A rischio - Porto & diporto

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A rischio - Porto & diporto

formazione / porto&diportoA rischiole competenze professionalidi una marineria millenariaIl continuo e rapido sviluppo tecnologico e la progressivae costante evoluzione del quadro normativo internazionalee comunitario, impongono nuove figureprofessionali formate secondo metodi e contenuti culturalie scientifici di elevato livello.Tale esigenza si avverte ancor di più nel settore deitrasporti marittimi che negli ultimi anni ha evidenziatoun’evoluzione, sia tecnologica che normativa, esponenziale.Appare evidente quindi, come il tema della formazionesia di primaria importanza per l’armamento italianoe l’attività svolta dalla Confitarma negli ultimi anni in questocampo lo testimonia.Abbiamo avviato e promosso numerose iniziative, qualil’Accademia Italiana della Marina mercantile con sede aGenova con una succursale a Torre del Greco, l’Accademiadel mare con sede a Venezia, i corsi SeaMastere quelli di ForMare nell’ambito del progetto “Un mare dilavoro” coofinanziato dal Ministero del lavoro e dalla RegioneCampania, la convenzione con l’Università Parthenopedi Napoli, nonché quella in via di definizione conl’Università La Sapienza di Roma. La recente costituzioneda parte della Regione Campania, con la collaborazionedi Confitarma, di un Polo Formativo dell’economiadel mare fornisce notevoli possibilità di lavoronon solo ai giovani che voglionointraprendere la carriera dibordo ma anche a quelliche desiderano lavorarenell’ambitodelle molteplici attività del cluster marittimo.Tali iniziative hanno riscosso un notevole successo,basti pensare che solo per quanto riguarda i corsi organizzatida ForMare nel 2009 tutti gli allievi che hanno conclusoi corsi sono stati regolarmente imbarcati o hannotrovato uno sbocco occupazionale a terra. Il successodi tali iniziative risulta legato principalmente alla formulaorganizzativa dei corsi che, strutturati sulle reali esigenzedelle aziende, mirano a formare il personale effettivamenterichiesto dal mercato.Mercato che, vista la natura internazionale dei trasportimarittimi, offre opportunità di lavoro non circoscritte soloall’Italia ma a livello globale. Infatti, il personale marittimoformato in Italia è spesso richiesto all’estero schiudendonuove opportunità soprattutto per i giovani.Va inoltre rilevato che gran parte dei professionisti delmare, dopo un periodo di navigazione, acquisite le competenzenecessarie, vengono assorbiti dal complesso diattività di terra, non solo in aziende marittime. Nonostantetutto ciò, la vitadel mareLa formazione per sostenere2 - settembre ‘09


isulta ancora poco attraente per i giovani.Una parte della responsabilità di questa disaffezione,in un Paese di antica tradizione marinara come l’Italia,è anche dell’armamento che, soprattutto in passato, nonha promosso adeguatamente gli aspetti positivi delle professionimarittime. Il progresso tecnologico e il notevolemiglioramento degli standard qualitativi della vita di maredovrebbero invece rendere più attrattiva la professionemarittima.Un’altra parte di responsabilità è invece da imputarealle istituzioni, che a volte dimostrano poca sensibilitàalle esigenze dell’armamento e alle conseguenti istanzedi modifiche legislative rese necessarie per la specialitàdel settore e di conseguenza per la formazione del personalemarittimo.Nel nostro Paese, purtroppo, non c’è stato un adeguamentodelle qualifiche dei marittimi alle attuali esigenze.La normativa italiana, infatti, prevede ancora figure comeil Capitan d’armi e l’operatore cinematografico, ma nonc’è nessun accenno a nuove figure quali, l’ufficiale elettronico,l’ufficiale specialista in security, l’ufficiale specialistatrasporto gas, ecc, che invece sono presenti già damolti anni nelle normative di altri paesi.Ma non solo, i cortocircuiti che spesso si verificanonell’ordinamento italiano determinano situazioni quasigrottesche, comunque non più accettabili in un settoreche fa della concorrenza la sua principale sfida quotidiana.Valga per tutti l’esempio dei cuochi di bordo: sottoscrittol’accordo con ANPAN (i provveditori e appaltatori navali)e identificate le esigenze delle aziende, i corsi avviatida ForMare per la formazione di 150 chefdi bordo sono statibloccatiperché non si è riusciti a modificare una norma del1957. Oggi questi posti di lavoro sono stati, purtroppo,coperti con personale extracomunitario.Appare quindi evidente la necessità che le istituzionicollaborino, il più celermente possibile, per facilitare ilbuon esito di una formazione mirata alle professioni marittime,modificando procedure e norme ormai datate cheprecludono a molti giovani l’occupazione e la chance diuna buona remunerazione. È necessario attuare condizionidi favore per gli armatori che imbarcano personaleitaliano e comunitario, specialmente per gli apprendisti/allievi in stage o nei gradi iniziali, l’approvazione in tempibrevi delle modifiche proposte dagli armatori relative allaformazione e certificazione del personale; l’adozione inbreve tempo da parte dell’Italia della convenzione 187sul welfare dei marittimi e della convenzione sul lavoromarittimo MLC 2006. Visto che la nostra flotta opera giàseguendo i più elevati standard, riteniamo che debbanoesserci condizioni di lavoro e di protezione sociale ugualiper tutte le flotte del mondo.Inoltre è opportuna la creazione di una cabina di regia,alla quale partecipino in modo permanente ed effettivoistituzioni e parti sociali, per coordinare le attività marinaresu scala nazionale e regionale, in modo da evitaresprechi e sovrapposizioni, armonizzando il lavoro e l’impegnodi tutti per raggiungere obiettivi comuni.E’ necessario migliorare le informazioni che vengonofornite ai ragazzi al termine delle scuole medie, in modoche possano conoscere i vantaggi offerti dalla carriera dibordo. Purtroppo, i centri di orientamento sono pochi enon sempre efficienti.In mancanza di un impegno concreto di tutti, istituzioni,parti sociali e operatori privati, verso l’adozione di un approccioconcreto alla formazione che risponda alle istanzequi sommariamente riportate, corriamo il rischio chein Italia si prosciughi quell’importante bacino dicompetenze professionali alle quali attingiamonoi armatori e anche le attivitàcollaterali allo shipping.Nicola CocciaPresidenteConfitarmalo shipping italianosettembre ‘09 - 3

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