Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 211fidato. Conosco i giovani. Nella sua grandemaggioranza sono uomini entusiasti, amantidella radicalità, e che desiderano ardentementecrescere come uomini, come cristiani e comefrancescani. Le vostre cure, “paterne” e“materne” allo stesso tempo, li aiutano in tuttoquesto. Quanto è bello vedere che una personacresce, che i suoi ideali non vengono meno, eche i suoi “sogni” per una vita francescana piùautentica non si spengono! Quanto è bello esseretestimoni dell’incontro di un giovane conil Signore Gesù e della forza della Sua graziache trasforma progressivamente i sentimentidi questi giovani nei sentimenti dello stessoCristo! Quanto è bello vedere che i valori autenticidel carisma francescano toccano il cuoredei nostri giovani e che pian piano entranonella loro vita! Coraggio, dunque, carissimiMaestri! Non abbiate paura! Quando i vostriMinistri vi chiederanno di lasciare questo servizioper affidarvene un altro, vedrete quantobelli sono stati questi anni. Ve lo assicuro, partendodalla mia esperienza personale.A voi cari Novizi voglio dire quanto il Signore,prima di tutto, ma anche il Ministro èl’intero Ordine, si attendono da voi. Non deludetele attese del Signore e dei fratelli. Assumete,quindi questo periodo come un tempo digrazia per meglio conoscere il volere di Dio eper rispondere con totale e incondizionata generosità.Non sia il vostro progetto, ma il progettodel Signore su di voi ad avere l’ultimaparola. E per arrivare a questo vi propongo uncammino in tre tappe inseparabili tra di loro.Lo faccio pensando al luogo dove si svolgeil vostro incontro: l’amato sacro Monte dellaVerna. In questo luogo, chiamato giustamenteil calvario francescano, il padre san Francescoviene trasformato in icona vivente del Cristopovero e crocifisso.Per raggiungere una tale configurazione,Francesco è dovuto salire, stare e poi scendereda questa montagna così cara per tutti noi.Anche voi, carissimi fratelli novizi, aspirate,come ogni francescano, a identificarvi conCristo povero e crocifisso.Per raggiungere questa mèta, così impegnativa,dovrete, prima di tutto, salire. Salire comportamettersi in cammino, lasciare tante coseche renderebbero difficile o, addirittura, impossibileil cammino, e puntare sempre in alto,senza perdere di vista la mèta. Ecco quanto vichiedo a tutti e a ciascuno di voi: sentirvi semprein cammino, mendicanti di senso, del sensoprofondo della vostra vita, lasciando tantecose inutili per potervi centrare e concentraresull’essenziale, senza mai lasciare di volgerelo sguardo in alto. Ricordate, cari fratelli, chegli ideali sono come le stelle: mai li raggiungeremo,ma, come le stelle, anche gli ideali ciguidano nella oscurità della notte. Mettetevidunque in cammino, e particolarmente quandoquesto diventa faticoso, guardate in alto.Dovete, poi, stare. Stare equivale a un verbopiù volte ripetuto nella parabola della vite edei tralci (Gv 15,1ss): rimanere. Rimanere inLui è essenziale se vogliamo portare frutti. ÈLui il primo formatore, inoltre è Lui la formache dobbiamo acquisire. Vi chiedo di sostarelungamente con Lui nella preghiera, comefece Francesco in questo monte e lungo tuttala sua vita. Sia la preghiera il vostro sostegnoin ogni momento. Sia l’incontro personale conGesù la vostra forza. Sia Lui la vera passionedella vostra vita. Scopritelo come il vostromigliore amico, innamoratevi di Lui, in modotale che, come Francesco lo canta nelle Lodi alDio Altissimo composte proprio alla Verna, siaLui, anche per voi come lo fu par il Poverello,il TUTTO: il bene, il sommo bene, tutto il bene,la bellezza, la ricchezza a sufficienza…Salire, stare, per poi scendere, andare incontroagli altri. Quanto vi ha mosso a saliree quanto avete vissuto e gustato nello stare,dovrà orientare e sostenere il vostro vissutoquotidiano. È nella vita di ogni giorno il luogodove verrà verificata l’autenticità del vostrosalire e del vostro stare. Ricordiamo che ancheper i discepoli non è stato facile tornarealla quotidianità dopo la bella esperienza dellatrasfigurazione. Però è il vissuto giorno dopogiorno l’unico test di quanto è alla base dellanostra vita. Una quotidianità segnata dallafragilità umana propria e degli altri, dalla stanchezzadi ricominciare sempre da capo, dallatentazione di tornare indietro. È allora chedobbiamo tener ben presente che soltanto Luipuò darci la forza per vincere. È allora che lapreghiera e l’incontro intenso con lui si farannopiù necessari per mantenere il nostro SI alsuo progetto di vita per noi.Per finire vi chiedo: non manchi in nessunnoviziato la preghiera quotidiana per la Chiesa,e per il nostro Ordine, in particolare per levocazioni. Con molta fiducia vi chiedo, anche,di pregare per me, Ministro e servo della Fraternità.Carissimi: siate forti nella fede, ardenti nellacarità, lieti nella speranza e, in ogni momento,vigilanti, affinché con la Sua grazia possia-

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