Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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AD CHRONICAM ORDINIS 327le persone nel loro cammino spirituale, sapertrovare una parola di sostegno al momentogiusto! Tanti mi hanno testimoniato in questigiorni di come si sono sentiti portati da Luiginella sua preghiera.Ringraziamo il Signore per la sua capacitàdi essere amico fedele nel tempo. Dice il librodella sapienza: «Un amico fedele è rifugio sicuro:chi lo trova, trova un tesoro. Per un amicofedele non c’è prezzo, non c’è misura per il suovalore. Un amico fedele è medicina che dà vita:lo troveranno quelli che temono il Signore».Tanti in lui hanno trovato questo tesoro. Miha stupito in questi giorni di lutto ricevere messaggidi tante persone che lo hanno conosciutoe che possono testimoniare come la loro vita siastata toccata e cambiata grazie alla sua compagnia.Abbiamo veramente ricevuto messaggi disolidarietà un po’ da tutto il mondo. Persino daun ex studente dell’Orissa che vive in zone dipersecuzione. Ha fatto 20 chilometri per poterscrivere un’e-mail di condoglianze.Abbiamo potuto vedere così nel cuore diquante persone la sua amicizia aveva trovatoposto.Ringraziamo il Signore per la sua attivitàdi docenza e di ricercatore. Così a lungoqui all’Antonianum, all’Istituto Francescanodi Spiritualità, che ha amato e servito con intelligenzae dedizione. Ringraziamo il Signoreanche per l’insegnamento qui a Roma allaGregoriana e all’Alfonsianum e in altri centriaccademici. L’innumerevole schiera dei suoistudenti possono testimoniare come non ci siannoiasse mai durante le sue lezioni. In questogiorni tanti suoi ex studenti, oggi professori,hanno manifestato la stima per lo stile e il contenutodel suo insegnamento.Una caratteristica della sua docenza è statasicuramente quella di coniugare la certezzadella fede e lo spirito di costante ricerca. Lacertezza della fede nei misteri cristiani accendevaogni volta il desiderio di una nuova ricerca.Non si accontentava mai di quello cheaveva già trovato. La costante ricerca nonera segno di un dubbio, o di un’incertezza: alcontrario, lo aveva imparato dai Padri dellaChiesa che Dio, proprio in quanto è Colui chesi fa trovare è continuamente cercato, poichéè infinto, immenso nel suo amore. E questacostante ricerca diveniva in lui possibilità dicoinvolgere altri, studenti, studiosi ricercatori,anche molto diversi tra loro. Proprio perchéconosceva la risposta che viene da Diosapeva proporre a tutti l’itinerario della ricerca,anche a coloro che potevano apparire piùscettici.In questa prospettiva mi sembra bello richiamaregli innumerevoli Simposi da lui ideati,promossi e organizzati in modo instancabiledurante il suo periodo di docenza all’Antonianumed anche successivamente come Pastorein Anatolia, Simposi di carattere ecumenico (iSimposi Intercristiani), di profondo dialogo,soprattutto con il mondo ortodosso greco; isimposi paolini a Tarso e Antiochia e giovanneia Efeso, in cui riusciva a coinvolgere ricercatorireligiosi e laici, nel comune desideriodella verità. In questa capacità di dialogo riuscìa coinvolgere anche studiosi appartenentiad altre religioni, penso in particolare ad alcuniprofessori delle università della Turchia.Credo che da qui possiamo dire grazie alSignore per Mons. Luigi Padovese, per il suoepiscopato, come vicario apostolico dell’Anatolia.Tutti gli siamo testimoni dell’entusiasmocon cui ha accolto la nomina ad essere pastorenella terra nella quale – come dicono gli atti degliapostoli – per la prima volta i credenti in Cristofurono chiamati cristiani. La Turchia è unaterra che ha amato profondamente; lo mostranole sue pubblicazioni ed il fatto che fin dai primianni di insegnamento si portava regolarmentein quella terra per lo studio e la ricerca.Da studioso si è fatto così pastore amorevole,non smettendo tuttavia di essere ricercatore,ma scoprendo la stessa ricerca come risorsaper il lavoro pastorale e per l’animazione spiritualedel suo gregge. In tal modo ci ha aiutatoa scoprire che il vero orizzonte della teologia èsempre pastorale: proprio i padri della Chiesaci mostrano come i grandi pastori delle originicristiane sono stati anche grandi dottori. Infatti,la verità rivelataci in Cristo non è altro chel’amore trinitario, il Quale solo può saziare innostro desiderio di essere amati ed amare.Come non ricordare poi l’anno paolino chelo ha visto instancabile animatore dei numerosipellegrinaggi; quanti gruppi da diocesi, parrocchiee da altre realtà lo hanno trovato prontonella terra dell’apostolo delle genti a guidare ipellegrini a mettersi sulle orme di Paolo.Ha amato quella terra, ha difeso il suo gregge,ha sostenuto il diritto delle minoranze, condiscrezione e tenacia.Ringraziamo il Signore dunque anche pergli anni del suo ministero episcopale, durantei quali tuttavia non ha mai tralasciato di offrirela sua presenza di docente qui all’Antonianum.Colpisce vedere i titoli dei suoi ultimi

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