di ricordi - Campo de'fiori

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2 Campo de’ fioriSOMMARIOEditoriale:Magari................................................... 3Interviste:Vittoria Belvedere...............................4-5Collezionismo:Un record italiano.............................. 6-7Roma che se n’è andata:Quelli che andavano vendendo per via ein altri luoghi...................................... 8-9Suonare Suonare:Zephiro......................................10-11-12Cinema News:Giorni e Nuvole................................... 14Le disavventure del Sig. G:Condoglianze.......................................16Monumenti: vita, vicende, restauri:L’arco di Settimio Severo.....................27Vita Cittadina.................................58-59Attualità:11°Minifestiva di Viterbo......................21Conferenza “Il petrolio, quale futuro”..38I Girasoli ..............................................56Ecologia e ambiente:Le più semplici azioni quotidiane possonoessere negative per l’ambiente.............50Neuropsichiatria, Psicologia,Logopedia, Psicopedagogia:Cosa possono fare gli insegnanti in classese sono presenti bambini con disturbospecifico di apprendimento ...................30Le guide di Campo de’ fiori:Civitella San Paolo ..........................22-23Come eravamo:Natale la festa di tutti.............................28Civitonici illustri:Il Profesore Dino Brizzi .........................32Arte:I colori che camminano sui fondali marinidella pittura di MariaFinesi...................18Messaggi:...................62-63-64-65-66-67Una “Fabrica” di ricordi:“...è nato un bel bambino, bianco, rossoericciolino...............................................27Il Fumetto:Chobits delle Clamp ...........................42L’angolo CIN CIN:La suddivisione dei vini e come va divisala scorta .........................................36Album dei ricordi.....................46-47-52Le storie di Max:Mia Martini...........................................49Noel................................................43-44Annunci Gratuiti...........................68-69Selezione offerte immobiliari............70Nel cuore............................................71Visita il nostro sito completamente rinnovatowww.campodefiori.biz


Campo de’ fiori 3di Sandro AnselmiIQLMl canto delle sirene fora il vento e il tempo, indugia sui grandi occhi bambinie regala sogni beffardi.uando le stive cariche d’oro sono sabbia nelle mani, ed i giorni sono notti ele vittorie sconfitte; quando si è nell’incertezza, nel dubbio; quando sibrama una cosa sognata; quando sembrano svanire le illusioni e s’allontanala speranza; quando il destino si fa misterioso, enigmatico, incalcolabile e siconsumano i giorni desolati e tristi, allora pensiamo: MAGARI FOSSESTATO MIGLIORE.a memoria di tanti anni passati, di tanti Natali lontani, consuma la gioia dell’evento,ma dobbiamo prepararci a godere la serenità della festa più importantedell’anno, per poter redimere l’anima dalle pene e dai peccati.Questo è stato un anno ancor più carico di problemi. La violenza a tutti ilivelli, la perdita di ideali, la crisi economica hanno marchiato a fuoco il2007. L’augurio più profondo e sincero è che vengano tempi migliori, specialmenteper i nostri figli, che possano raccogliere ciò che di buono abbiamoseminato, e allontanare i rancori nei nostri confronti, per ciò che di sbagliatoabbiamo potuto fare.AGARI SARÀ UN MONDO MIGLIORE…


4Campo de’ fioriVittoriadalla“La mia primavolta sul palcoscenicoè stata unasensazione bellissimae confermoquello che mi dissequalcuno, che unavolta salita non nesarei mai piùscesa” .di Sandro Alessi Questa è la primarisposta della bravissimae bellissima Vittoria Belvedere alladomanda sull’ impatto con la realtà delteatro al suo esordio con la commediamusicale “L’altro lato del letto”, inscena al Teatro Vittoria di Roma e giàrappresentata con enorme successo inSpagna, tratta dall’omonimo film spagnolointerpretato da Paz Vega.“In questo momento mi sento la donna piùfelice del mondo” ed infatti dopo anni passatitra fiction e tv la popolare attrice sicimenta per la prima volta a calcare le assidel palcoscenico. Vittoria nasce a ViboValenzia, in Calabria, nel 1972 ma prestosi trasferisce con i propri genitori inLombardia. A tredici anni inizia la carrieradi modella, a diciotto anni, per una serie dicoincidenze, si reca a Roma, dove conoscePaola Petri, che crede subito in lei, spronandolaalla carriera cinematografica. Edinfatti l’esordio arriva nel 1992, con “Incamera mia”, per la regia di LucianoMartino e, passando per tante interpretazioni– ha girato più di 23 film tra televisionee cinema -, arriviamo al 2000 con“Si fa presto a dire amore” di EnricoBrignano nel 2004 “La lettera” di LucianoCannito e nel 2007 “Viaggio in Italia –Una favola vera” di Paolo Genovese. Latelevisione l’accoglie immediatamente nel1993, con il fortunato esordio in “Piazzadi Spagna”, per la regia di FlorestanoVancini, che la vedrà presente anche nellesuccessive edizioni, fino al 2000. Tra le sue103.900


Campo de’ fioriBelvedereTV al Teatro5interpretazioni ricordiamo “San Giovanni– L’apocalisse” di Raffaele Mertes(2002), “Rita da Cascia” di GiorgioCapitani (2004), “Il mio amico BabboNatale” di Franco Amurri (2005),“Giovanni Paolo II” di John KentHarrison (2005) e “Nati ieri” di Elia,Genovese e Miniero (2006). Ma come ènata questa idea di recitare in teatro ?“In maniera quasi casuale. Mi ero presauna pausa di lavoro, quando Michele LaGinestra mi propose questo lavoro teatrale.Inizialmente pensavo di non essereancora all’altezza di poter recitare in teatro:lo consideravo un traguardo ancoramolto lontano. Andando avanti ho capitoche questi compagni d’avventura avrebberopotuto aiutarmi ad iniziare”.Michele La Ginestra, Lorenza Marioed Augusto Fornari sono gli interpreti,con Vittoria, di questa commedia musicalemoderna, basata sul tradimento e sull’amiciziache può esserci intorno al tradimentostesso.Insomma, dopo la carriera di modella etanta televisione – ricordiamo anche lastraordinariapresenza al Festivaldi Sanremoaccanto a PippoBaudo “il primouomo a farmisalire su unpalco” – VittoriaBelvedere entraa far parte delvariegato mondoteatrale ed ilsuo personaggio,la fidanzatatradita che subiscetutto amalincuore maun bel giornodecide di tradirelei stessa, appassionail numerosopubblicoche applaudealla tournee teatralede “L’altrolato del letto”.Vittoria, complimenti,un’ altrabattaglia è vinta!


6Campo de’ fioriUn record italiano: 3negli album di unL’universo delcollezionismominore è fontedi continuo stupore,di fascino,di seduzione:ora è la volta dellobologismo,brutta parolache indica, tuttavia,coloro che sidedicano alladi Alfonso Tozziraccolta di ognitipo di targhetta,fra questi, numerosissimi sono i “birrari”,cioè coloro che si consacrano alla ricerca,allo studio, alla conservazione delle etichettedi birra.La birra, bevanda alcolica fermentata chesi ottiene con orzo e luppolo, ha, come ènoto, origini remote; qualcuno affermache i primi reperti di birra “fossile” risalirebberoa 5.000 anni a.C., ma i più antichidocumenti appartengono certamente aiSumeri fra cui il codice BLAU, ritrovato inMesopotamia, in cui viene descritta un’offertadi birra alla dea NIN-HARRA.I Sumeri distillavano una bevanda dalfrumento chiamata Sikaru e dalle cui leggisi rileva che su tale attività esisteva uncontrollo diretto da parte dello Stato, nonsolo per motivi di ordine fiscale, ma ancheperché la produzione di birra, essendoalternativa a quella dei farinacei, ricavabilidalla stessa materia prima, era una produzioneelastica, modificabile di anno in annosecondo le esigenze complessive dellapopolazione, in base all’abbondanza o allascarsità dei singoli rapporti.La civiltà greca e quella romana conobberoin modo assai marginale l’uso dellabirra, chiamata rispettivamente Zytos eCervogia, contrariamente alle civiltà nordeuropee,che avevano in essa la bevandapiù diffusa tanto che era uso berla in grandicorni prima e dopo ogni battaglia sevinta.Nell’alto Medioevo la fabbricazione dellabirra si svolgeva nell’ambito dell’economiadomestica: case contadine ed urbane,abbazie, aziende regie. Ad iniziare daisecoli centrali del Medioevo, uscì progressivamentedall’ambito domestico e dell’autoconsumo,soprattutto nelle città, dove siaffermarono apposite corporazioni checontrollavano le varie fasi di tale attività.Fino al tardo Medioevo la birra fu aromatizzatacon varie erbe: genziana, salvia,lavanda, assenzio, coriandolo; e con spezie,come lo zenzero e con diversi generi difrutta, particolarmente selvatica.Questi aromi, mescolati a cereali di volta involta diversi, orzo, frumento, avena, spelta,davano origine a bevande assai diversefra loro e di diversa consistenza, più densae pastosa dell’attuale con gradazione piùalta. Dal XV secolo l’impiego del luppolo sigeneralizzò e soppiantò gradatamentetutte le altre erbe aromatiche.Il primo “cantiere” per la fabbricazionedella birra venne impiantato in Egitto e fudedicato dal faraone Amenofi IV alla reginaNefertiti; da quel momento la bevandasi diffuse a macchia d’olio e venne prodottain tutti i paesi del mondo.I primi produttori italiani di birra furono,nel Medioevo, i monaci di Montecassino,mentre nel 1789 a Nizza MonferratoGiovanni Baldassarre Ketter iniziò a fabbricarebirra per la sua città e per il contadocui apparteneva.La prima vera fabbrica, nel significatomoderno della parola, fu realizzata aBrescia nel 1829 da Frank Xavier Wuhrer;a questa seguirono, fra le altre: laZimmerman, la De Giacomi, la Menabrea,la Poretti, la Pedavena, la Moretti, la Raffo,e nel 1846 la Peroni, nata nel regno diSavoia e trasferitasi a Roma nel 1864,lustro e vanto italiano che, con l’acquistodel brevetto della Wuhrer, ha raggiuntouna produzione attuale di alcuni milioni diettolitri.Inizialmente la birra veniva venduta in flaconi,che portavano in rilievo il nome dellabirreria e fu solo verso la metà del secoloscorso che apparvero, in Inghilterra, leprime etichette stampate incollate su bottiglie,con motivi e colori accattivanti,tanto da attrarre molti a staccarle, collezionarle,scambiarle. Fu così che nacque,in quel grande Paese, il primo CLUB di col-


Campo de’ fiori 75.000 etichette di birracollezionista pavese.Il collezionista Sergio Garavoni di Pavialezionisti che ebbe vita intensa ed attiva ediffuse nel mondo il piacere di raccogliereetichette.Negli anni Cinquanta, a Liverpool, fu fondatala LABOLOGIST SOCIETY, che permolto tempo cercò di dettare le regole delcollezionismo delle etichette e, via via, intutto il mondo, vennero creati dei sodalizi,per favorire l’incontro e incoraggiare loscambio fra i soci collezionisti. Il CLUBUSTINAD LABEM, costituito inCecoslovacchia, si rese particolarmenteefficiente associando centinaia di iscritti,allestendo numerose mostre in varie localitàdel Paese e raduni periodici.Anche in Italia, a Torino, è attivo il “CLUBAMICI DELLA BIRRA”, che il prossimo annocelebrerà il XXV anniversario della sua fondazione.Tutte le etichette d’epoca di queste fabbrichesono particolarmente richieste dai collezionisti,anche se sono di difficile reperimento,sono altresì molto richieste le etichettedi birra italiana prodotta in altriPaesi, quali Melotti di Asmara, Oea diTripoli e Korca d’Albania.E’ appena il caso di segnalare che nelmondo esistono tuttora circa 20.000 fabbrichedi birra e si calcola che una collezionecompleta possa raggiungere i centomilaesemplari.Fra i grandi collezionisti italiani si segnalano:Michele Airoldi di Mogliano Veneto,esperto conoscitore birrario, non solo dietichette, ma autore di un famoso volumeBIRRERIE STORICHE D’ITALIA – edito daMosè Edizioni – in cui si narra la storia ditutte le più importanti birrerie del nostroPaese. Altri collezionisti di spessore:Germano Benetti di San Giovanni Lupatotoe Lamberto Passalacqua di Sampierdarenacon raccolte di un certo rilievo, solo percitarne alcuni; ma il più grande collezionistaè senza dubbio Sergio Garavoni diPavia con una raccolta di oltre 35.000“pezzi” di tutto il mondo, ordinate in albume suddivise per i vari Paesi.Per concludere è opportuno segnalare cheesiste ad Azzate (VA) una Università dellaBirra con possibilità di stage specifici emaster di specializzazione.Esiste inoltre una rivista Il Mondo dellabirra e numerose pubblicazioni sull’argomentoperché nel pianeta birrario assumonogrande importanza anche i barattoli,le sottocoppe, i bicchieri, le bottiglie equant’altro. Degno di nota il volumettoapparso qualche anno fa, ad opera delromano Dario Giannini, edito da Mediaspi,Il collezionismo legato al bere, con un utiledizionario della birra.


8Campo de’ fioriRoma che se n’è andata: luoghiQuelli che andavano vendendo per viae in altri luoghiFino agli anni Trenta del secolo scorso levoci e i richiami degli ambulanti romanicostituirono il parlato e in alcuni casianche il sonoro di quell’incredibile fantasmagoricoscenario di una Roma nonancora interessata dai nuovi quartiericosiddetti residenziali, quelli, per intenderci,sorti a valle della costituzione del Regnod’Italia.Ma fu nel Settecento e nell’Ottocento chetutte quelle voci riuscirono ad incantarepiù che mai, risuonando in una città ancoracontenuta a dimensioni di grosso paese,in una Roma dalle linee essenziali, che eratutta un affiorare di monumenti, di ruderie palazzi, nella quale le strade in terra battutae i pochi tratti in selciato ospitavano iromani che, con la solennità ereditata datempi remoti, facevano quotidianamente ipendolari tra orto, vigna e casa.Gli atteggiamenti di “quelli che andavanovendendo” , come già detto, sono statiben rappresentati nelle incisioni diBartolomeo Pinelli, oltre che negli acquerellidi Ettore Roesler Franz e le loro voci,magnificamente raccolte nei sonetti diGiuseppe Gioachino Belli, nelle poesie diTrilussa e di Cesare Pascarella oltre chenelle opere di Giggi Zanazzo, ma non solo.Già a fine Cinquecento, alcuni incisori avevanorealizzato diverse serie di ritrattidedicati a questi personaggi tipici, comenel caso della raccolta attribuita a taleAmbrogio Brambilla, dal titolo Ritratto dequelli che vanno vendendo et lavorandoper Roma con la nova agionta de tuttiquelli che nelle altre mancavano sin al presente;nella quale vennero rappresentaticirca duecento venditori ambulanti con lerispettive denominazioni“ … zafferano -cascio e carne salata - pere cotte - regaliede galine - ceci molli - cardi bianchi … ”A cavallo tra il Cinquecento e il Seicento,poi, un anonimo incisore realizzò ben duecentoquarantatavole relative al“Ritratto ditutti quelli che vanno vendendo perRoma”, anche questi con le rispettivedidascalie e, nella medesima epoca, unaltro notevole repertorio grafico dal titolo“Nuovo et ultimo ritratto di tutte l’arti chevanno vendendo per la città di Roma”, conla particolarità che, in questa ultima serie,le didascalie dei venditori sono sempreaccompagnate da versi rimati: “ … vedetequa come sono tenerelli e saporiti questimiei piselli … starne, tordi e altri uccellivendo per Roma grassi, freschi e belli … “Tutto ciò mentre, come già ricordato, ilcommercio gastronomico riguardante ilPapa e il Clero in generale, oltre che iPrincipi e i Nobili, continuava a ruotare eda vivere in un mondo a parte; una sorta diOlimpo, oltre tutto ben alimentato da unincessante viavai di doni e da grandioseprocessioni di commestibili, inviati inomaggio, in coincidenza dell’arrivo disovrani e ambasciatori.Si racconta che nel giugno del 1710,essendo arrivato a Roma il Granduca diFirenze, Clemente XI, Giovanni FrancescoAlbani, 1700 - 1721, gli fece pervenire unrinfresco, costituito da qualcosa come centodiciottoportate fra vitelli, volatili, vini,frutti e confetture di ogni genere e ilPrincipe Borghese, per non essere dameno, fece tenere per il medesimo rinfresco,duecento fiaschi di vino pregiato, ungrosso pesce storione e quattro pani diburro.Cosa dire poi del Principe Chigi che, nonpotendo di certo sfigurare, spedì diecivitelle, accompagnate da trecento fiaschidi Montepulciano, e sei faggiani? IBarberini, in quella occasione, inviaronoalcuni bacili ripieni di mortadelle, prosciuttie formaggi, con l’aggiunta di due vitelleadornate con fiori rari.Naturalmente per i romani era una goduria,avevano di che divertirsi a guardare eil popolo, un tempo protagonista, è adessoridimensionato al ruolo di spettatore,obbligato a vivere in una condizione dirustica primitiva esistenza, nella qualemolte volte, per realizzare il minimo casalingomenù, si vede costretto a pescare eda cacciare di frodo, rischiando pene tremende.Una realtà questa che non poteva sfuggireal visitatore, una realtà che colpì ancheJohann Wolfgang Goethe, il grande poetae scrittore tedesco che, in occasione delsuo primo soggiorno romano, così annotavanel suo Viaggio in Italia:“ … di questo popolo non saprei dire senon che è un popolo allo stato di natura eche, pur vivendo in mezzo alla magnificenzaed alla maestà della religione e dellearti, non è dissimile d’un capello da quelche sarebbe se vivesse nelle caverne enelle selve … ”, osservazioni dettate anchedalla circostanza, che il poeta aveva potutoconstatare, di come per quel popolofosse facile l’uso del coltello, con i conseguentimolti omicidi che ne derivavano. Matorniamo ai nostri venditori.Si vendeva di tutto per le strade di Roma enumerosi erano i mercati a quell’epoca,come quello che si teneva tutti i mercoledìa Piazza Navona dove, in quella maestosacornice, in un clima chiassoso ricco di vocie grida, i banchi mettevano in mostra erbe,frutta e cereali. A Campo de’ fiori stazio-


, figure, personaggiCampo de’ fiori 9di Riccardo Consolinavano i venditori di cavalli, asini e biade;a Termini, nel mese di maggio, si teneva lafiera dei cavalli e dei puledri, successivamentespostata nel Foro Romano perdisposizione di Alessandro VII, FabioChigi, 1655 - 1667; al Porto di Ripa Grandesi trovavano i magazzini con annessa venditadi vini, salumi, frutta, piante e numerosealtre merci provenienti dal mare.Circa il mercato del pesce, era questo unmondo straordinario e, come osservava ilcronista dell’epoca, era praticamenteimpossibile fare un elenco delle diversespecie che si potevano procurare nel mercatoromano, basti dire che c’era una possibilitàdi scelta di certo sufficiente a soddisfarequalsiasi palato.Baricentro di questo fantasmagoricomondo, le colonne corinzie e le strutturesuperstiti del cosiddetto Portico di Ottavia,che l’Imperatore Augusto, 27 a.C. - 14 d.C., dopo il rifacimento di quello innalzatonel 146 a.C. da Quinto Cecilio Metello,volle dedicare alla sorella e la cui originariafunzione era quella di contenitore diopere d’arte; una lapide ricorda il curiosoprivilegio concesso ai Conservatori (iMagistrati della città), che avevano dirittodi ottenere le teste dei pesci più grossi.Di fronte la Chiesa di Sant’Angelo inPescheria, che proprio da questo luogoprendeva il suo peculiare attributo, tra lerovine del monumento augusteo, eranoposti in declivio antichi marmi levigati einfossati dall’uso, le cosiddette pietre delpesce che, talvolta provviste di un foro nelmezzo per far scorrere l’acqua, sono stateprotagoniste in alcuni acquerelli di EttoreRoesler Franz. Su queste pietre i nostrivenditori erano soliti adagiare un po’ diverdura, per suscitare nel compratore unamaggiore sensazione di freschezza.Un ambiente caratteristico e suggestivo,classiche arcate, tettoie a tenda, selciatolavorato con grossi sampietrini, un’edicolaovale con baldacchino e lume acceso,attribuivano il tocco conclusivo a questosplendido luogo; un fraticello è arrivato unpo’ tardi, probabilmente per risparmiare,molte pietre sono già sgombre e ripulite,ma è riuscito lo stesso a fare la sua sceltae la sua spesa.La visione di questo mercato, che quirimase fino a quando Pio VII, BarnabaChiaramonti, 1800 - 1823, non fececostruire un’altra pescheria alle Coppelle,è pervenuta fino a noi, attraverso leimmancabili incisioni, disegni eacquerelli, quale documentazione diun’epoca chiassosa e variopinta, maanche per documentare un’esistenzaalla quale la schiettezza delpopolo romano e la turbolenza deiRioni conferivano caratteristica diestrema vivacità.Non va peraltro dimenticato che lapescheria si trovava di fronte aduno dei portoni del Ghetto, dalquale il commercio del pesce ricevevagrande vitalità, oltre che innumerevolimotivi di colore. Tra i personaggiche animavano questomercato i primi ad entrare in scenaerano i cosiddetti cottiatori, ossia ibanditori, a cui era affidato il compitodi fissare i prezzi della giornata,operazione che si svolgeva nelrispetto delle numerose normeentrate in vigore nel corso dei secoli:“ … in primis qualuncha personaconducesse in Roma, quanto denocte quanto de die tanto in SanctoAngelo quanto in qualuncha altroluoco, pescie de qualuncha generatione,in prima che scarichi essopescie lo debiano conducere et scaricare innelle prete de Sancto Angiolo et essopescie lo debiano coctiare overo fare coctiarea la pena di XXV libre da applicare perla mità a la camera et l’altra mità a loextraordinario, et simile pena siano tenutiad pacare quelli li quali receptassino essopescie nelle loro case … ”“ … item che nullo pescivendolo presumada vendere la libra de lo pescie tanto demare quanto de qualuncha altra generationese non per li prezi ordinati et deputatiper lo bandimento facto per altri conservatoripassati a la pena secondo se contenein esso bandimento lo quale è registratone la Camera de Roma … ”Osserviamo che, a causa della delicatezzadella procedura quanto per il particolarecontenuto delle disposizioni, le stesse furonopiù volte aggiornate e modificate; ricordiamoil Cardinale Camerlengo AntonioBarberini, che instaurò una nuova disciplinanella vendita del pesce in Sant’ Angelo,allo scopo di reprimere l’abuso dei cottiatorinei confronti dei consumatori.I banchi di vendita, ricchi delle varie speciedi pesci, rifulgevano nella notte dell’antivigiliadi Natale, allorquando si teneva laspettacolare mostra del cottio, cioè la venditaall’ingrosso del pesce, un’antichissimatradizione risalente all’anno 542, quando ilcosiddetto forum piscium o piscaria eraubicato in prossimità del Foro Romano.In tempi più recenti in questa notte il cottiodiventa un avvenimento caratteristico,probabilmente irripetibile; sul posto siriversa una folla vivace e chiassosa, talvoltaelegante, dagli alberghi di lusso e dallecase signorili arrivano gentiluomini in marsina,accompagnati da signore in abito dasera, che hanno interrotto i loro festeggiamentiper assistere al caratteristico spettacolodi quel mercato. Questa folla, che persua natura dovrebbe essere semplicementespettatrice, finisce per costituire essastessa una parte del quadro. In questanotte sul viscido pavimento si poggiano lescarpe delle signore, scarpe di certo piùadatte a calpestare i tappeti, tuttaviasignore e gentiluomini si aggirano spensieratie felici tra i molti banchi e le innumerevoliceste ricolme di pesce rilucente.


10Campo de’ fioriPrologo : “Vento lungo, fiato corto”Sarebbe stato decisamente un pomeriggio“incontro al vento” quello che mi apprestavoa trascorrere in compagnia diClaudio Todesco, chitarrista e compositore,esponente “anziano” della rock bandRomana appellatasi con il nome di unvento, ZEPHIRO, la brezza dal mare, “erPonentino” tanto caro agli abitanti dellaCittà Eterna che, soprattutto, nei pomeriggiestivi cerca di spezzare la morsa delcaldo, facendosi largo, ormai con gran fatica,fra “i palazzoni” della Capitale. Tantedomande “a raffica” per sedare la miacuriosità intorno a questo quartetto costituitosinel 2002 e movimentato dalle convergenzemusicali del 35 enne ClaudioTodesco (chitarre) con Giacomo “TRIS”Citro (basso), Emanuele Mancini(voce) e dal “piccolo” (…19anni) Alessandro Inolti (batteria).Ma prima di esporsi agli“spifferi” di Claudio, qualcheconsiderazione sulla “intensità”della musica di questaband che, faticosamente macon grande caparbietà e professionalità,cerca il “sopravento”di una maggiore notorietà.La sequenza della “materiamusicale” del cd dimostra chese si hanno le idee … e chiare,anche con (relativamente) pochi“piccioli” e competenze ben distribuite,si può fare MOLTO! ZEPHIRO nonrincorre sperimentazioni, non si accalora inassoli, non annovera “fuoriclasse dellostrumento” …. MA riesce a comporre abilmentein lingua Italiana con la forza di“quattro allegri ragazzi grintosi”, che suonanodal vivo come su disco. Il cd parte a“forza nove” con il brano che può esseredefinito l’hit della band, il pezzo da sbarcocon il maggior appeal commerciale,“Lontano da un luogo lontano”, un poprock graffiante, facile da assimilare, semprepiù spesso accolto nelle playlist didiversi emittenti radiofoniche anche a diffusioneNazionale (Radio DUE Rai, RadioDJ le ultime in ordine di tempo), cavalcatodalla duttile voce di Emanuele Mancini,una bella realtà dell’intero cd, sostenutodalle serrate trame chitarristiche diClaudio e da una energica attività dellasezione ritmica. Varcata la “porta”, la successionedei restanti 9 brani ci immerge inun mondo musicale fatto di arrangiamenti,atmosfere e soluzioni vocali intrigantiche molto spesso ci fanno tornare a sonoritàora aspre ora più calde e intime tipichedegli anni ’70. Una sequenza di canzoniche testimonia di un equilibrio compositivo,generalmente, non facile da constatarenell’arco di un intero cd per una giovaneband, soprattutto alla sua prima provadiscografica, che la dice lunga sulla qualitàartistica dei ragazzi. Spesso mi capita didire: un opera da ascoltare ripetutamenteper la giusta assimilazione… nel caso degli“ZEPHIRO”: soffia e ti prende! E allora:“ Prestame er ponentino più malandrinoche ciai” … e V i a c o l v e n t o .....d e g l i Z E P H I R OCarlo: Ciao Claudio, ripercorriamo i primi“soffi” degli ZEPHIRO …Claudio: Per quanto mi riguarda, dopoanni di militanza in cover e tribute bands,un percorso, se vogliamo fisiologico, diformazione … una palestra, anche a giudiziodegli altri ragazzi del gruppo, sorse inme l’esigenza di trasmettere qualcosa dipersonale, dapprima con la sola chitarra;successivamente, incontratomi conGiacomo “Tris” Citro, bassista e validoarrangiatore, con il quale mi trovo a meraviglia,insieme abbiamo iniziato a comporree, per forza maggiore, non trovando,inizialmente un collaboratore specifico, hointrapreso la stesura dei testi appoggiandolisu queste prime basi musicali, superandolo scalino psicologico del ritenereche le parole, i concetti, gli argomenti dicui scrivevo potessero non interessare ….insomma, mi sono buttato “musica &parole” …. devo però precisare che, con-


Campo de’ fiori 11di Carlo Cattaniseguentemente all’allargamento della formazione,il “nucleo di composizione”, inizialmenteincentrato sulle mie idee, adesso,fortunatamente, vede il coinvolgimentodel resto della band e, personalmente,sono soddisfattissimo ed aperto ai diversicontributi, costituendo, questi “turbinii” diidee, per me, un sicuro arricchimento.Carlo: Leggendo il curriculum di ciascunodi voi, noto che avete alle spalle un percorsodidattico fatto di frequentazioni dinote scuole di musica Romane e di musicistidi fama quali vostri insegnanti …..Claudio: Beh, la coscienza di una crescitadal punto di vista tecnico è viva in tutti noie la alimentiamo con queste “frequentazioni”,anche se la musica degli ZEPHIROè tutto tranne che tecnica ….. nel sensoche l’aspetto “tecnico” è fra le righe … cisono delle costruzioni di arrangiamentoanche ricercate ma teniamo molto a considerarlecome strumento per arrivare ad unbuon risultato finale e non come scopofondamentale …. in definitiva: è il branoche deve “funzionare” nel suo complesso enon singoli passaggi e/o solismi …… ecco,buone conoscenze tecniche nelle fasi dicomposizione ed esecuzione aiutano l’allestimentointorno all’idea musicale di base.Carlo: Ancora dalle vostre note personali,mi balza all’occhio una certa eterogeneitàquanto a gusti musicali …Claudio: L’assortimento di generi allabase dei nostri ascolti giovanili ed attuali,costituisce un bagaglio culturale prezioso;le idee e gli spunti che “girano” tra noisono presi in ampia considerazione e, fortunatamente,abbiamo molta stima reciprocae fiducia nel buon gusto di ciascuno…. lavoriamo sin dagli albori della nostraattività, nel 2002, per definire un soundche ci ben caratterizzi. Personalmente,con riferimento agli artisti Italiani, i mieiascolti vanno su periodi relativamenterecenti, anche per motivi didattici, nelsenso che cerco di capire la “chiave dicomunicazione” dei gruppi che sono sottoi riflettori della ribalta o lo sono stati nelpassato recente… ed allora sono incuriositodalle esperienze artistiche di Subsonica,Afterhours, Timoria, Marlene Kuntz; alcontempo, ascolto i favolosi King Crimsoncapaci di tenere alta l’attenzione sulla loromusica dalla fine degli anni 60 ai giorninostri …. oltre tre decadi di grandi intuizioniper la presenza di musicisti “geniali”al loro interno …. apprezzo anche gli U2.Per tornare agli Italiani, i miei “fondamentali”,oltre a Lucio Battisti e un po’ tutta latruppa dei cantautori, sono la P.F.M., ilBANCO, il PERIGEO con particolare predilezione…. gli AREA … ecco, quest’ultimi miaffascinano per le atmosfere ed il soundche sapevano conferire ai loro brani …. sisi, il gradino più alto del mio gradimento lodarei proprio a loro …. poi c’era DemetrioStratos, la VOCE, inarrivabile … un artistaal 100% senza compromessi … cosa diredei suoi video didattici anche per l’insegnamentodelle tecniche vocali ai bambini?Carlo: Qual è il vostro modo di procederenella fase di composizione dei pezzi: tanteidee per tanti brani avanzando con unlavoro “a tappeto” o dedizione univoca sudi un brano?Claudio: Iniziamo con il dire che siamomolto autocritici …..avere idee è fondamentale,ci mancherebbe, ma lavorare sutante ipotesi compositive contemporaneamentenon è il nostro metodo operativo:“stoccare” 40 canzoni per arrivare a sceglierne10 per un disco ci “industrializzerebbe”…… preferiamo dedicarci alla realizzazionedi singoli brani ogni volta …come dire: ci chiudiamo in sala prove e neusciamo solo con il brano che, a nostroparere, “gira” senza proprio preoccuparcidi “fare mucchio”…. il risultato di questomodo di procedere è magari la definizionedi 15 pezzi per sceglierne 10 da pubblicare…. si questa può verosimilmente esserela nostra proporzione ……. fondamentalmente,penso che se ti viene un’idea peruna canzone, è per esprimere qualcosa …ed è un peccato far disperdere quei pensieri…..Carlo: Agli inizi del 3° millennio, qualisono le difficoltà, i sacrifici, che affrontaquotidianamente una giovane band?Claudio: I sacrifici sono tantissimi ingenere … se ci caliamo nella “scena musicale”Romana, se è vero che ci sono diverseetichette indipendenti è altrettanto veroche si tratta di piccole, davvero piccolerealtà economiche e dunque ad altorischio di “crisi” che, perlopiù, propongonopochissimo per la produzione di un disco,diciamo, una percentuale su quanto laband preventiva di spendere, in cambio dialtre sconvenienti contropartite che nonsto ad elencarti. Molti gruppi, gli ZEPHIROsono tra questi, optano per l’autoproduzioneperché valutano che la proposta diripartizione dei costi avanzata da un‘etichettarispetto a richieste “indecenti” dellastessa sia, alla fine, una somma sostenibilein proprio con qualche sacrificio in più.continua a pag. 12......


12Mettiamoci anche chele strutture di questidiscografici indipendentimoltospesso hannouffici di promozionediscutibili,distribuzionelimitatissimae scarsiaggancicon chiti puòportare su diun palcoscenico.Come ti dicevo, noiabbiamo scelto di autoprodurreil nostro primocd “IMMAGINA UNGIORNO” e siamoalla ricerca di unavalida distribuzionenonchè diun’agenzia dispettacoloseria chepossa procurarciconcerticon una certafrequenzae apiù ampioraggio…noi, attualmente,con un duro e sottolineoduro, lavoro di management gestito“in proprio”, riusciamo ad esibirci in media4/5 volte in un mese …. un dato incoraggianteviste le difficoltà che scontano qui aRoma i musicisti nostrani autori di musicaoriginale…. il salto di qualità sarebbe di esibirciin altre parti d’Italia, cosa che “una tantum”riusciamo a realizzare in occasione dellapartecipazione a qualche concorso o tramitecontatti personali … un’agenzia che consentissedi organizzare dei mini tour in Italia eperché no, all’estero, rappresenterebbe unabella svolta! Carlo: Le tue impressioni circa l‘accoglienza del pubblico all’indomani dell’uscitadel vostro 1° cd avvenuta alla fine diluglio del 2006. Claudio: Premesso chedopo tanta attività live, il pubblico che cisegue, soprattutto a Roma, canta le nostrecanzoni ai concerti, che abbiamo pressochéesaurita la prima tiratura di copie del cd, checi è stata data l’opportunità di aprire il concertodei DIAFRAMMA a Stazione Birra diMorena …. beh, il feedback di tutta questaattività è stato, devo dire, molto positivo!Dalle recensioni e dai premi vinti, che sonosintomatici di giudizi di persone esperte nelsettore, ma, soprattutto, ed è ciò che dà piùsoddisfazione ovviamente, dalle persone chealla fine del concerto acquistano il tuo cd e tiincoraggiano perché soddisfatti dell’esibizione.….. Ecco da tutto ciò trovo, troviamo,gran gioia, poiché significa che quello chestiamo facendo ha un senso! Carlo: Ho lettoalcuni articoli a vostro riguardo che virimandavano alla voce “rock progressivo” …Claudio: Noi ai nostri esordi ci definivamo“progressive” poi nel prosieguo della nostraattività di composizione, ci siamo sganciatiCampo de’ fiorida questa e da altre etichettature anche perchéabbiamo notato che l’appassionato diprogressive spesso ricerca un certo determinatotipo di suono e di clichè di canzone chenoi, in questa evoluzione che abbiamo maturatonon proponiamo … al massimo riusciamoad offrire qualche arrangiamento sotto lerighe, qualche spunto nel brano con richiami“progressive” ma è tutto lì …. il nostro rockè il rock degli ZEPHIRO … potrà sembrarepresuntuoso ma lavoriamo per realizzareuna nostra personale espressione .Carlo: Soffermiamoci sulla vostra partecipazionead alcuni rassegne e concorsi che vihanno visto primeggiare …….. Claudio: Si,nel 2004, abbiamo partecipato e vinto unconcorso, con una performance acustica,nell’ambito della trasmissione televisiva“NOTE IN OMBRA” trasmessa da un circuitodi emittenti; più recentemente, nel 2006abbiamo partecipato, vincendo, al concorso“Live music festival” tenutosi al Malibùbeach di Ladispoli; a novembre 2006 abbiamopartecipato al concorso dedicato aivideoclip “Un palco per il M.E.I.” organizzatoda KATAWEB (nda: “Meeting delle EtichetteIndipendenti e delle autoproduzioni” unamanifestazione di gran riferimento dellamusica che si svolge ogni anno a Faenza innovembre) vincendo con il video del brano“Lontano da un luogo lontano” contenuto inaudio e come traccia video nel nostro 1° cd“Immagina un giorno” …in seguito a questaaffermazione, il 26 novembre 2006 cisiamo esibiti al “M.E.I.” condividendo il palcocon “RADICI NEL CEMENTO” ed “ASSALTIFRONTALI”; nel dicembre 2006 abbiamoricevuto il “Premio Fantasia Garbatella2006 ”; nel 2007 abbiamo partecipato evinto: il concorso “Niiinoo Video MusicFestival di Terlizzi (Ba)”, il “RomaOne MusicContest” e la “XIX edizione di Rock TargatoItalia 2007” ….. il brano che ci ha dato ampiasoddisfazione in audio e in video ricevendoanche una frequente diffusione radiofonica è“Lontano da un luogo lontano”…. che, aquesto punto, direi essere …..il nostro HIT!Per onestà devo dire che abbiamo partecipatoa diversi altri concorsi, festival …. e liabbiamo anche persi …. insomma, le abbiamodate ma le abbiamo anche prese! In lineadi principio, apprezziamo molto di più quellerassegne dove “chi ti giudica” è anche unagiuria di esperti del settore musicale piuttostoche l’esclusivo voto di un pubblico, sibadi, non per una mancanza di rispetto versodi esso ma proprio per una questione di criteriodi giudizio: il pubblico può parteciparema non deve essere l’unico al voto perché la“tifoseria locale” ha, molto spesso, effettidistorsivi sull’esito del concorso.Carlo: In particolare, come avete vissuto l’esperienzaal M.E.I. nel 2006?Claudio: Innanzitutto, un grazie al pubblicoche dal portale “KATAWEB” ci ha dato l’occasionedi parteciparvi dandoci oltre 2000 votiper il videoclip di “LONTANO DA UNLUOGO LONTANO”: GRAZIE! Tutto ilsabato e la domenica mattina li abbiamodedicati a saltare freneticamente da unostand all’altro per scambiare materiale. Nelfrattempo ci hanno intervistato diversi emittentiradio televisive anche poco prima delconcerto che si è svolto di domenica alle 17alla tenda M. Il nostro live è stato ripreso edè frequentemente mandato in onda in alcunesue parti sulla web tv ”Arcoiris.tv”.Quello che al meglio ci aspettavamo di trovarelo abbiamo trovato, ovvero oltre che contatticon gli addetti ai lavori anche approccicon altre band con situazioni simili alla nostrama sopratutto la musica con il classico ritodello scambio del CD. Siamo stati molto onoratidi aver ricevuto da John Vignola, notogiornalista musicale, il premio del concorso“Un palco per il M.E.I.” di Kataweb esattamentea metà della nostra esibizione. Non celo aspettavamo ed è stata una piacevole sorpresa.Carlo: Il vostro “curriculum” annota unaperformance in apertura ad un concerto diun “gigante del rock” internazionale, CarlPalmer, l’ indimenticabile batterista della progressiveBritish band “Emerson Lake &Palmer”.Claudio: Si, era il 4 marzo del 2005 …. sulbel palco di Stazione Birra (www.stazionebirra.it)....... ad oggi, il momento più emozionantedel nostro cammino … pensandocibene, ci metterei anche due altre esibizioni,quelle al Centrale Del Tennis di giugno eluglio sempre del 2005 … l’emozione di unagrande e folta arena; beh, avere un personaggiocome Carl Palmer, un protagonistaindiscusso della storia del rock, al lato delpalco in attesa di salire per la sua esibizione,mi ha dato… ci ha dato, un’emozione superiore….. Carl si è dimostrato una personamolto disponibile, si è fatto delle foto connoi, ci ha manifestato la sua stima ..….pochimomenti prima e dopo il concerto, conqualche scambio di battute con il nostro cantanteEmanuele,… prima di essere assalitodai fans e dai giornalisti di stampa e tv.Consentimi, a tal proposito, di ringraziare lostaff di STAZIONE BIRRA e in particolare ildirettore artistico Dante Colavecchi, che ciha dato fiducia nonostante avessimo realizzatosoltanto poche decine di concerti: grazieDANTE per quell’occasione e per le altre checontinui a darci e a dare ad altre giovanibands di musica originale di Roma e dintorni!CLAUDIO TODESCO DEGLI ZEPHI-RO CONTINUERA’ “A SPIFFERARCI”SUL PROSSIMO NUMERO DI CAMPODE’ FIORI.1° Intermezzo Continua sul prossimo numero...


14Campo de’ fioriGiorni e nuvole;Italia- Svizzera;2007. Regia: SilvioSoldini; soggetto:Doriana Leondeff,Francesco Piccolo,Silvio Soldini; sceneggiatura:DofrianaLeondef,diFrancesco Piccolo,M. Cristina Caponi Federica Pontremoli,SilvioSoldini; interpreti:Margherita Buy; Antonio Albanese;Alba Rohrwacher; GiuseppeBattiston; Fabio Troiano; CarlaSignoris; Paolo Sassanelli; AntonioCarlo Arancini; Teco Celio; ArnaldoNinchi; costumi: Silvia Nebiolo;Patrizia Mazzon; scenografia: PaolaBizzarri; musica: Giovanni Venosta;montaggio: Carlotta Cristiani; distribuzione:Warner Bros. Pictures; durata:116’. Avete presente quando qualcunopone in piedi le tessere del domino,distanziandole leggermente l’una dall’altra?Basta far cadere la prima addosso aquella successiva, per causare un effetto acatena molto coreografico, detto, appunto,effetto domino. È esattamente ciò cheavviene nel nuovo film di Silvio Soldini,Giorni e nuvole, presentato nella sezionepremiere della Festa del cinema di Roma.Al fine di descrivere la crisi occupazionaledi un’Italia allo sbando, il regista di Pane etulipani ricorre ad una tranquilla coppiadella upper class nostrana, sradicandolada ricchi salotti borghesi per gettarla nelladegradata periferia genovese, a fare iconti con precariato e disagio. In Giorni enuvole, Soldini descrive l’ironia irrealedella vita quotidiana. Come definire altrimentila perdita di certezze che incombesu Elsa (Margherita Buy) e Michele(Antonio Albanese), coppia felicementesposata da ben 20 anni? Loro hanno tuttociò che si possa desiderare. Lui: un lavoroben avviato in una società nautica. Lei:una laurea in tasca in Beni culturali e unfuturo da restauratrice d’opere d’arte. Eancora: una casa accogliente, una figlia dinome Alice (Alba Rohrwacher) con latesta sulle spalle (seppur contestata pervia della convivenza con un fidanzato proletario)e un florido conto in banca.Eppure, le nuvole irrompono a squarciareun cielo limpido, cornice di giorni untempo felici. Infatti, i soci di Michele recedonoil suo contratto di lavoro e, a lui, nonresta che cercarne un altro. Ma, ahimé,ritrovarsi licenziato a quarant’ anni e doveressere costretto ad inviare curriculum adestra e a manca è estremamente frustrantee degradante. Ogni certezza svani-Giornie nuvolesce. A questo punto, bisogna solo stringerei denti e ricostruire una nuova esistenzae, probabilmente, anche un tipo di rapportosentimentale più equilibrato, in grado ditollerare le avversità della vita. Tuttoavviene in una continua ed inarrestabileescalation; giorno dopo giorno lo spettatoreallibito assiste alla loro incurante discesaagli inferi. I protagonisti di questa tragicommedia,comunque, rispondono inmaniera estremamente diversa rispettoagli input esterni: Elsa si rimbocca le manichee, pur di guadagnare, accetta un lavoroin un call center, che irrimediabilmentela costringe a dire addio ai suoi preziosiaffreschi. Da questo istante, sarà lei a portare,oltre i soldi, anche i pantaloni in casa.L’altra faccia della medaglia e, al contempo,della disperazione è il marito. La suavirilità viene castrata da un mercato dellavoro che lo rifiuta o cerca di reinvestirele sue “risorse umane” solo per lavoriumili; come quando s’improvvisa imbianchinoo tappezziere, insieme ad alcuni suoiex dipendenti. Una confusione comportamentalesi fa strada in lui, al punto dialternare stati catatonici ad una sfrenatarabbia emotiva. Le loro strade sembranoperennemente sul punto di dividersi, chissàse riusciranno ancora a ritrovarsi e arinnovare i voti matrimoniali… Dopo Panee tulipani e Agata e la tempesta, Soldiniopta per una collaborazione con una major(la Warner, associata alla Lumière diLionello Cerri) e calca, per la prima volta,il red carpet del Rome Film Fest. Non è,tuttavia, l’unico regista italiano a presentarela sua opera in questa prestigiosa vetrina:il 19 ottobre è stato il giorno di La giustadistanza di Carlo Mazzacurati, mentreil 24 ottobre è stato proiettato L’uomoprivato di Emidio Greco, per non parlarepoi dell’attesissimo La terza madre diDario Argento. Tornando al testo filmico,si nota innanzi tutto un dato: l’autore nonha esitato a dire addio alla commedia coraledai toni surreali che gli aveva valso lanotorietà, per calarsi in un’atmosfera indiscutibilmenteneorealista, seppur velata daun tocco poetico. E lo fa prendendo di pettoun tema di scottante attualità come quellodel precariato. La decisione di prediligereGenova, come scenario perfetto in cui farinteragire la coppia sul baratro Buy-Albanese, si è rivelata senza dubbioazzeccata. E lo stesso dicasi per le scelteregistiche, tese a prediligere fluidi pianisequenza, incalzati da una frenetica macchinaa mano. La vita privata dei due protagonisti,piombati alla sprovvista dallestelle alle stalle, è analizzata dal registaentomologocon fina sollecitudine.Spiazzante, dicasi a questo punto, l’interpretazionedegli interpreti: una Buy menonevrotica del solito e un Albanese a tratticomico nella sua drammaticità. Gli ingredientici sono tutti; malgrado ciò, a volte,Soldini calca troppo la mano affastellandoistanti a tratti noiosi e sviluppi narrativiassolutamente ovvi (vedasi il prevedibilissimorapporto extraconiugale che la donna siconcede sul luogo di lavoro). Concludendo,il giudizio su questa commedia sentimentaleche s’alterna al dramma sociale rimanevolutamente in sospeso, ma con un filo disperanza per il nuovo cinema italiano, esattamentecome il finale di questo lungometraggio.


16Campo de’ fioriCONDOGLIANZEIl sig. G. parlava con la bocca attaccata alcitofono, quasi volesse mangiarlo:”Sbrigati, B., devo anche passare acasa del commendator Paolini !”Alle sei avevano la partita di calcetto settimanale,alla quale non sarebbero mancatiper nulla al mondo.G. e B. erano cresciuti a pane e cioccolata,scuola e pallone. Più pallone che altro.Poco più che bambini, si ritrovavano presto,giusto appena pranzato, al camposportivo comunale insieme agli altri amicid’infanzia; anche in inverno,quando la tramontana facevagelare le mani e arrossire leguance. Gli anni erano passati,ma la passione rimastaimmutata, anche se il pesodell’età (e della pancetta)ormai si faceva sentire.“Perché dovremmo passareda Paolini?” chiese B con unacerta insofferenza, mentredirompeva giù per le scaledel palazzo tanto che, perfare prima, non aveva neppurechiamato l’ascensore.“Perché è morto !” risposeG laconico.“Ma scusa, lo conoscevi?”chiese l’altro un po’ stupitoper quella premura.“Così…. ci salutavamo.”“E allora, dove cavolo andiamo?A fare brutte figure?Magari non ci si fila nessuno.”“Senti, io sono il Presidentedell’AssociazioneAmici del Centro Storico.Quando muore un qualsiasinotabile di questacittà mi sento in lutto…..Se poi succede alPresidente dei Reducidella Grande Guerra,ancor di più, se permetti….conosco un pò anchela moglie, una lontanacugina di mia madre….senza contare chedovrebbe essere già andato Sindaco,assessore alla Cultura, parroco etanti altri: non posso mancare proprioio.”“E’ un funerale o un convegno?!”“Non puoi capire. Che ci parlo a farecon te?! Ci devo andare e basta.Saluto e poi andiamo al campo. Tuvieni a farmi compagnia: dove vadoda solo…Hai mai visto un Presidenteandare in giro da solo?”“A me sembrano tutte elucubrazioni”rispose il sig. B stupito e, soprattutto, nonmolto entusiasta all’idea di dover partecipareal luttuoso evento.Salirono in casa. Salutarono, esprimendocon serioso cipiglio le loro condoglianze.Il sig. G si avvicinò alla vedova che, nelringraziarlo, lo abbracciò calorosamente,facendolo sedere vicino a lei.La donna, visibilmente scossa dal gravelutto, cominciò a parlare per dare sfogodi Gianni Braccialla sua profonda tristezza d’animo.Raccontò al Presidente e agli astanti che lacircondavano solidali, come era morto ilpovero marito, quindi la loro vita, i cinquant’annidi matrimonio, la guerra, itedeschi, la medaglia al valor militare, idebiti contratti subito dopo sposati peracquistare il negozio di tessuti, nell’evidenteintento di esorcizzare il profondocordoglio interiore, povera donna! G, inizialmente,si sforzò di ascoltarla partecipee commosso quando, dopo un po’, cominciòa realizzare che da lì a poco sarebbeiniziata la partita di calcetto. Avrebbe volutosmarcarsi dalla signora vedova, comeavrebbe fatto con qualsiasi difensoreavversario: lei invece continuava a parlaree, anzi, gli si portò ancora più vicino, stringendolocon l’avambraccio.B guardò G spalancando gli occhi comeper dire:>G, sempre con la mimica del viso, stringendole labbra, gli fece capire:Era un grosso problema,anche perché i compagnisarebbero rimasti in otto pensò, cominciandoa disperare nella possibilitàdi raggiungere il restodel gruppo.B gli fece un cenno muovendovelocemente la mano perdire:>,proprio mentre la vedovaaveva iniziato la storia dellefedi nuziali donate alla causafascista.Senonchè G, imperterrito,mentre accennava un sorrisodi circostanza, con la mano amò di “stop”, gli impose diaspettare e, quindi, con l’abilitàdi un grande diplomatico,si sfilò dalla stretta dellasignora e, con un espressionesolenne di profondo rammaricomista a rassegnazione,esclamò: “Vabbè, videvo proprio lasciare: houna riunione importante,mi stanno aspettando. Dinuovo condoglianzesignora” .Si defilò velocemente lasciandotutti di stucco, nonprima di averli baciati tutti,uno per uno, ed aver accennato un disordinatosegno della croce davanti allasalma.Arrivarono appena in tempo, gli altri stavanogià sul campo a scaldarsi. Mentre sispogliavano, B chiese all’amico: “Dura lavita dell’uomo impegnato, eh !”“Ma, ti dirò…. Dopo un po’ ci fai l’abitudine”rispose il sig. G in assoluta franchezza,vergognandosi un po’.


18Campo de’ fioriAssociazione Artistica IvnaArtisti di Vignanello, Vallerano, Corchiano,Civita Castellana condividono l’artea cura della Prof.ssaM.Cristina BigarelliI colori che camminano sui fondali marini nella pittura di Maria FinesiMaria Finesi nasce aCivita Castellana il 19agosto 1932. Lo slanciopittorico di Mariaagisce fin dagli annidell’infanzia, periododella sua vita durante ilquale ama disegnare. Iricordi dell’emozione,che prova a disegnare mentre gioca, laportano a comprendere, man mano, chedisegnare è l’attività più bella. Inizia con lachina, l’acquarello, la tempera e poi l’olio.In età adulta fa la scoperta di tecnichenuove ed inconsuete, che le danno l’opportunitàdi cimentarsi con un metodo dipittura ad olio senza l’uso dei pennelli,spatole o altro, ripercorrendo i cunicoli piùremoti della coscienza, fino ad inabissarsinei fondali marini che ella propone comeimmagini del suo mondo protetto, apparentementesilenzioso, anche se non privodi colori e di suoni “loquaci” o tacitati, chesfumano dall’azzurro fino a modellarsi inspumeggianti, schiumose e morbide ondebiancastre, che fanno supporre un suono,una voce modulata, dipendente dallo statod’animo: terre dello spirito, sono questi i“supporters” della produzione artistica diMaria Finesi.Negli anni ricerca e sperimenta il figurativoe poi l’ astratto.Diversifica molto e poi rinforza. L’olio èquello che le dà più soddisfazione. Il suotalento viene orientato verso una pitturaparticolarmente astratta e spontanea, ispirataa tecniche innovative americane.Quando i colori sono diluiti,camminano, creandofondali marini, campagne,incendi.La fantasia viene, dasola, relegata al caso epoi, per dare movimento,esce fuori dal blu e si affidaal rosso acceso, quellodell’incendio, dando unforte tocco di temerarietà,di coraggio che lesituazioni difficili dell’esistenzari-chiedono.Il bianco è il contrasto che ci trasportasenza difficoltà in un naturale, consequenzialerigurgito, che trascina l’idea astrattaverso le realistiche immagini pittoricheda ella stessa affidate al destino. L’acqua,come liquido del grembo materno, nutre,“crea” e spinge l’essere fuori, nel mondo!I marosi, accostati idealmente ai cieliazzurri, ai cavalloni schiumosi, si infrangonocontro le coste della nostra mente, deinostri sensi, purificandoli, dando forma abianche vette ben definite, inconfondibili,nette e terse.Una parte di bianco è sempre presente,lasciandolo mescolare all’altro colore nonpiù di tanto. Tutto permette di fissare ilcolore intenso, senza mai assopire l’ energiavitale come l’ancestrale vagito dellavita.


Viterbo - Roma - Civita CastellanaVallerano - Porto D’Ascoli - Teramowww.lisi-bartolomei.com


Campo de’ fiori 2111° Mini Festival “Città di Viterbo”Ormai possiamo dirlo forte: la 11° edizionedel Mini Festival “Città di Viterbo” – lacui finale si è tenuta domenica 2 Dicembreal Teatro San Leonardo di Viterbo – è statala più equilibrata di sempre, con un livellamentoverso l’altro dei partecipanti cheha tenuto tutti con il fiato sospeso fino allaproclamazione dei tre vincitori (uno perogni categoria).Alla fine, mai come stavolta, c’erano quinditre concorrenti felicissimi e… diciassetteda consolare, dato che pressoché tuttiambivano, legittimamente, almeno alpodio.E sì che già l’essere arrivati in finale è statoun traguardo mica da ridere…Tant’è, la grande giuria di qualità – presiedutadal “tenorissimo” Antonio Poli, ancoracosì giovane (21 anni) ma già cosìbravo! – ha emesso, con freddezza, luciditàe competenza, i seguenti “verdetti”:Cat. 6-10 anni: 1. Valeri Davide (10 anni,Villa San Giovanni in Tuscia), con il brano“La ballata dell’amore cieco” (F. DeAndrè); 2. Anesini Giulia (9 anni, Viterbo),con il brano “Brucia la città” (I. Grandi); 3.Gaeta Simona (6 anni, Orte), con il brano“La mia bidella candida” (Zecchino d’Oro).Cat. 11-14 anni: 1. Anselmi Chiara (13anni, Villa San Giovanni in Tuscia), con ilbrano “Amami per sempre” (A. Grè); 2.I vincitori del Mini Festival con Pierluigi Alberti,Paolo Moricoli e il Presidente della ProvinciaAlessandro MazzoliPiergentili Francesca (13 anni, Corchiano),con il brano “Ti sento” (Matia Bazar); 3.Stornelli Giulia (11 anni, Gallese), con ilbrano “Insieme” (Mina).Cat. 15-18 anni: 1. Karimi Giulia (16 anni,Monterosi), con il brano “Nobody’s wife”(Anouk); 2. Andreoli Mirko (17 anni,Viterbo), con il brano “Pensieri e parole”(L. Battisti); 3. Piergentili Silvia (16 anni,Corchiano), con il brano “Nothing compares2 you” (S. O’Connor).C’è stata, quindi, la conferma di ChiaraAnselmi nella seconda categoria (è laquarta volta che vince il Mini Festival: ilprossimo anno sarà solo ospite!), ed ilritorno alla vittoria – a tre anni di distanzadalla prima volta – di Giulia Karimi nellaterza. Tra i più piccoli, invece, davvero sorprendenteè la padronanza dei testi e dellagestualità di Davide Valeri, davvero un DeAndrè junior! Indicativodell’emozioneche prende tuttii partecipanti unavolta sul palcoscenicoè il fatto che –a dispetto di tantissiminuovi iscritti– sono stati i più“esperti” ad averela meglio. IlPremio StampaCampo de’ fioriper la miglioreinterpretazione èstato assegnato aFrancesca Piergentili.L’organizzazioneha poiassegnato il “Premiosimpatia” non ad un concorrente,bensì all’imitatore Roberto Tozza, che hareso meno seriosa l’attesa per i risultatidella giuria, cosa che hanno fatto anche ilcantautore Antonello Giovanni Budano e le“vecchie glorie” Beatrice Burchiani, LucaTallevi, Paride Achilli e Gian Marco Piccini.Quest’ultimo ha anche offerto la sigla inizialeche, in anteprima nella sua versionefinale, è stata “Rosa vive con noi”, inno deiMini Facchini di S. Rosa, composta daGiorgio Sdinami edal M° GianfrancoPirroni. La serata èstata presentata,come sempre, daPierluigi Alberticon la supervisionedi Paolo Moricoli.Particolarmentegradite e significativeper le bellissimeparole spese,sono state le presenzedi GiancarloGabbianelliIl Direttore consegna aFrancesca Piergentili ilPremio StampaCampo de’ fiori(Sindaco diViterbo) edAlessandro Mazzoli (Presidente dellaProvincia di Viterbo), entrambi alla loro“prima volta” al Mini Festival ed entusiastiper il livello artistico ed il seguito dellamanifestazione; praticamente all’unisonohanno assicurato il sostegno degli Enti daloro presieduti al nostro concorso, ancheper il futuro! Come sempre rapido ed incisivoè stato l’intervento di Pino Genovese(Presidente di “Viterbo con Amore”), cheha presentato la campagna di solidarietàdell’Associazione per il 2007/2008. Ai primitre classificati di ogni categoria è andato iltrofeo con l’esclusivo logo del Mini Festivaled un CD – offerto da www.viterbowebtv.info– che darà la possibilità di effettuareun viaggio per due persone al prezzodi una; Tuscia in Jazz Festival, invece,ha offerto ai primi tre classificati della cat.3 la possibilità di partecipare, gratuitamente,ai suoi stage formativi estivi.Al primo classificato di ogni categoria èandato un ulteriore “trofeo musicale”offerto da Personal Style di CivitaCastellana. Il primo della categoria dei“grandi” potrà, inoltre, incidere un CDdemo in una sala di registrazione professionale.Come ormai arcinoto, l’11° MiniFestival “Città di Viterbo”, è un concorsocanoro riservato a ragazzi/e da 6 a 18anni (divisi in tre categorie) chel’Associazione “Omniarts” – in collaborazionecon Corriere di Viterbo,Etrurialand, Il Messaggero, MeltingPot, Nuovo Viterbo Oggi, RadioVerde, Tuscia in Jazz e www.viterbowebtv.info– organizza con il contributodella Provincia di Viterbo e dei Comunidi Viterbo – Assessorato alle PoliticheGiovanili -, Marta e Ronciglione, nonchédella Pro Loco di Marta, e che faparte degli eventi di solidarietà portatiavanti da “Viterbo con Amore”.Ringraziamo di cuore gli sponsor chehanno reso possibile la manifestazione:Flaminia Ceramiche, Gruppo ServiziAmbientali, Veteres, P.S.A., ManciniCostruzioni Generali, Opel Ciminauto,Pizzeria Il Monastero, Porter Tavern, Bancadi Credito Cooperativo di Ronciglione. … epoi Roberto e Vittorio per la regia eMassimo Luziatelli per le splendide fotografie!Arrivederci all’anno prossimo… a meno disorprese molto presto!p. Ass. OMNIARTSPaolo MoricoliP.S.: ma volete proprio sapere quale èstata la cosa migliore? Gigi il Lungo(Pierluigi Alberti) ed Antonello (GiovanniBudano) che hanno improvvisato la sigla di“Lupin III” dopo una presentazione “stellare”da parte del sottoscritto: della serie“Ormai non ci vergognamo più di niente”!


22Campo de’ fioriCivitella San PaoloLe guide di Campdi Ermelinda Benedettifoto Mauro TopiniRimanendo semprenella provinciadi Roma, ci fermiamoa CivitellaSan Paolo, un piccolopaese di1670 abitanti,che dista circa 50km dal capoluogodi Provincia. Siestende per unasuperficie totale di20,53 chilometriquadrati ad una altitudine media di 195 msul livello del mare.STORIA Il paese è sicuramente di origineromana e due sono le ipotesi più probabili,o che nacque nel 396 a.C., quando isuperstiti di Capena, distrutta dai Romani,vi si stanziarono, dando il nome di “Civitasde Colonis (o Collinis)”, oppure che fosseuna delle sette città “Capenati federate”,cioè del vasto Agro guidato da Capena,come farebbe supporre il nome stesso.Tale area confinava a nord con i Falisci, adest con i Sabini, a sud con i Latini e adovest con gli Etruschi ed era attraversatadalle strade Flaminia e Tiberina. A testimonianzadella sua antica origine romanasono state rinvenute due importanti necropoli,una in località Moneteverde, l’altra inlocalità San Martino.Ma i primi documenti scritti che certificanol’esistenza di Civitellarisalgonoagli inizi del1000, dai qualirisulta che CivitasdeCollinis,nell’AltoMedioevo,fu uno deipossedimentidellaBasilicadi San Paolofuori lemura, cometestimonianole bolle di confermadi beni e privilegidi Gregorio VII del 1081, di AnacletoII antipapa (1130), di Innocenzo III(1203), di Onorio III (1218), di GregorioIX (1236), di Carlo IV Imperatore (1396),di Bonifacio VIII (1392) e di Eugenio IV(1442). L’intento di donare numerosicastelli a San Paolo aveva come fine ultimola creazione, sulla sponda opposta delTevere, di uno stato monastico feudale,fedele alla Santa Sede, in contrapposizioneall’Abbazia di Farfa, ligia agliImperatori. Diverse famiglie si succedetteronel governarla, tra cui i Malatesta daRimini, i Grimaldi da Genova, i Salvati diorigine umbre, i Casilli e i Duranti, e, manmano che nel Lazio subentrarono nuovipotentati, il castello fu soggetto alla contesadi famiglie che avevano possedimentinei paesi vicini. Alla fine dell’XI secolo fuusurpato da Teobaldo di Cencio, ma poi ilfiglio Stefano, durante il Pontificato diPasquale II (1099-1118), lo restituì aimonaci e successivamente Anastasio,Priore di San Paolo, per ordine dello stessoPasquale II, diede in enfiteusi a Stefanovari castelli, tra cui quello di Civitella.Nel 1427, grazie alle nepotistiche donazionidi Martino V, diventa, in parte, proprietàdi Odoardo Colonna. Nel 1434 venneroinviati 30 fanti armati per sostenere l’esercitodi Eugenio IV, impegnato a Braccianocontro quello di Nicolò Fortebraccio.Quattro anni dopo fu concesso, dallo stessoEugenio IV, in enfiteusi ai condottieriGiorgio e Battista Ridolfini da Narni, perscontare un debito di 5000 fiorini. Nel1448, il castello e il borgo furono ricompratidai monaci di San Paolo, per 2000ducati. Il territorio di Civitella, a differenzadi altri beni abbaziali dei benedettini diSan Paolo, che furono alienati a varie famiglienobili, continuò ad appartenereall’Abbazia anche in epoca moderna.Proprio ai monaci è dovuto l’operato diarricchimento del paese, dal punto di vistaarchitettonico ma anche di pubblica utilità,come, ad esempio, la costruzione dellemura, delle mole, lo statuto pergamenaceo,risalente al 1618, e le chiese di SantaMaria, San Giacomo e San Lorenzo.ITINERARIO TURISTICO Di grandeimpatto visivo e assai suggestivo è ilcastello medievale, che doveva farparte di una complessa e forte cinta murariadifensiva, munita di torri, che circondaval’abitato. La sua posizione, infatti, dicontrollo sulla Valle del Tevere, è strategica.Il mastio risale al IX secolo e fu costruito,probabilmente, dalla Famiglia Cenci,mentre la Rocca quadrilatera, con ampiofossato e ponte levatoio, unico punto diaccesso al borgo, insieme a Porta Capena,fu realizzata nel XIV secolo dai Monaci diSan Paolo, ai quali, per lo più, Civitellaappartenne. Sulla parte superiore del portale,non più chiuso dal ponte levatoio,ormai fisso, è possibile ammirare un ornamentocon lo stemma di San Paolo, sormontatodalla corona baronale, di cui furonofregiati gli abati del monastero di SanPaolo, dal Re d’Inghilterra, protettore dellabasilica. Il castello, al suo interno, è dislocatosu quattro livelli: un salone sotterraneo,il piano terra, un primo piano, i cuisoffitti sono realizzati con un sistema divolte e stipiti in pietra, e il terrazzo.Quest’ala è collegata da uno stretto corri-


Campo de’ fiori23o de ’ fioridoio ad un’altra ala, composta, a suavolta, di due stanze, con alto soffitto avolte. Nel XV secolo, le mura venne adeguatealla potenza delle nuove armi dafuoco, con l’aggiunta di un bastione pentagonale.Vennero, inoltre, rimosse letegole, che deturpavano i merli guelfi,essendo Civitella sotto la protezione delPapa. Fu, poi, costruito il palazzetto residenzialeche affianca il castello e ingloba laadiacente chiesa di Santa Maria, la quale,per molti anni, ha ospitato le suoreBattistine e l’asilo, ed è, attualmente, sededel municipio.La chiesa di San Lorenzo è la più anticadel paese, come testimonia un documentonel 1218, dove viene menzionata, e sorgesui resti di una precedente villa romana.Originariamente era composta da un unicoambiente rettangolare, con copertura acapanna e un abside terminale. Secondoquanto riportato su una lapide posta al suointerno, nel 1693 fu eretta la cappella diSanta Maria del Soccorso e nella primametà del secolo successivo, ai lati dellaporta d’ingresso, vennero costruite adestra la cappella di San Filippo Neri, in cuisono state collocate due lapidi con iscrizioniin latino del XVI secolo, recanti in bassolo stemma della famiglia Malatesta, e asinistra quella di San Lorenzo, ornata condecorazioni a stucco di gusto settecentesco.La cappella centrale, più grande dellealtre due, è coperta da una cupola ellittica.La chiesa è affiancata da un romitorio,citato, per la prima volta, nel 1726, inoccasione di una visita pastorale, all’internodel quale è riconoscibile un tratto dimuro romano. Nel 1868, quando l’anticotempio di San Giacomo e il cimitero annessofurono smantellati, per la costruzionedella nuova chiesa parrocchiale, l’edificiodivenne chiesa cimiteriale. Rimase, poi,chiuso per più di vent’anni e ed è statoriaperto solo nel 1999.Il monastero di Santa Scolastica fucostruito nel 1934, per volontà delCardinale Schuster, quando nel 1918, fueletto Abate di San Paolo fuori le mura,con l’intento di dare nuovo slancio alla vitabenedettina. Il progetto fu portato avantidal suo successore, l’abate D. IldebrandoVannucci, a causa della nomina diSchuster ad Arcivescovo di Milano.In un monastero benedettino, la biblioteca,dopo la chiesa, è il luogo più importante,e i libri sono strumenti di crescitamorale ed intellettuale. Fin dalla fondazione,infatti, si volle accentuare l’interesseper gli studi e per la cultura, tanto che labiblioteca del monastero comprende circa20.000 volumi. A parte esistono un fondoSofia Vanni Rovighi, dono dell’illustredocente dell’Università Cattolica del SacroCuore, e un Fondo Martinelli, provenienteda una grande famiglia fiorentina.Bella da vedere ed ideale per una salutarepasseggiata all’aria aperta è l’area naturalisticadenominata Corona-Sant’Andrea, prospiciente l’abitato diCivitella San Paolo, con una superficie dicirca 149 ettari. Il toponimo “Corona” derivadalla disposizione delle querce presenti,riguardo le quali si tramanda che nel1300 il loro taglio coincise con una fortepestilenza, così da arrivare a pensare chefino ad allora esse avevano protetto lapopolazione dai venti del contagio. Tra imammiferi che popolano la riserva sonopresenti la martora, la fama, la donnola, iltasso, la volpe, l’istrice, il riccio, il cinghialee la lepre; tra i rettili, la vipera europea.All’interno del parco sono stati creati, inoltre,un campo sportivo e uno da tennis,un’area per i pic-nic e giochi per bambini.TRADIZIONI E FESTE Festa diSant’Antonio Abate Festeggiamenti inonore del Santo protettore degli animali, il17 gennaio.Sagra della castagnola Festa in onoredel dolce tipico del periodo carnevalesco,che viene distribuito gratuitamente, perl’occasione, a tutta la popolazione.Processione dei canestri La festa piùcaratteristica del paese che si tiene ilprimo maggio. Ha origine dai riti paganidei romani, ma con l’avvento del cristianesimoha assunto valore liturgico di solennità,in onore dei Santi compatroni Filippo eGiacomo. La processione è aperta da giovanicon grandi crocifissi di legno, seguonoragazze in costume tradizionale, chetengono sul capo cesti ornati di fiori. Altermine della corteo religioso vengonodistribuiti i pani benedetti che portanoimpressi i simboli dei due santi.Festa di San Giacomo Festeggiamentiin onore del Santo patrono del paese, il 25luglio. Alla parte religiosa si affiancanospettacoli musicali e ricreativi.Festa della Madonna Festeggiamenti inonore della Beata Vergine Maria con processionee giochi popolari, l’8 settembre.Festa dei sapori Per far conoscere eincentivare i prodotti tipici locali, vengonoorganizzati stand gastronomici con distribuzionegratuita di porchetta, dolci e altriprodotti tradizionali, al ritmo di tanta musica.SAPORI TIPICI Caratteristico ed esclusivodi Civitella San Paolo è il cosiddettocacione, un tortello con un ripieno dizucca macinata, farcita con noci, mandorle,nocciole, cacao e liquori. È un dolcetipico natalizio, che per la sua particolaritàè stato presentato nella trasmissione diAntonella Clerici, La prova del cuoco. Simenzionano inoltre l’olio e il vino locale, diottima qualità.CURIOSITA’: Ma lo sapevate che…Il più anziano del paese ha 95 anni.Il cognome più diffuso è Zappaterreno,seguono Malatesta e Stefani.


Qualche tempo addietro mi sono deciso,per i motivi che dirò più avanti, a scriverequalcosa sul Jazz, il risultato è stato unlavoro dal titolo “il mondo del Jazz - breverivisitazione attraverso ricerche, foto, vecchiricordi”, parzialmente qui riproposto.Avendone fatto omaggio di una copia aSandro Anselmi, non potevo di certo farediversamente, leggo sull’ultimo numero diCampo de’ Fiori un articolo a firma dellostesso Direttore da me molto apprezzato,non già per i complimenti che egli ha volutoriservarmi, quanto per il riferimento aquella che è stata, molti anni or sono, unadelle mie giovanili passioni.Apprezzo molto l’idea dello stessoDirettore di aprire una rubrica su questoparticolare genere musicale, apprezzo eringrazio per l’ospitalità che mi sarà ancorauna volta offerta e, prima ancora di darcorso a questo nuovo impegno, che speropossa interessare i lettori, desidero ringraziareoltre che Sandro Anselmi, la redazionetutta e in, particolare, Cristina,Ermelinda e Sonia per il loro costante,importante e sempre apprezzato impegno.Ancora poche righe per precisare che questanuova rubrica da me curata tratteràinizialmente della “Storia del Jazz” completatada pochi cenni storici riguardanti alcunitra i più prestigiosi musicisti e le lorobands; in un secondo momento, allorquandosi parlerà dei musicisti di ultimagenerazione, la rubrica sarà curata daFilippo Maria Fortuna, un giovane moltovalido musicista, anche piuttosto simpatico,che ho avuto occasione di conoscere eapprezzare da non molto tempo.Il Jazz nasce negli Stati Uniti d’America,del resto soltanto quì ciò poteva succedere,è in America infatti che arrivarono iprimi neri provenienti dalla costa occidentaledell’Africa sulla navi negriere con i lororitmi complessi ed eccitanti, è in Americache arrivarono gli europei con i loro cantipopolari, le loro danze e le loro marce; ineri americani non fecero altro che metabolizzarequelle per loro nuove melodieaggiungendovi il proprio ritmo, oltre che ilsentimento profondo degli Spirituals e laforza dei loro canti di lavoro, è da questadel tutto particolare miscela che nasce ilJazz.Per ricordare quelle che sono state le sueprobabili origini, va subito detto che il Jazzpotrebbe avere avuto inizio nel lontano1639, con lo sbarco di uno sparuto gruppodi pochi schiavi comperati in Guinea e trasportatisulle coste della Virginia, masarebbe obiettivamente troppo se pensassidi cominciare da così lontano, del resto,già molti autorevoli autori hanno provvedutoin tal senso, penso quindi che saràsufficiente iniziare da New Orleans e dagliavvenimenti dei primi anni del XIX secolocollegati a questa città posta sul Delta delMississippi.Di Jazz si parla da circa ottanta anni, maappare obiettivamente difficile attribuireuna precisa data di nascita a questa musicapoichè è impossibile stabilire, con datacerta, quando il folklore degli afro-americaniacquistò quelle peculiarità tipiche delJazz; si può però ragionevolmente affermareche il Jazz cominciò a prendereforma in una vasta zona della valle delMississippi con al centro New Orleans.Quella musica così formatasi, ebbe unrapido processo evolutivo in alcune grandicittà del Middle West e dell’Est comeChicago e New York in primis e, fin dalleprime fasi, il Jazz perdette molti dei suoicaratteri folkloristici per diventare musicad’arte e d’intrattenimento; allo stessotempo va detto che agli inizi la parola Jazznon era usata per individuare un generemusicale, tanto è vero che il c.d. rag-time,che già furoreggiava negli anni a cavallodei due secoli e, che pure aveva con il Jazzuna comune origine afro-americana, nonveniva individuata con questo nome.In pratica il Jazz si identifica con la figuradel creatore e dell’esecutore che si fondononella persona del solista il qualeimprovvisa o, quanto meno tende adimprovvisare, sulla base di un canovacciocostituente una traccia per lui e per chicon lui collabora nelle esecuzioni musicali;il Jazz è, non poteva essere diversamente,espressione dei suoi solisti, ossia di queimusicisti che via via acquisteranno fama eonore in tutto il mondo tanto che, ad uncerto punto, solo per citarne alcuni, LouisArmstrong sarà“l’imperatore del Jazz” eBessie Smith “l’imperatrice del Blues”.continua sul prossimo numero......


Campo de’ fiori 27Larco di Settimio SeverodiCristina CollettiniAlle pendici del Cliviocapitolino, vicino aiRostri, lungo la stradatrionfale che portava alCampidoglio, si troval’arco trionfale deiSeveri, giunto a noipressoché intatto.L’arco a tre fornici, conun passaggio centralee due laterali più piccoli,fu fatto erigere dal Senato tra il 202ed il 203 d.C. in onore dell’imperatoreSettimio Severo (193-211 d.C.), in occasionedei primi dieci anni del suo impero,per celebrarne le vittorie in Partia (corrispondenteagli attuali Iran e Iraq), con ledue campagne militari concluse nel 195 enel 203, e in Arabia e forse anche percommemorare le sue numerose caricheistituzionali.L’arco era dedicato anche ai suoi due figliCaracalla e Geta benché il nome di quest’ultimooggi non appaia sull’iscrizione, inlettere bronzee incassate nel marmo coltempo andate perdute, riportata suentrambe i lati dell’attico:IMP · CAES · LVCIO · SEPTIMIO ·M · FIL ·SEVERO · PIO · PERTINACI · AVG · PATRI·PATRIAE · PARTHICO · ARABICO · ET/PARTHICO · ADIABENICO · PONTIFIC ·MAXIMO · TRIBVNIC · POTEST · XI · IMP· XI · COS · III · PROCOS · ET/IMP · CAES · M · AURELIO · L · FIL ·ANTONINO · AVG · PIO · FELICI · TRIBU-NIC · POTEST · VI · COS · PROCOS · P ·P/ OPTIMIS · FORTISSIMISQVE · PRIN-CIBVS /OBREM · PUBLICAM · RESTITV-TAM · IMPERIVMQUE · POPVLI · ROMANI· PROPAGATVM/ INSIGNIBVS VIRTVTIBVS· EORVM · DOMI · FORISQVE · S · P · Q·RTrad. “All’Imperatore Cesare LucioSettimio Severo, figlio di Marco, Pio,Pertinace, Augusto, padre della patria,Partico, Arabico e Partico Adiabenico,Pontefice Massimo, rivestito della potestàtribunizia per l’undicesima volta, acclamatoimperatore per l’undicesima volta, consoleper la terza volta, proconsole; eall’Imperatore Cesare Marco AurelioAntonino, figlio di Lucio, Augusto, Pio,Felice, rivestito della potestà tribunizia perla sesta volta, console, proconsole, padredella patria, di ottimi e fortissimi principi,per aver salvato lo stato e ampliato ildominio del popolo romano e per le loroinsigni virtù, in patria e all’estero, il Senatoe il Popolo Romano”.La quarta riga è chiaramente frutto di unarielaborazione: sono visibili dei fori chedovevano sostenere delle lettere di bronzoche non coincidono con quelle attuali.Difatti, la scritta “optimis fotissimisqueprincibus” sostituiscel’originaria“Septi-mioGetae nob.Caesari” ovverola dedica a Geta,l’altro figlio diSettimio Se-vero.Alla sua morte,Setti-mio Severoaveva lasciatol’impero indivisoai due figli maCaracalla, perassicurarsi ilpotere assoluto egovernare dasolo, nel 212 feceuccidere il fratelloe cancellare ilsuo nome datutti i monumentipubblici, inclusol’arco in questione.I due fornici laterali, preceduti da gradinate,erano destinati ai pedoni, mentre sottoil grande fornice centrale passava unastrada, ora scomparsa, che era probabilmentead un livello più alto di quello chevediamo oggi.L’arco sorge su di uno zoccolo in travertino,presenta una struttura in mattoni etravertino, rivestita di lastre marmoree edè decorato su tutti e quattro i lati con deirilievi, purtroppo molto erosi, che rappresentanole vittorie sui Parti e sulle popolazioniarabe.I tre fornici sono inquadrati da colonnecomposite poggianti su alte basi su cuisono rappresentati dei soldati romani conprigionieri parti.I fornici laterali e quello centrale comunicanomediante due piccoli passaggi arcuati.In uno dei pilastri si trova una porta dacui, mediante una scala, si raggiungeval’attico, diviso in quattro stanze.Come si evince da una moneta del 204 chelo rappresenta, originariamente al di sopradell’arco doveva esserci una quadriga dibronzo trainata da sei cavalli, con gli imperatori.Ciò che più colpisce dell’arco è la sua ricchissimadecorazione.Sopra l’archivolto del fornice centrale, dueVittorie alate portano trofei dirette verso lachiave di volta, dove è rappresentato il diodella guerra, Marte; ai piedi delle Vittorie,le personificazioni delle quattro stagioni.Le chiavi di volta dei fornici minori rappresentanole teste di quattro divinità, duemaschili e due femminili, delle quali è peròriconoscibile solo Ercole; sugli archivolti,divinità fluviali, in due dei quali sono statiidentificati il Tigri e l’Eufrate, e sopra questeun piccolo fregio, ora quasi del tuttoeroso, rappresentava il trionfodell’Imperatore, con il corteo che loaccompagnava al Campidoglio.Infine, i quattro grandi pannelli a rilievosopra i fornici minori costituisco la partepiù importante della decorazione scultorea,con la rappresentazione dei momentipiù salienti delle imprese militari contro iParti.Lo stile decorativo richiama quello dellaColonna di Marco Aurelio, con la letturadegli episodi dal basso verso l’alto, che siritrova nei monumenti romani dove l’osservatoreguarda verso l’alto, ma quel chepiù colpisce è la modalità decorativa, cherappresenta scene di massa, ben lontanedalla tradizione greca della rappresentazionedell’individuo isolato. La figura dell’imperatoreè però su di un piano rialzato,emerge dal resto della folla, quasi adassurgere un ruolo divino. Evidente l’usodel trapano che permette incisioni moltopiù profonde con l’effetto di forti ombreche accentuano la tridimensionalità dellescene rappresentate. Sono aspetti questi,che diventeranno caratteristici dell’artetardo-antica prima e medievale poi, benpiù evidenti, come si è visto in precedenza,nell’Arco di Costantino, fatto innalzarecirca un secolo dopo.Come tutti i monumenti della romanità,anche l’Arco dei Severi subì nel tempoalterne vicende. Nel periodo medievale,nel fornice centrale fu adattato un negoziodi barbiere, mentre a ridosso dell’arco fufatta erigere una torre appartenente ainobili Bracci (o Brachis) ma facente partedel sistema difensivo realizzato dalla famigliaFrangipane.Gli interventi di dissotterramento dell’arcoiniziarono nel 1803, sotto Pio VII, ma siconclusero definitivamente solo nel 1898.


28Campo de’ fioriCome eravamoNatale la festa di tuttidiAlessandro SoliSembra ieri, quandoda queste paginecelebravo il Natalefacendo un parallelismotra le vecchietradizioni, che purtroppovanno scomparendo,e la caoticaconsumistica attesa,che lo etichettanocome festa fatta diregali superflui egrandi abbuffate. Maè passato ancora un anno, un altro anno,con i suoi avvenimenti, che hanno caratterizzato,nel bene e nel male la nostra vita.So che corro il rischio di ripetermi, ma l’argomentoè questo e gioco forza, nonposso stravolgere l’importanza che ha,questa ricorrenza, per tutti noi. Nessunotoglierà a chi crede, la gioia e l’emozionedella Santa Messa di mezzanotte, sempreuguale nei suoi riti, ma così diversa neisentimenti. Sono passati più di duemilaanni, ma i cristiani pur cambiati dalla civiltàe dal progresso sia per tradizione, cheper fede, continuano ad affollare le chiesee vanno a rendere omaggio al re dei re.Nessuno riuscirà a frenare la spasmodicacorsa di mamme, papà e parenti, all’acquistodi regali, di piccoli pensierini da donareai propri cari. Nessuno oserà dire allenonne di non cucinare i piatti tradizionaliche da sempre hanno rallegrato le nostretavole. Nessuno ci impedidi organizzarele grandi tombolate o il classico sette emezzo, nessuno ostacolerà il luccichio dell’albero di Natale, sempre acceso, e semprepresente nella quotidianità natalizia, nessunofermerà la nostra mano quando amezzanotte metteremo nella minuscolamangiatoia, il piccolo bambinello simboloI MIEI NIPOTINI !!!Da destra Dorotea, Letizia, Davide e Paolo Mariadella natività. Non vedo l’ora di sedermi alcenone della vigilia quando, mangiando dimagro, potrò gustare ancora una volta ibroccoli fritti, la borragine e tutto ciò chel’umile pastella fatta di acqua e farina, hareso con l’olio bollente, cibo insuperabile.Per non parlare poi del pranzo di Natale,con i suoi cappelletti in brodo, quel brodoin cui ha navigato il cappone o la gallina,che diverranno poi la base per il più classico“allesso”.Di seguito l’arrosto sia esso composto daagnello o altro nobile “pennuto”, tralasciovolutamente i contorni, e arrivo decisamenteal dolce, con l’immancabile panettoneo pandoro, contornati dai dolcetti tradizionalifatti in casa da mamme e nonne.Poi tra un’abbuffata e l’altra, dovendorimanere tra le mura domestiche, giù conla tombola (tanto pe’ fa contenti i regazzini),e col sette e mezzo, sperando poi,magari sul tardi, nel classico “pokerino” traamici (quelli più stretti).E allora amici, godiamocelo questo Natale,ognuno come vuole, ognuno come crede,ma non tralasciamo le tradizioni, perchésono e saranno sempre il legame, il collantetra il nostro passato e il nostro futuro.Non dimentichiamo però in questi momentiche vedono le famiglie riunite in allegria,le persone che soffrono, perché ammalate,quelle meno abbienti, le persone sole eperché no, le persone che ci hanno lasciato,con le quali abbiamo trascorso tanti etanti momenti felici.Buon Natale a tutti!


30Campo de’ fioriCENTRO DI CONSULENZANeuropsichiatrica, Psicologica, Logopedica,PsicopedagogicaVia T. Tasso 6/A - Civita Castellana (VT)Tel. 0761.517522 Cell. 335.6984281-284www.centroceral.cominfo@centroceral.comCosa possono fare gli insegnanti in classe se sono presentibambini con disturbo specifico di apprendimento(dislessia-disgrafia-discalculia-disortografia)a cura della Dott.ssaSandra FalzoneLogopedistaAl centro delle ultimenormative scolastichec’è il concettodell’individuazionedel percorsoformativo che deveportare verso l’uguaglianzadegliesiti, non solo delleopportunità; asostegno di ciò, ilMinistero dellaPubblica Istruzione ha divulgato una circolareProt. n° 40099/A/4 del 05/10/04 in cuisi invitavano gli insegnanti all’uso di strumenticompensativi e dispensativi che colminola discrepanza esistente tra unragazzo adeguato e un ragazzo con disturbospecifico di apprendimento.Tra gli strumenti compensativi essenzialivengono indicati:-Tabella dei mesi, tabella dell’alfabeto, edei vari caratteri. -Tavola pitagorica.-Tabella delle misure, tabella delle formulegeometriche. -Calcolatrice. -Registratore -Computer con programmi divideo-scrittura con correttore ortografico esintesi vocale.Per gli strumenti dispensativi, valutandol’entità e il profilo della difficoltà, in ognisingolo caso, si ritiene essenziale tenerconto dei seguenti punti:-Dispensa dalla lettura ad alta voce, scritturaveloce sotto dettatura, uso del vocabolario,studio mnemonico delle tabelline.-Dispensa, ove necessario, dalla studiodella lingua straniera in forma scritta. -Programmazione di tempi più lunghi perprove scritte e per lo studio a casa. -Organizzazioni di interrogazioni programmate.-Valutazioni delle prove scritte eorali con modalità che tengano conto delcontenuto e non della forma.Ulteriori strumenti possono essere utilizzatidurante il percorso scolastico, in basealle fasi di sviluppo dello studente ed airisultati acquisiti.I bambini con Disturbo Specifico diapprendimento possono avere una valutazionedifferenziata ai sensi della circolaredel 5 Ottobre 2004, Prot. n° 40099/A/4.in particolare una valutazione delle provescritte e orali con modalità che tenganoconto del contenuto e non della forma (glierrori ortografici possono essere evidenziatie non valutati); una valutazione inrapporto alle capacità e alle difficoltà delbambino. La valutazione dovrebbe aiutaregli alunni a diventare consapevoli delleproprie capacità e dei propri miglioramenti.COSA FARE CON UN RAGAZZO CONDISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMEN-TO?-Incoraggiare il ragazzo e lodarlo. -Condurre ogni sforzo per costruire la fiduciain sé. -Trovarequalcosa incui riescebene. -Assegnaremeno compiti:ad. es.fargli usaretesti ridottinon per contenuto ma per quantità dipagine. -Valutare il contenuto del lavoroscritto, non l’ortografia. -Valutare le risposteorali. -Fornire più tempo per copiarealla lavagna. -Lasciare lavorare il ragazzocon il testo aperto. -Fargli capire che comprendetele sue difficoltà senza compatirlo.-Fargli usare , dove necessario, gli strumenticompensativi . -dispensarlo dallostudio delle lingue straniere in forma scritta.COSA NON FARE CON UN RAGAZZO CONDISTURBO SPECIFICO DI COMPORTA-MENTO?-Evitare di farlo leggere ad alta voce (sevuole leggere non impedirglielo). -Noncorreggere “tutti” gli errori nei testi scritti.-Non dare liste di parole da imparare amemoria. -Evitare di fargli ricopiare il lavorosvolto. -Non paragonarlo agli altri. -Evitare di definirlo lento, pigro, svogliato ostupido.Langolo MisteriosoNella foto accanto è riportata una via di Civita Castellana. Sapresti dirci il nomedella Via? I primi tre che, telefonando in redazione, daranno la risposta esatta, riceverannoun simpatico omaggio offerto da: Civita Bevande.


Campo de’ fiori 31


32Campo de’ fioriCIVITONICI ILLUSTRIIl Professore Dino Brizzidi Enea CisbaniIl Professore DINO BRIZZI, illustre docentedell’Istituto d’Arte per la Ceramica di ViaAntonio Gramsci, nasce a Civita Castellanail 9 Settembre 1937.Pittore, grafico e designer, il suo nome èindissolubilmente legato alla centenariastoria del prestigioso istituto scolasticocivitonico e della ceramica locale in generale,quale anticipatore delle modernefigure dei progettisti di arredi per il bagno,che rendono ad oggi Civita Castellana leadernazionale del settore. Nel 1950 si iscrivealla Scuola Professionale per laCeramica, l’attuale Istituto d’Arte, dove sidiploma brillantemente nel 1953.Nello stesso anno si iscrive all’Accademiadi Belle Arti di Via Ripetta in Roma, frequentandoi corsi di pittura e scenografia.Dopo aver conseguito il diploma superioredell’Accademia di Belle Arti, nel 1958 siiscrive alla facoltà di architettura di Romadi Valle Giulia, che frequenta soltanto perdue anni, in quanto, nel 1959, viene chiamatodal preside Alfredo Crestoni per l’insegnamentodi disegno dal veronell’Istituto d’Arte.Disegno dal vero, disegno geometrico eprogettazione ceramica, sono le materieinsegnate dal professore Dino Brizzidurante la sua carriera scolastica, dominatada una grande professionalità e rigoreintellettuale, valori che rendono ancoraattuale la sua figura di docente e personadi cultura. Nel 1963 il preside AlfredoCrestoni lascia la direzione dell’Istitutod’Arte e gli subentra Tommaso Peccini.Per la scuola, gli anni ’60 rappresentanoun momento di grande fervore creativo edartistico, grazie anche alle numerose rassegneed esposizioni, con esiti positivi e dibuona risonanza locale e regionale, attraversouna produzione ceramica incentratasul pezzo unico, artistico e chiaramentericonducibile alla mano del singolo artefice.Le indiscutibili doti di progettista ceramicodel professore emergono negli anni’70, durante la presidenza del professorCastagna attraverso la partecipazione anumerose rassegne nazionali della ceramicadi Faenza, con oggetti ceramici di indiscutibilebellezza e attualità, conservatituttora nella raccolta storica della scuola.Tra i docenti di quegli anni vanno certamentericordati per la loro lunga e costruttivaattività Luigi CARDINALI, Remo CRE-STONI, Franco GIORGI, Luigi PAOLELLI,Fernando SACCHI e Franco VALERI.Nel 1981, durante la presidenza del professorSergio LERA, è il protagonista dellacreazione dell’indirizzo tecnologico, accantoa quello ordinamentale della ceramica,volto a definire gli aspetti propriamentetecnologici della ceramica nello studio ericerca di nuovi impasti ceramici e smaltipolicromi di moderna concezione.Non soltanto docente, ma anche una figuraimpegnata nel sociale e nella politicalocale. Negli anni ’80, infatti, è segretariolocale del Partito Socialista Italiano; dal1975 al 1984, consigliere comunale emembro della commissione edilizia, tuttoraricordato per il suo impegno, il rigore ela professionalità. Negli anni ’70 è componentedel consiglio d’amministrazione dell’ospedaleAndosilla, che unitamenteall’Istituto d’Arte e all’industria ceramicalocale, rappresentano i valori fondanti eperenni della storia civitonica. Docente,politico e designer, il professore lascia l’insegnamentonel 1990. Per lunghi anni,parallelamente all’attività scolastica, svolsequella di progettista ceramico presso laCeramica Catalano, anticipando di tantianni le figure dei moderni e brillanti designer,distinguendosi per l’accurata eapprofondita conoscenza della materiaceramica e delle più avanzate tecnicheprogettuali.Il famoso “tecnigrafo” del professore DinoBrizzi, sul quale sono stati concepiti tantiprogetti ceramici durante la sua trentennaleattività di docente, è tuttora conservatonell’Istituto d’Arte.La sua carriera termina nel 2002 quandoimprovvisamente muore a Civita Castellana.


Campo de’ fiori 33DeboraAttanasioRingrazio tutti coloro che mi hanno rintracciata, pur non conoscendomi dipersona, solo per esprimere il loro entusiasmo riguardo al mio articolo pubblicatonel numero scorso di Campo de’ fiori intitolato Salviamo l’Andosilla.Non mi aspettavo tante manifestazioni di affetto dai cittadini di CivitaCastellana e vi informo che, per accontentare coloro che mi hanno chiestouna copia in più della rivista da far leggere ad altre persone (le ho finitesubito ed è andato a ruba ovunque), ho trascritto il testo dell’articolo sulmio blog, all’indirizzo deboraattanasio.blog.excite.it. Vi prego inoltre di scrivermiall’indirizzo lacivetta@hotmail.com ogni volta che volete segnalareun disservizio, un problema, o una lode di quello che accade nella vostracittà. Cercherò di usare i mezzi a mia disposizione per portarlo a conoscenzadi tutti. Grazie ancora a tutti.Sul precedente numero di Campo de’ fiori abbiamo avuto il piacere di leggere la bella testimonianza della nostra collaboratrice DeboraAttanasio, riguardo l’ospedale Andosilla di Civita Castellana. Anche il signor Antonio Mulè, conosciuto come Nino, ha voluto servirsi dellepagine della nostra rivista per ringraziare pubblicamente la struttura di endoscopia digestiva del nosocomio locale, diretta dal Dott. GinoGiuseppe Giuri, certamente all’avanguardia. Il signor Nino rischiava di non farcela, ma l’intervento immediato al quale è stato sottoposto,e si é sottoposto con coraggio, lo ha sottratto alla morte. Non potrà mai esprimere abbastanza la sua gratitudine nei confronti ditutti coloro che si sono impegnati per salvargli la vita, in particolar modo, il Prof. Gino Pasquini e il Dott. Alessandro Savio, senza dimenticaretutto il resto dello staff. “Questo é veramente il minimo che potessi fare”, dice Nino.Siamo certi che molte altre persone vorranno unirsi al suo ringraziamento nei confronti di tutto il personale ospedaliero dei vari reparti,nel quale riponiamo tutta la nostra fiducia e al quale chiediamo sempre il meglio.


34Campo de’ fioriSesto Quatrini: dal cuore alla musicadi ErminioQuadraroliLa Musica: un mare dinote in cui tutti si possonotuffare ma dove solopochi riescono a nuotare.Solamente chi riesce apercorrere agevolmentequesto fluttuare e rincorrersidi note, riesce a trasformarele vibrazioni delCuore in Musica.Plasmando al meglio le sue percezioni piùprofonde, il giorno 18 ottobre 2007, pressoil Conservatorio de L’Aquila “A. Casella”,Sesto Quatrini ha brillantemente conseguitola laurea in Composizione con la votazionedi 110 e lode trasformando le suesensazioni in forti emozioni.Sotto l’attenta guida del Maestro S.Prodico il poliedrico Sesto ha diretto consicurezza e raffinatezza la sua composizione“Sinfonietta in otto movimenti” eseguitacon intensa bravura dall’orchestra“Città Aperta”.Nonostante la sua giovane età, SestoQuatrini ha tutte le carte in regola perdiventare un esponente di spicco dellarealtà Ronciglionese e non solo…infattioltre ad essere un esperto attore di teatroè anche già un eccellente compositore.Lo dimostra il Concorso di Composizionesvoltosi a L’Aquila, in memoria di AlfredoCasella, dove ha incantato il pubblico presentearrivando al primo posto assolutocon un concerto per flauto e gruppo strumentale.Il raggiungimento di questo traguardo èstata la conferma della determinazione edelle mille doti che porteranno il nostrocompaesano Sesto verso i traguardimigliori per la sua realizzazione personale.


36Campo de’ fioriL’angolo ... cin cin di Letizia ChilelliLa suddivisione dei vini e come va divisa la scortaOccupiamoci in questo numero, della suddivisionedei vini e di come va disposta la“scorta” che spesso facciamo nelle nostrecantine, anche perché l’errore più grandeche si riscontra e quello di riporre i vini allarinfusa e poi di dimenticarsi, col passaredel tempo, delle bottiglie di cui si dispone.Queste trascuratezze di solito costanomolto care, spesso infatti ci si ritrova conbottiglie che non ricordavamo di avere, ocon bottiglie che non abbiamo ma credevamodi aver messo in cantina, o moltopeggio: quante volte, infatti, vi è capitato,magari durante una cena importante, diimbattervi in bottiglie ormai “andate” divini bianchi o di pronta beva che hanno latendenza a deteriorarsi e che quindi vannoconsumati nel minor tempo possibile mache avete dimenticato in cantina per chissàquanti anni?Vi suggerisco, quindi, una “scaletta” di viniche non possono mancare in cantina e allaquale prestare attenzione per fare in mododi non aver poi le classiche “brutte sorprese”:vini bianchi nazionali - vini bianchiesteri - vini rossi nazionali -vini rossi esteri- spumanti nazionali - champagnes.Consideriamo anche la possibilità di tenerenella nostra cantina vini speciali, liquorio aperitivi.Quindi teniamo conto anche di questi settori:aperitivi nazionali ed esteri- liquori nazionali o esteri - bibite e birre- sciroppi e punches.INDOVINELLOUn bravo cantiniere, o la buona padrona dicasa, che si dedica a questo hobby, devetenere almeno un quaderno con le annotazionifondamentali, specie se si acquistavino sfuso e da bere rapidamente, in mododa ricordare con esattezza in che mese edin che anno ha effettuato l’imbottigliamento.Paragrafo a parte meritano le etichette,senza le quali le nostre bottiglie cadrebberonell’anonimato.Il suggerimento che voglio darvi è quellodi preparare delle etichette che possonoessere fatte al Computer o ancora megliocomprare le etichette che si attaccano suiquaderni di scuola, che incollerete suldorso delle bottiglie con le indicazioni dibase (il nome del vino, la località da cuiproviene e l’annata).Vi assicuro che personalizzandole con deidisegni riguardanti il “mondo dell’enologia”,quando presenterete a tavola lavostra bottiglia con etichetta fatta in casa,farete un vero figurone, a patto però che ilvino valga davvero l’etichetta che avetecreato!!!!Riprendendo il discorso sulla ubicazionedel vino in cantina, ricordo che le bottiglieè meglio conservarle (in posizione orizzontale)con questo criterio:- nei ripiani o nei comparti più bassi dellescaffalature: spumanti nazionali ed esterie champagnes;- sempre in basso, nella seconda fila dellescaffalature: i vini bianchi;Siamo 12 fratelli, sono nato per secondo,ma sono il più piccolo.Chi sono?- nei ripiani intermedi: vini rosati e vinirossi molto giovani;- in alto: i vini rossi di moderato invecchiamento;- più in alto di tutti: vini rossi di grandeinvecchiamento e vini liquorosi.Questa suddivisone dal basso verso l’altotiene conto delle varie temperature a cuiandranno successivamente serviti i vini atavola: quelli infatti da servire freschi ofreddi si trovano in basso, poiché si presuppone(salvo eccezioni) che il pavimentosia il punto più freddo di una cantina.Non dimentichiamo però che spumanti eaffini meritano, qualora non avessero raggiuntola temperatura ideale, una sosta nelcestello del ghiaccio!Inoltre, grazie a questa disposizione,possiamotrovare anche un “motivo di comoditàdel prelievo”,anche perché i vini spumantisi usano più raramente, mentre ivini rossi giovani e i bianchi da pasto sonobevuti praticamente ogni giorno.I vini molto invecchiati, inoltre, si usanopiù raramente di qualunque altra bottiglia,alcune volte vengono bevuti solo in circostanzesolenni, quindi spesso restano incantina per decenni ecco così spiegato ilmotivo di alcuni “ritrovamenti”in vecchiecantine di vini di altre epoche e di bottiglieche spesso superano il traguardo di uno opiù secoli!I primi tre che, chiamando in redazione,daranno la risposta esatta dell’indovinello,riceveranno un simpatico omaggio offertodalla profumeria GLAMOURProtegge i tuoi valoriSilvia Malatesta - Via S. Felicissima, 2501033 Civita Castellana (VT)Tel.0761.599444 Fax 0761.599369silviamalatesta@libero.it


Campo de’ fiori 37Bandiere dal MondoSapresti dirci a quale nazione appartienequesta bandiera? Il primo che, telefonandoin redazione, darà la risposta esattariceverà un simpatico omaggio dallagioielleria Ponte Vecchio.IL PERSONAGGIOMISTERIOSODi lato è riportata la foto diun famoso attore. Saprestidire di chi si tratta?I primi cinque che,telefonando in redazione,daranno la risposta esattariceveranno un simpaticoomaggio offerto dalla profumeriaPaolo e Concetta


38po della civiltà fin dalle sue origini: dallascienza delle costruzioni, nell’anticaMesopotamia, alla pavimentazione dellestrade nell’Europa del XIX secolo; dai procedimentifunerari degli Egiziani alla medicinadel rinascimento; dai prodotti peringrassare e proteggere i materiali fino alcombustibile per le lampade. Nei primitempi la produzione principale era quelladella Pennsylvania, negli Stati Uniti, maseguirono presto molti altri Paesi. In alcunidi questi era già presente, da tempo, l’estrazionedi petrolio e bitume che venivautilizzato per altri scopi; dopo il 1860 sicominciarono ad introdurre le nuove tecnichedi perforazione e distillazione. Nel1880 Thomas Alva Edison brevetta la lampadinaad incandescenza. Con l’energiaelettrica il mercato del petrolio sembra nonavere più un futuro, ma nel 1886 KarlFriederick Benz inventa il motore a scoppio.Nel 1903 i Fratelli Wrigth effettuano iprimi voli con l’aereo da loro realizzato e inquello stesso anno Henry Ford inizia a produrreautomobili. Il petrolio troverà cosìsempre nuovi campi di utilizzo e la domandadi questa materia prima continuerà acrescere in maniera esponenziale fino adeterminare e condizionare gli aspetti economicie politici di tutto il mondo. Ma questaè un’altra storia. Nel periodo di transizionein cui stiamo vivendo, le dinamicheche riguardano il campo energetico, lerisorse disponibili sono destinate ad esaurirsi,ma avranno ancora molti anni primadi vanificarsi.Il Dott. Bruno Velani ha risposto alledomande riguardanti il futuro del petrolio:“E’appassionante leggere le articolatediscussioni che dissertano quando e comefinirà il petrolio, e cosa lo sostituirà. Forseanaloghe preoccupazioni accompagnaronoun secolo fa l’esaurimento dei primi giacimentidella Pennsylvania (a 200 m di profondità!).Chissà se ci fu chi propose ditornare all’olio di balena, meno inquinantee “rinnovabile”, se si fosse incentivataopportunamente la riproduzione dei capodogli?E’facile ironizzare sulla scarsa capadellaProf.ssaMaria CristinaBigarelliCampo de’ fioriInsieme... alla ConfeQuando i giovani studentiIn alto a sx il Maestro Bigarelli, in basso da sx il Dott. Mattia Stella ee il Dott. Bruno VelaniLa prima grande manifestazionedell’Associazione Artistica IVNA diVignanello si è tenuta nei locali dell’excinemacomunale in un’atmosfera pregnadi entusiasmo, di ansia e di sorpresa chele performances dei relatori hanno suscitatonei presenti: pubblico numeroso, perlo più giovane, ha reso l’avvenimento piùvivace che mai ! La speciale partecipazioneed il coinvolgimento delle classi terzedell’I.C. “G. Falcone e P. Borsellino” diVignanello, degli studenti della neo natasede Associata dell’Istituto d’Arte “U.MIDOSSI” di Vignanello, degli allievi delleclassi dell’Istituto Professionale di Statodei Servizi Alberghieri e della Ristorazione“P. Canonica” di Caprarola e dei numerosidocenti e dirigenti, ha generato interessee partecipazione attiva degli studenti presentiche si sono impegnati in una produzionegiornalistica vera e propria, coordinatidai prof.ri A. Belloccio e A. Battaglioni.Gli studenti dell’IPSSAR hanno svoltoanche servizio di rappresentanza, coordinatidal Prof. R. Minciotti. La Mostra storica,con proiezione di filmati, è stata visitataanche dagli alunni delle classi terzedella scuola primaria di Vignanello e dallescuole medie di Corchiano, Vasanello eCanepina.L’attenzione del pubblico presente nellasala ha garantito uno svolgimento chiaro epiacevole, intercalato dalla proiezione difilmati storici che rappresentano l’Italiadello sviluppo e della cultura.I pannelli dell’Archivio Storico ENI hannoarredato le grandi pareti del cinema, rivestendoledi significato storico evidenziandol’importanza del petrolio e dell’operato delPrimo Presidente ENI, Enrico Mattei. LaIVNA ha voluto portare una ventata di culturastorico-economica italiana. Dunque !Grande interesse, grandi ansie intorno alproblema del petrolio ed il suo futuro: supposizionie intuizionibuone ce ne stannoper convertire “lagrande macchinaenergetica” del nostromondo ormai , quasiin “over dose” di tecnologia,che si estendeanche oltre i confinidell’occidente senzaguardarsi indietro…Alla Conferenza sonointervenuti…il Dott.Mattia SELLA che haillustrato “IL petrolio,una storia antica”,ilDott. Bruno VELANIche ha illustrato ilmercato del petrolioed il suo futuro e il Dott. Rosario D’AGATAche ha illustrato l’attualità della figura diMattei.DENTRO LA CONFERENZA di D.Gasperini in collaborazione con M. Paglia,S. Di Pasquali, P. Quirani ed altri studentidelle classi quinte di Caprarola, con annessoservizio fotografico e televisivo.…c’eravamo tutti, noi ragazzi delle classiquinte e delle quarte…è stata un’occasioneunica ! Tanta esperienza, competenza,chiarezza su un argomento così attualenella nostra vita quotidiana: IL PETROLIO!Abbiamo incontrato il Presidentedell’Associazione, Eraldo Bigarelli, lui stessotecnico e specialista nel campo petrolifero,nonché artista pittorico, ha illustratogli obiettivi culturali in vari ambiti affermandoche la nascita dell’Associazioneaccompagnerà la crescita dell’Istitutod’Arte di Vignanello. Con questa conferenzasi vuole tentare di dare il più possibileinformazioni tecnicamente precise sullastoria, sulla formazione del prezzo delpetrolio, sui rischi che derivano da un usoeccessivo dello stesso con il supporto ditecnici e studiosi nel settore.Il Sindaco di Vignanello Ing. FedericoGrattarola e l’Assessore alla CulturaDott.ssa Sabrina Sciarrini ci confermanoche questa Associazione è stata favoritadall’Amministrazione Comunale con l’obiettivodi divulgare la cultura sul territorio intutte le sue forme. Il Dott. Mattia Sella,scrittore del libro “Il Petrolio, una storiaantica”, ha spiegato che l’avventura delpetrolio ha inizio circa nel 1850 con la suadistillazione per la produzione di kerosene,combustibile per le lampade, anche se ilsuo utilizzo risale alla preistoria, quandoveniva utilizzato per decorare alcuni vasi,datati perfino 6500 A.C ,oppure comemedicinale. L’uso degli idrocarburi (bitume,nafta, asfalto) aveva seguito lo svilup-il Dott. Rosario D’Agata e il Dott. Bruno Velani


Campo de’ fiori 39renza “Il petrolio, quale futuro?”incontrano l’esperienza che fa culturaIl Prof. Alessandro Battaglioni, il Dott. Mattia Sellae la Prof.ssa Maria Cristina Bigarellicità umana di prevedere l’avvenire, anchein virtù della tendenza dell’ esperto” aconcentrarsi sugli aspetti che già conosce,senza uno sguardo laterale che contempliipotesi alternative o addirittura rivoluzionarie.Clamoroso a tale riguardo lo scienziatoinglese che, paventando l’aumentodelle carrozze a cavalli a Londra a fine800, calcolò esattamente a 4 piedi e 7pollici lo spessore del letame che avrebbesommerso tale sventurata metropoli nel1915.Ovviamente il fattore rivoluzionario chetale “esperto” non sospettava nemmenoera l’introduzione del motore a scoppio.Un altro elemento costante di errore è rappresentatodalla tendenza insopprimibilead estrapolare nel futuro i parametri odierniapplicati a fenomeni complessi.Questi ultimi invece dimostrano sempre dipossedere degli equilibri intrinseci checontrastano l’espansione incontrollata diun elemento rispetto a tutti gli altri. Sipoteva supporre che ai ritmi di consumodegli anni ‘60, le materie prime ed in primisil petrolio, si sarebbero esaurite inpochi anni.Ciò in effetti non e’avvenuto, anche perchél’industria ha saputo ridurre il consumo dimoltissime materie prime, riciclandole,usandole più spartanamente o sostituendolecon prodotti meno rari.Rispondendo alla domanda: “quando finisceil petrolio?’ e “cosa lo può sostituire?’-francamente mi sembra di sentire loscienziato inglese di fine 800, perchédiamo per scontato che il motore a scoppioper la mobilità privata , di gran lunga ilmaggiore responsabile dell’esplosione deiconsumi petroliferi negli ultimi 100 anni,goda di ottima salute ed abbia un futuroradioso. Cosa possa sostituirlo non è oraevidente, ma mi sembra probabile cheabbia raggiunto un punto critico doveparecchie alternative con caratteristicheinnovative potrebbero scalzarlo rapidamente.Se posso esprimere un’opinionepersonale, la sua estinzione non avverràper l’esaurimento del petrolio, ma per lacongestione del traffico e per le connesseemergenze ambientalistiche. Dubbi analoghisu quanto riguarda il calcolo delleriserve. A parte il disinvolto confondereriserve certe con quelle probabili e possibiliche si riscontra in ogni estrapolazionenel futuro, dobbiamo umilmente ammettereche in un secolo di ricerche abbiamo amalapena grattato la pellicola superficialedel globo: su questi dati basiamo i nostricalcoli.Nessuno ha mai considerato come fontiaggiuntive alcuni fenomeni intriganti, qualigli enormi ammassi di idrocarburi idratiintravisti al fondo delle fosse oceaniche esotto gli scudi granitici e la scoperta chemolti corpi celesti hanno atmosfere di idrocarburisemplici. Non sarà da rivedere lateoria della origine organica degli idrocarburi,tornando alle vecchie tesi dei fisicitedeschi di inizio 900, che ne sostenevanol’origine inorganica? Vorrei soffermarmisull’utilizzo delle energie rinnovabili, contandosempre che una futura e probabileriduzione dei costi ne renda fattibile l’utilizzosu vasta scala.Nessun scienziato che ne predica i vantaggispende molto tempo sul concetto fisicofondamentale della concentrazione.Esemplificando: con le gocce di pioggianon ci muovo niente, ma se la pioggia e’concentrata da una valle, posso farci unadiga e produrre molti megawatt. Questoconcetto si dovrebbe applicare già al sole,al vento, alla geotermia etc. anche sepochi se ne preoccupano, relegando cosìle fonti rinnovabili ad un utilizzo marginale.Un’ ultima considerazione: ricordo chenegli anni 70 il Premio Nobel per la fisicaAbdus Salam scoprì le relazioni matematichetra le forze elettromagnetiche e quellenucleari deboli. Si disse che, conoscendole leggi, si sarebbe potuto trovare rapidamenteun modo di produrre enormi quantitàdi energia elettrica sfruttando piccolequantità di materia. E’chiaro che non eracosì facile trovarlo, ma chissà forse…lofaranno le prossime generazioni !”Il Dott. Rosario D’Agata studioso di statisticae scrittore del libro sul presidenteEnrico Mattei, ha voluto precisare “chenon si tratta di un libro per gli addetti ailavori, bensì di un romanzo, quasi di unthriller, rivolto anche a coloro che nullasanno sulle politiche petrolifere e le tecnichedi esplorazione.E’ un omaggio al presidente Mattei che,con il suo spirito di servizio nell’operareper l’interesse collettivo, ha fatto progredirel’Italia, grazie anche all’opera dei suoicollaboratori che l’hanno conosciuto e stimato.Le ripercussioni economiche dovuteai cambiamenti delle attuali fonti energetichesono vincolate dal tempo.Per passare da un sistema petrolifero adun altro basato su una molteplicità di fontisi necessita di notevoli investimenti e studicomplessi. Sicuramente, però, questa è ladirezione obbligata da intraprendere!”La conferenza si è conclusa con soddisfazione:si è tentato di lanciare spunti, idee,riflessioni che non si esauriscono, bensìtrovano sicuramente un’ ampia aperturanello scenario economico, politico internazionale…Enrico Mattei


40Campo de’ fioriUna “Fabrica” di ricordiPersonaggi, storie e immagini di Fabrica di Roma“... è nato un bel Bambino,bianco, rosso e ricciolino...”fuoco era acceso e la famiglia riunita,prima di sedersi, complice la mamma,approfittando di una allontanamentoorganizzato del papà, si metteva la letterinasotto il suo piatto. Quando tutti sierano seduti a tavola e veniva servito ilprimo piatto, mio padre, fintamente sorpreso,scopriva la letterina e ne cercava,curioso, fra i presenti, il mittente. Allora,incitato dai parenti, venivo quasi costrettoa salire sulla sedia, ma, vista la mia timidezza,leggevo ad occhi bassi e con un filodi voce, le promesse contenute nella letdiSandro AnselmiFra le tante tradizioni diNatale c’era, una volta,quella della recita delsermone. Il maestroGiovanni aveva iniziatoper tempo a farci realizzare,rigorosamentea mano, le letterine e ciaveva insegnato ancheil classico sermone, darecitare alla famiglianella Santa notte della Vigilia. Dalla secondametà del mese di novembre, in tutte leclassi delle elementari, si studiavano lenenie e le poesie di Natale che si ripassavanotutti insieme, ed allora nei corridoi sisentiva, fino all’ossessione, quella classicacantilena che avrebbe dovuto facilitarnel’apprendimento. Non ne veniva certo fuoriuna interpretazione viva e interessante,ma, collaudata ormai negli anni, dava isuoi buoni risultati. Nella mia classe c’eranoun paio di elementi che, ripetenti incalliti,sembravano fuori posto, per la loroaltezza, a recitare in mezzo a noi, ed eradivertente vederli ciondolare a tempo perseguire la metrica. Tutto quell’impegnodoveva, poi, suscitare commozione e, perchéno, anche un pizzico di affettuosa ilaritànei familiari, che avrebbero applauditoin ogni caso.Arrivati alla sera della Vigilia, quando già ilterina. Richiesto a gran voce, si giungevapoi alla recita del tanto atteso sermoneche strappava, immancabilmente, duelacrime furtive alle nonne, che, così, venivanobonariamente prese in giro. Seguival’applauso scontato di tutti e le meritatemance, che avrei conservato gelosamentenel “dindarolo” per poter realizzare qualchesogno, non ancora definito.Peccato che oggi le “letterine” siano soltantoquelle della tv e che i sermoni non sirecitino più.


42Campo de’ fioriIl FumettoLETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONAChobits delle Clamp - edito da StarcomicsdiDaniele VessellaIl presupposto inizialedi questomanga è un po’ abusato,ma le CLAMPriescono a tirarefuori una storia originalee avvincentefino all’ultimo numero,dove si scioglierannotutti i nodi chesi sono venuti acreare all’interno della trama. Un mangadove si miscela la classica commediaromantica a quel pizzico di fantascienzache rende la serie estremamente godibile,grazie anche al mistero che avvolge l’originedi Chii.Infatti, in un prossimo futuro i PC sarannodi forma umanoide; Chii è uno di questi,ma non ricorda nulla del suo passato e,cosa più particolare, rifiuta ogni tipo disoftware che le viene installato.Sembra che Chii possa vivere avendo illibero pensiero, senza un programma chela costringa a comportarsi in un determinatomodo.Ma gli altri PC sono dei semplici oggetti e,sebbene ricalchino le orme delle personenei modi e nel parlare, alla base delle loroazioni c’è un software che li obbliga adagire nel modo in cui sono programmati.Tuttavia la somiglianza con le persone ètale da far illudere gli abitanti di questofuturo di aver trovato nei loro computerantropomorfi un amico, un amante, unasorella, visto che possono essere riprogrammateper eliminare difetti o caratteristichefastidiose. I personaggi arrivanoaddirittura a sposare i loro computer…Chobits offre, così, vari spunti di riflessione;denuncia, infatti, il dualismo uomomacchina.I personaggi si sentono persisenza i loro PC e si sentono felici solo graziead essi, allontanandosi così dalle relazioniumane e dalle implicazioni che possonocomportare, dimenticandosi la bellezzadi uno scontro tra opinioni diverse.Un applauso alle CLAMP che hanno resoquesto messaggio chiaro e fruibile da tuttii lettori, senza le classiche menate filosofichedi chi vuole strafare. La storia partein maniera semplice, ma, man mano chele vicende si susseguono, la trama si arricchiscedi elementi inediti e inaspettati,dati dalle relazioni dei personaggi che,incastrandosi tra di loro, vanno a comporreun puzzle ricco ed entusiasmante. Ipersonaggi sono tutti ben caratterizzati e,benché la storia si concluda in soli ottonumeri, ognuno ha il suo spazio dove cresceree farsi amare dal lettore. Chobits haanche un altro pregio: ha una storia nellastoria. Infatti, Chii leggendo un libro illustratofa vivere il viaggio del protagonistadel romanzo.Un percorso poetico, che sembra saperemolto sul passato di Chii… Un percorsoraffigurato con uno stile semplice e stilizzato,ma estremamente grazioso. Ecco, lostile dell’intero fumetto si discosta moltodalle opere precedenti delle CLAMP, moltifondali sono completamente assenti, manon è mai stato così espressivo e azzeccatoalla storia narrata: la dolcezza e l’ingenuitàdi Chii sono rappresentate in manieraineccepibile! Per non parlare della curainerente ai particolari dei vestiti femminili,a dir poco maniacale. Un’ulteriore prova diquanto siano poliedriche queste quattroautrici, sempre con la voglia di sperimentarenuovi archi narrativi.


46Campo de’ fioriAlbCivita Castellana - squadra di calcio “Le furie rosse”, primi classificati torneo giovanissimi anno 1976/77, foto di Roberto Martani.In piedi da sinistra: Massimo Basili, l’allenatore Angelo Angeletti, Tommaso Rossi, Marco Severini, Enzo Tribolati, Luca Brunelli,Fernando Maroni. In basso da sinistra: Tonino Angeletti, Roberto Martani, Romanella, Alessandro Brunelli, Francesco Angeletti,Paolo Del Priore, Gianni Mercuri.1978 - Torneo dei rioni di Fabrica di Roma - foto del Sig. Franco Angeletti.In piedi da sx: Maurizio Pacelli, Claudio Ricci, Tonino Silvagni, Andrea Pacelli, Carlo Ciaffardini, Pierfrancesco Borghesi, Umberto Malatesta,Sandro Capotondi, Gaetanto Vincenzi, Roberto Giaquinto. In basso da sx: Ottavio Capparella, Remo Ferrelli, Renzo Giovagnoli, GiorgioMalatesta, Sandro Ceccarelli, Gino Guidi, Giuseppe Testa, Pietro Campanelli, Claudio Pozzo, Giorgio Giorgi.Se vi riconoscete in queste foto, venite in redazione e riceverete un simpatico omaggio. Se desiderate vedere


Campo de’ fiori 47um dei ricordiCivita Castellana 7 Settembre 1980 - II classe elementareAnni ‘80 - civitonici in soggiorno climatico a Merano - foto di Doriana Gai.In piedi da sinistra: Lamberto Gai, Augusto Lai, Alfredo Chelini, Valentino Gai, Roberto Del PrioreIn basso da sinistra: Giggetto Finesi, Giovanni Molinari, Fabio Rinaldi, Ugo De Santispubblicate le vostre foto, portatele presso la redazione di Campo de’ fiori, esse vi verranno subito restituite.


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Le storiediMaxCampo de’ fiori 49Mia Martini (Mimì Bertè)di Sandro AnselmiPochi forse ricordano che Mia Martini esordìnegli anni ‘60 con il nome di Mimì Bertè.Domenica Bertè, questo il suo vero nome,nata a Begnara Calabra, dimostra, già dabambina, quando esce vincitrice dai concorsicanori per nuove voci della sua zona,o riceve scroscianti applausi dal pubblicodegli spettacoli di piazza, di essere un verotalento. Sempre accompagnata dallamadre, Maria Salvina Donato, insegnantedi scuola elementare, che credeva fortementenelle sue capacità, a differenza delpadre, Giuseppe Bertè, professore di grecoe latino, che avrebbe voluto un futurodiverso per la propria figlia, nel 1961 partealla volta di Milano, alla ricerca disperata diqualche discografico disposto ad ascoltarla.Molti sono i no che si sente dire al telefono,ma quando ogni speranza sembraessere perduta, l’ultimo tentativo, quellocon il maestro Carlo Alberto Rossi, le aprela strada. Il noto compositore di brani disuccesso, come Acque Amare, AmoreBaciami, ‘Na voce ‘na chitarra e ‘o ppoco‘e luce, Quando vien la sera, Le mille bolleblu, e proprietario della Juke Box, cheaveva in pugno Joe Sentieri, Jenny Luna,Luciano Tajoli, Fausto Cigliano, svegliatopresto dalla telefonata e incuriosito dallaquindicenne decide di darle una opportunitàe le concede un provino. La stoffa c’è,manca solo l’esperienza, per questo le dàl’opportunità di esibirsi in un suo locale diRimini, accompagnata ogni sera dal pianistaVittorio Bacchetta, il violinistaPiergiorgio Farina e il clarinettista PupiAvati (ancora lontano dal cinema). Mimìacquista, così, maggiore sicurezza e, nell’autunnodel 1963, è pronta per registrareil suo primo 45 giri, presso gli studiFonorama di Milano, adiacenti l’abitazionedi Rossi, composto da I miei baci non puoiscordare, versione italiana, elaborata daLaura Binnacchi, di You can never stop me(Loving you) di Johnny Tillotson, e Lontanidal resto del mondo, lanciato, originariamente,dal duo SteveLawrence ed EydieGorme, con iltitolo I want tostay here.Solo qualchemesedopo, utilizzandola stessavestegrafica, Rossi le fa incidere un secondo 45giri, con i brani Insieme (televisione conmamma e papà), cover di In Summer diBilly Fury, tradotta da Giorgio Calabrese, eLet me Tell You di Mark Anthony, in linguaoriginale, incisa, quasi contemporaneamente,nella versione italiana, da CockiMazzetti, come Ho perso la bussola. Arrivaanche il suo terzo disco nella primaveradel ‘64, che le darà maggior successo esoddisfazione, con i brani Il magone e Semi gira l’elica, indicato sull’etichetta comeLe scintille, composta al brioso tempo deltamurè, un nuovo ballo esotico delmomento, entrambi registrati con l’arrangiamentodi Angelo Pocho Gatti.Finalmente le riviste del settore comincianoad interessarsi a lei, ed entra a farparte del gruppo di artisti che promuovonol’iniziativa “La Greffa”, patrocinatada Tuttamusica, una rivista per giovani,che l’ha vista posare, per qualchescatto, con Gianni Rivera, “glodenboy”del calcio e poi con Don Backy,altro astro nascente del momento.Anche la televisione le apre le porte,grazie al popolare show Teatro 10, acui partecipano Mina, Bobby Solo eSergio Endrigo. Nello stesso periodo Rossicompone E se domani, che Mimì vuolesubito registrare, talmente è affascinatadalla canzone. Quando la commissionesceglie il brano per il Festival di Sanremodel 1964, il discografico lo assegna aFausto Cigliano, nonostante verrà portatoal successo da Mina. La Bertè si sente traditadal suo talentscout, che le consiglia ditrovarsi un’altra etichetta in grado di soddisfarla.Si rompe così il sodalizio cheaveva portato Mimì ad un primo successo,anche se, qualche anno dopo, lei stessariconoscerà che quella canzone non eraadatta ad un ragazza della sua età.continua sul prossimo numero...Che fiore è... Di lato è riportata la foto di un fiore. Sai dirci il suo nome?I primi tre che, telefonando in redazione, daranno la risposta esatta riceveranno un simpatico omaggioofferto da NONSOLO Intimo


Campo de’ fiori 51Luigi Montanarini e Civita Castellanadi Enea CisbaniLuigi Montanarini, il più importante pittoreitaliano del ‘900, nasce a Firenze nel 1906.Nel 1920, sempre a Firenze, frequenta illiceo classico presso l’Istituto dei PadriScolopi dove si diploma nel 1925.Nel 1927 si iscrive nella locale Accademiadi Belle Arti, indirizzo pittura, dove nel1931 consegue il diploma superiore e l’abilitazioneall’insegnamento del disegno.Nel 1932 con le sue prime opere pittoriche,vince il pensionato nazionale per lasezione pittura, che nel 1934 gli consentedi trasferirsi a Roma, meta ambita dai piùimportanti artisti Italiani del tempo.Nel 1935 conosce a Roma il professoreVirgilio CAROTTI, allora presidedell’Istituto d’Arte di Civita Castellana, chenel 1936 lo chiama ad insegnare disegnodal vero presso la scuola civitonica.Dal 1936 al 1939 Luigi Montanarini, tuttii giorni e servendosi del treno della Roma-Nord, da Roma arriva a Civita Castellana edopo aver percorso il Ponte Clementino el’attuale Via Masci, giunge in Via Gramscinel “Regio Istituto per la Ceramica”, allorascuola professionale della durata di dueanni, di recente fondazione, ma già nota alivello locale e regionale.Alcune testimonianze ricordano la figuradel giovane Montanarini che nel 1934 siera sposato con la pittrice svizzera HeidiISLER: “sempre ben vestito, arrivava allastazione vicino alla Sbordoni e veniva allascuola ad insegnare disegno e la sua aulaera collocata dove ora si trova il Museodella Ceramica…….”.Nel 1939 diviene direttore dell’Istitutod’Arte di Velletri.Nel 1940 vince il concorso nazionale per lacattedra di figura disegnata pressol’Accademia di Belle Arti di Via Ripetta inRoma.Civita Castellana, Velletri, Roma: le tappefondamentali di Luigi MONTANARINI nonsoltanto pittore universalmente celebrato,ma moderna figura di insegnante chetanto ha contribuito con il suo lavoro a farcrescere tecnicamente e culturalmentel’Istituto d’Arte di Civita Castellana che di lìa qualche mese conoscerà la permanenzadel celebre Renato GUTTUSO.Nella storia della pittura italiana ed europeain genere in tutti i grandi pittori delNovecento, da Paul Klee – Kandisckj –Guttuso, l’attività di docente ed insegnantesia in scuole pubbliche o private è unacostante ampiamente consolidata.Prima della definitiva affermazione, la professionescolastica rappresentava unasicurezza economica e professionale nonindifferente, ma anche una ribalta di grandespessore culturale che poneva all’attenzionedi un vasto pubblico l’attività artisticadel pittore stesso.Della permanenza di LuigiMontanarini a Civita Castellananon rimane nessuna testimonianza:una parte notevole dell’archiviostorico della scuola èandato distrutto nel secondoconflitto mondiale e dagli anni’50 in poi una spessa cortina culturaleha dimenticato la figura diquesto grande pittore italiano,come pure quella di RenatoGuttuso.Il legame di Montanarini conCivita Castellana, rimase semprevivo nell’autore: come ricordanoalcuni suoi allievi dell’accademiasi fermava sempre a parlare conquelli provenienti da CivitaCastellana, come lo stesso GIU-SEPPE BERTOLINI BERG, suoallievo e discepolo, oggi importantepittore civitonico con studioa Stoccolma in Svezia.


52Campo de’ fioriAlbum dei ricordiCivita Castellana - nati nel 19361945 - FamigliaStentella di Civita Castellana1937 - Bambini di Fabrica di Romafoto della Sig.ra Verena Baldassi


54Campo de’ fioriEcologia e AmbienteLe più semplici azioni quotidianepossono essere negative per l’ambientedi Giovanni FrancolaNonostante tutti gli allarmi lanciati dallacomunità scientifica sui cambiamenti climatici,l’uomo continua ad avere un’irrefrenabilevoglia di consumismo.Ad ogni nostro consumo equivale l’utilizzodi risorse, energia e materiali, alcuni diessi rinnovabili, altri, purtroppo, esauribili.Continuare la nostra corsa al consumo dipetrolio, carbone e della stessa acqua,porterà inevitabilmente l’uomo a soffocarenelle sue stesse dinamiche.Una forma di inquinamento è rappresentatadallo scarico nell’ambiente delle acqueresidue di processi industriali, “non opportunamentetrattate”, ottenendo così l’inquinamentochimico.Pensare che l’acqua è un bene inesauribileè del tutto sbagliato, perché, come tuttisanno, c’è acqua e acqua.Il maggiore volume di acqua presentesulla terra è quella marina, 1.320.000Km3, altri 25.000.000 Km3 sono nei ghiacciaie nelle calotte polari, soltanto13.000.000 di Km3 sono nel sottosuolo enelle falde acquifere. A prima vista sembranocifre enormi, ma, se si pensa chesoltanto un minimo di queste sono acquepotabili, si hasubito l’idea chebisogna fare ditutto per conservarequesto benenecessario per lanostra sopravvivenza.Non è semprecosì. Infatti, inItalia, più del40% dell’acquaviene dispersaper colpa di condutturevecchie,per non parlare,poi, di gesti quotidianiche, a primavista, sembranodel tutto razionali.Come si può utilizzare acqua potabile,“dico acqua potabile”, per il nostro waterquando al mondo intere popolazioni nonhanno quel minimo di acqua per sopravvivere?Sembrerà banale, ma vi sembra accettabileacquistare unabottiglia di acquaminerale al prezzodi circa 1.000 litrid’acqua del nostrorubinetto?Cosa c’è dietro aquesta voglia dicomperare quelloche, tranquillamente,arriva nellenostre case?Iniziare a ridisegnaresviluppi piùsostenibili che,come scopo finale,hanno la salvaguardiadell’ambientee delle persone, anziché la supremaziadell’uno contro l’altro, è, e deveessere, un segno di cambiamento condivisibileper tutti noi e per le generazioni cheverranno.


Campo de’ fiori 55Info Pubb.0761.513117


56il diario deiCampo de’ fioriGirasquesta pagina è dei ragazzi specialiliFiaba scritta da Sissi, Winni, Dairo,Heidi, Miss Bianca, Puffetta, Roccia,il Folletto, Drake, con la gentilecollaborazione di Bengio, dellaComunità Santa Maria DeMattias di Orte.IL FOLLETTO ROSSO E LAFATINA DELLE ACQUEC’ era una volta un follettorosso che voleva diventare unbel bambino; egli viveva in unbosco fatato, dove la natura era incantevole:c’era un ruscello limpido e fresco, lerondini che volteggiavano in cielo migrandonei paesi più caldi, i bruchi che con labella stagione riaffioravano al suolo e pianpiano si trasformavano in farfalle, e poic’erano margherite, piante e fiori di ognigenere.Il folletto un giorno, specchiandosi nelruscello pieno di pesci di ogni colore edimensione, vide all’ improvviso una nubedi coriandoli, stelline e fumo bianco eneanche a crederci apparve in essa un’immagine luminosa e bellissima, come unavenere bionda.Il folletto, stupefatto, quando la vide leLA DOLCEZZA DIUNA FIGLIAUna dolcezza è una carezza che sfiora ilprofilo del viso di una figlia... Una piccola fanciulla:che diventa una rosa... fatata e lucente. C’èuna veste bianca,di acqua pura e grezza. C’è la purezza intensa comeun bocciolo che fiorisce... dal manto di stelle.C’è l’abbraccio di un bel genitore...c’è la dolcezza deltuo cuore dolce che pompa i dolci abbracci... c’è ilcalore di una figlia che dice “Ti voglio bene papà”...C’è un fuoco che scalda il sole quando sorge dalmattino, fresco sentiero... un dolce cielo che risplendela luce stellare. Un caro fatato angelo protettoreche può mettere le loro mani fatate sul tuo dolce visorosato... come un fatato sorriso. Un dolcissimo cuoricinoche dice “Sei tu la mia rosa sorridente”. C’è ladolcezza di una dolcissima perla che illumina la luna:che splende la notte stellata. O... durante il camminodei piedi rosati di rose rosse appassionate: di fioratadi mille colori in venti dai piccoli petali infuocati.Ci sono gli incanti infiniti, gli amori travolgenti... la dolcezzadi sete: che lui vuole abbracciare la sua animaamata di una dolce figlia, vuole il cuore di un mioamato papi.Luana Bongarzonechiese: “chi sei?”, e lei rispose: “sono lafatina delle acque!”. Il folletto allora disse:“tu che sei una fatina dimmi, come possofare a diventare un bambino anche soloper un giorno?”. La fata gli rispose: “vaidall’orso che ti aiuterà dandoti una polveremagica; ma ricordati che lungo il tragittodovrai raccogliere le margherite chesi trovano presso il ruscello!”.Il folletto partì con animo allegro e fiduciosoverso il bosco, avventurandosi alla ricercadelle margherite. Quando le trovò, vicinoal ruscello, e stava di lì per coglierle,apparve all’improvviso un bruco, che feceil suo ingresso mostrando al folletto le dueantenne, che lo spaventarono anche unpo’!Il bruco disse al folletto: “ ti prego, noncogliere questi bei fiori, sono il mio domani!Un giorno andrò ad uno ad uno per raccogliereil nettare più gustoso che ci sia,sarà il nutrimento per quando sarò unafarfalla!”.Il folletto commosso le rispose: “Beato teche già sei sicuro che ti trasformerai ungiorno! Io invece devo raccogliere questemargherite ora, per portarle all’orso, se unbambino voglio diventare!”.L’orso che passeggiava da quelle parti,ascoltata la commovente conversazione,disse ai due: “Bruco, tu non ti preoccupare,lascia che il folletto colga le margherite,perché quando sarà il momento miprenderò io cura di te e ti nutrirò con il miomiele”.Il folletto, contento, colse molte margheritee le diede all’orso che, da tutti i petalibianchi ne ricavò una preziosa polveremagica, che prese a volteggiare nel cielo esi cosparse delicatamente sulla testa delfolletto.Il folletto cadde in un sonno profondo equando si svegliò vide davanti a sé la fatinadelle acque, che esclamò: “Chi sei tubel bambino che non ti ho mai visto inquesto bosco?”, il folletto, stupefatto perquelle parole, si specchiò nel ruscello evide la sua trasformazione.Rispose allora così alla fatina: “Io sonoquel folletto che tanto ha faticato perdiventare quello che è adesso, e che tantodeve a te, dolce fatina, che mi hai aiutatoin questo cammino!”.Da quel giorno tutta la natura circostanterisentì della magia che era avvenuta, evisse come in uno splendido incantesimo.Volevamo ringraziare ilnostro vecchio parroco DonPietro, lui che, osservandocida lontano.... ha capito cheavevamo bisogno di unaiuto per andare al C.S.E.(Centro Socio Educativo) diCivita Castellana, RosaMerlini Frezza.Per noi è molto importanteessere sempre presenti!!!Così il nostro parroco ci hapresentato la signora MariaLaura Creta. Lei che è lanostra dolce “coordinatrice” dal 27 Ottobre 2006, ha voluto presentarci dellepersone che svolgono il volontariato con tanto amore, così tutto ha avutoinizio. Tutte le mattine vi recate in Via Nino Bixio o in Piazza Duomo aFabrica di Roma e non potete immaginare con che gioia vi aspettiamo e conquanta gioia e felicità ci fate arrivare al C.S.E.Così, con il passare del tempo, abbiamo tirato delle conclusioni:di solito i regali vengono fatti per le feste o per le ricorrenze,invece noi, un grande regalo, lo riceviamo tutte le mattine da voi.GRAZIE a Maria Laura Creta, Angelo Alessi, Gianfranco Viggi, SandroCapotondi, Rita Ponti, Lucia Bianchini, Tommaso Mattioli, Vittorio Patera,Mario Marcelli ... etcc.da Giuseppe Luzi e Nazzareno Monterosso


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58Campo de’ fioriVita CiGiornata del RingraziamentoCivita CastellanaCivita CastellanaGiornata del Ringraziamento aCivita Castellana.Da sx: Assessore - Rossetti,Presidente Coldiretti di CivitaCastellana - Capati, ViceDirettore Provinciale - Mazzetti,Responsabile Monti Cimini -Olivieri.CorchianoI Venticinque annidi Don Mario Valerinella parrocchia diS. Giuseppe Operaioa Civita CastellanaNella foto accanto Don Mario con Arturo Mari -fotografo di Papa Giovanni Paolo IIdi Alessandro SoliCaro don Mario, non è facile per noi parrocchiani riassumere con poche parole i tuoi venticinque anni passati in questa parrocchia, perchégli avvenimenti sono stati tanti ed importanti, e ci vorrebbero delle ore per ricordarli tutti. E’ bene però sottolineare che quandoarrivasti tu, il povero don Paolo, già malato, celebrava l’Eucaristia in un garage adibito a casa del Signore perché la chiesa non esisteva.La parrocchia, ultima in ordine di tempo, era già la più popolosa, ed il sacerdote si trovava ad affrontare ostacoli insormontabili, perchénon aveva locali disponibili. Poi pian piano, inseguendo un progetto che vedeva l’erigenda chiesa solo sulla carta, riuscisti con latua trentennale esperienza di parroco di paese prima, e direttore del Circolo Culturale Enrico Medi poi, a far sì che questo locale destinatoad uso ricreativo parrocchiale, divenisse la casa del Signore. Ti sei sempre rimboccato le maniche, facendo leva sulle tue importantiamicizie, chiedendo a destra e a manca aiuti tangibili, tutti rivolti ad un unico scopo, far sì che le tue pecorelle avessero un pastoreesperto ed un ovile sicuro. Una cosa è certa ed è evidente, non ti sei mai fermato ai traguardi raggiunti, man mano, anno dopo anno,in una età in cui i vecchi parroci già pensano alla pensione, tu continui imperterrito, regalando ai giovani, ai ragazzi e ai bambini, lagioia della fede vissuta in una parrocchia, che ora ha una chiesa ed un oratorio degno di tale nome.Auguri don Mario, “nostro piccolo grande parroco”!Da Sandro e tutta la redazione.


ttadinaConcerto di beneficenza dell’AssociazioneSemi di Pace di TarquiniaCampo de’ fiori 59Sabato 1° Dicembre presso ilDuomo di Tarquinia, la BandaMusicale della Polizia Municipaledi Roma ha tenuto un concerto dibeneficenza per l’AssociazioneUmanitaria “Semi di Pace” onlus diTarquinia, con la finalità di una raccoltafondi per completare lacostruzione del “Villaggio dellaSperanza” nel Tamil Nadu (India).L’avanzamentodei lavori prosegue,tanto che siè prossimi all’innalzamentodelsecondo piano,ma per completarel’opera occorronoancora80.000,00 euro.Tante sono le iniziativeche “Semi di Pace” sta promuovendo per raccogliere fondi, e la Banda dellaPolizia Municipale di Roma si è offerta generosamente di collaborare a tale raccoltafondi offrendosi di eseguire un repertorio di brani di musica sacra. La BandaMusicale della Polizia Municipale di Roma,diretta dal Maestro Nello Giovanni MariaNarduzzi, ci ha regalato momenti sublimi.Il PuffIl 1° e 7 Dicembre si è tenuto aViterbo uno stage di Karate al qualeerano presenti palestre di Viterbo,Civita Castellana, Corchiano,Magliano Sabina, Tuscania eBracciano. Si è classificato al 1°posto di Kumite - cintura Marrone /Nera, Roberto Zannotti per la palestradi Civita Castellana (nella foto),e al 1° posto di Kata - cinturaMarrone/Nera, Andrea Ronca per lapalestra di Magliano Sabina. RobertoZannotti ringrazia i Maestri che lohanno aiutato, con tanta preparazione,a superare l’esame.40 annidi successi


60Campo de’ fioriINDOVINELLOSenza gambe e senza ossi chi è chesalta sopra i fossi?Avete risolto l’indovinello ??Il primo che indovinerà e ne darà comunicazione in redazione,riceverà un simpatico omaggio.ANNUNCI ECONOMICI GRATUITI PER PRIVATIa pagamento per ditte o società- Tel. Fax 0761.513117Cedola da ritagliare e spedireL’annuncio sarà ripetuto per 3 uscite, salvo diversa decisione della redazioneCompilate qui il vs annuncio gratuito e speditelo in busta chiusa aCampo de’ fiori - P.za della Liberazione n. 2 - 01033 CivitaCastellana (VT) oppure mandate un Fax al n. 0761.513117 ouna e-mail a info@campodefiori.biz(scrivere in stampatello e senza abbreviazioni) .........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................Gli annunci gratuiti sono esclusivamente riservati a privati. Campo de’ fiori non è responsabileper la qualitià e la veridicità delle inserzioni. A garanzia dei lettori, Campo de’ fiori si riserva il diritto di NON PUBBLICARE annunci non conformi alpresente regolamento o che, a suo insindacabile giudizio, risultino non chiari o che possono prestarsi ad interpretazioni equivoche.Gli inserzionisti prendono atto che, a richiesta dell’Autorità Giudiziaria, Campo de’ fiori fornirà tutte le notizie riportate con la presente cedola.Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di “tutela dei dati personali”.COMMITTENTE: NOME................................................COGNOME..............................................Via...............................................................Città......................................................Tel...................................Firma................................................................


Campo de’ fiori61La rubricadei perchèPerchè nelle bomboniere si mettono 5 confetti?Il numero dei confetti nelle bomboniere deve essere sempre disparia significare un numero indivisibile, come il matrimonio dovrebbe essere.Inoltre si è scelto di metterne cinque perché ognuno rappresentale qualità che non dovrebbero mancare nella vita dei novelli sposi:salute, ricchezza, lunga vita, fertilità e felicità.Farmacie Civita Castellana aperte nei giorni festivi di Dicembre 20079 Dicembre - Farmacia Filizzola Corso Bruno Buozzi16 Dicembre- Farmacia Municipalizzata Via Ferretti23 Dicembre - Farmacia Municipalizzata Via Santa Felicissima24-25-26 - Farmacia Versace di Sassacci30 Dicembre - Farmacia Filizzola Corso Bruno Buozzi / Farnacia Versace di Sassacci1- 6 Gennaio - Farmacia Municipalizzata Via FerrettiFarmacie Corchiano e Fabrica aperte nei giorni festivi di Dicembre 20078-9 Dicembre - Farmacia Liberati di Fabrica di Roma25-26-30 Dicembre - Farmacia Sangiorgi di CorchianoBenzinai Civita Castellana aperti nei giorni festivi di Novembre 20079 Dicembre - Esso Via Flaminia / Tamoil Via Falisca16 Dicembre - Tamoil Via Flaminia / IP Circonvallazione / Agip Via Terni23 Dicembre - Api Via Flaminia Borghetto / Enerpetroli SS 311 Nepesina / Erg Via Nepesina / Q8 Via Terni25 Dicembre - Tamoil Via Flaminia / IP Circonvallazione / Erg Via Nepesina / Q8 Via Terni26 Dicembre - Apia Via Flaminia Borghetto / Enerpetroli SS 311 Nepesina / Total Via Terni30 Dicembre - Schell Via Flaminia / Total Via TerniSOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTOCARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALESI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00I miei datiNome___ ____ __________________________________ Cognome________________________________________________data di nascita_______________ __________Città________________________________________________________Prov._______Via_______________________________________________________________Telefono____________________________________Desidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00Il regalo è per:Nome_______________________________Cognome_________________________________________________________________data di nascita___________________________Città______________________________________________________Prov.________Via_________________________________________________________________Telefono__________________________________effettuerò il pagamento con c/c postale n. 42315580 intestato alla Associazione Accademia Internazionale D’Italia - P.zadella Liberazione n. 2 - Civita CastellanaData______________Firma__________________________________Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di“Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamento dei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 CivitaCastellana (VT)Data______________Firma__________________________________Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione, 2 - 01033 CivitaCastellana (VT) o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117


62Campo de’ fioriTanti auguri adAntonio Caruso diGaeta, che ilgiorno 11/12 hacompiuto gli anni.Buon compleannoda parte diMassimilianoe Maria CristinaMessaggiTanti auguri di BuonCompleanno a Aurora DiNiccola che compie 5anni il 28 Dicembre, damamma Tiziana, papàAlvaro e dalla sorellinaGiulia.Buon compleanno a TotoMagliozzi di Gaeta che l’11Dicembre ha festeggiato glianni. Tanti auguri daMassimiliano e Maria CristinaTanti auguri a Leonardo chel’8 Dicembre ha compiuto unanno da zia Elisa, zioLorenzo e AlessandroAuguri aAlessandroRusso cheil 16 Dicembre compie glianni, dagli zii Lallo e Pina e icugini.Il 6 dicembre ha spento tre candelineil piccolo Edoardo Vettori (nellafoto) di Ronciglione. Agli auguri delpapà Maurizio, della mammaCaterina, si uniscono anche quellidei nonni paterni Stefano ed Eddae quelli materni Mario e Franca,della zia Monica, della cuginaElettra e dei parenti tutti.Tanti auguri a SimoneMicheli che il 27Dicembre compie 2 anni.Auguri da mammaCristiana, papà Giulio,dai nonni e zio Marco.Tanti auguri alla piccola GiuliaGabrielli che ha ricevuto ilbattesimo il 2 Dicembre, damamma Emanuela, papà Davidee tutti parenti e amici.Auguri a nonna Carla diTarquinia che compie 61 anni il18 Dicembre, dalle nipotineGiorgia e Alessia Anselmi.A Benedetta Lanzi che il 14Dicembre compie 18 anni. Vogliamodire che nel suo sorriso e nei suoiocchi risplende la felicità della suagiovinezza. Ti auguriamo una vitapiena di successi esoddisfazioni. NonnoMario e nonnaSandra, gli ziiTiziana e Nazzarenoe i cugini Giuliano eFlavia.La redazione di Campo de’


Campo de’ fiori 63Tanti auguri a Cristian Ranfi diFabrica di Roma che compie 1anno il 17 Dicembre, da mammaLoretta e papa Filippo, dainonni Rosetta, Franco,Stefania, la bisnonnaFrancesca, gli zii ela cuginetta.Auguri a Daniele Mariantoniche il 16 Dicembre compie glianni. Ti vogliamo un mondo dibene, da tua sorella Debora,mamma e papà.Tantissimi auguri aAlessio Ciucci che il 14Dicembrecompie 5 anni, da ziaLaura, zia Lorella, zioMauro e zia Antonella.Tanti auguri diBuonCompleanno aFrancesco Coniche ha compiuto4 anni il 3Dicembre, dalpapà, la mamma,i nonni e gli zii.Auguri a Valeria Ciceroni che ha festeggiato il suo compleanno il 21Novembre, dalla famiglia Anselmi e la redazione di Campo de’ fiori.Felicitazioni aBenedetta Ammannatodi Civita Castellana cheil 19 Novembre, aPerugia, ha conseguitola laurea in lingue.Tanti auguri daigenitori, i nonni, gli ziie tutti i parenti.fiori si associa agli auguriTanti auguri a Ritadi Corchiano checompie gli anni il 5Gennaio. Auguri daSonia, Aldo,Rosario, Carlo,Floriana, Giancarloe MicheleDedicato a un bambino specialeche colora ogni giorno dellanostra vita, mamma, papà eAntonio. Buon compleanno aPaolo Marconi che il 6Dicembre ha compiuto 12 anni.Tanti auguri pirotecnici da chiti vuole tanto bene.Tanti auguri aManuel Proiettiche hacompiuto 18 anni il10 Ottobre, damamma, papà, ilfratello e icompari.Tanti auguri di buoncompleanno ad AlessiaAnselmi che compie 3anni il 29 Dicembre.Un abbraccio grandedalla mamma Sabrina,il papà Riccardo, lasorellina Giorgia e datutti quelli che levogliono bene.


64MESSAGGICon amore egioia facciamo alnostro piccoloPier FrancescoRossi un augurioimmenso di BuonCompleanno per ilsuo secondo annodi vita che hafesteggiato il 3Dicembre, dallasua mammaRoberta, il suo papà Dante ed i nonniFranco, Leonella ed Elena.Tantiauguri aLeonardoSantiniche l’8Dicembreha compiuto1 anno!!!Buon Compleanno da mammaFrancesca, papà Gianluca, inonni e gli zii.Campo de’ fioriTanti auguri aMelissaSantaquilaniche compie 2 anniil 25 Dicembreda zia Bruna efamiglia.Tantissimi auguri a MichaelPerazzoni per il suo 1° compleannofesteggiato il 24Novembre, dagli ziiFlorinda, Michela e Alessio.Tanti auguri aMatteo Mariniche il 5Dicembre hacompiuto 1anno, da mammaGiorgia, papàMirko, nonnaAlida, nonnoGiulio e ziaGloria.Un mondo diauguri aFrancescaRaschini per ilsuo compleannoda lella Irene,mamma, inonni, gli zii, icugini e la piccolaBeatrice.BuonCompleanno adAlessio checompie 7 anni,da nonna Sissi eda tutti iparenti.Siamo 3 piccoli BabboNatale e vogliamoaugurareun Felice Natalealle nostre famiglie, ainostri amichetti e allenostre maestre !!!Mattia, Michele e NicolòCalistiLa redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri


Tantiauguri aGiuseppaTorricelliche il 12Dicembrecompie glianni.Auguri daFranco, Luciana, Tonino,Alessandro, Luna, Andrea,Perla, Alessio e Nicole.Tanti auguri diBuon Compleannoa MicaelaBernabei che il 3Dicembre hacompiuto 18 anni.Baci da parte dimamma, papà,nonno, nonna, zia,gli zii e la cugina.Campo de’ fiori 65Dopo 39 anni di matrimoniocon Massimo, dove sononati dieci principi, undicesimaè nata una principessa:Valentina.Nonna Luciana.1000 di questi giorni a MarilenaCiano di Gaeta che il 15 dicembrefesteggiagli anni. Un grandeabbraccio da parte del maritoElio, la madre Elisa, i figliMassimo e Vincenzo e daCristina, Antonella, Ida eFabrizio.Tanti auguridi BuonCompleannoa AlessioRicci checompie 4anni il 21Dicembreda mamma,papà, nonna,zia Simona e zio MauroBuon Compleanno anonna Sissi eAlessandro diCorchiano checompiono 67 e 5 anni,da tutti gli amici e iparenti.Tanti auguri al mio papàRoberto Valeri che hacompiuto gli anni il 4Dicembre. Ti voglio Bene,Lorenzo. Ti amo, Sarah.Un mega augurio a SamanthaMarcellini che il 20Dicembre compie i suoi primi40 anni, da suo maritoAdriano, i figli Martina eAndrea, dai genitori Adrianoe Antonietta, dal fratelloLuca, dalla cognata Paola edalla nipotina Gaia!Da Eleonora, Tamara e dallozio Bruto (Andrea).Zia Samy the one.Auguri aAnna RitaProfili diCivitaCastellanache hafesteggiato il compleanno il23 Novembre, dalla mamma,zio Giancarlo, zia Anna,Cristina e Antonietta.


66Campo de’ fioriUn abbraccioimmenso aipiccoli Manuele BeatriceMontinida mamma,papà, ziaManuela e zioPaolo.A Paolo e Manuela,con l’augurio di unfuturo sereno epieno di pargoli,Manuela, Andrea,Manuel, Bea e lafamiglia RobertoCarrer.Tanti auguri aAlice Lanzi checompie8 anni il 12Gennaio. Augurida mamma,papà, zio Diegoe nonna Sandra.Grazie per questisplendidi 4 anni…con la speranza dipassarne almenoaltrettanti insieme.Ti amo, Irene.Un calorosoabbraccio aLuca e GiuliaCarrer, legioie dimamma epapà.Ma soprattuttoun mondodi auguri aGiulia che l’8Dicembre haricevuto ilbattesimo.Ad Alessia Pagani che il 26 Novembre ha conseguitola laurea di 1° livello in Psicologia Clinica.Papà e mamma, fieri, augurano il raggiungimento ditraguardi sempre più importanti.Congratulazioni a Alessia Pagani, la neodottoressapiù bella e simpatica del centroItalia, da tutto il clan Pagani, masoprattutto dalle nipotine prediletteMatilde e Guendalina.Auguroni al piccolo Diego che hacompiuto un anno il 19 Novembre,dai nonni Isa e Gianni, Liliana eGiuseppe e da tutti gli zii, i cuginie dalle bisnonne.Tanti auguri a Diego Affatatoche il 19 novembre ha compiutoun anno, da mamma Emanuela epapà Pino i quali lo ringraziano peraver regalato loro l’anno più bellodella loro vita.Tanti auguri a ValerioBozzo di Fabrica di Romache il 5 Dicembre ha compiutoil suo primo anno divita, da mamma Patrizia,papà Biagio, le tateValentina e Veronica,nonna Anna e zia Fiorella.


Campo de’ fiori 67Tantissimiauguri aMimmo eRosa che aDicembrecompiono glianni, daifigli e lenuore.Tanti auguri a RosaCostanzi che compie92 anni il 14Dicembre, da tutti inipoti.Tanti auguri aViviana Della Moraper i suoi 18 annida: Irene, Emili,Veronica,Alessandro, Chiara,Daniela, AnnaMaria e Valentina.Un mondo di auguri aMoreno Bobboni cheha compiuto 42 anni il29 Novembre, dainipoti, Lorenzo, Emilia,Roberta, Angela eAlfredo.Tanti Auguri a Brunellache il 21 Dicembrecompie gli anni da Lucio,Elisa, Flavia, Lorenzo eil nipotino Alessandro.Tanti auguri a Francescoche il 1° Dicembre hacompiuto 6 anni. Augurida papà, mamma, nonnoSandro, gli zii e icuginetti Alessandroe Alice.Auguri di buon Natale amamma Katiuscia, a papàPaolo, ai nostri nonni e atutti gli zii da Lorenzo eTommaso AntoniniQuintoChiricozzi,poeta ronciglionese,conla caprolattaIda Pontuale,dopo unalunga vitaconiugale, viriservanoancora dellesorprese!! Festeggiano il traguardo da bisnonnicon Matteo Ghigi, il pronipotino che della bellezzaha del divino, ricordando le loro notti insonni.Allargando così il loro amore da Vico, Ronciglione,Caprarola che col selvaggio aspetto ognun consola.Scaturito dal natural splendore vada un augurioda Campo de’ fiori a tutti l’amanti della vita, chela vivono fin quando esaurita, non essendoci cosemigliori.Tanti auguri aFrancesco diVignanello che il1° Gennaiocompie 80 anni.Tantissimi auguridai figli e dainipoti.


68Campo de’ fioriAnnunciLAVOROCERCO-MAESTRA D’ASILO laureata in Brasile, congrande esperienza lavorativa, cerca lavoro comebaby sitter, pulizie, stiratrice ed altro, zonaCivita Castellana e limitrofe. Cell. 338.8078030.-MAESTRA D’ARTE impartisce lezioni di disegnoe pittura organizzate in gruppi o singolarmente.Zona Viterbo e provincia. T.331.4119189-RAGAZZA ITALIANA Max serietà cerca lavoroa Civita Castellana e dintorni come baby sitter.Mi offro anche per piccole commissioni epagamenti bollette, ritiro analisi etc.. Contattarea qualsiasi ora al numero 328.6811285-HAI UN APPUNTAMENTO IMPROVVISO ENON SAI A CHI LASCIARE TUO FIGLIO?Telefonami: 393.1750663 - 0761.284010-SIGNORA EXPRESS Hai bisogno di un piccoloaiuto in casa per le tue pulizie quotidianecome stirare, spazzare, spolverare ecc? Eccoqua la signora express!!! Pulire le scale delvostro condominio...farvi la spesa... ti serve unamano in cucina, fai tardi al lavoro, ecco prontoil pranzo! 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GiorgioTel. 329.0263742 o.p.-DONNA 39enne cerca lavoro come commessa,pulizie, baby-sitter, assistenza anziani o qualunquealtra occupazione (in possesso di attestatoinformatica I livello). Anche fuori CivitaCaastellana.Max serietà. Tel. 339.2162047-ESEGUO LAVORI di ricamo a punto croce,uncinetto e filet per: bomboniere, articoli perbambini e per la casa - anche con materiali fornitidal cliente.Tel. 335.6308356.-RAGAZZA 26enne cerca lavoro come commessao baby sitter, pulizie casa, ottima esperienzanello stirare, solo zona Civita Castellana.Tel. 338.4912768.-RAGAZZO 29enne cerca lavoro come autistao corriere, solo zona Civita Castellana o provinciadi Viterbo, a pieno contratto. Tel.338.4912768.-SIGNORA 30enne di Civita Castellana cercalavoro a ore come baby sitter, pulizia casa, stiratura.Disponibile dalle ore 09:00 alle ore16:00. Max serietà. Tel. 338.5650039.OFFRO-CERCASI apprendista termoidraulico. 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Nel cuoreCampo de’ fiori 71E’ venuto a mancare all’affetto dei suoi cari Mario Ruzzi diCarbognano. Lo avevamo presentato nella rubrica Scopri l’Arteper la sua particolare pittura eseguita con la macchina da scrivere.Il Direttore e la redazione si uniscono al dolore della famiglia.Annunziata Mezzanotte deceduta il 29 Novembre.Un caro ricordo alla nonnina più dolce, dai nipoti e pronipoti.Ciao Daniele, mio dolce tesoro, è un anno che non sei più connoi, ma sei e sarai sempre nei nostri cuori e nelle nostre mentiogni giorno, ogni momento. Sono sicura che da lassù tu ciguardi, e quando si fa sera, guardo sempre il cielo a cercarequella stella più luminosa, e la vedo tutte le sere anche quandoè nuvolo, e sò che quella stessa sei tu ed io parlo con te.Un giorno ci rincontreremo e ti darò quel bacetto a pizzichetto,come quando eri piccolo ...Ciao Dany, da zia...Vorrei ringraziare tutte quelle persone che continuano a pensartie a volerti bene, ringrazio i tuoi amici che, nel mese diGiugno, hanno fatto il torneo di calcetto in tua memoria, grazie...grazie a tutti. Un grazie particolare a Loa.Campo de’ fiori seleziona ragazzi/e da inserire nelsettore commerciale. Per informazioni 0761.513117oppure info@campodefiori.bizoppure Piazza della Liberazione 2 Civita CastellanaLo Studio Legale dell’ Avv. Aldo PirasPatrocinante in Cassazione, ha stipulato una convenzione conCampo de’fiori con la quale, tutti i lettori, avranno dirittoa n. 3 consulenze gratuite.Per informazioni rivolgersi in redazioneCampo de’ fiori è distribuito a Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Vignanello, Vallerano, Canepina,Vasanello, Soriano Nel Cimino, Vitorchiano, Bagnaia, Viterbo, Montefiascone, Carbognano, Caprarola, Ronciglione,Sutri, Capranica, Cura di Vetralla, Blera, Monte Romano, Tarquinia, Civitavecchia, Orte, Gallese, Magliano Sabina,Collevecchio, Tarano, Torri in Sabina, Calvi nell’Umbria, Stimigliano, Poggio Mirteto, Otricoli, Narni, Terni, Amelia,Nepi, Castel Sant’Elia, Monterosi, Anguillara, Trevignano, Bracciano, Canale Monterano, Mazzano, Campagnano,Sacrofano, Olgiata, Faleria, Calcata, S.Oreste, Nazzano, Civitella San Paolo, Torrita Tiberina, Rignano Flaminio,Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano, Ostia, Nettuno, Anzio, Fregene e nei migliori locali di Roma, in tutte le stazioniMET.RO. Spedito a tutti gli abbonati in Italia e all’estero, inviato ad Istituzioni Culturali e sedi Universitarie italiane estraniere, a personaggi politici, della cultura, dello sport e dello spettacolo.Campo de’ fioriPeriodico Sociale diArte, Culturaed Attualità editodall’AssociazioneAccademiaInternazionaleD’Italia(A.I.D.I.)senza fini di lucroConsulenteEditoriale:Enrico De SantisReg.Trib. VT n. 351del 2/6/89PresidenteFondatore:Sandro AnselmiDirettore Editoriale:Sandro AnselmiDirettoreResponsabile:Stefano De SantisSegretaria diRedazionee Coord:CristinaEvangelistiImpaginazione eGrafica:CristinaEvangelistiStampa:TipolitografiaS.E.A.La realizzazione diquesto giornale e lastesura degli articolisono liberi e gratuitied impegnanoesclusivamentechi li firma.Testi, foto, lettere edisegni, anche senon pubblicati, nonsaranno restituitise non dopopreventiva edesplicita richiesta daparte di chi lifornisce.I diritti di riproduzionee di pubblicazione,ancheparziale, sonoriservatiin tutti i paesi.DirezioneAmministrazioneRedazionePubblicità edAbbonamenti:Piazza dellaLiberazione, 201033 CivitaCastellana (VT)c/c postalen.42315580Tel. e Fax0761.513117e-mail:info@campodefiori.bizRedazione di Roma:Viale G. Mazzini 140AbbonamentiRimborso spesespedizioneItalia: 12 numeri€ 25,00Estero: 12 numeri€ 60,00Per il pagamentoeffettuare iversamenti sul c/cpostale n. 42315580intestatoall’AssociazioneAccademiaInternazionaleD’Italia.L’abbonamentoandrà in corso dalprimo numeroraggiungibile epuò avere inizio inqualsiasi momentodell’anno ed avrà,comunque, validitàper 12 numeri.Garanzia diriservatezza pergli abbonatiSi garantisce lamassima riservatezzadei dati fornitidagli abbonati e lapossibilità dirichiederne gratuitamentela rettificao lacancellazione scrivendoall’editore.Le informazionicustodite nelloarchivio di Campode’ fiori verrannoutilizzate al soloscopo di inviareagli abbonati ilgiornale e gliallegati, anchepubblicitari (legge675/96 tutela datipersonali).

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