Versione .pdf - Consiglio regionale del Piemonte

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L’oro del PiemonteQualche anno fa, in un controllo dellapolizia stradale, un agente credosiciliano leggendo il mio nome sullapatente, esclamò: “Ah, Sebastiano!Siamo paesani...”.Non volli deluderlo. Tutta l’Italia è il mio paese, nelbene e nel male. Come dicono gli inglesi: “Right orwrong, my country”. Sarebbe stato lungo spiegargliche Sebastiano è (era) un nome tradizionale anchein Piemonte, e che mi viene dal ramo monregalesedella mia famiglia. E poi, avrei dovuto parlargli di Sebastiano“Bastian” Contrario, che prima di diventareun proverbio fu un uomo con quel nome e cognome,vissuto nel Seicento. Il contrario (mi si passi ilbisticcio) di Pietro Micca. Un antieroe. Maresciallodelle guardie ducali finito in galera per omicidio, disseche se lo liberavano avrebbe rivelato il modo diconquistare Savona. Lo liberarono e fuggì: diventòun brigante. Ora, cosa c’entra Sebastiano Contrariocon il 2013? C’entra perché rappresenta l’antica aspirazionedel Piemonte ad avere l’unica cosa che nonha: il mare. Il Piemonte ha tutte le bellezze del paesaggioitaliano e le ha in maniera superlativa: ha lemontagne, le colline, le pianure, i laghi. Gli manca ilmare. Se nel 2013 andrà finalmente in porto la riduzionedelle Province, si porrà mano al progetto dellemacroregioni: che, per ciò che se ne sa, prevede diunire Piemonte e Liguria. Ci sarà da ridere...In quest’anno che sta per iniziare avremo un granbisogno di qualcosa che ci diverta, perché non saràun anno facile: lo sappiamo. Ma sappiamo ancheche riusciremo a cavarcela. Chi, come me, ricorda glianni cupi del dopoguerra, dal ‘45 al ‘50 del secoloscorso, sa che abbiamo vissuto momenti peggiori eche ne siamo usciti bene. Il mio timore è un altro.Non vorrei che in nome della ripresa a tutti i costi sifinisse di rovinare ciò che è già stato trascurato in passato,cioè l’ambiente, e con l’ambiente la bellezza diquesta regione. Una bellezza che io vedo riassunta intre monumenti unici al mondo. La Sacra di San Micheleall’imbocco della Val di Susa, simbolo del Piemontesubalpino e sabaudo; il Forte di Gavi, simbolodel Piemonte ligure; l’isola di San Giulio sul lagod’Orta, simbolo del Piemonte lombardo. Ognunodi questi tre monumenti deve la sua unicità e il suofascino all’armonia che ha saputo creare tra l’operadella natura e quella dell’uomo. In quell’armonia,c’è l’anima profonda del Piemonte e il segreto dellasua forza. Ora però se mi guardo attorno vedo unpaesaggio in parte devastato e abusato: troppi prefabbricati,troppi ruderi, troppo terreno cementificato econsumato senza una vera necessità, troppa incuria.Troppe licenze edilizie magari concesse per costruireville e alberghi in cima alle colline dove, come dicevaBartolo Mascarello, vignaiolo in Barolo, “se i nostrivecchi non avevano mai costruito una ragione c’era”.L’oro del Piemonte. Quello che negli anni dal ‘45 al’50 qualcuno per sopravvivere era tornato a cercarenei fiumi, è l’ambiente. Ed è anche il nostro futuro.Se ce lo giocassimo per risolvere le difficoltà del presentefaremmo un pessimo affare. Diventeremmopeggio che poveri, per sempre.Sebastiano Vassalli


S O M M A R I O36814 L’Unione fa la forza2128 Rivoluzione trasporti36 Amianto, il risanamento42 Anniversario a Corte46 Piemonte in scena485664 Come governare la reteC’è voglia di ripartire e superare la crisiIl Piemonte attende la svoltaTutto è possibile se rinasce la fiduciaFederalismo vs CentralismoUna storia che fa squadraFede e devozione diventano arte70 Alpi e Mediterraneo72 Crp Spazio Ragazzi74 Avvenimenti84 Taccuini89 Gruppi del Consiglio“L’anno che sta arrivandotra un anno passerà, io misto preparando, è questa lanovità”. È amara l’ironiadi Lucio Dalla... Eppure, èproprio in questi momenti chesi esprime in modo più forteil bisogno della speranza,il desiderio di credere che ilnuovo anno sarà miglioredel vecchio, la fiducia versoil futuro. I primi segnalici sono e abbiamo cercatodi coglierli, non con unottimismo di maniera maalla luce delle proiezioni,sentendo alcuni protagonistidella vita economica. Oltre lecifre, serve il coraggio di unavisione, quel sentimento chefaceva dire a Saint-Exupéry:“Se vuoi costruire una nave,non radunare uomini solo perraccogliere il legno e distribuirei compiti, ma insegna lorola nostalgia del mare ampioe infinito”. Una nave inPiemonte ce l’abbiamo, anchese ha navigato solo sul Po. Èla “peota” reale (in copertina)esposta a Venaria: oggi è unsimbolo del nostro viaggiareverso il futuro, con le radicinella tradizione. Buonanavigazione, dunque, e buon2013 a tutti i piemontesi. (dt)A N N O X L I - N 4 - D I CE M B R E 2 012Periodico d’informazione della Regione Piemontea cura delle Direzioni Comunicazionedel Consiglio regionale, direttore Rita Marchiori,e della Giunta regionale, direttore Luciano ConternoDirettore responsabileDomenico TomatisVicedirettoriGianni Boffa, Gianni GennaroRedazioneDonatella Actis, Mara Anastasia, Mario Bocchio,Alessandro Bruno, Luis Cabases, Federica Calosso,Luigi Citriniti, Elena Correggia, Susanna De Palma,Pasquale De Vita, Renato Dutto, Fabio Malagnino,Laura Masucci, Piero Mora, Valentina Pippo,Lara Prato, Alessandra Quaglia, Daniela Roselli,Carlo TaglianiCollaboratoriRoberta Bertero, Lucia Gianotti,Rosa Maria Scimone, Marco Travaglini,Jose UrsoSegreteria di redazionePiera Savina, Lucia LucarelliFotografiearchivio Consiglio regionale,archivio Giunta regionale,R. Borra, M. Ferrero, G. Mariotti,A. Restek, P. Siccardi, Ag. SyncRealizzazione graficaCarlo GaffoglioStampaArti Grafiche Giacone s.r.l.Direzione e redazioneVia Alfieri, 15 - 12121 TorinoTel. 011 5757 252notizie@cr.piemonte.itRegistrazione Tribunale di Torinon. 2298/19 dicembre 1972Sped. in abb. post. gruppo 111/70Questo numero è stato stampatoin 20.000 copiee chiuso il 10 dicembre 2012Disponibile anche in versione webwww.cr.piemonte.it/attivita/notiz_pub/notizie.htmIl materiale iconografico pubblicatosu questa rivista riguarda iniziativerealizzate dalla Regione Piemonteo da altri Enti pubblici con ilcontributo della Regione.


Roberto Cota, presidente della Regione Piemontee Claudia Porchietto, assessore al Lavoro e Formazione professionaleNella pagina a lato, alcuni sportelli di “Io lavoro”ra dei costi per l’iscrizione ai master in altri paesi europei e per l’avvio diun’esperienza professionale all’estero. Protagonisti di questo percorso -ed è questa la vera novità dell’iniziativa - saranno alcuni dei soggetti dellarete accreditata pubblico-privata dei servizi al lavoro, pronti a mettersi ingioco a favore dei giovani. Una filosofia che si trova anche nel progettoeuropeo Re-Turn, per contrastare la fuga dei cervelli e attrarre i talentiemigrati all’estero, che vede protagonista la delegazione piemontesedell’Unione nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani. Re-Turn èinserito nell’ambito del progetto Central Europe, cui partecipano 12 fraistituzioni, enti di ricerca e associazioni di diversi paesi, dalla RepubblicaCeca alla Slovenia, dall’Austria all’Ungheria. Dai questionari elaboratinella fase preparatoria del programma sono emerse due esigenze fondamentali:la necessità di un tutor dell’accoglienza in loco e il contatto conil mondo imprenditoriale.“Sorprendentemente - spiega Nuria Mignone, project manager e consulenteUncem - anche la Germania si trova a fronteggiare il problemadell’esodo delle menti migliori, con oltre 20mila tedeschi emigrati inSvizzera e Austria per lavorare. Solo la Repubblica Ceca è in controtendenza:i giovani riescono a trovare sul posto un lavoro stabile”.Capofila di Re-Turn, che durerà tre anni, è la regione di Lipsia. Tutti ipartner collaboreranno in un gruppo di lavoro unico, con l’obiettivo diimpostare misure di accoglienza e superare gli ostacoli e i pregiudizi chesi oppongono al rientro dei talenti. L’area pilota scelta dall’Uncem Piemonteè la Val d’Ossola. Qui il patto di rientro sul territorio ha coinvolto icentri per l’impiego, le associazioni di categoria e dei migranti di ritorno.La conferenza di presentazione della delegazione piemontese di Re-Turnsi terrà a febbraio a Domodossola. E un sostegno concreto in loco al lavorodelle nuove generazioni, e non solo, viene dal Piano Giovani della RegionePiemonte. Una serie di misure approntate per supportare l’attivitàdei giovani di età inferiore a 35 anni, offrendo diverse opportunità per losviluppo dell’occupazione e per il sostegno all’imprenditorialità giovanile.Dallo sgravio ai fini Irap per le assunzioni degli under 35 al sostegnofinanziario per l’avvio di nuove imprese, dai percorsi di formazione pressole aziende alla creazione di nuove figure professionali.www.regione.piemonte.it/pianogiovani/. nUn tutorper giovaniche fannoimpresaImprenditori esperti al fianco di giovaniesordienti in un percorso formativo di20 ore all’anno per tutto il 2013: è quantoprevede il “Patto generazionale per lacompetitività”, previsto dal Piano Giovani2011-2013 della Regione Piemonte,per sostenere l’imprenditorialità eil lavoro autonomo giovanile. Si tratta,in sostanza, del mentoring: una tecnicadi accompagnamento in cui un esperto,rappresentato dal mentor, favorisce losviluppo professionale di un esordiente,rappresentato dal mentee, trasferendole esperienze acquisite attraverso la costruzionedi un rapporto di medio termine.Un percorso di apprendimentoguidato, in cui il mentor offre sapere ecompetenze e le condivide sotto formad’insegnamento e trasmissione di esperienzaper favorire la crescita personalee professionale del giovane esordiente.L’iniziativa sarà gestita da UnioncamerePiemonte e verrà realizzata attraversol’attivazione di servizi integrati di informazione,orientamento, formazione,assistenza tecnica e accompagnamentoall’imprenditorialità. I mentors dovrannoessere titolari di partita Iva o di unao più micro-piccole imprese da minimosette anni, mentre i mentees dovrannoessere titolari di partita Iva o legali rappresentanti/titolaridi una o più micropiccoleimprese da meno di due anni eavere un’età massima di 35 anni.A ogni mentor selezionato verrà assegnatoun voucher di 10mila euro.La realizzazione del progetto consentiràla creazione di un network finalizzatoallo scambio di buone prassi e alla condivisionedi esperienze per sostenere eincentivare lo sviluppo dell’imprenditoriagiovanile piemontese.5


ecenti valutazioni propendanoper la prosecuzionedella fase recessivaancora per buona partedell’anno prossimo.Al più ci si potrà attendereuna stabilizzazione suilivelli produttivi che si realizzerannoa consuntivodi quest’anno (Pil -0,1%).Le previsioni per il 2013non evidenziano per il Piemonteun andamento dissimileda quello dell’economiaitaliana.La domanda estera continueràa tirare, ma saràin sensibile rallentamento(+0,9% a fronte di +1,9%nell’anno in corso). Le impreseinfatti non potrannoavvantaggiarsi di unadomanda internazionaleparticolarmente dinamicae saranno sollecitate a unulteriore sforzo competitivo.La domanda interna, inforte contrazione nell’annoin corso (-3,6%), continueràa ridimensionarsianche nel 2013 (-0,8%).I consumi si contrarranno ulteriormente (-3,5%quest’anno e -1,2% nel 2013) a causa del prevalere diaspettative non favorevoli, dell’aumentato carico fiscale,del sensibile calo del reddito disponibile realedelle famiglie che si è verificato nell’anno in corso- mitigato solo in parte da un limitato recupero attesonel 2013 - e da un ridimensionamento, in prospettiva,dell’inflazione al consumo. Gli investimenti fissi lordi(dopo il forte calo del 2012, -7%) potranno manifestaresolo un contenuto recupero nell’anno prossimo(+0,6%), stimolati in qualche misura dalle necessitàper le imprese di competere, soprattutto sui mercatiinternazionali, nonostante i numerosi fattori di freno:l’eccesso di capacità produttiva, l’incertezza dell’evoluzionedella domanda, principalmente quella estera,e una redditività ancora compressa, a cui si aggiungonole rinnovate difficoltà sul mercato del credito.La dinamica produttiva nel 2013 confermerebbel’andamento recessivo nell’industria in senso stretto(-1,1% rispetto a -5,1% stimato per il 2012), a cui farebberiscontro una dinamica positiva per il settorePrevisioni 2013 per l’economia in Piemonte e in ItaliaFonte: Elaborazioni su Istat e Prometeia, ottobre 2012delle costruzioni, che potrebbe arrestare il suo lungotrend negativo (+0,3%), e una stabilizzazione per ilcomplesso dei servizi, che interromperebbero l’andamentorecessivo manifestato nel 2012.Una ripresa tardiva e debole porterà a un deterioramentodelle condizioni sul mercato del lavoro nel 2013,con una probabile ulteriore riduzione della quantitàdi lavoro utilizzata, soprattutto nell’industria manifatturiera,e un aumento del tasso di disoccupazione (da9,2% a 9,9%, comunque meglio del dato nazionale).Tuttavia, tra rischi e incertezze, i nostri comportamentisono guidati, oltre che dalla situazione presente,dalle attese, specie se condivise: così forse si può pensareche nel 2013 si percepirà che il peggio starà perpassare. Questo non potrà che rafforzare le strategiedi sviluppo che d’ora in avanti, necessariamente, dovrannoaffiancare le politiche del rigore messe in attoper rimediare alle annose difficoltà strutturali del nostrosistema. nwww.ires.piemonte.it* ricercatore Ires7


N UMERO 420122013, ANNO DELLA RIPRESA?Tutto è possibilese rinasce la fiduciaNEI LIBRI DI CAZZULLO E DI BECCALLI FALCO SIEVIDENZIANO I PUNTI DI FORZA DELLE AZIENDEP I E M O N T E S I E L E T R A S F O R M A Z I O N I I N AT T Odi Domenico TomatisTrasformare i problemi in opportunità:quante volte si è sentita ripetere questafrase, fino a farla a diventare quasi unostereotipo? Eppure è proprio nei momentidi difficoltà che l’Italia riesce a dare il meglio di sé,tirando fuori quelle energie profonde, carsiche, chescorrono invisibili sotto la superficie e riemergono conforza e vitalità inaspettata. Queste forze imprevedibilisono, probabilmente, il risultato di una cultura antica,che si alimenta di una tradizione che, nei secoli,ha investito dall’arte all’economia, dalla politica allatecnica, un po’ tutte le attività sociali dell’uomo. L’Italianon è solo il paese dei grandi artisti della rinascitaoccidentale, dal ‘300 in poi, da cui nasce il gusto esteticoe la creatività dei nostri stilisti; è anche la terradove è nata la partita doppia, dei banchieri fiorentinie genovesi che per tre secoli almeno hanno finanziatol’espansione dell’Europa verso ovest e verso est. È ilpaese dove sono nate le città, come forma di autogovernodi territori con una precisa identità.È di qui che occorre ripartire per ridare agli italianiquella fiducia che sembrano aver perso e che occorrerimettere in circolo, perché la migliore risorsa chepossiamo giocare contro la crisi è proprio quella rappresentatadal capitale umano, dalla sapienza anticadi tanti mestieri, dalla volontà di emergere e di fare.Alle imprese serve più liquiditàLucia MattioliPresidente Unione industriale di TorinoLe previsioni per il Piemonte confermano inpieno la gravità dell’attuale crisi. Dopo un 2012di forte contrazione del Pil regionale e dei livelliproduttivi, anche nel 2013 non vedremo una significativainversione del ciclo. Nello scenario piùfavorevole si potrà arrestare la contrazione delPil e porre soltanto le basi per una ripresa neglianni successivi. Tuttavia una evoluzione “virtuosa”in questa direzione è soggetta al verificarsi dialcune condizioni favorevoli. La prima riguardail miglioramento del contesto più complessivo incui si muovono le nostre imprese. I positivi datisull’andamento delle esportazioni regionali confermanola capacità delle nostre imprese nel rimanere competitivesui mercati esteri anche in una fase di complessiva recessione o ral-lentamento. Una più vivace ripresa europea, favoritada reali progressi sul piano della soluzionedella crisi del debito e dell’integrazione, potrebbeoffrire uno stimolo importante alla domanda.Una seconda condizione per la ripresa riguardail miglioramento della situazione finanziaria e diliquidità delle imprese. La prolungata recessioneha compromesso la redditività delle imprese el’accesso al credito: è aumentato il costo del denaro,si sono ridotti i prestiti al sistema produttivo,sono aumentate le sofferenze, sono peggiorati ibilanci delle aziende. Il patologico allungamentodei tempi di pagamento, soprattutto da parte dellapubblica amministrazione, aggrava la situazionedi liquidità delle imprese. È indispensabile chevengano attuate misure correttive per consentirealle imprese di reperire risorse per i necessari investimenti,conditio sine qua non per poter “agganciare” la ripresa.www.ui.torino.it8


Si ricorda che...• 200 anni fa moriva Giovan Battista Bodoni,(Saluzzo 1740-Parma 1813), incisore, tipografo e stampatoreancora oggi noto per i caratteri tipografici cheportano il suo nome• 150 anni fa veniva fondato il Cai(Club alpino italiano) a Torino• 150 anni fa iniziavano i lavori per costruirela Mole Antonelliana• 100 anni fa nascevano Bruno Leoni filosofo, politologo estatista (Ancona 1913-Torino 1967) e Silvio Piola giocatoree allenatore di calcio (Robbio 1913- Gattinara 1996)• 100 anni fa nasceva a Torino l’Istituto ZooprofilatticoSperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta• 100 anni fa veniva fondata a Torino l’aziendafarmaceutica Antonetto• 60 anni fa veniva inaugurato l’aeroporto Città di Torino,il 30 luglio 1953sito nella casa notturna di Giove, dà segno di nevi, epiogge”. In particolare prevede per l’inverno “qualchepioggia o neve con venti inordinati, e molto freddicon scarsezza d’acque ne’ fiumi”. Seguirà la primaveracon l’annotazione: “Riguardo alli raccolti quantunquesia Marte il dispositore di questi saranno più che mediocri”.Per “della state” tra l’altro annota “Marte poicome dominatore dell’anno porterà oscurità d’aria, eli 31 luglio facendosi occidentale moverà venti pocosalubri con qualche tempeste, e se queste non devasterannoli raccolti, questi si possono sperare molto abbondanti”.“Il dominio della presente stagione spetteràa Saturno”, viene scritto per l’autunno, precisando che:“sebbene dii indizio di apportare molte giornate pocogradevoli pure porterà qualche pioggia per la fertilitàdella campagna con buona disposizione d’aria, ed inquanto alli raccolti della stagione è da sperare debbinoessere abbondanti”. (gb) n2013Eventiin Piemonte• Coppa Davis(Italia - Croazia)Torino, 1 - 3 febbraio• AutomotoretròTorino, febbraio• Salone del LibroTorino, 16 - 20 maggio• 96° Giro d’Italia(tappe in Piemonte)Torino, 17 - 21 maggio• 82° International WoolTextile OrganisationBiella, 12 - 14 giugno• World Master GamesTorino e provincia,2 - 11 agosto• CheeseBra, settembre• Fiera del tartufo biancod’AlbaAlba, autunno• Valenza GioielliValenza, ottobre• EuromineralexpoTorino, 4 - 6 ottobreFrontespizio e antiporta del “Palmaverde” 1813, conservato nell’Archiviostorico del Comune di Crescentino (Vc), consultato nella riproduzionefotografica eseguita da Elio Dappiano.Al più noto Almanacco piemontese è stata dedicata la mostra“La città in tasca. Un secolo di almanacchi Palmaverde dalla collezionedi Giuseppe Pichetto”, ospitata a Torino, Palazzo Madama, 14 dicembre2011 - 11 marzo 2012; catalogo edito dal Centro studi piemontesi.• Torino Film FestivalTorino, autunno• ArtissimaTorino, novembreSchede eventi a cura di Elena Correggia13


N UMERO 42012E N T I L O C A L IL’Unione fa la forzaL A R I F O R M A D E G L I E N T I L O C A L I D E F I N I S C EL E R E G O L E P E R L A G E S T I O N E A S S O C I ATA D E IP R I N C I P A L I S E R V I Z I , L A S C I A N D O P E R Ò A G L IAMMINISTRATORI LA SCELTA DEGLI AMBITI OTTIMALIdi Mara Anastasiaèdiventata legge la riforma degli entilocali, che individua e adatta alla particolaritàdel territorio piemontese lemodalità attraverso cui i piccoli Comunidovranno gestire in forma associata alcune funzionifondamentali, come previsto da una norma nazionale,che le ha così individuate: organizzazione generaledell’amministrazione, gestione finanziaria contabilee controllo; organizzazione dei servizi pubblici;catasto; pianificazione urbanistica e edilizia d’ambitocomunale; pianificazione di protezione civile ecoordinamento dei primi soccorsi; organizzazionee gestione dei servizi di raccolta e smaltimento rifiutie relativi tributi; progettazione dei servizi socialied erogazione delle relative prestazioni ai cittadini;edilizia scolastica e organizzazione e gestione delservizi scolastici; polizia municipale e polizia amministrativalocale; tenuta dei registri di stato civile.Il provvedimento interessa tutti i Comuni piemontesiinferiori ai 5mila abitanti e quelli di montagna conmeno di 3mila abitanti. Per la gestione associata dellefunzioni, la legge prevede dei limiti minimi demografici:3mila abitanti per la montagna, 5mila per la pianurae la collina, mentre è di 40mila il limite minimodi popolazione per la gestione dei servizi sociali che,per garantire l’efficienza nell’erogazione delle prestazioni,necessitano di ambiti di azione più vasti, conprevisioni di eventuali deroghe. La palla passa ora aiComuni, che avranno tempo fino a fine dicembre percostituirsi in unioni o per stipulare delle convenzioniper la gestione dei vari servizi, stabilendo quali risorsefinanziarie, umane e strumentali mettere a disposizionee come regolare i rapporti tra loro. La documentazione,comprensiva anche di una previsione dei risul-16


tati in termini di efficacia, efficienza ed economicità,dovrà poi essere inviata in Regione per l’approvazionedefinitiva. Non è previsto un numero minimo di Comuniper aggregarsi, purché quelli che si uniscono appartenganoad aree territoriali omogenee, così comeclassificate da una delibera del Consiglio regionale del1988, e si rispettino i limiti demografici previsti.Il referendumper MappanoLo scioglimento delle Comunità montaneUna della novità più importanti introdotte dalla leggeè quella dello scioglimento delle attuali Comunità montane.Al loro posto dovranno nascere delle forme aggregativealternative (unioni montane o convenzioni).La legge assegna un ruolo fondamentale all’assembleadei sindaci, che deve sottoporre ai Comuni una propostadi ambito territoriale, che può essere accettata omodificata dagli stessi enti locali. Entro fine anno l’assembleadei sindaci, con delibera assunta a maggioranza,può chiedere alla Regione che l’ambito territorialedella Comunità montana sia individuato come ambitoottimale di gestione associata per la costituzione di unao più unioni montane di Comuni. La stessa propostadeve essere notificata ai Comuni entro 15 giorni, mentrequesti ultimi avranno 60 giorni per recepire o rigettarela proposta. Le funzioni legate alla montagna egestite sino ad oggi dalle Comunità montane sarannoriordinate e riattribuite ai Comuni, che dovranno gestirlein forma obbligatoriamente associata. Viene inoltreintrodotta una sorta di federalismo fiscale: il fondoregionale per la montagna sarà infatti alimentato dallerisorse presenti sui territori, che resteranno per granparte dove prodotti: una quota di Irap, una quota deiproventi dei diritti di escavazione, dei canoni per l’utenzaidrica e per l’imbottigliamento.L’impegno della Regioneper attuare la riforma“Questa - spiega l’assessore agli Enti locali, Elena Maccanti- è una legge che mette il Comune al centro delsistema. La Regione non impone infatti scelte fatte atavolino ma lascia che siano gli enti locali a deciderecon chi e con quali strumenti organizzare i servizi cheerogano, sulla base delle specifiche realtà territoriali.In questo processo, noi intendiamo piuttosto offrire unsupporto. La struttura regionale è infatti a disposizionedegli enti locali, mentre personalmente sto effettuandouna serie di incontri sul territorio piemontese, percondividere e approfondire direttamente con gli amministratorigli aspetti della normativa, che è il punto dipartenza e non di arrivo del nostro impegno a favoreIl referendum consultivo, indetto dal presidente della Regione,per la creazione di un nuovo Comune a Mappano, al quale l’11novembre hanno partecipato i cittadini dei comuni interessatie cioè, Leinì, Settimo, Borgaro e Caselle Torinese, ha registratooltre il 62% di elettori favorevoli al nuovo Comune e quasiun 38% di contrari. Alla consultazione hanno partecipato circa7mila 400 elettori pari al 10% degli aventi diritto.In particolare a Caselle si è superato il 21% di votanti con oltrel’80% di favorevoli mentre a Settimo hanno partecipato al referendummeno del 5% degli aventi diritto. A Leinì - infine - oltre il60% dei 994 votanti si è espresso contro l’istituzione del nuovoComune di Mappano.delle autonomie locali”. Il sostegno da parte dell’ente siè tradotto anche nell’attivazione di una sezione specificadel sito regionale, in grado di offrire un aiuto informaticoutile all’applicazione della nuova legge.Dall’home page www.regione.piemonte.it si può accederedirettamente, dall’apposito banner “Riformadegli enti locali”, a una sezione dedicata, da cui è possibilescaricare documentazione utile all’applicazionedella nuova legge.“L’elemento più innovativo - continua Maccanti - è lapresenza di un servizio di risposta alle domande piùfrequenti che sono arrivate in Regione da parte delleamministrazioni locali.Le domande, e le relative risposte, sono frutto della sintesidei numerosi quesiti pervenuti agli uffici regionalida parte dei Comuni del Piemonte e hanno lo scopo didare una prima indicazione interpretativa dell’importantelegge di riordino appena entrata in vigore”. nwww.regione.piemonte.it/entilocali/cms/index.php/disposizioni-organiche-in-materia-di-enti-locali15


N UMERO 42012ENTI LOCALISe rurale è uno stile di vitaNEL GOVERNO LOCALE OCCORRE SUPERARE LA FRAMMENTAZIONE,AUMENTARE L’OPERATIVITÀ, GESTIRE IL TERRITORIO, VALORIZZAREI CAPOLUOGHI, PROMUOVERE I DISTRETTI MONTANIdi Ugo Baldini*16Il Piemonte è - come nessun’altranel nostro paese - la regione deipiccoli comuni. Dei 1.206 comunipiemontesi ben 862 (il 71,5%) nonsuperano i 2.000 abitanti (comuni minimi)e addirittura 1.071 (l’88,8%) non superanola soglia dei 5.000.Una Regione che è dunque il più importantebanco di prova per valutare la bontà e l’efficaciadi ogni politica che voglia contrastarei processi di frammentazione istituzionale emigliorare l’efficienza dell’azione di governodel territorio. Tema, quello dei piccoli comuni,oggi come non mai, di grande attualitàvisto che di fronte alla aggregazione urbanache forma megalopoli e complessi urbaniche presentano problemi di sicurezza e di sostenibilità,si pone sempre più concretamentela prospettiva di un altro modo di vivereed abitare, nei “distretti rurali”.Tema che è quindi strettamente collegato aun’altra grave criticità del nostro paese, quelladella gestione dello spazio rurale.Temi, entrambi quello della efficienza delgoverno locale e quello della garanzia dellamanutenzione del territorio, da affrontarecon determinazione e tempestività percogliere la domanda di qualità ambientalepresente nei comportamenti residenziali eproporre ad essa nuovi modelli di abitare, secondoschemi che hanno la propria ragionee la propria forza nella consapevolezza delruolo del popolamento rurale e nelle attivitàagro-silvo-pastorali (e delle imprese agricole),nella cura dei servizi ambientali (sicurezzae fruizione), nella tutela delle risorsenaturali (suolo, acqua, aria) e nella valorizzazione delpaesaggio, del cibo ospitale e dei beni culturali che siesprimono da un territorio ben governato. Attività eservizi agro-ambientali che sono i riferimenti fondamentaliper scegliere uno stile di vita moderno, ma ru-rale; uno stile di vita pensato senza digital divide cheriesca a fruire di dotazioni comunali e sovracomunali(questione in gioco, in questo periodo) efficienti, chetuteli i valori identitari e i beni comuni e li ripropongain forme rinnovate, ad un nuovo patto per il rurale.


“Stare sotto” i cinquemila abitanti, senza subire penalizzazionida spopolamento, da povertà e da densità insufficiente,corrisponde allora a una forma di organizzazionedello spazio rurale in grado di offrire buoni servizi dibase ai suoi abitanti (e agli ospiti) e di offrire ai comuniminori un riferimento come piccolo capoluogo rurale, etanto più efficace quanto più si è in presenza di sistemilocali che funzionano bene nello scambio tra residenza,lavoro e servizi e sono in grado di compensare le ridottedimensioni dei singoli comuni con buone condizioni diPiccoli Comuni (e assimilabili)PiemontetotaleItaliatotaleComuni “minimi”: comuni con popolazione al 2006 inferiorea 2.000 abitantiComuni assimilabili a minimi perché “a basso reddito”(comuni con Pil al 2001 inferiore a quello di un comune di 2.000abitanti con Pil pro-capite = media nazionale)Comuni assimilabili a minimi perché “spopolati”(comuni con meno di 15.000 abitanti e densità inferiorea 50ab/kmq)Altri comuniAmbito dei comuni montaniN° Comuni8627352661.206N° Comuni3.5781.1521053.2668.101Popolazione666.983191.38515.7573.587.2104.457.335Popolazione3.454.4383.421.372362.65351.891.04159.129.504Superficie15.067.21.675.2499.388.160.725.402Superficie85.328.546.381.412.399.0157.227.2301.336.0accessibilità e con un potenziale economico (e un tessutoimprenditoriale) capace di far fronte alle esigenzedella manutenzione del territorio. In Piemonte sono132 i piccoli comuni con minori criticità contro i 939che hanno problemi dimensionali o valori di ricchezzaDensità44.0114.231.6439.6175.5Densità407429330196o rarefazione che li limitano, con 455.996 abitanti (euna densità di 167,5 ab/kmq) nei primi contro 865.088(densità 50,3) nei secondi. Primi e secondi che assiemegestiscono l’88,8% del territorio regionale. Naturalmentealcuni dei piccoli comuni “che tengono” sono ricompresinei territori più urbanizzati (è il caso di Caselette,Piobesi Torinese, Riva presso Chieri, Rosta, San CarloCanavese, San Francesco al Campo, San Gillio, Villarbasse,Villastellone, nella corona metropolitana torinese) ehanno pressioni forti dalle diverse domande insediativeurbane: il loro compito è quello di difendere lospazio rurale assieme alle loro identità.Altri (si può pensare a Bene Vagienna, CaramagnaPiemonte, Carrù, Castagneto, CeresoleAlba, Diano d’Alba, Dogliani, Govone, Guarene,la Morra, Montà, Narzole, Neive, Santa Vittoriad’Alba, Santo Stefano Belbo, SommarivaPerno, Castagnole delle Lanze, Castell’Alfero,Castelnuovo Don Bosco, Moncalvo nell’areadelle Langhe e del Monferrato) si dispongonoin sistemi rurali ben organizzati e integraticon capoluoghi efficienti. Altri ancora se nepotranno aggiungere alla lista dei recapiti efficienti;piccoli comuni che ancora vivono insituazioni marginali (emblematico il caso dipiccole città di montagna entro contesti territorialicritici, come Garessio e Ormea nell’AltaVal Tanaro) ma che hanno nella propria storiae nel proprio patrimonio risorse per renderereversibile il loro declino o che trovano in capoluoghipiù abitati (come Ceva, la più al sud,e come Domodossola, la più al nord) i recapitiprossimi efficienti che consentono di ritrovareil senso di un’azione di governo (nazionale) basatasull’attivazione e animazione delle realtàlocali, di chi le abita e le frequenta, producendoidentità e coesione. Come produrre innovazionesociale ed istituzionale? Forse un Uncemnuovo che si proponga in un ruolo di promotoredi sistemi rurali, montani e no, può esserela risposta che manca al nostro paese? Paeseche per troppo tempo ha confuso ruralità conarretratezza e marginalità e non come completamentofondamentale nei suoi stili e modi divita. Forse la Regione potrebbe scegliere proprioil sistema di Ceva e di Domodossola emblematicinella forte criticità ma dotati di risorsenaturali, urbane e infrastrutturali, come campioni daoffrire alle sperimentazioni in corso sulle politiche dicoesione e di sviluppo sostenibile. n* Caire - Cooperativa architetti ingegneri17


N UMERO 42012ENTI LOCALIRivoluzione in Provincia?LE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI PASSEREBBERODA OTTO A CINQUE, NOVARA CON IL VCO, VERCELLICON BIELLA, COME VENT’ANNI FA, ALESSANDRIAE ASTI DIVISE NEL 1935, TORNEREBBERO INSIEMEdi Fabio MalagninoL’Italia dice addioa 34 enti a partiredal 2014 e contestualmentevedenascere le città metropolitane.Con l’approvazione, nel mese diottobre, del decreto di riordinodelle Province cambia la geografiaamministrativa dell’Italia: leprovince passano da 86 a 51 conun gioco di accorpamenti che aluglio, nella prima fase della discussione,generò non poche polemiche e annunciatetransumanze comunali.La voci sempre più insistenti sul riordino erano statel’occasione che ha spinto numerosi Comuni a chiederelo spostamento in un’altra provincia, confinante conquella di appartenenza, per ragioni di maggiore affinitàterritoriale e socio-economica. L’elenco approvato dalConsiglio dei ministri non rivela grandi sorprese. In Piemonterestano così come sono Torino e Cuneo; vengonoinvece accorpate Asti e Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli. In Liguria, Imperia e Savo-Ultim’oraAl momento di andare in stampa (10 dicembre)il decreto sulla riforma delle Province,all’esame del Parlamento, rischia dinon essere convertito in legge entro la suascadenza del 5 gennaio 2013, a causa dellasituazione politica di incertezza sulla finedella legislatura.na diventano una sola provincia,mentre mantengono tutte le loroprerogative amministrative Genovae La Spezia. In Lombardia siricompongono ambiti territorialistorici, separati nell’ultimo decennio,alcuni mai decollati. Monzatorna con Milano, ma mantengonoil loro status Pavia, Sondrio,Bergamo e Brescia. Si unificanoMantova, Cremona e Lodi e VareseComo e Lecco.In Veneto una sola provincia tra Verona-Rovigo e unatra Padova-Treviso, ma non divideranno potere amministrativoe politico Vicenza, Belluno e Venezia.In Emilia Romagna le province diventano cinque: Piacenza-Parma;Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrarae Ravenna-Forlì-Cesena.Nelle Marche tornano insieme Pesaro e Urbino, e Macerataincorpora Fermo e Ascoli Piceno.Antiche e solidissime rivalità (anche calcistiche) dovrannofare buon viso a cattivo gioco. Come Frosinonee Latina nel Lazio, o Livorno e Pisa in Toscana.18


federalismo VS centralismoL’autonomia è un valoreanche per la CostituzioneUN ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO REGIONALE DENUNCIAIL PASSO INDIETRO RISPETTO AL PERCORSO REGIONALISTA, CONIL DECRETO DEL GOVERNO MONTI CHE PRIVA LEdi Carlo Tagliani REGIONI DELLO STESSO MOTIVO PER CUI SONO NATEDifendere l’autonomia e le prerogativedella Regione e chiedere al presidentedella Giunta regionale Roberto Cota diricorrere presso la Corte costituzionalenel caso in cui le norme contenute nel decreto legge 10ottobre 2012, n. 174, “Disposizioni urgenti in materia difinanza e funzionamento degli enti territoriali, nonchéulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nelmaggio 2012”, siano da ritenersi incostituzionali. Questolo scopo dell’ordine del giorno proposto dal primo firmatarioLuca Pedrale (Pdl), approvato a maggioranzadall’Assemblea regionale, e della seduta straordinariarichiesta dai gruppi Pdl, Misto e Pensionati.Illustrando il documento, Pedrale (Pdl) ha denunciatoche “l’articolo 1 del decreto legge, ‘Rafforzamento dellapartecipazione della Corte dei conti al controllo sullagestione finanziaria degli enti territoriali’, con un colpodi mano riporta indietro di quasi cinquant’anni lelancette dell’autonomia delle Regioni italiane, ne riducele competenze e gli ambiti, che vengono restituiti incapo al potere centrale, e introduce controlli preventivisu ogni atto deliberativo che comportano una sorta dicommissariamento della Giunta. Si tratta di un accanimentoche attacca pesantemente l’autonomia delle istituzionie degli enti locali facendo leva sull’antipolitica”.Per Carla Spagnuolo (Pdl) il decreto, a un primo esame,non può non essere definito incostituzionale perché“per colpa sua i presidenti di Regione, controllatipreventivamente, si configureranno sempre più comegrandi burocrati dello Stato e le Regioni, sempremeno autonome, smarriranno la ragion stessa per cuisono nate. È necessario uno scatto d’orgoglio control’attuale ondata di antipolitica, soprattutto da parte diRegioni come il Piemonte, che già prima dell’emanazionedel decreto avevano preso iniziative per autoregolamentarei costi della politica”.Michele Formagnana (GruppoMisto) ha osservato che “la‘devolution’ del 2001 ha creatoproblemi tra competenze statalie regionali in sede di giudizi dicostituzionalità anche perchénel nostro paese, a differenzadi altri, mancano autorevoli organidi confronto e mediazionetra esigenze nazionali e interessiregionali e locali. La riformadel 2001 non è stata interamenteattuata e ha dato vita a unaserie di conflitti che non potrannocomunque essere risoltidal decreto legge del Governoperché un tema così complessoe importante non può trovaresoluzione in fretta e furia al terminedella legislatura”. n21


N UMERO 42012FEDERALISMO VS CENTRALISMOUna costituenteper le vere riforme24Luca Antonini, docente di Diritto costituzionalepresso l’Università di Padova e presidente della Copaff(Commissione tecnica paritetica sul federalismofiscale) non ha dubbi: “Dobbiamo proseguire sullastrada del federalismo, con l’apertura di una fase costituenteche cambi la seconda parte della Costituzionee che introduca il Senato federale, unica condizionein grado di rendere gestibile ed efficace unsistema federale. Certo non si può continuare con unbicameralismo dove mille parlamentari si pronuncianosu ogni riga di ogni legge”.Gli ultimi provvedimenti del governo sembrano però andarein direzione opposta e puntare a un rafforzamentodello Stato centrale...“La proposta di riforma del titolo V della Costituzioneè condivisibile in alcuni aspetti, ad esempionel riportare nelle competenze dello Stato alcunematerie, come le grandi reti di trasporto. Lo è menodove introduce l’interesse nazionale come semprepreminente, perché in questo modo si finisce perdanneggiare modelli virtuosidi federalismo che hanno datoottima prova di sé in molti Comunie diverse Regioni, esempiche il mondo ci invidia. L’interventodel governo si è resonecessario a fronte del malfunzionamentodi alcune Regioni,però bisogna stare attenti a nonfare di tutta l’erba un fascio e di non buttare il bambinocon l’acqua sporca. È impensabile, del resto,immaginare di tornare a un centralismo che neglianni ’80 e ’90 è stato deflagrante per il debito pubblicoe ha prodotto i livelli di corruzione portati allaluce da Tangentopoli”.Da un punto di vista tecnico, a che punto di attuazionesono le riforme in senso federalista già introdotte neglianni scorsi?“Ci sono processi che stanno andando avanti. Mi riferiscoad esempio alla determinazione dei fabbisognistandard di Comuni e Province e ai costi standardin sanità per le Regioni. Per quanto riguardaNON È PENSABILE UNCENTRALISMO STILE ANNI ‘80CHE HA PROVOCATO UNPESANTE DEBITO PUBBLICOE ALTI LIVELLI DI CORRUZIONEintervistaLuca Antoninii primi è terminatala definizione deicosti della polizialocale e a novembreconsegneremoquelli sull’amministrazionegenerale,che insiemerappresentano il40% delle spese dei Municipi. Altri temi, come ilfederalismo demaniale, sono invece fermi. Anzi, peralcuni versi sono stati rafforzati i poteri dell’Agenziadel Demanio nel gestire ilpatrimonio degli enti locali.Ulteriori aspetti, infine, sonostati sconquassati dalla manovraSalva Italia. L’Imu, adesempio, che doveva entrare invigore nel 2014 a saldo invariato,è stata più che raddoppiatae anticipata al 2012 con in piùla grande anomalia che ai Comuni andranno menorisorse di quante ne ricevevano con l’Ici, poiché loStato tratterrà il 50% del gettito sulle seconde case.Gravemente lesivo è stato anche il provvedimentosulla Tesoreria unica, che ha riportato indietro lelancette al 1984, quando il sistema delle autonomielocali non aveva tributi propri. Le Regioni e i Comunisono stati espropriati del servizio di tesoreria chegestivano con il sistema bancario e questo ha fattoperdere loro le condizioni più vantaggiose sui tassidi interesse attivi e passivi.Insomma, credo che nella prossima legislatura l’interamateria vada ripresa in mano, con l’introduzionedi importanti modifiche costituzionali”. n


N UMERO 42012FEDERALISMO VS CENTRALISMO I L’ora della trasparenzaParlamenti regionalinuovi organi di coordinamentoL’assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti delle Assemblee,riunita il 19 novembre a Roma, ha rinnovato gli organicome previsto dallo Statuto che ne stabilisce in trenta mesila durata. Il presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo,è stato eletto nel Comitato di Coordinamento al qualespetta, tra i vari compiti, la preparazione delle Assemblee el’attuazione degli indirizzi generali deliberati dalla Conferenza.È stato eletto Coordinatore della Conferenza il presidente delConsiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega. Confermato il viceClodovaldo Ruffato, presidente dell’Assemblea del Veneto.più virtuosa, ma ha aggiunto che va tenuto conto “delledimensioni del territorio e della popolazione residentein ciascuna regione”, aumentando di 5 centesimi di europer abitante l’erogazione a ogni singolo gruppo. Un pacchettodi misure che permetterà alle Regioni di risparmiare37 milioni di euro l’anno. Questo varrà anche peril Lazio, la Lombardia e il Molise non appena verrannorielette le nuove Assemblee regionali. Norme severe anchein materia di dissesto finanziario. La sanzione a caricodegli amministratori che hanno contribuito con doloo colpa grave al verificarsi del dissesto, oltre al pagamentodi una multa pari a un minimo di 5 e un massimo di20 volte la retribuzione, è l’incandidabilità per dieci annial ruolo di assessore, revisore dei conti degli enti locali erappresentante dell’ente locale presso altri enti e istituzioni.Per i sindaci e presidenti l’incandidabilità è estesaalle cariche di sindaco, presidente di Provincia, presidentedi Giunta regionali, membro di Consigli comunali oprovinciali, del Parlamento italiano ed europeo.I provvedimenti in PiemonteSulla scia di quanto avviene a livello nazionale, il Piemonteha approvato, nel mese di ottobre, alcune misuredi risparmio e razionalizzazione. Frutto del lavorodel “tavolo di concertazione”, l’Assemblea ha stabilitola riduzione del numero di consiglieri da 60 a 50 edegli assessori da 14 a 11 (di cui massimo tre esterni)a partire dalla prossima legislatura. Il provvedimento,che dovrà tornare in Aula per una seconda votazionedata la sua natura statutaria, “comporta una riduzionedi spesa di circa 15 milioni di euro in una legislatura”spiega il presidente Valerio Cattaneo. “Va dato atto alsenso di responsabilità di tutti i consiglieri per essereriusciti, in una sola seduta, a varare il provvedimentoche l’Ufficio di presidenza aveva presentato fin dalsettembre 2011. Siamo tra le prime Regioni d’Italia aridurre il numero dei consiglieri”.Sempre nel mese di ottobre il Consiglio ha approvatouna legge che prevede la riduzione delle spese per iviaggi effettuati dai consiglieri, l’eliminazione del rimborsospese per riunioni convocate da soggetti esternie l’introduzione di meccanismi di controllo sui bilanciche i Gruppi consiliari presentano all’Ufficio di presidenza.Infine è stato licenziato dal tavolo di concertazione,e passa all’esame dell’Aula, la proposta di leggein materia di anagrafe degli eletti. Sul sito internet diConsiglio e Giunta verranno pubblicate le informazionirelative al presidente della Giunta, dei consiglierie degli assessori: dati di reddito e di patrimonio, conparticolare riferimento ai redditi annualmente dichiarati;beni immobili e mobili registrati posseduti;le partecipazioni in società quotate e non quotate; investimentiin titoli obbligazionari, titoli di Stato, o inaltri strumenti finanziari. n26


Rinnovo di metà mandatoper l’Ufficio di presidenzaCONFERMATO CATTANEO, COMBA È IL NUOVO VICE“Ringrazio i colleghiper la rinnovata stimae la rielezione a questoprestigioso incarico. Homolto apprezzato chi haespresso pubblicamentele contrarietà, perchéè stato un gesto dichiarezza politica. Hosempre cercato di esercitareil mio ruolo inmaniera super partes,nei prossimi 30 mesinon cambierò negli atteggiamentie cercheròdi garantire imparzialitàe correttezza”. Cosìil presidente del Consiglioregionale, ValerioCattaneo, ha commentatola sua confermasullo scranno più altodi Palazzo Lascaris.Una rielezione che havisto, in seconda votazione, un ampio consenso dimostratodai 47 voti espressi in suo favore.Conferma anche per il vicepresidente di minoranzaRoberto Placido (Pd), mentre per la maggioranzaFabrizio Comba (Pdl) subentra a Roberto Boniperti(Progett’Azione). Nessun cambio per i consiglierisegretari Lorenzo Leardi (Pdl), Gianfranco Novero(Lega Nord) e Tullio Ponso (Idv). Il neo-vicepresidenteComba, laureato in Giurisprudenza, è imprenditoree dirigente d’azienda. Nella sua esperienza di amministratoreè stato consigliere della circoscrizione 10 di Torino;consigliere provinciale, per Forza Italia, dal 2004al 2009. È stato, inoltre, componente del Consiglio diamministrazione dell’Unicredit corporate banking.Con il rinnovo dell’Ufficio di presidenza sono state assegnateai suoi componenti le nuove deleghe alle Consulte,ai Comitati consiliari e alle varie attività.Il presidente Cattaneo mantiene la presidenza dellaCommissione nomine, della Commissione regolamento,del Comitato solidarietà nonché le deleghe al personalee al bilancio del Consiglio. Il vicepresidente Combaassume la presidenza della Consulta europea, ladelega per i rapporti con i gruppi consiliari e - insiemecon il vicepresidente Placido - quella per i rapporti congli organi di informazione. Il vicepresidente di minoranzaconferma la presidenza del Comitato Resistenzae Costituzione e la competenza per il sistema informativo.Il consigliere segretario Leardi presiede la Consultagiovanile ed è responsabile per patrimonio, uffici, sedie per la gestione della sicurezza. Il consigliere segretarioNovero mantiene la presidenza della Consulta delleElette, di quella della Consulta femminile e la responsabilitàdella Biblioteca e del sistema documentariodell’Assemblea insieme al consigliere segretario Ponso.Quest’ultimo presiede anche l’Osservatorio sul fenomenodell’usura. (fm/ec)n27


N UMERO 42012t r a s p o r t i R E G I O N A L IMetro o ferroviain Piemonte pari sono!C O N L’ I N T R O D U Z I O N E D E L S E R V I Z I O F E R R O V I A R I OMETROPOLITANO, PIÙ VELOCI I COLLEGAMENTI A MEDIO-CORTO RAGGIO TRA L’HINTERLANDTORINESE, LA PROVINCIA E LA CITTÀ di Alessandra Quaglia28Migliora la mobilità per i pendolaridell’hinterland e della provinciatorinese e del Cuneese conl’avvio del Sistema ferroviariometropolitano(Sfm), completamente rinnovato per favoriregli spostamenti a medio-corto raggio, i collegamentida e per Torino, i collegamenti con l’aeroportodi Caselle e tra i diversi centri dell’area metropolitana.Il presidente della Regione Roberto Cota,l’assessore ai Trasporti, Barbara Boninoe l’ad di Trenitalia, Mauro MorettiDal 9 dicembre, con l’entrata in vigore dell’orarioinvernale dei treni, sono infatti operative quattronuove linee ferroviarie metropolitane: Rivarolo-Chieri (Fm1); Pinerolo-Chivasso (Fm2); Torino-Susa-Bardonecchia (Fm3); Torino-Bra (Fm4). A queste siaggiunge la linea A, Torino-Aeroporto-Ceres, servitadal bus DoraFly alla stazione Dora di Torino.In totale vengono impiegati 256 treni al giorno traMinuetto, Taf, carrozzeVivalto e a doppio piano:tutti fermano alle stazionidi Torino Lingotto, TorinoStura e Torino Porta Susache diventa il principalesnodo di scambio per altavelocità, il traffico regionalee nazionale. I convoglisono caratterizzati da adesiviidentificativi secondola linea di percorrenza.Altra novità fondamentaleè il cadenzamentoregolare del servizio senzainterruzioni nel corsodella giornata e con unafrequenza maggiore deitreni nella parte centraleurbana. Non occorre piùricordarsi gli orari ma ilpassaggio dei treni avvienea distanza di 1 ora o di 30minuti nell’ora di puntaper agevolare il viaggiatore nelle coincidenze con altrimezzi. Di fatto c’è un collegamento ogni mezz’ora traChivasso, Pinerolo e Torino. Ed anche coloro che sispostano da una zona opposta all’altra della città servendosidella linea 4, che collega corso Giulio Cesare


al Lingotto, possono orautilizzare un treno checopre il tragitto in 15minuti.Inoltre Sfm si inseriscenel sistema di trasportopiù complesso che attraversail Piemonte in duedirettrici: quella sud estcon le linee ferroviarieTorino-Cuneo, Cuneo-Limone-Ventimiglia,Torino-Fossano e Fossano-Limone;e sud estcon Torino-Savona eFossano-San Giuseppedi Cairo.L’intero sistema verràulteriormente ampliatograzie ad uno stanziamentodi 20 milioni dieuro approvato dal Cipe(Comitato interministerialeper la programmazioneeconomica) chepermetterà di realizzarel’interconnessionetra la linea ferroviariaTorino-Ceres e la nuovastazione sotterraneaRebaudengo a Torino.L’opera costeràcomplessivamente 162milioni, di cui 142 acarico della Regione.Il progetto prevede loscavo di una galleriaferroviaria, la demolizionedel cavalcavia dicorso Grosseto, la realizzazionedella fermataGrosseto e di una nuovaviabilità di superficie.“L’approvazione del Cipe – spiega l’assessore regionaleai Trasporti, Barbara Bonino - consente di indirela gara d’appalto, con l’affidamento previsto entroil mese di febbraio 2013. Ciò significa che possiamoipotizzare la definizione del progetto esecutivo entrola fine di settembre 2013 e l’inizio dei lavori per ilmese successivo”.L’attenzione poi è focalizzata sui collegamenti Novara-Varallo(attualmente gestita da Trenitalia), TorrePellice-Pinerolo e Alessandria-Ovada (dal mese digiugno gestite entrambe con servizio sostitutivo autobus).“Attraverso Scr, la Società di committenzaregionale - ricorda l’assessore Bonino - sono stateprima avviate le indagini conoscitive per capire l’appealriscontrato da parte dell’utenza per le tre linee.Dopo si è lavorato sulla definizione del capitolato digara. Crediamo infatti di poter indire le gare d’appaltoper l’estate 2013”.29


N UMERO 42012Trasporti REGIONALI I Il nodo della liberalizzazionesommersa dalla proteste dei pendolari per la situazionedeficitaria del servizio offerto (problemi di igiene, comfort,informazioni ai viaggiatori, continui ritardi, sporciziadei convogli, barriere architettoniche...) e a causadelle divergenze tra Bresso e la dirigenza di Trenitalianon c’erano possibilità di riparare alla situazione. Nonsolo, la Giunta Bresso era riuscita anche nell’incredibileimpresa di mettere a punto un bando per il trasportopubblico regionale che non copriva tutto il Piemonteed era viziato da alcuni difetti che lo avrebbero espostoa sicuri ricorsi. Il bando riguardava solo il 60% dellelinee lasciando fuori del tutto la provincia di Cuneo!Questo avrebbe portato alla creazione di un Piemontea due velocità. Inoltre la Carta Tuttotreno era stata sospesa.La Giunta Cota, con l’assessore Bonino, è riuscitaa ricucire i rapporti con il gestore del servizio, fino adarrivare a una nuova intesa per il contratto-ponte, cheregolamenterà i rapporti tra Regione e Trenitalia finoal 2016, quando entrerà in esercizio il vincitore dellanuova gara d’appalto.Grazie all’azione di mediazionesvolta si è quantificato un risparmio di 65,1 milioni dieuro sul contenzioso con Trenitalia che abbiamo ereditato:la società chiedeva ben 539 milioni. Abbiamoanche ottenuto un investimento di 280 milioni di euroin nuovo materiale rotabile e revamping delle carrozze(una ristrutturazione completa che permette di averela metà del parco carrozze circolante come nuovo), euna robusta revisione degli standard del servizio con ilUn treno “Minuetto” alla stazione di Torino Porta Nuovareintegro della Carta Tuttotreno, con riduzione da 150a 120 euro (-20%) del suo costo: uno sconto applicatoper adeguare il prezzo anche alla qualità (negli ultimianni bassa) del servizio offerto”. (fc/aq) nAccordi sui treni regionali, la cronistoria3213 luglio 2009. La Giunta regionale Bresso approva le linee guidaper l’avvio delle procedure. L’iter viene affidato a Scr, la società dicommittenza regionale.9 novembre 2009. Con la trasmissione, tramite Scr, del bando allaGazzetta ufficiale dell’Unione europea la Regione Piemonte dàformalmente avvio alle procedure di gara per il servizio ferroviariodi sua competenza. I lotti in gara sono: Piemonte nord-orientale(Biella, Novara, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola), Piemonte sudorientale(Asti, Alessandria e i collegamenti per Genova) e la lineaTorino-Milano.15 febbraio 2010. Scade il termine per presentare la candidatura all’acquisizionedell’appalto. Sono quattro le aziende che manifestano interesseper partecipare alla gara per il servizio ferroviario piemontese.1 giugno 2010. La nuova Giunta regionale Cota, sospende le procedureper la gara del servizio ferroviario voluta dalla precedenteamministrazione. In questo modo la scadenza per la presentazionedelle offerte slitta dal 20 luglio al 31 ottobre.13 ottobre 2010. Nasce l’accordo “Alleanza per la qualità del trasportoferroviario” tra la Regione Piemonte e le Ferrovie dello Stato.30 novembre 2010. La Giunta regionale revoca le delibere e le determinacon le quali la precedente amministrazione regionale avevaavviato la procedura per l’affidamento dei servizio ferroviario.13 dicembre 2010. Il presidente della Regione, Roberto Cota, el’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti,firmano il protocollo d’intesa per il contratto di servizio validofino al 2017 e che prevede un investimento di 280 milioni dieuro per l’acquisto di nuovi treni e il rinnovo di quelli utilizzati.28 giugno 2011. Siglato il contratto di servizio tra Regione e Trenitaliavalido per il periodo 2011-2016.13 settembre 2011. La Giunta regionale stabilisce che sarà Scr - Societàdi committenza regionale a predisporre il capitolato specialedi gara e tutti gli atti necessari per attivare le procedure ad evidenzapubblica per la messa a gara del servizio pubblico di trasportoferroviario.26 ottobre 2012. Il Cipe approva lo stanziamento di 20mln di europer l’interconnessione tra linea Torino-Ceres e la stazione sotterraneaRebaudengo di Torino.


Tav, una tappa importanteMONTI E HOLLANDE SI INCONTRANO A LIONE E CONFERMANOL’IMPEGNO PER REALIZZARE LA NUOVA LINEA TRANSALPINAUn nuovo passo avanti è stato compiuto per il futuro dellalinea ferroviaria merci Torino-Lione. Proprio la città franceseha ospitato nel mese di dicembre un vertice governativodurante il quale il presidente François Hollande e ilpremier Mario Monti hanno firmato una dichiarazionecongiunta, confermando l’impegno per la realizzazionedell’infrastruttura. La città di Torino si candida a rivestireun ruolo di crescente rilievo nella trattativa sul progettodato che, su proposta di Monti, è stato annunciato chesarà proprio il capoluogo piemontese a ospitare il prossimovertice bilaterale Francia-Italia nel 2013. Sull’esitodel summit di Lione è intervenuto il presidente RobertoCota, ricordando che il governo regionale ha fatto tuttoquanto doveva per rispettare la tempistica di realizzazione.“Auspico ora - ha proseguito Cota - che la Tav possaprocedere come previsto dal cronoprogramma”. Nel corsodell’incontro italo-francese sono stati firmati anche altricinque accordi in varie materie. In tema di trasporti einfrastrutture i rappresentanti dei ministeri competenti,Mario Ciaccia e Frederic Cuvillier, hanno siglato un’intesaper la modifica del tunnel stradale del Frejus e sullaconvergenza tariffaria fra questo tunnel e il traforo delIl presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneocon la console generale della Repubblica francese Edith RavauxMonte Bianco. La rilevanza della cooperazione economicafra Piemonte e Francia e il valore strategico della Tavper questi territori erano già stati sottolineati dal presidentedel Consiglio Valerio Cattaneo a novembre, durante lavisita a Palazzo Lascaris della nuova console generale dellaRepubblica francese a Torino Edith Ravaux. (ec)A Parigi anche in busLa Francia è più vicina, grazie albus. Mentre cominciano i lavori perun treno ad alta velocità fra Torinoe Lione, le ferrovie francesi, ovveroSncf (Société nationale des cheminsde fer), giocano d’anticipo lanciandoun nuovo servizio di autobus alunga percorrenza. Si tratta di Idbusche, a partire dal 17 dicembre, offretre partenze giornaliere sulla lineaMilano-Torino-Lione-Parigi. Chiviaggia dall’Italia può inoltre trovarecoincidenza a Lione per Londra e aParigi per Lille, Londra, Bruxelles e Amsterdam. Per il viaggiosono utilizzati autobus Magelys Pro, prodotti da Iveco Irisbus,dotati di numerosi comfort. Oltre a toilette e aria condizionataobbligatorie, a bordo sono presenti punti di ricarica per apparecchielettrici, accesso wi-fi gratuito,tavolini di lettura, illuminazionepersonale e due schermi da 19 pollici.Quanto alle tariffe, esistono trefasce di prezzo fisse, integrate occasionalmenteda tariffe promozionali.Da Torino le tre tariffe sono di 45, 49e 55 euro per raggiungere Lione incirca 5 ore e mezza. Il biglietto condestinazione Parigi costa invece 65,75 e 79 euro e la durata del viaggioè di 12 ore circa. I biglietti sonoacquistabili sul sito di Idbus oppuretramite il servizio clienti (0848 350026), attivo da lunedì a sabatodalle 8 alle 21. A breve i biglietti saranno venduti anchepresso le autostazioni di Milano e Torino. (ec)www.idbus.it33


N UMERO 42012Trasporti REGIONALIL’Alta Velocità sotto la MoleITALO E FRECCIAROSSA INCREMENTANO I COLLEGAMENTITRA TORINO E IL RESTO DELLA PENISOLAdi Elena Correggia34Dal 9 dicembre Torinoe Milano sonopiù vicine. Con l’avviodell’orario invernaleItalo, il treno ad alta velocitàdella società Ntv, fa tappa anchenel capoluogo piemontese e riducei tempi di percorrenza. Sono infattiproposte sette corse giornaliereda Torino e sette da Milano conun tempo di viaggio previsto di 44minuti. Questi collegamenti sonorivolti soprattutto ai pendolari frale due città, ma favoriscono anche iviaggiatori diretti in altri centri piùlontani lungo la penisola. Il primotreno del mattino da Torino PortaSusa parte per esempio alle 6.42 e,via Milano, consente di raggiungere Roma alle 10.54.L’ultimo, con destinazione Roma e Salerno, è previstoper le 16.42. Alle 19.42 parte invece l’ultimo treno condestinazione finale Firenze. Quanto ai prezzi, il bigliettoper Milano in Smart, la classe più economica, costawww.italotreno.itwww.trenitalia.coma partire da 15 euro. In prima classe la tratta Torino-Milano parte da 21 euro e la Torino-Roma da 55 euro.Infine, l’abbonamento Torino-Milano in Smart per unmese costa 299 euro inclusa l’assegnazione del posto.I biglietti sono acquistabili sul sitodi Italo, nei Contact center ProntoItalo (06.07.08), nelle agenzie diviaggio abilitate e nelle biglietterieself service collocate nei centridi servizio Case Italo. I piemontesiche scelgono il treno per viaggiare,da poche settimane possono sfruttareanche un numero più ampiodi treni Frecciarossa. Trenitaliaha infatti intensificato le corse contre nuovi collegamenti giornalierifra Torino-Milano-Roma, due inpartenza da Torino e uno in arrivo,che fermano sia a Torino PortaNuova sia a Torino Porta Susa, conprezzi a partire da 9 euro. La domenicail nuovo collegamento TorinoPorta Nuova-Milano delle 19.40rappresenta poi una prima tappa del Milano-Romagià esistente in partenza da Milano alle 20.40 e in arrivonella capitale alle 23.55. n


L’amianto rappresenta un pericolo per la salute acausa delle fibre di cui è costituito e che possono essereinalate. Sono sottili e leggere; il loro diametroinfatti è molto inferiore a quello delle altre fibre, adesempio almeno 250 volte più piccolo di un capello.Se inalate, ieri a causa delle lavorazioni, oggi per viadi manufatti che si sbriciolano per l’usura del tempo,si depositano in profondità nell’apparato respiratorioe possono provocare l’insorgenza di malattietumorali che colpiscono principalmente l’apparatorespiratorio: polmoni e pleura.L’amiantifera di Balangero in un’immagine degli anni ‘70nella pagina a lato:la fabbrica Eternit di Casale Monferrato nel corso della demolizioneLa sentenza del Tribunale di TorinoA Torino, per la sentenza definitiva sull’ex stabilimentoEternit di Casale Monferrato, sono arrivati decinedi pullman da tutta Europa, troupe televisive da mezzomondo, associazioni, parenti e amici delle vittimee tanta altra gente. I pubblici ministeri Sara Panelli,Gianfranco Colace e Raffaele Guariniello - lo stessodel processo ThyssenKrupp, che riuscì a fare condannaregli indagati per “omicidio con dolo eventuale” a16 anni e sei mesi - hanno contribuito affinché il capod’imputazione per i vertici dell’ Eternit Ernest Schmidheiny,64enne svizzero, e Jean-Louis de Cartierde Marchienne, novantenne belga, fosse “disastro ambientaledoloso permanente”.La procura aveva chiesto 20 anni, ma la corte ha dovutolimitare la condanna a 16 anni di carcere a testa. Sonopoi state inflitte pene di centinaia di migliaia di eurodi indennizzi, ma i due eredi del colosso Eternit nonerano neppure presentati in aula durante la sentenza.La vera vittoria è che per la prima volta al mondouna corte ha emesso un verdetto che riconosce i dannidell’amianto e le responsabilità per chi avrebbe potutoevitare tutte quelle vittime. È il termine “doloso” che dà37


N UMERO 42012amianto, il risanamento I Il dramma della “malapolvere“è direttamente responsabile di quanto avviene nellesue filiali, e soprattutto delle malattie che derivano dacerte lavorazioni; “che non sono combattute nel modogiusto, sono ignorate, o per le difese che non vengonoadottate”, sostiene Romana Blasotti Pavesi, la donnasimbolo della lotta contro l’amianto, con la sua famigliafalcidiata dal mesotelioma. Alla fine il Comune diCasale non ha accettato quello che, sin dal primo momento,era stato definito “il patto del diavolo”, la transazioneofferta da Schmidheiny, l’ultimo proprietariodella Eternit: diciotto milioni e trecentomila euro incambio del ritiro della costituzione di parte civile. Laproposta aveva spaccato in due l’anima della città.Al di là del “patto del diavolo”quel peso alla sentenza finale, poiché il senso della portatadella decisione racchiude in sé il significato di unacolpevolezza consapevole da parte dei vertici Eternit.È vero che per uno è una condanna quasi “platonica”,essendo un signore di 90 anni, ma certamentequesto stabilisce un principio. La sentenza stabilisceil principio secondo cui il proprietario di un’aziendaRenato Balduzzi, ministro alessandrino della Salute,ha incontrato il sindaco di Casale Monferrato, GiorgioDemezzi, per discutere della bonifica, delle cureda mesotelioma e del processo di Torino. Demezzi siera detto disposto a rivedere il “patto col diavolo” se cifosse stato un interessamento a livello nazionale, unamano tesa per avere la certezza di non essere stati lasciatisoli. Così è stato. In tempi brevissimi Balduzziha risposto all’appello arrivato dalla capitale del Monferratoe ha fatto sapere che il problema amianto ènazionale - non un affare solo casalese - e come taleva trattato. “È stato quindi deciso di avviare un percorso,in tempi brevi, volto a permettere a Casale diesercitare un ruolo importante nella strategia nazio-A basso costo per industria e costruzioniL’amianto, o asbesto è un minerale virtualmente indistruttibile che resiste al fuoco e alcalore, all’usura e all’azione di agenti chimici e biologici, si lega facilmente con materiali dacostruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, Pvc). Per anni è statoconsiderato un materiale estremamente versatile a basso costo, con molte applicazioniindustriali, edilizie e in prodotti di consumo. Le fibre dell’amianto possono essere: libere odebolmente legate, in questo caso si parla di amianto friabile; fortemente legate in unamatrice stabile e solida, come nel cemento-amianto o nel vinil-amianto, in questo casosi parla di amianto compatto. Con la legge nazionale n. 257 del 1992 sono stati vietati,su tutto il territorio italiano, la produzione, il commercio, l’estrazione e l’importazione diamianto e dei prodotti che lo contengono.L’amianto è stato utilizzato, circa l’80% della produzione industriale, soprattutto perl’edilizia. Attualmente, la possibilità di essere esposti all’amianto, riguarda gli addetti alleattività di bonifica nonché i lavoratori che, spesso inconsapevolmente, si occupano diristrutturazioni di ambienti contaminati, quali elettricisti, posatori di condutture e addettialla manutenzione. Nessun tipo di fibra di amianto può essere considerata innocua, edanche brevi periodi di intensa esposizione possono costituire un rischio per la salute.38


nale di contrasto alle malattie correlate all’amianto ealle azioni di bonifica. La nostra città diventerà cosìil punto di riferimento italiano”, evidenzia il sindacoDemezzi. Quando, nel 2008, venne creato il Centroregionale per la ricerca, la sorveglianza e la prevenzionedei rischi da amianto, la Regione Piemonte e la Asldi Alessandria erano ben consapevoli del volume dellaricerca sugli effetti sanitari dell’amianto svolta da anninelle sedi accademiche e sanitarie piemontesi. Di quila necessità, tra le prime iniziative del Centro, di censirele conoscenze sui rischi e sui problemi di saluteche l’amianto ha creato in Piemonte per contribuirealla identificazione delle priorità della ricerca futura.Bonifica, ricerca scientifica e cura delle malattieIl Piemonte si è dotato di una specifica legge, la n.30 (“Norme per la tutela della salute, il risanamentodell’ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto”),promulgata nel 2008 dopo un lavoro di sintesi ditre distinte proposte che recavano la paternità degliattuali consiglieri regionali Marco Botta e RocchinoMuliere e dell’ex Alberto Deambrogio.“Questa legge costituisce una delle tappe più altedell’impegno legislativo regionale. È nata dall’esigenzadi territori quali Casale, Balangero e Cavagnolo,che necessitavano di trovare una definitiva soluzioneorganica ai gravi problemi di compromissione ambientale.La legge stessa agisce in due direzioni, la bonificae la ricerca scientifica e la cura delle malattie correlateall’amianto e contiene tutta una serie di previsioniche danno la possibilità alla Giunta regionale di metterea disposizione degli Assessorati all’Ambiente ealla Sanità e ai Comuni le risorse necessarie per affrontarequesta tragedia”, spiega Marco Botta.Per Rocchino Muliere, alla luce della sentenza Eternit,“è necessario ridefinire le strategie d’azione, incrementandole risorse soprattutto per la ricerca scientifica sulmesotelioma e prevedendo nuovi protocolli per le cureoncologiche e il coinvolgimento dei medici di base. Alivello nazionale, come ha avuto modo di ribadire piùvolte il dottor Guariniello, si avverte l’opportunità diuna specifica procura per l’amianto”.Lasciamo Casale dopo aver visitato l’area del Ronzone,dove sorgeva lo stabilimento Eternit in via Oggero,che è stata bonificata e sulla quale sorgerà il parco“Eternot”. Nel suo libro “Poco o niente”, Pansa descriveil capoluogo del Monferrato come la capitale deicementifici per via dei terreni di marna.Quando arrivò l’Eternit, diede lavoro a migliaia di casalesie pure agli abitanti dei paesi vicini, riscuotendoil consenso anche del mondo sindacale. Ancora oggil’amianto lo troviamo dappertutto: si può girare l’Italia,andare in un piccolo paese e scoprire le lastre diEternit che sono ancora lì, e quindi fanno ancora iloro danni. All’epoca però era un volano economicofortissimo per l’intera Casale Monferrato e lavorareall’Eternit era una garanzia per la vita, poi naturalmentesi è scoperto che questa garanzia veniva pagataproprio con la vita. n41


N UMERO 4 2012R E G G I A D I V E N A R I AQuinto anniversario a CorteTEMPO DI FESTEGGIAMENTI ALLA VENARIA REALE, DOVE IN OTTOBRESI È CELEBRATA LA RICORRENZA DELL’APERTURA AL PUBBLICODELL’IMPONENTE COMPLESSO, CAPOLAVORO DELL’ARCHITETTURA EDEL PAESAGGIO BAROCCO UNIVERSALEdi Mara AnastasiaEra il 12 ottobre 2007 quando, dopo ottoanni di restauro seguiti a due secoli diabbandono e di degrado, riaprivano icancelli della Reggia, con i suoi 80milametri quadrati di edificio monumentale e gli 80 ettaridi giardini.Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, laVenaria Reale, con la sua magnificenza e le sue proposteculturali si è rapidamente attestata tra i primicinque siti culturali più visitati in Italia, con oltre 4milioni di ingressi in cinque anni.Un successo straordinario che si deve anche al fatto chela Reggia si sia presentata fin dall’inizio non solo comeuna residenza storica da fruire passivamente, ma comeun grande spazio culturale moderno, in grado di offrireesperienze e opportunità di conoscenza molteplici,proponendosi come una “corte contemporanea” apertaa tutti, dove regnano la bellezza e il piacere di vivere.Basti pensare che dal 2007 ad oggi la dimora sabaudaha ospitato 16 mostre temporanee, oltre 2.000 concerti,spettacoli e iniziative, 250 eventi dedicati all’enogastronomiae all’intrattenimento e più di 20.000 itinerari didatticisvolti da scuole di ogni ordine e grado.Lo stesso compleanno della Reggia è stato pensato percoinvolgere il numero maggiore possibile di visitatori,con “Una corsa da Re”, cioè una serie di gare podistichenon competitive dalla Reggia al Parco della Mandria,con spettacoli e attrazioni e con il taglio della torta elo spettacolo del teatro d’acqua della Fontana del Cervonella Corte d’onore aperta a tutti i cittadini.44


La Reggia ritrova il suo ParcoL’“anniversario a Corte” è solo una delle tante iniziative eproposte che la Reggia ha offerto e offre al suo pubblicoin questi mesi, con continue sorprese e novità. Fino al 13gennaio, ad esempio, proseguirà la mostra I quadri delRe, dedicata alla collezione del principe Eugenio Francescodi Savoia, mentre dal 16 ottobre è diventato realtàil collegamento tra la Venaria e il vicino Parco della Mandria,con un vasto programma incentrato sulla loro valorizzazioneintegrata. I gruppi di turisti potranno infattirivolgersi a un centro unico di prenotazione (tel. 011.4992333) e usufruire di un biglietto unico (con serviziodi accompagnamento e guida) per visitare la Reggia coni suoi giardini e il Castello della Mandria con il parco,oppure per itinerari didattici dedicati alle scuole o per itour in trenino all’interno dei due siti, che rappresentanodi fatto un vero e proprio unicum. Il Parco della Mandria,infatti, si apre subito oltre i giardini della Reggia ecomprende 3.600 ettari di terreno che i Savoia avevanoracchiuso all’interno di un muro di cinta di circa 35 km,La Reggia di Venarianella pagina a fianco una vista notturna della fontana del CervoLa Reggia di Venaria fa parte del circuito delle Residenze Reali del Piemonte,un insieme di 21 palazzi, ville, castelli, che abbracciano secolidi storia e che costituiscono un unicum, riconosciuto dall’Unesco comePatrimonio dell’Umanità nel 1997.Data la bellezza e la ricchezza storica e culturale di queste dimore, laRegione ha dato il via a un ampio progetto di valorizzazione e promozionedelle Residenze, individuando in Turismo Torino e Provincia ilpartner di questa operazione. In quest’ambito, è stato recentementemesso on line il sito www.residenzereali.it, un vero e proprio portaleaggiornato in tempo reale e arricchito da contenuti multimediali. Trele versioni del sito (italiano, inglese e francese), in cui il turista puòtrovare tutte le informazioni sia sulle singole residenze (descrizione,orari, costi, agevolazioni...), sia sugli eventi che vi hanno luogo. Inoltre,gli utenti possono visualizzare la mappa che geolocalizza ogni dimora,oltre che scoprire link che rimandano al portale Piemonte Italia, a“dove dormire”, “dove mangiare” e soprattutto ai servizi nuovi comei Royal e-bike tour, che riprenderanno nella primavera-estate del 2013.“Il nuovo sito - dichiara l’assessore regionale alla Cultura, Michele Copinsiemeagli edifici storici in esso presenti. Tra questi, ilpiù importante è il complesso del Borgo Castello, all’internodel quale, nella manica degli “Appartamenti Reali”,soggiornò spesso Vittorio Emanuele II con la mogliemorganatica Rosa Vercellana, popolarmente nota come“la Bela Rosin”. La stretta connessione tra La Mandria, lacittà di Venaria Reale e la sua Reggia è un dato storico,oltre che logistico: la tenuta sorse infatti nella secondametà del XVIII secolo quale centro per l’allevamento ela riproduzione di cavalli di razza destinati ai sovranisabaudi che, con la corte al seguito, si dedicavano allapratica venatoria nel territorio della Venaria. La costruzionedel cosiddetto Castello risale invece ai primi delSettecento e coincide con la seconda fase edilizia dellaVenaria: dopo Michelangelo Garove, vi lavorarono altricelebri architetti quali Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri,già attivi presso la Reggia.Un sito da repola - rappresenta un risultato importante del lavoro che da anni stiamofacendo sul sistema delle Residenze Reali, in cui recupero, restauro e valorizzazionesono stati, e continuano a essere, al centro delle linee strategicheregionali. Abbiamo compiuto un passo avanti verso un’offertaintegrata dei servizi, che consente di potenziare la capacità attrattivadelle nostre residenze, elemento fondante dell’identità del Piemonte”.43


quest’ultimo al soglio pontificio, atto con cui nel 1449scongiurò uno scisma e portò ai Savoia benefici e privilegiecclesiastici, confermati dal Concordato del 1727tra Benedetto XIII e Vittorio Amedeo II.Il Bucintoro è esposto fino al 13 gennaio all’interno dellaScuderia Grande della Reggia, dove è previsto un allestimentodi Davide Livermore, regista specializzato in teatromusicale. L’idea è l’immersione della barca sabaudanell’architettura monumentale del luogo e la creazionedi un autentico Teatro della memoria barocco, spaziofisico, ma anche luogo dei sogni. Arie musicali settecenteschedi Antonio Vivaldi, coeve alla Peota, e immaginiavvolgenti e oniriche costituiscono lo spettacolo, facendorivivere pienamente lo spirito del tempo. n“Una struttura snella e moderna”intervistaFabrizio Del Nocepresidente del Consorziodi valorizzazione culturaleLa Venaria RealeL’anniversario dell’apertura della Reggia è stato ancheun momento di bilanci per coloro che hanno contribuitoalla sua attività e lavorato per il suo successo. Traquesti, il presidente del Consorzio di valorizzazioneculturale La Venaria Reale, Fabrizio Del Noce, che sidichiara più che soddisfatto dei risultati ottenuti finora,già guardando al futuro.Presidente Del Noce, a suo giudizio quali sono stati glielementi determinanti nei grandi successi ottenuti dallaReggia in soli cinque anni?Credo innanzitutto il metodo di gestione moderno checi siamo dati, con la creazione di un Consorzio, che haun suo consiglio di amministrazione, pochi dipendenti emolti servizi dati in outsorcing. Insomma, una strutturasnella, con pochi sprechi e intoppi burocratici, che funzionabene. Poi naturalmente conta la bellezza del luogoe tutto il lavoro di promozione fatto per farlo conoscere.All’inizio abbiamo anche avuto a disposizione i fondi perorganizzare mostre molto importanti, che hanno lanciatoil sito come luogo in grado di accogliere al meglio evalorizzare grandi capolavori.Non dimentichiamo, inoltre, che la Reggia è stata apertanel 2007 e che abbiamo così potuto beneficiare dell’ondalunga delle Olimpiadi e subito dopo dei festeggiamentidel 150° dell’Unità d’Italia, di cui è stata protagonista,anche con la visita del presidente della Repubblica.Teniamo infine conto - e questo è per noi motivo di orgoglio- che tutto questo è stato ottenuto in un periododi gravissima crisi economica, che ha distratto dalla Venariafondi che sarebbe invece potuti arrivare.A proposito di fondi, come si mantiene la Venaria?Principalmente con il ricavato dei biglietti, degli affittidelle sale e di tutte le altre attività. Il bilancio è in attivo,ma non posso nasconder che ci sia qualche preoccupazioneper il futuro, legato soprattutto ai mancati contributidel Governo, a cui noi abbiamo fatto anche propostealternative a una semplice concessione di fondi. L’Italia èpiena di capolavori di grandi maestri nascosti negli scantinatiperché in cattive condizioni. A noi basterebbe cheil Ministero ci consentisse di risistemarli presso il nostroCentro restauri e poi esporli per un periodo. Ciò ci permetterebbedi attrarre anche un turismo internazionalee di continuare a crescere.Quali proposte state preparando per il 2013?Esporremo un capolavoro del Veronese. Poi ci saràun’esposizione di carrozze reali e imperiali provenientida tutta Europa. Infine, stiamo anche pensando adun’importante mostra su Chagall. Resta ancora il sognodi poter esporre l’Urlo di Munch, ma non credo che questosarà possibile nel 2013, perché ne ricorre il centenarioe credo che tutti i festeggiamenti si concentreranno inNorvegia. Punteremo all’anno successivo.Sul piano personale, qual è il ricordo più emozionante legatoalla Reggia?Sicuramente la prima volta che vi sono entrato da presidentee ho visto la residenza restaurata. Mi sono trovatodavanti un vero e proprio capolavoro, quando io la ricordavocome una struttura completamento abbandonatae degradata. Ma ogni nuova iniziativa, ogni inaugurazioneè motivo di orgoglio e soddisfazione.45


N UMERO 42012p i e m o n t e i n s c e n aSotto le Alpi spuntail “telepanettone”di Daniela RoselliMassimo Boldi, Biagio Izzo eMaurizio Mattioli in alcune scene di“Un Natale a quattro zampe”46In un paese che attraversa una crisi economicanon indifferente anche il cinepanettone non èpiù quello di una volta. Deve averla pensata cosìanche Massimo Boldi che, dopo ben ventisettefilm natalizi, ha abbandonato il consueto filone per dedicarsial piccolo schermo.“Un Natale a quattro zampe” è l’ultima fatica del comicolombardo, diretta da Paolo Costella e girata traTorino e la stazione sciistica di Sestriere. La pellicola,prodotta dalla Filmax International con il sostegno diFilm Commission Torino Piemonte, ha trascinato nelprogetto una serie di attori e compagni di scena di Boldi- da Biagio Izzo e Maurizio Mattioli fino a Loredana DeNardis - ma soprattutto ha regalato al nostro territoriouna vetrina illustre e inconsueta nel variopinto panoramadel piccolo schermo.Quest’anno, infatti, niente più viaggi in giro per il mondo,feste esclusive e banchetti luculliani: i veri protagonistisaranno gli amici a quattro zampe. Ben 160 caniche la strenna natalizia di Mediaset porterà sui teleschermiitaliani, attraverso le avventure di una coppiadi giovani che decide di aprire a Sestriere un albergoin cui i clienti possano essere accompagnati anche dailoro cuccioli. Non solo, dunque, una grande opportunitàper le montagne olimpiche piemontesi, ma ancheuna testimonianza di quanto sia importante l’industriacinematografica nel nostro territorio.E se Sestriere ha battuto le Dolomiti bisogna dire che il2012 è stato un anno fortunato e produttivo, dal puntodi vista televisivo e cinematografico per la nostra regione.Il Piemonte è stato, infatti, palcoscenico di numerosefiction e pellicole ambientate non solo in epocamoderna ma anche nel passato e soprattutto - come nelcaso del recente kolossal “Venuto al mondo” di SergioCastellitto - ha dato la possibilità di ricostruire grandiscenari di guerra e di assedio in spazi metropolitaniproprio sulle rive del Po.Segno che per molti produttori, attori e registi, Torinoe dintorni stanno diventando sempre di più il fulcrodi un’attività in continuo cambiamento che coinvolgel’arte, la cultura, il turismo e il mondo dello spettacolo.Un’occasione unica per scoprire o ritrovare le bellezzenaturali delle nostre valli ma anche il fascino di città storiche,ricche di testimonianze e di luoghi che meritanodi diventare una finestra aperta su un palcoscenico diun’arte senza tempo, quella cinematografica. n


E Venariacome il QuirinaleIl set del film di Riccardo Milani vedeTorino e la Valsusa come location delracconto, più che mai attuale, di undisoccupato che per sbaglio diventaPresidente della Repubblica. ClaudioBisio, protagonista di “Benvenuto,Presidente!” - prodotto da IndigoFilm e Raicinema , con il sostegno diFilm Commission Torino Piemonte -ha girato tra Palazzo Reale, l’Archiviodi Stato e la Valsusa la curiosa vicendadi un montanaro piemonteseanimato da buoni propositi e tantoottimismo. Un cast di prim’ordineche vanta attori come Kasia Smutniak, Beppe Fiorello e Stefania Sandrelli.L’uscita della pellicola è prevista per la primavera del 2013 e, ancora una volta,conferma l’attenzione del cinema nei confronti della nostra Regione e delle opportunitàche offre in campo artistico, cinematografico, culturale e turistico. nwww.fctp.itCinemae tartufo...Ciak si gira!Cinema e cucina sono un binomiomolto utilizzato sul grande schermo,da “La grande abbuffata” diMarco Ferreri a “Lezioni di cioccolato”di Claudio Capellini e AlessioFederici, passando per numerosepellicole che hanno fatto del ciboil protagonista indiscusso di sceneggiaturecuriose e interessanti.Quest’anno la città di Alba ha decisodi dedicare l’82 a Fiera del tartufobianco al tema “Cinema e tartufo”,in omaggio all’antico legamecreato da Giacomo Morra - ideatoredella Fiera - che nel 1949 regalòa Rita Hayworth un prezioso esemplaredel costoso e ricercato fruttodelle terre piemontesi.Pochi anni dopo, Morra ne spedìuno anche a Marilyn Monroe; AlfredHitchcock venne personalmentead Alba per gustarlo.La Fiera ha proposto numerosecitazioni cinematografiche dei tartufi,protagonisti non solo della cucina,ma anche potenti afrodisiacie ingredienti insoliti di alcune pellicolenoir. Attraverso la suggestionedei profumi e delle atmosfereche il grande schermo ha regalatoagli spettatori, questo pregiatoprodotto è oggi apprezzato anchedalle grandi star del cinema internazionale.(dr)Claudio Bisio, protagonista di “Benvenuto Presidente”durante le riprese alla Reggia di Venaria47


N UMERO 42012S P O R T i n p i e m o n t eUna storia che fa squadraSFOGLIANDO L’ALBO DELLA REGIONE PIEMONTE DEI CLUB SPORTIVI TUTELATI,RIPERCORRIAMO INSIEME OLTRE UN SECOLO DI RISULTATI E VICENDE ANCHEA LIVELLO MONDIALEdi Mario Bocchio e Alessandro Bruno48Il Piemonte è forse la culla dello sport italianodove sono nati movimenti, federazionie importanti società sportive, compresa laprima squadra di calcio italiana (Football& Cricket Club Torino del 1887). La nostra regioneha anche prodotto dirigenti sportivi di caratura mondialecome Primo Nebiolo.Il Piemonte è stato sede della I e della VI Universiadea Torino nel 1959 e nel 1970, della IV Universiade invernalenel 1966 a Sestriere e della XXIII nel 2007 aTorino. Soprattutto, nel 2006, il Piemonte è riuscitoaddirittura a ospitare i XX Giochi Olimpici invernali,una memorabile edizione che ancora oggi è imbattutaper numero di atleti partecipanti (2.633) e che hacambiato il volto del capoluogo subalpino nel mondo.Ed è notizia di questi giorni che la Città di Torino è- dal 7 novembre - ufficialmente investita del titolo diCapitale europea dello sport 2015.Per questo la Regione - con una legge già nel dicembre2002 (la n. 32) - ha inteso porre “Tutela e valorizzazionedel patrimonio storico - culturale e promozionedelle attività delle associazioni sportive storiche delPiemonte”. Una legge nata per tutelare e valorizzare ilpatrimonio storico e culturale delle associazioni e piùin generale la storia e la cultura sportiva. Ma anchela conservazione, il restauro del patrimonio storico eculturale. La legge ha anche istituito un Albo per ilriconoscimento dei requisiti di “Associazione sportivastorica”, istituito presso la Direzione regionale Cultura,Turismo e Sport. L’Albo è articolato in due sezio-


ni: la prima per le Associazioni esistenti da almeno70 anni, la seconda sempre per quelle che oltre esserenate da 70 anni hanno la stessa sede sociale da almeno50 anni. Attualmente risultano iscritte 144 società, 79che hanno più di 70 anni e 65 che, inoltre, hanno lastessa sede da almeno 50 anni.Le società sportive sono cresciute con la nuova coscienzanazionale, già nel periodo pre-unitario.Molte,appunto, sono nate in Piemonte tra l’800 ed iprimi decenni del 900 e alcune di queste sono ancoraattive nelle loro sedi “storiche”. Il caso del canottaggioè esemplare del movimento sportivopiemontese: fu dal capoluogo subalpino che sidiffuse in Italia la passione per il canottaggio,pur se la prima società fu fondata in Toscananel 1861. Sulle sponde del Po nacquero le societàEridano e Cerea nel 1863, tre anni primadell’Esperia, mentre l’Armida e la sezione canottaggiodella Società ginnastica sorsero nel1878 e la Canottieri Caprera nel 1883. Armida,Atlete della “Ginnastica Torino” al campo d’atleticadello Stadio Olimpicosotto: riunione al Lamarmora nel 1953 con Fausto CoppiCampione del Mondo, a fianco i canottieri della CereaEridano, Esperia, Cerea, occupano ancora le sedi storichedel pari della prima società sportiva in Italia:la “Reale Società Ginnastica Torino”, nata nel 1844.Questi club sportivi, con i materiali d’epoca che ancoraconservano, illustrano pagine di una storia delPiemonte e dell’Italia non ancora ben nota e connotatada ideali e valori in un contesto di scambi culturalieuropei.Da ricordare anche che la Reale Società Ginnasticadi Torino ha contribuito nel novembre del 2000 allafondazione dell’Unasci (Unione nazionale associazionisportive centenarie d’Italia). Attualmente la sedenazionale dell’Unasci è infatti a Torino, presso la sedestorica della Ginnastica Torino di via Magenta. L’Unasciè riconosciuta dal Coni e raccoglie le società sportiveche raggiungono i cento anni di fondazione e sonoaccreditate presso il Coni. n49


N UMERO 42012SPORT IN PIEMONTE I Una storia che fa squadraCalcio, non solo Juve e Toro“Leardi”, Raffaele Jaffe. Si trattava di una squadra chefaceva leva sull’entusiasmo, eppure si intravedevanogià i futuri campioni come Barbesino, Gallina, Rosa eBertinotti. La stagione 1912-‘13 regalò la consapevolezzadi essere una grande squadra ed il 14 maggio 1913,i “Fioi nerustelà” (i giovani nerostellati) superarono,primo club italiano in assoluto, una squadra professionisticadel calcio inglese d’epoca, il Reading. Nelcampionato successivo ci fu la vittoria dello scudetto.Gli elementi di spicco furono proprio Barbesino ed iltrio centrale d’attacco, Mattea, Gallina II° e Varese,che costituirono un’autentica macchina da goal. Conil passare degli anni la sorte di questa società ha finitoper essere inesorabilmente segnata, mai piùserie A e nemmeno serie B, addirittura unfallimento ed un nuovo rischio quest’esta-50Il mito del Grande Torino (“solo il fato lisconfisse”) e la Signora d’Italia, la Juventus.Calcisticamente parlando è il Piemonte.Ma la nostra regione è entrata nella storiadel football mondiale anche per altre gloriose paginescritte nella provincia, leggende di vere e propriescuole calcistiche, di fedeltà alla maglia, di continuaricerca della qualità, di personaggi che alla palla dicuoio hanno donato intraprendenza, fantasia e, soprattutto,classe sopraffina.La Pro Vercelli, ritornata in serie B dopo 64 anni diassenza, nacque nel 1892, il colore delle maglie era ilbianco e da sempre hanno dato il soprannome ai giocatori:le Bianche Casacche. Sette scudetti non sonopochi, tanti quanti quelli di Roma, Lazio e Napolimessi insieme per intenderci, così come è storia averregalato campioni anche alla Nazionale, che nell’amichevolevinta contro il Belgio per 1-0 nel 1913 schieròben nove vercellesi nell’undici titolare. La Pro riuscì agalleggiare nella massima serie fino al 1934-‘35 anchegrazie all’esplosione di Silvio Piola, che qui iniziò lasua carriera. Da sempre rivale della Pro è il Casale,che insieme all’Alessandria e al Novara formò il famosoQuadrilatero. Il sodalizio monferrino nacquenel 1909, grazie ad un professore dell’istituto tecnicoIl Cenisia campione d’Italia Juniores semiprofessionisti nel 1961,di seguito l’Astinella pagina a lato: il Casale campione d’Italia e la Pro Vercellivincitrice dello scudetto nel 1911


te, scongiurato anche grazie all’intervento delComune con l’assessore Federico Riboldi. Manon è mai venuta meno la passione, ricordandole alte e grigie ciminiere che si scorgevanodallo stadio, il grido vibrante è sempre lo stesso:“Neri!... Neri!”. E i tifosi più anziani ricordanoi racconti uditi dai loro padri: “Quand c’al giugavaCaliga a ta vdivi acmè ca la finiva”, quandogiocava Caligaris vedevi come finiva. I più anzianisi ricordano ancora di Mario Ferretti: fece diNovi Ligure, già celebre per il ciclista CostanteGirardengo, la capitale del calcio italiano, conCevenini e Santamaria, creando una magnifica squadra,la Novese, che vinse il campionato 1921-‘22. Adarricchire la rinomata scuola alessandrina dei Grigicontribuì anche il Savoia Fbc di Litta Parodi costituitonel 1920: primo problema fu il pallone, acquistatodopo una colletta, andando di casa in casa a “cantarele uova”. Da questo sobborgo mossero i primi passiLuigi Cassano, che conquistò con il Torino il titolodi campione d’Italia 1942-‘43, e Ginetto Armano, chepoi divenne il capitano dell’Inter e la prima ala tornantedel calcio italiano.Fu invece il capitano di cavalleria Luigi Bajardi ilprimo presidente del Derthona Fbc, classe 1908:i tortonesi vissero il loro momento di splendore nelquinquennio 1920-‘25, quando parteciparono al campionatodi prima divisione gruppo B insieme a squadrecome Juventus, Milan, Genoa e Bologna.Sfogliando l’elenco delle societàcalcistiche ci soffermiamo poi sull’AstiCalcio, sorto nel 1918, che negli anni‘60 apparve sulla scena con il nome diAstense Ma.co.bi per via dell’industrialetessile Bruno Cavallo, che fece esordiregiocatori di ottimo livello, primo fratutti Giancarlo Antognoni, ceduto poialla Fiorentina nel 1972 per la cifra recorddi 435 milioni di lire. Un profumoimponente di storia trasuda anche dallepagine dei ricordi che riaffiorano a Cherasco,dove nel 1916 comparve il i primodocumento con la parola “football” storpiatain “foot-balls”; oppure “Morino”, lostadio della Saviglianese. È stato il sognodella domenica per molti, così come lastorica partecipazione al campionato diC2 1987-‘88, ed è ormai storia il grido diRino Givo e Tino Zerbini, “seve maghi ecô campion!”. Ecco poi un accenno doveroso a queiclub che hanno sempre curato i giovani. L’Unionesportiva BarcanovaSalus di Torino affonda le proprieradici soprattutto in quell’U.s. Barca, sorta nel 1920:Ercole Rabitti, il maestro, una leggenda granata cheancora oggi vive, è il coordinatore degli allenatori delle23 squadre e delle due scuole calcio.Ma ci fu anche il Cenisia, capace di vincere, tra glianni ‘50 e ‘60, ben tre campionati italiani giovanilie la Coppa nazionale Primavera, “che sta al campionatocome la Coppa d’Inghilterra sta al campionatoinglese”, come scrissero i giornali dell’epoca. Il 1961fu anche l’anno del “Ceni” in azzurro: Beppe Zanellie Livio Voltolini furono convocati con la Nazionale juniorese si distinsero tra i tanti giocatori professionistidi quella squadra. n51


N UMERO 42012SPORT IN PIEMONTE I Una storia che fa squadraPiemonte e ciclismo, un lungo amore52Prima le strade polverose, ai tempi di CostanteGirardengo, l’Omino di Novi, quindi lavoglia di rinascita dopo gli orrori dell’ultimaguerra riposta in Fausto Coppi, l’Uomosolo al comando, di Castellania. Il Piemonte è stato terrafertile per il ciclismo, ma se, al di là dei due Campionissimiper antonomasia, ci sono stati tanti altri grandicorridori, come Brunero, Astrua, Balmamion, Conterno,Defilippis e Zilioli, lo si deve a quel grande patrimonio costituitodalle storiche società, che ancora fortunatamente,a costo di tanti sacrifici, resistono sulla scena. L’Unioneciclo alpina Torino (Ucat), datata 27 maggio 1907, fuvoluta da un felice connubio tra appassionati sportivi appartenentialla sezione del Routier autonomo italiano ela prima sede fu l’albergo Cairo della vecchia via Roma.Nell’albo d’oro spiccano anche due partecipazioni ai GiochiOlimpici in due epoche completamente diverse: conMichele Orecchia ad Amsterdam nel 1928, nella prova inlinea, e con Stefano Baudino a Los Angeles 1984, in pistanel chilometro da fermo. E pure la vittoria al Tour deFrance nel 1927 della classifica generale Tourist Routier(Indipendenti) di Secondo Martinetto. Una delle “culle”delle due ruote è sempre stata Ciriè, dove nel 1906 videla luce l’Unione sportiva ciriacese. Sotto la presidenzadel grande Giuseppe Montanarini, vestirono la maglia diquesta società Giuseppe Enrici, vincitore del Giro d’Italiadel 1924, e Giovanni Brunero, il quale nel corso dellasua carriera professionistica nella Legnano conquistòben 3 Giri d’Italia (1921, ‘22 e ‘26), l’edizione del 1922della Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia (1923 e‘24). Nel 1963 il club, adottando il nome proprio del piùgrande corridore ciriacese, divenne G.s. Giovanni Brunero.Furono gli anni ‘50 a portare alla ribalta quei quattro“Moschettieri” del Velo club novarese che, in blocco, passaronoal professionismo: Fallarini, detto “Pippo”, Godio,Viani e Zorzoli. Il decennio successivo fu il periodo di NataleDepra, detto “Tom”, e di Tommaso Giroli, che arrivòa conquistare la maglia azzurra nei Mondiali dilettanti inGermania. Nello stesso periodo apparve in scena MarioGiaccone, destinato a diventare maglia gialla al Tour del’Avenir, azzurro ai Campionati mondiali di Haarlem, inOlanda, e ai Giochi del Mediterraneo a Tunisi e a conquistareil terzo posto nella Preolimpica di Città del Messico.All’Unione ciclo alpina Biella (Ucab) è sempre stata legatal’organizzazione della classica Torino-Biella, che nacquenel lontano 1940 come “Trofeo Duca degli Abruzzi”.È il fiore all’occhiello del ciclismo piemontese, e da sempreè organizzata in modo continuativo, una rarità, conle sole pause del 1944 e ‘45 per motivi bellici. Da sempreTortona è la patria di Coppi, ma qui il ciclismo ha radiciprofonde e datate, grazie soprattutto al Veloce clubtortonese, sorto nel 1887. Alla ribalta nazionale ed internazionaleapparvero figure leggendarie, come quella diGiovanni Cuniolo, soprannominato “manina” a causa dialcune scorrettezze in volata, rivalse storico del DiavoloRosso Giovanni Gerbi di Asti. Nel 1952 il Velo club tortonesevenne intitolato a Serse Coppi, fratello di Fausto,scomparso l’anno prima per una caduta alla conclusionedel Giro del Piemonte a Torino, in corso Casale primadel Motovelodromo. Lo Sport club Madonna di Campagna,infine, venne alla luce nel settembre del 1923 enel’49 la squadra dei dilettanti fu capeggiata da AgostinoColetto, nato ad Avigliana, professionista di primo pianoin tutto il decennio successivo. Certamente non si puòdimenticare che nel 1989 nelle fila del “Madonna” militòanche Leonardo Piepoli. n


si di campagna a cavallo. Nel 1932 diventaSocietài torinese per la caccia a cavallo. Lamaggior parte dei terreni di caccia fu mantenutatra Moncalieri e Carignano e altrise ne aggiunsero. L’attività venne interrottasolo a causa del secondo conflitto mondialee nel ‘78 nasce la tradizione della “Cacciadelle Signore”, organizzata e condotta dallesocie amazzoni. Dal 1983 viene deciso diiniziare la stagione venatoria primaverilenella Palazzina di Caccia di Stupinigi, ospitidell’Ordine Mauriziano.CaiTorino è stata la culla del Club alpino italiano che vennefondato il 23 ottobre 1863, al Castello del Valentino, sullariva del Po, da 72 soci fondatori, su impulso di QuintinoSella e Bartolomeo Gastaldi, come Club alpino Torino.Il primo presidente fu Ferdinando Perrone di San Martino.Con la nascita della “succursale” di Aosta, nel 1867,il nome dell’associazione diviene l’attuale: Club alpinoitaliano. La denominazione “Sezione” entra in vigore nel1873; nello stesso anno fa la sua comparsa la definizione“Sezione di Torino”, che resta la “Sede centrale”. L’annosuccessivo si installano sul piazzale della chiesa dei Cappuccini,in collina a poca distanza dal Castello del Valentino,una vedetta alpina ed un osservatorio, embrionedell’attuale Museo nazionale della Montagna “Duca degliAbruzzi” del Cai Torino. Dopo che nel 1929 venne trasferitaper legge la sede centrale a Roma, nel dopoguerra lasede legale va a Milano e a Torino quella sociale. Intantonel 1933 nasceva la Sezione torinese di via Barbaroux.Nel corso della sua gloriosa storia, la Sezione di Torinoha potuto contare fra i suoi soci alcuni dei più forti alpinistidi tutti i tempi come Boccalatte, Gervasutti, Grassie Motti. Dal dicembre 2007 l’ultimo tratto di strada checonduce al Monte dei Cappuccini ha preso il nome di salitaal Cai Torino.Canottieri PallanzaPrecedentemente alla fondazione della Canottieri Pallanzanel Lago Maggiore si erano svolte manifestazioniremiere che portarono alla fondazione nel 1896 dellaCanottieri Verbano poi Canottieri Pallanza la quale, nel1897, riuscì a organizzare i campionati italiani ed europeisul Lago Maggiore. Questa società ebbe uno speciale rapportocon Gabriele D’Annunzio che nel 1928 scrisse unaccorato elogio dei canottieri di Pallanza.Ski club BardonecchiaUn gruppo di pionieri dello sci, attirati dalle prime evoluzionisulle nevi di Adolfo Kind, si riunirono nel 1908 perCompetizione a “La Mandria” negli anni ‘50 con Ovidio Bolognesiuno dei migliori golfisti italianinella pagina a lato Massimo Berruti più volte campione d’Italia dipallapugnocostituire lo Ski club Bardonecchia con presidente EmilioArmando. Grazie all’entusiasmo dei primi soci, nell’autunnodello stesso anno fu costruito il trampolino di saltoalle pendici del Colomion e nel 1909 furono organizzatii primi Campionati italiani di sci. A quei tempi e fino aglianni ‘20, per gare di sci si intendevano solo le specialitàsalto e fondo. La storia dello Sci club si fonde da alloracon quella della nascente stazione turistica invernale e,sino al 1957, la Scuderia dello Sci club era tutt’uno con laScuola di sci. Tra i soci molti atleti importanti tra i qualialcuni hanno partecipato ai Giochi Olimpici. Nel 1969 èstata conferita allo Sci club la Stella d’Oro al merito sportivo,per la prima volta in Italia conferita ad un club disport invernali. Giovanni Paolo II dal 1979 è stato “socioonorario” dello Sci club Bardonecchia.Circolo golf TorinoNel 1920, in un ristorante di via Nizza, nasce il Circolo golfTorino che trova il primo terreno di gioco nella zona traLombardore e San Maurizio e nel 1924, il Circolo vieneaffiliato alla Federazione italiana golf. Tre anni più tardiun nuovo tracciato sorge all’interno di un ippodromo, neltrotter di Mirafiori. Nonostante molti problemi nasce unbinomio molto importante (golf e cavalli) che porta allarealizzazione di altre nove buche in collina alla Maddalena.Il vero campo arriva nel 1956 nel favoloso parco “LaMandria” che attualmente vanta trentasei buche utilizzateda numerosi campioni nazionali ed internazionali. La politicadella tradizione e l’attenzione riposta all’attività giovanile,ha avuto trionfale riscontro anche con le vittorie inWorld Cup e Ryder Cup, di talenti naturali, come i fratelliEdoardo e Francesco Molinari. n55


N UMERO 42012G I A C I M E N T I C U L T U R A L IFede e devozionediventano arteI TESORI CUSTODITI DAI MUSEI ECCLESIASTICI,ATTIVI NELLE DIOCESI PIEMONTESIdi Gianni Boffa56Nel corso dei secoli i prodotti della maestriae creatività artigianale, gli oggettidi arte e devozione, i paramenti e lesuppellettili liturgiche, le polimatericheforme plastiche a soggetto santorale, i colori ele forme della pietà popolare sono entrati a far partedel patrimonio delle cappelle, delle chiese e dellecattedrali. Gran parte di questo patrimonio è raccolto,conservato, valorizzato ed esposto al pubblico neivari musei ecclesiastici (religiosi, diocesani o di artesacra). Per il Piemonte si presentano 12 musei: Alba,Asti, Casale Monferrato, Cuneo, Fossano, Novara, Pi-nerolo, Saluzzo, Susa, Torino, Vercelli e, avendo sceltocome riferimento l’ambito territoriale regionale, nonsi è inserita Aosta, compresa nella Regione ecclesiasticaPiemonte e si è compresa Tortona, anche se dellaRegione ecclesiastica Liguria. Su queste realtà musealisentiamo don Valerio Pennasso, incaricato regionaleper i Beni culturali ecclesiastici, che svolge unruolo di coordinamento fra gli Uffici diocesani Beniculturali, gli Istituti di vita consacrata del Piemontee mantiene i collegamenti con la Consulta e l’Ufficionazionale per i Beni culturali della Cei (Conferenzaepiscopale italiana).


Beni religiosipiù accessibilinella pagina a fianco da sinistra:Fossano - Bottega di Carlo Giuseppe Plura, 1740 ca -Angelo Genuflesso con la testa del BattistaVercelli - Calice con coperchio, donato dalla famiglia Ferrero,XVI secoloNovalesa - L’adorazione dei pastori, di Le Moyne, part.Quando sono nati i musei diocesi?Fin da epoche antiche la Chiesa cattolica istituisce presso lecattedrali o importanti luoghi di culto dei “Tesori”, pressoi quali conservare la memoria della testimonianza di fededel popolo di Dio. L’obiettivo è conservare oggetti preziosi,tra i quali le opere pittoriche e scultoree, le suppellettili sacre(calici, ostensori...), reliquiari e paramenti, che si distinguonoper preziosità di materia e per eccellenza di lavorazione.Lungi dall’essere semplicemente un deposito di cosebelle e preziose, essi sono oggetti di culto, espressioneumana della grandezza della Grazia.Regione Piemonte e Conferenza episcopale piemontesehanno rinnovato l’accordo per la salvaguardia e lavalorizzazione dei beni culturali di interesse religiosoappartenenti a enti o istituzioni ecclesiastiche, in mododa concentrare gli sforzi e le risorse sugli interventi ritenutiprioritari.Il protocollo d’intesa è stato siglato dal presidente dellaRegione, Roberto Cota, e dall’arcivescovo di Torino,mons. Cesare Nosiglia (nella foto), alla presenza dell’assessoreregionale alla Cultura, Michele Coppola, e delvescovo di Pinerolo, mons. Piergiorgio Debernardi.“Il protocollo - ha precisato Cota - si propone tre finalità.La prima è quella di un riconoscimento da partedella Regione dei beni culturali ecclesiastici come meritevolidi tutela e di attenzione: sono del resto una parteimportante del nostro patrimonio storico, culturale eartistico e quindi di tutta la nostra comunità”.La seconda finalità è rendere questo patrimonio il piùpossibile fruibile dai cittadini e dai tanti turisti chesempre in numero maggiore scelgono il Piemonte comeloro meta.La terza riguarda la programmazione degli interventidi recupero e valorizzazione di questi beni, attraversoun’apposita commissione paritetica che sia in grado dicoordinare e di concentrare gli sforzi senza disperderliin iniziative isolate.“In un momento di generale difficoltà finanziaria - concludeCota - è quanto mai opportuno procedere con unmetodo razionale di questo tipo”.Il documento è un’intesa della durata di quattro anni,rinnovabile tacitamente, che prevede anche la partecipazionedella Regione al finanziamento secondo unaprogrammazione pluriennale concordata.57


l’Episcopiodi via Volta a Saluzzo1 - Corneliano d’Alba, Giovanni Antonio Molineri, Savigliano 1577-1631,e collaboratore - Tela cm. 252 x 172 Madonna col Bambino,San Bernardino, San Carlo Borromeo e due confratelli2 - Alba, cattedrale, reliquiario di San Lorenzo3 - Asti, Interno del museo diocesano “San Giovanni”4 - Maestro della Madonna grande del Duomo di Asti,Santa Coronata (part.), 1310-13205 - Casale Monferrato, vetrina con opere di argenteria e oreficeria6 - Particolare dei mosaici dell’antico duomo romanico.7 - Cuneo, veduta generale della sacrestia8 - Sacrestia, particolare sull’esposizione di ostensori, reliquiari e apparati liturgiciPercorso museale “Sacrestie Aperte”della Cattedrale di S. Evasio in Casale MonferratoInizia dal “Deambulatorio”, che dal restauro condotto dall’arch.Edoardo Arborio Mella, nell’800 ospita opere scultoree del XII-XVIsecolo e porzioni della pavimentazione a mosaico dell’antico duomoromanico, databili al XII secolo raffiguranti episodi tratti dalle sacrescritture, scene di vita quotidiana e personaggi fantastici. Nel “Corridoiodei Vescovi” si ammirano opere di argenteria e oreficeria; di notevoleinteresse è la collezione di croci pettorali e di anelli episcopalidel XVIII-XX secolo. L’andito in cui è collocato il bel lavabo di sacrestiain marmo introduce all’attuale sacrestia, qui le semplici linee architettonichesono impreziosite dagli arredi lignei, dalle tele appese allepareti, dalle statue e dai bassorilievi marmorei provenienti dell’altaredel ‘500 di Sant’Evasio. Nell’absidale è esposta la croce di TeodoroPaleologo, da lui donata al Duomo nel 1466. Nella vecchia sacrestiadel duomo, nelle antiche armadiaturelignee sono esposti suppellettili ecclesiasticidella cattedrale, opere di oreficeriae manufatti tessili quali il reliquiario delpiede di S. Margherita d’Antiochia (IVsc.) in argento e cristallo, il reliquiariodella croce di Anna d’Alençon (XV-XVIsecolo) in argento parzialmente dorato,la pianeta di Pio V (XVI sc.).• Info: 0142 452219beniculturali@diocesidicasale.191.itMuseo diocesano San Sebastiano di CuneoL’allestimento è incentrato quasi completamente su opere di pertinenzadel complesso di San Sebastiano; il percorso proposto passaattraverso le devozioni dell’antica confraternita (cioè il percorso difede attraverso i secoli di un gruppo di persone legate ad uno specificoservizio edespresso attraversogli oggetti artisticilegati all’uso)e racconta cosìun pezzo significativodi spiritualità,di storia e disocietà. Si partedall’antica intitolazionemedievalea San Giacomo,alla ricchezzache pellegrini, pellegrinaggie percorsicostituirono, passandoattraverso lavenerazione dellereliquie dei santi.Nel Cinquecentol’antica confraternitasi fonde conquella di San Sebastiano, protettore contro la peste. È l’epoca incui la città si fortifica e dove il passante non è più il Cristo da ospitarema uno straniero ostile, portatore di assedio e di malattie. Lasuccessiva riforma cattolica coincide con il grande periodo Barocco,espresso in loco attraverso il culto della Madonna del Carmine,le processioni, i nuovi interrogativi sull’aldilà, una rinnovata interpretazionedella Chiesa. Il percorso è pensato per essere fruito inpiena libertà: pannelli informativi, didascalie approfondite, filmatioffrono al visitatore tutte le informazioni e suggestioni necessarieperché il tempo trascorso al museo diocesano sia un’esperienzacompleta ed appagante.• Info: www.museodiocesanocuneo.it - info@museodiocesanocuneo.it59


sacrestie aperte in piccole realtà di paese a techeespositive, a collezioni strutturate piuttosto che averi e propri musei nel vero senso della parola. Sulterritorio, alcune sono vere e proprie realtà culturaliintegrate (biblioteche, archivi e musei), o in relazionecon il territorio, pienamente integrate con le istituzionidi valorizzazione.9 - Fossano, la sala rossa10 - La sala blu11 - Novara, sala dei vasi antichi12 - Il lapidario13 - Pinerolo, sala uno14 - Lungo il percorso espositivo15 - Saluzzo, particolare dell’episcopio16 - Reliquiario di Cristina di FranciaMuseo diocesano di PineroloTra storia culto e bellezza il museo, sorto nel 1997, primo nel suo generein Piemonte, raccoglie le testimonianze di oltre duecentocinquanta annidi vita della Diocesi. Il museo, con sede nel palazzo vescovile, consentedue percorsi di visita. L’uno attraverso la lettura delle carte d’archivio inoriginali, che inizia dalla “Bolladi Cuniberto”, vescovo di Torino,risalente al 1065 e si snodafino ai giorni nostri tra bollepontificie e lettere episcopali. Ilsecondo percorso è di carattereartistico e di alto artigianatocon paramenti, vasi sacri, operepittoriche e scultoree provenientidalla Cattedrale di SanDonato e da altre chiese pertutelarne l’esistenza. Di particolareinteresse alcuni bastonipastorali, tra cui quello del vescovodi Pinerolo mons. AndreaCharvaz (1834 - 1848) donatoda Carlo Alberto al prelato chefu precettore di Vittorio EmanueleII. Tra i paramenti sacriquelli donati da Carlo Alberto(1848) in occasione del riconoscimentodei diritti ai Valdesi, ilparamento appartenuto al cardinale Pacelli (poi papa Pio XII) e, singolare,la presenza di una casula proveniente dalla sacrestia papale di GiovanniXXIII. Di particolare rilievo le sculture lignee del XVIII secolo, alcuniaffreschi staccati, del XIV secolo, e tele di scuola rubensiana.• Info: tel 0121.396982Museo diocesano di Arte sacra di SaluzzoIl Palazzo dei Vescovi di Saluzzo, presso il quale ha sede il museo diocesanodi Arte sacra, venne riplasmato per iniziativa di mons. CarloGiuseppe Morozzo (1698-1729) su di un complesso di strutture preesistenti,acquistate nel 1517 dal vescovo Giuliano Tornabuoni e già reseunitarie nel 1575 sottol’episcopato di GiovanniMaria Tapparelli. Rimasedimora dei vescovi saluzzesisino agli anni Ottantadel XX secolo. L’assettoattuale delle sale,valorizzate dal restauroconcluso nel 2012, èquello assunto a partiredal 1834 con i lavori affidatidal vescovo AntonioPodestà all’architettosaluzzese Michele Bordae ha nella decorazionedel Salone degliStemmi, nella cappellaestiva intitolataa San Sebastiano,nella nuova salastrutturata a depositovisitabile - quasifosse una sagrestia -i suoi punti di forza.Cinque sono gli spazidel piano nobiledestinati a museo dise stessi e ad accogliereesposizioni temporanee, mentre, al piano terreno ha sede lalibreria Stella Maris, già antica cappella di San Sebastiano, con il suopalinsesto di affreschi cui è stata restituita visibilità. Convivono contali ambienti museali gli spazi destinati ad accogliere le attività divalorizzazione portate avanti dall’Ufficio beni culturali ecclesiastici.• Info: tel 0175 42 360 - beniculturali@saluzzo chiesacattolica.it61


N UMERO 42012GIACIMENTI CULTURALI I Fede e devozione diventano arteCome sono organizzati?Dal 1996 i musei ecclesiastici italiani si sono organizzatiin Associazione (Amei) con lo scopo dicontribuire alla istituzione, valorizzazione e conservazionedei musei religiosi esistenti in Italia,proponendoli come strumenti di animazione cul-turale delle comunità cristiane e della società.Essa inoltre vuole “valorizzare gli specifici contenutidi fede e di religiosità popolare di tali istituzioni,incrementare il loro patrimonio, agevolarela loro corretta gestione e l’aggiornamento funzionale,promuovere iniziative che valgano a renderepiù proficua l’attività tecnica e scientifica dei sociIl Sistema museale diocesano di SusaIl patrimonio artistico religioso della Valle di Susa è valorizzato attraversoil Sistema museale diocesano, uno dei rami che compongono il Centroculturale diocesano. Il Sistema museale è ispirato ad una logica di valorizzazionediffusa del territorio e perciò è stato strutturato in cinqueMuseo diocesano di TorinoInaugurato nel 2008, il museo ha sede nella chiesa inferiore dellaCattedrale di San Giovanni Battista, destinata in origine a ospitarele tombe dei Savoia e degli arcivescovi della città. Gli scavi archeologici,ora visibili, hanno messo in luce i resti di tre precedenti chiesepaleocristiane. Il percorso espositivo èsuddiviso in aree tematiche, che riflettonoalcuni temi fondamentali dellavita cristiana: i primi spazi sono dedicatiall’evoluzione della liturgia del Battesimoe dell’Eucarestia. Qui spiccanoil primo fonte battesimale del Duomodella fine del XV secolo e Il battesimodi Cristo, una tempera su tavola dipintatra il 1509 e il 1510 da MartinoSpanzotti. Seguono le aree incentratesulla devozione mariana e il culto dei62sedi: il museo diocesano di Susa, a cui è affidato il coordinamento deimusei minori; i musei di Arte religiosa alpina di Melezet, Novalesa, Giaglione,che raccolgono le più importanti opere d’arte provenienti dallaloro area geografica di pertinenza; la cappella di San Lorenzo a San Gioriodi Susa, testimonial del percorso di visita ai cicli affrescati valsusini. Lesedi del Sistema museale raccolgono capolavori di livello internazionale,quali il Trittico del Rocciamelone (1358), la Madonna del Ponte (XII sec.)o i picchiotti della Cattedrale di San Giusto (1130 c.a.) esposti a Susa,l’urna di S. Eldrado (XII sec.) custodita a Novalesa, le opere scultoree delMaestro della Messa di S. Gregorio (fine XV sec.) esposte a Melezet oancora le sculture barocche uscite dalle botteghe dei Clappier di Bessanspresenti a Giaglione. Infine, la cappella di San Lorenzo a San Gioriooffre ai visitatori la possibilità di ammirare un ciclo affrescato del 1328,fornendo suggestioni per la visita agli oltre 30 edifici sacri e civili decoratida pitture murarie datate tra il XII e il XVIII secolo.• Info: tel 0122.622640 - museo@centroculturalediocesano.itwww.centroculturalediocesano.itsanti, e uno spazio sulla liturgia della parola. L’arte rinascimentale èben rappresentata da libri (ad esempio Il trattato di architettura diLeon Battista Alberti, dipinti (San Nicola di Bari di Girolamo Giovenone;Genealogia di Maria Vergine di Gandolfino da Roreto), mobili earredi (tra cui il centrotavola con lo stemma del cardinale della Rovere).Infine una ricca pinacoteca una notevole collezione di sculture,tessuti e oreficeria sacra.• Info: tel. 011 515 64 08 - arte@diocesi.torino.itwww.diocesi.torino.it


e degli operatori museali”. Momenti fondamentalidella vita dell’Associazione sono i convegni nazionaliche vengono promossi con scadenza biennale.I Musei piemontesi ne fanno parte e si organizzanoper perseguirne gli scopi. nwww.amei.biz17 - Susa, interno del museo diocesano18 - Melezet, la croce di Rochemolles19 - Torino, fonte battesimale20 - Altare tridentino21 - Tortona, una delle sale espositive del museo22 - Trittico di Macrino d’Alba (part.)23 - Vercelli: Reliquiario delle braccia dei santi Giacomo,Demetrio e Teodoro, seconda metà XIV secolo24 - Reliquiari a statuetta dei ss. Apostoli, metà XV secoloMuseo diocesano di TortonaL’edifico del Seminario di Tortona, non più utilizzato dai seminaristi, è oggisede del Polo culturale diocesano, che comprende l’Archivio storico, la Bibliotecae il Museo d’Arte sacra. Il museo diocesano i cui lavori di adeguamentostrutturale e funzionale sono in corso, occupa l’ala meridionale delMuseo del Tesoro del Duomo di VercelliSi snoda in alcune stanze al piano terra del Palazzo Arcivescovile di Vercelli,affrescate durante l’episcopato di Mons. Agostino Ferrero (1511-1536). Vercelli, la più antica diocesi di tutto il Piemonte (già sede vescovileprima della metà del IV secolo), è custode di tesori d’arte di rilievoSeminario. Il percorso museale sisnoderà su tre livelli attraverso unitinerario tematico e cronologicoche comprenderà al piano terrala Sala dei manoscritti, destinataalla valorizzazione di un beneunico ed antichissimo, il CodicePurpureo di Sarezzano, un Evangeliarioin pergamena purpurea,databile tra la fine del V e l’iniziodel VI secolo; la sala del Loreto,dedicata agli arredi provenientidalla soppressa basilica tortonesedi S. Maria di Loreto, salvati daireiterati furti degli anni Ottanta. Al primo piano la Sezione antica (sec.XV-XVI), dove sarà esposto il prezioso trittico su tavola, firmato dal pittoreMacrino d’Alba e datato 1499; la Sala dei dipinti del secolo XVII,dedicata agli artisti piemontesi e lombardi attivi in Diocesi tra fine ‘500e ‘600, come Giovanni Battista Tassinari, il Fiamminghino, il Moncalvo.Il secondo piano ospiterà opere databili ai secc. XVIII – XIX. Sarà inoltreallestita una Galleria dei ritratti, per ricostruire attraverso le immagini lepersonalità più significative della storia diocesana.• Info: tel 0131 816609 - beniculturali@diocesitortona.itinternazionale, in parteresi fruibili al pubblicomediante l’operatosvolto dalla Fondazionemuseo del Tesoro del Duomo e Archivio capitolare. Tra gli oggetti espostiin museo vi sono preziosi reliquiari datati dal VII al XVII secolo, la copiaanastatica del Vercelli Book, codice in lingua anglosassone della fine delX secolo e l’originario “riempimento” del Crocifisso del duomo di S. Eusebio,dell’XI secolo. Sono esposti inoltre tre bacili in rame del XII secolo,incisi con le storie di S. Tommaso in India e le rappresentazioni dei Vizi.E ancora, una ricca serie di oggetti liturgici donati alla cattedrale dallapotente famiglia Ferrero, alla guida dell’episcopato nel ‘500.La Fondazione valorizza il patrimonio dell’Arcidiocesi anche attraversoesposizioni temporanee volte ad approfondire particolari aspetti dellastoria religiosa, politica e sociale della città. Ciclicamente inoltre vengonoproposti eventi culturali legati al patrimonio non solo del Museo,ma anche a quello della Biblioteca capitolare che conserva circa 250codici datati dal IV al XIV secolo.• Info: tel/fax 0161 51650 - www.tesorodelduomovc.itinfo@tesorodelduomovc.it63


N UMERO 42012W E BCome governare la reteSI È SVOLTO A TORINO IL FORUM INCENTRATO SULLA NEUTRALITÀDI INTERNET E LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICAdi Fabio MalagninoUn Internet Governance Forum vivace, atratti addirittura conflittuale, si è chiusoa Torino il 20 ottobre. L’appuntamento(organizzato da Consorzio Top-IX, Csp- Innovazione nelle Ict, Centro Nexa su Internet & Societàdel Politecnico di Torino, nel ruolo di coordinatorescientifico, con il supporto e il patrocinio di RegionePiemonte, Comune di Torino, Camera di Commercio diTorino e Politecnico di Torino, con il patrocinio di Expo2015 e in collaborazione con Fondazione Torino Wireless,Istituto di Informatica e Telematica del Cnr e IsocItalia) ha messo al centro alcuni dei temi più attuali relativiad Internet, alcuni dei quali oggetto di decisioni politicheattese da tempo. L’approvazione del disegno di leggesulla semplificazione amministrativa del 16 ottobre;la pubblicazione, del 18 ottobre, del decreto Crescita 2.0che ha incluso i provvedimenti in tema di Agenda Digitale;l’avvio di alcune consultazioni pubbliche da parte delMiur, tra cui quella sui Principi fondamentali di Internete quella su ricerca e innovazione di Horizon 2020 Italy; illancio della piattaforma dei ricercatori italiani nel mondoInnovitalia.net, sono stati argomento di importanti riflessionisul metodo della partecipazione sociale tramiteInternet. L’edizione italiana ha consentito di identificaree discutere aspetti che stanno assumendo particolare rilevanzanel contesto del nostro paese, coinvolgendo i direttiinteressati, a partire dalla società civile e dagli utentidi Internet, ma anche rappresentanti del settore privatoe delle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche.Il tema della neutralità della rete e della partecipazionedemocratica attraverso la piattaforma Liquid Feddback(utilizzata dal Partito Pirata tedesco) ha scaldato il confrontonella giornata di apertura con la unconference(una conferenza dove il contenuto è determinato daipartecipanti e non prima) del 18 ottobre.La difesa della neutralità della rete e di una governanceplurale di Internet è stata anche oggetto dell’appello cheJuan Carlos De Martin, co-direttore del Centro Nexa,Alberto Oddenino, professore di Diritto Internazionaledell’Università di Torino, e Stefano Rodotà, professore66


emerito di Diritto Civile dell’UniversitàSapienza di Roma, hanno inviatodalle colonne de La Stampa al ministrodegli Affari esteri, Giulio Terzidi Sant’Agata, e al ministro dello SviluppoEconomico, Corrado Passera,chiedendo a loro e all’intero governoitaliano, “di schierare l’Italia dalla partedella Rete, dell’innovazione, dellalibertà, come peraltro già raccomandatodalla Commissione europea”.La stessa richiesta è stata espressa ancheda Vint Cerf, uno dei padri dellaRete e Internet Evangelist di Google,nel videointervento inviato per l’aperturadel Forum torinese. La rispostadei ministri interpellati non si è fattaattendere. Il 20 ottobre, sempre sulquotidiano torinese, hanno affermato di riconoscere il“ruolo fondamentale per la crescita democratica dellenazioni e per la libera espressione dei cittadini di tuttoil mondo” che Internet riveste e di essere a favore di unasua incondizionata libertà di espressione.“Internet sta diventando sempre di più il luogo dive sidefinisce e si redistribuisce il potere politico, per cui ènecessario occuparsene in tutti i suoi aspetti” ha spiegatoRodotà nella sua lectio magistralis del 19 ottobre.“La questione della ‘user centric identity’ e del dirittoall’oblio, ossia della possibilità per ogni utente di gestiree riportare sotto la propria gestione e controllo direttoogni pezzo della propria identità sparsoin Rete, diventa centrale ed urgente.Ognuno di noi è infatti non quelloche dice di essere in prima persona,ma quello che mostrano i risultati dellericerche su Google. Il tema della privacyresta quindi uno dei grandi nodidelicati che occorre gestire in Rete.Altrettanto importante è la questionedella libertà di Internet, non solo dalpunto di vista della net neutrality, maanche dei diritti dei suoi utenti. Perquesto la proposta di legge per l’introduzionedell’articolo 21bis, sul dirittoall’accesso, deve riprendere il proprioiter parlamentare”.Di “paese del digital divide” hannoparlato Stefano Quintarelli, imprenditoree una delle voci più autorevoli della Rete italiana,e Laura Sartori, sociologa dell’Università di Bologna. “Idivari presenti sul territorio italiano sono ancora numerosie, soprattutto, accanto al divario di tipo infrastrutturalee tecnologico, c’è quello delle competenze digitali,tema ancora spesso trascurato, poco analizzato e scarsamentecombattuto. Di divide si può parlare anche inStefano Rodotà nella sua lectio magistralisNella pagina a fianco, intervento di Laura Sartori sociologadell’Università di BolognaWi-Fi per commercioe piccoli ComuniDopo l’approvazione della legge sul wifi, prosegue l’aperturadelle reti internet libere e senza autenticazione in tutte lesedi regionali, anche le strutture del Consiglio regionale. Ilwifi libero è disponibile a Palazzo Lascaris, in via Alfieri, nelpalazzo di Piazza Solferino e negli spazi intorno. Sul Wi-Filibero inoltre è la volta dei piccoli Comuni e degli esercizicommerciali. La VI Commissione (Cultura e Innovazione)ha dato parere favorevole all’ultima tranche di regolamentodella legge 5/2011 “Interventi a sostegno della realizzazionedi servizi di accesso Wi-Fi gratuiti e aperti”. Il testo prevedeche siano ammessi ai contributi per fornire internet libero esenza autenticazione solo i soggetti che hanno sede nei Comunisotto 5mila abitanti, aree maggiormente soggette a divariodigitale. Dopo il parere favorevole della Commissione,il regolamento è stato adottato dalla Giunta regionale.65


N UMERO 42012WEB I Come governare la reterelazione alle persone affette da handicap, che possonobeneficiare ancora solo in parte delle opportunità offertedalle tecnologie digitali e dalla Rete. Perciò è piùcorretto parlare di digital divide o di digital apartheid?”.Le difficoltà di uniformare la partecipazione democraticae i modelli di e-government è emersa chiaramentenelle parole di David Osimo (Tech4i2), Elena Pavan(Università di Trento) e Ben Wagner (European UniversityInstitute): “Trasporre le dinamiche di e-democracysu Internet è difficile per vari fattori, tra cui, le modalitàe i tempi di coinvolgimento, le piattaforme tecnologicheutilizzate, l’integrazione con le forme di partecipazionedi tipo analogico. Nelle pubbliche amministrazioni ita-liane ci sono forti disomogeneità, con pochi casi di eccellenzae gran parte di amministrazioni ancora moltoindietro. Non è sufficiente la digitalizzazione dei processi- che pure è una precondizione necessaria - ma occorreripensare le pratiche di lavoro”. Tra le migliori iniziativea livello internazionale, è stata citata Open Ministry,una piattaforma online per l’elaborazione partecipata dileggi, adottata dal Parlamento finlandese e inserita nellaCostituzione. Piemonte protagonista anche nella sessione“Agende Digitali” con Roberto Moriondo (direttoreinnovazione Regione Piemonte), Stefano Trumpy (IsocItalia), Franck Boissiere (Commissione Europea), MarioCalderini (ministero dell’Istruzione, dell’UniversitàAndrea CasalegnoDirettore tecnico Top-IxRoberto MoriondoDirettore regionale all’Innovazione e Ricerca66Il tema dei Big Data, seppur nonpresente direttamente nei paneldi discussione di Igf Italia, ha costantementealeggiato sulla tregiorni torinese. Sfida imprescindibileper immaginare l’Internetdi domani. E forse più in generalela società di domani, come hasottolineato il Ministro Profumo:“Come Ministero mi propongodi avviare un processo di ricercasul tema, per far sì che l’Italia diventiun trascinatore a livello europeo”.E proprio quello dei BigData è uno dei temi caldi su cuista concentrando la sua attenzione,da ormai più di un anno, il Consorzio Topix. Impegnato a favorirelo scambio di traffico Internet e più in generale nella diffusionedell’uso del web in Italia e in Piemonte, Topix è particolarmente interessatoa sondare le opportunitàBIG DATA È UNODEI TEMI CALDIDEL FUTUROderivanti dalla libera circolazionedi una mole di dati costantementecrescente. E sull’impatto che potràavere sull’infrastruttura dellaRete. La prossima ondata dei BigData potrà essere determinata dallaproliferazione dei dati generati dai sensori collocati nell’ambienteche ci circonda e negli oggetti di uso quotidiano, dalle automobiliche si guideranno da sole agli edifici smart che regolano i loro consumienergetici. Ancora, applicazioni intelligenti sui cellulari potrannoaiutarci a trovare un parcheggio libero per la macchina, un ristorantenelle vicinanze dopo che siamo usciti da teatro, o un buono scontoin un negozio che si trova proprio sulla nostra strada.interviste a cura di Fabio MalagninoIgf 2012 è stato un vero e propriogioco di squadra: organizzatodalla Regione Piemonte, in collaborazionecon la Città di Torino,Cnr, Centro Nexa, Top-ix, CSP,Fondazione Torino Wireless, cameradi Commercio di Torino eIsoc Italia. Sono orgoglioso di avereproposto, un anno fa a Trento,il Piemonte e Torino per ospitarel’Igf 2012 e che questa edizioneabbia avuto non solo ottimi risultati,ma abbia anche postol’accento su tematiche importantie attuali come l’innovazione, larete, gli open data. Il Piemontee Torino hanno dimostrato di avere una reputazione internazionalesui temi di Internet e di digitalizzazione della società. Internet è unastraordinaria piattaforma tecnologia che consente il transito, lo scambioe la condivisione di contenutiIL LIVELLO LOCALEDEVE FAR EMERGEREINNOVAZIONEdigitali. Internet e i Social networksono diventati strumenti che consentonoagli individui di diventareparte di un ecosistema di pensiero.Al livello locale spetta il compito difar emergere e orientare la domandadi innovazione, far nascere imprese high tech, sostenere anche isettori produttivi più coerenti con le vocazioni territoriali, diffonderel’impiego di nuove tecnologie nei settori maturi. Dobbiamo creare laprima rete - regionale - tra i vari attori dello sviluppo: una rete territorialeaperta, da governare opportunamente. È necessario adottarel’approccio della smart specialization, secondo la quale ogni territorioregionale dovrebbe identificare, con opportuni metodi di lavoro, learee tecnologiche e produttive nelle quali può effettivamente dare ilsuo apporto al sistema paese e competere su scala internazionale.


e della Ricerca), Rita Forsi (ministero dello SviluppoEconomico), Paolo Mora (Regione Lombardia) e MicheleD’Alena (Comune di Bologna). “Abbiamo fattograndi passi avanti negli ultimi anni. La formulazionedell’Agenda Digitale da parte della Commissione Europeae il successivo lavoro compiuto dagli Stati membri hasegnato un avvio irreversibile di riflessione sui temi legatiall’e-government ed all’innovazione, partecipazione ecrescita che facciano leva sul digitale. Nel nostro Paesele procedure di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni,il superamento dei divari digitali e l’affermazionedi pratiche di e-government è ancora molto disomogenea:sul territorio nazionale si possono rilevare infatticasi di eccellenza, affiancati a situazioni di arretratezza”.A conclusione del Forum, il Ministro Francesco Profumo,ha ripercorso le tappe che il nostro Paese ha compiutoin tema di digitale e di Internet Governance, argomentisui quali “occorre lavorare in misura crescenteanche insieme ad organismi internazionali, come, adesempio, l’Unesco”.Igf si è chiuso con una proposta che vede ancora protagonistal’Italia. Il senatore Vincenzo Vita ha lanciato al ministroProfumo una proposta, formulata insieme a LauraAbba, dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, ea Juan Carlos De Martin: “perché non ospitare in Italia,nel 2015 l’Internet Governance Forum globale?”. nJuan Carlos De MartinCo-direttore del Centro Nexa Internet&Societàdel Politecnico di TorinoÈ NECESSARIOARTICOLARE MEGLIOLE POLITICHE DIGITALI“L’Igf Italia nel 2012 ha confermatoil suo principale punto diforza, ovvero, quello di offrireun’occasione di confronto veramenteaperto tra tutti coloroche hanno interesse in Internet:semplici cittadini, ministri,grandi e piccole aziende, associazioninon profit, università.Igf Italia dà a tutti la parola,favorendo la comprensione ditemi importanti per il futurodel nostro paese, temi che altrimentirischierebbero di venirinquadrati e discussi solo dapunti di vista che non necessariamenterappresentano l’interesse generale. Un altro aspetto rilevantedi questa edizione è stato il mutamento di clima generale:per la prima volta, infatti, l’appuntamento si è tenuto in un momentoin cui il digitale è al centrodell’agenda politica ed economica.C’è ancora molto da fare, èchiaro, ma il passo in avanti chel’Italia ha fatto in questo senso èimportante. Non a caso i tre principaliministeri che trattano diinternet, ovvero, Esteri, Università e Sviluppo Economico, hannocontribuito a Igf al massimo livello. Per il futuro a livello nazionalemi sembra importante che si articolino meglio le politiche digitali,evitando frammentazioni di competenze e sovrapposizioni. Solocosì possiamo sperare di recuperare il terreno perduto rispettoa praticamente tutti i paesi con cui siamo soliti confrontarci. Peril livello internazionale l’auspicio è che l’Italia si attivi in tuttele sedi, a partire da quella europea, per preservare e rafforzarel’apertura della Rete e per garantire le libertà fondamentali”.Sergio DurettiDirettore CspL’Internet Governance Forum2012 svoltosi a Torino ha permessodi fare il punto su duequestioni cruciali per il futuro diInternet: i vecchi e nuovi divaridigitali e l’evoluzione dell’infrastrutturatecnologica della rete.Sul primo i dati internazionalilasciano ben poco all’immaginazione:l’Italia rimane moltoindietro sia per quanto riguardal’uso di Internet sia per quantoriguarda la diffusione dellabanda larga. Ciò che emergetuttavia in modo sempre più evidenteè la difficoltà di colmaretali divari con le sole norme o la sola tecnologia. Senza una fortee diffusa crescita di una cultura del digitale come componenteormai essenziale di ogni attività umana senza che ciò riorientiprofondamente modi di essere, difare e di produrre beni e servizidel pubblico così come del privato,senza tutto questo il digitale rischiaaddirittura di diventare unelemento di ulteriore inefficienza.Serve un cambio di passo e tuttiCAMBIO CULTURALEPER NON PORTAREINEFFICIENZAgli interventi di IGF 2012 l’hanno chiesto a gran voce. Così comesull’infrastruttura tecnologica serve tener alta l’attenzione alla suanatura aperta. L’openness di Internet è fondamentale tanto per icittadini quanto per le imprese e a sottolinearlo costantemente si fasoltanto del bene a noi stessi e all’interesse comune. Su questi temil’impegno di Csp come organismo di ricerca è forte e riconosciuto -come ad esempio sull’unica sperimentazione ufficiale relativa ai cd.White Spaces o ai diversi progetti in ambito Big Data - e Igf 2012 hadato un ulteriore spinta a rafforzare impegno e iniziative concrete.67


N UMERO 42012O P E N D A T AL’archivio pubblicoche diventa motore di ricercadi Pasquale De Vita68Una homepage strutturata comequelle dei motori di ricerca piùpopolari, con una finestra in evidenzadove scrivere ciò che si stacercando, una sorta di cloud cheraccoglie le ricerche effettuatecon maggiore frequenza sotto formadi parole chiave, e per finireuno spazio dedicato alle ultimenovità caricate sul sito. È questol’aspetto del portale dati.piemonte.it,la piattaforma dedicata alriuso dei dati pubblici della RegionePiemonte. Una grafica accattivanteche fin da subito mettel’utente in condizione di usufruiredel servizio in modo chiaro esemplice. Cosa può ricercare il cittadinosul portale Open Data? Siva dall’elenco dei gestori di servizidi trasporto pubblico locale regionaleoperativi e suddivisi per provincia,alla rete sentieristica regionale,dalla visualizzazione su mappa della crescita nelcorso degli anni dell’uso di internet e posta elettronicada parte dei cittadini delle varie province piemontesi,all’analisi dei flussi turistici in Piemonte. Sono solo alcuniesempi di dati consultabili sul sito, che raccoglieanche i file inseriti dalle pubbliche amministrazionidella regione che hanno deciso di aderire alla politicadi riuso. Si possono infatti trovare documenti comeil piano regolatore della città di La Cassa, la rappresentazionedei dati di studenti e scuole del Piemonte,dalle scuole dell’infanzia alle secondarie di II grado, emolto altro ancora.Nel corso del terzo trimestre del 2012 il portale dati.piemonte.it ha compiuto diversi passi in avanti: è statapubblicata on line la nuova versione con nuove funzionalità,il Comune di Milano è stato accompagnatoal riuso del software e si sta avviando una nuova campagnadi diffusione sui principali enti locali della regione.Un’occhiata alle statistiche può rendere megliol’idea dello sviluppo del sito. Da luglio a settembredell’anno in corso, il portale Open Data della RegionePiemonte ha superato le 15.000 visite, con una mediasettimanale di oltre 1.000 visitatori unici. A fine settembrerisultavano pubblicati 333 dati, 162 richiestericevute, 116 articoli pubblicati e 36 eventi segnalati.Nell’ambito del progetto Homer, per l’armonizzazionedegli open data tra i paesi del Mediterraneo conun migliore accesso e riuso dell’informazione nel settorepubblico, la Regione Piemonte, capofila in Italia,sta sponsorizzando il riuso della sua piattaforma perl’utilizzo da parte dei partner che ad oggi non hannoportali propri e che si accingono predisporne o svilupparneuno in tempi ridotti. Il team della piattaformapiemontese sta inoltre proponendo di fare dell’infrastrutturaweb di dati.piemonte.it un indice condivisofra tutti i portali open data dei partner del progetto. n


Dati liberi e accessibili,la trasparenza va onlineMettere a disposizione i dati e i documenti pubblici dell’amministrazionetramite Internet e in formato aperto, garantendola massima fruibilità da parte dei cittadini: è l’obiettivodel regolamento approvato dalla Giunta regionale delPiemonte lo scorso 8 ottobre, in attuazione della legge regionale24 del dicembre 2011. Il regolamento fissa le lineeguida per il riutilizzo e la diffusione in modalità elettronicadei dati e dei documenti, attraverso l’uso di licenze cheli rendono di pubblico dominio o liberamente utilizzabili,con l’indicazione della fonte.Le linee-guida definiscono i dati, le informazioni e i documentiche possono essere oggetto di immediato riutilizzo, lemodalità per individuarne di ulteriori, e le disposizioni perla loro pubblicazione. Sono inoltre elencate le licenze per ilriutilizzo di quelli di cui l’amministrazione regionale è titolare.Il testo individua anche i casi nei quali la pubblicazionee l’utilizzo dei documenti non è gratuita, ma viene applicatauna tariffa. E ancora, l’elenco dei formati aperti utilizzabili ele modalità di presentazione di eventuali reclami.L’obiettivo della Regione è mettere a disposizione i dati e idocumenti regionali in modalità elettronica ed in formatoaperto. La scelta delle licenze ha avuto lo scopo di consentirela più ampia e libera utilizzazione gratuita, e di proporreun linguaggio semplice e facilmente comprensibile. Le licenzestandard individuate sono Creative Commons zero eCc By - Creative commons attribuzione 2.5.Lo strumento attuativo di questa politica di trasparenza è lapiattaforma online Open Data, dati.piemonte.it, attiva daiprimi mesi del 2010. Il Piemonte è stata una delle primeregioni a dotarsi di questo mezzo. I soggetti interessati alriutilizzo di dati e documenti diversi rispetto a quelli giàlicenziati sulla piattaforma Open Data possono presentareformale richiesta di riutilizzo, inviandola tramite Pecall’indirizzoindicato sul sito di Regione Piemonte nella sezionededicata all’Urp e per conoscenza all’indirizzo e-mail riuso@dati.piemonte.it.Al fine di favorire la diffusione delleinformazioni, la Regione si impegna a mettere a disposizionei dati gratuitamente. Specifiche tariffe vengono applicatesolo in casi particolari.Le linee-guida possono essere adottate da tutte le pubblicheamministrazioni piemontesi, previa adesione alla politicaregionale in materia di riutilizzo. E gli sviluppi degliultimi periodi lasciano intendere che la diffusione del sistemainteresserà presto gran parte degli Enti pubblici, prontia recepire la normativa. nInfoatti, leggie delibere in un clickNelle nostre società si moltiplicano le occasioni e lanecessità di un rapporto costante e più diretto, diconfronto e collaborazione, fra istituzioni pubblichee soggetti privati (individuali e collettivi). In Europa,il rafforzamento e l’introduzione di nuove forme dipartecipazione dei cittadini sono riconosciuti comeimportanti elementi del processo di ammodernamentodelle istituzioni democratiche e di inclusionesociale. Essere cittadini nella società dell’informazionenon significa solo poter accedere ai servizi di unaPubblica amministrazione più efficiente, capace didisegnare i propri servizi sui bisogni degli utilizzatori(e-government), ma anche poter partecipare in modonuovo alla vita delle istituzioni politiche (edemocracy),tenendo conto della trasformazione in atto nelle relazionifra attori pubblici e privati (governance)Infoatti del Consiglio regionale è un modo veloce peressere sempre informati sui disegni e le proposte dilegge e di deliberazione, su interrogazioni e interpellanzepresentate, discusse, approvate in Aula ein Commissione. Basta un click e qualche minuto. IlConsiglio regionale offre un servizio mail che permetteal cittadino di seguire l’iter degli atti divisi per materie.Dal sito www.cr.piemonte.it, è sufficiente aprirela tendina Leggi e Banche dati, cliccare “Info Atti delConsiglio” ed effettuare la registrazione. L’utente potràpoi scegliere quali atti seguire, in che arco di tempo(se negli ultimi tre mesi o per l’intera legislatura) eper quale materia: agricoltura, assistenza e sicurezzasociale, bilancio e patrimonio, caccia e pesca, controlliamministrativi, cultura, enti locali, industria, commercioe artigianato, istruzione e formazione professionale,lavoro e movimenti migratori, opere pubbliche,partecipazione e informazione, sanità, sport, trasporti,turismo e ambiente. A ogni modifica dell’atto intervenutail cittadino riceve una mail di notifica che loaggiorna sul nuovo stato dell’iter. (rb)69


N UMERO 42012E U R O P AAlpi e Mediterraneoinsieme per crescereC O N V E G N O A PA L A Z Z O L A S C A R I S D E L L A C O N S U LTAEUROPEA PER LE POLITICHE DI SVILUPPO TERRITORIALE DAATTUARE IN UNA MACROAREA CON 17 MILIONI DI ABITANTI70Di fronte all’attualecrisi economica,finanziariae socialeè urgente fare sistema, e procedereuniti, istituzioni e realtàproduttive, per sostenere losviluppo del territorio: l’EuroregioneAlpi-Mediterraneointende rispondere proprio aqueste esigenze”.Con queste parole il presidentedel Consiglio regionale,Valerio Cattaneo, ha aperto ilconvegno “Cooperazione territorialee politiche di sviluppodell’Euroregione Alpi-Mediterraneo” che si è svoltonell’Aula di Palazzo Lascaris il 9 novembre. Cattaneoha spiegato che “le regioni partner dell’Euroregione,Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria sul versante italianoe Rhône-Alpes e Provence-Alpes-Côte d’Azur (Paca) suquello francese, hanno un peso rilevante in Europa, coni loro 17 milioni di abitanti, i circa 500 miliardi di Pil eMacroregione alpina“Nel giro di un anno i passi fatti perché la Macroregione alpinapossa finalmente vedere la luce sono stati notevoli, se pensiamoche sono oltre 30 le Regioni, i Cantoni, le Province che si sono, piùo meno formalmente, impegnate a farne parte”: è quanto ha osservatoil presidente della Regione, Roberto Cota, nell’interventosvolto il 29 novembre a Bruxelles durante il seminario “La strategiamacroregionale alpina: rafforzare le Regioni nel cuore dell’Europaal servizio dell’Unione europea”. Il progetto “dovrà ancora schivareuna serie di ostacoli, come, ad esempio, quello rappresentatoda chi non ha ancora compreso la portata storica e politica delprogetto o chi pensa che il futuro dell’Europa non sia dei popoli edei territori, ma ancora quello dei vecchi Stati nazionali”.una superficie intorno ai 110 mila kmq. L’obiettivo daraggiungere per l’Euroregione è duplice: interno, perl’elaborazione di una strategia congiunta di sviluppoeconomico e sociale; esterno, per promuovere e sosteneregli interessi comuni di fronte alle Istituzioni europee”.Il Consiglio regionale del Piemonte dopo il protocollod’intesa fra le cinque regioni partner siglato già nel2007, ha creduto nell’iniziativa ed ha approvato, nel2009, la legge regionale n. 32 “Istituzione del gruppoeuropeo di cooperazione territoriale EuroregioneAlpi-Mediterraneo”.Il presidente Cattaneo ha pure ricordato che nell’incontrodel 10 luglio a Bruxelles la Conferenza dei presidentidell’Euroregione ha presentato un documento sul futurodella politica di coesione europea accolto favorevolmentedal Commissario europeo per la Politica regionaleJohannes Hahn in vista della nuova programmazioneper il periodo 2014-2020. Gilbert Abras, vicepresidentedel Csir Alpi-Arco Lemano, ha introdotto i relatori parlandodella “necessità di un Osservatorio del mercato dellavoro transfrontaliero e di contratti di lavoro transnazionali,come nel caso del tunnel del Monte Bianco”.Dopo la relazione di Luciano Caveri, membro del Comi-


tato delle Regioni,già presidente dellaRegione autonomaVal d’Aosta che harilevato le “carenzedelle istituzioni europeenell’affrontarela crisi già dal2008”, è intervenutoRoberto Cota,presidente dellaGiunta regionale edella EuroregioneAlpi-Mediterraneo.Cota ha affermato che “gli Stati nazionali non possonoessere più una camicia di forza per territori omogeneicon forti affinità culturali e con sistemi socio economicianaloghi, come nel caso della Macroregione alpinache ingloba 70 milioni di abitanti nel cuore produttivod’Europa. All’interno di un sistema che si globalizza lacooperazione tra territori omogenei è parte del dirittodi autodeterminarsi”.Luca Visentini, segretario della Confederazione europeasindacati (Ces), è intervenuto per parlare a favore di unadimensione “non più locale dello sviluppo” e per rilevareche “l’indebitamento più che essere causa della crisi ècausato dalla crisi ed è cresciuto per salvare le banche”.Hanno poi preso la parola Ermanno Maritano di ConfindustriaPiemonte, Gianluca Poggi, direttore dell’AncePiemonte, Elisabeth Legac, segretaria della Cfdtdella Rhône-Alpes, Claudio Tecchio, vicepresidentedel Csir e rappresentante di Cisl Piemonte e GuidoCorniolo, segretario generale Savt. Ha chiuso i lavoriDomenico Checco, presidente del Consiglio sindacaleinter regionale (Csir) Rhône-Alpes (Alpi)/Piemonte/Arco Lemano (Italia - Francia - Svizzera), sottolineandol’importanza “della collaborazione tra le quindiciconfederazioni sindacali che compongono il Consigliosindacale interregionale nato per appoggiare l’importantedialogo tra sindacati, istituzioni e organizzazionidel mondo imprenditoriale”. nIl presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneonella pagina a fianco, il tavolo dei relatoriPillole d’EuropaA cura dell’Istituto universitario di studi europei - Torino (Iuse)MISURE PER INCENTIVARELA RIPRESA ECONOMICAI capi di Stato e di governo dei paesimembri dell’Ue, riunitisi il 18-19ottobre in occasione del Consiglioeuropeo, hanno confermato ilproprio impegno ad affrontare confermezza la crisi finanziaria e adattuare le misure convenute perincentivare la ripresa economica eaumentare i posti di lavoro nell’Ue.Le azioni riguardano la politicaeconomica europea e consistono in:1) attuare il patto per la crescita el’occupazione2) completare l’Unione economicae monetaria e realizzare un quadrofinanziario integrato.http://europa.eu/rapid/pressrelease_DOC-12-9_it.pdfPROGETTI REGIONALIÈ ora disponibile su Internet unascheda descrittiva ed interattiva relativaai progetti che hanno beneficiatodei fondi regionali della Commissioneeuropea. Sono consultabiliinformazioni su grandi progetti e sucasi di studio dettagliati. Alcune autoritàdi gestione regionali hannoinoltre pubblicato delle mappe interattivecon informazioni dettagliatesui beneficiari dei fondi regionalidell’Ue in alcuni paesi, tra cui l’Italia.http://opencoesione.gov.it/IMPOSTA UNICA SULLEOPERAZIONI FINANZIARIEUna proposta di decisione del Consiglio,recentemente adottata dallaCommissione, autorizza 10 Paesimembri dell’Ue ad avviare una cooperazionerafforzata per applicareun’imposta unica dell’Ue sulle transazionifinanziarie, in quanto tutti irequisiti normativi sono rispettati.I trattati prevedono infatti che perautorizzare una cooperazione rafforzatasono necessari almeno 9Stati membri.I paesi interessati sono: Italia, Germania,Francia, Austria, Belgio, Grecia,Portogallo, Spagna, Slovenia,Slovacchia.http:ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/other_taxes/financial_sector/index_en.htmVIDEOGAMESE GIOCHI SU INTERNETLa Commissione europea ha recentementepresentato le azioni cheintende intraprendere nel prossimobiennio, per chiarire ed armonizzarela regolamentazione dei giochid’azzardo su Internet e incentivarela cooperazione tra i paesi membri.Tra gli obiettivi del piano d’azione:tutelare i cittadini, impedire il riciclaggiodi denaro e le frodi, proteggerelo sport da azioni truccate,rendere le regole nazionali conformialla legislazione europea.http://ec.europa.eu/internal_market/services/gambling_en.htmPROGRAMMA“EUROPA CREATIVA”Nell’Ue i settori culturali e creativirappresentano circa il 4,5% del Pil e8,5 milioni di posti di lavoro.Il sostegno dell’Ue alla cultura consentea migliaia di organizzazioni,artisti e professionisti della culturadi incontrarsi, scambiare opinionie best practice e creare, effettuaretournées e esibirsi insieme in varipaesi europei.La Commissione ha proposto unnuovo programma, “Europa creativa”,per rafforzare la competitivitàdi questi settori e promuovere la diversitàculturale.http://ec.europa.eu/culture/creative-europe/71


N UMERO 42012SPAZIO RAGAZZISe fare leggi è un gioco...ma non troppo!C O N C L U S A L A X V E D I Z I O N E D I R A G A Z Z I I NA U L A C O N L A PA R T E C I PA Z I O N E D I 1 6 I S T I T U T IS U P E R I O R I D A T U T T E L E P R O V I N C E P I E M O N T E S Idi Roberta BerteroUna volta all’anno, dal 1998 a oggi, a sedere neibanchi dell’Aula di Palazzo Lascaris sono i ragazzidegli istituti superiori delle otto provincepiemontesi. A loro tocca presentare e votareproposte di legge, simulando a tutti gli effetti ilavori dell’Assemblea legislativa piemontese. “Ragazzi in Aula” è unpercorso formativo di educazione alla democrazia, che negli anniha ricevuto riconoscimenti internazionali e nazionali e ha visto crescerel’interesse e il numero dei partecipanti. All’edizione 2012, chesi è conclusa il 7 dicembre, hanno aderito 56 gruppi scolastici, divisiin 16 istituti superiori, composti ciascuno da un massimo di settestudenti, accompagnati da una ventina di insegnanti. Per la primavolta il bando è stato esteso anche ai Consigli comunali dei Ragazzi.Sei le proposte selezionate da un’apposita commissione compostada rappresentanti del Consiglio regionale e della Direzione generaledell’Ufficio scolastico regionale: quelle dell’istituto tecnico “DaVinci” di Ovada, dell’Istituto tecnico “Mossotti” di Novara, del liceointernazionale “Vittoria” di Torino, del liceo della comunicazione“San Giuseppe” di Bra, del Consiglio comunale dei ragazzi di PinoTorinese e dell’Istituto alberghiero “Rosmini” di Domodossola.“Sono rimasto particolarmente colpito dalla qualità delle propostedi legge e dall’attualità dei contenuti. Per il loro valore, potrebberoessere prese in considerazione nelle prossime sedute di Consiglio”,ha commentato il presidente dell’Assemblea regionale, Valerio Cattaneo.In effetti, ogni anno i progetti selezionati vengono trasmessiai gruppi consiliari. La legge regionale n. 33 del 3 dicembre 2008,relativa alla valorizzazione dei quadranti solari, è nata propriodall’idea di alcuni studenti del liceo classico “Arimondi” di Savigliano,che era stata selezionata per Ragazzi in Aula 2005. L’importanzadell’iniziativa come mezzo per far germogliare il seme dellacittadinanza è stata sottolineata da Stefano Suraniti, presente inrappresentanza dell’Ufficio scolastico regionale: “Serve a superare ipregiudizi nei confronti della Pubblica amministrazione”. Alla giornatahanno partecipato i vicepresidenti del Consiglio regionale FabrizioComba e Roberto Placido, il consigliere segretario LorenzoLeardi e numerosi consiglieri di tutte le forze politiche.74


Ragazzi in Aulafa scuola in RomaniaSanità e impegno civicofra le proposte approvateAd assistere alla quindicesima edizione di Ragazzi in Aula ancheun gruppo di stranieri: sei studenti, un insegnante, il presidentedi un quartiere del comune di Timisoara (Romania) e il consoleromeno a Torino, Daniel Zinelli. In questi ultimi anni, speciedopo aver ricevuto il riconoscimento Unpsa dell’Onu, il progettoRagazzi in Aula è stato presentato in diversi stati stranieri, tracui Spagna, Tunisia e Romania. In quest’ultimo paese, nel comunedi Timisoara, nel novembre 2011 è nato Tinerii decid (IRagazzi decidono) che vede il coinvolgimento di tutti gli istitutisuperiori della città. Il progetto vincitore del concorso è statosviluppato dagli studenti appartenenti a due classi dell’istitutotecnico “Azur” e prevede la creazione di attività di volontariatosu tematiche ambientali nel quartiere di via Martiri.LICENZIATI DUE TESTI SULL’ASSISTENZA SANITARIAE UNO PER ISTITUIRE IL CONSIGLIO DEI GIOVANICampagna di comunicazione in materia di cure palliativee terapia del dolorePresentata dalla IIIB del Liceo internazionale “Vittoria” di Torino.La proposta di legge, facendo riferimento all’articolo 4 della legge15 marzo 2010 n. 38, promuove la realizzazione di campagne istituzionalidestinate a diffondere nell’opinione pubblica la consapevolezzadel diritto ad accedere a cure palliative, anche pediatriche, alfine di superare il pregiudizio relativo all’utilizzazione dei farmaciper il trattamento del dolore.Interventi a sostegno del benessere psicologico dei minori affettida patologie gravi o croniche e delle loro famiglie duranteil ricovero ospedalieroPresentata dalla classe V del Liceo della comunicazione “San Giuseppe”di Bra (Cn).La proposta vuole colmare un vuoto legislativo prevedendo unanorma che istituisca interventi di personale specializzato in psicologiainfantile e dell’età evolutiva per garantire un adeguato sostegnopsicologico ai minori affetti da patologie gravi e croniche,costretti a lunga degenza in ospedale. La Regione promuove pertale scopo la creazione di protocolli di intesa e accordi tra le aziendesanitarie locali e ospedaliere, l’ordine degli psicologi, gli ateneipiemontesi e le scuole di specializzazione.Istituzione del Consiglio regionale dei ragazzi e delle ragazzePresentata dal Consiglio comunale dei ragazzi di Pino Torinese.La proposta mira a creare un’istituzione regionale formata da rappresentatidei Consigli comunali dei Ragazzi del Piemonte.Il nuovo Consiglio dovrà formulare proposte riguardanti l’interoterritorio regionale su materie vicine ai giovani, come politichesociali, ambientali, di istruzione ed edilizia scolastica.Gli ospiti a PalazzoOltre 20mila visitatori ogni anno varcano il portone di PalazzoLascaris per visitare, da un lato, un esempio significativo di dimorasignorile della Torino barocca, dall’altro, il luogo dove si riuniscedal 1979 il Consiglio regionale del Piemonte. Tra gli ospiti, più di10mila sono ragazzi delle scuole piemontesi di tutti gli ordini egradi, ma vengono ricevute anche associazioni, gruppi organizzatie singoli cittadini. Per testimoniare l’attività di accoglienza e perlasciare un ricordo a chi è venuto a conoscere da vicino la principaleistituzione rappresentativa piemontese, da gennaio 2012 èstato creato un Albo dei visitatori che al momento contiene oltre250 foto. È possibile “sfogliare” idealmente le pagine ricordo sulsito del Consiglio, sia sotto la sezione Palazzo Lascaris, sia sottoSpazio Ragazzi.www.cr.piemonte.it/attivita/albo/index.htm73


N UMERO 42012A V V E N I M E N T IUn “monumento di carta”per ricordare il conte CavourDOPO 50 ANNI CONCLUSA LA RACCOLTA DELLE LETTERE DELLOS TAT I S TA , I N U N ’ O P E R A D I 3 4 T O M I D I O LT R E 1 6 M I L A PA G I N E74C’è voluto mezzo secolo di ricercheper completare quelloche è, a tutti gli effetti, un “monumentodi carta” al più grandepolitico piemontese e italianodell’Ottocento, CamilloBenso di Cavour. L’opera, iniziatanel 1962 grazie al lavorodello storico Carlo Pischedda,è stata terminata nel giugnoscorso, con la pubblicazionedell’ultimo dei ventuno volumi(in 34 tomi di complessive16.652 pagine), in cui sono raccolte8.600 lettere scritte da Cavour,corredate da poco menodi 7.000 risposte.Lettere che coprono l’interavita dello statista, dal giugno1815 al giugno 1861, compresala prima del “contino Camillo”appena che si conservanell’archivio del Castello diSantena. Proprio a Santenal’opera, è stata presentata conun evento organizzato dallaFondazione Cavour, alla presenza del ministro dell’IstruzioneFrancesco Profumo e del decano della Commissione per lapubblicazione dei carteggi cavouriani Carlo Ghisalberti, eminentestorico del diritto.Per il Consiglio regionale è intervenuto il vicepresidente RobertoPlacido, ricordando i legami tra Fondazione Cavour e Assemblealegislativa, che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per promuoveregli studi cavouriani. Un legame che, ha sottolineato Placido,è “del tutto naturale, dal momento che la sede del Consiglio,Palazzo Lascaris, è stata una dimora della famiglia Cavour”.È toccato a Rosanna Roccia, che dal 2005 ha “ereditato” il ruolo diprincipale curatrice, illustrare il senso dell’opera, tratteggiando lastoria degli studi sulle epistole di Cavour.Fu Giolitti nel 1913 e nel 1920 a promuovere la ricerca delle missivee la loro pubblicazione, progetto ambizioso che, bloccatosi duranteil Ventennio, trovò nuovo impulso nel presidente Einaudi,in occasione del centenario dell’Unità, nel 1961. Da allora, primacon la casa editrice Zanichelli poi con Olschki di Firenze si è procedutosenza sosta, coinvolgendo anche studiosi stranieri in America,Russia, persino in Giappone. Ma qual è il valore storico diquesti scritti? Sono lettere da cui emergono, come già sottolineavaCostantino Nigra nel 1894 “le qualità dell’autore, la sua attivitàprodigiosa, la sua perspicacia, la sua verve, la finezza del suo spirito,la chiarezza del suo pensiero, la sua fede salda e incrollabilenella libertà”.Definendo il Risorgimento come il momento più alto della storiaitaliana, Ghisalberti ha sottolineato come Cavour abbia saputo interpretareil patriottismo diffuso in Italia, dopo che la Rivoluzionefrancese e le armate napoleoniche avevano portato le idee di libertàed eguaglianza, diffuse in ampi strati sociali, più di quanto sitenda a credere. Inoltre, Ghisalberti ha evidenziato che dalle lettereemerge la grande apertura di Cavour ai temi internazionali,come se avesse una prematura consapevolezza che l’Europa, nonsarebbe stata più l’unica protagonista della storia.Cavour, dunque, grande anticipatore, ha concluso il ministro Profumo,proponendo un progetto da attuare in ambito scolastico,dopo che le celebrazioni del 150esimo hanno fatto riscoprire negliitaliani quel senso di patria che sembrava perduto. n (dt)


A misuradi donnaIl Primo ministro tibetanoa Palazzo LascarisIl Primo ministro del Governotibetano in esilio,Lobsang Sangay, è giunto aottobre a Torino per la visitaorganizzata dall’Associazioneper il Tibet e i diritti umani,presieduta da GiampieroLeo e dai vicepresidentiGianna Pentenero e AntonelloAngeleri.Lobsang Sangay, “erede politico”del Dalai Lama, attualmentein esilio a Dharamshala(India), si è soffermatoÈ stato presentato a Palazzo Lascarisil manuale della Consulta delle Elettedel Piemonte, presieduta da GiulianaManica, “La città si*cura. Una cittàsicura per le donne, una città sicuraper tutti”, che contiene riflessioni, interventie progetti urbani per la salvaguardiadelle donne e delle personepiù vulnerabili. Nella conferenzastampa, organizzata in occasione dellaGiornata mondiale contro la violenzasulle donne del 25 novembre, è stata ribadital’importanza di una “rivoluzioneculturale” nella lotta a questi abusi.sulla situazione del rispetto dei dirittiumani in Tibet da parte dellaCina, del “dialogo” con le autoritàdi Pechino e in particolare del tragicofenomeno delle auto immolazioniche continuano a verificasi.Dopo l’incontro con il presidenteValerio Cattaneo, si è svolto l’eventodi maggior intensità, nell’Auladi Palazzo Lascaris, con i consiglieriregionali, le autorità e i rappresentantidella Comunità tibetanain Italia.Aiutare le famigliecolpite dalla crisiA cura dell’Osservatorio sull’usura e della Fondazione antiusuraCrt “La Scialuppa”, si è svolto a Palazzo Lascaris, ilconvegno su “Come aiutare le famiglie nella tempesta economicaperfetta?”. Dopo i saluti del componente dell’Ufficiodi presidenza delegato all’Osservatorio Tullio Ponsoe del Prefetto di Torino, Alberto Di Pace, sono intervenutiLuigi Capra, direttore della Banca d’Italia di Torino; MassimoLapucci, segretario generale Fondazione Crt; ErnestoRamojno, presidente “La Scialuppa Onlus”; ElisabettaBelgiorno, Commissario straordinario di Governo per ilcoordinamento delle iniziative antiracket e antiusura.75


N UMERO 42012Per un benessereequo e sostenibileA V V E N I M E N T IIlluminismoe storia a TorinoLa sede del Consiglio regionale ha ospitato il convegno di presentazione delProgetto Bes, Benessere equo e sostenibile. La ricerca, realizzata a livello nazionalecon un anno di lavoro da Cnel, Istat, e per il Piemonte dalla Consultafemminile, si inserisce nel dibattito internazionale sul ‘superamento delPil’. Il progetto è basato sulla convinzione che i parametri con cui valutare ilbenessere della società non debbano essere solo di carattere economico, maanche sociale e ambientale. All’incontro è intervenuto Antonio Marzano presidentedel Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel).L’Associazione degli ex consiglieri dellaRegione Piemonte, presieduta da SanteBajardi, ha organizzato la conferenza“Un laboratorio cosmopolitico: Illuminismoe storia a Torino” tenuta da GiuseppeRicuperati, docente emerito dell’Universitàdegli Studi di Torino e accademicodei Lincei. I lavori sono stati aperti daFrédéric Ieva, redattore responsabile dellaRivista Storica Italiana.Tra politica e fraternità76Il Consiglio regionale del Piemonteha ricevuto a Genova il riconoscimentodella Menzione d’onorenell’ambito del Premio Chiara Lubichper la fraternità.La cerimonia si è svolta a PalazzoTursi, sede del Comune, inserita nellatre giorni di incontri su fraternità,città e politica.A rappresentare il presidente ValerioCattaneo e l’Assemblea piemontesesono stati i consiglieri GiampieroLeo e Rosa Anna Costa.“È stato riconosciuto il percorsodi dialogo, di confronto e di rifles-sione che abbiamo iniziato sin dal2005, con momenti di formazione,di approfondimento tra consiglieridi schieramenti diversi e con il conseguentesuccessivo coinvolgimentoanche di altri soggetti istituzionali,come Province e Comuni”, spieganoLeo e Costa.L’evento è stato promosso dall’Associazionecittà per la fraternità, unarealtà del pensiero socio-politicocontemporaneo che si ispira al messaggiodi Chiara Lubich, la fondatricedel Movimento dei Focolari, scomparsanel 2008.


Recuperare il patrimonio artisticoFirmato a Palazzo Lascaris il protocollod’intesa tra la Direzione regionale delMinistero dei Beni Culturali ed il Consiglioregionale, per il restauro di opered’arte presenti in Piemonte.Il documento è stato sottoscritto dal presidentedel Consiglio regionale ValerioCattaneo e dal Direttore regionale delMibac Mario Turetta. L’intesa prevede,per il primo anno, il restauro di due dipintisettecenteschi di Palazzo Reale el’affidamento in comodato d’uso al Consiglioregionale di due opere, che sarannocollocate negli uffici di rappresentanzadell’Assemblea regionale.Nuovo comandantedel Corpo ForestaleDelegazione albanesevisita il PiemonteIl presidente del Consiglio regionale, Cattaneo, ha ricevuto il nuovocomandante regionale del Corpo Forestale dello Stato, AlessandraStefani, subentrata dal 1° maggio a Pier Luigi Macco. Nelcordiale colloquio - incentrato sulle particolarità della protezioneambientale del territorio piemontese - Cattaneo ha espresso la volontàdell’Assemblea di piena collaborazione e sostegno alla preziosae sagace attività del Corpo.Il presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo,con l’assessore regionale all’Istruzione e Turismo, AlbertoCirio, ha ricevuto una delegazione albanese guidata dalministro dell’Economia, Edmond Haxhinasto. Erano presentiall’incontro Giovanni Lauria, dell’ufficio di rappresentanzadi Torino della Camera di commercio e industriadi Tirana, Benko Gjata, presidente dell’Associazione culturaleitalo-albanese e il console onorario Artan Doda.77


N UMERO 42012A V V E N I M E N T IUn racconto di vele e vaporeAPRE IL 23 GENNAIO NELLA BIBLIOTECA DELLA REGIONE UNA MOSTRADEDICATA ALLE TRADIZIONI DELLA MARINA SABAUDO-SARDAPur se privo di sbocchi sulmare, il Piemonte vantaantiche e nobili tradizionimarinare.Ne è testimone “Il Piemontesul mare dal Medioevoa oggi. La Marinasabaudo-sarda e l’apportodel Piemonte alla marineriaitaliana dall’Unitàd’Italia a oggi”, la mostrache la Biblioteca della Regionedi via Confienza 14,a Torino, inaugura mercoledì23 gennaio alle 17.L’allestimento, curato dalpresidente del Museo civico navale di Carmagnola Pierangelo Manuele,propone giornali di bordo, cartoline d’epoca, fotografie,strumenti nautici e modelli navali che ne ripercorrono la storia.Un’ideale “crociera” che, salpando dalle prime imprese della Marinadi Casa Savoia, fondata nel 1260, approda all’avanguardiatecnologica di cui sono oggi protagoniste aziende del calibro diFiat Avio, che produce turbine per unità navali, e Alenia, che co-struisce aerei Harrier e Jsfper portaerei. Dopo quellainaugurale sui contenutidella mostra, si terranno- ogni mercoledì alle 17- quattro incontri di approfondimentosul tema:il 30 gennaio Manuele intervienesu La tentata circumnavigazionedel globodella fregata sarda Regina(1838-1840); il 6 febbraiolo storico Luigi Griva svolgela conferenza Il Bucintorodei Savoia - La PeotaReale di Carlo EmanueleIII (1731); il pittore e storico Massimo Alfano e l’attrice teatraleRoberta Bedogni propongono il 13 febbraio Uomini a bordo! Unracconto di remi, vele e vapore; il 20 febbraio - infine - il capitanodi fregata Giulio Giraud interviene su Piemontesi nella Guardiacostiera. Prospettive di lavoro sul mare. La mostra, a ingresso gratuito,è aperta fino al 28 febbraio dal lunedì al venerdì dalle 9 alle13 e dalle 14 alle 16. Informazioni al numero 011/57.57.351.Prosegue fino a venerdì 18 gennaio,alla Biblioteca della Regione divia Confienza 14, a Torino, la mostraI personaggi del presepe. Realizzatagrazie al contributo di don Alberto Chiadò, proponeuna vasta rassegna di presepi provenienti da tutto il mondo,Presepi dal mondodall’Europa all’America, dall’Africaall’Asia: un’occasione per ripensarealle origini della fede cristianae alle radici della tradizionereligiosa dell’Occidente. A ingresso libero, la mostra è apertadal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16.78


Gioco e avventuraLa collezione di giochidel Museo - in passatogià oggetto di mostrein Italia, Francia, Poloniae Svizzera - vieneripresentata in esposizioni,ripartita in settoritematici. Si iniziadal Museo Nazionaledella Montagna, dovefino al 16 giugno 2013è visitabile Ai poli pergioco. Orizzonte d’avventura,una rassegnacon i pezzi principalidedicati all’affascinantetema delle esplorazionipolari.Le regioni polari sembranoessere luoghi fattiapposta per sognare,quasi avessero bisognodi essere colmati conl’aiuto della fantasia.Dagli ultimi decennidell’Ottocento le avventure polari hanno costituito lo scenario di fondo dellavita civile e politica. I giochi hanno documentato, passo dopo passo, questestorie di grande risonanza. Il prossimo appuntamento, con un altra sezionedella raccolta, è a Trento, a Palazzo Roccabruna in primavera, dove sarannoprotagonisti i giochi dell’oca e di percorso con i turisti sulle Alpi, alla scopertadelle bellezze delle montagne che ci sono familiari. La mostra, è anche accompagnatada speciali progetti didattici.Tesoridall’AlbaniaLa mostra “Tesori del patrimonio culturale albanese”,realizzata in occasione del centenariodell’indipendenza del Paese, sarà ospitata a Torinonella Sala del Senato di Palazzo Madama, dal23 gennaio al 7 aprile 2013. L’esposizione proponeun excursus nel patrimonio archeologicoe storico-culturale dell’Albania con lo scopo diriscoprire e promuovere la componente europeadell’identità culturale albanese, facendo conoscereal vasto pubblico uno straordinario insiemedi oltre 150 reperti, manufatti ed opere realizzatedalla preistoria al XVII secolo, provenienti daipiù importanti musei archeologici dell’Albaniaed esposte per la prima volta in Italia.Dalla Cinacon il dragoneChe cos’è oggi l’arte in Cina? A questa domanda cerca di rispondere,seppur in modo parziale, la mostra “Nell’anno del drago”, allestita alpalazzo Mazzetti di Asti. Sono proposte le creazioni di quattro artistidagli occhi a mandorla: Li Xiao-wei, Luo Fa-hui, Wang Dong-chune Yu You-han tutti noti a livello internazionale, che espongono perla prima volta in Piemonte. Arricchisce la mostra una serie di manifestazionicollaterali, organizzate con la collaborazione dell’IstitutoConfucio di Torino, per avvicinarsi alla cultura cinese attraverso lascrittura per ideogrammi, la musica e l’arte di tagliare la carta. Finoal 10 febbraio, ingresso libero. Orari: da mart. a dom.10.30 - 18.30,lunedì chiuso. www.palazzomazzetti.it79


N UMERO 42012A V V E N I M E N T IMedaglie a Londra 2012il riconoscimento della Regione80Nella Sala mostre del Palazzo della Regione a Torino si è svoltala cerimonia di premiazione dei medagliati Francesca Finocchio,argento paralimpico di handbike, Elisabetta Mijno,argento paralimpico di tiro con l’arco, Luigi Mastrangelo,bronzo con la nazionale di pallavolo, insieme a tutti gli atletiambasciatori dello sport piemontese a Londra 2012: ChiaraBoggiatto, olimpionica di nuoto, Michela Brunelli, atleta paralimpicadi tennis tavolo, Silvia De Maria, atleta paralimpicadi canottaggio, Nadia Ejjafini, olimpionica per l’atletica, ClaraGiai Pron, olimpionica di canoa, Eleonora Lo Bianco, olimpionicadi pallavolo, Mariangela Perna, atleta paralimpica ditiro con l’arco, Francesca Piccinini, olimpionica di pallavolo,Elisa Rigaudo, olimpionica per l’atletica, Elena Romagnolo eValeria Straneo, olimpioniche per l’atletica, Valentina Truppa,olimpionica degli sport equestri, Josè Bencosme De Leon,olimpionico per l’atletica, Salvatore Caci, atleta paralimpico diGli assessori Michele Coppola, Alberto Cirio e il presidente Roberto Cotaalla premiazione degli atleti piemontesi medagliati nelle recenti Olimpiadidi Londra 2012tennis tavolo, Fabio Cerutti, olimpionico per l’atletica, AndreaMacrì, atleta paralimpico di scherma in carrozzina, DavideManenti, olimpionico per l’atletica, Giovanni Pellielo, olimpionicodi tiro a volo, Enrico Pozzo, olimpionico di ginnastica ePaolo Viganò, atleta paralimpico di ciclismo. Il presidente dellaRegione, Roberto Cota, e l’assessore allo Sport, Alberto Cirio,hanno voluto esprimere la propria riconoscenza a questi atletiche hanno reso onore al Piemonte in occasione delle Olimpiadie Paralimpiadi di Londra 2012. n


Il Piemonte dei “moderni”in una cartoguida multilingueC’è un nuovo prodotto editorialeper promuovere il Piemonte:una cartoguida in italiano, inglese,francese, tedesco e giapponese,e di cui è in corso direalizzazione la versione e-book,composta da un libretto descrittivodei luoghi e delle operedell’arte moderna, contemporanea,del design e dell’archeologiaindustriale, affiancato dauna cartina per la visualizzazionegeografica delle località. Allapresentazione, a Torino duranteun incontro per gli operatori delsettore, associazioni di categoriaed enti locali organizzato dal settorePromozione turistica dellaRegione in collaborazione conil Centro estero per l’Internazionalizzazione(Ceipiemonte)hanno partecipato il critico d’arte Philippe Daverio, Fabio Sironi,capo redattore della rivista Dove, Emanuela Moroni, presidenteAssociazione Guide e accompagnatori turistici del Piemonte.Presente in qualità di padrone di casa anche l’assessore regionaleal Turismo, Alberto Cirio, che ha affermato che “questa iniziativasi inserisce in un ampio progetto interregionale attivato dalMinistero delle Attività produttive con l’obiettivo di valorizzaree promuovere il turismo culturale del moderno e del contemporaneopartendo dalle più interessanti espressioni architettonichedi oggi e dell’ultima scuola. Abbiamo aderito sapendo di potercontare su un territorio che sotto questo profilo ha molto da diree consapevoli, come il recente studio di Unioncamere ha confermato,di quanto la leva culturale pesi sulla crescita del turismo edell’intera economia piemontese”.Un cuore d’arte, asta di solidarietà per l’EmiliaOltre cinquemila euro a favore dei terremotatidell’Emilia: è il risultato dell’asta “Un cuore d’arte”,svoltasi nella Sala Mostre del Palazzo della RegionePiemonte lo scorso 5 novembre.Una serata di solidarietà voluta da un gruppo diartisti piemontesi, con l’assessore alla Cultura, MicheleCoppola, a fare da banditore. La cifra totaleraccolta a fine serata è stata di 5.520 euro eservirà per sostenere i progetti di ricostruzione chesaranno individuati dal Comitato di solidarietà delConsiglio regionale su segnalazione della Protezione Civile piemontese,presente in quelle zone dal maggio scorso. Il pezzopiù prestigioso battuto dall’assessore Coppola è stata la sculturadi Sergio Unia intitolata “Attesa” per un valoredi 800 euro. Molto apprezzato anche il quadro diFranco Negro “Baite in Val Pellice”, battuto a 750euro. Il terzo pezzo venduto, in ordine di valore, èstato “Batman”, quadro di Enrico Manera battutoa 720 euro, seguito da “Autunno in Langa” diBeppe Gallo, acquistato per 500 euro.Hanno partecipano all’iniziativa 50 artisti piemontesi,tra i quali Francesco Casorati, Mauro Chessa,Renato Chiesa, Giacomo Soffiantino, Vanni Penone,Sergio Scanu, Alberto Lanteri, per un totale di 70 opere. Opereche sono state esposte nella sala Mostre di piazza Castello 165 aTorino dal 17 ottobre al 5 novembre.81


N UMERO 42012Protezione civiletre anni di impegnoSi è celebrata il 1° dicembre nel Lingotto Fiere di Torino la Festa deivolontari della Protezione civile del Piemonte, alla presenza del presidentedella Regione, Roberto Cota, dell’assessore della Protezionecivile, Roberto Ravello, della rappresentante del Dipartimento nazionale,Titti Postiglione, e del vicepresidente del Consiglio regionale,Roberto Placido. Durante la manifestazione sono stati ricordati gliinterventi di emergenza effettuati negli ultimi tre anni in Piemonte,Liguria, Puglia, Veneto, Haiti ed Emilia. Esperienza, quest’ultima, durata148 giorni con complessivi 1.500 volontari coinvolti per assicurareassistenza a 500 persone ogni giorno ed erogare 46.000 pasti.A V V E N I M E N T ILa tessera MuseiL’Abbonamento Musei Torino+Piemonte, modello unico inItalia, si rinnova nella veste grafica e nella tecnologia. Per lanuova immagine della tessera 2013 - che grazie ad un chipincorporato sarà ricaricabile e di più facile utilizzo - è statoindividuato un marchio semplice e contemporaneo che hacome obiettivo una comunicazione immediata e riconoscibile.Il prezzo è lo stesso dell’anno scorso - 49 euro l’intero e30 il ridotto - e consente di entrare in tutti i musei convenzionatiogni volta che si vuole. Il circuito si è arricchito di nuovepresenze: il Museo del Risparmio, il Museo dello Sporte lo Juventus Museum di Torino, la rete museale dell’AnfiteatroMorenicodi Ivrea, il Museodel Risorgimento ePalazzo Mazzetti diAsti. Gestito da TorinoCittà CapitaleEuropea, l’Abbonamentoè il risultatodi un coordinamentoprogettuale,finanziario e operativo della Città di Torino, della Provinciadi Torino, della Regione Piemonte e della FondazioneCrt. La sua realizzazione è possibile grazie alla collaborazionee alla disponibilità dimostrata dagli istituti e luoghidella cultura statali, regionali, civici e privati che vi partecipanoattivamente.www.abbonamentomusei.it82Bullismo a scuola, no grazie!Il progetto di contrasto al bullismo che vede l’impegno congiunto della Regionee delle forze dell’ordine e il coinvolgimento del mondo scolastico proseguiràanche nel triennio 2013-2015. Il 23 novembre, nell’aula magna dell’ItisAvogadro di Torino, il vicepresidente della Regione, Ugo Cavallera e i rappresentantidella scuola e delle forze dell’ordine del Piemonte hanno firmato ilrinnovo del protocollo d’intesa.I dati raccolti dall’Osservatorio regionale sul bullismo rilevano che la maggiorparte dei casi si registra nella scuola media (52,9%), seguita da superiori(25), elementari (19,6%) e scuola dell’infanzia (2,5%). Nell’ultimo trienniosono stati più di 100mila gli studenti piemontesi coinvolti nel ciclo di incontriorganizzati con le forze dell’ordine per promuovere e diffondere tra i giovanila cultura della legalità e i principi alla base di una loro crescita come cittadiniresponsabili. Un lavoro che ha già portato risultati importanti: dalle indaginicondotte dall’Osservatori regionale su un campione di circa 600 scuole (dallematerne alle superiori) emerge, infatti, che dall’avvio del progetto dal 2007 al2011 il fenomeno ha mostrato un calo del 6,2%. Proseguiranno pertanto finoal 2015 gli incontri nelle scuole, durante i quali sarà distribuita anche la nuovaedizione del libretto “Bulli e Bulle? No grazie”, con le due versioni rivolte unaagli studenti e l’altra a insegnanti e genitori.


Uno solo,ma capolavoroUna mostra con un solo dipinto, un capolavoro dell’arte italiana. Laformula che ha avuto successo al Quirinale e a Milano viene replicatain Piemonte a Baldissero d’Alba e Miradolo di San Secondo di Pinerolo:dal 15 dicembre all’aprile del 2014 ospiteranno, due mesi ciascuno,cinque opere di Tiziano, Lotto, Arthemisia, Cagnacci e Ribera.Il ciclo di mostre “I volti e l’anima” è stato presentato a Torino dalpresidente della Regione, Roberto Cota, da Vittorio Sgarbi e dagli assessoriregionali alla Cultura, Michele Coppola, e al Turismo, AlbertoCirio. “I capolavori - ha spiegato Sgarbi - saranno accompagnati datesti letterari e note critiche. Si comincia con il Ritratto di gentiluomodi Tiziano, un capolavoro della pittura del Cinquecento, una delleopere più importantidell’arte universale”.In seguito inmostra ci saranno ilRitratto di LudovicoGrazioli, di LorenzoLotto, l’Allegoriadel Tempo di GuidoCagnacci, il SanGirolamo penitentedi Jusepe de Ribera,Cleopatra di ArtemisiaGentileschi.Guido Cagnacci,l’Allegoria del TempoPolizia locale in festaAlla nona edizione della Festa dei corpi di polizia locale, che si è svoltain ottobre a Torino nel Parco del Valentino, hanno partecipato ledelegazioni provenienti da tutto il Piemonte. Un evento organizzatodalla Regione per rafforzare tra gli operatori il senso di appartenenzae per sottolineare il legame che da sempre unisce la cittadinanzaall’istituzione, per rendere visibile l’operato quotidiano degli agenti,premiare coloro che nell’anno precedente si sono distinti in azionidi servizio o per meriti sportivi o perché hanno superato i 35 anni diservizio. Alla celebrazione sono intervenuti, tra gli altri, il presidentedella Regione, Roberto Cota, l’assessore regionale alla Polizia locale,Elena Maccanti, il procuratore di Torino Gian Carlo Caselli. “Sonorimasto molto colpito - ha sottolineato Cota - dalla gioiosa presenzadi tante famiglie e di cittadini che in gran numero hanno volutostringersi attorno ad un corpo di polizia che viene percepito semprepiù vicino. La Regione continua a lavorare a supporto della polizialocale principalmente in due direzioni: la formazione e la dotazionedi nuovi strumenti per le amministrazioni. Grazie alla riforma deglienti locali approvata dalla Regione oggi anche i piccoli Comuni possonolavorare meglio nell’ambito della sicurezza attraverso l’esercizioin forma associata delle funzioni”.Record di presenze al Salone del Gusto eTerra Madre 2012, con 220.000 visitatoriin cinque giorni e successo registrato ancheper la prima edizione del progetto “B2B”,ospitato nell’aera business dello spazio istituzionaledella Regione Piemonte. L’iniziativa èstata il fiore all’occhiello del fitto calendariodi appuntamenti organizzati presso lo standdella Regione sotto lo slogan “Il Piemontefa bene”. “B2B”, nato dalla collaborazionetra Salone del Gusto, Terra Madre e Tecnogranda,ha coinvolto 350 operatori accreditatirealizzando oltre 150 incontri tra i rappresentantidelle aziende agroalimentari delPiemonte e le imprese straniere presenti alSalone. Un’occasione unica per creare unaSALONE DEL GUSTO 2012Una ricetta che piacerete tra gli operatori, fare sistema e offrirenuove opportunità di espansione ad un settorechiave dell’economia piemontese, semprepiù all’avanguardia. Le aziende del Polo diinnovazione per l’agroalimentare sono infatticaratterizzate da una forte connotazione tecnologicaed innovativa e specializzate soprattuttonella fornitura di tecnologie per la produzionealimentare, per il confezionamentoe l’etichettatura. Sono state in tutto 115 leimprese straniere coinvolte, provenienti datutto il mondo. Tra le aziende italiane, 25appartengono all’eccellenza dell’artigianatoalimentare piemontese, oggetto di un’attentaazione di promozione e valorizzazioneda parte della Regione.83


N UMERO 4201284➜10 settembreLa seduta del Consiglio regionale,congiunta con il Cal, è dedicata interamentea una prima discussionesullo stato del sistema delle autonomielocali in seguito all’approvazionedel decreto 95/2012 sulla “spendingreview”.11 settembreCon le relazioni del consigliere dimaggioranza GianLuca Vignale(Progett’Azione) e del consiglieredi minoranza Davide Gariglio (Pd),prende il via la discussione sul disegnodi legge di riforma degli enti locali.Il testo valorizza il ruolo centraledel Comune come primo referentenell’erogazione dei servizi ai cittadinie della Provincia come ente di gestionedelle funzioni di area vasta. Nelpomeriggio, dopo il question time, èapprovato con alcuni emendamentiil rendiconto generale della Regioneper l’esercizio finanziario 2011.12 settembreIl Consiglio riprende, dopo la pausaestiva, l’esame del ddl 153 sulla riformadella legge urbanistica, con l’approvazionedell’art 2 e la discussionesul 3. Nel corso della giornata l’Aulaha approvato a larga maggioranzaCommemorazioniL’ex consigliere regionaleAlberto Tridente,commemorato in Aulanella seduta del 19 settembreL’ex consigliere regionaleAdalberto Minucci,commemorato in Aulanella seduta del 23 ottobreT A C C U I N IDELLE SEDUTE CONSILIARI26 settembreI lavori si aprono con l’assessore alLavoro Claudia Porchietto e con ilpresidente della Giunta RobertoCota che svolgono una comunicazionein merito alla realtà produttivadel Piemonte e alla crisi occupazionale,con particolare riguardo allaFiat e alle aziende minori, facendo ilpunto sulla situazione, alla luce deirecenti incontri con l’amministratoredelegato Sergio Marchionne. Nelpomeriggio viene invece approvatacon alcuni emendamenti la riformadegli Enti locali con 28 voti favoreduedocumenti che impegnano laGiunta regionale a farsi promotricedel rilancio ed effettivo completamentodella ciclovia del fiume Po,individuando all’interno dell’Enteun’apposita struttura di coordinamento,con particolare riferimentoal ruolo che possono svolgere “iParchi naturali piemontesi interessatidal percorso, vale a dire i Parchi dellafascia fluviale del Po tratti cuneese,torinese, vercellese e alessandrino.Il primo ordine del giorno è statopresentato dal gruppo Pd, primofirmatario Mino Taricco, il secondodocumento, presentato da MonicaCerutti (Sel), è stato sottoscritto inmodo bipartisan da numerosi consiglieri.Approvato anche un ordinedel giorno per la costituzione di unComitato di indirizzo politico-amministrativorelativo all’Expo internazionale2015, presentato dal capogruppodel Pdl Luca Pedrale.18 settembreDopo la fase di sindacato ispettivo,per tutta la giornata prosegue l’esamedel disegno di legge di riformadelle normativa sull’urbanistica, conl’approvazione degli articoli 3 e 4. Èinfine licenziato con alcune modifichel’ordine del giorno che si opponeall’abolizione a livello europeo dell’etichettaturafacoltativa delle carni bovine,presentato dal gruppo del Pd,primo firmatario Mino Taricco.19 settembreLa seduta si apre con la commemorazionedell’ex consigliere AlbertoTridente, scomparso il 24 luglio scorso.L’Assemblea prosegue poi l’esamedella provvedimento di riformadegli Enti locali che propone, fra lealtre cose, anche il superamento delleComunità montane a favore delleUnioni di Comuni.25 settembrePer tutta la mattinata e, dopo il questiontime, anche nel pomeriggio,l’Aula continua il confronto sul ddldi riforma degli Enti locali arrivandoall’approvazione dell’articolo 15. Tragli emendamenti approvati, assumeparticolare importanza, all’art. 3, lapossibilità di gestire in forma associatala funzione socio assistenzialeanche attraverso la forma dei consorziassistenziali. All’art. 4 è inveceprevista la rappresentanza di ciascunComune all’interno dei consigli delleUnioni. Agli articoli 12 e 13 sonoinoltre approvati emendamenti chespecificano le modalità di adesioneai nuovi soggetti dei Comuni già appartenentia Comunità montane e lefunzioni delle agenzie di sviluppo localiper la promozione del territorio.voli, 13 voti contrari, 2 astenuti e 2non votanti. La legge recepisce leindicazioni del decreto 95/2012 (c.d.“spending review”) che obbliga ipiccoli Comuni alla gestione associatadelle funzioni fondamentali.2 ottobreIl Consiglio approva con 52 sì e 1no (Pensionati) la proposta di legge,frutto dell’attività del Tavolo di concertazione,per stabilire nuovi taglisu indennità e rimborsi dei consiglieri.Licenziato anche un ordine delgiorno bipartisan sullo stesso tema.Nel pomeriggio si conclude il dibattitosulla comunicazione tenuta lasettimana precedente dal presidentedella Giunta regionale e dall’assessoreal Lavoro in merito alla crisi occupazionalecon particolare riguardoalla Fiat e alle aziende minori. Sull’argomentosono votati sei ordini delgiorno di cui cinque approvati.3 ottobreLa seduta è dedicata al tema dellaspending review con l’approvazionedella proposta di legge presentatadall’Ufficio di presidenza, primofirmatario il presidente ValerioCattaneo, che prevede un taglio alnumero dei consiglieri e degli assessoriregionali a partire dalla prossimalegislatura. Nello specifico il numerodei consiglieri regionali scenderàdagli attuali sessanta a cinquanta equello degli assessori si ridurrà a unmassimo di undici, di cui non piùdi tre esterni, rispetto ai quattordiciprevisti dall’attuale Statuto.9 ottobreAlla fase di sindacato ispettivo seguela ripresa dell’esame del ddl urbanistica.Nel pomeriggio, dopo il questiontime, l’Aula approva all’unanimitàdei votanti (le opposizioni nonpartecipano al voto), un ordine delgiorno, presentato dai capigruppo dimaggioranza, in materia di finanzae funzionamento degli enti locali. Ildocumento chiede che il presidentedella Giunta regionale tuteli le prerogativedella Regione e dell’Assembleain seguito al decreto legge approvatodal Governo il 4 ottobre 2012.16 ottobreIn apertura sono commemorate levittime degli incidenti sul lavoro, in


occasione della 62ª Giornata nazionale,celebrata in tutta Italia domenica14 ottobre. Continua poi ilconfronto sul ddl urbanistica conl’approvazione dell’articolo 5.17 ottobreCon 32 no della maggioranza, 19 sìdell’opposizione e un non votantedel gruppo Pensionati, l’Assemblearegionale respinge la mozione presentatadai gruppi Pd, Idv, Fds Selche chiedeva la revoca della delegaalla Caccia dell’assessore regionaleClaudio Sacchetto. Dopo il questiontime si riprende l’esame della riformaurbanistica con l’approvazionedell’articolo 6 sulla pianificazioneterritoriale e paesaggistica. Sul finiredella seduta è approvato all’unanimitàl’ordine del giorno sulla Sla, primafirmataria la consigliera EleonoraArtesio (Fds), che invita la RegionePiemonte a promuovere un incontrocon la rappresentanza delle associazioniper concordare la prosecuzionee l’estensione delle prestazioni e deiservizi domiciliari alle persone affetteda questa grave patologia.23 ottobreI lavori si aprono con la commemorazionedel senatore Adalberto Minucci,consigliere nella I e II legislaturaregionale, scomparso a Romail 21 settembre scorso, all’età di 80anni. L’Aula approva poi all’unanimitàla proposta di legge che modificalo statuto dell’Ente allo scopodi istituire il Collegio dei revisori deiconti. A tale organo viene assoggettatoil controllo della gestionefinanziaria regionale. Il Consigliolicenzia sempre all’unanimità anchela proposta dell’Ufficio di presidenzadi consegnare il sigillo, massimaonorificenza regionale, ai volontaridel Corpo regionale dei Vigili delfuoco e del Corpo antincendi boschividel Piemonte (Aib). Con 19sì, 11 astenuti e 3 contrari è infineapprovata la deliberazione per il riordinodelle Province, che passano da8 a 6, con l’accorpamento delle provincedi Biella-Vercelli e Novara-Vco,e il mantenimento della Provinciadi Asti. A margine della discussionesono approvati tre ordini del giornocon primi firmatari rispettivamenteValerio Cattaneo (Pdl), Giovanni Negro(Udc) e Marco Botta (Pdl).24 ottobreCon l’approvazione dell’articolo 6riprende la discussione sulla riformaurbanistica. L’articolo rivede le finalitàe gli obiettivi degli strumenti di pianificazioneterritoriale e paesaggistica.Nella mattinata sono discussi e votatinumerosi emendamenti di revisione eprecisazione del testo. Due quelli approvati,a firma Davide Bono (M5S)e Andrea Buquicchio (Idv). Al terminedella discussione è votato all’unanimitàun ordine del giorno, primo firmatarioPaolo Tiramani (Lega Nord),sulla tutela della detraibilità dei mutuisulla prima casa.30 ottobreAl mattino si svolge un’Assembleastraordinaria sul tema della difesadell’autonomia e delle competenzedelle Regioni richiesta dai gruppi Pdl,Misto e Pensionati. L’Aula nominapoi Paolo Cattaneo, già consigliereregionale nella VIII legislatura (2005-2010), membro della Commissionedi garanzia, in sostituzione di CarlaSpagnuolo, dimessasi in seguitoall’elezione a consigliere nell’attualelegislatura. Nel pomeriggio l’assessorealla Sanità Paolo Monferino presentala proposta di razionalizzazionedei laboratori di emodinamica sulterritorio piemontese, secondo quantorichiesto dal Piano sociosanitario edalle disposizioni nazionali. Ne segueun dibattito e la presentazione diquattro ordini del giorno, primi firmataririspettivamente Augusta Montaruli(Pdl), Nino Boeti (Pd), MassimilinoMotta (Pdl) e Gianna Pentenero (Pd).6 novembreAl mattino su richiesta delle opposizionisi svolge un Consiglio straordinariosui conti della Regione.Intervengono il presidente Cota,l’assessore Monferino e numerosiconsiglieri. Nel pomeriggio, dopoil question time, un’altra sessionestraordinaria porta al centro del dibattitola crisi dell’emittenza radiotelevisivalocale. Dopo l’illustrazionedella consigliera Eleonora Artesio(Fds), l’intervento dell’assessore allaTecnologia delle comunicazioniMassimo Giordano e il dibattito generale,l’Aula approva unanime conmodifiche un ordine del giorno, primofirmatario Eleonora Artesio, perinterventi a favore delle emittenti te-levisive locali. Nell’ambito infine dellasessione straordinaria richiesta daalcuni consiglieri della maggioranzasulla difesa dell’autonomia e dellecompetenze delle Regioni, è approvatoun ordine del giorno, primo firmatarioLuca Pedrale (Pdl), riguardoil decreto 174/2012 su disposizioniurgenti in materia di finanza e funzionamentodegli enti territoriali.7 novembreProsegue per tutta la mattina l’esamedell’articolato della riforma urbanistica.Nel pomeriggio l’Aula affrontala proposta di modifica delladeliberazione sulla programmazioneurbanistica per l’insediamento delcommercio al dettaglio in sede fissa,con l’intervento dell’assessore alCommercio William Casoni, la discussionegenerale e l’illustrazionedegli emendamenti.13 novembreSi conclude la seduta straordinariasui conti della Regione con gli ultimiinterventi dei consiglieri e le replichedegli assessori alla Sanità Monferino eal Bilancio Giovanna Quaglia. Approvatepoi due deliberazioni: la primamodifica lo statuto della FondazioneMuseo delle antichità egizie di Torino,la seconda procede alla nomina deicomponenti del Comitato regionaledi gestione del Fondo speciale peril Volontariato presso la Regione.Approvato inoltre all’unanimità conalcuni emendamenti il disegno dilegge che modifica la legge n. 18/94per agevolare le cooperative socialinell’accesso al credito. L’Aula licenziapoi tre ordini del giorno a favoredei malati di epilessia, primi firmataririspettivamente GianLuca Vignale(Progett’Azione), Eleonora Artesio(Fds) e Augusta Montaruli (Pdl). Laseduta si chiude sulla discussionedell’articolo 7 del ddl urbanistica.14 novembrePer tutta la giornata l’Assembleaaffronta l’esame dei contenuti dellariforma urbanistica approvando conalcuni emendamenti quattordici articoli,dal 7 al 20, inerenti la pianificazioneterritoriale e paesaggistica.20 novembreIn apertura di seduta il presidenteCattaneo ricorda le donne vittimedi violenza, la cui Giornata commemorativasi celebra domenica 25novembre. Viene poi comunicataall’Aula la decisione del consigliereFabrizio Biolè di uscire dal gruppodel Movimento 5 Stelle e confluirenel gruppo Misto. Dopo la fase disindacato ispettivo, il Consiglio licenziala proposta di deliberazione“Revisione degli indirizzi generali ecriteri di programmazione urbanisticaper l’insediamento del commercioal dettaglio in sede fissa”. Leprincipali novità riguardano le superficidei nuovi centri commerciali, chenon potranno essere superiori al 15per cento di quelle complessive degliesercizi di vicinato, e le tempistichedi realizzazione degli stessi insediamenti,che non potranno superare i5 anni, onde evitare qualsiasi formadi speculazione. Nel pomeriggio siprosegue sull’articolato del ddl urbanisticacon l’approvazione degliarticoli 20 quater e 21sul piano regolatoregenerale.21 novembreL’Aula procede alla votazione per ilrinnovo dell’Ufficio di presidenza.Sono confermati il presidente ValerioCattaneo, il vicepresidente diminoranza Roberto Placido, mentreper la maggioranza Fabrizio Comba(Pdl) subentra a Roberto Boniperti(Progett’Azione). Nessun cambioper i consiglieri segretari Lorenzo Leardi(Pdl), Gianfranco Novero (LegaNord) e Tullio Ponso (Idv).27 novembreIl Consiglio apre i lavori con l’approvazioneunanime della delibera chemodifica lo statuto della fondazioneLuigi Firpo “Centro di studi sul pensieropolitico”, risalente al 1987. Gliemendamenti comportano la diminuzionedel numero dei componentidegli organi collegiali di amministrazionee di controllo della fondazione,e l’attualizzazione delle normestabilite 25 anni fa. È poi affrontatoil tema del riordino del personaledurante il dibattito generale sullaproposta di delibera della Giunta perla razionalizzazione delle spese conl’illustrazione dell’assessore al Bilancioe la discussione generale.➜85


31 ottobreLa Giunta approva un ulteriore incrementodi 80 milioni di euro cheporta a complessivi 201 milioni ilsostegno agli enti locali piemontesisoggetti al Patto di stabilità. A favoredel comprensorio sciistico Via Latteae nell’interesse di non vanificare gliinvestimenti pubblici effettuati inoccasione delle Olimpiadi Invernali2006, la Giunta incarica gli ufficiregionali di provvedere alla conclusionedella trattativa con la societàSestrieres S.p.A. per l’affidamentodella gestione degli impianti di innevamentoper la stagione 2012-2013.In ambito sanitario viene dispostal’unificazione delle strutturedi Genetica delle Molinette e delSant’Anna-Regina Margherita di Torinonel nuovo Centro regionale diriferimento per la Genetica medicaparte dell’azienda ospedaliera Cittàdella Salute e della Scienza di Torino.Viene anche recepita l’intesa trail Governo e le Regioni sui requisitiminimi e le modalità organizzativenecessarie per l’accreditamento dellestrutture di assistenza ai malati infase terminali e delle unità di curepalliative e della terapia del dolore.Il fondo di riassicurazione per le piccolee medie imprese non artigianepiemontesi viene integrato con 15milioni di euro, portandone così ladotazione complessiva a 25. Vengonoinoltre concessi 2 milioni di euroa Confidi Lombardia, incorporate diFidindustria di Biella, per rafforzare ilsistema delle garanzie concesse. Inmerito al fallimento della De TomasoAutomobili S.p.A. la Regione decidedi proporre ricorso avanti il Tribunaledi Livorno per ottenere al restituzionedelle quota di contributo già concessoper il progetto di ricerca Univis.8 novembreLa Giunta regionale stabilisce unostanziamento di 25.800.000 di europer garantire il consolidamento delsistema integrato di servizi socioeducativiper la prima infanzia (finanziamentiai Comuni sedi di asili nidoe micronidi comunali o privati, centridi custodia oraria e nidi di famiglia)e delle azioni di promozione e supportoalla permanenza della personaanziana nella propria abitazione, daottenere ricorrendo all’ospedalizzazionedomiciliare, alle dimissioni protette,all’assistenza familiare. Vengonopoi apportate alcune modificheriguardanti le disposizioni operativedel fondo regionale di garanzia istituitopresso Artigiancassa, modificheche permetteranno un più efficaceimpiego delle risorse, concentrandolenella forma della riassicurazione,ed una più puntuale definizione dellemodalità di escussione.14 novembreA sostegno delle aziende in crisi laGiunta delibera di cofinanziare con521.000 euro il programma di interventidi politica attiva del lavoro per i197 esuberi dell’Agile presentato dalMinistero del Lavoro alla Commissioneeuropea e vengono assegnati350.000 euro alla Provincia di Torinoper realizzare progetti di ricollocazioneprofessionale di lavoratori in cassaintegrazione straordinaria per cessazionedi attività o di ramo di aziendao procedura concorsuale di impresedei settori secondario e terziario.Inoltre viene assegnato un incrementodi 14mln di euro per le azioni diformazione continua individuale deilavoratori, che saranno prolungatefino ai primi mesi del 2014, in mododa assecondare il numero elevato didomande di qualificazione ed aggiornamentoprofessionale. Infine laGiunta istituisce l’elenco degli operatoriforestali del Piemonte, con loscopo di consentire l’individuazionedelle persone in possesso di comprovateconoscenze e competenzeprofessionali per realizzare attivitàpratiche e di agevolare i cittadini,le imprese e le pubbliche amministrazioninella ricerca di maestranzequalificate.28 novembreLa Giunta regionale dispone: i trasferimentialle Comunità montaneper le spese di funzionamento, nonchéun’assegnazione di 28.200.000euro a favore dell’edilizia sanitaria; laconcessione alle Comunità montanee alle subentranti Unioni montanedi Comuni, per il mantenimento elo sviluppo dei servizi scolastici neiterritori montani, di un contributocomplessivo di 900.000 euro cheandrà a coprire i costi sostenuti perl’impiego del personale docente, chedovrà essere reperito dalle graduatoriedelle istituzioni scolastiche compe-tenti. Viene inoltre disposta entro il28 febbraio 2013 la riorganizzazionedel servizio di continuità assistenziale(ex guardia medica), che prevedel’istituzione di un numero verde perle chiamate telefoniche alle centralioperative, che saranno ubicate pressoquelle del 118, e la revisione dellepostazioni attualmente esistenti.Con successive delibere e sentite leorganizzazioni sindacali di categoriapiù rappresentative, si procederà alladefinizione degli aspetti tecnico-operativied amministrativi di tale organizzazione,con particolare riferimentoai modelli organizzativi e operativi➜I CommissioneT A C C U I N Idel personale. Per quanto riguarda ilCSI-Piemonte vengono individuatele modifiche allo statuto del CSI-Piemonte da sottoporre all’esamedel Consiglio regionale: ammissionedi una più ampia tipologia di enticonsorziati e conseguente variazionedella rappresentatività dei consiglieridi amministrazione, rafforzamentodel controllo analogo da parte deglienti consorziati, aggiornamento dellefinalità del consorzio, delega deipoteri di ordinaria amministrazione apresidente e direttore generale.DELLE COMMISSIONI PERMANENTIProgrammazione/BilancioPresidente: Angelo Burzi(Progett’Azione)Il 14 settembre la I Commissione haespresso parere favorevole a maggioranzasul ddl n. 273 che modificala l.r. n. 18/1994 sulle cooperativesociali mentre, il giorno 21, sisono svolte le consultazioni in meritoal ddl n. 291 “Assestamento albilancio di previsione per l’anno finanziario2012 e disposizioni finanziarie”il cui esame è proseguito indiverse sedute per poi essere licenziatoa maggioranza il 19 novembre.Il giorno 28 è stata licenziataall’unanimità la pdl n. 295 sulle indennitàdei componenti di Giuntae Consiglio regionale e sul funzionamentodei gruppi consiliari. Il 19ottobre è stata licenziata all’unani-➜mità la modifica statutaria (pdl n.304) per l’inserimento dell’art. 70bis (Collegio dei revisori dei conti).Nella stessa giornata si sono svoltele consultazioni sul ddl n. 299 “LeggeFinanziaria per l’anno 2013” esul ddl n. 300 “Bilancio di previsioneper l’anno finanziario 2013e bilancio pluriennale per gli annifinanziari 2013-2015” il cui esameriprenderà dopo l’espressione delparere di merito da parte delle altreCommissioni consiliari. Nella sedutadel 31 si è svolta la comunicazionedell’assessore regionale al Bilancio,Giovanna Quaglia, sugli interventiregionali a sostegno degli enti localisoggetti al patto di stabilità. Il 9 novembresi è tenuta la comunicazioneda parte dell’assessore regionalealla Ricerca e Innovazione, MassimoGiordano, in merito all’assembleadei soci del Csi Piemonte. Nellaseduta del 12 è stata licenziata amaggioranza la proposta di deliberazionen. 218 “Interventi urgentiper la razionalizzazione delle spese87


ConsiglieriConsiglio regionale del PiemontePopolo della LibertàPartito DemocraticoLega NordProgett’AzioneItalia dei ValoriUnione di CentroFederazione Sinistra EuropeaInsieme per BressoModeratiMovimento 5 StellePensionatiSinistra Ecologia LibertàUniti per BressoVerdi - VerdiGruppo misto171211432111111113ConsiglieriConsiglieriConsiglieriConsiglieriConsiglieriConsiglieriConsigliereConsigliereConsigliereConsigliereConsigliereConsigliereConsigliereConsigliereConsiglieri91


N UMERO 42012G R U P P I D E L C O N S I G L I O90➜Popolo della LibertàLuca PedraleSì alla ProvinciaVercelli-BiellaÈ un successo del territorio e dellagente quello che abbiamo ottenutoin Consiglio regionale, ribaltandola decisione del Consiglio delleAutonomie Locali di proporre alGoverno, nell’ambito della leggeche dispone il riordino delle Province,di assorbire le attuali Provincedi Biella e Vercelli nella “Provinciadel Piemonte Orientale”, conNovara e il Verbano-Cusio-Ossola.Il Consiglio delle Autonomie Locali,creato per difendere e valorizzarele istanze dei territori, avevainfatti clamorosamente bocciato,caso unico in Italia, la propostadi accorpare le Province di Biella eVercelli, dando vita alla Provinciafederata Biella-Vercelli, senza tenerein alcuna considerazione l’esplicitarichiesta di oltre 90 sindaci delBiellese e del VercelleseLa decisione del Cal aveva quindisollevato la protesta della stragrandemaggioranza dei sindaci e deipubblici amministratori del biellesee del vercellese.Le Province di Biella e Vercelli,infatti, hanno tutti i requisititi richiestidal Governo per formare,insieme, la Provincia federata Biella-Vercelli,con capoluogo la cittàdi Vercelli: dimensione territorialenon inferiore a 2.500 chilometriquadrati e popolazione residentenon inferiore a 350 mila abitanti,nonché il rispetto del criterio dellacontinuità territoriale.Pertanto la decisione del Cal nonpoteva essere subita passivamente.Tanto più che avrebbe comportato,per i nostri territori, enormiproblemi sociali ed economici.Con la creazione del Quadrante,infatti, la sola Provincia di Vercellirischierebbe di perdere circa milleposti di lavoro, mettendo a rischioi dipendenti di Prefettura, Questura,Motorizzazione, Aci, Inps, Inail,Agenzia delle dogane, Agenzia delterritorio, Agenzia delle entrate,Arpa, uffici regionali delle OperePubbliche e dell’Urp, Provveditoratoagli studi, comandi Provinciali diCarabinieri, Vigili del Fuoco, Guardiadi Finanza e Guardia Forestale.Inoltre, sarebbe a rischio la sopravvivenzadell’Asl provinciale diVercelli. Anche la Valsesia sarebbefortemente penalizzata, e l’ospedaledi Borgosesia, schiacciato traquelli di Biella e di Borgomanero,sarebbe ridimensionato.Per tutti questi motivi ho organizzatola mobilitazione delterritorio. Infatti ad assistere aldibattito che si è svolto in Consiglioregionale sono arrivati dalbiellese e dal vercellese oltre 100sindaci in fascia tricolore, amministratorilocali, molti rappresentantidelle realtà economiche eprofessionali e tanta gente orgogliosadelle proprie radici.Tutta gente che con la sua presenzaha voluto difendere il proprioterritorio in una battagliache non ha colore politico e chenon è stata portata avanti perquestione di posti, di poltrone, dicariche politiche.Il riordino delle Province, affinchéabbia le conseguenti e auspicatericadute positive, non deve limitarsia tracciare i più ampi confinigeo-politici, asetticamente rispondentialla continuità territoriale,ma deve anche rispondere al principiodi continuità dei rapporti sociali,economici e culturali della popolazioneresidente nelle provinceoggetto di riordino.In tale contesto, il ritorno alla Provinciaunica Vercelli-Biella, oltrea rispettare i criteri indicati dallalegge, tiene conto della continuitàeconomica sociale, culturale diterritori già storicamente uniti. Laloro unione consente la piena valorizzazionedi un territorio geomorfologicamenteomogeneo e voltoalla valorizzazione delle peculiaritàagricole, economico-produttive,turistiche e che vanta un patrimoniostorico, culturale ed enogastronomicoriconosciuto nel mondo.La Provincia federata Biella-Vercellinon prevede la modifica di territori,ma anzi la riaggregazione diterre unite fino al ’92 e che daldopoguerra ad oggi non sono maistate così compatte. Una compattezzaoggi fondamentale e che ciconsentirà di difendere posti di lavoroe servizi per i cittadini.Al contrario, la costituzione di unaprovincia di quadrante comprensivadi Biella, Vercelli, Verbano-Cusio-Ossola e Novara, andrebbead azzerare più di cinquant’anni distoria, mettendo a rischio posti dilavoro, ma soprattutto andando apenalizzare enti virtuosi che, comela Provincia di Vercelli, hanno gestitooculatamente le proprie risorsefinanziarie.L’unione in quadrante significherebbenell’immediato un dannoenorme per la città di Vercelli, conripercussioni a cascata su tutti glialtri Comuni della provincia, allaluce anche dei bilanci delle altretre Province interessate, che denuncianogravi problematicità.E ancora, la soluzione di quadrante,che forse a prima vista potrebbeanche apparire più vantaggiosa,potrà invece in futuro comportarelo svuotamento del territorio infavore di Novara, vista come unarealtà economicamente più vivace,ma senza dubbio in grado di fagocitarele piccole aziende vercellesi.La battaglia per la costituzionedella Provincia federata Biella-Vercellinon è, però, ancora terminata.Per raggiungere l’obiettivo abbiamoora bisogno dell’aiuto di tuttii parlamentari del nostro territorio,affinché riescano a far ratificare alGoverno la nostra istanza e a farrestituire alle Province le risorseche il Governo stesso ha loro deliberatamentetolto, in violazionecon quanto sancito dalla Carta Costituzionale.Infatti il prossimo 6 novembre sisvolgerà, in udienza pubblica, latrattazione dei ricorsi presentatialla Corte Costituzionale da seiRegioni - tra le quali anche il Piemonte- per la dichiarazione di illegittimitàcostituzionale della leggeche dispone il riordino delle Province,ovvero la legge del 7 agosto2012 recante le “Disposizioniurgenti per la revisione della spesapubblica con invarianza dei serviziai cittadini”.Angiolino MastrulloMaggiori tuteleper i piccoli ComuniL’approvazione della legge relativaalle “Disposizioni organichein materia di enti locali” colmail vuoto lasciato dalla profondamodifica del Testo Unico dellaMontagna del 1999, confermandola grande attenzione dellaGiunta di centrodestra e delConsiglio regionale nei confrontidei territori montani, ai qualisarà assicurata una miglior tutela.I l p r o v v e d i m e nto r i g u a r d a1.077 Comuni sui 1.205 complessividel territorio regionale.La legge é infatti un adattamentoalla realtà piemontese dell’obbligo,imposto dalla spendingreview nazionale, di gestire informa associata le funzioni fondamentalidei piccoli Comuni.E in Piemonte 1.077 Comuni hannomeno di cinquemila abitanti,600 di questi sono sotto i mille.La nuova legge abbassa la sogliaminima di diecimila abitantiche deve essere raggiunta per lagestione in forma associata, portandolaa tremila abitanti per iterritori di montagna e collina ea cinquemila per quelli di pianura.Non è previsto un numero minimodi Comuni che devono concorrereal raggiungimento di tale soglia.Le Comunità montane sono abolite,e per quelle i cui Comuni costituirannoun’Unione montananon ci sarà bisogno di nominareun commissario, figura prevista intutti gli altri casi. Sarà garantitaper 10 anni e in forma decrescente,da parte della Regione, la coperturaeconomica del costo del


personale delle Comunità montanesoppresse, che andrà a coprirei posti vacanti in altri Comunio enti pubblici non economici.Questa misura permetterà a tuttii piccoli Comuni di procedereall’assunzione di nuovo personalesenza sforare i tetti fissati dalpatto di stabilità e nel rispetto deiprincipi della spending review.La nuova legge è improntata alfederalismo fiscale, perché prevedeche una porzione delle tasseprodotte in montagna resti sulterritorio, dando in questo modocertezze che mancano quando sidipende da trasferimenti decisidi anno in anno in base alle esigenzedi bilancio della Regione.Il Fondo per la Montagna verràquindi finanziato anche dai tributidiretti regionali provenientidalle attività produttive realizzateall’interno delle Unioni montane,quali Irap, canoni idrici e diimbottigliamento o diritti escavazione,e sarà ripartito in modoproporzionale rispetto all’apportofornito da ciascuna Unione.Inoltre, contrariamente a quantoprevisto dalla legge nazionale,non saranno cancellati i Consorzisocio-assistenziali, ma ad ogniConsorzio dovrà fare riferimentoil limite minimo di 40 mila abitanti.Questa legge sistema molte criticitàdal punto di vista dell’assettoistituzionale e intervienein favore dell’operatività soprattuttodei piccoli Comuni, chedovranno scegliere con qualestrumento e con chi aggregarsiper la gestione associatadelle funzioni fondamentali.Non si tratta però di un punto diarrivo, ma un punto di partenza.Nonostante i passi avanti dellaRegione Piemonte, infatti, il quadronazionale rimane confuso.Dobbiamo dunque essere unpunto di riferimento nei confrontidegli enti locali, e non lasciarlisoli con i nuovi regolamenti. Ilprossimo passo, dunque, saràl’istituzione, in Regione, di unatask force attiva da subito, dedicataai nostri sindaci per fornireloro il supporto tecnico e amministrativodi cui avranno bisogno.➜Partito DemocraticoAldo ReschignaConti della Regione:Giunta, nessun dato certoA inizio novembre in Consiglio regionaleabbiamo assistito a una edizionestraordinaria di “Scherzi a parte”.La Regione “tecnicamente fallita” diMonferino, solo qualche giorno primain Commissione, è diventata in aula laRegione con i conti sanitari in equilibrio,salvo poi ricordare che i debitidelle aziende sanitarie con i fornitorisono di circa 2.5 miliardi di euro e di unmiliardo lo squilibrio economico. Macome si può fare un discorso serio suiconti in questa situazione? La veritàè che è sempre più forte la preoccupazioneper la situazione dei contiregionali e delle politiche che finoranon sono state messe in atto da partedella Giunta Cota.Da tempo ne denunciamo la gravità eil pericolo di un tracollo dei conti nel2013. Eppure neanche il presidenteCota è davvero in grado di dire attualmentequal è la reale situazionedei nostri conti. Non lo è perché, nonostantedue anni fa abbia affidatoper questo un incarico a un consulente,non è ancora chiaro la realeesibigilità dei residui attivi che ammontanoa oltre 4,3 miliardi di euroe che arriveranno a fine esercizio aoltre 5 miliardi. Non è in grado, tantoche di fronte a una precisa richiestadella Corte dei Conti, dalla Giunta èstato risposto che ci vorrà ancora unanno e mezzo per avere il dato reale.Ci vogliono 4 anni per verificare l’esigibilitàdi residui attivi contenuti insette pagine? O non è questo un altropassaggio di una operazione chegià conosciamo, tesa a nascondere larealtà dei conti?I documenti di bilancio finora hannoviolato il principio di correttezza.Oltre 400 milioni di spese del 2012sono state fatte slittare nel previsionale2013. E mentre la Corte deiConti denunciava che nel 2011 eranostati superati i vincoli del 20% perl’accensione di mutui, anche nel 2012prevedono mutui per 267 milioni dieuro, una quota che va oltre il 25%,sfondando il tetto imposto per legge.È evidente che la legge di bilancionon propone la reale fotografiadell’esistente. Nel 2012 è stato infattiiscritto un attivo di 176 milioni dieuro, mentre il disavanzo 2011 era di484 milioni di euro. Ora il disavanzonell’assestamento viene spalmatofino al 2014, mentre nel bilancio diprevisione 2013 viene spalmato finoal 2015. Un bel pasticcio.C’è una grande incoerenza tra lapreoccupazione che spesso la GiuntaCota denuncia sugli organi diinformazione e le politiche di bilancioche mette in atto. Questo è unelemento di grande irresponsabilitàdella Giunta, come dimostra anchel’effetto della dichiarazione dell’assessoreMonferino sul “fallimentotecnico” della Regione. Da alloralettere di impegno e determine regionalisono diventate carta stracciaper le banche cui vengono sottoposteda enti, associazioni e aziendeche vantano crediti con l’amministrazioneregionale.Le nostre proposte sono note datempo: rivedere l’organizzazionedella Regione riducendo le direzioniregionali, non rinnovando i contratticon i direttori esterni perché in questasituazione occorre puntare sullerisorse interne; riportare all’internogli affidamenti e i fondi rotativi diFinpiemonte Spa; tagliare le Atc ei consigli di amministrazione dellearee protette, che assorbono quasitutte le risorse a loro disposizione;arrivare alla fusione di società partecipate,non è possibile che ci siano7 società di committenza regionale.Siamo favorevoli al fondo immobiliare,lo abbiamo proposto noi conun anno di anticipo. Siamo assolutamentecontrari al fondo immobiliaresanitario cui conferire la proprietàdegli ospedali: sarebbe un evidentepasso verso un disegno politico diprivatizzazione della sanità che noncondividiamo.Questo infatti consegnerebbe ancheai privati la determinazionedegli affitti che dovrebbero pagarele aziende sanitarie, renderebbemolto più complicato ricorrere aifondi statali per gli interventi sugliospedali, vorrebbe dire far godereai privati parte della valorizzazionedegli ospedali stessi realizzata confondi regionali. La vicenda di Sitodovrebbe insegnare qualcosa.La verità è una: la Regione ha bisognodi un governo forte, non diuna amministrazione ordinaria. Mala Giunta Cota di forte ha solo leaffermazioni, non i comportamentie le politiche adottate.Mino TariccoVicenda Caccia: dallaGiunta tanta improvvisazioneSe sulla caccia l’avvio di legislatura avevamosso i suoi primi passi con grandiproclami da parte della Giunta sullagestione faunistica, tutti improntatialla demagogia pura, all’inseguimentodi una sorta di “liberi tutti” comeregola generale, alla fine del 2012 citroviamo alle prese con un quadroche definire desolante è riduttivo.Dopo i vari ricorsi e rinvii nella apertura,vi sono ancora zone nelle qualila caccia è, e probabilmente rimarrà,chiusa per settimane se non mesi,con conseguenze sia per i cacciatoriche abitualmente operavano su queiterritori - che pur avendo ottemperatoa tutto quanto in loro dovere, nonpossono esercitare un loro diritto - siaper le produzioni agricole e forestaliche vedranno aumentare i danni,sia per il rischio di incidentalità cherischia di crescere esponenzialmente.Tutto questo avviene in un momentoin cui la Regione di fatto riducele risorse per far fronte ai danni:come dire, oltre al danno la beffa.E pensare che tutto ciò accade dopoche la maggioranza ha abrogatouna legge che, con tutti i suoi limiti,aveva fatto della nostra una Regionevirtuosa nel campo della gestionefaunistica, e dopo avere volutamente91


N UMERO 42012G R U P P I D E L C O N S I G L I O92ignorato un impegno - che la maggioranzaaveva annunciato anchetramite un OdG - di fare in tempibrevi una nuova legge regionale.Questo accade per aver ignorato l’indicazionedell’ISPRA (Istituto Superioreper la Protezione e la Ricerca Ambientale) che già a giugno del 2012aveva richiesto per le aree SIC (siti diinteresse comunitario) e ZPS (zone diprotezione speciale) la Valutazione diIncidenza, richiesta colpevolmentesottovalutata dall’amministrazione.Ora si sta correndo ai ripari ,ma iltempo passa e si rischia di arrivare atempo scaduto.Ultimamente è emerso un nuovo problemaurgente nelle normative cheregolano l’attività venatoria quandoil suolo è ricoperto di neve: l’abrogazionedella legge regionale cancella lederoghe che erano previste, in particolareper il cinghiale, la volpe e gliungulati anche nelle zone di pianura.In assenza della legge regionale valgonole regole della normativa nazionale,che, tra le altre cose, vieta la caccia aqualsiasi specie in caso di neve al suolo,con la sola eccezione per la zona Alpi.L’impossibilità di cacciare ungulatisul terreno innevato rischia di avereconseguenze rilevanti sul loro proliferare,dato che il maggior numerodi abbattimenti di questi animali,dannosi per le colture e pericolosiper gli automobilisti, avviene proprioin questo periodo dell’anno.Una annata partita male e che rischiadi finire peggio, nella confusionee nel disorientamento del mondovenatorio e del mondo agricolo, eanche degli organismi di gestionedei Comprensori alpini e degli Ambititerritoriali di caccia del Piemonte.L’incertezza continua che caratterizzaquesta stagione, le improvvisee continue modifiche alle disposizioninormative, l’azzeramento difatto dei trasferimenti di fondi aisoggetti gestori rischiano di distruggeretutto quanto di buono era statofatto nella gestione faunistica.Non vorremmo dover prendere attoche la demagogia e la superficialitàhanno generato una condizione destinataa creare problemi al territorio,ai cittadini viaggiatori, agli agricoltori,oltre che al mondo venatorio.C’era un impegno a mettere manoa una nuova legge regionale, siamoormai tremendamente in ritardo:chiediamo alla Giunta dinon rinviare oltre, non locapirebbe più nessuno.➜Lega NordMario Carossa eMichele MarinelloVerso lamacro regione del NordUna macro regione del Nord, con suenorme fiscali, con la possibilità che isoldi prelevati dai contribuenti sianoreinvestiti per la maggior parte sulterritorio e non inviati a Roma e conla prerogativa di supportare le proprieaziende e il lavoro con proprie politichedi rilancio. È il succo della propostalanciata a livello nazionale dalla LegaNord, con un referendum e una propostadi legge di modifica costituzionalefirmato da Roberto Maroni, chein Piemonte si è concretizzata in unamozione presentata dal Gruppo regionaledella Lega Nord. La mozione, cheverrà votata in Consiglio, propone disupportare l’iniziativa del Referendumper la creazione di un area di particolareinteresse economico, politico e sociale(con una semplice modifica dellaCostituzione), nella quale ad esempiovi sia un ritorno del gettito fiscaleversato pari ai tre quarti del totale.Quest’area è composta dalle regioniomogenee dell’area alpina e padanadel Paese. La legge di iniziativa popolareche deriverà dalla raccolta firmedovrà essere sottoposta a “referendumconfermativo”, come ogni leggedi modifica costituzionale. Nel nostroprogetto di euroregione, che non vuoledire fusione delle regioni confinantidi un territorio in una sorta di superregione, vi è il riconoscimento costituzionaledelle peculiarità di un territoriocostituito da realtà omogenee, nelrispetto delle singole specificità. Unafederazione, insomma, dove il ruolodelle singole Regioni venga potenziatoe nella quale sia possibile applicareparticolari politiche come ad esempioquella in tema fiscale. Questo è il verofuturo della politica del paese, la verasfida per rilanciare l’economia. Siaper la nostra realtà nazionale sia perl’evoluzione dell’Europa. L’unica stradapercorribile è quella di individuarespecificità su aree omogenee e in esseapplicare politiche che siano la direttarisposta a quelle specificità”.“La Lega Nord, a questo modo, dàpiena realizzazione a quel progettofederalista, che valorizza i territori e lerealtà che lo compongono, che potenziale identità locali e dà loro responsabilitàdi determinarsi autonomamenteil futuro, esattamente come avevaprevisto Gianfranco Miglio nella suavisione di riforma dello Stato. Un percorsoche da sempre è la spina dorsaledel nostro movimento. Ma anche unpercorso che interpreta in modo concretoe chiaro lo spirito di sussidiarietàche è insito nella Costituzione stessae nell’articolo V. Una via che rappresental’unico vero atto di granderesponsabilità verso le future generazioni.Su di una cosa si deve esserchiaro però. A noi non interessa una“maxi Lombardia”, come qualcunovoleva suggerire. I piemontesi non laaccetterebbero e non avrebbe senso.Noi abbiamo intenzione di valorizzarel’identità dei territori, non di metterla arischio. In questo senso la proposta dilegge fatta da Roberto Maroni intendeattuare il progetto che prevedeva unaFederazione del Nord, dove il ruolo dellesingole Regioni venga potenziato. Ilriferimento per le Regioni del Nord nonpuò più essere cercato a Roma. Questoè un primo tassello di un’Europa deipopoli e delle regioni.Antonello AngeleriL’attacco del Governoal cuore del federalismoQuella che stiamo affrontandoin questi mesi è una vera e propriaguerra. Una guerra messa inatto da un Governo centralista eburocrate, non legittimato da unvoto libero e democratico, cheha prima tagliato ogni speranzaall’impresa, piccola e media, veromotore dell’economia dei nostriterritori, e poi ha indirizzato ilcolpo direttamente al cuore delfederalismo, tentando di cancellarele Regioni.Il primo passo fatto è stato l’innalzamentoa livelli intollerabilidella pressione fiscale a cui è statosottoposto il Paese, pressioneche sarà ulteriormente aumentatacon il decreto sulla stabilità ele assurde norme sull’iva.Un atteggiamento che ha avutoriflessi ancora più pesanti nelleregioni, come la nostra, in cui iltessuto produttivo era più folto.Siamo arrivati a limiti non piùsopportabili.La Nazione, e di conseguenzaanche la nostra regione, possiedeil più alto tasso di pressionefiscale sulle imprese, calcolato inpercentuale sui profitti, d’Europa.Un tasso che non ha egualiin paesi Extra Ue.Siamo al 68,6%! Circa 24 puntipiù in alto della media dell’europea,e 20,5 punti più in altorispetto alla Germania.Rispetto al Canada, per fare unaltro esempio, abbiamo una pressionefiscale maggiore del 34,5per cento.Cifre che mettono l’Italia del tuttoal di fuori di ogni possibilitàcommerciale.E che spiegano molto bene ladrammaticità degli effetti sulleaziende della tassazione, con leconseguenze che si possono immaginarein termini di competitività,occupazione, produttività ecosto del lavoro.In altre nazioni, come la giovaneEstonia, una significativa diminuzionedella pressione fiscaleha generato grandi margini diripresa. Permettendo al mercatodi riprendere un trend positivosconosciuto da anni.È chiaro dunque come un’azionesulla pressione fiscale, che la nostraRegione sta promuovendo edè stata sottolineata anche dagliStati Generali del Nord, potràavere grandi benefici per un rilanciodel territorio.A partire da Fiat fino a tutte lealtre aziende.


E veniamo all’attacco diretto alfederalismo. Il decreto smontaregioni messo a punto dal Governoguidato da Mario Monti non èuna sorpresa rispetto a un disegnochiarissimo, il cui obbiettivoè sfilare le deleghe alle Regioniper demolire il principio federalistadella sussidiarietà che sta allabase dell’esistenza delle stesseistituzioni regionali, attaccandoe cancellando i dettami del titoloV della Costituzione.Il punto che è difficile far passarealla grande massa è che in questomomento l’azione di protesta cheproviene dai politici dei territorinon è la difesa dello strapuntino,dei privilegi.Ma è la risposta a un vero golpepolitico freddamente calcolato.Siamo solo al secondo capitolodi un libro scritto da Monti, daPatroni Griffi e dagli altri ministri,per stravolgere il principio democraticodella rappresentatività delpopolo.Un attacco necessariamente direttoalle Regioni che sono statel’ultima istituzione di questo paeseeletta con un voto.Oggi si vuole mandare in fumol’idea dei padri della Costituzione,confermata dai valori fondantianche dell’Europa anti comunistae messi in atto a partire daltrattato di Maastricht, sviluppatiattorno al principio di sussidiarietàche si oppone al centralismo,al potere burocrate. Giustissima èl’azione a contrasto degli sprechi,per la riduzione dei costi dellapolitica, per la censura di chi siè comportato in modo ignobile.Giustissimo è il taglio dei costidel Consiglio regionale che questaRegione da anni, da quandosi è insediata, ha intrapreso senzaremore.Altra cosa, invece, è la deliberata,scientifica, programmata distruzionedell’istituzione democraticadelle Regioni e lo scippo deldiritto di rappresentatività democraticadel popolo.Un gioco subdolo al quale unpolitico che ancora intende comesuo obbiettivo l’unico interessedel popolo non può e non potràmai sottostare.➜Progett’AzioneAngelo BurziNon solo tagli, ma ancheriduzione del debitoLa proposta del gruppo consiliaredi Progett’Azione per la riduzionedella spesa pubblica, che è ormaidiventata patrimonio comune dellamaggioranza dei consiglieri regionali,prevede un recupero di efficienzae di efficacia della macchinaregionale, in grado di far risparmiarecomplessivamente oltre unmiliardo di euro di qui alla fine del2015. La proposta di Progett’Azioneè a costo zero per la collettività:tutte le risorse recuperate verrannodestinate alla riduzione del debito,alle politiche sociali migliorando laqualità della vita delle famiglie e allosviluppo delle attività produttive.Il piano elaborato da Progett’Azioneprevede, oltre ai provvedimentigià adottati che hanno prodotto unsignificativo taglio dei costi dellapolitica regionale, l’ulteriore riduzionedel 20% dei costi complessivirelativi all’indennità di consiglieriregionali e assessori e relativi trasferimentigruppi consiliari. L’operazione“Piemonte zero” prevedel’abolizione dell’utilizzo delle autodi servizio in tutta l’amministrazioneregionale, comprese le società e leagenzie regionali.Si dovrà incidere anche con il realeblocco delle assunzioni, dellaRegione delle società controllate opartecipate. Per favorire la mobilitàfra i dipendenti della giunta del consiglioregionale, delle società e delleagenzie controllate dalla regione edelle comunità montane, verrà istituita,a costo zero impiegando perlo scopo il direttore del personaledella Regione e delle partecipate, laDirezione della mobilità che gestiràgli elenchi del personale “in disponibilità”.Si dovranno ridurre anchei costi di enti, agenzie, consorzi esocietà partecipate dalla Regione,bloccando le nuove assunzioni, riducendola spesa per le consulenzedi incarichi professionali e fissandonuovi criteri di professionalità pergli amministratori. Per la valorizzazionedel capitale umano, risorsafondamentale della pubblica amministrazione,la Regione dovràpromuovere in modo incisivo iltelelavoro. Sempre per favorire ilcontenimento della spesa, si dovràpromuovere la completa digitalizzazionedegli atti, firma elettronicadigitale dei dipendenti regionali,la possibilità di presentare atti ecertificazioni attraverso strumentidigitali e di effettuare pagamenti inmodo digitale. Gli enti, le agenziele società partecipate dalla RegionePiemonte dovranno essere amministratein modo professionaletrasparente: a questo scopo Progett’Azioneprevede l’introduzionedi criteri di nomina e designazionetrasparenti, che pur non producendorisparmi quantificabili dal puntodi vista monetario, favorirannol’avvio di una miglior gestione dellamacchina pubblica.Un altro intervento che va nella stessadirezione è quello volto ad assicurarela trasparenza dei procedimentiamministrativi, con la pubblicazionein modo evidente sulla prima paginadel sito della Regione di tutti gli attie i provvedimenti adottati con rilevanzaesterna, tra i quali l’anagrafedegli eletti, l’anagrafe dei nominatiin enti, aziende, società, agenzie econsorzi controllati, vigilati partecipatidalla Regione, l’elenco degliincarichi, dei collaudi, delle consulenzee del trattamento economicodegli organi di indirizzo economicoamministrativo, dei dirigenti, deiconsulenti e dei membri di commissione.Un intervento fondamentaleai fini del risparmio e del recuperodi efficienza è l’alienazione del patrimoniodisponibile e la razionalizzazionedelle società partecipate.Sono tutti interventi di efficienzapura che non tagliano servizi aipiemontesi e offrono una rispostaconcreta alla riduzione dei costi dellapolitica e al miglioramentodell’efficienzadella pubblica amministrazione.➜Italia dei ValoriAndrea BuquicchioAutonomie locali,una riforma necessariaÈ ormai evidente come sia necessariauna seria riforma delleautonomie locali. L’ampio potereconcesso alle amministrazioni localiha finito per produrre l’esattocontrario di ciò che erano gliobiettivi iniziali quando il Governodi centro sinistra varò la riformadel titolo V della Costituzione. Aoltre dieci anni da quella riforma ilbilancio non può essere positivo.Il solco che separa la politica dallasocietà civile si è ampliato a dismisura,la spesa pubblica è lievitata,la spesa regionale per vitalizi, indennitàe rimborsi è raddoppiata.Le Regioni non hanno portatorisparmi concreti sulla spesa pubblica,ma anzi hanno fatto incrementarele tasse, senza benefici emiglioramenti concreti nei servizierogati per i cittadini. Pensiamoalle ragioni per le quali erano natele autonomie locali. E pensiamo acosa sono ora le autonomie locali.Quarant’anni fa erano nate con unpreciso intento: quello di sviluppareun modello amministrativomeno verticistico e meno centralistico,in favore di una maggiorepartecipazione degli enti localinell’elaborazione delle politiche,così da favorire una partecipazionepiù ampia delle istituzionie dei cittadini. Erano nate perrappresentare il volto di un Paesemoderno, dove il decentramentoavrebbe dovuto significare buongoverno vicino alla gente. Eranonate con l’intenzione di migliorarei servizi, rendere la macchina amministrativapiù efficiente, rende-93


N UMERO 42012G R U P P I D E L C O N S I G L I O94re la democrazia più trasparente,ma soprattutto per ridurre sprechie generare risparmi. E allora correl’obbligo di chiederci, onestamente,se questi propositi siano statimantenuti. Evidentemente no.E mi sembra che i risultati sianosotto gli occhi di tutti, anche semolti preferiscono non vedere omeglio vedere, in questo tentativodi mettere mano ad una macchinapiena di difetti, che in 40 anni hadisperso un vero e proprio patrimonio,un attacco indiscriminatoe ingiustificato alle Regioni e alleautonomie locali. A questo puntouna riforma è necessaria, prevedendomaggiori competenze aiComuni e maggiori responsabilitàalle Regioni, eliminando allostesso tempo le province. Tuttaviatale riforma non può essere delegataad un Governoprivo di rappresentanzademocratica.➜Movimento 5 StelleDavide BonoImpegno per lariconversione della FiatTutti conosciamo la situazione dellaFIAT, non solo nello stabilimentodi Torino. Il progetto, chiamato“Fabbrica Italia”, si è ridotto a milionidi ore di CIG, e poi, con un laconicoannuncio, è stato superato!Nella seduta di consiglio del 2 ottobreho provato a proporre un’alternativacon un ordine del giornoche impegna la Regione a farsi promotricedella diffusione dell’infrastrutturae della mobilità elettrica.È stato approvato all’unanimità.È in atto infatti una ristrutturazionemondiale della produzio-ne di automobili, tendente alladiminuzione della produzione diautoveicoli con motorizzazioneendotermica e all’aumento dellaproduzione di veicoli elettrici, afuel cells o eventualmente nellasola prima fase, per dare continuitàproduttiva, a veicoli ibridi aminore impatto. Marchionne hainvece più volte definito in perditail mercato dell’elettrico, salvo poivedersi costretto dalle stringentinorme dello Stato della Californiaa commercializzare in fretta e furiauna 500 elettrica, prodotta inMessico. Ovviamente serve al piùpresto una infrastruttura di ricaricaelettrica diffusa e con uno standardunico, sfida che il Governo haraccolto nel recente DL sviluppo ecittà come Roma, Firenze, Genova,Bologna, Parma, Verona stanno facendo,ma Torino no. Come mai?Si deve pensare ad una riconversionedella filiera dell’automobileverso forme di mobilità piùsostenibili ed altre attività. Adesempio, in Germania, dalla collaborazionedella Volkswagene la società elettrica Lichtblickè nato il progetto Ecoblue, cheprodurrà 100.000 motori a metano,trasformati in piccoli cogeneratoridi energia elettrica etermica ad uso condominiale. Cheè il progetto Totem dell’ingegnereFiat Palazzetti degli anni ‘70!Per questo ho impegnato la Giunta a:- stimolare, di concerto con ilGoverno Nazionale e le principaliaziende di distribuzione elettrica,la mappatura e l’attecchimentodella infrastruttura per la mobilitàelettrica nella Regione Piemonte;- proporre alla FIAT ed al Politecnicodi studiare la fattibilitàdi un progetto pilota di produzionedi micro-cogeneratori aduso condominiale per la produzionedi energia elettrica e termica,sostenendo a livello centralel’adozione di norme chene rendano possibile l’utilizzo;- incrementare i finanziamenti delPiano Lavoro per l’insediamentoo lo sviluppo di PMI che faccianoricerca ed innovazione su riduzionedei consumi energeticie/o produzione ed installazionedi impianti ad energie rinnovabilidiffusi e distribuiti.Ve d r e m o n e i m e s isuccessivi l’effettivoimpegno.➜Unione di CentroGiovanni NegroSanità: lo specchio dellaresponsabilità di GovernoNon tragga in inganno il titoloscelto che tuttavia corrispondealla situazione maturata in questidue anni. Il Piemonte è l’unicaRegione del nord soggetta a Pianodi rientro. Le cifre che ci vengonosottoposte in commissionesono allarmanti e prefiguranoun rischio sempre più forte perun possibile commissariamento.Di fronte ad una tale situazionel’ultimo atteggiamento da tenereè la rincorsa spasmodica aricercare o, meglio, rinfacciareresponsabilità gli uni agli altri eviceversa. Il nostro Gruppo vuoleribadire con determinazione chein situazioni del genere è indispensabileabbandonare casacchepartitiche e di schieramento.La salute dei nostri concittadinipiemontesi richiede uno sforzocondiviso per recuperare, razionalizzando,la qualità dei servizisinora offerti. Negli anni la ‘politica’ha prodotto un sistema chefinanziariamente non regge più,risultando, alle volte, invasivaanche nelle corsie ospedaliere.Come invertire la tendenza e recuperarequella credibilità cheoggi il cittadino non riconosce piùai propri rappresentanti eletti?Noi ci siamo impegnati ad iniziolegislatura a svolgere un ruolo diopposizione costruttiva e riteniamodi aver dato prova di granderesponsabilità e correttezza. Perquesto motivo abbiamo accoltoil nuovo Piano Sanitario comeuna svolta decisa verso il risanamentosenza compromettere unaggiornato ma efficace servizioai cittadini. Forse troppa enfasiè stata usata per far sì che oltreai contenuti, la percezionestessa del PSSR fosse stravolgente,innovativa e soprattuttorisolutiva. Così, evidentemente,non può essere! Altrettanto ènecessario che venga ritrovataun file rouge condiviso sull’applicazionedel Piano stesso. Troppisbandamenti sono perniciosi!E, purtroppo, in queste ultimesettimane abbiamo assistito acontrapposizioni improprie, perchési rincorrono all’interno dellastessa maggioranza di Governo.Questo clima è preoccupante perchérischia di porre in grande difficoltàil vertice di corso Regina.Il nostro gruppo non cede a questorischio di deriva politica nelgoverno della sanità e richiamafortemente tutte le forze politiche,partito di maggioranza relativain testa, ad un’assunzionela più condivisa possibile di responsabilitàaffinché, pur nelladialettica anche vivace, si riconducail discorso al nocciolo dellaquestione, anzi delle questioni:salvaguardare il diritto alla salute;razionalizzare il servizio sanitarioper renderloefficiente e finanziariamentesostenibile.➜Fed. Sinistra EuropeaEleonora ArtesioEsaurimento Cig deroga,Governo indifferenteI fondi per la pagare la cassaintegrazione in deroga ai lavoratorisono esauriti.


Nuovi soldi per ora non stannoarrivando e 40 mila lavoratoripotrebbero non ricevere l’indennitàdi settembre.I numeri sono drammatici: ametà ottobre sono arrivate inRegione oltre 11 mila domandedi cassa in deroga per un totaledi 32 milioni di ore e una spesapreventiva superiore ai 291milioni di euro (di cui più dellametà a Torino).Le autorizzazioni sono fermead agosto e i fondi arrivati dalministero del Lavoro non sonosufficienti a coprire le domandein corso.A questo si aggiunge la scadenzanel primo trimestre 2013della cassa straordinaria di 314aziende con 15 mila addetti enella maggior parte dei casi sitratta di cassa non prorogabilesalvo che nella forma delladeroga.L’allarme lanciato per la cassa inderoga, ampiamente anticipatadalla Regione, e sull’assenza digaranzie da parte del governo -attese, dovute e altrove erogate- è da condiviso.Questo governo è indifferentealle scadenze della vita quotidianadelle persone, dal raggiungimentodella pensione pergli “esodati” alle cure domiciliariper le persone non autosufficienti,agli ammortizzatorisociali per chi ha perso il lavoro,anche grazie alle speculazionitutte finanziarie e poco imprenditorialie produttive di managercome quello Fiat.Il governo che chiede cortesementeascolto se si rapporta allaFiat verso cui esercita al più unamoral suasion ed è invece rigidamentedeterminato sui costiche regolano la vita della gente.Le forze politiche che sostengonoil governo intervengano.Il Consiglio Regionale promuovacoi parlamentari piemontesi unincontro urgente coi ministri referenti:lo abbiamo chiesto, attraversoil Presidente del Consiglio,speriamo si realizzi a breve.➜Insieme per BressoAndrea StaraCultura e Sport:in Regione si cambiaTra gli “interventi urgenti per larazionalizzazione delle spese regionali”,l’articolo 2, comma Ddella delibera Spending review,proposta dell’assessore Quaglia,si prevede che “i contributi regionaliper l’organizzazione deglieventi culturali, turistici, fieristici esportivi” siano concessi unicamentesulla base di bandi regionali. IlPresidente Cota risponde a proprieesigenze politiche di “commissariamento”di due assessori,ma in pratica si tratta dello smantellamentodi ogni possibilità diprogrammazione e azzeramentodel sistema culturale piemontese.Con i bandi non si può programmare:la Cultura non è un tutto indifferenziatoe non si misura con ibiglietti staccati né secondo le logicheaziendali. Bisogna partire dallaprogrammazione e settorializzare ilsostegno, in modo da promuoverele realtà emergenti, quelle giovanili,il comparto archivistico e bibliotecario,le eccellenze, le realtà minori,il teatro, la musica, il cinema. Un sistemacosì ingessato annulla il dialogoe la partecipazione del mondoculturale, che si trova unicamentea dover rispondere a criteri rigidi eprefissati. Senza un ruolo attivo delmondo della Cultura non c’è svilupponé innovazione, e neanche crescitaeconomica e promozione perquesta Regione. Questa norma èfrutto di una visione vecchia legataa clientelismi e a contributi a pioggia.Lo si vede bene nel fatto cheproprio in tempi di spending reviewl’assessore all’Agricoltura Sacchet-to ha elargito un milione e 440 milaattraverso un bando assegnandocontributi spiccioli sparsi e concentratiin particolare nel novaresedestinati a sagre e fiere di paese.La linea maginot per il compartocultura resta il 20% del prelievoregionale dell’irpef, equivalente acirca 47 milioni.Se le cose invece rimangono così,ad esempio già nel 2012 verrà cancellatoquasi tutto. Si salverannosolo i grandi Enti e tutte le attivitàdi teatro, musica, danza, cinemache hanno caratterizzato l’offertaculturale e turistica piemontese, eche ne hanno rappresentatoanche il trainodello sviluppo, verrannocancellate.➜ModeratiMichele Dell’UtriCaselle è un aeroportodegno di una città europea?L’obiettivo per il quale da moltianni si lavora con tenacia edentusiasmo è avere Una Cittàed Una Regione di respiroeuro p e o e d internazionale.Se questi sono la Torino ed il Piemonteche vogliamo, allora non sipuò prescindere da un’efficienteinfrastruttura per il trasporto dipersone quale può essere un adeguatoaeroporto di livello internazionale.Tale struttura deve renderesempre più comodo e sempliceraggiungere i nostri luoghi ed ingrado di reggere il confronto perefficienza e volumi di traffico conle stazioni aeroportuali europee.Tutto questo risulta ancor piùn e ce s s ario n e ll’ot t i c a d e llapromozione turistica, culturale edeconomica del territorio.Destano quindi giustificati allarmie preoccupazione le notizieriguardanti il taglio di volidi Ryanair sull’aeroporto di Caselleed il probabile taglio di unvolo per Amsterdam di Alitaliache prefigurano un trend negativo,peraltro già in atto, di perditadi voli per il nostro scalo.La causa contingente della situazioneche coinvolge la compagnialow-cost Ryanair sembraessere il credito, ancora insoluto,dovuto per un accordo di comarketingche la stessa vanta neiconfronti della Regione. Questaimpasse ci si augura che vengasuperata, ma l’aspetto crucialedel problema è costituito dalladifficoltà di reperimento di risorsecostanti per rendere stabili gliaccordi con le compagnie aeree.Nel breve periodo, considerata lacrisi ancora in atto, non sarà possibilerealizzare un simile intento,ma comunque, è auspicabile cheSagat, Regione e ogni altro enteinteressato si attivino con incisività,con proposte ed interventiche impieghino al meglio, con ilmassimo di efficienza, le pocher isor s e disponibili,avendo come obiettivil’arresto dell’attualefase di declino.➜Sinistra Ecologia LibertàMonica CeruttiLa trasparenza,un’abitudine per SelTutti la invocano, ma in pochi laperseguono veramente: è la tantoinvocata trasparenza.95


N UMERO 42012G R U P P I D E L C O N S I G L I O96In questi mesi di forsennato dibattitosui costi della politica abbiamoassistito al posizionamentofrenetico delle forze politiche nellacorsa alla proposta più rivoluzionaria.Sinistra Ecologia Libertà in questonon deve prendere lezioni danessuno.Il fatto che l’anagrafe degli elettisia diventato patrimonio comunenon può che farci piacere perchéciò ne accelererà il processo di approvazione.In Regione infatti si sta discutendosu quale possa essere la formamigliore di attuazione di questoprovvedimento ed al vaglio viè proprio la nostra proposta dilegge.“Anagrafe pubblica degli eletti.Disposizioni sulla trasparenza el’informazione”, così si chiama laproposta di legge che il Gruppoconsiliare di SEL ha presentato il15 giugno del 2010.Siamo convinti che se fosse stataapprovata in tempi decenti,oggi ci saremmo risparmiati unavalanga di polemiche e qualchespettacolo deprecabile.Con una Anagrafe degli elettiavremmo avuto un deterrente certonei confronti di probabili malcostumi, come l’utilizzo impropriodelle autocertificazioni.La nostra proposta mirava a renderetrasparenti, limpidi, i datianagrafici, patrimoniali e fiscalidi ogni consigliere e/o componentedella Giunta, compresiincarichi, presenze in aula, spesedi staff, finanziamenti, doni e beneficiricevuti.È evidente che questa avrebbereso quasi impossibile lo sperperodi denaro pubblico.Il nostro auspicio è che prestopossa essere approvata l’Anagrafepubblica degli eletti, ma nelmentre non siamo rimasti con lemani in mano.Sinistra Ecologia Libertà conVendola pubblica regolarmenteil bilancio del gruppo regionalecon la busta paga dell’unica consigliera.Per noi la trasparenza non unapratica da invocare o perseguire,ma un’abitudine.➜Uniti per BressoMercedes BressoGiunta incapace,da Cota solo sloganQuesta legislatura, dall’avviodel processo giudiziario sullaregolarità del voto non ancoraconcluso, che ha già visto inflittepesanti condanne penaliall’ideatore della Lista Pensionatiper Cota, si sta dimostrandonon all’altezza delle responsabilitàaffidate.La maggioranza continua a fareconfusione sui numeri dei bilancisia che si tratti di sanità e diriflesso pure sul bilancio generaledella Regione.Continuano a dire menzognesui conti regionali: buchi fantasiosilasciati dai predecessori,manifestando così il peggiorecomportamento irresponsabiledella politica fatta di slogan enull’altro.L’attitudine ad alimentare unclima da campagna elettoralepermanente ha imbarbarito ladialettica, condizione in cui unaparola roboante vale più di ogniseria valutazione.Difatti tra i tanti slogan del presidenteCota abbiamo assistitoa quello “anti-derivati”, con lasola conseguenza di aver rimpinguatolautamente i conticorrenti dei numerosi avvocatiesterni coinvolti e di aver incassatosonore bocciature daiTribunali.Ma sulle cifre la Giunta fa spessoconfusione per ingenerarenell’opinione pubblica l’ideache le responsabilità risiedanosempre altrove. La politica èfatta di scelte, sempre criticabili,ma dalle quali conseguonosempre delle respons abilit à.Esis tono delle evidenze chenessuna menzogna addossatasui predecessori può nascondere.La sanità, ad esempio,è in uno stato di grave sofferenza:dipendenti che lamentanocondizioni di lavoro insopportabilie pazienti in baliadi servizi sempre peggiori.E in questa situazione di grandedifficoltà aver assecondatol’ostinazione dell’AssessoreMonferino sulla creazione delleFederazioni, altro non sonoche un nuovo livello direttivo,si è contribuito ad ottenere,ancora una volta, un unico risultato:maggiori costi dati danuovi s t i p e n d i d ap a g a r e e s trut tureamministrative senzacompiti da svolgere.➜Gruppo mistoMichele FormagnanaAgire controla violenza sulle donneIl 20 novembre il Consiglio regionaleha ricordato le donne vittimedi violenza, la cui Giornata commemorativasi è celebrata domenica25 novembre, data istituitadall’Onu.In Italia una donna su tre, tra i 16e 20 anni, è stata vittima nella suavita di aggressioni maschili. Standoai dati Istat sono 6 milioni e743mila le donne che hanno subitoviolenza.Il 10% degli omicidi avvenuti trail 2002 e il 2008 è stato precedutoda stalking. Questo reato èsenza dubbio in crescita, anchese le denunce rappresentano solouna piccola parte degli episodi accaduti.Nel nostro Paese sono poimorte 127 donne, il 6,7% in piùrispetto al 2010.E per il 2012 i dati non sono confortanti:fino a giugno erano già 63.Il nostro obiettivo è chiaro: porrefine a questi crimini ingiustificabili:lo stupro come arma di guerra,la violenza domestica, il trafficosessuale, i cosiddetti “criminid’onore” o le mutilazioni genitalifemminili.Dobbiamo arrivare alle radici dellaviolenza, sradicando la discriminazionee cambiando la forma mentische la perpetua, incominciandocon l’insegnamento già nella primafase della scolarizzazione.Lo dobbiamo anche a tutte quellecreature che sono state vittimedell’arretratezza legislativadell’Italia passata, se è vero cheprima del 1996 il Codice penalepuniva lo stupro solo come reatocontro la moralità pubblica e noncome delitto contro la persona.Al grande passo in avanti compiutoistituendo a tutti i livelli gliorganismi di parità, deve corrispondereun loro funzionamentomirato, per raggiungere una realeefficacia e per eliminare sprechiingiustificati di denaro pubblico.Le donne di tutto il mondo sono“i perni” che tengono unite le famiglie,le comunità e le nazioni.Anche a livello di amministratoriregionali bisogna riaffermare ilnostro impegno per la difesa deidiritti delle donne; investire più risorseper fronteggiare la violenzae la tratta, che trova l’espressionepiù aberrante nel fenomeno dellaprostituzione; fare tutto il possibileper porre fine a tutte le terribiliviolazioni, come il non rispettodella rappresentanza femminilenelle assunzioni lavorative.Traguardo che mi impegnerò afare raggiungere con gli strumentiche mi sono stati attribuiti dalmandato elettivo.GruppoMisto


VICEPRESIDENTEUgo CavalleraUrbanistica e programmazioneterritoriale, beni ambientali, ediliziaresidenziale, opere pubbliche,legale e contenziosoASSESSORIBarbara BoninoTrasporti, infrastrutture, mobilità e logisticaWilliam CasoniCommercio e fiere, parchi e aree protetteAlberto CirioIstruzione, sport, turismo e operepost-olimpicheMichele CoppolaCultura, patrimonio linguistico,Museo regionale di Scienze naturali,ecomusei, politiche giovaniliMassimo GiordanoSviluppo economico: industria,piccola e media impresa, artigianato.Ricerca, innovazione, energia,tecnologia delle comunicazioni,internazionalizzazione del PiemonteGiunta regionaleSEDEPiazza Castello 165 - 10122 TorinoTel. + 39 011 43211PRESIDENTERoberto CotaCoordinamento e indirizzo dellepolitiche del Governo regionale,Conferenza Stato-Regioni, rapporti conl’Unione europea, federalismo,grandi eventi, coordinamentointerassessorile delle politichedel volontariatoElena MaccantiAffari istituzionali, rapporti con ilConsiglio regionale, controllo digestione e trasparenza amministrativa,promozione della sicurezza e polizialocale, Enti locali; rapporti con societàa partecipazione regionale, rapporticon l’Università, semplificazionePaolo MonferinoTutela della salute e sanità, ediliziasanitaria e Aress, politiche sociali,politiche per la famigliaClaudia PorchiettoLavoro, formazione professionaleGiovanna QuagliaBilancio e finanze, programmazioneeconomicofinanziaria, statistica, risorseumane e patrimonio, pari opportunitàRoberto RavelloAmbiente, risorse idriche, acqueminerali e termali, difesa del suolo,attività estrattive, economia montana,protezione civileClaudio SacchettoAgricoltura e foreste, caccia e pescaIProgrammazione; bilancio, patrimonio,organizzazione e personale,e-government, politiche comunitarie, entistrumentali e partecipazioni regionali,affari istituzionali, federalismo, enti locali,pari opportunità, polizia locale, controlliai sensi dell’articolo 34 dello Statuto.PRESIDENTEAngelo Burzi (Progett’Azione)VICEPRESIDENTIRoberto Tentoni (Progett’Azione)Luigi Cursio (Italia dei Valori)IIPianificazione territoriale; urbanistica;edilizia residenziale; trasporti e viabilità;espropri; opere pubbliche; navigazione;comunicazioni.PRESIDENTEAntonello Angeleri (Lega Nord)VICEPRESIDENTIFranco Maria Botta (Popolo della Libertà)Gianna Pentenero (Partito Democratico)CommissioniSEDEVia Alfieri 15 - 10121 TorinoTel. + 39 011 5757 111IIIEconomia, industria, commercio, agricoltura,artigianato, montagna, foreste, fiere e mercati,turismo, acque minerali e termali, cacciae pesca, formazione professionale, energia,cave e torbiere, movimenti migratori.PRESIDENTEGian Luca Vignale (Progett’Azione)VICEPRESIDENTIAngiolino Mastrullo (Popolo della Libertà)Alberto Goffi (Unione di Centro)IVSanità, assistenza, servizi sociali, politichedegli anziani.PRESIDENTECarla Spagnuolo (Popolo della Libertà)VICEPRESIDENTIMarco Botta (Popolo della Libertà)Nino Boeti (Partito Democratico)VTutela dell’ambiente e impatto ambientale,risorse idriche, inquinamento, scarichiindustriali e smaltimento rifiuti, sistemazioneidrogeologica, protezione civile,parchi ed aree protette.PRESIDENTEFabrizio Comba (Popolo della Libertà)VICEPRESIDENTIMassimiliano Motta (Popolo della Libertà)Mino Taricco (Partito Democratico)VICultura e spettacolo, beni culturali,musei e biblioteche, istruzione ed ediliziascolastica, università, ricerca, politichedei giovani, sport e tempo libero,cooperazione e solidarietà, minoranzelinguistiche.PRESIDENTEMichele Marinello (Lega Nord)VICEPRESIDENTICristiano Bussola (Popolo della Libertà)Mauro Laus (Partito Democratico)

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