Linee Guida - Inea

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Box 13 - Il marchio Agricoltura EticaIl marchio Agricoltura Etica è stato ideato e promosso dal Centro perl’Innovazione e lo Sviluppo Economico (CISE) della Camera di Commerciodi Forlì e Cesena e dalla Federazione Provinciale Coltivatori Diretti ForlìCesena. Si tratta di un marchio rivolto agli agricoltori locali, che richiede ilrispetto di standard “etici” su cinque dimensioni (lavoro, ambiente, interessidel consumatore, aspetti economici, impegno dell’agricoltore). La concessionedel marchio Agricoltura Etica, per un periodo annuale e soggetto arinnovo, è subordinata al monitoraggio delle imprese appartenenti ad‘Agricoltura Etica’ attraverso l’Osservatorio sulla Responsabilità Sociale SAW, che rappresentaun nodo di convergenza di informazioni provenienti dai portatori di interesse (adesempio, autorità competenti, istituzioni, associazioni di categoria, imprenditori, lavoratori,ONG). L’adesione all’Osservatorio richiede l’attivazione di 5 Monitori appartenenti alle diverseparti interessate. Tale procedura ha il vantaggio di presentare un basso costo di monitoraggio,adattandosi alla realtà delle piccole e medie imprese 17 .Fonte: Nostra nostra elaborazione dalla documentazione disponibile sul sito internet: www.sawnet.infoBox 14 - L’impatto sociale dei marchi di qualità - Il caso del bue rossoIl bue rosso è un bovino tipico dell’area oristanese, un altopiano a pascolo brado. Nel 2004,su iniziativa delle organizzazioni agricole dell’area, sono stati istituiti il marchio a tutela dellaproduzione e relativo consorzio di tutela del marchio, con elaborazione degli specifici disciplinaridi produzione. Successivamente il consorzio ha realizzato 5 accordi commerciali conmacellerie convenzionate (vendono solo carne di bue rosso). Ciò ha permesso non solo ditutelare una produzione tipica locale in via di estinzione, ma soprattutto di stabilizzare l’occupazionedi 50 allevatori che avevano difficoltà a vendere un prodotto caro e con pocomercato.Se i consorzi e i marchi sono strumenti tipici del settore, in altri casi l’impresapuò invece decidere di formalizzare alcuni comportamenti di collaborazione (siveda quanto descritto nel precedente capitolo) attraverso la predisposizione diaccordi, programmi, protocolli di intesa con diversi soggetti – imprese, università,scuole, centri di ricerca, Comuni, Comunità montane, Province, Camere diCommercio, Enti fiera, Apt, associazioni ambientaliste, di volontariato, culturali,sindacali, ecc. – al fine di programmare e rendere operativi comportamentisuscettibili di avere ricadute in termini di responsabilità sociale sulla qualità dell’ambiente,il benessere degli animali, la sicurezza dei prodotti alimentari, la valorizzazionedelle risorse del territorio, la qualità del lavoro dei propri dipendenti, letutele e garanzie per i consumatori.17 Nel 2006, il CISE ha avviato in campo agroalimentare lo standard Sicurezza Alimentare, volto a garantire prestazioniadeguate lungo tutte le fasi del ciclo produttivo in ambito di sicurezza alimentare ed il loro costante miglioramento42

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