La pace - Campo de'fiori

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La pace - Campo de'fiori

2 Campo de’ fioriLa Pasqua che torna ci mette a contatto con il Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, che è Amore infinito, inchiodato,come un malfattore, sulla Croce.Nello spargimento del suo sangue, fino all’ultima goccia, c’è la testimonianza che questo Amore è perdono,misericordia senza limiti.Il mattino radioso di Pasqua cambia però la storia del mondo: Cristo risorto è salvezza e certezza, ed è qui chesi fonda la nostra fede.L’augurio che formulo per la S. Pasqua è che ci si possa accostare, con umiltà e con la consapevolezza deinostri limiti, a Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio, morto e risorto, per accogliere con fiducia il suo messaggiodi vita, di verità, di luce e di pace, nel rispetto della libertà di ognuno di noi.Santa Pasqua 2007+ Divo Zadi, VescovoAuguri diBuona PasquaAdue anni dalla scomparsa dell’ AmatissimoGiovanni Paolo II, il Suo ricordo e’ ancora vivo e indelebilenei nostri cuori. Non lasciamo che la sua eredita’à vadadispersa, ma conserviamola gelosamente.


Campo de’ fiori 3La pace:un’utopia?di Sandro AnselmiIn un mondo pieno di conflitti e di guerre,una sola parola invoco, imploro: PACE.I giorni della guerra sono bui, e in essi lafalce della morte miete vittime innocenti,regalando alla storia milioni di martiri. C’èqui la fede nella nullità, l’abitudine allamorte! Allora speranza di pace, di serenità,è mera seduzione dello spirito?Non c’e’ un cammino per la pace:la pace e’ camminoGandhiE’ nella vita dell’uomo la ricerca dei significati,della salvezza dell’anima, della felicitàe della libertà, ma è nel volere dei pochi, ilpotere di scoraggiare tale ricerca, allontanandonei mezzi e gli strumenti necessari.Voglio dare sollievo, però, affermando chelo spirito diventa allora più tenace, essenzialmentevitale ed allontana, perciò, lefacili speculazioni e gli allettanti compromessi.Diamo voce all’amore che, seppure sopito,alberga comunque in noi, combattiamo l’odioe il rancore e sogniamo, con fruttuosasperanza, un mondo senza più guerre!Puri interessi materialistici portano ad unegoistico progetto personale! Usciamo daquesta società sbiadita, confusa, disgregata!Oneste leggi senza tempo sono nell’uomoche, non perfetto, ma perfettibile,auspica un mondo migliore per sè e per ipropri figli. Coltiviamo la cultura dellapace, allontaniamo i signori della guerra!Forse non è lontano il giorno in cui il fratelloabbraccerà il fratello e disubbidirà agliordini di chi vuole che l’uccida…


Campo de’ fiori 5di Sandro AlessiUno dei volti noti del piccolo e grandeschermo, showgirl, presentatrice masoprattutto bravissima attrice e grandeprotagonista di “Cari Bugiardi”, sulla scenainsieme al grande Carlo Alighiero è proprioBarbara Chiappini che incontriamo in unapausa del suo ultimo lavoro teatrale.Ci colpiscono subito il suo fascino e la suasemplicità, la sua bellezza e la sua eleganza.Barbara nasce a Piacenza e la mamma, finda piccola, la spinge alla formazione artistica,indicandole la via che avrebbe preferitoper il futuro.“Sì! Conservatorio, danza , provini fotograficie, soprattutto grazie ai miei, appresii principi giusti della vita. La mia famigliaha sempre cercato di farmi capire il valorereale delle cose, l’importanza del lavoro…”L’anno più importante nella tua carrieraartistica è il 1993.“E’ vero, quando attraverso un concorsodi bellezza nazionale ho vinto il concorso diMiss Mondo per l’Italia e sono andata afare le finali in Sudafrica. Lì sono stataincoronata Miss Mondo Fotogenia proprioperché mi paragonavano alla bellezza diSofia Loren, che anche in quel paese erafamosissima, e questa somiglianza è statafatale perché mi ha aperto facilmentemolte porte dello spettacolo e della televisione”Come è iniziato il rapporto con il piccoloschermo?“Attraverso le selezioni del concorso sonostata notata da una casting di Canale 5che reclutava volti nuovi attraverso concorsidi bellezza, la quale mi invitò ad unprovino televisivo a Cologno Monzesedove mi presentai emozionantissima…Tornata a casa, ricevetti una telefonatanella quale mi dissero che ero stata sceltacome valletta e da quel momento avreifatto parte della grande famiglia dell’ alloraFininvest. Un grande sogno… mi eracapitato tutto così per caso… In televisioneho lavorato con Gerry Scotti, conRaimondo Vianello , e quindi mi sonostate affidate piccole rubriche musicalidedicate alle classifiche in onda su ItaliaUno. Nel 1999 mi chiamarono per un provinoin Rai per Domenica In e Carlo Contimi scelse sempre grazie alla mia somiglianzacon la grande Loren della quale,egli mi confidò, essere grande ammiratore.E via via presi il volo partecipando adaltri programmi televisivi.”Barbara, vogliamo ricordare L’Isoladei Famosi ?“Sono felice di aver partecipato alla primaedizione e di aver scoperto un nuovo programmache prima non esisteva. Era unasorpresa per noi e per il pubblico a casa.Quando ci lasciarono sull’isola, senza ciboe senza nulla, rimanemmo tutti sorpresi easpettavamo che qualcuno arrivasse, maniente!I miei compagni di naufragio erano WalterNudo, il vincitore, Fabio Testi, con cui holavorato lo scorso anno in teatro, AdrianoPappalardo, CarmenRusso, Maria TeresaRuta, Giada De Blank,Stefano Tacconi. Con tuttiavevo buoni rapporti.”Un bel feeling anchecon i programmi sportivi.“Sì, sono una tifosa delcalcio e soprattutto tifosadel Napoli, città dovequest’anno conduco unatrasmissione sportivainsieme ad IvanZazzaroni. Devo dire chesono molto legata allacittà partenopea perchèmi piace il clima che sirespira, nonostante lemolte difficoltà. Trovo inapoletani fantastici perchè mi trasmetteallegria. E poi Napoli ha un bellissimomare, bellissimi posti.Torniamo al teatro. Lo scorso mesehai terminato Cari Bugiardi, al TeatroManzoni, accanto ad un grande attorecome Carlo Alighiero e sua moglieElena Cotta con una serie di replichedi grande successo.“Sono soddisfattissima di questa esperienza.Carlo Alighiero mi ha fortissimamentevoluta per questa commedia ed io sonostata onoratissima e soprattutto vorrei chela compagnia continuasse, anche questaestate, le rappresentazioni, perché lospettacolo è molto carino e tanto divertenteche, anche noi, ne veniamo coinvoltisulla scena. Siamo in quattro e ci siamolegati molto, siamo diventati una squadravincente e spero di continuare questa collaborazione”.E’ d’uopo chiederti del tuo rapportocon Roma.“Roma è una città importantissima per mee, se esistesse una classifica ideale, dopoPiacenza, la mia città di origine, mettoRoma, città che mi ha adottato, dove hovissuto gli ultimi otto anni della mia carrieraartistica. Non essendo romana ho dovutocambiare molti quartieri ed ormai ne hoacquisito lo spirito, condiviso i problemi,amata e odiata come tutti. Inizialmenteabitavo in un piccolo appartamento a Viadella Stelletta dove per spostarmi usavo labicicletta, così come ero abituata aPiacenza. Ogni giorno diventava una passeggiatameravigliosa tra questi vicoli bellissimi.Successivamente, per problemilogistici e di parcheggio mi sono dovutaspostare nella zona nord, a Via Cortinad’Ampezzo, zona più tranquilla con moltoverde e soprattutto una casa con un belterrazzo e luminosa, dove mi trovo moltobene. Penso proprio che da qui non misposterò più !”Barbara, siamo giunti al termine dell’intervista,ma vorremmo saperecosa succederà nel futuro…“Una cosa è certa: mi riposerò per un po’,’mentre valuterò alcune proposte ricevute,ma devo ammettere che mi piacerebbecontinuare a lavorare in teatro. Nel tempolibero ho iniziato a scrivere un libro autobiograficoche si chiamerà “Ritratto didonna” . In questa maniera ho scopertoche scrivere è terapeutico e mi aiuta aconoscermi meglio, facendomi superareanche quei piccoli momenti in cui nonsiamo convinti del nostro futuro. Consiglioa tutti di scrivere come faccio io, anche iniziandoun piccolo diario.”Con questo consiglio, che giriamo allenostre lettrici ed ai nostri lettori, ringraziamoBarbara Chiappini e le auguriamotanta fortuna e tanti successi.BarbaraChiappinidurantel’intervistacol nostroSandro Alessi


6Campo de’ fioriLe “banconote”moderno collezidi Alfonso TozziOsservando ilvariegato panoramadel nostrocollezionismominore, si notache, anche nell’epocadellafretta, dellavelocità ad ognicosto, non sonopochi coloroche, in assolutacalma, si dedicanoa racco-gliere, collezionare e catalogare gli oggettipiù strani e curiosi, oggetti che ricercanofebbrilmente nei vari mercatini o che speranodi trovare, attraverso gli scambi o gliacquisti, pubblicando inserzioni sulla stampaspecializzata o su quelle riviste cheospitano inserzioni di collezionismo.Fra gli annunci, e fra i più ricorrenti di questianni, la ricerca di “banconote” pubblicitariedesta molta sorpresa e merita particolareapprofondimento per l’originalitàdell’oggetto. Infatti la caccia è rivoltaessenzialmente verso quelle “banconote”che enti, ditte o privati ritengono utile650, sotto l’imperatore Kao-Tsung delladinastia Tang, ma la notizia non trova validitàstorica.Ciò che invece è certo è che, tra il 950 edil 970, nello stato di Shu (o Szechven), imercanti e la popolazione utilizzavano, alposto delle pesanti monete di ferro, unaspecie di cartamoneta emessa da privati efatta propria dallo stato.Qualche tempo dopo, l’uso varcò i confinied approdò in Giappone per estendersisuccessivamente a macchia d’olio e raggiungerel’Europa, dove “i primi biglietti dibanca” cominciarono a circolare in Spagnastampare e diffondere per reclamizzare unprodotto o per indicare lo sconto che sutale prodotto viene effettuato.La cosa, ovviamente, suscita molta curiosità,anche in considerazione del fatto chediversi collezionisti sembrano disposti acorrispondere prezzi di tutto rispetto pur diassicurarsi questa o quella determinata“banconota”, purché autentica.Prima di entrare tuttavia nel merito dellanuova “mania”, che sembra appassionarevecchie e nuove generazioni, è utile ricordareche la carta venne inventata in Cinanel secondo secolo d.C. da TSAI-LUN, unfunzionario di corte, vissuto in quell’epoca,il quale la fabbricò con un impasto a basedi legno di gelso, diverse erbe e canne dibambù.Inventata la carta, non fu difficile pensarealle “emissioni” di foglietti con valorepecuniario e la cosa sarebbe avvenuta nelnel 1438, ma la prima “banconota” venneemessa nel 1661, in Svizzera, dalla bancafondata dal geniale avventuriero e finanziereJohan Palmstruch.Lentamente e progressivamente l’uso dellacartamoneta si diffuse dappertutto edebbe il suo culmine in Francia ad operadello scozzese barone John Law, il qualene codificò le regole pubblicando un libro,“Moneta e commercio”, in cui propose, insostituzione dell’argento che perdeva valore,la circolazione cartacea che presentavail vantaggio di non essere legata alla produzionemetallica e di poter essere regolatasu domanda del mercato.Durante il periodo della RivoluzioneFrancese, nel 1789, vennero emessi inquella nazione gli “assegnati”, il cui valoreera garantito dalle terre confiscate al cleroe non da metalli preziosi: furono queste leprime banconote statali.


Campo de’ fiori7pubblicitarie nelonismo italianoIn Italia la prima cartamoneta, in sensoassoluto, fu un biglietto di Lire 3.000emesso il 1° Gennaio 1746 a Torino.La cartamoneta ha sempre esercitato unparticolare fascino, non solo e non tantoper il valore intrinseco rappresentato, maanche per la cura che gli istituti emittentidedicano alla stampa di questi piccolicapolavori della tecnica grafica, molto gradevolia vedersi.Immaginare, quindi, che il biglietto dibanca fosse sfruttato a scopi pubblicitariera cosa scontata, regolarmente avvenutae proficuamente diffusa in questa metà delsecolo.La pubblicità apparsa sui nostri “biglietti dibanca” ha toccato quasi tutte le attivitàcommerciali, culturali e persino “elettorali”,a cominciare dalla banconota da Lire1.000 (famosissima negli anni quaranta,considerata come il massimo della retribuzionemensile dei lavoratori, un sogno perl’epoca), che reclamizzava “LA BIANCHIE-RA”, un film di successo interpretato daRomy Shneider negli anni Ottanta e considerataoggi un “pezzo” di notevole interessecollezionistico, contratto intorno ai50 Euro.Alla cinematografia sono state dedicatealtre “banconote” come il 1.000 LireCaravaggio, che pubblicizzava la deliziosacommedia francese “L’effrontée”, o il 100dollari U.S.A. per “SARTANA, SONO ILVOSTRO BECCHINO”.Ricercata risulta essere anche una grande“banconota” (cm. 28 x 14) di “LIRANUOVA” (vagamente somigliante alle100.000 Lire Manzoni, ma con l’immaginedi Dante coronato), apparsa in occasionedelle elezioni politiche, di alcuni anni orsono, a cura del Partito Operaio Europeo.Così come sono molto richieste le “banconote”emesse da maghi e sensitivi: quelladel “Mago dell’Universo Mister Dominik”viene contratta intorno ai 20 Euro.Molto successo collezionistico ottiene larecentissima pubblicità della A.S. Roma,apparsa sul fac-simile di un biglietto dibanca da 50 Euro con l’immagine diBattistuda e ricercatissimo, quasi introvabile,il biglietto della “Banca S. Crispino”,fatto circolare in teatro in occasione dellospettacolo “Alleluia Brava Gente”.Chiudo queste note segnalando un tipo dicartamoneta che i cinesi utilizzano nei lorotempli, bruciandoli per accattivarsi la benevolenzadegli Inferi: sono pezzi multicoloridi vario taglio emessi da una fantomaticabanca “KLL BANK NOTE” (banca dell’inferno)da alcuni considerati come “pubblicitari”per l’oltretomba.


8Campo de’ fioriRoma che se n’è andata: luoghiLe feste che furonoGiuseppe Gioachino Belli, in un sonetto del1° dicembre 1832, dal titolo Er primodescemmre, scrive:Chiuso appena l’apparato teatrale / stanottela Madonna entra in ner mese: / effra cquìnisci ggiorni pe le cchiese / principiala novena de Natale.E ddoppo, ammalappèna se so intese / lepifere a ffinì la pastorale, / riecco le commediee ‘r Carnovale: / e accusì sse vaavanti a sto paese.Poi Quaresima: poi Pasqua dell’Ova; / e,ccom’è tterminato l’ottavario, / aricominciala commedia nova.Pijja inzomma er libbretto der lunario, / evvedi l’anno scompartito a pprova / traPpurcinella e Iddio senza divario.Così si esprimeva il Poeta di Roma ricordandole feste dei suoi tempi. Per i romani,infatti, le feste erano qualcosa da prenderemolto sul serio ed erano tanto numeroseche, in alcuni periodi dell’anno, si susseguivanosenza soluzione di continuità.Naturalmente, molte le differenze fra lefeste dei nobili e quelle popolari, duemondi diversi ed assolutamente distantiche potevano soltanto sfiorarsi in alcunerare occasione. Dai festini e dai banchettiriservati ai nobili, quali per esempio le rappresentazioniteatrali, il popolo venivaescluso o relegato ai margini, talvoltariusciva a spiare a distanza quegli spettacolie, in alcune occasioni, poteva anchetrovarsi coinvolto, ma soltanto per allietaree compiacere i nobili e gli ecclesiastici.Le feste nelle quali il popolo, inteso comeclassi più povere, diveniva protagonista sisvolgevano lontano dai palazzi e moltospesso erano costituite da vivaci scampagnatee allegri canti, quasi sempre accompagnatida “grandi magnate” e, ancorapiù, “grandi bevute” o, per meglio dire,con grandi abbuffate e vino a tutto spiano.Nella Roma di qualche secolo addietro sicelebrava qualsiasi occasione: l’elezione diun Pontefice, l’arrivo di un nuovoAmbasciatore, la nascita di un figlio, lacelebrazione di un matrimonio; si festeggiavanopersino gli eventi tragici, qualepoteva essere una esecuzione capitale,che si trasformava in uno spettacolo dipiazza.Anche le processioni e le ricorrenze religiose,quasi sempre spettacolarizzate,divenivano occasione di festeggiamentitanto sfarzosi che gli osservatori stranierine rimanevano negativamente colpiti, poiché,ai loro occhi, apparivano come spettacoliassolutamente poco rispettosi delcarattere liturgico, delle cerimonie.Tuttavia la religiosità popolare, moltospesso dominata dalla superstizione, costituivaun ottimo strumento per rendere piùsopportabili le difficoltà quotidiane.Il popolo pensava, infatti, che, commessoun peccato, bastava confessarsi per poterricominciare daccapo, tanto che GiacomoCasanova, in occasione di una delle suevisite, annotava:“…non c’è città cattolicadove la gente abbia meno scrupoli inmateria di religione come a Roma…”.Molte sono le fotografie dedicate alle festeromane dei secoli passati e, tra queste, leimmancabili incisioni di Bartolomeo Pinelli.Come sopra detto per i romani ogni occasionefu utilizzata per festeggiare e, in talecontesto, perfino la vita religiosa divenneuno spettacolo al punto che risultava bendifficile distinguere tra il sacro e il profano.Cortei papali e nobiliari, processioni,ingressi solenni, sfilate di carri, tornei, fuochid’artificio, luminarie di ogni tipo, ognistrada e ogni piazza ravvivata da decorazionidiveniva sede di feste e, per arricchireil tutto, numerosi artisti partecipavanoall’allestimento di macchine pirotecniche eall’addobbo delle facciate dei palazzi constatue e ornamenti in legno o cartapesta.Roma, città che un cronista dell’epoca definiva“gran Teatro del Mondo”, era ancheluogo di attrazione per pellegrini e viaggiatori,divenendo, con i suoi palazzi e i suoimonumenti un immenso, suggestivo,impareggiabile Palcoscenico. La popolazione,però, mantenne quasi sempre un ruolodi semplice spettatore; infatti, mentre agliinizi del XIX secolo non aveva esultatoall’arrivo dei francesi, pur non rimpiangendoil Papa, festeggiava sfarzosamente lostesso Pontefice al suo rientro in Vaticano.Nella celebrazione delle numerose feste, iromani non potevano di certo tralasciarele loro predilezioni gastronomiche; qualcunadi queste è stata citata in altra occasione,ma qui voglio ricordare l’umile lumaca,punta d’orgoglio della cucina francese (l’escargot),che segna una data ben precisanegli annali della cucina della capitale, i cuifasti si celebravano e, in parte si celebranoancora oggi, la notte compresa tra il 23 e24 giugno, per la festività di San Giovanni.Scriveva Giggi Zanazzo che le lumache:“…quellede vigna se magnano lanotte de San Giuvanni e so tanto bone chele magnarebbe in testa d’un tignoso…”, maprima, dice il poeta, bisogna farle spurgarebene in mezzo alla semola e lavarle conacqua e aceto altrimenti, a mangiarle cosìcome si trovano, possono generare qualchecolica.E Mario Berenato aggiunge:“…quanno lemetti calle dentr’ar piatto / co’ un po d’er-


Campo de’ fiori 9, figure, personaggidi Riccardo Consolibetta trita de campagna, / tu devi dasgamà che se le magna / e dimme si nunpare soddisfatto… “…se succhia er deto,smove er montarozzo / de cocce vòte,cerca, rismucina / ringrazzia San Giovannie va in cucina / p’empì la panza infino argargarozzo…”Un’antica leggenda collegata a questafesta raccontava che nella notte di SanGiovanni il fantasma di Erodiade, moglieadultera di Erode Antipa, che aveva fattodecapitare il Battista, chiamava a raccoltale streghe sui prati del Laterano e queste,arrivando a cavallo di scope, iniziavanouna sarabanda che durava fino all’alba.I romani accorrevano da tutte le parti,suonando campanelli e campanacci,tenendo in alto le lanterne per guardare lestreghe volare al buio, ma stando benattenti per non svegliare er Nocchilia, unaterrificante figura apocalittica che dormesotto la Scala Santa. Intanto, tra SantaCroce in Gerusalemme e la BasilicaLaterana, si accendevano i fuochi di SanGiovanni, allo scopo di opporre la luce alletenebre della notte delle tragedie, quinditutti i partecipanti andavano fuori porta,presso la Salita degli Spiriti, dove si compivail rito fondamentale della festa, ossiaquello di mangiare le lumache in umido,poiché la notte di San Giovanni tutte lepersone che durante l’anno avevano avutodelle divergenze qui si ritrovavano perriconciliarsi. E’ sempre Giggi Zanazzo che,con un articolo apparso in un numero specialedi Rugantino, ci informa che nell’anno1891, in occasione della ricorrenza di SanGiovanni, sotto lo stimolo dello straordinariosuccesso ottenuto dalla Piedigrottanapoletana, era sorta anche una Rassegnadi Canzoni, che mobilitò musicisti e parolieriromani:“…se Napoli ha le sue canzoni,Venezia le sue serenate, Firenze i suoistornelli, perché mai Roma non deve averela sua parte in quest’orgia di canti popolari?...”Naturalmente non poteva che essereuna Osteria ad ospitare il nuovoConcorso Musicale, segnatamente,l’Osteria Faccia Fresca, ubicata appenafuori Porta San Giovanni, le cui stanze, perl’occasione, furono addobbate con unagrande quantità di fiori. A questa nuovamanifestazione popolare, il 25 giugno1893, Trilussa dedicò il sonetto dal titolo Lecanzonette de San Giovanni:Mèttece San Giovanni, “Facciafresca”, / laspighetta, er garofano coll’ajo, / er bacetto,le streghe, quarche sbajo, / e fai la canzonettaromanesca. Doppo ce vò la musica:se pesca / uno che te combini quarcherajo / e fa ‘na ninna nanna còr ritajo / d’unpezzo d’una musica todesca.Quanno le canti pare che te lagni, / e limaestri, doppo ‘ste canzone, / diventenopiù Verdi de… Ma scagni.Forse sarà che cianno poca pratica: /dipenne tutto da la vocazione / de musicàli sbaji de grammatica. Il Concorso generòun notevole, bellissimo repertorio dicanzoni romane, delle quali è sufficienteaccennare un qualsiasi ritornello per rendersiconto di come queste siano rimastevive nella memoria della gente. Ancoraoggi, nei suoi spettacoli, Giggi Proietti,molto spesso su richiesta, ne riproponequalcuna:“…me feci un bell’insogno, l’antranotte / che annamio tutt’e dua a SanGiovanni…” I romani esercitarono unasorta di commiato festoso dalle nostalgieper le indimenticabili carissime feste chefurono celebrate sempre e comunque,nonostante il freddo dell’inverno e il caldo,quasi torrido, dell’estate, in aperta polemicacon chi voleva la città immersa nei miasmidella malaria e i romani tutti febbricitantiA tal proposito, come non ricordare,ancora una volta, Giuseppe GioachinoBelli, che ironicamente scriveva:“…pe piùfraggello poi, la gente morta / sèguita amagnà e beve, pe sta male / e morì l’anno’appressoun’artra vorta…”E nei sonetti del Belli ritorna il terminemagnà di cui si è già detto in altra occasione,appare peraltro opportuno ritornaresu questa parola che, voltata in romanesco,grava sulla tavola dei romani o meglioancora sull’atmosfera di quella tavola chequesto popolo si porta dietro da tempoimmemorabile. Quasi un rafforzativo linguisticodi un bisogno primordiale, miraggioper i meno abbienti, è una parolaaccentata, sonora che al pronunciarlariesce a fare arrotolare la lingua nel palato.Il popolano del Belli ci stava come acasa in quel termine dialettale e quelmagnà, sognato e goduto, lo attirava tantoda non sembrargli vero, una necessitàperenne in buona sostanza, troppo spessoinsoddisfatta, ma che, tuttavia, lo stessopopolano l’avverte come una felicità esaltante.


10Campo de’ fioridi Carlo CattaniLo mistero de la musica tonante ovvero la musica “tras... un rock antico... mooQuante volte, “incartati” nel fragore urbanoo frastornati dalle vicissitudini della vitamoderna, ci siamo trovati ad esclamare: ….E l’hanno fatto dei musicisti che, riunitinella formazione rigorosamente acusticadella “BARBARIAN PIPE BAND” ,sono MAESTRI di un “fragore” musicaledi altri tempi ! Ma per parlare di loro, partiamocon il piede giusto, anzi con la ……RUOTA giusta, quella di “TARANIS”, divinitàsuprema dell’Olimpo dei Celti, che alcunireperti archeologici rappresentano conin pugno una ruota e, da gran parte deglistudiosi, paragonabile, per importanza diculto tra le popolazioni dell’universoCeltico, a Juppiter /Giove della civiltàRomana ed Ellenistica. Insomma una divinitàcon le “ruote così”!TARANIS, “il Signore del tuono”, lui avrebbedeterminato le tempeste e la pioggia e,per chiudere il cerchio (della ruota?), unportatore di fertilità e d’abbondanza! Matutto questo riferimento “olimpico”, vichiederete, cosa centra con i protagonistidi queste prossime righe?Centra, centra!I nostri “BARBARICI” musicisti agiscono, omeglio “scorriBARBARICA BANDAno”, dadiversi anni per palchi e piazze d’Europa,sentendosi protetti ed ispirati da TARANISche, dal “muro di suono” edificato dallesonorità di cornamuse, pive di ogni dove,zampogne, flauti, bombarde e grancasse,“tutte l’armi de la BARBARICA BANDA ”per intenderci, ritrova vigore per il suo“roboante” mito, confidando in loro per la“bona” custodia “de li segreti de la musicatonante”.Una musica a propulsione biologica, animata“da lo fiato e da lo vigore de li braccide homini et fimine” , senza additivielettrici ma vivacemente colorata dallevorticose partiture della musica popolaredel medioevo, supportata da scenografiee coreografie che, addizionate da unlavoro di personalizzazione sui costumi,aprono “finestre sceniche” sulla culturadell’intrattenimento di piazza dell’epocamedievale, diffondendo una musica definibiledi “folk estremo” per la particolarefragorosa proposta “intra le mani de limedesimi musici”.La BARBARIAN PIPE BAND, attualegraditissima ospite di queste pagine nellepersone di Madrasko, Deiv, Clarinzia eDiabolus , sebbene raggiunta per le “vieelettroniche” e l’incontro avvenuto in una“piazza virtuale”, mi ha rilasciatouna partecipata intervistacome fossimo tutti convenutipresso l’uscio ……della bottega artigiana “deliutari et costruttori de oggettisonori” di MastroDEIV/DEVSKO, cornamusiere– pivaiolo - zampognaro…....bombardiere in seno alla“BARBARIAN” , un laboratorio,il suo, sito nell’antico esuggestivo Ricetto (un borgorurale del XIV ) di Candelo inprovincia di Biella; tra lemura del Ricetto, dove learchitetture restano a testimonianzadi ultracentenariestorie contadine, la “BAR-BARIAN PIPE BAND” siispira e predispone le suestrategie musicali, preparando“li strumenti et le focogiocolerie”per “infiammare etmusicare” le piazze d’Europa!La “BARBARIAN” ha all’attivodue produzioni discografiche:“Sacra Losna” – (cdautoprodotto del 2004) e“Fosfeni – Spiritica fosfenicasonatica” ( cd 2005-ed.Videoradio) … or dunque,senza più indugiare, almotto “BARBARICO” che“sol delle vostre pive et de livostri tamburi ve potetefidar....” entrino tamburini ecornamusieri “a contar favella!”BARBARICI ragazzCarlo: Ciao Madrasko, parlami delle originidella “BARBARICA”, del nucleo fondatore,dei vostri trascorsi musicali .Madrasko: Alle origini era il caos primordiale!Come tutte le cose belle, la“Barbarica Banda” nacque un po’ pergioco ma, da subito, si sviluppò con moltapassione mantenendo un profondo legamecol caos primordiale che l’aveva generata.I primi a partire armati di cornamusefurono Devsko e TuaC. Di seguito ci unimmoio e Nemesi da subito ai tamburi. Aiprimordi la “Banda” variava da 3 ad unmassimo di 8-9 elementi dispiegandosempre 3 cornamuse, 4-5 percussioni e 1-2 focogiocolieri et sputafuoco. Diaboluss’aggiunse successivamente (ormai è da


Campo de’ fiori11portabile” dei Barbarian Pipe Bandolto antico! (lo primo capitolo)molti anni nella “Barbarica”), di seguitoalla dipartita del precedente cornamusiere….per lui fu da subito appassionata adesioneal progetto, fornendo un consistentecontributo all’evoluzione della “Banda”.Infine, arrivò Clarinzia a completare l’attualeformazione e con lei la gran cassai...fosfenici festantivenne abbandonata in favore del davul ,uno strumento antenato della gran cassa,ma più fragoroso come volume e versatiledal punto di vista del suono.Molti validi musicisti “fecero razzie in musica”,scorribandando per l’Europa con la“Barbarica Banda” sicché elencarlitutti sarebbe lungo…..GRAZIE A TUTTI!Noi attuali della “BARBARICA” li vogliamo,comunque, ringraziare tutti per il supportocreativo che hanno lasciato e per ibei momenti “BARBARICI” vissuti assieme. Sicuramente non siamo ad un punto distasi e l’attuale formazionepotrebbe anche cambiarecome naturale evoluzionedella stessa banda. Finché cisaranno musicisti laBarbarian Pipe Band continueràad esistere trasportandoe “piazzando” la suatonante musica in ogni dove!In merito alle nostre precedentiesperienze musicali c’èda dire che nessuno di noiarriva da esperienze nellamusica popolare o medioevale,ma per molti fu comunquemateria d’ascolto fin dallatenera età. Devsko ha unagrande esperienza musicaleche spazia in moltissimi ediversissimi generi. Si formacome batterista e con il sottoscrittoalla voce formammo i“N.I.L.” ( Nessuna IdeaLogica ), gruppo punk giàcontaminato da uno stranocrossover di generi musicali.Seguirono le militanze indiversi gruppi locali di buonlivello. Per quanto mi riguardadal punk passai alla rumoristicacon i “Secretior AnimiPars” di cui io e Devsko eravamogli unici elementi.Collaborai poi come cantantein diversi altri progetti etherealgoth, industrial con formazioniquali “In Tenebra”,“MindervertigaizcompleX” e viadicendo.Era l’epoca dei demotapes. Io e Devsko cire-incontrammo per caso dopo otto anni:abitavo in Inghilterra e da svariati anniavevamo perso i contatti; le vicissitudinidella vita mi riportarono in Italia e ci ritrovammoentrambi ad incidere, come sostitutitemporanei, per una band black metal.“Opera IX”, nel cd “Maleventum” …. iocantavo ( all’epoca studiavo canto popolare…eheh ) e Devsko suonava la batteria,ma già era ben introdotto “ai piaceri”della cornamusa.Concluso quest’ultimo progetto, laBarbarian Pipe Band stava ormainascendo e il suo primo “tuonare…tuonare”assorbì tutti! TuaC invece collaborò ecreò svariati progetti dall’ hardcore almetal più estremo ad esempio con i“Charming Rage” i “Teuta”, suonandodalla chitarra alla batteria, proponendosigià alla cornamusa. Diabolus si formacome chitarrista dei “Lavori in corso”,gruppo punk di Napoli, sua città natia, collaboracon moltissimi altri musicisti ed è incontinua evoluzione con lo studio musicaledi altri strumenti quali i flauti dolci, lachitarra, la tammorra, la gaita, la cornamusascozzese e la piva medioevale tedesca.Anche Clarinzia ha un suo percorso:si forma come bassista in una band deathmetal, gli “Agonizer”; continua poi la suaesplorazione musicale approdando neimeandri della tecno , del power noise,dell’ industrial (ndr: sono tutte denominazionidi generi musicali), formando i“SAT” e collaborando in svariati progettiartistici ( a volte anche come modella ).Nemesis è l’unica a non avere precedentiesperienze musicali ma si forma artisticamentecome ballerina e ginnasta . Arrivaad ottimi livelli con la ginnastica artistica eprima di iniziare a studiare il tamburo giàsi esibiva in un suo spettacolo di danza indiverse manifestazioni più che altro acarattere rievocativo,quali feste medioevalie celtiche ; la danza,il ritmo……… perlei fu quasi immediato “equipaggiarsi” diun tamburo e “strumentalizzarlo”meglio potesse fare!continua a pag. 12...come


12...continua da pag. 11Carlo: la composizione dell’organico: ilnumero dei musicisti, la combinazione deglistrumenti, le presenze femminili in un progettodi “fine rudezza” ... l’ambiente deivostri luoghi di origine, la vicinanza con l’estremolembo orientale dello universoOccitania ...Diabolus in Musica VII -m.....pivaiolo “indemoniato”Madrasko: la Barbarian Pipe Band ècomposta da 5 elementi, comprendendostabilmente TuaC alla piva piemontese,scottish highland bagpipe, piva medioevaletedesca e zampogna; Diabolus in MusicaVIIm, bombarda piemontese, scottishhighland bagpipe, piva medioevale tedesca,flauti dolci, bones e tammorra; Devsko,piva piemontese, scottish highland bagpipe,piva medioevale tedesca, zampogna, gaidabulgara e bombarde; Madrasko, set ditamburi a bandoliera, nakers, raindrum,tromba marina, sonagli e raganella;Clarinzia: davul, putipù. La “Banda” habase in provincia di Biella nel nord-ovest delPiemonte, in quel lembo di territorio italianoche “tocca” con Francia e Svizzera.L’imponente muraglia alpina e le collineboscose delle Prealpi fanno da scenario edimprimono il loro marchio su questo progettomusicale che nasce da radici chesprofondano in noi stessi. Noi della zonaveniamo tutti da situazioni molto agresti ….mi spiego: i nostri “vecchi” erano contadini,pastori, artigiani tutti con una minima passioneper la musica …. quella che era stataloro trasmessa e che già stava scivolando inuna nicchia. Chi suonava nella banda delpaese, chi per diletto e per intrattenere gliamici o far colpo sulle ragazze. Con l’andareavanti dei tempi altri generi musicalidivennero effettivamente popolari e lamusica tradizionale rimase confinata ocomunque poco conosciuta e ascoltata, magli anziani ancora si ricordavano delle antichecanzoni, di filastrocche e danze, così,con l’intento d’intrattenere noi bambini ce lerappresentavano … trasmettendole, in definitiva,alle nuove generazioni! Nel frattempo,gli zii e i cugini più grandi iniziavano adascoltare artisti come Branduardi, AlanCampo de’ fioriStivell, Malicorne, Chieftains, Pogues,ampliando la nostra conoscenza musicalealla musica tradizionale europea e allamusica medioevale. Da lì, l’interesse continuòe la voglia di conoscere e cimentarsinell’ esecuzione della “musica di prima”aumentò, portandoci a scoprire che inmolte altre nazioni o regioni italiane, lamusica popolare si era evoluta invece discomparire. Si era salvata anche grazie allacontaminazione effettuata dalle nuovegenerazioni influenzate da generi musicalimoderni …… e così potevamo fare noi, maper poter creare ciò che avevamo in mentenon si dovevano usare strumenti moderni,amplificatori e l’ausilio dell’elettricità.Doveva essere una musica potente,antica e……… trasportabile senza particolariproblemi, dalla cima dei monti allevie delle città, nelle piazze! Dunque, da quila scelta di usare solo strumenti antichi otradizionali dotati di una certa prestanza disuono e di volume. Non deve stupire la presenzadi elementi femminili all’interno della“Barbarian Pipe Band”. Le donne hannoun alto potere creativo che si esprime benecon strumenti così primordiali e terrenicome le percussioni. Ad ogni modo il mondoè pieno di bravissime musiciste in tutti igeneri e con tutti gli strumenti possibili…Clarinzia: Visto che tiri in ballo le “presenzefemminili”……ti rispondo anche io!!credo che alle ragazze un po’ di sana, masoprattutto semplice, rudezza possa solo farbene!!! Quando nella fila di bambini chevuol suonare il mio tamburo gigante c’è unadi quelle bambine agghindate tutte di rosae fiocchetti provo una certa soddisfazione!!!Per quel che mi riguarda, girare con la“Barbarian” è stata un’altra occasione persentire ed esprimere la femminilità oltrequella patinata, artificiale e sterile figurache ossessiona nei media. Per me è,comunque una questione di musica, espressivitàe stile di vita: una scelta che ampliaognuno di noi, come persona, a prescindereda cosa ha in mezzo alle gambe!!!!!!Carlo: quale è la spinta che porta un ragazzo,in un mondo che và da tutt’altra partedal punto di vista dell’impegno, ad interessarsiverso una musica che si esprime construmenti non usuali e sottintende unaricerca, uno studio sullo strumento e sulletematiche (repertorio e substrato storico diriferimento) sicuramente non facile?Devsko: L’unica spinta che può portareuna qualsiasi persona ad interessarsi versouna musica suonata con strumenti antichitipo quelli che suoniamo noi, è la passionee la curiosità verso un qualcosa di assolutamenteinusuale, il cercare un tipo di suonoche è al di fuori di tutti gli schemi musicalimoderni che ormai oggi ci vengono imposti.Suonando questo tipo di musica, non visono schemi prefissati che devi seguire,non c’è un genere che devi per forza suonarealtrimenti non puoi essere etichettatoper essere immesso in un improbabile mercato,sei solamente legato a quello che ituoi strumenti musicali possono suonare, ese vi sono pezzi del 1200 che ancora attualmentevengono suonati con gli stessi strumentiche anche noi oggi utilizziamo, unmotivo c’è; se non ti accontenti di suonarequello che ti viene proposto oggi, basta fareun attimo di ricerca e di studio verso altristrumenti per così dire “dimenticati” e ilgioco è fatto! Quindi se sei mosso da un po’di passione verso l’argomento nulla èimpossibile, dalla ricerca allo studio storico,dall’imparare a suonare un tipo di strumentoall’eseguire o al comporre brani con esso.Diabolus: Io ho ascoltato le prime cornamusesin da bambino; nel sud italia lazampogna è spesso ancora suonata nellefiere e ad ogni Natale coppie di zampognari(zampogna e ciaramella) scendono nellecittà a portare musica per le strade. Forseper questo trovo il suono antico degli strumentiad otre alquanto familiare. A parte ciòho visitato la Scozia con mio padre quandoero ragazzino e lì ho avuto modo di ascoltarele prime cornamuse Scozzesi . A voltenon è facile esprimere razionalmente lepassioni o le pulsioni, con gli strumenti disolito è addirittura impossibile, non sono ineffetti neppure in grado di dire perché tragli strumenti moderni ho scelto la chitarraelettrica piuttosto che la batteria! Con lacornamusa è stato lo stesso e le domandeche ti puoi porre riguardano il “come suonarla”,non il perché…....però posso direquesto: la melodia, ciò che suoni sul charter( ndr: il chanter, come spiega Devskosul suo sito“www.anciamanovella.com” è una sorta diflauto che viene inserito nella sacca / serbatoiod’aria di una cornamusa ), è avvoltada note fisse emesse dai bordoni (ndr: ilbordone è un altro componente della cornamusa,che emette un suono continuo enella stessa tonalità, possono esservi piùbordoni dalle tonalità diverse in una cornamusa)questo già fa si che il suono non siapiù un qualcosa di lineare e direzionale, madiventi una bolla, che ti avvolge e ti prendeallo stomaco (infatti la cornamusa o la amio la odi, niente vie di mezzo). Detto ciò, vaaggiunto che il suono prodotto dalle ancie,specialmente nel chanter, quindi nella melodia,non è pulito come il timbro di un oboe(che pure è uno strumento ad ancia) mavibrante, alquanto distorto, ….. distorto, sevuoi, come il suono di una chitarra elettrica…... ecco, direi che la cornamusa sia la chitarraelettrica del medioevo …… e ciò chesuoniamo sia una sorta di rock all’antica…...........molto all’antica! La bona novella de laBARBARIAN PIPE BAND sortisce piùbona che pria ne lo prossimo n° 37 …..(www.barbarianpipeband.com)Devsko:soffiocontinuo!


14Campo de’ fioriScopri l’ArteRiccardo SannaRiccardo Sanna si è diplomato pressol’Istituto Statale d’Arte di Terni.Ha frequentato, per un periodo, i corsiliberi di pittura all’Accademia Lorenzo daViterbo e all’Accademia Sevres di Parigi,sotto la guida del Prof. Christian Zeimert.Scrivono di lui:Maurizio Makovec : “Può capitare,nelle fredde giornate d’inverno,quando le albe nebbiose avvolgono comeuna coperta i campi da poco arati, o nellesplendenti mattine di primavera, quandola luce illumina colli, viottoli, boschi e casolaricon sapienza millenaria sempre rinnovata,di incontrare un artista che scattacon il suo fedele apparecchio fotograficoimmagini dopo immagini, nella speranza dicatturare l’incanto di quelle quotidianemagie. Quest’artista è Riccardo Sanna, unuomo dall’animo poetico innamorato dellasua terra e delle emozioni con cui questarivive nelle sue tele. Tele che hanno duepregi importantissimi in un’epoca in cuitutto tende a globalizzarsi e la standardizzazioneè la regola di mercato, che imponeogni gusto: sono tele romantiche,sognanti, incantate e sono tele che fannorivivere angoli, storie, immagini, sensazioni,panorami sulla terra. Sono tele chehanno radici profonde, radici perciò chenon gelano, e che al contempo sono senzatempo, o meglio appartengono ad untempo lento, un tempo che si è quasi fermato.Cullarsi davanti alle opere diRiccardo Sanna, passare gli occhi, concalma, da un quadro all’altro, vuol direspesso riposare la mente e riposare ilcuore di fronte ad immagini agresti, quasiarcadiche in cui il paradiso in fondo non èaltro che una vita serena fatta di sole e dinatura felix. Certo il mondo non è soloquesto, ma il mondo è anche questo, ed èbene che ci siano artisti come RiccardoSanna a ricordarcelo”.E ancoraGiovanni Pernafelli : “Ciò chemi ha sempre attratto è la facilità con cuinei suoi dipinti si può evidenziare l’assenzadi artificiosità, di voluto o di volutamentepensato. La limpida spontaneità dei suoiquadri fa pensare a superfici trasparenti,specchi d’acqua o strati d’aria rarefattioltre i quali, in un piano più profondo, èdato vedere lo spirito dell’artista. Tale è lasensazione da me provata sempre davantiun dipinto di Riccardo Sanna. Le consuetetematiche, dove la grafica prevale sull’usoa lui abituale di colori tenui e di accostamentidelicati e sfumati che creano unasensazione di vago surrealismo, concretizzatesiattraverso componenti di indubbianatura onirica.Sempre però nel surreale, balzano percontrasto i contorni netti di oggetti, diangoli e scorci di case e di vie di campagne,di piante. E non mancano porte antiche,vecchie, spesso sgangherate, quasisempre chiuse o socchiuse e finestre, piccole,sbarrate da pesanti grate di ferro eblocchi di pietra di vecchie mura e staccionaterozze, grosse, opprimenti e acqueimmobili, fiumi lenti, laghi fermi e acquitrini.E non mancano elementi pittorici richiamantifasi antecedenti che fanno la storiadell’evoluzione dell’artista”.Riccardo Sanna ha esposto i suoi dipinti,dal 1979 al 2004 in numerose mostre personalie collettive. Le sue mostre permanentisono presso:Galleria d’Arte “LA FENICE” a Cassino(FR); Galleria “L’ARTE” a Bottega diColbordolo (PS); Antichità Bottega “SANCARLO” a Locarno (Svizzera); Galleria “ILPUTTO” a Soriano nel Cimino (VT);Galleria “IL PUTTO” a Bracciano (RM).


Campo de’ fiori 15Riccardo SannaSoriano nel CiminoCastiglioneinTeverinaMosèfascaturirel’acquaCasolare di Bomarzo


18Campo de’ fioriLety5una donna, una motoLetizia Marchetti conta già un fans club, a Civita Castellana,e i suoi tifosi impazziscono per Lety5 (dal suo numero digara).Letizia vive e lavora qui, avendo sposato un civitonico.La sua carriera è stata finora a dir poco strepitosa e quest’annoè entrata a far parte, come pilota ufficiale, del “Y2KTeam Ducati Motor” in sella ad una Ducati 1098S.Già campionessa italiana nel 2005 nel “Trofeo ItalianoMotocicliste” classe 600cc, ha partecipato a numerose gareinternazionali in più categorie, cavalcando vari bolidi, partendodalla prima Yamaha R6 rossa (moto personale), passandopoi alla Suzuki GSX-R 1000, ottenendo ottimi risultati.Quest’anno la troviamo ai nastri di partenza nelle più importantigare di categoria, a cominciare dal circuito casalingo diVallelunga, per sfrecciare poi sui tracciati dell’ EuropeanWomen’s Cup.Un augurio sincero da parte di tutti i “civitonici” e dalla nostraredazione al nuovo astro nascente del motociclismo italiano.Forza Letizia! Forza Lety5, siamo tutti con te!foto M.TopiniAlessandro Soli


Campo de’ fiori 19L’affidamento congiuntodei figli dopo laseparazione coniugalea cura diNada LoffrediPsicoterapeuta,Esperta inSessuologiaClinicaL ’evento separazione edivorzio è stato oggettodi diversi dibattiti chehanno sempre mirato astabilire se e quali dannipsicologici possono derivareda questi eventi suifigli. Ma è proprio nell’otticadi considerare laseparazione come unevento molto frequenteche vorrei porre l’attenzionedel lettore sul conflittoche caratterizza laseparazione e sulla mancanzadi punti di riferimento adeguati peresaminare gli eventuali danni nello sviluppodel bambino dopo la separazione, visto chedurante questo processo, effettivamente,anche i genitori vanno incontro a una sofferenzaseria sul piano psicologico e sonomeno competenti nel lavoro volto al benesseredei figli.Sembra che lo stile genitoriale presente nellefamiglie divise influisce sullo sviluppo delbambino e che la modalità dell’affidamentocongiunto sia uno strumento adatto a favorirela “cogenitorialità”Per “cogenitorialità” si intende la capacità daparte degli ex-coniugi di mantenere la corresponsabilitàgenitoriale, nonostante la finedella coniugalità: numerose ricerche effettuatesoprattutto negli Stati Uniti dimostranoche la collaborazione genitoriale favorisce l’adattamentodel bambino dopo il divorzio.Viene inoltre puntualizzata l’importanza dellacogenitorialità come fattore che permette ilmantenimento della figura paterna non soltantointesa in termini di figura di attaccamentoal bambino ma come facente parte diuna complessa rete di attaccamento checomprende la madre, il padre, il bambino e lerispettive rappresentazioni.Più specificatamente sembra esserci unacorrelazione significativa fra la modalità dirisoluzione delle dispute matrimoniali adottatedai coniugi e l’esteriorizzazione di comportamentidevianti da parte dei propri figli circatre anni dopo. Il bambino sembra risponderecon una esteriorizzazione di comportamentiantisociali quando la coppia ha una modalitàdi interazione ostile, mentre è pervaso daansia sociale nel caso in cui il marito assumeuna modalità emotivamente distante e rabbiosanel risolvere il dissidio.Il conflitto può portare alla formazione dialleanze disfunzionali genitore-bambino chepossono provocare alcuni quadri psicopatologiciimportanti a carico dei figli.Il conflitto coniugale spesso confonde i diversilivelli generazionali e il livello coniugale conquello genitoriale con conseguenze sui figli intermini di strumentalizzazione degli stessi. Ifigli possono addirittura arrivare a farsi caricoemotivamente dei problemi dei genitoricon costi psicologici notevoli oppure esserechiamati a scegliere l’uno o l’altro dei genitoriutilizzando la stessa logica attributiva tipicadella separazione e andando incontro aintensi “conflitti di lealtà”. Alcuni autorihanno dimostrato come le manifestazioni diostilità fra i coniugi siano fattori predittivi siadella dissoluzione matrimoniale sia delle successivemanifestazioni di aggressività daparte dei bambini. Non è, dunque, il divorziodi per sé ad essere associato a un più elevatolivello di disagio psichico a carico deibambini, quanto il conflitto preesistente.La legislazione attuale, basandosi sui risultatidelle ricerche psicologiche in questo ambito,prevede l’affidamento congiunto.L’affidamento congiunto si pone l’obiettivo difavorire la continuità della responsabilità deibisogni fisici, emotivi ed economici dei proprifigli. Gli ingredienti chiave per un buon esitodell’affidamento congiunto sono:1) il rispetto per l’altro genitore; 2) mantenimentodi una comunicazione costruttivariguardo il bambino; 3) sviluppo di un modoper dividere le responsabilità nei confrontidel figlio.Questi compiti includono naturalmente ilprendersi cura del proprio figlio ogni giorno,così come il seguire una logica negli spostamentidel bambino fra una casa e l’altra. Solouna piccola percentuale di coppie riesce adavere una amichevole e perfetta “relazionecoparentale” (amici perfetti), in realtà metàdei divorziati riescono a diventare dei “colleghicollaboranti”. Queste coppie hanno frequenticomunicazioni orientate al bambino eCENTRO DI CONSULENZANeuropsichiatrica, Psicologica, Logopedica,PsicopedagogicaVia Tasso 6/A - Civita Castellana (VT)T. 0761.517522Cell. 335.6984281-284www.centroceral.cominfo@centroceral.comsono capaci di frequentarsi per alcune occasioniparticolari senza però pianificare delleattività comuni. Continuano ad avere aree diconflitto ma riescono a compartimentalizzarlenella loro relazione e riescono a diminuirela componente di rabbia.Le ricerche recenti dimostrano come i genitoriche riescono a distinguere i loro bisogni daquelli dei propri figli e che riescono a mantenereil bambino fuori dal conflitto favorisconoun adattamento migliore del bambino stessoalla situazione di divorzio. E’ necessariodistinguere la cooperazione fra genitori da unlegame non risolto fra i due caratterizzato danon accettazione del divorzio e incapacità acollaborare.Sembra che la custodia associata favoriscaun migliore adattamento del bambino dopo ildivorzio; ma questa modalità di affidamentoporta i genitori a dover affrontare diversi ruolinello stesso momento e la difficoltà diventaancora più evidente in caso di famiglie ricostituite:in questo momento sembra apparireancora più importante il mantenimento dellacoalizione fra genitori biologici per favorire unbuon rapporto fra il genitore acquisito e ilbambino nel rispetto di un più complessosistema familiare.Egli identifica alcuni criteri da valutare necessariamentequando i genitori decidono diadottare un tipo di custodia congiunta:- I genitori devono essere in grado di assumersila responsabilità del bambino, devonoavere un uguale grado di coinvolgimento eamore nei suoi confronti Quando esiste unadifferenza significativa fra i genitori in questaarea devono essere prese in considerazionealtre modalità di affidamento.- I genitori devono dimostrare la capacità dicollaborare e di comunicare relativamente aiproblemi del proprio figlio.- L’alternanza fra le diverse residenze deigenitori non deve essere ostacolante la scuola.Accanto all’affido congiunto, però, risultanecessaria un’opera di mediazione familiaredentro cui noi psicoterapeuti possiamo aiutarei genitori a separare in qualche modo laloro interazione genitoriale da quella coniugale,a sviluppare la capacità di discutere, adadottare delle tecniche di problem-solving,delle strategie di negoziazione “vincitore-vincitore”e far mettere loro nei panni del propriofigli.


Campo de’ fioriCosa sono le polveri sottili21così dette Pm10 Pm2,5?50mg per metro cubo per 35 giorni l’anno,i sindaci o le autorità preposte devonosubito attuare quelle forme di prevenzioneper rientrare nei parametri consentiti.L’esempio calzante viene dal nord Italiaquando, lo scorso 35 Febbraio, i sindacihanno indetto il blocco del traffico veicolareinquinante.Questo tipo di misure non sono certamenteuna risposta risolutiva allo smog, maattualmente non ci sono altre forme diinterventi, proprio per il fatto che gli emettitoridi tali veleni sono molteplici e didiversa natura.Certamente, di fronte a tale pericolo, nonsi può pensare di spegnere tutti i sistemi diriscaldamento o, tanto meno, di fermareintere attività industriali, causa anch’essedi tali emissioni. Quindi non resta cheintervenire sulla mobilità individuale, attirandosigli inevitabili dissensi di molti cittadini.Desidero dare un altro dato che puòaiutare a comprendere la pericolosità diqueste polveri che, il più delle volte, vengonosottovalutate solo per il fatto che nonsono visibili ma, al contrario, quando questesono inferiori al diametro di 2,5 o 1,0(le cosiddette micropolveri o nanopolveri),respirandole, sono in grado di penetrare inprofondità nei polmoni, fino agli alveolipolmonari, dando così origine a più formedi malattie come asma, bronchiti, enfisema,allergie e tumori.Spesso si è convinti che il diritto ad avereuna qualità dell’aria accettabile e sana ècompito di altri, mentre sono profondamenteconvinto che ognuno di noi può edi Giovanni FrancolaIn questi tempo l’opinione pubblica è semprepiù informata di ciò che avviene nellegrandi città; Città sempre più inquinate dapolveri sottili che vengono continuamentemonitorate da centraline.Trattando certi temi si corre il rischio, nonsolo di essere noiosi, ma soprattutto dinon fornire un quadro del tutto chiaro dell’argomento,pertanto cercherò di esserebreve e conciso.Le polveri sottili, o meglio PM (ParticolatoMater), sono una miscela di sostanze: sabbia,ceneri, polveri, fuliggine, sostanze silicee,sostanze vegetali, composti metallici,fibre tessili (naturali o artificiali), sali, elementicome carbonio o piombo, che per leloro piccolissime dimensioni, 10 o 2,5Micron (sta per diametro), sono sospesenell’aria in tempi brevi e lunghi.Quando queste concentrazioni di polverisuperano i limiti consentiti, attualmente indeve fare la sua parte, senza mai dimenticarsiche la prima funzione vitale, quandosi viene al mondo, è proprio quella di respirare.Per concludere riporterà un dato che miauguro che farà riflettere sull’importanzadell’argomento: ogni persona adulta, incondizione di riposo, respira da sei a novelitri di aria al minuto, che possono arrivarea sessanta litri al minuto durante l’attivitàfisica moderata. Se poi l’attività è intensa,si arriva anche a centotrenta litri al minuto.Ora credo che sia legittimo domandarsi:una persona che in un solo anno respiracirca cinque milioni di litri d’aria, secondo ilproprio stile di vita, quale percentuale dipolveri sottili ha respirato? In molte cittàdel mondo come Pechino, New Delhi, Cittàdel Capo, Tanjing e tante altre, forse questolo sanno già, visto che le persone sonocostrette ad indossare mascherine davantialla bocca appena escono dalle loro case.


22GalleseCampo de’ fioriLe guide di Cdi Ermelinda Benedettifoto Mauro TopiniSTORIA Gallesesorge su un pianorodelimitato da duecorsi d’acqua, affluentidel vicinoTevere, alle pendicidei Monti Cimini.Questa posizionearroccata preludegià una chiara originefalisca, ma primadi questo insediamentopiù stabile,tracce umane sonoda far risalire al Paleolitico Superiore, standoalle caverne scoperte lungo gli argini degliaffluenti del Tevere e ai resti rinvenuti al lorointerno.Chiesa di San FamianoContemporaneamente alla civiltà falisca, chegrazie alle favorevoli condizioni ambientali siera, ormai, organizzata in economie agricolee mercantili e aveva sviluppato dei sistemidifensivi, si insediò quella etrusca. Nel IIIsec. a.C., però, il territorio fu colonizzato daiRomani e gli abitanti lasciarono il vecchiopianoro per stabilirsi lungo le sponde delTevere, dove crearono una sorta di impiantoportuale. Successivamente, in seguito allacaduta dell’Impero Romano d’Occidente ealle ripetute invasioni da parte dei barbari,tornarono all’originario nucleo falisco, pertrovare riparo, rinforzando le naturali difesecon una imponente cinta muraria. Per moltianni a venire le famiglie stanziatesi nel nuovoborgo bizantino vissero coltivando i campi inprossimità delle mura, ma, a poco a poco, lapopolazione aumentò e attorno al fulcro centralesi formarono nuove contrade, primaall’interno della muraglia difensiva, poi, pianpiano, anche all’esterno, dove si stabilizzarono,per lo più, contadini provenienti dallevicine campagne, mentre all’interno si svolgevanoil mercato e le assemblee cittadine.Ma il vero collante dell’intera popolazione erala fede cristiana e, in particolar modo, la religionecattolica, ben evidenziato dalla presenza,lungo tutto il territorio, di chiese, luoghimonastici e di pellegrinaggio e dal fatto cheil piccolo paese di Gallese vide nascere bendue Papi: Marino I e Romano I, saliti al trono,entrambi, alla fine del IX secolo, a distanza dipochi anni l’uno dall’altro. Così numerosi pellegrinigiungevano dalle zone circostanti,portando nuove idee. Tra i tanti sconosciutiche passarono inosservati, ce ne fu, invece,uno che lasciò il segno: il monaco cistercenseQuardo da Colonia, che morì, proprio lì, l’8agosto 1150 e che, pochi anni dopo, PapaAdriano IV canonizzò con il nome di Famiano,divenendo il primo Santo dell’ordine deicistercensi e il protettore di Gallese, festeggiatocon entusiasmo e devozione ancoraoggi. Furono i Vescovi, dunque, alte carichedella Chiesa, a governare il borgo dal latopolitico ed amministrativo, oltre che liturgico,con la rappresentanza dei cittadini, fino,però, al 1500, quando Gallese divenne feudonobiliare e diverse famiglie si susseguirono alsuo governo: gli Spinelli, i Colonna, gli Orsini,i Borgia, i Della Rovere, i Carafa, i Madruzzi egli Altemps. Durante questo periodo venneroapportate numerose migliorie al castello, trasformato,infine, in palazzo ducale, e allemura; furono, inoltre, eretti palazzi nobiliari ela Porta di Gallese. Nel 1576 si costituì unoStatuto, basato su precedenti norme, risalential XIII secolo, con l’intento di regolare lavita della città, divisa in tre contrade, SantaMaria, San Lorenzo e Sant’Angelo e governatada magistrature elettive quali i Priori, ilGonfaloniere, il Sindaco, il Depositario e ilCancelliere. Vi erano, poi, due consigli: unospeciale, formato da 18 componenti, e unogenerale, nel quale rientravano tutti i capifamiglia.Nel 1796 venne costruita la nuova cattedrale.Nel 1870, dopo aver subito la dominazionefrancese e posta fine alla Repubblicaromana, anche Gallese, con tutto il resto delLazio, venne annesso al Regno d’Italia.Nell’ultimo decennio del 1800, ci fu una profondacrisi sociale ed economica, testimoniatadalle lotte agrarie e solo lanascita delle prime industrienella valle del Tevere, agliinizi del secolo successivoe tuttora molto efficienti,risistemarono la situazionedel piccolo centro urbano.ITINERARIO TURI-STICO La storia, soprattuttoin epoca medievale,ha lasciato numerosetracce nel piccolo nucleourbano, in particolareall’interno delle mura,visibili passeggiando perle strade del centro, al quale si può accedere,attualmente, solo attraverso l’Arco diPorta, realizzato nel XVI secolo, dove ilgrande portale bugnato in travertino é sormontatodagli stemmi della Città di Gallese edella famiglia Altemps.Tra le varie chiese, più o meno grandi, vi è laChiesa di San Lorenzo, già esistente nelXV secolo, al cui interno sono conservatidipinti risalenti al XVII secolo e oggetti liturgiciutilizzati nelle funzioni del Venerdì Santo,unico momento in cui viene officiata insiemeal giorno della festa del Santo a cui è dedicata,il 10 di agosto. La Chiesa diSant’Agostino, la cui esistenza era già attestatanel IX secolo, era, in realtà, dedicata aSan Benedetto e, originariamente, comprendevaun più ampio monastero, che inglobavail Convento, ora occupato dalle Suore delPreziosissimo Sangue, e il cosiddetto “Mulinodel Duca”. All’interno, la parete di destrarisulta completamente affrescata, con dipintidel 1500, raffiguranti San Sebastiano, SanFamiano, Sant’Antonio Abate, la Maddalena eSan Rocco. A destra dell’altare maggiore,dietro il quale si trova una tavola con laMadonna del Buon Consiglio e, ai due lati,San Benedetto e Sant’Agostino, vi è laCappella dell’Annunziata, le cui pareti sonoricoperte da pitture realizzate da allievi dellascuola del Pastura, con le scenedell’Annunciazione, della Natività,dell’Adorazione dei Magi e della Strage degliInnocenti. La facciata, con una lunetta affrescatanel XVI secolo, invece, presenta i segnidi numerosi rifacimenti.Al di fuori della zona urbana, è situato illuogo di culto più caro agli abitanti diGallese: la Basilica di San Famiano, checonserva, all’interno di un fastoso sarcofagosettecentesco di marmo, le spoglie del Santo,poiché ingloba al suo interno la grotta dove ilSanto chiese di essere sepolto e che è statatrasformata, oggi, in cripta. La chiesa fucostruita nel 1155, rimaneggiata nel XVIsecolo e restaurata varie volte in epoche successive,fino agli anni ’50 del Novecento,quando si cercò di restituirle l’originarioaspetto romanico. Quattro sono lenavatePalazzo Ducale


Campo de’ fiori 23ampo de ’ fioriin cui è divisa al suo interno, una delle qualirealizzata, con tutta probabilità, durante rifacimentiposteriori. Pregevole il presbiteriosopraelevato e gli affreschi risalenti al XVIsecolo. Dedicata ancora al Santo Protettoredi Gallese é la Cappella di San Famiano inLungo, in aperta campagna, a tre chilometridal centro. La biografia del Santo narra che,il 17 luglio del 1150, battendo il suo bastonein quel luogo fece sgorgare dell’acqua.Di molto posteriore, rispetto alle chiese finora citate, è il Duomo, terminato nel 1796,ma consacrato solo nel 1819. In stile neoclassico,fu realizzato per opera di PietroCamporese e dei suoi figli, sullo stesso luogodove precedentemente sorgeva una più anticachiesa. Di particolare prestigio risultanoessere l’altare maggiore, del 1861, di marmipiuttosto pregiati, e le grandi pale d’altaredatabili ai primi dell’Ottocento, con SanGiovanni Battista, la Consegna del Rosario, ilMartirio di Sant’Aniceto Papa, l’Ultima Cena,la Crocifissione e l’Assunzione di MariaSantissima, di Cristoforo Unterperger el’Adorazione dei Magi di scuola veneto-cretese,del XVI secolo.Rimanendo in ambito religioso, il Conventodi Santa Chiara, con una piccola chiesadistrutta dai bombardamenti della SecondaGuerra Mondiale, realizzato agli inizi delSeicento, che perse la sua funzione conventualenel 1804, quando, in seguito all’occupazionefrancese, le monache dovetteroabbandonare l’edificio, che divenne primaOratorio della Confraternita del SantissimoRosario, poi Orfanotrofio, poi sede Vescovilee sede Municipale, è, oggi, sede del MuseoCivico e del Centro Culturale intitolato aMarco Scacchi. Reperti archeologici, documentied opere d’arte medievali e rinascimentali,macchine industriali dei primi del‘900, accompagnati da pannelli didattici edillustrativi della realtà territoriale di Gallese,sono esposti al suo interno.Camminando ancora per le vie del borgo èpossibile ammirare la sede storicadell’Amministrazione di Gallese: il PalazzoComunale, fatto costruire nel 1474 dall’allorasindaco della cittadina, Marco Galassi,come riportato sulla targa marmorea postasopra il portone d’ingresso, murata, sulla facciata,insieme ai resti di un altare reliquiariodel XV secolo. Altro edificio importante è ilPalazzo Ducale, sorto, molto probabilmente,su preesistenti strutture difensive diepoca falisca. Con il passare del tempoacquisì maggiore imponenza, tanto che, nelMedioevo, assunse le sembianze di un vero eproprio castello. Fu fatto, poi, restaurare, allafine del ‘400, da Alessandro VI e, circa unsecolo dopo, consegnato dagli Altemps alVignola, affinché ne facesse ciò che è adesso,un Palazzo. Benché l’architetto CarloFontana vi mise mano nel XVIII secolo, conservatutto il suo antico splendore ed è ancoraoggi abitato dal Duca Luigi Hardouin.Vale ancora la pena menzionare due splendidefontane: la Fontana delle tre Cannelle,risalente al 1865 e che doveva essere moltoutile per la popolazione di quel tempo poichécostituiva uno dei pochi punti in cui rifornirsid’acqua, benché oggi non sia più potabile eabbia assunto un valore puramente esornativo;e la Fontana della Rocca, al centrodella piazza di fronte al Palazzo ducale, databileal 1500, in peperino, di forma poligonale,poggiante su una base rialzata costituitada tre gradini, sulle cui pareti sono scolpiti glistemmi nobiliari delle famiglie che si susseguironoal governo del feudo e al cui centrosi innalza un fusto ottocentesco che culminacon un gallo, simbolo per eccellenza diGallese.TRADIZIONI E FESTE Festa diSant’Antonio Abate Festeggiamenti inonore del Santo protettoredegli animali. Siparte processionalmentedalla piccolapiazzaantistantela chiesadedicataFontana della Roccaal Santo, dopo aver benedetto persone, animalie mezzi agricoli, per raggiungere la basilicadi San Famiano dove si celebra la Santamessa.Carnevale Gallesino Carri allegorici egruppi mascherati sfilano per le principali viedel paese al suono di tanta musica e al lanciodi coriandoli colorati.Corpus Domini Un caratteristico tappeto difiori realizzato dai devoti, che si snoda per levie del paese, attende la solenne processionein onore del Corpo di Cristo, che cade,solitamente, la prima domenica di giugno.San Famiano a Lungo Un corteo di fedeliin pellegrinaggio si muove, dalle prime oredel mattino di ogni 17 luglio, per raggiungerela piccola chiesa campestre dedicata alProtettore, a tre chilometri dal paese, doveverrà celebrata la messa, per ricordare ilmiracolo dell’acqua secondo il quale SanFamiano, percuotendo la terra in quel puntocol proprio bastone, fece sgorgare acqua sorgiva.San Famiano Festeggiamenti in onore delSanto Patrono di Gallese, nei giorni del 7-8-9agosto. Il primo giorno, vigilia della ricorrenzadella morte del Santo, una lunga processioneserale accompagna la statua del Santodal Duomo alla omonima basilica, sostandosotto le mura merlate del paese, dalle qualiscende una spettacolare pioggia di bengala.Lo stesso tragitto viene nuovamente percorsola mattina del giorno seguente e le “zitelle”,vestite in umili abiti d’epoca, poiché latradizione, risalente al 1519, narra che ungruppo di devote ragazze e donne poverevenivano sorteggiate, tra tante, per riceverebenevolmente una dote, accompagnano laprocessione. L’ultimo dei tre giorni conclude ifesteggiamenti con una fiera di merci ebestiame, tombola in piazza e spettacolopirotecnico. Tutte e tre le serate sono, inoltre,accompagnate da spettacoli musicali e divarietà, che corredano la parte religiosa.Madonna della Vite Tradizionale festapaesana che si svolge la seconda domenicadi Settembre. L’aspetto religioso, con la classicasolenne processione, é fuso, anche inquesto caso, con quello ludico, caratterizzatoda giochi popolari quali l’albero della cuccagna,la gara della pignatte, la corsa con i sacchie tanta musica.Immacolata Concezione All’alba dell’8dicembre la banda del paese sfila per le viedel centro, dando agli abitanti la tradizionalesveglia. Festeggiamenti vari, religiosi e non,si svolgono durante la giornata, organizzatida un comitato ad hoc, composto da soledonne, le “festarole”, guidate da una “priora”.SAPORI TIPICI Gallese non ha una particolaretradizione gastronomica. Esclusivo delluogo può essere considerata solamente lacosiddetta Ciambella di San Famiano,tipico dolce che viene preparato per lo più inoccasione della festa del Santo protettore. Sipuò inoltre ricordare un piatto tipico di moltialtri paesi della zona, che, anche in questocaso, come visto già in altre guide, prendeun nome diverso; la ben nota sottilissimacrepe di acqua uova e farina, farcita con formaggio,viene qui chiamata Fregnaccia.Anche gli strufoli, tipi dolci di carnevale assumonouna denominazione diversa, benchécomune ad altri paesi della zona:Scroccafusi.CURIOSITA’: Ma lo sapevate che aGallese…- Nel 1883 Gabriele D’Annunzio sposa laduchessina Maria Hardouin di Gallese, dallaquale avrà tre figli- La persona più anziana compirà 98 anni adottobre.- La coppia da più tempo sposata si è unitain matrimonio nel lontano 1947 ed ha 67anni di matrimonio alle spalle.- Il numero degli abitanti è pari a 2.922,stando a dati aggiornati al 31 dicembre 2006,distribuiti in 1.179 famiglie.


01100 ViterboPiazza Verdi, 2/A - Tel./Fax 0761.347651e-mail: colb-viterbo@lisi-bartolomei.comCentro Commerciale Tuscia - Tangenziale OvestTel. 0761.390013e-mail: colb-tuscia@lisi-bartolomei.com01030 Vallerano (VT)Via Don Minzoni, 58 - Tel./Fax 0761.751551e-mail: colb-valle@lisi-bartolomei.com01033 Civita Castellana (VT)Via Giovanni XXIII, 28-28A - Tel./Fax 0761.517951e-mail: colb-civita@lisi-bartolomei.com00169 RomaCentro Commerciale Casilino - Via Casilina, 1011Tel. 06.23260306, Fax 06.23279988e-mail: colb-roma@lisi-bartolomei.comCentro Commerciale Torresina - Via A.Barbato, 31Tel. 06.6166313363037 Porto D’Ascoli (AP)Centro Commerciale PortograndeVia Pasubio, 144Tel./Fax 0735.753665e-mail: colb-portogrande@lisi-bartolomei.comIl Centro OtticoLisi e BartolomeiauguraBuona Pasqua


Campo de’ fiori 25Nasce al CentroSalutedi Vignanellol’AmbulatorioOculisticoIl 19 Marzo è stato inaugurato, al CentroSalute di Vignanello, un ambulatorio oculistico.Presenti l’On.le Augusto Battaglia,Assessore alla Sanità della Regione Lazio, ilDottor Giuseppe Maria Aloisio, DirettoreGenerale Ausl di Viterbo, l’ On.le GiuseppeParroncini, Capogruppo DS alla RegioneLazio, il Dottor Alfredo Canonici,Direttore del Distretto 5 della Ausl diViterbo, le Autorità Locali, leAssociazioni di volontariato, oltre unfolto pubblico.L’ambulatorio sarà diretto dallo specialistaDottor Renzo Ceccarelli, Direttore delCentro Chirurgico Oculistico dell’OspedaleAndosilla di Civita Castellana.La struttura nasce grazie alla tenace volontàdel Dottor Canonici, che l’ha realizzatagrazie al sostegno del Centro Ottico Lisi eBartolomei ed della Coop di Valleranno.Queste hanno aderito senza indugio, vistal’importanza sociale del progetto, coprendonel’intera spesa.Per la vastità del bacino di utenza, che comprendei Comuni di Vignanello, Valleranno,Fabrica di Roma, Corchiano e, per vicinanza,anche Canepina e Soriano nel Cimino, èchiara l’importanza strategica di tale presidio.In un momento in cui la sanità non puòquasi garantire l’esistente, è questo un belrisultato per il Dottor Canonici che èriuscito pienamente nell’intento, partendoda una struttura abbandonata da circa ventianni.Ha centrato così in pieno l’assuntodell’Assessore On.le Battaglia, che invita acompletare le opere intraprese ed incitaall’appropriatezza del governo clinico.Il Dottor Canonici non è nuovo a questogenere di imprese.Ha contribuito infatti, nei cinque anni didirezione sanitaria dell’Andosilla, alla realizzazionedel Centro di Nefrologia e delReparto di Terapia Intensiva, che sonocostati rispettivamente, 650 milioni di Lire e160 milioni di Lire, ricavate dai contributipubblici ed elargizioni private.La giornata si è conclusa con la visitaall’Andosilla e con un dibattito presso la SalaPablo Neruda di Civita Castellana.Da sx: Dott. Alfredo Canonici, Dott. Renzo Ceccarelli, Sig. Claudio BartolomeiDa sx: On.le Augusto Battaglia, Dott. Giuseppe Maria Aloisio, Dott. Alfredo CanoniciDa dx prima fila: On.le Giuseppe Parroccini, On.le Augusto Battaglia,Dott. Giuseppe Maria Aloisio


LUCIO B26Campo de’ fioriLe storirie e diMaxOrigini artistiche dei n


Campo de’ fiori27ATTISTI(terza parte)ostri cantautori e cantanti più famosiIl 1969 è l’anno in cui Battisti viene consacrato“mostro sacro” della musica italianae la sua fama non verrà mai eclissata,tanto da poterlo considerare tale ancoraoggi.Ma gli anni ’70-’80, sono indubbiamente imigliori.Tra tanti successi, nel ’71 esce il nuovo singolo“Pensieri e parole”, che resta in testaalle classifiche per ben diciannove settimanee lascia la Ricordi, per aprire una etichettacon Mogol, chiamata, non a caso,Numero Uno.Nello stesso anno esce “La canzone delsole”, rimasta un po’ il simbolo di Battisti,senza nulla togliere alle altre, tant’è chequando si pensa a lui, è forse la primacanzone in assoluto che viene in mente.Ma nonostante tutto Lucio non è solo cantautore,continua infatti a regalare pezziad altri grandi cantanti contemporanei,come “Eppur mi son scordato di te” per iFormula Tre, “Vendo casa” per i Dik Dik, ela bellissima “Amor mio” per Mina.Molti dei suoi successi vengono inoltre tradottiin altre lingue: inglese, francese,tedesco e spagnolo, cosa che gli consentiràdi essere conosciuto in tutta Europa.Il grande successo ottenuto non ha peròscalfito quella dimensione intimistica efamigliare che Battisti ha sempre privilegiatonella sua vita e, rifiutato qualsiasicontatto con stampa, televisione, radio,foto e concerti, nel ’78, gliunici contatti con i suoinumerosissimi fans sonosolo attraverso i suoi dischie qualche rarissima intervistaper la stampa.Crea una sala di registrazionedirettamente a casasua per realizzare i prodottimigliori e poi cerca studiottimali in Inghilterra eStati Uniti.Ogni suo disco era, infatti,frutto di uno scrupolosolavoro, dove nulla è lasciatoal caso, nemmeno la copertina, e proprioper questo nessuno di essi ha mai traditole aspettative.Nel ’79 Lucio decide di interrompere lafruttuosa sinergia con Mogol, incidendol’ultimo album dal titolo “Una giornatauggiosa”.A partire da quel momento diversi sarannoancora i suoi lavori, anche se la separazionedal suo scopritore e grande amico sifarà comunque sentire.Il suo ultimo lavoro risale al 1994: l’albumHegel.Lucio muore quattro anni dopo all’età dicinquantacinque anni, in un ospedale diMilano, avvolto da quel silenzio e da quelladiscrezione dei quali aveva voluto circondarsianche in vita.


28Campo de’ fioriCome eravamoa Pasqua ogni poeta buscaIl proverbio originalein romanesco facosì:“Aiutete, poeta,insino a Pasqua, chèdoppo Pasqua ‘gnipoeta abbusca”. Hopreso spunto daquesto detto popolareche negli anni ècambiato fino adiventare quello deldi Alessandro Soli titolo di cui sopra,per ricordare ilperiodo pasquale nell’ottica del “come eravamo”.Normalmente Pasqua cade in primavera,e quando le stagioni erano “regolari”,cioè con l’inverno freddo, succedutoal tiepido autunno, prolungamento dellacalda estate, l’altra “mezza stagione”,appunto la primavera, era la festa dei colori,dei sapori e degli amori. C’è un risveglioin tutti i sensi, così anche “ il poeta”, l’artistaincompreso e squattrinato per antonomasia,ne trova giovamento: la sua mentepartorisce versi con più facilità e, perchéno, riesce ad “abbuscare”, cioè a guadagnarerispetto e credibilità dalla gente chelo circonda. La Pasqua stessa, che vienedopo i quaranta giorni di Quaresima, rappresentaper il mondo cristiano il compimentodel disegno divino, che trova nellaRisurrezione di Gesù Cristo il mezzo per“guadagnare” la vita eterna. E’ senza dubbioun periodo particolare dell’anno, nonvorrei ripetermi, ma per chi non ricorda onon ha letto il “Come eravamo” del n°26/2006 dal titolo “Pasqua, pasquetta edintorni”, voglio rimarcare alcuni aspetti diquesta festa, così com’era vissuta da noi,allora ragazzi, oggi sessantenni. L’aspettoreligioso, con le tradizionali processioni delCristo morto, quando il Venerdì Santo,(come si fa ancora oggi), il corteo deifedeli attraversava levie dei paesi. Le chieseche si riempivano perla veglia pasquale, cosìparticolare nei suoisegni e simboli rimastiidentici negli anni, mapiù comprensibili perchécelebrati in italiano.L’aspetto culinario,anch’esso nei canonidella tradizione locale:con la “colazione delmattino di Pasqua,dove l’immancabile“coratella”, affiancaval’uovo sodo mangiatocol “capocollo”, la“corallina” e le “ciambelledolci” e per chi haorigini umbre come mecon la “pizza Pasqualinaal formaggio”.Certo, dopo una similecolazione, era arduoaccostarsi al pranzoche vedeva in primis la“stracciatella o i cappelletti in brodo”(tanto per aggiustar lo stomaco), seguitadalla lasagna o pasta al forno, prima “dell’allesso figlio del brodo” e dell’abbacchio alforno con patate. Cibi pesanti si direbbeoggi, ma cibi genuini; la gente non pensavae non sapeva il significato di parolecome: colesterolo, trigliceridi, glicemia.Sarà stata forse l’incoscienza tipica dell’ignoranzain materia, ma la festa e le tradizioniandavano e vanno rispettate tuttora.Pertanto, a Pasqua, a tavola era così,anzi spero che anche oggi questi piattisiano presenti in tutte le case. L’aspetto“ricreativo” infine, era quello che, a noiadolescenti, forse, interessava di più, per-Civita Castellana 1960 -Scampagnata di Pasquafoto della Sig.ra Graziella Contiché non avendo tanta scelta riguardo asocializzazione e divertimento, aspettavamoquesto periodo primaverile, per “scampagnatee poggiate”, fatte sui prati insiemeagli amici, pregustando i pochi momenti diintimità che avremmo avuto con “lei”.Forse mi giudicherete un “nostalgico”, chevive di ricordi e guarda sempre al passatocon un pizzico di rabbia e malinconia, ma,credetemi, quando scrivo così, e l’ho ripetutoormai tante volte, è perché vorrei cheanche le nuove generazioni riuscissero aprovare e trovare nelle tradizioni ( purrimanendo figli del loro tempo) le stesseemozioni e stimoli che hanno fatto crescerel’odierna classe dirigente.Personaggio misteriosoDi lato è riportata la fotodeformata di un attore.Sai dire di chi si tratta?I primi tre che indovinerannoe si recherannopresso la redazione, riceverannoun simpaticoomaggio offerto dalCentro Parati Selli.


Campo de’ fiori 29


Corsi professionali e amatoriali per tutti i livelli di:Sbarra a Terra AcrobaticaLaboratorio CoreograficoFlamenco Cantouna scuola per chi fa della danza la propria passione…Ad Aprile la scuola presenta i nuovi corsi di Salsa,Merengue, Baciata, Raggaeton tenuti dai miglioriMaestri del settore: Martin El Jibarito, ArielZunzunabar, Ivan Cougart.Inoltre nel mese di Aprile allieve della Scuola diDanza Honey parteciperanno ad uno stage didanza presso L’ Ecole Supérieure de DansedeCannes Rossella Hightower , considerata lamigliore Scuola di Danza a livello europeo.Avranno la grande fortuna di studiare con unaEquipe di Professori composta da BrigitteHermetz, Christophe Duveau, Hervé Dirmann,Stéphane Fléchet, Monique Loudières, JulieMagneville. Grandi esperienze e grandi opportuni-tà proposti dalla Honey a favore della crescitaprofessionale degli allievi.


Campo de’ fiori 31Maria Daridaanche la sua anima “commissiona” poesiedi Ermelinda Benedetti“Un’esplosione di vitalità”.Con questa sempliceespressione mi vienespontaneo definire lasignora Maria Darida,immediatamente dopoaverla conosciuta. Ma giàdai primi minuti di conversazione,capisco chequesta voglia di vivere edi fare, in realtà, nasceda un passato in cui lasua personalità è stataMaria Daridarepressa, sottomessa,annullata e che è arrivato,per lei, il momento di riappropriarsene, di iniziare avivere secondo ciò che ha dentro, per ciò che èrealmente, non per come qualcuno vorrebbe farlavivere.Le mura della sua casa e del suo negozio sonostate, per tanti anni, la prigione della sua mente edel suo estro inespresso. Maria accantona le suedoti in un angolo piccolissimo del cuore per dedicarsiai suoi due figli, che ama moltissimo e per ilbene dei quali ha sopportato tanto, e per correredietro alle economie della famiglia, affinché sipotesse tirare avanti degnamente. Si era limitata adesternare quella sua creatività e manualità se nonnei pochi momenti liberi, riversandole nel giardinodella sua casa, dall’aspetto un po’ esotico e deltutto personalizzato.Scrivere poesie, poi, da poco più di dieci anni aquesta parte, è diventato il modo migliore per liberarela sua fantasia.I suoi sono, principalmente, componimenti ad personam,dedicati ad amici e amiche, che frequentanoabitudinariamente il suo negozio e non solo,poiché la sua caratteristica è proprio quella dicogliere i pregi, o talvolta anche i piccoli difetti, e dimetterli, simpaticamente e con grande semplicità,in versi. Ecco allora che, sentendola recitare qualchestrofa, viene sommersa da nuove richieste e siritrova a scrivere dietro il bancone del suo negozio,tra una cliente e l’altra, fermando quei versi, natiall’improvviso, sui fogli marroni della carta da pane,che fanno da “brutte copie”, per poi riportarli su ungrande quaderno, il suo testamento.Ma scrivere poesie significa molto di più per lei. Èla sua vera valvola di sfogo, il modo di alleggerirela sua mente e il suo cuore e di dire liberamente ciòche ha tenuto dentro per tanto tempo. Alcune diesse, infatti, che ha espressamente chiesto di pubblicaree che sono riportate qui di fianco, parlano,soprattutto, di chi le è stato accanto e l’ha fatta soffriree descrivono se stessa, il suo stato d’animo, lagrinta ma anche la dolcezza, il dolore ma anche lavoglia di riscatto e la rivincita che si sta prendendo.INVISIBILE E TORMENTATOInvisibile e tormentato,tu sei come un bambino spaventato,e mai cresciuto; pur essendosi sposato.Ti sei costruito un destino per rimanere sempre bambino.Ti sei costruito un futuro che non serve a nessuno.Con una piccola mente!Ma sempre solo, anche in mezzo a tanta gente.Vivi in un mondo tutto buio e scuro,pensi così di essere al sicuro,e per te non esiste più nessuno.Vedi ma sei cieco, respiri ma sei morto.Apri gli occhi e vivi, sei in mezzo a tanta gente e respiri.Vedi e respira che l’aria è pulita, e guarda quanto èbella la vita!Invisibile e tormentato sempre tanto dolore hai donato.IO MAI ESISTITAIo mai esistita, io vorrei raccontare in due parole la mia vita!Attaccata a una presa di corrente che mai si spegne,mi toglie il respiro, soffocata nella mia casa.Respiro un’aria opprimente che mi sconvolge la mente!Io che ho una parola per tutti,non riesco a comunicare con chi amo più di tutti!Mai esistita, questa è la mia vita.Io casa e lavoro, ho vissuto anni in un giorno solo,sembra un sogno o una chimera, questa è la storia vera.Io energia, io che amo la vita, io vulcano in eruzione,io che ho dato tanto amore, la vita,io mai capita, io mare in tempesta,io montagna in tormenta, io uragano vedo lontano!Io alta marea, ho vissuto questa storia vera.Io, io, mi sento come la primavera!Amo il sole, il mare, la natura,le stelle e la luna, la notte e il giorno,che non sia più un sogno.Ho fame di tranquillità, ho sete di semplicità.Io che non voglio niente,ma sono sempre in mezzo alla gente.Amo la quiete, ma c’è solo aggressività.Io che ho dato solo bontà!C’è un macigno nel mio cuore che mi reca tanto dolore.Nella foto qui accanto èriportato il particolare diuna Via di CivitaCastellana.Sapresti dire di quale Viasi tratta? I primi tre che,chiamando in redazione,daranno la risposta esattariceveranno un simpaticoomaggio offerto daLATINI.L’ANGOLO MISTERIOSO


32Campo de’ fioriSandroda Civita Castellana a Bologdi Alessandro SoliCopertina del libro di Sandro Santori in cui sono ritratti gli Allievi Regionali di Civita Castellana anno 1967In alto da sx: Antonio Gasperini - Massimo Caporicci - Sergio Fabbri - Francesco Scopetti - Roberto Marchetti -Antonio Marcantoni - Antonio QuiriniIn basso da sx: Antonio Armagno - Vincenzo Gasperini - Sandro Santori - Claudio Molinari - Carlo LazzariParlare di Sandro Santori provoca in meemozioni forti.I ricordi di una infanzia passata a dar calciad un pallone grondanti di sudore dopointerminabili partite, ed una parentelaacquisita tramite mio suocero, mi hannoportato in prima fila in occasione dellaconferenza tenuta appunto da Sandro quia Civita Castellana, suo paese natio.Sandro vive e lavora a Bologna ormai datantissimi anni, e sentirlo parlare di “bioeticae sport” e del suo amore per il calcio,quello con la “C” maiuscola, ha suscitato inme sensazioni che difficilmente riuscirei atrasmettervi. Proverò a farlo riportando diseguito le parole di copertina del suoprimo libro “Marcello libero, Alberto stopper”una generazione fa nei campi di provincia,pubblicato nel 2000, Ed. Limina,con la prefazione di Renzo Ulivieri, suogrande amico. / “Potè più il calcio, l’amiciziao la vita? Le nostre personalità furonopiù influenzate dal gioco nel cortile delVescovado o nel campo del Madami?Dall’acciottolato o dalla terra battuta?Diventammo così perché eravamo i figli diquelli che avevano fatto la guerra o ci fudell’altro?Furono più i colori rossoblù o l’arrivo deiBeatles a scandire i ritmi della nostra giovinezza?Usavamo l’olio canforato e mettevamo lescarpe da calcio nell’acqua calda, permeglio adattarle ai piedi. D’estate cibagnavamo nel Treia. Francesco stava inporta. Marcello giocava libero, Albertostopper.”/ Avrete capito (mi rivolgo principalmenteai “calciofili) di che pasta è fattoSandro. E’ riuscito a scrivere usando personaggifittizi (ma non troppo) e raccontarestorie di calcio vere, calcio di paese,che arricchiscono il libro e permettono di“divorarlo” con voracità Quest’anno hapubblicato “Cocomeri libri palloni”, Ed.Libri di Sport, un altro spaccato del mondodel calcio.Stavolta non il calcio delle giovanili e deiricordi, ma il calcio della quotidianità, dichi cerca ancora di divertirsi insieme agliamici, correndo a fatica, appesantiti daglianni e da una pancia esagerata.Anche di questa pubblicazione, voglioriportare le parole di copertina: “Storievere che sembrano favole e storie inventateche sembrano pezzi di cronaca cimostrano genitori speranzosi e delusi,elettricisti, carrozzai, ingegneri, camerieri,


Campo de’ fioriSantorina con il “Calcio nel cuore”33autisti, ceramisti, professori, studenti,odontotecnici, guardie di finanza, cuochi,bagnini, donne calciatrici, e tornei condominiali.Uomini, donne e bambini con la medesimapassione: inseguire e colpire un pallone.Storie italiane, illuminate o offuscate dallapratica del calcio.”Ma torniamo al Sandro Santori, che ci hapresentato il calcio con una relazioneapprofondita, precisa e scientificamenteineccepibile, durante la conferenza citataall’inizio.La relazione era suddivisa in dodici tappee voglio qui citare la quinta tappa, quellache mi è sembrata ad hoc quando si parladi calcio Sandro afferma: “Per vincere nelgioco del calcio si deve tirare in porta efare goal.Quindi,l’obiettivo di una squadra è tirare inporta e, nello stesso tempo, impedire chequalcuno tiri verso la propria porta.La cosa che vorrei rimanesse in evidenza èil verbo tirare.Questo è un elenco delle qualità cheoccorrono a una squadra di calcio:Strategia - Tattica - Collaborazione ecomunicazione - Concentrazionem mentale- Resistenza fisica - Abilità nell’inseguirepalla e avversari - Sangue freddo -Sandro SantoriCoraggio - Un’ottima vista - Saper mirare -Saper tirare.Provate ad accostare queste qualità ad uncacciatore del Paleolitico, immaginate chel’avversario sia la preda da catturare, e l’obiettivosia il procurarsi il cibo, vedrete chel’uomo mentre corre dietro ad un palloneper far goal, è lo stesso uomo che correvamilioni di anni fa dietro alla preda per lasopravvivenza”.


La redazione di Campo de’Tantiauguri aFrancescaTulli checompie 2anni il 4ApriledallamammaTania, ilpapàUmberto,dai nonni egli ziiBuon compleannoaGiovanniBonuso diRoma cheha festeggiatoglianni il 2aprile.Tantiauguri daparte di Massimo eMaria Cristina.Tanti auguri a Anna eLuigi che l’11 Aprilefesteggiano il lorotrentesimo anno divita insieme. A lorogiungano i più gioiosiauguri dai figli, daiparenti e gli amici.BuonCompleannoaAlessandroMalatestache hacompiuto18 anni il 3Aprile. Con un grande augurioda Veronica, Viviana,Chiara, Simone e il restodegli amici.Auguri a Caterina che il 5 Marzo hacompiuto 93 anni. Auguri dal pronipoteLorenzo, dai nipoti Marco eBarbara, dai figli Andreina, Angelinae Mario.Auguri aMichelaSantori eMichelePlaya perla nascitadi Filippo.Auguridai nonni,gli zii e ilcuginettoMatteo.Tanti cariauguri alnostrograndeamoreAlessandroPilli, che il28 Marzoha compiuto7 anni,da mammaLaura epapà Franco.Auguri anche a nonno Toto cheil 14 Marzo compie i suoi“primi” 70 anni.Auguri a nonna AnnaBruzziches che compiegli anni il 4 Apriledai nipoti Serena,Mirko e Luca, dallafiglia, il figlio, lanuora e un auguriospeciale da Ivanho.Tantissimi auguria Sara che il 22Aprile compie 18anni, dalle tueamiche, i tuoiamici e dal tuofidanzato Daniele.Tanti auguri difelice compleannoad Antoniodell’Isola di Romache il 31 marzo hacompiuto gli anni.Massimo eCristina


fiori si associa agli auguriTanti auguri a Letizia Patacchiniche l’11 Aprilecompie 7 anni. Auguri da mammaEmanuela, papà Roberto, dainonni e dagli zii.Buon compleanno a Riccardoche l’11 marzo ha compiuto23 anni. Tanti auguri daparte di Max e Cri.Il 2 aprilehai festeggiatoil tuocompleannomamma! Tiauguriamolunga vita eogni bene!Con tantoaffetto.Andrea,Stefania,Luca, Sergio, Laura e la piccolaGiulia.Tanti auguri di buoncompleanno alla maestrinaIda Celeste di Fabrica diRoma, che il 21 Marzo hacompiuto gli anni. Un calorosoabbraccio da parte delmarito Fabrizio, la figliaMaria Cristina eMassimiliano.Tantissimi Auguria Larissa e Giampiero per la nascita della piccolaGiada Rompietti, che porti sempre gioia efelicità nei vostri cuori.Auguri a Marco e Patrizia che siuniranno inmatrimonio il 15 Aprile, e al piccoloLorenzo che festeggerà il primocompleanno e il battesimo. Auguridalla sorella Barbara, il cognatoFabio e dai genitori Carlo eAndreinaTantissimi auguri a Anna Segatoriche il 16 Marzo ha compiuto60 anni.Ti vogliamo un bene infinito, augurimamma.Roberta e DanielaTanti auguri di buon compleannoa Paolo Trebini di Sassari checompie gli anni il 9 aprile. Unbacio da parte dei suoi amiciMaria Cristina e Massimiliano.


La redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguriVivissime congratulazioniaValentina Piccininidi Corchiano che il22 Febbraio si èlaureata inArchitettura degliInterni eArredamento.Un abbraccio dalletue care amicheEleonora, Tamarae Ilaria.Tanti auguri a Gabriele Nasisidi Catania che il 26/2/2007 èdivenuto dottore in “Disciplinedelle arti, della musica e dellospettacolo”. Un bacio da MariaCristina, Chiara eMassimiliano.Buon compleanno aValentina Greco diSalerno che il 30marzo ha compiuto23 anni. Un auguriospeciale da parte diCristina e MassimoTanti auguri a Evelina e Caludioche il 30 Aprile festeggiano il lorosesto anniversario di matrimonio,dai genitori, gli amici e i parentiTanti auguri a RidolfiAsia che il 5 Aprile hacompiuto 1 anno, damamma Valentina,papà Massimiliano, inonni, gli zii,i bisnonni.Tanti auguri aSansonetti Serenache ha compiuto 18anni il 22 Marzo, damamma, papà e tuttala tua famiglia.Complimenti aVera Visellidi Sezze (Lt) che il27 Febbraio è diventatadottoressa inDiscipline delle arti,della musica e dellospettacolo.I migliori auguri daparte di Maria Cristina e MassimilianoLe più vive congratulazionia Maria Cristina Caponiche si è laureata a DAMScon 110 e lode, da tuttala redazione diCampo de’ fioriComplimenti a PaoloFragomeni di Roma cheil 26/02/2007 si èlaureato al Dams diRoma3. Tanti auguri daparte di Maria Cristinae Massimiliano.Congratulazionia KatiusciaMatteucci chesi è laureata il22 febbraio inarchitetturacon il punteggiodi 107. Tanti auguri da mamma AnnaMaria, papà Armando, il fratelloEmilio, e da tutti quelli che le voglionobene per una brillante carriera.Tanti auguri ad Asia e allazia Tamara che compiono 1e 25 anni ad Aprile e chepossano trascorrere unfelice compleanno insieme.


38di Sandro AnselmiCampo de’ fioriUna “FabStorie e immagiLe campa


ica” di ricordini di Fabrica di RomaCampo de’ fiori39ne legateE’ tornata di nuovo la Pasqua ed i profumi,i colori della nuova stagione, fanno correrela mia mente al passato, a quando,ancora ragazzo, assaporavo pienamentequesta prima festa della bella primavera.La Settimana Santa era tutta un susseguirsidi impegni che riempivano le nostrevacanze scolastiche.Si iniziava con la domenica delle palme,quando, tirati a festa e indossato l’abitodella prima comunione, che faticava ormaiad entrare, andavamo alla messa del fanciulloper benedire le palme di ulivo checiascun padre aveva tagliato, poco prima,dall’albero dell’orto di casa.Ne avevamo in abbondanza perché erauso portarle anche ai nonni ed al cimitero.Dal Lunedì si iniziavano i preparativi per lepizze di Pasqua, che sarebbero durate permolto tempo ad accompagnare ricchecolazioni, al posto del solito pane raffermoinzuppato nel latte.Il Giovedì era obbligata una visita aiSepolcri con i loro particolari germogli digrano, confusi tra i lumini rossi dell’altare.Ci si andava sul tardo pomeriggio, assiemeai genitori stanchi dopo una giornata dilavoro.Il Venerdì era, forse, la giornata più importante,perché la rappresentazione dellaPassione risvegliava ed esortava i nostrisentimenti cristiani.La banda, i Cirenei, la Compagnia dellaBuona Morte, la Veronica, le Tre Marie epoi il Calvario, il grande fuoco……Da quella notte si legavano le campane edallora, per segnare le ore, i ragazzi correvanoper le vie del paese, facendo batterequei caratteristici strumenti di legno che,per il loro suono secco, venivano chiamatitric trac (raganelle).La notte del Sabato Santo, alla mezzanotte,venivano sciolte le campane, che suonavanoa festa per accompagnare laResurrezione di Nostro Signore.Nei giorni precedenti si era rispettato unrigoroso digiuno, che veniva rotto con l’abbondantecolazione della mattina dellafesta.Uova sode, coratella con le cipolle ed unabuona fetta della pizza, intinta nel vino,rallegravano la famiglia riunita.Alla fine della messa cantata, la banda, inpiazza, si esibiva nel nuovo repertorio cheaveva preparato nelle fredde serate d’inverno.


40Campo de’ fioriCari amicila storia di Noel si arricchisce sempre più di nuove avventure.Conservate gli inserti e... buona letturadai vostri Cecilia e Federicosoggetto e testo Sandro Anselmicontinua sul prossimo numero...


Campo de’ fiori 41I Tappi della solidarietàUna consegna un po’ particolare. Franco e Leida Angeletti sono tornati alla Casa di Natale, Centro Oncologico di Aviano, e con grandefierezza hanno scaricato dal furgone 15 quintali di tappi. In questi mesi hanno promosso un intenso battage pubblicitario, inserendodiverso materiale informativo sul nostro giornale Campo de’ fiori, affinché la gente capisse l’importanza di questa raccolta. Non pensavanoche l’iniziativa potesse riscuotere tanto successo e, con grande felicità, hanno scoperto che le persone sono più sensibili di quantosi pensi. Così, in dieci mesi, hanno raggiunto l’ambito traguardo della solidarietà. Non ci resta che sperare che l’impegno di Leida eFranco non finisca qui e che tutta la cittadina di Civita Castellana continui la raccolta a beneficio di qualche struttura del posto.


42Campo de’ fioriGli atleti dell’ Okinawa sporting club hannodisputato a Modena, il 24 e 25 Marzo, iCampionati Italiani FIAM di Karate.Settecento atleti provenienti da tutta Italiasi sono dati battaglia per aggiudicarsi il piùambito titolo dell’anno sportivo, quello diCampione Italiano.Karate - CAMPIONATI ITALIANI FIAM - KarateOttima la prova della palestra Okinawa cheha conquistato tre titoli italiani e unamedaglia d’argento e due di bronzo, sianella specialità Kumi te (combattimento),che di Kata (forma).CAMPIONATI ITALIANI 2007:Sestili Andrea (Kata), Imperio GianMaria(Kumite), Divalentino Luca (Kumite)SECONDI CLASSIFICATI:Rizzo Martina (Kata)TERZI CLASSIFICATI:Imperio GianMaria (Kata), Mercuri Fabio(Kumite)FOTO a sx: Il M° Mercuri con la squadra diKumite (da sx M° Mercuri, BernardiKarate - CAMPIONATI REGIONALI - KarateGianluca, Mercuri Fabio, Rossetti Nelson,Divalentino Luca)FOTO:Il M° Mercuricon i campioniitalianiSestili Andreae ImperioGianMariaIl 17 e 18 Marzo ad Ariccia (RM) si sonosvolti i Campionati Regionali FIAM diKarate. Numerosi gli atleti presenti, per unimportante appuntamento in preparazioneai Campionati Italiani. Gli atletidell’Okinawa hanno conquistato numerosemedaglie sia nella fascia preagonistica chenegli adulti.CAMPIONATI REGIONALI:Filippelli Fabio, Vastarella NicolaSECONDI CLASSIFICATI:Baltik Hariz, Defedericis Alessia, RacovitaCosmin, Cavalieri Mauro, Spettich Federico.TERZI CLASSIFICATI:Rizzo Martina, Divalentino Luca, BernardiGian Lucainfo pubb.0761.513117


Campo de’ fiori 43L’angolo ... cin cin di Letizia ChilelliIn questi ultimi incontri, mi rendo conto chenon abbiamo affrontato “argomenti” moltointeressanti, ma vi assicuro che abbiamoquasi finito, manca solo ancora qualche paginadi pazienza!Questi aggettivi, però, vi assicuro che servonoper poter offrire a noi Sommelier gli strumentinecessari per garantire a voi clienti ilmeglio delle bottiglie in commercio, e, perché,no, anche a voi, carissimi lettori, didistricarvi nel lungo e complesso mondo delvino.Analizziamo ora i tannini, ovvero i “responsabili”della sensazione di astringenza, chespesso avvertiamo nel nostro bicchiere.In base a questa astringenza, più o menoavvertita dal palato, il nostro vino si definisce:- Molle- Poco tannico- Abbastanza tannico- Tannico- AstringenteMOLLELo si dice di un vino che esprime “fiacchezza”,che non ha quindi, l’apporto dei tannini,si può trattare di vini vecchi o affetti da alterazioni.POCO TANNICOIn questo vino si percepisce una “leggeraastringenza” , sintomatica nei vini novelli o invini rossi invecchiati che contengono i tannininobili.ABBASTANZA TANNICOLo si dice del vino che presenta una piacevoleastringenza. Un buon affinamento è laricetta giusta e ci garantisce vini di media egrande struttura dalla caratteristica ottimale.TANNICOIn questo vino c’è una netta sensazione diastringenza e secchezza. La si riscontrasoprattutto in vini molto giovani per i quali siprevede un ulteriore affinamento.ASTRINGENTEVino con una forte e predominante sensazionedi secchezza, dovuta ad una mancatasecrezione salivare, questa è una caratteristicaper la quale si ha una anomalia nel gusto.Passiamo ora all’analisi deiSALI MINERALIOvvero alla sensazione di “salato” che unvino ci lascia nella cavità orale.La scala di misurazione è costituita daiseguenti aggettivi:- Scipito- Poco sapido- Abbastanza sapido- Sapido- SalatoSCIPITOIn questo vino non sono presenti sensazioniminerali. Anomalia.POCO SAPIDOLo si dice di un vino con una scarsa sensazioneminerale.ABBASTANZA SAPIDOIn questo caso il nostro vino ci regala unapiacevole sensazione fresco-sapida.SAPIDOIn questo vino si percepisce una leggerissimae piacevole sensazione salina, è caratteristicadi vini provenienti da uve maturate inzone calde.SALATOQui la sensazione salina è predominante.STRUTTURA GENERALE O CORPO DEL VINOCon questa analisi, si effettua la valutazioneglobale del vino.In base alla sua struttura un vino può essere- Magro- Debole- Di corpo- Robusto- PesanteMAGROSi dice di un vino con una struttura anomalae insufficiente, si tratta quindi, di una anomalia.DEBOLEVi troviamo una modesta struttura dovutaalla presenza di una scarsa quantità di elementigustativi. E’ riscontabile nei vini chedevono essere bevuti giovani.DI CORPOSi dice di un vino con una buona ed equilibratastruttura che è in sintonia con la suatipologia.ROBUSTOVino ben strutturato ed equilibrato. Tipico deigrandi vini o dei vini ottenuti con particolarilavorazioni.PESANTEVini con eccessiva e sproporzionata struttura,che causa una stanchezza gustativa. Puòessere una caratteristica dei vini destinati adun lungo invecchiamento ma ancora immaturio di prodotti ottenuti da cattive lavorazioni.Appuntamento al prossimo numero.(Bibliografia “Tecnica delladegustazione”A.I.S edizione 2001)


44Campo de’ fioriAssociazione Accademia Internazionale D’Italia (A.I.D.I.)www.campodefiori.bizwww.campodefiorionline.itwww.accademiainternazionaleditalia.itATTENZIONEci è stato segnalato, da alcuni operatori commerciali di essere stati contattati per l’inserzione pubblicitaria delle loro attività su Campodè fiori, da persone a noi sconosciute. Comunichiamo pertanto che le persone incaricate a qualsiasi titolo, da Campo dè fiori, dovrannoessere munite di autorizzazione su carta intestata, debitamente firmata dal direttore e contenente i dati anagrafici dell’incaricatostesso. L’incaricato dovra inoltre esibire un documento di riconoscimento.Campo de’ fioriè la più grande vetrina per i tuoi affari.La pubblicità su Campo dè fiori arriva e “porta bene” ed entra nelle case di milioni di lettori.TEL. 0761/513117info@campodefiori.bizSede, Direzione e Redazione: Piazza della Liberazione n° 2 - 01033 Civita Castellana (VT)SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTOCARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALESI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00I miei datiNome___ ____ __________________________________ Cognome________________________________________________data di nascita_______________ __________Città________________________________________________________Prov._______Via_______________________________________________________________Telefono____________________________________Desidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00Il regalo è per:Nome_______________________________Cognome_________________________________________________________________data di nascita___________________________Città______________________________________________________Prov.________Via_________________________________________________________________Telefono__________________________________effettuerò il pagamento con c/c postale n. 42315580 intestato alla AssociazioneAccademia Internazionale D’Italia - P.za della Liberazione n. 2 - Civita CastellanaData______________Firma__________________________________Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n.675 del 31.12.1996 in materia di “Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamentodei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 Civita Castellana (VT)Data______________Firma__________________________________Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za dellaLiberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT)o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117


Campo de’ fiori 45Un’estate dipellegrinaggiErmelinda BenedettiSi avvicina la stagione estiva, periodo, perantonomasia, di vacanze e molti si starannomuovendo proprio per scegliere, anchequest’anno, il luogo dove poter trovare unpo’ di pace e di serenità, lontano dal lavoroe dal caos quotidiano. A tale proposito,ci sono stati presentati i programmi di dueitinerari sicuramente diversi dalle caldespiagge, ma gli unici, forse, dove trovareun po’ di vera serenità, di raccoglimento,dove poter stare con se stessi, ritrovare unfilo diretto con la propria anima e con Dio.Sono, infatti, due pellegrinaggi religiosi. Ilprimo, previsto dal 30 luglio al 3 agosto,ha come destinazione la cittadina balcanicadi Medjugorie, conosciuta da oltre ventianni per le continue apparizioni dellaMadonna a quattro giovani del luogo. Essoè stato organizzato con l’intento principaledi riunire i vari gruppi di preghiera, congregazionied associazioni sparsi per ladiocesi di Civita Castellana, come unasorta di invito a pregare tutti insieme, unavolta tanto, dato che le preghiere e il lorointento sono identici per ciascuno.L’altro pellegrinaggio, che avrà luogo dal 6al 13 agosto, ha come destinazioni, invece,Santiago de Compostela e Fatima, dueluoghi di preghiera storici e visitati in continuazioneda pellegrini provenienti daogni parte del mondo, come è giusto chesia. Entrambi sono rivolti a tutti i paesidella diocesi di Civita Castellana e, perchéno, anche a chi, pur appartenendo ad altradiocesi, ne sia interessato, dato che unadelle poche cose che si ha veramente incomune è il modo di pregare.SoprannomifabrichesiSardòSartamacchiòo ChiodoBullicòCocozzaProverbioCorchianeseNatale co’ zolePasqua co’ tizzoneProtegge i tuoi valoriSilvia Malatesta - Via S. Felicissima, 2501033 Civita Castellana (VT)Tel.0761.599444 Fax 0761.599369silviamalatesta@libero.itBANDIERE DAL MONDOSapresti dirci a quale nazione appartiene questabandiera? Il primo che indovinerà e nedarà comunicazione in redazione, riceverà unsimpatico omaggio offerto dalla gioielleriaPONTE VECCHIO


46Campo de’ fioriAlbum deiCarbognano 1956 - il giorno della CresimaCarbognano 1957 - seconda elementare - foto del Sig. Luca CarosiSe vi riconoscete in queste foto, venite in redazione e riceverete un simpatico omaggio. Se desiderate vedere


Campo de’ fiori47ricordi1958 Prima Comunione a Fabrica di Romafoto del Sig. Sandro Di PietroFabrica di Roma 10.05.1970 - Prima Comunione -foto del Sig. Biagio Bozzo: 1- Massimo Bedini, 2- Fabrizio Magini3- Antonio Pesci, 4- Roberto Sperandio, 5- Giovanni Feliziani6- Luigi Menichini, 7- Biagio Bozzo, 8- Stefanucci SDomenico,9- VaccarVaccarotti, 10- Gennaro o Bove, 11- Pietro o Scelfo, 12- Giuseppe Salvi13- Remigi, 14- Pietro o TabacchiniTpubblicate le vostre foto, portatele presso la redazione di Campo de’ fiori, esse vi verranno subito restituite.


48Campo de’ fioriPer ricordare l’amico FraFrancesco Paolo FaggianiIl giorno 5 Febbraio 2007 si è spento all’ospedaleBelcolle di Viterbo, all’età di 96anni, un illustre cittadino di CivitaCastellana nonché un caro amico:Francesco Paolo Faggiani.Chi era questo piccolo (di statura) uomo ,ma grande di ingegno tecnico e artistico,nonché di esperienza di vita?Ebbi l’occasione e la fortuna di conoscerlonell’agosto del 2003, quando mi chiamò altelefono, per comunicarmi che aveva lettosulla “Gazzetta Falisca” il mio articoloriguardante la storia della Roma Nord. Miconfermò l’esattezza di tutto quello cheavevo scritto e mi invitò a casa sua perdarmi ulteriori informazioni, avendo luistesso vissuto personalmente tutte quellevicende da protagonista.E’ mia intenzione riscrivere , prima o poi,un altro articolo per Campo de’ fiori, sempresulla storia della Roma Nord, alla lucedei nuovi particolari ascoltati dalla voce diFrancesco Paolo, quando gli facevo visita.Francesco Paolo Faggiani nacque aLanciano (provincia di Chieti) il 17 Luglio1911, dove visse tutta l’età dell’infanzia edella prima giovinezza. Terminati gli studiprimari, il papà, che esercitava il mestieredi contabile (come si appellavano allora gliimpiegati amministrativi), lo iscrisse allescuole tecniche per geometra, dove conseguìpoi il diploma di disegnatore tecnico.Il papà di Francesco Paolo, ComincioFaggiani, agli inizi degli anni Venti, andò alavorare per una ditta di costruzioni stradalichiamata La mediterranea e lì rimase,fino a quando fu assunto da una nuovasocietà di costruzioni ferroviarie, la dittaBesenzanica di proprietà proprio del fondatoreIng. Besenzanica che progettava erealizzava linee ferroviarie.Intanto il giovane Francesco Paolo avevaterminato le scuole tecniche a 18 anni,così il papà si dette da fare per inserireanche suo figlio nella Besenzanica.Nel 1928 la ditta sopra citata, ebbe l’incarico,dall’allora governo, di trasformare lalinea ferrotranviaria preesistente, Roma –Civita Castellana – Viterbo, in linea ferroviariaa scartamento normale.Iniziarono immediatamente i lavori in varicantieri ed il personale della Besenzanicavenne trasferito e dislocato fra Roma eViterbo.Anche papà Comincio e suo figlioFrancesco Paolo iniziarono a lavorare dallenostre parti, peraltro a loro sconosciute, ilpapà nella funzione di contabile ed il figlioin quella di disegnatore.Dopo qualche mese Francesco Paolo siguadagnò la fiducia dell’Ing. Besenzanica,il quale lo volle a suo fianco come aiutantedisegnatore.Era, Francesco Paolo, il più giovane strettocollaboratore dell’Ing. Besenzanica!Quando l’ingegnere andava dalle autoritàgovernative, per discutere del progetto,aveva sempre con sè Francesco con leborse piene di disegni.I lavori vennero conclusi nel 1932 ed esattamenteil 28 ottobre dello stesso anno vifu l’inaugurazione, dove alla fine delle cerimonie,presenziate dallo stesso BenitoMussolini, vennero invitati ad una cenatutti i collaboratori più stretti dell’ Ing.Besenzanica (ovviamente Mussolini nonpartecipò alla cena perché impegnato inaltre manifestazioni, cadendo quel giornola data del decimo anniversario della marciasu Roma).In quella occasione venne scattata unafoto che, gentilmente, la signora LuisaFaggiani, figlia di Francesco Paolo, hamesso a disposizione, per essere allegataa questo articolo, oltre ovviamente ad unafoto recente di Francesco Paolo.Ringrazio di cuore Luisa a nome mio ed anome della redazione, perché la foto è ineditae, a mio avviso, ha un elevato valorestorico, essendo una delle rarissime immaginidel famoso Ing. Ernesto Besenzanica.Guardando la foto, l’ingegnere si riconoscein fondo, seduto al centro, più o meno acapotavola, sotto una finestra, con unsignore in piedi alla sua destra; si intravedeuna signora, seduta accanto alla suasinistra, probabilmente la moglie;Besenzanica ha il taglio della barba “a pizzetto”.Sulla parte sinistra della foto, in primopiano, con la faccia rivolta al fotografo, sivede chiarissimo Francesco Paolo Faggianiallora ventunenne!Accanto vi è un signore con baffetti, poi ilpapà, Comincio Faggiani, anche lui con lafaccia rivolta al fotografo.Il locale della cena è esattamente lo stessodove successivamente è stato ubicato ilbar della stazione di Piazzale Flaminio.Appena inaugurata, la ferrovia entrò subitoin esercizio; poco dopo, venne propostaa Francesco Paolo l’assunzione comeimpiegato della Roma Nord; lui accettò,dimettendosi dalla ditta Besenzanica, che,nel frattempo, stava iniziando lavori sualtri cantieri ferroviari. Il papà Comincioritornò invece a lavorare per la società dicostruzioni stradali La Mediterranea cheprogettava strade e doveva realizzare unaimportante arteria stradale in Eritrea.Immediatamente partì per l’Africa.Dopo qualche mese che Francesco eraimpiegato in ferrovia, il papà gli scrissedicendo che la sua società stava cercandoun disegnatore e che l’avrebbero pagatotremila lire al mese. Francesco Paolo nonesitò a lasciare la Roma Nord, dove guadagnavatrecento lire al mese, partendoimmediatamente per l’Africa e accettandola proposta lavorativa della La Mediterranea.Da lì a pochi anni, l’Italia entrò in guerracontro l’Etiopia ed il giovane disegnatore,venne chiamato alle armi mentre stavalavorando proprio in Etiopia ( 1935). Finitala guerra ritornò a disegnare strade semprein A.O.I. (Africa Orientale Italiana checomprendeva Etiopia, Somalia ed Eritrea).Venne richiamato alle armi di nuovo nel1940 e fu destinato alla difesa dell’ A.O.I.continuamente attaccata dagli Inglesi.Francesco mi ha descritto così nei particolarii luoghi di battaglia e la loro morfologiache, delle volte, mi sembra di essere statopresente in quelle dolorose vicende!Nella sua casa di Civita Castellana è appesoun quadro, dipinto da lui stesso (eraanche un bravo pittore!), dove è ritratto unponte stradale, costruito dalla sua ditta edistrutto dagli Inglesi dopo una cruentabattaglia, durante la quale il suo battaglionevenne quasi completamente annientatoed i superstiti fatti prigionieri.Quando mi raccontava la sua vita in Africa,vedevo nei suoi occhi una luce particolare,che mi feceva ricordare un maresciallo dell’aeronautica,combattente in Africa, ilquale, quando parlava delle sue vicendeafricane, aveva la stessa luce negli occhi.Mi resi conto allora che il cosiddetto “mald’Africa” esiste davvero!


Campo de’ fiori49ncesco Paolodi Arnaldo RicciIl 15 ottobre 1941 Francesco fu fatto prigionierodagli inglesi e di lì a qualche giornotrasferito in India nel campo di prigioniadi A. Dehra Dun. In questo camporimase dal 7 novembre 1941 fino al 2 giugno1943, dopodiché fu portato a Bombaydove lavorò come autista di camion.Egli ritornò in Italia agli inizi del 1946, marestò poco senza lavoro, infatti la RomaNord lo assunse di nuovo come bigliettaioa Piazzale Flaminio.Sempre appeso nel salotto di casa,Francesco Paolo ha un quadro, da luidipinto, con un ritratto fedelissimo delcampo di prigionia sopra citato.Amava l’India e la sua gente ( ……un po’meno gli inglesi) e gli suscitava interesse,tutto quello che veniva dalla sua storia edai suoi costumi.Quando Madre Teresa di Calcutta fu proclamataSanta, lui dipinse un ritratto della28 Ottobre 1932 inaugurazione della ferrovia Roma - Nordsuora che mi piacque molto. Durante unamia visita, gli feci i miei complimenti per ilsuo bellissimo quadro e mi disse: “…se tifa piacere ne dipingerò un’altra copia perte……..” così fece. Quel quadro è oraappeso nel mio soggiorno, dove lo conservogelosamente e con cura, mostrandoloagli amici.Ritorniamo alla cronologia degli avvenimenti.Nel 1949 Francesco Paolo sposòEgea Lupo, figlia del dott. Lupo Vincenzo,medico condotto di Civita Castellana nonchèaiutante del Prof. Vincenzo Ferrettiall’ospedale Andosilla. Il dott. Lupo eramorto improvvisamente nel 1945 all’età di53 anni, per problemi cardiaci.Intanto Francesco percorre tutta la carrieralavorativa in Roma Nord, dove ebbe l’incaricodi Capostazione a Soriano nelCimino prima, poi a Civita Castellana edinfine a Viterbo.Egli arrivò ad avere l’incarico di dirigenteunico, funzione con la quale andò in pensionenel 1972, ritirandosi poi a CivitaCastellana, in una casa lungo la ferrovia, acirca metà strada fra Civita e Faleri, accantoa quella ferrovia da lui stesso disegnatain lunghe notti di lavoro.In questa casa, lui mi raccontò la sua storia.Mentre ascoltavo, avevo la sensazione cheessa si fondeva con quella dell’ Italia edegli italiani della prima metà del ventesimosecolo.Ho conservato gelosamente le notizie dalui apprese per poterle divulgare allenuove generazioni, odierne e future e che,è ovvio, non sanno molto bene con quantee tali difficoltà è stato costruito questobenessere, da molti non percepito, perchétrovato già fatto!


50Campo de’ fioriAmarcordLisa ‘a carbonaraA Civita Castellana, esattamente nel primotratto di Via Falisca, in un magazzino apiano terra, Elisa Morzelli, detta Lisa ‘acarbonara, esercitava il mestiere di rivenditadi carbone.Quando il metano ancora non esisteva, ilcarbone era l’elemento principe per riscaldarele fredde giornate d’inverno e Lisariforniva di carbone la maggior parte dellapopolazione di Civita Castellana.La gente si recava da lei con un secchioche, una volta riempito di carbone, servivaad alimentare gli scaldini che infilava nelletto, prima di andare a coricarsi, o chelasciava, fumanti, in mezzo alla stanza,nella speranza di trovare un po’ di teporeuna volta rientrati a casa dopo il lavoro ele fatiche del giorno.Anche nelle aule scolastiche, dove non erapresente la stufa a legna, lo scaldino, chela mattina il bidello aveva provveduto ariempire di carbone, serviva a riscaldare gliscolari che, durante l’ora di ricreazione, siunivano in cerchio intorno ad esso, con lemanine tese in avanti a cercare calore.Oggi quel mestiere, ormai scomparso, halasciato il posto ad altre professioni benpiù moderne ed efficienti, ma negli anzianiè ancora vivo il ricordo di Lisa ‘a carbonara,una brava e dolce signora, che,insieme al marito Tito Mascarucci, potèmantenere dignitosamente la sua famigliavendendo carbone.a sxElisa Morzelliin bassoElisa Morzellie il maritoTito MascarucciCivita CastellanaNATI26/02/2007 Langella Anna06/03/2007 Latini Francesco06/03/2007 Pierantonelli Franco07/03/2007 Merlini Lorenzo10/03/2007 Cucu Maria Larissa12/03/2007 Di Donato Flavia13/03/2007 Cristian Eduard Gabriel21/03/2007 Costantini SusannaCorchiano12/01/2007 Mocanu Vanessa Georgiana28/01/2007 Ciarroni Michel31/01/2007 Alessi Melissa28/02/2007 Panunzi Benedetta20/03/2007 Fiorentini StefanoMATRIMONICivita CastellanaCorchiano03/03/2007Angelelli GianlucaMancini Barbara25/03/2007Natili MassimilianoMarchetti PatriziaBigarelli CarlaAngelozzi ManoloDECEDUTICivita Castellana21/02/2007 Blaja Emil23/02/2007 Carnicelli Caterina23/02/2007 Silvestri Costantino27/02/2007 Menichelli Trento02/03/2007 Tocchi Marisa02/03/2007 Becchetti Valdemaro09/03/2007 Camillucci Michele10/03/2007 Baglioni Giovanna10/03/2007 Posocco Angela Bianca13/03/2007 Dobboloni Anacleto14/03/2007 Angeletti Armanda17/03/2007 Marcantoni Ermanno18/03/2007 Moretti Angela24/03/2007 Gioli Franco25/03/2007 Fantera CostanzoCorchiano05/01/2007 Ernoni Francesco11/02/2007 Cermentini Luigi


Campo de’ fiori 51Renato Guttuso e Civita Castellanadi Enea CisbaniRenato GUTTUSO, Maestro indiscussodella Pittura Italiana del ‘900, nasce aBagheria, vicino Palermo, nel 1912.Nel 1932 si trasferisce a Roma, dove nelgiro di pochi anni si afferma come pittoredi indubbie doti artistiche ed intellettuali.Nel 1934 partecipa a Milano a due mostrecollettive che danno vita al gruppo artistico“Corrente”, una netta e chiara anticipazionedella Pittura Realista Italiana deldopoguerra.Nel 1939 si trasferisce a Civita Castellanaalternando l’attività di docente di disegnopresso il locale Istituto d’Arte, allora denominato“Regia Scuola Professionale per laCeramica”, e quella di pittore presso laCeramica Marcantoni, fucina e laboratoriodi grandi artisti italiani del ‘900.Nel decennio 1930-1940, Civita Castellanaè un centro culturale ed economico di primariaimportanza per la presenza dinumerose industrie ceramiche e di unascuola d’arte diretta dal 1931 al 1934 dalProf. Guido Innocenti, e dal 1934 al 1940dai Professori Virgilio Carotti e RenzoDazzi, che chiameranno ad insegnare levarie materie artistiche, pittori che poiassurgeranno a fama nazionale e mondialecome lo stesso Guttuso e LuigiMontanarini, per citare gli esponenti piùimportanti.Grazie alla presenza di questi artisti, neglianni Trenta l’Istituto d’Arte vive una grandestagione artistica: il numero degli iscrittiè in continua crescita, gli spazi dellascuola vengono migliorati ed ampliati e lapartecipazione ad esposizioni esterne ècostante e progressiva, voltecomunque a far conoscere lascuola nell’ambito regionalee nazionale.Nel 1938 partecipa alla“Sesta Triennale di ArtiDecorative a Milano” riscuotendoun grande successo dipubblico e critica.Il Preside Renzo Dazzi chiama,nel 1939, il giovaneRenato Guttuso ad insegnaredisegno presso la scuola,per un periodo seppurbreve, ma importante per lascuola stessa e la vita culturaledi Civita Castellana.Della permanenza civitonicadi Guttuso, in particolare delperiodo trascorso alla“Marcantoni”, non rimanepiù nulla: la chiusura dellamanifattura nel 1961, le successivespoliazioni, le distruzionie i continui saccheggi,come pure la perdita dell’archiviostorico, hanno privatola storia e l’arte locale di unpatrimonio artistico di grandevalore ed importanza.Nel 1939, poco prima della definitiva partenzaper Roma, Guttuso realizza una“Crocifissione”, composta da quattrofigure a grandezza naturale, realizzate inlastra metallica dipinta, che la rarissimafoto mostra nella loro collocazione in occasionedella Festività Pasquali il giorno delVenerdì Santo.È una composizione di grande effetto scenico:i soldati romani posti in basso chemuti e inconsapevoli osservano la scena,dominata dalla figura di Gesù Crocifisso ela posa drammatica dei due carcerati, inparticolare la figura contorta e straziatadel prigione di destra.L’opera civitonica è una netta anticipazionedel dipinto “La Crocifissione” cheGuttuso realizza nel 1941 a Roma e cheprovocherà feroci polemiche, ma ancheentusiastici consensi.Renato Guttuso non ritornerà più a CivitaCastellana.Dopo la guerra, diventerà il più grande pittoreitaliano e l’esponente indiscusso dellapittura realista che, dopo la fase classicistadel “Novecento Italiano”, cercherà, in unapittura oggettiva, drammatica e dominatadall’acceso colore, le basi di una nuovaricerca artistica.Per Civita Castellana Renato Guttuso è lapunta di diamante di una grande e irripetibilestagione della ceramica locale, atorto disattesa e dimenticata e cheandrebbe, invece, compiutamente analizzatae discussa.


52Campo de’ fioriAlbum dCivita Castellana - scuola materna anno 1975-761- Morelli, 2- Daniele Angelini, 3- Monica Vegni, 4- Franca Adagio, 5- Emanuele Rossini6- Franca Crestoni, 7- Natalia, 8- Paola Di Giovenale, 9- Morelli, 10- Serena Gai, 11- Marco Federici,12- Alessandro De Maria, 13- Gianni Pieralisi, 14- Daniele NobiliINDOVINELLOAlto la! Bambino mio, perchè rosso sono io.Quando giallo mi vedrai, per un pò ti fermerai.Quando verde al fin sarò, io passar ti lascerò.Avete risolto l’indovinello ??Il primo che indovinerà e ne darà comunicazionein redazione, riceverà un simpaticoomaggio offerto dallaGIOIELLERIA SPERANDIOSe vi riconoscete in queste foto, venite in redazione e riceverete un simpatico omaggio. Se desiderate vedere pubb


Campo de’ fiori 53ei ricordiAnno scolastico 1993 V Ragioneria nati nel 1974. Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno partecipato alla cena di classe in ricordodei vecchi “BEI” tempi. Nella foto sono stati riconosciuti: Daniela Bacchiocchi, Paola Broccolucci, Domiziana, Paolo Calamanti,Filippo Figliacconi, Andrea Spiriti, Paolo Marciani, Serafino Falconetti, Rita Cupidi, Eleonora Funari, Ombretta Ridolfi, Francesca, BarabaraStefanelli, Paola Barboni, Paolo Mannozzi, Paola, Tatina, Leonardo D’Isidoro, il Prof. Roberto Petrillo, Roberto Savioli,Paolo Paolelli e Fulvio Catini.Torneo fabrichese anni ‘70 - foto del Sig. Alberto Santorilicate le vostre foto, portatele presso la redazione di Campo de’ fiori, esse vi verranno immediatamente restituite.


54Campo de’ fioriil diario deiGirasliquesta pagina è dei ragazzi specialiRoma, 22 febbraio 2007Grazie. 120 volte grazie ai 120scenziati provenienti da 19 paesinel mondo. Grazie alla dott.ssaElena Maestrini dell’Universita’ diBologna, a tutto il suo gruppo egrazie a Telethon. Grazie a tuttequelle persone che con il lorolavoro hanno contribuito allaricerca sulla natura genetica dell’autismo,con importanti scoperteche riaccendono un futuro disperanza in migliaia di famiglie:la speranza di poter veder migliorarei propri figli e, con essi, laqualità della propria vita.Non dimentichiamoci, però, checi vorranno molti anni perché ilquadro genetico che predisponeall’autismo possa venir ricostruitocon effetti concreti sulla vita quotidiana.Ma cosa accadrà nel frattempo?Purtroppo su questo nonci sono dubbi: si tornerà a ignorarel’Autismo, e le stesse famiglieripiomberanno nella solitudine,perché questa è la loro attualecondizione. Così come i nostrimeravigliosi bambini autistici tornerannoad essere “invisibili”,almeno fino a quando una nuovascoperta scientifica riaccenderà le luci deimedia, o un terribile fatto di cronaca riempiràle pagine dei giornali.L’associazione Habitat per l’Autismo Onlus,nata nel luglio del 2003 dall’unione trafamiglie di bambini affetti da sindrome ditipo autistico, vuole dunque esprimere lasua gioia per l’importante passo in avantinella lotta contro l’Autismo ma, nello stessotempo, si augura di veder cadere ancheil velo di ignoranza che avvolge questa sindromecapace, oggi, di colpire ben seibambini su mille, con una crescitaesponenziale negli ultimi ventianni.Auspichiamo dunque cheIstituzioni e società possanocominciare a occuparsidell’Autismo nel giusto modo,mettendo la persona autistica alcentro delle azioni terapeutiche eassicurando il miglior livello possibiledi qualita’ sia nella diagnosiprecoce che nella riabilitazione.Senza dimenticare, però,un’azione di reale supporto ainuclei familiari: i genitori, i fratelli,i nonni delle persone autistichesono bisognosi d’informazione,di assistenza, di strumentiper tornare a diventare utili antagonistidell’Autismo, e non suevittime impotenti. Le famigliehanno diritto ad una buona qualitàdella vita, ma per ottenerlanon basta un’attenzione episodica,ma una seria e concreta retesocio-sanitaria capace di affrontareil dramma dell’Autismo sottotutti i punti di vista, non soloquello scientifico.Orietta MartinelliPresidenteAssociazione Habitat per l’Autismo ONLUS


Campo de’ fiori55Il CONI immortala un carbognanesesul libro“Medaglia d’oro al valore atletico”Si tratta di Giulio Martelli, nato aCarbognano (VT) il 28.05.1948 ed oraresidente, insieme alla moglie Paola e allamamma Giovannina, a Treglio, un ridentepaesino abruzzese in provincia di Chieti.Trascorre la sua infanzia e gran parte dell’adolescenzaa Carbognano, dove è ancoravivo il suo ricordo di giovanotto educato,sempre ben vestito e a cui piaceva cosìtanto la musica, che, da buon autodidatta,imparò subito a suonare la chitarra elettrica.Qui risiedono ancora i suoi parenti e moltisuoi amici che non lo hanno mai dimenticatoneanche quando, nel 1973, dopoessersi trasferito con i suoi genitori aViterbo, per completare gli studi e, successivamente, per avere più opportunitàdi lavoro, a causa di un brutto incidentestradale sulla Cassia, alle porte di Viterbo,diventa paraplegico.La sua odissea è senza fine; da un ospedaleall’altro della capitale, Giulio subisce isuoi interventi chirurgici temendo, a volte,per la sua vita, ma la gran voglia di vivere,l’affetto continuo e costante dei suoi genitorie l’amore per lo sport hanno la megliosul male.Viene ricoverato, infine, presso l’istituto diriabilitazione per paraplegici “Santa Lucia”di Roma.I suoi genitori, per stargli vicino, si trasferisconoad Ostia, ed è proprio qui cheGiulio entra a far parte del gruppo sportivoASCIP di Ostia, primo club per paraplegicicreato in Italia.Subito mette in evidenza le sue ottimequalità nella scherma.Inizia a gareggiare negli anni ’80 e, proprionel 1980, ottiene la prima importantevittoria aggiudicandosi l’oro nel fiorettoalle Paraolimpiadi in Olanda.Nel 1981 è medaglia d’oro nel fioretto aiGiochi Mondiali di Stoke Mandeville inInghilterra.Dal 1982 al 1985 è campione italiano assolutodi Fioretto e Spada.Nel 1984 conquista l’oro alle paraolimpiadidi Londra nella Spada.Nel 1985, a Foggia, è campione individualed’Europa nella spada.Viene immortalato nel libro del CONI“Medaglia d’oro al valore atletico”, accantoa tutti i campioni olimpionici italiani di tuttii tempi, con Medaglia d’Oro n. 920.In altoGiulio Martellicon la mogliePaola.Di latoGiulio Martellistringe la manoa Sandro Pertini


56Campo de’ fioriCivitonici IllustriCasimiro Marcantonidi Enea CisbaniGli operai della ceramica Marcantoni, con Casimiro Marcantoni (quarto da sinistra seconda fila dal basso) Sono presenti: Quirino Costanzi (Nuvoletto), GiusseppeAngeletti (o Riccio), Antonio Sacchetti (Zzughèlla), Telemaco Basili, Augusto Meloni, Arturo Finesi, Antonio Cirioni, Francesco Fantera, Ninetto Tomei, Chilini, GigiCaproni, Gioacchino Crestoni (Jacchino), Cremisio Mancini, Ottavio Conti, Augusto Calisti (Sardò), Augusto Conti, Tommaso Paolelli (Picchietto), AlfredoMehemert, Alezzario Paolelli, Primo Fontana (Menelicche), Omero Sacchetti (Meretto), Eglandina Marcantoni, Tommaso Cassieri, Arnea Magnanti, GiovanniMarcucci (Patèlla), Italo Giovacchini, Francesco Piergentili, Anselmi Rotella (Bortolino), Giovanni Cassieri,, Giovanni Monteggia, Lucrezia Bronzetti, Clelia Talia,Paolina Angeletti, Teresa De Vittori, Letizia Vitali, Giovanni Schommer, Lisa Tofani, Fernanda Magnanti, Gilberto Angeletti, Marsilia Paolelli, Cesare Lanzi (oBbuffo), Filippo Lanzi, Alberto Coramusi, Antonio Coramusi (o Strano), Giulio Mancini, Giuseppe Fantera, Umberto Nelli (Tajjavendo), Amedeo Moriconi, AntonioMarcantoni, Bruno Conti, Gino Sacchetti, Elvè Madami (Bbebbè), Luigi Piergentili, sorella di Bengasino, Paolelli, Pietro Fontana, Giulio Sacchetti, Pierino Peri,Serafino (o Bburiano), Adolfo Sacchetti (Cuccurucù), Raffaele Rossi (Briscoletta), il cane mascotte che si chiamava Giordano.Protagonista disatteso e dimenticato dellaceramica civitonica, anticipatore dellemoderne e attuali figure dei “Manager”così come le offrono i rotocalchi economicie i quotidiani nazionali, nel 1881 senzal’aiuto pubblico o di fantomatici distrettiindustriali e senza alcun ricorso a “sottoassi”Europei, crea la “ManifatturaCeramica Casimiro Marcantoni”, cheper circa un secolo domina la vita economicacittadina e quella nazionale per lapregevole fattura dei suoi prodotti in ceramica,che spaziavano dalla produzione dimanufatti artistici agli apparecchi igienicosanitari.Imprenditore di indubbie doti economichee commerciali, di cui rimangono rarissimetestimonianze e scarsi, se non addiritturainesistenti, documenti scritti e grafici,dovuto principalmente alla distruzione espoliazione di barbara memoria dell’archiviostorico della ceramica Marcantoni dopola chiusura del 1961.E’ una mancanza oggettiva che mette inseria discussione la formula ampiamentecollaudata della ricerca storica basata sull’attentalettura dei documenti archiviali edei vari apporti bibliografici.Una mancanza, inoltre, che rende la figuradi Casimiro Marcantoni lontana neltempo, ma di cui si percepisce in pieno lasua importanza storica quale fondatoredella moderna industria ceramica civitonica,basata sull’attento controllo del processoproduttivo ceramico, attraverso l’impiegodi apparecchiature all’avanguardia,per quei tempi, e utilizzando una forzalavorobasata sui grandi numeri, nondimenticando che la “Marcantoni”, nelperiodo di massimo fulgore, tra il 1920 e il1940, impiegava circa novanta operai,mentre la stessa “Richard-Ginori” di SestoFiorentino, in Toscana, utilizzava nonmeno di cinquanta operai. La possentemole della ceramica Marcantoni, comerelitto di un glorioso passato, domina Viadella Repubblica: un enorme e vasto parallelepipedoin tufo con due ingressi, su Viadella Repubblica e Via Mazzini, il vastopiazzale interno e la svettante ciminiera,segno urbano che ancora domina il paesaggiodi Civita Castellana.Sempre al centro di varie ipotesi di recuperoe di cui è stata restaurata unicamentela porzione ovest. Le poche immaginifotografiche mostrano un CasimiroMarcantoni dalla possente figura, nel suovestito nero e l’onnipresente cappello afalde larghe.Nulla si conosce della sua formazione edella sua famiglia.Inesistenti gli articoli di giornale.Inesistenti le fonti archivistiche.E’ una mancanza storica e una perditaincalcolabile. Della ceramica Marcantoni edel suo fondatore, rimangono dunquerarissime testimonianze.Fino al 1961, anno della sua definitivachiusura, la “Marcantoni” segna la vita ditante famiglie civitoniche, rappresentandouna fonte di reddito e una sicurezza economicatangibile e concreta: una Fiat deltempo, se ci è concesso il parallelo.Una fucina di talenti artistici e di grandi pittori:Francesconi, Guttuso e Peykof.Casimiro Marcantoni: moderno “manager”,committente illuminato e mecenateartistico.Un grande protagonista della vita economicadi Civita Castellana, destinato a durarenel tempo al di fuori delle mode e deglieventi storici e culturali.E poi non si può certo mercanteggiaresulla grandezza.


Campo de’ fiori578 Marzo:momenti di festa, di ricordi e di riflessionePiccolo momento di allegria per trasformare un periodo critico e difficile in un’esperienza a tratti affermativa.Dopo i ricordini augurali distribuiti per le feste natalizie nel Day-Hospital dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana, prosegue la lungaattività delle volontarie dell’A.T.A.M.O. che si dedicano al supporto psicologico ai pazienti nel nosocomio oncologico.Nel giorno della festa della donna, festeggiano con tutte le donne del reparto e con le loro famiglie, tra doni di bouchet di mimosa edolcetti, tutti insieme a medici e infermieri.Le volontarie sono sempre presenti, con grazia e dedizione, per portare conforto e supporto ai pazienti oncologici e ai loro familiari.Per loro questa è un’esperienza sempre più ricca di soddisfazione e di entusiasmo.Farmacie Civita Castellana aperte nei giorni festivi di Aprile 200701 Aprile - Farmacia Filizzola C.so Bruno Buozzi - Tel. 0761.51308708 Aprile - Farmacia Municipale Via Ferretti - Tel. 0761.51300209 Aprile - Farmacia Municipale Via S. Felicissima - Tel. 0761.51468015 Aprile - Farmacia Municipale Via S. Felicissima - Tel. 0761.51468022 Aprile - Farmacia Filizzola C.so Bruno Buozzi - Tel. 0761.51308725 Aprile - Farmacia Municipale Via Ferretti - Tel. 0761.51300229 Aprile - Farmacia Municipale Via Ferretti - Tel. 0761.513002Farmacie Corchiano e Fabrica aperte nei giorni festivi di Aprile 200701 Aprile - Farmacia Minelli di Corchiano - Tel. 0761.57210309 e 15 Aprile - Farmacia Liberati di Fabrica di Roma - Tel. 0761.569114Benzinai Civita Castellana aperti nei giorni festivi di Aprile 200701 Aprile - TAMOIL Via Flaminia - IP Circonvallazione - AGIP Via Belvedere Falerii Veteres08 Aprile - ESSO Via Flaminia - AGIP Via Belvedere Falerii Veteres09 Aprile - SCHELL Via Flaminia - ERG Via Nepesina - Q8 Via Terni15 Aprile - API Via Flaminia Borghetto - ENERPETROLI SS.311 Nepesina - API Via Corchiano22 Aprile - SCHELL Via Flaminia - TAMOIL Via Falisca25 Aprile - ESSO Via Flaminia - TOTAL Via Terni29 Aprile - ESSO Via Flaminia - AGIP Via Terni


58Campo de’ fioriAnnunciLAVORO-AUTISTA 45enne offresi per viagginazionali ed esteri, con auto propria osenza. Anche week-end e festivi. Esperto ereferenziato, max serietà, no perditempo.Maurizio T. 333.2741653-HOSTESS DIPLOMATA operatrice turisticaoffresi per meeting, congressi, viaggicittà nazionali ed estere, disponibile shopping,teatro e tempo libero, pranzi e cenedi lavoro. Max serietà, esclusi perditempo.T. 339.5887933-CERCASI AGENTE DI COMMERCIO,automunito, ambosesso, per commercializzazioneaccessori per telefonia, contattoT. 335.5414564-CUOCO 27 anni esperienza vari tipi dicucina, specializzato in piatti di pesce edolci. Causa trasferimento da Roma aRignano Flaminio cerca lavoro in zona.Attualmente occupato in un ristorante a 4stelle. Referenze ottime. Provenientescuola alberghiera. 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