acta ordinis fratrumminorum - OFM

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CAPITULUM SESTORIORUM 25ché invidia lo stesso Altissimo, il quale dicee fa ogni bene” (Am VIII,3). “Beato quel servoil quale non si inorgoglisce del bene cheil Signore dice e opera per mezzo di lui, piùche per il bene che dice e opera per mezzo diun altro” (Am XVII,1). “Beato il servo il qualenon si ritiene migliore, quando viene magnificatoed esaltato dagli uomini, di quandoè ritenuto vile, semplice e spregevole, poichéquanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale enon più” (Am XIX, 1-2). In un sermone per laPentecoste, sant’Antonio ricorda che lo SpiritoSanto è disceso sugli apostoli e sui discepolisotto forma di lingue di fuoco. E dice chenella Chiesa primitiva queste lingue di fuocosi sono riunite per formare un fiume di fuocoche ha incendiato il mondo. L’obbedienzacaritativa rispetta tutti i doni della fraternità.Quando l’obbedienza caritativa guida i donidella fraternità, in vista della crescita della comunione,tali doni si uniscono per divenire un“fiume di fuoco” che porta al mondo la veritàdel Vangelo.L’umiltà costruisce la comunione nel mondo5.1 Il genio spirituale di Francesco si manifestanel modo in cui egli personificò l’umiltàcompassionevole dell’Incarnazione e dellaCroce e la trasmise come una caratteristicaad ognuno dei suoi fratelli e, particolarmentecome una dimensione fondamentale dellasua fraternità. L’umiltà caratterizza la rivelazionedi Dio all’umanità. Francesco ha fattodell’umiltà dell’Incarnazione e della Croce lacaratteristica principale delle azioni reciprochetra la sua fraternità ed il mondo. Tre grandiprincipi avrebbero guidato i Frati Minorie il loro ministero di minorità nel mondo: larinuncia di quel potere che domina - l’abbracciodi umile servizio - l’identificazione concoloro che sono spinti ai margini della societàprepotente.5.2 Francesco fece una richiesta inflessibile,che i fratelli abbandonassero quel potereche domina e controlla. La sua insistenza chei fratelli abbandonassero il potere dispoticoè altrettanto risoluta quanto la sua insistenzaa che abbandonassero la ricchezza: “ ...tutti ifrati non abbiano in questo [mondo] alcun potereo dominio, soprattutto fra di loro” (RnbV,12). “Tutti i frati, in qualunque luogo si trovinopresso altri per servire o per lavorare, nonfacciano né gli amministratori né i cancellieri...ma siano minori e sottomessi a tutti coloroche sono in quella stessa casa” (Rnb VII,1-3).“I frati poi che vanno fra gli infedeli... nonfacciano liti o dispute, ma siano soggetti adogni creatura umana per amore di Dio... (RnbXVI,5-6). Come Gesù prima di lui, Francescoriconobbe che il potere che controlla e dominaè incompatibile con la compassione. L’abbandonodi un simile potere è una condizione indispensabileper essere redenti per amore.5.3 Nessun’altra immagine di Gesù riempìFrancesco con più entusiasmo quanto l’immaginedel maestro che lava i piedi dei suoi discepoli.L’adottò come suo modello di autorità eservizio per la sua fraternità: “Coloro che sonocostituiti sopra gli altri, tanto devono gloriarsidi quell’ufficio prelatizio, quanto se fosserodeputati all’ufficio di lavare i piedi ai fratelli.E quanto più si turbano se viene loro tolta laprelatura che se fosse loro tolto il compito dilavare i piedi, tanto più mettono insieme untesoro fraudolento a pericolo della propria anima”(Am IV, 2-3).5.4 Francesco si mise in rapporto al mondocome uno che aveva “nessun posto, nellasocietà dominante del suo tempo. Insistetteche questo dovesse essere il punto cardinaledei suoi fratelli: “E devono essere lieti quandovivono tra persone di poco conto e disprezzate,tra poveri e deboli, infermi e lebbrosi e tra imendicanti lungo la strada” (Rnb IX,3). L’abbracciodi Francesco della povertà evangelicaera una scelta di un rapporto sociale più cheun’opzione per una purità ascetica. Incitandoi suoi fratelli a portare vesti umili, osserva:“Quelli che indossano abiti preziosi vivono inmezzo alle delizie... stanno nei palazzi dei re”(Rnb II,14).L’umiltà: incarna l’amore in un mondo secolarizzato6.1. Il mondo secolarizzato nel quale noi viviamocrede che la propria tecnologia contengain sé tutto ciò che è necessario per il progresso,la liberazione dell’umanità. Proclama che lapropria tecnologia, prodotto del genio umano,contiene tutto ciò che è necessario per una vitaumana completa. Noi siamo onnipotenti, nonabbiamo bisogno di Dio. C’è un elemento diverità nell’onnipotenza della tecnologia, perchéovviamente ci sono grandi capacità, ma latecnologia fallisce di fronte all’avarizia e allaprepotenza dell’uomo . La tecnologia puòmoltiplicare i pani e i pesci, ma non può toccareil cuore del ragazzo che ha reso possibileil miracolo offrendo tutto quello che aveva (cf.Gv 6,9)! Il nostro mondo secolarizzato è un

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