REGOLAMENTO (CE) N. 1257/1999 DEL CONSIGLIO del 17 ... - Inea

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REGOLAMENTO (CE) N. 1257/1999 DEL CONSIGLIO del 17 ... - Inea

L 160/80 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITREGOLAMENTO (CE) N. 1257/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e digaranzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni regolamentiIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, inparticolare gli articoli 36 e 37,vista la proposta della Commissione ( 1 ),160 e concorrere alla loro realizzazione; che lemisure destinate allo sviluppo rurale dovrebberopertanto contribuire a tale politica nelle regioniin ritardo di sviluppo (obiettivo n. 1) e nelleregioni con difficoltaÁ strutturali (obiettivo n. 2),definite dal regolamento (CE) n. 1260/1999 delConsiglio, del 21 giugno 1999, recante disposizionigenerali sui Fondi strutturali ( 6 );visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ),visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),visto il parere del Comitato delle regioni ( 4 ),(4) considerando che fin dal 1972 nella politica agricolacomune sono state introdotte misure intesea sostenere il miglioramento delle strutture agrarie;che da quasi due decenni si cerca di inserirela politica delle strutture agrarie nel piœ ampiocontesto socioeconomico delle zone rurali; che lariforma del 1992 ha dato particolare rilievo alladimensione ambientale dell'agricoltura in quantoprincipale utilizzatrice della terra;visto il parere della Corte dei conti ( 5 ),(1) considerando che una politica comune dello svilupporurale dovrebbe accompagnare e integrarealtri strumenti della politica agricola comune econtribuire in tal modo al conseguimento degliobiettivi di tale politica, enunciati nell'articolo 33,paragrafo 1, del trattato;(2) considerando che, a norma dell'articolo 33,paragrafo 2, lettera a), del trattato, nell'elaborazionedella politica agricola comune e dei metodispeciali che questa può implicare, si dovraÁ considerareil carattere particolare dell'attivitaÁ agricolache deriva dalla struttura sociale dell'agricolturae dalle disparitaÁ strutturali e naturli fra lediverse regioni agricole;(5) considerando che la politica rurale eÁ attualmentecondotta attraverso una serie di strumenti complessi;(6) considerando che nei prossimi anni l'agricolturadovraÁ adeguarsi a nuove realtaÁ ed ad ulterioricambiamenti per quanto riguarda l'evoluzionedel mercato, la politica che lo disciplina e lenorme commerciali, le esigenze e le preferenzedel consumatore e il prossimo allargamento dellaComunitaÁ; che tali cambiamenti influenzerannonon soltanto i mercati agricoli, ma anche l'economialocale delle zone rurali in generale; cheuna politica dello sviluppo rurale dovrebbe esserefinalizzata a ricostituire e a rafforzare la competitivitaÁdelle zone rurali, contribuendo in talmodo a mantenere e a creare posti di lavoro inqueste zone;(3) considerando che, a norma dell'articolo 159 deltrattato, l'attuazione delle politiche comunitariedeve tener conto degli obiettivi della coesioneeconomica e sociale stabiliti dagli articoli 158 e(7) considerando che tale evoluzione dovrebbe essereincoraggiata e sostenuta mediante una riorganizzazioneed una semplificazione degli attuali strumentidello sviluppo rurale;( 1 ) GU C 170 del 4.6.1998, pag. 7.( 2 ) Parere espresso il 6 maggio 1999 (non ancora pubblicatonella Gazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 407 del 28.12.1998, pag. 210.( 4 ) GU C 93 del 6.4.1999, pag. 1.(8) considerando che tale riorganizzazione dovrebbetener conto dell'esperienza acquisita nell'applica-( 5 ) GU C 401 del 22.12.1998, pag. 3. ( 6 ) GU L 161 del 26.6.1999, pag. 1.


26.6.1999 L 160/81Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITzione degli strumenti giaÁ esistenti e basarsi pertantosu tali strumenti, che sono quelli utilizzatinell'ambito degli attuali obiettivi prioritari, voltia promuovere lo sviluppo rurale accelerandol'adattamento delle strutture agrarie nel quadrodella riforma della politica agricola comune,nonche ad agevolare lo sviluppo e l'adeguamentodelle zone rurali [obiettivi n. 5a e n. 5b)], comeprevisto dal regolamento (CEE) n. 2052/88 delConsiglio, del 24 giugno 1988, relativo alle missionidei Fondi a finalitaÁ strutturali, alla loro efficaciae al coordinamento dei loro interventi e diquelli della Banca europea per gli investimenti edegli altri strumenti finanziari esistenti ( 1 ) e dalregolamento (CEE) n. 4256/88 del Consiglio, del19 dicembre 1988, recante le disposizionid'applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88per quanto riguarda il FEAOG, sezione orientamento( 2 ), nonche da quelli introdotti qualimisure di accompagnamento della riforma dellapolitica agricola comune del 1992 dal regolamento(CEE) n. 2078/92 del Consiglio, del30 giugno 1992, relativo a metodi di produzioneagricola compatibili con le esigenze di protezionedell'ambiente e con la cura dello spazio naturale( 3 ), dal regolamento (CEE) n. 2079/92 delConsiglio, del 30 giugno 1992, che istituisce unregime comunitario di aiuti al prepensionamentoin agricoltura ( 4 ), e dal regolamento (CEE)n. 2080/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992,che istituisce un regime comunitario di aiuti allemisure forestali nel settore agricolo ( 5 );(9) considerando che le linee generali della politicariformata dello sviluppo rurale dovrebbero applicarsia tutte le zone rurali della ComunitaÁ;(10) considerando che le tre misure di accompagnamentointrodotte dalla riforma della politicaagricola comune del 1992 (politica agroambientale,prepensionamento e imboschimento)dovrebbero essere completate dal regime di aiutoper le zone svantaggiate e per le zone soggette avincoli ambientali;( 1 ) GU L 185 del 15.7.1988, pag. 9. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 3193/94 (GUL 337 del 24.12.1994, pag. 11).( 2 ) GU L 374 del 31.12.1988, pag. 25. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 2085/93 (GUL 193 del 31.7.1993, pag. 44).( 3 ) GU L 215 del 30.7.1992, pag. 85. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 2272/95 dellaCommissione (GU L 288 dell'1.12.1995, pag. 35). Regolamentorettificato dal regolamento (CE) n. 1962/96 dellaCommissione (GU L 259 del 12.10.1996, pag. 7)( 4 ) GU L 215 del 30.7.1992, pag. 91. Regolamento modificatodal regolamento (CE) n. 2773/95 della Commissione(GU L 288 dell'1.12.1995, pag. 37).( 5 ) GU L 215 del 30.7.1992, pag. 96. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 231/96 dellaCommissione (GU L 30 dell'8.2.1996, pag. 33).(11) considerando che altre misure per lo svilupporurale dovrebbero essere inserite in programmi disviluppo integrato per le regioni dell'obiettivon. 1 e possono far parte di programmi per leregioni dell'obiettivo n. 2;(12) considerando che nelle zone rurali le misure perlo sviluppo rurale dovrebbero accompagnare ecompletare le politiche di mercato;(13) considerando che il sostegno del FEAOG allo svilupporurale dovrebbe essere basato su un unicoquadro giuridico che definisca le misure ammissibilial sostegno, i loro obiettivi e i criteri perl'ammissione;(14) considerando che, data la varietaÁ delle zonerurali della ComunitaÁ, la politica di svilupporurale dovrebbe attenersi al principio della sussidiarietaÁ;che essa dovrebbe pertanto essere il piœdecentrata possibile e imperniata sulla partecipazionee su un approccio dal basso verso l'alto;che i criteri per poter beneficiare del sostegnoallo sviluppo rurale non dovrebbero quindi oltrepassarela misura necessaria a raggiungere gliobiettivi della politica di sviluppo rurale;(15) considerando che, per garantire la coerenza conaltri strumenti della politica agricola comune econ altre politiche comunitarie, occorre comunquedefinire a livello comunitario i criteri fondamentaliin base ai quali eÁ possibile ottenere ilsostegno; che, in particolare, eÁ opportuno evitareche le misure per lo sviluppo rurale provochinodistorsioni ingiustificate della concorrenza;(16) considerando che, al fine di assicurare la flessibilitaÁe di semplificare la normativa, il Consigliodovrebbe conferire alla Commissione tutte lenecessarie competenze di attuazione, a normadell'articolo 202, terzo trattino, del trattato;(17) considerando che nella ComunitaÁ la struttura delsettore agricolo eÁ caratterizzata da un vastonumero di aziende alle quali mancano le condizionistrutturali atte a garantire redditi e condizionidi vita equi agli agricoltori e alle loro famiglie;(18) considerando che gli aiuti comunitari agli investimentihanno per oggetto l'ammodernamentodelle aziende agricole e il miglioramento dellaloro redditivitaÁ;(19) considerando che eÁ opportuno semplificare lecondizioni comunitarie per beneficiare di aiuti


L 160/82 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITagli investimenti, quali stabilite dal regolamento(CE) n. 950/97 del Consiglio, del 20 maggio1997, relativo al miglioramento dell'efficienzadelle strutture agricole ( 1 );(20) considerando che la concessione di vantaggi particolariai giovani agricoltori può agevolare nonsoltanto il loro insediamento, ma anche l'adattamentodella struttura della loro azienda dopo illoro primo insediamento;potrebbe rivelarsi necessario concedere un sostegnoagli agricoltori al fine di risolvere i loro problemispecifici derivanti da tali limitazioni;(29) considerando che nei prossimi anni gli strumentiagroambientali dovrebbero assumere un ruolofondamentale nel promuovere lo sviluppo sostenibiledelle zone rurali e nel soddisfare la crescentedomanda della societaÁ di servizi nel settoreambientale;(21) considerando che l'evoluzione e la specializzazionedell'agricoltura richiedono un livello adeguatodi formazione generale, tecnica ed economicaper le persone che esercitano attivitaÁ agricolee forestali, in particolare nel caso di nuoviorientamenti della gestione, della produzione edella commercializzazione;(22) considerando che occorre intensificare le iniziativedi formazione e informazione degli agricoltoririguardo ai metodi di produzione agricolacompatibili con l'ambiente;(23) considerando che eÁ opportuno incentivare la cessazioneanticipata dell'attivitaÁ agricola, al fine dimigliorare la redditivitaÁ delle aziende agricole,tenendo conto dell'esperienza acquisita nell'attuazionedel regolamento (CEE) n. 2079/92;(30) considerando che eÁ opportuno proseguire ilsostegno agroambientale attualmente previsto dalregolamento (CEE) n. 2078/92 per misureambientali mirate, tenendo conto dell'esperienzaacquisita nell'applicazione di tale regime qualedescritta dettagliatamente nella relazione presentatadalla Commissione a norma dell'articolo 10,paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2078/92;(31) considerando che il regime di aiuti agroambientalidovrebbe continuare a incoraggiare gli agricoltoriad operare nell'interesse dell'interasocietaÁ, introducendo o mantenendo metodi diproduzione compatibili con le crescenti esigenzedi tutela e miglioramento dell'ambiente, dellerisorse naturali, del suolo e della diversitaÁ genetica,nonche con la necessitaÁ di salvaguardare lospazio naturale e il paesaggio;(24) considerando che il sostegno alle zone svantaggiatedovrebbe contribuire ad un uso continuatodelle superfici agricole, alla cura dello spazionaturale, al mantenimento e alla promozione disistemi di produzione agricola sostenibili;(32) considerando che occorrerebbe incentivare imiglioramenti nei settori della trasformazione edella commercializzazione dei prodotti agricolisostenendo gli investimenti in tali settori;(25) considerando che eÁ opportuno classificare lezone svantaggiate in base a criteri comuni;(26) considerando che non eÁ necessario procedere alivello comunitario ad un'ulteriore classificazionedelle zone svantaggiate;(27) considerando che occorrerebbe stabilire condizionirelative alla possibilitaÁ di beneficiare diindennitaÁ compensative, allo scopo di garantirel'efficacia di tale regime di sostegno e il raggiungimentodei suoi obiettivi;(28) considerando che per le limitazioni sugli usi agricoliin zone soggette a vincoli ambientali(33) considerando che tale sostegno può basarsi inlarga misura sulle condizioni attualmente stabilitedal regolamento (CE) n. 951/97 del Consiglio,del 20 maggio 1997, relativo al migioramentodelle condizioni di trasformazione e dicommercializzazione dei prodotti agricoli ( 2 );(34) considerando che eÁ necessario garantire la redditivitaÁdi tali investimenti e la partecipazione degliagricoltori ai vantaggi economici dell'azione;(35) considerando che il settore forestale costituisceparte integrante dello sviluppo rurale e che pertantoil regime di sostegno allo sviluppo ruraledovrebbe comprendere misure forestali; che ilsostegno a questo settore deve evitare di tradursiin una distorsione di concorrenza ed essere ininfluenterispetto al mercato;( 1 ) GU L 142 del 2.6.1997, pag. 1. Regolamento modificatodal regolamento (CE) n. 2331/98 (GU L 291 del30.10.1998, pag. 10). ( 2 ) GU L 142 del 2.6.1997, pag. 22.


26.6.1999 L 160/83Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(36) considerando che le misure forestali dovrebberoessere conformi agli impegni assunti a livellointernazionale dalla ComunitaÁ e dagli Stati membrie basarsi sui piani forestali degli Stati membri;che tali misure dovrebbero tener conto anchedei problemi specifici relativi al cambiamento climatico;(37) considerando che le misure forestali dovrebberoessere basate su quelle di cui ai regimi esistentistabiliti dal regolamento (CEE) n. 1610/89 delConsiglio, del 29 maggio 1989, recante normed'applicazione del regolamento (CEE) n. 4256/88per quanto riguarda l'azione di sviluppo e lavalorizzazione delle foreste nelle zone rurali dellaComunitaÁ ( 1 ), e dal regolamento (CEE) n. 867/90del Consiglio, del 29 marzo 1990, relativo almiglioramento delle condizioni di trasformazionee di commercializzazione dei prodotti della silvicoltura( 2 );(38) considerando che l'imboschimento delle superficiagricole riveste particolare importanza sia perl'utilizzazione del suolo e per la difesa dell'ambiente,sia come contributo al potenziamento ditalune risorse silvicole; che occorrerebbe pertantomantenere il sostegno all'imboschimento attualmenteprevisto dal regolamento (CEE) n. 2080/92, tenendo conto dell'esperienza acquisita nell'applicazionedi tale regime quale descritta dettagliatamentenella relazione presentata dallaCommissione a norma dell'articolo 8,paragrafo 3, di detto regolamento;(39) considerando che occorrerebbe accordare pagamentiper attivitaÁ volte a mantenere e migliorarela stabilitaÁ ecologica delle foreste in talune zone;(40) considerando che occorrerebbe sostenere altremisure legate alle attivitaÁ di coltivazione e allaloro riconversione; che l'elenco di tali misuredovrebbe essere stabilito in base all'esperienzaacquista e tenendo conto dell'esigenza che lo svilupporurale si basi in parte su attivitaÁ e serviziextra agricoli, in modo da invertire la tendenzaal declino socioeconomico e allo spopolamentodella campagna; che occorrerebbe sosteneremisure volte ad eliminare le ineguaglianze e apromuovere la paritaÁ di opportunitaÁ fra uomini edonne;(41) considerando che i consumatori richiedono inmisura sempre maggiore prodotti agricoli e derratealimentari ottenuti con metodi biologici; chequesto fenomeno sta quindi creando un mercatonuovo per i prodotti agricoli; che l'agricolturabiologica migliora la sostenibilitaÁ delle attivitaÁagricole e contribuisce pertanto ai fini generalidel presente regolamento; che le misure di sostegnospecifiche allo sviluppo rurale possono contribuirealla produzione ed alla commercializzazionedi prodotti agricoli ottenuti con metodibiologici;(42) considerando che le misure di sviluppo ruraleammissibili al sostegno comunitario dovrebberoessere conformi alla normativa comunitaria ecoerenti con le altre politiche comunitarie e congli altri strumenti della politica agricola comune;(43) considerando che nell'ambito del presente regolamentodovrebbero essere escluse dal sostegnocomunitario alcune misure che possono beneficiaredi altri strumenti della politica agricolacomune, in particolare quelle che rientrano nell'ambitodei regimi di sostegno delle organizzazionicomuni di mercato, con le eccezioni giustificateda criteri oggettivi;(44) considerando che, tenuto conto degli aiuti adassociazioni di produttori e alle loro unioni giaÁesistenti nell'ambito di diverse organizzazionicomuni di mercato, non risulta piœ necessariofornire un sostegno specifico a gruppi di produttorinel quadro dello sviluppo rurale; che, pertanto,il regime di aiuti previsto dal regolamento(CE) n. 952/97 del Consiglio, del 20 maggio1997, concernente le associazioni di produttori ele relative unioni ( 3 ), non dovrebbe essere proseguito;(45) considerando che il finanziamento del sostegnocomunitario alle misure di accompagnamento ead altre misure di sviluppo rurale nelle zone noncomprese nell'obiettivo n. 1 dovrebbe essere fornitodalla sezione garanzia del FEAOG; che lenorme finanziarie fondamentali stabilite dal regolamento(CE) n. 1260/1999, sono state modificatea tal fine;(46) considerando che il finanziamento del sostegnocomunitario alle misure di sviluppo rurale nellezone comprese nell'obiettivo n. 1 dovrebbe continuaread essere fornito dalla sezione orientamentodel FEAOG, fatta eccezione per le tre( 1 ) GU L 165 del 15.6.1989, pag. 3.( 2 ) GU L 91 del 6.4.1990, pag. 7. ( 3 ) GU L 142 del 2.6.1997, pag. 30.


L 160/84 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITattuali misure di accompagnamento e per ilsostegno alle zone svantaggiate e alle zone soggettea vincoli ambientali;(47) considerando che, per quanto riguarda il sostegnoalle misure di sviluppo rurale contemplatedalla programmazione degli obiettivi n. 1 e n. 2,si applicherebbe il regolamento (CE) n. 1260/1999, in particolare relativamente alla programmazioneintegrata di tali misure; che le norme inmateria di finanziamento dovrebbero tuttaviatener conto del finanziamento erogato dallasezione garanzia per le suddette misure nelleregioni dell'obiettivo 2;(48) considerando che le misure di sviluppo ruralenon contemplate dalla programmazione dell'obiettivon. 1 o dell'obiettivo n. 2 dovrebberoessere oggetto della programmazione relativa allosviluppo rurale, secondo norme specifiche; che itassi di assistenza per tali misure dovrebberoessere differenziati in base ai principi gnerali previstidall'articolo 29, paragrafo 1, del regolamento(CE) n. 1260/1999, tenendo sufficientementeconto delle esigenze di coesione economicae sociale; che, di conseguenza, i tassi di assistenzarelativi, rispettivamente, alle zone contemplatedall'obiettivo n. 1 e dall'obiettivo n. 2 ealle altre zone dovrebbero essere, in linea di massima,differenziati; che i tassi stabiliti dal presenteregolamento costituiscono i massimali dell'assistenzacomunitaria;(49) considerando che, in aggiunta ai programmi disviluppo rurale, la Commissione dovrebbe poterpredisporre di propria iniziativa studi sullo svilupporurale, a prescindere dall'iniziativa per losviluppo rurale di cui agli articoli 19 e 20 delregolamento (CE) n. 1260/1999;(50) considerando che occorrerebbe stabilire normeadeguate per il controllo e la valutazione delsostegno allo sviluppo rurale, utilizzando comeriferimento indicatori ben definiti da concordaree fissare prima della realizzazione del programma;(51) considerando che le misure di sviluppo ruraledovrebbero poter beneficiare del sostegno degliStati membri senza alcun cofinanziamento comunitario;che, dato il notevole impatto economicodi tali aiuti e al fine di garantirne la coerenzacon le misure ammissibili al sostegno comunitario,nonche per semplificare le procedure, occorrerebbestabilire norme specifiche relative agliaiuti di Stato;(52) considerando che dovrebbe essere possibile adottarenorme transitorie per agevolare la transizionedagli attuali regimi di sostegno al nuovoregime di sostegno dello sviluppo rurale;(53) considerando che il nuovo regime di sostegnocontenuto del presente regolamento sostituisce iregimi di sostegno esistenti, che pertanto dovrebberoessere abrogati; che, di conseguenza, laderoga prevista nei regimi attuali per le regioniultraperiferiche e per le isole Egee dovraÁanch'essa essere abrogata; che all'atto della programmazionedelle misure per lo sviluppo rurale,saranno stabilite nuove norme che garantirannola necessaria flessibilitaÁ, adattamenti e deroghe alfine di tenere conto delle esigenze specifiche ditali regioni,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:TITOLO IAMBITO DI APPLICAZIONE E OBIETTIVIArticolo 13. Le misure di sviluppo rurale:1. Il presente regolamento definisce il quadro delsostegno comunitario per uno sviluppo rurale sostenibile.2. Le misure per lo sviluppo rurale accompagnano eintegrano altri strumenti della politica agricola comunee contribuiscono in tal modo al conseguimento degliobiettivi previsti dall'articolo 33 del trattato.Ð sono inserite nelle misure volte a promuovere losviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioniin ritardo di sviluppo (obiettivo n. 1) eÐ accompagnano le misure di sostegno alla riconversionesocioeconomica delle zone con difficoltaÁstrutturali (obiettivo n. 2)


L 160/86 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITÐ che rispettino requisiti minimi in materia diambiente, igiene e benessere degli animali, eÐ l'agricoltore si insedia in qualitaÁ di capo dell'azienda.Ð il cui imprenditore possieda conoscenze e competenzeprofessionali adeguate.Articolo 6Non vengono sostenuti investimenti il cui obiettivo eÁun aumento della produzione aziendale di prodotti chenon trovano sbocchi normali sui mercati.Possono essere applicate condizioni specifiche nel casoin cui il giovane agricoltore non si insedi nell'aziendacome unico capo di essa. Tali condizioni devono essereequivalenti a quelle richieste per l'insediamento delsuddetto giovane agricoltore come unico capo dell'azienda.2. Gli aiuti all'insediamento possono consistere in:Articolo 7Gli Stati membri fissano i limiti degli investimentitotali che possono beneficiare degli aiuti.Il valore totale degli aiuti, espresso in percentuale delvolume d'investimento che può beneficiare degli aiuti,eÁ limitato al 40% al massimo e, riguardo alle zonesvantaggiate, al 50% al massimo. Qualora gli investimentisiano effettuati da giovani agricoltori, comemenzionato al capo II, tali percentuali possono raggiungereal massimo il 45% e il 55% rispettivamente.Ð un premio unico il cui importo massimo ammissibilefigura nell'allegato,Ð un abbuono d'interessi per i prestiti contratti acopertura delle spese derivanti dall'insediamento;l'importo equivalente al valore capitalizzato di taleabbuono non può essere superiore al valore delpremio unico.CAPO IIICAPO IIFORMAZIONEINSEDIAMENTO DEI GIOVANI AGRICOLTORIArticolo 81. Gli aiuti per facitilitare il primo insediamento deigiovani agricoltori sono concessi alle seguenti condizioni:Ð l'agricoltore non ha ancora compiuto 40 anni,Ð l'agricoltore possiede conoscenze e competenzeprofessionali adeguate,Ð l'agricoltore si insedia in un'azienda agricola per laprima volta,Ð per quanto riguarda l'azienda:i) dimostra redditivitaÁ eii) rispetta requisiti minimi in materia di ambiente,igiene e benessere degli animali,eArticolo 9Il sostegno alla formazione professionale contribuisceal miglioramento delle conoscenze e delle competenzeprofessionali degli agricoltori e di altre persone coinvoltein attivitaÁ agricole e forestali e nella loro riconversione.La formazione eÁ finalizzata in particolare:Ð a preparare gli agricoltori al riorientamento qualitativodella produzione, all'applicazione di metodidi produzione compatibili con la conservazione e ilmiglioramento del paesaggio, con la tutela dell'ambiente,con l'igiene e con il benessere degli animali,nonche a impartire loro la formazione necessariaper gestire un'azienda agricola economicamenteredditizia eÐ a preparare gli imprenditori forestali e le altre personecoinvolte in attivitaÁ forestali all'applicazionedi pratiche di gestione forestale allo scopo dimigliorare le funzioni economiche, ecologiche osociali delle foreste.


26.6.1999 L 160/87Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITCAPO IVPREPENSIONAMENTOArticolo 101. Gli aiuti al prepensionamento contribuiscono aconseguire i seguenti obiettivi:Ð procurare un reddito agli imprenditori agricolianziani che decidono di cessare l'attivitaÁ agricola,Ð far subentrare a questi imprenditori anziani agricoltoriin grado di migliorare, se necessario, la redditivitaÁdelle aziende rimaste in esercizio,Ð subentra al cedente come capo dell'azienda agricolao rileva la totalitaÁ o una parte dei terreni residisponibili; la redditivitaÁ dell'azienda del rilevatariodev'essere aumentata entro un periodo e a condizionida definire, in particolare in termini diconoscenze e competenze professionali del rilevatario,di superficie, di volume di lavoro o di reddito,a seconda delle regioni e dei tipi di produzione,Ð possiede conoscenze e competenze professionaliadeguate, eagricola nell'a-Ð s'impegna ad esercitare l'attivitaÁzienda per almeno cinque anni.3. Il lavoratore agricolo:Ð cessa definitivamente ogni attivitaÁ agricola,Ð ha almeno 55 anni, senza aver raggiunto l'etaÁ normaledi pensionamento,Ð riorientare superfici agricole verso usi extra agricoli,ove non sia possibile destinarle alla produzioneagricola in condizioni soddisfacenti dal puntodi vista della redditivitaÁ.Ð ha dedicato all'agricoltura, nei cinque anni che precedonola cessazione, almeno la metaÁ del propriotempo di lavoro, quale collaboratore familiare osalariato agricolo,2. Il sostegno al prepensionamento può comprenderemisure destinate a procurare un reddito ai salariatiagricoli.Ð ha lavorato nell'azienda del cedente almeno l'equivalentedi due anni a tempo pieno nei quattro anniche precedono il prepensionamento del cedentestesso,Articolo 11Ð eÁ iscritto a un regime di previdenza sociale.1. Il cedente:Ð cessa definitivamente ogni attivitaÁ agricola a finicommerciali; può però continuare a svolgere attivitaÁagricole non commerciali e a conservare ladisponibilitaÁ degli edifici in cui continueraÁ ad abitare,Ð ha almeno 55 anni, senza aver raggiunto l'etaÁ normaledi pensionamento, al momento della cessazione,e4. Rilevatario non agricolo può essere qualsiasi personafisica o giuridica che rileva terreni resi disponibiliper destinarli ad usi extra agricoli, come la silvicolturao la creazione di riserve ecologiche, in maniera compatibilecon la tutela o il miglioramento della qualitaÁ dell'ambientee dello spazio naturale.5. Le condizioni stabilite dal presente articolo siapplicano per tutto il periodo durante il quale ilcedente fruisce di un aiuto al prepensionamento.Ð ha esercitato l'attivitaÁ agricola nei dieci anni cheprecedono la cessazione.2. Il rilevatario agricolo:Articolo 121. I massimali presi in considerazione per gli aiuticomunitari sono fissati nell'allegato.2. La durata dell'aiuto al prepensionamento nondev'essere superiore ad un massimo di 15 anni per ilcedente e di 10 anni per il salariato agricolo. Essa nondeve oltrepassare il settantacinquesimo compleannodel cedente e non deve eccedere la normale etaÁ di pensionamentodel lavoratore.


L 160/88 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITQualora, nel caso di un cedente, lo Stato membro corrispondauna normale pensione, l'aiuto al prepensionamentoeÁ versato in via complementare, tenuto contodell'importo della pensione nazionale.Ð che utilizzano, secondo le buone pratiche agricoleconsuete, pratiche compatibili con la necessitaÁ disalvaguardare l'ambiente e di conservare lo spazionaturale, in particolare applicando sistemi di produzioneagricola sostenibili.CAPO VZONE SVANTAGGIATE E ZONE SOGGETTE A VINCOLIAMBIENTALIArticolo 13L'aiuto alle zone svantaggiate e a quelle soggette a vincoliambientali contribuisce a conseguire i seguentiobiettivi:a) Compensazione per le zone sottoposte a svantagginaturaliÐ garantire un uso continuato delle superfici agricolee favorire in tal modo il mantenimento diuna comunitaÁ rurale vitale,Ð conservare lo spazio naturale,Ð mantenere e promuovere sistemi di produzioneagricola sostenibili, che tengono particolareconto dei requisiti in materia d'ambiente.3. Qualora la presenza di residui di sostanze vietateai sensi della direttiva 96/22/CE ( 1 ) o di residui disostanze autorizzate ai sensi di tale direttiva ma utilizzateillecitamente, sia riscontrata, ai sensi delle pertinentidisposizioni della direttiva 96/23/CE ( 2 ), in unanimale appartenente all'allevamento bovino di unproduttore, o qualora una sostanza o un prodotto nonautorizzati, o una sostanza o un prodotto autorizzatiai sensi della direttiva 96/22/CE, ma detenuti illecitamente,siano rinvenuti nell'azienda di tale produttoresotto qualsiasi forma, quest'ultimo eÁ escluso dal beneficiodelle indennitaÁ compensative per l'anno civile dell'accertamento.In caso di recidiva il periodo di esclusione può,secondo la gravitaÁ dell'infrazione, essere prolungatofino a cinque anni a decorrere dall'anno di accertamentodell'infrazione.In caso di ostruzionismo da parte del proprietario odel detentore degli animali durante l'esecuzione delleispezioni e dei prelievi necessari in applicazione deipiani nazionali di sorveglianza dei residui, noncheÂdurante lo svolgimento delle operazioni di indagine edi controllo effettuate ai sensi della direttiva 96/23/CE,si applicano le sanzioni di cui al primo comma.b) Compensazione per zone sottoposte a vincoliambientaliÐ garantire il rispetto dei requisiti in materia diambiente e assicurare l'uso delle superfici agricolenelle zone sottoposte a vincoli ambientali.Articolo 141. Gli agricoltori delle zone svantaggiate possonoricevere indennitaÁ compensative.2. Le indennitaÁ compensative sono accordate perettaro di terreni agricoli ad agricoltori:Ð che coltivano una superficie minima di terreno dadefinire,Ð che si impegnano a proseguire un'attivitaÁ agricolain una zona svantaggiata per almeno un quinquennioa decorrere dal primo pagamento dell'indennitaÁcompensativa, eArticolo 151. Le indennitaÁ compensative sono fissate a unlivello:Ð sufficiente per contribuire efficacemente a compensaregli svantaggi esistenti eÐ tale da evitare compensazioni eccessive.2. Le indennitaÁ compensative sono debitamentediversificate in funzione:Ð della situazione e degli obiettivi di sviluppo propridi ciascuna regione,Ð della gravitaÁ degli svantaggi naturali permanentiche pregiudicano le attivitaÁ agricole,( 1 ) GU L 125 del 23.5.1996, pag. 3.( 2 ) GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10.


26.6.1999 L 160/89Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITÐ degli specifici problemi ambientali da risolvere, sedel caso,Ð del tipo di produzione e, se del caso della strutturaeconomica dell'azienda.Articolo 181. Le zone di montagna sono quelle caratterizzateda una notevole limitazione delle possibilitaÁ di utilizzazionedelle terre e da un notevole aumento del costodel lavoro, dovuti:3. Le indennitaÁ compensative sono fissate a unlivello compreso tra gli importi minimi e gli importimassimi che figurano nell'allegato.Possono essere concesse indennitaÁ compensative superioriall'importo massimo purche l'importo medio ditutte le indennitaÁ compensative concesse al livello diprogrammazione in questione non superi tale massimale.Tuttavia in casi debitamente motivati da circostanzeoggettive, ai fini del calcolo dell'importo mediogli Stati membri possono presentare una combinazionedi vari programmi regionali.Articolo 161. Gli agricoltori possono usufruire di un aiutosotto forma di pagamenti volti a compensare i costi ele perdite di reddito originati, nelle zone sottoposte avincolo ambientale, dall'attuazione di limitazionibasate su disposizioni comunitarie in materia di protezionedell'ambiente se e per quanto detti pagamentisiano necessari per risolvere i problemi specifici derivantida dette disposizioni.2. L'importo dei pagamenti deve essere fissato inmodo da evitare compensazioni eccessive, specie per ipagamenti destinati a zone svantaggiate.3. Il massimale preso in considerazione per gli aiuticomunitari eÁ fissato nell'allegato.Articolo 17Ð all'esistenza di condizioni climatiche molto difficilia causa dell'altitudine, che si traducono in unperiodo vegetativo nettamente abbreviato,Ð in zone di altitudine inferiore, all'esistenza nellamaggior parte del territorio di forti pendii che rendonoimpossibile la meccanizzazione o richiedonol'impiego di materiale speciale assai oneroso,ovveroÐ a una combinazione dei due fattori, quando losvantaggio derivante da ciascuno di questi fattoripresi separatamente eÁ meno accentuato, ma la lorocombinazione comporta uno svantaggio equivalente.2. Le zone situate a nord del 62 a parallelo e talunezone adiacenti sono assimilate alle zone di montagna.Articolo 19Le zone svantaggiate minacciate di spopolamento enelle quali eÁ necessario conservare l'ambiente naturalesono composte di territori agricoli omogenei sotto ilprofilo delle condizioni naturali di produzione e peresse devono ricorrere tutte le seguenti caratteristiche:Ð esistenza di terre poco produttive, poco idonee allacoltivazione, le cui scarse potenzialitaÁ non possonoessere migliorate senza costi eccessivi e che si prestanosoprattutto all'allevamento estensivo,Ð a causa della scarsa produttivitaÁ dell'ambientenaturale, ottenimento di risultati notevolmenteinferiori alla media quanto ai principali indici checaratterizzano la situazione economica dell'agricoltura,Le zone svantaggiate comprendonoÐ zone di montagna (articolo 18),Ð scarsa densitaÁ, o tendenza alla regressione demografica,di una popolazione dipendente in modopreponderante dall'attivitaÁ agricola e la cui contrazioneaccelerata comprometterebbe la vitalitaÁ e ilpopolamento della zona medesima.Ð altre zone svantaggiate (articolo 19) eArticolo 20Ð zone nelle quali ricorrono svantaggi specifici(articolo 20).Possono essere assimilate alle zone svantaggiate altrezone nelle quali ricorrono svantaggi specifici, e nelle


L 160/90 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITquali l'attivitaÁ agricola dovrebbe essere continuata, sedel caso e a talune condizioni particolari, per assicurarela conservazione o il miglioramento dell'ambientenaturale, la conservazione dello spazio naturale e ilmantenimento del potenziale turistico o per motivi diprotezione costiera.1. Gli agricoltori ricevono un sostegno in compensodi impegni agroambientali della durata minima di cinqueanni. Ove necessario, può essere fissato unperiodo piœ lungo per particolari tipi di impegni, acausa degli effetti di tali impegni sull'ambiente.2. Gli impegni agroambientali oltrepassano l'applicazionedelle normali buone pratiche agricole.Articolo 21La superficie dell'insieme delle zone di cui agliarticoli 16 e 20 non può superare il 10% della superficiecomplessiva dello Stato membro interessato.Essi procurano servizi non forniti da altre misure disostegno, quali il sostegno dei mercati o le indennitaÁcompensative.Articolo 24CAPO VIMISURE AGROAMBIENTALI1. Il sostegno agli impegni agroambientali vieneconcesso annualmente ed eÁ calcolato in base aiseguenti criteri:Articolo 22Ð il mancato guadagno,Il sostegno a metodi di produzione agricola finalizzatialla protezione dell'ambiente e alla conservazione dellospazio naturale (misure agroambientali) contribuiscealla realizzazione degli obiettivi delle politiche comunitariein materia agricola e ambientale.Ð i costi aggiuntivi derivanti dall'impegno assunto eÐ la necessitaÁ di fornire un incentivo.Tale sostegno eÁ inteso a promuovere:Ð forme di conduzione dei terreni agricoli compatibilicon la tutela e con il miglioramento dell'ambiente,del paesaggio e delle sue caratteristiche, dellerisorse naturali, del suolo e della diversitaÁ genetica,Ð l'estensivizzazione, favorevole all'ambiente, dellaproduzione agricola e la gestione dei sistemi dipascolo a scarsa intensitaÁ,Nel calcolo dell'importo annuo del sostegno si puòtener conto anche del costo degli investimenti nonrimunerativi necessari all'adempimento degli impegni.2. Gli importi annui massimi che possono beneficiaredel sostegno comunitario figurano nell'allegato.Tali importi sono basati sulla superficie dell'azienda acui si applicano gli impegni agroambientali.Ð la tutela di ambienti agricoli ad alto valore naturaleesposti a rischi,Ð la salvaguardia del paesaggio e delle caratteristichetradizionali dei terreni agricoli,CAPO VIIMIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DITRASFORMAZIONE E DI COMMERCIALIZZAZIONEDEI PRODOTTI AGRICOLIÐ il ricorso alla pianificazione ambientali nell'ambitodella produzione agricola.Articolo 25Articolo 231. Il sostegno agli investimenti favorisce il miglioramentoe la razionalizzazione delle condizioni di trasformazionee di commercializzazione dei prodottiagricoli, contribuendo in tal modo ad aumentare lacompetitivitaÁ e il valore aggiunto di tali prodotti.


26.6.1999 L 160/91Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT2. Tale sostegno eÁ finalizzato ad un o piœ deiseguenti obiettivi:Ð orientare la produzione in base all'andamento prevedibiledei mercati o favorire la creazione di nuovisbocchi per la produzione agricola,Ð migliorare o razionalizzare i circuiti di commercializzazioneo i processi di trasformazione,Articolo 271. Gli investimenti si applicano alla trasformazionee alla commercializzazione dei prodotti di cuiall'allegato I del trattato, esclusi i prodotti della pesca.2. Gli investimenti devono essere conformi a criteridi scelta che stabiliscano le prioritaÁ ed indichino qualitipi di investimento non siano ammissibili al sostegno.Ð migliorare la presentazione e il confezionamentodei prodotti o contribuire ad un migliore impiego oad una eliminazione dei sottoprodotti o dei rifiuti,Articolo 281. Sono esclusi dal sostegno gli investimenti:Ð applicare nuove tecnologie,Ð favorire investimenti innovativi,Ð a livello di commercio al dettaglio,Ð per la commercializzazione o la trasformazione diprodotti provenienti da paesi terzi.Ð migliorare e controllare la qualitaÁ,Ð migliorare e controllare le condizioni sanitarie,Ð proteggere l'ambiente.2. Il valore totale del sostegno, espresso in percentualedel volume di investimento che può fornire degliaiuti, eÁ, limitato:a) al 50%, per quanto riguarda le regioni dell'obiettivon. 1,b) al 40%, nelle altre regioni.Articolo 26CAPO VIII1. Il sostegno viene accordato alle persone cuiincombe l'onere finanziario degli investimenti nell'ambitodi impreseÐ che dimostrino redditivitaÁ eÐ che rispettino requisiti minimi in materia diambiente, di igiene e di benessere degli animali.2. Gli investimenti devono concorrere al miglioramentodella situazione dei settori di produzione agricoladi base interessati. Essi devono garantire una partecipazioneadeguata dei prodottori di tali prodotti dibase ai vantaggi economici che da essi derivano.3. Dev'essere offerta una sufficiente garanzia che sipossano trovare sbocchi normali sui mercati per i prodottiinteressati.SILVICOLTURAArticolo 291. Il sostegno al settore forestale contribuisce almantenimento e allo sviluppo delle funzioni economiche,ecologiche e sociali delle foreste nelle zone rurali.2. Tale sostegno eÁ finalizzato, in particolare, ad unoo piœ dei seguenti obiettivi:Ð una gestione e uno sviluppo sostenibili della silvicoltura,Ð il mantenimento e la valorizzazione delle risorsedella silvicoltura,Ð l'estensione delle superfici boschive.


L 160/92 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT3. Tale sostegno eÁ accordato soltanto riguardo alleforeste e alle superfici che siano proprietaÁ di privati odi loro associazioni ovvero di comuni o di loro associazioni.Questa limitazione non si applica alle misurepreviste all'articolo 30, paragrafo 1, sesto trattino.4. Tale sostegno contribuisce al rispetto degli impegniassunti dalla ComunitaÁ e dagli Stati membri alivello internazionale. Esso si basa sui programmi forestalinazionali o regionali o su strumenti equivalentiche devono tener conto degli impegni assunti in sededi conferenze ministeriali sulla protezione delle forestein Europa.Ð la ricostituzione del potenziale produttivo silvicolodanneggiato da disastri naturali e da incendi el'introduzione di adeguati strumenti di prevenzione.2. Le norme indicate nei capitoli I e VII ad eccezionedell'articolo 7, secondo comma, si applicano asostegno degli investimenti.Articolo 315. Le misure proposte in virtœ del presente regolamentoper le superfici boschive classificate come adalto o medio rischio di incendio ai sensi del regolamento(CEE) n. 2158/92 del Consiglio, del 23 luglio1992, relativo alla protezione delle foreste nellaComunitaÁ contro gli incendi ( 1 ) devono essere conformiai piani di protezione delle foreste presentatidagli Stati membri ai sensi del succitato regolamento.Articolo 301. Viene accordato un sostegno per l'imboschimentodelle superfici agricole purche esso sia adeguato allecondizioni locali e compatibili con l'ambiente.Tale sostegno può comprendere, oltre ai costid'impianto:Ð un premio annuale per ettaro imboschito, destinatoa coprire per un periodo non superiore a cinqueanni i costi di manutenzione;1. Gli aiuti al settore forestale riguardano una o piœdelle seguenti misure:Ð l'imboschimento di superfici che non rientrano nell'ambitodell'articolo 31 a condizione che le specieimpiantate siano adatte alle condizioni locali ecompatibili con l'ambiente,Ð investimenti in foreste destinati ad accrescerne inmisura significativa il valore economico, ecologicoo sociale,Ð un premio annuale per ettaro, volto a compensarele perdite di reddito provocate dall'imboschimentoper un periodo non superiore a 20 anni, destinatoad agricoltori o ad associazioni di agricoltori chehanno coltivato le terre prima dell'imboschimento,o a qualsiasi altra persona giuridica di diritto privato.2. Il sostegno per l'imboschimento delle superficiagricole intrapreso dalle autoritaÁ pubbliche devecoprire unicamente le spese di sistemazione.Ð investimenti diretti a migliorare e a razionalizzareil raccolto, la trasformazione e la commercializzazionedei prodotti della silvicoltura; gli investimentilegati all'uso del legname come materia primadevono essere limitati alle operazioni precedenti latrasformazione industriale,3. Il sostegno per l'imboschimento delle superficiagricole non viene accordato:Ð ad agricoltori che beneficiano del sostegno al prepensionamento,Ð la promozione di nuovi sbocchi per l'uso e la commercializzazionedei prodotti della silvicoltura,Ð lo stabilimento di associazioni di imprenditoricostituite al fine di aiutare i loro membri a realizzareuna gestione piœ sostenibile ed efficiente delleforeste,( 1 ) GU L 217 del 31.7.1992, pag. 3. Regolamento modificatodal regolamento (CE) n. 308/97 (GU L 51 del21.2.1997, pag. 2).Ð per l'impianto di abeti natalizi.In caso di imboschimento con specie a rapido accrescimentocoltivate a breve durata, l'aiuto per i costi diimboschimento eÁ concesso unicamente per le spese diimpianto.4. Gli importi massimi del premio annuale volto acompensare le perdite di reddito che possono beneficiaredel sostegno comunitario figurano nell'allegato.


26.6.1999 L 160/93Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT1. Allo scopo di:Articolo 32Ð mantenere e migliorare la stabilitaÁ ecologica delleforeste in zone la cui funzione protettiva ed ecologicasia di interesse pubblico e qualora le speseconnesse con le misure di prevenzione o ripristinodi tali foreste superino il prodotto dell'azienda,Ð i servizi essenziali per l'economia e la popolazionerurale,Ð il rinnovamento e il miglioramento dei villaggi e laprotezione e la tutela del patrimonio rurale,Ð la diversificazione delle attivitaÁ del settore agricoloe delle attivitaÁ affini allo scopo di sviluppare attivitaÁplurime o fonti alternative di reddito,Ð mantenere fasce tagliafuoco mediante misure agricole,sono versati pagamenti ai beneficiari per misure presea tale effetto, purche siano garantiti in maniera sostenibilei valori di protezione ed ecologici delle foreste ele misure da porre in essere siano state stabilite in uncontratto nel quale sia precisata la dotazione finanziaria.2. I pagamenti sono fissati a un livello compreso tragli importi minimi e gli importi massimi che figuranonell'allegato in base ai costi reali delle misure attuate,fissati preventivamente su base contrattuale.CAPO IXÐ la gestione delle risorse idriche in agricoltura,Ð lo sviluppo e il miglioramento delle infrastrutturerurali connesse allo sviluppo dell'agricoltura,Ð l'incentivazione di attivitaÁ turistiche e artigianali,Ð la tutela dell'ambiente in relazione all'agricoltura,alla silvicoltura, alla conservazione delle risorsenaturali nonche al benessere degli animali,Ð la ricostituzione del potenziale agricolo danneggiatoda disastri naturali e l'introduzione di adeguatistrumenti di prevenzione,Ð l'ingegneria finanziaria.PROMOZIONE DELL'ADEGUAMENTO E DELLOSVILUPPO DELLE ZONE RURALICAPO XArticolo 33Viene accordato un sostegno a misure, legate alle attivitaÁagricole e alla loro riconversione nonche ad attivitaÁrurali, che non rientrano nell'ambito di applicazionedi altre misure di cui al presente titolo.Tali misure riguardano:Ð le opere di miglioramento fondiario,Ð la ricomposizione fondiaria,Ð l'avviamento di servizi di sostituzione e di assistenzaalla gestione delle aziende agricole,MODALITA Á DI APPLICAZIONEArticolo 34Dettagliate modalitaÁ di applicazione del presente titolosono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 50, paragrafo 2 del regolamento (CE)n. 1260/1999.Tali modalitaÁ possono riguardare, in particolare,Ð le condizioni per il sostegno agli investimenti per leaziende agricole (articoli 4±7), comprese le limitazionirichieste in applicazione dell'articolo 6,Ð la commercializzazione di prodotti agricoli di qualitaÁ,Ð il periodo e le condizioni per il miglioramento dellaredditivitaÁ di un'azienda agricola e le condizioni


L 160/94 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITper l'uso dei terreni resi disponibili in caso di prepensionamento(articolo 11, paragrafo 2),Ð le condizioni per la concessione e il calcolo delleindennitaÁ compensative nelle zone svantaggiate,compresi i casi di uso in comune di terreni agricoli(articoli 14 e 15) e dei pagamenti compensativinelle regioni soggette a vincoli ambientali(articolo 16),Ð le condizioni che disciplinano l'assunzione di impegniagroambientali (articoli 23 e 24),Ð i criteri di selezione per gli investimenti destinati amigliorare le condizioni di trasformazione e dicommercializzazione dei prodotti agricoli(articolo 27, paragrafo 2),Ð le condizioni relative alle misure forestali(capitolo VIII).In base alla stessa procedura, la Commissione puòderogare all'articolo 28, paragrafo 1, nelle regioniultraperiferiche, purche i prodotti trasformati sianodestinati al mercato della regione in questione.TITOLO IIIPRINCIPI GENERALI, DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE E FINANZIARIECAPO IArticolo 36PRINCIPI GENERALI1. Per quanto riguarda il sostegno alle misure di svilupporurale di cui all'articolo 35, paragrafo 2:S e z i o n e ISostegno del FEAOGArticolo 351. Il sostegno comunitario al prepensionamento(articoli 10±12), alle zone svantaggiate e alle zone soggettea vincoli ambientali (articoli 13±21), alle misureagroambientali (articoli 22±24) e all'imboschimento(articolo 31) eÁ finanziato dal FEAOG, sezione garanzia,in tutta la ComunitaÁ.2. Il sostegno comunitario ad altre misure di svilupporurale eÁ finanziato dal FEAOG,Ð sezione orientamento, nelle zone dell'obiettivo n. 1,Ð sezione garanzia, nelle zone non comprese nell'obiettivon. 1.3. Il sostegno alle misure di cui all'articolo 33,sesto, settimo e nono trattino, eÁ finanziato dal FEAOGnelle zone contemplate dagli obiettivi n. 1 e n. 2 enelle zone in transizione, a condizione che tale finanziamentonon sia effettuato dal Fondo europeo di svilupporegionale (FESR).Ð nelle zone dell'obiettivo n. 1, si applica il regolamento(CE) n. 1260/1999, integrato dalle normespecifiche del presente regolamento,Ð nelle zone dell'obiettivo n. 2, si applica il regolamento(CE) n. 1260/1999, integrato dalle normespecifiche del presente regolamento e salvo disposizionicontrarie del presente regolamento.2. Per quanto riguarda il sostegno alle misure di svilupporurale finanziate dal FEAOG, sezione garanzia,si applicano le norme specifiche previste dal regolamento(CE) n. 1260/1999 ( 1 ) e le disposizioni adottateai sensi di tale regolamento, salvo disposizioni contrariedel presente regolamento.S e z i o n e I ICompatibilitaÁ e coerenzaArticolo 371. Il sostegno allo sviluppo rurale eÁ concesso soltantoper misure conformi alla normativa comunitaria.( 1 ) Vedi pagina 103 della presente Gazzetta ufficiale.


26.6.1999 L 160/95Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT2. Tali misure devono essere coerenti con le altrepolitiche comunitarie e con le misure applicate nell'ambitodi tali politiche.In particolare, le misure che rientrano nell'ambito diapplicazione del presente regolamento possono beneficiaredi un sostegno nell'ambito di altri regimi disostegno comunitari, se esse sono incompatibili con lecondizioni specifiche previste dal presente regolamento.3. Dev'essere inoltre garantita la coerenza con lemisure attuate nell'ambito di altri strumenti della politicaagricola comune e, in particolare, tra le misure disostegno rurale, da un lato, e le misure realizzate nell'ambitodelle organizzazioni comuni di mercato equelle relative alla qualitaÁ dei prodotti agricoli e allecondizioni sanitarie, dall'altro, nonche la coerenza trale varie misure di sostegno allo sviluppo rurale.Di conseguenza, non viene concesso alcun sostegno aisensi del presente regolamento per:Articolo 391. Gli Stati membri adottano tutti i provvedimentinecessari per garantire la compatibilitaÁ e la coerenzatra le misure di sviluppo rurale ai sensi delle disposizionidi cui al presente capitolo.2. I piani di sviluppo rurale presentati dagli Statimembri devono comprendere una valutazione dellacompatibilitaÁ della coerenza delle misure di sostegnopreviste e un'indicazione dei provvedimenti adottatiper garantire compatibilitaÁ e coerenza.3. Le misure di sostegno sono, ove necessario, riesaminatesuccessivamente per garantire compatibilitaÁ ecoerenza.CAPO IIPROGRAMMAZIONEÐ misure che rientrano nel campo di applicazione diregimi di sostegno nell'ambito delle organizzazionicomuni di mercato con le eccezioni, motivate dacriteri oggettivi, che possono essere definite inapplicazione dell'articolo 50,Ð misure volte a sostenere progetti di ricerca, la promozionedi prodotti agricoli o l'eradicazione dimalattie animali.4. Gli Stati membri possono stabilire condizioniulteriori o piœ restrittive per la concessione del sostegnocomunitario allo sviluppo rurale, purche tali condizionisiano coerenti con gli obiettivi e con i requisitiprevisti dal presente regolamento.Articolo 401. Le misure di sviluppo rurale finanziate dallasezione orientamento del FEAOG rientrano nella programmazioneper le regioni dell'obiettivo n. 1 ai sensidel regolamento (CE) n. 1260/1999.2. Le misure di sviluppo rurale diverse da quellepreviste dall'articolo 35, paragrafo 1, possono rientrarenella programmazione per le regioni dell'obiettivon. 2 ai sensi del regolamento (CE) n. 1260/1999.3. Le altre misure di sviluppo rurale che non rientranonella programmazione a norma dei paragrafi 1 e2, sono soggette alla programmazione dello svilupporurale, a norma degli articoli 41±44.Articolo 381. La stessa misura non può beneficiare di pagamenticontemporaneamente ai sensi del presente regolamentoe nell'ambito di altri regimi di sostegno comunitari.2. EÁ possibile combinare il sostegno a diversemisure ai sensi del presente regolamento, soltanto sesono coerenti e compatibili fra loro. Se del caso, illivello del sostegno viene adeguato.4. Per quanto riguarda misure adeguate per lo svilupporurale, gli Stati membri possono sottomettereall'approvazione anche disposizioni di ordine generaleche rientrano nella programmazione a norma dei paragrafi1±3 se nella misura in cui ciò sia appropriato almantenimento di requisiti uniformi.Articolo 411. I piani di sviluppo rurale sono redatti al livellogeografico ritenuto piœ opportuno. Essi sono elaborati


L 160/96 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITdalle autoritaÁ competenti designate dallo Stato membroe presentati dallo Stato membro alla Commissione,previa consultazione delle autoritaÁ e delle organizzazionicompetenti, all'adeguato livello territoriale.Ð se del caso, dati relativi ad eventuali studi, progettidimostrativi, azioni di formazione o di assistenzatecnica necessari per la preparazione, la realizzazioneo l'adeguamento delle misure previste,2. Le misure di sostegno allo sviluppo rurale daapplicare in una determinata zona sono comprese, ovepossibile, in un unico piano. Qualora sia necessarioredigere diversi piani, viene indicata la relazione tra lemisure previste da tali piani e viene garantita la lorocompatibilitaÁ e coerenza.Articolo 42I piani di sviluppo rurale si estendono su un periodo disette anni a decorrere dal 1 o gennaio 2000.Ð l'indicazione delle autoritaÁ competenti e degli organismiresponsabili,Ð provvedimenti che garantiscano l'attuazione efficacee corretta dei piani, compresi il controllo e lavalutazione, una definizione degli indicatori quantificatiper la valutazione, delle disposizioni relativeal controllo e alle sanzioni, nonche di pubblicitaÁadeguata,Ð i risultati delle consultazioni e l'indicazione delleautoritaÁ e organismi associati, nonche le parti economichee sociali ai livelli appropriati.Articolo 431. I piani di sviluppo rurale comprendono:Ð una descrizione quantificata della situazioneattuale, che indichi le disparitaÁ, le carenze e ilpotenziale di sviluppo, le risorse finanziarie impiegatee i principali risultati delle azioni intrapresenel precedente periodo di programmazione, in baseai risultati delle valutazioni disponibili,Ð una descrizione della strategia proposta, i suoiobiettivi quantificati, i progetti di sviluppo ruraleselezionati e la zona geografica interessata,Ð una valutazione, che indichi gli effetti previsti dalpunto di vista economico, ambientale e sociale,compreso l'impatto sull'occupazione,Ð una tabella finanziaria generale indicativa, cherechi una sintesi delle risorse finanziarie nazionali ecomunitarie impiegate e corrispondenti a ognunodegli obiettivi prioritari di sviluppo rurale previstidal piano e, allorche il piano riguardi zone ruralidell'obiettivo 2, individui gli importi indicativi perle misure in materia di sviluppo rurale di cuiall'articolo 33 in queste zone,Ð una descrizione delle misure previste ai fini dell'attuazionedei piani e, in particolare, dei regimi diaiuto, comprendente gli elementi necessari pervalutare le norme relative alla concorrenza,2. Nei loro piani gli Stati membri:Ð predispongono misure agroambientali sul loro territorioe secondo le loro specifiche esigenze,Ð garantiscono il necessario equilibrio tra le variemisure di sostegno.Articolo 441. I piani di sviluppo rurale sono presentati entrosei mesi a decorrere dall'entrata in vigore del presenteregolamento.2. La Commissione esamina i piani presentati pervalutarne la conformitaÁ al presente regolamento. Inbase a tali piani, la Commissione approva i documentidi programmazione per lo sviluppo rurale secondo laprocedura di cui all'articolo 50 del regolamento (CE)n. 1260/1999 entro sei mesi dalla presentazione deipiani stessi.CAPO IIIMISURE COMPLEMENTARI E INIZIATIVECOMUNITARIEArticolo 451. A norma dell'articolo 21, paragrafo 2 del regolamento(CE) n. 1260/1999 la Commissione può,


26.6.1999 L 160/97Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITsecondo la procedura di cui all'articolo 51, paragrafo 2di detto regolamento, ampliare l'ambito di applicazionedell'assistenza fornita dalla sezione orientamentodel FEAOG oltre i limiti previsti dall'articolo 35,paragrafo 2 del presente regolamento e il finanziamentodi misure ammissibili ai sensi dei seguenti regolamenti(CE) n. 1262/1999 ( 1 ), (CE) n. 1261/1999 ( 2 ),e (CE) n. 1263/1999 ( 3 ) per l'attuazione di tutte lemisure nell'ambito dell'iniziativa comunitaria di svilupporurale.2. La sezione garanzia del FEAOG può, su iniziativadella Commissione, finanziare studi legati allaprogrammazione dello sviluppo rurale.(CE) n. 1260/1999 non si applicano al sostegno per lemisure di sviluppo rurale relative all'obiettivo n. 2.La Commissione adotta i provvedimenti necessari pergarantire un'attuazione efficace e coerente di talimisure, alle quali si applicano almeno i criteri stabilitinelle disposizioni di cui al primo comma, compreso ilprincipio di un'unica autoritaÁ responsabile dellagestione.2. Per le misure contemplate dalla programmazionedello svilupo rurale, la ComunitaÁ partecipa al finanziamentoin base ai principi di cui agli articoli 29 e 30del regolamento (CE) n. 1260/1999.Al riguardo:CAPO IVDISPOSIZIONI FINANZIARIEArticolo 461. Il sostegno comunitario per lo sviluppo rurale daparte della sezione garanzia del FEAOG eÁ soggetto auna programmazione e a una contabilitaÁ finanziaria subase annua. La programmazione finanziaria rientranell'ambito della programmazione dello svilupporurale (articolo 40, paragrafo 3) e della programmazionerelativa all'obiettivo n. 2.2. La Commissione assegna agli Stati membri stanziamentiiniziali su base annua e secondo criteri obiettivi,che tengano conto delle situazioni e delle esigenzeparticolari, nonche delle azioni impegnative da intraprendere,specialmente per quanto riguarda l'ambiente,l'occupazione e la conservazione del paesaggio.3. Gli stanziamenti iniziali sono modificati in base aspese effettive e a previsioni di spesa rivedute, presentatedagli Stati membri tenendo conto degli obiettividei programmi e dei fondi disponibili e, di norma, coerentementecon l'intensitaÁ degli aiuti a favore dellezone rurali contemplate dall'obiettivo n. 2.Ð la partecipazione finanziaria della ComunitaÁammonta al massimo al 50% del costo totaleammissibile e, in linea di massima, almeno al 25%della spesa pubblica ammissibile nelle zone noncontemplate dagli obiettivi n. 1 e n. 2;Ð per gli investimenti generatori di entrate si applicanoi tassi di cui all'articolo 29, paragrafo 4,lettera a), punti ii) e iii), e lettera b), punti ii) e iii)del regolamento (CE) n. 1260/1999. Le aziendeagricole e quelle silvicole nonche le imprese di trasformazionee commercializzazione dei prodottiagricoli e forestali sono considerate al riguardocome imprese a norma dell'articolo 29,paragrafo 4, lettera b), punto iii;Ð nell'ambito della programmazione la partecipazionefinanziaria della ComunitaÁ alle misure previsteagli articoli 22 e 24 del presente regolamentoammonta al 75% nelle zone dell'obiettivo n. 1 e al50% nelle altre.A tali pagamenti si applica il disposto dell'articolo 32,paragrafo 1, quinto comma, del regolamento (CE)n. 1260/1999.3. L'assistenza finanziaria da parte della sezionegaranzia del FEAOG può assumere la forma di pagamentianticipati per la realizzazione del programma edi pagamenti in funzione delle spese sostenute.Articolo 471. Le disposizioni finanziarie di cui all'articolo 31 eall'articolo 32 (tranne il quinto comma delparagrafo 1) e agli articoli 34, 38 e 39 del regolamento( 1 ) GU L 161 del 26.6.1999, pag. 48.( 2 ) GU L 161 del 26.6.1999, pag. 43.( 3 ) GU L 161 del 26.6.1999, pag. 54.CAPO VCONTROLLO E VALUTAZIONEArticolo 481. La Commissione e gli Stati membri garantisconoun controllo efficace dell'attuazione della programmazionedello sviluppo rurale.


L 160/98 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT2. Tale controllo eÁ svolto mediante procedure stabilitecongiuntamente.Il controllo si basa su specifici indicatori fisici e finanziariconvenuti e definiti in precedenza.Gli Stati membri presentano alla Commissione relazioniannuali sull'evoluzione dei progetti.3. Se del caso, vengono istituiti comitati di controllo.Articolo 491. La valutazione delle misure contemplate dallaprogrammazione dello sviluppo rurale viene effettuatain base ai principi di cui agli articoli da 40 a 43 delregolamento (CE) n. 1260/1999.2. Il FEAOG garanzia, nel quadro delle risorsefinanziare destinate ai programmi, può partecipare alfinanziamento di valutazioni sullo sviluppo ruraleeffettuate negli Stati membri. Su iniziativa della Commissioneil FEAOG garanzia può anche finanziarievalutazioni su scala comunitaria.CAPO VIMODALITA Á DI APPLICAZIONEArticolo 50Dettagliate modalitaÁ di applicazione del presente titolosono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 50, paragrafo 2, del regolamento (CE)n. 1260/1999.Tali modalitaÁ possono definire, in particolare, le informazionirelativeÐ alla presentazione di piani di sviluppo rurale (articolida 41 a 44),Ð alla revisione dei documenti di programmazionerelativi allo sviluppo rurale,Ð alla programmazione finanziaria, in particolare alfine di garantire la disciplina di bilancio(articolo 46) e la partecipazione al finanziamento(articolo 47, paragrafo 2),Ð al controllo e alla valutazione (articoli 48 e 49),Ð alla garanzia della coerenza tra le misure di svilupporurale e le misure di sostegno nell'ambitodelle organizzazioni di mercato (articolo 37).TITOLO IVAIUTI DI STATOArticolo 511. Salvo disposizione contraria prevista dal presentetitolo, agli aiuti concessi dagli Stati membri per misuredi sostegno allo sviluppo rurale si applicano gli articolida 87 e 89 del trattato.Tuttavia, gli articoli da 87 e 89 del trattato non siapplicano ai contributi finanziari accordati dagli Statimembri per misure che beneficiano del sostegno comunitarioai sensi dell'articolo 36 del trattato e secondole disposizioni del presente regolamento.2. Sono vietati gli aiuti agli investimenti nelleaziende agricole che superano le percentuali di cuiall'articolo 7.Tale divieto non eÁ applicabile agli aiuti destinatiÐ ad investimenti realizzati principalmente nell'interessepubblico in relazione alla conservazione deipaesaggi tradizionali modellati da attivitaÁ agricolee forestali o al trasferimento di fabbricati aziendali;Ð ad investimenti in materia di tutela e miglioramentodell'ambiente;Ð ad investimenti intesi a migliorare le condizioni diigiene e di benessere degli animali.3. Sono vietati gli aiuti di Stato concessi agli agricoltoriper compensare gli svantaggi naturali nelleregioni svantaggiate, se non soddisfano le condizionidi cui agli articoli 14 e 15.4. Sono vietati gli aiuti di Stato a favore degli agricoltoriin compenso di impegni agroambientali chenon soddisfano le condizioni di cui agli articoli 22, 23e 24. Possono tuttavia essere accordati aiuti supplementariche superino gli importi fissati a normadell'articolo 24, paragrafo 2, purche siano giustificatia norma del paragrafo 1 di detto articolo. In casi eccezionalidebitamente motivati, si può derogare alladurata minima di tali impegni conformementeall'articolo 23, paragrafo 1.


26.6.1999 L 160/99Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITArticolo 52A norma dell'articolo 36 del trattato, gli aiuti di Statodestinati a fornire finanziamenti supplementari afavore di misure di sviluppo rurale che beneficiano delsostegno comunitario sono notificati dagli Stati membrie approvati dalla Commissione secondo le disposizionipreviste dal presente regolamento, nell'ambitodella programmazione di cui all'articolo 40. Agli aiuticosì notificati non si applica la prima frasedell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.TITOLO VDISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALIArticolo 531. Qualora siano necessarie misure specifiche peragevolare la transizione dal sistema attualmente invigore a quello stabilito dal presente regolamento, talimisure sono adottate dalla Commissione secondo leprocedure di cui all'articolo 50, paragrafo 2, del regolamento(CE) n. 1260/1999.2. Tali misure sono adottate, in particolare, perinserire nell'ambito del sostegno allo sviluppo ruraleprevisto dal presente regolamento azioni di sostegnocomunitarie giaÁ esistenti, approvate dalla Commissioneper un periodo che termina dopo il 1 o gennaio 2000 osenza limiti di tempo.Articolo 541. Il testo dell'articolo 17 del regolamento (CEE)n. 1696/71 del Consiglio, del 26 luglio 1971, relativoall'organizzazione comune dei mercati nel settore delluppolo ( 1 ), eÁ sostituito dal testo seguente:«Articolo 171. I regolamenti relativi al finanziamento dellapolitica agricola comune si applicano al mercatodei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, adecorrere dalla data di applicazione delle disposizioniivi previste.2. L'aiuto di cui all'articolo 8 può beneficiare diun cofinanziamento da parte della ComunitaÁ.3. Gli Stati membri versano ai produttori l'aiutodi cui all'articolo 12 tra il 16 ottobre e il 31 dicembredell'anno della campagna di commercializzazioneper la quale eÁ richiesto l'aiuto.4. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedel presente articolo secondo la proceduradi cui all'articolo 20.»2. Il testo dell'articolo 6 del regolamento (CEE)n. 404/93 del Consiglio, del 13 febbraio 1993, relativoall'organizzazione comune dei mercati nel settore dellabanana ( 2 ), eÁ sostituito dal testo seguente:«Articolo 61. Gli Stati membri concedono alle organizzazionidi produttori riconosciute, per i cinque annisuccessivi alla data del riconoscimento, aiuti intesia incoraggiare la loro costituzione e ad agevolarneil funzionamento amministrativo.2. L'importo di tale aiuto:Ð nel primo, secondo, terzo, quarto e quintoanno ammonta rispettivamente al 5%, al 5%,al 4%, al 3% e al 2% del valore della produzionecommercializzata, coperta dall'azione dell'organizzazionedi produttori;Ð non può superare il costo effettivo della costituzionee del funzionamento amministrativo dell'organizzazionein questione;Ð viene versato in rate annuali, al massimo persette anni a decorrere dalla data del riconoscimento.Per ciascun anno il valore di tale produzione eÁ calcolatosulla base:Ð della produzione media effettivamente commercializzatae( 1 ) GU L 175 del 4.8.1971, pag. 1. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1554/97 (GU L 208del 2.8.1997, pag. 1).( 2 ) GU L 47 del 25.2.1993, pag. 1. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1637/98 (GU L 210del 28.7.1998, pag. 28).


L 160/100 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITÐ dei prezzi medi alla produzione ottenuti.3. Le organizzazioni di produttori derivanti daorganizzazioni che soddisfano giaÁ in gran parte lecondizioni di cui al presente regolamento possonobeneficiare di aiuti ai sensi del presente articolo,purche siano nate da una fusione finalizzata a realizzarepiœ efficacemente gli obiettivi di cuiall'articolo 5. In tal caso, tuttavia, l'aiuto puòessere accordato soltanto a copertura del costo dicostituzione dell'organizzazione (spese sostenuteper i lavori preparatori e per la redazione dell'attocostitutivo e degli statuti dell'associazione).4. Gli aiuti di cui al presente articolo sono portatia conoscenza della Commissione con una relazionetrasmessa da ciascuno Stato membro allafine di ogni esercizio finanziario.»3. Il regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio, del28 ottobre 1996, relativo all'organizzazione comunedei mercati nel settore degli ortofrutticoli ( 1 ), eÁ modificatocome segue:a) Il testo dell'articolo 15, paragrafo 6 eÁ sostituito daltesto seguente:«6. Per quanto concerne le regioni della ComunitaÁin cui il livello di organizzazione dei produttorieÁ particolarmente scarso, gli Stati membri possonoessere autorizzati, previa richiesta debitamentegiustificata, a concedere alle organizzazionidi produttori un aiuto finanziario nazionale pari adun massimo della metaÁ dei contributi finanziari deiproduttori. Tale aiuto si aggiunge al fondo d'esercizio.Per gli Stati membri in cui meno del 15% dellaproduzione di ortofrutticoli eÁ commercializzato daorganizzazioni di produttori e in cui la produzionedi ortofrutticoli rappresenta almeno il 15 % dellaproduzione agricola totale, l'aiuto di cui al precedentecomma può essere parzialmente rimborsatodalla ComunitaÁ, su richiesta dello Stato membrointeressato.»b) Il testo dell'articolo 52 eÁ sostituito dal testoseguente:«Articolo 521. Le spese connesse al pagamento dell'indennitaÁcomunitaria di ritiro e al finanziamento comunitariodel fondo d'esercizio, delle misure specifiche dicui all'articolo 17 ed agli articoli 53, 54, e 55, noncheÂdelle attivitaÁ di controllo degli esperti degli( 1 ) GU L 297 del 21.11.1996, pag. 1. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 847/1999 (GUL 108 del 27.4.1999, pag. 7).Stati membri messi a disposizione della Commissioneai sensi dell'articolo 40, paragrafo 1, si consideranointerventi intesi a stabilizzare i mercati agricolia norma dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera b),del regolamento (CE) n. 1257/1999 (*).2. Le spese connesse agli aiuti concessi dagliStati membri a norma dell'articolo 14 edell'articolo 15, paragrafo 6, secondo comma, siconsiderano interventi intesi a stabilizzare i mercatiagricoli a norma dell'articolo 1, paragrafo 2,lettera b), del regolamento (CE) n. 1257/1999. Talispese possono beneficiare di un cofinanziamentoda parte della ComunitaÁ.3. La Commissione stabilisce le modalitaÁd'applicazione del paragrafo 2 del presente articolosecondo la procedura di cui all'articolo 46.4. Le disposizioni del titolo VI si applicano fattasalva l'attuazione del regolamento (CEE) n. 4045/98 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo aicontrolli, da parte degli Stati membri, delle operazioniche rientrano nel sistema di finanziamentodel Fondo europeo agricolo di orientamento e digaranzia, sezione garanzia, e che abroga la direttiva77/435/CEE (**).(*) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 80.(**) GU L 388 del 30.12.1989, pag. 17. Regolamentomodificato da ultimo dal regolamento(CE) n. 3235/94 (GU L 338 del 28.12.1994,pag. 16).»Articolo 551. Sono abrogati i seguenti regolamenti:Ð regolamento (CEE) n. 4256/88,Ð regolamenti (CE) n. 950/97, (CE) n. 951/97, (CE)n. 952/97 e (CEE) n. 867/90,Ð regolamenti (CEE) n. 2078/92, (CEE) n. 2079/92 e(CEE) n. 2080/92,Ð regolamento (CEE) n. 1610/89.2. Sono abrogate le seguenti disposizioni:Ð articolo 21 del regolamento (CEE) n. 3763/91 ( 2 ),Ð articolo 32 del regolamento (CEE) n. 1600/92 ( 3 ),( 2 ) GU L 356 del 24.12.1991, pag. 1.( 3 ) GU L 173 del 27.6.1992, pag. 1.


26.6.1999 L 160/101Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITÐ articolo 27 del regolamento (CEE) n. 1601/92 ( 1 ),Ð articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2019/93 ( 2 ).paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 950/97,rimangono in vigore, tranne se ulteriormente modificatenell'ambito dei programmi.3. I regolamenti e le disposizioni abrogate rispettivamenteai sensi dei paragrafi 1 e 2 rimangono applicabilialle azioni approvate dalla Commissione ai sensidei regolamenti interessati anteriormente al 1 o gennaio2000.4. Le direttive del Consiglio e della Commissionerelative all'adozione di elenchi di zone svantaggiate, oalla modifica di tali elenchi a norma dell'articolo 21,Articolo 56Il presente regolamento entra in vigore il settimogiorno successivo alla pubblicazione nella Gazzettaufficiale delle ComunitaÁ europee.Esso si applica, per quanto riguarda il sostegno comunitario,a decorrere dal 1 o gennaio 2000.Il presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl presidenteK.-H. FUNKE( 1 ) GU L 173 del 27.6.1992, pag. 13.( 2 ) GU L 184 del 27.7.1993, pag. 1.


L 160/102 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATOTABELLA DEGLI IMPORTIArticolo Oggetto Euro8 (2) Aiuti all'insediamento 25 00012 (1) Prepensionamento 15 000 (*) per cedente e all'annoimporto totale150 000 per cedente3 500 per lavoratore e all'anno35 000 importo globale per lavoratore15 (3) IndennitaÁ compensativa minima 25 (**) per ettaro di terreni agricoliIndennitaÁ compensativa massima 200 per ettaro di terreni agricoli16 Pagamento massimo 200 per ettaro24 (2) Colture annuali 600 per ettaroColture perenni specializzate 900 per ettaroAltri usi dei terreni 450 per ettaro31 (4) Premio annuale massimo percompensare le perdite di redditoprovocate dall'imboschimento:Ð per gli imprenditori agricoli ole loro associazioniÐ per le altre persone di dirittoprivato725 per ettaro185 per ettaro32 (2) Pagamento minimo 40 per ettaroPagamento massimo 120 per ettaro(*) In base all'importo totale per cedente i pagamenti annuali massimi possono essere aumentati sino al doppio,tenendo conto della struttura economica delle aziende nei territori e dell'obiettivo dell'accelerazione dell'adattamentodelle strutture agricole.(**) Questo importo può essere ridotto per tenere conto della situazione geografica particolare o della struttura economicadelle aziende in taluni territori e per evitare compensazioni eccessive a norma dell'articolo 15,paragrafo 1, secondo trattino.


Regolamento (CE) N. 1750/99 del Consiglio del 23 luglio 1999recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio sulsostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e digaranzia (FEAOG)REGOLAMENTO (CE) N. 1750/1999 DELLA COMMISSIONEdel 23 luglio 1999recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio sulsostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e digaranzia (FEAOG)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, sul sostegno allo sviluppo rurale daparte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluniregolamenti(1), in particolare gli articoli 34 e 50,(1) considerando che il regolamento (CE) n. 1257/1999 ha definito un quadro giuridico unico per il sostegno delFEAOG allo sviluppo rurale e ha stabilito, in particolare nel titolo II, le misure di sostegno, gli obiettivi e i criteridi ammissibilità; considerando che tale quadro giuridico si applica al sostegno a favore dello sviluppo ruralenell'insieme della Comunità;(2) considerando che questo quadro giuridico deve essere completato con l'adozione di disposizioni diapplicazione; che dette disposizioni di applicazione devono attenersi al principio della sussidiarietà ed esserequindi limitate alle sole norme che è necessario adottare a livello comunitario;(3) considerando che nel definire i criteri dettagliati di ammissibilità per le diverse misure di sostegno si dovràtenere conto dell'esperienza acquisita nell'ambito dei vigenti strumenti applicati in virtù dei vari regolamenti delConsiglio che sono stati abrogati dall'articolo 55, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1257/1999;(4) considerando che il regolamento (CE) n. 1257/1999 stabilisce tre condizioni essenziali per il sostegno agliinvestimenti nelle aziende agricole e negli stabilimenti di trasformazione, nonché per gli aiuti ai giovaniagricoltori; considerando che si deve stabilire il momento in cui devono sussistere tali condizioni, inclusa quellarelativa alla dimostrazione della redditività economica di un'azienda agricola richiedente un aiutoall'investimento, che deve basarsi su un'adeguata valutazione delle prospettive di tale azienda;(5) considerando che il sostegno comunitario agli investimenti nelle aziende agricole e negli stabilimenti ditrasformazione è subordinato alla condizione che si possano trovare normali sbocchi di mercato per i prodotti inquestione; che occorre stabilire le modalità per la valutazione dell'esistenza di tali sbocchi di mercato;(6) considerando che il sostegno alla formazione professionale non si applica alla normale istruzione agraria eforestale;(7) considerando che le condizioni per il sostegno al prepensionamento si basano sull'esperienza acquisitanell'ambito del regime di sostegno previsto dal regolamento (CEE) n. 2079/92 del Consiglio(2), modificato daultimo dal regolamento (CE) n. 2773/95 della Commissione(3);(8) considerando, in particolare, che devono essere risolti i problemi specifici legati alla cessione di un'aziendada parte di più cedenti o da parte di un affittuario;(9) considerando che, nelle zone svantaggiate, relativamente a superfici sfruttate in comune da più agricoltori,possono essere concesse indennità compensative a ciascuno degli agricoltori in questione, proporzionalmenteai rispettivi diritti d'uso del terreno;(10) considerando che le disposizioni di applicazione del sostegno agroambientale devono basarsisull'esperienza acquisita nell'ambito del regime di sostegno istituito dal regolamento (CEE) n. 2078/92 delConsiglio(4), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2772/95 della Commissione(5), e devono inparticolare tenere conto delle disposizioni introdotte dal regolamento (CE) n. 746/96 della Commissione(6),modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 435/95(7);


(11) considerando che la definizione dei requisiti minimi che gli agricoltori devono rispettare in relazione ai variimpegni agroambientali deve garantire un'applicazione equilibrata di questa misura, tenendo conto dei suoiobiettivi e contribuendo così ad uno sviluppo rurale sostenibile;(12) considerando che devono essere definiti i criteri di selezione per gli investimenti destinati a migliorare lecondizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli; che, tenendo conto dell'esperienzaacquisita nell'ambito del regime di sostegno di cui al regolamento (CE) n. 951/97(8), tali criteri di selezionedevono basarsi i su principi generali anziché su norme settoriali;(13) considerando che è opportuno derogare al disposto dell'articolo 28, paragrafo l, del regolamento (CE) n.1257/1999, che esclude nelle regioni ultraperiferiche il sostegno a favore degli investimenti per latrasformazione e la commercializzazione di prodotti provenienti da paesi terzi; che tale deroga deve tuttaviaessere sottoposta a determinate condizioni;(14) considerando che occorre definire ulteriormente le foreste escluse dal sostegno al settore forestale aisensi dell'articolo 29, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1257/1999;(15) considerando che devono essere determinate le condizioni dettagliate per poter beneficiare del sostegnoall'imboschimento delle superfici agricole e dei pagamenti previsti a favore delle attività volte a mantenere e amigliorare la stabilità ecologica delle foreste;(16) considerando che, a norma dell'articolo 33 del regolamento (CE) n. 1257/1999, è concesso un sostegno afavore di altre misure legate alle attività agricole e alla loro riconversione nonché ad attività rurali, che nonrientrano nell'ambito di applicazione di altre misure di sviluppo rurale; che, data la grande varietà di misure chepotrebbero rientrare nel campo di applicazione di questo articolo, sembra opportuno lasciare in primo luogo agliStati membri, come parte della loro programmazione, il compito di definire le condizioni per la concessione diquesto tipo di sostegno;(17) considerando che occorre adottare disposizioni comuni applicabili a più misure, in particolare allo scopo distabilire un livello comune di buone pratiche agricole, laddove viene fatto riferimento a questo criterio, e digarantire la necessaria flessibilità degli impegni a lungo termine per tener conto di eventi che potrebberoinfluenzare tali impegni, senza peraltro mettere in causa l'efficace applicazione delle varie misure di sostegno;(18) considerando che occorre tracciare une linea di demarcazione netta tra il finanziamento del sostegno allosviluppo rurale e quello previsto nel quadro delle organizzazioni comuni di mercato; che le eventuali deroghe alprincipio secondo cui le misure che rientrano nell'ambito dei regimi di sostegno delle organizzazioni comuni dimercato non possono beneficiare del sostegno allo sviluppo rurale devono essere proposte dagli Stati membrinel quadro della programmazione relativa allo sviluppo rurale in funzione delle loro esigenze specifiche esecondo una procedura trasparente;(19) considerando che i pagamenti nell'ambito delle misure di sviluppo rurale sono versati integralmente aibeneficiari;(20) considerando che occorre adottare disposizioni di applicazione per la presentazione dei piani di svilupporurale e per la loro revisione;(21) considerando che, al fine di agevolare la stesura dei piani di sviluppo rurale nonché il loro esame e la loroapprovazione da parte della Commissione, è necessario definire norme comuni circa la struttura e il contenutodei piani stessi sulla base dei requisiti fissati, in particolare, dall'articolo 43 del regolamento (CE) n. 1257/1999;(22) considerando che occorre stabilire le condizioni per la modificazione dei piani di sviluppo rurale ondeconsentire un rapido ed efficace esame delle modifiche da parte della Commissione;(23) considerando che la procedura del comitato di gestione deve essere applicata soltanto in caso dimodificazioni importanti dei documenti di programmazione dello sviluppo rurale; che le altre modificazionidevono essere decise dagli Stati membri e comunicate alla Commissione;(24) considerando che devono essere adottate disposizioni di applicazione relative alla programmazione e allapartecipazione finanziaria per le misure finanziate dalla sezione garanzia del FEAOG a norma dell'articolo 35,paragrafi 1 e 2, secondo trattino, del regolamento (CE) n. 1257/1999;(25) considerando che, in questo contesto, gli Stati membri devono riferire regolarmente alla Commissionesullo stato di finanziamento delle misure di sviluppo rurale;(26) considerando che occorre adottare misure a garanzia di un'efficace utilizzazione dei fondi destinati allosviluppo rurale, disponendo in particolare il pagamento di un acconto e il successivo adeguamento deglistanziamenti in funzione del fabbisogno e dei risultati già ottenuti;(27) considerando che, oltre alle disposizioni specifiche stabilite dal presente regolamento, si applicano lenorme generali relative alla disciplina di bilancio, in particolare quelle relative alle dichiarazioni errate oincomplete degli Stati membri;(28) considerando che le modalità della gestione finanziaria delle misure di sviluppo rurale sono disciplinate dal


egolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo al finanziamento della politicaagricola comune(9);(29) considerando che le procedure e i requisiti in materia di sorveglianza e valutazione sono stabiliti in base aiprincipi applicabili ad altre misure di sostegno comunitarie, in particolare quelli di cui al regolamento (CE) n.1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi strutturali(10);(30) considerando che disposizioni di carattere amministrativo consentiranno di migliorare la gestione, lasorveglianza e il controllo delle misure di sviluppo rurale; che, a fini di semplificazione, tali disposizioni devonobasarsi per quanto possibile sulle norme esistenti, quale il sistema integrato di gestione e di controllo di cui alregolamento (CEE) n. 3508/92 del Consiglio(11), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1036/1999(12) eal regolamento (CEE) n. 3887/92 della Commissione(13), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.1678/98(14);(31) considerando che è opportuno prevedere un sistema di sanzioni, sia a livello comunitario sia degli Statimembri;(32) considerando che è opportuno abrogare i regolamenti della Commissione (CEE) n. 2084/80(15), (CEE) n.220/91(16), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1183/98(17), (CE) n. 860/94(18), (CE) n.1025/94(19), (CE) n 1054/94(20), (CE) n. 1282/94(21), (CE) n. 1404/94(22), (CE) n. 1682/94(23), (CE) n.1844/94(24), (CE) n. 746/96, nonché le decisioni della Commissione 92/522/CE(25) e 94/173/CE(26), lerelative disposizioni essendo divenute obsolete o essendo sostituite dalle disposizioni del presenteregolamento;(33) considerando che il comitato per le strutture agrarie e lo sviluppo rurale non ha emesso alcun parere neltermine fissato dal suo presidente,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPO IOGGETTOArticolo 1Il presente regolamento reca disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1257/1999.CAPO IIMISURE DI SVILUPPO RURALESEZIONE 1Investimenti nelle aziende agricoleArticolo 2Le condizioni di cui all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1257/1999 devono essere soddisfatte al momento incui viene presa la decisione individuale di concedere il sostegno.Tuttavia, se gli investimenti sono realizzati allo scopo di conformarsi a nuovi requisiti minimi in materia diambiente, igiene o benessere degli animali, il sostegno può essere concesso per raggiungere questi nuovirequisiti. In tal caso, può essere fissato un periodo di tempo per l'adempimento di detti requisiti minimi, qualoratale periodo sia necessario per risolvere i problemi specifici relativi al raggiungimento di tali requisiti e qualoratale periodo rispetti la legislazione relativa.Articolo 31. Ai sensi dell'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1257/1999, l'esistenza di normali sbocchi di mercato èvalutata, al livello opportuno, in riferimento a:a) i prodotti interessati,b) le tipologie d'investimento,c) la capacità esistente e prevista.2. Si terrà conto di eventuali restrizioni alla produzione o limitazioni del sostegno comunitario nel quadro delleorganizzazioni comuni di mercato.3. Qualora esistano, nell'ambito di un'organizzazione comune di mercato, restrizioni alla produzione olimitazioni del sostegno comunitario al livello di singoli agricoltori, aziende o stabilimenti di trasformazione, nonsaranno sostenuti gli investimenti che avrebbero per effetto di aumentare la produzione oltre tali restrizioni o


limitazioni.Articolo 41. Nel caso di investimenti realizzati da giovani agricoltori, le percentuali massime del volume d'investimentosovvenzionabile di cui all'articolo 7, secondo comma, seconda frase, del regolamento (CE) n. 1257/1999 sonoapplicabili entro un periodo fino a cinque anni a decorrere dall'insediamento.2. Il disposto dell'articolo 5, secondo comma, si applica anche agli investimenti realizzati da giovani agricoltorientro cinque anni dall'insediamento.SEZIONE 2Insediamento dei giovani agricoltoriArticolo 5Le condizioni di cui all'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1257/1999 devono essere soddisfatte almomento in cui viene presa la decisione individuale di concedere il sostegno.Tuttavia, per quanto riguarda le conoscenze e competenze professionali, la redditività economica e i requisitiminimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali, può essere fissato un termine non superiore atre anni a decorrere dall'insediamento per l'adempimento delle suddette condizioni, qualora sia necessario unperiodo di adattamento per agevolare l'insediamento del giovane agricoltore o l'adattamento strutturale dellasua azienda.SEZIONE 3FormazioneArticolo 6Il sostegno alla formazione professionale non comprende i corsi o i tirocini che rientrano in programmi o ciclinormali dell'insegnamento agro-silvicolo medio o superiore.SEZIONE 4PrepensionamentoArticolo 7In caso di cessione di un'azienda da parte di più cedenti, il sostegno complessivo è limitato all'importo previstoper un solo cedente.Articolo 8L'attività agricola proseguita dal cedente a fini non commerciali, conformemente all'articolo 11, paragrafo 1,primo trattino, del regolamento (CE) n. 1257/1999, non è ammissibile ad aiuti nel quadro della politica agricolacomune.Articolo 9Un affittuario può cedere al proprietario i terreni resi disponibili a condizione che il contratto di affitto sia estintoe che sia in possesso dei requisiti di cui all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1257/1999.Articolo 10I terreni resi disponibili possono essere inclusi in un'operazione di ricomposizione fondiaria o di semplicepermuta di appezzamenti.In tal caso, le condizioni applicabili ai terreni resi disponibili devono applicarsi a superfici di estensioneagronomicamente equivalente a quella dei terreni resi disponibili.Gli Stati membri possono disporre che i terreni resi disponibili siano rilevati da un organismo il quale si impegnia cederli successivamente a rilevatari che rispondano alle condizioni prescritte per il prepensionamento.


SEZIONE 5Zone svantaggiate e zone soggette a vincoli ambientaliArticolo 11Le indennità compensative relative a superfici sfruttate in comune da più agricoltori a fini di pascolo possonoessere concesse a ciascuno degli agricoltori in questione, proporzionalmente ai rispettivi usi o diritti d'uso delterreno.SEZIONE 6Misure agroambientaliArticolo 12L'impegno di estensivizzazione dell'allevamento o di conduzione di altre forme di allevamento deve essereconforme almeno alle seguenti condizioni:a) la gestione del pascolo è mantenuta;b) il patrimonio zootecnico è ripartito nell'azienda agricola in modo da coprire tutta la superficie foraggiera e daevitare così sia lo sfruttamento eccessivo che la sottoutilizzazione del pascolo;ec) viene definita la densità del bestiame, tenuto conto dell'insieme degli animali da pascolo allevati nell'aziendao, in caso di impegno tendente a limitare l'infiltrazione di sostanze nutritive della totalità del patrimoniozootecnico dell'azienda rilevante per l'impegno in questione.Articolo 13Il sostegno può essere concesso a favore di impegni consistenti:a) nell'allevare specie animali locali originarie della zona e minacciate di estinzione,eb) nel preservare risorse genetiche vegetali che siano naturalmente adattate alle condizioni locali e regionali esiano minacciate di erosione genetica,che contribuiscano alla salvaguardia dell'ambiente nella zona in cui è applicata la misura.Articolo 14Ai fini dell'articolo 24, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CE) n. 1257/1999, gli investimenti sonoconsiderati non remunerativi se, in condizioni normali, non danno luogo ad un aumento netto significativo delvalore o della redditività dell'azienda.Articolo 15Gli impegni agroambientali che oltrepassano il periodo minimo di cinque anni di cui all'articolo 23, paragrafo 1,del regolamento (CE) n. 1257/1999 non dovrebbero avere una durata superiore a quella ragionevolmentenecessaria perché si esplichino i loro effetti ambientali. La loro durata massima è normalmente di dieci anni,salvo nel caso di impegni specifici per i quali si ritiene indispensabile un periodo più lungo.Articolo 16È possibile combinare vari impegni agroambientali, a condizione che questi siano tra loro complementari ecompatibili.Ove si operi una tale combinazione, l'entità del sostegno deve tenere conto delle perdite di reddito e dei costiaggiuntivi specifici derivanti dalla combinazione stessa.Articolo 171. Il livello di riferimento per il calcolo delle perdite di reddito e dei costi aggiuntivi derivanti dall'impegno è datodalle normali buone pratiche agricole della zona in cui è applicata la misura.Possono essere prese in considerazione, qualora lo giustifichino le condizioni agronomiche o ambientali, le


conseguenze economiche dell'abbandono dei terreni o della cessazione di determinate pratiche agricole.2. Non possono essere effettuati pagamenti per unità di produzione, salvo nel caso di sostegno a favoredell'allevamento di animali minacciati di estinzione che può essere corrisposto per unità di bestiame o per capoallevato. Se gli impegni sono normalmente correlati a unità di misura diverse dalle unità di superficie, gli Statimembri possono calcolare i pagamenti sulla base di tali diverse unità di misura.Gli Stati membri garantiscono il rispetto dei massimali annui ammissibili al sostegno comunitario di cuiall'allegato del regolamento (CE) n. 1257/1999. A questo fine, gli Stati membri possono:a) limitare il numero di unità per ettaro dell'azienda agricola cui si applica l'impegno agroambientale,oppureb) determinare il massimale globale di ciascuna azienda agricola partecipante e assicurare che i pagamentieffettuati per ciascuna azienda rispettino tale limite.3. I pagamenti possono basarsi su limitazioni dell'uso di fertilizzanti, di fitofarmaci o di altri apporti soltanto setali limitazioni sono tecnicamente ed economicamente misurabili.Articolo 18Gli Stati membri determinano la necessità di fornire un incentivo ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1, terzotrattino, del regolamento (CE) n. 1257/1999 in base a criteri oggettivi.L'incentivo non può superare il 20 % delle perdite di reddito e dei costi addizionali risultanti dall'impegno, salvonel caso di impegni specifici per i quali si ritiene indispensabile una percentuale più elevata ai finidell'applicazione efficace della misura.Articolo 19L'agricoltore che assume un impegno agroambientale per una parte dell'azienda agricola dovrà attenersi, nelresto dell'azienda, almeno alle normali buone pratiche agricole.Articolo 201. Nel corso del periodo d'impegno, gli Stati membri possono autorizzare la trasformazione di un impegno in unaltro impegno a condizione che:a) la trasformazione implichi vantaggi certi dal punto di vista ambientale,b) l'impegno esistente risulti significativamente rafforzato,ec) il programma approvato comprenda gli impegni di cui si tratta.Alle condizioni previste dal primo comma, lettere a) e b), può essere autorizzata la trasformazione di unimpegno agroambientale in un impegno d'imboschimento di terreni agricoli conformemente all'articolo 31 delregolamento (CE) n. 1257/1999. L'impegno agroambientale cessa senza dar luogo a rimborso.2. Gli Stati membri possono disporre l'adeguamento degli impegni durante il relativo periodo di esecuzione, acondizione che:a) il programma approvato preveda la possibilità di un simile adeguamento,eb) l'adeguamento sia debitamente giustificato alla luce degli obiettivi dell'impegno.SEZIONE 7Miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodottiagricoliArticolo 21Le spese ammissibili possono riguardare:a) la costruzione e l'acquisizione di beni immobili, escluso l'acquisto di terreni;b) le macchine e attrezzature nuove, compresi i programmi informatici;c) le spese generali, come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, studi di fattibilità, acquisto di brevetti elicenze, oltre alle spese di cui alle lettere a) e b) e fino ad un massimo del 12 % di queste ultime.Articolo 22


1. Ai fini dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1257/1999, l'esistenza di normali sbocchi dimercato è valutata, al livello opportuno, in riferimento:a) ai prodotti interessati,b) alle tipologie d'investimento,c) alla capacità esistente e prevista.2. Si tiene conto di eventuali restrizioni alla produzione o di limitazioni del sostegno comunitario nel quadrodelle organizzazioni comuni dei mercati.Articolo 23Nelle regioni ultraperiferiche può essere concesso un sostegno agli investimenti nella trasformazione o nellacommercializzazione di prodotti provenienti da paesi terzi, a condizione che i prodotti trasformati siano destinatial mercato della regione interessata. Per garantire il rispetto di tale condizione, il sostegno è limitato alpotenziale di trasformazione richiesto dal fabbisogno regionale e nei limiti di tale fabbisogno.SEZIONE 8SilvicolturaArticolo 24Le foreste escluse dal sostegno ai sensi dell'articolo 29, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1257/1999 sono:a) le foreste o terreni boschivi appartenenti al demanio statale o regionale, o di proprietà di enti pubblici;b) le foreste e altri terreni boschivi appartenenti alle case regnanti;c) le foreste di proprietà di persone giuridiche, il cui capitale è detenuto per almeno il 50 % da uno degli entimenzionati alle lettere a) e b).Articolo 25I terreni agricoli che possono beneficiare del sostegno all'imboschimento a norma dell'articolo 31 delregolamento (CE) n. 1257/1999 sono definiti dagli Stati membri e comprendono, in particolare, seminativi, prati,pascoli permanenti e superfici adibite a colture permanenti, coltivati in modo stabile.Articolo 261. Agli effetti dell'articolo 31, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CE) n. 1257/1999, per"agricoltore" si intende chi dedica alle attività agricole una parte sostanziale del proprio tempo di lavoro e nericava una proporzione rilevante del proprio reddito, secondo criteri stabiliti in dettaglio dallo Stato membro.2. Agli effetti dell'articolo 31, paragrafo 3, secondo comma, secondo trattino, del regolamento (CE) n.1257/1999, per "specie a rapido accrescimento coltivate a breve durata" si intendono quelle specie il cui tempodi rotazione (intervallo tra due tagli consecutivi nello stesso luogo) è inferiore a quindici anni.Articolo 271. Non può essere concesso un sostegno a norma dell'articolo 32 del regolamento (CE) n. 1257/1999 persuperfici che formano oggetto di sostegno a norma dell'articolo 31 del medesimo regolamento.2. I contributi finalizzati al mantenimento di fasce tagliafuoco mediante misure agricole, conformementeall'articolo 32, paragrafo 1, secondo trattino, del regolamento (CE) n. 1257/1999, non sono concessi persuperfici che formano oggetto di sostegno nell'ambito di misure agroambientali.Essi sono compatibili con eventuali restrizioni alla produzione o limitazioni del sostegno comunitario nel quadrodelle organizzazioni comuni dei mercati e tengono conto dei contributi concessi nell'ambito di detteorganizzazioni di mercato.SEZIONE 9Disposizioni comuni a più misureArticolo 28Ai fini del regolamento (CE) n. 1257/1999 e del presente regolamento, costituiscono normali buone pratiche


agricole l'insieme dei metodi colturali che un agricoltore diligente impiegherebbe nella regione interessata.Gli Stati membri definiscono norme verificabili nei loro piani di sviluppo rurale. Tali norme comprendono, in ognicaso, l'osservanza delle prescrizioni generali vincolanti in materia ambientale.Articolo 291. Se, nel corso del periodo di esecuzione di un impegno che costituisce la condizione per la concessione delsostegno, il beneficiario trasferisce totalmente o parzialmente la sua azienda ad un altro soggetto, quest'ultimopuò subentrare nell'impegno per il restante periodo. Qualora l'impegno non venga eseguito, il beneficiario ètenuto a rimborsare il sostegno ricevuto.Gli Stati membri possono scegliere di non esigere il rimborso se, nel caso di cessazione definitiva delle attivitàagricole di un beneficiario che abbia già adempiuto una parte significativa del suo impegno, la suaprosecuzione non sia realizzabile dal subentrante.Gli Stati membri possono prendere misure specifiche per evitare che, qualora la situazione dell'azienda subiscamutamenti non rilevanti, l'applicazione del primo comma porti a risultati inopportuni rispetto all'impegnoassunto.2. Se, nel corso del periodo di esecuzione di un impegno che costituisce la condizione per la concessione delsostegno, il beneficiario aumenta la superficie della propria azienda, gli Stati membri possono imporre:a) l'estensione dell'impegno alla superficie aggiuntiva per il restante periodo di esecuzione dell'impegno, acondizione che dette estensione:i) sia di indubbio vantaggio per la misura di cui trattasi,ii) sia giustificata dalla natura dell'impegno, dalla durata del periodo restante e dalla dimensione della superficieaggiuntiva, la quale deve essere notevolmente inferiore a quella della superficie originaria o non superiore adue ettari,eiii) non pregiudichi l'effettiva verifica del rispetto delle condizioni cui è subordinata la concessione del sostegno,oppureb) la sostituzione dell'impegno originario del beneficiario con un nuovo impegno per l'insieme della superficie inquestione, basato su criteri non meno rigorosi di quelli del precedente.La lettera b) si applica anche nel caso in cui il beneficiario estenda, nell'ambito della propria azienda, lasuperficie oggetto di impegno.3. Qualora il beneficiario non possa continuare a rispettare gli impegni assunti in quanto la sua azienda èoggetto di un'operazione di ricomposizione fondiaria o di altri simili interventi pubblici di riassetto fondiario, gliStati membri adottano opportuni provvedimenti intesi ad adeguare gli impegni alla nuova situazionedell'azienda. Se siffatto adeguamento risulta impossibile, l'impegno cessa senza dar luogo a rimborso per ilperiodo di effettiva esecuzione.Articolo 301. Fatte salve le effettive circostanze da prendere in considerazione nei singoli casi, gli Stati membri possonoriconoscere, in particolare, le seguenti categorie di forza maggiore:a) decesso dell'agricoltore;b) incapacità professionale di lunga durata dell'agricoltore;c) espropriazione di una parte rilevante dell'azienda, se detta espropriazione non era prevedibile al momentodell'assunzione dell'impegno;d) calamità naturale grave, che colpisca in misura rilevante la superficie agricola dell'azienda,e) distruzione accidentale dei fabbricati aziendali adibiti all'allevamento;f) epizoozia che colpisca la totalità o una parte del patrimonio zootecnico dell'agricoltore.Gli Stati membri notificano alla Commissione le categorie riconosciute come forza maggiore.2. La notifica dei casi di forza maggiore e le relative prove, accettate dall'autorità competente, vengonotrasmesse per iscritto all'autorità competente entro dieci giorni lavorativi dal momento in cui l'agricoltore è ingrado di provvedervi.CAPO IIIPRINCIPI GENERALI, DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE E FINANZIARIESEZIONE 1


Principi generaliArticolo 311. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 37, paragrafo 3, secondo comma, del regolamento (CE) n. 1257/1999, siapplicano i criteri enunciati ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo.2. Le misure a favore dell'ambiente attuate nell'ambito delle organizzazioni comuni di mercato, di misurerelative alla qualità dei prodotti agricoli e alle condizioni sanitarie o nell'ambito di misure di sviluppo ruralediverse da quelle agroambientali, non escludono un sostegno agroambientale a favore delle stesse produzioni,purché tale sostegno si aggiunga alle misure in questione e sia con esse compatibile.In tale contesto:a) le misure agroambientali riguardanti terreni ritirati dalla produzione norma dell'articolo 6 del regolamento(CE) n. 1251/1999 del Consiglio(27) possono beneficiare di aiuti soltanto se gli impegni vanno al di là delleadeguate misure di tutela ambientale di cui all'articolo 6, paragrafo 2, del medesimo regolamento;b) in caso di estensivizzazione nel settore delle carni bovine, l'aiuto deve tenere conto del pagamentocorrisposto a norma dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 1254/1999 del Consiglio(28);c) in caso di aiuto alle zone svantaggiate e a quelle soggette a vincoli ambientali, gli impegni agroambientalidevono tenere conto delle condizioni stabilite per il sostegno nelle zone interessate.Ove ricorra tale combinazione, l'entità dell'aiuto deve tenere conto delle perdite di reddito e dei costi aggiuntivispecifici derivanti dalla combinazione stessa.Uno stesso impegno non può in alcun caso essere oggetto di contributi contemporaneamente a titolo disostegno agroambientale e in virtù di un altro regime di aiuto comunitario.3. Le condizioni di cui all'articolo 37, paragrafo 3, secondo comma, primo trattino, del regolamento (CE) n.1257/1999, sono proposte dagli Stati membri nel quadro dei rispettivi piani di sviluppo rurale.Articolo 32I pagamenti nell'ambito delle misure di sviluppo rurale sono versati integralmente ai beneficiari.SEZIONE 2ProgrammazioneArticolo 331. I piani di sviluppo rurale sono presentati conformemente all'articolo 43 del regolamento (CE) n. 1257/1999 esecondo le modalità indicate nell'allegato del presente regolamento.2. L'approvazione ai sensi dell'articolo 44, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1257/1999 determina l'importocomplessivo del sostegno comunitario.3. L'approvazione riguarda soltanto gli aiuti di Stato destinati a fornire un finanziamento supplementare a favoredelle misure di sviluppo rurale identificate in conformità al punto 16 dell'allegato.4. Gli Stati membri mettono a disposizione del pubblico i documenti di programmazione dello sviluppo rurale.Articolo 34Se le misure di sviluppo rurale sono presentate sotto forma di disposizioni quadro generali, i piani di svilupporurale devono fare riferimento a tali disposizioni.In tal caso devono essere pienamente rispettate le disposizioni dell'articolo 33.Articolo 351. Le modifiche dei documenti di programmazione relativi allo sviluppo rurale devono essere debitamentegiustificate, in particolare fornendo i seguenti elementi:a) i motivi e le eventuali difficoltà di attuazione che giustifichino un adeguamento del documento diprogrammazione;b) gli effetti previsti delle modifiche;c) le conseguenze dal punto di vista del finanziamento e della verifica degli impegni.2. La Commissione approva con la procedura di cui all'articolo 50, paragrafo 2, del regolamento (CE) n.1260/1999 le modifiche dei documenti di programmazione dello sviluppo rurale che:


a) incidono sulle priorità,b) modificano le caratteristiche principali delle misure di sostegno di cui all'allegato, inclusi i cambiamenti neltasso d'aiuto comunitario;c) modificano l'importo complessivo del sostegno comunitario;d) modificano la dotazione finanziaria di una misura per oltre il 25 % rispetto all'importo previsto per l'anno eper la misura in questione, oppure del 5 % rispetto all'importo complessivo previsto per l'anno in questione,secondo quale sia la modifica più rilevante calcolata sulla base del documento di programmazione dellosviluppo rurale approvato dalla Commissione;e) modificano il finanziamento supplementare, fornito ad una misura attraverso aiuti di Stato, di oltre il 25 %rispetto all'importo previsto per l'anno e per la misura in questione, oppure del 5 % rispetto all'importocomplessivo previsto per l'anno in questione, secondo quale sia la modifica più rilevante, calcolata sulla basedel documento di programmazione dello sviluppo rurale approvato dalla Commissione.Le modifiche sono presentate alla Commissione in un'unica proposta all'anno per programma.Qualunque altra modifica deve essere comunicata alla Commissione almeno due mesi prima della sua entratain vigore.3. Se necessario, i documenti di programmazione dello sviluppo rurale sono riveduti in funzione dellesuccessive modificazioni della normativa comunitaria. Il paragrafo 2, primo comma, seconda frase, non siapplica a tali revisioni.SEZIONE 3Misure complementari e iniziative comunitarieArticolo 36A norma dell'articolo 45 del regolamento (CE) n. 1257/1999, il campo di applicazione dell'assistenza fornitadalla sezione Garanzia del FEAOG per misure comprese nell'iniziativa comunitaria di sviluppo rurale è estesoall'insieme della Comunità ed il relativo finanziamento è esteso alle misure ammissibili ai sensi del regolamento(CE) n. 1261/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio(29) e del regolamento (CE) n. 1262/1999 delParlamento europeo e del Consiglio(30).SEZIONE 4Disposizioni finanziarieArticolo 371. Entro il 30 settembre di ogni anno, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, per ciascun documento diprogrammazione relativo allo sviluppo rurale:a) un riepilogo delle spese effettuate durante l'esercizio in corso e previste sino alla fine di detto esercizio,eb) i preventivi di spesa riveduti per gli esercizi successivi, sino alla fine del periodo di programmazione, tenendoconto della dotazione assegnata a ciascuno Stato membro.2. Fatte salve le norme generali relative alla disciplina di bilancio, se le informazioni che gli Stati membritrasmettono alla Commissione ai sensi del paragrafo 1 sono incomplete o il termine non è rispettato, laCommissione riduce gli anticipi concessi sulle spese agricole in modo temporaneo e su base forfettaria.Articolo 38I servizi pagatori possono imputare, sulle spese del mese che segue la decisione di approvazione deldocumento di programmazione di sviluppo rurale, un anticipo pari ad un massimo del 12,5 % di una rataannuale media dell'importo totale delle risorse comunitarie previsto nel documento di programmazione.Detto anticipo costituisce un fondo di rotazione che verrà recuperato in linea di massima soltanto alla fine delperiodo di programmazione per ciascun documento di programmazione in materia di sviluppo rurale.Articolo 391. Per ciascuno Stato membro, le spese dichiarate per un dato esercizio sono finanziate nei limiti degli importinotificati ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 1, lettera b), per i quali siano disponibili stanziamenti iscritti in


ilancio per l'esercizio considerato.2. Qualora le spese effettivamente sostenute da uno Stato membro in un dato esercizio superino gli importinotificati ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 1, lettera b), l'eccedente di spesa dell'esercizio in corso vieneconteggiato nei limiti degli stanziamenti che rimangono disponibili dopo il rimborso delle spese agli altri Statimembri e proporzionalmente agli esuberi rilevati.3. Qualora le spese effettivamente sostenute da uno Stato membro in un dato esercizio siano inferiori al 75 %degli importi di cui al paragrafo 1, le spese da riconoscere per l'esercizio successivo sono ridotte di un terzodella differenza riscontrata tra la suddetta soglia e le spese effettive dell'esercizio in questione.Non si tiene conto di tale detrazione per l'accertamento delle spese effettive relative all'esercizio successivo aquello in cui la riduzione è stata effettuata.4. Il paragrafo 3 non si applica in relazione alla prima dichiarazione di spesa ai sensi del documento diprogrammazione dello sviluppo rurale.Articolo 40Il cofinanziamento di valutazioni negli Stati membri ai sensi dell'articolo 49, paragrafo 2, del regolamento (CE)n. 1257/1999 si applica alle valutazioni che, per la loro portata, recano un efficace contributo alla valutazione alivello comunitario, soprattutto grazie alle risposte che forniscono al questionario valutativo comune ed alla loroqualità.La partecipazione finanziaria non supera il 50 % di un importo massimo pari all'1 % del costo totale delprogramma di sviluppo rurale, salvo in casi debitamente giustificati. Nell'ambito di ciascun programma disviluppo rurale, almeno il 40 % del cofinanziamento deve essere destinato alla valutazione ex post.SEZIONE 5Sorveglianza e valutazioneArticolo 41Le relazioni annuali di cui all'articolo 48, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1257/1999 sono presentate allaCommissione entro il 30 aprile di ogni anno per l'anno civile precedente. Ogni relazione di esecuzione contienei seguenti elementi:a) qualsiasi modifica delle condizioni generali che rilevi per l'esecuzione della misura, segnatamente sviluppisocioeconomici significativi, o cambiamenti nelle politiche nazionali, regionali o settoriali;b) stato di avanzamento delle misure e priorità rispetto ai corrispondenti obiettivi operativi e specifici, espressiin termini di indicatori quantitativi;c) disposizioni prese dall'autorità di gestione e dal comitato di sorveglianza, se previsto, per garantire la qualitàe l'efficienza dell'esecuzione, riguardanti segnatamente:i) le attività di sorveglianza, di controllo finanziario e di valutazione, comprese le modalità di raccolta dei dati,ii) una sintesi dei problemi importanti incontrati nella gestione dell'intervento e le eventuali misure adottate;d) le misure adottate per garantire la compatibilità con le politiche comunitarie.Gli indicatori di cui al primo comma, lettera b), seguono, nella misura del possibile, una raccomandazione suindicatori comuni predisposta dalla Commissione. Qualora siano necessari ulteriori indicatori per verificarel'effettivo progresso rispetto agli obiettivi dei documenti di programmazione di sviluppo rurale, tali indicatorisono parimenti indicati.Articolo 421. Le valutazioni sono eseguite da esperti indipendenti conformemente a procedimenti di valutazionericonosciuti.2. Esse si basano in particolare su un questionario valutativo comune, messo a punto dalla Commissioned'intesa con gli Stati membri, e sono generalmente corredate di criteri e indicatori di adempimento.3. L'autorità responsabile per la gestione del documento di programmazione di sviluppo rurale raccoglie ilmateriale necessario per la valutazione, avvalendosi dei risultati del controllo e, se del caso, ulteriori elementid'informazione.Articolo 43


1. La valutazione ex ante è intesa ad analizzare le disparità, le carenze e le potenzialità della situazioneattuale, nonché a valutare la coerenza della strategia proposta con la situazione esistente e con gli obiettiviperseguiti, tenendo conto degli elementi emersi dal questionario valutativo comune. Essa determina l'impattoprevisto delle priorità d'intervento selezionate e ne quantifica, per quanto possibile, gli obiettivi. Inoltre, essaverifica le modalità di attuazione proposte e la coerenza con la politica agricola comune e con altre politiche.2. La valutazione ex ante è di competenza delle autorità che elaborano il piano di sviluppo rurale e fa parte delpiano stesso.Articolo 441. Le valutazioni intermedie ed ex post vertono sugli aspetti specifici del documento di programmazione disviluppo rurale esaminato e sui criteri valutativi comuni che presentano rilevanza a livello comunitario. Traquesti ultimi si annoverano le condizioni di vita e la struttura della popolazione rurale, l'occupazione e il redditoda attività agricole ed extra-agricole, le strutture agrarie, le produzioni agricole, la qualità, la competitività, lerisorse forestali e l'ambiante. Se uno dei criteri comuni di valutazione non è ritenuto pertinente in relazione adun determinato documento di programmazione di sviluppo rurale, occorre precisarne i motivi.2. La valutazione intermedia, pur attenendosi ai criteri valutativi suesposti, esamina più in particolare i primirisultati ottenuti, la loro importanza e la loro coerenza con il documento di programmazione di sviluppo rurale,nonché la loro rispondenza agli obiettivi prefissati. Essa verifica inoltre come sono state impiegate le risorsefinanziarie e come si sono svolte la sorveglianza e l'esecuzione.La valutazione ex post, sempre attenendosi al questionario orientativo, esamina in particolare l'utilizzazionedelle risorse nonché l'efficacia, l'efficienza e l'impatto degli interventi e trae conclusioni circa la politica disviluppo rurale ed il suo contributo alla politica agricola comune.3. Le valutazioni intermedie ed ex post sono condotte in consultazione con la Commissione sotto laresponsabilità dell'autorità responsabile della gestione dei programmi di sviluppo rurale.4. La qualità delle singole valutazioni è controllata dall'autorità competente per la gestione del programma disviluppo rurale, dall'eventuale comitato di sorveglianza, e dalla Commissione secondo procedimentiriconosciuti. I risultati delle valutazioni vengono resi pubblici.Articolo 451. La relazione sulla valutazione intermedia deve essere trasmessa alla Commissione entro il 31 dicembre2003. L'autorità competente per la gestione del documento di programmazione di sviluppo rurale informa laCommissione del seguito riservato alle raccomandazioni formulate nella relazione. Dopo aver ricevuto lesingole relazioni valutative, la Commissione elabora una sintesi a livello comunitario. Qualora risulti opportuno,si procederà ad un aggiornamento della valutazione intermedia entro il 31 dicembre 2005.2. La relazione sulla valutazione ex post deve essere trasmessa alla Commissione al più tardi due anni dopo laconclusione del periodo di programmazione. Entro tre anni dalla fine del periodo di programmazione e dopoaver ricevuto le singole relazioni, la Commissione elabora una sintesi a livello comunitario.3. Le relazioni di valutazione illustrano i metodi applicati, incluse le implicazioni sulla qualità dei dati e deirisultati. Esse contengono una descrizione del contesto e dei contenuti del programma, dati finanziari, lerisposte al questionario comune di valutazione e ai questionari compilati a livello nazionale o regionale, con irelativi indicatori, nonché conclusioni e raccomandazioni. Tutte le relazioni seguono, nella misura del possibile,una struttura comune che sarà raccomandata dalla Commissione.SEZIONE 6Richieste, controlli e sanzioniArticolo 461. Le richieste di sostegno allo sviluppo rurale in relazione alla superficie o agli animali, da inoltrarsiindipendentemente dalle richieste di aiuto a norma dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3887/92, devonoindicare l'insieme delle superfici e degli animali dell'azienda rilevanti per controllare le richieste di adesione allamisura in questione, compresi quelli per i quali non viene chiesto alcun sostegno.2. Se una misura di sostegno allo sviluppo rurale è correlata alla superficie, essa si riferisce a parcellesingolarmente identificate. Durante il periodo di esecuzione di un impegno, le parcelle oggetto di sostegno nonpossono essere permutate, tranne che nel caso di diversa previsione nel documento di programmazione di


sviluppo rurale.3. Qualora la domanda di pagamento sia abbinata alla domanda di aiuto per "superficie" nel sistema dicontrollo integrato, lo Stato membro assicura che le parcelle per le quali sia stato chiesto un sostegno allosviluppo rurale siano dichiarate separatamente nella domanda di aiuto per "superficie" del sistema integrato.4. Per l'identificazione delle superfici e degli animali si procede conformemente agli articoli 4 e 5 delregolamento (CEE) n. 3508/92.Articolo 471. I controlli relativi alle domande iniziali di ammissione al regime e alle successive domande di pagamentosono eseguiti in modo da consentire l'efficace verifica del rispetto delle condizioni per la concessione degli aiuti.A seconda della natura della misura di sostegno, gli Stati membri definiscono i metodi e gli strumenti necessariall'esecuzione dei controlli, nonché le persone da controllare. Ove risulti opportuno, essi fanno ricorso alsistema integrato di gestione e di controllo istituito dal regolamento (CEE) n. 3508/92.2. Le verifiche sono effettuate attraverso controlli amministrativi e sul posto.3. Il controllo amministrativo è esaustivo e comprende verifiche incrociate, ove opportuno anche con i dati delsistema integrato, relative alle parcelle ed agli animali oggetto di una misura di sostegno, in modo da evitarequalsiasi concessione indebita dell'aiuto. È soggetto a controllo anche il rispetto degli impegni a lungo termine.4. I controlli sul posto si effettuano conformemente agli articoli 6 e 7 del regolamento (CEE) n. 3887/92. Essivertono ogni anno su un campione di almeno il 5 % dei beneficiari, comprensivo dell'insieme dei diversi tipi dimisure di sviluppo rurale previsti nei documenti di programmazione.I controlli sul posto si effettuano nel corso dell'anno sulla base di un'analisi dei rischi presentati da ciascunamisura di sviluppo rurale. Sono sottoposti a controllo tutti gli impegni e gli obblighi di un beneficiario che èpossibile controllare al momento della visita.Articolo 481. L'articolo 9, paragrafi 1 e 2 del regolamento (CEE) n. 3887/92 si applica al sostegno correlato alla superficie.L'articolo 10, paragrafi 2, 3, 7, 11 e 12 dello stesso regolamento si applica al sostegno correlato agli animali.L'articolo 11, paragrafo 1, lettera a) e gli articoli 12, 13 e 14 del regolamento (CEE) n. 3887/92 si applicano adentrambi i tipi di sostegno.2. Gli Stati membri determinano il sistema di sanzioni da comminare in caso di violazione degli obblighi assuntie delle pertinenti norme regolamentari e prendono tutte le misure necessarie ai fini dell'applicazione dellestesse. Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.3. Qualora risulti una falsa dichiarazione per negligenza grave, il beneficiario interessato è escluso per l'annocivile in questione da tutte le misure di sviluppo rurale comprese nel corrispondente capo del regolamento (CE)n. 1257/1999. Nel caso di falsa dichiarazione resa intenzionalmente, egli è escluso anche per l'annosuccessivo. Detta sanzione lascia impregiudicate le ulteriori sanzioni previste dall'ordinamento nazionale.CAPO IVDISPOSIZIONI FINALIArticolo 491. I regolamenti (CEE) n. 2084/80, (CEE) n. 220/91, (CE) n. 860/94, (CE) n. 1025/94, (CE) n. 1054/94, (CE) n.1282/94, (CE) n. 1404/94, (CE) n. 1682/94, (CE) n. 1844/94 e (CE) n. 746/96 e le decisioni della Commissionen. 92/522/CEE e n. 94/173/CE sono abrogati.2. I regolamenti e le decisioni abrogati ai sensi del paragrafo 1 restano applicabili alle azioni approvate dallaCommissione in virtù dei regolamenti di cui all'articolo 55, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 1257/1999 finoal lo gennaio 2000.Articolo 50Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzettaufficiale delle Comunità europee.Esso si applica al sostegno comunitario a decorrere dal 1o gennaio 2000.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati


membri.Fatto a Bruxelles, il 23 luglio 1999.Per la CommissioneFranz FISCHLERMembro della Commissione(1) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 80 .(2) GU L 215 del 30.7.1992, pag. 91 .(3) GU L 288 del 1.12.1995, pag. 37 .(4) GU L 215 del 30.7.1992, pag. 85 .(5) GU L 288 del 1.12.1995, pag. 35 .(6) GU L 102 del 25.4.1996, pag. 19 .(7) GU L 67 del 7.3.1997, pag. 2 .(8) GU L 142 del 2.6.1997, pag. 22 .(9) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 103 .(10) GU L 161 del 26.6.1999, pag. 1 .(11) GU L 355 del 5.12.1992, pag. 1 .(12) GU L 127 del 21.5.1999, pag. 4 .(13) GU L 391 del 31.12.1992, pag. 36 .(14) GU L 212 del 30.7.1998, pag. 23 .(15) GU L 203 del 5.6.1980, pag. 9 .(16) GU L 26 del 31.1.1991, pag. 15 .(17) GU L 164 del 9.6.1998, pag. 5 .(18) GU L 99 del 19.4.1994, pag. 7 .(19) GU L 112 del 3.5.1994, pag. 27 .(20) GU L 115 del 6.5.1994, pag. 6 .(21) GU L 140 del 3.6.1994, pag. 14 .(22) GU L 154 del 21.6.1994, pag. 8 .(23) GU L 178 del 12.7.1994, pag. 42 .(24) GU L 192 del 28.7.1994, pag. 9 .(25) GU L 329 del 16.11.1992, pag. 1 .(26) GU L 79 del 23.3.1994, pag. 29 .(27) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 1 .(28) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 21 .(29) GU L 161 del 26.6.1999, pag. 43 .(30) GU L 161 del 26.6.1999, pag. 48 .ALLEGATOPIANI DI SVILUPPO RURALE1. Titolo del piano di sviluppo rurale2. Stato membro e circoscrizione amministrativa (se pertinente)3.1. Zona geografica interessata dal pianoArticolo 41 del regolamento (CE) n. 1257/19992. Regioni classificate come obiettivi 1 e 2Articolo 40 del regolamento (CE) n. 1257/1999Identificare:- Regioni dell'obiettivo 1 e regioni dell'obiettivo 1 in transizione. Questa parte si applica soltanto alle misure diaccompagnamento[prepensionamento, indennità compensative, misure agroambientali e imboschimento diterreni agricoli a norma dell'articolo 31 del regolamento (CE) n. 1257/1999];- Regioni dell'obiettivo 2. Questa parte si applica a:1) misure di accompagnamento2) altre misure non facenti parte della programmazione dell'obiettivo 2.


4. Pianificazione a livello della zona geografica interessataArticolo 41, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1257/1999Se nella regione si applica eccezionalmente più di un piano di sviluppo rurale, indicare:- tutti i piani in questione;- i motivi per cui non è possibile riunire tutte le misure in un unico piano;- la relazione tra le misure dei diversi piani e informazioni dettagliate sul modo in cui verranno assicurate lacompatibilità e la coerenza tra i piani.5. Descrizione quantificata della situazione attualeArticolo 43, paragrafo 1, primo trattino del regolamento (CE) n. 1257/19991. Descrizione della situazione attualeDescrivere, con l'ausilio di dati quantificati, la situazione esistente nella zona geografica interessata,evidenziando i punti di forza, le disparità, le carenze e le potenzialità di sviluppo rurale. La descrizione riguardail settore agricolo ed il settore forestale (inclusa la natura e l'entità degli svantaggi di cui soffre l'attività agricolanelle zone svantaggiate), l'economia rurale, la situazione demografica, le risorse umane, l'occupazione e lostato dell'ambiente.2. Impatto del precedente periodo di programmazioneDescrivere l'incidenza delle risorse finanziarie erogate dal FEAOG a favore dello sviluppo rurale durante ilprecedente periodo di programmazione e stanziate nel quadro delle misure di accompagnamento dal 1992.Presentare i risultati delle valutazioni.3. Altre informazioniSe rilevante, prendere in considerazione anche altre misure, aggiuntive rispetto alle misure comunitarie disviluppo rurale e dalle misure di accompagnamento, che hanno avuto un impatto sulla zona diprogrammazione interessata.6. Descrizione della strategia proposta, dei suoi obiettivi quantificati, delle priorità di sviluppo rurale selezionatee della zona geografica interessataArticolo 43, paragrafo 1, secondo trattino del regolamento (CE) n. 1257/19991. Strategia proposta, obiettivi quantificati, priorità selezionateCon riguardo ai punti di forza, alle disparità, alle carenze e alle potenzialità rilevate nella zona interessata,descrivere in particolare:- le priorità d'intervento,- la strategia appropriata per realizzare tali priorità,- gli obiettivi operativi e gli impatti attesi, quantificati, ove sia possibile quantificarli, sia in termini di sorveglianzache di previsioni di valutazione,- la misura in cui la strategia tiene conto delle peculiarità della zona interessata,- il modo in cui è stato messo in pratica l'approccio integrato,- la misura in cui la strategia tiene conto della parità uomo-donna,- la misura in cui la strategia tiene conto di tutti gli obblighi rilevanti che derivano dalle politiche ambientaliinternazionali, comunitarie e nazionali, incluse quelle relative allo sviluppo sostenibile, in particolare alla qualitàe all'uso delle acque, alla conservazione della biodiversità, inclusa la conservazione nell'azienda di varietàvegetali, ed il cambiamento climatico.2. Descrizione ed effetti di altre misureLa descrizione comprenderà inoltre, ove rilevante, altre eventuali misure adottate al di fuori del piano disviluppo rurale (sia che si tratti di altre misure comunitarie ovvero di provvedimenti nazionali come normevincolanti, codici di condotta o aiuti di Stato), specificando in che misura esse soddisfano le esigenzeriscontrate.3. Zone interessate da specifiche misure territorialiPer ciascuna misura, definita ai sensi del punto 8, che non si applica all'insieme della regione indicata al punto3, precisare la zona di applicazione.In particolare, indicare- l'elenco delle zone svantaggiate adottato per la regione interessata;- le eventuali modifiche, debitamente giustificate, apportate al suddetto elenco [articolo 55, paragrafo 4, delregolamento (CE) n. 1257/1999];- le zone soggette a vincoli ambientali, con debita giustificazione.4. Calendario ed esecuzioneIl calendario proposto per l'esecuzione delle varie misure, l'utilizzazione prevista, le spese finanziarie e ladurata (cfr. anche punto 8).


7. Valutazione degli impatti economici, ambientali e sociali attesiArticolo 43, paragrafo 1, terzo trattino del regolamento (CE) n. 1257/1999Descrizione dettagliata conformemente all'articolo 43 del regolamento (CE) n. 1257/1999.8. Tabella finanziaria generale indicativaArticolo 43, paragrafo 1, quarto trattino del regolamento (CE) n. 1257/1999Tabella di pianificazione finanziaria: programmi di sviluppo rurale>SPAZIO PER TABELLA>9. Descrizione delle misure contemplate ai fini dell'attuazione dei pianiArticolo 43, paragrafo 1, quinto trattino, del regolamento (CE) n. 1257/1999Per ogni punto che segue, indicare:A. le caratteristiche principali delle misure di sostegno,B. altri elementi.1. Requisiti generaliA. Caratteristiche principali delle misure di sostegno:- elenco delle misure nell'ordine figurante nel regolamento (CE) n. 1257/1999,- riferimento all'articolo (e al paragrafo) in cui rientra ciascuna misura di sviluppo rurale. Se sono citati due o piùarticoli, il pagamento va scomposto nelle sue varie componenti.B. Altri elementi:nessuno.2. Requisiti relativi a tutte le misure o una parte di esse(1)A. Caratteristiche principali:- contributo comunitario basato o sul costo totale o sulla spesa pubblica,- intensità e/o importi dell'aiuto e differenziazione applicata (capo I-VIII),- eccezioni a norma dell'articolo 37, paragrafo 3, secondo comma, primo trattino, del regolamento (CE) n.1257/1999.B. Altri elementi:- informazioni dettagliate sulle condizioni di ammissibilità,- criteri per dimostrare la redditività economica (capi I, II e IV),- le buone pratiche agricole consuete (capi V e VI),- requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali (capi I, II e VII),- livello delle conoscenze e competenze professionali richieste (capi I, II e IV),- sufficiente valutazione dell'esistenza di normali sbocchi di mercato per i prodotti considerati (capi I e VII),conformemente agli articoli 6 e 26 del regolamento (CE) n. 1257/1999,- descrizione di tutti i contratti in corso (dal periodo precedente), comprese le clausole finanziarie, e delleprocedure/norme ad essi applicabili.3. Informazioni richieste per determinate misureOltre a quanto precede, sono richiesti i seguenti dati specifici per le misure di cui ai singoli capi:I. Investimenti nelle aziende agricole:A. Caratteristiche principali:- settori della produzione primaria e tipi di investimenti.B. Altri elementi:- massimali d'investimento globale sovvenzionabile,- tipo di aiuto.II. Insediamento dei giovani agricoltoriA. Caratteristiche principali:- nessuna.B. Altri elementi:- termine di cui dispongono i giovani agricoltori per adeguarsi ai criteri di ammissibilità nell'arco del triennioprevisto dall'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1257/1999,- limiti di età,- condizioni applicabili al giovane agricoltore che non si insedia nell'azienda come unico capo di essa o che vi siinsedia nel quadro di associazioni o di cooperative il cui oggetto principale è la gestione di un'azienda agricola,- tipo dell'aiuto all'insediamento.III. FormazioneA. Caratteristiche principali:nessuna.


B. Altri elementi:- interventi ammissibili e beneficiari,- assicurazione che non sono proposti per il finanziamento normali sistemi o programmi di istruzione.IV. Prepensionamento:A. Caratteristiche principali:nessuna.B. Altri elementi:- descrizione dettagliata delle condizioni riguardanti il cedente, il rilevatario e i lavoratori, nonché i terreni residisponibili e in particolare l'uso della superficie che i cedenti possono conservare a fini non commerciali e ilperiodo per migliorare la redditività,- tipo dell'aiuto, inclusa una descrizione del metodo impiegato per calcolare l'importo massimo cofinanziabileper azienda e una giustificazione secondo il tipo di beneficiario,- descrizione dei regimi nazionali di pensionamento e prepensionamento,- informazioni dettagliate sulla durata dell'aiuto.V. Zone svantaggiate e zone soggette a vincoli ambientaliA. Caratteristiche principali:- importo dell'aiuto:1) per le indennità compensative di cui all'articolo 13, lettera a) del regolamento (CE) n. 1257/1999:giustificazione della differenziazione dell'aiuto secondo i criteri dell'articolo 15, paragrafo 2, dello stessoregolamento;2) per le indennità compensative di cui all'articolo 13, lettera a), del regolamento (CE) n. 1257/1999: le propostedi applicazione delle disposizioni in materia di flessibilità riguardo all'importo massimo cofinanziabile di cuiall'articolo 15, paragrafo 3, secondo comma, del regolamento del Consiglio devono essere debitamentegiustificate. Precisare in che modo si intende garantire nella fattispecie il rispetto del massimale per le indennitàcompensative e spiegare la procedura amministrativa impiegata per assicurare la conformità all'importomassimo cofinanziabile;3) per i pagameti di cui all'articolo 13, lettera b) e all'articolo 16 del regolamento (CE) n. 1257/1999: calcoliagronomici dettagliati indicanti: a) le perdite di reddito e i costi originati dei vincoli ambientali, b) le ipotesiagronomiche di partenza.B. Altri elementi:- informazioni dettagliate sulle condizioni di ammissibilità relative a:1) definizione della superficie minima;2) descrizione dell'appropriato meccanismo di conversione utilizzato in caso di pascoli sfruttati in comune.VI. Misure agroambientaliA. Caratteristiche principali:- una giustificazione degli impegni sulla base degli effetti attesi,- per quanto riguarda le razze animali minacciate di estinzione, dimostrazione che si tratta di animali "a rischio"sulla basi di dati scientifici approvati dalle organizzazioni internazionali riconosciute come autorevoli in materia,- per quanto riguarda le risorse genetiche vegetali minacciate di erosione genetica, dimostrazione dell'erosionegenetica sulla base di risultati scientifici e indicatori che permettano di stimare la rarità delle varietàendemiche/originarie locali, la diversità della loro popolazione e le pratiche agricole prevalenti al livello locale,- informazioni dettagliate sugli obblighi degli agricoltori ed ogni altra condizione contrattuale, tra cui il campo diapplicazione e le procedure per l'adeguamento dei contratti in corso,- descrizione della copertura della misura che mostri come essa si applica in funzione del fabbisogno, fino ache punto è mirata in termini di copertura geografica, settoriale o altro,- calcoli agronomici dettagliati indicanti: a) le perdite di reddito e i costi originati in rapporto alle normali buonepratiche agricole, b) le ipotesi agronomiche di partenza e c) il livello d'incentivazione e relativa giustificazione inbase a criteri oggettivi,- per gli impegni agroambientali nel loro insieme, vanno indicate le possibilità di combinare diversi impegni edeve essere assicurata la coerenza tra gli impegni.B. Altri elementi:nessuno.VII. Miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoliA. Caratteristiche principali:- settori della produzione agricola di base.B. Altri elementi:


- criteri atti a dimostrare i vantaggi economici per i produttori primari.VIII. SilvicolturaA. Caratteristiche principali:- definizione di:- "terreno agricolo" in relazione all'articolo 25 del regolamento (CE) n. 1257/1999,- "agricoltore" in relazione all'articolo 26 del regolamento (CE) n. 1257/1999,- disposizioni che garantiscano che tali interventi sono adatti alle condizioni locali, compatibili con l'ambiente e,dove opportuno, che preservano l'equilibrio tra la silvicoltura e la fauna selvatica,- le disposizioni contrattuali tra regioni e potenziali beneficiari in merito agli interventi di cui all'articolo 32 delregolamento (CE) n. 1257/1999.B. Altri elementi:- descrizione degli interventi ammissibili e dei beneficiari,- legame tra gli interventi proposti e i programmi forestali nazionali o subnazionali od altri strumenti equivalenti,- l'esistenza di piani di protezione delle foreste ai sensi della normativa comunitaria nelle zone classificate arischio medio-alto dal punto di vista degli incendi boschivi, nonché la conformità delle misure proposte con dettipiani di protezione.IX. Promozione dell'adeguamento e dello sviluppo delle zone ruraliA. Caratteristiche principali:- descrizione e giustificazione delle azioni proposte in relazione a ciascuna misura.B. Altri elementi:- definizione di ingegneria finanziaria, che deve essere conforme ai criteri generali di ammissibilità.10. Necessità di eventuali studi, progetti dimostrativi, formazione o assistenza tecnica (se opportuno)Articolo 43, paragrafo 1, sesto trattino, del regolamento (CE) n. 1257/199911. Indicazione delle autorità competenti e degli organismi responsabiliArticolo 43, paragrafo 1, settimo trattino, del regolamento (CE) n. 1257/199912. Provvedimenti che garantiscano l'attuazione efficace e corretta dei piani, compresi il controllo e lavalutazione, una definizione degli indicatori quantificati per la valutazione, disposizioni relative al controllo e allesanzioni, nonché pubblicità adeguataArticolo 43, paragrafo 1, ottavo trattino, del regolamento (CE) n. 1257/19991. Indicazioni dettagliate sull'attuazione degli articoli 41-45 del presente regolamento e in particolare:- la descrizione dei canali finanziari per il pagamento del sostegno ai beneficiari finali,- le disposizioni relative alla sorveglianza e alla valutazione del programma, in particolare sistemi e procedureper la raccolta, l'organizzazione e il coordinamento dei dati relativi agli indicatori finanziari, materiali e d'impatto,- la funzione, la composizione e le regole procedurali degli eventuali comitati di sorveglianza,- la codificazione. Tale codificazione deve essere conforme al modello fornito dalla Commissione.2. Indicazioni dettagliate sull'attuazione degli articoli da 46 a 48 del regolamento (CE) n. 1257/1999,segnatamente in relazione al rispetto dei criteri generali di ammissibilitàQuesta parte dovrebbe includere le singole misure di controllo, tese a verificare il merito della richiesta ed ilrispetto delle condizioni per il sostegno, nonché le regole per le sanzioni.13. Risultati delle consultazioni e indicazione delle autorità e organismi associati, nonché delle partieconomiche e socialiArticolo 43, paragrafo 1, nono trattino, del regolamento (CE) n. 1257/19991. Descrivere:- le parti economiche e sociali e gli altri organismi nazionali competenti, che la normativa e la prassi nazionaliprescrivono di consultare,- le autorità e gli organismi agricoli ed ambientali da associare, in particolare, all'elaborazione, attuazione,sorveglianza, valutazione e revisione delle misure agroambientali e delle altre misure orientate versol'ambiante, così da assicurare l'equilibrio tra queste misure e le altre misure di sviluppo rurale.2. Sintetizzare i risultati delle consultazioni ed indicare la misura in cui le opinioni ed i pareri ricevuti sono statipresi in considerazione14. Equilibrio tra le varie misure di sostegnoArticolo 43, paragrafo 1, secondo trattino, del regolamento (CE) n. 1257/19991. Descrivere, con riferimento ai punti di forza, ai bisogni e alle potenzialità:- l'equilibrio tra le varie misure di sviluppo rurale,- l'ambito di applicazione territoriale delle misure agroambientali.2. Secondo i casi, questa descrizione fa riferimento a:


- le misure adottate fuori dal quadro del regolamento (CE) n. 1257/1999,- le misure adottate o previste nell'ambito dei singoli piani di sviluppo rurale.15. Compatibilità e coerenzaArticolo 37, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1257/1999A. Caratteristiche principali:1. Giudizio sulla compatibilità e la coerenza con:- le altre politiche comunitarie e le misure prese in attuazione di tali politiche, in particolare la politica diconcorrenza,- gli altri strumenti della politica agricola comune, in particolare se sono previste deroghe all'articolo 37,paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1257/1999,- le altre misure di sostegno previste dai piani di sviluppo rurale,- i criteri generali di ammissibilità.2. In ordine alle misure di cui all'articolo 33, assicurare e, se necessario, chiarire quanto segue:- che le misure adottate a norma del sesto, settimo e nono trattino del citato articolo non formano oggetto difinanziamento a carico del FESR nelle zone rurali dell'obiettivo 2 e nelle regioni in via di transizione,- che le misure non rientrano nel campo d'applicazione di altre misure di cui al titolo II del regolamento (CE) n.1257/1999.B. Altri elementi:3. Questo giudizio riguarda, in particolare, le disposizioni tese ad assicurare un adeguato coordinamento con leamministrazioni responsabili per:- le misure di sviluppo introdotte dalle organizzazioni di mercato,- le eventuali misure di sviluppo rurale istituite in base alla legislazione nazionale.16. Aiuti di Stato aggiuntiviArticolo 52 del regolamento (CE) n. 1257/1999A. Caratteristiche principali:identificare le misure per le quali saranno forniti finanziamenti supplementari tramite aiuti di Stato [articolo 52del regolamento (CE) n. 1257/1999]. Una tabella indicativa stabilirà l'ammontare dell'aiuto supplementare chesarà fornito in relazione a ciascuna delle misure per ciascuno degli anni coperti dal piano.B. Altri elementi:nessuno.(1) I riferiti ai capi si intendono fatti ai capi del regolamento (CE) n. 1257/1999.Servizio a cura dell'Assessorato all'AgricolturaInviare eventuali suggerimenti e osservazioni a:e-mail: agricoltura@regione.piemonte.it


26.6.1999 L 161/1Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITI(Atti per i quali la pubblicazione eÁ una condizione di applicabilitaÁ)REGOLAMENTO (CE) N. 1260/1999 DEL CONSIGLIOdel 21 giugno 1999recante disposizioni generali sui Fondi strutturaliIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, inparticolare l'articolo 161,vista la proposta della Commissione ( 1 ),visto il parere conforme del Parlamento europeo ( 2 ),visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),fine di assicurare una migliore trasparenza dellanormativa comunitaria, eÁ auspicabile riunire inun unico regolamento le disposizioni relative aiFondi strutturali e, di conseguenza, abrogare ilregolamento (CEE) n. 2052/88 e il regolamento(CEE) n. 4253/88 del Consiglio, del 19 dicembre1988, recante disposizioni di applicazione delregolamento (CEE) n. 2052/88 per quantoriguarda il coordinamento tra gli interventi deivari Fondi strutturali, da un lato, e tra tali interventie quelli della Banca europea per gli investimentie degli altri strumenti finanziari esistenti,dall'altro ( 6 );visto il parere del Comitato delle regioni ( 4 ),(1) considerando che l'articolo 158 del trattato prevedeche, per rafforzare la coesione economica esociale, la ComunitaÁ debba mirare a ridurre ildivario tra i livelli di sviluppo delle varie regionie il ritardo delle regioni meno favorite o insularicomprese le zone rurali, mentre l'articolo 159prevede che tale azione venga sostenuta attraversoi Fondi a finalitaÁ strutturale («Fondi strutturali»),la Banca europea per gli investimenti(BEI) e gli altri strumenti finanziari esistenti;(2) considerando che, a norma dell'articolo 19 delregolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio, del24 giugno 1988, relativo alle missioni dei Fondia finalitaÁ strutturali, alla loro efficacia e al coordinamentodei loro interventi e di quelli dellaBanca europea per gli investimenti degli altristrumenti finanziari esistenti ( 5 ), il Consiglio deveriesaminare detto regolamento, su proposta dellaCommissione, entro il 31 dicembre 1999; che, al( 1 ) GU C 176 del 9.6.1998, pag. 1.( 2 ) Parere conforme del 6 maggio 1999 (non ancora pubblicatonella Gazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 407 del 28.12.1998, pag. 74.( 4 ) GU C 373 del 2.12.1998, pag. 1.( 5 ) GU L 185 del 15.7.1988, pag. 9. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 3193/94 (GUL 337 del 24.12.1994, pag. 11).(3) considerando che in forza dell'articolo 5 del protocollon. 6, concernente disposizioni specialirelative all'obiettivo n. 6 nel quadro dei Fondistrutturali in Finlandia e Svezia, allegato all'attodi adesione dell'Austria, della Finlandia e dellaSvezia, detto protocollo deve essere riesaminatoentro il 31 dicembre 1999, contestualmente alregolamento (CEE) n. 2052/88;(4) considerando che, al fine di rafforzare la concentrazionee semplificare l'azione dei Fondi strutturali,eÁ opportuno ridurre il numero di obiettiviprioritari rispetto al regolamento (CEE) n. 2052/88; che devono essere definiti come tali lo sviluppoe l'adeguamento strutturale delle regioni inritardo di sviluppo, la riconversione economica esociale delle zone con difficoltaÁ strutturali, noncheÂl'adeguamento e l'ammodernamento dellepolitiche e dei sistemi di istruzione, formazione eoccupazione;(5) considerando che, nel quadro della sua azione dirafforzamento della coesione economica esociale, la ComunitaÁ cerca anche di promuovereuno sviluppo armonioso, equilibrato e duraturodelle attivitaÁ economiche, un alto tasso di occupazione,la paritaÁ tra i sessi e un elevato livello( 6 ) GU L 374 del 31.12.1988, pag. 1. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 3193/94.


L 161/2 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITdi tutela e di miglioramento dell'ambiente; chetale azione deve in particolare inserire organicamentele esigenze della tutela ambientale nelladefinizione e nella realizzazione dell'azione deiFondi strutturali e contribuire ad eliminare leineguaglianze, e a promuovere la paritaÁ trauomini e donne; che l'azione dei Fondi puòaltresì permettere di combattere le discriminazionifondate sulla razza o origine etnica, su unamenomazione o sull'etaÁ, segnatamente attraversouna valutazione delle necessitaÁ, mediante incentivifinanziari e tramite un partenariato ampliato;(10) considerando che la ComunitaÁ si eÁ impegnata inuna riforma della politica agricola comune cheimplica misure strutturali e misure di accompagnamentoa favore dello sviluppo rurale; che, inquest'ambito, il Fondo europeo agricolo di orientamentoe garanzia (FEAOG), sezione «orientamento»,deve continuare a contribuire al conseguimentodell'obiettivo prioritario di sviluppo eadeguamento strutturale delle regioni in ritardodi sviluppo tramite il miglioramento dell'efficienzadelle strutture di produzione, trasformazionee commercializzazione dei prodotti agricolie silvicoli, nonche la promozione del potenzialeendogeno delle zone rurali; che eÁ opportuno cheil FEAOG, sezione «garanzia», contribuisca allarealizzazione dell'obiettivo prioritario dellariconversione economica e sociale delle zone condifficoltaÁ strutturali, conformemente al regolamento(CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del17 maggio 1999, sul sostegno allo svilupporurale da parte del Fondo europeo agricolo diorientamento e garanzia (FEAOG) e che modificaed abroga taluni regolamenti ( 1 );(6) considerando che lo sviluppo culturale, la qualitaÁdell'ambiente naturale e costruito, la dimensionequalitativa e culturale delle condizioni di vita elo sviluppo del turismo contribuiscono a renderele regioni piœ interessanti da un punto di vistaeconomico e sociale nella misura in cui favorisconola creazione di posti di lavoro duraturi;(7) considerando che il Fondo europeo di svilupporegionale (FESR) contribuisce principalmenteallo sviluppo e all'adeguamento strutturale delleregioni in ritardo di sviluppo, nonche alla riconversioneeconomica e sociale delle regioni condifficoltaÁ strutturali;(8) considerando che i compiti del Fondo socialeeuropeo (FSE) devono essere adeguati al fine ditener conto e di consentire l'attuazione della strategiaeuropea per l'occupazione;(9) considerando che a partire dal 1993 la disciplinadei Fondi strutturali tiene conto anche della componentestrutturale della politica comune dellapesca, politica strutturale a pieno titolo; cheoccorre proseguirne l'attuazione nell'ambito deiFondi strutturali attraverso lo strumento finanziariodi orientamento della pesca (SFOP); che ilcontributo finanziario dello SFOP nel quadrodell'obiettivo 1 dei Fondi strutturali rientra nellaprogrammazione di detto obiettivo n. 1 e che ilcontributo finanziario dello SFOP al di fuori dell'obiettivon. 1 eÁ oggetto di un documento unicodi programmazione in ogni Stato membro interessato;(11) considerando che le norme specificamente applicabilia ciascun Fondo saranno precisate nelledecisioni d'applicazione adottate a norma degliarticoli 37, 148 e 162 del trattato;(12) considerando che eÁ necessario specificare alcunicriteri per definire le regioni e le zone ammissibili;che a tal fine eÁ opportuno ricorrere, perl'individuazione di quelle prioritarie a livellocomunitario, al sistema comune di classificazionedelle regioni denominato «nomenclatura delleunitaÁ territoriali per la statistica (NUTS)», predispostodall'Ufficio statistico delle ComunitaÁeuropee con la collaborazione degli istituti nazionalidi statistica;(13) considerando che eÁ opportuno definire comeregioni in ritardo di sviluppo quelle il cui prodottointerno lordo pro capite eÁ inferiore al 75%della media comunitaria; che al fine di assicurareun'efficace concentrazione degli interventi, eÁnecessario che la Commissione applichi scrupolosamentetale criterio basandosi su statisticheoggettive; che devono rientrare nell'obiettivo n. 1,previsto dal presente regolamento, anche leregioni ultraperiferiche e le zone a scarsissimadensitaÁ di popolazione rientranti, per il periodo1995±1999, nell'obiettivo n. 6 di cui al protocollon. 6 dell'atto di adesione dell'Austria, dellaFinlandia e della Svezia;(14) considerando che eÁ opportuno raggruppare nelladefinizione di zone in fase di riconversione economicae sociale le zone in fase di mutazionesocioeconomica nei settori dell'industria e deiservizi, le zone rurali in declino, le zone urbanein difficoltaÁ e le zone dipendenti dalla pesca chesi trovano in una situazione di crisi; che eÁ necessarioassicurare una concentrazione effettiva sullezone della ComunitaÁ maggiormente colpite; chetali zone devono essere determinate dalla Commissionesu proposta degli Stati membri e instretta concertazione con gli stessi;( 1 ) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 80.


26.6.1999 L 161/3Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(15) considerando che, al fine di assicurare il caratterecomunitario dell'azione dei Fondi, occorre che,nella misure del possibile, le zone in fase dimutazione socioeconomica nel settore dell'industriae le zone rurali in declino siano determinatesulla base di indicatori oggettivi applicati alivello comunitario; che occorre inoltre che lapopolazione interessata da questo obiettivo prioritariorappresenti, globalmente a livello comunitarioe a titolo indicativo, circa il 10% dellapopolazione comunitaria per le zone industriali,il 5% per le zone rurali, il 2% per le zoneurbane e l'1% per le zone di pesca; che, per farein modo che ciascuno Stato membro contribuiscaequamente allo sforzo globale di concentrazione,la copertura nel 2006 in termini di popolazionedell'obiettivo n. 2, di cui al presente regolamento,non deve risultare ridotta di piœ di unterzo rispetto alla copertura, nel 1999, degliobiettivi n. 2 e n. 5b, di cui al regolamento(CEE) n. 2052/88;(16) considerando che, ai fini dell'efficacia della programmazione,occorre che le regioni in ritardo disviluppo il cui PIL pro capite risulti inferiore al75% della media comunitaria coincidano conquelle assistite dagli Stati membri in forzadell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattatoe, tenuto conto di eventuali misure specificheadottate a norma dell'articolo 299,paragrafo 2, del trattato a favore delle regioniultraperiferiche (dipartimenti francesi d'oltremare,Azzorre, Madera, isole Canarie); che analogamente,eÁ opportuno che, le zone in fase dimutazione socioeconomica corrispondano inampia misura a quelle assistite dagli Stati membriin forza dell'articolo 87, paragrafo 3,lettera c), del trattato; che l'obiettivo dellaComunitaÁ dovrebbe essere il miglioramento dellacoerenza alla fine del periodo 2000±2006 tramiteuno sforzo appropriato degli Stati membri relativamentealla loro situazione attuale;(17) considerando che l'obiettivo di adeguamento eammodernamento delle politiche e dei sistemi diistruzione, formazione e occupazione prevedeinterventi finanziari nelle regioni e nelle zonenon coperte dall'obiettivo n. 1; che l'obiettivon. 3 fornisce altresì un quadro di riferimentovolto ad assicurare la coerenza con l'insiemedelle azioni a favore delle risorse umane in unostesso Stato membro;(18) considerando che gli interventi dell'FSE nell'obiettivon. 2 dovrebbero riguardare azioni regionalie locali che rispondano alla situazione specificariscontrata in ciascuna zona dell'obiettivon. 2 e che siano coordinate con gli interventidegli altri fondi strutturali; che ogni contributodell'FSE ad un documento unico di programmazionenell'ambito dell'obiettivo n. 2 dovraÁ esseredi un ammontare sufficiente a giustificare unagestione distinta e dovrebbe dunque esserealmeno pari al 5% del totale del contributo deifondi strutturali;(19) considerando che le regioni rientranti in unobiettivo prioritario nel 1999 che non sono conformiai criteri di ammissibilitaÁ devono poterbeneficiare di un sostegno transitorio, progressivamentepiœ limitato; che tale sostegno dovrebbeessere inferiore nel 2000 rispetto a quello erogatonel 1999;(20) considerando che occorre prevedere disposizionirelative alla ripartizione delle risorse disponibili;che queste ultime sono oggetto di una ripartizioneannuale e che eÁ consentita una concentrazionesignificativa a favore delle regioni inritardo di sviluppo, comprese quelle che beneficianodi un sostegno transitorio;(21) considerando che il volume annuale di aiuto ricevutonel quadro del presente regolamento daogni Stato membro attraverso i fondi strutturali,in combinazione con l'assistenza fornita nell'ambitodel fondo di coesione, deve essere limitatoad un massimale generale in base alla capacitaÁ diassorbimento nazionale;(22) considerando che la Commissione deve stabilireripartizioni indicative degli stanziamenti d'impegnodisponibili per gli obiettivi prioritari basandosisu criteri oggettivi appropriati; che il 4%degli stanziamenti così assegnati agli Stati membridovrebbe formare oggetto di un'attribuzioneintermedia da parte della Commissione; che,quale riconoscimento dei particolari sforzi compiutinell'ambito del processo di pace in Irlandadel Nord, si continueraÁ ad attuare il programmaPEACE fino al 2004; che eÁ istituito un programmaspeciale di assistenza per il periodo2000±2006 a favore delle regioni svedesi NUTS-II non incluse nell'elenco di cui all'articolo 3,paragrafo 2, e conformi ai criteri stabilitinell'articolo 2 del protocollo n. 6 dell'atto diadesione di Austria, Finlandia e Svezia;(23) considerando che il 5,35% del totale degli stanziamentid'impegno disponibili eÁ riservato alleiniziative comunitarie e l'0,65% alle azioni innovatricie all'assistenza tecnica;(24) considerando che, ai fini della programmazione,gli stanziamenti disponibili dei Fondi strutturalidevono essere indicizzati in maniera forfettaria eche, ove del caso, tale indicizzazione deve essereoggetto di un adeguamento tecnico prima del31 dicembre 2003;(25) considerando che i principi fondamentali dellariforma dei Fondi strutturali del 1988 devonocontinuare ad indirizzare le attivitaÁ dei Fondifino al 2006; che l'esperienza ha mostrato la


L 161/4 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITnecessitaÁ di apportarvi miglioramenti al fine diaccrescerne semplicitaÁ e trasparenza, e che, inparticolare, la ricerca di efficacia deve essere considerataun principio fondamentale;(31) considerando che eÁ opportuno semplificare i criterie le modalitaÁ di verifica e di attuazione delprincipio di addizionalitaÁ;(26) considerando che l'efficacia e la trasparenza delleattivitaÁ dei Fondi strutturali esigono una precisadefinizione delle responsabilitaÁ degli Stati membrie della ComunitaÁ e che queste responsabilitaÁdevono essere specificate in ciascuna fase dellaprogrammazione, della sorveglianza, della valutazionee del controllo; che, in applicazione delprincipio di sussidiarietaÁ e ferme restando lecompetenze della Commissione, la responsabilitaÁdell'attuazione degli interventi e del relativo controllospetta in primo luogo agli Stati membri;(27) considerando che l'azione della ComunitaÁ eÁ complementarea quella degli Stati membri o eÁ voltaa contribuirvi e che, per apportare un contributosignificativo, occorre rafforzare il partenariato;che quest'ultimo interessa le autoritaÁ regionali elocali, le altre autoritaÁ competenti, compresequelle responsabili dell'ambiente e della paritaÁtra uomini e donne, i partner economici e socialie gli altri organismi competenti; che eÁ opportunoassociare le parti competenti nella preparazione,sorveglianza e valutazione degli interventi;(28) considerando che occorre definire il processo diprogrammazione a partire dalla sua concezionefino al beneficiario finale e che negli Stati membritale processo deve essere agevolato medianteorientamenti generali indicativi stabiliti dallaCommissione sulle pertinenti politiche comunitarieconcordate in relazione ai Fondi strutturali;(32) considerando che occorre semplificare il sistemadi programmazione applicando un periodo diprogrammazione unico di sette anni; che a talfine occorre limitare le forme e il numero degliinterventi, riconducendoli di norma ad un interventointegrato per regione, generalizzando ilricorso ai documenti unici di programmazionenell'ambito degli obiettivi prioritari e inserendo igrandi progetti e le sovvenzioni globali nelle altreforme d'intervento;(33) considerando che al fine di potenziare una strategiaintegrata di sviluppo, pur tenendo conto dellespecificitaÁ regionali, occorre curare la coerenzatra le azioni dei vari Fondi e le politiche comunitarie,la strategia per l'occupazione, le politicheeconomiche e sociali degli Stati membri, noncheÂle rispettive politiche regionali;(34) considerando che, per accelerare e semplificare leprocedure di programmazione, eÁ opportunodistinguere le responsabilitaÁ della Commissione equelle degli Stati membri; che a tal fine occorreprevedere che la Commissione adotti, su propostadegli Stati membri, le strategie e le prioritaÁ disviluppo della programmazione, la partecipazionefinanziaria comunitaria e le modalitaÁd'attuazione ad esse connesse, e che gli Statimembri decidano in merito alla loro applicazione;che occorre altresì precisare il contenutodelle diverse forme d'intervento;(29) considerando che la programmazione deve assicurareil coordinamento dei Fondi strutturali traloro e di questi con gli altri strumenti finanziariesistenti e con la BEI; che tale coordinamento eÁinoltre inteso a determinare una combinazione disovvenzioni e prestiti;(35) considerando che l'esecuzione decentrata delleazioni dei Fondi strutturali ad opera degli Statimembri deve fornire garanzie quanto alle modalitaÁe alla qualitaÁ dell'esecuzione stessa, ai risultatie alla loro valutazione, nonche alla sanagestione finanziaria e al suo controllo;(30) considerando che le attivitaÁ dei Fondi e le operazioniche questi contribuiscono a finanziaredevono essere compatibili con le altre politichecomunitarie e rispettare la normativa comunitaria;che a tal fine devono essere previste disposizioniparticolari; che al riguardo le operazioni didivulgazione e valorizzazione dei risultati dellaricerca e dello sviluppo tecnologico svolte nell'ambitodei Fondi strutturali devono garantire latutela dei diritti connessi all'ottenimento e allavalorizzazione delle conoscenze ed essere realizzaterispettando le norme comunitarie in materiadi concorrenza;(36) considerando che la Commissione deve poterapprovare, se necessario d'intesa con la BEI, igrandi progetti di investimento superiori a undato volume finanziario, al fine di valutare illoro impatto e l'impiego previsto delle risorsecomunitarie;(37) considerando che eÁ opportuno che le azioniintraprese nell'ambito degli obiettivi prioritarisiano integrate da azioni di interesse comunitariointraprese su iniziativa della Commissione;


26.6.1999 L 161/5Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(38) considerando che eÁ necessario destinare le iniziativecomunitarie alla promozione della cooperazionetransfrontaliera, transnazionale e interregionale(INTERREG) e alla rivitalizzazione economicae sociale delle cittaÁ e dei suburbi in crisi(URBAN), ambedue con finanziamenti del FESR,allo sviluppo rurale (LEADER), con finanziamentidel FEAOG, sezione «orientamento», eallo sviluppo delle risorse umane in un contestodi pari opportunitaÁ (EQUAL), con finanziamentodel FES; che la promozione della cooperazionetransfrontaliera Ð segnatamente nell'ottica dell'allargamentoÐ, transnazionale e interregionaleriveste al riguardo un'importanza particolare;che bisogna tenere nella dovuta considerazione lacooperazione con le regioni ultraperiferiche; cheoccorre rafforzare il coordinamento della cooperazionetransfrontaliera, transnazionale e interregionalecon le azioni condotte a norma del regolamento(CEE) n. 3906/89 ( 1 ), del regolamento(Euratom, CE) n. 1279/96 ( 2 ) e del regolamento(CE) n. 1488/96 ( 3 ), in vista soprattutto dell'allargamentodell'Unione e tenuto conto del partenariatoeuromediterraneo; che occorre tenere debitamenteconto dell'integrazione sociale e professionaledei richiedenti asilo nel quadro diEQUAL;(39) considerando che i Fondi strutturali devonosostenere la realizzazione di studi, progetti pilotae scambi di esperienze al fine di promuoverneun'applicazione semplice e trasparente e impostazionie pratiche innovative;(41) considerando che, conformemente al principio disussidiarietaÁ, occorre che alle spese ammissibili siapplichino le pertinenti norme nazionali ovemanchino norme comunitarie, le quali possonoessere definite dalla Commissione quandoappaiano necessarie per garantire un'applicazioneequa ed uniforme dei Fondi strutturalinella ComunitaÁ; che occorre tuttavia specificarel'ammissibilitaÁ delle spese per quanto concerne ledate iniziali e finali di ammissibilitaÁ e la perennitaÁdegli investimenti; che conseguentemente,per assicurare efficacia ed incidenza durevoleall'azione dei Fondi, un aiuto di questi ultimidovrebbe restare definitivamente attribuito, intutto o in parte, ad un'operazione soltanto se lanatura e le condizioni di realizzazione dellastessa non subiscono una modifica importante,tale da sviare l'operazione sovvenzionata dal suoobiettivo iniziale;(42) considerando che occorre semplificare le norme ele procedure di impegno e pagamento; che a talfine gli impegni di bilancio devono essere effettuatiogni anno in un'unica volta, conformementealle prospettive finanziarie pluriennali e alpiano di finanziamento degli interventi, mentre ipagamenti devono essere corrisposti sotto formadi un anticipo e di successivi rimborsi delle speseeffettuate; che, secondo una giurisprudenza consolidata,gli interessi eventualmente prodotti dall'anticipocostituiscono risorse dello Stato membrointeressato e che, per aumentare l'efficaciadei Fondi, devono essere destinati ai medesimifini dell'anticipo stesso;(40) considerando che per potenziare l'effetto sinergicodelle risorse comunitarie favorendo il massimoricorso a fonti di finanziamento private eper tenere piœ adeguatamente conto della redditivitaÁdei progetti, eÁ opportuno diversificare leforme di aiuto dei Fondi strutturali, differenziarei tassi d'intervento per promuovere l'interessecomunitario, per incoraggiare l'utilizzo di risorsefinanziarie diversificate e per limitare la partecipazionedei Fondi sollecitando il ricorso a formedi aiuto appropriate; che occorre a tal fine prevederetassi di partecipazione ridotti nel caso diinvestimenti nelle aziende e di investimenti infrastrutturaligeneratori di entrate sostanziali; che,ai fini del presente regolamento e a titolo indicativo,eÁ opportuno definire come entrate sostanzialinette quelle che rappresentano almeno il25% del costo totale dell'investimento di cuitrattasi;( 1 ) GU L 375 del 23.12.1989, pag. 11 (PHARE). Regolamentomodificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 753/96 (GU L 103 del 26.4.1996, pag. 5).( 2 ) GU L 165 del 4.7.1996, pag. 1 (TACIS).( 3 ) GU L 189 del 30.7.1996, pag. 1 (MEDA). Regolamentomodificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 780/98(GU L 113 del 15.4.1998, pag. 2).(43) considerando che occorre garantire una sanagestione finanziaria, verificando la giustificazionee la certificazione delle spese e definendo condizionidi pagamento vincolate all'osservanza dellefondamentali responsabilitaÁ in materia di sorveglianzadella programmazione, di controllofinanziario e di applicazione del diritto comunitario;(44) considerando che al fine di garantire la correttagestione delle risorse comunitarie occorre migliorarele previsioni e l'esecuzione delle spese; che eÁa tal fine opportuno che gli Stati membri trasmettanoregolarmente alla Commissione le proprieprevisioni circa l'utilizzazione delle risorsecomunitarie e che i ritardi di esecuzione finanziariadiano luogo a rimborsi dell'anticipo e adisimpegni d'ufficio;(45) considerando che nel corso del periodo transitoriodal 1 o gennaio 1999 al 31 dicembre 2001ogni riferimento all'euro deve essere inteso in


L 161/6 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITlinea di massima come un riferimento all'euro inquanto unitaÁ monetaria di cui all'articolo 2,seconda frase del regolamento (CE) 974/98 delConsiglio, del 3 maggio 1998, relativo all'introduzionedell'euro ( 1 );(46) considerando che una delle garanzie dell'efficaciadei Fondi strutturali eÁ data dall'efficienza dellasorveglianza; che occorre migliorare quest'ultimaprecisando le responsabilitaÁ in materia; cheoccorre in particolare distinguere le funzioni digestione da quelle di sorveglianza;(47) considerando che per ciascun intervento occorredesignare un'autoritaÁ di gestione unica e precisarnele responsabilitaÁ; che queste ultime riguardanoprincipalmente la raccolta delle informazionisui risultati e la loro trasmissione alla Commissione,la corretta esecuzione finanziaria,l'organizzazione della valutazione e il rispettodegli obblighi in materia di pubblicitaÁ e di dirittocomunitario; che in quest'ambito occorre prevedereriunioni regolari tra la Commissione el'autoritaÁ di gestione per la sorveglianza dell'intervento;(48) considerando che occorre specificare che il comitatodi sorveglianza eÁ un'istanza nazionale nominatadallo Stato membro incaricata di seguirel'intervento, verificarne la gestione da parte dell'autoritaÁpreposta, assicurare il rispetto dei suoiorientamenti e delle sue modalitaÁ di attuazione,nonche esaminarne la valutazione;(49) considerando che gli indicatori e i rapportiannuali di esecuzione sono essenziali ai fini dellasorveglianza e che occorre definirli con maggioreprecisione affinche rispecchino in maniera affidabilelo stato di avanzamento degli interventi e laqualitaÁ della programmazione;(50) considerando che, per garantire un'esecuzioneefficiente e regolare, occorre specificare gli obblighidegli Stati membri in materia di sistemi digestione e controllo, di certificazione delle spesee di prevenzione, individuazione e rettifica delleirregolaritaÁ e delle infrazioni del diritto comunitario;(51) considerando che, ferme restando le attuali prerogativedella Commissione in materia di controllofinanziario, occorre potenziare la collaborazionetra gli Stati membri e la Commissione inquesto settore, prevedendo in particolare regolariconsultazioni tra gli Stati membri e la Commissionenel cui ambito vengano esaminate le misure( 1 ) GU L 139 dell'11.5.1998, pag. 1.adottate dagli Stati membri e la Commissionepossa, ove del caso, richiedere misure correttive;(52) considerando che occorre definire la responsabilitaÁdegli Stati membri in materia di sanzione erettifica di irregolaritaÁ e infrazioni, nonche quelladella Commissione in caso di inadempienze degliStati membri;(53) considerando che l'efficacia e l'impatto delle attivitaÁdei Fondi strutturali dipendono altresì da unmiglioramento e da un approfondimento dellavalutazione e che occorre precisare le responsabilitaÁdegli Stati membri e della Commissione inmateria, nonche le modalitaÁ atte a garantirel'affidabilitaÁ della valutazione;(54) considerando che occorre valutare gli interventiin vista della loro preparazione, della loro revisioneintermedia e di una stima del loro impatto,nonche integrare tale valutazione nella sorveglianzadegli interventi; che a tal fine occorredefinire gli obiettivi e il contenuto di ciascunadelle fasi di valutazione e migliorare la valutazionedella situazione sotto il profilo socioeconomico,per quanto riguarda l'ambiente e la paritaÁtra uomini e donne;(55) considerando che la valutazione intermedia el'accantonamento in riserva di una parte deglistanziamenti consente di assegnare stanziamentisupplementari all'interno di ciascuno Stato membroin funzione dell'efficacia degli interventi eche tale assegnazione deve essere basata su criterioggettivi, semplici e trasparenti che consentanodi tener conto dell'efficienza, della gestione e dell'esecuzionefinanziaria;(56) considerando che eÁ opportuno presentare un rapportotriennale sui progressi compiuti nella realizzazionedella coesione economica e sociale eche tale rapporto dovrebbe contenere un'analisidella situazione e dello sviluppo economico esociale delle regioni della ComunitaÁ;(57) considerando che, per consentire l'effettivo funzionamentodel partenariato e un'adeguata promozionedegli interventi comunitari, eÁ opportunoassicurare un'informazione e una pubblicitaÁquanto piœ ampie possibile; che tale compito,unitamente a quello di tenere la Commissione alcorrente circa le misure intraprese, spetta alleautoritaÁ responsabili della gestione degli interventi;(58) considerando che occorre definire le modalitaÁrelative al funzionamento dei comitati chiamatiad assistere la Commissione nell'attuazione delpresente regolamento;


26.6.1999 L 161/7Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(59) considerando che occorre precisare disposizionitransitorie specifiche che consentano di prepararela nuova programmazione a decorrere dall'entratain vigore del presente regolamento e cheevitino un'interruzione dell'assistenza agli Statimembri nelle more della definizione dei piani edegli interventi sulla base del nuovo sistema,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:TITOLO 1PRINCIPI GENERALICAPO IOBIETTIVI E COMPITIArticolo 1ObiettiviL'azione che la ComunitaÁ svolge attraverso i Fondistrutturali, il Fondo di coesione, il Fondo europeoagricolo di orientamento e garanzia (FEAOG), sezione«garanzia», la Banca europea per gli investimenti(BEI) e gli altri strumenti finanziari esistenti eÁ volta alconseguimento degli obiettivi generali enunciati dagliarticoli 158 e 160 del trattato. I Fondi strutturali, laBEI e gli altri strumenti finanziari esistenti contribuiscono,ciascuno in maniera appropriata, al conseguimentodei tre obiettivi prioritari seguenti:1) promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturaledelle regioni che presentano ritardi nello sviluppo(in prosieguo: «l'obiettivo n. 1»);2) favorire la riconversione economica e sociale dellezone con difficoltaÁ strutturali (in prosieguo:«l'obiettivo n. 2»);3) favorire l'adeguamento e l'ammodernamento dellepolitiche e dei sistemi di istruzione, formazione eoccupazione (in prosieguo: «l'obiettivo n. 3»).Questo obiettivo prevede interventi finanziari inregioni non interessate dall'obiettivo n. 1 e fornisceun quadro di riferimento politico per l'insiemedelle azioni a favore delle risorse umane su un territorionazionale, salve le specificitaÁ regionali.Nel perseguire tali obiettivi la ComunitaÁ, per il tramitedei Fondi, contribuisce a promuovere uno sviluppoarmonioso, equilibrato e duraturo delle attivitaÁ economiche,lo sviluppo dell'occupazione e delle risorseumane, la tutela e il miglioramento dell'ambiente el'eliminazione delle ineguaglianze, nonche la promozionedella paritaÁ tra uomini e donne.Articolo 2Mezzi e compiti1. Ai sensi del presente regolamento, per « Fondistrutturali» si intendono il Fondo europeo di svilupporegionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FES), ilFondo europeo agricolo di orientamento e garanzia(FEAOG), sezione «orientamento» e lo strumentofinanziario di orientamento della pesca (SFOP) (in prosieguo:«i Fondi»).2. Conformemente agli articoli 33, 146 e 160 deltrattato, i Fondi contribuiscono, ciascuno in base allapropria specifica disciplina, al conseguimento degliobiettivi n. 1, n. 2 e n. 3, secondo lo schema seguente:a) obiettivo n. 1: FESR, FSE, FEAOG, sezione «orientamento»e SFOP,b) obiettivo n. 2: FESR e FSE,c) obiettivo n. 3: FSE.3. Lo SFOP contribuisce alle azioni strutturali nelsettore della pesca per le regioni che non rientrano nell'obiettivon. 1 secondo il regolamento (CE) n. 1263/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, relativo allostrumento finanziario di orientamento della pesca ( 1 ).Il FEAOG, sezione «garanzia» contribuisce al conseguimentodell'obiettivo n. 2 secondo il regolamento(CE) n. 1257/1999.4. I Fondi contribuiscono al finanziamento di iniziativecomunitarie e alla promozione di azioni innovativee di assistenza tecnica.Le misure di assistenza tecnica sono attuate nell'ambitodella programmazione definita dagli articoli da 13a 27, oppure su iniziativa della Commissione, conformementeall'articolo 23.( 1 ) Vedi pagina 54 della presente Gazzetta ufficiale.


L 161/8 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT5. Le altre risorse del bilancio comunitario che possonoessere utilizzate per il conseguimento degli obiettividi cui all'articolo 1 sono segnatamente quelle destinatealle altre azioni a finalitaÁ strutturale e al Fondo dicoesione.La Commissione e gli Stati membri assicurano chel'azione dei Fondi sia coerente con le altre politiche edazioni comunitarie, in particolare in materia di occupazione,paritaÁ tra uomini e donne, politica sociale eformazione professionale, politica agricola comune,politica comune della pesca, trasporti, energia e retitranseuropee, e che si integri con le esigenze di tutelaambientale nella definizione ed esecuzione dell'azionedei Fondi.6. La BEI contribuisce al conseguimento degli obiettividi cui all'articolo 1 conformemente alle procedurepreviste dal proprio statuto.Gli altri strumenti finanziari esistenti che, ciascuno inbase alla propria specifica disciplina, possono contribuireal conseguimento degli obiettivi di cuiall'articolo 1 sono segnatamente il Fondo europeo pergli investimenti e la ComunitaÁ europea dell'energiaatomica (Euratom) (prestiti, garanzie), in prosieguo:«gli altri strumenti finanziari».CAPO IIREQUISITI GEOGRAFICI DI AMMISSIONE AGLIOBIETTIVI PRIORITARITale elenco eÁ valido per sette anni a decorrere dal 1 ogennaio 2000.Articolo 4Obiettivo n. 21. Le regioni in cui si applica l'obiettivo n. 2 sonoquelle aventi problemi strutturali la cui riconversioneeconomica e sociale deve essere favorita conformementeall'articolo 1, punto 2, e la cui popolazione osuperficie sono sufficientemente significative. Essecomprendono, in particolare, le zone in fase di mutazionesocioeconomica nei settori dell'industria e deiservizi, le zone rurali in declino, le zone urbane in difficoltaÁe le zone dipendenti dalla pesca che si trovanoin una situazione di crisi.2. La Commissione e gli Stati membri assicuranoche gli interventi vengano effettivamente concentrativerso le zone piœ gravemente colpite e nell'ambito geograficopiœ appropriato. La popolazione delle zone dicui al paragrafo 1 rappresenta al massimo il 18%della popolazione totale della ComunitaÁ. Su tale base,la Commissione definisce un massimale di popolazioneper Stato membro in base agli elementi seguenti:a) popolazione totale delle regioni NUTS III di ciascunoStato membro, conformi ai criteri di cui aiparagrafi 5 e 6;Articolo 3Obiettivo n. 11. L'obiettivo n. 1 concerne le regioni corrispondential livello II della nomenclatura delle unitaÁ territorialistatistiche (NUTS II) il cui prodotto internolordo (PIL) pro capite, misurato sulla base degli standarddel potere d'acquisto e calcolato con riferimentoai dati comunitari disponibili degli ultimi tre anni,disponibili al 26 marzo 1999, eÁ inferiore al 75% dellamedia comunitaria.Esso concerne inoltre le regioni ultraperiferiche (dipartimentifrancesi d'oltremare, Azzorre, Madera e isoleCanarie), tutte al di sotto della soglia del 75% e lezone rientranti nell'obiettivo n. 6, previsto dal protocollon. 6 dell'atto di adesione dell'Austria, della Finlandiae della Svezia, durante il periodo 1995±1999.2. La Commissione, in stretta osservanza delparagrafo 1, primo comma, stabilisce l'elenco delleregioni cui si applica l'obiettivo n. 1, salvo il dispostodell'articolo 6, paragrafo 1, e dell'articolo 7, paragrafo4, secondo comma.b) gravitaÁ dei problemi strutturali a livello nazionalein ciascuno Stato membro rispetto agli altri Statimembri interessati, valutata in base ai livelli delladisoccupazione totale e della disoccupazione dilunga durata fuori dalle regioni cui si applical'obiettivo n. 1;c) necessitaÁ di fare in modo che ciascuno Stato membrocontribuisca equamente allo sforzo globale diconcentrazione di cui al presente comma; la riduzionemassima della popolazione delle zone cui siapplica l'obiettivo n. 2 resta nei limiti di un terzorispetto alla popolazione delle zone cui si applicano,nel 1999, gli obiettivi n. 2 e n. 5b di cui alregolamento (CEE) n. 2052/88.La Commissione trasmette agli Stati membri tutte leinformazioni di cui dispone riguardo ai criteri di cui aiparagrafi 5 e 6.3. Entro il limite dei massimali di cui al paragrafo 2,gli Stati membri propongono alla Commissionel'elenco delle zone significative che rappresentano:


26.6.1999 L 161/9Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITa) le regioni di livello NUTS III, o le zone maggiormentecolpite all'interno di tali regioni, conformi aicriteri di cui al paragrafo 5 o al paragrafo 6;b) tasso medio di disoccupazione superiore alla mediacomunitaria registrato negli ultimi tre anni, oppurediminuzione della popolazione rispetto al 1985.b) le zone conformi ai criteri di cui ai paragrafi 7 o 8o ai criteri specifici dello Stato membro a normadel paragrafo 9.7. Le zone urbane di cui al paragrafo 1 sono zonedensamente popolate, conformi ad almeno uno dei criteriseguenti:Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le statistichee le altre informazioni, riferite al piœ appropriatolivello geografico, che le sono necessarie pervalutare le proposte.4. Sulla scorta delle informazioni di cui alparagrafo 3, la Commissione, in stretta concertazionecon lo Stato membro interessato definisce l'elencodelle zone cui si applica l'obiettivo n. 2, tenendo contodelle prioritaÁ nazionali, senza pregiudizio dell'articolo6, paragrafo 2.Le zone conformi ai criteri di cui ai paragrafi 5 e 6coprono almeno il 50% della popolazione delle zonecui si applica l'obiettivo n. 2 in ciascuno Stato membro,salvo eccezione debitamente giustificata da circostanzeoggettive.5. Le zone in fase di mutazione socioeconomica nelsettore dell'industria, di cui al paragrafo 1, debbonocorrispondere o appartenere ad una unitaÁ territorialedi livello NUTS III conforme ai criteri seguenti:a) tasso medio di disoccupazione superiore alla mediacomunitaria registrato negli ultimi tre anni;a) tasso di disoccupazione di lunga durata superiorealla media comunitaria;b) elevato livello di povertaÁ, comprese condizioni abitativeprecarie;c) situazione ambientale particolarmente degradata;d) elevato tasso di criminalitaÁ e di delinquenza;e) basso livello d'istruzione della popolazione.8. Le zone dipendenti dalla pesca di cui alparagrafo 1 sono zone costiere nelle quali il tasso dioccupazione nel settore dalla pesca rispetto all'occupazionecomplessiva raggiunge un livello significativo eche sono confrontate a problemi socioeconomici strutturaliconnessi alla ristrutturazione del settore, la qualecomporta una diminuzione significativa del numero diposti di lavoro in detto settore.9. L'intervento comunitario può estendersi ad altrezone, con popolazione o superficie significative, cherientrano in una delle seguenti tipologie:b) tasso di occupazione nel settore industriale rispettoall'occupazione complessiva, pari o superiore allamedia comunitaria per qualsiasi anno di riferimentoa decorrere dal 1985;c) flessione constatata dell'occupazione nel settoreindustriale rispetto all'anno di riferimento di cuialla lettera b).6. Le zone rurali di cui al paragrafo 1 debbono corrispondereo appartenere ad una unitaÁ territoriale dilivello NUTS III conforme ai criteri seguenti:a) densitaÁ di popolazione inferiore a 100 abitanti perkm 2 , oppure tasso di occupazione in agricoltura,rispetto all'occupazione complessiva, pari o superioreal doppio della media comunitaria per qualsiasianno di riferimento a decorrere dal 1985;oppurea) zone conformi ai criteri di cui al paragrafo 5, contiguead una zona industriale; zone conformi ai criteridi cui al paragrafo 6, contigue ad una zonarurale; zone conformi ai criteri di cui al paragrafo 5o al paragrafo 6, contigue ad una regione cui siapplica l'obiettivo n. 1;b) zone rurali aventi problemi socioeconomici conseguentiall'invecchiamento o alla diminuzione dellapopolazione attiva del settore agricolo;c) zone che, a motivo di caratteristiche importanti everificabili, hanno o corrono il rischio di averegravi problemi strutturali oppure un elevato tassodi disoccupazione causato da una ristrutturazionein corso, o prevista, di una o piœ attivitaÁ determinantinei settori agricolo, industriale o dei servizi.10. Una zona può essere ammissibile soltanto aduno degli obiettivi n. 1 o n. 2.


L 161/10 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT11. L'elenco delle zone eÁ valido per sette anni adecorrere dal 1 o gennaio 2000.Su proposta di uno Stato membro e in caso di gravecrisi in una regione, la Commissione può modificarel'elenco delle zone nel corso del 2003, secondo ildisposto dei paragrafi da 1 a 10, senza aumentare lapercentuale di popolazione interessata all'interno diciascuna regione di cui all'articolo 13, paragrafo 2.Articolo 5Obiettivo n. 3I finanziamenti a titolo dell'obiettivo n. 3 concernonole regioni cui non si applica l'obiettivo n. 1.gennaio 2000 al 31 dicembre 2005, del sostegno delFESR nel quadro dell'obiettivo n. 2, in virtœ del presenteregolamento.Dal 1 o gennaio 2000 al 31 dicembre 2006, tali zonebeneficiano del sostegno dell'FSE nel quadro dell'obiettivon. 3 alla stregua delle zone cui si applical'obiettivo n. 3, nonche del sostegno del FEAOG,sezione «garanzia» nel quadro del sostegno allo svilupporurale e dello SFOP nel quadro delle sue azionistrutturali nel settore della pesca nelle regioni noncoperte dall'obiettivo n. 1.CAPO IIIDISPOSIZIONI FINANZIARIEArticolo 6Sostegno transitorio1. In deroga all'articolo 3, le regioni cui si applica,nel 1999, l'obiettivo n. 1 in virtœ del regolamento(CEE) n. 2052/88 e che non figurano all'articolo 3,paragrafo 1, secondo comma e paragrafo 2 del presenteregolamento, beneficiano a titolo transitorio delsostegno dei Fondi nel quadro dell'obiettivo n. 1, dal1 o gennaio 2000 al 31 dicembre 2005.All'atto dell'adozione dell'elenco di cui all'articolo 3,paragrafo 2, la Commissione stabilisce, secondo ledisposizioni dell'articolo 4, paragrafi 5 e 6, l'elencodelle zone di livello NUTS III appartenenti a taliregioni che beneficiano a titolo transitorio, per il2006, del sostegno dei Fondi nel quadro dell'obiettivon. 1.Tuttavia nell'ambito del limite di popolazione dellezone di cui al secondo comma e nel rispettodell'articolo 4, paragrafo 4, secondo comma, la Commissione,su proposta di uno Stato membro, può sostituiretali zone con zone di livello NUTS III o inferioria questo livello che fanno parte di quelle regioni chesoddisfano i criteri dell'articolo 4, paragrafi da 5 a 9.Le zone appartenenti alle regioni che non figurano nell'elencodi cui al secondo e al terzo comma continuanoa beneficiare, nel 2006, del sostegno dell'FSE, delloSFOP e del FEAOG, sezione «orientamento», esclusivamente,nell'ambito del medesimo intervento.2. In deroga all'articolo 4, le regioni cui si applicanonel 1999 gli obiettivi n. 2 e n. 5b in virtœ delregolamento (CEE) n. 2052/88 e che non figurano nell'elencodi cui all'articolo 4, paragrafo 4 del presenteregolamento beneficiano, a titolo transitorio, dal 1 oArticolo 7Risorse e concentrazione1. Le risorse disponibili, per impegni dei Fondi,espresse ai prezzi 1999, ammontano a 195 miliardi dieuro per il periodo 2000±2006.La ripartizione annuale di tali risorse figura nell'allegato.2. La ripartizione delle risorse di bilancio fra gliobiettivi si effettua in maniera da realizzare una concentrazionesignificativa a favore delle regioni cui siapplica l'obiettivo n. 1.Il 69,7% dei Fondi strutturali saraÁ assegnato all'obiettivon. 1, compreso il 4,3% per il sostegno transitorio(ossia un totale di 135,9 miliardi di euro).L'11,5% dei Fondi strutturali saraÁ assegnato all'obiettivon. 2, compreso l'1,4% per il sostegno transitorio(ossia un totale di 22,5 miliardi di euro).Il 12,3% dei Fondi strutturali saraÁ assegnato all'obiettivon. 3 (ossia un totale di 24,05 miliardi di euro).Le cifre indicate per gli obiettivi n. 1, n. 2 e n. 3 noncomprendono le risorse finanziarie di cui al paragrafo 6ne il finanziamento per lo SFOP al di fuori dell'obiettivon. 1.3. La Commissione stabilisce, in base a proceduretrasparenti, ripartizioni indicative per Stato membrodegli stanziamenti d'impegno disponibili per la programmazionedi cui agli articoli da 13 a 19, tenendopienamente conto, per gli obiettivi n. 1 e n. 2, di unoo piœ dei criteri oggettivi analoghi a quelli del periodoprecedente coperto dal regolamento (CEE) n. 2052/88


26.6.1999 L 161/11Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITe cioeÁ popolazione ammissibile, prosperitaÁ regionale,prosperitaÁ nazionale e gravitaÁ relativa dei problemistrutturali, in particolare il tasso di disoccupazione.Per l'obiettivo n. 3 la ripartizione per Stato membro eÁbasata principalmente sulla popolazione ammissibile,sulla situazione dell'occupazione e sulla gravitaÁ di problemiquali l'emarginazione sociale, il livello d'istruzionee di formazione e la presenza delle donne sulmercato del lavoro.Per gli obiettivi n. 1 e n. 2 tali ripartizioni operanouna distinzione per le assegnazioni di stanziamentidestinati alle regioni e alle zone che beneficiano delsostegno transitorio. Dette assegnazioni sono determinatesecondo i criteri di cui al primo comma. La ripartizioneannuale di questi stanziamenti ha caratteredecrescente a decorrere dal 1 o gennaio 2000 e nel2000 saraÁ inferiore a quella del 1999. Il profilo delsostegno transitorio può essere adattato alle necessitaÁspecifiche delle singole regioni, d'intesa con la Commissione,purche sia rispettata la dotazione finanziariaper ciascuna regione.In base a procedure trasparenti, la Commissione stabiliscealtresì ripartizioni indicative per Stato membrodegli stanziamenti d'impegno disponibili per le azionistrutturali nel settore della pesca per le regioni che nonrientrano nell'obiettivo n. 1, conformementeall'articolo 2, paragrafo 3, primo comma.7. In previsione della programmazione e successivaimputazione al bilancio generale delle ComunitaÁ europee,gli importi di cui ai paragrafi 1 e 2 sono indicizzati,a decorrere dal 1 o gennaio 2000, in ragione del2% annuo.Entro il 31 dicembre 2003 la Commissione, basandosisugli ultimi dati economici disponibili, riesamina ovenecessario l'indicizzazione delle dotazioni previste peril 2004, 2005 e 2006, a titolo di adeguamento tecnico.Lo scostamento rispetto alla programmazione inizialeeÁ imputato all'importo di cui al paragrafo 5.8. Il volume annuale di aiuto ricevuto nel quadrodel presente regolamento da ogni Stato membro attraversoi Fondi strutturali, in combinazione con l'assistenzafornita nell'ambito del fondo di coesione, nondeve superare il 4% del PIL nazionale.CAPO IVORGANIZZAZIONEArticolo 8ComplementaritaÁ e partenariato4. Nel quadro dell'obiettivo n. 1 eÁ istituito per glianni 2000±2004 un programma PEACE a favore dell'Irlandadel Nord e delle zone di frontiera dell'Irlandaper sostenere il processo di pace nell'Irlanda del Nord.Nel quadro dell'obiettivo n. 1 eÁ istituito un programmaspeciale di assistenza per il periodo 2000±2006 a favore delle regioni NUTS II svedesi non contenutenell'elenco di cui all'articolo 3, paragrafo 2, e chesoddisfano i criteri stabiliti all'articolo 2 del protocollon. 6 dell'atto di adesione dell'Austria, della Svezia edella Finlandia.5. Il 4% degli stanziamenti d'impegno previsti inciascuna ripartizione indicativa nazionale di cui alparagrafo 3 forma oggetto di un'assegnazione a normadell'articolo 44.6. Per il periodo di cui al paragrafo 1, il 5,35 %degli stanziamenti d'impegno dei Fondi di cui al medesimoparagrafo eÁ destinato al finanziamento delle iniziativecomunitarie.Lo 0,65% degli stanziamenti di cui al paragrafo 1 eÁdestinato al finanziamento di azioni innovatrici e dell'assistenzatecnica, quali definite agli articoli 22 e 23.1. Le azioni comunitarie sono concepite come complementarialle corrispondenti azioni nazionali o comecontributi alle stesse. Esse si fondano su una strettaconcertazione (in prosieguo: «partenariato»), tra laCommissione e lo Stato membro, nonche le autoritaÁ eorganismi designati dallo Stato membro nel quadrodelle proprie normative nazionali e delle prassi correnti,segnatamente:Ð le autoritaÁ regionali e locali e le altre autoritaÁ pubblichecompetenti;Ð le parti economiche e sociali;Ð gli altri organismi competenti in tale ambito.Il partenariato si svolge nel pieno rispetto delle rispettivecompetenze istituzionali giuridiche e finanziarie diciascuna delle parti, quali sopra definite.Nell'individuare le parti piœ rappresentative a livellonazionale, regionale, locale o altro, lo Stato membrocrea un'ampia ed efficace associazione di tutti gli organismipertinenti, conformemente alle normative nazionalie alla prassi, tenendo conto dell'esigenza di promuoverele pari opportunitaÁ tra uomini e donne e lo


L 161/12 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITsviluppo sostenibile attraverso l'integrazione dei requisitiin materia di protezione e di miglioramento dell'ambiente.Tutte le parti indicate (in prosieguo: «le parti») sonoparti che perseguono una finalitaÁ comune.2. Il partenariato riguarda la preparazione, il finanziamento,la sorveglianza e la valutazione degli interventi.Gli Stati membri assicurano che tutte le partiappropriate vengano coinvolte nelle varie fasi dellaprogrammazione, tenuto conto dei termini stabiliti perciascuna fase.3. In applicazione del principio di sussidiarietaÁ laresponsabilitaÁ per l'attuazione degli interventi competeagli Stati membri, al livello territoriale appropriato, inbase alla situazione specifica di ciascuno Stato membro,e salve le competenze della Commissione, segnatamentein materia di esecuzione del bilancio generaledelle ComunitaÁ europee.4. Gli Stati membri collaborano con la Commissioneper assicurare un utilizzo dei fondi comunitariconforme a principi di sana gestione finanziaria.5. Ogni anno la Commissione consulta le organizzazioniche rappresentano parti sociali a livello europeoin merito alla politica strutturale della ComunitaÁ.Articolo 9DefinizioniAi fini del presente regolamento si intende per:dell'occupazione e dello sviluppo delle risorseumane in tutto il territorio di ciascuno Stato membroe che individua le relazioni con le prioritaÁ contenutenel piano nazionale d'azione per l'occupazione;d) quadro comunitario di sostegno: il documentoapprovato dalla Commissione, d'intesa con loStato membro interessato, sulla base della valutazionedel piano presentato dallo Stato membro econtenente la strategia e le prioritaÁ di azione deiFondi e dello Stato membro, i relativi obiettivi specifici,la partecipazione dei Fondi e le altre risorsefinanziarie. Tale documento eÁ articolato in assiprioritari ed eÁ attuato tramite uno o piœ programmioperativi;e) interventi: le seguenti forme d'intervento dei Fondi:i) i programmi operativi o il documento unico diprogrammazione;ii) i programmi di iniziativa comunitaria;iii) il sostegno alle misure di assistenza tecnica ealle azioni innovative;f) programma operativo: il documento approvatodalla Commissione ai fini dell'attuazione di unquadro comunitario di sostegno, composto di uninsieme coerente di assi prioritari articolati inmisure pluriennali, per la realizzazione del quale eÁpossibile far ricorso ad uno o piœ Fondi e ad uno opiœ degli altri strumenti finanziari esistenti, noncheÂalla BEI; si definisce programma operativo integratoun programma operativo il cui finanziamentoeÁ assicurato da piœ Fondi;a) programmazione: il processo di organizzazione,decisione e finanziamento effettuato per fasi successivee volto ad attuare, su base pluriennale,l'azione congiunta della ComunitaÁ e degli Statimembri al fine di conseguire gli obiettivi di cuiall'articolo 1;b) piano di sviluppo (in prosieguo: «piano»): l'analisidella situazione effettuata dallo Stato membro interessato,tenuto conto degli obiettivi di cuiall'articolo 1 e delle esigenze prioritarie connesse alconseguimento di tali obiettivi, nonche la strategiae le prioritaÁ di azione previste, i loro obiettivi specificie le relative risorse finanziarie indicative;c) quadro di riferimento dell'obiettivo 3: documentoche descrive il contesto degli interventi a favoreg) documento unico di programmazione: un documentounico approvato dalla Commissione che riuniscegli elementi contenuti in un quadro comunitariodi sostegno e in un programma operativo;h) asse prioritario: ciascuna delle prioritaÁ strategicheinserite in un quadro comunitario di sostegno o inun intervento, cui si accompagnano una partecipazionedei Fondi e degli altri strumenti finanziari ele corrispondenti risorse finanziarie dello Statomembro, nonche una serie di obiettivi specifici;i) sovvenzione globale: la parte di un intervento lacui attuazione e gestione può essere affidata a unoo piœ intermediari autorizzati conformementeall'articolo 27, paragrafo 1, ivi compresi enti


26.6.1999 L 161/13Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITlocali, organismi di sviluppo regionale o organizzazioninon governative, e utilizzata di preferenza periniziative di sviluppo locale. La decisione di ricorrerea una sovvenzione globale eÁ presa, di intesacon la Commissione, dallo Stato membro ovvero,con il suo accordo, dall'autoritaÁ di gestione.Nel caso dei programmi d'iniziativa comunitaria edelle azioni innovatrici la Commissione può decideredi ricorrere a una sovvenzione globale pertutto l'intervento o per una sua parte. Nel casodelle iniziative comunitarie questa decisione puòessere presa soltanto previo accordo degli Statimembri interessati;con l'autoritaÁ o organismo che funge da autoritaÁ dipagamento per l'intervento in questione;o) autoritaÁ di pagamento: una o piœ autoritaÁ o organisminazionali, regionali o locali incaricati dalloStato membro di elaborare e presentare le richiestedi pagamento e di ricevere i pagamenti della Commissione.Lo Stato membro fissa tutte le modalitaÁdei suoi rapporti con l'autoritaÁ di pagamento e deirapporti di quest'ultima con la Commissione.Articolo 10j) misura: lo strumento tramite il quale un asse prioritariotrova attuazione su un arco di tempo pluriennalee che consente il finanziamento delle operazioni.Ogni regime di aiuto ai sensidell'articolo 87 del trattato e ogni concessione diaiuti da parte di organismi designati dagli Statimembri, oppure qualsiasi categoria dei suddettiaiuti o concessioni o una loro combinazione, cheabbia la stessa finalitaÁ sono definiti come misura;k) operazione: ogni progetto o azione realizzato daibeneficiari finali degli interventi;l) beneficiari finali: gli organismi e le imprese pubblicheo private responsabili della committenza delleoperazioni; nel caso dei regimi di aiuto ai sensidell'articolo 87 del trattato e di aiuti concessi daorganismi designati dagli Stati membri, i beneficiarifinali sono gli organismi che concedono gli aiuti;m) complemento di programmazione: il documento diattuazione della strategia e degli assi prioritari dell'intervento,contenente gli elementi dettagliati alivello di misure, come indicato nell'articolo 18,paragrafo 3, elaborato dallo Stato membro o dall'autoritaÁdi gestione e, se del caso, adattato conformementeall'articolo 34, paragrafo 3; viene trasmessoalla Commissione a titolo informativo;n) autoritaÁ di gestione: le autoritaÁ o gli organismipubblici o privati, nazionali, regionali o locali designatidallo Stato membro per la gestione di unintervento ai fini del presente regolamento oppurelo Stato membro allorche sia il medesimo ad esercitaredetta funzione. Qualora lo Stato membro designiuna autoritaÁ di gestione diversa da se stesso,definisce tutte le modalitaÁ dei suoi rapporti conl'autoritaÁ di gestione e dei rapporti di quest'ultimaCoordinamento1. Il coordinamento tra i vari Fondi si effettua inparticolare mediante:a) i piani, i quadri comunitari di sostegno, i programmioperativi e i documenti unici di programmazione(definiti all'articolo 9) noncheÂ, se pertinente,il quadro di riferimento di cui all'articolo 9,paragrafo 1, lettera c);b) la sorveglianza e la valutazione degli interventi eseguitiin forza di un obiettivo;c) gli orientamenti di cui al paragrafo 3.2. La Commissione e gli Stati membri assicurano,nel rispetto del principio del partenariato, coordinamentotra gli interventi dei vari Fondi, da un lato, etra gli interventi di questi ultimi e quelli della BEI edegli altri strumenti finanziari esistenti, dall'altro.Nell'intento di potenziare al massimo l'effetto trainantedelle risorse di bilancio utilizzate ricorrendo aglistrumenti finanziari adeguati, gli interventi comunitarisotto forma di sovvenzioni possono essere opportunamentecombinati con i prestiti e le garanzie. Tale combinazionepuò essere determinata con la partecipazionedella BEI al momento di definire il quadro comunitariodi sostegno o il documento unico di programmazione.A tal fine si può tener conto dell'equilibrio delpiano di finanziamento proposto, della partecipazionedei Fondi, nonche degli obiettivi di sviluppo perseguiti.3. La Commissione, al piœ tardi entro un mese adecorrere dall'entrata in vigore del presente regolamentoe successivamente prima della revisione intermediadi cui all'articolo 42, e ogni volta previa consul-


L 161/14 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITtazione di tutti gli Stati membri, pubblica in relazionead ognuno degli obiettivi di cui all'articolo 1, orientamentigenerali indicativi sulle pertinenti politichecomunitarie concordate al fine di aiutare le autoritaÁnazionali e regionali competenti nell'elaborazione deipiani e nell'eventuale revisione degli interventi. Taliorientamenti sono pubblicati nella Gazzetta ufficialedelle ComunitaÁ europee.Si tiene inoltre conto delle eventuali riduzioni dellespese a titolo dei Fondi strutturali rispetto al periodo1994±1999.3. Nel corso del periodo di programmazione l'addizionalitaÁeÁ sottoposta al livello territoriale di cui alparagrafo 2 alle tre verifiche seguenti:Articolo 11a) una verifica ex ante, di cui al paragrafo 2, terzocomma che funga da quadro di riferimento pertutto il periodo della programmazione;AddizionalitaÁ1. Per assicurare un reale impatto economico, glistanziamenti dei Fondi non possono sostituirsi allespese a finalitaÁ strutturale pubbliche o assimilabilidello Stato membro.2. A tal fine la Commissione e lo Stato membrointeressato stabiliscono il livello delle spese pubblicheo assimilabili, a finalitaÁ strutturale, che lo Stato membrodeve conservare nell'insieme delle sue regioni cuisi applica detto obiettivo n. 1 nel corso del periodo diprogrammazione.Per gli obiettivi n. 2 e n. 3, considerati complessivamente,la Commissione e lo Stato membro interessatostabiliscono il livello delle spese da destinare alla politicaattiva a favore del mercato del lavoro e, in casigiustificati, alle altre azioni volte a consentire di raggiungerei risultati perseguiti da tali due obiettivi, chelo Stato membro conserva a livello nazionale nel corsodel periodo di programmazione.Dette spese sono stabilite dallo Stato membro e dallaCommissione, conformemente al quarto comma,prima della decisione della Commissione che approvaun quadro comunitario di sostegno o documenti unicidi programmazione relativi allo Stato membro interessato,e sono integrate in tali documenti.Di norma il livello delle spese di cui al primo e alsecondo comma eÁ pari almeno all'importo delle spesemedie annue in termini reali raggiunto nel periodo diprogrammazione precedente, ed eÁ determinato in funzionedelle condizioni macroeconomiche generali incui si effettuano i finanziamenti, e tenendo però contodi talune situazioni economiche specifiche, quali le privatizzazioni,il livello straordinario dello sforzo pubblicoa finalitaÁ strutturale o assimilabile dello Statomembro durante il precedente periodo di programmazionee le evoluzioni congiunturali nazionali.b) una verifica intermedia entro tre anni dall'approvazionedel quadro comunitario di sostegno ovverodei documenti unici di programmazione e, in generaleentro il 31 dicembre 2003, a seguito dellaquale la Commissione e lo Stato membro possonoconcordare una revisione del livello di spese strutturalida raggiungere, qualora l'andamento delleentrate pubbliche o dell'occupazione determinatodalla situazione economica nello Stato membro dicui trattasi si discosti in misura significativa daquello previsto nell'ambito della verifica ex ante;c) una verifica entro il 31 dicembre 2005.A tal fine lo Stato membro fornisce alla Commissioneopportune informazioni al momento della presentazionedei piani, della verifica intermedia e di quella daeffettuare entro il 31 dicembre 2005. Se necessario siricorreraÁ ai metodi utilizzati per le stime statistiche.Indipendentemente da tali verifiche lo Stato membro,nel corso del periodo di programmazione, informa inqualunque momento la Commissione circa eventualisviluppi in grado di mettere in causa la propria capacitaÁdi conservare il livello di spesa di cui alparagrafo 2.Articolo 12CompatibilitaÁLe operazioni oggetto di un finanziamento dei Fondi odi un finanziamento della BEI o di un altro strumentofinanziario esistente devono essere conformi alle disposizionidel trattato e degli atti emanati in virtœ dellostesso, nonche alle politiche comunitarie, ivi compresequelle riguardanti le regole di concorrenza, le normeconcernenti l'aggiudicazione di appalti pubblici, latutela e il miglioramento dell'ambiente, nonche l'eliminazionedelle ineguaglianze, e la promozione dellaparitaÁ tra uomini e donne.


26.6.1999 L 161/15Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITTITOLO IIPROGRAMMAZIONECAPO IDISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE AGLI OBIETTIVIN. 1, N. 2 E N. 3Articolo 13Ambito geografico1. I piani presentati a titolo dell'obiettivo n. 1 sonoelaborati al livello geografico che lo Stato membrointeressato reputa piœ appropriato ma sono di regolariferiti ad una regione di livello NUTS II. Tuttavia gliStati membri possono presentare un piano globale disviluppo per alcune o tutte le regioni figuranti nell'elencodi cui all'articolo 3, paragrafo 2, all'articolo 6,paragrafo 1, e all'articolo 7, paragrafo 4, purche ilpiano comprenda gli elementi indicati all'articolo 16.1. Ciascun piano, quadro comunitario di sostegno,programma operativo e documento unico di programmazionecopre un periodo di sette anni, senza pregiudiziodell'articolo 6 e dell'articolo 7, paragrafo 4,primo comma.Il periodo di programmazione ha inizio il 1 o gennaio2000.2. I quadri comunitari di sostegno, i programmioperativi e i documenti unici di programmazione vengonoriesaminati e se necessario adeguati, su iniziativadello Stato membro o della Commissione, d'intesa conlo Stato membro, secondo le disposizioni del presentetitolo a seguito della valutazione intermedia di cuiall'articolo 42 e all'assegnazione della riserva per realizzazioniefficienti ed efficaci di cui all'articolo 44.Essi possono inoltre essere riveduti in altri momenti,qualora si verifichino cambiamenti significativi dellasituazione socioeonomica, ivi incluso il mercato dellavoro.2. I piani presentati a titolo dell'obiettivo n. 2 sonoelaborati al livello geografico che lo Stato membrointeressato reputa piœ appropriato ma sono di regolariferiti all'insieme delle zone di una stessa regione dilivello NUTS II comprese nell'elenco di cuiall'articolo 4, paragrafo 4, e all'articolo 6, paragrafo 2.Tuttavia, gli Stati membri possono presentare un pianoriferito ad alcune o a tutte le regioni comprese nell'elencodi cui all'articolo 4, paragrafo 4, e all'articolo 6,paragrafo 2, purche detti piani comprendano gli elementidi cui all'articolo 16. Laddove comprendanozone diverse da quelle cui si applica l'obiettivo n. 2, ipiani operano una distinzione tra le azioni condottenelle regioni o zone cui si applica l'obiettivo n. 2 equelle condotte in altre parti.3. I piani presentati a titolo dell'obiettivo n. 3riguardano il territorio di uno Stato membro per intervential di fuori delle regioni cui si applica l'obiettivon. 1 e costituiscono, per l'insieme del territorio nazionale,un quadro di riferimento in materia di sviluppodelle risorse umane, tenendo conto delle esigenze generalidelle zone che incontrano problemi strutturali diriconversione economica e sociale.Articolo 14Durata e revisioneArticolo 15Preparazione e approvazione1. Per quanto riguarda gli obiettivi n. 1, n. 2 e n. 3gli Stati membri presentano un piano alla Commissione.Detto piano eÁ elaborato dalle autoritaÁ competentidesignate dallo Stato membro a livello nazionale,regionale o altro. Nei casi in cui l'intervento assume laforma di un documento unico di programmazione,questo piano eÁ considerato un progetto di documentounico di programmazione.Per quanto riguarda l'obiettivo n. 1, i quadri comunitaridi sostegno sono impiegati per tutte le regioni cuisi applica tale obiettivo; tuttavia se i finanziamenticomunitari sono inferiori a 1 miliardo di euro o nonsuperano in modo sostanziale tale importo, gli Statimembri di norma presentano un progetto di documentounico di programmazione.Per quanto riguarda gli obiettivi n. 2 e n. 3, sono dinorma impiegati i documenti unici di programmazione;tuttavia gli Stati membri possono scegliere difar elaborare un quadro comunitario di sostegno.2. I piani sono presentati dallo Stato membro allaCommissione, previa consultazione delle parti, cheesprimono il proprio parere entro un termine che consentail rispetto del termine indicato nel secondocomma.


L 161/16 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITSalvo diverso accordo con lo Stato membro interessato,i piani vengono presentati, entro quattro mesidalla definizione degli elenchi delle zone ammissibili dicui all'articolo 3, paragrafo 2, e all'articolo 4,paragrafo 4.3. La Commissione valuta i piani in funzione dellaloro coerenza con gli obiettivi del presente regolamento,tenendo conto del quadro di riferimento di cuiall'articolo 9, paragrafo 1, lettera c), nonche di altrepolitiche comunitarie e dell'articolo 41, paragrafo 2.Inoltre la Commissione valuta ciascun piano propostoper l'obiettivo n. 3 in funzione della coerenza tra leazioni previste e il piano nazionale per l'attuazionedella strategia europea in materia di occupazione conformementeall'articolo 16, paragrafo 1, lettera b),nonche delle modalitaÁ e dell'intensitaÁ con cui sonoprese in considerazione le esigenze generali delle zoneche incontrano problemi strutturali di riconversioneeconomica e sociale.4. Nei casi contemplati al paragrafo 1, la Commissionestabilisce, d'intesa con lo Stato membro interessatoe secondo le procedure di cui agli articoli da 48 a51, i quadri comunitari di sostegno. La BEI può essereassociata all'elaborazione dei quadri comunitari disostegno. La Commissione adotta una decisione relativaalla partecipazione dei Fondi entro cinque mesidal rivecimento del piano o dei piani corrispondenti,purche vi figurino tutti gli elementi indicatiall'articolo 16.La Commissione valuta le proposte di programmi operativipresentate dallo Stato membro in funzione dellaloro coerenza con gli obiettivi del corrispondente quadrocomunitario di sostegno e della loro compatibilitaÁcon le politiche comunitarie. Essa adotta, conformementeall'articolo 28, paragrafo 1, e d'intesa con loStato membro interessato, una decisione relativa allapartecipazione dei Fondi, purche le proposte contenganotutti gli elementi di cui all'articolo 18,paragrafo 2.Al fine di accelerare l'esame delle domande e l'esecuzionedei programmi, gli Stati membri possono presentare,contemporaneamente i loro piani e progetti diprogrammi operativi. All'atto della decisione relativaal quadro comunitario di sostegno, la Commissioneapprova, conformemente all'articolo 28, paragrafo 1,anche i programmi operativi presentati contemporaneamenteai piani, a condizione che contengano tuttegli elementi di cui all'articolo 18, paragrafo 2.5. Nei casi contemplati al paragrafo 1 la Commissione,sulla base dei piani, adotta una decisione suidocumenti unici di programmazione d'intesa con loStato membro interessato e secondo le procedure dicui agli articoli da 48 a 51. La BEI può essere associataall'elaborazione dei documenti unici di programmazione.La Commissione adotta una decisione unicarelativa al documento unico di programmazione e allapartecipazione dei Fondi, conformemente all'articolo28, paragrafo 1, entro cinque mesi dal ricevimentodel piano corrispondente purche vi figurinotutti gli elementi indicati all'articolo 19, paragrafo 3.6. Lo Stato membro o l'autoritaÁ di gestione adottanoil complemento di programmazione definitoall'articolo 9, lettera m), previo accordo del comitatodi sorveglianza se il complemento di programmazioneeÁ elaborato dopo la decisione di partecipazione deiFondi della Commissione, o previa consultazione delleparti interessate se eÁ elaborato prima della decisione dipartecipazione dei Fondi. In quest'ultimo caso il comitatodi sorveglianza conferma il complemento di programmazioneo chiede un adeguamento in conformitaÁdell'articolo 34, paragrafo 3.Lo Stato membro lo trasmette alla Commissione in unsolo documento, a titolo informativo, al piœ tardientro tre mesi dalla decisione della Commissionerecante approvazione di un programma operativo o diun documento unico di programmazione.7. Le decisioni della Commissione relative al quadrocomunitario di sostegno o al documento unico di programmazionesono pubblicate nella Gazzetta ufficialedelle ComunitaÁ europee. Su richiesta del Parlamentoeuropeo, la Commissione trasmette ad esso per informazionele decisioni suddette, i quadri comunitari disostegno e i documenti unici di programmazione daessa approvati.CAPO IICONTENUTO DELLA PROGRAMMAZIONE RELATIVAAGLI OBIETTIVI N. 1, N. 2 E N. 3Articolo 16Piani1. I piani presentati a titolo degli obiettivi n. 1, n. 2e n. 3 si basano sulle corrispondenti prioritaÁ nazionalie regionali e tengono conto degli orientamenti indicatividi cui all'articolo 10, paragrafo 3, e comprendono:a) la descrizione quantificata ove possibile, dellasituazione attuale relativamente alle disparitaÁ, airitardi e alle potenzialitaÁ di sviluppo nelle regionicui si applica l'obiettivo n. 1, oppure alla riconversionenelle zone cui si applica l'obiettivo n. 2,oppure allo sviluppo delle risorse umane e alla


26.6.1999 L 161/17Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITpolitica dell'occupazione nello Stato membro enelle zone cui si applica l'obiettivo n. 3; inoltre, ladescrizione delle risorse finanziarie mobilitate e deiprincipali risultati conseguiti nel periodo di programmazioneprecedente, tenendo conto dei risultatidisponibili delle valutazioni;b) la descrizione di una strategia idonea a conseguiregli obiettivi di cui all'articolo 1 e le prioritaÁ scelteper lo sviluppo sostenibile e la riconversione duraturadelle varie regioni e zone, comprese le zonerurali, nonche per il relativo sviluppo delle risorseumane e l'adeguamento e l'ammodernamento dellepolitiche e dei sistemi d'istruzione, di formazione edi occupazione.In aggiunta agli altri punti elencati nel presenteparagrafo, gli Stati membri dimostrano, per ciascunpiano dell'obiettivo n. 3, che le prioritaÁ previstesono coerenti con il piano nazionale per l'occupazione,mediante una descrizione degli obiettiviprincipali di tale strategia e dei principali mezziatti a conseguirli.Gli Stati membri dimostrano inoltre che le attivitaÁin materia di risorse umane e di occupazione chesono previste in ciascun piano relativo all'obiettivon. 2 e che dovrebbero beneficiare del sostegnodell'FSE sono quelle integrate nella strategia diriconversione, sono coordinate con gli altri Fondi ecorrispondono alla valutazione ex ante in materiadi risorse umane e di occupazione di cuiall'articolo 41, paragrafo 2. Se le risorse necessariea tal fine non ammontano ad un importo significativo,tali fabbisogni sono finanziati nell'ambito dell'obiettivon. 3;c) le indicazioni sull'uso previsto e sulla forma dellapartecipazione finanziaria dei Fondi e, se del caso,della BEI e degli altri strumenti finanziari Ð compreso,a titolo informativo, anche l'importo totaledel FEAOG, sezione «garanzia», per le misure dicui all'articolo 33 del regolamento (CE) n. 1257/1999 Ð e sui fabbisogni previsti in materia di assistenzatecnica; forniscono indicazioni in meritoall'addizionalitaÁ conformemente all'articolo 11,paragrafo 2 che si concretizzano, per l'obiettivon. 1 in una tabella indicativa del finanziamentoglobale che ricapitoli le risorse pubbliche o assimilabilinoncheÂ, se del caso, le risorse private stimatee le spese strutturali comunitarie per ciascuna delleprioritaÁ proposte nel piano.In ogni caso i piani operano una distinzione fra ledotazioni finanziarie previste per le zone che beneficianodel sostegno transitorio e quelle previsteper le altre zone cui si applicano gli obiettivi n. 1 on. 2.Nel caso in cui l'FSE intervenga a titolo degliobiettivi n. 2 e n. 3, i tassi di partecipazione possonoessere piœ elevati nelle zone cui si applical'obiettivo n. 2 rispetto alle altre zone;Nel caso dell'obiettivo n. 3, tale piano di finanziamentoindica la concentrazione degli stanziamentiprevisti per le zone che si trovano ad affrontareproblemi strutturali di riconversione economica esociale;d) un resoconto delle disposizioni poste in atto perconsultare le parti.2. Nelle regioni cui si applica l'obiettivo n. 1 i pianicomprendono tutte le azioni rilevanti ai fini dellariconversione economica e sociale, lo sviluppo dellerisorse umane, tenuto conto del quadro di riferimentodi cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera c), nonche losviluppo rurale e le strutture della pesca.Nel caso in cui uno Stato membro nel suo insieme siainteressato dell'obiettivo n. 1, il piano comprende ipunti di cui al paragrafo 1, lettera b), secondo comma.3. Gli Stati membri indicano gli elementi propri diciascun Fondo, compresa l'entitaÁ delle partecipazionifinanziarie richieste, e forniscono ragguagli sui programmioperativi previsti, evidenziando in particolaregli obiettivi specifici e i principali tipi di misure previste.Articolo 17Quadri comunitari di sostegno1. Il quadro comunitario di sostegno assicura ilcoordinamento dell'insieme degli aiuti strutturalicomunitari nelle regioni interessate, anche per quantoriguarda l'aiuto allo sviluppo delle risorse umane, conformementeall'articolo 1, paragrafo 3.2. Ogni quadro comunitario di sostegno comprendequanto segue:a) la strategia e gli assi prioritari fissati per l'azionecongiunta della ComunitaÁ e dello Stato membrointeressato; i loro obiettivi specifici, quantificatinella misura in cui la loro natura lo consenta; lavalutazione dell'impatto atteso conformementeall'articolo 41, paragrafo 2; un'indicazione dellamisura in cui questa strategia e questi assi prioritaritengano conto degli orientamenti indicativi dicui all'articolo 10, paragrafo 3, delle politiche economiche,della strategia per lo sviluppo dell'occupazioneattraverso un miglioramento della capacitaÁdi adottamento e della qualificazione delle personee, se del caso, delle politiche regionali dello Statomembro interessato;


L 161/18 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITb) l'indicazione della natura e della durata dei programmioperativi non approvati contestualmente alquadro comunitario di sostegno, con particolareriguardo ai loro obiettivi specifici e agli assi prioritaristabiliti;c) un piano finanziario indicativo che precisi, per ciascunaprioritaÁ conformemente agli articoli 28 e 29,l'importo della dotazione finanziaria prevista ognianno per la partecipazione di ciascun Fondo, e sedel caso della BEI, e degli altri strumenti finanziariÐ indicando a titolo informativo, anche l'importototale del FEAOG, sezione «garanzia», per lemisure di cui all'articolo 33 del regolamento (CE)n. 1257/1999 Ð qualora essi contribuiscano direttamenteal piano finanziario, nonche l'importototale dei finanziamenti pubblici ammissibili e lastima di quelli privati dello Stato membro corrispondentialla partecipazione di ciascun Fondo.Nel caso dell'obiettivo n. 3, tale piano di finanziamentoindica la concentrazione degli stanziamentiprevisti per le zone che affrontano problemi strutturalidi riconversione economica e sociale.Il piano di finanziamento indica separatamente glistanziamenti previsti per le regioni che beneficianodel sostegno transitorio.Il totale della partecipazione dei Fondi previstaannualmente per ciascun quadro comunitario disostegno eÁ compatibile con le pertinenti prospettivefinanziarie, tenuto conto della degressivitaÁ di cuiall'articolo 7, paragrafo 3, terzo comma;d) le disposizioni di attuazione del quadro comunitariodi sostegno, riguardanti:Ð la designazione da parte dello Stato membro diun'autoritaÁ di gestione ai sensi dell'articolo 9,lettera n), responsabile della gestione del quadrocomunitario di sostegno, conformementeall'articolo 34;Ð le disposizioni previste per il coinvolgimentodelle parti nei comitati di sorveglianza di cuiall'articolo 35;e) se del caso, indicazioni sugli stanziamenti necessariper la preparazione, la sorveglianza e la valutazionedegli interventi.In conformitaÁ all'articolo 11 i quadri comunitari disostegno comprendono la verifica ex ante dell'addizionalitaÁe le opportune informazioni sulla trasparenzadei flussi finanziari, in particolare a partire dallo Statomembro interessato verso le regioni beneficiarie.Articolo 18Programmi operativi1. Gli interventi che rientrano in un quadro comunitariodi sostegno sono attuati, di norma, sotto formadi un programma operativo integrato per regione definitoall'articolo 9.2. Ogni programma operativo comprende quantosegue:a) gli assi prioritari del programma stesso, con indicazionicirca la loro coerenza con il quadro comunitariodi sostegno corrispondente, i relativi obiettivispecifici quantificati nella misura in cui la loronatura lo consenta, e la valutazione dell'impattoatteso conformemente all'articolo 41, paragrafo 2;b) la descrizione sintetica delle misure previste perattuare gli assi prioritari, compresi gli elementi diinformazione necessari alla verifica di conformitaÁcon i regimi di aiuto ai sensi dell'articolo 87 deltrattato; se del caso, la natura delle misure necessariealla preparazione, alla sorveglianza e alla valutazionedel programma operativo;c) un piano finanziario indicativo che precisi per ciascunasse prioritario e per ogni anno, conformementeagli articoli 28 e 29, l'importo della dotazionefinanziaria prevista per la partecipazione diciascun Fondo, ove opportuno della BEI e deglialtri strumenti finanziari Ð indicando anche atitolo informativo l'importo totale del FEAOG,sezione «garanzia», per le misure di cuiall'articolo 33 del regolamento (CE) n. 1257/1999Ð qualora essi contribuiscano direttamente alpiano finanziario, nonche l'importo totale deifinanziamenti pubblici ammissibili e la stima diquelli privati dello Stato membro, corrispondentialla partecipazione di ciascun Fondo.Il piano finanziario indica separatamente, nel totaledella partecipazione dei vari Fondi, gli stanziamentiprevisti per le regioni che beneficiano del sostegnotransitorio.Il totale della partecipazione dei Fondi previstaannualmente eÁ compatibile con le pertinenti prospettivefinanziarie tenuto conto della degressivitaÁdi cui all'articolo 7, paragrafo 3, terzo comma;d) le disposizioni di attuazione del programma operativo,riguardanti quanto segue:i) la designazione da parte dello Stato membro diun'autoritaÁ di gestione ai sensi dell'articolo 9,lettera n), responsabile della gestione del pro-


26.6.1999 L 161/19Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITgramma operativo, conformemente all'articolo34;ii) la descrizione delle modalitaÁ di gestione delprogramma operativo;iii) la descrizione dei sistemi di sorveglianza e divalutazione, compreso il ruolo del comitato disorveglianza;iv) la definizione delle procedure concernenti lamobilitazione e la circolazione delle risorsefinanziarie per assicurarne la trasparenza deiflussi;v) la descrizione delle modalitaÁ e procedure specifichedi controllo del programma operativo.3. Il complemento di programmazione comprendequanto segue:a) le misure di attuazione dei corrispondenti assi prioritaridel programma operativo; la valutazione exante, conformemente all'articolo 41, paragrafo 3,delle misure quantificate se la loro natura lo consente;i corrispondenti indicatori di sorveglianza dicui all'articolo 36;b) la definizione delle categorie di beneficiari finalidelle misure;c) il piano finanziario che precisa per ciascunamisura, conformemente agli articoli 28 e 29,l'importo della dotazione finanziaria prevista per lapartecipazione del Fondo in questione, e se delcaso della BEI, e degli altri strumenti finanziari,nonche l'importo dei finanziamenti ammissibilipubblici o assimilabili, e la stima di quelli privati,corrispondenti alla partecipazione dei Fondi; iltasso di partecipazione di un Fondo a una misura eÁfissato conformemente all'articolo 29 e tenutoconto del totale degli stanziamenti comunitari assegnatiall'asse prioritario in questione.Il piano finanziario indica separatamente gli stanziamentiprevisti per le regioni che beneficiano delsostegno transitorio.Il piano finanziario contiene una descrizione delledisposizioni adottate ai fini del cofinanziamentodelle misure, tenuto conto dei sistemi istituzionali,giuridici e finanziari dello Stato membro interessato;d) le misure che devono assicurare la pubblicitaÁ delprogramma operativo conformemente all'articolo46;e) la descrizione delle modalitaÁ convenute fra la Commissionee lo Stato membro interessato ai fini delloscambio informatizzato, ove possibile, dei datinecessari a soddisfare le esigenze di gestione, sorveglianzae valutazione previste dal presente regolamento.Articolo 19Documenti unici di programmazione1. Gli interventi attuati a titolo degli obiettivi n. 2 en. 3 e dell'obiettivo n. 1 come specificatoall'articolo 15, paragrafo 1 formano oggetto, in viagenerale, di documenti unici di programmazione.Quanto agli obiettivi n. 2 e 3, si applica l'articolo 15,paragrafo 1, lettera c).2. Il documento unico di programmazione dell'obiettivon. 1 include tutte le misure pertinenti in materiadi riconversione economica e sociale, sviluppo dell'occupazioneattraverso un miglioramento della capacitaÁdi adattamento e della qualificazione degli individui,tenendo conto del quadro di riferimento di cuiall'articolo 9, paragrafo 1 lettera c), e di svilupporurale, nonche strutture della pesca.Il documento unico di programmazione dell'obiettivon. 2 assicura il coordinamento dell'insieme degli aiutistrutturali comunitari, anche per quanto riguarda, inconformitaÁ con l'articolo 40, paragrafo 2, del regolamento(CE) n. 1257/1999, il coordinamento dellemisure in materia di sviluppo rurale, ai sensidell'articolo 33 dello stesso regolamento ma esclusi gliaiuti relativi alle risorse umane concessi a titolo dell'obiettivon. 3, in tutte le zone cui si applica l'obiettivon. 2.Il documento unico di programmazione dell'obiettivon. 3 assicura il coordinamento dell'insieme degli aiutistrutturali comunitari a favore dello sviluppo dellerisorse umane nelle zone di cui all'articolo 5, ad eccezionedegli aiuti in tale settore concessi a titolo dell'obiettivon. 2.3. Ciascun documento unico di programmazionecontiene i seguenti elementi:a) la strategia e gli assi prioritari fissati per l'azionecongiunta della ComunitaÁ e dello Stato membrointeressato; i loro obiettivi specifici, quantificatinella misura in cui la loro natura lo consente; lavalutazione dell'impatto atteso, in particolare sull'ambiente,conformemente all'articolo 41, paragrafo2; un'indicazione delle misure in cui questastrategia e questi assi prioritari tengano conto degliorientamenti indicativi di cui all'articolo 10,paragrafo 3, delle politiche economiche, della strategiaper lo sviluppo dell'occupazione attraversoun miglioramento della capacitaÁ di adattamento edella qualificazione delle persone e, se del caso,


L 161/20 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITdelle politiche regionali dello Stato membro interessato;b) una descrizione sintetica delle misure previste perrealizzare le prioritaÁ, comprese le informazioninecessarie per verificare la conformitaÁ ai regimi diaiuti ai sensi dell'articolo 87 del trattato; se delcaso, la natura delle misure necessarie per la preparazione,la sorveglianza e la valutazione del documentounico di programmazione;c) un piano finanziario indicativo che precisi per ciascunasse prioritario e per ogni anno, conformementeagli articoli 28 e 29 l'importo della dotazionefinanziaria prevista per la partecipazione diciascun Fondo, ove opportuno della BEI e deglialtri strumenti finanziari Ð indicando anche perinformazione l'importo totale del FEAOG, sezione«garanzia», per le misure di cui all'articolo 31 delregolamento (CE) n. 1257/1999 Ð qualora contribuiscanodirettamente al piano di finanziamento,nonche l'importo totale dei finanziamenti ammissibilipubblici o assimilabili e la stima di quelli privatidello Stato membro, corrispondenti alla partecipazionedi ciascun Fondo.iv) la definizione delle procedure concernenti lamobilitazione e la circolazione delle risorsefinanziarie, al fine di assicurare la trasparenzadei flussi;v) la descrizione delle modalitaÁ e procedure specifichedi controllo del documento unico di programmazione;e) se del caso, indicazioni sulle risorse necessarie perla preparazione, la sorveglianza e la valutazionedegli interventi.A norma dell'articolo 11 il documento unico di programmazionecomprende la verifica ex ante dell'addizionalitaÁper l'obiettivo o gli obiettivi pertinenti concordatatra la Commissione e lo Stato membro e leopportune informazioni sulla trasparenza dei flussifinanziari, in particolare a partire dallo Stato membrointeressato verso le regioni beneficiarie.4. Ogni documento unico di programmazione eÁ corredatodi un complemento di programmazione qualedefinito all'articolo 9, lettera m) e descritto all'articolo18, paragrafo 3.Il piano finanziario indica separatamente gli stanziamentiprevisti per le regioni che beneficiano delsostegno transitorio.CAPO IIIINIZIATIVE COMUNITARIELa partecipazione totale dei fondi prevista annualmenteeÁ compatibile con le pertinenti prospettivefinanziarie, tenuto conto della degressivitaÁ di cuiall'articolo 7, paragrafo 3, terzo comma.Nel caso dell'obiettivo n. 3, tale piano finanziarioindica la concentrazione degli stanziamenti previstiper le zone che incontrano problemi strutturali diriconversione economica e sociale;d) le disposizioni di attuazione del documento unicodi programmazione comprendono:i) la designazione da parte dello Stato membro diun'autoritaÁ di gestione ai sensi dell'articolo 9responsabile della gestione del documentounico di programmazione conformementeall'articolo 34;ii) la descrizione delle modalitaÁ di gestione deldocumento unico di programmazione;iii) la descrizione dei sistemi di sorveglianza e divalutazione, in particolare del ruolo del comitatodi sorveglianza;Articolo 20Contenuto1. Le iniziative comunitarie riguardano i settoriseguenti:a) cooperazione transfrontaliera, transnazionale interregionalevolta a incentivare uno sviluppo armonioso,equilibrato e duraturo dell'insieme dello spaziocomunitario («INTERREG»);b) rivitalizzazione economica e sociale delle cittaÁ edelle zone adiacenti in crisi, per promuovere unosviluppo urbano sostenibile («URBAN»);c) sviluppo rurale («LEADER»);d) cooperazione transnazionale per promuovere nuovepratiche di lotta alle discriminazioni e alle disuguaglianzedi ogni tipo in relazione al mercato dellavoro («EQUAL»).2. Almeno il 2,5% degli stanziamenti d'impegnodei Fondi strutturali di cui all'articolo 7, paragrafo 1,eÁ assegnato a INTERREG, nell'ambito del quale


26.6.1999 L 161/21Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIToccorre attribuire dovuta considerazione alle attivitaÁtransfrontaliere, soprattutto nella prospettiva dell'allargamentoe per quanto riguarda gli Stati membri chehanno frontiere estese con i paesi candidati, nonche aun migliore coordinamento con i programmi PHARE,TACIS e MEDA. EÁ inoltre rivolta dovuta considerazionealla cooperazione con le regioni ultraperiferiche.5. I programmi di iniziativa comunitaria copronoun periodo di sette anni con inizio al 1 o gennaio 2000.CAPO IVNel quadro di EQUAL si tiene conto adeguatamentedell'inserimento sociale e professionale dei richiedentiasilo.3. I programmi approvati nell'ambito delle iniziativecomunitarie possono interessare altre zone oltre aquelle di cui agli articoli 3 a 4.Articolo 21Elaborazione, approvazione e attuazioneAZIONI INNOVATRICI E ASSISTENZA TECNICAArticolo 22Azioni innovative1. Su iniziativa della Commissione e previo pareredei comitati di cui agli articoli da 48 a 51 sugli orientamenticoncernenti i vari tipi di azioni innovative, iFondi possono finanziare, non oltre lo 0,40% dellaloro dotazione annuale, azioni innovative a livellocomunitario. Tali azioni comprendono studi, progettipilota e scambi di esperienze.1. Secondo le procedure di cui agli articoli da 48 a51 e previa comunicazione per conoscenza al Parlamentoeuropeo, la Commissione adotta orientamentiche definiscono, per ciascuna iniziativa, gli obiettivi, ilcampo d'applicazione e le opportune modalitaÁ diattuazione. Gli orientamenti sono pubblicati nellaGazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee.2. Ciascun settore di cui all'articolo 20, paragrafo 1,riceve finanziamenti da un solo Fondo: i settori di cuialle lettere a) e b) sono finanziati dal FESR, il settoredi cui alla lettera c) dal FEAOG, sezione «orientamento»,e il settore di cui alla lettera d) dall'FSE. Pertener conto delle misure necessarie all'attuazione delpertinente programma d'iniziativa comunitaria, ladecisione di partecipazione dei Fondi può ampliare ilcampo di applicazione definito nei regolamenti specificiriferiti a ciascun Fondo, nei limiti delle relativedisposizioni specifiche.Le azioni innovative contribuiscono all'elaborazione dimetodi e pratiche innovativi intesi a migliorare la qualitaÁdegli interventi a titolo degli obiettivi n. 1, n. 2 en. 3. Esse sono attuate in maniera semplice, trasparentee conforme ai principi di una sana gestionefinanziaria.2. Ogni settore di azione cui si riferiscono i progettipilota riceve finanziamenti da un solo Fondo. Per tenerconto delle misure necessarie all'esecuzione del pertinenteprogetto pilota, la decisione di partecipazionedel Fondo può ampliare il campo di applicazione definitonei regolamenti specifici riferiti a ciascun Fondo,entro i limiti delle relative disposizioni specifiche.Articolo 23Assistenza tecnica3. Basandosi sulle proposte elaborate conformementeagli orientamenti di cui al paragrafo 1 eall'articolo 41, paragrafo 2, e presentate dallo Statomembro, la Commissione decide i programmi d'iniziativacomunitaria in conformitaÁ dell'articolo 28.4. I programmi d'iniziativa comunitaria vengonoriesaminati a seguito della valutazione intermedia dicui all'articolo 42 e modificati eventualmente su iniziativadello Stato membro interessato o della Commissione,d'intesa con detto Stato membro.I Fondi possono finanziare, su iniziativa della Commissionee per conto della stessa, previo parere dei comitatidi cui agli articoli da 48 a 51 sui vari tipi dimisure e non oltre lo 0,25 % della propria dotazioneannuale, le misure preparatorie, di sorveglianza, divalutazione e di controllo necessarie per l'applicazionedel presente regolamento. Esse comprendono in particolarequanto segue:a) studi, compresi quelli di carattere generale, relativiall'azione dei Fondi;


L 161/22 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITb) azioni di assistenza tecnica e scambi di esperienze edi informazioni destinate alle parti, ai beneficiarifinali degli interventi dei Fondi e al pubblico;obblighi loro derivanti dalle disposizioni istituzionaliproprie a ciascuno Stato membro.c) l'installazione, il funzionamento e il collegamentodei sistemi informatizzati per la gestione, la sorveglianzae la valutazione;d) il miglioramento dei metodi di valutazione e loscambio di informazioni sulle prassi in questo settore.CAPO VGRANDI PROGETTIArticolo 25DefinizioneArticolo 24Approvazione delle azioni innovative e dell'assistenzatecnica1. Previa informazione da parte degli Stati membriinteressati sulle azioni innovative, la Commissionevaluta le domande di partecipazione dei Fondi presentatea titolo degli articoli 22 e 23 in funzione degli elementiseguenti:a) una descrizione dell'intervento proposto, del suocampo di applicazione, anche con riferimentoall'ambito geografico, e degli obiettivi specifici;b) gli organismi responsabili dell'esecuzione dell'interventoe i beneficiari;c) il calendario e il piano finanziario, inclusa la partecipazionedi eventuali altre fonti di finanziamentocomunitario;d) le disposizioni che assicurano un'esecuzione efficacee regolare;e) qualsiasi elemento necessario per verificare la compatibilitaÁcon le politiche comunitarie e gli orientamentidi cui all'articolo 10, paragrafo 3.La Commissione approva la partecipazione dei Fondiquando tali informazioni consentono di valutare ladomanda.2. Dopo aver approvato una domanda, la Commissionene informa immediatamente gli Stati membriinteressati.3. Ai sensi del presente regolamento gli Stati membrinon sono responsabili finanziariamente per leazioni innovative di cui all'articolo 22 e per le azionidi assistenza tecnica di cui all'articolo 23, fatti salvi gliNell'ambito di un intervento i Fondi possono finanziarespese connesse a grandi progetti, vale a dire:a) un insieme di lavori economicamente indivisibiliche svolgono una funzione tecnica precisa e hannoobiettivi chiaramente definiti eb) il cui costo totale considerato al fine di determinarel'importo della partecipazione dei Fondi supera i50 milioni di euro.Articolo 26Approvazione ed esecuzione1. Nel corso dell'attuazione degli interventi, se loStato membro o l'autoritaÁ di gestione prevedono unapartecipazione dei Fondi a un grande progetto, neinformano preliminarmente la Commissione trasmettendole informazioni seguenti:a) organismo responsabile dell'attuazione;b) natura dell'investimento, descrizione, dotazionefinanziaria e localizzazione;c) calendario di esecuzione del progetto;d) analisi dei costi e dei benefici, anche finanziari,valutazione dei rischi nonche indicazioni sulla validitaÁeconomica del progetto;e) inoltre:Ð per gli investimenti infrastrutturali: analisi deicosti e dei benefici socioeconomici del progetto,compresa l'indicazione del tasso di utilizzazioneprevista, l'impatto prevedibile sullo sviluppo ola riconversione della regione di cui trattasi,nonche applicazione delle norme comunitariesugli appalti pubblici;


26.6.1999 L 161/23Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITÐ per gli investimenti produttivi: l'analisi delleprospettive del mercato nel settore interessato edella redditivitaÁ prevista del progetto;f) effetti diretti e indiretti sulla situazione dell'occupazione,possibilmente a livello comunitario;g) elementi che permettono di valutare l'impattoambientale e l'applicazione dei principi della precauzionee dell'azione preventiva, della correzione,anzitutto alla fonte, dei danni causati all'ambientee del principio «chi inquina paga», nonche ilrispetto della normativa comunitaria in materiaambientale;h) elementi necessari alla valutazione del rispetto delleregole della concorrenza, fra l'altro in materia diaiuti di Stato;i) indicazione dell'effetto della partecipazione deiFondi sulla realizzazione del progetto;j) piano finanziario e ammontare globale delle risorsefinanziarie previste per la partecipazione dei Fondie di eventuali altre fonti di finanziamento comunitario.2. La Commissione valuta il progetto, se necessariocon la consulenza della BEI, in funzione degli elementiseguenti:a) tipo d'investimento previsto e, se del caso, entrateattese;b) risultati dell'analisi dei costi e dei benefici;c) risultato della valutazione d'impatto ambientale;d) coerenza con gli assi prioritari del corrispondenteintervento;e) conformitaÁ con le altre politiche comunitarie;f) benefici economici e sociali attesi, segnatamente intermini di occupazione, rispetto alle risorse finanziariemobilitate;g) coordinamento degli strumenti finanziari e combinazionedi sovvenzioni e prestiti di cuiall'articolo 10, paragrafo 2.3. Entro due mesi dal ricevimento delle informazionidi cui al paragrafo 1 o entro tre mesi quando sianecessario consultare la BEI, la Commissione decide diconfermare o modificare il tasso della partecipazionecomunitaria. Se la Commissione ritiene che il progettonon giustifichi ne in tutto, ne in parte la partecipazionedei Fondi, essa può decidere di rifiutare, fornendonele motivazioni, l'intera partecipazione o unaparte di esse.CAPO VISOVVENZIONE GLOBALEArticolo 27Sovvenzione globale1. Qualora l'attuazione e la gestione di una parte diun intervento siano state affidate a intermediari conformementeall'articolo 9, lettera i), questi intermediaridevono fornire garanzie quanto alla loro solvibilitaÁ ealla loro competenza ed esperienza riconosciute inmateria di gestione amministrativa e finanziaria. Essidevono essere abitualmente stabiliti o rappresentatinella o nelle regioni interessate, ma possono, in casilimitati e giustificati, essere stabiliti altrove. Essidevono avere un'esperienza pluriennale nei settori inquestione, svolgere compiti di interesse pubblico ecoinvolgere in maniera adeguata gli ambienti socioeconomicicui direttamente si riferisce l'attuazione dellemisure previste.2. Il ricorso a una sovvenzione globale figura nellacorrispondente decisione relativa alla partecipazionedei Fondi in quanto disposizione particolare di attuazionedell'intervento definita all'articolo 18, paragrafo2, lettera d), nonche all'articolo 19, paragrafo 3,lettera d). Le modalitaÁ di utilizzazione delle sovvenzioniglobali formano oggetto di un accordo tra loStato membro, all'autoritaÁ di gestione e l'organismointermediario interessato.Nel caso dei programmi d'iniziativa comunitaria edelle azioni innovative le modalitaÁ di utilizzazionedelle sovvenzioni globali formano oggetto di una convenzionetra la Commissione e l'organismo intermediariointeressato. Nel caso dei programmi di iniziativacomunitaria queste modalitaÁ devono essere concordateanche con gli Stati membri interessati. Il complementodi programma di cui all'articolo 18 non riguarda laparte dell'intervento rientrante nell'ambito della sovvenzioneglobale.3. Le modalitaÁ di utilizzazione della sovvenzioneglobale precisano in particolare quanto segue:a) le misure da attuare;


L 161/24 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITb) i criteri per la scelta dei beneficiari;c) le condizioni di concessione e il tasso del contributodei Fondi, compresa la destinazione degli interessieventualmente maturati;d) le modalitaÁ di sorveglianza, di valutazione e di esecuzionedel controllo finanziario della sovvenzioneglobale;e) l'eventuale ricorso a una garanzia bancaria, di cuila Commissione deve essere informata.TITOLO IIIPARTECIPAZIONE E GESTIONE FINANZIARIA DEI FONDICAPO IPARTECIPAZIONE FINANZIARIA DEI FONDIcomunitario di sostegno deve essere compatibile con ilpiano di finanziamento definito nel corrispondentequadro comunitario di sostegno, come previstodall'articolo 17, paragrafo 2, lettera c).Articolo 28Decisione relativa alla partecipazione dei Fondi1. La Commissione determina, con un'unica decisione,la partecipazione dell'insieme dei Fondi, semprecheÂsiano soddisfatte tutte le condizioni contemplatedal presente regolamento, entro cinque mesi dal ricevimentodella domanda d'intervento. Se del caso, ladecisione opera una chiara distinzione tra i creditiassegnati alle regioni o zone che beneficiano del sostegnotransitorio.L'importo massimo della partecipazione dei Fondi eÁfissato per ciascun asse prioritario dell'intervento.Una misura può beneficiare, per un periodo determinato,soltanto della partecipazione finanziaria di unFondo per volta.Una misure o un'operazione può beneficiare della partecipazionedi un Fondo strutturale unicamente a titolodi uno solo, per volta, degli obiettivi di cuiall'articolo 1.Una medesima operazione non può beneficiare altempo stesso della partecipazione di un Fondo a titolodegli obiettivi n. 1, n. 2 o n. 3 e a titolo di un'iniziativacomunitaria.Una medesima operazione non può beneficiare altempo stesso della partecipazione di un Fondo a titolodegli obiettivi n. 1, n. 2 o n. 3 e a titolo del FEAOGsezione «garanzia».Una stessa operazione non può beneficiare al tempostesso della partecipazione di un Fondo a titolo di un'iniziativacomunitaria e del FEAOG sezione «garanzia».2. La partecipazione dei Fondi a programmi operativiintrapresi nell'ambito dell'attuazione di un quadro3. Nell'ambito dell'attuazione delle misure, la partecipazionedei Fondi assume principalmente la forma diaiuto non rimborsabile (in prosieguo: «aiuto diretto»),ma anche altre forme, segnatamente aiuto rimborsabile,abbuono d'interessi, garanzia, assunzione di partecipazioni,partecipazione al capitale di rischio o altrotipo di finanziamento.Gli aiuti rimborsati all'autoritaÁ di gestione o ad un'altraautoritaÁ pubblica sono da queste riassegnati per glistessi fini.Articolo 29Diversificazione dei tassi di partecipazione1. La partecipazione dei Fondi eÁ modulata in funzionedei seguenti elementi:a) gravitaÁ dei problemi specifici, in particolare regionalio sociali, ai quali porre rimedio mediante gliinterventi,b) capacitaÁ finanziaria dello Stato membro interessato,tenuto conto segnatamente della sua prosperitaÁrelativa e della necessitaÁ di evitare aumentieccessivi delle spese di bilancio,c) nel contesto degli obiettivi dei Fondi di cuiall'articolo 1, interesse che gli interventi e gli assiprioritari rivestono dal punto di vista comunitario,se del caso, per l'eliminazione delle ineguaglianze ela promozione della paritaÁ tra uomini e donne eper la tutela e il miglioramento dell'ambiente, inparticolare per l'applicazione dei principi della precauzionee dell'azione preventiva, nonche del principio«chi inquina paga»,


26.6.1999 L 161/25Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITd) interesse che gli interventi e gli assi prioritari rivestonodal punto di vista regionale e nazionale,e) caratteristiche proprie del tipo d'intervento e dell'asseprioritario di cui trattasi, al fine di tenerconto delle esigenze individuate mediante la valutazioneex ante, segnatamente in materia di risorseumane e occupazione,f) impiego ottimale delle risorse finanziarie nei pianidi finanziamento, inclusa la combinazione dirisorse pubbliche e private, ricorso a strumentifinanziari appropriati conformemente all'articolo10, paragrafo 2, e scelta delle forme di finanziamentoai sensi dell'articolo 28, paragrafo 3.Nei casi in cui la partecipazione del FSE eÁ differenziataconformemente all'articolo 16, paragrafo 1, occorretener conto delle esigenze individuate mediante lavalutazione ex ante, segnatamente in materia di risorseumane e occupazione.2. La partecipazione dei Fondi eÁ calcolata o rispettoai costi totali ammissibili, o rispetto all'insieme dellespese, pubbliche o assimilabili, ammissibili (nazionali,regionali o locali e comunitarie) relative a ciascunintervento.3. La partecipazione dei Fondi rispetta i limitiseguenti:a) Il 75% al massimo del costo totale ammissibile e,di norma, almeno il 50% delle spese pubblicheammissibili, per le misure attuate nelle regioni interessatedall'obiettivo n. 1. Qualora tali regionisiano situate in uno Stato membro nel quale intervieneil Fondo di coesione, la partecipazione comunitariapuò, in casi eccezionali debitamente giustificati,ammontare all'80% al massimo del costototale ammissibile e all'85% al massimo del costototale ammissibile nelle regioni ultraperiferiche,nonche nelle isole periferiche greche che sono svantaggiatea causa della distanza,b) il 50% al massimo del costo totale ammissibile e,di norma, almeno il 25% delle spese pubblicheammissibili, per le misure attuate nelle regioni interessatedagli obiettivi n. 2 o n. 3.Nel caso d'investimenti nelle imprese, la partecipazionedei Fondi rispetta i massimali di intensitaÁ dell'aiutoe di cumulo decisi in materia di aiuti di Stato.4. Se l'intervento di cui trattasi comporta il finanziamentodi investimenti generatori di entrate, la partecipazionedei Fondi a siffatti investimenti eÁ determinatatenendo conto, fra le caratteristiche proprie, dell'entitaÁdel margine lordo di autofinanziamento che eÁnormalmente atteso per la categoria di investimenti inquestione in funzione delle condizioni macroeconomichein cui gli investimenti devono essere realizzati esenza che la partecipazione dei Fondi comporti unaumento dell'impegno nazionale di bilancio.In ogni caso la partecipazione dei Fondi rispetta ilimiti seguenti:a) nel caso di investimenti in infrastrutture generatoridi entrate nette consistenti, la partecipazione nonpuò superare:i) il 40% del costo totale ammissibile nelleregioni cui si applica l'obiettivo n. 1, a cui puòaggiungersi una maggiorazione massima del10% negli Stati membri nei quali interviene ilFondo di coesione;ii) il 25 % del costo totale ammissibile nelle zonecui si applica l'obiettivo n. 2;iii) a tali tassi può essere applicata una maggiorazionedestinata a forme di finanziamento chenon siano aiuti diretti; tale maggiorazione nonpuò comunque essere superiore al 10 % delcosto totale ammissibile;b) nel caso di investimenti nelle imprese, la partecipazionenon può superare:i) il 35% del costo totale ammissibile nelleregioni cui si applica l'obiettivo n. 1;ii) il 15 % del costo totale ammissibile nelle zonecui si applica l'obiettivo n. 2;iii) nel caso di investimenti nelle piccole e medieimprese, a tali tassi può essere applicata unamaggiorazione destinata a forme di finanziamentodiverse dagli aiuti diretti; tale maggiorazionenon può comunque essere superiore al10% del costo totale ammissibile.5. I riferimenti fatti dai paragrafi 3 e 4 alle regioni ezone cui si applicano gli obiettivi n. 1 e n. 2 si intendonofatti anche alle regioni e zone che beneficiano,da una parte, del sostegno transitorio a titolodell'articolo 6, paragrafo 1 e di un sostegno a titolodell'articolo 7, paragrafo 4 e, dall'altra, di un sostegnoa titolo dell'articolo 6, paragrafo 2, rispettivamente.6. Le misure di cui agli articoli 22 e 23, attuate suiniziativa della Commissione, possono essere finanziateal 100% del costo totale. Le misure di cuiall'articolo 23 attuate per conto della Commissionesono finanziate al 100% del costo totale.


L 161/26 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT7. Per le misure di assistenza tecnica nel quadrodella programmazione e le iniziative comunitarie siapplicano i tassi contemplati nel presente articolo.CAPO IIGESTIONE FINANZIARIAArticolo 30Requisiti per l'ammissione1. Le spese connesse ad operazioni possono essereammesse alla partecipazione dei Fondi soltanto sedette operazioni sono parte integrante dell'interventoconsiderato.2. Una spesa non ha i requisiti per essere ammessaalla partecipazione dei Fondi se eÁ stata effettivamentesostenuta dal beneficiario finale prima della data diricezione della domanda d'intervento da parte dellaCommissione. Tale data costituisce il termine inizialeper l'ammissione delle spese.Il termine finale per l'ammissione delle spese eÁ fissatonella decisione relativa alla partecipazione dei Fondi.Esso si riferisce ai pagamenti effettuati dai beneficiarifinali e può essere prorogata dalla Commissione, sudomanda debitamente giustificata dello Stato membro,sencondo le disposizioni degli articoli 14 e 15.3. Le norme nazionali pertinenti si applicano allespese ammissibili a meno che, ove necessario, la Commissionedecida norme comuni di ammissibilitaÁ dellespese secondo la procedura di cui all'articolo 53,paragrafo 2.4. Gli Stati membri si accertano che la partecipazionedei Fondi resti attribuita ad un'operazione esclusivamentese quest'ultima entro cinque anni dalla datadella decisione delle competenti autoritaÁ nazionali odell'autoritaÁ di gestione relativa alla partecipazione deiFondi, non subisce modificazioni sostanziali:a) che ne alterino la natura o le modalitaÁ di esecuzione,o che procurino un vantaggio indebito aun'impresa o a un ente pubblico, eArticolo 31Impegni di bilancio1. Gli impegni di bilancio comunitari sono assuntisulla base della decisione relativa alla partecipazionedei Fondi.2. Gli impegni per gli interventi di durata pari osuperiore a due anni sono assunti annualmente. Ilprimo impegno eÁ assunto quando la Commissioneadotta la decisione di approvazione dell'intervento. Gliimpegni successivi sono assunti, di norma, entro il30 aprile di ogni anno.La quota di un impegno che non eÁ stata liquidatamediante acconto o per la quale non eÁ stata presentataalla Commissione una domanda di pagamento ammissibile,quale definita nell'articolo 32, paragrafo 3, allascadenza del secondo anno successivo a quello dell'impegnoo, eventualmente e per gli importi in questione,alla data di una successiva decisione della Commissionenecessaria per autorizzare una misura o un'operazioneo alla scadenza del termine di presentazionedel rapporto finale di cui all'articolo 37, paragrafo 1,eÁ disimpegnata automaticamente dalla Commissione;la partecipazione dei Fondi all'intervento in questioneviene ridotta in misura corrispondente.Il termine di disimpegno automatico di cui al secondocomma eÁ sospeso per la parte dell'impegno corrispondentealle operazioni oggetto, alla data prevista deldisimpegno, di una procedura giudiziaria, o di unricorso amministrativo con effetti sospensivi, fatti salviil ricevimento da parte della Commissione di un'informazionepreliminare e motivata dello Stato membrointeressato, con l'esposizione dei motivi, e la sua diffusioneda parte della Commissione.La Commissione informa comunque in tempo utile loStato membro e l'autoritaÁ di pagamento ogniqualvoltasussista il rischio di applicazione del disimpegno automaticoprevisto dal secondo comma.b) che determinino un cambiamento nella natura dellaproprietaÁ di un'infrastruttura oppure la cessazioneo il cambiamento di localizzazione di un'attivitaÁproduttiva.Gli Stati membri informano la Commissione di ognimodifica di questo tipo. Qualora dovessero interveniresiffatte modifiche, si applicano le disposizionidell'articolo 39.In caso di entrata in vigore del presente regolamentosuccessivamente al 1 o gennaio 2000, il termine didisimpegno automatico di cui al secondo comma eÁprorogato per il primo impegno del numero di mesiche separa il 1 o gennaio 2000 dalla data della decisionerelativa alla partecipazione dei Fondi di cuiall'articolo 28.3. Per gli interventi di durata inferiore a due anni,l'importo totale della partecipazione dei Fondi eÁ impe-


26.6.1999 L 161/27Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITgnato quando la Commissione adotta la decisione relativaalla partecipazione dei Fondi.Articolo 32Pagamenti1. Il pagamento, da parte della Commissione, dellapartecipazione dei Fondi eÁ eseguito in conformitaÁ deicorrispondenti impegni di bilancio e ha come destinatarial'autoritaÁ di pagamento ai sensi dell'articolo 9,lettera o).I pagamenti sono imputati all'impegno aperto risalentepiœ indietro nel tempo eseguito in forza dell'articolo31.Il pagamento può assumere la forma di acconti, dipagamenti intermedi o di pagamenti del saldo. I pagamentiintermedi e i pagamenti del saldo si riferisconoalle spese effettivamente sostenute, che devono corrisponderea pagamenti effettuati dai beneficiari finali egiustificati da fatture quietanzate o da documenti contabilidi valore probatorio equivalente.In funzione delle disponibilitaÁ finanziarie, la Commissioneesegue i pagamenti intermedi entro un terminenon superiore a due mesi, a decorrere dal ricevimentodi una domanda ammissibile, come previsto nelparagrafo 3.L'autoritaÁ di pagamento provvede affinche i beneficiarifinali ricevano quanto prima e integralmente gliimporti corrispondenti alla partecipazione dei Fondi acui hanno diritto. Non vengono applicate detrazioni,trattenute o altre commissioni specifiche che potrebberoridurre gli importi predetti.2. All'atto del primo impegno, la Commissioneversa un acconto all'autoritaÁ di pagamento. L'accontoeÁ pari al 7% della partecipazione dei Fondi all'interventoin questione. In linea di principio può essere frazionatosu due esercizi di bilancio al massimo, in funzionedelle disponibilitaÁ di bilancio.Per la durata dell'intervento, l'autoritaÁ di pagamentoricorre all'acconto per regolare la partecipazionecomunitaria alle spese relative a detto intervento.Tutto o parte dell'acconto, in funzione dei progressinell'attuazione dell'intervento, eÁ rimborsato alla Commissionedall'autoritaÁ di pagamento qualora nessunadomanda di pagamento sia stata trasmessa alla Commissioneentro diciotto mesi dalla decisione relativaalla partecipazione dei Fondi. Gli interessi eventualmentematurati sull'acconto sono destinati dall'autoritaÁdi pagamento all'intervento di cui trattasi.3. I pagamenti intermedi sono effettuati da partedella Commissione per rimborsare le spese effettivamentesostenute a titolo dei Fondi e certificate dall'autoritaÁdi pagamento. Essi sono eseguiti per ogni singolointervento e calcolati per le misure contenute nelpiano di finanziamento del complemento di programmazione.Essi devono rispettare le seguenti condizioni:a) presentazione alla Commissione del complementodi programma recante gli elementi contemplatiall'articolo 18, paragrafo 3;b) trasmissione alla Commissione dell'ultima relazioneannuale di esecuzione da presentare, recantegli elementi contemplati all'articolo 37;c) trasmissione alla Commissione della valutazioneintermedia dell'intervento di cui all'articolo 42, oveprevista;d) coerenza, nelle decisioni dell'autoritaÁ di gestione edel comitato di sorveglianza, con l'importo totaledella partecipazione dei fondi concesso per gli assiprioritari di cui trattasi;e) attuazione, nei termini previsti, delle eventuali raccomandazionidi cui all'articolo 34, paragrafo 2, omotivazione trasmessa dallo Stato membro per illustrarele ragioni per cui non eÁ stato preso alcunprovvedimento, qualora dette raccomandazionimirino a colmare insufficienze gravi del sistema disorveglianza o di gestione tali da mettere in causala buona gestione finanziaria dell'intervento; evasionedelle richieste di misure correttive di cuiall'articolo 38, paragrafo 4, qualora le domanderiguardino la o le misure in questione;f) assenza di sospensione di pagamenti, a normadell'articolo 39, paragrafo 2, primo comma, eassenza di decisione della Commissione di avviareun procedimento d'infrazione in forzadell'articolo 226 del trattato, riguardo alla misurao alle misure oggetto della domanda di cui trattasi.Se una delle condizioni non eÁ rispettata e la domandadi pagamento non eÁ pertanto ammissibile, lo Statomembro e l'autoritaÁ di pagamento ne sono informatisenza indugio dalla Commissione e adottano le disposizioninecessarie per porre rimedio alla situazione.Gli Stati membri provvedono affincheÂ, per quanto possibile,le domande di pagamento intermedio siano raggruppatee inoltrate alla Commissione tre volteall'anno, fermo restando che l'ultima domanda dipagamento deve essere presentata entro il 31 ottobre.Le domande di pagamento intermedio operano unadistinzione, a livello dei singoli assi prioritari, per lespese pagate nelle regioni o zone che beneficiano delsostegno transitorio.


L 161/28 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITIl totale cumulato dei pagamenti, di cui al paragrafo 2e al presente paragrafo, versati a favore di un interventorappresenta al massimo il 95% della partecipazionedei Fondi all'intervento stesso.4. Il pagamento del saldo dell'intervento viene eseguitoin presenza delle seguenti condizioni:a) se l'autoritaÁ di pagamento ha presentato alla Commissione,entro sei mesi dal termine fissato per ilpagamento nella decisione relativa alla partecipazionedei Fondi, una dichiarazione certificata dellespese effettivamente pagate;b) se la relazione finale di esecuzione eÁ stata presentataalla Commissione e approvata dalla medesima;c) se lo Stato membro ha trasmesso alla Commissionela dichiarazione di cui all'articolo 38, paragrafo 1,lettera f).5. Il pagamento definitivo del saldo non può piœessere rettificato, a richiesta dello Stato membro, sel'autoritaÁ di pagamento non ne ha fatto domanda allaCommissione entro nove mesi a decorrere dalla datadi versamento del saldo di cui trattasi.6. Gli Stati membri designano le autoritaÁ preposteal rilascio delle certificazioni e delle dichiarazioni dicui ai paragrafi 3 e 4.7. Entro il 30 aprile di ogni anno, gli Stati membritrasmettono alla Commissione le previsioni aggiornatesulle domande di pagamento per l'esercizio in corso equelle per l'esercizio finanziario successivo.9. Per le azioni innovatrici di cui all'articolo 22 e lemisure di cui all'articolo 23, la Commissione fissa leprocedure di pagamento appropriate, coerentementecon gli obiettivi delle presenti disposizioni, e le notificaai comitati di cui agli articoli da 48 a 51.Articolo 33Utilizzazione dell'euroGli importi delle decisioni, degli impegni e dei pagamentidella Commissione sono espressi e versati ineuro, secondo le modalitaÁ adottate dalla Commissioneconformemente alla procedura di cui all'articolo 53,paragrafo 2.TITOLO IVEFFICACIA DEGLI INTERVENTI DEI FONDICAPO ISORVEGLIANZAArticolo 34consentano lo scambio di dati con la Commissione,come previsto all'articolo 18, paragrafo 3,lettera e);b) dell'adattamento conformemente al paragrafo 3 edell'attuazione del complemento di programmazionecome previsto all'articolo 18, paragrafo 3, esenza pregiudizio dell'articolo 35;Gestione da parte dell'autoritaÁ di gestione1. Fatto salvo l'articolo 8, paragrafo 3, l'autoritaÁ digestione quale definita all'articolo 9, lettera n) eÁresponsabile dell'efficacia e della regolaritaÁ dellagestione e dell'attuazione, e in particolare:c) dell'elaborazione e della presentazione alla Commissione,previa approvazione del comitato di sorveglianza,del rapporto annuale di esecuzione;d) dell'organizzazione, in collaborazione con la Commissionee lo Stato membro, della valutazioneintermedia di cui all'articolo 42;a) dell'istituzione di un dispositivo di raccolta di datifinanziari e statistici affidabili sull'attuazione, pergli indicatori per la sorveglianza di cuiall'articolo 36 e per la valutazione di cui agliarticoli 42 e 43, nonche della trasmissione di talidati secondo modalitaÁ concordate tra lo Statomembro e la Commissione, mediante il ricorso,nella misura del possibile, a sistemi informatici chee) dell'utilizzazione, da parte degli organismi che partecipanoalla gestione e all'attuazione dell'intervento,di un sistema contabile distinto o di unacodificazione contabile appropriata di tutti gli atticontemplati dall'intervento;f) della regolaritaÁ delle operazioni finanziate a titolodell'intervento, segnatamente dell'attuazione di


26.6.1999 L 161/29Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITmisure di controllo interne compatibili con i principidi sana gestione finanziaria e dell'attuazionedelle osservazioni o richieste di misure correttiveadottate ai sensi dell'articolo 38, paragrafo 4, odelle raccomandazioni di adattamento formulate anorma del paragrafo 2 del presente articolo, conformementealle disposizioni dei summenzionatiarticoli;g) della compatibilitaÁ con le politiche comunitarie,secondo quanto stabilito all'articolo 12; nell'ambitodell'applicazione delle norme comunitariesugli appalti pubblici, i pareri trasmessi a fine dipubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁeuropee specificano i riferimenti dei progettiper i quali eÁ stata chiesta o decisa una partecipazionedei Fondi;h) del rispetto degli obblighi in materia di informazionee di pubblicitaÁ di cui all'articolo 46.Le eventuali modifiche che riguardano gli elementicontenuti nella decisione relativa alla partecipazionedei Fondi sono decise dalla Commissione, d'intesa conlo Stato membro interessato, entro un termine di quattromesi a decorrere dall'approvazione del comitato disorveglianza.Articolo 35Comitati di sorveglianza1. Ogni quadro comuntario di sostegno o documentounico di programmazione e ogni programmaoperativo eÁ seguito da un comitato di sorveglianza.I comitati di sorveglianza sono istituiti dallo Statomembro, d'accordo con l'autoritaÁ di gestione previaconsultazione delle parti. Questi promuovono un'equilibratapartecipazione di donne e uomini.Fatte salve le disposizioni del presente regolamento,l'autoritaÁ di gestione, nello svolgimento dei suoi compiti,agisce nel pieno rispetto dei sistemi istituzionali,giuridici e finanziari dello Stato membro interessato.I comitati di sorveglianza sono istituiti al piœ tardientro tre mesi dalla decisione relativa alla partecipazionedei Fondi. Il comitato di sorveglianza eÁ di competenzadello Stato membro, anche dal punto di vistagiurisdizionale.2. Ogni anno, in occasione della presentazione delrapporto annuale di esecuzione di cui all'articolo 37,la Commissione e l'autoritaÁ di gestione esaminano iprincipali risultati dell'anno precedente, secondomodalitaÁ da definire d'accordo con lo Stato membro el'autoritaÁ di gestione interessati.In seguito all'esame in parola, la Commissione puòformulare osservazioni destinate allo Stato membro eall'autoritaÁ di gestione. Lo Stato membro informa laCommissione del seguito dato a tali osservazioni. Se,in casi debitamente motivati, la Commissione ritieneche le misure prese non sono sufficienti, può indirizzareallo Stato membro o all'autoritaÁ di gestione raccomandazionidi adattamento intese a migliorare l'efficaciadelle modalitaÁ di sorveglianza o gestione dell'intervento,unitamente ai motivi di tali raccomandazioni.Allorche riceve delle raccomandazioni, l'autoritaÁ digestione presenta successivamente le misure prese permigliorare le modalitaÁ di sorveglianza o gestioneoppure spiega le ragioni per cui non eÁ stata adottataalcuna misura.3. L'autoritaÁ di gestione adatta, su richiesta delcomitato di sorveglianza o di sua iniziativa, il complementodi programmazione senza modificare l'importototale della partecipazione dei Fondi concesso perl'asse prioritario di cui trattasi ne gli obiettivi specificidel medesimo. Entro un mese, previa approvazione delcomitato di sorveglianza, essa comunica alla Commissioneil suddetto adattamento.2. Un rappresentante della Commissione e, se delcaso, della BEI partecipa ai lavori del comitato convoto consultivo.Il comitato di sorveglianza stabilisce il proprio regolamentointerno nel quadro istituzionale, giuridico efinanziario dello Stato membro interessato e lo adottad'intesa con l'autoritaÁ di gestione.In linea di massima, il comitato di sorveglianza eÁ presiedutoda un rappresentante dello Stato membro odell'autoritaÁ di gestione.3. Il comitato di sorveglianza si assicura dell'efficienzae della qualitaÁ dell'esecuzione dell'intervento. Atal fine:a) conformemente all'articolo 15, conferma o adattail complemento di programma, compresi gli indicatorifisici e finanziari da impiegare nella sorveglianzadell'intervento. La sua approvazione eÁrichiesta prima di qualsiasi ulteriore adattamento;b) esamina ed approva entro sei mesi dall'approvazionedell'intervento, i criteri di selezione delle operazionifinanziate a titolo di ciascuna misura;c) valuta periodicamente i progressi compiuti nel raggiungimentodegli obiettivi specifici dell'intervento;


L 161/30 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITd) esamina i risultati dell'esecuzione, segnatamente ilconseguimento degli obiettivi fissati a livello dellemisure, nonche la valutazione intermedia di cuiall'articolo 42;e) esamina e approva i rapporti annuali e finali diesecuzione prima che siano trasmessi alla Commissione;f) esamina e approva qualsiasi proposta di modificainerente al contenuto della decisione della Commissioneconcernente la partecipazione dei Fondi;c) lo stato di avanzamento del piano di finanziamento.Se la naturta dell'intervento lo consente, le statistichesono ripartite per sesso e per classe di dimensione delleimprese beneficiarie.3. Gli indicatori finanziari e di avanzamento debbonoconsentire di individuare separatamente, per igrandi progetti, gli elementi di cui al paragrafo 2,lettere a), b) e c).g) può comunque proporre all'autoritaÁ di gestionequalsiasi adattamento o revisione dell'intervento,che renda possibile il conseguimento degli obiettividi cui all'articolo 1 o migliori la gestione dell'intervento,anche per quanto riguarda la gestione finanziaria.Qualsiasi adattamento dell'intervento vieneeseguito conformemente all'articolo 34, paragrafo3.Articolo 36Indicatori per la sorveglianzaArticolo 37Rapporto annuale e rapporto finale di esecuzione1. Per gli interventi pluriennali, l'autoritaÁ digestione trasmette alla Commissione, conformementealle modalitaÁ definite all'articolo 34, paragrafo 1,entro sei mesi dalla fine dell'anno civile completo diattuazione, un rapporto annuale di esecuzione. Un rapportofinale viene trasmesso alla Commissione entrosei mesi dal termine finale di ammissibilitaÁ delle spese.1. L'autoritaÁ di gestione e il comitato di sorveglianzasi avvalgono, per la sorveglianza, di indicatorifisici e finanziari definiti nel programma operativo, neldocumento unico di programmazione o nel complementodi programmazione. Nel definire tali indicatori,si dovrebbe tener conto della metodologia indicativa edell'elenco di esempi di indicatori pubblicati dallaCommissione, nonche di una ripartizione in categoriedelle aree di intervento che saraÁ proposta dalla Commissionedall'entrata in vigore del presente regolamento.Tali indicatori si riferiscono al carattere specificodell'intervento di cui trattasi, ai suoi obiettivi,nonche alla situazione socioeconomica, strutturale eambientale dello Stato membro e delle sue regioni, ovenecessario, e tengono conto, se del caso, dell'esistenzadi regioni o zone che beneficiano del sostegno transitorio.Fra detti indicatori figurano in particolare quelliutilizzati per l'assegnazione della riserva di cuiall'articolo 44.2. Tali indicatori precisano, per gli interventi in questione:Per ogni intervento di durata inferiore a due anni,l'autoritaÁ di gestione presenta alla Commissione unicamenteun rapporto finale. Quest'ultimo viene presentatoentro sei mesi dall'ultimo pagamento eseguito dall'autoritaÁdi pagamento.Prima di essere trasmesso alla Commissione, il rapportoin parola eÁ esaminato e approvato dal comitatodi sorveglianza.Dopo aver ricevuto il rapporto annuale di esecuzione,la Commissione indica entro due mesi, fornendo leragioni, se questo eÁ ritenuto insoddisfacente. In casocontrario, il rapporto eÁ considerato accettato. Per ilrapporto finale, la Commissione reagisce entro cinquemesi dalla ricezione dello stesso.2. Ogni rapporto annuale e ogni rapporto finale diesecuzione contengono i seguenti elementi:a) gli obiettivi specifici, quantificati se si prestano aquantificazione, delle misure e degli assi prioritarie la loro coerenza;b) lo stato di avanzamento dell'intervento in terminidi realizzazioni fisiche, di risultato e, non appenapossibile, di impatto al livello appropriato (asseprioritario o misura);a) qualsiasi cambiamento delle condizioni generalirilevanti per l'esecuzione dell'intervento, segnatamentetendenze socioeconomiche significative,modificazioni delle politiche nazionali, regionali osettoriali, del quadro di riferimento di cuiall'articolo 9, lettera c), nonche delle loro ripercussioni,ove ve ne siano, sulla coerenza tra gli interventidei vari Fondi o tra questi e gli interventi dialtri strumenti finanziari;


26.6.1999 L 161/31Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITb) lo stato di avanzamento degli assi prioritari e dellemisure per ciascuno dei Fondi rispetto ai corrispondentiobiettivi specifici quantificando, laddove enel momento in cui sia possibile, degli indicatorifisici, di risultato e di impatto di cui all'articolo 36al livello appropriato (asse prioritario o misura);c) l'esecuzione finanziaria dell'intervento, che illustra,per le singole misure, il rendiconto delle spesetotali effettivamente pagate dall'autoritaÁ di pagamentononche il rendiconto dei pagamenti totaliricevuti dalla Commissione con quantificazionedegli indicatori finanziari di cui all'articolo 36,paragrafo 2, lettera c); l'esecuzione finanziarianelle zone che beneficiano del sostegno transitorioeÁ presentata in modo distinto per i singoli assi prioritari;l'esecuzione finanziaria del FEAOG, sezione«garanzia», per le misure di cui all'articolo 33 delregolamento (CE) n. 1257/1999 eÁ presentata allivello dell'importo totale dell'esecuzione finanziaria;CAPO IICONTROLLO FINANZIARIOArticolo 38Disposizioni generali1. Fatta salva la responsabilitaÁ della Commissioneper l'esecuzione del bilancio generale delle ComunitaÁeuropee, gli Stati membri assumono la responsabilitaÁprimaria del controllo finanziario degli interventi. Atal fine, essi adottano, in particolare le misureseguenti:a) verificano che sistemi di gestione e di controllosiano stati predisposti e siano applicate in modo daassicurare un impiego efficiente e regolare dei fondicomunitari;d) le disposizioni prese dall'autoritaÁ di gestione e dalcomitato di sorveglianza per assicurare la qualitaÁ el'efficienza dell'esecuzione, riguardanti segnatamente:i) le azioni di sorveglianza, controllo finanziario evalutazione delle operazioni, comprese lemodalitaÁ di raccolta dei dati;ii) una sintesi dei problemi significativi incontratinella gestione dell'intervento e le eventualimisure adottate, comprese le risposte alle raccomandazionidi adattamento formulate ai sensidell'articolo 34, paragrafo 2, o alle richieste dimisure correttive ai sensi dell'articolo 38,paragrafo 4;iii) il ricorso all'assistenza tecnica;b) comunicano alla Commissione la descrizione di talisistemi;c) si accertano che gli interventi siano gestiti conformementealla normativa comunitaria pertinente eche i fondi messi a loro disposizione siano utilizzaticonformemente a principi di sana gestione finanziaria;d) attestano che le dichiarazioni di spesa presentataalla Commissione sono esatte e assicurano che provengonoda sistemi di contabilitaÁ fondati su documentigiustificativi verificabili;e) prevengono, individuano e correggono le irregolaritaÁ,ne danno comunicazione alla Commissioneconformemente alla normativa vigente e la informanosull'andamento delle procedure amministrativee giudiziarie;iv) le misure prese per assicurare la pubblicitaÁ dell'interventoconformemente all'articolo 46.e) le misure adottate per assicurare la compatibilitaÁcon le altre politiche comunitarie come stabilitoall'articolo 12 e per assicurare il coordinamentodell'insieme degli aiuti strutturali comunitari di cuiall'articolo 17, paragrafo 1, e all'articolo 19,paragrafo 2, seconda comma;f) presentano alla Commissione, alla conclusione diciascun intervento, una dichiarazione predispostada una persona o da un servizio funzionalmenteautonomo rispetto all'autoritaÁ di gestione designata;la dichiarazione sintetizza le conclusioni deicontrolli effettuati negli anni precedenti ed esprimeun giudizio sulla fondatezza della domanda dipagamento del saldo, nonche sulla legalitaÁ e laregolaritaÁ delle operazioni cui si riferisce la certificazionefinale delle spese; se lo stimano necessario,gli Stati membri accludono il loro parere alladichiarazione;f) un capitolo distinto, se del caso, sullo stato diavanzamento e di finanziamento dei grandi progettie delle sovvenzioni globali.g) collaborano con la Commissione per assicurare chei fondi comunitari siano utilizzati conformemente aprincipi di sana gestione finanziaria;


L 161/32 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITh) recuperano i fondi perduti in seguito a irregolaritaÁaccertate, applicando se del caso interessi di mora.2. La Commissione, in quanto responsabile dell'esecuzionedel bilancio generale delle ComunitaÁ europee,accerta che negli Stati membri esistano e funzioninoregolarmente sistemi di gestione e di controllo che consentanol'impiego efficace e corretto dei fondi comunitari.A tal fine, fatti salvi i controlli effettuati dagli Statimembri secondo le disposizioni legislative, regolamentarie amministrative nazionali, funzionari o agentidella Commissione possono procedere, conformementealle modalitaÁ concordate con lo Stato membro nelquadro della cooperazione prevista nel paragrafo 3, acontrolli in loco, in particolare mediante sondaggio,sulle operazioni finanziate dai Fondi e sui sistemi digestione e di controllo, con un preavviso minimo di ungiorno lavorativo. La Commissione ne informa loStato membro interessato per ottenerne tutto l'aiutonecessario. Funzionari o agenti di detto Stato membropossono partecipare a tali controlli.La Commissione può chiedere allo Stato membro interessatodi effettuare un controllo in loco per verificarela regolaritaÁ di una o piœ operazioni. Funzionari oagenti della Commissione possono partecipare a talicontrolli.3. La Commissione e gli Stati membri, in base adintese amministrative bilaterali, collaborano per coordinarei programmi, la metodologia e l'esecuzione deicontrolli, in modo da massimizzare l'utilitaÁ dei controllieffettuati. Essi si comunicano senza indugio irisultati dei controlli effettuati.Almeno annualmente, e in ogni caso prima dell'esameannuale di cui all'articolo 34, paragrafo 2, viene esaminatoe valutato quanto segue:4. In seguito a tale esame e valutazione e fatte salvele misure che lo Stato membro deve prendere senzaindugio, a norma del presente articolo edell'articolo 39, la Commissione può formulare osservazioni,in particolare sull'incidenza finanziaria delleirregolaritaÁ eventualmente accertate. Dette osservazionisono trasmesse allo Stato membro e alle autoritaÁdi gestione dell'intervento di cui trattasi. Se del caso,sono accompagnate da richieste di misure correttiveintese a porre rimedio alle insufficienze di gestioneriscontrate e a rettificare le irregolaritaÁ individuate enon ancora rettificate. Lo Stato membro ha la possibilitaÁdi commentare tali osservazioni.Se, in seguito ai commenti dello Stato membro o inmancanza di tali commenti, la Commissione adottadelle conclusioni, lo Stato membro prende, entro il termineimpartito, le iniziative necessarie per dare seguitoalle richieste della Commissione e la informa delleazioni intraprese.5. Senza pregiudizio del presente articolo, la Commissionepuò, previa verifica in buona e debita forma,sospendere del tutto o in parte un pagamento intermediose constata nelle spese una grave irregolaritaÁ chenon eÁ stata ancora rettificata e ritiene indispensabileintervenire immediatamente. Essa informa lo Statomembro interessato delle azioni intraprese e della relativamotivazione. Se, trascorsi cinque mesi, i motiviche hanno giustificato la sospensione permangono o selo Stato membro interessato non ha preso le misureper rettificare la grave irregolaritaÁ, si applical'articolo 39.6. Per un periodo di tre anni, salvo decisione contrarianelle intese amministrative bilaterali, successivamenteal pagamento da parte della Commissione delsaldo relativo ad un intervento, le autoritaÁ responsabilitengono a disposizione della Commissione tutti i documentigiustificativi (o gli originali o copie certificateconformi degli originali su supporti di dati comunementeaccettati) concernenti le spese e i controlli relativiall'intervento in questione. Il termine eÁ sospeso incaso di procedimento giudiziario o su domanda motivatadella Commissione.a) i risultati dei controlli effettuati dallo Stato membroe dalla Commissione;b) le eventuali osservazioni degli altri organi o istituzionidi controllo nazionali o comunitari;Articolo 39Rettifiche finanziariec) l'incidenza finanziaria delle irregolaritaÁ accertate,le misure giaÁ adottate o ancora necessarie per correggerlee, se del caso, le modifiche apportate aisistemi di gestione e di controllo.1. La responsabilitaÁ di perseguire le irregolaritaÁ, diagire sulla scorta di una constatazione di una qualsiasimodificazione importante che incida sulla natura o


26.6.1999 L 161/33Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITsulle condizioni di esecuzione o sul controllo di unintervento e di effettuare le rettifiche finanziarie necessarieincombe in primo luogo agli Stati membri.Gli Stati membri effettuano le necessarie rettifichefinanziarie connesse con l'irregolaritaÁ isolata o sistemica.Le rettifiche degli Stati membri consistono nellasoppressione totale o parziale della partecipazionedella ComunitaÁ. I fondi comunitari così liberati possonoessere riassegnati dallo Stato membro all'interventodi cui trattasi, secondo modalitaÁ da definire anorma dell'articolo 53, paragrafo 2.2. Se dopo le necessarie verifiche, la Commissioneconclude:Nello stabilire l'importo della rettifica la Commissione,tiene conto, conformemente al principio di proporzionalitaÁ,della natura dell'irregolaritaÁ o dellamodificazione, nonche dell'ampiezza e delle implicazionifinanziarie delle insufficienze constatate neisistemi di gestione o di controllo degli Stati membri.In mancanza di una decisione di agire a norma dellelettere a) o b) la sospensione dei pagamenti intermedicessa con effetto immediato.4. Gli importi oggetto di ripetizione dell'indebitovengono riversati alla Commissione, maggiorati degliinteressi di mora.5. Il presente articolo si applica fatto salvo l'articolo32.a) che uno Stato membro non si eÁ conformato agliobblighi che gli incombono in virtœ del paragrafo 1,ob) che tutto o parte di un intervento non giustifica neÂuna parte ne la totalitaÁ della partecipazione deiFondi, oc) che esistono gravi insufficienze nei sistemi digestione o di controllo che potrebbero condurre adirregolaritaÁ a carattere sistematico,sospende i pagamenti intermedi e, motivando la suadomanda, chiede allo Stato membro di presentare lesue osservazioni e apportare, se del caso, eventuali rettificheentro un termine stabilito.Se lo Stato membro contesta le osservazioni dellaCommissione, viene da questa convocato ad un'audizione,nella quale entrambe le parti, in uno spirito dicooperazione fondato sul partenariato, si adoperanoper raggiungere un accordo sulle osservazioni e sulleconclusioni da trarsi.3. Alla scadenza del termine stabilito dalla Commissione,se non eÁ stato raggiunto un accordo e se lo Statomembro non ha effettuato le rettifiche, la Commissione,tenendo conto delle osservazioni di quest'ultimopuò decidere, entro tre mesi:a) di ridurre l'acconto di cui all'articolo 32,paragrafo 2 ob) di procedere alle necessarie rettifiche finanziarie,sopprimendo in tutto o in parte la partecipazionedei Fondi all'intervento in questione.CAPO IIIVALUTAZIONEArticolo 40Disposizioni generali1. Per valutare l'efficacia degli interventi strutturali,l'azione comunitaria eÁ oggetto di una valutazione exante, di una valutazione intermedia e di una valutazioneex post, volte a determinarne l'impatto rispettoagli obiettivi di cui all'articolo 1 e ad analizzarne leincidenze su problemi strutturali specifici.2. L'efficacia dell'azione dei Fondi viene valutata infunzione dei criteri seguenti:a) impatto globale sul conseguimento degli obiettividi cui all'articolo 158 del trattato e segnatamentesul rafforzamento della coesione economica esociale della ComunitaÁ,b) impatto delle prioritaÁ proposte nei piani e degliassi prioritari previsti in ciascun quadro comunitariodi sostegno e in ciascun intervento.3. Le autoritaÁ competenti degli singoli Stati membrie la Commissione si dotano dei mezzi appropriati eraccolgono i dati necessari affinche la valutazionepossa svolgersi nel modo piœ efficace possibile. Lavalutazione ricorre in tale contesto ai vari elementi chepossono essere forniti dal sistema di sorveglianza,completati se del caso dalla raccolta di informazioniintese a migliorarne la pertinenza.Su iniziativa degli Stati membri o della Commissione,previa informazione dello Stato membro interessato,possono essere avviate forme di valutazione comple-


L 161/34 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITmentare, se del caso tematiche, per identificare esperienzetrasferibili.4. I risultati della valutazione sono messi, su richiesta,a disposizione del pubblico. Per quanto riguarda irisultati della valutazione di cui all'articolo 42, eÁnecessario l'accordo del comitato di sorveglianzasecondo le disposizioni istituzionali di ciascuno Statomembro.5. Le modalitaÁ di valutazione sono precisate neiquadri comunitari di sostegno e negli interventi.b) una valutazione ex ante della situazione ambientaledella regione considerata, segnatamente per i settoriambientali sui quali presumibilmente l'interventoavraÁ un impatto notevole; delle disposizionivolte ad integrare l'aspetto ambientale nell'intervento,nonche della coerenza fra le prime e gliobiettivi a breve e lungo termine fissati a livellonazionale, regionale e locale (ad esempio, piani digestione dell'ambiente); delle disposizioni intese adassicurare il rispetto della normativa comunitariain materia di ambiente. La valutazione ex ante fornisceuna descrizione, quantificata nella misura delpossibile, della situazione ambientale attuale e unastima dell'impatto atteso della strategia e degliinterventi sulla situazione ambientale;Articolo 41Valutazione ex ante1. La valutazione ex ante serve di base alla preparazionedei piani, degli interventi e del complemento diprogrammazione dei quali eÁ parte integrante.La valutazione ex ante rientra nella responsabilitaÁdelle autoritaÁ competenti per la preparazione dei piani,degli interventi e del complemento di programmazione.2. All'atto della preparazione dei piani e degli interventila valutazione ex ante riguarda l'analisi dei puntidi forza e di debolezza e delle potenzialitaÁ dello Statomembro, della regione o del settore considerato. Essavaluta, sulla base dei criteri elencati nell'articolo 40,paragrafo 2, lettera a), la coerenza della strategia edegli obiettivi prescelti con le caratteristiche delleregioni o zone interessate, compresa la loro evoluzionedemografica, nonche l'impatto atteso delle prioritaÁd'azione previste, quantificandone, se la loro natura loconsente, gli obiettivi specifici rispetto alla situazionedi partenza.La valutazione ex ante tiene conto in particolar mododella situazione in materia di competitivitaÁ e di innovazione,di piccole e medie imprese, di occupazionenonche di mercato del lavoro rispetto alla strategiaeuropea per l'occupazione, di ambiente e di paritaÁ frauomini e donne e comprende in particolar modoquanto segue:a) una valutazione ex ante della situazione socioeconomica,principalmente delle tendenze del mercatodel lavoro, anche nelle regioni che hanno problemiparticolari in materia di occupazione, e della strategiaglobale nel settore dello sviluppo delle risorseumane, nonche del modo in cui tale strategia eÁ collegataalla strategia nazionale per l'occupazionequale descritta nei piani d'azione nazionali;c) una valutazione ex ante della situazione in terminidi paritaÁ tra uomini e donne per quanto riguardale opportunitaÁ sul mercato del lavoro ed il trattamentosul lavoro, inclusi gli obblighi specifici diciascun gruppo; una stima dell'impatto atteso dellastrategia e degli interventi, in special modo perl'integrazione delle donne e degli uomini nel mercatodel lavoro, per l'istruzione e la formazioneprofessionale, per l'attivitaÁ imprenditoriale delledonne e per la conciliazione tra vita familiare evita professionale.La valutazione ex ante verifica la pertinenza dellemodalitaÁ di attuazione e di sorveglianza previste noncheÂla coerenza con le politiche comunitarie e la presain conto degli orientamenti indicativi di cuiall'articolo 10, paragrafo 3.Essa prende in considerazione i risultati delle valutazionirelative ai periodi di programmazione precedenti.3. La valutazione delle misure previste nel complementodi programmazione mira a comprovarne la coerenzacon gli obiettivi degli assi prioritari corrispondenti,a quantificarne gli obiettivi specifici, nellamisura in cui la loro natura lo consenta, ed inoltre,come previsto all'articolo 35, paragrafo 3, lettera b), averificare la pertinenza dei criteri di selezione.Articolo 42Valutazione intermedia1. La valutazione intermedia prende in considerazione,tenendo conto della valutazione ex ante, i primirisultati degli interventi, la loro pertinenza e il gradodi conseguimento degli obiettivi. Valuta altresìl'impiego dei fondi, nonche lo svolgimento della sorveglianzae della realizzazione.


26.6.1999 L 161/35Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT2. La valutazione intermedia eÁ effettuata sotto laresponsabilitaÁ di gestione, in collaborazione con laCommissione e con lo Stato membro. Essa verte suisingoli quadri comunitari di sostegno e sui singoliinterventi. EÁ effettuata da un valutatore indipendente,eÁ presentata al comitato di sorveglianza del quadrocomunitario di sostegno o dell'intervento, ai sensidell'articolo 35, paragrafo 3, e successivamente eÁ trasmessaalla Commissione, in linea generale tre annidopo l'approvazione del quadro comunitario di sostegnoo dell'intervento e al piœ tardi il 31 dicembre2003, per la revisione di cui all'articolo 14, paragrafo2.3. Sulla base di criteri previamente definiti dicomune accordo tra la Commissione e lo Stato membro,la Commissione esamina la pertinenza e la qualitaÁdella valutazione, in vista della revisione dell'interventoe dell'assegnazione della riserva di cuiall'articolo 44.4. Nel prosieguo della valutazione intermedia, eÁeffettuato un suo aggiornamento per ciascun quadrocomunitario di sostegno e ciascun intervento. Essa eÁconclusa entro il 31 dicembre 2005 onde preparare gliinterventi successivi.Articolo 43Valutazione ex post1. La valutazione ex post mira a rendere conto,sulla base dei risultati della valutazione giaÁ disponibili,dell'impiego delle risorse, dell'efficacia e dell'efficienzadegli interventi e del loro impatto e a consentire diricavarne insegnamenti per la politica di coesione economicae sociale. Essa verte sui fattori di successo oinsuccesso registrati nel corso dell'attuazione, noncheÂsulle realizzazioni e sui risultati, compresa la loro prevedibiledurata.2. La valutazione ex post ricade nelle responsabilitaÁdella Commissione, in collaborazione con lo Statomembro e l'autoritaÁ di gestione. Essa verte sugli interventied eÁ eseguita da valutatori indipendenti. EÁ ultimataentro tre anni dalla fine del periodo di programmazione.CAPO IVRISERVA DI EFFICACIA ED EFFICIENZAArticolo 44Assegnazione della riserva di efficacia ed efficienza1. Ciascuno Stato membro, in stretta concertazionecon la Commissione, valuta per ogni obiettivo e nonoltre il 31 dicembre 2003, l'efficacia e l'efficienza diognuno dei programmi operativi o documenti unici diprogrammazione sulla base di un numero limitato diindicatori di sorveglianza che riflettono l'efficacia, lagestione e l'attuazione finanziaria e che misurano irisultati a metaÁ percorso in relazione ai loro obiettivispecifici iniziali.Detti indicatori sono definiti dallo Stato membro, instretta concertazione con la Commissione, tenendoconto in tutto o in parte di una lista indicativa di indicatoriproposta dalla Commissione, e sono quantificatinei vari rapporti annuali di esecuzione esistenti, noncheÂnel rapporto di valutazione intermedia. Lo Statomembro eÁ responsabile dell'applicazione di tali indicatori.2. A metaÁ percorso e non oltre il 31 marzo 2004, laCommissione assegna, in stretta concertazione con loStato membro interessato, per ogni obiettivo, sullabase di proposte di ciascuno Stato membro, tenendoconto delle sue caratteristiche istituzionali specifiche edella corrispondente sua programmazione, gli stanziamentid'impegno di cui all'articolo 7, paragrafo 5 aiprogrammi operativi o ai documenti unici di programmazioneo alle loro assi prioritarie che sono consideratiefficaci ed efficienti. I programmi operativi odocumenti unici di programmazione sono adattati conformementeagli articoli 14 e 15.


L 161/36 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITTITOLO VRAPPORTI E PUBBLICITA ÁArticolo 45Rapporti1. In applicazione dell'articolo 159 del trattato, laCommissione presenta ogni tre anni al Parlamentoeuropeo, al Consiglio, al Comitato economico esociale e al Comitato delle regioni un rapporto sui progressicompiuti nella realizzazione della coesione economicae sociale e sul modo in cui i Fondi, il Fondo dicoesione, la BEI e gli altri strumenti finanziari vihanno contribuito. Tale rapporto comprende segnatamentequanto segue:a) un bilancio dei progressi compiuti nella realizzazionedella coesione economica e sociale, con indicazioniin merito alla situazione e all'evoluzionesocioeconomica delle regioni e con un'analisi deiflussi di investimenti diretti e del relativo impattosulla situazione dell'occupazione a livello comunitario;b) un bilancio del ruolo dei Fondi, del Fondo di coesione,della BEI e degli altri strumenti finanziari,nonche un'indicazione dell'impatto esercitato dallealtre politiche comunitarie o nazionali nella realizzazionedi questo processo;c) le eventuali proposte concernenti azioni e politichecomunitarie da adottare per rafforzare la coesioneeconomica e sociale.2. Anteriormente al 1 o novembre di ogni anno, laCommissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio,al Comitato economico e sociale e al Comitatodelle regioni un rapporto sull'applicazione del presenteregolamento nel corso dell'anno precedente. Tale rapportocomprende segnatamente quanto segue:a) un bilancio delle attivitaÁ di ciascun Fondo, dell'utilizzazionedelle relative risorse di bilancio e dellaconcentrazione degli interventi, nonche un bilanciodell'impiego degli altri strumenti finanziari di competenzadella Commissione e della concentrazionedelle risorse di questi ultimi; tale bilancio comprende:Ð una ripartizione annua per singolo Stato membrodegli stanziamenti impegnati e pagati perciascun Fondo, anche a titolo delle iniziativecomunitarie;Ð una valutazione annuale delle azioni innovativee di assistenza tecnica;b) un bilancio del coordinamento degli interventi deiFondi tra loro e con quelli della BEI e degli altristrumenti finanziari;c) non appena siano disponibili, i risultati delle valutazionidi cui all'articolo 42 con indicazioni circal'adeguamento degli interventi, e di cuiall'articolo 43, nonche una valutazione della coerenzatra le azioni dei Fondi e le politiche comunitariedi cui all'articolo 12;d) l'elenco dei grandi progetti che hanno beneficiatodi un contributo dei Fondi;e) i risultati dei controlli eseguiti dalla Commissione,a norma dell'articolo 38, paragrafo 2, con gli insegnamentitratti dagli stessi e l'indicazione delnumero e dell'entitaÁ finanziaria delle irregolaritaÁconstatate e delle rettifiche finanziarie effettuate aisensi dell'articolo 39, paragrafo 2;f) ragguagli in merito ai pareri dei comitati, emessi inapplicazione degli articoli da 48 a 51.Articolo 46Informazione e pubblicitaÁ1. Ai fini della consultazione di cui all'articolo 15,paragrafo 1, gli Stati membri provvedono che i pianisiano resi pubblici.2. Senza pregiudizio dell'articolo 23, paragrafo 1,l'autoritaÁ di gestione ha la responsabilitaÁ di assicurareche l'intervento sia reso pubblico e in particolare diinformare:a) i potenziali beneficiari finali, le organizzazioni professionali,le parti economiche e sociali, gli organismiper la promozione della paritaÁ tra uomini edonne e le organizzazioni non governative interessatein merito alle possibilitaÁ offerte dall'intervento;b) l'opinione pubblica in merito al ruolo svolto dallaComunitaÁ in favore dell'intervento e ai risultaticonseguiti da quest'ultimo.3. Gli Stati membri consultano la Commissione,conformemente all'articolo 37, paragrafo 2, e l'informanoannualmente circa le iniziative assunte ai fini dicui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo.


26.6.1999 L 161/37Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITTITOLO VIPROCEDURA DI COMITATOArticolo 47Disposizioni generali1. Nell'attuazione del presente regolamento la CommissioneeÁ assistita da quattro comitati:a) il comitato per lo sviluppo e la riconversione delleregioni;b) il comitato di cui all'articolo 147 del trattato;c) il comitato per le strutture agrarie e lo svilupporurale;d) il comitato per le strutture del settore della pesca edell'acquacoltura.2. Quando i comitati di cui al paragrafo 1,lettere a), c) e d), esercitano le competenze di comitaticonsultivi ai sensi, rispettivamente, degli articoli 48,50 e 51, si applica la seguente procedura:Ð il rappresentante della Commissione sottopone alcomitato un progetto delle misure da adottare;Ð il comitato, entro un termine che il presidente puòfissare in funzione dell'urgenza della questione inesame, formula il suo parere sul progetto, eventualmenteprocedendo a votazione;Ð il comitato formula il parere sul progetto entro untermine che il presidente può fissare in funzionedell'urgenza della questione in esame. Il parere eÁformulato alla maggioranza di cui all'articolo 205,paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioniche il Consiglio deve prendere su propostadella Commissione. Nelle votazioni in seno alcomitato, ai voti dei rappresentanti degli Statimembri eÁ attribuita la ponderazione fissata nell'articoloprecitato. Il presidente non partecipa alvoto;Ð la Commissione adotta misure che sono immediatamenteapplicabili. Tuttavia, se tali misure nonsono conformi al parere espresso dal comitato, laCommissione le comunica immediatamente al Consiglio.In tal caso:Ð essa può differire di un mese al massimo, adecorrere da tale comunicazione, l'applicazionedelle misure da essa decise;Ð il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata,può prendere una decisione diversa entroil termine di cui al quarto trattino.4. La Commissione sottopone ai comitati i rapportidi cui all'articolo 45. Essa può chiedere il parere di uncomitato su qualunque questione relativa agli interventidei Fondi diversi da quelli previsti nel presentetitolo, comprese le questioni trattate principalmente daaltri comitati.5. I pareri di ciascun comitato sono comunicati aglialtri comitati di cui al presente titolo.Ð il parere eÁ iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Statomembro ha il diritto di chiedere che la sua posizionefiguri a verbale;Ð la Commissione tiene in massima considerazione ilparere formulato dal comitato. Essa lo informa delmodo in cui ha tenuto conto del suo parere.3. Quando i comitati di cui al paragrafo 1,lettere a), c) e d), esercitano le competenze di comitatidi gestione ai sensi, rispettivamente, degli articoli 48,50 e 51, si applica la seguente procedura:Ð il rappresentante della Commissione sottopone alcomitato un progetto delle misure da adottare;6. Ciascun comitato stabilisce il proprio regolamentointerno.7. Il Parlamento europeo viene regolarmente informatoin merito ai lavori dei comitati.Articolo 48Comitato per lo sviluppo e la riconversione delleregioni1. Sotto l'egida della Commissione eÁ istituito uncomitato per lo sviluppo e la riconversione delle regioni,composto di rappresentanti degli Stati membri e


L 161/38 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITpresieduto dal rappresentante della Commissione. LaBEI designa un rappresentante senza diritto di voto.2. Il comitato esercita le competenze di comitato digestione secondo la procedura di cui all'articolo 47,paragrafo 3, quando tratta le seguenti questioni:a) le modalitaÁ di applicazione di cui all'articolo 53,paragrafo 2;Gli altri comitati sono consultati sulle suddettemodalitaÁ di applicazione, nella loro funzione consultiva,per quanto di loro competenza;b) le modalitaÁ di applicazione di cui all'articolo 5 delregolamento (CE) n. 1261/1999 del Parlamentoeuropeo e del Consiglio, del 21 giugno 1999, relativoal Fondo europeo di sviluppo regionale ( 1 );c) gli orientamenti relativi alle iniziative comunitariedi cui all'articolo 20, paragrafo 1, lettera a)(«INTERREG») ed all'articolo 20, paragrafo 1,lettera b) («URBAN»);d) gli orientamenti relativi ai diversi tipi di azioniinnovatrici di cui all'articolo 22, in caso di contributodel FESR.3. Il comitato esercita le competenze di comitatoconsultivo secondo la procedura di cui all'articolo 47,paragrafo 2, quando tratta le seguenti questioni:due rappresentanti delle organizzazioni sindacali deilavoratori e due rappresentanti delle organizzazioni deidatori di lavoro per ciascuno degli Stati membri. Ilmembro della Commissione incaricato della presidenzapuò delegare questa funzione a un alto funzionariodella Commissione.Per ciascuno Stato membro viene nominto un supplenteper ognuna delle categorie di cui al primocomma. In mancanza di uno o dei due membri, il supplentepartecipa di pieno diritto alle deliberazioni.I membri e i supplenti sono nominati dal Consiglio, suproposta della Commissione, per un periodo di treanni. Il loro mandato eÁ rinnovabile. Il Consiglio siadopera per assicurare, nella composizione del comitato,una rappresentanza equa dei vari gruppi interessati.Per le questioni all'ordine del giorno che la riguardano,la BEI designa un rappresentante senza diritto divoto.2. Il comitato:a) esprime un parere in merito ai progetti di decisionidella Commissione sui documenti unici di programmazionee sui quadri comunitari di sostegno atitolo dell'obiettivo n. 3, nonche sui quadri comunitaridi sostegno e sulle informazioni corrispondenticontenute nei documenti unici di programmazionea titolo degli obiettivi n. 1 e n. 2 nella misurain cui sia previsto un contributo del FSE;a) l'elaborazione e revisione dell'elenco delle zone chepossono beneficiare dell'obiettivo n. 2;b) i quadri comunitari di sostegno e le informazionicorrispondenti contenute nei documenti unici diprogrammazione a titolo degli obiettivi n. 1 e n. 2;c) i tipi di azioni di assistenza tecnica di cuiall'articolo 23, in caso di contributo del FESR;d) qualsiasi altra questione relativa agli articoli da 20a 22.Articolo 49Comitato di cui all'articolo 147 del trattato1. Il comitato istituito ai sensi dell'articolo 147 deltrattato eÁ composto di due rappresentanti del governo,b) esprime un parere in merito alle modalitaÁ di applicazionedi cui all'articolo 53, paragrafo 2;c) eÁ consultato sulle modalitaÁ di applicazione di cuiall'articolo 8 del regolamento (CE) n. 1262/1999del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 giugno1999, relativo al Fondo sociale europeo ( 2 );d) esprime un parere in merito agli orientamenti dellaCommissione per l'iniziativa comunitaria di cuiall'articolo 20, paragrafo 1, lettera d) («EQUAL»)nonche per i vari tipi di azioni innovative nell'ambitodell'articolo 22, in caso di contributo del FSE.La Commissione ha inoltre facoltaÁ di sottoporre alcomitato ulteriori questioni relative agli articoli da20 a 22;e) eÁ consultato in merito ai tipi di azioni di assistenzatecnica di cui all'articolo 23, in caso di contributodel FSE.( 1 ) Vedi pagina 43 della presente Gazzetta ufficiale. ( 2 ) Vedi pagina 48 della presente Gazzetta ufficiale.


26.6.1999 L 161/39Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT3. Ai fini dell'adozione, i pareri del comitato sonoapprovati a maggioranza assoluta dei voti validamenteespressi. La Commissione informa il comitato delmodo in cui ha tenuto conto dei suoi pareri.Articolo 50Comitato per le strutture agrarie e lo sviluppo rurale1. Sotto l'egida della Commissione eÁ istituito uncomitato per le strutture agrarie e lo sviluppo rurale,composto di rappresentanti degli Stati membri e presiedutodal rappresentante della Commissione. La BEIdesigna un rappresentante senza diritto di voto.2. Il comitato esercita le competenze di comitato digestione secondo la procedura di cui all'articolo 47,paragrafo 3, quando tratta le seguenti questioni:a) le modalitaÁ di applicazione e le disposizioni transitoriedi cui agli articoli 34, 50 e 53 del regolamento(CE) n. 1257/1999;b) gli orientamenti relativi all'iniziativa comunitariadi cui all'articolo 20, paragrafo 1, lettera c) («LEA-DER»).3. Il comitato esercita le competenze di comitatoconsultivo secondo la procedura di cui all'articolo 47,paragrafo 2, quando tratta le seguenti questioni:a) l'elaborazione e la revisione dell'elenco delle zoneche possono beneficiare dell'obiettivo n. 2;b) le parti dell'intervento concernenti le struttureagrarie e lo sviluppo rurale incluse nei progetti didecisione della Commissione relativi ai quadricomunitari di sostegno e le informazioni corrispondenticontenute nei documenti unici di programmazioneper le regioni degli obiettivi n. 1 e n. 2;c) le modalitaÁ di applicazione di cui all'articolo 53,paragrafo 2;Articolo 51Comitato per le strutture del settore della pesca edell'acquacoltura1. Sotto l'egida della Commissione eÁ istituito uncomitato per le strutture del settore della pesca e dell'acquacoltura,composto di rappresentanti degli Statimembri e presieduto dal rappresentante della Commissione.La BEI designa un rappresentante senza dirittodi voto.2. Il comitato esercita le competenze di comitato digestione secondo la procedura di cui all'articolo 47,paragrafo 3, quando tratta le seguenti questioni:a) le modalitaÁ di applicazione previste all'articolo 4del regolamento (CE) n. 1263/1999;b) gli orientamenti per i vari tipi di azioni innovativepreviste in applicazione dell'articolo 22, in caso dicontributo dello SFOP.3. Il comitato esercita le competenze di comitatoconsultivo secondo la procedura di cui all'articolo 47,paragrafo 2, quando tratta le seguenti questioni:a) l'elaborazione e la revisione dell'elenco delle zoneche possono beneficiare dell'obiettivo n. 2;b) le parti dell'intervento concernenti le strutture delsettore della pesca incluse nel progetto di decisionedella Commissione relativo ai quadri comunitari disostegno e le informazioni corrispondenti contenutenei documenti unici di programmazione atitolo dell'obiettivo n. 1;c) le modalitaÁ di applicazione di cui all'articolo 53,paragrafo 2;d) i tipi di azioni di assistenza tecnica ai sensidell'articolo 23, in caso di contributo del FEAOG;e) qualsiasi altra questione attinente agli articoli da20 a 22.d) i tipi di azioni di assistenza tecnica ai sensidell'articolo 23, in caso di contributo dello SFOP;e) qualsiasi altra questione concernente l'articolo 22.


L 161/40 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITTITOLO VIIDISPOSIZIONI FINALIArticolo 52Disposizioni transitorieLe parti delle somme impegnate per i programmi decisidalla Commissione tra il 1 o gennaio 1994 e il31 dicembre 1999 e che non hanno formato oggetto diuna domanda di pagamento definitivo presentata allaCommissione entro il 31 marzo 2003, sono da quest'ultimadisimpegnate d'ufficio entro il 30 settembre2003 e danno luogo a rimborso delle somme nondovute, fatti salvi operazioni o programmi oggetto disospensione per motivi giudiziari.1. Il presente regolamento non osta alla continuazioneo modificazione, compresa la soppressione totaleo parziale, di un intervento approvato dal Consiglio odalla Commissione in base ai regolamenti (CEE)n. 2052/88 e (CEE) n. 4253/88 o a qualsiasi altro attonormativo applicabile a detto intervento il 31 dicembre1999.2. Le domande volte ad ottenere un contributo deiFondi per determinati interventi presentate in forza deiregolamenti (CEE) n. 2052/88 e (CEE) n. 4253/88sono esaminate ed approvate dalla Commissione entroil 31 dicembre 1999 sulla base di detti regolamenti.Articolo 53ModalitaÁ di applicazione1. La Commissione eÁ incaricata dell'applicazionedel presente regolamento.2. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedegli articoli 30, 33, 38, 39 e 46 secondo la proceduraprevista all'articolo 48, paragrafo 2, lettera a).Essa adotta altresì, secondo la stessa procedura e qualoranecessario in casi imprevedibili, altre modalitaÁ diapplicazione del presente regolamento.3. La Commissione, nella definizione dei quadricomunitari di sostegno e degli interventi, tiene contodi qualunque azione giaÁ approvata dal Consiglio odalla Commissione prima dell'entrata in vigore delpresente regolamento e avente un'incidenza finanziariadurante il periodo coperto dai quadri e dagli interventi.Tali azioni non sono soggette all'osservanzadell'articolo 30, paragrafo 2.4. In deroga alla data prevista all'articolo 30,paragrafo 2, una spesa effettivamente liquidata per laquale la Commissione abbia ricevuto, nel periodocompreso fra il 1 o gennaio e il 30 aprile 2000, unadomanda di intervento conforme al disposto del presenteregolamento può essere considerata ammissibileal contributo dei Fondi a decorrere dal 1 o gennaio2000.5. Le parti delle somme impegnate per le operazionio i programmi decisi dalla Commissione anteriormenteal 1 o gennaio 1994 e che non hanno formato oggettodi una domanda di pagamento definitivo presentataalla Commissione entro il 31 marzo 2001, sono daquest'ultima disimpegnate d'ufficio entro il 30 settembre2001 e danno luogo a rimborso delle somme nondovute, fatti salvi operazioni o programmi oggetto disospensione per motivi giudiziari.Articolo 54AbrogazioneIl regolamento (CEE) n. 2052/88 e il regolamento(CEE) n. 4253/88 sono abrogati con decorrenza dal 1 ogennaio 2000, senza pregiudizio dell'articolo 52,paragrafo 1.I riferimenti ai regolamenti abrogati si intendono fattial presente regolamento.Articolo 55Clausola di riesameIl Consiglio, su proposta della Commissione, riesaminail presente regolamento entro il 31 dicembre 2006.Esso delibera sulla proposta secondo la procedura dicui all'articolo 161 del trattato.Articolo 56Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il terzo giornosuccessivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficialedelle ComunitaÁ europee.Gli articoli 28, 31 e 32 si applicano a decorrere dal 1 ogennaio 2000.


26.6.1999 L 161/41Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITIl presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Lussemburgo, addì 21 giugno 1999.Per il ConsiglioIl presidenteG. VERHEUGEN


L 161/42 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATOFONDI STRUTTURALIRipartizione annuale degli stanziamenti di impegno per il periodo 2000-2006(di cui all'articolo 7, paragrafo 1)(milioni di euro a prezzi 1999)2000 2001 2002 2003 2004 2005 200629 430 28 840 28 250 27 670 27 080 27 080 26 660


26.6.1999 L 160/1Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITI(Atti per i quali la pubblicazione eÁ una condizione di applicabilitaÁ)REGOLAMENTO (CE) N. 1251/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativiIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, inparticolare gli articoli 36 e 37,vista la proposta della Commissione ( 1 ),visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ),visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),visto il parere del Comitato delle regioni ( 4 ),visto il parere della Corte dei conti ( 5 ),(1) considerando che la politica agraria comune siprefigge di conseguire gli obiettivi enunciatidall'articolo 33 del trattato, tenendo conto dellasituazione del mercato;(2) considerando che per conseguire un miglioreequilibrio del mercato, un nuovo sistema di aiutieÁ stato introdotto con il regolamento (CEE)n. 1765/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992,che istituisce un regime di sostegno a favore deicoltivatori di taluni seminativi ( 6 );(3) considerando che la riforma della politica agricolacomune del 1992 eÁ stata seguita da un considerevolemiglioramento degli equilibri di mercato;( 1 ) GU C 170 del 4.6.1998, pag. 4.( 2 ) Parere espresso il 6 maggio 1999 (non ancora pubblicatonella Gazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 284 del 14.9.1998, pag. 55.( 4 ) GU C 93 del 6.4.1999, pag. 1.( 5 ) GU C 401 del 22.12.1998, pag. 3.( 6 ) GU L 181 dell'1.7.1992, pag. 12. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1624/98 (GUL 210 del 28.7.1998, pag. 3).(4) considerando che il ritiro di seminativi dalla produzionenell'ambito del regime di sostegno afavore dei coltivatori di taluni seminativi, introdottonel 1992 parallelamente ad una riduzionedel prezzo d'intervento, ha contribuito a manteneresotto controllo la produzione, mentre lamaggiore competitivitaÁ dei prezzi ha permesso dismerciare considerevoli quantitativi supplementaridi prodotti sul mercato interno, in particolareper l'alimentazione del bestiame;(5) considerando che appare opportuno continuaread offrire un sostegno basato sul regime introdottonel 1992, tenendo tuttavia conto dell'evoluzionedel mercato e dell'esperienza acquisitacon l'applicazione del regime stesso;(6) considerando che a determinate condizioni gliStati membri possono rendere ammissibili iforaggi insilati ai pagamenti per superficie nelquadro di detto regime;(7) considerando che la riforma del regime di sostegnodeve tener conto degli obblighi internazionalidella ComunitaÁ;(8) considerando che il mezzo migliore per conseguirel'equilibrio del mercato consiste nel ravvicinarei prezzi comunitari dei cereali ai prezzi delmercato mondiale e nel prevedere pagamenti persuperficie non riguardanti una determinata coltura;(9) considerando che i pagamenti per superficiedovrebbero essere riconsiderati se le condizionidel mercato risulteranno diverse da quelle attualmenteipotizzate;(10) considerando che la qualifica di superficieammissibile dovrebbe essere attribuita soltantoalle superfici a seminativo o che hanno fruito diun regime di aiuti con fondi pubblici percheÂmesse a riposo;(11) considerando che, per tutelare l'equilibrio delmercato, qualora la somma delle superfici per le


L 160/2 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITquali eÁ chiesto un pagamento nel quadro delregime risulti superiore alla superficie di base, lasuperficie ammissibile per azienda dev'essereridotta;(12) considerando che gli Stati membri possono stabilireuna o piœ superfici di base nazionali; che siritiene opportuno che gli Stati membri che scelgonoquesta opzione possano suddividere ciascunasuperficie di base nazionale in sottosuperficidi base; che, qualora una superficie di basenazionale venga superata, lo Stato membro inquestione dovrebbe poter concentrare la totalitaÁo parte delle misure necessarie sulle sottosuperficidi base per le quali eÁ stato rilevato un superamento;(13) considerando che i pagamenti per superficiedovrebbero rispecchiare le specifiche caratteristichestrutturali che influenzano le rese; chedovrebbe spettare agli Stati membri elaborare unpiano di regionalizzazione fondato su criteriobiettivi; che nei piani di regionalizzazioneandrebbe definita una resa cerealicola media uniforme;che detti piani dovrebbero attenersi allerese medie registrate nelle singole regioni in unperiodo determinato, tenendo conto di eventualidiversitaÁ strutturali tra regioni di produzione;che eÁ opportuno istituire una procedura appositaper l'esame dei piani in questione a livello comunitario;(14) considerando che può essere ammessa una differenziazionedelle rese tra superfici irrigate e nonirrigate, purche si provveda a definire una superficiedi base distinta per le colture irrigue, senzache risulti maggiorata la superficie di base totale;(15) considerando che il granoturco ha una resadiversa che lo differenzia da altri cereali e chepuò quindi giustificare un trattamento distinto;(16) considerando che il pagamento per superficie vacalcolato moltiplicando un importo di base pertonnellata per la «resa cerealicola media» determinatariguardo alla regione di cui trattasi; che,qualora siano fissate rese diverse per il granturcoed altri cereali, dovrebbero essere stabilite superficidi base distinte per il granturco;(17) considerando che eÁ opportuno stabilire unimporto di base unico per i seminativi; chel'importo di base per tonnellata andrebbeaumentato tenendo conto della riduzione gradualedel prezzo d'intervento per i cereali; cheoccorre introdurre un aiuto specifico per le coltureproteiche, in modo da salvaguardarne lacompetitivitaÁ rispetto ai cereali;(18) considerando che, nel caso di una riduzionefinale del prezzo d'intervento, importo di basedeve essere aumentato applicando lo stesso tassodi compensazione utilizzato nelle campagne dicommercializzazione 2000/2001 e 2001/2002;(19) considerando che eÁ opportuno istituire un regimespeciale per il frumento duro in modo da assicurareuna produzione sufficiente per l'approvvigionamentodelle industrie utilizzatrici, mantenendonel contempo il controllo degli oneri dibilancio; che tale obiettivo dovrebbe essere raggiuntoprevedendo la concessione di un supplementolimitata, per ogni Stato membro interessato,ad una superficie massima di frumentoduro; che l'eventuale superamento di tali superficidovrebbe condurre all'adeguamento delledomande presentate;(20) considerando inoltre che, in taluni Stati membri,esiste una produzione di frumento duro ben consolidatain regioni situate al di fuori delle zonetradizionali; che eÁ auspicabile salvaguardare uncerto livello di produzione in tali regionimediante la concessione di un aiuto specifico;(21) considerando che, per poter fruire dei pagamentiper superfici, i coltivatori dovrebbero ritiraredalla produzione una percentuale prestabilita deipropri seminativi; che i terreni ritirati dalla produzionedovrebbero ricevere una destinazionetale da rispettare determinati criteri minimi didifesa dell'ambiente; che detti terreni dovrebberopoter essere anche utilizzati per produzioni nonalimentari, sempreche si possano applicare efficacisistemi di controllo;(22) considerando che nell'attuale situazione del mercatoeÁ opportuno ridurre al 10 % per il periodo2000-2006 il tasso di ritiro obbligatorio di seminatividalla produzione; che questa percentualeandrebbe riesaminata per tener conto dell'andamentodella produzione e dei mercati;(23) considerando che l'obbligo del ritiro dalla produzionedovrebbe essere accompagnato da unacompensazione appropriata; che tale compensazionedovrebbe essere equivalente ai pagamentiper superficie relativi ai cereali;(24) considerando che nessun obbligo di ritirodovrebbe essere imposto ai piccoli produttori lecui domande di pagamento per superficie sisituano al di sotto di un determinato livello; cheoccorre stabilire tale livello;(25) considerando che, per il ritiro volontario, puòessere concesso ai produttori il pagamento relativoal ritiro dalla produzione per terreni addizionalmenteritirati; che il limite massimo di superficiedovrebbe essere stabilito dagli Stati membri;(26) considerando che i pagamenti per superficiedovrebbero essere corrisposti, per una datasuperficie, con frequenza annuale; che dovrebberoessere ammesse a fruire dei pagamenti lesuperfici non coltivate immediatamente primadell'entrata in vigore del regime istituito dalregolamento (CEE) n. 1765/92; che, per tenerconto di particolari situazioni nelle quali taledisposizione risulta inutilmente restrittiva, eÁ


26.6.1999 L 160/3Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITopportuno ammettere talune deroghe, la cuigestione va affidata agli Stati membri;(27) considerando che occorre stabilire alcune condizioniper la richiesta dei pagamenti per superficiee precisare quando dovrebbero essere versati aiproduttori;(28) considerando che le date per l'esecuzione deipagamenti andrebbero stabilite in modo che levendite dei prodotti coltivati sui seminativi sianouniformemente distribuite durante la campagnadi commercializzazione;(29) considerando che le date di semina andrebberoadeguate alle condizioni naturali delle diversezone di produzione;(30) considerando che eÁ necessario prevedere normetransitorie al fine di abolire i pagamenti specificiper i semi oleosi a decorrere dalla campagna dicommercializzazione 2002/2003; che alcunedisposizioni in vigore nel settore devono esseremantenute tenuto conto degli obblighi internazionalidella ComunitaÁ;(31) considerando che, conformemente agli articoli 1e 2 del regolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio,del 17 maggio 1999, relativo al finanziamentodella politica agricola comune ( 1 ), laComunitaÁ deve finanziare le spese sostenute dagliStati membri per effetto degli obblighi derivantidall'applicazione del presente regolamento;(32) considerando che occorre prevedere misure transitorie,autorizzando la Commissione ad adottarne,se necessario, di supplementari;(33) considerando che gli adeguamenti al regime disostegno per i seminativi dovrebbero venireintrodotti a partire dalla campagna di commercializzazione2000/2001;(34) considerando che, tenuto conto degli adeguamentiqui previsti per il vigente regime di sostegnoe delle modifiche precedentemente introdotte,appare opportuno, per esigenze di chiarezza,sostituire il regolamento (CEE) n. 1765/92con un nuovo regolamento,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. Il presente regolamento istituisce un regime dipagamenti per superficie a favore dei coltivatori diseminativi.2. Ai fini del presente regolamento:Ð la campagna di commercializzazione va dal 1 oluglio al 30 giugno dell'anno successivo;Ð per «seminativi» s'intendono quelli i cui prodottisono elencati nell'allegato I.3. Gli Stati membri in cui il granturco non eÁ unseminativo tradizionale possono rendere i foraggi insilatiammissibili ai pagamenti per superficie per i seminativialle stesse condizioni applicabili ai seminativi.CAPITOLO IArticolo 21. I coltivatori comunitari di seminativi possonochiedere un pagamento per superficie in base alle condizionistabilite nel presente regolamento.2. Il pagamento per superficie eÁ fissato per ettaro edeÁ differenziato su scala regionale.Il pagamento per superficie eÁ concesso per la superficiea seminativo o ritirata dalla produzione conformementeall'articolo 6 e che non eÁ superiore ad unasuperficie di base regionale. Quest'ultima corrispondeal numero medio di ettari che, in una regione, risultanoa seminativo o, se del caso, messi a riposo conformementea un regime sovvenzionato con fondi pubblicinegli anni 1989, 1990 e 1991. Ai sensi della presentedisposizione, per regione s'intende uno Statomembro o una sua regione, a scelta dello Stato membrointeressato.3. I coltivatori che chiedono il pagamento per superficiehanno l'obbligo di ritirare dalla produzione partedella superficie della loro azienda e ricevono una compensazioneper tale obbligo.4. Qualora la somma delle superfici per le quali eÁchiesto un pagamento nel quadro del regime per iseminativi, compresa la superficie messa a riposo anorma di detto regime, risulti superiore alla superficiedi base, la superficie ammissibile per singolo agricoltoreviene ridotta proporzionalmente per tutti i pagamenticoncessi in forza del presente regolamento nellaregione interessata durante la stessa campagna di commercializzazione.Le superfici che non formano oggetto di una domandadi pagamento ai sensi del presente regolamento, mache servono a giustificare una domanda di aiuto aisensi del regolamento (CE) n. 1254/1999 del Consiglio,del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazionecomune dei mercati nel settore delle carni bovine ( 2 ),( 1 ) Vedi pagina 103 della presente Gazzetta ufficiale. ( 2 ) Vedi pagina 21 della presente Gazzetta ufficiale.


L 160/4 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITsono prese in considerazione ai fini del calcolo dellesuperfici per le quali eÁ chiesto un pagamento.5. Se uno Stato membro rende i foraggi insilatiammissibili ai pagamenti per superficie per i seminativi,deve essere definita una superficie di base distinta.Se in una determinata campagna di commercializzazionela superficie di base per i seminativi o i foraggiinsilati non eÁ raggiunta, il saldo di ettari eÁ assegnatoper la stessa campagna alla superficie di base corrispondente.6. Qualora uno Stato membro abbia scelto di stabilireuna o piœ superfici di base nazionali, esso può suddividereciascuna di esse in sottosuperfici di base, conformementeai criteri obiettivi che lo Stato membrodeve definire.Per l'applicazione del presente paragrafo, le superficidi base «Secano» e «Regadío» sono considerate comesuperfici di base nazionali.In caso di superamento di una superficie di base nazionalelo Stato membro può concentrare, secondo criteriobiettivi, la totalitaÁ o parte delle misure di cui alparagrafo 4 sulle sottosuperfici di base per le quali eÁstato constatato il superamento.Gli Stati membri che decidano di avvalersi delle possibilitaÁdi cui al presente paragrafo devono notificarealla Commissione e ai coltivatori, entro il 15 settembre,la scelta effettuata nonche le relative modalitaÁ d'applicazione.Articolo 31. Al fine di stabilire le rese medie per il calcolo delpagamento per superficie, ogni Stato membro elaboraun piano di regionalizzazione esponendo i criteri pertinentie obiettivi per la delimitazione delle varie regionidi produzione, in modo da pervenire alla definizionedi zone omogenee distinte.In tal contesto, gli Stati membri tengono conto, nellastesura dei piani di regionalizzazione, di situazioni specifiche.Essi possono, in particolare, differenziare lerese medie in funzione di eventuali diversitaÁ strutturalitra regioni di produzione.2. Gli Stati membri possono inoltre, nei loro pianidi regionalizzazione, applicare un valore di resa per ilgranturco diverso da quello degli altri cereali.a) Qualora la resa per il granturco sia superiore aquella degli altri cereali, deve essere determinataseparatamente per il granturco una superficie dibase ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2 che copreuna o piœ regioni di produzione «granturco», ascelta dello Stato membro.Gli Stati membri possono inoltre, nelle regioni incausa, determinare superfici di base separate per iseminativi diversi dal granturco. In tal caso, se nelcorso di una campagna non eÁ raggiunta la superficiedi base «granturco», il saldo di ettari eÁ assegnatonuovamente per la stessa campagna allesuperfici di base corrispondente dei seminatividiversi dal granturco.b) Qualora la resa del granturco sia pari o inferiore aquella degli altri cereali, può ugualmente esseredeterminata separatamente una superficie di baseper il granturco, conformemente alla lettera a). Intal caso e se lo Stato membro sceglie di stabilireuna superficie di base «altri seminativi diversi dalgranturco»:Ð se nel caso di una campagna non eÁ raggiunta lasuperficie di base «granturco», il saldo di ettaripuò essere assegnato nuovamente per la stessacampagna alla superficie di base corrispondentiagli altri seminativi;Ð se nel corso di una campagna non eÁ raggiuntala superficie di base «altri seminativi diversi dalgranturco», il saldo di ettari può essere assegnatonuovamente per la stessa campagna allasuperficie di base «granturco» interessata.In caso di superamento di queste superfici di base, siapplica l'articolo 2, paragrafo 4.3. Nei loro piani di regionalizzazione gli Stati membripossono prevedere rese diverse per i terreni irrigatie quelli non irrigati. In tal caso, gli Stati membri determinanouna superficie di base distinta per le superficiinvestite a colture irrigue.La superficie di base irrigata corrisponde alla superficiemedia dei seminativi irrigati tra il 1989 e il 1991 invista del raccolto, comprese le maggiorazioni introdottea norma dell'articolo 3, paragrafo 1, quartocomma, ultima frase del regolamento (CEE) n. 1765/92. Tuttavia, la superficie di base irrigata del PortogalloeÁ aumentata fino a 60 000 ha per le superficinelle quali eÁ stato stabilito che gli investimenti perl'irrigazione sono iniziati dopo il 1 o agosto 1992. Taleaumento può essere totalmente o parzialmenteaggiunto alla superficie di base irrigata mais come previstoall'articolo 3, paragrafo 2.La determinazione della superficie di base irrigata nondeve comportare un aumento della superficie di basetotale dello Stato membro di cui trattasi. In caso di


26.6.1999 L 160/5Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITsuperamento della superficie di base irrigata, si applical'articolo 2, paragrafo 4.Qualora la superficie di base irrigata non venga raggiuntadurante una determinata campagna di commercializzazione,gli ettari rimanenti vengono riattribuitiper la stessa campagna alla corrispondente superficiedi base non irrigata.4. Nel piano di regionalizzazione dev'essere in ognicaso rispettata la resa media dello Stato membro inquestione, definita per il periodo e secondo i criteri dicui al paragrafo 5.5. Per ogni regione di produzione, lo Stato membrofornisce dati particolareggiati sulle superfici e sullerese dei seminativi in tale regione durante il quinquennio1986/1987±1990/1991. Per ogni regione si procedeal calcolo separato della resa cerealicola media, escludendole due campagne del suddetto quinquennio incui si sono registrate rispettivamente la resa piœ elevatae la resa piœ bassa.Tuttavia, tale obbligo può essere adempiuto:Ð nel caso dei cereali prodotti in Portogallo, fornendoi dati comunicati nel quadro dell'applicazionedel regolamento (CEE) n. 3653/90 del Consiglio,dell'11 dicembre 1990, recante disposizionitransitorie relative all'organizzazione comune delmercato dei cereali e del riso in Portogallo ( 1 ),Ð nel caso dei cinque nuovi Länder tedeschi, fornendola resa media degli altri Länder tedeschi,Ð nel caso dell'Italia e della Spagna, fissando la resadi riferimento a 3,9 tonnellate/ettaro e 2,9 tonnellate/ettarorispettivamente.Se uno Stato membro decide:Ð di applicare al granoturco un trattamento diversoda quello riservato agli altri cereali, la resa mediadei cereali, che non viene modificata, deve essereripartita tra il granoturco e gli altri cereali,6. Gli Stati membri presentano i rispettivi piani diregionalizzazione alla Commissione entro il 1 o agosto1999, corredati di tutte le informazioni necessarie. Perl'adempimento di questo obbligo possono richiamarsial proprio piano di regionalizzazione presentato allaCommissione a norma del regolamento (CEE) n. 1765/92.La Commissione esamina i piani di regionalizzazionepresentati dagli Stati membri, verificando che ognipiano sia fondato su criteri appropriati e obiettivi ecorrisponda ai dati storici disponibili. La Commissionepuò opporsi a piani incompatibili con i criteri summenzionati,in particolare per quanto concerne la resamedia dello Stato membro interessato. In tal caso ipiani sono adattati dallo Stato membro interessato,previa consultazione della Commissione.A richiesta della Commissione o su iniziativa delloStato membro interessato, il piano di regionalizzazionepuò essere riesaminato dallo Stato membro secondo laprocedura prevista nel presente articolo.7. Qualora uno Stato membro scelga, conformementeal paragrafo 1, di stabilire regioni di produzionesecondo una delimitazione diversa da quella dellesuperfici di base regionali, esso trasmette alla Commissioneun prospetto riepilogativo di tutte le domande dipagamento presentate e delle pertinenti rese. Se talidati evidenziano che in uno Stato membro la resamedia indicata nel piano di regionalizzazione applicatonel 1993 o nel caso dell'Austria, della Finlandia e dellaSvezia, la resa media indicata nel piano applicato nel1995 o, nel caso dell'Italia e della Spagna, la resa fissatanell'articolo 3, paragrafo 5, eÁ superata, tutti ipagamenti che devono essere corrisposti in tale Statomembro per la campagna successiva sono ridotti proporzionalmenteall'entitaÁ del superamento constatato.Tuttavia questa disposizione non si applica qualora laquantitaÁ, espressa in tonnellate di cereali, per la qualesono state presentate domande non superi quella calcolatamoltiplicando il totale delle superfici di basedello Stato membro per la suddetta resa media.Gli Stati membri possono optare per una constatazionedell'eventuale superamento della resa media a livellodi ciascuna superficie di base. In tal caso le disposizionidi cui al presente paragrafo si applicano ai pagamentida corrispondere in ciascuna delle superfici dibase interessate.Ð di applicare ai terreni irrigati un trattamentodiverso da quello riservato ai terreni non irrigati, laresa media corrispondente, che non viene modificata,dev'essere ripartita tra le due categorie inquestione.( 1 ) GU L 362 del 27.12.1990, pag. 28. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1664/95 dellaCommissione (GU L 158 dell'8.7.1995, pag. 13).Articolo 41. Fatto salvo l'articolo 10, il pagamento per superficieeÁ calcolato moltiplicando l'importo di base pertonnellata per la resa media cerealicola determinatanel piano di regionalizzazione per la regione di cuitrattasi.


L 160/6 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT2. Il calcolo di cui al paragrafo 1 eÁ eseguito in basealla resa media cerealicola. Tuttavia, qualora il granturcosia trattato separatamente, per esso viene utilizzatala resa relativa al «granturco», per i cereali, isemi oleosi e i semi di lino la resa relativa ai «cerealidiversi dal granturco».3. L'importo di base eÁ fissato come segue:per le colture proteiche:Ð 72,50 EUR/t a partire dalla campagna di commercializzazione2000/2001;per i cereali, i foraggi insilati e le superfici ritirate dallaproduzione:Ð 58,67 EUR/t per la campagna di commercializzazione2000/2001,Ð 63,00 EUR/t a partire dalla campagna di commercializzazione2001/2002;per i semi di lino:Ð 88,26 EUR/t per la campagna di commercializzazione2000/2001,Ð 75,63 EUR/t per la campagna di commercializzazione2001/2002,Ð 63,00 EUR/t a partire dalla campagna di commercializzazione2002/2003;per i semi oleosi:Ð 63,00 EUR/t a partire dalla campagna di commercializzazione2002/2003.L'importo di 63 EUR/t può essere aumentato a partiredalla campagna di commercializzazione 2002/2003tenuto conto di una riduzione finale del prezzo diintervento per i cereali prevista dall'articolo 3,paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 1766/92.L'aumento dei pagamenti per superficie saraÁ proporzionalein modo identico alla riduzione del prezzo diintervento applicabile nelle campagne di commercializzazione2000/2001 e 2001/2002.4. In Finlandia e in Svezia a nord del 62 o parallelo ein zone adiacenti sottoposte a condizioni climaticheanaloghe che rendono l'attivitaÁ agricola particolarmentedifficile, ai cereali ed ai semi oleosi viene applicatoun importo supplementare di 19 EUR/t del pagamentoper superficie, moltiplicato per la resa utilizzataper i pagamenti per superficie.Articolo 5Un supplemento di 344,5 EUR/ha del pagamento persuperficie viene corrisposto per la superficie investita afrumento duro nelle zone di produzione tradizionalielencate all'allegato II, entro il limite stabilitoall'allegato III.Qualora la somma delle superfici per le quali eÁ chiestoun supplemento del pagamento per superficie superi,nel corso di una campagna di commercializzazione, illimite di cui sopra, la superficie per coltivatore relativamentealla quale può essere corrisposto il supplementoeÁ ridotta proporzionalmente.Tuttavia, fermo restando il limite per Stato membrofissato all'allegato III, gli Stati membri possono ripartirele superfici indicate nel medesimo allegato tra lezone di produzione definite all'allegato II o, se delcaso, tra le regioni di produzione di cui all'articolo 3,secondo l'entitaÁ della produzione di frumento duro nelcorso del periodo 1993±1997. In tale ipotesi, se lasomma delle superfici di una regione per le quali eÁchiesto un supplemento del pagamento per superficiesupera, nel corso di una campagna di commercializzazione,il limite regionale corrispondente, la superficieper coltivatore della regione di produzione per la qualepuò essere corrisposto il supplemento eÁ ridotta proporzionalmente.Tale riduzione eÁ effettuata dopo che,all'interno di uno Stato membro, le superfici di regioniche non hanno raggiunto il loro limite regionale sonostate distribuite alle regioni che hanno superato dettolimite.Un aiuto specifico di 138,9 EUR/ha viene concesso,limitatamente al numero di ettari indicatoall'allegato IV, nelle regioni diverse da quelle di cuiall'allegato II nelle quali la produzione di frumentoduro eÁ ben consolidata.Articolo 61. Per ciascun coltivatore che chieda pagamenti persuperficie, l'obbligo di ritiro dalla produzione eÁ stabilitoin proporzione della superficie a seminativo per laquale eÁ presentata la richiesta, e che viene lasciata ariposo a norma del presente regolamento.Il tasso base per l'obbligo di ritiro dalla produzione eÁfissato al 10% a partire dalla campagna di commercializzazione2000/2001 fino alla campagna di commercializzazione2006/2007.2. Gli Stati membri applicano adeguate misure ditutela ambientale che tengano conto della specificasituazione dei terreni ritirati dalla produzione.3. I terreni ritirati dalla produzione possono essereutilizzati per ottenere materiali per la fabbricazione,nella ComunitaÁ, di prodotti non destinati in primoluogo al consumo umano o animale, a condizione chevengano applicati efficaci sistemi di controllo.Gli Stati membri sono autorizzati a corrispondere gliaiuti nazionali per coprire fino al 50% dei costi asso-


26.6.1999 L 160/7Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITciati all'introduzione di colture pluriennali per la produzionedi biomassa su terreni ritirati dalla produzione.4. Qualora siano stabilite rese diverse per i terreniirrigati e quelli non irrigati, si applica il pagamentorelativo al ritiro dalla produzione per i terreni non irrigati.In Portogallo, il pagamento tiene conto dell'aiutoconcesso a norma del regolamento (CEE) n. 3653/90.5. Il pagamento relativo al ritiro dalla produzionepuò essere concesso ai coltivatori che per i terrenti ritirativolontariamente in eccesso rispetto al loroobbligo. Gli Stati membri consentono agli agricoltoridi ritirare dalla produzione fino ad almeno il 10 %della superficie a seminativo per la quale eÁ presentatauna domanda di pagamento e che viene lasciata ariposo, a norma del presente regolamento. Gli Statimembri possono fissare percentuali maggiori tenendoconto delle situazioni particolari e garantendo una sufficientepresenza nelle aree agricole.6. Il pagamento relativo al ritiro dalla produzionepuò essere concesso su base pluriennale per un periodomassimo di cinque anni.di cui al paragrafo 1, fino ad un qualsiasi limite massimoper azienda, che può essere stabilito dallo Statomembro interessato. Tale limite massimo eÁ fissatoesclusivamente nella misura necessaria per evitare diconcentrare un importo eccessivo del bilancio disponibileper il regime in questione su un numero limitatodi aziende agricole.Tuttavia, per tali superfici, il pagamento per superficiedi cui all'articolo 4 non viene concesso ed il sostegnoconcesso in base all'articolo 24, paragrafo 1, oall'articolo 31, paragrafo 1, secondo trattino del regolamento(CE) n. 1257/1999 eÁ limitato ad un importopari al massimo al pagamento per superficie per ilritiro dalla produzione stabilito nell'articolo 4,paragrafo 3.Gli Stati membri possono decidere di non applicare adun nuovo richiedente il regime previsto dal secondocomma in regioni esposte ad un rischio permanente disuperamento significativo della superficie regionale dibase.Articolo 77. Non sono soggetti all'obbligo di ritiro dalla produzionei coltivatori che presentano una domanda dipagamento per una superficie che non supera la superficieche sarebbe necessaria per produrre 92 tonnellatedi cereali, calcolata in base alla resa determinata per laloro regione. A questi produttori si applicano iparagrafi 5 e 6.8. Fatto salvo l'articolo 7:Ð le superfici messe a riposo a norma degliarticoli 22±24 del regolamento (CE) n. 1257/1999del Consiglio, del 17 maggio 1999, sul sostegnoallo sviluppo rurale da parte del Fondo europeoagricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) eche modifica ed abroga taluni regolamenti ( 1 ), chenon sono adibite ad uso agricolo ne utilizzate ascopo di lucro diverso da quelli consentiti per lealtre terre messe a riposo a norma del presenteregolamento oÐ le superfici rimboscate in base alle norme sul rimboscamento[articolo 31 del regolamento (CE)n. 1257/1999],in seguito ad una domanda fatta successivamente al28 giugno 1995, possono essere contabilizzate comesuperfici messe a riposo a titolo dell'obbligo di ritiro( 1 ) Vedi pagina 80 della presente Gazzetta ufficiale.Le domande di pagamenti non possono essere presentateper terreni destinati, al 31 dicembre 1991, alpascolo permanente, a colture permanenti o a coltureforestali o ad usi non agricoli.In presenza di particolari circostanze e a condizioni dadeterminare, gli Stati membri possono derogare a talidisposizioni, segnatamente per quanto riguarda lesuperfici incluse in un programma di ristrutturazione ole superfici di seminativi investiti a colture poliennaliche sono generalmente in rotazione con le colture dicui all'allegato I. In questo caso gli Stati membri prendonole opportune misure per evitare un sostanzialeaumento della superficie agricola totale ammissibile.Dette misure possono prevedere, in particolare, la possibilitaÁdi dichiarare inammissibili superfici precedentementeconsiderate ammissibili al posto di altre superfici,diventate nel frattempo ammissibili.Gli Stati membri possono parimenti derogare al primocomma in presenza di particolari circostanze connessecon l'una o l'altra forma d'intervento pubblico, qualoraquesto intervento induca l'agricoltore a coltivareterreni precedentemente considerati inammissibili perproseguire la sua attivitaÁ agricola normale e l'interventoin questione disponga che le terre inizialmenteammissibili non lo siano piœ, in modo che la quantitaÁtotale di terreni ammissibili non sia aumentata inmodo significativo.Inoltre, per alcuni casi non contemplati dai due commiprecedenti, gli Stati membri possono derogare al primo


L 160/8 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITcomma se, in un piano sottoposto alla Commissione,dimostrano che l'estensione globale dei terreni ammissibiliresta immutata.Articolo 81. I pagamenti vengono effettuati tra il 16 novembree il 31 gennaio che seguono il raccolto. Tuttavia, qualorasi applichi l'articolo 6, paragrafo 3, i pagamentiper superficie per terreni ritirati vengono pagati tra il16 novembre ed il 31 marzo.2. Per poter beneficiare di un pagamento per superficie,un produttore deve aver effettuato le semineentro e non oltre il 31 maggio che precede il relativoraccolto ed introdotto una domanda entro e non oltreil 15 maggio.3. Gli Stati membri adottano le misure necessarieper rammentare ai richiedenti la necessitaÁ di rispettarela normativa ambientale.Articolo 9Le modalitaÁ d'applicazione del presente capitolo sonoadottate secondo la procedura di cui all'articolo 23 delregolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio, del30 giugno 1992, relativo all'organizzazione comunedei mercati nel settore dei cereali ( 1 ), in particolare perquanto riguarda:Ð le modalitaÁ concernenti il ritiro di seminativi dallaproduzione, in particolare quelle relative all'articolo6, paragrafo 3; le pertinenti condizioni possonoprevedere la coltivazione di prodotti senzadiritto al pagamento;Ð le modalitaÁ concernenti le condizioni per l'applicazionedell'articolo 7; tali condizioni definiscono lecircostanze in cui possono essere ammesse deroghealle disposizioni di detto articolo e l'obbligo degliStati membri di sottoporre alla Commissione, perapprovazione, le misure progettate;Ð le modalitaÁ di esecuzione del memorandumd'intesa sui semi oleaginosi, tra la ComunitaÁ economicaeuropea e gli Stati Uniti d'America, nelquadro del GATT, approvato con decisione 93/355/CEE ( 2 ).Secondo la medesima procedura la Commissione può:Ð subordinare la concessione di pagamenti all'utilizzazionedi determinate sementi, di sementi certificatenel caso del frumento duro, di talune varietaÁnel caso dei semi oleosi, del frumento duro e deisemi di lino, oppure prevedere la possibilitaÁ per gliStati membri di subordinare a tali condizioni laconcessione di pagamenti;Ð consentire che, in determinate zone, vengano modificatele date di cui all'articolo 8, paragrafo 2, secondizioni climatiche eccezionali rendono inapplicabilile date normalmente stabilite;Ð le modalitaÁ di delimitazione e di gestione dellesuperfici di base;Ð le modalitaÁ di elaborazione dei piani di regionalizzazionedella produzione;Ð le modalitaÁ relative ai foraggi insilati;Ð le modalitaÁ di concessione del pagamento persuperficie;Ð le modalitaÁ concernenti la superficie minimaammissibile al pagamento; esse tengono conto inparticolare delle esigenze di controllo e dell'obiettivoperseguito in materia di efficacia del regime inquestione;Ð le modalitaÁ di determinazoine, per il frumentoduro, dei criteri di ammissibilitaÁ al beneficio delsupplemento del pagamento per superficie di cuiall'articolo 5, nonche dei criteri di ammissibilitaÁper l'aiuto specifico di cui al medesimo articolo, ein particolare la determinazione delle regioni daprendere in considerazione;Ð consentire agli Stati membri, subordinatamente allasituazione di bilancio, che, in deroga all'articolo 8,paragrafo 1, venga autorizzata in alcune regionil'esecuzione di pagamenti anteriormente al16 novembre, fino a concorrenza del 50% deipagamenti per superficie, e l'esecuzione del pagamentoper il ritiro di seminativi dalla produzionenegli anni durante i quali eccezionali condizioni climatichehanno comportato una riduzione delle resetale da causare gravi difficoltaÁ finanziarie ai coltivatori.CAPITOLO IIArticolo 101. Per le campagne di commercializzazione 2000/2001 e 2001/2002 i pagamenti per superficie di semioleosi sono calcolati moltiplicando i seguenti importiper la resa cerealicola media determinata nel piano diregionalizzazione della regione in causa:Ð 81,74 EUR/t per la campagna di commercializzazione2000/2001;Ð 72,37 EUR/t per la campagna di commercializzazione2001/2002.( 1 ) GU L 181 dell'1.7.1992, pag. 21. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 923/96 dellaCommissione (GU L 126 del 24.5.1996, pag. 37). ( 2 ) GU L 147 del 18.6.1993, pag. 25.


26.6.1999 L 160/9Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITTuttavia gli Stati membri hanno la possibilitaÁ di continuarea fissare i pagamenti per i semi oleosi in basealla resa regionale storica dei semi oleosi stessi. In talcaso la resa eÁ moltiplicata per 1,95.2. Per le campagne 2000/2001 e 2001/2002 vieneistituita una superficie massima garantita (SMG) per ipagamenti per superficie di semi oleosi di 5 482 000ettari, ridotta della percentuale di ritiro obbligatoriodei seminativi fissata per quella campagna, oppureridotta di un'aliquota del 10% se la suddetta percentualeeÁ inferiore al 10%. Qualora, dopo l'applicazionedell'articolo 2, il limite della SMG venga superato, laCommissione riduce gli importi di cui al paragrafo 1conformemente al disposto dei paragrafi 3 e 4.3. Qualora la superficie di oleaginose giaÁ accertatain possesso dei requisiti per beneficiare dei pagamentiper superficie riguardanti i semi oleosi oltrepassi inuna qualsiasi campagna le SMG, la Commissioneprovvede per quella campagna a ridurre dell'1%, perogni unitaÁ percentuale di cui la SMG in causa risultisuperata, il corrispondente importo di base. Se la SMGeÁ superata di una percentuale superiore a un determinatolimite, si applicano disposizioni speciali. Se questolimite non eÁ oltrepassato, la riduzione dell'importoeÁ uniforme in tutti gli Stati membri; in caso, viceversa,di superamento di detto limite, si applicano adeguateriduzioni supplementari negli Stati membri cheabbiano oltrepassato le superfici nazionali di riferimentodi cui all'allegato V, ridotte della percentualespecificata al paragrafo 4. Tuttavia, per quanto concernela Germania, l'adeguata riduzione supplementarepuò essere differenziata su richiesta di detto Stato, intutto o in parte, in base alla superficie di base regionale;in caso di ricorso a tale facoltaÁ, la Germaniacomunica senza indugio alla Commissione gli elementiconsiderati ai fini del calcolo delle riduzioni da applicare.La Commissione stabilisce, secondo la procedura dicui all'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 1766/92,l'entitaÁ e la ripartizione delle adeguate riduzioni daapplicare e provvede, in particolare, a che la riduzionemedia ponderata per la ComunitaÁ nel suo complessosia pari alla percentuale di cui la SMG risulta superata.4. Il limite di cui al paragrafo 3 dovrebbe esseredello 0%.5. Qualora il pagamento per superficie di semioleosi venga diminuito secondo il disposto deiparagrafi 3 e 4, la Commissione provvede, per la campagnasuccessiva, a ridurre della stessa percentuale icorrispondenti importi di base, salvo che durante lacampagna in questione non si verifichi alcun superamentodella SMG, nel qual caso la Commissione puòdecidere di non applicare detta riduzione.6. Se la SMG per la ComunitaÁ eÁ superata nella campagnadi commercializzazione 2000/2001, la Commissioneriduce il pertinente importo di base per la campagnadi commercializzazione 2000/2001 della percentualedi riduzione degli importi regionali di riferimentoapplicata per la campagna di commercializzazione1999/2000.7. Le disposizioni del presente articolo non ostano ache gli Stati membri, nei quali la superficie di riferimentofissata all'allegato V rischi di essere superata inmaniera sensibile nella campagna successiva, possanolimitare la superficie per la quale un singolo produttorepuò ricevere i pagamenti per superficie di oleaginosedi cui al presente articolo. Tale limite eÁ calcolatoin percentuale della superficie ammissibile al pagamentoper superficie previsto dal presente regolamento,dello Stato membro o di una superficie di baseregionale ed applicato alla superficie ammissibile delproduttore. Il suddetto limite può essere diversificatosecondo le superfici di base regionali o le sottosuperficidi base sulla scorta di criteri obiettivi. Gli Stati membrirendono noto tale limite non oltre il 1 o agosto dellacampagna di commercializzazione precedente quellaper la quale eÁ chiesto il pagamento per superficie o auna data anteriore nel caso di uno Stato membro o diregioni comprese in uno Stato membro in cui le semineper la campagna di commercializzazione in questionesiano effettuate anteriormente al 1 o agosto.8. La riduzione derivante dal superamento dellaSMG, applicata a norma delle disposizioni del presentearticolo, non può portare ad un importo inferiore a:Ð 58,67 EUR/t per la campagna di commercializzazione2000/2001,Ð 63,00 EUR/t per la campagna di commercializzazione2001/2002.9. I produttori di semi di girasole per la pasticceria,seminati a scopo di raccolta, sono esclusi dal sostegnoprevisto dal presente articolo.10. Entro due anni dall'applicazione del presentearticolo, la Commissione presenteraÁ una relazione alConsiglio sullo sviluppo del mercato dei semi oleosi,corredata, se del caso, di opportune proposte qualorail potenziale produttivo dovesse deteriorarsi gravemente.Articolo 11Gli importi dei pagamenti per superficie e del pagamentoper il ritiro di seminativi dalla produzione, noncheÂla percentuale della superficie da ritirare dalla pro-


L 160/10 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITduzione, stabiliti dal presente regolamento, possonoessere modificati in considerazione dell'andamentodella produzione, della produttivitaÁ e dei mercati,secondo la procedura di cui all'articolo 37, paragrafo 2del trattato.Articolo 14Il regolamento (CEE) n. 1765/92 e il regolamento(CE) n. 1872/94 sono abrogati.Articolo 12Qualora misure specifiche fossero necessarie per agevolarela transizione dal regime vigente a quello definitodal presente regolamento, esse sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 23 del regolamento(CEE) n. 1766/92.Articolo 13Le misure definite nel presente regolamento devonoessere considerate un intervento volto a stabilizzare imercati agricoli secondo quanto disposto dall'articolo1, paragrafo 2, lettera b) del regolamento (CE)n. 1258/1999.Articolo 151. Il presente regolamento entra in vigore il settimogiorno successivo alla pubblicazione nella Gazzettaufficiale delle ComunitaÁ europee.2. Il presente regolamento si applica a decorreredalla campagna di commercializzazione 2000/2001.3. Il regolamento (CEE) n. 1765/92 e il regolamento(CE) n. 1872/94 restano d'applicazione in riferimentoalle campagne di commercializzazione 1998/1999 e1999/2000.Il presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl presidenteK.-H. FUNKE


26.6.1999 L 160/11Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO IDEFINIZIONE DEI PRODOTTICodice NCDesignazione delle merciI. CEREALI1001 10 00 Frumento (grano) duro1001 90 Altro frumento (grano) e frumento segalato, diversi dal frumento(grano) duro1002 00 00 Segala1003 00 Orzo1004 00 00 Avena1005 Granturco1007 00 Sorgo da granella1008 Grano saraceno, miglio e scagliola; altri cereali0709 90 60 Granturco dolceII. SEMI OLEOSI1201 00 Fave di soiaex 1205 00ex 1206 00 10Semi di ravizzone o di colzaSemi di girasoleIII. PROTEICHE0713 10 Piselli0713 50 Fave e favetteex 1209 29 50Lupini dolciIV. LINOnon da fibreex 1204 00Semi di lino(Linum usitatissimum L.)


L 160/12 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO IIZONE DI PRODUZIONE TRADIZIONALI DI FRUMENTO DUROGRECIANomi delle regioni seguentiGrecia centralePeloponnesoIsole IonieTessagliaMacedoniaIsole dell'EgeoTraciaFRANCIARegioniMidi-PyreÂneÂesProvence-Alpes-Côte d'AzurLanguedoc-RoussillonDipartimenti (*)ArdeÁcheDrômeSPAGNAProvinceAlmeríaBadajozBurgosCaÂdizCórdobaGranadaHuelvaJaeÂnMaÂlagaNavarraSalamancaSevillaToledoZamoraZaragozaAUSTRIAPannoniaITALIARegioniAbruzzoBasilicataCalabriaCampaniaLazioMarcheMoliseUmbriaPugliaSardegnaSiciliaToscanaPORTOGALLODistrettiSantareÂmLisboaSetu balPortalegreE voraBejaFaro(*) Ciascuno di tali dipartimenti può essere collegato ad una delleregioni precedenti.


26.6.1999 L 160/13Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO IIISUPERFICI MASSIME GARANTITE CHE BENEFICIANO DEL SUPPLEMENTO DELPAGAMENTO PER SUPERFICIE PER IL FRUMENTO DURO(in ha)Grecia 617 000Spagna 594 000Francia 208 000Italia 1 646 000Austria 7 000Portogallo 118 000ALLEGATO IVSUPERFICI MASSIME GARANTITE CHE BENEFICIANO DELL'AIUTO SPECIFICO PER ILFRUMENTO DURO(in ha)Germania 10 000Spagna 4 000Francia 50 000Italia 4 000Regno Unito 5 000


L 160/14 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO VSUPERFICI NAZIONALI DI RIFERIMENTO(in migliaia di ettari)PaesePer le campagne di commercializzazione2000/2001 e 2001/2002Belgio 6Danimarca 236Germania 929Grecia 26Spagna 1 168Francia 1 730Irlanda 5Italia 542Lussemburgo 2Paesi Bassi 7Austria 147Portogallo 93Finlandia 70Svezia 137Regno Unito 385


26.6.1999 L 160/15Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITREGOLAMENTO (CE) N. 1252/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999recante modifica del regolamento (CE) n. 1868/94 che istituisce un regime dicontingentamento per la produzione di fecola di patateIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, in particolare gli articoli 36 e 37,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo ( 1 ),(1) considerando che l'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1868/94 ( 2 ) fissa i contingentidi fecola di patate assegnati agli Stati membri produttori per le campagne di commercializzazione1998/1999, 1999/2000 e 2000/2001;(2) considerando che l'articolo 8, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1766/92 del Consiglio,del 30 giugno 1992, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settoredei cereali ( 3 ), fissa l'importo dell'indennitaÁ compensativa per i produttori di patatedestinate alla fabbricazione di fecola; che il Consiglio ha aumentato tale importo perla campagna 2000/2001 nonche per le campagne successive a condizione che i contingentistabiliti dal regolamento (CE) n. 1868/94 siano diminuiti del 2,81 % nella campagna2000/2001 e del 5,74 % nella campagna 2001/2002 per gli Stati membri chedispongono di un contingente superiore a 100 000 tonnellate, mentre per quelli chedispongono di un contingente inferiore a 100 000 tonnellate deve essere ridottodell'1,41% nella campagna 2000/2001 e del 2,87% nella campagna 2001/2002;(3) considerando che occorre modificare i contingenti stabiliti per la campagna 2000/2001 e fissare i contingenti per la campagna 2001/2002; che gli Stati membri produttoridovrebbero assegnare i contingenti rispettivi per le campagne 2000/2001 e 2001/2002 tra tutte le fecolerie sulla base dei contingenti in vigore per la campagna 1999/2000; che in ogni caso i quantitativi che le fecolerie hanno utilizzato in eccessorispetto ai contingenti nel corso della campagna 1999/2000 devono essere ridotti nellacampagna 2000/2001 conformemente a quanto disposto all'articolo 6, paragrafo 2del regolamento (CE) n. 1868/94;(4) considerando che alla fine del periodo eÁ opportuno che la Commissione trasmetta alConsiglio una relazione sulla ripartizione dei contingenti, se del caso corredata di idoneeproposte che tengano conto dei possibili cambiamenti dell'idennitaÁ compensativa,( 1 ) Parere espresso il 7 maggio 1999 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).( 2 ) GU L 197 del 30.7.1994, pag. 4. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1284/98(GU L 178 del 23.6.1998, pag. 3).( 3 ) GU L 181 dell'1.7.1992, pag. 21. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1253/1999(Vedi pagina 18 della presente Gazzetta ufficiale).


L 160/16 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITHA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CE) n. 1868/94 eÁ modificato come segue:1) All'articolo 2:a) paragrafi 1 e 2, eÁ soppresso il riferimento alla campagna 2000/2001;b) sono aggiunti i paragrafi seguenti:«3. Agli Stati membri produttori di fecola di patate di seguito elencati sono assegnatii contingenti sotto indicati per le campagne 2000/2001 e 2001/2002;2000/2001 2001/2002Danimarca 173 439 tonnellate 168 215 tonnellateGermania 676 680 tonnellate 656 298 tonnellateSpagna 1 972 tonnellate 1 943 tonnellateFrancia 273 595 tonnellate 265 354 tonnellatePaesi Bassi 523 161 tonnellate 507 403 tonnellateAustria 48 409 tonnellate 47 691 tonnellateFinlandia 53 980 tonnellate 53 178 tonnellateSvezia 63 001 tonnellate 62 066 tonnellateTOTALE 1 814 237 tonnellate 1 762 148 tonnellate4. Ogni Stato membro produttore ripartisce tra le fecolerie il contingente di cui alparagrafo 3 per le campagne di commercializzazione 2000/2001 e 2001/2002 proporzionalmenteai sottocontingenti di cui ciascuna impresa disponeva per la campagna1999/2000 prima dell'eventuale rettifica apportata ai sensi dell'articolo 6,paragrafo 2.I sottocontingenti assegnati a ciascuna impresa per la campagna 2000/2001 verrannoadeguati per tener conto dell'eventuale quantitativo utilizzato in eccessorispetto al contingente nel corso della campagna 1999/2000, secondo quanto dispostoall'articolo 6, paragrafo 2.»2) L'articolo 3 eÁ sostituito dal seguente:«Articolo 31. Entro il 31 ottobre 2001, e successivamente a scadenze triennali, la Commissionepresenta al Consiglio una relazione sull'assegnazione del contingente nella ComunitaÁ,corredata eventualmente di adeguate proposte. Tale relazione tiene conto di eventualimodifiche dell'indennitaÁ compensativa nonche dell'evoluzione del mercato della fecoladi patate e di quello dell'amido.2. Entro il 31 dicembre 2001, e successivamente a scadenze triennali, il Consiglio,deliberando ai sensi dell'articolo 37 del trattato, ripartisce il contingente tra gli Statimembri sulla base della relazione di cui al paragrafo 1 per le tre campagne successive.


26.6.1999 L 160/17Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT3. Entro il 31 gennaio 2002, e successivamente a scadenze triennali, gli Stati membrinotificano agli interessati le modalitaÁ di assegnazione dei contingenti per le tre campagnedi commercializzazione successive.»Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzettaufficiale delle ComunitaÁ europee.Esso si applica a decorrere dal 1 o luglio 2000.Il presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl presidenteK.-H. FUNKE


L 160/18 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITREGOLAMENTO (CE) N. 1253/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999che modifica il regolamento (CEE) n. 1766/92 relativo all'organizzazione comune deimercati nel settore dei cereali e che abroga il regolamento (CEE) n. 2731/75 che fissa lequalitaÁ tipo del frumento tenero, della segala, dell'orzo, del granturco e del frumento duroIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, inparticolare l'articolo 37,visto la proposta della Commissione ( 1 ),visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ),visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),(3) considerando che, fatti salvi gli aumenti deipagamenti per superficie nell'ambito del regimedi sostegno ai seminativi disciplinato con il regolamento(CE) n. 1251/1999 del Consiglio, del17 maggio 1999, che istituisce un regime disostegno a favore dei coltivatori di alcuni seminativi( 6 ), per consolidare gli effetti della riformadel 1992 eÁ necessario rafforzare la competitivitaÁdei prezzi con un'ulteriore riduzione del prezzod'intervento, ravvicinandolo in due tappe allivello di sicurezza; che, se necessario, il prezzod'intervento saraÁ oggetto di una riduzione finale,in particolare per garantire un migliore equilibriodi mercato;(4) considerando che le disposizioni relative allaqualitaÁ standard non hanno piœ alcuna rilevanzapratica e dovrebbero quindi essere abrogate;visto il parere del Comitato delle regioni ( 4 ),visto il parere della Corte dei conti ( 5 ),(1) considerando che dopo la riforma della politicaagricola comune nel 1992 gli equilibri di mercatosono notevolmente migliorati;(2) considerando che il ritiro delle terre agricoledalla produzione nell'ambito del regime di sostegnoa favore dei coltivatori di taluni seminativiistituito nel 1992, combinata alla riduzione delprezzo d'intervento, ha contribuito a manteneresotto controllo la produzione, mentre la maggiorecompetitivitaÁ dei prezzi ha consentito dismerciare sul mercato interno considerevoliquantitativi supplementari di cereali, in particolareper l'alimentazione del bestiame;( 1 ) GU C 170 del 4.6.1998, pag. 1.( 2 ) Parere espresso il 6 maggio 1999 (non ancora pubblicatonella Gazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 284 del 14.9.1998, pag. 55.( 4 ) GU C 93 del 6.4.1999, pag. 1.( 5 ) GU C 401 del 22.12.1998, pag. 3.(5) considerando che, poiche il regime relativo aiprezzi e alle compensazioni per la fecola eÁ tradizionalmentedisciplinato dall'organizzazionecomune dei mercati nel settore dei cereali, l'adeguamentodi detto regime dovraÁ conformarsi allemisure adottate per i cereali; che il prezzominimo delle patate destinate alla fabbricazionedi fecola di patate e i pagamenti ai produttori didette patate dovranno quindi essere adattati infunzione della riduzione dei prezzi dei cereali;che il pagamento ai produttori eÁ fissato a unlivello superiore a quello previsto per i cerealitenendo conto della riduzione delle quote di produzionefissate nel regolamento (CE) n. 1868/94del Consiglio, del 27 luglio 1994, che istituisceun regime di contingentamento per la produzionedi fecola di patate ( 7 );(6) considerando che i contingenti tariffari istituiti invirtœ di accordi conclusi ai sensi dell'articolo 300del trattato o di qualsiasi altro atto del Consigliodovrebbero essere aperti e gestiti dalla Commissionesecondo determinate modalitaÁ;(7) considerando che, tenuto conto delle ripercussionidel prezzo del mercato mondiale sul prezzodel mercato interno, occorre chiarire i requisiti( 6 ) Vedi pagina 1 della presente Gazzetta ufficiale.( 7 ) GU L 197 del 30.7.1994, pag. 4. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1284/98 (GUL 178 del 23.6.1998, pag. 3).


26.6.1999 L 160/19Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITper l'applicazione, da parte della Commissione,delle misure necessarie per stabilizzare il mercatointerno,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CEE) n. 1766/92 ( 1 ) eÁ modificato comesegue:1) All'artigolo 1, il paragrafo 2 eÁ sostituito dalseguente:«2. Il presente regolamento si applica fatte salvele misure previste dal regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, che istituisceun regime di sostegno a favore dei coltivatoridi taluni seminativi (*).(*) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 1.»2) L'articolo 3 eÁ sostituito dal seguente:«Articolo 31. Per i cerali cui si applica l'intervento, ilprezzo d'intervento eÁ fissato a:Ð 110,25 EUR/t per la campagna di commercializzazione2000/2001;Ð 101,31 EUR/t a decorrere dalla campagna dicommercializzazione 2001/2002.Il prezzo d'intervento applicabile per il granturco eil sorgo da granella in maggio rimarraÁ valido per imesi di luglio, agosto e settembre dello stessoanno.2. Il prezzo d'intervento eÁ soggetto a maggiorazionimensili durante tutta la campagna di commercializzazioneo parte di essa. L'importo dellemaggiorazioni mensili e il loro numero sono fissatisecondo la procedura di cui all'articolo 37,paragrafo 2 del trattato.3. Il prezzo d'intervento si riferisce alla fase delcommercio all'ingrosso per merci rese al magazzino,non scaricate. Esso eÁ valido per tutti i centrid'intervento della ComunitaÁ designati per i singolicereali.4. I prezzi fissati nel presente regolamento possonoessere modificati in base all'andamento della( 1 ) GU L 181 dell'1.7.1992, pag. 21. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 923/96 dellaCommissione (GU L 126 del 24.5.1996, pag. 37).produzione e dei mercati, secondo la procedura dicui all'articolo 37, paragrafo 2 del trattato. In particolarela decisione sulla riduzione finale delprezzo d'intervento applicabile a decorrere dallacampagna di commercializzazione 2002/2003 saraÁpresa in funzione dell'andamento del mercato.»3) L'articolo 8 eÁ sostituito dal seguente:«Articolo 81. Il prezzo minimo per le patate destinate allafabbricazione di fecola di patate eÁ fissato a:Ð 194,05 EUR/t per la campagna di commercializzazione2000/2001;Ð 178,31 EUR/t a decorrere dalla campagna dicommercializzazione 2001/2002.Tale prezzo si applica al quantitativo di patate consegnatoallo stabilimento e necessario per la fabbricazionedi una tonnellata di fecola.La decisione circa un'ulteriore riduzione del prezzominimo applicabile a decorrere dalla campagna dicommercializzazione 2002/2003 saraÁ presa in funzionedi una riduzione finale del prezzo d'interventoper i cereali.2. EÁ istituito un sistema di pagamenti per i produttoridi patate destinate alla fabbricazione difecola. L'importo del pagamento si riferisce alquantitativo di patate necessario per la fabbricazionedi una tonnellata di fecola. Essa eÁ fissato a:Ð 98,74 EUR/t per la campagna di commercializzazione2000/2001Ð 110,54 EUR/t a decorrere dalla campagna dicommercializzazione 2001/2002.L'importo di 110,54 EUR/t potraÁ essere aumentatoa decorrere dalla campagna di commercializzazione2002/2003 in funzione della riduzione del prezzod'intervento per i cereali.Il pagamento eÁ versato soltanto per il quantitativodi patate previsto da un contratto di coltivazioneconcluso tra il produttore di patate e l'impresa produttricedi fecola, nel rispetto del contingente ditale impresa, secondo quanto disposto dall'articolo2, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1868/94 del Consiglio, del 27 luglio 1994, che istituisceun regime di contingentamento per la produzionedi fecola di patate (*).3. Il prezzo minimo e il pagamento sono adattatiin funzione del tenore di fecola delle patate.


L 160/20 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT4. Qualora la situazione del mercato della fecoladi patate lo richieda, il Consiglio adotta le misurenecessarie secondo la procedura di cuiall'articolo 37, paragrafo 2 del trattato.5. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedel presente articolo secondo la proceduradi cui all'articolo 23.(*) GU L 197 del 30.7.1994, pag. 4. Regolamentomodificato da ultimo dal regolamento (CE)n. 1284/98 (GU L 178 del 23.6.1998, pag. 3).»comunitario e tale situazione rischi di persistere odi aggravarsi, possono essere adottate misureappropriate. In situazioni di grave emergenza essepossono assumere la veste di misure di salvaguardia.2. Le modalitaÁ di applicazione del presente articolosono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 23.»Articolo 24) All'articolo 12, il paragrafo 1 eÁ sostituito dalseguente:«1. I contingenti per i prodotti di cui all'articolo1, istituiti in virtœ di accordi conclusi ai sensidell'articolo 300 del trattato o di qualsiasi altroatto del Consiglio in conformitaÁ del trattato, sonoaperti e gestiti in base a modalitaÁ adottate secondola procedura di cui all'articolo 23.»5) L'articolo 16 eÁ sostituito dal seguente:«Articolo 161. Qualora sul mercato mondiale i corsi o iprezzi di uno o piœ prodotti di cui all'articolo 1raggiungano un livello che perturbi o minacci diperturbare l'approvvigionamento del mercatoIl regolamento (CEE) n. 2731/75 del Consiglio, del29 ottobre 1975, che fissa le qualitaÁ tipo del frumentotenero, della segala, dell'orzo, del granturco e del frumentoduro ( 1 ), eÁ abrogato.Articolo 31. Il presente regolamento entra in vigore il settimogiorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzettaufficiale delle ComunitaÁ europee.2. Esso si applica a decorrere dalla campagna dicommercializzazione 2000/2001.3. Il regolamento (CEE) n. 2731/75 continua adapplicarsi per le campagne di commercializzazione1998/1999 e 1999/2000.Il presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl presidenteK.-H. FUNKE( 1 ) GU L 281 dell'1.11.1975, pag. 22. Regolamento modificatada ultimo dal regolamento (CE) n. 2594/97 (GUL 351 del 23.12.1997, pag. 10).


26.6.1999 L 160/21Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITREGOLAMENTO (CE) N. 1254/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovineIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, inparticolare gli articoli 36 e 37,vista la proposta della Commissione ( 1 ),visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ),visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),visto il parere del Comitato delle regioni ( 4 ),visto il parere della Corte dei conti ( 5 ),(1) considerando che al funzionamento e allo sviluppodel mercato comune dei prodotti agricolidovrebbe accompagnarsi l'instaurazione di unapolitica agricola comune, la quale preveda, inparticolare, un'organizzazione comune dei mercatiagricoli, che può assumere forme diversesecondo i prodotti;(2) considerando che lo scopo della politica agricolacomune eÁ di conseguire gli obiettivi stabilitidall'articolo 33 del trattato; che nel settore dellecarni bovine, per stabilizzare i mercati e assicurareun equo tenore di vita alla popolazione agricola,si dovrebbero adottare misure relative almercato interno che comprendano, in particolare,pagamenti diretti ai produttori di carnibovine, un aiuto all'ammasso privato e un regimedi ammasso pubblico;( 1 ) GU C 170 del 4.6.1998, pag. 13.( 2 ) Parere espresso il 6 maggio 1999 (non ancora pubblicatonella Gazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 407 del 28.12.1998, pag. 196.( 4 ) GU C 93 del 6.4.1999, pag. 1.( 5 ) GU C 401 del 22.12.1998, pag. 3.(3) considerando che, allo scopo di riequilibrare ilconsumo di carni nella ComunitaÁ a beneficio delsettore delle carni bovine e di migliorare la competitivitaÁdi tali prodotti sui mercati internazionali,si dovrebbe ridurre gradualmente il livellodel sostegno al mercato; che, date le conseguenzeper i produttori, il livello dell'aiuto al redditoprevisto nell'ambito dell'organizzazione comunedi mercato dovrebbe essere adeguato e riformulato;che, a tale scopo, eÁ opportuno definire unregime complessivo di pagamenti diretti a favoredei produttori; che gli importi di tali pagamentidovrebbero evolvere parallelamente alla gradualeriduzione del sostegno al mercato;(4) considerando che, tenuto conto delle varie attivitaÁspecifiche di allevamento, i pagamenti direttidovrebbero comprendere un premio speciale peri produttori di tori e di manzi, un premio per ilmantenimento delle vacche nutrici e un premioall'abbattimento disponibile per tutti i tipi dibovini, inclusi le vacche da latte e i vitelli; che laconcessione di questi premi non dovrebbe tradursiin un aumento della produzione globale;che, a tal fine, sarebbe necessario limitare ilnumero di bovini maschi e di vacche nutriciaventi diritto al premio speciale e al premio pervacche nutrici applicando rispettivamente massimaliregionali e individuali e, nel caso del premiospeciale, un massimale di capi per azienda che gliStati membri dovrebbero avere la facoltaÁ dimodulare in funzione della loro situazione specifica;che, per quanto riguarda il premio all'abbattimento,si dovrebbero istituire massimalinazionali sulla base dei dati storici relativi allaproduzione;(5) considerando che le condizioni di produzione deimanzi sono solitamente diverse da quelle deitori; che pertanto eÁ giustificato fissare l'importodel premio speciale per manzo a un livellodiverso da quello del premio speciale per toro;che, comunque, il premio speciale per manzodovrebbe essere diviso in due pagamenti perfasce di etaÁ specifiche;(6) considerando che la macellazione di un numerotroppo elevato di manzi durante la stagione dellamacellazione negli Stati membri in cui questotipo di produzione eÁ particolarmente importanterischia di perturbare la stabilitaÁ del mercato e, inparticolare, di provocare una caduta dei prezzi dimercato; che per incentivare la macellazione deimanzi fuori del periodo annuale di fine pascolo eÁopportuno concedere, a determinate condizioni,un premio supplementare in aggiunta al premiospeciale per gli animali macellati fuori stagionenelle prime ventitre settimane dell'anno;


L 160/22 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(7) considerando che, allo scopo di offrire maggioreflessibilitaÁ ai produttori, la possibilitaÁ di beneficiaredel premio per vacca nutrice dovrebbeessere estesa alle giovenche allevate secondo glistessi requisiti; che comunque il numero dellegiovenche aventi diritto al premio nelle mandriedi vacche nutrici dovrebbe essere limitato allanormale percentuale di sostituzione; che gli Statimembri in cui piœ del 60% degli animali aventidiritto al premio per vacca nutrice si trova inzone di montagna dovrebbero essere autorizzatia gestire il premio separatamente per le vacchenutrici e per le giovenche e ad applicare per legiovenche un massimale nazionale del premiodistinto nell'ambito della percentuale suddetta;dovrebbero garantire, in particolare, la paritaÁ ditrattamento dei produttori interessati e la tuteladelle legittime aspettative;(10) considerando che il livello di produzione di unproduttore può variare in seguito ad eventualicambiamenti nei patrimoni o nelle capacitaÁ produttive;che eÁ quindi opportuno prevedere che idiritti al premio per vacca nutrice acquisiti nell'ambitodei massimli individuali possano esseretrasferiti, a determinate condizioni, ad altri produttori,insieme con l'azienda o senza mantenereil legame tra i diritti al premio e le superfici lavorate;(8) considerendo che il premio per vacca nutricedovrebbe essere limitato in linea di principio aiproduttori che non forniscono latte ai caseifici inbase al regime di prelievo supplementare previstodal regolamento (CEE) n. 3950/92 del Consiglio,del 28 dicembre 1992, che istituisce un prelievosupplementare nel settore del latte e dei prodottilattiero-caseari ( 1 ); che può comunque esserenecessario un sostegno al reddito anche per leaziende che allevano vacche lattiere e vacchenutrici; che pertanto il premio per vacca nutricedovrebbe essere accordato anche alle aziendemiste piccole e medie il cui quantitativo di riferimentoindividuale di latte non supera complessivamentei 120 000 kg; che, tenuto conto dellavarietaÁ delle strutture produttive nella ComunitaÁ,gli Stati membri dovrebbero avere la facoltaÁ dimodificare o di sopprimere tale limite quantitativosulla base di criteri obiettivi;(9) considerando che, per quanto riguarda il premioper vacca nutrice, eÁ opportuno mantenere massimaliindividuali per i produttori; che in passatoalcuni dei diritti al premio conferiti nell'ambitodei massimali individuali non sono stati utilizzati;che tali diritti non utilizzati potrebberoincentivare la produzione e aumentare la spesa,in particolare a causa delle giovenche che hannoacquisito pieno diritto al premio per vaccanutrice; che, per evitare tale conseguenza, ilnumero totale dei diritti al premio per vaccanutrice in ogni Stato membro dovrebbe essere fissatoin base ai premi effettivamente versati inalcuni anni storici di riferimento, con l'aggiuntadi un certo margine allo scopo di mantenere lariserva nazionale; che gli Stati membri dovrebberoadottare le misure necessarie per garantire ilrispetto dei loro massimali nazionali; che, se delcaso, essi dovrebbero adeguare i massimali individualidei loro produttori senza compensazionein base ad alcuni criteri oggettivi; che tali criteri( 1 ) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1256/1999 (vedipagina 73 della presente Gazzetta ufficiale).(11) considerando che non dovrebbero essere esclusidal diritto al premio ne i nuovi produttori, ne iproduttori giaÁ in attivitaÁ il cui massimale individualenon corrisponde piœ, per vari motivi, allemutate caratteristiche delle loro mandrie di vacchenutrici; che a tal fine si dovrebbe prevederela creazione di riserve nazionali, da alimentare egestire secondo criteri comunitari; che per lastessa ragione eÁ opportuno sottoporre il trasferimentodi diritti al premio senza trasferimentodella relativa azienda a regole che consentano ilritiro, senza pagamento compensativo, di unaparte dei diritti trasferiti da assegnare a taleriserva nazionale;(12) considerando che eÁ opportuno autorizzare gliStati membri a stabilire un nesso tra zone o localitaÁsensibili e la produzione di vacche nutrici, inmodo da garantire il mantenimento di tale produzione,specialmente in regioni che non offronoalternative;(13) considerando che, data la tendenza a intensificarela produzione bovina, si dovrebbero limitarei premi connessi con l'allevamento in base alpotenziale foraggero di ogni azienda, correlato alnumero e alle specie di animali nell'aziendastessa; che, per evitare tipi di produzione eccessivamenteintensivi, eÁ opportuno limitare la concessionedi detti premi applicando un coefficientedi densitaÁ massima dei capi detenuti nell'azienda;che si dovrebbe tuttavia tener presente la situazionedei piccoli produttori;(14) considerando che, per potenziare gli incentivialla produzione estensiva al fine di aumentarnel'efficacia rispetto agli obiettivi ambientali, sidovrebbe concedere un importo supplementare aiproduttori che soddisfano requisiti severi edeffettivi riguardo al coefficiente di densitaÁ; che,per evitare un forte cambiamento del livello complessivodel sostegno e per garantire un controlloragionevole della spesa, si dovrebbe provvederead adeguare, se necessario, l'importo supplementare;


26.6.1999 L 160/23Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(15) considerando che le condizioni di produzionedelle carni bovine e i redditi dei produttorivariano notevolmente nelle diverse regioni diproduzione della ComunitaÁ; che un regime alivello comunitario, con pagamenti uniformi pertutti i produttori, sarebbe troppo rigido perrispondere in maniera adeguata alle differenzestrutturali e naturali e alle diverse esigenze chene derivano; che eÁ pertanto opportuno prevedereuna struttura flessibile per i pagamenti comunitarisupplementari, che dovranno essere fissati eversati dagli Stati membri entro importi globalideterminati e secondo alcuni criteri comuni; chesi dovrebbero ripartire gli importi globali tra gliStati membri in base al loro contributo alla produzionecomunitaria di carni bovine; che i critericomuni hanno fra l'altro lo scopo di impedireche i pagamenti supplementari producano effettidiscriminatori e di tener pienamente conto degliimpegni multilaterali della ComunitaÁ nel settorein questione; che eÁ essenziale, in particolare, chegli Stati membri siano tenuti ad usare i loropoteri discrezionali esclusivamente in base a criterioggettivi, in modo da salvaguardare pienamenteil principio della paritaÁ di trattamento eda evitare distorsioni del mercato e della concorrenza;che eÁ opportuno stabilire quali forme possonoassumere i pagamenti supplementari; chetali forme dovrebbero consistere in pagamentiper capo di bestiame per alcune categorie dibovini e in pagamenti per superficie;(16) considerando che, per quanto riguarda i pagamentisupplementari per capo, eÁ necessario fissarelimiti quantitativi per garantire un ragionevolecontrollo della produzione; che gli Statimembri dovrebbero inoltre applicare i requisitirelativi ai coefficienti di densitaÁ;(17) considerando che i pagamenti supplementari persuperficie devono essere concessi soltanto per ipascoli permanenti che non beneficiano di altremisure comunitarie di sostegno al mercato; che ipagamenti per superficie dovrebbero essere corrispostilimitatamente alle superfici regionali dibase di pascoli permanenti, che gli Stati membridovrebbero determinare in base a dati storici diriferimento; che l'importo massimo per ettaroerogabile a titolo di pagamento per superficie,compresi i pagamenti supplementari per superficienell'ambito dell'organizzazione comune deimercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari,dovrebbe essere paragonabile alsostegno medio per ettaro concesso in base alregime di sostegno a favore dei coltivatori ditaluni seminativi;(18) considerando che i pagamenti diretti possonoessere concessi solo a condizione che gli allevatoridegli animali interessati rispettino le normecomunitarie relative all'identificazione e alla registrazionedei bovini; che, per conseguire l'effettoeconomico desiderato, i pagamenti diretti devonoessere concessi entro determinati limiti di tempo;(19) considerando che l'uso di alcune sostanze nellaproduzione di carni bovine eÁ vietato dalla legislazionecomunitaria; che, in caso di inosservanzadelle disposizioni in materia, si dovrebbero applicaresanzioni adeguate;(20) considerando che, dato il regime di sostegno deiprezzi e del reddito previsto dal presente regolamento,l'attuale intervento pubblico sotto formadi acquisti effettuati dagli organismi d'interventoe di ammasso pubblico non eÁ piœ indispensabileper riequilibrare il mercato e comportad'altronde una spesa considerevole; che essodovrebbe essere pertanto gradualmente eliminato;che occorrerebbe invece prevedere un aiutoall'ammasso privato, per contribuire a stabilizzarei prezzi di mercato intorno al prezzo di baseche rappresenta il livello desiderato di sostegnoal mercato; che, a tale scopo, la Commissionedovrebbe essere autorizzata a decidere la concessionedi un aiuto all'ammasso privato qualora ilprezzo di mercato scenda al di sotto del 103%del prezzo di base; che si dovrebbe inoltre istituireun regime di intervento come «rete di sicurezza»per sostenere il mercato delle carni bovinenegli Stati membri o nelle regioni degli Statimembri in cui i prezzi di mercato sono al di sottodi un livello critico; che si dovrebbe prevederel'applicazione del regime di aiuto all'ammassoprivato e del regime di intervento in base allatabella di classificazione di cui al regolamento(CEE) n. 1208/81 del Consiglio, del 28 aprile1981, che stabilisce la tabella comunitaria diclassificazione delle carcasse di bovini adulti ( 1 ).(21) considerando che la realizzazione di un mercatounico comunitario nel settore delle carni bovineimplica l'instaurazione di un regime unico degliscambi alle frontiere esterne della ComunitaÁ; cheun regime degli scambi che comporti un sistemadi dazi doganali all'importazione e restituzioniall'esportazione in aggiunta alle misure del mercatointerno dovrebbe, in linea di massima, stabilizzareil mercato comunitario; che il regime degliscambi dovrebbe basarsi sugli impegni assuntinell'ambito dei negoziati commerciali multilateralidell'Uruguay Round;(22) considerando che, per controllare il volume degliscambi di carni bovine con i paesi terzi, sidovrebbe instaurare per taluni prodotti unregime di importazione e di esportazione, che( 1 ) GU L 123 del 7.5.1981, pag. 3. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CEE) n. 1026/91 (GU L 106del 26.4.1991, pag. 2).


L 160/24 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITpreveda la costituzione di una cauzione volta agarantire l'effettiva realizzazione delle operazioniper le quali detti titoli vengono rilasciati;(23) considerando che, per evitare o neutralizzareeventuali effetti pregiudizievoli sul mercatocomunitario conseguenti alle importazioni ditaluni prodotti agricoli, l'importazione di uno opiœ di tali prodotti dovrebbe essere soggetta alpagamento di un dazio addizionale, se ricorronodeterminate condizioni;(27) considerando che, per garantire il rispetto deilimiti quantitativi, eÁ necessario introdurre unsistema di controllo affidabile ed efficace; che, atale scopo, si dovrebbe vincolare la concessionedi restituzioni ad un titolo di esportazione; che lerestituzioni dovrebbero essere concesse entro ilimiti disponibili, in funzione della specificasituazione di ciascun prodotto interessato; chedovrebbe essere possibile derogare a questanorma soltanto in caso di azioni di aiuto alimentare,esenti da qualsiasi limite; che il controllodei quantitativi esportati con il beneficio di restituzionidurante le campagne di commercializzazionesecondo quanto previsto dall'accordoOMC sull'agricoltura dovrebbe essere svolto inbase ai titoli d'esportazione rilasciati per ciascunacampagna di commercializzazione;(28) considerando che, in aggiunta al sistema suindicato,eÁ opportuno prevedere, nella misura necessariaal suo buon funzionamento, la possibilitaÁ didisciplinare il ricorso al traffico di perfezionamentoattivo e, nella misura richesta dalla situazionedel mercato, il divieto di tale ricorso;(24) considerando che, a determinate condizioni, eÁopportuno attribuire alla Commissione la competenzadi aprire e gestire i contingenti tariffariderivanti da accordi internazionali conclusi inbase al trattato o ad altri atti del Consiglio;(25) considerando che la possibilitaÁ di concedere,all'esportazione verso i paesi terzi, una restituzionebasata sulle differenze tra i prezzi praticatinella ComunitaÁ e quelli praticati sul mercatomondiale, entro i limiti stabiliti dall'accordoOMC sull'agricoltura ( 1 ), eÁ finalizzata a salvaguardarela partecipazione della ComunitaÁ alcommercio internazionale delle carni bovine; chetale restituzione dovrebbe essere soggetta a limitidi quantitaÁ e di valore;(26) considerando che il rispetto dei limiti di valoredovrebbe essere accertato, al momento della fissazionedelle restituzioni, mediante un controllodei pagamenti secondo la disciplina del Fondoeuropeo agricolo di orientamento e di garanzia;che il controllo può essere agevolato dall'obbligodi fissare in anticipo l'entitaÁ delle restituzioni,pur ammettendo la possibilitaÁ che, in caso direstituzioni differenziate, sia modificata la specificadestinazione all'interno di una zona geograficanella quale si applica un unico tasso di restituzione;che, in caso di cambiamento di destinazione,dovrebbe essere versata la restituzioneapplicabile per l'effettiva destinazione, senza tuttaviasuperare l'importo previsto per la destinazionecui si riferiva la fissazione anticipata;( 1 ) GU L 336 del 23.12.1994, pag. 22.(29) considerando che il regime dei dazi doganali consentedi rinunciare a qualsiasi altra misura diprotezione alle frontiere esterne della ComunitaÁ;che, tuttavia, in circostanze eccezionali, il meccanismodel mercato interno e dei dazi potrebbenon operare adeguatamente; che, per nonlasciare in tali casi il mercato comunitario senzadifesa contro le turbative che possono derivarne,eÁ opportuno permettere alla ComunitaÁ di adottarerapidamente tutte le misure necessarie; chetali misure dovrebbero essere conformi agliobblighi derivanti dai pertinenti accordi OMC;(30) considerando che, per garantire una correttaapplicazione degli strumenti previsti dal presenteregolamento, la Commissione dovrebbe esserepienamente informata dell'evoluzione dei prezzisul mercato comune delle carni bovine; che sidovrebbe pertanto prevedere un sistema di registrazionedei prezzi dei bovini adulti e delle carnidi bovini adulti;(31) considerando che eÁ opportuno prevedere la possibilitaÁdi adottare misure quando il mercato dellaComunitaÁ subisce o potrebbe subire turbative acausa di forti aumenti o flessioni dei prezzi; chetali misure possono anche includere un acquistoall'intervento ad hoc;(32) considerando che le restrizioni alla libera circolazionerisultanti dall'applicazione di misure destinatea prevenire la propagazione delle malattiedegli animali potrebbero provocare difficoltaÁ sulmercato di uno o piœ Stati membri; che sidovrebbe prevedere la possibilitaÁ di applicaremisure eccezionali di sostegno al mercato, volte arimediare a tali situazioni;(33) considerando che la realizzazione di un mercatounico, basato su un prezzo comune, potrebbeessere compromessa dalla concessione di determinatiaiuti; che eÁ quindi necessario che le disposizionidel trattato che permettono di valutare gliaiuti concessi dagli Stati membri e di proibirequelli che sono incompatibili con il mercatocomune, possano essere applicate nell'ambitodell'organizzazione comune dei mercati nel settoredelle carni bovine;


26.6.1999 L 160/25Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(34) considerando che lo sviluppo del mercatocomune delle carni bovine esige che gli Statimembri e la Commissione si trasmettano le informazioninecessarie per l'applicazione del presenteregolamento;(35) considerando che, per facilitare l'attuazione delledisposizioni previste, eÁ opportuno definire unaprocedura di stretta cooperazione tra gli Statimembri e la Commissione nell'ambito di uncomitato di gestione;(36) considerando che le spese sostenute dagli Statimembri a causa degli obblighi derivanti dall'aplicazionedel presente regolamento dovrebberoessere finanziate dalla ComunitaÁ in base al regolamento(CE) n. 1258/1999 del Consiglio, del17 maggio 1999, relativo al finanziamento dellapolitica agricola comune ( 1 );(37) considerando che l'organizzazione comune deimercati del settore delle carni bovine dovrebbetener conto, parallelamente e in modo adeguato,degli obiettivi di cui agli articoli 33 e 131 deltrattato;(38) considerando che l'organizzazione comune deimercati nel settore delle carni bovine prevista dalregolamento (CEE) n. 805/68 del Consiglio ( 2 ) eÁstata piœ volte modificata; che per il loro numeroe complessitaÁ i testi in questione, pubblicati suvarie Gazzette ufficiali, sono difficili da utilizzaree mancano pertanto della chiarezza che devecostituire una caratteristica essenziale di tutta lalegislazione; che, di conseguenza, essi dovrebberoessere consolidati in un nuovo regolamento e ilsuddetto regolamento (CE) n. 805/68 dovrebbeessere abrogato; che il regolamento (CEE) n. 98/69 del Consiglio, del 16 gennaio 1969, che fissale norme generali relative allo smercio di carnibovine congelate acquistate dagli organismid'intervento ( 3 ), il regolamento (CEE) n. 989/68del Consiglio, del 15 luglio 1968, che stabiliscele norme generali per la concessione di aiutiall'ammasso privato nel settore delle carnibovine ( 4 ) e il regolamento (CEE) n. 1892/87 delConsiglio, del 2 luglio 1987, relativo alla rilevazionedei prezzi di mercato nel settore delle carnibovine ( 5 ), la cui base giuridica eÁ il regolamento(CEE) n. 805/68, sono sostituiti da nuove disposizionidel presente regolamento e dovrebberoessere pertanto abrogati;(39) considerando che il passaggio dalla disciplina delregolamento (CEE) n. 805/68 a quella introdottadal presente regolamento potrebbe dar luogo adifficoltaÁ non previste dal presente regolamento;che, per affrontare questa eventualitaÁ, la Commissionedovrebbe poter adottare le necessariemisure transitorie; che la Commissione dovrebbeessere inoltre autorizzata a risolvere specifici problemipratici,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. L'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine comprende unregime del mercato interno e un regime degli scambi con i paesi terzi, e disciplina i seguentiprodotti:Codice NCDesignazione delle mercia) da 0102 90 05 a0102 90 79Animali vivi della specie bovina delle specie domestiche diversi dai riproduttoridi razza pura0201 Carni di animali della specie bovina, fresche o refrigerate0202 Carni di animali della specie bovina, congelate0206 10 95 Pezzi detti «onglets» e «hampes» freschi o refrigerati0206 29 91 Pezzi detti «onglets» e «hampes» congelati0210 20 Carni della specie bovina, salate o in salamoia, secche o affumicate0210 90 41 Pezzi detti «onglets» e «hampes», salati o in salamoia, secchi o affumicati( 1 ) Vedi pagina 103 della presente Gazzetta ufficiale.( 2 ) GU L 148 del 28.6.1968, pag. 24. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1633/98 (GUL 210 del 28.7.1998, pag. 17).( 3 ) GU L 14 del 21.1.1969, pag. 2.( 4 ) GU L 169 del 18.7.1968, pag. 10. Regolamento modificatodal regolamento (CE) n. 428/77 (GU L 61 del5.3.1977, pag. 17).( 5 ) GU L 182 del 3.7.1987, pag. 29.


L 160/26 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITCodice NCDesignazione delle merci0210 90 90 Farine e polveri commestibili di carni o di frattaglie1602 50 10 Altre preparazioni e conserve di carne o di frattaglie della specie bovina noncotte; miscugli di carne e/o di frattaglie cotte e di carne e/o di frattaglie noncotte1602 90 61 Altre preparazioni e conserve di carne contenenti carne e/o frattaglie dellaspecie bovina non cotte; miscugli di carne o di frattaglie cotte e di carne o difrattaglie non cotteb) 0102 10 Animali vivi della specie bovina, riproduttori di razza pura0206 10 91 Frattaglie commestibili di animali delle specie bovina esclusi i pezzi detti0206 10 99 «onglets» e «hampes», fresche o refrigerate, diverse da quelle destinate allafabbricazione dei prodotti farmaceutici0206 21 00 Frattaglie commestibili di animali della specie bovina, esclusi i pezzi detti0206 22 90 «onglets» e «hampes», congelate, diverse da quelle destinate alla fabbricazione0206 29 99di prodotti farmaceutici0210 90 49 Frattaglie commestibili di animali della specie bovina, salate o in salamoia,secche o affumicate, diverse dai pezzi detti «onglets» e «hampes»ex 1502 00 90da 1602 50 31 a1602 50 80Grassi di animali della specie bovina, greggi o fusi, anche pressati o estrattimediante solventiAltre preparazioni e conserve di carne o di frattaglie della specie bovina,diverse da quelle non cotte e miscugli di carne o di frattaglie cotte e di carneo di frattaglie non cotte1602 90 69 Altre preparazioni e conserve di carne contenenti carne e/o frattaglie dellaspecie bovina diverse da quelle non cotte e miscugli di carne o di frattagliecotte e di carne o di frattaglie non cotte2. Ai fini del presente regolamento sono considerati:a) bovini:gli animali vivi della specie bovina delle specie domestiche dei codici NC ex 0102 10,da 0102 90 05 a 0102 90 79;b) bovini adulti:i bovini il cui peso vivo eÁ superiore a 300 chilogrammi.TITOLO IMERCATO INTERNOArticolo 2Per incoraggiare le iniziative professionali ed interprofessionaliatte a facilitare l'adattamento dell'offertaalle esigenze del mercato, possono essere adottate leseguenti misure comunitarie per i prodotti di cuiall'articolo 1:a) misure dirette a consentire un migliore orientamentodell'allevamento;b) misure dirette a promuovere una migliore organizzazionedella produzione, della trasformazione edella commercializzazione;c) misure dirette a migliore la qualitaÁ;d) misure dirette a consentire l'elaborazione di previsionia breve e a lungo termine in base alla conoscenzadei mezzi di produzione impiegati;e) misure dirette ad agevolare l'accertamento dell'andamentodei prezzi di mercato.Le norme generali concernenti tali misure sono adottatedal Consiglio secondo la procedura di cuiall'articolo 37, paragrafo 2, del trattato.


26.6.1999 L 160/27Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITCAPO 1PAGAMENTI DIRETTIArticolo 3Ai fini del presente capo si intende per:a) produttore: l'imprenditore agricolo individuale,persona fisica o giuridica ovvero associazione dipersone fisiche o giuridiche, qualunque sia lo statusgiuridico che il diritto nazionale conferisce a taleassociazione e ai suoi membri, la cui azienda sitrovi nel territorio della ComunitaÁ e che pratichil'allevamento di animali della specie bovina;b) azienda: il complesso delle unitaÁ di produzionegestite dal produttore e situate nel territorio delloStato membro;c) regione: uno Stato membro o una regione all'internodi uno Stato membro, a scelta dello Statomembro interessato;d) toro: un bovino maschio non castrato;e) manzo: un bovino maschio castrato;f) vacca nutrice: una vacca appartenente ad una razzaad orientamento «carne» od ottenuta da un incrociocon una di tali razze ed appartenente a unamandria destinata all'allevamento di vitelli per laproduzione di carne;g) giovenca: un animale femmina della specie bovinadi 8 o piœ mesi che non ha ancora figliato.2. Il premio speciale eÁ concesso al massimo:a) una volta nella vita di ogni toro a partire dall'etaÁdi 9 mesi, oppureb) due volte nella vita di ogni manzo:Ð la prima volta quando ha raggiunto 9 mesi dietaÁ,Ð la seconda volta quando ha raggiunto 21 mesidi etaÁ.3. Per beneficiare del premio speciale,a) ogni capo che eÁ oggetto di una domanda deveessere detenuto dal produttore a fini di ingrassodurante un periodo da determinare;b) ogni capo deve essere accompagnato fino allamacellazione o all'esportazione da un passaporto,in base all'articolo 6 del regolamento (CE) n. 820/97 del Consiglio, del 21 aprile 1997, che istituisceun sistema di identificazione e di registrazione deibovini e relativa all'etichettatura delle carni bovinee dei prodotti a base di carni bovine ( 1 ), contenentetutte le informazioni sulla sua condizione riguardoal premio, o, in mancanza di tale passaporto, daun documento amministrativo equivalente.4. Se in una regione il numero totale dei tori di 9mesi di etaÁ e di manzi di etaÁ compresa tra 9 e 20 mesiche sono oggetto di una domanda e soddisfano le condizioniper la concessione del premio speciale supera ilmassimale regionale di cui all'allegato I, il numero ditutti i capi ammissibili al premio a norma delparagrafo 2, lettere a) e b), per singolo produttore edurante l'anno in questione, eÁ ridotto proporzionalmente.SEZIONE 1PremiS o t t o s e z i o n e 1Premio specialeArticolo 41. Il produttore che detiene nella sua azienda bovinimaschi può beneficiare, a richiesta, di un premio speciale.Si tratta di un premio concesso entro i limiti dimassimali regionali per un numero massimo di 90capi, per ciascuna delle fasce di etaÁ di cui alparagrafo 2, per anno civile e per azienda.Ai sensi del presente articolo, per massimale regionales'intende il numero di capi che possono beneficiare delpremio speciale in una regione e per un anno civile.5. In deroga ai paragrafi 1 e 4 gli Stati membri possono:Ð modificare o sopprimere, sulla base di criteri obiettivida essi definiti, il limite di 90 capi per aziendao per fascia d'etaÁ;Ð se scelgono di avvalersi di questa facoltaÁ, decideredi applicare il paragrafo 4 in modo da raggiungereil livello di riduzioni necessarie per conformarsi almassimale regionale applicabile, senza imporre taliriduzioni ai piccoli produttori che, per l'anno in( 1 ) GU L 117 del 7.5.1997, pag. 1.


L 160/28 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITquestione, non abbiano presentato domande diconcessione del premio speciale per un numero dianimali superiore al numero minimo fissato dalloStato membro interessato.6. Gli Stati membri possono decidere di accordare ilpremio speciale al momento della macellazione deibovini. In questo caso, per i tori il criterio di etaÁ di cuial paragrafo 2, lettera a), eÁ sostituito dal peso minimodella carcassa di 185 chilogrammi.Il premio viene versato o riversato ai produttori.Il Regno Unito eÁ autorizzato ad applicare in Irlandadel Nord un sistema di concessione del premio specialedifferente dal sistema applicato nel rimanente territorio.7. L'importo del premio eÁ fissato:a) per toro ammissibile al premio:Ð a 160 euro per l'anno civile 2000,Ð a 185 euro per l'anno civile 2001,Ð a 210 euro per l'anno civile 2002 e per i successivi;b) per manzo ammissibile al premio e per fascia dietaÁ:Ð a 122 euro per l'anno civile 2000,Ð a 136 euro per l'anno civile 2001,Ð a 150 euro per l'anno civile 2002 e per i successivi.8. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedel presente articolo secondo la procedura di cuiall'articolo 43.S o t t o s e z i o n e 2Premio di destagionalizzazioneArticolo 51. Qualora in uno Stato membro il numero dimanzi:a) macellati in un dato anno sia superiore al 60%dell'insieme dei bovini maschi macellati annualmenteeb) macellati durante il periodo compreso tra il 1 o settembree il 30 novembre di un dato anno sia superioreal 35 % dell'insieme dei manzi macellatiannualmente,i produttori possono beneficiare, su richiesta, di unimporto complementare al premio speciale (premio didestagionalizzazione). Tuttavia, se entrambi i tassi dicui sopra sono raggiunti in Irlanda o in Irlanda delNord, il premio si applica in Irlanda e in Irlanda delNord.Per l'applicazione del presente articolo nel RegnoUnito, l'Irlanda del Nord eÁ considerata come entitaÁseparata.2. L'importo del premio eÁ fissato a:Ð 72,45 euro per capo macellato nel corso delperiodo compreso tra la prima e la quindicesimasettimana di un dato anno;Ð 54,34 euro per capo macellato nel corso delperiodo compreso tra la sedicesima e la diciassettesimasettimana di un dato anno;Ð 36,23 euro per capo macellato nel corso delperiodo compreso tra la diciottesima e la ventunesimasettimana di un dato anno;Ð 18,11 euro per capo macellato nel corso delperiodo compreso tra la ventiduesima e la ventitreesimasettimana di un dato anno.3. Se la percentuale di cui al paragrafo 1, lettera b),non viene raggiunta, tenuto conto della penultimafrase del paragrafo 1, gli Stati membri i cui produttorihanno beneficiato in precedenza del premio di destagionalizzazionepossono decidere di concedere questopremio al tasso del 60% degli importi fissati alparagrafo 2.In tal caso lo Stato membro interessato:a) può decidere di limitare la concessione ai primidue o tre periodi in questione;b) provvede affinche la misura sia finanziariamenteneutra per l'esecizio finanziario in causa, riducendoproporzionalmente:Ð l'importo per la seconda fascia di etaÁ del premiospeciale applicabile ai manzi concesso intale Stato membro, e/oÐ i pagamenti supplementari di cui alla sezione 2,e informa la Commissione della misura di riduzioneapplicata.Ai fini dell'applicazione di questa misura, i territoridell'Irlanda e dell'Irlanda del Nord sono consideraticome un'unica entitaÁ nel calcolo di cui al paragrafo 1,lettera a), e, di conseguenza, del beneficio del premio.4. Per la constatazione del superamento delle percentualidi cui al presente articolo, si tiene conto delle


26.6.1999 L 160/29Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITmacellazioni effettuate nel corso del penultimo annoprecedente quello della macellazione del capo chebeneficia del premio.5. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedel presente articolo secondo la procedura di cuiall'articolo 43.S o t t o s e z i o n e 3Premio per vacca nutriceArticolo 61. Il produttore che detiene nella sua azienda vacchenutrici può beneficiare, a richiesta, di un premio per ilmantenimento di vacche nutrici (premio per vaccanutrice). Si tratta di un premio concesso per annocivile e per produttore entro i limiti di massimali individuali.2. Il premio per vacca nutrice eÁ concesso a un produttore:a) che non consegni ne latte ne prodotti lattierocaseariprovenienti dalla sua azienda durantedodici mesi a decorrere dalla data di presentazionedella domanda.La cessione di latte o di prodotti lattiero-casearieffettuata direttamente dall'azienda al consumatorenon costituisce tuttavia un impedimento alla corresponsionedel premio;b) che consegni latte o prodotti lattiero-caseari, se ilquantitativo complessivo di riferimento individualedi cui all'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3950/92 eÁ inferiore o uguale a 120 000 kg. Sulla base dicriteri obiettivi da essi definiti, gli Stati membripossono tuttavia decidere di modificare o di sopprimeretale limite quantitativo,purche detenga per almeno sei mesi consecutivi, adecorrere dalla data di presentazione della domanda,un numero di vacche nutrici pari almeno all'80% e unnumero di giovenche pari al massimo al 20% diquello per il quale eÁ richiesto il premio.Al fine di determinare il numero di capi che possonobeneficiare del premio in base al primo comma,lettera a) e b), l'appartenenza delle vacche a una mandrianutrice oppure a una mandria lattiera viene stabilitain base al quantitativo di riferimento individualedi cui all'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento(CEE) n. 1255/1999 del Consiglio, del 17 maggio1999, relativo all'organizzazione comune del latte edei prodotti lattiero-caseari ( 1 ), e alla resa lattieramedia.3. Il diritto al premio per produttore viene limitatoapplicando il massimale individuale definitoall'articolo 7.4. Il premio per capo avente diritto eÁ fissato a:Ð 163 euro per l'anno civile 2000,Ð 182 euro per l'anno civile 2001,Ð 200 euro per l'anno civile 2002 e per i successivi.5. Gli Stati membri possono concedere un premionazionale supplementare per vacca nutrice, pari ad unmassimo di 50 euro per capo, purche esso non comportidiscriminazioni tra gli allevatori dello Statomembro interessato.Per le aziende situate in una regione quale definitanegli articoli da 3 a 6 del regolamento (CE) n. 1251/2/1999 del Consiglio del 21 giugno 1999, recante disposizionigenerali sui fondi strutturali ( 2 ), i primi 24,15euro per capo di tale premio supplementare sonofinanziati dal Fondo europeo agricolo di orientamentoe garanzia, sezione «garanzia» (FEAOG).Per le aziende situate in tutto il territorio di uno Statomembro, se nello Stato membro in questione la popolazionedi bovini eÁ composta di una percentuale elevatadi vacche nutrici, pari ad almeno il 30% delnumero totale di vacche, e se almeno il 30% di bovinimaschi macellati appartiene alle classi di conformazioneS ed E, la sezione «garanzia» del FEAOG finanziail premio supplementare nella sua totalitaÁ. L'eventualesuperamento di tali percentuali eÁ determinato inbase alla media dei due anni precedenti quello in cuiviene concesso il premio.6. Ai fini dell'applicazione del presente articolo,sono prese in considerazione unicamente le giovencheappartenenti ad una razza ad orientamento «carne» oottenute da un incrocio con una di tali razze ed appartenentiad un mandria destinata all'allevamento divitelli per la produzione di carne.7. Secondo la procedura di all'articolo 43, la Commissioneadotta le modalitaÁ di applicazione del presentearticolo, in particolare quelle relative alla definizionedella nozione di vacca nutrice di cuiall'articolo 3, e stabilisce la resa media di latte.Articolo 71. Al 1 o gennaio 2000, il massimale individuale diciascun produttore deve essere pari al numero deidiritti al premio per vacca nutrice (diritti al premio)che gli spettava al 31 dicembre 1999 in base allenorme comunitarie in materia, modificato, se del caso,a norma del paragrafo 3.( 1 ) Vedi pagina 48 della presente Gazzetta ufficiale. ( 2 ) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 1.


L 160/30 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT2. Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessariaffincheÂ, dal 1 o gennaio 2000, la somma dei dirittial premio sul loro territorio non superi i massimalinazionali stabiliti nell'allegato II e possano esserecostituite le riserve nazionali di cui all'articolo 9.3. Qualora l'adeguamento di cui al paragrafo 2esiga una riduzione dei massimali individuali dei produttori,esso viene effettuato senza pagamento compensativoe stabilito in base a criteri oggettivi, tra cuiin particolare:Ð il tasso di utilizzazione dei rispettivi massimaliindividuali da parte dei produttori durante i treanni di riferimento precedenti il 2000;Ð la realizzazione di un programma di investimenti odi estensivizzazione nel settore delle carni bovine;Ð particolari circostanze naturali o l'applicazione disanzioni, che abbiano causato il mancato versamentoo un versamento ridotto del premio peralmeno un anno di riferimento;Ð altre circostanze eccezionali, in seguito alle quali ipagamenti effettuati per almeno un anno di riferimentonon corrispondono alla reale situazione constatatadurante gli anni precedenti.b) possono prevedere che il trasferimento di dirittisenza trasferimento dell'azienda avvenga direttamentetra produttori o tramite la riserva nazionale.3. Gli Stati membri possono autorizzare, anteriormentead una data da fissare, cessioni temporaneedella parte dei diritti al premio non destinati ad essereutilizzati dal produttore che ne dispone.4. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedel presente articolo secondo la procedura di cuiall'articolo 43.Tali modalitaÁ possono riguardare in particolare:Ð disposizioni che consentano agli Stati membri dirisolvere i problemi connessi con il trasferimento didiritti al premio da parte di produttori che nonsono proprietari delle superfici occupate dalle loroaziende, eÐ norme specifiche quanto al numero minimo didiritti che può essere oggetto di una cessione parziale.4. I diritti al premio ritirati a seguito della misura dicui al paragrafo 2 sono aboliti.5. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedel presente articolo secondo la procedura di cuiall'articolo 43.Articolo 91. Ogni Stato membro mantiene una riserva nazionaledi diritti al premio per vacca nutrice.Articolo 81. Il produttore che venda o trasferisca in altromodo la sua azienda può trasferire al successore nell'aziendatutti i diritti al premio per vacca nutrice. Eglipuò anche trasferire, in tutto o in parte, i suoi dirittiad altri produttori senza trasferire l'azienda.Nel caso di un trasferimento di diritti al premio senzatrasferimento dell'azienda, una parte dei diritti trasferiti,non superiore al 15%, eÁ riversata senza pagamentocompensativo nella riserva nazionale dello Statomembro in cui eÁ situata la sua azienda, per essere ridistribuitagratuitamente.2. Gli Stati membri:a) adottano le misure necessarie per evitare che idiritti al premio siano trasferiti fuori delle zonesensibili o delle regioni in cui la produzione bovinariveste particolare importanza per l'economialocale;2. I diritti al premio ritirati in base all'articolo 8,paragrafo 1, o ad altre norme comunitarie, sonoaggiunti alla riserva nazionale, senza pregiudizioall'articolo 7, paragrafo 4.3. Gli Stati membri utilizzano le loro riserve nazionaliper la concessione, entro i limiti delle stesse, didiritti al premio, in particolare ai nuovi produttori, aigiovani allevatori e ad altri produttori prioritari.4. La Commissione adotta, secondo la procedura dicui all'articolo 43, le modalitaÁ di applicazione del presentearticolo, specificando in particolare:Ð le misure applicabili qualora in uno Stato membronon sia utilizzata la riserva nazionale;Ð le misure relative ai diritti al premio non utilizzatie riversati nella riserva nazionale.


26.6.1999 L 160/31Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITArticolo 101. In deroga all'articolo 6, paragrafo 3, gli Statimembri nei quali piœ del 60 % delle vacche nutrici edelle giovenche si trova in zone di montagna, ai sensidell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 1257/1999del Consiglio, del 17 maggio 1999, sul sostegno allosviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo diorientamento e garanzia (FEAOG) e che modifica edabroga taluni regolamenti ( 1 ), possono decidere digestire il pagamento del premio per vacca nutrice perle giovenche separatamente da quello per le vacchenutrici entro i limiti di un massimale nazionale distintofissato dallo Stato membro interessato.Il massimale nazionale distinto non può essere superioreal 20% del massimale nazionale dello Statomembro in questione fissato nell'allegato II del presenteregolamento. Il massimale nazionale eÁ ridotto diun importo equivalente al massimale nazionaledistinto.Quando in uno Stato membro, che abbia scelto diavvalersi della facoltaÁ di cui al primo comma, ilnumero totale di giovenche, per le quali sia stata presentatauna domanda e che soddisfano le condizionipreviste per la concessione del premio per vaccanutrice, supera il massimale nazionale distinto, ilnumero di giovenche ammissibili al premio, per produttoree durante l'anno in questione, eÁ ridotto in proporzione.2. Ai fini dell'applicazione del presente articolo,sono prese in considerazione unicamente le giovencheappartenenti ad una razza ad orientamento «carne» oottenute da un incrocio con una di tali razze.3. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedel presente articolo secondo la procedura di cuiall'articolo 43.S o t t o s e z i o n e 4Premio all'abbattimentoArticolo 111. Il produttore che detiene nella sua azienda animalidella specie bovina può beneficiare, a richiesta, diun premio all'abbattimento. Si tratta di un premioconcesso all'abbattimento dei capi ammissibili o allaloro esportazione verso un paese terzo entro i limiti dimassimali nazionali da determinare.Possono beneficiare del premio all'abbattimento:a) tori, manzi, vacche e giovenche a partire dall'etaÁ di8 mesi,( 1 ) Vedi pagina 80 della presente Gazzetta ufficiale.b) vitelli di etaÁ compresa tra 1 e 7 mesi e la cui carcassaabbia un peso inferiore a 160 chilogrammi,purche siano stati detenuti dal produttore per unperiodo da determinare.2. L'importo del premio eÁ fissato:a) per capo ammissibile, a norma del paragrafo 1,lettera a):Ð a 27 euro per l'anno civile 2000;Ð a 53 euro per l'anno civile 2001;Ð a 80 euro per l'anno civile 2002 e per i successivi;b) per capo ammissibile, a norma del paragrafo 1,lettera b):Ð a 17 euro per l'anno civile 2000;Ð a 33 euro per l'anno civile 2001;Ð a 50 euro per l'anno civile 2002 e per i successivi.3. I massimali nazionali di cui al paragrafo 1 sonofissati per Stato membro e separatamente per entrambele categorie di animali previste alle lettere a) e b) delparagrafo 1. Ciascun massimale eÁ pari al numero deglianimali di ciascuna di queste due categorie che nel1995 sono stati macellati nello Stato membro in questionea cui si aggiungono quelli esportati verso paesiterzi, secondo i dati dell'Eurostat o in base a ogni altrainformazione statistica ufficiale pubblicata per taleanno e riconosciuta dalla Commissione.4. Se in uno Stato membro il numero totale di animali,per i quali sia stata presentata una domanda inriferimento a una delle categorie di animali di cui alparagrafo 1, lettera a) o b), e che soddisfano le condizioniper la concessione del premio all'abbattimento, eÁsuperiore al massimale nazionale previsto per tale categoria,il numero di tutti gli animali ammissibili al premioper quella categoria e per produttore durantel'anno in questione eÁ ridotto in proporzione.5. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedel presente articolo secondo la procedura di cuiall'articolo 43.


L 160/32 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITS o t t o s e z i o n e 5Coefficienti di densitaÁArticolo 121. Il numero totale dei capi che possono beneficiaredel premio speciale e del premio per vacca nutriceviene limitato applicando un coefficiente di densitaÁ deicapi detenuti nell'azienda pari a 2 unitaÁ bestiameadulto (UBA) per ettaro e per anno civile. Tale coefficienteeÁ espresso in numero di UBA e correlato allasuperficie forraggera aziendale adibita all'alimentazionedegli animali presenti nell'azienda stessa. Tuttavia,un produttore eÁ esentato dall'applicazione delcoefficiente di densitaÁ qualora il numero di capi detenutinell'azienda da prendere in considerazione perdeterminare il coefficiente di densitaÁ non sia superiorea 15 UBA.2. Per determinare il coefficiente di densitaÁ nell'aziendasi tiene conto:a) dei bovini maschi, delle vacche nutrici e delle giovenche,degli ovini e/o dei caprini per i quali siastata presentata domanda di premio, nonche dellevacche da latte necessarie per produrre il quantitativodi riferimento totale di latte assegnato al produttore;la conversione in UBA del numero di animalicosì ottenuto viene effettuata mediante l'appositatabella riprodotta nell'allegato III;b) della superficie foraggera, cioeÁ della superficie dell'aziendadisponibile durante tutto l'anno civile perl'allevamento dei bovini e degli ovini e/o deicaprini; non sono compresi in questa superficie:Ð i fabbricati, i boschi, gli stagni, i sentieri;Ð le superfici adibite ad altre produzioni chebeneficiano di un regime di aiuti comunitario,ovvero utilizzate per colture permanenti o percolture orticole, tranne i pascoli permanenti chebeneficiano di pagamenti per superficie anorma dell'articolo 17 del presente regolamentoe dell'articolo 19 del regolamento (CE) n. 1255/1999;Ð le superfici che beneficiano del regime di sostegnoprevisto a favore dei coltivatori di taluniseminativi, utilizzate nel quadro del regime diaiuto per i foraggi essiccati ovvero sottoposte aun programma nazionale o comunitario diritiro dalla produzione.La superficie foraggera comprende le superfici utilizzatein comune e le superfici adibite ad una colturamista.3. La Commissione adotta, secondo la procedura dicui all'articolo 43, le modalitaÁ di applicazione del presentearticolo. Tali modalitaÁ comprendono in particolarequelle:Ð relative alle superfici utilizzate in comune e allesuperfici adibite ad una coltura mista,Ð che permettono di evitare un'applicazione non correttadel coefficiente di densitaÁ.S o t t o s e z i o n e 6Pagamento per l'estensivizzazioneArticolo 131. I produttori che beneficiano del premio specialee/o del premio per vacca nutrice possono beneficiaredi un pagamento per l'estensivizzazione.2. Il pagamento per l'estensivizzazione eÁ pari a 100euro per premio speciale e per premio per vaccanutrice, a condizione che, rispetto all'anno civile inquestione, il coefficiente di densitaÁ nell'azienda interessatasia pari o inferiore a 1,4 UBA per ettaro.Gli Stati membri possono tuttavia decidere di fissare ilpagamento per l'estensivizzazione ai seguenti livelli:a) rispetto agli anni civili 2000 e 2001, 33 euro perun coefficiente di densitaÁ pari o superiore a 1,6UBA per ettaro ma inferiore a 2,0 UBA per ettaroe 66 euro per un coefficiente di densitaÁ inferiore a1,6 UBA per ettaro;b) rispetto all'anno civile 2002 e agli anni successivi,40 euro per un coefficiente di densitaÁ pari o superiorea 1,4 UBA ma pari o inferiore a 1,8 UBA e80 euro per un coefficiente di densitaÁ inferiore a1,4 UBA per ettaro.3. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2:a) in deroga all'articolo 12, paragrafo 2, lettera a),per determinare il coefficiente di densitaÁ dell'aziendasi tiene conto dei bovini maschi, delle vacchee delle giovenche presenti nell'azienda stessadurante l'anno civile in questione, nonche degliovini e/o dei caprini per i quali sia stata presentatadomanda di premio durante lo stesso anno civile; ilnumero di animali eÁ convertito in UBA secondo latabella di conversione che figura nell'allegato III;b) fatto salvo l'articolo 12, paragrafo 2, lettera b), lesuperfici adibite alla coltura di seminativi, secondoquanto previsto nell'allegato I del regolamento(CE) n. 1251/1999 del Consiglio del 17 maggio1999, che istituisce un sistema di sostegno per iproduttori di alcuni seminativi ( 1 ), non sono consideratesuperfici foraggere;( 1 ) Vedi pagina 1 della presente Gazzetta ufficiale.


26.6.1999 L 160/33Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITc) la superficie foraggera da prendere in considerazioneper il calcolo del coefficiente di densitaÁ consisteper almeno il 50% di pascoli. Il pascolo eÁ definitodagli Stati membri. La definizione tienealmeno conto del criterio secondo cui per pascolosi intendono i terreni erbosi i quali, alla luce delleprassi locali di allevamento, sono destinati all'allevamentodi animali della razza bovina e/o ovina.Tuttavia, la definizione non esclude l'utilizzazionemista dei pascoli durante lo stesso anno (pascolo,fieno, foraggi insilati).4. Fatti salvi i requisiti relativi al coefficiente di densitaÁdi cui al paragrafo 2, i produttori degli Stati membriin cui piœ del 50% della produzione di latte sieffettua in zone di montagna ai sensi dell'articolo 18del regolamento (CE) n. 1257/1999 e le cui aziendesono situate in tali zone, possono beneficiare dei pagamentiall'estensivizzazione previsti al paragrafo 2 perle vacche da latte detenute nelle zone in questione.5. La Commissione, secondo la procedura di cuiall'articolo 43:Ð adotta le modalitaÁ di applicazione del presente articolo;Ð se necessario, adegua gli importi di cui alparagrafo 2 tenendo conto, in particolare, delnumero di capi che possono beneficiare del pagamentoper l'anno civile precedente.SEZIONE 2Pagamenti supplementariArticolo 141. Gli Stati membri versano, su base annua, pagamentisupplementari ai produttori del loro territorioentro i limiti degli importi globali stabilitinell'allegato IV. Tali pagamenti sono effettuati secondocriteri oggettivi che riguardano, in particolare, le strutturee le condizioni di produzione specifiche, e inmodo tale da garantire la paritaÁ di trattamento tra iproduttori e da evitare distorsioni del mercato e dellaconcorrenza. Essi inoltre non devono essere legati alleoscillazioni dei prezzi di mercato.2. I pagamenti supplementari possono essere versatiper capo di bestiame (articolo 15) e/o per superficie(articolo 17).Articolo 151. I pagamenti per capo di bestiame possono essereconcessi per:a) bovini maschi,b) vacche nutrici,c) vacche da latte,d) giovenche.2. I pagamenti per capo di bestiame possono essereconcessi come importi supplementari per unitaÁ di premioall'abbattimento, come previsto all'articolo 11, adeccezione dei vitelli. Negli altri casi, la concessione deipagamenti per capo di bestiame eÁ soggetta:a) alle condizioni speciali che figurano all'articolo 16;b) a requisiti specifici relativi ai coefficienti di densitaÁ,che gli Stati membri devono stabilire.3. I requisiti specifici relativi ai coefficienti di densitaÁsono stabiliti:Ð in base alla superficie foraggera di cuiall'articolo 12, paragrafo 2, lettera b), eccettuatetuttavia le superficie per cui sono concessi pagamentisecondo l'articolo 17;Ð tenendo conto, in particolare, dell'impatto ambientaledi tipo di produzione considerato, della sensibilitaÁambientale del terreno utilizzato per l'allevamentodel bestiame e delle misure applicate alloscopo di stabilizzare o migliorare la situazioneambientale di tale terreno.Articolo 161. I pagamenti per capo di bestiame per i bovinimaschi possono essere concessi per anno civile in unoStato membro al massimo per un numero di capi:Ð uguali al massimale regionale dello Stato membrointeressato che figura all'allegato I, oppureÐ uguale al numero di bovini maschi che hannobeneficiato del premio nel 1997, oppureÐ uguale al numero medio dei bovini maschi macellatinegli anni 1997, 1998 e 1999, ricavato dallestatistiche Eurostat relative a tali anni o da qualsiasialtra informazione statistica ufficiale pubblicataper gli stessi anni, accettata dalla Commissione.Gli Stati membri possono inoltre prevedere un limiteper capo di bestiame del numero di bovini maschi perazienda che deve essere stabilito dallo Stato membrosu base nazionale o regionale.Possono beneficiare del premio soltanto i bovinimaschi di etaÁ superiore a 8 mesi. Qualora i pagamentiper capo di bestiame siano effettuati alla macellazione,


L 160/34 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITlo Stato membro può decidere di sostituire tale requisitocon un peso carcassa minimo di almeno 180 kg.2. I pagamenti per capo di bestiame per le vacchenutrici e le giovenche ammissibili al premio destinatoalle vacche nutrici ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 4,e dell'articolo 10 possono essere concessi soltantocome importo integrativo a ciascuna delle unitaÁ di premioper vacca nutrice di cui all'articolo 6, paragrafo 4.3. I pagamenti per capo di bestiame per le vaccheda latte possono essere concessi soltanto come importoper tonnellata del quantitativo di riferimento ammissibileal premio disponibile nell'azienda, da stabilire anorma dell'articolo 16, paragrafo 3 del regolamento(CE) n. 1255/1999.Non si applica l'articolo 15, paragrafo 2, lettera b).4. I pagamenti per capo di bestiame per le giovenchediverse da quelle di cui al paragrafo 2 possonoessere concessi per Stato membro e anno civile per unnumero di giovenche non superiore alla media dellegiovenche abbattute negli anni 1997, 1998 e 1999risultante dalle statistiche Eurostat per tali anni o daqualunque altra informazione statistica ufficiale pubblicataper gli stessi anni, accettata dalla Commissione.Articolo 171. I pagamenti per superficie sono concessi perettaro di pascolo permanente:a) di cui un produttore ha la disponibilitaÁ durantel'anno civile di cui trattasi,b) non utilizzato per soddisfare i requisiti specificirelativi ai coefficienti di densitaÁ di cuiall'articolo 15, paragrafo 3,c) rispetto al quale, per il medesimo anno, non sianostati richiesti pagamenti in base al regime di sostegnoa favore dei coltivatori di taluni seminativi, alregime di aiuto per i foraggi essiccati, ne ai regimicomunitari di aiuto per altre colture permanenti odorticole.2. La superficie dei pascoli permanenti in unaregione per la quale possono essere concessi pagamentiper superficie non deve superare la relativa superficieregionale di base.Le superfici regionali di base sono stabilite dagli Statimembri ragguagliandole al numero medio di ettari dipascoli permanenti disponibili per l'allevamento dibovini negli anni 1995, 1996 e 1997.3. L'importo massimo per ettaro del pagamento persuperficie, compresi i pagamenti per superficie concessiai sensi dell'articolo 19 del regolamento (CE) n. 1255/1999 non può essere superiore a:Ð 210 euro per l'anno civile 2000;Ð 280 euro per l'anno civile 2001;Ð 350 euro per l'anno civile 2002 e per i successivi.Articolo 18Anteriormente al 1 o gennaio 2000, gli Stati membriforniscono alla Commissione informazioni particolareggiatecirca le loro disposizioni nazionali relative allaconcessione dei pagamenti supplementari. Qualsiasicambiamento di tali disposizioni viene comunicato allaCommissione non oltre un mese dopo la sua adozione.Articolo 19Anteriormente al 1 o aprile 2004, gli Stati membri presentanoalla Commissione relazioni dettagliate sull'applicazionedella presente sezione.Anteriormente al 1 o gennaio 2005, la Commissionevaluta l'applicazione della presente sezione ed esaminala ripartizione degli stanziamenti comunitari tra gliStati membri in base all'allegato IV, tenendo conto, inparticolare, dell'evoluzione delle percentuali dei singoliStati membri nella produzione comunitaria di carnibovine. Se necessario, la Commissione presenta alConsiglio le proposte opportune.Articolo 20La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedella presente sezione secondo la procedura di cuiall'articolo 43.SEZIONE 3Disposizioni comuniArticolo 21Per poter beneficiare dei pagamenti diretti di cui alpresente capo, un animale eÁ identificato e registrato inbase al regolamento (CE) n. 820/97.


26.6.1999 L 160/35Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITArticolo 221. I pagamenti diretti di cui al presente capo, tranneil premio di destagionalizzazione, sono versati nonappena siano effettuate le ispezioni ma non prima del16 ottobre dell'anno civile per il quale eÁ stata presentatala domanda.2. Salvo casi eccezionali debitamente giustificati:Ð i pagamenti diretti di cui al presente titolo sonoversati entro il 30 giugno successivo all'anno civileper il quale eÁ stata presentata la domanda,Ð il premio di destagionalizzazione viene versato nonappena siano effettuate le ispezioni e non oltre il15 ottobre dell'anno civile per il quale eÁ stata presentatala domanda.Articolo 231. Qualora la presenza di residui di sostanze vietatea norma della direttiva 96/22/CE del Consiglio ( 1 ) o diresidui di sostanze autorizzate in base a tale direttivama utilizzate illecitamente sia riscontrata, in base allepertinenti disposizioni della direttiva 96/23/CE delConsiglio ( 2 ), in un animale appartenente all'allevamentobovino di un produttore, o qualora unasostanza o un prodotto non autorizzati, o una sostanzao un prodotto autorizzati a norma della direttiva 96/22/CE, ma detenuti illecitamente, siano rinvenuti nell'aziendadi tale produttore sotto qualsiasi forma, quest'ultimoeÁ escluso, per l'anno civile dell'accertamento,dal beneficio degli importi previsti dalle disposizionidella presente sezione.In caso di recidiva il periodo di esclusione può,secondo la gravitaÁ dell'infrazione, essere prolungatofino a 5 anni a decorrere dall'anno di accertamentodella recidiva.2. In caso di ostruzionismo da parte del proprietarioo del detentore degli animali durante l'esecuzione delleispezioni e del prelievo dei campioni necessari all'applicazionedei piani nazionali di sorveglianza dei residui,o durante lo svolgimento delle operazioni di indaginee di controllo effettuate a norma della direttiva96/23/CE, si applicano le sanzioni previste al paragrafo1.( 1 ) Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996,concernente il divieto d'utilizzazione di talune sostanzead azione ormonica, tireostatica o delle sostanze b-agonistenelle produzioni animali e che abroga le direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE (GU L 125 del23.5.1996, pag. 3).( 2 ) Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996,concernente le misure di controllo su talune sostanze esui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti e cheabroga le direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le decisioni89/187/CEE e 91/664/CEE (GU L 125 del23.5.1996, pag. 10).3. La Commissione adotta le modalitaÁ di applicazionedel presente articolo secondo la procedura di cuiall'articolo 43.Articolo 24Gli importi dei pagamenti diretti stabiliti alle sezioni 1e 2 possono essere modificati in considerazione dell'andamentodella produzione, della produttivitaÁ e deimercati, secondo la procedura di cui all'articolo 37,paragrafo 2, del trattato.Articolo 25Le spese sostenute per l'erogazione dei pagamentidiretti di cui al presente capo sono considerate comemisure d'intervento a norma dell'articolo 2, paragrafo2, del regolamento (CE) n. 1258/1999.CAPO 2AMMASSO PRIVATO E PUBBLICOArticolo 261. A decorrere dal 1 o luglio 2002 può essere decisala concessione di aiuti all'ammasso privato, qualora ilprezzo medio del mercato comunitario constatato,sulla base della tabella comunitaria di classificazionedelle carcasse di bovini adulti di cui al regolamento(CEE) n. 1208/81, in prosieguo «tabella comunitaria»,per le carcasse di bovini adulti sia, e sembri destinatoa rimanere, inferiore al 103% del prezzo di base.2. Il prezzo di base eÁ stabilito a 2 224 euro/tonnellataper le carcasse di bovini maschi della qualitaÁ R3della tabella comunitaria.3. L'aiuto all'ammasso privato può essere concessoper le carni fresche o refrigerate di bovini adulti presentatein carcasse, mezzene, quarti compensati, quartianteriori e quarti posteriori, classificate secondo latabella comunitaria.4. Il Consiglio, che delibera secondo la procedura dicui all'articolo 37, paragrafo 2, del trattato, può:Ð modificare il prezzo di base tenendo conto, in particolare,dell'esigenza di fissare tale prezzo a unlivello che contribuisca a stabilizzare i prezzi dimercato senza però causare la formazione di eccedenzestrutturali nella ComunitaÁ,


L 160/36 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITÐ modificare l'elenco dei prodotti di cui alparagrafo 3, che possono essere oggetto di aiutiall'ammasso privato.5. Secondo la procedura di cui all'articolo 43, laCommissione adotta le modalitaÁ di applicazione delpresente articolo e decide la concessione di aiutiall'ammasso privato.Articolo 271. A decorrere dal 1 o luglio 2002, si ricorre all'interventopubblico se, durante un periodo di due settimaneconsecutive, il prezzo medio di mercato in unoStato membro o in una regione di uno Stato membroconstatato in base alla tabella comunitaria di classificazionedelle carcasse di bovini adulti di cui al regolamento(CEE) n. 1208/81 eÁ inferiore a 1 560 euro pertonnellata; in questo caso una o piœ categorie, qualitaÁo gruppi di qualitaÁ da determinare di carni fresche orefrigerate di cui ai codici NC 0201 10 00 e da0201 20 20 a 0201 20 50 originarie della ComunitaÁpossono essere acquistate dagli organismi d'intervento.2. Per gli acquisti di cui al paragrafo 1, possonoessere accettate soltanto le offerte ammesse all'interventouguali o inferiori al prezzo medio di mercatoconstatato in uno Stato membro o in una regione diuno Stato membro, maggiorato di un importo dadeterminare in base a criteri oggettivi.3. I prezzi d'acquisto e i quantitativi accettati all'interventosono determinati nel quadro di gare e possono,in determinate circostanze, essere fissati perStato membro o regione di Stato membro in funzionedei prezzi medi di mercato constatati. Le gare devonogarantire la paritaÁ di accesso di tutti gli interessi. Essesono bandite sulla base di un capitolato d'oneri dadeterminare tenendo conto, nella misura necessaria,delle strutture commerciali.4. Secondo la procedura di cui all'articolo 43:Ð sono determinati i prodotti, le categorie, le qualitaÁo i gruppi di qualitaÁ dei prodotti ammessi all'intervento;Ð sono fissati i prezzi di acquisto e i quantitativiaccettati all'intervento;Ð viene determinato l'importo della maggiorazione dicui al paragrafo 2;Ð sono adottate le modalitaÁ di applicazione del presentearticolo;Ð sono adottate le norme transitorie necessarie perl'applicazione del presente regime.La Commissione decide in merito:Ð all'apertura degli acquisti se per due settimane consecutiveeÁ soddisfatta la condizione di cui alparagrafo 1;Ð all'interruzione degli acquisti se per almeno unasettimana non eÁ piœ soddisfatta la condizione dicui al paragrafo 1.Articolo 281. Lo smercio dei prodotti acquistati dagli organismid'intervento in base alle disposizioni degliarticoli 27 e 47 del presente regolamento e degliarticoli 5 e 6 del regolamento (CEE) n. 805/68 eÁ effettuatoa condizioni che permettano di evitare qualsiasiperturbazione del mercato e di garantire l'uguaglianzadi accesso alle merci e la paritaÁ di trattamento degliacquirenti.2. Le modalitaÁ di applicazione del presente articolo,in particolare per quanto riguarda i prezzi di vendita,nonche le condizioni di collocamento delle scorte e,eventualmente, di trasformazione dei prodotti acquistatidagli organismi d'intervento, sono adottate dallaCommissione secondo la procedura di cuiall'articolo 43.TITOLO IISCAMBI CON I PAESI TERZIArticolo 29Ogni importazione nella ComunitaÁ di prodotti di cuiall'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), e ogni esportazionefuori dalla ComunitaÁ di prodotti di cuiall'articolo 1, paragrafo 1, lettere a) e b), possonoessere subordinate alla presentazione di un titolod'importazione o di esportazione.1. Ogni importazione nella ComunitaÁ di prodotti dicui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), eÁ subordinataalla presentazione di un titolo d'importazione.Il titolo eÁ rilasciato dagli Stati membri ad ogni interessatoche ne faccia richiesta, a prescindere dal luogo incui eÁ stabilito nella ComunitaÁ e fatte salve le disposizioniadottate per l'applicazione degli articoli 32 e 33.


26.6.1999 L 160/37Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITIl titolo di importazione e quello di esportazione sonovalidi in tutta la ComunitaÁ. Il rilascio del titolo eÁsubordinato alla costituzione di una cauzione chegarantisca l'impegno di importare o di esportaredurante il periodo di validitaÁ del titolo e che, salvo incaso di forza maggiore, resta acquisita in tutto o inparte se l'operazione non eÁ realizzata, o se eÁ realizzatasolo parzialmente, entro tale termine.2. La Commissione adotta, secondo la procedura dicui all'articolo 43, le modalitaÁ di applicazione del presentearticolo. Tali modalitaÁ possono riguardare, inparticolare,a) il periodo di validitaÁ del titolob) e l'elenco dei prodotti per i quali sono richiestititoli di importazione o di esportazione a normadel paragrafo 1, secondo comma.Articolo 30Salvo disposizione contraria del presente regolamento,si applicano ai prodotti di cui all'articolo 1 le aliquotedei dazi della tariffa doganale comune.Articolo 311. Per evitare o reprimere eventuali effetti negativisui mercati comunitari imputabili all'importazione ditaluni prodotti di cui all'articolo 1, l'importazioneall'aliquota del dazio prevista all'articolo 30 di uno opiœ di detti prodotti eÁ subordinata al pagamento di undazio addizionale all'importazione, se sono soddisfattele condizioni fissate all'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura,concluso a norma dell'articolo 300 del trattatonell'ambito dei negoziati commerciali multilateralidell'Uruguay Round, tranne qualora le importazioninon rischino di perturbare il mercato comunitario o glieffetti siano sproporzionati rispetto all'obiettivo perseguito.2. I prezzi limite al di sotto dei quali può essereimposto un dazio addizionale all'importazione sonoquelli trasmessi dalla ComunitaÁ all'Organizzazionemondiale del commercio.I volumi che devono essere superati perche scattil'imposizione di un dazio addizionale all'importazionesono determinati in particolare in base alle importazioninella ComunitaÁ nei tre anni che precedono quelloin cui si verificano o rischiano di verificarsi gli effettinegativi di cui al paragrafo 1.3. I prezzi d'importazione da prendere in considerazioneper l'imposizione di un dazio addizionale all'importazionesono determinati in base ai prezzi d'importazionecif della partita in causa.I prezzi d'importazione cif sono a tal fine verificatisulla base dei prezzi rappresentativi per il prodotto inquestione sul mercato mondiale o sul mercato comunitariodi importazione del prodotto.4. La Commissione adotta, secondo la procedura dicui all'articolo 43, le modalitaÁ di applicazione del presentearticolo, specificando in particolare:a) i prodotti ai quali sono applicati dazi all'importazioneaddizionali a norma dell'articolo 5 dell'accordosull'agricoltura;b) gli altri criteri necessari per garantire l'applicazionedel paragrafo 1 in base all'articolo 5 dell'accordosull'agricoltura.Articolo 321. I contingenti tariffari per i prodotti di cuiall'articolo 1, istituiti in forza di accordi conclusi anorma dell'articolo 300 del trattato o in forza di qualsiasialtro atto del Consiglio, sono aperti e gestiti dallaCommissione in base a modalitaÁ adottate secondo laprocedura di cui all'articolo 43.Per quanto riguarda il contingente d'importazione di50 000 tonnellate di carni congelate dei codici NC0202 20 30, 0202 30 e 0206 29 91 e destinate alla trasformazione,il Consiglio, deliberando a maggioranzaqualificata su proposta della Commissione, può prevedereche tale contingente riguardi completamente oparzialmente quantitativi equivalenti di carni di qualitaÁapplicando un tasso di conversione di 4,375.2. La gestione dei contingenti può essere effettuataattraverso l'applicazione di uno dei metodi seguenti odi una loro combinazione:Ð metodo fondato sull'ordine cronologico di presentazionedelle domande (secondo la proceduraprimo arrivato, primo servito),Ð metodo di ripartizione in proporzione ai quantitativirichiesti all'atto della presentazione delledomande (metodo dell'esame simultaneo),Ð metodo fondato sulla considerazione delle correnticommerciali tradizionali (metodo importatori tradizionali/nuoviarrivati).Possono essere adottati altri metodi appropriati.Essi devono evitare qualsiasi discriminazione tra glioperatori interessati.3. Il metodo di gestione stabilito tiene conto, oveoccorra, dei bisogni di approvvigionamento del mer-


L 160/38 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITcato comunitario e della necessitaÁ di salvaguardarnel'equilibrio, pur potendo ispirarsi ai metodi eventualmenteapplicati in passato ai contingenti corrispondentia quelli di cui al paragrafo 1, fatti salvi i dirittiderivanti dagli accordi conclusi nel quadro dei negoziaticommerciali dell'Uruguay Round.4. Le modalitaÁ di cui al paragrafo 1 prevedonol'apertura dei contingenti annui, all'occorrenza adeguatamentescaglionati nel corso dell'anno, stabilisconoil metodo di gestione da applicare e, se del caso:a) comprendono disposizioni che garantiscono lanatura, la provenienza e l'origine del prodotto,b) determinano le condizioni di riconoscimento deldocumento che consentiraÁ di verificare l'osservanzadelle disposizioni di cui alla lettera a),c) stabiliscono le condizioni di rilascio e il periodo divaliditaÁ dei titoli d'importazione.Essa può essere differenziata secondo le destinazioniallorche sia reso necessario dalla situazione del mercatomondiale o dalle particolari esigenze di talunimercati.Le restituzioni sono fissate dalla Commissione secondola procedura di cui all'articolo 43. In particolare talefissazione può aver luogo:a) periodicamente,b) a titolo complementare e per quantitativi limitati,mediante gara per i prodotti per i quali questa proceduraappare appropriata.Tranne in caso di fissazione mediante gara, l'elencodei prodotti per i quali eÁ accordata una restituzioneall'esportazione e l'importo della restituzione sono fissatialmeno una volta ogni tre mesi. Tuttavia le restituzionipossono essere mantenute allo stesso livello perpiœ di tre mesi e, in caso di necessitaÁ, modificata nell'intervallodalla Commissione, a richiesta di uno Statomembro o di propria iniziativa.Articolo 331. Nella misura necessaria per consentire l'esportazionedei prodotti di cui all'articolo 1 in base ai corsio ai prezzi di tali prodotti praticati sul mercato mondialeed entro i limiti che scaturiscono dagli accordiconclusi a norma dell'articolo 300 del trattato, la differenzafra questi corsi o prezzi e i prezzi nella ComunitaÁpuò essere coperta da una restituzione all'esportazione.2. Per quanto concerne l'attribuzione dei quantitativiche possono essere esportati con restituzione, siricorre al metodoa) piœ adatto alla natura del prodotto e alla situazionedel mercato in questione, che consenta l'utilizzazionepiœ efficace possibile delle risorse disponibilie che tenga conto dell'efficacia e della strutturadelle esportazioni comunitarie, senza tuttaviacreare discriminazioni fra piccoli e grandi operatori,b) meno gravoso per gli operatori dal punto di vistaamministrativo, tenuto conto delle esigenze digestione,c) che eviti qualsiasi discriminazione tra gli operatoriinteressati.3. La restituzione eÁ la stessa per tutta la ComunitaÁ.4. Le restituzioni sono fissate tenendo conto deiseguenti elementi:a) la situazione e le prospettive di evoluzione:Ð sul mercato della ComunitaÁ, dei prezzi dei prodottinel settore delle carni bovine e delle disponibilitaÁ,Ð sul mercato mondiale, dei prezzi dei prodottinel settore delle carni bovine;b) gli obiettivi dell'organizzazione comune dei mercatinel settore delle carni bovine, volti ad assicurare atali mercati una situazione equilibrata e uno svilupponaturale sul piano dei prezzi e degli scambi;c) i limiti che derivano dagli accordi conclusi a normadell'articolo 300 del trattato;d) l'esigenza di evitare perturbazioni sul mercato dellaComunitaÁ;e) l'aspetto economico delle esportazioni previste.Si tiene conto anche, in particolare, della necessitaÁ distabilire un equilibrio tra l'utilizzazione dei prodotti dibase comunitari ai fini dell'esportazione di mercati trasformateverso i paesi terzi e l'utilizzazione dei prodottidi tali paesi ammessi al regime del perfezionamentoattivo.


26.6.1999 L 160/39Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT5. I prezzi comunitari di cui al paragrafo 1 sono stabilititenendo conto:Ð dei prezzi praticati sui mercati rappresentativi dellaComunitaÁ;Ð dei prezzi praticati all'esportazione.I prezzi sul mercato mondiale di cui al paragrafo 1sono stabiliti tenendo conto:Ð dei prezzi praticati sui mercati dei paesi terzi;Ð dei prezzi piœ favorevoli per le importazioni in provenienzada paesi terzi, nei paesi terzi di destinazione;Ð dei prezzi alla produzione constatati nei paesi terziesportatori, tenendo conto, se del caso, delle sovvenzioniaccordate da questi paesi;Ð dei prezzi d'offerta franco frontiera della ComunitaÁ.6. La restituzione viene concessa unicamente arichiesta e su presentazione del relativo titolo di esportazione.7. L'importo della restituzione all'esportazione deiprodotti di cui all'articolo 1 eÁ quello applicabile ilgiorno della domanda del titolo e, in caso di restituzionedifferenziata, quello applicabile in tale data:a) alla destinazione indicata sul titolo ob) alla destinazione reale, se diversa dalla destinazioneindicata sul titolo. In tal caso, l'importo applicabilenon può superare quello relativo alla destinazioneindicata sul titolo.Al fine di evitare l'utilizzazione abusiva della flessibilitaÁprevista nel presente paragrafo possono essereadottate le misure appropriate.8. EÁ possibile derogare ai paragrafi 6 e 7 per i prodottidi cui all'articolo 1 che beneficiano di restituzioninell'ambito di azioni di aiuto alimentare, secondo laprocedura di cui all'articolo 43.9. La restituzione eÁ pagata allorche eÁ fornita laprova che i prodotti:Ð sono di origine comunitaria,Ð sono stati esportati fuori della ComunitaÁ, eÐ nel caso di una restituzione differenziata, hannoraggiunto la destinazione indicata sul titolo oun'altra destinazione per la quale eÁ stata fissatauna restituzione, fatto salvo il paragrafo 3,lettera b). Possono essere previste deroghe a talenorma secondo la procedura di cui all'articolo 43,purche siano stabilite condizioni che offrano garanzieequivalenti.Inoltre, il pagamento della restituzione all'esportazionedi animali vivi eÁ soggetto alla conformitaÁ con le disposizionistabilite dalla normativa comunitaria relativa albenessere degli animali e, in particolare, alla protezionedegli animali durante il trasporto.10. Fatto salvo il paragrafo 9, primo trattino, inassenza di deroghe concesse secondo la procedura dicui all'articolo 43, non viene erogata alcuna restituzioneper i prodotti importati da paesi terzi e riesportativerso paesi terzi.11. Il rispetto dei limiti di volume che scaturisconodagli accordi conclusi a norma dell'articolo 300 deltrattato eÁ garantito in base ai titoli di esportazionerilasciati per i periodi di riferimento ivi previsti, applicabiliai prodotti interessati. Riguardo al rispetto degliobblighi derivanti dagli accordo conclusi nel quadrodei negoziati commerciali multilaterali dell'UruguayRound, il termine di un periodo di riferimento nonpregiudica la validitaÁ dei titoli di esportazione.12. Le modalitaÁ di applicazione del presente articolo,comprese le disposizioni concernenti la ridistribuzionedei quantitativi esportabili non attribuiti o nonutilizzati, sono adottate dalla Commissione secondo laprocedura di cui all'articolo 43.Le modalitaÁ di applicazione del paragrafo 9, ultimocomma, possono comprendere condizioni relative, inparticolare, alle importazioni in paesi terzi.Articolo 341. Nella misura necessaria al buon funzionamentodell'organizzazione comune dei mercati nel settoredelle carni bovine il Consiglio, che delibera a maggioranzaqualificata su proposta della Commissione, può,in casi particolari, escludere in tutto o in parte ilricorso al regime del perfezionamento attivo o passivoper i prodotti di cui all'articolo 1.2. In deroga al paragrafo 1, qualora la situazione dicui allo stesso paragrafo si presenti eccezionalmenteurgente e il mercato comunitario subisca o rischi disubire perturbazioni dal regime del perfezionamentoattivo o passivo, la Commissione, a richiesta di unoStato membro o di propria iniziativa, decide le misurenecessarie, che vengono comunciate al Consiglio e agliStati membri, la cui validitaÁ non può essere superiore


L 160/40 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITa sei mesi e che sono immediatamente applicabili. Ovetali misure siano state richieste da uno Stato membro,la Commissione decide entro una settimana dalla datadi ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio ladecisione della Commissione entro una settimana dalladata di notifica della stessa. Il Consiglio, che deliberaa maggioranza qualificata, può confermare, modificareo abrogare la decisione della Commissione. Se il Consiglionon ha deciso entro tre mesi, la decisione dellaCommissione eÁ considerata abrogata.Articolo 351. Per la classificazione dei prodotti disciplinati dalpresente regolamento si applicano le norme generalirelative all'interpretazione della nomenclatura combinata,nonche le relative modalitaÁ di attuazione; lanomenclatura tariffaria risultante dall'applicazione delpresente regolamento viene inserita nella tariffa doganalecomune.2. Salvo che non sia altrimenti previsto nel presenteregolamento o in disposizioni adottate in base ad esso,negli scambi con i paesi terzi sono vietate:Ð la riscossione di qualsiasi tassa avente effetto equivalentea un dazio doganale,Ð l'applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa omisura di effetto equivalente.Articolo 361. Qualora, per effetto delle importazioni o delleesportazioni, il mercato comunitario di uno o piœ prodottidi cui all'articolo 1 subisca o rischi di subiregravi perturbazioni, tali da compromettere il conseguimentodegli obiettivi enunciati all'articolo 33 del trattato,si possono applicare misure adeguate negliscambi con i paesi terzi fintantoche sussista la suddettaperturbazione o minaccia di perturbazione.Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata suproposta della Commissione, adotta le modalitaÁ generalidi applicazione del presente paragrafo e definisce icasi e limiti in cui gli Stati membri possono prenderemisure cautelative.2. Qualora si delinei la situazione descritta alparagrafo 1, la Commissione, a richiesta di uno Statomembro o di propria iniziativa, decide le misure necessarie,che vengono comunicate agli Stati membri esono immediatamente applicabili. Ove tali misuresiano state richieste da uno Stato membro, la Commissionedecide al riguardo entro tre giorni lavoratividalla data di ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio lamisura decisa dalla Commissione entro tre giorni lavoratividalla data di notifica della stessa. Il Consiglio siriunisce senza indugio e, deliberando a maggioranzaqualificata, può modificare o annullare la misura inquestione entro un mese a decorrere dal giorno in cuiquesta eÁ stata deferita al Consiglio.4. Il presente articolo si applica tenendo conto degliobblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi anorma dell'articolo 300, paragrafo 2, del trattato.TITOLO IIIDISPOSIZIONI GENERALIArticolo 37Gli Stati membri constatano i prezzi dei bovini e dellecarni di bovini in base a norme che la Commissionedeve stabilire secondo la procedura di cuiall'articolo 43.Articolo 381. Quando si constati sul mercato della ComunitaÁun aumento o una diminuzione notevole dei prezzi, setale situazione rischia di persistere e, pertanto, il mercatodella ComunitaÁ subisce o potrebbe subire perturbazioni,possono essere adottate le misure necessarie.2. Le modalitaÁ di applicazione del presente articolosono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 43.Articolo 39Al fine di tenere conto delle limitazioni alla libera circolazioneche dovessero risultare dall'applicazione diprovvedimenti destinati a combattere la propagazionedi malattie degli animali, possono essere adottati,secondo la procedura di cui all'articolo 43, provvedimentieccezionali di sostegno del mercato oggetto ditali limitazioni. Detti provvedimenti possono venire


26.6.1999 L 160/41Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITadottati soltanto nella misura e per la durata strettamentenecessaria al sostegno del mercato in questione.Articolo 40Fatte salve disposizioni contrarie del presente regolamento,gli articoli 87, 88 e 89 del trattato si applicanoalla produzione e al commercio dei prodotti di cuiall'articolo 1.Articolo 41Gli Stati membri e la Commissione si comunicano reciprocamentei dati necessari all'applicazione del presenteregolamento. I dati a cui si deve riferire talecomunicazione sono stabiliti secondo la procedura dicui all'articolo 43. Secondo la stessa procedura sonoadottate le modalitaÁ della comunicazione e della diffusionedei dati.Articolo 42EÁ istituito un comitato di gestione per le carni bovine,in prosieguo denominato «comitato», composto dirappresentanti degli Stati membri e presieduto da unrappresentante della Commissione.Articolo 431. Nei casi in cui si fa riferimento alla proceduradefinita nel presente articolo, il comitato eÁ chiamato apronunciarsi dal suo presidente, sia su iniziativa diquest'ultimo, sia a richiesta del rappresentante di unoStato membro.2. Il rappresentante della Commissione sottopone alcomitato un progetto delle misure da adottare. Il comitatoformula il suo parere sul progetto entro un termineche il presidente può fissare in funzione dell'urgenzadella questione in esame. Nel caso di decisioniche il Consiglio eÁ invitato ad adottare su propostadella Commissione, tale parere viene formulatosecondo la maggioranza di cui all'articolo 205,paragrafo 2, del trattato. Nel comitato, ai voti dei rappresentantidegli Stati membri eÁ attribuita la ponderazionedi cui allo stesso articolo. Il presidente non partecipaal voto.3. a) La Commissione adotta misure che sono diimmediata applicazione.b) Tuttavia, le misure non conformi al parereespresso dal comitato sono immediatamentecomunicate dalla Commissione al Consiglio. Intal caso:Ð la Commissione può rinviare l'applicazionedelle misure da essa decise di un mese almassimo a decorrere dalla comunicazione;Ð il Consiglio, deliberando a maggioranzaqualificata, può prendere una decisionediversa nel termine di cui ai trattini precedenti.Articolo 44Il comitato può prendere in esame qualsiasi altro problemasollevato dal presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo,sia a richiesta del rappresentante di unoStato membro.Articolo 45Il regolamento (CE) n. 1258/1999 e le relative normed'attuazione si applicano ai prodotti di cuiall'articolo 1.Articolo 46Nell'applicazione del presente regolamento si tieneconto, parallelamente ed in modo adeguato, degliobiettivi enunciati agli articoli 33 e 131 del trattato.TITOLO IVDISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALIArticolo 471. Fino al 30 giugno 2002, i prodotti di cui alparagrafo 2 in collegamento con l'articolo 26,paragrafo 1, possono essere acquistati dagli organismid'intervento in base alle disposizioni previste dal presentearticolo al fine di evitare o attenuare una rilevanteflessione dei prezzi.2. Qualora siano soddisfatte le condizioni di cui alparagrafo 3, l'acquisto da parte degli organismid'intervento in uno o piœ Stati membri, o in unaregione di uno Stato membro, di una o piœ categorie,qualitaÁ o gruppi di qualitaÁ da determinare di carni frescheo refrigerate, dei codici NC 0201 10 00 e da0201 20 20 a 0201 20 50, originarie della ComunitaÁ,può essere deciso nell'ambito di gare, bandite per


L 160/42 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITgarantire un sostegno acettabile del mercato, tenendoconto dell'andamento stagionale delle macellazioni.Tali acquisti non possono superare le 350 000 tonnellateall'anno e per tutta la ComunitaÁ.Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata suproposta della Commissione, può modificare talequantitativo.3. Per ogni qualitaÁ o gruppo di qualitaÁ che puòessere oggetto dell'intervento, le gare possono esserebandite, secondo la procedura prevista al paragrafo 8,se in uno Stato membro o in una regione di uno Statomembro sono simultaneamente soddisfatte le dueseguenti condizioni, per un periodo di due settimaneconsecutive:Ð il prezzo medio del mercato comunitario constatatosulla base della tabella comunitaria di classificazionedelle carcasse di bovini adulti eÁ inferioreall'84% del prezzo d'intervento;Ð il prezzo medio di mercato constatato sulla basedella suddetta tabella comunitaria in uno Statomembro o in determinati Stati membri o in regionidi uno Stato membro eÁ inferiore all'80% delprezzo d'intervento;Il prezzo d'intervento eÁ fissato a:Ð 3 475 euro/t per il periodo dal 1 o gennaio al 30 giugno2000,Ð 3 242 euro/t per il periodo dal 1 o luglio 2000 al30 giugno 2001,Ð 3 013 euro/t per il periodo dal 1 o luglio 2001 al30 giugno 2002.4. La sospensione delle gare per una o piœ qualitaÁ ogruppi di qualitaÁ eÁ decisa quando si verifichi una delledue situazioni seguenti:Ð per due settimane consecutive le due condizioni dicui al paragrafo 3 non sono simultaneamente soddisfatte;Ð gli acquisti all'intervento non risultano piœ adeguati,tenuto conto dei criteri di cui al paragrafo 2.5. Si ricorre inoltre all'intervento se, durante unperiodo di due settimane consecutive, il prezzo mediodel mercato comunitario dei giovani animali maschinon castrati di meno di due anni o degli animalimaschi castrati, constatato in base alla tabella comunitariadi classificazione delle carcasse di bovini adulti, eÁinferiore al 78% del prezzo d'intervento e se in unoStato membro o regioni di uno Stato membro il prezzomedio di mercato dei giovani animali maschi noncastrati di meno di due anni o degli animali maschicastrati, constatato in base alla tabella comunitaria diclassificazione delle carcasse di bovini adulti, eÁ inferioreal 60% del prezzo d'intervento; in questo caso,si procede agli acquisti per le categorie interessatenegli Stati membri o nelle regioni di uno Stato membroin cui il livello di prezzo eÁ inferiore a tale limite.Per questi acquisti, fatto salvo il paragrafo 6, sonoaccettate tutte le offerte.I quantitativi acquistati in base al presente paragrafonon sono presi in considerazione per l'applicazione deimassimali d'acquisto di cui al paragrafo 2.6. Possono essere accettate in virtœ dei regimid'acquisto di cui ai paragrafi 2 e 5 soltanto le offerteuguali o inferiori al prezzo medio di mercato constatatoin uno Stato membro o in una regione di unoStato membro, maggiorato di un importo da determinarein base a criteri oggettivi.7. Per ogni qualitaÁ o gruppo di qualitaÁ che puòessere oggetto dell'intervento, i prezzi d'acquisto e iquantitativi accettati all'intervento sono determinatinel quadro di gare e possono, in determinate circostanze,essere fissati per Stato membro o regione diStato membro in funzione dei prezzi medi di mercatoconstatati. Le gare devono garantire la paritaÁ diaccesso di tutti gli interessati. Esse sono bandite sullabase di un capitolato d'oneri da determinare tenendoconto, nella misura necessaria, delle strutture commerciali.8. Secondo la procedura di cui all'articolo 43:Ð sono determinati le categorie, le qualitaÁ o i gruppidi qualitaÁ dei prodotti ammessi all'intervento;Ð eÁ decisa l'apertura o la riapertura delle gare e laloro sospensione, nei casi di cui al paragrafo 4,ultimo trattino;Ð sono fissati i prezzi di acquisto e i quantitativiaccettati all'intervento;Ð viene determinato l'importo della maggiorazione dicui al paragrafo 6;Ð sono adottate le modalitaÁ di applicazione del presentearticolo ed in particolare quelle destinate adevitare una tendenza al ribasso dei prezzi di mercato;


26.6.1999 L 160/43Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITÐ sono adottate le norme transitorie necessarie perl'applicazione del presente regime.La Commissione decide in merito:Ð all'apertura degli acquisti di cui al paragrafo 5nonche alla loro sospensione nel caso in cui nonsia piœ soddisfatta una o piœ delle condizioni previstein tale paragrafo;Ð alla sospensione degli acquisti di cui al paragrafo 4,primo trattino.Articolo 481. La concessione di aiuti all'ammasso privato deiprodotti di cui all'articolo 26, paragrafo 3, può esseredecisa fino al 30 giugno 2002.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 43, laCommissione fissa le modalitaÁ di applicazione perquanto riguarda gli aiuti all'ammasso privato e decidela concessione di aiuti all'ammasso privato.Articolo 491. I regolamenti (CEE) n. 805/68, (CEE) n. 989/68,(CEE) n. 98/69 e n. 1892/87 sono abrogati.2. I riferimenti al regolamento (CEE) n. 805/68 siintendono fatti al presente regolamento e vanno lettisecondo la tabella di concordanza che figuranell'allegato V.Articolo 50La Commissione adotta, secondo la procedura di cuiall'articolo 43:Ð le misure necessarie per agevolare la transizionedalla disciplina prevista dal regolamento (CEE)n. 805/68 a quella definita dal presente regolamento;Ð le misure necessarie per risolvere specifici problemipratici. Tali misure, se debitamente giustificate,possono derogare a talune parti del presente regolamento.Articolo 51Il presente regolamento entra in vigore il giorno dellapubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁeuropee.Esso si applica a decorrere dal 1 o gennaio 2000, trannel'articolo 18, che si applica a decorrere dal giorno dell'entratain vigore del presente regolamento.Il presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl presidenteK.-H. FUNKE


L 160/44 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO IPREMIO SPECIALEMassimali regionali degli Stati membri di cui all'articolo 4, paragrafo 4Belgio 235 149Danimarca 277 110Germania 1 782 700Grecia 143 134Spagna 713 999Francia 1 754 732 ( 1 )Irlanda 1 077 458Italia 598 746Lussemburgo 18 962Paesi Bassi 157 932Austria 423 400Portogallo 175 075 ( 2 )Finlandia 250 000Svezia 250 000Regno Unito 1 419 811 ( 3 )( 1 ) Fatte salve le norme specifiche di cui al regolamento (CEE) n. 3763/91 del Consiglio, del 16 dicembre 1991,recante misure specifiche a favore dei dipartimenti francesi d'oltremare per quanto riguarda taluni prodotti agricoli(GU L 356 del 24.12.1991, pag. 1). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2598/95(GU L 267 del 9.11.1995, pag. 1).( 2 ) Escluso il programma di estensivizzazione di cui al regolamento (CE) n. 1017/94 del Consiglio, del 26 aprile1994, concernente la conversione di terre regolarmente destinate ai seminativi della produzione estensiva dibestiame in Portogallo (GU L 112 del 3.5.1994, pag. 1). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento(CE) n. 1461/95 (GU L 144 del 28.6.1995, pag. 4).( 3 ) Questo massimale viene temporaneamente aumentato di 100 000 capi, sino al raggiungimento di un totale di1 519 811 capi, fino a quando possano essere esportati animali vivi di etaÁ inferiore a 6 mesi.ALLEGATO IIPREMIO PER VACCA NUTRICEMassimali nazionali di cui all'articolo 7, paragrafo 2, applicabili dal 1 o gennaio 2000Belgio 394 253Danimarca 112 932Germania 639 535Grecia 138 005Spagna 1 441 539Francia ( 1 ) 3 779 866Irlanda 1 102 620Italia 621 611Lussemburgo 18 537Paesi Bassi 63 236Austria 325 000Portogallo ( 2 ) 277 539Finlandia 55 000Svezia 155 000Regno Unito 1 699 511( 1 ) Esclusi i massimali specifici previsti dall'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 3763/91.( 2 ) Esclusa la riserva specifica di cui all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1017/94.


26.6.1999 L 160/45Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO IIITabella di conversione in unitaÁ di bestiame adulto di cui agli articoli 12 e 13Bovini maschi e giovenche di etaÁ superiore a 24 mesi, vacche nutrici, vacche dalatteBovini maschi e giovenche di etaÁ compresa tra 6 e 24 mesiOviniCaprini1,0 UBA0,6 UBA0,15 UBA0,15 UBAALLEGATO IVPAGAMENTI SUPPLEMENTARIImporti globali di cui all'articolo 14(in milioni di euro)2000 20012002 esuccessiviBelgio 13,1 26,3 39,4Danimarca 3,9 7,9 11,8Germania 29,5 58,9 88,4Grecia 1,3 2,5 3,8Spagna 11,0 22,1 33,1Francia 31,1 62,3 93,4Irlanda 10,5 20,9 31,4Italia 21,9 43,7 65,6Lussemburgo 1,1 2,3 3,4Paesi Bassi 8,4 16,9 25,3Austria 4,0 8,0 12,0Portogallo 2,1 4,1 6,2Finlandia 2,1 4,1 6,2Svezia 3,1 6,1 9,2Regno Unito 21,3 42,5 63,8


L 160/46 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO VTABELLA DI CONCORDANZARegolamento (CEE) n. 805/68Presente regolamentoArticolo 1 Articolo 1Articolo 2 Articolo 2Articolo 4ÐArticolo 4 bis, primo e secondo trattino Articolo 3, lettere a) e b)Articolo 4 ter, paragrafo 1 Articolo 4, paragrafo 1Articolo 4 ter, paragrafo 2, primo comma Articolo 4, paragrafo 2Articolo 4 ter, paragrafo 2, secondo comma Articolo 4, paragrafo 3, lettera a)Articolo 4 ter, paragrafo 3, lettera a) del terzo Articolo 3, lettera c)commaArticolo 4 ter, paragrafo 3 bisÐArticolo 4 ter, paragrafo 4ÐArticolo 4 ter, paragrafo 5 Articolo 4, paragrafo 6Articolo 4 ter, paragrafo 7 bisÐArticolo 4 ter, paragrafo 8 Articolo 4, paragrafo 8Articolo 4 quater, paragrafo 1, secondo comma Articolo 5, paragrafo 4Articolo 4 quater, paragrafo 1, terzo comma Articolo 5, paragrafo 1, secondo commaArticolo 4 quater, paragrafo 2, secondo comma Articolo 5, paragrafo 2Articolo 4 quater, paragrafo 2, terzo comma Articolo 5, paragrafo 4Articolo 4 quater, paragrafo 3, terzo comma Articolo 5, paragrafo 3, terzo commaArticolo 4 quater, paragrafo 4 Articolo 5, paragrafo 5Articolo 4 quinquies, paragrafo 1, prima frase Articolo 6, paragrafo 1, prima fraseArticolo 4 quinquies, paragrafo 1 bisÐArticolo 4 quinquies, paragrafo 2, prima frase Articolo 6, paragrafo 3Articolo 4 quinquies, paragrafo 3 bisÐArticolo 4 quinquies, paragrafo 5 Articolo 6, paragrafo 2, lettera a)Articolo 4 quinquies, paragrafo 6, primo comma Articolo 6, paragrafo 2, lettera b), prima fraseArticolo 4 quinquies, paragrafo 6, secondo, terzo Ðe quarto commaArticolo 4 quinquies, paragrafo 6, quinto Articolo 6, paragrafo 2, secondo commacommaArticolo 4 quinquies, paragrafo 8, secondo trattinoArticolo 6, paragrafo 7Articolo 4 sexies, paragrafo 1, primo comma, Articolo 8, paragrafo 1, primo commaprima fraseArticolo 4 sexies, paragrafo 1, primo comma,seconda fraseArticolo 4 sexies, paragrafo 1, secondo commaArticolo 8, paragrafo 4, secondo comma,secondo trattinoArticolo 8, paragrafo 1, secondo commaArticolo 4 sexies, paragrafo 2 Articolo 8, paragrafo 2Articolo 4 sexies, paragrafo 3 Articolo 8, paragrafo 3Articolo 4 sexies, paragrafo 4ÐArticolo 4 sexies, paragrafo 5Articolo 8, paragrafo 4, primo comma e secondocomma, primo trattinoArticolo 4 septies, paragrafo 4, secondo comma,primo e secondo trattinoArticolo 9, paragrafo 4, primo e secondo comma


26.6.1999 L 160/47Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITRegolamento (CEE) n. 805/68Presente regolamentoArticolo 4 octies, paragrafo 3 Articolo 12, paragrafo 2Articolo 4 octies, paragrafo 4 bisÐArticolo 4 octies, paragrafo 5 Articolo 12, paragrafo 3Articolo 4 deciesÐArticolo 4 undecies, paragrafi 1, 2 e 3 Articolo 23, paragrafi 1, 2 e 3Articolo 4 duodeciesÐArticolo 4 terdicies Articolo 25Articolo 5ÐArticolo 6, paragrafo 1 Articolo 47, paragrafo 2Articolo 6, paragrafo 2 Articolo 47, paragrafo 3Articolo 6, paragrafo 3 Articolo 47, paragrafo 4Articolo 6, paragrafo 4 Articolo 47, paragrafo 5Articolo 6, paragrafo 5 Articolo 47, paragrafo 6Articolo 6, paragrafo 6 Articolo 47, paragrafo 7Articolo 6, paragrafo 7 Articolo 47, paragrafo 8Articolo 6 bisÐArticolo 7ÐArticolo 8 Articolo 48Articolo 9 Articolo 29Articolo 10 Articolo 30Articolo 11 Articolo 31Articolo 12, paragrafo 1, secondo commaArticolo 32, paragrafo 1, secondo commaArticolo 12, paragrafi 2, 3 e 4 Articolo 32, paragrafi 2, 3 e 4Articolo 13, paragrafi 1, 2 e 3 Articolo 33, paragrafi 1, 2 e 3Articolo 13, paragrafo 4, primo e secondocommaArticolo 33, paragrafi 4, primo e secondocommaArticolo 13, paragrafi da 5 a 12 Articolo 33, paragrafi da 5 a 12Articolo 14 Articolo 34Articolo 15 Articolo 35Articolo 16 Articolo 36Articolo 22ÐArticolo 22 bis, paragrafo 1 Articolo 38, paragrafo 1Articolo 22 bis, paragrafo 2ÐArticolo 22 bis, paragrafo 3 Articolo 38, paragrafo 2Articolo 23 Articolo 39Articolo 24 Articolo 40Articolo 25 Articolo 41Articolo 26, paragrafo 1 Articolo 42Articolo 26, paragrafo 2ÐArticolo 27 Articolo 43Articolo 28 Articolo 44Articolo 29ÐArticolo 30 Articolo 45Articolo 30 bisÐArticolo 31 Articolo 46Articolo 32ÐArticolo 33ÐAllegatoÐAllegato IIÐ


L 160/48 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITREGOLAMENTO (CE) N. 1255/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodottilattiero-caseariIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,viso il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, inparticolare gli articoli 36 e 37,vista la proposta della Commissione ( 1 ),visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ),visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),(2) considerando che la politica agricola comune halo scopo di attuare gli obiettivi dell'articolo 33del trattato; che, nel settore del latte, per stabilizzarei mercati e assicurare un equo tenore di vitaalla popolazione agricola, eÁ necessario che gliorganismi d'intervento, sulla base di un sistemadi prezzo unico, possano prendere misure d'interventosul mercato comprendenti l'acquisto diburro e latte scremato in polvere e la concessionedi aiuti all'ammasso privato per i medesimi prodotti;che tuttavia tali misure dovrebbereo essereuniformate per non ostacolare la libera circolazionedei prodotti in causa all'interno della CommunitaÁ;(3) considerando che il regolamente (CEE) n. 3950/92 del Consiglio, del 28 dicembre 1992 che istituisceun prelievo supplementare nel settore dellatte e dei prodotti lattiero-caseari ( 6 ), ha istituitoun prelievo supplementare nel settore del latte edei prodotti lattiero-caseari volto a ridurre sia losquilibrio tra offerta e domanda di latte e prodottilattiero-caseari, sia le conseguenti eccedenzestrutturali; che questo regime resteraÁ in vigoreper otto ulteriori periodi consecutivi di dodicimesi, a decorrere dal 1 o aprile 2000;visto il parere del Comitato delle regioni ( 4 ),visto il parere della Corte dei conti ( 5 ),(1) considerando che al funzionamento e allo sviluppodel mercato comune dei prodotti agricolidovrebbe accompagnarsi l'instaurazione di unapolitica agricola comune e che tale politicadovrebbe comportare in particolare un'organizzazionecomune dei mercati agricoli, la qualepuò assumere forme diverse secondo i prodotti;( 1 ) GU C 170 del 4.6.1998, pag. 38.( 2 ) Parere espresso il 6 maggio 1999 (non ancora pubblicatonella Gazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 407 del 28.12.1998, pag. 203.( 4 ) GU C 93 del 6.4.1999, pag. 1.( 5 ) GU C 401 del 22.12.1998, pag. 3.(4) considerando che, per incentivare il consumo dilatte e prodotti lattiero-caseari nella ComunitaÁ eper migliorare la competivitaÁ di tali prodotti suimercati internazionali, eÁ opportuno diminuire illivello del sostegno del mercato, in particolaremediante una riduzione graduale dei prezzi indicativie dei prezzi d'intervento del burro e dellatte scremato in polvere con decorrenza 1 oluglio 2005;(5) considerando che l'attuazione di un regimed'intervento per il burro dovrebbe salvaguardarela competitivitaÁ del burro sul mercato e permettereun ammasso quanto piœ possibile razionale;che i requisiti qualitativi a cui deve rispondere ilburro costituiscono un fattore determinante peril raggiungimento di tali obiettivi; che gli acquisitiall'intervento andrebbero operati nella misuranecessaria a salvaguardare la stabilitaÁ del mercato,facendo riferimento al prezzo di mercatodel burro negli Stati membri, e dovrebbero essereeffettuati mediante gara;(6) considerando che eÁ opportuno limitare la concessionedi aitui all'ammasso privato al burro prodottocon crema e latte di origine comunitaria econservare un riferimento alle classi nazionali diqualitaÁ come requisito di ammissibilitaÁ;( 6 ) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1256/1999 (vedipagina 73 della presente Gazzetta ufficiale).


26.6.1999 L 160/49Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(7) considerando che eÁ necessario prevedere, oltreagli interventi per il burro e la crema fresca, altremisure d'intervento comunitarie intese a sostenerela valorizzazione delle sostanze proteichedel latte e i prezzi di quei prodotti che influisconocon particolare rilievo sulla formazione deiprezzi alla produzione del latte; che dette misuredovrebbero consistere in acquisti all'intervento dilatte scremato in polvere e nella concessione diaiuti all'ammasso privato del medesimo prodotto;che tuttavia i normali acquisti all'interventodi latte scremato in polvere possono esseresospesi al raggiungimento di un dato quantitativoed essere sostituiti da acquisti mediante gara;(8) considerando che, per evitare distorsioni tra glioperatori che vendono all'intervento, e ai fini diuna sana gestione dei fondi comunitari, appareopportuno fissare un requisito minimo relativo altenore in proteine del latte scremato in polvereacquistato all'intervento; che eÁ opportuno fissaretale tenore tenendo conto delle regole commercialicorrenti e in modo da evitare che essodiventi un criterio di esclusione dei prodotti dall'intervento;(9) considerando che per contribuire all'equilibriodel mercato del latte e stabilizzare i prezzi dellatte e dei prodotti lattiero-caseari eÁ opportunoprevedere misure complementari volte ad aumentarele possibilitaÁ di smercio dei prodotti lattierocaseari;che tali misure dovrebbero comprenderesia la concessione di aiuti all'ammasso privato ditaluni tipi di formaggi, sia la concessione di aiutialla commercializzazione di alcuni prodotti lattiero-casearidestinati a specifici usi e destinazioni;(10) considerando che allo scopo di incentivare il consumodi latte tra i giovani occorre prevedere lapossibilitaÁ di una partecipazione della ComunitaÁalle spese inerenti alla concessione di aiuti per lafornitura di latte agli allievi nelle scuole;(11) considerando che, in seguito alla riduzione delsostegno del mercato nel settore del latte, occorreintrodurre misure di sostegno del reddito dei produttoridi latte; che tali misure dovrebbero consisterein un premio per il settore lattiero, la cuientitaÁ sia fatta evolvere parallelamente alla gradualeriduzione del sostegno del mercato; che illivello del sostegno al reddito dei singoli produttoriandrebbe calcolato in base ai quantitativi diriferimento individuali dei produttori interessati;che per garantire una corretta applicazione delregime, per tener conto degli impegni multilateralidella ComunitaÁ e per ragioni inerenti al controllodel bilancio eÁ opportuno disporre che ilsostegno globale ai redditi venga mantenuto allivello corrispondente ai quantitativi di riferimentototali degli Stati membri alla data dientrata in vigore del presente regolamento;(12) considerando che le condizioni di produzioni dellatte e i redditi dei produttori variano notevolmentenelle diverse regioni di produzione dellaComunitaÁ; che un regime a livello comunitario,con la concessione a tutti i produttori di pagamentiuniformi per il settore lattiero, sarebbetroppo rigido per rispondere in maniera adeguataalle differenze strutturali e naturali e alle diverseesigenze che ne derivano; che pertanto eÁ opportunoprevedere una struttura flessibile per i pagamenticomunitari supplementari, che dovrannoessere fissati e versati dagli Stati membri entroimporti globali determinati e secondo alcuni critericomuni; che gli importi globali in paroladovrebbero essere attribuiti agli Stati membrisulla base dei rispettivi quantitativi globali diriferimento di latte; che i criteri comuni sono tral'altro destinati ad impedire che i pagamenti supplementarideterminino dsicriminazioni e a farein modo che i pertinenti impegni multilateralidella ComunitaÁ siano integralmente rispettati;che eÁ essenziale, in particolare, che gli Stati membrisiano tenuti ad usare i loro poteri discrezionaliesclusivamente in base a criteri oggettivi, persalvaguardare pienamente il principio del trattamentoparitario e da evitare distorsioni del mercatoe della concorrenza; che occorre stabilirequali forme possono assumere i pagamenti supplementari;che tali forme dovrebbero consisterein integrazioni del premio e pagamenti per superficie;(13) considerando che le integrazioni del premiodovrebbero essere concesse a complemento degliimporti di premio del settore lattiero concessi pertonnellata di quantitativi disponibili di riferimentodel premio; che occorre altresì limitarel'ammontare globale del sostegno che può essereannualmente concesso per importo di premio;(14) considerando che i pagamenti supplementari persuperficie dovrebbero essere concessi soltanto peri pascoli permanenti che non beneficiano di altremisure comunitarie di sostegno del mercato; chei pagamenti per superficie dovrebbero essere corrispostilimitatamente alle superfici regionali dibase di pascoli permanenti che gli Stati membridetermineranno conformemente a dati storici diriferimento; che l'importo massimo per ettaroerogabile a titolo di pagamento per superficie,compresi i pagamenti supplementari per superficienell'ambito dell'organizzazione comune deimercati nel settore delle carni bovine, dovrebbeessere paragonabile al sostegno medio per ettaroconcesso in base al regime di sostegno a favoredei coltivatori di taluni seminativi;


L 160/50 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(15) considerando che per conseguire l'effetto economicodesiderato i pagamenti diretti devono esserconcessi entro determinati limiti di tempo;(16) considerando che, qualora la somministrazionedi somatotropina bovina alle vacche da lattefosse vietata dalla legislazione comunitaria, laCommissione dovrebbe definire sanzioni analoghea quelle previste dall'organizzazione comunedei mercati nel settore delle carni bovine nel casodi utilizzazione di talune sostanze proibite nell'ambitodella produzione di carni bovine;(17) considerando che la realizzazione di un mercatounico comunitario nel settore del latte e dei prodottilattiero-caseari implica l'instaurazione di unregime unico degli scambi alle frontiere esternedella ComunitaÁ; che un regime degli scambi checomprenda, oltre a misure d'intervento, anchedazi all'importazione e restituzioni all'esportazionedovrebbe in linea di massima stabilizzare ilmercato comunitario; che il regime degli scambidovrebbe basarsi sugli impegni assunti nell'ambitodei negoziati commerciali multilaterali dell'UruguayRound;(18) considerando che per controllare il volume degliscambi di latte e prodotti lattiero-caseari con ipaesi terzi occorre istituire, per alcuni prodotti,un regime di titoli d'importazione e di esportazioneche preveda la costituzione di una cauzionevolta a garantire l'effettiva realizzazione delleoperazioni per le quali i titoli vengono rilasciati;(19) considerando che al fine di evitare o neutralizzareeventuali effetti pregiudizievoli sul mercatocomunitario conseguenti all'importazione ditaluni prodotti agricoli, l'importazione di uno opiœ di tali prodotti dovrebbe essere soggetta alpagamento di un dazio addizionale, in presenzadi determinati presupposti;mondiale, entro i limiti fissati dall'accordo OMCsull'agricoltura ( 1 ), eÁ finalizzata a salvaguardarela partecipazione della CommunitaÁ al commerciointernazionale del latte e dei prodotti lattierocaseari;che tale restituzione dovrebbe essere soggettaa limiti di quantitaÁ e di valore;(22) considerando che il rispetto dei limiti di valoredovrebbe essere accertato al momento della fissazionedelle restituzioni mediante un controllo deipagamenti secondo la disciplina del Fondo europeoagricolo di orientamento e di garanzia; che ilcontrollo può essere agevolato dall'obbligo di fissarein anticipo l'entitaÁ delle restituzioni, purammettendo la possibilitaÁ che, in caso di restituzionidifferenziate, venga modificata la specificadestinazione all'interno di una zona geograficanella quale si applica un'unica aliquota dellarestituzione; che, nell'ipotesi di un cambiamentodi destinazione, dovrebbe essere versata la restituzioneapplicabile per l'effettiva destinazione,senza tuttavia superare l'importo previsto per ladestinazione cui si riferiva la fissazione anticipata;(23) considerando che per garantire il rispetto deilimiti quantitativi eÁ necessario introdurre unsistema di controllo affidabile ed efficace; che, atale scopo, occorre vincolare la concessione direstituzioni ad un titolo di esportazione; che lerestituzioni dovrebbero essere concesse, entro ilimiti disponibili, in funzione della specificasituazione di ciascun prodotto interessato; chederoghe a tale norma possono essere previsteesclusivamente per prodotti trasformati non compresinell'allegato II del trattato, ai quali non siapplicano limiti quantitativi, e per operazioni diaiuto alimentare, esenti da qualsiasi limite; che ilcontrollo dei quantitativi esportati con il beneficiodi restituzioni durante le campagne di commercializzazionesecondo quanto previsto dall'accordoOMC sull'agricoltura dovrebbe esseresvolto sulla base dei titoli di esportazione rilasciatiper ciascuna campagna;(20) considerando che, ove ricorrano determinatecondizioni, eÁ opportuno attribuire alla Commissionela competenza di aprire e gestire i contingentitariffari derivanti da accordi internazionaliconclusi in conformitaÁ del trattato o da altri attidel Consiglio; che inoltre la Commissionedovrebbe disporre di analoga competenza conriguardo a taluni contingenti tariffari aperti dapaesi terzi;(21) considerando che la possibilitaÁ di concedere,all'esportazione verso i paesi terzi, una restituzionebasata sulle differenze tra i prezzi praticatinella ComunitaÁ e quelli praticati sul mercato(24) considerando che, a complemento del sistemasuindicato, eÁ opportuno prevedere, nella misuranecessaria al suo buon funzionamento, la possibilitaÁdi disciplinare il ricorso al traffico di perfezionamentoattivo e, nella misura richiesta dallasituazione del mercato, il divieto di tale ricorso;(25) considerando che occorre prevedere la possibilitaÁdi prendere misure quando il mercato dellaComunitaÁ subisce o potrebbe subire turbative acausa di forti aumenti o flessioni dei prezzi;( 1 ) GU L 336 del 23.12.1994, pag. 22.


26.6.1999 L 160/51Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(26) considerando che il regime dei dazi doganali consentedi rinunciare a qualsiasi altra misura diprotezione alle frontiere esterne della ComunitaÁ;che tuttavia, in circostanze eccezionali, il meccanismodel mercato interno e dei dazi potrebbenon operare adeguatamente; che, per nonlasciare in tali casi il mercato comunitario senzadifesa contro le turbative che potrebbero derivarne,eÁ opportuno permettere alla ComunitaÁ diadottare rapidamente tutte le misure necessarie;che tali misure dovrebbero essere conformi agliobblighi derivati dai pertinenti accordi OMC;(27) considerando che le restrizioni alla libera circolazione,risultanti dall'applicazione di misure destinatea prevenire la propagazione delle malattiedegli animali, potrebbero provocare difficoltaÁ sulmercato di uno o piœ Stati membri; che occorreprevedere la possibilitaÁ di applicare misure eccezionalidi sostegno del mercato, intese a rimediarea tali situazioni;(28) considerando che la realizzazione di un mercatounico potrebbe essere compromessa dalla concessionedi determinati aiuti; che eÁ quindi necessarioche le disposizioni del trattato che permettono divalutare gli aiuti concessi dagli Stati membri e diproibire quelli che sono incompatibili con il mercatocomune possano essere applicate nell'ambitodell'organizzazione comune dei mercati nel settoredel latte e dei prodotti lattiero-caseari;(29) considerando che lo sviluppo del mercatocomune del latte e dei prodotti lattiero-caseariesige che gli Stati membri e la Commissione sitrasmettano le informazioni necessarie perl'applicazione del presente regolamento;(32) considerando che l'organizzazione comune deimercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-casearideve tener conto, parallelamente ein modo adeguato, degli obiettivi di cui agliarticoli 33 e 131 del trattato;(33) considerando che l'organizzazione comune deimercati prevista dal regolamento (CEE) n. 804/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativoall'organizzazione comune dei mercati nel settoredel latte e dei prodotti lattiero-caseari ( 2 ), eÁ statapiœ volte modificata; che, per il loro numero ecomplessitaÁ, i testi in questione, pubblicati invarie Gazzette ufficiali, sono difficili da utilizzaree mancano pertanto della chiarezza che devecostituire una caratteristica essenziale di tutta lalegislazione; che, di conseguenza, essi dovrebberoessere consolidati in un nuovo regolamento e ilsuddetto regolamento (CEE) n. 804/68 dovrebbeessere abrogato; che le disposizioni dei regolamenti(CEE) n. 986/68 ( 3 ), 987/68 ( 4 ), 508/71 ( 5 ),1422/78 ( 6 ), 1723/81 ( 7 ), 2990/82 ( 8 ), 1842/83 ( 9 ),865/84 ( 10 ) e 777/87 ( 11 ) sono state inserite nelpresente regolamento e che gli atti in paroladovrebbero pertanto essere abrogati;(34) considerando che il passaggio dalla disciplina delregolamento (CEE) n. 804/68 a quella introdottadal presente regolamento potrebbe dar luogo adifficoltaÁ non previste dal presente regolamento;che, per affrontare questa eventualitaÁ, la Commissionedovrebbe poter adottare le necessariemisure transitorie; che la Commissione dovrebbeessere inoltre autorizzata a risolvere specifici problemipratici,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:(30) considerando che, per facilitare l'attuazione delledisposizioni previste, eÁ opportuno definire unaprocedura di stretta cooperazione tra gli Statimembri e la Commissione nell'ambito di uncomitato di gestione;(31) considerando che le spese sostenute dagli Statimembri a causa degli obblighi derivanti dall'applicazionedel presente regolamento devonoessere finanziate dalla ComunitaÁ conformementeal regolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio,del 17 maggio 1999, relativo al finanziamentodella politica agricola comune ( 1 );( 1 ) Vedi pagina 103 della presente Gazzetta ufficiale.( 2 ) GU L 148 del 27.6.1968, pag. 13. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1587/96 (GUL 206 del 16.8.1996, pag. 21).( 3 ) GU L 169 del 18.7.1968, pag. 4. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1802/95 (GUL 174 del 26.7.1995, pag. 31).( 4 ) GU L 169 del 18.7.1968, pag. 6. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1435/90 (GUL 138 del 31.5.1990, pag. 8).( 5 ) GU L 58 dell'11.3.1971, pag. 1.( 6 ) GU L 171 del 28.6.1978, pag. 14.( 7 ) GU L 172 del 30.6.1981, pag. 14. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 863/84 (GU L 90dell'1.4.1984, pag. 23).( 8 ) GU L 314 del 10.11.1982, pag. 26. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 2442/96 (GUL 333 del 21.12.1996, pag. 1).( 9 ) GU L 183 del 7.7.1983, pag. 1. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1958/97 (GU L 277del 10.10.1997, pag. 1).( 10 ) GU L 90 dell'1.4.1984, pag. 25.( 11 ) GU L 78 del 20.3.1987, pag. 10. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1634/91 (GUL 150 del 15.6.1991, pag. 26).


L 160/52 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITArticolo 1L'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-casearidisciplina i prodotti seguenti:Codice NCDesignazione delle mercia) 0401 Latte e crema di latte, non concentrati e senza aggiunta di zuccheri o di altridolcificantib) 0402 Latte e crema di latte, concentrati o con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificantic) da 0403 10 11a 39da 0403 90 11a 69Latticello, latte e crema coagulati, iogurt, chefir e altri tipi di latte e cremefermentati o acidificati, anche concentrati o con aggiunta di zuccheri o di altridolcificanti, non aromatizzati, ne addizionati di frutta o di cacaod) 0404 Siero di latte, anche concentrato o con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti;prodotti costituiti di componenti naturali del latte, anche con aggiuntadi zuccheri o di altri dolcificanti, non nominati ne compresi altrovee) ex 0405 Burro ed altre materie grasse provenienti dal latte; paste da spalmare lattiereaventi tenore di materie grasse superiore a 75% ed inferiore a 80%f) 0406 Formaggi e latticinig) 1702 19 00 Lattosio e sciroppo di lattosio senza aggiunta di aromatizzanti o di coloranti,contenenti, in peso, il 99% o piœ di lattosio, espresso in lattosio anidro calcolatosu sostanza seccah) 2106 90 51 Sciroppo di lattosio, aromatizzato o coloratoi) ex 2309 Preparazioni dei tipi utilizzati per l'alimentazione degli animali:Ð Preparazioni e alimenti contenenti prodotti ai quali si applica il presenteregolamento, direttamente o in virtœ del regolamento (CEE) n. 2730/75del Consiglio ( 1 ) escluse le preparazioni e gli alimenti ai quali si applica ilregolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio ( 2 )( 1 ) GU L 281 dell'1.11.1975, pag. 20. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2931/95(GU L 307 del 20.12.1995, pag. 10).( 2 ) GU L 181 dell'1.7.1992, pag. 21. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 923/96 (GU L 126del 24.5.1996, pag. 37).


26.6.1999 L 160/53Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITTITOLO IMERCATO INTERNOCAPO IPrezziArticolo 2Per tutti i prodotti di cui all'articolo 1 la campagnalattiera inzia il 1 o luglio e termina il 30 giugno dell'annosuccessivo.Articolo 31. Il prezzo indicativo franco latteria nella ComunitaÁdel latte contenente il 3,7% di materie grasse eÁfissato a:Ð 311,79 euro/100 kg per il periodo dal 1 o luglio2005 al 30 giugno 2006,Ð 295,38 euro/100 kg per il periodo dal 1 o luglio2006 al 30 giugno 2007,Ð 278,97 euro/100 kg a partire dal 1 o2007;b) per il latte scremato in polvere, aluglioÐ 205,52 euro/100 kg per il periodo dal 1 o luglio2000 al 30 giugno 2005,Ð 195,24 euro/100 kg per il periodo dal 1 o luglio2005 al 30 giugno 2006,Ð 184,97 euro/100 kg per il periodo dal 1 o luglio2006 al 30 giugno 2007,Ð 30,98 euro/100 kg per il periodo dal 1 o2000 al 30 giugno 2005,luglioÐ 174,69 euro/100 kg a partire dal 1 o2007.luglioÐ 29,23 euro/100 kg per il periodo dal 1 o2005 al 30 giugno 2006,Ð 27,47 euro/100 kg per il periodo dal 1 o2006 al 30 giugno 2007,luglioluglio2. Il Consiglio, deliberando secondo la procedura dicui all'articolo 37, paragrafo 2 del trattato, può modificareil prezzo d'intervento.Articolo 5Ð 25,72 euro/100 kg a partire dal 1 o luglio 2007.Il prezzo indicativo eÁ stimato pari al prezzo del latteche si tende ad assicurare per la totalitaÁ del latte vendutodai produttori sul mercato della ComunitaÁ e suimercati esterni.2. Il Consiglio, deliberando secondo la procedura dicui all'articolo 37, paragrafo 2 del trattato, può modificareil prezzo indicativo.Articolo 41. I prezzi d'intervento nella ComunitaÁ sono fissati:a) per il burro, aÐ 328,20 euro/100 kg per il periodo dal 1 o luglio2000 al 30 giugno 2005,Il regime dei prezzi eÁ stabilito ferma restando l'attuazionedel regime del prelievo supplementare.CAPO IIRegime degli interventiArticolo 61. Nel caso in cui i prezzi di mercato del burro sisituino, in uno o piœ Stati membri, ad un livello inferioreal 92% del prezzo d'intervento in un periodorappresentativo, gli organismi d'intervento procedono,negli Stati membri interessati, ad acquisti mediantegara aperta, a condizioni da stabilirsi.Il prezzo di acquisto fissato dalla Commissione non eÁinferiore al 90% del prezzo d'intervento.


L 160/54 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITSe negli Stati membri interessati i prezzi di mercatoraggiungono un livello pari o superiore al 92% delprezzo d'intervento di un periodo rappresentativo, gliacquisti nell'ambito della procedura di gara vengonosospesi.2. Gli organismi d'intervento possono acquistare, aisensi del paragrafo 1, soltanto burro prodotto inun'impresa riconosciuta della ComunitaÁ, direttamenteed esclusivamente con crema pastorizzata ea) avente le seguenti caratteristiche:Ð un tenore minimo, in peso, di materia grassabutirrica dell'82 % e un tenore massimo, inpeso, di acqua del 16%;Ð al momento dell'acquisto, un'etaÁ massima dastabilirsi;Ð conformitaÁ a condizioni da stabilirsi per quantoriguarda la quantitaÁ minima e l'imballaggio;b) rispondente a taluni requisiti da determinarsi, relativiin particolare:Ð alla conservazione, fermo restando che gli organismid'intervento hanno la facoltaÁ di fissarerequisiti supplementari;Ð al tenore in acidi grassi liberi;Ð al tasso di perossido;Ð alla qualitaÁ microbiologica;Ð alle caratteristiche sensoriali (aspetto, consistenza,gusto e odore).Sull'imballaggio del burro rispondente a requisitidi qualitaÁ nazionali possono essere indicate classinazionali di qualitaÁ da stabilirsi.Se il burro eÁ consegnato ad un magazzino frigoriferosituato ad una distanza superiore ad unadistanza da stabilirsi dal luogo in cui era immagazzinato,l'organismo d'intervento assume a propriocarico una quota forfetteria delle spese di trasporto,a condizioni da stabilirsi.3. Sono concessi aiuti all'ammasso privato per:Ð la crema;Ð il burro non salato prodotto con crema o latte inun'impresa riconosciuta della ComunitaÁ ed aventeun tenore minimo, in peso, di materia grassa butirricadell'82% e un tenore massimo, in peso, diacqua del 16%;Ð il burro salato prodotto con crema o latte in un'impresariconosciuta della ComunitaÁ ed avente untenore minimo, in peso, di materia grassa butirricadell'80%, un tenore massimo, in peso, di acquadel 16% ed un tenore massimo, in peso, di sale del2%.Il burro eÁ differenziato in base a classi nazionali diqualitaÁ da stabilirsi e reca le diciture all'uopo previste.L'importo dell'aiuto eÁ fissato tenendo conto delle spesedi ammasso e dell'andamento prevedibile dei prezzidel burro fresco e del burro immagazzinato. Qualoraal momento dello svincolo dall'ammasso le condizionidi mercato abbiano subito un andamento sfavorevole eimprevedibile al momento dell'entrata all'ammasso,l'importo dell'aiuto può essere aumentato.L'aiuto all'ammasso privato eÁ subordinato alla conclusionedi un contratto di ammasso, secondo disposizionida stabilirsi, con l'organismo d'intervento delloStato membro sul cui territorio sono immagazzinati lacrema o il burro destinatari dell'aiuto.Qualora la situazione del mercato lo richieda, la Commissionepuò decidere di reimmettere sul mercato, intutto o in parte, la crema o il burro oggetto dei contrattidi ammasso privato.4. Lo smaltimento del burro acquistato dagli organismid'intervento si effettua ad un prezzo minimo e acondizioni da stabilirsi, tali da non comprometterel'equilibrio del mercato e da assicurare agli acquirentila paritaÁ di trattamento e di accesso al burro posto invendita. Se il burro posto in vendita eÁ destinato all'esportazione,possono essere previste condizioni particolariper garantire che il prodotto non venga sviatodalla sua destinazione e per tener conto delle esigenzepeculiari a tali vendite.Qualora il burro oggetto di pubblico ammasso nonpossa essere smerciato nel corso di una campagne lattieraa condizioni normali, possono essere adottatemisure particolari. Qualora la natura di tali misure logiustifichi, sono altresì adottate misure particolari alloscopo di salvaguardare le possibilitaÁ di smaltimentodei prodotti che hanno beneficiato degli aiuti di cui alparagrafo 3.5. Il regime d'intervento si applica in modo da:Ð salvaguardare la posizione concorrenziale del burrosul mercato,Ð salvaguardare, nella misura del possibile, la qualitaÁiniziale del burro,


26.6.1999 L 160/55Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITÐ consentire un ammasso quanto piœ razionale possibile.6. Ai fini del presente articolo:2. La Commissione ha facoltaÁ di sospendere gliacquisti di latte scremato in polvere di cui alparagrafo 1 non appena i quantitativi offerti all'interventonel periodo dal 1 o marzo al 31 agosto di ciascunanno superano le 109 000 tonnellate.Ð per «latte» si intende il latte di vacca prodottonella ComunitaÁ,In tal caso gli organismi d'intervento possono procederead acquisti nell'ambito di una gara aperta permanente,a condizioni da stabilirsi.Ð per «crema» si intende la crema ottenuta direttamenteed esclusivamente da latte.Articolo 71. L'organismo d'intervento designato da ciascunoStato membro acquista, al prezzo d'intervento e a condizionida stabilirsi, il latte scremato in polvere diprima qualitaÁ di fabbricazione spray, ottenuto inun'impresa riconosciuta della CommunitaÁ, direttamenteed esclusivamente da latte secremato, offertoglinel periodo compreso tra il 1 o marzo e il 31 agosto e:3. La concessione dell'aiuto all'ammasso privato dilatte scremato in polvere di prima qualitaÁ, ottenuto inun'impresa riconosciuta della ComunitaÁ, direttamenteed esclusivamente da latte scremato, può essere decisain particolare qualora l'andamento dei prezzi e dellescorte di tale prodotto evidenzi un grave squilibrio delmercato che possa essere ridotto o appianato medianteun ammasso stagionale. Per poter beneficiare di unaiuto, il latte scremato in polvere deve rispondere acondizioni da stabilirsi.L'importo dell'aiuto eÁ fissato tenendo conto delle spesedi ammasso e dell'andamento prevedibile dei prezzidel latte scremato in polvere.Ð avente un tenore minimo, in peso, di materia proteicadel 35,6% dell'estratto secco non grasso,Ð conforme a requisiti di conservazione da stabilirsi,Ð conforme a condizioni da stabilirsi per quantoriguarda la quantitaÁ minima e l'imballaggio.Tuttavia, gli organismi d'intervento acquistano ancheil latte scremato in polvere il cui tenore di materia proteicadell'estratto secco non grasso sia inferiore al35,6% ma almeno del 31,4%, purche ricorrano lealtre condizioni indicate al primo comma. In tal caso,il prezzo di acquisto eÁ pari al prezzo d'interventoridotto dell'1,75% per punto percentuale inferiore altenore del 35,6%.Il prezzo d'intervento eÁ quello in vigore il giorno dellafabbricazione del latte scremato in polvere e si applicaal latte scremato in polvere reso al magazzino designatodall'organismo d'intervento. Se il latte scrematoin polvere eÁ consegnato ad un magazzino situato aduna distanza superiore ad una distanza da stabilirsi dalluogo in cui era immagazzinato, l'organismo d'interventoassume a proprio carico una quota forfettariadelle spese di trasporto, a condizioni da stabilirsi.Il latte scremato in polvere può essere immagazzinatoesclusivamente in magazzini rispondenti a condizionida stabilirsi.L'aiuto all'ammasso privato eÁ subordinato alla conclusionedi un contratto di ammasso, secondo disposizionida stabilirsi, con l'organismo d'intervento delloStato membro sul cui territorio eÁ immagazzinato illatte scremato in polvere destinatario dell'aiuto. Qualorala situazione del mercato lo richieda, la Commissionepuò decidere di reimettere sul mercato, in tutto oin parte, il latte scremato in polvere oggetto dei contrattidi ammasso privato.4. Lo smaltimento del latte scremato in polvereacquistato dagli organismi d'intervento si effettua adun prezzo minimo e a condizioni da stabilirsi, tali danon compromettere l'equilibrio del mercato e da assicurareagli acquirenti la paritaÁ di trattamento e diaccesso al latte scremato in polvere posto in vendita.Se il latte scremato in polvere posto in vendita eÁ destinatoall'esportazione, possono essere previste condizioniparticolari per garantire che il prodotto nonvenga sviato dalla sua destinazione e per tener contodelle esigenze peculiari a tali vendite.Qualora il latte scremato in polvere oggetto di pubblicoammasso non possa essere smerciato nel corso diuna campagna lattiera a condizioni normali, possonoessere adottate misure particolari.5. Ai sensi del presente articolo, per «latte scremato»si intende il latte scremato ottenuto direttamenteed esclusivamente da latte di vacca prodottonella ComunitaÁ.


L 160/56 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITArticolo 81. Aiuti all'ammasso privato sono concessi, a condizionida stabilirsi, per i seguenti formaggi:4. Se alla scadenza del contratto di ammasso iprezzi di mercato dei formaggi immagazzinati sonomaggiori di quelli del periodo in cui era stato stipulatoil contratto stesso, può essere deciso di adeguare diconseguenza l'importo dell'aiuto.a) Grana padano di almeno nove mesi di etaÁ,b) Parmigiano reggiano di almeno quindici mesi dietaÁ,c) Provolone di almeno tre mesi di etaÁ,purche rispondano a determinati requisiti.2. L'importo dell'aiuto all'ammasso privato eÁ fissatotenendo conto delle spese di ammasso e dell'andamentoprevedibile dei prezzi di mercato.3. All'esecuzione delle misure adottate in applicazionedel paragrafo 1 provvede l'organismo d'interventodesignato dallo Stato membro nel quale i suddettiformaggi sono stati prodotti ed hanno diritto alladenominazione di origine.La concessione dell'aiuto all'ammasso privato eÁ subordinataalla conclusione di un contratto di ammassocon l'organismo d'intervento. Il contratto eÁ soggetto adisposizioni da stabilirsi.Qualora la situazione del mercato lo richieda, la Commissionepuò decidere che l'organismo d'interventoreimmetta sul mercato, in tutto o in parte, i formaggiammassati.Articolo 91. L'aiuto all'ammasso privato può essere concessoper formaggi a lunga conservazione e per formaggiprodotti con latte di pecora e/o di capra per i quali sianecessaria una stagionatura di almeno sei mesi, qualoral'andamento dei prezzi e delle scorte di tali formaggievidenzi un grave squilibrio del mercato, chepossa essere appianato o ridotto mediante un ammassostagionale.2. L'importo dell'aiuto eÁ fissato tenendo conto dellespese di ammasso e del necessario equilibrio tra i formaggiper i quali eÁ concesso l'aiuto e gli altri formaggiche vengono immessi sul mercato.3. Qualora la situazione del mercato comunitario lorichieda, la Commissione può decidere di reimmetteresul mercato, in tutto o in parte, i formaggi oggetto deicontratti di ammasso privato.Articolo 10Sono stabiliti secondo la procedura di cuiall'articolo 42:a) le modalitaÁ d'applicazione del presente capo, inparticolare quelle per la determinazione dei prezzidi mercato del burro,b) l'ammontare degli aiuti all'ammasso privato di cuial presente capo,c) le altre decisioni e misure che la Commissione puòadottare nel contesto del presente capo.CAPO IIIMisure a sostegno della commercializzazioneArticolo 111. Sono concessi aiuti per il latte scremato e il lattescremato in polvere usati nell'alimentazione degli animaliquando tali prodotti rispondano a determinatirequisiti.Ai fini del presente articolo, sono considerati comelatte scremato e latte scremato in polvere anche il latticelloe il latticello in polvere.2. L'importo degli aiuti eÁ fissato tenendo contodegli elementi seguenti:Ð prezzo d'intervento del latte scremato in polvere,Ð andamento dell'offerta di latte scremato e di lattescremato in polvere ed evoluzione del loro impiegonell'alimentazione degli animali,Ð tendenza dei prezzi dei vitelli,Ð tendenza dei prezzi di mercato delle proteine concorrentirispetto ai prezzi del latte scremato in polvere.


26.6.1999 L 160/57Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITArticolo 121. Alle condizioni definite conformemente alparagrafo 2 viene concesso un aiuto per il latte scrematoprodotto nella ComunitaÁ e trasformato incaseina e caseinati, purche detto latte e la caseina o icaseinati con esso fabbricati possiedano determinatirequisiti.2. L'aiuto può essere differenziato secondo che illatte scremato sia trasformato in caseino o in caseinatie in funzione della qualitaÁ di tali prodotti.L'aiuto eÁ fissato tenendo conto degli elementi seguenti:Ð prezzo d'intervento del latte scremato in polvere oprezzo di mercato del latte scremato in polverespray di prima qualitaÁ, se detto prezzo di mercatoeÁ superiore al prezzo d'intervento,Ð prezzo di mercato della caseina e dei caseinati, suimercati comunitari e mondiali.2. Ad integrazione dell'aiuto comunitario, gli Statimembri possono concedere aiuti nazionali per la distribuzioneagli allievi delle scuole dei prodotti di cui alparagrafo 1.3. Nel caso del latte intero, l'aiuto comunitario eÁragguagliato al 95% del prezzo indicativo per il latte.Nel caso di altri prodotti lattiero-caseari, l'importodell'aiuto viene fissato tenendo conto dei componentidi latte del prodotto di cui trattasi.4. L'aiuto di cui al paragrafo 1 eÁ concesso per unquantitativo massimo di 0,25 litri di equivalente latteper allievo e per giorno.Articolo 15Sono definiti, secondo la procedura di cuiall'articolo 42:a) le modalitaÁ di applicazione del presente capo e, inparticolare, le condizioni per la concessione degliaiuti ivi stabiliti;b) gli importi degli aiuti di cui al presente capo;Articolo 13In caso di formazione o rischio di formazione di eccedenzedi prodotti lattiero-caseari, la Commissione puòdecidere che un aiuto venga concesso per consentirel'acquisto a prezzo ridotto di crema, burro e burroconcentrato da parte di:a) istituzioni ed organizzazioni senza fini di lucro;b) forze armate e corpi assimilati degli Stati membri;c) fabbricanti di prodotti della pasticceria e di gelatialimentari;d) fabbricanti di altri prodotti alimentari da stabilirsi;e) per il consumo diretto di burro concentrato.Articolo 141. EÁ concesso un aiuto comunitario per la distribuzioneagli allievi delle scuole di taluni prodotti lattierocasearitrasformati dei codici NC 0401, 0403, 0404 90e 0406, o del codice NC 2202 90.c) l'elenco dei prodotti contemplati all'articolo 13,lettera d) e all'articolo 14, paragrafo 1;d) le altre decisioni e misure eventualmente adottatedalla Commissione in virtœ del presente capo.CAPO IVPagamenti direttiArticolo 161. I produttori possono beneficiare di un premio peri prodotti lattiero-caseari, concesso per anno civile, perazienda e per tonnellata di quantitativo di riferimentoindividuale che daÁ diritto al premio e disponibile nell'azienda.2. L'importo del premio per tonnellata di quantitativodi riferimento individuale che daÁ diritto al premioeÁ fissato a:Ð 5,75 euro per l'anno civile 2005,Ð 11,49 euro per l'anno civile 2006,Ð 17,24 euro per l'anno civile 2007 e per i successivi.


L 160/58 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT3. Il quantitativo di riferimento individuale che daÁdiritto al premio eÁ pari al quantitativo di riferimentoindividuale di latte disponibile presso l'azienda il31 marzo dell'anno civile di cui trattasi, fatte salve leriduzioni derivanti dall'applicazione del paragrafo 2. Iquantitativi di riferimento individuali che hanno formatooggetto di trasferimento temporaneo a normadell'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 3950/92 al31 marzo dell'anno civile di cui trattasi sono consideratidisponibili presso l'azienda del cessionario per taleanno civile.Se il 31 marzo di un anno civile la somma di tutti iquantitativi di riferimento individuali in uno Statomembro risulta superiore alla somma dei corrispondentiquantitativi totali di tale Stato membro stabilitiall'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento (CEE)n. 3950/92 per il periodo di dodici mesi 1999/2000, loStato membro interessato prende, basandosi su criterioggettivi, i necessari provvedimenti per ridurre di conseguenzal'importo totale dei quantitativi di riferimentoindividuali che daÁ diritto al premio sul suo territoriorelativamente all'anno civile in questione.4. Ai fini del presente titolo si applicano le definizionidi «produttore» e di «azienda» di cuiall'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 3950/92.Articolo 171. Gli Stati membri versano, su base annua, pagamentisupplementari ai produttori del loro territorio,che raggiungono in totale gli importi globali stabilitinell'allegato I. Tali pagamenti vengono effettuatisecondo criteri oggettivi, che tengono conto in particolaredelle pertinenti strutture e condizioni di produzione,nonche garantendo un trattamento equo tra iproduttori ed evitando distorsioni del mercato e dellaconcorrenza. Essi non sono inoltre legati alle oscillazionidei prezzi di mercato.2. Pagamenti supplementari possono essere effettuatisotto forma di integrazioni del premio(articolo 18) e/o di pagamenti per superficie(articolo 19).Articolo 181. Le integrazioni del premio possono essere corrisposteesclusivamente come complemento come stabilitoall'articolo 16, paragrafo 2.2. L'importo globale del premio per prodotti lattiero-casearie dell'integrazione del premio che puòessere concesso per l'importo del premio per tonnellatadi quantitativo di riferimento individuale che daÁ dirittoal premio non può essere superiore a:Ð 13,9 euro per tonnellata per l'anno civile 2005,Ð 27,8 euro per tonnellata per l'anno civile 2006,Ð 41,7 euro per tonnellata per l'anno civile 2007 eper i successivi.Articolo 191. I pagamenti per superficie sono concessi perettaro di pascolo permanente:a) di cui un produttore ha la disponibilitaÁ durantel'anno civile di cui trattasi,b) non utilizzato per soddisfare i requisiti specifici didensitaÁ di cui all'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento(CE) n. 1254/1999 del Consiglio, del17 maggio 1999, relativo all'oraganizzazionecomune dei mercati nel settore delle carnibovine ( 1 ), ec) relativamente al quale, per il medesimo anno, nonsiano stati richiesti pagamenti in base al regime disostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi,al regime di aiuto per i foraggi essiccati, ne airegimi comunitari di aiuto per altre colture permanentiod orticole.La superficie dei pascoli permanenti in una regione perla quale possono essere concessi pagamenti per superficienon eÁ maggiore della relativa superficie regionaledi base.2. Le superfici regionali di base sono stabilite dagliStati membri a norma dell'articolo 17 del regolamento(CE) n. 1254/1999.3. L'importo massimo per ettaro del pagamento persuperficie, compresi i pagamenti per superficie concessiai sensi dell'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1254/1999, non può essere superiore a 350 euro per l'annocivile 2005 e per i successivi.Articolo 201. Anteriormente al 1 o gennaio 2005 gli Stati membriforniscono alla Commissione informazioni particolareggiatecirca le loro disposizioni nazionali relativealla concessione dei pagamenti supplementari. Qualsiasimodifica di tali disposizioni dev'essere comunicataalla Commissione entro un mese dall'adozione.2. Anteriormente al 1 o aprile 2007 gli Stati membripresentano alla Commissione relazioni dettagliate sull'applicazionedegli articoli 17, 18 e 19.( 1 ) Vedi pagina 21 della presente Gazzetta ufficiale.


26.6.1999 L 160/59Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITAnteriormente al 1 o gennaio 2008, la Commissionevaluta l'applicazione degli articoli 17, 18 e 19 ed esaminala ripartizione degli stanziamenti comunitari tragli Stati membri conformemente all'allegato I. Senecessario, la Commissione presenta le opportune proposteal Consiglio.Articolo 21I pagamenti diretti di cui al presente capo sono versati,previo controllo del diritto al pagamento, a decorreredal 16 ottobre dell'anno civile di cui trattasi e, salvo incasi eccezionali debitamente giustificati, entro il 30 giugnodell'anno successivo.Articolo 22Gli importi dei pagamenti diretti stabiliti al presentecapo possono essere modificati in considerazione dell'andamentodella produzione, della produttivitaÁ e deimercati, secondo la procedura di cui all'articolo 37,paragrafo 2 del trattato.Articolo 23Qualora la somministrazione di somatotropina bovinaalle vacche da latte non fosse autorizzata della legislazionecomunitaria, o in base ad essa, oppure qualorala disponibilitaÁ di tale sostanza presso le aziende agricolefosse diversamente disciplinata, la Commissioneadotta, secondo la procedura di cui all'articolo 42,misure analoghe a quelle previste dall'articolo 23 delreolamento (CE) n. 1254/1999.Articolo 24Le modalitaÁ di applicazione del presente capo sonoadottate dalla Commissione secondo la procedura dicui all'articolo 42.Articolo 25Le spese sostenute per l'erogazione dei pagamentidiretti di cui al presente capo sono considerate relativea misure d'intervento ai sensi dell'articolo 2,paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1254/1999.TITOLO IISCAMBI CON I PAESI TERZIArticolo 263. La Commissione stabilisce secondo la proceduradi cui all'articolo 42:1. Ogni importazione nella ComunitaÁ di prodotti dicui all'articolo 1 eÁ subordinata alla presentazione diun titolo d'importazione. Le esportazioni di tali prodottifuori dalla ComunitaÁ possono essee subordinatealla presentazione di un titolo di esportazione.2. Il titolo di importazione o di esportazione eÁ rilasciatodagli Stati membri ad ogni interessato che nefaccia richiesta, a prescindere dal luogo in cui eÁ stabilitonella ComunitaÁ e fatte salve le disposizioni adottateper l'applicazione degli articoli 29, 30 e 31.Il titolo di importazione o di esportazione eÁ valido intutta la ComunitaÁ. Il rilascio dei titoli eÁ subordinatoalla costituzione di una cauzione che garantisca l'impegnodi importare o di esportare durante il periodo divaliditaÁ del titolo e che, salvo in caso di forza maggiore,resta acquisita in tutto o in parte, se l'operazionenon eÁ realizzata entro tale termine o se eÁ realizzatasolo parzialmente.a) l'elenco dei prodotti per i quali sono richiesti titolidi esportazione,b) il periodo di validitaÁ dei titoli ec) le altre modalitaÁ di applicazione del presente articolo.Articolo 27Salvo disposizione contraria del presente regolamento,si applicano ai prodotti di cui all'articolo 1 le aliquotedei dazi della tariffa doganale comune.Articolo 281. Per evitare o reprimere eventuali effetti negativisul mercato comunitario imputabili all'importazione di


L 160/60 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITtaluni prodotti di cui all'articolo 1, l'importazioneall'aliquota del dazio previsto all'articolo 27 di uno opiœ di detti prodotti eÁ subordinata al pagamento di undazio addizionale all'importazione, se sono soddisfattele condizioni derivanti dall'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura,concluso conformemente all'articolo 300del trattato nell'ambito dei negoziati commerciali multilateralidell'Uruguay Round, tranne qualora le importazionirischino di perturbare il mercato comunitario ogli effetti siano sproporzionati rispetto all'obiettivoperseguito.2. I prezzi limite sotto i quali può essere imposto undazio addizionale all'importazione sono quelli trasmessidalla ComunitaÁ all'Organizzazione mondialedel commercio.2. La gestione dei contingenti può essere effettuataattraverso l'applicazione di uno dei metodi seguenti odi una loro combinazione:Ð metodo fondato sull'ordine cronologico di presentazionedelle domande (secondo la procedura«primo arrivato, primo servito»),Ð metodo di ripartizione in proporzione ai quantitativirichiesti all'atto della presentazione delledomande (metodo dell'esame simultaneo),Ð metodo fondato sulla considerazione delle correnticommerciali tradizionali (metodo «importatori tradizionali/nuoviarrivati»).I volumi che devono essere superati perche scattil'imposizione di un dazio addizionale all'importazionesono determinati in particolare in base alle importazioninella ComunitaÁ nei tre anni che precedono quelloin cui si verificano o rischiano di verificarsi gli effettinegativi di cui al paragrafo 1.3. I prezzi d'importazione da prendere in considerazioneper l'imposizione di un dazio addizionale all'importazionesono determinati in base ai prezzi d'importazionecif della partita in questione.I prezzi d'importazione cif sono a tal fine verificatisulla base dai prezzi rappresentativi per il prodotto inquestione sul mercato mondiale o sul mercato comunitariodi importazione del prodotto.4. La Commissione adotta le modalitaÁ d'applicazionedel presente articolo secondo la procedura di cuiall'articolo 42, specificando in particolare:a) i prodotti ai quali possono essere applicati daziaddizionali all'importazione ai sensi dell'articolo 5dell'accordo sull'agricoltura,b) gli altri criteri necessari per garantire l'applicazionedel paragrafo 1 in conformitaÁ dell'articolo 5 didetto accordo.Possono essere adottati altri metodi appropriati.Essi devono evitare qualsiasi discriminazione tra glioperatori interessati.3. Il metodo di gestione adottato tiene conto, oveoccorra, dei bisogni di approvvigionamento del mercatocomunitario e della necessitaÁ di salvaguardarnel'equilibrio, pur potendo ispirarsi ai metodi eventualmenteapplicati in passato ai contingenti corrispondentia quelli di cui al paragrafo 1, fatti salvi i dirittiderivanti dagli accordi conclusi nel quadro dei negoziaticommerciali dell'Uruguay Round.4. Le modalitaÁ di cui al paragrafo 1 prevedonol'apertura dei contingenti su base annuale secondo unoscaglionamento appropriato, stabiliscono all'occorrenzail metodo di gestione da applicare e recano, sedel caso:a) disposizioni che garantiscano la natura, la provenienzae l'origine del prodotto,b) disposizioni circa il riconoscimento del documentoutilizzato per verificare l'osservanza delle disposizionidi cui alla lettera a), ec) condizioni di rilascio e durata di validitaÁ dei titolid'importazione.Articolo 291. I contingenti tariffari per i prodotti di cuiall'articolo 1, istituiti in virtœ di accordi conclusi aisensi dell'articolo 300 del trattato o in virtœ di qualsiasialtro atto del Consiglio, vengono aperti e gestitiin base a modalitaÁ adottate secondo la procedura dicui all'articolo 42.Articolo 301. Qualora un accordo concluso a normadell'articolo 300 del trattato preveda la gestione totaleo parziale di un contingente tariffario aperto da unpaese terzo per prodotti di cui all'articolo 1, il pertinentemetodo di gestione e le relative modalitaÁ d'applicazionesono adottati secondo la procedura di cuiall'articolo 42.


26.6.1999 L 160/61Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT2. La gestione dei contingenti può essere effettuataattraverso l'applicazione di uno dei metodi seguenti odi una loro combinazione:b) meno gravoso per gli operatori dal punto di vistaamministrativo, tenuto conto delle esigenze digestione,Ð metodo fondato sull'ordine cronologico di presentazionedelle domande (secondo la procedura«primo arrivato, primo servito»),c) che eviti qualsiasi discriminazione tra gli operatoriinteressati.Ð metodo di ripartizione in proporzione ai quantitativirichiesti all'atto della presentazione delledomande (metodo dell'esame simultaneo),Ð metodo fondato sulla considerazione delle correnticommerciali tradizionali (metodo «importatori tradizionali/nuoviarrivati»).Possono essere adottati altri metodi appropriati, inparticolare quelli che garantiscono la completa utilizzazionedelle possibilitaÁ offerte dal contingente di cuitrattasi.Essi devono evitare qualsiasi discriminazione tra glioperatori interessati.Articolo 311. Nella misura necessaria per consentire l'esportazionedei prodotti di cui all'articolo 1, come tali o, sesi tratta dei prodotti di cui all'articolo 1, lettere a), b),c) d), e), e g), sotto forma di merci elencate nell'allegatoII, sulla base dei prezzi praticati negli scambiinternazionale sul mercato mondiale per i medesimiprodotti ed entro i limiti che scaturiscono dagli accordiconclusi conformemente all'articolo 300 del trattato,la differenza fra questi prezzi e i prezzi nella ComunitaÁpuò essere coperta da una restituzione all'esportazione.3. La restituzione eÁ la stessa per tutta la ComunitaÁ.Essa può essere differenziata secondo le destinazioniallorche sia reso necessario dalla situazione del mercatomondiale o dalle particolari esigenze di talunimercati.Le restituzioni sono fissate dalla Commissione secondola procedura di cui all'articolo 42. In particolare, talefissazione può aver luogo:a) periodicamente,b) mediante gara per i prodotti per i quali tale proceduraera prevista in passato.Tranne in caso di fissazione mediante gara, l'elencodei prodotti per i quali eÁ accordata una restituzioneall'esportazione e l'importo della restituzione sono fissatialmeno una volta ogni quattro settimane. Tuttaviale restituzioni possono essere mantenute allo stessolivello per piœ di quattro settimane e, in caso di necessitaÁ,modificate nell'intervallo dalla Commissione, surichiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa.Tuttavia, per i prodotti di cui all'articolo 1 esportatisotto forma di merci elencate nell'allegato II del presenteregolamento, può essere stabilito un altro ritmodi fissazione secondo la procedura di cui all'articolo 16del regolamento (CE) n. 3448/93 del Consiglio ( 1 ).La restituzione per i prodotti di cui all'articolo 1esportati sotto forma di merci elencate nell'allegato IInon può essere superiore a quella applicabile agli stessiprodotti esportati come tali.4. Le restituzioni per i prodotti di cui all'articolo 1esportati come tali sono fissate tenuto conto deiseguenti elementi:2. Per quanto concerne l'attribuzione dei quantitativiche possono essere esportati con restituzione, siricorre al metodo:a) piœ adatto alla natura del prodotto e alla situazionedel mercato in questione, che consenta l'utilizzazionepiœ efficace possibile delle risorse disponibili,e che tenga conto della efficacia e della strutturadelle esportazioni comunitarie, senza tuttaviacreare discriminazioni fra grandi e piccoli operatori;a) la situazione e le prospettive di evoluzione:Ð sul mercato della ComunitaÁ, dei prezzi del lattee dei prodotti lattiero-caseari e delle disponibilitaÁ;Ð sul mercato mondiale, dei prezzi del latte e deiprodotti lattiero-caseari;( 1 ) GU L 318 del 20.12.1993, pag. 31.


L 160/62 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITb) le spese di commercializzazione e le spese di trasportopiœ favorevoli dai mercati della ComunitaÁfino ai porti o altri luoghi di esportazione dellaComunitaÁ, nonche le spese di resa ai paesi di destinazione;la domanda sul mercato comunitario;c) gli obiettivi dell'organizzazione comune dei mercatinel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari,volti ad assicurare a tali mercati una situazioneequilibrata ed uno sviluppo naturale sul piano deiprezzi e degli scambi;d) i limiti che scaturiscono dagli accordi conclusi conformementeall'articolo 300 del trattato;e) l'esigenza di evitare perturbazioni sul mercato dellaComunitaÁ;f) l'aspetto economico delle esportazioni previste.Si tiene conto anche in particolare della necessitaÁ distabilire un equilibrio tra l'utilizzazione dei prodotti dibase comunitari ai fini dell'esportazione di merci trasformateverso i paesi terzi e l'utilizzazione dei prodottidi tali paesi ammessi al regime del perfezionamentoattivo.5. Per i prodotti di cui all'articolo 1 esportati cometali:a) i prezzi nella ComunitaÁ di cui al paragrafo 1 sonostabiliti tenendo conto dei prezzi praticati che sirivelino piœ favorevoli ai fini dell'esportazione;6. Per i prodotti di cui al paragrafo 1 esportaticome tali, la restituzione viene concessa unicamente arichiesta e su presentazione del relativo titolo di esportazione.7. L'importo della restituzione all'esportazione deiprodotti di cui all'articolo 1 esportati come tali eÁquello applicabile il giorno della domanda del titolo e,in caso di restituzione differenziata, quello applicabilein tale data:a) alla destinazione indicata sul titolo o, eventualmente,b) alla destinazione reale, se diversa dalla destinazioneindicata sul titolo. In tal caso l'importo applicabilenon può superare quello relativo alla destinazioneindicata sul titolo.Al fine di evitare l'utilizzazione abusiva della flessibilitaÁprevista nel presente paragrafo, possono esseradottate le misure appropriate.8. Le disposizioni dei paragrafi 6 e 7 possono essereestese ai prodotti di cui all'articolo 1 esportati sottoforma di merci elencate nell'allegato II, secondo laprocedura di cui all'articolo 16 del regolamento (CE)n. 3448/93.9. EÁ possibile derogare alle disposizioni deiparagrafi 6 e 7 per i prodotti di cui all'articolo 1 chebeneficiano di restituzioni nell'ambito di azioni diaiuto alimentare, secondo la procedura di cuiall'articolo 42.b) i prezzi sul mercato mondiale di cui al paragrafo 1sono stabiliti tenendo conto in particolare:10. La restituzione eÁ pagata allorche eÁ fornita laprova che i prodotti:Ð dei prezzi praticati sui mercati dei paesi terzi;Ð sono di origine comunitaria,Ð dei prezzi piœ favorevoli all'importazione inprovenienza dai paesi terzi, nei paesi terzi didestinazione;Ð dei prezzi alla produzione costatati nei paesiterzi esportatori, tenuto conto, se del caso, dellesovvenzioni accordate da questi paesi;Ð dei prezzi d'offerta franco frontiera dellaComunitaÁ.Ð sono stati esportati fuori della ComunitaÁ, eÐ nel caso di una restituzione differenziata, hannoraggiunto la destinazione indicata sul titolo oun'altra destinazione per la quale eÁ stata fissatauna restituzione, fatto salvo il paragrafo 7,lettera b). Tuttavia, possono essere previste deroghea tale norma, secondo la procedura di cuiall'articolo 42, purcheÁ siano stabilite condizioniche offrano garanzie equivalenti.


26.6.1999 L 160/63Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT11. Fatto salvo il paragrafo 10, primo trattino, inassenza di deroghe concesse secondo la procedura dicui all'articolo 42, non eÁ erogata alcuna restituzioneall'esportazione per i prodotti importati da paesi terzie riesportati verso paesi terzi.12. Per quanto riguarda i prodotti di cuiall'articolo 1 esportati sotto forma di merci elencatenell'allegato II del presente regolamento, i paragrafi 10e 11 si applicano solo alle merci dei seguenti codiciNC:Ð 0405 20 30 (paste da spalmare lattiere aventitenore, in peso, di materia grassa uguale o superiorea 60% ed inferiore o uguale a 75%),Ð da 1806 90 60 a 1806 90 90 (taluni prodotti contenenticacao),Ð 1901 (talune preparazioni alimentari a base difarina, ecc.),Ð 2106 90 98 (talune preparazioni alimentari nonnominate altrove)aventi un elevato contenuto di prodotti lattierocaseari.delibera a maggioranza qualificata su proposta dellaCommissione, può in casi particolari escludere deltutto o in parte il ricorso al regime del perfezionamentoattivo per i prodotti di cui all'articolo 1, destinatialla fabbricazione di prodotti di cui al medesimoarticolo o di merci elencate nell'allegato II del presenteregolamento.2. In deroga al paragrafo 1, qualora la situazione dicui allo stesso paragrafo si presenti eccezionalmenteurgente e il mercato comunitario subisca o rischi disubire perturbazioni dal regime del perfezionamenteattivo, la Commissione, a richiesta di uno Stato membroo di propria iniziativa, decide le misure necessarie,che vengono comunicate al Consiglio e agli Stati membri,la cui validitaÁ non può essere superiore a sei mesie che sono immediatamente applicabili. Ove talimisure siano state richieste da uno Stato membro, laCommissione decide al riguardo entro una settimanadalla data di ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio ladecisione della Commissione entro una settimana dalladata di notifica della stessa. Il Consiglio, che deliberaa maggioranza qualificata, può confermare, modificareo abrogare la decisione della Commissione.Se il Consiglio non ha deciso entro tre mesi, la decisionedella Commisione eÁ considerata abrogata.Articolo 3313. Il rispetto dei limiti di volume che scaturisconodagli accordi conclusi conformemente all'articolo 300del trattato eÁ garantito in base ai titoli di esportazionerilasciati per i periodi di riferimento ivi previsti, applicabiliai prodotti interessati. Riguardo al rispetto degliobblighi derivanti dall'accordo sull'agricoltura, il terminedi un periodo di riferimento non pregiudica lavaliditaÁ dei titoli di esportazione.1. Per la classificazione dei prodotti disciplinati dalpresente regolamento si applicano le norme generalirelative all'interpretazione della nomenclatura combinata,nonche le relative modalitaÁ di attuazione; lanomenclatura tariffaria risultante dall'applicazione delpresente regolamento viene inserita nella tariffa doganalecomune.14. Le modalitaÁ d'applicazione del presente articolo,comprese le disposizioni concernenti la ridistribuzionedei quantitativi esportabili non attribuiti o nonutilizzati, sono adottate dalla Commissione secondo laprocedura di cui all'articolo 42. Tuttavia le modalitaÁrelative all'applicazione dei paragrafi 8, 10, 11 e 12per i prodotti di cui all'articolo 1 esportati sotto formadi merci elencate nell'allegato II del presente regolamentosono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 16 del regolamento (CE) n. 3448/93.2. Salvo disposizione contraria prevista dal presenteregolamento o adottata in virtœ di una delle sue disposizioni,negli scambi con i paesi terzi sono vietate:Ð la riscossione di qualsiasi tassa avente effetto equivalentea un dazio doganale,Ð l'applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa omisura di effetto equivalente.Articolo 32Articolo 341. Nella misura necessaria al buon funzionamentodell'organizzazione comune dei mercati nel settore dellatte e dei prodotti lattiero-caseari il Consiglio, che1. Quando, per uno o piœ prodotti di cuiall'articolo 1, il prezzo franco frontiera supera notevolmenteil livello dei prezzi comunitari, se tale situazione


L 160/64 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITrischia di persistere e, per ciò stesso, il mercato dellaComunitaÁ subisce o rischia di subire perturbazioni,possono essere adottate le misure di cui al paragrafo 5.2. Un superamento notevole ai sensi del paragrafo 1si verifica quando il prezzo franco frontiera supera ilprezzo d'intervento stabilito per il prodotto in questionemaggiorato del 15% o, per quanto attiene aiprodotti per i quali non esiste un prezzo d'intervento,un prezzo derivato dal prezzo d'intervento da determinaresecondo la procedura di cui all'articolo 42 tenutoconto della natura e della composizione del prodottoin causa.3. Il superamento notevole del livello dei prezzi daparte del prezzo franco frontiera può persistere se siverifica uno squilibrio tra l'offerta e la domanda e setale squilibrio rischia di protrarsi, tenuto conto dell'evoluzioneprevedibile della produzione e dei prezzi dimercato.4. Il mercato della ComunitaÁ subisce o rischia disubire perturbazioni, a causa della situazione di cui alpresente articolo, se il livello elevato dei prezzi nelcommercio internazionale:Ð ostacola l'importazione nella ComunitaÁ di prodottilattiero-caseari, oÐ provoca l'esportazione dalla ComunitaÁ di prodottolattiero-caseari,in modo tale che la sicurezza degli approvvigionamentinon sia piœ, o rischi di non essere piœ, garantita nellaComunitaÁ.5. Se le condizioni di cui ai paragrafi da 1 a 4 sonosoddisfatte, la sospensione totale o parziale dei daziall'importazione e/o la riscossione di tasse all'esportazionepossono essere decise secondo la procedura dicui all'articolo 42. Ove necessario, le modalitaÁ diapplicazione del presente articolo sono adottate dallaCommissione secondo la medesima procedura.Articolo 351. Qualora, per effetto delle importazioni o delleesportazioni, il mercato comunitario di uno o piœ prodottidi cui all'articolo 1 subisca o rischi di subiregravi perturbazioni, tali da compromettere il conseguimentodegli obiettivi enunciati all'articolo 33 del trattato,possono essere applicate misure adeguate negliscambi con i paesi terzi, fintantoche sussista la suddettaperturbazione o minaccia di perturbazione.Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata suproposta della Commissione, adotta le modalitaÁ generalidi applicazione del presente paragrafo e definisce icasi ed i limiti entro i quali gli Stati membri possonoprendere misure cautelative.2. Qualora si delinei la situazione descritta alparagrafo 1, la Commissione, a richiesta di uno Statomembro o di propria iniziativa, decide le misure necessarie,che vengono comunicate agli Stati membri esono immediatamente applicabili. Ove tali misuresiano state richieste da uno Stato membro, la Commissionedecide al riguardo entro tre giorni lavoratividalla data di ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio lemisure decise dalla Commissione entro tre giorni lavoratividalla data di notifica delle stesse. Il Consiglio siriunisce senza indugio. Esso può, deliberando a maggioranzaqualificata, modificare o abrogare la misurain causa entro un mese dalla data in cui la decisionegli eÁ stata deferita.4. Il presente articolo si applica tenendo conto degliobblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi conformementeall'articolo 300, paragrafo 2 del trattato.TITOLO IIIDISPOSIZIONI GENERALIArticolo 36Al fine di tener conto delle limitazioni alla libera circolazioneche dovessero risultare dall'applicazione diprovvedimenti destinati a combattere la propagazionedi malattie degli animali, possono venir adottati,secondo la procedura di cui all'articolo 42, provvedimentieccezionali di sostegno del mercato colpito datali limitazioni. Detti provvedimenti possono venireadottati soltanto nella misura e per la durata strettamentenecessarie al sostegno del mercato di cui trattasi.Articolo 37Fatta salve le disposizioni contrarie del presente regolamento,gli articoli 87, 88, 89 del trattato sono applicabilialla produzione e al commercio dei prodotti dicui all'articolo 1.


26.6.1999 L 160/65Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITArticolo 381. Fatte salve le disposizioni dell' articolo 87,paragrafo 2 del trattato, sono vietati gli aiuti il cuiimporto eÁ determinato in funzione del prezzo o dellaquantitaÁ dei prodotti di cui all'articolo 1.2. Sono altresì vietate le misure nazionali intese adattuare una perequazione tra i prezzi dei prodotti dicui all'articolo 1.Articolo 39Fatte salva l'applicazione degli articoli 87, 88, 89 deltrattato, uno Stato membro può percepire dai produttoridi latte un prelievo a finalitaÁ promozionale suiquantitativi di latte o equivalente latte da essi commercializzati,destinato a finanziare misure relative allapromozione del consumo nella ComunitaÁ, all'ampliamentodei mercati del latte e dei prodotti lattierocasearie al miglioramento della qualitaÁ.Articolo 40Gli Stati membri e la Commissione si comunicano reciprocamentei dati necessari all'applicazione del presenteregolamento. Le modalitaÁ della comunicazione edella diffusione di tali dati sono stabilite dalla Commissionesecondo la procedura di cui all'articolo 42.Articolo 41EÁ istituito un comitato di gestione per il latte e i prodottilattiero-caseari, in appresso denominato «comitato»,composto di rappresentanti degli Stati membri epresieduto da un rappresentante della Commissione.2. Il rappresentante della Commissione sottopone alcomitato un progetto delle misure da adottare. Il comitatoformula il suo parere sul progetto entro un termineche il presidente può fissare in funzione dell'urgenzadella questione in esame. Il parere eÁ formulatoalla maggioranza prevista all'articolo 205, paragrafo 2del trattato per l'adozione delle decisione che il Consigliodeve prendere su proposta della Commissione.Nelle votazioni in seno al comitato, viene attribuita aivoti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazionedefinita all'articolo precitato. Il presidente nonpartecipa al voto.3. La Commissione adotta misure che sono diimmediata applicazione. Tuttavia, le misure non conformial parere espresso dal comitato sono immediatamentecomunicate dalla Commissione al Consiglio. Intal caso, la Commissione può rinviare l'applicazionedelle misure da essa decise di un mese al massimo adecorrere dalla comunicazione.Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata,può prendere una decisione diversa nel termine di unmese.Articolo 43Il comitato può prendere in esame qualsiasi altro problemasollevato dal presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo,sia a richiesta del rappresentante di unoStato membro.Articolo 44Nell'applicazione del presente regolamento si tieneconto, parallelamente e in modo adeguato, degli obiettivienunciati agli articoli 33 e 131 del trattato.Articolo 421. Nei casi in cui si fa riferimento alla proceduradefinita nel presente articolo, il comitato eÁ chiamato apronunciarsi dal suo presidente, sia su iniziativa diquest'ultimo, sia a richiesta del rappresentante di unoStato membro.Articolo 45Il regolamento (CE) n. 1254/1999 e le relative normed'attuazione si applicano ai prodotti di cuiall'articolo 1.TITOLO IVDISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALIArticolo 461. I regolamenti (CEE) nn. 804/68, 986/68, 987/68,508/71, 1422/78, 1723/81, 2990/82, 1842/83, 865/84e 777/87 sono abrogati.2. I riferimenti al regolamento (CEE) n. 804/68 siintendono fatti al presente regolamento e vanno lettisecondo la tavola di concordanza che figuranell'allegato III.


L 160/66 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITArticolo 47La Commissione adotta, secondo la procedura di cuiall'articolo 42:Ð le misure necessarie per agevolare la transizionedalla disciplina prevista dal regolamento (CEE)n. 804/68 a quella definita dal presente regolamento,Ð le misure necessarie per risolvere specifici problemipratici. Tali misure, se debitamente possono derogarea talune parti del presente regolamento.Articolo 48Il presente regolamento entra in vigore il giorno dellapublicazione nella Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁeuropee.Esso si applica da decorrere dal 1 o gennaio 2000.Il presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl presidenteK.-H. FUNKE


26.6.1999 L 160/67Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO IPAGAMENTI SUPPLEMENTARI: IMPORTI GLOBALI DI CUI ALL'ARTICOLO 17(espressi in milioni di euro)2005 2006 2007 e successiviBelgio 8,6 17,1 25,7Danimarca 11,5 23,0 34,5Germania 72,0 144,0 216,0Grecia 1,6 3,3 4,9Spagna 14,4 28,7 43,1Francia 62,6 125,3 187,9Irlanda 13,6 27,1 40,7Italia 25,7 51,3 77,0Lussemburgo 0,7 1,4 2,1Paesi Bassi 28,6 57,2 85,8Austria 7,1 14,2 21,3Portogallo 4,8 9,7 14,5Finlandia 6,2 12,4 18,6Svezia 8,5 17,1 25,6Regno Unito 37,7 75,4 113,1


L 160/68 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO IICodice NCDesignazione delle mercida 0403 10 51 a 99eda 0403 90 71 a 99ex 0405Latticello, latte e crema coagulati, iogurt, chefir e altri tipi di latte e cremefermentati o acidificati, anche concentrati o con aggiunta di zuccheri o dialtri dolcificanti o con aggiunta di aromatizzanti, di frutta o cacaoBurro ed altre materie grasse provenienti dal latte; paste da spalmare lattiere:0405 20 Ð Paste da spalmare lattiere:0405 20 10 Ð Ð aventi tenore, in peso, di materie grasse uguale o superiore a 39% edinferiore a 60%:0405 20 30 Ð Ð aventi tenore, in peso, di materie grasse uguale o superiore a 60% edinferiore o uguale 75%ex 1517Margarina; miscele o preparazioni alimentari di grassi o di oli animali ovegetali o di frazioni di differenti grassi o oli di questo capitolo, diversi daigrassi e dagli oli alimentari e le loro frazioni del codice NC 1516:1517 10 Ð Margarina, esclusa la margarina liquida:1517 10 10 Ð Ð avente tenore, in peso, di materie grasse provenienti dal latte, superiorea 10% ma inferiore o uguale 15 %1517 90 Ð altre:1517 90 10 Ð Ð aventi tenore, in peso, di materie grasse provenienti dal latte, superiorea 10% ma inferiore o uguale a 15%ex 1702Lattosio e sciroppo di lattosio:1702 11 00 Ð Ð contenenti, in peso, 99% o piœ di lattosio, espresso in lattosio anidrocalcolato su sostanza seccaex 1704ex 1704 90ex 1806ex 1901Prodotti a base di zuccheri non contenenti cacao (compreso il cioccolatobianco):Ð altri, esclusi gli estratti di liquirizia contenenti saccarosio in misura superiorea 10%, in peso, senza aggiunta di altre materieCioccolata ed altre preparazioni alimentari contenenti cacao, esclusa la polveredi cacao dolcificata solamente con saccarosio del codice NC 1806 10Estratti di malto; preparazioni alimentari di farine, semolini, amidi, fecole oestratti di malto, non contenenti cacao o contenenti meno di 40%, in peso,di cacao calcolato su una base completamente sgrassata, non nominate neÂcomprese altrove; preparazioni alimentari di prodotti dei codici NC da 0401a 0404, non contenenti cacao o contenenti meno di 5%, in peso, di cacaocalcolato su una base completamente sgrassata, non nominate ne compresealtrove:1901 10 00 Ð Preparazioni per l'alimentazione dei bambini, condizionate per la venditaal minuto1901 20 00 Ð Miscele e paste per la preparazione dei prodotti della panetteria, dellapasticceria e della biscotteria del codice NC 19051901 90 Ð altri:Ð Ð altri:1901 90 91 Ð Ð Ð non contenenti materie grasse provenienti dal latte, ne saccarosio,ne isoglucosio, ne glucosio, ne amido o fecola, o contenenti, inpeso, meno di 1,5% di materie grasse provenienti dal latte, meno di5% di saccarosio (compreso lo zucchero invertito) o d'isoglucosio,meno di 5% di glucosio o di amido o fecola, ad esclusione dellepreparazioni alimentari in polvere dei prodotti dei codici NC da0401 a 04041901 90 99 Ð Ð Ð altri


26.6.1999 L 160/69Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITCodice NCDesignazione delle merciex 1902Paste alimentari, anche cotte o farcite (di carne o di altre sostanze) oppurealtrimenti preparate, quali spaghetti, maccheroni, tagliatelle, lasagne, gnocchi,ravioli, cannelloni; cuscus, anche preparato:1902 19 Ð Ð altreÐ Paste alimentari non cotte ne farcite ne altrimenti preparate:1902 20 Ð Paste alimentari farcite (anche cotte o altrimenti preparate):Ð Ð altri:1902 20 91 Ð Ð Ð cotte1902 20 99 Ð Ð Ð altre1902 30 Ð altre paste alimentari1902 40 Ð Cuscus:1902 40 90 Ð Ð altre1904 Prodotti a base di cereali ottenuti per soffiatura o tostatura (per esempio,«corn flakes»); cereali (diversi dal granturco), in grani o in forma di fiocchioppure di altri grani lavorati (escluse le farine e le semole), precotti o altrimentipreparati, non nominati ne compresi altrove1905 Prodotti della panetteria, della pasticceria o della biscotteria, anche conaggiunta di cacao; ostie, capsule vuote dei tipi utilizzati per i medicamenti,ostie per sigilli, paste in sfoglie essiccate di farina, di amido o di fecola e prodottisimili:1905 10 00 Ð Pane croccante detto «Knäckebrot»1905 20 Ð Pane con spezie (panpepato)1905 30 Ð Biscotti con aggiunta di dolcificanti, cialde e cialdini1905 40 Ð Fette biscottate, pane tostato e prodotti simili tostati1905 90 Ð altri:Ð Ð altri:1905 90 40 Ð Ð Ð Cialde e cialdine aventi tenore di umiditaÁ superiore a 10%1905 90 45 Ð Ð Ð Biscotti1905 90 55 Ð Ð Ð Prodotti estrusi o espansi, salati o aromatizzati:1905 90 60 Ð Ð Ð Ð con aggiunta di dolcificanti1905 90 90 Ð Ð Ð Ð altriex 2004Altri ortaggi o legumi preparati o conservati ma non nell'aceto o acido acetico,congelati, diversi dai prodotti della voce 2006:2004 10 Ð Patate:Ð Ð altre:2004 10 91 Ð Ð Ð sotto forma di farina, semolino o fiocchiex 2005Altri ortaggi e legumi preparati o conservati ma non nell'aceto o acido acetico,non congelati, diversi dai prodotti della voce 2006:2005 20 Ð Patate:2005 20 10 Ð Ð sotto forma di farina, semolino o fiocchiex 2008Frutta ed altre parti commestibili di piante, altrimenti preparate o conservate,con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti o di alcole, non nominatene comprese altrove:Ð Frutta a guscio, arachidi ed altri semi, anche mescolati tra loro:


L 160/70 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITCodice NCDesignazione delle merci2008 11 Ð Ð Arachidi:2008 11 10 Ð Ð Ð Burro di arachidi2105 00 Gelati, anche contenenti cacaoex 2106ex 2202Preparazioni alimentari non nominate ne comprese altrove, eccetto le preparazionialcoliche composte del codice NC 2106 90 20 e gli sciroppi di zucchero,aromatizzati o colorati dei codici NC 2106 90 30, 2106 90 51,2106 90 55 e 2106 90 59Acque, comprese le acque minerali e le acque gassate, con aggiunta di zuccheroo di altri dolcificanti o di aromatizzanti, ed altre bevande non alcoliche,esclusi i succhi di frutta o di ortaggi del codice NC 2009:2202 90 Ð altre:Ð Ð altre, aventi tenore, in peso, di materie grasse provenienti dai prodottidei codici NC da 0401 a 0404:2202 90 91 Ð Ð Ð inferiore a 0,2%2202 90 95 Ð Ð Ð uguale o superiore a 0,2% e inferiore a 2%2202 90 99 Ð Ð Ð uguale o superiore a 2%ex 2208Alcole etilico non denaturato con titolo alcolometrico volumico inferiore a80% vol; acquaviti, liquori ed altre bevande contenenti alcole di distillazione:2208 70 Ð Liquori2208 90 Ð altri:Ð Ð altre acquaviti, ed altre bevande contenenti alcole di distillazione, presentatein recipienti di capacitaÁ:Ð Ð Ð inferiore o uguale a 2 litri:Ð Ð Ð Ð altra:2208 90 69 Ð Ð Ð Ð Ð altre bevande contenenti alcole di distillazioneÐ Ð Ð superiore a 2 litri:2208 90 78 Ð Ð Ð Ð altre bevande contenenti alcole di distillazioneex 3302Miscugli di sostanze odorifere e miscugli (comprese le soluzioni alcoliche) abase di una o piœ di tali sostanze, dei tipi utilizzati come materie prime perl'industria; altre preparazioni a base di sostanze odorifere dei tipi utilizzatiper la fabbricazione delle bevande:3302 10 Ð dei tipi utilizzati nelle industrie alimentari o delle bevande:Ð Ð dei tipi utilizzati nelle industrie delle bevande:3302 10 29 Ð Ð Ð Ð Ð altri3501 Caseine, caseinati ed altri derivati delle caseine; colle di caseinaex 3502Albumine, albuminati ed altri derivati delle albumine:3502 20 Ð Lattoalbumina, compresi i concentrati di due o piœ proteine di siero dilatte:Ð Ð altra:3502 20 91 Ð Ð Ð essiccata (in fogli, scaglie, cristalli, polveri, ecc.)3502 20 99 Ð Ð Ð altra


26.6.1999 L 160/71Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO IIITAVOLA DI CONCORDANZARegolamento (CEE) n. 804/68Presente regolamentoArticolo 1 Articolo 1Articolo 2 Articolo 2Articolo 3, paragrafi 1 e 2 Articolo 3, paragrafo 1Articolo 3, paragrafo 3ÐArticolo 3, paragrafo 4 Articolo 3, paragrafo 2Articolo 4ÐArticolo 5 Articolo 4, paragrafo 1Articolo 5 bisÐArticolo 5 quater Articolo 5Articolo 6, paragrafo 2 Articolo 6, paragrafo 3Articolo 6, paragrafo 3 Articolo 6, paragrafo 4Articolo 6, paragrafo 4 Articolo 6, paragrafo 5Articolo 6, paragrafo 6 Articolo 10Articolo 7, paragrafo 1 Articolo 7, paragrafo 1Articolo 7, paragrafo 2 Articolo 7, paragrafo 3Articolo 7, paragrafo 3, primo commaArticolo 7, paragrafo 4, primo commaArticolo 7, paragrafo 3, quarto commaArticolo 7, paragrafo 4, secondo commaArticolo 7, paragrafo 4 Articolo 7, paragrafo 5Articolo 7, paragrafo 5 Articolo 10Articolo 7 bisÐArticolo 8, paragrafi 1, 2 e 3 Articolo 8, paragrafi 1, 2 e 3Articolo 8, paragrafo 4 Articolo 10Articolo 9, paragrafo 3 Articolo 10Articolo 10, paragrafo 1 Articolo 11, paragrafo 1Articolo 10, paragrafo 2ÐArticolo 10, paragrafo 3 Articolo 15Articolo 11, paragrafo 1 Articolo 12, paragrafo 1Articolo 11, paragrafo 2ÐArticolo 11, paragrafo 3 Articolo 15Articolo 12, paragrafo 3 Articolo 15Articolo 13 Articolo 26Articolo 14 Articolo 27Articolo 15 Articolo 28Articolo 16 Articolo 29Articolo 16 bis Articolo 30Articolo 17 Articolo 31


L 160/72 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITRegolamento (CEE) n. 804/68Presente regolamentoArticolo 18 Articolo 32Articolo 19 Articolo 33Articolo 20 Articolo 34Articolo 21 Articolo 35Articolo 22ÐArticolo 22 bis Articolo 36Articolo 23 Articolo 37Articolo 24 Articolo 38Articolo 24 bis Articolo 39Articolo 25ÐArticolo 26, paragrafi 1 e 2 Articolo 14, paragrafi 1 e 2Articolo 26, paragrafo 4 Articolo 15Articolo 26, paragrafo 5ÐArticolo 28 Articolo 40Articolo 29, paragrafo 1 Articolo 41Articolo 29, paragrafo 2ÐArticolo 30 Articolo 42Articolo 31 Articolo 43Articolo 32ÐArticolo 33 Articolo 44Articolo 34 Articolo 45Articolo 35Articolo 36ÐÐArticolo 37, paragrafo 1 Articolo 48AllegatoAllegato II


26.6.1999 L 160/73Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITREGOLAMENTO (CE) N. 1256/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999che modifica il regolamento (CEE) n. 3950/92 del Consiglio che istituisce un prelievosupplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseariIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, inparticolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione ( 1 ),visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ),visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),visto il parere del Comitato delle regioni ( 4 ),visto il parere della Corte dei conti ( 5 ),(1) considerando che conformemente al regolamento(CEE) n. 3950/92 del Consiglio, del 28 dicembre1992, che istituisce un prelievo supplementarenel settore del latte e dei prodotti lattierocaseari( 6 ), il regime del prelievo supplementare,che eÁ stato inizialmente introdotto in tale settorea decorrere dal 2 aprile 1984, eÁ stato prorogatoper altri sette periodi di dodici mesi; che l'obiettivodel regime in parola era di ridurre lo squilibriofra offerta e domanda sul mercato dei prodottilattiero-caseari e le conseguenti eccedenzestrutturali; che il regime resta necessario per ilfuturo per conseguire un migliore equilibrio dimercato; che eÁ pertanto opportuno prevedernel'applicazione per altri otto periodi consecutivi didodici mesi, a decorrere dal 1 o aprile 2000;( 1 ) GU C 170 del 4.6.1998, pag. 60.( 2 ) Parere espresso il 6 maggio 1999 (non ancora pubblicatonella Gazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 407 del 28.12.1998, pag. 203.( 4 ) GU C 93 del 6.4.1999, pag. 1.( 5 ) GU C 401 del 22.12.1998, pag. 3.( 6 ) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1. Modificato da ultimodal regolamento (CE) n. 751/1999 della Commissione(GU L 96 del 10.4.1999, pag. 11).(2) considerando che il livello di sostegno dei prezzinel settore lattiero-caseario saraÁ gradualmenteridotto, in totale del 15%, nel corso di tre campagnea decorrere dal 1 o luglio 2005; che glieffetti della presente misura sul consumo internoe sull'esportazione di latte e di prodotti lattierocasearigiustifica un incremento ben calibrato delquantitativo di riferimento globale nella ComunitaÁ,da un lato, seguendo le corrispondenti riduzionidei prezzi e, dall'altro, mirando a risolveretaluni problemi strutturali in una fase precedente;(3) considerando che eÁ opportuno stabilire che ilquantitativo di riferimento individuale eÁ il quantitativodisponibile, indipendentemente dai quantitativiche hanno potuto formare oggetto di unacessione temporanea, al 31 marzo 2000, data discadenza dei sette periodi di applicazione delregime del prelievo in seguito alla proroga decisanel 1992;(4) considerando che la scarsa utilizzazione deiquantitativi di riferimento da parte dei produttoripuò impedire l'adeguato sviluppo del settoredella produzione lattiera; che per evitare taliprassi gli Stati membri dovrebbero avere la possibilitaÁdi decidere, secondo i principi generalidella legislazione comunitaria, che in casi discarsa utilizzazione sostanziale nel corso di unlasso di tempo significativo, i quantitativi di riferimentoinutilizzati siano versati nella riservanazionale per essere ridistribuiti ad altri produttori;(5) considerando che per rafforzare la possibilitaÁ digestire in maniera decentrata i quantitativi diriferimento, ristrutturare la produzione lattiera omigliorare l'ambiente, agli Stati membridovrebbe essere attribuito il potere di attuaretalune disposizioni in tale contesto al livello territorialeappropriato o in zone di raccolta;(6) considerando che l'esperienza acquisita con ilregime del prelievo supplementare ha mostratoche la cessione dei quantitativi di riferimento tramitenegozi giuridici quali l'affitto, che non comportanonecessariamente un'assegnazione definitivadei quantitativi di riferimento considerati alcessionario, può costituire un fattore di costoaddizionale per la produzione lattiera e ostacolareil miglioramento delle strutture di produzione;che, nell'intento di rafforzare il caratteredei quantitativi di riferimento quale mezzo perregolamentare il mercato del latte e dei prodotti


L 160/74 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITlattiero-caseari, gli Stati membri dovrebberoessere autorizzati ad assegnare i quantitativi diriferimento di cui trattasi che sono stati cedutimediante affitto o altri analoghi mezzi giuridicialla riserva nazionale per essere ridistribuiti sullabase di criteri oggettivi, ai produttori attivi, inparticolare a coloro che li hanno utilizzati in precedenza;che gli Stati membri dovrebbero inoltreavere il diritto di organizzare la cessione di quantitatividi riferimento in modo diverso dalle transazioniindividuali tra produttori; che dovrebbeessere esplicitamente previsto, in particolare alfine di tenere adeguatamente conto degli attualidiritti giuridici che, nel far uso di tali autorizzazioni,gli Stati membri debbono adottare lemisure necessarie per conformarsi ai principigenerali della legislazione comunitaria;(7) considerando che tutta una serie di disposizionidel regolamento (CEE) n. 3950/92 sono ormaiobsolete e andrebbero quindi soppresse,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CEE) n. 3950/92 eÁ modificato comesegue:1) All'articolo 1, il primo comma eÁ sostituito dalseguente:«A decorrere dal 1 o aprile 2000 eÁ istituito, peraltri otto periodi consecutivi di dodici mesi, unprelievo supplementare a carico dei produttori dilatte vaccino; tale prelievo si applica ai quantitatividi latte o di equivalente latte, consegnati adun acquirente o venduti direttamente per il consumonel corso del periodo di dodici mesi di cuitrattasi, che superano un quantitativo da determinare.»2) La tabella di cui all'articolo 3, paragrafo 2, eÁsostituita dalla tabella dell'allegato I del presenteregolamento.3) All'articolo 3, il paragrafo 2 eÁ sostituito dalseguente:«2. I quantitativi globali di cui all'allegato sonofissati fatto salvo un eventuale riesame alla lucedella situazione generale del mercato e di condizionispecifiche esistenti in taluni Stati membri.Per compensare i produttori ªSLOMº finlandesi,il quantitativo globale per la quota delle consegnedella Finlandia può essere incrementato fino a unmassimo di 200 000 t, da assegnare conformementealla normativa comunitaria. Tale riservanon eÁ cedibile e va utilizzata esclusivamente per iproduttori il cui diritto a riprendere la produzionefosse compromesso in conseguenza dell'adesione.L'incremento dei quantitativi globali e le condizioniper la concessione dei quantitativi di riferimentoindividuali di cui al paragrafo precedentesono stabiliti conformemente alla procedura di cuiall'articolo 11.»4) L'articolo 3, paragrafo 3 eÁ soppresso.5) L'articolo 4 eÁ sostituito dal seguente:«Articolo 41. Il quantitativo di riferimento individualedisponibile nell'azienda eÁ pari al quantitativodisponibile il 31 marzo 2000. Sel del caso, essodeve essere adottato, per ciascuno dei periodi dicui trattasi, in modo che la somma dei quantitatividi riferimento individuali dello stesso tipo nonsuperi il quantitativo globale corrispondente dicui all'articolo 3, tenuto conto delle eventualiriduzioni operate per alimentare la riserva nazionaleconformemente al disposto dell'articolo 5.2. Il quantitativo di riferimento individuale eÁaumentato o fissato, a richiesta debitamente motivatadel produttore, per tener conto dei cambiamentiche incidono sulle sue consegne e/o venditedirette. L'aumento o la fissazione di siffatto quantitativodi riferimento sono subordinati alla riduzioneo alla soppressione corrispondente dell'altroquantitativo di riferimento di cui dispone il produttore.Questi adeguamenti non possono comportare,per lo Stato membro interessato, unincremento della somma dei quantitativi globalidelle consegne e delle vendite dirette di cuiall'articolo 3.In caso di modifiche definitive di quantitativi diriferimento individuali, i quantitativi di cuiall'articolo 3 sono adattati di conseguenzasecondo la procedura di cui all'articolo 11.»6) L'articolo 5 eÁ sostituito dal seguente:«Articolo 5Nei limiti dei quantitativi di cui all'articolo 3, loStato membro può alimentare la riserva nazionale,in seguito ad una riduzione lineare dell'insiemedei quantitativi di riferimento individuali, peraccordare quantitativi supplementari o specifici aproduttori determinati secondo criteri oggettivifissati con la Commissione.


26.6.1999 L 160/75Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITFatto salvo l'articolo 6, paragrafo 1, i quantitatividi riferimento per produttori che non hanno commercializzatolatte o prodotti lattiero caesaridurante uno dei periodi di dodici mesi sono attribuitialla riserva nazionale e possono essere riattribuitia norma del primo comma. Se il produttoreriprende la produzione di latte o altri prodottilattiero caseari nel periodo di tempo chesaraÁ stabilito dallo Stato membro, gli saraÁ assegnato,non oltre il 1 o aprile successivo alla datadella domanda, un quantitativo di riferimentoconformemente all'articolo 4, paragrafo 1.delle superfici utilizzate per la produzione lattierocasearia o di altri criteri oggettivi e, eventualmente,di un accordo tra le parti.La parte del quantitativo di riferimento eventualmentenon trasferita con l'azienda viene aggiuntaalla riserva nazionale. Tuttavia, se al momento deltrasferimento dei quantitativi di riferimento unaparte eÁ stata aggiunta alla riserva nazionale, nonvi eÁ piœ alcuna riduzione al momento del trasferimentoin senso inverso.Qualora per un periodo di almeno dodici mesi unproduttore non utilizzi, attraverso consegne o venditedirette, almeno il 70% del quantitativo diriferimento individuale messo a sua disposizione,gli Stati membri possono decidere, in conformitaÁdei principi generali della legislazione comunitaria:Ð se e a quali condizioni tutto o parte del quantitativodi riferimento inutilizzato eÁ riversatonella riserva nazionale. Tuttavia, in caso diforza maggiore e in casi debitamente giustificatiche colpiscono la capacitaÁ produttiva deiproduttori in questione, riconosciuti dalleautoritaÁ competenti, i quantitativi di riferimentoinutilizzati non sono riversati nellariserva nazionale.Ð a quali condizioni un quantitativo di riferimentoeÁ riassegnato ai produttori interessati.»7) All'articolo 6, paragrafo 1, il primo comma eÁsostituito dal seguente:«1. Anteriormente ad una data che essi stabilisconoe al piœ tardi il 31 marzo, gli Stati membriautorizzano, per il periodo in questione di dodicimesi, cessioni temporanee di quantitativi di riferimentoindividuali che i produttori aventi dirittonon intendono utilizzare.»Le stesse disposizioni si applicano agli altri casi ditrasferimenti che abbiano analoghi effetti giuridiciper i produttori.Tuttavia in caso di trasferimento di terre alleautoritaÁ pubbliche e/o per motivi di pubblica utilitaÁo allorche il trasferimento eÁ effettuato a fininon agricoli, gli Stati membri prevedono che sianoapplicate le disposizioni necessarie alla salvaguardiadei legittimi interessi delle parti e in particolareche il produttore uscente sia in grado, sevuole farlo, di continuare la produzione lattiera.»9) L'articolo 8 eÁ sostituito dal seguente:«Articolo 8Per portare a termine la ristrutturazione della produzionelattiera o per migliorare l'ambiente, gliStati membri possono applicare una o piœ delleseguenti misure secondo modalitaÁ che essi definisconotenendo conto dei legittimi interessi delleparti:a) accordare ai produttori che si impegnano adabbandonare definitivamente una parte o latotalitaÁ della loro produzione lattiera un'indennitaÁ,versata in una o piœ rate annuali, ealimentare la riserva nazionale con i quantitatividi riferimento così liberati;8) All'articolo 7, il paragrafo 1 eÁ sostituito dalseguente:«1. I quantitativi di riferimento disponibili inun'azienda sono trasferiti con l'azienda in caso divendita, locazione o trasmissione per successioneai produttori che la riprendono, secondo modalitaÁche gli Stati membri definiscono tenendo contob) stabilire, in base a criteri obiettivi, le condizionialle quali i produttori possono ottenere,all'inizio di un periodo di dodici mesi e dietropreventivo pagamento, la riassegnazione, daparte dell'autoritaÁ competente o dall'organismoda essa designato, di quantitativi di riferimentoliberati definitivamente alla fine delprecedente periodo di dodici mesi da altri produttoridietro versamento, in una o piœ rateannuali, di un'indennitaÁ pari al pagamentoanzidetto;


L 160/76 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITc) prevedere, nel caso di trasferimento di terredestinato a migliorare l'ambiente, l'assegnazioneal produttore uscente, se intende proseguirela produzione lattiera, del quantitativodi riferimento disponibile per l'azienda interessata;d) determinare, in base a criteri obiettivi, leregioni o le zone di raccolta all'interno dellequali sono autorizzati, allo scopo di migliorarela struttura della produzione lattiera, i trasferimentidefinitivi di quantitativi di riferimentosenza corrispondente trasferimento di terre;e) autorizzare, dietro richiesta del produttoreall'autoritaÁ competente o all'organismo daessa designato, allo scopo di migliorare lastruttura della produzione lattiera a livello dell'impresao di consentire l'estensivizzazionedella produzione, il trasferimento definitivo diquantitativi di riferimento senza corrispondentetrasferimento di terre o viceversa.Le disposizioni di cui alle lettere a), b), c) ed e)possono essere applicate a livello nazionale o allivello territoriale appropriato o nelle zone di raccolta.»10) EÁ inserito il seguente articolo:«Articolo 8 bisIn conformitaÁ dei principi generali della legislazionecomunitaria, gli Stati membri possono prenderele seguenti misure allo scopo di garantire chei quantitativi di riferimento siano attribuiti unicamentea produttori lattieri attivi:a) Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 1, secondocomma, qualora i quantitativi di riferimentosiano stati o siano ceduti con o senza corrispondentetrasferimento di terre medianteaffitti rurali o altri mezzi che abbiano analoghieffetti giuridici, gli Stati membri possono deciderein base a criteri obiettivi se e a quali condizionitutti o parte dei quantitativi di riferimentoceduti saraÁ versata nella riserva nazionale.La presente disposizione non si applica allecessioni temporanee ai sensi dell'articolo 6.b) Gli Stati membri possono decidere di nonapplicare le disposizioni relative alla cessionedei quantitativi di riferimento di cuiall'articolo 7, paragrafo 1.»11) L'allegato definito nell'allegato II del presenteregolamento eÁ aggiunto al regolamento (CEE)n. 3950/92.Articolo 2Qualora risultassero necessarie misure transitorie peragevolare l'applicazione delle modifiche di cuiall'articolo 1, siffatte misure saranno adottate conformementealla procedura di cui all'articolo 11 del regolamento(CEE) n. 3950/92.Articolo 3Il Consiglio si impegna ad effettuare un riesame intermedionel 2003, sulla base di una relazione della Commissioneper permettere che l'attuale regime dellequote scada dopo il 2006.Articolo 4Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivoalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delleComunitaÁ europee.Esso si applica a decorrere dal 1 o aprile 2000, ad eccezionedell'articolo 1, n. 2 che si applica a decorreredalla data dell'entrata in vigore.Il presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl presidenteK.-H. FUNKE


26.6.1999 L 160/77Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO I«Quantitativi di riferimento globali applicabili dal 1 o aprile 1999 al 31 marzo 2000(espressi in tonnellate)Stati membri Consegne Vendite diretteBelgio 3 140 696 169 735Danimarca 4 454 640 708Germania 27 767 036 97 780Grecia 629 817 696Spagna 5 457 564 109 386Francia 23 793 932 441 866Irlanda 5 236 575 9 189Italia 9 698 399 231 661Lussemburgo 268 098 951Paesi Bassi 10 991 900 82 792Austria 2 543 979 205 422Portogallo 1 835 461 37 000Finlandia 2 394 528 10 000Svezia 3 300 000 3 000Regno Unito 14 373 969 216 078»


L 160/78 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATO II«ALLEGATOa) Quantitativi di riferimento globali di cui all'articolo 3,paragrafo 2, applicabili dal 1 o aprile 2000 al 31 marzo2001(espressi in tonnellate)Stati membri Consegne Vendite diretteBelgio 3 140 696 169 735Danimarca 4 454 640 708Germania 27 767 036 97 780Grecia 674 617 696Spagna 5 807 564 109 386Francia 23 793 932 441 866Irlanda 5 332 575 9 189Italia 10 082 399 231 661Lussemburgo 268 098 951Paesi Bassi 10 991 900 82 792Austria 2 543 979 205 422Portogallo 1 835 461 37 000Finlandia 2 394 528 10 000Svezia 3 300 000 3 000Regno Unito 14 386 577 (*) 216 078(*) Aumento della quota specifica per attribuzione all'Irlanda delNord.c) Quantitativi di riferimento globali di cui all'articolo 3,paragrafo 2, applicabili dal 1 o aprile 2002 al 31 marzo2005(espressi in tonnellate)Stati membri Consegne Vendite diretteBelgio 3 140 696 169 735Danimarca 4 454 640 708Germania 27 767 036 97 780Grecia 699 817 696Spagna 6 007 564 109 386Francia 23 793 932 441 866Irlanda 5 386 575 9 189Italia 10 298 399 231 661Lussemburgo 268 098 951Paesi Bassi 10 991 900 82 792Austria 2 543 979 205 422Portogallo 1 835 461 37 000Finlandia 2 394 528 10 000Svezia 3 300 000 3 000Regno Unito 14 393 669 216 078b) Quantitativi di riferimento globali di cui all'articolo 3,paragrafo 2, applicabili dal 1 o aprile 2001 al 31 marzo2002(espressi in tonnellate)Stati membri Consegne Vendite diretteBelgio 3 140 696 169 735Danimarca 4 454 640 708Germania 27 767 036 97 780Grecia 699 817 696Spagna 6 007 564 109 386Francia 23 793 932 441 866Irlanda 5 386 575 9 189Italia 10 298 399 231 661Lussemburgo 268 098 951Paesi Bassi 10 991 900 82 792Austria 2 543 979 205 422Portogallo 1 835 461 37 000Finlandia 2 394 528 10 000Svezia 3 300 000 3 000Regno Unito 14 393 669 (*) 216 078(*) Aumento della quota specifica per attribuzione all'Irlanda delNord.d) Quantitativi di riferimento globali di cui all'articolo 3,paragrafo 2, applicabili dal 1 o aprile 2005 al 31 marzo2006(espressi in tonnellate)Stati membri Consegne Vendite diretteBelgio 3 157 248 169 735Danimarca 4 476 917 708Germania 27 906 360 97 780Grecia 699 817 696Spagna 6 007 564 109 386Francia 23 915 111 441 866Irlanda 5 386 575 9 189Italia 10 298 399 231 661Lussemburgo 269 443 951Paesi Bassi 11 047 273 82 792Austria 2 557 726 205 422Portogallo 1 844 823 37 000Finlandia 2 406 551 10 000Svezia 3 316 515 3 000Regno Unito 14 466 619 216 078


26.6.1999 L 160/79Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITe) Quantitativi di riferimento globali di cui all'articolo 3,paragrafo 2, applicabili dal 1 o aprile 2006 al 31 marzo2007(espressi in tonnellate)Stati membri Consegne Vendite diretteBelgio 3 173 800 169 735Danimarca 4 499 193 708Germania 28 045 684 97 780Grecia 699 817 696Spagna 6 007 564 109 386Francia 24 036 290 441 866Irlanda 5 386 575 9 189Italia 10 298 399 231 661Lussemburgo 270 788 951Paesi Bassi 11 102 647 82 792Austria 2 571 473 205 422Portogallo 1 854 186 37 000Finlandia 2 418 573 10 000Svezia 3 333 030 3 000Regno Unito 14 539 569 216 078f) Quantitativi di riferimento globali di cui all'articolo 3,paragrafo 2, applicabili dal 1 o aprile 2007 al 31 marzo2008(espressi in tonnellate)Stati membri Consegne Vendite diretteBelgio 3 190 352 169 735Danimarca 4 521 470 708Germania 28 185 008 97 780Grecia 699 817 696Spagna 6 007 564 109 386Francia 24 157 469 441 866Irlanda 5 386 575 9 189Italia 10 298 399 231 661Lussemburgo 272 134 951Paesi Bassi 11 158 020 82 792Austria 2 585 220 205 422Portogallo 1 863 548 37 000Finlandia 2 430 596 10 000Svezia 3 349 545 3 000Regno Unito 14 612 520 216 078»


26.6.1999 L 160/103Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITREGOLAMENTO (CE) N. 1258/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999relativo al finanziamento della politica agricola comuneIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, inparticolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione ( 1 ),visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ),azioni destinate a fornire informazioni sulla politicaagricola comune, nonche talune azioni divalutazione;(3) considerando che la sezione «orientamento» delFondo dovrebbe finanziare le spese relative adalcune misure di sviluppo rurale nelle regioni inritardo di sviluppo nonche quelle relative all'iniziativacomunitaria di sviluppo rurale;visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),visto il parere della Corte dei conti ( 4 ),(1) considerando che, con il regolamento n. 25 relativoal finanziamento della politica agricolacomune ( 5 ), il Consiglio ha istituito il Fondoeuropeo agricolo di orientamento e di garanzia(FEAOG), di seguito denominato il «Fondo»,che costituisce parte del bilancio generale delleComunitaÁ europee, che tale regolamento stabiliscei principi da applicare per il finanziamentodella politica agricola comune;(2) considerando che, nella fase del mercato unico, isistemi di prezzo sono unificati e la politica agricolaeÁ comunitaria, per cui gli oneri finanziariche ne derivano incombono alla ComunitaÁ; chein virtœ di tale principio, quale figuraall'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento n. 25,per conseguire le finalitaÁ di cui all'articolo 33,paragrafo 1, del trattato la sezione garanzia delFondo dovrebbe finanziare le restituzioni all'esportazioneverso i paesi terzi, gli interventidestinati a regolarizzare i mercati agricoli, lemisure di sviluppo rurale, alcune misure veterinariespecifiche definite nella decisione 90/424/CEEdel Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa atalune spese nel settore veterinario ( 6 ), alcune( 1 ) GU C 170 del 4.6.1998, pag. 83.( 2 ) Parere espresso il 6 maggio 1999 (non ancora pubblicatonella Gazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 407 del 28.12.1998, pag. 222.( 4 ) GU C 401 del 22.12.1998, pag. 3.( 5 ) GU L 30 del 20.4.1962. Regolamento modificato daultimo dal regolamento (CEE) n. 728/70 (GU L 94 del28.4.1970, pag. 9).( 6 ) GU L 224 del 18.8.1990, pag. 19. Decisione modificatada ultimo dalla decisione 94/370/CE (GU L 168 del2.7.1994, pag. 31).(4) che l'amministrazione del Fondo eÁ affidata allaCommissione e che eÁ prevista una stretta cooperazionetra gli Stati membri e la Commissione inseno al comitato del Fondo;(5) considerando che la responsabilitaÁ di controllarele spese del Fondo, sezione garanzia, spettainnanzi tutto agli Stati membri, i quali designanoi servizi e gli organismi competenti per il pagamentodelle spese; che gli Stati membri devonoassumersi tale responsabilitaÁ in modo pieno edeffettivo; che la Commissione, responsabile dell'esecuzionedel bilancio comunitario, deve verificarele condizioni nelle quali sono avvenuti ipagamenti e i controlli e può finanziare le spesesolamente qualora tali condizioni offrano tutte legaranzie necessarie riguardo alla conformitaÁ conle norme comunitarie; che nell'ambito di unsistema decentrato di gestione delle spese comunitarieeÁ essenziale che la Commissione, istituzioneresponsabile dei finanziamenti, abbia ildiritto ed i mezzi per effettuare tutti i controllisulla gestione delle spese che ritiene necessari eche siano piene ed effettive la trasparenza el'assistenza reciproca tra gli Stati membri e laCommissione;(6) considerando che, al momento della liquidazionedei conti, la Commissione può determinare,entro un lasso di tempo ragionevole, la spesatotale da iscrivere nei conti generali per lasezione garanzia del Fondo soltanto se si eÁ preventivamenteassicurata che i controlli nazionalisono sufficienti e trasparenti e che gli organismipagatori verificano l'ammissibilitaÁ e la regolaritaÁdelle domande di pagamento che evadono; cheoccorre pertanto prevedere il riconoscimentodegli organismi pagatori da parte degli Stati


L 160/104 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITmembri; che al fine di garantire la coerenza dellecondizioni di tale riconoscimento negli Statimembri, la Commissione indica alcune lineeguida sui criteri da applicare; che, a tal fine, eÁopportuno disporre che siano finanziate solamentele spese effettuate dagli organismi pagatoririconosciuti dagli Stati membri; che, inoltre, latrasparenza dei controlli nazionali, in particolareper quanto riguarda le procedure di ordinazione,di liquidazione e di pagamento, esige che sialimitato, se del caso, il numero di servizi e diorganismi ai quali sono delegate tali responsabilitaÁ,tenuto conto delle norme costituzionali diciascuno Stato membro;(7) considerando che la gestione decentrata dei fondicomunitari, in particolare in seguito alla riformadella politica agricola comune, comporta la designazionedi vari organismi pagatori; che, di conseguenza,qualora uno Stato membro riconoscapiœ di un organismo pagatore, esso deve necessariamenteprevedere un interlocutore unico, pergarantire una gestione coerente dei fondi ed ilcollegamento fra la Commissione ed i vari organismipagatori riconosciuti, nonche per far pervenirealla Commissione, entro tempi rapidi, i datirichiesti relativi alle operazioni di vari organismipagatori;(8) considerando che i mezzi finanziari devonoessere mobilizzati dagli Stati membri in funzionedel fabbisogno dei rispettivi organismi pagatori,mentre la Commissione versa anticipi sull'imputazionedelle spese sostenute dagli organismipagatori; che nel quadro delle misure di svilupporurale eÁ opportuno predisporre anticipi effettividestinati all'attuazione dei programmi; che talianticipi dovrebbero essere gestiti sulla base deimeccanismi finanziari stabiliti per gli anticipi sulcomputo degli esborsi effettuati in un periodo diriferimento;(9) che occorre prevedere due tipi di decisioni, l'unariguardante la liquidazione dei conti della sezionegaranzia del Fondo e l'altra che stabilisca le conseguenzedei risultati emersi dalla verifica di conformitaÁdelle spese con le disposizioni comunitarie,incluse le rettifiche finanziarie;(10) considerando che le verifiche di conformitaÁ e lerelative decisioni di liquidazione non sono piœlegate all'esecuzione del bilancio in un eserciziodeterminato; che occorre stabilire il periodo massimocui possono applicarsi le conseguenze deirisultati emersi dalle verifiche di conformitaÁ; chetuttavia il carattere pluriennale delle misure disviluppo rurale non consente l'applicazione ditale periodo massimo;(11) considerando che devono essere adottate misureper prevenire e perseguire ogni irregolaritaÁ e perrecuperare le somme perse a seguito di tali irregolaritaÁo negligenze; che occorre determinare laresponsabilitaÁ per le conseguenze finanziarie ditali irregolaritaÁ o negligenze;(12) considerando che le spese della ComunitaÁdevono formare oggetto di controlli approfonditi;che, a complemento dei controlli che gliStati membri effettuano di loro iniziativa e cherestano essenziali, occorre prevedere verifiche daparte di agenti della Commissione nonche lafacoltaÁ per quest'ultima di fare appello agli Statimembri;(13) considerando che eÁ necessario ricorrere quantopiœ possibile all'informatica per elaborare leinformazioni da trasmettere alla Commissione;che, in occasione delle proprie verifiche, la Commissionedeve poter avere pieno e immediatoaccesso ai dati relativi alle spese, su supporto siacartaceo che informatico;(14) considerando che l'entitaÁ del finanziamentocomunitario richiede una regolare informazionedel Parlamento europeo e del Consiglio sottoforma di relazioni finanziarie;(15) considerando che, per migliorare la gestionefinanziaria, eÁ opportuno far corrispondere maggiormenteil periodo di finanziamento del Fondocon l'esercizio finanziario di cui all'articolo 272,paragrafo 1 del trattato; che per effettuare taleoperazione eÁ necessario avere un quadro precisodei fondi effettivamente disponibili verso la finedell'esercizio finanziario in causa; che occorrerebbepertanto prevedere che la Commissionedisponga dei poteri necessari per adeguare ilperiodo di finanziamento del Fondo in caso didisponibilitaÁ di sufficienti risorse residue di bilancio;(16) considerando che il regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio, del 21 aprile 1970, relativo alfinanziamento della politica agricola comune ( 1 ),eÁ stato modificato ripetutamente e in manierasostanziale; che, in occasione delle nuove modificheda apportare al regolamento citato, permotivi di chiarezza eÁ opportuno procedere a unariformulazione delle disposizioni in causa,( 1 ) GU L 94 del 28.4.1970, pag. 13. Regolamento modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1287/96 (GUL 125 dell'8.6.1996, pag. 1).


26.6.1999 L 160/105Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITHA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. Il Fondo europeo agricolo di orientamento e digaranzia (di seguito denominato «Fondo»), eÁ una partedel bilancio generale delle ComunitaÁ europee.Esso comprende due sezioni:2. Sono finanziati a norma dell'articolo 1,paragrafo 2, lettera b) gli interventi destinati a regolarizzarei mercati agricoli effettuati secondo le normecomunitarie nell'ambito dell'organizzazione comunedei mercati agricoli.3. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificatasu proposta della Commissione, adotta, oveoccorra, le modalitaÁ di finanziamento delle misure dicui ai paragrafi 1 e 2.Ð la sezione garanzia;Ð la sezione orientamento.2. La sezione garanzia finanzia:a) le restituzioni all'esportazione verso i paesi terzi;Articolo 31. Sono finanziate a norma dell'articolo 1,paragrafo 2, lettera c) le misure di sviluppo rurale noncomprese nell'obiettivo 1 eseguite secondo le normecomunitarie.b) gli interventi destinati a regolarizzare i mercatiagricoli;c) le misure di sviluppo rurale non comprese nei programmidell'obiettivo 1, ad eccezione dell'iniziativacomunitaria di sviluppo rurale:d) il contributo finanziario della ComunitaÁ destinatoa misure veterinarie specifiche, misure ispettive nelsettore veterinario e programmi per l'eradicazionee il monitoraggio delle malattie animali (misureveterinarie), nonche quello destinato a misure fitosanitarie;2. Sono finanziate a norma dell'articolo 1,paragrafo 2, lettera d) le misure veterinarie e fitosanitarieeseguite secondo le norme comunitarie.3. Sono finanziate a norma dell'articolo 1,paragrafo 2, lettera e) le azioni d'informazione e divalutazione eseguite secondo le norme comunitarie.4. Le modalitaÁ d'applicazione del presente articolosono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 13.e) azioni intese a fornire informazioni sulla politicaagricola comune e talune azioni di valutazionedelle misure finanziate dalla sezione garanzia delFondo.3. La sezione orientamento finanzia le misure di svilupporurale che non rientrano nel paragrafo 2,lettera c).4. Le spese relative agli oneri amministrativi ed alpersonale sostenute dagli Stati membri e dai beneficiaridel concorso del Fondo non sono prese a carico daquest'ultimo.Articolo 21. Sono finanziate a norma dell'articolo 1,paragrafo 2, lettera a) le restituzioni all'esportazioneverso i paesi terzi concesse secondo le norme comunitarienell'ambito dell'organizzazione comune dei mercatiagricoli.Articolo 41. Ciascuno Stato membro comunica alla Commissione:a) i servizi e gli organismi riconosciuti ai fini delpagamento delle spese di cui agli articoli 2 e 3 (diseguito denominati «organismi pagatori»);b) qualora sia riconosciuto piœ di un organismo pagatore,il servizio o l'organismo incaricato, da unlato, di centralizzare e mettere a disposizione dellaCommissione le informazioni ad essa destinate e,dall'altro, di promuovere un'applicazione armonizzatadelle norme comunitarie (di seguito denominato«organismo di coordinamento»).2. Svolgono funzione di organismi pagatori i servizie gli organismi degli Stati membri che offrono, per


L 160/106 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITquanto riguarda i pagamenti di loro competenza, adeguategaranzie circa:a) il controllo dell'ammissibilitaÁ delle domande edella loro conformitaÁ alle norme comunitarie,prima dell'ordinazione del pagamento;b) l'esatta e integrale contabilizzazione dei pagamentieseguiti, ec) la presentazione dei documenti necessari nei tempie nella forma previsti dalle norme comunitarie.3. Gli organismi pagatori conservano i documentigiustificativi dei pagamenti eseguiti, nonche i documentirelativi all'esecuzione dei controlli amministrativie materiali prescritti. Se i documenti sono conservatipresso gli organismi incaricati dell'autorizzazionedelle spese, questi trasmettono all'organismo pagatorerelazioni sul numero di controlli eseguiti, sul loro contenutoe sulle misure adottate sulla scorta dei risultati.4. Solo le spese eseguite dagli organismi pagatoririconosciuti possono ottenere un finanziamento comunitario.5. Tenuto conto delle proprie norme costituzionali edella propria struttura istituzionale, ciascuno Statomembro limita il numero degli organismi pagatoririconosciuti al minimo necessario per garantire che lespese di cui agli articoli 2 e 3 siano eseguite secondomodalitaÁ amministrative e contabili soddisfacenti.6. Ciascuno Stato membro comunica alla Commissionele seguenti informazioni relative agli organismipagatori:a) la denominazione e lo statuto;b) le modalitaÁ amministrative, contabili e di controllointerno secondo cui sono stati effettuati i pagamentirelativi all'esecuzione delle norme comunitarienell'ambito della politica agricola comune;c) l'atto di riconoscimento.La Commissione eÁ immediatamente informata di qualsiasimodificazione intervenuta.7. Qualora uno o piœ presupposti del riconoscimentodi un organismo pagatore riconosciuto cessinodi sussistere, il riconoscimento eÁ revocato, a meno chel'organismo pagatore di cui trattasi non abbia proceduto,entro un termine da stabilirsi in funzione dellagravitaÁ del problema, ad introdurre i necessari adeguamenti.Lo Stato membro interessato ne informa laCommissione.8. Le modalitaÁ d'applicazione del presente articolosono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 13.Articolo 51. La Commissione mette a disposizione degli Statimembri i mezzi finanziari destinati a coprire le spesedi cui agli articoli 2 e 3 mediante anticipi sul computodegli esborsi effettuati in un periodo di riferimento.Gli anticipi per l'attuazione di programmi nel quadrodelle misure di sviluppo rurale di cui all'articolo 3,paragrafo 1 possono essere concessi dalla Commissioneal momento dell'approvazione dei programmi incausa e le relative spese si considerano effettuate ilprimo giorno del mese successivo alla decisione di concessione.2. Finche gli anticipi sul computo degli esborsi nonsiano versati, gli Stati membri mobilitano i mezzinecessari per effettuare le spese suddette in funzionedel fabbisogno dei rispettivi organismi pagatori riconosciuti.3. Le modalitaÁ d'applicazione del presente articolosono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 13.Articolo 61. Gli Stati membri trasmettono periodicamente allaCommissione le seguenti informazioni, riguardanti gliorganismi pagatori riconosciuti e gli organismi di coordinamentoed inerenti alle operazioni finanziate dallasezione garanzia del Fondo:a) dichiarazioni di spesa e stati di previsione del fabbisognofinanziario;b) conti annui, corredati delle informazioni necessarieper la loro liquidazione, e certificazione della completezza,dell'esattezza e della veridicitaÁ dei contitrasmessi.2. Le modalitaÁ d'applicazione del presente articoloe, in particolare, quelle relative alla certificazione deiconti di cui al paragrafo 1, lettera b), sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 13.


26.6.1999 L 160/107Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITArticolo 71. La Commissione, previa consultazione del comitatodel Fondo, adotta le decisioni di cui ai paragrafi 2,3 e 4.La Commissione valuta gli importi da rifiutaretenendo conto, in particolare, della gravitaÁ dell'inosservanzaconstatata. La Commissione tiene conto a talfine del tipo e della gravitaÁ dell'inosservanza noncheÂdel danno finanziario causato alla ComunitaÁ.Il rifiuto del finanziamento non può riguardare:2. La Commissione decide gli anticipi mensili sulcomputo degli esborsi effettuati dagli organismi pagatoririconosciuti.Le spese di ottobre sono imputate al mese di ottobre,se eseguite dal 1 o al 15, ed al mese di novembre, seeseguite dal 16 al 31. Gli anticipi sono versati alloStato membro entro il terzo giorno lavorativo delsecondo mese successivo a quello dell'esecuzione dellespese.Possono essere versati anticipi complementari e ilcomitato del Fondo ne eÁ informato in occasione dellasuccessiva consultazione.a) le spese di cui all'articolo 2 eseguite anteriormenteai ventiquattro mesi che precedono la comunicazionescritta, da parte della Commissione allo Statomembro interessato, dei risultati delle verifiche;b) le spese per misure o azioni di cui all'articolo 3 ilcui pagamento definitivo sia stato effettuato anteriormenteai ventiquattro mesi che precedono laComunicazione scritta, da parte della Commissioneallo Stato membro interessato dei risultati delleverifiche.La norma di cui al quinto comma non si applica, tuttavia,alle conseguenze finanziarie derivanti:3. La Commissione procede, entro il 30 aprile dell'annosuccessivo all'esercizio considerato e in basealle informazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1,lettera b), alla liquidazione dei conti degli organismipagatori.La decisione di liquidazione dei conti riguarda la completezza,l'esattezza e la veridicitaÁ dei conti trasmessi.Essa non pregiudica l'adozione di decisioni successivesecondo le disposizioni del paragrafo 4.4. La Commissione decide in merito alle spese nonammesse al finanziamento comunitario di cui agliarticoli 2 e 3 qualora constati che alcune spese nonsono state eseguite in conformitaÁ alle norme comunitarie.a) dai casi di irregolaritaÁ di cui all'articolo 8,paragrafo 2;b) da aiuti nazionali o infrazioni per i quali sono stateavviate le procedure di cui agli articoli 88 e 226del trattato.5. Le modalitaÁ d'applicazione del presente articolosono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 13. Tali modalitaÁ riguardano in particolareil trattamento degli anticipi di cui all'articolo 5,paragrafo 1, secondo comma, a norma di quantodisposto dai paragrafi 2, 3 e 4, del presente articolononche le procedure relative alle decisioni di cui aidetti paragrafi 2, 3 e 4.Prima che sia adottata una decisione di rifiuto delfinanziamento, i risultati delle verifiche della Commissionee le risposte dello Stato membro interessatocostituiscono oggetto di comunicazioni scritte, in basealle quali le due parti cercano di raggiungere unaccordo circa la soluzione da individuare.In assenza di accordo, lo Stato membro può chiedereche sia avviata una procedura volta a conciliare lerispettive posizioni nel termine di quattro mesi e il cuiesito costituisce oggetto di una relazione alla Commissione,che la esamina prima di una decisione di rifiutodel finanziamento.Articolo 81. Gli Stati membri adottano, in conformitaÁ delledisposizioni legislative, regolamentari ed amministrativenazionali, le misure necessarie per:a) accertare se le operazioni del Fondo siano reali eregolari,b) prevenire e perseguire le irregolaritaÁ,c) recuperare le somme perse a seguito di irregolaritaÁo di negligenze.


L 160/108 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITGli Stati membri informano la Commissione dellemisure adottate a tal fine e in particolare dello statodei procedimenti amministrativi e giudiziari.b) l'esistenza dei documenti giustificativi necessari ela loro concordanza con le operazioni finanziatedal Fondo;2. In mancanza di recupero totale, le conseguenzefinanziarie delle irregolaritaÁ o negligenze sono sopportatedalla ComunitaÁ, salvo quelle risultanti da irregolaritaÁo negligenze imputabili alle amministrazioni o agliorganismi degli Stati membri.Le somme recuperate sono versate agli organismipagatori riconosciuti e da questi detratte dalle spesefinanziate dal Fondo. Gli interessi relativi alle sommerecuperate o pagate in ritardo sono versati al Fondo.3. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificatasu proposta della Commissione, adotta le normegenerali di applicazione del presente articolo.Articolo 9c) le modalitaÁ secondo le quali sono realizzate e verificatele operazioni finanziate dal Fondo.La Commissione avvisa in tempo utile, prima dellaverifica, lo Stato membro interessato o sul territoriodel quale la verifica avraÁ luogo. A tali verifiche possonopartecipare agenti dello Stato membro interessato.Su richiesta della Commissione e con l'accordo delloStato membro interessato, le autoritaÁ competenti didetto Stato membro procedono a verifiche o indaginirelative alle operazioni di cui al presente regolamento.Ad esse possono partecipare agenti della Commissione.Al fine di migliorare le possibilitaÁ di verifica, la Commissione,con l'accordo degli Stati membri interessati,può associare le amministrazioni di detti Stati membria talune verifiche o indagini.1. Gli Stati membri mettono a disposizione dellaCommissione tutte le informazioni necessarie per ilbuon funzionamento del Fondo e adottano tutte lemisure atte ad agevolare i controlli che la Commissioneritenga utile avviare nell'ambito della gestionedel finanziamento comunitario, comprese le verifichein loco.Gli Stati membri comunicano alla Commissione ledisposizioni legislative, regolamentari ed amministrativeda essi adottate per l'applicazione degli atti comunitariinerenti alla politica agricola comune, in quantoquesti atti comportino un'incidenza finanziaria per ilFondo.2. Fatti salvi i controlli eseguiti dagli Stati membri anorma delle disposizioni legislative, regolamentari eamministrative nazionali, nonche le disposizionidell'articolo 248 del trattato e qualsiasi controllo eseguitoin base all'articolo 279, lettera c), del trattato,gli agenti incaricati dalla Commissione di compiere leverifiche in loco hanno accesso ai libri contabili e atutti gli altri documenti, compresi i dati elaborati oconservati su supporto informatico, inerenti alle spesefinanziate dal Fondo.3. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificatasu proposta della Commissione, adotta, oveoccorra, le norme generali di applicazione del presentearticolo.Articolo 10Ogni anno, anteriormente al 1 o luglio, la Commissionepresenta al Parlamento europeo e al Consiglio unarelazione finanziaria sull'amministrazione del Fondodurante l'esercizio trascorso, e in particolare sull'evoluzionedell'importo e sulla natura delle spese delFondo, nonche sulle condizioni di realizzazione delfinanziamento comunitario.Articolo 11Il comitato del Fondo europeo agricolo di orientamentoe di garanzia (di seguito denominato «comitatodel Fondo») assiste la Commissione nell'amministrazionedel Fondo secondo il disposto degli articoli da12 a 15.In particolare essi possono verificare:Articolo 12a) la conformitaÁ delle pratiche amministrative allenorme comunitarie;Il comitato del Fondo si compone di rappresentantidegli Stati membri e della Commissione. Ciascuno


26.6.1999 L 160/109Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITStato membro eÁ rappresentato nel comitato del Fondoda cinque funzionari al massimo.b) per la valutazione degli stanziamenti del Fondo daiscrivere nello stato di previsione della Commissioneper il successivo esercizio e, eventualmente,negli stati di previsione suppletivi;Il comitato del Fondo eÁ presieduto da un rappresentantedella Commissione.Articolo 131. Nei casi in cui si fa riferimento alla proceduradefinita nel presente articolo, il comitato del Fondo eÁchiamato a pronunciarsi dal suo presidente, sia ad iniziativadi quest'ultimo, sia su richiesta del rappresentantedi uno Stato membro.2. Il rappresentante della Commissione sottopone alcomitato un progetto delle misure da adottare. Il comitatoformula il suo parere sul progetto entro un termineche il presidente può fissare in funzione dell'urgenzadalla questione in esame. Il parere eÁ formulatoalla maggioranza prevista all'articolo 205, paragrafo 2,del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consigliodeve prendere su proposta della Commissione.Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentantidegli Stati membri eÁ attribuita la ponderazionefissata nell'articolo precitato. Il presidente nonpartecipa al voto.3. (a) La Commissione adotta misure che sono immediatamenteapplicabili.(b) Tuttavia, se tali misure non sono conformi alparere espresso dal comitato del Fondo, laCommissione le comunica immediatamente alConsiglio. In tal caso:Ð la Commissione può differire di un mese almassimo a decorrere dalla data di talecomunicazione l'applicazione delle misureda essa decise;Ð il Consiglio, deliberando a maggioranzaqualificata, può prendere una decisionediversa entro il termine di cui al precedentetrattino.c) sui progetti di relazioni concernenti il Fondo datrasmettere al Consiglio.2. Il comitato del Fondo può prendere in esameogni altro problema sollevato dal presidente, sia adiniziativa di quest'ultimo sia su richiesta del rappresentantedi uno Stato membro.Esso viene regolarmente informato dell'attivitaÁFondo.Articolo 15delIl presidente convoca le riunioni del comitato delFondo.I compiti di segretariato del comitato del Fondo sonosvolti dai servizi della Commissione.Il comitato del Fondo stabilisce il proprio regolamentointerno.Articolo 161. Il regolamento (CEE) n. 729/70 eÁ abrogato.2. I riferimenti al suddetto regolamento s'intendonofatti al presente regolamento e vanno letti secondo latavola di concordanza di cui all'allegato.Articolo 17L'articolo 15, terzo comma, e l'articolo 40 della decisione90/424/CEE sono soppressi.Articolo 18Articolo 141. Il comitato del Fondo eÁ consultato:a) nei casi in cui la sua consultazione eÁ prevista;Le misure necessarie per agevolare la transizione dalregime stabilito dal regolamento (CEE) n. 729/70 aquello stabilito dal presente regolamento sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 13.Articolo 19Conformemente alla procedura di cui all'articolo 13,la Commissione può sopprimere la prima frasedell'articolo 7, paragrafo 2, secondo comma, qualora


L 160/110 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITle risorse finanziarie assegnate alla sezione garanziadel Fondo che sono disponibili verso la fine di un datoesercizio finanziario consentano al Fondo stesso difinanziare le spese supplementari derivanti dalla suddettasoppressione per l'esercizio finanziario considerato.Ove si avvalga di tale facoltaÁ, la Commissionepuò, in conformitaÁ della medesima procedura, differireal 1 o novembre la decorrenza dei periodi di pagamentodella azioni compresa tra il 16 e il 31 ottobre incluso.Articolo 20Il presente regolamento entra in vigore il settimogiorno successivo alla pubblicazione nella Gazzettaufficiale delle ComunitaÁ europee.Esso si applica alle spese effettuate a partire dal1 o gennaio 2000.Il presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl presidenteK.-H. FUNKE


26.6.1999 L 160/111Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATOTAVOLA DI CONCORDANZARegolamento (CEE) n. 729/70Presente regolamentoArticolo 1, paragrafo 1 Articolo 1, paragrafo 1Articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e b) Articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e b)Articolo 1, paragrafo 4 Articolo 1, paragrafo 4Articolo 2, paragrafo 1 Articolo 2, paragrafo 1Articolo 2, paragrafo 2 Articolo 2, paragrafo 3Articolo 3, paragrafo 1 Articolo 2, paragrafo 3Articolo 3, paragrafo 2 Articolo 2, paragrafo 3Articolo 3, paragrafo 3ÐArticolo 4, paragrafo 1, lettera a), primo comma Articolo 4, paragrafo 1, lettera a)Articolo 4, paragrafo 1, lettera a), secondocommaArticolo 4, paragrafo 2Articolo 4, paragrafo 1, lettera a), terzo comma Articolo 4, paragrafo 3Articolo 4, paragrafo 1, lettera b), primo comma Articolo 4, paragrafo 1, lettera b)Articolo 4, paragrafo 1, lettera b), secondocommaArticolo 4, paragrafo 4Articolo 4, paragrafo 2 Articolo 4, paragrafo 5Articolo 4, paragrafo 3 Articolo 4, paragrafo 6Articolo 4, paragrafo 4 Articolo 4, paragrafo 7Articolo 4, paragrafo 5, prima fraseArticolo 5, paragrafo 1, primo commaArticolo 4, paragrafo 5, seconda frase Articolo 5, paragrafo 2Articolo 4, paragrafo 6 Articolo 4, paragrafo 8 e articolo 5, paragrafo 3Articolo 5, paragrafo 1 Articolo 6, paragrafo 1Articolo 5, paragrafo 2, lettera a) Articolo 7, paragrafo 2Articolo 5, paragrafo 2, lettera b) Articolo 7, paragrafo 3Articolo 5, paragrafo 2, lettera c) Articolo 7, paragrafo 4Articolo 5 bisArticolo 6Articolo 6 bisArticolo 6 terArticolo 6 quaterArticolo 7ÐÐÐÐÐÐArticolo 8 Articolo 8Articolo 9 Articolo 9Articolo 10 Articolo 10Articolo 11 Articolo 11


L 160/112 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITRegolamento (CEE) n. 729/70Presente regolamentoArticolo 12, paragrafo 1 Articolo 12Articolo 12, paragrafo 2ÐArticolo 13 Articolo 13Articolo 14 Articolo 14Articolo 15 Articolo 15Articolo 16Ð


26.6.1999 L 160/113Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITREGOLAMENTO (CE) N. 1259/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politicaagricola comuneIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la ComunitaÁ europea, inparticolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione ( 1 ),ambientale; che gli Stati membri dovrebberoessere autorizzati a ridurre o persino a sopprimerei benefici derivanti dai regimi di sostegnose detti requisiti non sono soddisfatti; che gliStati membri dovrebbero adottare tali misureferma restando la possibilitaÁ di concedere aiuti incambio di impegni agroambientali di caratterefacoltativo;visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ),visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),visto il parere del Comitato delle regioni ( 4 ),visto il parere della Corte dei conti ( 5 ),(1) considerando che occorre stabilire alcune condizionicomuni applicabili ai pagamenti diretti nell'ambitodei diversi regimi di sostegno al redditodella politica agricola comune;(2) considerando che i pagamenti previsti nell'ambitodei regimi di sostegno comunitari dovrebberoessere versati integralmente ai beneficiaridalle autoritaÁ nazionali competenti, fatte salve leriduzioni espressamente previste dal presenteregolamento;(3) considerando che ai fini di una migliore integrazionedella dimensione ambientale nelle organizzazionicomuni di mercato gli Stati membridovrebbero applicare misure ambientali adeguateper quanto riguarda i terreni e la produzioneagricoli oggetto di pagamenti diretti; che gli Statimembri dovrebbero decidere sulle conseguenze incaso di mancato rispetto dei requisiti in materia(4) considerando che per stabilizzare la situazionedell'occupazione in agricoltura e per tener contodella prosperitaÁ globale delle aziende e del sostegnocomunitario a dette aziende contribuendocosì ad assicurare un tenore di vita equo allapopolazione agricola, comprendente tutti i lavoratoridel settore, gli Stati membri devono essereautorizzati a ridurre i pagamenti diretti agli agricoltorinei casi in cui la manodopera impiegatanelle loro aziende eÁ al di sotto e/o in cui la prosperitaÁglobale delle aziende e/o l'importo complessivodei pagamenti sono al di sopra di determinatilimiti, che verranno fissati dagli Statimembri; che al fine di mantenere in particolarela produttivitaÁ agricola tali riduzioni non dovrebberotuttavia superare il 20 % dell'importo complessivodei pagamenti;(5) considerando che gli Stati membri dovrebberostabilire sulla base di criteri obiettivi modalitaÁdettagliate da applicare per le riduzioni dei pagamenti;che gli Stati membri dovrebbero essereautorizzati ad utilizzare gli importi resi disponibilidalle riduzioni dei pagamenti per talunemisure supplementari, nell'ambito del sostegnoallo sviluppo rurale previsto dal regolamento(CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio1999, sul sostegno allo sviluppo rurale da partedel Fondo europeo agricolo di orientamento e digaranzia (FEAOG) e che modifica ed abrogataluni regolamenti ( 6 );(6) considerando che i regimi comuni di sostegnodevono essere adattati all'evoluzione del mercato,se del caso entro breve termine; che i beneficiarinon possono pertanto contare sul fatto chele condizioni per la concessione dell'aiuto restinoimmutate e dovrebbero essere pronti ad una possibilerevisione dei regimi in funzione dell'evoluzionedel mercato;( 1 ) GU C 170 del 4.6.1998, pag. 93.( 2 ) Parere espresso il 6 maggio 1999 (non ancora pubblicatonella Gazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 407 del 28.12.1998, pag. 208.( 4 ) GU C 93 del 6.4.1999, pag. 1.( 5 ) GU C 401 del 22.12.1998, pag. 3. ( 6 ) Vedi pagina 80 della presente Gazzetta ufficiale.


L 160/114 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT(7) considerando che i regimi di sostegno della politicaagricola comune prevedono un sostegnodiretto al reddito, in particolare al fine di assicurareun equo tenore di vita alla popolazione agricola;che tale obiettivo eÁ strettamente connessoal mantenimento delle zone rurali; che, per evitareun'errata attribuzione dei contributi comunitari,non dovrebbe essere corrisposto alcun pagamentodi sostegno agli agricoltori per i quali siaaccertato che hanno creato artificialmente le condizioninecesssarie per ottenere i pagamenti inquestione, al fine di trarre un vantaggio contrarioagli obiettivi dei regimi di sostegno;(8) considerando che, tenuto conto delle rilevantiimplicazioni finanziarie dei pagamenti di sostegnodiretti e della necessitaÁ di analizzarne megliol'impatto, i regimi comunitari dovrebbero essereoggetto di una corretta valutazione,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:terreni agricoli utilizzati o della produzione interessata,nonche dei possibili effetti sull'ambiente. Tali misurepossono comprendere:Ð l'erogazione di aiuti in cambio di impegni agroambientali,Ð la fissazione di requisiti ambientali obbligatori dicarattere generale,Ð la fissazione di requisiti ambientali specifici la cuisoddisfazione eÁ condizione per poter beneficiaredei pagamenti diretti.2. Gli Stati membri definiscono sanzioni appropriatee proporzionali alla gravitaÁ delle conseguenzeecologiche risultanti dal mancato rispetto dei requisitiambientali di cui al paragrafo 1. Essi possono prevedereuna riduzione o, se del caso, la soppressione deibenefici derivanti dai regimi di sostegno di cui trattasise non sono soddisfatti i suddetti requisiti.Articolo 1Campo di applicazioneIl presente regolamento si applica ai pagamenti corrispostidirettamente agli agricoltori nell'ambito diregimi di sostegno della politica agricola comunefinanziati in tutto o in parte dalla sezione garanzia delFEAOG, eccetto quelli previsti dal regolamento (CE)n. 1257/1999.Tali regimi di sostegno sono elencati nell'allegato.Articolo 2Pagamento integraleI pagamenti concessi nell'ambito dei regimi di sostegnosono corrisposti integralmente ai beneficiari.Articolo 3Requisiti in materia di protezione ambientale1. Per quanto riguarda le attivitaÁ agricole di cui alpresente regolamento, gli Stati membri adottano lemisure che essi ritengono appropriate in materiaambientale tenuto conto della situazione specifica deiArticolo 4Modulazione1. Gli Stati membri possono decidere di ridurre gliimporti dei pagamenti che, in assenza del presenteparagrafo, verrebbero corrisposti agli agricoltori perun determinato anno civile, nei casi in cuiÐ la manodopera impiegata nelle loro aziende in taleanno civile, espressa in unitaÁ di lavoro annuali, eÁ aldi sotto di determinati limiti che dovranno esserestabiliti dagli Stati membri e/oÐ la prosperitaÁ globale delle loro aziende in tale annocivile, espressa in forme di margine lordo standardcorrispondente alla situazione media di una determinataregione o di un'entitaÁ geografica piœ piccola,eÁ al di sopra di determinati limiti chedovranno essere decisi dagli Stati membri e/oÐ gli importi complessivi dei pagamenti corrisposti inbase a regimi di sostegno per un anno civile superanodeterminati limiti che dovranno essere decisidagli Stati membri.Per «unitaÁ di lavoro annuale» si intende la medianazionale o regionale delle ore di lavoro prestatedurante un anno civile da lavoratori agricoli adultiimpiegati a tempo pieno.Per «margine lordo standard» si intende la differenzatra il valore di produzione standard e l'importo standardper taluni costi specifici.


26.6.1999 L 160/115Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeIT2. La riduzione del sostegno concesso ad un agricoltoreper un determinato anno civile, risultante dall'applicazionedelle misure di cui al paragrafo 1, non eÁsuperiore al 20% dell'importo complessivo dei pagamentiche, in assenza del paragrafo 1, verrebbero corrispostiall'agricoltore per l'anno civile di cui trattasi.Articolo 5Disposizioni comuni1. Gli Stati membri applicano le misure di cui agliarticoli 3 e 4 in modo da garantire un trattamentoequo tra gli agricoltori ed evitare distorsioni del mercatoe della concorrenza.2. La differenza tra gli importi che, in assenza degliarticoli 3 e 4, verrebbero corrisposti agli agricoltori diuno Stato membro per un determinato anno civile e gliimporti calcolati previa applicazione degli articoli suddetti,eÁ messa a disposizione degli Stati membri interessati,entro termini da fissare secondo la procedura dicui all'articolo 11, come sostegno supplementarecomunitario alle misure previste dagli articoli 10, 11 e12 (prepensionamento), da 13 a 21 (zone svantaggiatee zone soggette a restrizioni ambientali), 22, 23 e 24(impegni agroambientali) e 31 (imboschimento) delregolamento (CE) n. 1257/1999.Al fine di misurare l'efficacia dei pagamenti corrispostinell'ambito dei regimi di sostegno, detti pagamenti formanooggetto di una valutazione, intesa a determinarnel'incidenza sugli obiettivi enunciati e ad analizzarnegli effetti sui mercati corrispondenti.Articolo 9Trasmissione di informazioni alla CommissioneGli Stati membri informano in modo dettagliato laCommissione sulle misure prese in applicazione delpresente regolamento.Articolo 10DefinizioniAi fini del presente regolamento si intende per:a) «agricoltore»: il singolo produttore agricolo, personafisica o giuridica o associazione di personefisiche o giuridiche, indipendentemente dallo statogiuridico conferito dal diritto nazionale all'associazionee ai suoi membri, la cui azienda si trova nelterritorio della ComunitaÁ;Articolo 6RevisioneL'applicazione dei regimi di sostegno lascia impregiudicatala possibilitaÁ di procedere in qualsiasi momentoad una loro revisione in funzione dell'evoluzione delmercato.b) «azienda»: l'insieme delle unitaÁ di produzionegestite dall'agricoltore che si trovano nel territoriodi uno Stato membro;c) «pagamenti da accordare per un determinato annocivile»: i pagamenti da corrispondere per un determinatoanno civile, che includono i pagamenti dacorrispondere per altri periodi che iniziano in taleanno civile.Articolo 7Limitazione dei pagamentiFatte salve eventuali disposizioni specifiche in singoliregimi di sostegno, nessun pagamento eÁ effettuato afavore di beneficiari per i quali sia accertato che hannocreato artificialmente le condizioni necessarie per ottenerei pagamenti in questione al fine di trarre un vantaggiocontrario agli obiettivi del regime di sostegno.Articolo 8ValutazioneArticolo 11ModalitaÁ d'applicazioneSecondo la procedura di cui all'articolo 9 del regolamento(CE) n. 1251/1999 del Consiglio, del 17 maggio1999, che istituisce un regime di sostegno a favore deicoltivatori di taluni seminativi ( 1 ), la procedura contemplatadall'articolo 43 del regolamento (CE)n. 1254/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativoall'organizzazione comune dei mercati nel settoredelle carni bovine ( 2 ), o, se del caso, gli articoli corrispondentidi altri regolamenti relativi all'organizzazionecomune dei mercati agricoli, la Commissioneadotta:( 1 ) Vedi pagina 1 della presente Gazzetta ufficiale.( 2 ) Vedi pagina 21 della presente Gazzetta ufficiale.


L 160/116 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITÐ se necessario, le modalitaÁ dettagliate per l'applicazionedel presente regolamento, che comprendonoin particolare le misure necessarie per evitare chevengano aggirate le disposizioni degli articoli 3 e 4,nonche quelle relative all'articolo 7, eÐ le modifiche dell'allegato che dovessero rendersinecessarie tenendo conto dei criteri di cuiall'articolo 1.Articolo 12Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il giorno dellapubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁeuropee.Esso eÁ applicabile a decorrere dal 1 o gennaio 2000.Il presente regolamento eÁ obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl presidenteK.-H. FUNKE


26.6.1999 L 160/117Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITALLEGATOELENCO DEI REGIMI DI SOSTEGNO CHE SODDISFANO I CRITERI DI CUI ALL'ARTICOLO 1Settore Base giuridica NoteSeminativi Articoli 2 e 5Regolamento (CE) n. 1251/1999Fecola di patate Articolo 8, paragrafo 2Regolamento (CEE) n. 1766/92Cereali Articolo 3Regolamento (CEE) n. 3653/90 [incollegamento con il regolamento(CEE) n. 738/93]Olio d'oliva Articolo 5, paragrafo 1Regolamento n. 136/66/CEELegumi di granella Articolo 1Regolamento (CE) n. 1577/96Lino Articolo 4Regolamento (CEE) n. 1308/70Canapa Articolo 4Regolamento (CEE) n. 1308/70Bachi da seta Articolo 2Regolamento (CEE) n. 845/72Banane Articolo 12Regolamento (CEE) n. 404/93Uve secche Articolo 7, paragrafo 1Regolamento (CE) n. 2201/96Tabacco Articolo 3Regolamento (CEE) n. 2075/92Sementi Articolo 3Regolamento (CEE) n. 2358/71Luppolo Articolo 12Regolamento (CEE) n. 1696/71Regolamento (CE) n. 1098/98Riso Articolo 6Regolamento (CE) n. 3072/95Carni bovine Articolo 4, 5, 6, 10, 11, 13Regolamento (CE) n. 1254/1999Latte e prodotti Articolo 16 e 17Regolamento (CE) n. 1256/1999Ovini e caprini Articolo 5Regolamento (CE) n. 2467/98Regime agro-monetarioArticolo 4 e 5 del regolamento (CE)n. 2799/98Articoli 2 e 3 del regolamento (CE)n. 2800/98Pagamenti alla superficie, compresi ipagamenti per la messa a riposo ecompreso il supplemento frumentoduro e l'aiuto specialePagamentiMisure transitorie che disciplinanol'organizzazione comune dei mercatidei cereali in PortogalloAiuto alla produzioneAiuto alla superficieAiuto alla superficie (parte pagata agliagricoltori)Aiuto alla superficieAiuto destinato a favorire l'allevamentoAiuto alla produzioneAiuto alla superficieAiuto alla produzioneAiuto alla produzioneAiuto alla superficiePagamenti solo per ritiro temporaneodalla produzioneAiuto alla superficiePremio speciale, premio di destagionalizzazione,premio per vacca nutrice(anche quando pagato per giovenche ecompreso il premio supplementarenazionale per vacca nutrice se cofinanziato),premio alla macellazione, pagamentoall'estensivizzazione, pagamentisupplementariPremio del settore lattiero e pagamentisupplementariPremio alla pecora e alla capra epagamenti a titolo di zona svantaggiataPagamenti ai produttori (compresiquelli a titolo del regolamento transitorio)


L 160/118 26.6.1999Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europeeITSettore Base giuridica NotePoseidom Articolo 5, articolo 13, paragrafo 1e articolo 17Regolamento (CEE) n. 3763/91PoseimaArticoli 11, 14 e 24, articoli 16 e27, articolo 17 e articolo 25,paragrafo 1, articoli 22 e 29,articolo 30Regolamento (CEE) n. 1600/92Poseican Articoli 10, 13, 15, 19, 20, 24Regolamento (CEE) n. 1601/92Isole del Mar Egeo Articoli 6, 7, 8, 9, 11, 12Regolamento (CEE) n. 2019/93Settori: carni bovine; sviluppo dellaproduzione di frutta, ortaggi, piante efiori; zuccheroSettori: sviluppo della produzione difrutta, ortaggi, piante e fiori; carnibovine e latte; patate e indivie; zucchero;vino; ananassiSettori: carni bovine; sviluppo dellaproduzione di frutta, ortaggi, piante efiori; carni ovine e caprine; vino;patate; mieleSettori: carni bovine; sviluppo dellaproduzione di frutta, ortaggi, piante efiori; frutta, ortaggi, piante e fiori;patate; vino; olive; miele


14.7.1999 L 179/1Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITI(Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità)REGOLAMENTO (CE) N. 1493/1999 DEL CONSIGLIOdel 17 maggio 1999relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicoloIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolaregli articoli 36 e 37,vista la proposta della Commissione ( 1 ),n. 1627/98 ( 6 ); alla luce dell'esperienza acquisita èopportuno sostituirla per far fronte all'attuale situazionedel settore vitivinicolo, caratterizzata da una minore frequenzadi eccedenze strutturali ma anche dalla persistentepossibilità di eccedenze su base pluriennale, inparticolare a causa delle notevoli fluttuazioni della produzioneche possono manifestarsi da un raccolto all'altro;visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ),visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ),visto il parere del Comitato delle regioni ( 4 ),(4) l'attuazione degli accordi dell'Uruguay Round nel 1995ha condotto a una maggiore apertura del mercatocomunitario, sottraendo alle tradizionali misure d'interventogran parte dell'impatto potenziale, e ha ridottol'ambito di applicazione delle sovvenzioni all'esportazione,per cui i produttori comunitari devono potenziarela propria competitività; la maggior parte delleesportazioni vengono già effettuate senza sovvenzioni;considerando quanto segue:(1) al funzionamento e allo sviluppo del mercato comunedei prodotti agricoli deve accompagnarsi l'instaurazionedi una politica agricola comune e quest'ultima devecomportare, in particolare, un'organizzazione comunedei mercati agricoli che possa assumere forme diverse aseconda dei prodotti;(5) il principale problema di mercato cui devono far frontealcuni comparti del settore vitivinicolo comunitario è laloro limitata capacità di adeguarsi con sufficiente rapiditàai mutamenti competitivi che si manifestano tantosul mercato interno che su quello esterno; l'attuale organizzazionecomune del mercato non ha offerto alcunasoluzione per le zone viticole la cui produzione non riescea trovare uno sbocco remunerativo; per le zone conmercati in espansione è mancata la flessibilità sufficientea permettere prospettive di margini di sviluppo;(2) la politica agricola comune ha per scopo l'attuazionedegli obiettivi dell'articolo 33 del trattato e, in particolare,nel settore vitivinicolo, la stabilizzazione dei mercatie l'assicurazione di un equo tenore di vita per lapopolazione agricola interessata; questi obiettivi possonoessere raggiunti adattando le risorse ai fabbisogni, inparticolare attuando una politica di adeguamento delpotenziale viticolo e di valorizzazione della qualità;(3) la vigente organizzazione comune del mercato vitivinicoloè stata istituita dal regolamento (CEE) n. 822/87 ( 5 ), modificato da ultimo dal regolamento (CE)(6) nel 1994 la Commissione ha presentato una propostaper la riforma dell'organizzazione comune del mercatovitivinicolo, che non è stata poi adottata; la situazionedel mercato si è nel frattempo modificata;(7) occorre pertanto procedere a una riforma dell'organizzazionecomune del mercato vitivinicolo che garantisca laflessibilità necessaria per adeguare agevolmente il settoreai nuovi sviluppi, con i seguenti obiettivi generali: conservarei miglioramenti realizzati nell'equilibrio tral'offerta e la domanda sul mercato comunitario e consentireai produttori di beneficiare dei vantaggi provenientidai mercati in espansione, rendere il settore piùcompetitivo a lungo termine, eliminare il ricorso ai meccanismidi intervento come sbocco artificiale per la produzioneeccedentaria, sostenere il mercato vitivinicolo e,( 1 ) GU C 271 del 31.8.1998, pag. 21.( 2 ) Parere espresso il 6 maggio 1999 (non ancora pubblicato nellaGazzetta ufficiale).( 3 ) GU C 101 del 12.4.1999, pag. 60.( 4 ) GU C 93 del 6.4.1999, pag. 1.( 5 ) GU L 84 del 27.3.1987, pag. 1. ( 6 ) GU L 210 del 28.7.1998, pag. 8.


L 179/2 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITdi conseguenza, facilitare il proseguimento delle fornituredi prodotti della distillazione del vino a quelle partidel settore dell'alcole per usi commestibili in cui l'utilizzazionedi tale alcole è tradizionale; tener conto dellediversità regionali, formalizzare il ruolo potenziale delleorganizzazioni di produttori e degli organismi di filiera;n. 2796/94 ( 33 ), (CEE) n. 3895/91 ( 34 ), (CEE) n. 2332/92 ( 35 ), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.1692/98 e (CEE) n. 2333/92 ( 36 ), modificato da ultimodal regolamento (CE) n. 1429/96 ( 37 ); tali regolamentisono stati modificati più volte e in modo sostanziale; inoccasione dell'introduzione di nuove modificazioni èopportuno procedere alla loro rifusione in un unicotesto, a fini di chiarezza;(8) il regolamento (CEE) n. 822/87 è stato integrato eattuato dai regolamento (CEE) n. 346/79 ( 1 ), (CEE)n. 351/79 ( 2 ), modificato da ultimo dal regolamento(CEE) n. 1029/91 ( 3 ), (CEE) n. 460/79 ( 4 ), modificato daultimo dal regolamento (CEE) n. 3805/85 ( 5 ), (CEE)n. 456/80 ( 6 ), modificato da ultimo dal regolamento(CEE) n. 1597/83 ( 7 ), (CEE) n. 457/80 ( 8 ), (CEE) n. 458/80 ( 9 ), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n.596/91 ( 10 ), (CEE) n. 1873/84 ( 11 ), modificato da ultimodal regolamento (CE) n. 2612/97 ( 12 ), (CEE) n. 895/85 ( 13 ), modificato dal regolamento (CEE) n. 3768/85 ( 14 ), (CEE) n. 823/87 ( 15 ), modificato da ultimo dalregolamento (CE) n. 1426/96 ( 16 ), (CEE) n. 1442/88 ( 17 ),modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 859/1999 ( 18 ), (CEE) n. 3877/88 ( 19 ), (CEE) n. 4252/88 ( 20 ),modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1629/98 ( 21 ), (CEE) n. 2046/89 ( 22 ), modificato da ultimo dalregolamento (CE) n. 2468/96 ( 23 ), (CEE) n. 2048/89 ( 24 ),(CEE) n. 2389/89 ( 25 ), modificato da ultimo dal regolamento(CE) n. 2088/97 ( 26 ), (CEE) n. 2390/89 ( 27 ), modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 2611/97 ( 28 ),(CEE) n. 2391/89 ( 29 ), (CEE) n. 2392/89 ( 30 ), modificatoda ultimo dal regolamento (CE) n. 1427/96 ( 31 ), (CEE) n.3677/89 ( 32 ), modificato da ultimo dal regolamento (CE)( 1 ) GU L 54 del 5.3.1979, pag. 72.( 2 ) GU L 54 del 5.3.1979, pag. 90.( 3 ) GU L 106 del 26.4.1991, pag. 6.( 4 ) GU L 58 del 9.3.1979, pag. 1.( 5 ) GU L 367 del 31.12.1985, pag. 39.( 6 ) GU L 57 del 29.2.1980, pag. 16.( 7 ) GU L 163 del 22.6.1983, pag. 52.( 8 ) GU L 57 del 29.2.1980, pag. 23.( 9 ) GU L 57 del 29.2.1980, pag. 27.( 10 ) GU L 67 del 14.3.1991, pag. 16.( 11 ) GU L 176 del 3.7.1984, pag. 6.( 12 ) GU L 353 del 24.12.1997, pag. 2.( 13 ) GU L 97 del 4.4.1987, pag. 2.( 14 ) GU L 362 del 31.12.1985, pag. 8.( 15 ) GU L 84 del 27.3.1987, pag. 59.( 16 ) GU L 184 del 24.7.1996, pag. 1.( 17 ) GU L 132 del 28.5.1988, pag. 3.( 18 ) GU L 108 del 27.4.1999, pag. 9.( 19 ) GU L 346 del 15.12.1988, pag. 7.( 20 ) GU L 373 del 31.12.1988, pag. 59.( 21 ) GU L 210 del 28.7.1998, pag. 11.( 22 ) GU L 202 del 14.7.1989, pag. 14.( 23 ) GU L 335 del 24.12.1996, pag. 7.( 24 ) GU L 202 del 14.7.1989, pag. 32.( 25 ) GU L 232 del 9.8.1989, pag. 1.( 26 ) GU L 292 del 25.10.1997, pag. 3.( 27 ) GU L 232 del 9.8.1989, pag. 7.( 28 ) GU L 353 del 24.12.1997, pag. 1.( 29 ) GU L 232 del 9.8.1989, pag. 10.( 30 ) GU L 232 del 9.8.1989, pag. 13.( 31 ) GU L 184 del 24.7.1996, pag. 3.( 32 ) GU L 360 del 9.12.1989, pag. 1.(9) il regolamento (CEE) n. 822/87 ha conferito al Consigliole relative competenze d'esecuzione; ciò ha dato originea una complessa struttura normativa stratificata; i regolamentisopra citati contengono un gran numero di datitecnici che richiedono frequenti modificazioni; il presenteregolamento deve pertanto contenere criteri generalid'applicazione; il Consiglio deve conferire alla Commissionele necessarie competenze di esecuzione conformementeall'articolo 211 del trattato;(10) le norme sull'organizzazione comune del mercato vitivinicolosono estremamente complesse; che in alcuni casinon tengono sufficientemente conto delle diversitàregionali; che, nella misura del possibile, tali normedevono essere pertanto semplificate e la politica nel settoredeve essere sviluppata e applicata al livello piùvicino possibile al produttore nel contesto comunitario;(11) per fruire del migliore equilibrio del mercato e per consolidarlo,nonché per ravvicinare ancor più l'offerta alladomanda dei diversi tipi di prodotto, è necessario uncomplesso di misure per la gestione del potenziale viticoloche comporti limitazioni degli impianti a mediotermine, premi per l'abbandono definitivo delle superficiviticole e un sostegno alla ristrutturazione e alla riconversionedei vigneti;(12) le misure strutturali non direttamente connesse alla produzionedi vino rientrano nell'ambito d'applicazione delregolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del17 maggio 1999, sul sostegno allo sviluppo rurale daparte del Fondo europeo agricolo di orientamento e digaranzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni regolamenti( 38 ); le misure promozionali costituiscono unimportante contributo alla competitività del settore eche deve essere incentivata in particolare la promozionedel vino comunitario sui mercati dei paesi terzi; tuttavia,per garantire la coerenza della politica generale di promozionedella Comunità, le misure connesse al settorevitivinicolo devono rientrare nell'ambito di applicazionedi un regolamento orizzontale in materia; a tal fine la( 33 ) GU L 297 del 18.11.1994, pag. 1.( 34 ) GU L 368 del 31.12.1991, pag. 1.( 35 ) GU L 231 del 13.8.1992, pag. 1.( 36 ) GU L 231 del 13.8.1992, pag. 9.( 37 ) GU L 184 del 24.7.1996, pag. 9.( 38 ) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 80.


14.7.1999 L 179/3Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITCommissione ha presentato una proposta di regolamentorelativa ad azioni di informazione e di promozionea favore dei prodotti agricoli nei paesi terzi ( 1 );(13) il miglioramento nell'equilibrio del mercato, pur conrelativa lentezza e con difficoltà, è stato realizzato; lerestrizioni vigenti sull'impianto di viti si sono rivelate lacomponente essenziale di tale risultato; alla luce dell'esperienzaacquisita, non sembra possibile ricorrere adaltre misure per fruire del migliore equilibrio del mercatoe per consolidarlo; sembra pertanto necessario controllarein questo modo, conforme all'interesse generale,l'esercizio del diritto di proprietà da parte dei produttori;(14) le attuali restrizioni sull'impianto di viti devono quindirestare in vigore per un periodo limitato al medio termine,così da consentire all'interno complesso di misurestrutturali di produrre effetti; ogni nuovo impianto diviti per la produzione di vino deve essere pertanto proibitofino al 31 luglio 2010, salvo disposizione contrariadel presente regolamento;(15) l'attuale autorizzazione di nuovi impianti per quantoriguarda le piante madri per marze, le misure di ricomposizioneo di esproprio nonché la sperimentazione viticolanon ha perturbato indebitamente il mercato vitivinicoloe va pertanto conservata, sia pure con i necessaricontrolli; per ragioni analoghe è opportuno consentirealtresì l'impianto di viti la cui produzione è destinata alconsumo familiare dei viticoltori;(17) l'attuale autorizzazione per il reimpianto serve a consentireil normale rinnovo dei vigneti esauriti; il sistema esistentedeve essere pertanto conservato, con i necessaricontrolli; ai fini di una maggiore flessibilità, il sistemadeve inoltre permettere, fatti salvi i necessari controlli,l'acquisizione e l'uso di diritti di reimpianto prima chesia effettuata la corrispondente estirpazione; i diritti direimpianto acquisiti in forza della normativa comunitariao nazionale vigente devono essere rispettati; deveessere inoltre possibile trasferire a un'altra azienda idiritti di reimpianto, effettuando rigorosi controlli, purchétale trasferimento rientri in una politica di qualità origuardi le piante madri per marze o sia connesso al trasferimentodi una parte dell'azienda; per garantire il correttofunzionamento dell'organizzazione comune delmercato, è opportuno mantenere questi trasferimentiall'interno dello stesso Stato membro;(18) per migliorare la gestione del potenziale viticolo e promuovereun uso efficiente dei diritti di impianto, attenuandoin tal modo ulteriormente l'effetto delle restrizionisugli impianti, occorre predisporre un sistema diriserve nazionali e/o regionali;(19) agli Stati membri deve essere concesso un ampio marginedi discrezionalità nella gestione delle riserve, fattisalvi i necessari controlli, per consentire loro di adeguareopportunamente alle esigenze locali l'uso dei diritti diimpianto di dette riserve; tale margine deve includere lapossibilità di acquistare diritti di impianto per approvvigionarela riserva e di vendere tali diritti a partire dallariserva stessa; a tal fine si deve consentire agli Statimembri di non applicare il sistema di riserva, purchéessi possano dimostrare di disporre di un sistema efficacedi gestione dei diritti di impianto;(20) la concessione di vantaggi specifici ai giovani produttoripuò agevolare non solo il loro insediamento, ma anchel'adeguamento strutturale delle rispettive aziende dopola fase iniziale di insediamento; pertanto, questi produttoridevono poter beneficiare della concessione gratuitadi diritti provenienti dalle riserve;(16) l'attuale autorizzazione di nuovi impianti per la produzionedi vini di qualità prodotti in regioni determinate(«v.q.p.r.d.») e vini da tavola designati mediante un'indicazionegeografica si è rivelata un'utile componentedella politica di qualità intesa a migliorare l'adeguamentodell'offerta alla domanda; tuttavia, tale obiettivodovrebbe essere realizzato con il sistema di una riservadi diritti di impianto, una volta reso operativo; che leautorizzazioni attuali devono essere quindi mantenute,con i necessari controlli, per un periodo transitorio sinoal 31 luglio 2003, al termine del quale il sistema di unariserva dovrebbe risultare pienamente operativo;( 1 ) GU C 32 del 6.2.1999, pag. 12.(21) per garantire un uso ottimale delle risorse e per migliorarel'adeguamento dell'offerta alla domanda, i diritti diimpianto devono essere utilizzati dai titolari entro terminiragionevoli o, dove ciò non avvenga, essere assegnatio riassegnati alle riserve; per gli stessi motivi, idiritti assegnati alle riserve devono essere concessi entrotermini ragionevoli;(22) il migliorato equilibrio del mercato e l'espansione delmercato mondiale possono giustificare un aumento deidiritti di impianto, che devono essere assegnati agli Statimembri interessati, nonché, per una parte, una riservacomunitaria per un'assegnazione subordinata ad unadomanda supplementare del mercato; da detto aumentooccorre dedurre i diritti di nuovo impianto concessi peri v.q.p.r.d. ed i vini da tavola designati mediante un'indicazionegeografica;(23) alcune superfici sono state piantate contravvenendo allerestrizioni vigenti; che le attuali sanzioni, intese a garantireche i prodotti di tali superfici non turbino il mercatovitivinicolo, sono risultate di difficile applicazione;le superfici in oggetto devono essere pertanto estirpate;detta sanzione deve applicarsi ad ogni impianto effettuatoillegalmente dopo la pubblicazione della propostadel presente regolamento, grazie alla quale i produttori


L 179/4 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITpossono venire a conoscenza della prevista introduzionedi tale sanzione;(24) fatte salve misure nazionali in vigore, per ragioni di certezzadel diritto non è possibile imporre a livello comunitariol'estirpazione delle superfici piantate illegalmenteprima della pubblicazione della proposta relativa al presenteregolamento; pertanto, ai fini di un migliore controllodel potenziale viticolo, nel corso di un periododeterminato gli Stati membri devono poter regolarizzarela posizione di tali superfici, fatti salvi i necessari controlli;per la regolarizzazione può essere previsto un trattamentodiverso in funzione delle modalità di impiantointeressato, in particolare nel caso in cui tale impiantopossa determinare un aumento della produzione; qualoraesista tale rischio, il produttore interessato puòessere sottoposto a appropriate sanzioni amministrative;(25) gli Stati membri devono poter tener conto delle condizionilocali e imporre pertanto, ove del caso, norme piùsevere riguardo ai nuovi impianti, ai reimpianti ed alsovrainnesto;(26) esistono zone viticole la cui produzione non risulta adeguataalla domanda; al fine di favorire un maggiore adeguamentodel settore nel suo insieme, in tali zone deveessere incoraggiato l'abbandono definitivo della viticoltura;a tal fine deve essere pertanto concesso un premiospecifico; la gestione di tale premio deve essere affidataagli Stati membri, in un contesto comunitario e fattisalvi i necessari controlli, così da concentrare principalmenteil premio sulle regioni interessate; in particolaregli Stati membri devono essere in grado di designare leregioni interessate e definire i livelli di premio, servendosidi criteri obiettivi ed entro i limiti di un tetto globale;(27) la produzione di vino degli Stati membri che non superanoi 25 000 ettolitri all'anno non ha un'incidenza rilevantesull'equilibrio del mercato; tali Stati membridevono essere pertanto esentati dalle restrizioni sugliimpianti, ma vanno altresì esclusi dal premio perl'abbandono definitivo della viticoltura;(28) esistono altre zone in cui la produzione non è adeguataalla domanda ma dove tale situazione potrebbe migliorarecon la ristrutturazione dei vigneti tramite la riconversionevarietale, la diversa collocazione/reimpianto divigneti o il miglioramento delle tecniche di gestione; atal fine occorre prevedere un apposito sostegno, soggettoai necessari controlli;(29) tale ristrutturazione e tale riconversione, perché avvenganoin maniera controllata, dovrebbero essere oggettodi una pianificazione; l'elaborazione dei piani deveessere realizzata al livello più vicino possibile al produttoreper tener conto delle diversità regionali; spetta tuttaviaagli Stati membri garantire la conformità dei pianicon la normativa comunitaria;(30) la ristrutturazione e la riconversione hanno un duplice eimportante impatto finanziario sul produttore, vale adire la perdita di entrate nel corso del periodo di riconversionee i costi dei materiali connessi alla riconversionestessa; il sostegno deve pertanto tener conto deidue aspetti; nel processo di ristrutturazione esiste lo spazio,entro limiti ben definiti, per misure nazionali supplementari;(31) ai fini di una migliore gestione del potenziale viticolo,gli Stati membri o le regioni devono compilare uninventario di tale potenziale; al fine di incoraggiare gliStati membri a compilare l'inventario, la possibilità diregolarizzare le superfici piantate illegalmente, l'aumentodei diritti di impianto e il sostegno alla ristrutturazionee riconoversione devono essere subordinati a detta compilazione;nel caso di inventari regionali, le regioni chehanno redatto l'inventario non devono essere escluse dalbeneficio delle misure di regolarizzazione, di ristrutturazionee di riconversione per il fatto che altre regioninon l'abbiano compilato; tuttavia, tutti gli inventariregionali devono essere ultimati anteriormente al31 dicembre 2001;(32) la classificazione delle varietà di viti per la produzionedi vino deve essere effettuata al livello più vicino possibileal produttore; la Comunità deve pertanto assegnaretale compito agli Stati membri;(33) il regolamento (CEE) n. 2392/86 del Consiglio, del24 luglio 1986, relativo all'istituzione dello schedarioviticolo comunitario ( 1 ), modificato da ultimo dal regolamento(CE) n. 1631/98 ( 2 ), deve restare in vigore perconsentire agli Stati membri in cui la sua compilazioneè ancora in corso di completare tale esercizio; occorretuttavia provvedere alla successiva modificazione o abrogazionedi tali norme;(34) per salvaguardare l'equilibrio del mercato, occorre introdurreun aiuto al magazzinaggio privato per i vini datavola e determinati tipi di mosti di uve; detta misuradeve assicurare un massimo di flessibilità e adattabilitàin funzione dei movimenti di mercato; soprattutto a talfine, la sua applicazione deve poter cessare con un brevepreavviso;(35) al fine di eliminare il ricorso ai meccanismi d'interventocome sbocco artificiale della produzione eccedentaria,occorre modificare il sistema di distillazione; occorre( 1 ) GU L 208 del 31.7.1986, pag. 1.( 2 ) GU L 210 del 28.7.1998, pag. 14.


14.7.1999 L 179/5Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITpertanto prevedere le forme di distillazione seguenti:distillazione obbligatoria dei sottoprodotti della vinificazione,distillazione obbligatoria dei vini provenienti dauve non classificate unicamente come varietà di uve davino, distillazione destinata a sostenere il mercato vitivinicoloe, di conseguenza, facilitare il proseguimentodelle forniture di prodotti della distillazione del vino aquelle parti del settore dell'alcole per usi commestibili incui l'utilizzazione di tale alcole è tradizionale e distillazionedi crisi; le altre forme di distillazione devonoessere abbandonate; le misure di cui sopra devonogarantire un massimo di flessibilità per rispondere alleesigenze del mercato e alle specifiche condizioni regionali;(36) data la qualità scadente dei vini ottenuti per sovrappressione,occorre vietare tale pratica e, per evitarla, prevederela distillazione obbligatoria delle vinacce e dellefecce; tuttavia, per tener conto delle condizioni di produzionein talune regioni viticole, possono essere previstederoghe a tale obbligo; inoltre, dato che le strutturedi produzione e di mercato nella zona viticola A o nellaparte tedesca della zona viticola B o nelle superfici piantatea vigna in Austria sono in grado di garantire il raggiungimentodegli obiettivi della misura, i produttori diqueste regioni devono sostituire l'obbligo di distillare isottoprodotti della vinificazione con l'obbligo di far ritiraresotto controllo questi sottoprodotti;(37) la produzione di vini provenienti da uve non classificateunicamente come varietà di uve da vino deve essereorientata in primo luogo verso usi tradizionali nel settoredelle bevande alcoliche e altri sbocchi tradizionali;occorre prevedere la distillazione obbligatoria della produzionevinicola di questo tipo che risulti eccedentariarispetto ai quantitativi normalmente orientati verso taliusi;(38) alcune parti del settore dell'alcole per uso alimentarecostituiscono uno sbocco tradizionale importante deiprodotti della distillazione del vino e degli altri prodottidella vite; al fine di alimentare tale mercato, la Comunitàdeve pertanto prevedere un sostegno per la distillazionedi vini da tavola e di vini atti a diventare vini da tavolasotto forma di un aiuto primario per la distillazione diquesti vini e di un aiuto secondario per il magazzinaggiodel distillato ottenuto;(39) nel caso di eccezionali turbative del mercato e di graviproblemi in materia di qualità, occorre prevedere unamisura di distillazione di crisi; che il livello e la formadell'aiuto vanno determinati dalla Commissione in mododa tener conto di situazioni specifiche compresa l'ipotesiin cui sia stato riscontrato un deterioramento del prezzodi mercato per una categoria di vino; per i produttoritale misura deve essere facoltativa; occorre prevedereche, in caso di ricorso a questa misura per tre anni diseguito per una categoria particolare di vino (in unazona particolare), la Commissione presenti al Parlamentoeuropeo e al Consiglio una relazione e, se del caso, delleproposte;(40) l'alcole ottenuto dalla distillazione deve essere smaltitoin modo da consentire una maggiore trasparenza e unmaggior controllo ed evitando di turbare i mercati tradizionalidell'alcole;(41) attualmente l'aumento del titolo alcolometrico volumiconaturale non è effettuato da tutti i produttori comunitarinelle stesse condizioni economiche a causa delle diversepratiche enologiche ammesse dal regolamento in vigore;per eliminare questa discriminazione, è opportuno incoraggiarel'impiego dei prodotti della vite per l'arricchimento,aumentando nel contempo i loro sbocchi e contribuendoad evitare la creazione di eccedenze di vino; atal fine occorre allineare i prezzi dei diversi prodottiimpiegati per l'arricchimento; questo risultato può essereraggiunto istituendo un regime di aiuto a favore deimosti di uve concentrati e dei mosti di uve concentratirettificati utilizzati per l'arricchimento provenienti dadeterminate regioni;(42) per rendere più stabile l'equilibrio tra la produzione egli impieghi, è tuttavia necessario potenziare l'impiegodei prodotti della vite; si ritiene opportuno intervenireanche a monte della fase di produzione dei vini datavola, favorendo la lavorazione dei mosti a fini diversidalla vinificazione per mezzo di un aiuto inteso a garantireche i prodotti del settore del vino della Comunitàpossano mantenere i propri sbocchi tradizionali di mercato;tale misura deve essere applicata in modo da evitaredistorsioni della concorrenza, tenendo conto deimetodi di produzione tradizionali;(43) i produttori che non hanno rispettato gli obblighi impostidalle misure di distillazione devono essere esclusi dalbeneficio di ogni altra misura d'intervento;(44) anche nel caso di prezzi elevati sul mercato comunitarioè opportuno prevedere delle possibili misure;(45) date le particolari caratteristiche del mercato vitivinicolo,la costituzione di associazioni di produttori può contribuireal conseguimento degli obiettivi dell'organizzazionecomune del mercato; gli Stati membri possonoriconoscere tali associazioni; dette associazioni devonoessere costituite su base volontaria e devono dimostrarela propria utilità in base alla portata e all'efficacia deiservizi offerti ai propri aderenti;(46) per migliorare il funzionamento del mercato per iv.q.p.r.d. ed i vini da tavola con indicazione geografica,gli Stati membri devono essere in grado di procedere


L 179/6 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITall'applicazione delle decisioni adottate dagli organismidi filiera; che la portata di queste decisioni deve escluderetalune pratiche concordate; è opportuno che laCommissione garantisca la conformità di tali decisioni aldiritto comunitario; gli organismi di filiera devono svolgeretaluni compiti tenendo conto degli interessi deiconsumatori;(52) tenuto conto delle differenze tra i prodotti oggetto delpresente regolamento ed i loro marchi, nonché delleaspettative dei consumatori e degli usi tradizionali, lenorme devono essere differenziate a seconda dei prodottiinteressati, in particolare per quanto riguarda ilvino spumante, e a seconda della loro origine;(47) per motivi di salute ed ai fini di una politica di qualità,occorre definire a livello comunitario le pratiche e i trattamentienologici autorizzati, che dovranno essere gliunici a poter essere utilizzati nella fabbricazione dei prodottidisciplinati dal presente regolamento; per ragionianaloghe, solo le varietà di uve da vino devono essereutilizzate per la produzione di vini destinati al consumoumano;(48) tenuto conto del fatto che le condizioni di produzione,in particolare il suolo, il terreno e il clima, variano notevolmenteda una zona viticola della Comunità ad un'altra,è essenziale che tali variazioni siano prese in considerazionenelle pratiche e nei trattamenti enologici; permotivi di semplicità e per agevolare le modifiche basatesull'esperienza acquisita e sul progresso tecnologico,talune limitazioni e talune condizioni tecniche connessea queste pratiche e a questi trattamenti devono esseredefiniti nell'ambito delle modalità di applicazione; tuttavia,nel presente regolamento è opportuno definire ilimiti relativi al livello di anidride solforosa, di acido sorbicoe di sorbato di potassio, tenuto conto della loroimportanza in materia sanitaria;(53) è opportuno che si applichino norme anche all'etichettaturadei prodotti importati, in particolare al fine di renderechiara la loro origine ed evitare qualsiasi confusionecon prodotti comunitari;(54) il diritto di utilizzare indicazioni geografiche e altri terminitradizionali ha un valore economico; che talediritto va quindi disciplinato e che i termini in oggettodevono essere tutelati; al fine di promuovere una lealeconcorrenza e non trarre in inganno i consumatori, deveessere possibile estendere questa tutela ai prodotti nondisciplinati dal presente regolamento, inclusi quelli noncompresi nell'allegato I del trattato;(55) tenuto conto dell'interesse dei consumatori e dell'opportunitàdi ottenere un trattamento equivalente per iv.q.p.r.d. nei paesi terzi, è opportuno prevedere, nell'ambitodi una reciprocità di impegni, la possibilità che ivini importati destinati al consumo umano diretto, designatimediante un'indicazione geografica e commercializzatinella Comunità, possano beneficiare di questoregime di protezione e di controllo;(49) è opportuno prevedere i metodi autorizzati di analisiper i prodotti del settore vitivinicolo;(50) la designazione, la denominazione e la presentazione deiprodotti disciplinati dal presente regolamento possonoavere effetti significativi sulle prospettive di commercializzazionedegli stessi; è opportuno pertanto che il presenteregolamento fissi norme in materia che tenganoconto di legittimi interessi dei consumatori e dei produttorie promuovano l'agevole funzionamento del mercatointerno e la produzione di prodotti di qualità; i principifondamentali di queste norme devono prevedere l'usoobbligatorio di determinati termini che consentano diidentificare il prodotto e di fornire ai consumatorialcune informazioni importanti, nonché l'uso facoltativodi altre indicazioni soggette a norme comunitarie o fattesalve le disposizioni relative alla prevenzione di pratichefraudolente;(56) per tener conto degli obblighi che scaturiscono in particolaredagli articoli 23 e 24 dell'accordo sugli aspetti deidiritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio,accordo che è parte integrante dell'accordo che istituiscel'Organizzazione mondiale del commercio, approvatodalla decisione 94/800/CE ( 1 ), occorre prevedere il dirittodelle parti interessate di impedire, a determinate condizioni,l'uso illegittimo di indicazioni geografiche protetteda parte di un paese terzo membro dell'OMC;(57) lo sviluppo di una politica di qualità nel settore agricoloe, in particolare, nel settore vitivinicolo, non può checontribuire al miglioramento delle condizioni del mercatoe, di conseguenza, all'incremento degli sbocchi;l'adozione di norme comuni complementari relative allaproduzione e al controllo dei v.q.p.r.d. rientra nell'ambitodella politica summenzionata e può contribuire alconseguimento di tali obiettivi;(51) le norme riguardanti in particolare la designazionedevono contenere disposizioni in materia di prevenzionedi pratiche fraudolente, di sanzioni a livello comunitarioda applicare in caso di etichettatura impropria, di uso dilingue, in particolare quando sono interessati alfabetidiversi, e di uso di marchi, in particolare quando questipotrebbero generare confusione nei consumatori;(58) per mantenere un livello qualitativo minimo deiv.q.p.r.d., per evitare un'estensione incontrollabile dellaproduzione di questi vini e per armonizzare le disposizionidegli Stati membri in modo da creare condizionidi equa concorrenza nella Comunità, è opportuno fissare( 1 ) GU L 336 del 23.12.1994, pag. 1.


14.7.1999 L 179/7Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITun sistema di norme comunitarie in materia di produzionee di controllo di questi vini cui dovranno conformarsile disposizioni specifiche emanate dagli Statimembri;(65) ove ricorrano determinati presupposti, è opportunoattribuire alla Commissione la competenza di aprire egestire i contingenti tariffari derivanti da accordi internazionaliconclusi in conformità del trattato o da altri attidel Consiglio;(59) tenuto conto delle condizioni tradizionali di produzione,occorre elencare e definire esattamente la natura e laportata degli elementi che consentono di caratterizzareciascuno dei v.q.p.r.d.; occorre tuttavia compiere unosforzo comune di armonizzazione per quanto riguardale esigenze di qualità; tali elementi dovrebbero includerela delimitazione della zona di produzione, le varietà diviti, le pratiche colturali, i metodi di vinificazione, iltitolo alcolometrico volumico naturale minimo, la resaper ettaro, l'analisi e valutazione delle caratteristicheorganolettiche; norme specifiche devono essere definiteper i vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate(v.l.q.p.r.d.), i vini spumanti di qualità prodotti inregioni determinate (v.s.q.p.r.d.), data la particolarenatura di questi prodotti;(60) in base all'esperienza acquisita, è necessario stabilirenorme precise per il declassamento dei v.q.p.r.d. a vinida tavola e prevedere i casi in cui il produttore può nonrichiedere la classificazione come v.q.p.r.d. di un prodottoche figura nella sua dichiarazione di raccolto o diproduzione come prodotto atto a diventare un v.q.p.r.d.;(61) per conservare il carattere qualitativo particolare deiv.q.p.r.d., gli Stati membri devono essere autorizzati adapplicare norme complementari o più rigorose in materiadi produzione e di immissione in circolazione deiv.q.p.r.d., tenuto conto delle pratiche leali e costanti;(62) la realizzazione del mercato interno nel settore vitivinicoloimplica l'instaurazione di un regime unico degliscambi alle frontiere esterne della Comunità; un regimedegli scambi che comporti un sistema di dazi doganaliall'importazione e restituzioni all'esportazione inaggiunta alle misure del mercato interno dovrebbe, inlinea di massima, stabilizzare il mercato comunitario; ilregime degli scambi deve basarsi sugli impegni assuntinell'ambito dei negoziati commerciali multilaterali dell'UruguayRound;(63) per controllare il volume degli scambi di vino con ipaesi terzi, occorre instaurare per taluni prodotti unregime di titoli di importazione e di esportazione, chepreveda la costituzione di una cauzione volta a garantirel'effettiva realizzazione delle operazioni per le quali dettititoli vengono rilasciati;(64) per evitare o neutralizzare eventuali effetti pregiudizievolisul mercato comunitario conseguenti alle importazionidi taluni prodotti agricoli, l'importazione di uno opiù di tali prodotti deve essere soggetta al pagamento diun dazio addizionale, purché sussistano determinati presupposti;(66) la possibilità di concedere, all'esportazione verso i paesiterzi, una restituzione basata sulla differenza tra i prezzipraticati nella Comunità e quelli praticati sul mercatomondiale, entro i limiti dell'accordo OMC sull'agricoltura( 1 ), è finalizzata a salvaguardare la partecipazionedella Comunità al commercio internazionale del vino;che tale restituzione deve essere soggetta a limiti diquantità e di valore;(67) il rispetto dei limiti di valore deve essere accertato, almomento della fissazione delle restituzioni, mediante uncontrollo dei pagamenti secondo la disciplina del Fondoeuropeo agricolo di orientamento e di garanzia; il controllopuò essere agevolato dall'obbligo di fissare in anticipol'entità delle restituzioni, pur ammettendo la possibilitàche, in caso di restituzioni differenziate, vengamodificata la specifica destinazione all'interno di unazona geografica nella quale si applica un unico tasso direstituzione; in caso di cambiamento di destinazione,deve essere versata la restituzione da applicare perl'effettiva destinazione, senza tuttavia superare l'importoprevisto per la destinazione cui si riferiva la fissazioneanticipata;(68) per garantire il rispetto dei limiti quantitativi, è necessariointrodurre un sistema di controllo affidabile ed efficace;che, a tale scopo, occorre vincolare la concessionedi restituzioni ad un titolo di esportazione; le restituzionidevono essere concesse entro i limiti disponibili,in funzione della specifica situazione di ciascun prodottointeressato; deve essere possibile derogare a questanorma soltanto in caso di iniziative di aiuto alimentare,esenti da qualsiasi limite; il controllo dei quantitativiesportati con il beneficio di restituzioni durante le campagnedi commercializzazione secondo quanto previstodall'accordo OMC sull'agricoltura deve essere svolto inbase ai titoli di esportazione rilasciati per ciascuna campagna;(69) a complemento del sistema sopra descritto, è opportunoprevedere, nella misura necessaria alla sua corretta esecuzione,la posibilità di disciplinare il ricorso al regimedi perfezionamento attivo e, nella misura richiesta dallasituazione del mercato, il divieto di tale ricorso;(70) il regime di dazi doganali consente di rinunciare a qualsiasialtra misura di protezione alle frontiere esternedella Comunità; tuttavia, in circostanze eccezionali, ilmeccanismo del mercato interno e dei dazi potrebbenon operare adeguatamente; per non lasciare in tali casiil mercato comunitario senza difesa contro le turbative( 1 ) GU L 336 del 23.12.1994, pag. 22.


L 179/8 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITche potrebbero derivarne, è opportuno permettere allaComunità di adottare rapidamente tutte le misure necessarie;tali misure devono essere conformi agli obblighiderivanti dai pertinenti accordi OMC;devono essere in grado di richiedere ulteriori informazioniai produttori; la Commissione deve poter valutareogni tipo di dato, se del caso avvalendosi di un aiutoesterno;(71) è necessario sottoporre i prodotti importati dai paesiterzi a norma che consentano di garantire un certo equilibriocon le definizioni comunitarie dei vini; tali prodottidevono inoltre osservare le norme dei rispettivipaesi di origine ed essere accompagnati ove del caso daun bollettino di analisi;(72) è opportuno disporre che tutti i prodotti di cui al presenteregolamento che circolano all'interno della Comunitàsiano provvisti di un documento di accompagnamento;(73) la realizzazione del mercato interno potrebbe esserecompromessa dalla concessione di determinati aiuti; èquindi necessario che le disposizioni del trattato chepermettono di valutare gli aiuti concessi dagli Statimembri e di proibire quelli incompatibili con il mercatocomune possono essere applicate nel settore vitivinicolo;le disposizioni relative ai premi per l'abbandono definitivodella viticoltura non dovrebbero in quanto tali precluderela concessione di aiuti nazionali destinati aglistessi fini;(74) data l'inevitabile complessità delle norme relative al settorevitivinicolo, le autorità dello Stato membro devonogarantirne l'osservanza; la Commissione deve essere ingrado di controllare e garantire tale osservanza tramite ipropri ispettori che collaborano con le autorità degliStati membri;(75) a seconda dell'evoluzione del mercato comune del vino,gli Stati membri e la Commissione devono fornirsi leinformazioni necessarie all'applicazione del presenteregolamento; i produttori di uve destinate alla vinificazionenonché i produttori di mosto e di vino devonoredigere una dichiarazione di raccolto, poiché essa costituisceun'informazione necessaria; gli Stati membri(76) per agevolare l'attuazione delle disposizioni considerate,è opportuno prevedere una procedura di stretta cooperazionetra gli Stati membri e la Commissione nell'ambitodi un comitato di gestione;(77) le spese sostenute dagli Stati membri a causa degli obblighiderivanti dall'applicazione del presente regolamentodevono essere finanziate dalla Comunità conformementeal regolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio, del17 maggio 1999, relativo al finanziamento della politicaagricola comune ( 1 );(78) l'organizzazione comune del mercato vitivinicolo devetener conto, parallelamente e in modo adeguato, degliobiettivi di cui agli articoli 33 e 131 del trattato;(79) l'organizzazione comune del mercato vitivinicolo deverispettare altresì gli accordi conclusi a normadell'articolo 300, paragrafo 2, del trattato, in particolaredi quelli che rientrano nell'accordo che istituisce l'organizzazionemondiale del commercio, come l'accordosugli ostacoli tecnici agli scambi ( 2 );(80) il passaggio dalle disposizioni del regolamento (CEE)n. 822/87 e degli altri regolamenti relativi al settore vitivinicoloa quelle del presente regolamento può darluogo a difficoltà non previste da quest'ultimo; per farfronte a tale eventualità, la Commissione deve avere ilpotere di adottare le necessarie misure transitorie; che laCommissione deve essere inoltre autorizzata a risolverespecifici problemi pratici,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:TITOLO IAMBITO DI APPLICAZIONEArticolo 11. L'organizzazione comune del mercato vitivinicolo comprende norme relative al potenziale produttivodel vino, ai meccanismi di mercato, alle organizzazioni di produttori e agli organismi di filiera, alle pratichee ai trattamenti enologici, alla designazione, denominazione, presentazione e protezione dei prodotti,ai vini di qualità prodotti in regioni determinate (v.q.p.r.d.) e al commercio con i paesi terzi.( 1 ) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 103.( 2 ) GU L 336 del 23.12.1994, pag. 86.


14.7.1999 L 179/9Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT2. Essa disciplina i seguenti prodotti:Codice NCDesignazione delle mercia) 2009 60 Succhi di uva (compresi i mosti di uva)2204 30 92 Altri mosti di uva, diversi da quelli parzialmente fermentati, anche mutizzati diversamente2204 30 942204 30 962204 30 98che con alcoleb) ex 2204 Vini di uve fresche, compresi i vini alcolizzati; mosti di uva diversi da quelli della voce2009, esclusi gli altri mosti di uva delle sottovoci 2204 30 92, 2204 30 94, 2204 30 96 e2204 30 98c) 0806 10 93 Uve fresche diverse da quelle da tavola0806 10 950806 10 972209 00 11 Aceti di vino2209 00 19d) 2206 00 10 Vinello2307 00 11 Fecce di vino2307 00 192308 90 11 Vinaccia2308 90 193. Nell'allegato I sono definiti i prodotti menzionati nel presente regolamento, nell'allegato II i titolialcolometrici e nell'allegato III le zone viticole. Le modalità d'applicazione di detti allegati possono essereadottate secondo la procedura di cui all'articolo 75.4. La campagna di produzione per i prodotti disciplinati dal presente regolamento, in seguito denominata:«campagna», inizia il 1 o agosto di ogni anno e si conclude il 31 luglio dell'anno successivo.TITOLO IIPOTENZIALE PRODUTTIVOCAPO IIMPIANTO DI VIGNETIc) diritto di impianto prelevato da una riserva di cuiall'articolo 5 o all'articolo 6, paragrafo 1, in caso di applicazionedell'articolo 5, paragrafo 8.Articolo 21. L'impianto di vigneti con varietà come uve da vino aisensi dell'articolo 19, paragrafo 1, è vietato fino al 31 luglio2010, salvo se eseguito in forza dei seguenti diritti:È ugualmente vietato fino alla stessa data il sovrainnesto divarietà di uve da vino su varietà di uve diverse da quelle davino.2. Le uve ottenute dalle superfici:a) diritto di nuovo impianto di cui all'articolo 3;b) diritto di reimpianto di cui all'articolo 4;a) sulle quali sono state piantate viti anteriormente al1 o settembre 1998, e


L 179/10 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITb) la cui produzione poteva essere messa in circolazione soltantose destinata a distillerie ai sensi dell'articolo 6,paragrafo 3, o dell'articolo 7, paragrafo 4, del regolamento(CEE) 822/87,non possono essere utilizzate per produrre vino da commercializzare.I prodotti ottenuti da queste uve possono essereimmessi sul mercato soltanto se sono destinati a distillerie. Tuttavia,non si può distillare da questi prodotti un alcole contitolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a 80 %vol.3. Uno Stato membro, se ha compilato l'inventario delpotenziale produttivo viticolo a norma dell'articolo 16, puòderogare al paragrafo 2 del presente articolo. Tale derogadev'essere concessa anteriormente al 31 luglio 2002 e devecomportare l'autorizzazione, per le superfici interessate, a produrrevino da commercializzare.La deroga è concessa:a) quando il produttore interessato ha prima estirpato altreviti su una superficie equivalente in coltura pura, salvo nelcaso in cui il produttore ha ricevuto per la superficie interessataun premio all'estirpazione ai sensi della normativacomunitaria o nazionale; e/ob) autorizzando il produttore interessato a far valere i dirittidi reimpianto ottenuti entro un periodo da fissare successivoall'impianto sulla superficie interessata; a tal fine gliStati membri possono anche far valere nuovi diritti diimpianto previsti all'articolo 6, paragrafo 1, e/oa) qualora i diritti che il produttore ottenga siano prelevati dauna riserva, essi possono essere ottenuti solo ai sensidell'articolo 5, paragrafo 3, lettera b) e il produttore ètenuto a versare un corrispettivo pari al 150 % del prezzodi norma applicato dagli Stati membri in base a dettadisposizione, oppureb) qualora il produttore acquisti un diritto di reimpianto, talediritto riguarda la superficie in questione, più il 50 %; questaquantità del 50 % è trasferita alla riserva o alle riserve anorma dell'articolo 5 o è aggiunta al volume dei nuovidiritti d'impianto di cui all'articolo 6, paragrafo 1, se vieneapplicato l'articolo 5, paragrafo 8.7. Le superfici piantate con varietà di viti classificate, aisensi dell'articolo 19, paragrafo 1, come varietà di uve da vino,e:a) piantate a decorrere dal 1 o settembre 1998, la cui produzionepuò essere messa in circolazione soltanto se destinataa distillerie ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 3, odell'articolo 7, paragrafo 4, del regolamento (CEE) n. 822/87, oppureb) piantate in violazione del divieto di impianto di cui alparagrafo 1,sono estirpate. Le spese connesse a tale estirpazione sono acarico del produttore interessato. Gli Stati membri adottano lemisure necessarie per garantire l'applicazione del presenteparagrafo.Articolo 3c) qualora lo Stato membro possa dimostrare (a soddisfazionedella Commissione) diritti di reimpianto che non ha fattovalere, ma che sarebbero ancora validi se fossero statirichiesti; tali diritti possono essere utilizzati e riassegnati aiproduttori per una superficie equivalente in coltura pura;e/o1. Gli Stati membri possono concedere diritti di nuovoimpianto ai produttori per le superfici:a) destinate a nuovi impianti nell'ambito di misure di ricomposizioneo di esproprio per motivi di pubblica utilità,adottate in applicazione della normativa nazionale,d) qualora il produttore in causa si sia impegnato a procedere,entro tre anni, all'estirpazione di una superficie equivalentein coltura pura e tale superficie sia stata registrata nelloschedario viticolo dello Stato membro interessato.b) destinate alla sperimentazione viticola, oppurec) destinate alla coltura di piante madri per marze.4. Qualora si applichi il paragrafo 3, lettera a) o c), gli Statimembri impongono un'appropriata sanzione amministrativa aiproduttori interessati.Gli Stati membri possono inoltre concedere diritti di nuovoimpianto per le superfici i cui prodotti vitivinicoli sono destinatiesclusivamente al consumo familiare dei viticoltori.5. Il paragrafo 3, lettera c), può essere applicato solo peruna superficie che non superi l'1,2 % della superficie vitata.6. Quando si applica il paragrafo 3, lettera b):2. Gli Stati membri possono inoltre concedere diritti dinuovo impianto entro il 31 luglio 2003 per superfici destinatealla produzione di un v.q.p.r.d. o di un vino da tavola designatomediante un'indicazione geografica qualora sia statoriconosciuto che la rispettiva produzione, a causa delle caratteristichequalitative, è largamente inferiore alla domanda.


14.7.1999 L 179/11Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT3. Il produttore che ha ottenuto diritti di nuovo impianto sene avvale per le superfici e le finalità per le quali sono staticoncessi.4. In deroga al paragrafo 3, i diritti di reimpianto possonoessere parzialmente o totalmente trasferiti ad un'altra aziendaall'interno dello stesso Stato membro qualora:4. I diritti di nuovo impianto sono esercitati entro la finedella seconda campagna successiva a quella in cui sono staticoncessi. I diritti di nuovo impianto diversi da quelli di cui alparagrafo 1, che non sono esercitati entro tale periodo, vengonoassegnati ad una riserva a norma dell'articolo 5,paragrafo 2, lettera a).5. I diritti di nuovo impianto diversi da quelli di cui alparagrafo 1 possono essere concessi al produttore soltantoentro le quantità stabilite nell'articolo 6, paragrafo 1. A tal fine:a) una parte dell'azienda interessata venga trasferita a quest'altraazienda. In tal caso i diritti possono essere esercitati soltantosu una superficie di quest'ultima nel limite dellasuperficie trasferita, oppureb) le superfici di quest'altra azienda siano destinate:i) alla produzione di v.q.p.r.d. o di vini da tavola designatimediante un'indicazione geografica, oppurea) prima di assegnare i diritti di impianto nuovamente creatidi cui all'articolo 6 ad una o più riserve, gli Stati membri siassicurano che la concessione dei diritti di nuovo impiantonon riduca ad un valore inferiore allo zero il volume deidiritti di impianto nuovamente creati di cui all'articolo 6,paragrafo 1; eii)alla coltura di piante madri per marze.I diritti possono essere utilizzati soltanto per le superfici e lefinalità per le quali sono stati concessi.b) quando uno Stato membro ha assegnato ad una o piùriserve i diritti d'impianto nuovamente creati di cuiall'articolo 6, la successiva concessione di un diritto dinuovo impianto implica l'estinzione di un diritto diimpianto corrispondente ad una pari superficie in colturapura assegnato alla riserva o alle riserve suddette per laregione in causa. Qualora la riserva o le riserve nondispongano di sufficienti diritti di impianto, non possonoessere concessi diritti di nuovo impianto.Articolo 4Gli Stati membri provvedono affinché l'applicazione delle deroghenon comporti un aumento globale del potenziale produttivonel loro territorio, in particolare quando i trasferimenti sieffettuano da superfici non irrigue a superfici irrigue.5. I diritti di reimpianto acquisiti ai sensi del presente regolamentosono esercitati prima della fine della quinta campagnasuccessiva a quella in cui ha avuto luogo l'estirpazione. Dettoperiodo può essere portato dagli Stati membri, mediantederoga, a otto campagne. I diritti di reimpianto non utilizzatientro tale periodo sono attribuiti alla riserva a normadell'articolo 5, paragrafo 2, lettera a).1. I diritti di reimpianto sono i seguenti:a) i diritti di reimpianto assegnati a norma del paragrafo 2,oppureb) diritti analoghi acquisiti in forza di una precedente normativacomunitaria o nazionale.Articolo 51. Per migliorare la gestione del potenziale produttivo alivello nazionale o regionale, gli Stati membri istituiscono unariserva nazionale e/o, se del caso, riserve regionali di diritti diimpianto.2. Gli Stati membri assegnano diritti di reimpianto ai produttoriche hanno estirpato una superficie piantata a vite. GliStati membri possono assegnare diritti di reimpianto ai produttoriche si impegnano ad estirpare una superficie vitata primadella fine della terza campagna successiva a quella in cui talesuperficie è stata piantata. I diritti di reimpianto riguardanouna superficie equivalente, in coltura pura, a quella in cui haavuto o avrà luogo l'estirpazione.3. I diritti di reimpianto sono esercitati nell'azienda per laquale sono stati assegnati. Gli Stati membri possono stabilireche siano esercitati solo sulle superfici in cui ha avuto luogol'estirpazione.2. Alla riserva o alle riserve sono assegnati i seguenti diritti:a) diritti di nuovo impianto, diritti di reimpianto e diritti diimpianto prelevati dalla riserva e non utilizzati entro i terminiindicati rispettivamente all'articolo 3, paragrafo 4,all'articolo 4, paragrafo 5, e al paragrafo 6 del presentearticolo;b) i diritti di reimpianto conferiti alla riserva dai produttoriche li detengono, eventualmente dietro corrispettivo daparte dell'amministrazione competente il cui l'importo e le


L 179/12 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITcui modalità saranno stabilite dallo Stato membro tenendoconto dei legittimi interessi delle parti;c) i diritti d'impianto nuovamente creati di cui all'articolo 6.gestione dei diritti d'impianto. Tale sistema può, se del caso,derogare alle disposizioni pertinenti del presente capo. Qualorauno Stato membro disponga di tale sistema, i diritti di reimpiantodi cui alla prima frase dell'articolo 4, paragrafo 5, sonoprorogati di cinque campagne. La seconda frase dell'articolo 4,paragrafo 5, resta applicabile.3. Gli Stati membri possono concedere i diritti assegnati allariserva:Articolo 6a) a titolo gratuito, ai produttori di età inferiore a quarant'annidotati di una sufficiente capacità professionale che siinsediano per la prima volta in un'azienda viticola in qualitàdi capo dell'azienda, oppureb) dietro corrispettivo versato all'amministrazione competentenazionale e, se del caso, regionale, ai produttori che intendonofar valere tali diritti per piantare vigneti la cui produzioneabbia sicure possibilità di essere commercializzata.Gli Stati membri definiscono i criteri per determinarel'importo del corrispettivo, che può variare in funzione delfuturo prodotto finale dei vigneti in causa.4. Gli Stati membri provvedono affinché il luogo dove sonoesercitati i diritti di impianto prelevati da una riserva, le varietàutilizzate e le tecniche colturali impiegate garantiscano che laproduzione futura risponda alla domanda del mercato e che lerese siano rappresentative delle rese medie e della regione dovesono utilizzati, in particolare se questi diritti che hanno originein superfici non irrigue sono utilizzati in superfici irrigue.1. I diritti d'impianto nuovamente creati, compresi i dirittidi nuovo impianto concessi dallo Stato membro a normadell'articolo 3, paragrafo 2, sono assegnati come segue:a) Germania: 1 534 haGrecia:Spagna:Francia:Italia:Lussemburgo:Austria:Portogallo:1 098 ha17 355 ha13 565 ha12 933 ha18 ha737 ha3 760 hab) riserva comunitaria: 17 000 ha.5. I diritti di impianto attribuiti ad una riserva possonoessere prelevati non oltre la fine della quinta campagna successivaa quella durante la quale sono stati assegnati alla stessa. Idiritti di impianto non concessi entro tale periodo si estinguono.6. I diritti di impianto prelevati da una riserva sono esercitatientro la fine della seconda campagna successiva a quella incui sono stati prelevati. Se non sono esercitati entro taleperiodo, vengono riassegnati ad una riserva a norma delparagrafo 2, lettera a).7. Lo Stato membro che istituisce riserve regionali può emanarenorme per trasferire diritti d'impianto tra le riserve regionali.Se in uno Stato membro coesistono riserve regionali enazionali, possono essere autorizzati anche trasferimenti tra taliriserve.I trasferimenti di cui al presente paragrafo possono esseresubordinati ad un coefficiente di riduzione.8. In deroga ai paragrafi da 1 a 7, l'autorità competente diuno Stato membro può scegliere di non attuare il sistema delleriserve purché detto Stato membro possa dimostrare didisporre nel proprio territorio di un sistema efficace per la2. I diritti d'impianto nuovamente creati possono essereassegnati ad una riserva o utilizzati ai sensi dell'articolo 2,paragrafo 3, lettera b) soltanto se lo Stato membro ha compilatol'inventario del potenziale produttivo a normadell'articolo 16.3. L'assegnazione dei diritti d'impianto nuovamente creati dicui al paragrafo 1 ad una riserva o la loro utilizzazione ai sensidell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b) può essere effettuata unasola volta.Articolo 71. Ai fini del presente capo si applicano le definizioniseguenti:a) estirpazione, eliminazione totale dei ceppi che si trovano suun terreno vitato;b) impianto, la messa a dimora definitiva di barbatelle di vite oparti di barbatelle di vite, innestate o non innestate, per laproduzione di uve o per la coltura di piante madri permarze;c) diritto di impianto, il diritto di piantare viti in forza deldiritto di nuovo impianto, del diritto di reimpianto, del


14.7.1999 L 179/13Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITdiritto di impianto ottenuto da una riserva o di un nuovodiritto di impianto alle condizioni stabilite rispettivamentenegli articoli 3, 4, 5 e 6;CAPO IIPREMI PER L'ABBANDONOd) diritto di reimpianto, il diritto di piantare viti su una superficieequivalente, in coltura pura, a quella in cui ha avutoluogo o deve aver luogo l'estirpazione alle condizioni stabilitenell'articolo 4 e nell'articolo 5, paragrafo 8;e) sovrainnesto, l'innesto di una vite già precedentemente innestata.2. Le modalità di applicazione del presente capo sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 75.Esse possono includere in particolare:— disposizioni relative alla distillazione dei prodotti ottenutidai vigneti di cui all'articolo 2, paragrafo 7;— disposizioni che consentono di evitare oneri amministrativieccessivi nell'applicazione delle disposizioni del presentecapo;— il riconoscimento di cui all'articolo 3, paragrafo 2;Articolo 81. Può essere concesso un premio per l'abbandono definitivodella viticoltura in una superficie determinata.Possono beneficiare del premio, a norma del presente capo, iconduttori di superfici viticole destinate alla produzione di uveda vino. Le superfici interessate non devono essere inferiori a10 are.2. Gli Stati membri possono stabilire le superfici per le qualipuò essere concesso il premio. Essi possono inoltre subordinaretale provvedimento ad alcune condizioni, intese tra l'altroa garantire un equilibrio tra produzione e ambiente nelleregioni interessate.3. La concessione del premio implica per il conduttore laperdita del diritto di reimpianto per la superficie che ha formatooggetto del premio.4. Gli Stati membri fissano il livello del premio per ettarotenendo conto dei seguenti elementi:a) resa agricola o capacità di produzione dell'azienda,— la coesistenza di vigneti a norma dell'articolo 4,paragrafo 2;— l'applicazione del coefficiente di riduzione di cuiall'articolo 5, paragrafo 7;— l'applicazione della riserva comunitaria di cui all'articolo 6,paragrafo 1. Le modalità possono in particolare prevedere,fino al 31 dicembre 2003, l'assegnazione agli Stati membridi diritti di impianto nuovamente creati prelevati dallariserva comunitaria, da utilizzare in regioni che evidenzinoun fabbisogno supplementare che potrebbe essere soddisfattocon l'assegnazione di tali diritti di impianto nuovamentecreati;— disposizioni atte a garantire che i diritti di nuovo impiantoassegnati a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, non pregiudichinoil divieto di nuovi impianti di cui all'articolo 2,paragrafo 1.3. Entro il 31 dicembre 2003 e in seguito ogni tre anni, laCommissione trasmette al Parlamento europeo e al Consigliouna relazione sull'applicazione del presente capo. La relazionepuò essere corredata, se del caso, di proposte intese all'assegnazionedi ulteriori diritti di impianto nuovamente creati.b) metodo di produzione,c) superficie interessata rispetto alla superficie totale dell'azienda,d) tipo di vino prodotto,e) esistenza di colture associate.5. L'importo del premio non può superare massimali dadeterminare.Articolo 9Non possono beneficiare del premio le superfici viticoleseguenti:a) le superfici per le quali sono state constatate violazionidelle norme comunitarie o nazionali in materia di impiantodurante un periodo, da determinare, che non può superarele dieci campagne;b) le superfici che non vengono più coltivate;


L 179/14 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITc) le superfici piantate durante un periodo, da determinare,che non può superare le dieci campagne;d) le superfici che hanno beneficiato di finanziamenti per laloro ristrutturazione e riconversione durante un periodo,da determinare, che non può superare le dieci campagne.4. Il regime si applica soltanto nelle regioni per le quali loStato membro interessato ha compilato l'inventario del potenzialeproduttivo a norma dell'articolo 16.Articolo 12Articolo 10Le modalità d'applicazione del presente capo sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 75.Gli Stati membri sono responsabili dei piani di ristrutturazionee di riconversione, compresa, se del caso, la loro approvazione.I piani devono rispettare le disposizioni del presente capo e leloro modalità di applicazione.Esse possono riguardare in particolare:a) le date per la presentazione delle domande e per l'esecuzionedell'estirpazione,b) le condizioni per il versamento dei pagamenti,c) i livelli massimi del premio di cui all'articolo 8, paragrafo 5,d) gli aspetti ambientali, ee) la determinazione dei periodi di cui all'articolo 9.Articolo 131. Possono usufruire di un sostegno alla ristrutturazione ealla riconversione soltanto i piani che sono già stati elaborati e,se necessario, approvati dallo Stato membro. Il sostegno vieneerogato nelle forme seguenti:a) indennizzo dei produttori per le perdite di entrate conseguentiall'esecuzione del piano; eb) contributo ai costi di ristrutturazione e di riconversione.CAPO III2. L'indennizzo dei produttori per le perdite di entrate puòassumere le forme seguenti:RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONEArticolo 111. È istituito un regime per la ristrutturazione e la riconversionedei vigneti.2. Il regime ha l'obiettivo di adeguare la produzione alladomanda del mercato.3. Il regime si applica a uno o più dei seguenti casi:a) autorizzazione alla coesistenza di viti vecchie e viti nuoveper un periodo fissato non superiore a tre anni, fatte salvele disposizioni del capo I del presente titolo, oppureb) indennità finanziata dalla Comunità.3. Il contributo comunitario ai costi connessi alla ristrutturazionee alla riconversione non può superare il 50 % di talicosti. Tuttavia, nelle regioni classificate come regionidell'obiettivo 1 ai sensi del regolamento (CE) n. 1260/1999 delConsiglio, del 21 giugno 1999, recante disposizioni generalisui Fondi strutturali ( 1 ), il contributo comunitario può giungereal 75 %. Fatto salvo l'articolo 14, paragrafo 4, gli Stati membrinon possono in alcun caso partecipare al finanziamento.a) la riconversione varietale, anche mediante sovrainnesto;b) la diversa collocazione/reimpianto di vigneti;Articolo 14c) i miglioramenti delle tecniche di gestione dei vigneti attinentiall'obiettivo del regime.Il regime non si applica al rinnovo normale dei vigneti giuntial termine del loro ciclo di vita naturale.1. La Commissione assegna ogni anno agli Stati membriuna dotazione finanziaria iniziale secondo criteri oggettivi chetengano conto delle situazioni e delle esigenze specifiche non-( 1 ) GU L 161 del 26.6.1999, pag. 1.


14.7.1999 L 179/15Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITché degli sforzi da compiere in funzione dell'obiettivo delregime.2. La dotazione iniziale è modificata in funzione delle speseeffettive e in base a previsioni di spesa rivedute comunicatedagli Stati membri, tenendo presente l'obiettivo del regime enei limiti dei fondi disponibili.3. Le dotazioni finanziarie ripartite tra gli Stati membri tengonodebitamente conto della proporzione della superficie viticolacomunitaria esistente nello Stato membro interessato.4. Laddove una dotazione finanziaria è stata assegnata auno Stato membro per un certo numero di ettari, detto Statopuò ripartire la dotazione per un numero maggiore di ettari. Inquesto caso lo Stato membro può servirsi di finanziamentinazionali per integrare l'importo per ettaro così ridotto fino allivello del massimale iniziale per ettaro assegnato dalla Comunità.Articolo 15Le modalità d'applicazione del presente capo sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 75.Esse possono riguardare in particolare:a) la dimensione minima dei vigneti interessati,b) disposizioni che regolano l'esercizio dei diritti di reimpiantonell'ambito dell'applicazione dei piani,c) disposizioni intese a prevenire un incremento del potenzialeproduttivo a seguito dell'applicazione delle disposizionidel presente capo, ed) i massimali di sostegno per ettaro.2. Uno Stato membro può prevedere che l'inventario siacompilato su base regionale. Tuttavia, in questo caso tutti gliinventari regionali devono essere compilati entro il 31 dicembre2001. Ai sensi delle disposizioni del presente regolamento, ilritardo nella compilazione dell'inventario da parte di unaregione non osta all'applicazione del presente titolo in altreregioni dello Stato membro in questione.Articolo 171. La Commissione può procedere alla valutazione:a) delle produzioni del settore vitivinicolo;b) degli impieghi industriali dei prodotti della vite;c) dell'evoluzione del consumo dei vini e degli altri prodottivitivinicoli consumabili come tali;d) di qualsiasi altro elemento la cui conoscenza è necessariaper la gestione del mercato o di un regime di adeguamentodell'offerta.2. Per la valutazione suddetta la Commissione può valersi diun aiuto esterno.3. La Commissione finanzia uno studio indipendente sull'utilizzazionedi varietà interspecifiche e, sulla scorte di questo,presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il31 dicembre 2003, una relazione, eventualmente corredata diproposte.Articolo 18CAPO IVINFORMAZIONI E DISPOSIZIONI GENERALIArticolo 161. L'inventario del potenziale produttivo contiene i datiseguenti:a) le superfici vitate impiantate con varietà classificate per laproduzione di vino ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 1,nel territorio dello Stato membro in oggetto:b) le varietà interessate;c) il totale dei diritti d'impianto esistenti;d) le disposizioni nazionali o regionali emanate in applicazionedelle disposizioni del presente titolo.1. I produttori di uve destinate alla vinificazione nonché iproduttori di mosto e di vino dichiarano ogni anno i quantitatividi prodotti dell'ultimo raccolto. Gli Stati membri possonoinoltre imporre ai commercianti di uve destinate alla vinificazionedi dichiarare ogni anno i quantitativi dell'ultimo raccoltoimmessi in commercio.2. I produttori di mosto e di vino e i commercianti che nonsiano rivenditori al minuto dichiarano ogni anno i quantitatividi mosto e di vino da essi detenuti, che provengano sia dal raccoltodella campagna in corso sia da raccolti precedenti. Ilmosto ed i vini importati da paesi terzi sono menzionati aparte.Articolo 191. Gli Stati membri compilano una classificazione dellevarietà di viti per la produzione di vino. Tutte le varietà classificateappartengono alla specie Vitis vinifera o provengono da


L 179/16 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITun incrocio tra questa specie e altre specie del genere Vitis. Laclassificazione non può applicarsi alle varietà seguenti:— Noah,— Othello,— Isabelle,— Jacquez,— Clinton e— Herbémont.2. Nella classificazione gli Stati membri indicano le varietàdi viti atte alla produzione di ciascuno dei v.q.p.r.d. prodottinel loro territorio. Tali varietà appartengono alla specie Vitisvinifera.3. Soltanto le varietà di viti menzionate nella classificazionepossono essere impiantate, reimpiantate o innestate nellaComunità per la produzione di vino. La restrizione non siapplica alle viti utilizzate a scopo di ricerca ed esperimentiscientifici.4. Le superfici piantate con varietà di viti per la produzionedi vino non menzionate nella classificazione devono essereestirpate, tranne nei casi in cui la produzione è destinata esclusivamenteal consumo familiare dei viticoltori. Gli Stati membriadottano le misure necessarie per sorvegliare tale deroga.5. Qualora una varietà di vite venga eliminata dalla classificazione,le relative operazioni di estirpazione vengono eseguiteentro quindici anni dalla sua eliminazione.Articolo 20Le norme che disciplinano lo schedario viticolo comunitariosono quelle di cui al regolamento (CEE) n. 2392/86.Articolo 21I capi I e II del presente titolo non si applicano negli Statimembri la cui produzione di vini non supera i venticinquemilaettolitri per campagna. La produzione è calcolata sulla basedella produzione media delle cinque campagne precedenti.Articolo 22Gli Stati membri possono emanare norme nazionali più restrittivein materia di nuovi impianti o reimpianti di viti o disovrainnesti. Essi possono esigere che le domande e le informazionipreviste dal presente titolo siano completate da altreinformazioni necessarie per controllare l'evoluzione del potenzialeproduttivo.Articolo 231. Le modalità d'applicazione del presente capo sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 75.Esse possono riguardare in particolare:a) la presentazione e il livello di dettaglio delle informazionirichieste per l'inventario di cui all'articolo 16;b) la gestione della classificazione delle varietà di viti di cuiall'articolo 19;c) la destinazione dei prodotti ottenuti da varietà non figurantiin detta classificazione.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 75 possonoessere adottate disposizioni che prevedano un documentod'accompagnamento dei materiali per la moltiplicazione vegetativadella vite e le relative modalità d'applicazione, in particolarequelle in materia di controllo.3. Secondo la procedura di cui all'articolo 75 può esseremodificato o abrogato il regolamento (CEE) n. 2392/86.4. Secondo la procedura di cui all'articolo 75 viene adottatala decisione che stabilisce se uno Stato membro ha compilatol'inventario di cui all'articolo 16 e, se del caso, la revoca di taledecisione, in particolare quando uno Stato membro non haproceduto al prescritto aggiornamento dell'inventario.TITOLO IIIMECCANISMI DI MERCATOCAPO Ia) del vino da tavola;AIUTI AL MAGAZZINAGGIO PRIVATOArticolo 241. Per i produttori è istituito un regime di aiuto per ilmagazzinaggio privato:b) del mosto di uve, del mosto di uve concentrato e del mostodi uve concentrato rettificato.2. La concessione dell'aiuto è subordinata alla conclusionecon gli organismi d'intervento, per il periodo dal 16 dicembreal 15 febbraio successivo e secondo modalità da determinare,di un contratto di magazzinaggio a lungo termine.


14.7.1999 L 179/17Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT3. I contratti di magazzinaggio di lunga durata sono conclusiper un periodo avente termine alle seguenti date:a) al più tardi il 1 o settembre successivo alla loro conclusioneper i vini da tavola e per i mosti di uve, i mosti di uve concentratie i mosti di uve concentrati rettificati, al più tardiil 1 o agosto successivo alla loro conclusione;b) non oltre il 30 novembre successivo alla loro conclusione.Articolo 251. La conclusione di contratti di magazzinaggio è subordinataad alcune condizioni relative, in particolare, alla qualitàdei prodotti di cui trattasi.— che i mosti di uve e i mosti di uve concentrati destinatiall'elaborazione di succhi di uve non possano formareoggetto di contratti di magazzinaggio di lunga durata;— la durata effettiva dei contratti.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 75 può esseredisposto quanto segue:— che il regime di aiuti al magazzinaggio privato non vengaapplicato qualora sia evidente che la situazione del mercatonon lo giustifica;— che la possibilità di concludere ulteriori contratti di magazzinaggiodi lunga durata cessi in qualsiasi momento qualoralo giustifichi la situazione del mercato e, in particolare,il numero di contratti già conclusi.2. Per il vino da tavola i contratti di magazzinaggio prevedonola cessazione del versamento dell'aiuto e dei relativiobblighi del produttore per tutti i quantitativi immagazzinati oper parte di essi, qualora il prezzo di mercato del tipo di vinoda tavola in oggetto superi un livello da stabilirsi.3. L'importo dell'aiuto al magazzinaggio privato può compensaresolo le spese tecniche di magazzinaggio e gli interessi,determinati forfettariamente.4. Per i mosti d'uva concentrati può essere applicato a taleimporto un coefficiente corrispondente al tasso di concentrazionedel prodotto.Articolo 26CAPO IIDISTILLAZIONEArticolo 271. Sono vietate la sovrappressione delle uve, pigiate o non,e la pressatura delle fecce di vino. È parimenti vietata la rifermentazionedelle vinacce per scopi diversi dalla distillazione.2. La filtrazione e la centrifugazione delle fecce di vino nonsono considerate pressatura in presenza delle seguenti condizioni:1. Le modalità d'applicazione del presente capo sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 75.a) se i prodotti ottenuti sono di qualità sana, leale e mercantile;Esse possono stabilire in particolare quanto segue:— la fissazione del livello dell'importo forfettario e del coefficientedi cui all'articolo 25;— che i contratti di magazzinaggio a lungo termine per ilvino da tavola possano essere conclusi soltanto per determinativini da tavola;— che i mosti di uve oggetto di un contratto di magazzinaggioa lungo termine possano essere convertiti, totalmente oparzialmente, in mosti di uve concentrati o in mosti di uveconcentrati rettificati durante la durata del contratto;— regole relative all'applicazione delle clausole di cessazionedel versamento dell'aiuto di cui all'articolo 25, paragrafo 2;b) se le fecce così trattate non sono ridotte allo stato secco.3. Le persone fisiche o giuridiche ovvero le associazioni dipersone, ad eccezione delle persone e delle associazioni di cuial paragrafo 7, che abbiano proceduto alla vinificazionedevono consegnare alla distillazione la totalità dei sottoprodottiottenuti dalla vinificazione stessa.4. Il quantitativo di alcole contenuto nei sottoprodotti,rispetto al volume di alcole contenuto nel vino prodotto, èalmeno pari al 10 % se il vino è stato ottenuto mediante vinificazionediretta di uve. Salvo deroghe da contemplare per i casigiustificati in termini tecnici, esso non può essere inferiore al5 % se il vino è stato ottenuto mediante vinificazione di mostidi uve, di mosti di uve parzialmente fermentate o di vinonuovo ancora in fermentazione. Qualora tali percentuali nonvengano raggiunte, i soggetti obbligati alla distillazione consegnanouna quantità di vino di loro produzione in modo dagarantire il rispetto di dette percentuali.


L 179/18 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITDeroghe al paragrafo 3 e al primo comma del presente paragrafopossono essere disposte per categorie di produttori dadeterminare, per talune regioni produttive e per i vini soggettialla distillazione di cui all'articolo 28.13. I paragrafi da 1 a 12 non si applicano ai succhi di uve eai succhi di uve concentrati né ai mosti di uve e ai mosti diuve concentrati destinati alla preparazione di succhi di uve.5. L'obbligo di consegna di cui al paragrafo 3 può essereadempiuto con la consegna di vino ad un fabbricante di aceto.6. Le persone fisiche o giuridiche ovvero le associazioni dipersone, ad eccezione delle persone e delle associazioni di cuial paragrafo 7, che detengano sottoprodotti provenienti daqualsiasi trasformazione di uve diversa dalla vinificazione, sonotenute a consegnarli alla distillazione.Articolo 281. I vini ottenuti da uve di varietà che figurano nella classificazione,per la stessa unità amministrativa, sia come varietà diuve da vino sia come varietà destinate ad altro uso, che superanoi quantitativi normalmente vinificati e che non sonoesportati durante la campagna in corso, sono distillati entrouna data da determinare. Salvo deroga, tali vini possono circolaresoltanto se sono destinati ad una distilleria.7. Le persone fisiche o giuridiche ovvero le associazioni dipersone che procedano alla trasformazione dell'uva raccoltanella zona viticola A o nella parte tedesca della zona viticola Bo su superfici vitate in Austria sono tenute a ritirare, previocontrollo e a condizioni da determinare, i sottoprodotti ottenutida tale trasformazione.8. Le persone ovvero le associazioni soggette agli obblighidi cui al paragrafo 3 o al paragrafo 6 possono assolvere i suddettiobblighi ritirando, previo controllo e a condizioni dadeterminare, i sottoprodotti della vinificazione.9. Il prezzo d'acquisto delle vinacce di uve, delle fecce divino e del vino consegnati alla distillazione ai sensi del presentearticolo è pari a 0,995 euro per % vol/hl.10. Il prezzo pagato dal distillatore non può essere inferioreal prezzo d'acquisto.11. Il distillatore ha la seguente alternativa:a) beneficiare di un aiuto per il prodotto da distillare, a condizioneche il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia untitolo alcolometrico di almeno 52 % vol, oppureb) consegnare all'organismo d'intervento il prodotto ottenutodalla distillazione, purché abbia un titolo alcolometrico dialmeno 92 % vol.Se prima della consegna al distillatore il vino è stato trasformatoin vino alcolizzato, l'aiuto di cui alla lettera a) è erogatoal produttore del vino alcolizzato e il prodotto ottenuto dalladistillazione non può essere consegnato all'organismo d'intervento.12. Può essere deciso che la consegna dell'alcole all'organismod'intervento possa essere sostituita dalla consegna ad unoperatore che abbia presentato un'offerta nell'ambito delle venditeorganizzate per lo smercio dei prodotti della distillazione eche sia stato prescelto nell'ambito della procedura di cuiall'articolo 31, paragrafo 1.2. Ai fini della determinazione dei quantitativi normalmentevinificati si tiene conto in particolare:a) dei quantitativi vinificati durante un periodo di riferimentoda determinare, eb) dei quantitativi di vino riservati alle destinazioni tradizionali.3. Il prezzo d'acquisto del vino consegnato alla distillazionea norma del presente articolo è di 1,34 euro per % vol/hl. Essopuò variare nel corso di una determinata campagna, a condizioneche la media durante tale campagna sia comunque di1,34 euro per % vol/hl.4. Il prezzo pagato dal distillatore non può essere inferioreal prezzo d'acquisto.5. Il distillatore può:a) beneficiare di un aiuto per il prodotto da distillare, a condizioneche il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia untitolo alcolometrico di almeno 52 % vol, oppureb) consegnare all'organismo d'intervento il prodotto ottenutodalla distillazione, purché abbia un titolo alcolometrico dialmeno 92 % vol.Se prima della consegna al distillatore il vino è stato trasformatoin vino alcolizzato, l'aiuto di cui alla lettera a) è erogatoal produttore del vino alcolizzato e il prodotto ottenuto dalladistillazione non può essere consegnato all'organismo d'intervento.6. Può essere deciso che la consegna dell'alcole all'organismod'intervento possa essere sostituita dalla consegna ad unoperatore che abbia presentato un'offerta nell'ambito delle venditeorganizzate per lo smercio dei prodotti della distillazione eche sia stato prescelto nell'ambito della procedura di cuiall'articolo 31, paragrafo 1.7. Il presente articolo si applica nonostante l'articolo 1,paragrafo 2.


14.7.1999 L 179/19Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITArticolo 291. La Comunità può fornire un sostegno alla distillazionedei vini da tavola e dei vini atti a diventare vini da tavola persostenere il mercato vitivinicolo e, di conseguenza, favorire lacontinuità delle forniture dei prodotti della distillazione delvino a quelle parti del settore dell'alcole per usi commestibili incui l'utilizzazione di tale alcole è tradizionale.2. Il sostegno consiste in un aiuto primario e in un aiutosecondario versati ai distillatori.3. L'aiuto primario è versato in base al volume di vino datavola e vino atto a diventare vino da tavola sottoposto a distillazione.4. L'aiuto primario viene distribuito tramite un sistema dicontratti conclusi tra i distillatori e i produttori di vino. Èdeterminato un prezzo minimo che i distillatori devono pagareai produttori, prezzo che può variare durante una determinatacampagna, a condizione che la media durante tale campagnasia di almeno 2,488 euro per % vol/hl.5. Il livello dell'aiuto primario riflette quanto segue:a) l'esigenza che il prezzo minimo medio corrisposto daidistillatori ai produttori di vino, durante una determinatacampagna, rispetti il livello indicato al paragrafo 4;applicato a v.q.p.r.d. soltanto su richiesta dello Stato membrointeressato.5. Uno dei criteri per l'introduzione di tale provvedimentopuò consistere nel deterioramento dimostrabile, nel tempo, delprezzo di mercato di una categoria particolare di vino o divino di determinate zone di produzione.6. Se per tre anni di seguito la Comunità ricorre a questoprovvedimento per un particolare tipo di vino (in una zonaparticolare), la Commissione riferisce al Parlamento europeo eal Consiglio in merito alla crisi persistente, con le eventualiproposte del caso.Articolo 311. L'alcole preso in consegna dagli organismi d'interventoviene smerciato mediante vendita all'asta o mediante proceduradi gara. Nello smerciare detto alcole, le autorità evitano perquanto possibile di turbare gli sbocchi dei mercati dell'alcoletradizionalmente dipendente dall'esistenza di detti sbocchi. Essonon può essere smerciato nel settore dell'alcole destinato ad usicommestibili.2. Tuttavia, qualora il rifornimento della parte di tale settorein cui è obbligatorio l'impiego dell'alcole di vino non sia garantitodall'applicazione degli articoli 27, 28 e 29, può esseredeciso l'eventuale smercio dell'alcole suddetto nel settore inoggetto.b) l'esigenza di mantenere a prezzi competitivi il rifornimentodei mercati tradizionali nel settore dell'alcole per uso alimentare.6. L'aiuto secondario consiste in un pagamento inteso acoprire il costo ragionevole del magazzinaggio del prodottoottenuto. Il suo scopo è di agevolare la gestione del sistemadell'aiuto primario.Articolo 301. Può essere deciso un provvedimento di distillazione dicrisi in casi eccezionali di turbativa del mercato dovuta ad unanotevole eccedenza e/o a problemi di qualità.Articolo 321. Per i vini ottenuti da produttori che hanno aumentato iltitolo alcolometrico mediante l'aggiunta di saccarosio o dimosto per il quale hanno beneficiato dell'aiuto di cuiall'articolo 34, il prezzo d'acquisto fissato per ciascuna distillazione,salvo quella di cui all'articolo 27, è ridotto, all'interno diciascuna area viticola, di uno stesso importo forfettario calcolatosulla base del livello di aiuto di cui all'articolo 34 e dell'aumentodel titolo alcolometrico previsto per la zona viticola dicui trattasi.2. Su richiesta del produttore, la riduzione si applica soltantonei limiti dei quantitativi oggetto dell'aumento del titoloalcolometrico di cui al paragrafo 1.2. Il provvedimento ha gli scopi seguenti:a) eliminare rimanenze specifiche di eccedenze;b) garantire la continuità di rifornimento da un raccolto all'altro.3. Il provvedimento è facoltativo per i produttori.4. Il provvedimento può essere limitato a determinate categoriedi vino o a determinate zone di produzione e può essereArticolo 331. Le modalità di applicazione del presente capo sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 75.Esse possono riguardare in particolare quanto segue:a) le deroghe di cui al presente capo;b) riguardo agli articoli 27 e 28, le modalità di esecuzionedella distillazione, la valutazione del volume di alcole contenutonel vino prodotto, le condizioni per la consegna dei


L 179/20 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITprodotti agli organismi d'intervento e i prezzi di acquistodei prodotti della distillazione che possono essere presi inconsegna dagli organismi d'intervento, nonché i criteri perla fissazione di tali prezzi;2. La concessione dell'aiuto può essere riservata ai prodottiottenuti nelle zone viticole C III qualora, senza tale misura,non sia possibile salvaguardare le correnti di scambio dei mostie dei vini da taglio.c) i requisiti minimi cui devono conformarsi le fecce di vinoe le vinacce;d) le condizioni del ritiro controllato di cui all'articolo 27,paragrafo 7;3. L'importo dell'aiuto è fissato in euro per % vol potenzialee per ettolitro di mosti di uve concentrati o di mosti di uveconcentrati rettificati, tenuto conto delle differenze tra i costidell'arricchimento ottenuto con detti prodotti e con il saccarosio.e) i quantitativi normalmente vinificati di cui all'articolo 28,paragrafo 2;Articolo 35f) le modalità di applicazione del provvedimento di cuiall'articolo 30, compresi i prodotti cui questo si riferisce, eil flusso dei prodotti della distillazione, in particolare perevitare turbative del mercato dell'alcole e delle bevandealcoliche;g) la possibilità di modulare il prezzo d'acquisto di cuiall'articolo 28, paragrafo 3; e1. È istituito un aiuto per l'impiego di quanto segue:a) mosti di uve e mosti di uve concentrati prodotti nellaComunità per la fabbricazione di succhi di uve o per lafabbricazione di altri prodotti commestibili a partire da talisucchi di uve;h) la determinazione del prezzo minimo di cui all'articolo 29,paragrafo 4.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 75 sono determinatil'importo degli aiuti di cui agli articoli 27 e 28 che sonodestinati a consentire lo smercio dei prodotti ottenuti,l'importo degli aiuti di cui all'articolo 29 e le regole che definisconoi presupposti del provvedimento di cui all'articolo 30,nonché l'entità e la forma della partecipazione finanziaria dellaComunità a favore di tale provvedimento.b) mosti di uve e mosti di uve concentrati prodotti nelle zoneC III, per la fabbricazione nel Regno Unito e in Irlanda deiprodotti del codice NC 2206 00, per i quali possa essereammesso da tali Stati membri l'uso di una denominazionecomposta recante il termine «vino» ai sensi dell'allegato VII,sezione C, paragrafo 2;c) mosti di uve concentrati prodotti nella Comunità, inquanto elemento principale di un insieme di prodottiimmessi in vendita nel Regno Unito ed in Irlanda conchiare istruzioni che consentano al consumatore di ottenereda questi mosti una bevanda che imiti il vino.CAPO IIIAIUTI PER IMPIEGHI DETERMINATIArticolo 342. In deroga al paragrafo 1, lettera b), qualora risulti che larestrizione di ordine geografico connessa alla produzione dimosti di uve e di mosti di uve concentrati di cui a detta normadetermini distorsioni di concorrenza, può essere deciso diestendere la concessione di tale aiuto ai mosti di uve e ai mostidi uve concentrati prodotti in regioni della Comunità al difuori delle zone C III.1. È istituito un aiuto per l'impiego di quanto segue:a) mosti di uve concentrati,b) mosti di uve concentrati rettificati,prodotti nella Comunità, se sono utilizzati per aumentare ititoli alcolometrici dei prodotti vinicoli per i quali ai sensi delpresente regolamento è stato autorizzato tale aumento.3. Gli aiuti di cui al paragrafo 1 sono riservati all'impiego diprodotti ottenuti da varietà di viti classificate esclusivamentecome varietà di uve da vino o al tempo stesso come varietà diuve da vino e come varietà destinate ad altro impiego; essi possonoinoltre essere concessi per le uve di origine comunitariaottenute dalle stesse varietà.4. Gli importi degli aiuti devono essere fissati in modo cheil costo di approvvigionamento di mosti di uve e di mosti diuve concentrati, originari della Comunità, sia idoneo a conservarei loro sbocchi tradizionali.


14.7.1999 L 179/21Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT5. Una parte da determinare dell'aiuto di cui al paragrafo 1,lettera a), è riservata all'organizzazione di campagne promozionalia favore del consumo di succo d'uva. Ai fini dell'organizzazionedi tali campagne, l'importo dell'aiuto può essere fissatoad un livello superiore a quello risultante dall'applicazione delparagrafo 4.Articolo 36Le modalità di applicazione del presente capo sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 75.Esse riguardano in particolare quanto segue:CAPO IVDISPOSIZIONI GENERALIArticolo 37I produttori soggetti agli obblighi di cui agli articoli 27 e 28possono beneficiare delle misure d'intervento previste dal presentetitolo, se hanno adempiuto detti obblighi per un periododi riferimento da determinare. Tale periodo e le modalitàd'applicazione del presente articolo sono decisi secondo la proceduradi cui all'articolo 75.a) le condizioni per la concessione dell'aiuto di cuiall'articolo 34, paragrafo 1;b) le misure necessarie per garantire il controllo dell'impiegodei prodotti di cui all'articolo 35, paragrafo 1;c) l'importo dell'aiuto di cui agli articoli 34 e 35, che è fissatoprima dell'avvio di ciascuna campagna;d) la decisione di cui all'articolo 35, paragrafo 2, primocomma.Articolo 381. Quando si rilevano sul mercato comunitario prezzi eccessivamenteelevati per un tipo di vino e tale situazione rischiadi persistere, con conseguente turbativa del mercato, la Commissionepuò adottare le misure necessarie.2. Nella misura necessaria per sostenere il mercato dei vinida tavola, possono essere adottate, secondo la procedura di cuiall'articolo 75, misure d'intervento per i prodotti di cuiall'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), diversi dai vini da tavola.TITOLO IVASSOCIAZIONI DI PRODUTTORI E ORGANISMI DI FILIERACAPO IASSOCIAZIONI DI PRODUTTORIArticolo 391. Si intende per «associazione di produttori», se riconosciutaai sensi del presente regolamento, ogni persona giuridica:a) costituita per iniziativa dei produttori di prodotti disciplinatidal presente regolamento,b) che per i suoi soci ha in particolare lo scopo:i) di assicurare la programmazione della produzione el'adeguamento della stessa alla domanda, sia dal puntodi vista quantitativo che qualitativo;ii)di promuovere la concentrazione dell'offerta e l'immissionesul mercato della loro produzione;iii) di ridurre i costi di produzione e di stabilizzare iprezzi alla produzione;iv)di promuovere pratiche colturali, tecniche di produzionee tecniche di gestione dei rifiuti che rispettinol'ambiente, in particolare per tutelare la qualità delleacque, dei suoli e del paesaggio e per preservare e/ofavorire la biodiversità.2. Le associazioni di produttori riconosciute ai sensi del presenteregolamento devono avere la possibilità di comminare ailoro soci le sanzioni adeguate in caso di inosservanza degliobblighi statutari.3. Gli Stati membri possono riconoscere quali associazionidi produttori a norma del presente regolamento le associazionidi produttori che ne facciano domanda a condizione che:a) rispondano ai requisiti previsti ai paragrafi 1 e 2 e a talfine comprovino, tra l'altro, di avere un numero minimo disoci e un volume minimo di produzione commercializzabile;


L 179/22 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITb) offrano sufficienti garanzie circa la realizzazione, la duratae l'efficacia della loro attività;c) mettano effettivamente in grado i loro soci di usufruire dell'assistenzatecnica necessaria per poter realizzare pratichecolturali rispettose dell'ambiente.1. Gli Stati membri:Articolo 40a) decidono in merito alla concessione del riconoscimento adun'associazione di produttori entro tre mesi dalla presentazionedella domanda corredata di tutti i documenti giustificativi;— rifiuto di rilasciare l'attestato o gli attestati nazionali e/ocomunitari necessari alla circolazione e alla commercializzazionedei prodotti vitivinicoli, quando siffatta commercializzazioneè conforme alle regole summenzionate.2. Le regole di cui al paragrafo 1 devono essere portate integralmentea conoscenza degli operatori tramite pubblicazioneufficiale a cura dello Stato membro interessato.3. Ogni anno gli Stati membri che si siano avvalsi delle possibilitàofferte al paragrafo 1 trasmettono alla Commissioneuna relazione sulle decisioni adottate l'anno precedente alriguardo. La Commissione ne esamina la conformità al dirittocomunitario, in particolare alle norme applicabili in materia dilibera circolazione (articoli da 28 a 31 del trattato) e di concorrenza(articoli da 81 a 86 del trattato), nonché al principio dinon discriminazione (articolo 34, paragrafo 3 del trattato).b) eseguono controlli a intervalli regolari per accertare ilrispetto, da parte delle associazioni di produttori, delle condizionidel riconoscimento e, in caso di mancato rispettodi tali condizioni, comminano le sanzioni da applicare alleassociazioni medesime e decidono, se necessario, la revocadel riconoscimento;c) comunicano alla Commissione, entro due mesi, le decisionidi concessione o di revoca del riconoscimento.2. La Commissione accerta l'osservanza dell'articolo 39 e delparagrafo 1, lettera b), del presente articolo procedendo a controlli,a seguito dei quali chiede eventualmente agli Stati membrila revoca del riconoscimento.4. Gli organismi di cui al paragrafo 1 svolgono in una o piùregioni della Comunità, alcune delle attività seguenti, tenendoconto degli interessi dei consumatori:i) migliorare la conoscenza e la trasparenza della produzionee del mercato;ii)contribuire ad un migliore coordinamento dell'immissionesul mercato dei prodotti, in particolare attraverso ricerchee studi di mercato;iii) elaborare contratti tipo compatibili con la normativacomunitaria;CAPO IIORGANISMI DI FILIERAArticolo 41iv)intensificare la realizzazione del potenziale produttivo;v) fornire le informazioni e svolgere le ricerche necessarieper orientare la produzione verso prodotti più adatti alfabbisogno del mercato e ai gusti e alle aspirazioni deiconsumatori, soprattutto per quanto riguarda la qualitàdei prodotti e la salvaguardia dell'ambiente;1. Per migliorare il funzionamento del mercato dei v.q.p.r.d.e dei vini da tavola con indicazione geografica, gli Stati membriproduttori, soprattutto nell'attuazione delle decisioni adottatedagli organismi di filiera, possono stabilire regole di commercializzazionerelative alla regolazione dell'offerta almomento della prima immissione sul mercato, purché questeregole riguardino la messa in riserva e/o l'uscita scaglionata deiprodotti, ad eccezione di qualunque altra pratica concordataquale:vi)vii)ricercare metodi atti a limitare l'impiego di prodotti fitosanitarie di altri fattori di produzione e a garantire la qualitàdei prodotti nonché la salvaguardia dei suoli e delleacque;mettere a punto metodi e strumenti per migliorare la qualitàdei prodotti in tutte le fasi della produzione, dellavinificazione e della commercializzazione;— fissazione del prezzo anche a titolo indicativo o di raccomandazione;viii) valorizzare e tutelare l'agricoltura biologica e le denominazionid'origine, i marchi di qualità e le indicazioni geografiche;— blocco di una percentuale eccessiva del raccolto annuodi solito disponibile e, in generale, qualunque operazioneanormale di riduzione dell'offerta;ix)promuovere in particolare la produzione integrata o altrimetodi di produzione rispettosi dell'ambiente.


14.7.1999 L 179/23Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITTITOLO VPRATICHE E TRATTAMENTI ENOLOGICI, DESIGNAZIONE, DENOMINAZIONE,PRESENTAZIONE E PROTEZIONECAPO Ig) vino liquoroso,PRATICHE E TRATTAMENTI ENOLOGICIArticolo 421. Sono stabiliti pratiche e trattamenti enologici comunitariautorizzati per l'elaborazione dei prodotti disciplinati dal presenteregolamento, esclusi i succhi di uve e i succhi di uve concentratinonché i mosti di uve e i mosti di uve concentratidestinati alla preparazione dei succhi di uve.2. Le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati possonoessere impiegati soltanto per consentire una buona vinificazione,una buona conservazione o un buon invecchiamentodei prodotti.3. Le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati escludonol'aggiunta di acqua, a meno che non sia richiesta da esigenzetecniche particolari, e l'aggiunta di alcole, tranne per il mostodi uve fresche mutizzato con alcole, il vino liquoroso, il vinospumante, il vino alcolizzato e, in condizioni da stabilire, ilvino frizzante.4. Per quanto riguarda le pratiche e i trattamenti enologici,gli Stati membri possono imporre condizioni più severe pergarantire la conservazione delle caratteristiche essenziali deiv.q.p.r.d., dei vini da tavola designati mediante un'indicazionegeografica prodotti nel loro territorio, dei vini spumanti e deivini liquorosi. Essi comunicano tali condizioni alla Commissione,che ne informa gli altri Stati membri.5. Salvo deroga, soltanto uve appartenenti alle varietà chefigurano come varietà di uve da vino nella classificazione compilataa norma dell'articolo 19, nonché i prodotti che ne derivano,possono essere utilizzati nella Comunità per l'elaborazionedi quanto segue:a) mosto di uve mutizzato con alcole,b) mosto di uve concentrato,c) mosto di uve concentrato rettificato,d) vino atto a diventare vino da tavola,h) mosto di uve parzialmente fermentato, ottenuto con uveparzialmente appassite,i) vino di uve stramature.6. Il taglio di un vino atto a diventare vino da tavola biancoo di un vino da tavola bianco con un vino atto a diventarevino da tavola rosso o con un vino da tavola rosso non puòprodurre vino da tavola.Questa disposizione non osta tuttavia, in taluni casi da determinare,al taglio di cui al primo comma, purché il prodottoottenuto abbia le caratteristiche di un vino da tavola rosso.In deroga al primo comma, detto taglio è ammesso fino al31 luglio 2005, nelle zone in cui tale pratica era tradizionale,secondo modalità da determinarsi.Articolo 431. Le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati sono stabilitinegli allegati IV e V.2. In particolare:— le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati riguardantil'arricchimento, l'acidificazione, la disacidificazione e la dolcificazione,nonché le norme relative al tenore di anidridesolforosa e al tenore massimo di acidità volatile figuranonell'allegato V, sezioni da A a G;— le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati nonché lenorme relative alla produzione di vino spumante e di vinospumante di qualità figurano nell'allegato V, sezioni H e I;— le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati nonché lenorme relative alla produzione di vini liquorosi figuranonell'allegato V, sezione J.Articolo 44e) vino da tavola,f) v.q.p.r.d.,1. Per quanto riguarda i prodotti dei codici NC 2204 10,2204 21 e 2204 29, solo i vini liquorosi, i vini spumanti, i vinispumanti gassificati, i vini frizzanti, i vini frizzanti gassificati,i v.q.p.r.d., i vini da tavola e, eventualmente, in deroga


L 179/24 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITall'articolo 45, i vini legalmente importati possono essereofferti o consegnati per il consumo umano diretto all'internodella Comunità.9. Il vinello, sempreché lo Stato membro interessato neautorizzi la fabbricazione, può essere utilizzato soltanto per ladistillazione o per il consumo familiare del singolo viticoltore.2. Ad eccezione dei vini in bottiglia per i quali può essereprovato che l'imbottigliamento è anteriore al 1 o settembre1971, il vino diverso da un v.q.p.r.d. proveniente dalla varietàdi viti di cui all'articolo 42, paragrafo 5, ma non rispondentealle definizioni di cui ai punti da 12 a 18 dell'allegato I, puòessere utilizzato soltanto per il consumo familiare del singoloviticoltore per la produzione di aceto di vino o per la distillazione.3. Durante le annate caratterizzate da condizioni climatichesfavorevoli, può essere deciso che i prodotti delle zoneviticole A e B non aventi il titolo alcolometrico volumico naturaleminimo fissato per la zona viticola in oggetto possanoessere utilizzati nella Comunità per la produzione di vini spumantio di vini spumanti gassificati, purché tali vini raggiunganoun titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a8,5 % vol, oppure per la produzione di vini frizzanti gassificati.In tal caso, l'arricchimento è effettuato entro i limiti di cuiall'allegato V, sezione D, punto 5.4. Salvo disposizioni più restrittive applicate dagli Statimembri per l'elaborazione nel loro territorio di prodotti noncompresi nei codici NC 2204 10, 2204 21 e 2204 29, il mostodi uve fresche mutizzato con alcole può essere impiegato soltantoper l'elaborazione di tali prodotti.10. Il vino alcolizzato può essere utilizzato soltanto per ladistillazione.11. Il mosto di uve parzialmente fermentato, ottenuto conuve parzialmente appassite, può essere messo in circolazionesoltanto per l'elaborazione di vini liquorosi, unicamente nelleregioni viticole dove tale uso era tradizionale alla data del1 o gennaio 1985, e dei vini di uve stramature.12. Le uve fresche, il mosto di uve, il mosto di uve parzialmentefermentato, il mosto di uve concentrato, il mosto di uveconcentrato rettificato, il mosto di uve mutizzato con alcole, ilsucco di uve e il succo di uve concentrato originari di paesiterzi non possono essere vinificati o addizionati al vino nel territoriodella Comunità.13. I prodotti di cui al paragrafo 12 non possono esseresottoposti a fermentazione alcolica nel territorio della Comunità.La presente disposizione non si applica ai prodotti destinatialla produzione nel Regno Unito e in Irlanda dei prodottidel codice NC 2206 00 per i quali, ai sensi dell'allegato VII,sezione C, paragrafo 2, gli Stati membri possono autorizzarel'utilizzazione di una denominazione composta recante il termine«vino».5. Il succo di uve e il succo di uve concentrato originaridella Comunità non possono formare oggetto di vinificazioneo essere aggiunti al vino. La destinazione di tali prodotti è sottopostaa controllo. È vietato mettere in fermentazione alcolicaquesti prodotti nel territorio della Comunità.6. Le disposizioni dei paragrafi 4 e 5 non si applicano aiprodotti destinati all'elaborazione nel Regno Unito e in Irlandadi prodotti del codice NC 2206 00 per i quali può essereammesso dagli Stati membri l'uso di una denominazione compostarecante il termine «vino» ai sensi dell'allegato VII,sezione C, paragrafo 2.14. Il taglio di un vino originario di un paese terzo con unvino della Comunità e il taglio, nel territorio geografico dellaComunità, di vini originari di paesi terzi sono vietati.15. Il Consiglio può prevedere deroghe al paragrafo 12, alparagrafo 13, prima frase, e al paragrafo 14, in conformitàdegli obblighi internazionali della Comunità.Articolo 457. I vini atti a diventare vini da tavola che non raggiungonoil titolo alcolometrico volumico effettivo minimo dei vini datavola possono essere immessi sul mercato soltanto per l'elaborazionedi vini spumanti o se sono destinati agli acetifici, alledistillerie o ad altri usi industriali. L'arricchimento di tali vini eil taglio degli stessi con un vino da tavola onde portarne iltitolo alcolometrico volumico effettivo al livello prescritto perun vino da tavola possono aver luogo soltanto negli impiantidel vinificatore o per conto di quest'ultimo.1. Fatte salve eventuali deroghe, i seguenti prodotti nonpossono essere offerti o avviati al consumo umano diretto:a) i prodotti dei codici NC 2204 10, 2204 21, 2204 29 e2204 30 10, importati o no, che siano stati sottoposti apratiche enologiche non ammesse dalla normativa comunitariaoppure, ove ciò sia consentito, dalle normative nazionali;8. Le fecce di vino e le vinacce non possono essere impiegateper ottenere vino o bevande destinate al consumo umanodiretto, salvo alcole, acquavite o vinello.b) i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettere a), b) ec), che non siano di qualità sana, leale o mercantile;


14.7.1999 L 179/25Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITc) i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, che non rispondanoalle definizioni contenute nell'allegato I.2. Le deroghe di cui al paragrafo 1 per i prodotti d'importazionesono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 133del trattato.Articolo 461. Le modalità di applicazione del presente capo e degliallegati IV e V sono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 75.eseguiti unicamente sotto la responsabilità di persone riconosciutedallo Stato membro e dotate di conoscenze sufficientia garantire la qualità, l'igiene e la salubrità del prodotto;e) le condizioni di detenzione e di circolazione, le destinazionidei prodotti di cui all'articolo 45 o gli elenchi di prodottiesentati dai requisiti previsti in detto articolo, nonchéla determinazione dei criteri atti ad evitare un eccessivorigore in casi individuali, le condizioni alle quali gli Statimembri possono autorizzare la detenzione e la circolazionenonché le destinazioni dei prodotti non conformi alledisposizioni del presente regolamento, diverse da quelle dicui all'articolo 45, paragrafo 1, o a quelle adottate in applicazionedel presente regolamento;Esse riguardano in particolare quanto segue:a) per la sezione A dell'allegato V, le misure transitorie relativeai vini prodotti anteriormente al 1 o settembre 1986 ele modificazioni degli elenchi di vini di cui al punto 2;b) per gli allegati IV e V, i limiti e talune condizioni di utilizzazionedelle pratiche e dei trattamenti enologici di cui aisuddetti allegati, ad eccezione dei limiti e delle condizionistabilite negli allegati dianzi citati:c) le decisioni, le eccezioni, le deroghe, le condizioni e glielenchi di cui al presente capo e all'allegato V;d) l'applicazione delle sezioni da C a G dell'allegato V ai prodottiraccolti nelle regioni comunitarie non comprese nellezone viticole elencate nell'allegato III;e) per la sezione J dell'allegato V, gli elenchi di cui al punto 2,lettera b), e al punto 6, le deroghe di cui al punto 4,lettera b), e le modalità di dichiarazione e di registrazionedi cui al punto 6.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 75 sono adottatele seguenti modalità:a) le regole che disciplinano la comparazione tra pratiche etrattamenti enologici determinati utilizzati nei paesi terzi equelli di cui all'articolo 43, paragrafo 1, e all'allegato IV;f) le regole generali per l'utilizzazione in via sperimentale dipratiche e trattamenti enologici non autorizzati altrove.3. I metodi d'analisi per individuare la composizione deiprodotti disciplinati dal presente regolamento e le regole perstabilire se tali prodotti sono stati sottoposti a trattamenti inviolazione delle pratiche enologiche autorizzate sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 75.Secondo la stessa procedura sono adottati, se necessario, ilimiti espressi in cifre degli elementi che caratterizzano l'applicazionedi determinate pratiche enologiche e le tabelle per ilconfronto dei dati analitici.Tuttavia, qualora non siano previsti metodi di analisi comunitario regole di cui al primo comma per individuare e quantificarele sostanze ricercate nel prodotto in questione, i metodi dianalisi da utilizzare sono i seguenti:a) i metodi di analisi riconosciuti dall'assemblea generale dell'Ufficiointernazionale della vigna e del vino (OIV) e pubblicatia cura di questo, oppureb) qualora tra i metodi di analisi di cui alla lettera a) nonfiguri un metodo appropriato, un metodo di analisi conformealle norme raccomandate dall'Organizzazione internazionaleper la standardizzazione (ISO), oppureb) le disposizioni che disciplinano la miscelazione e il tagliodei mosti e dei vini;c) i requisiti di purezza e identità delle sostanze impiegatenelle pratiche enologiche;c) in mancanza di uno dei metodi di cui alle lettere a) e b) ein funzione della sua esattezza, della sua ripetibilità e dellasua riproducibilità:i) un metodo di analisi ammesso dallo Stato membrointeressato od) le disposizioni amministrative concernenti le pratiche e itrattamenti enologici autorizzati, le quali possono prevedereche talune pratiche e taluni trattamenti enologici sianoii)se necessario, qualsiasi altro metodo di analisi appropriato.


L 179/26 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITSono considerati equivalenti ai metodi di analisi comunitari dicui al primo comma i metodi di analisi automatizzati impiegatiin luogo di un metodo di analisi comunitario, a condizioneche sia stato stabilito, secondo la procedura di cuiall'articolo 75, che i risultati ottenuti sono almeno uguali airisultati ottenuti con il corrispondente metodo comunitario perquanto concerne l'esattezza, la ripetibilità e la riproducibilità.informati sulla natura del prodotto in questione e che lostesso non sia etichettato come prodotto comunitario ocome prodotto di uno Stato membro.3. Le norme di cui al paragrafo 1 si applicano alla designazionedei prodotti ivi indicati:a) sull'etichettatura,CAPO IIDESIGNAZIONE, DENOMINAZIONE, PRESENTAZIONE EPROTEZIONE DI TALUNI PRODOTTIArticolo 471. Le disposizioni sulla designazione, la denominazione e lapresentazione di taluni prodotti disciplinati dal presente regolamentoe sulla protezione di talune indicazioni, menzioni e terminisono definite nel presente capo e negli allegati VII e VIII.Tali disposizioni tengono conto, in particolare, dei seguentiobiettivi:a) tutela dei legittimi interessi dei consumatori,b) tutela dei legittimi interessi dei produttori,c) buon funzionamento del mercato interno,d) sviluppo dei prodotti di qualità.2. Le disposizioni di cui al paragrafo 1 riguardano in particolarequanto segue:a) l'obbligo di utilizzare alcune menzioni;b) l'autorizzazione ad utilizzare altre menzioni a determinatecondizioni;c) l'autorizzazione ad utilizzare altre menzioni, ivi compreseinformazioni che possono risultare utili per i consumatori;d) modalità di protezione e di controllo per alcune menzioni;e) la discplina dell'utilizzazione di indicazioni geografiche e dimenzioni tradizionali;f) la disciplina dell'etichettatura dei prodotti importati o, seconsentito ai sensi del presente regolamento, elaborati datali prodotti, al fine di garantire che i consumatori sianob) nei registri, nei documenti di accompagnamento e neglialtri documenti prescritti dalle disposizioni comunitarie, inseguito denominati «documenti ufficiali», eccettuati i documentidoganali,c) nei documenti commerciali, in particolare nelle fatture enelle bollette di consegna, ed) nella pubblicità qualora il presente regolamento contengadisposizioni particolari al riguardo.4. Le norme di cui al paragrafo 1 sono applicabili per lapresentazione dei prodotti ivi indicati per quanto riguarda:a) il recipiente, compreso il dispositivo di chiusura;b) l'etichettatura;c) l'imballaggio.5. Le norme di cui al paragrafo 1 si applicano ai prodottidetenuti per la vendita ed a quelli già immessi sul mercato.Articolo 48La designazione e la presentazione dei prodotti di cui al presenteregolamento, nonché qualsiasi forma di pubblicità relativaai detti prodotti, non devono essere erronee e tali da creareconfusione o indurre in errore le persone alle quali sonorivolte, in particolare per quanto riguarda:— le informazioni di cui all'articolo 47; tale disposizione siapplica anche qualora tali informazioni siano utilizzate inuna traduzione, si riferiscano alla provenienza effettiva delprodotto o siano corredate di menzioni quali «genere»,«tipo», «metodo», «imitazione», «marchio» o simili;— le caratteristiche dei prodotti quali, in particolare, la natura,la composizione, il titolo alcolometrico volumico, il colore,l'origine o la provenienza, la qualità, la varietà di vite,l'anno del raccolto o il volume nominale dei recipienti;— l'identità e la qualità delle persone fisiche o giuridiche o diun'associazione di persone che partecipano o hanno partecipatoall'elaborazione o alla commercializzazione del prodotto,in particolare dell'imbottigliatore.


14.7.1999 L 179/27Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITArticolo 49Articolo 511. I prodotti la cui designazione o la cui presentazione nonè conforme alle disposizioni del presente regolamento o allemodalità adottate ai fini dell'attuazione dello stesso, non possonoessere detenuti per la vendita o immessi sul mercato nellaComunità, né essere esportati.Tuttavia, nel caso di prodotti destinati all'esportazione, deroghealle disposizioni del presente regolamento:— possono essere autorizzate dagli Stati membri qualora lanormativa del paese terzo d'importazione lo richieda;— possono essere previste nelle modalità di applicazione neicasi non contemplati nel primo trattino.1. Ai fini dell'applicazione del presente titolo, per «nome diun'unità geografica più piccola dello Stato membro» s'intende ilnome di:— una località o un'unità raggruppante delle località,— un comune o una frazione,— una sottoregione viticola o una parte di sottoregione viticola,— una regione diversa da una regione determinata.2. Lo Stato membro sul territorio del quale si trova il prodottola cui designazione o presentazione non è conforme alledisposizioni di cui al paragrafo 1 adotta le misure necessarieper comminare sanzioni in caso di infrazioni, in base alla gravitàdelle stesse.2. L'utilizzazione di un'indicazione geografica per designarevini da tavola ottenuti da un taglio di vini ricavati da uve raccoltein aree di produzione diverse è ammessa se l'85 % almenodel vino da tavola risultante dal taglio proviene dall'area viticoladi cui porta il nome.Lo Stato membro può tuttavia concedere un'autorizzazione adetenere il prodotto in oggetto per la vendita a immettere sulmercato nella Comunità o a esportare il prodotto, purché ladesignazione o la presentazione di tale prodotto sia resa conformealle disposizioni di cui al paragrafo 1.Articolo 501. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie perconsentire agli interessati di impedire, secondo le condizionipreviste dagli articoli 23 e 24 dell'accordo sugli aspetti deidiritti di proprietà intellettuale riguardanti il commercio, l'utilizzazionenella Comunità di un'indicazione geografica volta adidentificare i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2,lettera b), per prodotti che non sono originari del luogo designatodall'indicazione geografica in questione, anche qualora lavera origine dei prodotti sia indicata oppure l'indicazione geograficasia utilizzata in una traduzione o sia corredata di menzioniquali «genere», «tipo», «stile», «imitazione» o simili.2. Ai fini del presente articolo, per «indicazione geografica»si intende l'indicazione che serve a identificare un prodottocome originario del territorio di un paese terzo membro dell'Organizzazionemondiale del commercio, oppure di unaregione o di una località di questo territorio, qualora una determinataqualità, rinomanza o altra caratteristica del prodottopossa essere attribuita essenzialmente a tale origine geografica.3. I paragrafi 1 e 2 si applicano in deroga ad altre disposizionicontenute nella legislazione comunitaria che stabilisconole norme per la denominazione e la presentazione dei prodottidisciplinati dal presente regolamento.Tuttavia, l'utilizzazione, per designare vini da tavola bianchi, diun'indicazione geografica relativa ad un'area di produzionesituata all'interno della zona viticola A o della zona viticola B èammessa soltanto se i prodotti che compongono il taglio sonoottenuti nella zona viticola in causa o se il vino in questione èricavato dal taglio tra vini da tavola delle zona viticola A e vinida tavola della zona viticola B.3. Gli Stati membri possono subordinare l'utilizzazione diun'indicazione geografica per designare un vino da tavola allacondizione, in particolare, che sia ottenuto integralmente dadeterminati vitigni espressamente designati e provenga esclusivamentedal territorio precisamente delimitato di cui porta ilnome.Articolo 521. Se uno Stato membro attribuisce il nome di una regionedeterminata ad un v.q.p.r.d. nonché, se del caso, ad un vinodestinato ad essere trasformato nel v.q.p.r.d. in questione, questonome non può essere utilizzato per la designazione di prodottidel settore vitivinicolo che non provengono da questaregione e/o ai quali questo nome non è stato attribuito in conformitàalle normative comunitaria e nazionale in vigore. Lostesso dicasi se uno Stato membro ha attribuito il nome di uncomune, di una frazione o di una località unicamente ad unv.q.p.r.d. nonché, eventualmente, ad un vino destinato adessere trasformato in tale v.q.p.r.d.Fatte salve le disposizioni comunitarie riguardanti specificamentetaluni tipi di v.q.p.r.d., gli Stati membri possono consen-


L 179/28 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITtire, secondo condizioni di produzione da essi fissate, che ilnome di una regione determinata sia connesso con una precisazionerelativa alle modalità di preparazione o al tipo di prodotto,ovvero con il nome di una varietà di vigne od un suosinonimo.In deroga al primo comma, il Consiglio, deliberando a maggioranzaqualificata su proposta della Commissione, può decidere,fino al 31 agosto 2001, di autorizzare che taluni nomi geograficitradizionalmente utilizzati per designare un vino da tavolae diventati il nome di una regione determinata, possano continuaread essere utilizzati anche per la designazione dei vini datavola per tre campagne viticole al massimo.2. Possono essere utilizzati per la designazione, la presentazionee la pubblicità di una bevanda diversa da un vino o daun mosto di uve i nomi e le menzioni seguenti:— il nome di una varietà di vigna,4. Possono essere utilizzati per la designazione, la presentazionee la pubblicità di una bevanda diversa da un vino o daun mosto di uve i nomi:— di una regione determinata,— di un'unità geografica più piccola della regione determinata,purché questo nome sia attribuito da uno Stato membroper la designazione di un vino ai sensi delle disposizionicomunitarie,solo a condizione che:a) per i prodotti dei codici NC 2009, 2202, 2205, 2206,2207, 2208 e 2209 nonché per i prodotti ottenuti da unamateria prima vinicola i nomi e le menzioni dianzi citatesiano riconosciuti nello Stato membro di origine del prodottoe che questo riconoscimento sia compatibile con ildiritto comunitario;— una menzione specifica tradizionale di cui all'allegato VII,sezione A, punto 2, lettera c), secondo trattino, quartodoppio trattino, o all'allegato VIII, sezione D, punto 2,lettera c), secondo trattino,b) per le bevande diverse da quelle di cui alla lettera a), siaescluso qualsiasi rischio di confusione circa la natura, l'origineo la provenienza e la composizione di questebevande.oppure— una menzione tradizionale complementare di cuiall'allegato VII, sezione B, punto 1, lettera b), quinto trattino,purché sia attribuita da uno Stato membro per ladesignazione di un vino ai sensi delle disposizioni comunitarie,Tuttavia, anche se il riconoscimento di cui alla lettera a) nonha avuto luogo, questi nomi possono continuare ad essere utilizzatifino al 31 dicembre 2000, fatta salva l'osservanza dellalettera b).Articolo 53soltanto a condizione che sia escluso qualsiasi rischio di confusionesulla natura, l'origine o la provenienza e la composizionedi tale bevanda.3. L'utilizzazione di un nome o di una menzione di cui alpunto 2 o di uno dei termini «Hock», «Claret», «Liebfrauenmilch»e «Liebfraumilch», anche se corredati di menzioni quali«genere», «tipo», «modo», «imitazione» o simili, è vietato per ladesignazione e la presentazione:— di una merce del codice NC 2206, a meno che la merce inquestione provenga effettivamente dal luogo così designato;— di una merce commercializzata con chiare istruzioni al finedi ottenerne presso il consumatore una bevanda che imitiil vino; tuttavia, può essere utilizzato il nome di una varietàdi vite se la merce in questione proviene effettivamente datale varietà, a meno che tale nome dia luogo a confusionicon il nome di una regione determinata o di un'unità geograficausato per la designazione di un v.q.p.r.d.1. Le modalità di applicazione del presente capo e degliallegati VII e VIII sono adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 75. Tali modalità disciplinano in particolare le deroghe,le condizioni e le autorizzazioni previste nei suddetti allegati.2. Le disposizioni seguenti sono adottate secondo la proceduradi cui all'articolo 75:a) le indicazioni, i contrassegni e gli altri marchi di cui allaparte introduttiva dell'allegato VII o alla sezione A, punto 2,dell'allegato VIII;b) l'elenco delle menzioni specifiche tradizionali di cui alquarto doppio trattino del secondo trattino della sezione A,punto 2, lettera c), dell'allegato VII o di cui al secondo trattinodella sezione D, punto 2, lettera c), dell'allegato VIII;c) le condizioni alle quali le indicazioni geografiche di cui allasezione A, punto 2, dell'allegato VII sono utilizzate;


14.7.1999 L 179/29Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITd) le indicazioni di cui all'allegato VII, sezione A, punto 4;e) le condizioni alle quali le indicazioni di cui alla sezione B,punto 1, dell'allegato VII, sono utilizzate ed il quadro diimpiego delle indicazioni di cui alla sezione B, punto 3,dell'allegato VII;f) le indicazioni di cui all'allegato VII, sezione B, punto 2, e lecondizioni alle quali sono utilizzate;g) la misura in cui e le condizioni alle quali le disposizionidell'allegato VII si applicano ai prodotti disciplinati dal presenteregolamento, ma non contemplati nella sezione A,punto 1, dell'allegato VII o nell'allegato VIII, in particolareil mosto di uve, il mosto di uve parzialmente fermentato, ilmosto di uve concentrato, il vino nuovo ancora in fermentazioneed il vino di uve parzialmente appassite, prodottinella Comunità;h) le condizioni alle quali i prodotti sono imballati e trasportatiin recipienti e la loro utilizzazione e marcatura, ivicomprese quelle per quanto riguarda i recipienti per la preparazioneed il deposito dei vini spumanti;i) se del caso, l'attribuzione dei nomi di unità geografiche dicui all'allegato VIII, sezione E, punto 1, secondo trattino;j) le indicazioni obbligatorie e facoltative che devono figurarenei registri, nei documenti ufficiali e nei documenti commerciali;k) le modalità di cui all'allegato VIII, sezione G, punto 2, e,rispettivamente, sezione G, punto 5,l) le modalità e le disposizioni derogatorie di cuiall'allegato VIII, sezione I, punto 6.TITOLO VIVINI DI QUALITÀ PRODOTTI IN REGIONI DETERMINATEArticolo 54c) mosti di uve parzialmente fermentati,1. Per vini di qualità prodotti in regione determinate(«v.q.p.r.d.») si intendono i vini conformi alle disposizioni delpresente titolo e alle disposizioni comunitarie e nazionali adottatein materia.d) vini nuovi ancora in fermentazione,e) vino.2. I v.q.p.r.d. comprendono le seguenti categorie:a) i vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate(«v.l.q.p.r.d.»), rispondenti alla definizione di vino liquoroso;4. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione l'elencodei v.q.p.r.d. da essi riconosciuti, fornendo per ciascuno informazionisulle norme nazionali che ne disciplinano la produzionee l'elaborazione.b) i vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate(«v.s.q.p.r.d.»), rispondenti alla definizione di vino spumante,compresi i v.s.q.p.r.d. del tipo aromatico;5. La Commissione pubblica l'elenco nella Gazzetta ufficialedelle Comunità europee, serie C.c) i vini frizzanti di qualità prodotti in regioni determinate(«v.f.q.p.r.d.»), rispondenti alla definizione di vino frizzante;d) i v.q.p.r.d. diversi da quelli menzionati nelle lettere a), b) ec).3. I prodotti atti a diventare v.q.p.r.d. sono i seguenti:Articolo 551. Oltre alle norme nazionali eventualmente adottate inforza dell'articolo 57, paragrafo 1, e tenute presenti le condizionitradizionali di produzione, che non pregiudichino la politicadi qualità e il corretto funzionamento del mercato interno,le disposizioni che disciplinano la produzione dei v.q.p.r.d.sono basate sugli elementi seguenti:a) uve fresche,a) delimitazione della zona di produzione,b) mosti di uve,b) tipo di vitigno,


L 179/30 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITc) pratiche colturali,d) metodi di vinificazione,e) titolo alcolometrico volumico naturale minimo,f) resa per ettaro,g) analisi e valutazione delle caratteristiche organolettiche.3. Il declassamento di cui al paragrafo 2 viene deciso in particolarequando l'organismo competente ha accertato quantosegue:a) nel corso del magazzinaggio o del trasporto il vino hasubito un cambiamento che ha provocato un deterioramentoo un'alterazione delle caratteristiche del v.q.p.r.d. inquestione;b) il vino è stato sottoposto a trattamenti vietati o non è designatoa norma di legge come v.q.p.r.d.2. Le disposizioni di cui al paragrafo 1 figuranonell'allegato VI, sezioni da A a J.3. Le disposizioni dell'allegato VI, sezione K, si applicanosoltanto ai v.s.q.p.r.d. Le disposizioni dell'allegato VI, sezione L,si applicano soltanto ai v.l.q.p.r.d.Articolo 571. Oltre agli elementi di cui all'articolo 55 e tenuto contodegli usi leali e costanti, gli Stati membri produttori possonodefinire tutte le condizioni di produzione e le caratteristichecomplementari alle quali devono rispondere i v.q.p.r.d.Articolo 561. Gli Stati membri decidono le regole in base alle quali,nella fase di produzione:2. In aggiunta alle altre disposizioni del presente regolamentoe tenuto conto degli usi leali e costanti gli Stati membriproduttori possono definire tutti le caratteristiche o le condizionidi produzione, di elaborazione e di commercializzazionecomplementari o più severe per i v.q.p.r.d. prodotti nel loroterritorio.a) un produttore può:Articolo 58i) non chiedere la classificazione come v.q.p.r.d. di unprodotto che nella sua dichiarazione di raccolto o diproduzione figura come un prodotto atto a diventarev.q.p.r.d.;ii)declassare un v.q.p.r.d. in particolare a vino da tavola;b) l'organismo competente che lo Stato membro deve designarepuò declassare un v.q.p.r.d.2. Il declassamento di un v.q.p.r.d. nella fase di commercializzazioneviene eseguito dai seguenti organismi:Le modalità d'applicazione del presente titolo e dell'allegato VIsono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 75.Esse riguardano in particolare:a) le decisioni, le eccezioni, le deroghe e gli elenchi menzionatinel presente titolo e nell'allegato VI;b) la delimitazione delle zone situate nelle immediate vicinanzedi una regione determinata, tenendo conto in particolaredella situazione geografica e delle strutture amministrative;a) dall'organismo competente dello Stato membro nel cui territoriosi trova il vino:c) la destinazione dei v.q.p.r.d. declassati e le condizioni cuitale destinazione è subordinata;i) se il vino è originario di tale Stato membro, oppureii)nel caso di piccoli quantitativi da stabilire;d) le disposizioni opportune sull'applicazione sistematica egeneralizzata delle analisi organolettiche, sulla destinazionedei vini non conformi ai requisiti delle analisi e sulle condizionia cui tale destinazione è subordinata;b) dall'organismo competente dello Stato membro di originedel vino nei casi non contemplati dalla lettera a).e) la determinazione dei piccoli quantitativi di cuiall'articolo 56, paragrafo 2, lettera a), punto ii).


14.7.1999 L 179/31Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITTITOLO VIIREGIME DI SCAMBI CON I PAESI TERZIArticolo 591. L'importazione nella Comunità dei prodotti di cuiall'articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e b), è subordinata alla presentazionedi un certificato d'importazione. L'importazionedegli altri prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2 e l'esportazionedei prodotti ivi contemplati possono essere subordinatealla presentazione di un certificato d'importazione o d'esportazione.2. Il certificato è rilasciato dagli Stati membri a chi ne facciarichiesta, indipendentemente dal suo luogo di stabilimentonella Comunità, fatte salve le norme d'applicazione degliarticoli 62 e 63.Il certificato è valido in tutta la Comunità.Il rilascio del certificato è subordinato alla costituzione di unacauzione che garantisca l'esecuzione dell'impegno di importareo di esportare durante il periodo di validità del certificato eche, salvo in casi di forza maggiore, resta acquisita, in tutto oin parte, qualora l'operazione non sia eseguita entro tale termineo sia eseguita solo parzialmente.3. Secondo la procedura di cui all'articolo 75 viene decisoquanto segue:a) l'elenco dei prodotti per i quali sono richiesti certificati diimportazione o di esportazione,Qualora il prezzo di entrata dichiarato del lotto interessato siasuperiore al valore forfettario all'importazione, aumentato diun margine fissato a norma del paragrafo 3 e che non puòsuperare il valore forfettario di più del 10 %, è richiesto il depositodi una cauzione pari ai dazi all'importazione determinatasulla base del valore forfettario all'importazione.Se, nel caso di cui al secondo comma, non viene dichiarato ilprezzo d'entrata del lotto interessato, l'applicazione della tariffadoganale comune dipende dal valore forfettario all'importazioneo dall'applicazione delle pertinenti disposizioni della legislazionedoganale, secondo le condizioni da stabilire ai sensidel paragrafo 3.3. Qualora le deroghe di cui all'articolo 44, paragrafo 15, siapplichino ai prodotti importati, per questi prodotti gli importatoridepositano una cauzione presso le autorità doganali designateal momento dell'immissione in libera pratica. La cauzioneè pari ad un importo da specificare. Essa viene svincolatadietro presentazione da parte dell'importatore della prova, ritenutasoddisfacente dalle autorità doganali dello Stato membrodell'immissione in libera pratica, che i mosti sono stati trasformatiin succhi di uva utilizzati in prodotti estranei al settorevinicolo, ovvero, se vinificati, che sono stati adeguatamente etichettati.4. Le modalità di applicazione del presente articolo sonoadottate secondo la procedura di cui all'articolo 75. Esse riguardanoin particolare la fissazione dei criteri volti a determinarequale regime di controllo si debba applicare e gli elementi daconsiderare per il calcolo dei valori forfettari all'importazione,l'entità della cauzione di cui al paragrafo 3 e le norme chedisciplinano lo svincolo di tale cauzione.b) il periodo di validità dei certificati e le altre modalità diapplicazione del presente articolo.Articolo 61Articolo 601. Salvo altrimenti disposto dal presente regolamento, aiprodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, si applicano le aliquotedei dazi della tariffa doganale comune.2. Per i succhi e i mosti dei codici NC 2009 60 e 2204 30per i quali l'applicazione dei dazi della tariffa doganale comunedipende dal prezzo all'importazione del prodotto importato,l'esattezza di questo prezzo viene verificata mediante il controllodi ciascun lotto o mediante un valore forfettario all'importazione,calcolato dalla Commissione in base alle quotazionidegli stessi prodotti nei paesi d'origine.1. Per evitare o reprimere gli effetti negativi sui mercaticomunitari imputabili a importazioni di taluni prodotti di cuiall'articolo 1, paragrafo 2, l'importazione all'aliquota del dazioprevista dalla tariffa doganale comune di uno o più di tali prodottiè subordinata al pagamento di un dazio addizionaleall'importazione, se sono soddisfatte le condizioni di cuiall'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura concluso ai sensidell'articolo 300 del trattato nell'ambito dei negoziati commercialimultilaterali dell'Uruguay Round, tranne nel caso in cui leimportazioni non rischino di turbare il mercato comunitario ogli effetti siano sproporzionati rispetto all'obiettivo perseguito.2. I prezzi d'intervento sotto i quali può essere imposto undazio addizionale all'importazione sono quelli trasmessi dallaComunità all'Organizzazione mondiale per il commercio.I volumi d'intervento che devono essere superati ai fini dell'imposizionedi un dazio addizionale all'importazione sono determinatiin particolare in base alle importazioni nella Comunità


L 179/32 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITnei tre anni che precedono quello in cui gli effetti negativi dicui al paragrafo 1 si verificano o rischiano di verificarsi.3. I prezzi all'importazione da considerare ai fini dell'imposizionedi un dazio addizionale all'importazione sono determinatiin base ai prezzi d'importazione «cif» della spedizione inoggetto.I prezzi d'importazione «cif» sono verificati a tal fine sulla basedei prezzi rappresentativi per il prodotto in oggetto sul mercatomondiale o sul mercato d'importazione comunitario.4. La Commissione decide le modalità d'applicazione delpresente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 75.Esse riguardano in particolare:a) i prodotti cui sono applicati dazi addizionali all'importazionea norma dell'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura,b) gli altri criteri necessari per garantire l'applicazione delparagrafo 1 a norma dell'articolo 5 di detto accordo.della necessità di salvaguardarne l'equilibrio, pur potendo ispirarsiai metodi applicati in passato ai contingenti corrispondentia quelli di cui al paragrafo 1, fatti salvi i diritti derivantidagli accordi conclusi nell'ambito dei negoziato commercialidell'Uruguay Round.4. Le modalità di cui al paragrafo 1 prevedono l'aperturadei contingenti annui e, all'occorrenza, adeguatamente scaglionatinel corso dell'anno, determinano il metodo di gestione daapplicare e, eventualmente, contengono:a) le disposizioni che garantiscono la natura, la provenziena el'origine del prodotto;b) le disposizioni relative al riconoscimento del documentoche consentirà di verificare le garanzie di cui alla lettera a);c) le condizioni di rilascio e il periodo di validità dei certificatidi importazione.Articolo 63Articolo 621. I contingenti tariffari per i prodotti disciplinati dal presenteregolamento, istituiti in virtù di accordi conclusi ai sensidell'articolo 300 del trattato o in virtù di qualsiasi altro attodel Consiglio, vengono aperti e gestiti dalla Commissione inbase a modalità adottate secondo la procedura di cuiall'articolo 75.2. La gestione dei contingenti può essere effettuata attraversol'applicazione di uno dei metodi seguenti o di una lorocombinazione:1. Nella misura necessaria per consentire l'esportazione:a) dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettere a), b) ec),b) degli zuccheri del codice NC 1701, del glucosio e dello sciroppodi glucosio dei codici NC 1702 30 91, 1702 30 99,1702 40 90 e 1702 90 50, anche sotto forma dei prodottidei codici NC 1702 30 51 e 1702 30 59, incorporati neiprodotti dei codici NC 2009 60 11, 2009 60 71,2009 60 79 e 2204 30 99,a) metodo basato sull'ordine cronologico di presentazionedelle domande (secondo la regola «primo arrivato, primoservito»),b) metodo di ripartizione in proporzione ai quantitativirichiesti all'atto della presentazione delle domande (secondoil metodo «dell'esame simultaneo»),c) metodo basato fondato sulla considerazione delle correnticommerciali tradizionali (secondo il metodo «importatoritradizionali/nuovi arrivati»).Possono essere adottati altri metodi appropriati. Essi devonoevitare qualsiasi discriminazione tra gli operatori interessati.sulla base dei prezzi di questi prodotti nel commercio internazionaleed entro i limiti risultanti dagli accordi conclusi ai sensidell'articolo 300 del trattato, la differenza tra questi prezzi e iprezzi nella Comunità può essere compensata da una restituzioneall'esportazione.2. Per quanto riguarda l'attribuzione della quantità esportabilicon restituzione, si adotta il metodo:a) più idoneo alla natura del prodotto e alla situazione delmercato in questione, che consenta l'utilizzazione più efficacedelle risorse disponibili e che tenga conto dell'efficaciae della struttura delle esportazioni della Comunità, senzatuttavia creare discriminazioni tra piccoli e grandi operatori;3. Il metodo di gestione adottato tiene conto, ove occorra,dei bisogni di approvvigionamento del mercato comunitario eb) meno gravoso dal punto di vista amministrativo per glioperatori, tenuto conto delle esigenze di gestione;


14.7.1999 L 179/33Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITc) in grado di evitare qualsiasi discriminazione tra gli operatoriinteressati.3. La restituzione è la stessa per tutta la Comunità. Essa puòessere differenziata secondo le destinazioni quando la situazionedel commercio internazionale o le esigenze specifiche ditaluni mercati lo rendano necessario.8. Le modalità di applicazione del presente articolo, compresele norme sulla ridistribuzione dei quantitativi esportabilinon attribuiti o inutilizzati, sono adottate secondo la proceduradi cui all'articolo 75.Articolo 64Le restituzioni di cui al paragrafo 1, lettera a) sono fissatesecondo la procedura di cui all'articolo 75. La fissazione dellerestituzioni ha luogo periodicamente.In caso di necessità la Commissione, su domanda di uno Statomembro o di propria iniziativa, può modificare nell'intervallole restituzioni fissate periodicamente.Le disposizioni dell'articolo 64 relative ai prodotti ivi contemplatisi applicano a titolo complementare.1. Il presente articolo si applica alle restituzioni di cuiall'articolo 63, paragrafo 1.2. L'importo della restituzione per i prodotti di cuiall'articolo 63, paragrafo 1, lettera b), è pari:a) nel caso dello zucchero greggio e dello zucchero bianco,all'importo della restituzione per l'esportazione di questiprodotti come tali, fissato a norma dell'articolo 17 delregolamento (CEE) n. 1785/81 del Consiglio, del 30 giugno1981, relativo all'organizzazione comune dei mercati nelsettore dello zucchero ( 1 ), e relative norme di applicazione;4. La restituzione è concessa solo su domanda e su presentazionedel relativo certificato di esportazione.5. L'importo della restituzione per l'esportazione dei prodottidi cui all'articolo 1 è quello applicabile il giorno delladomanda del certificato e, nel caso di una restituzione differenziata,quello applicabile in detta data alle destinazioni seguenti:a) alla destinazione indicata nel certificato o, eventualmente,b) alla destinazione reale, se diversa dalla destinazione indicatasul certificato, nel qual caso l'importo applicabile non puòsuperare quello relativo alla destinazione indicata sul certificato.Possono essere adottate le misure opportune per evitare l'utilizzazioneabusiva della flessibilità prevista dal presente paragrafo.6. È possibile derogare ai paragrafi 4 e 5 per i prodotti dicui all'articolo 1 che beneficiano delle restituzioni nell'ambitodi azioni di aiuto alimentare, secondo la procedura di cuiall'articolo 75.7. Il rispetto dei limiti di volume che scaturiscono dagliaccordi conclusi ai sensi dell'articolo 300 del trattato è garantitoin base ai certificati di esportazione rilasciati per i periodidi riferimento ivi previsti, applicabili ai prodotti in questione.b) nel caso del glucosio e dello sciroppo di glucosio, all'importodella restituzione per l'esportazione di questi prodotticome tali, fissato a norma dell'articolo 13 del regolamento(CEE) n. 1766/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, relativoall'organizzazione comune dei mercati nel settore deicereali ( 2 ), e relative norme di applicazione.Per poter beneficiare della restituzione, i prodotti trasformatidebbono essere accompagnati, al momento dell'esportazione,da una dichiarazione dell'interessato indicante i quantitativi dizucchero greggio, di zucchero bianco, di glucosio o di sciroppodi glucosio utilizzati nella fabbricazione.L'esattezza della suddetta dichiarazione è verificata dalle autoritàcompetenti dello Stato membro interessato.3. Le restituzioni sono fissate tenendo conto dei seguentielementi:a) la situazione e le prospettive di evoluzione:i) sul mercato della Comunità, dei prezzi dei prodotti dicui all'articolo 63, paragrafo 1, e delle disponibilità;ii)nel commercio internazionale, dei prezzi di tali prodotti;b) le spese di commercializzazione e le spese di trasporto piùfavorevoli dai mercati della Comunità fino ai porti o altriPer quanto riguarda il rispetto degli obblighi risultanti dagliaccordi conclusi nell'ambito dei negoziati commerciali dell'UruguayRound, il termine di un periodo di riferimento non pregiudicala validità dei certificati di esportazione.( 1 ) GU L 177 dell'1.7.1981, pag. 4. Regolamento modificato da ultimodal regolamento (CE) n. 1148/98 (GU L 159 del 3.6.1998, pag. 38).( 2 ) GU L 281 dell'1.7.1992, pag. 21. Regolamento modificato daultimo dal regolamento (CE) n. 1253/1999 (GU L 160 del26.6.1999, pag. 18).


L 179/34 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITluoghi di esportazione della Comunità, nonché le spese diinoltro verso i paesi di destinazione;c) gli obiettivi dell'organizzazione comune del mercato vitivinicolo,volti ad assicurare a questo mercato una situazioneequilibrata ed uno sviluppo naturale sul piano dei prezzi edegli scambi;d) limiti derivanti dagli accordi conclusi a normadell'articolo 300 del trattato;essere previste deroghe a tale norma, secondo la proceduradi cui all'articolo 75, purché siano decise condizioni cheoffrano garanzie equivalenti.Disposizioni complementari possono essere adottate secondola procedura di cui all'articolo 75.7. Fatto salvo il paragrafo 6, lettera a), in assenza di derogheconcesse secondo la procedura di cui all'articolo 75, non vieneerogata alcuna restituzione per i prodotti importati da paesiterzi e riesportati verso paesi terzi.e) l'esigenza di evitare turbative del mercato della Comunità;f) l'aspetto economico delle esportazioni previste.4. I prezzi sul mercato della Comunità di cui all'articolo 63,paragrafo 1, sono determinati tenendo conto dei prezzi praticatiche si rivelino più favorevoli ai fini dell'esportazione.I prezzi nel commercio internazionale di cui all'articolo 63,paragrafo 1, sono determinati tenendo conto di quanto segue:a) dei prezzi rilevati sui mercati dei paesi terzi;b) dei prezzi più favorevoli per le importazioni in provenienzadai paesi terzi praticati nei paesi terzi di destinazione;c) dei prezzi alla produzione rilevati nei paesi terzi esportatoritenuto conto, se del caso, delle sovvenzioni accordate daquesti paesi;d) dei prezzi d'offerta franco frontiera della Comunità.5. Fatto salvo l'articolo 63, paragrafo 3, terzo comma, laperiodicità secondo cui sono fissati l'elenco dei prodotti per iquali è effettivamente accordata una restituzione e l'importo ditale restituzione, sono determinati secondo la procedura di cuiall'articolo 75.6. La restituzione è pagata quando è fornita la prova che iprodotti:a) sono di origine comunitaria,Articolo 651. Nella misura necessaria al buon funzionamento dell'organizzazionecomune del mercato vitivinicolo, il Consiglio, deliberandoa maggioranza qualificata su proposta della Commissione,può, in casi particolari, escludere totalmente o parzialmenteil ricorso al regime del perfezionamento attivo per iprodotti di cui all'articolo 1.2. In deroga al paragrafo 1, se la situazione di cui al medesimosi presenta eccenzionalmente urgente e il mercato comunitarioè perturbato o rischia di esserlo dal regime di perfezionamentoattivo o passivo, la Commissione, su richiesta di unoStato membro o di propria iniziativa, decide le misure necessarie,che vengono comunicate al Consiglio e agli Stati membri,la cui validità non può superare sei mesi, e che sono d'applicazioneimmediata. Ove tali misure siano state richieste da unoStato membro, la Commissione decide al riguardo entro unasettimana dalla data di ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisionedella Commissione entro una settimana dalla sua notificazione.Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può confermare,modificare o abrogare la decisione della Commissione.Se il Consiglio non ha deciso entro tre mesi, la decisione dellaCommissione si considera abrogata.Articolo 661. Per la classificazione dei prodotti disciplinati dal presenteregolamento si applicano le norme generali relative all'interpretazionedella nomenclatura combinata, nonché le relativemodalità di attuazione; la nomenclatura tariffaria risultante dall'applicazionedel presente regolamento viene ripresa nellatariffa doganale comune.b) sono stati esportati fuori dalla Comunità, ec) nel caso di una restituzione differenziata, hanno raggiuntola destinazione indicata sul certificato o un'altra destinazioneper la quale è stata fissata una restituzione, fattosalvo l'articolo 63, paragrafo 5, lettera b). Tuttavia, possono2. Salvo disposizioni contrarie previste dal presente regolamentoo adottate in forza di una disposizione del medesimo, èvietato quanto segue:a) la riscossione di qualsiasi tassa avente effetto equivalente aun dazio doganale,


14.7.1999 L 179/35Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITb) l'applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa o misuredi effetto equivalente.siano esentati dalla presentazione dell'attestato e del bollettinod'analisi di cui al paragrafo 1, lettera a),Articolo 671. È vietata l'importazione di prodotti disciplinati dal presenteregolamento ai quali sia stato aggiunto alcole, ad eccezionedi quelli corrispondenti ai prodotti originari della Comunitàper i quali tale aggiunta è consentita.2. Le modalità di applicazione del presente articolo, in particolarele condizioni relative alla corrispondenza dei prodotti ele deroghe al paragrafo 1, sono adottate secondo la proceduradi cui all'articolo 75.c) che alcuni vini accompagnati da un certificato di denominazioned'origine o da un certificato d'origine possanoessere esentati parzialmente o totalmente dall'obbligo difornire gli elementi che figurano nell'attestato o nel bollettinod'analisi di cui al paragrafo 1, lettera a).3. Le modalità d'applicazione del presente articolo sonoadottate secondo la procedura di cui all'articolo 75.Articolo 69Articolo 681. I prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e b),possono essere importati soltanto se rispondono ai seguentirequisiti:a) per tutti i prodotti:i) essere conformi alle norme che disciplinano la produzione,l'immissione in circolazione e, se del caso, ilconsumo umano diretto nei paesi terzi di cui sono originari;la prova che tale condizione è soddisfatta vienefornita mediante un attestato rilasciato da un organismodel paese terzo di cui il prodotto è originario,indicato in un elenco da stabilire;ii) essere scortati, quando sono destinati al consumoumano diretto, da un bollettino d'analisi redatto da unorganismo o servizio designato dal paese terzo di cui ilprodotto è originario;b) per i vini destinati al consumo umano diretto, esclusi i viniliquorosi e i vini spumanti:i) avere un titolo alcolometrico volumico effettivo noninferiore a 9 % vol e un titolo alcolometrico volumicototale non superiore a 15% vol;ii)avere un'acidità totale espressa in acido tartarico noninferiore a 3,5 g/l, pari a 46,6 milliequivalenti/litro.1. Qualora per effetto delle importazioni o delle esportazioniil mercato comunitario di uno o più prodotti di cuiall'articolo 1, paragrafo 2, subisca o rischi di subire turbativegravi che possano compromettere il conseguimento degliobiettivi enunciati all'articolo 33 del trattato, si possono applicaremisure adeguate negli scambi con i paesi terzi, fintantochésussista la suddetta turbativa o minaccia di turbativa.Per valutare se la situazione giustifichi l'applicazione di talimisure, si tiene conto in particolare:a) dei quantitativi per i quali sono stati rilasciati o richiesticertificati di importazione e della situazione del mercatovinicolo nella Comunità;b) se del caso, della rilevanza dell'intervento.Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su propostadella Commissione, adotta le regole generali di applicazione delpresente paragrafo e definisce i casi e i limiti entro cui gli Statimembri possono adottare misure cautelative.2. Qualora si delinei la situazione descritta al paragrafo 1, laCommissione, su richiesta di uno Stato membro o di propriainiziativa, decide le misure necessarie, che vengono comunicateagli Stati membri e sono d'applicazione immediata. Ove talimisure siano state richieste da uno Stato membro, la Commissionedecide al riguardo entro tre giorni lavorativi dalla data diricezione della domanda.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 75 può esseredeciso quanto segue:a) la definizione delle caratteristiche che devono presentare ivini liquorosi e i vini spumanti, nonché deroghe alparagrafo 1, lettera b),b) che alcuni prodotti cui si applica il paragrafo 1, trasportatiin quantità limitate e condizionati in piccoli recipienti,3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la misuraadottata dalla Commissione, entro tre giorni lavorativi dallasua notificazione. Il Consiglio si riunisce senza indugio e, deliberandoa maggioranza qualificata, può modificare o annullarela misura stessa.4. Nell'applicazione del presente articolo occorre tenerconto degli obblighi derivanti dagli accordi conclusi a normadell'articolo 300, paragrafo 2, del trattato.


L 179/36 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITTITOLO VIIIDISPOSIZIONI GENERALI, TRANSITORIE E FINALIArticolo 70Esse riguardano in particolare quanto segue:1. I prodotti disciplinati dal presente regolamento possonocircolare nella Comunità soltanto se accompagnati da un documentocontrollato dall'amministrazione.a) la garanzia dell'applicazione uniforme delle norme comunitarienel settore vitivinicolo, in particolare per quanto concerneil controllo;2. Le persone fisiche o giuridiche o le associazioni di personeche detengono tali prodotti per l'esercizio della loro professione,in particolare i produttori, gli imbottigliatori, i trasformatorie i negozianti da determinare, hanno l'obbligo di tenereregistri nei quali devono essere fra l'altro indicate le entrate e leuscite dei prodotti in oggetto.3. Le modalità d'applicazione del presente articolo, in particolarela natura e il tipo del documento di cui al paragrafo 1,nonché le deroghe al presente articolo, sono adottate secondola procedura di cui all'articolo 75.b) i rapporti tra gli organismi designati;c) la disciplina finanziaria specifica ai fini del miglioramentodei controlli;d) le sanzioni amministrative;e) i poteri e gli obblighi degli ispettori designati.Articolo 73Articolo 711. Salvo altrimenti disposto dal presente regolamento, gliarticoli 87, 88 e 89 del trattato si applicano alla produzione eal commercio dei prodotti disciplinati dal presente regolamento.2. II capo II del titolo II non osta alla concessione di aiutinazionali destinati al conseguimento di obiettivi analoghi aquelli perseguiti da tale capo. A tali aiuti si applica comunqueil paragrafo 1.Articolo 721. Gli Stati membri designano uno o più organismi incaricatidi controllare l'osservanza delle norme comunitarie nel settorevitivinicolo. Essi designano inoltre i laboratori autorizzatiad eseguire analisi ufficiali in tale settore.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il nomee l'indirizzo degli organismi e dei laboratori suddetti. La Commissionene informa gli altri Stati membri.3. La Commissione istituisce un corpo di agenti specificiincaricato di collaborare ai controlli in loco con gli organismicompetenti degli Stati membri, per garantire l'applicazione uniformedella normativa vitivinicola.4. Le modalità d'applicazione del presente articolo sonoadottate secondo la procedura di cui all'articolo 75.Gli Stati membri e la Commissione si comunicano reciprocamentei dati necessari ai fini dell'applicazione del presenteregolamento. Le modalità della comunicazione, compresi lanatura e il tipo di dati da trasmettere, dei termini della comunicazionee della diffusione dei dati raccolti sono adottatesecondo la procedura di cui all'articolo 75.Articolo 74È istituito un comitato di gestione per i vini, in seguito denominato«comitato», composto di rappresentanti degli Statimembri e presieduto da un rappresentante della Commissione.Articolo 751. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nelpresente articolo, il comitato è chiamato a pronunciarsi dal suopresidente, su iniziativa di quest'ultimo o su richiesta del rappresentantedi uno Stato membro.2. Il rappresentante della Commissione presenta al comitatoun progetto delle misure da adottare. Il comitato formula ilsuo parere sul progetto entro un termine che il presidente puòfissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Ilparere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 205,paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni che ilConsiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nellevotazioni in seno al comitato ai voti dei rappresentanti degliStati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articoloprecitato. Il presidente non partecipa al voto.


14.7.1999 L 179/37Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITLa Commissione adotta misure che sono immediatamenteapplicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parereespresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamenteal Consiglio. In tal caso, la Commissione può differire diun mese al massimo, a decorrere da tale comunicazione,l'applicazione delle misure da essa decise.Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendereuna decisione diversa entro il termine di cui al secondocomma.Articolo 76Il comitato può prendere in esame qualsiasi altra questione sollevatadal suo presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo, siasu richiesta del rappresentante di uno Stato membro.Articolo 771. Il presente regolamento si applica tenendo conto, parallelamentee in modo adeguato, degli obiettivi di cui agliarticoli 33 e 131 del trattato.2. Il presente regolamento si applica nel rispetto degli obblighiderivanti dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 300,paragrafo 2, del trattato.Articolo 781. Ai prodotti disciplinati dal presente regolamento siapplica il regolamento (CE) n. 1258/1999 con le relativenorme di attuazione.2. Il premio di cui al capo II del titolo II, il sostegno di cuial capo III del titolo II, gli aiuti di cui al capo I del titolo III, gliacquisti e il sostegno di cui al capo II del titolo III, gli aiuti dicui al capo III del titolo III e le restituzioni di cui al titolo VIIsono considerati interventi destinati a stabilizzare i mercatiagricoli a norma dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento(CE) n. 1258/1999.3. Ferme restando norme più restrittive, il sostegno comunitarioche può essere concesso in forza del titolo III e le restituzioniche possono essere assegnate in forza del titolo VII possonoessere concessi soltanto per i prodotti elaborati nellaComunità a partire da uve raccolte nella Comunità stessa.Articolo 79Al fine di evitare eccedenze di vino da tavola e di vino atto adiventare vino da tavola gli Stati membri possono stabilire unlimite per le rese agronomiche espresso in ettolitri/ettaro il cuisuperamento comporti per i produttori l'inamissibilità agli aiutidel presente regolamento.Articolo 80Secondo la procedura di cui all'articolo 75 sono adottatemisure:a) intese ad agevolare la transizione dal regime previsto neiregolamenti citati all'articolo 81 al regime istituito dal presenteregolamento;b) necessarie per risolvere problemi pratici specifici. Talimisure, se debitamente giustificate, possono derogare atalune disposizioni del presente regolamento.Articolo 81I regolamenti (CEE) n. 346/79, (CEE) n. 351/79, (CEE) n. 460/79, (CEE) n. 456/80, (CEE) n. 457/80, (CEE) n. 458/80, (CEE)n. 1873/84, (CEE) n. 895/85, (CEE) n. 822/87, (CEE) n. 823/87, (CEE) n. 1442/88, (CEE) n. 3877/88, (CEE) n. 4252/88,(CEE) n. 2046/89, (CEE) n. 2048/89, (CEE) n. 2389/89, (CEE)n. 2390/89, (CEE) n. 2391/89, (CEE) n. 2392/89, (CEE)n. 3677/89, (CEE) n. 3895/91, (CEE) n. 2332/92 e (CEE)n. 2333/92 sono abrogati.Articolo 82Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivoalla data della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delleComunità europee.Esso si applica a decorrere dal 1 o agosto 2000.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile inciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì 17 maggio 1999.Per il ConsiglioIl PresidenteK.-H. FUNKE


L 179/38 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITALLEGATO IDEFINIZIONI DEI PRODOTTILe seguenti definizioni si applicano:— ai prodotti ottenuti nella Comunità a partire da uve raccolte all'interno della medesima, compresi i vini di cui alpunto 15, sesto trattino, e— ai prodotti diversi da quelli contemplati ai punti 3, 4, 5, 6, 7, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18 e 24, allorché essi:— sono originari di paesi terzi, oppure— sono elaborati nella Comunità a partire da uve raccolte all'esterno della medesima, nella misura in cui la loroelaborazione è ammessa ai sensi del presente regolamento.Le definizioni dei prodotti vitivinicoli ai quali non si applica il presente allegato sono adottate, per quanto necessario, aisensi del presente regolamento secondo la procedura di cui all'articolo 75.1. Uve fresche: il frutto della vite utilizzato nella vinificazione, maturo o anche leggermente appassito, tale da consentirela pigiatura o la torchiatura con gli ordinari mezzi di cantina e da ingenerare una fermentazione alcolica spontanea.2. Mosto di uve: il prodotto liquido ottenuto naturalmente o con procedimenti fisici da uve fresche. Per il mosto diuve è ammesso un titolo alcolometrico effettivo pari o inferiore a 1 % vol.3. Mosto di uve parzialmente fermentato: il prodotto proveniente dalla fermentazione di mosto di uve e avente un titoloalcolometrico volumico effettivo superiore a 1 % vol ed inferiore ai tre quinti del suo titolo alcolometrico volumicototale; tuttavia, taluni v.q.p.r.d., il cui titolo alcolometrico volumico effettivo è inferiore ai tre quinti del lorotitolo alcolometrico volumico totale, ma non inferiore a 4,5 % vol, non sono considerati come mosti di uve parzialmentefermentati.4. Mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto con uve parzialmente appassite: il prodotto della fermentazione parzialedi un mosto di uve ottenuto con uve parzialmente appassite, avente un tenore totale di zucchero minimo, primadella fermentazione, di 272 g/l e un titolo alcolometrico volumico naturale ed effettivo non inferiore a 8 % vol.Tuttavia, alcuni vini che corrispondono a queste definizioni non vengono considerati quali mosto di uve parzialmentefermentato ottenuto con uve parzialmente appassite.5. Mosto di uve fresche mutizzato con alcole: il prodotto:— avente un titolo alcolometrico volumico effettivo pari o superiore a 12 % vol e inferiore a 15 % vol, e— ottenuto mediante aggiunta ad un mosto di uve non fermentato avente un titolo alcolometrico volumiconaturale non inferiore a 8,5 % vol e proveniente esclusivamente dalle varietà di viti di cui all'articolo 42,paragrafo 5:— di alcole neutro di origine vinica, compreso l'alcole proveniente dalla distillazione delle uve secche, aventeun titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 95 % vol,— o di un prodotto non rettificato proveniente dalla distillazione di vino avente un titolo alcolometricovolumico effettivo non inferiore a 52 % vol e non superiore a 80 % vol.6. Mosto di uve concentrato: il mosto di uve non caramellizzato:— ottenuto mediante disidratazione parziale del mosto di uve effettuata con qualsiasi metodo autorizzato,escluso il fuoco diretto, in modo che la lettura a 20 °C al rifrattometro, utilizzato secondo metodo a stabilirsi,non sia inferiore a 50,9 %,— proveniente esclusivamente dalle varietà di viti di cui all'articolo 42, paragrafo 5,— ottenuto da mosto di uve avente almeno il titolo alcolometrico volumico naturale minimo fissato per la zonaviticola in cui le uve sono state raccolte.Per il mosto di uve concentrato è ammesso un titolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a 1 % vol.


14.7.1999 L 179/39Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT7. Mosto di uve concentrato rettificato: il prodotto liquido non caramellizzato:— ottenuto mediante disidratazione parziale del mosto di uve effettuata con qualsiasi metodo autorizzato,escluso il fuoco diretto, in modo che il valore indicato, alla temperatura di 20 °C, dal rifrattometro, utilizzatosecondo un metodo da stabilirsi, non sia inferiore a 61,7 %;— che ha subito trattamenti autorizzati di disacidificazione e di eliminazione dei componenti diversi dallo zucchero;— che presenta le seguenti caratteristiche:— pH non superiore a 5 per un valore di 25° Brix,— densità ottica a 425 nm sotto spessore di 1 cm non superiore a 0,100 su mosto di uve concentrato a 25°Brix,— tenore di saccarosio non rivelabile con metodo analitico da stabilirsi,— indice Foli-Ciocalteau non superiore a 6 per un valore di 25° Brix,— acidità titolata non superiore a 15 milliequivalenti/kg di zuccheri totali,— tenore di anidride solforosa non superiore a 25 mg/kg di zuccheri totali,— tenore di cationi totali non superiore a 8 milliequivalenti/kg di zuccheri totali,— conduttività non superiore a 120 micro-Siemens per centimetro a 20 °C e a 25° Brix,— tenore di idrossimetilfurfurolo non superiore a 25 mg/kg di zuccheri totali,— presenza di mesoinositolo;— proveniente esclusivamente dalle varietà di viti di cui all'articolo 42, paragrafo 5;— ottenuto da mosto di uve avente almeno il titolo alcolometrico volumico naturale minimo fissato per la zonaviticola in cui le uve sono state raccolte.Per il mosto di uve concentrato rettificato è ammesso un titolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a1 % vol.8. Succo di uve: il prodotto liquido non fermentato ma fermentescibile ottenuto con trattamenti appropriati per essereconsumato come tale; esso è ottenuto:a) dall'uva fresca o dal mosto di uve, ob) mediante ricostituzione:— dal mosto di uve concentrato, o— dal succo di uve concentrato.Per il succo di uve è ammesso un titolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a 1 % vol.9. Succo di uve concentrato: il succo di uve non caramellizzato ottenuto mediante disidratazione parziale del succo diuve effettuata con qualsiasi metodo autorizzato, escluso il fuoco diretto, in modo che la lettura a 20 °C al rifrattometro,utilizzato secondo un metodo da stabilirsi, non sia inferiore a 50,9 %.Per il succo di uve concentrato è ammesso un titolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a 1 % vol.10. Vino: il prodotto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica totale o parziale di uve fresche, pigiate ono, o di mosti di uve.11. Vino nuovo ancora in fermentazione: il vino la cui fermentazione alcolica non è ancora terminata e che non è ancoraseparato dalle fecce.


L 179/40 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT12. Vino atto a diventare vino da tavola: il vino:— proveniente esclusivamente dalle varietà di viti di cui all'articolo 42, paragrafo 5,— prodotto nella Comunità e— avente almeno il titolo alcolometrico volumico naturale minimo fissato per la zona viticola in cui è stato prodotto.13. Vino da tavola: il vino diverso dai v.q.p.r.d.:— proveniente esclusivamente dalle varietà di viti di cui all'articolo 42, paragrafo 5,— prodotto nella Comunità,— avente, dopo le eventuali operazioni menzionate all'allegato V, sezione D, un titolo alcolometrico volumicoeffettivo non inferiore a 8,5 % vol, purché tale vino sia prodotto esclusivamente con uve raccolte nelle zoneviticole A e B, e non inferiore a 9 % vol per le altre zone viticole, nonché un titolo alcolometrico volumicototale non superiore a 15 % vol,— fatte salve eventuali deroghe che potranno essere adottate, avente inoltre un'acidità totale espressa in acidotartarico non inferiore a 3,5 g/l, ossia 46,6 milliequivalenti per litro.Tuttavia per i vini prodotti su talune aree viticole da stabilirsi, ottenuti senza alcun arricchimento, il titolo alcolometricovolumico totale può essere portato a un massimo di 20 % vol.Il vino da tavola chiamato «retsina» è il vino da tavola prodotto unicamente nel territorio geografico della Grecia apartire dal mosto di uve trattato alla resina di pino di Aleppo. L'uso di resina di pino di Aleppo è consentito soloper ottenere un vino da tavola «retsina» in condizioni definite dalla normativa greca vigente.14. Vino liquoroso: il prodotto:A. avente:— un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 15 % vol e non superiore a 22 % vol,— un titolo alcolometrico volumico totale non inferiore a 17,5 % vol, fatta eccezione per determinati viniliquorosi di qualità prodotti in regioni determinate (v.l.q.p.r.d.) i quali figurano in un elenco che saràadottato;B. ottenuto:a) da:— mosto di uve parzialmente fermentato,— o da vino,— o da una miscela dei prodotti suddetti,— o, per taluni v.l.q.p.r.d. da determinare, da mosto di uve o dalla miscela di questo prodotto con vino;tutti i prodotti succitati devono, per i vini liquorosi e i v.l.q.p.r.d.:— provenire da varietà di viti che sono scelte tra quelle menzionata all'articolo 42, paragrafo 5, e— avere, fatta eccezione per taluni v.l.q.p.r.d. compresi in un elenco che sarà adottato, un titolo alcolometricovolumico naturale iniziale non inferiore a 12 % vol;b) e mediante aggiunta:i) da soli o miscelati:— di alcole neutro di origine vinica, compreso l'alcole ricavato dalla distillazione di uve secche conun titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 96 % vol,


14.7.1999 L 179/41Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT— di distillato di vino o di uve secche con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiorea 52 % vol e non superiore a 86 % vol;ii)nonché, eventualmente, di uno o più d'uno dei prodotti seguenti:— mosto di uve concentrato,— miscela di uno dei prodotti di cui al punto i) con un mosto di uve di cui alla lettera a), primo equarto trattino;iii)per taluni v.l.q.p.r.d. compresi in un elenco che sarà adottato:— dei prodotti di cui al punto i), da soli o miscelati,— oppure di uno o più dei prodotti seguenti:— alcole di vino o di uve secche con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a95 % vol e non superiore a 96 % vol,— acquavite di vino o di vinaccia con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiorea 52 % vol e non superiore a 86 % vol,— acquavite di uve secche con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 52 %vol e inferiore a 94,5 % vol,— nonché, eventualmente, di uno o più di uno dei prodotti seguenti:— mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto con uve parzialmente appassite,— mosto di uve concentrato ottenuto con l'azione del fuoco diretto, il quale, salvo per questaoperazione, risponde alla definizione di mosto di uve concentrato,— mosto di uve concentrato,— miscela di uno dei prodotti di cui al secondo trattino con un mosto di uve di cui allalettera a), primo e quarto trattino.15. Vino spumante: salvo deroga di cui all'articolo 44, paragrafo 3, il prodotto ottenuto dalla prima o seconda fermentazionealcolica:— di uve fresche,— di mosto di uve,— di vino,atti a diventare vino da tavola,— di vino da tavola,— di v.q.p.r.d.,— di vini importati, figuranti in un elenco da stabilire, ottenuti da varietà di viti e da regioni viticole aventi caratteristicheche li differenziano dai vini comunitari,caratterizzato alla stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica proveniente esclusivamente dallafermentazione e che, conservato alla temperatura di 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressionedovuta all'anidride carbonica in soluzione e non inferiore a 3 bar.16. Vino spumante gassificato: il prodotto:— ottenuto da vino da tavola,— caratterizzato all'atto della stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica proveniente, intutto o in parte, dall'aggiunta di tale gas, e— che, conservato a 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica insoluzione e non inferiore a 3 bar.


L 179/42 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT17. Vino frizzante: il prodotto:— ottenuto da vino da tavola o da v.q.p.r.d. o da prodotti atti a diventare vino da tavola o v.q.p.r.d., purché talivini o prodotti presentino un titolo alcolometrico totale non inferiore a 9 % vol,— avente un titolo alcolometrico effettivo non inferiore a 7 % vol,— che, conservato a 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica endogenain soluzione non inferiore a 1 bar e non superiore a 2,5 bar,— presentato in recipienti di 60 litri o meno.18. Vino frizzante gassificato: il prodotto:— ottenuto da vino da tavola, da v.q.p.r.d. o da prodotti atti a diventare vino da tavola o v.q.p.r.d.,— avente un titolo alcolometrico effettivo non inferiore a 7 % vol e un titolo alcolometrico totale non inferiore a9 % vol,— che, conservato a 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica insoluzione totalmente o parzialmente aggiunta non inferiore a 1 bar e non superiore a 2,5 bar,— presentato in recipienti di 60 litri o meno.19. Aceto di vino: l'aceto:— ottenuto esclusivamente dalla fermentazione acetica di vino,— avente un tenore di acidità totale espressa in acido acetico non inferiore a 60 g/l.20. Feccia di vino: il residuo che si deposita nei recipienti contenenti vino, dopo la fermentazione, durante l'immagazzinamentoo dopo trattamento autorizzato, nonché quello ottenuto dalla filtrazione o dalla centrifugazione di questoprodotto.Sono considerati feccia di vino anche:— il residuo che si deposita nei recipienti contenenti mosto di uve durante l'immagazzinamento o dopo trattamentoautorizzato;— il residuo ottenuto dalla filtrazione o dalla centrifugazione del prodotto.21. Vinaccia: il residuo della torchiatura delle uve fresche, fermentato o no.22. Vinello: il prodotto ottenuto:— dalla fermentazione delle vinacce vergini macerate nell'acqua, o— mediante esaurimento con acqua delle vinacce fermentate.23. Vino alcolizzato: il prodotto:— avente un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 18 % vol e non superiore a 24 % vol,— ottenuto esclusivamente mediante aggiunta di un prodotto non rettificato, proveniente dalla distillazione divino e avente un titolo alcolometrico volumico effettivo massimo di 86 % vol, a un vino non contenente zuccheroresiduo,— avente un'acidità volatile massima espressa in acido acetico di 1,5 g/l.


14.7.1999 L 179/43Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT24. Vino di uve stramature: il prodotto:— ottenuto nella Comunità, senza alcun arricchimento, da uve raccolte nella Comunità, provenienti dalle varietàdi viti di cui all'articolo 42, paragrafo 5, e comprese in un elenco che sarà adottato,— avente un titolo alcolometrico volumico naturale superiore a 15 % vol,— avente un titolo alcolometrico volumico totale non inferiore a 16 % vol e un titolo alcolometrico volumicoeffettivo non inferiore a 12 % vol.Gli Stati membri possono prevedere un periodo di invecchiamento per questo prodotto.


L 179/44 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITALLEGATO IITITOLI ALCOLOMETRICI1. Titolo alcolometrico volumico effettivo: il numero di parti in volume di alcole puro ad una temperatura di 20 °C, contenutein 100 parti in volume del prodotto considerato a quella temperatura.2. Titolo alcolometrico volumico potenziale: il numero di parti in volume di alcole puro ad una temperatura di 20 °C, chepossono essere prodotte alla fermentazione totale degli zuccheri contenuti in 100 parti in volume del prodotto consideratoa quella temperatura.3. Titolo alcolometrico volumico totale: la somma dei titoli alcolometrici volumici effettivo e potenziale.4. Titolo alcolometrico volumico naturale: il titolo alcolometrico volumico totale del prodotto considerato prima di qualsiasiarricchimento.5. Titolo alcolometrico massico effettivo: il numero di kg di alcole puro contenuto in 100 kg di prodotto.6. Titolo alcolometrico massico potenziale: il numero di kg di alcole puro che possono essere prodotti alla fermentazionetotale degli zuccheri contenuti in 100 kg di prodotto.7. Titolo alcolometrico massico totale: la somma dei titoli alcolometrici massici effettivo e potenziale.


14.7.1999 L 179/45Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITALLEGATO IIIZONE VITICOLE1. La zona viticola A comprende:a) in Germania: le superfici vitate non comprese nella zona viticola B;b) nel Lussemburgo: la regione viticola lussemburghese;c) in Belgio, nei Paesi Bassi, in Danimarca, in Irlanda, in Svezia e nel Regno Unito: l'area viticola di questi paesi.2. La zona viticola B comprende:a) in Germania, le superfici vitate nella regione determinata Baden;b) in Francia, le superficie vitate nei dipartimenti non menzionati nel presente allegato e nei dipartimentiseguenti:— nell'Alsace: Bas-Rhin, Haut-Rhin,— nella Lorraine: Meurthe-et-Moselle, Meuse, Moselle, Vosges,— nella Champagne: Aisne, Aube, Marne, Haute-Marne, Seine-et-Marne,— nel Jura: Ain, Doubs, Jura, Haute-Saône,— nella Savoie: Savoie, Haute-Savoie, Isère (comune di Chapareillan),— nella Val de Loire: Cher, Deux-Sèvres, Indre, Indre-et-Loire, Loir-et-Cher, Loire-Atlantique, Loiret, Maine-et-Loire, Sarthe, Vendée, Vienne, nonché le superficie vitate del circondario di Cosne-sur-Loire nel dipartimentode Nièvre;c) in Austria: l'area viticola austriaca.3. La zona viticola C I a) comprende le seguenti superfici vitate:a) in Francia:— nei dipartimenti seguenti: Allier, Alpes-de-Haute-Provence, Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Ariège, Aveyron,Cantal, Charente, Charente-Maritime, Corrèze, Côte-d'Or, Dordogne, Haute-Garonne, Gers, Gironde,Isère (ad eccezione del comune di Chapareillan), Landes, Loire, Haute-Loire, Lot, Lot-et-Garonne, Lozère,Nièvre (escluso il circondario di Cosne-sur-Loire), Puy-de-Dôme, Pyrénées-Atlantiques, Hautes-Pyrénées,Rhône, Saône-et-Loire, Tarn, Tarn-et-Garonne, Haut-Vienne, Yonne;— nei circondari di Valence e Die del dipartimento della Drôme (esclusi i cantoni di Dieulefit, Loriol, Marsannee Montélimar);— nel dipartimento dell'Ardèche, l'intero circondario di Touron e i cantoni di Antraigues, Buzet, Coucouron,Montpezat-sous-Bauzon, Privas, Saint-Étienne de Lugdarès, Saint-Pierreville, Valgorge e La Voulte-sur-Rhône;b) in Spagna, nelle province di Asturias, Cantabria, Guipúzcoa, La Coruña e Vizcaya;c) in Portogallo, nella parte della regione Norte che corrisponde alla zona viticola determinata di «Vinho Verde»;nonché «Concelhos de Bombarral, Lourinhã, Mafra e Torres Vedras» (ad eccezione di «Freguesias da Carvoeira eDois Portos»), appartenenti alla «Região viticola da Extremadura».4. La zona viticola C I b) comprende in Italia le superfici vitate nella regione Valle d'Aosta, nonché nelle province diSondrio, Bolzano, Trento e Belluno.5. La zona viticola C II comprende:a) in Francia, le superfici vitate:— nei dipartimenti seguenti: Aude, Bouches-du-Rhône, Gard, Hérault, Pyrénées-Orientales (esclusi i cantoni diOlette e Arles-sur-Tech), Vaucluse;


L 179/46 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT— nella parte del dipartimento del Var che confina a sud con il limite settentrionale dei comuni di Evenos, LeBeausset, Sollies-Toucas, Cuers, Puget-Ville, Collobrières, La Garde-Freinet, Plan-de-la-Tour e Saint-Maxime;— nel circondario di Nyons e nei cantoni di Dieulefit, Loriol, Marsanne e Montélimar del dipartimento dellaDrôme;— nelle parti del dipartimento dell'Ardèche che non figurano al punto 3, lettera a);b) in Italia, le superfici vitate nelle seguenti regioni: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia,Lazio, Liguria, Lombardia (esclusa la provincia di Sondrio), Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria eVeneto (esclusa la provincia di Belluno), comprese le isole appartenenti a tali regioni, come l'isola d'Elba e lealtre isole dell'arcipelago toscano, le isole dell'arcipelago ponziano, Capri e Ischia;c) in Spagna, le superfici vitate:— nelle province seguenti:— Lugo, Orense, Pontevedra,— Ávila (ad eccezione dei comuni che corrispondono alla «comarca» viticola determinata di Cebreros),Burgos, León, Palencia, Salamanca, Segovia, Soria, Valladolid, Zamora,— La Rioja,— Álava,— Navarra,— Huesca,— Barcelona, Gerona, Lérida;— nella parte della provincia di Zaragoza situata a nord del fiume Ebro;— nei comuni della provincia di Tarragona compresi nella denominazione di origine Penedés;— nella parte della provincia di Tarragona che corrisponde alla «comarca» viticola denominata Conca de Barberá.6. La zona viticola C III a) comprende in Grecia le superfici vitate nei seguenti nomoi: Florina, Imathia, Kilkís, Grevená,Larissa, Ioannina, Leucade, Acaia, Messinia, Arcadia, Corinthia, Iraklion, Chania, Rethimno, Samos, Lassithi, nonchénell'isola di Thira (Santorini).7. La zona viticola C III b) comprende:a) in Francia, le superfici vitate:— nei dipartimenti della Corsica;— nelle parte del dipartimento del Var situata tra il mare e il limite dei comuni (anch'essi compresi) di Evenos,Le Beausset, Solliès-Toucas, Cuers, Puget-Ville, Collobrières, La Garde-Freinet, Plan-de-la-Tour et Saint-Maxime;— nei cantoni di Olette e Arles-sur-Tech del dipartimento dei Pyrénées-Orientales;b) in Italia, le superficie vitate nelle seguenti regioni: Calabria, Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia, comprese leisole appartenenti a tali regioni, come l'isola di Pantelleria, le isole Eolie, Egadi e Pelagie;c) in Grecia le superfici vitate che non figurano al punto 6;d) in Spagna, le superfici vitate che non figurano al punto 3, lettera b), né al punto 5, lettera c);e) in Portogallo, le superfici vitate nelle regioni non comprese nella zona C I a).8. La delimitazione dei territori coperti dalle unità amministrative menzionate nel presente allegato è quella risultantedalle disposizioni nazionali vigenti in data 15 dicembre 1981 nonché, per quanto riguarda la Spagna, dalle disposizioninazionali vigenti in data 1 o marzo 1986 e, per quanto riguarda il Portogallo, dalle disposizioni nazionalivigenti in data 1 o marzo 1998.


14.7.1999 L 179/47Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITALLEGATO IVELENCO DELLE PRATICHE E DEI TRATTAMENTI ENOLOGICI AUTORIZZATI1. Pratiche e trattamenti enologici che possono essere effettuati su uve fresche, sul mosto d'uve, sul mosto d'uve parzialmentefermentato, sul mosto d'uve parzialmente fermentato ottenuto con uve parzialmente appassite, sul mostod'uve concentrato e sul vino nuovo ancora in fermentazione:a) arieggiamento o aggiunta di ossigeno;b) trattamenti termici;c) centrifugazione e filtrazione, con o senza coadiuvante di filtrazione inerte, a condizione che il loro uso nonlasci residui indesiderabili nei prodotti così trattati;d) utilizzazione di anidride carbonica, detta altresì biossido di carbonio, di argo o di azoto, soli o miscelati traloro, unicamente per creare un'atmosfera inerte e manipolare il prodotto al riparo dell'aria;e) utilizzazione di lieviti per vinificazione;f) applicazione di una o più delle pratiche seguenti, per favorire lo sviluppo dei lieviti;— aggiunta di fosfato di ammonio bibasico o di solfato di ammonio entro certi limiti,— aggiunta di solfito di ammonio o di bisolfito di ammonio entro certi limiti,— aggiunta di dicloridrato di tiamina entro certi limiti;g) utilizzazione di anidride solforosa, detta altresì biossido di zolfo, di bisolfito di potassio o di metabisolfito dipotassio, detto altresì disolfito di potassio o pirosolfito di potassio;h) eliminazione dell'anidride solforosa con procedimenti fisici;i) trattamento dei mosti bianchi e dei vini bianchi nuovi ancora in fermentazione con carbone per uso enologicoentro certi limiti;j) chiarificazione con una o più delle seguenti sostanze d'uso enologico;— gelatina alimentare,— colla di pesce,— caseina e caseinati di potassio,— ovalbumina e/o lattalbumina,— bentonite,— diossido di silicio sotto forma di gel o di soluzione colloidale,— caolino,— tannino,— enzimi pectolitici;— preparato enzimatico di betaglucanasi a condizioni da determinare;k) utilizzazione di acido sorbico o di sorbato di potassio;l) uso di acido tartarico per l'acidificazione alle condizioni di cui all'allegato V, sezioni E e G;m) impiego per la disacidificazione, alle condizioni previste all'allegato V, sezioni E e G, di uno o più dei prodottiseguenti:— tartrato neutro di potassio,— bicarbonato di potassio,


L 179/48 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT— carbonato di calcio contenente eventualmente piccoli quantitativi di sale doppio di calcio degli acidi L (+)tartarico ed L (¯) malico,— tartrato di calcio,— acido tartarico a condizioni da determinare,— preparato omogeneo di acido tartarico e di carbonato di calcio in proporzioni equivalenti e finemente polverizzato;n) uso di resina di pino di Aleppo a condizioni da determinare;o) uso di preparati di scorze di lieviti, entro certi limiti;p) uso di polivinilpolipirrolidone, entro certi limiti e a condizioni da determinare;q) uso di batteri lattici in sospensione vinica a condizioni da determinare;r) aggiunta di lisozima entro limiti ed a condizioni da determinare.2. Pratiche e trattamenti enologici che possono essere utilizzati per il mosto di uve destinato alla preparazione dimosto di uve concentrato rettificato:a) arieggiamento;b) trattamenti termici;c) centrifugazione e filtrazione, con o senza coadiuvante di filtrazione inerte, a condizione che il loro uso nonlasci residui indesiderabili nei prodotti così trattati;d) utilizzazione di anidride solforosa, detta altresì biossido di zolfo, di bisolfito di potassio o di metabisolfito dipotassio, detto altresì disolfito di potassio o pirosolfito di potassio;e) eliminazione dell'anidride solforosa con procedimenti fisici;f) trattamento con carboni per uso enologico;g) uso di carbonato di calcio contenente eventualmente piccoli quantitativi di doppio sale di calcio degli acidi L(+) tartarico e L (¯) malico;h) uso di resine scambiatrici di ioni a condizioni da determinare.3. Pratiche e trattamenti enologici che possono essere applicati per il mosto di uve parzialmente fermentato, destinatoal consumo umano diretto nello stato in cui si trova, il vino atto alla produzione di vino da tavola, il vino datavola, il vino spumante, il vino spumante gassificato, il vino frizzante, il vino frizzante gassificato, i vini liquorosied i v.q.p.r.d.:a) utilizzazione nei vini secchi e in quantità non superiori al 5 %, di fecce fresche, sane o non diluite che contenganolieviti provenienti dalla vinificazione recente di vini secchi;b) arieggiamento o immissione di argo o azoto;c) trattamenti termici;d) centrifugazione e filtrazione, con o senza coadiuvante di filtrazione inerte, a condizione che il loro uso nonlasci residui indesiderabili nel prodotto così trattato;e) utilizzazione di anidride carbonica, detta altresì biossido di carbonio, di argo o di azoto, soli o miscelati traloro, unicamente per creare un'atmosfera inerte e manipolare il prodotto al riparo dall'aria;f) aggiunta di anidride carbonica, entro certi limiti;g) utilizzazione, alle condizioni previste dal presente regolamento, di anidride solforosa, detta altresì biossido dizolfo, di bisolfito di potassio o di metabisolfito di potassio, detto altresì disolfito di potassio o pirosolfito dipotassio;


14.7.1999 L 179/49Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITh) aggiunta di acido sorbico o di sorbato di potassio, purché il tenore finale di acido sorbico del prodotto trattato,immesso al consumo umano diretto, non sia superiore a 200 mg/l;i) aggiunta di acido L-ascorbico, sino a certi limiti;j) aggiunta di acido citrico, ai fini della stabilizzazione del vino entro certi limiti;k) l'impiego per l'acidificazione di acido tartarico, alle condizioni previste all'allegato V, sezioni E e G;l) impiego per la disacidificazione, alle condizioni previste all'allegato V, sezioni E e G, di uno o più dei prodottiseguenti:— tartrato neutro di potassio,— bicarbonato di potassio,— carbonato di calcio contenente eventualmente piccoli quantitativi di sale doppio di calcio degli acidi L(+) tartarico ed L (¯) malico,— tartrato di calcio,— acido tartarico a condizioni da determinare,— preparato omogeneo di acido tartarico e di carbonato di calcio in proporzioni equivalenti e finementepolverizzato;m) chiarificazione con una o più delle seguenti sostanze d'uso enologico:— gelatina alimentare,— colla di pesce,— caseina e caseinati di potassio,— ovolbumina e/o lattolbumina,— bentonite,— diossido di silicio sotto forma di gel o di soluzione colloidale,— caolino,— preparato enzimatico di betaglucanasi a condizioni da determinare;n) aggiunta di tannino;o) trattamento dei vini bianchi con carbone per uso enologico entro certi limiti;p) trattamento, a condizioni da stabilire:— dei mosti di uve parzialmente fermentati destinati come tali al consumo umano diretto dei vini bianchie rosati con ferrocianuro di potassio;— dei vini rossi con ferrocianuro di potassio o con fitato di calcio;q) aggiunta di acido metatartarico entro certi limiti;r) uso di gomma arabica;s) uso, a condizioni da determinare, di acido DL-tartarico, denominato anche acido racemico, o del suo saleneutro di potassio, per ottenere la precipitazione del calcio in eccedenza;t) impiego per l'elaborazione di vini spumanti ottenuti dalla fermentazione in bottiglia e per i quali la separazionedelle fecce è effettuata mediante sboccamento:— di alginato di calcioo— di alginato di potassio;


L 179/50 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITt bis)t ter)impiego di lieviti per vinificazione, secchi o in sospensione di vino, per l'elaborazione dei vini spumanti;aggiunta, per l'elaborazione dei vini spumanti, di tiamina e di sali d'ammonio ai vini di base per favorire losviluppo dei lieviti, alle seguenti condizioni:— per i sali nutritivi, fosfato di ammonio entro certi limiti,— per i fattori di crescita, tiamina sotto forma di cloridrato di tiamina, entro certi limiti;u) uso di dischi di paraffina pura impregnati di isotiocianato di allile per creare un'atmosfera sterile, unicamentenegli Stati membri in cui è tradizionalmente utilizzato e fino a quando non sia vietato dalla legislazionenazionale, a condizione che vengano impiegati solo recipienti di contenuto superiore a 20 litri e che nessunatraccia di isotiocianato di allile sia presente nei vini;v) aggiunta, per favorire la precipitazione del tartaro:— di bitartrato de potassio,— di tartrato di calcio entro limiti ed a condizioni da determinare;w) impiego di solfato di rame per l'eliminazione di un difetto di gusto o di odore del vino, sino a certi limiti;x) impiego di preparati di scorze di lieviti entro certi limiti;y) uso di polivinilpolipirrolidone entro certi limiti e a condizioni da determinare;z) impiego di batteri lattici in sospensione di vino a condizioni da determinare;z bis)aggiunta di caramello, ai sensi della direttiva 94/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno1994, sulle sostanze coloranti destinati ad essere utilizzate nei prodotti alimentari ( 1 ), per rafforzare il coloredei vini liquorosi e dei v.l.q.p.r.d.z ter)aggiunta di lisozima entro limiti ed a condizioni da determinare.4. Pratiche e trattamenti enologici che possono essere utilizzati per i prodotti menzionati nella frase introduttiva delpunto 3, unicamente nell'ambito di condizioni di impiego da determinare:a) apporto di ossigeno;b) trattamento per elettrodialisi per garantire la stabilizzazione tartarica del vino;c) impiego di un'ureasi per diminuire il tasso di urea nei vini.( 1 ) GU L 237 del 10.9.1994, pag. 13.


14.7.1999 L 179/51Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITALLEGATO VLIMITI E CONDIZIONI DI TALUNE PRATICHE ENOLOGICHEA. Tenore di anidride solforosa1. Il tenore totale di anidride solforosa dei vini, diversi dai vini spumanti e dai vini liquorosi non può superare, almomento dell'immissione al consumo umano diretto:a) 160 mg/l per i vini rossi,b) 210 mg/l per i vini bianchi e rosati.2. In deroga al punto 1, lettere a) e b), il tenore massimo di anidride solforosa, per quanto riguarda i vini aventiun tenore di zuccheri residui, espresso in zucchero invertito, non inferiore a 5 g/l, è portato a:a) 210 mg/l per i vini rossi e 260 mg/l per i vini bianchi e rosati;b) 300 mg/l per:— i vini aventi diritto alla designazione «Spätlese» conformemente alle disposizioni comunitarie;— i v.q.p.r.d. bianchi aventi diritto alle denominazioni di origine controllata «Bordeaux supérieur», «Gravesde Vayres», «Côtes de Bordeaux», «Saint-Macaire», «Premières Côtes de Bordeaux», «Sainte-Foix Bordeaux»,«Côtes de Bergerac» (seguita o meno dalla designazione «Côtes de Saussignac»), «Haut Montravel»,«Côtes de Montravel» e «Rosette»;— i v.q.p.r.d. bianchi aventi diritto alle denominazioni di origine «Allela», «La Mancha», «Navarra», «Penedés»,«Rioja», «Rueda», «Tarragona» e «Valencia»;— i v.q.p.r.d. bianchi originari del Regno Unito, designati e presentati conformemente alla normativa britannicacon il termine «botrytis» o con altri termini equivalenti, quali «noble harvest», «noble late Harvested»o «special late Harvested»;c) 350 mg/l per i vini aventi diritto alla designazione «Auslese», conformemente alle disposizioni comunitarie,e per i vini bianchi designati come «vino superiore a denominazione di origine», conformemente alla legislazionerumena, e aventi diritto a uno dei nomi seguenti: Murfatlar, Cotnari, Tirnave, Pietroasele, ValeaCalugareasca;d) 400 mg/l per i vini aventi diritto alle designazioni «Beerenauslese», «Ausbruch», «Ausbruchwein», «Trockenbeerenauslese»e «Eiswein», conformemente alle disposizioni comunitarie, e per i v.q.p.r.d. bianchi aventidiritto alle denominazioni di origine controllata «Sauternes», «Barsac», «Cadillac», «Cérons», «Loupiac»,«Sainte-Croix-du Mont», «Monbazillac», «Bannezeaux», «Quarts de Chaume», «Coteaux du Layon», «Coteauxde l'Aubance», «Graves Supérieures» e «Jurançon».3. Qualora le condizioni climatiche lo richiedano, per talune zone viticole della Comunità può essere concessaagli Stati membri la facoltà di autorizzare, per i vini prodotti nel loro territorio, un aumento di non oltre40 mg/l dei tenori massimi totale di anidride solforosa inferiori a 300 mg/l previsti nella presente sezione.4. Gli Stati membri possono adottare disposizioni più restrittive per i vini prodotti nel loro territorio.B. Tenore di acidità volatile1. Il tenore massimo di acidità volatile non può superare:a) 18 milliequivalenti per litro per i mosti di uve parzialmente fermentati;b) 18 milliequivalenti per litro per i vini bianchi e rosati nonché, fino al 31 dicembre 1989, per i prodottiottenuti dal taglio di vino bianco con vino rosso nel territorio spagnolo;c) 20 milliequivalenti per litro per i vino rossi.


L 179/52 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT2. I tenori di cui al punto 1 sono validi:— per i prodotti ottenuti dalle uve raccolte nella Comunità, nella fase della produzione e in tutte le fasi dicommercializzazione;— per i mosti di uve parzialmente fermentati e per i vini originari di paesi terzi, in tutte le fasi successive allaloro entrata nel territorio geografico della Comunità.3. Possono essere previste deroghe al punto 1:a) per alcuni v.q.p.r.d. e alcuni vini da tavola designati mediante un'indicazione geografica, quando:— hanno subito un periodo di invecchiamento di almeno due anni, oppure— siano elaborati secondo metodi particolari;b) per i vini con un titolo alcolometrico volumico totale non inferiore a 13 % vol.C. Limiti di arricchimento1. Quando le condizioni climatiche in talune zone viticole della Comunità lo richiedono, gli Stati membri interessatipossono autorizzare l'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale delle uve fresche, del mosto diuve, del mosto di uve parzialmente fermentato e del vino nuovo ancora in fermentazione, ottenuti dalle varietàdi viti di cui all'articolo 42, paragrafo 5, del vino atto a diventare vino da tavola e del vino da tavola.2. Per i prodotti di cui al punto 1, il titolo alcolometrico volumico naturale può essere aumentato soltanto se iltitolo alcolometrico volumico naturale minimo degli stessi è:a) nella zona viticola A: 5 % vol;b) nella zona viticola B: 6 % vol;c) nella zona viticola C I a): 7,5 % vol;d) nella zona viticola C I b): 8 % vol;e) nella zona viticola C II: 8,5 % vol;f) nella zona viticola C III: 9 % vol.3. L'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale minimo ha luogo secondo le pratiche enologiche di cuialla sezione D e non può superare i limiti seguenti:a) nella zona viticola A: 3,5 % vol;b) nella zona viticola B: 2,5 % vol;c) nelle zone viticole C: 2 % vol.4. Negli anni caratterizzati da condizioni climatiche eccezionalmente sfavorevoli, l'aumento del titolo alcolometricovolumico di cui al punto 3 può essere portato ai limiti seguenti:a) nella zona viticola A: 4,5 % vol;b) nella zona viticola B: 3,5 % vol.D. Operazioni di arricchimento1. L'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale di cui alla sezione C può essere ottenuto esclusivamente:a) per quanto riguarda le uve fresche, il mosto di uve parzialmente fermentato e il vino nuovo ancora in fermentazione,mediante aggiunta di saccarosio, di mosto di uve concentrato o di mosto di uve concentratorettificato;b) per quanto riguarda il mosto di uve, mediante l'aggiunta di saccarosio, di mosto di uve concentrato o dimosto di uve concentrato rettificato, o mediante concentrazione parziale, compresa l'osmosi inversa;c) per quanto riguarda il vino atto a diventare vino da tavola e il vino da tavola, mediante concentrazioneparziale a freddo.


14.7.1999 L 179/53Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT2. Ciascuna delle operazioni di cui al punto 1 esclude il ricorso alle altre.3. L'aggiunta di saccarosio di cui al punto 1, lettere a) e b), può effettuarsi soltanto mediante zuccheraggio a seccoe unicamente nelle regioni viticole nelle quali è tradizionalmente o eccezionalmente praticata conformementealla legislazione vigente l'8 maggio 1970.4. L'aggiunta di mosto di uve concentrato o di mosto di uve concentrato rettificato non può avere l'effetto diaumentare il volume iniziale delle uve fresche pigiate, del mosto di uve, del mosto di uve parzialmente fermentatoo del vino nuovo ancora in fermentazione di oltre l'11 % nella zona viticola A, l'8 % nella zona viticola B eil 6,5 % nella zona viticola C.5. In caso di applicazione delle disposizioni della sezione C, punto 4, i limiti dell'aumento di volume sono portatirispettivamente al 15 % nella zona viticola A e all'11 % nella zona viticola B.6. La concentrazione non può avere l'effetto di ridurre di oltre il 20 % il volume iniziale e in nessun caso diaumentare di oltre 2 % vol il titolo alcolometrico volumico naturale del mosto di uve, del vino atto a diventarevino da tavola o del vino da tavola oggetto di tali operazioni.7. In nessun caso le suddette operazioni possono avere l'effetto di portare a oltre 11,5 % vol nella zona viticola A,12 % vol nella zona viticola B, 12,5 % vol nelle zone viticole C I a) e C I b), 13 % vol nella zona viticola C II e13,5 % vol nella zona viticola C III il titolo alcolometrico volumico totale delle uve fresche, del mosto di uve,del mosto di uve parzialmente fermentato, del vino nuovo ancora in fermentazione, del vino atto a diventarevino da tavola o del vino da tavola oggetto di tali operazioni.8. Tuttavia, per il vino rosso, il titolo alcolometrico volumico totale dei prodotti di cui al punto 7 può essere portatoa 12 % vol nella zona viticola A e a 12,5 % vol nella zona viticola B.9. Il vino atto a diventare vino da tavola e il vino da tavola non possono essere concentrati qualora i prodotti daiquali sono stati ottenuti siano stati a loro volta oggetto di una delle operazioni di cui al punto 1, lettere a)e b).E. Acidificazione e disacidificazione1. Le uve fresche, il mosto di uve parzialmente fermentato, il vino nuovo ancora in fermentazione e il vino possonoformare oggetto:a) nelle zone viticole A, B, C I a e C I b), di una disacidificazione parziale;b) nelle zone viticole C II e C III a), fatte salve le disposizioni del punto 3, di un'acidificazione e di una disacidificazione;c) nella zona viticola C III b), di un'acidificazione.2. L'acidificazione dei prodotti diversi dal vino di cui al punto 1 può essere effettuata soltanto entro un limitemassimo, espresso in acido tartarico, di 1,50 g/l, ossia di 20 milliequivalenti per litro.3. L'acidificazione dei vini può essere effettuata soltanto entro un limite massimo, espresso in acido tartarico, di2,50 g/l, ossia di 33,3 milliequivalenti per litro.4. La disacidificazione dei vini può essere effettuata soltanto entro un limite massimo, espresso in acido tartarico,di 1 g/l, ossia di 13,3 milliequivalenti per litro.5. Inoltre, il mosto di uve destinato alla concentrazione può essere sottoposto a disacidificazione parziale.6. Nelle annate caratterizzate da condizioni climatiche eccezionali, gli Stati membri possono autorizzare l'acidificazionedei prodotti di cui al punto 1 nelle zone viticole C I a) e C I b), alle condizioni contemplate al punto 1per quanto riguarda le zone viticole C II, C III a) e C III b).7. L'acidificazione e l'arricchimento, salvo deroga da decidersi caso per caso, nonché l'acidificazione e la disacidificazionedi uno stesso prodotto, sono operazioni che si escludono a vicenda.


L 179/54 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITF. Dolcificazione1. La dolcificazione del vino da tavola è autorizzata:a) quando le uve fresche, il mosto di uve, il mosto di uve parzialmente fermentato, il vino nuovo ancora infermentazione, il vino atto a diventare vino da tavola o il vino da tavola sono stati sottoposti ad una delleoperazioni di cui alla sezione D, punto 1, soltanto con mosto di uve avente al massimo lo stesso titoloalcolometrico volumico totale del vino da tavola in questione;b) quando i prodotti di cui alla lettera a) non sono stati sottoposti ad una delle operazioni di cui allasezione D, punto 1, soltanto con mosto di uve concentrato o mosto di uve concentrato rettificato o mostodi uve, purché il titolo alcolometrico volumico totale del vino da tavola in questione non venga aumentatodi oltre 2 % vol.2. Nel territorio della Comunità è vietata la dolcificazione dei vini importati destinati al consumo umano diretto edesignati da un'indicazione geografica.3. La dolcificazione dei vini importati diversi da quelli di cui al punto 2 è subordinata a norme da stabilirsi.G. Trattamenti1. Ciascuna delle operazioni di cui alle sezioni D ed E, ad eccezione dell'acidificazione e della disacidificazione deivini, è autorizzata soltanto se effettuata, in condizioni da determinare, al momento in cui le uve fresche, ilmosto di uve, il mosto di uve parzialmente fermentato o il vino nuovo ancora in fermentazione sono trasformatiin vino atto a diventare vino da tavola, in vino da tavola o in altra bevanda destinata al consumo umanodiretto di cui all'articolo 1, paragrafo 2, diversa dal vino spumante o dal vino spumante gassificato, nella zonaviticola in cui sono state raccolte le uve fresche utilizzate.2. Lo stesso vale per la concentrazione, l'acidificazione e la disacidificazione dei vini atti a diventare vini datavola.3. Le concentrazioni dei vini da tavola deve essere effettuata nella zona viticola in cui sono state raccolte le uvefresche utilizzate.4. L'acidificazione e la disacidificazione dei vini possono essere effettuate solo nell'azienda di vinificazione e nellazona viticola in cui sono state raccolte le uve utilizzate per l'elaborazione del vino.5. Ciascuna delle operazioni di cui ai punti da 1 a 4 deve essere dichiarata alle autorità competenti. Lo stesso valeper i quantitativi di saccarosio, di mosto di uve concentrato o di mosto di uve concentrato rettificato detenuti,per l'esercizio della professione, da persone fisiche o giuridiche o da associazioni di persone, in particolare daiproduttori, dagli imbottigliatori, dai trasformatori, nonché da negozianti da determinare, contemporaneamentee nello stesso luogo delle uve fresche, del mosto di uve parzialmente fermentato o del vino sfuso. La dichiarazionedi questi quantitativi può tuttavia essere sostituita da una loro iscrizione sul registro di carico e di utilizzazione.6. Ciascuna delle operazioni di cui alla sezione E deve essere iscritta sul documento di accompagnamento, sottola cui scorta i prodotti così trattati sono messi in circolazione.7. Salvo deroghe motivate da condizioni climatiche eccezionali, tali operazioni possono essere effettuate soltanto:a) anteriormente al 1 o gennaio, nelle zone viticole C,b) anteriormente al 16 marzo, nelle zone viticole A e B,unicamente per i prodotti provenienti dalla vendemmia immediatamente precedenti a tali date.8. Tuttavia, la concentrazione a freddo, l'acidificazione e la disacidificazione dei vini possono essere praticatedurante tutto l'anno.


14.7.1999 L 179/55Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITH. Vino spumante1. Ai fini del presente punto, nonché del punto I del presente allegato e del punto K dell'allegato VI, si intendeper:a) «partita» (cuvée):— il mosto di uve,— il vino,— il risultato della miscela di mosti di uve e/o di vini con caratteristiche diverse,destinati all'elaborazione di un tipo determinato di vino spumante;b) «sciroppo zuccherino» (liqueur de tirage):il prodotto destinato ad essere aggiunto alla partita per provocare la formazione di spuma;c) «sciroppo di dosaggio» (liqueur d'expédition):il prodotto destinato ad essere aggiunto ai vini spumanti per conferire loro caratteristiche gustative particolari.2. Lo sciroppo di dosaggio può essere composto solo da:— saccarosio,— mosto di uve,— mosto di uve parzialmente fermentato,— mosto di uve concentrato,— mosto di uve concentrato rettificato,— vino, o— una miscela di questi prodotti,eventualmente addizionati di distillato di vino.3. Fatto salvo l'arricchimento dei componenti della partita (cuvée) autorizzato a norma del presente regolamento,è vietato qualsiasi arricchimento della partita.4. Tuttavia, ogni Stato membro può autorizzare, per le regioni e le varietà per le quali sia giustificato dal puntodi vista tecnico e secondo condizioni da stabilirsi, l'arricchimento della partita (cuvée) nel luogo di elaborazionedei vini spumanti. Tale arricchimento può essere effettuato con l'aggiunta di saccarosio, di mosti di uveconcentrati o di mosti di uve concentrati rettificati. Lo si può realizzare con l'aggiunta di saccarosio o di mostidi uve concentrati allorché questo metodo è tradizionalmente o eccezionalmente praticato nello Stato membrointeressato, conformemente alla legislazione vigente al 24 novembre 1974. Ciò nondimeno, gli Statimembri possono escludere l'uso di mosti di uve concentrati.5. L'aggiunta di sciroppo zuccherino e l'aggiunta di sciroppo di dosaggio non sono considerate un arricchimentoné una dolcificazione. L'aggiunta di sciroppo zuccherino non può provare un aumento del titolo alcolometricovolumico totale della partita (cuvée) superiore a 1,5 % vol. Tale aumento viene misurato calcolando ladifferenza tra il titolo alcolometrico volumico della partita e il titolo alcolometrico volumico totale del vinospumante prima dell'eventuale aggiunta dello sciroppo di dosaggio.6. L'aggiunta di sciroppo di dosaggio viene effettuata in modo da non aumentare di oltre 0,5 % vol il titolo alcolometricovolumico effettivo del vino spumante.7. È vietata la dolcificazione della partita (cuvée) e dei suoi componenti.8. Oltre alle eventuali acidificazioni o disacidificazioni effettuate sui suoi componenti a norma delle altre disposizionidel presente allegato, la partita (cuvée) può essere oggetto di acidificazione o disacidificazione. L'acidificazionee la disacidificazione della partita si escludono reciprocamente. L'acidificazione può essere effettuatasoltanto entro il limite massimo, espresso in acido tartarico, di 1,5 g/l, ossia 20 milliequivalenti per litro.


L 179/56 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT9. Negli anni caratterizzati da condizioni climatiche eccezionali, il limite massimo di 1,5 g/l, ossia 20 milliequivalentiper litro, può essere portato a 2,5 g/l, ossia 34 milliequivalenti per litro, purché l'acidità naturale dei prodotti,espressa in acido tartarico, non sia inferiore a 3 g/l, ossia 40 milliequivalenti per litro.10. L'anidride carbonica contenuta nei vini spumanti può provenire soltanto dalla fermentazione alcolica dellapartita (cuvée) da cui sono ottenuti i vini in questione.A meno che non si tratti di quella destinata a trasformare uve, mosto di uve o mosto di uve parzialmente fermentatodirettamente in vino spumante, questa fermentazione può risultare solo dall'aggiunta dello sciroppozuccherino. Essa può aver luogo esclusivamente in bottiglie o in recipienti chiusi.L'utilizzazione di anidride carbonica nel caso del procedimento di travaso per contropressione è autorizzatasotto controllo e purché non aumenti la pressione dell'anidride carbonica contenuta nei vini spumanti.11. Per quanto riguarda i vini spumanti diversi dai vini spumanti di qualità e dai v.s.q.p.r.d.:a) il titolo alcolometrico volumico totale delle partite (cuvées) destinate alla loro elaborazione non dev'essereinferiore a 8,5 % vol;b) lo sciroppo zuccherino destinato alla loro elaborazione può essere composto solo da:— mosto di uve,— mosto di uve parzialmente fermentato,— mosto di uve concentrato,— mosto di uve concentrato rettificato, o— saccarosio e vino;c) fatto salvo l'articolo 44, paragrafo 3, il titolo alcolometrico volumico effettivo, compreso l'alcole contenutonello sciroppo di dosaggio eventualmente aggiunto, non dev'essere inferiore a 9,5 % vol;d) ferme restando disposizioni più restrittive che possono essere applicate dagli Stati membri ai vini spumantiprodotti nel proprio territorio, il tenore totale di anidride solforosa non può essere superiore a235 mg/l;e) qualora le condizioni climatiche in talune zone viticole della Comunità lo richiedano, gli Stati membriinteressati possono autorizzare, per i vini di cui al punto 1 prodotti nel loro territorio, che il tenore massimototale di anidride solforosa sia aumentato al massimo di 40 mg/l, fatto salvo che i vini che hannobeneficiato di questa autorizzazione non siano spediti al di fuori degli Stati membri in questione.I. Vini spumanti di qualità1. Il titolo alcolometrico volumico totale delle partite (cuvées) destinate all'elaborazione dei vini spumanti di qualitàè di almeno 9 % vol.2. Lo sciroppo zuccherino destinato all'elaborazione di un vino spumante di qualità può essere composto solo da:a) saccarosio,b) mosto di uve concentrato,c) mosto di uve concentrato rettificato,d) mosto di uve o mosto di uve parzialmente fermentato da cui può essere ottenuto un vino atto a diventarevino da tavola,e) vini atti a diventare vini da tavola,f) vini da tavolaog) v.q.p.r.d.


14.7.1999 L 179/57Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT3. Per quanto riguarda i vini spumanti di qualità di tipo aromatico:a) salvo deroga, essi possono essere ottenuti utilizzando, per costituire la partita (cuvée), esclusivamente mostidi uve o mosti di uve parzialmente fermentati ottenuti dalle varietà di viti figuranti in un elenco da compilare.Tuttavia, i vini spumanti di qualità di tipo aromatico possono essere elaborati utilizzando, quali componentidella partita, vini ottenuti dalle uve della varietà «Prosecco» raccolte nelle regioni del Trentino-AltoAdige, del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia;b) il controllo del processo di fermentazione anteriormente e successivamente alla costituzione della partita(cuvée) può essere effettuato, per rendere spumante la partita, soltanto mediante refrigerazione o altri processifisici;c) è vietata l'aggiunta di uno sciroppo di dosaggio;d) in deroga alla sezione K, punto 4, dell'allegato VI, il titolo alcolometrico volumico effettivo dei vini spumantidi qualità di tipo aromatico non può essere inferiore a 6 % vol;e) il titolo alcolometrico volumico totale dei vini spumanti di qualità di tipo aromatico non può essere inferiorea 10 % vol;f) in deroga alla sezione K, punto 6, primo comma dell'allegato VI, i vini spumanti di qualità di tipo aromatico,allorché sono conservati in recipienti chiusi alla temperatura di 20°, presentano una sovrappressionenon inferiore a 3 bar;g) in deroga alla sezione K, punto 8, dell'allegato VI, la durata del processo di elaborazione dei vini spumantidi qualità di tipo aromatico non può essere inferiore a un mese.4. Gli Stati membri produttori possono definire tutte le caratteristiche o condizioni di produzione e di circolazionecomplementari o più rigorose per i vini spumanti di qualità contemplati dal presente titolo e prodottinel loro territorio.5. Inoltre, all'elaborazione dei vini spumanti di qualità si applicano anche le norme di cui:— ai punti 1-10 della sezione H;— al punto 4 e ai punti 6-9 dell'allegato VI, sezione K, fatto salvo il precedente punto 3, lettere d), f) e g),della presente sezione I.J. Vino liquoroso1. Per l'elaborazione dei vini liquorosi si utilizzano i seguenti prodotti:— mosto di uve parzialmente fermentato, o— vino, o— una miscela dei prodotti di cui ai precedenti trattini, o— mosto di uve o una miscela di questo prodotto con vino per taluni v.l.q.p.r.d. compresi in un elenco chesarà adottato.2. Sono inoltre addizionati:a) per quanto riguarda i vini liquorosi e i v.l.q.p.r.d. diversi da quelli di cui alla lettera b;i) i seguenti prodotti, da soli o miscelati:— alcole neutro ottenuto dalla distillazione di prodotti vitivinicoli, comprese le uve secche, aventeun titolo alcolometrico non inferiore a 96 % vol e rispondente ai requisiti previsti dalle disposizionicomunitarie;— distillato di vino o di uve secche, avente un titolo alcolometrico non inferiore a 52 % vol e nonsuperiore a 86 % vol, e rispondente ai requisiti da determinare;ii)nonché, eventualmente, uno o più dei prodotti seguenti:— mosto di uve concentrato,— prodotto ottenuto dalla miscela di uno dei prodotti di cui al punto i) con un mosto di uve di cuial punto 1, primo o quarto trattino;


L 179/58 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITb) per quanto riguarda taluni v.l.q.p.r.d. compresi in un elenco che sarà adottato;i) i prodotti di cui alla lettera a), punto i), da soli o miscelati;ii)oppure uno o più dei prodotti seguenti:— alcole di vino o di uve secche, avente un titolo alcolometrico non inferiore a 95 % vol e non superiorea 96 % vol e rispondente ai requisiti previsti dalle disposizioni comunitarie o, in mancanzadi queste, dalle disposizioni nazionali in materia;— acquavite di vino o di vinaccia, avente un titolo alcolometrico non inferiore a 52 % vol e nonsuperiore a 86 % vol e rispondente ai requisiti previsti dalle disposizioni comunitarie o, in mancanzadi queste, dalle disposizioni nazionali in materia;— acquavite di uve secche, avente un titolo alcolometrico non inferiore a 52 % vol e non superiore a94,5 % vol e rispondente ai requisiti previsti dalle disposizioni comunitarie o, in mancanza di queste,dalle disposizioni nazionali in materia;iii)nonché, eventualmente, uno o più dei prodotti seguenti:— mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto con uve parzialmente appassite,— mosto di uve concentrato ottenuto con l'azione del fuoco diretto e che, salvo per questa operazione,risponde alla definizione di mosto di uve concentrato,— mosto di uve concentrato,— prodotto ottenuto dalla miscela di uno dei prodotti di cui al punto ii) con un mosto di uve di cuial punto 1, primo o quarto trattino.3. I prodotti di cui al punto 1 utilizzati per l'elaborazione dei vini liquorosi e dei v.l.q.p.r.d. possono aver subito,se del caso, soltanto le pratiche e i trattamenti enologici di cui al presente regolamento.4. Tuttavia,a) l'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale può risultare soltanto dall'utilizzazione dei prodotti dicui al punto 2;b) laddove esista una pratica tradizionale, possono essere adottate deroghe relative a prodotti specifici perconsentire allo Stato membro interessato di autorizzare l'impiego di solfato di calcio, purché il tenore disolfato del prodotto così trattato, espresso in solfato di potassio, non sia superiore a 2,5 g/l. Tali prodottipossono inoltre essere sottoposti a un'acidificazione supplementare con acido tartarico, nel limite massimodi 1,5 g/l.5. Fatte salve le disposizioni più restrittive che gli Stati membri possono adottare per i vini liquorosi e i v.l.q.p.r.d.elaborati nel loro territorio, sono autorizzati su questi prodotti le pratiche e i trattamenti enologici previsti dalpresente regolamento.6. Sono inoltre autorizzati:a) la dolcificazione, soggetta a dichiarazione e registrazione, purché i prodotti utilizzati non siano stati arricchiticon mosto di uve concentrato, per mezzo di:— mosto di uve concentrato o mosto di uve concentrato rettificato, a condizione che l'aumento del titoloalcolometrico volumico totale del vino in questione non sia superiore a 3 % vol;— mosto di uve concentrato, mosto di uve concentrato rettificato o mosto di uve parzialmente fermentato,ottenuto con uve parzialmente appassite, per prodotti da stabilire e a condizione che l'aumentodel titolo alcolometrico volumico totale del vino in questione non sia superiore a 8 % vol;— mosto di uve concentrato o mosto di uve concentrato rettificato, per vini da stabilire e a condizioneche l'aumento del titolo alcolometrico volumico totale del vino in questione non sia superiore a 8 %vol;b) l'aggiunta di alcole, distillato o acquavite, di cui ai punti 1 e 2, per compensare le perdite dovute all'evaporazionedurante l'invecchiamento;c) l'invecchiamento in recipienti posti ad una temperatura non superiore a 50 °C, per prodotti da stabilire.


14.7.1999 L 179/59Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT7. Fatte salve le disposizioni più restrittive che gli Stati membri possono adottate per i vini liquorosi e i v.l.q.p.r.d.elaborati nel loro territorio, il tenore totale di anidride solforosa di tali vini non può superare al momento dellaloro immissione al consumo umano diretto:a) 150 mg/l se il tenore di zuccheri residui è inferiore a 5 g/l,b) 200 mg/l se il tenore di zuccheri residui è superiore a 5 g/l.8. Le varietà di viti da cui sono ottenuti i prodotti di cui al punto 1, utilizzate per l'elaborazione di vini liquorosie di v.l.q.p.r.d., sono scelte tra quelle di cui all'articolo 42, paragrafo 5.9. Il titolo alcolometrico volumico naturale dei prodotti di cui al punto 1 utilizzati per l'elaborazione di un vinoliquoroso diverso dai v.l.q.p.r.d. non può essere inferiore a 12 % vol.


L 179/60 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITALLEGATO VIVINI DI QUALITÀ PRODOTTI IN REGIONI DETERMINATEA. Regioni determinate1. Per regione determinata si intende un'area o un complesso di aree viticole che producono vini con particolaricaratteristiche qualitative e il cui nome viene utilizzato per designare v.q.p.r.d.2. Ogni regione determinata forma oggetto di una delimitazione precisa, per quanto possibile in base alla particellao all'appezzamento vitato. Tale delimitazione viene effettuata da ciascuno degli Stati membri interessati etiene conto dei fattori che contribuiscono alla qualità dei vini prodotti in detta regione, quali la natura del terrenoe del sottosuolo, il clima e la situazione delle particelle e degli appezzamenti vitati.3. La regione determinata è designata col suo nome geografico.Tuttavia, le denominazioni:— «Muscadet»,— «Blanquette»,— «Vinho verde»,— «Cava», per quanto riguarda taluni v.s.q.p.r.d.,— «Manzanilla»,sono riconosciute come nomi delle rispettive regioni determinate che sono state delimitate e regolamentatedagli Stati membri interessati anteriormente al 1 o marzo 1986.Per quanto riguarda i vini tranquilli, la menzione «Jaba» e/o «Cava» può essere utilizzata per la designazionedei vini da tavola greci, in quanto informazione relativa all'invecchiamento di tali vini.4. Il nome geografico che designa una regione determinata dev'essere sufficientemente preciso e notoriamenteconnesso alla zona di produzione per evitare, tenuto conto delle situazioni esistenti, le confusioni.B. Varietà di viti1. Ogni Stato membro compila un elenco delle varietà di viti di cui all'articolo 19 atte alla produzione di ciascunodei v.q.p.r.d. prodotti nel suo territorio. Tali varietà possono essere solo della specie Vitis vinifera.2. Le varietà di viti non comprese nell'elenco di cui al paragrafo 1 sono eliminate dalle particelle o dagli appezzamentivitati destinati alla produzione di v.q.p.r.d.3. Tuttavia, in deroga al punto 2, la presenza di una varietà di vite che non figura nell'elenco può essere autorizzatada uno Stato membro per un periodo di tre anni dalla data in cui ha effetto la delimitazione di unaregione determinata, se tale delimitazione è stata effettuata dopo il 31 dicembre 1979, purché la varietà di vitein questione sia della specie Vitis vinifera e non costituisca più del 20 % delle varietà di viti coltivate nella particellao nell'appezzamento vitato in questione.4. Entro la fine del periodo di cui al punto 3, ogni particella o appezzamento vitato destinato alla produzione div.q.p.r.d. deve contenere soltanto varietà di viti comprese nell'elenco di cui al punto 1. Qualora tale disposizionenon sia rispettata, nessuno dei vini ottenuti da uve raccolte nella particella o nell'appezzamento in questioneha diritto alla denominazione v.q.p.r.d.


14.7.1999 L 179/61Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITC. Pratiche colturali1. Ogni Stato membro stabilisce le disposizioni opportune sulle pratiche colturali necessarie per garantire la qualitàottimale dei v.q.p.r.d.2. In una zona viticola l'irrigazione può essere effettuata soltanto qualora lo Stato membro interessato l'abbiaautorizzata. Tale autorizzazione può essere concessa soltanto se le condizioni ecologiche la giustificano.D. Zone di trasformazione1. I v.q.p.r.d. possono essere elaborati soltanto:a) a partire da uve provenienti da varietà di viti che figurano nell'elenco di cui alla sezione B, punto 1, e raccoltenella regione determinata;b) mediante trasformazione delle uve di cui alla lettera a) in mosti e dei mosti così ottenuti in vino, nonchémediante elaborazione di tali prodotti in vino o in vini spumanti, nella regione determinata in cui sonostate raccolte le uve utilizzate.2. In deroga al punto 1, lettera a), quando si tratta di una pratica tradizionale regolata da disposizioni particolaridello Stato membro produttore, quest'ultimo può consentire, sino al 31 agosto 2003 al più tardi, con autorizzazioniesplicite e con riserva di un adeguato controllo, che un v.s.q.p.r.d. sia ottenuto correggendo il prodottodi base di tale vino con l'aggiunta di una o più prodotti vitivinicoli non originari della regione determinata dicui questo vino porta il nome, purché:— questo tipo di prodotti vitivinicoli aggiunti non sia prodotto, nella regione determinata in questione, conle stesse caratteristiche dei prodotti non originari,— questa correzione sia conforme alle pratiche enologiche e alle definizioni contemplate dalle disposizionicomunitarie pertinenti,— il volume totale dei prodotti vitivinicoli aggiunti non originari della regione determinata non superi il 10 %del volume totale dei prodotti utilizzati, originari della regione determinata. Tuttavia, la Commissione,secondo la procedura di cui all'articolo 75, può autorizzare lo Stato membro a permettere, in casi eccezionali,percentuali di aggiunta superiori al 10 % e non superiori al 15 %.La deroga di cui al primo comma è applicabile purché siffatta disposizione sia stata prevista, anteriormente al31 dicembre 1995, dalla normativa dello Stato membro produttore interessato.Gli Stati membri redigono l'elenco dei nomi dei v.s.q.p.r.d. di cui al presente paragrafo e lo comunicano allaCommissione che lo pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie «C».3. In deroga al punto 1, lettera b), un v.q.p.r.d. che non sia un v.s.q.p.r.d., può essere ottenuto o elaborato in unazona situata nelle immediate vicinanze della regione determinata in questione, qualora lo Stato membro interessatolo abbia esplicitamente autorizzato e a determinate condizioni.Inoltre, gli Stati membri possono consentire, con autorizzazioni individuali e con riserva di un controllo adeguato,che un v.q.p.r.d. sia ottenuto trasformando le uve in mosto e il mosto in vino, nonché elaborando talevino, anche al di fuori di una zona situata nelle immediate vicinanze della regione determinata in questione nelcaso di una pratica tradizionale, purché tale pratica:— fosse in uso prima del 1 o settembre 1970 oppure, per quanto riguarda gli Stati membri che hanno aderitoalla Comunità dopo tale data, anteriormente alla data effettiva di adesione,— non sia stata interrotta dopo tali date,— riguardi quantitativi che, presso il trasformatore in questione, non hanno da allora subito aumenti superioria quelli corrispondenti all'evoluzione generale del mercato.


L 179/62 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT4. In deroga al punto 1, lettera b), un v.s.q.p.r.d. può essere elaborato in una zona situata nelle immediate vicinanzedella regione determinata in questione qualora lo Stato membro interessato lo abbia esplicitamente autorizzatoe a determinate condizioni.Inoltre gli Stati membri possono consentire, con autorizzazioni individuali o con autorizzazioni espresse didurata inferiore a cinque anni e con riserva di un controllo adeguato, che un v.s.q.p.r.d. sia elaborato anche aldi fuori di una zona situata nelle immediate vicinanze della regione determinata in questione, qualora si trattidi una pratica tradizionale in uso almeno dal 24 novembre 1974 o, per quanto riguarda gli Stati membri chehanno aderito alla Comunità dopo tale data, anteriormente alla data effettiva di adesione.5. Qualsiasi persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone che disponga di uve o mosti che soddisfinoi requisiti per l'ottenimento di un v.q.p.r.d., da un lato e di altri prodotti che non li soddisfino, dall'altro, negarantisce una vinificazione e un magazzinaggio distinti; in caso contrario, il vino ottenuto non può essereconsiderato v.q.p.r.d.6. Le disposizioni della presente sezione D, ad eccezione di quelle del punto 5, non si applicano ai v.l.q.p.r.d.E. Titolo alcolometrico volumico minimo naturale1. Ogni Stato membro fissa il titolo alcolometrico volumico minimo naturale per ciascuno dei v.q.p.r.d. ottenutinel suo territorio. Per la fissazione di tale titolo alcolometrico volumico minimo naturale, si tiene conto in particolaredei titoli alcolometrici constatati nei dieci anni precedenti, prendendo in considerazione soltanto i raccoltidi qualità soddisfacente ottenuti dai terreni più rappresentativi della regione determinata.2. Il titolo alcolometrico volumico minimo naturale di cui al punto 1 può essere fissato a livelli diversi per lostesso v.q.p.r.d., in base ai seguenti elementi:a) la subregione, il comune o la frazione,b) la varietà o le varietà di viti,da cui provengono le uve utilizzate.3. Salvo diversa disposizione, e tranne per i v.s.q.p.r.d. e i v.l.q.p.r.d., i titoli alcolometrici di cui al punto 1 nonpossono essere inferiori a:a) 6,5 % vol nella zona A, tranne nelle regioni determinate «Mosel-Saar-Ruwer», «Ahr», «Mittelrhein»,«Sachsen», «Saale-Unstrut», «Moselle luxembourgeoise», «England» e «Wales», per le quali tale titolo alcolometricoè fissato a 6 % vol,b) 7,5 % vol nella zona B,c) 8,5 % vol nella zona C I a),d) 9 % vol nella zona C I b),e) 9,5 % vol nella zona C II,f) 10 % vol nella zona C III.F. Metodi di vinificazione e di elaborazione1. Gli Stati membri stabiliscono metodi specifici di vinificazione e di elaborazione per ciascun v.q.p.r.d.2. Qualora le condizioni climatiche lo richiedano in una delle zone viticole di cui alla sezione E, gli Stati membriinteressati possono autorizzare un aumento del titolo alcolometrico volumico naturale (effettivo o potenziale)delle uve fresche, del mosto di uve, del mosto di uve parzialmente fermentato, del vino nuovo ancora in fermentazionee del vino, atti a diventare v.q.p.r.d., ad eccezione dei prodotti destinati ad essere trasformati inv.l.q.p.r.d. L'aumento non può superare i limiti di cui all'allegato V, sezione C, punto 3.3. Nelle annate caratterizzate da condizioni climatiche eccezionalmente sfavorevoli, l'aumento del titolo alcolometricodi cui al punto 2 può essere portato fino ai limiti di cui all'allegato V, sezione C, punto 4. Tale autorizzazionenon pregiudica la possibilità di un'autorizzazione analoga per i vini da tavola di cui allo stesso punto.


14.7.1999 L 179/63Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT4. L'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale può essere effettuato secondo i metodi e le condizioni dicui all'allegato V, sezione D, escluso il punto 7. Tuttavia, gli Stati membri possono escludere l'utilizzazione delmosto di uve concentrato.5. Il titolo alcolometrico volumico totale dei v.q.p.r.d. non dev'essere inferiore a 9 % vol. Tuttavia, per alcuniv.q.p.r.d. bianchi compresi in un elenco da stabilire, che non sono stati oggetto di alcun arricchimento, il titoloalcolometrico volumico totale minimo dev'essere di 8,5 % vol. Le disposizioni del presente punto non si applicanoai v.s.q.p.r.d. né ai v.l.q.p.r.d.G. Acidificazione, disacidificazione e dolcificazione1. Le condizioni e i limiti per l'acidificazione e la disacidificazione delle uve fresche, del mosto di uve, del mostodi uve parzialmente fermentato, del vino nuovo ancora in fermentazione e del vino, atti a diventare v.q.p.r.d.,nonché la procedura per la concessione di autorizzazioni e deroghe, sono stabiliti all'allegato V, sezione E.2. La dolcificazione di un v.q.p.r.d. può essere autorizzata da uno Stato membro soltanto se effettuata:a) conformemente alle condizioni e ai limiti di cui all'allegato V, sezione F;b) nella regione determinata in cui è stato elaborato il v.q.p.r.d. o in una zona situata nelle immediate vicinanze,salvo eccezioni da determinare;c) con uno o più dei prodotti seguenti:— mosto di uve,— mosto di uve concentrato,— mosto di uve concentrato rettificato.3. Il mosto di uve e il mosto di uve concentrato di cui al punto 2, lettera c), devono provenire dalla stessa regionedeterminata in cui è stato ottenuto il vino per la cui dolcificazione sono utilizzati.4. Le disposizioni della presente sezione G non si applicano ai v.s.q.p.r.d. né ai v.l.q.p.r.d.H. Operazioni d arricchimento, di acidificazione e di disacidificazione1. Ciascuna operazione di arricchimento, di acidificazione e di disacidificazione di cui alla sezione F e alla sezioneG, punto 1, è autorizzata soltanto se effettuata alle condizioni previste all'allegato V, sezione G.2. Fatte salve le disposizioni della sezione D, punto 4, tali operazioni possono essere effettuate soltanto nellaregione determinata in cui sono state raccolte le uve fresche utilizzate.I. Rese per ettaro1. Per ogni v.q.p.r.d. lo Stato membro interessato fissa una resa per ettaro espressa in quantità di uve, di mosto diuve o di vino.2. Nel fissare tale resa si tiene conto in particolare delle rese ottenute nei dieci anni precedenti, prendendo in considerazionesoltanto i raccolti di qualità soddisfacente ottenuti dai terreni più rappresentativi della regionedeterminata.3. La resa per ettaro può essere fissata a livelli diversi per lo stesso v.q.p.r.d., in base ai seguenti elementi:a) la subregione, il comune o la frazione,b) la varietà o le varietà di viti,da cui provengono le uve utilizzate.4. La resa così fissata può essere modificata dallo Stato membro interessato.5. Il superamento della resa di cui al paragrafo 1 determina il divieto di usare, per la totalità del raccolto, la denominazionerivendicata, salvo deroghe previste a titolo generale o particolare degli Stati membri alle condizionida questi ultimi stabilite, eventualmente secondo le zone viticole; tali condizioni riguardano in particolare ladestinazione dei vini o dei prodotti di cui trattasi.


L 179/64 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITJ. Esami analitici e organolettici1. I produttori sono tenuti a sottoporre i vini per i quali chiedono la denominazione v.q.p.r.d. ad un esame analiticoe ad un esame organolettico:a) l'esame analitico deve riguardare almeno i valori degli elementi caratteristici dei v.q.p.r.d. in questione fraquelli elencati al punto 3; i valori limite di tali elementi sono stabiliti dallo Stato membro produttore perciascun v.q.p.r.d.;b) l'esame organolettico riguarda il colore, la limpidezza, l'odore e il sapore.2. In attesa dell'adozione di adeguate disposizioni relative alla loro applicazione sistematica e generale, gli esamidi cui al punto 1 possono essere effettuati su campioni dall'organismo competente designato da ciascuno degliStati membri.3. Gli elementi caratteristici di cui al punto 1, lettera a) sono i seguenti:A. Stabiliti in base a una prova di conservazione del vino:1. Prova dell'aria2. Prova del freddoB. Stabiliti in base ad un esame microbiologico3. Prova della stufa4. Aspetto del vino e del depositoC. Stabiliti in base ad un'analisi fisicochimica:5. Densità6. Titolo alcolometrico7. Estratto secco totale (ottenuto per densimetria)8. Zuccheri riduttori9. Saccarosio10. Ceneri11. Alcalinità delle ceneri12. Acidità totale13. Acidità volatile14. Acidità fissa15. pH16. Anidride solforosa libera17. Anidride solforosa totaleD. Stabiliti in base ad un'analisi complementare:18. Acido carbonico (vini frizzanti e spumanti, sovrappressione in bar a 20 °C).K. Vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate1. Il titolo alcolometrico volumico totale delle partite destinate all'elaborazione di v.s.q.p.r.d. dev'essere dialmeno:— 9,5 % vol nelle zone viticole C III,— 9 % vol nelle altre zone viticole.2. Tuttavia, le partite destinate all'elaborazione di alcuni v.s.q.p.r.d. compresi in un elenco da stabilirsi ed elaboratia partire da una sola varietà di vite possono avere un titolo alcolometrico volumico totale non inferiore a8,5 % vol.3. Viene stabilito un elenco dei v.s.q.p.r.d. di cui al punto 2.4. Il titolo alcolometrico volumico effettivo dei v.s.q.p.r.d., compreso l'alcole contenuto nello sciroppo di dosaggioeventualmente aggiunto, dev'essere di almeno 10 % vol.5. Lo sciroppo zuccherino per i v.s.q.p.r.d. può contenere soltanto:a) saccarosio,b) mosto di uve concentrato,


14.7.1999 L 179/65Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITc) mosto di uve concentrato rettificato,d) mosto di uve,e) mosto di uve parzialmente fermentato,f) vino,g) v.q.p.r.d.,atti a diventare lo stesso v.s.q.p.r.d. ottenuto con l'aggiunta di sciroppo zuccherino.6. In deroga all'allegato I, punto 15, i v.s.q.p.r.d., contenuti in recipienti chiusi alla temperatura di 20 °C, devonoavere una sovrappressione non inferiore a 3,5 bar.Tuttavia, per i v.s.q.p.r.d. contenuti in recipienti di capacità inferiore a 25 cl, la sovrappressione minima è di3 bar.7. Ferme restando le disposizioni più restrittive che possono essere applicate dagli Stati membri ai v.s.q.p.r.d.prodotti nel loro territorio, il tenore totale di anidride solforosa di questi vini spumanti non può superare185 mg/l. Qualora le condizioni climatiche in talune zone viticole della Comunità lo richiedano, gli Statimembri interessati possono autorizzare, per i v.s.q.p.r.d. prodotti nel loro territorio, che il tenore massimototale di anidride solforosa sia aumentato al massimo di 40 mg/l, purché i vini che hanno beneficiato di questaautorizzazione non siano spediti al di fuori degli Stati membri in questione.8. La durata di elaborazione dei v.s.q.p.r.d., compreso l'invecchiamento nelle aziende di produzione e calcolatadall'inizio della fermentazione destinata a renderli spumanti, non può essere:a) inferiore a sei mesi quando la fermentazione destinata a renderli spumanti si effettua in recipiente chiuso;b) inferiore a nove mesi quando la fermentazione destinata a renderli spumanti si effettua in bottiglia.9. La durata della fermentazione destinata a rendere spumante la partita e la durata della permanenza dellamedesima sulle fecce non può essere inferiore a:— 90 giorni,— 30 giorni se la fermentazione avviene in recipienti provvisti di dispositivi agitatori.10. Per quanto riguarda i v.s.q.p.r.d. di tipo aromatico:a) salvo deroga, essi possono essere ottenuti utilizzando, per la costituzione della partita, esclusivamentemosti di uve o mosti di uve parzialmente fermentati ottenuti dalle varietà di viti figuranti in un elenco dastabilire, purché tali varietà siano riconosciute atte alla produzione di v.s.q.p.r.d. nella regione determinatadi cui tali v.s.q.p.r.d. portano il nome;b) il controllo del processo di fermentazione anteriormente e successivamente alla costituzione della partitapuò essere effettuato, per rendere spumante la partita, soltanto mediante refrigerazione o altri processifisici;c) è vietata l'aggiunta di uno sciroppo di dosaggio;d) in deroga al punto 4, il titolo alcolometrico volumico effettivo dei v.s.q.p.r.d. di tipo aromatico non puòessere inferiore a 6 % vol;e) il titolo alcolometrico volumico totale dei v.s.q.p.r.d. di tipo aromatico non può essere inferiore a 10 %vol;f) in deroga al punto 6, primo comma, i v.s.q.p.r.d. di tipo aromatico, allorché sono conservati in recipientichiusi alla temperatura di 20 °C, presentano una sovrappressione non inferiore a 3 bar;g) in deroga al punto 8, la durata del processo di elaborazione dei v.s.q.p.r.d. di tipo aromatico non puòessere inferiore a un mese.11. Le disposizioni di cui all'allegato V, sezione H, punti da 1 a 10 si applicano anche ai v.s.q.p.r.d.


L 179/66 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITL. Vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate (disposizioni diverse da quelle previsteall'allegato V, sezione H, e che riguardano in modo specifico i v.l.q.p.r.d.)1. Salvo deroghe i prodotti di cui all'allegato V, sezione J, punto 1, come pure il mosto di uve concentrato e ilmosto di uve parzialmente fermentato ottenuto da uve appassite di cui alla sezione J, punto 2, utilizzati perl'elaborazione di un v.l.q.p.r.d., devono essere ottenuti nella regione determinata di cui il v.l.q.p.r.d. in questionereca il nome.Tuttavia, per quanto riguarda i v.l.q.p.r.d. «Málaga» e «Jerez-Xérès-Sherry», il mosto di uve concentrato e, anorma dell'articolo 44, paragrafo 11, il mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto da uve appassite, dicui all'allegato V, sezione J, punto 2, ottenuti da varietà di vite Pedro Ximénez, possono provenire dallaregione determinata «Montilla-Moriles».2. Salvo deroghe, le operazioni di cui all'allegato V, sezione J, punti da 3 a 6, destinate all'elaborazione di unv.l.q.p.r.d. possono essere effettuate soltanto nella regione determinata di cui al punto 1.Tuttavia, per quanto riguarda il v.l.q.p.r.d. avente la designazione di «Porto», ottenuto da uve della regionedeterminata «Douro», le ulteriori pratiche di elaborazione e di invecchiamento possono avere luogo sia nellaregione determinata suindicata sia in Vila Nova de Gaia — Porto.3. Fatte salve le disposizioni più restrittive che gli Stati membri possono adottare per i v.l.q.p.r.d. elaborati nelloro territorio:a) il titolo alcolometrico volumico naturale dei prodotti di cui all'allegato V, sezione J, punto 1, utilizzati perl'elaborazione di un v.l.q.p.r.d. non può essere inferiore a 12 % vol; tuttavia, alcuni v.l.q.p.r.d. compresi inun elenco da compilare possono essere ottenuti:i) da mosto di uve con un titolo alcolometrico volumico naturale non inferiore a 10 % vol, se si trattadi v.l.q.p.r.d. ottenuti mediante l'aggiunta di acquavite di vino o di vinaccia a denominazione di originee proveniente eventualmente dalla stessa azienda, oppureii)da mosti di uve in corso di fermentazione o, nel caso del secondo trattino seguente, da vino con untitolo alcolometrico volumico naturale iniziale non inferiore a:— 11 % vol nel caso di v.l.q.p.r.d. ottenuti mediante l'aggiunta di alcole neutro o di un destillato divino con un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 70 % vol, o di acquavite diorigine viticola;— 10,5 % vol per i vini compresi in un elenco da stabilire, ottenuti da mosto di uve bianche;— 9 % vol nel caso di un v.l.q.p.r.d. la cui produzione è tradizionale e consuetudinaria secondo legginazionali che lo prevedano esplicitamente per tale vino;b) il titolo alcolometrico volumico effettivo di un v.l.q.p.r.d. non può essere inferiore a 15 % vol né superiorea 22 % vol;c) il titolo alcolometrico volumico totale di un v.l.q.p.r.d. non può essere inferiore a 17,5 % vol.4. Tuttavia, il titolo alcolometrico volumico totale può essere inferiore a 17,5 % vol, ma non inferiore a 15 %vol, per alcuni v.l.q.p.r.d. compresi in un elenco da compilare, se esplicitamente previsto dalla legislazionenazionale agli stessi applicable anteriormente al 1 o gennaio 1985.5. Le menzioni specifiche tradizionali «oßmoy Tktjày utrßjüy», «vino dulce natural», «vino dolce naturale», «vinhodoce natural» sono riservate ai v.l.q.p.r.d.:— ottenuti da vendemmie costituite per l'85 % almeno dalle varietà di viti figuranti in un elenco da compilare,— ottenuti da mosti con un arricchimento naturale iniziale in zucchero di almeno 212 gr/l;— ottenuti, eccettuato qualsiasi altro arricchimento, con l'aggiunta di alcole, di distillato o di acquavite dicui all'allegato V, sezione J, punto 2.


14.7.1999 L 179/67Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT6. In quanto lo richiedano gli impieghi produttivi tradizionali, gli Stati membri possono, per quanto riguarda iv.l.q.p.r.d. elaborati nel loro territorio, disporre che la menzione specifica tradizionale «vino dolce naturale» siariservata ai v.l.q.p.r.d.:— vinificati direttamente dai viticoltori, purché provengano esclusivamente dalle loro vigne di «Muscats»,«Grenache», «Maccabéo» o «Malvoisie»; tuttavia, sono ammesse le vendemmie ottenute su particelle piantateentro il limite del 10 % del numero totale di piedi con varietà di viti diverse dalle quattro dianzi designate,— ottenuti entro il limite di una resa per ettaro di 40 ettolitri di mosto di uve di cui all'allegato V, sezione J,punto 1, primo e quarto trattino, ed ogni superamento di tale resa fa venir meno per tutto il raccolto ilbeneficio della denominazione «vino dolce naturale»,— ottenuti da un mosto di uve dianzi citato con un arricchimento naturale iniziale in zucchero di almeno252 g/l,— ottenuti, eccettuato qualsiasi altro arricchimento, con l'aggiunta di alcole di origine viticola correspondentein alcole puro al 5 % come minimo del volume del citato mosto di uve prodotto e, come massimo,alla più bassa delle due proporzioni seguenti:— o 10 % del volume del citato mosto di uve prodotto,— o 40 % del titolo alcolometrico volumico totale del prodotto finito rappresentato dalla somma deltitolo alcolometrico volumico effettivo e l'equivalente del titolo alcolometrico volumico potenzialecalcolato sulla base dell'1 % vol di alcole puro per 17,5 grammi di zucchero residuo per litro.7. Le menzioni di cui ai punti 5 e 6 non possono essere tradotte. Tuttavia:— esse possono essere accompagnate da una menzione esplicativa in una lingua compresa dal consumatorefinale,— per i prodotti elaborati in Grecia a norma del punto 6 e che circolano nel territorio di questo Stato membro,la menzione «vino dolce naturale» può essere accompagnata dalla menzione «oßmoy cktjýy utrijüy».8. La menzione specifica tradizionale «vino generoso» è riservata al v.l.q.p.r.d. secco elaborato sotto fioretta, e:— ottenuto da uve bianche ricavate dalle varietà di viti Palomino de Jerez, Palomino fino, Pedro Ximénez,Verdejo, Zalema e Garrido Fino,— immesso in consumo dopo due anni di età media di maturazione in fusti di rovere.L'elaborazione sotto fioretta di cui al primo comma va intesa come il processo biologico che, intervenendonello sviluppo spontaneo di una fioretta di lieviti tipici sulla superficie libera del vino dopo fermentazionealcolica totale del mosto, conferisce al prodotto caratteristiche analitiche e organolettiche specifiche.9. La menzione di cui al punto 8 non può essere tradotta. Tuttavia, essa può essere accompanata da una menzioneesplicativa in una lingua compresa dal consumatore finale.10. La menzione specifica tradizionale «vinho generoso» è riservata ai v.l.q.p.r.d. «Porto», «Madeira», «Moscatel deSetúbal» e «Carcavelos» unitamente alla rispettiva denominazione di origine.11. La menzione specifica tradizionale «vino generoso de licor» è riservata al v.l.q.p.r.d.:— ottenuto dal «vino generoso» di cui al punto 8 o dal vino sotto fioretta atto a diventare tale «vino generoso»,soggetto ad un'aggiunta o di mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto da uve parzialmenteappassite o di mosto di uve concentrato,— immesso in consumo dopo due anni di età media di maturazione in fusti di rovere.12. La menzione di cui al punto 11 non può essere tradotta. Tuttavia, essa può essere accompagnata da una menzioneesplicativa in una lingua compresa del consumatore finale.


L 179/68 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITALLEGATO VIIDESIGNAZIONE, DENOMINAZIONE, PRESENTAZIONE E PROTEZIONE DI TALUNI PRODOTTI DIVERSIDAI VINI SPUMANTIAi fini del presente allegato si intende per:— «etichettatura», l'insieme delle designazioni e delle altre menzioni, contrassegni, illustrazioni o marchi caratterizzantiil prodotto che figurano sullo stesso recipiente, compreso il dispositivo di chiusura, nonché sul pendaglio appeso alrecipiente. Non fanno parte dell'etichettatura alcune indicazioni, contrassegni ed altri marchi da determinare;— «imballaggio», gli involucri protettivi, quali carta, rivestimenti di paglia d'ogni genere, cartoni e casse utilizzati per iltrasporto di uno o più recipienti e/o la loro presentazione in vista della vendita al consumatore finale.A. Indicazioni obbligatorie1. L'etichettatura:a) dei vini da tavola, dei vini da tavola designati con un'indicazione geografica e dei v.q.p.r.d.;b) dei vini originari di paesi terzi diversi da quelli elencati alla lettera c) seguente;c) dei vini liquorosi, dei vini frizzanti e dei vini frizzanti gassificati di cui all'allegato I del presente regolamento,nonché di questi vini originari di paesi terzi,contiene obbligatoriamente le seguenti indicazioni:— la denominazione di vendita del prodotto,— il volume nominale,— il titolo alcolometrico volumico effettivo,— il numero di lotto ai sensi della direttiva 89/396/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1989, relativa alle dicitureo marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare ( 1 ).2. La denominazione di vendita è costituita dai seguenti elementi:a) per i vini da tavola i termini «vino da tavola» nonché:— nel caso di spedizione in un altro Stato membro o di esportazione, il nome dello Stato membro se leuve sono prodotte e vinificate in tale Stato;— i termini «mélange di vini di diversi paesi della Comunità europea» per i vini ottenuti dal mescolamentodi prodotti originari di più Stati membri;— i termini «vino ottenuto in … da uve raccolte in …», completato dall'indicazione degli Stati membri incausa, per i vini vinificati in uno Stato membro ottenuti da uve raccolte in un altro Stato membro;— i termini «Retsina» o «vino tinto de mezcla» per determinati vini da tavola;b) per i vini da tavola con indicazione geografica:— il termine «vino da tavola»,— il nome dell'unità geografica,— una delle menzioni seguenti a condizioni da determinare: «Landwein», «vin de pays», «indicazione geograficatipica», «omolarßa jasÜ paqÜdoyg», «oßmoy sopijüy», «vino de la tierra», «vinho regional» o «Regionalwine», quando viene usata una delle suddette menzioni, l'indicazione della menzione «vino datavola» non è obbligatoria;( 1 ) GU L 186 del 30.6.1989, pag. 21.


14.7.1999 L 179/69Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITc) per i v.q.p.r.d.:— il nome della regione determinata,— fatte salve le eccezioni da stabilire:— la menzione «vino di qualità prodotto in una regione determinata» o «v.q.p.r.d.», o— la menzione «vino liquoroso di qualità prodotto in una regione determinata» o «v.l.q.p.r.d.», o— la menzione «vini frizzanti di qualità prodotti in regioni determinate» o «v.f.q.p.r.d.», o— una menzione specifica tradizionale inclusa in un elenco da adottare o diverse di queste menzionise previste dalle disposizioni dello Stato membro interessato;d) per i vini importati la parola «vino», completata obbligatoriamente dal nome del paese d'origine e, quandosono designati mediante un'indicazione geografica, dal nome dell'unità geografica in questione;e) per i vini liquorosi la menzione «vino liquoroso»,f) per i vini frizzanti la menzione «vino frizzante»;g) per i vini frizzanti gassificati la menzione «vino frizzante gassificato»;h) per i vini di cui alle lettere e), f) e g), originari di paesi terzi, menzioni da determinare.3. L'etichettatura:a) dei vini da tavola, i vini da tavola con indicazione geografica e i v.q.p.r.d.,b) dei vini originari di paesi terzi,contiene obbligatoriamente oltre alle menzioni di cui ai punti 1 e 2, le seguenti indicazioni:— il nome o la ragione sociale, il comune e lo Stato membro dell'imbottigliatore o, per i recipienti di volumenominale superiore a 60 litri, dello speditore;— per i vini importati, l'importatore o, quando l'imbottigliamento ha avuto luogo nella Comunità, dell'imbottigliatore.4. L'etichettatura dei vini liquorosi, dei vini frizzanti e dei vini frizzanti gassificati, nonché di questi vini originaridi paesi terzi, deve essere completata da indicazioni da determinarsi, corrispondenti a quelle di cui ai punti 2e 3.B. Indicazioni facoltative1. L'etichettatura dei prodotti ottenuti nella Comunità può essere completata dalle seguenti indicazioni, in base acondizioni da determinarsi:a) per i vini da tavola, i vini da tavola con indicazione geografica e i v.q.p.r.d.:— il nome, l'indirizzo e la qualità della o delle persone che hanno partecipato alla commercializzazione,— il tipo del prodotto,— un colore particolare secondo le modalità previste dallo Stato membro produttore;b) per i vini da tavola con indicazione geografica e per i v.q.p.r.d.:— l'anno di raccolta,— il nome di una o più varietà di vite,— un riconoscimento, medaglia o concorso,— indicazioni relative a come è stato ottenuto il prodotto o al metodo di elaborazione dello stesso,— menzioni tradizionali complementari secondo le modalità previste dello Stato membro produttore,— il nome di un'azienda,


L 179/70 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT— una menzione indicante l'imbottigliamento:— nell'azienda viticola, o— da un'associazione di aziende agricole, o— in una impresa situata nella regione di produzione o, per quanto riguarda i v.q.p.r.d, nelle sueimmediate vicinanze;c) per i v.q.p.r.d.:— l'indicazione di un'unità geografica più piccola della regione determinata secondo le modalità previstedallo Stato membro produttore;— l'indicazione di un'unità geografica più grande della regione determinata per precisare l'ubicazione diun v.q.p.r.d.;— una menzione indicante l'imbottigliamento nella regione determinata, purché questa indicazione siatradizionale e abituale nella regione determinata interessata.2. Per i vini liquorosi, i vini frizzanti, i vini frizzanti gassificati e per i vini originari di paesi terzi, indicazionifacoltative corrispondenti a quelle di cui al punto 1 sono da determinarsi.Il presente punto non pregiudica la possibilità per gli Stati membri di adottare disposizioni relative alla designazionedi questi prodotti fino all'entrata in vigore delle disposizioni comunitarie corrispondenti.3. Per i prodotti di cui alla sezione A, punto 1, l'etichettattura può essere completata da altre indicazioni.4. Gli Stati membri produttori possono rendere obbligatorie talune indicazioni di cui ai punti 1 e 2, proibirle olimitarne l'utilizzazione, per i vini ottenuti nel loro territorio.C. Utilizzazione di menzioni specifiche1. La denominazione:a) «vino» è riservata ai prodotti che corrispondono alla definizione di cui al punto 10 dell'allegato I,b) «vino da tavola» è riservata ai prodotti che corrispondono alla definizione di cui al punto 13 dell'allegato I.2. Fatte salve le disposizioni per l'armonizzazione delle legislazioni, il punto 1, lettera a) lascia tuttavia impregiudicatala possibilità per gli Stati membri di ammettere:— l'utilizzazione della parola «vino» accompagnata da un nome di frutta e sotto forma di denominazionecomposta per la designazione di prodotti ottenuti dalla fermentazione di frutta diversa dall'uva,— altre denominazioni composte comportanti la parola «vino».3. La denominazionea) «vino liquoroso» è riservata ai prodotti che corrispondono alla definizione di cui al punto 14 dell'allegato I,o, se del caso, ad una definizione da determinare a norma della parte introduttiva di detto allegato;b) «vino liquoroso di qualità prodotto in una regione determinata» o «v.l.q.p.r.d.» è riservata ai prodotti checorrispondono alla definizione di cui al punto 14 dell'allegato I e alle disposizioni specifiche del presenteregolamento;c) «vino frizzante» è riservata ai prodotti che corrispondono alla definizione di cui al punto 17 dell'allegato Io, se del caso, ad una definizione da determinarsi a norma della parte introduttiva di detto allegato;d) «vino frizzante di qualità prodotto in una regione determinata» o «v.f.q.p.r.d.» è riservata ai prodotti checorrispondono alla definizione di cui al punto 17 dell'allegato I e alle disposizioni specifiche del presenteregolamento;e) «vino frizzante gassificato» è riservata ai prodotti che corrispondono alla definizione di cui al punto 18dell'allegato I o, se del caso, ad una definizione da determinarsi a norma della parte introduttiva di dettoallegato.


14.7.1999 L 179/71Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT4. Se si fa uso delle dette denominazioni composte di cui al punto 2, deve essere eliminata qualsiasi possibilità diequivoco con i prodotti di cui al punto 1.D. Lingue utilizzabili per l'etichettatura1. Le indicazioni sull'etichettatura sono redatte in una o più linque ufficiali della Comunità per consentire al consumatorefinale di comprendere facilmente ciascuna delle indicazioni.Tuttavia, l'indicazione:— del nome della regione determinata,— del nome di un'altra unità geografica,— delle menzioni specifiche tradizionali e delle menzioni tradizionali complementari,— il nome delle aziende viticole o delle loro associazioni, nonché menzioni relative all'imbottigliamento,sono redatte unicamente in una delle lingue ufficiali dello Stato membro sul cui territorio il prodotto è statoelaborato.Per i prodotti originari della Grecia le indicazioni di cui al secondo comma possono essere ripetute in una opiù lingue ufficiali della Comunità.Le indicazioni di cui al primo e secondo trattino del secondo comma possono essere redatte in una sola linguaufficiale della Comunità qualora quest'ultima sia considerata alla stregua della lingua ufficiale di quella parte delterritorio del paese d'origine in cui si trova la regione determinata in questione, se tale lingua è utilizzata tradizionalmentee abitualmente nello Stato membro interessato.Per i prodotti ottenuti ed immessi sul mercato nel loro territorio gli Stati membri possono consentire che leindicazioni di cui al secondo comma siano redatte anche in una lingua diversa dalle lingue ufficali della Comunità,se tale lingua è utilizzata tradizionalmente e abitualmente nello Stato membro interessato o in una partedel suo territorio.Inoltre, gli Stati membri produttori possono consentire, per i loro prodotti, che le indicazioni di cui al secondocomma siano redatte in un'altra lingua se essa è quella utilizzata tradizionalmente per tali indicazioni.2. Possono essere decise ulteriori deroghe al punto 1.E. Codici1. Secondo modalità da stabilire, si utilizza un codice per indicare sull'etichettatura:— di un prodotto di cui alla sezione A, punto 1, diverso da quello di cui al trattino successivo, e informazionirelative, in tutto o in parte, al nome di una regione determinata diversa da quella che può utilizzarsi per ladesignazione del prodotto in questione. Tuttavia, gli Stati membri possono determinare altre misure appropriateper il loro territorio, al fine di evitare possibilità di equivoco con la regione determinata in questione;— di un vino da tavola conformemente al secondo e terzo trattino della sezione A, punto 2, lettera a), la sedesociale dell'imbottigliatore o dello speditore e, ove opportuno, il luogo di imbottigliamento e di spedizione.Secondo modalità da stabilire, un codice può essere utilizzato sull'etichettatura dei prodotti di cui al presenteallegato per le indicazioni di cui alla sezione A, punto 3, in quanto lo Stato membro nel cui territorio questiprodotti sono imbottigliati l'abbia permesso. Questa utilizzazione è subordinata alla condizione che figuri peresteso sull'etichettatura il nome o la ragione sociale di una persona o di un gruppo di persone diverse dall'imbottigliatore,che partecipa al circuito commerciale, nonché il comune o frazione in cui ha la sede questa personao questo gruppo.F. Marchi1. Laddove la designazione, la presentazione e la pubblicità dei prodotti di cui al presente regolamento sono completateda marchi, essi non possono contenere parole o parti di parole, contrassegni o illustrazioni:a) che siano di natura tale da causare confusione o indurre in errore le persone cui sono rivolti ai sensidell'articolo 48, oppure


L 179/72 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITb) che:— possano essere confusi dalle persone cui sono destinati con la designazione totale o parziale di unvino da tavola, di un vino liquoroso, di un vino frizzante, di un vino frizzante gassificato, di unv.q.p.r.d o di un vino importato la cui designazione è disciplinata da disposizioni comunitarie o con ladesignazione di un altro prodotto cui si faccia riferimento nel presente allegato, o— siano identici alla designazione di tale prodotto senza che i prodotti utilizzati per l'elaborazione deiprodotti finali di cui sopra abbiano diritto ad usufruire di detta designazione o presentazione.Inoltre, l'etichettatura utilizzata per la designazione di un vino da tavola, di un vino liquoroso, di un vino frizzante,di un vino frizzante gassificato, di un v.q.p.r.d. o di un vino importato non può contenere marchi cheriportano parole o parti di parole, segni o illustrazioni che:a) nel caso di:— vini da tavola, vini liquorosi, vini frizzanti e vini frizzanti gassificati includano il nome di un v.q.p.r.d,— v.q.p.r.d, includano il nome di un vino da tavola,— vini importati, includano il nome di un vino da tavola o di un v.q.p.r.d;b) nel caso di vini da tavola con un'indicazione geografica, v.q.p.r.d o vini importati, contengano informazionifalse, soprattutto per quanto riguarda l'origine geografica, la varietà di vite, l'anno di raccolta o unamenzione relativa ad una qualità superiore;c) nel caso di vini da tavola diversi da quelli di cui alla lettera b), vini liquorosi, vini frizzanti e vini frizzantigassificati, contengano informazioni concernenti l'origine geografica, la varietà di vite, l'anno di raccolta ouna menzione relativa ad una qualità superiore;d) nel caso di vini importati, possa creare confusione con un'illustrazione utilizzata per distinguere un vinoda tavola, vini liquorosi, vini frizzanti e vini frizzanti gassificati, un v.q.p.r.d o un vino importato, designatomediante un'indicazione geografica.2. In deroga alla lettera b) del primo comma del punto 1, il titolare di un marchio registrato per un vino o unmosto di uve che sia identico:— al nome di un'unità geografica più piccola di una regione determinata utilizzato per la designazione di unv.q.p.r.d., oppure— al nome di un'unità geografica utilizzato per la designazione di un vino da tavola recante un'indicazionegeografica, oppure— al nome di un vino importato designato mediante un'indicazione geografica,può, anche se non ha diritto a questo nome a norma del primo comma del punto 1, continuare ad usare talemarchio fino al 31 dicembre 2002 a condizione che il marchio in questione:a) sia stato registrato al più tardi il 31 dicembre 1985 dall'autorità competente di uno Stato membro conformementeal diritto vigente al momento di questa registrazione; eb) sia stato effettivamente utilizzato fino al 31 dicembre 1986 senza interruzione dopo la sua registrazione o,se quest'ultima è anteriore al 1 o gennaio 1984, almeno dopo tale data.Inoltre, il titolare di un marchio conosciuto e registrato per un vino o un mosto di uve che contenga terminiidentici al nome di una regione determinata o al nome di un'unità geografica più piccola di una regione determinatapuò, anche se non ha diritto a questo nome a norma del punto 1, continuare ad usare tale marchio secorrisponde all'identità del suo titolare originario o del prestanome originario, purché la registrazione del marchiosia stata fatta almeno venticinque anni prima del riconoscimento ufficiale del nome geografico in questioneda parte dello Stato membro produttore a norma delle disposizioni comunitarie pertinenti per quantoriguarda i v.q.p.r.d. e il marchio sia stato effettivamente utilizzato senza interruzione.I marchi conformi alle condizioni del primo e del secondo comma non possono essere opposti all'utilizzazionedei nomi delle unità geografiche utilizzati per la deisgnazione di un v.q.p.r.d. o di un vino da tavola.


14.7.1999 L 179/73Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeIT3. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, decide anteriormente al31 dicembre 2002 dell'eventuale proroga del termine indicato al primo comma del punto 2.4. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i marchi di cui al punto 2, a mano a mano che essi vengonoloro comunicati.La Commissione ne informa gli organismi competenti degli Stati membri preposti al controllo dell'osservanzadelle disposizioni comunitarie nel settore vitivinicolo.G. Commercializzazione, controllo e protezione1. Sin dal momento della commercializzazione del prodotto in un recipiente di volume nominale non superiore a60 litri, tale recipiente, deve essere etichettato. Questa etichettatura dev'essere conforme alle disposizioni delpresente regolamento; lo stesso dicasi per i recipienti di volume nominale superiore a 60 litri, quando sono etichettati.2. Possono essere decise deroghe al punto 1.3. Ogni Stato membro è responsabile del controllo e della protezione dei v.q.p.r.d. e dei vini da tavola con indicazionegeografica commercializzati conformemente al presente regolamento.4. I vini importati destinati al consumo umano diretto e designati mediante un'indicazione geografica possonobeneficiare, ai fini della loro commercializzazione nella Comunità e su riserva di reciprocità, del controllo edella protezione di cui al punto 3.La disposizione di cui al precedente comma viene attuata tramite accordi negoziati e conclusi con i paesi terziinteressati secondo la procedura di cui all'articolo 133 del trattato.


L 179/74 14.7.1999Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeITALLEGATO VIIIDESIGNAZIONE, DENOMINAZIONE, PRESENTAZIONE E PROTEZIONE DEI VINI SPUMANTIA. Definizioni1. Il presente allegato stabilisce le norme per la designazione e la presentazione:a) dei vini spumanti definiti all'allegato I, punto 15, elaborati nella Comunita;b) dei vini spumanti gassificati definiti all'allegato I, punto 16, originari della Comunità;c) dei vini spumanti definiti ai sensi del presente regolamento secondo la procedura di cui all'articolo 75, originaridei paesi terzi;d) dei vini spumanti gassificati definiti ai sensi del presente regolamento secondo la procedura di cuiall'articolo 75, originari dei paesi terzi.I vini spumanti di cui al primo comma della lettera a) comprendono:— «vini spumanti» di cui all'allegato V, sezione H,— «vini spumanti di qualità» di cui all'allegato V, sezione I, e— «vini spumanti di qualità prodotti in una regione determinata» (v.s.q.p.r.d.) di cui all'allegato VI, sezione K.2. Ai fini del presente allegato, si intende per:— «etichettatura», il complesso delle menzioni, dei contrassegni, delle illustrazioni, dei marchi o di altre designazioni,che caratterizzano il prodotto, apposti sullo stesso recipiente, compreso il dispositivo di chiusura,nonché sul pendaglio appeso al recipiente e sul rivestimento del collo delle bottiglie. Non fanno parte dell'etichetturatalune indicazioni, contrassegni e altri marchi da determinare;— «imballaggio», gli involucri protettivi, quali carte, rivestimenti di paglia d'ogni genere, cartoni e casse utilizzatiper il trasporto di uno o più recipienti e/o la loro presentazione in vista della vendita al consumatorefinale;— «elaboratore» di un prodotto di cui al paragrafo 1, la persona fisica o giuridica ovvero l'associazione di talipersone che procede all'ela