ASILO POLITICO 1. D.L. 30 dicembre 1989, n. 416 ... - La Tribuna

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ASILO POLITICO 1. D.L. 30 dicembre 1989, n. 416 ... - La Tribuna

Asilo politico1.D.L. 30 dicembre 1989, n. 416. Norme urgenti inmateria di asilo politico, di ingresso e soggiornodei cittadini extracomunitari e di regolarizzazionedei cittadini extracomunitari ed apolidigià presenti nel territorio dello Stato (GazzettaUfficiale Serie gen. - n. 303 del 30 dicembre 1989),convertito, con modificazioni, nella L. 28 febbraio1990, n. 39 (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 49 del28 febbraio 1990).(Estratto)1. Rifugiati. – 1. Dalla data di entrata in vigore delpresente decreto cessano nell’ordinamento interno glieffetti della dichiarazione di limitazione geografica edelle riserve di cui agli artt. 17 e 18 della Convenzionedi Ginevra del 28 luglio 1951, ratificata con L. 24 luglio1954, n. 722, poste dall’Italia all’atto della sottoscrizionedella convenzione stessa. Il Governo provvede agliadempimenti necessari per il formale ritiro di tale limitazionee di tali riserve.2. Al fine di garantire l’efficace attuazione dellanorma di cui al comma 1, il Governo provvede ( 1 ) aisensi dell’art. 17 della L. 23 agosto 1988, n. 400 ( 2 ), ariordinare, entro sessanta giorni dalla data di entrata invigore del presente decreto, gli organi e le procedureper l’esame delle richieste di riconoscimento dellostatus di rifugiato, nel rispetto di quanto disposto nelcomma 1 ( 3 ) ( 4 ).3. Agli stranieri extraeuropei «sotto mandato» dell’AltoCommissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati(ACNUR) alla data del 31 dicembre 1989 è riconosciuto,su domanda da presentare, entro sessanta giorni dalladata di entrata in vigore della legge di conversione delpresente decreto, al Ministro dell’interno, lo status dirifugiato. Tale riconoscimento non comporta l’erogazionedell’assistenza.4. Non è consentito l’ingresso nel territorio delloStato dello straniero che intende chiedere il riconoscimentodello status di rifugiato quando, da riscontriobiettivi da parte della polizia di frontiera, risulti cheil richiedente:a) sia stato già riconosciuto rifugiato in altro Stato.In ogni caso non è consentito il respingimento versouno degli Stati di cui all’art. 7, comma 10;b) provenga da uno Stato diverso da quello diappartenenza, che abbia aderito alla convenzione diGinevra, nel quale abbia trascorso un periodo di soggiorno,non considerandosi tale il tempo necessarioper il transito del relativo territorio sino alla frontieraitaliana. In ogni caso non è consentito il respingimentoverso uno degli Stati di cui all’art. 7, comma 10;[c) si trovi nelle condizioni previste dall’art. 1, paragrafoF, della convenzione di Ginevra] ( 5 );[d) sia stato condannato in Italia per uno dei delittiprevisti dall’art. 380, commi 1 e 2, del codice di procedurapenale o risulti pericoloso per la sicurezza delloStato, ovvero risulti appartenere ad associazioni ditipo mafioso o dedite al traffico degli stupefacenti o adorganizzazioni terroristiche] ( 5 ).5. Salvo quanto previsto dal comma 3, lo stranieroche intende entrare nel territorio dello Stato per esserericonosciuto rifugiato deve rivolgere istanza motivata e,in quanto possibile, documentata all’ufficio di polizia difrontiera. Qualora si tratti di minori non accompagnati,viene data comunicazione della domanda al tribunaledei minori competente per territorio ai fini dell’adozionedei provvedimenti di competenza. Qualora non ricorranole ipotesi di cui al comma 4, lo straniero elegge domicilionel territorio dello Stato. Il questore territorialmentecompetente, quando non ricorrano le ipotesi previstenegli articoli 1 bis e 1 ter, rilascia, su richiesta, un permessodi soggiorno temporaneo valido fino alla definizionedella procedura di riconoscimento ( 6 ).6. Avverso la decisione di respingimento presa inbase ai commi 4 e 5 è ammesso ricorso giurisdizionale.[7. Fino all’emanazione della nuova disciplinadell’assistenza in materia di rifugiati, in sostituzione diogni altra forma di intervento di prima assistenza previstadalla normativa vigente, nei limiti delle disponibilitàiscritte per lo scopo nel bilancio dello Stato, il Ministerodell’interno è autorizzato a concedere, ai richiedenti lostatus di rifugiato che abbiano fatto ingresso in Italiadopo la data di entrata in vigore del presente decreto,un contributo di prima assistenza per un periodo non


Art. 1 bisAsilo politico266superiore a quarantacinque giorni. Tale contributoviene corrisposto, a domanda, ai richiedenti di cui alcomma 5 che risultino privi di mezzi di sussistenza o diospitalità in Italia] ( 7 ).8. Con decreto del Ministro dell’interno, di concertocon il Ministro del tesoro, da emanarsi entro sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della leggedi conversione del presente decreto, sono stabilite lamisura e le modalità di erogazione del contributo di cuial comma 7.9. All’onere derivante dall’attuazione dei commi 2e 7 valutato rispettivamente in lire 3.000 milioni ed inlire 67.500 milioni in ragione di anno per ciascuno deglianni 1990, 1991 e 1992, si provvede, quanto a lire 20.000milioni, a carico dello stanziamento iscritto al capitolo4239 dello stato di previsione del Ministero dell’internoper l’anno 1990 e corrispondenti capitoli per gli annisuccessivi e, quanto a lire 50.500 milioni, mediantecorrispondente riduzione dello stanziamento iscritto,ai fini del bilancio triennale 1990-1992, al capitolo 6856dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il1990, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento«Interventi in favore dei lavoratori immigrati».All’eventuale maggiore onere si provvede sulla base diuna nuova specifica autorizzazione legislativa.10. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare,con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.11. I richiedenti asilo che hanno fatto ricorso alledisposizioni previste per la sanatoria dei lavoratori immigratinon perdono il diritto al riconoscimento dellostatus di rifugiato. Nei loro confronti non si fa luogo ainterventi di prima assistenza.( 1 ) Questo provvedimento è stato adottato con il D.P.R. 15maggio 1990, n. 136.( 2 ) Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento dellaPresidenza del Consiglio dei ministri.( 3 ) Si veda il D.P.R. 15 maggio 1990, n. 136: Regolamento perl’attuazione dell’art. 1, comma 2, del D.L. 30 dicembre 1989, n. 416,convertito, con modificazioni, dalla L. 28 febbraio 1990, n. 39, inmateria di riconoscimento dello status di rifugiato.( 4 ) Si veda il D.M. 24 luglio 1990, n. 237, in materia di primaassistenza ai richiedenti lo status di rifugiato.( 5 ) Questa lettera è stata soppressa dall’art. 34, comma 1, delD.L.vo 19 novembre 2007, n. 251.( 6 ) L’ultimo periodo di questo comma è stato così sostituitodall’art. 31 della L. 30 luglio 2002, n. 189. Il periodo previgentecosì disponeva: «Il questore territorialmente competente rilascia,dietro richiesta, un permesso di soggiorno temporaneo valido finoalla definizione della procedura di riconoscimento».( 7 ) Questo comma è stato abrogato dall’art. 32, comma 1,lett. a), della L. 30 luglio 2002, n. 189.1 bis. ( 1 ) Casi di trattenimento. – 1. Il richiedente asilonon può essere trattenuto al solo fine di esaminarela domanda di asilo presentata. Esso può, tuttavia, esseretrattenuto per il tempo strettamente necessarioalla definizione delle autorizzazioni alla permanenzanel territorio dello Stato in base alle disposizioni deltesto unico delle disposizioni concernenti la disciplinadell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero,di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,nei seguenti casi:a) per verificare o determinare la sua nazionalità oidentità, qualora egli non sia in possesso dei documentidi viaggio o d’identità, oppure abbia, al suo arrivo nelloStato, presentato documenti risultati falsi;b) per verificare gli elementi su cui si basa la domandadi asilo, qualora tali elementi non siano immediatamentedisponibili;c) in dipendenza del procedimento concernenteil riconoscimento del diritto ad essere ammesso nelterritorio dello Stato.2. Il trattenimento deve sempre essere disposto neiseguenti casi:a) a seguito della presentazione di una domandadi asilo presentata dallo straniero fermato per avereeluso o tentato di eludere il controllo di frontiera osubito dopo, o, comunque, in condizioni di soggiornoirregolare;b) a seguito della presentazione di una domandadi asilo da parte di uno straniero già destinatario di unprovvedimento di espulsione o respingimento.3. Il trattenimento previsto nei casi di cui al comma1, lettere a), b) e c), e nei casi di cui al comma 2, letteraa), è attuato nei centri di identificazione secondo lenorme di apposito regolamento. Il medesimo regolamentodetermina il numero, le caratteristiche e lemodalità di gestione di tali strutture e tiene conto degliatti adottati dall’Alto Commissariato delle NazioniUnite per i rifugiati (ACNUR), dal Consiglio d’Europa edall’Unione europea. Nei centri di identificazione saràcomunque consentito l’accesso ai rappresentanti dell’ACNUR.L’accesso sarà altresì consentito agli avvocatie agli organismi ed enti di tutela dei rifugiati con esperienzaconsolidata nel settore, autorizzati dal Ministerodell’interno.4. Per il trattenimento di cui al comma 2, letterab), si osservano le norme di cui all’articolo 14 del testounico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.Nei centri di permanenza temporanea e assistenza dicui al medesimo articolo 14 sarà comunque consentitol’accesso ai rappresentanti dell’ACNUR. L’accesso saràaltresì consentito agli avvocati e agli organismi ed entidi tutela dei rifugiati con esperienza consolidata nelsettore, autorizzati dal Ministero dell’interno.


267 D.L. 30 dicembre 1989, n. 416Art. 1 ter5. Allo scadere del periodo previsto per la procedurasemplificata di cui all’articolo 1 ter, e qualora la stessanon si sia ancora conclusa, allo straniero è concesso unpermesso di soggiorno temporaneo fino al terminedella procedura stessa.( 1 ) Questo articolo è stato inserito dall’art. 32, comma 1, lett.b), della L. 30 luglio 2002, n. 189. Il regolamento di cui al comma3 è stato emanato con D.P.R. 16 settembre 2004, n. 303 (G.U. Seriegen. - n. 299 del 22 dicembre 2004).1 ter. ( 1 ) Procedura semplificata. – 1. Nei casi di cuialle lettere a) e b) del comma 2 dell’articolo 1 bis è istituitala procedura semplificata per la definizione dellaistanza di riconoscimento dello status di rifugiato secondole modalità di cui ai commi da 2 a 6.2. Appena ricevuta la richiesta di riconoscimentodello status di rifugiato di cui all’articolo 1 bis, comma2, lettera a), il questore competente per il luogo in cuila richiesta è stata presentata dispone il trattenimentodello straniero interessato in uno dei centri di identificazionedi cui all’articolo 1 bis, comma 3. Entro duegiorni dal ricevimento dell’istanza, il questore provvedealla trasmissione della documentazione necessariaalla commissione territoriale per il riconoscimentodello status di rifugiato che, entro quindici giorni dalladata di ricezione della documentazione, provvedeall’audizione. La decisione è adottata entro i successivitre giorni.3. Appena ricevuta la richiesta di riconoscimentodello status di rifugiato di cui all’articolo 1 bis, comma2, lettera b), il questore competente per il luogo in cuila richiesta è stata presentata dispone il trattenimentodello straniero interessato in uno dei centri di permanenzatemporanea di cui all’articolo 14 del testo unicodi cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286; ovegià sia in corso il trattenimento, il questore chiede altribunale in composizione monocratica la proroga delperiodo di trattenimento per ulteriori trenta giorni perconsentire l’espletamento della procedura di cui alpresente articolo. Entro due giorni dal ricevimento dell’istanza,il questore provvede alla trasmissione delladocumentazione necessaria alla commissione territorialeper il riconoscimento dello status di rifugiatoche, entro quindici giorni dalla data di ricezione delladocumentazione, provvede all’audizione. La decisioneè adottata entro i successivi tre giorni.4. L’allontanamento non autorizzato dai centri dicui all’articolo 1 bis, comma 3, equivale a rinuncia alladomanda.5. Lo Stato italiano è competente all’esame delledomande di riconoscimento dello status di rifugiato dicui al presente articolo, ove i tempi non lo consentano,ai sensi della Convenzione di Dublino ratificata ai sensidella legge 23 dicembre 1992, n. 523.6. La commissione territoriale, integrata da uncomponente della Commissione nazionale per il dirittodi asilo, procede, entro dieci giorni, al riesame delledecisioni su richiesta adeguatamente motivata dellostraniero di cui è disposto il trattenimento in uno deicentri di identificazione di cui all’articolo 1 bis, comma3. La richiesta va presentata alla commissione territorialeentro cinque giorni dalla comunicazione delladecisione. L’eventuale ricorso avverso la decisionedella commissione territoriale è presentato al tribunalein composizione monocratica territorialmente competenteentro quindici giorni, anche dall’estero tramite lerappresentanze diplomatiche. Il ricorso non sospendeil provvedimento di allontanamento dal territorionazionale; il richiedente asilo può tuttavia chiedere alprefetto competente di essere autorizzato a rimaneresul territorio nazionale fino all’esito del ricorso. Ladecisione di rigetto del ricorso è immediatamenteesecutiva.( 1 ) Questo articolo è stato inserito dall’art. 32, comma 1, lett.b), della L. 30 luglio 2002, n. 189.1 quater. ( 1 ) Commissioni territoriali. – 1. Presso leprefetture-uffici territoriali del Governo indicati con ilregolamento di cui all’articolo 1 bis, comma 3, sonoistituite le commissioni territoriali per il riconoscimentodello status di rifugiato. Le predette commissioni,nominate con decreto del Ministro dell’interno, sonopresiedute da un funzionario della carriera prefettiziae composte da un funzionario della Polizia di Stato, daun rappresentante dell’ente territoriale designato dallaConferenza Stato-città ed autonomie locali e da unrappresentante dell’ACNUR. Per ciascun componentedeve essere previsto un componente supplente. Talicommissioni possono essere integrate, su richiesta delPresidente della Commissione centrale per il riconoscimentodello status di rifugiato prevista dall’articolo2 del regolamento di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 15 maggio 1990, n. 136, da un funzionariodel Ministero degli affari esteri con la qualificadi componente a tutti gli effetti, ogni volta che sia necessario,in relazione a particolari afflussi di richiedentiasilo, in ordine alle domande dei quali occorra disporredi particolari elementi di valutazione in merito alla situazionedei Paesi di provenienza di competenza delMinistero degli affari esteri. In caso di parità, prevale ilvoto del Presidente. Ove necessario, in relazione a particolariafflussi di richiedenti asilo, le commissioni possonoessere composte da personale posto in posizionedi distacco o di collocamento a riposo. La partecipazio-


Art. 1 quinquiesAsilo politico268ne del personale di cui al precedente periodo ai lavoridelle commissioni non comporta la corresponsione dicompensi o di indennità di qualunque natura.2. Entro due giorni dal ricevimento dell’istanza, ilquestore provvede alla trasmissione della documentazionenecessaria alla commissione territoriale per il riconoscimentodello status di rifugiato che entro trentagiorni provvede all’audizione. La decisione è adottataentro i successivi tre giorni.3. Durante lo svolgimento dell’audizione, ove necessario,le commissioni territoriali si avvalgono di interpreti.Del colloquio con il richiedente viene redattoverbale. Le decisioni sono adottate con atto scritto emotivato. Le stesse verranno comunicate al richiedente,unitamente all’informazione sulle modalità di impugnazione,nelle forme previste dall’articolo 2, comma6, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplinadell’immigrazione e norme sulla condizionedello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio1998, n. 286.4. Nell’esaminare la domanda di asilo le commissioniterritoriali valutano per i provvedimenti di cuiall’articolo 5, comma 6, del citato testo unico di cui aldecreto legislativo n. 286 del 1998, le conseguenzedi un rimpatrio alla luce degli obblighi derivanti dalleconvenzioni internazionali di cui l’Italia è firmatariae, in particolare, dell’articolo 3 della Convenzione europeaper la salvaguardia dei diritti dell’uomo e dellelibertà fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4agosto 1955, n. 848.5. Avverso le decisioni delle commissioni territorialiè ammesso ricorso al tribunale ordinarioterritorialmente competente che decide ai sensi dell’articolo1 ter, comma 6.( 1 ) Questo articolo è stato inserito dall’art. 32, comma 1, lett.b), della L. 30 luglio 2002, n. 189.1 quinquies. ( 1 ) Commissione nazionale per il dirittodi asilo. – 1. La Commissione centrale per il riconoscimentodello status di rifugiato prevista dall’articolo2 del regolamento di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 15 maggio 1990, n. 136, è trasformata inCommissione nazionale per il diritto di asilo, di seguitodenominata «Commissione nazionale», nominatacon decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,su proposta congiunta dei Ministri dell’interno e degliaffari esteri. La Commissione è presieduta da un prefettoed è composta da un dirigente in servizio presso laPresidenza del Consiglio dei ministri, da un funzionariodella carriera diplomatica, da un funzionario dellacarriera prefettizia in servizio presso il Dipartimentoper le libertà civili e l’immigrazione e da un dirigentedel Dipartimento della pubblica sicurezza. Alle riunionipartecipa un rappresentante del delegato in Italia dell’ACNUR.Ciascuna amministrazione designa, altresì, unsupplente. La Commissione nazionale, ove necessario,può essere articolata in sezioni di analoga composizione.2. La Commissione nazionale ha compiti di indirizzoe coordinamento delle commissioni territoriali,di formazione e aggiornamento dei componenti dellemedesime commissioni, di raccolta di dati statisticioltre che poteri decisionali in tema di revoche e cessazionedegli status concessi.3. Con il regolamento di cui all’articolo 1 bis,comma 3, sono stabilite le modalità di funzionamentodella Commissione nazionale e di quelle territoriali.( 1 ) Questo articolo è stato inserito dall’art. 32, comma 1, lett.b), della L. 30 luglio 2002, n. 189.1 sexies. ( 1 ) Sistema di protezione per richiedentiasilo e rifugiati. – 1. Gli enti locali che prestano servizifinalizzati all’accoglienza dei richiedenti asilo e alla tuteladei rifugiati e degli stranieri destinatari di altre formedi protezione umanitaria possono accogliere nell’ambitodei servizi medesimi il richiedente asilo privodi mezzi di sussistenza nel caso in cui non ricorrano leipotesi previste dagli articoli 1 bis e 1 ter.2. Il Ministro dell’interno, con proprio decreto,sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 deldecreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, provvedeannualmente, e nei limiti delle risorse del Fondo di cuiall’articolo 1 septies, al sostegno finanziario dei servizidi accoglienza di cui al comma 1, in misura non superioreall’80 per cento del costo complessivo di ognisingola iniziativa territoriale.3. In fase di prima attuazione, il decreto di cui alcomma 2:a) stabilisce le linee guida e il formulario per lapresentazione delle domande di contributo, i criteriper la verifica della corretta gestione dello stesso e lemodalità per la sua eventuale revoca;b) assicura, nei limiti delle risorse finanziarie delFondo di cui all’articolo 1 septies, la continuità degliinterventi e dei servizi già in atto, come previsti dalFondo europeo per i rifugiati;c) determina, nei limiti delle risorse finanziariedel Fondo di cui all’articolo 1 septies, le modalità e lamisura dell’erogazione di un contributo economico diprima assistenza in favore del richiedente asilo che nonrientra nei casi previsti dagli articoli 1 bis e 1 ter e chenon è accolto nell’ambito dei servizi di accoglienza dicui al comma 1.


269 D.L. 30 dicembre 1989, n. 416Art. 1 septies4. Al fine di razionalizzare e ottimizzare il sistemadi protezione del richiedente asilo, del rifugiato e dellostraniero con permesso umanitario di cui all’articolo 18del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplinadell’immigrazione e norme sulla condizione dellostraniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998,n. 286, e di facilitare il coordinamento, a livello nazionale,dei servizi di accoglienza territoriali, il Ministerodell’interno attiva, sentiti l’Associazione nazionale deicomuni italiani (ANCI) e l’ACNUR, un servizio centrale diinformazione, promozione, consulenza, monitoraggioe supporto tecnico agli enti locali che prestano i servizidi accoglienza di cui al comma 1 ( 2 ) ( 3 ). Il servizio centraleè affidato, con apposita convenzione, all’ANCI.5. Il servizio centrale di cui al comma 4 provvede a:a) monitorare la presenza sul territorio dei richiedentiasilo, dei rifugiati e degli stranieri con permessoumanitario;b) creare una banca dati degli interventi realizzatia livello locale in favore dei richiedenti asilo e dei rifugiati;c) favorire la diffusione delle informazioni sugliinterventi;d) fornire assistenza tecnica agli enti locali, anchenella predisposizione dei servizi di cui al comma 1;e) promuovere e attuare, d’intesa con il Ministerodegli affari esteri, programmi di rimpatrio attraversol’Organizzazione internazionale per le migrazioni oaltri organismi, nazionali o internazionali, a carattereumanitario.6. Le spese di funzionamento e di gestione delservizio centrale sono finanziate nei limiti delle risorsedel Fondo di cui all’articolo 1 septies.( 1 ) Questo articolo è stato inserito dall’art. 32, comma 1, lett.b), della L. 30 luglio 2002, n. 189.( 2 ) Ai sensi dell’art. 2, comma 8, del D.L. 9 settembre 2002, n.195, convertito, con modicazioni, nella L. 9 ottobre 2002, n. 222,per soggetto destinatario dei servizi di accoglienza di cui al presentecomma si intende lo straniero con permesso umanitario dicui all’art. 5, comma 6 del D.L.vo 25 luglio 1998, n. 286.( 3 ) A norma dell’art. 34, comma 3, del D.L.vo 19 novembre2007, n. 251, per soggetto destinatario dei servizi d’accoglienza dicui a questo comma, si intenda anche lo straniero con permessodi protezione sussidiaria di cui allo stesso decreto legislativo.1 septies. ( 1 ) Fondo nazionale per le politiche e iservizi dell’asilo. – 1. Ai fini del finanziamento delleattività e degli interventi di cui all’articolo 1 sexies, pressoil Ministero dell’interno, è istituito il Fondo nazionaleper le politiche e i servizi dell’asilo, la cui dotazione ècostituita da:a) le risorse iscritte nell’unità previsionale di base4.1.2.5 «Immigrati, profughi e rifugiati» - capitolo 2359- dello stato di previsione del Ministero dell’interno perl’anno 2002, già destinate agli interventi di cui all’articolo1 sexies e corrispondenti a 5,16 milioni di euro;b) le assegnazioni annuali del Fondo europeo per irifugiati, ivi comprese quelle già attribuite all’Italia pergli anni 2000, 2001 e 2002 ed in via di accreditamentoal Fondo di rotazione del Ministero dell’economia edelle finanze;c) i contributi e le donazioni eventualmente dispostida privati, enti o organizzazioni, anche internazionali,e da altri organismi dell’Unione europea.2. Le somme di cui al comma 1, lettere b) e c), sonoversate all’entrata del bilancio dello Stato per essereriassegnate al Fondo di cui al medesimo comma 1.3. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzatoad apportare, con propri decreti, le occorrentivariazioni di bilancio.( 1 ) Questo articolo è stato inserito dall’art. 32, comma 1, lett.b), della L. 30 luglio 2002, n. 189.


GIURISPRUDENZAAsilo politico — D.L. 30 dicembre 1989, n. 416.l Nella vigenza dell’art. 17 del D.P.R. 16 settembre2004, n. 303, il giudizio promosso dallostraniero extracomunitario per ottenere l’annullamentodel provvedimento prefettizio col qualeè stata respinta la sua istanza di permanenza sulterritorio nazionale nelle more della decisione, daparte del tribunale ordinario, sulla domanda diriconoscimento dello status di rifugiato politico,è devoluto alla giurisdizione del giudice amministrativo,poiché l’impugnata decisione si fondasu di una valutazione discrezionale circa l’insussistenzadi un concreto pericolo che lo straniero,nel periodo di attesa, possa sottrarsi all’esecuzionedel provvedimento di allontanamento. * Cass.civ., Sezioni Unite, 27 febbraio 2008, n. 5089,Hoti c. Min. Interno ed altri. [RV601950]l Presupposti per il riconoscimento dello statusdi rifugiato politico sono la condizione sociopolitica normativa del Paese di provenienza e lacorrelazione di questa con la specifica posizionedel richiedente, senza che la prima possa fondarsisul ricorso al notorio e che possa ricavarsi sillogisticamentela seconda dalla prima, rilevando,invece, la situazione persecutoria di chi (per l’appartenenzaad etnia, associazione, credo politicoo religioso, ovvero in ragione delle proprie tendenzeo stili di vita) rischi verosimilmente specifichemisure sanzionatorie a carico della sua integritàfisica o libertà personale. Nella specie la S.C.ha confermato il decreto di diniego del giudice dimerito, motivato sull’inidoneità di indeterminatefonti di stampa a costituire la ragionevole provadella discriminazione dei curdi in Turchia e sullamera asserzione dell’appartenenza del richiedentea tale etnia e del conseguente pericolo. * Cass.civ., sez. I, 20 dicembre 2007, n. 26822, Gay c.Questura Livorno ed altri. [RV601014]l In quanto organo (istituito e regolato dall’art.2 del D.P.R. 15 maggio 1990, n. 136, in attuazionedel disposto dell’art. 1, comma secondo, del D.L.30 dicembre 1989, n. 416, convertito in legge 28febbraio 1990, n. 39) del Ministero dell’Interno, laCommissione Centrale per il riconoscimento dello«status» di rifugiato non ha distinta soggettivitàgiuridica e, come tale, è priva di legittimazioneprocessuale e «ad causam». (Nella specie, è statodichiarato inammissibile il ricorso per cassazioneproposto nei confronti della CommissioneCentrale per il riconoscimento dello «status» dirifugiato avverso la sentenza del giudice di meritoche aveva rigettato l’opposizione contro un provvedimentoreiettivo emanato dalla Commissionemedesima nel vigore del regime di cui all’art. 1D.L. 30 dicembre 1989, n. 416, convertito in legge28 febbraio 1990, n. 39, anteriormente alle modificheintrodotte dalle disposizioni di cui all’art. 32della legge 30 luglio 2002, n. 189). * Cass. civ., sez.I, 2 dicembre 2005, n. 26278, Zeray c. QuesturaPrato ed altri. [RV585002]l In base alla Convenzione di Ginevra del 28luglio 1951, ratificata in Italia con legge 24 luglio1954, n. 722, lo «status» di rifugiato deve esserericonosciuto qualora lo straniero abbia subito laviolazione di diritti umani fondamentali sancitida documenti internazionali o abbia il fondatotimore di essere personalmente perseguitato nelPaese di origine. Pertanto, pur potendosi ammettereche l’onere della prova dei requisiti fondantilo «status» di rifugiato sia da valutare con minorrigore, poiché tanto più grave risulta la persecuzionetanto minore è la possibilità per lo stranierodi fornirla, chi intende chiedere il riconoscimentodel predetto «status» deve provare il pericolo cuiandrebbe incontro con il rimpatrio, con precisiriferimenti all’effettività e all’attualità del rischio,non essendo all’uopo sufficienti le dichiarazionidell’interessato, le attestazioni provenienti da terziestranei al giudizio (in difetto di altri elementi diprova atti a suffragare le risultanze promanantida detti scritti), il riferimento a situazioni politico-economichedi dissesto del Paese di origineo a persecuzioni nei confronti di non specificateetnie di appartenenza ovvero il richiamo al fattonotorio, non accompagnato dall’indicazione dispecifiche circostanze riguardanti direttamente ilrichiedente. (Nella specie, relativa al caso di un cittadinoeritreo, la Suprema Corte ha confermato ladecisione del giudice di merito che aveva respintol’opposizione avverso il provvedimento di diniego


Asilo politico316del richiesto «status» di rifugiato in quanto la sussistenzadel fondato timore di essere perseguitatoin caso di ritorno in patria risultava documentatasoltanto da dichiarazioni provenienti dal ricorrentee da un attestato del Fronte DemocraticoPopolare per la Liberazione dell’Eritrea). * Cass.civ., sez. I, 2 dicembre 2005, n. 26278, Zeray c.Questura Prato ed altri. [RV585003]l In assenza di una legge organica sull’asilopolitico che, in attuazione del dettato costituzionale,ne fissi le condizioni, i termini, i modi e gliorgani competenti in materia di richiesta e concessione,e in considerazione del fatto che le varieleggi succedutesi nel tempo hanno compiutamenteregolato soltanto la categoria del rifugiato politico(di cui alla Convenzione di Ginevra del 28 luglio1951) e configurato la domanda di asilo comeesclusivamente finalizzata al riconoscimento didetta qualifica, il diritto di asilo deve intendersinon tanto come un diritto alla permanenza e allaprotezione nel territorio dello Stato, quanto piuttostocome il diritto dello straniero di accedervi alfine di essere ammesso alla procedura di riconoscimentodello status di rifugiato politico e non hacontenuto legale diverso e più ampio del diritto aottenere il rilascio di un permesso di soggiornoper la durata dell’istruttoria della relativa pratica.Si tratta, dunque, di un diritto attualmente previstosoltanto per coloro che rientrano nella nozionedi rifugiato politico ai sensi della Convenzionepredetta e, di conseguenza, risolutivamentecondizionato al mancato accoglimento della domandadi riconoscimento dello status di rifugiatopolitico. (Nella specie, un cittadino turco di etniacurda, la cui domanda per il riconoscimento dellostatus di rifugiato politico era stata rigettata dallaallora competente Commissione centrale, avevapresentato ricorso avverso siffatto provvedimentoe il tribunale prima e la corte d’appello poi, inaccoglimento di analoga domanda subordinatadello straniero, ne avevano dichiarato il diritto diasilo. Affermando il principio di cui in massima,la Suprema Corte ha cassato la sentenza e, decidendonel merito, ha respinto l’opposizione controil provvedimento amministrativo). * Cass. civ.,sez. I, 25 novembre 2005, n. 25028, Min. Internoed altro c. Aday. [RV584328]l In quanto organo (istituito e regolato dall’art.2 del D.P.R. 15 maggio 1990, n. 136, in attuazionedel disposto dell’art. 1, comma secondo,del D.L. 30 dicembre 1989, n. 416, convertito inlegge 28 febbraio 1990, n. 39) del Ministero dell’Interno,la Commissione Centrale per il riconoscimentodello status di rifugiato non ha distintasoggettività giuridica e, come tale, è priva di legittimazioneprocessuale e ad causam (nella specie,è stato dichiarato inammissibile il ricorso perCassazione proposto dalla Commissione Centraleper il riconoscimento dello status di rifugiato congiuntamenteal Ministero dell’Interno avverso lasentenza del giudice di merito che aveva accoltol’opposizione contro un provvedimento reiettivoemanato dalla Commissione medesima nel vigoredel regime di cui all’art. 1 D.L. 30 dicembre 1989,n. 416, conv. in legge 28 febbraio 1990, n. 39, anteriormentealle modifiche introdotte dalle disposizionidi cui all’art. 32 della legge 30 luglio 2002,n. 18). * Cass. civ., sez. I, 25 novembre 2005, n.25028, Min. Interno ed altro c. Aday. [RV584327]l Asilo e rifugio politico, pur avendo connotazionidiverse, sono tuttavia accomunati sottoil profilo procedimentale, la domanda di asilodovendo essere assistita dalle medesime formalitàpreviste per la richiesta di riconoscimento dellostatus di rifugiato, e in particolare occorrendo chesia accompagnata dalla richiesta di un permessodi soggiorno temporaneo, come disposto dall’art.1, comma 5, del decreto-legge 30 dicembre 1989,n. 416 (convertito, con modificazione, dalla legge28 febbraio 1990, n. 39). Ne consegue che, inmancanza della prova (o anche della semplice allegazione),da parte dell’interessato, dell’avvenutapresentazione di una istanza di concessione delpermesso di soggiorno in pendenza della domandadi asilo, la sola proposizione della domanda stessanon può costituire, di per sé, ostacolo alla espulsionedello straniero. * Cass. civ., sez. I, 4 maggio2004, n. 8423, Thalahitiya Gamaralalage c. PrefetturaCatania ed altro. [RV572572]l Il ricorso dello straniero avverso il provvedimentodi diniego di asilo politico emesso dallaCommissione Centrale per i Rifugiati (nel vigoredel regime di cui all’art. 1 D.L. 30 dicembre 1989,n. 416, conv. in legge 28 febbraio 1990, n. 39, esino alla data di applicabilità delle disposizioni dicui all’art. 32 della legge 30 luglio 2002, n. 189che, introducendo nel testo del citato D.L. n.416/1989 gli articoli da 1 bis a 1 septies, ha istituito,nell’ambito della procedura semplificata perle richieste formulate dagli stranieri ristretti peridentificazione in centri di permanenza temporaneae assistenza, commissioni territoriali e previstola competenza del tribunale territorialmentecompetente — data coincidente, ai sensi dell’art.34 della stessa legge, con l’entrata in vigore nuovoregolamento previsto dal citato art. 1 bis, comma3, D.L. n. 416/1989) rientra nella competenza permateria del Tribunale ai sensi dell’art. 9 c.p.c.,trattandosi di controversia avente ad oggetto lostatus del richiedente, e nella competenza terri-


317 GIURISPRUDENZAtoriale, ai sensi dell’art.25 c.p.c., del Tribunale diRoma, luogo in cui ha sede il soggetto convenuto,che è l’Amministrazione centrale dello Stato (essendola Commissione organo, privo di autonomasoggettività giuridica, del Ministero dell’Interno).* Cass. civ., sez. I, 18 giugno 2004, n. 11441, Saparamaduc. Pres. Cons. Min. [RV573742]l In tema di protezione internazionale, lostraniero che sia giunto clandestinamente inItalia e venga trattenuto per accertamenti pressol’aerostazione di arrivo, ha diritto di presentarecontestuale istanza di riconoscimento della condizionedi rifugiato politico e di permanere nelloStato (munito di permesso temporaneo o ristrettonel Centro di identificazione) fino alla definizionedella procedura avente ad oggetto la verificadelle condizioni per beneficiare dello “status” dirifugiato ovvero della protezione umanitaria. Neconsegue che deve ritenersi illegittimo il rifiuto daparte della polizia areoportuale di ricevere dettaistanza in sede di svolgimento dei primi controlli,avendo l’Amministrazione l’obbligo di inoltrarlaal questore per le determinazioni di competenza,astenendosi da alcuna forma di respingimento edall’adozione di misure di espulsione che impediscanoil corso e la definizione della domandapresso le commissioni designate. * Cass. civ., sez.I, 15 dicembre 2009, n. 26253, Tika Ram c. PrefetturaRoma [RV611089]l Qualora lo straniero venga espulso successivamenteal rigetto della richiesta di permesso disoggiorno per il riconoscimento dello “status” dirifugiato da parte della Commissione Centrale “rationetemporis” competente ed a causa della suapermanenza nel territorio nazionale in violazionedell’intimazione del questore ad abbandonarlo,l’omessa impugnazione del provvedimento di rigettodavanti al tribunale competente a conosceresia delle domande di riconoscimento dello “status”di rifugiato che di quelle dirette ad ottenere lealtre misure di protezione umanitaria preclude lapossibilità di dedurre le medesime ragioni in sededi opposizione al provvedimento di espulsione,salvo che i motivi di opposizione consistano nellaallegazione di un nuovo e diverso fatto di persecuzione,non esaminato nella sede preposta e fattovalere come sopravvenuta ragione del divieto diespulsione ai sensi dell’art. 19 del D.L.vo n. 286del 1998. * Cass. civ., sez. I, 15 dicembre 2009, n.26252, Rahimi c. Prefettura Roma [RV611088]l In materia di protezione internazionale, èvietata l’espulsione dello straniero (adottata dalprefetto) all’esito della decisione negativa dellacommissione territoriale, ai sensi dell’art. 32 dellalegge n. 189 del 2002 (“ratione temporis” applicabile),sull’istanza di riconoscimento dello “status”di rifugiato, se l’interessato, in attesa della definizionedella procedura, abbia chiesto al questore ilrilascio del titolo di soggiorno. * Cass. civ., sez. I,4 agosto 2010, n. 18111, Egbon c. Prefetto RomaUff. Terr. Gov. [RV614100]Asilo politico — L. 23 dicembre 1992, n. 523.l Le controversie che riguardano il diritto diasilo, di cui al terzo comma dell’art. 10 Cost., rientranonella giurisdizione del giudice ordinario,trattandosi di un diritto soggettivo al quale nonè applicabile la disciplina sullo status di rifugiato(D.L. n. 416 del 1989, convertito in legge n. 39 del1990), la quale, invece, espressamente prevede lagiurisdizione del giudice amministrativo. * Cass.civ., Sezioni Unite, 26 maggio 1997, n. 4674, JaberAllen c. Ministero Interno. [RV504706]l Le controversie che riguardano il diritto diasilo, di cui al terzo comma dell’art. 10 Cost., rientranonella giurisdizione del giudice ordinario,trattandosi di un diritto soggettivo al quale nonè applicabile la disciplina sullo status di rifugiato(D.L. n. 416 del 1989, convertito in legge n. 39 del1990), la quale, invece, espressamente prevede lagiurisdizione del giudice amministrativo. La previsionecontenuta nell’art. 10, terzo comma, dellaCostituzione, pone un preciso precetto giuridicoche attribuisce direttamente allo straniero, al qualerisulta impedito nel paese d’origine l’effettivoesercizio dei diritti e delle libertà democratichegarantite ed assicurate dalla nostra Costituzione,un diritto soggettivo perfetto all’ottenimentodell’asilo, pur in mancanza di una legge ordinariache ne specifichi le condizioni di esercizio e le modalitàdi godimento. Conseguentemente, il riconoscimentodel diritto d’asilo non può essere impeditodall’esistenza di una richiesta di estradizioneper reati politici da parte del paese d’origine delrichiedente. * Trib. Torino 28 maggio 2001, Trib.Torino 28 maggio 2001, n. 4763. (Mass. redaz.)l Il riconoscimento dello status di rifugiatopuò rappresentare una circostanza ostativa e, dunque,un possibile vizio del provvedimento di espulsione,ma non della esecuzione di questo da partedel questore, il quale — come risulta dagli artt. 13e 14 D.L.vo 25 luglio 1998, n. 286 — una volta chesia stato emanato il decreto di espulsione, è tenutosenz’altro a darvi corso senza necessità di richiederealcun altro nulla osta, se non quello previsto perl’ipotesi in cui lo straniero si trovi sottoposto a procedimentopenale (art. 13, terzo comma, D.L.vocit., come sostituito dalla legge 30 luglio 2002, n.189). * Cass. civ., sez. I, 11 giugno 2003, n. 9362,Salillari c. Min. Interno. [RV564149]

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