Artisti per Luchu - Bloomsbury Auctions

bloomsburyauctions.com

Artisti per Luchu - Bloomsbury Auctions

Artisti per Luchu

Artisti per Luchu

un aiuto ai bambini

della scuola elementare

di Luchu

nel Tibet orientale


Un aiuto ai bambini

della scuola elementare

di Luchu

nel Tibet Orientale

Inaugurazione mostra mercoledì 20 maggio 2009

ore 18

esposizione giovedì 21 e venerdì 22 maggio 2009

ore 11-18

Asta venerdì 22 maggio 2009

ore 18,30

Bloomsbury Auctions

Palazzo Colonna

Via della Pilotta 16, Roma


Patrocinii

Provincia di Perugia

Comune di Padova

Responsabile a nome di

Rokpa Italia onlus:

Anna Gallo, vice presidente

Coordinamento del progetto:

Stefania Bado e

Giovanna Martinelli

Ufficio stampa

e organizzazione evento:

Monica Di Dionisio

Promozione evento:

Cristina Zucchiatti

e Ursula Seleenbacher

Progetto grafico:

Giovanna Martinelli

Foto © 2009 Rokpa

International

Rokpa Italia onlus ringrazia di

cuore gli artisti che hanno

generosamente donato le loro

opere; tutti gli amici che ci

hanno aiutato; Lea Wyler,

vicepresidente di Rokpa

International; la Casa d'Aste

Bloomsbury di Roma;

gli sponsor e gli Enti che

hanno patrocinato l'evento.

Sponsor

www.sonepar.it


Artisti per Luchu

un aiuto ai bambini

della scuola elementare di Luchu nel Tibet Orientale


Vi presentiamo con gioia un progetto che ci sta particolarmente a cuore: “Artisti per Luchu” ,

asta di quadri, sculture e gioielli di artisti italiani contemporanei, che avrà luogo a Roma il

22 maggio 2009 presso la Casa d’Aste Bloomsbury, al fine di raccogliere fondi per l’Orfanotrofio e

la Scuola elementare di Luchu (Tibet Orientale/Repubblica Popolare Cinese).

Le donazioni così raccolte saranno interamente destinate ai bambini orfani o provenienti da

famiglie nomadi poverissime dell’Altipiano del Tibet a cui ROKPA dà la possibilità di avere una

casa, pasti caldi, vestiti, cure mediche e istruzione.

E’ la prima volta che ROKPA Italia onlus organizza un evento di questo genere in Italia.

E’ stato davvero toccante vedere come persone che vengono da mondi ed esperienze cosi

diverse hanno messo a disposizione gratuitamente talento, professionalità, tempo ed entusiasmo

per rendere possibile l’asta.

Quest’evento ha creato una connessione importante tra gli artisti italiani e i bambini orfani in

Tibet, tra le ricchezze artistiche dell’Occidente e le tradizioni culturali del popolo dell’altipiano

tibetano, contribuendo a consolidare i legami tra i popoli e la conoscenza reciproca.

L’arte e la cultura occidentale si sono mobilitate a favore di una cultura antichissima, permeata di

valori universali quali la compassione, la saggezza e l’aspirazione alla pace. Questa è quindi

anche un’occasione per conoscere meglio la vita del popolo nomade dell’Altipiano tibetano, una

delle regioni tra le più povere e dimenticate al mondo.

A nome dei bambini orfani e del popolo del Tibet ringrazio di cuore tutti gli artisti che hanno

generosamente donato le loro opere, i tanti amici che ci hanno aiutato (in particolare Stefania

Bado, Monica Di Dionisio e Giovanna Martinelli), gli Enti che hanno patrocinato l’evento e gli

sponsor che l’hanno reso possibile.

11 marzo 2009

Anna Gallo

vice presidente

ROKPA Italia onlus


Bloomsbury Auctions Italia a fianco del Tibet

E’ con immenso piacere che Bloomsbury Auctions ha accolto

l’invito di Rokpa Italia onlus, e della cara amica Stefania Bado,

di ospitare un’esposizione di opere di artisti contemporanei per

una vendita all’asta di beneficenza.

Attivi in Italia da appena tre anni, ma con oltre 25 anni di

esperienza a Londra nel settore delle vendite all’asta di Works

on paper, Bloomsbury Auctions ha scelto da subito la strada

della cultura e dell’arte al servizio del progresso umano.

Noi crediamo che l’incontro tra le genti si possa realizzare nel

modo più non-mediato e genuino anche e soprattutto attraverso

l’arte: quale migliore occasione dunque quella di offrire gesti

d’arte, in forma di pittura, scultura e oreficeria, a favore di una

nobile causa quale la presente?

L’arte può elevare lo spirito ma anche alleviare le sofferenze

di popoli meno fortunati: un atto d’amore verso questi bambini

tibetani rappresenta una pura espressione artistica, libera da

vincoli e sovrastrutture, che si offre alle nostre sensibilità per

essere accolta nel modo più entusiasta e sincero possibile.

Spero che in ciascuno di voi risuoni la voce di questa infanzia

sfortunata, che chiede solo un aiuto per ricominciare a vivere

dignitosamente.

Noi ce la metteremo tutta ad organizzare una bella mostra,

voi dateci una mano a realizzare - con una viva partecipazione

all’asta - gli obiettivi umanitari di ROKPA.

Roma, 16 aprile 2009

Fabio Massimo Bertolo

Direttore Bloomsbury Auctions Italia


Quando ROKPA Italia onlus mi ha chiesto di sostenere il

progetto “Artisti per Luchu”, mi ha profondamente colpito

scoprire l'attività di questa Associazione umanitaria, composta

solo da volontari sparsi in 18 paesi del mondo, capaci di creare

una rete di sostegno a favore del popolo dell'altipiano tibetano.

Il loro impegno è ispirato dal coraggio e dall'energia del medico

tibetano, il dr. Akong Tulku Rinpoche, che ha fondato

l'Associazione nel 1980 e che personalmente visita i progetti in

Tibet ogni anno.

Mi ha colpito in particolare la quantità e la qualità dei progetti

portati avanti da ROKPA in campo educativo, sanitario, a difesa

dell'ambiente e soprattutto della cultura e della lingua

dell'Altipiano tibetano. Infatti, ROKPA si occupa anche del

restauro e della ristampa di antichi testi di medicina e di

spiritualità, e della trasmissione alle giovani generazioni di

tradizioni artistiche e artigianali millenarie (danza, canto, pittura

di tanka). Quest'opera si rivela preziosa per la sopravvivenza

stessa della cultura, della lingua, della medicina, dell'arte e

dell'artigianato del popolo della regione ai piedi dell'Himalaya.

Con gioia ho quindi accettato di sostenere questa iniziativa

che mi permette di dare un contributo tangibile per migliorare le

condizioni di vita dei bambini del Tibet, nelle cui mani sta il

futuro di questa terra e di questa gente.

Auguro di cuore a ROKPA di raggiungere il suo obiettivo,

creando un ponte tra mondi e culture cosi diverse, unite dalla

forza di un sogno: dare un futuro ai bambini e quindi al popolo

tutto dell'Altipiano tibetano.

Roma, marzo 2009 Gabriele Salvatores

regista


I fondatori di Rokpa

Akong Tulku Rinpoche e

Lea Wyler

Rokpa Children Home a

Kathmandu, Nepal


ROKPA Italia onlus

“Rokpa” in tibetano significa “aiuto”,

aiuto dato senza distinzioni di razza, ideologia o credo religioso.

ROKPA è un’organizzazione umanitaria internazionale, non politica,

senza scopo di lucro, composta da volontari, fondata nel

1980 dal medico tibetano Akong Tulku Rinpoche e da Lea

Wyler.

ROKPA è presente con più di 120 progetti in Tibet, Nepal,

Zimbabwe, Sud Africa e in altre zone del mondo, al fine di alleviare

la sofferenza, migliorare la qualità della vita e promuovere

l’autosufficienza delle popolazioni, in luoghi tra i più poveri e

dimenticati al mondo.

In Tibet i progetti umanitari sono rivolti soprattutto ai bambini

orfani o provenienti da famiglie povere, alle donne e alle popolazioni

nomadi che abitano il vasto altipiano himalayano, dove le

condizioni di vita sono durissime.

ROKPA con questi progetti promuove l’educazione, l’assistenza

sanitaria, la salvaguardia dell’ambiente, la conservazione della

lingua e della cultura tibetana, il sostegno economico e organizzativo

a progetti artigianali e agricoli, gestiti soprattutto da

donne.

ROKPA Italia onlus è una delle 18 sedi nazionali di ROKPA nel

mondo, è composta da volontari e i fondi raccolti sono devoluti

interamente ai progetti umanitari sostenuti.

ROKPA Italia onlus

www.rokpaitalia.it – info@rokpaitalia.it

Per donazioni:

bonifico c/c intestato a Rokpa Italia onlus

UniCredit Banca, Ag. Piazza Cavour 5, Padova

Coord. IBAN IT 45 H 02008 12120 000034281564


I bambini della scuola di

Luchu


Orfanotrofio e Scuola Elementare di Luchu

Provincia di Gansu (Tibet orientale - Repubblica Popolare Cinese)

L’orfanotrofio di Luchu è uno dei 120 progetti ROKPA nella regione himalayana e si trova nella

provincia di Gansu, nel nord-est del vasto altipiano tibetano.

Gli abitanti della zona sono per il 92% di origine tibetana, nomadi che vivono di allevamento e di

pastorizia, con un reddito medio annuo di circa 170 dollari pro/capite, tra i più bassi al mondo.

Educazione e assistenza sanitaria sono a pagamento per tutti e quindi la maggior parte della

popolazione non può permettersi di mandare i figli a scuola o di ricevere cure mediche.

Soprattutto le bambine risentono negativamente della situazione: infatti, solo il 13% delle donne

dell’altipiano sa leggere e scrivere. Inoltre, in tutte le scuole della regione gli insegnamenti sono

dati in cinese, quindi i bambini di origine tibetana hanno difficoltà a seguire le lezioni.

Infine, la mancanza di insegnamento e di trasmissione alle nuove generazioni della lingua e della

cultura tibetana rappresenta un grave pericolo per la sopravvivenza stessa della cultura locale,

che rischia di andare perduta insieme alle millenarie tradizioni filosofiche, artistiche, artigianali e

mediche della regione.

La scuola tibetana di Luchu

Nel settembre del 1999 è stata inaugurata la scuola frequentata da circa 600 bambini di origine

tibetana, orfani o provenienti da famiglie nomadi poverissime.

Gli insegnanti tibetani si occupano di loro, soprattutto quando arrivano spesso traumatizzati dalle

situazioni di povertà e abbandono per la morte dei genitori o dei parenti che li accudivano.

Gli insegnamenti sono dati in tibetano e i giovani imparano anche le tradizioni artistiche locali: la

danza, il canto e la pittura di tanka.

Il governo locale e il Dipartimento per l’Educazione collaborano alla gestione della scuola.

Intervento di ROKPA

Attualmente ROKPA sostiene 123 bambini con un budget medio annuo di 24.110 Euro che

copre le spese per dare ai bambini una casa, cibo, vestiti, cure mediche e un’istruzione.

L’orfanotrofio e il terremoto in Sichuan del maggio 2008

Sostenere l’orfanotrofio di Luchu è particolarmente importante in questo momento.

Infatti si tratta di una delle strutture ROKPA che si trovano più vicine all’epicentro del terribile

terremoto che ha colpito il Sichuan nel maggio 2008. Secondo le ultime stime ci sono stati più di

70.000 morti, 4.8 milioni di persone hanno perso tutto, e 4.000-5.000 bambini sono rimasti orfani.

Fin da subito ROKPA ha accolto orfani, ma ora è necessario ampliare le strutture esistenti e

crearne di nuove per dare a questi bambini una casa, cibo, assistenza medica e la possibilità di

andare a scuola.

Mai come ora, in quasi 30 anni di attività, ROKPA si è trovata in una così grave emergenza:

raccogliere fondi per l’orfanotrofio di Luchu significa non solo aiutare i bambini che già vivono qui

da tempo, ma significa anche poter accogliere centinaia di bambini rimasti orfani a causa del

terremoto.


“Scuola di Padova”: alcune linee di identificazione

ll raggruppamento degli autori Giampaolo Babetto, Giorgio Cecchetto, Lucia Davanzo,

Francesca Di Ciaula, Maria Rosa Franzin, Stefano Marchetti, Paolo Marcolongo, Barbara

Paganin, Piergiuliano Reveane, Graziano Visintin, Alberta Vita, formatisi tutti presso l'Istituto

Statale d'Arte Pietro Selvatico, costituisce una ulteriore testimonianza della comune appartenenza

a una ricerca orafa che, nel tempo, ha ufficialmente assunto la definizione, seppure impropria, di

“Scuola di Padova”.

La grande esposizione “Gioielli d'autore. Padova e la Scuola dell'Oro”, tenutasi a Padova nel

2008 presso il Palazzo della Ragione, ha inteso approfondire i legami intrecciatisi tra i vari componenti

del movimento culturale. La mostra dava maggiore rilevanza alle singole personalità evidenziandone

soprattutto le caratteristiche comuni e le radici della ricerca, piuttosto che focalizzare

le grandi differenze stilistiche maturatesi nel corso di una operatività durata oltre 60 anni. Le

distinzioni, le svolte, le rivoluzionarie trasgressioni da linee interpretative apparentemente consolidate

sfumavano nei percorsi monografici senza che queste variazioni fossero puntualizzate in

particolare nei confronti di autori che, pur non essendo stati protagonisti di questi cambiamenti,

ne avevano registrato alcune tematiche.

La prima grande rivoluzione avvenne proprio agli inizi della sperimentazione, negli anni sessanta,

quando Francesco Pavan, allievo di Mario Pinton, grande caposcuola del gruppo, scardina la

struttura del linguaggio del maestro, la cui espressione è legata a una orditura di segni astratti su

finissime lastre auree bidimensionali, e vi oppone spazi volumetrici dove la geometria si fa dialettica

per possibili interventi cinetici o si consolida in pure forme minimaliste. Della stagione minimalista

saranno successivamente interpreti Giampaolo Babetto e, con varianti espressive,

Graziano Visintin, Piergiuliano Reveane, Giorgio Cecchetto. L'esaltazione della ascetica forma è

superata dallo stesso Babetto con una dinamica e spesso convulsa esercitazione di pratiche neo

costruttiviste, neo plastiche. Sono ancora i maestri Francesco Pavan, Giampaolo Babetto,

Graziano Visintin ad abbandonare gli assiomi della normativa geometrica: il primo per una quasi

esistenzialistica esigenza di interpretare il segno, lasciato libero, quasi automatico; il secondo

per tradurre nel piccolo formato aureo la figurazione di alcuni affreschi del Pontormo, il grande pittore

rinascimentale; infine il terzo per una scomposizione delle forme astratte poi diversamente

ricomposte ma il cui oro, già luminosamente uniforme, si copre di una materia ibrida, emulsione

granulosa di minimi pigmenti, nielli, smalti colorati e polvere di foglia d'oro.


Le strade aperte dai maestri sono percorse con grande eleganza manieristica da allievi o compagni

di viaggio nell'esercizio della oggettivazione geometrica, come Di Ciaula, Davanzo,

Marcolongo, Vita.

L'ambiente padovano conosce un altro sovvertimento determinato dalle sperimentazioni di

Annamaria Zanella, di Stefano Marchetti, di Giovanni Corvaja, allievi di ultima generazione di

Francesco Pavan: essi pervengono all'annullamento della forma, stravolgendone la struttura

verso distorsioni e azzeramenti, che, in alcuni casi, ricordano operazioni neodada, senza i paradossi

estranianti, o trasformistiche, senza istanze surreali. Questa deflagrazione non lascia indifferenti

alcuni operatori che si allontanano dai sicuri e sperimentati luoghi della concertazione

astratta geometrica per avventure anche rischiose come nel caso di Vita e delle sue sedimentazioni

materiche, di Davanzo e delle sue movimentazioni informali, della stessa Franzin che, dalla

pratica di tracciati luminosi su superfici auree niellate o ossidate, approda a colorate costruzioni

deformate, ad aggettanti proliferazioni d'impellenti fasci di fibre plastiche, d'incerte sagome vetrose.

Rigorosamente fedele al geometrismo resta Marcolongo che ne arricchisce la formulazione

con scomposizioni dialettiche intensamente cromatiche per l'intervento di cristalli colorati o corindoni

sintetici. Una artista che fin dai primi lavori avverte nell'esercitazione geometrica una sensibilità

naturalistica è Barbara Paganin. Un percorso il suo dove la regola strutturale si trasforma in

paesaggio, in ambientazioni soprattutto marine, in una indagine animalistica, vegetale, floreale.

All'approdo naturalistico, nei suoi più recenti lavori, si accosta anche Reveane, uno dei protagonisti

del passato minimalista, che con inavvertiti accorgimenti trapassa schemi di assoluto rigore in

precise raffigurazioni di spazi come campi arati, dissodati, fluttuanti di fieno e di grano.

Graziella Folchini Grassetto


Non sta a me sottolineare il valore esemplare di questa importante attività che Rokpa svolge da

anni in ambito internazionale (altri con autorevolezza ne descrivono i propositi nel catalogo), ma

credo che per la prima volta in Italia assume una valenza culturale che va ben al di là della pur

sentita adesione e del contributo economico.

E’ un evento raro, infatti, che ad un’asta, sia pur determinata come questa da profonde

motivazioni umanitarie, vi sia una partecipazione così ampia e soprattutto qualificata. Appare

quindi evidente che lo scopo che la ha determinata è fortemente sentito e vivo nella coscienza degli

artisti, oltre che nella sensibilità più diffusa in ambito internazionale.

Tutto questo è inoltre testimoniato dai patrocini concessi a questa iniziativa da parte di organismi

internazionali come l’Unesco e di enti locali italiani quali la Regione Umbria, la Provincia di Perugia,

la Regione Veneto e il Comune di Padova.

Per quanto sia impossibile indicare una linea critica che riunisca tutti gli artisti che hanno aderito

alla richiesta di testimoniare, con le loro opere, l’adesione a questa importante iniziativa, e alla concreta

finalità che si propone, si può in ogni caso affermare che si tratta di personalità tra le più rappresentative

delle cultura artistica italiana contemporanea.

Nomi eccellenti, altri meno noti, tutti però stimolati da un’ansia di ricerca, sia pur con diversi mezzi,

e da una forte carica espressiva. E’ merito, quindi, di coloro che hanno voluto e organizzato questa

manifestazione aver agito non casualmente ma con la precisa consapevolezza delle scelte, con

una particolare attenzione alla qualità delle opere e alla autorevolezza degli artisti presenti.

Quindi un’asta esemplare – e, ripeto, accade di rado quando si tratta di una partecipazione così

ampia – il cui valore umanitario e culturale è messo in luce dalla disponibilità e generosità degli

artisti.

Pittori, scultori, orafi, architetti, designer, fotografi hanno infatti aderito donando gratuitamente le

loro opere, il cui contributo ha permesso di creare una iniziativa culturale di grande livello che, oltre

agli importanti risultati concreti che si otterranno con la vendita delle loro opere, può considerarsi al

tempo stesso una vera e propria mostra dove vengono messi a confronto le varie tendenze artistiche,

i diversi mezzi creativi, le specifiche tecniche operative.

Proprio per il carattere di organicità e di coerenza nelle scelte questa asta può rappresentare un

esempio di come gli artisti si sentano realmente coinvolti nelle motivazioni, ma anche nella richiesta

di una adesione non casuale e indifferenziata, voluta da una organizzazione che punta sul valore

culturale ai fini di una esperienza umanitaria.

Claudia Terenzi


Bruno Aller

Nasce a Roma nel 1960, Laureato all’A.A.B.B.

Dall’80 ad oggi partecipa a numerose esposizioni in Italia ed all’estero.

Tra le principali mostre: XLVI, XLVII e XLVIII e LII (II premio acquisto) Termoli (CB),

XXIX Premio Sulmona (targa d’argento),

“32 Artisti per Vlado Gotovac” Acc. di Romania Roma,

Arte Expo International N.Y. (USA), Affordable Art Fair, N.Y. (USA),

“Italian Contemporary Art”, Università di Akron, Ohio (USA),

“Le Vie Moderne” itinerante tra Roma, Spoleto, Termoli,

Galerija Klovicevi Dvori Zagreb, Stromüngen Ulm (D).

Acquisizione opera Università Tor Vergata Roma, I°premio acquisto Alliance 2007

Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private tra le quali: Albornoz, Spoleto;

Lagostina, Omegna (Verbania); Ambasciata Italiana a Belgrado; Farnesina, Ministero degli

Esteri; “La Martella” Matera; Galleria Civica Arte Contemporanea Erice (TP);

Museo Comunale d’Arte Contemporanea Spoleto.

E’ socio fondatore dell’Ass.Cult.”I Diagonali” e della galleria “Arte e Pensieri” Roma

Collabora col Prof. Stefano Gallo dell’Univ. di Tor Vergata nell’organizzazione

e diffusione di eventi artistici e culturali.

1

“Ri-tratto di P.Celan”

2008

tecnica mista su tela

cm 100 x 80

stima euro 1800

Bruno Aller

Via Ostilia 3,

00184 Roma

brunoaller@libero.it


2

“Opera”

2009

acrilico su tela

cm 36 x 25

stima euro 1200

Vincenzo Arena

Via Costantino 143

00145 Roma

info@vincenzoarena.com

Vincenzo Arena

Nato a Pizzo Calabro nel 1932. Ha vissuto a lungo a Bruxelles, Parigi, Bordeaux,

Singapore, e Tehran.

Nel 1968 ha fondato con Leo Breuer, Nino Calos, Ivan Contreras Brunet, Louis Deledicq,

Luc Peire, Michel Seuphor, e Romano Mattia Zanotti, il Gruppo CO.MO.

(Constructivisme et Mouvement).

Nel 1981 ha fondatoa Roma con gli artisti, Lucia Di Luciano,

Franco Giochino, Maria Lai, Rosanna Lancia, Estuario Maldonado,tilio Pierelli, Giovanni

Pizzo e Enrico Sirello il Gruppo Spazio Documento.

Fin dagli anni 60 ha indagato sulla percezione visiva, dapprima con le strutture primarie

seriali e seriali modulari e poi sui meccanismi percettivi della visione del colore.

Il suo lavoro ha interessato fin dagli anni 70 l’Università belga di Louvain e da alcuni anni

anche l’Università romana di Tor Vergata.

Ha partecipato ad importanti mostre sull’astrazione geometrica in Italia e all’estero.

Hanno scritto sul suo lavoro molti critici italiani e stranieri.


Paolo Assenza

Paolo Assenza nasce il 22/06/1974 a Roma dove vive e lavora. Frequenta l'istituto d'arte e

l'Accademia di Belle Arti di Roma dove si diploma nella sezione di Scenografia. Ha collabo

rato con Maurizio Mochetti, Nato Frasca, Bruno Aller, Angelo Bucarelli. Sue opereSono

Presenti in collezioni Pubbliche e private, in Italia e all'Estero

2008: “in/conciliazioni” personale a cura di Carlo Fabrizio Carli e Antonello Rubini; gall e

pensieri, Roma. 2007: “Ultimo Atto” Zoe Spazio Arte, Roma; “non è Francesco” collettiva,

gall. Arte e Pensieri, Roma; “liberafesta” video istallazione, Spinacelo, Roma; “europa

express 2007” a cura di Antonello Rubini “; L.I.ART, laboratorio incontri d'arte contempora

nea Roma.. 2006 Realizza un'opera permanente nel Albornoz Palace Hotel, Spoleto;

“Anime migranti”Istallazione xv edizione del festival del teatro di strada “Montone tra il sole

e la luna” Montone (Te). 2005 “figure” Archivio Centrale dello Stato, Roma; “premio

Sabaudia Ferruccio Ferrrazzi”, Sabaudia; “Interferenze premio termoli” vincitore del primo

premio alla 50° edizione del premio nazionale d'arte contemporanea a cura di Carlo

Fabrizio Carli, gall. civica, Termoli; 2004 “frequentazioni” gall. Arte e Pensieri, Roma;

“Umejetnici Rima Lipiku artisti di Roma alla città di Lipik” Croazia; “Arterie la notte bianca di

San Lorenzo Cortilarte” Roma; “hommage a Vlado Gotovac” Galleria Klovicevi Dvori,

Zagabria; “una mostra rotonda” Teatro della Rotonda, Roma;

“tutti puzzle per l'arte” Università di Tor Vergata, Roma; 2003 “C.R.R.A.C.”, gall. Arte e

Pensieri. Roma; video visioni” esperimento di video pittura in collaborazione con il corso di

Psicologia del Teatro dell' Univ. la Sapienza, Roma; “arte e pensieri” gall.Arte e Pensieri,

Roma; 2002 “CozzuFucoli” Video istallazione basilica di S.Clemente, Roma; “Il presente

della memoria suoni immagini e parole“ Performance di video pittura, Alpheus, Roma;

3

"Vetrina"

2009

multiplo di 3 esemplari

realizzato con stampe al plotter su acetato

e montato su lastre di plexiglass

cm 42 x 29,7

stima euro 1200


4

“Omaggio a E.Schiele”

2008

smalti e ossidi su rame

cm 46 x 62

stima euro 1000

Aldo Bertolini

Via di Bravetta 484

00164 Roma

aldobertolini@gmail.com

www.myartspace.com/aldo.bertolini

Aldo Bertolini

Fonda nel 2002 a Roma con Aller e Facchinetti il Gruppo “ I Diagonali “ e la Galleria “Arte

e Pensieri”. Ha esposto a Roma, Milano, Spoleto, Ulm, Zagabria, New York, Miami,

Cleveland, ecc.

Le sue opere si trovano in numerosi Musei e collezioni, tra le quali:

Collezione della Farnesina Roma, GAM Spoleto, Pinacoteca Termoli, La Salerniana Erice,

Ambasciata Italiana Belgrado,Universita' Tor Vergata Roma, Universita' Akron, USA,

Fondazione Lagostina, Fondazione Sassoli, ecc..


Marina Bindella

Marina Bindella nasce a Perugia nel 1957. Dopo la maturità classica, si laurea in Lettere

(Storia dell’Arte) all’Università la Sapienza di Roma. Nel 1980 realizza la prima mostra

personale. Nel 1986 si diploma in Incisione presso la Scuola delle Arti Ornamentali di S.

Giacomo. Nel 1987, lavorando sulla tesi per il diploma di perfezionamento universitario,

conosce Alina Kalcynska e studia la grafica polacca, su cui scriverà in varie occasioni:

comincia così a pubblicare saggi di grafica su riviste specializzate. Negli anni seguenti

frequenta gli studi di Carlo Lorenzetti, Giulia Napoleone, Guido Strazza. Nella prima metà

degli anni ’90 il suo lavoro si concentra sulla xilografia. Attraverso la collaborazione con

Lucio Passerini e i tipi de Il Buon Tempo, comincia a lavorare per varie edizioni d’arte, fra le

quali Il Bulino, Galerie Monika Hoffmann, Eos, Pulcinoelefante, Quaderni di Orfeo,

Ampersand. Oltre alla grafica i linguaggi privilegiati in questi anni sono il disegno a china e

l’acquarello. Attualmente insegna Storia della Grafica nelle Accademie di Belle Arti e tiene

corsi di perfezionamento in xilografia in Italia e all’estero. Vive e lavora a Roma.

Mostre personali recenti: 2001: “Doppio Segno”, Centro DRAC Luigi Di Sarro, Roma;

“Marina Bindella Disegni, Xilografie, Acquarelli”, Studio S Arte Contemporanea, Roma;

2003: ”Marina Bindella Opere su Carta”, Saletta Rosa Spina, Ascoli Piceno;

“Neue Holzschnitte”, Galerie Monika Hoffmann, Paderborn; nel 2004: “Incisioni, disegni,

acquarelli”, La Scaletta, Matera; “Partitura inquieta”, Gall. Il Bulino, Roma;

2006: “Strazza/Bindella Incisioni”, Gall.Comunale d’Arte Contemporanea, Ciampino Roma;

“Marina Bindella, Gravures”, Galerie de Wégimont, Soumagne Liège; 2007: “Marina

Bindella, Ritmi di luce, xilografie”, Gabinetto delle Stampe antiche e moderne, Palazzo

Cuttica, Alessandria; “Marina Bindella, Disegni e Acquarelli”, Il Triangolo Nero, Alessandria;

2008: “Assonanze” (stampe ai sali d’argento”), Gall.Arte e Pensieri, Roma;

“Altre Scritture”, Ass. Culturale Atelier, Roma

5

“Volta viola”

2007

acquarello

cm70x50

stima euro 1000

Marina Bindella

marinabindella@alice.it


6

“La Caduta”

2007

acrilico su tela

cm 60 x 50

stima euro 1.100

Fabrizio Campanella

Via Cernaia 47

00185 Roma

fabriziocamp@tiscali.it

Fabrizio Campanella

Nasce nel 1965 a Roma, dove si diploma in Pittura alla Scuola Comunale di Arti

Ornamentali “San Giacomo”.

Oltre alle varie personali, tra cui quelle alla Galleria “La Gradiva” e allo “Studio Soligo”

di Roma, partecipa dal ‘90 a numerose mostre di rilievo nazionale e internazionale

come la XIV Quadriennale di Roma, il LII Premio Termoli, il XXIX Premio Vasto, il XXV

e il XXVII Premio Sulmona, la II rassegna “Hommage à Vlado Gotovac” presso la

Galleria Klovicevi dvori di Zagabria.

Già iscritto all’ “Art Club” rifondato da Piero Dorazio nel ’95, recensito su cataloghi,

stampa quotidiana e sulle principali riviste di settore, le sue opere sono in collezioni pri

vate e pinacoteche pubbliche in Italia e all’estero.


Lucilla Caporilli Ferro

E’ nata a Roma nel 1965 dove vive e lavora.

Nel 1987, dopo la maturità artistica, si laurea all'Accademia di Belle Arti di Roma

nel corso di Pittura del M° Enzo Brunori.

Dal 1990 al 1997 collabora attivamente con la Galleria "Artivisive" di Sylvia Franchi.

Nel 1993 consegue l' Abilitazione all'insegnamento in Discipline Pittoriche per la scuola

superiore di 2° grado e in Educazione Artistica per le scuole superiori di 1° grado. Nel 1994

fonda a Roma l'Associazione L.I.Art Laboratorio Incontri d'Arte e da allora, in qualità di

Presidente, ne cura le attività statutarie per l'Arte contemporanea.

Nel 1999 vince la Cattedra di Discipline Pittoriche e al momento è

titolare presso il 4° liceo artistico statale di Roma.

Dal 2000 al 2003 è vice Presidente della Consulta della Cultura del Municipio Roma 2.

Nel 2003 consegue il 1° master di II livello per Mediatore dell'Orientamento

scolastico e professionale della Facoltà di Psicologia Roma 1,

con una tesi progetto per l'Orientamento e l'Occupazione delle Professionalità dell'Arte.

Nel 2006 consegue la Laurea Specialistica di 2° livello nella

Facoltà di Pittura presso la Rome University of Fine Arts.

Espone in Italia e all'estero dal 1984.

Hanno scritto del suo lavoro: Bruno Aller, Giuseppe Appella, Luca Arnaudo, Marcello

Carriero, Renato Civello, Vitaldo Conte, Paolo D'Orazio, Vittorio Esposito,

Mario Lunetta, Loredana Muller Donadini, Roberta Perfetti, Giuseppe Selvaggi,

Gabriele Simongini, Laura Turco Liveri.

7

“Graffito”

Tecnica mista su carta

cm 35x40

2007

stima euro 1000


8

“p05-15”

2005

olio, pigmenti e resina su alluminio e legno

cm 50x50

stima euro 1000

Andrea Carini

Via Trebbia 32, 20135 Milano

Via della Pisana 43, 00163 Roma

http://digilander.libero.it/andreacarini/

and.carini@gmail.com

Andrea Carini

Andrea Carini nasce a Roma nel 1973. Vive e lavora tra Milano e Roma. Dopo gli studi

all’Accademia di Belle Arti di Urbino, realizza a partire dalla metà degli anni ’90 numerose

residenze in Europa e Stati Uniti, allestendo mostre personali e collettive. Fra le più recenti

esposizioni personali si ricordano quelle presso la Galleria l Bulino ArteContemporanea di

Roma, presso il Museo Fondazione Luciana Matalon di Milano, e presso l’Istituto Italiano di

Cultura di San Francisco (Stati Uniti).

Le opere di Andrea Carini nascono da un’idea di spazio rarefatto e silenzioso nel quale, per

successive sovrapposizioni, si intessono trame luminose che descrivono geometrie pure,

suggeriscono spazialità ambivalenti, comprese fra la pelle della superficie e la lontananza

dell’orizzonte.

I piani metallici sono attraversati da brevi segmenti dipinti o incisi, perforazioni, chiodi e

tracce di pigmento addensato, mentre linee parallele e griglie sovrapposte accompagnano

musicalmente la progressione delle superfici.


Ettore Consolazione

Ettore Consolazione nasce nel 1941 a Roma dove Vive e lavora.Frequenta la facoltà di

Architettura e l'Acc. di Belle Arti di Roma, e a Urbino l'Ist. Superiore di Grafica e Incisione.

Approda alla scultura attraverso le esperienze di grafica, fotografia e scenografia.

La volontà di creare un prodotto artistico originale lo induce alla sperimentazione dei

materiali, quali terracotta e stoffa, interventi sonori e invadenze ambientali. Le attività di

scenografo lo portano ad inserire le sue opere in un contesto “teatrale”, spesso ironico.

Sculture leggere, facilmente trasportabili, nate dall'idea del “mondo in tasca”. Il passaggio

da un'attenzione del quotidiano a una dimensione lirica dell'arte avviene con le sculture in

stoffa. Il Sogno di Costantino (1976), una tenda percorribile dal fruitore, diviene ambiente

capace di evocare sensazioni. Alcune opere degli anni Settanta, Comizio, Bandiere, Libro,

Bottiglie Molotov; manifestano un impegno politico espresso in modo giocoso, liberatorio,

rispetto alla tragicità del periodo. La sua scultura nasce dalla meditazione sulla materia e

sulla sua capacità di autotrasformarsi. Tra le numerose mostre ricordiamo la sua presenza

nel 1976 alla XXXVII Biennale di Venezia, alla X e XI Quadriennale di Roma e alla XII

Biennale di Gubbio, nel 1981 alla rassegna “60/80. Linee della Ricerca Artistica in Italia”.

Negli anni novanta la ricerca di Consolazione subisce un processo di ulteriore

semplificazione, concentrandosi prevalentemente sull'aspetto progettuale e strutturale

dell'opera accentuando il carattere ambientale del evento. Nel 2000 la Gall. Comunale

d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma acquista i nove bronzi esposti alla mostra “Arte

Contemporanea Lavori in Corso 9”. Nel 2005 allestisce una grande mostra antologica a

Montecarlo pubblicando un'esauriente monografia.. Infine nel 2008 realizza nella nuova

sede della Unipol Bank di Roma una grande scultura di 4 tonnellate in bronzo patinato.

9

“Bronzo 2054”

2000

bronzo e travertino

cm 30 x 20 x 20

stima euro 3000


10

“Enigmetrico”

2006

Rilievo in legno e pittura

cm 40 x 55,5 x 3

stima euro 2000

Bruno Conte

Via delle Colonnelle 16

00186 Roma

u.brunoconte@virgilio.it

Bruno Conte

Nato a Roma nel 1939. Iniziali opere di carattere grafico astratto surreale. Espone alla VII e

VIII Quadriennale di Roma,1955 e 1960. Nel 1956 alla XXVIII Biennale di Venezia. Attività

con la Galleria L’Obelisco di Roma. Tra il 1959 e il 1961 elabora immagini con testi poetici e

sviluppa la sua parallela attività letteraria. Nei primi anni ‘60 le sue pitture acquistano

consistenza materica. Successivamente prevale una scelta oggettuale che si definisce nel

tempo in un carattere astratto metafisico. Si interessa del suo lavoro Arturo Schwarz.

Ha contatti con Fausto Melotti che presenta nel 1982 la mostra Equilibrio, Il Segno, Roma.

Espone nel 1986 alla XLII Biennale di Venezia. I suoi libri lignei, in cui suggerisce una

autonoma quasi scrittura vegetante, sono esposti anche al MoMA di New York nel 1992.

Tra e personali si ricordano: Galleria Numero, Firenze, 1961; New Vision, Londra, 1965;

Studio Cavalieri, Bologna, 1977; Galleria Blu, Milano, 1978; Palazzo Diamanti, Ferrara,

1987; Palazzo Ducale, Urbino, 1992; Galleria Niccoli, Parma, 1995; Galleria Kaze, Osaka,

2000; Galleria Civica di Termoli, 2004; Galleria Peccolo, Livorno, 2007.

Negli ultimi anni la sua pittura, come velo ambiguo sul legno in contrasto con il bianco

gesso, attraversa le forme concettuali essenziali. Si ricordano ancora le mostre Lavori in

corso, Macro, Roma, 1999; Artisti del XX secolo, Ministero degli Esteri, Roma, 2003; XIV

Quadriennale di Roma e Expo di Aichi, 2005; Il libro come opera d’arte, Galleria Nazionale

d’Arte Moderna, Roma 2006.


Michele Cossyro

Nasce a Pantelleria nel 1944, vive e lavora a Roma.

E’ titolare della cattedra di decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Dal 1970 ha attuato 52 mostre personali e ha partecipato a numerose

rassegne, collettive e mostre di prestigio in Italia e all’estero.

Ill suo lavoro viene collocato dalla critica nell’ambito dell’ Astrazione fenomenica.

E’ riconosciuto come uno dei più significativi scultori dell’arte contemporanea.

E’ stato invitato alla Quadriennale di Roma del 1975, del 1986 e del 2005, alla Biennale di

Venezia del 1984, di Milano del 1986, di Basilea del 1983 e di Menton del 1974.

Le sue opere sono presenti in Musei e Collezioni private di prestigio.

E’ attivo nel campo dell’arte per l’architettura producendo sculture, mosaici, vetrate,

ceramiche e attraverso le sue ambientazioni, frantumazioni e disseminazioni crea

nuovi spazi percettivi in cui interagiscono la pittura e la scultura.

Tra le mostre personali si segnalano:

2009 “Abissi” Oratorio di S.Rita , Palermo; 2008 “Scorie” Centro L.Di Sarro, Roma; 2007

Gibellina Atelier 2 Fondazione Orestiadi, Gibellina; 2005 “Michele Cossyro e Nedda Guidi”,

gall. Arte e Pensieri, Roma; 2004 “Metafora del viaggio” Studio Ostia 23, Roma; 2003

“Scultura complice del segno” , gall. Arte e Pensieri, Roma; 1992 “Sculture”, gall. Vanna

Casati, Bergamo; 1991 gall. Chapitre XII, Bruxelles; 1987 Centro d’Arte Termoli; 1985

gall. Ezio Pagano, Artecontemporanea, Bagheria; 1978 gall. Arti visive, Roma; 1977 gall.

Eichinger, Munchen; gall. Cortina, Milano; 1970 gall. Sistina, Roma.

11

“Fortuna”

2004

ceramica su tavola e disegno

cm 121 x 81

stima euro 1200


12

“Volo leggero”

2009

tecnica mista su carta

cm 50 x 70

stima euro 1000

Nino De Luca

dlnino65@virgilio.it

www.ninodeluca.com

Nino De Luca

Nino De Luca è nato a Torre Del Greco (NA) il 12/09/1965. Fino al 1970 è vissuto ad Atina

(FR), luogo che per le sue caratteristiche paesaggistiche ha influenzato la sua ricerca

artistica. Ha proseguito gli studi artistici diplomandosi nel 1983 presso il I° Liceo Artistico

Romano, dove ha avuto la fortuna di ricevere gli insegnamenti di Giulio Turcato. Nel 1988

ha ultimato il corso degli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma, nella sezione

pittura. Nel 1989 fonda con altri due compagni di accademia l’associazione d’arte

“Laboratori Incontri d’Arte”. Nel 1990 partecipa al concorso nazionale, bandito dal Ministero

della Pubblica Istruzione, per l’insegnamento nelle scuole superiori di Discipline Artistiche,

risultando vincitore nella classe di concorso di Discipline pittoriche e educazione artistica,

conseguendo le rispettive abilitazioni all’insegnamento. In occasione delle personali tra il

1995 e il 1998, per i relativi cataloghi, hanno scritto di lui Nicola Spagnoli , Mario Lunetta e

Vittorio Esposito Durante il 1999, ha la fortuna di conoscere il critico Gabriele Simongini

grazie al quale viene presentato ad alcune manifestazioni e premi. Nel 2005 espone a

Bucarest presso il ministero della cultura romeno, evento organizzato e promosso dal

Ministero degli Esteri, dall'Ambasciata Italiana in Romania e dall'Istituto di Cultura italiano di

Bucarest ,mostra a cura dello storico dell'arte Lorenzo Canova. .Nel 2007 espone a Sibiu

( Romania ,città europea della cultura ) presso il Museo Brukenthal a cura della storica

dell'arte M.O. Tudoran. Le sue opere sono presenti in collezioni private e museali in italia e

all'estero. Dall'anno 1989, all'attività artistica, Nino De Luca ha affiancato la professione di

insegnante di discipline pittoriche nei licei artistici e istituti d'arte. Attualmente vive a Roma

dove ha sede il suo studio.


A.Pio Del Brocco

Autodidatta, nato a Ceccano (Fr) nel 1951.

Il suo percorso artistico si svolge per cicli di ricerca dove

sperimenta l’uso di tecniche e materiali.

Dopo un primo periodo di impronta espressionista “figure”

seguono “passaggi”, “bandiera” e “uno sguardo all’interno”.

Dal 2002 lavora sul ciclo delle “apparenze”, composizioni astratto/geometriche

giocate sul motivo delle trasparenze.

E’ del 1990 la sua prima personale alla galleria il Canovaccio di Roma

e da allora partecipa a numerose mostre ed eventi artistici

di rilevanza nazionale e internazionale.

Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private.

La sua ultima mostra “solo pazzi! solo poeti” e’ stata presentata alla

galleria Arte e Pensieri di Roma nel 2008.

13

“apparenze 22209”

2009

acrilici e collage su tavola

cm 70 x 70

stima euro 1200

Antonio Pio Del Brocco

Via dell’Aquila Reale 2

00169 Roma

a.piodelbrocco@alice.it


14

“Territori e barriera”

2008

Acrilici su tela

cm 50 x 50

stima euro 1000

Adriano Di Giacomo

Via di San Giovanni in Laterano 74

00184 Roma

digiacomo18@hotmail.com

adrianodigiacomo.it

Adriano Di Giacomo

Nato in Lucania nel 1948, vive e lavora tra Roma e Ancona. La sua formazione è

caratterizzata, dopo la maturità, dal conseguimento del diploma presso la Scuola Superiore

di Disegno Anatomico della Facoltà di Medicina di Bologna e, successivamente, consegue

l’Alta Formazione Artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma nella sez. di Pericle

Fazzini, discutendo la tesi con Vivaldi, e si iscrive alla facoltà di Lettere a Roma. Ordinario

nei Licei di Stato consegue diversi perfezionamenti presso scienze della Formazione

(Università di Firenze), e in Didattica Museale (Università Roma Tre) ed ha collaborato con

istituzioni universitarie e FAO in pubblicazioni. E’ fondatore di Associazioni Culturali per

l’arte e del MUDITAC a Roma. Espone fin da giovanissimo, nel ’68 al Premio Sassoferrato

(AN) e nel ’69 a Bologna è al Museo Civico nell’ambito di “Proposta per una

Manifestazione/incontro”, nel corso degli anni ha partecipato ad oltre duecento iniziative

nazionali ed internazionali ed è presente in diverse collezioni pubbliche e private.

Attualmente dirige il III Istituto St. d’Arte di Roma.

Tra le più recenti partecipazioni si registrano: “LIBEROLIBROdARTISTALIBERO”

(Viaindustriae/Studio A’87) Foligno/Spoleto; “La Bacheca” (Gall. La Cuba d’Oro) Roma; “In

Tandem per l’Italia” (Gall. Arte Fuori Centro) Roma, Campobasso, Rovereto, Frosinone;

“Arte3” (Cavourarte) Terni.


Marisa Facchinetti

Nasce in val d’Ossola (VB) nel 1948. Inizia a dipingere dall’adolescenza, Nei primi anni ’70

si trasferisce a Roma dove nel ’79 fonda con altri artisti l’ass.cult “Vicolo ‘49” in cui si

organizzano happenings e mostre di giovani emergenti,

dal 2001 è socia fondatrice e presidente dell’ass.cult. “I Diagonali”

che nel 2002 apre la galleria “Arte e Pensieri” di cui è Direttore Artistico.

Il suo lavoro si basa fin dagli anni ’60 sulla sperimentazione del colore in relazione con

il gesto come azione, passando attraverso l’analisi non ultima dello spazio.

Tra le principali esposizioni: “Italian Contemporary Art” Akron Ohio; XLVI, XLVII,

XLVIII Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea di Termoli; Pesqueira Gallery Miami ;

Stromüngen Ulm (D); Galerija Klovicevi Dvori Zagreb.

Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private tra le quali:

Ambasciata Italiana di Belgrado; Farnesina (Ministero degli Esteri, Roma); centro Sant’Anna

Matera; Pinacoteca Arte Contemporanea Termoli (CB); galleria Civica Arte Contemporanea

Erice (TP); Collezione Permanente università di TorVergata (Rm).

Sul suo lavoro hanno scritto tra gli altri: Mario Bologna, Stefano Gallo, Mario Lunetta,

Luciano Marziano, Achille Pace.

15

senza titolo

2007

acrilico su tela

cm 80 x 80

stima euro 1200

Marisa Facchinetti

Via Ostilia3

00184 Roma

loita@tiscali.it


16

“Oltre la superficie”

2009

tecnica mista

cm 32 x 42

stima euro 1200

Renato Fascetti

Renato Fascetti è nato a Roma nel1936. Frequenta i corsi di pittura presso

l’Istituto d’Arte di via S.Giacomo a Roma.

Esordisce nel 1962 in una mostra presso la galleria “Numero” di Fiamma Vigo a Firenze e,

nello stesso anno, partecipa al Premio Ministero Pubblica Istruzione presso la Galleria

d’Arte Moderna di Romano ve il suo lavoro viene segnalato dalla critica. Inizia una sua

ricerca che, partendo dalla superfice del quadro, riveli una spazialità capace di sollecitare

percorsi interni sia a livello concreto che emotivo.

Nel 1967 esordisce a Roma presso la galleria “L’Obelisco” di Gaspero Del Corso in una

collettiva ed una mostra personale presentato dal critico Dario Durbé.

Nel maggio del 1968 la rivista Art International di Lugano nell’articolo “Artists on their art”

pubblicava le dichiarazioni richieste ad alcuni artisti fra i quali Fascetti. In una parte di tale

dichiarazione d’intenti egli dichiarava di voler verificare la validità di uno spazio “nuovo”,

concreto e percorribile, che esprimesse oltre al linguaggio tecnico elaborato anche

l’emozione di un percorso all’interno di questa esplorazione.

Se si considera il termine “superficie” anche come sinonimo di “superficialità”, allora tale

diaframma può essere valicato, attraversandolo e rivelare ciò che di profondo si può celare

oltre l’apparenza. La ricerca di Fascetti è sempre rimasta nel tempo coerente con questa

sua impostazione di lavoro.


Renato Flenghi

Nato a Pomezia nel 1953.

Nel 1979 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Roma nel Corso di Scenografia con il

Maestro Toti Scialoja. Insegna Arti della Stampa presso l'Istituto Statale d'Arte di

Pomezia. Alla fine degli anni '70 la sua attività di ricerca artistica si rivolge

prevalentemente alla grafica, frequentando e collaborando con la

Calcografia Nazionale di Roma.

Negli anni '80, una breve parentesi è dedicata alla gestualità delle performance

ed è interprete e autore di: “Morte dell'Altrio” (1980 Pomezia), “Expandersi” (1981 Roma).

Inizia negli anni '90 una lunga fase di sperimentazione artistica attraverso un percorso

lavorativo con vari materiali fino ad approdare, in questi ultimi anni, al metallo e al legno

combusto. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali.

17

“parentesi”

1992

Metallo, carta e inchiostro

cm. 45x60

stima euro 1000

Renato Flenghi

Via Pier Crescenzi, 40

00040 Pomezia RM

renato.flenghi@fastwebnet.it

www.renatoflenghi.com


18 a/b/c

“spilla spin”

2008

acciaio, vetro, caucciù, smalti

stima euro 100 ognuna

Anna Fornari

Anna Fornari, orafo artista, durante gli anni vissuti a Firenze apprende le tecniche più

antiche dell’oreficeria direttamente dai Maestri Orafi della storica tradizione fiorentina per

arrivare alla piena capacità di creare il gioiello realizzato ad arte.

L’interesse per il mondo dell’arte nella sua complessità porta A.F. a considerare l’oreficeria

non solo un’espressione della tradizione, ma essa stessa dimensione artistica,

rivalutata e definita nell’identità dell’orafo,

dando così un significato coerente al termine di “orafo artista”.

“... L'Arte, il Design, l'Artigianato Artistico sono espressioni della nostra contemporaneità

trovandosi spesso in stretta sintonia progettuale con formule ottimali di collaborazione nel

superamento di antiche separazioni o distinzioni di valore...”.

Fa parte di agc, associazione gioiello contemporaneo.

Partecipa ad importanti mostre in Italia e all'estero quali ad esempio:

“Gioiello italiano contemporaneo” (a Vicenza, Milano, Berlino, Torino);

progetto mostra “Garbage Pin” in Portogallo; personale alla galleria Alternatives di Roma;

Arte e Design al “SOFA” di New York; personale alla galleria “Contemporastudio” di Firenze;

Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma; “Festival dei due Mondi” a Spoleto.


Leonardo Galliano

Nasce a Terracina il 25.8.54 . Vive e lavora a Roma . Nella primavera dell’ 85 è a Parigi,

Amsterdam, Bruxelles. Ha esposto in numerose Gallerie a Roma e all’estero :

Liegi, Seine sur Mer Tolone, Praga, Berlino Rotterdam. Le sue opere sono presenti nella

Pinacoteca di Arte Contemporanea di Termoli, nella Fortezza Napoleonica di Arte

Contemporanea presso La Seine sur Mer Tolone,

Centro di ricerca archivio e documentazione di arti visive del Comune di Roma.

Collezioni private si trovano in Polonia, Belgio, Italia, Francia.

Hanno scritto di lui i critici : Vito Apuleo ,Barbara Martuscello, Massimo Locci, Renato

Civello, Iosè Streè Prof. di estetica all’accademia Belle Arti, San Luc di Liegi.

19

“Children AAAL”

2009

acrilico su tela

cm 80 x 80

stima euro 1200

Leonardo Galliano

Studio: Via C. de Lellis , 2C 00151 Roma

Cell. 3395713847 tel/ fax 0655271069

leogalliano@tiscali.it


20

senza titolo

2007

acrilico su tela

cm 56 x 56

stima euro 2500

Franco Giuli

Franco Giuli è nato a Cerreto d’Esi nel 1934 , vive e lavora a Fabriano e Roma .

Ha incentrato la sua ricerca sulla tridimensionalità della pittura e continua ad approfondire

quella sugli aspetti volumetrici, sulla superficie prospettica e sulla dinamica spaziale, tra

realtà e fantasia.

Franco Giuli espone dal 1960. Ha partecipato ad importanti mostre collettive tra le quali la

XXXVI Biennale internazionale di Venezia nel 1972 e nel 2007 (Eventi Collaterali); Astratta

,Secessioni astratte in Italia dal dopoguerra ad oggi ,Verona, Milano e Darmstadt;

“Linee della ricerca artistica in Italia dal 1960 al 1980”, Palazzo delle Esposizioni, Roma;

“Nuove Tendenze della Pittura Europea”,Dusseldorf; “Rapporti tra Critica Analitica e ricerca

nelle Arti Visive”, galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna; Art’90 For Europe,Londra;

galleria d’Arte Moderna, Gallarate; “L’Arte Italiana del XX° secolo attraverso i grandi

marchigiani”, Mosca e mole Vanvitelliana , Ancona; Museo de Arte Contemporanea

Rio de la Plata ,Argentina.

Ha tenuto circa 60 personali tra le maggiori città italiane, tra le quali: galleria Flori, Firenze;

galleria Ariete, Milano; galleria la Polena, Genova; galleria Vismara, Milano; galleria

Edieuropa, Roma; Palazzo Massari, Ferrara; galleria la Chiocciola, Padova;

galleria Giulia, Roma.


GRUPPO TATA

Nel 1980 Ennio Chiggio e Giulia Laverda aprono a Padova la galleria TOT, per la quale

Chiggio cura, oltre a mostre sulle tendenze radicali del design contemporaneo come

Ultramobile, Memphis, Alchimia, Gufram, le installazioni e ricerche concettuali sulla

performatività del linguaggio ludico del gruppo TATA fondato assieme agli architetti Baruffi,

De Santi, Rigo, Pavan, Zambon, agli artisti Garner, Pardini e al critico d'arte Ernesto

Luciano Francalanci, con cui si unisce in un lungo sodalizio sia didattico che critico. Tale

attività inizia con la pubblicazione del volume “Del Ludico” edito da Mazzotta e prosegue

con una serie di libri oggetto prodotta dalle Edizioni Tot. L'esperienza collettiva dei Ludici si

conclude nel 1988. Di questo operare si sono occupati lo storico Ernesto L. Francalanci

docente a Venezia ed Annamaria Sandonà dell'Università di Padova.

ENNIO CHIGGIO: Ennio Chiggio è attivo nelle arti figurative dal 1959, quando fondò con

altri 'coautori' il gruppo Enne. Si è interessato di musica sperimentale, poesia visiva, design

grafico e industriale, anche come docente. Nel 1980 ha dato vita con un gruppo di

'intellettuali' a un cripto movimento ludico, il “Tataludico”, che ha esplorato le possibilità del

linguaggio nel rapporto tra percettivo e logico filosofico, dopo gli avvenimenti

Dada e Fluxus. Questa esperienza è terminata nel 1988.

21

TATA BOOK, a cura di Ennio Chiggio,

stampa in multimedia con inserti tipografici,

Padova, 1982.

100 copie stampate, questo è uno dei 10

fuori serie che presenta sacchetto di tela

gialla: il contenuto diventa contenitore.

stima euro 800

Collezione privata Giulia Laverda


22 a

“Donna dal carattere

d'oro”

Serie Tata Pagine

1982 serie TATA PAGINE

stampa a inchiostro su cartoncino

cm 33 x 43

stima euro 700

Gruppo TATA

Floriana Rigo

Nata a Padova. Floriana Rigo si è laureata in Architettura a Venezia nel 1979 con Franco

Rella. Co fondatrice del gruppo TATA, il suo lavoro di questo periodo è presente nel DA

DADA A TATA UN FLUXUS FRAGILE, TOT, a cura di Ennio Chiggio, Tipo Litografia Armena

di VENEZIA, maggio 1982; TATA ovvero del LUDICO, YATOY, Collezione Ludica 1982, a

cura di Ennio Chiggio, Show Gallery TOT, Padova; TATA BOOK, a cura di Ennio Chiggio,

stampa in multimedia con inserti tipografici, Padova, 1982, e TOTEMICA, a cura di Ennio

Chiggio, TOT, oggetti e situazioni ludiche, materiali ludici dal 1983 al 1985, Padova.

Ha realizzato scritture, oggetti ludici, videoclip, irruzioni sceniche e installazioni riflessive.

Vive a Padova dove insegna Storia dell'arte nell'Istituto Statale d'Arte “P. Selvatico”.

Hanno scritto del suo lavoro: Ernesto Luciano Francalanci, Caterina Virdis Limentani,

Ottorino Stefani, Sarenco.

Floriana Rigo

www.florianarigo.it

florianarigo@alice.it

22 b

“Casa di piacere,

Versione giorno”

Serie Tata Pagine

1981 serie TATA PAGINE

tampa a inchiostro su cartoncino

cm 30 x 40

stima euro 400

22 c

“Casa di piacere ,

Versione notte con

calze a rete”

1981 serie TATA PAGINE

Tecnica: stampa a inchiostro su cartoncino

cm 37,5 x 47,5

stima euro 400


Gruppo TATA

Paolo Pavan

Nato a Padova nel 1955. Si laurea in Architettura presso lo IUAV di Venezia

il primo giorno di primavera del 1980.

Collabora con l'Architetto GianCarlo Leoncilli Massi ad allestimenti per

la Biennale di Venezia ed altri progetti.

Nel 1982 è fondatore, con E. Chiggio, E. L. Francalanci ed altri del FLUXUS TATA.

Collaboratore alla didattica presso il Corso di Disegno Industriale dell'Istituto Universitario di

Architettura di Venezia. Docente presso la SSIS di Cafoscari a Venezia.

Fondatore con Piero Olmeda della rivista "POETRONIKE x lo sviluppo

delle arti elettroniche".

Fondatore, con Piero Brombin, Franco Poli ed altri, di DESIGN WORKSHOP.

Fondatore con Oddone Longo, Camillo Bianchi, Vittorio dal Piaz, Enzo Siviero ed altri del

Forum per l'Architettura Contemporanea.

Organizzatore e curatore di Convegni sull'Architettura, il Design ed il Territorio.

Relatore a Conferenze nazionali ed internazionali. Presente a numerose mostre

di Arte, Architettura e Design.

Svolge attività di progettazione architettonica, di design e di pubblicista a

Padova dove ha studio. Del suo lavoro ha scritto Ennio Chiggio in

“DA DADA A TATA UN FLUXUS FRAGILE”; Venezia, 1982.

23

“Il Palladio sacrificato ad

Athena”

1982

Serigrafia non numerata (100 esemplari) su

PoliVinilCloruro

cm 40 x cm 95

stima euro 300

Arch.paolo pavan@libero.it


24

“Fosbury”

(Trittico)

1982 2008

stampa intelata su lino

cm 90 X 90

stima euro 4500

ruggerozambon@libero.it

Gruppo TATA

Piervirginio Zambon

Ginio Zambon, figlio del poeta Vittorio Zambon, vive e opera a Padova. Si laurea in architet

tura nel 1972, presso lo IUAV di Venezia. Opera nel settore della Comunicazione Visiva per

la pubblicità. L'attività artistica che precede la Laurea spazia dalla pittura all'uso sperimenta

le della fotografia, alle performances comportamentali. Realizza lungometraggi e videotape.

A New York, lavora presso lo Studio Pubblicitario Aaron e nella Fondazione per la

Comunicazione Urbanistica U.P. E' tra i fondatori di TATA, movimento artistico avente il

'”ludico” come poetica. Successivamente, indaga il territorio della Computer Art con le

prime postazioni elettroniche dedicate alla grafica. Nell'attualità è impegnato nella sperimen

tazione compositiva, nella contaminazione tra le forme artistiche (Arte, Architettura, Design),

ponendo al centro del suo operare i temi della spazialità archetipa: dalle forme di Filebo alla

Topologia.

Ispirato al romanzo di Max Ernst “Una settimana di Bontà” risultato di lavoro di forbice e

colla a partire da un vecchio tomo illustrato del Dorè. Pubblicato nel 1933 34. Zambon scri

ve: “Ernst è erede degli incisori germanici antichi ed è grazie a lui che il genio fantastico e

crudele di quelli è riemerso nel dadaismo e nel surrealismo. Il giorno in cui mi sono trovato

tra le mani questo romanzo mi sono sciolto nello spazio e nel tempo come un orologio di

Dalì. Sbalordito dalla forza delle immagini e dal coraggio di Max Ernst che attraversa il XIX

ed il XX secolo, mi è cresciuto pian piano all'inizio e poi di corsa questo mio salto nel XXI

secolo, 'Fosbury!'”


Bruno Lisi

Roma, 1942. Dopo gli studi, all’Istituto Statale d’Arte di Roma, di tecniche pittoriche con

Alberto Ziveri, di mosaico con Michelangelo Conte e di plastica con Ettore Colla, ha tenuto

la sua prima personale alla Silmarc di Messina nel 1961, partecipando in seguito a

numerose mostre collettive e personali.Ha insegnato disegno dal vero ed educazione visiva

all’Istituto Statale d’Arte dell’Aquila e “figura” al Liceo Artistico di Roma. Se una parte del

suo lavoro ha mostrato una tendenza alla “riduzione di qualsiasi presenza all’interno del

l’opera, scarnificando il colore ed eliminando ogni struttura che potesse far pensare a una

ricercata complessità di impostazione” (F.Moschini), nelle opere degli ultimi anni “segni e

immagini si sganciano da un coercitivo sistema di significazione prestabilito (…); le cose, gli

oggetti vengono separati dalle loro relazioni consuete e divengono segni, tracce che l’artista

raccoglie e ricompone, creando una realtà altra, chiusa all’ordinarietà del significato, all’ar

roganza del senso” (C.Casorati). Principali mostre personali:1961 Silmarc, Messina; 1962

Gall. Anthea, testo di G.Selvaggi, Roma; 1964 Gall. Anthea, testo di M.Venturoli, Roma;

1969 Gall. 88, testo di M.Venturoli, Roma; 1971 Gall. 88, Roma; 1976 Gall. Parametro,

testo di C.Vivaldi, Roma; 1978 Gall. Documento Arte, testo di C.Terenzi, Roma; 1979 Gall.

Documentazione Grafica, testo di C.Benincasa, Roma; 1984 Temple University, testo di

M.Volpi, Roma; 1986 Gall. Il Luogo, testo di M.Martini, Roma; 1988 Sale del Bramante,

testo di P.Ferri, Roma; 1989 Gall. A.A.M., testo di F.Moschini, Roma; 1991 Gall. Eralov,

testo di E.Mascelloni, Roma; 2000 Gall. Ninni Esposito, Bari; 2001 Gall. A.A.M. Palazzo

Brancaccio, testi di F.Moschini, M.Martini, C.Subrizi, E.Mascelloni, C.Casorati, P.Ferri,

L.Trucchi, Roma; 2003 Gall. Pino Casagrande, testo di P.Ferri, Roma; 2004 Museo della via

Ostiense, testi di F.Moschini e P.Ferri, Roma; 2005 Gall.Ninni Esposito, Bari.

25

senza titolo

1992

pittura su tela

cm 40 x 40

stima euro 1000


26

senza titolo

2008

acrilico su carta

cm 50 x 36

stima euro 3000

Carlo Lorenzetti

Carlo Lorenzetti nasce nel1934 a Roma dove vive e lavora. Inizia ad esporre nella

seconda metà degli anni '50 imponendo un sostanziale mutamento delle modalità di

intendere il lavoro sulla tridimensionalità e sullo spazio: egli sceglie quale mezzo della sua

ricerca plastica la lastra metallica che, direttamente sbalzata, vive la terza dimensione

contrastando ogni valenza di peso. Nel 1962 è invitato all'esposizione di Spoleto "Sculture

nella città",quale scultore più giovane accanto ad Arp, Calder, Moore, Smith ecc. Partecipa

alle Biennali di Venezia ('70, '72 con sala personale, '76, '86); alle Quadriennali di Roma

('65, '73 con sala personale, '86, '99); a rassegne in musei nazionali ed internazionali tra cui

quella di Montreal, New York, Milano, San Paolo del Brasile, Madrid, Colonia, Vienna,

Cracovia, Lubiana, Budapest, Basilea, New Delhi, Tokio, Bilbao, Buenos Aires, Mosca,

Leningrado, Francoforte sul Meno, Osaka, Bruxelles. Tiene numerose mostre personali ed

antologiche nella città di Anghiari (1972), nel Pal. Comunale di Salò (1986), nel Pal. Dei

Consoli di Gubbio (1986), nella galleria piccoli di Parma (1989), nella galleria Civica di

Modena (1992), nel Padiglione d'Arte Contemporanea di Ferrara (1996), nel Castello di

Pergine Valsugana (1998), nella gall. Fumagalli di Bergamo (2001).

Sue opere sono esposte in musei e collezioni pubbliche sia in Italia che all'estero. Realizza,

su commissione, grandi sculture in spazi pubblici. Riceve, come conferma della critica per il

suo percorso artistico, riconoscimenti ufficiali quali il Premio Nazionale per la Giovane

Scultura (1959) attribuito dalla GNAM di Roma, il Premio Antonio Feltrinelli per la Scultura

aseegnato dall'Accademia Nazionale dei Lincei (1988), il Premio Presidente della

Repubblica Italiana per la scultura 2004 su designazione dell'Accademia di San Luca,

di cui fa parte dal 1999.


Giovanna Martinelli

Romana del ’57, autodidatta, nel ‘76 con la Cooperativa Murales

apre l’omonimo club di jazz in trastevere.

Dal ‘79 si occupa anche di grafica editoriale e inizia la collaborazione con

lo scultore Ninì Santoro e lo Studio Bravo.

Nel 1986/87 frequenta l’Atelier 17 di S.W.Hayter a Parigi

dove si perfeziona nella tecnica di stampa calcografica a colori.

Fa parte del nordeuropeo Pip Group (painting in progress) e dal 2005

dell’Associazione discultori ungherese “La Fonderia”

Dopo la prima personale nell’’87 a Strasburgo ha esposto anche anche

al Salon de Mai a Parigi nel 90, ed inoltre a Caserta, Roma,

Montivillier (Normandia), Chamalières (ClermontFerrant), Termoli, Mozzate (Co),

Zagabria (Croazia), Lipik(Croazia), Venezia, Youngwood (Pennsylvania U.S.A.),

Nay de Béarn (Francia), Ascoli, Reykjavìk (Islanda), Pécs (Ungheria) ,

San Francisco (U.S.A.), Spoleto, Matera,

Capileira (Andalusia Spagna),Viareggio, Bassano del Grappa.

27

“Evoluzione”

2009

bassorilievo acquaforte

cm 50 x 165 x 5

stima euro 1500

Giovanna Martinelli

martinellgiovanna@gmail.com

www.myartspace.com/giovannamartineli


28 a/b

“Tra sogno e realtà”

2009

tecnica mista su legno e cartone

due moduli cm 45 x 45

stima euro 1200 a modulo

Luisa Mazza

Via Rosario Nicolò 10

00156 ROMA

luisa.mazza@inwind.it

http://spazioinwind.libero.it/luisamazza

Luisa Mazza

Nata a Noto (SR) nel 1964, vive e lavora a Roma dove ha frequentato l’Accademia di

Costume e di Moda. Ha distribuito i suoi interessi tra campi variegati: ideazione di costumi

teatrali, collaborazioni come stilista con fotografi di moda, insegnamento, decorazioni per

poi approdare alla realizzazione di opere pittoriche e scultoree.

Ha tenuto la sua prima personale al Centro “Luigi Di Sarro” di Roma nel 2003. Tra le

esposizioni più importanti, le personali presso la galleria Ellequadro nel 2005 e nel 2007 al

Palazzo Ducale di Genova, alla L.I.art di Roma nel 2004 e nel 2008, alla Città della Pace di

Rondine (Arezzo) nel 2007 ed ha partecipato a varie edizioni di ARTOUR O a Shanghai,

Yiwo (Cina) ed a Firenze, dove nel 2009 ha esposto per la Fondazione Atchugarry e nei

musei di Santa Maria Novella e Bigallo.

Tra i riconoscimenti più importanti il premio “Arte Metro Roma” e nel 2007 ha vinto il

concorso per opere d’arte bandito dal Ministero delle Infrastrutture.

Predilige lavorare su grandi superfici.

Hanno scritto del suo lavoro Luca Arnaudo, Marcello Carriero, Patrizia Ferri, Clara

Iannarelli, Tiziana Leopizzi, Barbara Martusciello.


Alessandro Mendini

Studio Alchimia

(Reali, Panzeri. Corti, Gregori, Biffi, Morpurgo, Bianchi, Guerriero e molti altri)

Negli anni '80 Mendini fu tra i rinnovatori del design italiano. Ha ricevuto molti premi tra cui

il Compasso d'oro. Alla fine del decennio fonda insieme al fratello Francesco

l'Atelier Mendini. E' uno dei maggiori esponenti di Studio Alchimia.

“Oggetti a reazione poetica, in un certo senso, con obiettivi indiretti: messa in parentesi del

sistema design, vertigine della funzione, liberazione nell'ironia. Eppure niente di più lontano

da queste colorate fantasie dai modi e dalle tecniche di quell'avanguardia radicale

da cui pure è reduce la maggior parte degli autori di Alchimia.

All'autentico ed al nuovo si sostituisce così il falso e il deja vù; al design il re design;

all'utile il superfluo; alla contestazione la citazione.”

Fulvio Irace

29 a/b

“Architettura da parete”

1985

Edita da Giulia Laverda per le Edizioni Tot

Gallery

due serigrafia 15/200 e 16/200

su PoliVinilCloruro

cm 50 x 75

Collezione privata Giulia Laverda

stima euro 200 cadauna


30

“Pittura 586”

2008

acrilico, asfalto e metallo su tavola

cm 71 x 48,5

stima euro 1200

Manlio Monti

Manlio Monti è nato a Locarno nel 1948. Dopo le scuole dell’obbligo ha seguito per tre anni

il Centro Scolastico per le Industrie Artistiche di Lugano. In seguito, trasferitosi a Losanna,

ha frequentato l’Ecole Cantonale des Beaux Art et d’Art Appliqué. Dal 1971 al 1999 ha

insegnato nelle scuole secondarie del Canton Ticino.

E’ titolare dal 1987 delle Edizioni Il Salice. Insegna, dal 2000, presso il Centro Scolastico

per le Industrie Artistiche di Lugano e alla Scuola Universitaria Professionale (SUPSI).

Vive e lavora a Locarno.

Esposizioni: 1986 Carrefour International de l’Estampe La Tour d’Aigues, Francia;

1994 Casa Cavalier Pel landa, Biasca; 1995 Sala Patrizialw, Bellinzona;

1996 galleria Papillon Werd, Zurigo; 1997 galleria La Casa, Vaglio;

2001 Museo Regionale, Intragna; 2002 galleria La Casa, Vaglio; 2004 galleria Pangeart,

Bellinzona; 2006 galleria LIART, Roma; galleria Arte e Pensieri, Roma; galleria del Salice,

Locarno; 2007 Finter Bank Zurich, Chiasso.


Gianluca Murasecchi

Nasce nel 1965 a Spoleto, conclude gli studi di Pittura presso l’ Accademia di Belle Arti di

Roma nel 1987. Sin dalla prima personale nel 1988 si dedica alla sperimentazione di nuovi

materiali e dal 1999 intraprende una vasta ricerca basata sull’uso del polistirene.

Esponendo più volte con Accardi, Alviani, Bonalumi, Boille, Cotani, Lorenzetti, Le Witt,

Strazza, concretizza progressivamente un proprio itinerario nell’ambito di una poetica del

segno reso tridimensionale non soltanto nei pezzi unici, nelle sculture e nell’ ambito grafico

ma anche nella pratica performativa iniziata nel 1984. Dal 1999 espone per la

Galleria Il Bulino artecontemporanea di Roma e dal 2008 anche per la Galleria Edieuropa

artecontemporanea di Roma. Sue opere sono state acquisite nelle collezioni della

Calcografia Nazionale, della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio e della

Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto.

31

“Pallida”

1999 2008

pigmento oleominerale e aerografo

su polistirene fuso e inciso

cm 44 x 68

stima euro 1000

Gianluca Murasecchi

Via A. Angiulli n° 6

00135 Roma

murasecchi1@interfree.it


32

“Alabama,

distretto di Fier”

1996

fotografia

cm 26 x 38

stima euro 500

Patrizia Nicolosi

Galleria AOCF58

Via Flaminia 58, Roma

Patrizia Nicolosi

Patrizia Nicolosi nasce come architetto e sviluppa all’interno della sua professione la propen

sione per la fotografia. In questo senso unitaria, formativa e coinvolgente appare l’esperien

za all’interno del GRAU soprattutto nel periodo, anni sessanta ottanta, in cui le elaborazioni

del gruppo erano centrali nel dibattito contemporaneo.

La perdita di una centralità stilistica (e la conseguente diaspora dei singoli) ha di fatto contri

buito, da molti anni ormai, a separare le attività di ricerca di Patrizia Nicolosi, con la fotogra

fia sempre più lontana dalla “prigionia” del progetto.

Patrizia Nicolosi continua a prediligere la fotografia non come “professione” ma come testi

monianza d’arte, all’interno della quale tutto è sottoposto (lontano il progetto e lontana l’aura

di una stagione stilistica condivisa) alla sola condizione del rischio dello scatto.

La foto in b/n è stata scattata in Albania fra il 1996 e il 1998 nell’ambito del programma di

ristrutturazione e ricostruzione di scuole per PHARE (POLAND AND HUNGARY ASSISTAN

CE FOR THE RECONSTRUCTION OF THE ECONOMY)

E’ stata stampata presso il laboratorio fotogramma24 da Claudio Bassi


Eduardo Palumbo

Di origini napoletane, vive e lavora a Roma dal 1960. Nel 1958 si diploma all'Accademia

di Belle Arti di Napoli, alla scuola di Emilio Notte. Nel 1996 è eletto responsabile

regionale per il Lazio dell'associazione artistica “Art Club Internazionale '95”,

presieduta da Piero Dorazio.

Dal 1956 incomincia ad esporre le sue opere in una cinquantina di mostre personali e in

numerose rassegne nazionali e internazionali. Del 1958 è la sua prima mostra personale

alla galleria d'arte San Carlo di Napoli. Tra le altre ricordiamo: nel 1982 a Napoli al centro

culturale “Lo Spazio”, nel 1992 alla Sala Gatti del Comune di Viterbo, nel 1993 al Palazzo

della Cultura di Latina e nel 2000 presso il Castello Cinquecentesco dell'Aquila.

Tra le opere recenti più significative il mosaico “Risonanza di luce”, collocato nel 2001 nella

stazione “Lucio Sestio” della metropolitana di Roma. Nel 2003, invitato dal Ministero per i

Beni e le Attività Culturali (Soprintendenza di Napoli) e dal Consolato Generale di Grecia a

Napoli, partecipa alla rassegna “I Giochi Olimpici”. Nel 2005 partecipa alla XIV

Quadriennale di Roma, con il quadro “Alle venticinque stelle”: l'opera è stata acquistata per

la Camera dei Deputati. Del marzo 2007 è “Intorno aria dorata”, mostra personale alla galle

ria “Studiò” a Milano. Del dicembre 2007 è la IV edizione “Venite Adoremus”

mostra internazionale d'arte sacra a cura di Stefania Severi,

nella Basilica di Santa Maria in Montesanto a Roma.

Nel 2008 realizza il trittico “Là dove il cielo è più sereno e lieto” (cm 150 x 300), esposto

nella “Collezione Arte contemporanea alla Farnesina” (Ministero degli Esteri).

33

“Sabbia di tempo”

2008

acrilico su tela

cm 30 x40

stima euro 1400


34

senza titolo

2009

acrilico su tela

cm 80 x 60

stima euro 1000

Antonio Pandolfelli

Antonimo Pandolfelli è nato a Roma il 29 novembre del 1934. Conseguita la maturità

classica ha frequentato l’accademia di Belle Arti di Roma e di Perugia. Dal 1961 al 1965 ha

partecipato ai premi della Pubblica Istruzione e contemporaneamente si è laureato in storia

dell’arte con il prof. Giulio Carlo Argan. Dal ’62 al ’64 ha esposto al VII e IX premio Termoli

e alla IV rassegna di arti figurative di Roma e Lazio.

Dal 1967 al 1971 ha insegnato Storia dell’Arte all’Ist. Statale di Pesaro e nel 1970 ha

esposto alla Galleria “Poliantea” di Terni e “Numero” di Roma con la presentazione di Nello

Ponente. Tornato a Roma nel 1972 ha diretto insieme ad altri artisti la Galleria Spazio

Alternativo e ha esposto al Brindale di Savona nel ’79 e nell’89 e alla galleria Fumagalli di

Bergamo con la presentazione di Mirella Bentivoglio. Ha partecipato alla formulazione

teorica della Metapittura esponendo atutte le mostre ad essa dedicate. Tale movimento fu

sostenuto da Maria Torrente ed ebbe come momenti particolarmente importanti le mostre

della chiesa di San Paolo a Macerata e nel Palazzo Oliva di Sassoferrato presentate da

Elverio Maurizi.

Tra gli anni ’80 e il 2000 ha esposto in personali a Roma alla galleria Trifalco, alla galleria

San Lorenzo e in collettive tra cui Genazzano ’86, l’”Arte a Roma” nel ’97, nella Sala

Consiliare del Comune di Frascati, a Caprarola nel Palazzo Farnese e al premio nazionale

Valle Roveto (premiato). Più recentemente ha esposto nel 2003 alla galleria Miralli di

Viterbo e nel 2004 alla galleria il Triangolo di Cosenza con la presentazione di Luciano

Marziano e ancora a Viterbo nel 2006 con la presentazione di Sandro Barbagallo e nel

2007 alla galleria Arte e Pensieri di Roma insieme a Marisa Facchinetti e con la

presentazione di Giuseppe Basile.


Teresa Pollidori

Teresa Pollidori nata a Caserta, ha vissuto l'età formativa a Cassino e Napoli dove ha

compiuto gli studi artistici. Attualmente vive e lavora a Roma.

Nel 1966 inizia contemporaneamente l'attività espositiva, promozionale e didattica.

Dopo un primo interesse per la pittura figurativa di sapore metafisico e impianto geometrico,

passa ad una indagine di approfondimento prima sui fenomeni fisici della percezione visiva,

poi su quelli emotivi dell'inconscio partendo dall'analisi degli automatismi segnici

(dal 1966 al 1980). Negli anni '90 approda alla scultura, linguaggio con cui ritrova la

dimensione geometrico architettonica già presente nel periodo pittorico degli anni '60 e che

esprime compiutamente attraverso forme e valori minimali. La tematica della spazialità

architettonica è costante in tutto il suo percorso artistico. Ancora oggi la si ritrova nelle

fotografie digitali rielaborate al computer, strumenti espressivi che utilizza attualmente e che

le hanno dato l'opportunità di tornare al colore e alla figurazione.

Da sempre ha affiancato alla propria attività quella di organizzatrice di eventi artistici:

Nel 1995 fonda “La Biennale del libro d'artista città di Cassino”, evento che cura tutt'ora e

dal 2000 dirige lo “Studio Arte Fuori Centro” di Roma.

35

“Visita a

Palazzo Venezia”

2006

foto digitale (3641) elaborata al computer,

stampa su carta plastificata, supporto piuma

cm 100 x 70 x 1

stima euro 1000


36

senza titolo

1970

serigrafia

cm 70 x 50

stima euro 2500

Antonietta Raphael

Pittrice e scultrice lituana (1895 1975), a soli 10 anni, dopo la morte del padre, si trasferisce

a Londra dove studia teatro, filosofia e soprattutto musica. Nel 1924 si sposta a Parigi e

prosegue poi per Roma dove si stabilisce. Intraprende qui la via della pittura e insieme a

Mario Mafai, che diventerà suo marito, e all'amico Gino Bonichi (Scipione), forma il nucleo

della cosiddetta "scuola di via Cavour", un gruppo di giovani artisti desiderosi di rinnova

mento e insofferenti verso il neoclassicismo novecentista imperante. Nei primi anni Trenta

nasce in lei il desiderio di dedicarsi alla scultura. Già dalle prime prove si definiscono i temi

iconografici prediletti: la maternità, il ritratto, gli argomenti biblici. Del 1937 è l'esposizione

alla VII Mostra Sindacale romana della scultura "Le tre sorelle", che segna il suo esordio

sulla scena pubblica: nel 1948 approda alla Biennale di Venezia con questa scultura. Sarà

presente alla Biennale fino al 1954. Negli anni Cinquanta il suo lavoro si libera completa

mente dall’impostazione della “scuola romana” a cui essa stessa aveva dato un contributo

essenziale. In questi anni giungono i primi importanti riconoscimenti: il primo premio alla

Quadriennale di Roma nel 1952, vaste antologiche alla Galleria dello Zodiaco di Roma, e

successivamente, al Centro Culturale Olivetti di Ivrea, alla Galleria Il Narciso di Torino, alla

Galleria La Nuova Pesa di Roma. Nel 1956 compie un viaggio in Cina, espone a Pechino e

in altre collettive in Europa, Asia e America. All'VIII Quadriennale del 1959 60, nella mostra

"La Scuola romana dal 1930 al 1945", vengono esposte diverse sue opere che la

confermano tra i protagonisti dell'arte italiana fra le due guerre. Nella seconda metà degli

anni Sessanta si dedica sempre più intensamente alla scultura, realizzando fra l'altro la

fusione in bronzo delle sue opere più impegnative.


Mauro Reggiani

Pittore di origini modenesi (Nonantola, 1897 Milano, 1980), è presente sulla scena artistica

italiana a partire dai primi anni ’20, periodo in cui comincia a frequentare gli artisti del

Novecento e si lega in amicizia con i pittori Carlo Dalmazzo Carrà, Achille Funi e Pietro

Marussig. A Parigi, dove si reca nel 1926 e nel 1930,conosce Vassilij Kandinsky, Alberto

Magnelli, Jean Arp e Max Ernst. Partecipa alla prima mostra dell’astrattismo italiano

organizzata nel 1934 alla Galleria del Milione a Milano ed è tra i firmatari del primo

manifesto dell’Astrattismo.Si dimostra fin da subito fautore di nuove aperture dell’arte e

di nuovi rapporticon la cultura straniera di avanguardia.

A Torino, nel 1935, espone nella galleria di Casorati e di Paulucci. Partecipa alle maggiori

rassegne nazionali ed estere fino alla forzata parentesi di inattività a causa dello scoppio

della seconda guerra mondiale. Alla fine del conflitto ritorna a Milano ed espone con il

gruppo di Gillo Dorfles, Bruno Munari, Mario Radice, Manlio Rho e Atanasio Soldati.

“…Reggiani dà vita così ad un’arte che si sviluppa sulla superficie con forme geometriche

misurabili, libera da qualsiasi distrazione illustrativa o sentimentale e mirante

solo alla bellezza di un ordinamento geometrico puro…”.

Gli anni Sessanta rappresentano un momento importante per Reggiani: nel 1960 partecipa

alla Mostra storica dell’Astrattismo “Construction and Geometry in Painting” tenutasi a New

York, nel 1965 ottiene il primo premio della Biennale di Venezia e il primo premio della

Quadriennale di Roma. La Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino gli dedicherà una

personale nel ’73 e nel ’77 il Palazzo dei Diamanti di Ferrara.

37

senza titolo

1979

serigrafia 79/100

cm 70 x 50

stima euro 1500


38

“Scavo”

anno

acrilico su sabbia

cm 29 x29

stima euro 1000

Enzo Rosato

Enzo Rosato è allievo e poi collaboratore di Leoncillo.

Nel 1961 inizia l’attività professionale di scultore e ceramista esponendo per la prima volta

a Roma le sue opere presentate da Italo Mussa; successivamente approfondisce l’espe

rienza dell’informale proponendo le sue opere in varie manifestazioni artistiche nazionali ed

estere.

Negli anni ottanta intraprende una collaborazione con il gruppo di architetti romani (GRAU)

seguendo una comune convergenza progettuale e un ritrovato ordine della storia e della

ragione.

Insieme realizzano il progetto della facciata “della via novissima” esposta alla I mostra inter

nazionale di archetettura della Biennale di Venezia 1980. Negli anni novanta elabora opere

in ceramica in cui la materia ricorda “una sinuosità barocca” (F.Moschini)

Recentemente a Roma, presentata da Mario De Candia, ha esposta la nuova collezione di

vasi caratterizzati da geometrie con impasti di colore metallici e marmorizzazioni.


Gianfranco Russo

Nato a Leros, in Grecia. Nel 1957 si è laureato in Architettura a Roma, dove ha vissuto fino

al 1973 coniugando l’attività di architetto a quella di pittore. Si è poi trasferito ad Aosta dove

ha elaborato il passaggio dal figurativo all’astratto. Dal 1985 vive e lavora a Roma.

Ha esposto, tra l’altro, alla Galleria Soligo di Roma; alla Galleria Mioccio di Milano;

alla Galleria Il Pavone di Taranto; al Circolo Municipale di Lussemburgo;

al Salone delle Arti di Franjeaux (Francia); al Castello Sarriod de La Tour in Valle d’Aosta;

ed ancora a Roma, Zagabria, Senigallia, Lille (Francia), Spoleto etc.

39

Senza Titolo

2002

Tecnica mista

cm. 70 x 100

stima euro 1200

Gianfranco Russo

Via Chiana

00198 Roma

barbara.continenza@tele2.it

www.gfr p.com


40

“Intermission riff -

Stan Kenton”

2009

acrilico su tela

cm 30 x 140

stima euro 2000

nini.santoro@email.it

Pasquale Santoro

Pasquale Santoro ( Ferrandina, MT, 1933 ) dopo studi classici e di medicina nel ’58 va a

Parigi all’Atelier 17 di S.W. Hayter con la borsa di studio del Governo Francese. Rientrato in

Italia nel ’63 dove l’anno prima ha fondato con Biggi, Frascà. Pace e Uncini il Gruppo Uno

si dedica all’insegnamento presso l’ Istituto Statale d’Arte di Pomezia e di Roma.

Nel 1972 il Musée de la Ville de Paris gli dedica una personale di scultura “Gli Achei” ed

acquista l’opera “Zeus” .

Nel 1977 viene chiamato dal direttore Carlo Bertelli a tenere un corso di grafica e incisione

presso la Calcografia Nazionale di Roma. dove resterà per tre anni.

Partecipa a tre Biennali di Venezia e a diverse manifestazioni internazionali: Quadriennale

di Roma 72,86,05; San Paolo del Brasile 63, Lubiana 61,65; Tokio 62,64; Nijgata 65;

Montreal 67; Osaka 82; Mosca 89; Leningrado 90; Per la Quadriennale di Roma del ‘85

realizza una grande scultura murale ora esposta al MUSMA di Matera e per quella del 2005

una scultura in ferro di grandi dimensioni acquisita poi dall’Università di Tor Vergata.

Recentemente ha esposto: Lussemburgo Chapelle du Rham “Nini Santoro Opere/ retro

spettiva dal 1960 al 2003” Istituto Italiano di Cultura; Pisa e San Francisco “Cieli skies” per

lUniv: di Pisa e L’Ist. Italiano di Cultura; Villa Mondragone, II Univ. di Roma Tor Vergata

“Percorsi dell’astrazione”. Lavora anche come grafico e orafo. Vive e lavora a Roma.


Gualtiero Savelli

Gualtiero Savelli, nato a Roma, dove vive e lavora.

Studi classici, laurea in Psicologia, laureando in Filosofia.

Da sempre interessato alla pittura e al disegno, poi alla fotografia, da più di trenta anni si

dedica professionalmente all’arte astratta.

Le prime prove astratte risalgono al 1969, ma solo dal 1976 ha firmato

la sua prima opera non oggettiva.

Contemporaneamente si è dedicato alla ricerca teorica nella quale confluiscono gli studi

compiuti sulla percezione visiva e gli studi filosofici, in particolare di estetica.

41

“Matrix con rosso 2”

2006

Tecnica mista su masonite

cm 50 x 50

stima euro 1500

Gualtiero Savelli

Via Soratte 1 00141 Roma

gualtiero.savelli@libero.it

www.chronosroma.eu/savelli.htm


42

“Itinerario”

2007

terracotta e manganese

cm 56X56

stima euro 1200

Giancarlo Sciannella

Via Conte di Carmagnola 12

00176 Roma

giancarlo.sciannella@virgilio.it

Giancarlo Sciannella

Giancarlo Sciannella è nato a Castelli (Teramo) nel 1943. Vive e lavora a Roma.

Mostre personali: 1967, Galleria San Giorgio, Teramo; 1984, Galleria Labirinto,

Montorio al Vomano; 1990, Oratorio di San Sebastiano, Forlì; Galleria Bottega del Quadro,

Bergamo; 1991, Associazione Operatori Culturali Flaminia 58, Roma; 1995, Associazione

Operatori Culturali Flaminia 58, Roma.; 1996, Galleria Mari, Imbersago; 1999, Galleria

Monogramma, Roma; 2003, Museo delle Ceramiche, Castelli; 2004, Galleria Arte e

Pensieri, Roma; 2006, Galleria Miralli, Viterbo; 2007, Associazione L.I.Art, Roma.;

2009, Galleria dell’Artistico, Treviso.

Hanno scritto di lui, tra gli altri: Mariano Apa, Paolo Balmas, Gian Carlo Bojani, Carlo

Fabrizio Carli, Claudio Cerritelli, Manuela Crescentini, Enrico Crispolti, Giovanna Dalla

Chiesa, Giorgio Di Genova, Patrizia Ferri, Luigi Paolo Finizio, Daniela Fonti, Paolo Fossati,

Luigi Lambertini, Gino Marotta, Luciana Martini, Luciano Marziano, Lara Vinca Masini,

Marilena Pasquali, Gabriele Simongini, Claudio Spadoni, Antonello Trombadori,

Marcello Venturoli.


Stefano Trappolini

E’ nato nel 1964 e si è Laureato all’accademia delle Belle arti di Roma nel 1990 nella

sezione di Pittura. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive.

La sua ricerca è prevalentemente indirizzata alla Pittura ed alla Video Arte

dal 1992 insegna arte della Fotografia e della Cinematografia

all’Istituto d’Arte di Pomezia dove vive e lavora.

Vanta diverse collaborazioni tra cui citiamo: Marcello Mondazzi,

Achille Pace e Valerio Magrelli.

Hanno scritto di lui: G. Balzer, P. Balmas, I. D’Agostino, C. Mazzarelli, A. D’Ambruoso,

A. Rubini, L. Canova, G. Calò, M. Di Veroli, E. Romanelli, F. Barbi, S. Dell’Aira,

R. Guidelli, C. Subrizi.

43

senza titolo

2008

tecnica mista su tavola

cm 78 x 58

stima euro 2000

Stefano Trappolini

Via Mar della Cina, 3

00040 Pomezia (Roma)

stefano.trappolini@tiscali.it


44

“La Danzante”

2006

scultura murale in ferro, rame e alluminio

cm 50 x 38 x 8

stima euro 2000

Paolo Sorgi

Via Colle Posta 13

02043 Contigliano (Ri)

Paolo Sorgi

Nato a Roma nel 1950 dopo varie esperienze nel mondo della musica e della poesia, auto

didatta, dedica la sua attività esclusivamente all’arte. Dopo un soggiorno in Africa (Guinea)

all’attività pittorica affianca la scultura esponendo in Italia e all’estero.

Sue opere sono presenti in:

Parco S.Margherita est, ex ospedale psichiatrico, Perugia; Fondazione Immart, Roma;

Fondazione d’Arte Contemporanea Sermoneta, Latina; Galleria Civica di Arte

Contemporanea (Termoli); Museo della città di Lipik, Croazia; Emily Davis Gallery,

Università Akron U.S.A.


Rossella Vasta

Nata a Palermo il 30.08.1962. Nel 1987 si laurea in Filosofia presso l’Università di Perugia.

Nel 1999 frequenta la Pieve International School i cui programmi attualmente dirige.

Dal 1996 al 1997 è a New York. Dal 1999 al 2000 è in Germania.

Numerose le mostre collettive e personali in Italia e all’estero, in Polonia, Germania, USA e

Giappone. Nel 2003 consegue il primo premio per la pittura alla Biennale Internazionale di

Firenze.

45

“TAI CUP”

2008

vaso in ceramica

diametro 19, altezza 15

stima euro 300

Rossella Vasta

Pieve International School Director

(www.pieveschool.com)

Tel. +39 075 6978827 ufficio

Fax +39 075 6978221

Cellulare 347 75 76 401

e mail: aleteia@lycos.com

06073 Corciano (PG)


46

“Chiesa Veneziana”

1968

serigrafia 44/80

cm 70 x 50

stima euro 1500

Lucio Venna

Pittore di origini venete (Venezia, 1897 Firenze, 1974), si forma come artista a Firenze,

dove si trasferisce nel 1912. Lì frequenta lo studio di Emilio Notte ed entra in contatto con il

gruppo de “L’Italia futurista”. Nonostante le posizioni critiche nei confronti dell’accentuato

indirizzo spiritualista del foglio fiorentino, nel 1917 vi pubblica numerose composizioni di

parole in libertà e, con Notte, il manifesto “Fondamento lineare geometrico”. Nel 1918,

sempre con Notte, elabora un manifesto in sette punti, rimasto inedito, che con la

sottoscrizione da Primo Conti e Achille Lega, avrebbe dovuto creare una scissione

all’interno del gruppo futurista fiorentino. Disegna le copertine per vari libri futuristi:

ricordiamo “L’isola dei baci”, di B.Corra e F.T. Marinetti, “Un ventre di donna”,

di E. Robert Angelini e F.T. Marinetti, “Inchiesta sulla vita italiana”, di E.Settimelli.

Nel 1919 partecipa alla Grande esposizione nazionale futurista di palazzo Cova a Milano e

collabora con vignette a “Roma futurista”, “La testa di ferro”, “Bleu” e “Poesia”.

Negli anni venti apre uno studio di grafica pubblicitaria e alcuni dei suoi lavori vengono

pubblicati sulla rivista inglese”Commercial art”. Gli anni trenta sono all’insegna dell’attività di

cartellonista: esegue numerose copertine per periodici. In occasione della VII Mostra d’Arte

del Sindacato Interprovinciale Fascista, organizza a Firenze la Sezione Cartellonista e

Grafica pubblicitaria esponendo molti suoi lavori. Dal 1937 al 1959 è direttore artistico della

rivista “Scena illustrata” e dal 1958 al 1963 insegna arte applicata all’Istituto d’Arte di

Firenze.


Giampaolo Babetto

Nasce a Padova nel 1947. Studia all'Istituto d'Arte “P.Selvatico” a Padova, dove insegna dal

1969 al 1983. È stato docente in varie Università del mondo tra cui la Rietveld Akademie,

Amsterdam, il Royal College of Art, Londra, la San Diego State University. Ha partecipato a

numerose mostre private e collettive in tutto il mondo. Ha ricevuto vari premi per il suo lavo

ro: 1975 e 1991 Herbert Hofmann Preis, Munchen; 1983 Grand Prix, Japan Jewellery

Design Association, Tokyo; 1998 Ring of Honour “Foundation of the Ring of Honour of the

Association of Goldsmith's Art”, Hanau; 2003 RISD New York Athena Awards for excellent

carrier, Providence. Le sue opere sono esposte in prestigiose collezioni pubbliche e private,

tra cui Les Arts Décoratifs, Musée des Arts Décoratifs, Paris; Museo degli Argenti, Palazzo

Pitti, Firenze; Museum of Art, Rhode Island School of Design, Providence, Rhode Island;

Schmuckmuseum Pforzheim, Pforzheim; Victoria and Albert Museum, London.

Vive e lavora ad Arquà Petrarca (Padova).

“La gioielleria da lui creata è sempre caratterizzata da un senso di grande delicatezza,

sostenuta da una tecnica ineccepibile. Il suo lavoro è pieno di bravure nascoste ed astute,

delizioso nelle trasformazioni di forma e di superficie ed eloquente nel suo omaggio all'oro”.

David Watkins, Professore Royal College of Art Londra

47

orecchini “Astrazione”

2009

argento, oro

lavorazione a lastra, bulino

stima euro 1.800

giababet@tin.it


48

Spilla “Amphora”

2008

rame, oro, argento

diametro cm 10, altezza cm 1

stima euro 1.200

info@alternatives.it

Andrean Bloomard

Adrean Bloomard è nato in Italia nel 1966. Ha studiato presso l'Istituto Statale d'Arte di

Roma nella sezione di oreficeria con il Prof. Franco Uncini. Nel 2006 ha seguito un

workshop con Cristina Filipe di Ar.Co. Nel 2004 è stato co fondatore dell'AGC, di cui è

Membro del Consiglio Direttivo. I suoi lavori sono stati esposti in diverse gallerie e musei

del mondo tra cui SOFA, New York; Collect, Victoria & Albert Museum, London; Palazzo

Sforzesco, Milano; Electrum Gallery, London; Galeria Tereza Seabra, Lisbon; Flow Gallery,

London.

Il suo lavoro è caratterizzato da diversi textures ottenuti sulla superficie del metallo.

E' particolarmente attratto dal colore caldo dell'oro che spesso abbina a pietre colorate.

Le sue ultima ricerche lo hanno portato a studiare antiche civiltà e il loro modo di adornarsi:

la sua attenzione si rivolge ad elementi di uso quotidiano delle popolazioni dell'area

Mediterranea, in un tentativo di trovare similitudini con la vita di oggi.

Attraverso semplici forme esprime una visione contemporanea e allo stesso tempo

primordiale dell'ornamento.


Giorgio Cecchetto

Nasce a Padova nel 1958. Studia all'Istituto d'Arte “P.Selvatico” a Padova.

I suoi lavori sono stati presentati in mostre personali tra cui:

Galerie "Louise Smit", Amsterdam; Galerie "Cardillac", Karlsruhe;

Galerie "Jewelers' Werk", Washington; Galerie "Slavik", Wien.

Le sue opere sono presenti in numerose collezioni e musei in Italia e all'estero:

Inge Asenbaum, Wien; Die Neue sammlung Staatliches museum für angewandte Kunst,

Munchen; Design in der pinakothek der Moderne, Munchen;

Dauerleihgabe der Danner Stiftung, Munchen.

49 a

Bracciale “Loto”

2003

“Il gioiello nella sua funzione decorativa ha con il corpo una stretta relazione..

E' un'arte per il corpo, che tende a sottolinearlo esteticamente

esaltandone l'espressione con efficacia e intensità”.

Appunti dell'artista

Bronzo

Lamina modellata e saldata, patinatura

superficiale nera

Altezza 5,5 cm, Larghezza 8 cm

49 b

Bracciale “Torsione

barocca, variante”

2004

Bronzo

Lamina modellata e saldata, patinatura

superficiale

Altezza 5,5 cm, Diametro 8 cm

stima euro 1000 stima euro 1000

giorgio.cecchetto@fastwebnet.it


50a

Spilla “Eclisse”

2005

oro, argento ossidato, pigmento

diametro cm 6

stima euro 450

50b

0recchini “Eclissi”

2005

oro, argento ossidato, pigmento

diametro cm 3

stima euro 350

luciadavanzo@virgilio.it

Lucia Davanzo

Nasce a Padova nel 1954, nel 1976 si diploma all'Accademia di Belle Arti, Venezia. Vive e

lavora a Padova. Oro e argento sono i materiali che utilizza fin dagli esordi, esaltandone il

differente cromatismo che viene sapientemente accentuato da satinature, ossidazioni,

ricercate pigmentazioni. Dischi sovrapposti e mobili ci ricordano le magiche fasi della luna.

La presenza di uno spazio vuoto che spesso si intravede tra i due piani, volutamente

sfalsati, di spille, orecchini, collane di recente realizzazione, svela un altro aspetto

interessante dell'attuale ricerca dell'artista, sul “vuoto apparente”, su ciò che appare privo di

contenuti ma che in realtà può contenere, proteggere, nascondere o suggerire i misteri

dell'universo.

Le sue opere sono esposte ai Musei Civici di Padova. Ha partecipato a numerose mostre

collettive e personali in molte parti del mondo tra cui “Juwelenschmuck der Neunziger Jahre

Internationaler Wettbewerb“, Goldschmiedehaus, Hanau/Goldschmiede und

Uhrmacherschule, di Pforzheim; “Primavera del Disseny”, Museu Textil y de la

Indumentaria, Barcelona; “Minimal Rings”, Bellagio Gallery, Asheville USA; “Gioielli

d'Autore. Padova e la Scuola dell'oro” al Palazzo della Ragione a Padova. Nel 1989 riceve

il primo premio ex aequo, Deutsches Gold Schmiedehaus, Hanau. Hanno scritto del suo

lavoro G. Bresciani Alvarez, Cisotto Nalon, Possamai Vita.


Francesca Di Ciaula

Nasce a Padova nel 1960. Tra il 1979 e il 1983 è allieva di F. Pavan e G. Visintin. Nel

1985 ottiene una borsa di studio per la Rietveld Academie di Amsterdam e rimane in

Olanda per più di venti anni. Attualmente vive a Roma.

Questo bracciale è stato realizzato per la collezione primavera estate di Gianfranco Ferrè

presentata al Modit di Milano nel 1984, e fa parte della serie di 10 bracciali e di 10 orecchini

esclusivamente realizzati per il famoso creatore di moda. Il materiale utilizzato è argento e

filo di nylon e lurex. La combinazione di rosso (in diverse gradazioni) e di oro, molto amata

da Ferrè, accompagnava quell'anno la presentazione dei suoi abiti.

Gioielli che richiamano queste lavorazione e stile, sempre intorno a quegli anni, fanno parte

di varie collezioni tra le quali quella di Inge Asenbaum, Vienna, e sono

stati pubblicati nei seguenti cataloghi:

Stiles 85, catalogo 53e Salon des Artistes Decorauteurs,Parigi 1985

1986 International Jewellery Art Exhibition, catalogo, Tokyo 1986

Gioiello d'arte, Biennale svizzera del gioiello d'arte contemporaneo, catalogo,

Lugano 1988

Alles Schmuck, catalogo Museum fur Gestaltung, Zurich 2000

51

Bracciale

1984

Argento e filo di nylon e lurex

altezza cm 3,5, diametro cm 14,5

stima euro 500

fdiciaula@yahoo.com


52

Orecchini “Kline”

1994/2007

Argento, niello

stima euro 500

rosa.art@alice.it

Maria Rosa Franzin

Maria Rosa Franzin è nata in Libia nel 1951, attualmente vive e lavora a Padova.

Ha studiato oreficeria all'Istituto Statale d'Arte “P.Selvatico” di Padova sotto la guida di

Mario Pinton e successivamente ha studiato pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia.

Dal 1986 insegna oreficeria all'Istituto Pietro Selvatico. Il suo lavoro è stato esposto in

numerose e prestigiose mostre internazionali in gallerie private e musei.

Ha partecipato alla prima edizione di Pensieri Preziosi a Padova nel 2004 e alla fiera inter

nazionale Collect al Victoria & Albert Museum di Londra nel 2006 e 2007.

Il suo lavoro è presente presso le collezioni permanenti del Museo Decorativo delle Arti

Applicate a Padova e presso il Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze.

Maria Rosa Franzin utilizza nel suo lavoro antiche tecniche e materiali che sono tipiche

della tradizione italiana. La sua vicinanza al mondo dell'arte ha influenzato immensamente il

suo lavoro, e fin dall'inizio ha adottato un approccio pittorico nella realizzazione dei suoi gio

ielli: la superficie dei suoi pezzi appare quasi dipinta.


Stefano Marchetti

Nasce a Padova nel 1970. Studia all'Istituto Statale d'Arte “P. Selvatico” di Padova

dove si diploma nel 1989. Nel 1994 consegue il Diploma nella sezione di

Scultura all'Accademia di Belle Arti di Venezia.

Nel 1994 vince i premi‚ ''Bayerischer Staatpreis“ e ''Talentepreis“,

all' Internationalen Handwerksmesse a Monaco.

Le sue opere sono esposte in diversi musei del mondo tra cui il Musée des Arts Décoratifs,

Paris; Fonds National d'Art Contemporain, Paris; Museum of Art & Design, New York;

Schmuckmuseum Pforzheim, Pforzheim; Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze;

The Alice and Louis Koch Collection, Basel.

Come dice l'Artista, “I metalli, con le loro potenzialità di contenere e trasmettere significati

occupano il centro della mia ricerca. Senza una pretesa di scientificità, utilizzo i procedi

menti costruttivi come un volano motore della disciplina stessa. La tecnica diviene, nei miei

lavori, uno strumento d'indagine nei confronti di un possibile "linguaggio del metallo", nel

quale traduco quello che le mie intime esperienze mi portano a descrivere e ad evocare”.

53

Spillone

2009

oro e argento

stima euro 1500

stefano.marchetti@inwind.it


54 a

Spilla “Atmosfere”

2004

argento, quarzo bianco, cristallo giallo,

polvere di silicio

cm 6 x 6 x 2,9

stima euro 2000

54 b

Spilla “Atmosfere”

2004

argento, quarzo bianco, cristallo azzurro,

polvere di silicio

cm 6 x 6 x 2,9

stima euro 2000

paolo.marcolongo@gmail.com

Paolo Marcolongo

Nasce a Padova nel 1956, studia all'Istituto d'Arte “P. Selvatico” di Padova e scultura

all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 1996 è professore di Discipline Plastiche al Liceo

Artistico Statale “Amedeo Modigliani“ di Padova.

Dal 2008 è Cultore della materia in progettazione 3 presso il Dipartimento di Architettura

della Facoltà di Ingegneria di Padova.

Sue esposizioni personali e collettive si sono tenute in Italia, Belgio, Germania, Egitto,

Portogallo e Stati Uniti, presso: Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona, Gioielli

d'Autore Handwerkskammer a Monaco, Paperlove a Miami, Gioielli d'Autore “Padova e la

Scuola dell'oro”, e alla “Schmuck aus Padua” di Monaco.

Le sue opere sono esposte presso il Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze.

Come lo stesso artista afferma, “fare un gioiello è pura sintesi di miriadi di combinazioni e

significa trasferire il proprio linguaggio in un corpo mobile in continuo divenire”.

.


Barbara Paganin

Barbara Paganin è nata a Venezia nel 1961, dove vive e lavora.

Diplomata in scultura all'Accademia di Belle Arti di Venezia, è titolare della cattedra di

progettazione orafa presso l'Istituto Statale d'Arte di Venezia.

Ha esposto regolarmente allo Studio GR20 di Padova, al SOFA di New York e Chicago e

allo Schmuck di Monaco, e presentato i suoi lavori in mostre personali alla Galerie Orfèo,

Lussemburgo, e in altre gallerie in Belgio, Francia e Svezia. E' presente con le sue opere in

vari musei del mondo: Museo d'Arte Moderna di Ca' Pesaro, Venezia; Museo Boymans van

Beuningen, Rotterdam; Musée des Arts Décoratifs, Paris; FNAC Fond National d'Art

Contemporain, Paris; Musée des Arts Décoratifs, Montreal; Museo Van Reekum, Apeldoorn;

National Museum of Scotland, Edinburgh; Schmuckmuseum Pforzheim, Pforzheim;

Cooper Hewitt Museum, New York.

“La rappresentazione di anfratti, rocce vulcaniche, spinge l'artista a operare con una nuova

tecnica, l'uso della cera persa accanto a quella consueta della lavorazione a lamina: rende

gibbosità, malformazioni, pulsioni telluriche in una totalità amorfa, lontana da ogni originario

strutturalismo, con volumetrie informi, cave. Le superfici grezze di queste masse ibride sono

trattate con patinature, smalti, nielli, lacche, ossidazioni per cui le colorazioni oscure si

distinguono su di un ampio spettro di neri, improvvisamente accesi da diamanti grezzi o a

taglio brillante, illuminazioni che rendono vivi i fondali di una misteriosa vita cellulare”.

Graziella Folchini Grassetto, Barbara Paganin, in “Gioielli d'Autore”, Torino, 2008

55

Anello “Roccia del Perno”

(Collezione Isole Hanish)

2001

oro, argento, niello, diamanti grezzi.

tecnica: fusione a cera persa

peso gr.23

cm 5,5 x 3,5 x 2

stima euro 2000

paganinb@hotmail.com


56

Anello “Abside”

1987 2008

oro, niello, argento ossidato

stima euro 1.500

Piergiorgio Raveane

Piergiuliano Reveane nasce a Venezia nel 1943, dove si diploma all'Istituto d'Arte sotto la

guida del maestro Roberto Brugnolo. L'insegnamento negli anni settanta presso l'Istituto

Statale d'Arte “P.Selvatico” di Padova lo mette in contatto con gli artisti che operano nel

settore, Mario Pinton, Francesco Pavan, Giampaolo Babetto e contribuiscono a formare

la Scuola Padovana di Oreficieria.

Il rigore geometrico su cui si confronta la ricerca artistica della scuola lo porta a

condividerne le istanze fondamentali di ordine, di chiarezza alla base della progettazione,

ma viene assorbito e dominato dall'uso dei materiali variamente combinati e dalla fantasia

creativa che costruisce con le sue mani una specie di mondo immaginario, fatto di castelli,

torri, bastioni, memorie di monumenti lasciate dalla storia sul territorio, ma anche tracce

delle fantastiche battaglie infantili.

I suoi gioielli si adagiano sul corpo, sul petto, sulle braccia, come architetture difensive,

modellate secondo geometrie di città ideali.

Nel 1964 ha vinto il secondo premio in Arti Decorative a Opera Bevilacqua La Masa,

Venezia. Ha poi partecipato alla 33° Biennale di Venezia sezione Arti Decorative.

Le opere di Reveane sono state esposte in musei e gallerie di tutto il mondo: International

Jewellery Arts Exhibition a Tokyo, lo Schmuck '83, '87, '95, '97, al Bellevue Art Museum a

Washington, USA, al Museum Boijmans, Van Beuningen a Rotterdam, Galerie Orfèo in

Lussemburgo, Studio GR20, Padova.


Graziano Visintin

Graziano Visintin nasce a Pernumia nel 1954. Studia all'Istituto d'Arte “P.Selvatico” a

Padova, dove insegna dal 1976. Ha condotto workshop e lezioni in varie università nel

mondo, tra cui il Royal College of Art a Londra e l'École des Arts Décoratifs, a Ginevra. Ha

partecipato a numerose mostre personali e collettive in musei pubblici e gallerie private in

tutto il mondo. Ha ricevuto i seguenti premi per il suo lavoro: 1973 Concorso oreficeria

"UNO A ERRE", Arezzo; 1983 International Jewellery Art Prize, 5th Tokyo Triennial, Tokyo;

1988, Herbert Hofmann Preis, Schmuckszene 88, Munchen; 3 Preis "ART + DESIGN",

Benson & Hedges Gold, Hamburg; 1990, Bayerischer Staatspreis, Goldmedaille, Munchen;

Honourable Mention "SIGNATUREN", Schwabisch Gmund.

Le sue opere sono esposte in prestigiose collezioni pubbliche e private, tra cui Die Neue

Sammlung, Staatliches Museum für Angewangte Kunst, Design in der Pinakothek der

Moderne, Dauerleihgabe der Danner Stiftung, Munchen; Hiko Mizuno College, Tokyo;

Landesmuseum Joanneum ,Graz; Musée des Arts Décoratifs Palais du Louvre, Paris;

Royal College of Art, London, e al Schmuckmuseum, Pforzheim.

I materiali preferiti da Graziano Visintin sono oro, smalto e niello. Segue il linguaggio del

minimalismo, creando gioielli attraverso forme pure e geometriche. Il colore caldo dell'oro è

abbellito con smalto o niello, creando effetti tridimensionali. I pezzi sono semplici e sradica

no qualsiasi forma di decorazione elaborata, acquisendo così una qualità di leggerezza fisi

ca e visiva. L'artista spicca tra gli artisti contemporanei per la sua capacità di utilizzare

materiali tradizionali con grande facilità e maestria. Ogni dettaglio della superficie d'oro è

trattata con attenzione per ottenere un effetto ricercato e particolare.

57

Anello “Cubo”

2008

Oro, smalto

stima euro 800

Graziano Visintin

isotta91@libero.It


58 a

Spilla “Tracce”

2006

argento, pietra mika

costruito in lastra

altezza cm 0,50, lunghezza cm 13,5,

larghezza cm 1,60

stima euro 1.500

58 b

Orecchini ”Tracce”

2003

oro, argento, pietra mika

Costruito in lastra e impernato

lunghezza cm 6,0, larghezza cm 0,8

stima euro 1.000

vitaalberta@gmail.com

Alberta Vita

Alberta Vita, nata a Matelica (MC) nel 1956, diplomata come maestro d'arte nell'Istituto

Statale “P.Selvatico” di Padova nella sezione di Arte dei Metalli e dell'Oreficeria dove ha

insegnato.

Lavora dal 1970 ricercando il suo stile personale nella gioielleria contemporanea.

Dal 1994 è titolare e coordinatrice dello Studio Vita che ospita e promuove l'oreficeria

contemporanea di ricerca. Ha partecipato a varie mostre e fiere pubbliche e private,

sia all'estero che in Italia.

Le sue opere sono esposte al "Museo d'Arti Applicate“ dei Musei Civici di Padova.

Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in molte parti del mondo tra cui

"Museo Textil" di Barcellona, lo "Schmuck" di Francoforte, la "Stuart Moore Gallery" di

New York, l'"Inhorgenta 2004" di Monaco, alla “Gioielli d'Autore. Padova e la

Scuola dell'oro” al Palazzo della Ragione a Padova, e alla “Schmuck aus Padua” a Monaco.

La sua ricerca trae origine dallo studio di forme geometriche essenziali, dall'amore per le

pietre, dalla concezione che il loro rapporto con il design non sia una "ingabbiatura" fissa e

perpetua, ma uno strumento per valorizzarne il movimento, libere di riflettere toni e

sfumature, per emozioni di luce e colori sempre diversi.


59

“Il libro delle Sorti”

stima euro 4800

Il libro delle Sorti di Lorenzo

Spirito Gualtieri

Donazione Franco Cosimo Panini

L’edizione in facsimile del prezioso manoscritto della

Biblioteca Marciana di Venezia: un libro che, al con

tempo, è uno splendido gioco di società del

Rinascimento italiano

Da sempre l’uomo si interroga sul proprio futuro. Che

cosa sarà di me? A chi rivolgermi per avere una rispo

sta che mi aiuti ad affrontare con fiducia il destino?

Proprio per rispondere a queste esigenze il perugino

Lorenzo Spirito Gualtieri (1426 1496) ideò e scrisse

di suo pugno, per il diletto di una nobile famiglia peru

gina (forse i Braccio da Montone), un gioco di socie

tà il Libro delle Sorti che comprendeva le doman

de e le risposte che più di frequente potevano assilla

re gli uomini del tempo: la felicità, il matrimonio, la

nascita di un figlio, il momento della morte, l’esito di

una guerra o il successo negli affari. Il manoscritto,

conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana

di Venezia, fu accolto con particolare favore e in poco

tempo divenne un grande successo editoriale, con

decine di edizioni a stampa sia in Italia che all’estero.

Il Libro delle Sorti, ultimato dal suo autore nel 1482,

comprende cinque sezioni ruota della fortuna, re,

simboli astrologici, sfere celesti, profeti ognuna delle

quali fu illustrata nel primo decennio del XVI secolo

da pittori umbri gravitanti nell’orbita di Pietro Perugino

e del giovane Raffaello. Uno splendido corredo di

miniature, ravvivato da tocchi d’oro, che nel suo insie

me rappresenta una sintesi della cultura figurativa

centro italiana del tempo.

Riproduzione integrale in fac simile del Libro delle

Sorti, 1482 di Lorenzo Spirito Gualtieri, conservato

presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia.

Tiratura limitata e certificata di 980 esemplari, nume

rati in numeri arabi da 1 a 980.

L’esemplare donato per l’occasione è il numero 493.

Un tomo di 138 pagine. Formato: cm 17,5 x 24,5.

Carta speciale patinata, tagli in oro. Legatura realiz

zata a mano, con pannelli in legno rivestito di perga

mena naturale con impressioni in oro zecchino.

La riproduzione di oro e argento è stata ottenuta con

procedimenti messi a punto esclusivamente per que

st’opera: oro in lamina, oro in polvere, che riproduce

le dorature stese a pennello dal miniatore, argento.

L’elegante cofanetto in legno include tre volumi: il fac

simile, il commentario con saggi inediti sulla storia del

manoscritto e sui giochi divinatori nelle corti rinasci

mentali e un’accurata analisi stilistica delle miniature

del codice marciano, a cura di Silvia Urbini, profes

soressa presso il Dipartimento di Arti Visive

dell’Università di Bologna, e il volume con le regole

del gioco e tre dadi, necessari per giocare.


CONDIZIONI DI VENDITA

1. Bloomsbury Auctions Italia S.r.l.,società unipersonale con sede legale in Roma, Via Giosué

Carducci n. 4 e sede operativa in Roma, Via della Pilotta nn. 16/20, Iscrizione al Registro delle

Imprese di Roma e Codice Fiscale n. 09479031008, R.E.A. RM-1165993, Capitale Sociale Euro

105.000 i.v. sottoposta ad attività di direzione e coordinamento, ai sensi dell’articolo 2497bis del

Codice Civile da parte della società Bloomsbury Auctions Limited con sede in Londra, Gran

Bretagna (qui di seguito definita “Bloomsbury”), nello svolgimento della sua attività di vendita agisce

quale mandataria in esclusiva in nome proprio e per conto di Rokpa.

2. Gli oggetti offerti all’asta saranno aggiudicati al miglior offerente. Qualora durante lo svolgimento

di un’asta sorga controversia sull’Aggiudicatario, il Banditore potrà, a sua assoluta discrezione,

rimettere l’oggetto in vendita all’asta e procedere ad una nuova aggiudicazione.

3. Bloomsbury si riserva la facoltà di ritirare dall’asta qualsiasi lotto a sua assoluta discrezione e

senza alcun preavviso.

4. Il rilancio minimo in aumento delle offerte è fissato nella misura del 10% del prezzo base d’asta,

salvo diverse comunicazioni da parte del Banditore.

L’offerente, con la formulazione della propria offerta, si impegna a corrispondere a Bloomsbury il

prezzo di aggiudicazione del lotto. Non ci saranno commissioni per i diritti d’asta, imposte ed

altri oneri applicabili alla vendita.

Coloro che desiderano partecipare all’asta, dovranno preventivamente compilare e sottoscrivere

una scheda di partecipazione, indicando tutti i loro dati personali.

Tali dati saranno trattati in conformità alla vigente normativa sulla tutela della riservatezza dei dati

personali (c.d. Privacy), come da informativa che verrà consegnata ai partecipanti.Bloomsbury si

riserva la facoltà di rifiutare le offerte provenienti da persone non registrate ed identificate.

La partecipazione all’asta può avvenire: di persona, mediante offerta scritta (anche inviata

per fax), al telefono e su Internet (tramite il sito www.liveauctioneers.com)

7. Le stime relative al prezzo base di ciascun lotto, espresse in euro, sono stampate sotto la descrizione

dei lotti riportata nel catalogo. Tali stime possono essere soggette a revisione in qualsiasi

momento, per cui i lotti potranno essere offerti all’asta ad un prezzo base diverso da quello indicato

nel catalogo.

Anche le descrizioni dei lotti nel catalogo potranno essere soggette a revisione mediante comunicazioni

al pubblico durante l’asta.

8. L’Aggiudicatario dovrà corrispondere a Bloomsbury il prezzo di aggiudicazione dopo la conclusione

dell’asta e, comunque, entro 7 giorni lavorativi, salvo diverso preventivo accordo scritto con

Bloomsbury.

More magazines by this user
Similar magazines