29.08.2014 Visualizzazioni

Stampa CopertinaDEF–LI-10-07 - Agricoltura - Regione Lazio

Stampa CopertinaDEF–LI-10-07 - Agricoltura - Regione Lazio

Stampa CopertinaDEF–LI-10-07 - Agricoltura - Regione Lazio

SHOW MORE
SHOW LESS
  • Nessun tag trovato…

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

<strong>Lazio</strong>Tariffa Regime Libero: - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB RomaOttobre / 2009numero 27Mensile dell’assessoratoall’agricolturainformazione( )INCOPERTINAAGRIFORUMdi Roma e Provincia<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>60° ANNIVERSARIO DEL FRASCATI, STORICA ETICHETTATerritorioA Velletri, ogni martedì esabato, il mercato contadinocon circa 60 produttori<strong>Regione</strong>32 milioni di europer sostenerel’occupazione femminileAmbienteAgricoltori protagonistinell’importante sfida aicambiamenti ambientali


EDITORIALEAVANTI, ANCORA NELL’INTERESSE DEI CITTADINIÈ giusto e opportuno affrontare sul nostro giornale la vicenda che è emersa neigiorni scorsi e che ha coinvolto il presidente Marrazzo. Nonostante la situazione siriferisca a fatti legati alla sfera personale dell’ormai ex-presidente della <strong>Regione</strong><strong>Lazio</strong>, non possiamo negare come abbia avuto forti ripercussioni sulla vita pubblicae politica. Una situazione di disagio per la quale ho trovato giusto e corretto ilricorso alle dimissioni da parte del presidente, chiamato a rispondere delle proprieazioni davanti ai cittadini. Dimissioni che ho apprezzato, ma che ci mettono nellacondizione di dover affrontare una situazione complessa, nonostante l’ottimo lavoroche la Giunta ha fatto in questi cinque anni. Un lavoro, ci tengo a ribadirlo, chenon deve essere intaccato da quanto è successo.Siamo infatti riusciti a dare un forte impulso e a rilanciare una <strong>Regione</strong> che era inginocchio e che oggi può fronteggiare la crisi economica meglio dialtre grazie ai provvedimenti messi in campo per tempo.Anche nel settore agricolo l’impegno ha portato a buoni frutti. Il 28ottobre abbiamo ufficializzato ad oltre 300 giovani e donne l’ok aifinanziamenti del Programma di Sviluppo Rurale 20<strong>07</strong>-2013. Un ulteriorepasso che, dopo la consegna dei primi 200 attestati nel mese diluglio, porterà alla nascita di circa 2000 imprese agricole nei prossimicinque anni, restituendo nuovo vigore e vivacità al comparto agricolo.Grande partecipazione anche all’Agriforum dedicato a Roma e allasua provincia. Un incontro con gli agricoltori, le istituzioni, i sindacatie le organizzazioni di categoria per illustrare le linee guida della programmazioneagricola, le opportunità di sviluppo dell’area periurbanae dei tanti servizi che l’agricoltura può offrire alla città.Da oggi andremo avanti con lo stesso impegno di sempre. Lo faremo perché è ilcompito al quale siamo chiamati, lo faremo perché lo dobbiamo a tutti i cittadiniche ci hanno dato fiducia.di Daniela Valentini<strong>Lazio</strong> / informazione2


news • NEWSDALLA REGIONE LAZIO1,5 MLN PER PIANOSTRAORDINARIOTURISMO ITINERANTEquesta operazionepuntiamo ad ampliare l’offerta“Attraversoturistica del <strong>Lazio</strong>, cogliendo leopportunità di sviluppo legate al turismoitinerante”. Lo ha dichiarato Claudio Mancini,assessore al Turismo della regione <strong>Lazio</strong>, inoccasione dello stanziamento di 1 milione emezzo di euro che l’assessorato al Turismodella regione <strong>Lazio</strong>, ha destinato a un pianostraordinario per la realizzazione el’adeguamento di aree attrezzate per la sostatemporanea di camper, caravan e roulotte, chesaranno situate lungo percorsi di particolareinteresse per il turismo itinerante.“L’obiettivo - ha spiegato Mancini - è costruireun sistema organizzato per accogliere ilturismo della mobilità, al quale proponiamo unanuova e articolata offerta nella nostra regione.In questo modo intendiamo valorizzare lerisorse turistiche del nostro territorio, inclusi gliitinerari finora meno conosciuti, ma che hannomoltissimo da offrire per il loro patrimonionaturalistico e storico-artistico, per la ricchezzadi tradizioni e di culturaenogastronomica. Al piano camper – haproseguito Claudio Mancini - si aggiungonopoi altri progetti avviati dalla regione <strong>Lazio</strong>nell’ambito degli interventi finanziati con unapposito fondo dedicato ad ampliarel’ospitalità di proprietà pubblica sull’appenninodel <strong>Lazio</strong>. Grazie a questa iniziativa, 185 milaeuro sono già stati destinati al comune diGreccio, in provincia di Rieti, per larealizzazione di un’area di sosta per camper,roulotte e tende, su di un’area di 8.700 metriquadri, in località Case Rossi. Un’altra area disosta sarà finalmente riqualificata e resarealmente accessibile a Picinisco, in provinciadi Frosinone, sul versante laziale del ParcoNazionale d’Abruzzo, <strong>Lazio</strong> e Molise”.BIOLOGICO:AL RISTORANTEIL PIATTO CONCARTA D’IDENTITÀAl ristorante arriva il piatto “bio” con tanto di cartad’identità che garantisce qualità, salubrità, tipicità eforte legame con il territorio. Un piatto che è frutto delpassaggio diretto tra agricoltore biologico e ristoratore. Un veroesempio di filiera corta che, oltre a garantire freschezza e “madein Italy”, consente una spesa accessibile a tutte le tasche perchèvengono eliminati tanti passaggi e i loro onerosi costi. Nasce cosìil progetto “Il Bio nel piatto: il biologico nel circuito breveproduzione-ristorazione”, presentato al Sana di Bologna (l Salonedel Naturale) dal presidente della Cia-Confederazione italianaagricoltori Giuseppe Politi. Progetto che già si sta realizzando, invia sperimentale, in Liguria, Emilia Romagna, Marche Puglia eCalabria con la collaborazione della Confesercenti e dell’IstitutoMediterraneo di Certificazione (IMC). Collaborazione ches’inserisce nella collaudata iniziativa “Conosci il tuo pasto”, con laquale si è dato vita al “Ristorante certificato”. Si tratta dunque -come ha rilevato Politi - di un circuito corto e virtuoso che mettein linea diretta agricoltori, ristoranti e qualificati certificatori.L’agricoltore coltiva in qualità, il “ristoratore-cuoco” acquista etrasforma a regola d’arte e tutti i processi vengonominuziosamente analizzati e certificati, per portare in tavola unapietanza che ha una carta d’identità certa. Quindi, generalità neldettaglio e segni particolari. Il massimo della garanzia, dunque,per chi produce e soprattutto per chi consuma.5<strong>Lazio</strong> / informazione


news •NEWSISTAT, AUMENTANO PRODOTTI DI QUALITÀCrescono le eccellenze delmade in Italy della tavola.Nel 2008 infatti sonoaumentati i prodottiagroalimentari di qualità,contrassegnati da Dop(denominazione di origineprotetta), Igp (indicazionegeografica protetta) e Stg(specialità tradizionale garantitache comprende al momento soloun prodotto, la mozzarella).Secondo la quinta indagine delServizio Statistiche Agricoledell’Istat, presentata a Bologna, iprodotti Dop, Igp e Stgriconosciuti sono 175, nove in piùrispetto all’anno precedente. Icomparti più rappresentati sonoortofrutticoli e cereali (57prodotti), olii extravergine di oliva(38), formaggi (35) e preparazionicarni (30). Le carni e gli altricomparti (altri prodotti di origineanimale, aceti, panetteria, spezie,olii essenziali, prodotti ittici)comprendono 15 specialità.Complessivamente gli operatoriinteressati sono 80.600 (92,8%solo produttori e 5,8% solotrasformatori, mentre il restante1,4% svolge entrambe le attività).Rispetto al 20<strong>07</strong> si è registratoun lieve aumento dei produttori(+0,7%) a fronte di un calo deitrasformatori (-3,7%). In crescitala superficie coltivata (+3,2) egli allevamenti (+4,3%). Il50,2% dei produttori e il 48,9%dei trasformatori è localizzato alNord, come il 57,3% degliallevamenti, mentre il 51% dellasuperficie coltivata si trova nelleregioni centrali. Rispetto al20<strong>07</strong> gli incrementi maggioriinteressano il Mezzogiorno conun aumento di aziendeproduttrici (+7,9%), allevamenti(+8,4%), superficie (+11%). LeDop italiane riconosciute dallaUe sono 114 (+2,7% sul 20<strong>07</strong>)e le Igp 60 (+11,1%). Larilevazione dell’Istat è statacondotta in collaborazione con ilministero delle PoliticheAgricole e gli organismi dicontrollo dei prodotti.AGROTECNICO, BOOM DI DOMANDE PER L’ABILITAZIONE PROFESSIONALESono aumentate rispettivamente del 28% e del 60% rispetto allo scorso anno le domande per l’esame di abilitazione alla professione di agrotecnicoe di agrotecnico laureato. Lo comunica il collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati. Il numero totale delle domande e’ di 878,+28% rispetto al 2008 (quando le domande furono 625); il numero dei soggetti laureati (o comunque in possesso di un titolo accademico) passada 159 a 255, con un incremento di oltre il 60%. In crescita anche la componente femminile, in particolare quella di provenienza universitaria. Delle 878domande presentate: il 38,95% provengono dal Nord Italia (la stessa percentuale dell’anno precedente);il 17,65% proviene dal Centro Italia, Sardegnacompresa (percentuale in calo rispetto all’anno precedente); il 43,40% proviene dal Sud (percentuale in aumento rispetto all’anno precedente); il 29,00%dei candidati è in possesso di una laurea (una percentuale anche qui in crescita rispetto al 23,<strong>07</strong>% registrato l’anno precedente); candidati uomini sono 653(74,37%), le donne 225 (25,63%). Le quattro Regioni con più candidati sono, nell’ordine, la Sicilia, la Lombardia, il Piemonte e la Calabria.<strong>Lazio</strong> / informazione6


news • NEWSPIOGGIA…ED È BOOM DI FUNGHIGrazie alla pioggia del mese di settembre, è boom perla raccolta di funghi in tutta Italia. È quanto emergeda un monitoraggio della Coldiretti nelle zone delPaese più vocate per la raccolta dei sulla base dei dati IsacCnr che evidenziano il record nel Sud, con una piovositàsuperiore del 237% rispetto alla media dei mesi di settembrecompresi tra il 1961 e il 1990.Nel <strong>Lazio</strong>, un indicatore positivo è rappresentato dall’altonumero di auto parcheggiate ai lati delle aree maggiormenteindicate per la raccolta dei funghi. Particolarmente ‘’fertili’’risultano essere la zona dei monti Cimini nel viterbese, l’areadei monti Lepini e del Parco nazionale del Circeo e i territoridell’area pontina e dei monti reatini.PATATA, STUDIOSIENEA DECODIFICANOIL GENOMANon ha più segreti il genoma della patata, chepotrà quindi veder migliorare la suaproduttività, il contenuto nutrizionale, laresistenza alle malattie e generare nuove varietà in tempipiù rapidi degli attuali (circa 12 anni). L’annuncio èstato dato dal Potato Genome Sequencing Consortium(PGSC), un gruppo internazionale di istituzioniscientifiche di 15 Paesi, che comprende l’ENEA. Lanciato dall’Università di Wageningentre anni fa, il progetto è entrato nella fase finale nel giugno 2009, durante una conferenzatenutasi a Carlow, in Irlanda. Sono stati sequenziati due ceppi diversi di patata,rappresentativi della diversità genetica di questa pianta anche prima della suadomesticazione. La patata appartiene alla famiglia delle Solanacee, è originaria delSudamerica e fu importata in Europa nel ‘500. E’ la quarta pianta alimentare piùimportante del pianeta e la più importante delle piante orticole. La sua produzione è incostante crescita, specie nei Paesi in via di sviluppo. Il 2008 è stato l’anno internazionaledella patata. Le ricerche ENEA puntano adesso a decodificare anche il genoma delpomodoro entro i primi mesi del 20<strong>10</strong>.7<strong>Lazio</strong> / informazione


news •NEWS<strong>Lazio</strong> / informazione8A BANDO 380 MILAEURO PER L’ARTENELLE SCUOLESostenere l’impegno delle scuole nellostudio dei differenti linguaggiartistici. Questo l’obiettivo delbando, finanziato con 380 mila euro,presentato dall’assessorato alla Culturadella <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>. I fondi sono rivoltialle scuole pubbliche medie e superiori del<strong>Lazio</strong> e mirano a “sostenere le scuole nelfavorire la conoscenza dei linguaggiartistici, offrendo agli studenti un’occasionein più per incontrare la contemporaneità estimolarne la creatività”. Il bando riguardala realizzazione di progetti redatti daglistudenti relativi ad attività culturali esportive promossi nelle scuole. Un capitolodel documento è interamente dedicato allosport. “Siamo insieme alle scuole per offrirepiù opportunità agli studenti - ha dettol’assessore alla Cultura Giulia Rodano -mentre il governo continua a tagliarerisorse all’istruzione, noi vogliamo invecescommettere sul sistema pubblico esull’interesse dei ragazzi e le ragazze verso inuovi linguaggi e sulla loro autonomacreatività”.IMPRESE: LAZIO,OPPORTUNITÀ DABANDI EUROPEI SURICERCA EINNOVAZIONELe opportunità offerte alle imprese dal 7°“Programma quadro per la ricerca e lo sviluppotecnologico” e i primi risultati dei bandipubblicati in attuazione del Programma operativoFesr <strong>Lazio</strong>. Questi i temi al centro del seminario‘Ricerca e innovazione - programmi europei einiziative della regione <strong>Lazio</strong>’, tenutosi presso la SalaTevere della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, a cui hanno partecipatooltre 140 imprese. Ai lavori hanno preso parte, tra glialtri, l’assessore regionale allo Sviluppo EconomicoRicerca, Innovazione e Turismo, Claudio Mancini, ilresponsabile Centro studi Confindustria <strong>Lazio</strong>, AnnaLaura Pompozzi, il direttore area Finanze e ImpreseUnionfidi, Claudio Falconi, il funzionario delladirezione generale Research della Ue, GaetanoPetralia, il presidente di Filas, Flaminia Saccà, erappresentanti di poli e consorzi di ricerca del <strong>Lazio</strong>.L’incontro, dedicato alle piccole e medie imprese, hapermesso di illustrare il contributo delle politicheeuropee allo sviluppo delle attività di ricerca e leiniziative messe in atto dalla regione <strong>Lazio</strong>, persostenere la ricerca delle imprese, sia nella fase digestione dei progetti (fondi di garanzia), sia nella fasedi progettazione (fondo di progettazione nell’ambitodel 7° programma Quadro). Un’occasione con cui siè voluto avviare un dialogo tra istituzioni e imprese suiproblemi connessi alla gestione dei progetti di ricercae sviluppo. In risposta al bando Por Fesr 20<strong>07</strong>-2013sono arrivati complessivamente 350 progetti, di cui198 da singole imprese e 152 da associazioni diimpresa, per un totale di 531 aziende coinvolte. Diquesti, 28 progetti riguardano l’aerospazio, 72rispettivamente le bioscienze e le tecnologie dei benie le attività culturali, 56 la sostenibilità ambientale edenergie rinnovabili, 122 il settore Ict/Multimediale.Altre 330 imprese e fondazioni sono coinvolte neiprogetti presentati come fornitori. Nei progetti sonoinoltre coinvolti 51 organismi di ricerca di cui 22 del<strong>Lazio</strong>, 27 nazionali e 3 internazionali.


egioneLavoro: presto unostanziamento di 32 milioniper l’occupazione femminile> di Daniele Camilli<strong>Lazio</strong> / informazione<strong>10</strong>Nel <strong>Lazio</strong> il tasso dioccupazionefemminile è superiorealla media nazionaleattestandosi intorno al 50% eil tasso di presenza delledonne nelle imprese hasuperato la media nazionale(oltre il 26% contro la medianazionale del 24%). Sul fronteimprenditoriale i datidell’OsservatorioImprenditoria Femminile diUnioncamere, rivelano come,nonostante l’esistenza dibarriere in ingresso per ledonne, le imprese femminilicrescano a un ritmo piùelevato del totale delleimprese. Lo rivela il “LibroVerde sull’occupazionefemminile nel <strong>Lazio</strong>”promosso dall’Assessoratoregionale al Lavoro, Pariopportunità, Politichegiovanili, guidato daAlessandra Tibaldi.“Abbiamo pensato a un pianodi azione integrato peripotizzare un diverso modellodi welfare Regionale – hadetto l’assessore AlessandraTibaldi – prima abbiamorealizzato il libro verde perl’occupazione e ora diamo ilvia a uno stanziamento di 32milioni di euro per il sostegnoal lavoro femminile, nellaconvinzione che sarannoproprio le donne a trainare lafutura ripresa economica”.Tra le province italiane è Romaquella con il più elevatonumero di imprese femminili(61.584), seguita da Napoli(59.725) e Milano (57.199).Positivo anche il trendregistrato nel suo complessodalla <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, con untasso di imprese femminili pari


• Regiona circa il 27% del totale delleimprese contro una medianazionale del 24%.L’imprenditrice media lazialeha un’età compresa tra i 30 e40 anni (mai un’età superioreai 56 anni), al momento diavviare l’impresa è nubile enon ha figli, è altamentescolarizzata (il 60% possiedeuna laurea, mentre il 52% haaddirittura conseguito unmaster), anche se a un grado diistruzione elevato, non semprecorrisponde un ruolo aziendalein linea con il percorsoformativo. Spesso, poi, latipologia di laurea non ècoerente con l’attivitàimprenditoriale individuata.Una buona parte di donne,inoltre, avvia un’impresa dopola separazione/divorzio o inalternativa al reingresso nelmondo del lavoro dopo lamaternità.Un elemento distintivodell’imprenditorialitàfemminile laziale, inparticolare romana, è quellodella multietnicità. Negli ultimianni la sensibile crescita dellacomponente immigrata haindubbiamente contribuito allavitalità del sistema di impreselocali. Nella sola provincia diRoma le donne straniere concariche imprenditoriali sono12.417 (7,6% del totale delledonne). Tra il 2006 e il 20<strong>07</strong>il numero complessivo diqueste donne è aumentato di3.320 unità (2,1%).Lacomponente femminilestraniera ha evidenziato untasso di crescita (8,3%) moltosuperiore a quello delleitaliane (+1,6%), ed è risultatapiù pronunciata rispetto al giàalto livello medio regionale enazionale (rispettivamente7,7% e 6,7%).In virtù di queste dinamiche, èaumentato, seppur di poco,anche il peso dellaimprenditrici straniere, chesono il <strong>10</strong>,2% (4.473) deltotale delle imprenditrici.Riguardo alla mortalità delleaziende, in particolare, lamortalità delle impresefemminili risultaparticolarmente superiore aquella maschile nelle attivitàassociative, ricreative eculturali, nelle attività dinoleggio macchine, nelcommercio,nell’intermediazionemonetaria e finanziaria, maanche nei servizi alla personae nelle attività immobiliari. Intermini di volume di attività leimprese femminili (dato al31.12.<strong>07</strong>) presentano per lopiù un fatturato medio di250.000,00 euro cherappresenta un livellotendenzialmente marginale peressere competitivi esoprattutto per investire ininnovazione e ricerca.<strong>Lazio</strong> / informazione11


<strong>Regione</strong>60° DEL FRASCATI:RILANCIO DI UNA STORICA ETICHETTA ROMANASaranno dedicati alla promozione delvino dei Castelli i mesi di novembre edicembre. Una settimana didegustazioni del vino Frascati presso l’enotecaregionale Palatium, vetrina sopraffinadell’eccellenza agricola regionale, per celebrareil 60° anniversario del conferimento dellaDOC.“È per noi fondamentale – dichiara l’assessoreDaniela Valentini – festeggiare questocompleanno con concrete azioni di governo,che in un momento di crisi economica comequesto, dia la possibilità a tutti i componentidella filiera di tenere la presa e rilanciare unastorica etichetta”. Da questo intento nascel’accordo sull’impianto Arsial di Vermicino pertrasformarlo in polo vitivinicolo utile sia aiproduttori che ai trasformatori. La decisione èstata presa durante il tavolo di filiera delFrascati, svoltosi il 7 ottobre in <strong>Regione</strong> allapresenza dell’assessore regionale all’agricoltura,del commissario Arsial, del sindaco di Frascati,di un rappresentante del sindaco diMonteporzio, nonché delle cantine sociali,associazioni e del Consorzio.“Inoltre – continua la Valentini - ho anchedeciso di scrivere una lettera all’assessore alcommercio del Comune di Roma per inserirenel nuovo regolamento, relativo alle licenzedella ristorazione, un punteggio apposito perchi inserisce i vini del <strong>Lazio</strong> nella propria cartadei vini”.“Il nostro è un territorio che ha saputo faredella produzione vinicola una grande occasionee una fonte di ricchezza”, ha dichiarato NicolaZingaretti, presidente della Provincia di Roma.“È per noi importante quindi continuare asostenere il processo di crescita e sviluppodell’intero settore e per questo motivoaccogliamo con grande favore le iniziativeprogrammate dalla <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> in occasionedel 60° anniversario del conferimento dellaDoc per il vino di Frascati. Manifestazioni edeventi - spiega Zingaretti - che mirano allavalorizzazione di una storica etichetta romana,punta di diamante della nostra produzioneregionale, conosciuta e molto apprezzata anchein Italia e all’estero. Saremo parte attiva diquesto sforzo anche per andare incontro allagiusta richiesta di sostegno delle aziendeagricole. Le iniziative che oggi accogliamo confavore – conclude - saranno per noi esempioanche per promuovere l’intera produzionevinicola della provincia”.<strong>Lazio</strong> / informazione13


INAUGURATO IL “PICCOLONIDO”, UN APPARTAMENTOCONFISCATO ALLACRIMINALITÀ CHE GRAZIEAL CONTRIBUTO DELLAREGIONE LAZIO, OSPITERÀBAMBINI ULTRAFRAGILIegioneNEL QUARTIERE AURELIO UNBENE CONFISCATO ALLACRIMINALITÀ DIVENTA UNA CASAFAMIGLIA PER BAMBINI MALATI> di Dario BorlandelliSi chiama “Piccolo Nido” ed è una casa per bambinimalati in fase di convalescenza, con scarse difeseimmunitarie. Lo ha realizzato l’Associazione OnlusAndrea Tudisco ristrutturando un appartamento sequestrato allamalavita organizzata, con il contributo dell’Assessorato allaSicurezza della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>.L’Associazione Tudisco nasce nel 1997 per opera di Fiorella Tosonie Nicola Tudisco, in seguito alla scomparsa del loro piccolo, Andrea,a causa di una grave forma di leucemia.<strong>Lazio</strong> / informazione14


egione> di Daniele CamilliPRESENTATA LA GUIDA PER ILTURISTA CURIOSO E GOLOSO<strong>Lazio</strong> / informazione16Una Roma dinamica,aperta al nuovo, ingrado di rompere glischemi e di offrire alternative diristorazione per tutte le tasche: èquesta la fotografia di Roma20<strong>10</strong> del Gambero Rosso. Milleindirizzi fra ristoranti, trattorie,wine bar, birrerie, pizze a taglio,caffè bar e negozi di specialitàalimentari, per tutti i gusti e tuttele esigenze.E la qualità? Medio alta conpunte di eccellenza. Al vertice LaPergola de l’Hotel RomeCavalieri guidata da Heinz Becke dalla sua squadrasuperaffiatata. Secondo postoper il Pagliaccio di AnthonyGenovese che guadagna duepunti e si avvicina sempre più alvertice. Terza posizione per leColline Ciociare di SalvatoreTassa. Segue l’Open Colonnache fa un grandissimo salto inavanti: con il trasferimento dellocale di Labico all’interno delpolo museale del Palazzo delleEsposizioni, Antonello Colonnaha dato vita ad un luogopoliedrico e articolato nel qualetrovano spazio, a seconda deimomenti della giornata, diverseofferte di ristorazione.Ma non finiscono qui le novitàdentro e fuori le mura cittadine.Ben quattro i locali che per laprima volta arrivano altraguardo delle due forchette:Glass Hostaria, All’Oro,Romolo al Porto di Anzio e TheCesar il ristorante dell’HotelPosta Vecchia di Ladispoli,quattro realtà molto diverse fraloro ma ulteriore prova dellavitalità della città. Novità anchenell’ambito dei wine bar: DelGatto di Anzio raggiunge iltraguardo delle tre bottiglie,massimo riconoscimento per lacategoria, affiancando cosìRoscioli.Però, e questo è forse l’aspettopiù piacevole e stimolante, non èsoltanto la ristorazione“classica” (che registra,comunque, oltre 50 novitàrispetto allo scorso anno) a daresegni di vitalità. Grandefermento, una sorta di gara a


• Regiondare di più, vive il settore del mangiar veloce moltoamato e assai ricercato soprattutto fra il pubblicopiù giovane. Dalle pizze a taglio ai caffè bar senzadimenticare street food e birrerie, la proposta siarricchisce di alternative a prezzi assolutamenteabbordabili (oltre le 160 le segnalazioni solo inquesto settore).Una Roma quindi gastronomicamente promossa apieni voti, una Roma che meritava un premio chesottolineasse questa spinta verso il nuovo. È perquesto che è nato il premio innovazione, riservatoa quei locali, siano essi ristoranti o negozi, chequest’anno presentano la formula più originale, performa e contenuto.Il riconoscimento è andato al già citato OpenColonna per la categoria ristoranti, a La Fucinaper le pizzerie e alla gelateria V-Ice per lacategoria negozi.Ed è sempre nell’ottica di valorizzazione delpatrimonio enogastronomico visto come preziosoveicolo turistico, che il Gambero Rosso e la<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> con il supporto di ARSIAL eATLAZIO, hanno promosso il progetto “Bonus<strong>Lazio</strong>” per la valorizzazione dei prodotti tipici del<strong>Lazio</strong>. A tal fine il Gambero Rosso ha condotto uncapillare lavoro di censimento per verificare lapresenza di formaggi, carne, salumi, prodottiortofrutticoli, vino, olio, frutta di provenienzaregionale in tutti i ristoranti presenti in guida. Ilocali (54 in tutto, vedi elenco allegato) sonofacilmente riconoscibili perché contraddistintiall’interno del volume dalla scritta bonus <strong>Lazio</strong>.“Per la prima volta si realizza una mappatura ditutti gli esercizi di eccellenza del territorio lazialeche propongono il patrimonio enogastronomicodella nostra regione – ha detto l’assessoreall’agricoltura della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, DanielaValentini – Ma sappiamo che questa importanteconquista si è diffusa nella ristorazione romana piùin generale. Il risultato di questo lavoro ci dice cheil numero dei ristoratori e degli esercizi didiffusione alimentare sono in aumento”.La Guida con la segnalazione dei ristoranti chediffondono i prodotti di qualità del <strong>Lazio</strong> è ilgiusto riconoscimento dell’impegno della<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> in questi anni per la diffusionedelle nostre eccellenze.E per il quarto anno si è rinnovata anche lacollaborazione tra Gambero Rosso e la Provinciadi Roma per la valorizzazione di un settore, quelloenogastronomico, in continua espansione.“Con la sua vasta e variegata selezione di ristorantie di attività artigiane e commerciali, la guida Romadel Gambero Rosso rappresenta una bussolaindispensabile per ricercare gusto e sapori dellacucina di Roma e di tutto il territorio provinciale –ha sottolineato il Presidente della Provincia diRoma, Nicola Zingaretti – Credo che questo testosia uno strumento utilissimo per conoscere megliole straordinarie risorse e i migliori prodotti dellaprovincia più grande d’Italia, il fascinogastronomico di una terra che da sempre coniugatradizione e innovazione nel contempo, una vetrinad’eccezione che fa dell’eccellenza l’elementocomune e l’obiettivo strategico da raggiungere”.Soddisfazione anche dal Commissario Arsial,Massino Pallottini, per il quale “è stato ottenuto unbuon risultato in termini di attenzione ai prodottiregionali. A noi sembra tanto, ma possiamo fare dipiù. Forse – continua - possiamo puntare a coprirecon le eccellenze dell’enogastronomia laziale un50% della migliore ristorazione romana, facendoattenzione, tuttavia, a non omologare troppol’offerta enogastronomica della Capitale”.<strong>Lazio</strong> / informazione17


niziativeIL SUCCESSOÈ BIO!<strong>Lazio</strong> / informazione18


• IniziatBILANCIO POSITIVO PER LA QUARTA EDIZIONE DELLA BIOFIERA.SODDISFAZIONE DEI PRODUTTORI E TANTA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINIHanno rimesso in ordine le cassette e gliscatoloni ormai vuoti; riordinato tuttol’armamentario, coltelli, piatti, cestini, espogliato gli stand di premi, immagini e manifestisponsorizzanti la propria azienda. Se ne sonoandati stanchi e anche un po’ infreddoliti, ma colsorriso, segno di soddisfazione per il lavoro svolto.Si è conclusa con questa immagine, chiusa sulvolto degli oltre <strong>10</strong>0 imprenditori agricoli, laquarta edizione della Biofiera, svoltasi a Roma dal15 al 18 ottobre, in viale delle Terme di Caracalla,tra l’impianto di atletica e il sito archeologico diepoca romana.Anche quest’anno, il bilancio dell’eventoorganizzato dall’assessorato regionaleall’agricoltura è più che positivo. Migliaia ivisitatori che hanno passeggiato tra i banchi degliagricoltori acquistando la migliore produzionebiologica offerta dalla nostra regione. Unapasseggiata lungo un percorso del gusto, di sapori“familiari” fatti di freschezza, gusto e qualità.Salse, prodotti sottolio, olio, vino, pane e pasta,tartufi, formaggi, confetture, frutta e verdura,dolci, caffè e anche gelato. Una carrellata sulpaniere enogastronomico biologico regionale che,ancora una volta, ha incontrato l’attenzione e lapartecipazione di un vasto pubblico e degli amantidella buona tavola e del mangiar sano.“Con la Biofiera - ha detto l’assessoreall’agricoltura della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, DanielaValentini - vogliamo dimostrare quante risorse eservizi possa offrire la campagna ai cittadini: dagli<strong>Lazio</strong> / informazione19


niziative<strong>Lazio</strong> / informazione20agri-nido alla filiera corta grazie alla quale iconsumatori possono comprare prodotti freschi edi qualità. Il nostro obiettivo - prosegue - è quellodi far arrivare sulle tavole dei cittadini romani iprodotti biologici a costi accessibili – e stiamolavorando per avere una rete integrata deidistributori di questi prodotti nella Capitale,perché mangiare biologico vuol dire mangiaresano”. Per degustare le eccellenze dell’agricolturabiologica laziale alla Biofiera è stato allestito,come tradizione vuole, lo spazio gestitodall’enoteca regionale Palatium, che ha servito perl’intera rassegna menu a base di prodotti biologici.La sicurezza è anche quella alimentare, motivo percui la Biofiera ha voluto coniugare la cultura delbiologico insieme alle Istituzioni, ai produttori econsumatori, al mondo della ricerca, delleUniversità e degli Enti certificatori.“Quello dell’agricoltura biologica è un compartoproduttivo che ha delle grandi potenzialità e vasostenuto specialmente nella fase di start-up”, hadichiarato il presidente della Provincia di Roma,Nicola Zingaretti, in visita tra gli stand dellamanifestazione. “Il tema da affrontare – haaggiunto – è quello di dare una reale possibilità discelta ai consumatori tra i prodotti normali equelli bio, che non sono necessariamente prodottiper ricchi”, soprattutto alla Biofiera, dove iconsumatori hanno potuto acquistare a costicontenuti. “Una proposta non solo alimentare, maanche culturale” ha sottolineato il CommissarioArsial Massimo Pallottini, secondo il quale il<strong>Lazio</strong> è importante che sulle sulle tavole deiromani arrivino prodotti di qualità e garantiti.Ma Biofiera è anche attenzione al futuro dellenuove generazioni. I ragazzi e le ragazze dellescuole aderenti al progetto regionale ‘Sapere iSapori’ hanno avuto a disposizione spaziinteramente dedicati all’educazione alimentare, almangiare sano e al divertimento con laboratori,animazione e spettacoli. Ai più piccoli è statainoltre offerta una sana e nutriente merenda,rigorosamente bio.Durante la manifestazione non sono mancatimomenti di riflessione e di dibattito sugliinterventi realizzati dalla <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> a sostegnodell’agricoltura romana e sul suo sviluppo futurograzie ai finanziamenti del Programma di SviluppoRurale (PSR). In particolare il convegno“Agriforum Roma e Provincia” che, l’ultimogiorno dell’evento, ha radunato tutti i protagonistidel mondo della produzione agricola e non delterritorio romano. (E.A.)


niziativeAGRIFORUM ROMA E PROVINCIA:L’AGRICOLTURA CHE SVILUPPA IL TERRITORIO<strong>Lazio</strong> / informazione22> di Erica AntonelliSI È SVOLTO IL 18 OTTOBRE L’INCONTROTRA AMMINISTRATORI, OPERATORI DELSETTORE, ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA,SINDACATI E CITTADINI PER ILLUSTRARE COSAPREVEDE IL PSR PER ROMA E PROVINCIA.Dopo Viterbo, Rieti, Frosinone e Rieti, il percorsodivulgazione sul territorio in riferimentoalle opportunità offerte dal Programma diSviluppo Rurale ha toccato la Capitale. Si è infattisvolto il 18 ottobre, presso la Biofiera, l’Agriforum diRoma e Provincia.A fare gli onori di casa l’assessore all’agricoltura della<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, Daniela Valentini, insieme a tanti altrinomi importanti. Presenti il presidente della Provinciadi Roma Nicola Zingaretti, il presidente dellaConfcommercio Roma Cesare Pambianchi, il vice presidentedella Cciaa di Roma Lorenzo Tagliavanti, l’assessoreregionale al Bilancio Luigi Nieri, l’assessoreprovinciale all’agricoltura Aurelio Lo Fazio, il presidentedella Commissione agricoltura <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>Mario Perilli, il commissario straordinario di ArsialMassimo Pallottini, oltre al direttore regionale all’agricolturaGino Settimi e i numerosi tecnici che hannoillustrato le linee guida della programmazione rurale.La parola chiave è stata rinnovamento. Un rinnovamentoper guardare al futuro dell’agricoltura del<strong>Lazio</strong>, “unica <strong>Regione</strong> in Europa - ha sottolineatol’assessore Valentini - ad aver destinato il 12% deiSempre in ambito PSR, sono stati presentati 16 Progetti Integrati Territorialiche coinvolgono oltre 400 soggetti su tutto il territorio della provincia di RomaLE RISORSE DELLA REGIONE LAZIO PERROMA E PROVINCIAFondi per l’Emergenza della Valle del SaccoFondi per APA (Associazione ProvincialeAllevatori) per la tenuta dei libri genealogicie i controlli funzionaliFondi APA per lo smaltimento dellecarcasse (bovine)Piattaforma del BiologicoTOTALEBandi singoli (PSR)PIF (PSR)Giovani e Donne (PSR)<strong>Agricoltura</strong> Biologica (PSR)Misure Agroambientali (PSR)Legge Agriturismo e turismo ruraleAgriturismo e turismo rurale (PSR)Distretto agroenergetico della Valle dei LatiniDistretto dei Castelli Romani e PrenestiniCantina di Monte Porzio CatoneEmergenza Valle del SaccoTOTALERISORSE EROGATE7 milioni e 750 mila euro3 milioni e 150 mila euro1 milione e 280 mila euro500 mila euro12 milioni e 680 mila euroRISORSE RICHIESTEE DA EROGARE35 milioni di euro17,5 milioni di euro11 milioni di euro15 milioni di euro5 milioni e 800 mila euro786 mila euro1 milione e 400 mila euro600 mila euroUna volta a regime, il Distretto potràbeneficiare anche degli investimentiACEA, pari a 22 milioni di euro,per la la costruzione di un impiantodi 5 MegaWatt per la produzione dielettricità e calore da biomasse600 mila euro2 milioni di euro2 milioni e 250 mila euro(2009)91 milioni e 936 mila euro


• Iniziafondi Psr ai giovani che voglionoaprire aziende agricole, e il40% alle donne che potrannocosì riprendersi la titolarità diimprese, talvolta lasciate indismissione dai padri’’.Ammontano a 80 milioni dieuro i fondi erogati a giovaniimprenditori agricoli e a brevene saranno assegnati altrettanti,con crediti agevolati del Fondodi Garanzia della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>per consentire l’avvio di nuoveaziende. “La sfida di questaamministrazione regionale – haprecisato l’assessore regionaleall’agricoltura - è dimostrarecome il settore possa risponderealle produzioni agroalimentaricon lo stop agli Ogm e la valorizzazionedel biologico, undistretto della montagna nel reatino,a cui ora si aggiungono ilprimo distretto agro-energeticod’Europa nella Valle del Sacco eil distretto della frutta diLatina’’.alle esigenze primarie dei cittadini,dalla sicurezza alimentareagli spazi verdi per i bambini,fino alla tutela dei paesaggi controle speculazioni”. L’evento èstato anche l’occasione per ribadirela politica regionale nell’agro-romano.“Noi vogliamoche i casali rurali siano spazi vivie vissuti – ha detto l’assessore –motivo per cui abbiamo lanciatoun bando per creare agri-nido,centri di ippoterapia, e struttureper ospitare malati di Alzheimer.Questa la nostra azione digoverno - ha detto infine - cheha dato norme al settore con 7leggi quadro, valore aggiunto<strong>Lazio</strong> / informazione23


Rea SilvMERCATINI IN MOSTRASI È SVOLTO AL FOROITALICO, SABATO <strong>10</strong> EDOMENICA 11 OTTOBRE,IL MERCATO AGRICOLO DI“AGRICOLTURA IN CITTÀ”Imercatini di Rea Silvia sono andati inscena anche nell’ambito di ‘<strong>Agricoltura</strong> incittà’, la manifestazione organizzata aRoma dall’assessorato regionaleall’agricoltura presso il Foro Italico dal 18settembre all’11 ottobre.Una due giorni (sabato <strong>10</strong> e domenica 11ottobre) in cui gli imprenditori veterani deimercatini verdi hanno voluto essere presentiall’iniziativa assieme ai loro prodotti. Circauna ventina le aziende che hanno ricostruitoun piccolo mercato agricolo all’interno dellospazio adibito alla manifestazione. Pastafresca fatta in casa, pane, creme tartufate,carne, legumi, olio, vino, dolci, miele, cremedi nocciola e cioccolata epiante…un’atmosfera allietata dal sole che hainvogliato i visitatori a soffermarsi davanti aibanchi del mercato, gustarne le prelibatezzeed acquistarle. “Un ulteriore momento dipromozione dei sapori tipici e localiall’interno della città” ha detto l’assessoreregionale all’agricoltura Daniela Valentini,sottolineando come “la vendita diretta siauno dei modi migliore per avvicinare ilconsumatore ai prodotti del proprioterritorio, stabilendo un rapporto diretto e difiducia con i produttori”. (E.A.)


ia • ReaOPPORTUNITÀ E CONOSCENZAÈ QUESTA LA SINTESI DEI MERCATINI VERDILo sappiamo ormai bene. Sono tanti iprotagonisti dei mercatini di ‘Rea Silvia’. Giovani edonne che di volta in volta si alternano portandoin città la qualità della loro produzione e l’amoreper il proprio lavoro.La redazione di <strong>Lazio</strong> Informazione ne ha ascoltatidue, un giovane, Moreno Starnoni, ed una donna,Anna Ferretti, per conoscerli meglio e per capirecosa, per loro, rappresentino i mercatini verdi delprogetto ‘Rea Silvia’. (P.O.)INTERVISTA A MORENO STARNONI1) Moreno, pur se giovanissimo, durante i mercatiniverdi aiuti tua madre Emy a vendere i tartufi checoltivate a Bracciano...In azienda, aiuto mia mamma in tutto,compatibilmente ai miei studi in ragioneria.Accolgo le scuole per le attività didattiche, iclienti dell’agriturismo, ma partecipare aimercatini mi piace particolarmente perché si è acontatto con i consumatori, s’impara a capire ilcliente…in sostanza si diventa un po’ psicologi equesto è importante per il lavoro di un’azienda.3) Nel tuo futuro, credi che l’azienda abbia un posto?Il mio desiderio è fare il poliziotto, ma penso chequesto potrà camminare affianco di “Emy Tartufi”.Mamma è giovane e ha tante idee: continueròsicuramente a collaborare con lei.AZIENDA AGRICOLA EMY TARTUFITartufi freschi, bianchi e neri, trasformati elavorati in salse e salsine. Una produzionespeciale quella dell’azienda di Emilia Patti(detta Emy), Jonny, Moreno e Manolo, allaquale si affiancano altri prodotti tipici, tra cuiolio, ortaggi e confetture. L’azienda oltre adessere un agriturismo, svolge anche attivitàdidattica accogliendo centinaia di alunni.L’azienda agricola Emy Tartufi si trova aBracciano (RM), in via Castel GiulianoSambuco 8.. Per acquistare direttamentedal produttore e per visitare l’azienda, èpossibile telefonare al numero 06.9987064(in alternativa il 338.7031932), o mandareuna mail all’indirizzo emitartufi@libero.it2) I consumatori ti chiedono consigli?Si. Spesso gli spiego come usare le salsetartufate, ma in generale chi compera sa usare ilprodotto. Quello che non sanno è che siamol’unica tartufaia del <strong>Lazio</strong>. Tartufi neri per l’estatesotto le querce e i noccioli, quelli bianchid’inverno sotto i pini. Un’idea che ebbe mammamolto tempo fa e che è ben riuscita, anche grazieall’arte di addestrare i cani da tartufo cheappartiene a mio padre. È bravissimo e da luivorrei imparare.<strong>Lazio</strong> / informazione25


ea SilvINTERVISTA A ANNA FERRETTI1) Anna, sei titolare a Mentana di un’azienda bio,ovina e caprina, con circa mille capi e cheappartiene da molte generazioni di pastori allafamiglia di tuo marito…Io ed Enrico, mio marito, lavoriamo insieme,ognuno con ruoli ben precisi e per questo, misento protagonista in ciò che faccio. Produco 5tipi di formaggio e partecipo a tutte le attivitàaziendali, spostandomi anche al Terminillod’estate per la transumanza del gregge...siamo inpochi a praticarla ancora.2) Cosa ha significato per te l’esperienza deimercatini di ‘Rea Silvia’ ?Per noi produttori, i mercatini, oltre ad essereun’opportunità di vendita, sono un’occasione perimparare a conoscere i gusti e le necessità deiconsumatori…e quindi di saperci adeguare. Maanche un punto d’incontro con altre imprenditrici,un momento in cui ci sentiamo utili e importanti.Penso a quando abbiamo fatto la ricotta e alleespressioni di grandi e bambini: è stato un veropiacere vederli mangiare con gusto.3) Produci formaggi di pecora e capra…quali sonoi più apprezzati?Entrambi perché di ottima qualità. La differenzaimportante è nel consumo: il formaggio di capra èricercato non solo per la sua bontà, ma perché èil prodotto giusto per molte intolleranze alimentari.AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA ANNA FERRETTIDi Anna Ferretti ed Enrico, l’azienda produce formaggi pecorini, caprini, diversi nelle forme, nelleinfinite tonalità del colore bianco, ma sempre di alta qualità, ultimo atto di un lavoro attento,faticoso e affascinante al tempo stesso. Formaggi di vari sapori e consistenza che incorporano iprofumi, gli aromi e le armonie che la montagna dona a chi la vive, amandola.<strong>Lazio</strong> / informazione26L’azienda agricola biologica di Anna Ferretti si trova a Mentana (RM), in via Moscatelli 4<strong>07</strong>. Peracquistare direttamente dal produttore e per visitare l’azienda, è possibile telefonare al numero06.9094782 (in alternativa il 347.0062736), o mandare una mail all’indirizzo anna-ferretti@live.it


ia •


erritorioA Velletriil felice incontrotra domanda eofferta agricola> di Paola Ortensi<strong>Lazio</strong> / informazione28Èstato inaugurato il 16 giugno scorsoil mercato contadino di Velletri,voluto e organizzato dall’amministrazionecomunale. Da quel momento inpoi, è stato un crescendo di consensi, siada parte degli agricoltori e, in particolarmodo, dei consumatori, i quali hanno raggiuntopunte di 1500 presenze.Così, ogni martedì e sabato dalle 8.30alle 13.30, il mercato prende vita nellacentralina ortofrutticola di via Rioli,dove, da anni, dall’alba fino alle 7 dimattina agricoltori e commercianti contrattanosull’acquisto dei prodotti. Lacentralina, risistemata con il contributodella Provincia (sebbene abbia certamentebisogno di altri lavori) offre uno spazioampio per gli agricoltori e un’importantepossibilità di parcheggio a chi arriva perfare la spesa.Sono mediamente 60 le imprese che sialternano di volta in volta, e più di centoquelle già iscritte per la vendita. Poche leregole, ma certe. I produttori (quasi esclusivamentedi Velletri, ma provenientianche da paesi limitrofi come Lariano,Lanuvio e Artena) possono vendere esclusivamentei propri prodotti. E per quantoriguarda i prezzi, questi vanno tenuti al disotto del 30% rispetto a quelli indicatidal borsino esposto dal ministero dellePolitiche Agricole.


• TerritRaccontati i ‘capisaldi’ che danno vita al mercatodi Velletri, non si può non dare un’idea (seppurlimitata) dell’atmosfera che lo caratterizza.Girando tra i banchi, si possono raccogliere i sentimentie le emozioni dei protagonisti, sempre prontia dare un consiglio su cosa acquistare e come cucinarlo.Il loro volto è soddisfatto, perché il mercatoè un’ottima occasione per integrare il reddito.Troppo spesso, infatti, hanno visto negli anni laloro merce essere pagata nulla, sentendo umiliatoil proprio lavoro e la propria professionalità. Almercato di Velletri, invece, sono felici di portare leproprie eccellenze a prezzi convenienti per chicompra e remunerativi per chi vende.Ma a parlare, sono anche i colori. Soprattutto inautunno, dove predomina il verde delle tante verdure,l’arancione delle zucche e dei cachi, il bianco e ilnero dell’uva, il giallo dei limoni, il marrone delleprime castagne e il rosso degli ultimi pomodori e,ancora, dal viola cangiante delle melanzane. Coloriche si intrecciano con il profumo dei formaggi, deiprodotti da forno e con la fragranza dei fiori freschi.Un altro elemento che davvero colpisce è la grandepresenza di tante donne e di tanti giovani cheforse, come sottolinea Carlo Guglielmi, assessoreall’agricoltura del Comune di Velletri, grazie almercato vedono la possibilità di contribuire alrilancio dell’azienda di famiglia, considerandolasicuro posto di lavoro. Non è un caso che Velletriabbi una tradizione agricola davvero eccezionale. Ivelletrani erano i famosi vignaroli, che con i loroprodotti ‘invadevano’ a centinaia i banchi dei mercatirionali di Roma negli anni ‘60-’70 e che, seppurin numero assai minore, rimangono presentinella Capitale. ‘Vignaroli’ perché il loro orto siestendeva sotto filari delle loro viti, madri di vinisempre più apprezzati, e olivi che ancora oggi permettonola presenza di un alto numero di frantoi.Velletri è dunque lanciata nel sostenere la sua economiaagricola e il mercato ne è una prova concreta.Gli agricoltori comprendono bene l’importanzadella sfida aperta dal Comune e rispondono intanti, non mollando il loro posto in prima fila.Chiudiamo con un ulteriore successo, che molto haa che vedere con l’agricoltura: il Comune ha ottenutoche un piatto sublime e di golosa trasformazionedi un prodotto locale - i carciofi alla matticella - sia definito ‘piatto d’origine velletrana’.<strong>Lazio</strong> / informazione29


ALIMENTAZIONEDott. Pietro A. Migliaccio,con la collaborazione delle dott.sse in DietisticaSilvana Nascimben e Lorenza Petrucci1) In vista dei mesi invernali,come preparare il proprio corpo atenersi pronto all’attacco dei virusinfluenzali? Quali cibi prediligeree in quale quantità?L’alimentazione ha un ruolofondamentale per prevenire oquantomeno contrastare idisturbi tipici di questo periodocome il raffreddore, leinfiammazioni dell’apparatorespiratorio e l’influenza.Per aiutare l’organismo adaumentare le sue difeseimmunitarie e a mantenere unottimale stato di salute èopportuno seguire una dietaequilibrata e variata e soprattuttoprediligere il consumo di frutta everdura. Questi alimenti sonoparticolarmente ricchi di vitaminee sali minerali, nutrienti che, purnon fornendo energia, hanno unruolo fondamentale per la sintesidi numerose sostanze coinvoltenei processi di sintesi delsistema immunitario. In modospecifico le vitamine C, A ed Eed alcuni oligoelementi come ilmanganese, il rame, lo zinco e ilselenio hanno la capacità distimolare le difese dell’organismocontro i virus ed i batteri.Ecco quindi i cibi che nondovrebbero mai mancarenell’alimentazione abituale di tuttinoi:agrumi, kiwi, crocifere (cavolfiori,verza, broccoli) ricchi di vitaminaC, che aumenta le difese delnostro organismo;carne, uova, pesce, latte ederivati che forniscono proteinedi alto valore biologico utili allaformazione degli anticorpi eapportano inoltre zinco e selenio;legumi (fagioli, piselli, ceci,lenticchie…) ricchi di carboidraticomplessi, poveri di grassi e chehanno un elevato contenuto diproteine di origine vegetale,vitamine del gruppo B e saliminerali (ferro, potassio, fosforo emagnesio);cereali preferibilmente integraliper la presenza di carboidrati,fibra e manganese.Per un’alimentazione corretta edequilibrata riportiamo, nellatabella di fianco, il numeroconsigliato di porzioni dei varialimenti nell’arco della giornata.<strong>Lazio</strong> / informazione30TABELLA - DA LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA, RISTAMPA 20<strong>07</strong>ALIMENTO/GRUPPO ALIMENTO 1700 kcal (1) 2<strong>10</strong>0 kcal (2) 2600 kcal (3)CEREALI, TUBERIPORZIONI GIORNALIEREPane 3 5 6Prodotti da forno 1 1 2Pasta/riso/pasta all’uovo fresca 1 1 1-2Patate 1 (a settimana) 2 (a settimana) 2 (a settimana)ORTAGGI E FRUTTAOrtaggi /insalata 2 2 2Frutta/succo di frutta 3 3 4CARNE, PESCE, UOVA, LEGUMI 1-2 2 2LATTE E DERIVATILatte/yogurt 3 3 3Formaggio fresco/formaggio stagionato 2 (a settimana) 3 (a settimana) 3 (a settimana)GRASSI DA CONDIMENTOOlio/burro/margarina 3 3 41) esempi: bambini oltre i 6 anni; donne anziane con vita sedentaria2) esempi: adolescenti femmine; donne adulte con attività lavorativa non sedentaria; uomini adulti conattività lavorativa sedentaria3) esempi: adolescenti maschi, uomini adulti con attività lavorativa non sedentaria o moderata attività fisica.


Inoltre per le fasce più a rischiod’influenza (anziani, bambini,operatori sanitari ecc.) èconsigliabile consultare il propriomedico di base per lavaccinazione.2) Donne e gravidanza. Quantocalcio assumere in caso disgretolamento dei denti?Nella dieta della donna ingravidanza è moltoimportante lapresenza di calcioin quanto è ilcostituenteprincipale della parteminerale delle ossa edeve partecipare allaformazione delle ossadel nascituro ed allaaltre necessità. Ilcalcio è il minerale piùrappresentatonell’organismo umano:nell’adulto è contenuto nellamisura di 1200 mg circa, il 99%del quale nello scheletro e neidenti. Il rimanente 1% è ripartitotra tessuti molli e liquidiextracellulari. Nelle donne ingravidanza il fabbisogno di calcioaumenta, ed è, in relazione aiLARN (Livelli di AssunzioneRaccomandata di Energia eNutrienti per la PopolazioneItaliana), di 1200 mg/die, circa400 mg in più al giorno rispettoalla normalità. Se l’apporto diquesto nutriente risultainsufficiente a coprire ifabbisogni, il calcio necessarioper lo sviluppo del feto saràsottratto allo scheletro eall’apparato dentario della madre.Ciò può determinare nellagestante un deficit della massaossea, una maggiore tendenza asviluppare carie dentarie edosteoporosi.Per questo è importanteintrodurre nella dieta giornalieraalimenti ricchi di questonutriente. Nonostante il calcio siaun elemento piuttosto diffuso innatura, le principali fontialimentari sono rappresentatedai prodotti caseari (latte, yogurt,formaggi) dove si trova nellaforma maggiormentebiodisponibile. Buone quantitàsono tuttavia presenti anche nelpesce (sardine, alici), in alcunivegetali a foglia verde (agretti,cavoli, broccoli, cicoria, rughetta,verze), nei legumi, in alcuniprodotti della soia, nella fruttafresca e secca (in particolare lemandorle e le noci) ed in alcuneacque minerali.31


limentaDONNE: OGNI CHILOIN PIÙ RIDUCE VITAOgni chilogrammo di peso in più, dopo idiciotto anni di età, ridurrebbe del 5% lapossibilità delle donne di superare i 70anni. È quanto emerge dallo studio pubblicato dalMedical journal (BMJ) e realizzato con il supportodell’U.S. National Institutes of Health e del BostonObesity Nutrition Research Center. L’analisi,effettuata, a partire dal 2000, su un campione dioltre 17mila infermiere con età media di 50 anni,va ulteriormente a dimostrare l’importanza diun’alimentazione corretta per la salute. Secondogli esperti, aumentare di peso durante la cosiddettamezza età, farebbe aumentare il tasso di mortalitàper tumori, infarto e diabete.“Il problema – commenta la Coldiretti - riguardaanche le donne italiane (nonostante il record dilongevità conquistato in Europa che vanta unavita media di 84,1 anni) a causa dalla tendenza,soprattutto delle giovani generazioni, adabbandonare i principi della dieta mediterraneacon pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e iltradizionale bicchiere di vino consumati a tavolain pasti regolari che hanno consentito dimantenere gli italiani in buona salute”.DIMAGRIRE MANGIANDO PANE E CIOCCOLATO? SI PUÒ<strong>Lazio</strong> / informazione32Dimagrire mangiando pane e cioccolata?Si può. L’argomento è stato al centro delcongresso “Probiotics, Prebiotics & NewFoods” organizzato nell’Aula Magna dellaPontificia Università Urbaniana di Roma, da “Oltrela Nutrizione Onlus”, con il patrocinio dell’APP,Accademia Nazionale per lo Studio dei Probiotici edei Prebiotici, e della Sige, Societa’ Italiana diGastroenterologia. Tra gli argomenti del convegnoanche il rapporto tra obesità e flora intestinale,probiotici e malattie infiammatorie intestinali,potere antiossidante dei probiotici. L’attore, registae medico Carlo Verdone, testimonial delcongresso, ha così commentato l’ipotesi di unadieta a pane e cioccolato: “ben venga una dietain cui finalmente mangi quello che ti piace!”


zione • APIANTE E FIORI:L’ELISIR DI LUNGA VITAdi lunga vita? Mangiare fiori epiante spontanee. Fritti oL’ELISIRnell’insalata, i fiori di campocontengono vitamine e anti-ossidanti chepossono migliorare la salute. E’ questo ilsegreto di Libereso Guglielmi, botanico84enne, l’uomo che ispirò il “Baronerampante” di Italo Calvino.“Esiste una varietà incredibile di piantecommestibili che non conosciamo nemmenoe che dovrebbero entrare a far parte dellanostra dieta”, ha dichiarato Guglielmi,intervenuto alla prima mattinata di lavori delFestival della Salute a Viareggio. “L’ideale -ha affermato - sarebbe invogliare i bambini,che sono più propensi all’ascolto, ariappropriarsi di tutta una serie diinformazioni riguardanti l’alimentazione e lacura di alcune malattie attraverso le piante,informazioni che sono andate del tuttoperdute”. Infatti, secondo il Barone in pochisanno che ci sono dei fiori che oltre adessere bellissimi, sono anche molto buoni”.Guglielmi dà alcuni consigli culinari perrealizzare particolari manicaretti con piante efiori: “Il glicine, l’acacia e il sambuco sonoperfetti fritti o nell’insalata. Il tulipano èottimo se imbottito con del formaggiomorbido e lo stesso vale per l’ibisco. L’orticainvece può essere molto utile per stimolarela diuresi”. Ma non è facile reperire questifiori. Per questo il botanico consiglia dicoltivare queste piante spontanee ingiardino. E per chi non dispone di un prato,la soluzione è semplice: “Si può mettere unavaschetta in balcone con delle piantine,basta un piccolo vaso - è il consigliodell’esperto - per contenerne una decina”.LIBERESO GUGLIELMIGuglielmi, botanico di famainternazionale, cominciò la sua carrieragrazie ad una borsa di studio delministero dell’<strong>Agricoltura</strong>, al quale ebbeaccesso grazie all’intervento di un altrobotanico, Mario Calvino, padre delloscrittore Italo. Fu in quell’occasioneche Guglielmi ebbe modo difrequentare l’allora giovanissimoscrittore e di ispirare la trama delfamoso romanzo “Il barone rampante”.<strong>Lazio</strong> / informazione33


limentaGELATO E PATATINE DANNO ALLA TESTA:IMPOSSIBILE RINUNCIARE AL BISNon sarebbe mancanza di forzavolontà, ma colpa del cervello seproprio non rinunciamo al bis digelati e patatine. I grassi di alcuni cibi, infatti,arrivano subito al cervello e lo spingono a“dire” al nostro corpo di ignorare i segnali chespengono l’appetito.I ricercatori del Soutwestern Medical Centerdell’università del Texas, in uno studiopubblicato sul ‘Journal of Clinical Investigation’,sono riusciti a fotografare l’azione di tre diversitipi di grassi nel cervello di alcuni animali,somministrati con metodi diversi. Sono statiusati l’acido palmitico (presente in cibi comeburro, formaggi, latte e carne), gli acidi grassimonoinsaturi e l’acido oleico (nell’olio di oliva).“Abbiamo mostrato - racconta Deborah Clegg,autrice dello studio - che l’intera chimica delcervello può cambiare in un brevissimo lasso ditempo. Insomma, quando si mangia un cibomolto ricco di grassi il cervello va in tilt e sidiventa resistenti al messaggio che arriva dainsulina e leptina. Abbiamo visto – prosegue -che l’acido palmitico riduce specificamentel’abilità di insulina e leptina di attivare unacascata di segnali intracellulari che ci fannointerrompere il pasto quando siamo sazi”.Anche se lo studio è stato condotto suglianimali, aggiunge l’esperta, conferma lafondatezza delle raccomandazioni deinutrizionisti sul fatto di limitare l’assunzione digrassi saturi. Questi, ingannando il cervello, “tiportano a mangiare di più”.<strong>Lazio</strong> / informazione34DIETA: ITALIANI RESISTONOUN PAIO DI MESIDura al massimo due mesi. È la dieta degli italiani, che proprionon riescono a rinunciare ai piaceri della gola. La prassi sembraessere questa: si prenota la visita dal dietologo, si rispetta ladieta per qualche settimana…fino a raggiungere addirittura qualchemese. Poi, ci si arrende, perché “dimagrire è impossibile”. “La via delladieta, in un paese come il nostro sempre più grasso, è costellata diabbandoni - dichiara Giuseppe Fatati, presidente Adi e promotoredell’Obesity day, la giornata contro l’obesità indetta in tutta Italia svoltasi il<strong>10</strong> ottobre -. I primi ad arrendersi sono i meno motivati: vogliono solo unalinea migliore e arrivano a un paio di settimane. Poi quelli in sovrappeso,che pur avendo avuto la raccomandazione dal medico perché stannorischiando, non resistono oltre un paio di mesi. A sei mesi - continual’esperto - gettano la spugna anche gli obesi (40 su <strong>10</strong>0), pur consapevoliche ictus e malattie cardiovascolari sono in agguato dietro l’angolo”.Motivo per cui si ricorre sempre più spesso a scorciatoie, al ‘palloncino’ e allachirurgia bariatrica (ovvero quella che tratta l’obesità). I dati parlano chiaro: in Italia i centri di chirurgia bariatrica erano 9 nel 1999, ora sono 91.“Palloncino e chirurgia bariatrica sono utili solo quando c’è un’indicazione precisa e l’intervento rientra in un percorso studiato a tavolino – sottolineala professoressa Maria Luisa Amerio, direttore Struttura Complessa Dietetica e Nutrizione Clinica presso l’Ospedale Cardinal Massaia di Asti”. Ma, lacorsa al bisturi registrata “è spiegabile solo con la voglia di apparire – conclude - che domina la nostra realtà quotidiana e diventa pericolosa”.


mbienteSEQUESTRATE 33 DISCARICHE ABUSIVETrentatre discariche abusive sotto sequestro.Questo il risultato di una vasta operazionedisposta dal Comando InterregionaleCarabinieri “Podgora”, mirata all’individuazione didiscariche abusive. Migliaia di carabinieri,appartenenti ai comandi di <strong>Lazio</strong>, Marche,Sardegna, Toscana e Umbria, unitamente allearticolazioni periferiche dei comandi carabinieriTutela del Lavoro e dell’Ambiente, hanno eseguito,213 servizi di controllo. Sono state identificate 863persone tra italiani e stranieri. Il bilancio è di 33discariche abusive sequestrate, 5 persone arrestate e45 denunciate in stato di libertà per reati previstidalle normative per la gestione e smaltimento dirifiuti non autorizzati. Uno straniero, che durante icontrolli è risultato non in regola con il permesso disoggiorno, è stato proposto per l’espulsione dalterritorio nazionale. Nel corso dell’attività sonostate contestate 34 violazioni amministrativeconnesse alle norme in materia di inquinamentoambientale, emersione lavoro nero e salute pubblica.VERDE PUBBLICO IN AUMENTO A VITERBO<strong>Lazio</strong> / informazione36Pur rimanendo fanalino dicoda per la disponibilitàdi verde pubblico procapite, Viterbo e’ il capoluogo diprovincia del <strong>Lazio</strong> in si èregistrato il maggior incrementodegli spazi verdi a disposizionedei residenti. Lo rivela unostudio della Coldiretti,finalizzato a rilevare lo sviluppodelle aree verdi cittadine dal2000 al 2008, estratto dai datidell’Istat. A Viterbo si è passatida 8,5 a 13,2 metri quadrati perabitante, con un balzo in avantidi quasi 5 metri quadrati. Increscita, anche se in percentualeminore, il verde pubblico aFrosinone, dove è passati da23,4 a 24 metri quadrati.Stazionari, invece, Rieti e Latina.In regresso Roma, dove l’areaverde è scesa dal 27,3% dellasuperficie urbana al 24%.


• AmbieIL VINO AIUTAL’AMBIENTEIn tempo di vendemmia, i vigneti diventanoprotagonisti non soltanto per la raccoltadelle uve ma anche per il positivo impattoambientale: cento ettari assorbono 1.500tonnellate di anidride carbonica e aiutano amantenere l’aria pulita. Tenuta dell’Ornellaia, conil supporto dell’Università degli Studi di Firenze,ha trasformato i propri vigneti in un vero eproprio laboratorio a cieloaperto, gremito diricercatori e delle piùmoderne apparecchiatureper la rilevazione delleemissioni e lo studiodell’attività beneficadelle viti sull’atmosfera.Per un mese all’anno,infatti, lo studioprevede unmonitoraggio costantedell’efficienza delle viti,dalla foglia alla chioma.Coordinatore del progetto èGiovanni Mattii, professore deldipartimento di Ortoflorofrutticolturadell’Università di Firenze. “Fare ricercaper la viticoltura di qualità permette divalutare il reale impatto dei vignetisull’ambiente - dice Mattii, cheaggiunge - i dati misurati allaTenuta dell’Ornellaiaindicano che un ettaro divigna assorbe 15 tonnellate di CO2 all’anno,che diventano 1.500 se prendiamo inconsiderazione i <strong>10</strong>0 ettari complessivi e20.000 in tutta Bolgheri. L’equivalentedell’emissione di CO2 da parte di 6.000automobili che percorrano ciascuna 20.000 Kmall’anno”. La Tenuta dell’Ornellaia (LI) portaavanti parallelamente la cura nei prodotti el’impegno verso un’ecocompatibilitàcapace diridurre al massimol’impatto ambientale. LaTenuta ha un proprioimpianto difitodepurazione, dal qualeottiene l’acqua necessariaal lavoro in cantina e nelcentro agrario, ed impiantifotovoltaici per laproduzione dell’energiasufficiente a muovere lemacchine elettriche utilizzate neivigneti. Macchine capaci di regolarela propria altezza a secondo del tipo dilavorazione che l’operatore deve effettuaresulle piante (vendemmia, potatura,scacchiatura, 600 ore l’anno peruomo/ettaro) e che permettono disalvaguardare l’ambiente non emettendoCO2 e di preservare la salute deilavoratori riducendo alminimo lo sforzo fisico.<strong>Lazio</strong> / informazione37


mbientagricoltori sono tra i principaliattori del processo di adattamento ai“Glicambiamenti climatici: vivono elavorano a stretto contatto con la terra ed il loroprodotto è il frutto dell’andamento meteorologiconella stagione di produzione. È importante, quindi,che la comunità scientifica, le istituzioniinternazionali, le politiche agricole nazionali, siattivino per individuare ed applicare le soluzioninecessarie a favorire l’adattamento ‘sul campo’ aimutamenti climatici”. Lo ha dichiarato ilpresidente della Cia-Confederazione italianaagricoltori Giuseppe Politi aprendo i lavori delComitato Mediterraneo della Fipa (Federazioneinternazionale dei produttori agricoli). “Gliagricoltori - ha aggiunto Politi - devono deteneresopravvivenza delle famiglie agricole che vivononelle aree rurali. Le scelte di nuove misure,investimenti, tecnologie a favore dell’adattamento emitigazione devono poter essere guidate dai bisognidegli agricoltori e diversificate sulla base dellediverse condizioni ambientali e climatiche dellearee geografiche”. Il presidente Politi ha ancheaggiunto che “i cambiamenti climaticimodificheranno sensibilmente la qualità e ladisponibilità delle risorse idriche e ciò, a sua volta,avrà ripercussioni su molti settori come laproduzione alimentare, dove l’acqua è un elementoessenziale: si pensi che oltre l’80 per cento deiterreni agricoli è irrigato dall’acqua piovana. Laproduzione alimentare dipende anche dalle risorseidriche disponibili per l’irrigazione: la scarsaAGRICOLTORI IN PRIMAFILANELLA SFIDA AI CAMBIAMENTIun ruolo chiave nei processi decisionali, attraversoazioni di lobby presso le istituzioni internazionali, igoverni e le amministrazioni locali, ma ancheattraverso la partecipazione ai processi diconsultazione delle parti interessate. Più di altrisettori produttivi, l’attività agricola è sottoposta alrischio naturale, che influenza i rendimentiproduttivi annuali e spesso condiziona ladisponibilità di acqua è già fonte di problemi inmolte zone dell’Europa e si prevede che lasituazione peggiorerà a seguito dei cambiamenticlimatici. Le zone dell’Europa soggette a fortestress idrico dovrebbero passare dal 19 per centoodierno al 35 per cento nel decennio 2<strong>07</strong>0”.<strong>Lazio</strong> / informazione38


FIASFederazione Italiana Attività Subacqueepresenta


esca • P> di Giuseppe MotisiPESCA SPORTIVA: V trofeo di trainacostiera ‘il porticciolo’ A FIUMICINORecord di equipaggi partecipanti al trofeodi traina costiera ‘Il Porticciolo’,svoltosi lo scorso 13 settembre neltratto di mare tra Fiumicino ed Ostia e giuntoalla sua quinta edizione.Sono state infatti ben 25 le imbarcazioni, con abordo da un minimo di 3 persone ad unmassimo di 5, che hanno preso parte a questotradizionale appuntamento che mette aconfronto gli appassionati della traina del <strong>Lazio</strong>,in numero sempre crescente nelle diversemarinerie della nostra regione. La gara, come diconsueto, è stata organizzata dall’associazione‘Fishing club Porticciolo’, che ha sede proprionell’area portuale a ridosso del vecchio faro diFiumicino, da dove ha preso il via e si è conclusala manifestazione medesima.I 25 equipaggi partecipanti si sono dunquesfidati dal mattino al primo pomeriggio,trainando in media tra 3 e 5 miglia nella zona dimare che va dalla foce principale del Tevere –Fiumara ndr – passando per Ostia, fino al limitedelle secche di Tor Paterno. Le ottime condizionimeteo marine, caratterizzate da scarso motoondoso ed assenza di vento, hanno permesso agliequipaggi di filare senza problemi più lenze,tentando soprattutto la cattura dei pelagici cheda fine estate ad inizio autunno sono numerosiin queste acque. Tonni rossi, alletterati, sgombrie lampughe hanno costituito il 95 per cento deltotale delle catture, e naturalmente tutti gliesemplari sottomisura non validi ai fini dellaclassifica – soprattutto i giovani di tonno rosso –sono stati subito liberati.Il trofeo è stato vinto dal duo Bovo-Manganache alla pesa, svoltasi sul piazzale del porticciolodel vecchio faro, hanno portato 49 pesci validiper un totale di 19 chili di pescato.<strong>Lazio</strong> / informazione40


esca • PePESCA PROFESSIONALE:GIORNATA DI FORMAZIONEDELL’OSSERVATORIO NAZIONALE PERLA SICUREZZA SUL LAVORO A BORDOSicurezza per chi lavora a bordodelle imbarcazioni da pesca. È untema delicato e purtroppo sempred’attualità quello della prevenzione deirischi a cui può andare incontro chi lavorasui pescherecci, visto che oltre ai pericolidella navigazione esistono per i pescatori ipericoli connessi all’utilizzo delleattrezzature di bordo come cavi metallici,argani, motori elettrici, eccetera. E proprioper sensibilizzare la categoria dei marittimia gestire con attenzione e nel rispetto delleprocedure di autotutela gli strumenti dilavoro, affinché non si trasformino inoggetti potenzialmente lesivi, lo scorso 24settembre l’Osservatorio nazionale dellaPesca – ente nato nel 1994 dalla sinergiatra la Federpesca e le organizzazionisindacali di categoria Fai Cisl, Flai Cgil eUila Uil – ha indetto la ‘Giornatainformativa sulla sicurezza rivolta aglioperatori della pesca’.“Quella dei pescatori è una categoria arischio dal punto di vista delle condizioni dilavoro – afferma Raffaele De Luca,coordinatore dell’Osservatorio, illustrando itemi trattati al corso svoltosi a settembre -,che però spesso sottovaluta i pericoli a cuiva incontro ritenendo che l’esperienzamaturata a bordo delle imbarcazioni possaessere sufficiente per minimizzarel’eventualità di incidenti. Con questagiornata, a metà strada tra un corso diformazione e di informazione, abbiamoinvece voluto evidenziare l’importanza cheriveste l’osservare alcune semplici regolequali, ad esempio, l’impiego diabbigliamento anti infortunistico”.Al temine della ‘Giornata informativa sullasicurezza rivolta agli operatori della pesca’,che ha riscosso un notevole successo dipartecipanti, è stato distribuito un buonoper ritirare materiale anti infortunistico daadoperare a bordo, il manuale ‘Guidaeuropea alla prevenzione degli incendi ealla sicurezza dei pescatori’ ed un moduloper l’adesione alla Cassa integrazionespeciale pesca. (G.M.)<strong>Lazio</strong> / informazione41


Buon Gu> di Giulio SommaCome vendemmia vuole,ecco il lieto Novello!Sarà la notte del 6novembre...la grandefesta del déblocage deivini Novelli del <strong>Lazio</strong>, per laprima volta in un’“abbinata”tra le due enoteche pubblichedella nostra <strong>Regione</strong>:“Palatium” di Via Frattina e“Provincia Romana” di Largodel Foro di Traiano. Ritorna,infatti, anche quest’annol’attesissimo appuntamento cherichiama i fasti e le atmosferedelle vendemmia di un tempo eche avrà come protagonista il“Novello Latino” dell’IstitutoVino Novello del <strong>Lazio</strong>,dell’appena conclusavendemmia 2009. “Una grandevendemmia – ha commentatoEnzo Nesta, Presidentedell’Istituto Vino Novello del<strong>Lazio</strong> – da cui produrremoanche quest’anno oltre unmilione di bottiglie, data laforte richiesta che stiamoavendo dal mercato,soprattutto della Capitale”.Dopo il grande successo dellapassata stagione si rinnova,così, l’appuntamento con il“Novello Latino” dell’Istitutodel Vino Novello del <strong>Lazio</strong>,che “inaugura la nuova annatacon una serie di eventiinteramente dedicati a questaparticolare tipologia di vino,coinvolgendo per la primavolta la neo-nata Enoteca<strong>Lazio</strong> / informazione43


uon GusE I FRANCESI DICONO“LE BEAUJOLAISNOUVEAU EST ARRIVÉ!”Equivalente del nostro Novello, ilBeaujolais nouveau è un popolare vinorosso francese (basato sul vitignoGamay Noir à Jus Blanc), prodotto nelBeaujolais (area AOC, ovveroappellation d’origine contrôlée,analoga all’italiana DOC), a cavallotra Parigi e Lione. Due sono ledenominazioni riconducibili alBeaujolais Nouveau: il Beaujolaispropriamente detto (72 paesi siti nellaparte meridionale ed orientale delvigneto, dove si coltivano uve suterreni argillosi e calcarei. Vengonoprodotti 230.000 ettolitri circa, cherappresentano i 2/3 della produzionedel nouveau) e i Beaujolais-Villages (38comuni per circa 120.000 ettolitri,ricavati da vigne allevate su suoligranitici). Contrariamente allapercezione di qualche consumatore, iBeaujolais Nouveau non sono dei vini“industriali” o “tecnologici”, bensì deivini, a tutti gli effetti, artigianali, le cuicaratteristiche variano in base ai“terroirs” e al “tocco personale” diogni singolo produttore. E il 15novembre di ogni anno si assiste alritorno, o meglio all’“arrivo delBeaujolais nouveau”. (F.M.)Provincia Romana - ha dichiarato FabioMassimo Pallottini, CommissarioStraordinario di Arsial -. Da un punto divista commerciale, poi, l’importanteriscontro ottenuto dai nostri novelli sulmercato, conferma l’elevato livelloqualitativo oramai raggiunto del novellolaziale. In quest’ottica, l’Agenzia cherappresento ha dato il via ad una concretapolitica di supporto allacommercializzazione di questo prodottopresso la Grande DistribuzioneOrganizzata, - ha continuato Pallottini - :tale operazione ha permesso ai nostrinovelli di affermarsi quale “prodottostagionale” tra i più ricercati e apprezzatisugli scaffali dei tanti supermercati dellanostra regione. Il tutto con grandesoddisfazione da parte dei consumatorilaziali.” Una grande festa all’insegna delbuon vino e delle castagne della nostraregione, quindi, in onore di un prodotto, ilNovello, che troppo spesso viene messo<strong>Lazio</strong> / informazione44


to! • Buoall’indice da “espertoni” esoloni enologici in quantovino-nonvino (?!) e cheinvece ha davvero il suoperché, soprattutto atavola con i cibidell’autunno… Ma, a benvedere, cos’è questonovello? Il primo vinodell’ultima vendemmia siera soliti, in più remoti erurali tempi, consumarlonelle case di campagna,da parte degli stessicontadini che loproducevano. Venivaspillato dalle botti tra lafine di Ottobre ed i primigiorni di Novembre percontrollare lo stato dimaturazione del vino che,sopito, riposava. Nel1999, per legge, ne è stataautorizzata l’entrata sulmercato, per cui daevento tradizionale econtadino perantonomasia, è diventatooggi un fenomeno intornoal quale sono spuntatecome funghi (data lastagione!) moltissimesagre e manifestazioni adesso dedicate. I Novelli,oggi, sono realizzatitramite una particolaretecnica di “vinificazione”chiamata macerazionecarbonica. Questa tecnicaconsiste nel porregrappoli di uva interi, perun tempo variabile daqualche ora a più giorni,dentro un serbatoioermetico saturato daanidride carbonica.L’ISTITUTO VINO NOVELLO DEL LAZIOL’Istituto Vino Novello del <strong>Lazio</strong>, tenuto a battesimo nel 2003 con il sostegnodell’Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong> - <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> e Arsial, in collaborazione conl’Associazione “Arte dei Vinattieri” gestisce il brand Novello Latino, che riunisce unatrentina di etichette di vino Novello di altrettanti produttori laziali. L’Istituto si proponedi valorizzare e promuovere l’ immagine, nonchè gli ambiti commerciali, del VinoNovello, con l’obiettivo di affermare una maggiore consapevolezza, circa le reali qualitàdel prodotto, presso i consumatori della nostra regione. Di seguito riportiamo i vininovelli targati NOVELLO LATINO – Istituto Vino Novello del <strong>Lazio</strong>:<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – ALMA VINI - CASATE MERGÈ (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “Cinque Rubbi” – CANTINA CERVETERI (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “Il Pagliaccetto” – CANTINA DELCASTELLO DI TORRE IN PIETRA (RM)Colli Etruschi Viterbesi DOC Novello“Rupestre” – CANTINA DIMONTEFIASCONE (VT)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – CANTINA SILVESTRI (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “San Potito” – CASALE DEL GIGLIO (LT)Frusinate IGT Rosso Novello – CASALE DELLA IORIA (FR)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – CASALGENTILE (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – CASTELLO DI TORRE IN PIETRA<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “Vingaio” – CO.PRO.VI (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – DONNARDEA (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “Primo Amore” – DUE ANTICHI CASALI (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “Muggiasco” – F.LLI ONORATI (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “Delle Mole” – GALASSINI (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – GOTTO D’ORO (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – NICOLINI (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – PALOMBO (FR)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – PESOLI (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – PIETRA PINTA (LT)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello – SAN TOMMASO (RM)Circeo DOC Rosso Novello “Capriccio di Circe” – ANT’ANDREA (LT)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello - TERENZI<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello - TERRE DEL VEIO (RM)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “Cavalier Manlio” – VI.CO.SA (RI)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “Prima Luna” – VILLA GIANNA (LT)<strong>Lazio</strong> IGT Rosso Novello “Primi Raggi” – VILLAFRANCA (RM)(A.C.)<strong>Lazio</strong> / informazione45


uon GusQuest’operazione, creando all’interno dellavasca un ambiente totalmente asfittico, induce ilieviti indigeni presenti sulle bucce delle uve(organismi aerobici) a penetrare all’interno degliacini per ricavarne acqua ed ossigeno,innescando così un processo di fermentazioneintracellulare, a carico degli zuccheri edell’acido malico, che viene degradatoad acido piruvico, ad aldeideacetica e, infine, ad alcooletilico. Loschiacciamentoprogressivo dell’uvasotto il propriopeso, facilitatodall’indebolimentodella buccia, liberagradualmente del liquidonel serbatoio. Al termine diquesta fermentazione si completa la pigiaturadell’uva e si lascia che l’eventuale residuozuccherino venga trasformato in alcol in modoconvenzionale. Si ottiene così il Novello, che nelcalice ci attrae per quel suo coloreparticolarmente vivo e brillante, di tonalitàporpora con riflessi violacei che preannuncianoprofumi freschissimi, intensi, unici nella lororinfrancante semplicità. Peonia, violetta, rosarossa, fragolina di bosco, lampone, mirtillo,qualche refolo balsamico e di lievissimaspeziatura: questi i sentori tipici, profumi cheraccontano l’essenza di questo vino. In bocca,poi, il novello accende il palato per la piacevoleacidità, per la sua prontissima, desiderabilebeva, con un corpo scattante a dir pocoe grazie anche ad una ridotta presenzadella componentetannica. E comepossiamo abbinarlo almeglio? Al di là dellasempre ottima, appetitosaaccoppiatanovello&caldarroste,accostiamolo a formaggi alatte ovino e pecorino pocostagionati, primi con sughileggeri, zuppe e minestre, carni bianche o rossepoco elaborate e udite udite…alla pizza!Trattasi, infatti, di abbinamento davvero riuscitoquello tra la classica margherita -perfetta quelladi scuola romana, bassa e croccante, con lamozzarella imbiondita dalla cottura e la salsa dipomodoro fitta e cremosa- e il nostro stuzzicanteNovello! Assolutamente da provare.<strong>Lazio</strong> / informazione46DALLA PARTE DELLA LEGGELa più recente modifica legislativa, riguardante il vino novello, ha per data 13 luglio 1999. I punti salienti di tale legislazione sono i seguenti:solo i vini a denominazione d’origine o a indicazione geografica tipica che prevedono la tipologia novello in disciplinare possono utilizzare ladizione “novello”.• La data di confezionamento deve essere precedente al 31 dicembre dell’annata relativa alla vendemmia da cui derivano le uve utilizzateper la produzione;• la data di immissione al consumo è fissata alle ore 0,01 del 6 novembre dell’anno in corso: fanno eccezione le manifestazionipromozionali;• almeno il 30% di un vino novello deve provenire da macerazione carbonica dell’uva intera;• il titolo alcolometrico volumico totale minimo al consumo non deve essere inferiore a 11%. Il limite massimo di zuccheri riduttori nondeve superare i <strong>10</strong> grammi per litro;• una bottiglia di vino novello non può uscire dall’azienda di produzione prima dei 5 giorni lavorativi antecedenti la data del 6 novembre.Due le deroghe previste: la prima, per la commercializzazione in ambito nazionale e comunitario e per via aerea in ambito internazionale,che modifica la data al 25 ottobre. La seconda, per la commercializzazione internazionale via nave, che sposta il limite al 15 ottobre. (F.M.)


to! • Buo


tinerari •> di Annamaria GrazianoA SPASSO PER I“CASTELLI ROMANI”DI BARONI E CARDINALIICastelli romani, patrimoniounico nel panorama laziale,sono luoghi ideali per laclassica gita ‘fuori porta’. Notiper la ricca tradizione enogastronomicae gli incantevolipanorami, sono stati anche, esoprattutto,territorio dicardinali e nobili famiglieromane. Artisti del calibro diGian Lorenzo Bernini e AntonioSangallo il Giovane hanno datoil loro contributoall’abbellimento di quest’areageografica che rimane una dellepiù ricche di repertiarcheologici della provinciaromana. I Borghese e gliAltemps a Monte PorzioCatone, i Chigi ad Ariccia, iColonna a Marino, gli Sforza aGenzano furono tra gli ‘artefici’dei Castelli, il cui nome si deveproprio alle fortezze costruitedai baroni romani dopo lacaduta dell’impero d’occidentee diventate nel corso del<strong>Lazio</strong> / informazione48


Itinerarmedioevo veri e propri ‘castra’.I resti di alcune di questeantiche fortificazioni sonovisibili ancora oggi. Basta citarele torri di Rocca Frangipane aMarino, la cinta muraria diLanuvio, la torre di palazzoRuspoli a Nemi e la cerchiamuraria dell’Abbazia di SanNilo a Grottaferrata. Tra il1500 e la fine del 1700 perquest’area inizia l’epoca d’oro:molti castelli vengono‘ingentiliti’ con interni semprepiù fastosi e si moltiplicano le‘ville’ cardinalizie e di nobiliromani affascinati dal clima edalla natura di queste parti. Inossequio alla potenza deisignori che li finanziavanonascono capolavoriarchitettonici assolutamenteunici: Palazzo Chigi ad Ariccia,la residenza pontificia di CastelGandolfo, le meravigliose VilleTuscolane tra cui spicca VillaAldobrandini a Frascati. Versola fine del settecento le vicendedella Repubblica romana el’occupazione delle truppe diNapoleone segnano una faseturbolenta. Seguirà la parentesipontificia e dopo, nel 1870,l’annessione al Regno d’Italia.Oggi i comuni dei Colli Albaniche chiamiamo comunemente‘Castelli romani’sono sedici:piccoli gioielli a due passi dallacapitale che vale la pena visitarecon occhi diversi, alla scopertadella loro storia e dellestraordinarie bellezze artistiche.ARICCIA, TESORIBAROCCHI NEL PALAZZODE ‘IL GATTOPARDO’Ricchissimo di opere d’arte e arredi favolosi,palazzo Chigi ad Ariccia è un capolavorobarocco. Alcune delle scene più belle de ‘ilGattopardo’di Luchino Visconti, tratto dal celebreromanzo di Tomasi di Lampedusa, furono girateproprio qui, nella dimora che la nobile famigliaromana volle imponente e fastosa. Non a caso ilraffinato regista di ‘Senso’ e ‘Ossessione’ scelse gliinterni del palazzo per rappresentare i ‘luoghi’ cari alprincipe di Salina. Iniziato sotto la famiglia Savelli,con l’acquisto della proprietà da parte dei Chigi, ilprogetto fu affidato a Gian Lorenzo Bernini. Nell’arcodi otto anni, dal 1664 al 1972, il palazzo fucompletato e il risultato si può ammirare ancora oggi.L’eleganza si respira in ogni angolo di questa‘residenza di campagna’(com’è noto quella ufficialedei Chigi era l’omonimo palazzo romano, oggi sededel governo nazionale). Nel 1988 l’edificio è statoceduto dal principe Agostino Chigi Albani alComune e, dopo importanti restauri, ospita mostree iniziative culturali. Le sale del piano nobile, scelteper rappresentare gli interni del Palazzo diDonnafugata, al centro delle vicende narrate nel‘Gattopardo’, sono aperte al pubblico.Attraversandole il ricordo va inevitabilmente allastoria del principe Fabrizio, resa magnificamentenella trasposizione cinematografica di Visconti. (A.G.)<strong>Lazio</strong> / informazione49


tinerari •> di Valeria SchiaviVEROLI:UN GIOIELLODELLA CIOCIARIATra storia, arte,spiritualità e naturaLO STILE GOTICO-CISTERCENSELo stile gotico-cistercense nasce e si diffonde principalmentein Francia nel XII secolo e andava a rispecchiare la spiritualitàdell’ordine cistercense, la semplicità, la povertà e la grandezzainteriore. Di conseguenza, erano proibiti decorazioni, affreschi,opere di oreficeria. Le nuove chiese, rispetto alle precedentiromaniche, sono alte, prive di masse murarie spesse e ricchedi vetrate, anche se, in Italia, questi aspetti sono menoaccentuati rispetto alla Francia.La nuova architettura doveva inoltre essere adatta alleesigenze dell’ordine cistercense e avere ambienti per il lavoroe per la vita quotidiana. Pensiamo ad esempio alla foresteria,agli orti, all’infermeria, al refettorio, al dormitorio…ambientisempre molto semplici e privi di artifici estetici.<strong>Lazio</strong> / informazione50Veroli, città di origine ernica, si trova nelcuore della Ciociaria a dieci chilometri circadal capoluogo Frosinone. L’antica Verulae,come riporta Filippo Coarelli nella sua “Guida” del<strong>Lazio</strong>, era forse situata su una strada che dovevaportare da un lato ad Alatri e da un lato a Sora,precedente la via Latina, la strada antica indirezione dell’attuale Casilina.Veroli è uno dei tanti gioielli di questa provincia,che offre al visitatore molti percorsi: dalle antichitàromane, ai monumenti artistici e luoghi naturalistici.Delle antichità romane, rimangono pochi tratti dimura in opera poligonale, così chiamate per viadella lavorazione dei grandi massi che avevanoforme poligonali, tipiche del <strong>Lazio</strong> meridionale.Mura, la cui funzione era quella di proteggere edifendere la città dalle invasioni dei nemici.Ma l’epoca romana ci ha lasciato altri reperti, anchese pochi, a testimonianza del suo splendore.Secondo gli studi di Camillo Scaccia (di originiverolane, è stato insegnante di lettere nel Frusinateagli inizi del 1900, direttore della BibliotecaGiovardiana di Veroli, ispettore delle Soprintendenzealle biblioteche di <strong>Lazio</strong> e Umbria. Morto nel 1957)e Giuseppe Lugli (archeologo e professoreuniversitario alla Sapienza nella prima metà del1900), una cinta muraria più interna dovevacircondare la zona del foro, individuato tra l’attualePiazza del Duomo e la cattedrale di S. Andrea. Il foroera la zona dove si svolgeva la vita economica,sociale, quotidiana dei cittadini. A est di quest’areadoveva trovarsi un altro genere di mura. Al di fuoridi esse, furono ritrovate delle tombe del IV-V secoloa.C. L’iscrizione di una di queste riportava la data del405 d.C. ed era incisa sul retro di una lastra con ifasti verulani. Questi rappresentano solo uno dei


Itinerarpochi esempi di calendari romaniche si conoscono. Ne conosciamocirca trenta e, nel <strong>Lazio</strong>, neesistono altri esempi a Priverno,in provincia di Latina.I Fasti Verulani furono scopertinel 1922 da Camillo ScacciaScarafoni e ora si trovano muratinella zona antica del Fororomano. È una parte di calendariodove sono conservati i mesi in cuivengono ricordati eventi efestività, da gennaio a marzo.Attualmente, durante il periodoestivo, vengono organizzatefeste, eventi denominati proprio“fasti verulani” e ispirati alcalendario antico.Altri reperti li troviamo al di sottodi piazza del Duomo, una galleriasotterranea del II secolo a.C.Dei secoli bui, abbiamo unbellissimo borgo come molti dellaCiociaria. Le mura medioevaliricalcano il percorso di quelleromane, partendo dalla Rocca diS. Leucio, vicino all’omonimachiesa più antica di Veroli del IXsecolo d.C.Lungo la cinta muraria siaprivano diverse porte. Unadelle più imponenti è Porta diSanta Croce.Tra le bellezze artistiche di Veroli,va sicuramente citata la Basilica diS. Maria di Salome. Dedicata allaSanta Protettrice, la madredell’apostolo Giacomo, ha unimpianto originario del 1300, poiampliato nel 1600.Un’altra chiesa spettacolare, forsela più bella della città, è il Duomo,ovvero la Cattedrale di S. Andrea.Di origine romanica e costruitaL’ABBAZIA DI CASAMARIDa non perdere, l’Abbazia di Casamari, unodei primi esempi di architettura goticocistercensein Italia (il primo esempio inassoluto di abbazia in questo stile lotroviamo a Fossanova, nel comune diPriverno). L’Abbazia sorge su un anticomonastero benedettino in località Casamari(dal nome antico “casa di Mario”) sui restidell’antica città di “Cereatae Marinae”.L’Abbazia è anche la sede del MuseoArcheologico, in cui sono conservati i resti di questa antica città (piccole sculture in terracotta,statute, teste e piedi della fine del III e gli inizi del I secolo a.C).La zona tra la Chiesa e l’ingresso dell’Abbazia doveva costituire il Foro dell’antica Città. Con lavenuta dei Cistercensi nel XII secolo, il monastero fu incorporato dall’ordine che diede vitaall’attuale complesso dell’Abbazia che fu consacrata nel 1217.La Chiesa ha la facciata preceduta da un atrio a tre arcate e l’interno presenta una pianta a ‘T’,pilastri e archi. All’esterno, un chiostro quadrato con diversi generi di colonne e capitelli. Altrazona molto interessante è la sala capitolare, a tre navate e scandita da pilastri e volte a crociera.nel XIII secolo ampliando unedificio paleocristiano ( IV secolod.C.) situato sull’antico foro,presenta una facciatacaratterizzata da elementi gotici.All’interno pilastri romanici, manel 1600 è stato dato un aspettobarocco a tutti gli elementiromici e gotici, creando uneffetto spettacolare. Tra le suemura conserva un grandissimopatrimonio tra reliquie, calici,manoscritti e cofanetti (utilizzatiper conservare e custodire ipreziosi) rivestiti in lamined’avorio. Uno di essi è statovenduto al “British Museum”per poter avere i fondi necessaria ristrutturare il duomo. Ancoraoggi, in questo museo, èpossibile vedere e ammirare“The Veroli caschet”, uno deicofanetti del duomo.Un’esaustiva gita a Verolipotrebbe includere come tappaanche la Biblioteca Giovardiana,la più antica biblioteca pubblicanel <strong>Lazio</strong> Meridionale, istituitanel 1773 dal giurista VittorioGiovardi. Ancora oggi è visibilel’assetto architettonico eartistico originario dei dueambienti principali: uno per laconsultazione e uno per laconservazione di particolarimanoscritti.Per gli amanti della natura, danon perdere assolutamente Pratodi Campoli, sempre nel Comunedi Veroli, che con i suoi 1200metri di altezza e le sue bellezzenaturali rappresenta il luogoideale per concludere incompleto relax un itinerarioall’insegna dell’arte, della culturae…tanto altro ancora!<strong>Lazio</strong> / informazione51


gricolariS COME...UN “DIZIONARIETTO” LONTANODALLA SCIENZA, MA VOLTO ADACCENDERE PIÙ CURIOSITÀPER L’AGRICOLTURA E IL SUO MONDO.> di Paola Ortensi> SCAFARE<strong>Lazio</strong> / informazione52Chi frequenta i fornelli e ci tiene a cucinarerispettando le stagioni, sa che in primaverainoltrata fave e piselli freschi possono esserebase dei nostri contorni. E allora, impegnate/ia scafare i nostri baccelli, forse non semprefacciamo caso a quanto i contenitori aperti eoramai vuoti rassomiglino a una piccolanave. In verità, quando la vita era più lenta esemplice, ai bambini che si trovassero apassare per la cucina, il baccello di una favapoteva essere donato fornito di uno stecchinoa sostegno di un’improbabile vela. Insommalo scafo delle barche delle navi, per chi ancoranon lo avesse messo a fuoco, prende il nomeproprio dai baccelli che la natura ci haregalato. Ancora una volta uno stimolo acapire che dall’osservazione della natura gliumani hanno tratto, possiamo dire, quasitutto per non dire tutto.Purtroppo oggi un derivato di scafo, scafista,ci rimanda alla violenza di chi porta su barcheassolutamente inadeguate poveri emigranti, daun continente all’altro, determinandonetroppo spesso la morte in mare.> SCIÒ, SCIÒ!Questa parolina molto onomatopeica, nelsenso che quando la dici ti sembra divedere il gesto che si fa per scacciare legalline innanzitutto o, in termini divertenti,i bambini che corrono per esempio verso lamaestra tutti insieme, è all’origine di uninteressante proverbio che ci piacemenzionare perché può essere utile provarea traslocare dal pollaio alle nostre case “Èpiù facile dire sciò che cacciare la gallina!”.Ossia è più facile far da sé che chiedere aqualcuno di fare.


o • Agrico> SPIGOLAREUn tempo lontano, che speriamo per noinon debba tornare, dopo la mietitura delgrano, le donne, in particolare, chiamatespigolatrici, con il benestare dei proprietaridella terra, fatta una prima cernita delraccolto ufficiale, andavano a raccoglierenei campi, pulendo spiga per spiga, chiccoper chicco, tutto ciò che era rimasto sulcampo, rifornendo così la loro poveradispensa ed evitando che nessun dono dellaterra venisse sprecato.Talmente minuziosa, particolare e diffusaera quella pratica che, scomparse lespigolatrici, è rimasto il loro gesto cherimanda alla meticolosa e puntigliosaricerca di chi spigola per trovare ciò chenon è immediatamente visibile, che siintuisce ma si deve dimostrare, che ènascosto fra le righe o fra i pensieri.Con un gioco di parole potremmo dire chebisogna spigolare, cercare fino a che quellacosa, quella realtà non avrà spigato, nonsarà davvero venuta quindi a maturazione.> SALAMEÈ la persona che sta lì senza reagire, senzavoce o avendo fatto errori non gravi madannosi. Dove è il legame tra quellaghiottoneria da tagliare a fette che ci regalail maiale e un uomo che non reagisce?Forse nel fatto che non ha un’espressione esta tutto d’un pezzo, chiuso nella sua pelle,senza lasciarsi “assaggiare”?<strong>Lazio</strong> / informazione53


AgricolarAgricolario PROVERBIARRIVANO DALLA CAMPAGNA TANTI PROVERBI E MODI DI DIRE, PASSATI E ODIERNI, CHECOLORANO E ARRICCHISCONO LA LINGUA ITALIANA. ATTRAVERSO LE STORIE E I RACCONTIDEI ‘PROTAGONISTI’ DELL’AGRICOLTURA CERCHEREMO DI SCOPRIRLI DI VOLTA IN VOLTA.TAGLIARE I RAMI SECCHI<strong>Lazio</strong> / informazione54Tagliare i rami secchi è un’operazioneimportante per garantire a un albero o auna pianta di poter concentrare la propriaenergia, la propria linfa sulla crescita e sullosviluppo di foglie nuove, di nuove gemme chegarantiscano una vita sana.Non farlo, significa disperdere linfa vitale,indebolire il corpo della pianta e, elemento da nonconsiderare secondario, adulterarne la bellezzaperché la pianta, se non potata, pulita e curatasembra emanare tristezza, quasi si vergognassedel suo aspetto trasandato. D’altra parte, a taleincombenza essa non può provvedere in proprio,se non attendendo un lungo lasso di tempo in cuiil seccume caschi da solo.Se in agricoltura, nel giardinaggio, nella cura delpaesaggio, tagliare i rami secchi ha dunque unsignificato chiaro, lineare e sempre di sostegno edifesa della vita della flora, la sua complessità èdovuta alla sempre più frequente trasposizione diquesto modo di dire nel linguaggio comune.Si tagliano i rami secchi di un industria, di unprogetto di sviluppo, di una società... In questo caso,i rami secchi continuano a ‘succhiare’ risorseeconomiche e professionali; risorse che nonrendono, che rappresentano uno spreco, chetolgono risorse per lo sviluppo.Però, dietro questo genere di rami secchi, vi sonoesseri umani e allora il dibattito e le diverseopinioni divengono spesso motivo di scontro,talvolta anche violento. Ad essere ‘tagliati’possono infatti essere poste di piccoli paesi,scuole rurali, tratti di ferrovia, ambulatori…E ancora, si tagliano i rami secchi della propriavita: amicizie, abitudini, nostalgie improduttive,luoghi, amori finiti. Decisioni spesso difficili edolorose, a cui talvolta si è rimasti attaccati peranni come ad un salvagente sempre più sgonfio,con la paura di non sapere nuotare da soli.Eppure è forse proprio questa la situazione piùsimile a quella delle piante. Tagliare i rami secchidella propria vita è spesso produzione di nuovalinfa vitale, la scoperta di energie sopite e soloin attesa di esprimersi, la possibilità (per dirlacon un proverbio) di ‘lasciare la strada vecchiaper la nuova’.Un punto d’unione unisce comunque tutte lesituazioni: dalle piante, agli umani, passando perla società, l’economia, la politica. I rami secchibisogna vederli, per vederli occorre guardarli ecercarli, e per tagliarli bisogna scegliere le forbicigiuste e saperle usare affinché non lascino feriteladdove, gli stessi rami secchi, trovano la propriaorigine e le proprie radici. (P.O.)


ecensioVia dei Fienili è ancora là…Via dei Fienili, via dei Fienaroli,via della Paglia, via dei Castagni,via dei Tulipani. Sono soltantoalcune delle strade della Capitale cheattingono il proprio nome dal mondoagricolo. Strade note, entrate oramainella toponomastica storica della città epronunciate spesso distrattamenteperché appartenenti al linguaggio e aglispostamenti quotidiani di noi tutti. Mase ci si sofferma a riflettere, emergonouna serie di notizie curiose cheripercorrono la storia stessa di Roma,che non a caso è la più grande Capitaleagricola d’Europa e che ancora oggibasa parte della sua economia sulletradizioni della terra.<strong>Lazio</strong> / informazione56


ne • ReceCon questo piccolo opuscolo,Via dei fienili è ancora là…, diFederico Capranica e CarlaPieretti, l’assessoratoall’agricoltura della <strong>Regione</strong><strong>Lazio</strong>, che ne ha sostenuto lapubblicazione, ha trovato ilmodo per ripercorrere il segnodell’aratro lasciato nellatoponomastica di Roma.Ripercorrere queste stradesignifica far rivivere virtualmentee tramandare antichi mestieri,usi, abitudini di una cittàmoderna, da sempre aperta anuove idee e modifiche deglispazi e dell’architettura, ma checonserva nella sua identità e neisuoi abitanti le tradizioni da cuiproviene. Un’origine di cuiquesta Capitale continua a esserefiera e la presenza degli antichimestieri che continuano a viveretra le strade soprattutto delcentro storico ne sono unaconferma.È da queste considerazioni chel’idea dell’opuscolo sullatoponomastica agricola diRoma che oltre al fascino e aldivertimento che riesce asuscitare, è anche fonte diriflessione su un mondo checontinua a elargire continuiinsegnamenti e suggerimenti anoi tutti. (M.T.C.)PER RICEVERE UNA COPIA GRATUITA DELLA PUBBLICAZIONE, CONTATTARE LA SEGRETERIA DIREDAZIONE DEL GIORNALE AL NUMERO 06.51684214 O SCRIVERE UNA MAIL ALL’INDIRIZZOeantonelli@regione.lazio.it<strong>Lazio</strong> / informazione57


ultura •LA PITTURA DI UN IMPEROin mostra a Roma> di Maria Teresa CinanniLE SCUDERIE DEL QUIRINALE OSPITANO FINO AL 17 GENNAIO LE OPEREDI SEI SECOLI DELL’ANTICA ROMA: DALLA FORMAZIONE DELL’IMPERO AL SUOTRAMONTO. PRESTITI DAI MAGGIORI MUSEI DEL MONDO.<strong>Lazio</strong> / informazione58Dopo l’anticipazione nel numero di luglio– agosto, siamo andati a visitare lasplendida mostra allestita alle Scuderiedel Quirinale con le scenografie di Luca Ronconi.La pittura romana tra il II secolo a.C. e il IVsecolo d.C., dalla formazione dell’Impero con leconquiste dei regni greco-ellenistici d’Oriente,dominati dai successori di Alessandro Magno,fino al suo tramonto. È l’indiscussa protagonistadi “Roma. La Pittura di un Impero”, la mostrain corso alle Scuderie del Quirinale, doverimarrà fino al 17 gennaio.Un’esposizione che, attraverso affreschi, a volte suintere pareti, dipinti a tempera e ad encausto (cerafusa), su tavola, su lino o su vetro, presenta alpubblico un quadro complessivo del livelloartistico raggiunto dalla pittura romana di unperiodo spesso poco conosciuto e sicuramentefinora poco esibito.“La perdita della grande pittura greca nel suocomplesso - spiegano gli organizzatori - nondeve essere d’impedimento per conoscere edapprezzare quanto di meglio è stato prodotto inetà romana. È anzi l’occasione per esaminare piùcompiutamente le opere pittoriche superstiticercando di riflettere sulle continuità formali. Erala pittura la forma artistica prediletta dai greci,ancora più della scultura: eppure, di essa si èpreservato pochissimo”. Del tutto perdute sonoinfatti le opere della grande pittura dei maestrigreci, come Polignoto, Parrasio, Zeusi, Apelle.Opere apprezzate dai romani e pagate autentichefortune. Ma disperse sono anche le pitture difamosi artisti dell’antica Roma, dei quali si sonosalvate solo labili tracce.Malgrado ciò, attraverso la riccadocumentazione romana superstite, per lo più acarattere decorativo, è possibile avere un quadroabbastanza preciso sull’evoluzione dell’artepittorica dalla Grecia a Roma. Colori in tutte leloro sfumature, ombre e luci, rapporto tra figuraumana e paesaggio, tecniche pittoriche chepassano da una resa grafica e precisa di tutti i


Culturadettagli ad una tecnica piùveloce, a “macchia” (dettaanche “compendiaria”), capacedi raggiungere con poche erapide pennellate un effettoquasi “impressionistico” : sonoi risultati finali di una culturaartistica che si evolve nel temposenza soluzione di continuità, esenza perdere il contatto con igrandi maestri del passato.Le opere esposte, provenientida musei e collezioni italiani edeuropei, sono suddivise insezioni in base a criteri tematicie cronologici.Al primo piano, è prevalenteun’ottica che privilegia icontesti decorativi con interegrandi pareti, con le lorodecorazioni scandite dacolonne, pilastri, cariatidi. Isingoli “quadri” tematici sonovisibili nel più ampio campodelle pareti entro le quali eranoinserite. Gli sfondi delle paretidelle lussuose case romaneerano spesso monocromatici,con una predilezione per ilbianco, il giallo, l’azzurro, ilnero ed il rosso.Per la prima volta, è possibileammirare, fianco a fianco, ledecorazioni di due grandi villedatabili alla prima etàimperiale: la Villa dellaFarnesina a Roma e la Villa diBoscotrecase, presso Pompei,per la cui decorazione, noningiustamente, è stato avanzatoil nome di Studius (o Ludius),il grande pittore di paesaggifantastici noto attraverso iltrattato di storia naturale diPlinio il Vecchio.Al secondo piano, prevale inveceun’ottica strettamente tematica,in cui i soggetti sono del tuttoestrapolati dai loro sistemidecorativi. Emergono soprattutoscene mitologiche, paesaggi,nature morte, scene di vitaquotidiana, senza che l’occhiosia condizionato dal sistemaparietale entro cui in origine taliframmenti erano inseriti.Chiude l’esposizione lasezione interamente dedicataal repertorio ritrattistico: quispicca l’elevato livelloraggiunto in pittura dalritratto romano, e in alcunicasi, forse, ancora più che inscultura: dai magnificiesemplari pompeiani, aimalinconici ed espressivi voltisu legno o lino del Fayyum,fino ai superbi ritratti doratisu vetro di età tardo antica,tra i più alti raggiungimentidell’arte di età romana.Circa <strong>10</strong>0 le opere esposte,organizzate in cinque diversesezioni, per ricostruire,dunque, la complessità di unascuola figurativa da cui derivalo sviluppo dei generi pittoricimoderni a partire daRaffaello, solo per citare unesempio. Tutti prestitiprovenienti dai più importantisiti archeologici e musei delmondo, tra cui il Louvre diParigi, il British Museum diLondra, i musei archeologicidi Monaco, Francoforte,Zurigo ma anche il MuseoArcheologico di Napoli, gliScavi di Pompei, il MuseoNazionale Romano, i MuseiVaticani e i Musei Capitolinidi Roma.<strong>Lazio</strong> / informazione59


ultura •> di Alfonso VannaroniIn marcia per unmondo di paceDall’Asia all’Europa, dall’Africa alle Americhe, passandoper l’Oceania e l’Antardite: attraverserà tutti i continentie percorrerà 160mila chilometri la Marcia mondiale perla pace e la nonviolenza, promossa dall’associazione internazionaleumanista Mondo Senza Guerre. Partita da Wellington (NuovaZelanda) il due ottobre scorso per concludersi a Punta de Vacas(Argentina) il prossimo due gennaio, nei novanta giorni di tragittooltre un milione di persone di culture e paesi differentiLE TAPPE IN ITALIATra le cento Nazioni e le cinquecento tra capitali e cittàtoccate, la Marcia farà tappa in Italia dal sette al dodicinovembre. Dopo esser passata per Trieste, Vicenza,Milano, Firenze e Bomarzo-Attigliano, il dodici sarà aRoma, dove oltre a presentare le sue richieste in unpercorso simbolico per le vie della città, incontrerà scuole,istituzioni e giovani in un grande evento musicale.dell’evento - è la prima marcia mondiale di tutti gli esseri umaniche dal Tibet all’Africa, dall’Iraq all’Afghanistan, dall’Europa alleAmeriche chiedono di vivere in pace, che rifiutano la violenza. E’ laprima marcia che inizia dentro ognuno di noi e passa per il vicinodi casa, il collega di lavoro, il luogo in cui si vive”.<strong>Lazio</strong> / informazione60marceranno uniti dalla volontà di dare spazio a istanze come ildialogo, la convivenza pacifica fra i popoli, il disarmo nucleare e laprogressiva riduzione delle spese militari. “L’attuale situazionemondiale è critica - spiegano gli organizzatori dell’evento -caratterizzata dalla povertà di vaste regioni, dallo scontro traculture, dalla violenza e dalla discriminazione che contaminano lavita quotidiana. Conflitti armati devastano molte zone e oradobbiamo affrontare anche una profonda crisi del sistemafinanziario internazionale. A tutto questo si aggiunge il problemapiù pressante, la minaccia nucleare in aumento. È un momento dienorme complessità: dobbiamo prendere in considerazione gliinteressi irresponsabili delle potenze nucleari e la follia di gruppiviolenti, con possibilità di accesso a materiale nucleare didimensioni ridotte, ma dobbiamo tener presente anche il rischiodi un incidente che potrebbe innescare un conflitto devastante”.Lanciata come idea soltanto un anno fa durante un incontro nelCentro mondiale di studio e riflessione di Punta de Vacas, oggi laMarcia per la pace e la non violenza è realtà. “Quella che si vaprofilando - conclude Giorgio Shultze, portavoce europeoLE ADESIONIOltre cinquemila adesioni, tra capi di Stato, premi nobel,personaggi del mondo della cultura e della scienza hannoaderito alla Marcia mondiale per la pace. Ecco alcuni nomi:Yoko Ono, Jane Fonda, Lou Reed, Penelope Cruz, PedroAlmodovar, Zubin Metha, Claudio Baglioni, Isabel Allende,Eduardo Galeano, Arun Gandhi (figlio di Mahatma Gandhi),Mariangela Melato, Ivan Cordoba. Cristina Fernandez(Presidente dell’Argentina), Evo Morales (Presidente dellaBolivia), Michelle Bachelet (Presidente del Cile), RafaelCorrea, (Presidente dell’Ecuador), Regina Rania di Giordania,Stjepan Mesic, (Presidente della Croazia), Tabaré Vasquez(Presidente dell’Uruguay). Rafael Espada, (Vicepresidente delGuatemala), Alex Salmond, (Primo ministro scozzese), RailaOdinga (rimo ministro del Kenia). Adolfo Perez Esquivel,Desmond Tutu e Dalai Lama (premi Nobel per la pace), DarioFo e Josè Saramago (Nobel per la letteratura), Jimmy Carter(ex presidente degli Stati Uniti), Jose Ramos Horta(Presidente di Timor Est).


eventi •EVENTIROMAAppuntamenti culturali a Roma...MOSTRA MICHELANGELOBUONARROTI ARCHITETTOA ROMALA RISCOPERTA DI DADA E SURREALISMOInaugurata a Roma laMostra “MichelangeloBuonarroti Architetto aRoma” per celebrare il geniodi Michelangelo Buonarroti.L’evento sarà ospitatoall’interno dei MuseiCapitolini dal 5 ottobre fino al 21 febbraio 20<strong>10</strong>. Realizzata grazie allacollaborazione tra l’associazione “Metamorfosi” e l’associazione“Casa Buonarroti”, col Patrocinio del Comune di Roma e dalMinistero per i Beni e le Attività Culturali, la mostra è un’imperdibileoccasione per conoscere e approfondire tutti gli aspetti relativi allaproduzione architettonica michelangiolesca nell’Urbe.Roma, Musei Capitolini, dal 5 ottobre al 21 febbraioAl complesso del Vittoriano di Roma, dal 9 ottobre 2009 al 7 febbraio 20<strong>10</strong>, una mostra imperdibile: La riscoperta di Dada e Surrealismo! Curata dallostorico dell’arte Arturo Schwarz, la rassegna prevede più di cinquecento opere tra pitture, sculture, disegni, collage e readymade. Un percorsonell’arte e nel pensiero di questi due movimenti rivoluzionari (dadaismo e surrealismo) di inizio ’900.Roma, Complesso del Vittoriano, dal 9 ottobre 2009 al 7 febbraio<strong>Lazio</strong> / informazione62


eventi • EVENTILAZIO... e nel <strong>Lazio</strong>.FESTA DEL VINO NOVELLO 2009Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con la Festadel Vino Novello, preziosa occasione per far conoscere aituristi il vino, i prodotti di qualità, tradizionali ed I.G.P.presenti sul territorio.Colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo delicato egradevole, sapore dolce e frizzantino: il novello ha conquistato econtinua a conquistare sempre più persone.Ma i vini non si possono raccontare, vanno bevuti, e le feste nonsi possono spiegare, bisogna parteciparvi. Appuntamento aGenzano, dunque, il 7 e l’8 di Novembre per brindare tuttiinsieme all’inizio di una nuova stagione e di una nuova annata.Genzano di Roma (RM), 7 e 8 novembre23° FESTA DEL TARTUFOBIANCO E NERO PREGIATO DICAMPOLI APPENNINOSabato 14 e domenica 15 Novembre a CampoliAppennino in provincia di Frosinone si svolge lasagra del tartufo bianco pregiato presso levecchie cantine del centro storico.La manifestazione avrà inizio il 14 novembre alle ore15.00 e per tutta la durata dell’evento sarannoorganizzate degustazioni a base di tartufo nero(bruschette, primi piatti, secondi), mostra di artigianatoe prodotti locali della ciociaria e spettacoli folkloristici.Campoli Appennino (FR), 14 e 15 novembre1° PREMIO NAZIONALE DEL“DOLCE CON NOCCIOLATONDA GENTILE ROMANA”1728 Città di Ronciglione, insieme ad un comitatoscelto, presenta il premio nazionale “Dolce con Nocciola TondaL’AssociazioneGentile Romana”, unico in Italia.L’obiettivo della manifestazione, che si svolgerà nel seicentesco Palazzo delleMaestranze di Ronciglione (VT), nei giorni 7 e 8 novembre, è quello dirivalutare la nocciola tonda gentile romana e valorizzare la risorsa“nocciolo”. Scopo della manifestazione sarà inoltre quello di incrementarel’attività di promozione presso le imprese di filiera, dei sistemi dicertificazione di qualità e tipicità, favorire la valorizzazione commercialedella produzione della nocciola, come elemento del territorio da promuovere.S’intende poi individuare ed incentivare le azioni strategiche per promuoverele risorse produttive del territorio dei Cimini. Per informazioniwww.dolcenocciola.itRonciglione (VT), 7 e 8 novembre<strong>Lazio</strong> / informazione63


<strong>Lazio</strong> / informazione64CALENDARIOI prossimi appuntamenti con l’agricoltura del <strong>Lazio</strong>Sono numerosi gli appuntamenti promossi e sostenuti dall’Assessorato regionaleall’<strong>Agricoltura</strong> della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> da segnare in agenda per le aziende agricoleintenzionate a far conoscere e apprezzare i loro prodotti. Vediamo insieme lemanifestazioni più importanti previste per il prossimo mese.PREMIO MAESTRO DELL’AGRICOLTURARoma, 12 novembreL’assessorato regionale all’agricolturaha istituito il concorso-premio “Maestrodell’<strong>Agricoltura</strong>”. Si tratta di un doverosoriconoscimento che l’amministrazioneregionale vuole conferire a tutti coloroche hanno scelto di dedicare la propriavita al lavoro agricolo, raggiungendorisultati significativi.Il concorso prevede l’assegnazione di50 premi alle imprese agricole di tutte leprovincie del <strong>Lazio</strong>. Il premio consiste inuna cornucopia di legno realizzatadall’artista artigiano di famainternazionale, Ferdinando Codognotto.La manifestazione della consegnaavrà luogo giovedì 12 novembre alleore 11 a Roma presso l’Acquarioromano in Piazza Manfredo Fanti, 47(zona Esquilino).<strong>Lazio</strong> informazioneOttobre 2009 numero 27DIRETTORE RESPONSABILE> Michele MisuracaCONDIRETTORE> Maria Grazia ArditoREDAZIONE> Erica Antonelli, Enrico Barbieri,Luca Benigni, Dario Borlandelli,Daniele Camilli, Maria Teresa Cinanni,Sandro Cristaldi, Alessandra De Luca,Simone Fattori, Annamaria Graziano,Gianluca Mealli, Giuseppe Motisi,Antonello Salerno, Massimo Sbardella,Francesca Trincia, Francesco Unali,Alfonso Vannaroni, Nicola Zamperini.COLLABORATORI:> Alfia Cingari, Valentina Conti,Laura de Felice, Francesco Moriconi,Paola Ortensi, Paola Rosatini,Valeria Schiavi, Giulio Somma.SEGRETERIA DI REDAZIONE> Erica AntonelliTel. 06 51684214eantonelli@regione.lazio.itPROGETTO GRAFICO> Le Tipo Sncwww.letipo.comIMPAGINAZIONE GRAFICA> Maprosti & Lisanti srlvia Carlo Alberto, 5300185 Romawww.maprostielisanti.itFOTOLITO E STAMPA> Fratelli Spada S.p.a.Via Lucrezia Romana 60 - 00043Ciampino - Roma - tel. 067911141<strong>Stampa</strong>to in Italia - Printed in ItalyCOORDINAMENTO TECNICO> Luciano LisantiCONCESSIONARIA PUBBLICITÀ> Comunica Srlcomunica@com-unica.infoTel. 06 52279581Fax 06 52279588TIRATURA E DIFFUSIONE> <strong>10</strong>0.000 copieREG. TRIBUNALE DI ROMA> <strong>10</strong>6/99IMMAGINI> COPERTINA: Maprosti & LisantiINTERNO: Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong>della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, Consorzio Age,Alberto Guerrieri, Maprosti & Lisanti.

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!