acta ordinis fratrumminorum - OFM

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54 AN. CXXVIII – IANUARII-APRILIS 2009 – N. 17. Saluto in occasione della giornata di studiosu “Santità francescana oggi e la graziadelle origini”Roma, PUA, 29 aprile 2009Eccellenza Reverendissima,distinte Autorità accademicheillustri Relatori,Sorelle e fratelli nel Signore.Rivolgo a tutti il mio rispettoso saluto, augurandoad ognuno, con il Serafico Padre «pacevera dal cielo e sincera carità nel Signore»(2Lf 1).Sono poi lieto di prendere parte a questa intensa“giornata di studio” che si propone di approfondireil significato dell’VIII Centenariodell’approvazione pontificia della Protoregoladi S. Francesco d’Assisi, dalla quale, come dauna sorgente, è scaturita la meravigliosa fiorituradi santità francescana.Ringrazio di cuore il Magnifico Rettore e ilPreside dell’Istituto di Spiritualità francescanaper la opportuna iniziativa, i Relatori e, in modoparticolare, l’Ecc.mo Mons. Angelo Amato,Prefetto della Congregazione delle Causedei Santi, che ci fa dono della Sua ambita presenza.La grazia delle originiTutta la storia dell’Ordine Francescano,con i numerosi santi e beati fioriti nell’arcodegli 800 anni trascorsi dalla sua nascita (secondouna statistica della Postulazione generaleOFM, i Santi sono 168 e i Beati 368), ciassicura che «l’albero piantato da Francesconella mistica chiesetta della Porziuncola, aipiedi dell’altare di S. Maria degli Angeli ècresciuto rigoglioso e fruttifero, e ha estesoi suoi rami nel mondo intero, in virtù dellospirito che lo ha animato dalle origini» (Giova n n i Pa o l o ii, Messaggio al Capitolo generaleOFM del 1985, in Enchiridion OFM, I,pp.740).L’albero, però, è stato fecondato dalla Regolache, come ci riferisce il Celano, Francescoconsiderava «libro della vita, speranza disalvezza, midollo del Vangelo, via della perfezione,chiave del Paradiso, patto di eternaAlleanza» (2Cel 208).La Regola, che ha animato gli otto secolidella nostra storia, costituisce pertanto la graziadelle origini a cui dobbiamo attribuire lameravigliosa fioritura della santità serafica.Parlando ai Capitolari dei Frati Minori, nel1985, il Servo di Dio Giovanni Paolo II ci esortavaa restare fedeli alle nostre origini dicendo:«Sono questi i luminosi campioni della grandevitalità religiosa da voi ereditata: le glorie delpassato indicano la via che l’Ordine deve continuarea percorrere in avvenire» (EnchiridionOFM, I, pp 741).L’ottavo Centenario della “Protoregola”ci offre non solo la possibilità di esprimere lanostra gratitudine a tutti coloro, uomini e donne,letterati o ignoranti, teologi o questuanti,che, con la loro coerenza e spesso con la loroaudacia o “fantasia”, hanno testimoniato labellezza della sequela del Signore, impegnandosiperché la nostra storia fosse una storia disantità, ma anche e soprattutto a perseguire lostesso progetto di vita.“Riproporre con coraggio l’inventiva e lasantità delle origini”Il Concilio Vaticano II ci ha ricordato conparole chiare e convincenti che «tutti sonochiamati alla pienezza della vita cristiana e allaperfezione della carità» (LG 40). Lo stessoMagistero della Chiesa non esita a dirci che lasantità «è misura alta della vita cristiana ordinaria»e che «le vie della santità sono molteplicie adatte alla vocazione di ciascuno» (NMI31).Nella Esortazione Apostolica post-sinodaledel 1996 Vita consecrata il Servo di Dio PapaGiovanni Paolo II ha affermato con vigoreche un rinnovato impegno di santità è richiestooggi, più che mai alle persone consacrate, definitedallo stesso Pontefice «assetate dell’Assolutodi Dio e testimoni della santità» (VC 59).E nella Lettera Apostolica Tertio MillennioAdveniente del 1994 lo stesso Papa affermavache «è necessario suscitare in ogni fedele unvero anelito alla santità» (n. 42).Nella nostra Professione di fede noi affermiamoche la Chiesa è santa. Essa, infatti,partecipa della santità di Colui che è per antonomasiail Santo, anzi il «tre volte Santo»(Is 6,3).Il Battesimo è un vero ingresso nella santitàdi Dio, ed è un dono reale e concreto offerto aciascuno. E la vita consacrata ad altro non mirache «a portare al massimo grado di sviluppola grazia del Battesimo» (PC 40), con la metadella santità.Sarebbe allora un controsenso accontentarsidi una vita mediocre, dimenticando di «averintrapreso un cammino di conversione conti-

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