andrea pazienza protagonista del fumetto negli anni ... - San Severo

sanseveresi.com

andrea pazienza protagonista del fumetto negli anni ... - San Severo

TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PARMA

FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA

CORSO DI LAUREA IN CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI

TESI DI LAUREA

IN TEORIA E TECNICA DEI NUOVI MEDIA

ANDREA PAZIENZA

PROTAGONISTA DEL FUMETTO

NEGLI ANNI SETTANTA – OTTANTA

Laureando: Relatore:

Antonio Vigliaroli prof. Bruno Rossi

Correlatore:

prof.ssa Gloria Bianchino

ANNO ACCADEMICO 2004-2005

2


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Premessa alla presente edizione online.

Purtroppo dopo la morte di Andrea Pazienza la sua eredità è contesa da più parti.

Per questo motivo, La presente tesi è priva delle immagini delle sue tavole, dei suoi

disegni e dei suoi quadri; per evitare problemi legati al copyright.

Andrea ci perdonerà.

La Fumettografia e la Bibliografia sono aggiornate a dicembre 2006.

Ai miei genitori e alla mia famiglia

A Sara e a tutti gli amici che sono sempre con me

A Gianluca che invece non c’è più

3


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

INTRODUZIONE

La passione e il grande interesse per Andrea Pazienza e le sue opere coltivata nel

tempo e la disponibilità del professor Bruno Rossi, mi hanno permesso di poter

lavorare con impegno ed entusiasmo alla compilazione della mia tesi di laurea, che

tratta, appunto, di Andrea Pazienza, artista del fumetto e illustratore, prematuramente

scomparso nel 1988. Dopo un primo capitolo, che funge da introduzione al tema

principale, in cui sono delineate le tappe fondamentali del fumetto europeo,

americano e, più specificatamente, italiano, si passa alla narrazione della biografia di

Andrea Pazienza, che ho cercato di realizzare nel modo più fedele possibile anche

grazie all’ausilio dei suoi familiari, degli amici d’infanzia e dei suoi collaboratori più

stretti, che ho contattato, conosciuto o intervistato. Successivamente ho trattato in

capitoli distinti i personaggi principali dei suoi fumetti in ordine cronologico di

creazione, e cioè Pentothal, Zanardi, Pertini, Pompeo, analizzando i contenuti delle

storie disegnate e le scelte grafiche. Le tecniche di composizione e la poetica dei testi

delle sue storie a fumetti sono stati presi in esame nel capitolo seguente, mentre nel

penultimo capitolo ho passato in rassegna tutte le altre realizzazioni di Pazienza

(fumetti, locandine, copertine di dischi, pubblicità, ecc.). Nel capitolo finale ho

raccolto diverse testimonianze da personaggi che lo hanno conosciuto e/o hanno

collaborato con lui, dopo averli contattato telefonicamente o tramite e-mail.

4


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

La tesi si chiude con la sua fumettografia, gli elenchi dei numeri delle riviste con le

quali ha collaborato, dei cataloghi pubblicati in occasione delle sue esposizioni e

delle mostre a lui dedicate, e con l’elenco dei libri e dei saggi scritti in suo onore.

5


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

1.1 INTRODUZIONE

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

1. STORIA DEL FUMETTO

Una nuvoletta, in cui sono racchiuse un certo numero di parole attribuite ad un

personaggio in un racconto per immagini, in italiano viene indicata con un termine:

fumetto. Negli Stati Uniti il fumetto si chiama balloon, che significa pallone, in

quanto la nuvoletta stessa ha il più delle volte una forma sferica. In Francia è

ectoplasme, come a significare che i personaggi raffigurati nelle storie non sono altro

che fantasmi. E’ però ormai entrato nell’uso comune indicare con “fumetto” non solo

la nuvoletta, ma l’intera storia. La struttura narrativa di un fumetto varia dalla

semplice striscia dei quotidiani alle più complesse tavole sviluppate su un’intera

pagina di albi o giornali.

Il fumetto ha radici antiche; non si può negare che, prima ancora che fosse inventata

la scrittura, l’uomo delle caverne tentava di riprodurre le sue avventure di guerra e di

caccia sulle pareti di roccia. E non si possono dimenticare neanche le vetrate

medievali o gli arazzi di Bayeux, ma trattandosi di un mezzo di comunicazione di

massa, è più corretto ricondurli alla storia della stampa, del vignettismo e delle

caricature. Tra i primi esempi di precursori dei fumetti si possono includere le

xilografie tedesche della fine del Quattrocento su argomenti religiosi, morali e

politici. In Inghilterra a metà del secolo XIX si afferma la passione per le caricature

6


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

politiche e sociali che, che trasmisero al fumetto moderno le fisionomie esagerate, il

tratto semplice e il feroce umorismo d’attualità. Nel 1827 l’insegnante ginevrino

Rodolphe Topffer, ispirandosi alle incisioni di Hogarth e ai disegni di Rowland,

comincia a scrivere e disegnare alcuni racconti, pubblicandoli a partire dal 1833.

Topffer fu anche il primo teorico del fumetto, di cui fornì un’analisi nei suoi Saggi di

fisiognomica. Altri pionieri del fumetto furono gli illustratori: Gustave Doré,

Wilhelm Busch, Charles Ross e sua moglie Emilie de Tessier, Tom Browne, ecc.

I primi veri fumetti sono nati ufficialmente a New York il 16 febbraio 1896 con

Yellow Kid, un monello bruttino e irriverente, pubblicato sul World da Richard Felton

Outcault. Essi sono coetanei del cinema, che nasce ufficialmente il 28 dicembre 1895,

e da sempre i loro rapporti sono stati molto stretti. Sviluppano e perfezionano un

linguaggio parallelo, simile e diverso nello stesso tempo: il cinema realizza la

visualizzazione del movimento, mentre i fumetti fermano la successione delle

immagini, però in inquadrature combinate che riportano direttamente al cinema. A

differenza del cinema, il fumetto ha faticato e sta faticando tanto, perché l’appellativo

di arte gli sia attribuito anche ai livelli più ufficiali della cultura, e perché scompaia

quel irritante luogo comune che vuole che la letteratura fumettistica sia sempre e

comunque “letteratura inferiore” o “roba per bambini”. Che il fumetto abbia molto

sofferto di questa bassa considerazione rivoltagli dalla cultura ufficiale, lo si può

anche capire dalla scarsa attenzione e da quel rallentamento evolutivo che ha seguito

7


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

le prime grandi creazioni.

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

E’ interessante inoltre sapere come il secondo boom del fumetto sia coinciso con la

nascita del fumetto d’avventura, cosa che denota un gusto schiettamente

cinematografico; il fumetto ritentava la propria battaglia sfruttando le caratteristiche

che avevano fatto la fortuna del suo coetaneo più ricco.

Eppure la strada originale del fumetto era già stata mostrata da anni, da Outcault, da

McCay, da Feininger, da Herriman. Senza sentirsi arte bassa, il fumetto di questi

autori aveva definito un’estetica, un gusto decisamente originale, pienamente colti dal

pubblico che li leggeva e li amava, ma troppo differenti dal consueto per poter essere

capiti dalla rigidità della cultura ufficiale.

La riscossa estetica del fumetto nasce dalla ripresa di questi grandi primi autori.

Quando Schulz crea i Peanuts è probabile che pensasse a Herriman, tanto il suo

disegno è banale e privo di volere artistico nel senso tradizionale del termine.

Eppure quel disegno così elementare e infantile è diventato tremendamente efficace

nel descrivere l’universo psicologico dei personaggi di cui si racconta, tanto da

meritare una grandissima fama.

L’estetica del fumetto è diversa da quella delle altre arti figurative. Un esempio su

tutti è Feininger; basta confrontare i suoi disegni con le sue splendide creazioni

pittoriche e si potrebbe scoprire che egli non disegnava i suoi pupazzetti così goffi

perché non sapeva fare altrimenti, ma che la sua scelta estetica nel caso della pittura e

8


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

nel caso del fumetto erano tanto diverse perché diversi erano gli scopi e i mezzi con

cui lavorava.

La forza dei fumetti è, come dice Enzo Petrini: “…nel dinamismo delle immagini e

nel soccorso immediato dell’immaginazione…”.

Secondo Antonio Sacco: “Le cause principali dell’allontanamento dalla lettura,

soprattutto dei giovani, sono da attribuire in primo luogo alle televisione, che con le

sue mille immagini sfolgoranti disabitua il ragazzo a fantasticare per proprio conto e

non lo invoglia ad accostarsi al libro, per l’impegno decisamente attivo che si

richiede nel ricercare autonomamente, attraverso la pagina scritta, scene e figure

fantastiche. Un’altra causa della scarsa propensione del ragazzo verso il libro di

lettura può essere individuabile nella diffusione del fumetto. Con lo scarso spazio

offerto al testo scritto, con un linguaggio fatto di frasi stereotipate e di onomatopee,

con un intreccio che si esaurisce nel giro di poche pagine, come potrebbe il fumetto

educare il ragazzo alla complessità espressiva del libro…”.

Questa critica ormai datata, trascura la valenza didattica di questo medium, che viene

invece sottolineata da Roberto Farnè. Egli infatti dice: “Si può avviare un doppio

discorso: da una parte sul “fumetto didattica”, dall’altra sull’ “uso didattico del

fumetto”, anche se le definizioni dicono poco, i due discorsi sono metodologicamente

diversi, ma l’uno non esclude l’altro”.

9


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Per il “fumetto didattico” Farnè intende quei fumetti che si pongono esplicitamente

come fine, non solo il divertimento o l’avventura, ma l’insegnamento di qualcosa.

Questi fumetti hanno dato ottimi risultati soprattutto per quel che riguarda

l’insegnamento della storia e delle lingue straniere. Per quanto riguarda

l’insegnamento della storia questi albi hanno avuto il pregio, da una parte, di non

rinunciare all’avventura come tecnica di narrazione, dall’altra nella ricostruzione

sempre molto documentata di ambienti, costumi, paesaggi. A questo proposito

possiamo citare la “Storia d’Italia a fumetti” di Enzo Biagi.

Per “uso didattico dei fumetti” Farnè intende: “…una vera e propria lettura critica

interna alle varie testate. Topolino e tutti i personaggi-animali, sono la

rappresentazione precisa di una società con determinati valori, modelli di vita,

rapporti interpersonali”.

1.2 AUTORI E PERSONAGGI DALLE ORIGINI AD OGGI

Il fumetto negli Stati Uniti

La nascita del fumetto si vuole indicare alla fine del secolo scorso, quando Richard F.

Outcault, il 5 maggio del 1895, iniziò a pubblicare nel supplemento domenicale del

quotidiano New York World le sue tavole. Si trattava di un’unica grande vignetta

formicolante di squallide figure di diseredati che ruotavano attorno al personaggio

10


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

fisso, un grottesco e monello ragazzino completamente calvo, con le orecchie a

sventola, solo due denti nella bocca e vestito con una camicia gialla lunga fino ai

piedi: Yellow Kid.

All’inizio il fumetto fu un espediente per aumentare la vendita dei quotidiani, ma ben

presto questa appendice divertente e di facile lettura, si rivelò uno strumento di

suggestione molto efficace. Apparve quindi chiaro che il fumetto possedeva un potere

persuasivo superiore a quello del romanzo d’appendice, del quale in un certo senso

aveva preso il posto.

I fumetti americani si possono dividere in quattro grandi categorie: 1. Avventure

criminali con gangster, poliziotti o investigatori; 2. Fumetti che hanno per

protagonisti supereroi; 3. Fumetti a sfondo drammatico o sentimentale; 4. Fumetti

satirico-sociali, che mettono al centro della propria storia moderne nevrosi.

Il messaggio lanciato ai lettori di fumetti appartenenti alla prima categoria è il rispetto

della legge e dell’ordine, mentre quelli della seconda sono di pura evasione

fantastica; entrambi i generi tuttavia si richiamano ai primi desideri umani di

coraggio e bellezza, di spirito di emulazione e sicurezza.

Nel 1947 Caniff crea uno dei più famosi eroi del fumetto: Steve Canyon, una bellezza

maschia, dai lineamenti marcati. Caniff è sempre rimasto con occhio fisso al cinema e

la tecnica del suo disegno ricalca sempre più da vicino quella dei film.

11


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

In questo stesso ambito va ricordato Alex Raymond, il cui disegno ha qualcosa di

inconfondibile, uno stile netto, chiaro e incisivo, che risponde sempre alla necessità

del racconto. Egli fu creatore di tanti grandi eroi del fumetto: l’Agente X-9, Jungle

Jim, Rib Kirby e Flash Gordon.

Alla seconda categoria appartengono i personaggi di Lee Falk, Burne Hogarth, Jean

Claude Foster, Stan Lee e Lyman Young.

Nelle avventure di Mandrake (1934), la coppia Lee Falk (soggettista) e Phil Davis

(disegnatore), su uno sfondo gotico e spaventoso, tale da suggerire brividi e sudori ai

lettori più giovani e appassionati, fa muovere un signore con incredibili poteri dal

polso fermo ma quieto, un gentleman in abito da sera, ampio mantello e cilindro che

non perde mai le staffe, anzi affronta ogni evento con un sottile sorriso che segue la

linea dei baffetti.

Viceversa nelle avventure dell’Uomo Mascherato, altro eroe di Falk, protagonisti

divengono il coraggio e la forza fisica, così come nel Tarzan, di Hogarth e di Foster,

creato dallo scrittore E. R. Burroughs nel 1914.

Sempre rimanendo nella seconda categoria, come diretto successore dell’Uomo

Mascherato e prima dei supereroi di Stan Lee, troviamo Superman. In Italia è stato

pubblicato per la prima volta da Mondadori con il nome di Nembo Kid. Solo

successivamente è ridiventato Superman, ed ha conquistato un successo pari a quello

americano.

12


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Un’altro supereroe è Batman, creato da Bill Finger e dal disegnatore Bob Kane e

apparso per la prima volta nel maggio del 1939 sulle pagine del comic book

“Detective Comics”. A primo avviso può sembrare analogo a Superman, ma da un

esame più attento ci si accorge che è tutto diverso. Di fatto le avventure di Batman

hanno una certa dimensione medievale: egli stesso è una figura strettamente legata

all’ombra, al mistero. Il nome Batman in italiano significa uomo pipistrello, e il

pipistrello è il simbolo di qualcosa di strano e di oscuro, in quanto animale notturno,

collegato al vampirismo e all’occultismo. Anche il suo mortale nemico Jolly possiede

una dimensione marcatamente sinistra, simbolica.

Con Stan Lee entriamo invece in un mondo “supereroico”, dove nulla corrisponde

alla realtà, ma dove tutto è invece possibile: esemplificativa in questo senso è la

nascita di Spider-Man, ovvero l’Uomo Ragno (1962).

Da quando è stato morso da un ragno radioattivo la vita del giovane Peter Parker

cambia notevolmente. Attraverso un misterioso processo chimico, il ragno gli ha

trasmesso forza e agilità eccezionali, la capacità di scalare le pareti e di passeggiare

sul soffitto, oltre a un vero e proprio sesto senso che lo mette in allarme ad ogni

pericolo imminente.

Altre creature di Lee sono i Fantastic Four, o Fantastici Quattro: questi personaggi

hanno acquistato i loro incredibili poteri in seguito alle radiazioni cosmiche assorbite

durante un volo sperimentale nella stratosfera. L’elemento nuovo introdotto nelle

13


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

storie di questo quartetto, come ha giustamente affermato Umberto Eco, è la capacità

di tutti i personaggi di ridere di se stessi. Tra la folta schiera di supereroi troviamo

Captain America, creato da Joel Simon e dal disegnatore Jack Kirby nel 1941 e, di

stampo diverso, Conan il Barbaro. Creato dalla fantasia dello scrittore Robert Ervin

Howard, Conan vive in un mondo di oltre 12000 anni fa, abitato da popoli di varia

stirpe.

Tutt’altro scenario si attua con Lyman Young che rappresenta l’avventura esotica

degli anni Quaranta: troviamo le imprese di Cino e Franco.

Con Ritt, invece, abbandoniamo la terra per il cielo insieme con la sua creatura Brick

Bradford, che vediamo coinvolto in duelli aerei contro le spie e i pirati, nelle

avventure nel tempo in mezzo a Incas, o al centro della terra e, addirittura ridotto a

dimensioni microscopiche, impegnato in un viaggio sulla superficie di una moneta.

A metà strada tra i supereroi e l’uomo normale si trova Dick Tracy, creato dalla

fantasia di Chester Gould e apparso per la prima volta l’11 ottobre del 1931. Con le

storie poliziesche di Dick Tracy, che in breve tempo conquistò le simpatie dei lettori,

Gould rivoluzionò il mondo dei fumetti, inserendovi regole e imprevisti della

suspense. Non solo le avventure di Dick possiedono un intreccio appassionante e

ricco di colpi di scena (anche se la sua durezza nel corso degli anni si è un po’

mitigata), ma offrono anche un contenuto graffiante e legato ad una realtà

minuziosamente ricercata pur nei piccoli dettagli.

14


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Alla terza, come alla quarta categoria appartengono fumetti i cui protagonisti, nella

maggior parte dei casi, sono persone comuni, i vicini di casa, nei quali il lettore può

facilmente identificarsi. Esemplare in questo senso è Li’l Abner creato da Al Capp.

Li’l è un giovanotto bello, alto e muscoloso, rozzo e ignorante; è dotato tuttavia di

quel buon senso tipico dei contadini, che lo salva in numerose circostanze.

Accanto a Li’l Abner, anche se per motivazioni diverse, possiamo collocare il

picaresco eroe Alley Oop, creato da Vincent Hamiln.

Dapprima isolato protagonista di vicende surreali, nel 1939 Hamlin per movimentare

la storia introdusse in essa la macchina del tempo, che annullò di colpo ogni limite

spaziale e temporale.

Da ricordare in particolar modo sono Blondi e Dagoberto di Chic Young, personaggi

che si conoscono nel 1930, più tardi si sposano e hanno due figli. Queste due figure

hanno rappresentato la copia modello per il fumetto mondiale.

Ma in tutti i fumetti, anche in quelli del mondo animale di Walt Disney, si riflettono

le situazioni socio-economiche dei vari periodi della storia USA. All’inizio, infatti,

tra gli anni Trenta e Quaranta, Topolino ha incarnato l’ideale roosveltiano del middle-

man, onesto, ottimista, laborioso e fanaticamente nazionalista. Dopo la seconda

guerra mondiale, invece, l’americano medio si pone alla ricerca di qualcuno che,

meglio di Topolino, potesse riflettere i suoi dubbi e i suoi problemi: lo trovò subito

nel maldestro e sfortunato Paperino, che è divenuto nel tempo il personaggio più

15


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

completo della Banda Disney. Egli rappresentava il nuovo tipo di uomo medio, il

cittadino, che trova sempre qualcosa per cui protestare, un incorreggibile pigrone, con

scarsa voglia di lavorare e quindi senza un soldo in tasca e pieno di debiti, in conflitto

quotidiano con le traversie che sono proprie di quasi tutti gli uomini normali. Questo

personaggio è caratterizzato positivamente comunque dalla costante forza di reagire e

di continuare la lotta di tutti i giorni.

Con gli anni Cinquanta si arriva ad una nuova rivoluzione: rifiorisce infatti il genere

umoristico. Tale apparente ritorno al passato avviene in realtà secondo un’ottica del

tutto diversa: i “comics” delle origini sono fatti per sorridere e far sorridere, quelli

degli anni Cinquanta puntano invece al ghigno, allo sberleffo, alla risata cattiva, alla

satira. L’evoluzione è importante perché dimostra come mai il lettore sia in grado di

recepire, attraverso il fumetto, contenuti capaci di “far pensare”, mentre dall’altra

parte l’autore sente di poter veicolare attraverso il mezzo fumettistico idee

d’avanguardia o comunque contenuti nient’affatto banali.

E’ in questa ottica che dal 1949 Walt Kelly col suo Pogo esercita, attraverso gli

animali umanizzati della contea di Okefenoke una satira raffinata e non di rado amara

sui fatti e gli avvenimenti della vita sociale americana.

In questa prospettiva nel 1951 Charles Schulz tratteggia i suoi Peanuts: Linus,

Charlie Brown, ecc… Charlie Brown, in particolare, ebbe il compito, con i suoi

complessi, le idiosincrasie e le paure, di manifestare in maniera esasperata e

16


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

radicalizzata l’incomunicabilità contemporanea. Egli infatti, raffigura l’insicurezza

dell’uomo d’oggi, l’eterno sconfitto, che, vittima del sistema, si sente impopolare e

non riesce a stabilire rapporti con il mondo circostante, è costretto a convivere con

l’arcigna e arrogante Lucy, la quale, a sua volta, efficacemente simboleggia il

matriarcato dominante nella famiglia americana. Secondo una visione un po’ di

maniera, Charlie Brown vive sulle sue spalle il tramonto del maschio.

L’altra faccia della medaglia dei Peanuts di Schulz è rappresentato da Snoopy, il cane

sognatore e velleitario: nato come cucciolo felice che ululava alla luna, Snoopy tenta

poi di evadere dalla sua condizione animale, fantasticando e mimetizzandosi nei ruoli

più disparati. Le divagazioni e i sogni solitari di Snoopy altro non sono se non la

riprova della sua frustrazione, in quanto, trasformandosi o fingendo di essere un

avvoltoio, un pitone, un rinoceronte o il Barone Rosso, questo personaggio rivela con

grande malinconia l’incapacità di vivere la propria realtà e il desiderio di fuggire i

problemi concreti che deve affrontare. I personaggi di Schulz sono quindi bambini-

adulti che, con le loro incertezze e con i loro drammi, richiamano emblematicamente

alla memoria tutti gli aspetti più inquietanti della nostra società. Schulz più che

umorista è un poeta del nostro tempo, il poeta di un interminabile elegia

psicoanalitica.

Accanto a Schulz si può ricordare Feiffer, quale cartoonist che meglio ha capito

l’America dagli anni ’50 in poi e ne ha crudelmente satireggiato i tabù.

17


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Una considerazione a parte, anche se con motivi diversi, meritano George Herriman e

Elzie Crisler Segar, antesignani sia l’uno che l’altro del non sense. La peculiarità del

fumetto di Segar è che egli non solo si è fatto beffa dei tabù, dei conformisti della

nostra società, ma li ha impietosamente distrutti, schiacciandoli con la forza del

ridicolo. Il suo personaggio Popeye, creato nel 1929, fu in seguito portato sullo

schermo senza, tuttavia, il violento sarcasmo, caratteristica essenziale di Segar.

Creatori di molti personaggi di successo furono anche William Hanna e Joseph

Barbera. I loro fumetti più famosi (conosciuti più come cartoni animati) sono: Tom e

Jerry, Yoghi e Bubu, Braccobaldo, ecc… e due serie di cartoni animati come gli

Antenati e i Pronipoti. Il confronto con Disney è d’obbligo; le storie di Hanna e

Barbera sono decisamente più gaie e tutte puntate sul comico, senza indulgere in

sentimentalismi, come accade a volte nelle opere di Disney. I loro racconti, almeno i

migliori, destano nel lettore una ilarità pura, sono piccoli capolavori di travolgente

allegria e sincero divertimento.

Il fumetto in America Latina

In America Latina, il paese che ha dato i più numerosi e anche i migliori autori del

fumetto è l’Argentina, dove si è formata non a caso l’arte di Pratt, Ongaro, Battaglia,

Faustinelli e altri autori italiani che vedremo.

Per il genere dell’avventura i nomi più famosi sono quelli di Salinas e dell’accoppiata

18


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Munoz-Sampayo. Josè Luis Salinas nel 1950 creà le splendide storie di Cisco Kid,

che ebbero immediato successo soprattutto negli USA. Salinas è un abilissimo

disegnatore: i suoi cavalli sono tra i più belli della storia del fumetto.

Per quanto riguarda la satira, Mordillo e Quino sono stelle argentine che brillano in

tutto il mondo. Quino creò nel 1964 una ragazzina terribile: Mafalda, spesso

presentata come la risposta sudamericana a Charlie Brown. Le sue meditazioni

avvengono in genere vicino al mappamondo ed ella pone continuamente complicate

domande esistenziali al padre, occupato più a portare avanti la baracca che interessato

ai gravi problemi del mondo. Irresistibilmente comici sono Manolito, il figlio del

droghiere del quartiere e un gran somaro a scuola, e Susanita, che pur così piccola

sente la vocazione per il matrimonio e la maternità.

Il fumetto in Europa

In Francia fu inevitabile l’innesto del fumetto sul feuilleton: i prodromi sono

rappresentati dalle cosiddette Images d’Epinal, educativi fogli volanti colorati e

illustrati, pubblicati a partire dal 1820. E’ solo cinque anni dopo, tuttavia, che il

racconto per immagini prende sicuro avvio, accompagnato dalla tradizionale

didascalia a piè di pagina, con Christophe, i cui discorsi si articolano in una rapida

successione di singole scene, che assicurano un armonico ritmo narrativo.

In seguito compare, da un’idea di Maurice Languereau, Bécassine, l’ingenua

19


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

ragazzina bretone che riesce sempre a mettersi nei pasticci per poi uscirne grazie alla

sua saggezza spicciola, poi vengono alla ribalta i Pieds Nickelés, un funambolico e

spassoso terzetto di lestofanti; si dovranno però attendere gli anni Sessanta perché la

Francia esprima i suoi migliori personaggi, quali Lucky Luke creato da Morris,

Asterix di René Goscinny e Albert Uderzo, Blueberry di Jean-Michel Charlier e Jean

Giraud, Sanantonio e molti altri. Nel medesimo periodo nasce Barbarella, ovvero il

fumetto erotico-fantastico, che ottiene subito un immediato successo; per la sua

immagine, il creatore Forest si è ispirato a Brigitte Bardot. Nella trasposizione

cinematografica del regista Roger Vadim, Barbarella è stata invece interpretata da

Jane Fonda.

Barbarella e tutte le eroine che la seguiranno formeranno un genere a parte,

introducendo sul mercato un modo inedito di presentare il fumetto: questo di fatto

considerato fino ad allora come una forma di narrativa popolare diventa fumetto di

lusso, destinato quasi esclusivamente agli adulti, dal momento che il prezzo elevato

lo rende inaccessibile agli abituali consumatori di questo prodotto.

Senso dell’umorismo, gusto per l’avventura esotica, fervida immaginazione, ricca

fantasia, propensione per l’horror costituiscono le caratteristiche principali della

letteratura inglese; inoltre la Gran Bretagna vanta una lunga tradizione grafica.

Malgrado questo sottofondo culturale, la scuola del fumetto inglese non è grande

quanto ci si aspetterebbe; del resto, anche nella società inglese il fumetto, come

20


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

fenomeno di consumo, non ha mai raggiunto posizioni rilevanti e, se le storie di

animali umanizzati abbondano, non uguagliano quasi mai la complessità narrativa e

le dimensioni psicologiche delle creazioni americane.

Negli anni Cinquanta e Sessanta la popolarità del fumetto crebbe quasi di pari passo

con quella registrata negli USA. In quegli anni il fumetto inglese cerca di

diversificarsi, creando e sviluppando personaggi e storie adatti anche al pubblico

adulto: nascono fumetti di avventura, di guerra e di fantascienza; inoltre caratteristici

della produzione inglese sono altri tipi di storie, come quelle in cui l’intrigo

avventuroso e la commedia brillante sono sapientemente arricchiti da un pizzico di

erotismo.

Un’ultima tipicizzazione alquanto interessante delle strip inglesi è il genere social-

umoristico, congeniale del resto allo spirito britannico, ma inspiegabilmente ignorato

nel passato: sono indicativi i personaggi Andy Capp creato nel 1957 da Reg Smythe,

Bristol e Tommy Wack.

Per completare l’itinerario geografico del fumetto in Europa possiamo ricordare

alcuni degli autori più significativi sia nell’ambito dei pionieri, sia tra i

contemporanei: Wilhem Busch, poeta e disegnatore tedesco, è considerato uno dei

grandi precursori del fumetto, avendo creato i celebri Max e Moritz, antenati di Bibì e

Bibò e di tutti i ragazzini terribili dei cartoons.

Un cenno particolare merita la scuola belga, anche se certamente collegata a quella

21


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

francese. Tra gli autori più significativi vanno considerati: Jean Giraud che, insieme a

Jean-Michel Charlier ha creato le avventure del tenente Donovan, meglio conosciuto

come Blueberry.

Vicino a Giraud e senza dubbio Hergé, che creò il personaggio Todor, precursore del

celebre Tintin, nato nel 1929, e che riscosse un notevole successo di pubblico in

Francia e all’estero.

Se Blueberry è un drammatico eroe del West, Lucky Luke porta un’allegra comicità:

il suo creatore Morris, da professionista serio, si recò negli USA per studiare più da

vicino la vita dei pionieri e degli indiani del Far-West.

Il fumetto in Italia

In Italia il fumetto, che negli USA si era affermato sul finire dei secolo XIX, si

diffuse come autonomo mezzo di espressione solo egli inizi degli anni Trenta, anche

se si erano avuti alcuni preannunci, come la comparsa su Il Corriere dei Piccoli,

supplemento del Corriere della Sera nato nel 1908, di alcuni personaggi dei comics,

privati della loro componente principale. Il fumetto appunto, in sostituzione del quale

venivano inserite delle didascalie sotto al disegno.

E’ proprio questo giornale, considerato un “classico” nella storia del fumetto italiano

che rappresentò la palestra di tanti disegnatori italiani: ad esempio ci lavorò Sergio

Tofano: personalità poliedrica che riuscì a portare avanti parallelamente la sua attività

22


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

di disegnatore con una carriera teatrale molto brillante. Nel 1917 egli, firmandosi Sto,

creò le avventure del Signor Bonaventura, uno strano individuo vestito con una

marsina rossa, assolutamente fuori moda e con un paio di larghissimi pantaloni

bianchi. All’inizio delle storie è sempre molto povero, ma grazie alle sue buone

azioni alla fine di ogni storia viene ricompensato con un milione, che per via

dell’inflazione nel corso degli anni diventa un miliardo; questo personaggio fu

portato anche sulle scene teatrali. Da non dimenticare inoltre il personaggio di Sor

Pampurio di Bisi.

Nel Febbraio 1923, dopo poche settimane dalla marcia su Roma, nelle edicole di tutta

Italia fece la sua comparsa Il Balilla, volutamente e accesamente propagandistico, in

diretta concorrenza con il più tradizionale Corriere dei piccoli: il suo scopo

dichiarato è far vivere sulla carta nuovi eroi italiani. Pochi mesi più tardi nasce un

terzo concorrente di diretta ispirazione cattolica: Il Giornalino.

La vera nascita del fumetto in Italia si può datare 1932, quando fu edito il giornaletto

Jumbo, dall’editore milanese De Vecchi, ricco di storie umoristiche provenienti

dall’Inghilterra, sulla falsariga della rivista Rainbow. Tra i personaggi è da ricordare

Lucio l’avanguardista, disegnato da Enwer Bongrani; Lucio è ragazzo che vive

avventure alla scoperta di antiche civiltà nelle più nascoste regioni africane. Lo stesso

editore lanciò poco tempo dopo un altro giornale: Rintintin, sul quale trovarono posto

alcuni personaggi dei comics americani. Nel fatidico 1932 un altro editore, Nerbini di

23


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Firenze, diede inizio alla pubblicazione del settimanale Topolino, che in seguito passò

alla Mondadori (1935) e infine alla Walt Disney Italia; sempre negli stessi anni i

fratelli Del Duca pubblicarono Il Monello. Ma fu ancora De Vecchi a sfornare novità

su novità, apparvero così Tigre Tino, Bombolo, sul quale vennero pubblicate le prime

tavole di Popeye.

Tuttavia, il settimanale destinato a rivoluzionare la stampa per ragazzi e non, fu

L’Avventuroso della Nerbini, che iniziò le pubblicazioni nel 1934. Con esso la

tiratura toccò le 60000 copie settimanali, in Italia si ebbe un vero e proprio salto di

qualità, in quanto si dette spazio solamente alle storie disegnate, rinunciando

definitivamente alle didascalie. Flash Gordon, ispirato da un romanzo di fantascienza

di Philip Wylie e Edwin Balmer, e disegnato inizialmente da Alex Raymond, e da

molti altri dopo, fu sicuramente il personaggio avventuroso che ebbe il maggior

successo. Un avvenimento importante fu l’entrata in scena dell’editore Mondadori,

che nel 1935 pubblicò I Tre Porcellini, giornale dal contenuto eterogeneo, in quanto

offriva tutto ciò che si poteva ritrovare sul mercato inglese e americano. Negli anni

’35-’36 l’Italia stava costruendo l’impero in terra d’Africa e tale avvenimento storico

si rifletteva anche sulla produzione di fumetti. Il regime di autarchia, intervenuto in

seguito alle sanzioni imposte all’Italia dopo la guerra d’Etiopia provocò un vero e

proprio sconvolgimento. Tutti i fumetti d’importazione scomparvero, tranne

Topolino che però fu costretto a chiamarsi Tuffolino. L’ostracismo dato a tutto ciò

24


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

che non era italiano coinvolse anche i fumetti. Persino le idee razziste furono fatte

oggetto di riproduzione fumettistica, con l’esaltazione dell’italianità. Tuttavia si può

affermare che la cultura ufficiale si disinteressava quasi del tutto dal fenomeno

fumetto, che per altro coinvolgeva centinaia di migliaia di lettori tra adulti e ragazzi.

Proprio in questo periodo si parla di una scuola italiana del fumetto, che, favorita

anche dall’autarchia vigente, ebbe modo di svilupparsi in varie direzioni.

Palestra importante per la scuola italiana di quegli anni, oltre ai giornali come Il

Vittorioso, L’Avventuroso, fu L’Intrepido: proprio su queste pagine comparve Kit

Karson di Rino Albertarelli, con cui iniziò il fortunato filone del western all’italiana

che sarebbe proseguito con Tex Willer creato nel 1948 da Giovanni Luigi Bonelli e

Aurelio Galleppini (in atre Galep), e Pecos Bill, e si sarebbe infine affermato con il

cinema di Sergio Leone.

Sempre negli anni Trenta un altro autore degno di interesse è Bruno Angoletta che

cominciò la sua carriera collaborando al sarcastico periodico L’Asino, poi passò a Il

Corriere dei Piccoli, per il quale creò il popolarissimo Marmittone.

Altro importante personaggio dei fumetti che si impose in quegli anni fu Dick

Fulmine, disegnato da Vincenzo Baggioli, Carlo Cossio e altri con i tratti somatici

del pugile Primo Carnera, in cui la grande rissa a suon di pugni era il motivo

ricorrente.

Appartengono sempre a quel periodo le ottime riduzioni a fumetti di romanzi di

25


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Salgari, come il Corsaro Nero, le avventure di Sandokan, che delineano una

caratteristica costante ed evidente dei fumetti degli anni Trenta: il gusto

dell’esotismo. Gran parte delle avventure si svolgono in terre lontane, dove i cattivi

erano tutti di nazionalità straniera e gli italiani erano i buoni e gli eroi.

Con la fine della guerra, insieme con la gomma americana, la Coca Cola e i pop-corn,

arrivarono in Italia comics di grande qualità. Una delle migliori pubblicazioni di

quegli anni fu Robinson, che anche se ebbe breve vita, ha il merito di aver introdotto

per primo nel nostro paese personaggi come Lill Abner, Dick Tracy e tanti altri.

Dopo una decina di anni da quando Tex Willer fece la sua prima timida apparizione in

edicola, l’autore-editore Bonelli volle riproporre questo personaggio in una linea

nuova più spregiudicata e moderna, riuscendo in tal modo ad occupare un posto di

riguardo non solo nella storia del fumetto. Uomo leale e onesto, impulsivo e sincero,

Tex Willer ha fatto breccia nel cuore di milioni di lettori in Italia e in ben dodici paesi

esteri, in una serie lunga di imprese, che hanno sempre precisi riferimenti storici e

geografici.

L’avvenimento più importante degli anni Cinquanta rimane la nascita dell’Asso di

picche, pubblicato sull’omonimo giornale: questo personaggio fu ideato da Mario

Faustinelli e Alberto Ongaro; successivamente a questo tandem formidabile si

aggiunse allora un giovanissimo Hugo Pratt, che dette il taglio e il carattere all’Asso

di picche. Allo staff del giornale appartengono anche Battaglia e Carcupino. Essi

26


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

capovolsero la posizione dell’autore nei confronti dei personaggi da loro creati:

infatti, nella inevitabile e convenzionale lotta tra giustizia e ingiustizia, la simpatia

del creatore (e del lettore quindi) andava quasi istintivamente al fuorilegge, al negro,

al bandito bianco passato tra gli indiani, e si aveva il sospetto che l’eroe tradizionale

non fosse così eroe, come poteva sembrare, ma che difendesse un “ordine crudele”

messo in discussione. Sulla scia di Asso di picche nascono altri personaggi mascherati

che ottennero un grande successo anche all’estero.

Anche Mondadori, dopo la fine della guerra, aveva ripreso la pubblicazione della

banda Disney: fra i nuovi personaggi si affermarono maggiormente Paperon dè

Paperoni e Paperino. La novità fu quella di soddisfare la domanda sempre maggiore,

attraverso la produzione italiana dei personaggi di Walt Disney.

Il boom in ambito editoriale fumettistico continua tra la fine degli anni Cinquanta e

durante tutti gli anni Sessanta, durante i quali compaiono nuove testate che

propongono o personaggi già noti, ma in veste editoriale diversa, o personaggi del

tutto originali. Nella prima categoria sono comprese le ristampe di Flash Gordon,

dell’Uomo Mascherato, di Mandrake, a opera dei fratelli Spada, nella seconda

troviamo il Sergente Kirk, Superman (da noi inizialmente chiamato Nembo Kid),

Diabolik, ecc.

Ha luogo, inoltre, una intensificazione della produzione, in quanto molti quotidiani

pubblicano strips giornaliere; in particolare dal 1957, il settimanale Il Giorno dei

27


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

ragazzi comincia a pubblicare un inserto settimanale a colori, che proporrà tra gli altri

anche le storie di Benito Jacovitti. Firma da allora sempre presente nel vasto

panorama del fumetto italiano, dotato di uno spiccato gusto per il paradosso che

emerge da tutte le sue storie, egli lanciò personaggi divenuti poi famosi come il

cowboy Cocco Bill, Tom Ficcanaso e Gionni Galassia.

Una caratteristica significativa della produzione degli anni sessanta è costituita dai

fumetti neri: il primo della serie Diabolik, nasce nel novembre 1962 per opera delle

sorelle Angela e Luciana Giussani, la cui intenzione era quella di scrivere un giallo a

fumetti breve e da leggere d’un fiato. Ciò che costituisce una frattura con il passato

sta nel fatto che Diabolik non è un eroe al servizio della giustizia, ma un delinquente

che trionfa sulla legge. Un uomo solo, l’ispettore Ginko, non si arrende mai e in

qualche caso riesce a metterlo in difficoltà, dando alla storia una certa suspense. Il

successo di Diabolik provoca una serie di imitazioni, basate su eroismo e sadismo.

Una felice e feconda novità di questo decennio è la nascita nel 1965 di Linus, la

rivista che rappresenta una grande rivoluzione in Italia nel gusto del fumetto: non

soltanto, infatti, si conobbero i personaggi di Schulz, e cominciarono ad essere

pubblicati anche veri libri a fumetti dedicati a Charlie Brown, ma vi trovarono spazio

personaggi come Krazy Kat, Li’l Abner di Al Capp, Popeye di Elzie Crisler Segar e

nuovi protagonisti italiani come Valentina di Crepax.

A Linus si affiancarono in breve tempo due altre pubblicazioni: Eureka e Tommy. Il

28


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

primo numero di Eureka esce nel novembre 1967 e punta, come personaggio

principale, su Andy Capp, e ottiene un repentino successo di pubblico. Sempre su

questa rivista fanno la loro comparsa alcuni personaggi che diventeranno protagonisti

del fumetto italiano, come le Sturmtruppen, create da Bonvi, pseudonimo di Franco

Bonvicini. Il giornale Tommy, che prende il nome dal suo personaggio principale

Tommy Wack, ebbe invece una breve vita.

Compaiono altresì nuove riviste, tutte però con breve vita. . Sono anni di grande

fervore editoriale: Mondadori e Rizzoli dedicano gran parte della loro produzione al

fumetto, così come Milano Libri e Garzanti, e si assiste alla ripubblicazione di un

illustre tradizione come L’Avveturoso. Dagli USA vengono riportate e riscuotono un

grande successo, soprattutto tra i lettori più giovani, le avventure dei personaggi della

Marvel, ideati da Stan Lee.

Un fatto di estrema importanza è la pubblicazione di Poema a fumetti di Dino

Buzzati, nel quale in circa duecento tavole, alternando parole e immagini, è rievocato

l’antichissimo mito di Orfeo e Euridice.

Pur avendo prodotto anche negli anni precedenti il Settanta, Hugo Pratt, Guido

Crepax e Milo Manara, spiccano su tutti gli altri autori, soprattutto in quest’ultimo

venticinquennio. La loro fama è di notevole portata non solo in Italia; Valentina di

Crepax ha superato, e di gran lunga le varie Barbarelle francesi e non. La

caratteristica principale di questi anni, almeno per alcuni autori, è quello di aver

29


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

superato il breve respiro e gli angusti spazi del fumetto tradizionale, per catapultarsi

nel romanzo per immagini pur restando fedeli al tessuto connettivo del fumetto.

Personaggio d’eccellenza di Hugo Pratt è Corto Maltese, capitano senza battello, e

vagabondo solitario, passa da un momento all’altro della prima guerra mondiale con

l’aria di tenere soltanto per se stesso, ma in realtà frantumandosi mille volte al giorno

nei problemi degli altri. Corto Maltese è un avventuriere o un uomo avventuroso, che

rappresenta per Pratt la summa di tanta gente e di tante cose, di varie culture, letture,

cinema e pensieri, ed la risposta al fumetto anglo-americano: la caratteristica

principale di questo personaggio è la sua mediterraneità, che si concretizza nella

libertà, nell’avventura, in una vita interessante. Nei lavori di Pratt troviamo ricordi,

aneddoti della sua vita filtrati da una visione romantica e avventurosa, un po’

nostalgica e malinconica, ma mai patetica. Narratore moderno, aggressivo, rapido,

Pratt costruisce le sue storie intorno ad eroi ben evidenziati, che si riallacciano ai

maggiori esempi della narrativa avventurosa.

Il personaggio più amato e conosciuto di Crepax è senza dubbio Valentina; è un

angelo edificante: non tiene affatto alla conservazione del mondo attuale, cerca di

liberarsi da pastoie e da inibizioni, non conosce moralismi e ipocrisie. Valentina non

è una tiranna domestica: sempre travolta dalle vicende, contesa tra un amore e un

incubo, non ha il tempo né l’inclinazione a diventare una massaia petulante. Crepax

prende Valentina terribilmente sul serio, e forse è proprio con questo tentativo che un

30


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

nuovo fumetto lascia il vecchio e comincia a sbocciare un nuovo genere, il fumetto

autobiografico, che sarà tanto caro ad Andrea Pazienza. Nel 1972 nasce un’altra

eroina di Crepax, Bianca, protagonista di una sola avventura, e nel 1974 un’altra

ancora, Anita, ma per il lettore e per Crepax stesso, sempre di Valentina si tratta.

Crepax ha avuto per primo la capacità di portare nel mondo dei fumetti qualcosa di

nuovo, ovvero il segno grafico importante e incisivo. La sua maniera di raccontare è

stata una novità, ed è stato il primo a rivolgersi a un pubblico, non di bambini, di

ragazzini, ma dagli adolescenti in avanti.

Per quanto riguarda Milo Manara, dobbiamo ricordare che le sue storie, in cui la

realtà e la fantasia duellano in maniera titanica per conquistare il dominio della scena,

sono diari di bordo di un esistenza, dove, seguendo il suo maestro dichiarato Hugo

Pratt, Manara gioca fino agli estremi del possibile la sua partita con la

rappresentazione. Di non minore rilievo è la figura di Dino Battaglia che negli ultimi

anni ha goduto un grande revival e i cui fumetti si caratterizzano per il rifiuto del

banale illustrativo e per insolite geometrie.

E’ in questo panorama che va letta l’opera significativa di Andrea Pazienza, che

sottolineò la necessità che per fare fumetti si doveva partire dal segno. Secondo la sua

concezione noi siamo circondati da oggetti tangibili depositari di un segno. Dallo

studio di questa serie di segni nasce la cosiddetta “matematica del segno”, cioè il

disegno. Pazienza fonda e collabora con numerose riviste che fanno il controcanto al

31


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

perbenismo borghese, come Cannibale, Frigidaire e Il Male. Tra i suoi personaggi

possiamo ricordare Pentothal, Zanardi, Pertini, Pompeo e molti altri. Suo

collaboratore nella fondazione della rivista Cannibale, fu Stefano Tamburini; in

questa rivista esordisce il suo personaggio di maggior successo: Rank Xerox, del

quale sarà costretto a mutare il nome in Renxerox, per via del ricorso legale

dell’omonima casa di produzione di fotocopiatrici.

Dopo Valentina e Corto Maltese, altro eroe dei nostri giorni è Cipputi. Il suo autore,

Altan, racconta che il personaggio è nato per caso da una vignetta come tante altre e

si è formato un po’ alla volta, arricchito dagli stimoli che lo svolgersi degli

avvenimenti dava al suo autore. Alla fine gli operai e i sindacalisti hanno finito per

considerare Cipputi come uno di loro, che sta dalla loro parte. Altan ha creato

un’altra singolare figura: la Pimpa, il buffo cane a pallini rossi, nata per il

divertimento della sua bambina, e che richiama la maniera di disegnare dei più

piccini.

Nascono nuovi giornali interamente dedicati al fumetto d’autore, che riprendono

vecchi personaggi e ne lanciano di nuovi. Se negli anni Settanta si annunciavano

tempi migliori per il fumetto tradizionale, confermati poi nel periodo successivo, oggi

si deve distinguere tra fumetto di alta qualità ma a basse tirature, fumetto di media

qualità ad alte tirature e fumetto di bassa qualità per cui non si intravede futuro. C’è

infine una produzione, per così dire, amatoriale e destinata ai collezionisti e ai

32


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

nostalgici, le cui tirature sono piuttosto limitate. Tuttavia sullo sfondo si profila una

grave crisi editoriale e non solo per quanto riguarda la produzione di fumetti, in

seguito alla quale molte testate chiudono.

Un fenomeno di questi ultimissimi anni è la nascita del fumetto didattico, di alto

livello culturale. In una storia del fumetto merita una citazione Federico Fellini,

anche se per lui il fumetto fu un momento di passaggio nella sua vita artistica prima

di realizzarsi come regista, uno dei più grandi.

La casa editrice che ormai da molti anni è sulla cresta dell’onda grazie alle sue

vecchie e nuove pubblicazioni è la Bonelli. Tra i tanti personaggi di successo

ricordiamo: Tex Willer, Zagor, Mister No, Nathan Never, Martin Mistère, e tanti altri,

fino ai più recenti Magico Vento, Napoleone, Julia e, dal 1986, Dylan Dog, scritto da

Tiziano Sclavi e illustrato da vari disegnatori.

33


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

2. BIOGRAFIA

“Il mio primo disegnino riconoscibile l’ho fatto a 18 mesi, era un orso, questo

testimonia quanto era forte in me il bisogno di disegnare…” 1 . Così scriveva di sé

Andrea Pazienza nel novembre del 1983 su Corto Maltese; la cosa più importante per

lui era soddisfare il proprio istinto, le proprie intuizioni. Andrea Pazienza nasce a San

Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno nelle Marche, il 23 Maggio 1956,

dalla professoressa Giuliana di Cretico ed Enrico Pazienza, professore di disegno e

notevole acquerellista. Sarà uno degli artisti più eclettici, innovativi e geniali del

panorama fumettistico italiano. Vive l’infanzia, con il fratello Michele e la sorella

Mariella, tra San Severo, città natale del padre nella piana pugliese, e San Menaio,

località marittima del Gargano dove i Pazienza trascorrono di solito le vacanze estive.

Andrea resterà molto legato ad entrambi i luoghi come i suoi fumetti dimostreranno.

“A San Severo lo legava la possibilità di attingere comicità…San Severo è una

grande, inarrestabile, a volte tragica farsa.

Andrea andava invece pazzo per il Gargano, terra dura e pericolosa, bella e cattiva

come il mare…” 2 .

Già nel 1965 vince il primo premio a una mostra di pittura per ragazzi, svoltasi a

Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno. Nel 1969, a soli 13 anni si trasferisce a

1 Andrea Pazienza, da Il segno di una resa invincibile, Corto Maltese, novembre 1983

2 Gino Nardella, attore e comico-cabarettista, amico d’infanzia, da un’intervista a cura di Antonio

Vigliaroli, giugno 2003

34


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Pescara dove frequenta il Liceo Artistico “G. Misticoni”, considerato allora tra i

migliori d’Italia, e dove diventa amico di Tanino Liberatore (illustratore e fumettista

abruzzese), conosciuto nel collegio dei Gesuiti. “Il periodo del liceo artistico come

per uno scrittore il classico: l’insostituibile supporto accademico dello spirito

creativo, il laboratorio, l’apprendistato della tecnica” 3 . In quello stesso periodo,

scopre il movimento artistico dei Dadaisti, e la folgorazione che ne consegue gli

resterà addosso per tutta la vita, iniziandolo a una concezione anarcoide dell'esistenza

in generale e dell'arte in particolare. Tristan Tzara liberò le parole dalle regole della

consecutio e dalla schiavitù della grammatica; Andrea non esita a fare lo stesso, e

mescola tempere, acrilici, matite, carboncino, pastelli e quant'altro ancora, adottando

un punto di vista spesso più cinematico che pittorico. Partecipa con altri artisti

all’attività del Laboratorio Comune d’Arte Convergenze che faceva capo a Peppino

D’Emilio, una sorta di galleria d’Arte presso la quale espone dal 1973 al 1976 in

diverse collettive e personali (Francavilla a Mare, Ascoli Piceno, San Benedetto del

Tronto, Vasto, Pescara, ecc.), e dove – dice lui stesso – “il pomeriggio stavo in

galleria con i miei amici e i professori, gli stessi che di giorno mi sbattevano fuori” 4 .

“Si fa tutto il possibile, dall’happening alla grossa rassegna, dai concettuali ai

3Enzo Verrengia, Enrico Fraccacreta, da Il giovane Pazienza, Stampa Alternativa, Viterbo, 2001,

p.79

4Andrea Pazienza, da Milo Manara Andrea Pazienza, a cura di Vincenzo Mollica, Editori del Grifo,

Montepulciano (SI), 1982

35


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

comportamentismi, dai film in 16 o super 8 alla body art, dai concerti ai veri e

propri festivals, ecc. C’è aria conviviale, da allegro seminario” 5 .

Negli anni della scuola Pazienza realizza le sue prime storie a fumetti, mai

pubblicate, e soprattutto quadri. “Prima di fare fumetti dipingevo quadri di denuncia.

Erano tempi nei quali non potevo prescindere dal fare questo. Ma i miei quadri

venivano comprati da farmacisti che li mettevano in camera da letto. Il fatto che il

quadro continuasse a pulsare in quell’ambiente mi sembrava, oltre che una

contraddizione, anche un limite enorme” 6 .

I suoi quadri esposti anche in altre sedi sono realizzati in tecnica mista, con forte

preponderanza di pennarelli, talvolta non indelebili, tanto che alcune di queste tele

giovanili col tempo sono scolorite fino a diventare quasi illeggibili; sono opere ricche

di citazioni, e fondono già arditamente elementi autobiografici e politici. Pazienza

realizzava dipinti che assomigliavano a grandi vignette, che manifestavano il suo

desiderio di poter comunicare con un pubblico più ampio e a lui più vicino, ragione

per cui scelse di trasmettere il proprio pensiero attraverso l’arte del fumetto.

5Andrea Pazienza, da Alter Alter, aprile 1977, in occasione della pubblicazione di Le straordinarie

avventure di Pentothal

6Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Valerio Peretti Cucchi, Smemoranda, agosto 1995 (dal

testo si deduce che fu raccolta nel marzo del 1982)

36


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

“Pazienza era un pittore. Prestato al fumetto per la necessità di raccontare non solo

con le immagini ma anche con le parole, oltre che per la rapidità con cui egli poteva

estrinsecare le sue immagini creative. Poiché rifuggiva da tutto ciò che era stabile

applicazione” 7 .

Quando Pazienza cominciò a disegnare fumetti sfruttò il suo bagaglio pittorico e

culturale introducendo nel procedimento fumettistico tecniche e stili propri dell’arte

classica e d’avanguardia, nonché della grafica pubblicitaria; dalla commistione del

fumetto in tutte le sue forme (umoristico, realistico, satirico) con la sua formazione

culturale (pittura, letteratura, musica e altro ancora) nasce un nuovo modo di fare

fumetti.

Nel 1974, terminati gli studi liceali, si iscrive al D.A.M.S., Dipartimento delle Arti,

Musica e Spettacolo, all’Università degli Studi di Bologna.

“In uno dei suoi periodici ritorni a San Severo da Pescara, Andrea annuncia che a

Bologna c’è una facoltà universitaria, il Dams – Dipartimento di Arte, Musica e

Spettacolo, il corso di laurea fondato nel 1972 nell’ateneo del capoluogo emiliano

dal filologo Benedetto Marzullo – dove ci si può laureare studiando con Luigi

Squarzina, Furio Colombo e Umberto Eco” 8 .

7 Enrico Fraccacreta, poeta e scrittore sanseverese, amico d’infanzia, da un’intervista a cura di

Antonio Vigliaroli, marzo 2003

8 E. Fraccacreta, M. Trecca, E. Verrengia, da Pazienza. Geografia della memoria, bancApulia

S.p.A., San Severo (FG), 2004

37


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Bologna è una città che non lascia spazio ai nuovi fermenti stimolati dai tanti studenti

fuorisede; Paz passa i primi due anni “profondamente ghettizzato nel

meriodionalume bolognese…Un sacco di gente notevole” 9 .

Proprio al DAMS, Umberto Eco, professore di semiotica, dopo averlo esaminato e

aver visto i suoi disegni, lo segnalò a Oreste del Buono a Linus; questi però disse che

le sue storie non erano idonee alla testata del giornale. Più tardi Andrea ci arriverà da

solo, presentandosi alla redazione di Linus con una serie di tavole di due storie a

colori (Allei Op e Armi) che colpiscono l’attenzione di Hugo Pratt e ricevono il

beneplacito della redazione stessa.

Agli inizi del 1977 a Bologna le facoltà erano occupate, molti istituti presidiati, nella

cittadella universitaria scoppiavano di continuo scontri tra i militanti di estrema

sinistra e le forza dell’ordine. Lo stato d’animo degli studenti era in fermento,

inclinava verso utopistiche soluzioni, eppure riducibili tutte al denominatore comune

della sfiducia o della ribellione. Nasceva, così, il linguaggio disarticolato,

disperatamente sperimentale della cultura metropolitana di allora. Fu un movimento

teso verso la costruzione di codici espressivi soggettivi, capaci di dare senso alla

liberazione e agli ideali sottratti al dominio del potere. “Andrea Pazienza è stato, sin

dall’inizio, il grande cantore di questo universo giovanile. […] Narcisismo e

autobiografia, giochi di parole e slang giovanile, tecnica rivoluzionaria nel disegno

9 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Valerio Peretti Cucchi, Smemoranda, agosto 1995 (dal

testo si deduce che fu raccolta nel marzo del 1981)

38


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

e nella composizione della tavola, talento inverosimile nella coniugazione di stili

opposti, ma sempre riconducibili a un tratto personale, politica e movimento, droga

e sballi, donne e amici e branchi e gruppuscoli, deliri e paranoie” 10 .

Lo spirito degli anni più caldi del movimento studentesco si riversa nella sua prima

storia a fumetti, Le Straordinarie Avventure di Pentothal, pubblicata a partire

dall’aprile 1977 sulla rivista Alter Alter, figlio minore di Linus, rivista mensile

dedicata ai fumetti, fondata a Milano nell’aprile del ’65. E’ la prima rivista nel suo

genere a considerare il fumetto nelle sue specificità tecniche e comunicative,

contribuendo a farne maturare la percezione di linguaggio autonomo. Pubblica negli

anni tutti i maggiori autori internazionali, passati e presenti, curandone

l’approfondimento critico. Sulle sue pagine emergono le più urgenti istanze giovanili,

sociali e culturali. Nel ’74 a Linus si aggiunge, appunto, la rivista Alter Linus,

chiamata Alter Alter dal gennaio ’77.

Lo spirito eclettico nell’arte di Andrea Pazienza, il suo carattere di sperimentatore

non può che riflettersi in un sentire politico non assimilabile a posizioni ideologiche

stabilite; egli quindi, pur mantenendo un certo distacco dai vari gruppetti politici, si

schiera con l’ala creativa del Movimento. Pazienza è testimone degli avvenimenti del

’77 e li elabora in Pentothal con una critica libera. La realtà viene distorta, filtrata e

ricreata secondo un criterio di disordine al limite del paradossale e della schizofrenia.

10 Massimo Raffaeli, da I colori della rivolta e della tenerezza, Il Manifesto, 1995, pp.23-25

39


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

“…Aderì al ’77 con sincerità, ma aveva anche capito che il ’77 era un tigrotto che si

poteva cavalcare. L’artista si nasconde, gioca, si contraddice, ama presentarsi sotto

diverse spoglie, dietro diversi scudi, per potersi difendere…” 11 . Rimane stupito nel

vedere come la conflittualità che serpeggia nelle varie correnti del Movimento

comprometta l’efficacia della contestazione, cosa segnalata più volte nell’opera.

“I temi più sentiti da Pazienza Andrea (semisconosciuto studente) prima che

diventasse Andrea Pazienza (celebre fumettista e illustratore) erano quelli politici: la

guerra del Vietnam, la rivolta studentesca, ecc. Compiuti i vent’anni (1976), ha

iniziato a pubblicare le prime tavole di Pentothal su Alter Alter, e lì è arrivata la

consacrazione. Dopo di che, Andrea ha preso a descrivere i temi più estremi degli

anni ’80: la violenza, l’edonismo, la droga. In ogni caso, molte delle sue opere

conservano ancora una potenza comunicativa tale da farne degli evergreen” 12 .

L’importanza del linguaggio utilizzato in quest’opera è stato al centro di dibattiti,

ricerche e tesi universitarie: i giovani protagonisti usciti dalla sua matita si esprimono

attraverso frasi dove la sintassi non è per forza lineare, le battute che infiammano la

tavola sono influenzate da dialetti (soprattutto pugliese e bolognese), slogan

pubblicitari slang giovanile. “Era un autobiografia eccentrica fatta di incrostazioni

visive, con le pagine disegnate come un taccuino pieno di appunti di sopravvivenza

11 Enrico Fraccacreta, poeta e scrittore sanseverese, amico d’infanzia, da un’intervista a cura di

Antonio Vigliaroli, marzo 2003

12 Gino Nardella, attore e comico-cabarettista, amico d’infanzia, da un’intervista a cura di Antonio

Vigliaroli, giugno 2003

40


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

in cui gli stili svariano dall’underground di Crumb alla pienezza casereccia di

Jacovitti, dal segno graffiato di un Munoz al lavoro da incisore del francese

Moebius” 13 .

Gli studenti universitari di “Le straordinarie avventure di Pentothal” sono vittime

combattive, piccoli uomini imperfetti tuffati nel clima ansiogeno della Bologna

politicizzata del 1977, trasformata in un intricato contenitore di protesta,

insoddisfazione, abusi, agitatori, compagni da difendere, celerini violenti e paura, che

sembra presagire in maniera inquietante il terrore che avrebbe oscurato l’Italia negli

anni successivi.

Lo scontro con le istituzioni nel ’77 diventa sempre più aspro. Accanto alle forme

creative di protesta prende sempre più peso la lotta armate. Lo Stato era rimasto

chiuso ad ogni stimolo che venisse dal movimento ed il suo irrigidirsi nella

repressione era stato parallelo ad un acuirsi della violenza terrorista, come quella

delle Brigate Rosse. Gli spazi di lotta si riducono drasticamente e il movimento è

obbligato ad adeguarsi o a sparire. Per la fine del ’78 il movimento collassa; la sua

dissoluzione è capillare. Interi settori disertano qualunque impegno politico. L’eroina

si diffonde trasversalmente in tutti i livelli di aggregazione del movimento.

Attraverso il fumetto Pazienza trova il modo di raccontarsi e di divenire un grande

artista innovativo e capace di descrivere la rabbia, l’amore, le certezze, le debolezze

13 Daniele Brolli, da Zanardi sulla luna, Il Manifesto, 1992, p.11

41


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

dell’uomo; un abile persuasore dei sensi, un maestro del segno. Era capace di un

tratto misurato e di improvvise esplosioni di rabbia e cattiveria, capace di essere

violento e intimo, spirituale e fisico, uno e moltitudine. Il pubblico, soprattutto quello

giovanile, è immediatamente colpito dal suo originalissimo stile.

L’ultimo episodio di Pentothal è pubblicato su Alter Alter nel luglio del 1981. La sua

irruzione nel mondo delle nuvole parlanti è stata subito devastante per originalità e

mancanza di inibizioni. Nell’inverno del ’77 Andrea Pazienza conosce Filippo

Scòzzari e tutto il giro della Traumfabrik (fabbrica dei sogni, in tedesco), la casa

occupata in cui quest’ultimo vive in via Clavature a Bologna; qui conobbe anche

Elisabetta Pellerano con cui ebbe una storia d’amore importante e appassionata. Entra

quindi in contatto con l’ambiente underground bolognese, il posto ideale per mettere

a frutto la sua creatività. “E’ stato un momento eccezionale quello della Traum. […]

Io ci sono arrivato a fine aprile, ho conosciuto Scòzzari e ho passato lì tutti i mesi a

venire fino alla metà 1978, quando è stata sbaraccata. Dalla Traum sono nati i Gaz

Nevada (uno dei primi gruppi italiani di rock demenziale), Scòzzari, io, altri… E tutti

a disegnare, a muoverci e a produrre senza che nulla volesse o dovesse nascere. […]

E inoltre eravamo ancora sani, e molti dei miei amici lo erano, oggi lo sono meno” 14 .

Inoltre conosce Stefano Tamburini e Massimo Mattioli che avevano già prodotto

nell’area dell’autonomia romana il primo numero della rivista indipendente di cultura

14 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Valerio Peretti Cucchi, Smemoranda, agosto 1995 (dal

testo si deduce che fu raccolta nel marzo del 1982)

42


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

e fumetti underground Cannibale. Con loro e con Tanino Liberatore (illustratore e suo

amico fin dai tempi del liceo Artistico di Pescara) partecipa al progetto e fonda la

Primo Carnera Editore (nata dall’unione della Traumfabrik e della Banana Comix ) e

collabora alla rivista di cultura e fumetti underground Cannibale.

“Parlai di questo giornalino, Cannibale, a Andrea che era appena entrato in

Clavature. Glielo feci vedere. […] Volle far parte di questo gruppo, lo presentai, lo

portai a Roma…” 15

Anche in Italia diviene pressante l’esigenza di poter parlare in una lingua che non sia

quella ufficiale, con tutte le sue limitazioni formali e di contenuto; e Cannibale è la

prima soddisfazione di quest’esigenza. I primi due numeri di Cannibale sono prodotti

e distribuiti da “Stampa alternativa” nel circuito underground; a partire dal terzo, esce

in edicola appoggiandosi all’organizzazione editoriale de Il Male. Prende il nome da

una rivista dada francese degli anni Venti, Le Cannibal, e del dada porta il pregio

dell’anticonvenzionalità. E’ lo spazio perfetto per quanti si muovono nella

controcultura e cercano lo strumento per manifestare idee e proposte alternative.

Afferma Pazienza: “Amo Tzara, Duchamp,…Man Ray,…Il Cabaret Voltaire e

Guillaume Apollinaire, amo Monsieur Antipyrine,…Andrè Breton,…Max Ernst,

15 Filippo Scòzzari, da Paz ’77, un viaggio con Andrea Pazienza, documentario a cura di Stefano

Mordini, 2001

43


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

l’Happening, il New DADA e la Pop Art,…e Balla Boccioni Segantini Severini

Carrà; e Marinetti Filippo Tommaso, fascisti…li amo” 16 .

Pazienza disegna per il secondo numero di Cannibale una nuova storia: Perché Pippo

sembra uno sballato?, nella quale la struttura è più classica rispetto alle elaborate

tavole di Pentothal, le vignette sono allineate e sequenziali e il segno è grattugiato

quasi quanto i protagonisti; adotta un linguaggio che è appena abbozzato, con

onomatopee americane e influssi pugliesi, regressioni a una comunicazione

elementare e primitiva.

Pazienza non si abbassò quindi alla grafica pubblicitaria, preferendo la trincea di

Cannibale a determinate rassicurazioni milanesi indispensabili ai suoi coetanei, e in

epoca di nuovi “fumettari fichetti”, emerse inequivocabilmente come il più grande.

“Fra il ’77 e il ’78, insomma, nascevano fumettisticamente gli anni Ottanta, quelli

che sulle ceneri della creatività espressa dal movimento politico, musicale e artistico

giovanile, avrebbero costruito le riviste e gli albi patinati destinati a costellare ben

presto le edicole” 17 .

Andrea “sparse il seme”: disegni in regalo, opere appena terminate divenivano

oggetto di baratto, schizzi lasciati qua e là. Con la consapevolezza di non perdere

nemmeno una briciola di quel talento inesauribile che gli permetteva di vivere

intensamente e, quasi in simultanea, creare storie indelebili. Ma per un buon

16 Andrea Pazienza, da un suo scritto inedito del 1977

17 Luca Boschi, da Frigo valvole e balloons, Edizioni Teoria s.r.l., Roma-Napoli, 1997, pag. 21

44


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

disegnatore il talento non basta; altrettanto importante per Pazienza era l’esercizio,

l’allenamento con gli attrezzi di lavoro per arrivare a trasformare in disegno, magari

senza nemmeno la traccia di una matita, l’idea che stava inseguendo. Un discorso a

parte merita il suo rapporto con Sandro Pertini.

Presidente della Repubblica dal luglio ’78, la sua figura si stacca dalla sagoma

ufficiale del “politico” con atteggiamenti informali, irrituali, inediti e conquista gli

italiani, tra loro, Pazienza. Nel dicembre ’79 Paz disegna Pertini per la copertina del

numero 47 de Il Male; il presidente chiama in redazione per chiedere la tavola in

regalo ed invita l’autore a pranzo al Quirinale. Paz manca quell’appuntamento (la

redazione del Male non lo avverte ed al suo posto si presentano Vincino, Sparagna e

Forattini). Inoltre il presidente chiama direttamente a casa Pazienza a San Severo per

congratularsi con Andrea e chiedergli la copertina in regalo.

Dal 1978 al 1981 partecipa alla singolare esperienza di autogestione del settimanale

satirico romano Il Male , e nel 1980 è tra i fondatori – con gli amici di Cannibale con

l’aggiunta di Vincenzo Sparagna, già con-redattore de Il Male – del mensile

Frigidaire, la proposta più innovativa dell’editoria a fumetti del periodo.

Frigidaire affronta la realtà problematicamente ed interpreta la propria natura contro

con un’impostazione e contenuti del tutto inediti. L’attenzione del lettore è stimolata

proprio a partire dalla grafica e dall’impaginazione, originalissime creature di

Tamburini. La rivista è una proposta ricchissima; al suo interno, fumetto, reportage e

45


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

letteratura tutti insieme non sempre in perfetta sintonia, non necessariamente.

“Naturalmente questo coacervo di cose crea anche qualche handicap e ci sono dei

lettori che apprezzano solo le parti che gli sono più congeniali e tralasciano le altre.

C’è chi ama solo i fumetti e non vuole saperne dei servizi, e viceversa. Comunque la

rivista ha una sua strada che si è imposta al di sopra di tutto. Ha una impostazione

grafica, una chiave di lettura, un’impaginazione ben definita. […] Adesso è

insostituibile e, ripeto, riusciremmo a superarla solo noi, se decidessimo di fare

un’altra cosa” 18 .

“Arrivava tardi agli appuntamenti. Si annoiava subito. Faceva casino, come un

bambino. Era, insomma, inaffidabile e soprattutto preso da problemi come la

solitudine, l’insicurezza, le paure, la donna che non ti ama, l’amico che ti frega, il

foruncolo che ti deturpa, la palla della fila in mensa, i grammi di roba che

cominciano a girare, le transaminasi che impazziscono, la nostalgia della mamma e

la voglia di vivere che ogni tanto sembra volerti abbandonare” 19 .

Pazienza inventa sulle pagine di Frigidaire uno dei personaggi di maggiore successo,

sicuramente quello che rappresenta nel migliore dei modi la sua opera: il cinico e

spietato Massimo Zanardi, ambientando le sue avventure nella più totale

contemporaneità.

18 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Luca Boschi per Image n° 1, ottobre 1983

19 Guido Piccoli, da I moschettieri di Paz, Narcomafie, 5 (VII), 1998, pp.50-52

46


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Il trapasso da Pentothal a Zanardi, a cavallo del 1981, segna un netto cambiamento

nello stile di Pazienza; riesce a inquadrare l’oggetto del racconto, a unificare il tratto,

a sviluppare consequenzialmente la trama. “Voglio ritrovare quella matematica che

mi è mancata all’inizio. E’ quest’assenza in fondo che mi ha permesso di fare

Pentothal, ma ora me ne devo assolutamente discostare” 20 . Cavalcando il vuoto,

Zanardi vive le sue storie di cui qualcuno si trova sempre a pagare le conseguenze; gli

esiti drammatici delle vicende si scaricano ferocemente sui personaggi più normali

che lo incrociano. “Zanardi è cattivo quanto può esserlo un’antenna Rai. – afferma

Andrea Pazienza - E’ un ripetitore. Riflette ciò che gli sta intorno e che lo circonda e

che qualche modo è suscettibile di commuoverlo. La commozione non è sempre

positiva; Zanardi però è capace di commozione” 21 .

Le doti eclettiche di Pazienza gli permettono di realizzare nel 1981 assieme a Roberto

Liorni una scenografia in “aidoform” per uno spettacolo teatrale col Teatro Regionale

Toscano, mentre nel 1982 realizza dodici illustrazioni per il calendario di Frigidaire.

Intanto il suo rinnovato interesse per la pittura lo porta, sempre nel 1982, ad esporre

opere originali al Museo d’Arte Moderna di Bologna, nell’ambito della rassegna

“Registrazione di Frequenza” con una presentazione in catalogo di Francesca

Alinovi, e nel 1983 alcune sue nuove opere presso la galleria milanese Nuages,

manifestando un nuovo interesse per la pittura.

20 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Franco Serra, Linus, ottobre 1981

21 Andrea Pazienza, da un’intervista di Vincenzo Mollica al Caffe Greco, Roma

47


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Nello stesso anno espone al Palazzo delle Esposizioni di Roma con Altan e Pablo

Echaurren, nella mostra “Nuvole a go-go”.

Nel 1983 Paz si allontana da Frigidaire e inizia a pubblicare, oltre che su Alter Alter,

anche su nuove riviste di fumetti nate nei primi ’80: Orient Express, Corto Maltese,

Comic Art; inoltre l’anno dopo si era chiusa dolorosamente la sua relazione con

Betta, una ragazza con cui aveva vissuto dal ’77.

Nel 1984, durante la Fiera del fumetto a Napoli, realizza con vari pennarelli e davanti

a pochi fortunati, su circa venti metri quadrati di intonaco di un padiglione della

Mostra d’Oltremare, un enorme disegno rappresentante una battaglia tra uomini,

leoni, cavalli, cani e avvoltoi, senza l’ausilio di alcun disegno preparatorio; il disegno

oggi si trova ancora a Napoli ed è stato coperto con una lastra di plexiglass in attesa

di essere opportunamente valorizzato.

Durante l’estate del 1984 Pazienza si trasferisce in Toscana, a Montepulciano, nella

campagna di San Bartolomeo in provincia di Siena, un rifugio, un’oasi, un luogo

protetto, scomodo da raggiungere, dove cerca serenità e qualche regola per la sua vita

e la sua arte, e realizza tra le altre cose, una delle sue opere fumettistiche più

importanti: Gli ultimi giorni di Pompeo, la cui pubblicazione parte su Alter Alter

nell’aprile del 1985 con due puntate.

Dal gennaio 1986 Alter Alter diventa un trimestrale dedicato a temi monografici e

Pompeo non trova più spazio sulla rivista; né la Milano Libri, casa editrice della

48


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

rivista, lo pubblica in volume. Pazienza allora cederà i diritti agli Editori del Grifo di

Montepulciano, per l’edizione dell’ottobre 1987; allora l’opera, oltre a concludersi, si

proporrà nel suo valore poetico.

La trasparenza con cui Paz si è sempre raccontato, questa volta lo spinge a raccontare

l’angosciosa esperienza dell’eroina, in un viaggio disperato narra la tragedia della

dipendenza. Pompeo è la sofferenza esasperata e incomunicabile; le tavole sono

scarne, crude, nere. Il tratto grosso e essenziale, con un’unica importante eccezione,

l’amore perduto, impalpabile memoria. Impressioni tanto vive, la morte annunciata

hanno spesso fatto di Pompeo un testamento artistico di Pazienza. La forza di quanto

si narra e la triste coincidenza con la morte dell’autore hanno oscurato i già labili

confini tra fumetto e realtà.

“Pompeo è un personaggio ventosissimo e la cosa che salta fuori alla fine è che

riassume in sè i caratteri angoscianti di tutta la serie dei miei personaggi” 22 . “…è

chiaramente un personaggio autobiografico. Ho iniziato questa storia in un momento

di grave delusione e grandissima crisi, momento in cui ho lasciato Bologna e mi

sono ritirato in campagna a fare vita quasi ‘monastica’” 23 .

22 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Stefania Scateni e Marco Petrella, Nemo inserto di

Jonas – Mensile della FGCI, n.17, marzo 1986

23 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Stefania Scateni e Marco Petrella, Nemo inserto di

Jonas – Mensile della FGCI, n.17, marzo 1986

49


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Intanto nel 1985 Andrea conosce Marina Comandini, una giovane disegnatrice

romana, che sposerà un anno dopo. Le partecipazioni del matrimonio saranno dipinte

a mano da lui stesso; la sua vita cambia, la crisi comincia ad essere superata.

Continua a collaborare con le principali riviste di fumetti italiane, cui si aggiunge il

mensile Linus, e partecipa all’ideazione di Frizzer, mensile che si affianca a

Frigidaire, occupandosi per i primi numeri anche della veste grafica. L’avventura si

ripete con il nuovo periodico Tempi Supplementari, pure esso dalla vita molto breve.

Dal 1986 collabora ad Avaj, supplemento di Linus, a Tango, inserto de “L’Unità”

diretto da Sergio Staino, al quindicinale indipendente satirico Zut diretto da Vincino,

a Satyricon de “La Repubblica”, mentre continua a scrivere e disegnare storie per

riviste quali Corto Maltese e Comic Art, “mensile dello spettacolo disegnato”.

La fantasia folgorante di Pazienza, il suo stile spontaneo e immediato offrono

prospettive sballate rispetto alla satira tradizionale eppure in questo colgono dei

momenti essenziali della società; la freschezza di questa rappresentazione metaforica

la rende direttamente assimilabile, sotto la metafora la realtà è cruda, lampante. La

sua è satira soprattutto di costume, quella politica gli sembra limitante e improbabile.

“La satira politica è una cosa squallida, triste, [i politici] sono personaggi tristi,

sono personaggi senza personalità e fare il giullare per divertire la gente

attribuendo a queste persone […] dei comportamenti, delle battute che loro non si

sognerebbero mai di fare […] mi sembra un discorso per certi versi indigeribile […].

50


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

La satira di costume è più generica, ma è la stessa cosa in fondo. […] Se uno fa

della satira di costume parlando di persone normali, può far parlare due personaggi

di un fatto politico o di un personaggio politico, e allora può diventare satira

veramente politica. Viceversa se i personaggi politici li si fa parlare di cose stupide,

riducendo tutto ad una farsa, […] una specie di teatrino delle marionette, allora si fa

della satira di costume usando gli uomini politici” 24 .

Le sue storie e le sue vignette affrontano in modo esplicito tutte le problematiche del

mondo giovanile.

Nel già citato Pompeo (1985), forse il suo lavoro più sofferto e autobiografico,

affronta l’uso delle droghe pesanti con diretta cognizione di causa e senza ipocrisie e

moderatismi; la dipendenza da stupefacenti diventa un’allucinazione dolorosa, un

male che s’incolla al volto del protagonista tossicodipendente e accentua il senso di

disagio di una generazione disperata e cinica. L’utilizzo di un linguaggio molto

innovativo gli fa guadagnare vasta popolarità tra il pubblico delle giovani

generazioni.

“Andrea Pazienza ha operato una ulteriore rivoluzione; è stata quella ancora più

forte di raccontare la sua vita in forma di fumetto, di raccontare le storie che gli

capitavano tutti i giorni, di raccontare la Bologna che viveva nel ’77 in Pentothal, di

raccontare la sua storia più dolorosa in Pompeo, di trasformare Zanardi in un

24 Andrea Pazienza, da una video-intervista a cura di Clive Griffiths, Videomusic, 1988

51


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

personaggio sì di fantasia, ma che nasceva molto dalle storie che lui viveva

personalmente. Se mai si può fare un accostamento poetico mi piace pensare che

Andrea Pazienza sia stato il Rimbaud del fumetto italiano” 25 .

Intanto Pazienza ha intensificato l’attività di illustratore a tutto campo, realizzando

via via manifesti per il cinema e per il teatro (come l’immagine della locandina del

film La Città delle Donne di Federico Fellini del 1980), copertine di dischi (Roberto

Vecchioni, Claudio Lolli, Amedeo Minghi, PFM, Enzo Avitabile), scenografie,

costumi e abiti per stilisti, cartoni animati, alcuni murales, e per la pubblicità (negli

ultimi anni della sua vita acconsente all’utilizzo di Zanardi, forse il suo personaggio

più popolare, per la campagna pubblicitaria dello shampoo Clear).

Eccessivo e straripante nella vita artistica così come in quella reale, dopo un felice

periodo di lontananza dall’eroina, un inatteso rincontro con la droga lo uccide

improvvisamente a Montepulciano nelle prime ore della notte tra il 16 e il 17 giugno

1988, a soli 32 anni. Il genio e l’intelligenza portano con sé demoni troppo difficili da

affrontare; la sua scomparsa improvvisa, inattesa e prematura rappresenta un vero

shock collettivo. L’autore che più sta contribuendo al rinnovamento del fumetto

italiano viene a mancare, a due soli anni di distanza dalla morte di un altro

protagonista di questa stagione: Stefano Tamburini. Stampa e televisione dedicano

25 Vincenzo Mollica, da una video-intervista tratta da Antistoria del fumetto italiano da Andrea

Pazienza a oggi – La rivoluzione interrotta di Andrea Pazienza, produzione Cult, realizzazione

Limbo Film, 2004

52


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

ampio spazio alla triste notizia, a testimonianza dall’ampia popolarità raggiunta

dall’autore. Il funerale venne celebrato nella chiesa di San Biagio, ma Pazienza fu

sepolto nel cimitero di San Severo dove riposa accanto al padre Enrico. Paz ha

illuminato la nona arte per poco più di dieci anni, ma la sua sconvolgente rivoluzione,

il suo spasmodico scontro di opposti ha spalancato al medium fumetto potenzialità

espressive sino a quel momento impensabili. La sua figura si è subito ammantata di

leggenda ed è stata fatta oggetto di un vero e proprio culto. Grandi mostre si sono

svolte a Torino, Milano, Bologna, Siena, Roma, Napoli, Bruxelles, Parigi e in molte

altre città. Le sue opere sono state diffuse ulteriormente da vari editori, tra i quali

Editori del Grifo (poi Edizioni Di), Einaudi, Baldini&Castoldi, Coconino Press, ecc.

A Cremona, fin dal 1988, è attivo il “Centro Fumetto Andrea Pazienza”, la prima

biblioteca italiana interamente dedicata al fumetto. Altri svariati omaggi all’arte delle

sue opere e alla sua persona continuano numerosi. Il patrimonio di immagini che ci

ha lasciato risulta molto spesso convulso e caotico, oltre che incompleto, ma proprio

grazie a questa sua vitalità febbrile è inestimabile.

La vera felicità del segno di Pazienza è di essere riuscita a superare l’idioletto, la

parlata generazionale, portando alle estreme ma non scontate conseguenze la

metafora di quel linguaggio, impresa che alla letteratura pulp o splatter

contemporanea non è riuscita se non molto di rado, e ancor meno compiutamente. E’

stato un disegnatore essenziale ed esageratamente bravo, un genio della penna e del

53


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

pennarello, un grandissimo comunicatore grazie al suo linguaggio forte e

sensibilissimo al tempo stesso, innovativo e creatore di continui stupendi neologismi.

Tratteggiando l’angoscia e il dubbio dell’intera generazione che è vissuta a cavallo

tra gli anni settanta ed ottanta, riusciva sempre benissimo ad avere a fuoco le cose

prima di ogni altro e a metterle in chiaro con la sua tagliente e puntuale ironia.

Fu un precursore in molte cose, con una sensibilità incredibile che lo portava a

scrivere e disegnare sempre personaggi ai margini, che non avevano spazio, e che

comunque non si riconoscevano nella società. Disegnava di tutto e con tutto,

terribilmente eclettico: fumetti, tavole, dipinti, manifesti, copertine e le innumerevoli

collaborazioni ci hanno lasciato tantissimo materiale che ancora oggi è in grado di

regalarci lavori inediti. “Andrea Pazienza giocava in prima persona, era dentro le

sue storie, interpretando d’istinto, per insopprimibile vocazione, prima ancora che

per dettami teorici, quello che poi in fondo era il più potente sogno tra i sogni della

nostra generazione: essere fino in fondo il proprio progetto di vita, individualmente e

collettivamente. E di questa confusione fra arte e vita si è fatta una leggenda, come

sempre succede di fronte alla insostenibile ingiustizia della morte di un artista

giovane, anzi giovanissimo, nel pieno delle sue forze” 26 .

“Pazienza non è conosciuto perché è morto troppo giovane, le nuove generazioni

non sanno neanche chi sia, ma nell’ambito autoriale, i professionisti del fumetto non

26 Gino Castaldo, da Così firmo un’era forti tinte, L’Italia del Rock, 2000, pp. 26-27

54


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

possono prescindere da Pazienza. Pazienza è una sorta di nume tutelare a cui bene o

male, sia come racconti, sia come immagini ognuno fa riferimento, magari pure per

allontanarsi, per distinguersi” 27 .

Il rimpianto lasciato tra amici e lettori è solo in parte quello che segue normalmente

la scomparsa di ogni artista giovane e dissipato; c’è in più, la certezza che Andrea,

pur avendo prodotto un’impressionante quantità di materiale, avesse appena

cominciato a raccontare: di sé e del mondo.

27 Luca Enoch, da una video-intervista tratta da Antistoria del fumetto italiano da Andrea Pazienza a

oggi – La rivoluzione interrotta di Andrea Pazienza, produzione Cult, realizzazione Limbo Film,

2004

55


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

3. LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI

PENTOTHAL

“Mi sono messo a disegnare perché era inevitabile che lo facessi. Mi sono messo a

disegnare perché dovevo raccontare quello che vedevo, sennò mi sarei messo, molto

probabilmente a fare il pittore” 1 . Quando Andrea Pazienza decise di iniziare a

disegnare fumetti, riuscì a sfruttare il suo bagaglio pittorico e culturale introducendo

nel mondo delle nuvole parlanti tecniche e stili proprie delle avanguardie artistiche e

letterarie. “Aveva tutte le antenne giuste per stenografare ciò che avveniva attorno a

lui e trasfigurarlo in quelle strisce dov’erano le nuvole a parlare” 2 .

La prima storia a fumetti di Pazienza può essere considerata quella apparsa nel 1976

sulla rivista “Segno”; l’opera, incerta quanto si vuole ma già rivelatrice di un talento

fuori dal comune, si intitolava Le straordinarie avventure dei fratelli Max: i

clandestini.

Agli inizi del 1977 Andrea Pazienza fece irruzione nella redazione di Linus, rivista

diretta da Oreste del Buono, con in mano le tavole di due storie a colori, Allei Op e

Armi, dalle quali emerse subito lo straordinario uso dei pennarelli a punta fine su

fogli di carta millimetrata rosa. Diverse e discordanti sono le versioni che riguardano

quest’episodio; Oreste del Buono affermava: “Pazienza capitò in redazione a Linus

1 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Valerio Peretti Cucchi, Smemoranda, agosto 1995 (dal

testo si deduce che fu raccolta nel marzo del 1982)

2 Giampiero Mughini, da Pazienza e i genietti del male, Panorama, 10 luglio 1997

56


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

con molta irruenza, ma anche con molta timidezza agli inizi del 1977. Più tardi nelle

varie dichiarazioni ribalde che ha fatto, Pazienza ha sostenuto che, per penetrare

nella cittadella linusiana, mi aveva consegnato una falsa lettera di raccomandazione

di Eco” 3 . Umberto Eco, da parte sua, invece precisa di aver telefonato a Del Buono

per “chiedergli se potevo mandargli un disegnatore” 4 . Uno dei suoi colleghi negli

anni successivi, Filippo Scòzzari, invece ricorda di aver sentito Pazienza raccontare

che, prendendo l’ascensore per andare nella redazione di Linus, incontrò Hugo Pratt

il quale, sebbene non lo conoscesse, rimase colpito dalle sue tavole e lo raccomandò

in redazione.

Comunque siano andate in realtà le cose, dopo poco sulle pagine della rivista Alter

Alter, figlio minore di Linus, inizierà ad essere pubblicata la storia a fumetti, Le

straordinarie avventure di Pentothal.

“Fino ad allora la novità massima era considerata Linus e i fumetti che andava

presentando sulle proprie pagine, Tex, Capitan Miki, e non usciva altro di

interessante in Italia. Linus ha avuto il merito di svecchiare e de-provincializzare il

mercato italiano del fumetto; ha insegnato che alla fine del secolo non era più il

caso di continuare ad essere innamorati di Tex. Si poteva dire qualcos’altro” 5 .

3Oreste del Buono, dalla prefazione a Le straordinarie avventure di Pentothal, Milano Libri

Edizioni, 1982

4 Umberto Eco, da La Bustina di Minerva, L’Espresso, 10 maggio 1992

5Filippo Scòzzari, da una video-intervista tratta da Antistoria del fumetto italiano da Andrea

Pazienza a oggi – La rivoluzione interrotta di Andrea Pazienza, produzione Cult, realizzazione

Limbo Film, 2004

57


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

L’opera nacque e fu pensata durante un rapporto epistolare con una ragazza originaria

del Gargano, che si trovava a Napoli, Isabella Damiani, che ha avuto un ruolo

speciale perché tra le tante ragazze è quella con la quale Pazienza conservò fino alla

fine un intenso legame. La prima puntata di questa storia, composta da diciotto

tavole, apparve sul numero 4 della rivista, che era in lavorazione tra la fine di

febbraio e gli inizi di marzo del 1977. Proprio in quel terribile marzo a Bologna

intanto scoppiarono gli scontri tra militanti di estrema sinistra e le forze dell’ordine;

calpestando i resti di molotov e sampietrini della sera prima, Pentothal si aggira per

una Via Zamboni sconvolta dagli scontri tra studenti del Movimento e polizia, dai

militanti di Lotta Continua.

Pazienza, prima della pubblicazione della prima puntata, riuscì a sostituire appena in

tempo l’ultima tavola con un’altra sulla quale inserì in una nota: “…Mentre lavoravo

a queste tavole, nel mese di febbraio ’77, ero convinto di disegnare uno sprazzo,

sbagliando clamorosamente perché invece era un inizio…” 6 .

Come dimostrerà anche per tutto il lustro successivo, il cantore grafico del ’77 si

rende ben conto delle contraddizioni insite nell’ambiente in cui vive e le raffigura con

distacco ironico.

Pentothal è un provinciale dall'aria dura e legnosa, è pigro e svogliato, ha cioè molti

tratti del suo autore, (di cui diviene, almeno in parte, l'alter ego ): lui infatti trasfigura

6 Andrea Pazienza, da Le straordinarie avventure di Pentothal, Baldini & Castoldi, Milano, 1997

58


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

le giornate surreali di Andrea, sospese tra allegria e disperazione, pennarelli, bollette

e pericolose amicizie, sullo sfondo della Bologna elettrica di quei giorni. “E’ il

personaggio che affronta direttamente il subbuglio del ’77, il suo è un mondo

compatto e claustrofobico. E’ spesso rinchiuso in una stanza: rappresenta il versante

più ‘lisergico’, allucinatorio, romantico” 7 .

Il pubblico accolse in modo strepitoso questo nuovo personaggio che divenne presto

una bandiera; i lettori si invaghiscono del tratto di Andrea, che si inserisce nel solco

della tradizione del fumetto rinnovandola dall’interno. Paz cerca e trova quasi subito

un senso del segno, una peculiarità espressiva che semplifica i canoni fino ad allora

utilizzati in favore di un impatto visivo immediato; il senso del segno approda poi

all’utilizzo contemporaneo di tecniche e stilemi che restituiscano sulla carta la

complessità del reale e la visione che della realtà percepisce l’occhio dell’artista.

Certamente emerge dalle pagine di Pentothal che Pazienza non amava

particolarmente le posizioni ideologiche, preferendo trasfigurare la realtà rivissuta

attraverso l’autobiografia e le proiezioni dell’immaginario.

“Andrea era un frullatore di stili, di influenze; c’era dentro Disney, come Medium,

come l’underground americano, come Topolino, e soprattutto c’era se stesso” 8 .

7 Renato De Maria, da Paz è vivo, L’Espresso, 7 febbraio 2002, a cura di Mario Sesti

8 Oscar Cosulich, da una video-intervista tratta da Antistoria del fumetto italiano da Andrea

Pazienza a oggi – La rivoluzione interrotta di Andrea Pazienza, produzione Cult, realizzazione

Limbo Film, 2004

59


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Il protagonista è il narratore, ovvero Andrea Pazienza detto Pentothal. Esso

rappresentava il soggetto, l’individualità che si muove sulla dimensione-ambiente del

tempo, viaggi, cortei, università, sogni. Il modo di raccontare cambia spesso, non

regole consequenziali bensì continui salti, sprazzi, parti che si spezzano per poi

ricomporsi fino a costituire l’immagine del tempo e della vita di quel periodo.

Un modo di raccontare seguendo l’emergenza delle suggestioni, assemblando

immagini e frammenti ispirati a narrazioni di genere, diversissimi, lontanissimi,

carico di quotidianità come di fantastico, di ironia e di passione; un susseguirsi

onirico o psichedelico di situazioni diverse. Continue sono le incursioni nel delirio

immaginifico e altrettanto drastici sono i ritorni a un mondo disincantato fatto di

riunioni, collettivi e manifestazioni. Pentothal sembra comparire e scomparire

casualmente a suo piacimento, quasi a ricordarci la sua missione di esploratore della

psiche, e quella più palese di Pazienza, di sperimentatore senza censure.

“Il metodo di raccontare le vicende di Pentothal è paragonabile ad un percorso in

uno spazio vuoto dove l’autore disegna tutte le traiettorie che desidera. Le forme e le

caratteristiche di questa letteratura sembrerebbero avvicinarsi a quella che Gilles

Deleuze e Felix Guattari definisce “letteratura minore”. La letteratura minore non è

la letteratura di una lingua minore bensì quella fatta da una minoranza utilizzando

una lingua maggiore. Secondo Deleuze e Guattari la letteratura maggiore si fonda

sul movimento che dal contenuto conduce alla forma: nel senso che dopo aver scelto

60


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

il contenuto si ricerca la forma espressiva che più si addice. Al contrario la

letteratura minore si muove in una dimensione diametralmente opposta: prima

comincia con l’enunciare poi passa al contenuto, al concepire. In questo senso la

letteratura minore diviene rivoluzionaria” 9 .

Tutto ciò risulta molto evidente in Pazienza, nel suo modo di narrare intricato e

frantumato, nella convivenza di figure estremamente accurate con altre del tutto

scarne e povere, nella sua rottura della sintassi visiva tradizionale.

Dal clima di fermento degli studenti che inclinava verso soluzioni utopistiche tutte

riducibili al denominatore comune della sfiducia e della ribellione, nasceva quel

linguaggio disarticolato e sperimentale che caratterizzò l’opera di Pazienza; infatti i

personaggi che danno vita a questa storia a fumetti si esprimono attraverso un

linguaggio tutto particolare, in cui la sintassi smette di essere lineare, per diventare

discontinua e frenetica, e dove chiari sono i riferimenti agli influssi dialettali e alla

lingua parlata dai giovani universitari, per lo più fuori sede, di Bologna. Il marchio

che Pazienza inserisce nei suoi lavori di questo periodo diventa "Traumfabrik

production", ripreso dal nome dato alla casa occupata di via Clavature che Andrea

frequentava, e diviene Pentothal l'emblema della Bologna giovane e sotterranea, dove

nascono gli Skiantos, gli Area, dove Radio Alice, piccola radio indipendente,

sopravvive a stento alle censure e agli arresti dei suoi componenti (finchè dopo

9 Mauro Trotta, da Andrea Pazienza o le straordinarie avventure del desiderio, Settantasette. La

rivoluzione che viene, Castelvecchi Editore, Roma, 1997

61


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

l'omicido di Francesco LoRusso nel marzo '77 non viene chiusa). Nella

“Traumfabrik” Pazienza conobbe Filippo Scòzzari prima, e poi tutti gli altri che,

insieme a lui, saranno poi protagonisti delle avventure editoriali di Cannibale, de Il

Male e di Frigidaire; conobbe inoltre Elisabetta Pellerano con cui ebbe

un’appassionata storia d’amore. Il passaggio fondamentale di quegli anni consiste nel

fatto che gli artisti diventano editori di se stessi; emancipati dal sistema e dall’opera

d’arte come catena di montaggio, riescono a dare voce alla propria inquietudine e a

tirare fuori al massimo le proprie qualità espressive.

Il nome Pentothal rimanda a un farmaco, un potente anestetico, ed è al contempo il

siero della verità adoperato da Diabolik per rubare l’identità alle sue vittime. Grazie a

questo istrionico personaggio Pazienza provò a descrivere, riuscendoci perfettamente,

la sua generazione in modo drammatico ma spesso anche parodico, raffigurando e

raccontando quel mix di sentimenti contrastanti tra di loro caratteristici di un periodo

storico privo di chiare certezze. Dal punto di vista grafico la cosa che colpisce di più

nelle pagine di Pentothal, ma anche nei suoi lavori successivi, è la capacità di

cambiare continuamente segno e stile anche all’interno della stessa tavola attraverso

una disparità infinita di strumenti da disegno. Le tavole della storia non sono

suddivise tradizionalmente in sequenze e la dimensione spaziale non è strettamente

congiunta a quella temporale.

62


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Nell’agosto del 1977, esce la seconda puntata della storia nella quale

Pazienza/Pentothal ironizza sul suo coinvolgimento alle lotte studentesche, cercando

di fuggire da una realtà scomoda raffigurata attraverso il rapporto con le istituzioni

scolastiche e universitarie. In queste pagine, come altrove, diede prova della sua

abilità tecnica, adoperando pennarelli colorati e neri, per ottenere le mezze tinte.

Sempre tra le pagine di questa seconda uscita troviamo parte di un testo importante,

Amo, che rappresenta un vero e proprio manifesto di Pazienza ventenne, contenente

espliciti riferimenti all’ampio orizzonte dei suoi modelli culturali.

Durante l’estate del 1977, Pazienza lavora alla terza uscita della storia; qui vengono

meno i già labili confini tra la realtà e la fantasia. A Pentothal viene affiancato un co-

protagonista, ovvero Luigi Damiani, fratello di Isabella, e l’intera storia diventa una

saga con un percorso assolutamente non lineare, caratterizzata da continue incursioni

nell’immaginifico.

Chiari divengono quindi i rimandi all’opera del francese Moebius, precisamente alla

storia Il garage ermetico, pubblicato a partire dal 1976 sulla rivista Métal Hurlant.

“Il Garage a suo tempo mi influenzò parecchio. Ho preso delle cose, tante ne ho

anche mollate. Però il problema era quello di esprimersi. Ho preso dei temi, delle

tematiche che poi variandole ho fatto mie” 10 . Ad essere fondamentalmente diverse

sono le modalità narrative dei due autori: nel caso di Pazienza, infatti, le divagazioni

10 Andrea Pazienza, trascrizione dalla video-intervista a cura di Luigi Gardenal, Incontri con gli

autori, realizzata nell’ambito di CosmiComics il 3 marzo del 1984 a Mestre

63


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

sono funzionali al racconto e all’approfondimento psicologico dei personaggi. Le

avventure di Pentothal sono raccontate così: un percorso in mezzo a un deserto, uno

spazio vuoto dove l’autore fa tutte le curve che vuole e, ovunque vada con i suoi

personaggi, comunque va. In questo percorso il deserto si riempie di figure, di luci e

di ombre, di sogni e di avvenimenti. Così il mezzo usato, il fumetto, smette di essere

puro intrattenimento e diviene qualcosa di differente, una forma d’arte, narrazione,

letteratura

La quarta uscita delle vicende di Pentothal, nel marzo del 1978, è all’insegna della

sperimentazione tecnica, mentre la quinta, edita nel maggio 1978, è caratterizzata da

una serie di rimandi alle proprie vicende autobiografiche, e dallo slittamento di

personaggi da una storia all’altra, che da questo momento divenne una costante delle

sue opere.

Le tavole della sesta puntata, pubblicate nel dicembre del 1978, sono ancora piene di

riferimenti autobiografici, che emergono soprattutto attraverso la presentazione dei

luoghi in cui vive e che frequenta a Bologna, e le citazioni riguardanti Elisabetta

Pellerano; naturalmente non mancano incursioni nel fantasioso mondo

dell’immaginario.

La settima uscita di Pentothal, nel gennaio 1979, è accompagnata dall’editoriale

firmato da Oreste del Buono che consacra Pazienza nell’olimpo dei grandi, ed è

preceduta dalle illustrazioni per il disco Passpartù della Premiata Forneria Marconi.

64


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

La prima parte dell’ottava uscita, pubblicata nel marzo 1979, è dedicata a un suo

amico sanseverese, Marcello D’Angelo, con il quale collaborò più volte; la storia poi

procede tra i riferimenti al viaggio fatto con Elisabetta a Londra e a Parigi.

Dopo un anno e mezzo caratterizzato da un intensissimo lavoro per Cannibale e Il

Male, arrivò la nona uscita, pubblicata nel settembre 1980; in questo periodo

Pazienza aveva creato personaggi come Pertini e il Partigiano, aveva continuato

storie come quella dell’Investigatore senza nome ed era iniziata ad emergere dai suoi

personaggi, quella cattiveria di fondo che troverà il suo culmine in Zanardi. Sono

pagine zeppe di citazioni, caratterizzate da uno schema narrativo continuamente

interrotto, dalle quali emerge un tema trasversale a tutte le tavole: la necessità di

trovare una nuova strada. In novembre infatti Pazienza partì per gli Stati Uniti alla

ricerca del “disegno Ottanta”; “Sono tornato senza aver trovato nulla che mi

interessasse, niente che fosse un modo per arrivare al godimento” 11 .

L’ultimo episodio di Pentothal fu pubblicato su Alter Alter nel luglio del 1981; i salti

sono improvvisi, il ritmo sincopato e la serie si conclude con un ribaltamento: il

Prologo. Le ultime tavole sono un punto di arrivo nel metodo, anzi del non-metodo.

“Non ho parlato affatto del soggetto, della sceneggiatura, anche perché,

sinceramente ho un modo di lavorare molto sui generis, che praticamente non trova

11 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Stefania Scateni e Marco Petrella, Nemo inserto di

Jonas, mensile della FGCI, n.17, marzo 1986

65


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

riscontro, e si capisce anche dalla varietà dei temi, delle storie …non ho un sistema

perché i sistemi cambiano a seconda degli stati d’animo” 12 .

Rileggendo le storie di Pazienza ci si accorge chiaramente di come tutto fosse

subordinato alla sua fervida immaginazione, libera, senza regole, senza compromessi,

e soprattutto senza gli schemi narrativi, riconducibili ai filoni del bene e del male.

L’ultima puntata di Pentothal è quindi anche un nuovo punto di partenza per ciò che

verrà; analizzando attentamente le ultime tavole si può già scorgere l’effige di

Zanardi, nonché quella di Pompeo che Pazienza stesso definì “l’alter ego

invecchiato” di Pentothal; ciò appare evidente osservando la durezza del bianco e

nero, e l’utilizzo di un lettering in corsivo e di un lirismo della scrittura. “Pentothal

può essere considerato una vera e propria sintesi a priori, che contiene e in parte

sviluppa l’arte, lo stile e la poetica dell’intera opera di un autore che ha avuto il

coraggio di essere ferocemente sincero con il mondo la famiglia e sé stesso” 13 . “Con

Pentothal ho avuto la possibilità di lavorare a una serie di stili o stanze diverse l’uno

dall’altro e di scegliere poi tra questi tre o quattro che oggi mi rendono

riconoscibile” 14 .

12 Andrea Pazienza, trascrizione di una lezione sul fumetto tenuta il 19 agosto 1983 alla Libera

Università di Alcatraz

13 Felice Cappa, da I viaggi di Pentothal, in Le straordinarie avventure di Pentothal, Baldini &

Castoldi, Milano, 1997

14 Andrea Pazienza, trascrizione dalla video-intervista a cura di Luigi Gardenal, Incontri con gli

autori, realizzata nell’ambito di CosmiComics il 3 marzo del 1984 a Mestre

66


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

L'impressione che fa oggi, a quasi trent'anni di distanza, la rilettura di Pentothal è

quella di un fotogramma scattato più volte, di immagini che si sovrappongono

mescolandosi e fondendosi senza riuscire a trovare un'unità definita. Tutto resta

frammentato e confuso, idee, impressioni, flash-back, racconti, aforismi, sogni, sballi.

Tutto coesiste nella stessa tavola, o nella stessa sequenza di tavole, con un'anarchia

visuale che è drammaticamente cupa e opprimente.

“Il Settantasette passa dal grigio fumo dei lacrimogeni al bianco e nero deformante

del disegno di Andrea Pazienza. Pentothal, che alla fine della prima storia si sente

“tagliato fuori”, diventerà, al contrario, il “totem di carta” di un movimento che

aspettava solo il pennarello di Paz per passare dalla cronaca alla storia” 15 .

15 E. Fraccacreta, M. Trecca, E. Verrengia, da Pazienza. Geografia della memoria, bancApulia

S.p.A., San Severo (FG), 2004

67


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

4. ZANARDI

Dalle avventure di Pentothal, coacervo di idee, sensazioni, emozioni e dolori,

deriverà il nichilismo generazionale di Zanardi e dei suoi compagni Colasanti e

Petrilli. Passato il ’77, dopo anni di grandi illusioni, delusioni e utopie, la presa di

coscienza del fallimento e della decadenza, si riversa su di un nuovo personaggio,

forse il più celebre dell’autore: Zanardi, tragico eroe metropolitano in bilico tra

allucinazione e coscienza, una specie di “ragazzo di vita” di pasoliniana memoria.

Questo personaggio ha una forte fisionomia, naso adunco, rapace e affilato, zigomi

sporgenti, capigliatura aggressiva e invadente; possiede una doppia faccia, una locale,

bolognese, l’altra universale, un pezzo nascosto di tutti noi.

Infido e scostante, Zanardi è una figura ignobile, un simbolo vivente del

decadentismo fisico e psicologico, senza alcuna regola comportamentale, privo di

coscienza, spregevole nei modi. “E’ semplicemente un personaggio da evitare, un

tipo che nessuno si augura di incontrare sulla propria strada” 1 . “Zanardi esiste al

punto che non ho nessuna difficoltà a trovarlo e fargli una fotografia, perché

secondo me Zanardi è la persona che conosciamo tutti senza che questo fatto lo

trasformi in stereotipo” 2 . Il suo mondo e il suo modo di fare portano con sé il

1Francesca Alinovi, Frontiere d’immagini, dal catalogo Registrazione di frequenze, Bologna,

Galleria d’arte moderna, 1982

2Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Valerio Peretti Cucchi, Smemoranda, agosto 1995 (dal

testo si deduce che fu raccolta nel marzo del 1982)

68


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

bagaglio culturale di un’epoca in cui era ordinario incappare in una persona dalle

caratteristiche comportamentali analoghe alle sue.

Per esprimere la necessità di un salto di qualità nella propria ricerca indirizzato verso

le ferree leggi dell’intreccio, l’autore usa come metafora la matematica.

“Credo che la matematica regoli parte della nostra vita; sono anche convinto che

esistono delle matematiche capaci di regolare il nostro animo, cioè delle

matematiche interiori che diano al gesto significato. […] se ad ogni gesto che faccio

su un foglio di carta e se ad ogni linea corrispondente al gesto, io riuscissi a dare il

giusto significato, il segno verrebbe fuori dal foglio e verrebbe a parlare con te” 3 .

Pazienza inizia a collaborare alla rivista Frigidaire che decolla nel novembre del

1980 in grande stile e continua ad uscire fino al 1993 con alterne fortune editoriali.

Senza alcun dubbio questa è la rivista ideale per vedere in azione questo feroce

personaggio. La scadenza di pubblicazione è mensile, le pagine sono patinate a colori

ed è la Primo Carnera Editore che si accolla l’onere di pubblicarla. Il comitato di

redazione è lo stesso di Cannibale, con l’unica eccezione di Vincenzo Sparagna, che

si inserisce come direttore responsabile. La rivista si presenta già fortemente

caratterizzata e, rinforza ulteriormente la linea aperta da Cannibale, affiancando ai

fumetti e ai racconti, interviste, servizi di attualità, registrazioni di vita vissuta. Si

stabilisce dunque un rapporto biunivoco, di reciproca assimilazione tra i reportage e

3 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Valerio Peretti Cucchi, Smemoranda, agosto 1995 (dal

testo si deduce che fu raccolta nel marzo del 1982)

69


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

le storia a fumetti. “Naturalmente questo coacervo di cose crea anche qualche

handicap e ci sono dei lettori che apprezzano solo le parti che gli sono più

congeniali e tralasciano le altre. C’è chi ama solo i fumetti e non vuole saperne dei

servizi, e viceversa. Comunque la rivista ha una sua strada che si è imposta al di

sopra di tutto. Ha una impostazione grafica, una chiave di lettura, un’impaginazione

ben definita. […] Adesso è insostituibile e, ripeto, riusciremmo a superarla solo noi,

se decidessimo di fare un’altra cosa” 4 .

Quel gruppo, formato anche da Filippo Scòzzari, Tanino Liberatore, Massimo

Mattioli e Stefano Tamburini, dopo aver assimilato gli stilemi dei comics

underground statunitensi e della Pop art, le visioni più estreme dei nuovi autori

francesi e il classicismo disneyano, il punk e l'estetica metropolitana, il tutto

contaminato da un'attitudine dadaista e surrealista, aveva gettato le basi, sia dal punto

di vista estetico che stilistico, per la creazione di una narrazione visiva basata sia su

una satira di costume e politica atta a dissacrare lo spirito del tempo che sul

coinvolgimento diretto del vissuto individuale e collettivo. Creazioni tali si

affermarono a livello internazionale offrendo le proprie conquiste, al di fuori dello

specifico, nei più svariati campi della comunicazione. Ci troviamo sicuramente di

fronte a un mutamento epocale intrapreso da un gruppo di artisti in grado di offrire

ipotesi di lavoro non solo aggiornate, ma del tutto inedite in diversi altri settori.

4 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Luca Boschi, Image n° 1, ottobre 1983

70


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Il solo problema, che a volte risultò insuperabile, era quello delle scadenze: non

essendoci il ruolo canonico dell'editore, nessuno riusciva a fare pressione su Pazienza

perché consegnasse in tempo le sue storie, che così a volte si trovò costretto a

disegnare dieci tavole in una notte. Il segno, però, era sempre quello. Nei primi due

numeri della rivista compare il breve racconto di otto tavole, diviso in due puntate, Se

vuoi sangue lo avrai (1980), in cui Andrea Pazienza sceglie di alternare l’uso dello

scarno bianco e nero a quello del rilievo dei grigi dati con un pennarello morbido.

Tante sono le modifiche e le varianti per cui ogni tavola o vignetta di Pazienza si

distingue dall’altra.

Inizia la svolta con il terzo numero di Frigidaire, pubblicato nel gennaio 1981, con la

storia Giorno, nella quale Pazienza trova un modulo in grado di regolare l’architettura

della tavola e di contenere la dirompenza visiva.

Questa narrazione a fumetti consiste nel montaggio parallelo di più storie che

richiamano luoghi, contesti, allusioni e persone che fanno da sfondo alle avventure di

Pentothal; è la storia di passaggio che preannuncia la nascita di Zanardi che, insieme

al suo naso a becco e affilato, apparve per la prima volta nel marzo 1981 sul quinto

numero della rivista Frigidaire, svelando in anticipo il vero volto dei cinici anni

Ottanta.

71


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

“Questi nasi a pera sono un modo per avvertire la gente che quella che sta per

leggere è una storia soft, quando invece iniziano ad apparire dei nasi a becco allora

è diverso” 5 .

Il suo vuoto, la sua cattiveria hanno riempito le dissertazioni sociologiche sulla

condizione giovanile. Le sue giornate ravvivate da sesso e droga simboleggiano il

modo di reagire più comune e più facile al disincanto del riflusso. Ci troviamo nella

Bologna del 1981, tutto è squallido e irrilevante, piatto; non ci sono sentimenti né

ideali, e davvero Andrea Pazienza non concede tregua né speranza. L'ansia di vivere

è animalesca e sconsiderata, sempre sconsolata, mentre il disegno dei personaggi e

delle situazioni varia in maniera umorale.

Anche se lotta politica e ribellione apparivano sconfitte, il rifiuto veniva eletto a

modello dell’antagonismo sociale. La maniera di interrompere l’inesorabile scorrere

di questa quotidianità poteva trovare sbocco nella crudeltà degli scherzi, nella

prepotenza nei rapporti, anche tra amici, nella devianza dei comportamenti. E Zanardi

di cattiveria ne ha da vendere, e lo dimostra picchiando il suo creatore nel racconto

Zanardi, la prima delle tre (1985).

La sua è una rabbia repressa che non aspetta altro che esplodere. Zanardi, detto

Zanna, è un antieroe perché tentava freneticamente di affermare l’essere sia come

possibilità di conquistare un’identità, sia come necessità di non farsi risucchiare dal

5 Andrea Pazienza, trascrizione dalla video intervista a Cura di Carlo Romeo per Tg Speciale negli

studi di Teleroma 56, 1985

72


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

perbenismo di ritorno e dall’anonimato individualista che caratterizzavano la nuova

era. E’ un personaggio che ha ben rappresentato le ansie di una generazione

maledetta, per il quale non esiste futuro e neanche passato, tutto galleggia in un

presente inesplicabile.

Le sue sono storie dalle tematiche forti (sesso, droga, delitti, brutalità gratuite)

caratterizzate da un cinismo che sfiora il sadismo, e vanno a costituire «una

grandiosa pittura dell'universo giovanile», come scrive Michele Ginevra del Centro

fumetto Andrea Pazienza di Cremona, «un mondo perverso e inquietante che

racchiude in sé rabbia e insoddisfazione, disperazione, indifferenza e qualunquismo.

Zanardi è lo specchio della sua assoluta mancanza di valore etico, e perciò riscuote

timore e ammirazione».

I fumetti di Andrea Pazienza sono un vero e proprio specchio di quella parte di

società abitualmente trascurata dai grandi mezzi di comunicazione. Inoltre Pazienza è

riuscito a mettere in scena anche se stesso completamente, e più o meno

verosimilmente, e non è certo nuova quella straordinaria alchimia che porta un

personaggio a vivere di vita propria, oltre il suo stesso autore. “Il personaggio ha,

insomma, superato l’autore: arrivato alle ultime due vignette mi sono accorto di aver

giocato, forse, con un personaggio più grande di me. In modo tale da rendermi

difficile spiegare le sue azioni” 6 .

6 Andrea Pazienza, da un’intervista inedita a cura di Franco Serra per Linus, 20 ottobre 1981

73


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

“Andrea è stato un grande narratore della sua epoca, con anche questa sregolatezza

che si accompagna sempre al talento e al genio, per il quale io per esempio adesso

proponendo il lavoro di Andrea ai miei editori francesi ho difficoltà a far capire

esattamente che i salti stilistici o la disomogeneità del materiale faceva parte di un

effervescenza, di una vitalità che è anche uno degli elementi per il quale

probabilmente è tanto amato il suo lavoro. Il taglio di Andrea Pazienza è stato

geniale ed estremamente feroce; fotografava un’epoca. Penso soprattutto a Zanardi;

se pensi a come raccontava i ventenni e i trentenni Zanardi, e pensi a come lo

racconta oggi il cinema italiano, ti viene da nasconderti” 7 .

Complici delle sue bravate criminali e scellerate sono i fedeli compagni Roberto

Colasanti, detto Colas, ricco e bello, molto attento alla cura di sé, un’armatura di

muscoli e sesso sempre pronto a farsi notare e a cercare facili e sbrigative avventure

sessuali, e Sergio Petrilli, detto Pietra, invece svantaggiato per finanze e aspetto,

timido, impacciato e buffo; senza di loro Zanardi non avrebbe senso. Infatti i tre

amici si usano, si odiano e si temono, ma nessuno può stare senza gli altri. Zanardi

comanda, Colasanti esegue e si diverte, Petrilli subisce e sbraita.

Come è già evidente in Pentothal, anche nelle vicende illustrate “zanardiane” risulta

subito chiara l’importanza della componente autobiografica, fondamentale

caratteristica delle opere di Pazienza.

7 Igort, da una video-intervista tratta da Antistoria del fumetto italiano da Andrea Pazienza a oggi –

La rivoluzione interrotta di Andrea Pazienza, produzione Cult, realizzazione Limbo Film, 2004

74


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Zanardi infatti appare come una delle sfaccettature del triplice alter ego del suo

autore: la proposizione negativa, il cinismo e la voglia di distruzione; il tutto,

naturalmente, e portato all’eccesso. In questo modo Andrea Pazienza è riuscito ad

ampliare, e in parte a modificare, i suoi riferimenti e il suo contesto espressivo. Tre

aspetti di un unico carattere che si scinde per conferire vita a tre personalità diverse,

che a loro volta si intersecano in più punti; le vicende e le relative problematiche

affrontate nelle avventure dei tre compagni sono quelle tipiche del quotidiano, del

male del vivere e della disillusione generazionale, nei confronti di un sistema

inaccettabile fatto di istituzioni, professori, poliziotti, professionisti, compagni di

banco, genitori e altro ancora. La scelta di Zanardi (e di Pazienza) nei confronti di

questo stato di cose, è quella di stare dall’altra parte, di vivere ai margini della società

e di cercare il proprio riscatto sociale nell’illegalità e nel continuo pericolo.

Per la prima volta questi due intriganti personaggi fanno la loro comparsa nella storia

Giallo scolastico, pubblicata su Frigidaire numero cinque del marzo 1981; prendono

vita in una città che ricorda molto Bologna, frequentano di tanto in tanto la scuola, un

liceo uguale a mille altri sparsi per l’Italia, che rappresenta l’occasione per ideare e

mettere in atto scherzi spietati e crudeli, e bazzicano un ritrovo privato pomeridiano,

più o meno clandestino, denominato “clebbino”.

Zanardi, Colasanti e Petrilli sono dei veri e propri personaggi cinematografici, in cui

il modello narrativo è quello del linguaggio cinematografico studiato al Dams. A

75


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

questo proposito è interessante ricordare la teoria del modulo che Pazienza elaborò in

quel periodo, secondo la quale la vignetta era considerata come il corrispettivo

cartaceo del fotogramma; emergeva quindi in lui la prioritaria necessità di seguire un

montaggio che facesse proprie le regole lineari del racconto. Il tutto era attuato senza

che venissero a mancare trovate geniali e originali, in grado di scardinare qualsiasi

ordine, senza rinunciare alla vocazione di rompere regole appena formulate per

inserire eccezioni. La grandezza di Zanardi, oltre che nelle diverse possibilità

narrative del racconto, risiede nella capacità di trovare un segno straordinariamente

efficace. Per arrivare a questa forza espressiva Pazienza aveva attinto anche alle

suggestioni del viaggio newyorkese compiuto alla fine dell’anno precedente; nel

1980 infatti era andato a New York alla ricerca del “segno Ottanta” e aveva scoperto

invece la violenza gratuita della metropoli e la brutalità di un’esistenza senza valori,

dove la spinta inerziale degli sradicati aveva trasformato tutta la città in una periferia

arida di sentimenti.

Le metamorfosi di Zanardi sono rapide, costanti e molteplici così come il segno di

Pazienza, che suggerisce senza pausa alcuna al lettore l’atteggiamento da assumere

nel rapido susseguirsi delle vignette. La trama della storia Giallo scolastico ricalca la

sceneggiatura di un romanzo giallo, con tanto di vittime, moventi, alibi, colpevoli e

polizia; la storia è ricca di colpi di scena, tali da riuscire a cambiare e a capovolgere i

punti di vista in base ai quali i malfattori diventano i protagonisti indiscussi,

76


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

riuscendo persino a farla franca e a non essere catturati, anzi pronti a nuove e

pericolose avventure.

Nell’ottobre del 1981 sul numero undici di Frigidaire vengono pubblicate le tavole di

Pacco, storia disegnata durante l’agosto dello stesso anno; si tratta di un’avventura

estiva ambientata nel Gargano, al camping Calenella, nel fumetto ribattezzato

Calabella. Qui Andrea Pazienza era di casa, utilizzava una tenda fissa e, inoltre,

aveva disegnato la locandina, il listino dei prezzi e un murale per la mensa. Anche in

questa storia compaiono elementi a tinte forti: la droga, un raggiro, soldi sporchi, un

movente e un assassino. Zanardi, ingannato da un presunto spacciatore di San Severo

che scompare con i soldi, si cala nei panni del classico investigatore pronto a

prevedere le mosse dell’antagonista, senza mai agire d’istinto. La conclusione della

vicenda (Zanardi colpisce lo spacciatore con un mattone sulla testa) sottolinea ancora

una volta la malvagità e la risoluzione del protagonista.

Con la storia Verde matematico, edita sul numero quindici di Frigidaire del febbraio-

marzo 1982, l’azione torna nuovamente in città, a Bologna: il liceo, la vespa, le feste,

amori in corso e un deposito farmaceutico colmo di morfina da svaligiare. In questa

ennesima avventura lo spigoloso Zanardi si trova alle prese con la gratuita violenza

metropolitana, riuscendo addirittura a risultare alla fine il buono della situazione.

La teoria e la sperimentazione risultano per Pazienza in quel periodo assai stimolanti;

pur facendo parte del gruppo di Frigidaire, preferiva essere un battitore libero, senza

77


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

integrarsi fino in fondo. La città di Bologna, rispetto a Roma o a Milano, si presenta

notevolmente più sensibile a coltivare e a valorizzare la componente artistica di

quegli autori di fumetti che avevano qualità e capacità per procedere oltre il semplice

consumo richiesto dall’industria culturale. Questa è sicuramente una delle

fondamentali caratteristiche di Andrea Pazienza; infatti nel marzo 1982, proprio a

Bologna, nella Galleria d’Arte Moderna, espone alcune sue tavole nella mostra

Registrazioni di frequenze.

La storia Notte di carnevale, intrusione notturna in un collegio femminile di Pescara,

pubblicata in tre puntate su Frigidaire tra maggio e novembre del 1982, viene, per la

prima volta, pensata e disegnata a colori; da un confronto con le altre storie emerge

sicuramente che la componente grafica cede il passo a quella pittorica. E’ la premessa

dalla quale prenderà forma un nuovo stile da cui usciranno, successivamente, veri e

propri capolavori come Lupi e Campofame. I contenuti di questa storia traggono

spunto da una nottata realmente vissuta da Pazienza all’età di sedici anni e descritta

nella breve storia autobiografia Figure storiche n°2, del 1988. I soliti Zanardi,

Colasanti e Petrilli, per noia o più semplicemente per mancanza d’altro, di notte

riescono ad entrare in un collegio femminile, incendiano il pavimento del corridoio

centrale e fanno irruzione nelle camere urlando; l’edificio però prende fuoco e

Petrilli, preso dal rimorso, riesce a strappare alle fiamme una ragazza, ma lui non ce

la fa e muore.

78


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

La rilevante popolarità che il personaggio Zanardi ebbe fin dall’inizio, esortò

Vincenzo Sparagna a pubblicare un libro con le storie dei primi due anni, che furono

raccolte in un volume edito nel febbraio 1983 per la Primo Carnera Editore. Per

l’occasione Pazienza disegnò un fumetto in bianco e nero che funge da prologo e da

epilogo alle altre storie, dal titolo La proprietà transitiva dell'uguaglianza, affidando

la colorazione delle storie precedenti a tre studenti del liceo artistico di Bologna:

Stefano Giovannini, Roberto Napoli e Stefano Roda.

Nello stesso anno, cioè il 1983, Andrea Pazienza espose presso la Galleria Nuages di

Milano.

Il libro su Zanardi venne poi riedito a cura degli Editori del Grifo nel 1993 con le

storie completamente ricolorate da Marina Comandini Pazienza, secondo la volontà

espressa dall’autore prima della sua scomparsa.

Pazienza spesso era solito portare la sua creatura in tournée su altre riviste, come

Alter Alter, Corto Maltese e Comic Art, senza mai abbassare il tiro da quel disagio

giovanile che è sempre al centro della sue opere di quegli anni.

Risalgono al 1984 le storie Lupi, altro fumetto in cui sfida, combattimento e trionfo

finale, contribuiscono ulteriormente a connotare la violenza zanardesca, e Zanardi.

La prima delle tre, vero giallo che prende spunto dalle cronache dell’epoca sul

mostro di Scandicci, poi riconosciuto con il mostro di Firenze. Nella storia Prologo

del 1986, invece, il protagonista è Colasanti che, dopo aver abusato sessualmente

79


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

della ragazza di un altro, la insulta e la umilia davanti a un gruppo di amici. Del 1987

sono le storie Cuore di mamma e Cenerentola 1987; nella prima ancora Colasanti

ricatta una madre di famiglia mostrandole delle foto oscene che ritraggono la figlia,

ottenendo in cambio favori sessuali per sé e per gli altri due, mentre nella seconda

storia, il bel Colasanti si presta a un piano malvagio di Zanardi, inganna una ragazza

sprovveduta innamorata di lui che, del tutto inconsapevole, si ritrova a compiere un

atto sessuale con il proprio fratello, acerrimo nemico del diabolico trio. Zanna (1987)

è un fluire d’immagini oniriche privo di dialoghi e di impronta decisamente pittorica;

lo sfondo è nero e ogni vignetta è un riquadro a sé stante raffigurante presagi di

morte, disperazione, visioni demoniache, oscurità e sguardi feriti. La storia a fumetti

Zanardi at the war è una trasposizione storica del personaggio in una trincea sul

fronte russo del 1942; in verità l’intera vicenda è solamente frutto di un sogno del

protagonista.

Lo stesso artificio narrativo è adoperato nel 1987 quando, sulle pagine della rivista

Comic Art, Pazienza iniziò a realizzare la storia Zanardi medioevale, colorata da

Marina Comandini. In questa storia incompiuta Zanardi si trova catapultato nel

medioevo con i due amici di avventure. “Zanardi diventa per Pazienza il mezzo per

esplorare mondi diversissimi fra loro, da teppistello originario Paz lo trasforma in

viaggiatore del tempo, collocando le sue avventure nel Medio Evo o durante la prima

80


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

guerra mondiale” 8 . Sulla stessa rivista nel mese di luglio debuttò una stupenda opera

che purtroppo resterà incompiuta: Storia di Astarte, ovvero un’allegoria della guerra e

della vita viste attraverso gli occhi del cane di Annibale. Lo stile linguistico,

l’intreccio delle trame e il procedimento narrativo sono strumenti che Pazienza

adopera a suo piacimento e senza alcun limite; in queste poche pagine è racchiusa

l’intera essenza di un artista che conosce a perfezione le regole, le utilizza e le

sconvolge a suo piacimento.

Con la storia La logica del fast food del 1988, Zanardi, Colasanti e Petrilli tornano

alle loro diaboliche abitudini. In Storiella bianca (1988) i tre si trovano nella fredda

casa di campagna della nonna di Petrilli, circondata dalla neve e isolata; Zanardi,

svegliato dal fantasma della nonna di Petrilli, corre in suo aiuto, essendo quest’ultimo

svenuto per il freddo nel tentativo di trovare il sentiero per raggiungere la casa più

vicina.

In tutte le storie che vedono protagonista questo personaggio crudele e nichilista, c’è

di inconfondibile lo sterminato repertorio tipologico, derivato da un’ossessiva e

straordinaria capacità di narrare qualunque modo di essere e di esistere, tramite l’uso

di dettagli attentamente memorizzati e resi con puntigliosa attenzione. “Io mi trovo a

pensare a volte che i personaggi che popolano le storie di Zanardi e vivono con lui

la sua avventura guardino a Zanardi esattamente come lo guardo io e come tutti

8 Luca Frisoli, da Andrea Pazienza lo specchio dei tempi, City Lights, 1992, pp.1-2

81


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

quelli che lo leggono. Con un misto di odio e simpatia, perché Zanardi è l’amico che

da piccolo ce le faceva passare nere, hai capito? Ed è quello che noi avremmo voluto

schiacciare, ma è anche la persona alla quale maggiormente avremmo voluto

somigliare” 9 . Quelle di Zanardi sono regole che sicuramente derivano dall’insana

assimilazione dei nuovi precetti imposti dalla modernità, dal cinismo, dall’edonismo,

dall’opportunismo; sono il frutto maturato sulle estreme conseguenze a cui

quest’individualismo può essere portato.

A distanza di sedici anni dall'improvvisa scomparsa di Pazienza, il regista e

sceneggiatore milanese Tomaso Pessina, nel suo libro Massimo Zanardi. Che non mi

si chiami fido, dunque (Bevivino editore) ci consegna un vivo ritratto di questo

personaggio che rappresenta l'icona per eccellenza della gioventù maledetta

tratteggiata dal fumetto italiano. Utilizzando un’originale forma narrativa che ingloba

diversi codici espressivi (discorso diretto, salti temporali, stile giornalistico, collage

testuale), l'autore immagina uno Zanardi ormai quarantenne in compagnia dei suoi

inseparabili amici e complici di mille avventure, Roberto Colasanti e Sergio Petrilli. I

tre vengono sbattuti fuori casa dalla moglie di quest'ultimo, e si ritrovano su una

panchina di un parco bolognese, con il freddo nelle ossa e il peso della mezza età, a

rievocare i gloriosi anni della giovinezza.

9 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Valerio Peretti Cucchi, marzo 1982

82


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

In conclusione si può affermare che le storie narrate da Pazienza, che vedono Zanardi

come protagonista, vanno a destabilizzare e a ribaltare completamente le peculiari

componenti evasive dei fumetti tipici fino dal momento della sua comparsa. Queste

spregiudicatezze artistiche e tematiche ci portano in un mondo inquinato dal male

dove tutto è rimesso in questione. Il lettore viene sottratto alla routine di un gusto che

lo porta a cercare nel fumetto il soddisfacimento di un’esigenza di pura divagazione

e, una volta fuori dal circuito del consumo e dell’evasione, è spinto a riflettere sulla

propria condizione esistenziale.

83


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

5. PERTINI

Andrea Pazienza aveva una sincera e autentica stima per Sandro Pertini, testimoniata

dal fatto che egli si avvicinava al presidente partigiano con un impeto d’affetto e

d’ammirazione, e non con il solito spirito dissacratorio che aveva sempre riservato

agli uomini politici e a tutte le istituzioni.

Il suo Pertini è un ingenuo e semplice vincente, ben consapevole dell’ascendente che

aveva sulla gente, una sorta di Pinocchio che passa nel fuoco senza scottarsi,

traboccante di energia vitale, a tal punto da poter affermare per mano di Pazienza:

"Tutto mi attrae, niente mi distrugge...".

Sicuramente Sandro Pertini era uno dei più popolari tra i nostri presidenti, e durante

gli anni della sua presidenza rappresentava i migliori ideali della nostra Repubblica in

un periodo di grave crisi sociale e politica. Andrea Pazienza e, con lui, molti altri

della sua generazione, vedevano in Pertini il politico, forse il solo, adatto a

personificare lo stato italiano al di fuori della burocrazia e del potere, un uomo capace

anche di sorprendere con gesti spontanei e lontani dai cerimoniali di Stato.

Il Presidente della Repubblica riuscì a scoprire l’eclettico talento di Pazienza grazie

alla copertina della rivista Il Male, datata 12 settembre 1979, di cui egli stesso era

protagonista: nella vignetta Pertini si rammaricava per Fabrizio De Andrè, definito

“bravo canzonettista”, rapito dall’anonima sarda in quello stesso anno.

84


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Il presidente in persona non esitò a chiamare in redazione per chiedere il disegno

originale in regalo e ad invitare a pranzo al Quirinale sia Andrea che i restanti

componenti della redazione del giornale; un fatto straordinario e inconsueto anche e

soprattutto perché Il Male aveva già collezionato denunce, sequestri ed arresti.

Purtroppo in quel momento Pazienza si trovava fuori Roma e al suo posto si

presentarono al Quirinale i suoi colleghi Vincino, Forattini e Sparagna. Andrea

Pazienza non la prese bene ma riuscì comunque a ricevere la conferma di aver riposto

bene il proprio affetto nei confronti del Presidente.

“Quando lavoravo al Male ho avuto il piacere di essere invitato da lui al Quirinale

perché gli avevo dedicato una copertina dove lui diceva: La Repubblica è solo un

episodio. La Repubblica ha trent’anni, anzi quaranta, Pertini ottanta. E’ stata solo

un episodio” 1 .

Tra i due, infatti, ebbe inizio una rilevante complicità, un’istantanea affinità e una

naturale simpatia; nonostante non si fossero mai incontrati di persona, si piacevano.

L’uno e l’altro erano tipi d’azione, poco propensi alle teorie, nella politica come

nell’arte. Infatti Pazienza non amava affatto quella che può essere chiamata satira

politica; in realtà era una vera e propria scelta di uno stile radicale che portava

decisamente l’autore a tenere le distanze e a non mescolarsi.

1 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Clive Griffiths trasmessa solo in parte su Videomusic,

primavera 1988

85


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

“Non sono mai stato molto crudele, anche perché la mia satira di solito è una satira

di costume, si riferisce al quotidiano, alla vita di tutti i giorni. Anche quando parlo

dei politici, poi in fondo li riduco a delle macchiette, alle loro caratteristiche. Esito

quando nella mia mente si fa strada l’ipotesi o l’idea di trattare il politico come una

persona che…insomma non mi va di relegare a un politico che di solito è un

personaggio grigio, una personalità che non ha, battute che non direbbe mai…

un’allegria, una simpatia che questi politici non hanno” 2 .

Nel febbraio ’80 esce sul Male una tavola autoconclusiva, “Cabaret Voltaire”, nella

quale il Presidente vive con Pazienza l’avventura dada a Zurigo; i due si incontrano

per la prima volta in questo manifesto. Accade quindi che Pazienza e Pertini, con i

nomi abbreviati in Paz e Pert, diventano compagni e complici di stravaganti

avventure.

Pertini però non diviene solamente il politico diverso e anticonformista, bensì assume

il ruolo di un amico, del compagno ideale accanto al quale l’autore decise di entrare

in scena. Naturalmente Andrea Pazienza, oltre che la sua particolare figura, amava

anche i difetti di Sandro Pertini, le sue iraconde trovate e gli scatti impulsivi; tutto

materiale che confluì nella composizione delle loro bizzarre vicende.

2 Andrea Pazienza, da un’intervista a Teleroma 56, aprile 1988

86


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

“Questo modo di essere a pallottino, energico anche se vecchio, è qualcosa

d’eccezionale dal punto di vista dell’immagine e del fumetto” 3 .

Andrea Pazienza, per le storie che lo vedono protagonista insieme al Presidente della

Repubblica, trovò un modello preciso e perfetto in Re Soldino, disegnato da Giovan

Battista Carpi a partire dal 1957, il re bambino protagonista di storie umoristiche in

cui, tra mille peripezie, governa un piccolo regno finanziariamente disastrato. Le

affinità con Pertini, per l’ingenuità dei suoi comportamenti, ma anche per i capricci,

rientrano alla perfezione nella metafora di un’Italia fortemente indebitata in cui quasi

tutti conducevano una vita decisamente al di sopra delle proprie possibilità

economiche e ben al di sotto dei propri doveri morali. Per la realizzazione di Pertini,

Pazienza sembrava ispirarsi anche al personaggio Mister Magoo.

“Il rapporto Pertini–Pazienza è molto più profondo di quello che sembra. Pertini è

un perfetto attore per il film di Pazienza, è il suo alter-ego, il suo sogno. Pazienza

vorrebbe essere presidente, ma non lo è” 4 .

Il segno grafico è decisamente semplificato; queste sono storie eseguite con il solo

uso del pennarello e disegnate rapidamente, talvolta solo accennate, ma con una

totale perfezione. Durante l’estate del 1983, Vincenzo Sparagna, allora direttore di

Frigidaire, propose a Pazienza di realizzare un libro con queste storie; nacque quindi

3Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Clive Griffiths trasmessa solo in parte su Videomusic,

primavera 1988

4 Vincenzo Sparagna, dalla Prefazione di Pertini, Primo Carnera Editore, Milano, novembre 1983

4

87


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

il libro Pertini, all’interno del quale, giustapposte alle avventure del presidente

partigiano, trovarono spazio le diverse puntate di una Pertini story, nella quale erano

rievocate l’infanzia del presidente e la situazione malinconica caratteristica dell’Italia

dell’epoca.

Le rocambolesche storie partigiane erano caratterizzate dall’uso di un linguaggio

allegro e spiritoso, composto da divertenti giochi di parole e originali combinazioni di

gerghi giovanili, e da immancabili happy end determinati da espedienti degni delle

avventure del signor Bonaventura.

Situazioni altamente comiche, fra tralicci del telefono da far esplodere per tagliare le

vie di comunicazione all’invasore tedesco e fughe precipitose alla Totò e Peppino. I

singolari episodi vissuti dai partigiani Pert e Paz riescono a divertire il lettore senza

suscitare mai scandali, e alla fine i due sconfiggevano sempre il nemico.

La seconda parte del libro, invece, sprofondava malinconicamente nella disillusione;

il solo vero conforto offerto al lettore era la vita condotta in modo profondamente

esemplare di un Presidente tenero e gagliardo che comunque non smetteva di

combattere contro il ragno tramatore, responsabile delle tetre vicende italiane.

“Paz è sempre sbandato, sempre poco puntuale, un po’ tonto, ma anche bravo e

simpatico, Pert è duro, ma bonario, sa capire, ma gli rimprovera di essere un

pelandrone” 5 .

5 Vincenzo Sparagna, dalla Prefazione di Pertini, Primo Carnera Editore, Milano, novembre 1983

88


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Trascorso un periodo durante il quale Andrea Pazienza non disegnò più Pertini, il

simpatico personaggio ritornò acclamato sulle pagine delle riviste Tango e Zut,

riuscendo a raccogliere ulteriori consensi. Disegna la storia, divisa in otto puntate, "Il

partigiano" e una serie di vignette che rendono l'impaginazione della rivista Il Male

quasi tutta di impronta pazienziana. In questa storia abbiamo un originale

capovolgimento dei ruoli: i comunisti riescono ad invadere tutta l’Italia ma il

personaggio di nome Uno non accetta questa nuova situazione e prende la decisione

di rifugiarsi sul Gargano, tanto amato da Pazienza nel corso della sua breve vita,

estrema propaggine dello stivale italico. Dopo disavventure e peripezie di ogni sorta,

Uno finisce per capire che chi comanda, cioè i padroni, da qualsiasi punto li guardi,

risultano sempre i vincitori, quelli di cui si scriverà nei libri di storia; prende quindi la

decisione di far ritorno alla sua solita vita, fatta di consuetudini e di esami universitari

da rimandare all’infinito. Una vita familiare imperniata su un codice d'onore e su

rapporti di forza praticamente invariati da un secolo prima.

Dal primo maggio del 2002 a Castelnuovo Rangone, in provincia di Modena, è stato

inaugurato il Parco Sardo Pertini, nei cui vialetti sono riprodotti su targhe giganti

alcuni disegni realizzati da Andrea Pazienza dedicati al Presidente della Repubblica

più amato dagli italiani, insieme ad alcuni stralci dei discorsi dell'ex presidente e ad

una poesia di Edoardo Sanguineti.

89


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Inoltre nel 2004 è stata adoperata una vignetta di Andrea Pazienza per illustrare la

copertina dell’album doppio Mille papaveri rossi, una raccolta di canzoni di Fabrizio

De André interpretate da musicisti estranei e/o marginali rispetto al mercato

discografico; si tratta forse di una delle sue migliori vignette, quella in cui Pertini,

vestito da Charlie Brown, “usa” il cantautore come metro di paragone della civiltà a

mò di sfida.

90


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

6. POMPEO

Da un’attenta analisi dei personaggi dei fumetti di Andrea Pazienza risulta abbastanza

chiaro che questi, in realtà, erano travestimenti dietro ai quali l’autore stesso provava

a nascondersi; di tutte le proiezioni della complessa e poliedrica personalità

dell’artista, il personaggio di Pompeo, sicuramente può rappresentare una delle

sintesi più alte e più ingenuamente trasparenti.

“Ho cominciato a fare fumetti perché m’interessava raccontare delle cose, per un

bisogno molto pressante…Il mio ultimo personaggio disegnato è Pompeo, un

personaggio angosciatissimo che si ammazza per ben due volte…Una storia

invendibile. Inventarsi una storiellina graziosa, futile, che possa essere venduta in

più Paesi, non mi ha mai interessato” 1 . Pompeo “…è chiaramente un personaggio

autobiografico. Ho iniziato questa storia in un momento di grande delusione e di

grandissima crisi, momento in cui ho lasciato Bologna e mi sono ritirato in

campagna a fare vita quasi monastica” 2 .

Il protagonista è un giovane stanco della sua vita, con una debole voglia di riscatto e

una visione del proprio futuro tutt'altro che definita. Pompeo è un disegnatore di

fumetti di una certa notorietà, con problemi esistenziali, sentimentali,

1Andrea Pazienza, da una intervista a cura di Giacomo Pellicciotti, Speciale nuovo fumetto in Vogue

Italia, marzo 1986

2Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Stefania Scateni e Marco Petrella, Nemo, allegato a

Jonas, mensile della FGCI n.17 marzo 1986

91


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

tossicodipendente; l’unica risposta possibile alla perdita di senso delle cose è la

morte.

Si tratta di un fumetto con poca china e molto pennarello, con pochi dialoghi e molti

pensieri. In Pompeo, gli aspetti tipici di Zanardi sono estremizzati, approfonditi, ma

sempre e comunque costanti e palesi a partire dal suo essere autodistruttivo,

esorcizzante, perditempo e al tempo stesso ferocemente sincero.

Nel giugno del 1984, il proprietario della società Editori del Grifo Mauro Paganelli, si

recò a Bologna per far realizzare a Pazienza il manifesto del Cantiere Internazionale

d’Arte di Montepulciano, dedicato quell’anno al tema dell’antimilitarismo. Andrea,

oltre ad essere in balia dell’eroina, soffriva per amore; infatti la lunga storia d’amore

che aveva vissuto con Elisabetta Pellerano, meglio nota come Betta, era finita nel

peggiore dei modi e lui non se ne faceva una ragione. La profonda crisi esistenziale

che ne derivò, si trasformò presto in un netto rifiuto della città di Bologna e di tutto

ciò che per lui aveva rappresentato, in positivo e in negativo.

“Paganelli lo invitò a trasferirsi in Toscana dove andò a vivere prima in centro a

Montepulciano, in via Colazzi, poi fuori paese – assieme a Marina Comandini che

conoscerà nel giugno del 1985 – nella proprietà Mano nera, ricavata da un grande

casolare. Infine Pazienza traslocò nella villa padronale Tombesi, in via San

Bartolomeo, con vista su Montepulciano” 3 .

3 Felice Cappa, da Pompeo, l’impossibilità di uno sguardo disincantato sul mondo, Pompeo, Baldini&Castoldi, Milano,

2000

92


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Nella casa bolognese di Pazienza in via Emilia Ponente, Mauro Paganelli aveva

visionato le tavole di una nuova storia; in agosto lo invitò in Svizzera, ad Ascona, e lo

spinse a farle vedere a Vincenzo Mollica che aveva organizzato una mostra al Centro

Culturale Beato Berno dedicata a Marlene Dietrich e Betty Boop. Pazienza si recò in

Svizzera, e la mattina del secondo giorno, quando Mollica e Paganelli andarono in

camera sua per svegliarlo, scoprirono che Andrea non aveva dormito e aveva

disegnato durante tutta la notte molte altre tavole della storia cominciata a Bologna;

insoddisfatto ne aveva gettato alcune nel cestino.

“Fu in una mattina assolata del 1984 ad Ascona in Svizzera che vidi i primi dieci

fogliettini di Pompeo, […] erano […] un abbozzo di storia che Andrea Pazienza

aveva cominciato a stendere con il coraggio e la tenacia di chi sa di avere di fronte

uno dei problemi più drammatici del nostro tempo. Pazienza aveva deciso di affidare

ad un pennarello nero e a dei fogli quadrettati il vortice delle emozioni, dei dubbi,

dei turbamenti, degli incubi che affastellavano il suo cervello. […] Andrea Pazienza

in questo libro ha raccontato un inferno […] Pompeo è un libro che fa male...” 4 .

La prima parte di Pompeo è stata pubblicata sul mensile Alter Alter, all’epoca diretto

da Fulvia Serra ed edito da Milano Libri: uscirono cinque puntate tra aprile e

dicembre 1985. La prima puntata è stata pubblicata in dodici tavole su Alter Alter

4/XII nell’aprile del 1985.

4 Vincenzo Mollica, Prefazione alla prima edizione di Pompeo, Editori del Grifo, Montepulciano

(SI), 1987

93


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

La storia inizia con il protagonista, Pompeo, nella sua ultima ora di vita, che avvia un

lungo flashback che ci conduce nelle sue ossessioni attraverso una lunga sequenza

d’immagini e didascalie. Il protagonista parla sempre in prima persona, e i numerosi

cenni autobiografici – citazioni precise di nomi, luoghi ed episodi legati al vissuto

dell’autore – rafforzano l’andamento diaristico della narrazione. “Andrea ha usato di

proposito qualsiasi tipo di foglio assomigliasse ad un diario, e chiesto in fase di

stampa di non cancellare righe e quadretti. Un diario narrato sul filo del tempo che

scorre in diretta. Una scrittura e un disegno fatti di slanci e segni forti e immediati e

non “risistemati”. Degli appunti. Eppure Pompeo è l’opera più completa e matura di

Andrea. […] la vera forza del libro non è nella sfrontatezza e durezza delle sue

pagine, […] ma nella struggente dolcezza e dolce successione delle sue parole, e

nella ricchezza dei numerosissimi neologismi” 5 . Viene descritto con cura il rituale del

tossicodipendente, mentre chiaro ed estremamente pungente è il gioco con la morte.

In queste prime tavole prosegue il gusto per la ricerca linguistica con facili assonanze

caratteristica peculiare di Pazienza, come l’incubo del potere. Il riferimento visivo è

un manifesto antimilitarista, molto diffuso negli anni Settanta. Nelle pagine seguenti

vengono citati Man Ray e, soprattutto, Zanardi nei due poster dietro il letto di

Pompeo. Questo didascalismo viene interrotto da un fatto esterno, una telefonata,

artificio retorico di tanti racconti d’avventura e film d’azione, in cui il protagonista è

5 Marina Comandini Pazienza, da Un mucchio di quaderni, Pompeo, Baldini & Castoldi, Milano,

2000

94


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

sorpreso nel suo fare ordinario da un evento inatteso e imprevisto. Anche dal punto di

vista grafico, l’ordine viene spezzato da espedienti prettamente di tipo fumettistico,

come la mappa del quartiere bolognese in cui viveva realmente Andrea Pazienza, con

la casa di via Emilia Ponente, o l’immagine del volto di Betta che appare in quel cielo

così bianco, bianco come la follia d’amore.

Nel novembre del 1984 infatti, al Salone dei fumetti di Lucca, Pazienza aveva

scoperto che la storia d’amore con Betta, la ragazza con cui stava insieme dal 1977 e

con la quale aveva condiviso ogni esperienza fino a quel momento, era

definitivamente chiusa: non solo, ma lei aveva anche una relazione con uno dei suoi

migliori amici, Marcello Jori, pittore e autore di fumetti. Il loro rapporto era finito da

tempo, mentre il dolore e lo sconforto restavano.

La seconda puntata è stata pubblicata in quattordici tavole su Alter Alter 5/XII nel

maggio 1985. Abbondano i modi di dire tipici dei tossici: “calo, roba, schizzo”, e altri

neologismi. Prendendo come punto di riferimento l’edizione di Pompeo edita nel

2000 da Baldini & Castoldi, nella pagina 24 Pompeo/Andrea si trova sotto casa di

Marcello Jori dalla quale lui e Betta lo guardano; entrambi sono disegnati come i

Minus, personaggi di Jori stesso; ritorna quel cielo così bianco. All’interno delle

tavole sono anche elencati gli strumenti del mestiere. Con la pagina 32, firmata

“Andrea Pazienza 85”, finiva quella che doveva essere la seconda e ultima puntata,

secondo l’indicazione apparsa su Alter Alter.

95


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Ma Andrea Pazienza aveva fatto proprio il personaggio e continuava a sentirsi dentro

Pompeo; nonostante gli sforzi non riusciva a separarsene, ma non era in grado

neanche di abbozzarne in parte le storie, a fare storyboard o prove. Riusciva a

disegnare le storie di Pompeo solamente di getto, come liberandosi o svuotandosi,

creando senza soluzione di continuità e senza la minima incertezza; questo vale anche

per le parti scritte. Quindi riusciva a disegnare le tavole di Pompeo solamente quando

queste venivano fuori in modo impetuoso e violento, come uno sbocco di sangue, un

urlo di dolore e di sofferenza; tutto questo lo spiegherà bene lui stesso solo ad azione

compiuta. Le vicende narrate sembrano uscite più dalle viscere che dai pennarelli. I

portici di Bologna, le espressioni esagerate da fumetto grottesco dei personaggi, i

panorami della città adottiva e del paese di origine sono ancora lì intatti nelle pagine

della storia, ma adesso ci trasmettono un senso di tragedia senza vie d’uscita. La

stesura dell’intera opera è dunque particolarmente interessante. Gli schizzi sono

rarissimi, poche bozze e le brutte copie dei testi.

La terza puntata è stata pubblicata in quattordici tavole su Alter Alter 10/XII

nell’ottobre del 1985. Il flusso ricomincia dopo l’incontro con Marina Comandini,

sua futura moglie. Questa puntata infatti viene interamente disegnata a Roma, nel

luglio del 1985, a casa di lei che, appena conosciuta, diviene subito la sua nuova

compagna. Nella pagina 34 immagina gli oggetti della sua vecchia casa bolognese

che volano: elmo, bastone, piante, matite; comincia inoltre il racconto dell’overdose.

96


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Nella pagina 37 , tra le altre cose, cita Hemingway; si tratta di una tavola che ricorda

alcuni quadri di Pentothal in cui è manifesto il riferimento a Jacovitti, autore

molisano di fumetti che Andrea amava molto. Alcune pagine più avanti c’è una

silhouette di Betta, mentre nella pagina 43 Pazienza disegna la luna con le sembianze

di Zanardi, con tanto di naso a becco.

La quarta puntata è stata pubblicata in dodici tavole su Alter Alter 11/XII nel

novembre del 1985. Nella prima tavola fa riferimento all’Istituto Tecnico Aldini-

Valeriani di Bologna, in cui Pazienza insegnò fumetto in un corso regionale serale

durante l’anno scolastico 1983/84. “…insegno in una scuola di Bologna, una scuola

di fumetti insieme ad alcuni miei colleghi tutti molto bravi, bisogna dire, Bologna è

un centro molto importante per lo smercio del fumetto. Ci sono diversi autori molto

bravi, molto giovani anche, con loro abbiamo messo su una scuola assieme ad

alcune organizzazioni locali ed io insegno il martedì sera, insegno matematica

dell’evocazione” 6 . A partire da pagina 49 tornano a comparire i personaggi di Walt

Disney. Il racconto procede e non manca la consueta autoironia. In alcune tavole

compare uno strano personaggio con il fez in testa, che potrebbe essere una

trasfigurazione allucinata del Minus di Jori.

La quinta puntata è stata pubblicata su Alter Alter 12/XII nel dicembre del 1985.

Nella pagina 60 viene citata Teresa,che in realtà altro non è che il nome in codice

6 Andrea Pazienza, trascrizione della video-intervista a cura di Luigi Gardenal, Incontri con gli

autori, realizzata nell’ambito di CosmiComics il 3 marzo del 1984 a Mestre

97


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

della roba adoperato durante le telefonate con gli spacciatori. In queste tavole viene

mostrato, non senza autocommiserazione, tutto lo squallore della tossicodipendenza;

Pompeo si trova nella casa dello spacciatore e si lascia andare ad alcune silenziose

considerazioni; conscio della sua grandezza, affonda con inspiegabile normalità e

nonchalance nei bassifondi più squallidi che l'ambiente dello spaccio e del consumo

della droga possano presentare. “Sono in balia della feccia del pianeta, della peggio

gente, e passo tra di loro la maggior parte del mio tempo, do relazione alle merde,

permetto a chiunque di importunarmi, basta che abbia la roba…e un tempo, ero così

schizzinoso…” 7 . La puntata termina con “continua”, ma in realtà la storia non

continuò mai su Alter Alter. Fulvia Serra, all’epoca direttrice di Alter Alter, a

proposito dell’interruzione della pubblicazione spiega che fu sospesa perché Alter

Alter, dal gennaio del 1986, cambiò radicalmente linea editoriale, trasformandosi in

un trimestrale specializzato su temi monografici. Nega, poi, che il libro fu censurato,

anche se non si capisce per quale motivo la casa editrice Milano Libri non lo pubblicò

almeno in forma di album, dato che aveva pagato tutte le tavole della storia in

anticipo.

A prescindere dal tormento e dal dolore che quest’opera gli procurava, Pazienza era

incapace di rinunciare del tutto a sprazzi di cruda autoironia. Nella tavola III e in

quelle seguenti della sesta puntata è presente uno scarto nello sviluppo della storia

7 Andrea Pazienza, da Pompeo, Baldini&Castoldi, Milano, 2000, pag. 63

98


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

con la narrazione di un episodio realmente accadutogli: un posto di blocco della

polizia con un violento scambio di opinioni e il rischio dell’arresto. Chiaramente la

rabbia e la collera continuavano a derivare dalla cocente delusione d’amore.

Come già accadeva nelle avventure di Pentothal e in molti altri disegni sciolti, nella

pagina 84, mentre Pompeo sta male ed è in crisi di astinenza, viene perseguitato dai

personaggi dei fumetti; infatti nelle pagine seguenti compare Topolino che lo invita a

raggiungere il fondo in una scena di lancinante crudeltà. Quindi inizia un’altra fuga,

un’altra dose di eroina per vincere, non la rabbia, ma la malinconia. Nelle tavole

seguenti il viaggio immaginario continua tra gli elementi, come se in realtà Pompeo

avesse bisogno di perdere il controllo di sé per potersi sentire parte armoniosa della

natura, e non in perenne conflitto con essa.

La settima puntata fu disegnata alla proprietà Mano Nera dove Pazienza conobbe e

incontrò Moreno Miorelli, un giovane poeta che per sbarcare il lunario faceva

traslochi con un furgone; iniziò un’amicizia decisiva con un’altra anima inquieta.

Miorelli gli prestò un disco con incise le poesie dei poeti russi della rivoluzione

interpretate da Carmelo Bene in uno straordinario spettacolo del 1980. Pazienza lo

ascoltò talmente tanto che alla fine utilizzò alcuni di questi versi in Pompeo.

Compaiono quindi citazioni di Pasternak, Blok, Majakovskij, Esenin. La storia

prosegue in modo armonico e Pazienza riesce ad unire la poesia al minimalismo del

tossico. A questo punto della vicenda, Pompeo tenta invano per la prima volta il

99


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

suicidio iniettandosi nelle vene, tramite due grosse siringhe, oltre 4 grammi di eroina;

lo ritrova in casa la signora delle pulizie e chiama il pronto soccorso dove gli salvano

la vita. Allora i pensieri riemergono ancora più terribili e oppressivi. Pompeo vuole

morire semplicemente perché ormai non riesce più a vivere, e la droga ormai non

basta ad affrontare l’insopportabile tedio quotidiano. Le pagine si susseguono in un

crescendo di emotività, l’urgenza di raccontare prende il sopravvento sul disegno che

diventa frettoloso, trasandato, mentre una profonda carica lirica pervade il tutto. Il

personaggio Pompeo ha ormai raggiunto una sua definizione ben precisa, l’autore ha

la perfetta coscienza del lavoro compiuto ed è in grado di raccontarlo e di spiegarne

la grandezza.

“A me dei soldi non è mai importato nulla mentre disegno, casomai immediatamente

prima o dopo, però mai durante. Voglio dire che alla fine, quando mi metto a

disegnare, faccio quello che mi pare. […] La storia inizia con lui che decide di

uccidersi e fa, da prassi, un salto indietro nel tempo, come tante volte succede nei

romanzi, per ricondurre poi tutta la storia al momento dell’inizio e da lì verificare il

finale. […] Quello che dovrebbe saltare fuori è il fatto che questo personaggio fino

all’ultimo si rifiuta di soffrire, quindi di pensare. Arriva alla morte quasi come un

giocatore di baseball arriva alla meta, sfruttando in modo inerziale le velocità

preistoriche. […] E invece non muore. Non muore nel modo scelto, cioè

un’overdose, senza dolore, e quando si risveglia si ritrova di fronte a tutti i problemi

100


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

ai quali pensava di aver ovviato. Insiste sulla sua decisione di farsi fuori:

naturalmente a questo punto i pensieri riemergono, vengono fuori i pensieri terribili.

[…] La sofferenza è un pianeta splendido in cui indagare ed è motivo di mille e mille

possibili peregrinazioni nel campo dell’indagine. […] Questo Pompeo è la summa di

tutta una serie di esperienze di vita, è certamente autobiografico, fatto di lavoro, di

racconto, di esperienze letterarie” 8 .

L’ultima puntata, l’ottava, dedicata a Moreno Morelli, si apre con la citazione del

Manfred di Byron che finalmente rivela le intense e perenni inquietudini dell’anima.

I bellissimi paesaggi della campagna senese, scelti come luogo in cui mettere in atto

il suicidio, vengono turbati dalle inquiete presenze degli animali che assumono forme

mostruose.

Nelle tavole che precedono il tragico e drammatico epilogo ritornano la sua famiglia

e i luoghi amati dell’infanzia; inoltre, secondo un procedimento di metamorfosi già

visto più volte, Pompeo diventa Pippo di Walt Disney.

Pompeo/Andrea si mette in viaggio alla volta di Montepulciano; erompe un flashback

e la memoria va al capodanno del 1985 trascorso insieme ad amici e al fratello

Michele con cui era andato a fare la posta a un cinghiale. Quindi la fatale conclusione

con Pompeo che si suicida gettandosi da un dirupo con una catena al collo.

8 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Stefania Scateni e Marco Petrella, Nemo, allegato a

Jonas, mensile della FGCI n.17 marzo 1986

101


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Nell’ottobre del 1987 Editori del Grifo pubblica il libro di Pompeo con una copertina

disegnata dall’autore stesso che rimanda ad altri ritratti con aureola precedenti. La

copertina è disegnata su carta con pennarelli, matita e pastelli, il disegno è poi

incollato su un cartoncino azzurro da cui viene quella sensazione di rilievo e

prominenza. Il libro esce con l’aggiunta di un sottotitolo: “Fino all’estremo”.

“In breve Pompeo può essere considerata la mia storia più coraggiosa, quella nella

quale racconto tutto me è soprattutto un racconto sulla falsariga dei racconti di

Melville o di Conrad” 9 .

Pompeo è la sofferenza esasperata e incomunicabile; le tavole sono scarne, crude,

nere, il tratto grosso ed essenziale.

Un racconto duro, in cui l’artista si mette a nudo come mai in precedenza,

raccontando con estrema passione e lirismo gli abissi dell’eroina. Una sorta di libro-

confessione in cui il dolore è tangibile, quasi un romanzo premonitore della tragica

fine dell’autore. Ma Pompeo non è da leggere come strettamente autobiografico;

quando Pazienza torna a disegnarlo, cioè nel luglio del 1985, ha appena conosciuto

Marina Comandini, la sua vita cambia e la crisi comincia ad essere superata.

“Mi sono mantenuto fedele all’idea iniziale anche quando mi sono innamorato

nuovamente, anche quando ho cambiato città, ho cominciato a vivere una storia

nuova […] Questo che secondo me rende alla fine il racconto più vero perché non ho

9 Andrea Pazienza, trascrizione della video-intervista a cura di Clive Griffiths, trasmessa solo

parzialmente su Videomusic, primavera 1988

102


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

approfittato della lacerazione, del conflitto del momento per esporre un sentimento,

ma questo me lo sono costruito scavando, ma non in modo psicanalitico, sempre in

modo creativo, disorganizzato” 10 .

La forza di questa opera sta nella ricchezza disarmante di verità inconfessabili,

nell’aver affrontato uno dei temi più drammatici della nostra società, con una

sincerità mai raggiunta da altri autori.

10 Andrea Pazienza, trascrizione della video-intervista a cura di Clive Griffiths, trasmessa solo

parzialmente su Videomusic, primavera 1988

103


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

7. TECNICA

Nel vasto panorama fumettistico, artistico e culturale italiano, Andrea Pazienza è

stato un personaggio davvero unico e irripetibile. Per poter comprendere e assimilare

la sua opera nella sua complessa totalità, per prima cosa bisogna distinguere e

analizzare l’aspetto pittorico, fumettistico e narrativo, per poi arrivare a riunire questi

tre elementi e a scoprire il segreto di quel minimo comune denominatore che

affascina il lettore. E’ sbagliato e riduttivo considerare l’arte di Pazienza

esclusivamente dal punto fumettistico. Il fumetto infatti è solo una delle tante facce

del prisma di questo artista, inventore di innumerevoli immagini scritte e disegnate.

Mentre la pittura opera sulle forme e crea linguaggi, il fumetto invece è una pratica

prettamente comunicativa e opera a un livello di comunicazione apparentemente

diverso da quello artistico; Pazienza ha l’abilità e le capacità per riuscire a fondere i

due livelli stabilendo tra loro una comunicazione di tipo estetico.

L’eclettico artista, con tutta l’incoscienza tipica dell’artista, ha il merito di essere

stato capace di svecchiare più o meno da solo un modo di raccontare per immagini

che fino ad allora era stato caratterizzato quasi esclusivamente da valanghe di

avventure stereotipate e seriali.

I fumetti di Andrea Pazienza apparvero in un momento in cui la forma classica della

narrazione disegnata stava cambiando. Dal 1975, infatti, la nuova scuola francese

104


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

riunita sulle pagine della rivista Métal Hurlant reinventa l’arte di raccontare a fumetti,

abbandonandosi a sperimentazioni sempre più ardite sia sul versante del disegno sia

su quello della costruzione della storia. Si trattava, quindi, di un passaggio da una

narrazione dei fatti oggettivi ad una interpretazione degli stessi attraverso stati

d’animo soggettivi.

Quello del fumetto è un linguaggio quotidiano, comune, che può diventare ancora più

universale se è un artista a viverlo profondamente, non limitandosi semplicemente a

utilizzarlo, ma rinnovandolo e legittimandolo.

L’opera di Pazienza, con la sua geniale capacità di sintesi tra la tradizione pittorica, il

gesto artistico e una forma di comunicazione popolare e universale, riesce a rinnovare

il fumetto tradizionale attraverso una ricerca formale e tramite il gusto della citazione

nel disegno e nella narrativa.

Per la sua incredibile bravura e velocità nel disegno, Pazienza era invidiato da molti

suoi colleghi, che però non potevano far altro che constatare e celebrare la sua

superiorità. Infatti con pochi tratti e con testi più o meno lunghi, era capace di

fulminare e spiazzare il lettore, ridando ossigeno a un medium che allora era

considerato agonizzante.

“Vederlo disegnare era come assistere ad una rappresentazione o meglio ad una

magia, attraverso la quale si materializzavano facce, figure, oggetti, storie, che

corrispondevano ad altrettanti sentimenti ed emozioni. Colpivano soprattutto la

105


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

velocità e una mano che non aveva incertezze. Disegnava come in uno stato di

trance, ridendo o rattristandosi a seconda della situazione a cui stava dando forma” 1 .

Per lui il segno era qualcosa che doveva unirsi, compattarsi, fino a dare vita ad una

vera e propria matematica dal segno; era il segno che faceva il fumetto. Riusciva a

disegnare le cose nella loro natura più intima, oltre il loro immediato apparire. La

prima diretta apparenza di un oggetto, nella sua semplicità, diventa rivelatrice del suo

spirito. E’ stato capace di disegnare la tragedia, la gioia, la malinconia, l’angoscia,

l’euforia, la semplicità con una ricchezza di toni entusiasmante.

“Andrea era un frullatore di stili, di influenze; c’era dentro Disney, come Medium,

come l’underground americano, come Topolino, e soprattutto c’era se stesso” 2 .

Andrea gioca sulla polifonia: nella sua tastiera sono compresenti tutti i registri, dalla

matematica assoluta della perfezione linguistica alla follia dell’invenzione totale, del

neologismo felicemente semplice a quello elaborato e coltissimo. All’interno della

medesima vignetta o frase si può rintracciare tutto e il contrario di tutto, saldamente

legati assieme da altro. A lui infatti possiamo riconoscere il dono tanto ambito del

polistilismo, ossia una ricchezza di maniere molto attente a non depositarsi nella

cifra, nel semplice stereotipo, ma anzi pronte a scivolare via verso posizioni contigue,

1Vincenzo Mollica, da Dal vostro Paz, con irriverenza, in Andrea Pazienza, Editori del Grifo,

Montepulciano (SI), 1991

2 Oscar Cosulich, da una video-intervista tratta da Antistoria del fumetto italiano da Andrea

Pazienza a oggi – La rivoluzione interrotta di Andrea Pazienza, produzione Cult, realizzazione

Limbo Film, 2004

106


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

in un ben calcolato periplo, che magari di tanto in tanto ,dopo un percorso intricato e

ricco di varianti, ritorna al luogo di partenza.

“Andrea non si è mai fermato a una cifra stilistica particolare; la cosa bella per lui

era quella di ricercare cose nuove” 3 .

Un esempio della sua eccelsa tecnica realizzativa ci viene fornita da lui stesso: “[…]

buttare su un quaderno dei disegni a matita, sui quali faccio dei segni, sembra una

scrittura…sono quasi un crittogramma […] A quei disegni farò un riferimento

enorme in seguito, perché sono le prime cose che mi vengono in mente […] In

seguito mi creerò una gabbia, che, quando mi va bene, corrisponde a un modulo.

Questo modulo varia […] Poi ho un’altra mezza misura che mi serve ad aumentare

la tavola di un tot che non è proporzionale al resto delle misure, e dà movimento alla

tavola stessa. La divido quindi in quattro parti con dei segni verticali e orizzontali.

[…] In seguito costruisco la storia aggiungendovi moltissimo ma mantenendo

comunque quella che era l’idea originale” 4 .

Sia nella propria espressione artistica che nella vita privata, genialità ed eccesso erano

delle marche stilistiche caratteristiche del suo linguaggio tramite le quali Pazienza

riusciva ad aggirare la norma, la regolarità. L’eccesso era anche nella velocità e

naturalezza con cui realizzava le sue opere, peculiarità che lo portavano a porre se

3Marina Comandini Pazienza, tratto da un’intervista telefonica a cura di Antonio Vigliaroli,

dicembre 2004

4Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Valerio Peretti Cucchi, Smemoranda, agosto 1995 (dal

testo si deduce che fu raccolta nel marzo del 1982)

107


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

stesso al centro della propria opera e del mondo che lo circondava. Pazienza era

capace di far sue e adoperare varie tecniche narrative che potevano anche mutare da

pagina a pagina, o addirittura all’interno della stessa tavola. Tecniche narrative che

spesso riuscivano a lambire la poesia più pura, sia che scrivesse storie drammatiche,

come Pentothal, certe avventure di Massimo Zanardi o Pompeo, sia che creasse

quelle incredibili e spiazzanti satire per riviste come il Male, Zut, Tango, Cannibale e

altri. All’interno di queste riviste “l’Italietta” degli anni ottanta era analizzata e messa

in ridicolo, sottolineando le sue fissazioni, le sue paure, le sue vicende politiche, i

suoi finti moralismi e la sua falsa religione. I misteri dell’Italia vengono raccontati

con l’effervescenza dadaista e surreale di chi ha capito tutto ma sa che, purtroppo,

dire, svelare, rivelare, ammiccare e predicare, non conta nulla.

“La satira è contro il potere. E Pazienza aveva individuato il vero potere: cioè il

modo in cui la vita viene organizzata nelle nostre città secondo il modello ipocrita

della piccola borghesia. Nelle storie di Pazienza questo modello viene raso al suolo

completamente, viene azzerato. Pazienza aveva una grande capacità di arrivare al

reale, al vero, alle cose così come sono e non come dovrebbero essere. E da questo

suo atteggiamento sapeva far scaturire uno stile. Quella di Pazienza era una satira

che non fa prigionieri perché colpiva le radici del malessere riuscendo a mantenersi

calda, scioccante e comunicativa. Pur non considerandosi un autore satirico,

108


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Pazienza faceva satire molto più pericolose di quella che viene realizzata

attualmente dai vari settimanali satirici autorizzati tipo Cuore” 5 .

La sua era la poesia della furbizia, la poesia della violenza anche fine a se stessa, però

sempre vera e possibile. La straordinaria capacità lirica di Andrea Pazienza vive del

silenzio dell’immagine che trasporta in altre dimensioni, in mondi lontanissimi

regolati da un tempo irreale, che in realtà non sono altro che il mondo

dell’osservatore, interpretato da una nuova sensibilità. Proprio grazie a questa

notevole sensibilità Pazienza è stato in grado di poter osservare con estrema

attenzione la propria epoca riuscendo a riproporla, senza coperture o mezzi termini,

in maniera diretta al suo pubblico, rappresentandosi come protagonista di tanti suoi

lavori in molteplici modi diversi, talvolta contraddittori, quasi come se in questo

modo avesse voluto dichiararsi partecipe al suo tempo, testimone consapevole della

sua epoca.

“Andrea usava la matita come Jimi Hendrix la chitarra, inventava il nuovo che non

c’era. In lui ogni tratto era unico e irripetibile, unito ad un uso del colore da cui

nascevano nuovi cromatismi, ancora oggi insuperati e alla sorprendente comicità del

suo segno. Da bravo fumettaro, però, non era soltanto un virtuoso della grafica, un

maestro di pennelli e pennarelli, ma anche un raffinato scrittore: Paz aveva

inventato un irresistibile linguaggio, una sorta di slang italico-pugliese con cui

5 Daniele Luttazzi, da Penna, matita e veleno, dal mensile Duel, 1993

109


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

allestiva dialoghi surreali, che gli permettevano di narrare in totale libertà le sue

storie, storie che non sono solo il fedele specchio di un’epoca, ma anche classici

senza tempo” 6 .

Il recupero del dialetto e di un incredibile “parlato” ellittico sono le caratteristiche

forse più evidenti dei testi dei suoi fumetti, e quelle più imitate in seguito.

“Pazienza […] fa parlare i suoi personaggi come se fossero pentole in ebollizione.

Nelle frasi […] riconosciamo pezzi di lingue differenti. C’è del dialetto pugliese,

frammisto con gli slogan della pubblicità. Ci sono le metafore giovanili, relative […]

alla droga, alla musica, al sesso. C’è l’accento […] bolognese. Ci sono storpiature

sarcastiche […] E ci sono tracce di Toscana […] e di Roma […] Così come non

mancano pezzi di linguaggio politico” 7 .

Pazienza infatti riesce a svelare e ad illustrare quanto possa essere vitale la poetica

del volgare, mettendone a nudo il profondo realismo, scoprendone il ritmo, la

violenza sonora e la sua estrema e naturale disposizione ad accompagnarsi a qualcosa

di molto popolare come può essere la vignetta o il fumetto.

Inoltre Andrea, sempre in bilico tra passato e presente, dava voce alla sua infanzia,

raccontandosi, anzi confessandosi, riuscendo a ridere di sé e degli altri in maniera

semplice ma, allo stesso tempo, feroce e cattiva.

6 Stefano Disegni, da Era il Chaplin del fumetto – colloqui con Stefano Disegni a cura di Oscar

Cosulich, L’Espresso, 7 febbraio 2002

7 Omar Calabrese, da L’eterno rinnovamento del volgare, www.genesys-informatica.com/∼

barto/spaz/omar.html

110


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Egli non si limitava solamente a disegnare e a scrivere, ma riusciva a dare un’anima,

una vita propria e indipendente ai suoi personaggi; questo può essere considerato uno

dei fondamentali motivi per cui ebbe tanto successo durante la sua breve carriera, e

continua ad averne ancora oggi.

“Bisogna capire profondamente la psicologia del personaggio che stai disegnando,

vestirlo in un certo modo, dargli questa o quella impronta, fargli dire le frasi che

contano” 8 .

Di estrema importanza furono le collaborazioni a riviste autogestite come Cannibale,

Il Male e Frigidaire, in cui riversò tutta la propria creatività, dando vita, insieme a

colleghi del calibro di Tamburini, Mattioli, Scòzzari e Liberatore, a una straordinaria

esperienza editoriale, mai più ripetuta nel panorama fumettistico italiano. Furono

infatti testate mensili di qualità che trionfarono nelle edicole per quindici anni, dalla

metà degli anni Settanta alla fine degli Ottanta. Tra tutte, in particolar modo

Frigidaire, sulle cui pagine Pazienza sarà protagonista incontestabile.

“Andrea è stato uno dei fautori del Male; erano un gruppo di amici che si è

cominciato a frequentare e che ha deciso di fare certe cose insieme. Lo spirito con

cui sono nate quelle cose era molto goliardico, da un certo punto di vista, cioè legato

a un modo di vivere insieme. Frigidaire ha rappresentato per Andrea la possibilità di

8 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Valerio Peretti Cucchi, Smemoranda, agosto 1995 (dal

testo si deduce che fu raccolta nel marzo del 1982

111


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

confrontarsi con persone uguali a lui, con idee simili alle sue e anche con un

pubblico di lettori” 9 .

L’esperienza accumulata su queste riviste, novità assoluta nell’ambito editoriale

italiano, gli consente anche di poter sperimentare nuove tecniche compositive.

“Su Cannibale, con la storia (incompiuta) Francesco Stella, uscita nell’aprile 1979,

inaugurava la tecnica dei Pantone, pennarelli dalle infinite possibilità di sfumare i

colori, che il disegnatore usava così come un impressionista di fine Ottocento si

servirebbe degli oli” 10 .

Nel 1977 a Bologna Pazienza conosce Filippo Scòzzari, facendogli capire

immediatamente quali erano le sue capacità realizzative e le sue potenzialità.

“A un certo punto tirò fuori un pennarello (un Pelikan Markana 33, indelebile, il

miglior pennarello da disegno mai esistito), e come a rassicurarmi dei suoi titoli,

della sua qualità d’interlocutore, disegnò velocemente una corazzata irta di cannoni

che veniva verso di me, ma solo il lato di dritta, quello in ombra, un giochino con cui

stupirmi e che doveva aver provato mille volte sui compagni al liceo artistico” 11 .

La sua prima, vera storia, Le straordinarie avventure di Pentothal, si sviluppò a

Bologna nel 1977, ai margini delle occupazioni di febbraio; con una notevole abilità

tipica del miglior narratore fu catturata dagli eventi di marzo e apparve in aprile; in

9Marina Comandini Pazienza, tratto da un’intervista telefonica a cura di Antonio Vigliaroli,

dicembre 2004

10 Luca Boschi, da Penna, matita e veleno, dal mensile Duel, 1993

11 Filippo Scòzzari, da Prima pagare, poi ricordare, Castelvecchi editore - Collana “Contatti

n.100”, Roma, 1997

112


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

essa è narrato il suo contraddittorio rapporto, ragazzo fuorisede meridionale bello e

gentile, con Bologna e con gli eventi che in essa prendevano vita. Il tutto amplificato

da una visione disincantata e onirica di ciò che gli stava accadendo attorno.

“Andrea Pazienza è riuscito a rappresentare, in vita, e ora anche in morte, il destino,

le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione

che solo sbrigativamente, solo sommariamente, chiameremo quella ‘del ’77

bolognese’” 12 .

In tutta la sua breve ma incisiva attività, Pazienza avrebbe sempre tentato,

riuscendoci, di restare attaccato agli argomenti del suo tempo, assorbendo e

trasferendo nelle sue storie la cronaca e le sue vicende personali e private. I gruppi

autonomi, gli indiani metropolitani, la passione per i concerti rock, il fiorire delle

prime radio libere, con la punta di diamante in Radio Alice, sono solo alcuni dei

riferimenti alla sua realtà che fanno da sfondo alle avventure di Pentothal e ai fumetti

realizzati in contemporanea per la rivista autoprodotta Cannibale.

In queste storie Andrea vi riversa dentro con passione ed entusiasmo il suo rigoglioso

bagaglio di tecniche grafiche, apprese durante gli studi artistici a Pescara e nell’atelier

del padre, pittore a San Severo.

“Il talento e il carattere si portano anche nel sangue e in quello di Andrea c’era

sicuramente il retaggio del padre. Sul piano espressivo, invece, i due andavano in

12 Pier Vittorio Tondelli, da Andrea Pazienza, in Andrea Pazienza, Editori del Grifo, Montepulciano

(SI), 1991

113


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

direzioni molto diverse. Salvo incontrarsi nel respiro acquerellistico di alcuni

paesaggi che Pazienza figlio a volte disegnava sullo sfondo dei suoi personaggi” 13 .

“E’ implicito che il figlio di un artista possa avere, almeno a livello potenziale, delle

caratteristiche squisitamente artistiche. Il padre Enrico ha insegnato al figlio Andrea

la prospettiva; il colore, le sue tonalità e i suoi accostamenti” 14 .

I collegamenti, le connessioni, le allusioni che riesce a collocare in una tavola, spesso

sfuggono a un controllo anche accanito; la pagina si frantuma e si ricompone ogni

qual volta che viene letta e osservata.

“Pentothal è stato fatto in un certo modo, in maniera finto-casuale. Ha scelto di

utilizzare quel tipo di sistema per cui ogni pagina, che alla fine era autoconclusiva,

era legata a un momento particolare che stava affrontando” 15 .

Per rendere sorprendente ogni tavola di Alter Alter Pazienza si serviva di strumenti

diversi, soprattutto pennarelli con le punte di varie dimensioni, ma anche di chine,

biacche, matite.

La storia a fumetti Giallo scolastico, pubblicata da Frigidaire nel marzo 1981, lancia

il personaggio Zanardi, che con il becco aguzzo del suo naso totalizzante, con l’ebbra

risata raggelante dei suoi dentoni, chiede ancora di essere decifrato.

13 Enzo Verrengia, scrittore, amico d’infanzia, da un’intervista a cura di Antonio Vigliaroli, maggio

2003

14 Enrico Fraccacreta, poeta e scrittore sanseverese, amico d’infanzia, da un’intervista a cura di

Antonio Vigliaroli, marzo 2003

15 Marina Comandini Pazienza, tratto da un’intervista telefonica a cura di Antonio Vigliaroli,

dicembre 2004

114


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Se lo si osserva nella sua variegata interezza impressiona perché all’interno delle sue

vicende la qualità del racconto è spesso così alta da indurci a catturare questi

brandelli per farli fruttare nella nostra memoria. Quello che a molti narratori

contemporanei non è mai riuscito di ottenere sembra offerto in dono a Pazienza.

“Zanardi è un personaggio, una storia, nati a tavolino; Andrea fece una cosa che

non aveva mai fatto di cui era molto orgoglioso, cioè aveva costruito questo

personaggio sulla base di studi precisi e razionali. Infatti Andrea dà di Zanardi delle

definizioni precise e teoriche, usando coscientemente una cifra stilistica totalmente

diversa. Nel mezzo ci sono state tante cose, tra Pentothal e Zanardi sono accaduti

tanti eventi. Pentothal è stata la prima esperienza di storia pubblicata da Andrea,

mentre Zanardi è arrivato in una fase dove lui era già molto esperto nel settore,

aveva lavorato per vari giornali, e in più stava facendo una cosa che era

sicuramente molto più interessante per lui, che era quella di lavorare in una

redazione di gente come lui” 16 .

Per quanto riguarda Pompeo, apparso per la prima volta su Alter Alter nell’aprile del

1985, questo lavoro ha la particolare forma di un diario non razionalizzato, fatto di

immagini, di sensazioni fisiche, di frasi, di emozioni. La forma originale di questo

tipo di racconto ci fa arrivare il suo messaggio nella maniera più diretta e viscerale.

16 Marina Comandini Pazienza, tratto da un’intervista telefonica a cura di Antonio Vigliaroli,

dicembre 2004

115


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Anche il variare dello stile e dell'impaginazione dipende dal variare degli stati di

corpo e d'animo del protagonista: se Pompeo è vigile e sta agendo la pagina sarà

narrativa e lineare, se è distratto o delira, se il peso del corpo e del dolore prendono il

sopravvento la pagina può diventare statica come può esserlo un quadro. Questo tipo

di procedimento denota chiaramente l’estrema abilità posseduta da Pazienza nel

modulare il suo stile.

“ […] dal punto di vista tecnico: i materiali usati sono tutta carta da riporto. Mi

sono rifiutato di usare i soliti F4 e ho lavorato invece su album di recupero;

quadrettature, moltissime pecette (carte adesive sulle quali intervengo per

correggere il senso di una linea). Il discorso sui materiali e sul fatto che queste

tavole in apparenza sembrino tirate via, è un discorso che, secondo me, lascia il

tempo che trova” 17 .

Bisogna ricordare però che “per un buon disegnatore il talento non basta, perché

altrettanto importante è l’esercizio, l’allenamento con gli attrezzi di lavoro per

arrivare a trasformare in disegno, spesso senza nemmeno la traccia di una matita,

l’idea che stava inseguendo” 18 . Sicuramente a Pazienza non mancava l’allenamento

né la pratica, né la voglia si sperimentare. L’assenza della traccia della matita poi,

denota nel modo più chiaro possibile la sua strabiliante abilità nell’eseguire i disegni.

17 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Stefania Scateni e Marco Petrella, Nemo, allegato a

Jonas, mensile della FGCI n.17 marzo 1986

18 Vincenzo Mollica, da Dal vostro Paz, con irriverenza, in Andrea Pazienza, Editori del Grifo,

Montepulciano, 1991

116


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Altri elementi fondamentali per riuscire a comprendere la potenza espressiva

racchiusa nel suo segno sono i “non-finiti”, ossia gli schizzi e i disegni solamente

abbozzati che concentrano in pochi tratti tutta l’energia contenuta nelle opere finite.

“Sul tavolo da disegno di Andrea non mancavano pennarelli, sicuramente, e anche

pecette per correggere cose che non erano errori, bensì cambiamenti di idee; non è

mai una correzione, per esempio, di una mano fatta male, ma un cambiamento di

idea sulla composizione della tavola. Però Andrea era capace di utilizzare qualsiasi

cosa, in qualsiasi forma, non avendola mai usata prima, per farne un’opera d’arte.

Per esempio il famoso murales che è stato fatto alla fiera d’oltremare di Napoli è

stato realizzato con un pennello stranissimo che al posto dei peli ha una spugna, che

lui adoperava come se fosse stata una matita morbida. Era veloce e immediato. Tutte

le mattine quando si svegliava mi raccontava due o tre battute, studiava la mia

reazione; erano le prove generali e poi cominciava la giornata” 19 .

Anche l’eros è una componente molto importante nell’intera opera di Pazienza;

l’esuberanza era per lui una condizione ottimale. Doveva andare oltre per poter

esplorare certi confini, doveva sempre porsi al di là di situazioni, di avventure, di

accadimenti, di prove.

Senza alcun dubbio il compito principale di un fumettista è anche, e in primo luogo,

quello di essere un buon narratore, tenuto cioè a sottostare ad adattarsi a un’economia

19 Marina Comandini Pazienza, tratto da un’intervista telefonica a cura di Antonio Vigliaroli,

dicembre 2004

117


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

di racconto che, il più delle volte, lo obbliga a contenere l’esuberanza di immagini e

di motivi decorativi cui si sentirebbe naturalmente portato. Lui invece riusciva ad

unificare in modo efficace e ottimale le esigenze che la narrazione detta con la

vivacità dei suoi disegni.

La specificità del suo umorismo, invece, è tutta da indagare; a rivisitarlo oggi

l’umorismo di Pazienza risulta straordinariamente attuale e non sembra invecchiato;

infatti non ha perduto le connessioni con le realtà sociali e ambientali a cui era

riferito.

Un grande problema delle opere di Pazienza, specialmente quelle giovanili, è il largo

uso del pennarello che, unito all’estrema deperibilità della carta, hanno accelerato

quei graduali e inesorabili processi di degrado che portano ad alterare quelli che

erano i colori originali.

“Il pennarello è un sistema delicato, anche i pantone che sono a base alcolica, alla

fine hanno una loro delicatezza intrinseca, per cui i pennarelli in generale anche se

tenuti bene, per esempio al buio, tendono a sbiadire. Nel caso dei primi lavori di

Andrea c’è anche il problema del tipo di pennarelli che erano quelli ad acqua, per i

ragazzini; per cui è successo che ci sono molte opere anche tenute bene dei primi

tempi che adesso sono totalmente sbiadite. Non c’è un modo per preservale dai

danni dal tempo; l’unica cosa che noi facciamo è quella di conservare ciò che

118


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

abbiamo nelle cartelle in un certo modo. Anche la carta è un medium sicuramente

più delicato della tela” 20 .

Dopo la tragica scomparsa di Andrea Pazienza, avvenuta nel giugno del 1988, alcuni

critici d’arte e letterati hanno preferito ignorare il suo genio, altri, per fortuna la

maggior parte, hanno riconosciuto, celebrato e, in alcuni casi mitizzato, la lezione

tecnico-narrativa di un artista vero, caratterizzato dalla voglia di avere lo spirito

dannatamente libero per riuscire a godere la vita, che con allegria, malinconia e

amara dolcezza colorava i suoi segni, donandogli una propria vita.

20 Marina Comandini Pazienza, tratto da un’intervista telefonica a cura di Antonio Vigliaroli,

dicembre 2004

119


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

8. ALTRE STORIE

Durante la breve e intensa carriera artistica, Andrea Pazienza realizzò molteplici

storie, alcune reali e altre immaginate, comunque tutte stracolme di importanti

particolari. In queste narrazioni, infatti, sono più interessanti quei particolari, quasi

impercettibili, intenzionalmente disseminati per le tavole fumettistiche o gettati alla

rinfusa tra le vignette, rispetto all’identità reale dei personaggi proposti e al modo di

agire di tali personaggi. Piccoli particolari che rendono ancora più interessante e

importante l'operato dell'autore e che si esprimono lungo il percorso della singola

tavola o dell'intera vicenda, come vere e proprie storie autonome: sono racconti nel

racconto. Per tali motivi escluderli dalla storia principale porterebbe ad annullare una

importante parte del racconto medesimo; è anche tramite questi particolari che si può

capire come l'autore abbia riversato, come in tutte le sue realizzazioni, la propria

conoscenza per renderne partecipi i fruitori del suo operato. Si tratta in alcuni casi di

particolari asociali, anticonformisti ed amorali, che pesano come macigni sulle tavole

di Pazienza, o di particolari meditati e ragionati che, nel loro infinito piccolo, possono

arrivare a mettere a nudo la memoria che ogni lettore possiede. Attraverso questa

restituzione della memoria, l'autore ci propone un collegamento stretto e intimo con

quei metaforici e ingarbugliati fili delle sue rappresentazioni; un'enorme ragnatela

120


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

iconografica alla quale si può anche rimanere avviluppati senza più riuscire a

rintracciare l'eventuale via di fuga.

Nel biennio ’70-’71, Pazienza realizzò delle illustrazioni in bianco e nero per il

“Notiziario GI.FRA.” edite da La Sfera a Pescara; inoltre nel 1975 realizzò la

copertina e nove illustrazioni per il volume di I Due Dadi del Gioco di Enzo Miglio,

edito dalla Cromografica Dotoli a San Severo.

Le prime storie a fumetti di Pazienza sono riconducibili al periodo di permanenza a

Pescara, dove frequenta il Liceo Artistico “G. Misticoni”; si tratta di fumetti mai

pubblicati ed oggi dispersi come Don Viscotte, La Divina Commedia, una decina di

brevi storie ispirate a poesie di Prèvert e per ultimi alcuni falsi di Riviste per

Cacciatori.

Del 1976 è la storia Le avventure dei fratelli Max: i clandestini apparsa sulla rivista

“Segno”. L’anno dopo disegna diciannove illustrazioni per il ciclostilato “Il Kossiga

furioso”, una fortunata fanzine che venne raccolta in seguito con il titolo “Bologna,

Marzo ’77”.

Dopo il fortunato esordio dell’aprile del ’77, a settembre dello stesso anno ritorna

sulle pagine di “Alter Alter” con il personaggio suo Pentothal; Pazienza intanto è

cresciuto e ha imparato la via della sintesi, la battuta fulminante, il commento politico

oltre che la critica sociale. In quel periodo Andrea è spesso a Milano, lavora ad Area,

centro di produzione editoriale, dove realizza diverse copertine di libri editi dalla

121


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Squilibri Edizioni e dalla Cooperativa Scrittori. Illustra quindi libri di fiabe per

bambini, disegna locandine e manifesti per diverse iniziative.

Nel giugno del 1977 esce sul n. 6 di Alter Alter la storia Armi, mentre il mese

successivo, sul numero 7 della stessa rivista, viene pubblicato Allei…op!; entrambe le

storie sono a colori. Armi è disegnata su carta millimetrata, la stessa che faceva da

sfondo ad alcuni disegni giovanili; per certi versi queste tavole sono molto simili a

quelle del biennio ’74-‘75. Anche se è l’impaginazione grafica e la costruzione di una

sequenza sono caratterizzate da un impegno diverso, all’interno di queste storie

ritroviamo lo stesso cliché neo-pop, la stessa perizia esecutiva, lo stesso ritmo

compositivo. In otto tavole a colori, Pazienza narra le vicende di due malavitosi dal

grilletto facile e dei poliziotti che danno loro la caccia. In parallelo con lo

svolgimento della storia, in didascalia, l’autore ne approfitta per istruire i lettori con

una storia semiseria delle armi da fuoco. Allei…op! è una divertentissima storia

concentrata in una sola tavola squadrettata approssimativamente, ma con un preciso

schema narrativo. Molto curate sono le inquadrature che passano con gran

disinvoltura da un dettaglio a un piano americano, a un’inquadratura soggettiva. Lo

spessore dell’immagine è tutto giocato sulla griglia dei segni che riescono a creare

contrasti chiaro-scurali sempre rarefatti, grazie anche ad una luce che taglia di netto

le figure.

122


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Andrea Pazienza inoltre inizia la sua collaborazione con la rivista “Linus”, per la

quale realizza sul numero 8 di agosto una tavola autoconclusiva, L’incontro, che si

guadagnerà la terza di copertina. Ad ottobre realizza la copertina per il libro

“Disamori” di Bruno Brancher e la copertina e 60 illustrazioni per il volume “La

settimana ha otto dì” di Francesco Schianchi.

Nell’inverno ’77 nasce “Cannibale”, dopo che Bologna era stata caratterizzata da una

stagione durissima di occupazioni, scontri, opposizioni, lotte armate; durante

l’inverno Pazienza presenta le storie Perché Pippo sembra uno sballato e Prixicel!!.

Anche nella narrazione di vicende più popolarmente fumettistiche e seriali come

possono essere quelle di Pippo, il marchio, il segno del passaggio di Pazienza è ben

visibile nelle dissonanze del suo lessico e nella singolarità del metodo espressivo. Ad

ogni contesto appartiene un determinato codice verbale che può essere incostante, a

volte sconosciuto o mutevole, sicuramente mai statico; fiaba, poesia e vita da strada

s’intrecciano e si distinguono nel cosmo ideato da Pazienza e ad ogni personaggio

corrisponde una propria, inconfondibile voce, che per il protagonista di Perché Pippo

sembra uno sballato è quella del continuo viaggio mentale. I richiami stilistici sono

molteplici, ma in questo caso si possono nominare espressamente Robert Crumb,

fondatore nel ’66 di rivistine autoprodotte e distribuite in proprio a San Francisco,

Gilbert Shelton e Carl Barks. Il segno è grattugiato quasi quanto lo sono i

protagonisti; in quel tratto grezzo e nei contenuti sono chiari ed espliciti i richiami

123


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

stilistici all’underground comix americano degli ultimi anni Sessanta. La struttura

narrativa ricalca infatti la normale scansione sequenziale delle vignette, anche se

ancora vagamente surreale e allucinata. Il Pippo che Andrea Pazienza ci presenta è

fricchettone e fumato, che sembra sballato perché è sballato; il linguaggio è

semibarbarico e primitivo, la storia al limite del paranoico. Pazienza infatti adotta un

linguaggio appena abbozzato, caratterizzato da onomatopee americane e influssi

pugliesi, che favoriscono la regressione linguistica al livello di una comunicazione

elementare e primitiva. Pippo, il Goffie di dysneiana memoria, dopo aver ripudiato lo

showbusiness, vive nel deserto in compagnia dei suoi amici fricchettoni e si dedica

alla sperimentazione di droghe che alterino la portata delle sue percezioni e la

dimensione della propria coscienza. La sue vita prosegue felicemente fino al

momento in cui Topolino non lo raggiunge per riportarlo all’ovile; ma Pippo di

tornare indietro non ne vuole sapere.

Topolino però lo forza a ripartire, minacciandolo apertamente e solleticando la

debolezza dei compari di Pippo per il denaro. La provocazione che deriva dalla

manomissione di mostri sacri del fumetto è la stessa che ispira la filosofia della

rivista “Cannibale”: spaccare le gabbie espressive, rovistare dove nessuno l’ha fatto,

rivoltare la maschera del perbenismo lasciando venire a galla ipocrisie e

contraddizioni. Tutto lo sporco, l’eccessivo che si trova su “Cannibale” è figlio di

124


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

questa ottica che prova a liberarsi dei canoni indotti e filtrati dalla cultura dominante

per guardare in faccia la realtà.

In Prixiel!! ci troviamo proiettati nella sfera del demenziale e dell’assurdo; dietro

questo voluto non-sense emerge il tentativo di sporgere denuncia e di collocare

volutamente, con un certo sadismo, personaggi tradizionalissimi, quasi istituzionali,

come Pippo e Topolino, dietro le quinte del malaffare, del quotidiano. In queste due

storie il tratto è semplice, quasi sporco e grossolano.

Risalgono sempre al 1977 le 100 illustrazioni in bianco e nero disegnate da Pazienza

per il manifesto pubblicitario del catalogo generale dell’etichetta discografica

Cramps.

Nel 1978 disegna sulle pagine di “Cannibale” la tavola autoconclusiva Cielo, mio

marito!, le brevi storie E per me un Anco Marzio, Ritorno alla campagna, Rizzati

rizzati e le due storie di Rank Xerox, personaggio di Tamburini e Liberatore, suoi

colleghi. A gennaio realizza la copertina del volume La giungla del futuro di F. Mei.

Nel maggio del ’78 disegna per l’inserto di Lotta Continua, “L’Avventurista”, la

breve storia Vicino alla tempesta, e sempre nello stesso periodo pubblica in “Il

Cerchio di Gesso” le vignette Poker, Della serie: quali allucinazioni? e una non

titolata.

I suoi contatti con la redazione de “Il Male” gli vengono tramite la colonna romana di

Cannibale, ossia i colleghi Tamburini e Mattioli. “Il Male” esce nel febbraio del 1978

125


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

come mezzo per fare politica attiva attraverso la satira più spietata e denigrante.

Nasce dopo la chiusura forzata de “Il Quaderno del Sale”, quindicinale umoristico e

satirico diretto dal disegnatore Pino Zac, che svolge tale incarico anche per il “Canard

enchainè” in Francia. Nel numero 24 presenta una breve storia a strisce dal titolo

Solo “della serie: l’investigatore senza nome (the nonsisape man)”. Per la

realizzazione di questa breve storia Pazienza utilizza dei colori acidi, come acida è la

vicenda che racconta; la successione delle vignette chiarifica fino a denudarla una

situazione che prelude alla perversità di Zanardi. Sempre sulla stessa rivista realizza

nel corso dell’anno moltissime vignette e illustrazioni.

Dalla fine degli anni ’70 agli inizi degli anni ’80 si nota come progressivamente

anche le tipologie e i modelli cambino. Dall’impegno politico si passa all’edonismo

yuppie e di ciascuno dei due modelli Andrea Pazienza riesce a sottolineare

criticamente la loro profonda inettitudine. Il potere condiziona entrambi questi

modelli a tal punto che riesce a schiacciarli; ne risultano perciò delle strette filiazioni.

E’ proprio in queste atmosfere di lucida follia che Pazienza trova il momento più

felicemente creativo e poetico.

Nel 1979 “Cannibale” pubblica la storia in quattro tavole La scuola, nella quale due

killer si sfidano a una gara di resistenza sotto il sole cocente del deserto; i due sono

destinati ad uccidersi a vicenda.

126


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Per “Cannibale”, “Il Male” e “La Nuova Ecologia” continua a disegnare per tutto

l’anno numerose vignette, illustrazioni e tavole autoconclusive.

Un discorso a parte meriterebbe l’analisi delle vignette realizzate a più mani i cui

risultati vedono esaltate le caratteristiche reciproche senza limiti d’azione. Per

esempio, nel lavoro a due mani con Filippo Scòzzari ritroviamo combinata la

malvagità agghiacciante e surreale dei personaggi e delle situation comedy di

Scòzzari con il finto distacco, l’ironia e l’uso di molteplici particolari di Andrea

Pazienza. Con Vincino, Pazienza, firma su “Il Male” anche The big joint, dove è

presentato un panorama allucinato di una metropoli atterrata e disciolta, colpita da

una luce azzurrina.

Nel 1980 Pazienza affina e amplifica la sua capacità di fare satira, realizzando

numerose illustrazioni, vignette e tavole autoconclusive per “Il Male”, alcune delle

quali insieme a Filippo Scòzzari; realizza inoltre la parte grafica dei fotoromanzi

Hermanos por la sangre e Golia, nei quali interviene anche come attore.

Dopo alcune fortunate vignette, prende vita il suo particolare rapporto con l’allora

presidente della repubblica Sandro Pertini.

Dal novembre del 1980 lo vediamo impegnato sulle pagine della neonata rivista

“Frigidaire”, edita dalla Primo Carnera Editore, con illustrazioni, pagine della posta,

commenti disegnati, articoli di ogni tipo; la bella storia a fumetti Se vuoi sangue lo

127


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

avrai... finirà sul numero di dicembre, dove troverà posto anche la storia di due tavole

La storia della Befana.

Poco dopo prenderanno forma anche Zanardi e le sue storie. È sempre dell'ottanta

l'incontro con Federico Fellini e la tormentata realizzazione di due manifesti per il

film La città delle donne.

La sua collaborazione con Jacopo Fo, iniziata sulle pagine de “Il Male”, lo porta a

realizzare nel 1981 un’illustrazione per il volume “Sesso”, scritto per L’Altra

Editrice. Nello stesso anno declama al Festival dei poeti a Roma alcune poesie di

Yeats. Subito dopo la nascita di un personaggio-icona del fumetto italiano, cioè

Zanardi, sul numero 7 di “Frigidaire” Pazienza realizza L’investigatore senza nome:

un caso elementare, storia in otto tavola. Interessanti sono anche le altre molte

vignette e illustrazioni realizzate su “Frigidaire” come quelle per l’articolo Io, Ernest

Hemingway, campione del mondo pubblicato in ottobre; da ricordare sono anche le

due illustrazioni, una a colori e l’altra in bianco e nero, apparse sul catalogo

Dedicated to Corto Maltese, un omaggio a Hugo Pratt edito dal Grifo. Sempre nel

1981 realizza le scenografie e la locandina per lo spettacolo Ballata sull’amore e

sulla morte dell’alfiere Cristoforo Rilke per il Teatro Regionale Toscano.

Nel gennaio del 1982 realizza dodici illustrazioni per il calendario di “Frigidaire”,

mentre per gli Editori del Grifo esce un volume che raccoglie dieci illustrazioni a

colori e oltre 50 in bianco e nero, dal titolo Milo Manara - Andrea Pazienza: l’autore

128


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

e il fumetto. Sulle pagine di “Linus” escono nell’aprile dell’82 Incoronato a vita

(omaggio a Giorgio Carpinteri e Marcello Jori) e L’Appuntamento, storia in otto

tavole in cui il protagonista, l’alter ego di Pazienza, mentre aspetta la ragazza ne

approfitta per ammannire consigli su come comportarsi per essere un perfetto

conquistatore di cuori femminili.

In Aprile, per la Lato Side Edizioni, realizza due tavole dedicate a Totò per il volume

di autori vari “Totò parole e musica”, che verranno poi ristampate su “Linus” con il

titolo Totò va al cinema. In luglio realizza due illustrazione per “Marilyn”, volume di

autori vari edito dalla Lato Side Edizioni. A dicembre viene pubblicata su Alter Alter

numero 12 la storia in sette tavole Suite for Benka, con soggetto di Isabella Damiani e

sceneggiatura di Marcello D’Angelo, una sorta di angoscioso urlo dell’amore

perduto. Pazienza realizza inoltre Sogno, una storia bianca accecante, caratterizzata

da un segno grafico sottile e leggero, l’orizzonte bassissimo all’interno di vignette

grandi e regolari, predominanza di cielo, mare, sabbia ed ingrandimenti di particolari

e di dettagli.

Anche la conclusione della storia consiste in uno spiazzamento, cioè il ritaglio di un

fotogramma da film/fotografia, dal tono di una segnalazione tecnica. Pazienza

continua, inoltre, per tutto l’anno a sfornare illustrazioni, tavole e vignette su “Il

Male”, “Frigidaire” e “Linus”; disegna anche diverse locandine per la compagnia

teatrale “Il carro e la maschera”.

129


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Nel gennaio 1983 su “Frigidaire” esce la breve storia in cinque tavole Adz’vavòm,

che mostra un Andrea Pazienza più non-sense che mai. Dall’83 all’85 Pazienza

riprende i rapporti con la Milano Libri Edizioni e pubblica una serie di storie sulle

diverse testate di cui questa è editrice. Escono su “Linus” la storia in otto tavole

Alamm echt Temmùrt nel maggio ’83 e nel mese successivo tre illustrazioni per

l’articolo “Dalla 40” di Vincenzo Mollica. Inizia la collaborazione con “Ottovolante”,

edizione Pease Sera, per cui realizzerà molte vignette e tavole autoconclusive.

Trentacinque sue illustrazioni figurano a settembre sul catalogo della mostra Nuvole

a go-go, della quale disegna anche il manifesto. In agosto esce su “Alter Alter”, in

sette tavole, William Blake, proverbi infernali; si tratta di una storia condotta per

aforismi, in cui il tono oscilla tra il drammatico e il faceto; è forse la storia in cui

l’alternanza di umori e di ritmi narrativi viene più visibilmente a galla. Per la stessa

rivista realizza la dissacrante storia in sette tavole intitolata Pasqua. Quando

cominciano ad uscire i primi numeri di “Corto Maltese”, mensile di fumetti e

avventura, che ha come direttrice Fulvia Serra, Pazienza trova posto in ottobre con

Finzioni, racconto thriller in dieci tavole che può essere collegato a Il segno di una

resa invincibile, storia edita tra novembre e dicembre, costituita da ventidue tavole

divise in due puntate con soggetto e sceneggiatura di Marcello D’Angelo, nella quale

il protagonista, Michele, soffre di una percezione troppo scoperta della vita, senza

schemi, che lo avvilisce in una spirale invincibile.

130


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Come in Pompeo raramente le tavole sono suddivise in vignette, piuttosto c’è un

integrazione fra il testo e le immagini priva di interruzioni.

Sulla rivista “Orient Express” pubblica a dicembre la spiazzante storia in sette tavole

Detective-mama, un breviario pieno di consigli utili ai genitori per scoprire se il

proprio figlio si droga.

Nel gennaio del 1984 realizza il manifesto e la copertina del catalogo della mostra

“Scenari, il fumetto e il cinema di Fellini”. Piccola guida ragionata al (o del?) West,

è una storia di dodici tavole divisa in tre puntate pubblicate su “Corto Maltese” dal

gennaio al marzo dell’84; sulla stessa rivista in aprile “Corto Maltese” pubblica

Shishna Pragma, storia a colori in dieci tavole realizzata in collaborazione con

Marcello D’Angelo.

Sul settimanale “Panorama”, numero 949 del 25/06/1984, scrive e illustra l’articolo

Allo zoo di nonsoche. Per “Alter Alter” alterna le malvagie avventure di Zanardi con

quelle di un nuovo anti-eroe, Pompeo, e realizza la storia Don Pepe in dieci tavole. In

maggio disegna il manifesto, la retrocopertina e nove tavole a colori per il catalogo

della mostra “Musicomix, made in Italy”.

Per la Glamour International Production esce Glamour Book Andrea Pazienza,

volume in cui presenta diverse tavole e illustrazioni. Tra l’aprile e il dicembre dell’85

escono le cinque puntate di Pompeo che successivamente verranno riedite nel 1987,

con alcune aggiunte, dagli Editori del Grifo, per gentile concessione di “Alter Alter”

131


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

e della Milano Libri Edizioni, con il titolo interno completato Gli ultimi giorni di

Pompeo – Fino all’estremo. Rispetto alle storie uscite su “Alter Alter” manca una

tavola, ma l'impatto è ancora distruttivo come quando la storia venne concepita.

All’inizio del 1985 esce con settanta tavole l’albo di ristampe Pazienza cattive

compagnie per l’editore Babel di Atene, e nello stesso anno viene edito dalla Milano

Libri Editore l’albo Tormenta, che raccoglie la produzione migliore in bianco e nero

apparsa su “Corto Maltese”, “Linus” e “Orient Express”.

“Tormenta è un arcobaleno indelebile che si poggia da un lato sulla tavolozza dei

sentimenti e dall’altro su quel curioso mosaico di attimi che è l’avventura umana; si

tratta di una serie di storie brevi strettamente imparentate con gli atti unici, i

siparietti del varietà” 1 .

Intanto Pazienza a marzo debutta su “Frizzer”, rivista per la quale realizzerà

copertine, vignette, illustrazioni e tavole autoconclusive affilando ancora di più la

lama della sua satira; sulle pagine di questa rivista e su quelle di “Tempi

Supplementari” appare, a puntate, La leggenda di Italianino Liberatore, una storia

fantastico-biografica che celebra ironicamente il suo amico e collega abruzzese

Tanino Liberatore, altro astro di assoluta grandezza nel firmamento dei comics.

La storia uscirà poi in un volume unico nel 1994 a cura degli Editori del Grifo, dopo

che già nel 1988 era stata pubblicata integralmente su Cose D’A.Paz assieme ad altro

1 Vincenzo Mollica, da Tormenta, Milano Libri Editore, Milano, 1985

132


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

materiale. In aprile realizza diverse illustrazioni per i cataloghi delle due mostre

“Amoroma. Dieci artisti per Roma” e “Marlene Dietrich & Betty Boop”.

Da esaminare sono anche le opere grafiche legate a temi specifici e a discipline

particolari, quali la musica, il teatro, il cinema, opere che vengono eseguite

parallelamente alla attività di autore di storie e di vignette satiriche. Non deve essere

sottovalutato né frainteso come auto-limitante, questo continuo adeguarsi dello stile

dell’artista ad interpretare la particolarità di illustrazioni grafiche ben inserite in un

determinato e ben specifico contesto comunicativo. Nelle opere di Andrea Pazienza

prevale sempre la dimensione dell’invenzione fantastica aldilà dei condizionamenti,

di qualsiasi tipo essi siano. E’ in questa ottica, quindi, che bisogna leggere le

realizzazioni di diverse copertine di dischi: nel ’78 Andrea Pazienza illustra

graficamente la copertina di Passpartù della PFM, ossia Premiata Forneria Marconi,

nel ’79 disegna quella dell’album Robinson di Roberto Vecchioni. Per Vecchioni

inoltre realizzò anche le copertine di Montecristo nell’80, di Hollywood Hollywood

nell’82 e di Il Grande Sogno nell’84. Inoltre realizzò le copertine di Antipatici

Antipodi di Claudio Lolli nel 1980 e di S.O.S. Brothers di Enzo Avitabile nel 1986.

Nel lavoro di realizzazione di copertine di dischi, o di manifesti di teatro, di film,

ecc., emergono il senso narrativo e il carattere affabulatorio delle sue elaborazioni

fantastiche e poetiche, le citazioni ricche e popolari, evidenziate dall’uso

dell’onnipresente pennarello e arricchite dall’inserimento di tecniche miste e dagli

133


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

ecoline. Infine nello stesso anno illustra la doppia tavola a colori Basta, era ora di

finirla con lei! per la pubblicità dello shampoo Clear e realizza il videoclip della

canzone “Milano e Vincenzo” di Alberto Fortis, per la regia di Franco Serra.

Nel 1986 sulla rivista “Nuova Ecologia” esce la storia in due tavole dal titolo La

belva scema. Inizia quindi la sua collaborazione con “Tango”, il supplemento satirico

de “L’Unità” diretto da Sergio Staino, per il quale realizzerà numerose vignette e

tavole autoconclusive.

Più tardi, quando nascerà il quindicinale “Zut”, diretto da Vincino e basato su un

progetto editoriale del movimento del ’77, ideato da Stefano Tamburini, Pazienza

collaborerà per entrambe le riviste producendo una serie di vignette satiriche, questa

volta decisamente tese a colpire uomini politici, da Craxi a Cossiga, da Fanfani ad

Andreotti, ecc.

La sua opera del periodo verrà raccolta dagli Editori del Grifo nel 1991 in un solo

volume dal titolo Zuttango, composte da trenta tavole a colori e 61 in bianco e nero.

Nell’aprile dello stesso anno su “Frigidaire” esce la storia in otto tavole Tràs, il

rifiuto umano di San Giorgio a Cremano (NA), un vero e proprio trionfo del trash. La

bellissima storia in otto tavole Il perché delle anatre, ambientata a Capoiale, nel

Gargano tanto amato da Pazienza, viene realizzata in ottobre per il volume “I diritti

umani”, edizioni Comic Art.

134


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Numerose sono anche le illustrazioni e le vignette per la rivista “Reporter”. Nello

stesso anno e anche in quello successivo, collabora alla realizzazione dell’ “Agenda

Verde”, edita dagli Editori del Grifo per la Lega Ambiente; in questa raccoglie circa

cinquanta disegni di animali più quattro tavole a colori. Inoltre la Glamuor

Internatonal Production pubblica Glamuor Book 2.

Nel 1987 esce Pazeroticus: the secret books of Glamour per la Glamour International

Production con otto tavole a colori e trentasette in bianco e nero. In aprile, su “Zut”

numero 1, viene pubblicata forse una delle cose migliori di Pazienza in senso ironico,

vale a dire la tavola autoconclusiva La storia d'Italia in una sola pagina. L'autore,

dapprima preoccupato di comprimere così tanto tutti quegli anni di storia, alla fine si

ritrova a contemplare amaramente uno spazio vuoto perchè gli è avanzata addirittura

una vignetta. Sempre su “Zut”, nel 1987, pubblica le storie: La Moravia della favola,

What a morning that morning!, Una lezione di storia dell’arte, Balsamo, Miss Gallo

e molte altre.

Nello stesso anno Pazienza realizza La prolisseide, tutti gli uomini importanti che mi

hanno conosciuto. Primo: me stesso, storia semiseria a puntate di incontri ravvicinati

con intellettuali, artisti, cantanti, politici e starlette dell'epoca, filtrati attraverso la

cartina di tornasole dell'ironia e dell'autoironia, tipiche di Pazienza. A maggio esce

Campofame, realizzata sul testo di una poesia di Robinson Jeffers, molto evocativa e

allucinatoria; viene pubblicata in otto tavole a colori a puntate su “Comic Art” ed

135


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

edita in un albo da Edizioni Di nel 2001. Le angosciose vicende di una famiglia

isolata in una casa sulla costa californiana ai primi del ‘900 sono lo spunto per una

meditazione sull’effimero, sulla caducità e sull’inesorabile scorrere del tempo che

tutto inghiotte e nulla risparmia. Pazienza, nel farci conoscere la poesia di Jeffers, ci

regala un altro frammento di sé, evidenziando il proprio fattore emozionale attraverso

la narrazione della tensione all’interno del nucleo di consanguinei, del ricorrente

pensiero della morte, dell’inutilità della vita e del trascendentale.

“Quello della morte è un tema che affascina molto anche me, senza vergogna, perché

poi non sono una persona triste, credo. Un tema stupendo in fondo, da visitare. E qui

c’è questa lotta contro la morte, una lotta contro la morte, una lotta raccontata nei

minimi particolari, come nel poema. […] Se non ride l’autore, se l’autore non

piange, non piangerà neanche il lettore” 2 .

Numerose sono le vignette, le storie e le illustrazioni realizzate per “Tango”, come

Guttuso, Figure storiche n°1, Prof’s, L’otto marzo e le storie comiche La banda dei

Mario in tre tavole e Cucù al salamone, pubblicata in quattro puntate. In agosto, in

cinque puntate, sempre su “Tango”, esce la storia Una estate.

Da ricordare sono anche le tecniche negli scenari teatrali dei Sosta Palmizi, come

quello per lo spettacolo “Dai colli”, il manifesto per il film “La croce di ferro” e il

bellissimo murales realizzato per la Fiera D’Oltremare a Napoli, dove gli animali

2 Andrea Pazienza, da un’intervista a cura di Clive Griffiths, Videomusic,1988

136


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

sono protagonisti di una lotta titanica. A settembre realizza nove illustrazione per il

catalogo della mostra “Satyrhumour, il fumetto satirico e umoristico”.

Nel febbraio 1988 la rivista “Zut” pubblica la dolcissima e straziante Cielefonata da

Stefano Tamburini, una storia in due tavole che è al contempo una commemorazione

dell'amico defunto nel 1986 e un inquietante presagio della propria morte, che

avverrà pochi mesi più tardi. Tra aprile e maggio su “Tango” escono le due ironiche

tavole autoconclusive intitolate Mio figlio, side one e Mio figlio, parte seconda, nelle

quali l’autore immagina di essere alle prese con un futuro immaginario figlio.

A maggio “Comic Art” pubblica la storia in dieci tavole Porci, mentre su “Avaj”,

allegato a “Linus”, esce in due puntate la storia Bali, l'isola dell'amore. Pazienza

realizza inoltre la copertina e quattro illustrazione per il volume “Tre Canti” di

Moreno Miorelli. Su “Tango” del mese di giugno, invece, escono un'illustrazione e

sei vignette dedicate a Francesco Guccini. A luglio su “La Nuova Ecologia” esce la

storia Lenti alla meta composta da undici tavole colorate da Marina Comandini.

Nello stesso mese su “Comic Art” debutta un’opera che resterà incompiuta, Storia di

Astarte, un'allegoria della guerra e della vita, vicenda di un grosso mastino di razza

scelta addestrato al combattimento, capo dei cani da guerra di Annibale.

La seconda guerra punica vista e riletta da Andrea Pazienza attraverso gli occhi di un

cane dal nome divino, raggiunge il livello di un poema epico. Il cane Astarte che

corre corazzato e armato di lama tagliente nelle nebbie padane, soldato tra i soldati

137


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

libici ed iberici, è un colpo di genio assoluto, un’invenzione fantastica del suo autore.

Questo titanico mastino, che discendente di una stirpe mitica di cani-dei, è

protagonista di una storia leggendaria, che riesce a far respirare al lettore l’aria dello

scontro, del valore, della brutalità sanguinaria di una guerra antica.

Subito dopo la morte di Pazienza, avvenuta nel giugno del 1988, sono state

ristampate numerose storie già apparse nelle pagine delle varie e numerose riviste con

cui egli collaborò, o già pubblicate in albi. Consistente è stato, e continua ad esserlo

ancora oggi, anche il materiale inedito pubblicato in diversi albi. Pazienza infatti ha

lasciato dietro di sé innumerevoli tracce della sua geniale capacità: conti saldati con

illustrazioni, disegni sparsi dovunque oppure donati in regalo, ecc.

In due albi editi nel luglio 1988 dalla Primo Carnera/Frigidaire, esattamente Cose

d’A.Paz e The Great, venne riproposta la sua produzione per il foglio satirico “Il

Male”.

Gli amici e colleghi Vincenzo Sparagna e Filippo Scòzzari salutarono così Andrea

Pazienza: “Prima che venga ulteriormente svilito, vilipeso, frainteso, trasformato e

poi dimenticato, com’è successo al suo e nostro enorme amicone Stefano Tamburini,

consegniamo alla memoria e allo studio di chi l’ha veramente amato e seguito una

parte, anche se infinitesima, di ciò che Andrea ha impresso sulla carta e su di noi. E’

un universo di segni, idee, soluzioni, è una rivoluzione, e come tale sfugge alle

qualifiche e alle targhe. Qualcuno certo lo capirà”.

138


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Nel 1989 in un albo edito da Editori del Grifo viene pubblicato Sturiellet, con dodici

tavole a colori e 78 in bianco e nero, raccolta di varie storie a fumetti caratterizzata

dal disegno abbreviato, dalla scansione semplificata, di un umorismo surreale, la cui

qualità principale è la leggerezza.

Nel 1990 invece viene edito dagli Editori del Grifo Sotto il cielo del Brasil, con 26

tavole a colori e sei in bianco e nero già pubblicate sulla rivista A.V.A.J. nel 1988, in

cui Pazienza narra due viaggi fatti in Brasile e a Balì nel 1986, in occasione del

viaggio di nozze con Marina Comandini.

“Aveva la testa sempre in continuo movimento. Quando siamo stati due mesi in

Brasile, dopo tre giorni aveva un titolo in testa, e sotto questo titolo ci ha infilato

qualsiasi storia, ogni giorno cambiava. Quando siamo tornati in Italia infine ha

disegnato un’altra storia ancora” 3 .

Nel 1992 esce Bestiario, con dodici tavole a colori e 206 in bianco e nero, edito dagli

Editori del Grifo. In questo volume sono riuniti disegni di animali già apparsi su

Agenda Verde 1986, 1987, 1988, Glamour Book Andrea Pazienza n. 2 e vari inediti,

nei quali Pazienza riversa un intento emozionale e di riflessione proprio, presentando

gli animali per quello che sono, per la loro unicità, per la loro bellezza intrinseca,

caratteristiche espresse meravigliosamente dal tratto mutevole e pieno di forza.

Anche nel ritrarre animali Pazienza dispiega il suo immenso e versatile talento:

3 Marina Comandini Pazienza, tratto da un’intervista telefonica a cura di Antonio Vigliaroli,

dicembre 2004

139


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

schizzi rapidissimi che sublimano l’essenza stessa del soggetto, graffiti perfetti e

sofisticati, caricature benevole e sapienti. Da tutto, da ogni segno di penna o

pennarello, matita o pastello, pennello o carboncino traspare la conoscenza profonda

della natura, la partecipazione sofferta e, a tratti, anche un timore primordiale come

quello che si intravede da certi primi piani di belve, di cani, di rapaci.

Nel 1998 sono state pubblicate dalle Edizioni Di, le favole A cosa serve un Perepè e

Il leone Pancrazio, realizzate nel 1986. Queste permettono di conoscere un suo

aspetto insolito; personaggi da fiaba come il leone Pancrazio e il Perepè sembrano

sgorgare dalle mente di un bambino mai cresciuto che si rivolge con estrema

naturalezza ai suoi coetanei. Le favole, narrate secondo le regole del fumetto,

sembrano suggerire ai bambini quanto rivoluzionaria possa essere la forza della

creatività. La storia di Perepè ci mostra le infinite possibilità di conclusione di una

storia; il leone Pancrazio, invece, trova un nuovo modo di porsi di fronte alla vita,

scegliendo di mangiare alimenti che la sua natura di leone sembrava impedirgli.

L'attività di laboratorio e di didattica è centrale per questa esperienza espositiva in

quanto permette di entrare nell'universo della favola a fumetti attraverso la precisa

conoscenza della tecnica e del contenuto del racconto. I due volumi Zanardi 2 –

Istantanee e Satira escono entrambi nel 2001, editi da Baldini&Castoldi. Il primo è

un insieme di schizzi e disegni raffiguranti il personaggio Zanardi inediti e non,

140


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

mentre il secondo è una consistente raccolta di vignette satiriche e ironiche apparse

sulle più svariate riviste.

Nel 2002 la Coconino Press ha proposto le storie principali del personaggio

Francesco Stella, uomo dalle tante facce e dalle biografie molteplici e contradditorie,

rappresentante degli italici costumi, apparso per la prima volta su “Cannibale” nel

1979 e poi ripreso nel 1981 sulle pagine di “Frigidaire”, in un unico volume intitolato

appunto Francesco Stella; si tratta di un'edizione estremamente attenta sul piano

filologico, che recupera bozzetti inediti, foto, appunti, materiali di lavorazione e

presenta due storie memorabili disegnate a colori: 1936, pubblicata sul finire degli

anni settanta nelle pagine di “Cannibale”, e Francesco Stella, vita e gite, apparsa nel

1981 su “Frigidaire”.

A queste perle della produzione di Pazienza viene affiancato il bellissimo romanzetto

picaresco che prende il titolo di Aficionados, storia in 45 tavole del 1981, pubblicato

nella versione originale restaurata, in bianco e nero, come la volle l'autore, e stampata

su carta avoriata. In Aficionados Pazienza racconta vicende di guerra all'italiana: una

pattuglia di eroi, guidata dal tenente Francesco Stella, ex maestro di tennis di

Livorno, e dal caporalmaggiore Marcello D'Angelo, che si perde nel deserto algerino.

Questa storia disegnata nel 1981 raccoglie una strepitosa serie di colpi di scena,

ridicoli ed esilaranti, raccontati con la grazia del Pazienza migliore. Una storia di

italiani in guerra che con il loro carro armato, per sfuggire agli inglesi, tra le

141


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

montagne dell'Atlante marocchino, "si stazzano, lontani dalle schegge di una guerra

immonda, a fumare come dii, riveriti come pascià" – come scrive lo stesso autore

concludendo la storia. Le ultime due pubblicazioni riguardanti opere di Andrea

Pazienza sono state SuperPaz 1, del 2003, e ExtraPaz, del 2004, entrambe edite dalla

Coconino Press. Si tratta di raccolte di schizzi e disegni inediti.

Incessante è stata dunque l’esplorazione dei generi e dei contenuti più divergenti

effettuata da Andrea Pazienza; senza sosta la ricerca di temi da affrontare, rileggere e

plasmare in un modo sempre originale e privo di inibizioni.

Pressocchè impossibile o impensabile è riunire l’opera omnia di Pazienza, opera che

è stata caratterizzata da un insistente e continuo desiderio di osservare e ricreare

storie, non solo dal punto di vista delle argomentazioni, ma anche e soprattutto da

quello degli stili narrativi e dei linguaggi utilizzati. Continui e ininterrotti sono stati e

saranno i contributi atti a celebrare la sua straordinaria opera e la sua memoria,

omaggi di qualsiasi tipo, da miriadi di saggi e libri a trasmissioni radiofoniche come

In viaggio con Paz a cura di Guido Piccoli del 2001, da cd-rom come L’antologia

Illimitata edito da Profile Multimedia nel 1997 a documentari come Paz’77 di

Stefano Mordini del 2001 o La rivoluzione interrotta di Andrea Pazienza, realizzato

dalla Limbo Film nel 2004, da opere teatrali come Nel segno di Paz, allestita dalla

compagnia teatrale le Zerbe, a film, come Paz!, diretto da Renato De Maria nel 2002.

Ultimo tributo alla sua memoria, forse istituzionalmente il più importante di tutti, è la

142


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

grandiosa mostra Andrea Pazienza 1956-1988 allestita presso il Complesso del

Vittoriano di Roma, svoltasi dal 17 settembre al 9 ottobre 2005.

Lo stile linguistico delle trame e il procedimento narrati sono stati strumenti che nelle

mani di Pazienza non hanno trovato limite alcuno. Egli è riuscito ad essere

struggente, graffiante e farneticante nello stesso tempo senza apparire caotico e

incoerente; è in questa rivoluzione del tutto nuova e priva di qualsiasi etichetta che

consiste l’essenza di un artista che conoscendo le regole, le ha utilizzate e sconvolte a

suo piacimento.

143


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9. TESTIMONIANZE

Con lo scopo di delineare in modo preciso e il più possibile veritiero la figura di

Andrea Pazienza, dal punto di vista umano nonché da quello artistico, ho raccolto

diverse testimonianze da personaggi che lo hanno conosciuto, hanno collaborato

professionalmente con lui o, più semplicemente, anche senza conoscerlo

direttamente, a lui si sono ispirati. Tramite interviste telefoniche ho raccolto le

testimonianze di Roberto Benigni, David Riondino, Franz di Cioccio e Jacopo Fo.

La trascrizione dell’intervista telefonica a Roberto Benigni, con il titolo L’albero del

paradiso, è stata usata come introduzione al catalogo della mostra Andrea Pazienza

1956-1988, svoltasi presso il Complesso del Vittoriano di Roma tra il 17 settembre e

il 9 ottobre 2005. Inoltre è stata pubblicata integralmente sul Corriere della Sera del

16 settembre 2005 e su molti altri giornali nazionali, quotidiani o periodici.

Con interviste effettuate tramite l’ausilio della posta elettronica ho potuto raccogliere

i contributi di Sergio Staino, Vincenzo Sparagna, Igort, Enrico Brizzi, Antonio

Tancredi, Moreno Miorelli, Albano Paolinelli, Luca Boschi, Franco Berardi “Bifo” e

Amedeo Minghi.

Per quanto riguarda le testimonianze di Luca Raffaelli e di Pablo Echaurren,

entrambe erano state precedentemente pubblicate, e sono stato autorizzato dagli

autori stessi tramite e-mail ad inserirle nella tesi. La testimonianza di Luca Raffaelli è

144


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

stata pubblicata come prefazione a L’arte di Andrea Pazienza, I classici del fumetto

di Repubblica, Panini comics, Roma, 2004, mentre la testimonianza di Pablo

Echaurren è stata pubblicata sul suo libro Compagni, Edizioni Bollati Boringhieri,

Torino, 1998.

145


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.1 ROBERTO BENIGNI

Roberto Benigni nasce il 27 ottobre 1952 a Misericordia, in provincia di Arezzo; ancora molto

piccolo si stabilisce con la famiglia a Vergaio, nel Pratese. Dopo alcune apparizioni televisive in

ruoli secondari è Giuseppe Bertolucci a scoprirlo tanto che nel 1975 scrive con lui il monologo

Cioni Mario di Gaspare fu Giulia che nel 1977 viene trasposto sullo schermo nel film Berlinguer ti

voglio bene. La grande popolarità arriva nel 1978 con il programma di Renzo Arbore L'altra

domenica; segue poi l'interpretazione da protagonista del film di Marco Ferreri, Chiedo asilo. Nel

1980 presenta il Festival di Sanremo e partecipa al film di Arbore Il Papocchio, seguito l'anno dopo

da Il Minestrone di Sergio Citti. Nel 1983 dirige da regista Tu mi turbi. Seguono nel 1984 Non ci

resta che piangere, interpretato in coppia con Massimo Troisi e nel 1986 Daunbailò diretto da Jim

Jarmusch.

Nel 1988 Benigni manda in tilt i botteghini italiani con il film Il piccolo diavolo al fianco di Walter

Matthau. L'anno dopo partecipa all'ultimo film di Federico Fellini La voce della Luna. Nel 1991

esce sugli schermi Johnny Stecchino e firma un record di incassi per il cinema italiano. Nel 1993

interpreta il figlio segreto dell'ispettore Clouseau ne Il figlio della Pantera Rosa. Poi è la volta de Il

mostro diretto, interpretato e prodotto dallo stesso Benigni.

Nel 1998 arriva la vera e propria consacrazione internazionale con l'acclamatissimo La vita è bella,

film che trionferà nell'edizione degli Oscar del 1999, vincendo la statuetta non solo nella categoria

"miglior film straniero" ma anche come "miglior attore protagonista". Nel 2002 esce nelle sale il

film Pinocchio, scritto, diretto e prodotto dallo stesso Benigni; questo film ha il record di essere il

film in assoluto più costoso della storia del cinema italiano. Attualmente Benigni sta lavorando alla

sua ultima pellicola, intitolata La tigre e la neve, che uscirà nelle sale cinematografiche nell’autunno

del 2005.

Le cose che mi vengono in mente pensando ad Andrea Pazienza sarebbero milioni; ci

manca tanto perché quando ci ha lasciato era così giovane. Bisogna morire giovani il

più tardi possibile; lui è morto troppo presto. Ci ha lasciato proprio soli, ci ha fatto

intravedere la bellezza e poi ha chiuso tutto, però ci ha lasciato dei frutti proibiti

come quelli dell’albero del paradiso e noi ce li siamo mangiati, li abbiamo assaporati.

Ci ha lasciati mentre stavo andando a trovarlo per affidargli il manifesto del film Il

piccolo diavolo, che è dedicato a lui e a Donato Sannino, altro mio amico scomparso

146


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

prematuramente. Andrea era vicino a tutte le età; poteva essere un bambino e un

vecchio, una donna e un uomo, un animale o una biro. Era eclettico ed anche molto

bello; aveva una gioia di vivere negli occhi in netto contrasto, in paradosso con il

fatto che ci abbia lasciato così presto. Per chi ama i fumetti era il capostipite di una

grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile.

Era capace di cambiare facilmente stile un po’ come Moebius; era il nostro Moebius.

Non c’era mai poeticume nelle sue opere; era sempre duro, ma duro come lo può

essere un bambino. Era come il fanciullino del Pascoli, vedeva tutte le cose come se

le si vedono per la prima volta. Il suo tratto nel disegno era stravagante, era un caos

rigorosissimo. I suoi testi provenivano dal parlato; era un grande poeta, un linguista

vero perché i suoi testi erano frutto di un genio poetico e letterario innato. Anche le

invenzioni linguistiche erano al pari delle invenzioni immaginifiche del fumetto. Ci

resta una grande voglia di vedere compiute le storie incompiute dei suoi personaggi,

ma non si può. Come tutti i più grandi autori ha avuto un destino crudele che ce l’ha

portato via presto; chissà cos’altro ci avrebbe potuto regalare. Tutti dicono che era

michelangiolesco, ma Andrea Pazienza apparteneva molto di più alla scuola di Giotto

e di Masaccio; aveva la forza del Masaccio e l’invenzione di Giotto. Quando usciva

un fumetto nuovo di Pazienza per me era una delle forme della felicità, mentre lo

leggevo non volevo essere disturbato da nessuno. Mi colpivano soprattutto l’uso dei

colori e la sperimentazione della forma dell’immagine, il modo in cui creava. A lui

147


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

mi legava un profondo senso di amicizia; ci siamo visti tante volte e ci si voleva bene

senza mai chiederci il perché, come le cose più belle. Tra noi c’era una bella fioritura,

eravamo sempre in stagione di fioritura. Lo considero un talento irripetibile. Con

Federico Fellini parlavamo spesso di lui, era uno dei nostri pupilli, uno dei nostri

amori, uno dei nostri argomenti preferiti. Fellini infatti lo usò per la locandina de La

città delle donne. A me sarebbe piaciuto tantissimo usarlo anche come attore perché

aveva una faccia straordinaria, mi metteva una grande allegria guardarlo; era lo

spirito fanciullesco dell’intelligenza pura, visiva e linguistica. Ma proprio quando il

nostro rapporto stava maturando per dare dei frutti, Andrea è venuto a mancare. Ogni

tanto lo penso e qualche volta lo sogno pure; a volte ho sognato con i suoi disegni e i

suoi colori. Mi piaceva tanto la sua cattiveria e la sua forza; graffiava e non era mai

melenso. Quando c’era il sublime era sempre sorvegliato dal comico. Con lui c’erano

sempre grandi scintille di allegria e di amore; ci si voleva tanto bene.

148


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.2 DAVID RIONDINO

David Riondino nasce nel 1953 in Toscana; è cantante, scrittore, drammaturgo, attore, regista e

improvvisatore eccezionale. I suoi versi sono apparsi su numerose riviste di controcultura o di

satira, come Tango, Il male, Cuore, Comix. La sua carriera inizia negli anni ’70, quando comincia a

comporre alcune canzoni in proprio fino a pubblicare qualche disco: Boulevard, Tango dei miracoli,

Racconti Picareschi, Non svegliate l’amore, Temporale, Quando vengono le ballerine. Sempre a

partire dagli anni ’70, si fa strada la sua vocazione comica, che ha modo di sfruttare e mettere in

pratica in uno dei locali più prestigiosi in questo campo: lo Zelig di Milano, dove debutta nel 1975.

La sua carriera teatrale inizia nel 1989, quando mette in scena con Paolo Rossi Chiamatemi

Kowalski e, successivamente, La commedia da due lire. Nel 1991 interpreta lo spettacolo Paesaggi

dopo la battaglia e nel 1992 scrive e interpreta Seminario sulla verità. Nel 1993/94 è in scena con

O patria mia, diretto da Giuseppe Bertolucci. Nel 1996 debutta lo spettacolo Solo come un piazzato

bianco, da lui scritto e interpretato. Nel 1997 dà inizio al sodalizio con Dario Vergassola con I

cavalieri del tornio. La carriera televisiva prende piede a partire dal 1988; tra i programmi a cui

partecipa ricordiamo Lupi Solitari, Fuori Orario, Va Pensiero, Aperto per ferie, L’Araba Fenice, A

tutto volume, Quelli che il Calcio e Ultimo valzer. In campo cinematografico ricordiamo i film:

Kamikazen, Cavalli si nasce, La cattedra, Cuba Libre, di cui è anche regista, e Ilona arriva con la

pioggia.

Nel periodo della rivista Tango, un gruppo di redattori e disegnatori andava in giro

per le feste de L’Unità, in genere; eravamo io, Hendel, Pietrangeli, Staino, e a volte

se ne aggiungevano altri. Gli spettacoli si svolgevano eseguendo canzoni di questo,

poesiole di quest’altro, con disegni in diretta eseguiti su una lavagna luminosa.

Ricordo che io cantavo canzoncine molto corte, delle storie molto piccole, e lui

eseguiva tantissimi disegni come se fossero cartoni animati con una grande velocità

esecutiva adoperando dei lucidi. Per comprendere la misura del talento di Pazienza,

ricordo che capitava a volte di svolgere questi spettacoli in spazi molto informali, o

nelle Università, dove la lavagna luminosa era messa in modo che lui non potesse

disegnare nel verso giusto, ed era quindi costretto ad eseguire i suoi disegni al

149


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

contrario e gli venivano bene lo stesso. Lui era in grado di eseguire un disegno alla

rovescia velocemente. Quello che colpiva di lui oltre alle molte cose, era lo

straordinario talento, come se la matita e qualsiasi superficie fossero per lui

controllabilissimi.

È stato usato un suo disegno, anche come omaggio, per lavorare sulla copertina del

mio disco Non svegliate l’amore, che è uscito dopo la sua morte; ne avevamo parlato

prima di questa cosa che purtroppo non si è più potuta fare. Eravamo amici ma non ci

vedevamo tutti i giorni, abitavamo in città diverse e ci vedevamo in occasioni come le

feste dell’Unità o in redazione; la nostra era una relazione molto calda e affettuosa

ma non ci telefonavamo tutti i giorni, insomma. E’ stato a dormire da me qualche

volta quando era di passaggio a Milano, è stato amato da tutti e chiamava molto tutti

per cui si faceva voler bene. Quello era un periodo in cui tutti quanti tendevano a far

tribù in qualche modo, c’erano relazioni di gruppo molto forti, poco formali, aperte a

trecentosessanta gradi, relazioni che però non erano continuative come nel caso mio

con Pazienza. Si poteva cogliere nei suoi disegni e nella scrittura un’immediatezza e

un’efficacia che rispecchiavano il modo in cui si percepiva la realtà; i dettagli, gli

scorci, le parole, le situazioni venivano fulmineamente sintetizzate, non descritte ma

interpretate; il suo linguaggio creava realtà e questo è tipico dei veri artisti. L’unico

che mi può ricordare a distanza di anni il lavoro di Pazienza, con le debite differenze

è un artista, che io arbitrariamente associo a lui, che si chiama Cattelan, un artista

150


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

visivo molto importante; alcune sue opere mi hanno dato l’impressione di essere

un’eco dello stile di Pazienza.

151


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.3 FRANZ DI CIOCCIO

Franz di Cioccio, milanese di origine abruzzese, è il più importante batterista rock italiano ed il più

conosciuto all’estero, tanto conosciuto da essere chiamato a sostituire John Bonham nei Led

Zeppelin. Inizia a suonare come turnista nelle sale milanesi, registra con Battisti, Equipe 84, De

Andrè, Mina, i Camaleonti, Claudio Villa. Nel 1970 forma la Premiata Forneria Marconi, gruppo

storico del rock italiano con cui raggiunge il successo internazionale nella prima metà degli anni

‘70. Negli anni ‘80 diventa il cantante del gruppo lasciando spazio a Walter Calloni. Ha al suo

attivo un album da solista e diverse colonne sonore televisive e cinematografiche. La sua più grande

caratteristica è la fantasia, mezzo attraverso cui riesce ad aver successo nelle più disparate attività,

suona, canta, compone per cinema, tv e pubblicità, presenta programmi televisivi, fa l’attore e lo

scrittore.

1978: l’album era Passpartù; noi avevamo molti contatti con Gianni Sassi, che era il

pigmalione di tante realtà artistiche e creative che c’erano a Milano, essendo il

direttore artistico nonché factotum della Cramps Record, etichetta che aveva diverse

realtà musicali tra cui gli Area, Eugenio Finardi, ecc. Il suo compito era di art

director, quindi gravitava nell’ambito della cultura, della poesia dell’epoca; ciò lo

rese protagonista della scena degli anni ’70. Noi (PFM) non facevamo parte della

Cramps, ma di una sorta di consorzio di etichette indipendenti, ovvero Consorzio

Comunicazione Sonora (CCS). Questo consorzio era costituito dalla Cramps,

dall’Ultima Spiaggia, alla quale apparteneva Gianfranco Manfredi, dalla Divergo,

della quale faceva parte Riccardo Zappa, e dalla Zoorecord costituita dalla PFM.

Quando c’erano idee che nascevano ci si riuniva e si discuteva; era un momento

creativo dove tutti potevano attingere dalle idee di tutti. Il nostro manager, che adesso

152


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

non c’è più, si chiamava Franco Mammone ed era un attivo socio della Cramps,

quindi molto amico di Gianni Sassi, insieme al quale scoprì e lanciò gli Area. Noi del

gruppo, dopo aver fatto dal 1973 al ’77 avventure in tutto il mondo con 4 tour

americani, 4 tour in Inghilterra, live ovunque, ecc., avevamo deciso di ritirarci in

Italia per stare un po’ più tranquilli e avevamo pensato di dare sfogo e credibilità alla

nostra parte più acustica, più di ricerca verso un’area mediterranea, facendo un disco

non molto elettrico, semi-elettrico con molte venature di italianità, mediterraneità.

Volevamo far capire che la musica di questo disco poteva essere una chiave di

apertura in tutto il mondo, un passpartù appunto. Avendo io sempre curato la

produzione esecutiva, le copertine e i progetti della PFM, ed essendo un amante del

fumetto, in particolar modo di Tex Willer, del Tarzan di Hoggart e di Rib Kirbi,

amavo anche il fumetto italiano, e in particolar modo i lavori di Andrea Pazienza.

Gianni Sassi mi organizzò un appuntamento con lui nell’ufficio della Cramps che era

in via d’Amicis; conobbi questo ragazzo che era un po’ strano e allampanato, un po’

sulle sue ma estremamente comunicativo. La cosa che ci fece subito attrarre l’un

l’altro era in primo luogo la comunanza di radici “terrone”, poi la mia passione per il

fumetto e la pittura e la sua passione per la nostra musica. Ciò ci permise di parlare

tutta la mattina con entusiasmo del progetto di Passpartù che a lui piaceva molto, gli

spiegai i testi di ogni brano, scritti in modo ironico e surreale da Gianfranco

Manfredi, abbastanza collocati nell’area politica di sinistra. Mi spiegò la sua tecnica,

153


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

che era fantastica e che consisteva nel delineare i contorni a piccoli tratti con

pennarelli dalla punta finissima, credo che si tratti degli Stabilo, e nel definirli con

pennarelli fibra tramite tratti molto precisi. Noi, Pazienza, lui, la Cramps. Questa cosa

ha unito bene il progetto. Lo lasciai la mattina prima di pranzo e lo rincontrai la sera

tardi. Pazienza si inventò la copertina, dove c’era un gruppo con una specie di chiave

che cercava di aprire una porta per uscire dalla consuetudine ed entrare in una nuova

dimensione musicale. Presumibilmente mentre disegnava entrò in un suo mondo

fantastico: diede alla copertina una serie di colori surreali e dei connotati abbastanza

strani ad ognuno di noi. Si immaginò che uno di noi, il chitarrista, fosse una specie di

Bob Rock di Alan Ford e lo infilò dietro che fischiettava, un altro, che poi ero io,

raffigurato più vecchio di quanto non ero in atteggiamento di rubare qualcosa, uno

che faceva il palo, un altro che apriva la porta, ecc. Nel passaggio dal disegno puro a

quello definitivo con i colori è andato molto sulla psichedelica che è propria del

mondo di Pazienza, fatto di realtà e allucinazioni. Anziché avere un disegno un po’

realistico, me ne sono ritrovato uno dove era evidente questa vena di allucinazione.

All’interno della copertina ci sono dei richiami che non aveva fatto mai nessuno,

tante piccole provocazioni disseminate qua e la che il pubblico poteva intuire. Questa

è stata la prima copertina che fece nella sua carriera e di ciò sono molto felice.

154


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.4 JACOPO FO

Jacopo Fo nasce a Roma nel 1955; vive e lavora a Perugia e in giro per il mondo . A 18 anni

pubblica vignette e fumetti su numerose riviste underground. Nel 1979 è tra i fondatori del

settimanale satirico “Il Male”. Suoi disegni e testi vengono pubblicati su Linus, L’Espresso, Zut,

Tango, Cuore, Re Nudo, King, Il Corriere della Sera. Nello stesso anno fonda “La Libera Università

di Alcatraz”, mentre nel 1986 fonda la rivista Cacao. Dal 1991 inizia a collaborare con le edizioni

Demetra con le quali pubblica con la sua firma; nel 1997 pubblica a dispense “L’Enciclopedia del

sesso sublime”, in 12 volumi. Dopo anni di attività, debutta in spazi underground e nei teatri

ufficiali con “Lo zen e l’arte di far l’amore” che riscuote tanto successo da venir trasmesso sulla

seconda rete Rai; inizia anche la collaborazione con il comico-cabarettista Paolo Rossi. Nel 2003

presenta a Genova l’evento “la Città segreta”.

Ricordo di aver visto i primi disegni di Andrea Pazienza a Bologna nel 1976 o 1977,

durante il periodo del Movimento; aveva fatto dei disegni sulla polizia e ricordo dei

carri armati che erano veramente brutti. Io pensai che era negato e questo mio

giudizio non mi fa onore perché non avevo capito nulla. Più tardi stavo lavorando alla

creazione di un coordinamento di disegnatori di tutta l’Italia per riuscire a fare una

rivista che purtroppo non decollò mai, e in quella occasione conobbi di persona

Pazienza che, con Tamburini, Liberatore, Scòzzari e Mattioli, stava lavorando al

primo numero di Cannibale. Quando con Pino Zac iniziammo a lavorare a Il Sale, che

poi diventò Il Male, e a L’Avventurista, che era un supplemento di Lotta Continua,

chiedemmo delle collaborazioni ad Andrea e poi a tutto il gruppo; da allora

diventammo amici. Quindi tutto il gruppo iniziò con Vincenzo Sparagna la

pubblicazione di Frigidaire, che fu supportato da Il Male e che decollò molto bene.

155


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Da allora lavorammo spesso insieme, come nell’occasione in cui Andrea e Scòzzari

tennero delle lezioni di disegno presso la Libera Università di Alcatraz.

156


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.5 SERGIO STAINO

Sergio Staino nasce a Piancastagnaio, in provincia di Siena, nel 1940. Laureato in Architettura,

insegnerà materie tecniche alle scuole medie nell'area fiorentina, prima di avvicinarsi al fumetto. A

fumetti, descriverà un po' se stesso e un po' i turbamenti della sua generazione sessantottina

attraverso il personaggio di Bobo. Le prime tavole scritte e disegnate da Staino appaiono su Linus

nel 1979. Tra il 1980 e il 1981, Staino collabora alla pagina culturale del quotidiano romano Il

Messaggero e, nel 1982, inizia il suo rapporto con L'Unità. Nel 1986 fonda e dirige il settimanale

satirico Tango, sulle cui pagine sfileranno le migliori firme della satira italiana, molte delle quali

provenienti da Il Male. In quegli stessi anni, lo chiama anche la TV. Dopo aver trasportato Bobo in

alcuni sketch dello show Drive In, nel 1987 Staino dirige la rubrica Teletango su Raitre. Per la

stessa rete, nel 1990, realizza il film-video Io e Margherita e cura la parte satirica negli special

elettorali del TG. Quindi, nel 1993 firma il varietà Cielito lindo. Nell'inverno 1995-96, Staino

collabora al TG3 con una vignetta satirica quotidiana. Per il grande schermo, nel 1988 sceneggia e

dirige il film Cavalli si nasce. Del 1992 è Non chiamarmi Omar, tratto da un racconto di Altan.

Numerosi i suoi impegni teatrali, da direttore artistico del Teatro Puccini di Firenze alla presidenza

dell'Istituzione Servizi Culturali di Scandicci, fino alla direzione artistica dell'Estate Fiorentina. Tra

gli altri suoi lavori recenti, le illustrazioni del racconto di Adriano Sofri Gli angeli del cortile

(2003).

Come autore l’ho conosciuto sulle pagine di Frigidaire, personalmente quando sono

andato a Roma per lavorare alla redazione de L’Unità. Nel 1984 mi hanno invitato ad

un incontro “fumettaro”, organizzato dal comune di Roma, con le sorelle Giussani,

Galeppini e Reiser; in quell’occasione venne a trovarmi Vincino, che allora non

conoscevo, ma che, in un’intervista, avevo messo tra i tre o quattro disegnatori

satirici che preferivo. Facemmo amicizia, e tramite lui, ho conosciuto in seguito

quelli della rivista Il Male, tra cui Andrea. La cosa che mi ha sempre colpito in

Andrea è la sua capacità di cambiare continuamente segno e stile, anche all’interno

della stessa pagina, e anche attraverso una disparità infinita di strumenti da disegno

(china, pennarelli, uni-posca, rossetti, etc. etc.). Era in pratica un vero “blob”

157


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

dell’immagine disegnata: saccheggiando da Walt Disney, da Fremura, dai pittori del

Seicento, dal Liberty, dall’espressionismo tedesco, dalla televisione, dalle riviste

pulp, etc., riusciva a costruire un linguaggio e un prodotto completamente diverso dai

dati di partenza, e tutto suo. Oltre a questo vi era una capacità eccezionale nel

trasferire in diretta sulla carta emozioni, situazioni, incontri, raccontandoli in modo al

tempo stesso realistico e surreale, e con una continua ricerca di sincronia, tra la

velocità elaborativi del pensiero, e la mano che disegna. Non ho mai conosciuto

nessuno che disegnasse con la velocità con cui lo faceva Andrea. Negli spettacoli

organizzati dal foglio Tango, che dirigevo, Andrea illustrava alla lavagna luminosa le

canzoni di David Riondino, un’immagine complessa per ogni frase cantata, senza

rimanere mai indietro rispetto al testo. Pensa che cretini, a non aver mai pensato di

filmare uno spettacolo simile… Credo che prima di lui il mondo del fumetto sia stato

caratterizzato da una voluta e ricercata ripetitività. Tanti grandi fumetti diventano

culto proprio nella ripetizione maniacale delle loro forme stilistiche; pensate a Charlie

Brown, a Walt Disney, a Jacovitti, etc., e pensate alle reazioni dei lettori quando

Bonelli ha cercato di affidare le avventure di Tex a qualche disegnatore troppo

diverso o troppo “innovatore”. Ebbene, Andrea rompe tutti questi schemi, e fa della

ricerca sempre nuova dell’immagine e della sua rappresentazione (come supporto,

materiale, inquadratura), una scoperta continua. E’ commuovente pensare come ci

sembri normale che dei personaggi quasi realistici come la combriccola di Zanardi, in

158


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

certe inquadrature diventino delle figure filiformi, non più larghi di un segno di

pennarello. Eppure continuiamo a percepirli come evoluzione naturale della storia. La

morte prematura di Andrea ha interrotto questo lavoro innovativo; penso però che le

uniche pagine realizzate del fumetto “Astarte”, diano un’idea di quanto ancora

avrebbe fatto sviluppare questo linguaggio. E’ un autore a cui penso molto, che ho

amato e che amo tuttora. Sono indignato che la cultura ufficiale non l’abbia accettato,

e che nessuna istituzione pubblica si sia mossa per conservare la sua eredità di

disegni, in modo degno e utilizzabile pubblicamente.

159


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.6 VINCENZO SPARAGNA

Vincenzo Sparagna nasce a Napoli nel 1946. E’ stato negli anni sessanta uno dei leader del

movimento studentesco di quella città. Trasferitosi a Roma nel 1969, ha animato gruppi, circoli e

giornali politici. Tra i fondatori de Il Male nel 1978, nel 1980 dà vita a Frigidaire di cui è tuttora

direttore. Suoi i falsi giornali, tra i quali la falsa Prava del 1980 e la falsa Stella rossa del 1983, in

cui era prevista e descritta in forma satirica la futura dissoluzione dell’impero sovietico.

Vi era certamente già nel Male e – con maggiore esplicita lucidità – vi è stato da

subito in Frigidaire un allontanarsi dal terreno ideologico, una riscoperta

fenomenologica del mondo, dal quale riparte un’analisi più fredda e critica di ogni

cosa, idea, cronaca, invenzione, movimento, progetto. Tuttavia non bisogna neppure

troppo semplificare. In realtà sia Il Male che Frigidaire sono giornali/riviste nate

proprio dall’esperienza di lotta e di critica dei movimenti italiani ed europei dal ‘68 al

’77. Nei quali movimenti si erano pure formate le idee, le spinte, le stesse ragioni

narrative di tutti noi, Pazienza tra i molti. Per cui si può dire che alla base della nostra

ricerca satirica c’era la ricerca più profonda di un modo di comunicare ( e dunque

anche di “fare politica” in senso moderno, senza cedere ai miti recitativi fochisti,

guerriglieri o terzinternazionalisti) che riuscisse a bucare la cortina di rumore/silenzio

della pseudocomunicazione dominante. Della quale è molto interessante notare come

per noi facessero parte non solo i media, giornali, Tv ecc., ma anche la “propaganda

armata” delle Brigate Rosse, che, in ultima analisi, “reinventavano” dipingendoli di

rosso strumenti omologhi a quelli della “classica” violenza statale, solo molto più

160


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

rozzi e perciò più immediatamente atroci…si pensi alla “prigione del popolo” in un

tramezzo, alla condanna a morte di Moro (e di tanti altri), al sedicente tribunale

popolare ecc..

Per quanto mi riguarda ho sempre saputo, detto e spiegato anche ai miei compagni

d’avventura (Paz tra gli altri, cioè Stefano Tamburini, Filippo Scozzari, Tanino

Liberatore e Massimo Mattioli) che il nostro uscire dall’underground per affrontare

con una rivista di lusso un mercato di massa, che già avevamo sperimentato in modo

autonomo con il Male sul piano più satirico, non era affatto una semplice “operazione

commerciale”, né avrebbe potuto esserlo per i nostri caratteri e le nostre scelte anche

ideali di sempre. Era invece un modo per liberare tutta l’energia narrativa autonoma

che si era espressa alla fine degli anni ‘70, specialmente con Cannibale e Il Male,

cercando di far sostenere tutto ciò dal mercato e non da “sponsor” o “sottroscrizioni”

o altri surrogati. Si trattava di agire sul difficile confine tra la comunicazione pop e

quella “altra”, la nostra, che restava una comunicazione “di movimento” ma

trasformata in cinema hollywoodiano. Vi è sempre stata la perfetta intuizione del

carattere globale, universale della comunicazione e dunque anche della lotta e della

critica. Frigidaire proprio per questo è stata da subito una rivista cosmopolita, attenta

all’intero pianeta, newyorkese a Roma, indiana, africana, francese, sudamericana…

oltre che europea o italiana. Infine la mancanza di esito commerciale è tutta da

vedere. I nostri fumetti sono stati alla fine tradotti e pubblicati in decine di paesi, e

161


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

così anche molti nostri reportages (uno fra tutti l’operazione Chonkin del dicembre

’83, che venne tradotto in quasi sei milioni di copie e innumerevoli lingue). Purtroppo

a causa di considerazioni improprie molti autori, tra cui all’inizio proprio Tamburini e

Liberatore, pensarono di vendere autonomamente fuori dell’Italia i diritti delle storie

che avevamo cominciato a vendere come gruppo editoriale. Questo ha provocato

miliardi di utili ad Albin Michel ed altre case editrici estere e pochi milioni agli autori

singoli. Il fumetto di Pazienza, Tamburini, Scozzari e degli altri di Cannibale,

rappresenta un’innovazione profonda di tutta la tradizione del fumetto e, secondo me,

il punto di passaggio da un fumetto considerato arte per bambini, racconto pop per

classi incolte, satira di consolazione, avventura d’evasione o pura fantasy (come in

parte ancora quello di Metal Hurlant) a un fumetto che invece si pone come uno degli

strumenti della comunicazione, dell’arte, della poesia e del sapere contemporaneo. In

perfetta aderenza con i suoi autori, che diventano finalmente Autori, quanto i grandi

narratori, i grandi registi ecc.

Questo passaggio ad Auto/ri poteva essere raggiunto solo conquistando uno spazio

Auto/nomo, e fu questa l’impresa specifica di Frigidaire, che estese la rivoluzione

fumettistica al reportage, alla fotografia, alla grafica, alla stessa narrativa, messa in

una sorta di parallelismo creativo con la cronaca. In questo senso trovo che Andrea,

come alcuni altri già citati, avesse perfettamente ragione nel rivendicare una sorta di

162


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

“nuova nascita”, di esclusività assoluta del proprio tipo di fumetto, che infatti è

rivoluzionario in mille modi.

Non a caso scrivemmo poi insieme, giusto io e Andrea (nell’85 su Frìzzer) il

Manifesto dell’Arte Maivista, che è rimasto il modo più serio e insieme parodistico di

definire la nostra particolare, ma universale e babelica forma d’arte e di

comunicazione.

163


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.7 IGORT

Nato a Cagliari nel 1958 Igor Tuveri - in arte Igort - lavora da oltre 25 anni come autore di fumetti e

illustratore. Le sue prime storie sono pubblicate sulla rivista Il pinguino, di cui è stato tra i

fondatori. Nel corso degli anni Ottanta i suoi fumetti appaiono sulle pagine delle più prestigiose

riviste internazionali (Linus, Alter, Frigidaire, Metal Hurlant, L'echo des Savanes, Vanity, The

Face). Nel 1983, insieme a Brolli, Carpinteri, Iori, Kramsky e Mattotti, è fondatore di Valvoline, un

gruppo di autori che scombussola le regole del fumetto d'avventura tradizionale. I suoi lavori

arrivano in America e Giappone. Nel corso di una frenetica attività fonda numerose riviste tra le

quali ricordiamo, Dolce vita, Fuego, Due, Black. Dagli anni Novanta pubblica regolarmente in

Giappone creando la serie Amore, ambientata in Sicilia, e Yuri, entrambe edite dalla casa editrice

Kodansha. La sua attività si estende, partecipa a edizioni speciali delle prestigiosa Magazine House

Tokyo, Hon Hon Do e altre. Frattanto i suoi disegni diventano tessuti, abiti, tappeti, serigrafie,

sculture, giocattoli ecc. Collabora con Studio Alchimia, Swatch, Alessi, Memphis ecc. Nel 1994

espone i suoi lavori alla Biennale di Venezia. Ha al suo attivo una carriera di musicista. Incide, dal

1978, una decina di album e lavora come autore e conduttore radiofonico (Radio città del Capo-

Popolare network e radio 2 RAI). Nel 2000 fonda e dirige la casa editrice Coconino Press.

Andrea Pazienza è stato un autore in grande sintonia con il periodo in cui è vissuto.

Ho sempre apprezzato il suo sense of humor e la sua capacità di perdersi nel

racconto. Doti che erano il frutto di un grande talento ma anche di una profonda

sapienza, cresciuta con l’andare del tempo.

Mi hanno sempre affascinato certe sue atmosfere assolate e lente di alcuni racconti

estremamente poetici e profondamente meridionali. Andrea mi raccontava le sue

storie, mi leggeva i racconti mentre stavano nascendo, a volte improvvisava i dialoghi

con la naturalezza di chi sta leggendo, ma sul foglio ancora non era scritto nulla. Era

una persona che faceva l’amore con il mondo ed era ricambiato. Mito a parte Paz è

stato un grande autore di fumetto e del fumetto aveva l’orgoglio.

164


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Amava Jacovitti, Disney, Magnus e Moebius ma era passato attraverso la passione

per le avanguardie storiche e da queste aveva ereditato l’ironia iconoclasta. Oggi che

ci si prende tutti un po’ più sul serio si capisce quanto manchi una figura del genere.

La scuola del fumetto e delle arti grafiche “Zio Feininger”, come ironicamente si

chiamava all’epoca, era una scuola fondata dal gruppo Valvoline e da Andrea

Pazienza. Ci si frequentava e si parlava spesso di teoria del fumetto. Così decidemmo

di misurarci con una scuola non convenzionale, pensavamo alla Bauhaus e alle cose

da leggenda che avevamo letto e che ci erano sempre piaciute. Costruttivisti,

razionalisti, surrealisti o futuristi erano pane quotidiano dei nostri discorsi. In effetti

se ci penso bene il modo di concepire il fumetto allora era molto più aperto di quanto

non lo sia oggi. In breve l’esperienza durò alcuni anni; io e Andrea spesso andavamo

a scuola insieme, dato che per un periodo disegnavo a casa sua. E lui portava una

quantità di oggetti, spade di kendo, giocattoli, ogni cosa che sarebbe poi entrata nelle

sue lezioni. Fu un periodo molto intenso. Da quella scuola uscirono moltissimi degli

autori della generazione successiva alla nostra.

165


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.8 ENRICO BRIZZI

Enrico Brizzi è nato a Bologna nel novembre del 1974. Il suo primo romanzo è Jack Frusciante è

uscito dal gruppo (Transeuropa 1994 e Baldini&Castoldi 1995), dal quale è stato tratto nel 1996 il

film omonimo (diretto da Enza Negroni, con i giovani Stefano Accorsi e Violante Placido). Nel

1996 la Baldini&Castoldi pubblica il secondo romanzo Bastogne, sulla cui copertina appare un

disegno di Zanardi, personaggio dei fumetti di Andrea Pazienza. Nel 1997 scrive un piccolo libro

per ragazzi dal titolo Paco & il più forte di tutti. L'anno seguente esce il suo terzo romanzo Tre

ragazzi immaginari, sempre edito da Baldini&Castoldi come l'ultimo, del 1999, Elogio di Oscar

Firmian e del suo impeccabile stile. Per Transeuropa nel 1999 è uscito il libro-intervista Il mondo

secondo Frusciante Jack, a cura di Cristina Gaspodini. Nel 2003 esce per Mondadori Razorama,

romanzo duro, avvincente e ricco di suggestione letterarie che si confrontano con il mistero e

l'avventura. Nel 2005, edito da Mondadori, esce il libro Nessuno lo saprà – Viaggio a piedi

dall’Argentario al Conero.

Si era a casa dell’amico Alessandro L., intorno al 1987, e provavamo a creare i nostri

fumetti sull’onda delle nostre passioni d’allora, da Nick Carter a Supereroica, da

Asterix a Corto Maltese. Alessandro disegnava, benissimo per un ragazzino di

seconda media, aveva già confidenza con le chine, mentre io disegnavo gli story-

board su normali A4 piegati, con le battute scritte una dopo l'altra ai piedi delle

vignette, un po’ come nelle vecchie storie di Bibì e Bibò.

A volte, per ispirarci, entravamo quasi di soppiatto nella camera di suo fratello

grande, una specie di carismatica alcova dominata da un gigantesco manifesto dei

Cure. Lì erano custoditi testi per adulti, giornali porno e fumetti che non potevano

assolutamente passare in camera del fratello minore. Così Pazienza lo conoscemmo

così, dalle pagine dei numeri di Frigidaire con Zanardi, all’epoca vecchi di poche

166


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

stagioni, e certo ricordo l’uscita di Cose d’A.Paz e la messe di pubblicazioni che

seguì la morte. Stavo finendo le scuole medie, e l’aria che tirava nelle tavole di quel

disegnatore geniale era il tipo di vento che riconoscevo addosso ai ragazzi appena più

grandi di me.

Celebrare le origini di Andrea Pazienza senza travestirsi mai da cittadino-cittadino

l’ha reso compiutamente italiano, nel senso che l’ha reso capace di parlare a tutti i

ragazzi del Paese. Il suo viaggio San Severo-Pescara-Bologna-(Montepulciano) è

simile al viaggio di tanti; lo stupore nel vedere il Brasile o le isole dell’Indonesia è il

candido stupore di tutti noi. Ecco perché lo troviamo entusiasta e perplesso a New

York, dove appare in tavola d’apertura la sbalordita constatazione che per fare

disegno anni Ottanta bisogna fare piazza pulita dei rettangoli e sostituirli con i più

postmoderni triangoli.

Sono in debito per le porte che Pazienza mi ha aperto e i luoghi che mi ha mostrato.

Per quanto ha saputo emozionarmi, farmi incazzare e trovare una certa forza d’impeto

zanardiana quando ce n’era bisogno. Quanto al linguaggio, credo che il suo merito

primo sia quello di essere ancorato a una sincerità esibita, da naif felice, che l’ha reso

caro a tanti.

A Fusignano (Ravenna) esiste un busto a Zanardi. Forse dovremmo organizzare,

lontano dalle celebrazioni ufficiali, un pellegrinaggio annuale.

167


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.9 ANTONIO TANCREDI

Antonio Tancredi, attore, performer e regista. Incontra il teatro tardi, dopo il servizio di leva e gli

esami di Giurisprudenza. Segue stage e laboratori vari con esponenti del teatro di ricerca e della

danza italiani e europei (Marco Martinelli, Cesare Ronconi, Zigmuth Molik, Claudio Morganti,

Michele di Stefano, Living Theatre, Zero Teatro….). Nel ’96 inizia la sua collaborazione come

assistente di Giorgio Gallione con il Teatro dell’Archivolto. Nel 1997 fonda con Alessandra

Lagomarsini Le ZeRBe. E’ attore e regista in Libertango, Cani Sciolti, De...Lear, Sakurambo, Nel

Segno di Paz. Nel 2001 entra nel Teatro del Piccione e collabora agli spettacoli Liberi Tutti, Tuffo e

come co-regista e attore a Piccolo Nemo. Partecipa a Tempesta e Sogno, di Attilio Caffarena, e a

Passaggi per la regia di D. Abbado, 2002. E’ appassionato di fumetti da sempre, per questo li

utilizza come materiale e fonte per spettacoli e performance. La plasticità, la fisicità e

immediatezza delle storie disegnate ispira la sua azione teatrale.

Avevo diciott’anni, era la primavera del 1984. Tergiversavo davanti alla vetrina del

negozio dove andavo spesso a comprare i vestiti e altri accessori. Avevo bisogno di

un costume per l’estate quando vidi un paio di boxer, un paio di mutande a forma di

pantaloncino che da lì a pochi anni sarebbero diventati di moda. Sopra erano

disegnate delle donnine, in campo bianco, con gambe lunghe e affusolate, un

pantaloncino di jeans cortissimo che scopriva centimetri di preziosissime fette di

natiche e una gran cespuglio di capelli che non lasciava intravedere il viso. Quel

disegno stampato su un paio di mutande di cotone fu l’oggetto epifanico, il tramite

che mi mise in contatto con Andrea Pazienza. Come facevo a sapere che era lui?

C’era la sua firma dappertutto, arrotondata, dolce, come il suo tratto. Anche senza

quell’occasione probabilmente avrei conosciuto Andrea, sono sempre stato

appassionato dei racconti disegnati, e da piccolo il disegno era il modo in cui mi

168


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

esprimevo, più dell’italiano, della scrittura, si forse avrei incontrato Pazienza più

avanti, ma è andata così. Mentre scrivo, cerco di rispondere ad una domanda che lì

non feci ma a cui risposi istintivamente. Perché quelli e non altri pantaloncini o

costumi? Che cosa mi aveva così colpito-turbato? Quella donnina disegnata

assomigliava a Minnie Minoprio, soubrette televisiva degli anni settanta, che nei miei

sogni di bambino incarnava la fata turchina, la sirena ammaliatrice, indifesa e leggera

ma capace di scardinare qualsiasi difesa. Anche lei come quelle donnine aveva

pantaloncini di jeans cortissimi e una testa riccioluta enorme, da leonessa. Un

“segno” destabilizzatore nella tivù e nell’immaginario maschile di allora. E infatti ne

ricordo ancora il nome e non solo.

Quei boxer divennero il mio costume tutta l’estate. Alla fine rimasero brandelli di

stoffa, la salsedine se l’era mangiato tutto.

Cercai di conservarli, e non sono un feticista, quasi intuendo che quel nome e

cognome andasse al di là di quei pantaloncini, ma la mano ordinatrice di mia madre li

gettò nella rumenta. Pazienza per me voleva dire quei boxer e nulla più. Che

ignoranza. Poi qualcosa risvegliò quel nome dalla mia memoria.

Era una sera di tarda primavera, quella del ‘88, ero sintonizzato su una radio, stereo 1

o 2, adesso non ricordo. La radio mi faceva compagnia mentre ero piegato sui libri di

diritto, frequentavo giurisprudenza. Quella sera, davano uno special sul disegnatore

Andrea Pazienza, morto pochi giorni prima. Leggevano alcune sue storie e

169


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

raccontavano aneddoti, e tra un intervento e l’altro, si ascoltavano brani musicali di

autori amati dall’autore.

Presi una cassetta e registrai la trasmissione. Quello fu il modo in cui entrai nel

mondo di Andrea Pazienza. Comprai i suoi fumetti e iniziai a leggerli e rileggerli ed

ogni volta come in un libro magico nuove formule e immagini mi si dischiudevano

davanti. E’ curioso che ciò sia accaduto proprio nel momento in cui lui non c’era più.

Non è stato facile realizzare uno spettacolo tratto dalla sua opera. Ci sono voluti molti

anni. Primo perché non mi sentivo pronto, non avevo le capacità registiche,

drammaturgiche per intraprendere una tale impresa, poi perché non sapevo da dove

iniziare. Viveva dentro di me come un desiderio, a cui ogni anno mi rivolgevo come

alla mia Gerusalemme. Il lavoro è rimasto così in gestazione fino al 1988, anno in cui

ricorreva il decennale dalla morte di Andrea. Mi sono deciso a preparare una lettura

di alcune sue storie al Café Teatro La Madeleine di Genova, di cui ero direttore

artistico insieme ad Antonio Carletti e Luciano Neri. Spesso mi capitava di leggere le

stesse storie, a casa, in privato, tra amici. Quella volta decisi di farlo in pubblico e di

cercare di legare le storie secondo un filo conduttore.

Non lo sapevo, ma quello era un inizio. Quei fogli divennero un abbozzo di copione e

nel giugno dell’anno successivo partì il progetto “Nel segno di Paz”. Non volevo fare

uno spettacolo ispirato a Paz, ma uno spettacolo con le sue storie. Raccontarle usando

170


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

le sue parole e facendole rivivere attraverso corpi e voci. E qui arriva il difficile,

perché inevitabilmente un tentativo di tradurre per la scena delle storie disegnate

finisce per ridurle. Andrea era un disegnatore e attraverso il segno, le matite e i colori

esprimeva la sua arte. E’ stato lui stesso, ovvero l’attenta visione della sua opera a

darci un suggerimento. Ci sono storie, come in Pertini, in cui si vede un cespuglio e

delle nuvolette che contengono i dialoghi tra Paz e Pert, senza che questi si vedano, o

altri in cui i dialoghi sono immersi nel buio più profondo e solo alla fine i

protagonisti emergono nella loro interezza, a sorpresa con un coup de theatre. Non

potendo rivaleggiare con il segno di Paz, abbiamo spogliato la scena di qualsiasi

orpello scenico, l’abbiamo voluta nuda come un foglio da disegno prima che venga

inciso un qualsiasi tratto. E come dei detective, abbiamo seguito le sue tracce, i suoi

segni, infilandoci nei panni suoi e dei personaggi da lui creati. Su questa esplorazione

si basa il nostro lavoro teatrale.

Non c’è una vera e propria trama. C’è un inizio, il risveglio di Penthotal, ovvero il

suo richiamo alla realtà ed una fine in cui emergono dall’oscurità due personaggi

loschi, Custer e Morgan, presi sempre da Penthotal, che dichiarano la strumentalità di

un personaggio come Andrea Pazienza per far trionfare i propri fini e imporre il

proprio ordine democratico. In un momento visionario, Andrea esprime la paura di

essere manipolato dal sistema per veicolare atteggiamenti che fanno comodo al

sistema stesso. Paura non priva di fondamento allora, in cui l’artista si poneva spesso

171


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

e volentieri in opposizione e ancor più oggi in cui si mostra complice, pena

l’oscuramento e quindi l’inesistenza. Quei due personaggi assomigliano molto a certi

Bush e Rumsfeald che circolano ai giorni nostri. Ho voluto ritornare a Pentothal, per

la fine, perché mi sembra che in quell’opera ci sia già tutto quello che Andrea

avrebbe sviluppato successivamente, sia come tratto, che come storie. Un’opera in

cui è inscritto l’inizio e la fine. Nel mezzo si succedono una serie di storie intervallate

dalle apparizioni di Paz e Pert, che lottano per la libertà, e di una mosca-Pazienza che

fa da guida tra le varie fasi della sua vita e opera o semplicemente fa commenti ed

esprime le proprie opinioni, in maniera irriverente.

Dai ricordi personali si passa al viaggio a New York, alla ricerca del segno ‘80, a

racconti di vita studentesca e giovanile, con i tre baldi giovani Zanardi, Colasanti e

Petrilli. Nelle ultime storie la visione della realtà è filtrata da quello delle droghe, si

arriva così in un improbabile luogo, lontano dalla realtà e dalle sue tensioni, dove

però c’è sempre qualcuno che ti vuole portare via per rimmergerti nello star sistem o

semplicemente nell’industria artistica, come accade in Perché Pippo sembra uno

sballato! Si perdono i contorni della quotidianità e gli echi delle lotte studentesche,

così come avviene con gli anni ottanta, dove una generazione si inabissa e con lei le

loro speranze di un mondo diverso.

Alcune di queste storie sono state necessariamente riadattate, ma l’intervento è stato

minimo. Altre volte mi sono preso la libertà di reinventare delle storie partendo da

172


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

vignette diverse e mettendole insieme perché mi sembravano affini, così per stella

prometea, in cui si vede il vecchio Pert guardare il ciel, accanto a due carabinieri. In

questo caso ho sviluppato una scena con la presenza di Paz, dove il vecchio

presidente fa una lezione di astronomia al giovane partician, e conclude con ”stella,

fiore, notte”, che appartengono invece ad un’altra storia. Qui è il rapporto tra giovane

e vecchio che ha fatto pensare di poter accostare le due storie. Ma forse sarebbe più

interessante che ti mandassi il copione, dove potrai trovare i riferimenti e gli

adattamenti apportati. Non so se basta fare uno spettacolo o una mostra per

diffondere Paz. Paz è indubbiamente un controvirus all’idiozia, così come altri autori.

Il consiglio che mi sento di dare e di spacciarlo il più possibile, di far circolare i suoi

fumetti, di farlo conoscere ad amici, magari con una scusa, mettendolo sotto i loro

occhi in maniera apparentemente distratta o fare una tesi o parlarne ad altri

semplicemente. E’ importante ricordarlo con eventi che riconoscano la sua arte e la

sua importanza, ma anche al di fuori di questi. Altrimenti c’è il rischio che Paz

diventi un’istituzione, a cui dedicare una piazza, una statua, una biblioteca.

173


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.10 MORENO MIORELLI

Moreno Miorelli, nato a Rovereto (TN) l'11/07/56. Per anni coniuga la passione per la poesia con

quella per l'arte bizantina, in particolare approfondendo lo studio delle icone. Ha pubblicato due

volumi di poesia,"Tre Canti" ed. Campanotto (copertina e disegni interni di Andrea Pazienza) e

"Pretiosa Margarita Novella" ed. Kellermann. Nel 1985 ha conosciuto a Montepulciano, dove

risiedeva, Andrea Pazienza, divenendone co-inquilino, amico e collaboratore per quanto riguarda gli

aspetti poetici della sua opera ("Pompeo" e "Campofame"). Dal 1994 ha diretto rassegne di arte

contemporanea nel Nord-Est e in Slovenia, ideando Stazione di Topolò-Postaja Topolove, originale

luogo di incontri, multidisciplinare, sul confine italo-sloveno, imperniato sul rapporto tra arcaicità e

sperimentazione. Suoi articoli sono apparsi su diverse riviste e quotidiani nazionali e internazionali.

Ha tradotto per Grifo Edizioni opere a fumetti di Jodorowsky, Moebius, Druillet, Trillo, Yslaire,

Heuet (La "Recherche" di Proust). Ha scritto testi per il disegnatore Danijel Zezelj ("24ore",

"Stazione Topolò") e prefazioni a diversi album per Grifo Edizioni (Battaglia, Pazienza, Zezelj).

Una sua lunga testimonianza è parte del volume "Campofame", edito sempre per i tipi del Grifo.

Vive a Topolò, in provincia di Udine.

La cosa che maggiormente mi colpiva in Andrea, oltre alla straordinaria energia

vitale, era l’attenzione costante a tutto ciò che lo circondava. Un’attenzione

“democratica”, aliena da scelte ideologiche, estetiche, di sguardo. In ogni

accadimento, anche in quelli apparentemente banali o quotidiani, sapeva cogliere un

motivo di interesse, come se la vita si rivelasse, sempre, in ogni momento e in ogni

suo piccolo o apparentemente marginale dettaglio. Come se tutto fosse un aleph dal

quale è possibile scorgere l’intero mondo e il sistema che lo regge. Per questo, penso,

le sue giornate, e anche la sua vita, sono state lunghissime: perché mai o quasi mai lo

ricordo smarrito nelle paludi del passato o nelle fantasie del futuro. Il suo essere

presente “qui ed ora” ne faceva un entusiasta, come di un viaggiatore fortunato

imbattutosi nell’Eden. L’attenzione costante alla vita e la sua immaginazione fecero

174


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

di lui, anche e inesorabilmente, un poeta; un poeta che utilizzava il fumetto più che il

verso, ma un poeta dalla testa ai piedi, che dalla poesia si lasciava sconvolgere fino al

pianto e fino al dolore. Un poeta con tutte le benedizioni e le maledizioni e gli affetti

e le solitudini che tale investitura comporta. Non mi viene in mente nulla che non

fosse per lui un possibile motivo di storia, nulla che non potesse essere trasformato in

epica. Persino la noia, persino le bassezze. E la sua capacità di vedere la grandezza

nell’umiltà di tante vite oscure ne facevano anche un uomo saggio.

Lo so, sembra un’agiografia questa, ma proprio non mi vengono in mente “difetti” in

Andrea. Non ricordo momenti di noia. Chi gli stava intorno poteva solo rendersi

conto (grato di avere avuto una gran botta di culo) di essersi imbattuto in una creatura

con una o due marce in più o che non sprecava nessuno dei talenti datici in sorte.

175


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.11 ALBANO PAOLINELLI

Albano Paolinelli, professore al Liceo Artistico di Pescara, insegnava ad Andrea Pazienza una

disciplina pittorica, cioè Ornato Disegnato, che è materia d’indirizzo, dopo il biennio, nella sezione

Accademia, fino alla maturità.

Durante la sua adolescenza Andrea Pazienza era in possesso di doti

ironiche, era spiritosissimo e pieno di vita, sempre pronto a mettersi in

evidenza e consapevole di avere enormi qualità grafiche. Da parte mia, pur

avendo individuato l’intervento educativo su Andrea, il giudizio era

sicuramente superlativo; mi trovavo di fronte ad uno studente, come

dicevo sopra, al di fuori del normale che, cosciente di saper disegnare,

consumava l’intero spazio visivo disegnando senza crearsi una traccia,

senza un progetto ma di getto, riuscendo a costruire una serie di immagini

o una storia, con abilità. Io ritenevo che gli elaborati così costruiti avessero

bisogno di spazi di riflessione, di articolazione più funzionale per una

lettura più armonica. Nell’intervento educativo erano questi gli obiettivi

che mi prefiggevo, dopo scontri bonari, riflessioni e situazioni divertenti,

applicando quanto gli avevo consigliato, ebbe a darmi ragione e iniziava

così a lavorare su elaborati con una esecuzione grafica raffinatissima.

176


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Andrea sicuramente era uno studente particolarmente bravo e con grandi capacità;

anche altri studenti comunque mostravano spiccate doti creative in altri ambiti come

l’architettura, la pubblicità, la moda ,l’editoria ecc. Il mio compito è stato quello di

valorizzare le capacità per farli crescere artisticamente; in questa fase non è possibile

prevederne l’ascesa ma è solo augurabile.

Di Andrea ho tanti ricordi, piacevoli ricordi legati soprattutto alle continue

frequentazioni a scuola, nel mio studio, in galleria e in casa con la mia famiglia

quando a fine settimana decideva di non tornare a San Severo. Andrea era un ragazzo

molto curioso, era interessato a tutto, leggeva di tutto con una sete di “sapere”, sapere

all’infinito.

Voleva sempre provare, sperimentare capire come funzionavano le cose, riuscendo

subito a farle sue. Ricordo questa sua curiosità nei confronti dell’animazione filmica;

grazie alla mia esperienza in questo settore, abbiamo passato ore a disegnare per

animare alcuni suoi personaggi. La sua preparazione artistica è sempre stata rivolta

verso l’illustrazione e, quindi, ad una ricerca rappresentativa del linguaggio

fumettistico, di conseguenza di tanto in tanto si cimentava a costruire opere

pittoriche.

Per quanto riguarda le innovazioni tecniche che ha introdotto nel mondo delle nuvole

parlanti, esse sono tante; sopratutto è innovativo nella grafica, nel segno, per via di un

linguaggio più contemporaneo e ricco di formule moderne di rappresentazione,

177


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

rispetto al fumetto tradizionale. In sintesi, una proiezione più vicina all’occhio di un

regista cinematografico con una base tecnica proveniente dai “media” e ridotta ad una

grafica o a soluzioni grafiche molto personali. Una grafica di getto, senza l’uso di

tracce preparatorie per stabilire l’equilibrio compositivo, ma costruendo direttamente

l’immagine concepita già a livello mentale. In questo modo i suoi pennarelli

camminavano da soli, la sua mano sfiorava il foglio consegnandoci quei tanti e grandi

capolavori che oggi abbiamo ancora modo di ammirare.

Tra i molti personaggi che ha creato nei suoi fumetti, sono molto affezionato a

Pentothal perché nei personaggi che s’incontrano e nelle situazioni narrate, vi sono

riferimenti a me conosciuti; con quel pizzico di genialità narrativa è riuscito a darsi

vita in Pentothal con avventure sul filo della fantasia ma sfiorando la realtà.

Andrea nelle sue tavole ha raffigurato me e, spesso, un altro collega, Sandro Visca, al

quale era anche molto legato. Devo dire che motivo di scherno da parte mia era

proprio il fatto che mi divertivo a dirgli che non sapeva disegnare in quanto non

riusciva proprio a raffigurarmi; lui si arrabbiava e mi diceva “sei troppo regolare!”.

Sono presente sulle sue tavole sempre di spalle, o attraverso scritte quasi pubblicitarie

sulle pareti. Invece Visca, essendo alto, magro e con i baffi era il suo tipo grafico, gli

veniva bene insomma.

A questo proposito c’è da dire altro, e questa credo sia la spiegazione: all’età di 9-11

anni, Andrea aveva disegnato una tavola “ Il funerale di Andrea”, tavola conservata

178


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

dalla madre con altri disegni d’infanzia. Ho conosciuto Andrea solo al terzo anno di

Liceo, pertanto avrà avuto solo 16-17 anni.

Dopo la sua morte, la madre mi mostrava questa tavola e indicandomi un punto mi

faceva notare che uno dei personaggi rappresentati dietro al feretro potevo essere io.

Con grande imbarazzo, non solo mi sono riconosciuto in quell’immagine, ma ho

capito che era proprio quello il motivo per cui non riusciva a rappresentarmi mai. La

genialità di Andrea, nel subconscio, aveva fatto delle scelte; “ad Albano Paolinelli, il

dolore per la morte!”, idealizzando quindi personaggi sconosciuti che

successivamente sarebbero stati legati alla sua storia. Non è forse questo un segno?

Dopo il Liceo con Andrea ho avuto continui contatti, ci si vedeva spesso e veniva

sempre alle mie mostre. Ci sentivamo per telefono e io, passando per Bologna lo

andavo a trovare; si stava qualche ora insieme, si parlava soprattutto di arte, ma

poiché il mio rapporto era quasi paterno sono convinto di essere stato considerato un

“ rompi….”. Non facevo altro che dargli consigli e “cazziarlo”, e chiaramente Andrea

non si è mai aperto troppo; aveva qualcosa da nascondermi!

179


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.12 LUCA BOSCHI

Luca Boschi si occupa dal 1979 di fumetti, disegni animati, illustrazione e altri media; è apparso, in

veste di sceneggiatore, disegnatore, giornalista e talvolta direttore editoriale su testate come “Métal

Hurlant”, “Banc-Titre”, “L'Eternauta”, “Duel”, “Mickey Parade”, “Replay”, “Lupo Alberto”,

“Horror”, “Starcomìx”, “Paralleli”, “Topolino” etc. Per oltre dieci anni ha collaborato alle riviste

“Comic Art” e “Totem Comic” con scritti e disegni e nei primi anni Novanta ha curato le collane di

fumetti della DC-Vertigo: “Sandman”, “Shade”, “Hellblazer”, “Swamp Thing” e varie miniserie e

one shot. Per The Walt Disney Company ha scritto i volumi della collana “Walt Disney Presenta” e

contribuisce regolarmente a “Zio Paperone”, “I Maestri Disney”, “Classici Disney”, “Grandi

Classici Disney”. Per la Panini è supervisore per l’Italia di “Simpsons Comics” e delle altre

pubblicazioni di Matt Groening.

Insegnante di Fumetto e Cinema di animazione, autore e conduttore radiotelevisivo, ha collaborato

alle principali manifestazioni internazionali come il Salone di Lucca, Expocartoon (Roma), Dylan

Dog Horror Fest (Milano), Fiera del Libro per ragazzi (Bologna), Cartoomics (Milano).

Già Direttore Culturale di Lucca Comics, dal 2001 ricopre questa carica al Salone Internazionale

“Napoli Comicon”, che si tiene a Napoli a Castel Sant’Elmo.

Da solo o con colleghi giornalisti e critici ha scritto saggi e monografie sui comics, fra cui Frigo,

Valvole e Balloons, col quale nel 1997 ha vinto la prima edizione del Premio Franco Fossati per il

miglior saggio dell’anno. Nel 1991 ha vinto il Premio Comics World come miglior critico

specializzato italiano, nel 1994 il Premio “Fumo di China” per la migliore rivista italiana (“DC

Comics Presenta”), nel 1996 quello per il miglior sceneggiatore umoristico.

Personalmente, devo dire che prima ancora di conoscere personalmente Andrea, del

quale ho qualche in mese in più, ho conosciuto Pentothal, sulle riviste della Milano

Libri, dove si parlava del movimento a Bologna, città nella quale anch’io mi stavo

spostando di quando in quando, in una casa di amiche trasferitesi lì proprio in quel

periodo. La loro casa era piena di gente del movimento, che dormiva per terra in

sacco a pelo, qualcuno conosceva di persona Andrea. Poi, avremmo mantenuto un

certo contatto con il fratello, indipendentemente da ragioni fumettistiche.

180


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Le tavole di Pentothal mi hanno fatto pensare che sarebbe stato possibile (ancora)

disegnare fumetti. Avevo tentato di farlo sin dai tempi delle Medie spedendo tavole a

destra e a manca. E Andrea mi ha spinto a riprovare, così sono (diciamo così) entrato

nel giro, nell’estate ’88 ne ho disegnate alcune, abbastanza deliranti, che sono state

pubblicate subito dopo dalla Mondadori. E così ho proseguito. Quindi,

all’inconsapevole Andrea devo questo impulso che altrimenti chissà come e quando,

e se, sarebbe mai venuto. Forse, non in quel periodo, in ogni caso.

Poi, ho conosciuto tutto il gruppo, prima ancora della nascita della rivista

superpatinata che avrebbe presentato al Salone di Lucca, prima che si unisse a loro

Vincenzo Sparagna. Quella strana amalgama di personaggi aveva comunque una sua

precisa identità: Tamburini era scrupoloso e anche un po’ organizzatore (soprattutto

di se stesso), era piccolo, un po’ ansioso, trafelato, tendente al grassotto. Per

contrasto, Pazienza era snello, bello, flemmatico, aveva i capelli folti e l’eloquio

magnetico, era capace di intrattenere e trascinare chi lo ascoltava con l’arte di un

cabarettista minimalista: sembrava quasi un Massimo Troisi non dialettale. Scòzzari,

invece, era piccolo, nevrotico, bravo anche perché determinato a migliorarsi, ma la

carota che lo istigava a procedere era soprattutto l’invidia, come non aveva difficoltà

a dichiarare; una sana invidia di chi nell’arte era più dotato di lui, circostanza che

ritiene impietosamente offensiva.

181


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Il 1977 era un periodo duro. Nessuno mi toglie dalla testa che sia stato per calcolo

che si sia fatta circolare l’eroina nel giro di “questi giovani sin troppo agitati”. Andrea

è fra i primi a parlarne, nei suoi fumetti.

Con Perché Pippo sembra uno sballato?, che compare su un numero di “Cannibale”

che ha quattro diverse copertine (fittiziamente nn. 4–7), Pazienza dà una virata di

bordo proprio sul tema del consumo quotidiano della droga. Questo argomento, da

allora, ricorrerà spesso nella sua produzione, anche con risvolti tragici e citazioni

personali, come nel romanzo Gli ultimi giorni di Pompeo, che vedrà la luce nella sua

forma integrale in un volume degli Editori del Grifo, dieci anni dopo Perché Pippo

sembra uno sballato?

Sino ad allora, di solito i fumetti italiani avevano teso ad associare gli stupefacenti a

storie giallastre di criminalità comune, a cascami della “dolce vita”, a gruppi ristretti

e ostili di consumatori, portatori di valenze schematicamente negative, stigmatizzati

dagli autori con sciatteria e superficialità. D’altronde, anche i giovani contemporanei,

parafricchettoni o beat, prima di questi anni di fumetti irripetibili erano stati onorati

di qualche fumettistica attenzione quasi solo da autori comici che li mettevano alla

berlina.

Il fumetto “prepazienziano” più mirato, e baciato dal successo del pubblico, era stato

fino ad allora il longevo Teddy Bob (dal 1966 al 1974), scritto da Pier Carpi e

Michele Gazzarri, con i disegni di un Giorgio Montorio celatosi sotto lo pseudonimo

182


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

esotico di George Montague. Il dizionario fantasioso e artificioso che Teddy Bob

presenta non si differenzia troppo, nello spirito, dai crogiuoli lessicali o dalle

interiezioni di altri fenomeni del fumetto italico di quegli anni, da Pappagone a

Kolosso. Eppure, il gergo teen inventato da Pier Carpi e colleghi sarebbe stato un

ottimo modello a distanza di tempo, mutatis mutandis, per i protagonisti degli

analoghi giornaletti paninari dell’86. Ben altro spessore ha l’operazione di creatività

linguistica compiuta da Pazienza, che semmai rivela qualche punto di contatto con i

ridondanti slang inventati da Jacovitti, per esempio per Tom Ficcanaso su “Il Giorno

dei Ragazzi”, per Baby Tarallo su “Il Giorno del lunedì”, o per Gionnipeppe su

“Linus”. Ma le vere pietre di paragone restano ancora una volta, per Pazienza come

per tutti i “cannibalisti”, i comic books underground americani. È lo stesso Andrea a

raccontarlo, in un frammento inedito del suo video Il segno di una resa invincibile:

“Perché Pippo sembra uno sballato fa parte di una serie di storie pubblicate su

“Cannibale” intorno agli anni ‘78-’79, fra le prime cose che ho fatto. Si ispiravano a

dei fumetti americani sul tipo di quelli che faceva Gilbert Shelton con i Freak

Brothers, o Robert Crumb con Fritz il gatto. Queste storie, per l’appunto,

appartengono a un periodo molto limitato nel tempo, in quanto non sono mai riuscito

a ricostruire quella particolare forma mentis che mi permetteva di usare un linguaggio

– il cosiddetto linguaggio dei fricchettoni del deserto – molto particolare, che era una

183


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

mescolanza di dialetto pugliese, alcune parole di francese e altre assolutamente

inventate.

“Il “problema della droga” (scritto tra virgolette) nasce appunto per la prima volta in

quelle storie. La droga però, nel senso del racconto, subirà un’evoluzione per quelli

che erano i suoi significati. All’inizio era un modo per far sballare i personaggi e farli

comportare in modo assurdo, per giustificare i loro comportamenti, in qualche modo.

Diventerà in seguito, invece, il “tesoro nascosto”, un po’ alla Huckleberry Finn: il

tesoro che gira nelle tasche dei ragazzi di oggi. Quelli riescono a spendere cifre

favolose, addirittura per i loro genitori, o favolose oggettivamente. Per nessun’altra

cosa spenderebbero, o si sbatterebbero, così tanto. La droga diviene una merce di

scambio, ad alto valore, è capace di giustificare o di garantire la verosimiglianza di

alcuni comportamenti. Nello specifico, degli atti di violenza, o comportamenti ai

limiti dei criteri di giudizio della nostra società.”

Il bellissimo Pippo che sembra uno sballato assurge a testimonial obbligato della

“fase un po’ più organizzata” di “Cannibale”, quando all’inizio del 1978 la rivista si

collega in modo stretto al “Male”. In quella coincidenza, la direzione responsabile

passa prima a Calogero Venezia (costretto ad abbandonare il campo, sepolto dalla

valanga di denunce dei beffeggiati) e poi a Laura Terzoli, giornalista della Condè

Nast, figlia del gigante dello show televisivo Italo Terzoli e amica di Mattioli. Così,

“Cannibale” ottiene un’attenzione un po’ maggiore da parte della distribuzione

184


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

nazionale, affidata alla società Primo Parrini & C., e sembra giunto il momento di

prepararne un rilancio.

Proprio il Pippo di Paz compare sull’unica locandina data alla luce da “Cannibale”

nella sua storia. Scòzzari si impegna ad affiggerla in centinaia di copie sui muri di

Milano, benché questo compito spetti, per contratto, alla Parrini.

Oltre ai fumetti disneyani (e in particolare al Donald Duck di Carl Barks), oltre a

Jacovitti, tra le influenze che Pazienza assorbe c'è anche “certo Mœbius”, per sua

stessa ammissione. Ed è del tutto evidente, specie nella sua produzione per “Alter”,

oltre che per la elusività narrativa delle trame (il famoso fumetto a forma di elefante e

di fiammella?), anche per la sua tecnica di chiaroscuro a tratteggio, alternata a una

personale linea chiara. Come Mœbius, anche Andrea ha uno stile a metà strada tra il

realismo e l'ironia. Come lui caratterizza molto i personaggi, ne calibra la recitazione,

ne deforma le espressioni per renderli più efficaci. Ed è certo che i suoi lettori gli

saranno complici nella decodifica.

Andrea era un grandissimo, quando ho saputo cosa gli era successo (dalla mia moglie

di allora, che lavorava alla Milano Libri e aveva ricevuto una telefonata in redazione

la mattina dopo) sono rimasto scioccato per un po’.

Parlarne è uno dei modi che abbiamo per tenere viva la sua arte, mentre le sue

effimere tavole a pennarello si stanno dissolvendo.

185


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.13 FRANCO BERARDI

Franco Berardi, conosciuto come "Bifo", partecipa al movimento del '68 nella Facoltà di Lettere e

Filosofia dell'Università di Bologna, dove si laurea in Estetica. Nel 1970 pubblica con Feltrinelli il

primo libro, intitolato Contro il lavoro. Nel 1975 fonda la rivista A/traverso, mentre nel '76

partecipa alla redazione di Radio Alice. Nel 1977 fugge da Bologna dove la polizia lo cerca per

istigazione all'odio di classe a mezzo radio, e va a Parigi, dove pubblica da Seuil Enfin le ciel est

tombè sur la terre. Rientrato in Italia pubblica La barca dell'amore si è spezzata, e poi si trasferisce

a New York, dove collabora alla rivista Semiotexte, e da dove manda articoli per la rivista milanese

Musica 80. Viaggia a lungo in India, Messico, Nepal, Cina. Ritornato in Italia nel 1985, con alcuni

amici apre Topia, centro per l'ecologia mentale. In quegli anni comincia ad occuparsi del fenomeno

della rete telematica, pubblica sulla rivista Alfabeta l'articolo Tecnologie comunicative che

preconizza l'esplosione della rete come fenomeno sociale e culturale decisivo. Nel 1989, dopo un

periodo di studio in California pubblica l'opuscolo Cyberpunk con l'editore Synergon. Segue Piu'

cyber che punk, Cancel, Politiche della mutazione e Mutazione e cyberpunk. Nel 1991 partecipa

come attore e come sceneggiatore al film Il Trasloco di Renato De Maria. Nel 1994 organizza, con

il consorzio università città di Bologna il convegno internazionale Cibernauti, che viene pubblicato

in quattro volumi da Castelvecchi. Pubblica Come si cura il nazi, Neuromagma, e recentemente

Exit, il nostro contributo all'estinzione della civiltà. Attualmente è impegnato nella creazione di un

museo virtuale tra le nove città della cultura europea del 2000, e nel lancio del libro La nefasta

utopia di Potere operaio.

Quando ho conosciuto Andrea? Mi par di ricordare che me lo presentò l’editore

milanese Dario Fiori, che a quell’epoca pubblicava la collana Squilibri, ed era grande

amico di quel giovanotto sprezzante e timido arrivato da San Severo che disegnava

benissimo. Tra il ’78 e i primi anni ottanta Paz frequentava la casa in cui abitavo a

l’epoque, una specie di casa collettiva che si trovava nel centro di Bologna, in Via

Marsili. L’argomento preferito erano le droghe. Andrea camminava a grandi passi nel

salone, si arrampicava sui tavoli e sui letti, faceva sempre un grande casino. Nel 1981

litigammo. Non ricordo più bene la ragione. Lui mi aspettò seduto sulla sua grossa

moto Kawasaki. Io sbucai fuori sul mio Solex, lui si parò davanti tagliandomi la

186


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

strada, e mi disse: se sei un uomo scendi da quel Solex e battiamoci. Io gli dissi:

Pazienza, tu sei suonato, e me ne andai lentamente per la mia strada. Gli piaceva

avere queste pose da cavaliere antico, gigioneggiare agitando le sue lunghe braccia.

Come un personaggio dei suoi fumetti, naturalmente. Viveva per provare scene da

disegnare.

Il Movimento del 1977 di Bologna era fatto da coloro che si sentivano tagliati fuori.

Eravamo tutti dei marginali, un po’ marginali anche rispetto al Movimento. Pazienza

veniva dal suo raffinatissimo mondo un po’ barbarico, quello stesso dal quale

proviene D’Annunzio, quello da cui provengono i personaggi di Silvia Balestra, un

mondo primitivo ed ombroso dal quale sbucano fuori personaggi giganteschi, che

però rimangono un pò ai lati della scena, a guardare quello che accade per raccontare,

favoleggiare, mitologizzare. Non credo che Andrea partecipasse alle assemblee,

personalmente non me lo ricordo in quel contesto. Ma il movimento non era solo le

assemblee, erano le serate in piazza a fumare afgano, i concerti improvvisati nelle vie

cittadine.

Io non so quasi niente di fumetto. Quello che so l’ho imparato da tre persone: Giorgio

Lavagna, Giampiero Huber e Filippo Scòzzari. Ma quando penso al fumetto mi viene

in mente soprattutto Andrea Pazienza.

187


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.14 AMEDEO MINGHI

La storia di Minghi inizia alla meta' degli anni '60, quando il giovane Amedeo si presenta alla

Ricordi per una audizione; il provino va bene e si traduce nell'incisione del 45 giri "Alla fine".

Bisognerà aspettare parecchi anni prima di incontrare nel 1976, "L'immenso", il suo primo successo

vero; poi per alcuni anni Minghi si dedica a scrivere canzoni per altri. Nel 1983 dall'incontro con un

giovane poeta romano nasceranno alcune pietre miliari del suo repertorio quali "1950", "St.Michel",

"Quando l'estate verrà", "Sognami", "Emanuela e io", "Cuore di pace", "Ladri di sole".

Anni dopo Minghi produce e pubblica a sue spese “Serenata” prima, e il disco destinato finalmente

a promuoverlo nell'Olimpo dei grandi: "Le nuvole e la rosa". Segue l’album “Forse si musicale” che

è accolto con entusiasmo e dà il via ad un successo destinato a crescere. Minghi quindi pubblicherà

due album live, "La vita mia" e "Amedeo Minghi in concerto", e una raccolta, "Nenè".

Parallelamente a quella di interprete ed autore, la grande capacità descrittiva della sua scrittura lo ha

portato in questi anni ad una intensa attività parallela di compositore di colonne sonore per la

televisione. Nella seconda metà degli anni '90 pubblicherà altri lavori di grande successo come

"Come due soli in cielo", "Cantare è d'amore", fino a "Decenni".

Il percorso artistico di Amedeo Minghi saluta la fine del XX secolo con “Un uomo venuto da

lontano” dedicato al Papa , e "Gerusalemme", brano commissionato dal Vaticano in occasione del

Giubileo 2000. Sempre nel 2000 Amedeo Minghi pubblica il suo 20° album: Anita.

Quando pensammo a lui per illustrare la copertina di Cuori di pace ci

entusiasmammo subito all’idea e anche se il suo coinvolgimento ci sembrava

complesso tentammo comunque. Con nostra grande sorpresa, io e i miei

collaboratori, scoprimmo che non solo, bontà sua era un mio ammiratore, ma che

inventare la copertina di quell’album lo avrebbe divertito moltissimo. L’opera, perché

tale è, ci arrivò esattamente così come tutti la vedete; era perfetta. Non ci

incontrammo mai, come succede nella maggior parte dei casi fra artisti, ma l’intesa fu

totale. All’inizio per pochi istanti una sorta di scompiglio assalì le nostre menti ma

durò pochissimo e Micocci lo chiamò per congratularsi del suo talento. Non vidi mai

Andrea né ascoltai la sua voce. Mi parla adesso però. Con la sua arte. Grazie ancora

188


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Andrea e grazie a lei Antonio perché ricorda e farà ricordare chi non dovrebbe mai

essere dimenticato. Con affetto Amedeo.

189


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.15 LUCA RAFFAELLI

Conosciuto dalla maggior parte del pubblico soprattutto per il suo testo di critica Le anime

disegnate, Luca Raffaelli ha anche scritto il saggio I fumetti (Il Saggiatore, 1997). Inoltre Raffaelli è

particolarmente attivo nel campo dei fumetti in altri ruoli, da scrittore ad autore televisivo, da

organizzatore di una delle due fiere fumettistiche romane, Romics, a direttore artistico di Castelli

animati, una delle più importanti kermesse dedicate all’animazione internazionale. Attualmente

Raffaelli ha curato le prefazioni dei volumi della collana I classici del fumetto di Repubblica.

Ci sono azioni che vanno preparate, come quando un atleta si prepara al salto in alto.

Che vanno pensate, coordinate, calcolate. Come certe opere della creazione che

hanno bisogno di una lunga gestazione, di calcoli, di budget, di verifiche, di anni di

lavoro. Anche nel fumetto ci sono. E forse il Tex di Magnus, sette anni per impostare,

capire, studiare e poi disegnare, rifinire, perfezionare, è l’esempio eccellente in

merito. Ci sono al contrario delle azioni che si eseguono istintivamente, per

immediato impulso creativo ed emotivo. Come la battuta del comico che arriva come

atto di pura improvvisazione, quando commenta qualcosa d’imprevisto accaduto tra il

pubblico. O come l’esultanza al gol, il momento di gioia incontenibile la cui

manifestazione sfugge al controllo di giocatori e tifosi.

La creazione di un fumetto da parte di Andrea Pazienza era questo: un’azione

naturale, un fatto istintivo, logico, ovvio. Quasi che il fumetto sia stato inventato per

esaltare tutte le sue doti, che non erano solo quelle di grande disegnatore, ma anche

quelle di poeta che sa inventare linguaggi nuovi, di musicista che sa dare ai lettori il

190


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

tempo della lettura, di artista che sa offrire tanti stili diversi seguendo non

un’impostazione artistica ma l’arcobaleno di tutte le sue emozioni. Andrea Pazienza

realizzava pagine a fumetti così come un cavallo galoppa, o una rondine vola. Come

il fatto più naturale del mondo.

Tanto è vero che con lui un problema poteva essere quello del rispetto delle

consegne. Difficile costringere Pazienza a galoppare o volare, difficile costringerlo a

farlo come fosse un lavoro, come qualcosa che non debba nascere tra i banchi di

scuola, come fantastica e gioiosa comunicazione creativa tra i suoi compagni di

scuola. Il fumetto è stato sempre soprattutto questo per Paz, lo sfogo di un

sentimento, di un’emozione, di una voglia che partiva dalla pancia e che non si

poteva fermare, che passava per le braccia e poi arrivava al foglio con la naturalezza

di un’onda e con la potenza di un fulmine.

Non si tratta solo di questa scrittura automatica di cui si è detto a proposito di

Moebius e Jacovitti, due autori che, peraltro, lui ha amato molto. In Moebius cioè

Giraud, il fumetto non costruito è stato il risultato di una ricerca personale. In

Jacovitti quella tecnica particolare permetteva la trasposizione del suo straordinario e

stralunato, divertentissimo ed unico mondo interiore. Pazienza non ha fatto nessuna

ricerca per arrivare ad essere Paz. E i suoi mondi sono tanti, infiniti, così come i suoi

segni, le sue atmosfere che coprono tutto l’arco dell’emozione umana. I suoi fumetti

possono fare piangere dal ridere, riempirci di malinconia, atterrirci, farci ridacchiare,

191


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

colmarci di complicità, sorprenderci (sempre), farci arrabbiare (per tanti diversi

motivi), disperarci, e comunque, più di tutto, riempirci di una sincerità assoluta,

esplosiva, meravigliosa. Non filtra le emozioni del mondo, Pazienza; piuttosto le

amplifica. Ci fa sentire i palpiti dell’universo, ci rende conto di emozioni planetarie

che passano attraverso di lui e che la sua mano raccoglie sul foglio, come fosse una

vendemmia, la raccolta del grano. Come la manna piovuta dal cielo.

“Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattr’anni, sono alto

un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili. Sono nato a San

Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese, ho un fratello e una sorella di ventidue e

quindici anni. Disegno da quando avevo diciotto mesi, so disegnare qualunque cosa

in qualunque modo. Da undici anni vivo solo. (?) Mi rado ogni tre giorni, mi lavo

spessissimo i capelli e d’inverno porto sempre i guanti. (?) Disegno poco e

controvoglia. (?) Morirò il 6 gennaio 1984”.

Questa una stravagante autobiografica dell’artista, scherzosa non troppo, e più timida

che narcisa. A ventiquattro anni era nel 1980 e Pazienza già un grande del fumetto.

Aveva pubblicato su Alter Alter “Le straordinarie avventure di Pentothal”: le sue

tavole furono visionate in redazione da un Hugo Pratt sorpreso e incredulo di fronte a

tanta qualità. Quelle avventure sono un resoconto vitale, sincero (come sempre) – in

cui i disegni esprimono non solo la realtà delle cose ma anche quella deformante

delle emozioni e dei sentimenti – un resoconto, dicevo, della contestazione

192


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

studentesca del ’77. quella contestazione che pretendeva l’immaginazione al potere.

E Andrea su questo non poteva non essere d’accordo; sul resto, che viveva da vero

autonomo, aveva un coinvolgimento più emotivo, più poetico che politico. Non

poteva Andrea non farsi trasportare dai suoni, dalle luci, dalle parole di quella

Bologna spontanea nella liberazione della gioia, della passione e del dramma di

essere in quel ponte sospeso che è l’età in cui si comincia a dover diventare adulti. Un

ponte che a molti è crollato sotto i piedi, togliendo certezze, soprattutto collettive, che

sembrano infrangibili.

Leggere cronologicamente i fumetti di Andrea Pazienza vuol dire seguire il corso

della sua vita, oltre che di un piccolo, purtroppo troppo piccolo segmento di storia

italiana. Certo, tutto il suo lavoro è condizionato dalle situazioni in cui si trovava ad

operare. Da Cannibale ad Alter Alter, appunto, da Frigidaire al Male, da Cuore a

Corto Maltese fino a Comic Art, i fumetti di Andrea sono lo specchio dei suoi

sentimenti nei confronti della vita. Scanzonato ed aperto, all’inizio, poi libero ed

entusiasta, poi più di un rimpianto da gridare nei confronti della vita. Ma ci ha

lasciato lui il rimpianto più grande. E lascia davvero increduli che il destino di un

ragazzo geniale, bello, ammirato e amato come lui, non gli abbia permesso di arrivare

alla maturità, alla vecchiaia. Nessuna retorica: quello che avrebbe potuto dire Andrea

Pazienza sugli anni che stiamo vivendo non ce lo dirà nessun altro. E sarebbe stato

bellissimo vedere come questo tempo sbandato avrebbe potuto condizionare l’altro. E

193


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

invece Andrea se n’è andato, appena quattro anni dopo le sue previsioni, lasciando i

suoi lettori increduli. Orfani. E credo che saranno orfani di Andrea anche quelli che

lo conosceranno, senza incontrarlo personalmente o senza averlo visto durante le sue

performance, quando dava vita ad affreschi dominando lo spazio o disegnava di getto

un disegno dietro l’altro domando il tempo.

194


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

9.16 PABLO ECHAURREN

Pablo Echaurren, illustratore e pittore, è nato nel 1951 a Roma dove vive e lavora. Inizia a dipingere

nel 1969 miniando piccoli fogli ripartiti come strisce di fumetti. In questa visione "a quadretti",

dove confluiscono immagini scientifiche dei libri di storia naturale e il mondo del fumetto. Dal

1971 entra in contatto con il critico-gallerista Arturo Schwarz che organizza le sue prime mostre a

Milano e all'estero, negli anni '80 partecipa a importanti mostre collettive. In questi anni l'artista

rivisita le avanguardie storiche, futurismo, dadaismo, cubismo, nutrendole di immagini telematiche

e messaggi massmediatici. Al lavoro di pittore affianca un'attività di illustratore e di autore di

fumetti d'avanguardia. La sua produzione si sviluppa in una continua contaminazione di generi, in

un alternarsi tra arte e arti applicate. Nel 1993 collabora ad alcune iniziative intese a valorizzare le

espressione artistiche nate dalle situazione di difficoltà esistenziale quali prigioni e manicomi. Ha

pubblicato diversi libri. Tra le principali mostre personali ricordiamo quelle che si sono svolte alla

Galleria Giulia di Roma, le mostre antologiche alla Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di

Arezzo, presso la Casa del Mantegna a Mantova e l'esposizione di ceramiche a Faenza.

Era convinto che per essere una rock-star non fosse necessarissimo cantare, suonare,

stramenarsi in un gruppo super-sonico, scalare le classifiche, hitpareidarsi, stare nei

top-twenty. Siccome non ne era capace decise che sarebbe bastato saper disegnare. E

ci riuscì. Fu l'unica pop-star che l’Italia conobbe da vicino. Gli altri, i cantautori, i

complessi, erano solo d’inferiorità evidente afflitti da sindrome di melensaggine

all'ultimo stadio, schiavi della melodia, e glielo dia, se proprio lo vuole, se insiste,

incapaci di colpire direttamente al cuore. E che ci abbiamo mai avuto, noi poveracci,

cose tipo il Macellaio e i Suoi Cani oppure ancora Johnny Motorino o viceversa Gli

Strambi o i Plasmatici o anche i semplici Scarafaggi? No, no, non c'è possibilità di

errore, Andrea fu l'unico scrittore che il suo tempo sia riuscito a spremersi fuori e

senza servirsi dei lassativi televisivi, intrattenitivi per lavativi che pensano di bucare

il video o la pagina ma riescono tutt'al più a sfondare le palle. Macché trenini di

195


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

panna, tondelli, pelandroni rondelli coi busi o senza, è Andrea il solo bardo

d’azzardo, il trovatore, l’inventore di lingue d'occasione buone per una stagione di

fuoco, giù fino all’inferno, biglietto prepagato di sola andata, senza ritorno. Mica

colpetti di fioretto per premi letterari dal sapore sopore digestivo tipo Strega, coca-

Buton, centerbe e altri sonniferi, lui menava fendenti fetenti da mozzar la testa a tutti

i contendenti. Scriveva per disegnare e, dato che sapeva disegnare da dio, aveva

bisogno di un testo all'altezza, non un pretesto, un semplice palinsesto da grattare via

via, da illustrare, decorare. A lui serviva materia buona, robba pura. Provate a leggere

le sue pagine anche senza guardare le figure e mi capirete. Provate a guardare le

figure senza leggere le parole e mi capirete due volte. Grandissimo nel primiero caso,

immenso nell'altro. E voi critici letterari del cazzo, gazzettieri, gazzettieri dell'altro

mondo dove eravate? Dove siete ancora adesso che correte appresso a quelle Pulpette

avvelenate che non gli potrebbero neanche allacciare le scarpe da tennis a duemila

stringhe incrociate? Aprite gli occhi, sturatevi le orecchie e fatela finita di cercare tra

i recinti degli scrittori da batteria, da abbattere, da battere perché vengano ancora più

teneri, imparate a guardarvi intorno, andate oltre, andate affanculo. Ma ad Andrea

non gliene sarebbe importato un granché di voi, a lui importava di essere

semplicemente adorato dai suoi fan. E faceva i capricci, come si addice a una vera

star rocciosa che si fa cambiare la carta da parati nella suite d’hotel five stars se no

non ci mette neanche piede, o vuole casse di Dom Perignon millesimato e

196


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

preziosissima acqua Perrier firmata e datata e limousine alla porta e tutto quello che

un'immaginazione consumista esigente può elaborare anche senza aver avuto

un'infanzia proprio indigente. Solo che nel fumetto deficiente non giravano soldi, niet

$$$, scappavano via a gambe levate quando vedevano un autore, un disegnatore, un

umile illustratore, all'epoca come imprenditori liquidatori c'erano Sparagna, che è

tutto un programma, e Paganelli, detto Nelli perché desiderava ardentemente la

soppressione dal vocabolario della terza persona presente singolare del verbo pagare.

Così una volta Andrea, per fare il ficomassimo e darsi le superarie, mi chiede se sono

stato anch'io invitato a una certa solita manifestazione culturale per la quale gli hanno

chiesto un intervento da spavento. Io dico che di andar sempre gratis mi sono rotto e

lui con aria da grande paraculo che detta regole come un generale sconfiggidor, che

insomma potrebbe anche farsi cambiare la carta da parati e le limousine ecc.ecc., mi

dice che no, neanche lui ci va più a gratis, ma, anzi, che questa volta ha preteso,

gliel'ha cantata che un genio abbisogna di carburante cerebrale, che gli facessero

trovare sul tavolo una bottiglia nientemeno che di mitico Chivas che è fatto per chi se

ne intende di beveraggi extralusso. Autentico vischi da carosello di ricchi che vanno

al compleanno di altri ricchi e non sanno che regalo fare perché tanto quelli ci hanno

già tutto e allora si portano dietro la bottiglia in pura cristalleria Usa e getta e l’autista

Ambrogio in livrea cogli alamari serve calamari in friol e cioccolatini tutti d'oro che

si trovano poi solo 3 x 2 alle cooperative di consumo popolari. «Ma Andrea una

197


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

bottiglia di Chivas costerà sulle 15.000 mica uno sproposito della Madonna Ciccone,

allora molto meglio assai una strapizzona millestagioni con boccalone annesso e

connesso che così sì che li sbanchi 'sti straccioni».

Questo gli dissi: ci rimase un poco male assai, colpito negli affetti più cari e profondi

che in nessun modo poi li rifondi. Prima pagare poi dialogare, dell’arte ignorante o di

qualsiasi altra.

198


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

FUMETTOGRAFIA

LA SETTIMANA HA OTTO DI’

1977 Edizioni squilibri - a cura di Francesco Schianchi - illustrazioni di Andrea Pazienza

AFICIONADOS

1981 Primo Carnera Editore - Suppl. Frigidaire n. 8-9 - spillato - col.

1992 Editori del Grifo - I classici del Grifo n. 8 - Montepulciano (SI) - brossurato - col.

1993 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - cartonato - col.

IL LIBRO ROSSO DEL MALE

1981 Il Male edizioni - I quaderni del Male n. 1 - Suppl. Il Male n. 49 del 29/12/1980 - Roma - col.-

b/n

1991 Editori del Grifo - La nuova mongolfiera - Montepulciano (SI) - brossurato - col.- b/n

LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI PENTOTHAL

1982 Milano Libri Edizioni - Milano - cartonato - b/n

1989 Rizzoli Milano Libri - Milano - b/n

1997 Baldini & Castoldi - Milano - brossurato - b/n - Edizione critica - a cura di Felice Cappa

ZANARDI

1983 Primo Carnera Editore - Milano - brossurato - col.- b/n

1988 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - col.- b/n

1993 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - brossurato - col.- b/n

1994 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - cartonato - col.- b/n

1998 Baldini & Castoldi - Milano - brossurato - col.- b/n - Edizione critica - a cura di Felice Cappa

PERCHE’ PIPPO SEMBRA UNO SBALLATO

1983 Primo Carnera Editore - Milano - brossurato - col.- b/n

1992 Editori del Grifo - I classici del Grifo n. 4 - Montepulciano (SI) - brossurato - col.- b/n

1992 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - cartonato - col.- b/n - Edizione a tiratura limitata

(1500)

PERTINI

1983 Primo Carnera Editore - Milano - brossurato - b/n

1998 Baldini & Castoldi - Milano - brossurato - b/n - Edizione critica - a cura di Felice Cappa

GLAMOUR BOOK

1984 Glamour International Production - Firenze - brossurato - col.- b/n

199


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

TORMENTA

1985 Milano Libri Editore - Milano - brossurato - col.- b/n

1992 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - brossurato - col.- b/n

1993 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - cartonato - col.- b/n

CATTIVE COMPAGNIE

1985 Babel editore - Atene (Grecia)

GLAMOUR BOOK 2

1986 Glamour International Production - Firenze - brossurato - col.- b/n

I DIRITTI UMANI

1986 Editrice Comic Art - Roma - cartonato - b/n

PAZEROTICUS

1987 Glamour International Production - Firenze - The secret book of glamour - b/n-col.

POMPEO

1987 Editori del Grifo - La nuova mongolfiera - Montepulciano (SI) - brossurato - b/n

1994 Editori del Grifo - I classici del Grifo n.14 - Montepulciano (SI) - brossurato - b/n

1997 Edizioni Di - Castiglione del Lago (PG) - cartonato - b/n

2000 Baldini & Castoldi - Milano - brossurato - b/n - Edizione critica - a cura di Felice Cappa

ZANARDI E ALTRE STORIE

1988 Comic Art - Serie Grandi Eroi n. 20 - Roma - cartonato - col.- b/n

1988 Comic Art - Serie Grandi Eroi n. 20 - Roma - brossurato - col.- b/n

1995 Comic Art - Serie Best Comics n. 40 - Roma - brossurato - col.- b/n

AGENDA VERDE 1988

1988 Editori del Grifo/Lega per l’Ambiente - Montepulciano (SI)

COSE D’A.PAZ.

1988 Primo Carnera Editore - Milano - brossurato - b/n

THE GREAT

1988 Primo Carnera Editore - Milano - brossurato - b/n

ZANARDI. LA PRIMA DELLE TRE

1988 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - brossurato - b/n

2004 Edizioni Di - Castiglione del Lago (PG) - brossurato - b/n

ANDREA PAZIENZA

1989 Comic Art - Serie Grandi Eroi n. 32 - Roma - cartonato - col.- b/n

1989 Comic Art - Serie Grandi Eroi n. 32 - Roma - brossurato - col.- b/n

200


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

1995 Comic Art - Best Comics n. 41 - Roma - brossurato - b/n

STURIELLET

1989 Editori del Grifo - La nuova mongolfiera - Montepulciano (SI) - brossurato - col.- b/n

1992 Editori del Grifo - I classici del Grifo n. 6 - Montepulciano (SI) - brossurato - col.- b/n

1993 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - cartonato - col.- b/n - Edizione a tiratura limitata

(1500)

SOTTO IL CIELO DEL BRASIL

1990 Editori del Grifo - La nuova mongolfiera - Montepulciano (SI) - brossurato - col.

2000 Edizioni Di - Castiglione del Lago (PG) - cartonato - col.

SULLA VIA DELLA SETA n. 1

1991 Edizioni ART Core - col.- b/n

ZUTTANGO

1991 Editori del Grifo - La nuova mongolfiera - Montepulciano (SI) - brossurato - col.- b/n

BESTIARIO

1992 Editori del Grifo - Montepulciano (SI) - cartonato - b/n

2002 Edizioni Di - Castiglione del Lago (PG) - cartonato - b/n

IL MALE SCONOSCIUTO DI ANDREA PAZIENZA

1993 Edizione pirata fuori commercio senza un editore - spillato - b/n

LA LEGGENDA DI ITALIANINO LIBERATORE

1994 Editori del Grifo - Moltepulciano (SI) - brossurato - b/n

SULLA VIA DELLA SETA n. 4

1995 Edizioni ART Core - Speciale Umbria Fumetto - col.- b/n

ANTOLOGICA

1997 Baldini & Castoldi - Milano - brossurato - col.

PAZ. SCRITTI, DISEGNI, FUMETTI

1997 Einaudi - Milano - a cura di Vincenzo Mollica - brossurato - b/n

FAVOLE

1998 Edizioni Di - Castiglione del Lago (PG) - cartonato - col.

CAMPOFAME

2001 Edizioni Di - Castiglione del Lago (PG) - cartonato - col. – in allegato Tre canti di Moreno

Miorelli, con copertina e retrocopertina di Andrea Pazienza

201


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

SATIRA 1977-1988

2001 Baldini & Castoldi - Milano - brossurato - b/n

ZANARDI 2 – ISTANTANEE

2001 Baldini & Castoldi - Milano - brossurato - b/n

FRANCESCO STELLA

2002 Coconino Press - Bologna - brossurato - col.

SUPERPAZ 1

2003 Coconino Press - Bologna - spillato - b/n

EXTRAPAZ

2004 Coconino Press - Bologna - spillato - b/n

202


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

COLLABORAZIONI

ALTER ALTER

Milano Libri Edizioni (Milano)

Nasce come figlio di LINUS nel 1974 come ALTERLINUS, dal 1977 al 1986 esce con il nome di

ALTER ALTER, nel 1986 cambia ancora nome e diventa IL GRANDE ALTER, chiude prima della

fine dell’anno.

Anno 1977 n. 4-6-7-8-11

Anno 1978 n. 2-3-5-12

Anno 1979 n. 1-3-5

Anno 1980 n. 5-6-9

Anno 1981 n. 7

Anno 1982 n. 12

Anno 1984 n. 4-5-11

Anno 1985 n. 1-2-4-5-6-7-10-11-12

Anno 1986 n. 2

LINUS

Milano Libri Edizioni (Milano)

Anno 1977 n. 8

Anno 1982 n. 4-5-9

Anno 1983 n. 1-2-3-5-8-9-11-12

Anno 1986 n. 3

Anno 1988 n. 3 (esce postuma la storia “Suite for Benka”)

CANNIBALE

Edizioni del tapiro arrapato (primo numero)

Primo Carnera Edizioni – Milano (secondo-quarto numero)

Rivista autoprodotta dagli artisti che la realizzano presenta tutti i prodromi di FRIGIDAIRE, esce

tra il 1977 e il 1979. Pazienza partecipa in modo attivo dal secondo numero in poi, cioè dall’inverno

1977 al Giugno 1979.

Anno 1978 n. 1-10

Anno 1979 n. 1-11-12-13

IL MALE

Edizioni Il Male (Roma)

Anno 1978 n. 9-23-26-27-28-29-30-31-32-36-37-38

Anno 1979 n. 1-6-8-9-15-18-30-33-34-36-39-40-41-42-43-44-45-46-47-48-49-50

Anno 1980 n. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-11-12-13-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25-26-27-28-29-30-31

31-33-35 -36-37-38-39-41-42-43-45-47-48-49

Anno 1981 n. 1-2-3-4-5-6-9-10-11-13-14-17-20-25-26-28

Anno 1982 n. 7

203


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

FRIGIDAIRE

Primo Carnera Editore (Milano)

Storica rivista multi-contenuto creata da Vincenzo Sparagna con la collaborazione di Massimo

Mattioli, Filippo Scòzzari, Tanino Liberatore, su un progetto grafico di Stefano Tamburini.

Esce per la prima volta nel novembre del 1980 e continua mensilmente fino al 1993 con alterne

fortune editoriali.

Anno 1980 n. 1-2

Anno 1981 n. 3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13

Anno 1982 n. 14-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25

Anno 1983 n. 26-27-28-29-31-34-35-36-37

Anno 1984 n. 38-39-40-41-42-48-49

Anno 1985 n. 51-52-53-54-55-56-57-58-59-60-61

Anno 1986 n. 65-66-67-68-69-70-71-72-73-74

Anno 1987 n. 75-76-77-78-79-81-82-83-85

Anno 1988 n. 92-93

Anno 2002 n. 204

GLAMOUR INTERNATIONAL MAGAZINE

Club anni Trenta Edizioni (Firenze)

Anno 1983 n. 10

Anno 1984 n. 14

Anno 1985 n. 1

Anno 1986 n. 5-6-7-8

CORTO MALTESE

Milano Libri Edizioni (Milano)

Esce tra il 1983 ed il 1993 il mensile contenitore della Milano Libri, annovera grandi autori tra le

sue pagine e contribuisce insieme ai volumi della stessa casa editrice (e della Comic art) alla

diffusione de fumetto d’autore in Italia con la pubblicazione di autori come Pratt, Toppi, Manara,

Battaglia, Miller, Munoz, Lauzier.

Anno 1983 n. 1-2-3

Anno 1984 n. 1-2-3-5-7

Anno 1985 n. 11

EL VIBORA

J. M. Berenguer Edizioni (Barcellona-Spagna)

Dal 1983

OTTOVOLANTE

Supplemento al quotidiano Paese Sera

Anno 1983 n. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10

PANORAMA

Arnoldo Mondadori Editore (Milano)

204


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

25/06/1984 n. 949 (articolo + illustrazione)

BABEL

Babel Edizioni (Atene-Grecia)

Dal 1984

FRIZZER

Primo Carnera Editore (Milano)

Figlio di Frigidaire uscito mensilmente tra il 1985 ed il 1986 al quale Pazienza ha partecipato in

modo massiccio, specialmente nei primi numeri.

Anno 1985 n. 1-2-3-4-5-6-7-8-9

Anno 1986 n. 10-11

SATYRICON

Edizioni La Repubblica (Roma)

Supplemento al quotidiano La Repubblica. Pazienza collabora dal 1/05/1985 al 12/06/1985.

L’ECHO DES SAVANES

Edizioni Albin Michel (Parigi-Francia)

Dal 1984

ZUT

Editoriale Zut s.r.l. (Roma)

Anno 1987 n. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-16-17 (uscita settimanale)

Anno 1988 n. 3-4 (uscita mensile)

LA NUOVA ECOLOGIA

Edizioni Periodici culturali ARCI (Roma)

Anno 1985 n. 16-17

Anno 1986 n. 23-24-25-26-27-28-29-31-32

Anno 1987 n. 36-40-41-45

Anno 1988 n. 48-49-50-51-52-55

TANGO

Edizioni S.p.A. l’Unità (Roma)

Supplemento satirico de l’Unità diretto da Sergio Staino; esce tra il 1986 ed il 1988 e contiene

un’ampia produzione vignettistica di Pazienza che sarà poi riproposta in volume dal Grifo.

Successivamente CUORE (che esce tra il 1989 ed il 1991) pubblicherà quattro volumi con storie

apparse precedentemente su Tango.

Anno 1985 n. 0

Anno 1986 n. 1-2-3-5-6-8-9-10-11-13-14-17-18-19-20-22-26-27-28-30-38-39-40-42

Anno 1987 n. 43-46-48-50-51-52-53-54-55-56-57-58-60-61-72-73-74-75-76-77-80-81-83-84-85-

86-87-88-89-90-91-92

Anno 1988 n. 95-96-99bis-101-105-107-109-110-112-120

205


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

COMIC ART

Editrice Comic Art (Roma)

Esce per la prima volta nel 1984, vale lo stesso discorso fatto per Corto Maltese con autori differenti

ma altrettanto validi.

Anno 1986 n. 18-22-23-28

Anno 1987 n. 29-30-31-32-33-34-35-36-37-38-39

Anno 1988 n. 40-41-42-43-44-46-47

TEMPI SUPPLEMENTARI

Primo Carnera Editore (Milano)

Altro figlio di Frigidaire di vita breve.

Anno 1985 n. 3

Anno 1986 n. 6-7-8-9-10-11-12

AGENDA VERDE

Editori del Grifo (Montepulciano)

Edizioni 1985-1986-1987-1988

REPORTER

Edizioni reporter 1986

A.V.A.J.

Il titolo della rivista è ricavato dai nomi dei suoi fondatori: Agnese, Vincino, Andrea Pazienza,

Jacopo Fo. Non è una rivista vera e propria ma un allegato a Linus che esce tra marzo e settembre

1988. Contiene le due storie di Pazienza che verranno poi raccolte nell’albo Sotto il cielo del Brasil.

BE BOP A LULA

G. Vincent Edizioni

Anno 1988 n. 24-27

TRE CANTI

Campanotto Editore, settembre 1988

Copertina e illustrazioni per un unico poema sempre aperto di Moreno Miorelli.

IL GRIFO

Editori del Grifo (Montepulciano)

Anno 1991 n. 1-2-3-4-5-6-7-8-9

Anno 1992 n. 10-11-12-14-16-19

Anno 1993 n. 20-21-22-23-24-25-26-27-29

Anno 1994 n. 30-31-32-33-35

206


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

CATALOGHI

Dalla pop(ular) art all’arte popolare, catalogo della mostra collettiva Laboratorio Comune d’Arte

“Convergenze”, Pescara 1973

Storia di una convergenza, catalogo della mostra personale Laboratorio Comune d’Arte

“Convergenze”, Pescara 1975

Italia chiama Francia. Immagini a confronto, Pescara Fumetto, 1976

Satira e attualità politica. 41 disegnatori dal 1914 al 1981, Electa, Milano, 1981

Registrazione di frequenze, a cura di F. Alinovi, C. Cerritelli, F. Gualdoni, L. Parmesani, B. Toso,

catalogo mostra Galleria d’arte moderna, Bologna, 1982

Nuvole a go-go: Altan Echaurren Pazienza, catalogo mostra Roma, settembre - ottobre 1983

I love Paperino, catalogo mostra Roma, 29 novembre 1984, Editori del Grifo, Montepulciano (SI),

1984

Zark! Le Tavole Narranti, catalogo mostra Jesi, 20 luglio - 4 agosto 1985, Editori del Grifo,

Montepulciano (SI), 1985

Catalogo 7^ mostra Napoli Comics, 9-15 dicembre 1985

Satyrhumor. Il fumetto satirico e umoristico, Glamour International, Firenze, 1987

Catalogo 3^ Fiera del Fumetto di Napoli, 22-25 maggio 1986, Napoli

Vampir/Vampart, catalogo 6^ Mostra Internazionale del Cinema di Fantascienza e del Fantastico,

Roma Cinema Capranica, 26-30 maggio 1986, Editori del Grifo, Montepulciano (SI), 1986, due

tavole di Andrea Pazienza

Catalogo 5^ Fiera del Fumetto di Napoli, giugno 1988, Napoli

Nuovo Fumetto Italiano: Frigidaire, Valvoline, Dolce Vita e dintorni, catalogo mostra Reggio

Emilia, 29 giugno - 18 agosto 1991, Fabbri Editori, Milano, 1991

Andrea Pazienza, catalogo mostra Roma, 1-18 marzo 1991, Editori del Grifo, Montepulciano (SI),

1991

Andrea Pazienza, catalogo mostra Siena, 24 marzo - 5 maggio 1991, Editori del Grifo,

Montepulciano (SI), 1991

207


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Lo spettacolo di Andrea Pazienza, catalogo mostra Ancona, 4 luglio - 4 agosto 1995,

Associazione Fahrenheit 451/Arci Nova, Ancona, 1995

Gulp! 100 anni a fumetti, catalogo mostra Ferrara, 3 aprile - 30 giugno 1996, Electa, Milano, 1996

Schizzi e scazzi di Andrea Pazienza, catalogo mostra Acquaviva nei fumetti, 21-28 luglio 1996

Sogno, catalogo mostra S. Benedetto del Tronto, 8 dicembre 1996-19 gennaio 1997

Antologica, catalogo mostra Bologna, 5 ottobre-16 novembre 1997, Baldini & Castoldi, Milano,

1997

Il fumetto italiano. 90 anni di avventure disegnate, catalogo mostre storiche di Cartoomics 1998,

a cura di Luigi F. Bona e Sergio Giuffrida, Editrice Superart, Milano, 1998

Andrea Pazienza. La vita e le opere, catalogo mostra Romics, 3-6 ottobre 2002, Centro Fumetto

Andrea Pazienza, Cremona

Andrea Pazienza. Segni e memorie per una Rockstar, a cura di ArteFumetto, catalogo mostra

Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone (Go), 19 marzo-26 aprile 2005

Andrea Pazienza. Amore, è tutto ciò si può ancora tradire, catalogo mostra Complesso del

Vittoriano, Roma, 17 settembre-9 ottobre 2005, Fandango Libri s.r.l., Roma, 2005

Andrea Pazienza. La musica che gira attorno, catalogo mostra Centro Espositivo alla Rocca

Paolina, Perugia, 16-24 settembre 2006, Il Grifo-Edizioni Di, Castiglione del Lago (PG), 2006

Visca, catalogo mostra Casa delle Letterature, Roma, 13 dicembre 2006-31 gennaio 2007,

Fandango Libri S.r.l., Roma, 2006

208


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

SAGGI E CONTRIBUTI

Presentazione del critico Carlo Melloni per la mostra personale di Andrea Pazienza alla Sala d’Arte

Guglielmi di S. Benedetto del Tronto, 4-13 dicembre 1973

Milo Manara/Andrea Pazienza, a cura di Vincenzo Mollica, collana L’autore e il fumetto 4/5,

Editori del Grifo, Montepulciano (SI), febbraio 1982

Alle spalle di Zanardi, di Antonio Faeti, I tesori e le isole, La Nuova Italia, Firenze, 1986

Andrea Pazienza, di Pier Vittorio Tondelli, Un weekend postmoderno, Bompiani, Milano, 1990

Snork. La prima linea del fumetto, a cura di Vincenzo Sparagna, Primo Carnera, Roma, 1991

Pompeo/Pazienza, di Gino Frezza, La macchina del mito tra cinema e fumetti, La Nuova Italia

Editrice, Scandicci, 1995

La morte europea di Pompeo, di Sandro Rossi, La croce vuota. La morte a fumetti, Edizioni

Seam, Roma, 1996

Frigo, valvole e balloons, di Luca Boschi, Edizioni Theoria, Collana “Ritmi” n. 65, Roma-Napoli,

1997

Il fumetto, di Luca Raffaelli, Il Saggiatore/Flammarion, Farigliano, 1997

Andrea Pazienza o le straordinarie avventure del desiderio, di Mauro Trotta, Settantasette. La

rivoluzione che viene, di AAVV, Castelvecchi, Roma, 1997

Nuvole tatuate, di Paola Bristol, Tattoo comix, di AAVV, AAA Edizioni, Ravignano, 1997

Prima pagare, poi ricordare, Filippo Scòzzari, Castelvecchi, Roma, 1997

Sti cazzi!, Flit n. 5, febbraio 1998, Edizioni Art Core, Perugina, 1998

Riso in sequenza. L’umorismo amaro del grande fumettista, di Stefania Prestopino, La scienza

gaia: saggi sul riso, quaderno n. 4, aprile 1998, collana L’isola misteriosa, Edizioni Mondadori,

Milano, 1998

Andrea Pazienza, di Pablo Echaurren, Compagni, Bollati Boringhieri, Torino, 1998

Il giovane Pazienza. Inediti degli anni felici, Enrico Fraccacreta, Zerozerosud n. 9, 2000 (poi, col

sottotitolo Il disincanto degli anni inediti, Stampa Alternativa, Roma, 2001)

Pratikamente una rockstar, di Andrea Brusoni; Carta canta, AAVV, Cartoon Club, Rimini, 2002

209


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

“Zingarate garganiche” con Andrea Pazienza, Vanni Natola, Foggia, 2004

L’arte di Andrea Pazienza, I classici del fumetto di Repubblica n. 48, Panini, Roma, 2004

Pazienza. Geografia della memoria, Enrico Fraccacreta, Michele Trecca, Enzo Verrengia, bancApulia S.p.A., San

Severo (FG), 2004

Massimo Zanardi. Che non mi si chiami fido, quindi, Tommaso Pessina, Bevivino Editore,

collana “I cattivi”, 2004

Le donne, i cavalier, l’arme, la roba. Storia e storie di Andrea Pazienza, Franco Giubilei,

Edizioni Bande Dessinée, Scandiano (RE), 2005

I dolori del giovane Paz, Roberto Farina, Coniglio Editore, Roma, 2005

Andrea Pazienza. I segni di una resa invincibile, Rudi Ghedini, Bradipolibri, collana “Bandiere a

mezz’asta”, 2005

Andrea Pazienza 1981, Stefano Girali, Edizioni Di, Castiglione del Lago (PG), 2006

210


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

BIBLIOGRAFIA

LIBRI

AA.VV., L’arte di Andrea Pazienza, Panini, I classici del fumetto di Repubblica n. 48, Roma 2004

AA.VV., libretto allegato al cd-rom L’Antologia Illimitata, Profile Multimedia, L’Arca Società Editrice de

L’Unità S.p.A., Roma, 1997

AA.VV., Apparati , da Zanardi 2 – Istantanee, Baldini&Castoldi, Milano, 2001

Barbieri, Daniele, Per un estetica di un arte nuova: il fumetto, Bompani, Milano, luglio-agosto 1984

Barbieri, Daniele, I linguaggi del fumetto, Bompiani, Milano, 1991

Brunoro, Gianni., Il fumetto ha ottant’anni: di idee, Stampa Alternativa, settembre-ottobre 1978

Brusoni, Andrea, Ginevra, Michele, Andrea Pazienza. La vita e le opere, Centro Fumetto “Andrea

Pazienza”, Cremona, 2002

Bussagli, Marco, XX Secolo Fumetto, Electa, Milano, 2003

Cappa, Felice, Prefazione e I viaggi di Pentothal, da Le straordinarie avventure di Pentothal,

Baldini&Castoldi, Milano, 1997

Cappa, Felice, Prefazione, da Pertini, Baldini&Castoldi, Milano, 1998

Cappa, Felice, Pompeo, l’impossibilità di uno sguardo disincantato sul mondo, da Pompeo,

Baldini&Castoldi, Milano, 2000

Cappa, Felice, Prefazione e Zanardi, uno di noi, da Zanardi, Baldini&Castoldi, Milano, 1998

Castaldo, Gino, Prefazione, da Zanardi 2 – Istantanee, Baldini&Castoldi, Milano, 2001

Comandini Pazienza, Marina - Paganelli, Mauro, Andrea Pazienza: lo stile di un genio, da Andrea Pazienza,

Editori del Grifo, Montepulciano, 1991

Comandini Pazienza, Marina, Un mucchio di quaderni, da Pompeo, Baldini&Castoldi, Milano, 2000

Del Buono, Oreste, Enciclopedia del fumetto, Milano Libri, Milano, 1969

della Corte, Carlo, Storia dei Fumetti, Piccola Enciclopedia Mondadori, Milano, 1961

Faeti, Antonio, Alle spalle di Zanardi, in I tesori e le isole, La Nuova Italia, Firenze, 1986

Faeti, Antonio, I contorni del mondo, da Andrea Pazienza, Editori del Grifo, Montepulciano, 1991

Farnè, Roberto, A scuola si leggono i fumetti, La Nuova Italia, Firenze, settembre-ottobre 1978

Fossati, Franco, I grandi eroi del fumetto, Gremese Editore, Roma, 1990

Fraccacreta, Enrico, Trecca, Michele, Verrengia, Enzo, Pazienza. Geografia della memoria, bancApulia

S.p.A., San Severo (FG), 2004

211


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Grandi, Roberto, Prefazione, da Paz!, a cura di Ivan Cotroneo, Renato De Maria, Francesco Piccolo, Arcana

libri Arcana fiction, Roma, 2002

Gianmarco, R., Il sortilegio a fumetti, Mondadori, Milano, 1965

Guerrera, Manfredo, Storia del fumetto. Autori e personaggi dalle origini ad oggi, Newton Compton, Roma,

1995

Igort, Francesco Stella. Una biografia improbabile, da Francesco Stella, Coconino Press, Bologna, 2002

Miorelli, Moreno, da Campofame, Edizioni Di, Castiglione del Lago, 2001

Miorelli, Moreno, Il percorso obbligato delle poesie, da Pompeo, Baldini&Castoldi, Milano, 2000

Mollica, Vincenzo, Dal vostro Paz, con irriverenza, da Andrea Pazienza, Editori del Grifo, Montepulciano,

1991

Mollica, Vincenzo, Paz, Einaudi Editore, Torino, 1997

Mollica, Vincenzo, Prefazione alla prima edizione di Pompeo, Editori del Grifo, Montepulciano, 1987

Mollica, Vincenzo, da Sotto il cielo del Brasil, Editori del Grifo, Montepulciano, 1990

Petrini, Enzo, Fumetti si fumetti no, Patron, Bologna, settembre-ottobre 1978

Pratesi, Fulco, Presentazione, da Bestiario, Editori del Grifo, Montepulciano, 1992

Pozzi, Gianni, La poesia ai poeti, da Andrea Pazienza, Editori del Grifo, Montepulciano, 1991

Rossi Lecce, Marco, Note biografiche da Nuvole a Go-Go, Editori del Grifo, Montepulciano, 1983

Ruggieri, Alessandro, tesi di laurea “Il fumetto come espressione artistica: Andrea Pazienza e Zanardi”,

Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, A.A. 2001/2002

Scacco, Antonio, La crisi della letteratura giovanile e la fantascienza, Levante editore, Bari, gennaio-aprile

1982

Scòzzari, Filippo, Prima pagare, poi ricordare, Castelvecchi editore - Collana “Contatti n. 100”, Roma,

1997

Serra, Michele, Quel favoloso maledetto, dal libretto allegato al Cd-rom L’antologia illimitata, Profile

Multimedia, L’Arca Società Editrice de L’Unità S.p.A., Roma, 1997

Tondelli, Pier Vittorio, Andrea Pazienza, da Andrea Pazienza, Editori del Grifo, Montepulciano, 1991

Trotta, Mauro, Andrea Pazienza o le straordinarie avventure del desiderio, da Settantasette. La rivoluzione che viene,

Castelvecchi Editore, Roma, 1997

RIVISTE E GIORNALI

Barbieri, Daniele, Pentothal preso con filologia , da Il Sole - 24 ore, 8 marzo 1998, p. 46

Barilli, Renato, I giardini incantati di Andrea Pazienza, da Il Grifo n. 2, maggio 1991

Bernardi, Luigi, L’urlo di Pompeo, da Comic Art n. 40, p. 75, 1988

Boschi, Luca, Penna, matita e veleno, dal mensile Duel, pp. 63-67, 1993

212


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

Bristot, Paola, da Vorrei una storia degli sguardi, Schizzo n°4 terza serie, Cremona, novembre 1997

Brizzi, Enrico, Non mettete Pazienza in Frigidaire, da La Stampa, 10 luglio 1997

Brolli, Daniele, Zanardi sulla luna, da Il Manifesto, 13 maggio 1992

Bucci, Stefano, Nei suoi eroi tutte le inquietudini del Movimento, dal Corriere della Sera, 16 settembre 2005

Clemente, M., Zanardi, il cattivo di Pazienza raccontato da Tommaso Pessina, da La Provincia, 7 giugno

2004

Cosulich, Oscar, Ciao Zanardi, da L’Espresso, pp. 81-82, 1988

Cosulich, Oscar, Zanna colpisce ancora, da L’Espresso, 21 dicembre 1986

di Nauta, Anna Lucia, Il grande albatro, da La Gazzetta di San Severo, 4 luglio 1998

Echaurren, Pablo, Erano i migliori li avete dimenticati, da Panorama, pp. 185-186, 18 agosto 2005

Raffaelli, Luca, Per scoprire l’arte di Andrea c’è voluta molta Pazienza, da Il Venerdì n.913, pp.80-81,

supplemento a La Repubblica del 16 settembre 2005

Tettamanti, Antonio, Penna, matita e veleno, dal mensile Duel, pp. 63-67, 1993

Tiberga, Guido, Ma guarda chi si rivede, il vecchio Paz, da Specchio n. 483, pp. 64-66, supplemento a La

Stampa del 17 settembre 2005

SITI INTERNET

Berti, Vania, 1988-1998 Un ricordo di Andrea Pazienza a 10 anni dalla scomparsa, da

www.valdichiana.it/news/apaz.htm

Calabrese, Omar, L’eterno rinnovamento del volgare, da www.genesys-informatica.com/∼

barto/spaz/omar.html

Chiodo, Lorenzo, L’insostenibile leggerezza del male , da www.amicocharly.it

Giloti, Oscar, Z., da www.vincenzomollica.rai.it/bazar/pazienza/index.htm

Pica, Giuseppe, Paz! La pazienza ha un limite, Pazienza no, da www.fumetto.it

Scalambra, Giovanni, Il profilo di Paz, da www.fumetto.it

Tavosanis, Mirko, Andrea Pazienza e la lingua del fumetto, da www.genesys.cosulich.it/∼

barto/spaz/PazLingFum.htm

http://www.genesys.cosulich.it/∼barto/spaz/articoli.htm

http://www.genesys-informatica.com/∼barto/spaz/barilli.html

http://www.italianamemoria.it/pazienza/pazienza.htm

http://www.surjaworld.it

213


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

http://www.2fly.it/paz

http://www.sanseveresi.com

CD-ROM

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

AA.VV., cd-rom L’Antologia Illimitata, Profile Multimedia, L’Arca Società Editrice de L’Unità S.p.A.,

Roma, 1997

214


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

INDICE

1 Storia del fumetto – pag. 6

1.1Introduzione – pag. 6

1.2Autori e personaggi dalle origini ad oggi – pag. 10

Il fumetto negli Stati Uniti – pag. 10

Il fumetto in America Latina – pag. 18

Il fumetto in Europa – pag. 19

Il fumetto in Italia – pag. 22

2Biografia – pag. 34

3Le straordinarie avventure di Pentothal – pag. 56

4Zanardi – pag. 68

5Pertini – pag. 84

6Pompeo – pag. 91

7Tecnica – pag. 104

8Altre storie – pag. 120

9Testimonianze – pag. 144

9.1Roberto Benigni – pag. 146

9.2David Riondino – pag. 149

9.3Franz di Cioccio – pag. 152

9.4Jacopo Fo – pag. 155

9.5Sergio Staino – pag. 157

9.6Vincenzo Sparagna – pag. 160

9.7Igort – pag. 164

9.8Enrico Brizzi – pag. 166

9.9Antonio Tancredi – pag. 168

9.10 Moreno Miorelli – pag. 174

9.11 Albano Paolinelli – pag. 176

9.12 Luca Boschi – pag. 180

9.13 Franco Berardi – pag. 186

9.14 Amedeo Minghi – pag. 188

9.15 Luca Raffaelli – pag. 190

9.16 Pablo Echaurren – pag. 195

Fumettografia – pag. 199

Collaborazioni – pag. 203

Cataloghi – pag. 207

Saggi e contributi – pag. 209

Bibliografia – pag. 211

215


TESI

“ANDREA PAZIENZA – Protagonista del fumetto negli anni settanta-ottanta”

Dott. Antonello Vigliaroli

a cura dell’Associazione Culturale “RHYMERS’ CLUB”

RINGRAZIAMENTI

Ringrazio per la disponibilità e per le gentili collaborazioni: Giuliana di Cretico,

Michele e Mariella Pazienza, Roberto Benigni, Marina Comandini Pazienza,

Giovanna d’Onofrio, Michele Ginevra e il Centro Fumetto “Andrea Pazienza” di

Cremona, Enrico Fraccacreta, Enzo Verrengia, Gino Nardella, Luca Boschi, Moreno

Miorelli, Jacopo Fo, Franz di Cioccio, David Riondino, Vincenzo Sparagna, Sergio

Staino, Igort, Enrico Brizzi, Antonio Tancredi, Franco Berardi “Bifo”, Amedeo

Minghi, Luca Raffaelli, Albano Paolinelli, Pablo Echaurren.

Inoltre ringrazio: i miei genitori per il continuo sostegno e per il loro affetto,

Carmela, Luigi e la piccola Martina, Sara Florio per i suoi occhi verdi, Michele

d’Errico Ramirez per la passione e la supervisione, Salvatore Gerace per l’amicizia

fraterna, il prof. Bruno Rossi per la grande disponibilità, Fabio Tota per i progetti

comuni, Michele Mariani per il Pertini inedito, Domenico Boncristiano per le risate e

il buonumore quotidiano e tutti gli amici di sempre (Giandomenico, Nicola, Enzo,

Antonio, Graziano C., Carlo, Annalisa, Bruna, Graziano U., Gina, Sara, Sabrina,

ecc.) perché esistono.

216

Similar magazines