Acta Ordinis Fratrum Minorum - OFM

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EX ACTIS MINISTRI GENERALIS 229essere: signum fraternitatis; per vivere la nostravocazione nella Chiesa e nel mondo: «farconoscere la spiritualità della comunione, primadi tutto al proprio interno e poi nella stessacomunità ecclesiale ed oltre i suoi confini,aprendo e riaprendo costantemente il dialogodella carità, soprattutto dove il mondo di oggiè lacerato dall’odio etnico e dalle follie omicide»(VC 51).Ma il tempo corre velocemente ed oggi inmolti casi non basta la collaborazione ma si rendenecessaria, come ho affermato nel capitolodel 2009, l’interdipendenza, e cioè: pensare ilfuturo insieme, responsabilizzarsi del futurodel francescanesimo in una determinata regioneinsieme. Non sarebbe fraterno né responsabilecedere alla tentazione del “si salvi chi può”.Se facciamo parte della stessa Fraternità, dellostesso Ordine, tutti dobbiamo sentirci responsabilidel futuro della presenza francescana in unterritorio dove, in un modo o in un altro, sembravenga meno. Sento che è urgente «superarela mentalità provincialista e incrementare l’interprovincialitàe il senso di appartenenza allaConferenza e all’Ordine» (PdV 31).La finalità dell’interdipendenza e dellaristrutturazione delle Province, in atto nellavostra Conferenza, non è soltanto quella di risolverele difficoltà interne di certe Province odi venire incontro ai sintomi di un certo malesseretra i Frati (cf. PdV 35). Non è neppure soloil rilancio delle missioni e un’esigenza checi viene della lettura dei segni dei tempi e deiluoghi, anche se tutto questo è presente e moltevolte sta alla base di una tale interdipendenza edella stessa ristrutturazione delle Province. Lafinalità ultima, il criterio importante da tenerpresente è quello che ci viene dato dal Capitologenerale 2009: «tentare di ridarci significato[…] in maniera più profetica» (PdV 31). Sitratta dunque di riqualificare la nostra vita e lenostre Fraternità, ripartendo dal Vangelo; dirivitalizzare la risposta vocazionale e il progettoevangelico di vita e missione; in definitiva,si tratta di dare qualità evangelica alla nostravita e missione: centrandoci, concentrandoci,de-centrandoci.In questo caso è importante ricordare eprendere coscienza di quanto afferma il Capitolo2009: «Si tratta di “rifondare” la nostravita sul fondamento del Vangelo. Una “rifondazione”,però, che non si limita alle strutture,ma che vuol partire dalle persone, ossiadai Frati e dalle nostre Fraternità. Non serveristrutturare le opere o le Province se non sirifonda la nostra qualità di vita evangelica ela nostra missione evangelizzatrice; è peròimportante rivedere le nostre strutture perchéesse siano sempre e solo al servizio della vita edella missione» (RdV pp. 35-36).Termino questo tema, chiedendo che suicammini di interprovincialità, ristrutturazione,ridimensionamento, accorpamenti di Provincevengano indicati con chiarezza la finalità ultima,gli obiettivi intermedi, gli strumenti chesi possono utilizzare. Soprattutto è importanteche tutti i Frati siano resi consapevoli, informati,coscientizzati sulle scelte da prendere insieme.Non si tratta di arrivare prima, si trattadi arrivare insieme e al tempo opportuno.ConclusioneCome a Nicodemo Gesù chiese di nasceredi nuovo, di intraprendere un nuovo inizio,per poter entrare nel regno dei cieli, così a noi,oggi, è chiesto un sussulto supplementare difede, di fedeltà, di entusiasmo, per permetterea Dio di fare una “cosa nuova” di noi e connoi. Ciò richiede di spogliarci di qualche altracosa, di far morire ciò che non serve o diventaun ostacolo, e soprattutto di valorizzare quantodi positivo il Signore pone attorno a noi, di fargermogliare i semi di bene che troviamo semprenella nostra umanità, di considerare un’occasionee una preziosa opportunità la situazioneattuale di fragilità, perché siano la grazia ela potenza del Signore a manifestarsi.Seguendo il dettato del Capitolo generaleultimo, dobbiamo «imparare ad essere capacidi gettare uno sguardo positivo sui contesti esulle culture in cui siamo immersi, scoprendovile inedite opportunità di grazia che ilSignore ci offre. Viviamo un nuovo kairòsche il Signore ci offre attraverso il collassodei precedenti paradigmi sociali, culturali ereligiosi, e l’emergere dei nuovi che accompagnanoil cambio di epoca che stiamo vivendo»(PdV 15).Che il Signore ci faccia «sperare controogni speranza», nella consapevolezza che loSpirito può «liberare le potenzialità internedelle persone e delle circostanze», che puòsorprenderci ancora, suscitando in noi unnuovo dinamismo, un’inaspettata scintillache accenda un nuovo fuoco, quello di unavita francescana ed evangelica per il nostrotempo.Fr. José Rodríguez Carballo, ofmMinistro generale OFM

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