Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 221Audacia. Dopo aver preso coscienza delpresente con molta lucidità, dopo aver approfonditola visione di futuro, si rende necessarial’audacia, per prendere le decisioni opportune.Il nostro non è soltanto un tempo di riflessionee di pressa di coscienza. È anche il momentodi prendere decisioni, e per questo è necessarial’audacia. Senza audacia e coraggio, senzaosare, le acque rimarranno ferme, con il rischioche in poco tempo diventino contaminate.In questo senso ricordo un principio per memolto chiaro: chi si muove può sbagliare, chinon si muove ha già sbagliato.2. Dalla collaborazione all’interdipendenzaLa lucidità nell’analisi della situazione presentee la visione di futuro ci portano a vederecon chiarezza la necessità della collaborazione.Da diversi anni l’Ordine, attraverso i Capitolie i suoi Ministri, sottolinea la necessità dicrescere nella collaborazione interprovinciale.Così, il Capitolo generale 2006, riprendendouna affermazione del Consiglio plenario del2001, afferma che «la collaborazione interprovincialeè il futuro dell’Ordine»; Fr. HermannSchalück già nel 1992 invitava a sviluppareuna «cultura della solidarietà al servizio delfuturo comune», e Fr. Giacomo Bini giustamenteaffermava nel 2003: «Se un fratello chevive isolato si trova oggettivamente ai marginidella sua vocazione, così anche una Provinciache non si sente in comunione con le altre econ l’Ordine intero, si trova ai margini dellaFraternità universale». Io stesso dal 2004 adoggi ho richiamato ripetutamente alla necessitàdella collaborazione, «per realizzare aspettiimportanti del nostro carisma e per essere signumfraternitatis».Il Capitolo generale 2003 ha riaffermatol’urgenza di «tornare all’essenziale della nostraesperienza di fede e della nostra spiritualità»:per dare autenticità alla nostra sequela diCristo, per contribuire a «far sorgere una nuovaepoca», per «suscitare una nuova visionedella vita e delle relazioni» (Sdp 2). Le Prioritàci dicono che cosa è essenziale per noi oggi,esse sono una guida per vivere i valori peculiaridella nostra spiritualità, sono una “chiave”per comprendere e rispondere da Frati minorialle attese della Chiesa e del mondo.Non basta, però, conoscere cosa è essenzialeed individuare le sfide dell’ora presente. Èindispensabile creare le possibilità per viverel’essenziale e per offrire risposte secondo ilnostro carisma. Tra le varie scelte o “strategie”per rendere concrete tali possibilità, il Capitoloindica la “collaborazione interprovinciale”.Anzi, dice che da questa dipende il futurodell’Ordine (cf. Sdp Proposte, 16).Non si tratta di un’indicazione estemporanea.È la conseguenza di quanto è emerso nelCPO/2001, il quale, verificando l’attuale tipologiadelle nostre Province e del nostro Ordine,riconosceva che ci troviamo, in molti casi,in una situazione di precarietà.La “nuova cultura” di solidarietà e collaborazioneha prodotto i suoi frutti come ha riconosciutoil Capitolo generale del 1997 (cf.Dalla memoria alla profezia 39) e lo stessoConsiglio plenario (cf. Documento finale, pp.11-12), tuttavia deve trovare sempre più spazinelle Entità, nelle Conferenze e nella Fraternitàuniversale. Infatti, in un mondo diventatoun unico “villaggio”, il rischio di pensare, diprogettare e di occuparsi e preoccuparsi dei“propri luoghi” è ancora molto forte.Sono proprio le Priorità ad esigere la praticaconvinta della collaborazione. Solo qualcheesemplificazione (cf. Sdp, Proposte 16):la formazione francescana, permanente ediniziale, è realizzabile senza convertirsi allacollaborazione? La nostra ragion d’essere hala possibilità di essere vissuta senza acquisirela mentalità dell’andare e senza la disponibilitàa condividere le nostre ricchezze e le nostrepovertà? Il “modo francescano” di essereoperai nella «Vigna» è possibile senza il concorsodi varie esperienze e il “sentire comune”sui valori della spiritualità francescana? Lapromozione degli studi nell’Ordine, in vistadell’evangelizzazione, è fattibile senza la collaborazioneper i Centri di Studi e tra i Centridi Studi?La cultura della collaborazione non è importantesoltanto, come dice il Capitolo generale,per avere la possibilità di realizzareaspetti essenziali del nostro carisma, ma peressere: signum fraternitatis; per vivere la nostravocazione nella Chiesa e nel mondo: «farconoscere la spiritualità della comunione, primadi tutto al proprio interno e poi nella stessacomunità ecclesiale ed oltre i suoi confini,aprendo e riaprendo costantemente il dialogodella carità, soprattutto dove il mondo di oggiè lacerato dall’odio etnico e dalle follie omicide»(VC 51).Ma i tempi passano velocemente, e oggi inmolti casi non basta la collaborazione ma diventanecessaria, come ho affermato nel capitolodel 2009, l’interdipendenza, e cioè: pensare

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