acta ordinis fratrumminorum - OFM

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24 AN. CXXVIII – IANUARII-APRILIS 2009 – N. 1re questa fraternità l’Ordine dei Frati Minori”(1Cel XV,38). Francesco ha scelto l’umiltàcome principale caratteristica della sua fraternitàperché l’umiltà caratterizza la rivelazioneche Dio fa di se stesso: “il quale (Gesù Cristo),pur essendo di natura divina, non consideròun tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio,ma spogliò se stesso, assumendo la condizionedi servo e divenendo simile agli uomini” (Fil2,6-7).3.2. Francesco vide con grande chiarezzaspirituale che la Festa dell’Annunciazione nonè primariamente una festa della Beata VergineMaria e che l’Incarnazione non è primariamenteuna festa di Gesù, ma tutte e due celebranol’umile amore di Dio nostro Padre.“L’Altissimo Padre celeste, per mezzo delsuo angelo Gabriele, annunciò che questoVerbo del Padre... nel grembo della santa egloriosa Vergine Maria, e dal grembo di leiricevette la vera carne della nostra umanità efragilità” (2Lf 4).3.3. Lo svuotamento che Dio fa di se stesso(kenosis) raggiunge il suo compimento nellacroce: “...umiliò se stesso facendosi obbedientefino alla morte e alla morte di croce” (Fil2,8).3.4. Per Francesco abbracciando la croce,Gesù diventa specchio dell’amore del Padreche dona se stesso: “E la volontà del Padresuo fu questa, che il suo figlio benedetto e glorioso,che egli ci ha donato ed è nato per noi,offrisse se stesso, mediante il proprio sangue,come sacrificio e vittima sull’altare della croce”(2Lf 11).La studiosa francescana Jlia Delio, osservache “l’umiltà non è una qualità di Dio, è l’essenzastessa di Dio come amore”. Francescocattura questo concetto nelle Lodi di Dio Altissimo,esclamando: “Tu sei l’Umiltà” (LodAl4).L’umiltà forma la fratellanza4.1. Il nostro Dio Trinitario è, per natura,relazionale. Ispirandosi a san Bonaventura,la Trinità è stata descritta come “una liberacomunione di persone senza dominazionee senza subordinazione”. L’umiltà apre icuori umani alla esperienza di un rapporto eall’esperienza di Dio. Francesco cercò di faredella sua fraternità uno specchio terreno dellarapporto Trinitario, “una libera comunione dipersone senza dominazione e senza subordinazione”.Due passaggi molto significativi sottolineanoquesto punto. Francesco indica chelo Spirito Santo è il modello di autorità nellasua fraternità, affermando: ...lo Spirito Santoè il ministro generale di questo Ordine”. NelCapitolo 2 della Regola bollata egli afferma:“Terminato l’anno della prova siano ricevutiall’obbedienza...” (Rb II,11).4.2. Lo Spirito Santo - il legame di unità fraPadre e Figlio - ci induce in un rapporto. LoSpirito Santo portò la creazione nel rapportodella Trinità: “la terra era informe e deserta....lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque” (Gn1,2). “Dio... soffiò nelle sue narici un alito divita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gn2,7). Lo Spirito Santo stabilì quello specialelegame familiare tra l’umanità e la Trinitànell’Incarnazione: “Lo Spirito Santo scenderàsu di te, su te stenderà la sua ombra la potenzadell’Altissimo... Colui che nascerà sarà... chiamatoFiglio di Dio” (Lc 1,35). Questo stessoSpirito Santo - l’alleanza tra Padre e Figlio -Francesco lo nomina “ministro generale delnostro Ordine”. Francesco indica che il suoOrdine sarà una fraternità senza dominazione,sottolineando il ruolo primario dell’autoritàdell’Ordine, cioè di attirare i fratelli e le sorellenella comunione.4.3. “Lo Spirito Santo è il ministro generaledi questo Ordine” interpreta e dà colore al passaggiodella Regola: “Terminato l’anno dellaprova siano ricevuti all’obbedienza...”(RbII,11). Le Costituzioni dei Cappuccini lo chiama“obbedienza caritativa” che è descritta come“una caratteristica distintiva della nostrafraternità per mezzo di cui i fratelli si servonol’un l’altro” (84,2). Tale “obbedienza” ciattira nella comunione. Di nuovo, cito dallestesse Costituzioni: “Docile allo Spirito Santo(e) in una fraterna condivisione della vita,cerchiamo ed esaudiamo la volontà di Dio inogni evento ed azione” (155,3). L’obbedienzacaritativa costruisce una comunione di fratelli,senza subordinazioni”. San Bonaventura utilizzail termine circum[in]cessio per descriverequesta dimensione della comunione dellaTrinità. Questo indica un’ineffabile intimità divita nella Trinità. Le persone divine “si muovonointorno l’una all’altra” in una comunionedi amore. È questa collaborazione di doni,mutuamente rispettosa, che l’obbedienza caritativacerca di costruire fra i frati per il serviziodella fraternità, della Chiesa e del mondo.Questo era il pensiero predominante nellamente di San Francesco: “Chiunque invidia ilsuo fratello per il bene che il Signore dice efa in lui, commette peccato di bestemmia, poi-

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