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Ecco la sentenza del TAR Lazio - Anaaopiemonte.info

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Spetta al giudice

Spetta al giudice nazionale quindi applicare retroattivamente le misure diattuazione della direttiva 82/76 e far sì che il risarcimento del danno subito daibeneficiari sia adeguato corrispondendo, eventualmente, agli stessi il maggiordanno derivante dalla dimostrazione dell’esistenza di danni ulteriori subiti per nonavere potuto usufruire per tempo dei vantaggi pecuniari garantiti dalla direttiva.Il Consiglio di Stato con sentenza del 19 dicembre 2000, riprendendo quanto giàaffermato con altri precedenti, riteneva il D.Lgs n. 257/1991 in contrasto con lecitate direttive comunitarie, nella parte in cui riservava l’applicazionedell’ordinamento coniato in ambito europeo ai soli medici ammessi alle scuole dispecializzazione nell’a.a. 1991/1992. (cfr. C. Stato, sezione IV, 25 agosto 1997, n.909).Concludono quindi rappresentando di essere tutti medici specialisti che hannosvolto la loro formazione negli anni accademici 1982/1991 e quindi chiedono ilriconoscimento del diritto al pagamento del beneficio economico di cui è causacome da sentenza del TAR n. 243 del 2001 ed anche al risarcimento del danno,con conseguente condanna al pagamento per ciascun ricorrente della somma diEuro 11.103,82 a titolo di adeguata remunerazione o in via subordinata alpagamento di Euro 41.316,55 per risarcimento del danno.L’Amministrazione si è costituita in giudizio ha eccepito il difetto di giurisdizionedel giudice adito e la prescrizione quinquennale del credito rassegnandoconclusioni opposte a quelle dei ricorrenti.Gli stessi ricorrenti pur sollevando di essersi rivolti al G.A. in quanto analoghevertenze sono state rigettate dal Giudice ordinario siccome rientranti nellagiurisdizione del giudice amministrativo, con motivi aggiunti del 23 novembre2012 insistono sul difetto di giurisdizione di questo giudice rammentando lasentenza della Corte di Cassazione, 4 febbraio 2005, n. 2203 e analoghi recentiprecedenti sull’argomento.

Previo scambio di ulteriori memorie tra le parti il ricorso è stato trattenuto indecisione alla pubblica udienza del 24 gennaio 2013.DIRITTO1. Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione.Come da precedenti specifici sulla materia pure citati da parte ricorrente appareoramai acclarato che “la materia concernente il diritto dei medici specializzandi allacorresponsione delle borse di studio previste dalla normativa comunitaria” – di cuisi verte nel gravame in esame – “rientra nella giurisdizione del giudice ordinarioattesa la natura di diritto soggettivo della relativa pretesa ed alla luce delladeclaratoria di incostituzionalità, con sentenza della Suprema Corte n. 204/2004,della norma (art. 7 della legge n. 207 del 2000) ricognitiva della giurisdizione delgiudice amministrativo per l’intera materia dei servizi pubblici, tra i quali sifacevano rientrare le modalità di formazione dei medici disciplinate dall’UnioneEuropea anche ai fini della disapplicazione degli atti contestati a norma dell’art. 5della legge n. 2248/1865, all.E (cfr. in tal senso Cassazione Civile, Sezioni Unite, 4maggio 2005, n. 2203 e 12 dicembre 2007, n. 26006; Consiglio di Stato, sezione VI,6 maggio 2008, n. 1994).” (TAR Lazio, sezione I bis, 12 luglio 2012, n. 6370). Laora menzionata decisione ha pure precisato che: “l’attività dei medici iscritti allescuole di specializzazione universitaria non può considerarsi inquadrabile comerapporto di lavoro subordinato e non può rientrare nell’ipotesi della cosiddettaparasubordinazione, a norma dell’art. 409, n. 3 del codice di procedura civile, nonessendo ravvisabile una relazione sinallagmatica di scambio tra la suddetta attività egli emolumenti, previsti dalla legge a favore dei medici specializzandi. Invero, intale situazione, sarebbe ravvisabile solo la corresponsione periodica di emolumentia carattere non corrispettivo per sopperire alle esigenze materiali degli stessispecializzandi, in quanto impegnati a tempo pieno in una fase di formazionetecnico-pratica.”.

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