12.07.2015 Views

Clicca qui per visualizzare il documento allegato - Valdinievole Oggi

Clicca qui per visualizzare il documento allegato - Valdinievole Oggi

Clicca qui per visualizzare il documento allegato - Valdinievole Oggi

SHOW MORE
SHOW LESS
  • No tags were found...

Create successful ePaper yourself

Turn your PDF publications into a flip-book with our unique Google optimized e-Paper software.

ORIZZONTIMENSILE DI LAMPORECCHIO E LARCIANONUMERO 36 GENNAIO 2012foto gent<strong>il</strong>mente concessa da: Foto Nucci- Via Verdi, 29 - Lamporecchio (PT) -Tel. 0573 803228 e.ma<strong>il</strong>: info@fotonucci.comAnno V Gennaio 2012 mens<strong>il</strong>e - Associazione Culturale Orizzonti Via G. Di Vittorio, 25 - 51035 Lamporecchio (PT) -“POSTE ITALIANE S.p.A. Spedizione in abbonamento postale - 70% DCB PISTOIA”


L’EDITORIALE DEL DIRETTORE MASSIMO MANCINI:Con l’inizio del nuovo anno ho <strong>il</strong> piacere di comunicare un’importante notizia<strong>per</strong> <strong>il</strong> nostro mens<strong>il</strong>e. Da una ricerca abbastanza accurata risultache Orizzonti venga letto da circa 5000 <strong>per</strong>sone. Un numero altamenteimportante se consideriamo che <strong>il</strong> bacino di utenza, (Lamporecchio e Larciano)a cui è rivolto <strong>il</strong> nostro giornale, è di circa 13.000 abitanti. Un ottimorisultato raggiunto che deve essere da stimolo <strong>per</strong> un’ulteriore crescitaqualitativa. A tale proposito la Redazione di Orizzonti ha pensato ad alcune novità chesaranno inserite a partire da questo numero.La prima novità è l’inserimento di due rubriche, che saranno presenti nella misura in cuii lettori contribuiranno al loro sv<strong>il</strong>uppo. Nel mese di gennaio potete trovare la rubrica,curata da Mara Fadanelli, “L’Angolo della Solidarietà”, dedicato, in questo numero,al mercatino della Caritas di Lamporecchio. Rivolgo un invito a tutta la popolazione, diLarciano e di Lamporecchio, a inviare alla Redazione racconti che parlano di aiuto, disostegno, di solidarietà. Questo <strong>per</strong> segnalare gli aspetti positivi che ci sono nel nostroterritorio e che fanno bene allo spirito conoscerli, ma anche <strong>per</strong> segnalare storie di <strong>per</strong>soneche hanno bisogno di aiuto (verrà garantito l’anonimato), al fine di raccogliere, comeprimo passo, l’appello di Mara (in Orizzonti n.34) <strong>per</strong> costruire “una comunità solidale”.La seconda rubrica, che invece verrà inserita nel prossimo mese, curata da ValentinaLuccioli, si chiama “La Rubrica del Riciclo”. Spazio che ha l’intento di diventare unavetrina di problemi, suggerimenti, soluzioni, curiosità che verranno dalle <strong>per</strong>sone, in meritoallo smaltimento corretto dei rifiuti.ERRATA CORRIGE n. 1:Nel numero di dicembre, nell’articolo intitolato “F.lli Alderotti, la storia di un’azienda da semprea<strong>per</strong>ta alle soluzioni innovative”, a pag. 41 è stato erroneamente indicato “...installano inoltreantifurti elettrici <strong>per</strong> abitazioni....”. Al posto di elettrici è chiaramente da indendersi “elettronici”.Ci scusiamo <strong>per</strong> l’errore di battitura non r<strong>il</strong>evato prima della stampa. - La Redazione -ERRATA CORRIGE n. 2:Nel numero di dicembre, parlando della festa organizzatapresso <strong>il</strong> locale “Le Panteriaie” di Montecatini, dai“CanNibali” di Mastromarco in onore di Vincenzo Nibali,abbiamo erroneamente indicato con un nome sbagliato lafidanzata di “Enzino”. Ci scusiamo con <strong>il</strong> nostro amico Vincenzoe con la sua compagna che si chiama Rachele. - La Redazione -Orizzonti è visib<strong>il</strong>e su internetsul sito:www.valdinievoleoggi.comAssociazione CulturaleOrizzontiRegistrazione Tribunaledi Pistoia n. 7/2008del 11/11/2008Direttore Responsab<strong>il</strong>e:Massimo ManciniRedazione:V.D. Stefano FerraliMara FadanelliMichela Camm<strong>il</strong>liSpartaco CapaccioliMaddalena MirandiTommaso RubinoSandro BonaccorsiPaolo NucciPubblicità: Fabrizio GheserFotografie:“Foto Nucci”- Lamporecchio“Foto Immagini”-Lamporecchio“Foto Alex” - LarcianoSede Via G. Di Vittorio, 25- Lamporecchio (PT)Tel./Fax 0573/803029 -e.ma<strong>il</strong> :mens<strong>il</strong>eorizzonti@alice.itStampa e Grafica:Lineagrafica S.n.c.Via M. Berc<strong>il</strong>li, 61Stabbia/Cerreto Guidi (FI)Tel. 0571/586744Anno VGennaio 20122 - Orizzonti - n. 36 - Gennaio 2012


Da sempre si dice che “una rondinenon fa primavera”, ma è altrettantovero che “nessuna rondine faautunno e inverno”, e lo stesso dovrebbevalere anche <strong>per</strong> molti altri uccelli migratori,compresa la cicogna bianca, chedi norma passa i mesi freddi nei quartieridi svernamento africani, situati a sud delSahara.Da alcuni anni <strong>per</strong>ò non è raro vederegruppi di cicogne che, invece di migrare,sostano in pieno inverno nelle vicinanzedei vari nidi toscani della specieed in particolare nell’area del Padule diFucecchio, “colonizzata” ormai dallontano 2005.Può capitare così, in una freddagiornata di gennaio, di osservarecontemporaneamente sette o ottocicogne in pastura nell’area protettao appollaiate su qualche strutturaartificiale (traliccio, lampione ogru) nei centri abitati vicini.La presenza delle cicogne vienesempre segnalata con un certo stupore,come sesi trattasse diun effetto deicambiamenticlimatici; in realtà<strong>il</strong> fenomenoè limitatoagli esemplariche provengonodai centri diallevamento, <strong>il</strong>comportamentodei quali èmolto diverso da quello dei soggetti adulti selvatici.Quasi tutti gli esemplari che si riproducono in Toscanainfatti arrivano dal Centro di Massa Marittima;sono nati in cattività e sono stati liberati solodopo tre anni, in modo da ridurre <strong>il</strong> naturale istintomigratorio e legarli maggiormente al territorio.PADULE DI FUCECCHIO:CICOGNE ANCHE D’INVERNO?PARLIAMO DI...E’ proprio grazie a queste reintroduzioni,oltre che agli interventi di miglioramentoambientale effettuati nella Riserva Naturaledel Padule di Fucecchio e alla tutelaassicurata da Oasi come quella di Bolgheri,che è avvenuto <strong>il</strong> ritorno della Cicognabianca nelle nostre aree.Non c’è <strong>qui</strong>ndi da stupirsi se, soprattuttonelle ore serali e notturne, è possib<strong>il</strong>evedere queste cicogne sui vecchi nidi,mentre i partner “selvatici” continuano amigrare, come hanno sempre fatto le cicogne,e torneranno quando <strong>il</strong> freddo saràormai solo un brutto ricordo.Per maggiori informazioni sulle cicogneè possib<strong>il</strong>e contattare <strong>il</strong> CentroR.D.P. Padule di Fucecchio (tel.0573/84540, ema<strong>il</strong> fucecchio@zoneumidetoscane.it)o visitare le pagineweb www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html dedicatealla Cicogna bianca, dove si possonotrovare anche le immaginidelle varie stagioni riproduttive.Si allegano alcune immagini dellecicogne riprese in questi giorni aCastelmartini (Larciano - PT) autorizzandonela pubblicazione a corredo del comunicato.Il PresidenteProf. Amedeo BartoliniGennaio 2012 - n. 36 - Orizzonti - 3


PARLIAMO DI...ORIZZONTI DONA LIBRI ALLE SCUOLEDI LAMPORECCHIOCon una breve cerimonia <strong>il</strong> nostro direttore Massimo Mancini haconsegnato alla professoressa Monia Leone (N.d.R. nella fotoa lato) che rappresentava l’Istituto Comprensivo Scolastico diLamporecchio, quanto promesso all’inizio della presentazione dell’iniziativa“Cronisti in classe”. L’associazione Culturale Orizzonti hadonato libri alla scuola <strong>per</strong> un valore complessivo di quattrocentodiecieuro. Tutti volumi richiesti dai docenti, che vanno ad arricchirela biblioteca scolastica.La professoressa Monia Leone ha ringraziato l’Associazione CulturaleOrizzonti <strong>per</strong> la disponib<strong>il</strong>ità e la generosità avuta. Il Concorso “Cronistiin classe” è stata un’interessante manifestazione che ha visto coinvolgeretanti ragazzi delle nostre scuole. Mi piace <strong>il</strong> libretto che Orizzonti hapubblicato, dove sono raccolti tutti gli articoli svolti”.Titoli dei libri donati:Giara e Altre Novelle; Guerra dei bottoni; Ragazzo Rapito; DonChisciotte della Mancia; Giulietta e Romeo; Galletti del BottaJo; Ladrodi bambini; Mio Amico Simon; Italia racconta; Mai Più; ArrivederciRagazzi; Isola in via delle rondini; Grande cocomero; Sopravvivere coni lupi; Leggende D’Europa; Leggende delle regioni italiane; Raccontidi Padre Brown; James e la pesca gigante; Tobia e l’Angelo; Tigri diMonpracen; Efrem <strong>il</strong> Cavaliere; Nel Mondo di Re Artù; Miti dell’anticaGrecia; Dizionario Spagnolo Espasa’09’; Dizionario Oxforf-ParaviaCd2010; Dove Osano gli Skates; Enigma <strong>per</strong> <strong>il</strong> commissario Pitto;Ultimo Gioco; Numero 10 libri “Sussi e Biribissi”.NOTA DI REDAZIONE:Informiamo i lettori e soprattutto i genitori dei bambini che hanno svoltogli articoli, di recarsi nelle edicole di Lamporecchio o presso la sededi Orizzonti, dove, grazie ad un piccolo contributo economico, possonoavere <strong>il</strong> libro, edito da Orizzonti, intitolato “Lamporecchio del futuro .Idee e sogni dei ragazzi del presente”.Una raccolta di articoli, eseguiti dai ragazzi delle scuole medie e delle<strong>qui</strong>nte elementari che hanno lavorato su questa traccia “Immagina diessere un cronista di Lamporecchio nel 2030. Hai l’incarico da partedi una rivista nazionale di presentare <strong>il</strong> tuo paese sotto l’aspetto territoriale,urbanistici e politico”. L’Associazione Culturale Orizzonti <strong>per</strong>organizzare l’intera manifestazione “Cronisti In classe” ha sostenuto dellespese. Saremmo soddisfatti se la comunità di Lamporecchio, con uncontributo <strong>per</strong> l’ac<strong>qui</strong>sto di questi libri ci venisse incontro, in modo taleche anche nel prossimo futuro, si possano ripetere sim<strong>il</strong>i iniziative. LaRedazione Vi Ringrazia.4 - Orizzonti - n. 36 - Gennaio 2012


PARLIAMO DI...VERNICIARE QUALSIASI OGGETTO IN METALLOL’ Autocarrozzeria “La Nuova” di Larciano si è dotata di unnuovo forno <strong>per</strong> la verniciatura a polvere elettrostatica <strong>per</strong>garantire al cliente un prodotto di massima qualitàL’Autocarrozzeria La Nuova srl,con sede in Larciano, informala gent<strong>il</strong>e clientela che dal gennaio2012, oltre al lavoro di carrozzeria,è stato attivato un impianto di verniciaturaa polvere elettrostatica<strong>per</strong> la verniciatura di tutti i tipidi metalli, infissi e oggettistica diogni tipo. Invitiamo tutti i lettori diOrizzonti, a far visita alla sede dellaCarrozzeria La Nuova <strong>per</strong> vedere di<strong>per</strong>sona l’impianto.Nelle tre foto inserite nella pagina,<strong>il</strong> nuovo forno <strong>per</strong> la verniciatura apolvere.Gennaio 2012 - n. 36 - Orizzonti - 5


PARLIAMO DI...PARROCCHIA DI SAN ROCCOPRESEPE VIVENTE 2011Quando pensiamo a un presepe vivente, ci apparedavanti agli occhi l’immagine di un gruppo di<strong>per</strong>sone che, proprio come statuine dei presepi cherealizziamo nelle nostre case, si ado<strong>per</strong>a <strong>per</strong> riprodurrea grandezza naturale la rappresentazione della Nativitàdi Gesù. È da <strong>qui</strong> che è partita l’idea di una sim<strong>il</strong>erealizzazione anche nel comune di Larciano,ma i figuranti hanno <strong>qui</strong> deciso di prendereuna strada insolita: quella dell’animazione.Ogni scena che viene allestita, che componeun <strong>per</strong>corso di avvicinamento alla capannadi Gesù, è una viva riproduzione della vitacom’era un tempo, delle attività che unavolta era solito vedere ogni giorno. Alcunivolontari riproducono la vita quotidiana ditanti anni fa come se si trattasse di attivitàcontemporanee, mai scomparse e maimodificate. Ecco la particolarità di questopresepe vivente, che anima la festivitànatalizia di vita vera e reale, che tutti sisentono parte di questo mondo antico,ma ancora così vicino ai nostri cuori. Ilpresepe vivente rappresenta un momentodi collaborazione tra le varie realtà checompongono la comunità ecclesiale e altreassociazioni locali che s’incontrano <strong>per</strong>una collaborazione fraterna attorno ad unprogetto che ha tra i suoi principali obiettivi,quello di essere missionario, di avvicinaretutti al messaggio evangelico. La nostras<strong>per</strong>anza è che questa occasione di festaprosegua di anno in anno come momentodi celebrazione e di unione, che raggruppiattorno a sé sempre più <strong>per</strong>sone e che necementi la gioia di partecipare tutti insieme,come attori e come spettatori. L’atmosferadi amicizia e fratellanza che si respiraè veramente magica, come se <strong>il</strong> tempofosse scomparso, annullato dall’allegriae dalla vicinanza di tutti nel rivivere unmomento che ha cambiato come non mai <strong>il</strong>mondo. Il Natale è un’autentica occasione<strong>per</strong> riaccendere la s<strong>per</strong>anza che riguardal’umanità intera. È la festa che canta <strong>il</strong> dono della vita.La nascita di un bambino è sempre un evento che recagioia e suscita normalmente sentimenti di attenzione edi premura, di commozione e di tenerezza. Il Natale èl’incontro di un neonato che vagisce in una misera grottache contemplandolo siamo stimolati a riscoprire <strong>il</strong> caloredella semplicità, dell’amicizia, della solidarietà, valoritipici del Natale. Con gioia auguro a tutti un buon 2012.Il Parroco don Sun<strong>il</strong>6 - Orizzonti - n. 36 - Gennaio 2012


Gennaio 2012 - n. 36 - Orizzonti - 7CARITAS LAMPORECCHIOUN MERCATINO STRAORDINARIO…In questo <strong>per</strong>iodo natalizio un gruppo divolontari della Caritas di Lamporecchioha allestito un mercatino di prodotti, <strong>per</strong>la maggior parte, fatti a mano. Il ricavato saràdestinato alla parrocchia e alle <strong>per</strong>sone bisognose.L’idea di don Andrea è stata quella di coinvolgere,chiunque volesse, a portare degli oggettiche aveva in casa, molte volte inut<strong>il</strong>izzati,<strong>per</strong> far circolare e ridare così, a queste cose,un’ut<strong>il</strong>ità anche solidale.Un particolare elogio va dato a delle donne(vedi foto) che hanno creato con le loro mani,degli oggetti straordinari, tovaglie ricamate,quadretti, capanne e case <strong>per</strong> <strong>il</strong> presepe,addobbi natalizi, mettendo a disposizione <strong>il</strong>loro tempo e le loro capacità manuali.Nella foto a fianco, da sinistra:Dan<strong>il</strong>a Bartolozzi, Enza Francesconi,Anna Paola Grani, Maria Toni, ErnestaMeneghini, Anna Maria Minghetti,Giuliana Innocenti e Mirella Sani2PARLIAMO DI...L’Angolo della solidarietàa cura di Mara Fadanelli134Nelle foto 1-2-3-4, alcuni lavori realizzati dalle donne della Caritas e venduti nel mercatino di Natale


PARLIAMO DI...8 - Orizzonti - n. 36 - Gennaio 2012


IN QUESTO NUMERO:Parliamo di:• pag. 2 - L’editoriale del direttore Massimo Mancini -Errata corrige n. 1 e n. 2• pag. 3 - Padule di Fucecchio: cicogne anche d’inverno?• pag. 4 - Orizzonti dona libri alle scuole di Lamporecchio• pag. 5 - Autocarrozzeria “La Nuova” di Larciano:verniciare qualsiasi oggetto in metallo• pag. 6 - Parrocchia di San Rocco: Presepe vivente 2011• pag. 7 - L’Angolo della solidarietà a cura di Mara Fadanelli:Caritas Lamporecchio, un mercatino straordinario…• pag. 9/10 - L’Agenda di Orizzonti + Sommario• pag. 11 - “Siamo la terra dei cachi?” - di un un lettore(..assiduo) di Orizzonti• pag. 12/13 - “Razione K” - di Tommaso Rubino• pag. 14/15 - “Gruppo Ac<strong>qui</strong>sto Solidale (G.A.S.),intervista a due componenti attive di un gruppo locale” -di Mara Fadanelli• pag. 16/17 - “Il decreto salva Italia tra novità e sacrifici” -a cura del Dott. Spartaco Capaccioli• pag. 18/19 - “Mestieri della tradizione: la lavorazionedelle erbe palustri” - di Michela Camm<strong>il</strong>li• pag. 20 - “Ciak Therapies” la rubrica cinematografica diMelania Ferrali: Therapies n°2, “American Beauty” 1999• pag. 21 - Agraria Montalbano - “Concimare cone<strong>qui</strong>librio”-----------------------------------------------------------------------Lamporecchio:• pag. 22/23 - “Domizio Torrigiani, lamporecchiano, GranMaestro del Grande Oriente d’Italia dal 1919 fino al 1925,un <strong>per</strong>sonaggio enigmatico” - Iª parte - di Stefano Ferrali• pag. 24 - “Io, uomo da marciapiede” - di Ferruccio Ubaldi• pag. 25 - “Le poesie di Ferruccio” *** L’Oasi del benessere,Centro estetico, Solarium e Dimagrimento• pag. 26 - “Borgano: un grande esempio di collaborazionenella scuola dell’infanzia” - I genitori• pag. 27 - “Il Molino Giannoni fra passato, presentee futuro” - Iª Parte - di Maddalena Mirandi• pag. 28 - “La Posta di Orizzonti”• pag. 29 - Comune di Lamporecchio:“L’amministrazione comunale informa”• pag. 30 - “La biblioteca deve essere ria<strong>per</strong>ta subito!!!” -a cura di Ivano Bechini <strong>per</strong> Sinistra <strong>per</strong> Lamporecchio• pag. 31 - “Le scelte vanno pagate tutti insieme” - a curadi “Obiettivo comune” Gruppo Cons<strong>il</strong>iare• pag. 32 - PD Lamporecchio: “Ciao Ricciotti,ci mancherai!!”-----------------------------------------------------------------------Lamporecchio e Larciano:• pag. 33 - “Commosso addio al Dr. Giovanni Chirico” ***“Tutti abbiamo bisogno di aiuto,Tutti possiamo dare aiuto”,iniziano i corsi <strong>per</strong> soccorritore presso la Croce Verde diLamporecchio-----------------------------------------------------------------------Larciano:• pag. 34 - Comune di Larciano: “L’amministrazionecomunale informa: la gioia di stare insieme all’interno diuna comunità solidale”• pag. 35 -Istituto Comprensivo “F. Ferrucci” Larciano:“Salutare <strong>il</strong> 2011 all’insegna della solidarietà”• pag. 36 - “L’ambizioso progetto di Stefania Tielli: aprire <strong>il</strong>Montalbano al turismo inglese” - di Franca Capecchi• pag. 37 - “I pannelli fotovoltaici” - di Sandro Bonaccorsi• pag. 38 - Il PDL Larciano ha lanciato l’iniziativa <strong>il</strong> comuneche vorrei *** Dopo <strong>il</strong> successo del suo libro, MarcoBreschi vi porta a Liverpool <strong>per</strong> vedere dove è nato <strong>il</strong> mitodei Beatles!• pag. 39 - “Il cibo com’era… alla sco<strong>per</strong>ta di antichi sapori”- di Mariangela Ferrari• pag. 40 - Istituto Comprensivo “F. Ferrucci” Larciano:“Premiate due nostre alunne a Firenze al concorso letterarionazionale «Elisabetta e Maria Chiara Casini», un progetto<strong>per</strong> unire poesia e sicurezza stradale”• pag. 41 - Società soccorso pubblico Larciano -Inaugurazione nuovi mezzi-----------------------------------------------------------------------Sport:• pag. 43 - Sport giovan<strong>il</strong>e - pagina a cura della FABO nastriadesivi: “Piscina intercomunale: rassegna di befana in grandest<strong>il</strong>e - di Andrea Volpi• pag. 44/45 - L’intervista del mese a cura del DirettoreMassimo Mancini: “Antonio Fanelli, un campione delciclismo, una carriera piena di soddisfazioni, ma anche conuna grande delusione!”• pag. 47 - “Ciclismo: è iniziato <strong>il</strong> count-down <strong>per</strong> <strong>il</strong> Mondiale2013” - di Stefano FerraliPARLIAMO DI...L’AGENDA DI ORIZZONTIUn regalospeciale<strong>per</strong> Natale!Lamporecchio: <strong>il</strong> 17 dicembrescorso è nataCarolina Bruno. Tantiauguri ai neogenitoriLuca e Sara, dai nonni e zii toscani epiemontesi e dalla nostra Redazione.Doppi auguri in casa TesiLamporecchio: Il giorno 26 gennaio2012 Francesco e Leonardo Tesi hannofesteggiato i cinque anni di età. Aidue festeggiati tanti auguri da parte deigenitori Davide Tesi e Rossella Zullo,dai nonni Vittorio e Rossella, dagli ziiSimone Tesi, Michela Ammannati,Marco Zullo, Sandra e Barbara, dalcugino Luca, dal piccolo Sebastian edalla Redazione di Orizzonti16/01/195016/01/2012:62 anni dimatrimonio!!!Lamporecchio: <strong>il</strong> 16 gennaio 2012,Alziero Meozzi e Ines Morosihanno festeggiato 62 anni dimatrimonio. Tanti auguri da Sandra,Mario e Claudia. Tanti auguri anchedalla Redazione di OrizzontiIl giorno 5 gennaioCarla Ponticelli hafesteggiato 60 anniLamporecchio - Auguri <strong>per</strong> i tuoimeravigliosi 60 anni. Ci sonoma non si vedono!” Con tantoaffetto Samanta, Alberto, i nipotiF<strong>il</strong>ippo e Lorenzo, Luana, Aldo,Francesca e Cristina. Tanti augurianche dalla nostra Redazione.Nozze d’oro<strong>per</strong> S<strong>il</strong>vio e Ilva BindiLamporecchio: <strong>il</strong> 22 gennaio2012 S<strong>il</strong>vio Bindi e Ilva Rossellihanno festeggiato i loro 50 annimatrimonio. Auguri dai figli Learcoe Raniero, dalle nuore Sandrae Paola e dalle nipoti Giorgia eBenedetta, tanti auguri anche dallanostra Redazione.Gennaio 2012 - n. 36 - Orizzonti - 9


PARLIAMO DI...I 18 anni di MariaGrazia BiancoLarciano (Colonna): sabato 14Gennaio 2012 Maria GraziaBianco ha festeggiato <strong>il</strong> suo 18°compleanno. Tanti auguri dal babboVito, dalla mamma Concetta, dalfratello Francesco, dalla sorellaTeresa, dal fidanzato Andrea, dagliamici e dai parenti tutti. Tantiauguri anche dalla Redazione diOrizzonti.Sebastian Tesi ha compiuto un annoLAMPORECCHIO- Ilgiorno 9 gennaio SebastianTesi ha festeggiato <strong>il</strong> suoprimo compleanno. . Tantiauguri al bambino da partedei genitori Simone Tesi eMichela Ammannati, dainonni Vittorio, Rossella,Pietro e Maria, dagli ziiMarco, Sara, Davide eRossella, dai cuginettiFrancesco e Leonardo edall’intera Redazione diOrizzonti.Due candeline <strong>per</strong>Giulio BonaccorsiLAMPORECCHIO -Il giorno 19 dicembre scorso,Giulio Bonaccorsi, figlio deinostri collaboratori SandroBonaccorsi e ValentinaLuccioli, ha festeggiato <strong>il</strong> suosecondo compleanno. Augurida babbo Sandro, mammaValentina, dai nonni, gli zii ele tre bisnonne. Tanti augurianche dall’intera Redazione diOrizzonti.Le 101 candeline di Tosca NanniniLAMPORECCHIO -Il giorno26 DicembreTosca Nanniniha compiuto101 anni!La famigliaRomaniringrazia tutti iparenti e gliamici.Auguri anchedalla Redazionedi Orizzonti.Una bella festa <strong>per</strong> la1ª candelina di Angela TrinciLAMPORECCHIO - Nella foto sotto scattata <strong>il</strong>10 gennaio 2012, giorno del suo primo compleanno,la piccolaAngelaTrinci insiemeal babboPietro e lamammaSimona.Alla festaerano presentii nonni e glizii. Augurianche da“Orizzonti”10 - Orizzonti - n. 36 - Gennaio 2012


SIAMO LA TERRA DEI CACHI?Differenziata sì, differenziata no ?… Queste parole miricordano <strong>il</strong> ritornello di una canzone portata a SanRemo da “Elio e le Storie Tese” alcuni anni fa nellaquale <strong>il</strong> ritratto si allargava all’Italia intera, descritta ironicamentecome la “Terra dei Cachi”.In realtà la risposta è scontata se si pone la domanda inmaniera corretta: raccolta differenziata o discarica?... Nonimporta certo essere ingegneri ambientali <strong>per</strong> capire che lospazio dove accumulare la nostra immondizia non sarà maisufficiente a reggere <strong>il</strong> passo della società del consumo e che<strong>il</strong> tempo di gettare i rifiuti nel cassonettoin modo indifferenziato è finito.Inoltre questo nuovo modo di raccoglieree di separare i nostri “scarti” <strong>per</strong>concedergli una seconda vita da materiaprima, mi ha fatto scoprire cose chenon immaginavo … ad esempio chela stragrande maggioranza dei rifiutidomestici sono imballaggi e che, sommatiall’organico e alla carta, lascianodavvero poca roba al tanto caro (soloin senso economico) cassonetto grigio.Così l’attenzione nel differenziare, dipari passo alla consapevolezza del beneficioche portiamo all’ambiente, hacambiato, insieme alle nostre abitudini,<strong>il</strong> nostro modo di pensare, sfociando talvolta in atteggiamentiche tendono alla competizione. Non è inusuale assistereal bar o nelle botteghe ai discorsi di massaie e di pensionatiche si misurano sugli svuotamenti effettuati o su quanta robariescono a stipare in un solo cassonetto.E proprio in fondo ai cassonetti variopinti che colorano agiorni alterni le strade del nostro abitato, abbiamo anche raccoltoi nostri ottimi risultati fatti di numeri e di <strong>per</strong>centualiche su<strong>per</strong>ano <strong>il</strong> 90% di raccolta differenziata, un traguardoeccellente <strong>per</strong> Lamporecchio e tutti i suoi cittadini.Ovviamente i problemi non mancano; diffic<strong>il</strong>e far coinciderele esigenze di migliaia di <strong>per</strong>sone con un’organizzazionetanto nuova quanto complessa e macchinosa. Per non parlaredello spazio mancante <strong>per</strong> i cassonetti degli immob<strong>il</strong>i postinel centro cittadino, degli orari delle gite e... degli abbandoni.Infatti, con la nascita del “porta a porta”, <strong>il</strong> fenomeno degliabbandoni ha subito un aumento incredib<strong>il</strong>e e <strong>il</strong> proliferaredi sacchi e sacchettini abbandonati un po’ ovunque ha dimostratoche la verità dei numeri è ben lontana dalla realtà. Lanostra comunità che nella stragrande maggioranza ha recepitoe fatto proprie le regole del recu<strong>per</strong>o, nasconde individuiIL MESSAGGIO: “Certo vien da chiedersi cometu sia riuscito ad usare un computer se la tuaintelligenza non ti consente neppure di evitartimosse tanto idiote. Caprone.P.S. : s<strong>per</strong>o non tu abbia prole”.PARLIAMO DI...che si ostinano in una subdola e dannosa resistenza, individuiche hanno stretto i loro confini geografici e culturali al murodi cinta del loro giardino e che non hanno tempo di fare differenziazioni… tutto in una borsina e giù dalla macchinain corsa che tanto qualcuno prende e porta tutto dove deveessere portato; dove? Chi se ne importa, basta che sia fuoridal muro di cinta del giardino di proprietà.Naturalmente <strong>il</strong> qualcuno è un o<strong>per</strong>atore Publiambiente chemolte volte parte appositamente <strong>per</strong> raccogliere i sacchi dei“dissidenti” e portarli in discarica a spese dell’intera popolazione.Risultato? Costi maggiori, danniambientali anche <strong>per</strong>manenti (moltevolte i rifiuti vengono abbandonati inposti inaccessib<strong>il</strong>i <strong>per</strong> le o<strong>per</strong>azionidi recu<strong>per</strong>o) e un’immagine da offrire,ai molti stranieri in vacanza, da“Terra dei cachi”.Cosa fare?...Le autorità preposteal controllo hanno eseguito alcuneindagini arrivando a trovare laprovenienza dei rifiuti abbandonatie in alcuni casi anche <strong>il</strong> nome delproduttore; purtroppo si parla di numerimodesti <strong>per</strong> essere consideratisignificativi <strong>per</strong> la lotta contro gli abbandoni. E allora? Allorabisogna attivarsi tutti quanti, con la consapevolezza chel’ambiente è uno spazio senza confini che appartiene a tutti eche va salvaguardato e protetto a tutti costi, sia partecipandoalla “caccia all’in<strong>qui</strong>natore seriale” con segnalazioni alleautorità, sia mantenendo viva la discussione sulla raccoltadifferenziata …A volte un gesto o un simbolo colpiscono più di m<strong>il</strong>le spiegazioni… So bene che un lucchetto incatenato sul Ponte M<strong>il</strong>vionon basta a garantire un amore da “Tre metri sopra al cielo”<strong>per</strong> tutta la vita ma bisogna ammettere che <strong>il</strong> messaggio visivoè chiaro e immediato... Ed è proprio <strong>il</strong> messaggio attaccatosul monitor di un computer abbandonato su Via Spicchio chemi ha spinto a scrivere queste righe. Ve lo propongo comel’ho visto e fotografato qualche giorno fa; <strong>per</strong>sonalmente lotrovo geniale … mirato, ironico quanto basta e estremamentecattivo...P.S. Visto che gli abbandoni come questi sono spesso compiutida <strong>per</strong>sone non residenti nel luogo, s<strong>per</strong>o vivamente che,attraverso Orizzonti, le parole riportate sul cartello possanoraggiungere <strong>il</strong> destinatario.UN LETTORE (..assiduo) DI ORIZZONTIGennaio 2012 - n. 36 - Orizzonti - 11


PARLIAMO DI...RAZIONE K“Il general Cadorna si mangia le bistecche, ai poveri soldatigli dà castagne secche....!!”, recitava un adagio che isoldati cantavano sul fronte durante la Iª grande guerra… edancora, ve la ricordate la battuta di Alberto Sordi nel f<strong>il</strong>m“La Grande Guerra” di Monicelli: “Com’è <strong>il</strong> rancio?” glichiede <strong>il</strong> comandante. “Ottimo e abbondante”, risponde <strong>il</strong>soldato Sordi. “Invece è una schifezza” replica <strong>il</strong> comandantemedesimo. Avevano ragione tutti e due. Il giudiziodei soldati sulla quantità del rancio risulta, nelle letterealle famiglie o nei diari scritti, quasi sempre positivo. Larazione giornaliera era studiata <strong>per</strong> apportare mediamentecirca 4000 calorie (era passato da 2850 calorie al giornodurante la guerra di Libia del 1911, alle attuali - di allora- 4085), salvo che nel corsodel 1917 quando scesea poco più di 3000 calorie<strong>per</strong> mancanza di scorte alimentari.Così tante calorieerano giustificate dal fattoche ci ritrovava di frontea <strong>per</strong>sone costrette ad unsurplus di lavoro fisico edin cui la adrenalina era allestelle <strong>per</strong> <strong>il</strong> timore costantedi aggressioni fisiche. Ilproblema era piuttosto dinatura igienica: <strong>il</strong> cibo, trasportato dalle retrovie, a dorso dimulo, durante la notte, <strong>per</strong> evitare i cecchini che volevanoaffamare le prime linee, in cassoni coibentati che mantenevanola tem<strong>per</strong>atura costante sui 60°, arrivava quasi semprescotto e di scarsa qualità: ad esempio c’era poca carne e solodopo <strong>il</strong> I anno di guerra fu decisa l’importazione massicciadall’America di bovini congelati. Inoltre veniva consumatoin ambienti certamente non troppo salubri, fra <strong>il</strong> puzzo deicadaveri in decomposizione, sangue e ferite, f<strong>il</strong>o spinato,ferri arrugginiti ed anche feci, <strong>per</strong> cui dissenteria ed altremalattie infettive erano all’ordine del giorno.Il cibo in scatola era praticamente sconosciuto anche se iprimi es<strong>per</strong>imenti in tal senso risalgono a Napoleone nel1802 e, nel 1867, all’Esposizione di Parigi, la italiana Cirioaveva ottenuto premi e riconoscimenti <strong>per</strong> <strong>il</strong> suo metodo diconservazione delle carni.I m<strong>il</strong>itari avevano comunque a disposizione più cibo dellapopolazione civ<strong>il</strong>e che, anche se specie in quel <strong>per</strong>iodo nonpoteva procurarsi <strong>il</strong> cibo <strong>per</strong> via delle campagne devastatedalla guerra, soffriva comunque, anche in tempo di pace, didi Tommaso Rubinopenuria cronica di alimenti. In quel tempo,infatti, anche se non in guerra, la gente dovevagioco forza praticare una dieta ricca inqualità di zuppe, verdure e granturco al nord(la famosa polenta con <strong>il</strong> salacchino) ed olive,pomodori ed olio al centro sud, dieta in cui la carne erapraticamente bandita, specie nelle zone rurali.Le regole di razionamento prevedevano inoltre che, manmano che la guerra procedeva, le scorte alimentari venisseroridotte prima <strong>per</strong> i civ<strong>il</strong>i e poi <strong>per</strong> i m<strong>il</strong>itari che, dovendocombattere, avevano necessità di un introito maggiore dicalorie (tutto questo razionamento oggi in età moderna cipiace e, se dal punto di vista quantitativo non ci sono carenze,si parla oggi infattidi Dieta Mediterranea, maallora le carenze di quantitàdi cibo erano davveroreali…).I soldati italiani avevanotuttavia a disposizione unamaggior quantità di ciborispetto agli austriaci, edagli alpini era in dotazioneuna gavetta più granderispetto alla truppanormale. Non di rado, intrincea, con i soldati delle opposte fazioni gli uni di fronteagli altri (spesso provenienti da paesi vicini ma sulla frontiera- c’erano infatti italiani coscritti, friulani e trentini, anchefra le truppe austriache…), avveniva lo scambio di tabaccoin cambio di cibo, con parole appena sussurrate <strong>per</strong>ché sirischiavano fino a 10 anni di prigione <strong>per</strong> collusione con<strong>il</strong> nemico, questo anche <strong>per</strong>ché l’esercito austriaco avevaproblemi alimentari già nel 1915. Un pezzo di pane, alimentoprincipe durante la guerra, veniva sempre tenuto neltascapane dello zaino (<strong>per</strong> questo si chiama così) e serviva,se si rimaneva bloccati nella terra di nessuno, a sfamare <strong>il</strong>soldato fino alla notte quando si tentava <strong>il</strong> rientro; inoltrealla mancanza della maschera antigas si poteva ovviaremettendosi in bocca un pezzo di pane bagnato tenuto da unfazzolettone: se <strong>il</strong> sistema funzionasse non è dato sa<strong>per</strong>lo...Non tutti i mali alle volte vengono <strong>per</strong> nuocere: sembrainfatti che la cucina italiana dei grandi chef sia nataproprio in questo <strong>per</strong>iodo, dall’incontro, al fronte, fraitaliani provenienti da province mai conosciute. Questomescolamento, produsse uno scambio di ricette locali12 - Orizzonti - n. 36 - Gennaio 2012


che poi, terminata la guerra, sono diventate patrimonioculinario della nostra nazione.La razione K arriva invece con la II guerra mondiale: sitratta della razione individuale di sopravvivenza introdottadalle truppe americane nel 1942.Si chiama K <strong>per</strong>ché fu formulata da un fisiologo americanodi nome Ancel Keys: era una razione trasportab<strong>il</strong>e, usata<strong>per</strong> le missioni che <strong>qui</strong>ndi non era in uso nelle mense, razionealimentare che poteva durare, <strong>per</strong> peso e qualità dicibo, fino ad una massimo di 3-4 giorni ed era pensata suitre pasti: colazione pranzo e cena. Nel 1943 con la razioneK e gli americani arrivarono in Italia anche chewing gum,caramelle, cioccolata, biscotti e caffé solub<strong>il</strong>e, ma ancheformaggio in scatola e sigarette, leccornie a noi sconosciute<strong>per</strong>ché, con la guerra, erano sparite dal mercato.In seguito la razione K è stata modificata sia <strong>per</strong> quantoconcerne i cibi in essa contenuti (che devono essere adeguatialle esigenze alimentari di ciascuna nazione, <strong>per</strong>ché <strong>il</strong>vitto cui è abituato <strong>il</strong> soldato italiano è certamente diversoda quello americano o tedesco…- sono tenute anche in considerazionele problematiche religiose <strong>per</strong> cui ci sono razionicon cibo kasher <strong>per</strong> i combattenti ebrei o prive di carnedi maiale <strong>per</strong> i musulmani…-), sia <strong>per</strong>quanto riguarda le modalità di stoccaggioe trasporto dei cibi: <strong>il</strong> cibo in scatola, pesantee mal conservab<strong>il</strong>e, è stato progressivamentesostituito con cibo disidratatoo anche liof<strong>il</strong>izzato, come <strong>per</strong> i cibi degliastronauti, (la liof<strong>il</strong>izzazione infatti, adifferenza della essiccazione, non alterale caratteristiche del prodotto <strong>per</strong>ché <strong>il</strong>cibo, prima congelato e poi essiccato puòessere reintegrato allo stato naturale conl’aggiunta di poca acqua, inoltre nellaliof<strong>il</strong>izzazione vengono conservati anchei sali minerali che, dopo l’essiccamento,risultano invece spesso poco ut<strong>il</strong>izzab<strong>il</strong>i).La razione K, in base a queste caratteristiche,oggi ha cambiato nome <strong>per</strong> cui siparla di razione C1-C2 ed anche E ma,<strong>per</strong> chi come me ha fatto <strong>il</strong> m<strong>il</strong>itare (nona Cuneo come diceva Totò…), <strong>il</strong> termineda usare è sempre quello classico di razioneK.Ai miei tempi, negli anni ’80, la razione K dell’esercito italianoconsisteva in un contenitore con un fornellino di lattae la mita (una combinazione di magnesio, sodio e poliet<strong>il</strong>eneche emette calore <strong>per</strong> scaldare <strong>il</strong> cibo, un po’ comefanno al giorno d’oggi certi caffé che si autoriscaldano..),<strong>il</strong> barattolo di pasta e fagioli, la carne in scatola (era carneallora ricavata da quarti di manzo argentini congelatinel 1957…), <strong>il</strong> latte condensato, lo zucchero, i fiammiferi ele tavolette di cloro <strong>per</strong> disinfettare l’acqua. Era abbastanzapesante <strong>per</strong> via dello scatolame, tanto che oggi le scatolettesono state sostituite da sacchetti sottovuoto, verde scuro,contrassegnati da diversi colori <strong>per</strong> le diverse versioni incui cambiano gli alimenti. In seguito sono stati aggiunti anchela carta igienica, <strong>il</strong> f<strong>il</strong>o interdentale e le barrette nutrientiricche di frutta - e <strong>qui</strong>ndi di vitamine -, alle volte si puòanche trovare della frutta secca. Il cibo liof<strong>il</strong>izzato ai mieitempi c’era già, ma lo avevano solo gli americani: rimasiinfatti estasiato quando durante una Muflone (un’esercitazionecon i berretti verdi in cui si doveva con<strong>qui</strong>stare unacerta regione italiana contrastati dai carabinieri - quell’annoa dover essere con<strong>qui</strong>stato era l’Abruzzo <strong>per</strong> cui venim-PARLIAMO DI...mo paracadutati in quelle valli montane letteralmente fra <strong>il</strong>upi…-), un sergente americano tirò fuori, dalla sua razioneK, la pesca liof<strong>il</strong>izzata che, con l’aggiunta di poca acqua,formò un bella pesca intera con tanto di picciuolo (o piccioloche dir si voglia…) e <strong>per</strong> giunta già sbucciata!!!Mentre la razione K era uguale <strong>per</strong> i m<strong>il</strong>itari di ogniordine e grado, la quantità e qualità del cibo distribuitanelle mense, fino ad un certo <strong>per</strong>iodo, era diversa a secondadel rango e della mansione: fino agli anni ’70, infatti,gli ufficiali mangiavano cibo migliore in mense a lororiservate. Ai miei tempi, invece, pur rimanendo la nettaseparazione della mensa fra ufficiali, sottufficiali e truppa(cose assurde <strong>per</strong> cui un appuntato anziano dei carabinieri- considerato di truppa, proprio <strong>per</strong>ché semplice appuntato- non poteva nemmeno sedere a tavola con un vicebrigadieregiovane, che invece faceva parte della categoriadei sottoufficiali), la cucina era uguale <strong>per</strong> tutti e solo ladistribuzione separata - si parlava di mensa unificata diservizio…Mi ricordo, a tal proposito, un episodio che mi è accadutouna volta che <strong>per</strong> poco non venivo messo dentro dal colonnellocomandante del battaglione <strong>per</strong>ché anziché, comeufficiale medico, andare a mangiare allamensa ufficiali, mi recavo invece ed anchealquanto spesso, a quella, <strong>per</strong> così direpiù nazionalpopolare, dei sottoufficiali incui <strong>il</strong> comportamento era necessariamentemeno formale e più alla mano: <strong>il</strong> colonnellomi redarguì dicendo che non dovevopiù andare a mangiare con i negri…(proprio così!!!). Non era razzismo, masemplice divisione dei ruoli, ribadita conmodo di fare e di dire fra <strong>il</strong> grottesco ed <strong>il</strong>cameratesco proprio dell’ambiente. D’altraparte, durante quel <strong>per</strong>iodo, ho spessorischiato di essere messo dentro, <strong>per</strong> lo più<strong>per</strong> la divisa, <strong>per</strong> così dire, poco a norma efuori ordinanza…Alle truppe speciali, con cui lavoravo,come erano gli incursori ed i sommergib<strong>il</strong>isti,era infine concessa una razionesupplementare di generi di conforto <strong>per</strong>cui, tutti i mesi, portavo a casa una notevolequantità di pasta, formaggio, zucchero, latte, riso, tonnoe la buonissima cioccolata fondente m<strong>il</strong>itare. A chi facevale guardie al freddo, in inverno, era concesso <strong>il</strong> cosiddettocordiale: un liquore altamente calorico in bottigliettaprima ed in bustina tipo caramellato poi…Infine una curiosità: nel <strong>per</strong>iodo primo della epidemiadell’AIDS furono distribuiti ai soldati, insieme alla razioneK, anche i prof<strong>il</strong>attici: venne fatto un ordine appositodal ministero alla HATÙ (la storica azienda di Bolognache produce quella roba oltre a tettarelle e biberon…), edarrivarono i famosi Settebello con la confezione grigio verdecon sopra scritto: “FORZE ARMATE ITALIANE” (ese non erano forze armate quelle…). Facendo i conti delladotazione in relazione alla forza a disposizione, noi ufficialimedici stab<strong>il</strong>immo che ne spettava 1,3 prof<strong>il</strong>attici ognitre mesi <strong>per</strong> ciascun paracadutista - non so se l’uso fosseconsentito anche a chi non era un parà che, come è noto,<strong>per</strong> definizione, hanno una potenza amatoria su<strong>per</strong>iore…-,comunque non ho mai capito a cosa servisse quello 0,3decimale dopo la virgola…..!Gennaio 2012 - n. 36 - Orizzonti - 13


PARLIAMO DI...GRUPPO ACQUISTO SOLIDALE (G.A.S.)INTERVISTA A DUE COMPONENTI ATTIVEDI UN GRUPPO LOCALEdi Mara FadanelliItemiche mi suscitano interesse, <strong>per</strong> lascelta degli articoli da scrivere, hannoun denominatore: <strong>il</strong> bene comune, laqualità della vita.Come ho già scritto altre volte, sono convintache l’incontro con gli altri sv<strong>il</strong>upp<strong>il</strong>e umane competenze di ciascuno di noi.Questa volta ho incontrato Laura Migliorini,che da poco lavora con me, e quandomi ha parlato della sua es<strong>per</strong>ienza nelGruppo Ac<strong>qui</strong>sto Solidale, mi sono tornatein mente le parole di Francesco Gesualdi:“Si deve incominciare anche da un puntodi vista <strong>per</strong>sonale dicendo che la ricchezzanon dipende soltanto da quanto riescoa riempire <strong>il</strong> carrello della spesa, ma dallaqualità della vita, dalle relazioni che si riesconoad instaurare”. (in Orizzonti n.32settembre 2011). Quindi le ho chiesto, selei e <strong>il</strong> suo gruppo, erano disposti a farsiintervistare <strong>per</strong> Orizzonti. Una sera mi haorganizzato un incontro ed ho intervistatolei, che sono quattro anni che è in questo gruppo, ed ElisaParri, che invece ne fa parte fin dai primi anni che è statocostituito.Che cos’è un gruppo GAS? (Elisa e Laura)Si tratta di famiglie, o <strong>per</strong>sone in generale, che si organizzanoe ordinano i prodotti direttamente da coloro che liproducono saltando la rete di vendita.I gruppi GAS sono contrari allo sfruttamento del lavoroe hanno come obbiettivo l’ac<strong>qui</strong>sto di prodotti ach<strong>il</strong>ometro zero, <strong>qui</strong>ndi favoriscono l’economia locale esoprattutto aiutano i piccoli fornitori, che non avrebberomodo di sopravvivere nel meccanismo della grandedistribuzione. D’altra parte, avere un piccolo fornitore ci<strong>per</strong>mette di avere un contatto più diretto, possiamo parlarecon lui, andare a trovarlo e soprattutto avere un trattamentomigliore. Il gruppo ac<strong>qui</strong>sta fuori zona, o fuori regione,solo i prodotti che non ci sono da noi, <strong>per</strong> esempio le aranceche vengono fornite da un produttore sic<strong>il</strong>iano. Abbiamoac<strong>qui</strong>stato anche scarpe, biancheria intima e altro daaziende che hanno sistemi di produzione a basso impattoambientale. Nei gruppi GAS si impara anchead avere rispetto degli altri, si ordinae si deve andare a prendere la spesa, altrimentisi chiede a qualcuno di ritirare laspesa <strong>per</strong> noi, contraccambiando <strong>il</strong> favorequando occorre. Quando ci sono gli ordini<strong>per</strong>iodici, <strong>per</strong> esempio <strong>per</strong> l’ac<strong>qui</strong>sto di pasta,detersivi, marmellate, tonno ecc., bisognadare i soldi in anticipo <strong>per</strong> fare l’ordinecumulativo, consegnandoli contati in bustachiusa, e preoccuparsi di ritirare i prodotti<strong>il</strong> giorno stab<strong>il</strong>ito <strong>per</strong> la consegna, vistoche i quantitativi sono spesso di una certaconsistenza e chi se ne occupa deve trovarelo spazio in casa.Il vostro gruppo quand’è che è nato?(Elisa)È nato nel 2003-04. L’idea è partita da tre,quattro <strong>per</strong>sone e con <strong>il</strong> tempo <strong>il</strong> gruppo siLaura Migliorini è sempre più allargato.Vi siete dati un nome? (Elisa)“Il Seme”, <strong>per</strong>ché dal nostro gruppo, che si ritrova a Empoli,ne sono nati altri due.Qual è <strong>il</strong> motivo che ti ha spinto a far parte di questogruppo? (Laura)Sono entrata in contatto con <strong>il</strong> Gruppo di Ac<strong>qui</strong>sto Solidalegrazie ad un’amica. Quando mi disse che faceva parte di ungruppo che ac<strong>qui</strong>stava prodotti biologici, rimasi subito incuriosita,così le chiesi di spiegarmi di che cosa si trattasse.Lei mi <strong>il</strong>lustrò gli obbiettivi, quale era la f<strong>il</strong>osofia alle basedel gruppo e mi propose di prendere una busta di verdure,che mi portò la settimana successiva. Era una busta converdure miste di stagione. M disse che, <strong>per</strong> limitare i prezzidel biologico, <strong>il</strong> compratore non poteva scegliere le verdure.C’era l’insalata, i pomodori, la verdura da cuocere ealtre verdure <strong>per</strong> cucinare un primo piatto, apprezzai subito<strong>il</strong> fatto di ritrovare gusti e sapori, ormai quasi dimenticati,<strong>per</strong>ché <strong>il</strong> meccanismo della grande distribuzione fa raccoglierela verdura con molto anticipo, <strong>per</strong> poterla trovarepronta sui banchi del su<strong>per</strong>mercato (a scapito della qualità).Quelle, invece, erano verdure raccolte <strong>il</strong> giorno prima, o lo14 - Orizzonti - n. 36 - Gennaio 2012


stesso, della consegna. Mi decisi a mettermi in lista d’attesa<strong>per</strong> entrare nel gruppo e fui presto accolta. Cominciaia ordinare latte, formaggi, frutta, carne, pane dai varifornitori ed é stato bellissimo ritrovare, finalmente, pomodoriche sapessero di pomodori, <strong>il</strong> sapore di carne euova di animali allevati a terra. La busta con le verdure“a sorpresa”, inizialmente, mi sconvolgevaun po’, <strong>per</strong>ché ero abituata a scegliereio, ma é anche vero che mangiavamosempre le stesse verdure tutto l’anno. Horisco<strong>per</strong>to quali sono le verdure tipiche diogni stagione e a decidere i piatti da prepararein base a ciò che avevo a disposizione,sicuramente un grande stimolo <strong>per</strong> lafantasia. È diventato addirittura divertentescoprire che cosa c’era nella busta a sorpresa,ogni settimana sempre molto diversa.A casa mia c’è addirittura la lotta, trame e mio marito, <strong>per</strong> avere <strong>il</strong> priv<strong>il</strong>egio diaprirla <strong>per</strong> primo.All’interno del gruppo vi siete dati deiruoli? (Laura)Si, c’è chi coordina, c’è chi aiuta i nuoviarrivati ad inserirsi, poi ognuno di noiè referente <strong>per</strong> un produttore,raccoglie gli ordini dagli altricomponenti del gruppo e poi <strong>il</strong>produttore viene a consegnarcelidirettamente.Quando ho cominciato a frequentarele riunioni mens<strong>il</strong>i, ho avutomodo di conoscere gli altri componentidel gruppo in modo piùapprofondito. Mi è piaciuto l’atteggiamentodi voler coinvolgeretutti nelle decisioni, tutti possonoproporre idee e impegnarsi nelportarle avanti. Per far ciò bisognarimanere un gruppo piccolo.Ci sono realtà in Italia, a Padova<strong>per</strong> esempio, dove i gruppi GASsono più numerosi. Sono gruppiche richiedono organizzazioni più complesse e <strong>qui</strong>ndialcuni decidono <strong>per</strong> tutti. Ci sono addirittura <strong>per</strong>sone stipendiateche si occupano degli ordini, delle consegne edi mantenere i rapporti con i fornitori. Nel nostro gruppo,invece, tutti contribuiscono a mantenere l’organizzazione,<strong>qui</strong>ndi c’é una ripartizione delle responsab<strong>il</strong>ità. Ognuno dinoi ha dei compiti stab<strong>il</strong>iti da svolgere, tutti compatib<strong>il</strong>icon <strong>il</strong> tempo a disposizione. Quindi esistono dei referenti,che si interscambiano, uno <strong>per</strong> ogni fornitore, che hanno<strong>il</strong> compito di raccogliere gli ordini on line, di mantenere irapporti tra <strong>il</strong> fornitore e <strong>il</strong> gruppo, visitano l’azienda delproduttore e si accertano che quest’ultimo abbia la certificazionebiologica.Ci incontriamo una volta alla settimana, insieme ai nostrifornitori, <strong>per</strong> prendere la merce ordinata. Ma non si trattasolo di una consegna, è un momento <strong>per</strong> stare insieme, <strong>per</strong>conoscere altre <strong>per</strong>sone e <strong>per</strong> i bambini di giocare e correreinsieme.Se qualcuno fosse interessato a far parte del gruppocome può fare? (Elisa)Può andare sul nostro blog: http://gasdiempoli.wordpress.com, dove può trovare le informazioni ut<strong>il</strong>i. All’inizio laElisa Parri..........a tutto gas!PARLIAMO DI...<strong>per</strong>sona è seguita <strong>per</strong> capire come si fanno gli ordini, qualisono le regole del gruppo. Ci siamo dati un numero massimodi 40 famiglie <strong>per</strong>ché oltre a questo numero la gestionesarebbe diffic<strong>il</strong>e. Quando viene raggiunto <strong>il</strong> numero,le <strong>per</strong>sone interessate si inseriscono in una lista d’attesa.Ad esempio fino a poco tempo fa avevamo cinque <strong>per</strong>sonein lista, poi, siccome dal nostro gruppo nesono nati altri due, uno a Empoli e uno aMontelupo, sono potute entrare.(N.d.R. Per chi fosse interessato sta nascendoun gruppo GAS anche a Lamporecchio.La ma<strong>il</strong> è: gaslamporecchio@gma<strong>il</strong>.com, le riunioni organizzativesono <strong>il</strong> lunedì sera ore 21,00 presso lasede dell’Associazione Tir<strong>il</strong>lò col F<strong>il</strong>o, invia Orbignanese 86)Se fosse una ditta ad essere interessata?(Elisa e Laura)Lo stesso, ci può contattare e farci avere <strong>il</strong>listino dei prodotti che offre. Chiaramente,se si tratta di prodotti che già ci vengonoforniti da un’altra ditta, noi cerchiamo dipriv<strong>il</strong>egiare le aziende con le quali abbiamogià i rapporti, specialmente se ci troviamobene e poi anche <strong>per</strong> un discorsodi lealtà, ad esempio ci sonodelle piccole ditte che lavorano e“vivono” grazie ai nostri gruppi.La scelta di un nuovo fornitore vienefatta dal gruppo, durante le riunionimens<strong>il</strong>i. Il fornitore, che farichiesta di entrare, viene invitatoa presentarsi e a <strong>il</strong>lustrare i propriprodotti, l’organizzazione dellapropria azienda e <strong>il</strong> tipo di rapportoche ha con i propri dipendenti.Per concludere…Possiamo dire che siamo come unagrande famiglia, che si tiene in contattocontinuo anche tramite unama<strong>il</strong>ing list e un blog, dove l’egoismo non è ammesso, masolo <strong>il</strong> rispetto e la tolleranza <strong>per</strong> mantenere un obbiettivocomune, “vogliamo mangiare in modo sano”, e dove laparola d’ordine é “solidarietà”.Gennaio 2012 - n. 36 - Orizzonti - 15

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!