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Progetto VIS (Vivaismo(Sostenibile)Controllo della flora infestante nellecolture in contenitoreStefano BenvenutiDipartimento di Biologia delle Piante AgrarieUniversità di PisaDanni delle malerbe nel vivaismoQuantitativi: : riduzione di crescitaQualitativi: insestetismi / incommerciabilitàPer capire meglio le strategieagronomiche di difesa è necessarioconoscere:Ambiente agro-ecologico deicontenitoriMeccanismi didisseminazione esopravvivenza dellemalerbe


Ambiente agro-ecologico del “contenitore”Ambiente fertilissimo (nutrienti e acqua)Malerbe: crescita rapidissimaLe specie che sfuggono al controllochimico hanno “via libera” nellenicchie ecologiche di estrema fertilitàSagina procumbensTutte le specie possono essere potenzialmente presenti ma solo unapiccola parte è diffusa nel vivaismoFlora estremamente specializzata a sopravvivere e diffondersi invivaioSi può parlare di “globalizzazione” delle malerbe del vivaio?Si! … bibliografia e persino siti internet evidenziano una floradecisamente costante nello spazio e nel tempo(> 90% sono le stesse del vivaismo Pistoiese)Virginia, Nord Carolina,USAhttp://ppwsipm.contentsrvr.net/weeds_container_nurseries.phpppwsipm.contentsrvr.net/weeds_container_nurseries.php


Anemocoria (asteraceae)Vento come agente di dispersione dei semi(botanicamente frutti)Asteraceae assolutamente ubiquitarieAster squamatusSenecio vulgarisConyza canadensisSonchus spp.Non solo asteraceae ma anche altre specie a disseminazioneanemocora Oenoteraceae (Epilobiumhirsutum)


C’èchi fa da sé s(autocoria) Oxalis capreolataCardamine hirsutaChiamata anche diseminazione “ballistica”Frequenti i casi di infestazionireciproche di vasi adiacentiPiù di una generazione diinfestazioni nello stesso anno(pecularità del vivaismo)Strategia vincente delle “autocore”: Rapidità maturazione semiElevata quantitàDisseminazione


Pure le formiche (mirmecocoria)grazie ad un appendice del sememolto appetito (elaiosoma)Euphorbia maculataPerò anche specie che non hanno alcun meccanismo didisseminazione (barocore)Hanno però una caratteristica, la ruderalità: : produconorapidissimamente molti semi e sono diffuse nelle aree adiacenti aicontenitoriCome fanno quindi ad arrivare sui contenitori?Portulaca oleracea


AntopocoriaDurante le operazioni colturali con substrati “contaminati”Altra tipologia di “antropocoria” …“New entry” da ambienti lontani: mediante importazione di colturecontaminate che diffondono le peculiari malerbe ….… caso evidente Eclipta prostrataSpecie proveniente dal Nord AmericaI substrati torbosi e ricchi di umidità sono il suo ambiente ideale (dadecenni arrivata in Italia nelle risaie sarde dell’Oristanese)


Altra categoria di specie: quelle tipiche delle colture erbacee dipieno campoMalerbe provenienti “da zolla”In questo caso la composizione botanica si ampliaSono infatti tutte le specie “non specializzate” presenti in campoL’indesiderabilità in questa fase in campo è bassa ma si ripercuotesulla successiva fase nei contenitori: semi e organi di propagazionevegetativa seguono la coltura… di queste alcune determinano una particolare nocivitàFlora più temuta: specie volubili che si arrampicano sullavegetazioneDifficile eliminazione manuale (unica possibilità)1 mmBasso rischioRizomaAlto rischioSpecie a ciclo perenne in quanto i rizomi (o altre strutture dipropagazione vegetativa) sono più vigorosi (elevati fotosintetati) ) edinsensibili agli erbicidi “antigerminello”Calystegia sepium (Convolvulaceae)


Controllo convenzionalePre-emergenzaemergenzaselettivo (pendimetalin,oxyfluorfen, oxadiazon)Post-emergenzanonselettivo (glifosate)Quali alternative biologiche?Iniziamo dai “Metodi preventivi”Copertura cumuli di substrato: evita la rapida colonizzazione


Metodi preventivi: piazzali privi di “abitabilità” per le infestantiStrati di ghiaia talvolta idonei per consentire crescita e riproduzionein virtù delle elevate disponibilità idriche percolate dai vasiInterventi meccanici e/o fisici sulle colture “da zolla”


Sfalcio infestanti aree adiacenti: evita/limita anemocoriaDischi pacciamanti di diversi materiali


Erbicidi naturaliAceto (acido acetico 5% -> > 20%)Oli essenziali (menta)Testati sulle plantule delle 20 specie individuate come prevalenti nelvivaismo pistoieseTipo di utilizzo ipotizzato: post-emergenzaper la pulizia delle areedestinate ai contenitoriProdotti biologici i da usare in pre-emergenzaemergenza pressochè assenti:possibile solo glutine di mais ma effetto molto transitorioEffetto fitocida dei biofumiganti delle brassicaceae?In pratica al momento solo in post-emergenza: : aceto e oli essenzialisono alternative al glifosate… vediamone gli effetti in comparazione ….Premessa: glifosate economicamente imbattibile


Analoga azione totale ma più rapida soprattutto nel caso dell’acetoAceto e oli agiscono per contatto (nosistemici) per cui le perenni possonomostrare “resilienza”Rispetto al glifosate non temono piogge nelle immediate ore (12-24) dopo il trattamentoSorprendentemente agiscono talvolta su malerbe insensibili alglifosate24 ore dopotrattamento con AcetoEquiseto (Equisetumtelmateja)


ConclusioniSia che si imposti una lotta convenzionale che biologica è necessariointegrarle con metodi preventiviI metodi curativi con i “bioerbicidi” sono promettenti manecessitano di implementazioni su economia (oli essenziali.. magariarida scarti di industrie di trasformazione: esempio agrumi o piante e dieconomica produzione.. )Aceto appare già pronto per un suo impiego ispirato al “biologico”… > efficacia a bassi dosaggi (sia aceto che oli essenziali) medianteadesivanti e/o tensioattiviDopo secoli di storia dell’agricolturaè ormai chiaro che le malerbevincono sempre (Dekker, , USA)L’importanteè conoscerne le loro strategie di invasività per evitareche siano loro i “padroni padroni di casa” del vivaismo pistoiese!Grazie per l’attenzione!

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