Chi dice donna dice domani - ActionAid

actionaid.it
  • No tags were found...

Chi dice donna dice domani - ActionAid

L’editorialeCon il nuovo annoarriva anche il primonumero del nuovoMagazine di ActionAid.Una versione rinnovatasotto tutti i puntidi vista: più agile neicontenuti, nella graficae nel formato; ma cherisponde anche adun’ottica di risparmiosui costi e di maggioreattenzione all’ambientee alla sostenibilità.Un Magazine che vuoleraccontarvi sempre piùa 360 gradi il tessutodel mondo, quello deitanti Paesi in cui siamopresenti e quello delterritorio italiano doveDove ci trovisiamo radicati; ma anchei modi in cui questomondo - e anche l’Italia- può essere cambiato.In questo numero tiriamole somme anche supiccoli e grandi risultatisui quali ci siamo impegnati.I progetti in Congoa tutela delle donne,mentre si consumal’ennesimo conflitto; leattività dei nostri colleghiad Ahmedabad, inIndia, dove il 90% delleragazzine ha ripreso afrequentare la scuola;la messa al bando dellemutilazioni genitalifemminili, ottenuta conuna risoluzione ONU;in Italia il coinvolgimentodi candidati Premiere di molti parlamentarisu 8 Punti per noiimprescindibili che lapolitica dovràaffrontare.Insommarisultati concretiverso una maggiorepartecipazione eredistribuzione.Di persone che non sisono arrese ne abbiamoincontrate moltein questo anno; traqueste, voi sostenitoridi ActionAid Italia,ma anche gli oltre50.000 attivisti e i 38gruppi locali. Personeche hanno a cuore losviluppo, la giustiziasociale, la sostenibilità,i diritti delle donne, acui dedichiamo questonumero. Cambiare lecose dipende da tuttiquanti noi.Un caro saluto,Contattaci!Marco De PonteSegretario GeneraleFacci sapere cosa pensidel nuovo magazine, scrivi aredazione@actionaid.orgSommarioin primo pianoChi dice donnadice domani 6fermo immagineRep. Dem. del Congo 4sostegno a distanzaQuando gira la voce 103editoriale + sommarioactionaid.itsostenitori@actionaid.orgSegui ActionAid Italia anche su:raccolta fondiCome donare 12ColophonActionAid MagazineEditore ActionAid InternationalVia Broggi 19/A - 20129 MilanoTel 02 742001 - Fax 0229537373www.actionaid.itRegistrato al Tribunale di Milanon. 458 del 19/9/1995Direttore ResponsabileMarco De PonteResponsabile di RedazioneAlice GrecchiLa Redazione:Anna Agus, Luca RannisiHanno collaborato:Marta Fumagalli,Barbara AntonelliRealizzazione EditorialeMarco BinelliStampa Graphicscalve srlVilminore di Scalve (BG)Tiratura 160.000 copieIl numero è stato chiuso il18 febbraio 2013Stampa sucarta patinata,riciclata edecologica al100%photo galleryNews in breve 13magazine n.1/13


4fermo immaginefermo immagine:Repubblica Democraticadel CongoNon c’è pace per la Repubblica Democraticadel Congo. A fine annosono riesplose le violenze e più di130.000 persone sono fuggite dai rispettivivillaggi. Tra loro anche Giselle,una diciannovenne ora ospite nelcampo allestito a Kanyaruchiniya.magazine n.1/13Foto: ActionAid


5«Per noi donne non c’è solo il timoredi essere uccise nei combattimenti.Viviamo nel terrore costante di subireviolenza sessuale. La guerra ciha reso ancora più poveri di quantoeravamo. Mia cugina è uscita dalcampo in cerca di cibo, è tornata alnostro villaggio ed è stata violentata.L’hanno stuprata solo perché è tornataa casa, a Rugari, per cercaredi recuperare qualcosa» raccontaGiselle.Le vittime spesso sono emarginatee stigmatizzate dalle loro comunitàdi appartenenza. Non è facile perloro denunciare in modo aperto leviolenze subite.ActionAid, grazie anche alle donazionidei sostenitori italiani, dal 2009ha avviato un progetto a tutela e difesadei diritti delle donne.fermo immagineContattaci!Ai sostenitori dell’area diNyaragongo: i nostri colleghi hannoripreso la raccolta dei messaggi nell’area.Speriamo vi arrivino al più presto!Per info chiamateci allo 02 742001magazine n.1/13


6magazine n.1/13in primo pianoFoto: Marta Fumagalli/ActionAid


in primo pianoChi dice donnadice domani2002. Ahmedabad, capitale dello stato indiano delGujarat. Donne e bambine sono emarginate, soggette auna vita di privazioni e violenza.Costrette nelle mura di casa, non hanno accesso aistruzione, salute né a una vita dignitosa.I terribili scontri che nello stesso anno scoppiano traindù e mussulmani non fanno che aggravare le lorocondizioni di vita.Qui, dieci anni fa, ActionAid iniziavaun cammino fianco a fianco con le3.000 famiglie che vivono nel quartiereSankalit Nagar che a distanzadi alcuni anni ci dà la possibilità divedere e toccare con mano i tanticambiamenti avvenuti nella vitadelle persone, donne e bambinein particolare. Tutto questo è statopossibile grazie all’impegno dell’associazionelocale Parwaaj- un’organizzazionecomposta interamente dadonne, attiva fin dagli anni’90 - e a tanti di voi checon il sostegno a distanzaci avete permesso di realizzareimportanti cambiamenti.«Tornarenegli stessiluoghi 10 annidopo è statoincredibile!»«Oggi la gioia e il sorriso di chi oravive una nuova vita hanno riempitoil vuoto creato da un passato doloroso.Ero già parte dell’organizzazionequando, nel 2002, ActionAidha avviato le attività ad Ahmedabad- ci racconta Jiuliana, una collegadi ActionAid India. La situazioneera drammatica: la maggior partedei bambini non andava a scuola,solo una bambina su 4 frequentavale lezioni, le donne erano discriminate,vittime di abusi, violenze eingiusti pregiudizi. Le scuole funzionavanoin modo irregolare e il serviziosanitario era completamenteassente.Tornare negli stessi luoghi10 anni dopo è stato incredibile!Tra le scuole che abbiamovisitato, la Ravinagarè tra le migliori della zonae si distingue per la qualitàdell’insegnamento. Siamoarrivate qui in un giorno particolare,proprio mentre i genitori deglistudenti ricevevano la sovvenzioneannuale con cui comprano l’uniformescolastica e i libri per i figli.Abbiamo visto alcune delle 10 aulein cui si svolgono le lezioni, dove ibambini ci hanno accolto tra canti eballi, e visitato anche la cucina,I nostri piccoligrandi passi...il90%delle ragazzecompleta il percorsoscolastico1.861bambini si sono iscritti a scuola375studenti hanno ricevutosostegno per i loro studiscuole ora dispongono di servizi5 igienici, mensa e borse di studioil64%delle donnepossiede delleproprietàregistratea suo nomeLe strade sono state riparate,i problemi di igienesono stati risoltie ogni casa(per un totale di 70.000 famiglie)ha acqua potabilee medicine disponibili1.856nuovi centri per la saluteche sono stati aperti603frequentala scuolailOggi...70%delle ragazze785donne hanno aperto il loroprimo conto correntefamiglie hanno ottenutole tessere annonarie che danno lorodiritto all’acquisto di grano e kerosenea metà del prezzo di mercato7in primo pianomagazine n.1/13


8in primo pianoFoto: Marta Fumagalli/ActionAidmagazine n.1/13dove vi si reca ogni mattina il direttorestesso per assaggiare il pastoprima che sia servito agli studenti.È stato bello scoprire che dei 410studenti che frequentano la scuola,202 sono bambine, alcune dellequali fino a qualche anno primaandavano a scuola di rado o non cierano mai state».Sono risultati concreti, raggiuntigrazie alle attività che abbiamoportato avanti in questi 10 anni.Risultati che lasciano senza parolequando ci viene detto che oggi, adAhmedabad, il 90% delle ragazzeha ripreso a studiare e si è diplomato.E il sostegno alle bambine nonfinisce a scuola. Cinque anni fa,infatti, sono nati i gruppi femminili:oggi ne fanno parte 550 ragazzeadolescenti. Ogni gruppo si incontrauna volta alla settimana, mentreogni mese si riuniscono tutteinsieme per parlare di diritti femminili,educazione sessuale,salute, discriminazione eistruzione.Firdoze, una simpaticaragazzina ci racconta dellasua partecipazione al gruppodi discussione. «Lo abbiamoistituito per parlare di diversecose, soprattutto della discriminazionenei confronti delle bambine.Ai maschi è concesso di perseguirei propri sogni mentre alle bambineno. Loro possono fare tutto quelloche vogliono mentre noi femminedobbiamo restare a casa. Invece,quel che può fare un bambino puòfarlo anche una bambina e non c’è«Ai maschi èconcesso diperseguire ipropri sognimentre allebambine no»alcuna differenza fra di noi. Ecco,nel gruppo parliamo del perchéavvengono queste discriminazioni.Dopo averne parlato insiemeandiamo nelle case del quartiere incui c’è questo problema espieghiamo alle personeche bambini e bambinesono uguali».Tutto questo è l’esempio dicome l’unione possa farela forza. Da una parte ilprezioso aiuto di quasi 200 sostenitoriitaliani, dall’altra l’energia inizialedi poche donne che oggi sonopiù di 2.000. Il lavoro di ActionAidtermina qui, con la certezza chenulla potrà distruggere quel che èstato costruito e che, grazie allapresenza di un’organizzazione fortecome Parwaaj, proseguirà e si rafforzerànegli anni a venire.


9in primo pianoFoto (sopra e sotto): Marta Fumagalli/ActionAidLa storiaNel 2002, la maggioranza della bambineabbandonava la scuola moltopresto per rimanere confinata in casa.Abbiamo quindi avviato un lungo lavoroper spiegare l’importanza dell’istruzionee il risultato parla da solo: oggi il90% delle ragazze ha ripreso le lezionie si è diplomato. I genitori adessosono i primi a preoccuparsi dell’istruzionedei figli, senza più differenze tramaschi e femmine.La storia di Afsana«Nella comunità islamica cui appartengo,i Jambu-Jamad, ci si sposamolto presto, tra i 10 e gli 11 anni.Anche mia madre voleva farmi sposarema io sono entrata a far parte delgruppo Chetna Chakra e lì ho conosciutoRehana e Kahirun. Loro hannoincontrato mia madre e le hannospiegato le conseguenze negative delmatrimonio precoce. Adesso ho 17anni e mia madre mi incoraggia a proseguiregli studi. Sto portando avantiil mio percorso scolastico e ho tutto ilsupporto della mia famiglia, il mio sognoè imparare bene la lingua inglese,che studio al college, e diventare unatraduttrice o un’insegnante».Guarda!Ascolta letestimonianze dalprogetto suwww.actionaid.it/ahmedabadmagazine n.1/13


10sostegno a distanzaFoto: ActionAidsostegno a distanzaFoto: ActionAidMaria Teresa e AnitaQuando girala voce…Sostienici!Invita anche tuun amico ad adottareun bambino a distanza!magazine n.1/13Maria Teresa, una sostenitrice di Alessandria, ha parlato diActionAid alla sua amica Clara che ha deciso anche lei di sostenereun bambino. L’abbiamo incontrata e ci raccontato la sua esperienza.Da quanto tempo sei nostra sostenitrice?A maggio compio 4 anni! Sostengo Anita,una bellissima bambina dell’Afghanistan.Pensi che la vita di Anita sia realmentemigliorata, da quando la sostieni?Sì, certo. Lo vedo dai suoi messaggi e dallerelazioni che arrivano dalle comunità.Cosa apprezzi di più di questa esperienza?Mi piace essere parte del cambiamento…grazie ad ActionAid tanti bambini, maanche tanti adulti, stanno migliorando lapropria vita. E nel mio piccolo sto facendoqualcosa anch’io.Cosa provi quando ricevi i messaggi?È sempre una grande emozione. Mi piacesoprattutto guardare i disegni. Indovinarea cosa pensava Anita quando li ha fatti.Perché hai deciso di proporre alla tuaamica Clara il sostegno a distanza?Piuttosto direi: perché no? Sostenere chiè meno fortunato è un’esperienza straordinaria.Sapere che con poco posso farequalcosa di veramente importante per unbambino e la sua comunità, mi riempie digioia. Perché non condividerlo con chi miè vicino?Come l’hai convinta?Le ho parlato di Anita, le ho fatto vederela sua foto e i suoi disegni, le ho mostratoi materiali che arrivano dal paese, illavoro che fa ActionAid. Le sono piaciuticosì tanto che ha chiesto di adottare unbambino dello stesso paese. E poi non hodovuto fare nulla… è stata Clara a chiedermicome fare.Grazie allora, a nome di tutta ActionAid!Ma di nulla! Ho solo fatto girare la voce…l’ 8%dei sostenitoridi ActionAid è statopresentato da unamico1.484in AmericaLatinaper un totale di12.139bambini sonoattualmente sostenuti daamici di sostenitori2sostenitorihanno portato37amiciciascuno!4.606in Asia6.049in Africa


Foto: ActionAidRegala un sorriso!GabrielAlessandra, una nostra collega,durante una visita in Brasile,è stata letteralmente travoltadall’entusiasmo di Gabriel, unbambino che ha cercato di attirarela sua attenzione. Quandofinalmente ci è riuscito, le hamostrato la posta ricevuta dalsostenitore italiano e ha voluto atutti i costi essere fotografato conle lettere tra le mani, in modo dafar sapere a Fabio quanto fossefelice di averlo conosciuto, seppura distanza e attraverso unafotografia!E la storia di Gabriel non èl’unica. Molto spesso i colleghici raccontano di come i bambinirimangano delusi se durantela distribuzione della posta nonricevono nulla mentre spessoci arrivano fotografie di bambinisorridenti che leggono i messaggiscritti per loro.E allora il nostro invito è di scrivereoggi stesso, ricordando qualcheregola:»»l’indirizzo è sulla cartellina delbambino o sulle buste che arrivanodirettamente dal paese;»»indica sempre il tuo codice sostenitoree quello del bambino;»»non inserire mai il tuo indirizzodi casa o l’e-mail in modo daevitare che sconosciuti possanousarlo per chiedere denaro oaltro. La nostra sede ha il tuoindirizzo che conserva correttamente;»»se puoi, scrivi in inglese o nellalingua europea più diffusa inquel paese. Se ti serve una traduzionepuoi rivolgerti all’ufficiodi Milano;»»fai attenzione a non inviareimmagini che potrebberoturbare la famiglia o la culturalocale (ad esempio fotografie incostume da bagno o immaginireligiose);»»le risposte del bambino sarannoincluse nei due messaggiprevisti.Cosa aspetti? Manda il tuomessaggio al bambino chesostieni a distanza e regala unsorriso!Domande e risposteIn caso di accertamento fiscaledell’Agenzia delle Entrate cosadevo esibire?In caso di controlli hanno valore lematrici dei bollettini di conto correntepostale, l’estratto conto bancarioo della carta di credito intestati allapersona che ha fatto la donazione.Il nostro riepilogo può essere presentatoma solo se accompagnatoda queste ricevute.Ho letto che le donazioni sono detraibilio deducibili, cosa cambiafra le due?In entrambi i casi potrai godere delleagevolazioni fiscali in base allatua scelta nella dichiarazione deiredditi. La differenza è nel calcolodel beneficio:»»puoi detrarre il 19% della donazionesull’imposta irpef (fino adun massimo di 2.065,83 euro);»»puoi dedurre l’importo della donazionefino al 10% del redditodichiarato (fino a un massimo annuodi 70.000 euro).Nel mio riepilogo non ci sono tuttele donazioni, cosa faccio?Se la tua donazione risale a finedicembre è possibile che sia arrivatanei primi giorni dell’anno e quindiverrà inserita nel riepilogo delprossimo anno. Se vuoi inserirlain questa dichiarazione dei redditicontattaci e modificheremo il tuo riepilogo.Ti verrà chiesto di inviarciuna copia del versamento.Se doni con RID (bancario o postale)o carta di credito, in particolarecon addebito mensile, e nel corsodell’anno hai variato i tuoi riferimentio si è verificato qualche disguido,le tue donazioni potrebbero nonessere arrivate regolarmente. Verificail tuo estratto conto e in caso didubbi contattaci.Contattaci!Scrivici asostenitori@actionaid.orgo chiamaci allo 02 74200111sostegno a distanzamagazine n.1/13


12progettiprogettiCome donareFoto: ActionAidNon solo adozione a distanzaNon tutte le attività di ActionAid sono sostenibiliattraverso il sostegno a distanza. La risposta alleemergenze, l’apertura di nuovi progetti, il sostegnoa situazioni impreviste, il lavoro per la difesa deidiritti umani… e ogni volta abbiamo bisogno di unosforzo in più.Se non lo sei già, diventa Amico di ActionAid,con 5 euro inSostienici!DiventaAmico di ActionAidChiamaci allo 02.742001più al mese.E potremoanche noi faredi più, ogni voltache serve.Per l’8 marzo ridiamo speranzaalle donne afghaneAbbiamo un obiettivo: ridurre la violenza controle donne nel Paese favorendone l’accesso allagiustizia, tramite servizi di protezione e assistenza.Lo vogliamo fare attraverso la formazione specificadi assistenti legali che contribuiranno a consolidareun sistema di denuncia e lotta contro la violenza.Appoggeremo inoltre la creazione di gruppi diauto-aiuto in 50 villaggi, che attraverso incontriperiodici, aiuterannole donnead abbattere ilmuro del pregiudizioe a nonsentirsi sole.Dona!Se vuoi sostenereanche tu il progettovai suwww.actionaid.it/afghanistanmagazine n.1/13Anche la tua azienda può cambiare il mondo!Un grazie speciale a tutte le aziende, gli esercizi commerciali, gli studi professionali, i liberi professionisti cheper il Natale 2012 hanno scelto di investire in ActionAid e assicurare il diritto al cibo di numerosi bambinie delle loro comunità!Vogliamo ringraziare ciascuno di voi perché è grazieanche alla vostra partecipazione che possiamocambiare il mondo: vincere la povertà è possibileinsieme!Anche nel 2013 resta al nostro fianco!Trova il tuo modo per sostenerci e per coinvolgere ituoi colleghi e le persone con cui lavori ogni giorno.Contattaci!Visita il sitowww.actionaid.it/aziendechiamaci ai numeri 02-74200 255 – 260o scrivici ad aziende@actionaid.org“Fai come me. Sostieni anche tu ActionAid.Rendi la tua Azienda davvero speciale”Paolo Fiorelli, Amministratore Delegato MAIL BOXES ETC.


photo galleryNews in breve13Foto: Sven Torfinn/Panos Pictures/ActionAidphoto galleryAlmeno sulla carta… finalmenteal bando le mutilazionigenitali femminili!Le Nazioni Unite il 21 dicembrehanno approvato una risoluzioneche mette al bando le mutilazionigenitali femminili, una pratica checoinvolge ogni anno circa tre milionidi bambine. ActionAid lavora moltoin attività di prevenzione e sensibilizzazionesu questo tema, soprattuttoin alcuni paesi come Liberia,Ghana, Etiopia e Kenya. Jane ha29 anni ed è una delle volontariedi ActionAid in Kenya impegnatain questa attività. Da piccola la suaJanefamiglia non ha voluto che lei fossesottoposta a questa pratica perchéuna zia aveva avuto seri problemidi salute a seguito della mutilazionegenitale. Oggi Jane è impegnatanelle comunità per far comprenderele conseguenze di queste pratichee far capire alle famiglie i diritti cheanche le bambine hanno.Elezioni 2013: non solo promesse!Foto: Riccardo AntimianiAi lettori di Metro, il free press più diffuso in Italia,e a te nello scorso numero, abbiamo chiestodi sottoscrivere il nostro Promemoria “Italia,Sveglia!”, 8 punti che riteniamo fondamentaliper far fronte alle sfide più urgenti (crisi economica,disoccupazione, nuove povertà) e percostruire un’Italia migliore.I punti più votati sono stati sottoposti ai diversicandidati alle elezioni - perché ActionAid nonappoggia nessun partito - e nostra responsabilitàora sarà quella di verificare l’impegno dellepromesse fatte già a partire dai primi 100 giornidi governo. Vai su italiasveglia.it e scopri chiabbiamo incontrato!magazine n.1/13


14photo galleryFoto: Claudine Andre/ActionAid1 - CambogiaFoto: ActionAid2 - Haiti3 - KenyaFoto: Collins Odhiambo/ActionAidmagazine n.1/13Legenda1 - Chhourm Klourn fa parte delcomitato per le emergenze. Il suocompito è fare in modo che gliaiuti arrivino prima di tutto allefamiglie più in difficoltà.2 - «Le classi sono più spaziose eluminose. Con una scuola comequesta studiare è bello» raccontaWaglaine (13 anni). Grazie alvostro aiuto dopo il terremoto del2010 siamo riusciti a riportare ascuola più di mille bambini.3 - Sadia oggi è una bimba di seianni sana e sorridente grazie alprogramma che abbiamo attivatoper aiutare le popolazioni dell’AfricaOrientale, colpite lo scorsoanno da un grave siccità.4 - Erano un centinaio i ragazziche a novembre hanno seguito ilseminario “L’importante è partecipare”,organizzato da ActionAid eYoung Effect Association e con ilpatrocinio e la partecipazione delComune di Milano. Vuoi diventareanche tu un cittadino attivo? Scriviad attivismo@actionaid.orgFoto: ActionAid4 - Italia


156 - ItaliaFoto: ActionAidLegenda5 - Binita ha 15 anni e da grande vuole essere una donnaforte e indipendente!6 - Poi capita che una famiglia intera di nostri sostenitorifaccia un viaggio dalla Sicilia a Milano e passi in ufficio afarci una sorpresa. ActionAid è un po’ così. Una grandefamiglia allargata.7 - “I giochi che non finiscono mai” è stato un tour diCittà del sole che in tutta Italia ha raccolto le storie ditanti ex-bambini e del loro giocattolo preferito. (nella fotolo chef Sebastiano Rovida che già da piccolo amavagiocare in cucina! ) A breve sarà anche un libro, i cuiproventi andranno totalmente ad ActionAid per l’istruzionedei bambini delle comunità Kalbelia in India.Per info: igiochichenonfinisconomai.it8 - A fine 2012 al Parlamento europeo abbiamo consegnatopiù di 73.000 firme – 17.000 quelle italiane chedimostrano che siamo in tanti a volere che l’Europa conla politica sui biocarburanti non causi più la violazionedel diritto al cibo. Non finisce qui, ovviamente. Continuatea seguirci www.actionaid.it/biocarburanti5 - NepalFoto: Nayantara Gurung Kakshapati/ActionAidmagazine n.1/13photo gallery8 - Parlamento EuropeoFoto: ActionAid7 - ItaliaFoto: Emanuele Bastoni


Vincere la povertà.Insieme.Foto:G.M.B. Akash/Panos/ActionAidCameron McNee/Mission Malawi/ActionAidJane Hahn/Panos Pictures/ActionAidGreg Funnell/ActionAidJenny Matthews/ActionAidChristopher Davy/ActionAid

More magazines by this user
Similar magazines