Una trasformazione in atto. - Torino Strategica

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Una trasformazione in atto. - Torino Strategica

Una trasformazione in atto.Prospettive dello sviluppo economiconell’area metropolitana di Torino.G I U S E P P E B E R T AUniversità Bocconi


La questione del declino industrialeassume una connotazione del tutto peculiarein Italia e a Torino.Il dato notevole è che, da noi, l’occupazioneindustriale si è tutto sommato mantenutanel tempo, mentre altrove è letteralmentecrollata durante gli ultimi trent’anni.


La fase iniziata attorno al 1996 è per l’occupazioneindustriale un punto di svolta.La dinamica tecnologica replica quanto successonell’agricoltura, per cui oggi si può produrredi più con un numero di addetti decrescente.Un ostacolo cognitivo è legato all’ideache produrre oggetti materiali abbia più valore,in senso economico, di erogare beni immateriali.


A Torino il dibattito sulla terziarizzazioneè stato interpretato come un tradimentodella vocazione urbana.Tuttavia i numeri fotografano la paraboladell’industria, al di là della crisi Fiat, ei dati dimostrano che la compatta architetturaindustriale, ereditata dal secolo scorso,si va ridimensionando e alleggerendo.


Le dinamiche del mercato del lavoromostrano una trasformazione in atto.Il fenomeno dominante è la terziarizzazione,appena attenuata dalla crescita dell’edilizialegata ai grandi progetti.I servizi alle imprese comprendono attivitàin outsourcing, un tempo interne alle aziende.Si rivela la labilità dei confini fra industriae servizi, che si dimostrano un sistemaa fondamento unitario.


Come riconvertire le aree dedicatealla produzione di massa?Come garantire una ritirata ordinata,non troppo brusca o subitanea?L’industria può rimanere alla basedella produzione, purché sia un’industria diversa,con forti contenuti di studio, ricerca e servizioper la clientela. E dove la contaminazioneintellettuale di più mestieri garantisce di essereall’avanguardia.


Questa visione si innesta su quelladi una nuova economia a carattere urbano,dove la città è il simbolo della ripresa.La città metropolitana è il luogo dove siconcentrano le intelligenze, si manifestanoi problemi, si escogitano le soluzioni, si trasmetteil saper fare che è l’essenza dell’industria.Se amministrata con efficacia, la città si esporta.


Il Secondo Piano Strategico assume comedato irreversibile l’obsolescenzadell’organizzazione fordista della produzione.Postula la nascita di industrie dei servizi,come settore trainante nell’economiadella conoscenza. L’industria non coincide piùcon la produzione manifatturiera e includela produzione immateriale.L’area metropolitana è lo spazio di riferimentodel Piano, ma anche la sua risorsa fondamentale.


Per realizzare l’economia della conoscenzanon basta un quadro di condizioni oggettive.Occorrono iniziative per avviare l’industrializzazionedei servizi professionali, oggi ancora legatia pratiche artigianali; per sfruttare la posizionegeografica verso una logistica continentale; pervalorizzare particolari settori, con piattaformetecnologiche che permettano a pubblico e privatodi interagire.


Soprattutto per investire sulle nuove generazioni,valorizzando il capitale umano.

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