L'accoglienza dei minori in arrivo via mare - Save the Children Italia ...

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Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunitàINFORMAZIONI GENERALISUI MINORI ACCOLTIIdati sui minori transitati nelle strutture diriferimento sono stati raccolti a partire dagliinserimenti comunicati dalla Questura esuccessivamente verificati attraverso visite nellecomunità.In media le comunità hanno accolto,complessivamente, più di 50 minori perstruttura (considerando i minori effettivamenteospitati in comunità anche inseriti prima dimaggio 2008). Il grafico sottostante mostraquindi, per ciascuna comunità, il numero deiminori effettivamente accolti nel periodomaggio 2008 - febbraio 2009, sulla base degliinserimenti comunicati dalle Questure. In alcunecomunità sono addirittura transitati, nel periododi riferimento, centinaia di minori (tra i 150 e i400) a fronte di poche decine di postidisponibili (come si vedrà di seguito).Minori collocati per comunità maggio ‘08-febbraio ’09 Gr. 01AcosAironeAlbatrosAliceAlice N.Arcobaleno ass.ArcobalenoBoccone del PoveroCasa AmicaCinque palme Calt.Cinque palme MineoCoprosCuoreDon BoscoEducandato CastelnuovoEliantoExodusFalchi MariniIl Filo di AriannaInsiemeFiore di lotoIl GermoglioGiovane AnchiseIl miglioramentoNelson MandelaIuveniliaLa FarfallaLa LibellulaLa CrisalideMaria Ausiliatrice LongoMimosaMisericordiaNadirPadre Gaspare.Papa Giovanni XXIIISant’AnnaSorrisoSanto SpiritoVivere con136841199896212117247335302777191081220662524612543735751480 50 100 150 200 250 300 350 400In questi casi è evidente che l’avvicendamentodei minori nelle strutture ha assunto ritmi115178208386vorticosi, anche a causa dell’elevato tasso diallontanamento. E’ opportuno inoltreconsiderare che nei casi in cui il dato suicollocamenti per comunità è inferiore alle 10unità si riferisce, per lo più, a minori inserirti instrutture ove erano già presenti altri ragazzi.I minori ospitati sono, nella maggior parte deicasi, ragazzi (solo l’8,7% sono ragazze) – comemostra il grafico seguente - di età generalmentecompresa tra i 16 e i 17 anni.ragazziRagazzi/ragazze su totale minori accolti Gr. 0291,3%8,7%ragazzeI motivi per cui i minori arrivano in Italia senzal’assistenza dei propri genitori sonoevidentemente molteplici ed è difficile,considerando la complessità di ciascuna vicendaindividuale, fornire un quadro di insieme.Tuttavia, alcuni ragazzi dichiarano di esseregiunti in Italia per cercare migliori condizioni divita per sé e per la propria famiglia, mentremolti altri sono costretti a fuggire dal propriopaese a causa di guerre e persecuzionipersonali.Arrivano da zone di crisi come laSomalia, l’Eritrea o la Nigeria, ma anche daEgitto, Palestina,Tunisia e Ghana. Per quantoriguarda i minori non accompagnati provenientidalla Palestina, in base all’esperienza maturata ealle indicazioni dei mediatori culturali, si tratta,in molti casi, di ragazzi che dichiarano unanazionalità diversa da quella reale (generalmenteEgitto) sperando che ciò possa aiutarli nelpercorso di regolarizzazione in Italia. Nellamaggior parte dei casi sanno poco o nulla di ciòa cui vanno incontro, in termini di rischi legati alpercorso di accoglienza e allo sfruttamentolavorativo o reclutamento in circuiti illegali.L’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 11 |


Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunitàDi seguito, le principali nazionalità deiminori inseriti nelle comunità monitorate:Quasi nessuna comunità, tuttavia, è organizzatasecondo il modello familiare previsto dallaNazionalità minori ospitati in comunità Gr. 03Arabia S. 0,05Bangladesh 0,7Benin 0,26Burkina Faso 1,23 Ciad 0,05 Costa díAvorio 1,2Algeria 0,3Togo 1,9Tunisia 9,2Egitto 27,9Sudan 0,43Senegal 0,05Pakistan 0,75Somalia 7,2Palestina 11,5Eritrea 10Niger 0,53Mali 0,48Nigeria 11,6Liberia 0,1Libia 0,5Marocco2,36Iraq2,68Libano 0,1Kenia 0,1Ghana 6,3Etiopia 0,64Gambia 1,34Guinea 0,16Giordania 0,05India 0,05 Guinea B. 0,05L’Egitto rimane la nazionalità più rappresentata(27,9%); seguita da Nigeria (11,6%); Palestina(11,5%); Eritrea (10%);Tunisia (9,2%); Somalia(7,2%) e Ghana (6,3%).DATI SUGLI ENTI GESTORIE SULLE COMUNITÀLe comunità monitorate sono gestite, nellamaggior parte dei casi, da enti religiosi ocooperative sociali che hanno maturatoesperienza nel settore dell’ accoglienza (anziani,madri in difficoltà, minori, persone diversamenteabili). La maggior parte degli enti è attiva sulterritorio da diversi anni e gestisce comunità diaccoglienza per minori, mediamente, dal 2004 inpoi.Alcune strutture sono di recentissimaistituzione, com’è il caso delle comunità allestite“in emergenza” nel corso dell’ultimo anno. Lecomunità ove sono stati inseriti i minori negliultimi mesi (a partire da ottobre 2008) sonogestite da cooperative sociali titolaridell’iscrizione all’albo regionale e già attive nelsettore dell’accoglienza ai minori.normativa nazionale e regionale; gli operatoriimpiegati sono, generalmente, soci dellecooperative o comunque dipendenti degli entigestori. In alcuni casi le comunità si avvalgonodella collaborazione di personale e consulentiesterni. Non risulta che vengano organizzaticorsi di aggiornamento mirato per gli operatoridelle strutture che partecipano unicamente adincontri istituzionali periodicamente organizzatida Prefetture e Questure. Manca sul territorio unsistema di scambio di informazioni ecollaborazione sia tra gli operatori dellecomunità che tra i diversi soggetti che a variotitolo si occupano della protezione dei minori.La maggior parte delle comunità è ubicata neicomuni della provincia di Agrigento (14),ma anche nelle provincie di Trapani (10);Catania (6); Palermo (3); Caltanissetta (2);Ragusa (1); Enna (1) e Siracusa (1). Leconvenzioni per il finanziamentodell’accoglienza sono nella maggior parte deicasi stipulate con la Prefettura di Agrigento ma,soprattutto per le comunità che hanno accoltoin periodi recenti i minori in arrivo daL’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 12 |


Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunitàLampedusa 15 , le convenzioni sono state stipulatecon la Prefettura di Trapani. Le comunitàconvenzionate con le Prefetture percepisconofinanziamenti 16 in base al numero di minoriaccolti fino al momento dell’apertura della tutelaquando l’onere finanziario viene trasferitosull’ente locale.Di seguito viene riportato un graficoriepilogativo con il numero massimo di postiper comunità. Il numero di posti è il risultatodella somma tra i posti ammessi in via ordinariae quelli finanziati in emergenza. La maggiorparte delle comunità risulta titolare di una solaconvenzione con la Prefettura, fatta eccezioneper: Papa Giovanni XXIII (2 convenzioni); Cuore(3);Alice (3); Exodus (2) e EducandatoCastelnuovo (2). Risulta evidente, dal graficoseguente, che le comunità hanno un numero diposti sempre superiore rispetto a quelloprevisto dalla normativa nazionale e, in alcunicasi, addirittura 4 o 5 volte maggiore rispetto allimite massimo previsto. Nel caso delle comunitàallestite in emergenza,“Nelson Mandela”,“Boccone del Povero” e “Santo Spirito” laconvenzione è stata stipulata direttamente perun numero di posti ben superiore a dieci inmancanza, tuttavia, di qualsiasi base normativaspecifica.0Posti max per comunità Gr. 047065606050 45404040 35303025222020 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 16111212 11 11 10 10108PAPA GIOVANNI XXIIICUOREALICEALICENADIRIUVENILIAELIANTOCASA AMICAEXODUSPALAZZO SACCOFALCHI MARINIMARIA AUSILIATRICEARCOBALENO 1ARCOBALENO 2ARCOBALENO 3ARCOBALENO 4CINQUE PALMECINQUE PALMENUOVA VITANUOVA VITADON BOSCOSANTO SPIRITONELSON MANDELAIL FILO DI ARIANNAIL GERMOGLIOEDUCANDATO...LA FARFALLAALBATROSVIVERE CONCOOP. INSIEMENel grafico seguente sono indicati i minoritransitati nel periodo di riferimento nelle singolestrutture 17 e i posti massimi disponibili nellestesse.400350300250200150100500Minori collocati/posti max per comunità Gr. 05OSPITATIPOSTI MAXALICEALICEARCOBALENOARCOBALENTOCASA AMICACINQUE PALMECOPROSCUOREELIANTOEXODUSFALCHI MARINIILFILO DI ARIANNAINSIEMEIL GERMOGLIONELSON MANDELAIUVENILIALA FARFALLAMARIA AUSILIATRICE...NADIRPAPA GIOVANNI XXIIISANTO SPPIRITOVIVERE CONIl grafico restituisce un’indicazione dell’altotasso di turn-over registrato nelle singolestrutture e mostra come alcune comunitàabbiano accolto un numero di minoridecisamente sproporzionato rispetto ai postidisponibili. Dalla rilevazione emerge inoltre che,al momento del collocamento, la distribuzionedei minori non avviene in manieraproporzionale nelle diverse comunità, senzaeffettuare quindi una ricognizione capillare delledisponibilità sul territorio ma privilegiandodeterminate strutture, in quantoimmediatamente disponibili a ospitare i minori,indipendentemente dalle condizioni diaccoglienza effettivamente offerte.L’ampliamento della rete di comunità per minoriin Sicilia, registrato negli ultimi mesi, si è resonecessario, come già rilevato, per rispondereall’aumento degli arrivi via mare dei minori nelcorso dell’anno. L’insufficienza dei posti adisposizione nelle comunità finanziate dallaPrefettura di Agrigento ha comportato infatti unprolungamento della permanenza dei minori nelcentro di Lampedusa, soprattutto tra novembre edicembre e la necessità di attivare convenzioniulteriori con comunità alloggio del territoriosiciliano.Sono state recentemente coinvolte comunità giàattive sul territorio, che accolgono anche minori15E’ il caso, ad esempio,delle comunità gestitedalle cooperative“Vivere con” e“Insieme”16Il costo dell’accoglienzaè di 68/70 euro/prodie/pro capite; lecomunità avviate inemergenza hannoinvece un costo dicirca 35 euro prodie/pro capite. In basead una transazioneavviata dalla Prefetturadi Agrigento con lecomunitàconvenzionate, la rettaè di 35 euro per iposti eccedenti ilnumero massimoprevisto dallaconvenzione17Non tutte le comunitàrisultano inserite nelgrafico in quanto nonè stato possibileottenere per tutte ildato sui minoriaccolti.; bisogna ancheconsiderare che ilnumero di minoriinseriti non tieneconto della percentualedi allontanamentiL’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 13 |


Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunitàitaliani e che, in generale, risultano in linea con iparametri previsti dalla normativa nazionale eregionale (vd. ad esempio numero massimo di10 posti per comunità). Parallelamente, laPrefettura di Agrigento ha avviato la chiusuradelle comunità allestite in emergenza come“Santo Spirito” e “Nelson Mandela” in quantonon conformi agli standard di legge.Altrecomunità hanno richiesto l’intervento urgentedelle istituzioni per procedere al collocamentodei minori richiedenti asilo in strutture idoneeo dei ragazzi diventati maggiorenni. Inparticolare la comunità Cinque Palme diCaltagirone ha chiesto il trasferimento urgentedei minori richiedenti asilo accolti, dopo averdenunciato il mancato pagamento delle rette daparte del Comune per un periodo di circa 24mesi.LE CONDIZIONI DI ACCOGLIENZAE I SERVIZI OFFERTILe comunità più piccole sono, in via generale,più accoglienti in quanto presentano minoriproblemi di gestione e consentono un’assistenzapiù adeguata e attenta ai bisogni di ciascunminore. Risulta inoltre evidente che lecondizioni di sovraffollamento, anche dovuteall’assegnazione di posti in emergenza,determinano un abbassamento degli standard diaccoglienza e delle condizioni di vita all’internodelle comunità. Pur nella diversità dellestrutture, il numero di posti letto per stanzarisulta spesso superiore a quattro e va registratal’assenza, in molti casi, di spazi adeguati perattività comuni, anche di carattere ricreativo.In diversi casi è risultata insufficiente ladistribuzione di beni di prima necessità(indumenti; biancheria intima e kit igienici).Anche dopo diversi giorni di permanenza nellecomunità, in alcuni casi mesi, i minoririsultavano sprovvisti di biancheria intima,scarpe e indumenti. In alcuni casi è stata ancherilevata la mancata distribuzione di kit igienici(quali saponi e shampoo) o comunque unadistribuzione in misura non adeguata rispettoalle necessità. Un altro aspetto critico ècostituito dalla distribuzione delle cartetelefoniche per il contatto con i familiari; sitratta di un’esigenza fortemente avvertita daiminori e vissuta come assolutamente prioritaria.In diversi casi i minori hanno riferito di nonricevere le carte telefoniche o hannolamentato una distribuzione non sistematicadelle stesse. In nessun caso è stata rilevata lapredisposizione di un telefono (anche soloabilitato alla ricezione) a disposizione degliospiti, come invece previsto dalla normativa.Non risultano avviate in nessuna comunità, alfine di garantire la protezione del minore,procedure di supervisione rispetto ai contattitelefonici dei minori con soggetti esterni(potenziali sfruttatori; trafficanti, ecc.).Il pocket money risulta essere erogato dameno della metà delle comunità monitorate e, inquesti casi, l’ importo varia dai 5 ai 15 euro asettimana. E’ evidente che non disponendo dibeni a sufficienza e non avendo una minimadisponibilità di risorse economiche i minoririschiano più facilmente di essere reclutati nelcircuito della manodopera irregolare ed essereesposti al rischio di sfruttamento.Anche per quanto riguarda i servizi, rimaneevidente che le comunità più piccole offronoservizi più idonei e di migliore qualità.Particolarmente preoccupante risulta lasituazione relativa ai servizi di mediazioneculturale. Un numero limitato di comunità siavvale di servizi di mediazione esterni e, circa unterzo delle comunità, dispone di educatori ingrado di parlare una lingua straniera.Vi sonopertanto comunità dove i minori appartenentiad un determinato gruppo linguisticorimangono totalmente isolati e esclusidall’accesso ai servizi. Si tratta di una carenzache incide notevolmente sulla possibilità digarantire informazioni corrette ai minori, diconsultarli e ascoltarli nelle decisioni che liriguardano e che ha, più in generale, unaricaduta negativa sulla costruzione del rapportodi fiducia tra i ragazzi e gli operatori.L’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 14 |


Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunitàL’assistenza legale e l’accompagnamento per lepratiche burocratico-amministrative legate alpercorso di tutela e al rilascio del permesso disoggiorno sono generalmente svolte da operatorisociali o educatori non sufficientemente formatiper questo tipo di attività. I minori non ricevonoadeguate informazioni rispetto alla lorocondizione giuridica, anche con riferimento allapossibilità di presentare la domanda di asilo. Siregistra tuttavia, su questi aspetti, una buonacollaborazione tra le comunità e leorganizzazioni partner nel progetto Praesidium euna certa volontà da parte degli operatori dimigliorare le proprie conoscenze attraverso ilconfronto e la richiesta di corsi di formazionemirati.Rispetto all’assistenza legale, risultaparticolarmente evidente l’inadeguatezza dellanormativa esistente che, nata per rispondereprincipalmente ai problemi dei minori italianiprivi delle cure familiari, non tiene conto degliaspetti peculiari connessi al percorso di“regolarizzazione” del minore migrante e quindialle specifiche esigenze in termini di assistenzalegale di questo tipo di utenza. Le convenzionitra ente gestore e Prefettura/ente locale, diconseguenza, non prevedono l’utilizzo di figureprofessionali specifiche né è prevista un’attivitàdi formazione o supporto nei confronti deglioperatori sociali delle comunità incaricati diseguire il percorso di protezione del minore.L’inserimento scolastico risulta generalmentelimitato alla scuola primaria e raramente i minoririescono ad accedere a percorsi di studisuperiori. Rispetto alla formazione professionalee all’inserimento lavorativo in pochi casi siricorre a stage o a contratti di formazionelavoro. Per lo più i minori che iniziano a lavorarerisultano impiegati occasionalmente nel mercatodel lavoro irregolare con conseguenti rischilegati al rispetto dei loro diritti e, in particolare,alla sicurezza.Va invece rilevato qualchemiglioramento, dall’avvio del lavoro dimonitoraggio, in merito all’organizzazione dicorsi di lingua italiana. Diverse comunità hannoprovveduto a organizzare autonomamente icorsi, mentre altre hanno concluso accordi conservizi esterni.Durante il periodo di rilevazione, è possibileaffermare che le criticità rilevate con riferimentoalla copertura dell’onere finanziariodell’accoglienza da parte dei soggetti preposti sisono progressivamente acuite e,conseguentemente, gli standard di accoglienzagarantiti ai minori sono in molti casiulteriormente peggiorati.Alcune comunità sono state costrette a chiudereper l’impossibilità di far fronte alle esigenze deiminori (anche rispetto alle esigenze primarielegate al vitto e alla fornitura di beni di primanecessità) a causa della mancata copertura deidebiti vantati nei confronti dei Comuni.Si tratta, come è stato già rilevato, di unasituazione particolarmente complessa checoinvolge diversi livelli di responsabilità.LePrefetture, spinte dalla necessità di collocare iminori in arrivo via mare, hanno avviatoconvenzioni con gli enti gestori delle comunitàper un numero di posti 4 o 5 volte superiorerispetto al limite di 10 posti previsto dal DPCM308/2001, non hanno verificatosistematicamente i requisiti delle comunità (tracui l’iscrizione all’Albo Regionale) e non semprehanno verificato le capacità e disponibilitàfinanziarie degli enti locali sui cui territori sonostate avviate le comunità convenzionate. IComuni, a loro volta, pur avendo diretteresponsabilità in materia di accoglienza deiminori (sia in base a quanto stabilito dalla legge328/2000, sia perché spesso affidatari dei minoriaccolti) non hanno attivato, attraverso imeccanismi previsti dalla normativa (Piani dizona 18 , ecc.) le richieste di finanziamentonecessarie alla copertura degli oneri derivantidall’accoglienza dei minori e non hannoeffettuato una ricognizione delle strutture giàesistenti sul territorio (in alcuni casi da anni) edei relativi requisiti e costi. Infine, le comunitàalloggio hanno in alcuni casi accettato di18L’Ente Locale puòessere raggruppato indistretti socio-sanitari;tali distrettipresentano dei pianidi programmazione edi sviluppo sul frontedelle politiche socialiin attuazione dellalegge 328/2000,appunto i Piani dizona, che consentonodi impegnare lesomme messe adisposizione dallaRegione, mediante ilruolo dell’Assessoratocompetente, per larealizzazione deiservizi socio-sanitarinell’arco di trienni. Ilprossimo triennio diprogrammazione èquello 2010-2012L’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 15 |


Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunitàaccogliere i minori ben oltre i limiti previstidalle convenzioni in modo da poter coprire, coni finanziamenti derivanti dai nuovi collocamenti,i costi dell’accoglienza per i minori giàsottoposti a tutela.Tale situazione si collocainoltre in un quadro nazionale che vedel’assenza di una pianificazione centrale basatasul numero presunto di minori in arrivo e lamancanza di un sistema di raccordo con i livelliregionali e locali.Ad ottobre del 2008 la Regione Sicilia, con D.P.n. 543, ha avviato un piano di riordino delsistema di accoglienza per minori sul territorioregionale. In particolare, la Regione rileva unaumento del 400% delle strutture residenzialiper minori, passate dalle 64 comunità del 2001alle 269 comunità del giugno 2008 e unanon omogenea distribuzione delle stesse sulterritorio (almeno 11 distretti risultano del tuttoprivi di strutture residenziali per minori).Apartire da tale considerazione e in base alcriterio che indica come riferimento ottimale 3posti per ogni 1000 minori presenti sulterritorio, la Regione ha avviato un Piano diriequilibrio distrettuale che prevede anchel’accoglimento di nuove richieste di iscrizioneall’Albo regionale all’interno del parametrofissato con riferimento ai minori residenti. E’inoltre previsto un piano di sostegno economicoai Comuni che risultano attualmente debitori neiconfronti delle comunità alloggio del territorio.Rispetto a questa ultima misura il rischioconcreto è che il piano non tenga conto deglistandard e dei servizi effettivamente erogatidalle comunità ai ragazzi accolti.L’intervento avviato a livello regionale è tuttaviada accogliere favorevolmente nei limiti in cuiintende riportare il sistema di accoglienza deiminori in Sicilia all’interno di una pianificazioneragionata e di standard regionali; in ogni casotale intervento non può rispondereadeguatamente al problema in assenza dellapresentazione, da parte degli Enti locali, di pianidi zona che includano interventi di accoglienzain favore dei minori non accompagnati per ilprossimo triennio, nonché, soprattutto, dellecitate misure da avviare sul piano nazionale.Tra gli interventi istituzionali in materia diaccoglienza dei minori in Sicilia va inoltrericordato che la Prefettura di Agrigento haavviato, dal mese di ottobre 2008, una serie dimisure nei confronti delle comunitàconvenzionate prevedendo, tra le altre cose, undimezzamento delle rette relative ai minori inesubero rispetto al limite stabilito dallaconvenzione e adeguando in alcuni casi leconvenzioni stesse con l’introduzione dellefigure dei mediatori culturali, ove mancanti, ocon l’adeguamento delle ore lavorative dimediatori e operatori delle comunità.Le difficoltà di carattere finanziario dellecomunità, in parte aggravate dalle misureadottate dalla Prefettura, hanno tuttavia impeditodi rilevare miglioramenti apprezzabili rispettoalla mediazione culturale e, in generale, aglistandard di accoglienza e ai servizi offerti dallestesse comunità.LA TUTELA E IL DIRITTO AL SOGGIORNOL’apertura della tutela è condizione necessariaper l’ottenimento del permesso di soggiorno e,soprattutto, per la successiva conversione delpermesso al compimento dei diciotto anni.Le comunità hanno l’obbligo di segnalare lapresenza del minore al giudice tutelare entro unmese dal collocamento in comunità. L’aperturadella tutela, il più delle volte, si riduce ad un attocon cui viene nominato come tutore unresponsabile della comunità di accoglienza o unreferente dei servizi sociali del Comune 19 .Iltutore nominato, qualora sia persona diversa dairesponsabili delle comunità, raramente mantienecontatti costanti con il minore e con le strutturedi accoglienza.Rispetto ai tempi necessari per l’apertura dellatutela è stato registrato, nel corso dell’anno, uncerto miglioramento. In particolare, nella19Contrariamente aquanto previstodall’art. 3,comma 2, L.184/1983,L’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 16 |


Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunitàprovincia di Agrigento i giudici tutelariprocedono all’apertura della tutela in tempipiuttosto rapidi (generalmente al di sotto delmese di tempo) e si attivano immediatamentedopo la segnalazione da parte delle autorità diPolizia.Alcune difficoltà permangono nelcomune di Sciacca e nella provincia di Catania.Nel primo caso la difficoltà sembra dipenderedal fatto che i giudici attendono la segnalazioneda parte della comunità, senza considerarequindi la prima segnalazione effettuata dalleForze dell’ordine, per l’avvio della procedura.Per quanto riguarda la provincia di Catania vieneinvece attuata una diversa procedura che vedecoinvolto unicamente il Tribunale dei minori enon invece l’ufficio del Giudice tutelare. I minoriaccolti in comunità attendono infattil’emanazione del provvedimento di affidamentosenza che, parallelamente, venga aperta la tutela.Tale prassi, sebbene positiva in astratto inquanto vede il diretto coinvolgimento delTribunale dei minori, comporta spesso unincremento dei tempi necessari perl’emanazione di un provvedimento a tutela delminore con il rischio che questi diventiirregolare al compimento dei 18 anni.In generale va rilevato lo scarsissimo utilizzodell’istituto dell’affidamento familiare e ilpressoché nullo coinvolgimento sia delTribunale dei minori che, spesso, dei Servizisociali del territorio nel percorso di protezionedei minori migranti. Si tratta invece dellasoluzione che, com’è noto, viene indicata alivello normativo come principale in quantoconsente un inserimento stabile e una maggioretutela del minore, rispetto al collocamento in unistituto a carattere comunitario.Nonostante i miglioramenti registrati, lecomunità continuano a non forniresistematicamente il dato relativo alle tuteleaperte e alle richieste di permesso di soggiornopresentate. Sono solo 355, sul totale di 1860minori transitati in comunità (pari al 19%) lecomunicazioni raccolte da Save the Childrenrelativamente alle tutele aperte e 59 lerichieste ancora pendenti. Anche per quantoriguarda le richieste di permesso di soggiornoper minore età o per richiesta di asilo i datiraccolti risultano piuttosto limitati: sonosolo 173 le comunicazioni relative allerichieste di permesso di soggiornopresentate a fronte del totale di 1860 minori(circa il 9,3%).In generale sono almeno 249 i minori inseritiin comunità che hanno presentato richiestadi asilo, tra questi alcuni hanno compilato ilmodulo per la richiesta di asilo (modello C3) marimangono in attesa del rilascio del permesso disoggiorno (34), altri hanno ottenuto il permessoper richiesta asilo (49), mentre altri ancora hannoottenuto la protezione sussidiaria (22) a seguitodell’audizione con la Commissione territorialecompetente.Per la richiesta del primo permesso di soggiornole Questure richiedono generalmente l’aperturadella tutela 20 , fatta eccezione per la Questura diTrapani che rilascia permessi di soggiorno per“affidamento”, anche in assenza delprovvedimento di tutela e considerandounicamente il collocamento del minore incomunità.Rispetto alla domanda di asilo, permangonodifficoltà riguardo ai tempi necessari per l’avvioe la definizione della procedura, in particolare acausa delle necessità di attendere l’aperturadella tutela e, successivamente, in ragione dellapossibilità di essere seguiti nello svolgimentodelle pratiche amministrative dal tutorenominato.Va inoltre menzionata la circolareemanata dalla Prefettura di Agrigentonell’ottobre 2008 che pone dubbi circa lapossibilità di copertura delle rette nel caso diminori richiedenti asilo accolti nelle struttureconvenzionate e rimanda al Ministerodell’Interno la risposta a tale quesito. Questaposizione ha avuto l’effetto di determinare unulteriore ritardo nella presentazione dellerichieste di asilo a causa dell’incertezzaingenerata nelle comunità rispetto al pagamento20Rispetto alle richiestedi permesso disoggiorno per minoreetà o per richiesta diasilo, in base allanormativa, è possibileche queste venganoavviate anche primadella nomina deltutore, fermo restandol’obbligo diconfermarle una voltaaperta la tutela. Talepossibilità discendedirettamente dal fattoche entrambi ipermessi di soggiornosono rilasciati inquanto i minori nonaccompagnati e irichiedenti asilo sono,ai sensi dell’art. 19T.U. 286/1998, soggetti“non esplellibili”. Perquanto riguarda iminori richiedentiasilo, il Dlgs. 25/2008prevede esplicitamenteche “quando ladomanda è presentatada un minore nonaccompagnatol’autorità che la ricevesospende ilprocedimento” effettuale comunicazionipreviste per legge e,successivamente, unavolta nominato “iltutore prendeimmediato contattocon la Questura per laconferma delladomanda, ai finidell’ulteriore corso delprocedimento el’adozione deiprovvedimenti relativiall’accoglienza delminoreL’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 17 |


Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunitàdelle relative rette. In rarissimi casi, inoltre, vieneeffettuata la segnalazione alla rete SPRAR 21 perl’individuazione di un’accoglienza idonea.La mancata richiesta di permesso di soggiorno inattesa dell’apertura della tutela determina ancheun accesso improprio all’assistenzasanitaria. I minori accolti in comunità vengonoriferiti alle strutture di pronto soccorso in caso diemergenza e accompagnati agli ambulatoridedicati agli stranieri irregolari per il rilascio delcodice STP (Straniero TemporaneamentePresente) 22 . Se in possesso di permesso disoggiorno, o comunque di ricevuta attestante larichiesta di primo rilascio del permesso disoggiorno, i minori potrebbero ottenerel’iscrizione al SSN (Servizio Sanitario Nazionale) equindi l’accesso al pediatra o al medico di base,che rimane di fatto precluso per i pazienti STP.In generale, le difficoltà rilevate sul piano dellacopertura degli oneri finanziari delle comunitàcontinuano ad avere un forte impatto sulpercorso di “regolarizzazione” dei minori ospitatinelle strutture.In particolare, risulta difficoltoso l’ottenimento,per i minori non richiedenti asilo, dellecertificazioni consolari utili per il rilascio e,soprattutto, per la conversione dei permessi disoggiorno al compimento dei 18 anni.Attraversol’ottenimento dei documenti di nazionalità èinoltre possibile procedere alla correzione dellegeneralità rese in fase di prima registrazione. Lecomunità dichiarano, nella maggior parte deicasi, di non essere in grado di coprire i costilegati alla spese di viaggio e all’ottenimentodelle certificazioni presso i Consolati(generalmente ubicati a Roma o comunque al difuori del territorio di riferimento). Inoltre, anchenel caso in cui i costi vengano coperti, i minorisono costretti a spostarsi sul territorio senzaassistenza e senza essere in possesso di alcundocumento di identità.Tale situazione determinail forte rischio che anche i minori che hannoottenuto l’apertura della tutela si ritrovino inuna condizione di irregolarità al compimentodei diciotto anni.Ulteriori criticità sono state registrate conriferimento alle procedure per laconversione del permesso di soggiorno alcompimento della maggiore età. In baseall’attività svolta, Save the Children ha rilevato lapresenza di prassi notevolmente difformi tra lesingole Questure: in alcuni casi sembra ammessol’inoltro delle domande tramite gli uffici postali,in altri, si richiede la presentazione delledomande direttamente in Questura. Inoltre, perla richiesta del permesso di soggiorno per“attesa occupazione” deve essere generalmentepresentata l’iscrizione al centro per l’impiegocompetente per territorio. Le comunitàdifficilmente seguono i minori nell’espletamentodi tale procedura con la conseguenza che ledomande di permesso vengono presentate senzala suddetta documentazione. Una soluzionepotrebbe essere quella di chiedere l’iscrizione alcentro per l’impiego con la ricevuta attestante lapresentazione della domanda di conversione delpermesso di soggiorno (da “minore età” in“attesa occupazione”), ma non tutti gli uffici perl’impiego lo consentono.Va infine segnalata, come motivo di ulteriorepreoccupazione, la prassi di allontanare i minoriappena divenuti maggiorenni dalle comunitàsubito dopo la presentazione delle richieste diconversione del permesso di soggiorno pressogli uffici postali. I ragazzi, in questo caso, sidisperdono sul territorio senza averel’opportunità di seguire la propria pratica,eventualmente integrarla e, alla fine, ottenere ilpermesso di soggiorno.GLI ALLONTANAMENTI DEI MINORIDALLE COMUNITÀSave the Children Italia ha registrato unnotevole tasso di allontanamento deiminori dalle comunità. Tale tasso diallontanamento è progressivamenteaumentato nel corso dell’anno. A questoproposito si ritiene che il peggioramento dellecondizioni di accoglienza, dovutoprincipalmente alle difficoltà di carattere21Lo SPRAR è il Sistemadi Protezione perrichiedenti asilo erifugiati che coinvolgequasi 100 Comuniimpegnati in progettidi accoglienza,integrazione e tutela,per un totale di 2556posti finanziati afronte di circa 31.000domande di asilopresentate solo nel2008. Il servizioattivato dal Ministerodell’Interno è affidatoall’ANCI, AssociazioneNazionale ComuniItaliani22Art. 35 III comma T.U.286/1998, stabilisceche i cittadini stranierinon in regola con lenorme relativeall’ingresso e alsoggiorno hannodiritto al rilascio delcodice STP perl’accesso alle cureurgenti, essenziali econtinuative, agliinterventi di medicinapreventiva, di tuteladella salute del minoree della gravidanza ematernitàL’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 18 |


Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunitàfinanziario, abbia certamente influito su talefenomeno.Sono ben 1119 i minori di cui Save the Childrenha ricevuto comunicazione di allontanamentosul totale di 1860 – circa il 60% dei minoriinseriti nelle strutture (compresi i minoriospitati nel centro di accoglienza per adulti“Acos” di Marsala) - nel periodo maggio 2008 -febbraio 2009. L’incremento rispetto al datorilevato in ottobre (333 allontanamenti) puòessere spiegato, oltre che con il deterioramentodegli standard di accoglienza, anche tenendoconto della maggiore collaborazione instauratacon le comunità di accoglienza che forniscono idati circa gli allontanamenti. In generale, inoltre,la difficoltà e i tempi necessari per iricongiungimenti dei minori con eventualifamiliari presenti sul territorio determinanospesso un allontanamento spontaneo.Il grafico sottostante mostra la percentuale diallontanamenti sul totale dei minori transitatinelle singole strutture nel periodo diriferimento. Come si può notare, per alcunecomunità, tale percentuale supera di molto il50% arrivando persino al 100% dei minoriospitati 23 . Il tasso di allontanamento è maggiorenelle comunità di grandi dimensioni o nellestrutture allestite in emergenza.120100806040200Percentuale allontanamenti su tot. minori ospitati Gr. 06Emblematico risulta il caso del centro diaccoglienza per adulti “Acos” di Marsala ove sonostati trasferiti illegittimamente minori in arrivoda Lampedusa. Su 68 minori trasferiti ben 45 sisono allontanati dopo pochi giorni prima delcollocamento nelle comunità alloggio.Tale datomostra, ancora una volta, come il collocamentodei minori in strutture non idonee e non ingrado di seguirli appropriatamente abbia uneffetto immediato sull’allontanamento deiragazzi e, quindi, sulla possibilità di essereadeguatamente tutelati e seguire percorsi diinserimento e integrazione. I due grafici seguentirestituiscono, rispettivamente, un’immaginedegli allontanamenti per comunità in rapporto aiminori transitati nelle strutture e il numero deiminori “rimasti”, ottenuto dalla sottrazione traminori ospitati e allontanati.4003503002502005000500Minori collocati/allontanati per comunità Gr. 07OSPITATIALLONTANATI23Da notare che, inalcuni casi, lapercentuale diallontanamenti siriferisce anche aminori trasferiti versoaltre strutture permotivi diversi (chiusuradi una comunità;problemi insortiall’interno, ecc.)ACOSAIRONEALBATROSALICEARCOBALENO ASS.ARCOBALENOBOCCONE DEL POVEROCASA AMICACINQUE PALME CALT.CINQUE PALMECOPROSCUOREDON BOSCOEDUCANDATO CASTELNUOVOELIANTOEXODUSFALCHI MARINIIL FILO DI ARIANNAINSIEMEFIORE DI LOTOIL GERMOGLIOGIOVANE ANCHISEIL MIGLIORAMENTONELSON MANDELAIUVENILIALA FARFALLALA LIBELLULALA CRISALIDEMARIA AUSILIATRICE LONGOMIMOSAMISERICORDIANADIRPADRE GAPSAREPAPA GIOVANNI XXIIISANT’ANNASORRISOSANTO SPIRITOVIVERE CONACOSAIRONEALBATROSALICEARCOBALENO ASS.ARCOBALENOBOCCONE DEL POVEROCASA AMICACINQUE PALME CALT.CINQUE PALMECOPROSCUOREDON BOSCOEDUCANDATO CASTELNUOVOELIANTOEXODUSFALCHI MARINIIL FILO DI ARIANNAINSIEMEFIORE DI LOTOIL GERMOGLIOGIOVANE ANCHISEIL MIGLIORAMENTONELSON MANDELAIUVENILIALA FARFALLALA LIBELLULALA CRISALIDEMARIA AUSILIATRICE LONGOMIMOSAMISERICORDIANADIRPADRE GAPSAREPAPA GIOVANNI XXIIISANT’ANNASORRISOSANTO SPIRITOVIVERE CONL’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 19 |


Analisi generale del rispetto dei diritti edelle condizioni di accoglienza nelle comunità450400350300250200150100500Rispetto al rapporto tra allontanamenti enazionalità si osserva, come mostra il graficoseguente, un’alta incidenza di allontanamenti trai minori egiziani. In base alle informazioniraccolte attraverso colloqui con i minori nellecomunità, risulta che spesso le famiglie deiminori egiziani contraggano debiti consistenticon i trafficanti per finanziare il loro viaggio;pertanto i ragazzi hanno generalmente, comeobiettivo principale, quello di iniziare a lavorareper risarcire il debito contratto dalle famiglie 24 .6005004003002001000Minori allontanati/rimasti per comunità Gr. 08RIMASTIACOSAIRONEALBATROSALICEARCOBALENO ASS.ARCOBALENOBOCCONE DEL POVEROCASA AMICACINQUE PALME CALT.CINQUE PALMECOPROSCUOREDON BOSCOEDUCANDATO CASTELNUOVOELIANTOEXODUSFALCHI MARINIIL FILO DI ARIANNAINSIEMEFIORE DI LOTOIL GERMOGLIOGIOVANE ANCHISEIL MIGLIORAMENTONELSON MANDELAIUVENILIALA FARFALLALA LIBELLULALA CRISALIDEMARIA AUSILIATRICE LONGOMIMOSAMISERICORDIANADIRPADRE GAPSAREPAPA GIOVANNI XXIIISANT’ANNASORRISOSANTO SPIRITOVIVERE CONMinori allontanati/collocati per nazionalità Gr. 09TOTALEALLONTANATIALLONTANATIALGERIAARABIA S.BANGLADESHBENINURKINA FASOCIADSTA D’AVORIOEGITTOERITREAETIOPIAGAMBIAGHANAGIORDANIAGUINEAGUINEA B.INDIAIRAQKENYALIBANOLIBERIALIBIAMALIMAROCCONIGERNIGERIAPALESTINAPAKISTANSENEGALSOMALIASUDANTOGOTUNISIALa percentuale di allontanamenti risulta elevataanche tra Eritrei e Somali che, per le ragioni giàillustrate, subiscono il prolungamento deitempi necessari alla definizione della proceduradi asilo e, dopo il collocamento in comunità, sidichiarano spesso maggiorenni nella speranzadi poter ottenere in tempi più rapidi laconvocazione da parte della Commissioneterritoriale per il riconoscimento dello status dirifugiato.In base alle informazioni raccolte da Save theChildren è estremamente difficile determinarequale sia la sorte dei minori in seguitoall’allontanamento. Dalle dichiarazioni deiragazzi e dal contatto con le comunità, èpossibile affermare che i minori tentanosoprattutto di raggiungere familiari oconoscenti presenti in altre zone del territorio,o si dirigono comunque nelle grandi areeurbane dove esistono comunità stranierenumerose e dove sono maggiori le possibilitàoccupazionali. In particolare, nel corso delleattività di contatto con i minori e consulenzalegale svolte da Save the Children a Roma 25 ,sono stati assistiti diversi minori in arrivo dallaSicilia. In questi casi, i minori sono statigeneralmente segnalati alle autorità preposteper l’individuazione di una comunità diaccoglienza sul territorio.Tuttavia, a causa dellacondizione di grave vulnerabilità dei minori,spesso sprovvisti di permesso di soggiorno almomento dell’allontanamento, non si puòescludere in altri casi il loro coinvolgimento incircuiti di sfruttamento, soprattutto di tipolavorativo.A tale proposito, sul totale dei 1119minori fuggiti dalle comunità alloggio,risulta che solo 65 avessero già ottenutol’apertura della tutela e solo 12 fossero giàin possesso del permesso di soggiorno.24Save the Children staattualmenteapprofondendo questeinformazioni siaattraverso attività diricerca che di“outreach” (attività diunità mobili per ilcontatto el’informazione aiminori in situazioni divulnerabilità) in areestrategiche delterritorio, presuntedestinazioni dei minoriegiziani che siaallontanano dallecomunità25Dal 2005 ad oggi Savethe Children harealizzato attività diunità di strada econsulenza legale infavore dei minori insituazione di disagiopresenti nella città diRoma, primanell’ambito delprogetto “Orizzonti acolori” e, attualmente,nel progetto “Civicozero”L’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 20 |


Conclusioni e raccomandazioniDall’analisi svolta risulta evidente che lecomunità alloggio per minori monitoratesul territorio siciliano presentano carenze siarispetto alle condizioni e ai servizi diaccoglienza che alle procedure volte agarantire un percorso appropriato diregolarizzazione e integrazione del minore sulterritorio. Molte comunità sono state avviatesenza una preventiva verifica del rispetto deiparametri previsti dalla normativa nazionale eregionale per rispondere all’elevato numero diarrivi a Lampedusa ed hanno accolto unnumero di minori eccessivo rispetto ai postidisponibili.Per quanto riguarda le procedure in arrivo eil successivo collocamento dei minori nellecomunità, Save the Children ha rilevato:> una eccessiva durata del periodo dipermanenza nei luoghi di frontiera (aLampedusa e sulle coste siciliane), dove lalibertà del minore è limitata;> la mancanza di informazioni all’arrivo sullemodalità per la registrazione dei datianagrafici;> prassi non corrette in materia diaccertamento dell’età e, conseguentemente,casi di erronea identificazione eregistrazione del minore come maggiorennecon conseguente adozione di provvedimentidi respingimento, espulsione otrattenimento nei Centri per immigrati 26 ;> inidoneità dei luoghi di arrivo in cui iminori vengono collocati, soprattutto insituazioni di emergenza;> inserimento di minori in arrivo daLampedusa in strutture inadeguate (centridi accoglienza per adulti/CARA/CDA) eassenza di una pianificazione centrale chegarantisca il coinvolgimento anche di altrecomunità alloggio del territorio italiano;> collocamento dei minori in un numerolimitato di comunità (generalmente le stesseche presentano un elevato tasso di turnovere peggiori condizioni di accoglienza);E’ necessario effettuare una verifica rispettoalle prassi adottate per la gestione degliarrivi, individuando procedure corrette egarantendo uniformità di implementazione.E’inoltre opportuno garantire informazioniadeguate ai migranti in arrivo prima dellosvolgimento delle procedure diidentificazione e procedere, per tempo, aduna rilevazione delle possibili strutture diaccoglienza da allestire in caso di arrivi,verificando i relativi standard e il rispettodelle procedure adottate.Rispetto all’inserimento in comunità, anchein relazione ai trasferimenti da Lampedusa, vainnanzitutto ribadito che non può essere inalcun caso ammesso il collocamento dei minoriin strutture diverse dalle comunità alloggio perminori (vd. Collocamento presso il centro diaccoglienza Acos o in CDA/CARA). La leggeprevede infatti il collocamento in comunitàcome unica ipotesi di accoglienza (oltreovviamente all’affidamento familiare) edesplicitamente esclude la possibilità diaccogliere i minori in centri di accoglienza peradulti ovvero in CARA/CDA.La situazione venutasi a creare in seguito ainumerosi arrivi di questo anno ripropone lanecessità di individuare soluzioni diaccoglienza anche al di fuori del territoriosiciliano, mentre, per quanto riguarda lecomunità della Sicilia è necessario fareriferimento all’intera rete di struttureconvenzionate con la Regione e superare lacompetenza prevalente della Prefettura diAgrigento.Rispetto alle condizioni di accoglienza nellecomunità, Save the Children Italia ha rilevato:> condizioni di sovraffollamento nellecomunità monitorate (numero di minoriaccolti/numero di posti massimieffettivamente disponibili);> scarsa distribuzione di beni essenziali (cibo,indumenti, ecc.), pocket money e cartetelefoniche;26Per Centri perimmigrati si intendonoqui CIE (Centri diidentificazione eespulsione; CARA (centridi Accoglienza perrichiedenti asilo) eCDA (Centri diaccoglienza); struttureove non possono inogni caso esseretrattenuti i minoristranieri nonaccompagnatiL’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 21 |


Conclusioni e raccomandazioni> inadeguatezza o assenza di servizi dimediazione culturale, con conseguentidifficoltà relative alla comprensione eall’ascolto dei bisogni dei minori;> carenza di attività ricreative o dialfabetizzazione organizzate all’interno dellacomunità;> mancato avvio del percorso di tutela,affidamento o rilascio del permesso disoggiorno in tempi congrui e rischio per ilminore di diventare “irregolare” e essereesposto a rischio di sfruttamento;> mancato accesso ad opportunità diformazione, inserimento scolastico e avvioal lavoro.La gestione dell’accoglienza dei minori sulterritorio siciliano deve essere ricondotta aiparametri fissati dalla normativanazionale e regionale procedendo allachiusura e al conseguente trasferimento deiminori inseriti nelle strutture che nonrispettano tali requisiti.Per quanto riguarda gli standard diaccoglienza, si auspica che un decisivomiglioramento possa provenire dal piano diintervento avviato dalla Regione e dallePrefetture coinvolte e che prevede laristrutturazione del sistema di accoglienza sullabase dei requisiti fissati dalla normativa e ilcoinvolgimento di tutte le comunità iscritteall’Albo regionale. In particolare, deve esseregarantita l’erogazione dei beni di primanecessità, di pocket money e carte telefonichesecondo quanto previsto dalle convenzioni.E’necessario inoltre che vengano implementatiservizi di animazione, alfabetizzazione einserimento scolastico per rispondere a unaserie di esigenze fondamentali particolarmentesentite dai ragazzi.Va garantita ai minori un’informazioneadeguata sui loro diritti e una continuaconsultazione attraverso servizi adeguati dimediazione culturale e di assistenza legale.Anche al fine di tutelare i minori accolti dalrischio di sfruttamento, è necessario metteremaggiormente in rete le comunità con gli entidel territorio che si occupano di formazione einserimento lavorativo, al fine di garantire aiminori l’avvio di percorsi formativi eoccupazionali regolari.Il percorso di “regolarizzazione” deiminori in Sicilia risulta fortementecondizionato dalle criticità registrate sul pianodel finanziamento delle comunità, dalladifficoltà di seguire un numero spesso elevatodi minori in assenza di figure professionalicompetenti e specializzate, nonché dallediverse prassi registrate tra le Questure delterritorio siciliano.In particolare:> pur essendo stati registrati, nel corsodell’anno, miglioramenti rispetto ai tempinecessari per l’apertura della tutela,permangono notevoli differenze rispettoalle procedure (avvio della pratica a partiredalla segnalazione da parte delle autorità diPubblica Sicurezza) e ai provvedimentiadottati dai diversi Tribunali(tutela/affidamento);> in diversi casi è stata registrata una notevoledifficoltà rispetto all’individuazione deitutori da nominare. Nella maggior parte deicasi, i tutori nominati non seguonoeffettivamente i minori nel percorso diregolarizzazione con conseguenteallungamento dei tempi necessari per ilcompletamento delle pratiche relative alrilascio del permesso di soggiorno e allaprocedura di asilo. I servizi sociali deiComuni di riferimento risultanoscarsamente coinvolti nell’intero percorsodi “presa in carico” del minore;> sono state rilevate prassi difformi in materiadi primo rilascio del permesso di soggiornoper “minore età” e “richiesta di asilo” daparte delle Questure presenti sul territoriosiciliano. In generale, non viene consentitala presentazione della richiesta di permessoL’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 22 |


Conclusioni e raccomandazionidi soggiorno in assenza della nomina detutore;> i minori non riescono a ottenere il rilasciodi passaporti o certificazioni consolari acausa delle difficoltà collegate alla coperturadei relativi costi; difformità di prassi sonostate rilevate anche con riferimento allaconversione dei permessi di soggiorno alcompimento della maggiore età.E’ necessario che la procedura di nominadel tutore venga sempre avviata a partire dallasegnalazione da parte dell’autorità di polizia, enon già dalla comunicazione della comunità diaccoglienza.Va inoltre considerata la possibilitàdi ricorrere maggiormente all’istitutodell’affidamento familiare che può esseredisposto sia dal giudice tutelare, su indicazionedel servizio sociale competente, che dalTribunale per i minori. Risulta opportuno unintervento al fine di rendere uniformi leprassi applicate dalle Questure in materiadi rilascio dei permessi di soggiorno perminore età e richiesta di asilo nei confrontidei minori stranieri non accompagnati, nonchérispetto ai requisiti per la conversione deipermessi di soggiorno.Si specifica, a tale proposito, che la richiestadi primo rilascio del permesso disoggiorno deve essere consentita anche aprescindere dall’apertura della tutela e,possibilmente, considerate le difficoltàmenzionate, a prescindere dal possesso delpassaporto/certificato di nazionalità. In sede diconversione del permesso di soggiorno ai18 anni deve invece essere esibita sia lanomina del tutore che il documento attestantela nazionalità. La richiesta di permesso perattesa occupazione deve poter esserepresentata anche in assenza della ricevuta diiscrizione all’ufficio di collocamento, fermarestando la necessità di integraresuccessivamente la pratica.La possibilità di chiedere, in quanto categorianon soggetta a espulsione, il rilascio delpermesso di soggiorno per minore età/asilo,anche in assenza della nomina del tutore,consentirebbe inoltre l’accesso all’assistenzasanitaria, a parità di condizioni con iminori italiani, attraverso il rilascio dellatessera sanitaria e la scelta del medico difamiglia.Come già rilevato, decisivi miglioramenti sulpiano delle condizioni di accoglienza riservateai minori stranieri non accompagnati sulterritorio siciliano potrebbero provenire dalpiano di intervento avviatodall’Assessorato della Famiglia, dellePolitiche Sociali e delle Autonomie Localidella Regione Sicilia d’intesa con lePrefetture del territorio. In particolare, ilpiano concordato tra la Regione Sicilia, lePrefetture e i Comuni siciliani maggiormenteinteressati dal fenomeno prevede la coperturada parte della Regione dei debiti contratti daiComuni nei confronti delle comunità e,successivamente, l’’accoglienza dei minoriunicamente nelle comunità iscritte all’Alboregionale e che rispettano gli standard diaccoglienza fissati dalla normativa 27 .Di fatto dal mese di maggio 2009 non sarà piùpossibile l’accoglienza dei minori in strutturedi emergenza o, comunque, con numero diposti superiore ai 10 e che fuoriescono daiparametri nazionali e regionali.Si tratta di un cambiamento molto importantein quanto consente di definire la situazione digrave disagio economico denunciata dallecomunità e avviare il ripristino delle condizionidi legalità relativamente all’accoglienza deiminori sul territorio siciliano.27A seguito di unariunione tral’Assessorato, lePrefetture e i Comunitenutasi il 9 febbraio2009 sono staticoncordati i seguentipassaggi: ogniprefettura dovràeffettuare ilmonitoraggio dellestrutture presenti sulterritorio segnalandoall’assessorato leesposizioni debitoriedei Comuni;l’assessorato chiederàalle amministrazionicomunali didocumentare il debitomaturato; la Regioneha stanziato un fondodi circa 5 milioni euroe provvederà aliquidare i debiti sullabase delle convenzionistipulate tra comunitàe Prefettura diAgrigento; per le nuoveassegnazioni di minoristranieri a strutture diaccoglienza si dovràfare riferimentounicamente allecomunità iscritteall’albo e prefetture equesture dovrannoprovvedere alprogressivotrasferimento deiminori verso lestrutture autorizzate;verrà istituito undatabase consultabiledalle prefetture eQuesture perl’immediatocollocamento deiminori.L’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 23 |


Conclusioni e raccomandazioniPer garantire la realizzazione di tale obiettivo ètuttavia necessario monitorare questa fase ditransizione, garantendo:> che le comunità siano ben informate eper tempo dell’alternativa tra adeguamentoagli standard e chiusura dei servizi;> che si proceda immediatamenteall’individuazione delle strutturedisponibili e al trasferimento dei minorinelle stesse; in caso contrario, in seguito aglisbarchi, si ricreerebbe la situazione diemergenza che ha determinato ilcollocamento dei minori in strutture nonidonee.L’intervento avviato sul territorio sicilianorisulterebbe tuttavia inefficace in assenza di unapianificazione nazionale e di una presa incarico ed accoglienza dei minori a livellocentrale, nonché del coinvolgimento di diverserealtà del territorio italiano e dell’avvio dimeccanismi di raccordo tra il livello nazionale elocale, come già raccomandato da Save theChildren nel corso dell’anno, sia al Ministerodell’Interno che alle altre istituzioni coinvolte.E’ necessario inoltre che gli Enti locali,organizzati nei distretti socio-sanitari,propongano tempestivamente le richieste difinanziamento relative all’accoglienza dei minoriall’interno dei Piani di zona previsti per iltriennio 2010-2013.E’ utile segnalare che il 13 febbraio 2009 è stataemanata una circolare del Ministero dell’Internoa firma del Ministro Maroni nella quale vienestabilito di istituire una sezione dedicata aiminori all’interno dei Consigli territoriali perl’immigrazione con il compito di: monitorare lepresenze dei minori nelle strutture diaccoglienza del territorio; comunicaretempestivamente i casi di allontanamento;effettuare verifiche sugli standard qualitativi;valutare la congruità degli standard diaccoglienza erogati alle rette corrisposte.Tale decisione, pur implicando una presa d’attodel problema, non menziona l’aspetto legato allapianificazione dell’accoglienza e alla coperturadei relativi oneri, demandando principalmente allivello locale la necessità di avviare procedure diraccordo per la gestione e il monitoraggio deglistandard di accoglienza riservati ai minori nellecomunità.E’pertanto utile richiamare le raccomandazionigià espresse da Save the Children in diverse sedie che, complessivamente, indicano la necessitàdi una completa riorganizzazione del sistema diaccoglienza dei minori sul territorio italiano. Inparticolare:Save the Children Italia raccomanda che:> venga introdotta la definizione di comunitàdi prima e seconda accoglienza rispettoalla durata del collocamento, ai termini perl’avvio e la definizione del percorso di tutela,mantenendo fermi i requisiti e le garanzie giàfissate dalla normativa nazionale;> venga favorita l’implementazione di unsistema di accoglienza 28 così configurato eche questo disponga di un numero di postiadeguato; venga creata una rete tra lecomunità sviluppando procedure di raccordotali da garantire lo sviluppo di un sistema dipresa in carico ed assistenza efficiente;> per garantire lo sviluppo di un sistema dipresa in carico dei minori sul territorio, sispecifichi che l’onere finanziariodell’accoglienza deve ricadere sulComune di residenza del minore o deltutore nominato o in quello in cuicomunque gli stessi si trovanodomiciliati;> venga garantito un maggior coordinamentotra i livelli istituzionali nazionale e localeanche attraverso un piano di accoglienzanazionale che tenga conto delle presenzedei minori migranti, ma anche degli arriviprevedibili e goda delle risorsefinanziarie necessarie;> vengano stanziati fondi sufficienti acopertura delle reali esigenze di accoglienza,prevedendo risorse specifiche e ulterioririspetto a quelle attivabili attraverso ifinanziamenti previsti dalla legge 328/2000.28Dal 2008 è statoavviato il Programmanazionale di Protezionedei Minori Stranierinon Accompagnati,promosso dal Ministerodel Lavoro, della Salutee delle Politiche Socialie realizzato dall’Anci.Si tratta dellasperimentazione,attraverso una rete diComuni selezionati conbando pubblico, di unsistema nazionale dipresa in carico eintegrazione dei minoristranieri nonaccompagnati, conparticolare riguardoalla fase della prontaaccoglienza (9settimane). Va tuttaviaricordato che talesistema disponeattualmente di circa400 posti ed èpertanto in grado dirispondere soloparzialmenteSave theChildren ItaliaL’ACCOGLIENZA DEI MINORI IN ARRIVO VIA MARE| PAGINA 24 |


Save the Children è la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesae promozione dei diritti dei bambini. Esiste dal 1919 e opera in oltre 120 paesi del mondocon una rete di 28 organizzazioni nazionali e un ufficio di coordinamento internazionale:la International Save the Children Alliance, Ong (Organizzazione non Governativa)con status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.Save the Children Italia è stata creata alla fine del 1998 come Onlus (Organizzazione non lucrativadi utilità sociale) e ha iniziato le sue attività nel 1999. Oggi è una Ong riconosciuta dal Ministerodegli Affari Esteri. Porta avanti attività e progetti sia in Italia che all’estero.Save the Children Italia, in partnership con UNHCR, IOM e Croce Rossa, e con il coordinamentodel Ministero dell’Interno, è impegnata nella realizzazione del progetto PRAESIDIUM III,volto a rafforzare e migliorare il sistema di informazione e consulenza legale offerto ai migrantie richiedenti asilo, a sviluppare un sistema efficace per l’ identificazione e la protezionedegli individui vulnerabili, tra cui i minori stranieri, e a condividere, tra i paesi del Mediterraneo,le buone prassi sull’accoglienza dei migranti giunti via mare.Questo documento è stato redatto da Angela Oriti sulla base dei documenti inviati e del lavorodi monitoraggio svolto dal team di Save the Children in Sicilia: Stefania De Nicolais,Federico Ubaldi, Reis Aloo, nell’ambito delle attività del progetto Praesidium III.Hanno inoltre collaborato: Susanna Matonti, Federica Bertolin,Tareke Brhane, Carlotta Bellini,Viviana Valastro, Maria Antonia Di Maio, Sarah di Giglio.Per maggiori informazioni:Angela OritiCoordinatrice Progetto PraesidiumSave the Children ItaliaVia Volturno 58, RomaTel. (+39) 06/48070088E-mail: angela.oriti@savethechildren.itOgni informazione contenuta in questo documento potrà essere utilizzatasolo dietro opportuna citazione della fonte

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