Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

ofm.org

Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

328 AN. CXXIX – MAII-AUGUSTI 2010 – N. 2corsi che ha tenuto all’Istituto Francescano diSpiritualità.In particolare desidero ricordare quello cheavrebbe dovuto tenere il prossimo anno accademico:la ricerca di Dio, ponte di dialogo.Esperienze religiose antiche e moderne a confronto.In questo c’è forse in sintesi la sua eredità,di studioso, di frate francescano e di pastore.Per questo credo che possiamo auspicareche la sua eredità venga raccolta e che proprioqui in particolare all’Antonianum si possa faretesoro della sua ricerca, mediante iniziative attea sviluppare quanto da lui intuito e vissuto.La sua morte così violenta ci appare a primavista certamente una grande sciagura irreparabile,l’aver perso un amico fedele, un maestroprofondo, un confratello sincero, un pastorebuono. Vorrei pensare in questo momento anchealla Chiesa di cui Luigi è stato pastore inTurchia. Questo sacrificio fino al sangue siafecondo. Siamo certi che non sarà vano e cheDio nel suo misterioso disegno saprà anche daquesta situazione di grande pena e di lutto trarreun nuovo percorso di bene. Ma per questovogliamo chiedere al Signore di rendere noisensibili, più sensibili alla situazione dei cristianinel Medio Oriente e delle minoranze religiose,e poterle aiutare perché possano viverein piena libertà la propria fede.Da tutto ciò impariamo anche noi che ilvero senso dell’esistenza è dare la vita per ifratelli, poiché come dice Gesù, non c’è amorepiù grande di chi dà la vita per i propri amici.Tutti siamo chiamati a riscoprire il valoredecisivo della testimonianza della nostra fedeche può arrivare fino al martirio; di quellatestimonianza che nella relazione con l’altro,chiunque esso sia, espone se stesso offrendogliquello che ha di più caro, Gesù Cristo e la veritàdell’amore; in tal modo, il testimone si offreal rischio della libertà dell’altro.Di questo rischio della libertà, richiestodalla testimonianza cristiana, il Vescovo Luigiera ben consapevole, fin dall’inizio del suomandato episcopale. Concludo con un ricordopersonale: proprio qualche istante dopo averricevuto la notizia della sua uccisione, mi ètornato alla mente un colloquio avuto con luiil giorno stesso della sua nomina episcopale,l’11 ottobre 2004. Parlammo a lungo dell’IstitutoFrancescano di Spiritualità che egli avevaretto come preside per 16 anni e che ora si trovavaa lasciare.Ad un certo punto iniziammo a parlare delsuo nuovo incarico in Anatolia. Ed io avendoletto della situazione nel Medio Oriente cheiniziava a presentare segni preoccupanti per lasituazione dei cristiani, ad un certo punto glidissi, sinceramente preoccupato: «ma Luigi, tirendi conto che lasituazione in quella terra forse potrebbeun giorno aggravarsi e mettere a repentagliol’incolumità dei pastori?». Mi ricordo che lanostra conversazione ebbe un momento interminabiledi silenzio, interrotto da una sua serenaespressione: «sì, ho messo in conto anchequesto, so che potrebbe essermi chiesto tutto».Queste parole dal 3 giugno di quest’annosono diventate per me un insegnamento indelebile.Il Vescovo Luigi nella sua semplicitàsapeva che questa missione avrebbe potutochiedergli il sacrificio della vita. Lo aveva ricordatodel resto proprio quest’anno, qualchemese fa, nell’anniversario dell’uccisione didon Andrea Santoro, quando nell’omelia disse,riferendosi al sacerdote romano morto inTurchia nel 2006: «la sequela di Cristo puòarrivare anche all’offerta del proprio sangue».Arrivederci! Caro Vescovo Luigi: a Dio!Grazie per averci ricordato con il tuo dono finoall’effusione del sangue che se non si ha unmotivo per cui vale la pena morire, vorrebbedire che non si ha nemmeno un motivo per cuivale la pena vivere. Ma questo motivo c’è etu lo hai testimoniato: è Gesù Cristo e il suoamore per ogni uomo.Fr. Paolo Martinelli, ofmcap3. Mons. Luigi Padovesein un’intervista a “Testimoni”HANNO UCCISOIL PASTORE BUONOIl 14 giugno scorso sono stati celebrati aMilano i funerali di mons. Padovese, vicarioapostolico per l’Anatolia, con sede a Iskenderun(Turchia) il giorno del Corpus Domini,il 3 giugno scorso. Mons. Ruggero Franceschini,vescovo di Smirne, prendendo la parolaal termine del rito funebre celebrato dalCard. Dionigi Tettamanzi, Arc. di Milano, hadetto: «Stiamo per dare l’ultimo saluto al nostroe vostro vescovo Luigi; come ho già dettonell’omelia a Iskenderun, non è il caso difarne l’elogio funebre, di raccontare al mondoquanto fosse buono, mansueto, intelligente,modesto; chi ha testimoniato con il sangue nonha bisogno di parole, e neanche di miracoli…

More magazines by this user
Similar magazines