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Anno 2004 - Federacciai

Anno 2004 - Federacciai

Federacciai4. La politica commercialeNel 2004 il settore ha dovuto affrontare la grave crisi legata alla scarsità delle materie prime.In particolare l’Italia è diventata dipendente dal coke importato in seguito alle chiusure di molte cokerie chehanno lasciato il paese con una auto-produzione del tutto insufficiente.La Federacciai quindi si è prontamente attivata presso i Ministeri competenti ottenendo un rapido benestare perla riattivazione delle cokerie fermate. Gli stessi alti esponenti dei Ministeri, con diverse missioni in Cina, hannoottenuto, in deroga alle politiche cinesi di blocco alle esportazioni, di spuntare almeno i quantitativi di cokenecessari per tamponare l’emergenza italiana. Infine, grazie all’intervento della Comunità Europea, si è ottenutodai cinesi un contingente limitato, ma sufficiente per il fabbisogno dei produttori UE.Anche sul fronte del rottame non sono mancati i problemi: in USA alcune associazioni di produttori hannoesercitato pressioni per bloccarne le esportazioni mentre in Russia e in Ucraina è già da tempo in vigorel’imposizione di forti dazi sulle esportazioni, congiuntamente alla riduzione di numerosi valichi di frontiera. Nelcorso dell’anno anche la Cina, il Vietnam, l’Egitto, la Malesia, l’Indonesia e la Tanzania hanno proibito o daziatol’export di rottame, sottraendo di fatto al libero commercio un quantitativo di questo materiale superiore ai 10milioni di tonnellate. Anche in questo caso la Federacciai è intervenuta presso le autorità nazionali e pressoEurofer (Associazione dei produttori siderurgici europei), al fine di far pressione sulle Autorità di Bruxelles, siaper ottenere delle misure tendenti a monitorare le esportazioni di rottame dall’UE, sia per prendere, ove necessario,le misure appropriate per garantire l’approvvigionamento alle ferriere. Tale richiesta, pur condivisa e appoggiatadai maggiori produttori comunitari, ad oggi non è ancora giunta a buon fine. Infine in Italia alla difficoltà direperire rottame si sono aggiunte le problematiche di tipo giuridico e/o amministrativo delle disposizioni inmateria di importazione che spesso si sono tradotte in seri ostacoli all’approvvigionamento di questa materiaprima indispensabile per la produzione di acciaio al forno elettrico.Se negli ultimi dieci anni, fino al 2003 tutti i paesi, dall’UE al Canada, dagli USA alla Cina, hanno continuatonel tentativo di difesa delle proprie frontiere con le Clausole di Salvaguardia e gli anti-dumping, nel 2004, perla carenza delle materie prime e degli stessi prodotti siderurgici, abbiamo assistito al fenomeno opposto: da unlato gli utilizzatori in tutti i paesi hanno premuto sulle proprie autorità per far sopprimere gli anti-dumping ancorain corso per facilitare le importazioni e dall’altro sono proliferate le denuncie all’OMC contro i paesi che hannobloccato o limitato le esportazioni. Sono quindi cambiate alcune logiche di mercato: fino a ieri molti paesi invia di sviluppo, ricchi di materie prime importavano prodotti siderurgici e vendevano materie prime; oggi, fortidi un’industria siderurgica che cresce sempre più in fretta, spingono sulla crescita dei consumi interni, comincianoad esportare prodotti finiti, trattenendo per il loro fabbisogno le materie prime che saranno in futuro sempre menodisponibili per i paesi trasformatori. I paesi che oggi iniziano a difendere le proprie risorse naturali, anche controle regole dell’OMC, potrebbero essere un domani imitati da altri innescando conseguenze e tensioni impensabili.Per quanto concerne l’attività legislativa legata alle problematiche commerciali, si ricorda che in luglio l’UE hapubblicato i nuovi contingenti 2004 per la Russia, l’Ucraina e il Kazakistan per tener conto dell’allargamentodell’UE a 25 paesi, mentre solo in dicembre per la Russia e l’Ucraina sono stati approvati i nuovi Accordi peril biennio 2005-2006, con generosi ampliamenti dei contingenti. Tuttavia, non essendo stati ancora firmati,dall’1/1/05 fino alla firma continueranno a valere i più restrittivi contingenti autonomi. Anche per il Kazakistanè rimasto in vigore il contingente autonomo in quanto l’Accordo non ha ottenuto neppure una condivisione suivolumi. L’UE e la Moldavia hanno concluso in ottobre un Accordo che ha istituito il doppio controllo sulleesportazioni fino al 31/12/06. In marzo è tornata di attualità la legge USA sulle Foreign Sales Corporations(facilitazioni fiscali all’esportazione). Tale legge era stata condannata definitivamente dall’OMC ad inizio 200225

Federacciaie l’UE di conseguenza era stata autorizzata ad imporre contromisure fino a copertura di 4043 milioni di $. Idazi sono stati quindi applicati dal 1/3/04, con incrementi mensili crescenti dal 5% fino a un massimo del17% dal 31/5/05. Tra maggio e ottobre 2004 gli USA hanno lavorato per abrogare la legge, ma il risultatoha lasciato in vita qualche eccezione: in attesa di un ulteriore esame dell’OMC, l’UE ha deciso di sospenderei dazi per 12 mesi a decorrere dall’1/1/05. Su pressione di Federacciai ed Eurofer, dalla lista dei prodottiUSA che potrebbero nuovamente essere colpiti dai dazi a partire dal 1/1/06, è stato tolto il rottame, materiaprima importante per l’UE, ma soprattutto per l’Italia. Per le stesse ragioni attualmente si cerca di far escluderedalla lista anche le ferroleghe.L’altra storica contesa tra UE e USA riguarda la legge sul Byrd Amendment (legge americana che erogasovvenzioni alle imprese con i proventi degli AD e AS). A settembre 2004 l’arbitrato OMC ha emesso il verdettoa favore degli 8 paesi denunzianti. Tra questi l’UE, cui l’OMC ha consentito di applicare dazi di ritorsione sulleimportazioni dagli USA fino a coprire il 72% (27,8 milioni di $) dell’ammontare che gli americani hannoridistribuito alle proprie imprese. La Commissione ha pubblicato nell’aprile 2005 una bozza di regolamentoche prevede dazi del 15%, con decorrenza 1/5/05, su una lista di prodotti americani che non comprendonol’acciaio. Infine, tra ottobre e novembre gli USA hanno varato un nuovo regolamento (Certification of factualinformation to Import Administration) che, nell’ambito delle procedure AD e AS, colpisce penalmente i certificatoriaziendali, tutte le loro fonti e i loro legali rappresentanti, nel caso la documentazione (risposte ai questionari)presentata a difesa dovesse contenere errori o inesattezze. In agosto sono scadute le misure UE di antidumpinge antisovvenzione contro il filo inox proveniente dall’India e non è stato chiesto alcun riesame. In settembre laComunità Europea ha chiuso i vecchi dazi AD sui coils provenienti da India, Taiwan, Serbia, Bulgaria e SudAfrica con effetto retroattivo dal 20/3/04. In ottobre la Russia ha avviato una procedura AD contro i pianiinox austenitici a caldo e a freddo provenienti dall’UE. L’inchiesta è tuttora in corso. In novembre la Federacciaiha sollecitato il Ministero per ottenere lo sblocco della direttiva della Presidenza del Consiglio che prevedemisure di controllo sull’utilizzazione finale di alcuni prodotti siderurgici importati dai paesi extra UE. Tale direttivaè stata pubblicata sulla Gazzetta Italiana 65 del 19/3/05. Nulla è cambiato nel 2004 per il Sistema diVigilanza Preventiva dell’UE. Si ricorda che era stato abrogato a fine 2000 e poi ripristinato, con coperturaestesa a tutti i paesi e quasi tutti i prodotti, per il periodo dal 17/1/02 al 31/3/05. Verso la fine del 2004,per l’allarmante crescente ruolo di esportatore giocato dalla Cina, in concomitanza con una sempre più vivaceripresa delle importazioni dagli altri paesi extra UE, la Federacciai, insieme ai principali produttori europei, ètornata a premere sulla Commissione per ottenere un’ulteriore proroga del Sistema. Verso fine marzo 2005,poco prima della scadenza, la Commissione ha quindi riconosciuto il rischio di pregiudizio per i produttoricomunitari e ha ritenuto opportuno prorogare il Sistema fino al 31/12/06.Pochi giorni prima (10/3/05) anche il DOC americano, per le stesse motivazioni e facendo da positivocatalizzatore per la decisione dell’UE, aveva prorogato il suo sistema di controllo preventivo (Steel ImportMonitoring System) già applicato a tutti i prodotti, per ulteriori 4 anni.26

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