzio Arca, che ci ha parlato del progetto di cui è anche coordinatore scientifico.di Luca SpezialeE: Il Consorzio Arca di che cosa si occupa?FM: Il Consorzio Arca, attivo dal 2003, gestisce l’incubatored’imprese dell’Università degli Studi di Palermo, in cuipromuove ed assiste la creazione di iniziative imprenditorialiinnovative. Il principale obiettivo di ARCA è quello disostenere lo sviluppo territoriale e la creazione di posti dilavoro qualificati. Recentemente ha avviato un centro serviziper attività di R&D, che costituirà il nodo di riferimento diun distretto tecnologico regionale sui sistemi avanzati dimanifattura. Alcune delle imprese incubate nel decennio diattività di ARCA, sono state anche riconosciute come spin-offaccademici dall’Università di Palermo e hanno ottenutoimportanti riconoscimenti in ambito regionale e nazionale.Tra le linee strategiche di attività del Consorzio, le tecnologiesolari per la produzione di energia hanno assunto un ruolocentrale.E: L’Unione Europea ha finanziato un importante progettoche riguarda la città di Palermo di cui lei è il coordinatorescientifico, di che cosa si tratta?FM: STS-MED è giunto primo nella selezione per i progettistrategici finanziati dal programma ENPI CBCMED,un’importante iniziativa di cooperazione euro-mediterraneavoluta dall’UE, che coinvolge quasi tutte le regioni che siaffacciano sul Mediterraneo.Ai partner italiani se ne aggiungono altri 13 tra istituzioni60Elementi 29


governative, enti di ricerca e imprese operanti in Grecia,Francia, Giordania, Egitto e Cipro. L’obiettivo è di incentivarela diffusione degli impianti solari a concentrazione di piccolataglia e integrati con le utenze, favorendo lo sviluppoimprenditoriale e sociale delle comunità locali.L'obiettivo sarà perseguito attraverso la selezione delletecnologie più promettenti e la loro integrazione in quattroimpianti dimostrativi.Dal punto di vista sociale, il vero punto di forza del progettoè nel suo essere un living lab: gli impianti saranno sottopostialla verifica di fattibilità non a livello accademico, ma sulcampo, con un confronto tra impiantisti, tecnici, professionistie imprenditori. La sperimentazione sarà calibrata in base allerichieste e alle esperienze locali e non sulle esigenze dellagrande industria o sui presupposti della ricerca accademica.E: Si parla di impianti solari a concentrazione, qual è l’aspettoinnovativo?FM: Focus del progetto sono gli impianti solari poligenerativi,in grado di offrire all’utenza: la produzione di energia elettrica,di calore, di freddo, ma anche la purificazione o dissalazionedell’acqua e, in prospettiva, la produzione di carburanti.L’idea di fondo è di usare il sole localmente, in formadistribuita, dove c’è bisogno di energia. Per ottenere buoneefficienze nelle diverse applicazioni, l’energia termica raccoltadal sole deve essere di buona qualità, ovvero devono esseregenerate temperature sufficientemente elevate da consentirel’alimentazione di una turbina, per avere corrente elettrica odi un ciclo di assorbimento per produrre freddo con una buonaresa. Queste temperature possono essere ottenute con i sistemia concentrazione, che convogliano la radiazione solare su unassorbitore, che la cede a un fluido opportuno. L’energia è cosìutilizzabile per le diverse applicazioni.E: Quali i vantaggi di utilizzare questi impianti anche perle piccole utenze?FM: Dal punto di vista tecnico, l’innovazione piùinteressante è proprio quella dell’utilizzo del solare aconcentrazione – una tecnologia finora utilizzata nei grandiimpianti – per applicazioni integrate di piccole dimensioni.Riteniamo che questa tecnologia si possa applicare su scalepiù piccole, tali da non richiedere grandi investimenti e daprodurre sulle comunità che ne faranno utilizzo, immediatie tangibili vantaggi sull’intera bolletta energetica edanche l’integrazione con altri servizi fondamentali comela purificazione dell’acqua. La sfida tecnica è una pienaintegrazione con l’ambiente costruito delle nostre comunità,dove si concentrano i fabbisogno energetici.E: State lavorando ad altri progetti?FM: Il progetto costituisce un risultato del percorso diinternazionalizzazione intrapreso dal Consorzio ARCA,già attivo nelle reti di partenariato per l’innovazioneimprenditoriale e sociale Enterprise European Networke European Network of Living Labs finanziate dallaCommissione Europea. Ad STS-MED si affiancano numeroseiniziative della nostra rete, tra queste ricordiamo lo sviluppodi un sistema per la generazione di freddo dall’energiasolare per applicazioni nell’industria agroalimentare, la messaa punto di un collettore fotovoltaico a concentrazionead altissima efficienza e lo sviluppo di tecnologie divirtualizzazione e di gestione della supply chain del solaretermodinamico.Elementi 29 61


1° SUMMIT ED EXPO INTERNAZIONALESULL’EFFICIENZA ENERGETICABelieveVerona 9-11 Ottobre 2013www.smartenergyexpo.netcon il patrocinio di:in collaborazione con:organizzato da:62Elementi 29UNIVERSITA’DEGLI STUDIDI VERONA


pubbliredazionaleSmart EnergyExpoLa prima fiera internazionalesull’efficienza energeticae sulla white-green economyDal 9 all’11 ottobre Veronafiere, con la partnership tecnicadi EfficiencyKNow, presenta a Verona la prima fierainternazionale sull’efficienza energetica e sulla whitegreeneconomy.Con Smart Energy Expo, Veronafiere intende affermarsicome punto di riferimento nel mercato della white-greeneconomy, la cui crescita è destinata a proseguire fino al2020 nel breve termine (per effetto delle direttive europeee della Strategia Energetica Nazionale) e fino al 2050 nellungo termine (per effetto della roadmap 2050 dell’UnioneEuropea).Smart Energy Expo si caratterizza come fiera B2B, puntodi incontro privilegiato tra domanda e offerta doveprofessionisti e operatori del settore potranno conoscere,valutare, scegliere strumenti e intraprendere azioniconcrete e convenienti per fare efficienza.A Smart Energy Expo sarà presente tutta la filieradell’efficienza energetica in modo trasversale ed integrato.Le 6 macrocategorie merceologiche (Generazione diEnergia, Efficienza in Edilizia, Efficienza negli Impianti,Smart Cities and Communities, Energy&Home ICT, Servizi)si incroceranno con i settori di intervento all’interno deiquali possono operare: agricoltura, edilizia, industria,pubblica amministrazione, residenziale, terziario.La fiera sarà inaugurata il 9 ottobre dal Verona EfficiencySummit, forum internazionale che aiuterà a rifletteresullo stato dell’arte dell’efficienza energetica e vedrà lapartecipazione dei principali attori nazionali ed esteri.Il Summit intende fornire alle aziende un efficacestrumento per implementare azioni di efficientamentoall’interno del proprio perimetro di business grazie alcontatto con policy maker di altissimo livello e big playerdell'industria dell'energia e dell'efficienza energeticanazionali ed europei.L’evento si avvale della collaborazione di un ComitatoScientifico di prestigio e ha ricevuto il patrocinio di:Senato della Repubblica, Presidenza del Consiglio deiMinistri, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministerodell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali,Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,GSE (Gestore dei Servizi Energetici), ANCI (AssociazioneNazionale Comuni Italiani), ENEA (Agenzia nazionale perle nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economicosostenibile), Regione del Veneto, Provincia di Verona,Comune di Verona, Università degli Studi di Padova eUniversità degli Studi di Verona.L’obiettivo di Smart Energy Expo è quello di diventareil punto di riferimento nazionale ed europeo per ognitecnologia, soluzione e prodotto improntati ad unamoderna politica energetica razionale, dalla produzionealla distribuzione, fino all’utilizzo intelligente dell’energia.Elementi 29 63


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energia ieri, oggi, domaniMuseo dell’energiaLa scienza allaportata di tuttiFulvio BongiornoIntervista a Fulvio BongiornoDocente di Analisi Matematicapresso la Facoltà d’Ingegneriadell’Università degli Studi di Roma Tree Presidente del Museo dell’EnergiaSulla scia dei Science Center, il Museo dell’Energia propone una modalità completamentenuova di avvicinarsi alla scienza, più fruibile e immediata. Ce ne parla il Presidente del Museodell’Energia, prof. Fulvio Bongiorno.di Maria Pia Terrosi>Elementi 29 65


E: Il Museo dell'Energia propone una modalità innovativa diavvicinarsi alla scienza, più immediata e fruibile: il web.Quali i punti chiave di questo particolare Museo?FB: Siamo nell’era del web e il Museo dell’Energia ha sede lì.Il gruppo di lavoro è dislocato sul territorio, a Roma dovenasce e viene mantenuta la fitta rete di contatti con gliesperti e gli autori.Gli argomenti riguardano evoluzioni e sostegno ai programmiscolastici con un panorama interdisciplinare: ogni articoloè corredato da foto e curriculum dell’autore, rendendo cosìvalidati i contenuti.A seguito degli articoli redatti dagli specialisti, MuseoEnergia organizza front lesson nelle scuole ed in altre sediistituzionali, che vengono filmate e messe a disposizione ditutti nel sito www.museoenergia.itE: Lei insegna Analisi matematica all’Università di Roma.Ha cercato di applicare questo metodo anche durantele sue lezioni?FB: Certamente. Ormai è un fatto che i tempi diconcentrazione dei giovani si siano ridotti notevolmente,potremmo dire alla durata di uno spot pubblicitario.Così come – con gli sms – si è ridotta la capacità di scrittura.Per riuscire a tenere alta per lungo tempo l’attenzione deglistudenti a lezione, occorre fare miracoli. È questo che rendevalida la comunicazione attraverso il web: ognuno può scegliereil tempo e il luogo per studiare, se dispone di un sito credibilecome il nostro, dove le informazioni sono certe e valide.Questo porta a stringere i tempi dell’esposizione, a semplificareil linguaggio, e a lasciare spazio agli ampliamenti da sceglieretra quelli già disponibili nel sito. Tale modalità ribaltautilmente quella tradizionale ex cathedra, facendo nasceregli argomenti dal contatto allievi-docenti. Inoltre il MuseoEnergia propone un modo diverso di approcciarsi alle materiescientifiche. Infatti, basandosi sulle pagine web, gli studentiinterrogano il data base e gli esperti, attraverso i loro articoli,offrono risposte permanenti e aggiornate.E: Qual è il vostro target di riferimento?FB: Sono gli studenti degli ultimi anni delle scuole secondariesuperiori di età compresa tra i 15 e 19 anni. In questa fasedella loro vita gli studenti si apprestano alla scelta dellaprosecuzione degli studi, hanno bisogno di idee precise alriguardo.E: C’è il rischio che i vostri autori usino un linguaggio nonadatto al web?FB: Non credo. Noi chiediamo appositamente ai nostri espertidi utilizzare un linguaggio accessibile, chiaro, semplice seppurnon semplicistico. La mia esperienza di insegnamento ericerca in Italia e all’estero, mi ha convinto infatti che quandosi parla con uno scienziato si capisce sempre quello che stadicendo proprio perché conosce la sua materia. Non semprecapita altrettanto quando si ha a che fare con un tecnologospecializzato, soprattutto se si lascia trascinare dal suolinguaggio troppo formale.E: Internet è uno strumento fondamentale nella vita deigiovani e nel loro percorso di studio, preferito soprattuttoper la facilità di accesso ed immediatezza di fruizione,ma - per sua stessa natura - non sempre attendibile.Come ci si può mettere al riparo dal rischio di incappare ininformazioni distorte?FB: Proprio per garantire l’alta qualità e il valore degliarticoli che pubblichiamo noi chiediamo agli autori, nonsolo di firmare quanto scrivono, ma anche di inviarci fotoe curriculum.Inoltre, il confronto tra articoli su argomenti omogeneipermette di individuare rapidamente, e quindi tralasciareo approfondire, le parti che evidenziano discrepanze.E: Storicamente il museo è una sorta di deposito dellamemoria collettiva dell'uomo…FB: È un contenitore di sapere. Museo dell’Energia èorganizzato in varie stanze: storia dell’energia, energieconvenzionali, energia nucleare, fonti rinnovabili, tutelaambientale, risparmio e usi finali. Gli articoli sono pubblicatiin ognuna di queste sezioni. La contestualità degli articolipubblicati genera sinergie virtuose: permette cioè dieliminare passi contraddittori e rafforzare la comprensionedi quelle concordanti, offrendo inoltre prospettive diapprofondimenti.E: Quali sono i programmi futuri del Museo dell’Energia?FB: A partire dal 2009 abbiamo organizzato oltre 70manifestazioni, in scuole, università e in prestigiose sediistituzionali. Tra le ultime vorrei ricordare il convegno“Gli attori mediterranei tra sviluppo, innovazione, energiae ambiente” realizzato, in collaborazione con l’ANP Lazio,dall’Associazione Museo Energia e svoltosi presso la Saladelle Colonne della Camera dei Deputati il 23 gennaio scorso.Attualmente ci stiamo impegnando per realizzare unacollaborazione col CNR e il MIUR, al fine di produrre progettiin linea con le direttive comunitarie “Horizon 2020”.66Elementi 29


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KLIMAENERGY19 - 21 settembre 2013 | BolzanoFiera internazionale delle energie rinnovabiliper Comuni e Impresegio-ven: 9.00-18.00 | sab: 9.00-17.002013INSIEME AKLIMAMOBILITY2013SALONE INTERNAZIONALE DELLAMOBILITÀ SOSTENIBILECongressoInternazionaleSpecializzatoEnertours ®KlimaenergyAward 2013lars.itwww.klima-energy.it68Elementi 29


energia ieri, oggi, domaniIl fotovoltaicoche verràLa natura ispira la nuova frontiera del fotovoltaicodi Michele PanellaNel campo scientifico capita talvolta che si facciano progressinotevoli grazie a quel “fenomeno” chiamato serendipità, ecioè la scoperta di qualcosa di inatteso che non ha nulla a chevedere con quanto ci si proponeva di fare.Ebbene, il fenomeno alla base del fotovoltaico, come loconosciamo oggi, è stato scoperto sul finire del 1800, nel corso dellacostruzione della prima rete di comunicazione transoceanica.Durante la deposizione dei cavi telegrafici sul fondo marino,infatti, gli ingegneri sperimentarono l’uso del selenio perverificare la loro integrità e si accorsero che le prestazionidel materiale variavano a seconda della luce che lo colpiva.Elementi 29 69>


Ci sono voluti anni prima che si riuscissea comprendere a fondo il fenomeno eprima che - nel 1954 - i Bell Laboratoriesmostrassero al mondo la prima cellasolare di potenza apprezzabile, fatta disilicio, basata sull’effetto fotoelettrico.Ovvero: i fotoni della luce colpisconoil silicio trattato e trasferiscono la loroenergia ai suoi elettroni, che si liberanodai legami chimici e iniziano a muoversiall’interno del materiale creando cosìuna corrente elettrica.Negli ultimi anni il progresso tecnologicoha dato un forte impulso al settoredel fotovoltaico. Oggi è disponibile unagamma sempre più ampia di dispositivi,con caratteristiche e costi differenti, infunzione degli scopi che si intendonoperseguire: dal fotovoltaico integratonell’edilizia fino alle applicazioni spaziali.L’efficienza delle celle fotovoltaichevaria dal 5-8% nel caso di silicio amorfofino a superare il 30% nel caso dimateriali innovativi. è evidente chemaggiore è la ricercatezza nella sceltadei materiali per ottenere efficienzaelevate e maggiore risulta il costo deidispositivi.Peraltro, nonostante la riduzione cui siè assistito negli ultimi anni, ancora sipuò fare molto per ridurre il costo delfotovoltaico. A questo scopo, la ricercaha imboccato fondamentalmentedue strade: la prima prevede diincrementare l’efficienza dei moduli,in modo di aver necessità di minoresuperficie a parità di energia prodotta,la seconda di ridurre il costo diproduzione, grazie all’uso di materialipiù economici e ottimizzazione deiprocessi produttivi.Nell’ambito di questo secondo filonesi sta sviluppando la ricerca sulle cellesolari organiche. In realtà di cellesolari organiche ve ne sono diverse:le “dye sensitized” più “mature” intermini di efficienza, le celle organiche(interamente organiche o polimeriche),e quelle ibride.Questo tipo di celle “imitano” un processofondamentale della natura: la fotosintesiclorofilliana, cioè quell’insieme di reazionichimiche durante le quali - in presenzadi luce - le piante producono sostanzeorganiche - principalmente carboidrati -a partire dall’anidride carbonica edall’acqua.In queste reazioni, dove la clorofillafunge da materiale attivo, avviene untrasferimento di elettroni dall’acquaall’anidride carbonica. Analogamente,le celle organiche utilizzano un materialeorganico (pigmento) simile alla clorofillaper assorbire la luce e altri materialiper estrarre la carica generata nelpigmento: l’elemento foto-attivo,quindi, non è più costituito dal silicioma dai composti organici del carbonio.Per estrarre la carica generata nelle celleorganiche viene utilizzato il biossidodi titanio, un materiale atossico eutilizzato nei campi più disparati,dalla cosmesi, alle materie plastiche,al cemento. Di conseguenza, comemateriali foto-attivi si possonoutilizzare quelli con gruppi chimici chesi legano al biossido di titanio quali,ad esempio, succo di more e lamponi,mirtilli, cipolla e cavolo rosso, fiori diibisco, vino Barolo…Il grande vantaggio risiede nel fattoche i materiali organici di cui sonocostituite le celle possono esseredepositati, sotto forma di pellicolesottilissime, come veri e propriinchiostri, su larghe aree di vetroo plastica flessibile. In altre parole,è possibile “spalmare” i materialiusando i metodi tipici dell'industriadella stampa, riducendo così i costi diproduzione e facilitando l’istallazionedei dispositivi.Tuttavia si deve ancora lavorare peraumentare l’efficienza delle celle e lastabilità dei materiali usati, sebbenela ricerca, anche italiana, stia facendoprogressi di tutto rilievo in questedirezioni.Di recente si sono esplorate anchealtre soluzioni per il solare, questavolta basate sul silicio del guscio dellediatomee: antichissimi organismimarini unicellulari che si potrebberoutilizzare per un fotovoltaico dinuovissima generazione, assaipromettente in termini di efficienza.Insomma, ci vorrà ancora un po’ ditempo perché il pannello “bio”, magarial Barolo Docg o alle alghe marine,possa essere utilizzato e diffuso sularga scala, ma il sentiero è ormaitracciato…70Elementi 29


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www.e-gazette.itil settimanale internet di ambiente ed energiaIl più diffuso notiziario internet dedicato all’ambientee all’energia, liberamente accessibile in rete.Sette aree tematiche che coprono tutti i settori rilevanti:l’inquinamento, i rifiuti, il riciclo degli imballaggi, le energietradizionali e rinnovabili, le utilities, l’industria.Ogni settimana più di cento articoli di cronaca sui fatti,le novità, gli scenari italiani e internazionali.Un’area di approfondimento arricchita da interventiautorevoli di protagonisti del settore, testi di leggee documenti inediti.Visita il nostro sito e attiva il servizio gratuitodi sottoscrizione alla nostra newsletter.connected72www.e-gazette.itElementi 29Via Canonica 54 - IT 20154 MilanoTel +39 02 33610690 - 02 33107357 - Fax +39 02 34533965


ambienteI limitidella crescitaMassimo De MaioIl pensiero di Massimo De MaioPresidente di Fare Verdedi Maria Pia TerrosiÈ impossibile perseguire una crescita infinita di produzionee consumi in un pianeta che non cresce. Piuttosto occorrecercare la dimensione ottimale di un sistema economico inrelazione alle risorse disponibili, visto che abbiamo un solopianeta a disposizione. Ma occorre innovazione tecnologicae consapevolezza.E: Il nostro pianeta ha risorse limitate, ma come si coniugacon la tesi della crescita infinita?MDM: Non si coniuga: una crescita infinita di produzione econsumi è impossibile da perseguire in un pianeta che noncresce, ma evolve. Tim Jakcson e William Stanley Jevonsdimostrano come sia distopico inseguire il concetto didisaccoppiamento assoluto tra crescita economica e prelievodi risorse naturali e sconfessano chi propone una ulteriore>Elementi 29 73


crescita economica riducendo il consumo di risorse naturaligrazie a tecnologie “verdi”. D'altra parte, anche perprodurre servizi immateriali servono computer, data center,uffici da riscaldare e illuminare. Al contrario, il concettodi “dimensione ottimale” del sistema economico rispettoalle risorse disponibili credo sia l'obiettivo da perseguire.L'equilibrio tra domanda e offerta aggregata non può essereraggiunto prescindendo dalla sostenibilità ecologica: bisognaintrodurre nelle teorie economiche il limite all'espansionedella produzione imposto dalla finitezza degli ecosistemipiuttosto che rincorrere una improbabile “crescita verde”.E: Secondo il filosofo Latouche occorre trovare alternativestrutturali ad un modello basato sul primato dell’economiae del consumo. Ed aggiunge che i maggiori problemiambientali del nostro tempo sono dovuti proprio allacrescita, criticando l’espressione “sviluppo sostenibile” inquanto lega il concetto di sviluppo con quello del benessere.MDM: Il primato dell'economia nella cultura occidentale haprodotto una ipertrofia dei sistemi economici generando unacrisi dalla quale non si intravedono vie d'uscita. L'espressione“sviluppo sostenibile” è stata creata per non mettere indiscussione il paradigma della crescita pur trovandosi difronte ai suoi limiti evidenti. Non credo sia un caso che ilrapporto del MIT Limits to the growth sia stato tradotto coni limiti dello sviluppo. Concettualmente, soprattutto inambito economico, c'è una coincidenza tra il concetto di“crescita” e quello di “sviluppo”. Dire “sviluppo sostenibile”è come dire “crescita sostenibile” in un pianeta finito. È unossimoro.E: Il termine decrescita viene percepito come una sorta diprovocazione. E soprattutto come si coniuga il concetto didecrescita con la necessità di garantire l’accesso alle risorsedi quella parte della popolazione mondiale che oggi ne èesclusa?MDM: La decrescita va vista come una fase di transizionedall'economia della crescita insostenibile ad una economiacapace di restare in equilibrio con gli ecosistemi. Così comeè impensabile una crescita infinita, non è auspicabile unadecrescita infinita: basterà decrescere fino al punto incui i consumi globali possano essere sostenuti dal nostropianeta. La strategia per attuare una fase di decrescita senzagenerare un collasso del sistema deve coinvolgere tutti gliattori sociali: i cittadini cambiando gli stili di vita; i governicon politiche che incentivino il risparmio di risorse e facilitinol'innovazione sociale; gli imprenditori con scelte cheorientino allo sviluppo di tecnologie per ridurre l'improntaecologica.Infine, bisogna tener conto del fatto che è stata propriol'economia della crescita a generare lo squilibrio tra paesi“ricchi” e paesi “poveri”. L'economista Angus Maddisonha dimostrato come prima della rivoluzione industrialele differenze di PIL tra paesi erano molto più contenute:la crescita economica di una parte minoritaria dellapopolazione mondiale è avvenuta a scapito di tutti glialtri. Decrescere nei paesi con economie “mature” significalasciare maggiori risorse ai paesi del Sud del mondo.Allo stesso tempo, il “Sud del mondo” dovrebbe far tesorodel fallimento dell'economia della crescita oltre i limitiecologici e ricercare la dimensione ottimale per i proprisistemi economici.E: In questo contesto quale ruolo può avere l’innovazione?E quali le azioni che ognuno di noi può attuare?La Vignetta di FamaMDM: Abbiamo bisogno di innovazione per garantire ilbenessere delle persone riducendo però consumi e emissioni:per costruire edifici che producono più energia di quanta neconsumino, per realizzare Smart Grids, sostituire le materieprime non rinnovabili con quelle rinnovabili.Ma abbiamo bisogno anche di innovazione sociale percambiare anche il modo in cui sono organizzati i nostri processidi produzione e consumo: gruppi d'acquisto, open source, ortiurbani, car e bike sharing, couch-surfing, banche del tempo,filiere corte, sono le nuove frontiere di una microeconomiadecrescente che si sta diffondendo sempre più.A livello individuale poi possiamo fare molto per ridurrela nostra impronta ecologica. Secondo stime da noi fattenel 2008 ammonta a 5200 euro all’anno il risparmio cheuna famiglia media romana può conseguire adottando 15comportamenti ecologicamente corretti. È uno studio chepotrà tornare utile quando - riducendo l'impronta ecologica -il PIL e il nostro reddito si ridurrà. Ovviamente dovremoessere noi a scegliere, quando meno è anche meglio.Perché una riduzione indiscriminata del PIL non è decrescita.È recessione.74Elementi 29


www.asita.comPER FAR LUCE SULL’EFFICIENZADEL FOTOVOLTAICO,SCEGLI ASITA.Misura c.a.a valle dell’inverterMisura c.c.per monitoraggiostringheSoftwaredi monitoraggioMONITORAGGIO SECONDO LA CEI 82-25:LA GARANZIA CHE IL TUO IMPIANTOSTA PRODUCENDOAsita propone un sistema completo di supervisione dell’impiantofotovoltaico che consente di acquisire, controllare ed analizzare,in maniera continuativa, i parametri di produzione energeticasegnalando tempestivamente, anche tramite mail, le eventualianomalie di funzionamento.Numero Verde 800 843 022Elementi 29 75


ambienteCambiare stile di vitaMeno consumi ele risorseCarlo Alberto PratesiConfronto conCarlo Alberto PratesiDocente straordinariodi Economia e Gestionedelle Impresedi Carlo MacioccoSi può fare, senza troppi traumi dal punto di vista economicoe del benessere. Ma bisogna abbandonare gli stereotipisul concetto di sostenibilità ambientale. E poi definireun programma di azione chiaro, con messaggi efficaci.Che arrivino alle persone. è la ricetta della “blue economy”.E: Professor Pratesi, come definirebbe la “Blue economy”?CAP: Un’economia che mira a preservare il sistema dellerisorse naturali, evitando ogni forma di spreco. Un sistemadove non esistono rifiuti o scarti, dove input e output dirisorse hanno saldo nullo. Un esempio: l’energia utilizzatada un’automobile finisce solo per il 10% al movimento, il90% è produzione di calore. Uno spreco inaccettabile perun’economia che voglia preservare le risorse naturali, che,ricordiamolo, non sono infinite.E: è un obiettivo utopistico?CAP: Prima di tutto bisognerebbe sgombrare il campodai preconcetti che aleggiano attorno alla sostenibilità.76Elementi 29


preservareQuando si parla di ecologia viene inmente la baita di montagna, ma lacittà più ecologica al mondo, o per lomeno di sicuro degli Stati Uniti, è NewYork. Sostenibilità significa trasportied emissioni di CO2 ridotti al minimo,minimo spreco di acqua, appartamentiefficienti dal punto di vista energetico.L’auto elettrica è ecologica? Dipende:se l’elettricità per alimentarla è prodottada fonti non rinnovabili, non lo è…E: Sul fronte energetico la soluzione èrappresentata dal risparmio/efficienzae dalle rinnovabili?CAP: Efficienza e rinnovabili vannosenz’altro supportate, bisogna farlocon intelligenza. Che senso ha costruireimpianti eolici dove non c’è vento?Eppure è accaduto, ma in futurobisognerà evitarlo. Anche sul fronteefficienza è necessario agire conintelligenza. La Provincia di Roma hadi recente pubblicato un bando per unsistema di riscaldamento nelle scuoleper garantire una temperatura costantedi 20° nelle aule in tutte le stagioni.In tal modo chi si voleva aggiudicareil bando era costretto a garantire unsistema che eliminasse effettivamentegli sprechi.E: Un cambio radicale di paradigma comequello da lei proposto non rischia diimpattare sull’occupazione e il benessere?In tal caso non sarebbe questo momentodi crisi l’opportunità ideale per metterein discussione i vecchi canoni?CAP: Sull’impatto netto complessivole discussioni sono aperte. Di sicuro cisarebbero settori che incontrerebberodifficoltà, come quello delle auto. Avantaggio però di altri che avrebberouno sviluppo impetuoso, come quellodei servizi. Al di là della quantitàdei consumi, però, il vero problemaè premiarne la qualità. In questocaso siamo sicuri che il benessere nerisentirebbe? Questo momento dicrisi potrebbe essere quello giusto peravviare il cambiamento. Ma al di là ditutto bisogna capire che questo sistemanon si può sostenere a lungo, prima opoi bisognerà intervenire.E: Serve prima di tutto una rivoluzioneculturale. Questa attenzione delleimprese per la sostenibilità è effettiva oè solo immagine?CAP: All’inizio forse era solo immagine,ma ora sta diventando reale. Per lomeno per quelle aziende che hanno unavisione di medio lungo termine. Chi nonsi muove nell’ottica della sostenibilitàvuol dire che non pensa di poter staresul mercato per più di 5 anni.E: Come intervenire per cambiarel’atteggiamento culturale?CAP: è necessario che le migliori mentisi uniscano per sviluppare un pianod’azione. Servono i messaggi giusti.Io stesso ho partecipato a una sortadi esperimento: dovevamo convincerele persone a utilizzare le scale e nonl’ascensore, e abbiamo pensato diquantificare il beneficio in termini diperdita di peso corporeo. Abbiamofatto leva sulla “moda” della formafisica e ha funzionato. Servono sociologie antropologi, non solo economisti…Elementi 29 77


ioeconomiaUn occhio alla crescita e uno all’ambienteL’Europa puntasulla bioeconodi Piergiorgio LiberatiFar fronte alle nuove sfide globali, quali l’aumento dellapopolazione mondiale, la diminuzione delle fonti fossilie i cambiamenti climatici, creando al contempo crescitaeconomica ed occupazionale. Sono questi gli ambiziosiobiettivi della cosiddetta bioeconomia, termine coniatodall’economista rumeno Nicholas Georgescu, la cui intuizioneè ormai diventata una realtà consolidata nell’agendadell’Unione europea. La UE, infatti, ha creato un vero e proprioOsservatorio per la bioeconomia, per monitorarne lo svilupponormativo, scientifico ed economico nei Paesi membri, conl’obiettivo di capirne a fondo le potenzialità, sia in un contestodi crisi economica come quello attuale, che in futuro.Ma cosa è la bioeconomia? Si tratta di un ramo dell’economiache prevede un attento uso (e riuso) delle materie primeprovenienti dalla terra e dal mare, in modo che non soloqueste possano soddisfare bisogni primari, anche contribuirea uno sviluppo eco compatibile e sostenibile dell’economia.Se si volesse tentare una sintesi estrema, potremmo definirela bioeconomia come “economia sostenibile”.Nel documento messo a punto dalla Commissione europea,dal titolo “L’innovazione per una crescita sostenibile: unabioeconomia per l’Europa”, si legge che la UE “deve optareper un approccio radicalmente diverso nei confronti diproduzione, consumo, trasformazione, stoccaggioe smaltimento delle risorse biologiche”.Se si prende, ad esempio, il settore dei rifiuti solidi urbani,temi quali la trasformazione, il riciclaggio e lo smaltimentopotrebbero trasformarsi da attuali costi vivi per la collettività(lo smaltimento dei rifiuti alimentari costa oggi al contribuenteeuropeo tra 55 e 90 euro a tonnellata e produce 170 milionidi tonnellate di CO2) in vere e proprie filiere produttive,con crescita economica e occupazionale.Questo è un esempio di bioeconomia.78Elementi 29


miaBusiness miliardarioe pulitoSecondo le stime più accreditate dellaCommissione Europea, il giro d’affaridel comparto bioeconomico si attesta inEuropa intorno ai 2.000 miliardi di euro,dando lavoro a circa 22 milionidi persone, in modo diretto e indiretto.Si stima, inoltre, che entro il 2025 ifinanziamenti diretti per la ricercae la strategia sulla bioeconomia nelquadro del programma “Horizon 2020”,potrebbero generare circa 130mila postidi lavoro e 45 miliardi di euro di valoreaggiunto. Ovviamente questo girod’affari riguarda diverse filiere, tra lequali agricoltura, silvicoltura, pesca,produzione alimentare, produzione dicarta e plastica, nonché alcuni compartidell’industria chimica, biotecnologicaed energetica. Proprio in questi ultimidue settori, in Italia, c’è un ottimoesempio di bioeconomia: a PortoTorres in Sardegna, Daniele Ferrari,Amministratore Delegato di Versalis(gruppo Eni) ha dato vita ad unodei poli industriali di chimica verdepiù innovativi al mondo. Una realtàche realizza produzioni chimiche abasso impatto ambientale, ponendoanche le basi per una positivareindustrializzazione.Se i numeri sull’occupazione e sul girod’affari già di per sé basterebberoa giustificare uno sforzo politicoa sostegno della bioeconomia,deve essere aggiunto anche unapprofondimento sul comparto dellaricerca scientifica ed universitaria.Basti pensare, ad esempio, che laCommissione Europea, attivando unacollaborazione tra pubblico e privatosulle bioindustrie, ha stanziato ben4,7 miliardi di euro per il finanziamentodi progetti per la sicurezza alimentare,l’agricoltura sostenibile, la ricerca marinae marittima: aree che coinvolgonodirettamente i ricercatori delleuniversità europee.Insomma, la bioeconomia costituisceun volàno per il rilancio del settoredella ricerca scientifica, impegnato,con il progetto europeo “Horizon 2020”,a trovare soluzioni innovative per lasicurezza alimentare, per la salutee il cambiamento demografico, perl’energia sicura e pulita, per la lottaai cambiamenti climatici e per l’usoefficiente delle risorse naturali e dellematerie prime.I progetti in ItaliaSe si guarda all’Italia, anche nel nostroPaese la bioeconomia, in particolareper quanto riguarda il settoreagricolo, è molto attiva. Attualmente,secondo i dati della Coldiretti, inItalia esistono ben 249 prodotti tipicie oltre un milione di ettari coltivaticon metodo biologico. Grazie aduna particolare attenzione all’usodelle fonti rinnovabili, si stima che ilsettore dell’agricoltura italiana abbiarisparmiato circa il 40% di energia.Non solo.Quello agricolo è uno dei pochi settoriche è cresciuto dal punto di vistaoccupazionale, con un più 3,6% nel 2012e un incremento sia nelle presenzefemminili che di giovani sotto i 35 anni.Non a caso il CNR, il Consiglio Nazionaledelle Ricerche, ha attivato diversi progetti,tra i quali uno sull’“Agricoltura sostenibile”che punta a sfruttare le risorse biologichenon solo a fini alimentari, ma anchecome materie prime rinnovabili, perallontanarsi da un’economia basataesclusivamente sulle fonti fossili.Inoltre il CNR, in particolare conl’Istituto di biologia e biotecnologiaagraria, ma anche con altri Dipartimenti,ha all’attivo alcuni progetti che riguardanol’apicoltura, mirati a prevenire virosie malattie che mettano a rischio uninsetto fondamentale per l’equilibriodel nostro ecosistema.>Elementi 29 79


Progetto europeo "Horizon 2020" per la bioeconomiaRipartizione del bilancio (in milioni di ¤)Anche l’Enea è molto attiva nel settore della bioeconomiaed ha avviato diversi accordi programmatici, tra i qualispicca quello sottoscritto con l’India e finanziato dal SettimoProgramma Quadro (FP7) dell’Unione Europea. Si trattadel progetto Sahyog, nato dalla collaborazione tra laCommissione Europea e il Dipartimento delle Biotecnologiedel Governo Indiano, che ha come obiettivo la creazione di unnetwork UE-India sulla produzione di biomassa e conversionedei rifiuti organici attraverso approcci biotecnologi. Il primoincontro tra le parti interessate (“Stakeholder meeting”), si èsvolto in India il 7 novembre del 2012 ed è stato coordinatoproprio dall’Enea.Infine, è d’obbligo da segnalare l’impegno dell’Italianella sostituzione dei sacchetti di plastica e nel rilanciodella cosiddetta “chimica verde”, che produce shopperbiodegradabili e compostabili.Con la legge del 1° gennaio 2011, l’Italia è stata uno dei primiPaesi europei a introdurre la moratoria per le vecchie bustedi plastica, puntando sulla chimica sostenibile che utilizza,come materia prima, le biomasse derivanti dall’agricoltura,riportando sostanza organica e fertilità al suolo, senzainquinare. Un altro esempio di come la bioeconomia possaprodurre sviluppo e occupazione.I Eccellenza scientifica, di cui: 27.8181. Consiglio europeo della ricerca 15.0082. Tecnologie emergenti e future 3.5053. Azioni per competenze, formazione 6.503e sviluppo della carriera4. Infrastrutture di ricerca europee 2.802(comprese le infrastrutture digitali)II Leadership industriale, di cui: 20.2801. Leadership nelle tecnologieabilitanti e industriali*15.580 di cui 500 per l’IET(Istituto Europeo Innovazionee Tecnologia)2. Accesso al capitale di rischio 4.0003. L’innovazione nelle PMI 700III Sfide per la società, di cui: 35.8881. Salute, cambiamento demografico 9.077 di cui 292 per l’IETe benessere2. Sicurezza alimentare, agricolturasostenibile, ricerca marinae marittima nonché bioeconomia4.694 di cui 150 per l’IET3. Energia sicura, pulita ed efficiente 6.537 di cui 210 per l’IET4. Trasporti intelligenti, verdie integrati7.690 di cui 247 per l’IET5. Azione per il clima, efficienzadelle risorse e materie prime3.573 di cui 115 per l’IET6. Società inclusive, innovative e sicure 4.317 di cui 138 per l’IETIstituto europeo di innovazionee tecnologia (IET)1 542 + 1 652Azioni non nucleari del Centrocomune di ricerca2.212TOTALE 87.740* Compresi 8.975 milioni di ¤ per le tecnologie dell'informazione edella comunicazione (TIC), dei quali 1.795 milioni di ¤ per la fotonica, lamicroelettronica e la nanoelettronica, 4.293 milioni di ¤ per le nanotecnologie,i materiali avanzati e la fabbricazione e trasformazione avanzate, 575 milionidi ¤ per le biotecnologie e 1.737 milioni di ¤ per il settore spaziale.Di conseguenza, 6.663 milioni di ¤ saranno disponibili per le tecnologieabilitanti fondamentali.80Elementi 29


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Il mondodi CorrenteCorrente al centrodel sistema energeticoa cura di Ilaria CarderiCreato nel 2010 dal GSE, il progetto Corrente promuove la filiera italianacleantech attraverso la creazione di un “Sistema Paese Italia” delle rinnovabilie dell’efficienza energetica. Molteplici i servizi, le attività e le opportunità incollaborazione con numerosi partner istituzionali.Il progetto conta circa 1800 adesioni di aziende espressione di tutte le filiereenergetiche di settore: solare, eolico, idrico, delle bioenergie, geotermico,efficienza energetica, sistemi di accumulo, smart grid e mobilità sostenibile.Per contribuire a sviluppare l’industria di settore e rafforzarne la competitivitàtecnologica e commerciale, numerosi sono gli eventi e gli appuntamenti avviatinella prima metà del 2013, tra cui lo svolgimento di iniziative organizzatenell’ambito del Solarexpo 2013.82Elementi 29


INDONESIASOLAREXPO 2013Milano, 8/10 maggio 2013Corrente ha partecipato alla 14ª edizione delSolarexpo con un proprio spazio espositivo all’internodell’Internationalization Hot Spot, area dedicataall’internazionalizzazione delle imprese e ospitante lerappresentanze di Austria, Argentina, Canada, Messico,Romania, Svizzera, Ucraina, Repubblica Ceca e Sud Africa.Questo ha permesso di dare visibilità alle competenzeitaliane, sviluppando opportunità commerciali e diinvestimento nei mercati emergenti.Tra i principali appuntamenti organizzati da Corrente,il workshop “French Italian Green Tech Energy Meeting”.L’iniziativa ha permesso a 20 imprese italiane e 5 francesidi partecipare a un seminario sulle tecnologie più innovativenel fotovoltaico, sistemi di stoccaggio, smart grid e domotica.A margine del workshop le imprese italiane e francesi hannosvolto circa 50 incontri bilaterali con lo scopo di creare nuovepartnership sui mercati nazionali e internazionali.Corrente ha inoltre incontrato le imprese italiane presential Solarexpo attraverso un workshop dedicato a illustrarei servizi e le attività promosse dal GSE per aggregaree valorizzare la filiera italiana cleantech. Il workshop“Corrente incontra le imprese italiane” ha così fornito unapanoramica sulle attività svolte e sulle prossime iniziativefinalizzate allo sviluppo e alla promozione del Sistema PaeseItalia delle rinnovabili a livello internazionale.Nell’ambito delle iniziative del progetto Corrente il GSEha firmato nel 2012 un Protocollo d’Intesa con il Ministerodello Sviluppo Economico e l’Agenzia ICE.Tra le attività previste in tale Protocollo, finalizzate allapromozione dell’industria italiana cleantech, vi è il monitoraggiodelle opportunità di business per le imprese italiane in areegeografiche considerate strategiche, per facilitare i rapportiistituzionali settoriali e l’inserimento delle nostre imprese inprogetti da sviluppare in paesi emergenti.Molteplici le attività di business scouting a supporto dellePMI, riguardanti tra gli altri l’Indonesia, l’India e l’ArabiaSaudita.La fase esplorativa avviata in Indonesia nei primi mesidel 2013 ha messo in luce le grandi potenzialità del Paese.Prima economia del Sud-Est Asiatico, con 240 milioni diabitanti (di cui solo il 70% ha accesso alla rete elettrica)ed una crescita media della domanda energetica del 8,6%annuo, l’Indonesia offre grandi opportunità agli operatoriitaliani del settore.Il potenziale di sviluppo nel settore delle rinnovabili risultaessere:• GEOTERMICO: 29.000 MW di potenziale (il 40% delpotenziale geotermico mondiale, di cui ad oggi è sfruttatosolo il 4,2%). L’obiettivo è di installare 4.000 MW entroil 2014 e di raggiungere il target di 9.500 MW al 2025realizzando oltre 30 impianti geotermici;• IDRICO: 75.000 MW di potenziale (solo l’8,8% è sfruttato);• MINI/MICRO IDRO: 770 MW di potenziale (229 MW installatioggi);• BIOMASSA: circa 50.000 MW di potenziale (1.600 i MW oggiinstallati);• EOLICO: potenza media di circa 3 m/s (la capacità installataad oggi risulta essere 1,87 MW);• TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE: opportunità per leimprese con competenze nell’interconnessione elettricasottomarina per la presenza di oltre 1.700 isole indonesiane.ARABIA SAUDITAA seguito della pubblicazione delle linee guida del pianoenergetico nazionale Corrente ha avviato un percorso diesplorazione delle opportunità offerte dal mercato saudita.Il “Proposed Competitive Procurement Process for theRenewable Energy Program” - in consultazione da febbraio2013 - prevede un forte sostegno per la produzione dienergia da fonti rinnovabili, pari a circa 54 GW entro il 2032.A supporto delle imprese interessate ad investire in talecontesto, particolarmente ricco di opportunità per operatoridel settore solare, eolico e geotermico, si è tenuta una tavolarotonda volta a illustrare i contenuti del piano energetico,alle quale hanno partecipato oltre 30 aziende.A supporto dell’ingresso delle imprese nel mercato sauditasono in corso attività in collaborazione con partneristituzionali quali Ministero dello Sviluppo Economico,Ministero degli Affari Esteri e Uffici ICE.Elementi 29 83>


il mondo di CorrenteI numeri del cem23 Paesi partecipanti3 enti osservatori internazionali: IEA, IPEEC, IRENAINDIA - CLEAN ENERGYMINISTERIAL & INNOVATIONSHOWCASENuova Delhi 16/18 aprile 2013Visto il forte interesse manifestato dalle nostre imprese versoil mercato indiano, Corrente ha promosso la partecipazionedella filiera italiana al Clean Energy Ministerial – CEM,che dal 2009 offre uno spazio di dialogo e cooperazioneinterministeriale sulle fonti rinnovabili e sullo sviluppo delletecnologie cleantech.Il Clean Energy Ministerial 2013 vede il coinvolgimentodelle più alte rappresentanze istituzionali dei Paesi membrie delle imprese di settore, attraverso lo svolgimento di sessioniinterministeriali, tavole rotonde internazionali e l’organizzazionedell’Innovation ShowCase, una vetrina espositiva dedicataalle novità scientifiche e industriali sviluppate da 40 aziendeinternazionali tra cui 5 italiane aderenti a Corrente.Le sessioni interministeriali hanno permesso alle oltre 20 nazionidi condividere esperienze, dati e buone pratiche delle rispettivepolitiche nazionali di sostegno alle rinnovabili.Le tavole rotonde hanno visto la partecipazione delle nazionipresenti e delle imprese che si sono confrontate con i numerosiplayer del settore dell’energia solare e dei veicoli elettrici,riportando le loro attività e competenze.All’interno del Padiglione Italia nell’area InnovationShowCase le imprese italiane hanno presentato innovazionie prodotti. Le nostre aziende sono state visitate dai Ministridi Cina, Sudafrica e Messico nonché da una delegazione degliEmirati Arabi Uniti, interessati a prendere visione di alcuneinnovative tecnologie e a sviluppare contatti diretti con leimprese. L’iniziativa espositiva ha permesso di valorizzare6 tavole rotonde pubblico-privato40 imprese internazionali di cui 5 italiane1 stand ItaliaTra i nuovi mercati oggetto delle prossime iniziativeorganizzate dal progetto Corrente vi sono il Brasile,l’Algeria e il Canada.Per conoscere tutti gli eventi e le opportunità inprogramma consultate la pagina dedicatahttp://corrente.gse.it o segnalate i vostri mercatid’interesse a corrente@gse.itla partecipazione italiana al Clean Energy Ministerial.L’imprenditorialità italiana è stata, tra le altre presenzeinternazionali, la maggiormente rappresentata in termininumerici.Nella più ampia prospettiva dello sviluppo del settoredelle rinnovabili in India quale opportunità per soddisfareil crescente fabbisogno energetico nazionale, Correnteha avviato un dialogo continuativo con enti e operatoriindiani ed italiani presenti in India, al fine di fornire alleimprese italiane interessate informazioni utili per entrare nelmercato tra cui: opportunità di investimento, aggiornamentinormativi, bandi di gara, attività R&D, gruppi di lavoroe missioni settoriali.84Elementi 29


GAMA & MEDYBLUSerra Archimede®Connubio virtuoso fra agricoltura e fotovoltaico.È tutto italiano il progetto Serra Archimede®. Nasce aRagusa, da sempre l’area di maggior sviluppo della tecnicadella coltivazione in ambiente protetto. Giovani ingegneriprogettisti esperti di energia derivata da fonti rinnovabili,giovani agronomi specializzati nella coltura in serra e unazienda attiva nell’ambito delle costruzioni meccaniche sisono incontrati, mettendo insieme le rispettive esperienzee competenze, spinti dal comune intento di ottimizzareil connubio tra fotovoltaico e serra agricola creando unprodotto unico nel suo genere.Di fatto Serra Archimede® è la serra fotovoltaica che, purrispettando l’attuale normativa sulla superficie fotovoltaicaapplicata sulla struttura, garantisce una produzione elettricaelevata senza che l’ombra generata dai pannelli ostacolila distribuzione della luce naturale e quindi la resa agricoladell’impianto.La grande rivoluzione del progetto Serra Archimede® stanel design della struttura applicata per la prima volta aduna serra. Ma nel progetto sono rilevanti anche altri aspettiquali l’economicità, la solidità costruttiva, il controllo deiflussi d’aria per la gestione del micro-clima e l’estrazionedell’aria calda dall’interno della struttura che aumenta leperformances dei pannelli fotovoltaici.Grazie a questi elementi, Serra Archimede® stravolge ilconcetto di business fotovoltaico abbinato all’agricoltura:l’idea di Medyblu mette in primo piano un progettoagronomico con elevate rese economiche, dove il fotovoltaicorappresenta una ricchezza in più per l’azienda agricola.La Serra Archimede® è stata oggetto di test che hannoevidenziato la possibilità di fare crescere con successo alcunecolture particolarmente bisognose di luce; questo risultatopermette di allargare il ventaglio di scelta delle specie nellacreazione dei piani agronomici.Al centro deve esserci l’impresa agricola con i suoi regimifiscali vantaggiosi e la possibilità di accedere ai fondicomunitari per i miglioramenti fondiari, capaci di ripagareparte dell’impianto.Medyblu e GAMA, in partnership, propongono soluzionipersonalizzate chiavi in mano che comprendono laprogettazione, la realizzazione dell’impianto, la consulenzae la formulazione dei piani agronomici strutturati (dallastrategia colturale, l’assistenza negli anni, l’individuazionedei canali di vendita redditizi e la gestione delle pratiche).Medyblu, inoltre, è impegnata in progetti umanitariin cui una particolare formula di applicazione dellaSerra Archimede® permetterà di rendere indipendentile popolazioni di villaggi in aree sub-sahariane, zoneparticolarmente difficili dal punto di vista climatico e sociale,offendo loro i mezzi per la sussistenza alimentare e per laproduzione di energia per l’estrazione dell’acqua e altriutilizzi.Per contatti: info@medyblu.com; info@gamaindustry.itElementi 29 85


Elementi NormativiLa rubrica ha l’intento di aggiornarei lettori sui principali aspetti normatividel settore energetico.A cura di Piergiorgio Liberati in collaborazione con l’Osservatorio Normativo del GSEBiocarburanti, maggiori riconoscimentiper chi produce in EuropaIl 6 marzo scorso è entrato in vigore il Decreto ministeriale 14 febbraio 2013, che ha definito le modalità peril riconoscimento delle maggiorazioni riservate a particolari tipologie di biocarburanti. Il Decreto Legislativon. 28/2011, infatti, ha stabilito che sia riconosciuto un Certificato ogni 8 Gigacalorie di biocarburante immesso inconsumo, anziché un Certificato ogni 10, a condizione che il biocarburante sia prodotto in stabilimenti localizzatiin Europa e che utilizzino materia prima proveniente dal medesimo territorio, o sia miscelato a benzina e gasolioin percentuale pari al 25 % e immesso in consumo al di fuori della rete di distribuzione.Strategia Energetica Nazionale, indicazioniper l’attuazioneI Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente l’8 marzo hanno firmato il decreto di approvazione dellaStrategia Energetica Nazionale. La firma dell’atto rafforza il valore della SEN, in modo che la XVII Legislaturapossa usufruire delle indicazioni emerse. Tra gli obiettivi principali della SEN: la riduzione del costo dell’energiae il raggiungimento degli obiettivi ambientali e di de-carbonizzazione al 2020 definiti dal Pacchetto UEClima-Energia. Tra le priorità: lo sviluppo dell’efficienza energetica e il consolidamento di filiere produttivenazionali.Detraibilità al 36% per gli impiantia fonti rinnovabiliLa realizzazione d'impianti fotovoltaici è equiparata a tutti gli effetti alla realizzazione di interventi finalizzatial risparmio energetico, in quanto entrambe le soluzioni determinano una riduzione dei consumi da fonte fossile.Lo ha stabilito l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 22/E del 2 aprile scorso, chiarendo che la detrazionedi imposta si può applicare nel caso di realizzazione di impianti fotovoltaici fino a 20 kW asserviti ad abitazioni,ma che non deve cumularsi con gli incentivi del Conto Energia. Fino al 30 giugno 2013 la detrazione vale il 50%delle spese sostenute, dal 1° luglio 2013 ritorna al 36%. (*)(*) Il DL 63/2013 del 4 giugno 2013 ha nel frattempo prorogato l’agevolazione del 50% fino al 31 dicembre 2013 .86Elementi 28 29


Componente A3, aumenti per il secondotrimestre 2013Aumenta ancora, con il secondo trimestre 2013, la componente A3 della bolletta a copertura degli oneri generalidi sistema. Lo ha stabilito l’Autorità per l’energia con la delibera 123/2013/R/COM. L’aumento previsto corrispondead un maggior gettito annuo di circa 650-700 milioni di euro. Ciò nonostante le bollette del consumatore tipoe quelle delle piccole imprese in maggior tutela diminuiranno dell’1%, grazie al calo della componente riferitaalla produzione e alla commercializzazione dell’energia elettrica. Calo predisposto, per la maggior tutela, sempredall’AEEG. La spesa media annua della famiglia tipo sarà di circa 511 euro, di cui 89 euro (17,4%) di componente A3.Energivori, il nuovo decreto con scontiin bollettaLe aziende che hanno un consumo annuo superiore a 2,4 Gwh e presentano un rapporto tra costi dell’energia efatturato superiore al 3%, possono usufruire di agevolazioni sulle accise. Lo ha stabilito il nuovo Decreto ministeriale(MiSE e MEF) dello scorso 5 aprile, che ha inoltre deciso di estendere uno sconto sugli oneri generali di sistema perquelle aziende che presentino un rapporto tra costo della sola energia elettrica e fatturato, superiore al 2%. Il decreto,emanato in attuazione della Legge 134/2012 (Cresci Italia), al fine di sostenere la competitività delle aziende italianeintroduce un nuovo concetto di “impresa energivora”, che verrà identificata sia sulla base del valore assoluto dei costienergetici sostenuti, ma anche alla luce dell’incidenza del costo dell’energia sul proprio volume d’affari.Aggiornamento annuale del Piano ENIper l’incremento della capacità di stoccaggioRealizzare nuove capacità di stoccaggio per più di 4 miliardi di metri cubi in riferimento al piano 2012. È quantostabilito dal Decreto del MiSE, pubblicato in Gazzetta il 22 aprile scorso. Gli interventi di aumento della capacitàdi stoccaggio saranno effettuati dall’Eni, in qualità di soggetto che ha assunto l’impegno vincolante a svilupparenuove infrastrutture di stoccaggio di gas naturale, in ottemperanza all’articolo 5 del D.Lgs. 130 del 2010. I lavoridovranno essere completati entro e non oltre il primo settembre 2015.Ancora una proroga per rescinderedalle convenzioni Cip6Chi intende presentare la domanda di risoluzione anticipata delle convenzioni Cip6 avrà tempo fino al30 settembre 2013. Lo ha stabilito il Decreto del MiSE del 2 maggio scorso, accompagnato da un altro Decretoche ha definito il valore del Costo evitato di combustibile (CEC) a conguaglio del 2012. Non è la prima volta cheil MiSE interviene per prorogare questo termine. Lo aveva già fatto due volte: la prima proroga era stata concessaa gennaio del 2012 fino a giugno dello stesso anno, mentre il secondo rinvio risale al 28 giugno 2012 fino al31 marzo del 2013.Elementi 29 28 87


la corrente elettrica racconta 2Al tempo disotto quel fanal...di Renato TerrosiSimpatico satanasso, dopo venti anni che non ci vedevamo,con in mezzo guerre e pasticci d’ogni genere, Lampo ebbel’idea di raccontarmi una barzelletta. Eravamo seduti su unapanchina della stazione Centrale di Milano. Peraltro, la barzellettaera bella e io ci risi su. Certo, eravamo cambiati, come eracambiato il mondo, ma la nostra amicizia fraterna aveva retto.Eccome.Con scarsa originalità io ci misi subito dentro la storia dellaFesta della Luce al paese e la faccia tosta che aveva avutoLampo a rubare la parte al Podestà che si era impappinato,ma tant’è. Lui, invece, fu più serio e volle raccontarmi diquando nei Balcani i tedeschi l’avevano preso, impacchettatoe rinchiuso in un treno merci insieme a un centinaio di altrisventurati, e spedito dritto dritto in Germania a lavorare.Il treno andava avanti inesorabile come il destino e dopopochi giorni i volti dei viaggiatori forzati mostrarono chiarii segni del digiuno, dello scoramento e della paura.Quando la vaporiera prese a diradare le sue sbuffate fu facilecapire che una importante stazione era vicina. Così fu.Il lungo treno si arrestò in piena notte alla periferia di Vienna.Furono i soldati stessi a gridarlo.Finalmente, l’ordine atteso e temuto arrivò: Scendere, fuori,sosta per mangiare! In una manciata di secondi una mareadi persone traballanti, quasi rotolò sulla massicciata dellaferrovia. I soldati di scorta parlavano poco e si limitavanoa indicare con i mitra la direzione che quel gregge umanodoveva prendere alla luce bluastra dei fari piazzati sullasommità di pali altissimi.Il viottolo era stretto e non seguiva l’andamento dei binari.Mucchi di ghiaia e cespugli spinosi infastidivano un po’ tutti.Richiami e motteggi, anche in italiano, rimbalzavano lungola fila, creando una specie di atmosfera festosa. La marciadurava da alcuni minuti. La stazione con il posto di ristoronon doveva essere lontana. Ma esisteva davvero questastazione, esisteva questo posto ristoro? Il dannato buio si,quello esisteva assillante.D’improvviso la fila piegò a sinistra, scese dal terrapieno es’infilò in un bosco di betulle. Qualcuno bisbigliò; “Qui ciammazzano”. I più vicini lo zittirono, ma covavano lo stessopensiero. Nel bosco il buio divenne più fitto e oppressivo.Gli alberi si paravano davanti all’improvviso, il suolo davala sensazione di un tappeto soffice.Il grappolo di luci verdeazzurre del posto di ristoro scoppiòin faccia ai prigionieri di colpo. Nel bosco s’era apertacome per incanto una vasta radura al centro della quales’intravedeva una lunga baracca seminterrata.La fila si era arrestata. I prigionieri vennero fatti entrareall’interno. Una luce sferzante li accolse nel vasto locale,immerso in un leggerissimo vapore. Nella parte centraledello stanzone una infinità di tavoli rustici contornatidi pesanti sgabelli. L’odore dolciastro dei crauti dava lacertezza che si sarebbe fatto il pieno. Era ora! Le cucinierein camice grigio entravano e uscivano portandosi dietrozaffate di odori non ben conosciuti. Nel giro di pochi minutivennero distribuite scodelle di latta, stracolme di minestronedenso e caldissimo.88Elementi 29


Lili MarleenOra i prigionieri mangiavano in fretta come se temesseroche qualcuno gli fregasse il pasto o ordinassero di smetterla.Una sorta di miracolo, la luce spietata che dà un senso dibenessere, di positività. Ma una cosa straordinaria avvenne:si udì una musichetta che gradatamente aumentava divolume. Una canzone triste e cadenzata: Lili Marleen!“Sotto quel fanal…”. Incredibile. Le luci si fecero ancorapiù vivide.Il tempo che la canzone finisse e immediatamente un ordinesecco arrivò. Alt! Fuori!Le porte si aprirono, i prigionieri uscirono. Li accolse il buio.Il buio più buio. Niente luce, niente sogno. A Lampo venne inmente la scena di tanti anni prima: i musicanti nella piazzettadel paese che avevano smesso di suonare, la lampada grandesopra il monumento ai Caduti era stata spenta. Bianco e nero,nero e bianco. Il bianco può essere segno di speranza.Ora, a distanza di tanto tempo e senza l’incubo della paurae della sofferenza, i due amici di anni lontani ne convennero.Sotto la volta ferrigna e rimbombante della Stazione Centraledi Milano.Illustrazione realizzata da Alessandro ButtàElementi 29 89


BizzarreenergieA cura di Sallie SangalloAl riciclo ci pensa TubbyNel nuovo millennio anchei cani si preoccupano dellasalvaguardia dell’ambiente:infatti non si vedranno fiutaresolo tartufi e selvaggina maanche rifiuti inquinanti.Il primo cane virtuoso è unlabrador di nome Tubby: siaggira per le strade del Galles a caccia di bottiglie abbandonateche poi consegna alla sua proprietaria addetta al loro riciclo.Tubby, dopo aver recuperato 26.000 bottiglie di plastica,è entrato nel Guinnes dei Primati nelle vesti di cane riciclone.MiaTralVia la band che“non butta via”Cinque ragazziaccomunati dall’amoreper l’ambiente e perla musica, suonano perl’Italia con i loro “SpazzaTour”. Con strumentioriginalissimi come unachitarra creata da unavecchia scopa a cui sono state applicate delle corde, un bassocomposto da coperchi di lamiera e bidoni della spazzatura,un tubofono fatto da tubi di wc dismessi e suonato con vecchieinfradito, una drum machine realizzata da una macchina perscrivere a cui sono state piegate le aste e aggiunti dei barattolinie un microfono per effetti speciali ricavato da un telefono arotelle cablato, suonano un repertorio musicale che va da GinoPaoli ai Prodigi, il tutto all’insegna del riciclo.Un’estate al mare…per ricaricareFile di ombrelloni fotovoltaiciricaricano supporti elettronicidei bagnanti, pensilinefotovoltaiche dannoenergia a bici e altri veicolielettrici, informazioni sullaqualità dell’aria acquisite intempo reale e un sistema divideosorveglianza monitora gli oggetti personali dei bagnanti,questa è “Tecno-spiaggia”. Attualmente è il primo stabilimentogreen ed è situato a Bellaria Igea, ma si spera che a breveanche tutti gli altri possano subire la stessa trasformazione.Il progetto “Tecno-spiaggia” è stato realizzato da TelecomItalia e Umpi.Il monopattino a energia solareSes è il monopattino elettricoalimentato da energiaprodotta dai pannellifotovoltaici disposti sul telaioe collegati a una batteriaal litio, interna al motore.Un’esposizione al sole che vadalle 2 alle 6 ore garantisceal monopattino una velocitàmassima di 25 km/h e un’autonomia di 33 ore. In caso digiornate nuvolose si potrà collegare il veicolo a una normalepresa elettrica.90Elementi 29


La casa che segue il soleL’architetto Manuel Vierra Lopes affiancato da gruppo distudenti di un’Università del Portogallo, ha sviluppato unprogetto chiamato “Casas en movimiento”. Si tratta diabitazioni che ruotano su due assi per massimizzare il caloree l’energia provenienti dal sole. L’edificio ruota su un pianoorizzontale, mentre una sovrastruttura composta da pannellifotovoltaici si muove su un piano verticale. Questo sistemagarantisce all’abitazione un’autosufficienza energetica pariall’80%. Inoltre la sua struttura modulare permette di ridurreo aumentare le sue dimensioni aggiungendo o eliminando imoduli di cui si compone.Una moquette che vienedal mareAcquafil è la società trentinache produce filati utilizzandoreti da pesca recuperate daifondali marini. Infatti da unsistema di scomposizionechimica e fisica si ottiene ilcaprolattame, un materialedi cui sono composte le reti.Questo è anche la sostanzaprimaria per la produzione di filati di nylon utili alla realizzazionedi capi di abbigliamento, tappetti, moquette ecc.. Acquafil ha cosìrealizzato un nuovo metodo di riciclo adatto alla salvaguardiadella fauna marina, spesso vittima delle attrezzature da pescaabbandonate nei fondali.Le alghe amiche degli alberiCon l’olio della fritturai pescatori inquinano meno“Lotta al caro petrolio e all’inquinamento” è lo slogan dellaflotta di pesca triestina. Sperimentando la sostituzione delclassico carburante per pescherecci con l’olio esausto trattatochimicamente, hanno constatato che le funzioni del motorerestano invariate e si riducono notevolmente le emissioni digas. Così il gruppo di pescatori friulani ha deciso di unire leforze per l’acquisto di un impianto per il trattamento chimicodell’olio usato. Il costo dell’impianto è di circa 10.000 euro ma- calcolando le spese complessive di carburante sostenute in unanno - il risparmio totale ammonterà a 300.000 €.La cartiera italiana Favini, da tempo sensibile ai problemidell’ambiente,ha brevettato una carta pregiata ottenuta dallealghe. L’idea nacque quando l’ecosistema della laguna di Veneziafu minacciato dalla presenza massiccia di alghe. Queste furonoraccolte dalla cartiera e poi riutilizzate per la produzione di unacarta pregiata con caratteristiche uniche, come la presenza di alghevisibili sulla superficie. Ora il sistema di raccolta è esteso a tuttele zone marine in pericolo. Il risultato ottenuto è, oltre allasalvaguardia delle aree soggette al proliferare dei pericolosimicrorganismi, anche una notevole riduzione dell’abbattimentodegli alberi da cellulosa.Elementi 29 91


energia del pensieroUscire dall'e riscoprire“L’uomo?A volte sa essere buono!”(Alvaro Coutho)Giovanni RealeUn caffé con Giovanni RealeFilosofo e scrittoredi Romolo ParadisoGiovanni Reale è il più importante filosofo italiano vivente.Studioso del pensiero antico, amante ed esperto di Platone,conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, è il prototipodel vero filosofo, che sa applicare alla vita pratica i concettiin cui crede. Il suo modo di esprimersi è semplice, pacato echiaro, come lo era quello degli antichi saggi greci, dai qualiReale ha saputo apprendere e applicare la capacitàdi ascolto, l’attenzione all’altro e l’umiltà, che lo portanoa riflettere, studiare e comprendere chi gli sta di fronte.92Elementi 29


individualismoil bene comuneE: Prof. Reale, oggi la ragione sembra l’unica fonte di verità.Ma la storia dell’uomo insegna che la ragione è stata piùportatrice di danni che di benessere. Allora perché ci siostina a delegarle incondizionata fiducia?GR: Non si è capito che la ragione può attivarsi solopartendo da principi e svolgendoli nelle loro implicazionie conseguenze. Aristotele diceva che i principi non sonodimostrabili, ma intuibili. In questo nostro tempo la ragionetrionfa sulla base di presupposti scientistici, più che dellascienza, la quale, quando è autentica è cosciente dei proprilimiti. La differenza quindi sta nel fatto che molti, invecedi seguire gli scienziati, seguono gli scientisti, quelli chetrasformano la scienza in idolo, assolutizzandola, facendocicredere che essa e solo essa può risolvere tutti i nostriproblemi, divenendo così il viatico per la verità. Ho trattatoquesto tema con Umberto Veronesi, nel libro, recentementeuscito per Bompiani, “Responsabilità della vita”.E: Scientismo e tecnicismo sono diventati i totem dellamodernità.GR: Perché l’umanità ha depauperato e smarrito i valoribase, quelli sui quali aveva costruito la sua civiltà e il suobenessere spirituale. Pensi che si è arrivati a dire che grazieallo scientismo e al tecnicismo si sconfiggerà la morte.Ci sarà un momento in cui saremo in grado di scegliere secontinuare a vivere oppure no. Ed è una grande assurdità."Ci sarà un momentoin cui saremo in gradodi scegliere se continuarea vivere oppure no.Ed è una grande assurdità."E: è l’uomo che si fa Dio, disconoscendo la forza el’importanza del Dio vero.GR: Si fa ingenuamente Dio. In fondo, sconfigge se stesso.Quindi tornando alla verità, dico che non ci si può arrivareper un’unica via. E questa non può essere quella della solaragione, o della scienza. O peggio ancora, della scienza edel tecnicismo. C’è dell’altro. Qualcosa di più profondo,di intangibile, che l’uomo sa percepire attraverso la suasensibilità, scoprendo verità altrimenti non rilevabili.>Elementi 29 93


"Il pericolo veroè quello di una decrescitaculturale delle nuovegenerazioni."E: A proposito di sopravvalutazionedella verità scientifica e di quelladella tecnica, in un suo interventosul Corriere della Sera, lei ha dettoche bisogna salvare la scuola dallenuove tecnologie perché si rischiadi distruggere l’antico rapporto traallievo e maestro e che il digitale puòannullare la cultura della scrittura.GR: Ho voluto confutare quantiaffermano che in futuro gli insegnantidovranno rinunciare a formare igiovani, a renderli pronti per lavita in Comunità, perché i giovanicresceranno e si evolveranno congli strumenti di comunicazionemultimediale e l’insegnante dovrà soloassumere il ruolo della persona capacedi aiutarli a usare tali tecnologie.Ma così si disconosce il valore eticodella scuola la cui essenza è superiorealle nozioni. L’informatica deve starenelle scuole, ma non deve essere ilfine dell’istruzione, quanto, invece,un supporto, valido, ma sempre unsupporto. La scuola dovrà aiutareil giovane a non divenire schiavodell’informatica, come purtropposta accadendo.E: Qualcuno potrà obiettare che larete ha aumentato notevolmentela possibilità di conoscenza.GR: Questo è vero. Ma nello stessotempo ha quasi annullato la capacitàdi assimilare l’oggetto della ricercae di comprenderlo a fondo.Purtroppo, il pericolo vero è quellodi una decrescita culturale dellenuove generazioni. Invece laComunità ha bisogno urgente dipersone che abbiano sensibilità,conoscenza, creatività e valori.94Elementi 29


E: Friedrich Nietzsche è il filosofo che ha compreso la radicedei mali spirituali che affliggono l’uomo d’oggi: il nichilismo.GR: Nietzsche ha descritto perfettamente il nichilismo.“Manca il fine”, diceva, “manca la risposta al perché?Che cosa significa nichilismo? Che i valori supremi sisvalorizzano”. La cultura contemporanea, come dicevamo,ha perduto il senso di quei grandi valori che nell’età anticae medievale e anche nei primi secoli dell’età moderna,costituivano i punti di riferimento essenziali e in largamisura irrinunciabili, nel pensare e nel vivere. Si è dataaltri valori, materiali naturalmente, consumabili a secondadelle necessità del momento, mai duraturi, mai punti diriferimento per il cammino dell’uomo. “L’uomo moderno”,afferma ancora Nietzsche, “crede sperimentalmente ora aquesto, ora a quel valore, per poi abbandonarlo. Il circolodei valori perduti è sempre più vasto e sempre più si avverteil vuoto, la povertà, la fragilità dei valori”. Noi siamopersone immerse nella fragilità, malgrado in giro prevalgaun atteggiamento di sicurezza, di spavalderia.Tutto effimero. Il nichilismo porta alla negazionedell’esistenza di un principio primo: Dio; di un fine ultimo;del bene e della verità. Aristotele ha detto che la verità èl’essere. La verità non si può negare e chi la nega ritieneche la sua negazione della verità sia verità. Platone facevadire a Socrate in un famoso dialogo, che Socrate si puòconfutare ma non la verità. È un po’ quello che l’uomo dioggi, intaccato dal nichilismo, ha dimenticato, o vorrebbedimenticare, per una serie di motivi.E: Siamo quindi pienamente dentro la famosa caverna diplatoniana concezione?GR: Purtroppo sì. Da lì vediamo solo le immagini proiettate:la televisione, gli strumenti multimediali, e così via, e sentiamovoci che non sono reali, ma riflesse. Si scambia il virtuale peril reale. Il falso per la verità. Così che quando si viene acontatto con il reale, l’uomo sbanda, cade, va in crisi.Insomma, il fondo della caverna è molto ampio e la salita peruscirne, molto erta.E: Forse anche per paura.GR: Certo. La paura, che è una forma di fuga dalla verità.Platone, nel Fedro, che Hans Georg Gadamer ritiene ilmiglior dialogo del filosofo greco, sostiene che “molti nonvogliono la verità, ma ciò che appare vero”. E aggiungeche “in certi casi non conviene dire la verità, perché nonconvince, convince di più la non verità”.E: è qualcosa ancor oggi evidente. Si pensi alla politica,a certa storiografia, o a alcune forme di giornalismo cheabbandonano la verità o la ricerca della verità per assumereuna verità di comodo, più spendibile, meno impegnativasotto il profilo personale, perché evita il conflitto con quelliche contano, che hanno in mano le chiavi del convincimentodell’opinione pubblica.GR: Quando qualcuno vuol parlare o scrivere, deve farloconoscendo la verità della cosa che dice e ancor più lapersona a cui si rivolge, tenendo conto che lo spirito degliuomini è diverso da persona a persona. Alcuni sarannoconvinti di cose che per altri non sono invece vere. Quindi,nel rapportarsi all’altro, si deve tendere alla comprensione dichi ci sta di fronte e di conseguenza l’esprimersi deve riuscirecomprensibile a questi.E: Una delle forme più raffinate del nichilismo è rappresentatadal relativismo. La sua difesa e il suo esercizio sono unesempio di assolutismo?GR: Penso proprio di sì. Il relativismo è una maschera delnichilismo. Si basa sulla convinzione che differenti posizionidi pensiero e di fede possano e debbano considerarsiequivalenti e di pari valore. Nessuna può o deve considerarsisuperiore, e nessuna dovrebbe cercare di imporsi alle altre.Ma l’uguaglianza delle posizioni su quale fondamento sibasa? Sul fatto che nessuna di esse può essere considerataportatrice di verità. Quindi sono tutte “indifferenti”.Albert Camus nel “Mito di Sifiso” esprime perfettamentequesto concetto, affermando: “un impiegato delle poste èpari a un conquistatore, qualora l’uno e l’altro abbiano unacoscienza comune”. E ancora: “C’è Dio o il tempo, la croce ola spada. O un mondo ha un senso più alto, che supera le sueagitazioni, o nulla è vero al di fuori di tali agitazioni. Bisognavivere con il tempo e con lui morire o sottrarsi ad esso peruna vita più grande”.segue a pagina 97 >Elementi 29 95


Ogni giorno la fonteessenziale di ENERGIADa 80 anni il giornale dell’informazione energetica semprecompleta, precisa, affidabile ed indipendente. Più di 10.000notizie l’anno.Quotidianamente petrolio, gas, elettricità, fonti rinnovabili, acqua. Notizie, articoli,approfondimenti dei maggiori esperti del settore. Variazione dei prezzi e andamentodei mercati, consumi, statistiche. Testi di legge, decreti, documenti delle Autorità concommenti. Gare, eventi e rubriche specializzate.96Staffetta QuotidianaLargo Luigi Antonelli, 30 - 00145 Roma - Tel. 06 57 41 208 Fax +39 06 57 54 906 - abbonamenti@staffettaonline.comElementi 29


E: è l’assolutismo della “non verità”.Se nulla è vero, nessuna strada perl’uomo può essere quella giusta. Senzabussola l’umanità si perde. Per evitaredi farlo si attacca a ciò che sembraoffrirgli una soluzione, indicarle unaluce. Salvo poi scoprire che era solo unlampo e nulla più.GR: Insomma i valori si possonorappresentare con una piramide, in cimaalla quale c’è il mattone di Dio. Se togliquello, tutto, a poco a poco, crolla."Ci hanno allontanatodalle cose semplici,dalla scoperta dell’altro,dall’amore,dall’osservazione della natura,dalla meraviglia..."E: Pierre Hadot, filosofo francese,dice che la modernità ci ha tolto la“coscienza cosmica”, la capacità, cioè,di sentirsi parte di un tutto immensoe meraviglioso, e di conseguenza hapermesso che si smarrisse il senso dellameraviglia, del limite e del mistero. Sisente di condividere?GR: Il fare continuo, la fretta, il desideriocostante di avere, di consumare, digodere, ci hanno distratto da ciò cheè veramente importante per noi.Ci hanno allontanato dalle cosesemplici, dalla scoperta dell’altro,dall’amore, dall’osservazione dellanatura, dalla meraviglia che ne deriva,dal desiderio di conoscere e capire edal sentirsi parte di un tutto dove ognielemento ha la sua peculiaritàe importanza. Un tutto grande,immenso e fantastico. Così anche il sensoe il valore del limite sono scemati.E con esso, quello del mistero. La coscienzacioè che qualcosa più grande di noi,non comprensibile e inspiegabile esiste.E: Lei che è uno dei massimi espertidel pensiero antico, non crede chemolti dei principi che hanno guidatoquella filosofia, e più ancora, la vitaquotidiana di Socrate o di MarcoAurelio, potrebbero aiutare anchenoi ad avere una vita più cosciente,più aperta agli altri e al valore dellanatura?GR: Oggi più che mai abbiamo famedi valori e di cose spirituali. Quindi benvengano il pensiero e la cultura degliantichi, la loro saggezza per aiutarcia vincere i mali della modernità.Dobbiamo combattere le negativitàportate dal benessere che ci toglie lapossibilità di capire le cose importantidella vita e di conoscere la felicità.Quella felicità di cui parlano Socrate,Platone, Seneca o Marco Aurelioappunto. Ma per arrivare a essaoccorre capire il mondo in cui si vive,mettendosi in giusto rapporto con esso,comprendere chi siamo e le possibilitàche abbiamo, e non chiedere a noistessi più di quello che siamo capacidi fare.E: La filosofia è, come sostiene Bergson“il guardare ingenuamente in sée intorno a sé”, dove il “guardareingenuamente” corrispondeall’affrancarsi dall’artificiale,dall’abitudine, dal convenzionale, dalcostruito e ritornare a una percezioneelementare, scevra di ogni pregiudizio?GR: Sa che domanda mi ha posto tempofa una bambina?E: Sono curioso.GR: “Perché ci sono le cose?”Elementi 29 97>


"Perché ci sono le cose?"E: Un bellissimo esempio di pensiero filosofico.GR: E mio nipotino di tre anni e mezzo ha domandatoalla madre: “Perché mi avete fatto? Perché ci sono?”.La madre non capiva, e lui allora ha risposto: “Perché iobambino, sono!”. Queste sono le domande più profonde,più filosofiche, perché la disposizione ad esse è scevra diqualsiasi convenzione. Sta nel nitore.E: Platone, gli stoici e gli epicurei hanno consideratol’esercizio di morte come un esercizio di vita. Qualcosacapace di sviluppare un’attenzione, una riflessione eun godimento continuo sull’esistenza, intesa come lapossibilità di crescita interiore e di capacità di superareil male. Oggi, invece, ci si sottrae al pensiero della morte,per paura, perché preda di una cultura che non ammetteil limite, la debolezza, il dolore. È così?GR: Abbiamo timore della morte perché non siamo ingrado di capire veramente la vita. Non riflettiamo sul sensodell’esistenza, non le diamo alcun valore, non riusciamo etemiamo di confrontarsi con la nostra finitezza, che nonci fa padroni del tempo e del futuro. Così perdiamo lacapacità di godere del momento, di dare a esso la pienezzadei pensieri e degli atti, finalizzandoli al bene proprio ealtrui, e non sappiamo godere del distacco dalle vacuitàterrene, alle quali concediamo il massimo del nostro tempoe delle nostre energie. Sprecandole. Tempo fa ho letto unarticolo in cui si diceva che in Francia e in America era nataun’idea di eliminare i funerali perché non hanno più senso.La morte sarebbe quindi uno scarto dell’esistenza. Dal corpoumano, privo di vita, si verrebbero così a prelevare organiutili a chi, in vita, ne avesse bisogno. Sono rimasto di stucco.È una concezione materialistica e mercantile dell’essere.E: Non le sembra che il dramma della condizione umanasia, da una parte, la voglia di filosofare, di scoprire cioè lemeraviglie insite nell’uomo e nel cosmo, l’invito ad agirecon benevolenza e giustizia e dall’altra l’impossibilità afarlo, per la complicata complessità della vita, così da avereun’armonia fragile e sempre a rischio?GR: Dobbiamo conquistare questa armonia. Pur nelledifficoltà. Occorre cioè una tensione continua a ricercarela bellezza della vita, il bene e il senso di giustizia. Un po’come si deve fare per l’amore. Che non è un bene dato.Ma va costruito e alimentato momento per momento.L’eros, l’amore greco, è un prendere e un avere sempre dipiù per crescere. L’amore è donativo e non acquisitivo.È tanto più grande quanto più piccola è la cosa che tu ami.L’esempio è Maria Teresa di Calcutta, che andava a prenderei moribondi buttati nella spazzatura e li aiutava a morirecon dignità. Così come faceva con i bambini abbandonatie malati. Li curava e li faceva adottare.E: C’è un filo comune tra filosofia e religione?GR: Il Signore non ci ha dato solo la fede, ma anche laragione. L’una non può fare a meno dell’altra.Agostino a questo proposito diceva: “credo per capiree capisco per credere”.E: Seneca affermava che “bisogna vivere per gli altri se sivuole vivere per noi”. È in sintesi il senso del bene comune,di questi tempi scomparso. Quanto è importante e comepotremmo far rinascere un così elevato sentimento?GR: È il senso dell’amore donativo. Seneca era influenzatodai pensieri cristiani e questo concetto lo dimostra. Occorreuscire dall’individualismo per riscoprire il senso del benecomune. Mettersi in testa che non esistiamo solo noi.E che abbiamo doveri oltre che diritti.E: Sono principi che devono nascere nella famiglia e poiritrovarli nella scuola, nella politica, nel mondo del lavoro.GR: Si deve ricreare una cultura sul concetto di persona,di solidarietà e quindi di bene comune. Certo il punto dipartenza è la famiglia. Una famiglia presente, responsabile,comunicativa, fondata sul valore e sul senso dell’amore.E: Ritiene possibile parlare, soprattutto ai giovani, delsignificato della sofferenza e del valore del sacrificio?GR: Sì, si può. Hans-Georg Gadamer, nel suo capolavoro“Verità e merito”, sottolinea come appartenga all’essenzastorica dell’uomo imparare attraverso l’esperienza e comesia comprensibile, ma erroneo, l’atteggiamento di queigenitori che cercano di risparmiare ai figli esperienze cheimplicano la sofferenza. Senza l’esperienza non si impara.Dolori, patimenti, delusioni portano ad acquisire nuoveconoscenze e a crescere. L’uomo deve apprendere attraversola sofferenza l’intendimento giudizioso dei suoi limiti, diquelli altrui, e la comprensione dell’insopprimibilità dellasua distanza dal divino. È la sacralità della sofferenza.E: Non le sembra che insegnare educazione civica nellescuole, a partire dalle elementari, sia una necessità urgente?GR: Sì, a patto che non resti un insegnamento isolatoe quindi sterile. Nel senso che accanto ad esso occorreuna fattiva e costante educazione a divenire personaresponsabile e cosciente di sé e del valore degli altri daparte della famiglia.Concetti che devono poi essere propri e rispettati da tuttala Comunità nelle varie espressioni del comunicare e agiree, soprattutto, da chi questa è delegato a guidare.98Elementi 29


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lavoroEconomia verdecrescita ebenessere“C’è gente che quando decidedi apparire intelligente,diventa più stupida di quantolo è nella normalità”.(Oscar Milton)Donato SperoniIntervista a Donato SperoniGiornalista e docente di Economiae Statistica presso l’Istitutoper la Formazione al Giornalismodell’Università di Urbino100Elementi 29


di Giusi MiccoliE: In questi anni di estrema crisi èancora attuale misurare il benesseree la felicità individuale con indicatorialternativi al PIL? Felicità NazionaleLorda, Indice del Benessere, HumanDevelopment Index, ImprontaEcologica sono indicatori alternativi ereali strumenti di supporto alle sceltepolitiche?DS: Andare oltre il Pil è più attualeche mai. Oggi stiamo vivendo due crisidiverse e contemporanee.La prima è quella che fronteggiamonella quotidianità, perché l’economiadei Paesi industrializzati, e quellaitaliana in particolare, non riesce più acrescere ai ritmi del passato. La seconda,incombente, è quella che GianlucaComin e io descriviamo nel libro “2030la tempesta perfetta”: il Pianeta nonpotrà reggere il peso dello sviluppodi oltre otto miliardi di persone senzaprofondi cambiamenti nelle politicheambientali, energetiche, di consumo.E senza un’adeguata governanceglobale. I nuovi parametri di misura delbenessere servono appunto a valutareil progresso, che l’umanità e le singolecollettività possono compiere anche inpresenza di queste costrizioni, e a darenuovi obiettivi, non solo di apparentecrescita economica, all’azione politica.Per rispondere a questa esigenza inItalia è stato fatto un lavoro moltoimportante con l’elaborazione degliindici del Benessere Equo e Sostenibile(Rapporto Bes 2013) su iniziativa delCnel e dell’Istat.Si tratta però di una scommessa difficile,non si può sostituire il Pil con un altroindice onnicomprensivo. Abbiamobisogno di un “cruscotto” di dati:il Bes è fatto di 134 indicatori! Maquesto cruscotto deve essere condiviso,compreso dall’opinione pubblica, usatodai politici, tecnicamente valido ecostantemente aggiornato.E: Nel libro "La tempesta perfetta"si parla di come stimolare l’economiaverde. Al di là delle strategie, qualipotrebbero essere i principali puntidi un programma del Governo italianoche sia green oriented?DS: Tra le tante cose da fare ne citotre. La prima è aumentare l’efficienzaenergetica, come indicato anchedall’“Efficient World scenario”dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.Dobbiamo puntare su tecnologieche consentono di consumare menoenergia fossile e produrre menoCO2: investimenti in nuove tecnichecostruttive e in nuovi processi industriali,promozione di mezzi di trasportoelettrici, sviluppo delle “reti intelligenti”.Secondo: la ricerca. Bisogna abbattere ilcosto delle rinnovabili, sviluppare nuovetecniche per immagazzinare l’energiaelettrica perché sole e vento non laproducono sempre quando ci serve,e ridurre le perdite nel trasporto dielettricità a lunga distanza.Terzo, cominciamo a pensare piùseriamente all’adaptation, cioè a cosafare di fronte ai cambiamenti climaticiche stanno già avvenendo.L’Olanda ha deciso di rialzare le sue digheper fronteggiare la crescita del mare.Noi abbiamo l’Appennino che frana,Venezia da salvare e 7.500 chilometri di coste.E: Da statistico e professoreuniversitario è un osservatoreprivilegiato del mercato del lavoro.Se l'offerta di lavoro aumenta mentrela domanda di lavoro diminuisce a causadell'innovazione tecnologica, quali sonole chance per giovani e disoccupati?DS: È molto probabile che in futurodiminuisca la quantità di lavoro perprodurre i beni e servizi necessari persoddisfare la domanda globale, mentreinvece crescerà l’offerta di manodopera.Credo che il problema si possa risolveresolo con una ridistribuzione delle risorse.“Lavorare meno, lavorare tutti” non èsolo uno slogan della sinistra sindacale:John Maynard Keynes diceva qualcosadi simile quasi cent’anni fa. Bisognaevitare che il mondo si spacchi tra unaminoranza che controlla tecnologiae finanza e una maggioranza semprepiù precarizzata: l’aumento dellediseguaglianze è un processo che staavvenendo in tutto il mondo.Se questo è il discorso di prospettiva,nel frattempo i giovani disoccupatidevono formarsi su cose utili, tenered’occhio come cambia il mondo, cercaresoddisfazioni non solo economiche.Il mondo deve cambiare, per dare lorouna possibilità di vita decente, ed essistessi devono essere protagonisti di questocambiamento.E: Nel 2011 negli Stati Uniti per la primavolta il numero delle donne occupateha superato il numero degli uominioccupati. Inoltre, la disoccupazioneamericana è maggiore tra gli uomini chetra le donne. In Italia come è possibilefacilitare la crescita della presenza delledonne nel mondo del lavoro? Qual è lavalenza del lavoro femminile?DS: Gli studi dimostrano che:1) a parità di quantità di lavorocomplessiva una maggiore occupazionefemminile stimola una maggiore crescita;2) per contenere il calo demograficoè necessario che entrambi i partnerlavorino, naturalmente con strutture disupporto che consentano di conciliarecasa e lavoro.In Italia dobbiamo soprattutto affrontareil problema delle donne al Sud. Servonoincentivi, politiche di conciliazione, maanche un cambio di mentalità laddovesi crede che le donne devono stare acasa a fare l’angelo del focolare. Che poidiventano angeli frustrati, visto che i datidel Bes 2013 ci dicono che oggi le donnesono più istruite degli uomini.Elementi 29 101


L’OCEANO DI PLASTICA(La lotta per salvare il mare dairifiuti della nostra civiltà)di Charles Moore e Cassandra PhilipsFeltrinelli, 2013, pag.306Euro 20,00SPRECHI(Il cibo che buttiamo,che distruggiamo,che potremmo utilizzare)DI TERRA E DI VENTO(Per una pianificazioneecosostenibile del territorio)di Fabio CorbisieroCarocci, 2013, pag.118Euro 14,00BIOMASSE E PRODUZIONEDI ENERGIAdi Prabir BasuHOEPLI, 2013, pag.352Euro 48,00di Stuart TristramBruno Mondadori (2013), pag.358Euro 11,00È qui raccontata la scopertada parte di Charles Mooredi una “isola di rifiuti”,galleggiante nell’Oceano.Moore vi incappò con ilsuo catamarano nel 1997e da quel momento ne hadenunciato l’esistenza aglienti preposti alla salvaguardiadell’ambiente, alle accademiescientifiche, al mondo intero.Per farlo è tornato più volte inloco e ha raccolto quante piùevidenze scientifiche possibili,perché la sua denuncia fossepresa in considerazione.Questa isola fluttuante,chiamata Great PacificGarbage Patch, hal’estensione del Canada.È composta da rifiuti plastici:Per la tutela dell’ecosistematerrestre, ridurre gli sprechidel cibo è importante quantocombattere l’effetto serra osalvaguardare la biodiversità.L’Autore, ricercatore diCambridge, per realizzarequesto studio, ha viaggiatodall’Europa agli Stati Uniti(passando per la Russia e l’Asiacentrale), dal Pakistan all’India,dalla Cina alla Corea del Sud eal Giappone.Ogni territorio ha una propria“ecologia sociale”, dominatadalle azioni e dai prodottidi coloro che vi vivono.Nella prima parte del libro èproposto il modello della “cittàdirezionale”. Nella seconda, èpreso in esame l’impatto delleenergie rinnovabili, attraversouna ricerca sul parco eolicodell’Alta Irpinia.alcuni integri, altri ridottia “zuppa” (un insieme dimolecole sintetiche) per Biblioteca a cura di Mauro De Vincentiisl’azione dei raggi UV e deiprocessi chimici.Intorno a questo pezzo di“oceano di plastica” nuotanoe vivono pesci, che si nutronodi quella “zuppa plastica”che, a loro volta, vengonomangiati da altri pesci.Moore ci racconta così lasua incredibile scoperta esvela le nascoste proprietàdella plastica, dai cartoccidel latte alle molecole dipolimeri, piccole abbastanzada penetrare la pelle umanao da essere inavvertitamenteinalate.102 Elementi 29Il volume espone con chiarezzai principi fondamentali dellosfruttamento energeticodelle biomasse, illustrandoneteoria e applicazione pratica.Sono esaminati in dettagliotutti i punti essenziali per laprogettazione dei gassificatoridella biomassa, riportandoi risultati delle più recentiricerche ed i più avanzatiprocessi (come la gassificazionein acqua supercritica e latorrefazione). Il testo includeesempi pratici, procedure diprogettazione e dati sui sistemiattualmente sul mercato.Prabir Basu è ricercatore eprogettista di gassificatori.Docente presso la DalhousieUniversity in Canada, lavorada più di trent’anni nel campodella conversione energetica edell’ambiente.“Preferisco la loquacitàdel silenzioa questa fragorosa assenzadi voce”.(Rios Moliho)


Ci occupiamo del passatoProteggiamo il presenteGarantiamo il futurowww.sogin.itElementi 29 103


www.qualenergia.itIl portale dell’energiasostenibile che analizzamercati e scenariDirettore scientifico: Gianni SilvestriniOGNI GIORNO NEWS, ANALISI, COMMENTISUL MONDO DELL’ENERGIANotizie nazionali e internazionali,normativa, statistiche, documenti,podcast e video, prodotti, eventi,news in englishLA REDAZIONEVia Genova 23 - 00184 Romatel +39 06 485539 - 4882137 - fax +39 06 48987009redazione-online@qualenergia.itINFO SUI SERVIZI PER LE AZIENDEadvertising@qualenergia.it


Se il tempo è in noi“è vero, il tempo vola!”.è un’esclamazione comune per dire che il tempo passaveloce, senza che ce ne accorgiamo.Ma è un dire che si attilla a una condizione del viveresuperficiale, nella quale non si dà importanza all’attimo ea ciò che in esso si manifesta.Se fossimo disposti invece ad ascoltare, assaporare,comprendere, godere e assimilare ciò che nell’attimoaccade, in tutte le sue sfaccettature, non diremmo più cheil tempo vola.Perché non può svanire o correr via ciò che in noi è benconservato e radicato. Tanto da riconoscere in ogni istantetrascorso la sua traccia nel nostro sentire, pensare, dire eagire.E allora potremmo affermare con consapevolezza:“è vero, il tempo è in me!”.lo SmilzoFnFilo di Nota a cura di Mauro De VincentiisMpMondo Piccolo“Resilienza”:parola chiave del 2013Il presidente degli Stati Uniti Obama l’ha invocata algiuramento. La parola indica la capacità di riprendersi daun forte shock. Tecnicamente resilienza, come riportano idizionari italiani, rappresenta la proprietà dei materiali diresistere agli urti, senza spezzarsi: deriva dal latino resilire(rimbalzare).“Resilient dynamism” è stato il tema della 43a edizione delWorld Economic Forum, a Davos. “La giusta definizione perl’economia americana è resiliente”: parola di Eric Green,economista citato dal Financial Times. Anche per l’Ocseresilienza è parola chiave.In economia i crac sono imprevedibili; i relativi traumi, però,si possono gestire.A Londra, nel luglio 2005, dopo la tragedia della metro,il primo ministro Tony Blair disse: “Rendo omaggio allostoicismo e allo spirito di resilienza dei londinesi”.Resilienza, per gli inglesi, è una parola che è entrata afar parte del vocabolario comune, attraverso i media, conprogrammi nelle scuole e negli uffici pubblici. E, oggi più chemai, si addice – come stile – nella vita economica e socialequotidiana, in tutta Europa e anche nel mondo.Elementi 29 105


the platform for green solutionsGREEN POWERTO BUSINESS7 a Fiera Internazionaleper l’Energia e la Mobilità Sostenibili06.09 NOVEMBRE 2013RIMINI - ITALYwww.keyenergy.itIn contemporanea con:Organizzato da:Con il patrocinio di:www.ecomondo.comwww.cooperambiente.it


Tuberietubi d’acqua d’aria di gas…tubi di tutta la merceologia…tubi idranti dei pompierilancianti cubi d’acqua frescaper calmare il calore delle fiammetubi delle stilografichecolanti il pensieronero come l’umorerosso come l’amore…tubi di camini d’officinedi piroscafi di locomotive…tubi di tutte le macchinetubi di tutti i motori…tubi dei cannocchialiche nelle notti bellesi riempiono di stelle…ogni tubo un cordone ombelicaleche lega salda la vita…io sono il vostro cantore…FARFA*(da: “Noi miliardario della fantasia”, 1933)*Pseudonimo di Vittorio Osvaldo Tommasini(1881-1964), poeta, pittore, cartellonista.Dopo un incontro con il Futurismo, già nel 1910,l’attività di pittore e poeta si svolse prevalentementeall’interno della seconda generazione futurista.(Filo di nota)Immagine di fondo ideatae realizzata da Alessandro ButtàE+Energia, letteratura, umanitàElementi 29 107


La foto di Andrea Amato108FoElementi 29


INTERNO OTTO ROMALAVORIAMO PER UNA RETEPIÙ LEGGERA PER L’AMBIENTELAVORARE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILEVUOL DIRE ANCHE TRASMETTERE ENERGIA RESPONSABILMENTE.QUESTO È L’IMPEGNO DI TERNA.Proprietario della rete di trasmissione di energia elettrica ad alta tensione in Italia, Terna ha un ruolo unico e insostituibileper la sicurezza e la continuità del sistema elettrico italiano che svolge con un approccio sostenibile all’ambiente e alterritorio. Il rispetto di Terna per l’ambiente ha portato alla firma di accordi di partnership strategica con WWF Italia perla definizione di linee guida per un maggiore livello di integrazione dei criteri ambientali nella pianificazione della rete eper la realizzazione di interventi di ripristino, mitigazione e compensazione ambientale nelle Oasi WWF toscane di Stagnidi Focognano e Padule-Orti Bottagone e in quella siciliana di Torre Salsa. Con LIPU-Lega Italiana per la Protezione degliUccelli, Terna ha invece realizzato un’innovativa ricerca scientifica sull’interazione tra linee elettriche ed avifauna. Conl’associazione Ornis italica installa cassette nido sui tralicci per favorire la riproduzione di alcune specie protette diuccelli e per consentire l’acquisizione di dati scientifici sul comportamento animale. Terna è inclusa nei principali indiciborsistici internazionali di sostenibilità tra i quali il Dow Jones Sustainability Index World e Europe.Terna S.p.A. • Viale Egidio Galbani, 70 • 00156 Roma • info@terna.it • www.terna.itElementi 29 109


Orio GèlengI dipinti del giovane Orio Gèleng (nato a Roma nel 1983)trovano i loro antecedenti nei fermenti dell’Astrattismoitaliano del Secondo Dopoguerra dei quali pone in evidenzale ulteriori possibilità espressive. Collegando il rapporto checorre tra percezione di una realtà e sua rappresentazionetrasmutata in colore, riconduce la sostanza formale dellanarrazione in una figuratività non-rappresentativa.La sua “astrazione” non è, però, una fuga dalla formae dalla prospettiva ma l’esaltazione del colore del qualecerca sfumature e trasparenze per definire emozioni e statid’animo. Orio Gèleng si serve della materia cromatica peresprimere attraverso immagini che alludono a oggetti esituazioni reali senza raffigurarli, esplicitati dai cicli chehanno finora scandito i momenti principali della sua ricerca(“Universo neonato”, “Ritmo cardiaco”, “La quinta stagione”,“Lilla gridellino”), il suo rapporto con la vita e la naturaattraverso un linguaggio articolato in felici accostamentitonali e sensibili solvenze di “macchie” chiaroscurali.“Pianeta Urano”, 2012, tecnica mista su tela cm. 37x29Lo spazio è per lui un campo d’azione dove tutto puòaccadere, dove gli stati d’animo si trasformano in materiadalle forme imprevedibili, presentazione oggettiva di “corpi”e non la loro rappresentazione.Ogni sua opera è sempre un “progetto” di osservazionipossibili, un invito ad osservare qualcosa che lui ha veduto oscoperto in un significato particolare anche se quel qualcosa,quell’oggetto, può avere scarse o arbitrarie allusioni con ciòche siamo abituati a considerare natura. Sotto questo aspettol’astrattismo di Orio Gèleng può considerarsi come una sortadi “ritorno alla natura” perché ha una precisa autonomianell’offrire in osservazione una realtà trasformata in luce ecolore per goderne il significato che non può essere altro chela reazione o la risposta che ciascuno sceglie di fronte allaproposta offerta dalle singole opere.Copertina a cura di Vittorio EspositoOrio Gèleng110Elementi 29


Grazie al Sistema FotovoltaicoYINGLI FLEXI-SYSTEM ®1.822 kWhAnnui Risparmiati808 € Annui diTaglio in BollettaFilippa Lagerbäckwww.planetfil.netOltre il 40%di Autoconsumo968 kg di CO 2Evitati in 1 annoIl consumo è calcolato considerando l’illuminazione di un’abitazione tipo con superficie di100mq, 2 televisori, 1 computer, 1 frigo congelatore, 1 lavatrice, 1 lavastoviglie e 1 condizionatore.I valori sopra indicati sono calcolati considerando un consumo medio annuale di una famigliatipo di 4 persone, con abitazione sita nella provincia di Roma ed un costo medio dell’energiapari a € 0,19 secondo l’andamento del prezzo dell’energia elettrica per un consumatoredomestico tipo (fonte: AEEG - Autorità per L’Energia Elettrica e il Gas, Marzo 2013).YINGLISOLAR.COM/ITALY | YINGLI4YOU.COM/ITALYTutti i marchi presenti hanno diritti riservati dei loro legittimi proprietari.Il più grande produttore al mondo di moduli fotovoltaici


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