Qui Po n.1 /Gennaio-Febbraio 2012 - Agenzia Interregionale per il ...

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Qui Po n.1 /Gennaio-Febbraio 2012 - Agenzia Interregionale per il ...

Ponte della SS. 565 tra Salassa e Castellamontepertinenza fluviale a livellodiversificato di tutela (FASCEFLUVIALI) per garantireminori condizioni di rischionell’uso del suolo dei territoriperifluviali.Obiettivo non secondarioè la verifica dell’esistenza disituazioni in cui la gestionedel materiale sedimentato,qualora di valore commercialee fermo restando il contributodemaniale dovuto,possa consentire di attivarerisorse per la realizzazione diinterventi di messa in sicurezza,contribuendo in tal modoalla riduzione della spesa perla sicurezza idrogeologicaaltrimenti non sostenibile.Tra il 2008 e il 2011 sono statielaborati:• Il PGS del torrente Orco neltratto tra Courgné e Chivassogià operativo attraversol’approvazione del suo primostralcio attuativo nel 2011 eper il quale sono in corso diavvio interventi interessantitratti in erosione nel comunedi Rivarolo, Foglizzo eChivasso;• Il PGS dei torrenti Pellice eChisone ancora in corso diapprovazione da parte degliorgani regionali, ma in basealle cui analisi sono stati progettatigli interventi urgenti,ora in corso, progettati neicomuni di Torre Pellice, Garziglianae Bricherasio;• Il PGS, e proposta direvisione delle FASCE Fluvialidel PAI, per i torrenti Orba eBormida in corso di completamentonel mese dinovembre 2011.L’attività di redazione (oggettoanche di procedure diValutazione Ambientale Strategica)è stata svolta in strettaintegrazione con le comunitàe gli enti locali rivieraschi chehanno collaborato attivamentealla segnalazione dellecondizioni di maggiore criticitàe all’individuazione delleproposte d’intervento, spessoingenerando un dialogocon i tecnici AIPo di sicuroarricchimento reciproco.Anche a seguito del fenomenodi forte piovosità dei primigiorni del novembre 2011 siè potuta verificare la sostanzialecoerenza delle criticitàindividuate e degli interventirealizzati.Le attività già programmateper l’attività AIPo-Regione neiprossimi anni sono relative a:• progettazione di interventidi riqualificazione delle areegolenali e gestione programmatadei sedimenti nei corsid’acqua in cui sono disponibilii P.G.S.;• adeguamento della progettazioneall’attuazione delPAI ( progettazione per nodiidraulici critici e per trattiunitari dei corsi d’acqua).Dal punto di vista scientificoe tecnico le elaborazioni condottehanno richiesto la definizionedi strumenti d’analisidi particolare complessità einnovazione (quali, ad esempiola definizione di “range”diversificati di escursione delfondo alveo compatibili conla stabilità delle infrastrutture,la delimitazione di areeinteressate dalle translazioniorizzontali dell’alveo coerenticon gli insediamenti esistenticonsolidati, la valutazione dimolteplici scenari di inondabilitàdei territori perifluviali)che hanno contribuito significativamenteall’incrementodelle conoscenze tecnicheoperativedell’Agenzia.Nel prossimo numerodella rivista verrà illustratala metodologia assunta perl’elaborazione delle analisidi supporto alla Proposta diRevisione delle Fasce Fluvialidei Torrenti Orba e Bormida.(c.c.)❝Estratto dalle cartografie relative alle variazioni planimetriche del Torrente Orco tra il 1881 e il 2003–CNR-IRPI,-Piemonte, TorinoQUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012 07


sequilibrio delle condizionimorfologiche ed ecologichedel fiume. Non meno graveè stata la conseguenza sullafunzionalità delle infrastrutturecoinvolte quali ponti,impianti di derivazione perl’irrigazione, ed opere dinavigazione, in particolarele conche: di Isola Serafini,di Cremona per accessoall’omonimo porto e Pontelagoscurodi collegamentotra Po e Idrovia Ferrarese (leultime due già rifatte). Dal1980 la conca di Isola Serafiniè in grado di svolgere lasua funzione per poco piùdi 60 giorni all’anno, quandole portate del fiume sonoelevate. Negli altri periodi,in particolare durante lemagre, la platea di fondodella vasca rimane asciutta.Si è resa pertanto necessariala costruzione di una nuovaconca, per garantire la continuitàdella navigazione tramonte e valle dello sbarramento.Sul Po e su tutta larete idroviaria padano-venetasono in corso progettie lavori per l’adeguamentodella rete stessa alla classeVa CEMT (definita dallaConferenza Europea MinistriTrasporti), così come previstodalle leggi 413/1998,388/2000 (finanziaria 2001)e 350/2003 (finanziaria2004), che hanno consentitodi finanziare alcuni interventiritenuti prioritari compresal’opera in argomento.Nel progetto della nuovaconca sono pertantoprevisti gli standard dellaclasse Va: lunghezza 110 m,larghezza 12,50 m, tiranted’acqua minimo 4,50 m,tirante d’aria minimo 6,80m. La progettazione dellanuova conca è stata anchel’occasione per recuperare laproblematica riguardante larisalita della fauna ittica. Taleparte progettuale, finanziata,è stata al momentostralciata dal progetto principale,in quanto oggettodi studi e approfondimentispecifici. La nuova conca èposizionata nelle immediatevicinanze dell’attuale, conlo sbocco del mandracchio(canale) di collegamento alramo di Po utilizzato per lanavigazione a valle del ponteche collega Isola Serafinia Monticelli per esigenze disicurezza della navigazione.Tutta la procedura è iniziatacon una convenzione sottoscrittanel dicembre 2001 traRegione Emilia-Romagna,ENEL Produzione, Provinciadi Piacenza e ARNI (l’AziendaRegionale per la NavigazioneInterna che è statasoppressa e le cui competenzesono affidate adAIPo dal 1° febbraio 2010).L’importo complessivo delprogetto è di 47.180.000euro (compresi IVA, espropri,spese tecniche, ecc.).La valutazione ambientalepositiva è del 2007 e la garad’appalto è stata avviata nel2009. Conclusi i contenziosied i ricorsi, prevedibili perun’opera così importante ecomplessa, è stato finalmentestipulato il contratto, indata 24 ottobre 2011, tral’AIPo-stazione appaltantee l’ATI, aggiudicataria, C.CC.Soc.coop.va-Costruireoggiper la progettazione esecutivae lavori per complessivi€ 29.502.375,78 + IVA. I tempidi progettazione sono di60 giorni e per l’esecuzionedei lavori saranno necessaricirca tre anni. Auspicandoche il programma vengarispettato, nel 2015 si potràfinalmente navigare senzasoluzione di continuitàdal mare fino a Piacenza ePavia e viceversa. C’è chi hamanifestato dubbi sull’opportunitàdi quest’opera. Ilnostro compito e dovere èquello di consegnare allegenerazioni future una retenavigabile libera e continua,come noi l’abbiamo ricevuta,in grado di poter giocareil ruolo che i territori attraversativorranno attribuirea questo nostro GrandeFiume. (i.g.)❝QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012 09


ITINERARIIl Parco Fluviale del PoSistema delle aree protette della fascia fluviale del Po❝ In un territorio dinotevole estensione,che attraversa unautentico mosaico dimondi, il Po si dispiegasinuoso tagliandotrasversalmentetutto il Piemonte, daovest a est, quasi araccogliere l’estremadiversità di ambientinaturali e culturali, dibeni artistici e storiciche si affacciano lungoil suo corso.Gabiano e il suo castello (foto C. Lenti - Arch. P. F. Po vc-al)a cura di Dario Zocco - Direttore del Parco Fluviale del Po e dell’OrbaDalle sorgenti, poste ai duemilametri del Pian del Re (allependici del Monviso), sino alconfine con la Lombardia, attraversacittà, costeggia collinee solca pianure, fra habitatancora selvaggi e periferie industrialiin fase di riscatto, vastearee ad agricoltura intensiva eimportanti centri storici. Conun’alternanza continua checostituisce quasi un bigliettoda visita della varietà paesaggisticatipica dell’intero panoramanazionale, ove si possonoscovare angoli sorprendentispesso misconosciuti, veri epropri scrigni di ricchezza naturalisticamista a testimonianzeculturali di prim’ordine.Quello che è comunementeconosciuto come ParcoFluviale del Po piemontese, ineffetti, non è un parco natu-rale omogeneo ma un veroe proprio mosaico di zone adifferente tutela, per l’appuntodenominato “Sistema dellearee protette della fascia fluvialedel Po”, affidato alla gestionedi tre Enti, ciascuno riferito aun tratto ben identificabile -cuneese, torinese e vercellese/alessandrino - per favorireuna maggiore attenzione aiproblemi locali.Inizialmente composto da Riservenaturali e Aree attrezzate,collegate fra loro da un’unicagrande Zona di salvaguardia,a coprire una superficiecomplessiva di quasi 36 milaettari per una lunghezza di235 chilometri, il Parco del Popiemontese interessa quattroprovince (Cuneo, Torino,Vercelli, Alessandria) e più disessanta comuni. L’inizio del2012 vedrà alcuni importanticambiamenti.L’entrata in vigore di quelleparti della L.R. n. 19/2009che finora erano rimaste insospeso determinerà, infatti,il completo adeguamentodella normativa regionalealla legislazione nazionale (n.394/1991): le aree protette(vere e proprie) lungo il Podiventeranno tutte Riservenaturali, mentre la Zona disalvaguardia (che perderà ladignità di area protetta) saràsostituita da tre “Aree Contigue”,una per ognuno deitratti del Po poc’anzi citati. Saràl’applicazione pratica dellanuova legge a dirci se e inche misura la tutela complessivagarantita efficacementenegli ultimi vent’anni, sotto ilprofilo urbanistico-territorialee naturalistico-ambientale,rimarrà costante, migliorerà opeggiorerà. Ci dirà anche se ein che misura potrà proseguirel’importante lavoro di raccordoterritoriale e di valorizzazionedei patrimoni avviato dai 3Enti-Parco, con una notevoledinamicità progettuale cheha riguardato argomenti ecampi di attività assai diversi:dalla riqualificazione di areedegradate alla ricostruzionedegli habitat originari; dallarealizzazione di iniziative perfavorire uno sviluppo turisticoin equilibrio con l’ecosistemaa quelle didattiche peravvicinare le scolaresche; dallapredisposizione di programmiintegrati per lo sviluppo localealla stesura di progetti perla partecipazione a bandi difinanziamento, anche in affian-10 QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012


piemontesecamento alle Amministrazionicomunali; dagli allestimentimuseali, di Centri visite e spaziespositivi all’installazione disegnaletica, agli interventi sulleinfrastrutture per la fruizione“dolce” (a piedi, in bici, a cavallo,in barca a remi, ecc.); dalriconoscimento degli operatoriagricoli e turistici locali attentiall’ambiente, alla promozionedei prodotti tipici e tradizionalilocali; dalla registrazione dimarchi volti a sottolineare laqualità dei processi aziendalio l’appartenenza ad ambititerritoriali in cui riscoprire unospirito identitario all’attenzioneai processi socio-economicie alle dinamiche in atto; daimonitoraggi di indicatoriambientali significativi allagestione faunistica attiva; dallaproduzione di video, siti webe materiali editoriali vari, all’organizzazionedi mostre, eventi,convegni, seminari e corsi diformazione.ALCUNI SPUNTI PER OGNU-NO DEI 3 TRATTITratto cuneese - È il primosegmento del Parco, dal Monviso(con i 3841 metri della suapiramide che si staglia inconfondibileall’orizzonte) sino alleprime zone urbanizzate dellaprovincia torinese. Offre unaricca rete di sentieri attrezzatida percorrere a piedi, in bici ocavallo. Nella Riserva naturaledel Pian del Re si estende latorbiera più alta d’Europa dovecrescono “relitti” di flora glaciale,risalenti a più di duecentomilaanni fa, e vive un anfibioendemico: la Salamandra diLanza. Per conoscere megliol’ambiente di quel territoriomeritano una visita il MuseoNaturalistico del Po, a Revelloe, fra le curiosità in materiageologica, il Museo del Piropoa Martiniana Po. A Saluzzo,dove dell’antica capitale delMarchesato omonimo rimaneun ricco centro storico, il Poassume le caratteristiche delfiume di pianura. Ma è dopola confluenza con il TorrenteGhiandone che la portata delPo aumenta in modo tale daconsentire la navigazione conle tipiche “barche a punta” e alcuneattività ad esse collegate.L’Abbazia di Staffarda, anticomonumento cistercense del1135, sorge imponente insponda sinistra, poco distantedalla Riserva naturale dellaRocca di Cavour. Dal ponte diCasalgrasso, punto d’incontrofra il tratto cuneese e quellotorinese, volgendosi versomonte si può ammirare unadelle immagini simbolo del Popiemontese, data dal Monvisoche si specchia nelle acquedel fiume, ormai arricchitodall’apporto dei Torrenti Pellicee Varaita. Siamo vicini a Pancalieri,dove si trova il celebreMuseo della Menta.Tratto torinese - Si estendefino alla confluenza conla Dora Baltea, dopo avereaccolto tanti importanti tributaricome il Maira, il Chisola,il Sangone, la Dora Riparia,la Stura di Lanzo, il Malonee l’Orco. In questo tratto ilPo assume le caratteristichee l’andamento del fiumeimportante, che caratterizzatutta l’area metropolitana finoa lambire il centro storico diTorino. Il capoluogo piemonteseè fortemente connotatoda questo stretto rapporto conil fiume, lungo le cui spondecoesistono uomini e animali.Lo dimostra bene il parco delMeisino, che si estende dalponte Sassi al confine con ilcomune di San Mauro, dovesi trova una delle più interessantiaree naturalisticheurbane d’Europa. Vi si possonoosservare più di 160 specie diuccelli tra i quali diverse speciedi anatre (soprattutto di passoe svernanti), l’airone cenerino,lo svasso maggiore (nidificanti)e ogni tanto qualche specierara. Le testimonianze storicheIl Po a Crescentino❝vanno dalle vestigia romane diIndustria (a Monteu da Po), alleabbazie, ai borghi e ai castelli,per giungere ai grandi e famosicomplessi sabaudi, messiin rete fra loro dall’iniziativacoordinata dalla Regione Piemonte,che va sotto il nomedi “Corona Verde”. Peculiari lestrutture ottocentesche diregimazione idraulica presentinel chivassese e nel vercellese,quali le prese dei grandi CanaliCavour, Farini e Depretis (percitare i più importanti) da cuisi diparte la grandiosa rete difossi, canali e corsi d’acquaminori che alimentano ilsistema irriguo su cui si fondal’economia risicola.Tratto vercellese/alessandrino- Inizia subitodopo il ponte che mette incomunicazione le provincedi Torino e Vercelli, fra VerruaSavoia e Crescentino. Qui ilPo cambia ancora il suo volto,in parte grazie all’apportodelle fredde acque della DoraBaltea, alimentata dai ghiacciaidella Valle d’Aosta, in parte peril particolare contrasto fra ilripido fronte collinare, caratterizzatoda rocche e castelli eParco del Po tratto cuneesevia Griselda, 8 - 12037 Saluzzo (CN) - Tel.: 0175.46505 - Fax: 0175.43710E-mail: info@parcodelpocn.it - Sito ufficiale: www.parcodelpocn.itParco del Po tratto torineseCascina Le Vallere - Corso Trieste, 98 - 10024 Moncalieri (TO) - Tel.: 011.64880 - Fax: 011.643218E-mail: info.parcopotorinese@inrete.it - Sito ufficiale: www.parcopotorinese.itParco del Po tratto vercellese-alessandrinoPiazza Giovanni XXIII, 6 - 15048 Valenza (AL) - Tel.: 0131.927555 - Fax: 0131.927721E-mail: uffici.amministrativi@parcodelpo-vcal.it - Sito ufficiale: www.parcodelpo-vcal.itSportello INFOFIUME (Numero verde 800-269052)QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012 11


ITINERARI -Il Parco Fluviale del Po piemonteseGiovani aironi cenerini sul nido che si contendono una predaaltri edifici storici affacciati sullasponda destra, e l’estesa pianaagricola della sponda sinistra,che reca ancora preziosetestimonianze dei complessiagricoli collegati alle abbaziebenedettine e cistercensi. Aquesto proposito merita uncenno la Grangia di Pobietto(1185), sede di importantiritrovamenti risalenti all’età delbronzo. In effetti per quasi 30chilometri le ultime propagginidel Monferrato casalesee la piana risicola vercellesetrovano nel corso d’acqua unnaturale punto d’incontro,conferendo al paesaggio unaspetto del tutto originale. Gliaffacci lungo la strada panoramicache si sviluppa sul bordocollinare offrono spettacoli dirara bellezza, soprattutto nellegiornate limpide in cui la catenaalpina incornicia il grandemosaico delle risaie. Il paesaggiocomincia a cambiare aCasale Monferrato, principalearea urbana di quest’ultimatratta, dotata di un centro storicodi assoluto interesse. Sonodue confluenze, prima quellacon la Sesia poi quella con ilTanaro, a dare al Po l’assettodel grande fiume. Si comincianoa formare anse profonde emutevoli, con isoloni di ghiaiae sabbia in continuo divenire.Gli aspetti naturalistici e i fattorigeomorfologici tendonoa prendere il sopravvento suitentativi di cementificazionedel secolo scorso, un po’ spontaneamentee un po’ grazieagli interventi dell’Ente-Parco.Colonie di aironi, altra avifaunaacquatica, uccelli migratori, maanche rettili come la testugginepalustre, anfibi comei tritoni, mammiferi come iltasso, la puzzola e i pipistrelli,ma anche insetti come le libellule,possono così trovare i lorohabitat ideali. Tutto questo, eanche altro, lo si può comprenderevisitando il Centro diinterpretazione del paesaggiodel Po, a Frassineto Po, o prendendocontatto con il Centrovisite di Cascina Belvedere (giàCamino e la riserva Naturale di Ghiaia Grande (Foto C. Lenti - Arch. P. F. Po vc-al)12 QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012sede della Riserva naturaledella Garzaia di Valenza, primonucleo dell’attuale Parco delPo, risalente al 1979).La ricchezza del patrimonioambientale racchiuso nelParco del Po piemontese, unitaalle differenti suggestioni enogastronomichee culturali deiterritori circostanti, contribuiscea diversificare le proposteper i fruitori, siano essi gruppiscolastici o turistici organizzati,visitatori occasionali, o abitantidel luogo che si concedonoqualche ora di svago: unarilassante passeggiata, unacoinvolgente discesa del Posul gommone da “easy rafting”o un’impegnativa performancesportiva, accompagnatidalle guide del Parco o in solitaria,in strutture apposite o inpiena libertà, equipaggiati conun semplice binocolo o consofisticate attrezzature fotografiche,alla ricerca di momentidi quiete o alla scoperta dellerarità faunistiche o botaniche.A tutto ciò si aggiungano leopportunità derivanti daglistretti legami, e a volte dallacontiguità, con le aree protettevicine: Stupinigi, La Mandria,Collina di Superga, Bosco delVaj, Palude di San Genuario,Bosco della Partecipanza di Trino,Fontana Gigante, TorrenteOrba.Un cenno a parte lo meritala collaborazione maturatanel tempo fra gli Enti-Parco el’AIPo, che ha portato a siglareappositi accordi e protocollid’intesa aventi lo scopo disemplificare e migliorare irapporti interistituzionali, perpoter affrontare in manierapiù efficace i problemi e leprogettualità in esame. Particolaresignificato ha assunto,ultimamente, la convenzioneper l’utilizzazione delle sommitàdelle arginature maestre insinistra e in destra orograficadel fiume Po, per la realizzazionee il mantenimento in esseredell’itinerario ciclopedonalenel territorio delle province diTorino, Vercelli e Alessandria.A seguito della convenzione èstata sperimentata la sistemazionedi un tratto di sommitàarginale lungo circa unchilometro, in modo tale darenderne più agevole l’utilizzocon la bicicletta; ci auguriamoche quel modello diventipresto un esempio da seguirein tanti altri casi analoghi. Speriamopoi che questo passorappresenti la svolta decisivaper giungere finalmente allarealizzazione del progettounitario della Ciclovia del Po,che dal Piemonte raggiungaquanto è già stato fatto inpassato nella parte centrale eterminale del grande fiume,inserendosi nell’importantecorridoio 8 della rete di percorsiciclabili messo a punto alivello europeo e denominato“Eurovelo”.


n. 1 - 2012studiprogettiePrevedere e prevenire le pieneinser to tecnicodel fiume Polinee guida per l’utilizzo del sistemamodellistico per la previsione delle piene del PoIng. Nicola Rebora (Fondazione CIMA), Ingg. Mirella Vergnani e Laura Casicci (AIPo, Ufficio Servizio di Piena)IntroduzioneParticolare interesse ha suscitato il Workshop “Prevedere e prevenirele piene del fiume Po - Linee guida per la previsione e ilcontrollo delle piene fluviali dell’asta principale del Po” , svoltosia Parma nel 2011 alla presenza del Capo Dipartimento dellaProtezione Civile, Dott. Franco Gabrielli e dei rappresentanti deiCentri funzionali regionali, di AIPo e dell’Autorità di bacino delfiume Po 1 .L’obiettivo della giornata è stata la presentazione delle lineeguida per l’utilizzo del sistema modellistico per la previsionedelle piene del Po attualmente operativo presso AIPo e i CentriFunzionali regionali del bacino del Po, realizzate dalla FondazioneCima e da un gruppo di esperti formato dai professoridelle Università di Bologna, Padova e Pavia. Esse rappresentanoun ulteriore elemento a supporto della gestione sostenibile(1) Il workshop ha avuto luogo il 7 giugno 2011, con un ampio e qualificato panel di interventi.Promotori, programma completo dell’evento e una sintesi sono scaricabili dal sito www.agenziapo.it,sezione “News”.degli eventi di piena del Po a scala di bacino ed un punto dipartenza per l’individuazione di procedure condivise.Il sistema di modellistica è precursore, a livello nazionale enon solo, dei più moderni sistemi di allertamento approntatida pubbliche amministrazioni a difesa del territorio e rappresentaad oggi un sistema all’avanguardia nel panoramaeuropeo e internazionale per quanto concerne la previsione eil monitoraggio delle piene fluviali.Il progetto nasce nella primavera del 2005, tra le amministrazionipubbliche del bacino (Dipartimento di Protezione CivileNazionale, Autorità di bacino del Po, Agenzia Interregionaleper il fiume Po, Regione Emilia-Romagna, Regione Lombardia,Regione Piemonte, Regione autonoma Valle d’Aosta, RegioneVeneto) che con un accordo interregionale siglarono la realizzazionedi un sistema di modellistica idrologica ed idraulicaper la previsione ed il controllo delle piene fluviali dell’astaprincipale del fiume Po per assicurare, attraverso il coordinamentodei sistemi esistenti, un approfondito livello di conoscenza,monitoraggio e previsione, sia in fase ordinaria, sia incaso di piene ed eventi critici dal punto di vista idrogeologico.- I -


studiprogettieSistema di modellistica FEWS-PoModello di previsione delle pieneL’obiettivo principale del progetto è quello di disporre, in modounivoco sull’intero bacino padano, di un sistema modellisticodi previsione a supporto delle azioni e delle attività di serviziodi piena e di protezione civile necessarie a fronteggiare situazionidi emergenza.Il sistema, come supporto alle autorità, ai soggetti istituzionalied agli organi territoriali preposti alla gestione dell’emergenza,deve fornire le informazioni relative all’insorgenza ed evoluzionedel rischio idrogeologico ed idraulico, legate al manifestarsidi eventi meteoidrologici particolarmente intensi tali da generaresituazioni di dissesto per il territorio nonché di pericolositàper la popolazione.Il sistema di modellistica per la previsione delle piene è compostoda tre modelli di trasformazione afflussi-deflussi, due cheimpiegano schemi concettuali (MIKE11 NAM Danish HydraulicInstitute Water & Environment 2 , HEC HMS U.S. Army Corps ofEngineers – Hydrologic Engineering Center 3 ) ed uno che impiegauno schema distribuito (Topkapi-Università di Bologna 4 )nell’interpretazione dei processi fisici. Tali modelli prendono inconsiderazione l’influenza della topografia, quantità e intensitàdi precipitazione, contenuto di umidità del suolo, tipo di suoloe suo utilizzo. Al fine di ottenere un corretto impiego operativodei codici di trasformazione afflussi-deflussi, vengonoimpiegate adeguate tecniche di validazione, ricostruzione ecampionamento dei dati in ingresso al processo di trasformazionenumerica. Significativa è anche la presenza di tecnichedi combinazione di osservazioni multisensore nella stima deicampi di precipitazione.La propagazione idraulica lungo le aste è stata implementatautilizzando tre catene idrodinamiche realizzate con i modelliMIKE11 HD 5 (Danish Hydraulic Institute Water & Environment),HEC-RAS (dall’U.S. Army Corps of Engineers – Hydrologic EngineeringCenter 6 ) e Sobek (Delft-Hydraulics 7 ).Le previsioni meteorologiche che alimentano il sistema sonosia di tipo deterministico, con il modello LAMI che forniscedue corse al giorno di Lokal Modell, integrate per 72 ore a 7 kmdi risoluzione orizzontale (le cui condizioni al contorno sonoestratte dal modello globale GME di DWD mentre le condizioniiniziali sono prodotte da un ciclo di assimilazione continuodurante il quale LM assimila osservazioni, fornite dall’UfficioGenerale di Meteorologia dell’Aeronautica Italiana), sia di tipoprobabilistico, con il COSMO-LEPS che fornisce una corsa algiorno con l’ausilio e la cooperazione di ECMWF (Centro Europeoper le Previsioni a Breve Termine); sistema basato sull’integrazionedi 16 Lokal Modell, a 10 km di risoluzione orizzontale,su un dominio di integrazione europeo. La corsa dei 16 modelliè inizializzata e guidata da 16 membri di Ensemble selezionatitra quelli di ECMWF-EPS) e dalla rete di monitoraggio in tempo(2) MIKE 11 NAM del Danish Hydraulic Institute Water & Environment è un modello idrologico ditrasformazione afflussi-deflussi deterministico, fisicamente basato, a parametri concentrati, costituito daun set di relazioni matematiche collegate fra loro in modo da descrivere quantitativamente la fase terrestredel ciclo dell’acqua. Il modello simula in continuo la variazione di contenuto di acqua (in fase liquida ovapore) di serbatoi distinti e reciprocamente collegati, che rappresentano gli elementi fisici principali delbacino idrografico. I serbatoi riproducono i seguenti processi: accumulo e scioglimento neve, intercettazione,infiltrazione, immagazzinamento nella falda.(3) HMS è un codice ideato per simulare i processi di afflussi e deflussi all’interno di un bacino idrografico,applicabile nelle più generali condizioni geografiche e per diversi problemi di natura idrologica: dalladeterminazione dell’onda di piena caratteristica di un corpo idrico in un bacino di notevoli dimensioni, aquella del deflusso relativo a comprensori naturali o urbani di modeste dimensioni. HMS è un modello deterministico,concettuale o empirico (a seconda delle opzioni utilizzate), a parametri concentrati o distribuiti.HMS suddivide la trasformazione afflussi deflussi in quattro fasi distinte: calcolo del volume efficace; determinazionedell’idrogramma per deflusso superficiale; calcolo del deflusso profondo; traslazione dell’onda dipiena. Per ognuna di queste fasi nel calcolo possono essere usate metodologie diverse.(4) TOPographic Kinematic APproximation and Integration) è un modello di tipo distribuito, strutturatoin base a tre moduli che rappresentano rispettivamente la componente del suolo, la componente deldeflusso superficiale e la componente del deflusso lungo la rete drenante, per ciascuna delle quali si adottauno schema di propagazione ad onda cinematica. La componente del suolo riveste nel modello un ruolofondamentale, in quanto è il bilancio idrico del suolo che regola la dinamica della produzione di deflussosuperficiale, per cui l’immagazzinamento dell’acqua nel suolo rappresenta la principale variabile di stato delsistema. In base alla saturazione raggiunta nel suolo si innesca il meccanismo del deflusso superficiale. Entrambele componenti del suolo e del deflusso superficiale alimentano la componente della rete drenante.(5) MIKE 11 HD del Danish Hydraulic Institute Water & Environment è un programma generale per la simulazionedel flusso in condizioni monodimensionali, stazionarie e non, di fluidi verticalmente omogenei inqualsiasi sistema di canali o aste fluviali. E’ possibile tenere conto in particolare di: portate laterali; condizionidi corrente veloce o lenta; flusso libero o rigurgitato in corrispondenza di sfioratori; differenti regole operativedi funzionamento di serbatoi o invasi; resistenze localizzate e perdite di carico concentrate; casse d’espansione;condizioni di flusso quasi-bidimensionale; azione del vento; nodi idraulici (biforcazioni e convergenti).Le equazioni generali di De Saint Venant sono trasformate in un sistema di equazioni implicite alle differenzefinite secondo una griglia di calcolo con punti Q e h alternati tra loro, nei quali la portata Q e il livello idrico h,rispettivamente, sono determinati ad ogni passo temporale (schema di Abbott a 6 punti).(6) HEC-RAS risolve le equazioni di De Saint Venant distinguendo tra alveo e zone golenali, impiegandouna griglia di calcolo con punti Q e H coincidenti, nei quali la portata Q e il livello idrico h, rispettivamente,sono determinati ad ogni passo temporale secondo lo schema numerico di Preissmann.(7) Il delft-scheme risolve il sistema di equazioni del De Saint Venant per mezzo di una griglia di calcolocon punti Q e h alternati tra loro, nella quale i punti h (livello idrico) sono definiti in corrispondenza di nodidi connessione e di nodi di calcolo, i punti Q (portata) sono posizionati sempre a metà tra due punti h vicini.- II - QUI PO - n. 1/2012 - inserto tecnico


eale formata da oltre 1500 sensori (pluviometri, nevometri,idrometri, termometri).Tutte le informazioni meteorologiche, previste ed osservate,provenienti dai diversi sistemi di misura o di simulazione, sonoopportunamente convertiti in un formato comune alle catenedi modellistica idrologica e idrodinamica che costituiscono ilsistema integrato.Per comprendere il grado di dettaglio e la complessità delsistema schematizzato sono state implementate quasi 11.000sezioni trasversali, 2500 opere (ponti, casse d’espansione, arginigolenali etc).Il sistema di modellistica idraulica per la gestione degli eventidi piena, composto da molteplici modelli (idrologici, idraulici,metereologici), è integrato in un unico ambiente di lavoro sviluppatodal gruppo olandese di Delft-Hydraulics, ora Deltares,denominato FEWS.La filosofia dell’ambiente di sistema Delft-FEWS è di fornire unsistema aperto che permetta di utilizzare un gran numero dimodelli di simulazione. La natura modulare ed altamente configurabiledell’ambiente di sistema consente così di impiegareefficacemente i diversi semplici modelli.Sintesi dello schema per l’utilizzo del sistema dimodellistica idrologico-idraulica FEWS-PoLa disponibilità di previsioni di livelli e portate sul bacino delPo tramite il sistema FEWS consente attualmente di ottenereinformazioni ad ampio spettro riguardanti sia lo stato correntelungo i corsi d’acqua (osservazioni idrometriche in telemisura,misure pluviometriche tramite centraline o misure da radarmeteorologico) sia lo stato futuro in termini di deflussi in alveo,afflussi meteorici e temperature (previsioni ottenute tramite ilmodello meteorologico ad Area Limitata COSMO-I7 e il sistemadi previsioni di Ensemble COSMO-LEPS).Le linee guida presentate hanno lo scopo di suggerire unamodalità di utilizzo del sistema modellistico, disponibile pressol’AIPo ed i Centri Funzionali dell’Emilia Romagna (ARPA-SIMC,Parma), del Piemonte e della Lombardia, in un contesto operativodi supporto all’Unità di Comando e Controllo (UCC) definitaai sensi della DPCM 27/2/2004 e successive modificazioni.L’approccio seguito è quello della “macchina a stati” dove vengonodefiniti passaggi di stato, modalità di controllo e utilizzodel sistema sia in funzione dei valori delle variabili idrometeorologicheosservate e previste, sia in funzione dei tempi dirisposta caratteristici delle sezioni rappresentative per i tratti inesame.L’approccio descritto parte dalla definizione generale di trepossibili stati del sistema, Previsione, Vigilanza e Monitoraggio,prosegue poi con una schematizzazione delle operazioni dianalisi e valutazione delle uscite del sistema da effettuare inciascuna delle tre fasi, terminando con alcuni suggerimentiper effettuare le analisi dei dati delle catene previsionali sia iningresso sia in uscita.Il sistema ha la possibilità di utilizzare tre catene modellisticheidrologico-idrauliche: 1) MIKE 11 - NAM/HD, 2) HEC – HMS/RASe 3) Topkapi/PAB. La metodologia può essere applicata a ciascunadi queste tre catene, o alla singola catena che, a valle diuna fase di valutazione delle prestazioni previsionali, si ritengapiù adatta per l’utilizzo operativo. L’opzione più interessante daun punto di vista tecnico scientifico è rappresentata dall’approccioMCP (Model Conditional Processor ) proposto dal prof.E. Todini. Questo approccio permette la stima dell’incertezzapredittiva sfruttando il maggiore contenuto informativo datodalla presenza di più catene idrologiche-idrauliche rispetto aquella che può essere definita da uno stesso modello con setdi parametri diversi.In Figura 1 è riportato il diagramma di stato che mostra ipossibili stati in cui si può trovare il sistema previsionale e ipassaggi di stato definiti dalla previsione o dalla osservazionedi un evento sia esso in asta principale di Po o nei tratti arginatidegli affluenti.Vengono definiti tre stati possibili in cui si può trovare il sistema:1. Previsione;2. Vigilanza;3. Monitoraggio.Il passaggio tra questi stati è determinato a partire dalle uscitedel sistema modellistico in termini di previsione e/o monito-QUI PO - n. 1/2012 - inserto tecnico- III -


studiprogettieraggio delle variabili idrologiche di interesse (livello, portata,persistenza del livello al di sopra di soglie critiche, etc...) econdizionato anche al fatto che l’uscita modellistica sia relativaa tratti, e quindi a sezioni, con tempi di risposta più lunghi(evento in asta principale) o più brevi (evento fuori dall’astaprincipale).Figura 1. Diagramma degli stati possibili del sistema con unabreve descrizione degli eventi che determinano il passaggioda uno stato ad un altro. I rettangoli gialli riportano il tipo diuscita della catena previsionale che guida la maggior partedelle considerazioni che l’operatore deve fare per decidere serimanere nello stato attuale o passare ad un altro.Il sistema si trova usualmente nello stato di Previsione, se èprevisto un evento in asta principale (a partire dalle previsioniidrologiche e idrauliche guidate dal modello COSMO-I7)il sistema passa allo stato di Vigilanza da dove è possibile, infunzione delle previsioni idrologiche e idrauliche fatte a partiredalla precipitazione osservata, passare allo stato di Monitoraggionel caso in cui l’evento previsto sia confermato, o ritornareallo stato di Previsione, nel caso in cui l’evento previsto non sidia. Ovviamente è possibile anche permanere nello stato diVigilanza nel caso in cui l’evento predetto rimanga tale ma nonve ne sia ancora evidenza nelle previsioni idrologiche-idraulichefatte a partire dalle precipitazione osservata.Qualora l’evento sia invece previsto fuori dall’asta principaleo comunque la previsione sia relativa a tratti con tempi dirisposta più brevi (generalmente inferiori alle 12 ore) il sistemapasserà direttamente dallo stato di Previsione a quellodi Monitoraggio. Il passaggio diretto è dettato dal fatto che itempi di risposta del bacino chiuso alla sezione consideratarenderebbero del tutto inutili i controlli previsti in Vigilanza.In caso di evento previsto su bacini di minori dimensioni, pergarantire un efficace funzionamento del sistema e per fornireun supporto tempestivo all’Unità di Comando e Controllo,occorre eseguire direttamente i controlli proposti per lo statodi Monitoraggio.La frequenza e le tempistiche dei controlli nelle varie fasi sonoovviamente differenti; un’ indicazione generale utilizzata nellaredazione di questo prontuario è la seguente:1. Previsione -> un ciclo di controlli giornaliero2. Vigilanza -> un ciclo di controlli ogni 6-12 ore3. Monitoraggio -> sono previste tre possibili frequenzedi controllo in funzione dei livelli idrometrici osservati e previstia) bassa frequenza (es. ogni 6 ore); b) alta frequenza (es. ogni 3ore); c) monitoraggio continuoRimandiamo al documento completo (disponibile anche nelsito www.agenziapo.it, sezione “Documentazione scaricabile”)Figura 1 - Diagramma degli stati possibili del sistema con una breve descrizionedegli eventi che determinano il passaggio da uno stato ad un altro. I rettangoligialli riportano il tipo di uscita della catena previsionale che guida la maggior partedelle considerazioni che l’operatore deve fare per decidere se rimanere nello statoattuale o passare ad un altro.per la descrizione di dettaglio delle operazioni di controllosuggerite per i tre differenti stati del sistema.ConclusioniCome sottolineato dal gruppo di esperti che ha supervisionatola redazione delle linee guida composto dai professori LuigiNatale, Franco Siccardi, Ezio Todini e Andrea Rinaldo, “deve[...] essere particolarmente apprezzato lo schema modellisticorealizzato. Esso utilizza per le previsioni di precipitazioneun sistema di ensemble che permette di caratterizzare inprobabilità l’estensione e la gravità delle precipitazioni previste.La metodologia per l’utilizzazione delle predizioni modellistiche,[...]costituisce uno strumento di avanguardia, anche setecnicamente agevole, per le operazioni di previsione da partedell’Autorità Interregionale per il Po. Per quanto è a nostraconoscenza il sistema di previsione delle piene dell’asta di Porealizzato da AIPo in collaborazione con SIMC della regioneEmilia-Romagna è uno dei più avanzati a livello internazionale.”Il sistema modellistico, pur nella sua eccellenza tecnica, rappresentaperò solo uno strumento per dare attuazione ad unagovernance di bacino che deve trovare i suoi fondamenti nelladefinizione e condivisione delle sinergie e dei ruoli di ciascunaamministrazione, per garantire un’ efficace azione di governodelle piene. Il Workshop, oltre a rappresentare la chiusuraformale dei lavori di realizzazione del sistema di modellistica,ha offerto lo spunto per iniziare un percorso di concertazionee condivisione sulla politica di gestione di un bacino cosìcomplesso come quello del Po, affermando ancora una voltala necessità di un coordinamento per gestire unitariamentetematiche territoriali trasversali quali la difesa dal rischio idraulico,la gestione delle fasce fluviali, il bilancio della risorsa idrica,la navigazione: compito indispensabile per poter assolverealle funzioni demandate dalle direttive europee e nazionaliin materia di gestione della risorsa (direttiva 2000/60/CE) e digoverno delle piene (direttiva 2007/60/CE).- IV - QUI PO - n. 1/2012 - inserto tecnico


IL CONVEGNO“i Po - InterazioniTutela, natura, risorse nel territorio fluviale”❝ A sessant’anni dall’alluvione del Po del 1951,AIPo e Fondazione Cà Vendramin, con la collaborazionedel Consorzio di Bonifica Delta del Po,hanno organizzato il convegno “i Po - Interazioni.Tutela, natura, risorse nel territorio fluviale”finalizzato a mettere a tema il futuro del Po e deiterritori attraversati dal Grande Fiume.Il convegno ha avuto luogoil 6 ottobre 2011 presso laFondazione Cà Vendramin,nel comune di Taglio di Po(Ro), ospitata nella suggestivastruttura dell’ omonimoimpianto idrovoro, realizzatoai primi del ‘900 e non piùin funzione, ora adibito, oltreche a sede della Fondazione,a museo della bonifica e alocation per convegni (cfr. QuiPo n. 2/2011).Sono intervenuti i rappresentantidelle Regioni del Po,esponenti di enti ed istituzioni,docenti universitari ed espertidi varie discipline e settori diinteresse.Con questo appuntamento,AIPo ha inteso promuovereun’occasione di confronto eapprofondimento sul “sistemaPo” nella convinzione chel’ambiente fluviale, con le suepeculiarità e potenzialità, qualilo sviluppo della navigazioneinterna e il turismo, rappresentiuna risorsa fondamentaleda tutelare e da valorizzare. Lacapacità di innovazione e leinterazioni tra più ambiti e tradiverse esperienze, competenze,funzioni rappresentanofattori decisivi per progettare ilfuturo di quelli che si possonodefinire territori fluviali: areefortemente caratterizzate dallapresenza di corsi d’acqua e incui essi tornino ad assumereun rilievo centrale nelle scelteprogrammatorie, nellacultura, nella gestione dell’ambiente,nello sviluppo socioeconomico.In occasione dell’evento èstato presentato il videofilm“Polesine, ieri…oggi” , undocumento di notevoleinteresse che abbraccia levicende di un sessantennio, eallestita la mostra fotografica“La sicurezza, strumento ditutela e valorizzazione”, conpannelli – allestiti anche grazieall’impegno degli uffici AIPo -che illustrano alcune delle piùsignificative attività ed opererealizzate da AIPo nelle diversearee regionali, con particolarespazio riservato agli interventinella provincia di Rovigo.Sono intervenuti al convegno:Aronne Armanini (Universitàdi Trento), Graziano Azzarin(Consigliere regionale delVeneto), Daniele Belotti (Assessoreal Territorio RegioneLombardia e componenteil Comitato d’indirizzo AIPo),Massimo Bianchi (Universitàdi Bologna), Mariano Carraro(Segretario all’AmbienteRegione Veneto), GiuseppeCastaldelli, (Università diFerrara), Maria Luisa Coppola(Assessore all’EconomiaRegione Veneto), Luigi DaDeppo (Università di Padova),Fabrizio Ferro (PresidenteConsorzio Delta Po e dellaFondazione Cà Vendramin),Marco Ferro (Sindaco diTaglio di Po), Luigi Fortunato(Direttore AIPo), IvanoGalvani (Dirigente AIPo),Paola Gazzolo (Assessorealla Difesa del suolo RegioneEmilia-Romagna), MarcoGottardi (Parco Delta del PoVeneto), Giuliana Gulmanelli(Assessore all’Ambiente dellaProvincia di Rovigo), LidiaMarongiu (Studio Giaccardie Associati), Luigi Mille(Dirigente AIPo), Alfredo Peri(Presidente AIPo e Assessorealla Mobilità Regione Emilia-Romagna), Francesco Puma(Segretario generale dell’Autoritàdi bacino del fiume Po),Romilda Tafuri (Prefetto diRovigo), Lino Tosini (Direttoredella Fondazione Cà Vendramin).(s.c.)❝QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012 13


AFFLUENTILa Trebbia al ponte di TunaLa Trebbia❝ Il fiume Trebbia, affluente di destra del Po,nasce dal monte S. Lazzaro nell’AppenninoLigure.Lungo circa 116 km attraversale province di Genova ePiacenza, ricevendo numerosiaffluenti fra cui il piùimportante, per il suo elevatocontributo idrico soprattuttod’estate, è il torrente Avetoseguito dai torrenti Bobbio,Perino e Dorba.L’asta principale del Trebbiaè suddivisibile in due trattidistinti per caratteristichemorfologiche, morfometrichee per comportamento idraulico:il tratto montano, che sisviluppa dalla sorgente fino aRivergaro, per una lunghezzadi circa 95 km, e il tratto dipianura fino alla confluenzain Po.Il primo tratto è caratterizzatoda un’elevata pendenza,con meandri in roccia molto14 QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012Ponte Gobbo a Bobbioirregolari e con curvaturageneralmente elevata. Nellaparte appenninica terminalel’alveo tende a rettificarsifino ad assumere la tipologiaramificata tipica del tratto dipianura, dove sono presentiampie aree golenali e notevolidepositi alluvionali.Regime idraulicoCon una portata media dicirca 40 mc/s, è il fiume conil più alto contributo idricodell’Emilia Romagna (Poescluso).Le caratteristiche morfologichee litologiche del bacino,la forma, l’acclività media deiversanti, implicano ridottitempi di corrivazione, conrapida formazione delle pieneed elevati valori delle portateal colmo. Eventi meteoriciintensi sono possibili in tuttele stagioni anche se il periodocompreso tra settembre enovembre è quello con lamassima incidenza di eventigravosi. Le magre estive sonotali da lasciare l’alveo completamentein secca, sia a causadella permeabilità dell’alveo dimagra sia per gli elevati prelievidi acqua ad uso irriguo.Tra gli eventi di piena verificatisinel bacino del Trebbia siricordano quelli dell’ottobre1889 e del settembre 1953.Quest’ultimo rappresental’evento alluvionale piùgravoso: fu provocato da unnubifragio di breve durata maelevata intensità che produsseesondazioni diffuse lungotutta l’asta. Il colmo di pienaalla sezione di S. Salvatoreraggiunse i 3.430 mc/s (stimadell’Ufficio Idrografico). L’eventoprodusse un incrementodella portata del Po a Piacenzadi circa 830 mc/s, abbondantementelaminata data la noncontemporaneità dei colmi.Non si registrarono inondazionirilevanti, grazie alle scarseprecipitazioni registrate neitratti medi e bassi del bacino.Opere idrauliche di difesaIl corso d’acqua non èarginato; in prossimità dellaconfluenza in Po gli arginimaestri risalgono per un brevetratto, arrestandosi circa500 m a valle dell’autostradaTorino-Piacenza, delimitandoampie aree golenali. Le operedi difesa spondale e di stabilizzazionedel fondo alveo sonoa carattere locale e sporadico,generalmente poste a difesadi abitati e infrastrutture.Il Trebbia denuncia squilibricomplessivamente modesti inrelazione soprattutto alla limitatapresenza di insediamentie infrastrutture in prossimitàdell’alveo. Gli squilibri principalisono da porre in relazionea fenomeni di trasportosolido, sovralluvionamento ed


esondazione che coinvolgonolimitate aree interessate dainsediamenti.Paesaggi della TrebbiaLa Val Trebbia rappresenta unadelle poche aree con caratteriambientali ancora fortementeintegri e con livelli di qualitàdelle acque particolarmenteelevati. Soprattutto la partealta della valle risulta esseretra quelle più suggestive edincontaminate dell’Appennino,dove è possibile rilassarsiconiugando interesse per lanatura e la cultura.FIUME TREBBIARegioneEmilia-RomagnaUfficio AIPo competentePiacenzaTratto di competenza AIPoDal ponte della S.P.40 in comune di Rivergaro alla confluenza in PoBacino1.070 kmqLunghezza116 kmCorso fasciato*SiEventi di piena storici Ottobre 1889 - Settembre 1953Portata massima 3.430 mc/s in occasione della piena del 1953Percorrendo la S.S.45 cheattraversa la valle si può goderedel bellissimo paesaggioofferto dalla magnifica vegetazioneche riveste le collinecircostanti, mentre dall’altodelle ripide pareti è possibileammirare il corso del fiume,con le sue insenature, anse,laghetti e le splendide sfumaturedi azzurro offerte dallelimpide acque del torrente.Il tratto del fiume che interessail territorio comunaledi Bobbio è senza dubbiouno dei più suggestivi, comeLa Trebbia a Corte BrugnatellaAnsa della Trebbia in località San Salvatoretestimoniato dal grandescrittore Ernest Hemingwayche descrisse la circostanteVal Trebbia come il luogo piùbello del mondo.Bobbio, il cui nome derivadall’omonimo torrente chescorre a sud dell’abitato, dadiversi anni è stata insignitadella Bandiera Arancione delTouring Club per il centro medievaledi interesse turistico,è riconosciuta Città d’Arte eCultura e dal 2008 è entrata afar parte del club dei Borghipiù Belli d’Italia. Passeggiandotra le vie dell’antico centrostorico, si possono ammiraremonumenti di notevoleimportanza come la Basilicadi S. Colombano, con il suoportico rinascimentale, e ilCastello Malaspina costruitoagli inizi del XIV secolo. Apoche centinaia di metri dalcentro abitato troviamo ilvero simbolo della cittadina: ilPonte Vecchio, altrimenti notocome Ponte Gobbo, per laparticolare conformazione deisuoi undici archi, tutti diversitra loro e a differenti altezze.Antichi documenti fannorisalire la sua costruzione aprima dell’undicesimo secolo.Danneggiato dai numerosieventi di piena del fiume, èstato sempre ricostruito finoad assumere la sua formaattuale, ad undici arcate, nelXVII secolo.La parte pianeggiante dellavalle vide la battaglia dellaTrebbia in cui, secondo ilracconto dello storico romanoPolibio, nel dicembre del218 a.C. Annibale inflisse unapesante sconfitta al consoleromano Tito SempronioLongo. Seguendo la cronacala zona di battaglia risultaoggi più ad ovest che nel 218a.C., a testimonianza che neisecoli l’alveo della Trebbia si èspostato di alcuni chilometrimutando il punto di ingressonel Po.A ricordare l’importanza strategicache ebbe la val Trebbianella storia, rimangono imponenticastelli - Gossolengo,Castello di Rivalta presso Gazzola,Castello di Montechiaropresso Rivergaro, Castello diStatto nel comune di Travo,Bobbio (Castello Malaspina,castello del Dego, e resti diquello di Piancasale), CorteBrugnatella (castello del Lago,accanto alla Statale e doganatra la Repubblica di Genova ela Contea di Bobbio), Cerignale,Ottone, e Torriglia - ele torri - Bobbiano di Travo,Zerba e Colombaia di Coli.ParchiNel basso corso del fiumeTrebbia è stato istituito il Parcoregionale fluviale del Trebbia,un’area protetta di circa 4.000ettari che va dalla confluenzanel Po sino alla sua porzionepedemontana nel Comunedi Rivergaro, comprendendoparzialmente la conoide ed iltratto di pianura. Vi si trovanoambienti fluviali e perifluviali,in gran parte demaniali, areecoltivate a seminativo e unnucleo boschivo di particolarepregio naturalistico, conosciutocome “Bosco di Croara”.Nella parte ligure troviamoil Parco naturale regionaledell’Antola ed il Parco NaturaleRegionale dell’Aveto. (m.l.)❝QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012 15


LE T TUREManuale sulla difesa dalleesondazioni e sulla chiusuradelle rotte arginalidi Luigi Da Deppo e Claudio Datei, pagg.154,❝Edizioni Progetto, Padova, 2011Nei primi mesi del 2011 è uscita una nuova e interessantepubblicazione frutto della proficua collaborazione di due notiprofessori che hanno caratterizzato gli studi idraulicidell’Università di Padova negli ultimi decenni e particolarmentevicini alle problematiche del Po e dei suoi affluenti:Luigi Da Deppo e Claudio Datei.Preme in particolarericordare la lunga carrieraprofessionale e accademicadi Claudio Datei, laureatoin ingegneria a Padova nel1949, Professore emeritodi Costruzioni Idraulicheall’Università di Padova,Dipartimento di IngegneriaIdraulica, Ambientale, Marittimae Geotecnica.Progettista esperto di dighee grandi opere è stato membrodel Comitato Tecnicodel Magistrato alle Acque diVenezia e del Consiglio Superioredei Lavori Pubblici.Con la sua passione nellosviluppare le conoscenzeidrauliche fluviali,senza dimenticareanche quelle idroviarie,e la grande capacità diillustrare e spiegare lecomplicanze dell’idraulica,ha formato eaccompagnato allalaurea numerosi ingegneri.Alcuni prestanola loro attività in AIPo,cercando di concretizzareal meglio i suoipreziosi insegnamentie continuano a nutrirenei suoi confrontisentimenti di stima eaffetto.Ritornando all’ultimo lavorodato alle stampe, “Manualesulla difesa dalle esondazionie sulla chiusura dellerotte arginali”, la prefazionesintetizza la finalità del librodei due celebri docenti.L’opera si cala perfettamentenel suo scopo, descrivendomodalità e finalità degliinterventi da porre in esserequando il sistema delledifese fluviali entra in crisie, in breve tempo, devonoessere decisi e predispostiuna serie di provvedimentiper tutelare il territoriocircostante. La trattazione sicompleta con dati tecnici eschemi grafici, oltre che confotografie che ritraggonodal “vivo” quanto descritto.Consci del pensiero comunedi ritenere erroneamente gliargomenti legati adaspetti concreti epratici dell’idraulicadi scarso interesseper nobili trattazioni,gli autori hannocolmato una lacunaeffettivamente presentenella letteraturatecnica.Il Manuale è perciòuno splendidoesempio di come ilsapere universitariopossa essere spesoa supporto deglioperatori del settore,16 QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAilProf. Claudio Dateifornendo loro un utilissimostrumento operativo daadottare quando i tempiristretti non consentonolunghe elucubrazioni el’esperienza non è d’aiuto.Con questa trattazione leconsolidate e sempre verdiregole dell’antico Corpo delgenio Civile dello Stato vengonoper così dire validatee riviste in chiave modernacon lo scopo di non disperderequesta eredità.In Appendice due testimonianzed’altri tempi: duecircolari del Ministero deiLavori Pubblici del 1873e del 1952, con riportatequelle norme che ancoraoggi, seppur con qualchevariazione, costituiscono labuona regola d’arte per laprogettazione degli argini.(m.l.)❝


UN PO DI STORIAMatilde diCanossa e il Po❝ “L’uomo pensa e propone, ma è Dio che al meglio dispone.Ho da poco composto un poema in due libri,che volevo inviare io stesso a Matilde,perché tratta degli avi di lei,e il secondo è scritto in sua lode.Evitai frivolezze, riportai solo ciò che provai esser vero.Ora, mentre in letizia di cuore li rilegavo,giunse un messo con una notizia per me sconvolgente:la contessa Matilde è morta.”Così Donizone, il monacodel monastero di Sant’Apolloniodi Canossa, che fu ilcantore delle vicende di Matildee dei Canossa, descrivedi come apprese la notiziadella morte inaspettatadella contessa, nel poema“Vita Mathildis”. Mediatricedecisiva nell’episodio piùnoto di quella che fu definita“la lotta per le investiture”,Matilde fu la Signora piùpotente del Medioevo, sfidòi pregiudizi del tempo, unicadonna tra uomini di Chiesa od’armi ed ebbe un ruolo daprotagonista nello scontroche vide contrapposti Papatoed Impero. La famigliadi provenienza di Matildeera di origini longobarde;agli inizi del IX secolo, ilcapostipite Sigfredo acquistòdiverse proprietà traParma e Reggio. Il figlio, AttoAdalberto, uomo di grandeabilità politica, nel 940circa fece erigere la rocca diCanossa, su uno sperone diroccia calcarea, in un puntostrategico che garantiva laveduta della pianura. Proprioa Canossa Atto diede protezionead Adelaide, vedovadel re d’Italia, dall’assedioportato dall’assassino delmarito, Berengario, cheintendeva prenderla inmoglie per legittimare lapropria successione al trono.La vicenda si concluse conil matrimonio tra Adelaide eOttone che strinse una fortealleanza con Atto Adalberto,nominandolo marchese, edaffidandogli il controllo deiterritori modenesi e mantovani.Il successore Tedaldo,consolidò la presenza deiCanossa nel mantovano, acquisìil controllo su Ferrara enel 1007 fondò il monasterodi San Benedetto in Polirone,sull’isola posta fra il Poe il Lirone, che il padre Attoaveva acquistato negli anni961-962. Il corso del Po nonera come lo si ritrova oggi,in molti tratti scorreva in unalveo più meridionale. Successivamenteun progressivoincremento delle precipitazionied un consistente aumentodella portata d’acquadegli affluenti di destra, oltreAnselmus Cantuariensis Archiepiscopus - Orationes seu meditationes.Manoscritto, pergam. miniato, 1130-1140.Immagine tratta dal volume “L’Abbazia di Matilde”, Pàtron Editore, a cura di Paolo Golinelliad un fenomeno di bradisismo,che portò la Romagnaad innalzarsi rispetto al restodella Pianura Padana, causaronomolte inondazioni erotte, che portarono il corsodel Po più a nord, a partiredalla zona di San Benedetto,lungo il ramo di settentrionedetto Lirone. L’antico corsodel Po, che toccava i centriabitati di Suzzara, Gonzaga,Pegognaga, Quistello, venneabbandonato, mentre tra ilLirone a nord e ilPo Vecchio”a sud scorreva lo Zara,che segnava il confine tra ilIl sigillo della Contessacomitato di Reggio e quellodi Mantova.Il potere dei Canossa raggiunseil massimo splendorecon Bonifacio figlio diTedaldo e padre di Matilde.Il sostegno dei Canossaall’impero continuò anchecon Bonifacio che ottenneda Corrado II il governo dellamarca di Tuscia. A seguitodi quest’importante investiturail dominio dei Canossaraggiunse la sua massimaestensione, dai confini conil ducato romano al lagodi Garda, dal Cremoneseall’Adriatico, un vero e proprio“stato cuscinetto” nellafutura lotta tra l’imperatoree il papa. Sposò in secondenozze Beatrice di Lorena, distirpe regale, appartenentead una delle famiglie piùillustri dell’impero, ed elesseMantova a “capitale” perla sua posizione centralenell’esteso dominio canossiano.Mantova infatti era piùvicina alle maggiori vie dicomunicazione del momento:le strade che dallaGermania e dalla Franciaportavano a Roma, attraversandoil Po a Brescelloo a Ostiglia, dove passavaun’antica strada consolareche da Bologna, lungo la viaColicaria giungeva a Verona;le vie d’acqua, il Mincio checircondava con i suoi laghila città e poi fluiva nel Po, lagrande arteria fluviale cheQUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012 17


18 QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012collegava tutta la PianuraPadana e metteva in comunicazionele zone internecon il mare, con Venezia, conl’Oriente. Donizone raccontache sul Po Bonifacio tenevauna flotta armata perdifendere i naviganti dagliattacchi dei pirati e riuscivain tal modo a controllare lemerci e soprattutto gli approdi.A Mantova nacque, daBonifacio e Beatrice, Matildenel 1046. Sull’infanzia di Matildepoche sono le notizieda fonti medievali, anche seè certo che dovette essereuna bambina particolare.Donizone sottolinea la suaconoscenza delle lingue:“ ..Ben conosce il linguaggiodei Teutoni e sa ancheparlare la garrula linguadei Franchi”. A differenza dialtre nobildonne dell’epoca,ricevette un’educazioneaccurata, sapeva leggere escrivere, conosceva il latino ela lingua dei Longobardi. Nel1052 il padre venne assassinato,durante una battuta dicaccia nei pressi di Mantova,a San Martino all’Argine, colpitoda una freccia avvelenata.A Bonifacio seguirononella reggenza, non senzadifficoltà, la moglie Beatricee la figlia Matilde. Beatriceavviò un rapporto di collaborazionee sostegno reciprocotra la famiglia Canossa e ilPapato, che segnerà profondamentele sorti del casatonegli anni successivi. Beatricerestituì parte dei benisottratti da Bonifacio allechiese e intervenne frequentementecon lasciti e favorinei confronti di canoniche emonasteri. Il papa Leone IXconvinse Beatrice a sposareGoffredo il Barbuto, vassallodell’imperatore in Lorena,non sempre a lui fedelissimo.Nel 1069 Matilde sposò perragioni politiche, Goffredo ilGobbo, figlio del patrigno, alquale era già stata promessaquand’era ancora bambina esi trasferì in Lorena. Dal matrimonio,nacque una figlia,morta poco dopo la nascita,che portava il nome dellamadre Beatrice. Poco dopoquesto tragico evento Matilderitornò presso la madrein Toscana. Ci furono diversitentativi di riconciliazione daparte di Goffredo il Gobbo,ma Matilde preferì rimanerein Italia a sostenere insiemealla madre la causa dellaRiforma della Chiesa e dellasua indipendenza dall’impero.Dopo la morte violentadel marito nel 1076, Matilderientra pienamente inpossesso delle sue proprietà.Nello stesso anno perde anchela madre. Durante la suavita Matilde sostenne le ragionie le autorità di cinquepapi: Alessandro II, GregorioVII, Vittore III, Urbano II e diPasquale II. Fu particolarmentelegata ad Idelbrandodi Soana, che assurse alsoglio pontificio con il nomedi Gregorio VII, fautore diquella che fu definita “Riformagregoriana”. La riforma,che aveva in realtà radici piùlontane, era incentrata a dirimere,in primis, la questionedelle investiture dei vescovi- conti e pertanto di stabilirechi tra imperatore e papadovesse avere la supremaziain campo temporale. Il disegnodi Gregorio VII andavaoltre e prevedeva una verae propria riorganizzazionefinanziaria della Santa Sede,con l’obiettivo di avere unaChiesa solida anche da talepunto di vista. Nel 1076 siriunì a Worms un sinodo divescovi, presediuto dall’imperatoreEnrico IV con loscopo di deporre GregorioVII. Nello stesso anno GregorioVII scomunicò Enrico IV epromulgò il Dictatus Papae,che sancì la supremazia delpapato e il diritto del papa adeporre anche l’imperatoreper essere il pontefice lasuprema autorità terrena.Matilde si adoperò affinchè ilpapa e l’imperatore trovasseroun accordo, favorendol’incontro a Canossa nelgennaio del 1077 tra GregorioVII e Enrico IV. In unodegli inverni più freddi delsecolo, sia il Po che il Renogelarono. Enrico IV, discesoin Italia, a Canossa si umiliò echiese perdono al papa, chelo aveva scomunicato.Matilde si muoveva spessoa cavallo, nel cuore deisuoi possedimenti italianie anche oltralpe. Senzadimenticare che nel Medioevoil Po svolse il ruolo diimportante arteria interregionaleper uomini e merci,divenendo la principale viadi scorrimento per i trafficitra il bacino padano el’Adriatico. L’antica direttricefluviale permise lo sviluppolungo le sue sponde diuna serie di piccoli e grandiinsediamenti, favorendol’evolversi di centri abitati.Matilde e i suoi avi compreserol’importanza strategicadel controllo del fiumefondando una sequenzaininterrotta di presidi lungoil suo corso da Brescello almare, formata da castelli epotenti monasteri, tra i qualiSan Genesio, San Benedettoin Polirone, Governolo. Gliaffluenti meridionali del Potra cui l’Enza, il Parma, il Taroerano anch’essi strategiciperché segnavano i percorsiche portavano a valicarel’Appennino. La politicafilopapale di Matilde la portòa scontrarsi con l’imperatoree a subire gravi perditecome la città di Mantova,che si ribellò alla Contessa.Nel 1092 Enrico IV assediòinvano i castelli matildici diMonteveglio e Canossa, neicui pressi si svolse il leggendarioscontro della Madonnadella Battaglia, nel quale letruppe imperiali, tra calanchie dirupi e una fitta nebbiascesa provvidenzialmentea proteggere l’esercito matildicoebbero la peggio efuggirono. Donizone riportache al termine dello scontro“Passata una notte il sovranoin tristezza a Bibbiano, all’albapartì per il Po, che passòil giorno seguente. Da allora,cominciò il suo declino.”Nel 1097 l’imperatore tolsedefinitivamente l’assedio alleterre matildiche e tornò inGermania; nella lotta Matildeperse, oltre a Mantova, laToscana e diverse cittàdell’Emilia. Nel frattemponel 1095 fu al concilio diPiacenza, convocato dalpapa Urbano II, al qualeparteciparono oltre 4.000ecclesiastici e circa 30.000laici, nel corso del quale vennebandita la prima crociata,alla quale Matilde non potèpartecipare, costretta ancoraalla difesa dei suoi territori.Nel 1111 a Bianello, l’imperatoreEnrico V, figlio del suonemico e cugino Enrico IV,la reinvenstì dell’altissimotitolo di sua vicaria in Italia,e le restituì tutto ciò che suopadre le aveva tolto dichiarandola“bandita” di ognititolo e di ogni incarico. Dalcanto suo Matilde lo nominòerede di tutti i beni di suapersonale proprietà.Matilde si spense a Bondenodi Roncore il 24 luglio 1115,all’età di sessantanove anni.Il suo corpo, inizialmentesepolto nell’amato monasterodi San Benedetto inPolirone, come lei stessaaveva disposto, venne trasferito,nel 1632, a Roma pervolere del papa Urbano VIIIe oggi riposa nella Basilica diSan Pietro, in un monumentalesepolcro detto “Onore eGloria d’Italia” opera di GianLorenzo Bernini. In tutta lasua vita non fece mai usodel titolo di contessa o dialtri analoghi, ma usava presentarsie sottoscriversi conla formula di derivazionepaolina “Matilda Dei gratia siquid est” inserita tra le bracciadi una croce. (s.a.r.)❝


IMBARCAZIONI FLUVIALIil Magano obarca Pavese❝ Proseguendo nella nostra rassegna di anticheimbarcazioni fluviali illustriamo, in questo numero,il Magano.Per lungo tempo in uso suinavigli pavesi e milanesi,oltreché sul Ticino e sulPo, veniva impiegato pertrasportare derrate alimentari,materiali alla rinfusa,per l’edilizia, sabbia, marmie ghiaia. Lungo circa 25metri e largo 5, potevaviaggiare agevolmenteanche nei periodi di “magra”dei corsi d’acqua, avendoun pescaggio a vuoto disoli 30 cm, mentre a pienocarico la barca “pescava”130 cm. Poteva trasportarefino a 100 tonn. di merci. Lasagoma del Magano o barcapavese richiamava, per laparte della prua, quella della“rascona”. Era dotata di duetimoni laterali e a poppaaveva una casetta adibitaa ricovero – alloggio perl’equipaggio. La stiva erainvece coperta, a volte, dauna “incerata” sostenuta dacapriate che avevano il compitodi proteggere il caricodal sole e dalla pioggia. La“pavese” portava due alberiper la navigazione a velae per il traino dalla riva. Leordinate dell’imbarcazioneerano costruite impiegandomassello di rovere, mentreper il fasciame veniva usatoil legno d’abete.Spesso si confonde il maganocon la magana.Boretto 1968.Immagine tratta dal volume “Dentro l’argine di Stanislao Farri” - Silva Editore.Imbarcazioni alla piarda ormeggiate a pacchetto, foto Antonio Masotti.Immagine tratta dal volume “il Po del ‘900 - arte, cinema, letteratura” - IBC Regione Emilia Romagna.Quest’ultima era un barconeda lavoro, diffusoprevalentemente sul Potra Pavia e Padova, per lamovimentazione di materiali.La magana aveva unalunghezza compresa trai 10 e i 15 metri, capacità300 ÷ 400 quintali, e venivautilizzata prevalentementeper il trasporto delle sabbiescavate dai fiumi. Al centrodella barca era fissato unpalo verticale che servivaper “l’alloggio”, per il trainosenza carico e contro corrente.(i.g.)❝QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012 19


IL PAESESOMAGLIA (LO)L’antica Roncagliadelle Diete ImperialiL’attracco❝ Dopo aver toccato,nel 2010, Veneto edEmilia, riattraversiamoil Po e approdiamoa Somaglia, inprovincia di Lodi.Il territorio comunale diSomaglia viene lambito dalfiume per un tratto moltolimitato, circa 1 km, chiamato“Gargatano”, ma nonostanteciò vanta un profondo legamecon il Grande Fiume. Comebuona parte dei centri padaniera già abitato in epoca romana,lo si desume da un ritrovamentodi monete dell’altoimpero avvenuto in loco nel1896. Risale comunque al997 d.c. il primo documentoche ne attesta ufficialmentel’esistenza: si tratta di undiploma di Ottone III che loidentifica con “Mons Oldratus”.L’ingresso del CastelloSuccessivamente troviamola definizione, per la stessalocalità, di “Ecclesia SantaeMariae de Monte Oldrato lociSomalea sue Roncalia” (Chiesadi Santa Maria di MonteOldrato luogo della Somagliaovvero Roncaglia). Riguardoal toponimo sono state fattediverse ipotesi. Anticamenteil paese era conosciutocome “Roncaglia”, per alcuniderivante dall’idioma celtico“Run” – collina che si elevadolcemente dal piano, quindiprobabilmente un luogoleggermente rialzato rispettoalla zona circostante e quindiadatto all’insediamento umanoin una zona acquitrinosae soggetta ad alluvioni ricorrenti.L’altro significato trovainvece origine nella radicelatina “Runcalis” tradotto con“luogo incolto e umido invasoda sterpaglie”. Comunque sia,20 QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012Somaglia viene storicamentericordata perché fu la sede,in epoca medievale, di eventidi importanza assai rilevanteper tutta Europa: le dieteimperiali di Federico Barbarossa.Il paese ancor oggi rivivequesto avvenimento attraversola rievocazione storica delladieta del 1158.Il nome Somaglia compareper la prima volta “distinto”solo nel XIV secolo e sicompone della contrazionedei termini latini “Summus”e “alea” – “Summalea” terredi una certa estensione cheoccupano i punti più alti di unterritorio.Dal 1371 il governo del territoriofu affidato, da BarnabòVisconti, alla nobile famigliadei Cavazzi. GuendalinaLa Parrocchiale di S. Maria di Monte OldratoCavazzi della Somaglia, ultimacontessa di questa anticadinastia di origine spagnola,nel 1980 donò al Comune ilCastello, l’opera architettonicapiù suggestiva dell’intero territorio.La nostra visita virtualeparte proprio da qui. L’anticafortezza risale al XIV secolo edomina non solo il paese, maanche il panorama circostante.Le fondamenta e i resti disotterranei dimostrano peròche il complesso originariovantava ben più remote originie si ipotizza possa risalireall’anno 1000. A sostegnodi questa tesi esisteva, finoal 1780, una lamina di ferrocollocata sull’antico portone:la data impressa era il 1116.Nell’edificio, distinguibile dalresto, vi è una porzione della


Una veduta del castellostruttura in mattoni a vista emerli guelfi, ora inglobati nellamuratura. E’ la parte trecentescavoluta dal sanguinarioBarnabò. Nel seicento i contiCavazzi rinnovarono il castellotrasformandolo in una villa –palazzo. Al centro dell’edificiosporge una torre rettangolare,oggi adibita ad ingressoprincipale dal quale si accedead una piccola corte. Comeaccennato, l’immobile èproprietà dell’amministrazionecomunale che, nel corsodegli anni, ha provvedutoad un restauro strutturalemolto impegnativo sia da unpunto di vista tecnico cheeconomico. L’obiettivo, se purambizioso, è stato raggiuntoe sorprende trovare un’anticadimora di queste dimensioni,ben conservata, poco distantedal fiume.Tra gli edifici d’interesse annoveriamola Parrocchiale diSanta Maria di Monte Oldrato.Aperta al culto nel 1773, insostituzione di un tempioben più antico, ubicato acirca mezzo chilometro didistanza, è opera progettualedell’architetto Giulio Galieri diMilano. All’interno si possonoammirare due tele di grandidimensioni (8 metri x 4,50): “Iltrasporto dell’Arca Santa” diSebastiano Ricci e “La cacciatadei mercanti dal tempio” diAngelo Trevisani. Entrambe leopere provengono dalla soppressaChiesa dei Santi Cosmae Damiano di Venezia. Di particolarepregio anche l’organodel 1856, del maestro LuigiRiccardi, splendido complessodi 2402 canne. Altro edificiodi culto presente sul territorioè la Chiesa di San MartinoPizzolano. Non se ne conosceil periodo di costruzione, manel tempo ha subito importantimodifiche sia strutturaliUno scorcio del Parco adiacente al castelloRiviera MarconiDOVE SI TROVAComune in provincia di Lodisulla sponda sx del PoSuperficie kmq 20,92Altitudine slm 57 mAbitanti 3.200 circaCOME RAGGIUNGERLOStrada:da Lodi km 23da Piacenza km 14da Cremona km 35attracco turisticoCentro Nautico SomagliaUno scorcio del centro storicoche decorative. La facciatasemplice, arricchita da unpiccolo protiro sormontatodall’immagine del patrono, èritmata da quattro lesene. Asinistra posteriormente spiccal’altissimo campanile, risalentealla fine del XIX secolo. Alsuo interno il pulpito, il coroligneo e l’altare maggioremunito di tempietto sono diottima fattura.A Somaglia esistono ancora,ma non tutte in buonostato, diverse cascine tipichedella bassa lodigiana tra lequali ricordiamo San Luca,Campospino, Sforzetta e SanGiovanni in Vida.Queste terre diedero i natalial generale Saverio Griffini,prima medaglia d’oro per attidi guerra del Risorgimento, ildirettore de “Il nuovo corrieredella sera”, l’antifascista MarioBorsa e il sacerdote PietroVignola, missionario in Brasile.Situata a circa 3 km ad est delcentro storico del paese, doveun tempo il fiume Lambro sicongiungeva al Po formandoun grande specchio d’acqua,si trova la Riserva NaturaleRegionale di Monticchie. Istituitanel 1988, questi 43 ettaridi bosco sono ciò che rimanedell’ambiente naturale in unpaesaggio ormai interamenteagricolo. Deve la sua origineal progressivo abbandonodelle risaie che, fino agli anniSessanta, venivano coltivatenell’area. La presenza stabiledi acqua è garantita da risorgivee fontanili, molto diffusiin Lombardia nei territori anord del Po, tra Ticino e Adda.La flora è caratterizzata dauna fitta selva di aceri, salicie ontani neri ai cui margini sialternano gelsi, farnie, olmie sanguinella. Tra le rarità siannoverano il campanellinoestivo, simbolo della Riserva,la rana di Lataste, i gamberidi fiume e l’orbettino. Inoltrequesto luogo è un’oasi percentinaia di coppie di ardeidicome aironi cenerini, garzettee nitticore. La Riserva, oggiSito di Importanza Comunitaria(SIC) e Zona di ProtezioneSpeciale (ZPS) è gestita dalComune di Somaglia, è visitabiletutto l’anno, si consiglia laprenotazione per gruppi formatida un numero maggioredi 10 persone. (r.p.)Per info: 0377/57 90 212www.monticchie.itwww.museilodi.it❝QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012 21


LA MOSTRAQuando i fiumi eranocome il mare❝ Se volete vivere – o, per alcuni, rivivere - unaspetto bellissimo e dimenticato del Po, visitatela mostra itinerante intitolata “Quando ifiumi erano come il mare”, organizzata dalla“Cooperativa Charta – la cultura a portata dimano” su un’idea di Edgardo Azzi.Un allestimento ricco, all’incirca150 immagini in biancoe nero riprodotte su originalidi proprietà di Comuni, Biblioteche,Archivi fotograficipubblici e privati, descrive lavita fluviale e “balneare” cheun tempo si svolgeva abitualmentesul Grande Fiume,sull’Oglio e sul Secchia. Lelocalità illustrate spaziano daPiacenza a Cremona, toccandoArena Po, Sissa, PolesineP.se, Coenzo, Casalmaggiore,Brescello, Boretto, Viadana,Dosolo, Guastalla, Luzzara,Suzzara, S. Matteo dellaChiaviche, Bozzolo, Gazzuolo,Quingentole, Pieve di Coriano,Revere, Ostiglia, Sermide,Felonica, Berra. Gite in barca,pescatori, tuffi spettacolari,traversate, grandi e piccolia bagno. Ed è sorprendentescoprire come la vita di allora- si va dalla fine dell’800 agliinizi degli anni ’70 - fosse sìdiversa da oggi ma restinointatte le emozioni che sileggono sui volti, comel’entusiasmo dei giovani chegiocano sulla spiaggia. Ognifotogramma merita di essereosservato con cura perchéogni personaggio, ognipaesaggio ogni particolare,racconta qualcosa di queglianni.Un vecchio - magari avevacinquant’anni…- in giacca,cappello e pantalone lungo,sotto il solleone, una rematain controluce su una “spiga“o una “barbotta”; o il cartelloa pelo d’acqua “VIETATOBAGNARSI” con tanta genteche sguazza e zampetta apochi metri.Che belle spiagge! Con lecabine, i chioschi con le bibitee le granatine, la musica, lealtalene...Un vero patrimonio documentariodi vita sociale èritratto in questi scatti, per lopiù amatoriali, raccolti conpassione e cura dall’ideatoredella mostra. Un’esposizioneche fa riflettere, oltre lanostalgia dei tempi passati,su come, fino a qualche decenniofa, l’ambiente fluvialefosse integro e vivibile e suquali azioni intraprendereora per recuperarlo, almenoin parte, e renderlo di nuovoun’oasi di benessere per tutti.(r.p.)22 QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012Per informazioni sul calendariodella rassegna,che riaprirà a breve, sipuò scrivere al dott.Azzi e.azzi@libero.it,oppure tel. Coop Charta0376/365 394❝


VISIONI D’ACQUARovigo e delta del PoCinema e gastronomia❝ Collana Itinerari del Touring Editore, testi di FrancescoSoletti e Sergio Garbato, pagg. 128, a colori, € 9,90.La guida nasce da una sortadi gemellaggio editoriale trail Touring Club Italiano e laprovincia di Rovigo, grazie alcontributo della FondazioneBanca del Monte di Rovigo. Ilprimo risultato di questa collaborazioneè stata la pubblicazionenel 2009 di una GuidaVerde TCI, classica pubblicazionedi promozione culturale eturistica del territorio polesano,ovvero chiese, palazzi, musei ebeni ambientali nella più ampiaaccezione del termine. Aseguire, per dare risalto a contenutidi più recente interesse,s’è pensato anche a una guidaai luoghi del cinema, conparticolare riferimento al Deltadel Po, scenografia naturalemolto sfruttata dai maestri delNeorealismo e in anni recentida cineasti come Mingozzie Mazzacurati, affascinatidalle sue atmosfere sospese. Ilprincipio di compilazione dellaguida è stato quello di segnalarepuntualmente le locationcinematografiche e televisive,da «Ossessione» di Viscontial «Mulino del Po» di Bolchi,raccontando retroscena eaneddoti. Nel contempos’è pensato anche disegnalare altri luoghi,dalle piazze rodigine allecampagne solcate daicanali che, per suggestionefotografica sipresterebbero a fare dasfondo a una di questeproduzioni. Tutto ciò, dipari passo alla propostagastronomica, perchéle statistiche descrivonoil turista letterarioe cinematograficocome una persona di culturache entra in sintonia con iluoghi di visita anche graziealla buona tavola. Grandeprotagonista la cucina di pescedelle terre del Delta, senzadimenticare l’entroterra delfiume, affacciato alle provinciedi Ferrara e Mantova, con unacucina veneta di transizionedall’accento davvero inusuale.Francesco Soletti, cinquantenne,milanese di nascita edautore doc del Touring ClubItaliano, ma veneto per matrimonioe poi per specializzazioneeditoriale, ha scritto moltodi agroalimentare e turismoenogastronomico, ma questodel cinema sembra essereuno dei filoni più promettentidella sua attività recente. Daqualche anno, come prologodi vacanza, si dedica a un girolungo il Po con due amicid’infanzia: una prima volta,discendendolo in barca a remida Piacenza al mare; poi, completandoil giro del Monviso insoli tre giorni; ancora, affrontandoin bici e treno la verticaledel Delta, da Adria a Ferrara,in un’afosa settimana estiva;la prossima impresa potrebbeessere ancora sull’acqua.❝QUIPO_N.1_GENNAIO/FEBBRAIO 2012 23


Gestione delle vie navigabili interneProgetti e studi di laboratorioInterventi per la difesa idraulica delterritorio e il bilancio idricoinformazioni e contattiServizio di piena, previsioni e monitoraggioPARMAsede centraleVia Garibaldi, 75 – 43121 ParmaTel. 0521.7971Segreteria Presidenza e Comitato di indirizzo: 0521.797327Segreteria Direttore: 0521.797320Fax: 0521.797296e-mail: segreteria@agenziapo.itFoto M.TezzonTORINOVia Pastrengo, 2/ter10024 Moncalieri (TO)Tel. 011642504 – fax 011.645870e-mail: ufficio-to@agenziapo.itALESSANDRIAPiazza Turati, 1 - 15100 AlessandriaTel. 0131.254095 – 0131.266258Fax 0131.260195e-mail: ufficio-al@agenziapo.itCASALE MONFERRATO (AL)Corso Genova, 16/1815033 Casale Monferrato (AL)tel 0142.457879 - fax 0142.454554e-mail: ufficio-casale@agenziapo.itMILANOVia Cardano,10 - 20123 MilanoTel. 02.777141 – Fax 02.77714222e-mail: ufficio-mi@agenziapo.itPAVIAVia Mentana, 55 - 27100 PaviaTel. 0382.303701 – 0382.303702Fax 0382.26723e-mail: ufficio-pv@agenziapo.itCREMONAVia Carnevali, 7 - 26100 CremonaTel. 0372.458021 – Fax 0372.28334e-mail: ufficio-cr@agenziapo.itMANTOVAVicolo Canove, 26 - 46100 MantovaTel. 0376.320461 - Fax 0376.320464e-mail: ufficio-mn@agenziapo.itPIACENZAVia Santa Franca, 38 - 29100 PiacenzaTel. 0523.385050 - Fax 0523.331613e-mail: ufficio-pc@agenziapo.itPARMAufficio territorialeVia Garibaldi, 75 - 43121 ParmaTel. 0521.797336-337 - Fax 0521.797335e-mail: ufficio-pr@agenziapo.itREGGIO EMILIAVia Emilia S. Stefano, 2542121 Reggio EmiliaTel. 0522.433777 - 433951 - Fax 0522.452095e-mail: ufficio-re@agenziapo.itMODENAVia Fonteraso, 15 - 41100 ModenaTel. 059.235222 – 059.225244Fax 059.220150e-mail: ufficio-mo@agenziapo.itFERRARACorso Cavour, 77 - 44100 FerraraTel. 0532.205575 – Fax 0532.248564e-mail: ufficio-fe@agenziapo.itROVIGOCorso del Popolo, 129 - 45100 RovigoTel. 0425-203111 – Fax 0425.422407e-mail: ufficio-ro@agenziapo.itUFFICIO GESTIONENAVIGAZIONE LOMBARDAVia della Conca, 326100 CremonaTel. 0372.592011 – Fax 0372.592028e-mail: angelo.ferrari@agenziapo.itUnità Operativa di CremonaTel. 0372.35458 – Fax 0372.31442Unità Operativa di MantovaVia S. Leone, 43Governolo di Roncoferraro (MN)Tel. 0376.669100 – Fax 0376.668666SETTORE NAVIGAZIONEINTERNAUfficio di BorettoVia Argine Cisa, 1142022 Boretto (RE)Tel. 0522.963811 – Fax 0522.964430e-mail: boretto.ni@agenziapo.itUfficio di FerraraVia Cavour, 7744100 FerraraTel. 0532.214011 – Fax 0532.214025e-mail: ferrara.ni@agenziapo.itSERVIZIO DI PIENAVia Garibaldi, 75 - 43121 ParmaTel. 0521.797390 - 797391 - Fax 0521.797376e-mail: servizio.piena@agenziapo.itLABORATORI DI IDRAULICAE GEOTECNICAStrada Provinciale per Poviglio, 8842022 Boretto (RE)Contatti: Tel. 0521.797375 – 0521.797162e-mail: alessandro.rosso@agenziapo.itfederica.pellegrini@agenziapo.it

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