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Diritto e legislazione dello spettacolo Appunti ... - Lettere e Filosofia

Diritto e legislazione dello spettacolo Appunti ... - Lettere e Filosofia

103. Obblighi

103. Obblighi contributivi ENPALS.3.1 ENPALS Origini e funzioni 3Come è noto il diritto al lavoro e la tutela dei lavoratori fanno parte dei cosiddetti principi fondantidella nostra Costituzione repubblicana entrata in vigore il 1° Gennaio del 1948 4 . Si tratta di quei valoriche la Carta ha inteso affermare, tutelare e promuovere, quali il dovere inderogabile di solidarietàpolitica, economica e sociale (art.2), il rispetto dei “diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo chenelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità”, il pieno sviluppo della personalità umana,da realizzare in un contesto di libertà, eguaglianza e partecipazione (art.3)E’ a questi principi che necessariamente oggi s’ ispira l’insieme di norme della cosiddetta“assicurazione sociale”. Sistema che è chiamato a garantire al lavoratore adeguate prestazione alverificarsi di situazioni di bisogno predefinite o capaci di limitare in tutto o in parte la capacità dilavoro e/o di guadagno, quali: la malattia, l’invalidità, la disoccupazione, la vecchiaia, la morte. Unsistema che non può non essere esteso anche a quel particolare settore dei lavoratori dello spettacoloPrecedentemente all’entrata in vigore della Costituzione ovviamente già esistevano norme edinterventi a tutela di questi particolari lavoratori. Una storia che registra le seguenti tappe fondamentali1821 viene approvato un Regolamento dal Real Rescritto, con il quale viene istituita a Napoli, nelRegno delle due Sicilie, una Cassa delle Pensioni e Sovvenzioni dei Professori Giubilatiaddetti ai reali teatri. Le entrate della Cassa derivavano da contribuzioni versate dal personale,dai proventi delle multe ad essi inflitte, da sovvenzioni dello Stato e dall'incasso di due serate dibeneficio del Real Teatro San Carlo. Le prestazioni erogate dalla Cassa consistevano in untrattamento di giubilazione (pensione) anche reversibile alle vedove dei dipendenti, insovvenzioni una tantum alle famiglie dei dipendenti deceduti prima di aver maturato l'anzianitàminima richiesta per l'accesso al trattamento di giubilazione, in sovvenzioni agli artisti divenutiinabili prima di avere maturato dieci anni di servizio e, infine, nell'assistenza medica gratuita.1861 e 1897 il Regno d'Italia, con appositi provvedimenti recepisce formalmente il Real Rescrittoed assicura il funzionamento ed il finanziamento della "Cassa Giubilati"1932 è l’anno in cui, dopo vari tentativi di Casse che ebbero vita breve e dopo l’esperienza piùsoddisfacente di Casse Mutue Provinciali di Malattia, queste vengono unificate, grazieall’accordo fra le corporazioni degli industriali (parte datoriale) ed i lavoratori degli spettacoli,nella Cassa Nazionale Assistenza e Previdenza degli Orchestrali, Bandisti, Corali eTersicorei (Cassa O.B.C.T.) che, oltre alle prestazioni per malattia, erogava assegni mensili diinvalidità e vecchiaia in favore degli iscritti i quali, per raggiungimento dell'età o per altrecause, fossero riconosciuti permanentemente inabili allo svolgimento della professione. Ilfinanziamento della gestione era assicurato dal trasferimento alla Cassa dei fondi delle disciolteMutue Provinciali, nonché dalle contribuzioni paritetiche versate dai lavoratori e dai datori di3 Per gli approfondimenti si rimanda al manuale “Giovanni Scoz, Il lavoro nello spettacolo. Milanofiori Assago(MI): IPSOA Gruppo Wolters Kluwer, 2012, disponibile anche in eBook4 In particolare il comma 1 dell’art. 1 della Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondatasul lavoro (…)”, mentre nel succ.vo art. 4 si afferma che: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto allavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto/ Ogni cittadino ha il dover di svolgere,secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso,materiale e spirituale della società”

11lavoro. Queste ultime erano riscosse dalla S.I.A.E. e accreditate su libretti personali deilavoratori direttamente dalla parte datoriale.1933 viene costituita, con finalità identiche a quella della Cassa O.B.C.T., la Cassa Nazionale diAssistenza e Previdenza degli artisti lirici, drammatici, dell'operetta, rivista e spettacoliviaggianti, così unificando le poche mutue costituite in precedenza tra gli stessi.1934 si costituisce la Cassa Nazionale Malattie del personale addetto allo spettacolo (impiegati eoperai); le prestazioni di invalidità e vecchiaia venivano invece assicurate, per tali categorie dilavoratori, dal neonato I.N.P.S. , nello stesso anno si procede alla unificazione delle tre Casse ela costituzione della Cassa Nazionale di Assistenza dei Lavoratori dello Spettacolo(C.N.A.L.S.), cui furono attribuiti i fondi delle tre Casse disciolte. Tra gli scopi istituzionali fuconfermato quello dell'assicurazione di invalidità e di vecchiaia che però subì una sostanzialemodifica: non si provvedeva, infatti, all’erogazione di pensioni in senso stretto, ma di generichesovvenzioni al verificarsi del rischio assicurato1947 con il D.L.C.P.S. n. 708 del 16 Luglio 1947 successivamente ratificato, con alcunemodifiche, con L. 29 novembre 1952, n. 2388 fu istituito, in sostituzione della C.N.A.L.S.,l'Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo(E.N.P.A.L.S.).Con la nascita dell’E.N.P.A.L.S. si apre un nuovo capitolo nella storia dell’assicurazione obbligatoriadei particolari lavoratori dello spettacolo, particolari perché il loro lavoro è spesso caratterizzatodall’intermittenza, da modalità di retribuzione tipiche del settore, come quelle costituite dal cachet,nonché da una carriera artistica che può avere dei limiti naturali di svolgimento sensibilmente piùbrevi della vita lavorativa dei c.d. normali lavoratori, pensiamo ad es. al caso dei ballerini.Caratteristiche queste che certo non facilitano la mission dell’Ente, sia sotto il profilo gestionale, chenormativo-procedurale, per la creazione di un “sistema ENPALS” capace di affrontare la sfida diun’efficiente raccolta dei contributi e di un’equa erogazione delle prestazioni, attraverso strumenti atti afare emergere ed a dare tracciabilità a posizioni contributive di fatto spesso sommerse e sfuggenti. Aqueste oggettive difficoltà si sommano poi i caratteri evidenti di un gap culturale che il nostro Paesenon ha ancora risolto che è quello di una storica, diffusa, scarsa attenzione e considerazione neiconfronti del lavoro artistico e/o tecnico-artistico. Un gap che risulta con tutta evidenza anche dalconfronto fra l’attuale sistema del welfare dell’artista nel ns paese rispetto a quelli operanti nel restod’Europa 5 Non è quindi un caso che la storia dell’E.N.P.A.L.S. dalla sua nascita ad oggi sia una storiadi e in sofferenza, costellata da tentativi di rafforzamento ex lege e da momenti di crisi, anche estrema,una storia caratterizzata da un lunghissimo commissariamento durato dal 1975 al 2003, con la solaeccezione del periodo 1992-96. In attesa di una riforma che ripensi l’intero sistema di previdenza edassistenza dei lavoratori dello spettacolo, i periodi di rafforzamento sono stati provocati, indotti daglieffetti di provvedimenti isolati e scanditi a distanza nel tempo, quali quelli posti in essere nel 1971 -DPR n. 1420 del 31.12.1971 – quando dopo quasi trent’anni dalla nascita dell’Ente, vengonostabilite “condizioni assicurative e contributive di maggior favore per le categorie artistiche e tecnichedei lavoratori dello spettacolo. In considerazione delle particolari caratteristiche occupazionali dialcune categorie di lavoratori, l’E.N.P.A.L.S ha inoltre potuto erogare la pensione di invalidità5 Vedi resoconto dell’intervento di Indiana Raffaelli al centro dell’incontro: “Il welfare dell’artista. I diritti e le tutele degliartisti: una comparazione fra l’Italia e il resto d’Europa” . Sala delle Edicole, piazza Capitaniato, Padova Luned’ 10 Giugno2013. (vedi pubblicazione in Appendice del presente lavoro)

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