Elena Tonetta - Stol.it

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Cosa ti dà tirare con l’arco?

Tante cose... Io ho iniziato a fare

sport con la ginnastica artistica,

per poi passare alla pallamano

quando sono diventata troppo

grande per la danza. Poi è arrivato

l’arco. Ho tante soddisfazioni,

anche se ciò comporta

molto impegno, sia a livello fisico

che psicologico.

La struttura molto lunga delle

gare richiede un notevole impegno

anche a livello di concentrazione,

il che presuppone

un’ottima resistenza sia a livello

fisico che emotivo.

In dieci anni di attività, quali

risultati hai ottenuto?

Nel 2005 e nel 2006 ho vinto

il circuito assoluto senior europeo,

poi nel 2006 sono stata

l’atleta più giovane a partecipare

alla coppa del mondo

disputata in Messico, dove

sono arrivata

terza. Terza anche

nel mondiale

juniores.

Pochi giorni fa,

a Lipsia c’è stato

un incontro

mondiale dove

mi sono qualificata

per l’Olimpiade

di Pechino 2008.

TRE dOMANdE

n Quanto costa questo sport?

Tanto a livello dei materiali, visto

che una freccia costa sui 50 euro e

per gareggiare ne servono un cen-

tinaio, da cui se ne scelgono alcune

per la gara. Una freccia può durare

anche un solo tiro, con una media

di due-tre mesi. Poi c’è il costo

Lo sport aiuta a

crescere e ad avere

fiducia in sé stessi, ma

lo studio è comunque

importante

Mamma e papà ti

accompagnano nelle gare in giro

per il mondo?

Quando possono vengono

e sono i miei più accaniti

tifosi. Con il

camper abbiamo

girato mezz’Europa

a partecipare

ai tornei

più svariati. Grazie

al loro supporto

morale e

materiale ho potuto

raggiungere

questi risultati...

dell’arco: nelle gare ne servono tre,

e ciascuno costa attorno ai 4.000

euro.

n Al di fuori dello sport, cosa

ti piace fare?

Mi piace lavorare al computer.

n Un sogno nel cassetto?

Vincere alle olimpiadi.

i l p e r s o n a g g i o

8/2007

Più soddisfazione dalla

scuola o dallo sport?

Non ho mai trascurato la scuola

e nei giorni scorsi mi sono

diplomata in ragioneria, ma

il mio cuore ha puntato tutto

sullo sport, anteponendolo allo

studio. Qualche volta i docenti

erano comprensivi e mi hanno

aiutato, qualche volta no, e questo

è un vero peccato.

Quante sono le arcere in

Italia?

Nella nazionale siamo in 11 e

di queste io sono la seconda

in classifica dopo una ragazza

russa nazionalizzata italiana. In

tutt’Italia le praticanti con l’arco

saranno qualche centinaio.

I tuoi prossimi obiettivi quali

sono?

Nell’immediato mi piacerebbe

proseguire gli studi frequentando

l’Istituto di scienze motorie,

anche se non mi nascondo qualche

problema con la frequenza

che è obbligatoria. Poi ci sono

le olimpiadi, che costituiscono

nella vita di un atleta un obiettivo

formidabile, il coronamento

di un sogno. E quelle di Pechino

saranno le mie prime olimpiadi.

Poi, se ci riesco, sarebbe bello

entrare in qualche gruppo sportivo,

come quello dell’Esercito,

anche per avere un’autonomia

economica dalla famiglia e potere

continuare ad impegnarsi

ai massimi livelli.

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