Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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224 AN. CXXIX – MAII-AUGUSTI 2010 – N. 28. Relazione all’incontro del Ministro e Definitorio generale con la COMPIAssisi, 7-10 giugno 2010FORTI NELLA SPERANZACarissimi Ministri Provinciali della COM-PI, vi saluto, anche a nome del Definitorio generale,con le parole che il Signore rivelò alnostro serafico Padre: il Signore vi dia pace!In voi saluto e abbraccio ciascuno dei Frati chevivono e lavorano nel territorio di questa Conferenza.In adempimento ad uno dei mandati dell’ultimoCapitolo generale (cf. Mandato 4), e seguendouna prassi considerata molto positivadurante il sessennio precedente, ci incontriamo– Ministro e Definitorio generale e i MinistriProvinciali della COMPI –, per condividereaspetti che entrambi consideriamo importantiin questo momento della vita e missione deiFrati della Conferenza e dell’Ordine.GratitudineAnzitutto esprimo la mia gratitudine, equella dei membri del Definitorio generale,per quanto fate nel campo dell’animazione deiFrati della Conferenza, e per la vostra vicinanzaal Definitorio generale. Il Signore benedicail vostro lavoro e ci conceda la grazia di crescereogni giorno in fiducia reciproca e in comunionefraterna.Sono ben cosciente, inoltre, del posto che laCOMPI occupa nell’insieme delle Conferenzee particolarmente nell’UFME, sia per il numerodi Entità e di Frati – siete la Conferenza piùgrande dell’Ordine – sia per l’organizzazioneinterna della stessa Conferenza. Tale organizzazione,attraverso i diversi Segretariati eSettori (come è stata illustrata dal Presidentedella Conferenza), dà dinamismo ad una strutturacosì grande come la COMPI, e, allo stessotempo, essendo organizzata in tre zone o regioni– nord, centro e sud – rispetta la diversitàanche culturale del territorio che la compone.Questo fa sì che la vostra sia una Conferenzaviva e creativa. Mentre mi congratulo con voi,vi chiedo di non cedere alla tentazione di fermarvinella ricerca di risposte nuove alle nuovesfide.Alcune linee essenziali di animazione e digovernoViviamo momenti non facili o, come direbbeGiovanni Paolo II, momenti “duri”. Inquesto tempo è necessario governare, ma direiche, soprattutto, è nostro dovere animarei Frati a vivere con gioia e fedeltà creativa laloro vocazione. Noi, Ministri, siamo chiamatia vivere in positivo la tensione tra animare egovernare.A noi Ministri, infatti, si chiede di essere,prima di tutto, animatori dei fratelli: «suocompito prioritario [quello dell’autorità] saràdunque l’animazione spirituale, comunitariaed apostolica della sua comunità» (VFC 50a).Ciò esige di «essere vicini e condividere lavita dei fratelli, ascoltarli, offrire loro motividi speranza e fare memoria dei valori fondamentalidella nostra vita francescana» (Definitoriogenerale, Lettera in occasione dellasolennità di san Francesco 2003). Allo stessotempo, però, ci è chiesto anche di governare.Questo comporta che vengano prese «le necessariedecisioni in vista del bene della vita fraternae della missione» e che, una volta prese,si mettano in atto, con costanza e fortezza, tuttigli strumenti «perché quanto deciso non restisolo sulla carta» (VFC 50c). Il Ministro nonpuò rinunciare né all’animazione né al governo;non può rinunciare all’ascolto e al dialogoe, allo stesso tempo, a prendere delle decisioni.Ricordando sempre che il primo modo per animareè governare, al Ministro toccherà in ognimomento gestire questa necessaria tensionetra animazione e governo.Ecco alcune linee che considero importantida tenersi presenti nella nostra animazione/governo.La priorità delle persone sulle struttureMi rendo sempre più consapevole dellapriorità che si deve dare alle persone rispettoalle strutture. Questo è il servizio principaleche deve prestare chi è stato chiamato a svolgereil servizio dell’autorità. La persona deinostri Frati merita l’attenzione principale e costanteda parte di noi tutti. Noi Ministri abbiamola responsabilità di promuovere la dignitàdella persona, prestando attenzione a ognifratello e alla sua crescita umana, spirituale evocazionale, facendo ad ognuno il dono dellapropria stima, nutrendo un sincero affettoper tutti. È nel cuore del nostro servizio l’accompagnare,il prendere cura e il sostenere nelcammino di fede e vocazionale i nostri fratelli.Prima delle attività o dei progetti, primaancora dei luoghi delle nostre presenze, c’è lapersona dei nostri confratelli. Le nostre Fraternitàsono costituite dai Frati concreti che il

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