Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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AD CHRONICAM ORDINIS 331minacciato. Adesso abbiamo dovuto metterein tutte le nostre case una telecamera, primanon c’era. In certi posti nelle ore di visita dellachiesa adesso c’è sempre un poliziotto.L’altro ieri mi ha chiamato il giovane sacerdote,che ho mandato a Trazon per nonlasciare la parrocchia totalmente sguarnita, emi ha detto: è venuto un pazzo durante la notte,ha continuato a bussare alla nostra porta, agridare; non sapevo cosa fare, se chiamare lapolizia oppure no. Qui a Mersin un mese fa, ungiovane forse squilibrato, con una scimitarranascosta dietro le spalle, è entrato nella parrocchia:a un certo punto ha tirato fuori l’armae ha minacciato i due sacerdoti. Sono fatti chelasciano un po’ perplessi… Sono tanti episodi,che però prima non c’erano. Adesso pensiamosempre che ci sia un collegamento, almeno trai più gravi».Ci stringiamo ancor più intorno al vescovoe gli chiediamo cosa possiamo fare per lui inTurchia.«Io penso già che il fatto che ci vedano, chevi vedano anche qui, questo è già quanto maisignificativo. Capiscono che non siamo unarealtà isolata, sola. Poi ci sono altre forme diaiuto, legate alla situazione che stiamo vivendo.Qui ad esempio ho parecchi cristiani chesono disoccupati. I cristiani sono centinaia dimigliaia, però sui documenti figura che sonodi religione islamica per non perdere il posto dilavoro… la gente semplice, gli operai, soprattuttogli armeni, hanno dovuto cambiare il cognomee sulla carta d’identità hanno “religioneislamica”. Uno dei miei compiti adesso è anchequello di trovare il sistema di far lavorare autonomamentequeste persone, perché non abbianoné loro né i lori figli paura di dire quelloche sono. Perché il cristianesimo qui in Turchiaè andato smarrito proprio in questo modo, perpaura. La paura è legata al fatto di essere isolato,di non avere più lavoro, di non trovare poi lapossibilità di andare avanti».Le ultime battute del lungo colloquio vertonosul bisogno di formare laici evangelizzatori,capaci di introdurre le persone alla fede inCristo, e sulla sua idea di creare di un centro distudi biblico-patristici e per il dialogo interreligiosocon il mondo musulmano. Un sogno dipace che potremo realizzare solo col perdonovicendevole, con la preghiera e col sacrificio.[Testimoni, 12(2010)5-7]Mario Chiaro10. XXI Asamblea de la UCLAFYpacaraí, Paraguay, 08-14.08.2010“PORTADORESDEL DON DEL EVANGELIOEN AMÉRICA LATINA Y EL CARIBE”1. Ministros provinciales y Custodios delas cuatro conferencias de América Latina yel Caribe nos reunimos del 8 al 14 de agostode 2010 para celebrar nuestra XXI Asambleageneral. Tuvimos la gracia de compartir estosdías con el Ministro general, Fray José RodríguezCarballo y con dos de nuestros Definidoresgenerales, Fray Néstor Schwerz y Fray JulioBunader. Estuvimos en Ypacaraí, Paraguaycon la alegría de encontrarnos con un caminarfranciscano que es, al mismo tiempo, el caminarconfigurador de una nación.2. Quisimos dar continuidad y concreción,desde las particularidades de nuestro propiocontexto latinoamericano y caribeño a las reflexionesy compromisos asumidos por la Ordenen el Capítulo General de 2009. Asumimos,por tanto, el mismo lema del documentofinal de este Capítulo con la ilusión de hacervida el entusiasmo evangelizador de la Orden:“Portadores del don del Evangelio en AméricaLatina y el Caribe”.3. Lo primero que tuvimos en nuestras manosfue una “Breve historia de la UCLAF” (Lima2010), publicada por Fray Mauro Vallejo,ofm. Una simple mirada a este útil instrumentonos permitió percatarnos que la UCLAF naceen 1968, es decir, justo tres años después de laclausura del Concilio Vaticano II y en el mismoaño del emblemático documento de Medellín.La UCLAF es hija, pues, de una Iglesia yde una Orden que desea abrirse al diálogo conel mundo moderno, mas con una especial sensibilidadal mundo de los pobres y oprimidos,como verdadero lugar teológico. Dos perspectivasque no han perdido en nada su vigencia yque todavía nos orientan en el camino: actitudpermanente de diálogo con el mundo y solidaridadcon los pobres en sus múltiples rostros.Perspectivas que nos permiten estar en sintoníacon el Evangelio, con los signos de nuestrotiempo y, al mismo tiempo, con las fibrasesenciales de nuestro carisma franciscano.Francisco de Asís es, hoy por hoy, y en todaslas latitudes, un modelo instaurador del diálogocon el distinto y del encuentro humanizadorcon el marginado.

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