Influenza dell'intensità del moto, della geologia e ... - Regione Molise

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Influenza dell'intensità del moto, della geologia e ... - Regione Molise

XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 20041. Definizione dell’assetto geologico e geomorfologico dei siti allo scopo di definire il profilogeotecnico da utilizzare nelle successive analisi.2. Valutazione del moto sismico di riferimento3. Analisi dell’amplificazione locale, cioè valutazione delle modificazioni che il moto vibratorioindotto dal sisma subisce per effetto dell’eterogeneità dei terreni e della morfologiadel sito.4. Calcolo dei fattori di amplificazione locale.Nella discussione che segue non si svilupperà nel dettaglio il primo punto, di cui si farà solouna sintetica presentazione dei dati acquisiti. Sono stati considerati due schemi differenti ottenutimodificando le caratteristiche meccaniche degli strati più superficiali. Tale operazione è stata laconseguenza del susseguirsi , in tempi successivi, dei dati geotecnici in situ ed in laboratorio edella loro interpretazione. Le modifiche hanno comportato risultati sostanzialmente differenti mettendoquindi in rilievo l’importanza dell’accuratezza dei dati, della interpretazioni delle prove edella utilità di prove differenziate sul sito.L’analisi di amplificazione locale, secondo punto, ha considerato sia il caso di eccitazioni a bassaintensità, come quelle delle repliche registrate subito dopo la prima scossa del 31-10-2002, siaun moto sismico di riferimento, a più alto contenuto energetico, coerente con quello dellanormativa italiana. Quest’ultimo è stato ottenuto con un’ analisi della pericolosità in termini storico-probabilistici(spettro ad hazard uniforme con un periodo di ritorno di 475 anni) Sono stateadoperate come supporto le analisi di sismicità storica, le informazioni di carattere sismotettonicoe paleosismotettonico e la raccolta delle eventuali registrazioni accelerometriche nell’area, alloscopo di una conferma della adeguatezza del moto di riferimento adottato.Questo lavoro è stato effettuato nell’ambito delle attività di microzonazione sismica del centroabitato del Comune di San Giuliano di Puglia di una commissione istituita ad hoc dal Dipartimentodi protezione civile.2 CARATTERISTICHE DEL SITOSan Giuliano di Puglia si estende in una zona collinare in parte su roccia ed in parte su argilla.Morfologicamente, il centro abitato è caratterizzato da una piccola e stretta dorsale che si estendeda nord e si immerge verso sud: il lato meridionale, ove sorge il centro storico, si contraddistingueper una pendenza notevole che testimonia quindi un carattere marcatamente litoide deiterreni ivi presenti (fig.1). L’assetto geologico del paese è caratterizzato da un’ampia sinclinaleche è costruita da almeno due formazioni (fig.2): la prima è assimilabile alla Formazione di Faeto(Auctorum) ed è costituita da calcari detritici, calcari marnosi e marne;la seconda formazione,argilloso-marnosa, occupa il nucleo della sinclinale e costituisce il terreno di fondazione degli edificidella zona di più recente costruzione.


XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004prime interpretazioni delle prove Down-Hole risultava per l’argilla un andamento costante di rigidezza,corrispondente ad una velocità Vs intorno a 700-1000 m/s. Successivamente da una piùapprofondita interpretazione dei dati e dal confronto con le prove CPT e dei dati di laboratorio suicampioni rilevati nei primi 15 m, si è riconosciuta la presenza di uno strato superficiale più sofficedi spessore oscillante tra 10 e 15 m.Per quanto riguarda le leggi di variazione delle caratteristiche meccaniche dei terreni, in funzionedella deformazione di taglio indotta dal terremoto, sono state effettuate analisi ad hoc in laboratoriosolo sulle formazioni argillose; per il resto,non avendo ancora dati di dettaglio, si sono fattele seguenti ipotesi:• Per i calcari detritici (roccia) non si è considerata alcuna degradazione delle proprietà delmateriale;• Per i terreni argillosi si è assunta una sola legge di degradazione tra tutte quelle ottenutenelle analisi di laboratorio effettuate dal Politecnico di Torino. È stata scelta in genere lacurva più vicina al valore medio e/o più prudenziale.Figura 3. Andamento del modulo di taglio (a sinistra) e dello smorzamento percentuale (a destra) infunzione della deformazione di taglio in percentuale.Nella Figura 3 sono riportate la curve di variazione del modulo di elasticità a taglio normalizzatoG/Go e dello smorzamento percentuale D% in funzione della deformazione di taglio ? %.Le curve della figura 3 mostrano che la fase di comportamento lineare del materiale si protraeper valori consistenti della deformazione a taglio, intorno allo 0.01%, ma dopo la degradazione èpiuttosto rapida. Questo comporta che per piccole scosse o microtremori il materiale dissipa pocaenergia anelastica e quindi amplifica fortemente il moto; viceversa, al crescere dell’intensità, ladissipazione aumenta sensibilmente.3 MOTI VIBRATORI CONSIDERATI PER LE ANALISILa definizione del moto sismico di riferimento è un punto essenziale per la microzonazione inquanto definisce il moto rispetto al quale si calcolano i fattori di amplificazione. Un primo passoper definire il moto sismico di riferimento è stato fatto calcolandoil moto con un’analisi di pericolositàstorico-probabilistica per un periodo di ritorno di 475 anni (Lucantoni et alii, 2001), cioè unevento severo con bassa probabilità di accadimento e che è congruente con quelli utilizzati per lazonazione del territorio italiano e per la definizione degli spettri della normativa italiana. Nella figura4 sono messi a confronto lo spettro della normativa per la zona sismica 2 su suolo rigido conquello ottenuto con l’analisi di pericolosità definita precedentemente. Dalla differenza di livello sideduce che San Giuliano di Puglia si pone verso il limite inferiore della classe.


XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004Figura 4. Spettri di pericolosità con Tr=475 anni, per il sito di San Giuliano di Puglia, confrontato con quellodella normativa per la zona sismica 2, per un suolo rigido.Le accelerazioni di picco al suolo (PGA) relative ai due casi: sono rispettivamente 0.17g per lospettro calcolato con l’analisi di pericolosità e 0.25g per quello della normativa.Allo scopo di confrontare gli effetti sulla risposta sismica in superficie dell’intensità del moto,oltre a considerare un evento severo come quello corrispondente all’analisi storico-probabilisticacon un periodo di ritorno di 475 anni, si sono analizzate le registrazioni accelerometriche delle replicheche hanno colpito San Giuliano di Puglia dopo il 31 ottobre 2002.Figura 5. Confronto tra gli spettri registrati per magnitudo compresa tra 3.5 e 4.2.Nella figura 5 sono confrontati gli spettri di accelerazione medi delle repliche registrate, in direzioneN-S, nell’intervallo di magnitudo tra 3.5 e 4.2, nel centro storico (roccia) e nella parte delpaese di più recente costruzione (argilla) Si noti la grande differenza di intensità tra i due siti equindi l’effetto di amplificazione locale. Quest’analisi che utilizza l’input sismico a basso livello diintensità servirà anche a calibrare e validare lo schema per le simulazioni numeriche.4 METODO D’ANALISI DELL’AMPLIFICAZIONE LOCALEIl primo problema nelle analisi di amplificazione locale è la definizione del sito di riferimento rigidodove si ipotizza conoscere il moto non disturbato dalle condizioni locale. Nel caso attuale, tenendoconto dei tipi di terreni presenti (cap. 2), il sito di riferimento potrebbe essere la formazione rocciosacorrispondente ai calcari detritici, cioè una roccia con velocità Vs di circa 1200 m/s affiorante,che è un valore medio tra 1000 in superficie e 1500 in profondità. Si ipotizza quindi che sutale sito sia conosciuto il moto di input. Com’è gia stato detto, questo è il moto ottenuto conl’analisi di pericolosità per un periodo di ritorno di 475 anni, vale a dire con la probabilità di essereecceduto di circa il 10% in 50 anni. Sono stati utilizzati due programmi numerici: PSHAKE, per


XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004le analisi monodimensionali, cioè per i casi di stratigrafie piane e parallele, e BESOIL per le situazionipiù complicate che richiedono schematizzazioni bidimensionali.Alcune situazioni geologiche si differenziano dalle altre perché caratterizzate da una configurazionea strati di terreno paralleli di sufficiente estensione. Esse si prestano, pertanto, nel caso dionde sismiche piane incidenti verticalmente rispetto alla superficie, ad una schematizzazione aduna sola dimensione del tipo applicato nel programma SHAKE (Schnabel et alii, 1972).Il modello fisico a cui fa riferimento è:• monodimensionale: il suolo è rappresentato da N strati piani e paralleli, di estensione orizzontaleinfinita, posti su un semispazio orizzontale (roccia di base).• continuo: il terreno è schematizzato come un mezzo continuo multistrato in cui ogni stratoè assunto omogeneo a comportamento viscoelastico; il basamento è considerato elastico.Ogni strato viene definito in base allo spessore H e alle proprietà dinamiche di rigidezzae smorzamento (G e D).In questo lavoro è stato usato il programma PSHAKE (Sanò & Pugliese, 1991; Sanò et alii,1993), derivato da SHAKE, che permette di usare direttamente come input, uno spettro di rispostainvece di una storia temporale ed è, quindi, molto più pratico. Poiché esso utilizza la teoriadella dinamica aleatoria, fornisce risultati più generali che non sono strettamente legati alla particolarestoria temporale presa in considerazione come input.Per studiare l’effetto topografico e le stratigrafie non piane e parallele, l’analisid’amplificazione locale deve essere effettuata con uno schema 2D. Allo scopo è stato usato ilprogramma di calcolo numerico BESOIL (Sanò, 1996; Pergalani et alii, 2002).BESOIL si basa sul metodo degli elementi di contorno e si presta a risolvere problemi dipropagazione delle onde di qualsiasi tipo. Il metodo si serve della conoscenza della soluzione dellarisposta di un spazio elastico indefinito al carico concentrato in un punto (soluzione di Green), perpoter trasformare le equazioni differenziali del moto, imponendo le condizioni al contorno, in unsistema di equazioni algebriche. Il metodo, a differenza di quello agli elementi finiti, non richiedela schematizzazione di tutto lo spazio in cui si ricerca la soluzione, ma solo il contorno e, nel casoparticolare in studio, richiede solo la superficie del terreno e i contorni delle zone a proprietàmeccaniche uniformi. In tal maniera si riduce il numero delle equazioni da risolvere e quindi lacomplessità del problemaIl programma BESOIL utilizza la formulazione del metodo indiretto della tecnica degli elementidi contorno. Il dominio piano viene diviso in zone dove le caratteristiche meccaniche sonoomogenee. Onde elastiche vengono generate dalle discontinuità del terreno e dall’interfaccia conl’aria (contorni di domini omogenei) mediante sorgenti puntiformi distribuite sui contorni stessi(Sanchez-Sesma e Campillo, 1991; Sanchez-Sesma et alii, 1993). Sebbene questo metodo sia indicatoin letteratura come metodo indiretto, esso permette di capire meglio il fenomeno fisico rispettoal metodo diretto. Infatti, le onde diffratte vengono costruite proprio sulle discontinuità doveesse sono fisicamente generate. Imponendo le condizioni al contorno di continuità sia sulla superficielibera, sia all’interfaccia tra le zone, si ottiene un sistema di equazioni integrali con incognitele sorgenti. Usando uno schema di discretizzazione degli integrali, si ottiene un sistema di equazionialgebriche che, una volta risolte, permettono di ottenere l’intensità delle sorgenti e quindi ivalori di spostamento, velocità ed accelerazione, nonché le trazioni in ogni punto. Il calcolo è effettuatonel dominio delle frequenze e utilizza la teoria della dinamica aleatoria; pertanto è possibileusare in input direttamente anche uno spettro di risposta o di densità di potenza (Sanò et alii,1993).


XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004Figura 6. Schema della Sezione 1 ricostruita per il programma BESOIL.Nel presente lavoro si è fatta l’ipotesi che il moto di riferimento sia costituito da onde di taglioS provenienti verticalmente dall’infinito, nella direzione mostrata nella figura 6. Sono stati esploratii due casi, nel primo il moto è costituito da onde SH (cioè la direzione del moto delle particelledel terreno è perpendicolare al piano della fig.6). Nel secondo è stato considerato il moto delleparticelle nel piano della figura 6 (onde SV).Congruentemente, la prima analisi fornisce il moto vibratorio in direzione perpendicolare al pianodella figura, mentre la seconda fornisce quello nel piano.5 CALIBRAZIONI DEL MODELLO E RISULTATI5.1 Analisi monodimensionali.Hanno avuto un duplice scopo. Il primo è stato quello di calibrare lo schema 2D di BESOIL cheutilizza zone di terreno omogenee e pertanto non può trattare agevolmente valori crescenti continuamentecon la profondità dei parametri meccanici, ma una distribuzione a tratti costanti.PHAKE è servito a identificare una equivalenza tra i due schemi.Il secondo scopo dell’analisi 1-D con PSHAKE è stato quello di definire le caratteristichemeccaniche dei terreni in condizioni di alta deformazione di taglio, cioè sotto l’eccitazione dovutaad un terremoto avente un periodo di ritorno di 475 anni. Sono state esplorate due verticali e irisultati mostrano che:• per l’argilla superficiale la Vs passa da 250 a 200 m/s e lo smorzamento diventa pari al10%,• per l’argilla la Vs passa da 700 a 620 m/s e lo smorzamento diventa pari al 7%.Il livello di deformazione efficace del terreno arriva, ma solo in alcuni punti, a dei valori pari a0.07% nella zona superficiale e a 0.028% in profondità, ma naturalmente si sono assunti dei valorimedi.5.2 Analisi bidimensionaliLe analisi bidimensionali sono state effettuate in due fasi di cui la prima ha permesso di verificarela bontà del modello stesso. Inizialmente la sezione 2D longitudinale è stata analizzata con un motosismico alla roccia affiorante derivante dalle registrazioni accelerometriche (bassa livello energetico)e i risultati sono stati confrontati con i valori registrati su argilla. Successivamente sonostati analizzate tutte le sezioni con il moto derivante dall’analisi di pericolosità storicoprobabilistica(alto livello energetico).In questo rapporto sono mostrati solo i risultati per la sezione 1 (figg.2 e 6). Nello schema sivede in colore più scuro il calcare detritico, che è piegato a tal punto da costituire insieme alle argilleuna sinclinalesu cui giace in superficie un materiale, anch’esso argilloso, ma più soffice. Sulcalcare detritico, stazione A della figura 6, giace il centro storico mentre la parte più recente delpaese è costruita sull’argilla.


XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 20045.2.1 Analisi preliminari senza strato superficiale sofficeNella fase preliminare sono stati utilizzati i dati ottenuti dalle indagini Down-Hole senza che essifossero rianalizzati criticamente e che indicavano per le velocità dell’argilla un andamento quasicostante con la profondità che si aggirava intorno a 700 m/s. I risultati delle analisi sono mostratinella figura 7.Figura 7. Risultati nel caso di assenza di stato superficiale soffice.Nella figura si confrontano i valori di accelerazione registrati durante le repliche dei giorni successivial 31-10-2003 (in figura “moto registrato su argilla”) e i valori di accelerazione calcolaticon le simulazioni numeriche.Si noti che il calcolo numerico non riesce a riprodurre i valori registrati, se non nei periodi moltoalti, intorno a 0.5 s dove l’effetto di amplificazione è dovuto alla forma complessiva della sinclinalepiuttosto che alle caratteristiche meccaniche del terreno.5.2.2 Analisi con strato superficiale soffice e moto sismico a basso contenuto energeticoL’analisi è stata ripetuta con il nuovo schema di figura 6 in cui, uno strato superficiale, oscillantetra 10 e 15m, di terreno più soffice si sovrappone alla struttura sinclinalica. Le caratteristichemeccaniche di questa parte superficiale sono state ricavate dopo un attento riesame dei dati diDown-Hole e confortate dai dati di laboratorio e dai valori di CPT, che hanno permesso di ricavarealcuni profili di Vs mediante correlazioni. I risultati delle analisi di questo nuovo vaso sonoriportati nella figura 8.


XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004Figura 8. Confronto con i dati sperimentali.Come si vede, in questo caso esiste un buon accordo tra le simulazioni numeriche e i dati registratiIn particolare, si noti il risultato della stazione F che è sufficientemente prossima alla stazioneaccelerometrica. Esiste, però, qualche differenza per i bassi periodi, corrispondenti a frequenzemaggiori di 15 Hz, dove lo schema utilizzato è leggermente insufficiente. Infatti, perriprodurre lo spettro su tali periodi occorrerebbe una descrizione più dettagliata degli elementi dicontorno, ma tale campo di periodi è poco interessante per le conseguenze sul costruito. Va notatoche l’alta amplificazione rispetto al moto di riferimento in corrispondenza del centro storico,evidente sia nei dati registrati sia nei valori calcolati, è giustificata dal basso livello di eccitazione.5.2.3 Analisi con strato superficiale soffice e moto sismico ad alto contenuto energeticoNella fase successiva sono stati calcolati i moti vibratori nelle varie stazioni a seguito di una eccitazionead alto contenuto energetico corrispondente ad un evento con periodo di ritorno di 475anni (fig.4).Figura 9. Risposta nelle stazioni(fig 6) per Tr=475,onde Vs .Figura 10. Risposta nelle stazioni(fig 6) perTr=475. Onde SH.I risultati delle analisi sono riassunti nei diagrammi delle figura 9 e 10 rispettivamente nellecondizioni di onde SV ed SH, cioè di moto nel e fuori dal piano della figura. Vi è riportato sia lospettro di risposta di input, cioè quello di riferimento, sia la risposta in differenti punti di interesse.Si noti che la risposta, a causa della conformazione della valle, cioè della forma degli strati profondie della topografia, spostandosi verso il centro della parte del paese costruita più recentemente,passando cioè dalle stazioni B ad F, cambia il suo contenuto energetico verso i periodi piùalti congruentemente con la profondità della zona argillosa. Il massimo della risposta si ottiene, aparte la stazione B, al centro del bacino (stazione E ed F) indicando una certa focalizzazionedelle onde sismiche. Viceversa dall’analisi delle altre sezioni, non mostrate per brevità in questorapporto, non sembra essere importante l’effetto topografico. Ciò è dovuto all’acclività poco pronunciatadella superficie del terreno. L’alta amplificazione nella stazione B è concentrata solo suibassi periodi ed è causata dalla sua posizione in prossimità del bordo della valle.Va notata inoltre la differenza tra la risposta ad un evento ad alto contenuto energetico (fig.9)rispetto a quello dovuto alle repliche (basso contenuto energetico) (fig. 8) . Tale differenza è piùevidente esaminando i fattori di amplificazione.


XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004Figura 11. Fattori di amplificazione nelle stazioni (fig6) per l’evento con Tr=475. Onde SV.Figura 12. Fattori di amplificazione nelle stazioni (fig6) per basse intensità. Onde SV.Questi ultimi sono definiti come rapporti degli indici di Housner tra il moto in superficie e quellodi riferimento (input). L'indice di Housner è calcolato mediante l'integrale dello spettro di rispostadi pseudo velocità, PSV, nell’intervallo di periodi di interesse Ti-Tf. Tale intervallo nella definizioneoriginaria vale 0.1-2.5 s, ma in questo rapporto si è fatto riferimento a 0.1-0.5 che è di interesseper le strutture in muratura:Nella figura 11 è riportato il caso dell’evento calcolato con l’analisi di pericolosità e nella 12quello corrispondente alle repliche. La differenza nei due casi è notevole: al centro della valle ifattori di amplificazione sono inferiori a 1.7 per l’evento con periodo di ritorno di 475 anni , mentrearrivano a valori di circa 4 nel caso dell’evento calcolato dalle repliche. Tali ultimi valori calcolatinumericamente sono prossimi a quelli calcolati con i dati registrati sia accelerometrici siasismometrici dopo la scossa principale (lavoro della commissione tecnico scientifica istituita dallaProtezione Civile nell’aprile 2003).6 CONCLUSIONILo scopo del lavoro è stato quello di studiare l’influenza sull’amplificazione sismica di tre parametri:la scelta del moto sismico di riferimento, glispessori e e geometria dei corpi litologici e caratteristichemeccaniche dei materiali. Le principali conclusioni sono:• la descrizione delle caratteristiche fisico-meccaniche dei materiali riveste una grande importanzanella risposta sismica locale e pertanto una particolare cura va posta sia nelleprove in situ e di laboratorio, sia nell’interpretazione delle prove stesse;• la descrizione della geometria degli strati di suolo nelle analisi numeriche rappresenta unaltro parametro critico. La conformazione a sinclinale degli strati profondi del terreno haprodotto, oltre a una differenziazione sostanziale della risposta da punto a punto, una focalizzazionedelle onde verso il centro del bacino;• i risultati ottenuti per bassa ed alta intensità dell’eccitazione sismica sono differenti. Alcrescere dell’intensità il grado di deformazione del terreno cresce e pertanto diminuiscela sua rigidezza ed aumenta la dissipazione. Il primo effetto comporta un aumento del periododi massima risposta ed il secondo una riduzione della stessa. L’effetto può esseremolto evidente come nel caso studiato.Da quanto sopra detto si evidenzia, oltre la necessità di accurate indagini sul terreno e dellainterpretazione delle prove, anche la cautela nell’utilizzare i metodi speditivi che si servono deidati registrati in situ per basse eccitazioni e che a volte vengono usati per quantizzarel’amplificazione locale.RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICICommissione tecnico-scientifica istituita con decreto del Capo Dipartimento della Protezione Civile rep N.1090 del 3 aprile 2003, Rapporto finale sulla microzonazione sismica del centro abitato di San Giuliano diPuglia. Ufficio del Servizio Sismico Nazionale del Dipartimento della Protezione Civile.Lucantoni A., Bosi V., Bramerini F., De Marco R., Lo Presti T., Naso G., Sabetta F., 2001, Il rischio sismicoin Italia, Ingegneria Sismica 1/2001, Patron Editore, BolognaOrdinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2003, Primi elementi in materia di criteri generali per laclassificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica.Pergalani F., Romeo W.R., Rapporto conclusivo sulla valutazione degli effetti di amplificazione dinamicalocale delle località campione più danneggiate dalla sequenza di terremoti dell’Umbria-Marche 1997-1998, Rapporto SSN,CNR/GNDT-IRRS, maggio 1998.Pergalani F., Petrini V., Pugliese A. & Sanò. T. 2002. Seis mic microzoning using numerical modelling: TheUmbria-Marche earthquake of the 26 September 1997, Numerical analysis and modelling in geomechanics.Ed. John W. Bull, SPON PRES – LondonSanchez-Sesma F. J. & Campillo M. 1991. Diffraction of P, SV, and Rayleigh waves by topographic feature:a boundary integral formulation. Bull. Seis. Soc. Am. 81: 2234-2253.


XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004Sanchez-Sesma F. J., Ramos-Martinez J. & Campillo M. 1993. An indirect boundary element method appliedto simulate the seismic response of alluvional valleys for incident P, S and Rayleigh waves. EarthquakeEng. and Struct. Dyn. 22: 279-295Sanò T., A.Pugliese,(1991), PSHAKE,Analisi probabilistica della propagazione delle onde sismiche, ENEA,RT/DISP/91/03Sanò T., A.Pugliese, G. Di Pasquale (1993), Aleatorietà del moto sismico nell'amplificazione locale, Atti del6 o Convegno Nazionale " L'ingegneria Sismica in Italia", Vol. 1, pagg. 65-74.Sanò T. (1996), BESOIL, Un programma per il calcolo della propagazione delle onde sismiche, Servizio SismicoNazionale.Schnabel P.B., Lysmer J. and Seed H.B., 1972, SHAKE, a computer program for earthquake response analysisof horizontally layered sites, Report EERC 72-12, University of California at Berkeley, Dec. 1972

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