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Rapporto 2012sull’economia del Lazio


indice04Executive summary122232427688113130capitolo 1Popolazionecapitolo 2Territorio e ambientecapitolo 3Infrastrutture economiche e socialicapitolo 4Economiacapitolo 5Lavorocapitolo 6Impresecapitolo 7Ricerca e innovazionecapitolo 8Credito e finanza


Executive summary


Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 5capitolo 1Popolazione e demografiaTra il 2007 e il 2011, la popolazione del Lazio è cresciuta del 4,3% arrivando a circa5,73 milioni di abitanti, pari a poco meno del 10% della popolazione nazionale.Il Lazio risulta dopo l’Emilia-Romagna la regione con il maggiore incremento demografico.Con riferimento al solo 2011, il tasso di crescita della popolazione è spiegato in massima partedal saldo migratorio con l’estero e in misura ridotta dal saldo migratorio da altre regioni.Il tasso di crescita naturale si attesta su valori prossimi allo zero.All’interno della regione, la crescita più significativa si è avuta nei comuni dell’areametropolitana di Roma (+9,6% tra il 2007 e il 2011), mentre nella città di Roma è stata solodel 2,1%. Significativa anche la crescita nella provincia di Viterbo e Latina (su valori del 5%),mentre la provincia di Frosinone risulta quella meno dinamica con un incrementonel periodo considerato di poco più dell’1%.La popolazione del Lazio ha un livello di istruzione medio nettamente superiore a quello mediodel Paese, e maggiore anche di quello delle altre principali regioni del Paese.capitolo 2Territorio e ambienteNel Lazio, circa un milione di ettari sono in aree protette (Zone di protezione speciale e sitidi importanza comunitaria e rete natura 2000), pari a circa il 58% del territorio regionale.A livello nazionale, le aree protette sono poco più del 51%, con valori particolarmente bassiin Lombardia (37%) ed Emilia-Romagna (31%).Nel 2011 risultano censiti 555 siti oggetto di contaminazione e bonifica, di cui quasi la metànella provincia di Roma.Tra il 2007 e il 2011 nei capoluoghi di provincia del Lazio è fortemente migliorato il livello diinquinamento dell’area, almeno per quanto riguarda i giorni di superamento dei limiti di PM10.Particolarmente significativa la riduzione nel comune di Roma, in cui le giornate negative sonopassate da 116 a 39. Praticamente sempre salubre l’aria a Viterbo e Rieti, con soli rispettivamente3 e 8 giorni di sforamento.Tra il 2007 e il 2011 si riducono leggermente anche i rifiuti urbani pro-capite nel Lazio.Il valore del Lazio rimane tuttavia al di sopra della media nazionale e dei valori di Lombardia,Veneto e Campania, anche se inferiore a quelli di Toscana ed Emilia-Romagna.Il Lazio ha una posizione debolissima nella raccolta differenziata che risulta pari ad appenail 16,5%, rispetto ad una media nazionale del 35% e a valori delle principali regioni(Toscana esclusa) nell’ordine del 50%. A livello provinciale colpiscono i valori addirittura benal di sotto del 10% di Frosinone e Rieti.


8Germania (2,2 miliardi di euro), Francia (2 miliardi), Stati Uniti (1,2 miliardi), Regno Unito (1 miliardo)e Spagna (1 miliardo) si confermano le principali destinazioni delle merci prodotte nel Lazio.Le imprese estere partecipate dalle imprese laziali ammontavano, nel 2009, a 2.013 unitàper un totale di 183 mila occupati (industria manifatturiera, energia e gas e telecomunicazionii settori produttivi con la maggiore rilevanza).Nel 2009, le imprese laziali partecipate da imprese estere ammontavano, a 526 unità, paria 152 mila occupati (industria manifatturiera, telecomunicazioni e commercio i settori più rilevanti).La produzione netta di energia nel Lazio è stata pari nel 2011 a 18.621 GWh: considerandoche i consumi energetici hanno ammontato a 25.078 GWh, è stata necessaria l’importazionedalle altre regioni italiane di oltre 7 mila GWh.La principale fonte di energia è costituita nel Lazio dalle centrali termoelettriche (circa 18 milaGWh, pari al 90% del totale). A seguire, la fonte idroelettrica (1.400 GWh), quella fotovoltaica(807 GWh) e quella eolica (22 GWh): da segnalare, il vero e proprio boom degli impianti fotovoltaiciistallati sul territorio laziale, passati da 8.571 a 17.954 (+108%).capitolo 5LavoroNel 2011, la “forza lavoro” (occupati più persone in cerca di occupazione) era il 43,4%della popolazione del Lazio. Tra il 2007 e il 2011, la “forza lavoro” è cresciuta del 4,5%,rispetto all’aumento del 4,1% della parte di popolazione che non fa parte di questo aggregato.Di conseguenza, il suo peso sul totale della popolazione è leggermente aumentato.L’aumento della forza lavoro è prevalentemente determinato dalla crescita della componente femminile(+7,1%); in particolare, per l’occupazione, quella femminile è aumentata di oltre il 5%, mentre quellamaschile si è contratta di quasi l’1%. La forza lavoro maschile rimane comunque il 57% del totale.Nel periodo considerato, il Lazio ha registrato il maggior incremento di “forza lavoro” tra le regioni italiane,comprese l’Emilia-Romagna (+3,3%), la Toscana (+2,7%), il Veneto (+2,5%) e la Lombardia (+1,7%).Il 75% della forza lavoro è concentrato nella provincia di Roma.Tra il 2007 e il 2011, il tasso di attività nel Lazio rimane stabile. Nello stesso periodo, diminuisceinvece il tasso di occupazione regionale (dal 59,7% al 58,8%); la provincia di Roma mantieneil primato con un valore pari al 61%. Il tasso di occupazione femminile è però aumentato.Nel Lazio si osserva un tasso di occupazione delle persone con titolo di studio superiore(laurea o post laurea) leggermente superiore alla media nazionale (77,7% rispetto al 77%),ma un po’ al di sotto dei valori di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana.


Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 9Tra il 2007 e il 2011, il tasso di disoccupazione nel Lazio è aumentato passando dal 6,4% al 8,9%,in linea con la crescita su scala nazionale, ma rimanendo su valori costantemente superiori (in Italia,si è passati dal 6,1% all’8,4%). La disoccupazione nel Lazio è stata in questi anni nettamente superiorea quella nelle altre principali regioni del Paese. Tra le province, Viterbo raggiunge nel 2011 l’11,2%.Costantemente superiore alla media italiana e quindi ai risultati delle principali regioni del Paeseè anche il tasso di disoccupazione “di lunga durata”, che nel 2011 è arrivato al 4,7%.Nel 2011, il tasso di disoccupazione giovanile nella classe 15-24 risulta pari a quasi il 34%,con un differenziale particolarmente alto rispetto ai valori delle altre principali regioni del Paesee superiore al differenziale relativo alla disoccupazione nelle altre fasce di età.Tra il 2007 e il 2011 sono diminuiti gli infortuni sul lavoro dell’11%; un valore comunque inferiorea quello medio nazionale (-20%) e delle principali regioni del Paese. Particolarmente contenutarisulta la riduzione degli infortuni sul lavoro nella provincia di Roma (-6,9%), mentre a Frosinonesi osserva addirittura un -31% e anche Latina ha un valore superiore a quello medio nazionale.capitolo 6ImpreseNel 2011, il Lazio registra il maggior stock di imprese registrate dopo la Lombardia (608.462), con unacrescita di quasi il 4% rispetto al valore del 2007. Nel 2011, il saldo tra le nuove iscritte e le cessateè stato ampiamente positivo per un totale di oltre 7.200, rispetto ad una contrazione a livello nazionaledi oltre 2.100 imprese, con riduzioni consistenti anche in Piemonte, Lombardia e Veneto.“Costruzioni” e “commercio” sono gli aggregati più rilevanti in termini di numerosità delleimprese registrate, con un peso rispettivamente del 15% e 27%. Relativamente molto modestoè il peso numerico delle imprese nel manifatturiero.Le imprese cooperative sono poco meno del 13% del totale nazionale, valore analogo a quellodella Lombardia e della Campania e inferiore in Italia solo a quello della Sicilia (17%).Per quanto riguarda la forma societaria, le ditte individuali prevalgono con il 44% del totaleregistrate; le società di capitali, tuttavia, arrivano a ben il 37% e a Roma a quasi il 43%.Il trend nell’agricoltura è particolarmente negativo in tutte le regioni benchmark, e nel Lazioil numero di imprese agricole dal 2000 al 2010 si è fortemente ridotto (-48,7%).Nell’artigianato il Lazio, nonostante un andamento nazionale negativo, è l’unica regione che nel2011 presenta un saldo positivo di 235 nuove iscrizioni al netto delle cessazioni; la consistenzatotale di imprese registrate mantiene un andamento stabile (tasso di crescita pari a 0,23%).Il Lazio, dopo la Lombardia, è la regione che presenta la più elevata numerosità di imprese di servizinel 2011, contando 94.376 imprese registrate, delle quali 4.151 iscritte nel periodo di riferimento.Molto significativa la presenza di aziende impegnate nei servizi alla persona (34.633 imprese).


10Nell’ambito del turismo, nel Lazio si rileva al 2010 il 10,4% degli arrivi (10,3 milioni) e l’8,2%delle presenze (30,7 milioni) negli esercizi ricettivi italiani.Con riferimento ai soli esercizi alberghieri, i dati riportano un’incidenza del Lazio sul totale Italiapari all’11,6% di arrivi (9,2 milioni) e il 10,2% di presenze (25,7 milioni). Di particolare rilevanzasono i dati relativi agli arrivi e alle presenze degli stranieri che evidenziano nel Lazio valoripraticamente doppi rispetto a quelli relativi agli italiani.Il Lazio è al terzo posto tra le regioni benchmark per la presenza di imprese che, tra il 2008e il 2011, hanno investito o hanno programmato di investire in prodotti e tecnologie green(a maggior risparmio energetico e/o a minor impatto ambientale).capitolo 7Ricerca e innovazionePer quanto riguarda i fattori che favoriscono l’innovazione (input), il Lazio, con quasi 1,9 miliardidi euro, è la regione italiana con il più alto livello di spesa in R&S: in termini percentualisi tratta dell’1,1% del PIL, valore molto più alto della media italiana (0,5%).A conferma dell’importanza per il territorio laziale degli ambiti legati alla ricerca e all’innovazione,l’elevata quota di laureati in discipline scientifiche sui giovani in età compresa tra 20 e 29 anni(19% contro il 12% medio nazionale) e l’altrettanta rilevante quota di occupati in settoriad alta intensità tecnologica (7,5% contro il 4,4% medio nazionale).Per quanto riguarda in modo specifico il tessuto produttivo, nel periodo 2006-2008 nel Lazio circail 27% delle imprese ha introdotto innovazioni di prodotto e/o processo (30% il dato nazionale)mentre la quota di imprese con accesso internet tramite banda larga è passata dal 76% del 2007all’85% del 2010 (83% in Italia nel 2010).Relativamente ai risultati scientifici delle risorse investite, alle innovazioni realizzate e al loro valoreeconomico, nel 2011 nel Lazio circa 2.500 laureati hanno ottenuto la qualifica di Dottore di ricerca(il 20% del totale nazionale), mentre risulta modesta la capacità dei centri di ricerca localizzatinel Lazio di generare spin off: sempre nel 2011, sono stati attivati 0,52 spin off per centro di ricercadel Lazio (0,71 la media nazionale), per un totale assoluto pari a 68 (7% del totale nazionale).Valori modesti anche in merito al deposito di richieste di brevetti presso l’EPO (European PatentOffice): nel 2008 sono state depositate 200 richieste provenienti dal Lazio (il 5% del totalenazionale), corrispondenti a 36 richieste ogni milione di abitanti (70 il valore medio nazionale).Più consistente il numero di deposito di Marchi, pari nel Lazio nel 2011 a 8.246 (circa il 15%del totale dell’Italia) e, soprattutto, molto rilevante il valore delle merci tecnologiche esportatedal settore manifatturiero nel 2011: il 48% dell’export totale (15% il valore nazionale),corrispondente a 7,8 miliardi di euro.


Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 11capitolo 8Credito e finanzaNel Lazio, a fine 2011, erano presenti 64 gruppi bancari per un totale 2.768 sportelli dislocati su263 comuni (il 70% del totale): i depositi bancari della clientela ammontavano a 128,4 miliardidi euro, mentre gli impieghi erano pari a 114,3 miliardi.Al 31/12/2011, i finanziamenti per cassa erano pari a 222 miliardi di euro contro i 233 miliardidel 2010: in calo soprattutto i fidi di dimensioni contenute (sino a 125 mila euro) e quellidi dimensioni molto rilevanti (oltre i 25 milioni di euro).I finanziamenti oltre il breve termine sono stati pari, nel 2011, a 21,3 miliardi, in crescita del 18%rispetto al 2010: da segnalare tra le varie tipologie di destinazione economica del finanziamento,la forte contrazione dei finanziamenti accordati alle famiglie consumatrici per l’acquisto di immobili(-20%) e la forte impennata di finanziamenti destinati a investimenti in mezzi di trasportoe macchinari (+185%, dato influenzato dalla contabilizzazione dal 2011 delle somme erogateda Cassa Depositi e Prestiti).Particolarmente penalizzati dalla stretta creditizia sui mutui per l’acquisto di immobili sono statii giovani sotto i 35 anni: la quota di mutui a questi destinata è infatti scesa dopo molti anni sottoil 30% del totale mutui erogati, evidenza di una crisi economica particolarmente dura versoquesta fetta di popolazione, ma anche del possibile inasprimento delle politiche di concessionedei finanziamenti adottate dalle banche verso la clientela giudicata più a rischio.Nel 2011 sono risultate in calo (-10%) le operazioni di leasing, al contrario delle operazionidi factoring (cessione dei crediti) che hanno registrato una crescita considerevole (+27%).In forte espansione i crediti in sofferenza, arrivati a rappresentare il 6,6% degli impieghi.I tassi d’interesse praticati dalle banche alla clientela, dopo una contrazione continua tra 2007e 2010, hanno invertito la tendenza: la crescita è generalizzata a tutte le classi di fido accordate,anche se rimane un differenziale molto pesante a sfavore delle piccole imprese e dei consumatori(intorno al 10% il tasso richiesto per fidi sino a 250 mila euro; 4% il tasso per fidi oltre i 25 milionidi euro).I tassi d’interessi sui mutui hanno registrato dinamiche differenti a seconda della tipologiadel finanziamento: in leggera contrazione gli interessi sui finanziamenti a tasso fisso; in leggeracrescita gli interessi richiesti sui finanziamenti a tasso variabile, che rimangono tuttavia ancorasu valori molto inferiori rispetto all’altra tipologia (5% contro 3%).


Popolazione


Popolazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 131.1 Popolazione e indicatori demograficiAlla fine del 2011 la regione Lazio contava circa 5,73 milioni di abitanti, con un incrementodel 4,3% sul 2007 (+230 mila residenti) e dello 0,8% sul 2010 (+46 mila residenti). Insiemeall’Emilia-Romagna (+5% la crescita della popolazione nel periodo oggetto dell’analisi), il Lazioè stata, tra le principali Regioni italiane, quella che ha conosciuto un’espansione più consistentedella popolazione.A seguito di questo rilevante incremento della popolazione, la densità media degli abitanti delLazio è arrivata a 332 (abitanti/kmq), superata solo dalla Lombardia (416) e dalla Campania (429).tab. 1.1 Popolazione residente e densità abitativa delle principali Regioni italiane – 2007/2011Territorio 2007 2008 2009 2010 2011Lombardia 9.545.441 9.642.406 9.742.676 9.826.141 9.917.714Veneto 4.773.554 4.832.340 4.885.548 4.912.438 4.937.854Emilia-Romagna 4.223.264 4.275.802 4.337.979 4.395.569 4.432.418Toscana 3.638.211 3.677.048 3.707.818 3.730.130 3.749.813Lazio 5.493.308 5.561.017 5.626.710 5.681.868 5.728.688Campania 5.790.187 5.811.390 5.812.962 5.824.662 5.834.056Italia 59.131.287 59.619.290 60.045.068 60.340.328 60.626.442var. % 2007/2011 var. % media annua 2007/2011 Densità abit. 2011% % abit/kmqLombardia 3,9 1,0 415,6Veneto 3,4 0,9 268,4Emilia-Romagna 5,0 1,2 197,5Toscana 3,1 0,8 163,1Lazio 4,3 1,1 332,4Campania 0,8 0,2 429,3Italia 2,5 0,6 201,2Fonte: Istat


14fig. 1.1 Evoluzione della popolazione delle principali Regioni italiane – 2007/2011 (2007=100)106Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Lazio Campania Italia105104103105,0104,3103,9103,4103,1102,5102101100,81002007 2008 200 2010 2011Fonte: IstatAlla base dell’incremento della popolazione laziale, così come di quello riportato da molte altreRegioni del centro-nord, c’è stata una forte espansione dell’immigrazione dall’estero che, nel corsodi tutto il periodo di riferimento, ha enormemente amplificato o, addirittura, corretto in positivol’andamento della crescita naturale della popolazione (natalità – mortalità) e dell’immigrazioneinterna: nel dettaglio, il 7,9 per mille registrato nel Lazio nel 2011 dal tasso di crescita totaledella popolazione è stato il risultato della sostanziale stazionarietà della crescita naturale(-0,1 per mille), del leggero incremento del saldo migratorio dalle altre regioni (1,6 per mille),della leggera contrazione del saldo migratorio per altri motivi (-1 per mille) e della forteespansione del saldo migratorio con l’estero (7,3 per mille).Quanto appena riportato, come già accennato, ha costituito la tendenza in quasi tutte le Regionidel centro-nord, mentre il discorso si inverte per la Campania dove a riportare valori negativi sono statiil saldo migratorio interno e quello con l’estero e ad essere positivo è stato il tasso di crescita naturale.


Popolazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 15tab. 1.2a Indicatori demografici delle principali Regioni italiane – 2011Tipo indicatore Lombardia Veneto Emilia R. Toscana Lazio Campania Italiatasso di natalità (*1.000 ab.) 9,7 9,4 9,4 8,5 9,4 9,9 9,1tasso di mortalità (*1.000 ab.) 9,0 9,2 10,7 11,0 9,5 8,7 9,7crescita naturale (*1.000 ab.) 0,7 0,2 -1,3 -2,5 -0,1 1,2 -0,6saldo migratorio interno (*1.000 ab.) 1,5 0,4 2 1,4 1,6 -3,7 0,1saldo migratorio con l'estero (*1.000 ab.) 6,6 6,7 7,6 7,1 7,3 2,5 5,3saldo migratorio per altro motivo (*1.000 ab.) -1,5 -1,9 -1,9 -1,7 -1,0 -0,3 -1,1saldo migratorio totale (*1.000 ab.) 6,6 5,2 7,7 6,8 7,9 -1,5 4,3tasso di crescita totale (*1.000 ab.) 7,3 5,4 6,4 4,3 7,9 -0,3 3,7Fonte: IstatNotaTasso di natalità e indicatori demografici: il valore degli indici si riferisce all’evento demografico avvenuto nel corso dell’annoper 1.000 abitanti, vale a dire, ad esempio, che nel 2011 ci sono state nel Lazio 9,4 nascite e 9,5 morti ogni 1.000 abitanti.Per quanto concerne altre caratteristiche demografiche delle grandi Regioni italiane, sempreper il 2011, si segnalavano valori che per il Lazio erano collocati molto vicini alla media nazionale,dal tasso di nuzialità (3,3 per mille nel Lazio e 3,5 per mille a livello nazionale) al numero mediodi figli per donna (1,4 in entrambi i casi), dalla speranza di vita alla nascita per uomini e donne(79,1 e 79,5 anni, rispettivamente, per gli uomini laziali e italiani e 84,5 anni per le donnedi entrambe le aree) all’età media della popolazione (43 anni sia nel Lazio sia in Italia),dall’incidenza delle varie classi di età nella popolazione (intorno al 14%, al 66% e al 20%le percentuali delle tre fasce d’età, 0-14, 15-64 e oltre 64 anni, sia a livello regionale sia nazionale)all’indice di vecchiaia (poco superiore a 140 in entrambi i casi il rapporto tra popolazione anzianae popolazione giovane).Differenze sostanziali con quanto è emerso dagli indicatori del Lazio si presentavano,nel confronto con le altre grandi regioni italiane, da un lato con la Campania, dove la speranzadi vita è più contenuta e la struttura della popolazione più sbilanciata verso le classe di etàinferiore, e dall’altro lato con l’Emilia-Romagna e la Toscana, dove i livelli attesi di vita e l’etàmedia della popolazione sono leggermente più elevati e dove la quota di popolazione anzianarisulta più consistente (il 22-23% del totale contro il 20% del Lazio).


16tab. 1.2b Indicatori demografici delle principali Regioni italiane – 2011Tipo indicatore Lombardia Veneto Emilia R. Toscana Lazio Campania Italiatasso di nuzialità (*1.000 ab.) 2,9 3,1 2,8 3,3 3,3 4,4 3,5numero medio di figli per donna 1,5 1,5 1,5 1,4 1,4 1,4 1,4speranza di vita alla nascita - maschi 79,9 79,8 80 80,1 79,1 77,7 79,4speranza di vita a 65 anni - maschi 18,6 18,5 18,8 18,7 18,3 17,3 18,4speranza di vita alla nascita - femmine 84,7 85,0 84,7 85,0 84,5 83,0 84,5speranza di vita a 65 anni - femmine 22,1 22,4 22,3 22,3 22,0 20,6 21,9età media della popolazione 44 43,0 45,0 46,0 43,0 40,0 43,0popolazione 0-14 anni (%) 14,2 14,2 13,3 12,7 14,0 16,4 14,0popolazione 15-64 anni (%) 65,7 65,9 64,4 64,0 66,2 67,5 65,7popolazione 65 anni e più (%) 20,1 19,9 22,3 23,3 19,8 16,1 20,3indice di dipendenza strutturale (%) 52,0 52,0 55,0 56,0 51,0 48,0 52,0indice di dipendenza degli anziani (%) 31,0 30,0 35,0 36,0 30,0 24,0 31,0indice di vecchiaia (%) 141,0 140,0 167,0 183,0 142,0 99,0 145,0Fonte: IstatNotaIndice di dipendenza strutturale: rapporto tra popolazione in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e più) e popolazionein età attiva (15-64 anni), moltiplicato per 100.Indice di dipendenza degli anziani: rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione in età attiva (15-64 anni),moltiplicato per 100.Indice di vecchiaia: rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età 0-14 anni, moltiplicato per 100;Scendendo nel dettaglio delle Province del Lazio sono emerse, in merito alla dinamica demografica,rilevanti differenze: la popolazione, cresciuta a livello regionale del 4,3% tra il 2007 e il 2011, è risultatainfatti in forte espansione nei comuni della corona metropolitana di Roma (+9,6%, da 1,31 a 1,43milioni), mentre all’interno della capitale la crescita è stata molto più contenuta (+2,1%, da 2,71a 2,76 milioni), per una variazione complessiva provinciale del 4,5% (da 4,01 a 4,194 milioni).In crescita sostenuta la popolazione delle Province di Viterbo (+5%, da 305 a 320 mila) e di Latina(+5,1%, da 529 a 556 mila), seguite da quella della Provincia di Rieti (+3,6%, da 155 a 160 mila);poco rilevante, infine, l’incremento della Provincia di Frosinone (+1,3%, da 492 a 498 mila).


Popolazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 17tab. 1.3 Popolazione residente e densità abitativa delle Province del Lazio – 2007/2011Territori 2007 2008 2009 2010 2011Provincia di Viterbo 305.091 310.650 315.523 318.139 320.294Provincia di Rieti 154.949 156.796 159.018 159.979 160.467Provincia di Roma 4.013.057 4.061.543 4.110.035 4.154.684 4.194.068Città di Roma 2.705.603 2.718.768 2.724.347 2.743.796 2.761.477Resto della provincia 1.307.454 1.342.775 1.385.688 1.410.888 1.432.591Provincia di Latina 528.663 537.213 545.217 551.217 555.692Provincia di Frosinone 491.548 494.815 496.917 497.849 498.167Regione Lazio 5.493.308 5.561.017 5.626.710 5.681.868 5.728.688var. % 2007/2011 var. % media annua 2007/2011 Densità abit. 2011% % abit/kmqProvincia di Viterbo 5,0 1,2 89Provincia di Rieti 3,6 0,9 58Provincia di Roma 4,5 1,1 779Città di Roma 2,1 0,5 2.148Resto della pr. di Roma 9,6 2,4 350Provincia di Latina 5,1 1,3 247Provincia di Frosinone 1,3 0,3 154Regione Lazio 4,3 1,1 332Fonte: Istatfig. 1.2 Evoluzione della popolazione residente nelle Province laziali – 2007/2011 (2007=100)112Provincia di Viterbo Provincia di Rieti Provincia di Roma Città di Roma Resto dellaprovinciadi RomaProvincia di Latina Provincia di Frosinone Regione Lazio110109,6108106104102105,1105,0104,5104,3103,6102,1101,31002007 2008 2009 2010 2011Fonte: Istat


181.2 Popolazione e immigrazioneIl consistente incremento demografico riscontrato a livello regionale e in quasi tutte le Provincedel Lazio è stata la diretta conseguenza di una vera e propria esplosione della presenzadegli immigrati (+64% tra 2007 e 2011, da circa 330 mila a oltre 542 mila), dovuta siaal fenomeno migratorio vero e proprio sia alla rilevante emersione di posizioni irregolari,consentita negli ultimi anni.Nel 2011, nel Lazio risultavano residenti circa 542 mila immigrati (9,5% della popolazionecomplessiva e +64% rispetto al 2007): 442 mila nella Provincia di Roma (10,6% della popolazionee +59% sul 2007), di cui 294 mila nella capitale (10,7% della popolazione e +48% sul 2007)e 148 nei restanti Comuni (10,3% della popolazione e +87% sul 2007); 38 mila circa nella Provinciadi Latina (6,8% della popolazione e +123% sul 2007); 28 mila nella Provincia di Viterbo (8,9%della popolazione e +84% sul 2007); 22 mila nella Provincia di Frosinone (4,4% della popolazionee +72% sul 2007); 12 mila nella Provincia di Rieti (7,3% della popolazione e +80% sul 2007).tab. 1.4 Immigrati nelle Province del Lazio – 2007/2011Territori 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 2007/2011 var. % 2010/2011Provincia di Viterbo 15.433 20.393 23.843 26.253 28.393 84,0 8,2Provincia di Rieti 6.531 8.338 9.912 10.901 11.758 80,0 7,9Provincia di Roma 278.540 321.887 366.360 405.657 442.818 59,0 9,2Città di Roma 199.417 218.426 242.725 268.996 294.571 47,7 9,5Resto della provincia 79.123 103.461 123.635 136.661 148.247 87,4 8,5Provincia di Latina 16.977 23.732 30.892 34.306 37.882 123,1 10,4Provincia di Frosinone 12.665 16.643 19.144 20.823 21.837 72,4 4,9Regione Lazio 330.146 390.993 450.151 497.940 542.688 64,4 9,0Fonte: Istat


Popolazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 19In sintesi, distinguendo tra variazione della popolazione dovuta a crescita naturale e a fenomenoimmigratorio, a livello regionale quasi il 90% dell’incremento demografico riscontrato tra il 2007e il 2011 si può ricondurre all’arrivo e alle regolarizzazione di cittadini stranieri, quota cherisultava estremamente consistente per il Comune di Roma dove, addirittura, a fronte di un forteincremento della presenza straniera si è avuta una contrazione della popolazione italiana(-39 mila italiani e +95 mila stranieri). Situazione differente nei comuni della corona metropolitanaromana, dove la crescita della presenza straniera (+69 mila residenti) è risultata rafforzatada quella della presenza di italiani (+56 mila residenti), in uscita dalla capitale.Per quanto riguarda le altre Province laziali, in quella di Latina su 27 mila residenti in più tra 2007e 2011, oltre il 75% erano stranieri immigrati; in quella di Viterbo, su 15 mila residenti in più,l’85% era di provenienza straniera; in quella di Frosinone, la crescita di circa 7 mila residentiera esclusivamente dovuta all’immigrazione (+9 mila) che, anzi, ha compensato il calodella presenza italiana (-2 mila); in quella di Rieti, infine, i 5 mila residenti in più eranoper il 95% stranieri immigrati.tab. 1.5 Incidenza dell’immigrazione nelle Province del Lazio – 2007/2011Territori 2007 2008 2009 2010 2011Provincia di Viterbo 5,1 6,6 7,6 8,3 8,9Provincia di Rieti 4,2 5,3 6,2 6,8 7,3Provincia di Roma 6,9 7,9 8,9 9,8 10,6Città di Roma 7,4 8,0 8,9 9,8 10,7Resto della provincia 6,1 7,7 8,9 9,7 10,3Provincia di Latina 3,2 4,4 5,7 6,2 6,8Provincia di Frosinone 2,6 3,4 3,9 4,2 4,4Regione Lazio 6,0 7,0 8,0 8,8 9,5Fonte: IstatNotaIncidenza dell’immigrazione: percentuale di immigrati ogni 100 residenti.


20fig. 1.3 Contributo dell’immigrazione all’incremento assoluto della popolazione laziale – 2007/2011250.000Incremento della popolazione italianaIncremento della popolazione immigrata212.542200.000150.000100.000164.27895.15469.12450.000012.9602.2435.22729116.73356.0136.12420.9059.172-2.55322.838-50.000-39.280-100.000Provinciadi ViterboProvinciadi RietiProvinciadi RomaCittàdi RomaResto dellaprovinciaProvinciadi LatinaProvinciadi Frosinone RegioneLazioFonte: Istat1.3 Popolazione e livello di istruzioneChiudiamo il capitolo sulla popolazione con una descrizione del livello di istruzione delle personeresidenti con 15 anni e oltre. Da una simile analisi è emerso chiaramente che la popolazionedel Lazio possiede un livello di istruzione medio superiore sia a quello nazionale sia a quellodelle singole regioni prese a confronto: il 50% della popolazione del Lazio, infatti, possedevanel 2011 un diploma di scuola superiore o una laurea, a fronte di una quota intorno al 40-42%per l’Italia nel suo insieme e per le Regioni Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, quota che,addirittura, scendeva al 37-38% in Campania e in Veneto.Considerando le sole persone in possesso di laurea, nel Lazio tale quota era pari al 15%delle persone oltre i 15 anni e scendeva al 13% in Emilia-Romagna, al 12% in Lombardia e Toscana,all’11% in Italia, al 10% in Veneto e al 9% in Campania.


Popolazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 21tab. 1.6 Popolazione per livello di istruzione nelle principali Regioni italiane – 2011LicenzaTotaleelementare, Licenza Diploma Diploma Laurea e popolazioneTerritorio nessun titolo media 2-3 anni 4-5 anni post-laurea 15 anni e oltreLombardia 1.682.956 2.711.118 686.855 2.353.130 1.029.512 8.463.570Veneto 922.091 1.316.081 390.737 1.135.065 435.753 4.199.727Emilia-Romagna 844.685 1.124.872 268.845 1.085.717 478.600 3.802.719Toscana 830.161 1.001.899 142.493 898.680 382.825 3.256.058Lazio 833.724 1.388.758 231.172 1.704.714 726.337 4.884.705Campania 1.178.693 1.712.978 131.131 1.394.431 451.851 4.869.084Italia 11.643.737 16.519.924 2.945.573 14.928.306 5.782.341 51.819.881Lombardia 19,9 32,0 8,1 27,8 12,2 100,0Veneto 22,0 31,3 9,3 27,0 10,4 100,0Emilia-Romagna 22,2 29,6 7,1 28,6 12,6 100,0Toscana 25,5 30,8 4,4 27,6 11,8 100,0Lazio 17,1 28,4 4,7 34,9 14,9 100,0Campania 24,2 35,2 2,7 28,6 9,3 100,0Italia 22,5 31,9 5,7 28,8 11,2 100,0Fonte: Istatfig. 1.4 Popolazione per livello di istruzione nelle principali Regioni italiane – 2011 - Quote %40Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Lazio Campania Italia35302520151050Licenza elementare,nessun titoloLicenza media Diploma 2-3 anni Diploma 4-5 anni Laurea e post-laureaFonte: Istat


Territorio e ambiente


Territorio e ambiente Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 232.1 Territorio, abitazioni, aree protette e siti contaminatifig. 2.1 Superficie regionale per zona altimetricaLazio 1.720.768 haItalia23,2%collina929,11654%montagna449,17426,1%pianura342,47819,9%35,2%41.6%In base ai primi risultati del Censimento 2011, nel Lazio erano presenti 2,4 milioni di abitazionicorrispondenti a 935 mila edifici: si tratta di 2,6 abitazioni per edificio, un valore molto al di sopradella media nazionale pari a 2,18 abitazioni e, in generale, delle altre Regioni prese a confronto,ad eccezione della Lombardia dove il rapporto arrivava a 2,62.Il dato laziale è fortemente influenzato dalla Provincia di Roma dove, a fronte di 1,7 milionidi abitazioni, ci sono 450 mila edifici per un rapporto di 3,77 abitazioni per edificio: è evidenteche il dato provinciale e quello regionale sono influenzati profondamente dalla città di Romache, con la forte presenza di palazzi multipiano, porta in alto anche il valore medio regionale.Nelle altre province, dove il peso delle città capoluogo è più contenuto, il rapporto tra abitazionied edifici si riduce profondamente: si passa infatti da 1,83 di Viterbo a 1,59 di Latina, da 1,35di Rieti a 1,34 di Frosinone.


24tab. 2.1 Edifici e abitazioni – Censimento 2011Territori Numero di abitazioni Numero di edifici Abitazioni per edificioItalia 28.863.604 14.176.371 2,04Lombardia 4.574.072 1.749.139 2,62Veneto 2.332.926 1.212.949 1,92Emilia-Romagna 2.219.081 970.036 2,29Toscana 1.789.565 879.425 2,03Lazio 2.428.184 935.834 2,59Viterbo 152.293 83.405 1,83Rieti 101.263 74.823 1,35Roma 1.699.554 451.363 3,77Latina 238.689 149.883 1,59Frosinone 236.385 176.360 1,34Campania 2.211.419 1.016.269 2,18Fonte: IstatPer quanto riguarda l’incidenza delle aree protette all’interno del territorio laziale, aggregandoi dati relativi alle Zone di protezione speciale (Zps), ai Siti di importanza comunitaria (Sic)e alla Rete Natura 2000, nel 2011 risultava che il 58% del territorio regionale era inclusoin queste tre tipologie, percentuale che a livello nazionale si fermava al 51% e che nelle altregrandi Regioni italiane oscillava tra il 31% dell’Emilia-Romagna e il 72% della Campania.Per quanto riguarda il dettaglio del Lazio, su circa un milione di ettari posti sotto protezione,408 mila riguardavano le 39 Zps, 143 mila ettari i 182 Sic e 442 mila ettari i 200 sitidella Rete Natura 2000.


Territorio e ambiente Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 25tab. 2.2 Aree comprese nelle Zone di protezione speciale (Zps), nei Siti di importanza comunitaria(Sic) e nella rete Natura 2000 per Regione – 2011ZpsSicSuperficieSuperficieIn % dellaIn % dellaTerritori Numero Ettari superficie territoriale Numero Ettari superficie territorialeLombardia 67 297.425 12,5 193 224.200 9,4Veneto 67 359.869 19,5 104 373.144 20,3Emilia-Romagna 81 185.584 8,4 134 235.929 10,7Toscana 61 192.627 8,4 132 376.041 16,4Lazio 39 407.910 23,7 182 143.123 8,3Campania 30 218.102 16,0 108 363.556 26,8Italia 601 4.379.683 14,5 2.287 4.770.850 15,8Natura 2000TotaleSuperficieSuperficieIn % dellaIn % dellaTerritori Numero Ettari superficie territoriale Numero Ettari superficie territorialeLombardia 241 372.154 15,6 501 893.779 37,4Veneto 130 418.019 22,7 301 1.151.032 62,5Emilia-Romagna 153 265.267 12,0 368 686.780 31,1Toscana 149 390.720 17,0 342 959.388 41,8Lazio 200 441.634 25,7 421 992.667 57,7Campania 124 397.981 29,3 262 979.639 72,1Italia 2.564 6.316.664 21,0 5.452 15.467.197 51,3Fonte: IstatDal lato opposto rispetto alla zone naturali protette, troviamo i siti che nel 2011 sono stati oggettodi contaminazione e di bonifica: secondo i dati dell’Agenzia Regionale per la ProtezioneAmbientale del Lazio (Arpa Lazio) si tratta di 555 siti a livello regionale, di cui la metà concentratinella Provincia di Roma (267) e, in particolare, nella città di Roma (170). Maggiore la distribuzioneterritoriale dei siti contaminati nelle altre Province: 92 gli interventi nella Provincia di Viterbo;22 in quella di Latina; 98 nel frusinate; 76 nell’area pontina.


26tab. 2.3 Siti contaminati e oggetto di bonifica nel Lazio – Numeri e mappe provinciali – 2011Viterbo92Rieti22Lazio 555Roma267Comune di Roma170Fonte: Arpa LazioFrosinone76Latina98Tra i principali interventi di messa in sicurezza e bonifica dei siti si segnalano:• rimozione dei rifiuti ammassati in superficie, svuotamento di vasche, raccolta di sostanzepericolose sversate;• pompaggio liquidi inquinanti galleggianti, disciolti o dispersi in acquiferi superficiali o sotterranei;• installazione di recinzioni, segnali di pericolo e altre misure di sicurezza e sorveglianza;• installazione di trincee drenanti di recupero e controllo;• costruzione o stabilizzazione degli argini;• copertura o impermeabilizzazione temporanea di suoli e fanghi contaminati;• rimozione o svuotamento di bidoni o container abbandonati, contenenti materiali o sostanzepotenzialmente pericolose.2.2 Inquinamento e rifiutiDall’inquinamento del suolo passiamo all’inquinamento dell’aria, per il quale è stato scelto comeindicatore il numero di giorni in cui, nei capoluoghi di Provincia, è stato superato il limite per lePM10 (polveri sottili): nel 2010, la situazione più difficile era quella di Frosinone dove ci sono stati108 superamenti annuali (praticamente un giorno su tre); a seguire, Roma con 39 giorni oltreil limite di legge, Latina con 28 giorni, Rieti con 8 giorni e Viterbo con soli 3 giorni. Da segnalareil buon andamento riscontrato nel corso del periodo 2007-2010, con importanti riduzionidel numero di superamenti annuali: da 136 a 108 a Frosinone, da 116 a 39 a Roma, da 41 a 28a Latina, da 27 a 8 a Rieti e da 13 a 3 a Viterbo. Molto più stabile la dinamica media dei capoluoghidi Provincia italiani nel loro insieme: 69 superamenti nel 2007 e 45 nel 2010.


Territorio e ambiente Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 27tab. 2.4 Numero massimo dei superamenti del limite per la protezione della salute umana previstoper il PM10 nei Comuni capoluogo di Provincia – 2007/2010Comuni 2007 2008 2009 2010 var. % 2007/2010Viterbo 13 14 5 3 -76,9Rieti 27 27 16 8 -70,4Roma 116 81 67 39 -66,4Latina 41 29 26 28 -31,7Frosinone 136 117 122 108 -20,6Italia 69 57 54 45 -35,3Fonte: IstatScendendo nel dettaglio nelle varie stazioni di monitoraggio provinciali, si ha un quadro piùindicativo dell’inquinamento atmosferico: oltre alle polveri sottili (PM10), infatti, sono disponibilianche i dati relativi all’ozono (O3), altro inquinante che mette seriamente a rischio la saluteumana e che, in base ai dati provenienti dalle stazioni di monitoraggio ambientale, risultapresente sia nelle aree a limitata urbanizzazione (Leonessa, Fontechiari ecc.) sia in quellea forte urbanizzazione (Cinecittà, Largo Perestrello ecc.).tab. 2.5 Numero di superamenti giornalieri nelle centraline laziali per PM10 e O3 (ozono) – 2009O3 - OzonoPM10Giorni di superamento dell’obiettivo a lungoPolveri sottiliProvincia Nome stazione termine per la protezione della salute 120 µg/m3 Giorni di superamento di 50 µg/m3Frosinone Frosinone scalo - 122Frosinone Alatri 7 -Frosinone Fontechiari 53 4Latina Lt - v. tasso 1 26Rieti Leonessa 40 1Rieti Rieti 1 28 11Roma Castel di Guido 4 -Roma Cinecittà 26 46Roma Colleferro Oberdan 2 67Roma Segni 12 -Roma Tenuta del Cavaliere 3Roma Villa Ada 20 12Roma Largo Perestrello 31 45Roma Cipro 6 28Roma Bufalotta 15 18Viterbo Civita Castellana - 16Viterbo Viterbo - 5Fonte: Ispra


28La raccolta e il trattamento dei rifiuti sono elementi centrali nella gestione del territorio: nel 2010,nel Lazio i rifiuti urbani erano pari a 3,4 milioni di tonnellate, in crescita del 2,2% rispetto al 2007.In termini pro-capite, si tratta di circa 600 kg per abitante all’anno, valore sostanzialmentein linea con quello del 2007 (604 kg). Nel confronto con le altre Regioni e con la realtà nazionale,emerge che la produzione di rifiuti urbani del Lazio è superiore alla media italiana, pari a 536 kg,e alle regioni Lombardia (500), Veneto (488) e Campania (478), mentre risulta inferiore a quelladella Toscana (670) e dell’Emilia-Romagna (677).tab. 2.6 Rifiuti urbani nelle principali Regioni italiane – 2007/2010 – valori assoluti (ton.)e procapite (kg/abit.*anno)Territori 2007 2008 2009 2010 var. % 2007/2010tonnellateLombardia 4.932.260 5.021.804 4.925.126 4.957.884 0,5Veneto 2.372.072 2.415.077 2.371.588 2.408.598 1,5Emilia-Romagna 2.876.778 2.951.475 2.914.819 2.999.959 4,3Toscana 2.552.561 2.545.014 2.474.299 2.513.312 -1,5Lazio 3.357.409 3.343.551 3.332.572 3.430.631 2,2Campania 2.852.735 2.723.326 2.719.170 2.786.097 -2,3Italia 32.541.749 32.467.201 32.109.910 32.479.112 -0,2valori pro-capite (kg/abitanti*anno)Lombardia 512 515 501 500 -2,3Veneto 491 494 483 488 -0,6Emilia-Romagna 673 680 666 677 0,6Toscana 694 686 663 670 -3,5Lazio 604 594 587 599 -0,8Campania 491 468 467 478 -2,6Italia 546 541 532 536 -1,8Fonte: IspraDove il Lazio è risultato in difficoltà è stato nel trattamento dei rifiuti: la raccolta differenziataè stata pari al 16,5% (565 mila tonnellate), contro una percentuale del 32,7% della Campaniae una media nazionale del 35,3%, valori che salivano al 36,6% in Toscana, al 47,7%in Emilia-Romagna, al 48,5% in Lombardia e al 58,7% in Veneto.All’interno del territorio laziale, le differenze provinciali in merito alla quota di raccoltadifferenziata effettuata sono state rilevanti: si va dal 6,1% della Provincia di Frosinoneal 7,1% della Provincia di Rieti, dal 14,1% della Provincia di Viterbo al 17,6% della Provincedi Latina e di Roma.


Territorio e ambiente Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 29tab. 2.7 Rifiuti urbani per Regione per tipologia di trattamento – 2010 - tonnellateTerritori Produzione totale (t) Raccolta indifferenziata Raccolta differenziata Rifiuti ingombrantitonnellate % sul tot tonnellate % sul tot tonnellate % sul totLombardia 4.957.884 2.326.629 46,9 2.403.392 48,5 227.863 4,6Veneto 2.408.598 944.653 39,2 1.414.436 58,7 49.508 2,1Emilia-Romagna 2.999.959 1.523.153 50,8 1.429.700 47,7 47.107 1,6Toscana 2.513.312 1.561.544 62,1 920.949 36,6 30.819 1,2Lazio 3.430.631 2.829.745 82,5 564.826 16,5 36.059 1,1Campania 2.786.097 1.874.840 67,3 911.112 32,7 144 0,0Italia 32.479.112 20.550.245 63,3 11.452.608 35,3 476.258 1,5Fonte: Ispratab. 2.8 Rifiuti urbani per Provincia del Lazio per tipologia di trattamento – 2010 - tonnellateTerritori Produzione totale (t) Raccolta indifferenziata Raccolta differenziata Rifiuti ingombrantitonnellate % sul tot tonnellate % sul tot tonnellate % sul totViterbo 159.319 128.970 81,0 22.466 14,1 7.884 5,0Rieti 80.417 71.787 89,3 5.742 7,1 2.887 3,6Roma 2.653.895 2.165.767 81,6 467.352 17,6 20.776 0,8Latina 317.948 258.772 81,4 55.921 17,6 3.255 1,0Frosinone 219.052 204.449 93,3 13.346 6,1 1.256 0,6Lazio 3.430.631 2.830.079 82,5 564.882 16,5 36.070 1,1Fonte: IspraLa limitata quota di raccolta differenziata ha fatto sì che gran parte dei rifiuti urbani raccoltisiano stati smaltiti in discarica: nel 2010, tale quota era pari al 73,9% (2,5 milioni di tonnellate),valore molto al di sopra sia della media nazionale (46,2%) sia delle altre grandi Regioni italiane:Lombardia (7,7%), Veneto (19,3%), Emilia-Romagna (27,7%), Toscana (43,4%) e Campania (48,2%).Da segnalare, comunque, una riduzione dello smaltimento in discarica, che nel Lazio interessaval’85,8% dei rifiuti urbani prodotti nel 2008.


30tab. 2.9 Quantità di rifiuti urbani prodotti e smaltiti in discarica – 2008/2010 - tonnellate*10002008 2009 2010Smaltiti Smaltiti SmaltitiTerritori Produzione in discarica % Produzione in discarica % Produzione in discarica %Lombardia 5.022 408 8,1 4.925 330 6,7 4.958 381 7,7Veneto 2.415 535 22,2 2.372 523 22,0 2.409 464 19,3Emilia-Romagna 2.951 1.186 40,2 2.915 979 33,6 3.000 831 27,7Toscana 2.545 1.291 50,7 2.474 1.181 47,7 2.513 1.090 43,4Lazio 3.344 2.869 85,8 3.333 2.682 80,5 3.431 2.536 73,9Campania 2.723 920 33,8 2.719 1.335 49,1 2.786 1.343 48,2Italia 32.472 16.069 49,5 32.110 15.538 48,4 32.479 15.015 46,2Fonte: IspraI 2,5 milioni di rifiuti smaltiti in discarica nel 2010 sono stati distribuiti nelle 10 discarichedislocate sul territorio: 6 in Provincia di Roma (1,9 milioni di tonnellate); 2 in Provincia di Latina(321 mila tonnellate); 1 in Provincia di Viterbo (195 mila tonnellate); 1 in Provincia di Frosinone(123 mila tonnellate).tab. 2.10 Discariche per rifiuti urbani per Provincia del Lazio – 2007/2010 – Impianti e rifiuti smaltiti2007 2008 2009 2010Territori n° Quantità n° Quantità n° Quantità n° QuantitàViterbo 1 197.325 1 197.039 1 192.506 1 194.575Roma 6 2.125.141 6 2.133.707 6 2.041.159 6 1.896.962Latina 2 334.693 2 322.446 2 319.429 2 321.380Frosinone 1 133.198 1 215.318 1 129.356 1 122.767Lazio 10 2.790.358 10 2.868.510 10 2.682.450 10 2.535.684Fonte: Ispra


Territorio e ambiente Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 31Per quanto riguarda, infine, il ricorso all’incenerimento dei rifiuti urbani, nel Lazio nel 2010 eranopresenti 4 impianti che hanno trattato circa 277 mila tonnellate di rifiuti, valore molto al di sottodi quello delle altre regioni prese a confronto e, in particolare, della Lombardia (2,5 milionidi tonnellate) e dell’Emilia-Romagna (945 mila tonnellate).tab. 2.11 Numero di impianti di incenerimento nelle principali Regioni italiane e rifiuti trattati – 2007/2010Territori 2007 2008 2009 2010 Rifiuti trattati nel 2010 (tonn.)Lombardia 13 13 13 13 2.545.440Veneto 3 3 3 3 265.853Emilia-Romagna 8 8 8 8 945.341Toscana 7 8 8 8 284.174Lazio 3 4 4 4 277.343Campania - - 1 1 516.731Italia 47 49 49 50 5.691.464Fonte: Ispra


Infrastruttureeconomiche e sociali


Infrastrutture economiche e sociali Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 333.1 Infrastrutture di trasportoCon riferimento alla dotazione stradale ed autostradale, è possibile osservare che il Lazio nel 2009contava 10.374 km di strade regionali e provinciali, 470 km di autostrade e 633 km di altre stradedi interesse nazionale. Si sottolinea nel Lazio il più elevato indice di penetrazione territoriale“km di strade regionali e provinciali per 100 km quadri di superficie” con un valore di 60,3(media nazionale 51,3). In paragone con le regioni benchmark, meno rilevante risultavail patrimonio autostradale che, tuttavia, evidenziava un indice di penetrazione superiorealla media nazionale (valore del Lazio = 2,7; valore Italia = 2,2). I dati aggiornati ai primi mesidel 2012 mostrano che il 7,2% (1.212) delle linee ferroviarie in esercizio presenti in Italia e l’8,5%(2.071 km) della lunghezza complessiva dei binari sono detenuti dal Lazio. Tali valori sono inferioria quelli riportati da Lombardia e Toscana, e maggiori di Veneto e Campania. È interessante notareche il Lazio si pone in preminente rilievo per dotazione di Linea ad Alta Velocità: con un valoredi 282 km è, infatti, secondo solo all’Emilia-Romagna (461 km).tab. 3.1 Strade e autostrade – 2009Regioni Strade regionali e provinciali Altre strade di interesse nazionale Autostradekm km per km per km km km km km km10.000 ab 100 km 2 10.000 ab 100 km 2 10.000 ab 100 km 2Lombardia 10.528 10,7 4,1 988 1,0 4,1 587 0,6 2,5Veneto 9.373 19,1 51,0 808 1,6 4,4 525 1,1 2,9Emilia-Romagna 12.205 27,8 55,2 1.225 2,8 5,5 568 1,3 2,6Toscana 11.911 31,9 51,8 967 2,6 4,2 436 1,2 1,9Lazio 10.374 18,3 60,3 633 1,1 3,7 470 0,8 2,7Campania 9.680 16,6 71,2 1.359 2,3 10,0 442 0,8 3,3Italia 154.513 25,6 51,3 19.375 3,2 6,4 6.661 1,1 2,2Fonte: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti.


34tab. 3.2 Ferrovie – 2012Linee ferroviarie in esercizio Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Lazio Campania Italia1.677 1.191 1.292 1.479 1.212 1.121 16.727ClassificazioneLinee fondamentali 465 km 405 km 723 km 749 km 644 km 598 km 6142 kmLinee complementari 1004 km 719 km 399 km 683 km 335 km 462 km 9650 kmLinee di nodo 208 km 67 km 170 km 47 km 233 km 61 km 935 kmTipologiaLinee a doppio binario 788 km 612 km 773 km 792 km 858 km 647 km 7514 kmLinee a semplice binario 889 km 579 km 519 km 687 km 252 km 474 km 9213 kmAlimentazioneLinee elettrificate 1394 km 785 km 1206 km 957 km 1.110 km 881 km 11926 kmLinee a doppio binario 788 km 612 km 772 km 765 km 858 km 647 km 7437 kmLinee a semplice binario 606 km 173 km 434 km 211 km 354 km 234 km 4489 kmLinee non elettrificate (diesel) 283 km 406 km 86 km 503 km 102 km 240 km 4801 kmLunghezza complessiva dei binari 2.464 km 1.803 km 2.064 km 2.271 km 2.071 km 1.768 km 2.4240 kmlinea convenzionale 2342 km 1803 km 1603 km 2233 km 1.786 km 1596 km 22935 kmlinea AV 122 km 461 km 38 km 285 km 172 km 1305 kmImpianti ferroviariStazioni con servizio viaggiatori 302 165 145 186 170 144 2.260Fonte: Ferrovie dello Stato; dati aggiornati al 21-02-2012Al fine di ottenere un quadro della dotazione delle infrastrutture portuali, è possibile innanzituttoanalizzare i dati riferiti ai posti barca per la nautica da diporto classificati per regione e tipologiadi struttura. In base a tali dati il Lazio al 2009 deteneva, sul totale delle infrastrutture portuali italiane,il 5% dei posti barca per i porti turistici, l’8% per approdi turistici e il 4% per i punti di ormeggio.tab. 3.3 Porti in alcune Regioni italiane – 2009Porto turistico Approdo turistico Punto di ormeggioRegioni posti barca % su Italia posti barca % su Italia posti barca % su ItaliaVeneto 1.553 3% 4.251 8% 129 0%Emilia-Romagna 3.057 6% 1.437 3% 835 2%Toscana 5.808 11% 4.356 8% 6.726 17%Lazio 2.634 5% 4.367 8% 1.471 4%Campania 4.170 8% 5.870 11% 5.365 14%Sicilia 3.010 6% 4.763 9% 5.078 13%Italia 54.650 100% 52.717 100% 38.799 100%Fonte: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; dati aggiornati al 31 dicembre 2009NotaPorto turistico: complesso delle strutture amovibili ed inamovibili realizzate con opere a terra e a mare allo scopo di servireunicamente o precipuamente la nautica da diporto e il diportista nautico, anche mediante l’apprestamento di servizi complementari.Approdo turistico: ovvero la funzione dei porti polifunzionali aventi funzioni destinate a servire la nautica da diporto e il diportistanautico, anche mediante l’apprestamento di servizi complementari.Punti di ormeggio: aree demaniali marittime e specchi acquei dotati di strutture che non comportino impianti di difficile rimozione,destinati all’ormeggio e al rimessaggio di piccole imbarcazioni e natanti.


Infrastrutture economiche e sociali Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 35In merito al traffico container e passeggeri dei porti italiani del 2011, Civitavecchia con circa 40 milaTEUs si posizionava nella parte bassa della classifica per il trasporto merci ma, con 2,6 milionidi passeggeri e una crescita del 36% sul 2010, occupava la prima posizione per movimentocrocieristico.tab. 3.4 Traffico container e passeggeri di crociere nei principali porti italiani – 2010/2011Crociere (numero passeggeri)Container (TEUs)Porti 2010 2011 var. % 2010 2011 var. %Bari 507.712 567.885 11,9 680 11.121 1535,4Brindisi 28.489 5.226 -81,7 1.107 485 -56,2Cagliari 159.753 232.718 45,7 629.340 603.236 -4,1Catania 189.613 188.815 -0,4 20.560 17.659 -14,1Civitavecchia 1.898.233 2.577.438 35,8 41.536 39.986 -3,7Genova 860.290 798.521 -7,2 1.758.858 1.847.102 5,0La Spezia 44.874 90.408 101,5 1.285.155 1.307.274 1,7Livorno 822.554 982.928 19,5 628.489 637.798 1,5Marina di Carrara 9.474 11.493 21,3 7.793 5.455 -30,0Napoli 1.139.319 1.297.267 13,9 534.694 526.768 -1,5Palermo 394.885 567.049 43,6 33.495 28.568 -14,7Piombino (Portoferraio) 24.473 19.273 -21,2 - - -Ancona 135.858 144.721 6,5 110.395 120.674 9,3Ravenna 9.153 156.359 1608,3 183.577 215.336 17,3Savona 780.672 948.459 21,5 196.434 170.427 -13,2Trieste 15.332 28.183 83,8 281.643 393.186 39,6Venezia 1.599.054 1.777.073 11,1 393.913 458.363 16,4Salerno 98.815 99.274 0,5 234.809 235.209 0,2Olbia - Golfo Aranci 184.623 141.632 -23,3 - - -Gioia Tauro - - - 2.852.264 2.304.987 -19,2Italia 8.903.176 10.634.722 19,4 9.777.962 9.528.629 -2,5Fonte: AssoportiNotaTEUs: è la misura standard di volume nel trasporto dei container (acronimo di twenty-foot equivalent unit).


36Per quanto riguarda il trasporto aereo per i voli di linee e charter, si sottolinea un ruolodi preminente rilievo per il principale aeroporto del Lazio: Roma Fiumicino. Quest’ultimonel 2011 era al primo posto per movimento di aeromobili e per numero di passeggeri(rispettivamente 324 mila e 37,6 milioni). Il secondo aeroporto del Lazio, Roma Ciampino,sebbene presenti valori inferiori (50 mila movimenti e 4,8 milioni di passeggeri), si ponevacomunque tra i principali aeroporti in Italia.In relazione al trasporto merci Roma Fiumicino, con circa 152 mila tonnellate, occupava il secondoposto tra i principali aeroporti italiani, guidati da Milano Malpensa (450 mila tonnellate).tab. 3.5 Movimenti e passeggeri negli aeroporti delle principali Regioni italiane – 2011Movimenti Passeggeri Cargo (tons)Regioni Aeroporto val. ass. var. % sul 2010 val. ass. var. % sul 2010 val. ass. var. % sul 2010Lombardia Bergamo 71.514 5,7 8.419.948 9,7 112.556 5,3Brescia 9.939 -11,0 33.797 -79,5 40.142 17,0Milano LIN 122.974 2,5 9.128.522 9,2 19.591 2,8Milano MXP 190.838 -1,5 19.303.131 1,8 450.446 4,1Veneto Treviso 10.089 -51,0 1.077.505 -49,9 868 -70,1Venezia 87.138 16,7 8.584.651 25,0 41.886 11,4Verona 37.770 2,3 3.385.794 12,0 5.381 16,1Emilia-Romagna Bologna 69.153 -1,6 5.885.884 6,8 43.788 15,8Forlì 4.668 -41,7 346.325 -46,0 544 -54,8Parma 10.025 5,8 271.209 12,6 3Rimini 11.856 25,2 920.641 66,5 786 96,5Toscana Firenze 33.232 3,8 1.906.102 9,7 484 -15,8Pisa 41.676 5,9 4.526.723 11,3 7.478 7,5Siena 3.147 24,0 4.861 27,4Lazio Roma CIA 50.805 -6,0 4.781.731 4,8 18.845 4,7Roma FCO 324.314 -1,5 37.651.700 3,6 151.867 -7,7Campania Napoli 62.878 -1,1 5.768.873 3,3 4.948 -7,1Italia Totali 1.584.956 0,9 148.781.361 6,4 939.843 2,3Fonte: Istat3.2 Infrastrutture di comunicazione ed energeticheNella classifica delle famiglie che usufruiscono della banda larga, ovvero dell’accesso ad internetad alta velocità, il valore più elevato si riscontra nel Lazio, dove più della metà delle famiglie(51,5%) nel 2010 usufruiva di tale servizio. Elevate percentuali si rilevano anche in Lombardia(47,7%) e Campania (48,3%), mentre i valori più bassi tra le regioni benchmark si collocanonel Veneto (39,9%).


Infrastrutture economiche e sociali Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 37tab. 3.6 Utilizzo della banda larga nelle famiglie nelle principali Regioni italiane – 2010Regioni% su tot. famiglieLombardia 47,7Veneto 39,9Emilia-Romagna 41,9Toscana 42,4Lazio 51,5Campania 48,3Italia 43,0Fonte: AGCOMPer quanto riguarda le infrastrutture energetiche, il Lazio nel 2010 contava 70 impianti idroelettrici,67 impianti termoelettrici, 7 impianti eolici e 8.571 impianti fotovoltaici, con un’incidenzasul totale nazionale rispettivamente del 2,6%, 4,3%, 1,4% e 2,2%. È interessante notare chenell’ambito dell’energia termoelettrica laziale più di un terzo degli impianti facevano riferimentoad autoproduttori, sebbene con una potenza efficiente lorda (200,1 MW) significativamenteinferiore a quella relativa ai produttori (7496,9 MW).tab. 3.7 Infrastrutture energetiche – 2010Produttori Autoproduttori TotaleTipologia impianti Lazio Italia Lazio Italia Lazio ItaliaImpianti idroelettriciNumero impianti 68 2.632 2 104 70 2.736Potenza efficiente lorda in MW 398 21.716 2 177 400 21.893Potenza efficiente netta in MW 392 21.349 2 172 394 21.521Producibilità media annua in GWh 1.232 53.417 9 891 1.240 54.308Impianti termoelettriciNumero impianti 42 1.097 25 476 67 1.573Numero sezioni 91 1.799 33 772 124 2.571Potenza efficiente lorda in MW 7.497 72.891 200 6.222 7.697 79.113Potenza efficiente netta in MW 7.245 69.717 193 5.987 7.438 75.704Impianti eoliciNumero impianti 7 484 3 7 487Potenza efficiente lorda in MW 9 5.811 4 9 5.814Impianti fotovoltaiciNumero impianti 8.571 155.977 8.571 155.977Potenza efficiente lorda in MW 244 3.470 244 3.470Fonte: Terna


383.3 Infrastrutture formative e di ricercaI dati forniti dal Miur sulla scuola secondaria con riferimento all’anno scolastico 2008/2009evidenziano una prevalenza di unità scolastiche e classi in Lombardia e Campania. Non lontanodai valori di tali regioni si colloca il Lazio, con 639 unità scolastiche (9,4% sul totale nazionale)e 12.221 classi (9,4% di incidenza sul totale). Del totale laziale di unità scolastiche, inoltre, si hauna netta prevalenza di unità statali (448) seppur con un rilevante numero di istituti paritari (191).tab. 3.8 Unità scolastiche e classi della scuola secondaria nelle principali Regioni italiane – 2009Totale Statale Paritaria Non paritariaRegioni Unità scol. Classi U. scol. Classi U. scol. Classi U. scol. Classinumero % su Italia numero % su Italia numeroLombardia 901 13,3% 17.279 13,3% 595 15.390 303 1.873 3 16Veneto 462 6,8% 9.155 7,0% 351 8.515 111 640Emilia-Romagna 355 5,2% 7.574 5,8% 297 7.272 57 299 1 3Toscana 357 5,3% 7.037 5,4% 311 6.799 46 238Lazio 639 9,4% 12.221 9,4% 448 11.137 191 1.084Campania 822 12,1% 16.324 12,5% 573 14.591 248 1.728 1 5Italia 6.782 100% 130.309 100% 5.102 118.465 1.538 9.444 21 78Fonte: MiurDurante l’anno accademico 2009/2010 il Lazio contava il più elevato numero di atenei in Italia(valore assoluto pari a 18), composto per 2/3 da strutture non statali. È interessante osservarei dati riguardanti il numero di neo-immatricolati (circa 40 mila nell’a.a. 2009-2010 nel Lazio),nei quali si distingue tra residenti che decidono di studiare fuori dalla propria regione e studentiche provengono da altre Regioni. Il Lazio presenta tra le Regioni benchmark il più basso valorepercentuale (8,6%) di residenti che studiano fuori regione, ed è tra le prime posizioni (dietro soload Emilia-Romagna e Toscana) per percentuale di studenti immatricolati residenti in altre regioni.tab. 3.9 Università e matricole nelle principali Regioni italiane – 2010Numero di atenei Numero immatricolati (A.A. 2009/2010)Non Fuori Regione Provenienti da altra RegioneRegioni Totale Statali statali Totale Valori assoluti Immatricolati Valori assoluti Per 100 immatricolatiLombardia 14 8 6 43.872 3.586 9,8 10.661 24,3Veneto 4 4 0 17.820 5.196 25,8 2.869 16,1Emilia-Romagna 4 4 0 25.064 1.865 10,9 9.825 39,2Toscana 9 8 1 17.010 1.668 12,2 5.035 29,6Lazio 18 6 12 39.459 2.612 8,6 11.522 29,2Campania 9 6 3 30.270 6.097 17,4 1.120 3,7Totale 96 67 29 293.149 58.122 20,7 58.122 20,7Fonte: Miur


Infrastrutture economiche e sociali Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 39Anche con riguardo ai dottorati, l’università nel Lazio si distingue: nell’anno accademico2008/2009 presentava, difatti, i valori più elevati con riferimento al numero di ammessi,iscritti e dottori (incidenza sul totale rispettivamente di 15,8%, 14,5% e 20,4%).Si rilevano valori significativamente alti anche in Lombardia e Toscana.tab. 3.10 Dottorati di ricerca nelle principali Regioni italiane – 2010DottoratiRegioni Ammessi Iscritti Dottoriv.a % su Italia v.a % su Italia v.a % su ItaliaLombardia 1.987 14,4 5.382 13,8 1.478 12,1Veneto 1.015 7,4 2.636 6,8 710 5,8Emilia-Romagna 1.077 7,8 3.166 8,1 958 7,8Toscana 1.549 11,2 4.185 10,7 1.188 9,7Lazio 2.175 15,8 5.649 14,5 2.495 20,4Campania 1.136 8,2 3.226 8,3 1.200 9,8Totale 13.802 100 39.001 100 12.219 100Fonte: Miur3.4 Infrastrutture culturaliNel 2009 si riscontrava nel Lazio il più elevato numero di musei, monumenti e aree archeologichestatali, con 87 strutture delle quali 44 a pagamento e 43 gratuite. Anche la Toscana (55 musei)e la Campania (59 musei) presentavano un elevato numero di strutture museali. Con riguardoalle biblioteche, invece, la Lombardia, seguita dall’Emilia-Romagna, evidenziava il maggiore valoreassoluto (2.140 biblioteche). Osservando l’indice di numerosità di biblioteche per 10.000 abitanti,tuttavia, il primato era della Toscana con un valore di 2,6 dal quale il dato del Lazio si discostamoderatamente (1,9).tab. 3.11 Musei e biblioteche nelle principali Regioni italiane – 2009MuseiBibliotecheRegioni A pagamento Gratuiti Totale Numero per 10.000 abitantiLombardia 8 16 24 2.140 2,1Veneto 11 3 14 882 1,8Emilia-Romagna 23 9 32 1.066 2,4Toscana 31 24 55 916 2,6Lazio 44 43 87 1.064 1,9Campania 29 30 59 838 1,4Italia 226 193 419 12.400 2,1Fonte: Istat - Statistiche culturali


403.5 Infrastrutture sanitarieIn paragone alle Regioni benchmark, nel Lazio era presente nel 2008 il maggior numero di strutturesanitarie pubbliche con un totale di 78 unità, delle quali più dell’80% contavano meno di 400 postiletto. È possibile affermare che anche nelle altre Regioni erano presenti prevalentemente unitàdi ricovero di dimensione ridotta, ad eccezione di Emilia-Romagna e Lombardia nelle qualiuna significativa percentuale di strutture contavano tra i 600 e i 1500 posti letto.tab. 3.12 Strutture di ricovero pubbliche nelle principali Regioni italiane – 2008Regioni Fino a 120 121-400 401-600valore assoluto % sul totale valore assoluto % sul totale valore assoluto % sul totaleLombardia 6 9,7 24 38,7 6 9,7Veneto 7 18,4 11 28,9 10 26,3Emilia-Romagna 3 11,1 9 33,3 3 11,3Toscana 15 35,7 13 31,0 10 23,8Lazio 31 39,7 34 43,6 7 9,0Campania 15 27,3 29 52,7 4 7,3Italia 204 31,6 268 41,55 75 11,6Regioni 601-800 801-1500 oltre 1500valore assoluto % sul totale valore assoluto % sul totale valore assoluto % sul totaleLombardia 9 14,5 16 25,8 1 1,6Veneto 4 10,5 4 10,5 2 5,3Emilia-Romagna 6 22,2 4 14,8 2 7,4Toscana 1 2,4 1 2,4 2 4,8Lazio 1 1,3 4 5,1 1 1,3Campania 4 7,3 3 5,5 0 0Italia 42 6,5 47 7,3 9 1,4


Infrastrutture economiche e sociali Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 41Il Lazio nel 2009 presentava prevalentemente strutture di tipo residenziale, con prevalenzadelle unità per l’assistenza psichiatrica (77) e per l’assistenza agli anziani (74). Era inoltreelevato il numero di consultori (200) e centri di salute mentale (119). È possibile affermareche la distribuzione dell’insieme delle strutture sanitarie pubbliche e private si addensaprincipalmente nel nord Italia e tende a diluirsi dal centro verso il meridione.tab. 3.13 Strutture sanitarie pubbliche e private nelle principali Regioni italiane 2009Strutture residenzialiAss. Ass. ai Ass. ai Ass. agli Ass. ai pazienti Ass.Regioni psichiatrica disabili fisici disabili psichici anziani terminali psichiatricaLombardia 288 201 12 648 20 160Veneto 190 54 124 335 12 120Emilia-Romagna 216 196 0 370 19 70Toscana 129 72 91 285 15 69Lazio 77 6 10 74 16 51Campania 97 8 21 21 2 72Italia 1.724 660 522 2.688 126 793Strutture semiresidenzialiAltro tipo di strutturaAss. ai Ass. ai Ass. agli Ass. ai pazienti Att. di Centri di Ass.Regioni disabili fisici disabili psichici anziani terminali consultorio salute mentale idrotermaleLombardia 237 8 251 0 264 309 13Veneto 02 239 74 0 259 82 116Emilia-Romagna 203 0 204 0 252 130 24Toscana 54 53 104 4 279 129 28Lazio 0 12 1 0 200 119 11Campania 3 6 2 0 174 61 84Italia 670 478 685 6 2.562 1.387 324Fonte: Annuario statistico del servizio sanitario nazionaleNotaStrutture residenziali: residenze sanitarie assistenziali, case protette, hospice ecc.Strutture semiresidenziali: centri diurni psichiatrici e in generale strutture che svolgono attività di tipo semiresidenziali.


Economia


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 434.1 MacroeconomiaNel 2011, il Prodotto Interno Lordo (PIL) del Lazio era pari, a prezzi reali, a 154,5 miliardi di euro,in contrazione di 0,4 miliardi rispetto al 2010 (-0,3%). Estendendo l’analisi sino al 2007,la perdita di ricchezza prodotta supera i 7 miliardi di euro (-4,6%).Guardando alle performance dei vari settori produttivi, si trovano differenze significative: perquanto riguarda l’ultimo anno disponibile (2011), si va da una crescita del 2,1% relativa alle attivitàfinanziarie e a quelle professionali ad un vero e proprio crollo del valore aggiunto registratodalle costruzioni (-9%); in mezzo, si oscilla tra variazioni nulle o leggermente positive dei servizi(commercio e pubblica amministrazione e altri servizi) e variazioni negative dell’agricoltura (-2,1%)e dell’industria in senso stretto (-1,1%).L’andamento sul medio termine (2007-2011) dei vari settori produttivi fa emergere un quadropiuttosto preoccupante dove, ad esclusione dei servizi finanziari, professionali e di supportoalle imprese (+1,4%) e dei servizi pubblici, istruzione e sanità (+2,5%), tutte le altre attivitàproduttive presentano variazioni profondamente negative: dal commercio (-14,3%), che segnail peggiore andamento settoriale, alle costruzioni (-13,5%), che evidenziano una sostanziale tenutadell’attività sino al 2010 per poi riportare un risultato molto pesante; dall’industria in senso stretto(-4%), il cui minimo è stato registrato nel 2009, all’agricoltura (-2,3%), che sembra essere statasolo parzialmente penalizzata dal ciclo economico generale.tab. 4.1 Prodotto interno lordo e valore aggiunto dei settori produttivi del Lazio – 2007/2011Mln € a valori concatenatiSettori produttivi 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 07/11 var. % 10/11Agricoltura, silvicoltura e pesca 1.710 1.748 1.673 1.707 1.671 -2,3 -2,1Industria 21.575 20.826 19.510 20.748 19.866 -7,9 -4,3Industria in senso stretto 13.407 12.954 11.665 13.010 12.869 -4,0 -1,1Costruzioni 8.171 7.876 7.818 7.760 7.064 -13,5 -9,0Servizi 123.435 120.394 118.115 117.410 118.406 -4,1 0,8Commercio, trasporti, servizi di alloggioe di ristorazione e servizi di infor. e com. 46.509 42.761 40.194 39.781 39.874 -14,3 0,2Attività finanziarie e ass., attività imm,attività professionali e servizi di supporto 43.114 43.847 43.485 42.835 43.719 1,4 2,1PA, istruzione, sanità,attività artistiche e altri servizi 33.828 33.729 34.300 34.661 34.662 2,5 0,0Valore aggiunto ai prezzi base 146.710 142.948 139.253 139.891 139.934 -4,6 0,0IVA e imposte ind. nette 15.230 15.730 14.690 15.047 14.565 -4,4 -3,2Prodotto interno lordo 161.910 158.673 153.957 154.938 154.502 -4,6 -0,3Fonte: IstatNotaPIL a valori concatenati: si tratta del valore reale dell’aggregato, al netto della dinamica inflattiva.PIL a prezzi correnti: si tratta del valore dell’aggregato al lordo dell’inflazione.


44Allargando l’analisi alle altre grandi Regioni italiane e al dato nazionale, il quadro che emergeè di un andamento economico assai differenziato.Il Lazio, di cui in parte si è già detto, presenta valori aggregati in linea con quelli nazionali(-4,6% contro -4,5% l’andamento del PIL tra 2007 e 2011), anche se tale risultato è stato raggiuntoin modo molto differente: infatti, mentre a livello medio nazionale il dato molto negativo del 2009(-5,5%) è stato preceduto da una contrazione limitata nel 2008 (-1,2) ed è stato seguito da unparziale recupero (+1,8% nel 2010 e +0,4% nel 2011), nel Lazio si è registrata una parziale tenutadella produzione nel 2009 (-3%) però preceduta da una significativa recessione anche nel 2008(-2%) e da una mancata ripresa nel 2010 (+0,6%) e nel 2011 (-0,3%).Guardando alle altre regioni, come già accennato, le differenze sono molto rilevanti non solo traRegioni appartenenti a differenti macro-aree produttive (nord, centro e sud), ma anche tra Regionidella stessa area: così, mentre la Lombardia sembra aver risposto meglio alla crisi economica del2008-2009 (-6,2% la contrazione del PIL), riportando una crescita consistente nel 2010 (+4,3%),Veneto e Emilia-Romagna non hanno fatto altrettanto, evidenziando non solo un recuperolimitato nel 2010 (+1,7% in entrambi i casi dopo una contrazione prossima al 6% nel 2009),ma un andamento negativo anche nel 2008 (-2,9% il Veneto e -0,9% l’Emilia-Romagna).Per quanto riguarda le altre due regioni del campione, mentre la Toscana ha evidenziato unareazione positiva, limitata, ma comunque positiva (+1,2% nel 2010 e +0,7% nel 2011), dopo il fortearretramento del 2009 (-4,2%), la Campania sin dal 2008 sembra aver imboccato un percorsofortemente recessivo che in quattro anni ha portato ad una contrazione del PIL superiore all’8%e dal quale appare difficile intravedere un’uscita.tab. 4.2 € Prodotto interno lordo nelle principali Regioni – 2007/2011 - mln € a valori concatenatiRegioni 2007 2008 2009 2010 2011Lombardia 305.550 306.962 287.923 300.302 302.184Veneto 141.628 137.521 130.008 132.279 133.607Emilia-Romagna 133.990 132.775 124.127 126.278 128.306Toscana 99.057 98.733 94.596 95.761 96.466Lazio 161.910 158.673 153.957 154.938 154.502Campania 94.575 93.165 87.941 87.256 86.583Italia 1.492.671 1.475.412 1.394.347 1.419.604 1.425.792Regioni 2007/2008 2008/2009 2009/2010 2010/2011 2007/2011var. % sull’anno precedente e var. % cumulataLombardia 0,5 -6,2 4,3 0,6 -1,1Veneto -2,9 -5,5 1,7 1,0 -5,7Emilia-Romagna -0,9 -6,5 1,7 1,6 -4,2Toscana -0,3 -4,2 1,2 0,7 -2,6Lazio -2,0 -3,0 0,6 -0,3 -4,6Campania -1,5 -5,6 -0,8 -0,8 -8,4Italia -1,2 -5,5 1,8 0,4 -4,5Fonte: Istat


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 45Quanto appena descritto sulle Regioni campione si riferisce ai dati assoluti, senza la possibilità,quindi, di effettuare confronti tra la popolazione residente nei differenti territori: per procederea tale comparazione è necessario considerare i valori pro-capite dai quali, come si vedrà,emergono differenze territoriali molto rilevanti.Partendo dal prodotto interno lordo, nel 2011, il valore pro-capite più elevato tra le regionicampione si trova in Lombardia (circa 33 mila euro), seguita dall’Emilia-Romagna (32 mila euro),dal Veneto (30 mila euro), dal Lazio (29 mila euro), dalla Toscana (28 mila euro) e, infine,dalla Campania (16 mila euro), che presenta quindi un livello medio di ricchezza prodotta parialla metà di quello della Lombardia.Per quanto riguarda il prodotto interno lordo per unità di lavoro, che rappresenta un indicatoredi produttività, di nuovo la Lombardia (75 mila euro) occupa la prima posizione della graduatoria,seguita però, questa volta dal Lazio (71 mila euro): di nuovo ultima la Campania (60 mila euro).Se si passa dalla ricchezza prodotta a quella distribuita sotto forma di reddito da lavoro dipendente,le distanze tra le varie Regioni si riducono: la Lombardia (43 mila euro) guida la classifica delle regionicampione, seguita da vicino dal Lazio (42 mila euro). Un po’ distanziate, di poco sotto i 40 mila euro,Veneto, Emilia-Romagna e Toscana; poco sopra i 35 mila euro, la Campania.Dove le distanze tornano a crescere in maniera rilevante, soprattutto tra le Regioni del centro-norde la Campania, è nelle componenti della domanda aggregata, consumi e investimenti:nel primo caso, si tratta della spesa delle famiglie; nel secondo, degli investimenti fissi.I consumi privati pro-capite nelle Regioni del centro-nord sono piuttosto simili e oscillanotra i 17,7 mila euro del Veneto e i 18,8 mila della Lombardia: un po’ distanziata troviamola Regione Lazio, con valori leggermente inferiori ai 17 mila euro, mentre la Campania evidenzialivelli di consumi molto contenuti (11,6 mila euro).Valori simili anche per quanto riguarda gli investimenti fissi 1 : al primo posto con 5,6 mila europro-capite troviamo l’Emilia-Romagna, seguita dalla Lombardia (5,5 mila euro) e dal Veneto(5,3 mila euro). Abbastanza distanziate dalle tre grandi Regioni industriali del nord ci sonoil Lazio (4,5 mila euro) e la Toscana (4,1 mila euro), mentre la Campania, con valori che nonarrivano a 3 mila euro, chiude la graduatoria.1. Per quanto riguarda gli investimenti fissi, gli aggiornamenti sui conti regionali resi disponibili dall’Istat il 23 novembre 2012non riguardano l’anno 2011 ma il solo 2010.


46tab. 4.3 Principali indicatori pro-capite di alcune Regioni italiane – 2011 - € a prezzi correntiPIL PIL per Redditi da lavoro Consumi InvestimentiRegioni unità di lavoro dipendente privati fissi (2010)Lombardia 33.484 75.382 42.571 18.805 5.513Veneto 29.882 64.601 38.654 17.693 5.585Emilia-Romagna 31.689 66.298 39.409 18.871 5.341Toscana 28.209 64.890 37.918 18.130 4.066Lazio 29.430 70.798 41.762 16.873 4.481Campania 16.601 60.114 35.357 11.646 2.829Italia 26.003 65.720 38.682 16.080 4.522Fonte: IstatNotaPIL pro-capite: rapporto tra la ricchezza prodotta e la popolazione residente.PIL per unità di lavoro: rapporto tra il PIL e le unità di lavoro coinvolte nella produzione stessa (indicatore di produttività).Reddito da lavoro dipendente per unità di lavoro dipendente: rapporto tra l’aggregato dei redditi da lavoro dipendente e le unitàdi lavoro dipendente (indicatore del costo del lavoro).Consumi privati pro-capite: rapporto tra la spesa delle famiglie e la popolazione residente.Investimenti fissi pro-capite: rapporto tra investimenti fissi dei settori produttivi e popolazione residente.Ultimo elemento preso in considerazione in merito alle principali caratteristiche macroeconomichedel Lazio, il Valore Aggiunto (VA) prodotto, messo anche in relazione al quadro medio nazionale,e la sua composizione e distribuzione tra le varie attività produttive.Fatto cento il VA totale, nel Lazio il settore agricolo risultava apportare nel 2011 un contributopiuttosto limitato alla produzione regionale (1%, circa la metà del dato medio italiano pariall’1,9%). L’industria rappresentava il 14,6% (24,9% in Italia), suddivisa tra l’8,7% dell’industriain senso stretto (18,6%) e il 5,9% delle costruzioni (6,1%).I servizi rappresentavano circa l’84% (73%) del VA: dalle attività finanziarie, da quelle immobiliari,da quelle professionali e dai servizi di supporto alle imprese arrivava il contributo più consistente(32%; 28% in Italia), seguite dalle attività commerciali, dai servizi di alloggio e ristorazione e daquelli di informazione e comunicazione (27%, il 25% in Italia). Infine, i servizi pubblici, l’istruzione,la sanità e gli altri servizi con il 25% del VA regionale (21% in Italia).Per un’analisi più dettagliata dei contributi settoriali alla ricchezza prodotta è necessario passaredal 2011 al 2010, ultimo anno messo a disposizione dall’Istat con una disaggregazione del VA sinoai comparti produttivi.


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 47tab. 4.4 Valore aggiunto per settore – Lazio e Italia – 2010/2011 - valori correnti e quote %LazioItaliaSettori produttivi 2010 2011 2010 2011mln € % sul tot mln € % sul tot mln € % sul tot mln € % sul totAgricoltura, silvicoltura e pesca 1.578 1,0 1.604 1,0 26.371 1,9 27.655 2,0Agricoltura, caccia e silvicoltura 1.521 1,0 25.015 1,8Pesca, piscicoltura e servizi connessi 57 0,0 1.357 0,1Industria 23.407 15,4 22.359 14,6 349.042 25,1 349.413 24,7Industria in senso stretto 13.999 9,2 13.358 8,7 264.541 19,0 263.209 18,6Industria estrattiva 276 0,2 4.869 0,3Industria manifatturiera 9.034 6,0 224.539 16,1Industrie alimentari 948 0,6 24.464 1,8Industrie tessili 438 0,3 22.738 1,6Industria del legno, della carta, editoria 1.060 0,7 15.389 1,1Cokerie, raffinerie, chimiche, farmaceutiche 1.782 1,2 17.551 1,3Fabb. di articoli in gomma; materie plastichee prodotti da minerali non met. 879 0,6 20.761 1,5Attività metallurgiche; prodotti in metallo 936 0,6 38.170 2,7Industrie elettriche e elettroniche 1.684 1,1 49.720 3,6Fabbricazione di mezzi di trasporto 407 0,3 12.919 0,9Fabbricazione di mobili e altre ind. manif. 898 0,6 22.827 1,6Fornitura di energia elettrica, gas ecc. 3.038 2,0 23.786 1,7Acqua; reti fognarie e trattamento dei rifiuti 1.651 1,1 11.347 0,8Costruzioni 9.408 6,2 9.000 5,9 84.501 6,1 86.204 6,1Servizi 126.649 83,5 129.202 84,4 1.016.443 73,0 1.036.480 73,3Commercio; trasporti; servizi di alloggioe ristorazione; servizi di infor. e comun. 41.522 27,4 41.916 27,4 346.533 24,9 352.651 24,9Commercio e riparazione di veicoli 13.834 9,1 148.532 10,7Trasporti e magazzinaggio 9.953 6,6 77.582 5,6Servizi di alloggio e di ristorazione 5.843 3,9 57.706 4,1Servizi di informazione e comunicazione 11.892 7,8 62.713 4,5Attività fin. e ass.; attività imm.; attività prof.e scientifiche; servizi di supporto 47.293 31,2 49.328 32,2 378.902 27,2 392.080 27,7Attività finanziarie e assicurative 10.249 6,8 74.215 5,3Attività immobiliari 21.812 14,4 187.112 13,4Attività professionali, scientifiche e tecniche;amministrazione e servizi di supporto 15.231 10,0 117.576 8,4Attività professionali, scientifiche e tecniche 10.648 7,0 83.445 6,0Attività amministrative e di servizi di supporto 4.583 3,0 34.131 2,5PA e difesa, istruzione, sanitàe assistenza sociale; altri servizi 37.835 25,0 37.958 24,8 291.008 20,9 291.750 20,6PA e difesa; istruzione; sanità e assistenza sociale 29.673 19,6 241.803 17,4PA e difesa; assicurazione sociale obbligatoria 15.429 10,2 95.102 6,8Istruzione 6.293 4,2 64.994 4,7Sanità e assistenza sociale 7.951 5,2 81.707 5,9Attività artistiche e di intrattenimento;riparazione di beni per la casa e altri servizi 8.162 5,4 49.205 3,5Attività artistiche e di intrattenimento 3.259 2,1 14.593 1,0Altre attività di servizi 2.112 1,4 18.891 1,4Attività di famiglie e convivenze 2.791 1,8 15.721 1,1Valore aggiunto ai prezzi base 151.633 100,0 153.165 100,0 1.391.857 100,0 1.413.548 100,0Fonte: Istat


48Tra i settori industriali in senso stretto (9% del VA regionale contro il 19% nazionale), nel 2010spicca l’incidenza delle industrie chimico-farmaceutiche e delle raffinerie (1,2% del VA totalema circa un quinto del VA manifatturiero) e delle industrie elettroniche (1,1% del VA totale);molto rilevante anche la presenza di attività legate alla fornitura di energia elettrica e gas(2% del VA totale) e alla gestione delle acque e del ciclo dei rifiuti (1,1% del VA regionale).In termini di specializzazione industriale (calcolata come quota del singolo comparto all’internodel settore manifatturiero), da segnalare la ridotta presenza sul territorio laziale di produzioniriconducibili al cosiddetto “made in Italy”, come tessile e abbigliamento e industria meccanicae, invece, la presenza di produzioni ad elevato valore aggiunto come il chimico-farmaceutico.Passando ai servizi, sempre nel 2010, il contributo maggiore al VA totale regionale arriva dalleattività immobiliari (14%), seguite dai servizi pubblici (10,2%), dal commercio (9,1)%, dai servizidi comunicazione e informazione (7,8%), dalle attività professionali e tecniche (7,0%), dai servizifinanziari e assicurativi (6,8%), dalle attività di trasporto e magazzinaggio (6,6%), dalle attivitàartistiche e di intrattenimento (5,4%), dai servizi socio-sanitari (5,2%), dai servizi di alloggioe di ristorazione (3,9%), sino ad arrivare alle attività amministrative e di supporto alle imprese(3%) e agli altri servizi.Volendo sintetizzare, il sistema produttivo laziale appare come fortemente caratterizzatodalla presenza delle attività terziarie e dalle PA, ma anche e soprattutto da attività immobiliari,servizi di telecomunicazione, attività professionali, finanziarie e assicurative, artistiche e culturali,accanto alle quali si inserisce una buona presenza di attività edili e una contenuta presenzadi attività industriali che, rispetto all’ambito nazionale, risultano particolarmente concentratein produzioni ad elevato valore aggiunto (chimico-farmaceutico e distribuzione e fornituradi energia elettrica, gli esempi più rilevanti).


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 494.2 Conti pubblici regionali e provincialiNel 2010, dal conto consuntivo della Regione Lazio risultavano entrate correnti pari a 13,3 miliardidi euro, di cui 11,8 miliardi di entrate tributarie (4,9 miliardi tributi propri e 6,9 miliardi di tributidevoluti dallo Stato), 1,2 miliardi di trasferimenti dallo Stato e 200 milioni di altre entrate. Le entratein conto capitale ammontavano a 1 miliardo di euro, suddivise tra trasferimenti dallo Stato e altrisoggetti (250 milioni di euro) e assunzione di mutui e prestiti (750 milioni di euro). Aggiungendoalle entrate correnti e capitali (14,3 miliardi) le partite di giro (3,2 miliardi) si giunge alle entratetotali (17,4 miliardi) che, considerando il disavanzo di gestione (4,8 miliardi di euro e ottenuto comedifferenza tra le spese generali e le entrate totali), diventano entrate totali generali (22,2 miliardi).Per quanto riguarda le spese, la parte corrente ammontava a 16,2 miliardi (di cui 13,5 di trasferimentialle ASL), la quota capitale a 1,9 miliardi e il rimborso della quota capitale di mutui e prestiti a 300milioni, per un totale di 18,3 miliardi di euro: sommando a questa cifre le partite di giro (3,2 miliardidi euro) e le economie di competenza (700 milioni) si arriva al totale generale delle spese paria 22,2 miliardi (da cui poi, come già evidenziato, scaturisce il disavanzo di gestione).tab. 4.5 Conto consuntivo 2010 della Regione LazioEntrateSpeseTributarie 11.830.844 Correnti 16.180.602(Tributi propri) 4.900.005 (di cui trasf. ad ASL) 13.466.384(Tributi devoluti dallo Stato) 6.930.839 (di cui trasf. ad Enti Pubblici) 1.181.186Trasferimenti dallo Stato 1.197.126(di cui sul FSN) 312.431Altre entrate correnti 225.799Totale entrate correnti 13.253.769Trasferimenti in conto capitale 259.776 In conto capitale 1.885.269(di cui dallo Stato) 168.565 Rimborso mutui e prestiti 279.412(di cui da altri soggetti) 91.211 (quota capitale)Altre entrate in cc 8.011Assunzione mutui e prestiti 750.000Totale entrate in c/capitale 1.017.787Partite di giro 3.167.705 Partite di giro 3.167.705Totale 17.439.261 Totale 21.512.988Economie di competenza 716.742Disavanzo di gestione 4.790.469 Avanzo di gestioneTotale generale 22.229.730 Totale generale 22.229.730Fonte: Regione Lazio


50Per quanto riguarda l’analisi economico-funzionale delle spese regionali, dei circa 18,5 miliarditotali (al netto delle partite di giro), 14,9 miliardi erano relativi ai trasferimenti correnti (tra cui14 miliardi in campo socio-sanitario, 400 milioni per trasporti e comunicazioni, 200 milioniper interventi in campo economico e 160 milioni per istruzione e cultura).1,1 miliardi di euro erano gli investimenti indiretti tra interventi in campo economicoper 700 milioni, interventi socio-sanitari per 110 milioni, trasporti e comunicazioni per 108 milionie spese per cultura e istruzione per 80 milioni.Il costo del personale in attività e in quiescenza ammontava a 250 milioni di euro e altri260 milioni di euro erano destinati all’acquisto di beni e servizi; gli investimenti diretti pesavanoper 136 milioni di euro, mentre gli interessi passivi raggiungevano i 465 milioni di euro.Infine, 1,2 miliardi di euro di altre spese (tra cui 660 milioni relativi all’amministrazione generalee 202 milioni di interventi in campo economico).In termini percentuali, considerando solamente le sezioni di spesa e al netto delle partite di giro,il 78% del conto consuntivo della Regione Lazio è costituito dalle spese socio-sanitarie,l’8% da interventi in campo economico, il 6% dalle spese per l’amministrazione generale,il 3% per trasporti e comunicazioni e l’1% per istruzione e cultura e per le azioni e interventiper le abitazioni.tab. 4.6 Analisi economico-funzionale del conto consuntivo 2010 della Regione LazioAzioni e Azioni e InterventiAmminis. Istruzione interventi interventi Trasporti e in campo Onerigenerale e cultura abitazioni socio-sanitari comunicazioni economico non ripartibili TotalePers. in attività e quiesc. 229.042 2.770 0 3.491 0 18.240 0 253.543Acquisto beni e servizi 156.158 1.900 3.062 12.065 350 58.119 35.071 266.725Trasferimenti correnti 6.687 157.559 86.925 14.044.498 411.793 203.390 5.661 14.916.513Interessi passivi 0 0 0 0 25.625 296.548 143.544 465.717Investimenti diretti 58.160 0 0 11.877 0 65.747 0 135.784Investimenti indiretti 13.106 79.613 82.231 110.731 108.064 697.549 3.900 1.095.194Altre spese 663.441 7.412 40.000 5.883 12.949 201.781 280.341 1.211.807Partite di giro 0 0 0 0 0 0 3.167.705 3.167.705Totale 1.126.594 249.254 212.218 14.188.545 558.781 1.541.374 3.636.222 21.512.988Fonte: Regione Lazio


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 51fig. 4.1 Analisi economica del consuntivo 2010 della Regione Lazio*Azioni e interventi abitazioni 1%Istruzione e cultura 1%Amministrazionegenerale6%Interventi 8%in campo economicoOneri non ripartibili 3%Trasporti e comunicazioni3%Azioni e interventi socio-sanitari78%Fonte: Regione Lazio - *Dati al netto delle partite di giroPassando dall’amministrazione regionale alle amministrazioni provinciali, il bilancio assumedimensioni più contenute: nel 2010 si passava, infatti, dai circa 18,4 miliardi di euro del bilancioregionale ai poco più di 1,1 miliardi di spese dell’insieme dei cinque bilanci provinciali.Nel dettaglio, la Provincia di Roma presentava nel 2010 un bilancio consuntivo pari a 763 milionidi euro, seguito, per dimensioni, da quello di Latina (116 milioni), da quello di Frosinone(105 milioni), da quello di Rieti (98 milioni) e da quello di Viterbo (79 milioni).L’analisi delle entrate mostrava differenze territoriali rilevanti, più evidenti tra la Provincia di Rietie le altre Province: le entrate tributarie, per esempio, rappresentavano poco meno del 60%delle entrate totale della Provincia di Roma e il 15% delle entrate della Provincia di Rieti (intornoal 40% la quota nelle altre tre Province); le entrate da alienazioni, riscossioni e trasferimentidi capitale, viceversa, ammontavamo al 50% per Rieti e a meno del 10% per Roma (tra il 5%e il 12% nelle altre Province).


52Analoga differenza nel campo delle spese, dove quelle correnti oscillavano in tutte le Province,ad esclusione di Rieti, tra il 60% e il 75% del totale; nella Provincia di Rieti il valore scendevaal 40% per salire, invece, al 50% in relazione alle spese in conto capitale (intorno al 15-20%negli altri territori).tab. 4.7 Conto consuntivo delle amministrazioni provinciali del Lazio – 2010Entrate - accertamentiVoci Frosinone Latina Rieti Roma Viterbo TotaleEntrate tributarie 42.543.728 52.210.321 13.917.619 393.805.790 28.566.474 531.043.932Entrate derivanti da contributie trasferimenti correnti 34.780.613 35.662.704 25.999.731 161.398.716 22.811.967 280.653.731Entrate extratributarie 3.412.504 7.000.712 2.187.037 26.118.564 2.983.362 41.702.179Entrate derivanti da alienazione, trasf.di capitali e da riscossioni di crediti 11.644.256 5.963.407 46.737.724 42.271.522 7.853.668 114.470.577Entrate derivantida accensioni di prestiti 0 1.180.000 1.256.801 0 1.646.570 4.083.371Entrate da servizi per conto di terzi 11.971.050 13.954.211 7.329.392 60.026.091 12.993.917 106.274.661Totale generale delle entrate 104.352.151 115.971.355 97.428.304 683.620.683 76.855.958 1.078.228.451Spese - impegniVoci Frosinone Latina Rieti Roma Viterbo TotaleTitolo I - spese correnti 76.830.058 80.051.086 40.382.445 538.827.349 49.283.231 785.374.169Titolo II - spese in conto capitale 12.016.900 20.832.138 49.576.531 121.164.208 13.144.259 216.734.036Titolo III - spese per rimborso prestiti 4.265.181 1.058.393 1.112.737 43.004.045 3.625.512 53.065.868Rimborso di anticipazioni di cassa 0 0 0 0 0 0Rimborso di finanziamentia breve termine 0 0 0 0 0 0Rimborso di quota capitaledi mutui e prestiti 4.013.499 981.129 1.112.737 30.973.609 3.625.512 40.706.486Rimborso di prestiti obbligazionari 251.682 77.264 0 12.030.436 0 12.359.382Rimborso di quota capitaledi debiti pluriennali 0 0 0 0 0 0Rimborso di quota capitaleper estinzione anticipata di prestiti 0 0 0 0 0 0Titolo IV - spese per serviziper conto di terzi 11.971.050 13.954.211 7.329.392 60.026.091 12.993.917 106.274.661Totale generale delle spese 105.083.189 115.895.828 98.401.105 763.021.693 79.046.919 1.161.448.734Fonte: Ministero dell’Interno


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 53fig. 4.2 Entrate delle amministrazioni provinciali del Lazio – 2010100%90%80%70%60%50%40%30%20%10%ContributietrasferimenticorrentiAlienazioni, riscossionie trasf. capitaliEntrate da serviziper conto terziEntrate tributarie Entrate extratributarie Accensione di prestiti0%Frosinone Latina Rieti Roma ViterboFonte: Ministero dell’Internofig. 4.3 Spese delle amministrazioni provinciali del Lazio – 2010100%Spese correnti Spese per rimborso prestiti Spese in conto capitale Spese per serviziper conto di terzi90%80%70%60%50%40%30%20%10%0%Frosinone Latina Rieti Roma ViterboFonte: Ministero dell’Interno


544.3 FiscoNel 2010, in base ai dati contenuti nelle dichiarazioni dei redditi 2011, il numero di contribuentilaziali era pari a 3,83 milioni: di questi, 3,66 milioni possedevano un reddito imponibile cheammontava nel complesso a 79,3 miliardi di euro (21,7 mila euro il reddito medio). Il pagamentodell’Irpef, al netto delle soglie di esenzione, riguardava 2,90 milioni di contribuenti per un gettitonetto pari a 17,3 miliardi (circa 6 mila euro a contribuente).tab. 4.8 Irpef per Regione – 2010 (dichiarazioni 2011)Reddito imponibileImposta nettaRegione N. contribuenti Frequenza Ammontare (mln €) Media (mgl €) Frequenza Ammontare (mln €) Media (mgl €)Lombardia 7.122.557 6.904.795 154.391 22,36 5.751.097 33.207 5,77Veneto 3.587.550 3.474.238 67.529 19,44 2.797.544 13.113 4,69Emilia-Romagna 3.387.218 3.287.275 66.838 20,33 2.705.394 13.397 4,95Toscana 2.751.382 2.652.501 51.565 19,44 2.152.617 10.152 4,72Lazio 3.833.583 3.657.845 79.320 21,69 2.899.502 17.311 5,97Campania 3.159.340 2.995.337 48.898 16,32 2.064.758 8.545 4,14Italia 41.547.228 39.894.421 762.185 19,11 30.897.194 149.443 4,84Fonte: Ministero dell’economia – Agenzia delle entrateNotaContribuenti: numero dei potenziali contribuenti soggetti all’imposta (al lordo delle detrazioni).Frequenza: numero effettivo dei contribuenti soggetti all’imposta (al netto delle detrazioni).Ammontare: valore in milioni di € dei redditi imponibili e della relativa imposta netta.Media: rapporto in € tra il reddito imponibile/imposta netta e la frequenza dei contribuenti.Il dato medio dell’imposta pagata dai contribuenti laziali (5,97 mila euro) era il più elevatotra le Regioni italiane prese in esame (l’unico valore raffrontabile è quello della Lombardia,pari a 5,77 mila euro) e molto al di sopra della media nazionale (4,84 mila euro).fig. 4.4 Reddito imponibile e imposta media nelle principali Regioni italiane – 2010 - mgl €25Imposta media (mgl €) Reddito imponibile medio (mgl €)2022,419,420,319,421,71516,31055,84,7 5,0 4,76,04,10Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Lazio CampaniaFonte: Ministero dell’economia – Agenzia delle entrate


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 55In termini di contributo regionale al gettito Irpef nazionale, tra quelle prese in esame, la Regioneche deteneva la quota maggiore era la Lombardia (22%), seguita proprio dal Lazio (12%),dal Veneto e dall’Emilia-Romagna (9% in entrambi i casi), dalla Toscana (7%) e dalla Campania(6%). L’insieme delle altre regioni (14) deteneva solamente il 35% del gettito nazionale.fig. 4.5 Contributi regionali al gettito Irpef nazionale – 2010Altre regioni35%Lombardia22%Veneto9% 9%EmiliaRomagna7%ToscanaLazio12%6%CampaniaFonte: Ministero dell’economia – Agenzia delle entratePer quanto riguarda le addizionali locali (regionali e comunali) relative all’Irpef, nel Lazionel 2010 il reddito imponibile di riferimento nel 2010 era pari a 75,5 miliardi di europer un gettito di 1,28 miliardi dell’addizionale regionale (440 euro per contribuente)e di 393 milioni dell’addizionale comunale (140 euro per contribuente): in totale, nel Lazio,nel 2010 le addizionali Irpef ammontavano a 1,70 miliardi di euro (580 euro a contribuente).


56tab. 4.9 Addizionali Irpef regionali e comunali – Anno 2010 (dichiarazioni 2011)Reddito imponibile Addizionale regionale Addizionale comunaleaddizionale dovuta dovuta TotaleNumero Ammontare Ammontare Media Ammontare Media Ammontare MediaRegione contribuenti (mln €) (mln €) (€) (mln €) (€) (mln €) (€)Lombardia 5.730.078 148.009 1.636 290 420 110 2.056 400Veneto 2.784.872 63.882 575 210 276 120 851 330Emilia-Romagna 2.694.350 63.665 832 310 297 120 1.129 430Toscana 2.142.705 48.943 441 210 216 110 656 320Lazio 2.884.865 75.532 1.275 440 394 140 1.669 580Campania 2.050.713 43.833 735 360 214 120 948 480Italia 30.652.846 714.616 8.633 280 3.021 120 11.654 400Fonte: Ministero dell’economia – Agenzia delle entrateDifferenze sostanziali emergevano tra le Regioni prese in esame, con il Lazio che in terminipro-capite evidenziava sia a livello regionale (440 euro) sia a livello comunale (140 euro)i valori più elevati: tra le altre Regioni, valori più contenuti dell’imposizione media pro-capitesi ritrovano in Toscana (210 euro l’addizionale regionale e 110 euro quella comunale),Veneto (210 euro e 120 euro), Lombardia (290 euro e 110 euro) ed Emilia-Romagna(310 euro e 120 euro) e dalla Campania (360 euro e 120 euro).fig. 4.6 Addizionali Irpef regionali e comunali totali e per singolo contribuente – 2010Addizione Irpef regionaleAddizionale Irpef comunale7006001405004003001102901201203101104401203601202802002102101000Lombardia Veneto Emilia-RomagnaToscana Lazio Campania ItaliaFonte: Ministero dell’economia – Agenzia delle entrate


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 57L’Ires (imposta sul reddito delle società) era pari nel 2009 (dichiarazioni 2010) nel Lazio a circa7 miliardi di euro di cui 3,2 miliardi derivanti dal modello “Unico”, che riguarda le singole società,e 3,8 miliardi dal “Consolidato” che riguarda invece i gruppi di società 2 : quest’ultima tipologiadi imposta rappresentava per il Lazio, a differenza di quanto emergeva nelle altre Regioni,l’elemento più rilevante (circa il 60% del gettito complessivo Ires) e questo è dovuto alla presenzasul territorio laziale, in particolare a Roma, di un numero elevato di gruppi industriali di originepubblica e tuttora partecipati dallo Stato (Eni, Enel, Acea, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato,Anas ecc.), ma anche alla presenza di grandi gruppi privati (Esso, Erg, Q8, Wind, Ford, Pfizer ecc.).Relativamente al peso sul totale nazionale rappresentato dalle singole Regioni, nel 2010circa un terzo (35%) dell’Ires complessiva proveniva dalle imprese operanti in Lombardia,seguita, all’interno del campione selezionato di Regioni, dal Lazio (20%), dal Veneto (8%),dall’Emilia-Romagna (7%), dalla Toscana (5%) e dalla Campania (2%): dal resto delle Regioni(14) solamente il 24% del gettito nazionale.tab. 4.10 Ires per regione - Anno 2009 (dichiarazioni 2010)Imposta - Unico Imposta - Consolidato TotaleRegione Ammontare (mln €) Media (mgl €) Ammontare (mln €) Media (mgl €) Ammontare (mln €)Lombardia 6.465 55,8 5.230 4.962 11.695Veneto 1.850 41,9 875 2.315 2.725Emilia-Romagna 1.673 38,6 927 2.097 2.600Toscana 1.385 37,1 381 2.228 1.766Lazio 3.230 43,5 3.801 15.969 7.031Campania 798 18,5 45 573 843Italia 20.773 40,2 13.898 4.540 34.670Altre regioni 8.010Fonte: Ministero dell’economia – Agenzia delle entrate2. Il consolidato consente di far sorgere un’unica obbligazione tributaria a fronte di una moltitudine di soggetti passivi IRES(società o enti commerciali) legati tra di loro da un rapporto di controllo.


58fig. 4.7 Contributi regionali al gettito Ires nazionale – 2009 - mln €Campania 2%Lazio20%5% Toscana7%Emilia RomagnaVeneto8%Lombardia35%Altre regioni23%Fonte: Ministero dell’economia – Agenzia delle entrateL’ultima imposta ad essere presa in esame è l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive),il cui gettito nel 2009 (dichiarazioni 2010) era pari nel Lazio a 4,9 miliardi di eurodi cui 3,7 miliardi provenienti dalle imprese e 1,2 miliardi dalla Pubblica Amministrazione.Il gettito complessivo nazionale dell’imposta era pari nel 2009 a 31,9 miliardi di euro,suddivisi tra quota imprese (22,4 miliardi) e quota PA (9,5 miliardi).Da evidenziare il gettito medio dell’imposta nel Lazio, leggermente superiore a 13 mila europer contribuente, valore molto al di sopra sia della media nazionale (7 mila euro) sia di quantoemergeva nelle altre Regioni analizzate (nella stessa Lombardia il valore medio è prossimoa 11 mila euro).Anche in questo caso, a condizionare il dato del Lazio è la presenza, soprattutto a Roma,di grandi imprese partecipate dallo Stato con bilanci molto consistenti, che occupano nel territoriolaziale un numero rilevante di addetti e che, conseguentemente, pagano un’imposta considerevole.


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 59tab. 4.11 Irap per Regione (esclusa PA) – Anno 2009 (dichiarazioni 2010)Base imponibile Imposta netta (esclusa PA) Imposta netta PA Imposta netta totaleNumero Ammontare Media Ammontare Media Ammontare MediaRegione contribuenti (mln €) (mgl €) (mln €) (mgl €) (mln €) (mgl €)Lombardia 7.122.557 6.904.795 154.391 22,36 5.751.097 33.207 5,77Veneto 3.587.550 3.474.238 67.529 19,44 2.797.544 13.113 4,69Emilia-Romagna 3.387.218 3.287.275 66.838 20,33 2.705.394 13.397 4,95Toscana 2.751.382 2.652.501 51.565 19,44 2.152.617 10.152 4,72Lazio 3.833.583 3.657.845 79.320 21,69 2.899.502 17.311 5,97Campania 3.159.340 2.995.337 48.898 16,32 2.064.758 8.545 4,14Italia 41.547.228 39.894.421 762.185 19,11 30.897.194 149.443 4,84Fonte: Ministero dell’economia – Agenzia delle entratefig. 4.8 Gettito Irap totale e per contribuente nelle principali Regioni italiane (esclusa PA) – 2009Fonte: Ministero dell’economia – Agenzia delle entrateImposta netta (mgl €) Imposta media per contribuente (mgl €)7.0006.0005.0006.48010,713,214,012,010,04.0003.0002.0001.00006,4 6,73.6805,54,22.028 1.9701.330893Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Lazio Campania8,06,04,02,00,0


604.4 Commercio estero e internazionalizzazioneNel 2011, le esportazioni laziali erano pari a 17,1 miliardi di euro, in crescita del 13,8% rispettoal 2010: si tratta della conferma di una tendenza in atto da qualche anno che, nonostantela battuta d’arresto del 2009, ha evidenziato una dinamica molto più forte di quella del sistemaeconomico nel suo complesso (+26,7% la crescita dell’export laziale tra 2007 e 2011).L’ottimo andamento dell’export del Lazio assume una valenza ancora più consistente se messoa confronto con altre grandi regioni italiane: il risultato del Lazio (+26,7% tra 2007 e 2011)è, infatti, molto al di là di quanto ottenuto nelle altre aree che, ad eccezione della Toscana cheha visto crescere del 13,8% l’export, non sono andate oltre il 2-3% di crescita quando, addirittura,non hanno riportato una variazione negativa (-0,5% il Veneto e -0,2% la Campania).Relativamente alle importazioni, cresciute del 15,6% nel 2011 e del 20,5% tra 2007 e 2011,il Lazio conferma la sua immagine di importatore netto, con un deficit commerciale che nel 2011era pari a 16,5 miliardi di euro.tab. 4.12 Commercio estero nelle principali Regioni italiane – 2007/2011 - mln €ImportazioniTerritorio 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 2007/2011 var. % 2010/2011Lombardia 124.178 120.022 97.031 118.263 123.209 -0,8 4,2Veneto 39.844 39.502 30.624 38.321 40.598 1,9 5,9Emilia-Romagna 28.927 28.722 21.777 26.688 29.925 3,5 12,1Toscana 19.847 19.950 16.004 20.201 22.103 11,4 9,4Lazio 27.832 27.347 25.554 29.014 33.536 20,5 15,6Campania 10.057 10.254 8.482 11.686 12.695 26,2 8,6Italia 373.340 382.050 297.609 367.390 400.480 7,3 9,0EsportazioniTerritorio 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 2007/2011 var. % 2010/2011Lombardia 102.083 104.102 82.269 94.022 104.164 2,0 10,8Veneto 50.557 50.014 39.239 45.613 50.283 -0,5 10,2Emilia-Romagna 46.344 47.528 36.478 42.386 47.934 3,4 13,1Toscana 26.528 25.262 22.998 26.564 30.201 13,8 13,7Lazio 13.477 14.476 11.946 15.011 17.081 26,7 13,8Campania 9.445 9.436 7.918 8.938 9.426 -0,2 5,4Italia 364.744 369.016 291.733 337.346 375.850 3,0 11,4Fonte: Istat


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 61fig. 4.9 Evoluzione dell’export nelle principali Regioni italiane – 2007/2011 (2007=100)Fonte: Istat130Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Lazio Campania1271201101001141032007 2008 2009 2010102100 201199908070Mettendo in relazione i dati del commercio estero con la ricchezza prodotta sul territorio,emergevano nel 2009 per il Lazio valori contenuti, rispetto alla media nazionale e alle altre grandiregioni italiane, del peso della componente estera sulla produzione: il peso delle esportazionisul PIL, infatti, era pari al 7,2% (19,1% il dato medio nazionale), valore che saliva al 22,7%se si sommano anche le importazioni (38,6% in Italia).tab. 4.13 Indicatori di relazione tra commercio estero e PIL – 2009 – mln € e quote %Territori PIL Export Import Export / PIL (Exp+Imp) / PILmln € mln € mln € % %Lombardia 317.027 82.269 97.031 26,0 56,6Veneto 141.761 39.239 30.624 27,7 49,3Emilia-Romagna 135.283 36.478 21.777 27,0 43,1Toscana 103.713 22.998 16.004 22,2 37,6Lazio 165.415 11.946 25.554 7,2 22,7Campania 97.094 7.918 8.482 8,2 16,9Italia 1.526.790 291.733 297.609 19,1 38,6Fonte: Istat


62Per quanto riguarda le performance provinciali del commercio estero, da evidenziare dinamichemolto differenziate tra i vari territori laziali: se, infatti, tra 2007 e 2011 la Provincia di Frosinoneha visto crescere del 63% il volume dell’export e quella di Roma del 32%, risultati assai differentisono stati conseguiti dalla Provincia di Rieti (-65%) e da quella di Viterbo (-24%). Risultatopositivo ma contenuto per Latina, con un incremento del 5% delle merci esportate.Segnali simili anche per le importazioni, in forte espansione nel frusinate (+84%) e nella Provinciadi Roma (+19%), positivi ma limitati per Latina e Viterbo (+8% e +9%, rispettivamente)e profondamente negativi per Rieti (-44%).In termini assoluti, nel 2011, su un totale di 17,1 miliardi di export, 9 miliardi erano appannaggiodel sistema produttivo romano, 4,2 miliardi dell’area frusinate, 3,5 miliardi dell’area pontina,0,3 miliardi del viterbese e appena 150 milioni dell’area reatina.tab. 4.14 Commercio estero per Provincia del Lazio – 2007/2011 - mln €ImportazioniTerritorio 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 2007/2011 var. % 2010/2011Viterbo 283 232 212 322 309 9,3 -3,9Rieti 378 219 167 214 211 -44,1 -1,4Roma 22.308 21.665 20.468 22.710 26.587 19,2 17,1Latina 3.324 3.520 3.079 3.395 3.594 8,1 5,9Frosinone 1.540 1.710 1.629 2.374 2.835 84,1 19,4Lazio 27.832 27.347 25.554 29.014 33.536 20,5 15,6EsportazioniTerritorio 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 2007/2011 var. % 2010/2011Viterbo 340 318 235 277 259 -23,9 -6,6Rieti 449 273 160 154 157 -64,9 2,1Roma 6.830 7.744 6.165 7.885 9.020 32,1 14,4Latina 3.311 3.490 3.042 3.089 3.479 5,1 12,6Frosinone 2.547 2.651 2.343 3.606 4.166 63,5 15,5Lazio 13.477 14.476 11.946 15.011 17.081 26,7 13,8Fonte: Istat


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 63fig. 4.10 Evoluzione dell’export nelle Province del Lazio – 2007/2011 (2007=100)Fonte: Istat20018016014012010080604020Viterbo Rieti Roma Latina Frosinone Lazio1641321272007 2008 20092010 105 201176350Passando dal dato generale a quello specifico per settore produttivo, da evidenziare nel periodo2009-2011 l’ottima dinamica del settore manifatturiero (+46%) che, da solo, copre oltre il 95%dell’export complessivo. Tra gli altri settori, da segnalare la crescita dei prodotti agricoli (+20%)e la contrazione dei servizi di comunicazione (-36%) e dell’energia e gas (da 187 milioni a 0).


64tab. 4.15 Commercio estero del Lazio per settore produttivo – 2009/2011ImportazioniSezioni 2009 2010 2011 var. % 2009/2011 var. % 2010/2011Prodotti agricoli 774 631 590 -23,8 -6,5Estrazione di minerali 1.808 3.102 5.848 223,5 88,5Manifattura 21.818 25.059 26.826 23,0 7,1Energia e gas 856 0 0 -100,0 -Rifiuti e risanamento 59 112 148 151,2 32,5Servizi di comunicazione 228 90 84 -63,2 -6,8Attività professionali e scientifiche 0 0 0 61,7 28,6Attività artistiche e sportive 8 15 12 37,6 -24,7Altri servizi 0 0 0 82,6 -71,2Provviste di bordo e merci varie 3 4 28 859,6 669,6Totale 25.554 29.014 33.536 31,2 15,6EsportazioniSezioni 2009 2010 2011 var. % 2009/2011 var. % 2010/2011Prodotti agricoli 179 207 216 20,9 4,3Estrazione di minerali 18 18 64 253,9 255,4Manifattura 11.168 14.424 16.350 46,4 13,3Energia e gas 187 0 0 -100,0 -Rifiuti e risanamento 16 48 32 100,0 -32,4Servizi di comunicazione 140 117 89 -36,3 -24,2Attività professionali e scientifiche 0 0 0 -25,6 10,7Attività artistiche e sportive 11 98 38 249,6 -61,0Altri servizi 2 3 2 -16,3 -40,2Provviste di bordo e merci varie 225 95 290 28,7 204,5Totale 11.946 15.011 17.081 43,0 13,8Fonte: IstatAll’interno del settore manifatturiero spicca, in termini di export, il comparto farmaceutico,che nel 2011, rappresentava il 28% delle merci esportate dal Lazio, corrispondenti a 4,7 miliardidi euro e in crescita del 55% rispetto ai valori del 2007.A seguire, con 2,1 miliardi di euro di merci in uscita (13% di quota regionale), si collocavail comparto chimico, anch’esso caratterizzato da una dinamica positiva (+35% tra 2007 e 2011).Terzo comparto per quota di export detenuta, i mezzi di trasporto che, sempre nel 2011, superavanodi poco i 2 miliardi di euro di merci dirette all’estero (13% sul totale), seguiti dalla raffinazionedel petrolio (1,8 miliardi di euro e 11% del totale), dalla produzione di pc e apparecchi elettronici(1 miliardo di euro e 6%), dalla produzione macchinari e apparecchiature (800 milioni e quotadel 5%) e dai prodotti in metallo (700 milioni e quota al 5%), sino ai prodotti in legno (280 milionie quota al 2%).


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 65Le importazioni laziali, pari nel 2011 a 26,8 miliardi di euro, vedevano invece al primo postoil comparto dei mezzi di trasporto (6,3 miliardi di euro), seguito dagli articoli farmaceutici(5,5 miliardi), dai prodotti alimentari (3,2 miliardi), dai prodotti elettronici (2,6 miliardi),dai prodotti chimici (2,3 miliardi) e dai prodotti petroliferi raffinati (2 miliardi).tab. 4.16 Commercio estero del Lazio per comparto manifatturiero – 2009/2011ImportazioniMerce 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 2007/2011 var. % 2010/2011Articoli farmaceutici 3.118 3.412 4.237 4.518 5.490 76,1 21,5Prodotti chimici 1.841 1.829 1.616 2.028 2.252 22,3 11,0Mezzi di trasporto 7.704 6.301 5.982 5.835 6.267 -18,7 7,4Coke e prodotti petroliferi 977 1.632 817 1.353 1.954 99,9 44,4Pc, app. elettronici e ottici 2.233 1.929 1.882 2.928 2.455 9,9 -16,2Macchinari ed appar. 751 574 490 584 533 -29,1 -8,8Prodotti in metallo 1.705 1.315 774 1.174 1.280 -24,9 9,0Prodotti tessili 722 648 607 740 771 6,9 4,2Apparecchi elettrici 426 375 427 521 538 26,1 3,3Gomma, plasticae miner. non metall. 681 629 593 623 601 -11,9 -3,6Prodotti alimentari 3.017 3.006 3.023 3.207 3.209 6,4 0,1Altri prodotti manifatturieri 1.010 1.066 991 1.087 1.017 0,7 -6,5Prodotti in legno 476 453 380 460 461 -3,2 0,1Totale manifattura 24.662 23.168 21.818 25.059 26.826 8,8 7,1EsportazioniMerce 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 2007/2011 var. % 2010/2011Articoli farmaceutici 3.054 3.212 3.284 4.334 4.747 55,4 9,5Prodotti chimici 1.552 1.925 1.412 1.783 2.096 35,1 17,6Mezzi di trasporto 1.812 1.849 1.326 1.786 2.044 12,8 14,5Coke e prod. petroliferi 1.216 1.329 1.063 1.563 1.822 49,8 16,5Pc, app. elettronici e ottici 1.176 871 837 922 999 -15,1 8,4Macchinari ed appar. 753 680 512 770 815 8,2 5,9Prodotti in metallo 521 564 449 542 736 41,3 35,8Prodotti tessili 537 557 375 545 692 28,9 27,1Apparecchi elettrici 459 496 467 543 641 39,6 18,1Gomma, plasticae miner. non metall. 648 620 486 541 616 -5,1 13,8Prodotti alimentari 472 465 412 481 519 10,1 7,9Altri prodotti man. 476 491 332 363 343 -28,0 -5,5Prodotti in legno 241 244 213 252 279 15,6 10,7Totale manifattura 12.918 13.303 11.168 14.424 16.350 26,6 13,3Fonte: Istat


66fig. 4.11 Esportazioni manifatturiere del Lazio – 2011 - Quota % per compartoProdotti chimiciCoke e prodottipetroliferi13% 13% 11%Mezzi di trasporto6%Pc, apparecchielettronici e otticiArticoli farmaceutici28%5% 5%Macchinari Prodotti in metalloed apparecchi4% Prodotti tessili4% Apparecchi elettrici4% Gomma e plastica3%Prodotti alimentari2% 2%Altri prodotti Prodotti in legnomanufatturieriFonte: IstatDati interessanti anche dall’analisi della destinazione/provenienza delle merci in uscitao dirette nel Lazio: il primo partner commerciale (somma di import e export) è stato anchenel 2011 la Germania, dove sono affluiti 2,2 miliardi di merci laziali (+61% tra 2009 e 2011)e da dove provengono circa 4,4 miliardi di euro di merci (+3% tra 2009 e 2011).


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 67tab. 4.17 Commercio estero del Lazio per Paese – 2007/2011 - mln €ImportazioniPaesi 2009 2010 2011 var. % 2009/2011 var. % 2010/2011Germania 4.301 4.678 4.415 2,7 -5,6Stati Uniti 1.200 1.566 2.342 95,3 49,6Paesi Bassi 1.785 1.875 1.941 8,7 3,5Regno Unito 1.301 1.450 1.907 46,6 31,5Belgio 2.113 2.203 1.863 -11,8 -15,5Spagna 1.658 2.000 1.845 11,3 -7,8Francia 1.241 1.419 1.560 25,7 9,9Cina 838 1.385 1.247 48,8 -9,9Svizzera 1.005 817 884 -12,0 8,2Giappone 357 292 476 33,5 63,2Unione europea 27 15.746 17.317 17.230 9,4 -0,5Extra Ue27 6.072 7.742 9.596 58,0 24,0Mondo 21.818 25.059 26.826 23,0 7,1EsportazioniPaesi 2009 2010 2011 var. % 2009/2011 var. % 2010/2011Germania 1.386 1.842 2.228 60,7 20,9Francia 1.158 1.739 1.964 69,5 12,9Stati Uniti 925 1.299 1.161 25,5 -10,6Regno Unito 706 881 994 40,8 12,9Spagna 703 943 971 38,2 3,0Belgio 560 697 681 21,8 -2,3Giappone 387 477 613 58,4 28,5Paesi Bassi 374 557 610 62,9 9,4Svizzera 353 315 357 1,2 13,3Cina 112 165 190 69,7 15,0Unione europea 27 6.478 8.732 9.712 49,9 11,2Extra Ue27 4.690 5.692 6.637 41,5 16,6Mondo 11.168 14.424 16.350 46,4 13,3Fonte: Istat


68Il secondo partner commerciale del Lazio è la Francia con 2 miliardi di euro di merci lazialiin entrata e 1,6 miliardi di merci in uscita; a seguire gli Stati Uniti (1,2 miliardi le esportazionilaziali e 2,3 miliardi le importazioni), il Regno Unito (un miliardo l’export laziale e 1,9 miliardil’import) e la Spagna (un miliardo l’export laziale e 1,8 miliardi l’import).Isolando l’ultimo anno, il 2011, e considerando esclusivamente l’export con i principali partnercommerciali, spicca l’ottimo risultato ottenuto dalle merci laziali dirette in Germania (+21%),Giappone (+28%), Cina (+15%) e Francia (+13%); risultati negativi, invece, per le merci direttenegli Stati Uniti (-11%) e in Belgio (-2%).fig. 4.12 Evoluzione dell’export laziale verso i 10 principali partner commerciali – 2010/20113.0002.500Francia: Var. % 12,9;Volume 1.964 mln €Germania: Var. % 20,9;Volume 2.228 mln €Volume export (mln€)Stati Uniti: Var. % -10,6;Volume 1.161 mln €2.0001.5001.000500Belgio: Var. % -2,3;Volume 681 mln €0Spagna: Var. % 3,0;Volume 971 mln €Paesi Bassi: Var. % 9,4;Volume 610 mln €Svizzera: Var. % 13,3;Volume 357 mln €Regno Unito: Var. % 12,9;Volume 994 mln €Cina: Var. % 15,0;Volume 190 mln €Giappone: Var. % 28,5;Volume 613 mln €-20,0 -10,0 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0Fonte: IstatVariazioni % export 2010-2011Un altro aspetto rilevante delle relazioni con l’estero del sistema economico regionale è costituitodalla presenza di imprese estere sul suolo laziale e dalla presenza di imprese laziali all’estero:nel 2009 risultavano circa 2 mila imprese estere partecipate da imprese laziali con circa180 mila addetti e 500 imprese laziali a partecipazione estera con circa 150 mila addetti.


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio69tab. 4.18 Imprese estere partecipate e imprese a partecipazione estera nel Lazio – 2009Imprese e dipendenti delle imprese estere partecipate da imprese lazialiSettori UE 27 Extra UE 27 Mondoimpr dip impr dip impr dipIndustria manifatturiera 118 40.032 122 21.963 240 61.995Energia, gas e acqua 341 27.636 305 24.959 646 52.595Costruzioni 73 3.504 136 4.591 209 8.095Commercio all’ingrosso 161 4.805 157 2.003 318 6.808Logistica e trasporti 72 1.657 54 875 126 2.532Telecomunicazione e informatica 84 4.730 82 31.012 166 35.742Altri servizi professionali 67 3.228 69 2.526 136 5.754Totale 977 89.085 1.036 94.386 2.013 183.471tab. 4.18 Imprese estere partecipate e imprese a partecipazione estera nel Lazio – 2009Imprese e dipendenti delle imprese laziali a partecipazione esteraSettori UE 27 Extra UE 27 Mondoimpr dip impr dip impr dipIndustria manifatturiera 48 19.593 60 25.347 108 44.940Energia, gas e acqua 18 2.751 4 10 22 2.761Costruzioni 9 1.825 5 154 14 1.979Commercio all'ingrosso 90 5.654 87 7.582 177 13.236Logistica e trasporti 15 2.115 20 772 35 2.887Telecomunicazione e informatica 24 62.577 30 9.937 54 72.514Altri servizi professionali 70 9.297 41 4.631 111 13.928Totale 277 103.858 249 48.445 526 152.303Fonte: Banca d’ItaliaNotaImprese estere partecipate: si tratta di imprese estere il cui capitale è in mano, totalmente o parzialmente,ad imprese con sede nel Lazio.Imprese laziali a partecipazione estera; si tratta di imprese laziali il cui capitale, totalmente o parzialmente,è in mano ad imprese estere.In termini settoriali, le imprese laziali a partecipazione estera operavano, per volumeoccupazionale, soprattutto nel settore delle telecomunicazioni (72 mila dipendenti),nell’industria manifatturiera (45 mila dipendenti) e nel commercio (13 mila dipendenti):tra le imprese estere partecipate da imprese laziali spiccavano il comparto dell’energia(53 mila dipendenti), l’industria manifatturiera (62 mila) e il settore delle telecomunicazionie dell’informatica (36 mila dipendenti).


70fig. 4.13 Imprese e dipendenti delle imprese laziali a partecipazione estera – 2009Fonte: Banca d’Italia13.92844.940dipendenti72.5412.7611.97913.2362.8871115108542214imprese35177Altri servizi professionali Costruzioni Industria manifatturiera Logistica e trasportiTelecomunicazione e informatica Energia, gas e acqua Commercio all'ingrossoAltri settorifig. 4.14 Imprese e dipendenti delle partecipazione estere delle imprese laziali – 2009Fonte: Banca d’Italia126166136172240imprese3182096465.7549.95035.7422.5326.8088.09561.995dipendenti52.595Altri servizi professionali Costruzioni Industria manifatturiera Logistica e trasportiTelecomunicazione e informatica Energia, gas e acqua Commercio all'ingrossoAltri settori


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 71tab. 4.19 Produzione e consumo di energia nel Lazio – 2011 - GWhTerritori Operatori del mercato elettrico Autoproduttori LazioProduzione lordaidroelettrica 950 0 950termoelettrica tradizionale 17.138 902 18.040geotermoelettrica - - -eolica 22 - 22fotovoltaica 807 - 807Totale produzione lorda 18.917 902 19.819Servizi ausiliari della Produzione 1.172 26 1.197Produzione nettaidroelettrica 963 0 963termoelettrica tradizionale 15.992 877 16.868geotermoelettrica - - -eolica 22 - 22fotovoltaica 795 - 795Totale produzione netta 17.745 877 18.622Produzione destinata al consumo 17.745 877 18.622Cessioni degli Autoproduttori agli Operatori 169 169 -Saldo con le altre regioni (Imp-Exp) 6.456 - 6.456Energia richiesta 24.370 708 25.078Perdite 1.619 1 1.620Consumiautoconsumo 264 707 972mercato libero 15.209 - 15.209mercato tutelato 7.277 - 7.277Totale Consumi 22.751 707 23.458Fonte: GSE


724.5 Energia e carburantiNel 2011, il Lazio ha prodotto energia per 19.819 GWh, che in termini di produzione netta si riducea 18.622 GWh: gran parte di questa produzione proviene dalle centrali termoelettriche tradizionali(16.868 GWh), seguita dalla produzione da fonte idroelettrica (963 GWh), dal fotovoltaico(795 GWh) e dall’eolico (22 GWh).Considerando che l’energia richiesta dal territorio laziale ammontava a 25.078 GWh, per farefronte ai propri bisogni energetici, il Lazio ha importato dalle altre regioni oltre 6 mila GWh.I circa 23 GWh di consumi (al netto di quelli relativi alle Ferrovie dello Stato per trazione)si distribuivano sul territorio regionale in base alla numerosità degli abitanti, ma anche alleattività produttive svolte: nella provincia di Roma, ad esempio, sono stati consumati 16 mila GWh,distribuiti tra attività terziarie (circa 8.488 GWh), consumo domestico (5.684 GWH), industria(1.863 GWh) e agricoltura (120 GWh). Differenti i valori e le proporzioni nelle altre Province:in quella di Frosinone, circa il 60% dei consumi era appannaggio dell’industria; nell’area pontina,rilevanti i consumi di industria (42%) e agricoltura (5%); nel viterbese, consistenti le quotedi consumo domestico (35%) e agricolo (5%); nel reatino, consumi rilevanti nel terziarioe nel domestico (38% in entrambi i casi).tab. 4.20 Consumo di energia nelle Province del Lazio* – 2011 - GWhTerritori Agricoltura Industria Terziario Domestico TotaleFrosinone 23 1.631 609 522 2.785Latina 134 992 661 635 2.422Rieti 8 111 186 184 490Roma 120 1.863 8.488 5.684 16.155Viterbo 60 211 450 361 1.081Totale 346 4.830 10.394 7.386 22.934Fonte: Terna – *Al netto dei consumi FS per trazioneAltro aspetto interessante della produzione e del consumo di energia, l’incidenza delle fontirinnovabili: nel 2011, risultavano installati 18.080 impianti (8.762 nel 2010) per una potenzainstallata pari a 1.474 MW (781 MW nel 2010) e capace di fare fronte al 9,4% (6,1%) dei consumilordi interni di energia: si tratta di una percentuale contenuta rispetto a quella media nazionale,pari al 23,5%, ma in crescita costante negli ultimi anni.


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio73tab. 4.21 Numero di impianti di fonti rinnovabili e potenza istallata in alcune Regioni – 2011 - MWTerritori Idraulica Eolica Solare Geotermica Bioenergia Totalen° MW n° MW n° MW n° MW n° MW n° MWLombardia 418 5.016 3 0 48.692 1.322 319 655 49.432 6.993Veneto 270 1.114 9 1 44.997 1.157 149 210 45.425 2.482Emilia-Romagna 105 308 29 18 31.010 1.267 154 478 31.298 2.070Toscana 125 343 48 46 17.479 469 33 772 58 134 17.743 1.763Lazio 73 401 12 51 17.954 861 41 160 18.080 1.474Campania 36 346 114 1.067 10.071 376 26 210 10.247 2.000Italia 2.902 18.092 807 6.936 330.196 12.773 1.213 2.825 335.151 41.399Fonte: GSEUltimo elemento oggetto di analisi del capitolo, i consumi di carburanti: nel 2010 sono stateconsumate nel Lazio 982 mila tonnellate di benzina e 1.628 tonnellate di gasolio:nel primo caso si tratta di consumi in calo rispetto agli ultimi anni (-17% sul 2007), nel secondocaso, si tratta di consumi in leggera crescita (+3% sul 2007). Interessanti anche i dati relativial solo 2010 che, anche a causa della perdurante crisi economica, ha evidenziato rispetto al 2009una contrazione consistente dei consumi di benzina (-7%) e una sostanziale stabilità dei consumidi gasolio (+0,2%), in linea con quanto avvenuto anche a livello nazionale.Relativamente, infine, alla rete distributiva dei carburanti, nel 2010 erano operativi nel Lazio2.150 distributori, valore sostanzialmente in linea con quello degli ultimi anni.


74fig. 4.15 Potenza installata da fonti rinnovabili – % sul totale nazionale – 2011Fonte: GSE2,29,30,414,95,52,16,15,94,3 2,52,1fino a 1,0%Liguria3,1 . 5,0%AbbruzzoCampaniaCalabriaEmilia-RomagnaLazioToscanaSardegna1,1 . 2BasiliMolis5,1 . 1PiemPugliTrentSiciliVene4,52,64,11,54,51,79,14,56,6fino a 1,0%Liguria3,1 . 5,0%AbbruzzoCampaniaCalabriaEmilia-RomagnaLazioToscanaSardegna1,1 . 2,0%BasilicataMolise5,1 . 15,0%PiemontePugliaTrentino Alto AdigeSiciliaVeneto2,1 . 3,0%Friuli Venezia GiuliaMarcheUmbria15,1 . 20,0%PiemontePugliaTrentino Alto AdigeSiciliaVeneto


Economia Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 75tab. 4.22 Consumi di carburanti e dimensione della rete di distribuzionein alcune regioni italiane – 2007/2010Territori 2007 2008 2009 2010 var. % 2007/2010 var. % 2009/2010Benzina (mgl di tonnellate)Lombardia 1.882 1.731 1.664 1.596 -15,2 -4,1Veneto 887 793 734 643 -27,5 -12,4Emilia-Romagna 884 815 768 700 -20,8 -8,9Toscana 828 769 737 694 -16,2 -5,8Lazio 1.181 1.097 1.052 982 -16,9 -6,7Campania 833 768 720 657 -21,1 -8,8Italia 11.254 10.354 9.862 9.142 -18,8 -7,3Gasolio (mgl di tonnellate)Lombardia 2.640 2.597 2.573 2.601 -1,5 1,1Veneto 1.417 1.346 1.304 1.263 -10,9 -3,1Emilia-Romagna 1.509 1.471 1.448 1.430 -5,2 -1,2Toscana 1.181 1.182 1.191 1.199 1,5 0,7Lazio 1.576 1.581 1.624 1.628 3,3 0,2Campania 1.149 1.174 1.177 1.169 1,7 -0,7Italia 16.466 16.338 16.387 16.446 -0,1 0,4Rete di distribuzione (numero di distributori)Lombardia 2.930 2.913 2.901 2.852 -2,7 -1,7Veneto 1.607 1.608 1.573 1.526 -5,0 -3,0Emilia-Romagna 1.731 1.719 1.708 1.690 -2,4 -1,1Toscana 1.470 1.449 1.476 1.457 -0,9 -1,3Lazio 2.115 2.117 2.198 2.150 1,7 -2,2Campania 1.703 1.745 1.749 1.754 3,0 0,3Italia 21.121 21.288 21.302 21.023 -0,5 -1,3Fonte: Unione petrolifera italiana


Lavoro


Lavoro Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 775.1 Forze di lavoro e tasso di attivitàNel 2011 il numero delle persone occupate o in cerca di occupazione (forze di lavoro) era parinel Lazio a 2.472.000, di cui il 57% era rappresentato da maschi e la restante parte da femmine(43%). Quasi il 9% delle forze di lavoro era in cerca di occupazione (219 mila persone):di queste, 154mila avevano avuto precedenti esperienze lavorative.Rispetto al 2007 le forze di lavoro sono aumentate del + 4,5%, le non forze lavoro del +4,1%,gli occupati del +1,7% mentre le persone in cerca di occupazione del +45%. In riferimentoa quest’ultima variabile la componente maschile ha registrato un aumento maggiore (+62%)rispetto a quello riportato dalla componente femminile (+29%).tab. 5.1 Forze di lavoro per genere nel Lazio, Anni 2007/2011 (migliaia di unità e variazioni %)Totale Maschi FemmineVoci 2007 2011 var. % 07/11 2007 2011 var. % 07/11 2007 2011 var. % 07/11Forze di lavoro 2.366 2.472 4,5 1.384 1.420 2,6 982 1.052 7,1Occupati 2.215 2.253 1,7 1.313 1.304 -0,7 902 949 5,2In cerca di occupazione 151 219 45,0 71 115 62,0 80 103 28,8- con precedenti esperienze 100 154 54,0 50 83 66,0 49 70 42,9- senza precedenti esperienze 51 65 27,5 21 32 52,4 31 33 6,5Non forze di lavoro 3.087 3.215 4,1 1.236 1.317 6,6 1.851 1.898 2,5Popolazione 5.453 5.687 4,3 2.620 2.737 4,5 2.833 2.950 4,1Fonte: Elaborazione Sviluppo Lazio su dati IstatLe forze di lavoro nel Lazio sono cresciute tra il 2007 e il 2011 più che in altre Regioni italiane:+4,5% rispetto al +1,7% della Lombardia, al 2,5% del Veneto, al 3,3% dell’Emilia-Romagnae al 2,7% della Toscana. La Campania ha riportato una variazione negativa pari al -4,2%.tab. 5.2 Forze di lavoro in alcune Regioni italiane, Anni 2007/2011 - (migliaia di unità e var. %)Regioni 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 2011/07Lombardia 4.458 4.519 4.543 4.527 4.534 1,7Veneto 2.192 2.238 2.217 2.241 2.246 2,5Emilia-Romagna 2.011 2.045 2.054 2.052 2.077 3,3Toscana 1.619 1.661 1.666 1.655 1.662 2,7Lazio 2.366 2.428 2.449 2.488 2.472 4,5Viterbo 118 128 129 130 132 11,2Rieti 62 63 65 66 64 2,2Roma 1.780 1.827 1.845 1.874 1.861 4,6Latina 222 220 225 229 229 3,4Frosinone 184 190 185 190 186 1,3Campania 1.937 1.923 1.852 1.842 1.855 -4,2Italia 24.728 25.097 24.970 24.975 25.075 1,4Fonte: Istat


78Tra il 2007 e il 2011 il tasso di attività (forze di lavoro su popolazione di 15 anni e più) è rimastosostanzialmente stabile nel Lazio: è aumentato, infatti, di 0,1 punti percentuali (da 50,5%a 50,6%). Stesso aumento si segnala per la Toscana, mentre per le altre Regioni si registra unadiminuzione del tasso di attività, in particolare per la Campania che è passata da 40,5% a 38,1%.tab. 5.3 Tasso di attività in alcune regioni italiane (Anni 2007/2011)Regioni 2007 2008 2009 2010 2011Lombardia 54,4 54,7 54,5 53,9 53,6Veneto 53,8 54,4 53,3 53,6 53,5Emilia-Romagna 54,8 55,2 54,8 54,3 54,6Toscana 50,9 51,8 51,6 51,0 51,1Lazio 50,5 51,2 51,0 51,4 50,6Campania 40,5 39,9 38,3 38,0 38,1Italia 48,9 49,3 48,7 48,4 48,4Fonte: IstatTra le Province del Lazio si segnala un aumento considerevole del tasso di attività a Viterbo(da 44,5% nel 2007 a 47,3% nel 2011). Le Province di Rieti e di Latina registrano una lieve flessione(rispettivamente da 46% a 45,3% e da 49,1% a 48,3%). La Provincia di Roma, sia nel 2007 (52,2%)sia nel 2011 (52,3%), si collocava sopra la media regionale di 1,7 punti percentuali. La Provinciadi Frosinone, infine, riporta un tasso di attività sostanzialmente stabile (da 43,3% a 43,2%),che tra l’altro risulta essere il più contenuto a livello regionale.tab. 5.4 Tasso di attività nelle Province del Lazio (Anni 2007/2011)Province 2007 2008 2009 2010 2011Viterbo 44,5 47,1 47,2 47,0 47,3Rieti 46,0 46,2 46,6 47,2 45,3Roma 52,2 53,0 52,9 53,1 52,3Latina 49,1 48,0 48,3 48,6 48,3Frosinone 43,3 44,4 43,1 44,0 43,2Lazio 50,5 51,2 51,0 51,4 50,6Fonte: Istat


Lavoro Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 795.2 Occupazione e disoccupazioneIl tasso di occupazione (occupati su popolazione di età compresa tra 15 e 64 anni) nel Lazioè passato da 59,7% nel 2007 a 58,8% nel 2011 (56,9% la media nazionale del 2011), facendoregistrare un calo di circa un punto percentuale. A livello nazionale nello stesso periodo si segnalauna diminuzione più consistente, di quasi due punti percentuali (da 58,7% a 56,9%). Anche le altreRegioni osservate, tra il 2007 e il 2011, riportavano una flessione dell’occupazione: quelleche hanno registrato diminuzioni più consistenti sono state Lombardia (-2 punti percentuali),Emilia-Romagna (-2,4 p.p.) e Campania (-4,3 p.p.).Tra il 2007 e il 2011 il tasso di occupazione è diminuito in tutte le province lazialiad eccezione di Viterbo, in cui si è passati dal 52,4% al 54,3%. La Provincia di Roma si poneal di sopra della media regionale con valori pari al 61,9% nel 2007 ed al 61% nel 2011(contro, rispettivamente, 59,7% e 58,8%).tab. 5.5 Tasso di occupazione in alcune Regioni italiane (Anni 2007/2011)Regioni 2007 2008 2009 2010 2011Lombardia 66,7 67,0 65,8 65,1 64,7Veneto 65,8 66,4 64,6 64,5 64,9Emilia-Romagna 70,3 70,2 68,5 67,4 67,9Toscana 64,8 65,4 64,8 63,8 63,6Lazio 59,7 60,2 59,4 59,2 58,8Campania 43,7 42,5 40,8 39,9 39,4Italia 58,7 58,7 57,5 56,9 56,9Fonte: Istattab. 5.6 Tasso di occupazione nelle Province del Lazio (Anni 2007/2011)Province 2007 2008 2009 2010 2011Viterbo 52,4 55,5 54,2 54,6 54,3Rieti 58,0 56,6 56,8 57,3 54,4Roma 61,9 62,6 61,8 61,3 61,0Latina 56,1 54,5 53,4 54,2 54,1Frosinone 51,1 51,5 50,9 50,9 50,3Lazio 59,7 60,2 59,4 59,2 58,8Fonte: Istat


80Analizzando il dato per titolo di studio emerge che il tasso di occupazione regionale è piùelevato di quello nazionale per quanto riguarda laurea e post-laurea (77,7% contro 77%),mentre per quanto riguarda gli altri titoli di studio si registrano valori più bassi.fig. 5.1 Tasso di occupazione per titolo di studio in alcune Regioni italiane nel 2011Licenza elementare Licenza media Diploma Laurea e post-laurea90,080,070,060,050,040,030,020,010,00,0Italia Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Lazio CampaniaFonte: IstatPer quanto riguarda il tasso di occupazione per genere, si osserva che tra il 2007 e il 2011sono diminuiti sia i tassi femminili sia quelli maschili, eccetto che per il Lazio e il Veneto.In queste Regioni la componente femminile ha segnato un aumento (nel Lazio di 0,9 puntipercentuali e nel Veneto di 0,8 p.p.). La componente femminile ha visto aumentare l’occupazionein tutte le Province laziali, ad eccezione di Rieti.Si osserva, inoltre, che nel 2011 nelle regioni del nord l’occupazione femminile superava il 50%,compresa la Toscana (54,4%), mentre nel Lazio e in Campania si attestava sotto il 50%(rispettivamente 49% e 46,5%).A livello provinciale nel 2011 il differenziale tra i sessi era minimo a Rieti (17,1 p.p.) e Roma(17,7 p.p.) e massimo a Frosinone (29 p.p.).


Lavoro Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 81tab. 5.7 Tasso di occupazione per genere, Anni 2007/20112007 2008 2009 2010 2011Territorio Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine MaschiLombardia 56,6 76,7 57,1 76,6 56,1 75,2 55,8 74,2 55,2 74,1Veneto 54,0 77,2 55,5 77,0 53,9 75,1 53,3 75,3 54,8 74,8Emilia-Romagna 62,0 78,4 62,1 78,2 61,5 75,5 59,9 74,9 60,9 75,0Toscana 55,5 74,0 56,2 74,6 55,4 74,3 54,5 73,3 54,4 72,9Lazio 48,1 71,7 49,0 71,8 48,6 70,7 49,0 69,6 49,0 69,0Viterbo 38,4 66,3 40,8 70,1 37,3 71,1 38,1 71,1 42,2 66,4Rieti 45,9 69,9 45,4 67,6 45,3 68,1 47,1 67,4 45,8 62,9Roma 51,5 72,8 52,5 73,1 52,4 71,7 52,6 70,4 52,4 70,1Latina 40,4 72,0 39,8 69,4 39,9 67,2 41,8 66,6 40,5 67,9Frosinone 35,2 67,0 37,1 65,9 35,2 66,5 35,2 66,6 35,9 64,9Campania 27,9 59,9 27,3 58,0 26,3 55,7 25,7 54,4 25,4 53,7Italia 46,6 70,7 47,2 70,3 46,4 68,6 46,1 67,7 46,5 67,5Fonte: IstatIl Lazio nel 2011 riportava un tasso di disoccupazione pari all’8,9%, mezzo punto percentuale soprala media nazionale (8,4%). Mentre la Campania presentava un valore quasi doppio rispetto alla medianazionale, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si ponevano al di sotto di tale limite.Tra il 2007 e il 2011 si osserva un aumento della disoccupazione in tutte le Regioni considerate,in particolare in Campania, di oltre 4 punti percentuali.tab. 5.8 Tasso di disoccupazione, Anni 2007/2011Territorio 2007 2008 2009 2010 2011Lombardia 3,4 3,7 5,4 5,6 5,8Veneto 3,3 3,5 4,8 5,8 5,0Emilia-Romagna 2,9 3,2 4,8 5,7 5,3Toscana 4,3 5,0 5,8 6,1 6,5Lazio 6,4 7,5 8,5 9,3 8,9Viterbo 9,6 10,1 11,7 10,6 11,2Rieti 5,3 7,1 8,0 8,0 8,9Roma 5,8 7,0 8,1 9,1 8,5Latina 7,9 8,5 10,9 10,6 9,8Frosinone 8,4 9,3 7,4 9,5 9,2Campania 11,2 12,6 12,9 14,0 15,5Italia 6,1 6,7 7,8 8,4 8,4Fonte: Istat


82Osservando il trend del tasso di disoccupazione tra il 2007 e il 2011, il Lazio si attesta su un livellosuperiore rispetto al dato nazionale, in particolare nel 2010 (9,3% contro 8,4%).fig. 5.2 Tasso di disoccupazione nel Lazio e in Italia (Anni 2007/2011)Fonte: Istat10,0ItaliaLazio9,59,39,08,58,07,57,58,57,88,48,98,47,06,56,05,55,06,46,16,72007 2008 2009 2010 2011Nel 2011 la Provincia di Viterbo registrava il tasso di disoccupazione più elevato a livello regionale(11,2%). Seguono Latina (9,8%) e Frosinone (9,2%). Rieti registrava una disoccupazione pari aquella regionale (8,9%), mentre Roma si posizionava al di sotto della media regionale (8,5%).tab. 5.9 Tasso di disoccupazione nelle Province del Lazio (Anni 2007/2011)Province 2007 2008 2009 2010 2011Viterbo 9,6 10,1 11,7 10,6 11,2Rieti 5,3 7,1 8,0 8,0 8,9Roma 5,8 7,0 8,1 9,1 8,5Latina 7,9 8,5 10,9 10,6 9,8Frosinone 8,4 9,3 7,4 9,5 9,2Lazio 6,4 7,5 8,5 9,3 8,9Fonte: Istat


Lavoro Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 83Analizzando il tasso di disoccupazione per titolo di studio, si osserva che nel 2011 il Lazioregistrava una disoccupazione pari all’11,8% per quanto riguarda le persone in possesso dellalicenza elementare, all’11,5% per quelle in possesso della licenza media, all’8,6% per i diplomati,al 6% per i laureati.tab. 5.10 Tasso di disoccupazione per titolo di studio in alcune Regioni italiane nel 2011Regioni Licenza elementare, nessun titolo Licenza media Diploma Laurea e post-laurea TotaleLombardia 10,5 7,3 5,1 3,9 5,8Veneto 4,9 5,9 4,8 3,7 5,0Emilia-Romagna 8,4 6,1 5,3 3,1 5,3Toscana 7,3 7,7 6,3 4,3 6,5Lazio 11,8 11,5 8,6 6,0 8,9Campania 17,2 18,4 15,3 9,5 15,5Italia 11,6 10,4 7,8 5,4 8,4Fonte: IstatNel 2011 il tasso di disoccupazione più elevato si osservava nella classe 15-24 anni con Lazioe Campania che riportavano i valori più alti: rispettivamente 33,7% e 44,4% contro una medianazionale pari al 29,1%.tab. 5.11 Tasso di disoccupazione per classi d’età in alcune Regioni italiane nel 2011Regioni 15-24 anni 25-34 anni 35-44 anni 45-54 anni 55-64 anniLombardia 20,7 6,7 4,6 4,0 3,7Veneto 19,9 6,8 3,4 3,0 2,2Emilia-Romagna 21,9 6,8 4,0 3,6 3,0Toscana 24,9 8,6 5,5 4,5 2,5Lazio 33,7 12,6 6,4 5,6 4,1Campania 44,4 24,4 12,8 8,4 4,3Italia 29,1 11,7 6,7 5,1 3,9Fonte: IstatPer quanto riguarda il tasso di disoccupazione per genere, emerge il dato della Campania moltoal di sopra della media nazionale, in particolare per la componente femminile (19% contro 9,6%).Il Lazio registrava un tasso di disoccupazione femminile pari al 9,8%, valore quasi in lineacon quello dell’Italia (9,6%).


84fig. 5.3 Tasso di disoccupazione per genere in alcune Regioni italiane nel 2011maschifemmine20,018,016,014,012,010,08,06,04,02,00,0Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Lazio Campania ItaliaFonte: IstatIl tasso di disoccupazione giovanile nel Lazio è passato dal 24,9% nel 2007 al 33,7% nel 2011,riportando un aumento di quasi 9 punti percentuali. Tra le Regioni osservate risulta quellacol minore differenziale, insieme alla Lombardia (aumento di quasi 8 p.p.). L’aumentopiù consistente si rileva in Campania (+11,9 p.p.).tab.5.12 Tasso di disoccupazione giovanile in alcune Regioni italiane (Anni 2007/2011)Regioni 15-24 anni 25-34 anni 35-44 anni 45-54 anni 55-64 anniLombardia 12,9 12,5 18,5 19,8 20,7Veneto 8,4 10,7 14,4 19,1 19,9Emilia-Romagna 10,8 11,1 18,3 22,4 21,9Toscana 13,7 14,4 17,8 23,1 24,9Lazio 24,9 26,2 30,6 31,1 33,7Campania 32,5 32,4 38,1 41,9 44,4Italia 20,3 21,3 25,4 27,8 29,1Fonte: Istat


Lavoro Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 85A livello provinciale il differenziale più elevato si rileva a Rieti, dove la disoccupazione giovanileè passata dal 16,2% nel 2007 al 31,4% nel 2011. Segue la Provincia di Roma (aumento di oltre10 punti percentuali), Frosinone e Viterbo (+7,7 p.p.). La Provincia di Latina 3 , invece, nel periodoconsiderato ha riportato una diminuzione della disoccupazione nella classe d’età 15-24 anni:è passata dal 20,2% al 18,2%.tab. 5.13 Tasso di disoccupazione giovanile nelle Province del Lazio (Anni 2007/2011)Province 2007 2008 2009 2010 2011Viterbo 35,7 27,4 35,8 27,9 43,4Rieti 16,2 23,9 31,4 29,9 31,4Roma 26,0 27,6 30,7 30,5 36,1Latina 20,2 21,6 30,0 34,6 18,2Frosinone 21,8 23,1 27,3 35,0 29,5Lazio 24,9 26,2 30,6 31,1 33,7Fonte: IstatIl Lazio nel 2011 registrava un tasso di disoccupazione di lunga durata pari al 4,7% (Italia 4,3%),aumentato rispetto al 2007 di un punto e mezzo percentuale.Da rilevare il dato della Campania che è aumentato nel periodo considerato di 3,5 punti percentuali(dal 6% al 9,5%).tab. 5.14 Tasso di disoccupazione di lunga durata in alcune Regioni italiane (Anni 2007/2011)Regioni 15-24 anni 25-34 anni 35-44 anni 45-54 anni 55-64 anniLombardia 1,2 1,3 1,8 2,3 2,6Veneto 1,2 1,1 1,3 2,2 2,2Emilia-Romagna 0,8 0,8 1,3 2,0 2,2Toscana 1,7 1,7 2,0 2,9 3,0Lazio 3,2 3,3 4,2 4,5 4,7Campania 6,0 7,1 7,3 8,2 9,5Italia 2,8 3,0 3,4 4,0 4,3Fonte: Istat3. Il dato relativo a Latina, proveniente come gli altri dal database Istat sulle forze di lavoro, lascia più di qualche dubbiosulla reale consistenza della disoccupazione giovanile: il calo del livello dei giovani senza lavoro dal 34% del 2010 al 18%del 2011 rimane, infatti, un evento assai poco probabile anche in relazione al difficile momento economico.L’ufficio formazione e lavoro dell’Istat, messo a conoscenza del dato della Provincia di Latina, ha confermato che si trattadi un valore anomalo su cui sono necessari accertamenti che saranno effettuati quanto prima (settembre, ndr).


865.3 La cassa integrazione guadagni (CIG) e gli infortuni sul lavoroNel 2011 sono state autorizzate oltre 64 milioni di ore di Cassa Integrazione Guadagni(CIG, in seguito) nel complesso dei settori, facendo registrare un aumento del +408,7% rispettoal 2007. L’aumento più consistente si rileva nella Cassa Integrazione in Deroga (+1.952,7%).I settori che hanno fatto maggiormente ricorso alla CIG sono quello industriale per quantoriguarda la gestione ordinaria e straordinaria (rispettivamente quasi 9 milioni e 32 milionidi ore nel 2011), e quello del commercio per la gestione in deroga (oltre 10 milioni di ore).tab. 5.15 Ore autorizzate di CIG per settore e tipologia nel Lazio, anni 2007/2011 (v.a. e var. %)Tipologia Settore 2007 2011 var. % 2007/11Ordinaria Industria 2.430.331 8.933.610 267,6Edilizia 1.697.710 4.916.897 189,6Totale 4.128.041 13.850.507 235,5Straordinaria Industria 8.265.987 31.658.516 283,0Edilizia 121.624 2.167.497 1.682,1Artigianato . . .Commercio 213.201 2.852.043 1.237,7Settori vari 1.040 7.917 661,3Totale 8.601.852 36.685.973 326,5Deroga Industria 664.286 6.475.839 874,9Edilizia . 868.657 .Artigianato 6.510 913.281 13.928,9Commercio 247.101 10.549.196 4.169,2Settori vari 3.022 96.553 3.095,0Totale 920.919 18.903.526 1.952,7Totale 13.650.812 69.440.006 408,7Fonte: InpsConfrontando le quote % di ore autorizzate di CIG per tipologia di gestione nel Lazio e in Italianegli anni 2007 e 2011, si osserva che in entrambi i periodi c’è stato un maggior ricorsoalla cassa integrazione straordinaria. È cresciuta, inoltre, la quota delle ore autorizzatein deroga, in particolare il Lazio è passato dal 6,7% nel 2007 al 27,2% nel 2011, mentre l’Italiadal 13,5% al 32,9%.Passando agli infortuni sul lavoro, nel Lazio nel 2011 sono stati registrati 51.575 eventi,riportando una variazione percentuale negativa pari a -11% rispetto al 2007. Si rileva,nello stesso periodo, una diminuzione degli infortuni sul lavoro in tutte le regioni considerate,in linea con il dato nazionale (-20,5%).


Lavoro Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 87fig. 5.4 Quote di CIG per tipologia nel Lazio (Anni 2007/2011)Fonte: Inps100%90%80%70%60%Ordinaria Straordinaria Deroga6,713,527,263,0 48,032,950%40%52,8 43,530%20%10%30,238,519,9 23,60%Lazio Italia Lazio Italia2007 2011A livello provinciale si segnala il forte calo degli infortuni a Frosinone (-31,1%).La Provincia di Roma, in cui sono stati rilevati quasi 40mila infortuni nel 2011,ha riportato un calo del -6,9%.Mettendo in relazione gli infortuni col numero degli occupati, infine, si nota che nel Lazio taleindice è pari a 208,7 (infortuni ogni 10.000 occupati), valore notevolmente inferiore a quello medionazionale (289,2) e a quello delle grandi Regioni industriali del nord, dove proprio la presenza diuna componente rilevante di attività manifatturiera porta con sé un rischio più elevato di infortuni.tab. 5.16 Infortuni sul lavoro denunciati dalle aziende per Regione ed anno evento(Anni 2007/2011, valori assoluti e variazione %)Territorio 2007 2008 2009 2010 2011 var. % 07/11 Infortuni ogni 10.000 occupatiLombardia 155.497 149.576 134.135 133.312 127.007 -18,3 280,1Veneto 110.077 104.368 89.455 87.258 81.217 -26,2 361,6Emilia-Romagna 130.608 123.755 107.705 106.077 99.713 -23,7 480,1Toscana 72.176 69.093 63.187 62.051 59.261 -17,9 356,5Lazio 57.950 57.943 55.622 55.414 51.575 -11,0 208,7Frosinone 5.535 5.339 4.893 4.608 3.812 -31,1 204,4Latina 5.240 5.348 4.873 4.372 4.128 -21,2 180,1Rieti 1.670 1.626 1.581 1.608 1.492 -10,7 234,6Roma 42.922 43.125 41.952 42.516 39.971 -6,9 214,8Viterbo 2.583 2.505 2.323 2.310 2.172 -15,9 165,0Campania 30.126 28.767 26.318 24.656 21.921 -27,2 118,2Italia 912.379 875.347 790.397 776.099 725.174 -20,5 289,2Fonte: Inail


Imprese


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 896.1 Consistenza e dinamica delle impreseIl Lazio nel 2011 era, dopo la Lombardia, la Regione con il maggiore numero di imprese. Il totaledi quelle registrate si attestava infatti a 608.462, delle quali 39.955 sono state iscritte al registrodelle imprese durante il periodo di riferimento (indice di natalità 6,6). Per contro, 32.670 impresesono cessate durante il 2011, con un indice di mortalità nel Lazio pari al 5,4%, il più basso trale Regioni benchmark. Il tasso di crescita nel Lazio rispetto al 2007 è pari all’1,21%, valore moltoal di sopra della media nazionale (-0,04%).tab. 6.1 Imprese e loro dinamica nelle principali Regioni italiane – 2007/20112007 2011Regione Registrate Iscritte Cessate Natalità Mortalità Saldo Registrate Iscritte Cessate Natalità Mortalità Saldo CrescitaLombardia 959.567 72.631 78.542 7,6 8,2 -5911 955.088 61.393 63.423 6,4 6,6 -2.030 -0,21Veneto 512.679 35.239 36.323 6,9 7,1 -1084 505.467 30.576 31.800 6,0 6,3 -1.224 -0,24Emilia-Romagna 479.642 35.978 35.512 7,5 7,4 466 475.716 30.115 29.992 6,3 6,3 123 0,03Toscana 416.437 32.037 32.530 7,7 7,8 -493 417.200 28.865 28.922 6,9 6,9 -57 -0,01Lazio 578.151 44.959 34.174 7,8 5,9 10785 608.462 39.955 32.670 6,6 5,4 7.285 1,20Campania 546.291 39.247 40.449 7,2 7,4 -1202 557.207 36.696 32.939 6,6 5,9 3.757 0,67Italia 6.123.272 436.025 440.332 7,1 7,2 -4307 6.110.074 391.310 393.463 6,4 6,4 -2.153 -0,04Fonte: UnioncamereAl fine di ottenere un focus sulla consistenza delle imprese nel Lazio, il totale 2011 delle impreseregistrate, delle nuove iscritte e delle cessate è stato scomposto per classe merceologicadi appartenenza (codice Ateco) e forma societaria.Con riguardo al Codice Ateco è possibile affermare che i settori delle costruzioni e del commerciosono particolarmente rilevanti nella formazione del totale delle imprese registrate, con un tassodi incidenza rispettivamente del 15% e 27%.Osservando i dati relativi alle nuove iscritte e alle cessate, è possibile riscontrare la significativitàdi questi due settori anche nella natalità e mortalità delle imprese. Si ricorda, tuttavia, che unapercentuale relativamente importante di registrate (9%), cessate (8%) e, soprattutto, nuoveiscritte (49%), è spiegata da imprese non classificate in una specifica classe Ateco.Con riferimento, invece, alla forma societaria si rilevano principalmente ditte individuali(268.835 registrate) e società di capitali (227.377 registrate). Meno consistenti le societàdi persone e le altre forme societarie.


90È interessante, inoltre, analizzare il peso delle Province nella formazione del totale del Lazio.Circa i tre quarti delle consistenza delle imprese nel 2011 si addensavano nella Provincia di Roma:a seguire Latina (10% del totale regionale), Frosinone (8%), Viterbo (6%) e Rieti (3%).tab. 6.2 Imprese del Lazio per settore produttivo – 2011Attività produttiva Registrate Iscritte CessateAgricoltura, silvicoltura pesca 47.481 8% 1.333 3% 2.805 9%Estrazione di minerali da cave e miniere 449 0% 0 0% 18 0%Attività manifatturiere 39.137 6% 873 2% 1.832 6%Fornitura di energia elettrica, gas,vapore e aria condizionata 551 0% 16 0% 34 0%Fornitura di acqua; reti fognarie e gestione rifiuti 1.069 0% 12 0% 42 0%Costruzioni 88.495 15% 3.828 10% 5.421 17%Commercio ; riparazione di autoveicoli e motocicli 163.074 27% 6.254 16% 8.903 27%Trasporto e magazzinaggio 20.917 3% 580 1% 1.152 4%Attività dei servizi alloggio e ristorazione 41.403 7% 1.488 4% 2.109 6%Servizi di informazione e comunicazione 20.184 3% 652 2% 1.079 3%Attività finanziarie e assicurative 14.661 2% 593 1% 952 3%Attività immobiliari 27.332 4% 413 1% 878 3%Attività professionali, scientifiche e tecniche 21.162 3% 1.117 3% 1.190 4%Noleggio, agenzie di viaggio,servizi di supporto alle imprese 24.256 4% 1.528 4% 1.391 4%PA e difesa; assicurazione sociale obbligatoria 46 0% 0 0% 3 0%Istruzione 2.978 0% 93 0% 150 0%Sanità e assistenza sociale 4.280 1% 57 0% 158 0%Attività artistiche, sportive,di intrattenimento e divertimento 8.287 1% 342 1% 516 2%Altre attività di servizi 26.945 4% 1.193 3% 1.526 5%Attività di famiglie e convivenzecome datori di lavoro 0 0% 0 0% 0 0%Organizzazioni ed organismi extraterritoriali 6 0% 0 0% 0 0%Imprese non classificate 55.749 9% 19.583 49% 2.511 8%Totale 608.462 100% 39.955 100% 32.670 100%Fonte: Unioncamere


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 91tab. 6.3 Imprese del Lazio per provincia e forma giuridica – 2011Società CapitaliSocietà PersoneProvince Registrate Iscritte Cessate Registrate Iscritte CessateViterbo 5.076 350 145 6.489 294 299Rieti 2.191 118 100 1.871 82 92Roma 193.713 11.274 4.785 61.901 2.252 3.572Latina 15.159 927 359 8.648 355 382Frosinone 11.238 701 230 6.635 256 291Lazio 227.377 13.370 5.619 85.544 3.239 4.636Ditta IndividualeAltre FormeProvince Registrate Iscritte Cessate Registrate Iscritte CessateViterbo 25.678 1.602 1.686 1.187 78 48Rieti 10.233 660 755 937 61 92Roma 175.034 14.954 11.683 19.815 1.377 2.659Latina 31.415 2.487 3.142 2.590 184 215Frosinone 26.475 1.786 2.005 2.177 157 130Lazio 268.835 21.489 19.271 26.706 1.857 3.144TotaliProvince Registrate Iscritte Cessateval. ass. % su Lazio val. ass. % su Lazio val. ass. % su LazioViterbo 38.430 6% 2.324 6% 2.178 7%Rieti 15.232 3% 921 2% 1.039 3%Roma 450.463 74% 29.857 75% 22.699 69%Latina 57.812 10% 3.953 10% 4.098 13%Frosinone 46.525 8% 2.900 7% 2.656 8%Lazio 608.462 100% 39.955 100% 32.670 100%Fonte: Unioncamere


92In Italia nel 2011 si è rilevato un totale di 149.283 società cooperative registrate con una maggioreincidenza su tale valore delle imprese della Lombardia (13,03%), della Campania (12,46%)e del Lazio (12,89%). Quest’ultimo, a fine 2011, contava difatti 19.249 società cooperativecon un incremento del 3,20% rispetto all’anno precedente. Tale aumento è particolarmentepositivo in quanto il tasso di crescita è il più elevato tra le Regioni benchmark e maggioredi oltre 1,5 punti percentuali rispetto alla variazione media nazionale.tab. 6.4 Le società cooperative nelle principali Regioni italiane – 2011Regioni Registrate al 31.12.2011 Incidenza Saldo degli stock (*) var. % 2011/2010 (*)Lombardia 19.446 13,0% 586 3,1%Veneto 5.834 3,9% 137 2,4%Emilia-Romagna 7.501 5,0% 148 2,0%Toscana 6.792 4,5% 161 2,4%Lazio 19.249 12,9% 597 3,2%Campania 18.598 12,5% 290 1,6%Italia 149.283 100,0% 2.881 2,0%(*) al netto delle cancellazioni di ufficioFonte: Unioncamere6.2 Imprese condotte da donne, da stranieri o da giovaniCon riferimento alla consistenza di imprese femminili è possibile affermare che nel 2011 i valorisi distribuivano in modo abbastanza uniforme tra le Regioni benchmark. Si rileva, tuttavia,un maggior numero di imprese femminili in Lombardia, Campania e Lazio rispettivamentecon tassi di incidenza sul totale pari al 13,5%, 10,4% e 10%. Per contro, le Regioni che riportanouna minore consistenza di imprese femminili sono la Toscana e il Veneto.tab. 6.5 Consistenza delle imprese femminili nelle principali Regioni italiane – 2011Regioni Imprese femminili Imprese maschili Totale impreseval. ass. % su Italia val. ass. % su Italia val. ass. % su ItaliaPiemonte 112.263 7,8 355.408 7,6 467.671 7,7Lombardia 193.323 13,5 761.765 16,3 955.088 15,6Veneto 109.908 7,7 395.559 8,5 505.467 8,3Emilia-Romagna 98.284 6,9 377.432 8,1 475.716 7,8Toscana 100.045 7,0 317.155 6,8 417.200 6,8Lazio 143.303 10,0 465.159 9,9 608.462 10,0Campania 149.600 10,4 407.607 8,7 557.207 9,1Sicilia 115.960 8,1 347.515 7,4 463.475 7,6Italia 1.433.863 100,0 4.676.211 100,0 6.110.074 100,0Fonte: Unioncamere


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 93In confronto con le Regioni benchmark, nel Lazio si addensava il 10,1% delle imprese stranierepresenti in Italia, ovvero con titolari e soci nati all’estero. La percentuale maggiore di tali impreseera presente in Lombardia. Tra le Province del Lazio, oltre a Roma che spiega più dell’80%del totale, si sottolinea ancora una volta il contributo di Latina e Frosinone.tab. 6.6 Consistenza delle imprese straniere nelle principali Regioni italiane – 2011Regioni e Province Numero % su totaleViterbo 2.034 4,6%Rieti 720 1,6%Roma 36.391 82,0%Latina 2.652 6,0%Frosinone 2.568 5,8%Lazio 44.365 100,0%Lazio 44.365 10,1%Lombardia 76.533 17,4%Veneto 42.807 9,7%Emilia-Romagna 40.297 9,2%Toscana 45.336 10,3%Campania 25.110 5,7%Italia 440.145 100,0%Fonte: UnioncamereAd integrazione e sintesi delle informazioni già fornite, si riporta l’incidenza delle imprese giovanili,femminili e straniere sul totale delle imprese registrate per ciascuna delle Province del Lazio.Con riferimento alla prima categoria, possiamo affermare che, ad esclusione di Roma, le Provincedel Lazio presentavano nel 2011 una percentuale di imprese giovanili leggermente inferiorealla media nazionale (10,7% contro 11,4%). Valori in linea con il dato medio nazionale, invece,per le imprese femminili (23,6%) e quelle gestite da uno straniero (7,3%).tab. 6.7 Incidenza di imprese giovanili, femminili e straniere nelle Province laziali – 2011Giovanili Femminili StraniereViterbo 11,6% 28,2% 5,4%Rieti 12,5% 26,9% 5,2%Roma 9,7% 21,8% 9,3%Latina 12,7% 27,0% 5,2%Frosinone 14,1% 31,3% 6,0%Lazio 10,7% 23,6% 7,3%Italia 11,4% 23,5% 7,4%Fonte: Unioncamere


946.3 Le imprese agricole tra i due Censimenti 2000 e 2011L’agricoltura tra il 2000 ed il 2010 ha subìto una forte contrazione in tutte le Regioni e anchenel Lazio il numero di imprese si è sensibilmente ridotto (-48,7%). In diminuzione i valori riferitialla superficie agricola totale e alla superficie agricola utilizzata nelle varie Regioni. È aumentatarispetto al 2000, tuttavia, la superficie media totale e utilizzata per impresa: nel Lazio ciascuna aziendadisponeva nel 2010 mediamente di 9,4 ettari di superficie totale dei quali in media 6,6 erano utilizzati.tab. 6.8 Le imprese agricole nelle principali Regioni italiane – Censimenti 2000 e 2010AziendeSuperficie Agricola UtilizzataRegioni 2010 2000 2010 2000superficie superficie media superficie superficie mediavar. % totale per azienda totale per aziendaLombardia 54.107 71.350 -24,2 984.871 18,20 1.039.592 14,57Veneto 120.735 178.404 -32,3 806.319 6,68 851.276 4,77Emilia-Romagna 73.441 106.363 -31,0 1.066.773 14,53 1.129.318 10,62Toscana 75.459 122.409 -38,4 755.295 10,01 855.806 6,99Lazio 98.026 191.205 -48,7 648.473 6,62 721.051 3,77Campania 136.867 234.721 -41,7 547.465 4,00 586.060 2,50Italia 1.630.420 2.405.453 -32,2 12.885.186 7,90 13.183.407 5,48Superficie Agricola totaleRegioni 2010 2000var. % superficie superficie media superficie superficie media var. %superf. tot. totale per azienda totale per azienda superf. tot.Lombardia -5,3 1.228.275 22,70 1.350.854 18,93 -9,1Veneto -5,3 1.021.969 8,46 1.169.205 6,55 -12,6Emilia-Romagna -5,5 1.364.699 18,58 1.462.985 13,75 -6,7Toscana -11,7 1.377.114 18,25 1.558.103 12,73 -11,6Lazio -10,1 925.046 9,44 1.039.601 5,44 -11,0Campania -6,6 723.215 5,28 836.951 3,57 -13,6Italia -2,3 17.277.023 10,60 18.775.271 7,81 -8,0Fonte: Istat


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 956.4 L’impresa artigianaIl trend nazionale dell’artigianato nel 2011 è stato generalmente negativo. Le Regioni benchmark,sebbene con qualche piccola differenza, presentavano un saldo iscrizioni/cessazioni negativoe un tasso di crescita in contrazione. In tale contesto il Lazio è l’unica Regione a evidenziare unsaldo positivo di 235 imprese e mantenere un andamento stabile (tasso di crescita pari a 0,23%).Si ritiene opportuno analizzare più specificatamente la dinamica e la consistenza dell’artigianatonel Lazio con un approfondimento ad hoc sui dati Movimprese 2011 relativi alle imprese attive.Si ricorda che, tra le imprese regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, si definisconoattive quelle che esercitano l’attività e non risultano avere procedure concorsuali in atto.tab. 6.9 Consistenza e dinamica delle imprese artigiane nelle principali Regioni italiane – 2011Stock imprese Tasso di Tasso diregistrate crescita crescitaRegioni Iscrizioni Cessazioni* Saldo al 31-12-2011 anno 2011 anno 2010Lombardia 19.170 19.231 -61 267.588 -0,02% -0,18%Veneto 9.937 11.038 -1.101 141.792 -0,77% -0,20%Emilia-Romagna 11.219 11.615 -396 142.731 -0,28% -1,29%Toscana 9.668 10.115 -447 116.978 -0,38% -0,44%Lazio 7.523 7.288 235 102.769 0,23% 0,64%Campania 5.072 5.241 -169 75.133 -0,22% -0,08%Italia 104.438 110.755 -6.317 1.461.183 -0,43% -0,34%*Al netto delle cessazioni di ufficio.Fonte: Unioncamere.


96Nel 2011 l’impresa artigiana evidenziava nel Lazio una rilevante presenza nell’ambito delle attivitàmanifatturiere, con un’incidenza del 59% sulle imprese manifatturiere totali (18 mila su 31 mila).Percentuali significative si riscontrano anche nel settore delle costruzioni (53%, pari a 39 milaimprese), nel trasporto e magazzinaggio (54%, pari a 10 mila imprese), negli altri servizi (70%,pari a 16 mila imprese) ed anche, pur con pesi molto più contenuti, nei servizi alle imprese (16%,pari a 3 mila imprese) e nell’alloggio e ristorazione (12%, pari a 4 mila imprese).tab. 6.10 Incidenza delle imprese artigiane sulle imprese totali – Lazio – 2009/20112009 2010 2011Settori Imprese Imprese Imprese Imprese Imprese Impreseproduttivi artigiane totali % artigiane totali % artigiane totali %Agricoltura 547 48.485 1,1 576 47.504 1,2 586 46.317 1,3Estrazione di minerali 39 306 12,7 34 299 11,4 32 296 10,8Industria manifatturiera 18.937 31.694 59,7 18.659 31.417 59,4 18.372 31.071 59,1Energia 2 408 0,5 2 409 0,5 2 460 0,4Acqua e rifiuti 95 822 11,6 95 826 11,5 93 833 11,2Costruzioni 38.339 71.999 53,2 38.816 72.490 53,5 38.997 73.074 53,4Commercio 7.066 137.640 5,1 6.946 138.582 5,0 6.875 139.200 4,9Trasportoe magazzinaggio 9.988 18.212 54,8 9.953 18.177 54,8 9.859 18.126 54,4Alloggio e ristorazione 4.198 33.746 12,4 4.331 34.554 12,5 4.362 35.489 12,3Informazionee comunicazione 396 15.068 2,6 437 15.225 2,9 464 15.433 3,0Finanza e assicurazioni 11 12.652 0,1 10 12.571 0,1 11 12.461 0,1Attività immobiliari 4 17.880 0,0 3 18.156 0,0 2 18.712 0,0Attività professionalie tecniche 1.386 15.026 9,2 1.390 15.828 8,8 1.373 16.707 8,2Servizi alle imprese 3.006 19.451 15,5 3.140 20.123 15,6 3.271 20.939 15,6Pubblica Amministrazione 0 11 0,0 0 10 0,0 0 8 0,0Istruzione 52 2.383 2,2 53 2.442 2,2 53 2.495 2,1Sanità e sociale 20 3.099 0,6 19 3.160 0,6 19 3.249 0,6Attività artistichee culturali 674 6.172 10,9 666 6.346 10,5 656 6.567 10,0Altri servizi 16.108 22.870 70,4 16.292 23.416 69,6 16.373 23.791 68,8Attività di famiglie - - - - - - - - -Organismi internazionali - - - - - - - - -NC 103 1.407 7,3 108 495 21,8 115 801 14,4Totale 100.971 459.334 22,0 101.530 462.033 22,0 101.515 466.032 21,8Fonte: Unioncamere


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 97Scendendo nel dettaglio del settore manifatturiero, emergono forti differenziazioni tra i varicomparti sulla presenza e l’incidenza della forma artigiana: nel 2011 il primo posto per presenzadi attività artigiana si ritrova nel comparto dell’industria del legno (80% di imprese artigianesul totale delle imprese), seguito dalla lavorazione degli articoli in pelle (67%), dagli articoliper abbigliamento (66%), dai prodotti in metallo (62%) e dall’industria alimentare (60%),sino ad arrivare alla completa o quasi completa assenza della forma artigiana in comparti comela lavorazione del tabacco, i prodotti farmaceutici e la raffinazione dei prodotti petroliferi che,per limiti dimensionali (imprese con un numero medio di addetti molto elevato) o forma giuridica(quasi esclusivamente società per azioni), non rientrano nella definizione di impresa artigiana.Tra il 2009 e il 2011, il numero delle imprese artigiane attive nel Lazio è rimasto tendenzialmentecostante: in termini assoluti, si è passati da 100.971 a 101.515 imprese (+544), corrispondentiin termini percentuali ad una variazione positiva di 0,5%. È possibile riscontrare variazionipiù consistenti all’interno dei vari settori. L’industria manifatturiera dal 2009 ha subìto unacontrazione del 3%, (circa 600 imprese) e dinamiche simili si ritrovano anche per il commercio,che passa dalle 7.066 imprese del 2009 alle 6.875 del 2011 (-2,7%), e per le attività artistichee culturali (-2,7% tra 2009 e 2011). In contrazione, anche se in misura minore, il numerodi imprese operanti nel trasporto e magazzinaggio (-1,3%, da 9.988 a 9.859) e quelle che offronoservizi professionali e tecnici (-0,9%, da 1.386 a 1.373).In crescita, tra i settori che contano più imprese, le costruzioni (+1,7%), i servizi di alloggioe ristorazione (+3,9%) e, soprattutto, i servizi alle imprese (+8,8%).Tra i settori di minore rilevanza numerica, emerge in positivo il dato delle imprese artigianeimpegnate in attività di informazione e comunicazione (+17%), e in negativo quello delle impreseche operano nell’estrazione di minerali (-18%).


98tab. 6.11 Incidenza delle imprese artigiane nel settore manifatturiero – Lazio – 2009/20112009 2010 2011Comparti Imprese Imprese Imprese Imprese Imprese Impresemanifatturieri artigiane totali % artigiane totali % artigiane totali %Industrie alimentari 2.081 3.535 58,9 2.089 3.525 59,3 2.108 3.530 59,7Industria delle bevande 10 117 8,5 12 113 10,6 12 113 10,6Industria del tabacco 0 12 0,0 0 10 0,0 0 9 0,0Industrie tessili 232 434 53,5 237 439 54,0 247 450 54,9Articoli di abbigliamento 1.787 2.731 65,4 1.792 2.723 65,8 1.765 2.691 65,6Articoli in pelle e simili 280 412 68,0 267 400 66,8 270 402 67,2Industria del legno 2.578 3.193 80,7 2.483 3.074 80,8 2.398 2.994 80,1Carta e di prodotti di carta 88 297 29,6 82 296 27,7 78 280 27,9Stampa e riprod.di supp. registrati 939 1.925 48,8 901 1.881 47,9 888 1.848 48,1Coke e prodotti petroliferiderivanti 1 44 2,3 1 45 2,2 1 47 2,1Prodotti chimici 64 365 17,5 58 352 16,5 57 351 16,2Prodotti farmaceutici 0 124 0,0 0 121 0,0 0 112 0,0Articoli in gommae materie plastiche 165 520 31,7 155 504 30,8 151 508 29,7Prodotti da miner.non metal. 1.008 1.860 54,2 982 1.845 53,2 945 1.809 52,2Metallurgia 130 272 47,8 127 272 46,7 123 271 45,4Prodotti in metallo(esclusi macchinari) 3.591 5.719 62,8 3.509 5.621 62,4 3.427 5.527 62,0Pc e prodottidi elettronica e ottica 217 1.004 21,6 211 1.007 21,0 199 983 20,2Apparecchiature elettriche 231 686 33,7 221 678 32,6 211 657 32,1Macchinaried apparecchiature nca 537 1.181 45,5 500 1.158 43,2 478 1.141 41,9Autoveicoli, rimorchie semirimorchi 44 219 20,1 46 220 20,9 44 209 21,1Altri mezzi di trasporto 171 503 34,0 157 487 32,2 145 472 30,7Fabbricazione di mobili 591 1.074 55,0 560 1.039 53,9 537 1.012 53,1Altre industriemanifatturiere 3.461 4.188 82,6 3.430 4.145 82,8 3.382 4.077 83,0Riparazione ed install.di macchine 731 1.279 57,2 839 1.462 57,4 906 1.578 57,4Totale manifattura 18.937 31.694 59,7 18.659 31.417 59,4 18.372 31.071 59,1Fonte: Unioncamere


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 99tab. 6.12 Evoluzione delle imprese artigiane per settore produttivo – Lazio – 2009/2011Settori produttivi 2009 2010 2011 2009/2010 2010/2011 2009/2011valori assoluti var. %Agricoltura 547 576 586 5,3 1,7 7,1Estrazione di minerali 39 34 32 -12,8 -5,9 -17,9Industria manifatturiera 18.937 18.659 18.372 -1,5 -1,5 -3,0Energia 2 2 2 0,0 0,0 0,0Acqua e rifiuti 95 95 93 0,0 -2,1 -2,1Costruzioni 38.339 38.816 38.997 1,2 0,5 1,7Commercio 7.066 6.946 6.875 -1,7 -1,0 -2,7Trasporto e magazzinaggio 9.988 9.953 9.859 -0,4 -0,9 -1,3Alloggio e ristorazione 4.198 4.331 4.362 3,2 0,7 3,9Informazione e comunicazione 396 437 464 10,4 6,2 17,2Finanza e assicurazioni 11 10 11 -9,1 10,0 0,0Attività immobiliari 4 3 2 -25,0 -33,3 -50,0Attività professionali e tecniche 1.386 1.390 1.373 0,3 -1,2 -0,9Servizi alle imprese 3.006 3.140 3.271 4,5 4,2 8,8Pubblica Amministrazione - - - - - -Istruzione 52 53 53 1,9 0,0 1,9Sanità e sociale 20 19 19 -5,0 0,0 -5,0Attività artistiche e culturali 674 666 656 -1,2 -1,5 -2,7Altri servizi 16.108 16.292 16.373 1,1 0,5 1,6Attività di famiglie - - - - - -Organismi internazionali - - - - - -NC 103 108 115 4,9 6,5 11,7Totale 100.971 101.530 101.515 0,6 0,0 0,5Fonte: Unioncamere


100Delle circa 101 mila imprese artigiane attive nel Lazio nel 2011, poco meno del 10% (9.928)si collocavano nella Provincia di Frosinone, il 9% (9.589) nella Provincia di Latina, il 4% (4.083)nella Provincia di Rieti, il 69% (69.600) nella Provincia di Roma e l’8% (8.315) nella Provinciadi Viterbo.Nella Provincia di Frosinone, rispetto all’incidenza media sul totale regionale e considerandoesclusivamente i settori più rilevanti, risultava consistente la quota delle imprese operantinel commercio, nell’industria manifatturiera e nell’agricoltura, mentre appariva più contenutala presenza di imprese impegnate nei servizi alle imprese e nel trasporto e magazzinaggio.La Provincia di Latina si caratterizzava per la presenza di imprese manifatturiere, del commercioe dei servizi di alloggio e ristorazione; assai più contenuta l’attività artigianale nei servizialle imprese, nel trasporto e magazzinaggio e nelle costruzioni.Significativa la consistenza in Provincia di Rieti di imprese agricole e delle costruzioni, mentrerisultava limitata l’attività artigiana nel commercio, nel trasporto e magazzinaggio e nei servizialle imprese.Nella Provincia di Roma, sempre rispetto all’incidenza media sul totale regionale, apparivacontenuta la presenza di imprese artigiane nella manifattura e nel commercio; molto consistente,invece, la quota detenuta nei servizi alle imprese, nel trasporto e magazzinaggio e nei servizidi alloggio e ristorazione.Per quanto concerne, infine, la Provincia di Viterbo, si rilevavano valori percentualirilevanti nell’ambito agricolo e delle costruzioni, mentre si denotava una presenza limitatanei servizi alle imprese, nelle attività di alloggio e ristorazione e in quelle relative al trasportoe magazzinaggio.


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 101tab. 6.13 Imprese artigiane nelle Provincie laziali – v.a. e incidenza sulla Regione – Lazio – 2011Settori produttivi Lazio FR LT RI RM VTval. ass. % val. ass. % val. ass. % val. ass. % val. ass. %Agricoltura 586 119 20,3 90 15,4 117 20,0 112 19,1 148 25,3Estrazione di minerali 32 8 25,0 0 0,0 1 3,1 8 25,0 15 46,9Industria manifatturiera 18.372 2.163 11,8 2.112 11,5 713 3,9 11.822 64,3 1.562 8,5Energia 2 1 50,0 1 50,0 0 0,0 0 0,0 0 0,0Acqua e rifiuti 93 21 22,6 12 12,9 10 10,8 39 41,9 11 11,8Costruzioni 38.997 3.755 9,6 3.377 8,7 1.987 5,1 25.871 66,3 4.007 10,3Commercio 6.875 829 12,1 815 11,9 249 3,6 4.474 65,1 508 7,4Trasporto e magazzinaggio 9.859 627 6,4 569 5,8 233 2,4 8.032 81,5 398 4,0Alloggio e ristorazione 4.362 446 10,2 509 11,7 62 1,4 3.116 71,4 229 5,2Informazione e comunicazione 464 31 6,7 37 8,0 29 6,3 302 65,1 65 14,0Finanza e assicurazioni 11 0 0,0 2 18,2 1 9,1 7 63,6 1 9,1Attività immobiliari 2 1 50,0 0 0,0 0 0,0 1 50,0 0 0,0Attività professionalie tecniche 1.373 139 10,1 155 11,3 32 2,3 964 70,2 83 6,0Servizi alle imprese 3.271 133 4,1 256 7,8 104 3,2 2.578 78,8 200 6,1Pubblica Amministrazione - - - - - - - - - - -Istruzione 53 20 37,7 8 15,1 9 17,0 3 5,7 13 24,5Sanità e sociale 19 5 26,3 2 10,5 0 0,0 11 57,9 1 5,3Attività artistiche e culturali 656 20 3,0 23 3,5 21 3,2 564 86,0 28 4,3Altri servizi 16.373 1.599 9,8 1.612 9,8 481 2,9 11.652 71,2 1.029 6,3Attività di famiglie - - - - - - - - - - -NC 115 11 9,6 9 7,8 34 29,6 44 38,3 17 14,8Totale 101.515 9.928 9,8 9.589 9,4 4.083 4,0 69.600 68,6 8.315 8,2Fonte: Unioncamere


1026.5 Le imprese del commercioNel Lazio al 2010 erano presenti 73.700 esercizi commerciali al dettaglio (dei quali 1.135 appartenentialla grande distribuzione), dato inferiore solo al valore riportato dalla Campania e dalla Lombardia.Inoltre, osservando gli indici di penetrazione territoriale, è possibile affermare che il Lazio contavacirca 13 esercizi commerciali al dettaglio ogni 1.000 abitanti e circa 2 punti vendita della grandedistribuzione ogni 10.000 abitanti. Restringendo il campo di analisi alle Province, si osservavache i valori degli indici aumentavano rispetto alla media regionale nelle Province di Viterbo e Latina.tab. 6.14 Esercizi commerciali nelle principali Regioni italiane e nelle Province laziali – 2010N. esercizi grandi distribuzioneN. esercizi N. punticommerciali vendita grandeN. esercizi al dettaglio distribuzioneRegioni commerciali Grandi Totale grande per 1.000 per 10.000e province al dettaglio magazzini Supermercati Minimercati Ipermercati distribuzione abitanti abitantiViterbo 5.124 4 50 20 2 76 16,0 2,4Rieti 2.147 5 21 4 0 30 13,4 1,9Roma 51.230 98 547 156 15 726 12,2 1,7Latina 7.816 45 92 71 4 212 14,1 3,8Frosinone 7.383 1 64 21 5 91 14,8 1,8Lazio 73.700 153 684 272 26 1.135 12,9 2,0Lombardia 89.950 275 1.572 595 153 2.595 9,1 2,62Veneto 51.923 77 1.126 394 68 1.665 10,5 3,4Emilia-Romagna 49.738 74 775 362 40 1.251 11,2 2,8Toscana 50.437 178 543 200 27 948 13,5 2,5Campania 100.558 81 503 448 23 1.055 17,2 1,8Italia 776.365 1.570 9.820 5.524 588 17.502 12,9 2,9Fonte: Atlante statistico delle Province d’Italia


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio103Nel 2011 il Lazio contava 19.639 esercizi commerciali all’ingrosso localizzati prevalentementenella provincia di Roma. La distribuzione delle consistenze per settore merceologico evidenziavain quasi tutte le Regioni benchmark una maggiore incidenza dei prodotti alimentari e in generaledei prodotti di consumo finale. La Lombardia costituiva un’eccezione per la maggiore significativitàdi prodotti intermedi non agricoli e macchinari/attrezzature.tab. 6.15 Il commercio all’ingrosso nelle principali Regioni italiane e nelle Province laziali – 2011Prodotti ProdottiMaterie prime alimentari, intermedi NumeroAltri Altri prodotti di Macchinari e agricole e bevande, non agricoli, di eserciziRegione Prov. prodotti consumo finale attrezzature animali vivi tabacco rottami ecc. TotaleLombardia 1.245 17.098 9.838 1.414 4.987 11.098 45.680Veneto 311 7.342 3.916 1.258 3.321 5.045 21.193Emilia-Romagna 289 5.793 3.788 836 3.254 4.511 18.471Toscana 260 6.378 2.257 766 2.383 3.940 15.984Frosinone 25 452 215 100 373 392 1.557Latina 32 559 304 115 871 408 2.289Rieti 7 57 45 25 88 63 285Roma 268 6.591 2.606 315 2.486 2.174 14.440Viterbo 23 294 152 87 269 243 1.068Lazio Totale 355 7.953 3.322 642 4.087 3.280 19.639Campania 821 16.062 3.408 1.853 7.549 5.964 35.657Italia 5.312 89.845 40.790 11.149 48.152 52.858 248.106Fonte: Osservatorio sul commercio - Ministero dello Sviluppo economico


1046.6 Le imprese manifatturiere e l’attività ediliziaNel 2011, 39.137 imprese registrate nel Lazio appartenevano al settore manifatturiero, secondola classificazione Ateco 2007. Tra le regioni benchmark, il Lazio aveva il minur numero di impresemanifatturiere, insieme alla Sicilia. Restringendo il campo di analisi alle sottoclassi è possibileosservare una maggiore incidenza sul totale delle industrie alimentari, della fabbricazionedei prodotti in metallo e della categoria residuale “altre industrie manifatturiere”.tab. 6.16 Imprese manifatturiere nelle principali Regioni italiane – 2011LazioSettore produttivo Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Imprese % su tot manif. CampaniaIndustrie alimentari 6.415 3.707 5.330 3.250 4.378 11% 7.797Industria delle bevande 321 366 216 166 180 0% 493Industria del tabacco 1 3 1 4 19 0% 25Industrie tessili 5.701 1.732 1.638 5.023 583 1% 1.105Confezione di articoli di abbigliamento 9.987 6.973 6.207 9.199 3.558 9% 5.871Fabbricazione di articoli in pelle e simili 2.402 3.208 1.220 7.654 573 1% 3.624Industria del legno e dei prodotti in legno 6.385 4.600 2.682 3.261 3.357 9% 3.623Fabbricazione di carta e di prodotti di carta 1.420 548 434 677 417 1% 529Stampa e riproduzione di supporti registrati 4.946 1.954 1.732 1.433 2.522 6% 1.848Fabbricazione di coke e prodotti petroliferi 122 22 15 20 71 0% 115Fabbricazione di prodotti chimici 2.568 649 627 532 604 2% 711Fabbricazione di prodotti farmaceutici 438 34 53 71 163 0% 75Fabbricazione di articoli in gomma e plastica 4.845 1.646 1.350 767 709 2% 980Fabbricazione di prodotti da min. non metal. 3.653 3.325 2.224 3.049 2.270 6% 3.104Metallurgia 1.850 444 333 241 393 1% 452Fabbricazione di prodotti in metallo 29.112 12.923 12.754 6.602 6.541 17% 8.150Fabbricazione di pc e prodotti di elett. e ott.. 3.791 1.203 1.295 791 1.744 4% 839Fabbricazione di apparecchiature elettriche 5.054 2.345 1.746 958 975 2% 1.031Fabbricazione di macchinaried apparecchiature 10.767 4.851 5.892 2.129 1.526 4% 1.483Fabbricazione di autoveicoli e rimorchi 859 433 509 191 302 1% 265Fabbricazione di altri mezzi di trasporto 983 705 513 1.079 658 2% 710Fabbricazione di mobili 6.247 5.421 1.992 2.985 1.414 4% 1.394Altre industrie manifatturiere 8.009 4.895 3.227 4.855 4.387 11% 2.994Riparazione, manut. ed instal. di macchine 5.284 2.588 2.941 1.937 1.793 5% 1.724Attività manifatturiere 121.160 64.575 54.931 56.874 39.137 100% 48.942Fonte: Unioncamere


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio105In tutte le Regioni oggetto di studio, la quasi totalità delle imprese manifatturiere nel 2009era costituita da piccole e medie imprese, ovvero con un numero di addetti compreso tra 1 e 249.In tale range è possibile evidenziare che le pmi manifatturiere presentavano in grande parteun numero di addetti inferiore a 9. Nello situazione specifica del Lazio, l’88,5% delle impresemanifatturiere avevano meno di 9 dipendenti e circa il 10% un numero di addetti compresotra 10 e 49.tab. 6.17 PMI nelle principali Regioni italiane – % per dimensione impresa – 2009PMIRegioni Fino a 9 addetti Da 10 a 49 addetti Da 50 a 249 addetti Totale 250 addetti e oltre TotaleLombardia 77,1 19,3 3,1 99,5 0,5 100Veneto 76,6 20 3 99,6 0,4 100Emilia-Romagna 78,3 18,4 2,8 99,5 0,5 100Toscana 84,6 14,1 1,2 99,9 0,1 100Campania 87,5 11,3 1,1 99,9 0,1 100Lazio 88,5 10,1 1,2 99,8 0,2 100Italia 82,1 15,5 2,1 99,7 0,3 100Fonte: Unioncamere su dati IstatNel settore delle costruzioni al 2011 il Lazio contava 88.495 aziende iscritte al registrodelle imprese, delle quali 3.828 sono nuove iscritte e 5.421 hanno cessato l’attività. Il numerodi imprese di costruzioni laziali risultava, insieme a quello relativo alla Lombardia, il più elevatotra le Regioni benchmark. Il settore delle costruzioni nel Lazio era composto principalmenteda imprese di costruzioni di edifici e di lavori di costruzioni specializzati. Meno significativala presenza di imprese di ingegneria civile.


106tab. 6.18 Imprese edili nelle principali Regioni italiane – 2011di cuiRegioni Costruzioni Costruzioni di edifici Ingegneria civile Lavori di costruzione specializzatiLombardia Registrate 159.153 53.745 1.503 103.905Iscritte 9.210 1.818 44 7.348Cessate 10.726 3.332 84 7.310Veneto Registrate 78.194 25.711 961 51.522Iscritte 4.206 799 34 3.373Cessate 5.320 1.477 46 3.797Emilia-Romagna Registrate 79.518 23.064 916 55.538Iscritte 5.244 718 36 4.490Cessate 6.067 1.392 44 4.631Toscana Registrate 68.717 21.370 562 46.785Iscritte 4.347 763 19 3.565Cessate 5.494 1.411 24 4.059Lazio Registrate 88.495 39.901 1.350 47.244Iscritte 3.828 754 30 3.044Cessate 5.421 2.071 54 3.296Campania Registrate 68.823 39.294 1.347 28.182Iscritte 2.458 876 33 1.549Cessate 4.008 1.987 65 1.956Fonte: UnioncamereIn Italia nel 2009 sono stati concessi 44.456 permessi di costruzione, dei quali una parteimportante in Lombardia (5.776), Veneto (4.302) e Sicilia (4.450). Nel Lazio si rilevano3.190 permessi composti da 713 autorizzazioni relative a fabbricati non residenziali e 2.477a fabbricati residenziali.tab. 6.19 Permessi di costruzione nelle principali Regioni italiane – 2009Regioni Fabricati non residenziali Fabricati residenziali Totale permessinumero volume m 3 sup. totale m 3 numero volume m 3 sup. totale m 3Lombardia 1.376 16.849.684 2.503.700 4.400 13.162.714 3.857.516 5.776Veneto 997 10.881.720 1.670.414 3.305 6.791.453 2.021.632 4.30Emilia-Romagna 1.034 10.429.934 1.663.258 2.146 5.106.652 1.458.647 3.180Toscana 569 3.552.713 651.208 1.395 2.475.012 785.827 1.964Lazio 713 3.909.244 682.323 2.477 6.224.881 2.079.004 3.190Campania 1.325 5.338.038 1.016.426 2.009 3.885.387 1.275.952 3.334Italia 12.658 85.132.207 13.662.473 31.798 64.165.812 19.864.957 44.456Fonte: Istat


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio107Negli ultimi anni il settore delle opere pubbliche ha registrato una significativa contrazioneper quanto riguarda il numero dei bandi di gara: dal 2007, anno di inizio della crisi, il settoreha perso il 52% del suo volume di affari mantenendo comunque in ascesa il valore degli importi.In particolare, in quattro anni è diminuito del 61,7% il numero dei bandi di gara con importosegnalato mentre l’importo medio rimane in aumento, segno che le gare autorizzate, seppurpoche, riguardano opere grandi o medio-grandi. Più in dettaglio nel 2011 due grandi operehanno portato il Lazio in vetta alle classifica delle Regioni italiane: si tratta della concessioneper la costruzione e la gestione del corridoio intermodale Roma-Latina e del collegamentoCisterna-Valmontone, nonché della concessione del servizio di distribuzione del gas metanonel territorio di Roma capitale.tab. 6.20 Numero e importi dei bandi di gara pubblicati per anno (var. % annue) – Laziodi cui con importo segnalatoAnno Totale Numero Importo mediovar. % sull’anno precedente2007 6,7 8,8 36,12008 -22,5 -24,9 -6,32009 -13,0 -14,9 240,32010 -15,9 -16,7 -65,62011 -0,7 -5,2 310,2Fonte: CRESME Europa Servizi


1086.7 Le imprese dei serviziIl Lazio, dopo la Lombardia, è la Regione che nel 2011 presentava il più alto numero di impresedi servizi. Sono, difatti, presenti 94.376 imprese registrate delle quali 4.151 iscritte nel periododi riferimento. Tali imprese si occupavano prevalentemente di trasporto e magazzinaggio,informazione e comunicazione, attività professionali, scientifiche e tecniche, noleggio,agenzie viaggio e servizi di supporto alle imprese. Molto significativa era, inoltre, la presenzadi aziende impegnate nei servizi alla persona (34.633 imprese).tab. 6.21 Imprese terziarie nelle principali Regioni italiane – 2011Settori produttivi Lombardia Veneto Emilia-Romagna Toscana Lazio CampaniaTrasporto e magazzinaggio 31.472 15.539 17.097 10.651 20.917 15.932Servizi di informazione e comunicazione 26.489 9.449 8.812 7.871 20.184 9.749Attività professionali, scientifiche e tecniche 47.521 17.163 16.738 11.612 21.162 12.044Noleggio, agenzie di viaggio,servizi di supporto alle imprese 29.254 10.389 10.672 10.848 24.256 13.151Istruzione 4.143 1.778 1.556 1.488 2.978 2.962Attività di organizzazioni associative 596 66 162 90 434 307Riparazione di computere di beni per uso personale e per la casa 7.384 3.756 3.802 3.418 4.445 2.842Totale servizi vendibili 146.859 58.140 58.839 45.978 94.376 56.987Sanità e assistenza sociale 5.999 1.796 2.043 1.415 4.280 4.242Attività artistiche, sportive,di intrattenimento e divertimento 9.426 4.178 6.059 5.334 8.287 6.514Altre attività di servizi per la persona 30.984 15.080 14.058 12.314 22.066 15.562Totale servizi alla persona 46.409 21.054 22.160 19.063 34.633 26.318Fonte: Unioncamere


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio1096.8 Il turismoNel 2010 il Lazio ha totalizzato il 10,4% degli arrivi (10,3 milioni) e l’8,2% delle presenze (30,7 milioni)negli esercizi ricettivi italiani. Con riferimento ai soli esercizi alberghieri, i dati riportano un’incidenzadel Lazio sul totale Italia pari all’11,6% di arrivi (9,2 milioni) e al 10,2% di presenze (25,7 milioni).Di particolare rilevanza sono i dati relativi agli arrivi e alle presenze degli stranieri che evidenzianonel Lazio valori praticamente doppi rispetto a quelli relativi agli italiani.Per quanto riguarda la spesa per Regione visitata ed il motivo principale del viaggio, nel Lazio,gli stranieri hanno speso nel 2011 5.452 milioni di euro, dei quali circa un quinto per motividi lavoro e la restante parte per vacanze o altri motivi personali. La spesa nel Lazio risultavala più elevata tra le Regioni benchmark, seguita da Lombardia (5.084 mln) e Veneto (4.748 mln).tab. 6.22 Arrivi e presenze nelle strutture ricettive e alberghiere – 2010Italiani Paesi esteri MondoRegioni e Province arrivi presenze arrivi presenze arrivi presenzev.a % su Italia v.a % su ItaliaLombardia 6.466.236 14.444.091 5.832.704 16.682.773 12.298.940 12,4 31.126.864 8,3Veneto 5.609.795 24.097.808 8.973.720 36.722.503 14.583.515 14,8 60.820.311 16,2Emilia-Romagna 6.705.906 28.650.659 2.138.313 9.024.230 8.844.219 9,0 37.674.889 10,0Toscana 5.447.596 21.500.112 5.905.517 20.531.863 11.353.113 11,5 42.031.975 11,2Lazio 3.635.637 10.236.563 6.653.606 20.459.991 10.289.243 10,4 30.696.554 8,2Viterbo 182.422 883.543 37.056 197.824 219.478 0,2 1.081.367 0,3Rieti 51.738 123.882 7.137 19.161 58.875 0,1 143.043 0,0Roma 2.667.793 6.331.063 6.360.301 19.421.097 9.028.094 9,1 25.752.160 6,9Latina 473.930 2.178.245 80.937 419.574 554.867 0,6 2.597.819 0,7Frosinone 259.754 719.830 168.175 402.335 427.929 0,4 1.122.165 0,3Campania 2.890.205 11.153.716 1.653.052 7.403.277 4.543.257 4,6 18.556.993 4,9Italia 55.019.507 210.340.052 43.794.338 165.202.498 98.813.845 100,0 375.542.550 100,0di cui, solo esercizi alberghieriLombardia 5.932.584 11.658.205 5.253.413 13.113.214 11.185.997 14,1 24.771.419 9,9Veneto 3.920.885 11.073.695 6.166.834 17.218.335 10.087.719 12,7 28.292.030 11,3Emilia-Romagna 5.861.596 22.764.490 1.846.465 7.042.946 7.708.061 9,7 29.807.436 11,9Toscana 3.816.132 10.779.215 4.321.942 11.403.446 8.138.074 10,3 22.182.661 8,8Lazio 3.109.417 7.439.384 6.075.026 18.223.959 9.184.443 11,6 25.663.343 10,2Viterbo 119.672 501.400 21.601 89.389 141.273 0,2 590.789 0,2Rieti 44.674 103.993 6.017 14.615 50.691 0,1 118.608 0,0Roma 2.404.927 5.218.027 5.814.086 17.389.710 8.219.013 10,4 22.607.737 9,0Latina 295.173 946.711 67.352 335.814 362.525 0,5 1.282.525 0,5Frosinone 244.971 669.253 165.970 394.431 410.941 0,5 1.063.684 0,4Campania 2.562.202 8.122.923 1.446.330 5.560.617 4.008.532 5,1 13.683.540 5,4Italia 44.353.731 139.546.950 35.020.415 111.551.526 79.374.146 100,0 251.098.476 100,0Fonte: Osservatorio nazionale del turismoNotaGli arrivi sono i turisti registrati nelle strutture ricettive al momento dell’arrivo, mentre le presenze sono date dal numerodi pernottamenti.


110tab. 6.23 Viaggiatori stranieri – spesa (in mln di euro) per Regione visitata e motivo del viaggioMotivi personali Motivi di lavoro TotaleTotaleDi cui: vacanzeRegione visitata 2010 2011 2010 2011 2010 2011 2010 2011Lombardia 2.946 3.250 1.510 1.874 1.876 1.833 4.822 5.084Veneto 3.722 4.071 3.238 3.634 589 677 4.311 4.748Emilia-Romagna 1.142 1.179 761 802 520 534 1.662 1.713Toscana 2.917 3.064 2.335 2.539 438 485 3.355 3.549Lazio 3.892 4.241 2.954 3.290 1.292 1.211 5.184 5.452Campania 1.023 1.108 713 849 208 156 1.231 1.264Italia 22.877 24.570 16.766 18.672 6.380 6.321 29.257 30.891Fonte: Banca d’ItaliaCon riferimento all’offerta, è possibile analizzare i dati Istat 2010 relativi alla capacità degli eserciziricettivi che quantificano a livello regionale e provinciale il numero di esercizi presenti.La Regione con la più numerosa offerta ricettiva è il Veneto (53.483 strutture), seguitodalla Toscana (11.643 esercizi). Nel Lazio erano presenti complessivamente 8.102 strutturericettive delle quali 2.003 esercizi alberghieri e 6.099 esercizi complementari (prevalentementeagriturismi, alloggi in affitto e bed&breakfast). Circa il 75% degli esercizi (6.025) si concentranella Provincia di Roma.Considerando i posti letto, nel Lazio ne erano disponibili circa 297 mila, di cui 164 milanelle strutture alberghiere e 133 mila negli esercizi complementari.tab. 6.24 Capacità delle strutture alberghiere nelle principali Regioni italiane – 2010Esercizi alberghieri Esercizi complementari TotaleRegioni Numero Numero Numeroe province di esercizi Camere Posti letto di esercizi Camere Posti letto di esercizi Camere Posti lettoLombardia 2.979 100.829 202.687 3.397 139.867 6.376 100.829 342.554Veneto 3.054 110.489 209.700 50.429 483.287 53.483 110.489 692.987Emilia-Romagna 4.499 153.748 298.698 3.715 143.368 8.214 153.748 442.066Toscana 2.879 88.295 193.647 8.764 319.936 11.643 88.295 513.583Lazio 2.003 81.580 164.233 6.099 132.776 8.102 81.580 297.009Viterbo 135 3.119 6.678 627 23.677 762 3.119 30.355Rieti 58 1.264 2.672 257 2.827 315 1.264 5.499Roma 1.385 63.904 129.810 4.640 72.193 6.025 63.904 202.003Latina 196 6.002 11.742 378 30.151 574 6.002 41.893Frosinone 229 7.291 13.331 197 3.928 426 7.291 17.259Campania 1.684 56.437 114.152 2.736 85.048 4.420 56.437 199.200Italia 33.999 1.095.332 2.253.342 116.316 2.445.510 150.315 1.095.332 4.698.852Fonte: Istat


Imprese Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 1116.9 Le imprese a controllo pubblico e imprese “green”Nel 2009 le Regioni italiane avevano partecipazioni in 4.108 imprese. Il Lazio contava un totaledi 222 società partecipate (5,40% di incidenza sul totale), delle quali 203 indirette e 19 dirette.La regioni con il maggior numero di partecipazioni totale sono il Veneto e la Toscana(rispettivamente 10,39% e 9,23% sul totale nazionale). Quest’ultima deteneva ancheil più elevato numero di società partecipate dirette insieme all’Emilia-Romagna.Il Lazio è al terzo posto tra le Regioni benchmark per la presenza di imprese che, tra il 2008e il 2011, hanno investito o hanno programmato di investire in prodotti e tecnologie green(a maggior risparmio energetico e/o a minor impatto ambientale). Il Lazio presentava, difatti,un’incidenza di imprese green sul totale Italia pari al 9,6% e un’incidenza sul totale del territoriodel 24,3%. I valori più elevati fanno riferimento alla Lombardia che contribuisce per il 18,9%al totale nazionale.tab. 6.25 Imprese partecipate nelle principali Regioni italiane – 2009Regioni Partecipate dirette Partecipate indirette Totaleval. ass. % su Italia val. ass. % su Italia val. ass. % su ItaliaLombardia 9 2,4% 41 1,1% 50 1,2%Veneto 18 4,8% 409 11,0% 427 10,4%Emilia-Romagna 25 6,6% 135 3,6% 160 3,9%Toscana 25 6,6% 354 9,5% 379 9,2%Lazio 19 5,0% 203 5,4% 222 5,4%Campania 27 7,2% 41 1,1% 68 1,7%Italia 377 100,0% 3731 100,0% 4108 100,0%Fonte: Finlombardatab. 6.26 Le imprese “green” nelle principali Regioni italiane – 2011Regioni Numero Imprese Incidenza % sul tot del territorioval. ass. % su ItaliaLombardia 60.330 18,9 24,8Veneto 35.260 9,6 24,3Emilia-Romagna 29.040 7,9 22,7Toscana 26.140 7,1 22,4Lazio 30.240 9,6 24,3Campania 28.700 7,8 25,1Italia 367.430 100,0 23,9Fonte: Rapporto GreenItaly 2011 - Unioncamere, Fondazione Symbola.


Ricercae innovazione


Ricerca e innovazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 113I dati sull’innovazione sono distinti in due insiemi: uno relativo ai fattori che favoriscono l’innovazione(input), l’altro riguardante i risultati della stessa (output). Per quanto riguarda il primo insieme, sonopresi in considerazione dati ed indicatori relativi a: I) risorse finanziarie investite; II) capitale umano;III) istituzioni, organizzazioni e strutture di ricerca; IV) tessuto produttivo. Gli “output” dell’innovazionenella Regione Lazio sono, invece, considerati in termini di: I) risultati scientifici della ricerca;II) innovazioni realizzate; III) valore economico prodotto dall’innovazione.7.1. Gli InputLe risorse finanziarie investiteLa dimensione delle risorse finanziarie investite in ricerca, sviluppo ed innovazione in un certoterritorio esprime, per un verso, l’impegno posto in essere da attori pubblici e privatinella realizzazione di attività e progetti volti a produrre conoscenza ed innovazione; per l’altro,esprime il potenziale di sviluppo di competenze tecnologiche avanzate da parte di attori economicinon localizzati nell’area dove esse sono state investite. Utile ricordare che tali investimentirappresentano un fattore certamente molto importante ma comunque non esaustivo,essendo altrettanto rilevante l’efficacia con cui essi vengono realizzati e la qualità delle attivitàdi ricerca finanziate.Il Lazio registra ottime performance per quanto riguarda l’attrazione di finanziamenti comunitarie la spesa di soggetti pubblici in R&S, avendo acquisito al 2011 oltre il 23% della quota italianadei fondi europei per la ricerca, stanziati a seguito del 7° Programma Quadro di Ricerca Comunitario.tab. 7.1 Finanziamenti comunitari (valori assoluti in Euro e % sul totale nazionale)Regioni 2011 %Lazio 688.852 24%Lombardia 625.037 21%Toscana 278.280 9%Emilia-Romagna 242.147 8%Veneto 174.836 6%Campania 174.835 6%Italia 2.913.928 100%Fonte: MIUR


114Come detto, il Lazio rappresenta la prima Regione in termini di finanziamenti acquisiti, riportandoun valore di circa il 23%; ad eccezione della Lombardia, che rappresenta il 21%, le altre principaliRegioni evidenziano un netto distacco: Toscana ed Emilia-Romagna riportano infatti percentualiintorno all’8-9%, valore che scende al 6% per Veneto e Campania.In valore assoluto la spesa pubblica in R&S nel Lazio ammontava nel 2009 a quasi 1,9 miliardidi Euro, pari ad oltre il 22% del totale italiano e il doppio della Lombardia, collocata al secondo posto.tab. 7.2 Spesa pubblica in Ricerca & Sviluppo (valori assoluti in migliaia di € e % sul totale nazionale)Regioni 2009 %Lazio 688.852 24%Lombardia 946.691 11%Toscana 710.942 9%Campania 703.996 8%Emilia-Romagna 675.788 8%Veneto 529.519 6%Italia 8.336.558 100%Fonte: ISTAT – EUROSTATIl Lazio si colloca al primo posto in Italia anche se si considera la spesa degli organismi pubblici(pubblica amministrazione e università) rispetto al PIL regionale, a notevole distanza dalle altreRegioni. Con riferimento al 2009, il valore del Lazio è infatti pari al 1,1%, circa il doppio del valoremedio italiano e circa il 40% superiore a quello della Campania, collocata al secondo posto.Il primato del Lazio sul piano dell’attrazione delle risorse finanziarie pubbliche per la ricerca deveperò tenere conto di tre elementi: I) poiché i beneficiari di queste risorse sono soggetti di dimensionenazionale, solo parte di esse viene utilizzata per ricerca effettivamente realizzata nel Lazio; II) il gradodi efficacia ed efficienza con cui i soggetti pubblici utilizzano le risorse per la ricerca è piuttostoincerto e risulta, comunque, molto eterogeneo; III) la rapida ed intensa riduzione della spesapubblica non potrà non riguardare in una certa misura anche l’ambito della ricerca (soprattuttodi base), riducendo la rilevanza di questo indicatore per quanto attiene l’entità dei flussi di risorsedisponibili nella Regione.


Ricerca e innovazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 115Utile rilevare anche che il risultato del Lazio nel 2009 è in ulteriore miglioramento rispetto a quellodel 2007 (quando essa era comunque al primo posto tra le Regioni italiane).tab. 7.3 Spesa pubblica in Ricerca e Sviluppo/PIL regionale 4Regioni 2007 2009Lazio 1,06% 1,11%Emilia-Romagna 0,66% 0,51%Campania 0,65% 0,74%Toscana 0,59% 0,68%Veneto 0,33% 0,37%Lombardia 0,28% 0,30%Italia 0,53% 0,55%Fonte: ISTAT – EUROSTATLa posizione del Lazio risulta decisamente meno forte se si considera l’incidenza della spesadelle imprese (sia private che pubbliche) sul PIL regionale. Il valore regionale di questo indicatoreè nel 2009 pari allo 0,64%, sostanzialmente in linea con la media nazionale (uguale allo 0,67%),ma decisamente inferiore al valore di tutte le principali Regioni industriali: Lombardiaed Emilia-Romagna si attestano su valori di poco inferiori allo 0,9%; il Veneto arriva a quasi allo 0,7%.tab. 7.4 Spesa delle imprese in Ricerca e Sviluppo/PIL regionale 5Regioni 2007 2009Lombardia 0,83% 0,87%Emilia-Romagna 0,81% 0,88%Lazio 0,56% 0,64%Campania 0,55% 0,51%Veneto 0,50% 0,69%Toscana 0,41% 0,53%Italia (20) 0,61% 0,67%Fonte: ISTAT – EUROSTAT4. L’indicatore è stato calcolato considerando la spesa pubblica in Ricerca & Sviluppo sostenuta dalla Pubblica Amministrazionee dall’Università. Prima del 1982 il dato relativo alla spesa per R&S a livello regionale era disponibile unicamente per il settoreimprese. Dal 1993 nella spesa per R&S della Pubblica Amministrazione è stata inclusa la spesa dell’Università, che primadi tale anno non era disponibile a livello regionale.5. L’indicatore è stato costruito considerando la spesa in R&S sostenuta dalle imprese di natura pubblica e privata.


116La relativa modestia del dato è in parte compensata da una dinamica positiva negli anni:rispetto al 2007, infatti, il valore dell’indice in questione è aumentato per il Lazio (0,09%)più della crescita complessiva osservata a livello nazionale (0,06%) o in Lombardia (0,04%).Questi dati trovano riscontro nei valori assoluti della spesa. Nel Lazio, l’investimento complessivodelle imprese è di circa € 1,1 miliardi, pari al 10% del totale nazionale; nel 2007, il totale regionale eradi poco inferiore al miliardo. Utile rilevare che in Lombardia la spesa in R&S da parte delle imprese è di3,1 miliardi di euro, valore sostanzialmente omogeneo rispetto a quello del 2007. Nel Lazio, dunque,la spesa delle imprese è circa il 60% di quella pubblica e il totale regionale della spesa delle impresepiù quella pubblica è pari alla sola spesa delle imprese in Lombardia (circa 3,1 miliardi di Euro).tab. 7.5 Spesa delle imprese in Ricerca e Sviluppo(valori assoluti in migliaia di Euro e % sul totale nazionale)Regioni 2009 %Lombardia 3.085.116 28%Emilia-Romagna 1.180.048 11%Lazio 1.132.793 10%Veneto 1.000.166 9%Toscana 560.772 5%Campania 519.352 5%Italia (20) 10.872.394 100%Fonte: ISTAT – EUROSTATIl capitale umanoLa qualità del capitale umano sul piano del coinvolgimento in attività innovative e la diffusionedi persone effettivamente dedicate alla ricerca e sviluppo e all’innovazione sono rilevabili attraversodati relativi a: laureati in discipline scientifiche; personale addetto alla R&S; occupati in settori“technology and knowledge intensive”.Rapportando i valori di queste grandezze alla popolazione giovane e agli occupati nella Regione,il Lazio risulta al primo posto tra le Regioni italiane. La posizione del Lazio appare particolarmenteforte rispetto a quella nazionale per quanto riguarda la quota di popolazione attiva con formazioneuniversitaria e la presenza tra i giovani di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche.L’entità relativamente elevata delle persone impegnate nella ricerca e sviluppo o comunque in settori“ad elevata conoscenza e tecnologia” evidenzia come nel Lazio vi sia una notevole concentrazione(almeno relativamente al resto del Paese) di attività correlate alla ricerca e all’innovazione.Va però ricordato che la presenza di tali attività non è omogenea nel territorio regionale, risultandoin massima parte concentrata a Roma e in alcuni ambiti della sua provincia.


Ricerca e innovazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 117Nel 2009 il Lazio risulta al primo posto tra le dieci Regioni italiane considerate per numero di laureatiin discipline tecnico – scientifiche rispetto al totale dei residenti in età compresa tra i 20 e i 29 anni,con un valore pari al 19%; seguono l’Emilia-Romagna con il 18% e la Toscana con il 17%; la Lombardiaè più indietro (15%), mentre la media delle Regioni italiane è del 12%. La qualità del dato lazialenel 2009 risulta enfatizzata dal fatto che nel 2007, il valore era più contenuto (16,4%) e la Regionesi collocava al terzo posto dopo Emilia Romagna e Toscana.tab. 7.6 Laureati in discipline scientifiche/giovani tra 20 e 29 anni 6Regioni 2007 2009Lazio 16,40% 19,00%Emilia-Romagna 17,30% 18,10%Toscana 16,40% 16,80%Lombardia 15,20% 14,30%Veneto 11,20% 10,70%Campania 9,90% 10,40%Italia 11,90% 12,20%Fonte: ISTATIl Lazio mostra, dunque, un discreto stock di laureati in discipline tecnico – scientifiche rispettoal totale dei giovani tra i 20 e 29 anni, sicuramente migliore rispetto a quello delle altre Regioniconsiderate. Particolarmente significativa è la crescita osservata in questi anni (2,6%), anchequesta superiore a quella nazionale e delle altre principali Regioni italiane.Il valore del 19% colloca inoltre il Lazio al livello dei primi Paesi in Europa (Francia, Romaniae Finlandia), che registrano valori compresi tra il 19 e il 20% 7 .6. Al numeratore sono stati considerati i diplomati (corsi di diploma del vecchio ordinamento), i laureati, i dottori di ricerca,i diplomati ai corsi di specializzazione, di perfezionamento e dei master di I e II livello (corrispondenti ai livelli Isced 5A, 5B e 6)nelle seguenti facoltà: Ingegneria, Scienze e tecnologie informatiche, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Scienzestatistiche, Chimica Industriale, Scienze nautiche, Scienze ambientali e Scienze biotecnologiche, Architettura (corrispondentiai campi disciplinari Isced 42, 44, 46, 48, 52, 54 e 58).7. Fonte: EUROSTAT.


118Nel Lazio sono oltre 167.000 le persone occupate in settori innovativi, pari al 16,2% del totalenazionale: un valore che pone il Lazio al secondo posto dopo la Lombardia, che conta quasi il 23%di tutti gli occupati del Paese in settori “technology and knowledge intensive”. Utile anche evidenziareche al terzo posto si colloca il Veneto con il 10%.tab. 7.7 % degli occupati in settori T&K intensive sul totale nazionaleRegioni 2008Lombardia 22,90%Lazio 16,20%Veneto 9,70%Emilia-Romagna 7,90%Campania 5,20%Toscana 5,00%Italia 100,00%Fonte: EUROSTATVa inoltre sottolineato che il Lazio è la prima Regione italiana per quanto riguarda il pesodegli occupati nei settori innovativi rispetto al totale dell’occupazione interna, e la secondain termini di concentrazione di occupati rispetto al totale nazionale.Infatti, se si considera la percentuale di occupati in settori “technology & knowledge intensive”rispetto al totale degli occupati, nel 2008 il Lazio si colloca al primo posto con un valore pari a circail 7,5%, mentre la media italiana è al 4,4%.tab. 7.8 Occupati in settori T&K intensive/totale occupati 8Regioni 2007 2008Lazio 7,30% 7,50%Lombardia 5,40% 5,40%Veneto 4,80% 4,70%Emilia-Romagna 4,20% 4,10%Toscana 3,60% 3,30%Campania 3,20% 3,20%Italia 4,40% 4,40%Fonte: EUROSTAT8. I settori Technology & Knowledge intensive sono stati distinti sulla base del criterio di classificazione NACE Rev.1.1(Statistical Classification of Economic Activities), impiegato da Eurostat nella suddivisione delle attività economiche.


Ricerca e innovazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 119Istituzioni, organizzazioni e strutture di ricercaLa rilevanza del sistema istituzionale e organizzativo a favore della ricerca può essere misurata siain termini di quantità di strutture di ricerca esistenti sia della loro qualità effettiva. Oltre a considerareil numero di Dipartimenti universitari scientifici e tecnologici e di centri di ricerca, è utile valutarel’indice di attrattività delle università.Le università laziali posseggono il secondo miglior indice di attrattività dopo quello dell’EmiliaRomagna, precedendo in tale classifica Toscana e Lombardia: il numero di immatricolati iscrittinelle università del Lazio è molto superiore al numero di quelli residenti nella stessa Regionee immatricolati in tutto il sistema universitario nazionale, essendo pari a circa il 25% del totaledegli studenti immatricolati. Per le università dell’Emilia-Romagna questo valore supera il 31%;al terzo posto c’è la Toscana con il 19,7%, seguita dalla Lombardia la quale, con un valore di 16,5%,risulta piuttosto staccata dalle prime due. Rispetto al 2007, il Lazio registra un leggero miglioramento,mentre l’Emilia-Romagna subisce una contrazione di circa due punti percentuali.tab. 7.9 Indice di attrattività delle università 9Regioni 2007 2010Emilia-Romagna 33,7 31,4Lazio 24,3 24,9Toscana 18,0 19,7Lombardia 8,3 16,5Veneto -8,7 -12,6Campania -17,9 -17,4Italia n.r. n.r.Fonte: MIUR – CNVSU (Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario)Per quanto riguarda la diffusione regionale dei Dipartimenti universitari in ambito scientificoe tecnologico, nel Lazio se ne contano 48, pari circa al 10% del totale nazionale. Valori migliorisi osservano solo per la Lombardia (63 Dipartimenti) e l’Emilia-Romagna (54 strutture).9. L’indicatore è stato costruito considerando al numeratore il saldo migratorio netto degli studenti e al denominatore il totaledegli studenti immatricolati. Il saldo migratorio netto è definito come la differenza tra gli immatricolati iscritti nelle sedidella Regione e gli immatricolati al sistema universitario residenti nella Regione stessa. Nel saldo migratorio non sono inclusigli studenti stranieri immatricolati nelle sedi universitarie italiane, gli italiani residenti all’estero e gli iscritti alle Universitàtelematiche. A partire dal 2001-02 il saldo degli studenti e il numero di immatricolati per Regione sono calcolati per Regionesede del corso e non più per Regione sede dell’ateneo. Tale calcolo permette di attribuire correttamente la sededi immatricolazione degli studenti: è il caso degli studenti dell’Università Cattolica di Milano (sede dell’ateneo) iscrittinelle sedi dei corsi di Roma.


120tab. 7.10 Numero dei Dipartimenti universitari scientifici e tecnologici 10Regioni 2011Lombardia 63Emilia-Romagna 54Lazio 48Campania 42Veneto 40Toscana 38Italia 382Fonte: MIURPer quanto riguarda il numero dei centri di ricerca operanti nei diversi territori, il Lazio con 132 centrisi colloca nella terza posizione della graduatoria regionale, presentando tuttavia un valore moltodistante rispetto alla Lombardia, la quale riporta 265 centri di ricerca, e alla Toscana, regionecon 254 strutture. Non lontano dal dato laziale risulta quello dell’Emilia-Romagna (120 centridi ricerca), collocata al quarto posto.tab. 7.11 Numero dei Centri di RicercaRegioni 2011Lombardia 265Toscana 254Lazio 132Emilia-Romagna 120Campania 86Veneto 84Italia (20) 1.400Fonte: MIURPonendo in relazione il numero dei Dipartimenti universitari scientifici e tecnologici e quello dei Centridi ricerca con la numerosità delle imprese di capitali manifatturiere e di servizi, il Lazio presentaun valore per il 2011 pari a 400, inferiore al dato medio nazionale ma in forte ascesa rispetto al 2007,quando si contavano circa 277 imprese ogni dipartimento universitario.10. Il campione di Dipartimenti riguarda nello specifico materie di Ingegneria, Economia, Medicina, Farmacia, Biologia,Fisica e Matematica.


Ricerca e innovazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 121tab.7.12 N. imprese di capitali manifatturiere e di servizi/n. dipartimenti universitariscientifici e tecnologici 11Regioni 2007 2011Lombardia 794,1 841,7Veneto 556,6 589,6Toscana 410,4 434,7Campania 363,4 422,1Emilia-Romagna 353,7 367,9Lazio 277,5 400,6Italia 400,7 441,9Fonte: MIUR – Infocamere, MovimpreseL’indicatore riguardante il numero di società di capitali manifatturiere e di servizi poste in relazioneal numero dei Centri di ricerca mostra che nel Lazio esiste un centro di ricerca ogni 146 imprese;un valore inferiore a quello medio nazionale (pari a quasi 154) e a quello registrato nelle grandi regionibenchmark (Lombardia, 200; Veneto, 280; Emilia Romagna, 166), ad eccezione della Toscana (65).tab. 7.13 N. imprese di capitali manifatturiere e di servizi/Centri di ricerca 12Regioni 2007 2011Veneto 265,0 280,8Lombardia 188,8 200,1Campania 177,5 206,5Emilia-Romagna 159,2 165,6Lazio 100,9 145,7Toscana 61,4 65,0Italia 140,0 154,4Fonte: MIUR – Infocamere, Movimprese11. Il campione di Dipartimenti riguarda nello specifico materie di Ingegneria, Economia, Medicina, Farmacia, Biologia,Fisica e Matematica. Il numeratore (società di capitali manifatturiere e di servizi) è stato determinato considerando chela classificazione delle attività economiche valida dopo il 2008 (ATECO 2007) è differente rispetto a quella riguardantegli anni precedenti (ATECO 2002), pertanto, è stato utilizzato un criterio di raccordo tra le due classificazioni. Per l’anno 2007è stata impiegata la classificazione ATECO 2002 ed i settori selezionati corrispondono alle Sezioni: Attività manifatturiere (D)Trasporti magazzinaggio (I) e telecomunicazioni (I64), Informatica ed attività connesse (K72), Ricerca e sviluppo (K73).Per l’anno 2011 è stata impiegata la classificazione ATECO 2007 ed i settori selezionati corrispondono alle Sezioni:Attività manifatturiere (C) Trasporti e magazzinaggio (H), Telecomunicazione (J61), Produzione di Software consulenzainformatica e connesse (J62), Attività di Servizi di Informazione ed altri servizi informatici (J63), Ricerca e sviluppo (M72).12. Il numeratore, riguardante le società di capitali manifatturiere e di servizi, è stato determinato considerando chela classificazione delle attività economiche valida a seguito del 2008 (ATECO 2007) è differente rispetto a quella riguardantegli anni precedenti (ATECO 2002), pertanto, è stato osservato il criterio di raccordo tra le due classificazioni. Per l’anno 2007è stata impiegata la classificazione ATECO 2002 ed i settori selezionati corrispondono alle Sezioni: Attività manifatturiere (D)Trasporti magazzinaggio (I) e telecomunicazioni (I64), Informatica ed attività connesse (K72), Ricerca e sviluppo (K73).Per l’anno 2011 è stata impiegata la classificazione ATECO 2007 ed i settori selezionati corrispondono alle Sezioni:Attività manifatturiere (C) Trasporti e magazzinaggio (H), Telecomunicazione (J61), Produzione di Software consulenzainformatica e connesse (J62), Attività di Servizi di Informazione ed altri servizi informatici (J63), Ricerca e sviluppo (M72).


122Il tessuto produttivoIl dato relativo alla presenza di imprese “innovatrici” è di non facile rilevazione; l’ultimo disponibileè relativo al 2009 ed è costruito con riferimento alle innovazioni introdotte nel periodo 2006-2008.Il Lazio registra un valore pari al 27%, piuttosto modesto anche rispetto alla media nazionaleche supera di poco il 30% e lontano dai risultati dei territori più “forti” in questo ambito:Lombardia ed Emilia-Romagna (35%).tab. 7.14 N. imprese innovatrici/totale imprese manifatturiero e servizi 13Regioni 2006-2008Lombardia 35%Emilia-Romagna 35%Veneto 34%Lazio 27%Toscana 25%Campania 18%Italia (20) 30%Fonte: ISTAT – CIS4 (Fourth Community Innovation Survey)Per quanto riguarda la diffusione di PC tra le aziende operanti nel territorio regionale, nel 2010il Lazio, con un valore pari a 94,7, si collocava leggermente al di sotto delle Regioni settentrionali,anche se va segnalato che il valore è migliorato rispetto al 2007, quando la percentuale sul totaledelle imprese con oltre dieci dipendenti dotate di PC risultava pari al 92,5%.tab. 7.15 N. imprese oltre 10 addetti con PC/tot imprese oltre 10 addetti 14Regioni 2007 2010Lombardia 97,40% 96,90%Veneto 97,50% 95,50%Emilia-Romagna 97,90% 95,50%Lazio 92,50% 94,70%Toscana 95,90% 94,10%Campania 96,30% 91,30%Italia (20) 96,60% 95,10%Fonte: ISTAT13. Per impresa innovatrice si intende l’impresa che nel triennio 2006-2008 ha introdotto sul mercato innovazionidi prodotto/servizio o ha adottato al proprio interno innovazioni di processo. Il confronto regionale è svolto con riferimentoalle imprese presenti nella fascia dimensionale 10-249 addetti. Per la metodologia utilizzata nella regionalizzazionedei dati statistici della CIS (Community Innovation Survey) si rimanda all’ISTAT.14. I dati sono riportati in funzione della classificazione delle attività economiche Ateco 2007. Nel dettaglio, vengono consideratii settori corrispondenti alle lettere C, D, E, F, G, H, I, J, L, M (eccetto la 75), N.15. I dati sono riportati in funzione della classificazione delle attività economiche Ateco 2007. Nel dettaglio, vengono consideratii settori corrispondenti alle lettere C, D, E, F, G, H, I, J, L, M (eccetto la 75), N.


Ricerca e innovazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 123Considerando il rapporto tra le imprese con oltre 10 dipendenti che dispongono di collegamentoa banda larga ed il totale delle imprese della stessa tipologia, il Lazio, nel 2010, presentavaun valore pari all’84,3%, a due punti percentuali dalla Lombardia, che occupa il primo postodella graduatoria. Rispetto all’Emilia-Romagna, seconda posizione, il Lazio presentauno scostamento di circa un punto percentuale.Per il Lazio si evidenzia un progresso piuttosto significativo in termini di valore, che cresce di quasil’8% rispetto al 76,4% del 2007.tab. 7.16 N. imprese oltre 10 addetti con banda larga/tot. imprese oltre 10 addetti 15Regioni 2007 2010Lombardia 79,00% 86,50%Emilia-Romagna 80,90% 85,50%Lazio 76,40% 84,30%Veneto 72,10% 82,70%Toscana 79,70% 82,00%Campania 69,60% 75,20%Italia (20) 75,60% 83,10%Fonte: ISTATLa posizione del Lazio risulta invece relativamente debole nell’ambito della diffusione del sito webnelle imprese con oltre 10 addetti. Inoltre, occorre evidenziare che l’indicatore oggetto di analisipresenta delle differenze tra le regioni piuttosto pronunciate rispetto a quanto osservato nei precedentidue indicatori. Il dato 2010 mostra il Lazio in posizione arretrata tra le regioni italiane, con un valoredi appena il 56%. Tale dato risulta sensibilmente minore rispetto alla media nazionale (61,3%).Non particolarmente significativo è l’incremento del Lazio rispetto al 2007, consideratoche in quest’ultimo anno lo stesso riportava un valore del 51,8%.tab. 7.17 N. imprese oltre 10 addetti con sito web/tot imprese oltre 10 addetti 16Regioni 2007 2010Veneto 57,60% 68,40%Emilia-Romagna 66,20% 66,60%Lombardia 61,30% 65,00%Toscana 56,10% 63,60%Lazio 51,80% 56,00%Campania 50,90% 52,20%Italia 56,90% 61,30%Fonte: ISTAT16. I dati sono riportati in funzione della classificazione delle attività economiche Ateco 2007. Nel dettaglio, vengono consideratii settori corrispondenti alle lettere C, D, E, F, G, H, I, J, L, M (eccetto la 75), N.


1247.2. Gli OutputI risultati scientifici della ricercaSi considerano “risultati scientifici” della ricerca le persone che ottengono una particolarequalificazione scientifica, in particolare i PhD e le pubblicazioni scientifiche prodotte da attivitàdi ricerca. I dati relativi a queste ultime non sono tuttavia disponibili a livello regionale.Per quanto riguarda, la generazione di Dottori di ricerca, il Lazio mostra un dato nel 2011 moltoelevato (circa 2.500), superiore di circa il 70% a quello della Lombardia, collocata in secondaposizione, e che rappresenta circa il 20% del totale nazionale.tab. 7.18 Numero dei Dottori di RicercaRegioni 2009Lazio 2.495Lombardia 1.478Campania 1.200Toscana 1.188Emilia-Romagna 958Veneto 710Italia 12.219Fonte: MIURLe innovazioni realizzateBrevetti, disegni, modelli di utilità, marchi sono i “prodotti” generalmente considerati per misurareil grado di innovazione, tanto a livello “micro”, pertanto di singola impresa, quanto a livello “macro”,perciò di Paese o di regione. Il dibattito scientifico ha ampiamente evidenziato i limiti di questoapproccio, in particolare nella misurazione dell’innovatività delle piccole e medie imprese; al tempostesso, ha dimostrato come, soprattutto a livello aggregato, brevetti e altre forme di “conoscenza”codificata rappresentino comunque una proxy affidabile della capacità innovativa. Gli spin offdella ricerca rappresentano un secondo fondamentale “output” del potenziale innovativo esistentein un determinato territorio. Questo fenomeno appare particolarmente correlato agli input analizzatiin precedenza, poiché considera in modo specifico gli spin off della ricerca pubblica.Per misurare l’output in termini di innovazioni realizzate vengono dunque considerati i dati relativialla diffusione nella regione di brevetti ed altri “prodotti dell’ingegno”; è utile considerare questi datiin proporzione al numero di società di capitali manifatturiere e di servizi.


Ricerca e innovazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 125La capacità dei centri di ricerca del Lazio di generare spin off risulta complessivamente abbastanzamodesta. Nel 2011, sono registrati 0,52 spin off per centro di ricerca; un valore inferiore a quello medio(pur modesto) dell’Italia, che pone il Lazio in posizione intermedia tra le regioni italiane considerate.tab. 7.19 N. spin off della ricerca/totale centri di ricerca 17Regioni 2011Emilia-Romagna 0,96Veneto 0,80Lazio 0,52Lombardia 0,43Toscana 0,41Campania 0,33Italia (20) 0,71Fonte: Rapporto Netval sulla valorizzazione della ricerca nelle università italiane - MIURIn termini assoluti, gli spin off registrati nel Lazio sono stati nel 2011 pari a 68, meno del 7%del totale nazionale. La Regione presenta un valore pari quasi alla metà dei 115 spin off presentiin Lombardia ed Emilia-Romagna e inferiore anche alla Toscana. Si noti che le principali regioni(Emilia-Romagna e Lombardia) assorbono circa il 23% del totale degli spin off del Paese,risultando molto avanzate nell’ambito della traduzione dell’attività scientifica di natura pubblicain attività d’impresa.tab. 7.20 Numero degli Spin Offs della ricercaRegioni 2011Emilia-Romagna 115Lombardia 114Toscana 105Lazio 68Veneto 67Campania 28Italia 990Fonte: Rapporto Netval sulla valorizzazione della ricerca nelle università italiane17. Per imprese spin off della ricerca pubblica si intendono le aziende nate come veicolo per la valorizzazione di mercatodelle attività scientifiche svolte all’interno delle università e degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR).


126Il numero di richieste di brevetti a livello europeo effettuate da parte di soggetti operanti nelle diverseregioni ed espresso in valori assoluti evidenzia la limitata capacità del Lazio di produrre innovazioneattraverso tale forma di diffusione della conoscenza. Infatti, il Lazio riporta nel 2008 un valore paria 200, circa un quinto di quello attribuito alla prima Regione, la Lombardia (1.201) che possiedeun numero di richieste di brevetti decisamente superiore rispetto a tutti gli altri territori. Occorrerilevare che il dato inerente il Lazio (200) è particolarmente distante anche dalle altre principaliregioni italiane, quali Emilia-Romagna (633) e Veneto (534).tab. 7.21 Numero di richieste di Brevetti presso l’EPO (valori assoluti)Regioni 2007 2008Lombardia 1.375 1.201Emilia-Romagna 778 633Veneto 668 534Toscana 278 259Lazio 213 200Campania 80 99Italia 4.826 4.166Fonte: EUROSTAT – European Patent Office - ISTATI risultati illustrati appaiono all’incirca i medesimi analizzando la posizione del Lazio relativamentealle richieste di brevetti in proporzione alla popolazione. Nel 2008, il valore del rapporto è per il Laziopari a 36, contro una media delle regioni italiane di 69,9 e valori tra i 120 e i 150 delle regioni leader(Lombardia ed Emilia-Romagna), le quali restano quindi molto distanti dal territorio oggetto di studio.tab. 7.22 N. richieste di Brevetti presso l’EPO (per milione di abitanti) 18Regioni 2007 2008Emilia-Romagna 184,4 148,1Lombardia 144,1 124,6Veneto 139,9 110,5Toscana 76,6 70,6Lazio 38,8 36,0Campania 13,8 17,1Italia 81,6 69,9Fonte: EUROSTAT – European Patent Office - ISTAT18. Il numeratore fa riferimento alle richieste depositate presso l’Ufficio europeo dei brevetti (EPO). La scelta della popolazioneresidente in qualità di denominatore si riferisce a quanto previsto per gli indicatori strutturali di Lisbona. I dati relativi al 2009non sono stati inseriti in quanto provvisori.


Ricerca e innovazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 127Situazione simile si osserva analizzando il numero assoluto di richieste di brevetti “high tech”presso l’EPO. Anche in questo caso il Lazio presenta un valore contenuto (15), molto lontano da quellodella Lombardia (74). Inoltre, si evidenzia un peggioramento rispetto al 2007, anno in cui il territoriolaziale presentava un numero di richieste di certo meno distante da quello della prima regione.La capacità innovativa della regione laziale mostra, infatti, i propri limiti anche nell’ambito dei settorihigh tech, contesto particolarmente significativo in termini di richieste brevettuali.tab. 7.23 Numero di richieste di Brevetti high tech presso l’EPO (valori assoluti)Regioni 2007 2009Lombardia 121 74Campania 20 17Emilia-Romagna 40 16Lazio 44 15Veneto 29 14Toscana 33 5,35Italia (20) 428 218Fonte: EUROSTAT – European Patent OfficeRiportando anche l’indicatore relativo alle richieste di brevetti “high tech” presso l’EPO, ancoraper “milione di abitanti”, si raggiunge nel 2009 un valore di 2,6, un punto inferiore al valoremedio dell’Italia e largamente al di sotto del valore della Lombardia. Inoltre, il risultato è in fortepeggioramento rispetto a quello del 2007.tab. 7.24 N. richieste di Brevetti high tech presso l’EPO (per milione di abitanti) 19Regioni 2007 2009Lombardia 12,7 7,6Emilia-Romagna 9,4 3,6Campania 3,4 3,0Veneto 6,1 2,8Lazio 8,0 2,6Toscana 9,1 1,4Italia (20) 7,2 3,6Fonte: EUROSTAT - European Patent Office19. Il numeratore fa riferimento alle richieste di brevetti high tech depositate presso l’EPO. La scelta della popolazione residentein qualità di denominatore si riferisce a quanto previsto per gli indicatori strutturali di Lisbona.


128A differenza del numero di richieste di brevetti, il Lazio riporta senz’altro una posizione migliorenel numero di marchi depositati, risultando seconda tra le Regioni considerate. Con un valore di 8.246depositi, il Lazio rappresenta circa il 15% del totale nazionale (55.688). Tuttavia, rispetto al primatodella Lombardia (15.382), il Lazio e le altre regioni di maggior rilievo presentano numeri effettivamentemolto distaccati. Tale situazione risulta omogenea rispetto al 2007, poiché i valori rimangonopressoché simili in ogni regione.tab. 7.25 Numero di depositi di Marchi (valori assoluti)Regioni 2007 2011Lombardia 15.937 15.382Lazio 8.205 8.246Emilia-Romagna 5.348 5.321Veneto 4.714 4.810Toscana 3.648 3.806Campania 2.293 2.572Italia (20) 55.414 55.688Fonte: Ministero dello Sviluppo economicoIl valore economico generato dall’innovazioneTenuto conto dei dati disponibili a livello regionale, un indicatore del valore economico generatodall’innovazione è rappresentato dalle esportazioni nei settori “tecnologici” del manifatturierorispetto al totale delle esportazioni del comparto manifatturiero.In questa sede, i settori high-tech vengono identificati sulla base della classificazione relativaalla tassonomia di Pavitt, pertanto è possibile considerare le seguenti tipologie di attività:Specialized Suppliers e Science-based. Nel primo caso, si tratta di imprese di piccole dimensionie specializzate nella produzione di tecnologia da vendere ad altre aziende (ad esempio specializedmachinery production ed high-tech instruments). Esse presentano un alto livello di appropriabilitàdell’innovazione dovuta alla natura tacita della conoscenza. I settori Science-based, invece, riguardanovere e proprie imprese high-tech le quali ripongono affidamento sulla ricerca e sviluppo sia per mezzodi investimenti di risorse interne che mediante la ricerca universitaria. Sono inclusi settori comeil farmaceutico e l’elettronico. Le imprese appartenenti a tali ambiti sviluppano innovazionidi processo e di prodotto e hanno un elevato grado di appropriabilità grazie a strumenti di protezionequali i patents o grazie al semplice fatto di possedere un tacit know-how molto radicato.


Ricerca e innovazione Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 129Rispetto a questo indicatore, il Lazio si trova nettamente al primo posto, con un valore più del doppiorispetto a quello delle Regioni immediatamente seguenti (Lombardia e Campania). Il risultato del 2011è anche in leggero miglioramento rispetto a quello del 2007.Nel dettaglio, circa il 48% delle esportazioni del manifatturiero sono state generate da settori“tecnologici”, a fronte di una media italiana di meno del 15% e del 20% della Lombardia.Utile considerare che in valore assoluto il Lazio ha registrato esportazioni dei settori “tecnologici”per un valore di circa 7,8 miliardi di euro, rispetto ai 20,5 della Lombardia.tab. 7.26 Valore delle esportazioni “tecnologiche”/totale dell’export nel settore manifatturiero 20Regioni 2007 2011Lazio 44,80% 48,00%Lombardia 18,50% 20,30%Campania 12,70% 18,00%Emilia-Romagna 8,50% 10,10%Toscana 9,00% 8,80%Veneto 5,80% 6,10%Italia (20) 13,40% 14,80%Fonte: ISTATL’indicatore mostra che nel Lazio le esportazioni relative a settori “tecnologici” qualificati secondola tassonomia di Pavitt pesano, rispetto al totale, proporzionalmente molto di più di quello che accadenelle principali Regioni benchmark, in primo luogo in Lombardia; in termini assoluti, tuttavia,il primato viene raggiunto dal livello delle esportazioni tecnologiche riferite al territorio lombardo.Infine, la situazione inerente l’export in settori high tech resta la medesima rispetto al 2007,malgrado un leggero aumento del quantitativo avvenuto in ciascuna regione.tab. 7.27 Esportazioni tecnologiche (valori assoluti in Euro)Regioni 2007 2011Lombardia 18.490.256.718 20.599.376.708Lazio 5.782.105.175 7.842.518.876Emilia-Romagna 3.863.522.886 4.719.957.101Veneto 2.879.182.794 2.968.526.978Toscana 2.325.616.452 2.578.818.229Campania 1.145.183.155 1.612.753.291Italia 46.722.962.233 53.103.912.618Fonte: ISTAT20. Nello specifico, il numeratore include i settori high-tech corrispondenti alla classificazione seguita dalla tassonomia di Pavitt,pertanto le attività riguardanti “Specialized suppliers” (Strumenti ottici, di precisione e medici) e “Science based”(chimica, farmaceutica, elettronica) corrispondono ad i seguenti codici ATECO 2007: chimica (CE20), farmaceutica (CF21),elettronica (CI261, CI262, CI263, CI254, CI265, CI266, CI267, CI268). Il denominatore include tutte le attività del manifatturierocorrispondenti alla classe C (ATECO 2007).


Credito e finanza


Credito e finanza Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 1318.1 Dati di struttura, depositi e impieghiAl 31 dicembre 2011, nel Lazio risultavano 64 banche con 2.768 sportelli distribuiti su 263 Comuni,pari a una percentuale di copertura territoriale del 70%.Rilevante l’incidenza di Roma e della sua Provincia dove si concentrano 45 istituti bancarie oltre 2 mila sportelli: 86 i Comuni coperti (71% del totale).Valori simili nelle Province di Viterbo (6 banche e 211 sportelli), Latina (6 banche e 191 sportelli)e Frosinone (5 banche e 215 sportelli), mentre a Rieti la presenza dei servizi bancari apparivapiù limitata (2 banche e 84 sportelli).tab. 8.1 Banche e sportelli nelle Province del Lazio – 2011Territori Numero di banche Comuni serviti Sportelliunità unità % sul tot unitàViterbo 6 55 91,7 211Roma 45 86 71,1 2.067Rieti 2 31 42,5 84Latina 6 30 90,9 191Frosinone 5 61 67,0 215Lazio 64 263 69,6 2.768Fonte: Banca d’ItaliaPer quanto concerne i depositi effettuati dalla clientela presso le banche, nel 2011 erano paria livello regionale a 128,4 miliardi di euro, in contrazione rispetto al 2010 (-1%) ma in crescitarispetto al 2007 (+12%).Resta forte la concentrazione dei depositi nella Provincia di Roma (117 miliardi di euro,pari al 90% del totale regionale), anche se in contrazione rispetto al 2010 (-1%).Riduzioni più sensibili si osservano nel 2011 nelle province di Rieti (-8%), Latina (-4%)e Frosinone (-3%), mentre Viterbo appare in controtendenza, con una crescita dei depositi dell’1%.tab. 8.2 Depositi bancari nelle province del Lazio – 2008/2011 - mln €Territori 31-12-08 31-12-09 31-12-10 31-12-11 var. % 2008/2011 var. % 2010/2011Viterbo 2.396 2.744 2.820 2.857 19,3 1,3Rieti 1.022 1.253 1.226 1.133 10,8 -7,6Latina 4.005 4.441 4.350 4.156 3,8 -4,5Frosinone 2.971 3.478 3.370 3.256 9,6 -3,4Roma 104.341 112.688 118.226 116.981 12,1 -1,1Lazio 114.735 124.603 129.991 128.385 11,9 -1,2Fonte: Banca d’Italia


132Dal lato degli impieghi, appare difficile il confronto temporale tra il 2011 e gli anni precedentia causa dell’inserimento nei totali del 2011 dei valori relativi a Cassa Depositi e Prestiti 21 :tale modifica influenza in modo particolare i valori relativi ai servizi (dove ricade la PA),alla fornitura di energia elettrica e gas (dove ricadono le grandi imprese nazionali del settorepartecipate dallo Stato), alle costruzioni e ad alcuni comparti del manifatturiero(petrolio e gas in particolare).Relativamente all’incidenza di ogni settore sugli impieghi utilizzati nel Lazio, con il 54%del totale (62 miliardi di euro) il settore terziario guida la classifica, seguito dalle costruzioni(20% e 23 miliardi di euro), dalle attività manifatturiere (13% e 14 miliardi di euro), dallafornitura di energia e gas (6% e 7 miliardi), dall’estrazione di minerali (2% e 2 miliardi di euro),dall’agricoltura (1,6% e 1,8 miliardi di euro) e dalla fornitura di acqua (1% e 1,2 miliardi).tab. 8.3 Impieghi per attività economica del Lazio – 2010/2011 - mln €Attività economica 31-12-10 31-12-2011* var. % Quote % 2011Agricoltura, silvicoltura e pesca 1.645 1.838 11,7 1,6Estraz.di minerali da cave e miniere 325 2.131 556,1 1,9Attività manifatturiere 14.739 14.433 -2,1 12,6Fornitura di energia elettrica, gas e altro 4.597 6.691 45,5 5,9Fornitura di acqua; rifiuti 1.236 1.237 0,1 1,1Costruzioni 20.971 23.095 10,1 20,2Servizi 57.761 62.051 7,4 54,3Totale 103.726 114.322 10,2 100,0*Banche e Cassa Depositi e Prestiti per il 2011; solo banche per il 2010Fonte: Banca d’ItaliaAll’interno del comparto manifatturiero, circa la metà degli impieghi era appannaggio delle attivitàlegate al petrolio (47% e circa 7 miliardi di euro), seguite dalle imprese del comparto alimentare(9% e 1,3 miliardi di euro), dalla lavorazione di minerali non metalliferi (7% e 1 miliardo di euro)e dalla produzione di carta e articoli in carta (6% e 800 milioni di euro).Nei servizi, 17 miliardi di impieghi riguardavano le attività immobiliari (27% del totale del settore),12 miliardi il commercio (19%), 9 miliardi le attività professionali e tecniche (14%) e 7 miliardiil trasporto (12%).21. Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDDPP) è un ente pubblico finanziario controllato al 70% del capitale socialedal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e al 30% da diverse fondazioni, soprattutto bancarie.L’attività della società si articola in due distinti rami di azienda. Il primo, denominato “gestione separata”, gestisceil finanziamento degli investimenti statali e di altri enti pubblici, quali regioni, altri enti locali e comunque strutture afferentiallo Stato, utilizzando quale fonte principale di provvista la raccolta del risparmio postale.


Credito e finanza Rapporto 2012 sull’economia del Lazio133fig. 8.1 Impieghi bancari per comparto manifatturiero – 2011 – Quote % sul totale del settoreFonte: Banca d’Italia1%apparecchiatureelettrichemetallurgia 2%2% fabbricazione mobiliprodotti derivati dal petrolio e coke47%prodotti alimentari9% 7% 6%prodotti da mineralinon metalliferiprodottie articoli di carta4% 4% prodotti in metallomezzi di trasporto3% articoli in gommae materie plastiche3% prodotti tessili3% prodotti di elettronica,ottica e pc3% prodotti chimici2% macchinarie apparecch.nca4%attività manifatturiera residuale(divisioni 16,32,33)fig. 8.2 Impieghi bancari per comparto terziario – 2011 – Quote % sul totale del settoreFonte: Banca d’Italiacommercio e riparazione diautoveicoli e motociclitrasporto e magazzinaggioattività immobiliari27% 19% 14% 12% 7%attiv.professionali,scientifiche e tecnicheattività dei servizidi alloggio e ristorazioneserviziodi informazionee comunicazione6%5%noleggio, agenzie di viaggio,servizi alle imprese5%attività finanziarie 5%e assicurativeattività residuali(sezioni o PQRST)


1348.2 Finanziamenti a breve e lungo termine, leasing e factoringI finanziamenti per cassa erogati nel 2011 nel Lazio sono stati pari a 222 miliardi di euro(fido accordato) e hanno riguardato circa 368 mila affidatari: rispetto al 2009, si è registratoun calo del volume del fido del 9,2% e una sostanziale costanza del numero degli affidati.Interessanti i numeri relativi alle varie classi di fido concesse: in forte contrazione sia il fidoaccordato sia gli affidati della classe inferiore (tra 30 e 75 mila euro), così come per la classe tra1 e 2,5 milioni di euro; riduzione rilevante anche per il fido della classe superiore (oltre 25 milionidi euro), che tra l’altro rappresenta circa il 60% dei finanziamenti per cassa; riduzionepiù contenuta per i finanziamenti concessi con fidi tra 75 e 125 mila euro e tra 500 mila e unmilione di euro; in crescita, infine, i valori delle due classi intermedie (da 125 a 500 mila euro).tab. 8.4 Finanziamenti per cassa per fido accordato nel Lazio – 2009/2011 - Mln €Fido accordato(classi di grandezza) 31-12-09 31-12-10 31-12-11 var. % 2009/2011fido numero fido numero fido numero fido numeroaccordato di affidati accordato di affidati accordato di affidati accordato di affidatiDa 30.000 a < 75.000 € 6.390 135.518 6.391 135.997 5.961 127.148 -6,7 -6,2Da 75.000 a < 125.000 € 7.270 78.131 7.343 78.738 7.089 75.946 -2,5 -2,8Da 125.000 a < 250.000 € 12.005 76.227 13.047 82.385 13.122 82.393 9,3 8,1Da 250.000 a < 500.000 € 7.253 25.233 7.779 27.229 7.633 26.591 5,2 5,4Da 500.000 a < 1.000.000 € 6.512 11.316 6.621 11.568 6.342 11.084 -2,6 -2,1Da 1.000.000 a < 2.500.000 € 10.343 8.315 10.188 8.260 9.755 7.973 -5,7 -4,1Da 2.500.000 a < 5.000.000 € 8.465 3.054 8.498 3.111 8.347 3.048 -1,4 -0,2Da 5.000.000 a = 25.000.000 € 162.708 825 149.674 825 140.765 824 -13,5 -0,1Totale (>= 0) 244.844 369.366 233.475 381.169 222.240 368.191 -9,2 -0,3Fonte: Banca d’ItaliaNotaFinanziamenti per cassa: si tratta dell’ammontare dei crediti per cassa, al netto delle sofferenze, censiti dalla Centraledei rischi, accordati o erogati dagli intermediari segnalanti. I crediti non comprendono le attività cedute e non cancellate.L’aggregato comprende le seguenti categorie di censimento: operazioni autoliquidanti, operazioni a revoca, operazionia scadenza e finanziamenti a procedura concorsuale


Credito e finanza Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 135Concentrando l’attenzione sui finanziamenti oltre il breve termine, tra 2008 e 2011 si è avutauna decisa contrazione dei flussi annuali (-30% da 30,3 a 21,3 miliardi di euro).Gli investimenti con chiara destinazione economica che hanno evidenziato il calo più consistentesono stati quelli in costruzioni (-63%, da 2,8 a 1,0 miliardi) e quelli per l’acquisto di immobilida parte delle famiglie consumatrici (-21%, da 2,0 a 1,5 miliardi); in crescita gli investimentifinanziari (+92%, da 800 a 1.600 milioni), quelli per l’acquisto di macchinari e mezzi di trasporto(+33%, da 3,4 a 4,5 miliardi) e quelli per l’acquisto di beni durevoli da parte delle famiglieconsumatrici (+16%, da 290 a 340 milioni).A condizionare il valore generale, più di altre componenti, il dato degli “altri investimenti”,circa il 50-60% del totale, che sono passati dai 21 miliardi del 2008 ai 12 del 2011.tab. 8.5 Finanziamenti oltre il breve termine nel Lazio – 2008/2011Destinazione economica var. % var. %dell’investimento 31-12-08 31-12-09 31-12-10 31-12-11 2008/2011 2010/2011Investimenti in costruzioni 2.794 998 898 1.027 -63,2 14,4Acquisto immobili da partedelle famiglie consumatrici 1.964 1.795 1.944 1.549 -21,1 -20,3Acquisto di beni durevoli da partedelle famiglie consumatrici 291 366 333 340 16,5 2,1Investimenti finanziari 828 812 1.667 1.589 92,0 -4,7Investimenti in macchine, attrezzature,mezzi di trasporto e prodotti vari 3.392 1.321 1.588 4.526 33,4 184,9Altri investimenti 21.099 8.749 11.681 12.308 -41,7 5,4Totale 30.368 14.041 18.110 21.339 -29,7 17,8Fonte: Banca d’ItaliaScomponendo il dato regionale nelle cinque componenti provinciali, emerge la predominanzadi Roma e della sua provincia che, nel 2011, rappresentava il 95% degli investimenti totalieffettuati: in termini assoluti, 20,2 miliardi sui 21,3 regionali.


136Da segnalare tra le varie peculiarità provinciali, la rilevanza degli investimenti in costruzioninella Provincia di Frosinone (12% del totale), dell’acquisto di immobili da parte delle famiglieconsumatrici nelle Province di Latina, Rieti e Viterbo (18%, 24% e 19%, rispettivamente)e della spesa in macchinari e mezzi di trasporto nella Provincia di Roma (22%).fig. 8.3 Finanziamenti oltre il breve periodo – Frosinone – 2011 - mln €Fonte: Banca d’ItaliaRomaLatinaRietiViterboFrosinone20.24144786235331di cui:41Investimenti in costruzioniAltri investimenti20024Investimentiin macchine,mezzi trasportoetc.38Acquisto di immobili(famiglie)19Investimenti finanziariAcquistodi beni durevoli(famiglie)9


Credito e finanza Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 137fig. 8.4 Finanziamenti oltre il breve periodo – Latina – 2011 - mln €Fonte: Banca d’ItaliaRomaLatinaRietiViterboFrosinone20.24144786235331di cui:256Altri investimenti40Investimenti in costruzioni34Investimentiin macchine,mezzi trasportoetc.80Acquisto di immobili(famiglie)3Investimentifinanziari34Acquistodi beni durevoli(famiglie)fig. 8.5 Finanziamenti oltre il breve periodo – Rieti – 2011 - mln €Fonte: Banca d’ItaliaRomaLatinaRietiViterboFrosinone20.24144786235331di cui:44Investimenti in costruzioni6Altri investimenti20Acquistodi immobili(famiglie)11Acquistodi beni durevoli(famiglie)2Investimentifinanziari4Investimentiin macchine,mezzi trasportoetc.


138fig. 8.6 Finanziamenti oltre il breve periodo – Roma – 2011 - mln €Fonte: Banca d’ItaliaRomaLatinaRietiViterboFrosinone20.24144786235331di cui:925Investimentiin costruzioni4.436Investimentiin macchine,mezzi trasportoetc.Altri investimenti11.683261Acquistodi beni durevoli(famiglie)1.5701.366Investimenti finanziariAcquisto di immobili(famiglie)fig. 8.7 Finanziamenti oltre il breve periodo – Viterbo – 2011 - mln €Fonte: Banca d’ItaliaRomaLatinaRietiViterboFrosinone20.24144786235331di cui:127Altri investimenti15Investimenti in costruzioni28Investimentiin macchine,mezzi trasportoetc.51545Acquisto di immobili(famiglie)Investimenti finanziariAcquistodi beni durevoli(famiglie)


Credito e finanza Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 139Nel 2011, i contratti di leasing sottoscritti nel Lazio hanno ammontato a 1,6 miliardi di euro,in contrazione del 10% rispetto al 2010 quando erano stati pari a 1,8 miliardi di euro.tab. 8.6 Operazioni di leasing e di factoring nel Lazio – 2010/2011 – mln €Territori31-12-10 31-12-11 var. % 2010/2011Leasing - AccordatoRoma 1.604 1.452 -9,5Viterbo 19 14 -26,3Rieti 12 11 -8,3Latina 71 58 -18,3Frosinone 53 48 -9,4Lazio 1.758 1.584 -9,9TerritoriFactoring - Anticipi erogatiRoma 1.752 2.249 28,4Viterbo 3 2 -33,3Rieti 6 6 0,0Latina 29 26 -10,3Frosinone 20 12 -40,0Lazio 1.809 2.295 26,9Fonte: Banca d’ItaliaNotaLeasing finanziario: attività creditizia relativa alla stipulazione di contratti di locazione finanziaria, che svolgono implicitamentela funzione di soddisfare fabbisogni finanziari emergenti da decisioni di investimento. La disponibilità di un bene necessariopuò essere ottenuta mediante due modalità: con l’acquisto diretto del bene con capitale proprio o con il debito attraversoun contratto di leasing. La società di leasing nella veste di locatore concede il bene al locatario per un tempo determinatoe in contropartita di un canone periodico.Factoring: con questo termine, si vuole indicare un particolare tipo di contratto con il quale un imprenditore(denominato “cedente”) si impegna a cedere tutti i crediti presenti e futuri scaturiti dalla propria attività imprenditorialead un altro soggetto professionale (denominato factor) il quale, dietro un corrispettivo consistente in una commissione,assume l’obbligo a sua volta a fornire una serie di servizi che vanno dalla contabilizzazione, alla gestione, alla riscossionedi tutti o di parte dei crediti che quest’ultimo vanta in relazione alla propria attività, fino alla garanzia dell’eventualeinadempimento dei debitori, ovvero al finanziamento dell’imprenditore cedente sia attraverso la concessione di prestiti,sia attraverso il pagamento anticipato dei crediti ceduti. (Fonte: Wikipedia)In particolare contrazione l’ammontare accordato nelle Province di Latina (-18%, da 71 a 58 milioni)e Viterbo (-26%, da 19 a 14 milioni). In termini assoluti, spicca il peso della Provincia di Romache rappresentava oltre il 90% del valore dei contratti stipulati nella Regione.Dinamica opposta quella del factoring che nel 2011 ha fatto registrare un incrementomolto consistente degli anticipi erogati (+27%, da 1,8 a 2,3 miliardi di euro): praticamentetutte concentrate nella provincia di Roma le attività di factoring, con una percentualesul totale regionale che sfiora il 98%.


1408.3 Sofferenze bancarie e tassi di interesseLe nuove sofferenze bancarie segnalate alla Centrale dei rischi di Banca d’Italia sono state nell’ultimotrimestre 2011 pari a 470 milioni di euro e hanno riguardato circa 6 mila 700 casi: rispetto allo stessoperiodo dell’anno precedente si è avuta una contrazione del numero delle unità segnalate (nel 2010erano 6 mila 900) ma un incremento del controvalore (nel 2010, 298 milioni).Per quanto riguarda invece le sofferenze cessate, i dati relativi al 2010 e al 2011 fanno emergereuna sostanziale costanza dei casi (circa 4 mila e 200), accompagnata però da una crescitadel valore corrispondente (da 106 a 147 milioni di euro).Nel saldo tra nuove sofferenze e sofferenze cessate, si è passati dai 192 milioni del quartotrimestre 2010 ai 323 milioni del 2011.Segnali negativi vengono dalle nuove sofferenze, che trovano riscontro se si passa a calcolareil rapporto tra i crediti inesigibili e il totale degli impieghi erogati: nel 2009, tale rapportoera pari al 3,5% contro una media nazionale del 2,9%; nel 2011, il rapporto è cresciuto sinoad arrivare al 6,6% degli impieghi (4,6% in Italia).tab. 8.7 Sofferenze bancarie nelle principali regioni italiane – 2010/2011Nuove sofferenze nel trimestre - NumeriNuove sofferenze nel trimestre - ValoreTerritori 31-12-10 31-12-11 31-12-10 31-12-11unità unità mln € mln €Lombardia 10.843 11.506 830 998Veneto 4.042 4.590 353 432Emilia-Romagna 4.567 5.184 463 440Toscana 4.044 3.866 263 379Lazio 6.903 6.728 298 470Campania 7.845 7.425 216 267Italia 65.872 67.633 3.612 4.307Sofferenze cessate nel trimestre - Numeri Sofferenze cessate nel trimestre - ValoreTerritori 31-12-10 31-12-11 31-12-10 31-12-11unità unità mln € mln €Lombardia 5.771 6.903 144 231Veneto 2.719 3.096 42 58Emilia-Romagna 2.680 6.754 63 82Toscana 2.005 2.204 34 55Lazio 4.162 4.209 106 147Campania 5.177 4.376 52 59Italia 39.059 47.571 719 944Fonte: Banca d’ItaliaNotaSofferenze: comprendono la totalità dei rapporti per cassa in essere con soggetti in stato d’insolvenza o in situazionisostanzialmente equiparabili, a prescindere dalle garanzie che li assistono, al lordo delle svalutazioni e al netto dei passaggia perdita eventualmente effettuati. (Banca d’Italia)


Credito e finanza Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 141tab. 8.8 Sofferenze bancarie in % degli impieghi – 2009/2011Territori 31-12-09 31-12-10 31-12-11Lombardia 2,5 3,4 4,2Veneto 4,0 5,1 6,0Emilia-Romagna 3,3 4,5 5,5Toscana 4,0 5,2 7,0Lazio 3,5 4,5 6,6Campania 6,4 8,2 9,7Italia 2,9 4,0 4,6Fonte: Banca d’ItaliaL’ultimo aspetto ad essere analizzato nell’ambito finanziario sono i tassi di interesse attivi,vale a dire quelli praticati dal sistema bancario alla clientela.Distinguendo per classe di fido, a fine 2011 nel Lazio il tasso più elevato era praticato a chi chiedevaun affidamento compreso tra i 125 e i 250 mila euro (10,32%); al secondo posto la richiesta per i fidisino a 125 mila euro (9,85%); al terzo, i tassi applicati ai fidi tra 250 mila e un milione e di euro(9,54%); in fondo alla classifica i fidi oltre 25 milioni di euro con un tasso del 4,08%.tab. 8.9 Tassi di interesse attivi per classe di fido nelle principali Regioni italiane – 2011Da 125.000 Da 250.000 Da 1.000.000 Da 5.000.000Territori < 125.000 € a < 250.000 € a


142tab. 8.10 Tassi di interesse attivi per classe di fido nel Lazio e in Italia – 2007/2011TDa 125.000 Da 250.000 Da 1.000.000 Da 5.000.000Territori < 125.000 € a < 250.000 € a < 1.000.000 € a < 5.000.000 € a < 25.000.000 >= 25.000.000 €Lazio 31-12-07 12,56 12,57 11,27 9,91 8,39 5,4831-12-08 13,12 12,53 11,49 10,06 8,49 5,7831-12-09 9,76 10,09 9,02 7,44 5,65 3,2831-12-10 9,07 9,54 8,75 7,02 5,44 3,1431-12-11 9,85 10,32 9,54 8,6 7,3 4,08Italia 31-12-07 12,45 11,67 10,62 9,26 8,06 5,631-12-08 12,34 11,61 10,66 9,41 8,26 5,5731-12-09 9,79 9,60 8,53 7,06 5,67 2,8831-12-10 9,57 9,41 8,32 6,94 5,69 2,7331-12-11 10,45 10,12 9,22 8,04 6,89 3,86Fonte: Banca d’ItaliaInteressante anche la dinamica dei tassi d’interesse praticati alle famiglie consumatriciper la concessione dei mutui immobiliari.Nel 2007, il tasso variabile (fino ad un anno) era pari nel Lazio al 5,8-5,9%, per poi scendereal 3,0-3,1% del 2011 (con il minimo raggiunto nel 2010, intorno al 2,5%); sempre nel 2007, il tassofisso (oltre un anno) era pari al 5,4-5,5%, per arrivare al 4,9-5,0% del 2011 (anno di minimo).Rispetto al confronto tra quanto riscontrato nel Lazio e quanto riscontrato in ambito nazionale,non si evidenziavano particolari differenze.Da segnalare, infine, per quanto riguarda la concessione di mutui, le difficoltà incontratesoprattutto nel Lazio dalla clientela con età inferiore ai 35 anni: la quota di mutui destinataai giovani è scesa dopo molti anni sotto il 30% del totale mutui erogati, evidenza di una crisieconomica particolarmente dura verso questa fetta di popolazione ma anche del possibileinasprimento delle politiche di concessione dei finanziamenti adottate dalle banche versola clientela giudicata più a rischio (dati Banca d’Italia, Economie regionali, giugno 2012).


Credito e finanza Rapporto 2012 sull’economia del Lazio 143tab. 8.11 Tassi di interesse attivi sui mutui nel Lazio e in Italia – 2007/2011< 125.000 € > = 125.000 €Territori Fino ad un anno Oltre un anno Fino ad un anno Oltre un annoLazio 31-12-07 5,86 5,41 5,80 5,5031-12-08 5,84 5,32 5,69 5,4731-12-09 2,86 5,27 2,63 5,3531-12-10 2,66 5,10 2,48 5,0831-12-11 3,12 4,95 2,99 4,86Italia 31-12-07 5,80 5,50 5,76 5,5331-12-08 5,81 5,61 5,73 5,6031-12-09 2,55 5,38 2,44 5,3131-12-10 2,49 5,16 2,40 5,0331-12-11 2,98 4,98 2,92 4,77Fonte: Banca d’Italia

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