Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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202 AN. CXXIX – MAII-AUGUSTI 2010 – N. 2che stimolerà una crescita permanente, tantodella propria attività quanto della sua persona.È importante, d’altra parte, che la letturapersonale e comunitaria delle Costituzioni siafatta alla luce dei segni dei tempi e dei cambiamentiin corso nella Chiesa e nel mondo. Daqui la necessità di non escludere la possibilitàdel loro aggiornamento. La vita consacratasi trova ogni giorno di fronte a cambiamentisempre più rapidi. Le nuove sfide del mondoattuale esigono che i membri degli Istituti sisentano ulteriormente coinvolti e ricerchinonuovi modelli per affrontare i problemi, attraversoil dialogo con i superiori responsabilie la comunità. «Gli Istituti devono impararel’arte di discernere le modalità adeguate perconservare e attualizzare, nelle diverse situazionistoriche e culturali, il proprio patrimonioecclesiale e per valutare la necessità di modificarele norme giuridiche di fronte ai numerosie urgenti problemi che sembrano a volte opprimerela vita consacrata» 23 .Ogni Istituto può, quindi, secondo le necessitàe seguendo la procedura prevista, rivederee adattare le norme costituzionali, come le normeparticolari, purché venga conservata unacomprensione retta e adeguata del carisma difondazione, così come delle esigenze propriedei luoghi e dei tempi. Può succedere che alcuneCostituzioni poco chiare o redatte senza ilsufficiente spessore teologico e giuridico sianocausa d’incertezze quando ci si imbatte conle influenze esterne, l’aumento e la complessitàdelle esigenze apostoliche. «La Chiesa sottolineasoprattutto un elemento importante: lenorme contenute nelle Costituzioni degli Istitutidi vita consacrata devono sempre mirarealla fedeltà al patrimonio dell’Istituto; devonoinoltre essere riviste opportunamente secondole esigenze della Chiesa, universale e locale, edella società in cui gli Istituti sono chiamati avivere» 24 .ConclusioneLe Costituzioni, concludendo, oggi, comenel passato, sono fatte per essere osservatein una fedeltà perseverante. Ogni religioso,secondo la propria misura, è garante del carismadel fondatore, del patrimonio dell’Istituto.La forza della Regola e delle Costituzioninon risiede nella loro bellezza letteraria, anchese essa non deve essere trascurata, ma nelmodo in cui sono tradotte nella vita di ognimembro e in quella dell’intero Corpo, cioèdell’Istituto.Le Costituzioni indicano a ogni consacratocome configurarsi allo stile di vita di Gesù Cristoe annunciare il suo Vangelo nella fedeltàal carisma dell’Istituto. Su questo cammino,costituiscono per lui una guida sicura verso lasantità e un aiuto appropriato per vivere la vocazionericevuta da Dio. Assumerle con fede,approfondire costantemente il contenuto e ilvalore, sia a livello personale che comunitario,osservarle con fedeltà e libertà di cuore, questoè l’impegno quotidiano al quale ogni consacratonon può sottrarsi.Senza una tale coscienza, una tale intimaconvinzione, è grande il rischio di mancare allaparola data, ma anche di svuotare del suo significatol’adesione a un progetto comunitariocondiviso e a un cammino comune di santità.Questa convinzione ci porta, seguendol’opera iniziata dal Concilio Vaticano II in vistadel rinnovamento della vita religiosa, a riaffermareil valore permanente e centrale delleRegole e Costituzioni. Queste sono il luogo,allo stesso tempo ideale e reale, dove si esprimeil carisma originario di un Istituto al fine dicondurre al rinnovamento radicale della vitadei suoi membri.Mi sia concesso di terminare questa relazionecon le parole che san Francesco ha lasciatoall’intero Ordine:«Ascoltate, figli del Signore e fratelli miei;e prestate orecchio alle mie parole;inclinate l’orecchio del vostro cuoree obbedite alla voce del Figlio di Dio.Osservatecon tutto il vostro cuore i suoi precettie adempite perfettamente i suoi consigli.Lodatelo perché è buonoed esalatatelo nelle opere vostre,poiché per questo vi mandò nel mondo intero,affinché rendiate testimonianza alla vocedi lui con la parola e con le opere,e facciate conoscere a tuttiche non c’è nessuno onnipotente eccetto lui.Perseveratenella disciplina e nella santa obbedienza,e adempite con proposito buono e fermoquelle cose che gli avete promesso» 25 .Card. Franc Rodé, CMPrefetto della Congregazioneper gli IVC e le SVA[Nostra traduzione dal francese,cf. AOFM 1(2010)24-29]

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